Si potrebbe definire “un’operazione militare”. Lo stato del NSW consegnerà migliaia di test antigenici rapidi (RAT) alle scuole e agli asili su tutto il territorio in tempo per la riapertura delle classi prevista per la settimana prossima, nel tentativo di salvare il sistema scolastico dall’onda Omicron.
Le mascherine saranno obbligatorie per tutto il personale e gli studenti delle scuole superiori, mentre rimangono facoltative
nelle scuole primarie. Dopo la conferenza stampa del Premier Perrottet e del Ministro Mitchell, alcuni gruppi di genitori si sono però scagliati contro il governo, convinti che il piano “smart” non garantisca la sicurezza fisica e mentale per un ordinato ritorno a scuola dei propri figli. Una volta che i test saranno consegnati alle scuole, infatti, spetta ai genitori concordare un orario per ritirare i kit una volta contattati dal personale scolasti-
Berlusconi's President race ends
“I am grateful - writes Berlusconi - to all who have expressed their support for my candidature. Italy today needs unity to fight the health emergency, to get the country out of the crisis. I was the first to want a government of National Unity and I consider it necessary for the Draghi government to complete its work until the end of the legislature. In this same spirit, I have decided to take another step of national
responsibility, and I ask my proponents to withdraw my candidature to the Presidency of the Republic, avoiding controversy or lacerations that the Nation cannot afford today. We will work with the leaders of the centre-right - which represents the majority in the country and which bears the burden of the proposal - to agree on a name capable of a broad consensus in Parliament.”
co e somministrare il test a casa due volte a settimana. In questo processo, scarsa attenzione sembra essere stata data a studenti con disabilità.
“È traumatico fare il test per i miei figli autistici ogni volta. Nessuna preparazione per i bambini con disabilità. È scandaloso", ha commentato un genitore.
Il Ministro dell’Istruzione si è però detta “piuttosto ottimista sul fatto che [i test antigenici] verranno utilizzati come inten-
US accuses Russia attempt to take over Ukrainian government
United States accused Russia of recruiting current and former Ukrainian government officials to attempt to take control of Ukraine's government as it unveiled new sanctions. "Russia has directed its intelligence services to recruit current and former Ukrainian government officials to prepare to take over the government of Ukraine and to control Ukraine's critical infrastructure with an occupying Russian force," the Treasury Department said in a statement.
diamo. Penso che dipenda davvero dal fatto che tutti facciano la loro parte per mantenere aperte le scuole.
Sappiamo che è importante per i nostri studenti per la loro istruzione e anche per il loro [sviluppo] sociale e per la salute mentale. Quindi siamo fiduciosi che le famiglie e gli insegnanti utilizzeranno questi test come previsto.”
Inoltre, fino a 1,000 insegnanti in pensione e studenti dell’ultimo anno di università saranno inseriti nelle scuole per alleviare la pressione e le criticità pandemiche.
Il personale scolastico dovrà essere vaccinato con due dosi, mentre la musica, lo sport scolastico e le assemblee potranno tenersi secondo le norme generali di sanificazione.
Il sindacato degli insegnanti, presieduto da Angelo Gavrielatos, ha risposto a tono contro il governo, esternando l’insoddisfazione del comparto educativo all’annuncio del piano per il ritorno a scuola.
“Con questo piano - ha affermato Gavrielatos - non si potrà essere abbastanza vigili. Nessun altro settore ti chiede di stare in un luogo di lavoro con fino a 2000 altre persone, in spazi a volte poco ventilati, in aule con un massimo di 30 studenti. Rimaniamo molto preoccupati e ci stiamo preparando per un inizio difficile dell'anno scolastico”.
Il cantante e attore americano Meat Loaf
è morto a 74 anni
La leggenda del canto Meat Loaf è morto all'età di 74 anni dopo una carriera stellare durata sei decenni. Nato come Marvin Lee Aday in Texas, è diventato famoso con la sua voce potente e ad ampio raggio.
Il veterano del rock ha venduto milioni di album in tutto il mondo, con la trilogia di Bat Out Of Hell. È stato insignito dell'Hero Award nel 2016, che ha dedicato agli eroi di tutti i giorni e ha invitato le persone a "riportare l'amore in questo mondo".
Many schools and offices were evacuated after a 4.3 magnitude earthquake hit Calabria, scaring people in many towns and cities of the southern Italian region. Many left their homes and waited in open spaces to escape the worst. Some train services in Calabria were also suspended while the rail operator checked the condition of the tracks. There have been no reports so far of anyone being hurt or dying due to the earthquake.
corsa al Colle
Un saluto friulano dalla Siberia!
Perché dobbiamo seppellire i morti Leggi
Quirinale: lavori in corso nelle coalizioni
Roma - Ormai ci siamo: il 24 gennaio le Camere si riuniranno in seduta comune per l’elezione del nuovo presidente e nel centrodestra, come nel centrosinistra, si fa il punto della situazione attraverso dei vertici tra i leader.
Il nome ancora non c’è, perché “ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni". È quanto emerso nell’incontro del 19 gennaio tra i leader del centrosinistra in vista dell’elezione del presidente della Repubblica, secondo quanto precisa il segretario del Pd Enrico Letta. Dopo il colloquio nella casa romana del presidente M5S Giuseppe Conte, che ha visto la presenza oltre allo stesso Letta del numero uno di Leu Roberto Speranza, i tre hanno condiviso il medesimo tweet: “Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Sia-
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zio del diritto costituzionale al voto". I leader di centrodestra si sono riuniti a Roma a Villa Grande e l’incontro, a quanto riferisce la nota congiunta, "è servito a ribadire l’unità di intenti del centro-destra".
Nel confermare il reciproco rispetto per le diverse scelte in ordine al Governo Draghi, i leader della coalizione "concordano sulla necessità di un percorso comune e coerente, che va dalla scelta del nuovo Capo dello Stato alle prossime elezioni politiche, valorizzando anche le occasioni di convergenza parlamentare sui contenuti che da sempre sono patrimonio comune della coalizione.
Continua a crescere numero mecenati raccolti 650 milioni di euro
mo aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”.
Ma Conte ha poi puntualizzato parlando con i giornalisti: no a Berlusconi.
Per il Quirinale, i pentastellati spingono anche per trovare un nome alternativo a quello di Mario Draghi, anche se poi il leader Conte ha precisato parlando al Tg3: "Non poniamo assolutamente dei veti”.
I leader della coalizione di centrodestra, invece, "hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta". Lo afferma una nota congiunta al termine del vertice dei leader, svoltosi il 14 gennaio.
Su questa indicazione, continua la nota, "le forze politiche del centro-destra lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e chiedono altresì ai Presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1009 grandi elettori l’eserci-
La figura del nuovo Presidente della Repubblica deve garantire l’autorevolezza, l’equilibrio, il prestigio internazionale di chi ha la responsabilità di rappresentare l’unità della Nazione".
Alla luce di queste considerazioni "il centro-destra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle Istituzioni".
La candidatura dell’ex premier, però, sembra sempre più perdere quota con il passare delle ore: “Berlusconi non ha chance di essere eletto presidente della Repubblica, ma di sicuro ha messo nel sacco Salvini e Meloni” e “non andrà allo sbaraglio nel momento in cui si renderà conto che non ha i voti.
Ci può stare che appoggi Draghi al momento del ritiro”: l’analisi è di Roberto D'Alimonte, politologo e docente della Luiss, in una intervista a La Stampa il 19 gennaio, in cui definisce la mossa del leader di Forza Italia come una “machiavellica pantomima” per tornare centrale nello scacchiere politico. Perché del king maker. Così cade comunque in piedi”. (NoveColonne ATG)
Webinar dell’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta
nella Giornata della Memoria
Jakarta - “La memoria è come un vaccino contro l’indifferenza”: le parole di Liliana Segre dopo la sua nomina a senatrice a vita (*) ispirano il titolo del webinar organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta in occasione della Giornata della Memoria . L’incontro online si terrà il 27 gennaio alle 15 (ora di Jakarta, le 9 ora di Roma)
Parteciperanno Salvatore Cingari, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università per Stranieri di Perugia, e la dott.ssa Gloria Truly Estrelita, dottoranda in Storia presso Case/Ehess di Parigi. Inoltre , dal 27 al 29 gennaio , ore 19 (ora di Jakarta) , sulla piattaforma MYMovies, sarà fruibile il film di e con Giulio Base “Un cielo stellato sopra il Ghetto di Roma” (2020): la storia della Shoah raccontata attraverso l’av-
ventura e la ricerca della verità da parte di un gruppo di giovani. (*) “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza. E la può usare.” (dal messaggio di Liliana Segre dopo la nomina a senatrice a vita) (Inform)
Club Marconi
121- 133 Prairie Vale Road, Bossley Park NSW 2176
Annual General Meeting
Domenica 30 gennaio 2022 alle ore 10.00
Le registrazioni sono previste per le 9.00 am.
Roma - Al via la nuova edizione del Concorso “Progetto Art Bonus dell’Anno” per premiare i migliori interventi finanziati attraverso il credito di imposta introdotto in Italia dal Ministro della Cultura Franceschini quale sostegno al mecenatismo culturale. “Continuano a crescere i mecenati che con le loro donazioni contribuiscono al restauro del patrimonio culturale e al sostegno dei musei, della musica e dello spettacolo. I numeri dell’Art Bonus sono molto positivi, dalla sua istituzione, grazie alla generosità di oltre 26mila mecenati, sono stati raccolti circa 650 milioni di euro che hanno contribuito al finanziamento di circa 5 mila interventi in tutta Italia”, così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, in occasione dell’avvio della VI edizione del Concorso. “Questa nuova edizione del concorso - ha aggiunto Franceschini - è un ulteriore modo per valorizzare una misura fiscale che sta funzionando molto bene e avvicinarla, attraverso i social network, anche alle giovani generazioni”.
Il Concorso “Progetto Art Bonus dell’Anno”, è stato ideato nel 2016 con l’obiettivo di offrire un momento di visibilità e riconoscimento agli enti promotori di raccolte Art Bonus e ai loro donatori, rendendo i territori pro-
tagonisti anche grazie al voto espresso dalla giuria popolare di cittadini che votano i progetti sulla piattaforma del concorso o sui social.
Ammessi all’edizione riferita all’annualità 2021 oltre 350 progetti Art Bonus che hanno raggiunto l’obiettivo economico entro il 31 dicembre 2021, con 19 regioni rappresentate e oltre 3.000 i mecenati protagonisti. Un terzo dei progetti in gara è inerente al restauro di beni culturali (molti dei quali realizzati anche da comuni piccoli o medi), un terzo il sostegno allo spettacolo (musica, danza, teatro), un terzo il sostegno agli istituti e luoghi della cultura (musei, biblioteche, archivi, complessi monumentali e aree archeologiche). Il Concorso Art Bonus si svolgerà in due fasi: dal 19 gennaio al 21 marzo 2022 le votazioni avranno luogo sul sito Art Bonus. Qualunque visitatore del sito potrà esprimere una sola preferenza per ciascun progetto in gara, ma potrà votare più progetti (non occorre registrarsi al sito). Dal 22 marzo al 1° aprile 2022 i primi 10 progetti che avranno ricevuto il maggior numero di voti sulla piattaforma Art Bonus parteciperanno alle votazioni solo social, sfidandosi a suon di “Likes” sui profili Facebook e Instagram di Art Bonus. (Inform)
GIA Provide Free RAT tests to the Italian Community
by Alberto Macchione
Covid-19 testing in Sydney has gone into meltdown over recent weeks with NSW Police having to turn patrons away from testing sites and employ traffic control tactics to manage the hundreds of people queuing for a Covid-19 test throughout the Sydney metropolitan area.
Community members are faced with untenable circumstances where they may be ill however cannot see a Doctor without a negative Covid-19 test. Others, who require testing for work have also been compromised and have had their incomes held to ransom by the backlog in testing.
Many who have been tested have also been sidelined from their workplaces and daily lives due to a backlog in processing and have had to wait up to a week for results.
Further pressure was put on the community when it was announced that both public and private testing facilities would be closing en masse or heavily reducing their opening hours in response to changes in health guidelines.
The last line of defense was to be home testing, which through the availability of Rapid Antigen Test (RAT) kits, community members could test at home. This however was a futile option for most as stockists sold out very quickly and started displaying signs regarding the unavail-
ability of the take home tests. Other vendors resorted to price gouging which effectively locked out low income earners.
GIA Network President and Italian expat, Domenico Stefanelli explained how the idea for the provision of the RAT kits came about. “The rapid antigen tests came at the end of November when we realised that covid is an issue and we had to do something about it, so that people could go back to their normal life. One of those problems was how we were going to get the tests. Another problem was the masks. We worried about masks in the beginning, because shops were running out” Mr Stefanelli said.
Adolescente aggredisce personale sanitario in ambulanza
Un adolescente è stato accusato di aver aggredito durante la notte due paramedici in un'ambulanza del NSW sulle spiagge settentrionali di Sydney.
La polizia ha affermato che i servizi di emergenza sono stati chiamati a Pittwater Road, North Narrabeen, dopo che membri del pubblico hanno trovato un uomo addormentato dietro una pensilina dell'autobus.
"Ufficiali assegnati al comando dell'area di polizia di Northern Beaches e ai paramedici dell'ambulanza del NSW sono intervenuti poco tempo dopo e hanno aiutato lo sconosciuto a salire sul retro di un'ambulan-
za", ha affermato la polizia del NSW in una dichiarazione.
"La polizia sostiene che l’uomo sarebbe poi diventato verbalmente aggressivo e avrebbe aggredito due paramedici dell'ambulanza".
Il 16enne è stato arrestato e portato alla stazione di polizia di Manly. È stato accusato di aggressione (due capi di imputazione), resistenza o ostacolo a un agente di polizia nell'esecuzione del dovere e violazione della cauzione.
All'adolescente di Wheeler Heights è stata rifiutata la libertà su cauzione e comparirà davanti al tribunale giovanile.
With so many affected by the pandemic and with their livelihoods at risk, the GIA Network (Giovani Italiani Australiani Network), with volunteers from The St. Fiacre's Parish Leichhardt Youth Group were able to obtain and distribute Rapid Antigen Test Kits to those in need in the community.
The volunteers set up a booth at St. Fiacre’s Parish grounds in Catherine Street, Leichhardt and in one morning, distributed over 300 RAT kits to community members in need.
The current Covid-19 conditions in Sydney are having a major impact on young Italians on temporary visas living in Sydney, who are often employed in the
struggling hospitality and event industries. In response, GIA has worked to raise and distribute emergency funds to the Italian community throughout Australia with assistance from The Father Antanasio Gonelli Charitable Fund and the support of Multicultural NSW.
GIA has also supplied provisions of food and medicine and provided transport to those who had lost their jobs during the NSW lockdown. Their biggest achievement to date, perhaps, was in raising over $110,000 from a radiothon in concert with Victorian compatriots NOMIT.
The fundraiser served to aid young Italians with temporary visas stranded in Australia due to COVID-19, who had no family support, no work and no income.
GIA has also been responsible for a myriad of charitable works including their participation in the ‘Bay Walk’, raising money for the Father Antanasio Charitable Fund, hosting networking events and supporting cultural immersion events.
Mr Stefanelli became involved with GIA in 2020 having been “amazed at how the Italian community sticks together and helps each other.”
He is familiar with the plight of many young Italians who, he said, “Come to Australia to visit famous places such as Bondi and Manly with the idea of learning or improving their English language skills and having new ex-
periences”. After several years of residing in Australia, Mr. Stefanelli realised his passion to assist other young Italians establish themselves in Australia, which resulted in his association with GIA. “I didn’t want them to go through the same challenges that I had experienced” Mr. Stefanelli said.
Prior to the pandemic, Mr Stefanelli had met the other founding members of GIA through St Fiacre’s Church and had consequently been invited to a charity lunch where the news of the pandemic was still breaking. The group became concerned for the Italian community and decided to take action, which is how GIA was formed.
“One of our purposes is to try and connect the dots between the Italians who just arrived here, Italians who have been here for ten years and Italo-Australians who were born here and raised here”.
Mr. Stefanelli believes many Italians have lost faith in their community. He believes that GIA can build trust with Italians by working with individuals and groups to help build the Italian community. “My vision is to have a GIA in each country” Mr Stefanelli declared.
“We are a very strong team and we work together to exchange ideas. They are still ideas but at the end of the day they are really thoughtful and helpful for the Italian community”.
Penrith acquista terreni per un nuova zona industriale
Il Comune di Penrith ha acquistato 16.29 ettari di terreno industriale e ha avviato i lavori preliminari sul sito per convertirlo in un centro di occupazione e innovazione.
Il comune ha ricevuto le chiavi dell'ampia proprietà, al 158164 di Old Bathurst Road, che in precedenza ospitava il fornitore di tubi di cemento Rocla fino al 2020.
Situato vicino all'autostrada M4, alla stazione ferroviaria di Emu Plains e accanto al parcheggio per i pendolari consegnato dal governo statale, il vasto sito è destinato a diventare un centro per l'occupazione che sosterrà le industrie vitali e consentirà a più
residenti di trovare lavoro più vicino a casa.
Il sindaco di Penrith, Tricia Hitchen, si è detta entusiasta del potenziale della proprietà e dell'impatto trasformativo che avrà su Penrith.
"Il Comune ha acquistato questo sito con l'obiettivo di creare un polo industriale contemporaneo che sbloccherà centinaia di posti di lavoro all'interno del nostro LGA e guiderà un cambiamento incredibile nella nostra città", ha affermato il sindaco Hitchen.
“Ciò consentirà alle aziende di rimanere locali, oltre a guidare ulteriori investimenti a Penrith e costruire sulla rivitalizzazione della nostra città.
“La nostra decisione di acquistare il sito avrà vantaggi significativi per la comunità poiché il Comune si sforza di stimolare l'economia locale. Lo sviluppo attirerà settori chiave come la produzione avanzata, l'e-commerce e l'edilizia per creare imprese locali innovative e posti di lavoro locali".
I piani per il sito includono la suddivisione del terreno per ospitare oltre 40 aziende industriali, grandi e piccole, e creare 300-350 nuovi posti di lavoro. Il progetto dovrebbe iniettare ogni anno circa 36,4 milioni di dollari nell'economia locale.
Members of GIA and St Fiacre’s Parish, Leichhardt Youth Group with Father Ben Johnson and GIA Network President Domenico Stefanelli on his left
Lavori in corso per trasformare la Parramatta Road
Sono in corso i lavori su una serie di progetti che daranno nuova vita a Parramatta Road, rivitalizzando l'area tra Camperdown e Auburn nell'ambito del programma di miglioramento da 198 milioni di dollari del governo del NSW.
