

Illawarra: ieri, oggi e domani

di Franco Baldi
Domenica 21 novembre, una data significativa per l'Illawarra: la pubblicazione di un libro sull'emigrazione. Nonostante la copertina abbia la nota valigia e il solito tricolore, il contenuto non ha niente di scontato. Sono storie di coraggio, di perseveranza, di sacrifici che hanno accompagnato
questi residenti dell'Illawarra nel loro cammino di vita. La pubblicazione bilingue, intitolata "A passeggio tra ieri e oggi - A journey through our past & present" ideata da Stella Trombetta Vescio che ne è stata anche la coordinatrice, è scaturita da un progetto Comites con il finanziamento del Ministero degli
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Esteri italiano. "Questo libro - ha dichiarato Stella - racchiude storie diverse di emigrazione, non è quel solito libro che racconta l'immigrazione soltanto di ieri, ma ci sono anche storie attuali di giovani appena arrivati. Chi più o chi meno ha sofferto per rimanere e potere farsi strada. Lasciare il proprio paese è sempre un'esperienza piuttosto traumatica ed adesso è bello vedere come questa gente sia riuscita ad emergere da queste difficoltà e molti di loro “ce l'hanno fatta” sono riusciti a sistemarsi ed emergere sia finanziariamente socialmente. Penso che queste storie siano un esempio per tutti coloro che decidono di venire, di intraprendere questo viaggio verso questa grande terra
continua in ultima pagina

Learning the Italian language close to home
by Maria Tripodi Italian language teacher
Marco Polo Italian school of
Sydney
La Dolce Vita was always more than just a movie about Italian culture but whoever thought it could become a way of learning? When the students at the Marco Polo Italian school of Sydney needed to immerse themselves in an Italian cultural experience to help master the Italian language, a case of La Dolce Vita was the answer offered by Sydney’s Little Italy in Norton Street, Leichhardt.
Saturday evening at the Italian Film Festival at Palace Cinemas, Leichhardt’s screening of the "Three perfect daughters" - È per il tuo bene - showcased stereotypical traditional Italian values with rounds of laughter in its story of three fathers working to hinder the love affairs of their respective daughters.
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Salvos Multicultural Gala
Incarico all'italiana di Marco Testa
Inner West contro l' Harbour Tunnel Il Re del Gol, mai sul trono
Salvos
Per celebrare le diversità della nostra comunità la Salvation Army ha organizzato una Serata di Gala al CommBank Stadium di Parramatta
servizio a pagina 9
Privacy e propaganda elettorale

Per la propaganda elettorale dei Comites si è fatto uso estensivo di indirizzi presi dagli archivi più disparati. Alcuni solo legali, con qualche cautela, mentre altri decisamente infrangono il diritto alla privacy.
“Sono fonti pubbliche le liste degli aventi diritto al voto detenute dai Comuni, le liste degli elettori italiani residenti all’estero, gli elenchi dei telefoni fissi, così pure gli elenchi degli iscritti ad albi e collegi professionali e alcuni registri delle Camere di commercio”.
Quindi, se hai avuto la "bella idea" di iscriverti all’AIRE, ti devi aspettare che il tuo nome, data di nascita e indirizzo, sia di dominio pressoché pubblico. La lista viene spontaneamente fornita ai rappresentanti di lista che “dovrebbero” farne buon uso ma che invece divulgano a tutti i candidati che a loro volta spediscono propaganda elettorale non richiesta a decine di persone.
Allora!
Settimanale degli Italo-Australiani
Published by Italian Australian News
1 Coolatai Cr, Bossley Park 2176
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Direttore: Franco Baldi
Assistente editoriale: Marco Testa
Responsabile: Giovanni Testa
Marketing: Maria Grazia Storniolo
Correttrice: Anna Maria Lo Castro
Ufficio: Ambra Meloni
Rubriche e servizi speciali: Vannino di Corma, Emanuele Esposito, Gianmaria Marcuzzi, Giuseppe Querin
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Collaboratori esteri: Antonio Musmeci Catania, Roma Angelo Paratico, Verona e Hong Kong
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“Allo stesso regime sottostanno gli indirizzi e-mail i quali non rientrano tra le fonti pubbliche utilizzabili liberamente. È quindi illecito il loro uso senza consenso preventivo, indipendentemente dalle modalità del reperimento degli indirizzi di posta elettronica in Internet”.
“È comunque illecito effettuare propaganda elettorale telefonica, senza consenso specifico dell’abbonato, quando si usano sistemi automatizzati che effettuano chiamate vocali preregistrate”.
Anche questo paragrafo lascia aperta l’interpretazione che si vuole dare, considerato che impiegati di istituzioni governative hanno fatto propaganda elettorale con chiamate ad amici e conoscenti. Vorrei sperare non durante le ore d’ufficio.
“Chi effettua propaganda elettorale tramite fax, telefono cellulare, e-mail ha l’obbligo di dare l’informativa ai cittadini e acquisirne il consenso prima di qualsiasi comunicazione”.
Quindi bisognerebbe sapere se le telefonate sono state fatte da telefono fisso oppure da cellulare, perché per la legge italiana, stranamente, questo fa differenza. Quello che invece dovrebbe essere illegale, è l’invio di messaggi Sms e Mms senza il consenso preventivo e informato dell’abbonato o del reale utilizzatore della scheda prepagata.
Associazione Nazionale Alpini
(Sezione di Sydney)
Carissimi Alpini soci e simpatizzanti:
Finalmente ricominciamo!
Domenica 28 Novembre 2021 alle ore 12.00 (Mezzogiorno)
Organizziamo il nostro Pranzo di
Natale
Trattoria Gasparo 255 Henly Lowson Drive, Georges Hall
Il pranzo sarà eccellente come al solito per la modica somma di $60.00 escluse bevande. Come da regola Governativa per partecipare bisogna aver fatto la seconda dose del vaccino e portare la prova da mostrare all’entrata.
Prenotazioni:
Giuseppe Querin: 0414 285 682
Tony Madau: 0410 720 675
Marco Simoni: 0418 291 280
Carlo Iavicoli: 0412 607 889
Posti limitati per favore prenotarsi almeno una settimana prima.
Giuseppe Querin, Presidente
Riceviamo da Melbourne e volentieri pubblichiamo
Propaganda elettorale:
Violazione del conflitto di interessi e
della privacy dei cittadini italiani da parte del
Patronato Inas
Quando abbiamo deciso di candidarci per le elezioni del Com.It.Es. del Victoria e Tasmania sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata.
Per queste elezioni, infine, so state usate mailing list di associazioni che avrebbero dovuto astenersi dal fare propaganda.
“I titolari di cariche elettive, politiche e amministrative, che nell’esercizio del loro mandato hanno potuto accedere a dati personali, non possono usare tali informazioni a fini di propaganda elettorale”.
L’email di un’associazione “con sede in Roma” e che “ispira la sua azione ai principi democratici della costituzione italiana” è stata usa estensivamente per reclamizzare la lista “insieme”. Per quel che vale informeremo sia i vertici dell’organizzazione in causa che al Garante della Privacy, se non altro per far capire a che tipo di persone hanno dato la loro fiducia, persone che non si fanno nessun scrupolo pur di propagandare il nome di coloro che, a loro modo di vedere, dovrebbero rappresentare la comunità.
Infine, è triste constatare che, ancora una volta, i rappresentanti parlamentari eletti da noi, poveri creduloni all’estero, ancora una volta sono stati assenti quando la loro presenza sarebbe stata auspicabile.
Associazione
Trevisani Nel Mondo
Sezione di Sydney Inc
2021 NEW YEARS EVE Celebration
L’Associazione Trevisani nel Mondo di Sydney invita i soci, i loro amici e simpatizzanti a celebrare con loro, l’Ultimo dell’Anno, Venerdi 31 Dicembre 2021. Sarà servita una ricca cena allietato dalla musica da ballo di Melo con Tina Petroni.
È necessario confermare la propria partecipazione.
Per ulteriori dettagli si prega di contattare entro e non oltre domenica 11 Dicembre 2021 telefonando a:
Presidente: Luigi VOLPATO 9753 4646 0419 611 770
o Assistente Segretaria: Laura Chies 9610 0680 0421 279 610
E-mail: laurachies3@bigpond.com o eileen@santolin.org
L’abbiamo fatto comunque, perché siamo convinti che un ricambio sia necessario e abbiamo messo insieme le persone secondo noi più adatte per rappresentare la nostra comunità.
L’abbiamo fatto per dare valore al confronto democratico e un’alternativa ai nostri connazionali. Speravamo potesse essere un’occasione di confronto serio e leale, ma purtroppo ci siamo resi conto che non è così.
In questi giorni gli italiani che hanno chiesto di partecipare alle elezioni dei Com.It.Es. hanno infatti ricevuto, assieme al plico elettorale, una busta preaffrancata e con intestazione del patronato Inas contenente propaganda elettorale per la lista concorrente alla nostra.
Un atto che riteniamo particolarmente grave.
Non è lecito infatti che i patronati, in quanto enti che svolgono un importante servizio per conto dello Stato italiano, utilizzino le proprie risorse per fare propaganda elettorale.
Non a caso, per legge, è ineleggibile nei Com.It.Es. chi opera per conto del patronato, perché in palese conflitto di interessi.
Un conflitto di interessi che nella lista Insieme per gli Italiani in Australia diventa grande come una casa, visto che in essa
sono candidati i responsabili dei tre più grandi patronati presenti a Melbourne, oltre che dell’Inas anche dell’Inca e delle Acli. Questi tre personaggi non sono eleggibili per legge e anche se prendessero molti voti non potrebbero entrare nel Com. It.Es. a loro candidatura, dunque, come dimostra quanto accaduto in questi giorni, è solo funzionale ad utilizzare la loro influenza e le loro risorse per manovrare le elezioni del Com. It.Es. verso i loro referenti. Una pratica scorretta e, ripetiamo, in forte conflitto di interessi.
Denunciamo dunque quanto accaduto alle autorità diplomatiche e a tutti quei media che avranno il coraggio di approfondire questa situazione.
Ricordando che la cessione a terzi dei dati personali degli elettori è una grave violazione della privacy e delle regole sulla propaganda elettorale, sulla quale il Consolato Generale d’Italia a Melbourne dovrebbe fare luce.
Ai nostri connazionali ricordiamo che nessuno può toccare la vostra pensione e invitiamo tutti coloro che in questi giorni hanno ricevuto le lettere di propaganda dell’Inas, o pressioni o intimidazioni di vario genere a contattarci.
Noi siamo qui per voi e non ci faremo intimidire. Siamo pronti a cambiare questa comunità, tutti insieme.
I candidati della Lista Noi - Insieme nel mondo


Incarico all'italiana
Quando bisogna nominare un vescovo, Santa Romana Chiesa prescrive che il candidato all’episcopato risponda ad alcune qualità specifiche: fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane e, inoltre, dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere l'ufficio in questione.
Il nominativo avanzato per l’approvazione del Papa deve inoltre godere di buona reputazione, avere almeno trentacinque anni di età e presbitero almeno da cinque anni e, infine, aver conseguito la laurea dottorale o almeno la licenza ecclesiastica. Queste sono le condizioni per diventare vescovo, un compito serio che non può essere assegnato al primo sconosciuto.
In altri ambienti, invece, dove le nomine si fanno “all’italiana”, i requisiti per ricoprire un incarico che richiede trasparenza, obiettività e imparzialità sono diversi.
Il Comitato Elettorale Circoscrizionale istituito presso il Consolato di Sydney e a maggioranza composto da membri asso-
ciati alla lista “Insieme”, recentemente ha nominato il Presidente del seggio incaricato di gestire lo spoglio delle schede per le elezioni del ComItEs NSW. Chi è, come si chiama e che lavoro fa sono domande che sorgono spontanee, considerato l’importante e delicato ruolo che gli viene affidato: garante dei diritti di tutti gli elettori, non solo quelli di “my friends and I”
Dopo aver declinato l’invito della lista “Noi Italiani” a votare un candidato condiviso, il nome scelto con il solo voto degli amici della lista “Insieme” su proposta del loro rappresentante, non si sa bene che ruolo abbia nella comunità, se le sue capacità siano conosciute e che professione svolga, ma in compenso spiccano nel candidato delle qualità assolutamente inusuali. “È un giovane, un bravo ragazzo e amico intimo del capolista Luigi Di Martino.” Sembra proprio l'ennesima mossa di parte della lista “Insieme” per affossare ancor più quel minimo di dignità che è rimasta a queste elezioni del ComItEs nel NSW.
La farsa continua.
Più che distensione…
di Esposito Emanuele
Democrazia a senso unico, sarà e andrà come andrà, anche se alla fine un risultato già c’è.
Il seggio elettorale che mi vede partecipare allo scrutinio per lo sfoglio elettorale del rinnovo dei Com.It.Es. è tutto un divenire.
Dei cinque componenti, tre sono nell’altra lista, compreso il presidente del seggio, quindi tutto è manipolabile… altro che democrazia, sarà una faida dentro la faida del voto.
Ormai si è capito il gioco, si è capito il ruolo arbitrario, si è capita la forza in campo, si è capito che vogliono vincere a tutti i costi, usando tutti i mezzi “legali?” per questa corsa degli asini che volano.
Il seggio andava costituito da persone non coinvolte, me compreso, che ho dato la mia disponibilità più per capire meglio ciò di cui ero già a conoscenza.
Ormai non sono più un manipolo di persone attente alle problematiche di noi italiani nel mondo, al contrario questi organismi sono superati non solo dai fatti ma anche nella realtà, come già scritto in altri articoli, sono solo il 3% degli aventi diritto a votare e cioè sono solo gli addetti ai lavori e gli amici dei candidati; perché se è vero che la matematica non è un’opinione, e se due più due fa quattro, 24 candidati se in media hanno fatto iscrivere amici e parenti ecco che il totale, considerato un margine di errore, arriva a 2000 e più votanti, ovviamente con qualche eccezione

