Materiali e testimonianze sull’Anci Toscana
Ottobre 2004
Non è escluso che in questa pubblicazione vi siano errori ed omissioni, siamo grati a quanti vorranno rivolgerci delle segnalazioni in merito.
Una piccola storia toscana Materiali e testimonianze sull’Anci Toscana A cura di Alessandro Pesci Si ringrazia per la collaborazione: Marcello Bucci Vannino Chiti Vanessa De Feo Leonardo Domenici Fiorello Fabbri Mauro Favilla Giacomo Maccheroni Pier Natale Mengozzi Fiorenzo Narducci Gianfranco Simoncini Antonio Tripodi Michele Ventura I testi sono stati raccolti da Tommaso Gurrieri Immagini Archivio Anci Toscana
Grafica: Sonia Squilloni - Promopoint srl Chiuso in tipografia il 4 ottobre 2004 Stampa: Media Graphic Group
Introduzione
Tanti anni di lavoro Trent’anni di lavoro sono tanti. Una vita intera. E sono tanti anche perché sono stati anni intensi, vivi, che hanno visto la nostra associazione crescere costantemente, e costantemente aumentare il proprio ruolo nel dibattito politico e istituzionale regionale e nazionale. Quello che avete in mano non vuole essere un opuscolo celebrativo, o un “bilancio” delle attività. È materiale di studio, un modo di mettere un punto fermo a un certo punto del percorso. Per capire che cosa abbiamo fatto, da dove veniamo, e quindi anche dove possiamo pensare di andare. Ci troverete dati importanti, notizie, e anche testimonianze che aiutano a ricostruire. Perché ormai l’Anci, e anche l’Anci Toscana, sono un attore fra i più importanti della vita italiana, ma questa è una parte che abbiamo dovuto conquistare con le unghie e con i denti, visto che all’inizio, quando questa storia è cominciata, il ruolo che ci era stato assegnato era poco più importante di quello di una comparsa. Adesso non siamo il primo attore, e forse nemmeno il secondo, ma i dialoghi che recitiamo sul palcoscenico sono determinanti per tutto lo spettacolo, e il pubblico ha capito che il personaggio che interpretiamo è uno di quelli fondamentali. Buona lettura.
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Sommario
Presentazione Tanti anni di lavoro di Gianfranco Simoncini Sommario L’Anci in movimento, come l’Italia di Leonardo Domenici
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Testimonianze Speranze, fatti e alcune delusioni di Gianfranco Simoncini
Organi
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Comunicazione
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Dire e fare
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Partecipazione dei cittadini e responsabilità degli amministratori di Michele Ventura 14
Aut&Aut
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Documentazione fotografica
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Parte il “sistema” delle autonomie toscane di Vannino Chiti 16
Rassegna stampa
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Attività
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Protocolli di intesa, convenzioni e accordi
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Appunti
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4 Lo “sciopero” dei Sindaci di Marcello Bucci
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Il “costruttore” dell’Anci toscana di Goffredo Lohengrin Landini
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Stop ai comuni sotto tutela di Mauro Favilla
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Un viaggio lungo trent’anni di Fiorello Fabbri
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La costruzione dell’Anci in Toscana nel decennio 1975-85 di Fiorenzo Narducci
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Ho cominciato da lontano di Giacomo Maccheroni
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Progetti Progetti Corsi di Formazione
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L’Anci in movimento, come l’Italia Riforme costituzionali, devolution, federalismo fiscale, sussidiarietà, welfare locale: parole che, in questi anni, sono diventate sempre più‚ familiari a tutti gli amministratori locali italiani.Parole che fotografano una società‚ in movimento,alla ricerca di prospettive che affondano le loro radici nel passato per prefigurare scenari futuri ancora tutti da definire (e da concertare, verrebbe da aggiungere). In questa situazione da “work in progress” l’ANCI ha cercato sempre – anche strutturalmente – di mantenere salda l'identità‚ e l’obiettivo di una associazione che si propone come rappresentanza delle oltre 8.000 amministrazioni comunali italiane. Dalla originaria struttura nazionale, pensata oltre cento anni fa dai fondatori dell’Associazione, si approdo‚ negli anni alla attivazione di “sezioni regionali”. La nascita delle Regioni portò‚ poi – la trasformazione avvenne al congresso di Sorrento del ‘92 – alla nascita delle attuali “Anci Regionali”: strutture autonome ciascuna con i propri organi e la propria rappresentanza. Una risposta tempestiva e coerente alla necessità‚ di muoversi lungo la strada del decentramento amministrativo, con una particolare attenzione ai rapporti con le neocostituite Regioni. A dodici anni da quella data credo si possa dire che l’ANCI fu lungimirante e concreta. Fu una scelta giusta e coraggiosa, volta a dare una voce in più‚ ai Comuni, su scala Regionale, e a costituire una struttura associativa capace di portare dalla periferia al centro le istanze di tutte le 8.100 amministrazioni comunali. Questo è lo scenario che tutti noi conosciamo bene e nel quale abbiamo – chi più, chi meno – imparato a muoverci, seppur con risultati non del tutto omogenei. Se pero‚ tentiamo di guardare avanti, allora credo non sfugga a nessuno la necessità‚ di fare ulteriori passi in avanti. Sul tappeto c’è‚ già‚ un'importante novità‚ della quale – in sede ANCI – si è ampiamente discusso. Mi riferisco alla necessità‚ di una ulteriore crescita delle strutture delle ANCI Regionali, favorendo ogni forma di selezione della classe dirigente ed auspicando un impegno sempre maggiore delle amministrazioni dei comuni capoluogo, sia attraverso una partecipazione diretta degli amministratori che di quello delle strutture tecniche. In modo significativo questa richiesta dovrà essere diretta ai Comuni capoluogo di Regione. Solo così il “peso”‚ politico delle rappresentanze sarà sempre più forte. Secondo gli stessi principi, sarà poi necessario rispettare la previsione che il Presidente dell’ANCI Regionale sia un amministratore locale. La perdita di tale requisito dovrà comportare la decadenza dalla carica. La giusta acquisizione di nuovi ruoli per le Province, renderà poi necessaria una iniziativa dell’ormai prossima Assemblea Congressuale dell’Associazione per rendere operativa la norma statutaria che prevede la costituzione delle ANCI Provinciali. É evidente che questo processo, importante per il futuro della Associazione, debba essere calibrato nelle varie realtà regionali e debba partire per impulso delle ANCI Regionali tenendo nella dovuta considerazione le peculiarità storico-territoriali e le stesse dimensioni regionali. Su questo punto si è già‚ espressa favorevolmente l’ultima conferenza programmatica ANCI, che si è tenuta a Rapallo lo scorso anno. Non si tratta di costruire nuove strutture burocratiche che si sovrappongano all’esperienza delle ANCI Regionali, ma consentire un maggior legame con i territori ed elevare il sistema di rappresentanza degli stessi. Alle ANCI Provinciali dovrà‚ essere riservata la competenza a trattare tutte le materie di interesse intercomunale e quelle dei rapporti delle realtà provinciali con le Regioni. Una sorta di Conferenza dei Comuni nel territorio provinciale. Il percorso dovrà essere necessariamente omogeneo su tutto il territorio nazionale. Nel rispetto dell’autonomia e sovranità di ciascuna ANCI Regionale, sarà utile quindi concordare una data o un periodo entro il quale celebrare in tutte le Province le assemblee costitutive dell’ANCI Provinciale. Il panorama delle attività‚ e degli impegni futuri e‚ quindi ricco e stimolante, anche se complesso. Per portarlo a termine c’è bisogno dell’impegno e del lavoro di tutti gli amministratori locali, di qualsiasi appartenenza politica. Perche‚ l’obiettivo è semplice: mantenere e accrescere il ruolo dei Comuni nella società italiana, il che equivale ad aumentare la capacità‚ di risposta delle amministrazioni locali alle esigenze dei cittadini. Leonardo Domenici Presidente Anci dal 1999 al 2004
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Testimonianze
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Speranze, fatti e alcune delusioni di Gianfranco Simoncini Presidente Anci Toscana dal 1999 al 2004 Se dovessi sintetizzare in tre parole l’esperienza dei cinque anni di presidenza dell’Anci Toscana parlerei di speranze, fatti e qualche delusione. Le speranze risiedevano nel fatto che questi anni potessero rappresentare un passaggio decisivo nella storia del nostro Paese, con l’affermazione di un ruolo nuovo e finalmente davvero centrale degli enti locali, intesi come una sorta di “sportello unico” della Repubblica. Penso ovviamente in primo luogo alla riforma del Titolo V della Costituzione, ma anche alle leggi di decentramento amministrativo ed alla fase di riscrittura degli statuti regionali. Vi era e vi è ancora la speranza di realizzare un federalismo fiscale capace di dare un quadro di riferimento certo ai Comuni,che permettesse di superare le difficoltà ormai croniche per i bilanci comunali e garantisse attraverso una reale autonomia di entrata e di spesa di riuscire a salvaguardare i servizi e insieme contenere le spese in un contesto di forte responsabilizzazione degli amministratori locali. In sintesi la speranza,sulla quale abbiamo lavorato e ci siamo mobilitati anche nella nostra regione, era di veder attuato un nuovo quadro di riferimento legislativo che
desse ai Comuni, quale presidio della repubblica più vicino ai cittadini, e da essi ritenuto il proprio punto di riferimento immediato, la possibilità di svolgere a pieno la loro funzione di promozione dello sviluppo, di sostegno alla crescita civile e sociale delle comunità . La riforma della Costituzione andava in tal senso, ma qui sta la delusione, questo processo si è sostanzialmente bloccato. Abbiamo avuto una lunga serie di Leggi Finanziarie che hanno tagliato pesantemente i trasferimenti ai Comuni e hanno, di fatto, legato le mani a chi voleva esaltare e liberare la capacità delle autonomie locali. Oggi, indubbiamente, ci troviamo di fronte a un ritorno centralista di non poco conto,basti pensare al decreto taglia spese, al blocco delle sedi concertative a livello nazionale, al ricorso su diversi statuti regionali tra i quali quello della nostra regione. Ma soprattutto, non si è verificato quel passaggio di competenze amministrative dallo stato ai comuni che avrebbe facilitato la risposta ai bisogni dei cittadini. Parlando dei “fatti”, direi che si è prodotto un forte rinnovamento nel funzionamento degli enti locali. Si sono avviati importanti processi di associazionismo, e in molti Comuni si sono verificate fondamentali
innovazioni dei servizi che hanno messo in campo nuove tecnologie e un nuovo modo di intendere il lavoro. avvenute anche attraverso esperienze di esternalizzazioni. Come Anci Toscana siamo riusciti a valorizzare queste novità.“Dire & Fare”ha rappresentato proprio questo,una vetrina, una sfida, un manifesto per raccontare come ci si è rinnovati, una occasione per incentivare l’emulazione, e quindi la diffusione delle innovazioni. Un altro fatto positivo è stato la crescita della visione dei Comuni come “sistema”, anche dal punto di vista politico. Il nostro peso è sicuramente cresciuto.Lo vediamo dal numero di Protocolli d’Intesa firmati con la Regione, dal tavolo istituzionale di concertazione su tutte le leggi che riguardano i Comuni, dal fatto che molte leggi da noi richieste e promosse sono state approvate. Quindi il riconoscimento dell’Anci come interlocutore privilegiato e ormai istituzionale è potremmo dire completo. Senza trascurare il passaggio dalla fase sperimentale a quella ormai consolidata del Consiglio delle Autonomie Locali, che è una nostra “creazione” e che oggi, dopo cinque anni, è un elemento ineliminabile del confronto politico nella nostra Regione,studiato e imitato in molte altre regioni italiane.
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L’Anci Toscana è senza ombra di dubbio l’associazione di riferimento per tutta la vita dei Comuni. Un riconoscimento ci è arrivato anche dall’Anci nazionale.Abbiamo avuto, come Anci Toscana, un ruolo di traino indiscutibile su molte questioni,penso alla discussione sugli Statuti, a quella sul demanio marittimo, e siamo diventati modello per altre Anci regionali. Anche il rapporto con la Regione, di cui dicevamo, è un esempio che altri cercano di riportare nella loro realtà. E non dimentichiamoci che l’Assemblea Nazionale dell’Anci che si è tenuta a Firenze si è svolta qui anche per la presenza di un Anci Toscana che funziona. In questi anni la vita dell’associazione è stata sempre unitaria.Non c’è stato mai un conflitto eclatante, a parte la normale dialettica che fa parte del lavorare e discutere insieme.Questo è merito di tutti, di un gruppo dirigente che ha saputo fare il proprio lavoro, ma anche dei sindaci dei diversi orientamenti, che non hanno mai voluto anteporre le esigenze di parte a quelle di tutti. Dal punto di vista personale si è trattata di un’esperienza formativa e di grande soddisfazione. Sono stato orgoglioso di rappresentare uno dei sistemi delle autonomie più vivi del nostro Paese. Credo di lasciare la presidenza in un momento in cui l’associazione è solida e in crescita. Un’associazione in grado di funzionare, anche nei confronti dei tanti nuovi sindaci
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eletti nell’ultima tornata di elezioni amministrative. A loro non si dovrà spiegare che cosa è l’Anci,non solo perché molti di loro arrivano da esperienze politico-amministrative, ma soprattutto per il patrimonio di Anci Toscana, il suo nome e il suo ruolo, ormai consolidati e riconosciuti.
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Lo “sciopero” dei Sindaci di Marcello Bucci Presidente Anci Toscana dal 1989 al 1999 Il periodo in cui ho fatto il presidente dell’ Anci Toscana è stato quello in cui è esploso il tema del federalismo: una questione che nella riflessione dei sindaci era già emersa prima, e in modo ben diverso, da come è avvenuto poi con l’entrata in scena della Lega Nord. E’ stato anche un periodo di passaggio particolarmente travagliato nella vita degli enti locali, travolti dall’esplodere della vicenda Tangentopoli e, al tempo stesso, caricati di responsabilità derivanti dalle aspettative che maturavano nella società. Sollecitati da domande e problemi nuovi, ma frenati, nella loro azione, da vecchi e anacronistici vincoli, derivanti da un assetto istituzionale che aveva ormai fatto il suo tempo. Poco tempo dopo la mia nomina,di fronte alla difficile situazione degli enti locali e ad una Anci nazionale statica, legata alle logiche dei partiti più che alle reali esigenze dei comuni (ricordo ad esempio che i sindaci dell’allora Partito Comunista uscirono da tutti gli organismi nazionali dell’Anci, in polemica con una linea dell’associazione caratterizzata da un rapporto troppo collaterale con il governo),mi sono trovato a confrontarmi con una forte insoddisfazione dei comuni
verso l’associazione.A questo reagimmo con la mobilitazione, nata soprattutto nell’area fiorentina, di un movimento di sindaci che rilanciò con grande determinazione i temi cruciali dell’autonomia politica e finanziaria degli enti locali, del riconoscimento pieno delle loro prerogative, del federalismo. Uno dei momenti più importanti fu il cosiddetto “sciopero dei sindaci”, una manifestazione autoconvocata che portò a Roma tutti insieme, per la prima volta dopo molti anni, un migliaio di sindaci da tutta Italia, il tutto promosso e gestito proprio dall’Anci Toscana. Fu un segnale importante anche verso l’Anci nazionale,perché ne mise in discussione la capacità di interpretare e rapprentare le esigenze dei comuni; e anche perché da quel momento si cominciò ad affrontare effettivamente il problema della “regionalizzazione” dell’associazione. Dopo sono venuti gli anni della profonda riforma delle amministrazioni locali, con l’attuazione della legge 142/90, anni in cui l’Anci ha cercato sempre di ricoprire un ruolo forte di rappresentanza dei comuni nei confronti sia del Governo centrale che della Regione. Tutto il processo legislativo del
decentramento ha posto le Anci regionali in un ruolo di primo piano, ma ne ha richiesto anche un cambiamento di fisionomia e di funzioni. È stato un passaggio di grande cambiamento rispetto al ruolo prevalente, di sensibilizzazione e di mobilitazione politica, che avevano svolto dell’immediato passato. Si stava trasformando la funzione dell’Associazione dei comuni, soprattutto nelle sue articolazioni regionali. Nella nostra regione abbiamo fronteggiato con l’impegno di tanti amministratori e tecnici dei comuni (che hanno supplito alla scarsità di mezzi e risorse disponibili) i nuovi compiti. Ci siamo dovuti inventare competenze, da tutti i punti di vista, per poter dire la nostra in modo pertinente, credibile e autorevole, intervenendo nel processo legislativo regionale, sempre più esteso, complesso e penetrante nella vita degli enti locali. Fino alla nascita del Consiglio delle Autonomie Locali,avvenuto nel 1998 per volere in primo luogo proprio dell’Anci Toscana, abbiamo dovuto svolgere direttamente questo ruolo di organismo di consultazione legislativa con la Regione, cercando sempre di
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interpretare opinioni, pareri, interessi di un mondo molto articolato e sfaccettato come quello dei comuni. C’è da dire che, in questi anni, con la Regione abbiamo collaborato moltissimo, ma ci sono anche stati momenti di forte tensione. Abbiamo mantenuto sempre un profilo spiccato di autonomia. Ciò nonostante la forte omogeneità politica fra le giunte comunali e quella regionali esistente in Toscana. Non sono mancati momenti acuti di scontro, su provvedimenti che abbiamo ritenuto lesivi dell’autonomia e delle prerogative degli enti locali; soprattutto quando abbiamo visto affacciarsi tentazioni, mai del tutto scomparse, di sostituire al centralismo dei minsteri e dello Stato centrale, un nuovo centralismo della Regione. Di questo abbiamo discusso anche con i nostri “cugini” dell’Urpt, che talvolta hanno prestato il fianco, si sono resi disponibili a qualche operazione che supportava un’impianto gerarchico nei rapporti fra i diversi enti locali, con le province che stavano “sopra ai comuni”. Abbiamo sempre mantenuto un rapporto di forte autonomia rispetto alla Regione, con una politica diversa rispetto anche ad altre Anci regionali, dove il ruolo delle autonomie locali è stato forse meno attivo, più attenuato. Da noi c’è stata più dialettica, forse è anche per questo che l’Anci Toscana ha costruito nel tempo e riesce a mantenere anche oggi rapporti forti con i comuni.Da
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noi non si sono mai verificate crisi di adesioni, pressochè tutti i comuni della regione sono stati associati e continuano ad esserlo. Il lavoro svolto per l’attuazione della Legge 142/90 e dei successivi provvedimenti legati al decentramento amministrativo, si è intrecciato costantemente con il tema del federalismo, che ha avuto in Toscana sia per il lavoro e il ruolo svolto dalla Regione, sia per la vivace iniziativa dei nostri sindaci- un punto di elaborazione e di iniziativa di interesse nazionale. Un aspetto rilevante del periodo in cui sono stato presidente, è stato l’esigenza di dare alla associazione, oltre a strumenti di collegamento e di comunicazione con i comuni, una sempre maggiore visibilità. Ricordo che Anci Toscana à l’unica Anci che da undici anni stampa e distribuisce regolarmente -a quasi cinquemila fra amministratori e dirigenti degli enti locali, responsabili di associazioni, enti, organizzazioni della società civile- un proprio settimanale (“Aut & Aut”). Un’esperienza editoriale unica per la continuità e per la periodicità. Il giornale è un canale di collegamento che consente di rafforzare il legame con i comuni, ma anche per sviluppare rapporti di collaborazione con altri soggetti, come ad esempio il Cesvot -il Centro di servizi per il volontariatocon cui da anni realizziamo un supplemento mensile (“Plurali”) dedicato proprio al rapporto fra
volontariato e autonomie locali. Anche “Percorsi di cittadinanza”, un mensile dedicato a un tema difficile come l’immigrazione, ha permesso di allargare i rapporti, di dialogare e di promuovere iniziative comuni con un mondo associativo e con realtà spesso anche conflittuali con gli enti locali. In questi anni si è venuta costruendo una nuova fisionomia dell’Associazione. L’Anci oltre a sostenere le prerogative delle autonomie nei processi politici delle riforme istituzionali e dei grandi temi legati alla modernizzazione del paese e alle linee dello sviluppo; a svolgere opera di sindacato nella rappresentanza degli interessi dei comuni; ha dovuto assumere anche ruoli più operativi di supporto e sostegno ai comuni, affiancandoli nel lavoro di riorganizzazione,di riqualificazione delle strutture, di innovazione, consguenti ai nuovi compiti loro assegnati dal decentramento di responsabilità e di funzioni. Da qui nasce anche, nel 1998, l’esperienza di “Dire&Fare”, la rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione che vanta il primato, in Italia, del maggior numero di enti locali partecipanti con i propri progetti e le proprie esperinze. “Dire&Fare” nasce dalla consapevolezza che in Toscana si faceva molto e bene, e che sarebbe stato utile far conoscere le buone esperienze, per diffondere e consolidare l’innovazione. Ma
nasce anche dalla constatazione che, proprio per la scarsa capacità di far conoscere e valorizzare le nostre esperienze, a livello nazionale emergevano sempre e soltanto altri modelli, erano conosciuti e citati quelli di altre regioni. Ci siamo chiesti come superare questo problema, e allora è nato “Dire & Fare”, che non è una fiera, ma un sistema per mostrare le “buone pratiche” dei comuni, degli altri enti locali, di aziende pubbliche e private, che propone l’Anci Toscana come un soggetto di promozione e di sostegno rispetto alla diffusione e alla comunicazione dell’innovazione e alla valorizzazione di quello che si fa. E’ anche una grande occasione di contatto del mondo delle autonomie con la società toscana, contribuendo a superare certi limiti di autoreferenzialità che talvolta caratterizzano la vita delle associazioni. Complessivamente quello in cui sono stato presidente è stato un decennio di forte crescita del sistema delle autonomie, nel quale si è inserita anche la riforma elettorale, che ha introdotto anche nell’Anci elementi nuovi rispetto alla visibilità e al protagonismo dei nuovi sindaci eletti direttamente dai cittadini e che ha avuto anche l’effetto di far crescere l’associazione. Dopo il momento “forte” dello “sciopero dei sindaci” ci fu, nel 1993, il Congresso di Sorrento, che riconobbe la regionalizzazione e poi la nascita degli statuti degli Anci regionali come
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associazioni dotate di autonomia statutaria. Fu un momento decisivo nello sviluppo dell’Anci, e fu un momento nel quale il ruolo di Anci Toscana fu ampiamente riconosciuto, tanto è vero che io fui nominato vicepresidente nazionale.Da qui partì un nuovo rapporto anche con l’Anci nazionale dove, seppure faticosamente, si aprì una riflessione sulla riforma dell’associazione sulla sua ulteriore regionalizzazione, sul rapporto con i neoeletti sindaci delle grandi città che stavano costituendo –seppure in modo informale, ma efficacistrumenti di coordinamento al di fuori dell’associazione. Fu proprio per iniziativa delle Anci regionali -in contrasto con il nazionale e soprattutto con gli orientamenti prevalenti nei partiti- che imponemmo come presidente dell’Anci il Sindaco di una grande città, superando così la fase del “partito dei sindaci”, nata dopo le elezioni del 1995. Con la nomina di Enzo Bianco le cose cambiarono definitivamente, riportando anche i sindaci delle grandi città all’interno dell’associazione, che ne trasse notevole vantaggio in termini di visibilità, forza, incisività, assumendo unruolo di primo piano nella dialettica politica istituzionale italiana. Qui va cercata insomma la svolta forte a livello nazionale, fu forse quello il momento di maggiore visibilità dell’Anci. Che è proseguito poi, in un contesto politico diverso, con il lavoro di Leonardo
Domenici a livello nazionale e di Simoncini nell’Anci Toscana.
