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Allora! 17 Novembre 2021

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Calcio, Cultura e Comites

La comunità italiana in Australia ha tante sfaccettature: religiose, politiche, culturali.

Ma si parla poco di sport, considerato che in Italia lo sport è una vera e propria fede che affonda le sue radici nella Roma antica.

Naturalmente, nei secoli, le attività sportive sono cresciute ed oggi, in Australia, piuttosto che al lancio del giavellotto o al pugi-

lato o alla corsa, diamo maggiore importanza ad altri sport come ad esempio il cricket e il rugby. Fanno eccezione alcuni casi ed uno di questi è, appunto, lo sviluppo di una scuola calcistica per giovani, iniziata da Ernesto Meduri che è uno dei candidati nella lista “noi italiani” per le prossime elezioni del Com.It.Es. Ernesto, noto commerciante

ANAGRAFE NAZIONALE

DELLA

POPOLAZIONE RESIDENTE (ANPR)

Dal 15 novembre per la prima volta i cittadini italiani potranno scaricare i certificati anagrafici online in maniera autonoma e gratuita.

Il nuovo servizio dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) del Ministero dell’Interno permetterà di scaricare i seguenti 14 certificati per proprio conto o per un componente della propria famiglia, dal proprio computer senza bisogno di recarsi allo sportello:

- Anagrafico di nascita

- Anagrafico di matrimonio

- di Cittadinanza

- di Esistenza in vita

- di Residenza

- di Residenza AIRE

- di Stato civile

- di Stato di famiglia

- di Stato di famiglia e civile

- di Residenza in convivenza

- di Stato di famiglia AIRE

- di Stato di famiglia e parentela

- di Stato Libero

- Anagrafico di Unione Civile

- di Contratto di Convivenza

Per i certificati digitali non si dovrà pagare il bollo e saranno quindi gratuiti (e disponibili in modalità multilingua per i comuni con plurilinguismo). Potranno essere rilasciati anche in forma contestuale (ad esempio cittadinanza, esistenza in vita e residenza potranno essere richiesti in un unico certificato).

Allora!

Settimanale degli Italo-Australiani

Published by Italian Australian News

1 Coolatai Cr, Bossley Park 2176

Tel/Fax (02) 8786 0888

Email: editor@alloranews.com

Direttore: Franco Baldi

Assistente editoriale: Marco Testa

Responsabile: Giovanni Testa

Marketing: Maria Grazia Storniolo

Correttrice: Anna Maria Lo Castro

Ufficio: Ambra Meloni

Rubriche e servizi speciali: Vannino di Corma, Emanuele Esposito, Gianmaria Marcuzzi, Giuseppe Querin

Daniel Vidoni, Antonio Strapazzuti

Antonio Bencivenga, Francesco Raco Alvaro Garcia

Collaboratori esteri: Antonio Musmeci Catania, Roma

Angelo Paratico, Verona e Hong Kong

Marco Zacchera, Verbania

Omar Bassalti, Singapore

Carlo Ferri, Imola, Bologna

Agenzie stampa: Comunicazione Inform, Notiziario 9 Colonne ATG, ANSA

The New Daily, Euronews, Huff Post, Sky TG24, CNN Alert, CNN News,

Disclaimer:

The opinions, beliefs and viewpoints expressed by the various authors do not necessarily reflect the opinions, beliefs, viewpoints and official policies of Allora! Allora! encourages its readers to be responsible and informed citizens in their communities. It does not endorse, promote or oppose political parties, candidates or platforms, nor directs its readers as to which candidate or party they should give their preference to.

Distributed by Wrapaway

Sydney, Australia

Al portale si accede con la propria identità digitale (SPID, Carta d'Identità Elettronica, CNS) e se la richiesta è per un familiare verrà mostrato l’elenco dei componenti della famiglia per cui è possibile richiedere un certificato. Il servizio, inoltre, consente la visione dell'anteprima del documento per verificare la correttezza dei dati e di poterlo scaricare in formato .pdf o riceverlo via mail.

Grazie ad ANPR le amministrazioni italiane avranno a disposizione un punto di riferimento unico di dati e informazioni anagrafiche, dal quale poter reperire informazioni certe e sicure per poter erogare servizi integrati e più efficienti per i cittadini. Con un’anagrafe nazionale unica, ogni aggiornamento su ANPR sarà immediatamente consultabile dagli enti pubblici che accedono alla banca dati, dall'Agenzia delle entrate all’Inps, alla Motorizzazione civile.

Il progetto ANPR è un progetto del Ministero dell’Interno la cui realizzazione è affidata a Sogei, partner tecnologico dell’amministrazione economico-finanziaria, che ha curato anche lo sviluppo del nuovo portale. Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri è titolare del coordinamento tecnico-operativo dell’iniziativa.

L’innovazione dell’Anagrafe Nazionale ANPR è un sistema integrato, efficace e con alti standard di sicurezza, che consente ai Comuni di interagire con le altre amministrazioni pubbliche. Permette ai dati di dialogare, evitando duplicazioni di documenti, garantendo maggiore certezza

Associazione Nazionale Alpini

(Sezione di Sydney)

Carissimi Alpini soci e simpatizzanti:

Finalmente ricominciamo!

Domenica 28 Novembre 2021 alle ore 12.00 (Mezzogiorno)

Organizziamo il nostro Pranzo di Natale: Trattoria Gasparo 255 Henly Lowson Drive, Georges Hall. Il pranzo sarà eccellente come al solito per la modica somma di $60.00 escluse bevande.

Come da regola Governativa per partecipare bisogna aver fatto la seconda dose del vaccino e portare la prova da mostrare all’entrata.

Prenotazioni: Giuseppe Querin: 0414 285 682

Tony Madau: 0410 720 675

Marco Simoni: 0418 291 280

Carlo Iavicoli: 0412 607 889

Posti limitati per favore prenotarsi almeno una settimana prima.

Giuseppe Querin, Presidente

del dato anagrafico e tutelando i dati personali dei cittadini.

Per la Pubblica Amministrazione significa guadagnare in efficienza superando le precedenti frammentazioni, ottimizzare le risorse, semplificare e automatizzare le operazioni relative ai servizi anagrafici, consultare o estrarre dati, monitorare le attività ed effettuare analisi e statistiche.

Per i cittadini vuol dire accedere a servizi sempre più semplici, immediati e intelligenti, basati su informazioni condivise e costantemente aggiornate, potendo così godere dei propri diritti digitali. Ma anche risparmiare tempo e risorse, evitando di duplicare informazioni già fornite in precedenza alle diverse amministrazioni che offrono servizi pubblici.

Ad oggi, ANPR raccoglie i dati del 98% della popolazione italiana con 7794 comuni già subentrati e i restanti in via di subentro. L’Anagrafe nazionale, che include l’Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) pari a 5 milioni di persone, coinvolge oltre 57 milioni di residenti in Italia e sarà ultimata nel corso del 2021.

Associazione Palermitani del NSW (Inc.)

P.O. Box 245 Concord NSW 21 37

L'Associazione Palermitani vi dà il benvenuto in questa nuova era. Ai presenti resta osannare il buon Dio.

Noi del Comitato ci pregiamo di comunicarvi la prossima festa del Santo Natale 2021 che si svolgerà presso

“The Family Brasserie” di Karen Ojala, Massey Park Golf Club, 1 Ian Parade, Concord 2137.

Potremo incontrarci tutti, con il piacere di rivederci dopo mesi di segregazione, il prossimo

5 dicembre alle ore 12 a.m.

Vi offriamo un gustosissimo pranzo di tre portate: antipasto, primo e secondo piatto per finire con il dolce mentre sia vino che bibite potrete acquistarli al bar del club.

La giornata sarà accompagnata dalla musica e tanta, tanta allegria che distingue noi siciliani. Termineremo la nostra giornata festiva con una bellissima lotteria.

Il tutto al modesto costo di $60.00 a persona. I bambini da 5 a 12 anni pagheranno $25.00 pro capite.

Sarete tutti benvenuti: soci, amici, parenti, conoscenti.

Noi rimaniamo in attesa, entro il 18 novembre, delle vostre adesioni per la vostra gradita partecipazione ricordando sempre che “l’Unione fa la forza”.

