Anno 3 - n.2 aprile 2021 In abbinamento gratuito con il numero odierno del Corriere dell’Umbria
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Fabrizio Ravanelli “Leonardo... Discepolo di Dio”
Fabrizio Ravanelli, ambasciatore del bene per Avanti Tutta
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Anno 3 - n.2 aprile 2021
Editoriale
magazine Direttore Alessandro Orfei Grafica Andrea Tamburi Fotografie Rodolfo Laura Editore Avanti tutta Onlus Presidente Sergio Cenci Stampa Graphic Masters
LA NOSTRA RIPARTENZA
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acchiudere in queste righe i progetti futuri di Avanti tutta Onlus potrebbe essere una mission impossible. Dopo un anno di
emergenza sanitaria, abbiamo lavorato pancia a terra per portare avanti quello che Leonardo ci ha insegnato con l’esempio delle sue azioni. Un anno difficile, in cui le differenze si sono purtroppo acuite (come spiega l’assessore al Sociale Cicchi nell’intervista su queste colonne) e in cui chi già si trovava a combattere la battaglia contro la malattia, ha dovuto farlo in un contesto che nessuno avrebbe previsto, un’emergenza sanitaria capace di mettere alla prova anche la nostra sanità, fino ad ora sempre ritenuta ad ottimi livelli. Avanti tutta non si è fatta spaventare, ha pianificato, organizzato e impostato progetti di assistenza che cambieranno la vita a molti. Lo ha fatto mettendo mettendo mano alla suo stesso assetto e nei prossimi mesi vedrete le novità. Lo ha fatto cercando nuovi partner per proseguire il progetto di formazione, educazione e assistenza a 360 gradi. In primis con la nuova progettualità avviata grazie all’Ufficio scolastico regionale ma arriveranno presto altre novità legate all’Università di Perugia. Ma anche proseguendo la collaborazione con la rete di ‘Doniamoci’ e diventando una delle colonne di ‘Insieme – Umbria contro il cancro’. Lo ha fatto per dare risposte ai bisogni concreti. Molla di questo è stato un sorriso che, nelle scorse settimane si è, purtroppo, spento e che lascia un vuoto incolmabile. Il sorriso di Silvia Garzi, un’amica di Avanti tutta, una guerriera moderna che ha combattuto fino all’ultimo la sua battaglia della vita. Da qui, dalla sua storia e dal suo insegnamento, l’idea di ‘Viva la vita’, un progetto per l’assistenza e il supporto ai familiari dei malati oncologici. Da oggi, inoltre, a veicolare i valori di sport, salute, solidarietà e benessere ci sarà un’arma in più. Nasce la figura degli ‘Avanti tutta Ambassador’, amici dell’associazione, di Leonardo e di tutti noi, pronti a testimoniare con la propria storia, la propria credibilità e la propria azione il valore e la forza delle parole di Leonardo. Il primo
In abbinamento gratuito con il numero odierno del Corriere dell’Umbria. Editrice Gruppo Corriere srl Via Pievaiola 166 f-6 - PERUGIA CORRIERE: Direttore Responsabile Davide Vecchi Registrazione al tribunale di Perugia N. 662 del 12/3/1983
Avanti tutta Ambassador è Fabrizio Ravanelli, personaggio che non ha bisogno di presentazioni e che ha sposato la nostra mission. Seguiteci, dunque. Sosteneteci in ogni modo. Abbiamo bisogno di tutti voi...
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IL MONDO DELLA SCUOLA
“La storia di Leonardo come valore educativo”:
Si consolida il rapporto tra Avanti Tutta Onlus e l’Ufficio Scolastico Regionale
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uova e strategica collaborazione tra l’Ufficio Scolastico Regionale e Avanti Tutta Onlus, con l’obiettivo della promozione dei valori di Avanti Tutta e di Leonardo Cenci nelle scuole. “Una nuova collaborazione e un nuovo rapporto – spiega il dottor Mauro Esposito, coordinatore regionale dell’attività ed educazione fisica scolastica dell’Usr – nata con la presentazione di un progetto al direttore Antonella Iunti. Un progetto rivolto alla scuola primaria, in cui vengono evidenziati i valori dello sport come forma educativa importantissima e strategica. È prevista inoltre una formazione anche sulle insegnanti e, alla fine, l’idea è quella della produzione di una sorta di cartone animato quale lavoro finale”. L’idea alla base è poi quella che a settembre si animi una manifestazione in presenza, con il Perugia Calcio, “per valorizzare e promuovere tra i giovani i valori positivi propri di Leonardo Cenci e dell’associazione che lui stesso ha creato. La nostra intenzione è quella di proseguire nel rapporto e nella collaborazione, magari lavorando in vista dei campionati studenteschi, il luogo di massima attività di tutte le attività sportive nelle scuole di primo e secondo grado”. L’attività progettuale prevista si chiama “Storie di coraggio”. Nello specifico il cartone animato avrà protagonista il Grifo, simbolo del Perugia Calcio, che imparerà, nel corso delle scene, come essere più forte attraverso uno stile di vita sano e come combattere le sue paure attraverso l’esempio di Leonardo.
Il progetto si articola in tre diverse fasi, le prime due basate principalmente sulla visione del cartone animato e su una discussione, guidata dall’insegnante, sulle tematiche trattate, mentre l’ultima avrà come elemento centrale la cartolina in cui sono rappresentati Leonardo Cenci e il Grifo, con i loghi di Avanti Tutta e del Perugia Calcio.
L’attività proposta risponde a un particolare BISOGNO FORMATIVO degli alunni delle scuole primarie. L’attività ideata e proposta è volta a sensibilizzare i bambini su temi e valori molto importanti. Facendo riferimento, infatti, alle emozioni del protagonista della storia narrata, i bambini potranno acquisire consapevolezza del rapporto con la paura, che non va eliminata ma va compresa, affrontata e superata, e dell’importanza del coraggio, che consente di superare ostacoli che si pensavano impossibili da fronteggiare. Nei primi anni di vita, infatti, è difficile
comprendere le proprie emozioni e sviluppare una reale consapevolezza delle proprie sensazioni, che appaiono come nuove e difficili da esprimere: attraverso la storia di un personaggio in cui possano riconoscersi e in cui possano ritrovare sensazioni già vissute, questo processo di comprensione può essere aiutato e accelerato. L’esempio della vita e dei valori di Leonardo Cenci, il fondatore di Avanti Tutta, farà da guida al protagonista della storia, Grifo, mostrando a lui, così come ai bambini, che di fronte alle difficoltà è necessario reagire con coraggio, e non dimenticare mai di sorridere alla vita, lottando sempre con ottimismo. Seguendo il messaggio trasmesso da Leonardo, poi, nella storia narrata si vuole fare attenzione anche a comunicare l’importanza di un sano stile di vita, a partire dall’elemento centrale dello sport, in questo caso identificato nel calcio e nella squadra del Perugia, in cui Grifo riesce a giocare, fino ad arrivare ad introdurre l’argomento dell’alimentazione. L’educazione alimentare, in particolare, è importante in questo primo periodo, dove spesso i bambini rifiutano alcuni cibi e fanno fatica a capire l’importanza dell’alimentazione anche per la corretta crescita del proprio corpo. L’attività sarà strutturata, inoltre, in modo da sviluppare l’attenzione e la comprensione dei bambini nei confronti di un contenuto audio-visivo, ed è volta, poi, a far creare un racconto di quanto ascoltato e visto attraverso l’utilizzo consapevole, coerente e creativo di immagini, colori e parole.
ORIETTA E SERGIO, I GENITORI DI LEO
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aveva mai notato, ma che, da quel momento in poi, non utto ha avuto inizio da un ballo. La storia d’amore tra Sergio e Orietta è sbocciata una avrebbe mai dimenticato. sera di fine estate e Sergio ricorda ancora con precisione Alla fine, quella sera, dopo il ballo, Sergio era riuscito a la data: era domenica, 6 settembre 1964. Allora lui era strappare una promessa alla sua Orietta, che, dopo la un giovane ragazzo di ventiquattro anni che pensava so- prima battuta, forse dovuta allo stupore per la proposta prattutto a divertirsi insieme agli amici, e proprio quella ricevuta, si era convinta e aveva detto: “Ci possiamo anche provare”. settimana era stato con Quel momento per Sergio loro alla festa di Pieè stato come una svolta digrotta. La domenica che ha segnato tutta la sera, però, tornando al sua vita, da lì in poi, inpaese, aveva deciso di fatti, tutto cambiò definifermarsi al circoletto, tivamente: “Ho chiuso con dove di solito si ballava il male e ho cominciato insieme ad altri ragazzi e con il bene”. ragazze della sua età. Il Più i mesi trascorsi insiecaso ha voluto che quelme ad Orietta passavano la sera ci fosse anche e più Sergio si rendeva Orietta e, con lei, Sergio conto di quanto fosse fece il primo ballo della speciale, tanto che, se in serata. un primo momento era Loro due si conoscevalei quella più gelosa tra no già: lei era un’amica di Ilaria Bucataio i due, dopo poco anche della sorella di Sergio Sergio sentiva nascere e tante volte aveva fredentro di sé quel sentiquentato casa sua, ma mento, perché era consamai, fino a quel momenpevole di aver trovato una to, Sergio aveva notato persona davvero unica e la bellezza e il sorriso non voleva assolutamencosì puro di quella rate perderla. gazza. C’è voluto poco a Sergio e Durante quel ballo, Sera Orietta per capire di esgio era rimasto stupito sere fatti l’uno per l’altra: dal sorriso di Orietta e il 24 ottobre 1965, dopo non aveva potuto fare a poco più di un anno da meno di farle una proquella domenica di setposta che veniva dal tembre in cui ballando profondo del cuore: “Io insieme avevano sentito vorrei mettermi insieme nascere una scintilla tra a te!”. di loro, si sono sposati La risposta di lei, però, a Montemalbe dai frati non era stata subito pocappuccini. Una giornasitiva, anzi! Lì per lì, inta di grande felicità, con fatti, Orietta era rimasta un aneddoto particolare. molto sorpresa e aveva La prima notte di nozze, detto d’istinto: “Ma sei mentre si trovavano a Fiscemo!”. renze nella camera d’alSergio sorride ancobergo, Sergio non riusciva ra ripensando a quella battuta, che però ha dato inizio a una bellissima storia a tenere la fede al dito: così, decise di toglierla dall’ad’amore. Quella sera Sergio aveva capito che Orietta era nulare fin da quel giorno. L’amore per Orietta, però, lo la donna ideale per lui, perché i suoi occhi e il suo sorri- accompagnava sempre nel suo cuore e la vita insieme so trasmettevano una serenità e un bene che prima non stava per cominciare.