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Partecipazione dei cittadini e responsabilità degli di Michele Ventura amministratori Presidente Anci Toscana dal 1985 al 1989 Riandando con la memoria al lavoro svolto come Presidente dell’Anci Toscana, la prima cosa che mi viene da dire è che, ricoprendo anche un incarico importante come amministratore, non si trattò di una passeggiata. All’epoca ero vicesindaco di Firenze e posso dire che è un ruolo che richiede un impegno rilevante. Ma cerchiamo di ricostruire un po’ il quadro politico e anche le cose che si fecero. In Toscana la situazione era stabile, pur essendo in quegli anni una fase in cui cominciavano a delinearsi elementi di forte sollecitazione per un rinnovamento del sistema istituzionale. Non dimentichiamoci che siamo alla vigilia di Tangentopoli, che non era ancora esplosa all’attenzione dell’opinione pubblica, ma che ovviamente, come avviene per ogni fenomeno, non emerse dal nulla, da un giorno all’altro. Uno dei punti sui quali, all’interno dell’Anci Toscana si discuteva di più, essendo la nostra regione uno dei luoghi principali nella vita delle autonomie in Italia, era sicuramente quello della partecipazione. È qui che erano nati, pochi anni prima, i primi Consigli di Quartiere. In tutta la Toscana le pressioni
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per aprirsi alla società erano molto forti. Questo era dovuto ad una articolazione non banale della sinistra, presente nell’associazionismo in modo importante e organizzato molto più di quanto avvenga oggi, e anche ad una articolazione ricchissima del mondo cattolico. Le questioni sociali, ambientali, urbanistiche, vedevano comunque una presenza significativa di quelli che ancora non si chiamavano “movimenti”. Di tutto ciò, all’interno dell’Anci, si discuteva animatamente e con ricchezza di argomentazioni, in quelle discussioni “a ruota libera” che andavano al di là del lavoro “dovuto” sui bilanci, sui convegni, sulla organizzazione del personale e molto altro. In quegli anni si iniziò anche a risolvere, anche per rispondere a queste nuove esigenze, il tema dell’indennità che finalmente tendeva a considerare l’impegno degli amministratori comunali come un impegno non di serie B: si intendeva cioè a risolvere il tema di un impegno istituzionale. Tutti questi segnali sono stati importanti e i risultati ce li ritroviamo per fortuna ancora oggi, perché nonostante la bufera che si è scatenata negli anni
seguenti, i Comuni sono fra tutte le istituzioni, quelli che hanno resistito meglio, continuando a rappresentare un riferimento per tutti i cittadini,e quindi un elemento indispensabile per la tenuta del sistema democratico. Senza trascurare poi il fatto che tutti questi passaggi stanno a pieno titolo dentro il percorso delle autonomie toscane, che ha dei punti molto alti. Un altro tema che si discusse molto in quegli anni era quello del ruolo delle autonomie e dei Comuni nello sviluppo economico. In Toscana i Comuni sono stati gli artefici del fenomeno, ormai studiato in tutto il mondo, dei distretti industriali, segno questo di una lungimiranza non comune. Si discuteva di un impegno nell’economia, di stimolo allo sviluppo, toccando temi allora poco esplorati come la sostenibilità, la compatibilità, l’innovazione, che si traducevano anche nella ricerca di un nuovo rapporto con il sistema regionale, dove, non dimentichiamolo, c’era un interlocutore come Gianfranco Bartolini, molto sensibile a queste tematiche.In un contesto nel quale già iniziavano a diminuire i trasferimenti agli enti locali, un tema determinante era quello del mantenimento dei servizi sociali, con
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l’introduzione di criteri che facessero pagare ai cittadini una quota dei costi, una sorta di compartecipazione al sostegno di servizi. Pur nella ricerca del più importante equilibrio, e quindi, almeno in Toscana e in Emilia, con l’obiettivo di proporre anche una effettiva redistribuzione delle risorse. Un altro forte impegno fu poi quello delle riforme. Era già presente il tema delle garanzie per la finanza locale. Allora eravamo in un contesto in cui l’Anci negoziava e rivendicava e quindi sosteneva i Comuni sotto questo aspetto.Ma ci furono anche iniziative per arrivare a una riforma dell’urbanistica, del territorio, del regime dei suoli, temi rimasti però tuttora irrisolti. Per concludere vorrei però dire che l’Anci ha svolto fino ad oggi un ruolo difficilmente sostituibile, in primo luogo nel campo della sensibilizzazione sui temi dell’amministrazione locale anche su argomenti delicati come quello del personale, in un momento in cui era presente una forte rigidità ed era assai difficile poter ricorrere a consulenze esterne o a forme flessibili di lavoro. Non dimentichiamo che erano ancora in piedi tutte le municipalizzate, e in quel momento, proprio all’interno dell’Anci, si iniziava a discutere di forme nuove di amministrazione dei servizi, e il tutto in un clima di fibrillazione politica fortissima. Dall’altro lato, l’Anci nazionale, dove ho svolto per un certo periodo il ruolo di
Vicepresidente, era molto impegnata sulle questione della finanza locale, lavorando con i gruppi parlamentari, un lavoro che si traduceva nella costante contrattazione con il governo. Ma in quegli anni c’era la netta sensazione che le grandi città contrattassero per conto proprio,e dunque l’Anci in qualche modo rappresentava soltanto i piccoli e medi Comuni. Soltanto con l’elezione a Presidente di Signorello, Sindaco di Roma, la tendenza cambiò, e poi sono arrivati personaggi come Bianco e poi Domenici, che hanno fatto dell’Anci la casa di tutti i Comuni. Dal punto di vista politico c’era un forte isolamento di Comunisti e Repubblicani, che sostenevano l’uscita delle Province dalla Costituzione per sostenere il sistema delle autonomie, una battaglia perduta. Ma sostanzialmente il clima dell’Anci nazionale era unitario, molto più di oggi. Vorrei concludere ricordando due persone insostituibili, Fiorenzo Narducci, consulente straordinario, che fece un lavoro eccezionale sulla finanza locale, e soprattutto Fiorello Fabbri, che non lavorava per l’Anci, ma si può dire “era” l’Anci.
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Parte il “sistema” delle autonomie toscane di Vannino Chiti Presidente Anci Toscana dal 1983 al 1985 Il mio ruolo di Presidente di Anci Toscana, un’esperienza che risale ormai a venti anni fa, è stato un momento dal punto di vista personale molto significativo, soprattutto come formazione politica. È stato un modo interessante e profondo di occuparmi dei rapporti tra Comuni, Province e Regione, e anche una esperienza che ha arricchito sia il mio incarico di Sindaco di Pistoia, sia poi, successivamente, quello di Presidente della Regione Toscana. È stata una esperienza interessantissima anche per il rapporto con lo Stato centrale, con Anci nazionale, con il governo e con il Parlamento. Allora, lo ricordo bene, ci sentivamo oppressi da uno Stato centralista, poco aperto ad un vero federalismo. Oggi, vedendo la situazione che stiamo vivendo, dobbiamo pensare di essere tornati notevolmente indietro. Un altro aspetto importante è stato quello del rapporto con alcuni Sindaci. Ricordo in particolare il Sindaco Ducci, di Arezzo, che fu un nostro prezioso collaboratore. E poi l’intenso rapporto tra Comuni di dimensione più piccola e Comuni capoluogo. Un’esperienza bella dal punto di vista della sollecitazione personale, sia per i rapporti con i Sindaci, sia con tutti i
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collaboratori con cui mi sono trovato a lavorare. Sono stati anni, quelli, in cui si sono affrontati temi importanti, come quello delle autonomie e di come, in Toscana, dopo quindici anni di governo regionale, si costruivano i rapporti fra la Regione, le Province e soprattutto i Comuni. Anni dopo,quando sono stato Presidente della Regione, quella esperienza mi si è rivelata preziosa,e sempre ho cercato,in quel nuovo ruolo, di fare in modo che la Regione lasciasse la maggiore autonomia possibile ai Comuni. Ci furono altri temi molto pressanti. Ricordo ad esempio il difficile momento del rinnovo contrattuale del personale degli enti locali, ma soprattutto il dibattito relativo al forte contrasto fra il processo di rinnovamento delle macchine comunali, che in quel periodo stavano cercando alleggerire e velocizzare i meccanismi burocratici e amministrativi, e le leggi nazionali, che frenavano la riorganizzazione. Poi ci fu il filone legato all’impegno delle Autonomie Locali rispetto alle tematiche sociali, gli anziani, i servizi, e in particolare l’istruzione e l’abbandono scolastico. I rapporti con Anci nazionale furono in
quel periodo positivi. Forse anche perché, arrivando, trovai una Anci Toscana che, grazie alle capacità di chi mi aveva preceduto e all’intrinseco valore del nostro sistema delle autonomie, godeva di un grande prestigio e funzionava benissimo, nonostante le ridotte dimensioni. Si trattò insomma di un periodo fecondo e ricco di importanti e significativi momenti.Cercammo di stabilire rapporti fra Anci, Urpt e Regioni, che poi, come detto, io ho riutilizzato come Presidente della Regione e anche come Presidente della Conferenza delle Regioni, per costruire un autentico processo federalista, lavorando su temi decisivi, come quello della finanza locale. È stata in sintesi una esperienza, anche per questo, molto bella e che non mi sono mai pentito di aver fatto.
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Il “costruttore” dell’Anci toscana di Goffredo Lohengrin Landini Presidente Anci Toscana dal 1975 al 1983 RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DELLA SEZIONE REGIONALE TOSCANA NEL BIENNIO 1979-1980 PREMESSA Il consiglio direttivo che conclude oggi la sua attività fu eletto nell’assemblea regionale tenuta in Palazzo Vecchio il 2 giugno 1978. I rendiconti finanziari e patrimoniali che si allegano alla presente relazione e si sottopongono all’approvazione dell’assemblea riguardano gli anni 1979 e 1980 in quanto quello relativo all’anno 1978 venne, a suo tempo, approvato nell’assemblea del 23 gennaio 1979.
Riunione dell’Ufficio di Presidenza presso il Comune di Prato il 29/06/1977 Da sinistra, Ali Nannipieri, Sindaco di Livorno, Goffredo Lohengrin Landini, Sindaco di Prato e Presidente, Mauro Favilla, Sindaco di Lucca, Fiorello Fabbri, Segretario Anci Toscana
Landini è morto il 21 dicembre 2002. Abbiamo ritenuto di pubblicare questo rapporto di attività di due degli anni della sua presidenza. L’Anci toscana ricorda con affetto Landini, tra i “costruttori” dell’Anci.