Per prenotazioni rivolgersi ai seguenti numeri:

Rosa Lombardo 0418 85 1748

Davide Cantale 0414 67 33 10

Nino Sardisco 04252721 89

Carly Caldarei 0403 303 775

Stefania Vetrano 0498 652 703

Arrivederci a presto, James Sardisco, Presidente

Avviso di assunzione di impiegato a contratto

11 Console Generale in Melbourne; VISTO il D.P.R. 5.1.1967, n. 18, concernente l'Ordinamento dell' Amministrazione degli Affari Esteri, e successive modificazioni e integrazioni, con particolare riferimento al D.Lgs. 7 aprile 2000, n. 103, che ha sostituito il titolo VI del D.P.R. n. 18/67 relativo agli impiegati a contratto presso gli Uffici all'estero;

VISTO il D.M. 16.3.2001, n. 032/655, registrato dalla Corte dei Conti ii 27.4.2001 (Reg. 4; Fg. 296), recante "requisiti e modalità di assunzione degli impiegati a contratto presso le Rappresentanze diplomatiche, gli Uffici consolari all'estero e gli Istituti Italiani di Cultura"; VISTA l'autorizzazione ministeriale di cui al messaggio MAECI-113219 del 12- 08-2021 e le motivazioni ivi contenute; Rende Noto

È indetta una procedura di selezione per l'assunzione di n°1 (uno) impiegato a contratto a tempo indeterminato da adibire ai servizi di assistente amministrativo nel settore Segreteria/ Archivio presso l'Istituto Italiano di Cultura in Melbourne. Requisiti Generali per l’Ammissione

Possono partecipare alle prove i candidati in possesso dei seguenti requisiti: 1) abbiano, alla data del presente avviso, compiuto il 18° anno di età; 2) siano di sana costituzione; 3) siano in possesso del se-

guente titolo di studio: Diploma di istruzione secondaria di primo grado;

4) abbiano la residenza in Australia da almeno due anni; I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito dal successivo punto 2 per la presentazione delle domande di partecipazione, fatta eccezione per: - il diciottesimo anno di eta. Presentazione delle Domande di Ammissione

Le domande di ammissione alle prove per l'assunzione, da redigersi secondo il modello disponibile presso il Consolato Generale di Melbourne e I 'Istituto Italiano di Cultura di Melbourne, dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 00:00 del giorno 2 dicembre 2021.

Le domande potranno essere trasmesse per via telematica, firmate, scansionate e corredate dalla copia di un documento d'identità valido, al seguente indirizzo di posta elettronica: iicmelbourne@esteri.it

Le domande, firmate e corredate dalla copia di un documento d'identità valido, potranno essere altresì presentate su carta libera indirizzata a: Istituto Italiano di Cultura in Melbourne 233 Domain Road, 3141 South Yarra, Victoria

Per ulteriori informazioni contattare direttamente l'Istituto di Cultura all'indirizzo sopra citato.

Come vanno le elezioni del ComItEs nel NSW?

Vi dico subito che in Argentina le schede elettorali sono già arrivate e i connazionali stanno votando per esprimere i loro rappresentanti.

A Sydney, a 11 giorni dalla conclusione delle operazioni di iscrizione e mentre questo giornale va in stampa, non c’è ancora nessuna traccia delle schede elettorali, per non dire che ad oggi non si conosce la versione finale della lista dei votanti.

Tutta colpa - secondo quanto scrivono fonti autorevoli - di 600 moduli di iscrizione arrivati negli ultimi tre giorni di iscrizione, che a quanto pare hanno paralizzato la macchina amministrativa consolare.

In Argentina, a Buenos Aires, hanno scelto di votare circa 24,000 iscritti AIRE e le schede sono arrivate; a Sydney con circa 2,100 richieste di voto siamo costretti a dire: “Houston, abbiamo un problema!” Aggiungo, ad onor di cronaca, che a causa di un impreciso errore tecnico del sistema, 32 indirizzi contenuti nella lista consegnata ai candidati erano sprovvisti di numeri civici, mentre ad alcuni iscritti sono stati imputati indirizzi diversi da quelli indicati nei moduli di iscrizione.

Insomma, se disgraziatamente devi mandare una reclama elettorale via posta, stai certo che molte lettere inviate torneranno

indietro per un qualche motivo. Non voglio pensare cosa succederà con i plichi.

Intanto sono usciti i primi video animati di come si vota. Anche uno, la cui voce della cronista mi ricorda qualcuno che senz’altro ho già visto in giro e che parecchi anni fa ebbe a dirmi che i giovani che arrivavano in Australia erano scansafatiche, lavativi e ‘figli di papà’ e che era meglio “se rimanevano a casa loro.”Ora invece, con la scusa del giornalismo indipendente, del largo a giovani, passano il tempo libero con qualche intervista qua e là a dire come serve il ricambio generazionale… degli altri, non certo il suo.

Qualche voce di corridoio dice poi che un dipendente del Consolato abbia trovato il tempo di chiamare amici e conoscenti invogliandoli a registrarsi per le elezioni. Incentivare il voto è sempre meglio di far inviare la scheda di tua sorella al Consolato soltanto perché ci lavori tu.

Ma il voto, una volta, non era “personale, libero e segreto?” Sarà uno dei tanti errori contenuti nella lista, ancora da aggiornare dopo 11 giorni e dove risulta che in garage dell’Inner West risiedono ben cinque giovani, tutti nello stesso locale.

A parte queste piccolezze, tutto va bene. Le schede non sono arrivate, non esiste una lista completa e il 3 dicembre si avvicina.

Allora! Return to Sender!

Sinceramente non succede niente di nuovo nemmeno ad Est, Nord e Sud. Tutto tace su tutti i fronti.

Ma ciò non toglie che, come l’eroe del film che grida il suo disprezzo per la guerra, colga l’occasione per esprimere il mio rammarico per il trattamento che il settimanale da me diretto, riceve dalle autorità consolari: viene sistematicamente rispedito al mittente, mentre tutti gli altri fogli della collettività, patronati, chiese e Coasit, vengono messi a disposizioni di chi si reca negli uffici di Market Street.

Non so di chi sia la decisione, ma presumo che venga dal capo. Di solito negli uffici è così, ma in questo caso non sono poi tanto sicuro.

Ma che sia una decisione ufficiale o una arbitraria, la cosa non fa molto onore ad una rappresentanza in un Paese straniero che dovrebbe tutelare quelle libertà dettate dalla Costituzione.

Ho inviato protesta all’Ambasciatrice al sud, a Luigi Vignali del CGIE ovest, ai “miei” rappresentanti Giacobbe e Carè che non so dove siano... ma la risposta è sempre quella: niente.

Nel frattempo il settimanale viene rispedito al mittente. Ultimamente si sono perfino muniti di sticker rossa “return to sender”. Non so il perché ma mi fa pensare ad Elvis Presley...

Grazie all’intervento di un nostro collaboratore da Roma (Antonio Catania) e da Singapore (Omar Bassalti) abbiamo allargato la protesta.

Già penso al titolone 5 colonne: Protesta Mondiale di Allora! con qualche variante.

Bassalti ha protestato direttamente con Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano e Ludovica Girado... Luigi non ha di meglio da fare?

Antonio Catania, giovane che recentemente faceva parte della lista socialista alle elezioni per Roma Capitale, ha scomodato il senatore Riccardo Nencini, presidente del comitato sull’editoria del Senato.

Francamente non ritengo giusto che per chiedere giustizia e

l’applicazione dell’articolo 21 della Costituzione “Tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” debba chiedere “aiuto” a persone che non conosco mentre i “miei” rappresentanti nemmeno rispondono?

Certo, è facile stare dalla parte di uno che la pensa come te, ma un po’ più difficile far capire ad un ufficio burocratico che la censura è morta con il fascismo e non può essere attuata in locali governativi che ha l’obbligo di difendere la Costituzione, non prendere le parti di un qualcuno senza esperienza e zero diplomazia.

Per essere più chiaro, pubblico l’email inviata all’ambasciata in due diverse occasioni:

Trattamento da stallo... di strutto... distratto?

Non potete insultare la nostra intelligenza fino a questo punto... oppure si?

L’uomo è certamente un animale imitativo, almeno in principio. Il vero problema è che la maggior parte delle persone resta tale a vita.

Se si può accettare che il bambino impari guardando gli altri e prendendo esempio, non si può basare una società seria sull’ottusa imitazione di modelli artatamente imposti che occupano l’immaginario collettivo.

I nostri illustri parlamentari, ogni settimana, se non ogni giorno, pubblicano sulle loro pagine social, i loro interventi alle varie conferenze, la maggior parte che hanno a tema gli italiani all’estero, e sistematicamente, come

da copione, parlano sempre delle stesse cose, usando spesso le stesse frasi:

“Abbiamo davanti una grande sfida, ma anche una grandissima opportunità per rilanciare l’italia all’estero. È d’obbligo che l’Italia investa negli italiani all’estero”

Frasi come questa sono ormai diventate talmente di uso quotidiano che le conosciamo a memoria come fosse un detto popolare, un proverbio, una preghiera o una litania...

Ma vi rendete conto che quando vi parlano di cultura e dell’importanza degli Italiani nel mondo vi stanno prendendo per i fondelli?

Se veramente avessero a cuore gli italiani all’estero e la cultura, questi politici incoraggerebbero in voi il senso critico; invece que-

sti illustri signori non accettano critiche, perché ci considerano dei deficienti da condizionare.