Il ministro per la pianificazione e gli spazi pubblici Rob Stokes ha affermato che il programma di miglioramento dei servizi urbani di Parramatta Road trasformerà il corridoio di 20 chilometri con nuovi parchi, piste ciclabili, piazze e arte pubblica.
"La Parramatta Road è diven-
tata una cicatrice nel cuore di Sydney - e abbiamo colto l'opportunità per curarla", ha affermato Stokes.
"Questo investimento di quasi 200 milioni di dollari rinnoverà e farà rivivere il corridoio e riporterà le persone nell'area con nuovi parchi, sentieri e piste ciclabili per creare uno spazio verde, utilizzabile e accogliente sia per i residenti che per i visitatori".
I progetti nell'ambito del programma includono:
• 20 milioni per l'Inner West Council per fornire nuove piste
ciclabili, percorsi condivisi, alberi, panchine, illuminazione, arte pubblica e un nuovo parco di 300 metri quadrati;
• 17,8 milioni di dollari per il Cumberland Council per nuovi percorsi pedonali, incroci, piste ciclabili, alberi, arte pubblica e il potenziamento della connessione ciclabile pedonale di Melton Street
• 2,4 milioni di dollari per il Burwood Council per la fornitura di tre nuove piste ciclabili, incluso un collegamento ciclabile nord/sud da Burwood Park al Queen Elizabeth Park;
• 42 milioni per il Canada Bay Council per la riqualificazione del Concord Oval in un centro sportivo, ricreativo e comunitario di livello mondiale;
• Un nuovo Public Art Framework, che rilascerà finanziamenti per progetti di arte pubblica lungo la Parramatta Road e consentirà ai Comuni di consultare esperti in Create NSW.
“Questo investimento migliorerà Parramatta Road per le migliaia di persone che vivono o lavorano nell'area. Il programma sosterrà anche fino a 27.000 nuove case e 50.000 nuovi posti di lavoro oltre al nuovo spazio aperto tanto necessario”, ha affermato Stokes.
Il futuro della fabbrica femminile di Parramatta
Il governo statale ha annunciato l'impegno di 53,8 milioni di dollari per proteggere, ripristinare e preservare la cultura, il patrimonio e l'uso futuro del sito del distretto di Female Factory. La fabbrica femminile di Parramatta è stata costruita per ospitare le donne detenute nella colonia.
Il ministro per la parte occidentale di Sydney, Stuart Ayres, ha affermato che il significativo finanziamento ha mostrato l'impegno del governo a preservare la ricca storia dello Stato.
“Questo è un momento fondamentale nella storia del nostro stato. La fabbrica femminile di Parramatta è un sito straordinario, un luogo di cultura e patrimonio aborigeno e coloniale. È un luogo di storia vivente e memoria per molte persone, in particolare per coloro che hanno legami con le numerose istituzioni che hanno operato qui", ha affermato Ayres.
Il ministro per gli affari aborigeni e le arti, Don Harwin, ha affermato che il finanziamento consentirà al governo di pianificare la trasformazione della fabbrica femminile in un museo pubblico e di pianificare lo sviluppo di un distretto artistico e culturale per le organizzazioni creative di Western Sydney da cui operare e collaborare.
“Questo finanziamento pone le basi per il completo restauro del sito storico, trasformando la Fabbrica Femminile in un museo che racconta le storie della nostra storia per le generazioni a venire. Questa straordinaria posizione merita di essere adegua-
tamente preservata e protetta e mi impegno a lavorare per ottenere un elenco del patrimonio mondiale per il sito", ha affermato Harwin.
Il ministro per l'acqua, la proprietà e l'edilizia abitativa Melinda Pavey ha affermato che l'area era un luogo di storie e storie avvincenti con un enorme significato culturale per i gruppi aborigeni.
"Stiamo anche lavorando in collaborazione con il Deerubbin Local Aboriginal Land Council (LALC) sugli usi futuri dei siti all'interno del distretto".
"Il Western Sydney Startup Hub and Café sarà la prima grande attivazione del sito nel 2022, che sarà un luogo vivace in cui la comunità può incontrarsi, collaborare e scambiare competenze e idee", ha affermato la signora Pavey.
Il membro di Parramatta, il dottor Geoff Lee, ha dichiarato: "Sono stato un sostenitore di questo sito sin dalla prima elezione e sono lieto che stiamo investendo $53,8 milioni".
"Il governo del NSW sta lavorando duramente attraverso i suoi investimenti e continui
Uomo accusato di omicidio di una bambina di nove anni
Un uomo di 31 anni residente a Surry Hills è stato arrestato e accusato di omicidio a seguito di un'indagine sulla scomparsa di una bambina di nove anni.
La bambina era stata vista per l'ultima volta nella regione delle Blue Mountains mentre si trovava in vacanza con sua madre ed è stata dichiarata scomparsa.
L'uomo accusato di omicidio, Justin Stein, è il fidanzato di fatto della madre della bambina. L'ultimo posto in cui la bambina è stata vista viva è stata la sala di matrimonio di Mount Wilson, Wildenstein, di proprietà dei genitori del signor Stein e pubblicizzato come destinazione per "alcuni degli eventi più mozzafiato e memorabili d'Australia" sul suo profilo Instagram. Mentre le forze dell'ordine stavano indagando sull'area del fiume Colo, alcuni resti umani sono stati trovati in un barile nelle vicinanze, coincisi poi con quelli della bambina scomparsa.
Un'area di indagine è stata delimitata dalle forze dell'ordine ed è ora al vaglio di agenti forensi specializzati.
I detective hanno arrestato Stein in un appartamento in Riley Street ed è stato portato alla stazione di polizia di Surry Hills, con l'accusa di omicidio.
sforzi per rendere questo distretto del patrimonio migliore e più sostenibile dell'Australia per le generazioni future".
A Stein che soffe di problemi di salute mentale "a lungo termine" è stata rifiutata la libertà su cauzione ed è apparso tramite
collegamento audiovisivo presso il tribunale di Sydney.
La bambina di nove anni viveva con sua nonna a Coolangatta nel Queensland e frequentava la Tweed Heads Public School appena a sud del confine tra il New South Wales e il Queensland. La polizia del NSW ha affermato che i resti sono ora nelle "mani del medico legale", aggiungendo che le indagini sono ancora in corso.
a scuola
Two famous Italian Children’s books translated into Arabic launched
by Joelyn Baluyut
The Ministry of Culture and Italian Embassy launched yesterday two well-known Children’s books translated into Arabic language.
Qatari Minister of Culture
H E Sheikh Abdulrahman bin
are La torta in cielo (The Cake in the Sky) and Fiabe lunghe un sorriso (Fairy tales long a smile) authored by Italian writer Gianni Rodari.
In a message, the minister said, “The youth are very sensitive and I think it needs a lot of attention from us and opening their eyes to different cultures, and different ideas are so important as they make them more acceptable for other cultures, for other ways of thinking.”
He also thanked H E Prunas during the launch and hoped that these two books would serve as inspiration for translation of other books.
For his part, the Ambassador said: “This is very important because it is a bridge that we are creating between our two countries, starting from a very early age, for children. We are
developing a new friendship from Italians and Qataris since very early age.”
The launch of books was held during the 31st Doha International Book Fair at Doha Exhibition and Convention Centre located in West Bay.
Gianni Rodari is most famous for his works of children’s literature. He received the Hans Christian Andersen Medal in 1970, regarded as the Nobel Prize for children’s literature.
The book fair will continue until January 22. It features 430 exhibitors from 37 countries distributed over 845 pa-
A
vilions. This year also marks its 50th year after it was launched in 1972.
It carries the theme “Knowledge is Light” and is organised by the Qatar Cultural and Heritage Events Center, under the supervision of the Ministry of Culture.
The fair comes in line with Qatar’s Vision 2030 aimed to develop the knowledge economy and the Ministry of Culture and Sports’ vision “Towards a society with an authentic conscience and a healthy body,” in addition to reflecting the state of the country’s cultural scene.
proposito di eclatante ed eclatantemente
L’aggettivo eclatante ‘che colpisce e suscita clamore’ è entrato in italiano negli anni Trenta-Quaranta dell’Ottocento come prestito adattato del francese éclatant ‘che colpisce l’orecchio o l’occhio’, participio presente di éclater ‘scoppiare’ (a sua volta di origine germanica, parallelo all’esito italiano schiattare). Come molti altri francesismi dell’epoca si attirò immediatamente il biasimo dei puristi, che per censurarlo lo attestano nella scrittura ancor prima degli scriventi comuni: Francesco Del Buono lo include nel Vocabolario di voci e maniere erronee del 1845 definendolo “sozzo gallicismo da poco in qua introdotto nel senso di Splendido, Luminoso, Magnifico”; poco più tardi, nel 1858, Leopoldo Rodinò, nel Repertorio per la lingua italiana di voci non buone o male adoperate, lo bolla seccamente con “non si dice” insieme all’avverbio derivato eclatantemente.
A differenza del verbo eclatare, entrato in italiano nello stesso periodo ma ben presto uscito dall’uso, l’aggettivo eclatante e l’avverbio eclatantemente (del tutto legittimo perché rispondente in pieno alle regole
di formazione interne alla lingua italiana) si sono comunque imposti, nonostante le riserve ancora manifestate da Bruno Migliorini.
Nell’italiano contemporaneo eclatante è attestato con il significato di per sé neutro di ‘tale da suscitare meraviglia e clamore’, il cui valore positivo o negativo è dato dal sostantivo a cui si accompagna (una bellezza eclatante ‘che colpisce perché fuori dall’ordinario’ o una sconfitta eclatante ‘che desta stupore perché inaspettata e schiacciante’); più di recente sembra essersi affermato anche il significato traslato di ‘palese, evidente’, per esempio in “Sono ormai tre settimane che vengo rimpallato da vari numeri o mail regionali e nazionali per un diritto eclatante [= quello a ottenere il green pass o certificazione verde dopo la seconda dose vaccinale anti-Covid] e paradossalmente negato” (“la Repubblica”, 28/7/2021), significato testimoniato anche dall’avverbio, come in “la doppia menzogna di tacere la ragione vera per la quale si voleva la sua dimissione e di metterne avanti una eclatantemente falsa” (Leonardo Sciascia, Dalle parti degli infedeli).
Hamad Al Thani and Italian Ambassador H E Alessandro Prunas presided over the launch ceremony. The books
Un saluto friulano dalla Siberia!
di Danilo Vezzio Fogolar Furlan Lione
Romano Rodaro, ‘’il francese più friulano del mondo ’’ è appena rientrato dalla Siberia, a oltre 90 anni ha fatto il suo ottavo viaggio sulle tracce di Luigi Giordani di Buja, che il 1° gennaio 1900 si trovava nel paesino siberiano di Missavaya, diventato Babuskine, dopo la rivoluzione, siamo sulle rive del lago Baikal. Il Giordani con altri friulani lavoravano alla costruzione della Transiberiana, celebre ormai quella frase scritta con la matita copiativa sul Messalino del parrocchiano di Buja, ritrovato tra le macerie del terremoto del 1976 : “…oggi primo dell’anno 1900 si sfida i rigori più densi del freddo, in una lugubre e lorda baracca Giordani Luigi con altri 13 friulani stanno sempre allegri…’’ Romano affascinato da queste parole, per otto volte è partito in Siberia alla ricerca di tracce, ne ha trovate, e soprattutto ha ritrovato in Siberia, quel calore umano che si aveva in Friuli di
una volta, ora è anche diventato cittadino onorario di Babuskine membro quindi della comunità locale.
Prima di arrivare sulle rive del Baikal fa tappa a Mosca dove incontra discendenti di friulani, poi altra tappa a Irkutsk per salutare possibilmente Albina Rugo un nostro ‘’console onorario del Friuli in Siberia’’ con origini di Clauzetto.
Albina parla italiano, era ancora bambina quando Stalin,
l’aveva cacciata dalla sua Siberia natale, Mussolini l’ha confinata in un campo profughi in Toscana dove ha imparato l’italiano, Togliatti gli ha concesso di rientrare in Siberia …. una storia romanzesca che continua, quando accoglie Romano Rodano gli prepara un rustico piatto di ‘’patates cul sain’’.
Romano deve essere considerato ‘’un’ambasciatore’’, ha portato sul Baikal il saluto del nostro Fogolâr e di tutti friulani del mondo.
In questo paesino ora sanno che c’è un Friuli e che il tratto di ferrovia chiamata Italienska Krugo Baikal dovrebbe chiamarsi Friulanska Krugo Baikal, ora è una ferrovia turistica, ma sembra di essere sulla ferrovia Gemona-Tarvisio, quella di una volta, con i muri, gallerie, ponti, in pietra bugnata ‘’alla friulana’’.
Il nostro ambasciatore Romano è sempre invitato nelle scuole locali dove racconta, in francese, la storia dei friulani, gente con un coraggio immenso, hanno cambiato il mondo…in meglio!
Graziis Romano…e un bjel mandi!
EU Treaties Hall dedicated to David Sassoli
Italian Foreign Minister Luigi Di Maio dedicated in honour of David Sassoli the EU Treaties Hall of the Palazzo della Farnesina where original copies of the Treaties of Rome are kept, the foundation of the present European Union.
"What we can do to honor the memory of President Sassoli is to continue to pursue that ideal of a better Europe that has animated his action so much".
The former President of the European Parliament, who died prematurely, was reminded of the extraordinary humanity with which he contributed to the construction of Europe. "Even Strasbourg, his Parliament, honored his memory: Sassoli was a profound pro-European, holding firm the helm of the institution he led in the face of the challenge of the pandemic” noted Di Maio who recalled Sassoli's strong commitment in carrying out the New Generation EU project.
Democratic Party Secretary Enrico Letta recalled being present when the Treaty of Maastricht arrived in this room back in 1993. “Naming this room af-
ter David is the best gift we can give him. Sassoli was a visionary and an innovator also as regards the reading of the treaties ”, remarked Letta, recalling when Sassoli spoke on the reform of the European stability pact in a visionary way, also receiving criticism.
Antonio Tajani, former President of the European Parliament, highlighted the harmony with Sassoli on European values despite coming from different political experiences. "There hasn't been a time when David hasn't been cooperative and loyal with me. David defended the centrality of the person also in his commitment to the issue of immigration: in the people who suffered he saw the suffering of other human beings. Having a Europe without a soul means having an organization written only in the Treaties. David has made a great contribution to strengthening the European identity," Tajani emphasised.
The ceremony ended in front of the hall's titling plaque, which was unveiled in the presence of David Sassoli's family.
Italian nurse arrested for faking covid vaccinations for cash
No Vax "customers" paid €300 to €450 for fake vaccinations in order to obtain Italy's covid Green Pass. Italian police have arrested a nurse accused of pretending to administer covid vaccines to anti-vaxxers, in exchange for money, in the city of Ancona in the central Marche region.
The nurse, identified by Italian media as 50-year-old woman, was caught by hidden cameras apparently discarding the vaccines into a bin, as his paying customers played along with
the charade of being vaccinated without actually getting jabbed.
The illegal system, which netted €18,000 in one month, faciliated 'No Vax' people obtaining the covid Green Pass, a digital certificate required for a wide array of activities in Italy, from public transport and restaurants to stadiums and cinemas.
The nurse is currently in jail, facing charges of corruption, falsifying certificates and wasting public goods, while four of his accomplices - including a lawyer and a restaurateur - are under house arrest. The police investigation is centred on the Paolinelli covid vaccination hub and reportedly involves around 60 people but does not involve doctors or other officials.
The scam came to light after a doctor at the hub became suspicious of the groups of people, sometimes 10 at a time, being brought in as "friends of Emanuele", reports La Repubblica newspaper.
The nurse, a vaccine administration officer at the hub, claimed the visitors were patients of the mental health centre where he usually worked. "They have panic attacks, they must be treated in a certain way", he tried to justify
himself before changing tack and offering the doctor a cut in his lucrative illegal racket, according to La Repubblica. "These are all highly placed No Vax people", the nurse confided in the doctor who pretended to become his partner in crime but in reality reported him immediately to the police.
"Relatives of doctors, lawyers, freelancers, gym customers, parents ready to pay to give their teenage children the Green Pass without making them get the vaccine" - writes La Repubblica, which reports that, in addition to Ancona, "they also came from Rome, Bologna, Perugia, Macerata."
At least 50 cases of fake vaccination have been uncovered thanks to the probe which began last December and whose wiretapping, surveillance and video footage allowed police to identify 60 people.
Transiberiana oggi, stazione di Irkutsk
Rodaro tra scolaresche per parlare del Friuli, dell'Italia.
Leggi ma attento a non pensare troppo
Diceva sempre mio padre, “Figliolo perché non leggi? Leggere è importante, perché apre la mente, sviluppa il sapere, rende più agevole il cervello per raggiungere orizzonti lontani, scoprire dubbi, incertezze e farsi domande…”
Ahhh! farsi domande??? Ecco la prima. A forza di leggere ho quasi mille domande e quesiti ai quali devo dare delle risposte, quindi torno a leggere per trovare risposte ai vari argomenti ed ecco che il cerchio si chiude e ricominciamo da capo. Mi attacco al computer, digito e chiedo, trovo delle risposte che a sua volta mi portano a chiede: “perché?”
Per esempio, volevo sapere “Chi è Chi” nell’ambito del nostro governo e tra le tante informazioni da scovare ne digito una certamente di molto interesse che riguarda quanto guadagna un parlamentare. Quindi digito … leggo… e casco - giustamente - di culo fuori della sedia. Ammappete!
Non riporto le cifre per non offendere chi legge il giornale. Ma penso ad un semplice lavoratore come tanti che guadagna intorno ai 30-40 mila dollari all’anno, quasi sufficienti, ma che di fronte agli abituali oneri familiari non potrebbe certo farcela se non fosse per la consorte che anch’essa porta a casa un altrettanto trattamento annuale.
Quello che invece guadagnano annualmente i mille
fortunati scaldapoltrone per “parla-mentare” - cioè per il classico ed inutile bla, bla, bla - fa impressione, è da capogiro. Ora capisco perché certi soggetti, in periodi di elezioni, si affannano alla ricerca di elettori che con il loro voto possano farli vincere alla lotteria, facendosi mandare a “parla-mentare” a Roma, naturalmente in cambio di fantomatiche promesse che mai e poi mai potranno portare a termine. Mi sono poi soffermato per
scoprire il loro grado di studio, behh!! tutti laureati - sulla carta naturalmente -, poi a sentirli parlare e capirli diventa un terno al lotto. Andreotti diceva che un ignorante lo si capisce subito, più tecnicismi usa nel parlare e nello scrivere, più è l'incapacità di svolgere il proprio ruolo. Sfortunatamente, per fino nei palazzi nostrani di Sydney ne abbiamo qualcuno. Quelli un po’ più addentrati nella politica o nella cosa pub-
blica, poi, imparano il “politichese” o il “tecnocatese” nel tentativo di non far capire una mazza a chi li ascolta e chi si aspetta da loro delle risposte chiare. Allora li, si potrebbe definitivamente apprezzare il semplice appuntato dei carabinieri, che benché sia arrivato alla quinta elementare, è senz’altro mille volte più chiaro e simpatico di un finto colto, specialmente se costui non ha avuto la faccia tosta di farsi eleggere al parlamen-
to o scalare la carriera a forza di calci nel deretano.