LE LINEE GENERALI DELL’AZIONE DELLA SEZIONE REGIONALE Il periodo trascorso dalla metà del 1978 alla fine del 1980 resterà nella storia delle autonomie come uno dei più significativi per le trasformazioni che concretamente si sono verificate nel paese e che sono state dominate da un crescente processo di trasferimento al governo locale delle pubbliche funzioni esercitate dalla nostra struttura istituzionale. Avviata, con l’inizio degli anni ’70, l’attuazione dell’orientamento
regionale, la svolta determinante per l’ulteriore decentramento delle competenze statuali alle autonomie locali si è avuta con il D.P.R.24 luglio 1977, n. 616 il quale, travalicando i più ampi confini posti dalla legge n. 382, ha indirizzato verso il governo locale una somma di compiti e di funzioni che hanno reso lo stesso protagonista della vita delle comunità di base. Il processo di decentramento è stato avviato con il D.PR.616 ed è continuato con la forte valenza di decentramento contenuta in una riforma essenziale, quella della sanità ed in tutte le leggi di grande importanza settoriale, quali quella sulla tutela degli inquinamenti,per la casa,per l’agricoltura ecc. La svolta operata dal D.P.R.616 ha indirizzato verso i Comuni un primo cospicuo “pacchetto” di funzioni pubbliche ed ha soprattutto segnato una strada nuova, sulla quale si sono indirizzati tutti i successivi provvedimenti legislativi approvati dal Parlamento, arricchendo il ruolo del Comune ma anche caricando le capacità delle amministrazioni locali di una somma di compiti che le stesse hanno avuto sovente difficoltà a fronteggiare con la dovuta tempestività e con
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l’efficienza che esse avrebbero desiderato di poter dimostrare. A questo “arricchimento” del ruolo del Comune i provvedimenti legislativi hanno solo aperto la strada: esso è stato voluto, imposto, nelle cose concrete, nell’attività quotidiana, dalle popolazioni; per la maggior parte dei problemi emergenti sui quali si è formata e misurata l’opinione pubblica, le soluzioni sono state richieste ai Comuni, posti quotidianamente di fronte all esigenze dell’assetto territoriale, della politica della casa, dell’inquinqmento e del controllo ambientale, dell’assistenza e della sanità, dello sviluoppo dell’economia, della diffusione della cultura, per riunirsi e compendiarsi tutti in quella nuova filosofia della qualità della vita,per la cui elevazione il Comune è stato individuato come il polo centrale di riferimento di ogni iniziativa e di ogni intervento. Si è scritto che il localismo è forse il fenomeno più importante dell’attuale evoluzione storica del nostro paese, che esso esige eed impone la piena e coerente attuazione di quello “stato delle autonomie”che la nostra costituzione ha disegnato e che negli enni ’80, inevitabilmente, malgrado il sussistere di resistenze e di condizionamenti, finirà per affermarsi definitivamente, conquistandosi quell’assetto giuridico istituzionale e finanziario che è condizione indispensabile per dare organicità, snellezza e piena efficienza
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all’azione della nostre amministrazioni. La nostra sezione regionale, con l’appassionato impegno degli amministratori toscani che hanno contribuito in questi anni, con il loro concorde apporto ai lavori, intensi e proficui, del Consiglio Direttivo e delle Commissioni di settore, ha cercato di assicurare un indirizzo omogeneo ed un coordinamento concreto a questo processo di trasformazione che registra da noi probabilmente le punte più avanzate di tutto il paese, realizzando nella Toscana condizioni di vita e di sicurezza sociale più elevate che altrove, collocando il reticolo delle istituzioni locali in una posizione fondamentale del sistema economico e politico. Di fronte a questa radicale trasformazione del ruolo del Comune, si poneva un problema primario, quello della reale efficienza operativa della sua organizzazione politica ed amministrativa, della sua capacità di assumere il complesso delle nuove funzioni che la legislazione – e le istanze della popolazione – andava continuamente costituendo, assicurando alla stessa la capacità di interpretare, rispondere, correlarsi alla vita delle società locali. Lo sforzo necessario è stato imponente, quello che ancora rimane da fare è altrettanto grande e impegnativo. In nessuna parte del paese i fenomeni che si sono presentati di fronte ai Comuni sono stati pienamente governati, le
risposte adeguate alle istanze popolari:il fenomeno del decentramento istituzionale ha avuto dimensioni tali da creare ovunque difficoltà gravi, si è scontrato duramente con il vetusto ordinamento giuridico, con le stringenti limitazioni finanziarie, con l’ancora inadeguata e disorganica regolamentazione numerica e retributiva del personale, ha coinciso in molti casi con la fuga di competenze che tutta l’Amministrazione Pubblica ha sofferto e sta soffrendo per l’inadeguatezza dei trattamenti economici. In questa sezione la sezione Regionale della nostra Associazione è divenuta un punto di riferimento costante ed ha cercato, avvalendosi dell’impegno concorde degli Amministratori di ogni parte politica che in essa hanno operato, di superare i limiti oggettivi che la mancanza di strutture permanenti di carattere organizzativo ed amministrativo determinano, fornendo ai comuni della regione, sui problemi di fondo, ogni aiuto che è stato possibile. Verso la Sezione Regionale sono rifluiti e stanno quotidianamente rifluendo – i problemi più scottanti che hanno assillato le amministrazioni comunali toscane, ricercando risposte che non si aveva la possibilità di offrire singolarmente e per le quali le difficoltà che ognuno aveva in sede locale si presentavano, ovviamente, anche in visione più ampia, estesa a tutta la
regione. Anche in questo caso gli organi della Sezione hanno indirizzato il loro impegno verso la ricerca di soluzione sufficientemente omogenee, evitando che si presentassero anche da noi i fenomeni che caratterizzano altre regioni dove gli stessi problemi hanno avuto le soluzioni più disparate a livello di singoli enti, creando situazioni di squilibrio e si sperequazione gravissimi, soprattutto in danno degli enti piccoli e medi. I dati recentemente pubblicati dal Ministro dell’Interno, relativi alle dotazioni di risorse impiegate nelle spese correnti dei Comuni italiani nell’anno 1979, dimostrano in maniera estremamente chiara i risultati ai quali questa azione ha condotto: le medie regionali pro-capite della Toscana si collocano tutte al di sopra delle medie nazionali, in ciascuna fascia demografica; i comuni di dimensioni minori,quelli fino a 3.000 abitanti,hanno le dotazioni pro-capite più elevate della regione. L’equilibrio esistente nella nostra regione non ha termini di raffronto in nessuna altra parte del paese (vedi allegati E – F – G). Lo stesso Ministro dell’Interno, nel suo breve commento illustrativo ai dati pubblicati, rileva come la Toscana, regione nella quale i valori sono sempre più alti della media nazionale, registra un’impennata iniziale della curva delle dotazioni, dovuta ad una miglioria dei servizi nei piccoli centri, fenomeno che
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non trova riscontro altrove, neppure in regioni che hanno complessivamente dotazioni più elevate delle nostre ma che risultano accentrate in alcune grandi città, mentre i Comuni minori dispongono di valori sotto media nazionale. Questo non significa che anche all’interno della nostra regione non ci siano situazioni squilibrate, che beneficeranno della situazione di riequilibrio previste dai provvedimenti del prossimo triennio: dimostra tuttavia che in Toscana tali situazioni sono molto più ridotte di altrove e che non vi è stata prevaricazione da parte dei grandi comuni nei confronti di minor dimensione geografica. Evidenzia una linea politica amministrativa che ha mirato ad una crescita equilibrata di tutta la comunità regionale, sottolinea l’attenzione e la considerazione che i problemi di tutti i comuni hanno ricevuto e la ricerca di criteri di equità nel dare agli stessi soluzione. LE INIZIATIVE A CARATTERE REGIONALE Nel corso di questo biennio sono state tenute16 iniziative a carattere regionale, attraverso assemblee, convegni e seminari di studio sui problemi della Finanza Locale, del Personale, della Casa, dell’Educazione permanente, della Riforma Sanitaria, della nuova legislazione contabile,della emigrazione dalle zone montane e depresse, della
tutela delle acque dall’inquinamento,del recupero delle terre incolte, sui diversi e importanti provvedimenti urbanistici emanati dalla regione. La partecipazione plenaria degli Amministratori e dei Funzionari dei Comuni toscani alle nostre iniziative a sottolineato la loro utilità,l’incidenza che esse hanno per determinare comportamenti uniformi in tutta la Regione, per aprire a interpretazioni corrette e corrispondenti agli interessi generali della popolazione le problematiche più complesse che la legislazione ha portato in questi anni. Le nostre Assemblee, i nostri Convegni, sono state anche occasione per confronti, talvolta anche accesi, fra le diverse opinioni, ed hanno per questo dato frutti proficui per indirizzare nel modo più opportuno l’azione delle amministrazioni locali toscane. LA NOSTRA PRESENZA NELL’A.N.C.I. NAZIONALE La presenza della nostra Sezione negli organismi nazionali dell’Associazione è stata intensa e continua, sia nell’Esecutivo Nazionale, sia nel Consiglio Generale, sia soprattutto nella Consulta per la Finanza Locale, nelle quali siamo rappresentati. Nessuna adunanza è stata mai disertata dai nostri rappresentanti, che hanno portato il contributo attivo e vivace, delle esperienze della nostra Regione, delle necessità che maturavano nelle nostre
Amministrazioni. I RISULTATI FINANZIARI Malgrado le limitate disponibilità finanziarie di cui la Sezione Regionale ha disposto, tutte le attività programmate hanno avuto regolare svolgimento, contenendo ogni spesa entro i limiti che non pregiudicassero le finalità che si intendevano raggiungere. Il rendiconto finanziario dell’anno 1979 evidenzia un complesso di entrate per L. 17.183.967, contro un totale di spese per L. 21.248.768, con un saldo passivo di L. 4.064.801, che è stato coperto utilizzando una parte della giacenza di cassa proveniente dall’esercizio 1978. (Allegato A). Il rendiconto finanziario dell’anno 1980 ha registrato la stessa tendenza fra gli incassi (L. 17.562.672) ed i pagamenti (L. 21.659.420) con un saldo passivo di L. 4.096.748. (Allegato B): gli accennati, limitati squilibri, riguardano in effetti le dotazioni di liquidità, dipendenti dai tempi di erogazione della nostra quota di contributo da parte dell’associazione a livello nazionale. L’Introduzione del nuovo sistema di riscossione a mezzo ruolo, disposto con la legge n.299 del 1980, assicura certezze di entrate con il 1981, la ha prodotto notevoli ritardi per l’anno 1980, a seguito degli adempimenti che la Segreteria Nazionale dell’Associazione ha dovuto curare, in tempi ristretti, per dare attuazione ai ruoli riguardanti oltre 6.000
comuni. La situazione economica si presenta quindi all’incontro corrispondente a quella esistente alla fine dell’esercizio 1978. La giacenza netta all’ora esistente – L. 14.025.283 – frutto dell’oculata amministrazione del precedente biennio, è stata ridotta a L. 10.581.766, tenuto conto della giacenza di cassa, dei crediti maturati verso l’Anci Nazionale e delle posizioni di credito e di debito per compartecipazione a pubblicazioni da noi distribuite. (Allegato C). Si tratta di entità finanziarie molto modeste, che sottolineano ancor più la validità dei risultati concreti ottenuti con mezzi tanto esigui, ma che dimostrano anche l’attenzione e l’oculatezza con la quale gli Organi della Sezione hanno guardato anche a questo aspetto dell’attività della nostra Associazione, i cui risultati sono ora rimessi, assieme al preventivo per l’anno 1981 (Allegato D) al vostro esame e alle vostre determinazioni. Febbraio 1981
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Stop ai Comuni sotto tutela di Mauro Favilla Vice Presidente Anci Toscana dal 1976 al 1987 La Costituzione prevedeva già, fin dalla sua emanazione, che la Repubblica Italiana è fondata sui principi della autonomia e del decentramento, ma fin verso gli anni ’70 gli enti locali (esistevano solo Comuni e Province) erano organismi posti di fatto sotto tutela. Infatti le loro decisioni erano sottoposte a controllo, anche di merito, delle Prefetture, attraverso le G.P.A. ed essi potevano realizzare opere pubbliche significative solo se queste rientravano nei grandi programmi formulati dal Governo nazionale e se beneficiavano del contributo statale. L’autonomia di un ente si realizza soltanto a condizione che esso possa decidere autonomamente il modo di affrontare i problemi di sua competenza e che sia in grado di poter gestire il suo bilancio finanziario, dal lato delle entrate come da quello della spesa. Autonomia non vuol dire sovranità e quindi è naturale che un ente debba agire nel rispetto della legge generale, nel campo di sua competenza e non al di fuori; ma non si può parlare di autonomia se gli atti di un ente sono sottoposti a controlli di merito e se i mezzi finanziari gli sono assegnati dall’alto e in misura inferiore alle esigenze minime
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Passi decisivi verso l’autonomia furono costituiti dalla soppressione dei controlli di merito e della G.P.A., dalla istituzione del Comitati regionali di controllo sugli atti (limitati alla verifica della pura legittimità) e dalla istituzione delle Regioni. L’Associazione Nazionale dei Comuni esisteva da diverso tempo, ma nel corso degli anni ’70 il suo apporto per lo sviluppo del sistema delle autonomie locali divenne sempre più importante e risultò talora decisivo. Quando fui eletto Sindaco di Lucca per la prima volta, alla fine del 1972, mi impegnai subito nell’ANCI, perché mi resi conto che i gravi problemi in cui si dibatteva anche il mio Comune potevano essere risolti solo in campo nazionale e che era pura illusione pensare che bastasse solo amministrare bene. In quegli anni i problemi finanziari erano veramente assillanti per tutti i Comuni:le entrate bastavano appena per pagare le rate dei mutui già contratti e si doveva ricorrere a nuovi prestiti bancari per far fronte alle altre spese: il massiccio indebitamento aveva già portato alcuni enti alla paralisi e gli altri erano prossimi ad arrivarci. Pur essendo diffusa nelle forze politiche nazionali e nel Governo
che la situazione era insostenibile e che bisognava uscire dal dissesto generale dei Comuni italiani, non si riusciva a trovare una via di uscita in quanto non sarebbe stato giusto operare una sanatoria generale sulla base dello stato di fatto:tale soluzione,essendo le risorse assai limitate, avrebbe determinato un premio ai Comuni che avevano già speso di più (e quindi dotati di maggiori opere pubbliche e servizi) e una permanente condanna all’inferiorità per i Comuni che erano stati più rispettosi della legge e dei criteri di buona amministrazione, perché avrebbero avuto minori entrate, con un minor debito finanziario verso le banche ma un maggior debito in termini reali (in opere pubbliche e in servizi) verso le rispettive comunità. L’ANCI toscana esisteva già, ma svolgeva una limitata attività, riunendosi ogni tanto a Firenze presso il Comune più importante della regione. Di giorno in giorno le problematiche da affrontare crescevano di numero e di importanza; non c’erano solo i problemi finanziari (che fra l’altro avevano un tavolo di trattativa in sede nazionale), ma c’era in atto l’esplosione delle funzioni e delle competenze dei Comuni. Grazie alla applicazione della legge n° 382 sul
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decentramento delle funzioni statali ed alla istituzione delle regioni piovevano sui comuni sempre nuove e più piene competenze, sia nelle materie di tradizionale competenza che nelle nuove attribuite. Fu così che quando nel 1975 fu nominato Presidente dell’ANCI toscana il Sindaco di Prato Landini, egli propose di trasferirne la sede a Prato, costituendo un apposito ufficio ed una segreteria permanente. Anch’io, come vicepresidente, operai accanto a lui con grande passione e dedizione, rimanendovi per altri 10 anni. L’istituzione della sede regionale permanente dell’Anci toscana fece nascere un nuovo impegno per tutti gli amministratori dei comuni della Toscana, un nuovo corso. Tutti si dedicarono con entusiasmo ed impegno ad affrontare i nuovi problemi dei comuni, attraverso incontri di approfondimento e di studio, assemblee e dibattiti, mediante commissioni permanenti di lavoro. L’impegno nell’Anci ha costituito per gli amministratori degli enti locali toscani un aggravio pesante, in quanto per ciascuno rimanevano immutate le incombenze da svolgere nel rispettivo Comune amministrato, ma è stato affrontate con una grande carica di dedizione, perché ognuno sentiva l’importanza del momento storico e l’utilità di farlo. Credo poi che l’aver beneficiato di una
struttura permanente, costituita dal gruppo di persone che il Comune di Prato mise a disposizione fin dall’inizio e l’aver potuto godere dell’apporto di alcuni funzionari degli enti così esperti da essere punto di riferimento anche per l’ANCI nazionale, siano stati gli elementi di base che hanno consentito all’Anci toscana di essere tanto incisiva nel coordinamento dei comuni toscani, nel portare la voce e le esigenze regionali in campo nazionale, nel dare un indirizzo unico e nel risolvere i problemi del personale dipendente, e, soprattutto, nel rapporto con la Regione Toscana, con la sua legislazione e la relativa attuazione. Ed oggi, a distanza di tanti anni, pur essendo diminuita la positiva tensione degli anni ’70, l’ANCI toscana continua ad operare efficientemente e validamente nel tessuto regionale sulla via del consolidamento delle autonomie locali.
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Un viaggio lungo trent’anni di Fiorello Fabbri Direttore Anci Toscana dal 1975 al 2004 L’idea di creare una sezione regionale dell’Anci in Toscana nacque nel 1975, principalmente per iniziativa del Sindaco di Prato Lohengrin Landini, che infatti ne divenne il primo Presidente. Io fui coinvolto nella cosa fin dalla sua nascita, e infatti Landini fece la richiesta di un mio distacco totale, come Segretario, dal Comune di Prato per essere assegnato appunto alla Sezione toscana dell’Anci. Partimmo con un inserto di alcuni fogli, che conteneva fra l’altro un elenco di nominativi di Sindaci che facevano parte del Consiglio Direttivo dell’Anci regionale, con allegata una somma di 24.000 lire, che costituirono il nostro primo bilancio. La nostra prima sede si trovava praticamente dentro l’ufficio del Sindaco di Prato Landini. Avemmo la prima vera sede soltanto nel 1977, quando ci furono assegnate due stanze all’interno del Palazzo Comunale di Prato. Fu anche il momento in cui chiedemmo ed ottenemmo il distacco di un altro dipendente del Comune di Prato, che venne a lavorare con noi:Antonio Tripodi, un silenzioso lavoratore, ancora oggi collaboratore prezioso dell’Associazione. Il primo atto fu ovviamente l’elezione del Consiglio Direttivo, dell’Ufficio di Presidenza e delle Commissioni di
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Lavoro. E devo dire che sin dall’inizio le varie componenti politiche, facenti parte del consiglio direttivo, hanno sempre espresso opinioni e pareri di vario genere all’unanimità. A parte gli aspetti organizzativi, prima di tutto avviammo i contatti con l’URPT, l’UNCEM e la Lega delle Autonomie. Uno dei primi problemi che l’Anci Toscana si trovò ad affrontare è stato il contributo di solidarietà ai Comuni del Friuli, colpiti dal violento terremoto del 1976. Un contributo, dato insieme alla Regione Toscana, all’Urpt e a Uncem, che si è manifestato non solo economicamente, con una raccolta dai vari Comuni di circa 47 milioni di lire, ma anche con un intervento dei vai uffici tecnici dei nostri Comuni e con l’invio di personale specializzato e macchinari. Nell’agosto del 1977 si verificò un altro evento calamitoso con il nubifragio in alcuni Comuni della Provincia di Massa e di Lucca, e anche questa volta Anci Toscana si è prodigata con interventi economici per sei milioni di lire, e contributi tecnici. Fin dall’inizio la maggior parte dei Comuni toscani e anche gli altri enti avvertirono la necessità di aderire all’Associazione e alle iniziative che venivano proposte. Le
reazioni furono subito molto positive, anche perché prima di allora non vi era stato nessun coordinamento regionale, cosa di cui evidentemente in molti sentivano l’esigenza. Mi piace però a questo punto anche ricordare le persone che hanno determinato un’impronta concreta nella vita dell’Associazione in questo primo periodo di attività, e non posso non citare almeno Lohengrin Landini,che fu il primo Presidente; Mauro Favilla, Sindaco di Lucca, che fu Vice Presidente e membro della Commissione Finanze Nazionale; Paolo Barsacchi, Sindaco di Viareggio, che era Vice Presidente, e ancora Gianbattista Finetti,Sindaco di Grosseto e Silvio Tongiani, Sindaco di Massa, che parteciparono a moltissime iniziative. Tutti, pur essendo di diverse appartenenze politiche, avevano affrontato le problematiche dell’Anci con passione e determinazione contribuendo, nel proprio ambito, ad uno sviluppo costante dell’Associazione. I primi anni di attività si caratterizzano oltre che per le iniziative prima citate anche e soprattutto per il fatto che il Presidente Landini era stato nominato Vice Presidente nazionale dell’Anci, un riconoscimento dovuto alla figura di
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Landini ma anche all’apprezzamento che la nostra sezione riscuoteva a livello nazionale, grazie alle importanti ed innovative iniziative che affrontava a tutela dei diritti delle Amministrazioni locali. Quindi fin dalla sua nascita Anci Toscana ha avuto un ruolo di primo piano a livello nazionale. E’ in questi anni che per l’Anci Toscana inizia un rapporto di collaborazione Fiorenzo Narducci, allora Segretario comunale di Prato, che perdura tuttora. La sua preparazione professionale è stata sin dall’inizio,e lo è ancora oggi, un punto di riferimento non solo per Sindaci ed i funzionari dei Comuni toscani, ma anche a livello nazionale, per i quali le sue consulenze ed i suoi pareri sono stati e sono di grande aiuto. In questo periodo uno dei temi portati avanti da Narducci fu quello di affrontare uno studio approfondito sul D.P.R.616 sul passaggio di poteri dallo Stato alle Regioni e ai Comuni.La nostra associazione è stata la prima ad affrontare questo tema. Molte problematiche che venivano poste dal Dpr, nella fase dal 1978 al 1980, trovarono le soluzioni adatte grazie a questo studio, che si concluse con la stampa di un volume diffuso ai Comuni, alle Istituzioni e alle Associazioni di categoria. La seconda fase, che coincide con la presidenza di Vannino Chiti, che era Sindaco di Pistoia e che ricoprì l’incarico dal 1983 al 1985, si caratterizza per le numerose iniziative sui temi
dell’autonomia finanziaria, oltre che su altre problematiche che si presentavano all’attenzione in quel periodo. In questo periodo lavorammo anche ad un fascicolo, prodotto all’indomani delle elezioni amministrative del maggio 1985, che comprendeva i nominativi di tutti gli eletti nei Consigli Comunali, con relativi organi esecutivi di tutti i Comuni della Toscana. Questa pubblicazione fu molto apprezzata perché era la prima in Toscana e permetteva agi enti di avere a disposizione un quadro di consultazione completo ed efficiente. A Chiti subentrò come Presidente Michele Ventura, che ricoprì l’incarico dal 1985 al 1989. Ventura era il Vicesindaco di Firenze, e con lui affrontammo in particolare il tema del condono edilizio, il contratto nazionale dei dipendenti degli Enti Locali, e le deleghe della Regione ai Comuni, con un importante Convegno a Viareggio, oltre ad altre problematiche. Nel 1989, con l’arrivo come Presidente di Marcello Bucci, Sindaco di Pistoia, la nostra Associazione fece un salto di qualità notevole. Per il suo impegno, ma anche per il momento storico e politico particolare, che vedeva al centro del dibattito varie questioni legate al ruolo dei Comuni. Da qui nasceva l’esigenza di dar vita alle tante iniziative che mettemmo in cantiere in quei dieci anni. Ne ricordo alcune, come la costituzione di una Società editoriale (S.T.E.A.) e poi la nascita di “Aut & Aut”, il primo giornale delle Autonomie
in Toscana, spedito in 4.000 copie gratuitamente agli Amministratori della Toscana, alle Istituzioni regionali e alle Associazioni di categoria, che con informazioni e notizie sui principali temi del momento continua tuttora ad essere un preciso punto di riferimento. La Società Stea ed “Aut & Aut” ci hanno consentito di offrire all’Anci Nazionale l’opportunità vantaggiosa di affidare alla nostra Associazione la redazione, la stampa e la spedizione del giornale settimanale “Anci Notizie”, a divulgazione nazionale. In occasione del primo Governo Berlusconi, nel 1994, organizzammo la Campagna del “Buon Governo” e poi, in collaborazione con la Regione Toscana, un Convegno a livello Europeo “Informagiovani Dove 6” che ha avuto il preciso scopo di migliorare il servizio dei centri di informazione giovanili europei, Informagiovani. Nel 1998 ha avuto inizio la nostra rassegna “Dire & Fare”,che quest’anno è arrivata alla VII edizione, confermando ogni anno un successo sempre più apprezzato dai numerosi enti partecipanti. E’ anche il periodo in cui la nostra Sezione viene cambiata in Associazione regionale con l’approvazione dello Statuto. Un ricordo particolare va però anche dedicato al primo sciopero dei Sindaci organizzato dalla nostra Associazione, con presidio nella Piazza di Montecitorio e consegna simbolica delle chiavi dei
Comuni al Governo, per protesta contro i tagli della finanziaria. Nel 1990, dopo le elezioni amministrative, viene predisposta la seconda pubblicazione della mappa sulla composizione dei governi locali,visto che ancora la nostra Associazione rimaneva la sola ad avere messo a disposizione degli enti un utilissimo quadro di consultazione regionale. L’ultima cosa che ricordo della Presidenza di Bucci, oltre alla sua Vice Presidenza nazionale, è stato anche il coordinamento dei Presidenti e dei Direttori delle Anci Regionali. La Presidenza di Gianfranco Simoncini, partita nel 1999, si caratterizza per un rafforzamento dei rapporti tra Comuni e Regione in merito alle tante proposte di legge e soprattutto per la costante attenzione prestata ai temi legati alla legge finanziaria con infinite iniziative, coinvolgendo spesso i Parlamentari della Toscana, le altre Istituzioni, le associazioni di categoria, tutte iniziative mirate a dare una mano a Comuni in seria difficoltà contributiva. In questo periodo vi è stato anche il secondo sciopero dei Sindaci, a cui i Comuni della nostra Regione hanno partecipato massicciamente con la consegna simbolica delle chiavi dei Comuni al Governo per protesta contro le restrizioni previste dalla legge finanziaria.