“Ci sono circa 70 milioni di Italiani che risiedono all’estero, essi non solo sono i perfetti ambasciatori ma anche i comunicatori che possono influenzare trend di mercato rinforzando sempre di più quel brand Made in Italy di cui siamo fieri”.

Ma non vi sentite offesi, in quanto esseri pensanti, a non venir considerati degni neppure di un’argomentazione espressa in modo razionale?

Questo modo di rapportarsi al popolo come a un infante, a cui si dice “non attraversare qui che è pericoloso”, dovrebbe suscitare in voi solo rabbia. Invece, vi piace vivere secondo indicazioni precise, comandamenti inaggirabili,

da etero diretti, senza mai il peso di una decisione morale autonoma. Come fate a continuare a credere a certi individui, che continuano a riproporvi il solito copione, e voi li applaudite pure?

Vi trattano come bambini. Vi considerano scimmiette che devono unicamente imparare a pigiare il pulsante per ottenere l’ambita banana. E voi tollerate, anzi, addirittura, obbedite con una solerzia disarmante.

Eppure questi signori vogliono salvare il Made in Italy, la cultura italiana e il bla bla bla... e non si sono nemmeno degnati di iscriversi per il voto del rinnovo dei Comites…

I casi sono due: apprezzano il valore dell'istruzione pari a zero oppure ci considerano dei cretini!

Gentile Ambasciatrice, La pubblicazione “Allora!” - di cui mi fregio di essere redattore - è l’unico settimanale italiano interamente edito a Sydney. Nato nel 2017, il periodico è stampato in 3,000 [oggi 4,000 ndr] copie e viene distribuito in tutte le edicole dello stato del Nuovo Galles del Sud e del Territorio della Capitale, oltre che online, in formato digitale con un numero confermato di 25,000 lettori.

Desidero inoltre sottolineare che spediamo copie della nostra pubblicazione al Consolato di Sydney, affinché i connazionali che si recano agli uffici siano informati con notizie di interesse comunitario. Per motivi a noi sconosciuti, il nostro periodico viene rispedito al mittente con la nota “refused”, mentre tutte le altre pubblicazioni vengono esposte all’ingresso degli uffici consolari. Intendo andare fino in fondo e non smetterò la battaglia se non alla vittoria, cioè quando Allora! verrà esposto in consolato a disposizione di chi si reca in quegli uffici. Che sia il lettore a decidere cosa leggere, cosa accettare o rifiutare.

Finendo con una nota lieta, la diffusione del nostro settimanale è in continuo aumento e ci vediamo piacevolmente costretti ad aumentare la tiratura a 4.000 copie. Specialmente nelle zone del West di Sydney molti edicolanti esauriscono velocemente il settimanale. Presto inizieremo la campagna abbonamenti e questo dovrebbe facilitare la distribuzione.

E dai commenti di certi individui in Facebook, lo leggono pure gli analfabeti: continuate pure, abbiamo bisogno anche della vostra pubblicità gratuita!

Incontro tra amici, conoscenti e residenti della zona di Blacktown

La sera di venerdì 12 novembre 2021, un gruppo di amici che si conoscono da tanti anni residenti della zona di Blacktown e dintorni, si sono radunati per festeggiare la loro associazione, Friends/Amici del Centro Sociale Italiano, un Club creato dai loro genitori e che si trova a 80 South St. Schofields.

Il raduno è stato organizzato da Leo Di Rocco, che "era" Presidente del gruppo Gi.Fra. (Gioventù Francescana) fondato 45 anni fa.

Durante la bella cena si sono intrecciati i racconti del passato, creando così un’atmosfera di calore e amicizia con il narrare dei vecchi ricordi e soprattutto tanta allegria e tante risate.

Per i partecipanti, con lo sviluppo della comunità e la scuola d’Italiano che hanno frequentato nel passato, le amicizie anche dopo tanti anni sono rimaste intatte e molti si sono rivisti dopo tanto tempo..

Questo gruppo si propone di crescere in numero e di poter contattare tante persone e discendenti che hanno fatto parte della zona e comunità in passato e con la speranza di potersi incontrare ancora ogni due o tre mesi per altre serate bellissime come questa.

Gianni Di Rocco

Cosa c'è dietro il sorprendente successo dei Maneskin?

di Antonio Socci

Massimo Gramellini su un recente articolo pubblicato nel Corriere della Sera definisce "felice mistero" il fulmineo successo mondiale dei Maneskin. Ci sono infatti decine di cantanti italiani che hanno scritto e cantato pezzi bellissimi, che restano nella memoria di tutti. Ma persino Vasco Rossi, ricorda Gramellini, "ha sempre fatto fatica a essere ascoltato oltre Chiasso".

Poi arrivano i Maneskin, la cui produzione artistica non è neanche paragonabile, per qualità e quantità, al repertorio di tanti nostri autori, e diventano di colpo star internazionali: addirittura sono stati scelti per aprire il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas. "Che cosa possiedono dunque di così speciale?". A questa domanda nessuno riesce rispondere che ciò accade per le loro canzoni. Oltretutto sono appena arrivati.

E allora come nasce questo successo mondiale? Gramellini stesso fornisce una risposta: "Per usare una parola alla moda, sono fluidi. Damiano, il cantante, è un maschio che si trucca senza perdere virilità. Victoria, la bassista, è una donna che fa la dura senza perdere femminilità. Tutti e quattro appaiono sfuggenti, nitidi eppure sfocati, non incastrabili in una definizione". Pessimi cantanti, nessuna ribellione o di-

sobbedienza al sistema, ma anzi incarnano perfettamente l'ideologia fluida a cui tutti devono inchinarsi.

Secondo Gramellini, che sottolinea la coincidenza fra la loro "consacrazione planetaria" e la caduta del Ddl Zan nel "retrogrado" parlamento italiano, rappresentano "la normalità per i ragazzi di oggi". O quantomeno la norma che si vuole a loro insegnare. Dunque, stando a quanto

si legge sulla prima pagina del "Corriere", il successo dei Maneskin non è dovuto alle canzoni, ma all'ideologia che essi incarnano e interpretano, alla loro capacità (maggiore degli altri cantanti) di esprimere fisicamente, teatralmente, la nuova normalità, il nuovo canone della "fluidità" a cui bisogna omologarsi. Da questo punto di vista, il loro, nel 2021, non è certo un messaggio rivoluzionario, di ri-

bellione e disobbedienza al sistema. Ma l'esatto contrario. Non a caso il loro trionfo è decretato da quella potente industria dello spettacolo che da anni è la chiassosa paladina planetaria di quell'ideologia, sponsorizzata dalla classe dominante. Pier Paolo Pasolini già nel 1975 affermava che "i diritti civili hanno assunto una colorazione classista" e che su di essi si stava costruendo, un nuovo conformi-

smo, anzi: "la certezza del conformismo".

In effetti quella è oggi l'ideologia dell'élite (la deregulation antropologica è l'altra faccia della deregulation economica).

Però non è ancora diventata senso comune maggioritario fra la gente che ha piuttosto i problemi del lavoro, dello stipendio, del progressivo impoverimento e della perdita dei "diritti sociali". Eppure è martellante la propaganda - anche nella pubblicità - di quell'ideologia che Marco Rizzo definisce "un'arma di distrazione di massa della macchina capitalista". Si vuole che le masse interiorizzino il codice "politicamente corretto" che non si accontenta di avere quasi il monopolio della scena, ma ormai detta legge. Non tollera dissenso manifesto. Di fronte ad esso bisogna stare tutti "zitti e buoni".

A sottolineare il clima che si è creato è stato addirittura Benedetto XVI che, in un'intervista concessa prima del 2020 a Peter Seewald per la sua biografia ("Benedetto XVI", Garzanti), alludendo all'uragano "politically correct" che sta stravolgendo l'Occidente, ha usato parole drammatiche: ha parlato addirittura di "dittatura universale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddire le quali comporta l'esclusione dal consenso di base della società".

A passeggio tra ieri e oggi

Prevista per domenica, 21 novembre al Fraternity Club di Fairy Meadow, la presentazione del progetto editoriale dal titolo “A passeggio tra ieri e oggi” realizzato dal ComItEs New South Wales, dalla Commissione per l’Illawarra e le Aree Regionali, presieduta dalla Vice-Presidente del ComItEs, Maria Stella Trombetta Vescio.

“A passeggio tra ieri e oggi” è un viaggio immaginario tra passato e presente che permette di osservare tante valigie in partenza e in arrivo per le vie del mondo; le eccellenze e le avventure di generazioni che hanno fatto dell’Illawarra la loro casa. L’iniziativa editoriale si pone a beneficio dei connazionali dell’Illawarra come per tutti gli

italiani in Australia; esso si propone di incoraggiarli a ricordare la loro esperienza personale e conoscenza locale della migrazione e degli insediamenti del secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, quelli del ventunesimo secolo. Il libro è presentato in una serie cronologica di storie che hanno lo scopo di condividere un segmento storico intriso di sacrifici, sofferenze, fatica e tanta umanità.

