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Il Colle

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Il Colle In paese, distogliendo lo sguardo dall’imponente campanile, si scorge da lontano un cocuzzolo porfirico, il Colle (Kofel, in tedesco) per gli abitanti di Castelrotto. Sede di un insediamento, rocca di rifugio, altura di un castello medievale o luogo di raccoglimento e relax, il Colle di Castelrotto è un luogo davvero particolare, da sempre.

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Un luogo mistico nel centro di Castelrotto

C Castellum ruptum. Capita che gli ospiti chiedano delle rovine della fortezza, il “castello distrutto” cui Castelrotto deve il suo nome e che un tempo sorgeva sul Colle, la collina porfirica dietro al Mu­ nicipio, che non è solo un’interessante meraviglia della natura, ma vanta anche una particolare im­ portanza storica dovuta alla sua posizione. Qui, abitanti e ospiti trovano un’oasi di pace e medi­ tazione, in inverno su invitanti panche al sole, in estate all’ombra di grandi e antiche latifoglie. Il punto più elevato del Colle, Infong per chi vive a Castelrotto, è circondato da un muro che lo rende l’oasi ideale per i giochi dei bambini e le tranquille passeggiate dei nonni, nonché la tra­

dizionale sede del primo torneo della Cavalcata Oswald von Wolkenstein e, da due anni, anche del festoso Banchetto Krausen, un evento gastrono­ mico all’aperto. Monte Calvario. Il giusto varco nell’edificio del Municipio porta sul Colle, acquistato da Georg von Kraus nel 17° secolo, per crearvi un calvario. All’epoca, il cammino era fiancheggiato da sei cap­ pelle e dal gruppo della crocifissione; dalle rovine del battifredo medievale sorse una cappella dop­ pia. Il gruppo con i discepoli e Cristo sul monte degli ulivi venne aggiunto solo nel 1908; le sta­ tue vennero intagliate secondo i disegni di Eduard »

Testo: Barbara Pichler Foto: Helmuth Rier

Mossi dalla fede sul Monte Calvario

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Burgauner, pittore locale, che si occupò dell’in­ stallazione. Inoltre, nel medesimo anno Burgau­ ner trasformò la Cappella dello Spirito Santo, nel punto più elevato del Colle, in una fontana per il giubileo dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Le cappelle presentano scene della Passione di Cri­ sto con statue in legno: il congedo dalla madre, il monte degli ulivi, la flagellazione, l’incoronazione con le spine, Gesù che porta la croce, il gruppo della crocifissione, la cappella del sepolcro e quella doppia di Sant’Antonio e San Gaetano. Durante l’anno, ogni cappella viene curata dagli abitanti di Castelrotto. “Il compito, o forse è me­ glio dire l’onore, di verificare che sia tutto a po­ sto e di decorare le cappelle durante la settimana santa dipende dal luogo in cui vivono in paese. Le famiglie, a cui il Comune ha affidato quest’inca­ rico, abitano nei dintorni del Colle”, rivela Franz Wendt, responsabile della cappella del sepolcro. In occasione della settimana santa, sul Colle fer­ vono i preparativi: s’intrecciano ghirlande con i rami degli abeti rossi, si va in cantina a prendere i calici rotondi per riempirli con acqua variopinta (grazie ai colori delle uova di Pasqua) e non solo. “In passato, non era così semplice trovare le lan­ terne giuste per le ghirlande tra le tre croci, non essendoci la grande scelta di oggi”, racconta Hans Peter Trocker. Da numerosi anni, la sua famiglia s’occupa del gruppo della crocifissione e da bam­ bino assisteva sempre il padre. Othmar Burgauner, invece, ricorda di aver ador­ nato con la madre la cappella della flagellazione, di cui da anni è il responsabile, ora aiutato già dal figlio. Questo compito viene “ereditato” anche all’interno della famiglia Silbernagl, che da gene­ razioni ha cura della prima cappella, dove Gesù si congeda dalla madre. “Mena, la nostra dome­ stica, era solita occuparsi di quest’incarico. Io ero la sua assistente”, racconta Martha Silbernagl. Ora, s’impegna a mettere in pratica tutto ciò che ha imparato da Mena: i fiori d’erica vengono collo­ cati intorno alle statue e le candele accese dietro alle sfere con l’acqua colorata, che immergono la cappella in una luce calda, creando un’atmosfera gioiosa.

Processione. Giovedì e venerdì santo ha luogo la processione sul Colle, nelle cui cappelle i re­ sponsabili hanno già acceso le candele. In quella di Sant’Antonio, nella torre, è già illuminato anche l’altare, le panche sono state sistemate in modo da lasciare spazio al coro e Paula Nössing attende i credenti. «

Tradizione vissuta: la sacralità del Colle per gli abitanti di Castelrotto

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