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La costruzione dell’Anci in Toscana nel decennio 1975-85 di Fiorenzo Narducci Consulente Anci Toscana dal 1976 al 2004 I Comuni della Toscana, attraverso la sezione regionale alla quale i loro Sindaci ed amministratori hanno sempre attivamente partecipato, hanno concorso in misura importante alle iniziative dell’Associazione Nazionale dei Comuni per far avanzare il movimento delle autonomie fino ad assumere il ruolo che a Comuni e Province oggi attribuisce l’art. 114 della Costituzione. L’ANCI-Toscana, così unitariamente definita dalla partecipazione di tutte le amministrazioni che attraverso la stessa hanno esercitato un’azione concorde e coordinata per promuovere e sostenere il progresso delle loro comunità, ha svolto la sua attività nell’ambito dei comuni della regione ed ha maturato proposte importanti che hanno trovato considerazione da parte degli organi nazionali, nei quali la Toscana ha ricoperto un ruolo importante, oggi con il Presidente Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze, a suo tempo con il Vicepresidente Lohengrin Landini, Sindaco di Prato. Testimone per trent’anni dell’impegno appassionato e dei molti obiettivi conseguiti dai Sindaci che si sono succeduti alla guida dell’ANCI-Toscana, Landini, Chiti, Ventura, Bucci, fino a Simoncini,
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con l’apporto prezioso del Segretario generale Fiorello Fabbri e di Antonio Tripodi, ricordo brevemente gli anni dal 1975 al 1985, un periodo straordinario nel quale si crearono le condizioni per l’avanzamento conquistato dalle autonomie locali, il cui valore può essere compiutamente giudicato considerando le condizioni nelle quali il percorso fu iniziato. Dieci anni caratterizzati da un primo periodo, protrattosi fino al 1978, nel quale i Comuni si misurarono con le più gravi difficoltà sofferte dopo il periodo bellico, privati dalla riforma tributaria del ’71 di risorse proprie e non sostenuti dalle entrate sostitutive, inadeguate e polverizzate dagli elevatissimi tassi d’inflazione, obbligati al ricorso all’indebitamento per far fronte alla gestione corrente, un espediente adottato per il tempo di guerra e mantenuto per oltre trent’anni. In quel periodo l’impegno dell’ANCIToscana fu rivolto insieme ad assistere e sostenere i Comuni nella ricerca di soluzioni temporanee per governare le difficoltà ed a proporre, in sede nazionale, interventi che risolvessero radicalmente la situazione ed attribuissero nuova consistenza al ruolo dei Comuni
e delle autonomie. I Sindaci della Toscana furono protagonisti dei memorabili Convegni di Viareggio partecipati da migliaia di amministratori di tutta Italia, che seppero porre con forza l’urgenza di interventi adeguati e capaci di dare un futuro sereno alle comunità locali ed alle loro amministrazioni. L’istituzione delle Regioni a statuto ordinario aveva imposto l’esigenza di una riforma dell’amministrazione centrale e del trasferimento di funzioni statali alle amministrazioni regionali. Nel 1975 il Parlamento, con la legge 382, delegava il Governo a completare il trasferimento delle funzioni amministrative nelle materie indicate, allora, dall’art. 117 della Costituzione e ad attribuire alle province, ai comuni ed alle comunità montane le funzioni amministrative di interesse esclusivamente locale, nelle materie di competenza regionale. Il D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, attuava la delega e disegnava una condizione nuova del sistema delle autonomie nel quale assumeva un ruolo importante il Comune, con l’attribuzione di compiti e funzioni rivolti ad un largo orizzonte di competenze che interessavano incisivamente l’organizzazione delle comunità dei cittadini.
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Gli impegni che il decreto 616 comportava per i Comuni non erano, praticamente, sostenuti dall’attribuzione di risorse per adempierli ed essi cadevano nel momento in cui la condizione finanziaria era assolutamente insostenibile. L’ANCI-Toscana seppe guardare avanti, comprendere che il primo sostanziale decentramento delle funzioni andava comunque attuato e che avrebbe inevitabilmente determinato la riforma anche della situazione finanziaria generale. Il 31 ottobre 1977 presso il Comune di Lucca l’ANCI regionale riuniva gli amministratori ed i funzionari degli enti locali toscani, approfondiva i contenuti del decreto e valutava le nuove funzioni. Veniva rilevato che mai, nelle vita recente dei comuni, si era presentato un momento così ricco di possibilità e di prospettive e, insieme, così avaro di risorse economiche. Ma l’occasione non poteva essere perduta. Furono costituite immediatamente cinque commissioni di lavoro: per l’assetto del territorio, i servizi sociali, lo sviluppo economico, il personale, le finanze. Il Presidente Landini, i membri dell’esecutivo, il Segretario seppero trasmettere ai componenti delle commissioni il loro entusiasmo, la loro consapevolezza dell’importanza di attuare al miglior livello il nuovo ordinamento delle funzioni.I lavori delle commissioni, raccolti in un volume diffuso subito dopo il termine dei lavori e seguito, a metà dell’anno successivo, da un quaderno con ulteriori
approfondimenti, costituirono un’iniziativa unica nel Paese, un’esperienza positiva di partecipazione e di associazione delle competenze e delle esperienze patrimonio dei nostri comuni. L’azione condotta con fermezza dall’ANCI nazionale, con l’apporto politico e tecnico della sezione Toscana, maturò la svolta della situazione finanziaria, avviata con il decreto legge del 29 dicembre 1977, n. 946, che indirizzava su strade nuove, allora soltanto tracciate ma sicuramente indirizzate, la finanza locale. Il sistema della provvista delle risorse attraverso l’utilizzo controllato del credito, con i mutui che saldavano gli squilibri dei bilanci, praticata per oltre trent’anni, venne definitivamente abbandonato. Cessava il rapporto definito da Piero Giarda “delle responsabilità finanziarie associate” fra Governo e poteri locali, che avevano fatto perdere ogni significato e valore reale ai bilanci dei comuni e delle province, strumento di contrattazione fra gli enti ed il sistema dei controlli regionali e centrali. La partecipazione di ANCI-Toscana in sede politica e tecnica alle commissioni ministeriale che impostavano le proposte dei provvedimenti del nuovo ordinamento finanziario, organizzativo e contabile, che il Parlamento definì e decise con le legge 21 dicembre 1978, n. 843 e 8 gennaio 1979, n. 3, fu continua, attiva ed incisiva, confortata dalla fiducia degli organi dell’ANCI nazionale dei quali il Sindaco Landini fu eletto
Vicepresidente. Un rapporto continuo di informazione e di assistenza ai comuni fu realizzato dalla sezione regionale con le memorabili assemblee a Palazzo Vecchio, con un rapporto continuo di orientamento ed incoraggiamento realizzato attraverso i “quaderni”, consentì un processo di rinnovamento nel quale i Comuni della Toscana si trovarono nelle prime posizioni nel Paese. La revisione straordinaria delle passività, l’attuazione della nuova legge contabile e del nuovo sistema di bilancio stabilito con la legge 421 furono resi agevoli dalle iniziative che la Sezione organizzava a Firenze e negli altri capoluoghi della regione, con un rapporto costante con gli amministratori, i segretari, i dirigenti delle ragionerie, funzionari che mostrarono un impegno ed una professionalità elevata, che molto contribuì ai risultati particolarmente positivi dei nostri Comuni. La collaborazione costante ed aperta con l’UPI e con l’UNCEM dava maggior forza alle iniziative della Sezione e la considerazione ed il sostegno della Regione Toscana le incoraggiava. Dopo la prima applicazione del nuovo ordinamento finanziario per iniziativa assunta dall’UPI e dall’ANCI-Toscana, realizzata da Roberto Bertoli con il mio incoraggiamento ed aiuto, furono pubblicati in cinque volumi, tre per i comuni e due per le province, i risultati della prima fase del “risanamento” rappresentati attra-
verso l’analisi dei bilanci e consuntivi di tutti i comuni e di tutte le province, con elaborazioni statistiche significative ed indicatori utili per indirizzare le amministrazioni verso risultati sempre migliori. L’iniziativa precedeva di alcuni anni quelle, estese a tutto il Paese ed impostate con altri mezzi, del Ministero dell’Interno che forniva elementi di studio e valutazione a tutti gli enti locali e che rendeva giustizia alle loro capacità di amministrare con accortezza e di sviluppare e realizzare programmi di investimento che arricchirono le nostre comunità di opere e strutture che elevarono il livello di vita dei cittadini, risolvendo problemi ed arretratezze causate da trenta anni di mancanza di risorse. La vicenda della finanza locale e l’impegno per la stessa profuso a livello nazionale e con il concorso di ANCI-Toscana, sarebbe continuato per lungo tempo, in un rapporto di partecipazione di amministratori e tecnici che consentì di conseguire risultati importanti e solidi equilibri finanziari, sui quali hanno negativamente inciso i provvedimenti degli ultimi anni. Nello stesso periodo in cui si dava una nuova dimensione al ruolo dei Comuni con il decreto n. 616 e si risolveva la dissestata situazione finanziaria, con la legge n. 833 del 1978 veniva istituito il Servizio sanitario nazionale che, con l’art.13,attribuiva ai comuni tutte le funzioni amministrative in materia di assi-
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Testimonianze
stenza sanitaria ed ospedaliera che non erano espressamente riservate allo Stato ed alle regioni. Le unità sanitarie locali nascevano, secondo l’art. 15, come “strutture operative dei comuni, singoli ed associati, e delle comunità montane”. ANCI-Toscana, insieme con la Regione ed avvalendosi delle migliori competenze professionali presenti, in Toscana, nell’ambito sanitario ed ospedaliero, concorreva in misura importante alla realizzazione del nuovo servizio sanitario ed a superare le difficoltà che la riforma in un settore così complesso e delicato, aveva incontrato. Nello stesso periodo la legge 28 gennaio 1977, n. 10, sulla edificabilità dei suoli, impegnava i comuni in un settore primario per lo sviluppo e la gestione del territorio, con una disciplina profondamente innovativa, non facile da interpretare ed applicare. La partecipazione e l’impegno di ANCIToscana, con il Comune di Firenze e la Regione Toscana consentì alle nostre amministrazioni, ai loro tecnici, ai professionisti, di interpretare ed organizzare il nuovo regime urbanistico senza incertezze, assolvendo agli impegni che lo stesso comportava senza ritardi e rendendo i cittadini consapevoli dei loro diritti. Un periodo di profonde trasformazioni, delle quali abbiamo ricordato quelle più significative, nel quale i comuni toscani e la loro associazione furono, nel modo
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più efficiente, al servizio dei loro cittadini e costituirono un punto di riferimento importante per il sistema delle autonomie. Dieci anni nei quali il ruolo e l’importanza assunta dalle Istituzioni locali nella vita del Paese fecero maturare il progetto per il nuovo ordinamento delle autonomie, con le proposte che furono allora presentate e che il Parlamento dopo un lungo confronto approvava con la legge n. 142 del 1990, recidendo gli ultimi legami con i vecchi testi unici e costituendo le condizioni per ulteriori avanzamenti che avrebbero condotto alla riforma della Costituzione, alla Repubblica così come definita dall’art. 114.
Testimonianze
Ho cominciato da lontano di Giacomo Maccheroni La mia storia è davvero una lunga storia, e credo sia indispensabile raccontare un po’ di premesse per capire come sono arrivato all’Anci. La tessera del PSI io l’ho presa a quattordici anni, nel 1950, e dopo varie esperienze, a venticinque anni ero nell’amministrazione provinciale di Pisa. Poi, a 28 anni, sono diventato Sindaco di Pontedera, e lo sono rimasto per undici anni. Dal 1975 al 1983 sono stato Assessore Regionale all’urbanistica e poi, dall’83 all’87, Presidente del Consiglio Regionale. Fra il 1987 e il 1994 ho fatto il deputato, nelle liste del PSI, ed ero vicepresidente del gruppo, capogruppo alla commissione trasporti e membro della commissione finanze della Camera. Ma cominciamo con il lavoro di Sindaco di Pontedera. Nel dicembre 1964 diventai Sindaco, nel gennaio 1965, un mese dopo, la Piaggio inviò duecentocinquanta lettere di licenziamento senza preavviso ad altrettanti operai, tutti fra l’altro medaglia d’oro della Resistenza. Noi iniziammo subito con le manifestazioni, e non posso dimenticare la marcia a piedi da Pontedera a Pisa, fino ad essere ricevuti dal Prefetto. Entrai poi in contatto con Umberto Agnelli, che vole-
va chiudere la fabbrica, e tutti insieme riuscimmo a salvare la Piaggio, che, forse è importante ricordarlo, allora aveva seimila dipendenti e oggi ne ha tredicimila. Poco dopo entrai in contatto con il Senatore Antonino Maccarone, che era presidente della Lega dei Comuni, allora molto disorganizzata, e cominciammo a lavorare insieme. Si andò alla riunione dei Comuni, che era presieduta da Aldo Aniasi, Sindaco di Milano, insieme appunto a Maccarone. Si fece deliberare ai Comuni di aderire alla Lega, e Maccarone mi mandò nella bassa modenese a fare opera di convincimento e di organizzazione. Decidemmo allora di andare al Consiglio Nazionale dell’Anci, presieduto da Darida, Sindaco di Roma, per vedere di smuovere la situazione, visto che allora l’Anci serviva soprattutto per organizzare le gite dei Sindaci all’estero. Cominciammo a definire che cosa si doveva fare. Si pensò prima di tutto che si doveva proporre la regionalizzazione dell’Anci. Ci fu il Consiglio Nazionale, con una discussione aspra, e si riuscì a far passare la questione come punto all’ordine del giorno del Congresso di Bordighera. Si prepa-
rarono tutte le delegazioni unitarie, ma io il primo giorno non potei essere presente, perché il giorno prima c’era stata l’occupazione della fonderia di Larone, una lotta durissima che divenne immediatamente un fatto di rilevanza nazionale anche perché io fui denunciato e poi tutto il Consiglio Comunale si autodenunciò. Poi fummo prosciolti dalla magistratura, ma se ne parlò molto. Il giorno dopo vado a Bordighera e Maccarone mi dice che di regionalizzazione non si è ancora parlato. Io prendo la parola e dico a Darida, alla presidenza: ma non si doveva parlare di regionalizzazione? Io non lascio il microfono finché non se ne parla. La questione fu discussa, e passò. E io fui eletto primo presidente, con due vice presidente, Giorgio Vestri, Sindaco di Prato, e Luciano Bausi, Sindaco di Firenze. Io piccolino, di Pontedera, con questi due giganti a fare i miei vice. Quali furono le cose più importanti... La prima riguardava proprio Pontedera, la mia città. Ci fu un corteo, e furono arrestati sette operai, noi come Anci Toscana, insieme all’Urpt e a tutti i sindacati, si convocò una manifestazione a Firenze, agli Uffizi, con la presenza di
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Testimonianze
Trentin e Benvenuto e di tutti i Sindaci della Toscana e riuscimmo a risolvere la questione. Poi ci fu la questione del compenso agli assessori, perché fino ad allora erano pagati solo i Sindaci. Insieme a Gnocchi e a Bausi si stese un progetto di legge che poi, anche grazie alla nostra mobilitazione, fu approvato. Insieme a Elio Gabbuggiani organizzammo poi una celebrazione del 25 aprile, a cui parteciparono Anci, Urpt, Anpi e perfino il Ministro della Difesa Giulio Andreotti, sempre a Firenze, con un corteo sterminato, forse il più grande di sempre. E poi ricordo una importante mobilitazione per costruire un ospedale in Vietnam, una delle prime realizzazioni di questo tipo. Ci si riuscì e anche in tempi piuttosto brevi, e ricordo ancora quando si andò a portare i soldi a Parigi.