ORIETTA E SERGIO:
L’INIZIO DI UN GRANDE AMORE
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PROGETTI ASSOCIAZIONE
Avanti Tutta Onlus
Sono di seguito elencati progetti significativi attualmente attivi: ONCOTAXI Servizio di trasporto per malati oncologici dalla propria abitazione all’ospedale di Perugia dove sono effettuate le terapie oncologiche.
Il servizio è gratuito e si rivolge a persone che non hanno diritto a tale trasporto tramite il servizio sanitario e hanno difficoltà nella gestione di tali spostamenti. I trasporti sono effettuati da operatori attualmente qualificati e formati (O.V.U.S. Corciano e Croce Rossa) ed è attualmente operativo nel territorio della USL Umbria 1. Tale attività è iniziata nel settembre 2017 ed ha oggi due anni di esperienza di servizio con ottimi riscontri di efficienza ed apprezzamento del servizio.
DONAZIONI AZIENDA OSPEDALIERA PERUGIA I continui contatti con il reparto di oncologia dell’ospedale di Perugia consentono di individuare le macchine diagnostiche, le attrezzature ed i progetti di maggiore rilevanza e utilità per dare migliore risposta alle esigenze dei malati oncologici. È costante attenzione dell’asso-
ciazione di utilizzare le risorse economiche disponibili per tale scopo, provvedendo ad una gestione delle procedure che rendono possibili le donazioni nelle tempistiche più adeguate per una corretta risposta ai bisogni.
ATTIVITÁ PRESSO ONCOLOGIA OSPEDALE DI PERUGIA La frequentazione da parte dei volontari dei luoghi e delle persone impegnate
RACCOLTA DONAZIONI Gestione di attività per la raccolta fondi previste per il periodo di Natale e Pasqua.
nella pratica delle terapie oncologiche, portano ad una sensibilita in cui cercare di fornire concrete risposte con piccole azioni capaci di dare una “carezza” nei luoghi dove è più importante ed apprezzata. Si sviluppano con tale presupposto progettualità che vengono di seguito indicate, alcune già operative ed altre in fase di definizione: cura piante nella sala aspetto oncologia medica, manutenzione arredi sala aspetto oncologia medica, abbellimento e riassetto spazi sale aspetto oncologia, cura e promozione uso libreria sala aspetto oncologia, attività di trucco per pazienti oncologiche, presenza nel reparto oncologia in ricorrenze: Natale, Capodanno, Carnevale, Pasqua, Ferragosto.
VIVA LA VITA Sostegno e aiuti concreti aifamiliari che hanno perso nella malattia oncogica un proprio caro.
ACCOGLIENZA ALLOGGIO Assistenza gratuita ai familiari di pazienti ricoverati per gestire le difficoltà di trovare un alloggio.
DONAZIONI
Grazie infinite a tutti i volontari che rendono possibile la realizzazione di tutto questo!
COMBATTERE IL CANCRO SI PUÒ E SI DEVE!
Con la tua donazione contribuirai alla realizzazione dei nostri progetti:
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EVENTI
Matrimoni, anniversari, battesimi, lauree, onoranze funebri o qualsiasi altro momento speciale della nvostra vita
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L’INTERVISTA
PANDEMIA E SOCIALE, PARLA L’ASSESSORE CICCHI:
“Aumentati i nuovi poveri. Servono percorsi strutturati e non aiuti a pioggia” di Alessandro Orfei
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a pandemia ha aumentato le disuguaglianze, le differenze e le difficoltà. Gli enti pubblici, soprattutto gli uffici del Sociale, si sono trovati a far fronte ad una emergenza nell’emergenza. L’assessore al Sociale del Comune di Perugia, Edi Cicchi, è una di quelle che, in trincea, ha affrontato la situazione.
Come e quanto la pandemia ha inciso a livello economico sui cittadini? L’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia ha inevitabilmente determinato un’emergenza sociale ed economica. Molte persone a causa della pandemia hanno perso il lavoro; molte altre sono state messe in cassa integrazione e la ricerca stessa del lavoro è diventata ancora più ardua, con le imprese che faticano a sopravvivere e dunque ancor più restie ad assumere di quanto non fossero prima della pandemia.
Molte infatti le attività che hanno subito danni anche dalle varie restrizioni e misure adottate da un anno a questa parte per il contenimento del contagio. A questo si aggiunge la preoccupazione legata al fatto che attualmente c’è il blocco dei licenziamenti ma questo blocco prima o poi finirà e dunque avremo ancora più persone disoccupate. Quali sono le fasce più esposte? Le fasce più esposte, sotto il profilo della crisi economica, sono senz’altro quelle che già prima del Covid vivevano situazioni di marginalità e disagio, coloro che a causa della pandemia hanno perso il lavoro, e se vogliamo anche i giovani che faticano a trovare occupazione o peggio ancora, entrano sempre in misura maggiore a far parte dei NEET (l’acronimo inglese di Neither in Employment or in Education or Training, ovvero persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione. Molte sono le persone che lavoravano nell’ambito del turismo e della ristorazione con lavori occasionali, i lavoratori a chiamata che a tutt’oggi sono fermi. Esistono fasce di cosiddette “nuove povertà”, magari diventate tali proprio durante l’anno di emergenza sanitaria? In questo anno abbiamo assistito ad un aumento esponenziale della povertà legata principalmente alla perdita del lavoro, dunque della principale fonte di reddito. I cosid-
detti nuovi poveri occupano quella che potremmo definire una “fascia grigia” della popolazione e, secondo il rapporto Caritas italiana, sono passati dal 31% del 2019 al 45% nel 2020. Questo aumento esponenziale riguarda soprattutto coloro che a causa del lockdown prima, e delle varie chiusure poi, per la prima volta hanno sperimentato condizioni di disagio e deprivazione economica tali da spingerli a chiedere aiuto. Tra questi, in primo luogo, troviamo le persone disoccupate e le persone con impiego irregolare; allo stesso tempo troviamo i lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria o in deroga e quelli precari o intermittenti che usufruiscono di ammortizzatori sociali ma che si vedono ridotto all’80% il salario. Quali sono state le iniziative messe in campo dal Comune per far fronte al disagio emerso durante l’emergenza sanitaria. Come amministrazione abbiamo dato seguito ai ristori inviati dal governo con la distribuzione dei buoni spesa, ai quali si sono aggiunti altri fondi provenienti da iniziative di solidarietà spontanea. Durante la fase di lockdown abbiamo lavorato mettendo in atto risposte innovative e diversificate: dalla riconversione dei servizi in favore di minori anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, la distribuzione di tablet, computer, grazie anche a donazioni e con il supporto del terzo settore,
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a quelli di ascolto telefonico rivolto soprattutto agli anziani con la consegna di pasti o spesa a domicilio. Abbiamo rafforzato l’assistenza ai senza fissa dimora, con la distribuzione di pasti da asporto (in sostituzione delle tradizionali mense), così come il ricovero a questa fetta di utenza passata dall’ospitalità notturna a quella 24 ore su 24. Abbiamo inoltre messo a disposizione degli alloggi per i periodi di quarantena e isolamento. Particolarmente apprezzata inoltre la distribuzione di farmaci e prodotti sanitari a domicilio, così come i dispositivi di protezione individuale e igienizzanti sia per i singoli che per le associazioni di volontariato attive. Di particolare interesse è inoltre l’adesione del Comune di Perugia al progetto nazionale “Spesa Sospesa”, che tramite la piattaforma Regusto ed in base ad un accordo con Caritas e Croce Rossa è riuscita a mettere in piedi una vera e propria forma di economia circolare a favore delle persone più bisognose. Da ultimo, con fondi provenienti dal Fondo Sociale Europeo, abbiamo espletato le procedure per le graduatorie dei bandi “Family Tech” e “Noi insieme”, il primo per l’acquisto di dispositivi informatici, ed il secondo per l’accesso ad ulteriori buoni spesa. Questa misura non ha però
Nuova segnaletica per il Percorso Verde “Leonardo Cenci”
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razie al prezioso intervento dell’assessore Cicchi e dell’assessore Numerini e dei suoi Uffici è stata apposta una nuova segnaletica al Percorso Verde intitolato proprio a Leonardo. Una novità che mette in mostra la mitica figura di Leonardo Cenci di corsa e, ovviamente, il simbolo del Comune. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa novità.