di qualche morto che magari è resuscitato. E ciò non lo dico io ma il Segretario Generale del CGIE Michele Schiavone “ Le casistiche verificatesi sono tante: ci sono state liste sostenute da documenti di persone morte, sono stati assemblati e consegnati agli uffici elettorali consolari scatole di documenti senza rispetto della riservatezza dei singoli, che potenzialmente avrebbero potuto alimentare molte tipologie di brogli”
Il 4 dicembre prossimo non ci sarà uno spoglio ma una battaglia e sarà una Caporetto, sia per la democrazia che per lo Stato che sembra più difendere i furbetti piuttosto che coloro che rispettano le regole. Ormai ci stiamo rendendo ridicoli, lo Stato italiano, quello della Costituzione più bella del mondo, ha ceduto le armi e non parliamo nemmeno della nostra rappresentanza par-
lamentare che non solo è stata assente fisicamente e mediaticamente, ma si è alleata al conformismo, cioè mi faccio i caxxi miei e si sa che, chi si fa i caxxi suoi, campa cent’anni, in questo caso per loro fino alla fine della legislatura con il premio finale incluso.
Altro che distensione, è un clima assurdo, una manipolazione del senso dello stato, della democrazia, forma nobile di libertà e civiltà; evidentemente la paura fa novanta e quindi, per evitare sorprese e visto che è stato investito tanto in questa campagna, meglio evitare sorprese e assicurarsi la vittoria.
Oggi capisco tante cose. Ho già il titolo per il 5 dicembre su questa falsa, sarà “Squallore” perché, comunque andrà, è già nei fatti che queste elezioni sono uno squallore più che una distensione democratica.
cretini
Dove comanda la mafia, i posti nelle Istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei
di Franco Baldi
Sta facendo molto scalpore nei miei due giovani colleghi il comportamento delle autorità locali e in Patria riguardante queste “benedette” elezioni Comites.
La lista prediletta dai benpensanti locali, presidenti di associazioni caritatevoli, costruttori e affini, comprende un po’ di tutto: dai quattro dimissionari del Comites uscente ai giovani arrivati da poco che pensano di fare qualche soldino partecipando a questa contesa.
La cosa potrebbe anche finire qui, ma è l’accanimento da parte di ambedue le liste nel tentativo di prevalere - come se il 3% scarso degli aventi diritto al voto significhi qualcosa - che mi lascia veramente perplesso.
Migliaia di dollari vengono spesi per pubblicità e altro per imporre i propri candidati. E pensare che sono persone che, una volta eletti, non percepiranno un dollaro falso e dovrebbero informare persone che, invece, di dollari o euro se preferite, ne prendono davvero tanti.
Ma per ricollegare il titolo, sono consapevole che la forza di chi vorrebbe gestire comunità, se
ne sta ben fuori da un contesto elettivo di tale genere.
E se chiedi qualcosa... io non so, io non ho visto e se ho visto dormivo...
Quello che segue, l’avrei tanto voluto scrivere io, ma mi ha rubato il tempo Victor Vital (detto Vik) van Brantegem Willems. Nato a Mol, in Belgio il 2 dicembre 1946. Cittadino italiano dal 17 maggio 1983 e nominato, da Papa Francesco, Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno:
“È curioso come alcuni insegnamenti e metafore di Falcone abbiano avuto una diffusa fortuna nella letteratura o nella memoria civile successive. E che dunque una società che abbia, anche nei suoi ceti colti e professionali, delle buone riserve di cretini è assolutamente funzionale ai disegni e alle ambizioni delle organizzazioni mafiose.
“Cretino”. I dizionari non aiutano molto perché spiegano la parola rinviando a sinonimi: stupido, imbecille, deficiente, idiota. In verità è proprio quest’ultima a potere offrire la chiave più utile per entrare nello spirito dell’apologo, grazie alla sua limpida etimologia greca. Idiota: “uomo inetto a partecipare alla cosa
pubblica”. Ma… che vi diventa adatto e, anzi, prende a parteciparvi, anche ai livelli più alti, per assecondare le esigenze del burattinaio di turno.
Il cretino farà spontaneamente, spesso in buona fede, ciò che gli è chiesto di fare e, per di più, lo farà gratis. E se ci sarà da omettere, ometterà; più in generale: se bisognerà non capire, egli non capirà”.
E adesso votate pure per l’amico dell’amico, raccomandatovi dal vostro amico. Ma non venite a raccontarmi: io non sapevo e se sapevo non c’ero e se c’ero dormivo. Visto che siamo ancora in democrazia, anche se controllata, posso esprimere la mia intenzione di voto.
Prediligo la lista “NOI ITALIANI” per il fatto che non comprende nessun dimissionario da Comites precedenti, comprende persone che hanno votato a favore di un possibile contributo al presente settimanale, Allora! e hanno dimostrato di avere a cuore l’informazione imparziale per la comunità.
L’altra lista, oltre a comprendere 4 dimissionari del Comites uscente, comprende persone che hanno votato contro il finanzia-
mento di questo settimanale, minandone gravemente la sopravvivenza, l’unico periodico che ha il coraggio di esprimere i fatti come veramente si svolgono e non ha riverenze speculative verso autorità politiche o religiose.
Se tale lista comprende persone oneste e tendenzialmente utili per la comunità, mi spiace che abbiano accettato di far parte di una lista senza rendersi conto dei compagni di viaggio e denota poca preparazione per poter rappresentare il 3% della comunità.
A seguire, le mie 4 preferenze:
1 - Giuseppe Querin. Presidente degli Alpini di Sydney e coordinatore degli Alpini d’Australia. Sfido chiunque a trovare una persona più onesta e disponibile in questo Paese. Sempre pronto a dare una mano a chi è nel bisogno e a schierarsi dalla parte del giusto contro i soprusi e le ingiustizie.
2 - Marco Testa. Collaboratore principale di questo settimanale. Giovane abbastanza da comprendere i bisogni dei nuovi arrivati e vecchio al punto giusto da capire chi è arrivato mezzo secolo fa. Con la giusta preparazione giuridica è sempre pronto
a lottare per quel che crede sia giusto per un individuo e per la comunità.
3 - Maurizio Aloisi. Attuale Presidente del Comites. Nonostante gli attacchi personali e le offese ricevute dal console di Sydney è rimasto al suo posto in una situazione difficile portando il bilancio in attivo. Odiato dai dimissionari incapaci, ha avuto la forza e la maturità civica di ripresentarsi.
4 - Polidoro Serena. Una giovane donna dalle idee chiare. Come tutti i giovani che arrivano in questo grande Paese “fuggendo” dall’Italia, ha lottato per ottenere la cittadinanza e l’inserimento nella società. Le credo quando dice di voler aiutare i giovani e la comunità.
A tutti gli altri della lista “NOI ITALIANI” chiedo scusa. Vi rispetto e voglio bene a tutti, ma solo 4 si possono scegliere. Auguro a tutti di farcela e di riuscire a far parte di questo “travagliato” Comites. Il Comites NSW ha bisogno di brave persone come voi per dare la possibilità a questa istituzione di funzionare con sinergia, rispetto e, sempre, grande capacità di ascolto.
di Marco Testa
Giovanni Falcone


Inner West si unisce contro il Western Harbour Tunnel

Dopo che i consiglieri hanno presentato un verbale del sindaco contro il Western Harbour Tunnel, la comunità di Inner West ha espresso la propria opposizione allo sviluppo controverso, guidato dallo stato in una riunione pubblica giovedì sera.
All'inizio di questo mese, il sindaco di Inner West, Rochelle Porteous, ha presentato un verbale del sindaco che chiedeva al Consiglio di cercare un incontro con il ministro dei trasporti Rob Stokes per discutere "l'urgente necessità di uno studio sanitario completo sugli impatti documentati" del progetto e portare un rapporto alla prima riunione
del febbraio 2022 che fornisce una "proposta di progetto e costi per una valutazione completa sugli impatti cumulativi" dei progetti infrastrutturali nell'Inner West.
Due giorni dopo, l'Inner West Council ha ospitato l'incontro pubblico "Stop the Western Harbour Tunnel", in cui consiglieri ed esperti di infrastrutture hanno discusso le questioni chiave della proposta che collegherebbe la Warringah Freeway a Cammeray al Rozelle Interchange. "Abbiamo, letteralmente alle nostre porte, la minaccia del Western Harbour Tunnel - ha detto Cr Porteous durante l'incontro
Ita Buttrose attacca la Coalizione per "interferenze politiche"

La presidente della ABC, Ita Buttrose, ha accusato la Coalizione di "interferenza politica" presso l'emittente nazionale, facendo saltare un'inchiesta del Senato sui suoi processi interni come tentativo di "minare" il canale in una dichiarazione pubblica feroce. La signora Buttrose ha chiesto al Senato di chiudere l'inchiesta, avviata dal senatore della coalizione, Andrew Bragg, e di consentire ad una revisione indipendente esistente di svolgere il proprio lavoro. "Questo è un atto di interferenza politica progettato per intimidire l'ABC e silenziare il suo ruolo di fonte più affidabile di giornalismo di interesse pubblico di questo paese - ha detto la signora Buttrose - Ho il dovere di richiamare qualsiasi azione che tenti di minare l'indipendenza dell'emittente nazionale".
In qualità di presidente della commissione per l'ambiente e le comunicazioni del Senato, il Senato Bragg ha annunciato una
pubblico - Esso non porta davvero alcun beneficio alla nostra area locale e significativi impatti negativi. La consultazione è stata molto scarsa per tutto il tempo e anche il processo è stato molto scadente".
A settembre, Cr Porteous ha dichiarato ad un'inchiesta parlamentare che il Western Harbour Tunnel potrebbe rendere inutilizzabili le Dawn Fraser Baths riaperte, citando preoccupazioni per i pennacchi tossici dei sedimenti contaminati che fuoriescono nel porto e colpiscono "dog walker, pescatori e nuotatori".
Un portavoce di Transport for NSW ha confutato la contaminazione delle pozze portuali a marzo, dicendo che, anche nello scenario peggiore, la qualità dell'acqua non subirà alcun impatto.
Nella Dichiarazione di Impatto Ambientale (EIS) del Governo dello Stato, lo scavo della galleria riguarderà circa 1 milione di metri cubi di sedimenti, di cui 142.500 metri cubi da intendersi contaminati.
"L'EIS non è nemmeno riuscito a svolgere alcuna indagine per i 18 siti che hanno riconosciuto come potenzialmente contaminati nella parte onshore dell'EIS - ha affermato il dott. Bill Ryall, esperto di valutazione e bonifica di terreni contaminati e locale dell'Inner West - Come puoi valutare l'impatto... se non hai fatto la valutazione?"
Il Comune si è anche opposto all'impatto della costruzione, all'uso del sito Balmain Tigers a Rozelle e alla chiusura pluriennale di Yurulbin Point.
L'impatto sulla salute pubblica, tra cui rumore, vibrazioni, lavori notturni, qualità dell'aria e affaticamento, è stato segnato anche dal Comune e arriva mentre i residenti vicino allo svincolo di Rozelle continuano a segnalare il loro malcontento per i lavori in corso sotto le loro case.

Hagarty accoglie favorevolmente il progetto per lo stadio di Liverpool
Il consigliere di Liverpool e candidato sindaco Nathan Hagarty ha appoggiato il progetto dell'NRL per la costruzione di uno stadio a Liverpool.
Il supporto arriva quando i resoconti dei media indicano che l'NRL ha svolto indagini sulla costruzione del proprio stadio nella LGA di Liverpool.
"Questa è una grande mossa dell'NRL, la accolgo con grande favore e come sindaco mi impegnerei a fare il duro lavoro necessario per realizzarla", ha detto.
Il consigliere Hagarty ha presentato una mozione alla prossima riunione del Consiglio di novembre chiedendo al comune di riaffermare il proprio sostegno a uno stadio a Liverpool e di
raddoppiare gli sforzi di lobbying con il governo statale e federale. “Abbiamo elezioni federali non troppo lontane e il governo statale ha segnalato investimenti a Western Sydney per aiutare la ripresa da COVID.
Ora è il momento di bussare alle porte e assicurarsi un impegno per uno stadio a Liverpool - ha detto Hagarty - I club dei codici sportivi nazionali hanno espresso interesse a trasferirsi a Liverpool se uno stadio dovesse essere costruito qui.
Facciamo in modo che questo possa accadere. Uno stadio a Liverpool darebbe un grande impulso ai nostri interessi economici, culturali e sportivi" ha concluso Hagarty.
Werriwa Residents have a Right to be Aggreived
Anne Stanley MP, Member for Werriwa, says residents of Southwest Sydney ‘have a right to be aggrieved’ after it is revealed that that former Premier Gladys Berejiklian and Health Minister Brad Hazzard ignored health advice, effectively creating two Sydney’s during the four-month lockdown.
Emails from the Chief Health Officer, Dr Kerry Chant, released under a parliamentary order have indicated that, on multiple occasions, lockdown restrictions placed on South-West Sydney were not based on health advice.
“I am not surprised but I am deeply frustrated. Residents of South-West Sydney have a right to be aggrieved.” Ms Stanley said.
“The Chief Health Officer gave clear health advice that recommended ‘consistent measures’
across Greater Sydney, but it was ignored. Since the beginning of lockdown our part of Sydney has been treated differently to the rest of Sydney and now we know it was a political decision, not health advice.
This double standard damaged small businesses who lost contracts to companies in other parts of Sydney, workers were inconvenienced and many lost work and their livelihoods.
This is very concerning as these were some of the harshest restrictions in the country and they were unfairly imposed on the most disadvantaged area in Sydney. The tale of two Sydney’s must come to an end. The only way forward is to treat everybody equitably, no matter where they live.” Ms Stanley said.
revisione degli "accordi per la gestione dei reclami" presso l'ABC e la SBS e ha affermato che "i reclami non vengono affrontati seriamente e questo sta minando l'organizzazione", sostenendo che le emittenti non stavano facendo abbastanza per "risolvere rapidamente" eventuali "errori".
Il senatore Bragg ha affermato che l'inchiesta della sua commissione "esaminerà l'adeguatezza degli accordi esistenti per fornire un quadro che sia accessibile, reattivo, efficiente, responsabile e adatto allo scopo".
Il ministro ombra delle comunicazioni laburista, Michelle Rowland, la scorsa settimana ha definito la mossa "dispendiosa e duplicativa" e "un altro tentativo di interferenza politica da parte di questo governo".
La Buttrose ha chiesto al Senato di "chiudere o sospendere" l'inchiesta. "I politici non possono essere autorizzati a dire all'ABC ciò che può o non può dire".

Al lora! notizie comunitarie
Per celebrare le diversità della nostra comunità:
Salvos Multicultural Gala
di Franco Baldi
Venerdì 19 novembre si è tenuta la prima “Serata di gala multiculturale” organizzata dalla Salvation Army per celebrare le diversità etnica e culturale in Australia e riconoscere il lavoro che viene fatto per creare una società più coesa nella vita di tutti i giorni.
L'evento si è svolto nei locali del CommBank Stadium di Parramatta, un complesso sportivo molto significativo che ha creato la giusta atmosfera per un incontro tanto importante.
Incredibile da quante entità differenti sia formata la nostra grande comunità multiculturale.
Significativo il fatto che la zona del West di Sydney sia stata scelta per un evento così importante e coinvolgente; questo non fa che rafforzare la realtà e cioè che le diverse comunità, che hanno fatto del West la loro residenza, hanno arricchito il paesaggio culturale australiano.
Miriam Gluyas, comandante divisionale per il NSW/ACT della Salvation Army, ha porto il saluto di Benvenuto agli oltre 250 partecipanti rappresentanti tutti i gruppi etnici che vivono in Australia.
“La diversità culturale di Western Sydney - ha esordito Gluyas - è qualcosa che assolutamente va celebrata. Le persone che hanno portato in Australia i loro valori, le loro vite, la loro storia, le loro tradizioni formano il variopinto background culturale della nostra attuale società.
La Salvation Army avrà sempre il desiderio di essere con loro, supportare, celebrare e dare il benvenuto a queste persone perché noi abbiamo cura delle persone per creare una vera comunità di lavoro e di giustizia.
La Salvation Army, attraverso il suo “Multicultural Ambassador
Program”, vuole dimostrare che i loro sogni possono nascere con la speranza di poterli realizzare in un futuro, perché noi crediamo in voi e siamo pronti a lavorare con voi e per voi”.
Dopo il saluto del comandante divisionale, ha preso parola la senatrice Cristina Keneally che ha rimarcato il fatto che, da oltre 100 anni, la Salvation Army è all'avanguardia come organizzazione caritatevole ed è sempre pronta a dedicarsi e a supportare le persone che hanno bisogno di aiuti.
“Grazie all’emigrazione - ha commentato Keneally - si è drasticamente cambiato anche il panorama dell'Australia e questo è stato per il meglio. Questa sera celebriamo il multiculturalismo in questa zona della Greater Western Sydney che è una delle zone più culturalmente e linguisticamente diverse dell'Australia. Questa serata, organizzata dalla Salvation Army, sarà un evento che riuscirà a rafforzare e celebrare il contributo del multiculturalismo in Australia e riconoscere il successo di quei leader attraverso il giusto riconoscimento per il loro lavoro”.
La serata è stata presentata da Stefania Brahms, nota presentatrice di radio e televisione molto familiare specialmente nell’ambito sportivo e, in questo ambiente, totalmente a suo agio.
Ha preso la parola anche l'onorevole Dr. Geoffrey Lee membro per Parramatta e ministro per l'educazione terziaria che ha rappresentato l'on. Natalie Ward, ministro per lo sport, multiculturalismo, Seniors e Veterani, mettendo enfasi sull'importanza del multiculturalismo specialmente in questa zona del West. Dello stesso pensiero anche la risposta di Steve Kamper membro del Parlamento del NSW che, con giusto orgoglio, ha evidenziato di essere


di origine greca e ha dichiarato di essere ben conscio di quanto sia traumatico arrivare in un paese dove nessuno parla la lingua ufficiale.
Lo spettacolo d'apertura, molto intelligentemente, è stato fatto da due rappresentanti aborigeni, Gumaroy Newman e Dave Barrett, fieri discendenti della Gamilaroi e Wakka Wakka Nations che hanno recitato l’Acknowledgement of Country in segno di rispetto alla comunità aborigena passata, presente e futura.
Molto interessante la Danza del Canguro accompagnata dal suono del didgeridoo, uno dei primi strumenti musicali al mondo.
Dopo una breve “lezione di lingua aborigena” durante la quale i presenti dovevano ripetere ad alta voce parole nella lingua dei primi abitatori dell’Australia, Gumaroy ha concluso con un “ciao” lasciando capire, come egli stesso ha poi dichiarato, che un suo lontano nonno era di origini italiane.
A seguire, e veramente apprezzato ed interessante, c’è stato il Duo Luckey Lartey proveniente dall’Africa Orientale che ha dato vita ad uno spettacolo di danza intriso di stile ed energia.
Faceva parte dello spettacolo anche la Bollywood Dance School of Australia, un’associazione che si è posta l'impegno di promulgare la cultura indiana, alle comunità presenti in Australia, attraverso l'arte sotto forma di danza.
A conclusione si è esibito Sydney Chinese Danze Group formato da ballerini professionalmente addestrati nella danza tradizionale cinese e che performano con grande passione danze tradizionali. Anche questo gruppo vede, attraverso la danza, un modo di promuovere le antiche forme di aggregazione con le antiche forme culturali cinesi.
Inoltre, durante la cerimonia, sono stati assegnati premi e awards in riconoscimento a persone singole e ad organizzazioni locali che hanno contribuito a promuovere la diversità e l'inclusione nei posti di lavoro creando iniziative per celebrare la diversità culturale.
A sorpresa, non sono mancati i ringraziamenti alla stampa rappresentata dallo staff del giornale Allora! settimanale che, di matrice multiculturale, ha saputo fare tanta strada in brevissimo tempo arrivando ad essere, al presente, un giornale edito in tre lingue: italiano, inglese, spagnolo, con corrispondenti sparsi un po' qua e là, vicini e lontani nonché con un’utenza cospicua che ne dichiara apertamente il gradimento. Di tutto ciò, la redazione di Allora! ringrazia sentitamente.
Sono stati riconosciuti anche gli “eroi locali” che hanno aiutato nella coesione sociale e hanno aiutato la comunità con progetti e iniziative per rafforzare e sviluppare la coesione di una grande comunità multietnica quanto multiculturale tesa al benessere personale e collettivo, in sintonia con il mondo della globalizzazione per una più alta umanità.