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Progetti
Progetti
Progetti PROGETTO NICARAGUA Con finanziamento della Regione Toscana Il decentramento istituzionale e la qualificazione delle risorse umane per lo sviluppo locale e nazionale del NICARAGUA. Azioni di tipo formativo sui temi di decentramento istituzionale e della partecipazione delle Comunità locali ai processi d sviluppo socio-produttivo locale e di pace in particolare nei Dipartimenti già teatro del recente conflitto armato Anno 1996/97
PROGETTO SARAJEVO Con finanziamento della Regione Toscana
1. PROGETTO SKENDERIJA “Dai una piazza a Sarajevo” – Ricostruzione della Piazza antistante il centro “Skenderija” di Sarajevo. Enti sostenitori: Anci Toscana, Provincia di Firenze, Cantone di Sarajevo, Comune di Impruneta, Centar Skenderija, Consolato Generale di Bosnia ed Herzegovina, Comune di Greve in Chianti, Università degli Studi di Firenze, Consiglio Nazionale delle ricerche, Scuola professionale edile di Firenze. Anno 2000
2. PROGETTO CULTURALE INTERNAZIONALE “ARS AEVI” Museo di Arte Contemporanea – Sarajevo Realizzazione di importanti eventi culturali in diversi Paesi europei ed extraeuropei, con l’obiettivo di costituire una collezione di opere di arte contemporanea che andranno a costituire il futuro “Museo d Arte Contemporanea di Sarajevo” Enti sostenitori: Anci Toscana, Regione Toscana, Provincia di Firenze, vari Comuni della Toscana
3. Attivazione di un Focal point a Sarajevo all’interno del Progetto ATLAS Le attività del Focal point vanno nella direzione di raccogliere informazioni sulle attività di cooperazione internazionale svolte nella capitale bosniaca. In collaborazione con: Comune di Venezia per una azione di coordinamento delle attività che a Sarajevo svolgono anche le città di Amsterdam,Barcellona, Bradford e Stoccolma
Agenzia delle Nazioni Unite UNOPS (United Nations Office Program Service), braccio operativo della più nota UNDP (United Nations Development Programs).
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Progetti
PROGETTI NUOVI PER GIOVANI NUOVI DOVE6 - Informagiovani con il patrocinio della Comunità Europea Regione Toscana – Anci Toscana – Comune di Prato – Comuni della Val di Cecina Progetto Forma Informa finanziato dal Programma Gioventù per l’Europa, Azione E.I. Partners nel Progetto: IJAB International Jugendaustausch und Besucherdenst der BRD DEVON Countres d’Information Jeunesse UGT Union general de Trabajadores de Andalucia/Departamento de la Juventud ANCI, Forum degli Informagiovani toscani VEB, Accademia Europea, associazione culturale
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Obiettivi: Migliorare il servizio dei centri di informazione giovanili europei attraverso la creazione di un metodo comune di valutazione del servizio stesso. Creare una rete di collegamento di tutti i centri di informazione Mettere in luce le potenzialità che i centri di informazione hanno come “organi sensori” delle problematiche giovanili. Compiere una indagine sui bisogni formativi per gli operatori dei centri Primo Seminario: 28-30 Novembre 1996, Prato Secondo Seminario: aprile 1997, Firenze
Progetti
Corsi di formazione Per il personale dei Comuni Corsi di formazione sulla Sicurezza e salute nei cantieri. Ex art. 10 Decreto Legislativo 494/96 In collaborazione con EUREMA S.c.r.l. (Sede legale via Cardinal Latino,11, Firenze) 1. Prato - Novembre 1999 Durata 60 ore 2. Prato - Febbraio 2000 N. 2 Corsi Durata 60 - 120 ore 3. Firenze - Ottobre/Novembre 2003 Durata 120 ore In collaborazione con il Comune di Pisa 1. Pisa – Settembre 2004 Durata 120 ore
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Organi Ufficio di Presidenza Consiglio Direttivo Consulte
Organi
Giugno 1975 UFFICIO DI PRESIDENZA
CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESIDENTE: Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato
Abboni Fulvio Cons. Comunale di Firenze
VICEPRESIDENTI: Barsacchi Paolo Sindaco di Viareggio
Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
Barsacchi Paolo Sindaco di Viareggio Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Bullentini Rivaro Sindaco di Capannori Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cecchi Pandolfini Rolando Sindaco di Pietrasanta Dalle Mura Sauro Sindaco di Carrara Degli Innocenti Riccardo Sindaco di Bagno a Ripoli Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Gli appunti di Fiorello Fabbri per la prima riunione, nel1975, del Consiglio Direttivo
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Organi
Falagiani Pietro Sindaco di Montevarchi
Presentini Girolamo Sindaco di Castiglion Fiorentino
Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Raffaelli Ilio Sindaco di Montalcino
Finetti Giovan Battista Sindaco di Grosseto
Ravazzini Guido Assessore di Pontremoli
Gabbuggiani Elio Sindaco di Firenze
Ricconi Lenio Sindaco di Montecatini
Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato
Toccafondi Francesco Cons. Comunale Prato
Lazzari Elia Sindaco di Pisa
Tongiani Silvio Sindaco di Massa
Martini Maurizio Sindaco di Calci
Toni Francesco Sindaco di Pistoia
Monni Carletto Sindaco di Pontedera
Uccelli Mario Cons. Comunale di Viareggio
Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno
Vannini Canzio Sindaco di Siena
Pezzati Sergio Sindaco di Poggio a Caiano
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Organi
Maggio 1978 Bulleri Luigi Sindaco di Pisa
Corazzesi Fernando Sindaco di Pratovecchio
Caldarazzo Andrea Consigliere Comunale di Piombino
Corolini Giancarlo Assessore di Livorno
Cariglia Nicola Consigliere Comunale di Firenze
Costa Alessandro Sindaco di Carrara
Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Dabizzi Bruno Assessore di Prato
Cecchi Pandolfino Rolando Sindaco di Pietrasanta
Degli Innocenti Riccardo Sindaco di Bagno a Ripoli
Bernabei Paolo Assessore di Firenze
Chiti Vannino Sindaco di Pistoia
Dini Olinto U.S.L. di Firenze
Bertocchi Marino Sindaco di Pontremoli
Cioni Graziano Assessore di Firenze
Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Bianchi Ermanno Sindaco di Monteroni d’Arbia
Cirri Alessandro Assessore di Poggio a Caiano
Falagiani Pietro Sindaco di Montevarchi
Bianchi Massimo Vicesindaco di Livorno
Citti Romano Sindaco di Capannori
Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano
Conti Lando Consigliere Comunale di Firenze
Ferrari Alberto Sindaco di Viareggio
UFFICIO DI PRESIDENZA
CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESIDENTE: Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato
Barbaresi Umberto Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTI: Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Barni Mauro Sindaco di Siena SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
Barni Mauro Sindaco di Siena Barsacchi Roberto Sindaco di Collesalvetti Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze
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Organi
Fiaschi Giancarlo U.S.L. di Volterra
Maffei Daniele Assessore di Lucca
Pezzati Sergio Sindaco di Poggio a Caiano
Finetti Giambattista Sindaco di Grosseto
Masini Mario Consigliere Comunale di Prato
Piazza Luigi Consigliere Comunale di Livorno
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Meoni Vittorio U.S.L. di Siena
Pieralli Mila Sindaco di Scandicci
Gabbuggiani Elio Sindaco di Firenze
Monni Carletto Sindaco di Pontedera
Polidori Enzo Sindaco di Piombino
Garzella Adriano Assessore di Pisa
Morales Giorgio Vicesindaco di Firenze
Scarlino Adalberto Consigliere Comunale di Firenze
Giacomelli Marco Assessore di Pistoia Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano Grassi Luigi Assessore di Castelnuovo Garfagnana Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato Lupetti Enzo U.S.L. di Pisa
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Nacci Luciano Sindaco di San Miniato Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno Nicolai Carlo Assessore di Pistoia Nidito Luigi Assessore di Prato Papa Donato Assessore di Grosseto
Zingoni Spartaco Sindaco di Radicondoli
Organi
Marzo 1981 UFFICIO DI PRESIDENZA
Degli Innocenti Riccardo Sindaco di Bagno a Ripoli
Nidito Luigi Assessore Comune di Prato
PRESIDENTE: Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato
Bisanti Luigi Sindaco di Viareggio
SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
Fiaschi Giancarlo USL Volterra
SINDACI REVISORI: Cirri Antonio Sindaco di Carmignano
VICEPRESIDENTE: Favilla Mauro Sindaco di Lucca COMITATO DI COORDINAMENTO: Chiti Vannino Sindaco di Pistoia
Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Bausi Rinaldo Consigliere Comunale Firenze Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cioni Graziano Assessore Comune di Firenze Citti Romano Sindaco di Capannori
Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto Garzella Adriano Assessore Comune di Pisa Lupetti Enzo USL Pisa Masini Mario Consigliere Comunale Comune di Prato Monni Carletto Sindaco di Pontedera Morales Giorgio Vicesindaco Comune di Firenze
Dini Mario Sindaco di Londa Boni Giancarlo Sindaco di Firenzuola
CONSIGLIO DIRETTIVO Barbaresi Umberto Sindaco di Massa Bardelli Renzo Sindaco di Pistoia Barsacchi Roberto Sindaco di Collesalvetti Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze Benesperi Paolo Sindaco di Piombino Bernabei Paolo Assessore di Firenze Bernardini Vinicio Sindaco di Pisa Bertocchi Marino Sindaco di Pontremoli Bianchi Ermanno Sindaco di Monteroni d’Arbia
Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno
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Organi
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Bianchi Massimo Vicesindaco di Livorno
Conti Lando Consigliere Comunale di Firenze
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Masini Mario Consigliere Comunale di Prato
Bisanto Luigi Sindaco di Viareggio
Corazzesi Fernando Sindaco di Pratovecchio
Gabbuggiani Elio Sindaco di Firenze
Mazzoni della Stella Vittorio Sindaco di Siena
Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano
Corolini Giancarlo Assessore di Livorno
Garzella Adriano Assessore di Pisa
Meoni Vittorio U.S.L. di Siena
Caldarazzo Andrea Consigliere Comunale di Piombino
Costa Alessandro Sindaco di Carrara
Giacomelli Marco Assessore di Pistoia
Monni Carletto Sindaco di Pontedera
Cariglia Nicola Consigliere Comunale di Firenze
Dabizzi Bruno Assessore di Prato
Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Morales Giorgio Vicesindaco di Firenze
Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Degli Innocenti Riccardo Sindaco di Bagno a Ripoli
Grassi Luigi Assessore di Castelnuovo Garfagnana
Nacci Luciano Sindaco di San Miniato
Cecchi Pandolfino Rolando Sindaco di Pietrasanta
Dini Olinto U.S.L. di Firenze
Cioni Graziano Assessore di Firenze
Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Cirri Alessandro Assessore di Poggio a Caiano
Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Citti Romano Sindaco di Capannori
Fiaschi Giancarlo U.S.L. di Volterra
Gregorini Massimo Sindaco di Montevarchi Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato Lupetti Enzo U.S.L. di Pisa Maffei Daniele Assessore di Lucca
Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno Nicolai Carlo Assessore di Pistoia
Organi
RESPONSABILI DELLE CONSULTE Personale e strutture organizzative Cioni Graziano Assessore del Comune di Firenze Assetto del territorio e Tutela dell’ambiente Fiaschi Giancarlo USL di Volterra Sanità e sicurezza sociale Lupetti Enzo USL di Pisa Attive economiche e produttive Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Agricoltura, foreste, caccia e pesca Degli Innocenti Riccardo Sindaco di Bagno a Ripoli Trasporti, porti e aeroporti Nannipieri Alì Sindaco di Livorno
Decentramento e partecipazione Monni Carletto Sindaco di Pontedera Rapporti con Regione, Province ed altri organismi Morales Giorgio Vicesindaco di Firenze Finanze ed investimenti pubblici Garzella Adriano Assessore di Pisa Istruzione e cultura Bausi Rinaldo Cons. Comune di Firenze Casa, Viabilità e lavori pubblici Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Centri storici e sport Turismo, fiere, esposizioni Lavoro e formazione professionale Citti Romano Sindaco di Capannori
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Organi
Novembre 1983 UFFICIO DI PRESIDENZA
Fiaschi Giancarlo USL Volterra
Dini Mario Sindaco di Londa
PRESIDENTE: Chiti Vannino Sindaco di Pistoia
Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto
Boni Giancarlo Sindaco di Firenzuola
VICEPRESIDENTE: Favilla Mauro Sindaco di Lucca COMITATO DI COORDINAMENTO: Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano
Bausi Rinaldo Assessore Comune di Firenze Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio
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Garzella Adriano Assessore Comune di Pisa Lupetti Enzo USL Pisa Monni Carletto Sindaco di Pontedera Morales Giorgio Vicesindaco Comune di Firenze Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno
Cioni Graziano Consigliere Comunale Comune di Firenze
Nidito Luigi Assessore Comune di Prato
Citti Romano Sindaco di Capannori
SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
Bisanti Luigi Sindaco di Viareggio
SINDACI REVISORI: Cirri Antonio Sindaco di Carmignano
CONSIGLIO DIRETTIVO Barbaresi Umberto Sindaco di Massa Batisti Gino Consigliere Comunale di Firenze Bausi Rinaldo Assessore di Firenze Benesperi Paolo Sindaco di Piombino Bernardini Vinicio Sindaco di Pisa Bertinelli Giorgio Assessore di Pistoia Bertocchi Marino Sindaco di Pontremoli Bianchi Massimo Vicesindaco di Livorno Bisanti Luigi Sindaco di Viareggio
Organi
Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano
Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Morales Giorgio Assessore di Firenze
Cariglia Nicola Assessore di Firenze
Fabbri Franco Vicesindaco di Lucca
Gregorini Massimo Sindaco di Montevarchi
Moscardini Glauco Assessore di Lucca
Carignani Piero Assessore di Viareggio
Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Guazzi Benito USL di Siena
Nacci Luciano Sindaco di San Miniato
Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Fiaschi Giancarlo U.S.L. di Volterra
Guidi Galileo Sindaco di Pescia
Nannipieri AlĂŹ Sindaco di Livorno
Chiti Vannino Sindaco di Pistoia
Frangioni Aldo Sindaco di Fiesole
Landini Goffredo Lohengrin Sindaco di Prato
Nidito Luigi Assessore di Prato
Cioni Graziano Consigliere Comunale di Firenze
Gabbuggiani Elio Consigliere Comunale di Firenze
Lupetti Enzo U.S.L. di Pisa
Costa Alessandro Sindaco di Carrara
Garzella Adriano Assessore di Pisa
Mazzoni della Stella Vittorio Sindaco di Siena
Dabizzi Bruno Assessore di Prato
Ghilarducci Olivo Consigliere Comunale di Capannori
Melani Carlo USL di Firenze
Dini Mario Sindaco di Londa
Giacomelli Marco Assessore di Pistoia
Meoni Vittorio U.S.L. di Siena
Dini Olinto U.S.L. di Firenze
Giorgi Ilio Sindaco di Vagli
Monni Carletto Sindaco di Pontedera
Papa Donato Assessore di Grosseto Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia Pettinati Rossella Sindaco di Vinci Pezzati Sergio Sindaco di Poggio a Caiano Pieralli Mila Sindaco di Scandicci
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Organi
Pii Piero Presidente Associazione Intercomunale di Val d’ Elsa
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Personale e strutture organizzative Cioni Graziano Consigliere Comunale di Firenze
Risaliti Saverio Consigliere Comunale di Montemurlo Scioltino Silvana Consigliere Comunale di Lucca Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto Zei Augusto Consigliere Comunale di Altopascio
Tutela dell’ambiente Benesperi Paolo Sindaco di Piombino Sanità e sicurezza sociale Dini Olinto USL di Firenze Lavoro, sviluppo economico e turismo Ghilarducci Olivo Consigliere Comunale di Capannori Agricoltura, foreste, caccia e pesca Gregorini Massimo Sindaco di Montevarchi Viabilità, porti, aeroporti e lavori pubblici Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
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Finanze ed investimenti pubblici Garzella Adriano Assessore di Pisa Cultura, scuola e sport Bausi Rinaldo Assessore di Firenze Urbanistica e casa Nannipieri Alì Sindaco di Livorno
Organi
Novembre 1985 UFFICIO DI PRESIDENZA PRESIDENTE: Ventura Michele Vicesindaco Comune di Firenze
Marotti Antonio Consigliere Comunale Comune di Firenze SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
VICEPRESIDENTE: Favilla Mauro Consigliere Comunale Comune di Lucca
SINDACI REVISORI: Cirri Antonio Sindaco di Carmignano
Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Bartolozzi Paolo Sindaco di Londa
COMITATO DI PRESIDENZA: Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno
Boni Giancarlo Sindaco di Firenzuola
Pallini Luciano Sindaco di Pistoia Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cariglia Nicola Assessore Comune di Firenze Zei Augusto Assessore Comune di Altopascio
CONSIGLIO DIRETTIVO Baccelli Piero Sindaco di Lucca Batisti Gino Consigliere Comunale di Scarperia Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze Benesperi Paolo Sindaco di Piombino Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno Bernardini Vinicio Vicesindaco di Pisa