consentito di soddisfare tutte le richieste poiché a fronte di risorse per 180 persone circa per ogni misura sono pervenute oltre mille domande per entrambe le misure. Purtroppo, quella che potremmo definire la grande “falla” di questo sistema di aiuti “a pioggia”, di sussidi ed assistenzialismo, alle quali abbiamo comunque dato seguito, è proprio la poca lungimiranza di tali misure senza la costruzione di un percorso più strutturato. Quali le problematiche, in questa situazione di pandemia, relativa ai soggetti più deboli? Per i soggetti più deboli, accanto ad una povertà materiale si è aggiunta quella che potremmo definire una povertà culturale sociale, che di riflesso riduce anche le opportunità occupazionali. Abbiamo potuto rilevare come la pandemia abbia portato con sé anche un crescente disagio emotivo, psicologico e relazionale, sia tra gli adulti che tra i giovani, all’interno delle famiglie, con conseguenze ancor più gravose laddove erano già presenti delle difficoltà di accudimento di bambini piccoli o di familiari colpiti da disabilità. La didattica a distanza ha rappresentato e continua a rappresentare uno degli “zoccoli duri” di questa emergenza, portando con sé non
solo una sorta di alienamento dei nostri ragazzi ma anche una serie di difficoltà organizzative per le famiglie, ancor di più laddove non vi erano le possibilità per usufruire di strumenti informatici adatti. Anche le persone con disabilità hanno ricevuto un forte colpo dalla situazione, con la chiusura di strutture loro dedicate dove ormai avevano stabilito una routine ed una quotidianità. In questo senso, con buoni risultati, abbiamo cercato di implementare l’assistenza domiciliare riuscendo a dare appunto una continuità a certi percorsi. Abbiamo quindi sollecitato le istituzioni preposte affinché almeno la didattica potesse riprendere in presenza che, pur non garantendo l’integrazione e la socializzazione rimane senz’altro come sostegno alla famiglia. Soggetti separati con figli: c’è stato qualche problema per le visite dei genitori ai figli? Avendo rimodulato i servizi, anche gli incontri con i familiari sia per bambini inseriti in comunità educative che per coloro dove erano previsti incontri protetti, questi sono avvenuti ON LINE. Ovviamente stiamo parlando di situazioni che sono seguite dai servizi. Per le famiglie non seguite dai servizi, non sappiamo come si siano organizzate.
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INTERVISTE
BARBARA TICCHIONI, un appello per Avanti Tutta di Ilaria Bucataio
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l gruppo degli operativi Avanti Tutta è la vera anima dell’associazione: Barbara Ticchioni, la responsabile dei volontari, si occupa dell’organizzazione delle attività degli operativi con grande passione ed entusiasmo, cercando anche di raccogliere nuove adesioni per portare un contributo sempre più importante ad Avanti Tutta. L’abbiamo incontrata per un’intervista in cui ci ha raccontato cosa significa per lei il suo ruolo nell’associazione e ha voluto fare un appello per quanti volessero iniziare a far parte di questo grande gruppo. Per cominciare, parlaci un po’ di te: quali sono state le tue esperienze di vita prima dell’inizio del tuo percorso con Avanti Tutta?
Sono da poco tornata in Italia dopo una vita in giro per il mondo. Ho alle spalle circa trent’anni di vita trascorsi all’estero, in cui ho fatto, tra le altre cose, molte opere di volontariato e in cui soprattutto mi sono occupata della promozione della cultura italiana all’estero. Come sei venuta in contatto con l’Associazione Avanti Tutta? Essendo di Perugia conoscevo l’associazione Avanti Tutta e, anche se non lo avevo incontrato di persona, sapevo chi era Leonardo perché ne avevo sentito molto parlare. Poi, due anni fa, ho letto il libro che Leonardo aveva scritto: mi è piaciuto molto e mi ha colpito la sua storia. Da quel momento ho cercato di con-
tattare l’associazione per sapere se avesse bisogno di una mano a livello di volontariato visto che ero tornata a Perugia, nella mia città di origine. Ora sei la responsabile dei volontari di Avanti Tutta, vuoi spiegare in cosa consiste questo ruolo e cosa significa per te? Quello che cerchiamo di fare è di raccogliere più persone possibili per aiutarci nel nostro lavoro di volontariato per la promozione dell’associazione e per realizzare i tanti progetti e le numerose attività di bene che di volta in volta riusciamo ad organizzare. Quali sono state le ultime iniziative che hanno coinvolto i volontari? Dopo il Natale Amico e le iniziative presso il reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale di Perugia, ad esempio in occasione del Carnevale, da poco si è conclusa la campagna della Pasqua Amica. Abbiamo venduto le torte di Pasqua realizzate dal Forno Pioppi e le uova di cioccolato della cioccolateria Vetusta Nursia di Norcia grazie soprattutto alla disponibilità dei nostri volontari, che sono stati presenti nella casetta davanti all’Ospedale di Perugia, ai mercatini di Ponte San Giovanni e di Pian di Massiano, e nella nostra postazione al Quasar di Corciano. Vuoi fare un appello per chi vuole unirsi ai volontari di Avanti Tutta? Assolutamente sì, colgo l’occasione per fare un appello a tutte le persone che sono interessate ad appoggiare l’associazione: noi siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari e nuove persone che possano aiutarci. Spero di poter contare nuovi volti nel novero dei nostri volontari al più presto, grazie anche a questo appello.
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ASTELIO BASTIANELLI:
“Orgoglioso di essere parte di Avanti Tutta” di Ilaria Bucataio
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on grande dedizione e impeccabile assistenza, Astelio Bastianelli, uno dei volontari storici di Avanti Tutta, è sempre presente nelle tante iniziative dell’Associazione per dare il suo contributo. Astelio, infatti, è uno degli operativi più coinvolti nelle progettualità di bene dell’Associazione: non potevamo non incontrarlo per una delle nostre consuete interviste con i volontari di Avanti Tutta. Astelio, quando si parla del tuo contributo per l’Associazione, tutti evidenziano la tua presenza costante e il tuo impegno quotidiano, da dove viene la tua tenacia? Posso dire di aver vissuto una vita normale, ma molto impegnativa soprattutto per quello che riguarda il lavoro: sono stato capo cantiere e ho dovuto affrontare delle esperienze anche molto difficili. In particolare, ho vissuto la situazione dei terremoti che si sono verificati a Norcia e Cascia. Come ultima esperienza, ho lavorato alla preparazione delle piazzole nel Modenese, a Mirandola, Finale Emilia ed altri paesi nelle vicinanze. Lavoravo di continuo, giorno e notte, però comprendevo perfettamente la sofferenza delle persone e, per questo, lo sforzo si faceva anche volentieri. Hai avuto occasione di conoscere personalmente Leonardo. Che ricordo hai di lui? Era una persona con un carattere vulcanico, aveva una grande energia positiva che finiva per travolgere tutti quelli che lo incontravano. Posso dire che averlo avuto come amico è stata una bellissima esperienza e mi sento fortunato ad averlo conosciuto. Come è iniziata la collaborazione con Avanti Tutta?
Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto, una volta andato in pensione, far parte di un’associazione, e questo è stato possibile grazie a Leonardo. Purtroppo, lui è venuto a mancare poco dopo, ma ho voluto continuare dando il mio contributo all’associazione e proseguendo la strada che Leonardo aveva tracciato insieme alla famiglia Cenci, in particolare con Sergio e Federico. Sei uno dei volontari storici di Avanti Tutta: cosa significa essere parte di questa associazione per te? Per me è un grande orgoglio poter dire di essere parte di Avanti Tutta e devo ammettere che, nel profondo del mio cuore, la sento anche un po’ mia. Devo anche dire che collaborare con Avanti Tutta significa prima di tutto sostenere e aiutare i malati oncologici, anche grazie al rapporto
con il Reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale di Perugia: i ricoverati e le loro famiglie hanno grande bisogno di una mano da parte nostra e poter essere d’aiuto è davvero importante. Con Avanti Tutta, i volontari sono protagonisti delle iniziative di bene organizzate, come ad esempio la campagna della Pasqua Amica, com’è andata quest’anno? Quest’anno la campagna di Pasqua Amica ha avuto una grande risposta, anche grazie all’impegno di tutti i volontari: oltre ogni aspettativa, siamo riusciti a dare un grande contributo ad Avanti Tutta e per noi, quando si conclude un’iniziativa di bene come questa, c’è sempre grande soddisfazione nel poter dire di aver raggiunto un traguardo importante per una buona causa.
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RUNNING
Leo e il campione Giorgio Calcaterra:
“QUEL NOSTRO VIAGGIO IN FRIULI” di Alessandro Orfei
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iorgio Calcaterra ha macinato chilometri su chilometri. In dieci anni, dal 1998 al 2008, ha corso 175 maratone, completandone 31 solo nel 2004. Nel 2000 ha stabilito il record personale sulla distanza (2:13:15). Ha anche centrato il Record mondiale di maratone in un anno sotto le 2:20:00 (16), ricevendo per questo il riconoscimento della rivista specializzata americana Runner’s World. Una forza della natura, dunque, che non poteva non aver incrociato la propria carriera con quella di Leonardo. “Ho conosciuto Leo durante un viaggio – racconta – per recarsi ad un evento in cui eravamo ospiti, insieme a Marina Graziani. Ognuno aveva sentito parlare dell’altro, ma non ci conoscevamo di persona. Abbiamo parlato a lungo ed è stata una conoscenza incredibile”. L’evento a cui Giorgio e Leonardo dovevano partecipare era la White Run® del 2017, l’appuntamento che si corre a Cividale del Friuli. Si tratta di una corsa non competitiva - che
unisce sport, creatività, cultura e divertimento. Attraverso i suoi 5 km, dà la possibilità di correre o cammi-
nare nei centri storici di elevato valore artistico e culturale del nostro Paese. Il percorso cambia ad ogni edizione per farti scoprire in un modo originale, i luoghi più caratteristici e ricchi di storia della città che la ospita. Non serve raggiungere la migliore prestazione sportiva ma percorrere in modo spensierato il percorso, divertendosi con gli amici e famigliari.