Dave Barrett della Wakka Wakka Nation nella danza del canguro
La senatrice Cristina Keneally presenta un Award
Il Duo Luckey Lartey del West Africa
L'esibizione del gruppo Sydney Chinese Danze Group
La Bollywood Dance School of Australia
durante lo spettacolo
Veduta parziale della sala ricevimenti del CommBank Stadium
Miriam Gluyas, Cristina Keneally e colleghi parlamentari... sul palco
Cerimonia del 4 Novembre commemorata al Fogolar Furlan

Anche quest'anno, purtroppo, abbiamo dovuto festeggiare il 4 di Novembre, Festa delle Forze Armate e dei Caduti in guerra, in numeri alquanto ristretti.
Questo perché le restrizioni governative, dovute alla pandemia da Covid 19, sono ancora in vigore e devono essere rispettate.
Se avessimo invitato tutti coloro che avrebbero voluto partecipare, difficilmente saremmo riusciti a controllare la folla secondo i canoni guida del Dipartimento della Salute del Queensland.
Comunque, la rappresentanza delle Associazioni Italiane in Brisbane, in testa il Com.It.Es. in-
sieme ai Commendatori, Grande Ufficiale e Cavalieri della Repubblica, non è mancata.
La presenza del Console Salvatore Napolitano ha dato ufficialità alla cerimonia.
In rappresentanza delle Forze Armate, le associazioni di categoria Alpini, Carabinieri, Marinai e 2 Bersaglieri dell'associazione Regio esercito Italiano, in divisa d'epoca, hanno dato carattere alla manifestazione che, vogliamo ricordare, ha avuto origini il 4 Novembre 1918, fine della Prima Guerra Mondiale.
Quest'anno, perdippiù, ricorre il Centenario del Milite Ignoto.
Brevemente, per onorare tutti i caduti in guerra, la salma di un soldato non identificato fu scelta, tra dieci altre salme di soldati italiani, le cui identità rimasero ignote, dalla madre di un irredento italiano il cui corpo non fu mai trovato.
La salma del milite ignoto fu quindi trasportata, via treno, da Aquilea a Roma dove ora riposa nella cripta interna del Vittoriano. La cerimonia, è stata condotta
con un grande spirito di partecipazione come è dovuto in queste occasioni.
Si è iniziato con l'alza bandiera al suono dell'Inno Nazionale seguito dalla deposizione delle corone dei fiori al suono della “Leggenda del Piave”. Quindi l'Onore ai Caduti, la tromba di Milana Emanuele suona, come nelle passate cerimonie, il “Silenzio” e “The Last Post”. Al termine, un breve discorso
del Console ha evidenziato l'importanza di commemorare questa ricorrenza che unisce i nostri tratti culturali italiani.
Un ringraziamento all'Associazione Nazionale Alpini di Brisbane e all'Associazione Fogolar Furlan che hanno reso possibile questo evento.
Walter Antonucci Presidente ANA
Fotografie di Sonia Basile

Canberra's National Multicultural Festival has been cancelled for the second year in a row

The National Multicultural Festival will not be going ahead in 2022 - the second year in a row the event has been cancelled.
Despite the Folk Festival and Summernats both getting the all-clear for next year, the ACT government has identified COVID-19 as the reason for the festi-
val being postponed until 2023. In a statement, the government said planning had been underway to deliver the festival in a COVID-safe way, but it had become impossible to organise the festival in time due to the redeployment of staff and planning requirements.
ACT Minister for Multicultural Affairs Tara Cheyne said the government understood that the Canberra community would be disappointed.
"Today we're announcing a really difficult decision that the multicultural festival in 2022 will not be going ahead. This is a decision that has not been taken lightly by any means - she said - I understand that there's going to be disappointment throughout our community - from our multicultural communities, but also the community at large."
Ms Cheyne said that once the ACT went into lockdown, the ACT government decided to divert their resources into the COVID-19 response.
"We made the decision that our festival planning team be diverted to assist," she said.
"It was important for us to ensure that the multicultural community was supported right throughout the challenges of lockdown. So that entire team was diverted to assist with the health response."
She confirmed that the festival had not been postponed due to limits on COVID numbers, but rather a redirection of resources.
"The reasons for delaying the festival are not due to its size, it's simply due to us not being able to give it the planning that it needed to be able to have the celebration that the city deserves," she said.
Ms Cheyne said the thousands of dollars allocated in the budget for the festival would now be redirected to other events across the ACT, like Australia Day and Canberra Day.
"While the festival will not take place next year, we are committed to supporting and celebrating our community's diversity," she said.
"To do this, additional funding of $400,000 that was allocated to the festival in the 2021-22 budget will be provided to Events ACT to support the participation of multicultural organisations in other events."
The announcement came as a blow to many members of the ACT's multicultural community.
Wilson Lo is a member of the Canberra Dragon Dance group.
He said it was "a shame" that the festival was cancelled, but it was not unexpected.
For Dr Lo, the festival brought him a sense of belonging in Canberra. "I grew up in Canberra, and when I grew up there wasn't a lot of Asian culture here," he said.
"I said to myself, I don't want that to happen to other people. I want everyone to experience a lot of culture from places where they come from and to share that.
"So when I saw the Multicultural Festival for the first time in Canberra, I was just amazed and proud of being a part of Canberra.
Il console Napolitano, il presidente Antonucci e decorati della Repubblica
Una bellissima foto per un bellissimo assieme di giovani e giovanissimi Alpini... e belle Alpine!
¡ Luego!
Miércoles 24 Noviembre 2021
Garcìa
Australia devuelve el Parque Nacional de Daintree, la selva tropical más antigua del mundo, al pueblo Kuku Yalanji Oriental
El Daintree, hogar desde hace más de 60.000 años del pueblo de los Eastern Kuku Yalanji, tendrá participación aborigen en su gestión como sucede con otros lugares emblemáticos y patrimoniales como la Barrera de Coral y el Parque Nacional Kakadu, ambos en el norte del país, así como el de Uluru, en el desierto rojo australiano.
Las autoridades australianas devolvieron a sus dueños tradicionales el Parque Nacional de Daintree, la selva tropical más antigua del mundo y Patrimonio de la Humanidad, en virtud de un acuerdo anunciado este miércoles para un territorio de más de 1.100 kilómetros cuadrados en el extremo nororiental del país.
El Daintree, hogar desde hace más de 60.000 años del pueblo de los Eastern Kuku Yalanji, tendrá participación aborigen en su gestión como sucede con otros lugares emblemáticos y patrimoniales como la Barrera de Coral y el Parque Nacional Kakadu, ambos en el norte del país, así como

el de Uluru, en el desierto rojo australiano.
Además del Daintree, el gobierno del estado australiano de Queensland entregará otros tres Parques Nacionales: Ngalba-bu-
lal, en la zona patrimonial de las selvas tropicales; el Kalkajaka o las misteriosas montañas negras, y el de las Islas Hope, en el Cabo de York, situado en el extremo nororiental de Australia.
La peruana Haydeé Cáceres obtiene premio internacional
La actriz Haydeé Cáceres recibió el premio a Mejor actriz en el festival Sydney Science Fiction Film, que se realizó en Australia.
La primera actriz peruana Haydeé Cáceres sumó un nuevo reconocimiento a su carrera al ser distinguida como la Mejor Actriz en el festival Sydney Scienc Fiction Film. La artista nacional recibió este galardón por su papel protagónico en la película “El corazón de la luna”, dirigida por Aldo Salvini.
En la película, la actriz de 71 años da vida a M, una mujer de avanzada edad que vive sola y desamparada, y que por su situación es ignorada por la gente que la rodea. Además, debe trabajar en duras condiciones para poder
en
el Festival de Cine
ganar dinero y sobrevivir.
Sobre su premio, la actriz Haydeé Cáceres conversó con América Espectáculos y confesó sentirse muy feliz por ser distinguida a nivel internacional. Por si fuera poco, aseguró que su título responde a un trabajo colectivo.
Ganadora como la mejor actriz en el Festival de Cine de Australia, figúrate que emoción competir con grandes estrellas de Australia, Estados Unidos, Italia. Que lindo, maravilloso. Este es un triunfo del Perú, del cine peruano”, manifestó la primera actriz peruana.
“Ha sido un reto muy grande en mi carrera, representar a una mujer que debe sobrevivir en un medio hostil donde reina la des-
esperanza, pero el resultado fue hermoso. Es una anciana que muestra todo su mundo, esa carga de emociones y sentimientos que no lo dice en palabras, solamente son sonidos y acciones físicas”, agregó.
Por otro lado, la actriz nacional confesó que se sintió muy segura al trabajar junto al cineasta peruano Aldo Salvini, a quien calificó como un “gran director” y dijo que la ayudó mucho para obtener este premio internacional.
“Trabajar con Aldo (Salvini) es maravilloso. Sabes que cuando me presentó la obra me dijo: ‘Mira, Haydee, tengo este proyecto’. Yo a ojos cerrados le dije: ‘trabajamos, Aldo’. Es un capazo, un gran director”, precisó Cáceres.

La entrega a sus dueños tradicionales del Daintree junto a los otros tres parques es "un evento histórico significativo", dijo Chrissy Grant, del comité de negociación de los dueños tradicio-
nales del Eastern Kuku Yalanji, en un comunicado del gobierno estatal de Queensland.
Por su parte, la ministra de Medio Ambiente de Queensland, Meghan Scanlon, dijo en el comunicado gubernamental que Australia tiene un pasado incómodo y feo, por lo que la devolución era un paso clave en el camino hacia la reconciliación.
"La cultura del pueblo Eastern Kuku Yalanji es una de las más antiguas del mundo y este acuerdo reconoce su derecho a poseer y gestionar su país, a proteger su cultura y a compartirla con los visitantes a medida que se convierten en líderes de la industria turística", dijo Scanlon. Los cuatro parques serán gestionados conjuntamente entre los dueños tradicionales y el gobierno de Queensland, que hasta la fecha ha devuelto más de 38.000 kilómetros cuadrados de terrenos a los dueños tradicionales del Cabo York, de los cuales unos 23.000 kilómetros cuadrados están bajo administración compartida.

Exagente de Pichochet agota las vías en Australia para evitar su extradición
Adriana Rivas, exagente del régimen de Pinochet y acusada en Chile por la desaparición de siete personas en la década de 1970, compareció este jueves por videoconferencia desde prisión ante el pleno del Tribunal Federal de Australia en Sídney, para apelar un fallo contra su extradición al país sudamericano.
En el juicio virtual, que quedó visto para sentencia, el abogado de Rivas, Frank Santisi, basó sus argumentos en que "existe la ley chilena de Amnistía" en Chile que no ha sido derogada por el Parlamento e insistió en que no se puede "castigar lo que es impune".
Santisi se refería a la ley aprobada el 18 de abril de 1978, que protege a los autores, cómplices o encubridores de delitos perpetrados durante la dictadura de Pinochet desde el 11 de septiembre de 1973 -día del golpe de Estadohasta el 10 de marzo de 1978.
La apelación es contra un fallo pronunciado el 29 de octubre de 2020 por un tribunal local de Sídney y ratificado el pasado 24 de junio por el Tribunal Federal Australiano a favor de la extradición de esta chilena de 68 años acusada de siete cargos de secuestro agravado.
De confirmarse la extradición por este tribunal, Rivas tendría como última escapatoria el Tribunal Superior de Australia, pero para poder recurrir a esta instancia debería demostrar que existió un error en el procedimiento.
Durante la vista de hoy, dos de los tres magistrados, Debbie Mortiner y Robert Bromwich, fueron particularmente incisivos con los argumentos de la defensa de Rivas, por considerar que los llevaban a un "completo callejón sin salida" y que cuestionan los principios "centrales" de la ley de extradición.

Australia se compromete a alcanzar cero emisiones para 2050, pero sin fortalecer los objetivos a 2030

Australia, uno de los principales países productores de combustibles fósiles, anunció este 26 de octubre que se compromete a alcanzar cero emisiones netas para 2050.
Sin embargo, el primer ministro Scott Morrison no cambiará la meta crucial en la reducción de emisiones contaminantes para el 2030. El anuncio se produce a pocos días de la cumbre climática COP26, que permitirá evaluar los progresos iniciales de las metas fijadas en el Acuerdo de París de 2015.
Australia trata de salir al paso a las críticas por sus políticas ambientales. Este país, uno de los grandes contaminadores per cápita de todo el planeta, apunta a lograr cero emisiones netas de carbono para el 2050. Así lo aseguró el primer ministro Scott Morrison.
"Nuestro nuevo objetivo oficial de alcanzar cero emisiones netas para 2050 logra el equilibrio correcto. Nuestro plan traza una forma exclusivamente australiana que reconoce los desafíos. El mundo está cambiando. Y la respuesta de la gente al cambio climático está cambiando al mundo", sostuvo Morrison.
Pero el país no legislará esa meta. En cambio, dependerá de los consumidores y las empresas impulsar la reducción de los gases contaminantes.
El dirigente político señaló que Australia no fortalecerá su objetivo ya fijado de reducir las emisiones entre un 26 y 28% para 2030, con respecto a los niveles de 2005. Se trata de una fecha crucial para llegar hasta la meta que se promete para 2050 y que es considerada modesta con respecto a las acciones de otros países desarrollados.
Según el líder conservador, en todo caso la nación podría reducir los gases de efecto invernadero entre un 30 y 35 % dentro de nueve años.
El Gobierno espera que las tecnologías existentes ayudarán a Australia a conseguir el 85% del camino hacia las emisiones ne-
tas y las tecnologías emergentes logren el resto de la meta.
"Las acciones de los australianos sobre el cambio climático hablan más que las palabras de otros. Lo estamos logrando en la reducción de emisiones. Ese es el estilo australiano".
“No es una revolución sino una evolución cuidadosa”
Australia es uno de los mayores exportadores de carbón y gas natural licuado del mundo, industria de la que depende en gran parte su economía, y uno de los mayores contaminadores per cápita.
El propio Morrison, como ministro del Tesoro en 2017, defendió fehacientemente a la industria minera. En la memoria de los australianos aún está su aparición ante el Parlamento con una pieza de carbón en la mano en la que respaldó a los combustibles fósiles mientras señalaba” no tengan miedo”.
Este martes, durante su anuncio, Morrison trató de mantener en una balanza sus promesas climáticas con minimizar cualquier amenaza a las industrias y empleos nacionales como resultado de la reducción de los gases contaminantes.
"Los australianos quieren acciones sobre el cambio climático. Están tomando medidas contra el cambio climático, pero también quieren proteger sus trabajos y sus medios para ganarse la vida. También quieren mantener bajos los costos de vida (…) También quiero proteger el estilo de vida australiano, especialmente en las zonas rurales y regionales. El estilo de vida australiano es único”, enfatizó.
Para algunos, aún existen dudas sobre cómo el país podría alcanzar el objetivo de cero emisiones para 2050, manteniendo hacia 2030 una meta considerada débil.
"A menos de que el Gobierno ponga las ruedas en marcha para reducir nuestras emisiones a la mitad para el 2030, está empeorando el cambio climático y dando la espalda a las oportuni-
Australia, a un paso de eliminar el cáncer de cuello uterino