Bianchi Massimo Consigliere Comunale di Livorno Bonuccelli Angelo Sindaco di Viareggio Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Cariglia Nicola Assessore di Firenze Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cioni Graziano Assessore di Firenze Del Carlo Alberto Consigliere Comunale di Lucca
Bernazzi Massimo U.S.L. di Siena
Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Bertinelli Giorgio Consigliere Comunale di Pistoia
Fabbri Franco Vicesindaco di Lucca
Bertoni Giampiero Sindaco di Pontremoli
Favilla Mauro Consigliere Comunale di Lucca
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Organi
Federici Lino Consigliere Comunale di Viareggio
Lupetti Enzo Consigliere Comunale di Pisa
Nigi Luigi Sindaco di Montespertoli
Fiaschi Giancarlo Consigliere Comunale di Pisa
Marchetti Fausto Sindaco di Carrara
Nigro Giampiero Vicesindaco di Prato
Frangioni Aldo Sindaco di Fiesole
Marotti Antonio Consigliere Comunale di Firenze
Paci Romano Consigliere Comunale di Pistoia
Ghilarducci Olivo Presidente Associazione Intercomunale di Lucca
Martini Claudio Sindaco di Prato
Pallini Luciano Sindaco di Pistoia
Mazzoni della Stella Vittorio Sindaco di Siena
Papa Donato Assessore di Grosseto
Melani Carlo Sindaco di Sesto Fiorentino
Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Giorgi Ilio Sindaco di Vagli di sotto Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano Granchi Giacomino Sindaco di Pisa Gregorini Massimo Sindaco di Montevarchi Guazzi Benito Assessore di Siena Guidi Galileo Sindaco di Pescia
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Migliorini Mirna Assessore di Firenze Monni Carletto Sindaco di Pontedera Morales Giorgio Assessore di Firenze Nidito Luigi Assessore di Prato
Pettinati Rossella Sindaco di Vinci Pezzati Sergio Sindaco di Poggio a Caiano Pieralli Mila Sindaco di Scandicci Pietosi Ugo Sindaco di Londa
Pii Piero Presidente Associazione Intercomunale di Val d’ Elsa Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi Risaliti Saverio Consigliere Comunale di Montemurlo Scioltino Silvana Consigliere Comunale di Lucca Sturlese Laura USL di Firenze Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto Tonelli Pier Luigi Sindaco di San Miniato Ventura Michele Vicesindaco di Firenze Zei Augusto Assessore di Altopascio
Organi
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Finanze ed investimenti pubblici Nigro Giampiero Consigliere Comunale di Prato
Personale Paci Romano Consigliere Comunale di Pistoia
Cultura, scuola, associazionismo, giovani e sport Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze
Tutela dell’ambiente Costa Alessandro Sindaco di Carrara
Urbanistica, centri storici, casa e sfratti Pallini Luciano Sindaco di Pistoia
Sanità e sicurezza sociale Guazzi Benito Assessore di Siena Lavoro, sviluppo economico turismo Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano
e
Agricoltura Nigi Luigi Sindaco di Montespertoli Viabilità, porti, aeroporti e lavori pubblici Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
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Organi
Rinnovo Ufficio di Presidenza UFFICIO DI PRESIDENZA PRESIDENTE: Ventura Michele Vicesindaco Comune di Firenze VICEPRESIDENTE: Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
SEGRETARIO: Fabbri Fiorello SINDACI REVISORI: Cirri Antonio Presidente USL Prato
COMITATO DI PRESIDENZA: Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno
Ugo Pietosi Sindaco di Londa
Pallini Luciano Sindaco di Pistoia
Cammelli Paolo Vicesindaco Comune di Fiesole
Bausi Rinaldo Consigliere Comunale Comune di Firenze
CONSIGLIO DIRETTIVO Adami Alessandro Sindaco di Barga Baccelli Piero Consigliere Comunale di Lucca Batisti Gino Consigliere Comunale di Scarperia Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze Benesperi Paolo Sindaco di Piombino Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno Bernardini Vinicio Vicesindaco di Pisa
Granchi Giacomino Sindaco di Pisa
Bernazzi Massimo Presidente U.S.L. Siena
Cariglia Nicola Assessore Comune di Firenze
Berti Giampiero Sindaco di Casola in Lunigiana
Fiumi Piero Consigliere Comunale Comune di Volterra
50
Marotti Antonio Consigliere Comunale Comune di Firenze
Bertinelli Giorgio Consigliere Comunale di Pistoia
Bianchi Massimo Consigliere Comunale di Livorno Bogianckino Massimo Sindaco di Firenze Bonuccelli Angelo Sindaco di Viareggio Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Bucci Marcello Assessore Pistoia Cariglia Nicola Vicesindaco di Firenze Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cirri Alessandro Consigliere Comunale di Poggio a Caiano Citti Romano Consigliere Comunale di Capannori Del Carlo Alberto Consigliere Comunale di Lucca Ducci Aldo Sindaco di Arezzo
Organi
Fabbri Franco Vicesindaco di Lucca
Guidi Galileo Sindaco di Pescia
Monni Carletto Sindaco di Pontedera
Risaliti Saverio Consigliere Comunale di Montemurlo
Favilla Mauro Sindaco di Lucca
Lupetti Enzo Presidente Associazione Intercomunale di Pisa
Morales Giorgio Assessore di Firenze
Sciortino Silvana Consigliere Comunale di Lucca
Nidito Luigi Assessore di Prato
Sturlese Laura Presidente di USL 10 B Firenze
Nigro Giampiero Consigliere Comunale di Prato
Tani Danilo Vicesindaco di Arezzo
Paci Romano Consigliere Comunale di Pistoia
Tattarini Flavio Consigliere Comunale di Grosseto
Pallini Luciano Sindaco di Pistoia
Ventura Michele Vicesindaco di Firenze
Pennacchiotti Mauro Sindaco di Massa
Viegi Franco Sindaco di Cascina
Federigi Lino Consigliere Comunale di Viareggio Fiaschi Giancarlo Consigliere Comunale di Pisa Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra Franci Catia Assessore di Firenze Frangioni Aldo Sindaco di Fiesole Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Marchetti Fausto Sindaco di Carrara Marotti Antonio Consigliere Comunale di Firenze Martini Claudio Sindaco di Prato Mazzoni della Stella Vittorio Sindaco di Siena Melani Carlo Sindaco di Sesto Fiorentino
Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Granchi Giacomino Sindaco di Pisa
Menchetti Anselmo Consigliere Comunale di Massa Migliorini Mirna Assessore di Firenze
Gregorini Massimo Sindaco di Montevarchi
Migliorini Paolo Presidente di USL 10 D Firenze
Pietosi Ugo Sindaco di Londa
Guazzi Benito Assessore di Siena
Monarca Eliana Assessore di Prato
Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Pieralli Mila Sindaco di Scandicci
51
Organi
RESPONSABILI DELLE CONSULTE Ambiente, problemi d’inquinamento Costa Alessandro Sindaco di Carrara Viabilità, porti, aeroporti, lavori pubblici Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia Agricoltura Nigi Luigi Sindaco di Montespertoli Finanze ed investimenti pubblici Nigro Giampiero Consigliere Comunale di Prato Urbanistica, centri storici, casa, sfratti Pallini Luciano Sindaco di Pistoia Sanità Guazzi Benito Assessore di Siena
52
Lavoro, sviluppo economico, turismo Braccesi Massimo Sindaco di Cutigliano Personale Paci Romano Consigliere Comunale di Pistoia Cultura, scuola, associazionismo, giovani, sport Bausi Rinaldo Consigliere Comunale di Firenze
Organi
Ottobre 1990 UFFICIO DI PRESIDENZA
Ferri Enrico Sindaco di Pontremoli
PRESIDENTE: Bucci Marcello Sindaco di Pistoia
Sacchini Luigi Assessore di Arezzo
VICEPRESIDENTE: Pacini Arturo Sindaco di Lucca
Vannucci Walter Sindaco di Arezzo COMITATO DI PRESIDENZA: Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno
Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa SEGRETARIO: Fabbri Fiorello SINDACI REVISORI: Cirri Antonio Presidente USL Prato
Ugo Pietosi Consigliere Comunale di Londa Cammelli Paolo Vicesindaco di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO Adami Alessandro Sindaco di Barga Baldassarri Fabio Sindaco di Piombino Barani Lucio Sindaco di Aulla Bartolini Amedeo Sindaco di Montecatini Terme Bausi Rinaldo Consigliere di Mercafir Bechelli Giovanni Sindaco di Scandicci Benvenuti Roberto Sindaco di Livorno
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Bernazzi Massimo Presidente di U.S.L. Siena
Conti Giovanni Vicesindaco di Firenze
Berti Giampiero Sindaco di Casola in Lunigiana
Bertinelli Giorgio Consigliere Comunale di Pistoia Bianchi Massimo Consigliere Comunale di Livorno Bucci Marcello Sindaco di Pistoia Bucci Moreno Consigliere Comunale di Viareggio Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Cima Antonio Sindaco di Viareggio Conti Giovanni Vicesindaco di Firenze Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa Cuccaro Emanuele Pres.USL 21 di Poppi Dati Carla Sindaco di Camaiore
53
Organi
54
Fabbri Franco Vicesindaco di Lucca
Girolami Giancarlo Sindaco di Bagno a Ripoli
Martini Claudio Sindaco di Prato
Nicolai Carlo Assessore di Pistoia
Fe Maria Teresa Sindaco di Chianciano
Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Mattei Fabrizio Assessore di Prato
Nigro Giampiero Vicesindaco di Prato
Ferri Enrico Sindaco di Pontremoli
Grassi Benito Sindaco di Monte Argentario
Mazzoni della Stella Vittorio Sindaco di Siena
Paci Romano Assessore di Pistoia
Fiaschi Giancarlo Funzionario di Volterra
Guazzi Benito Consigliere Comunale di Siena
Melani Carlo Sindaco di Sesto Fiorentino
Pacini Arturo Sindaco di Lucca
Filippini Cristina Sindaco di Cascina
Guidi Galileo Sindaco di Pescia
Menchetti Anselmo Vicesindaco di Massa
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Manfredi Ermenegildo Sindaco di Massa
Migliorini Paolo Presidente di USL 10 D Firenze
Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Franchini Alfredo Assessore di Firenze
Marchetti Fausto Sindaco di Carrara
Modena Marcello Consigliere Comunale di Lucca
Polli Luigi Vicesindaco di Arezzo
Franci Catia Consigliere Comunale di Firenze
Mari Mauro Vicesindaco di Quarrata
Morales Giorgio Sindaco di Firenze
Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Frangioni Aldo Sindaco di Fiesole
Marini Stefano Sindaco di Quarrata
Mugnaini Bruno Sindaco di Londa
Rastelli Riccardo Sindaco di Abetone
Ghilarducci Olivo Sindaco di Capannori
Marotti Antonio Consigliere Comunale di Firenze
Niccolai Giancarlo Consigliere Comunale di Sambuca Pistoiese
Risaliti Saverio Consigliere Comunale di Prato
Organi
Rossi Varis Sindaco di Empoli
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Sacchini Luigi Assessore di Arezzo
Ambiente, problemi d’inquinamento Ferranti Bruno Assessore di Prato
Saturnini Paolo Sindaco di Greve in Chianti Sparacino Giuseppe Sindaco di Cantagallo Sturlese Laura Presidente di USL 10 B Firenze Tattarini Flavio Sindaco di Grosseto Toscano Giuseppe Vicesindaco di Grosseto Vannucci Walter Sindaco di Arezzo Zubbani Angelo Assessore di Carrara
Viabilità, porti, aeroporti, turismo, sviluppo economico Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Personale Paci Romano Assessore di Pistoia Cultura, scuola, associazionismo, giovani, sport Pia Margherita Assessore di Livorno
Agricoltura Guidi Galileo Sindaco di Pescia Finanze ed investimenti pubblici Nigro Giampiero Vicesindaco di Prato Urbanistica, centri storici, casa Mattei Fabrizio Assessore di Prato Sanità e sicurezza sociale Guazzi Benito Consigliere Comunale di Siena
55
Organi
Luglio 1992 UFFICIO DI PRESIDENZA
Modena Marcello Consigliere Comunale di Lucca
PRESIDENTE: Bucci Marcello Consigliere Comunale di Pistoia
Della Pina Luigi Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTE: Pacini Arturo Sindaco di Lucca
Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa UFFICIO DI PRESIDENZA: Bechelli Giovanni Sindaco di Scandicci
Ramacciotti Walter Assessore Lucca
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa SEGRETARIO: Fabbri Fiorello SINDACI REVISORI: Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno
Santi Fabrizio Consigliere Comunale di Camporgiano
Martini Claudio Sindaco di Prato
Cammelli Paolo Vicesindaco Comune di Fiesole
Morales Giorgio Sindaco di Firenze
56
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
CONSIGLIO DIRETTIVO Adami Alessandro Sindaco di Barga Baggiani Luciano Sindaco di Borgo San Lorenzo Baldassarri Fabio Sindaco di Piombino Bartolini Amedeo Sindaco di Montecatini Terme Bechelli Giovanni Sindaco di Scandicci Bianchi Massimo Vicesindaco di Livorno Bianco Marino Consigliere Comunale di Firenze Billi Giacomo Consigliere Comunale di Firenze Bucci Marcello Consigliere Comunale di Pistoia
Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Chiappini Sauro Sindaco di Licciana Nardi Chini Adriano Sindaco di Campi Bisenzio Cima Antonio Sindaco di Viareggio Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa Cuccaro Emanuele Consigliere Comunale di Poppi Dati Carla Sindaco di Camaiore Della Pina Luigi Sindaco di Massa Fabbri Franco Vicesindaco di Lucca Fiaschi Giancarlo Amm.straord.USL di Lucca
Organi
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Marconcini Mauro Sindaco di Montespertoli
Nigro Giampiero Vicesindaco di Prato
Ramacciotti Walter Assessore di Lucca
Frangioni Aldo Sindaco di Fiesole
Mari Mauro Vicesindaco di Quarrata
Paci Romano Assessore di Pistoia
Rastelli Riccardo Sindaco di Abetone
Ghilarducci Olivo Sindaco di Capannori
Marini Stefano Sindaco di Quarrata
Pacini Arturo Sindaco di Lucca
Rossi Corrado Sindaco di San Giuliano Terme
Gianfranceschi Marco Sindaco di Montignoso
Martini Claudio Sindaco di Prato
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa
Sacchini Luigi Assessore di Arezzo
Girolami Giancarlo Sindaco di Bagno a Ripoli
Mattei Fabrizio Assessore di Prato
Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Scarciglia Gabriella Vicesindaco di Pomarance
Gori Riccardo Sindaco di Calenzano
Melani Carlo Sindaco di Sesto Fiorentino
Pia Margherita Assessore di Livorno
Scarpetti Lido Sindaco di Pistoia
Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Menchetti Anselmo Vicesindaco di Massa
Piccini Pier Luigi Sindaco di Siena
Simoncini Gianfranco Sindaco di Rosignano Marittimo
Grassi Luigi Sindaco di Castelnuovo Garfagnana
Modena Marcello Consigliere Comunale di Lucca
Pincione Alberto Sindaco di Carrara
Toscano Giuseppe Vicesindaco di Grosseto
Guazzi Benito Consigliere Comunale di Siena
Morales Giorgio Sindaco di Firenze
Polli Luigi Vicesindaco di Arezzo
Valentini Loriano Sindaco di Grosseto
Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno
Nicolai Carlo Vicesindaco di Pistoia
Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Vannucci Walter Sindaco di Arezzo
57
Organi
Ziani Elio Sindaco di Sambuca Pistoiese
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Zubbani Angelo Assessore di Carrara
Trasporti e viabilità Bandini Laura Assessore di Livorno Agricoltura Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi Finanze ed investimenti pubblici Nigro Giampiero Vicesindaco di Prato Problemi del territorio e dell’ambiente Mattei Fabrizio Assessore di Prato Sanità e sicurezza sociale Mengozzi Pier Natale Assessore di Campi Bisenzio Personale Paci Romano Assessore di Pistoia
58
Cultura, scuola Pia Margherita Assessore di Livorno Sviluppo economico Petruzzelli Giovanni Consigliere Comunale di Pistoia
Organi
Luglio 1994 UFFICIO DI PRESIDENZA
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa
PRESIDENTE: Bucci Marcello Consigliere Comunale di Pistoia
Della Pina Luigi Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTE: Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa UFFICIO DI PRESIDENZA: Bechelli Giovanni Sindaco di Scandicci
Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno Martini Claudio Sindaco di Prato
SEGRETARIO: Fabbri Fiorello SINDACI REVISORI: Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Santi Fabrizio Assessore di Camporgiano Cammelli Paolo Vicesindaco di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO Baggiani Luciano Sindaco di Borgo San Lorenzo Baldassarri Fabio Sindaco di Piombino Bandini Laura Vicesindaco di Livorno Bechelli Giovanni Sindaco di Scandicci Benigni Adriano Assessore di Prato Bianchi Massimo Vicesindaco di Livorno
Morales Giorgio Sindaco di Firenze
Bianco Marino Consigliere Comunale di Firenze
Modena Marcello Consigliere Comunale di Lucca
Bucci Marcello Consigliere Comunale di Pistoia
Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra
Bussolotti Sirio Sindaco di Cetona
Cammelli Paolo Vicesindaco di Fiesole Cavini Bruno Sindaco di Palazzuolo sul Senio Ceragioli Cristiano Sindaco di Camaiore Chiappini Sauro Sindaco di Licciana Nardi Chini Adriano Sindaco di Campi Bisenzio Cortopassi Sergio Sindaco di Pisa Della Pina Luigi Sindaco di Massa Fazzi Contigli Emilia Sindaco di Carrara Fiumi Piero Consigliere Comunale di Volterra Gasperini Walter Sindaco di Suvereto
59
Organi
60
Ghilarducci Olivo Sindaco di Capannori
Mattei Fabrizio Vicesindaco di Prato
Pesci Alessandro Sindaco di Fiesole
Simoncini Gianfranco Sindaco di Rosignano Marittimo
Gori Riccardo Sindaco di Calenzano
Melani Carlo Sindaco di Sesto Fiorentino
Pia Margherita Assessore di Livorno
Valentini Loriano Sindaco di Grosseto
Gramigni Alessandro Sindaco di Vaiano
Menchetti Anselmo Vicesindaco di Massa
Piccini Pier Luigi Sindaco di Siena
Vannini Carlo Sindaco di Montecatini Terme
Grassi Luigi Sindaco di Castelnuovo Garfagnana
Mengozzi Pier Natale Assessore di Campi Bisenzio
Pistelli Lapo Assessore di Firenze
Vannucci Walter Sindaco di Arezzo
Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno
Modena Marcello Consigliere Comunale di Lucca