Ciò che contraddistingue la White Run® è il colore bianco. Per questo sarai accolto da una grande festa di musica e sapori nel White Village. “In treno mi ha colpito la voglia di ridere e di scherzare di Leo – spiega Giorgio – aspettavamo la coincidenza per un altro treno e abbiamo potuto anche mangiare insieme. Aveva entusiasmo, voglia di dare serenità agli altri. L’ho incrociato poi all’Invernalissima di Bastia Umbra, alla partenza della Maratona di Genova e al Coni, per la Medaglia al Valore atletico. In quell’occasione era accompagnato anche dai genitori. È stato, anche grazie al suo libro, sicuramente d’esempio per tutti. Ricordo ancora il viaggio in treno, dettava il testo al cellulare, una cosa quasi avvenieristica per quell’anno. Almeno per me che non ero abituato alla tecnologia e che non lo avevo mai visto fare”. “Leo era anche una persona molto attenta e prudente. In certe situazioni andava a coprirsi, perché non poteva prendere freddo. Consapevole, entusiasta e attento”.
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ATLETICA WINNER FOLIGNO,
il presidente Mazzocchio: “Così Leo tenne a battesimo la nostra mezza maratona” di Alessandro Orfei (foto di Alessio Vissani)
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l messaggio di Leonardo è stato dirompente, facendolo diventare un simbolo in tutta Italia per la sua forza nell’affrontare le difficoltà della vita. Ogni città dell’Umbria cela un suo ricordo e un suo aneddoto particolare in merito a Leo. A Foligno, ‘il centro del mondo’, il Leo conosciuto è quello che ha tenuto a battesimo la Mezza maratona. Gian Luca Mazzocchio è il presidente di Atletica Winner Foligno, l’associazione di running nata nel 2013 dalla fusione di due società sportive esistenti. Una realtà che ha saputo radicarsi, arrivando a poter disporre di 6 allenatori e 600 soci nel 2020, su una base di 90 appena nata, nel 2013. Grande anche la crescita del running femminile, con il 30 per cento dei tesserati donne. “Con la mezza maratona – racconta Mazzocchio – avevamo deciso di devolvere il ricavato ad un’associazione onlus e non potevamo non scegliere la creatura di Leonardo. Così lo contattammo e nacque il nostro rapporto. Si
presentò in conferenza e stampa e gli regalammo un pettorale con il numero uno. Era simbolico, fatto di carta. Il giorno dell’evento, andò direttamente alla partenza con il pettorale che gli avevamo dato. Da lì ci siamo sempre sentiti, ha mantenuto un legame forte e intenso con tutti i nostri soci. Un legame che prosegue, con lui e con l’associazione. Nel mio studio ho il quadretto che c’è stato regalato nell’evento della corsa al percorso verde a lui dedicato, durante il quale siamo stati premiati come gruppo più numeroso. Ci ha anche seguito ai nostri Campionati italiani. Un grandissimo contributo. È anche grazie a lui, che ci ha aiutato e ci ha fatto da cassa di risonanza, che siamo potuti crescere. Lui – prosegue Mazzocchio – per tutti, è stato ed è un esempio e un punto di riferimento. Un esempio di rinascita per chi si trova alle prese, come lui, con il male”. Il messaggio di Leo va avanti, anche grazie all’Atletica Winner Foligno che
ha potuto mantenere attiva la rete sociale della città di Foligno, nonostante la pandemia. “L’anno di emergenza sanitaria è stato duro per tutti – spiega Mazzocchio – e noi abbiamo fatto fronte alla situazione contingente al meglio possibile. Con la chiusura totale siamo partiti con incontri web, che potessero comunque non farci sentire soli. C’era il caffè il sabato a pranzo, oppure anche dei veri dibattiti con i campioni del running che ci sono venuti a trovare. Oppure l’incontro con la psicologa dello sport, Emanuela Perilli, che ha dato consigli anche sotto quel profilo, utilissimi soprattutto in quel periodo”. Quanto all’allenamento effettivo: “Abbiamo evitato quei grupponi, che si aspettavano la mattina presto sul ponte di Porta Firenze. Si sono privilegiati i piccoli gruppi, i piccoli incontri in zone poco frequentate. Abbiamo cercato di adempiere al meglio al ruolo dello sport, che lo stesso Leo ci ha insegnato, vale a dire quello del rapporto sociale e del sostegno reciproco, anche in rapporti veramente difficili”.
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L’EVENTO
Grifonissima, 40esima edizione: la sfida oltre il Covid Q
uarantesima edizione, 41 anni. Tappa importante per la Grifonissima, la celebre corsa di Perugia, che quest’anno sfida il Covid e si prepara ad una edizione che rimarrà nella storia, pur all’insegna del massimo rispetto per le normative anticontagio. La data per l’evento c’è, è quella del 16 maggio, come indicato già nel calendario Fidal. Il tutto però resta appeso all’andamento dell’emergenza sanitaria, alla curva dei contagi e strettamente condizionato dai protocolli
previsti. “Non sarà un’edizione paragonabile a quella degli anni precedenti – spiega il patron Gianluca Pisello – ma la nostra intenzione è quella di dare un segnale di presenza e di speranza. Vogliamo proprio che questa edizione sia una ‘edizione di speranza e della buona volontà”. Di certo la Grifonissima 2021, qualora si concretizzasse, sarà aperta solo agli agonisti, quindi a numero chiuso. Tutto da stabilire il numero massimo di
atleti che potranno essere ammessi”. Punto di riferimento, come al solito, sarà il Santa Giuliana. “Non ci sarà materiale promozionale cartaceo – prosegue Pisello – e tutto viaggerà sui social. Di certo prosegue e si rafforza la collaborazione con Avanti tutta Onlus, l’associazione fondata da Leonardo Cenci, che porta avanti i valori di sport, salute, benessere e solidarietà che Leo in vita ha portato avanti e promosso. Stiamo gettando il cuore oltre l’ostacolo”.
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IL PERSONAGGIO
FABRIZIO RAVANELLI:
“Leonardo, discepolo di Dio” di Ilaria Bucataio
F
abrizio Ravanelli, ex calciatore del Perugia e della Juventus, con cui ha vinto una Champions League nel 1996 segnando un gol decisivo nella finale contro l’Ajax, sarà Ambasciatore del Bene per Avanti Tutta. Il suo legame con Leonardo è stato molto forte fin dal loro primo incontro: determinazione, motivazione e voglia di raggiungere grandi traguardi sono solo alcuni dei valori che li accomunano. Quali sono i progetti lavorativi che sta seguendo in questo periodo? Il mio sogno, che vorrei realizzare, rimane quello di tornare ad allenare in una società che mi possa permettere di lavorare in tranquillità e dove poter portare la mia filosofia di calcio, il mio modo di pensare e soprattutto la cultura del lavoro. Nel frattempo, sono ambasciatore della Juventus e seguo soprattutto i progetti in Asia e in Cina, con le Academy pensate per i ragazzi che sognano di diventare calciatori, anche se in questo momento a causa dell’emergenza sanitaria tutto è un po’ rallentato. Faccio anche l’opinionista in televisione e, prima del Covid, seguivo la Champions e l’Europa League per la televisione francese Mediapro. Il suo sogno è quello di tornare ad allenare: c’è un allenatore in particolare a cui si ispira?
Nessuno in particolare, anche se ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori, come Arrigo Sacchi e Marcello Lippi, da cui carpire qualche segreto. Al di là delle idee tecnico-tattiche, è fondamentale far pas-
“Il raggiungimento degli obiettivi, nel calcio come nella vita, passa sempre dal lavoro e dal sacrificio, questo è il mio motto!” sare dentro lo spogliatoio l’idea della cultura del lavoro, la trasparenza, l’educazione. Il raggiungimento degli obiettivi, nel calcio come nella vita, passa sempre dal lavoro e dal sacrificio, questo è il mio motto! Partiamo dal momento più bello della sua carriera: ha un ricordo particolare legato alla vittoria della Champions contro l’Ajax? Di ricordi particolari ce ne sono tanti, ma i giorni precedenti a quel 22 maggio, quando si è giocata la finale, sono stati carichi di scosse di adrenalina: momenti veramente magici e unici per
“Alzare la coppa con tuo gol è il sogno di qualsiasi calciatore che voglia vincere la Champions, e io l’ho realizzato!” un calciatore. Poter essere protagonista e alzare la coppa con un tuo gol, poi, è il sogno di qualsiasi calciatore che voglia vincere la Champions, ed io
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l’ho realizzato! Posso dire che i quindici giorni prima della finale e i quindici successivi sono stati veramente molto intensi, e averli vissuti è il ricordo più bello di quell’esperienza. Se non fosse stato sostituito avrebbe tirato anche lei uno dei rigori della serie? Sicuramente sì, perché ero il rigorista della squadra da quando nel luglio precedente era andato via Roberto Baggio. Invece, l’ultimo rigore della serie, che non è stato necessario, chi l’avrebbe calciato? Vialli o Del Piero? Credo che l’avrebbe tirato Del Piero, perché era stato designato lui. Per fortuna non l’ha tirato! Non perché non glielo volevo far calciare, ma perché abbiamo vinto prima. È arrivato alla Juventus come settimo attaccante della rosa e se n’è andato da primo: ma è vero che la svolta nella sua carriera in bianconero è legata ad un aneddoto con protagonista Vialli? Io ero in camera con lui nel ‘92: dovevamo giocare Juve-Napoli in campionato e dopo tre giorni avevamo la Coppa Uefa. Gianluca aveva un grande cuore e una grande stima nei miei confronti. Il sabato sera passava il mister Trapattoni per sapere come stavamo: quella sera Gianluca disse al mister che avrebbe preferito riposarsi e che avrebbe dovuto far giocare il sottoscritto. Il mister mi fece giocare, io feci una grande partita, feci gol e da lì partì la mia candidatura da titolare per le partite successive. Come mai dopo la vittoria della Champions lei e Vialli siete andati via dalla Juventus? Credo che la Juventus avesse iniziato una strategia che era quella di vendere i migliori calciatori ad un prezzo altissimo, per prendere poi dei giocatori che sarebbero stati in futuro grandi campioni. Da lì la Juventus ha cominciato a gestire la società come un’azienda, con la partenza di molti giocatori che hanno portato nelle casse tanti miliardi. Una strategia vincente perché, anche se non ha più vinto la Champions, la Juventus ha vinto tanti scudetti.