I testi sono stati trascritti da una conversazione ad un racconto mono-direzionale, preservando le espressioni e la composizione letteraria propria degli autori e della lingua italiana d’uso parlato. Questo ne rispecchia la terminologia, i modi di dire e gli accenti lessicali che variano a seconda dell’evoluzione storica della lingua e degli intervistati. Il progetto del Com.It.Es. NSW è stato reso possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nell’ambito dei contributi ministeriali per i progetti integrativi.

Anteprima del nuovo centro del Tullimbar Village

Iniziata la costruzione del nuovo centro Tullimbar Village' progetto da 24 milioni di dollari che creerà 240 posti di lavoro locali e 120 posizioni una volta completato entro 12 mesi.

Lo sviluppo incentrato sulla famiglia, includerà un supermercato IGA e una taverna locale e l'amministratore delegato della Diamond Constructions Pty Ltd, Simon John Quinn, che è anche proprietario e costruttore.

"Il progetto sarà completato entro dicembre 2022, coordinato dal nostro team di costruzione interno utilizzando il maggior numero possibile di professioni-

sti locali. Manda Capital, una società ben consolidata con sede a Melbourne, è stata il nostro partner finanziario in progetti precedenti e siamo molto entusiasti di far parte di questo progetto", ha detto Quinn.

Il centro del villaggio includerà piscina, assistenza all'infanzia, area funzionale e spazio commerciale specializzato con un processo di consultazione della comunità che darà ai residenti l'opportunità di fornire input.

Le società del signor Quinn gestiranno la taverna e il supermercato IGA.

Gli Alpini di Perth celebrano la Festa delle Forze Armate

L’associazione Alpini di Perth, guidata dal suo presidente Roberto Puntel, ha celebrato il 4 Novembre partecipando alla cerimonia che prevedeva la visita al monumento a Villa Terenzio.

Presenti erano il console Nicolò Costantini, il presi-

dente del Comites Vittorio Petriconi, oltre a rappresentanti di Alpini, Carabinieri e i Marinai.

Le celebrazioni sono iniziate con la santa Messa, seguita dalla deposizioni dei fiori al momento dedicato al Soldato d'Italia.

Davanti al monumento il console di Perth Costantini ha raccontato la storia del Milite Ignoto.

Una breve ma toccante cerimonia che, ancora una volta, ha voluto dimostrare l’attaccamento alla Madre Patria e alle nostre tradizioni.

di Franco Baldi

Gli australiani, ottimisti per natura, usano l’espressione

“third time lucky” per esprimere la speranza che, dopo aver fallito qualcosa due volte, si possa riuscire nel terzo tentativo.

E la “terza volta fortunata” è proprio quello che è successo al Gala Dinner organizzato dal Comune di Liverpool.

L’annuale serata di gala ha dovuto cambiare data tre volte, ma la perseveranza degli organizzatori, finalmente, ha prevalso offrendo così alla comunità una serata che si annovera tra le migliori a cui ho avuto l’onore di partecipare.

Quest’anno, il tema proposto è stato “Thank You”, Grazie... con un tocco tutto italiano e la cena

di gala è stata organizzata per ringraziare due associazioni che sono al servizio dei più deboli della comunità, specialmente durante il passato periodo di restrizioni a causa della pandemia da Covid 19.

La prima associazione prescelta è stata la Salvation Army, l'Esercito della Salvezza, un movimento internazionale che of-

fre assistenza pratica a bambini e famiglie, spesso occupandosi delle necessità di base della vita, fornendo riparo ai senzatetto e riabilitazione a persone che hanno perso il controllo della propria vita a causa di una dipendenza.

La seconda associazione, relativamente nuova, è stata la CNA Italian Australian Service, un’organizzazione conscia dei proble-

mi dovuti al cambiamento della natura della comunità italiana in Australia. Fondata nel 2015, la CNA aspira ad essere riconosciuta come organizzazione leader che provvede le cure e i servizi essenziali per la comunità permettendo ai membri più attività sociali, culturali e ricreative con riguardo particolare per la geriatria.

continua nella prossima pagina

Da sinistra: Terese e Marco Testa, Franco e Stefania Vetrano, Maria Grazia e Giovanni Testa, Maria Tripodi, Minni e Nick Speciale

La serata, organizzata dal Comune di Liverpool presso il Catholic Club di Prestons, è iniziata nel foyer della sala dove Jazz Amore, duo musicale formato da due splendide ragazze, ha allietato i partecipanti con belle canzoni italiane che hanno creato l'atmosfera da “Dolce Vita” con classici motivi del repertorio leggero italiano.

A rallegrare lo spirito hanno pensato il limoncello e i copiosi “drinks” che venivano offerti ai partecipanti accompagnati da stuzzichini belli da vedere quanto ottimi da mangiare!

Quando i partecipanti sono stati introdotti nel grande salone del club, una miriade di piccole luci colorate hanno mostrato un ambiente finemente allestito creando un ambiente degno di un party di Hollywood o, nel nostro caso italiano, di Via Veneto nei tempi che furono.

Il maestro di cerimonia Graham Kellaher, dopo aver dato il benvenuto ai partecipanti, ha invitato al microfono la sindaca di Liverpool, Wendy Waller che, per ciò che abbiamo appreso, è stata l’ultima cerimonia ufficiale a cui ha partecipato come sindaca.

La signora Waller è una conoscenza da lunga data avendo partecipato a diverse feste e cerimonie della comunità italiana nel corso degli anni in rappresentanza del comune di Liverpool. Sempre gentile, sempre disponibile è con tristezza che salutiamo il termine del suo mandato.

“Quest'anno - ha esordito la sindaca - il nostro ballo 'Charity Ball' è stato trasformato in una notte fantasmagorica dove lo spotlight dell'attenzione viene concentrato sulla frase ‘Thank You’.

Un grazie per quelle associazioni locali e gli eroi locali che hanno aiutato la nostra città attraverso queste sfide e che continuano a farlo.

Questi eroi locali che lavorano duro per la comunità meritano il nostro e il vostro generoso supporto.

Questa serata ha il compito di aiutare finanziariamente queste organizzazioni comunitarie perché possano continuare con il loro vitale lavoro a favore dei più vulnerabili membri della nostra comunità.

È mio grande piacere annunciare che i beneficiari di quest'an-

"Thank You" Gala Dinner

no sono la Salvation Army di Liverpool e la CNA Italian Australian Service che voglio ringraziare personalmente per tutto quello che avete fatto e farete in futuro.

Esorto voi presenti a donare generosamente in loro favore. Mentre organizzavamo quest'evento è successo l'inaspettato e abbiamo dovuto rinviare, per ben due volte, questa serata di gala per ordine delle autorità sanitarie del NSW.

Ma abbiamo lavorato duro nei due mesi passati in modo da poter portare l'evento di questa sera nel migliore dei modi. È stato un tempo duro, anche psicologicamente troppo lungo e spero che questo evento sia l'opportunità per riconnettersi, per incontrare vecchi colleghi e per trovare altri amici sia nel business che nella comunità”.

La serata è stata allietata da un duo musicale di giovani energetici e vibranti che, con la vocalista Elisha e Harry alla chitarra, hanno performato musiche dagli anni ‘70 fino ai giorni nostri.

A continuare l’intrattenimento hanno pensato i componenti

in cui si è comportato. È stato veramente solo grazie all'aiuto dei vicini, degli amici e della comunità che Liverpool sia riuscita ad uscire da questo terribile disastro pandemico”.

Senza mezze parole la senatrice, grande ammiratrice e sostenitrice della nostra comunità, ed in particolare per ciò che fa la CNA Italian Australian Service.

“Questa serata - ha esternato il presidente della CNA Giovanni Testa - è un appuntamento importantissimo che dà il giusto merito a chi lavora dietro le quinte, in silenzio.

Questo è importante perché sono gli altri che devono giudicare. Per noi questo riconoscimento è stato inaspettato, non pensavamo di poter meritare tanto, vuol dire che in silenzio si raggiungono livelli molto alti. Grazie a tutti veramente”.

“Noi della Salvation Army - ha commentato Joel Spicer, leader della sezione di Liverpool - aiutiamo molte persone svantaggiate della comunità, molti senzatetto e molti senza lavoro.

Già prima del Covid-19 provvedevamo a colazioni e pranzi per oltre 450 persone alla settimana; con l’avvento della pandemia abbiamo dovuto far fronte ad ulteriori domande.

della Mazell Music, una “band” formata da musicisti tra i migliori di Sydney e che, da oltre 15 anni, suonano assieme presentando un eccellente repertorio di musica contemporanea.