Andando indietro nel tempo, mi torna alla mente una di quelle riunioni dove i papabili alla “lotteria parlamentare” (in tempo di elezioni) cercavano di convincere gli astanti che se fossero stati eletti avrebbero ridato la cittadinanza a chi l’aveva persa e aperto la porta a fatidici abbonamenti gratuiti a “Rai International” per tutti. Beh! Che ve lo dico a fà. Sempre e solo chiacchere… Il governo italiano, “quello dei soliti” se invece di pagare stipendi d’oro a 18 lecchini eletti all’estero che tanto nulla possono fare per chi li ha mandati nelle stanze del potere, investissero quel denaro in un serio contratto tra RAI e le altre società nel mondo, forse potremmo anche sperare di far giungere nelle case degli italiani la voce dell’Italia con le sue pupazzate e principalmente il tanto amato pallone.
Forse Fabrizio Ferragni, nuovo direttore di RAI Italia - potrebbe dare una mano, sempre che non venga ostacolato dall’oscuro firmamento, eterni negazionisti. Male che vada, l’unica immorale ma necessaria opzione resta il mondo infinito di internet. E poi dicono che lo stato non induce all'illegalità…? Scherzi a parte, ma se una cosa del genere dovesse essere presa sul serio - cosa su cui nutro grossi dubbi - per favore, aggiudicatemi la paternità dell’idea.
AIRE iscriversi per un calvario di burocrazia
Vediamo innanzitutto che le cifre totali di italiani nel Mondo sono quasi 5 milioni e rotte, ma chi era che diceva che in realtà dovremmo essere circa 10 milioni?
Per quanto riguarda l’Australia, credo che le cifre non siano reali, penso che ci siano molti più italiani di quelli iscritti all’Aire. Forse molti soggetti credono sia meglio stare lontano dalle italofili grinfie governative e non far sapere in quale parte del Mondo si sono trasferiti.
Sicuramente considerano che i vantaggi siano minimissimi a fronte degli svantaggi, sarebbe simpatico poter fare delle anonime interviste a campione. Ma come? Su che base dico questo? Semplice. In occasione della famosa passata campagna per i Comites sponsorizzata da San Gennaro, ebbi il piacere di intervistare vari italiani residenti. Alcuni di loro sono qui da oltre 10 anni e non vedono la necessità di informare il consolato della loro libera scelta di trasferimento via dall’Italia.
Mentre riscontro, che di un’intera famiglia di cinque, tutti iscritti all’AIRE, due soli elementi risultano nelle liste consolari, mentre gli altri tre no. Motivo? Non si capisce bene se si tratta di incapacità burocratiche di chi dovrebbe controllare oppure di negligenza da parte di qualcuno. Fatto sta che se qualcuno
non vuole avere a che fare con la burocrazia avrà pure qualche ragione.
E se in occasione delle elezioni politiche italiane, apparentemente tutti gli iscritti a questo AIRE ricevono il plico con le schede elettorali, come mai per il Comites si è dovuto ripresentare altra richiesta di voto? Quindi che necessità c’è di iscriversi nuovamente al consolato per votare solo per i Comites? Non siamo forse gli stessi elementi? Oppure ricadiamo in quelli di serie A e quelli di serie B?
Andrea Camilleri, con estrema sottigliezza, ha saputo trovare il coraggio nei suoi scritti di descrivere la burocrazia italiana in maniera tale da calzare a pennello con il trauma delle elezioni Comites con cui tanti dei nostri connazionali qui a Sydney hanno dovuto fare i conti: “La sottili vinditta di ’na carta che non viniva firmata consistiva nella moltiplicazioni in almeno dù autre carte, in una delle quali gli viniva addimannata spiegazioni pirchì non aviva firmato la precedenti e nell’autra gli viniva mannata copia della prima ’n caso che non l’aviva arricivuta.”
Mi dispiace, ma ci sono molte cose che possono essere indicate come “Vantaggi o Svantaggi “. Cosa potrebbe dire Mirko Tremaglia se fosse vivo a tutto questo? Immagino la sua risposta… “Ma chi me lo ha fatto fare!”. Ha cer-
cato di dare diritti ad un popolo e molti se ne sono approfittati rimpastando le leggi a proprio vantaggio.
A questo si aggiunge che attualmente al Ministero degli Esteri manca un vero ministro, un soggetto che riveda tutta la struttura estera nei sistemi di gestione con personale ben preparato e rispettoso verso i propri connazionali, non facendone una cernita dividendoli in serie A o B ma solo “italiani.”
Il sor Peppe Grillo fondò un partito partendo dalla ribellione verso un governo, all’epoca, abbastanza sgangherato - non che ora sia meglio -, un po’ come anni fa fece la famosa Ilona Staller, in
arte Cicciolina, che spinta da Rifondazione Comunista si insediò al governo per ripicca, per controbattere o semplicemente per dimostrare quanto fosse vuoto di spirito il parlamento di allora. Grillo, tra strilli, parolacce e insulti, avrebbe svegliato quella parte di italiani che era stufa dei tanti soprusi, quanto è vero, che svuotò le poltrone della sinistra, portandoseli tutti tra le stelle del firmamento ma pur sempre in quella parte del firmamento che guarda dove tramonta il sole.
Ricordate la battuta della scatoletta di tonno? Era giusta! Ma come tutte le cose, si fa presto a parlare, ma è il mantenere che è estremamente difficile farlo. Alla
fine, oltre alle bibite, il bibitaro si è persino messo a vendere il tonno pur di tirare a campare. Peccato, perché ci siamo persi l’entusiasmo lungo la strada, affossandoci in un sistema di immobilismo burocratico e di congetture degne delle più sofisticate dittature. Colpa? La solita... “Ma chi me lo fa fare”, tanto il 27 arriva quella bella infornata di Euro che ti fa dimenticare tutte le scatolette di tonno benché tanti - per loro disgrazia - siano anche allergici pure al tonno, ma quella è un'altra storia.
Arrivederci alla prossima e buona giornata a tutti, Pino Forconi
Who could be getting a red biretta at Pope Francis' 2022 Consistory?
by Vannino Di Corma
Pope Francis is expected to convene his eighth consistory in 2022, in order to add a new list of names to the 70 cardinals he has already chosen since the beginning of his pontificate in 2013. Predicting how a year unfolds in the Vatican is always complicated, especially in light of a pontificate no short of surprises and the Covid pandemic.
But one event can be easily foreseen, a consistory of new cardinals and whether a number of much-expected 'cardinabili' will be awarded their biretta. Currently, the College of Cardinals has 120 cardinals under the age of 80 who are therefore eligible to vote in the event of a conclave. The limit of 120 electors set by Pope Saint Paul VI has often been exceeded, even by Pope Francis. In 2022, at least 10 cardinals are expected to be created, as many as those who are already past the age of 80 or their birthday occurs throughout the year.
There's something unique about Francis' style in appointing cardinals. In the list of the new 'princes of the Church' nominated since 2013, the pastors of some of the most important
dioceses in Italy and across the world are still archbishop, falling short of the traditional elevation to the cardinalate traditionally linked to a particular see. Peripheral dioceses such as Perugia, Agrigento and l'Aquila in Italy or even Port Moresby in Papua New Guinea have been elevated to the cardinalate at the expense of some of the more famous dioceses.
An example is the archdiocese of Milan, the most populous in the world. Its pastor, Archbishop Mario Enrico Delpini, is not yet a cardinal. Delpini replaced Cardinal Scola in 2017, but with Scola turning 80 in November 2021, there could be a chance of Delpini's rise to the college of Cardinals.
The most incredible case is that of the Patriarch of Venice, Mons. Francesco Moraglia, appointed in 2012 by Pope Benedict when Scola moved to Milan. In the last century, Venice has given the Church three popes, Pius X (Giovanni Sarto), John XXIII (Angelo Roncalli) and John Paul I (Albino Luciani), yet much has been said about Moraglia remaining an Archbishop ten years after his appointment.
In 2014, Anthony Fisher, was appointed the ninth Archbishop of Sydney, replacing Cardinal George Pell. In 2021, Pell turned 80. Will Francis appoint Archbishop Fisher to the College of Cardinals in 2022? The Archbishop of Sydney holds the title of Catholic Primate of Australia but if appointments in the Church have for a long time been managed in a certain way, the last 9 years have shown the world that anything is possible in Rome.
The year 2022 could end up being the lucky year for a few names whose views and actions are more closely aligned with the Pope's agenda. Fisher, an expert on bioethics and morality, also holds a number of Vatican posts, including being a member of the Congregation for the Doctrine of the Faith and the Congregation for Eastern Churches.
In the horizon, however, an interesting trio of possible Australian candidates to the Cardinalate include Archbishop Coleridge from Brisbane, Archbishop Comensoli from Melbourne or even Bishop Randazzo, former officer at the Congregation for the Doctrine of the Faith, now Bishop of Broken Bay.
Last but not least, Australia’s next Cardinal could be the "fuoriclasse" of the Catholic Church in Australia and Bishop of Parramatta Vincent Long. Much debated for his pastoral views on Migrants and the Environment, the Franciscan, self-styled “Vietnamese Australian” and former refugee, has been a champion of Pope Francis’ sensitivities since his appointment to the see of Parramatta in 2016. His elevation to the College of Cardinals would not be unusual after all.
Päivi Räsänen affronta il processo con "mente calma e fiducia in Dio"
La parlamentare cristiana Päivi Räsänen, ex ministro dell’interno e leader della Democrazia Cristiana in Finlandia, difenderà il suo diritto di parlare pubblicamente delle sue convinzioni religiose davanti al giudice. Per due anni, il procuratore generale finlandese ha indagato sulle sue osservazioni sui social media, un opuscolo pubblicato 17 anni fa, e le sue opinioni espresse in un talk show. È accusata di aver violato l' articolo 10 del codice penale.
“Sono sempre stata molto aperta riguardo alla mia fede, e quando discutevo e scrivevo di queste cose, non ho mai avuto intenzione di insultare o diffamare nessuno ”, insiste, “perché penso che tutte le persone siano uguali e tutte le persone siano preziose (... ) Queste convinzioni le ho suscitate dall'amore e non dall'odio”.
Räsänen si sente sostenuta da molte persone in Finlandia ma ammette anche che il caso ha "sollevato molte discussioni
nella società " così come "in Parlamento e all'interno della Chiesa". “Confido che viviamo ancora in democrazia, che abbiamo una costituzione e accordi internazionali”.
I politici finlandesi sono preoccupati che i cristiani nel Paese non siano più sicuri di cosa si può dire e cosa no . “Alcuni pastori mi hanno inviato i loro sermoni o scritti chiedendomi se
Wojtyla tirò dritto per beatificare i martiri spagnoli
di Nico Spuntoni @ La Nuova BQ
Dagli appunti del socialista
Bono Martínez un retroscena sui martiri della guerra civile in Spagna: san Giovanni Paolo II avviò le beatificazioni malgrado l’opposizione dell’ala iberica ‘riformista’ e dell’allora presidente della Conferenza episcopale spagnola.
Negli scorsi giorni un pezzo da novanta della politica spagnola come José Bono Martínez, ex presidente del Congresso dei Deputati nonché ex ministro nel Governo Zapatero, José Bono, ha pubblicato online attraverso la Fondazione Pablo Iglesias circa 20.000 appunti personali raccolti durante la sua carriera.
Nei dossier dell’esponente socialista c’è un documento interessante sulla storia recente della Chiesa cattolica nella penisola iberica.
potevano essere accusati di un crimine”. Crede che soprattutto i cristiani più giovani “temono di confessarsi cristiani, temono le conseguenze”. Un recente studio nella vicina Norvegia sembra confermare queste percezioni.
Räsänen aveva precedentemente parlato del pericolo di autocensura di coloro che credono di essere una minoranza e quindi temono di parlare delle proprie convinzioni. “Voglio incoraggiarli che ora è il momento di parlare . Ora è tempo che i cristiani parlino delle verità della Bibbia. Perché più taciamo, più si restringe lo spazio per la libertà di parola e di religione”.
“Le persone non devono essere d'accordo con me quando mi supportano”, dice. Alcuni non cristiani le hanno detto che “difendono il mio diritto di dire ciò in cui credo”, compreso un collega parlamentare che è lui stesso omosessuale. Conclude: “Voglio fare lo stesso, voglio anche difendere quelle persone con cui non sono d'accordo”.
Bono, infatti, ha riportato i contenuti di una conversazione avvenuta il 10 ottobre 2007 con il gesuita José María Martín Patino che fu stretto collaboratore del cardinale Vicente Enrique y Tarancón, considerato l’uomo di fiducia di san Paolo VI in Spagna. Padre Patino, scomparso nel 2015, raccontò all’ex ministro di un pranzo avvenuto sul finire degli anni Ottanta tra Giovanni Paolo II e l’allora presidente della Conferenza episcopale spagnola, monsignor Gabino Díaz Merchán. In quell’occasione il Papa avrebbe espresso al capo dei vescovi la sua ferrea intenzione di beatificare i martiri della guerra civile degli anni Trenta. Messo di fronte a quella notizia, monsignor Díaz Merchán avrebbe protestato, sostenendo che un’eventuale beatificazione sarebbe stata male interpretata in Spagna.
Secondo quanto riferito da Bono della confidenza fatta da Patino, il presidente della Conferenza episcopale sarebbe rimasto “terrorizzato” dalla prospettiva evocata dal santo polacco, temendo di essere accolto come “un ipocrita” nella
sua città natale, Mora, dove aveva detto pubblicamente di aver perdonato gli assassini dei suoi genitori durante la guerra civile. Il presule, infatti, è figlio di Gabino Diaz-Toledo Martin-Macho e Maria Paz Pascuala Merchán Gouver, fucilati il 21 agosto 1936 ad Orgaz da miliziani comunisti. In un’intervista concessa a La Nuova Espana, Díaz Merchán, tuttora in vita, raccontò con queste parole il martirio dei suoi genitori: “Mio padre era molto triste pensando al fatto che lasciava soli noi bambini.
Mia madre lo confortò lungo la strada, gli disse di pensare a Dio, che non amava i suoi figli più di Dio, al quale ora avrebbe reso conto della sua vita. E che la Provvidenza e gli zii avrebbero aiutato i loro figli”.
I due coniugi vennero fucilati mano nella mano, gridando in faccia agli assassini: “Viva Cristo Rey”.
Nonostante le perplessità riferite da padre Patino e condivise anche dal cardinale Tarancón, san Giovanni Paolo II decise comunque di dare il via libera alle prime beatificazioni di martiri spagnoli della guerra civile. Bono ha ricordato che Patino gli raccontò di uno scontro tra il cardinale Tarancón, leader storico dell’episcopato spagnolo ‘riformista’, e il Papa polacco: quest’ultimo difese l’intenzione di dare avvio alle beatificazioni, sostenendo di non volerlo fare per infastidire; il cardinale, a quel punto, gli replicò che “anche se non è fatto per infastidire, dà fastidio”.
Poco prima della beatificazione delle tre Carmelitane Scalze di Guadalajara nel marzo del 1987, al posto di Díaz Merchán venne eletto alla guida dei vescovi spagnoli il futuro cardinale Ángel Suquía Goicoechea, arcivescovo di Madrid più in linea con il pontificato wojtyliano e meno legato alla stagione di Tarancón. Dal 1987 al 2001 san Giovanni Paolo II beatificò più di 400 martiri della guerra civile spagnola.
Comites che ben rappresentano il popolo italiano!
Quando scappi dal Belpaese per non ritrovarti quegli stessi fenomeni che poi puntualmente si trovano all’estero!
di Omar Bassalti
Negli ultimi due anni la comunità italiana a Singapore mi ha sorpreso - in negativocome mai prima in questi miei dodici anni vissuti a 15.000 km dall’Italia.
Sarà stata la pandemia, o non so cosa, ma vi posso garantire che è accaduto qualcosa come se tutti contemporaneamente in un fenomeno di isteria collettiva da peste bubbonica del 1500 fossero impazziti tenendo una quantità di comportamenti più o meno irrazionali improvvisi e continuati nel tempo.
Devo anche dire che io stesso ho avuto un approccio da fantasma soprattutto nei primi cinque anni, perché fondamentalmente concentrato nel far altro, lavoro, viaggi, esperienze di vita lontana su spiagge e latitudini mai battute prima.
Assolutamente dodici anni in Singapore che non mi hanno visto arrivare però privo di esperienze e manco disperato, anzi l’esatto contrario, avendo avuto le più diverse maturate a Milano, non solo nel campo lavorativo, sociale ma anche chiaramente politico e nonostante la mia allora molto più giovane età. Si parla dei primi del 2000 - anche esperienze manageriali di budget e gruppi anche folti di persone - tra l’altro più anziane - che chi più e chi meno non esattamente vedeva bene questo giovane ventenne che martellava già. Quindi tutto sangue amaro ed esperienza.
Quindi "si" assolutamente politica, portatami dietro sempre a comunque dall’Italia, anche se pure li soprattutto nei primi anni del 2000 la mia posizione era quella di un giovane che stava dietro, non mi si vedeva ma c’ero eccome. Famiglia fondamentalmente socialista - nonno Peppino - e assolutamente non democristiana. Ma io dietro a chi? Dietro alla Zucca. Cioè mia madre e un gruppetto di persone che giravano attorno alla gestione di una delle più grosse - più di 50 quartieri - cooperativa edificatrice di Milano quella che era la Cooperativa Edificatrice di Niguarda. Dietro, spesso, c’ero io e anche il nostro studio di avvocati che abbiamo sempre avuto in supporto a Milano. Finché poi arrivò Maggio 2009 il sottoscritto è candidato Presidente d’opposizione, capolista, alla cooperativa di cui sopra e ovviamente pur essendo palesemente di sini-
stra vengo massacrato dalle tessere e truppe cammellate che sostanzialmente mi fanno perdere e da li lo switch.
4 Ottobre 2009 viene fondato il Movimento 5 Stelle che anche se non formalmente esisteva già da molto prima e tramite il blog milioni di italiani prendevano informazioni non mainstreem e però tantomeno becere con view ottuse, tutt'altro!
Dicembre 2010 arrivo a Singapore, Febbraio 2013 candidato capolista circoscrizione Africa, Australia, Oceania e Antartide (AAOA) partecipo alle nazionali prendendo qui in AAOA il 15% dei voti e in Italia fanno il primo famoso 25%. Specchiati, non ricattabili e senza compromessi. Per moltissimi versi ancora oggi lo sono i ragazzi di M5S. Il sottoscritto lo è totalmente, ovviamente.