Qual’è l’esperienza all’estero che ricorda con più piacere? Sono state tutte esperienze belle: in Inghilterra ci sono state tante soddisfazioni personali, ho fatto 34 gol, il mio esordio è stato premiato come miglior esordio di uno straniero nella storia del calcio inglese (n.d.r Middlesbrough-Liverpool 3-3, tripletta di Ravanelli) e abbiamo giocato due finali di coppa che la squadra non aveva mai raggiunto in 120 anni di storia. Da lì sono andato a Marsiglia, un’esperienza fantastica in cui sono stato accolto dalla curva con lo striscione “Fabrizio sei il sole di Marsiglia”. Abbiamo raggiunto anche una finale di Coppa Uefa contro il Parma. Penso che l’esperienza all’estero non sia stata positiva solo per me, ma anche a livello familiare, soprattutto per i miei figli, che hanno acquisito una mentalità più aperta e diretta verso il mondo.
Photo by Settonce©
ma non solo perché ha vinto il Pallone d’oro. Credo che sia stato negli ultimi 30 anni, dagli anni ‘90 fino ad oggi, il più forte a livello italiano.
In Inghilterra aveva come compagno il campione del mondo Juninho Paulista, è stato il calciatore più forte con cui ha giocato oppure Baggio lo batteva? Si assomigliano, ma hanno delle caratteristiche diverse. Juninho è stato per me un giocatore fondamentale
Sempre parlando dei suoi compagni di squadra e ricordando la finale di Champions, Ciro Ferrara è più bravo a tirare i rigori o come complice nel mitico scherzo che ha subito in “Scherzi a Parte”? CIro Ferrara è molto bravo a fare gli scherzi. Ogni tanto ci sentiamo, è molto bello condividere con lui anche le esperienze quotidiane. Ciro rimarrà sempre nel mio cuore, è un bravo ragazzo. È stato sempre un burlone e sempre lo sarà: era la nostra mascotte. Fin dal primo giorno alla Juventus
perché creava superiorità numerica ed era un grande giocatore nell’ultimo passaggio: mi ha fatto fare tantissimi gol. Roberto Baggio è stato il giocatore più forte con cui ho giocato,
ha cominciato a raccontare barzellette e a cantare. Soprattutto nei momenti di fatica era sempre pronto a darci qualcosa in più per farci raggiungere i nostri obiettivi.
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IL PERSONAGGIO
Tra i cinque gol segnati in Coppa Uefa contro il Cska di Sofia (record) e i tre segnati all’esordio in Premier contro il Liverpool quali ricorda con più soddisfazione? Sono momenti bellissimi tutti e due, ma un po’ particolari: al di là del re-
veva andare così, è un ricordo molto amaro ma sono riuscito a conviverci con grande tranquillità. Ho avuto tante soddisfazioni, ho avuto tanto dalla vita e dal calcio, e quindi credo che questa delusione mi sia anche servita: bisogna accettarla e prenderla con
di Lara nella mia vita è fondamentale. Proprio per una promessa fatta a suo padre ha scelto di tornare a Perugia a fine carriera ed è tornato qui ad abitare dopo aver girato tutta Europa: il legame con la sua città ci ricorda anche quello che aveva Leonardo con Perugia, quanto è affezionato a questi luoghi? Sono le mie radici, non potrei allontanarmi da Perugia più di tanto tem-
“Mio padre è stato fondamentale per tutto: se ho fatto quello che ho fatto è merito suo”
cord di gol in Coppa Uefa, poter essere premiato per il miglior esordio di uno straniero nella storia del calcio inglese è una soddisfazione straordinaria. Poi, è logico, il record della
“Poter essere premiato per il miglior esordio di uno straniero nella storia del calcio inglese è una soddisfazione straordinaria” Coppa Uefa, che resiste ancora oggi, credo che sia bellissimo. Quell’anno, poi, è nato mio figlio Luca: dal ‘94 al ‘98 sono stati anni davvero magici. Tantissime soddisfazioni ma anche qualche rimpianto: non aver potuto partecipare al mondiale in Francia del 1998 è stata la delusione più grande della sua carriera? Si, quella credo che sia una delusione incredibile, allo stesso tempo dico che nella vita uno non può avere tutto: do-
filosofia. Al di là di tutto, non posso lamentarmi. Spesso ha raccontato del suo legame con suo padre: quanto è stato importante avere un genitore che l’ha accompagnata nella sua crescita? Mio padre è stato fondamentale per tutto: se ho fatto quello che ho fatto, è merito suo e dovrò sempre dire grazie alla mia famiglia. Al di là del talento, la cultura del lavoro, l’educazione, il rispetto sono tutte cose che mi ha trasmesso mio papà. Nelle tante difficoltà che abbiamo vissuto, papà, con tanti sacrifici, non mi ha fatto mai mancare niente. Quanto è stato importante invece avere sua moglie Lara al suo fianco nella sua carriera? Quando sono passato alla Juventus, ho conosciuto mia moglie Lara che mi ha sempre sostenuto, non ha mai fatto mancare niente né a me né ai miei figli. Avere una donna che si sacrifica per te, è la cosa più bella. Mi ha dato tre figli eccezionali. La presenza
po: mi piacerebbe vivere tutta la mia vita a Perugia anche se nella vita non c’è niente di scontato. Sono nato in questa città, ho le radici qui e mi piacerebbe finire la mia vita dove ho iniziato. Allo stesso modo, quando sono partito per giocare a calcio, il desiderio di mio papà era di quello di veder terminare la mia carriera nella mia città in Serie A: ogni tanto mi giravo per vederlo ma purtroppo non c’era. È stata dura, ancora oggi avrei bisogno dei suoi consigli: nonostante ho 53 anni e tanta esperienza alle spalle, in certi momenti i consigli del papà sono fondamentali per poter affrontare la giornata. So che se ci fosse lui mi aiuterebbe anche in questa pandemia. A Perugia ha avuto un rapporto speciale anche con il presidente Gaucci, che ricordo ha di lui? Ho tanti ricordi legati a lui, a cominciare da quando mi ha regalato un quadro bellissimo con me che esulto a Roma in occasione del gol della Champions. Un presidente davvero fantastico, che porterò sempre nel cuore, non solo io ma tutta la mia famiglia. Ha portato il Perugia ai più alti palcoscenici della sua storia. Quando lui era presidente del Perugia, mi ha fatto sentire sempre a casa mia, il Curi era sempre a disposizione quando passavo per Perugia e dovevo fare un allenamento, tornando dalle partite di campionato con la Juventus prima di andare in nazionale. Un legame di affetto che sento anche per Alessan-
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dro e Riccardo, i due figli che non potrò dimenticare. Cosa ne pensa del Perugia di Santopadre? Stanno facendo un lavoro incredibile, non si è riusciti ad arrivare in Serie A ma credo che anche quest’anno il Perugia abbia tutte le carte in regola per poter arrivare in Serie B con una squadra super competitiva. Ce lo auguriamo tutti quanti perché il Perugia in Serie C stona un po’. Qui a Perugia ha conosciuto anche Leonardo Cenci: in che occasione e che ricordo ha di lui? Con Leonardo ci siamo conosciuti al Gherlinda, in uno dei tanti meeting che faceva sotto Natale. Io non conoscevo in quel momento Leonardo, ma mi rimase impresso e da lì ci siamo
“Gaucci un presidente fantastico, che porterò sempre nel cuore” conosciuti, abbiamo iniziato a sentirci, a frequentarci e abbiamo anche fatto degli eventi insieme. Lo stimavo veramente tanto perché credo che sia stato il personaggio ideale per poter far capire a tutti noi il messaggio di non mollare mai, di vivere la vita sempre a 100 all’ora: un grande carattere, sempre con il sorriso, non si è mai dato per vinto e anche nei momenti difficili ha sempre lottato con il sorriso sulle labbra. Credo che sia un messaggio che tutti dovremmo capire per volerci bene. Penso che Dio abbia scelto Leonardo per mandare questi messaggi, perché non tutti saremmo stati capaci di trasmetterli come invece ha fatto Leonardo. Credo che Dio lo abbia scelto perché sapeva che Leonardo era un suo Discepolo e lo ha fatto davvero alla grande. Leonardo ha fatto della sua determinazione, della sua voglia di raggiungere gli obiet-
tivi che si prefiggeva, del suo non mollare mai i cardini della sua lotta alla malattia e dei suoi allenamenti per la maratona di New York: ci sono molti parallelismi con il suo modo di affrontare la carriera e di raggiungere i massimi traguardi? Assolutamente sì, credo che ci siano molte cose che ci identificano, ma torniamo sempre al discorso di prima: una persona al di là del mestiere, che sia allenatore, direttore di azienda, impiegato o ingegnere, alla base deve avere sempre la professionalità, il carattere, la determinazione. Quando hai nel dna queste qualità riuscirai sempre a portare avanti il tuo lavoro. Leonardo era molto attento all’alimentazione e a una nutrizione corretta ed equilibrata. Quanto è stata importante per lei la forma fisica? Faceva mai degli sgarri? Sì, sono stato attento quando giocavo a calcio, ma sono diventato molto più maniacale adesso. Devo riconoscere che ho vinto la Champions League anche se ogni mattina facevo colazione con cappuccino e brioche insieme a mia moglie. Quando giocavo ero talmente forte che potevo anche sgarrare, mentre ora faccio più fatica: sono attento al peso, a quello che mangio, alla mia cultura che ho creato verso il cibo e verso l’alimentazione. Uno stile di vita non solo mio, ma di tutta la mia famiglia. Oltre alla passione per il calcio, lei ha anche un grande amore per il ciclismo: ha fondato anche una squadra, l’Umbria Cycling Team. Da dove è nata questa passione? Sì, avevo creato questa squadra che si è accorpata con l’Ale Cipollini: la passione per il ciclismo è nata quando mi sono fatto male alla schiena e ho dovuto interrompere la mia carriera. Quando sono stato in Argentina ad operarmi per l’ernia, il dottore mi dis-
“Penso che Dio abbia scelto Leonardo per mandare questi messaggi, perché non tutti saremmo stati capaci di trasmetterli come ha fatto Leonardo” se che gli unici due sport che potevo fare erano la bici e il nuoto: una volta provata la bici è diventata una droga, come tutti gli sport di endurance che producono endorfina, quindi non puoi fare a meno di allenarti. Lo faccio per passione e la vivo con grande intensità. Un giudizio sulla stagione della Juventus? La Juventus è andata sotto le aspettative, è vero che ha vinto una Supercoppa e abbiamo una finale di Coppa con l’Atalanta. Avrebbe quantomeno dovuto lottare per lo scudetto, invece è tagliata fuori e rischia di non andare in Champions, dopo essere uscita contro una squadra alla portata. Dopo tanti anni di successi ci può essere un’annata in cui non riesci a fare quanto ti eri prefissato all’inizio dell’anno. Per finire, un commento sul campionato: potrebbe essere proprio Antonio Conte a mettere fine allo stradominio della Juventus degli ultimi anni, cosa ha portato in più all’Inter rispetto al passato? Non credo che sia stato Conte a rompere il predominio della Juventus, ma è stata proprio la Juve a farlo, perdendo tanti punti nel corso del campionato. È stata la Juve che ha perso lo scudetto, non l’Inter che l’ha vinto.