Australia, a un paso de eliminar el cáncer de cuello uterino
La eficacia del plan nacional de vacunación y del programa de chequeos dirigidos a las mujeres a partir de los 25 años podría acabar con la enfermedad en 2035
Australia se encamina a eliminar el cáncer de cérvix en 2035, según una investigación publicada hoy, que destaca la eficacia del plan nacional de vacunación y del programa de chequeos dirigidos a las mujeres a partir de los 25 años.
dades", replicó Kelly O’Shanassy, directora ejecutiva de Australian Conservation Foundation, organización ambiental del país. Hasta ahora su Gobierno ha recibido fuertes críticas dentro y fuera del país, incluidos aliados como Estados Unidos, por ser uno de los pocos territorios desarrollados en no comprometerse antes a cero emisiones netas para 2050.
No obstante, el anuncio de su nuevo ambicioso objetivo podría aliviar las críticas internacionales de cara a la conferencia climática COP26 de Naciones Unidas, en Glasgow, Escocia del próximo 31 de octubre al 12 de noviembre.
«Nuevos resultados de nuestro equipo del Consejo contra el Cáncer NSW (siglas en inglés del estado de Nueva Gales del Sur) pronostican que el cáncer puede potencialmente eliminarse en 2035 y (Australia) sería el primer país en hacerlo», dijo la directora de investigación de este organismo, Karen Canfell.
El estudio destaca que Australia se beneficia de haber sido el primer país en introducir la vacunación contra el virus del papiloma humano (VPH) y del programa de exámenes médicos introducido el año pasado.
Según Canfell, la combinación de ambos reducirá la mortali-
dad por cáncer de cérvix o cuello del útero a menos de 6 por cada 100.000 en 2022, lo que permitirá a Australia clasificar como una forma rara de cáncer esta enfermedad que supone la principal causa de muerte de las mujeres en los países subsaharianos.
«Aunque la OMS (Organización Mundial para la Salud) aún no ha establecido el umbral para eliminar el cáncer de cérvix como un problema de salud pública, estos hallazgos indican que incluso en umbrales muy bajos, Australia está preparada para eliminarlo en los próximos 20 años», añadió Canfell.
El Consejo contra el Cáncer NSW remarcó que la eliminación depende de que la vacunación y los exámenes médicos se mantengan en las tasas actuales, precisó Canfell en un comunicado publicado en el portal del mismo. El nuevo programa nacional de exámenes prevé que las mujeres hagan su primer chequeo a los 25 años y después cada cinco años si no se detecta riesgo de VPH, cuya infección está asociada con el virus de cáncer de cérvix, cáncer de vagina, vulva, ano, pene y orofaringe.
Un australiano demanda al medio que erróneamente lo identificó como
el secuestrador de la niña Cleo Smith

Terrance Flowers asegura que sufrió un ataque de pánico severo y tuvo que ser hospitalizado después de que su imagen fuera divulgada por 7News.
Un australiano, que fue erróneamente identificado por el canal informativo 7News como el presunto secuestrador de la niña de cuatro años Cleo Smith, ha presentado una demanda por difamación contra la empresa de medios en la Corte Suprema de Australia Occidental.
Terrance Flowers, residente de la ciudad de Karratha, sostiene que sufrió un ataque de pánico severo y a consecuencia tuvo que ser hospitalizado, después de que
7News mostrara su imagen el pasado 3 noviembre en transmisiones televisivas, un artículo en línea, un tuit y una publicación de Facebook, tratándolo como el sospechoso en el caso de la menor, informan medios locales. Cabe mencionar, que el nombre del hombre que arrestó la Policía es Terence Darrell Kelly, que se escribe de manera diferente al de Terrance Flowers. Por otro lado, Flowers explicó que en su perfil de Facebook usa el apellido de su madre, Kelly. Y fue precisamente de esa red social de donde 7News había tomado sus imágenes personales para las publicaciones erróneas.
Frente al incidente, la compañía emitió una declaración disculpándose por la confusión y reconociendo el error. "El miércoles [3 de noviembre], 7News mostró erróneamente imágenes de un hombre que fueron etiquetadas incorrectamente como la persona arrestada por la desaparición de Cleo Smith", decía el comunicado. "Estos se eliminaron de inmediato, no obstante, 7News se disculpa por el error".
Sin embargo, Terrance Flowers contrató a un equipo de abogados en Sídney después de convertirse en "objeto de odio en todo el país y el mundo" a consecuencia de la divulgación de su rostro. "Es de gran preocupación para el señor Flowers y su familia que una importante empresa de medios proceda con una historia de esta magnitud sin estar absolutamente segura de su exactitud. El efecto de este error sustancial ha sido devastador", aseguraron sus defensores en un comunicado. "Dado que el asunto está ahora ante el tribunal, el señor Flowers no hará más comentarios y solicita que se respete la privacidad de su familia para que ese proceso se lleve a cabo correctamente", concluyó el equipo.


Jorge Mario Pedro Vargas Llosa. (Arequipa, Perú, 28 de marzo de 1936).
Escritor, político y periodista peruano. Premio Nobel de Literatura 2010.
Pasa su infancia entre Bolivia y Perú y al terminar sus estudios primarios colabora en los diarios La Crónica y La Industria.
En 1952 escribe una obra de teatro titulada La huida del Inca, que se estrena en un teatro de Lima.
Estudia Letras y Derecho en la Universidad Nacional Mayor de San Marcos y empieza a colaborar profesionalmente en periódicos y revistas, siendo editor de los Cuadernos de Composición y la revista Literatura.
En 1958 le conceden la beca de estudios "Javier Prado" en la Universidad Complutense de Madrid, donde obtiene el título de Doctor en Filosofía y Letras.
Un año más tarde se traslada a París, y allí trabaja en diferentes medios hasta que logra entrar en la Agencia France Press y, más tarde, en la Radio Televisión Francesa, donde conoce a numerosos escritores hispanoamericanos.
En 1965 se integra en la revista cubana Casa de las Américas como miembro de su consejo de redacción y permanece en ella hasta 1971.
En esos años actúa varias veces como jurado de los premios Casa de las Américas.
Posteriormente viaja a Nueva York, invitado al Congreso Mundial del PEN Club, e instala su residencia en Londres, donde trabaja como profesor de Literatura Hispanoamericana en el Queen Mary College.
Durante este periodo trabaja además como traductor para la UNESCO en Grecia, junto a Julio Cortázar; hasta 1974 su vida y la de su familia transcurre en Europa,
residiendo en París, Londres y Barcelona.
En 1975 inicia una serie de trabajos cinematográficos, y en marzo de ese año es elegido Miembro de Número en la Real Academia Peruana de la Lengua.
En 1976 es elegido presidente del PEN Club Internacional, cargo que ocupa hasta 1979.
En Perú presenta el programa televisivo La Torre de Babel y en 1983 preside la Comisión Investigadora del caso Uchuraccay, dedicado a resolver el asesinato de ocho periodistas.
A finales de los ochenta entra en el mundo de la política en Perú y en 1990 regresa a Londres, donde retoma su actividad literaria.
En marzo de 1993 obtiene la nacionalidad española, sin renunciar a la peruana. Colabora en el diario El País y con la revista cultural Letras Libres.
En 1994 es nombrado miembro de la Real Academia Española y ese mismo año gana el Premio Miguel de Cervantes; posteriormente es reconocido doctor honoris causa en numerosas universidades.
Su obra ha sido traducida a más de 30 idiomas.
En 2013 le conceden el premio Columnistas de El Mundo, en reconocimiento a su faceta periodística.



Il cardinale Sarah chiama i sacerdoti cattolici al rinnovamento spirituale

In un nuovo libro, il cardinale Robert Sarah chiama i sacerdoti al rinnovamento spirituale, dicendo che non avverrà attraverso cambiamenti strutturali, ma attraverso la riscoperta della missione e dell'identità del sacerdote come presenza di Cristo nel mondo.
“Cristo non ha mai creato strutture. Ovviamente non sto dicendo che non siano necessarie. L'organizzazione è utile nella società, ma non è la priorità”, ha detto Sarah in un'intervista del 16 novembre al settimanale cattolico francese Famille Chrétienne.
“La priorità è la primissima parola di Cristo nel Vangelo di Marco: 'Convertitevi e credete al Vangelo'”. L'ex capo della liturgia del Vaticano ha pubblicato in Europa il 17 novembre “Pour l'éternité: Méditations sur la figure du prêtre” (“Per l'eternità: meditazioni sulla figura del sacerdote”). Il libro, attualmente disponibi-
le solo in francese, include brani di santi e Padri della Chiesa per incoraggiare la meditazione sul rinnovamento del sacerdozio, che, secondo il cardinale, è un passo necessario per risolvere la crisi della Chiesa cattolica.
“Se i preti, se la società guardano a Dio, allora penso che le cose cambieranno”, ha detto a Famille Chrétienne. “Se il Vangelo non cambia i cuori, non cambia la politica, non cambia l'economia, non cambiano i rapporti umani. È Cristo che è la nostra pace, che creerà relazioni umane più fraterne, di collaborazione, di cooperazione».
Anche le strutture “sono spesso un pericolo, perché ci rifugiamo dietro di esse”, ha detto. “Dio non chiederà resoconti di una conferenza episcopale, di un sinodo… Siamo noi, vescovi, che dovrà rendere conto: come avete gestito la vostra diocesi, come avete amato i vostri sacerdoti, come li avete
A new law proposal: "Legal personality since conception"

«Every human being has the legal capacity from the moment of conception. The property rights that the law recognises in favour of the unborn child are subject to the event of birth." It is the short and meaningful text of a popular law proposal to modify article 1 of the civil code in Italy by attributing legal capacity to the unborn child from conception. It was presented in the Nasiriyah Fallen Hall of the Senate, on the occasion of the 30th anniversary of the ratification of the UN Convention on the Rights of the Child.
accompagnati spiritualmente? "
Sarah ha concluso un mandato di oltre sei anni come prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti a febbraio.
Il 76enne della Guinea ha scritto un libro sul sacerdozio, il celibato e la crisi della Chiesa cattolica, "Dal profondo dei nostri cuori", nel 2020. Il libro ha suscitato polemiche incentrate sul fatto che sia stato co-autore di Papa emerito Benedetto XVI.
Sarah ha detto che nel suo nuovo libro ha voluto esprimere il suo affetto e incoraggiamento sia ai sacerdoti in difficoltà sia a coloro che si sentono forti nella loro vocazione.
“Si tratta di incoraggiarli a non perdere Dio, ad avere il coraggio di seguire Cristo come hanno accettato fin dall'inizio, il giorno della loro ordinazione”, ha spiegato. “Perché la crisi che stiamo attraversando oggi nella Chiesa dipende essenzialmente dalla crisi sacerdotale”.
Il porporato ha anche commentato lo scandalo degli abusi nel sacerdozio, affermando che la Chiesa «non deve avere paura della verità».
“Dobbiamo sentirci profondamente feriti, soffrirne come soffrì Cristo quando Giuda lo tradì, quando Pietro lo rinnegò”, ha detto, aggiungendo che la Chiesa e i suoi sacerdoti dovrebbero essere modelli, e anche un caso di abuso è di troppo.
“La scoperta di tanti peccati commessi ci dà una migliore comprensione dell'apparente sterilità delle nostre chiese locali. Come potremmo portare frutto quando un cancro simile ci rode dall'interno? Dobbiamo riscoprire il significato della penitenza e della contrizione", ha detto, sollecitando l'adorazione di Gesù Sacramentato "in riparazione delle profanazioni commesse contro la sua immagine nelle anime dei bambini".
Sarah ha aggiunto che i cattolici non devono lasciarsi vincere dallo scoraggiamento, però, perché la stragrande maggioranza dei sacerdoti è fedele, il che è motivo di ringraziamento.
“La loro fedeltà quotidiana e nascosta non fa rumore, ma porta silenziosamente semi profondi di rinnovamento”, ha detto.

di Marco Testa
La protesta contro la legge sull’eutanasia ora al vaglio del Parlamento del NSW ha visto radunarsi migliaia di persone nelle strade di Sydney. "Compassion Never Kills" è stata organizzata da Right to Life NSW, con il supporto delle comunità e dei maggiori gruppi religiosi.
La manifestazione si è posta contro l'oltraggiosa proposta di legge sull'omicidio avanzata da Alex Greenwich. Il NSW è l'ultimo stato dell’Australia rimasto a non aver legiferato una legge sulla morte assistita volontaria. Sia il Premier Dominic Perrottet che il leader dell'opposizione Chris Minns si sono opposti al provvedimento.
Alla protesta hanno partecipato l’Arcivescovo di Sydney Mons. Anthony Fisher, il Vescovo Anglicano di Sydney Michael Stead, i parlamentari Guy Zangari (laburista) e Kevin Connelly (liberale), l'ex deputato del Partito Democratico Cristiano Rev Fred Nile, il Prof. Andrew Cole di HammondCare e la Prof.ssa Maria Cigolini, rappresentante di Health Professionals Say No.
Le leggi sulla morte volontaria assistita (VAD) minacciano di trasformare l'Australia in una società a due classi, secondo quanto affermato dall'arcivescovo Anthony Fisher durante la manifestazione. “Ci saranno gli studenti di prima classe e le loro vite saranno sacre, - ha detto l'arcivescovo Fisher - ci saranno programmi per proteggerli anche da se stessi: programmi di prevenzione del suicidio, cliniche per la depressione, linee di assistenza, e chi più ne ha più ne metta. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per mantenere gli alunni di prima classe al sicuro e le loro vite sacre. Poi ci saranno
gli studenti di B e le loro vite non saranno più sacre. Sarà legale uccidere quelle persone. Sarà legale dar loro un veleno per aiutarli a suicidarsi”.
L’Italo-australiano Guy Zangari, Membro Statale per Fairfield ha partecipato alla protesta per far sentire la sua voce a difesa del diritto alla vita. “Ho partecipato al raduno fuori dal parlamento del NSW, in rappresentanza di Tania Mihailuk MP, co-presidente del NSW Parliamentary Friends of Religious Freedoms. Mi oppongo al Voluntary Assisted Dying Bill, combatteremo la buona battaglia uniti, perché stiamo precipitando a caduta libera,” ha sottolineato Guy Zangari.
Santa Messa Italiana a Moorebank
La Congregazione dai Padri Somaschi informa che la solenne Santa Messa domenicale in lingua italiana nella parrocchia di San Giuseppe, Moorebank riprenderà a partire da domenica 28 novembre 2021, ore 10.45am.
Tutti i fedeli sono esortati a fare ritorno alla Mensa del Signore in occasione della prima domenica di Avvento, tempo dell'anno liturgico che ci prepara al Natale. Per informazioni sulle sante messe e le attività pastorali potete chiamare il i Padri Somaschi al numero (02) 9602 1083 o visitare la parrocchia al 231 Newbridge Road, Moorebank NSW 2171
Paola Binetti, senator and promoter of the initiative, has also proposed an allowance for families, which is given when the unborn reaches the seventh month of gestation. "In the legal feeling of the country, the unborn child is there", emphasises Binetti. The Senator has also noted that another law was recently approved in the Senate dealing with rare diseases, which provides for "extended prenatal screening" for pathologies that manifest themselves at a fetal stage. It is now a question of "rediscovering the intrinsic value of the dignity of life."