Il bagaglio, insieme al bersaglio, viaggio dopo viaggio, di vita ed esperienza è diventato sempre più pensante... ah beh si ovviamente senza dimenticare che comunque arrivo dalla periferia e non da salotti con peli del culo a batuffolo. Ma dalla zona dei grandi soldati con il peli del culo bruciati … ti ricorda qualcosa questo adagio? E beh non è solo una canzoncina ma proprio vita e chili di bagaglio che aumentano di peso giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno etc etc. questo comporta una
vista ad infrarossi quindi in notturna. Vedo bene di notte! Si la sto prendendo larga per poi stringere il focus su cose accadute negli ultimi 24/36 mesi, se non addirittura nell’ultima settimana dove su Rai3 a Report hanno parlato indirettamente del Comites di Singapore. In Italia hanno tirato in mezzo il Presidente del Comites stesso, Andrea Monni, proprietario al 10% della società Algebra Pte Ltd.
Sigfrido Ranucci e Daniele Autieri, mostrano tutto il giro di soldi e proprietà, con due doppie società (bad e good company) e due veicoli esteri che citano per lo scambio proprietario sulla prima società anche considerabile come bad company.
Siamo venuti a conoscenza mezzo stampa - appunto RAI3 Report - del fatto che a Singapore nel 2018 fu costruita una ICO (Initial Coin Offer) sostanzialmente degli investitori davano denaro fiat, cash, sonante, contante e ricevevano in cambio dei token HelBiz Coin. Token che nel giro un battito di ciglia si sono schiantati del -96%.
Avrete pensato, hanno ridato i soldi? A -96% praticamente gli investitori hanno perso tutto. E il contante? No signori in questi casi il contante raccolto non si svaluta cosi come invece accade ai token che hanno valori onirici, zero. Te le sogni le cifre importanti.
Quindi addirittura hanno rinominato la società il primo Aprile 2019 e poi il 31 Dicembre sempre del 2019 l’hanno completamente chiusa.
Che ci fosse dietro una strategia TTS? Take time strategy? Mah non penso proprio. Piuttosto direi una strategia hit and run. Si esatto, come nel trading o negli incidenti stradali hit and run. Non esattamente un comportamento etico al punto che è stata anche messa su alla corte di New York in USA una class action e dei russi hanno anche dedicato un sito internet intero. www.HbzNews.com.
E al Presidente del Comites ancora gli va bene che la sua faccia non è sta messa li dove ci sono anche le facce di tutti gli altri. Onestamente in situazioni come queste si rischia veramente tanto perché 26.000 persone non sono poche e infatti class-action e chissà che altri non si stiano organizzando diversamente. Faccio parte del Comites e onestamente non mi sarei mai sognato di arrivare cosi velocemente in una situazione dove Singapore e la sua comunità fosse al centro dell’attenzione mediatica.
Già la nomina del nuovo Ambasciatore Mario Andrea Vattani non ha procurato attenzioni gradevoli. Ora arriva la grana del Comites! Complimenti per voler rappresentare gli Italiani in que-
sto modo con questa partenza! Veramente complimenti. Noi chiederemo le dimissioni di Andrea Monni e Cecilia Sava perché abbiamo scoperto - per caso - che pure lei è socia (ora indirettamente) di Algebra Pty Ltd sostanzialmente lei era socia e director, ora lo è il marito, al 5%. Tutto il rimanente è nelle mani di Fabio Garibotti pure lui citato dalla trasmissione televisiva. Citato come l’uomo di Salvatore Palella a Singapore. Complimentissimi signori! Come potete pensare di candidarvi con questi scheletri nell’armadio? Con la SEC e la corte di New York addosso. Con voi stessi che magari sarete chiamati a testimoniare. Ma pazzesco! Si certo Singapore è anche queste robe qui! Ma per favore almeno abbiate il coraggio di non candidarvi e non fare i Presidenti di organi previsti dallo Stato Italiano ai cui organi si candidano personespecchiate - che non si fanno nessun problema a mostrare i guai che combinano gli Italiani all’estero che voi solo quota parte rappresentata e lo fate negativamente. Una bruttissima vicenda che ha visto protagonista HelBiz e la sua famosa ICO (Initial Coin Offer) con HelBiz Coin e ha visto 26.000 persone perdere un totale di 43 milioni di euro. E niente loro si candidano senza vergogna e fanno pure gli gnorri. Con che coraggio?
A tu per tu con il maestro Renato Palumbo
Renato Palumbo si autodefinisce “un onesto lavoratore dello spettacolo”. Arrivato in Australia per dirigere l’opera Turandot di Puccini nel prestigioso teatro Opera House, lo incontro da Alfredo “the opera night restaurant” decisamente il luogo adatto per incontrare un direttore d’orchestra. Tra i tavoli di Alfredo si sono fatti e disfatti governi, celebrati cantanti e attori, salutati prelati di Santa Romana Chiesa e avventurieri... inclusi cercatori di notizie per riempire i giornali locali. E nell’atmosfera di penombra teatrale, tra i ritratti dei grandi compositori lirici alle pareti ed un piatto di costolette d’agnello al tavolo, scambio quattro chiacchiere con uno dei più importanti direttori d’orchestra al mondo. Italiano, naturalmente, come trovo naturale che sia un italiano a dirigere il capolavoro di Puccini a Sydney.
Chi sei?
Nasco nel 1963 a Montebelluna, in provincia di Treviso e fin da piccolo... ci sono ancora dei filmini che girano per casa per mostrare che facevo finta di dirigere l'orchestra già da quando avevo solo 4 anni. La mia passione per la musica è sbocciata verso i 5-6 anni e successivamente avrei chiesto ai miei genitori di poter studiare.
Nonostante i miei genitori non fossero musicisti, in me la musica si rivelò come una cosa innata. Ricordo che ero piccolo quando, in televisione, trasmisero Rigoletto, uno di quelli ancora in bianco e nero con tutti quei cantanti grassi che giravano per la scena e … ricordo che fui affascinato dalla rappresentazione. Questo, forse, c'entra poco o niente con ciò che avrei fatto in futuro e non è quello che mi ha segnato la vita ma, sicuramente, ha lasciato il segno per il fatto che ho cominciato a studiare musica seriamente.
Lo studio della musica era qualcosa che mi riusciva meglio, certamente meglio di tutte le altre materie scolastiche e, proseguendo gli studi, ho scelto l’indirizzo musicale e ripensandoci adesso, dopo più di 50 anni, sembrerebbe che tutto sia capitato quasi per caso mentre… tutto è capitato perché aveva un suo senso.
Molte cose succedono perché c'è una predisposizione, ma ci sono tanti sacrifici da fare; però i sacrifici sono una cosa, poter riuscire è un'altra. Come in tutti i campi, anche nel nostro campo, il fattore della fortuna è molto importante; cioè arrivare al momento giusto, trovare delle persone che ti danno fiducia, perché un direttore d'orchestra deve trovare un impresario, un teatro che lo chiama e gli dà in mano una produzione dove hai 80 coristi e 70 orchestrali da gestire.
Direttore
Per il ruolo del direttore d’orchestra ci sono dei percorsi educativi da conservatorio ma ci sono anche dei percorsi alternativi... io li ho percorsi ambedue: quelli alternativi in cui da picco-
lo si comincia con l’interesse, ed io parlo del mio campo specifico che è la musica lirica, interesse verso i cantanti, interesse per il pianoforte con cui si comincia ad accompagnarsi, poi cominciano le chiamate nei teatri a lavorare come pianista, oppure come suggeritore, oppure come maestro del coro e poi magari si trova qualcuno che vede nel soggetto qualcosa che ispira fiducia e chiede: “Perché non provi a dirigere?”. Magari è un'idea che si aveva già e che anche si aveva sperimentato, però si deve trovare sempre qualcuno che ne dia l’occasione e che il soggetto deve saper cogliere quando capita.
Non è una cosa così scontata ed io confesso una cosa che non dico spesso, ma tu mi sei simpatico, quindi... Devi ricordare che il direttore d'orchestra è, in assoluto, una delle persone più complessate che esistano al mondo a causa della poca stima personale. Quindi io dovevo dimostrare che ciò non è vero e ho fatto il direttore d'orchestra. La funzione del direttore d'orchestra è un po' l'archetipo della persona che detiene il comando, che gestisce il potere e quindi quando si è in postazione, si deve dimostrare che vali qualcosa nel ruolo interpretativo di andamento, tempo, dinamiche. Quindi le persone che si accingono a fare questo lavoro, spesso sono persone insicure che, tramite il lavoro direttivo, possono far vedere di non esserlo.
La musica
La musica è scritta e il direttore d'orchestra deve interpretarla pertanto egli non può limitarsi a leggere le note così come sono sul pentagramma perché sarebbe come un ripetere.
La musica è, prima di tutto, un'emozione e deve dare emozione, essa non può essere considerata un fine ma è un mezzo, quindi la preparazione musicale del direttore deve essere quella di saper studiare, leggere, eseguire e trasmettere quello che, secondo lui e con molta umiltà possibile, l'autore voleva comunicare nella sua opera.
Davanti ad uno spartito, sappiamo tutti che l'autore ha scritto delle note e, per il direttore d’orchestra, leggere quelle note non è cosa complicata purché, da quelle note, egli sappia trarre messaggi umani importanti, emozioni importanti per raccontare storie sempre intrise di valori impor-
Umiltà Senza l’intenzione di fare il finto modesto, secondo me, una cosa importante è non volere mettersi sopra ad un'opera d'arte perché… tu non puoi metterti sopra a Leonardo quando parli della Gioconda al Louvre, non puoi metterti sopra a Caravaggio quando parli de “i bari” e stessa cosa per quei quadri di Picasso o dei tanti mostri sacri che abbiamo avuto. Noi però parliamo di un argomento che nel momento che io eseguo è già passato, ma lascio qualcosa di tangibile, qualcosa di visibilmente tangibile perché va nella memoria uditiva.
tanti, di gelosia, di potere, d'invidia, d’amore... sono quelle poche cose che, da quando è nato il mondo, lo fanno andare avanti e quindi la musica lirica racconta come vive e sopravvive l’umanità nella storia.
È compito e capacità del direttore cercare di sublimare il fattore tecnico e salire ad un gradino superiore per poter raccontare qualcosa di noto ma con qualche emozione in più.
Emozioni
Trovarsi a dirige davanti a persone, con movimenti delle braccia e delle mani giusti o sbagliati che siano, non solo produce un effetto musicale ma genera, anche al dirigente, una grande emozione. Dell'inizio della mia carriera ricordo qualcosa di euforico, difficilmente spiegabile… come un senso, tra parentesi, quasi di onnipotenza!
“Guarda cosa riesco a fare con il pensiero, e con le mani, e con il mio carisma, e con il mio temperamento”.
Andando avanti con gli anni il delirio è una cosa che cala molto perché, come ho detto prima, si verifica che l'approccio alla musica deve essere sempre di studio e di grande umiltà. È il momento in cui la maturità professionale spinge a studiare molto di più, a non voler sorprendere nessuno, a non voler dimostrare agli altri quanto si è bravi perché il problema personale già è stato risolto e adesso è il momento di pensare a donare agli altri, qualcosa di diverso che non sia un’autocelebrazione ma semplicemente musica. Pertanto, non penso molto a quello che il compositore voleva dire perché la composizione può essere interpretata in tanti modi. Piuttosto attenziono il messaggio che l'autore vuole dare con la sua musica. Per attuare questo messaggio, possono adoperarsi tanti sistemi e sta al direttore scegliere sulla base dei suoi studi. Si comincia con le prove in teatro che sono abbastanza complesse: con i cantanti e con tutto il coro si definisce com'è scritta la musica, se ne giudica l’esecuzione giusta o sbagliata, come va interpretato il testo.
Seguono le prove di scena, poi si passa alle prove d'orchestra, con le prove insieme coro-orchestra-cantanti, quindi è come un pasticcere che parte dall'uovo e, in crescendo, arriva fino ad una millefoglie.
Tutto è accaduto dopo aver prestato servizio militare.
Quindi io, per partito preso, inizio senza un'idea preconcetta, quello che m’interessa è che, quando comincio a provare, l'idea mia esca creando un feeling con gli artisti che ho davanti, con il cuore e con l'orchestra che ho davanti ed essi devono entrare in sintonia con me.
Dittatore o democratico?
La musica è un collante tra dittatoriale e democratico che non si può imporre a nessuno; ad esempio, può accadere che mi trovi davanti un artista, anche importante, che la vede leggermente diversa da me. Come supero questa fase? Discutendo. Può accadere che io dica all’artista di turno: “Guarda che come tu la fai è bellissima, mi piace molto, però io penso che l'artista che l’ha scritta volesse dire quest’altra cosa…”. Dopo 10, 20 secondi di riflessione mi risponde: “Sai che puoi avere ragione… dai, sì, facciamo come dici tu.
Ciò per affermare che "imporre" è la cosa più sbagliata che ci sia. L'imporre tarpa le ali di ogni meccanismo creativo, quindi non va fatta alcuna imposizione. Lo fanno solo gli inesperti e quelli con poca autostima; invece, quando un direttore d’orchestra è sicuro di sé, per lui non ha alcun senso l'approvazione degli altri.
Proprio nella musica lirica è compito del direttore creare un’atmosfera di complicità che vive di sguardi, di pensieri fino a quando anche coloro che dietro al palcoscenico stanno preparando l'attrezzeria che porteranno in scena, ad un certo punto sono interessati da ciò che il direttore sta facendo. Quando si arriva a quei livelli è una specie di catarsi e, secondo me, è la parte più bella del mio lavoro perché sento di essere riuscito a catalizzare intorno ad una “idea” mia e non mia, l'interesse generale.
In quel momento tutto quello che è intorno a me cambia colore, cambia fisionomia, cambia gusto, cambia immagine e diventa qualcosa di sublime che dura pochissimi minuti 7-8 volte all'anno, dopodiché si torna alla routine normale.
La carriera
Ho cominciato a dirigere all’età di 14, 15 anni ma facevo come il vigile dirige il traffico, cioè con tanto istinto, con tanta voglia di far vedere agli altri, ma non avevo ancora la preparazione tecnica.
Se prima del militare avevo lavorato a Bari come maestro del coro, al mio ritorno alla vita civile mi son trovato fuori dal giro e allora ho deciso di mettermi a studiare seriamente e, in pochi anni, ho preso tutti i diplomi possibili, anche di direzione d'orchestra; ho conosciuto un grande maestro quale Gabriele Bellini che mi ha insegnato le basi e la tecnica. Successivamente, mi hanno chiamato a lavorare in altri posti come a Istanbul dove mi hanno tenuto per 6 anni come direttore generale. Da Istanbul sono andato a Bonn e Colonia. Sono rimasto in Germania per altri 4-5 anni. E, da allora, non mi sono più fermato sia in Italia che in tutto il mondo. Però… il tempo passa e ci sono momenti che, con l'età, pesano. Diventano periodi di grandissimo sacrificio quelli che vivo lontano da mia moglie dopo che abbiamo avuto i figli e la vita diventa un intreccio di momenti di grande solitudine familiare e momenti di grande gioia professionale.
Alla fine mi consolo dicendo a me stesso che, come tutti i lavori, anche quello di direttore d'orchestra, se voglio continuarlo, devo trattarlo come un vero lavoro. Se penso che sia un'arte, sono rovinato.
In teoria devo essere una persona che viene chiamata, è retribuita, ha la fortuna di lavorare in posti anche molto belli e qualitativamente elevati e persona alla quale è stata accreditata molta importanza. Da me non pretendono il genio ma grande professionalità. C'era un filosofo che ha detto che la gente normale adora i geni ma potrebbero sopportarli solo per pochi secondi. Quello che invece fa vivere bene è la bella normalità, una normalità fatta bene. Per me deve valere la garanzia di estrema professionalità e questa è la cosa più importante. Largo ai giovani
Storicamente parlando, secondo me abbiamo avuto un periodo tra le due guerre, e anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, in cui si è data molta importanza sia alla musica che alla figura della persona anziana e saggia. Stamattina, leggendo un libro su Cavour, ho appreso che egli è diventato ministro a 31 anni. Al giorno d'oggi sarebbe impensabile! Abbiamo avuto la gioventù anche nel ‘700 e nell'’800; gioventù molto premiata, senza togliere potere alle persone anziane, alle quali rimaneva l’arduo compito di controllare, dare giudizi, tramandare saggezza ai giovani.
Oggi le cose vanno diversamente, e seppure tanti giovani tentano di mettersi in gioco, non sempre trovano le porte aperte… Magari a vent'anni si è troppo giovane per la lirica, ma verso i 30, 32 anni... Negli anni ‘70 un direttore cominciava a dirigere all’età di 50 anni, dopo aver fatto 30 anni di gavetta; io sono stato uno dei pochi fortunati a cominciare giovane, ma mi rendo
Al lora!
“un onesto lavoratore dello spettacolo”
conto che le cose più belle le sto facendo adesso, ad una certa età…
Adesso ho la sicurezza e la padronanza necessarie, ma soprattutto l'amore di trasmettere quello che io ho dentro, senza voler niente in cambio, qualcosa che mi mette in una posizione di benessere intellettuale che mi fa stare bene.
Ritornando al discorso della gioventù oggi sembra che la vita non debba finire mai. Dai nostri vocabolari abbiamo eliminato la parola morte; non muore nessuno, se un uomo sta molto male, si dice che è in pericolo di vita… che strano!
Pensiamo di vivere all'infinito?
L’età media sta crescendo sempre più, però vogliamo bruciare tutte le tappe subito come se, a 30 anni, un uomo sia così vecchio da non avere più niente da dire.
Secondo me, uno dei lavori come quello di direttore d'orchestra implica molto il fisico specialmente quando s’inizia e poi, man mano, viene compensato dall'esperienza con l'attività cerebrale. Insomma si perde l'aspetto atletico, che viene minimizzato, e si evincono aspetti intellettuali e metafisici a garanzia di una carriera che può durare benissimo fino a tarda età, dirigendo fino alla morte.
Crescendo
Con le idee chiare e prive di mistificazioni, la vita può essere un crescendo che permette di andare avanti, diminuiscono le quantità e aumenta la qualità. Fisicamente parlando, quello che ho fatto quando avevo 30, 40 anni oggi non potrei più farlo ma, senza rammarico, sopperisco con il pensiero. Può sembrare strano che un direttore d'orchestra lavori molto con la trasmissione del pensiero, ma la realtà è che dalle mie mani esce un suono e da quelle di un altro direttore esce un suono diverso pur con la stessa orchestra. Ciò vuol dire che la cosa non dipende solo dalle mani, ma anche dal pensiero soggettivo. La musica che io riesco a trasmettere agli altri è la cosa più importante, sintesi di un lungo cammino, di studio e di esperienza che solo la musica, per fortuna, mi permette.