illustrations: Francesco Gubbiotti immagine: bcpt associati perugia
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PARTNERSHIP DEL CUORE
PERUGIA CALCIO,
ALL’ASTA LE MAGLIE DEL GRIFO di Marco Santoboni (Responsabile Marketing AC Perugia Calcio)
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Siamo molto felici dello sviluppo di questa partnership del cuore con Avanti Tutta. In questo periodo così complesso siamo ancora più fieri e orgogliosi di portare sul petto della nostra maglia il nome dell’associazione, che incarna il sentimento di ottimismo e amore per la vita di Leonardo. Uno dei perni di questa collaborazione è l’asta di solidarietà che ha per oggetto le maglie indossate dai calciatori biancorossi. Ci siamo trovati di fronte alla necessità di sviluppare l’asta online, vista la difficoltà di poter organizzare eventi dal vivo. La piattaforma utilizzata per la raccolta è quella di Ebay e dall’inizio del mese di marzo settimanalmente sono state messe all’asta, per una durata di circa 5/7 giorni, maglie di diversi calciatori della squadra in occasione di vittorie o di gol significativi nel cammino di questa stagione. La raccolta sta proseguendo e ad oggi sono state assegnate 11 maglie in quattro diversi lotti. Marco Santoboni Ogni singola asta ha ricevuto centinaia di visualizzazioni e molteplici offerte. Sono stati raccolti, grazie al cuore dei nostri tifosi e appassionati, oltre 1200 euro e il ricavato aiuterà l’associazione a donare una postazione informatica e una fotocopiatrice avanzata al Reparto di
Oncologia Medica dell’Ospedale di Perugia. Vorrei ringraziare di cuore tutte le persone che stanno partecipando alle aste e grazie a tutto lo staff di Avanti Tutta, nella persona di Federico e Sergio Cenci, di Bruno e di Ilaria, con cui settimanalmente ci sentiamo per mettere insieme idee e unire le forze per dare voce alle diverse iniziative di bene. Un ringraziamento sincero va anche al giovane cantante umbro Blind che ha sposato la nostra causa e aderito con grande entusiasmo donando il suo disco e aiutandoci a divulgare la raccolta. Grazie anche ai calciatori del Perugia che partecipano con entusiasmo, con brevi e divertenti video per promuovere l’acquisto della loro maglia. Abbiamo tante speranze che speriamo possano diventare realtà. La più grande è che si possa tornare al più presto a vivere emozioni dal vivo, sia allo stadio per le partite del Grifo che in quegli eventi ed iniziative che vedranno coinvolti il Perugia e Avanti Tutta per sostenere le cause dell’associazione. L’altra grande speranza è che le maglie più importanti dell’anno debbano ancora venire ed essere messe all’asta. Quindi Avanti Tutta, oggi più che mai.
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SERVIZI
ACCOGLIENZA ALLOGGIO: Nasce il nuovo progetto di Avanti Tutta
Avanti Tutta ha realizzato un nuovo servizio gratuito pensato per coloro che offrono assistenza ai malati di cancro e che dovessero avere la necessità di un alloggio nei pressi dell’Ospedale di Perugia. di Ilaria Bucataio
A
vanti Tutta è da sempre vicina alle necessità e alle esigenze del Reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale di Perugia: dal confronto e dalla collaborazione con il personale sanitario sono nate diverse iniziative di bene per andare incontro ai reali bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. L’Oncotaxi, il servizio gratuito che consente ai malati oncologici che ne hanno bisogno di essere accom-
stione delle esigenze di coloro che si fanno carico quotidianamente dell’assistenza durante la malattia di un proprio caro. Affinché chi sceglie di stare al fianco del paziente, combattendo insieme a lui la battaglia contro la malattia, sia in grado di assisterlo al meglio delle sue possibilità, è necessario che non abbia pensieri di sistemazione e possa concedersi le giuste ore di riposo, in modo da poter essere nel pieno
i malati oncologici provenienti da fuori Perugia: alcuni, infatti, possono aver bisogno di un luogo dove appoggiarsi durante tutto il periodo del ricovero. Per questo, Avanti Tutta ha stipulato delle convenzioni con alcune strutture ricettive, situate nelle vicinanze dell’Ospedale di Perugia, in modo che i familiari dei pazienti del Reparto di Oncologia che dovessero manifestare questa necessità vi possano alloggiare
a piedi, e ad altre che sono poco più distanti, pensate per coloro che hanno a disposizione anche la macchina per spostarsi. Allo stesso modo, si è pensato a soluzioni differenti per l’alloggio: camere di albergo per coloro che necessitano di un servizio completo e miniappartamenti per chi avesse bisogno di una maggiore autonomia. Accoglienza Alloggio ha come obiettivo quello di
“Il nuovo progetto di Accoglienza Alloggio nasce per andare incontro alle esigenze dei familiari che quotidianamente assistono i malati oncologici, verso cui Avanti Tutta da sempre esprime grande vicinanza e costante supporto”.
Federico Cenci
pagnati per effettuare terapie all’Ospedale, è ormai una realtà di Avanti Tutta da più di tre anni. Ora, sta nascendo un nuovo servizio rivolto ai familiari dei pazienti ricoverati: Accoglienza Alloggio. L’impegno di Avanti Tutta nel sostegno ai malati oncologici passa anche dalla comprensione e dalla ge-
dell’efficienza quando è chiamato a fare assistenza. Per questo, Avanti Tutta, con la consueta sensibilità e attenzione verso ogni aspetto della malattia, ha messo a punto il nuovo progetto di Accoglienza Alloggio. Accoglienza Alloggio è un servizio pensato per i familiari che devono assistere
gratuitamente, in quanto Avanti Tutta si farà carico dell’intero costo del soggiorno. Avanti Tutta ha cercato di realizzare un servizio che potesse rispondere in modo adeguato alle esigenze dei familiari grazie a delle strutture si trovano immediatamente nei pressi dell’Ospedale, raggiungibili
rispondere alle esigenze quotidiane dei malati oncologici e dei loro familiari che sono chiamati ad assisterli: il nuovo servizio, pensato da Avanti Tutta in sinergia con il Reparto di Oncologia Medica di Perugia, è in via di definitiva attivazione per andare incontro a quanti manifestino questa necessità.
Per tutte le informazioni, chi avesse necessità di accedere al servizio di Accoglienza Alloggio può chiamare il numero 392.6138333 (attivo dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 18:00 e il venerdì dalle 9:00 alle 13:00) o scrivere una mail all’indirizzo: info@avantitutta.org.