Mussolini è fuggito in Giappone?
di Ambrogio Bianchi
Angelo Paratico, storico e romanziere, nei prossimi giorni presenterà il suo ultimo libro, pubblicato dalla Gingko Edizioni e intitolato “Mussolini in Giappone”.
Si tratta di un romanzo breve, contenente una notevole quantità di riferimenti storici. Viene così esposta, per la prima volta la possibilità, secondo noi non del tutto peregrina, che l’uomo ucciso a Giulino di Mezzegra, il 28 aprile 1945, non fu Benito Mussolini, ma un sosia.
Questo spiegherebbe l’incoerenza di certi suoi comportamenti, nei suoi ultimi giorni e tutti i misteri che ancora circondano le circostanze della sua fine.
Pare inspiegabile la sua scarsa lucidità nel prendere decisioni dopo Como, e il fatto che il suo viso apparve sfigurato già all’arrivo a Piazzale Loreto. E non si capisce perché venne fucilato di nascosto e non portato sul lungolago di Dongo, distante solo pochi chilometri e lì giustiziato, in bella vista, assieme agli altri gerarchi e a uno sfortunato autostoppista.
A Milano, il 25 aprile 1945, Mussolini ebbe varie opportunità per mettersi in salvo, ma non volle coglierle. Prima fra tutte quella di chiudersi nel Castello Sforzesco e attendere l’arrivo degli Alleati.
I partigiani non disponevano di armi pesanti e non sarebbero mai riusciti a espugnarlo. Un’altra via di fuga, caldeggiata da Vittorio Mussolini, fu una corsa sino all’aeroporto di Ghedi, per salire su di un SM79 che lo avrebbe portato in Spagna.
La Svizzera, contrariamente a ciò che si crede, non fu mai un’opzione, Mussolini sapeva che non lo avrebbero mai lasciato passare.
Sul tavolo stava anche un’altra via di fuga, assai più complessa e per la quale la segretezza più assoluta era una condizione indispensabile. Questa prevedeva l’utilizzo di un sommergibile.
Tale piano era stato ap-
prontato da Enzo Grossi (1908 -1960), un abilissimo e pluridecorato sommergibilista, che in Francia era stato a capo della base di Betasom.
A tali preparativi accennò lo stesso comandante Grossi nelle sue memorie, ormai introvabili, intitolate “Dal Barbarigo a Dongo”. Grossi fu un coraggioso uomo di mare che morì giovane, consumato dall’amarezza per essere stato ingiustamente accusato di aver imbrogliato le carte in cambio di due medaglie d’oro, una d’argento e due croci di guerra tedesche, mentendo sull’affondamento di due corazzate americane, con il sommergibile Barbarigo da lui comandato, il 20 maggio 1942, al largo delle coste brasiliane.
Una commissione di ammiragli, dopo la guerra, discusse il suo caso, accusandolo di frode ma dimenticando di tenere conto dei diversi fusi orari. Come dimostrò Antonino Trizzino nel suo libro “Navi e poltrone” uscito nel 1952, Grossi affondò due grandi navi nemiche, ma non erano quelle che lui pensava.
Viste dal periscopio d’un sommergibile, nel mezzo di una rischiosa azione e con il mare mosso, tutte le navi sono di difficile da identificare.
Un decreto del Presidente della Repubblica lo privò delle sue decorazioni. Lui protestò con veemenza e, nell’ottobre del 1954, a causa di una sua lettera indirizzata al Presidente, fu condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione per ‘vilipendio del capo dello Stato’. Grossi aveva militato nella RSI, pur non avendo mai accettato la tessera del partito fascista ed era sposato con una donna ebrea, che non smise di praticare la propria religione. Riuscì a stento a sottrarla alle SS, che la rilasciarono, permettendole di tornare a casa dai loro bambini.
Nel capitolo XI del suo libro, intitolato “Un sommergibile per Mussolini”, Grossi racconta che Tullio Tamburini gli rivelò di essersi accordato con

gli alleati giapponesi per approntare un grosso sommergibile, al fine di metterlo in salvo, e nei suoi piani sarebbe stato lui a comandarlo, portandolo nel Pacifico.
Tamburini accennò a Mussolini di quel piano, ma gli rispose che non ne voleva sapere. Questo fu confermato da Mussolini stesso quando incontrò Grossi, nel febbraio 1945 e lo ringraziò per i suoi sforzi. Poi aggiunse: “Non sono interessato a vivere come un uomo qualunque. Vedo che la mia stella è al tramonto e che la mia missione è conclusa…”.
L’esistenza di questi piani fu confermata anche dal vicesegretario del Partito fascista repubblicano ed ex federale di Verona, Antonio Bonino, nelle sue memorie, intitolate “Mussolini mi ha detto” uscito in Argentina nel 1950.
Questo è apparentemente

tutto quanto se ne sa, ma secondo Paratico, il meccanismo continuò a muoversi, indipendentemente dalla volontà degli ideatori e fu adattato, affidando il comando del sommergibile oceanico Luigi Torelli a un tedesco.
Dunque, Mussolini, nel primo pomeriggio del 25 aprile 1945, fu prelevato da un’auto guidata da un diplomatico giapponese che lo portò a Trieste, dove s’imbarcò sul sommergibile Torelli, che lo attendeva nel porto, dopo che era stato fatto rientrare dal Giappone, dove si trovava e dove effettivamente ritornò.
Fu affondato dagli americani nel settembre 1945, davanti alla baia di Tokyo.
Mettendo da parte la storia alternativa e passando al romanzo, debbo dire che questo libro si legge bene e me ne ha ricordato un altro, avente un tema e uno sviluppo simile, che lessi alcuni anni fa.
L’autore fu il grande scrittore e sinologo belga, Simon Leys (Pierre Ryckmans), ed era intitolato: “La morte di Napoleone”. Il Leys immaginava la sostituzione con un sosia al Napoleone confinato a Sant’Elena e un suo ritorno, in incognito, in Francia.
Dopo varie peripezie, Napoleone è costretto a una vita da “uomo qualunque” dividendo il letto con una ortolana parigina. E, intanto, fra i cavoli e gli ortaggi, lavorava segretamente per compiere le sue vendette, ma poi s’ammalò e poi morì. Tutti coloro che hanno studiano l’epopea napoleonica resta-
no colpiti da questa bizzarra fantasia del Leys, che aggiunge una nuova sfaccettatura, un punto di meditazione, a quel grande personaggio.
Il Mussolini che l’autore descrive è segnato dal lutto e dai sensi di colpa, ha frequenti crisi di pianto.
Ripensando alla sua giovinezza da anarchico e squattrinato socialista, pensa che avrebbe dovuto salire sulle montagne come partigiano e poi lottare contro al tedesco invasore, invece di assecondarlo. La sua sofferenza e i suoi rimpianti vengono solo parzialmente leniti fra le mura di un antico tempio buddista, a Nikko.
L’idea dell’autore è assai originale e mai prima esplorata. E con questo scarno libro mostra di possedere una profonda conoscenza non solo di quell’uomo, ma anche dell’uomo.

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sui sentieri della memoria
Aborigeni d’Australia: il potere della mente
di Francesco Raco
Sono diventato cittadino Australiano il 28 di Maggio del 1998.
Avendo di già la residenza permanente ottenuta per aver sposato una cittadina australiana, non sarebbe stato necessario ma la richiesi per evitare complicazioni di ordine amministrativo e burocratico in futuro.
Un po’ per lo stesso motivo per cui mi sono vaccinato. Quindi credo di essere nella situazione della maggior parte dei lettori di questa rivista. E immagino che con voi condivido emozioni, sentimenti e contraddizioni che derivano da questa doppia appartenenza.
Devo ammettere che per motivi culturali e avendo subito episodi di discriminazione non gravissimi ma fastidiosi non sono mai riuscito ad identificarmi in questa realtà.
Ma c’è un suo aspetto che invece mi rende particolarmente orgoglioso di essere australiano quello di condividere la nazionalità con i suoi abitanti originari cioè gli aborigeni. Un insieme molto vasto di tribù della stessa etnia sparsi su tutto l’immenso territorio, con lingue, dialetti diversi e usanze adattate alle differenti caratteristiche territoriali e ambientali ma con la stessa cultura e spiritualità.
Una civiltà “campione del mondo” sotto molti aspetti, a cominciare dall’anzianità. Più le ricerche vanno avanti più la data di inizio viene retrocessa. Ormai siamo oltre 60.000 anni. 10 volte più antica della civiltà mesopotamica (Sumeri, Babbilonesi, Assiri, ecc) da cui poi è derivata la nostra mediterranea.
Ma l’aspetto più straordinario non è la sua vetustà ma il fatto che sia ancora presente e operativa nelle sue componenti tradizionali esattamente come 60.000 anni fa.
Stessi riti, stesse leggi, stessa cosmologia, stessi tabù. Campio-

ne del mondo nel rispetto della natura e minimo impatto ambientale.
Mai costruito edifici stabili, mai arato un metro quadrato di terreno, mai allevato bestiame.
Fino a 230 anni fa rimasti nell’età della pietra vivendo di caccia, pesca e raccolta di prodotti selvatici.
Il numero ridotto e gli enormi spazi non sollecitavano alcun sfruttamento artificiale.
Non hanno mai sviluppato una scrittura vera e propria ma hanno una vastissima simbologia descrittiva intrinsecamente collegata all’enorme bagaglio sapienziale accumulato attraverso i secoli e tramandato meticolosamente per via orale in maniera rituale e iniziatica.
Se proprio si vuole trovare una trasgressione all’equilibrio naturale la possiamo identificare nell’uso del fuoco nella gestione di alcune zone di pascolo o boschive per favorire la crescita e la cattura di alcune prede.
Ma lo “strumento” fondamentale usato dagli aborigeni per vivere felicemente in quello che e’ considerato il territorio più inospitale del mondo è stato un potentissimo computer completo di hardware e software.
La testa come hardware e la Tjukurpa come software. Penso che tutti sappiamo che la mente umana è un potentissimo organo di conoscenza, elaborazione, comunicazione, analisi e decisionale. Forse avrei dovuto usare il passato remoto e non il presente
perché con l’evolversi e il “progredire” dell’umanità molte facoltà si sono ridotte quando non addirittura annullate. Gli aborigeni, confermando quanto pensava
Socrate sul danno causato al cervello dall’invenzione della scrittura, avevano grandi capacità di orientamento, percezione, intuito e persino telepatia.
Ma le password con cui accedere alle informazioni furono due: la memoria e la Tjukurpa, cioè l’insieme di tutte le storie riguardanti il territorio, le leggi comunitarie e il sopranaturale.
Secondo la loro cosmologia queste storie o sogni furono iniziate da esseri sovrumani i loro avi ancestrali che emergendo dal sottosuolo crearono il mondo e tutto ciò che è in esso percorren-

do a piedi in tutte le direzioni l’intero continente materializzando le loro idee prima nelle parole e poi in canti descrittivi, vere e proprie istruzioni particolareggiate per orientarsi, conoscere fonti di cibo e di acqua a secondo della stagione delimitare confini tra le diverse tribù.
Queste istruzioni cantate, il canto è un forte moltiplicatore della memoria, sono state tramandate da padre in figlio, da madre in figlia per 60.000 anni! Concluderei con con un paio di riflessioni.
La prima riguardante la mirabile combinazione tra la poesia e l’efficenza pratica di questa filosofia che considera sacro tutto ciò che esiste minerali, vegetazione e animali tra cui l’uomo.
La seconda una meravigliosa testimonianza documentata in un libro da Vincenzo Papandrea di Adelaide che ha scritto la storia di suor Giovanna Sambusida missionaria Canossiana che mandata in missione in una zona remota delle Kimberley nell’Australia Occidentale per evangelizzare e portare Dio tra quella gente con sua enorme sorpresa scoprì che Dio era lì.
Grazie per l'attenzione e alla prossima fRAncesCO

pagina di Marco Zacchera

di Marco Zacchera
Il vero colpo da maestro? Un acquisto di gioia!

“Colpo da maestro di Elon Musk che ha venduto oltre 930 mila azioni di Tesla per un valore di circa 1,1 miliardi di dollari e ne ha comprate altri due milioni per 13,4 milioni sfruttando le sue stock option a 6,24 dollari. Nell’arco di una settimana, quindi, l’imprenditore ha venduto titoli Tesla per circa 5 miliardi di dollari esercitando le stock option che ha ricevuto dal suo piano di remunerazione. Musk ha esercitato circa 2 milioni di stock option lunedì valutate circa 2,5 miliardi, pagando solo 13,4 milioni di costi di esercizio...”
Così i giornali finanziari si complimentano con il capo di Tesla che - soltanto per quanto investito nella propria azienda - ha ora un patrimonio di cinque miliardi di euro in più, oltre a tutti gli altri suoi investimenti.
Complimenti, Mr. Musk, e ora con questi altri cinque miliardi di dollari freschi freschi, che ci fa? E’ più contento adesso, nuoterà alla sera in una sua personale piscina di banconote al profumo di champagne come Zio Paperone?
Si comprerà un paio di atolli a flotta dei più moderni jet o yacht del mondo con accompagnatrici comprese?
Chissà perché - quando leggo queste news - il pensiero mi corre a un paese che conosco abbastanza bene, il Burundi, dove una famiglia campa – o dovrebbe campare - con soltanto un (uno!) dollaro al giorno. Pensi che successo, Mr. Musk: in un botto solo lei ha guadagnato più di tutti gli abitanti del paese in un anno e mezzo e la sua fortuna – solo in Tesla - rappresenta il loro prodotto lordo nazionale per quasi due decenni.
Detto tra noi: le sembra giusto?
Non credo vorrà fare il presidente del Burundi (11 milioni di abitanti, erano la metà 20 anni fa) anche perché fare il presidente da quelle parti è un po' pericoloso, visto che uno su due lo fanno fuori.
Capisco che possa essere poco interessato alle vicende del centro dell’Africa, ma a me questa faccenda dei suoi miliardi un po' non convince.
Non mi piacciono le Greta e i loro “bla bla bla” né i comunisti cattivi, ma credo che un sistema mondiale che prosegua così, alla lunga non possa proprio funzionare. Non è una questione personale, vale per tutti i presunti super super super ricconi del pianeta in gara per conquistare i
primi posti in classifica, chissenefrega degli altri.
Non può funzionare un mondo dove molto meno dell’1% possiede l’equivalente dell’80% degli altri terrestri e non si tratta solo di una questione fiscale, ma di etica, di logica…posso dirglielo? Di felicità.
Non dico che Lei debba disprezzare la ricchezza, ma le auguro di viverla creando un po' di vantaggio anche per gli altri, per quelli meno furbi di lei o che magari sarebbero pure stati bravi a darsi da fare in borsa, ma non hanno potuto neppure pagarsi la scuola elementare e per loro “borsa” è sinonimo di un sacchetto di plastica dove al massimo possono metterci un po' di farina o di fagioli.
Dia retta a me, Mr. Musk: con una fetta del suo colpo da maestro finanziario provi a metter su anche qualcosa di buono “per gli altri”. Forse, in forme diverse, ne avrà comunque più felicità, soddisfazione, gioia.
Ci pensi: quante vale la gioia, Mr. Musk? Quanto la quotano al Dow Jones del mondo? Pensi che in Burundi - quando i bambini giocano con una palla mezza sbudellata – hanno comunque una faccia piena di gioia.
E’ quotata così poco la gioia laggiù in Burundi! Ma d'altronde là i soldi si chiamano “franchi” come in Svizzera, ma sono dei fogli di cartaccia rossa sempre tutti sporchi, come le mani della gente e la terra delle colline che quando piove diventa fango, un fango rosso che frana dappertutto… però la gioia i bambini ce l’hanno addosso lo stesso.
Auguri, Mr. Musk, ma dia retta a me: investa anche in una fetta di gioia e vedrà che alla fine quella gioia si moltiplicherà anche più dei titoli Tesla…E allora sarà stata davvero una cosa bella, un altro - e più vero - “colpo da maestro” anche per lei.