Per ciò che riguarda l’intrattenimento, uno dei punti salienti della serata è stata la partecipazione di Ross Maio, conosciutissimo nella comunità, che accompagnandosi con la sua fedele fisarmonica ha creato un piccolo Show tutto suo, allietando i partecipanti che scandivano il ritmo della sua musica con il battito della mani.

Impressionante quello che “Rosario” riesce a far fare alla sua fisarmonica.

Ma non si vive di sola musica e un menù di tutto rispetto è stato approntato dagli organizzatori. Iniziando dall'ormai tradizionale antipasto alla mediterranea con vegetali grigliati, olive, crostini, formaggi e prosciutto; a seguire un cocktail di gamberi alloggiato in una foglia di radicchio rosso e deliziosamente accompagnato da fette di arance e listelle di finocchio.

Per gli amanti della pasta, una “Primavera di capelli D'Angelo” con abbondante parmigiano seguita dalla portata principale che proponeva l’alternativa di una costata servita con caponata e salsa verde e oppure un filetto di pesce Barramundi servito con cozze in salsa di pomodoro e asparagi.

Molto interessanti i dolcetti finali, praticamente classici della pasticceria mignon all’italiana.

“Una fantastica serata - ha dichiarato la senatrice Anne Stanley - sono contentissima di aver partecipato per dire grazie a tutte le persone che hanno fatto così tanto per Liverpool, specialmente in questi ultimi 18 mesi.

La zona del west è stata trattata spaventosamente male durante questa pandemia e il governo dovrebbe rammaricarsi del modo

molto importanti le raccolte di fondi per poter continuare. Non potremmo fare il lavoro che facciamo senza i fondi che riceviamo da differenti donatori e stasera è una di quelle serate speciali e noi siamo molto riconoscenti di essere stati scelti come beneficiari. Non potremmo dare da mangiare a tutte quelle persone senza i vostri fondi generosi che vengono raccolti da serate come queste e, per questo motivo, vi siamo molto grati”.

L’ultima parola spetta alla sindaca, ancora per poco, Wendy Waller: “Tra pochi giorni lascerò Liverpool e andrò in pensione nella Sunshine Coast.

Sono molto triste di lasciare la mia casa che è stata la mia casa per oltre 60 anni. Sono convinta che abbiamo raggiunto molto, siamo diventati il terzo centro commerciale della metropoli e sono convinta che siamo riusciti a parlare con la comunità e a dare alle persone quello che volevano. Grazie Liverpool”.

Sempre gentile, sempre disposta a scambiare qualche parola la sindaca di Liverpool. Ed è con genuina tristezza che la comunità ha commentato la sua decisione di non ricandidarsi alle imminenti elezioni comunali.

Abbiamo dovuto aggiungere altri 300 pasti per settimana e sono aumentate le persone che hanno fatto richiesta di aiuti, anche psicologici.

Siamo stati contenti di potere aiutare con un po' di cibo e di allentare la pressione. Sappiamo che quando la pancia è piena si può rendere la loro giornata un pochettino più allegra.

Sono serate come queste che fanno capire l'importanza del nostro lavoro per la comunità e sono

Ma gli anni passano per tutti e nessuno vive per sempre. Ma quello che resterà per sempre saranno i risultati raggiunti durante il suo lungo periodo in carica come prima cittadina per la comunità e, soprattutto, per la città di Liverpool.

Sarà una vera sfida eguagliare la tenacia, la capacità e l’amore che la sindaca Wendy Waller ha dimostrato e speso sempre per la sua città, la sua Liverpool.

Tanti auguri Wendy e buona pensione!

Da sinistra: Franco e Stefania Vetrano, Maria Grazia Storniolo, Stella Maimone, Giovanni Testa, Caterina Di Manno, Giuseppina Auteri, Bruno Loprieato, Sam Auteri e Maria Loprieato. Al centro della foto Weny Waller, sindaca di Liverpool
Caterina "la ballerina" Di Mauro e Rosario "Ross" Maio
Il duo vocale italiano Jazz Amore
Da sinistra: Giovanni Testa, Sen. Anne Stanley, Marco Testa, Nathan Hagarty
continuazione dalla pagina precedente

cultura italiana nel mondo

La Dante Alighieri di Hong Kong

di Bruno Feltracco

La Società Dante Alighieri di Hong Kong è stata fondata nel 1934 dall’allora Console Italiano in città, Eugenio Zanoni Volpicelli, quindi storia che parte da “lontano”, grazie ad un diplomatico visionario e con rara passione per l’oriente.

Negli anni 80 e 90 del secolo scorso Leo Lee Tung Hai, un imprenditore locale che importava prodotti italiani, guidò e sostenne finanziariamente le attività della Dante. A cavallo del secolo l’organizzazione ridusse le attività e, nel 2007, con la spinta decisiva di Angelo Pepe, un gruppo di italiani in Hong Kong riprese le attività. Nel corso di 13 anni di duro lavoro lo sforzo si è via via consolidato, coronato con l’apertura nell’ottobre di quest’anno della nuova sede, ospitata all’Arts

Centre di Hong Kong. La nostra nuova sede, inaugurata recentemente grazie ad un forte sostegno da donatori di Hong Kong, in gran parte individui e aziende locali, è situata all’Arts centre, al settimo piano; 2500 piedi quadri, 7 aule, 5 lavagne elettroniche, un’area ufficio, uno spazio di tipo “co-working”, una biblioteca. Un paio di aule sono flessibili, con pareti mobili. Possiamo ospitare eventi con 30/50 persone.

L’investimento per noi è stato impegnativo, peraltro siamo riusciti ad affrontarlo grazie ad una forte disciplina finanziaria negli ultimi 10 anni e ad un numero consistente di donazioni ottenute da individui ed aziende in Hong Kong.

Da ricordare, infine, che l’Arts Centre è il “posto giusto” per la Dante: Arts Centre Foundation

è la proprietaria del palazzo e nel corso degli anni ha favorito l’arrivo di entità operanti nel settore della cultura come inquilini. Dividiamo il palazzo con il Goethe Institut, l’HK Arts Festival e molte altre organizzazioni culturali. Il palazzo dispone di uno spazio teatrale, un cinema, vari spazi per mostre tutte gestite dall’Arts Centre direttamente.

Non poteva esserci luogo migliore per noi.

La Dante ha sempre avuto un forte legame con il Consolato Italiano e con il Console Generale. Per il progetto “arts centre” siamo stati supportati fin dal primo giorno e con estrema concretezza dal Console Clemente Contestabile. Abbiamo sviluppato, negli anni, rapporti proficui con le altre realtà culturali italiane in città come la scuola “Manzoni” (per i bambini della comunità italiana), l’Asilo Italiano (prima scuola in città che offre il metodo “Reggio Emilia”) ed altre.

Abbiamo sviluppato un rapporto proficuo con la Dante in Roma che intendiamo approfondire. Per il progetto abbiamo ricevuto un contributo, relativamente limitato nell’ammontare, che ha comunque aiutato. È la comunità locale di Hong Kong che ha peraltro costituito la parte predominante dei contributi per il progetto.

In Hong Kong abbiamo una “clientela” molto varia: locali/ espatriati interessati al nostro paese (lirica, moda, cibo, vini, arte, design, etc); operatori commerciali che hanno rapporti con aziende italiane; stranieri “accasati” con cittadini italiani, qualche studente che intende studiare nel nostro paese.

L’interesse è acclarato ed evidente. Chi voleva imparare l’italiano in città, in gran parte è già passato nelle nostre aule, ma esiste una domanda “inespressa” che ora vogliamo “stanare” in questa città di oltre 7 milioni di abitanti.

Gran parte del Board assieme alla squadra che lavora alla Dante e il Console Generale, Clemente Contestabile
Il quartetto di archi che ha suonato durante l'apertura ufficiale della Sede. L'evento diretto da un bravo musicista italiano residente a Hong Kong, Lorenzo Iosco

Al a scuola

Why are Italy’s disappearing dialects so important?

Dialects are slowly disappearing and once they’re gone a huge part of Italy’s cultural, social and human heritage will be lost. Recent statistics suggest only 14% of Italians speak in dialect today.

Among the factors killing dialects is simply the passage of time. Old people are the holders of linguistic nuances so when they pass away this knowledge dies with them. Youth who flee in search of a brighter future elsewhere often end up forgetting their native speech or they ditch it because it is not considered ‘cool’ in the city.

In the past dialects were a social barrier dividing poor families from rich ones. Southerners migrating to the north to work would hide their local tongue and accent over fear of discrimination. Their descendants have now lost it.

Even though the disintegration of dialects started with the birth of the Italian state in 1860, which created a national standard language, mass emigration and industrialization followed by globalization have dealt further blows.