VIVA LA VITA
Viva la vita, nasce il progetto di sostegno per le famiglie dei malati oncologici scomparsi
I
l sorriso di Silvia Garzi, che su queste colonne aveva raccontato la sua battaglia, si è spento qualche settimana fa. Una battaglia, persa contro il cancro, che non ha interrotto la solidarietà e il bene, ai quali lei tanto si era dedicata in vita.
della solitudine); facendo maturare la consapevolezza che aver vissuto accanto a chi ha sofferto ha permesso di accumulare una sensibilità, una forza e un’energia viva, che va ora utilizzata per
Nasce così Viva la Vita, l’idea che da una perdita si debba ripartire, per rinascere e per non perdere la speranza nella vita. Nasce così l’iniziativa di ‘Avanti tutta Onlus’ per aiutare i familiari delle vittime oncologiche. La nostra associazione vuole così dimostrare vicinanza, adeguatezza e sostegno ai familiari dei malati oncologici, nel pieno della sofferenza per la perdita di una persona cara. La perdita di un proprio caro, spesso, infatti, viene subita come irrimediabilità alla quale non vi è via di uscita, un dolore forte che ci accompagnerà per tutto il resto della vita che pur continuando ‘non sarà più come prima’. Ma è proprio nella Vita che continua, che vorrebbe intervenire Avanti tutta, aiutando nella concretezza quotidiana i familiari con un’attenzione reale ai bisogni giornalieri (figli e coniugi che si trovano spesso spaesati e abbandonati nell’idea
testimoniare che, nonostante l’evento tragico della morte, la Vita è viva e come tale va splendidamente vissuta con la stessa gioia e lo stesso entusiasmo che Leonardo ci ha lasciato in eredità. L’importanza dell’iniziativa: Con il progetto Viva la Vita, Avanti Tutta vuole porre l’attenzione anche sulla famiglia e sull’unità che sempre ne deve germogliare al proprio interno. A volte la perdita di un proprio caro è proprio come il seme che, gettato nel campo, deve germogliare per dare frutto. Il frutto deve sempre essere la comunione di intenti, l’amore l’uno per l’altro. La
famiglia spesso la si dà per scontata e a volte eventi tragici come la perdita di un familiare ne rafforzano la coesione, favorendo le relazioni umane che nel tempo si sono costruite e che vanno sempre pienamente vissute, visto che nella loro essenza terrena possono essere bruscamente interrotte. Avanti Tutta vuole anche favorire una vera e profonda relazione familiare, attraverso il concreto sostegno a chi resta, con gesti di sostegno quotidiano (buoni spesa, borse di studio, contributi utenze, ecc.). Il Dono della vita: La perdita di una persona cara porta anche comprensibilmente a “prendersela con tutti”, a vedere il mondo come un “nemico” che ha avuto il sopravvento su di noi, a considerare Dio non più come un Padre buono, ma come un “giustiziere” delle nostre esistenze. Tutti gli altri che sono fuori dalla nostra cerchia familiare sono “migliori e più fortunati” Avanti Tutta con il progetto Viva la Vita vuole puntare l’attenzione sul fatto che questo non è il punto prospettico da cui guardare il mondo che ci circonda e apprezzarne la bellezza. Non è questo il modo con il quale dobbiamo posare lo sguardo sulla Vita che ci è stata donata. Il progetto Viva la Vita non vuole (e non può) eliminare i momenti bui della nostra vita, nei quali con la perdita di un familiare perdiamo alcune delle certezze che abbiamo sempre
avuto, ma vuole, attraverso il sostegno concreto, offrire lo spunto per capire che quello che davvero conta è il nostro atteggiamento e non le cose che accadono. Viva la Vita nel quotidiano aiuta a rafforzare l’atteggiamento di chi, nonostante tutto, decide di non chiudersi in una stanza a piangersi addosso, ma vuole vedere il sole, godere di ogni momento che questa splendida vita ci offre e che noi abbiamo la fortuna di assaporare. Viva la Vita vuole ricordare che noi non possiamo sempre sconfiggere la malattia, ma siamo comunque artefici del nostro destino e dobbiamo guardare con entusiasmo e gioia a ogni giorno che sorge, proprio come faceva Leonardo nella sua quotidianità. Gli aiuti - Il progetto Viva la Vita prevede concrete opere di bene a favore di coloro che soffrono la perdita di un proprio caro, un genitore, un figlio, un coniuge. Gli aiuti servono a gestire la quotidianità, ma al contempo a fare rifiorire la nostra Vita con gioia e determinazione, speranza e entusiasmo. Possibili aiuti, a solo titolo di esempio, potrebbero essere: Contributo alla spesa alimentare; Contributo allo studio (libri, materiale scolastico, ecc.); Contributo bollette utenze; Contributo affitto. Il progetto Viva la Vita è sempre disponibile a valutare ogni singola e diversa necessità che possa dare gioia, luce e speranza alla Vita. La Vita è Viva... Viva la Vita!
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EVENTI
MOMENTI AL REPARTO N
el segno di quanto Leonardo ha trasmesso con grande forza e sempre con il sorriso, Avanti Tutta esprime quotidianamente la sua vicinanza al reparto di oncologia medica dell’Ospedale di Perugia per portare una carezza anche nelle difficoltà e per regalare un sorriso agli operatori sanitari e ai pazienti. In occasione della festa di San Costanzo e del Carnevale, grazie al Forno Pioppi, che ha offerto come da tradizione il torcolo e gli struffoli, Avanti Tutta, con la sua presenza al reparto, ha dato un abbraccio simbolico e portato un sorriso alle
amiche e agli amici che combattono quotidianamente contro la malattia oncologica: pazienti, familiari, personale medico ed infermieri, che ogni giorno riescono a trovare la luce anche nelle difficoltà. Vogliamo essere insieme, in autenticità e amicizia, per darci sostegno nella malattia: Avanti Tutta!
PASQUA AMICA
Pasqua amica,
la campagna fa centro:
esaurite le 1150 uova L
a campagna “Pasqua Amica” fa centro. Tutte esaurite le 1150 uova di cioccolata, realizzate dall’Antica cioccolateria Vetusta Nursia e i 250 chili di torte di Pasqua del Forno Pioppi. Un grande successo, che testimonia la grande vicinanza e la comunanza di idee che c’è intorno all’associazio-
ne, fondata da Leonardo Cenci, e che continua a fare del bene portando alti i valori di ottimismo e determinazione propri proprio di Leo. La campagna Pasqua Amica è stata, come sempre, un momento di vicinanza per gli ospedali. Così la prelibatissima torta pasquale è stata donata ai reparti di oncologia di Assisi,
Castiglione del Lago, Città di Castello, Terni, Foligno e all’hospice di Perugia. Per il reparto di Oncologia medica di Perugia sono state donate 24 uova ai malati, un uovo da tre chili e la torta di Pasqua da 5 chili al personale dell’Oncologia medica. Per il Day Hospital 12 uova e una torta di Pasqua.
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GLI AMICI DI AVANTI TUTTA
Fernando Pioppi e Avanti Tutta:
“Leonardo è un profeta moderno” di Alessandro Orfei
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Il suo essere propositivo, intraprendente e positivo si vedeva già a scuola. Che sia diventato un simbolo non mi ha stupito affatto”. Fernando Pioppi, dell’omonimo e celeberrimo Forno di Mantignana, a Corciano, non ha
eletto subito, per esempio, rappresentante d’istituto. Il carisma, d’altronde, è un dono del Signore e lui ce l’aveva e ce l’ha sempre avuto. Sempre alla ricerca di qualcosa in più per valorizzare quello che stava passando. Tante persone si
bero a disposizione e lui veniva sempre a trovarmi. Gli faceva piacere stare con me proponendomi tante iniziative. Io accettavo sempre a scatola chiusa, avevo una fiducia incondizionata nelle sue capacità e sono felice di poter ancora contribui-
dubbi: “Leonardo è un profeta dei giorni nostri”. “Io l’ho conosciuto sui banchi di scuola – racconta – poi le nostre strade, per un po’, si sono divise, per poi ricongiungersi a partire dal 2014, quando la collaborazione con Avanti Tutta si è fatta sempre più stretta. Già a scuola, Leonardo era quello che ricordiamo, fu
saranno stupite di fronte al suo messaggio dirompente e alla sua personalità, io no. Sapevo che poteva fare qualcosa di eccezionale: è andato oltre il dolore fisico e psichico”. Fernando ricorda i suoi ingressi al Forno: “Quando poteva veniva a trovarci. Il mio lavoro mi ha sempre fatto avere poco tempo li-
re a diffondere il suo messaggio”. E infatti le torte di Pasqua della campagna 2021 sono firmate proprio dal Forno Pioppi e hanno segnato un grandissimo successo. Di certo non una novità per una realtà nata nel 1966 e ben radicata sul territorio. “L’azienda nasce con la determinazione dei nostri
genitori – spiega Fernando – che hanno creato dal niente questa realtà. Noi siamo vissuti sempre nel forno, abbiamo respirato quell’aria da sempre e il nostro essere famiglie e azienda è un valore aggiunto. Abbiamo imparato lì dentro il rispetto e la dignità del lavoro. Per noi non ci sono state feste con gli amici o cene, noi lavoriamo di notte, ma abbiamo avuto anche grandissime soddisfazioni”. Il Forno Pioppi, con i suoi prodotti, rifornisce 100 supermercati in tutta l’Umbria, e i premi che ha ricevuto non fanno che accrescere la nostra soddisfazione”. La colomba pasquale di Pioppi è stata infatti eletta come ‘miglior colomba innovativa’ dalla Federazione internazionale pasticceria e cioccolateria, così come è stato premiato anche il panettone. “La torta di Pasqua resta qualcosa di unico – racconta Fernando – con una ricetta unica che custodiamo con tanta gelosia e che solo noi della famiglia conosciamo”. Quanto al Covid e alla gestione dell’emergenza sanitaria, Fernando non ha dubbi: “Ci siamo difesi, anche grazie alla collaborazione con la grande distribuzione – conclude – ma è stata dura”.