Ad ogni giovane interessato, mi sento di dire: “Se ti si senti pronto, devi cominciare subito e non perché qualcuno dice che sei pronto; devi essere tu sicuro della tua preparazione dal punto di vista mentale, della saggezza, della tenacia, necessari a salire sul podio per trasmettere quello che sai a 200 persone senza fare pesare la tua presenza che deve effondere soltanto amore. Naturalmente, ciò che sto dicendo adesso, caro giovane aspirante maestro d’orchestra DOC, è solo un sunto di saggezza anagrafica perché…
Se penso a com’ero 30 anni fa, mi prenderei a sberle dalla mattina alla sera e faccio fatica ad accettare la mia immagine. Dico con rammarico di aver buttato via delle occasioni molto belle in cui avrei potuto dare gioia e felicità agli altri e invece io… pensavo egoisticamente, pensavo solo alla mia mente.
Andando avanti con gli anni tutto ciò, come ho detto prima, cambia totalmente con l'esperienza.
Potenza del canto
Quando si parla di Opera si parla di canto a cominciare da quello che nasce nella Preistoria quasi come un bisogno sfinterico per sollevare i sassi da terra. Quindi si parla delle corde false, quelle che avevano solo il compito di chiudere la laringe per dare più forza, proprio come quando vediamo i tennisti che danno il colpo forte facendo un grido: sono spinte sfinteriche di chiusura. Successivamente, per poter comunicare con gli altri, abbiamo fatto le corde vere capaci di far muovere le cose piccole con un filo d'aria (che non puoi adoperare se non adoperi il metodo sfinterico) e quelle sono nate per poter dare emozioni e comunicare, soprattutto, amore.
Ciò al fine di adoperare tutta l'esperienza che abbiamo per cercare di rendere la persona che sta davanti a te più felice e, di conseguenza, anche chi ti ascolta deve essere più felice.
L’Opera nel mondo
L’esistenza dell'Opera nei diversi paesi del mondo è cosa importante. La Cina ha fatto teatri d'opera dappertutto e tantissime opere cinesi sono state scritte con lo stile italiano.
Nei paesi anglosassoni, quando qualcuno vuole prendere in giro un italiano comincia a gesticolare e ad urlare perché noi abbiamo il vizio di parlare ad alta voce, come sia un gesto liberatorio; ai giapponesi piace e studiano la lirica perché grazie al canto riescono anche ad urlare, buttando fuori quello che è depresso da sempre.
In Australia, ad esempio, se in orchestra sbagliano e faccio un urlo non vengo capito. L'australiano anglosassone non può accettare uno che grida, perché percepisce l’urlo come una cosa che dà fastidio. Ti dicono subito: keep quiet! Parla, spiegati, ma non alzare la voce.
Noi Italiani invece, grazie alle opere liriche, diamo a tutti la possibilità di alzare la voce e liberarsi nel giusto modo.
Noi conosciamo certamente le parole che diciamo, ma la maggior parte di chi viene all'opera, legge i sottotitoli e tante volte neanche li legge. Eppure il suono della lingua italiana è musica, il messaggio parla, il messaggio passa, è un linguaggio transnazionale compreso da tutti.
Dalla nostra storia, anche religiosamente parlando, l'arte è sinonimo di bellezza. E questa non è una cosa scontata perché se si va nei paesi calvinisti tipo in Germania e Svizzera, paesi del nord per gli italiani, il termine arte è sinonimo di bello come di brutto. Per la concezione filosofica che noi abbiamo sul termine arte è difficile che una cosa brutta sia artistica quindi anche i suddetti popoli tedeschi sanno che dall'Italia, dalla storia italiana, dalla cultura italiana possono riceve-
re solo un messaggio di bellezza di cui oggi il mondo ha bisogno. Una bellezza intrisa di armonia, di rassicurazione che si paga con un biglietto costoso per andare in teatro ed essere avvolti dalla musica che, pur incomprensibile, avvolge con effetto di gioia.
Seppure dal punto di vista economico un biglietto per l’Opera sembra estremamente costoso, tuttavia vale la pena ricordare che i bisogni di un cast che arriva sono tanti: c’è bisogno di un’intera orchestra, di coro, una vera squadra stabile e numerosa di persone che vengono pagate tutti i giorni dell'anno e che, alla fine dell'anno, al massimo hanno fatto 60-70 serate, mentre per tutto il resto sono state giornate di prove.
Quindi, il tutto è una cosa impegnativa e per mantenere un livello alto pesa e costa; oggi il momento di crisi fa sorgere spontanea la domanda: in un momento in cui ci si può divertire con l'abbonamento a Sky su cui si possono vedere film a piacimento, perché uscire e spendere $300 per un biglietto all’Opera?
Apprezzare l’Opera
Colui che è entrato nella mentalità operistica è una persona fortunata, o perché i genitori l'hanno aiutato, o perché la musica è già entrata nella sua vita, o perché ha capito che il teatro, a volte, può diventare più salutare di una chiesa dal punto di vista d’arricchimento emozionale… Sì, sono tanti, vanno e spendono. Entrano e ascoltano rapiti. Chi è stato all’Opera torna a casa sempre felice.
L’Opera House, in Australia, ha avuto la fortuna di avere una squadra d'opera di altissima qualità, grazie soprattutto al nostro italiano Lyndon Terracini che ha rivoluzionato e cambiato tutto.
Quindi la cosa fondamentale è che le persone frequentano l'Opera perché sanno di poter godere un prodotto di qualità, come quando si va in un ristorante e si sa in partenza che si mangerà bene, altrimenti non si va. Quindi l'Opera, sicuramente, avrà un futuro per questi motivi.
Ti racconto un aneddoto meraviglioso: ero a Buenos Aires che facevo Norma. Buenos Aires è una città, culturalmente parlando, con tutti i problemi che può avere l'America del Sud: crisi economica, stipendio che basta per i primi 10 giorni mensili, quattro lavori per vivere… però è una città con le librerie aperte tutta la notte, teatri aperti tutto il giorno. Lì c'è il teatro Colón, uno dei teatri d’opera più importanti al mondo. Non è una costruzione così storica come può essere La Fenice di Venezia o il San Carlo di Napoli e ricordo che allora, una domenica, sono andato in cattedrale dedicata alla Santissima Trinità e, con il mio spagnolo rudimentale, più veneto che spagnolo, vado a confessarmi. Comincio, continuo, ad un certo punto il prete mi dice: Ma perché ti trovi qui? - Perché lavoro in teatro - quale teatro? - Lavoro al Colón - e cosa fai qui? - Dirigo Norma - Ah beh allora adesso mi devi raccontare di come sarà questa Norma! E lì è finita la confessione. L’assoluzione me l’avrebbe data Dio perché il prete era più
interessato a come avrei diretto Norma che non ad ascoltare la mia confessione… Ciò solo per dire quanto l'opera è sentita nel mondo e quanto, invece, da noi in Italia sia diventata uno spettacolo di nicchia o per privilegiati facendo fatica ad uscire da tale mentalità. Questo purtroppo è un problema italiano che speriamo si possa risolvere.
Destinazione Australia
Dal 2012, vengo in Australia un paio di volte all'anno. L'Australia è un paese molto ospitale, un paese dove è facile lavorare soprattutto per il livello altissimo della qualità delle scuole di musica e c’è un grandissimo rispetto verso la musica, una grandissima voglia di fare e un aspetto organizzativo molto curato.
Quindi, quando qualcuno arriva qui è veramente… non dico coccolato perché non è il termine giusto, però devo dire che si sente rispettato.
Non esiste mai una volta che viene messo in dubbio qualcosa solo perché viene dall'estero, anzi per gli australiani che tu venga dall'estero è una garanzia di qualità e se si accorgono che non è così te lo dicono subito.
Oggi la gente non è stupida, oggi la gente su internet può vedere quello che fai e quindi, quando uno gira il mondo da 40 anni, quando uno come me viene qui, certamente non viene a prendere in giro la gente.
Quest’anno eseguirò Turandot. Tornerò il mese di marzo per fare Maria Stuarda in forma di concerto; era un progetto da realizzarsi in forma scenica che però, colpa del covid 19, non si può fare in quel modo e poi tornerò per la stagione invernale.
Mi viene strano dire invernale perché chiamare luglio-agosto invernale è strano per chi, come me, vive dall’altra parte del mondo dove la gente sta sulle spiagge assolate.
Tornerò, ripeto, per dirigere La Traviata di Giuseppe Verdi che ho fatta già 3-4 volte e ci sono molti altri progetti per il futuro. Però… Altra cosa che ho imparato con la vecchiaia è di non pensare al futuro ma di vivere il presente.
Ecco, questo è tutto - conclude il maestro Renato Palumbo - io mi farei volentieri una sambuca e tu? Un cognac.
Grazie Alfredo per l'ospitalità.
¡ Luego!
Australia les abre las puertas a jóvenes vacunados de América Latina que quieran estudiar en ese país
En el marco de la apertura de las fronteras para aquellos que tienen el esquema de vacunación completo, Australia lanza un plan para que estudiantes de Latinoamérica consideren al país oceánico como destino académico.
El Gobierno australiano lanza durante este mes de enero una plataforma estudiantil integral abriéndole las puertas a estudiantes internacionales "con el sueño de estudiar en uno de los mejores sistemas educativos en el mundo".
Se trata de Study Australia Experience, plataforma oficial desarrollada especialmente para informar y animar a los estudiantes de toda Latinoamérica a considerar Australia como un destino académico, ahora que los estudiantes internacionales que cuenten con un esquema de vacunación completo pueden nuevamente entrar al país.
La página cuenta con eventos virtuales y actividades promocionales específicamente desarrolladas para los estudiantes
latinoamericanos, dirigidos por las instituciones educativas más prestigiosas de Australia. Es la primera vez que una plataforma de este tipo es lanzada específicamente para países de habla hispana y portuguesa en la región de América Latina. Habrá contenido en ambos idiomas, desde enero hasta el 30 de junio de 2022, tales como videos actualizados semanalmente, webinars, masterclasses y ferias estudiantiles virtuales.
También, ofrecerán información acerca de los beneficios de estudiar en Australia, incluyendo consejos útiles sobre destinos, instituciones, costos de vida, costos de titulación, estilo de vida, empleabilidad, becas, visas y permisos de ingreso al país.
Craig Ford, Comisionado de Comercio e Inversiones y líder del Equipo de Educación para América Latina de Austrade, dijo que las universidades e instituciones educativas de Australia están muy entusiasmadas de dar nuevamente la bienvenida a estudiantes de América Latina
"El mundo ha enfrentado importantes desafíos compartidos durante los últimos dos años, y es increíble poder recibir nuevamente de manera segura a estudiantes internacionales. Australia tiene las puertas abiertas, y los estamos esperando", remarcó.
Y agregó: "Australia cuenta con uno de los mejores sistemas educativos a nivel global, incluyendo 6 de las 100 mejores universidades del mundo. Un creciente número de estudiantes de la región de América Latina han elegido Australia para estudiar su Educación Superior en años recientes, y esperamos recibir a muchos más en 2022”.
Además de ese récord de universidades top, siete de las principales ciudades en Australia (Melbourne, Sydney, Brisbane, Canberra, Adelaide, Perth y la Costa Dorada) están incluidas en Top Global 100 de ciudades estudiantiles, demostrando la calidad de los cursos académicos, las experiencias positivas de los estudiantes y la posibilidad de empleo de dichas ciudades, informa el gobierno australiano. Como parte de una diversa población estudiantil, 2,5 millones de estudiantes internacionales ya se graduaron de instituciones de Educación Superior australianas en los últimos 50 años.
Para esos estudiantes internacionales hay un creciente número de oportunidades: Australia ofreció más de 3.000 becas Australia Awards, así como cursos cortos a estudiantes de más de 55 países en 2019.
Bernard Tomic el tenista australiano que dice estar "convencido" que tiene covid en pleno partido de qualy
Una situación realmente insólita se vivió en un partido de la qualy del Abierto de Australia. El local y controversial Bernard Tomic jugaba contra el ruso Roman Safiulin. Tomic lucía algo fatigado y se mostraba enfermo, mareado.
Perdió el primer set por 6-1 y en el segundo parcial, cuando iba 1-2 abajo, el juez de silla le consultó si quería atención médica.
Tomic dijo que no y disparó: "Estoy convencido de que tengo covid, te digo que en los dos próximos días voy a dar positivo, te lo aseguro. Mira, si no doy positivo de aquí a tres días te invito a cenar, y si se demuestra que tengo el virus me invitas tú".
El juez miraba con incredulidad, y el australiano prosiguió:
"No me puedo creer que no nos estén haciendo pruebas PCR antes de jugar. La organización está permitiendo que entremos a jugar después de hacernos test rápidos de antígenos nosotros mismos en la habitación".
Luego, tras perder finalmente por 6-1 y 6-4, Tomic se manifestó en redes sociales desde el hotel.
Daños aún incalculables por potente erupción de volcán en Tonga
Tras la gigantesca erupción de un volcán submarino en el Pacífico, los daños en Tonga son enormes. El país podría quedarse dos semanas sin internet.
La erupción el pasado sábado del volcán submarino Hunga Tonga Hunga Ha'apai, un volcán submarino a 65 kilómetros al norte de Nuku'alofa, la capital de Tonga, es una de las más violentas que se han registrado en los últimos treinta años en el planeta, señalaron este lunes (17.01.2022) fuentes científicas.
La atronadora erupción del Hunga Tonga Hunga Ha'apai, un volcán con un amplio historia de actividad y ubicado entre dos islotes -que a veces quedan unidos por la ceniza acumulada entre ambos-, pudo escucharse a cientos de kilómetros de distancia y sus cenizas y vapor fueron expulsadas a unos 20 kilómetros de altura.
La nube de humo expulsada por el volcán Hunga Tonga Hunga Ha'apai, que provocó un tsunami, tuvo un diámetro de 260 kilómetros que se pudo observar desde por los satélites en la órbita terrestre.
Ha'apai sugieren que el índice de Explosividad Volcánica (IEV), que mide la magnitud de la erupción, puede llegar a cinco en una escala de ocho, mientras que la del Monte Pinatubo fue de seis.
El vulcanólogo precisó que una erupción de IEV de cinco ocurre no más de un par de veces en una década, según la fuente.
Tonga podría quedar dos semanas sin internet, luego de que la violenta erupción volcánica cortara un cable submarino de comunicación que aisló al país del contacto con el exterior, según autoridades.
"La información que recibimos es incompleta pero parece que el cable ha sido cortado", indicó este lunes Dean Veverka, director de redes de Southern Cross Cable Network, una empresa de internet.
"Podría tomar hasta dos semanas para repararlo. El navío de tendido de cables más cercano está en Port Moresby", agregó en referencia a la capital de Papúa Nueva Guinea, a más de 4,000 km de Tonga, en el Pacífico.
"Me siento realmente enfermo, estoy de vuelta en la habitación del hotel.
Ya he hablado con los médicos y me dijeron que me ponga en aislamiento, no pueden tratarme aún para evitar contacto. Gracias por todo el apoyo, ha sido muy decepcionante lo de hoy porque quería enorgullecer a todos los australianos y rendir bien en mi casa", dijo.
Me siento realmente enfermo, estoy de vuelta en la habitación del hotel. Ya he hablado con los médicos y me dijeron que me ponga en aislamiento, no pueden tratarme aún para evitar contacto. Gracias por todo el apoyo, ha sido muy decepcionante lo de hoy porque quería enorgullecer a todos los australianos y rendir bien en mi casa", dijo.
"La gran y explosiva extensión lateral de la erupción sugiere que probablemente fue la mayor desde la erupción del (Monte) Pinatubo (el 13 de junio) 1991", dijo a Radio New Zealand Shane Cronin, vulcanólogo de la Universidad de Auckland.
Entonces, el Monte Pinatubo expulsó una nube de humo y cenizas hasta una distancia de más de veinte kilómetros de altitud, así como y una lluvia de lava sobre los tres ríos que bordean sus faldas. Cronin explicó que los datos preliminares de la actividad del sábado del Hunga Tonga Hunga
Southern Cross le está ayudando a Tonga Cable Limited, propietaria del cable de 872 km entre Tonga y Fiji y de allí al resto del mundo.
Inicialmente se creyó que la falla se debió a un apagón tras la potente erupción, pero luego se determinó que hubo un rompimiento del cable.
La pequeña nación insular lucha por recuperarse de una erupción que cubrió su capital de ceniza.
Las autoridades en la vecina Nueva Zelanda dijeron que la catástrofe causó "daños significativos" pero no se reportaron inicialmente heridos o muertos.
Editada por Àlvaro Garcìa
Margherita Aldobrandeschi una donna di spade e di cuori nel centro d’Italia e del 1200
di Francesco Raco
Da Carlo Magno in poi l’Europa è letteralmente lacerata dalla contesa tra il Papa e l’Imperatore su chi dovesse prevalere sull’altro. Sarà uno scontro cruento che si protrarà per secoli.
Attorno all’anno 800, immediatamente dopo la famosa incoronazione di Carlo Magno a Roma, i confini tra lo stato della Santa sede e i territori sotto l’influenza imperiale verso nord, sul versante tirrenico, erano zone di scontri e tensioni continue, finché si giunse ad un accordo tra i due contendenti.
Creare uno stato cuscinetto sotto il dominio di un casato di nobili che andasse bene sia al Papa che all’Imperatore. Fu cosi che da Lucca arrivarono gli Aldobrandeschi nobili e prelati di origine teutonica quindi amici fidati e della chiesa e dell’imperatore.
Nelle insalubri e remote terre di Maremma da Massa Marittima a Tarquinia e all’interno fino all’Amiata si costitui la contea Aldobrandesca che, vaso di coccio tra vasi di ferro, (Siena, Orvieto e Stato Pontificio) resistette eroicamente per oltre 500 anni, sebbene diviso tra due rami della famiglia.
La Contea di Santa Fiora e quella di Sovana. Nel 1284 muo-
re Ildebrandino il rosso e la contea di Sovana passa sotto l’unica erede. La figlia Margherita. Donna di grande bellezza, carattere indomito e acuta intelligenza diplomatica e politica. Nasce nel 1255 a Sovana.
10 anni prima di Dante, a 15 anni viene data in moglie a Guido de Montfort capitano di Carlo D’Angiò e nipote del re d’Inghilterra, in previsione della sua ascesa al governo della contea alla morte del padre.
Ma il fato ha stabilito per lei un destino diverso. Di drammi, cospirazioni, passioni e battaglie ostinatamente portate avanti in prima persona.