Ipocrisie nucleari

Si è chiuso il martoriato meeting ambientale di Glasgow con tante parole e pochi fatti, in pratica solo impegni generici a ridurre le emissioni di CO2 da combustibili fossili.
Siamo all’assurdo che dell’argomento non se ne deve parlare perché è “ecologicamente scorretto”, però molti paesi (l’Italia ovviamente no, noi siamo sempre i più “furbi”) stanno prendendo di nuovo in considerazione il potenziamento dei propri programmi nucleari con centrali strategicamente nuove visto che il fossile che si vuole ridurre rappresenta oggi l’80% circa della materia prima necessaria per la produzione di energia elettrica.
L’energia atomica è un problema/risorsa mondiale, è assurdo auto-isolarsi e ancora più assurdo non pensare che eventuali incidenti non si limiterebbero ai territori dove ci sono le centrali.
In Europa ci sono tre Stati “nuclearisti convinti” (Francia, Polonia, Repubblica Ceca) a cui si è all’improvviso aggiunta la Romania, che ai margini del COP26 di Glasgow ha firmato un accordo con l’americana NuScale per la messa in funzione dei sei nuovi impianti di quarta generazione.
L’energia nucleare è soprattutto realtà nei grandi Paesi in via di
sviluppo come India, Indonesia e Cina. L’Indonesia ha un’agenzia ed un programma per lo sviluppo del nucleare. In India ci sono già 16 grandi impianti nucleari e il Paese progetta di sviluppare il comparto con un accordo pluriennale di cooperazione tra Parigi e New Delhi.
La Cina ha per ora 22 impianti, si dichiara autosufficiente sotto il profilo tecnologico ed ha annunciato la costruzione del primo reattore alimentato al torio che dovrebbe avere una potenza grandissima di generazione di elettricità.
In questa prospettiva non sarebbe utile che l’Unione Europea si presentasse se non con una posizione unitaria almeno con un indirizzo comune? Se togliamo carbone, gas e petrolio come viaggeranno le auto e produrremo energia? A cosa serve circolare con auto elettriche se quell’energia è prodotta oggi soprattutto con il fossile?
Tematiche che invece, per puro snobismo ed ecologismo preconcetto, in Italia non si vogliono affrontare, salvo importare ogni giorno parte della nostra energia elettrica dalla Francia e dalla Svizzera dove è prodotta proprio anche con il nucleare. Non vi sembra una somma ipocrisia ?!
Madam Curie and her radioactive belongings

Marie Curie’s illustrious scientific career, with two Nobel Prizes, is an inspiration for millions of women around the globe who want to pursue science. But unfortunately, her greatest achievements became the cause of her death.
The Polish-French physicist was exposed to the radioactive elements radium and polonium for a long time, which she discovered along with her French husband, Pierre Curie, in 1898.
Eventually, she died in 1934 because of aplastic anemia caused by the radiation.
After Madam Curie’s demise, her belongings, which included her notebooks, are securely kept inside lead-lined containers at the Bibliotheque National in Paris, as they remain highly radioactive. The shocking thing is those items will keep emitting radioactive rays for thousands of years because the half-life of radium 266 is around 1,600 years. Visitors need to wear protective suits and sign a waiver form before they can have a glimpse of her books.
Curie’s radioactive body was buried in a lead-lined coffin.

spifferi da Singapore

Comites di Singapore: La lista
ITALIANI
IN SINGAPORE
il vero Boost da 18%
di Omar Bassalti
Risultati sorprendenti - rispetto alla media mondiale del 3,76% - a Singapore per le prime elezioni del Comites 2021.
Ebbene, si è raggiunto un inaspettato 18,13% ovvero 495 vontanti su 2730 iscritti AIRE maggiorenni aventi diritto di voto.
Vero è che nella città stato la comunità Italiana è piccola e frammentata e vede, sostanzialmente, due liste candidate: Italiani in Singapore opposta alla lista pseudo-emanazione dell’establishment intenta a mantenere lo status quo (vadis?) e il piattume di tutti gli aspetti dell’italianità in città.
Noi appartenenti alla lista Italiani in Singapore, con un esercizio di educazione civica, abbiamo deciso di rivelarci pubblicamente il 15 Agosto aprendo la lista alla partecipazione della stessa di persone terze facendo sì che si arrivasse a quasi 16 candidati.
Purtroppo la sedicesima non ha fatto in tempo a consegnare i documenti e, per questo, la lista si compone di 15 candidati.
A prescindere dal nostro risultato elettorale siamo ben contenti e sorpresi dei 495 su 2730 votanti; un risultato da primato mondiale anche se con numeri piccoli in termini assoluti.
Ma come si è ottenuto tale risultato? In primis i pilastri della lista erano già sincronizzati da anni provenendo dal Board dell'Italian Association di Singapore fondata nel 2015. Una volta ampliata la lista si è iniziato a strutturare le comunicazioni con una road map serrata e professionale:
1) sito internet www.listacomites.com live dal primo settembre, sito fatto a otto mani da componenti del team stesso;
2) blog online con articoli su temi riguardanti l'italianità all'estero che seguivano un piano editoriale impostato dal nostro Communication Manager;
3) sei video live di cui i primi tre presentazione candidati e i successivi tre talk, con interazioni tra i candidati qui: https://www.youtube.com/ channel/UCTj5Pv6tmHNRT40x0oatDOg
4) meeting settimanale di condivisione delle problematiche e di spinta per la campagna elettorale;
5) cruciale campagna di sensibilizzatione al voto mediante invio al domicilio degli aventi diritto di una busta contenente la comunicazione elettorale dalla lista con modulo iscrizione al voto, volantino con spiegazione sul come si vota e lista candidati.
Bassalti la alza, Parenzo la schiaccia, Santanchè e la tutela dell'idiota!
A Singapore i no-vax si pagano le spese!
di Omar Bassalti
Ieri sera mi hanno invitato alla trasmissione di LA 7, l'Aria che Tira di Myrta Merlino e c'erano diversi ospiti che, chi piu' e chi meno, parlavano della pandemia ancora in corso.
Il professor Galli dell’Ospedale Sacco di Milano, come solitamente fa, pontificava ed io l’appoggio su tutta la linea nel sostenere il vaccino e la terza dose, anche se non manca la domanda: e dopo?
Quindi, la presentatrice mi introduce dopo che aveva parlato il responsabile per la campagna vaccinale di Israele che ha veramente parlato pochissimo; mi inserisco nel discorso e si crea una breve discussione con la presentatrice che prima mi introduce come da rito e quindi parte con domande velocissime che, anche per certi versi, non riesco a completare nella risposta perché stanno addosso a tutti gli ospiti e le risposte devono essere stringate e dritte al punto.
Nel complesso, tutte le nostre iniziative di campagna elettorale sono state anche operazioni civiche volte a dare la giusta importanza ad un ente che potrebbe contribuire, significativamente, alla crescita della comunità italiana nei prossimi 5 anni.
Tutte dimostrazioni d’impegno guidate dalla passione a voler migliorare l’attuale condizione della comunità, porsi a servizio della stessa esistente e a quella in arrivo nel futuro prossimo.
Sicuri di voler rimanere sulla barca con il nocchiero Caronte in questo limbo perpetuo?
In sintesi, a Singapore non si sa bene perché e come ma, fin dal principio, lo stato ha deciso che vaccino e cure erano tutte a carico dello stato stesso. Cosa sorprendente, perché a Singapore sostanzialmente la sanità è privata.
Racconto questo fatto e la Merlino mi chiede come l’ha presa il popolo singaporiano ed io rispondo dicendo che i cittadini seguono pedissequamente ciò che dice il governo e non come avviene in Italia dove chiunque dice la sua e fa quello che vuole.
Il costo in toto delle cure per il covid è di 18000SGD 12000EUR ma può essere anche molto di più senza nemmeno andare in terapia intensiva; invece, nel caso malaugurato di terapia intensiva, le cose cambiano e le cifre rischiano di avere anche uno
zero in più. Quindi, durante la trasmissione presento la situazione e, nel momento in cui sono alla chiusura del discorso, si inserisce David Parenzo che dice: “Omar, devi sapere che in Italia abbiamo per costituzione anche la cura dell’idiota sottintendendo il no-vax, che poi sia più o meno idiota dipende dal soggetto in questione. Personalmente, a Singapore, conosco diversi no-vax che sono dei grandi professionisti con laurea e phd eppure non si sono vaccinati con alcun vaccino, nemmeno con quello cinese.
Al ché si inserisce tale Daniela Santanchè che si trascina il cognome dell’ex marito, cosa che ancora ci deve spiegare, e se fossi una donna e femminista le chiederei per cortesia di usare il suo cognome da nubile ma… a parte questo esordisce con beceri paragoni con i fumatori, obesi e malati di cancro che, in un paese con la sanità alla singaporiana, rischiano di non essere curati.
E si sente nel sottofondo David Parenzo che palesemente si rivolge a lei dicendole: “non vorrei che si sia sentita chiamata in causa!”
A Singapore curano tutti.
Ancora una volta una surfista della politica, Daniela Santanchè, elude i problemi del momento facendo paragoni impropri e mostra un comportamento da oca e asinello che raglia nel sottofondo, mostrando quanto lei sia populista nei contenuti espressi con frasi ridicole.
Le va bene che Myrta Merlino non aveva più tempo, deve tagliare, l’israeliano praticamente non ha tempo di parlare ed io ho avuto circa due minuti, tutto molto interessante.
Capiterà ancora, perché mi richiameranno altre volte … ci sarà da divertirsi!

Giovannino va alla guerra
L’impegno sociale, lo scontro con Buticchi, la crociata contro gli arbitri: tutte le battaglie di Gianni Rivera
È sempre stato rispettoso con tutti: quando cominciò a giocare nel Milan, nel 60, anche in campo dava del “lei” a Liedholm che frequentava l’ultima stagione agonistica. E’ sempre stato sincero, e questa dote da alcuni fu scambiata per sicumera: come quando già nel ’62 diceva di aspirare a diventare un altro Di Stefano e di voler vincere il Pallone d’Oro.
Era anche generoso d’animo: fu tra i promotori dell’Associazione Calciatori, fin da giovane si impegnò nel volontariato rispondendo da anonimo ai disperati che chiamavano “Telefono amico” o passando ore nella sede di “Mondo X”, comunità di recupero degli sbandati. Questo ragazzo così perbene aveva assimilato il meglio da alcuni maestri: «Pedroni nell’Alessandria, mi ha insegnato ad aver carattere, Liedholm ad essere calmo. Schiaffino mi è stato maestro di stile, Rocco mi ha dato forza e coraggio».
Di quale pasta fosse davvero fatto, Rivera lo mostrò subito il giorno di primavera del 1960 quando con suo padre andò dal vicepresidente del Milan Spadaccini e da Viani a discutere le condizioni del contratto. Viani tirava sul prezzo e la menava per le lunghe. Sicché quel ragazzino sbottò che se loro avevano tempo da perdere, suo padre invece no, che aveva da lavorare. Viani fece l’errore di zittirlo, sei un ragaz-

zo, parla quando sei interrogato! Gianni si alzò e tirò il padre per la giacca: «Andiamo via, qui non abbiamo altro da fare». Viani il duro, Viani lo sceriffo, confessò che per lui quella era stata una lezione e profetizzò: «Rivera è nato per essere grande in qualsiasi campo».
Fu così infatti. Convinto da Vittorino Colombo a mettersi in politica, sarebbe stato eletto deputato nelle liste della De. «Pensavano di potermi accontentare facendomi fare l’uomo immagine» avrebbe ricordato «Io invece non ho mai fatto niente senza

una partecipazione diretta». E l’onorevole Rivera è diventato sottosegretario alla Difesa. Divenne deputato quando capì che nel Milan di Berlusconi non c’era spazio per lui. «Ero vicepresidente del Milan ma dovevo essere solo la bandiera, non avevo poteri decisionali. È durata poco…». Fu eletto deputato il 16 giugno 1987, il “rivale” Mazzola aveva invitato la gente a votare per lui e a Montecitorio andò a occupare il banco che era stato di Concetto Lo Bello, il suo “nemico”, ritiratosi a vita privata. «Continuerò la sua lotta in favore dello sport», promise: c’era un progetto di legge per inserire l’illecito sportivo nel codice penale. Ha vinto tutte le sue battaglie, quel fragile, esile, inconsistente “abatino”. Voleva diventare un grande e lo diventò, stupendosi poi sinceramente che altri non fossero d’accordo. Al famoso Mondiale del 70, quando si accorse che Valcareggi pensava alla staffetta con Mazzola, sbottò: «La mia esclusione non si giustifica né per motivi tecnici né per motivi tattici (…). Mi sono stufato: o servo alla Nazionale o non servo». Insomma, non si sentiva riserva di nessuno e lo disse a chiare lettere. Dovettero accorrere dall’Italia Rocco e Artemio Franchi per comporre la faccenda, il Paron riuscì a convincere il suo giocatore ad accettare la panchina. Non amava imposizioni e odiava l’autoritarismo. Si ritenne offeso a morte quando un giorno del 1975 il suo presidente Albino Buticchi su consiglio del tecnico Gustavo Giagnoni lo tolse dalla lista degli incedibili del Milan e al Torino propose uno scambio alla pari col “poeta” Claudio Sala. Orfeo Pianelli, presidente granata, se ne uscì dicendo che non aveva bisogno di ferri vecchi.
Sdegnato, Rivera scappò per due giorni e quando tornò Giagnoni lo mise in punizione, fuori per due domeniche. Rivera non ci pensò su molto e dichiarò guerra ai Milan: fece rilevare il pacchetto di maggioranza della società, eliminò Buticchi e Giagnoni, fece richiamare Rocco e mise Trapattoni in panchina. Questo era
ni, poi ridotte di un po’ in sede di appello.
L’anno dopo, 1972-73, il Milan perse ancora lo scudetto, ancora a vantaggio della Juve e ancora per un punto: sottratto da Lo Bello al Milan in un famoso Lazio-Milan. Il principe dei fischietti annullò un gol di Chiarugi che la moviola dimostrò essere regolare.
Quella volta sbottò Rocco, che si prese due mesi di squalifica, Rivera che lo aveva spalleggiato si ebbe quattro giornate. Rivera diceva cose che tutti dicevano: nella migliore delle ipotesi, gli arbitri erano in soggezione verso talune società e quindi le favorivano.
A raccontarla così, oggi, sembra una polemichetta da niente, ma allora fu l’eruzione di un vulcano che devastò l’Italia.
l’abatino che, a chi lo dava per finito anche fisicamente, rispose restando in campo per altre tre stagioni fino a trascinare il Milan nel 1979 allo scudetto della stella: per un infortunio giocò solo 13 partite, in quel 1978-79, ma tutte illuminanti e decisive per la conquista attesa 11 anni. La dedicò a Nereo Rocco, che era morto appena tre mesi prima.
Le sue battaglie più feroci Rivera le combatté contro gli arbitri (primo fra tutti, Lo Bello) e il Palazzo: sinceramente innamorato del suo Club, all’inizio degli anni 70 si convinse che esso fosse vittima di una congiura per favorirà altre squadre. Il campionato 1971-72 fu vinto dalla Juve con un punto sul Milan e sul Torino. Quel punto si svantaggio fu sottratto al Milan alla 21a giornata, 12 marzo 1972, quando i rossoneri furono sconfitti a Cagliari per 2-1 per un rigore inesistente decretato dall’arbitro Michelotti a tre minuti dalla fine. “Milan derubato”, fu costretto a titolare il Guerino quel giorno.
Brera, che ne era direttore e che come si sa era antiriveriano, pubblicò una pagella di Michelotti impudicamente contraddittoria: «Ottima direzione, oculata, precisa. Nel finale, un maligno genio della pedata gli fa veder volontario un braccio di Anquilletti che tampona da tergo Riva: in realtà Riva ha tentato la rovesciatine a pallonetto e Anquilletti è stato colpito, non è che abbia voluto colpire: l’impressione è questa e perciò appare iniqua la decisione dell’arbitro, che distorce l’esito di una partita ormai conclusa, e giustamente sul pari. Voto 7». Rivera quel giorno andò fuori dai gangheri. Sul pullman del Milan, seduto di fianco a Rocco che tentava di trattenerne lo sfogo, esplose. «È il terzo campionato che ci viene rubato.
I tifosi sono dei poveri illusi, credono che il calcio sia ancora uno sport.
Finché ci sarà Campanari il calcio andrà sempre così». E continuò lanciando sospetti e accuse su Lo Bello, Sbardella e altri fischietti. Fu squalificato per 10 giornate per queste dichiarazio-
La vicenda divenne tragicomica quando, in seguito all’episodio di Lazio-Milan del 1973, entrò in scena Padre Eligio a dire, in una intervista al “Milanese”: «Rivera è molto scocciato per il putridume che esiste nel mondo del calcio. Quando lui fa certe dichiarazioni sugli arbitri, la sua è veramente una causa santa è giusta. Perché tu sai che gli arbitri oggi o sono condizionati o sono venduti. C’è poco da fare: oggi un Agnelli può condizionare gli arbitri più di quello che può fare il presidente del Mantova o del Catanzaro. Ora Gianni, che è un ragazzo pulito, si ribella a queste cose, perché lui ha una gran sete di giustizia». Alludeva al fatto che alla vigilia di Juventus-Milan Boniperti aveva premiato Lo Bello con un orologio, poi l’arbitro aveva negato un rigore al Milan (fallo di Morini su Bigon) riconoscendo l’errore dopo aver visto la moviola. Agnelli, che è un signore, non replicò. Trentotto arbitri invece risposero a Fra Eligio: fuori le prove. E lo portarono in tribunale. Il conte Rognoni, padrone del Guerino, scrisse: «Padre Eligio farnetica accuse gravissime: non ha le prove». E aggiunse provocatoriamente: «Fortunatamente non ha saputo scegliersi i testimoni». Fortunatamente per gli arbitri, lasciava intendere.
Al processo, che si tenne a Milano, Padre Eligio produsse un volumone di prove: una sterminata raccolta di articoli di giornali in cui molti grandi del giornalismo avevano scritto più o meno le stesse accuse. Interrogati, ovviamente gli arbitri negarono di essere condizionati o venduti. Andò avanti così per diversi mesi, una vera goduria per la stampa e per il pubblico. Il Peligio si presentava alle udienze sorridente, nelle pause conversava amabilmente con tutti, era affascinante e conquistò gli stessi arbitri. Man mano che passavano i giorni nasceva una sincera simpatia tra i fischietti e quello strano frate. Finì a pacche sulle spalle fra gli uni e l’altro, la querela fu ritirata. E in tutti rimase il sospetto che non il Peligio, bensì gli arbitri se la fossero cavata a buon mercato. Amen.
Mondiali 2022:
La Cina pareggia con l'Australia