Polli Luigi Vicesindaco di Arezzo
Zampoli Mauro Sindaco di Bagno a Ripoli
Lazzarini Giulio Sindaco di Lucca
Morales Giorgio Sindaco di Firenze
Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Ziani Elio Sindaco di Sambuca Pistoiese
Marconcini Mauro Sindaco di Montespertoli
Nicolai Carlo Consigliere Comunale di Pistoia
Rastelli Riccardo Sindaco di Abetone
Mari Mauro Vicesindaco di Quarrata
Nigro Giampiero Consigliere Comunale di Prato
Rossi Corrado Sindaco di San Giuliano Terme
Marini Stefano Sindaco di Quarrata
Paci Romano Assessore di Pistoia
Santi Fabrizio Consigliere Comunale di Camporgiano
Martini Claudio Sindaco di Prato
Pennacchiotti Mauro Consigliere Comunale di Massa
Scarpetti Lido Sindaco di Pistoia
Organi
RESPONSABILI DELLE CONSULTE Trasporti e viabilità Bandini Laura Assessore di Livorno Agricoltura Gasperini Walter Sindaco di Suvereto Finanze ed investimenti pubblici Bechelli Gianni Sindaco di Scandicci Problemi del territorio e dell’ambiente Mattei Fabrizio Assessore di Prato Sanità e sicurezza sociale Mengozzi Pier Natale Assessore di Campi Bisenzio Personale Benigni Adriano Assessore di Prato Cultura, scuola Pistelli Lapo Assessore di Firenze
61
Organi
Giugno 1995 UFFICO DI PRESIDENZA PRESIDENTE: Bucci Marcello Consigliere Comunale di Campi Bisenzio VICEPRESIDENTE: Simoncini Gianfranco Sindaco di Rosignano Marittimo UFFICIO DI PRESIDENZA: Chini Adriano Sindaco di Campi Bisenzio
Lippi Alfonso Sindaco di San Miniato Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi SEGRETARIO: Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI: Braschi Fabrizio Sindaco di Calzano
Bigozzi Anna Maria Sindaco di Rufina Conti Elena Assessore di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO Alfieri Francesco Cons.Comunale di Livorno Billi Giacomo Cons.Cmunale di Firenze Brasca Alberto Vice Sindaco di Firenze Bugli Vittorio Sindaco di Empoli Capezzuoli Maria Sindaco di Impruneta Cappelli Roberto Sindaco di San Giovanni d’Asso Carli Giamila Sindaco di Santa Luce Ceragioli Cristiano Sindaco di Camaiore Chini Adriano Sindaco di Campi Bisenzio Cocchi Paolo Sindaco di Barberino di Mugello
62
Danti Nicola Vice Sindaco di Pontassieve Doddoli Giovanni Sindaco di Scandicci Fazzi Contigli Emilia Sindaco di Carrara Franchi Luciano Sindaco di Capannoli Giuntini Monica Sindaco di Castagneto Carducci Guerrieri Luciano Sindaco di Piombino Landini Giacomo Sindaco di Isola del Giglio Laurenti Giacomo Sindaco di Scansano Lippi Alfonso Sindaco di San Miniato Luchi Monica Sindaco di Collesalvetti
Organi
Mandorli Francesco Assessore di Massa
Simoncini Ganfranco Sindaco di Rosignano Marittimo
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Marconcini Mauro Sindaco di Montespertoli
Spini Rosalba Sindaco di Certaldo
Ordinamento Pesci Alessandro Sindaco di Fiesole
Matulli Giuseppe Sindaco di Marradi
Vangeri Daniela Vice Sindaco di San Giovanni Valdarno
Meozzi Alduvinca Sindaco di Scarlino
Vanni Claudio Sindaco di Cecina
Micheli Silvana Sindaco di Torrita di Siena
Zampoli Mauro Sindaco di Bagno a Ripoli
Modena Marcello Cons.Circoscrizione di Lucca Pellegrini Vinicio Sindaco di Marliana Pesci Alessandro Sindaco di Fiesole Pontello Nicola Cons.Comunale di Firenze Ralli Marcello Sindaco di Castiglion Fibocchi
Trasporti Taffini Giorgio Assessore di Pistoia Attività Produttive Gasperini Walter Sindaco di Suvereto Finanza Locale Bertoli Roberto Assessore di Firenze
Cultura Volterrani Andrea Assessore di Poggibonsi Scuola Frosini Rita Assessore di Prato Casa Fossati Filippo Assessore di Scandicci Immigrazione Fanciullacci Luca Sindaco di Cerreto Guidi Commercio Lulli Andrea Assessore di Prato
Problemi del territorio e dell’ambiente Pileggi Antonio Assessore di Pistoia
Agricoltura Giuntini Monica Sindaco di Castagneto Carducci
Sanità e sicurezza sociale Mengozzi Pier Natale Consigliere Provinciale di Firenze
Aziende Pubbliche Macelloni Renzo Sindaco di Peccioli
Personale e Organizzazione Gennai Stefano Assessore di Sesto Fiorentino
63
Organi
Turismo Raffaelli Fabrizio Assessore di Montecatini Terme Piccoli Comuni Giari Alessandro Lega Autonomie di Firenze Comuni per la Pace Marini Stefano Sindaco di Quarrata Politiche Comunitarie Jarach Paola Vice Sindaco di Livorno Coordinamento Anci Giovani Pascucci Maurizio Assessore di Cecina Coordinamento Presidenti Consigli Comunali Lastri Daniela Pres. Consiglio Comunale di Firenze
COORDINAMENTI PROVINCIALI 1995 Arezzo Renzi Giorgio Sindaco Bibbiena Firenze/Prato Chini Adriano Sindaco Campi Bisenzio Grosseto Antichi Alessandro Sindaco di Grosseto Livorno Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno Lucca Cellai Massimo Assessore di Lucca Pisa Fontanelli Paolo Sindaco di Pisa Pistoia Giusti Renzo Sindaco Serravalle Pistoiese
64
Siena Carli Anna Vice Sindaco di Siena
Organi
Ottobre 1999 UFFICIO DI PRESIDENZA
Morelli Aldo Sindaco Lamporecchio
PRESIDENTE: Simoncini Gianfranco Sindaco Rosignano Marittimo
DIRETTORE: Fiorello Fabbri
VICE PRESIDENTE VICARIO: Chini Adriano Sindaco Campi Bisenzio
COLLEGIO SINDACI REVISORI: Braschi Fabrizio Cons. Comunale di Comune Prato
VICE PRESIDENTE: Lucherini Luigi Sindaco Arezzo
Bigozzi Anna Maria Sindaco di Comune Rufina
CONSIGLIO DIRETTIVO Ageno Giovanni Sindaco di Portoferraio
Ceccarelli Andrea Vice Sindaco di Firenze Celoni Miriam Sindaco di Buti
Bacci Lucia Consiglieri Comunale di San Giovanni Valdarno
Chini Adriano Sindaco di Campi Bisenzio
Bambagioni Paolo Sindaco di Signa
Cigliana Rodolfo Cons.Comunale di Firenze
Bertola Roberto Sindaco di Forte dei Marmi
Coggiola Paolo Assessore di Firenze
Bonifazi Emilio Sindaco di Follonica
Di Vincenzo Rolando Sindaco di Orbetello
Vogesi Francesca Sindaco Sambuca Pistoiese
Bugli Vittorio Sindaco di Empoli
Doddoli Giovanni Sindaco di Scandicci
Pesci Alessandro Presidente Consiglio Autonomie Sindaco Fiesole
Bugliani Vincenzo Cons.Comunale di Firenze
Fanciullacci Luca Sindaco di Cerreto Guidi
Cacciamano Carlo Sindaco di Cascina
Franchi Luciano Sindaco di Capannoli
Cappelli Roberto Sindaco di S.Giovanni d’Asso
Gabellieri Ivo Sindaco di Volterra
VICE PRESIDENTE: Matulli Giuseppe Presiente Uncem-Sindaco Marradi
Di Vincenzo Rolando Sindaco Orbetello Scarpetti Lido Sindaco Pistoia
Morelli Alberto Vice Sindaco di Comune Arezzo
65
Organi
66
Giuntini Monica Sindaco di Castagneto Carducci
Meozzi Alduvinca Sindaco di Scarlino
Sanavio Giacomo Sindaco di Terricciola
RESPONSABILI DELLE CONSULTE
Guerrieri Luciano Sindaco di Piombino
Morelli Aldo Sindaco di Lamporecchio
Segnanini Lucio Sindaco di Carrara
Ordinamento Pesci Alessandro Sindaco di Fiesole
Logli Gino Cons.Comunale di Pisa
Nannicini Rolando Sindaco di Montevarchi
Severi Ettore Sindaco di Montecatini Terme
Mannelli Lorenzo Pres.Cons.Comunale di Livorno
Nascosti Nicola Cons.Comunale di Empoli
Spini Rosalba Sindaco di Certaldo
Marchetti Maurizio Sindaco di Altopascio
Pagani Roberto Sindaco di Sillano
Tarchi Mauro Sindaco di S.Giovanni Valdarno
Marconcini Mauro Sindaco di Montespertoli
Pazzagli Rossano Sindaco di Suvereto
Vallone Bernardo Sindaco di S.Maria a Monte
Marcucci Marco Sindaco di Viareggio
Pesci Alessandro Sindaco di Fiesole
Marini Stefano Sindaco di Quarrata
Pesucci Elismo Sindaco di Campagnatico
Martinelli Michele Sindaco di Capannori
Ravenni Franco Cons.Comunale di Lucca
Matulli Giuseppe Sindaco di Marradi
Rugi Luca Sindaco di Poggibonsi
Finanza Locale Fontanelli Paolo Sindaco di Pisa Personale Organizzazione Moreli Aldo Sindaco di Lamporecchio Sanità Sicurezza Sociale Mengozzi Pier Natale Presidente di Federsanità Anci Attività Produttive/industria Guerrieri Luciano Sindaco di Pombino Agricoltura Marconcini Mauro Sindaco di Montespertoli Turismo Pacini Paolo Sindaco di Cecina
Organi
Commercio Lulli Andrea Assessore di Prato
Comuni per la Pace Marini Stefano Sindaco di Quarrata
Piccoli Comuni Vogesi Francesca Sindaco di Sambuca Pistoiese
Trasporti Taffini Giorgio Assessore di Pistoia
Politiche Comunitarie Lamberti Gianfranco Sindaco di Livorno
Coodinamento Consigli Comunali Brasca Alberto Presidente Consiglio Comunale di Firenze
Politiche programmazione e sviluppo Scarpetti Lido Sindaco di Pistoia
Assetto Territorio Pileggi Antonio Assessore di Pistoia
Scuola Lastri Daniela Assessore di Firenze Giovani Pascucci Maurizio Assessore di Cecina Cultura Spini Rosalba Sindaco di Certaldo Immigrazione Fanciullacci Luca Sindaco di Cerreto Guidi
Politiche della Casa Fossati Filippo Assessore di Scandicci Difesa del Suolo Fusi Stefano Sindaco di Tavarnelle Sicurezza Polizia Municipale Mattei Fabrizio Sindaco di Prato Ambiente Pucci Roberto Sindaco di Massa
Coordinamento Elette Capezzuoli Maria Sindaco di Impruneta Coordinameto ATO Lippi Alfonso Sindaco di San Miniato Volontariato Franchi Luciano Sindaco Capannoli Lavori Pubblici Coggiola Paolo Assessore Firenze Politiche Comunicazione Bucci Marcello Comunica - Firenze
Aziende Pubbliche Severi Ettore Sindaco di Montecatini Terme
67
Organi
SOSTITUZIONI RESPONSABILI DELLE CONSULTE:
Ambiente Bussotti Luca Assessore di Livorno
Personale Lastrucci Giuliano Sindaco Bagno a Ripoli
Sicurezza-Polizia Municipale Rosati Roberto Assessore di Prato
Commercio Bertini Marco Assessore Livorno
Coordinamento ATO Fazzi Pietro Sindaco di Lucca
Trasporti Picchi Buno Assessore Livorno Politiche Programmazione Morelli Aldo Sindaco di Lamporecchio Giovani Dello Sbarba Rosa Consigliere Comunale di Volterra Assetto Territorio Tarchi Mauro Sindaco di S.Giovanni Valdarno Politiche della Casa Baldi Alfio Assessore Livorno
68
Organi
Riunioni degli organi dell’Anci toscana Dal 1975 al 1986 l’Ufficio di Presidenza si è riunito in media per 7 volte all’anno, mentre il Consiglio Direttivo è stato convocato in media per 8 volte all’anno, e l’Assemblea a 3 volte ogni anno.
* fino al 10 ottobre 2004
Anno Ufficio di Presidenza 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004*
4 6 4 5 5 9 6 6 6 15 20 6 5 18 17 19 12 9
Numero riunioni Consiglio Direttivo 6 7 6 7 6 6 7 10 9 7 5 8 7 5 7 7 5 4
Assemblee 5 3 3 3 2 4 2 2 3 2 2 2 1 3 2 3 2 2
69
Organi
Il “sistema” Anci toscana
LA STRUTTURA
MARCHI E TESTATE
• Direttore Fiorello Fabbri
• Aut&Aut, il settimanale delle autonomie
• Responsabili Segreteria Antonio Tripodi Vanessa De Feo
• www.anci-toscana.it, il sito istituzionale • Dire & Fare, la rassegna dell’innovazione
PARTECIPATE
A & C srl soci: • ANCI TOSCANA • CISPEL TOSCANA • FEDERSANITÀ TOSCANA
70
ANCITEL TOSCANA soci: • ANCI TOSCANA 70% • ANCITEL SPA 30%
FEDERSANITÀ ANCI TOSCANA
SOVIM - ICQ STEA SRL SOA SPA soci: soci: • ANCI TOSCANA 90% • BARACCHI MARIO • RISTORI VIERI • UNCEM TOSCANA • FONDIARIA SAI SPA 10% • CISPEL TOSCANA CONFSERVIZI • ANCE • ANCI • MONTE DEI PASCHI MERCHANT SPA • BANCA TOSCANA SPA • IDEAZIONE SRL
Organi
Una rete di aziende e Comuni per la qualità della sanità pubblica Questa potrebbe essere la concreta traduzione della sigla Federsanità Anci, Federazione delle Aziende USL ed Ospedaliere e delle Conferenze dei Sindaci. Crediamo infatti che i presupposti di base che supportano la credibilità del sistema sanitario nazionale siano prevalentemente quelli dell’universalità, equità e qualità. Si tratta quindi di impegnarsi per definire modelli gestionali e comportamentali che, ferma restando la caratteristica solidale del sistema sanitario pubblico, innovino i processi per una “produzione” di salute che risponda davvero alle esigenze dei territori e delle persone. Ecco perché rimane viva ed attuale l’intuizione che fu costitutiva di Federsanità Anci, nel lontano 1995: la volontà di rappresentare Aziende e Conferenze dei Sindaci (autorità sanitarie locali) per realizzare ed assicurare un reale collegamento sui temi della tutela e del governo della salute pubblica tra le strutture del Servizio Sanitario Nazionale ed il sistema delle Autonomie locali, con ciò volendo anche sottolineare il carattere di “istituzione” sul territorio delle Aziende. Scopo di Federsanità ANCI organizzata
anche in Federazioni regionali - è anche quello di attivare i rapporti necessari con gli organi dello Stato e delle Regioni, con le Istituzioni, le forze politiche e le parti sociali per concorrere al miglior sviluppo proprio della qualità ed efficacia del sistema sanitario e socio-sanitario nazionale e locale; di assicurare la rappresentanza delle Aziende nei rapporti con lo Stato e le Regioni al fine di concorrere alle decisioni pubbliche in materia; di individuare linee di indirizzo e di coordinamento delle attività degli enti associati; di promuovere iniziative di studio e di proposta; di attivare organismi di assistenza tecnicogiuridica agli associati. Caratteristica della Federazione - che associa oggi oltre 120 Aziende sanitarie, è quella di proporre nei propri organi la presenza paritetica dei rappresentanti delle Aziende stesse, i direttori generali, responsabili della loro gestione, e degli Enti locali, i sindaci, titolari delle funzioni di indirizzo e programmazione sanitaria locale e garanti delle esigenze sanitarie delle popolazioni.
71
Comunicazione
Comunicazione
Campagne di Comunicazione
Campagna di comunicazione Governare non è un gioco Un Comune più libero serve di più 1994
75
Comunicazione
Etichetta stampata in occasione del'Assemblea nazionale, Torino 23 ottobre 1998
Progetto forma informa 1996
76
Comunicazione
Dire & Fare Rassegna dell’innovazione
Terza rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione 22-24 novembre 2000
77
Comunicazione
Dire & Fare Rassegna dell’innovazione
Quarta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione 21-23 novembre 2001
78
Comunicazione
Dire & Fare Rassegna dell’innovazione
Quinta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione
Sesta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione
Settima rassegna dell’innovazione
13-15 novembre 2002
2003
nella pubblica amministrazione 13-15 ottobre 2004
79
Comunicazione
Aut&Aut Aut&Aut - Autonomia e Autonomie Settimanale delle autonomie della Toscana Distribuito da 11 anni tutte le settimane 1000 copie agli amministratori e dirigenti di tutti gli enti locali, è lo strumento edito dall’Anci Toscana per l’aggiornamento e l’appofondimento dei temi che riguardano più da vicino la vita dei Comuni, delle Province e delle Comunità montane. A destra il primo numero.
80
Comunicazione
Gli inserti speciali di Aut&Aut
Plurali - Volontariato e Autonomie Supplemento mensile di Aut&Aut
Percorsi di cittadinanza Supplemento mensile di Aut&Aut sui temi dell’immigrazione, della cooperazione e della pace
CittĂ e Benessere Supplemento mensile di Aut&Aut a cura di FedersanitĂ e delle aziende sanitarie e ospedaliere della toscana
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Comunicazione
Documentazione fotografica
Ufficio di Presidenza 29 giugno 1977 Palazzo Comunale di Prato
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Comunicazione
Convegno regionale Anci Toscana Viareggio 28 giugno 1991
Congresso 1990 PIstoia
Congresso regionale Ottobre 1999
83
Comunicazione
Assemblea annuale Anci 18 ottobre 2003
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Comunicazione
La protesta dei Sindaci nel 1976 nei giornali toscani
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Comunicazione
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Attività Partita nel 1975, l’avventura di Anci Toscana si apre con l’organizzazione,nei primi tre anni di vita, di alcune iniziative che coinvolgono i Comuni e la Regione su temi importanti come l’applicazione del contratto nazionale di lavoro dipendenti degli enti locali, le difficoltà per l’approvazione dei bilanci in seguito alle leggi Finanziarie, la conoscenza e l’applicazione dei due decreti Stammati sulla finanza locale, la riforma sanitaria, il decentramento di funzioni dallo Stato alle Regioni e ai Comuni, il Dpr 616 e l’applicazione del Decreto Legge 382. Un importante impegno di Anci Toscana è la mobilitazione per aiutare il Friuli, colpito dal terremoto. L’associazione coordina gli aiuti dei Comuni toscani, fra i principali in quel difficile momento. Da ricordare è anche la giornata di mobilitazione dei Sindaci della Toscana contro la legge finanziaria del 6 novembre 1976
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Il triennio 1978-1981 si caratterizza come uno dei più significativi nel processo di trasferimento al governo locale delle funzioni pubbliche. Il Dpr 616/77 indirizza infatti agli enti locali compiti e funzioni decisive, e viene seguito da riforme importanti che vanno nella stessa direzione e riguardano sanità, ambiente, politiche per la casa e per l’agricoltura. “Filosoficamente” si può dire che finalmente i Comuni vengono individuati come poli centrali di riferimento per ogni iniziativa e ogni intervento che riguardano la collettività. In questo contesto l’azione di Anci Toscana è decisiva, con suggerimenti, studi e proposte che entrano direttamente nel cuore della riforma. Questo è però anche un periodo di intensa attività a livello di convegni e seminari (in tutto ben sedici iniziative), che riguardano la finanza locale, il personale, la casa, l’educazione permanente, la riforma sanitaria, la nuova legislazione contabile, l’emigrazione dalle zone montane e depresse, la tutela delle acque dall’inquinamento,il recupero delle terre incolte, i provvedimenti urbanistici regionali.