The use of computers and technology, dominated by the English language, has pushed youth to embrace new terms and strive to learn English rather than to cherish their local idioms – and often be looked down upon by friends in the city.

According to UNESCO there are roughly 30 Italian ‘languages’ at risk of extinction. These include Toitschu, spoken by just 200 people in a hamlet in Valle D’Aosta, and Guardiolo, spoken by Waldenses descendants in the Calabrian town of Guardia Piemontese.

Due to changes in boundaries or following past invasions, it’s easy to come across communities that speak Albanian, Greek, Latin, French and German-sounding dialects. It’s a real throwback luring tourists.

Road signs and street names are written in two languages, old traditions, customs and foods live on.

In Italy there are 12 ‘sub-languages’ spoken by linguistic

Perché si dice "partire in quarta”?

L’espressione “partire in quarta” viene utilizzata per chi comincia un’attività con la massima determinazione ed energia, senza pensarci sopra due volte. Ma da dove arriva questa curiosa locuzione?

minorities living on islands, in regions bordering with other countries or in remote rural villages. These are protected by the state and each include variants.

In South Tyrol, once a part of Austria, the majority of people speak different German dialects. In Molise and Basilicata locals speak Greek-ish and an Albanian-sounding idiom called Arberesch.

Some southern cities are anchored to their dialects. Take Naples or Bari Vecchia (the old district) where the colorful slang is part of the scenery. Islands are where, due to their isolation, everyone speaks in dialects. Have a trip across Sicily or Sardinia and your Italian will be of no help.

There are other niche cases showing how the more local you gol, the richer the language still is – even between nearby ‘rival’ towns. During my latest trip to Lombardy’s Iseo Lake I walked from the village of Paratico to Sarnico and once I stepped across the dividing bridge, the tongue changed.

To say “over there” Paratico inhabitants have “zo de là”, those of Sarnico “fo gliò”. In the nearby village of Sulzano signs greet foreigners in local speech: “Welcome to Sòlsa“. Another example: in San Polo di Piave, a fraction of Treviso in Veneto region, furrows are “culiere”; in adjacent Villorba it’s “cuncuoi”.

Local authorities could do more to fund the teaching of dialects at school. Many Sardinian schools have introduced Sardo lessons just because their special regional statute allows different education programs. But it should be the norm across the country: alongside learning English and following religion courses, kids should be given the choice of a dialect, preferably that spoken in their city or region.

Learning Romanesco at school would be a great way, in fact, of also doing some history and literature in a fun way. As a distinctive trait of Italian culture and symbols of territorial differences, dialects are just as important as food and art.

Per rispondere alla domanda bisogna pensare a ciò che si fa per mettere in moto l’automobile, ovvero inserire la prima marcia. L’espressione, per rafforzare il concetto espresso, prende quindi in prestito la situazione figurata di una macchina che, senza passare dalle altre marce, parte direttamente con la quarta, che si usa invece una volta che si è raggiunta una certa velocità. Stesso significato ha il modo di dire “partire in tromba”.

In questo caso, l’immagine di riferimento è il clacson dell’auto, anticamente chiamato proprio tromba e il cui utilizzo, al tempo dei primi autoveicoli, era diffuso come avviso del proprio sopraggiungere a pedoni e mezzi di trasporto non a motore, quindi assai più lenti.

A proposito di clacson, sapete perché è usanza suonarlo ripetutamente ai matrimoni? Anche se il galateo suggerisce di non farlo, una tradizione italiana, o meglio calabrese, vuole che venga continuamente premuto per accompagnare lo sposo fino al luogo della cerimonia.

Così facendo, l'uscita da casa sarà annunciata, e la sposa, udendo gli strombazzamenti, potrà apprestarsi a raggiungere la chiesa sì in ritardo (come da usanza) ma senza farsi attende-

"Le parole per dirlo"

di Rai e Marcello Filograsso

In quasi settant'anni di storia, la televisione italiana ha modificato radicalmente il nostro modo di esprimerci. Nel segno della missione del servizio pubblico e strizzando l’occhio ad un caro e vecchio titolo storico della televisione pubblica, quel “Non è mai troppo tardi” del maestro Alberto Manzi che alfabetizzò il nostro paese dopo la seconda guerra mondiale, arriva un nuovo programma dal titolo “Le parole per dirlo”. È stata quindi una scelta

naturale quella di dedicare al linguaggio della televisione la prima puntata della trasmissione, un nuovo settimanale sulla lingua italiana, in onda su Rai3 e disponibile online su Rai.tv e ora giunto alla seconda edizione. Noemi Gherrero ha ripercorso le parole della televisione che hanno lasciato un segno nella nostra comunicazione quotidiana, dall' "esatto" di Mike Bongiorno alle invenzioni linguistiche di Nino Frassica, dando spazio sia alle curiosità di un gruppo

re troppo. Quando poi al termine della cerimonia marito e moglie si rimettono in macchina, il corteo riprende nuovamente a suonare, per far sapere a tutti dell’avvenuta celebrazione.

Pare che l’origine di questa consuetudine - poi diffusasi in tutta Italia - sia legata agli spiriti maligni.

Storicamente si pensava che far rumore (come ad esempio suonare il clacson) potesse tenere lontane le negatività, nel caso specifico dalla felicità degli sposi.

di studenti collegati da casa che alle domande dei telespettatori, invitati a intervenire attraverso i social. Ma la trasmissione non è certo senza critiche.

Si focalizza ogni settimana su un argomento - la politica, la musica, lo sport, la comicità, la televisione, l’enigmistica. Il nostro Paese fortunatamente ha un numero molto ampio di studiosi dell’idioma nazionale, non necessariamente appartenenti all’Accademia della Crusca. Non convince la conduttrice Noemi Gherrero, che dà l’impressione di essere un corpo estraneo rispetto al programma, mostrandosi in alcuni momenti alquanto incerta e affettata, come se stesse recitando al posto di presentare. Soprattutto la dizione è un aspetto da migliorare. Per rendere più accattivante “Le parole per dirlo,” oltre ad effettuare un turn-over dei linguisti (rotazione per i puristi), si potrebbero inserire delle rubriche all’interno di ogni puntata, limitando magari la partecipazione degli studenti da casa, che appesantiscono il ritmo e fanno sembrare il programma troppo scolastico.

Benedetto XVI riceve i vincitori del Premio Ratzinger

Il Papa emerito Benedetto XVI ha ricevuto questo sabato al monastero Mater Ecclesiae in Vaticano quattro vincitori del Premio Ratzinger.

L'incontro è durato un'ora e ha permesso a ciascuno degli accademici di parlare del proprio lavoro con il Papa emerito, secondo una nota della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI. Prima di partire, il gruppo ha recitato l'Ave Maria.

Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, specialista della filosofa tedesca Edith Stein; e Ludger Schwienhorst-Schönberger, un esperto tedesco di Antico Testamento, hanno ricevuto questo sabato anche il Premio Ratzinger 2021, in una cerimonia presieduta da Papa Francesco.

“Le siamo davvero molto grati per averci accolto anche quest’anno per la consegna dei Premi Ratzinger”, è stato il saluto di padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione vaticana Kosep Ratzinger-Benedetto XVI, al Papa, che ha ricevuto in udienza nella Sala Clementina per la cerimonia di consegna del Premio Ratzinger 2021, giunto alla sua undicesima edizione.

Lo scorso anno la situazione sanitaria aveva costretto a

cancellare l’udienza papale già programmata. “La ormai ampia serie dei premiati abbraccia ormai studiosi di quindici paesi e di tutti i continenti”, ha fatto notare Lombardi: “Le discipline da loro coltivate spaziano fra diversi campi della teologia, della filosofia, dell’arte.

Un orizzonte affascinante che si va allargando di anno in anno. Un’attestazione concreta dell’apprezzamento della Chiesa per l’impegno nello studio e nella ricerca della verità e della bellezza”.

“Questo Premio non è un riconoscimento per un’opera particolare, ma per il lungo e

approfondito lavoro delle personalità che le presentiamo, dimostrato attraverso le loro pubblicazioni e l’insieme delle loro opere”, ha precisato il presidente della Fondazione Ratzinger: “A loro va la nostra gratitudine per aver saputo condividere con un vasto pubblico i frutti delle loro fatiche”.

Alla cerimonia erano presenti anche i vincitori del Premio Ratzinger 2020, la professoressa australiana Tracey Rowland e il filosofo francese Jean-Luc Marion, poiché il premio 2020 è stato annullato a causa della pandemia di coronavirus.

Alla cerimonia di questo sabato nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha affermato che la consegna di questo premio è stata l'occasione per esprimere i suoi "pensieri di affetto, gratitudine e ammirazione" per il suo predecessore, in onore del quale è stato istituito il premio.