Appena un anno dopo sposata, Guido si macchia di un orribile delitto uccidendo dentro una chiesa a Viterbo un cugino inglese reo di essere un congiunto di chi gli aveva ucciso suo padre 5 anni prima.
Guido deve nascondersi e fuggire. Margherita resta sola con la figlia Anastasia. Ma è ancora vivente il padre Ildebrandino valoroso e temuto condottiero. Comunque Margherita pensa al futuro e apparendo sempre più improbabile un ritorno di Guido, un po’ in cerca di protezione un po’ per passione si unisce ad un altro prode e rude cavaliere Nello de’ Pannocchieschi.
Aitante e spavaldo e interes-
sato al feudo. Si dice che per sposare Margherita, abbia fatto uccidere la sua giovane consorte Pia de’ Tolomei di Siena.
I due in effetti si sposano segretamente dato che Guido tornato a combattere per Carlo D’Angiò è stato fatto prigioniero in Sicilia e non è ancora morto. Ma a Margherita passata le cotta, non ci vuole molto per pentirsi della scelta fatta e a cacciare via il subdolo
Nello sebbene avesse avuto da lui un figlio maschio da lei praticamente disconosciuto che verrà barbaramente ucciso all’età di 11 anni a Massa Marittima, gettato in un pozzo, per impedire future rivendicazioni sulla contea.
Nel frattempo alla morte del padre Margherita diviene contessa palatina ed essendo donna e senza marito cerca protezione alleandosi con i conti Orsini e sposando Orso Orsini nel 1292. È un matrimonio riuscito sia sotto l’aspetto umano che sotto quello strategico e diplomatico ma di breve durata dato che Orso muore nel 1295.
E Margherita si ritrova nuovamente sola e accerchiata. Nello ci riprova cercando di farsi accettare e ufficializzare il matrimonio segreto, ma Margherita non ci sta nonostante Nello porti con se il figlio Bindoccio. Cede invece alle pressioni di Bonifacio VIII che prova a sottrarle la contea nella maniera più subdola convincendola a sposare un suo nipote di molto più giovane, Loffredo, sicuro che avrebbe preso in mano il governo della contea. Il matrimonio fu celebrato nel 1296 nella splendida cattedrale di Anagni terra di competenza dei Caetani.
Ma le aspettative del perfido Bonifacio andarono deluse. Margherita considerò Loffredo più o meno come un soprammobile escludendolo da ogni azione di governo.
Allora il papa cercò di screditare la contessa accusandola di adulterio e dichiarando nulli i suoi matrimoni successivi a quello con Guido di Montfort.
A Margherita disperata e stanca resta solo una carta, quella di rivolgersi al cugino Guido Aldobrandeschi di Santa Fiora, signore dell’altro ramo della contea aldobrandesca. I due si sposano e solo in questo caso Margherita è disposta a cedere il comando della contea unificata al consorte/parente, il cui nome, infatti, appare sui documenti ufficiali e sui trattati e accordi territoriali. Guido e Margherita firmano un trattato di pace con Siena ma continuano a guerreggiare contro Orvieto e la chiesa fino alla morte di Guido avvenuta nel 1303.
La bella Donna di Maremma ha ormai 48 anni. 4 figlie, due avute da Guido di Montfort, Anastasia e Tommasia, e due, Maria e Angela avute da Orso Orsini. Come oltraggio finale su pressioni del solito Bonifacio VIII le tocca sposare, “ancora una volta” Nello dei Pannocchieschi che,
comunque, scaricherà, “ancora una volta” da li a poco.
Non sono noti con esattezza ne l’anno della morte ne il luogo. Molto probabilmente a Roma nel 1313. Questa è una delle tante storie di personaggi e luoghi, diciamo minori, della nostra penisola che però si intrecciano intrinsecamente con la storia maggiore nazionale e a volte internazionale.
I territori che videro le gesta e le disavventure di Margherita sono a parere mio il segreto nascosto più affascinante e suggestivo d’Italia.
Culla della sofisticata civiltà etrusca, perfettamente preservati da secoli di isolamento e dalla presenza della malaria (debellata nel 1954), scarsamente popolati e con un clima marittimo assolutamente piacevole in ogni stagione.
Grazie per l’attenzione e alla prossima. fRAncesCO
Pitigliano a 8 km da Sovana. Roccaforte degli Orsini
Marmo che segna il pozzo dove fu gettato Bindoccio, figlio di Margherita Aldobrandeschi e Nello Pannocchieschi
Papa Bonifacio VIII
Sovana
QUIRINALE: ANCORA PRETATTICA
Suscita scandalo (a sinistra) la possibilità di Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, una candidatura comunque molto difficile da portare avanti (oltre che secondo me poco opportuna), ma un centro-destra che per la prima volta ha sulla carta la maggioranza relativa dei votanti non deve sprecare le proprie cartucce puntando su un unico cavallo, soprattutto quando in campo vuole scendere il discusso suo ex leader maximo. Serve quindi come minimo molta attenzione, anche per le ricadute politiche se l’operazione facesse flop e mi pare che sia la Meloni che Salvini l’abbiano capito.
Penso che una parte dei grandi elettori “patrioti” Berlusconi sul Colle non ce lo vedrebbe proprio, ma ben meglio lui che un avversario e quindi è possibile e conveniente garantirgli - almeno a parole e dalla quarta votazione - un pacchetto sicuro di voti, magari controllabili a vicenda, se lui trovasse gli altri (dubito,
soprattutto se a cercarli in giro è Sgarbi…). I sistemi per farlo sono semplici e purtroppo collaudati e un attento corteggiamento è quindi in corso soprattutto verso quegli oltre 120 parlamentari rimasti senza casacca e a cui non piace l’elezione di Draghi al Colle con il rischio di interrompere la legislatura un anno prima. Questo anche perché gli esperti di pretattica elettorale presidenziale fanno sapere che solo se la legislatura arriverà a fine settembre scatterà il quinquennio “convenzionale” per permettere ai futuri “ex” di percepire comunque, a 65 anni, il (pur ridotto) vitalizio parlamentare, guai quindi a cadere ad un passo dal traguardo.
Messi presuntivamente in cassaforte i 450 voti berlusconiani di centro destra, ne restano però appunto da trovare almeno un’altra sessantina ed è qui che Berlusconi chiede agli alleati una prova di fede bloccando il pacchetto “garantito” che però -
SE VI SEMBRA GIUSTO…
Nei primi 2 anni di pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15 mila dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo si stima che 163 milioni di persone siano cadute in povertà a causa della pandemia. In questo momento i 10 super-ricchi detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale,. Dall’inizio dell’emergenza Covid, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5 mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021.
I dieci più ricchi del mondo risultano Elon Musk (patrimonio di 274,7 miliardi di dollari, Bernard Arnault (198,9 miliardi), Jeff Bezos (194,5 miliardi), Bill Gates (138,3 miliardi) e poi Larry Page (124,5), Mark Zuckerberg (123,1), Larry Ellison (120,8) Sergey Brin (120 miliardi), Warren Buffett (109,1) e Steve Baller (106.5). Giovanni Ferrero è l’italiano più ricco (33,3 miliardi) mentre Silvio Berlusconi e famiglia sono “solo” a quota 7,5. Eppure non si riesce neppure a mettere in campo una tassa planetaria che in qualche moda colpisca ovunque e in modo progressivo i redditi che superino una soglia che personalmente considero di immoralità. Tranquilli, comunque, perché tutti - da Lazzaro al ricco Epulonemoriremo uguali.
al massimo - anche in caso di accettazione ufficiale di Berlusconi durerà lo spazio di un paio di scrutini e solo se in prima battuta il quorum fosse sfiorato, tanto da convincere qualche ultimo dubbioso di possibile acquisto a fare il salto pro Cavaliere all’ultima ora.
Se Berlusconi non passasse infatti alla quarta o quinta votazione (prima il quorum è troppo alto) sarà poi il “liberi tutti” ed è qui che gli alleati - finiti gli attestati di omaggio - devono pensare ad alternative.
Un nome da trovare (e forse già trovato) ma da non diffondere perché altrimenti sarebbe a rischio di abbattimento precoce. Personalmente - al di là delle cortine di fumo che sono state sollevate per confondere il campo, tipo proporre l’ex ministro degli esteri Franco Frattini o Letizia Moratti - continuo a pensare che la potenziale miglior candidata potrebbe essere la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ovviamente negherà l’ipotesi fino ad un secondo prima della (eventuale) sua candidatura.
La Casellati resta l’unica figura istituzionale che potrebbe raccogliere voti non troppo sospetti anche in campo avversario e credo che alla fine sarà proprio questa l’opzione “B”. Altre alternative Gianni Letta, gran manovratore e consigliere di Berlusconi o - in subordinePierferdinando Casini.
MENEFREGHISMO ELETTORALE
Cecilia d’Elia, del PD, è la nuova deputata eletta domenica nelle elezioni suppletive nel collegio di Roma I al posto di Roberto Gualtieri, diventato sindaco e quindi incompatibile. La neo onorevole è stata eletta con il 60% dei voti validi corrispondenti però a solo il 6.8% degli elettori del collegio visto che i votanti sono risultati soltanto l’11%, con ben l’89% dei cittadini che hanno invece disertato le urne. Un voto in più in parlamento forse conterà poco, ma va registrato che la candidata del
Il vero problema del momento è lo scatto dell’inflazione anche per il fortissimo aumento delle bollette energetiche. Il governo pensa di tassare gli extra-profitti delle aziende del settore per compensare i consumatori, ma non sarebbe più logico calmierare allora i prezzi del gas per impedire aumenti ingiustificati? Certo che ascoltare poi il ministro Cingolani affermare che per ridurre i prezzi delle bollette verranno tagliati 1,5 miliardi di incentivi sul fotovoltaico, da 1 a 2 miliardi di incentivi sull'idroe-
centro-destra - l’ex magistrato Simonetta Matone (nota solo per le sue comparsate a Porta a Porta ed esponente della Lega)ha conquistato soltanto ”ben” il 2.2% del corpo elettorale.
Mi sembra decisamente un po' pochino, ma sottolinea anche la superficialità con cui vengono affrontate le cose, perché con un minimo di volontà in più si poteva tranquillamente arrivare ad un risultato più positivo. Si replica il solito menu visto alle comunali e per i ballottaggi: a destra non si impara mai niente.
lettrico e 1,5 miliardi con la rinegoziazione a lungo termine delle fonti rinnovabili lascia perplessi: ma non erano proprio queste le alternative “ecologiche” da incentivare? Se l’Italia però - che dipende in gran parte dall’estero - non vuole estrarre petrolio nel sud, limita l’estrazione del gas in Adriatico (a vantaggio di Grecia e Croazia che non hanno certi scrupoli), non vuole neppure pensare al nucleare ed insiste a produrre energia elettrica “pulita” bruciano gas e gasolio… mi sembra difficile uscire dalla crisi!
CI MANCAVA IL WHISTLEBLOWING
Nel totale disinteresse dei media la scorsa settimana il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittime anche le nomine operate dal CSM del primo presidente e del presidente aggiunto della Corte di Cassazione. Secondo il Consiglio di Stato altri candidati erano più meritevoli. Invasione di campo da parte della giustizia amministrativa nelle prerogative del CSM o legittima richiesta di avere finalmente più trasparenza nelle nomine?
Sta di fatto che il CSM ha comunque poi rinominato gli esclusi dichiarati illegittimi senza accettare la decisione dei giudici amministrativi e lo ha fatto addirittura alla presenza di Mattarella che quindi di fatto ha avallato la scelta. Chissà come saranno contenti al Consiglio di Stato!
Ennesime polemiche e corto circuito istituzionale, con il tema che era già stato dibattuto a seguito della lunga vicenda che aveva interessato Michele Prestipino, ex procuratore di Roma (la carica più importante d’Italia) destituito prima dal Tar, poi dal Consiglio di Stato e infine dalla stessa Cassazione, eppure nominato e difeso a spada tratta dal
CSM. Un dibattito inquinato dai veleni del caso Palamara, ma che ancora una volta sottolinea come sia e sia stato assordante il silenzio proprio di chi del CSM è il Presidente, ovvero l’inquilino del Quirinale, che ha di fatto accettato la scelta del CSM. Ma come può funzionare la Giustizia in un paese conciato così?
Su questi temi, però, la ministra Cartabia sorvola ed annuncia piuttosto in Senato che "Va perfezionato il ricevimento della direttiva UE sul whistleblowing, prezioso strumento anticorruzione".
Cosa significhi "whistleblowing" credo che tra i lettori de Il Punto lo sappiano in pochi (io non lo sapevo!) che, letteralmente tradotto, significa "il sof-
fiatore di fischietto", ovvero - mi pare di interpretare - "arbitro", nel senso di colui che segnala una infrazione di gioco. Dire però "la Magistratura segnali gli episodi corruttivi" sarebbe stato troppo semplice perché - dall'avvocato Azzeccagarbugli dei “Promessi Sposi” in qua - la gente va sedotta con i paroloni, una volta espressi in latino ed adesso possibilmente in inglese così che, appunto, alla fine ti fregano meglio. Insomma, la Magistratura, secondo la ministra Cartabia, dovrebbe attivarsi di più per segnalare in anticipo gli episodi di corruzione. Giustissimo ma - mi verrebbe proprio da dire - "Da che pulpito viene la predica", visto cosa succede nel CSM e dintorni.
SCUSATE, NON CAPISCO
Al
la pagina di Angelo Paratico
Il Piano Marshall non De Gasperi
vinse le elezioni del 18 aprile 1948
di Angelo Paratico
George Catlett Marshall (18801959) fu uno dei più brillanti generali del secolo scorso e il fatto che di lui oggi si parli solo per ricordare il suo piano d’aiuti economici, non gli rende abbastanza onore.
La storia esalta generali come Rommel, Patton, Eisenhower e Mac Arthur, vincitori di cento battaglie, ma non di colui che vinse la II guerra mondiale, George Marshall. Fu un uomo dal carattere schivo e austero, ma fine stratega, organizzatore e calcolatore infallibile. Capo di stato maggiore dell’esercito americano dal 1939 al 1945, lo trovò con effettivi sotto ai duecentomila uomini, inferiori a quelli del Portogallo, ma in pochi anni lo trasformò in una macchina da guerra potentissima. Forse per tale motivo Mussolini, Tojo e Hitler non si resero conto della loro forza potenziale e della efficacia delle riforme.
Se gli Alleati avessero dato retta a George Marshall, invece che a uomini geniali ma dal carattere clownesco come Churchill e Montgomery, verosimilmente la II guerra mondiale sarebbe finita con un anno d’anticipo e senza l’inutile invasione della nostra bella Italia. Marshall pianificò lo sbarco in Normandia un anno prima, nel 1943, e sarebbe quasi certamente riuscito nel suo intento, dato che molte divisioni tedesche erano ancora bloccate in Russia.
Terminata la guerra, nel gennaio del 1947, fu nominato segretario di Stato dal presidente Harry Truman. Subito dopo aver ricevuto la sua investitura politica, si mise all’opera per vincere anche la pace in Europa e, infatti, nel 1953 gli diedero il premio Nobel per la Pace.
Conosceva lo stato pietoso in cui versava il vecchio continente,
gramma economico, senza troppa enfasi, com’era suo stile. Si presentò vestito in abiti civili, come s’addiceva a un segretario di Stato e appariva in forma, capelli grigi ben pettinati e occhi azzurro chiaro. Fra scroscianti applausi s’andò a sedere su di una piattaforma posta sulla scalinata della Memorial Church, di fronte alla Widener Library. Dopo una prolusione in latino e in inglese da parte del rettore, venne chiamato a ricevere il suo diploma, lì disse poche parole di ringraziamento, anche se aveva anticipato nella sua lettera d’accettazione che avrebbe fatto delle osservazioni e forse detto qualcos’altro…
Quel qualcos’altro, scritto su sette pagine dattiloscritte, lo disse più tardi, alle 14, dopo il pranzo offerto dall’università per i parenti dei vincitori delle onorificenze e per altri pochi invitati.
coperto da rovine, in bancarotta e con l’ombra dell’orso sovietico che s’allungava sopra. Oltre ai postumi della guerra, anche la natura nel 1946 infierì sul nostro continente: quell’inverno vien ricordato come uno dei più freddi mai registrati, con metri di neve, temperature polari, migliaia di casi di assideramento e di morti di fame. Marshall capì che doveva intervenire rapidamente, con un pesante piano d’aiuti economici, per evitare che i partiti comunisti occidentali, avanguardie sovietiche, aumentassero il loro proselitismo fra le masse affamate e disoccupate.
Aiutato da pochi e fidati collaboratori, come George Kennan, Will Clayton, Charles Bohlen e soprattutto Dean Acheson, che prenderà il suo posto di lì a due anni, elaborò un piano di colossali aiuti economici, pari a circa 500 miliardi di dollari americani attuali. Prima di parlarne al presidente e certo che il Congresso non lo avrebbe mai ratificato, studiò il modo per renderlo pubblico, creando una sorta di fatto compiuto.
Lo presentò con un discorso che tenne all’università di Harvard, Cambridge, Massachusetts, il 5 giugno 1947. Questo può dirsi uno dei più importanti discorsi mai pronunziati nel secolo scorso e, pur essendo sconosciuto ai più, segnò l’inizio della prosperità e della pace in Europa. Non segnò, però, l’inizio della comunità europea in quanto tale, né dell’euro, perché entrambe furono la risultante dell’atavico timore nutrito dalla Francia nei confronti della Germania e, pensiamo, che non avrebbero incontrato il favore di Marshall.
George Marshall aveva ricevuto dozzine d’onorificenze e inviti a tenere conferenze, ma aveva sempre rifiutato. Solo in quel caso accettò, per avere l’opportunità di presentare il suo pro-
pito e commosso. Poi commentò che era come: “Una corda buttata a degli uomini che stanno affogando. Portava speranza dove non ve n’era e la sua generosità andava oltre ogni mia aspettativa. Quello fu uno dei più grandi discorsi nella storia del genere umano.”
Nei mesi seguenti tutti rilessero e capirono, e le parole d’encomio si sprecano.
Papa Pio XII ne fu subito entusiasta, piacque anche al ministro degli esteri francese, Georges Bidault, che però divenne subito di cattivo umore non appena capì che i soldi sarebbero andati anche alla dannata Germania. Non aveva tutti i torti: grazie al piano Marshall nel 1951 la Germania sestuplicò la propria produzione industriale rispetto al 1946. Il primo ministro cecoslovacco Jan Masaryk apparve fuori di sé dalla gioia, ma non aveva fatto i conti
Lesse quelle carte con la sua voce bassa e monotona, senza neppure alzare una volta lo sguardo sugli astanti: era un pessimo oratore. Nessuno capì cosa stesse dicendo e probabilmente più d’uno s’assopì, dopo l’abbondante pranzo.