Fra il 1981 e il 1983, a livello generale, si caratterizza come un momento di grave difficoltà per le accresciute funzioni che non sono però accompagante da gli attesi nuovi ordinamenti istituzionali e finanziari, ma anche di intensa attività da parte dell’Anci, in particolare sul tema della Sanità. Complessivamente, in questo periodo, si tengono 17 adunanze del Consiglio Direttivo, e numerose riunioni delle commissioni settoriali, soprattutto sui temi del personale e dell’istruzione. Numerosi sono anche i convegni organizzati,su temi della organizzazione del personale, sulla finanza locale, sull’ambiente,sulla edilizia residenziale, sulle associazioni intercomunali. Delegazioni di Anci Toscana partecipano a incontri con l’Unione Europea a Monaco e a Strasburgo. Si intensifica il rapporto con la Regione, che riceve dall’Anci ben 356 pareri e consulenze sui problemi delle amministrazioni locali.
Gli anni 1983-1986 sono anni in cui prosegue l’impegno di Anci Toscana a sostegno degli enti locali della regione. Si organizzano convegni e incontri sull’applicazione del contratto nazionale di lavoro dipendenti degli enti locali, le difficoltà per l’approvazione dei bilanci in seguito alle leggi Finanziarie, la riforma sanitaria, il decentramento di funzioni dallo Stato alle Regioni e ai Comuni. Si intensifica il lavoro di sostegno ai Comuni per rispondere alle questioni poste.
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Gli anni fra il 1985 e il 1988 sono gli anni in cui entra nel vivo la riorganizzazione degli enti locali di fronte a un crescente passaggio di competenze che però continua a non essere accompagnato da un adeguato trasferimento di risorse finanziarie, nonostante la conversione in legge del Dl 359, che impegnava il governo a presentare un disegno organico del nuovo ordinamento, con particolare riguardo all’autonomia impositiva degli enti locali. Il tema della finanza locale diventa dunque sempre più centrale. Si tengono complessivamente 22 adunanze e cresce la collaborazione con la Regione su temi come il trasporto locale, la programmazione, il welfare, il diritto allo studio, l’informatica. Crescono anche i rapporti con altre entità come Iacp, Federcommercio, Confartigianato, Cispel, Inps, Irpet. Numerosi sono anche in questo triennio i convegni organizzati su temi come la finanza locale, l’abusivismo edilizio e il condono, gli espropri, il trasporto pubblico, la sanità, contratto degli enti locali, politiche giovanili, distribuzione commerciale,scuola.Si tengono incontri con i parlamentari eletti in Toscana, e si avvia un rapporto anche con Consiglio di
Stato, Ministeri, Corte dei Conti, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Anci Toscana entra sempre più anche nella organizzazione dei servizi e delle attività toscane, partecipando in vari modi ai temi della refezione scolastica, dello sport, del diritto allo studio, della sanità, degli anziani, della protezione civile. Cresce in questo periodo il numero di pareri che Anci Toscana fornisce ai suo associati, e anche quelli che vengono inviati alla Regione a tutela degli interessi dei Comuni. L’attività in questo ambito raggiunge ormai livelli medi di almeno un parere al giorno inviato ai Comuni o alla Regione.
Fra il 1988 e il 1990, accanto a un ormai quasi cronico problema di insufficienza di risorse e di assenza di norme ordinamentali, Anci Toscana accresce ancor di più il proprio ruolo centrale come punto di riferimento nella rappresentanza istituzionale delle amministrazioni comunali nel rapporto con lo Stato e la Regione. Sul tema dell’autonomia e della finanza locale, questi anni segnano tuttavia importanti novità. Il 1989 è infatti l’anno dell’introduzione dell’Ici e dell’Isco e della soppressione di Iciap, tassa smaltimento rifiuti e imposta sui cani. L’attività di Anci Toscana si articola in tredici riunioni del Consiglio Direttivo e in una crescente attività settoriale, articolata adesso in consulte su temi come l’istruzione, la cultura, l’urbanistica, la sanità, il personale, la finanza, l’agricoltura. I numerosi convegni vertono sui temi della finanza locale, di Ancitel, della sanità, del trasporto locale, dell’ordinamento delle autonomie locali, ma anche su carceri, scuola, incendi, sullo sviluppo agricolo e forestale, agriturismi, caccia, informatica, servizi pubblici.Numerosi,anche in questo triennio, i pareri espressi in risposta ai Comuni associati e anche quelli inviati alla Regione sulle questioni più diverse.
Il triennio 1990-1992 si apre con alcuni provvedimenti legislativi che complicano ancor di più la vita di tutti i Comuni italiani, trasferendo loro ulteriori funzioni e servizi per i cittadini e al contempo incidendo negativamente sui mezzi necessari per attuarli, con un ulteriore taglio alle risorse finanziarie e l’inasprimento del blocco del personale. Sono anche gli anni in cui si avviano fondamentali cambiamenti per gli enti locali, con la nuova legge sulla elezione diretta del Sindaco (che avverrà per la prima volta nel 1993), la legge 142/90, che disegna un complessivo riordinamento della organizzazione degli enti locali, ma anche con il nuovo ordinamento della finanza locale e nuove leggi sui suoli, sulle espropriazioni, sui servizi pubblici locali, sullo status degli amministratori e dei segretari,tutte norme che aprono prospettive nuove ma che si accompagnano, come detto, a una diminuzione delle risorse. L’attività di Anci Toscana si articola in dodici riunioni del Consiglio Direttivo,un crescente numero di pareri espressi, un accresciuto rapporto con enti e istituzioni diverse a livello regionale e nazionale e con una importante quantità di convegni e seminari su temi legati ai rapporti degli enti locali con lo Stato e la Regione e sulle attività dei Comuni.
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Il triennio 1992-1994, in cui prende effettivamente il via il nuovo sistema degli enti locali, è un triennio di grandi speranze e di ampie prospettive, ancora una volta però ridimensionate e limitate dalle disposizioni delle varie leggi finanziarie,che legano le mani ai Comuni e li mettono in serie difficoltà dal punto di vista finanziario e organizzativo. In questo delicato passaggio l’attività di Anci Toscana si fa ancora più intensa, e riesce a ottenere risultati importanti, esercitando una presenza sempre più attiva nell’Anci nazionale, nei rapporti con la Regione, nelle intese con altri organismi associativi degli enti locali come Urpt, Uncem e Cispel. Si tengono ben sedici riunioni del Consiglio Direttivo, e si organizzano convegni e seminari su finanza locale, immigrazione, sanità, Urp, carta dei Sindaci, servizi socio-sanitari, occupazione, personale, solidarietà, uffici stampa, privato sociale, edilizia residenziale, condono edilizio, molestie sessuali, comunicazione pubblica. Il triennio si chiude con l’approvazione dell’importante protocollo d’intesa fra Anci Toscana e il Coordinamento Toscano Prodotti Biologici per la utilizzazione di prodotti biologici nelle refezioni scolastiche della regione. Sempre più alto è il contributo di Anci Toscana alle sollecitazioni e alle domande dei Comuni associati, e sempre più ampio e intenso il rapporto con la Regione, che ormai non considera
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nemmeno più di legiferare su temi di interesse comunale senza consultare preventivamente la sezione regionale dell’Anci. È in questo triennio, e più precisamente nel 1993, che si avvia la pubblicazione di un giornale destinato agli amministratori locali per tenerli costantemente informati delle attività dell’Anci e di tutto il sistema delle autonomie toscano.
Il percorso fra il congresso del 1995 e quello del 1999 vede ben 27 riunioni del Consiglio Direttivo e una infinita messe di riunioni, convegni, incontri e seminari, oltre al ricorso a un numero sempre crescente di pareri espressi sia in risposta agli associati che nel rapporto con la Regione. A questo proposito, il quadriennio in questione, uno dei più significativi nella vita di Anci Toscana, si caratterizza soprattutto per la nascita del Consiglio delle Autonomie Locali, avvenuto nel 1998, che emerge come modello in tutto il Paese in quanto organismo interno alla Regione nel quale si elaborano in modo istituzionale le questioni legate alla vita degli enti locali e che diventa una sorta di “camera piccola” rispetto al Consiglio Regionale partecipando direttamente alla legiferazione regionale. Da segnalare in questo periodo sono anche l’approvazione del codice contro le molestie sessuali, che verrà poi adottato da molti Comuni toscani, l’importante lavoro “Agricoltura e territorio: un laboratorio per lo sviluppo sostenibile della Toscana”, concluso nel 1996, l’approvazione dello Statuto di Federsanità,avvenuto nel gennaio 1998, ma soprattutto due veri e propri “eventi” organizzati dall’associazione: la manifestazione dei Sindaci (passata alla storia con il nome di “sciopero dei sindaci”), che porta a Roma un migliaio di sindaci di tutta Italia a protestare contro la Legge Finanziaria, avvenuta il 6
ottobre 1995 e la prima edizione di “Dire & Fare”, la vetrina sull’innovazione e la comunicazione negli enti locali toscani, che si tiene a Pistoia nel novembre 1998. Fra i temi dei numerosissimi convegni e incontri di questo fecondo periodo possiamo ricordare la mobilità locale, le molestie sessuali,lo sviluppo sostenibile in agricoltura, gli informagiovani, il commercio, la legge quadro sui lavori pubblici, il rapporto tra i Comuni e il sistema sanitario, la riforma federalista, gli obiettori di coscienza, la banca del tempo, il rapporto fra Comuni toscani e Unione Europea, la sicurezza dei cantieri edili, la privatizzazione dei servizi pubblici locali, la finanza locale, gli appalti, l’inquinamento acustico delle città, il piano energetico regionale e molto altro ancora.
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Fra il 1999 e il 2004 si consolida definitivamente il ruolo dell’Anci come organismo di tutela e di assistenza dei Comuni toscani e come interlocutore privilegiato della Regione, delle Province e di tutte le altre istituzioni ed enti toscani nel loro rapporto con il sistema delle amministrazioni comunali. Complessivamente nei quattro anni si tengono ventiquattro Consigli Direttivi e moltissime riunioni dell’Ufficio di Presidenza. Numerosi sono anche i confronti con Anci nazionale e numerosissime le iniziative di studio: convegni, seminari e incontri su temi come la Legge Finanziaria, la finanza locale, la gestione delle acque, l’autocertificazione, la sanità, la sicurezza, la scuola, l’immigrazione, la pace, l’elettrosmog, i sistemi turistici locali, lo Statuto Regionale, i contratti di lavoro della pubblica amministrazione, il demanio marittimo, il catasto comunale, le gestioni associate, il Titolo V della Costituzione, il Medioriente, le Fondazioni Bancarie, il diritto alla casa e le politiche abitative, il patrimonio agricolo e forestale, la Società della Salute. Cresce in modo esponenziale, anche per il già citato accresciuto ruolo dell’Anci, il numero di pareri che l’associazione fornisce ai Comuni associati sulle più disparate materie, e contemporaneamente si stalibizza il rapporto con il Consiglio delle Autonomie Locali, che consolida in questo periodo
definitivamente il ruolo di luogo di rappresentanza istituzionale delle istanze del sistema delle autonomie.
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Protocolli di Intesa, convenzioni e accordi 15-04-78 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt - Uncem - OO SS. Regionali Protocollo d’Intesa Ristrutturazione degli Uffici e dei Servizi degli Enti lali 16-02-93 Enti firmatari: Regione Toscana - Associazioni del Volontariato Convenzione Trasporti sociali, portatori di handicap e anziani non autosufficienti. 4-10-93 Enti firmatari: Auser regionale Convenzione Predisposizione di una convenzione tipo sottoposta ai Comuni in ordine alla possibilità di utilizzare i volontari dell’Associazione in attività socialmente utili 20-10-94 Enti firmatari: A.I.M.A. (Associazione Italiana Malattia di Alzeheimer- Firenze) Protocollo d’Intesa
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Attività di ricerca e studio per l’assistenza socio/sanitaria rivolta a soggetti affetti da malattia di Alzheimer, anziani non autosufficienti 25-11-94 Enti firmatari: Confederazioni CGIL/CISL/UIL Codice di Comportamento Contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro per la tutela della dignità delle donne e degli uomini che lavorano nei Comuni della Toscana 06-12-94 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt-OO.SS. - Parti sociali Protocollo d’Intesa Laboratorio regionale servizi per l’orientamento professionale (informazione e consulenza) 09-02-95 Enti firmatari: Produttori biologici Protocollo d’Intesa Introduzione dei prodotti agro/alimentari biologici nelle mense pubbliche.
24-02-95 Enti firmatari: Scuola di specializzazione Università degli Studi di Siena Formazione di funzionari e dirigenti pubblici e predisposizione di comuni progetti di formazione. 15-05-95 Enti firmatari: Regione Toscana Progetto Progetto di rete regionale per formatori socio culturali - Gioventù per l’Europa23-01-96 Enti firmatari: Regione Toscana - OO.SS. regionali Accordo Sistema sicurezza nel territori comunale - Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro 10-01-97 Enti firmatari: Conferenza degli Ordini dei Dottori Commercialisti della Toscana Protocollo d’Intesa Iniziative congiunte per approfondire scambio di esperienze per sostenere il processo di riorganizzazione della
struttura amministrativa dell’ente locale. 20-10-97 Enti firmatari: Regione Toscana - Associazioni regionali degli enti locali e parti social Protocollo d’Intesa Sviluppo e diffusione delle iniziative per la trasparenza negli appalti e per la lotta al lavoro nero. 25-01-98 Enti firmatari: Urpt - Uncem - OO.SS. - Parti sociali Capitolato di appalto per l’affidamento del servizio di pulizia nei locali degli uffici comunali. 09-02-98 Enti firmatari: CNA Regionale Protocollo d’Intesa Servizi offerti dagli artigiani e dalle Piccole e Medie Imprese per la manutenzione impianti, edilizia e attività affini.
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01-04-98 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt-Uncem Protocollo d’Intesa Attuazione Legge 15/3/97, n. 59. Conferimento alle regioni e agli enti locali delle funzioni e compiti amministrativi. 23-07-98 Enti firmatari: Comitato scientifico Università Firenze/Pisa/Siena - Comunià Montane Convenzione Agricoltura e territorio - Laboratorio per lo sviluppo sostenibile della Toscana27-10-98 Enti firmatari: Regione Toscana - Prefetture della Toscana - Urpt - Uncem Protocollo d‘Intesa Gestione eventi calamitosi nel territorio della Regione Toscana 11-03-99 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt - Uncem Protocollo d’Intesa Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione tra Governo, OO.SS. dei lavoratori e datori di lavoro su metodo di concertazione per la regolazione delle politiche contrattuali e di sviluppo economico del paese.
18-10-99 Enti firmatari: Regione Toscana - Federsanità Protocollo d’Intesa Definizione percorso operativo per il rilascio di autorizzazioni sanitarie 12-11-99 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt-Uncem-Fidi Toscana Protocollo d’Intesa Situazione economica-Iniziative per sostenere il recupero di competitività delle piccole e medie imprese. 12-12-99 Enti firmatari: Poste Italiane Protocollo d’Intesa Servizio riscossione tributi 06-07-00 Enti firmatari: OO.SS. - Federsanità Protocollo d’Intesa Applicazione dell’ISEE/Riccometro 14-11-00 Enti firmatari: Regione Toscana - UncemProtocollo d’Intesa Attuazione della misura D.2 del F.S.E. ob.3 2000/2006 finanziamenti per la formazione di operatori della Pubblica Amministrazione.
14-11-00 Enti firmatari: Regione Toscana Protocollo d’IntesaIntervento a favore dei Piccoli Comuni per la partecipazione alla rete telematica della Regione Toscana
29-01-02 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt-Parti sociali Protocollo d’Intesa Rapporti di lavoro all’interno delle strutture con caratteristiche di poli di attrazione di interesse interregionale
19-12-00 Enti firmatari: OO.SS.regional Protocollo d’Intesa Predisposizione dei bilanci comunaliSuccessivo incontro:26/02/01
11-09-02 Enti firmatari: Giunta Regionale - Urpt - UncemConsiglio - Autonomie Locai Protocollo d’Intesa Relazioni fra Giunta regionale e rappresentanze degli enti locali: cooperazione, europeismo e solidarietà-Tavoli di concertazione
20-04-01 Enti firmatari: Regione Toscana Protocollo d’IntesaCoordinamento sistema informativo Innovazione tecnologica ed organizzativa tra Regione e Comuni nei confronti con il Governo nazionale ed i Ministeri. 04-06-01 Enti firmatari: Regione Toscana - Associazioni di categoria del turismo Protocollo d’Intesa“Benvenuti in Toscana” 12-11-01 Enti firmatari: Regione Toscana Protocollo d’Intesa Rassegna Dire&Fare - Collaborazione
10-10-02 Enti firmatari: Regione Toscana - Province - ComuniUrpt - Uncem Protocollo d’Intesa Messa in rete e coordinamento dei Portali Giovani 29-10-02 Enti firmatari: RTV38 Convenzione Pubblicazione attività e manifestazioni promosse da Anci Toscana e dai singoli Comuni
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16-06-03 Enti firmatari: Gruppo Cronisti Toscani Convenzione Garanzie per una perfetta informazione e completa nei confronti delle attività istituzionali dei Comuni della Toscana 04-07-03 Enti firmatari: Poste Italiane Convenzione Spedizione della Carta d’identità elettronica tramite posta assicurata 15-10-03 Enti firmatari: Regione Toscana - Province Convenzione Definizione dei contenuti e finanziamento del progetto relativo al monitoraggio dell’incidentalità stradale in Toscana
27-01-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Aziende SanitarieCgil/Cisl/Uil Protocollo d’Intesa Trasparenza, informazione, sorveglianza, prevenzione, sicurezza sui loghi di lavoro negli appalti pubblici di edilizia ospedaliera 01-03-04 Enti firmatari: CGIL-UIL Toscana Protocollo d’IntesaNuovo assetto finanza locale - Taglio trasferimenti 04-03-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Comune di Firenze Protocollo d’Intesa Progetto pilota per l’inserimento dei ROM 11-03-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Gestori RSA Protocollo d’Intesa Persone anziane non autosufficienti Strutture residenziali
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18-03-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Uncem-Urpt Accordo Sviluppo Sistema informativo territoriale per la realizzazione dei Progetti INTERGEO e SIGMATER
10-05-04 Enti firmatari: USCI Toscana(Unione statistica dei Comuni Italiani) Protocollo d’Intesa Questionario sugli uffici di statistica dei Comuni toscani
02-04-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Consiglio Autonomie - Unioncamere toscana - Poste Italiane Accordo Spedizione di comunicazioni di natura informativa tramite Postatarget
10-05-04 Enti firmatari: Regione Toscana Protocollo d’intesa Promozione amministrazione elettronica e della società dell’informazione e della conoscenza nel sistema regionale.Disciplina della Rete Telematica regionale.
06-04-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Uncem-Urpt Accordo Sviluppo della società dell’i-Delibera CIPE 17/2003 - Sostenere legovernement nei piccoli comuninformazione e dell’amministrazione elettronica
08-07-04 Enti firmatari: Regione Toscana - Urpt - Uncem Intesa Costituzione centri di servizio territoriali per l’e-governement in Toscana
SUL SITO www.anci-toscana.it È DISPONIBILE IL MATERIALE COMPLETO
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