Il Premio Ratzinger è stato assegnato per la prima volta nel 2011 e riconosce studiosi il cui lavoro costituisce un contributo significativo alla teologia nello spirito di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.

Latin Mass, tightened rules in

Earlier this year, the Superiors of the Institutes and Communities once known as Ecclesia Dei signed a joint communiqué, in which they expressed their dismay at the motu proprio Traditionis Custodes and also asked for the possibility of a confrontation, seeking "true dialogue and to appoint a mediator who is for us the human face of this dialogue."

In response to this request, Cardinal De Donatis, Pope Francis’ Vicar for the Diocese of Rome issued a new letter-decree, ordering that there will be no sacramentals or sacrament and no Easter Triduum for the faithful who are attached to the Latin Mass. Priests in Rome are to request a written authorisation to be able to celebrate in the ancient rite. The letter-decree shows an unusual harshness, in open contradiction with the reforms championed by Pope Benedict XVI.

It is not very clear what idea exists in Rome about fostering dialogue, however the publication of the decree signed by Cardinal De Donatis seems to take the term in a very broad sense. Too bad, because the diocese itself has recently even created a tutorial video on how to fulfill the synodality hoped for by Pope Francis: 6 minutes and 23 seconds of garbage, which raises some doubts as to whether it is still necessary to pray every morning. According to the tutorial, the catchphrases are "listen to each other, listen to everyone"... unless the faithful want a bit more than just the Latin Mass.

Campisi Butchery

Needless to say that De Donatis’ letter is framed in the usual manner. First, there is an ode to "continuing the work of" facilitating ecclesial communion to those Catholics who feel bound to some previous liturgical forms", a reference taken from John Paul IIs "Ecclesia Dei" of 1988. This is coupled with the objective of "exercise a lively pastoral charity towards the faithful who "do not exclude the validity and legitimacy of the liturgical reform,

Rome

the dictates of the Second Vatican Council and the Magisterium of the Supreme Pontiffs "as now found in “Traditionis Custodes.”

De Donatis adds that therefore all the liturgical books of the ancient Roman Rite, except the Missal, are forbidden. It can also be deduced that the 1962 Missal is also forbidden, just to promote ecclesial communion. Among the "specific determinations" which De Donatis includes in his letter, there is a singular implementation of the "lively pastoral charity" towards the faithful: in none of the churches of the Pope's diocese, where the celebration with the 1962 Missal is planned, it is possible to take part in the Sacred Triduum in the ancient rite.

Really, a nice thought to make the faithful linked to the Roman liturgy prior to the reform feel at ease in the "post-conciliar church".

Therefore, in summary, this is an interesting interpretation of the current pontificate: from the work for an "outgoing church", to the effort of pushing some people out of the Church.

La Congregazione dai Padri Somaschi informa che la solenne Santa Messa domenicale in lingua italiana nella parrocchia di San Giuseppe, Moorebank riprenderà a partire da domenica 28 novembre 2021, ore 10.45am.

Tutti i fedeli sono esortati a fare ritorno alla Mensa del Signore in occasione della prima domenica di Avvento, tempo dell'anno liturgico che ci prepara al Natale.

Per informazioni sulle sante messe e le attività pastorali potete chiamare il i Padri Somaschi al numero (02) 9602 1083 o visitare la parrocchia al 231 Newbridge Road, Moorebank NSW 2171

Edifici volanti: Loreto - Melbourne - Canberra

Il santuario di Loreto, nelle Marche, è senza dubbio uno dei più conosciuti al mondo. Sorge attorno ad un piccolo edificio molto antico. Una piccola costruzione di metri 9,50 x 4.

Nel suo nucleo originario, la costruzione è costituita solo da tre pareti alte all'incirca 3 metri e realizzate con pietre a faccia vista.

Si tratterebbe della casa dove Maria di Nazareth nacque e visse prima di sposare Giuseppe, ma secondo alcuni anche dopo, e dove ricevette la visita dell’Arcangelo Gabriele annunciandole la sua maternità prodigiosa.

Loreto dista da Nazareth circa 3.500 km e la domanda sorge

spontanea: come mai la casa della Madonna è finita qui?

La chiesa riferisce che, secondo la “tradizione”, la casetta fu trasportata intera in volo dagli angeli per sottrarla alla dissacrazione che ne avrebbero fatto i musulmani.

Interessante apprendere che l’attuale collocazione in cima ad una collinetta, a Loreto, fu preceduta da altri due atterraggi.

Il primo nei dintorni di Fiume, in Croazia, e successivamente a Recanati, ma entrambi non mostrarono la devozione e la fede necessarie per meritarsi tale onore e ne furono private.

A Loreto e alla Santa Casa si

ispirano numerose scuole per ragazze. In tutto il mondo ce ne sono ben 150 e in Australia, sono 7 e godono di ottima reputazione.

Due curiosità interessanti. La Madonna di Loreto è nera. Non è una rarità. In Italia ce ne sono svariate ed il fatto viene spiegato, per lo più, con l’annerimento provocato dal fumo delle candele.

Ciò che sinceramente non capisco è il perché non si tiene in considerazione un passo del Cantico dei Cantici dove si fa dire a Maria: “nigra sum sed formosa” e cioè “sono nera ma bella”. (Spero che quel “sed” sia un errore di traduzione).

E, in ultimo, la Madonna di Loreto è la protettrice degli aviatori, collegamento ovvio agli angeli aviotrasportatori e si festeggia il 10 di Dicembre, una protezione a cui speriamo di poter accedere numerosi con la ripartenza dei voli internazionali delle tante compagnie aeree.

La storia della Santa Casa mi è tornata in mente pensando a due edifici, anch’essi in solida pietra, che si trovano in Australia: uno a Melbourne proveniente da oltre 15.000 chilometri di distanza e l’altro a Canberra proveniente da Sydney.

Il primo, ha un grande valore storico e identitario per l’Australia moderna e il secondo ha un gigantesco impatto immaginativo di grande intensità emotiva.

Riepilogando: quello che si trova a Melbourne, nel Fitzroy Gardens dietro il Parlamento del Victoria, è in effetti un cottage di campagna. Molto suggestivo e caratteristico dell’architettura country inglese.

Fu eretto nel 1755 dal padre di James Cook nello Yorkshire. Interessante e curioso notare che il grande navigatore, che ha avuto un ruolo primario nella annessione prima e susseguente colonizzazione del continente poi per cui fu venerato quanto nessun altro, in quella casetta non ha mai vissuto.

Infatti nel 1755 aveva già 37 anni e, naturalmente, non viveva con i suoi. Fatto sta che gli australiani hanno fatto di tutto per avere una sua reliquia e nel 1934 l’imprenditore filantropo Russell Grimwade di Melbourne riuscì ad acquistare il cottage dopo aver convinto la proprietaria a modificare il vincolo “purché restasse in Inghilterra” con “purché restasse nel Commonwealth” e come ulteriore arma di convincimento offrì 800 sterline a fronte di un’ultima offerta di 300 sterline.

La casa venne, quindi, smontata e ogni pietra ed elemento architettonico numerato e mappato. Fu persino sradicata con cura l’edera originaria e trapiantata con successo, a trasloco ultimato, nella nuova collocazione a 16.000 chilometri di distanza.

Ma il trasloco più romantico e commovente, almeno per me per cui la spiritualità è più “naturale” delle religioni, è quello della Stazioncina Cappella funebre del cimitero monumentale di Rookwood.

Uno struggente piccolo edificio in stile neogotico che si ergeva all’interno del camposanto dove arrivavano gli appositi convogli carichi di bare provenienti dalla cappelletta gemella sita a fianco della Stazione ferroviaria centrale di Sydney. Un tragitto di circa 15 km. Immaginate la scena. Il treno partiva da Central con alcuni

vagoni senza pareti dove erano depositate le bare, nelle vetture cabinate i parenti e gli amici. Il convoglio procedeva lentamente accompagnato dagli sbuffi cadenzati del motore a vapore, lungo il percorso la gente si faceva il segno della croce.

Non l’ho letto ma mi piace pensare che ci fossero anche alcuni musicanti ad intonare la marcia funebre, magari l’adagio di Albinoni. La linea aperta nel 1865 è stata smantellata nel 1948.

Ma la stazione-chiesa posta nel cimitero, dopo alcuni anni, nel 1957, e senza più il tetto perché distrutto da un incendio, venne acquistata dalla parrocchia di Ainslie, un quartiere di Canberra per una cifra simbolica di 100 sterline australiane.

Anche in questo caso le pietre furono smontate con attenzione, numerate e mappate e quindi trasportate nella capitale australiana distante 300 chilometri.

Riassemblata con il tetto nuovo e il campanile spostato da sinistra a destra è oggi la chiesa di All Saints. La sua gemella originaria è sempre in piedi immutata e in perfette condizioni al lato della stazione centrale di Sydney.