Descriveva lo stato terribile in cui versava dell’Europa, la bilancia dei pagamenti impazzita, la miseria diffusa e concludeva che non c’era più tempo e aggiunse che gli Stati Uniti si sarebbero mossi. Il giorno dopo i giornali americani gli dedicarono solo un paio di righe e l’Ambasciata della Gran Bretagna non considerò il suo discorso degno del costo di ribatterlo e mandarlo con un telegramma a Londra.
Leonard Miall, un corrispondente della BBC, ne aveva ricevuto una copia la sera prima da un amico del dipartimento di Stato e leggendolo a casa, aveva capito la sua importanza. Chiamò Londra e disse che doveva essere mandato integralmente. Lo lesse lui stesso, come se fosse stato Marshall e lo chiamò “Apertura di Marshall” invece che piano. A Londra, il ministro degli esteri britannico, a notte fonda, seduto sul bordo del proprio letto lo ascoltò alla radio e ne fu stu-
con i sovietici e il 10 marzo 1948 volò, in circostanze mai chiarite, dalla finestra del proprio ufficio. Non piacque a Stalin e ai comunisti europei che l’attaccarono ferocemente. I comunisti italiani si ribellarono con violenza a Venezia e in altre città, vi furono morti e feriti. Denunciavano il piano come un complotto ordito dagli americani, in combutta con Alcide De Gasperi, per schiavizzare il proletariato. In Francia ci furono molti scioperi, con gli operai che non si limitavano ad abbandonare il posto di lavoro, ma che distruggevano i macchinari prima di andarsene.
Il 1° aprile 1948 Palmiro Togliatti parlando in una piazza italiana tuonò contro il Piano Marshall e disse che quei soldi ce li poteva dare l’Unione Sovietica, seguirono fischi e risate, il 18 aprile 1948 perse le elezioni, che pensava di vincere.
Rocco Commisso
Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno... La celebre frase di Alberto Sordi che rappresentata la vita, una metafora semplice per i tempi reali.
La scena iconica dove Sordi mangia un piatto di spaghetti è tratta dalla pellicola “Un americano a Roma” dove un giovane che sogna gli Stati Uniti cerca di comportarsi come un americano, tutta la pellicola gira intorno all'iconografia statunitense dell’epoca, una parodia di stereotipi continui.
Stereotipi che non vanno giù al nostro Rocco Commisso, specie quando la parodia tocca noi Italiani e soprattutto se fatta dai nostri compaesani tra le mura amiche.
Rocco Commisso fondatore del colosso dei servizi via cavo Mediacom è l’attuale presidente della Fiorentina ed è risaputa ormai la sua crociata contro il sistema calcio Italiano che lo ha messo contro tutti, contro i colleghi presidenti e la stampa avversa che, a volte, sono la stessa cosa… Tanto da arrivare persino alle querele. Nello specifico dal giornale che racconta lo sport da sempre, il giornale “rosa” che tutti abbiamo letto almeno una volta nella vita, la Gazzetta dello Sport e quindi indirettamente a Urbano Cairo.
Commisso porta in tribunale la Gazzetta dello sport del collega rivale Cairo per allusioni alla mafia e per offesa all’intera comunità italoamericana che quotidianamente si batte per sradicare l’orribile stereotipo che associa lo stigma della criminalità organizzata ai nostri connazionali d’Oltreoceano.
Tutto ebbe inizio nella in una famosa conferenza stampa tenuta dal presidente della Fiorentina , un autentico show durato quasi due ore, dove Commisso si era scagliato contro l’ambiente fiorentino e i media, colpevoli a suo dire di delegittimarlo con notizie false .
Fra i vari articoli a risposta, anche il commento della Gazzetta che canzonava il presidente: “Commisso non si offenda, faccia come noi che preferiamo riderci su”. Non è andata proprio così. Ma c’è un passaggio di quell’articolo che lo ha fatto andare su tutte le furie, quando viene ridotto a macchietta stile fine ottocento e apostrofato come “don Rocco”: “Più che da un gangster movie di Coppola o Scorsese, sembra uscito da un film poliziottesco all’italiana di Serie B” … Come a dire che Commisso ricorda una certa brutta Italia, che preferiamo resti solo nei vecchi film, con un chiaro riferimento allusivo alla famosissima organizzazione criminale.
Il numero uno della Fiorentina ha deciso di sporgere una
denuncia per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, ritenendo “apertamente denigratori e discriminatori i toni usati” ribadendo nella querela (che ormai non sembra più una semplice querela) il suo percorso di vita e la carriera che lo ha portato dal nulla ad essere uno degli uomini più ricchi del pianeta. La sua battaglia personale e l’orgoglio, in questo caso ferito, dell’emigrato con la valigia di cartone che ce l’ha fatta e per lui la Gazzetta ha “offeso la reputazione dell’intera comunità italoamericana e non solo, quella di tutti gli Italiani all’estero.
Di certo Rocco c’è l’ha fatta, il suo patrimonio è stimato intorno ai 6,9 miliardi di dollari americani e di certo non ha nessuno voglia dì sbatterci in faccia il suo impero economico. Rocco è ancora oggi il ragazzo di 12 anni che si trasferì negli Stati Uniti con la madre e due sorelle per raggiungere il padre Giuseppe, falegname; il ragazzo che giurò ai suoi amici di tornare ed di aver lasciato il cuore nella nostra bella Italia, il ragazzo che non si scorda la sua prima casa che con i soldi potrà ricomprarla … ma si sa quando si ritorna spesso. anzi quasi sempre, direbbe Celentano, si trovano case su case, catrame e cemento, edifici e stabili di nuova costruzione o altri lì da anni che nessuno ha mai buttato giù con fondamenta così scavate in profondità che dei semplici terremoti neanche sfiorano … Ma i Napoletani dicono che Il terremoto è “o volere di Dio, fa bene alla terra”. È come quando una persona sta male e accumula, accumula, finché si sfoga e si libera. Perciò il terremoto è una cosa buona.
E speriamo che il nostro terremoto sia Rocco e la sua battaglia contro il sistema corrotto da anni.
CLERICI Sergio: il Gringo infinito
Diciotto campionati in Italia sono un bel primato: il brasiliano Sergio Clerici, paulista, della Portuguesa Santista, arrivò fra noi che non aveva diciannove anni e attaccò le scarpe al chiodo che ne aveva messi insieme trentasette.
Cambiò sette squadre (Lecco, Bologna in due riprese, Atalanta, Verona, Fiorentina, Napoli, Lazio) e nelle sue ultime stagioni si ritrovò il solo superstite della già floridissima colonia di stranieri, falcidiata dai veti autarchici e dalla consunzione degli ormai attempati «mercenari».
Viene dal quartiere di Santana, alla periferia dell’immensa San Paolo.
Lo sport lo attrae subito e gli propone scelte sottili. Eccelle nell’hockey, nel basket e nel volley. Dall’hockey arriva in Serie A, nel campionato paulista.
Nella Portuguesa, Serginho fa gol a grappoli. Una sera, in ritiro con la squadra che deve affrontare il Santos, Clerici riceve una telefonata. All’altro capo del filo è Mario Pasqualini, ex calciatore in Italia, ora imprenditore a San Paolo e incaricato di segnalare oriundi a prezzo accessibile per club italiani non particolarmente danarosi.
Si dice che quello di Clerici sia stato in assoluto il trasferimento meno costoso dal Brasile in Italia. Tre milioni tutto compreso, e centocinquantamila lire di stipendio al mese. Va bene che siamo nel 1960, ma il prezzo è proprio stracciato.
Clerici fatica maledettamente ad ambientarsi. È un calcio tattico, che non conosce e non capisce. Il Lecco gioca per salvarsi e ci riesce, malgrado l’apporto del brasiliano sia al quanto modesto: dieci partite e due gol.
L’anno dopo va ancora peggio: raddoppiano le partite, venti, ma dimezzano i gol, appena uno. Il Lecco retrocede in Serie B.
Il presidente Ceppi si è affezionato a quel ragazzo, che non sfonda ma si impegna sempre alla morte. Lo conferma, contro i pareri generali. Nel primo torneo di Serie B, Clerici sale a cinque gol e fa intravedere qualche progresso timido.
Nelle vacanze estive a San Paolo, Sergio ha conosciuto Marilda Rios. La sposa nell’agosto del 1963 e al ritorno a Lecco appare trasformato.
Il suo gioco finalmente si sblocca. Dieci gol nel campionato 63-64, venti in quello successivo, capocannoniere della Serie B alla pari del bresciano Depaoli, che finirà anche in Nazionale. Ormai il Lecco è assillato da richieste, ma resiste e grazie ai diciassette gol di Clerici nel torneo 1965-66 risale in Serie A. Settimo e ultimo campionato nel Lecco, in Serie A dove aveva cominciato. Ha messo insieme ventisei anni, Clerici, il suo gioco tosto e concreto trova molti estimatori. In particolare il Bologna, dopo lo scudetto e chiuso il ciclo Bernardini, sta cercando di risalire e si è affidato a Gipo Viani, mago del mercato.
A Bologna ricordano Clerici con i brividi. La sua prima partita ufficiale in Italia, 22 gennaio 1961, era stata proprio un Bologna-Lecco nel corso della quale l’impetuoso gringo aveva messo fuori uso, con due tackle terrificanti, prima Burelli (distorsione), poi Bulgarelli (menisco).
Sotto le Due Torri il brasiliano gioca un campionato ricco di impegno, ma povero di gol, appena quattro in ventidue partite.
È una stagione burrascosa per il Bologna, appena sesto alla fine. Viani vince il braccio di ferro con Carniglia, ma è una vittoria di Pirro.
Con il cambio di presidenza, da Goldoni a Venturi, anche Gipo se ne va. Goldoni, per rientrare dei soldi investiti, cede Haller alla Juventus, mentre Clerici viene usato come merce di scambio con l’Atalanta per avere un giovane centravanti emergente, Beppe Savoldi.
A Bergamo resta un anno, e si guadagna la pagnotta con nove gol. Poi Verona, due stagioni molto febei, il sodalizio umano con Garonzi, che gli riaggiustano la quotazione.
Lo chiama Firenze, su suggerimento di Nils Liedholm. Al barone piace da matti quell’attaccante completo, capace di rientrare e partire di lontano, non goleador devastante, ma in grado di mettersi al servizio della squadra.
La famiglia Clerici si è intanto arricchita di Paolo e Cristina, gli ingaggi vengono investiti a San Paolo e ad Aranquara, la terra della moglie. Sergio è un uomo felice e appagato, ma sul campo la sua carica agonistica non conosce cedimenti.
Il Napoli lo ha tenacemente inseguito sin dai tempi del Lecco. Tre presidenti gli hanno dato invano la caccia, Fiore, Gioacchino Lauro e Ferlaino. La città del Vesuvio lo cattura quando il gringo ha ormai trentadue anni e sembra avviato al crepuscolo. Ma Vinicio insiste: Clerici è il centravanti ideale per il modulo che ha in mente.
In due campionati al Napoli, Clerici segna quindici e quattordici gol. Serie B a parte, non è mai stato così prolifico. Ormai è il solo straniero delle nostre contrade, una sorta di mosca bianca. E migliora con gli anni, come il buon vino.
Parte per le vacanze, nell’estate del ’75, con la promessa della riconferma. Al ritorno si scopre ceduto, ancora una volta, al Bologna. La sua strada si è nuovamente incrociata con quella di Beppe Savoldi, per il quale Ferlaino ha battuto ogni record d’ingaggio. Oltre a una barca di soldi, il presidente del Bologna Conti ha preteso una contropartita tecnica, gradita a Pesaola. E così il gringo si ritrova nella città che meno lo ha amato, sino a quel momento.
Clerici ha trentaquattro anni, la piazza bolognese spasima e piange per Beppe-gol sacrificato sull’altare del bilancio. Gli inizi non sono facili. Ma il gringo vince la sua battaglia più difficile. Otto gol e soprattutto una grande stagione lo consegnano all’amore della gente. Il Bologna lo conferma e lui ringrazia con altre sette reti. Niente male, per un nonnetto delle aree di rigore. La Lazio di Vinicio (stagione 1977/78) è il suo ultimo approdo. Il derby Lazio-Roma del marzo 1978 è la sua ultima apparizione in campo. Poi il ritorno in Brasile, qualche sporadico passaggio in Italia a proporre talenti.
Clerici ha saputo interpretare il calcio nel modo giusto, anche se ancora adesso in Brasile c’è chi si meraviglia per il successo ottenuto in Italia da un calciatore in patria semisconosciuto, mentre tanti campioni laggiù consacrati da noi hanno conosciuto solenni bocciature. In verità Sergio il gringo, un po’ duro d’orecchi ma dal coraggio infinito, era tagliato su misura per il nostro calcio, fatto per uomini veri.
Clerici con la maglia del Lecco
Clerici con la maglia del Bologna
Al lora! la pagina della Donna a cura di
Maria Grazia Storniolo
Festival di Sanremo 2022: Le Cinque donne scelte da Amadeus
Dal primo al cinque febbraio si apre il sipario dell’Ariston, che ospitera’ il Festival di Sanremo 2022.
Cinque sono le donne scelte dal conduttore Amadeus che lo affiancheranno, rappresentano ciascuna un volto della femminilità diverso, forte ed autentico,un inno all’inclusività, alla diversivita’di eta’ e alla positivita’ del corpo.
La madrina della prima serata sarà Ornella Muti, 66enne, mito del cinema italiano conosciuta i tutto il mondo. L’attrice romana ha recitato in oltre 90 film con i maggiori registi italiani e internazionali,
Per la seconda serata la scelta vedrà in scena Lorena Cesarini.
Nuovo volto del cinema italiano, giovane modella e attrice è nota agli appassionati delle serie tv per aver interpretato Isabel, la prostituta che fa innamorare il protagonista Aureliano in Suburra, interpretato dallo splendido Alessandro Borghi. Il giovedì sera Amadeus avrà al suo fianco Drusilla Foer, all’anagrafe Gianluca Gori, talenutosa attrice di teatro e volto noto del piccolo schermo; ha preso parte al cast di Strafactor e CR4: La Repubblica delle Donne di Piero Chiambretti.
Venerdì sarà invece la volta di Maria Chiara Giannetta. Attrice foggiana, reduce dell’enorme successo della fiction Rai Blanca, nella quale ha interpretato
Cathy Freeman
Catherine Astrid Salome Freeman, detta Cathy nata a Mackay,( Queensland ) il 16 febbraio 1973 è un'ex velocista australiana, specializzata in particolare nei 400 metri piani..
Cathy Freeman è un'aborigena ed è stata indicata spesso come simbolo dell'integrazione razziale tra gli indigeni e il resto della popolazione australiana. Cresciuta nella fede bahá'í, ha sempre vissuto nel Queensland. Il suo debutto internazionale è avvenuto ad Auckland (Nuova Zelanda), in occasione dei Giochi del Commonwealth del 1990. Ai Giochi del Commonwealth del 1994 nel giro di pista dopo la vittoria sventolò la bandiera degli aborigeni assieme a quella australiana, suscitando diverse polemiche.
Nel suo palmarès si contano un argento olimpico ad Atlanta 1996 due titoli mondiali (Atene 1997 e Siviglia 1999) e infine l'oro olimpico a Sydney 2000, sempre sui 400 metri piani.
magistralmente il ruolo della protagonista non vedente,con i suoi 26 anni è l’attrice più giovane del gruppo.
Infine, per il gran finale, Amadeus ha scelto Sabrina Ferilli che, a detta del direttore artistico, porterà: “Leggerezza, ironia e femminilità” sul palco dell’Ariston. Dal suo profilo Instagram ha commentato la partecipazione al Festival di Sanremo 2022 con un post in cui si mostra visibilmente felice ed accompagnato dal commento: “Certe notizie meglio riceverle da sedute.”
Sicuramente la scelta che ha più sorpreso e che ha scatenato più commenti è quella di Drusilla Foer. In un’intervista rilasciata ad Adnkronos, l’ex deputata Vladimir Luxuria, ha dichiarato: “Drusilla è prima di tutto una grande professionista che porterà valore aggiunto allo spettacolo del Festival e per questo è stata scelta.” Aggiungendo poi: “Sanremo fa notizia, fa precedente, fa storia del costume. E quest’anno dal Festival arriverà un bel messaggio contro pregiudizi e discriminazioni di genere, un bel messaggio di inclusività. La scelta di Drusilla dice che i tempi sono maturi per una co-conduzione en travesti.“
Oksana Lyniv prima donna direttrice d'orchestra al Comunale di Bologna
di Luca Palamara
“Certo, è qualcosa di speciale, ma all’orchestra il mio sesso non importa, perché al momento abbiamo un programma molto complicato: suoniamo la musica di Richard Strauss e di Richard Wagner; questo è il repertorio sinfonico migliore al mondo e abbiamo provato per soli 3 giorni", dichiara Lyniv. Il genere non è un problema per lei, per l’orchestra o per quelli che l’hanno scelta. Il talento e la passione per il lavoro sono i soli aspetti che contano.
“Volevamo, dopo un decennio molto bello in cui siamo cresciuti veramente insieme al precedente direttore musicale, il giovane Italiano Michele Mariotti, fare un salto, andare su un altro rappor-
to e, quindi, su un direttore mitteleuropeo, di area tedesca nella più ampia accezione", spiega Fulvio Macciardi, sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna. Questo palco è la cornice ideale per il debutto di Oksana Lyniv al Teatro Comunale di Bologna. Ne ha fatta di strada la ragazzina che a 16 anni diresse il suo primo concerto, in Ucraina, e che ora è diventata la prima donna direttrice musicale di una Fondazione lirica in Italia. “Dobbiamo smetterla di pensare con queste vecchie categorie di genere, dobbiamo concentrarci sulla nostra individualità, migliorarci nella nostra professione e migliorare i nostri talenti", le parole della direttrice d'orchestra.
Rosso di sera... bel tempo si spera!
È stata scelta come atleta simbolo della sua nazione ai Giochi olimpici di Sydney 2000. Nella cerimonia d'apertura è stata lei, come ultimo tedoforo, ad accendere il braciere con la fiamma olimpica Freeman, la prima aborigena a vincere i Giochi del Commonwealth, aveva dichiarato: “Quando entravamo in posti nuovi eravamo completamente impauriti, perché sentivamo che essendo neri, non avevamo il diritto di trovarci lì“. Lei quel giorno correva per un’intero Paese.
Il 25 settembre 2000, in uno stadio olimpico gremito di tifosi australiani, ha vinto la medaglia d'oro sui 400 metri piani, il centesimo oro olimpico per l'Australia. È stata la prima medaglia olimpica vinta da un aborigeno,ed anche l'unico caso finora di ultimo tedoforo che sia diventato campione olimpico nella stessa edizione dei Giochi. Nonostante il divieto ufficiale d'uso di bandiere non-statali ai Giochi olimpici, anche questa volta sventolò insieme le due bandiere quella del suo Paese, l’Australia, con la Union Jack e la Croce del Sud, e quella nera, come il colore della pelle, rossa, come la terra, e gialla, come il sole.