Con un calcio di rigore segnato da Wu Lei la Cina ha pareggiato ieri contro l'Australia 1-1 nella partita delle qualificazioni asiatiche della Coppa del Mondo Fifa 2022.
Il risultato ha portato l'Australia a 11 punti, a ben cinque dal leader del gruppo B, l'Arabia Saudita, che sempre ieri ha battuto il Vietnam 1-0. Il punteggio di 5 punti della Cina implica che la
squadra ha ancora un duro compito da portare a termine nelle quattro partite rimanenti.
Entrambe le squadre hanno avuto diverse occasioni nelle fasi iniziali, ma è stata l'Australia a rompere gli indugi al 38', quando Mitchell Duke ha centrato la porta dopo un cross di Martin Boyle.
Il terzino cinese Jiang Guangtai ha subito un infortunio alla coscia e ha dovuto essere sostituito da Wang Gang.
Wu ha pareggiato per la Cina al 70esimo minuto con un calcio di rigore dopo un controllo del Var sul fallo di mano di James Jeggo all'interno dell'area. La Cina affronterà il Giappone in trasferta il 27 gennaio 2022 nella restante fase finale delle qualificazioni asiatiche. (XINHUA)
Un'Italia deludente fermata a Belfast
La Svizzera asfalta la Bulgaria 4-0 mentre gli Azzurri costretti agli spareggi. 0-0 per la Nazionale di Mancini contro l'Irlanda del Nord. Il 26 novembre il sorteggio per i playoff
I soliti finali da batticuore, i soliti affanni, in casa azzurra. Ma i miracoli sono finiti. Non abbiamo attacco: questo è il succo.
È stata la partita che tutti ci aspettavamo: Irlanda del Nord in difesa e azzurri in difficoltà nel tentativo di perforare la retroguardia "verde" anche per l'assenza di vere punte. O di gente incisiva.
Il pericolo maggiore l'ha creato Di Lorenzo, il che la dice lunga. Il problema del gol è parso evidente anche in questa circostanza: girare attorno all'assetto compatto degli avversari senza trovare spazi e nessuna decisa impennata è stata una dimostrazione di impotenza della squadra di Mancini.
Quando ha segnato la Svizzera, gli azzurri sono rimasti indietro. Mancini ha fatto entrare Belotti. Ha fatto altri cambi ma la difesa irlandese ha continuato a resistere. Chiesa ha avuto la palla della vittoria e l'ha mancata.
E per poco gli irlandesi non hanno impallinato gli azzurri. Bonucci ha fatto un salvataggio sulla linea.
Il deludente pareggio di Belfast resterà nella storia come una delle pagine ingloriose della nostra Nazionale.
Ora gli azzurri dovranno cercare di entrare dalla porta laterale dei Mondiali, tramite i playoff di riparazione in marzo, sempre che non finisca come con la Svezia ai tempi di Ventura.
Eppure, sino a pochi mesi prima, l'ottimismo regnava sovrano ed erano state raggiunte le 37 partite senza sconfitte. Poi, dopo la partita persa con la Spagna alla Nations League, il clima è cambiato: l'eccessivo ottimismo ha trascinato nel baratro la squadra di Mancini che per questa partita aveva schierato Insigne "falso nueve", Berardi in attacco e Tonali a centrocampo. Due cambi nell'Irlanda del Nord: Flanagan in difesa e Whyte un avanti. Le sostituzioni azzurre: dal 1' della ripresa Cristante al posto di Tonali, ammonito; al 17' Belotti per Berardi, al 23' Bernardeschi per

Insigne e Locarelli per Jorginho; al 35' Scamacca per Emerson. Al Windsor Park, davanti a 16.000 spettatori (500 italiani) la Nazionale ha cercato di fare la partita contro un avversario che - com'era prevedibile - si è subito chiuso. Il solo Di Lorenzo è andato al tiro su imbeccata di Insigne: Peacock ha deviato. Per il resto, il palleggio degli azzurri con qualche puntata dello stesso Di Lorenzo, Chiesa e Insigne, non ha trovato spazi fra le maglie nordirlandesi. Un primo tempo noioso e senza grosse emozioni, tutto sommato. I verdi locali non sono arrivati mai a impensierire la difesa azzurra. La squadra di Mancini è sembrato più propositiva nella ripresa e un'azione corale ha permesso a Insigne di tirare in diagonale: fuori. Ma un tiro di Saville ha costretto a una grande parata Donnarumma. È ripreso l'assalto azzurro contro il bunker nordirlandese, mentre la notizia dei gol svizzeri alla Bulgaria è arrivata in panchina.
Una punizione di Berardi ha impegnato Peacock sulla sinistra. Un tiro di sinistro di Chiesa dal dischetto è finito fuori.
Nel finale l'Irlanda del Nord si è fatta pericolosa. Un tiro di Emerson è finito fuori, poi è en-

Il Re del Gol, mai sul trono

Mi chiamo Giuseppe e faccio il calciatore, mentre mio padre e mia madre mi volevano dottore. Ho sfidato il destino su questo campo, ho lasciato gli amici, ho perduto l'amore e, quando penso che sia finita, è proprio allora che comincia la salita: che fantastica storia è la vita.
Canterebbe forse così Antonello Venditti e non c’è canzone migliore per descrivere la carriera di Pepito. Una carriera fatta di alti e bassi, ma con la forza sempre e comunque di rialzarsi.
Pepito è nato negli Stati uniti a Teaneck ma è cresciuto a Clifton in New Jersey, figlio di emigranti che cercano fortuna altrove.
cominciarono i guai e per l'indimenticabile "Pablito", purtroppo, non è andata così.
A ottobre 2011 il suo ginocchio fa crack per la rottura del legamento e ad aprile 2012, durante un allenamento, si lesiona ancora il ginocchio.
Addio a Euro 2012 e non solo... resta fermo praticamente per 2 altri anni. Ma lui non demorde e nel 2013 trova in Firenze la piazza giusta per il suo riscatto e per ritrovare la maglia della nazionale in vista dei mondiali.
trato, proprio al suo posto, Scamacca. Per poco non ha segnato Dallas. Vani i tentativi azzurri per segnare nel finale. Poi Bonucci ha salvato sulla linea su tentativo di Washington.
Così a Belfast i destini si sono compiuti: speriamo che almeno per i playoff gli azzurri ritrovino la vena che li portò alla vittoria europea. Mancini: "In Qatar ci andremo dai playoff. Dobbiamo ritrovare quello che ci ha contraddistinto fino a oggi: massima tranquillità fino a marzo, recuperiamo energie e ragazzi e al Mondiale ci andremo dai playoff, magari lo vinceremo anche".
Queste le parole del ct Roberto Mancini dopo il pareggio dell'Italia a Belfast contro l'Irlanda del Nord. Gli azzurri torneranno in campo nel 2022 per inseguire il pass per il Qatar. "La partita con la Bulgaria è stata la prima di settembre dopo due giornate di campionato, poi ci sono stati i due rigori con la Svizzera. Facciamo a fatica a far gol nonostante abbiamo sempre il gioco in mano. Abbiamo avuto un'occasione nel primo tempo, sono partite da sbloccare subito per giocare più tranquilli. Loro erano tutti dietro e noi difficoltà in questo contesto le abbiamo".
Il padre Fernando, morto nel 2010, era nativo di Fraine, un piccolo comune abruzzese di appena 298 persone. Faceva l'allenatore di calcio ed insegnante di italiano e spagnolo. Anche la madre Cleonilde, nativa di Acquaviva d'Isernia, 400 abitanti, era insegnante di lingue. A 12 anni si trasferì a Parma insieme al padre, per iniziare a giocare nelle giovanili del club ducale.
Ricordiamo bene quei 6 mesi in cui il Manchester United lo prestò al Parma di Ranieri. È il 2007 e i suoi 9 gol in 19 presenze valgono la salvezza, insperata fino a pochi mesi prima, per il Parma. Poi la cessione al Villarreal e, dopo poco, anche l'Europa inizia ad apprezzare il suo talento. In 4 anni Rossi conquista gli spagnoli con 178 presenze condite da 77 gol e 30 assist. Nella stagione 2010/2011 addirittura segna 32 gol in 56 presenze, sarà di fatto, quella della definitiva consacrazione.
L'Italia inizia a coccolare il suo gioiello, finalmente un altro Rossi in attacco, un nuovo ragazzo sveglio, un giocatore che possiede il raro dono di percepire, con largo anticipo rispetto all'avversario, il punto esatto dove passa la traiettoria del pallone. Ma poi
La sua prima stagione alla Fiorentina è entusiasmante: in 24 presenze segna 17 gol: indimenticabile la tripletta contro la Juventus.
Proprio sul più bello, però, nel gennaio 2014 il ginocchio cede ancora: lesione dei legamenti e addio sogni mondiali. Rientra dopo un anno, ma nulla sarà come prima. Una serie di prestiti deludenti, 4 anni da svincolato, intervallati da una piccola parentesi col Salt Lake nel 2020.
Nessuno puntava più su di lui, nonostante continuasse ad allenarsi, da solo, con la speranza di trovare ancora una volta un club. Giuseppe Rossi a 34 anni ha firmato un nuovo contratto di 6 mesi con la Spal di Joe Tacopina, perché vuole ancora dimostrare di essere importante, perché vuole ancora assaporare la gioia del gol, perché non vuole smettere di sognare.
E chissà se ci sarà una nuova opportunità di giocare in Nazionale, visto la carestia di goal che affligge i nostri Azzurri e la paura di non andare nuovamente al mondiale.
Buona fortuna "Pepito", te la meriti più di chiunque altro. La vita è troppo corta per arrendersi. Combatti, combatti per quello che ti appartiene! … E quando pensi che sia finita è proprio allora che comincia la salita. Che fantastica storia è la vita!

La presenza italiana in Australia
di Pino Bosi
Le prime tracce della presenza di Italiani in Australia vanno indietro agli inizi, addirittura all’arrivo della Prima Flotta di galeotti, quando in una delle navi che partirono da Portsmouth, in Inghilterra il 13 Maggio 1787, viaggiava il 18enne Joseph Tusa che, secondo qualcuno, era di origine nord-africana, secondo altri ligure.
Di fatto sta che era stato arrestato e condannato in Inghilterra per l’assalto ad una diligenza fuori Londra. Erano di 26 diverse nazionalità i galeotti deportati nell’allora Colonia Penale di Botany Bay nel New South Wales, ma tutti arrestati come residenti in Inghilterra o per aver commesso un crimine di passaggio...
Il giovane Joseph, dopo aver scontato la pena, era diventato un gendarme e si era legato ad una donna irlandese, ma essendo entrambi cattolici e non essendoci a quel tempo un prete cattolico nella colonia, non si erano potuti sposare. E così i discendenti avevano assunto e mantenuto il cognome della donna, Golsby.
La mia convinzione che fosse di origine italiana, e preciusamente siciliana, deriva dal fatto che era cattolico, che Tusa è anche il nome di un piccolo centro siciliano a metà strada tra Messina e Palermo e che, a quei tempi, l’Inghilterra aveva una base navale in Sicilia.
Il prossimo nome italiano che appare nelle cronache è quello di un certo Merzagora, agli inizi del 1800, apparentemente un affarista e successivamente quello di tale D’Arietta, proprietario di un appezzamente terriero, citato da uno dei giornali dell’epoca per aver immobilizzato e fatto poi arrestare un “bushranger” nei pressi di Campbelltown alla periferia di Sydney.
Poi, nel 1842, arrivava un esiliato politico modenese, Girolamo Carandini, le cui tenute gli erano state confiscate per le sue attività patriottiche di carbonaro a favore dell’unità d’Italia e, grazie alla sua professione di maestro di canto e di danza, dopo aver sposato una sua allieva giovanissima, cugina in secondo grado del poeta inglese Shelley, metteva in scena con sua moglie la prima opera qui in Australia, e
precisamente La scala di seta di Rossini. Con l’esplosione della corsa d’oro, ebbe parte di rilievo un italiano, ex garibaldino, Raffaello Carboni che, essendo poliglotta, aveva potuto comunicare con gli altri cercatori d’oro europei le sue idee rivoluzionarie sotto la guida di un Irlandese di nome Peter Lalor.
Questo avveniva quando giungeva il primo gruppo di emigranti italiani, circa duemila valtellinesi-ticinesi, a seguito della scoperta dell’oro a Ballarat, nel Victoria.
E alcuni di quei Valtellinesi avrebbero creato una loro comunità in zona Daylesford nel Victoria, a tutt’oggi ricordata dai loro discendenti con un festival-sagra annuale.
È là che era nata la prima fabbrica di pasta alimentare australiana e dove si distingueva, per il suo prestigio, l’Hotel Garibaldi.
Raffaello Carboni divenne secondo in comando sotto l’Irlandese Peter Lalor nella rivolta contro l’oppressione delle “giacche rosse” del governatore che voleva imporre loro una tassa considerata inequa da tutti i cercatori d’oro che erano un misto di Europei e Britannici.
Dopo il suo rientro in Italia, e la costituzione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861, il Carboni avrebbe buttato giù alcune esoteriche sceneggiate teatrali su sfondo australiano ma, eventualmente, sarebbe stato assunto dal futuro
Primo Ministro Francesco Crispi per la cura della sua corrispondenza estera, specie con la Gran Bretagna grazie, appunto, alla conoscenza della lingua inglese del Carboni.
Strano a dirsi ma era proprio con la nascita del Regno d’Italia che gli Italiani avevano incominciato ad emigrare.
Per governare, infatti, una nazione richiedeva danaro per far funzionare tutto e questo danaro doveva provenire dalle tasse di tutti, comprese quelle di chi di soldi non ne aveva.
Inoltre, le varie tasse imposte per le necessità del reggimento del governo nazionale venivano applicate perfino al “macinato” e cioè alla farina, al sale ecc. il che voleva dire il rincaro dei generi essenziali di consumo alimen-

tare; e con un’industria ancora infantile, le cose anziché andare meglio andavano peggio nell’Italia unificata.
In Sardegna si bruciavano i boschi per fare carbonella, nel Veneto c’era anche la piaga della “pellagra” e la coabitazione con gli Austriaci, nel Lazio la malaria per via degli aquitrini pontini, in Lombardia le questioni religiose con la Svizzera calvinista e l’interferenza austriaca, in Calabria il brigantaggio, a Napoli il malaffare... Quindi chi scappava di qua e chi di là...
L’America si stava aprendo dopo la fine della guerra tra Nord e Sud mentre l’Australia, non essendo ancora una nazione lei stessa, non aveva una politica immigratoria eccetto che con la madre-patria britannica.
La Nuova Zelanda invece, che era una sola colonia, aveva aperto le porte all’immigrazione europea. Gli Italiani in quel periodo andavano un po’ dappertutto, compresa la Nuova Zelanda, dalla quale poi si portavano in Australia.
Ma si trattava ancora di una emigrazione individuale quella verso la Nuova Zelanda e l’Australia ad eccezione di un reclutamento di contadini lombardi, piemontesi e veneti da parte di