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Cioccolateria Vetusta Nursia,
Arianna Verucci e Leo: “Uno di famiglia” di Alessandro Orfei
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e uova di cioccolato di Pasqua portano la firma di gran classe della cioccolateria Vetusta Nursia. Arianna Verucci è l’anima dell’azienda, una vecchia amica di Avanti tutta, che Leonardo ha preso per mano e ha sempre tenuto accanto, nei momenti di gioia e nei momenti difficili. “Conosco Avanti tutta dal 2015 – racconta Arianna – da quando Leonardo si fermava da noi ogni volta che saliva a Castelluccio con i suoi genitori. Era pazzo del nostro cioccolato al 99 per cento. Un giorno ci ha chiesto di fare le uova di cioccolata per l’associazione e da lì il rapporto è diventato più stretto”. Poi le storie familiari fanno percorsi inediti: “Mio padre si ammalò e io non accettavo questo fatto. La vicinanza di Leonardo mi ha aiutato particolarmente. Addirittura, a volte, mi arrivavano le analisi e mi confrontavo con Leo per capire quale fosse la situazione. Fondamentale il contributo di Leonardo anche quando la mia famiglia si è trovata di fronte alla morte. Poco dopo il terremoto sono morti entrambi i miei genitori. Un trauma per tutti. Mio figlio non la prese bene – spiega
Arianna – e Leo gli è stato vicinissimo. Ogni volta che veniva in Valnerina passava a salutarci. L’aver collaborato di nuovo con l’associazione, quest’anno, è stata per me una grande gioia. Leo è parte della nostra famiglia”. Leonardo è stato vicino ad Arianna anche dopo il terremoto del 2016: “Mi ha chiamata subito dopo il terremoto, con l’azienda che era completamente crollata. Pochi giorni ed è venuto a trovarmi annunciando che voleva ordinarmi il panettone per Natale. Per quel Natale non fu possibile, ma già con le uova della Pasqua successiva la collaborazione proseguì. Aveva ragione lui a vedere il bicchiere mezzo pieno”. Vetusta Nursia è un punto di riferimento per le realtà produttive di Norcia. Nasce nel 1985, “da un capriccio di papà – racconta Arianna con orgoglio – che si era trasferito a Roma ma che aveva deciso di tornare. Prima un macchinario, poi gradualmente la crescita. La sua caparbietà è stata per me un esempio. Quando ha deciso che avrebbe prodotto il cioccolatino al tartufo lo abbiamo guardato con scettici-
smo, invece è diventato la nostra punta di diamante. Io sono entrata a 20 anni in azienda, quando ho capito che mio padre aveva bisogno di un supporto familiare. Dalla sua morte mi sono rimessa in gioco anche nel-
la parte pratica, prima mi occupavo di contabilità e rapporto con il cliente. Ora contiamo su nove collaboratori. Sono una determinata, ‘tignosa’ e per questo aveva deciso che sarei stata proprio io ad ereditare l’azienda”.
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ZONA BENESSERE
L’INTEGRATORE DEL MESE
IL POTERE DEGLI ACIDI GRASSI OMEGA 3 di Elisabeth Poley
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li acidi grassi fanno parte della categoria dei “lipidi” e svolgono nei mammiferi ed in particolare nell’uomo una serie di ruoli biologici estremamente importanti di tipo sia “strutturale” che “energetico” che “funzionale/dinamico”. Gli acidi grassi possono essere sia “endogeni” che “esogeni”. Quelli esogeni vengono assunti attraverso l’alimentazione o attraverso specifici nutraceutici e vengono definiti quindi “acidi grassi essenziali”. Gli acidi grassi Omega-3 sono acidi grassi “essenziali” e le loro proprietà, contrapposte rispetto a quelle degli acidi grassi Omega-6, sono associate a effetti benefici sulla salute dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso, e non solo: anni di studi dimostrano la loro potenziale utilità anche contro patologie che colpiscono altri organi e sistemi. I benefici dell’assunzione di Omega-3 sono stati descritti per la prima volta negli anni ‘70 del secolo scorso da ricercatori che notarono come negli Eschimesi Inuit che vivevano in Groenlandia – una popolazione che assumeva dosi elevate di Omega-3 di origine marina – le membrane delle piastrine erano molto ricche di questi acidi grassi e il rischio di aterosclerosi era ridotto. Vediamo in sintesi i maggiori benefici di un buon apporto di Omega-3: • Capacità antinfiammatoria (contrasto della cosiddetta infiammazione silente, causa di tante patologie).
• Utili nella gestazione, in quanto aiutano lo sviluppo corretto del sistema cardiovascolare, del cervello e degli occhi del bambino. • Protezione cuore, arterie, sistema nervoso e vista in tutte le fasi della nostra vita: diversi studi hanno associato agli Omega-3 effetti anticoagulanti, la capacità di controllare il colesterolo e i trigliceridi nel sangue e quella di abbassare la pressione, ma non solo. • Secondo alcune ricerche questi acidi grassi potrebbero ridurre anche il rischio e i sintomi di problematiche come l’ictus, le malattie infiammatorie intestinali, l’artrite reumatoide, l’asma, il diabete, il declino cognitivo e l’ictus. Da qui potete capire quanto sia importante avere nel nostro organismo un apporto corretto di acidi grassi Omega-3. Come fare a sapere
se il nostro corpo ne è sufficientemente provvisto? Basta un semplice test di lipidomica che viene effettuato con un prelievo capillare e che consente di valutarne la presenza nel vostro organismo e quindi di intraprendere in caso di carenza le opportune azioni correttive. Ricordatevi di avere sempre una dieta ricca di salmone, sgombro, tonno, sardine e pesce spada che sono notoriamente i cibi più ricchi di Omega-3 e comunque se siete carenti vi consiglio di integrarli utiizzando Omega-3 puri e certificati e depurati da sostanze tossiche e preferibilmente quelli derivanti dal salmone selvatico . ••••••••••••••••••••••••••• Dott.ssa Elisabeth Poley Zonabenessere Perugia www.zonabenessere.it
PREVENIRE CON LA NATURA
DALLA NATURA
SUPPORTI PER LA GLICEMIA di Elisabeth Poley
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na delle patologie più diffuse nell’età adulta è sicuramente il diabete di tipo II, cioè quel tipo di diabete che non è innato ma sopraggiunge soprattutto per cause alimentari e stile di vita errato. Con l’avanzare dell’età il nostro metabolismo cambia, soprattutto nelle donne si ha con la menopausa un notevole rallentamento. Ma anche la sedentarietà e un’a-
giorno) e fare alcune modifiche nel proprio stile alimentare.
limentazione con troppi zuccheri sono concause di un importante incremento nei nostri valori della glicemia. Cosa fare quando ci accorgiamo che la nostra glicemia ha la tendenza a salire e siamo arrivati ad un valore borderline?
ginaria del Ceylon, diffusissima nei paesi orientali e nel Nord Europa, che è stata diffusamente sperimentata per le sue proprietà ipoglicemizzanti. Studi hanno dimostrato che la cannella è in grado di ridurre non solo il livello della glicemia a digiuno ma anche quello dell’emoglobina glicosilata.
Occorre correre ai ripari, iniziare a fare una moderata attività fisica (basta anche fare una bella camminata veloce per almeno mezz’ora al
Alla cannella può essere eventualmente aggiunto il cromo, un elemento traccia essenziale conosciuto anche come fattore di tolleranza al
Niente più zuccheri (attenzione anche negli zuccheri nascosti in molti alimenti - ma basta leggere l’etichetta) e se necessario ci sono alcuni micronutrienti o alimenti che possono darci una mano. In primis la cannella, una spezia ori-
glucosio. Il cromo ha la capacità di aumentare la sensibilità all’insulina con effetti sulla composizione corporea (rapporto tra massa magra e massa grassa riducendo in particolare il grasso addominale). Il cromo è inoltre molto efficace nel regolare l’appetito e contrastare il cosiddetto “craving” cioè la voglia smodata di carboidrati e zuccheri che si dovesse manifestare anche in presen-
za di una fase depressiva. Il cromo può essere assunto come integratore, ma fate attenzione che sia un cromo biodisponibile come il picolinato e con un dosaggio corretto. ••••••••••••••••••••••••••• Se volete saperne di più su come migliorare il vostro stato di benessere rivolgetevi a noi con fiducia. Dott.ssa Elisabeth Poley Nutritional Sport Consultant Tel.: 335 7311188
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ZONA BENESSERE
IL FIORE DEL MESE
DAGGER HAKEA
IL FIORE PER LA PRIMAVERA di Elisabeth Poley
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fiori australiani sono dei rimedi naturali che vengono estratti dai fiori che crescono spontaneamente nel Bush Australiano e che vengono utilizzati per il riequilibrio psico-emotivo e per contrastare soprattutto i disturbi di tipo psicosomatico.
Un organismo pieno di tossine, ma anche carico di risentimento fa fatica a funzionare bene, ci si sente stanchi e affaticati, si digerisce male, si dorme poco, insomma si sente la necessità di ricaricare le batterie e depurarsi da tutto.
Hanno un grande vantaggio: niente effetti collaterali e utilizzo da 0 a 99 anni.
A questo si può associare anche un problema con le allergie del periodo, che non fanno altro che peggiorare la situazione: occhi rossi, riniti, asma, orticarie.
Con l’arrivo della primavera e con il cambio di stagione ci possiamo sentire più appesantiti e scarichi e avere il classico mal di fegato: questo è dovuto ad un accumulo di tossine nel nostro corpo, tossine che si sono accumulate nel periodo invernale e che dobbiamo far uscire dal nostro organismo, ma anche ad un accumulo di sentimenti di astio e risentimento che non riusciamo ad esprimere.
Per ovviare a tutto questo e ristabilire un buono stato di benessere possiamo fare ricorso ad un fiore australiano che si chiama Dagger Hakea, un fiore con un colore che va dal bianco al crema e che fiorisce nella tarda primavera. Dagger Hakea ha uno dei più gradevoli profumi dei fiori australiani, un aroma che può essere paragonato
ad una miscela tra il miele e la cannella ed è veramente molto gradevole. Questa essenza , oltre ad essere utile in un percorso di alleggerimento del fegato, è anche un fiore molto interessante da un punto di vista emozionale poiché aiuta l’individuo a saper perdonare. Non a caso quando siamo arrabbiati con qualcuno o per qualcosa viene il classico mal di fegato, ed ecco perché Dagger Hakea è utile in questo caso perché va a sopire questa sensazione di collera. •••••••••••••••••••••••••••••• Visita la nostra pagina facebook: FIORI AUSTRALIANI Per info: Erboristeria Zonabenessere Tel : 075 5011978 www.zonabenessere.it