Quel giorno tutti cantano “Advance Australia Fair” in onore della campionessa: Cathy Freeman è la prima donna aborigena a vincere la medaglia d’oro olimpica, ma soprattutto è la donna che quel giorno, in quel giro di pista, fece innamorare un intero popolo, e, forse, l’intero mondo.
Si è ritirata dall'attività agonistica il 15 luglio 2003.
Molto spesso ripetiamo frasi o proverbi già fatti rispettando molte usanze in maniera quasi meccanica, senza neppure chiederci il senso di tutto quanto. Il modo di dire “ Rosso di sera bel tempo si spera” spesso non e’ riferito solo alla probabile bella giornata del giorno successivo, ma nel caso del nuovo anno a
migliori auspici, soprattutto nell’anno che e’ appena iniziato, dopo un lungo periodo di pandemia. La tradizione vuole che proprio per la notte di San Silvestro il colore rosso domina negli indumenti intimi e quindi la corsa all’acquisto di un reggiseno, uno slip, una giarrettiera o vestiti,
Usa, una donna al comando di una portaerei nucleare americana
Il capitano Amy Bauernschmidt è la prima donna alla guida di una portaerei nucleare nella storia della Navy americana, la Uss Abraham Lincoln, salpata lo scorso lunedì da San Diego alla volta del Pacifico. "Non c’è maggiore senso di responsabilità del sapere di avere la fiducia di coloro che hanno scelto di proteggere il nostro Paese", ha detto assumendo l’incarico e ringraziando
il suo predecessore, il capitano Walt Slaughter. Originaria di Milwaukee in Wisconsin, Amy Bauernschmidt si è diplomata alla Divine Savior Holy Angels e si è laureata in Ingegneria oceanica all’accademia navale di Annapolis nel Maryland nel 1994, l’anno in cui il Congresso abrogava la legge che impediva alle donne di prestare servizio su navi o aerei da combattimento. "Quella legge ha assolutamente cambiato la mia vita", ha detto Bauernschmidt a Jan Crawford della Cbs. "Siamo stati la prima classe che si è diplomata sapendo e sentendosi onorati del privilegio di poter servire insieme al resto dei nostri compagni in combattimento”. Nel 2016 la Bauernschmidt era diventata la prima vicecomandante donna della Lincoln. Al suo attivo, il comando di uno squadrone di elicotteri da combattimento e più di tremila ore di volo.
per dare l’addio al vecchio anno con qualcosa di nuovo.
A quanto pare, la tradizione nasce in Cina, nel simbolismo orientale, infatti, il rosso è il colore dell'augurio, della buona sorte, utilizzato anche per le celebrazioni nuziali. Ci sarebbe una leggenda dietro questo simbolismo, fin dai tempi antichi, gli uomini hanno utilizzato il rosso per scacciare e spaventare il Niàn, in altre parole la bestia che mangia gli uomini.
Così, per scacciare gli spiriti malvagi e liberarsene con l'avvento del nuovo anno, si è continuato a usare il rosso, che da sempre comunque rappresenta un colore portafortuna. Un altro filone di pensiero farebbe risalire questa tradizione al 31 a.C., al tempo cioè di Ottaviano Augusto in occasione del Capodanno Romano, infatti, le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso rappresentavano il potere, il cuore, la salute e la fertilità.
Comunque se si guarda, il comune denominatore è il colore rosso, esso infatti, rappresenta una sorgente di energia, fuoco e passione, forza e fortuna.
Tutte caratteristiche che ci auguriamo di trovare nell'anno che viene.
E allora ben vengano le tradizioni, i modi di dire e ben venga l'intimo rosso, che, anche se non dovesse portare tanta fortuna, aiuta sempre ad accendere la passione e a dar vigore alla nostra femminilità!
La salvezza non riguarda solo lo spirito.
Ecco perché dobbiamo seppellire i morti
Per molto tempo la Chiesa si è opposta alla pratica della cremazione dei morti, perché percepiva in quel gesto una connessione con la concezione dualistica platonica, secondo la quale il corpo doveva essere distrutto per liberare l’anima dal carcere della materia.
La Chiesa attualmente non la proscrive, perché non ha dubbi che questa pratica non sia legata in se stessa al dualismo platonico o alla reincarnazione.
Cioè, anche se continua a preferire la sepoltura dei corpi, comprende le ragioni pratiche che in alcuni casi possono spingere a scegliere la cremazione: igieniche, economiche, sociali eccetera.
Correggendo gli abusi
Tuttavia, al di là dell’incenerimento, si sono diffuse pratiche che oscurano la fede cristiana nella resurrezione dei morti: la dispersione delle ceneri, la conservazione delle stesse nelle case, la loro divisione tra i cari, la trasformazione in ricordi commemorativi o gioielli, eccetera. È
dunque opportuno ricordare che l’opera di misericordia che ci intima di “seppellire i morti” è ancora vigente, anche per le ceneri.
Necropoli o cimiteri
È un fatto storico che al tempo dell’Impero romano i cristiani
morti, con “cimitero”, dormitorio (dal greco koimeterion). Il cristianesimo ha dato alla luce perfino un nuovo verbo latino: “depositare”.
Nel rito cristiano il corpo è “depositato” nella terra in attesa della resurrezione. La deposizione è un’evocazione della promessa di Cristo di recuperare il corpo sepolto.
Gesù sepolto
La resurrezione di Cristo, il cui cadavere è stato “depositato” in quella tomba a Gerusalemme, è la chiave per comprendere qual è la nostra speranza. Perciò la santa sepoltura di Gesù è diventata il punto di riferimento della sepoltura cristiana.
La dignità del corpo
Inoltre, pregare
Quindi, alcuni degli inviti che ci vengono rivolti alla fine di questo Giubileo della Misericordia sono: compiere l’ultima delle opere di misericordia corporali (seppellire i morti) e allo stesso tempo praticare l’ultima tra quelle spirituali (pregare per i vivi e per i morti). Le due opere sono intimamente unite, per cui ogni volta che noi evochiamo il “riposo” dei nostri cari defunti, sentiamo la chiamata a pregare per il loro eterno riposo, chiedendo a Dio che arrivi il giorno in cui ci riuniremo a tutta la nostra famiglia in Cielo.
costruirono cimiteri prima che chiese.
Di fatto, i cimiteri furono i primi templi cristiani. Inoltre, per influsso della fede cristiana, si sostituì il nome con cui si designava il luogo destinato alle sepolture, “necropoli”, città dei
Nella concezione antropologica cristiana, il corpo non è un carcere dal quale il prigioniero debba uscire né un vestito del quale debba spogliarsi per cercarne un altro.
L’essere umano è un’unità sostanziale di corpo e anima, perciò la promessa di salvezza di Gesù Cristo è rivolta all’uomo nella sua interezza, senza escludere la sua corporeità.
Cimitero Acattolico di Roma (Cimitero
Protestante)
Il Cimitero Acattolico di Roma è uno dei cimiteri più belli, storicamente più antichi e suggestivi d’Europa.
Conosciuto anche come il “Cimitero dei protestanti”, nonostante vi siano anche le tombe di ebrei e di defunti di altre religioni non cristiane, ha ospitato le prime sepolture a partire dal 1738.
Il Cimitero è stato creato come sito di sepoltura per gli acattolici che sono morti a Roma e non potevano essere sepolti in terra benedetta.
Il sito si è sviluppato progressivamente, fino ad ospitare oggi 2500 tombe di persone provenienti da più di trenta paesi diversi, con epitaffi scritti in più di quindici lingue. Molte delle lapidi sono dei veri e propri lavori d’arte.
Molti personaggi importanti, come i poeti Shelley e Keats, molti pittori, scultori e scrittori, diplomatici, l’unico figlio di Goethe, nonché Antonio Gramsci, uno dei padri fondatori del comunismo europeo, solo per citarne alcuni, riposano in questo Cimitero.
Quattordici sono gli australiani sepolti in questo Cimitero, tra cui lo scrittore Martin A'Beckett Boyd, l’ex ambasciatore australiano Hugh Alexander McClure Smith ed il poeta Bertram Ronald Whiting.
Il Cimitero è governato da un Consiglio di quattordici ambasciatori di diversi paesi, che si alternano alla presidenza.
Da settembre 2006 a giugno 2007 la carica di Presidente del Consiglio del Cimitero è stata ricoperta dall'ex Ambasciatore d’Australia, Peter Woolcott.
Il Cimitero è adiacente ad una sezione delle antiche Mura Aureliane di Roma e alla Piramide Cestia.
È stato inserito dal World Monument Fund nella World Monuments Watch List del 2006, un elenco dei 100 siti mondiali più a rischio.
C’è bisogno anche del vostro aiuto! Il Cimitero ha istituito una nuova organizzazione, gli Amici del Cimitero Acattolico a Roma, i cui membri contribuiscono direttamente ai costi per la conservazione dei monumenti, giardinaggio, accoglienza dei visitatori e manutenzione del sito.
L’iscrizione è aperta a tutti ed è sempre ben accolta.
Per ulteriori informazioni relative alle visite di questo sito storico e su come contribuire, o semplicemente per curiosare tra la banca dati delle tombe, visita il sito www.protestantcemetery.it
Fontana
10 / 8 / 1937 - 18 / 1 / 2022
Nata a Gibellina (Trapani-ltalia) il 10 agosto 1937
Deceduta a Bossley Park il 18 gennaio 2022
Residente a Bossley Park
Cara ed amata moglie del defunto Francesco, adorata mamma e suocera di Nick e Vivienne, Vincenza e Don, Paula e Paolo, orgogliosa nonna di Lea, Robert, Rosanne, Marco, Olivia Micheala, Anthony e Rosita, amata bisnonna di Isabella-Rose, Mateo, affettuosa sorella e cognata di Antonino (defunto) e Antonina Pace, Caterina (defunta) e Giuseppe Roppolo, rispettata cognata di Gino e Maria Montana.
Lascia nel più vivo e profondo dolore anche nipoti, parenti ed amici tutti vicini e lontani.
A causa del Covid-19, il funerale avverrà in forma privata. Le condoglianze possono essere inviate al sito www.avalerio.com.au
La famiglia ringrazia anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e alle esequie della cara estinta.
È mancata all’affetto dei suoi cari
Rosa
(Pace)
di Monsignor José Ignacio Munilla vescovo di San Sebastián, Spagna
Al lora! onoranze funebri
Lina Gullotta Eulogy
Lina Gullotta born the 5th February 1941 died the 12th January 2022. A Pillar of the Italian Community. A resident of Huntleys Point, previously Matraville Beloved and devoted wife to Andrew, cherished loving mother to John & his wife Mara. Will be truly missed by her sister Lucia in Italy, her children and our extended family in Italy.
A Requiem Mass was Celebrated on Saturday, 22nd January 2022 at 9.30am at the Holy Name of Mary Catholic Church, 3a Mary St, Hunters Hill.
The Mass was live-streamed and can be accessed via the following link: http://bit.ly/hnomhuntershill
Following the Mass, the cortege proceeded to the Gullotta Family Vault located at Eastern Suburbs Memorial Park, Matraville where Lina was laid to rest.
Below is the eulogy delivered by her son John and daughterin-law Mara which was a celebration of Lina’s life.
John: My Mother Lina was my guiding light. Growing up as the only child, what I remember about Lina was her radiance, warmth and her glowing smile. She was an example of what a good wife, mother, and friend should be. She always worked full time in our pharmacy with her husband Andrew but always spent quality time with me.
Lina worked very long days but would always have a three course meal ready every night when we got home to eat together as a family. She always had my favourite sandwiches or home-made pies ready for lunch. Nothing was ever a problem even when she was tired. As for her life with my father Andrew, she set a shining example of the kind of unconditional love, patience and compromise which is the secret of a good marriage. That was Lina; always an optimist, accommodating, warm, friendly, willing to pitch in and do whatever was needed and always with her signature beaming smile. I can still hear her saying - “Yes Darling or OK Darling!”
Mum was also a fantastic and loyal friend. She hated to gossip or speak badly of people and always saw the good. If you needed her, she was there and asking what she could do to help.
Lina had a strong passion for cooking and entertaining. She was the perfect host! Whether it was an overseas dignitary, a politician, a famous singer or kids from the Variety Club she treated them all equally and made them feel at home.
She loved looking for new recipes then adapting them and making them with a Lina twist!
Her eggplant pasta “pasta ‘ncasciata” is famous and many renowned chefs have tried to replicate it without success! I am happy to say that a few weeks ago on Christmas Eve, Mara and I made it for her and she said it was perfect and believe me it was.
She ate a huge piece, even though she found it difficult to eat over the past few years! I am glad she got to enjoy it and see
how she passed on her legacy to Mara.
Mara: Lots of parties and dinners were a norm for the Gullotta’s. These ranged from intimate soirees to hundreds of guests in the days of the famous Scotland Island Portofino parties. Guests still fondly speak of Lina’s parties 30 years on! Everyone dropped in for Lina’s famous food. Actors, politicians, The Water Police who were regulars for pasta and pizza and Nonno Giovanni’s “rocket fuel” homemade wine.
Lina was especially known for her NYE parties, usually fancy dress and themed for hundreds of people all catered by Lina! Guests came over by a charted private ferry!
Lina was a truly generous and warm person and she loved to give and entertain. She rarely said no. Friends would say, can I bring some other friends along? and she wasn’t even phased when some of those people at the large parties would ask her who she was!
As long as they were having a good time and there was enough food to feed them she was happy. She was meticulous in her attention to detail, the table decorations and of course the menu.
John: My job was to help in the prep, decorate and look after the drinks!
After decades of being a sous chef and observing mum cook, it paid off and now I’m not so bad myself, with Mara’s help of course! I used to know only the theory but now the practical as well. Thanks to Mum.
Lina was a perfectionist in all the tasks she set herself to do whether it was her beloved cooking, working in the pharmacy or her hobbies such as making costume jewellery. She became renowned for her necklaces and earrings. I am sure a lot of her friends here today are wearing them in her honour.
She loved making invitations herself using photos and pictures that she would photocopy in those days then cut and paste them by hand.
Lina was loved by everyone; I have never heard a bad word spoken about her. She dedicated her life to helping others by working in our Pharmacy for over 40 years as well as assisting the elderly Italian community and migrants with her big nurturing heart and fund raising skills.
Mara: By the size of the gathering here today, those at home and overseas via video stream and the many hundreds of emails, calls, Facebook messages, flowers and cards, it is surely a testament of how much everyone loved Lina.
The words that were echoed over and over in the messages we received were: “Lina was loving, radiant, welcoming, an unique woman always stylish and elegant, beautiful inside and out, an exemplary mother, wife and friend, exceptional cook, a great lady, excellent hostess, an exceptional grand and beautiful person who gave happiness and joy
to each and everyone of us who had the privilege of speaking to her, a wonderful soul, kind, graceful, mild, balanced, generous, noble in soul and spirit, dedicated to her family and was the perfect wife and mother”
She was a very proud mum and was always there with Andrew who was her soulmate and best friend. She left all her family and friends in Italy to courageously come to Australia to be with him and they were married for 58 and a half years!
John: Lina was there for all my life milestones and achievements especially my graduations from Pharmacy and then Medicine, my first day in the Matraville Medical Centre above the pharmacy that they both opened in 1973 and throughout all of my career.
In 2009 when I met my soulmate and wife to be Mara and I told them that I was going to marry her, they were ecstatic that I finally had met the right girl and finally I was off the shelf.
Lina and Andrew both loved Mara instantly and I can remember Lina saying to me, “Good things are worth waiting for!”
I was blessed to be so close to my parents. I think I was Lina's favourite child, luckily I was the only one! When I married Mara, Lina was so happy to have gained a daughter and I think Mara then became her favourite!
Mara: Our only regret is that we couldn’t give her the joy of
being a grandmother but instead for her birthday we gave her Mini Number 3 her beloved third Pomeranian, who was loyally with her, sleeping by her side during the day, and every night he would sit on Nonna Lina’s lap before going to bed, shake hands and would take a treat from her palm only when she said the magic phrase “ Mini Mangia” which means Mini Eat! Now Nonno Andrew has taken over this task but Mini still misses his Nonna Lina of course.
As you all know, Lina had a great religious faith and her favourite Saints were St Antonio di Padua and more recently she was highly devoted to Saint Padre Pio.
Lina had a love for music especially Opera, hence her involvement with the Italian Opera Foundation. You will hear some of her favourites pieces here today sung by a past Opera Foundation Award recipient, Gaetano Bonfante, in Lina’s honour.
In recent years she was unable to walk and couldn’t speak a lot but understood everything. She had resilience, optimism and never complained and always said she felt good and had that beaming smile.
John: We all knew that she was probably suffering in silence that she couldn’t do the things she loved anymore. Her beloved gardening, beading, cooking and charity work. She also loved to travel which she couldn’t do in the last six years. I am glad that
our last overseas trip was a family one with Mara, Lina and Andrew and my in-laws Tito and Ilvana. We went all around Italy and it was great to bond, laugh and relive old memories and trace our Italian roots from south to north, together as a family. It was like an Italian National Lampoon Holiday!
However to the end, Lina still enjoyed a nip of Jameson her favourite whisky, straight no ice!
Lina’s love for Andrew, Mara and myself was unconditional and immense. We loved and cared for her at home with the help of her dedicated carers Rubie and Leah. It gives us great comfort that we all did our absolute best in caring for her with love, safety and comfort at home with us.
Lina had a great affection and admiration for Mara. Mara could get her to do things that Andrew and I couldn’t such as eating a bit more, taking her medication and in return she received Lina’s famous beaming smile!
Now my dear mother Lina you are at peace in Heaven reunited with our Lord and your parents Mario and Maria, your in laws Giovanni and Maria , Nonna Graziella and all your deceased dear friends and family.
We all cherish the precious times we were blessed to have had together as you were such an unique and incredible woman as the matriarch of our family. We all love you very much.
Mara: Lina, you will be truly missed by everyone who knew you over your 80 years especially us, your sister Lucia and her family, your beloved Pomeranian Mini who continues to look for you as well as our extended family and friends here and overseas. You will always be by our side and forever in our hearts. You will be fondly remembered by everyone you touched in your own special way. Your smile and goodness will remain etched in all our minds and hearts.
Farewell Lina, You have now joined the Angels in Heaven. May you Rest in peace as we wait to see you again in Paradise.
Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre. Contact us 24 hours a day, 7 days a week, our services are always ready and available to support you and your family through difficult times. Mobile: 0416 266 530 - Phone: (02) 9716 4404 - Email: office@sgfunerals.com.au