due Piemontesi residenti nel Queensland, i fratelli Fraire, per rimpiazzare i tagaliacanna delle isole Salomone (detti kanakas) che l’Australia aveva incominciato a deportare, anche se nati in Australia, dato che i governanti britannici volevano farla rimanere “bianca”.
In quanto agli Aborigeni, che non avrebbero certamente potuto essere deportati da nessuna parte, era come se non esistessero tant’è che non li contavano nemmeno nel censimento!
E se non fosse stato per gli Italiani, l’industria dello zucchero sarebbe affondata... Ma fu a questo punto che gli Australiani avrebbero incominciato a torcere il naso nei confronti della immigrazione italiana e fare addirittura una distinzione tra italiani del nord e italiani del sud.
Gli Italiani, fregandosene altamente della cosa, dopo aver fatto abbastanza soldi tagliando la canna, incominciarono a comperare piantagioni diventanto piantatori loro stessi e una parte integrante dell’industria dello zucchero nel Quensland.
Sempre su base individuale, due fratelli comaschi fabbricavano specchi, un orologiaio lombardo era il costruttore dei grandi orologi pubblici, come quelli delle stazioni e dei municipi, altri si distinguevano in varie professioni.
Diversi furono i “grandi” dell’emigrazione italiana in Australia, tra questi anche alcuni Toscani: a Sydney si distingueva il medico Tommaso Fiaschi e, contrapposto a lui, il sindacalista siciliano Francesco Sceusa, politicamente opposto.
A Melbourne era un trio fiorentino: Carlo Catani, che avrebbe creato il viale St Kilda Road ed i parchi, aprendo poi il Gippsland all’insediamento, Pietro Baracchi, che divenne il primo astronomo del Victoria, ed Ettore Checchi, che avrebbe regolato le acque dei fiumi Murray e Darling per la fornitura dell’acqua potabile di Melborune oltre che la
spartizione idrica con la colonia del Sud Australia.
E se nel 1850 il Victoria si era separato dal New South Wales come colonia indipendente, nel 1901 le varie colonie veniva ribattezzate “stati” e andavano a costituire il Commonwealth d’Australia.
Ma questo era solo il primo passo verso la assoluta indipendenza che ci avrebbe impiegato quasi un secolo per attuarsi... rimanendo peraltro a tutt’oggi ancora vincolata alla monarchia nella persona della Regina Elisabetta d’Inghilterra che negli Anni ’70 veniva nominata specificatamente “ad personam” Regina d’Australia...
Era intorno a quei tempi che a visitare l’Australia, oltre a qualche spedizione scientifica italiana, erano passati Nino Bixio, al comando di un mercantile e lo stesso Giuseppe Garibaldi, al comando della “Carmen”, che si fermava a far acqua in Tasmania e ne aveva descritto la idillica bellezza nel suo diario.
Lo avrebbe rivelato dopo che, a seguito della impresa dei Mille, i pochi Italiani d’Australia, ed i molti suoi ammiratori britannici, acquistavano e gli spedivano una stupenda e ingemmata spada a riconoscimento dei suoi meriti rivoluzionari che avevano infiammato gli uomini liberi di tutto il mondo.
E, curiosamente, suo figlio Menotti, che aveva sposato una aristocratica inglese, avrebbe tentato l’avventura australiana ma con poco successo. Dopo aver tenuto i conti per un panettiere italiano, avrebbe tentato di far affari con un negozio di pesce...
Ciò che riuscì a fare fu un figlio, battezzato Giuseppe come suo nonno, che si guadagnò la fama di guerriero, come suo nonno, sul Col di Lana durante la Prima Guerra Mondiale.
Insomma, Peppino Garibaldi era nato a Melbourne!
Da ‘Blood, Sweat and Guts’, ‘Australia Ieri Oggi e Domani’ e ‘Non c’era una volta l’Australia...’ di Pino Bosi.
Tagliatori di canna da zucchero, circa 1908
Al lora!
Il mendicante
- Signora - implora un mendicante - sia buona, mi dia quanto occorre per comprarmi un bel dolce!
- Non farebbe meglio a comprarsi del pane?
- Può darsi, signora, ma... oggi è il mio compleanno!
Alla fermata del tram
Passa il “19” pieno come un uovo è un signore, per fare lo spiritoso, da terra chiede al tranviere:
- È piena barca di Noè?
- No, salga. Manca l’asino. Tra amici
Hai sempre quella vecchia automobile?
- Sì, ed è tanto malridotta che non funzionando la freccia, quando devo svoltare tendo la mano fuori dal finestrino e... trovo sempre qualcuno che mi fa l’elemosina!
Fidanzata
- Caro, sono allergica alle pellicce!
La stessa, divenuta moglie:
- Caro, sono allergica alle pellicce: Mi sento male ogni volta che vedo una addosso ad un’altra donna!
Automobilisti
Gli svincoli autostradali si fanno sempre più complicati. Un automobilista né in bocca uno e, gira e rigira, si trova sempre allo stesso posto. Si ferma in un punto perché ha notato un tale che, con la moglie e quattro bambini, sta facendo colazione sull’erba di un prato, non ancora raggiunto dall’asfalto.
- Ehi - grida - sono due ore che cerco di uscire da questo lo groviglio di curve e contro curve. Può dirmi come si fa?
- Vorrei saperlo anch’io - risponde l’altro - pensi che noi non siamo ancora riusciti a rientrare dal viaggio di nozze!
In tribunale
Il giudice rivolto all’imputato:
- È inutile negare, tre testimoni l›hanno vista sparare!
- Embè? Che cosa sono tre testimoni? Io le posso portare qui migliaia di persone che, invece, non mi hanno visto!
Alle corse
Una signora, stanca di passare ogni domenica all’ippodromo con il marito appassionato di corse di cavalli, un sabato punta, come si suol dire, i piedi e allorché il consorte ripete la solita frase:
- Che ne dici, cara, se domani andassimo alle corse dei cavalli?
- No - dichiara - voglio andare alle corse dei cani!
- E perché?
- Voglio vedere quanto sono piccoli i fantini!
L'attore comico
Nell’ufficio del impresario di teatro di varietà.
- Signor direttore - geme l’attore comico che racconta le barzellette tra una scena e l’altra - mi potrebbe aumentare lo stipendio? Lo sa da quanto tempo prendo la stessa cifra? Da vent’anni!
- Appunto - commenta gelido l’impresario - è la prima volta, in vent’anni, che mi fai ridere...
La scommessa
passatempo e umorismo
Tre amici fanno una scommessa. Vincitore sarà colui che riuscirà a buttare un vecchio orologio dal terrazzo di un palazzo a sei piani, a scendere di corsa le scale, a uscire in strada e prendere l’orologio al volo. Il primo butta una sveglia e si precipita per le scale; quando arriva la trova in pezzi sul marciapiede.
Lo stesso capita al secondo, dopo aver buttato un orologio elettrico da muro. Il terzo, invece, butta un orologio a cucù, poi tranquillamente si avvia per le scale, si ferma al quinto piano, dov’è sua cognata gli offre una bella brioche, è al terzo, dov’è la nonna gli prepara un buon caffè. Finalmente, esce in strada e prende al volo il suo cucù.
- Come hai fatto? - gli domando gli amici.
- Semplice: L’ho messo due ore indietro.
Informazioni
Carabiniere telefona all’ufficio informazioni dell’aeroporto: “Quanto tempo impiega il volo Bologna-Roma?”. La centralinista: “Un attimo...”. E il carabiniere: “Grazie” e riattacca.
Esame militare
- Come si fa a rendere potabile l’acqua?
- Il modo migliore è ancora quello di aggiungervi del vino.
Le patatine
Una donna in lacrime si precipita al commissariato di polizia e dichiara:
- È successo un mese fa. Stavo cucinando un pollo e mio marito è uscito per comprare una scatola di piselli. Non è più tornato!
Sono disperata! Per favore Cosa posso fare?
- Perché non fa due patatine fritte?
La polmonite
Un pugile vaga per il Ring e mentre l'avversario lo compensa di diretti lui avventa pugni nel vuoto. Tra una ripresa e l'altra, chiede al proprio allenatore:
- Pensi che posso ancora farcela?
- Ma certo... Se continui a muovere l'aria intorno a lui in questa maniera, quello si busca una bella polmonite...
Dall'oculista
- Dottore, non so cosa mi succede. Ogni volta che prendo un caffè ho una fitta dolorosa all'occhio destro...
- Ha provato a togliere il cucchiaino dalla tazzina?
Al bar
Un tale entra in un bar mentre la cassa è affollata. Va direttamente al banco e ordina:
- Un whisky di marca, prima dello spettacolo!
Lo trangugia d'un fiato subito Riordina:
- Un altro whisky di marca, prima dello spettacolo!
Tracanna altri 4 whisky, poi dice al barista:
- E ora mi dia la bottiglia, dello spettacolo!
- Ma di che spettacolo sta parlando, scusi?
- Aspetti che io dica al cassiere che non ho una lira in tasca e... vedrà!

RIDI CHE TI PASSA...










Illawarra: ieri, oggi e domani
continuazione dalla prima pagina
che è l'Australia".
Oltre 70 persone hanno partecipato all'evento e molte persone intervistate, i protagonisti, erano presenti in sala con le loro famiglie. Una piccola festa nella festa, rallegrata dal generoso rinfresco che il club ha allestito.
Pina McPherson ha porto il benvenuto ai vari membri del Comites che hanno voluto partecipare da Sydney nonostante la giornata piovosa. I ringraziamenti sono stati estesi anche al sindaco di Wollongong Gordon Bradbury, al consigliere comunale John Dorahy, alla candidata Liberale alle prossime elezioni Rhonda Cristini e altre personalità, incluso il presidente del Comites Maurizio Aloisi.
"È bello leggere le storie di queste persone - ha continuato Pina McPherson - genti che ha fatto questo fantastico viaggio, qualche volta traumatico, qualche volta giubilante e hanno abbracciato una cultura totalmente differente dalla loro ma, allo stesso momento, hanno saputo condividere la loro cultura con persone che sapevano assolutamente niente a riguardo di questa cultura straniera".
A seguire il presidente del Comites, Maurizio Aloisi che, dopo aver spiegato le finalità dell'istituzione rappresentativa della comunità italiana del NSW da lui presieduta, ha evidenziato l'importanza che questo progetto sia stato dedicato ad un'area distante da Sydney che è sempre stata sottovalutata nonostante essa sia veramente una delle migliori zone dell'Australia dove fare la propria residenza. “Questo libro è dedicato a loro - ha dichiarato Aloisi - Nonostante inizialmente non fossi particolarmente attirato da un progetto simile, con il passare del tempo mi ha coinvolto ed ho cominciato ad amare questo libro che racconta di persone 'vere' che hanno fatto dell'Illawarra la loro nuova Patria".
La senatrice Concetta Fierravanti-Wells, che ha scritto la prefazione di questo libro, non ha potuto essere presente alla cerimonia ed in sua vece ha parlato John Dorahy che si è congratulato con tutti quelli coinvolti in questo progetto. "Ci sono storie di persone che io conosco personalmente
- ha detto Dorahy - essendo cresciuto con una forte connessione con la comunità italiana di Wollongong. Queste storie mettono in evidenza ciò che l’emigrante significa arrivando da una terra straniera a Wollongong che oggi, grazie anche agli italiani, è diventata una delle più belle città d'Australia".
Anche il sindaco di Wollongong, Gordon Bradbury, ha voluto complimentarsi con tutte quelle persone che sono venute in Australia e, in circostanze diverse, si sono stabilite in queste zone che non erano così facili. “Quanti di loro - ha detto Bradbury - sono arrivati qui e prima hanno costruito un garage e solo dopo duro lavoro hanno potuto costruirsi una casa. Queste storie sono importanti per aiutare i nostri giovani di oggi a capire che, per essere di successo, bisogno avere coraggio, determinazione e anche bisogno di una famiglia e di una comunità”.
Maria Stella Trombetta Vescio ha voluto ringraziare Marco Testa e Maurizio Aloisi per averla spronata a realizzare questo progetto nonché tutti coloro che hanno collaborato a portarlo a termine. "Abbiamo cominciato quasi tre anni fa - ha detto Maria Stella - e siamo stati costretti a fermarci ad intervistare persone per colpa della pandemia. Ma abbiamo ricominciato e sono così sollevata che finalmente siamo riusciti a portare a termine questo libro che ci ha aiutato a comprendere un fenomeno storico e complesso come quello delle migrazioni di ieri e di oggi”.
Il vice console onorario di Wollongong, Luca Ferrari, ha speso qualche parola per spiegare che cosa sono i Comites. “Molti italiani purtroppo che vivono all'estero non conoscono questa istituzione voluta dal governo italiano e ciò che offre agli italiani sparsi in tutto il mondo. Questa è la prima attività fatta dal Comites per la zona di Wollongong. Oggi probabilmente è una giornata speciale perché abbiamo l'opportunità di usufruire di ciò che un’istituzione del governo italiano ha potuto portarci qui, a Wollongong”.
“L'unica cosa che voglio aggiungere - ha detto Marco Testa segretario del Comites - è mettere in evidenza la complessità di un tale progetto, perché a volte noi

pensiamo che quando si realizza qualcosa, il progetto sia andato avanti per inerzia. Questo libro è un progetto che, veramente, ci ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine, per motivi ovvi perché dalla settimana prossima questo Comites così come sta adesso non ci sarà più, ci saranno le elezioni e ci saranno delle nuove dinamiche. Il mio sincero grazie va a Stella che ha degnamente rappresentato l’Illawarra nel Comites. Prima del 2018 il Comites non aveva una commissione per l’Illawarra e su proposta del presidente abbiamo deciso che la persona più adatta a ricoprire la carica di vice presidente sarebbe stata proprio Stella. Prima di finire il nostro mandato, abbiamo anche approvato il nuovo regolamento che sarà preso in considerazione dal prossimo Comites: l’Illawarra avrà due rappresentanti di cui uno sarà eletto e l'altro sarà scelto tra le persone che sono in grado di aiutare la comunità locale. Maria Stella Vescio e Mariagrazia Storniolo non si presenteranno alle prossime elezioni e quindi, prima di finire il nostro mandato, vogliamo porre un ringraziamento sotto forma di un certificato per il lavoro da loro svolto".
Durante la cerimonia, ho intervistato e fotografato molte persone coinvolte negli episodi di questo libro che, per motivi di tempo e spazio, non possiamo pubblicare. Nella prossima edizione intendo dedicare loro alcune pagine per esternare i loro commenti e cercare di capire cosa li ha convinti a rendere pubblica la storia della loro vita.
Tante persone sono state ringraziate e altre dimenticate e si può capire l'emozione in un momento così importante. In ogni caso, come a chiusura di ogni film, i titoli di coda daranno il giusto riconoscimento a chi veramente ha contributo alla realizzazione di questo progetto: A passeggio tra ieri e oggi - A journey through our past and present - progetto Com.It.Es. NSW a cura di Maria Stella Trombetta-Vescio; interviste di Maria Stella Trombetta-Vescio, Franca Facci, Maria Di Carlo, Luca Ferrari, Paola Volpato e Mario Vescio; copertina di Helen Denniss; elaborazione narrativa di Franco Baldi e Anna Maria Lo Castro.
Learning the Italian language close to home
continued from the first page
The movie offered a lesson in traditional values and comedy in Italian.
It was an effortless, entertaining and informative experience of the Italian language without an expensive flight or the two weeks of quarantine - the glamour, excitement and stimulation of Italy at our doorstep.
However, an Italian lesson is never complete without a culinary experience, so the doors of Moretti's ristorante, just downstairs from the Palace Cinema swung open to host the hungry students of the Marco Polo language school.
These customers had to sing for their suppers in the Italian language when students were handed their culinary dictionaries listing their favourite dishes to select and order using their language skills with the waiters.
The Italian language danced both ways as students and waiters discussed unique ingredients, cooking techniques, condiments, and complimentary wines. The smooth Sangiovese from Toscana helped with the
stress of these demanding exams in the belly of the authentic cuisine indulgences of Moretti's restaurant.

Mastering the Italian language and putting it to the test on Saturday evening made for a demanding experience for the final lesson in 2021 at Marco Polo.
Learning a new language can be fun and rewarding.
While Covid and quarantine prohibit us from putting our skills to the test in Italy, we continue the arduous work of preparing for an actual Italian experience when borders open again.


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