Propongo delle visite pellegrinaggio comparative e chissà che non ci scappi pure qualche indulgenza.

Grazie per l’attenzione e alla prossima fRAncesCO

La Santa casa
La cappella senza tetto al momento dell’acquisto
La chiesa di All Saints come è oggi
James Cook Cottage

la pagina di Marco Zacchera

SU DI MORALE !

Sarà per il correre degli anni, ma mi sento sempre più un alieno: ascolto musica che mi sembra immondizia eppure viene pompata come “top” a livello planetario, assisto a show televisivi che personalmente mi sembrano di demenza collettiva, ascolto notizie che assomigliano molto a quelle del Regime, visto l’allineamento di quasi tutti i media ossequenti.

Parole fatte, fritte e rifritte, banali ma utili a riempire i TG con sempre largo spazio alla “cronaca nera” che sembra riempire le menti di milioni di persone, ma censura aperta su tanti temi che non vanno o alle voci che escono dal coro (valga la questione pandemia sulla quale mi sembra ci sia sempre meno chiarezza).

Ossequio internazionale ai “buoni” e dileggio ai “cattivi” (sempre quelli) cui vanno imputate tutte le nefandezze cosmiche. Accurato silenzio su come risolvere concretamente i temi irrisolti, ma spazio per gli show di chi protesta per i “bla bla bla” (vedi Greta) che però riproduce analoghi “bla bla bla” senza mai andare a prendersela con chi veramente ha la responsabilità dei

disastri. Così l’Italia si autodistrugge il futuro auto-vietandosi ogni ricerca petrolifera o atomica, mentre la Cina aumenta di un milione di tonnellate al giorno l’estrazione di carbone… mah.

Ma non è vero che tutto va male: innanzitutto ogni giorno incontro una infinità di gente che la pensa come me eppure sta zitta, temendo di uscire allo scoperto, ma poi scopro sempre più grandi pozzi di volontariato, disponibilità, attenzione al prossimo che sui media non passano mai.

Alla fine tante volte il silenzio è meglio del caos, gli esseri umani sono diversi - per fortuna - da come spesso vengono dipinti e nel mondo c’è ancora spazio per Speranza, Fede, solidarietà.

Se ci penso torno su di morale, mi guardo indietro e penso a come vivevano nonni e bisnonni.

Ci lamentiamo tanto per l’oggi ma nel passato non c’erano sicurezza, assistenza sociale, medicine, consumi voluttuari, mille scoperte che soprattutto negli ultimi 150 anni hanno trasformato (in meglio) la nostra vita: credetemi, alla fine siamo ancora noi i più fortunati.

LA PRIVACY DI RENZI (E DEGLI ALTRI)

Che tra Matteo Renzi e il M5S ci sia da mesi una guerra dichiarata è cosa pacifica, con reciproci colpi bassi.

La pubblicazione sul quotidiano “Il Fatto” (organo ufficioso dei grillini) degli estratti conti bancari di Renzi ha fatto scalpore sia per gli importi che per le motivazioni, ma anche perché tra le persone serie ci si è cominciato a chiedere se sia corretto o meno renderli pubblici.

Non smentiti, risultano tra gli altri cospicui versamenti a Renzi di una società di consulenza del Regno Unito e da parte di un quotidiano coreano, ma soprattutto di due società italiane di cui una fondata da Alessandro Benetton e persino versamenti dal governo dell’Arabia Saudita.

Per “conferenze” dal 2018 al 2020, il senatore - oggi leader di Italia Viva - ha guadagnato oltre 2,6 milioni di euro e il dettaglio degli incassi dell’ex premier sono finiti agli atti dell’indagine della Procura di Firenze dove Renzi è accusato di concorso in finanziamento illecito assieme agli ex ministri Luca Lotti e Maria Elena Boschi.

Al centro dell’indagine ci sono i contributi finiti nelle casse della Open, associazione che i magistrati ritengono essere stata un’articolazione politico-organizzativa della corrente renziana del Pd, mentre gli incassi personali dell’ex premier non sono - almeno per ora - oggetto di indagine.

Fin qui la cronaca, ma credo che il problema sia ben più ampio, innanzitutto perché Renzi non è Obama ed appare perlomeno stravagante pagare in modo così elevato per ascoltare i suoi discorsi, ma - questione di fondo - visto che Renzi questi redditi li ha dichiarati ufficialmente è legittimo renderli pubblici?

Siamo in uno strano paese dove se uno vuole bloccare qualcosa invoca la violazione della “privacy” su tutte le tematiche più assurde, poi si spiattellano in piazza gli affari privati di un Renzi che potrà essere più o meno simpatico, ma ha pur gli stessi diritti di ogni cittadino.

Pochi si sono posti lo stesso problema con Berlusconi o altri leader, linciati per anni sui media con uno sputtanamento quotidiano basato su vere o false rivelazioni, registrazioni, intercettazioni, documenti e verbali che venivano pubblicati in quantità. Questo perché erano considerati comunque “cattivi” dai media e quindi da distruggere, ma in tutti i casi è evidente che serve una linea corretta di comportamento che deve valere per tutti.

Ciò avviene perché la riservatezza che dovrebbe legare le indagini penali fino al processo è una pagliacciata, con larga pubblicazione di verbali, interrogatori, intercettazioni che diventano veri e propri ricatti mediatici, spesso ancor prima che vengano messi a conoscenza degli stessi interessati.

Altre volte, invece, le indagini proseguono per anni nella riservatezza più assoluta: come mai?

Eppure non mi risulta che un magistrato o un collaboratore di tribunale sia mai stato condannato per aver contribuito a diffondere carte riservate e questa è un’altra anomalia sulla quale la giustizia italiana ama sorvolare. Servono insomma norme chiare e pene severe per chi le viola, anche perché un conto è pubblicare le pruderie peccaminose dei potenti di turno, un altro chiedersi se l’opinione pubblica abbia o no il diritto di sapere “chi” paga la politica e quali siano invece i dati “sensibili”.

Per esempio una buona proposta sarebbe quella di obbligare tutti gli esponenti politici non solo a pubblicizzare i propri redditi (avviene già) ma anche ad indicare fonti e motivazioni di finanziamenti, regalie, gettoni, compensi legati all’attività politica.

Così come è altrettanto evidente che le cose cambiano se a “lubrificare” è un politico pagando qualcuno, o se è a sua volta “lubrificato”.

Soprattutto quando un politico è in carica questo lubrifican-

te potrebbe diventare un modo comodo per ingraziarsi una benevola attenzione, sua o del suo partito: un emendamento a una legge o una “spintarella” per una fornitura può valere milioni.

Se a “lubrificare” sono poi regimi discutibili – si pensino le forniture militari italiane all’Arabia Saudita, da anni in embargo ufficiale per la guerra in Yemen, o le cessioni societarie in campo aeronautico avvenute durante il governo Renzi (che non hanno salvato però né Alitalia né Meridiana né la Piaggio) - capite che può andarci di mezzo anche la sicurezza nazionale.

Ma torniamo al punto di partenza: c’è o no una privacy da rispettare? Anziché filosofeggiare sui massimi sistemi confezionando soltanto tonnellate di inutili scartoffie che quotidianamente firmiamo senza poterle neppure leggere, la relativa “Autority” (che ci costa un sacco di soldi) esprima con chiarezza almeno delle indicazioni in merito e che - soprattutto - siano finalmente delle regole che valgano per tutti, giudici compresi.

FATEMI CAPIRE: IMMIGRAZIONE

Questo titoletto diventerà un tormentone, ma continuerò a proporlo quando mi sembrerà oscuro, reticente o contraddittorio il modo di presentare una questione all’opinione pubblica. Non capisco perché (media dixit) sia “colpa” della Bielorussia lo spingere profughi verso la Polonia, ma con nessuno che in Europa se la prende con Tunisia e Libia che lasciano partire migliaia di poveracci verso l’Italia e spesso conoscono e finanziano gli scafisti. Così come non capisco come possa non essere sanzionata a livello europeo Malta che rifiuta di accogliere i profughi sul

proprio territorio, esattamente come non mi quadra che Spagna, Germania ed Olanda NON siano responsabili (almeno pro-quota) dei profughi che le LORO navi umanitarie sbarcano in Italia.

Al di là di ogni aspetto umanitario, l’Europa non è credibile ed andrà alla dissoluzione se continuerà a comportarsi in modo cinicamente così difforme a seconda della simpatia od antipatia politica di Bruxelles verso qualche suo stato-membro e non può tenere linee di condotta così diverse in politica estera verso le nazioni extra UE che siano confinanti con l’Unione.

di Marco Zacchera

Certificato di vaccinazione anti COVID-19

Registrazione della vaccinazione anti COVID-19

La somministrazione della vaccinazione contro il COVID-19 è annotata nell’immunisation history statement (certificato storico delle vaccinazioni) dopo che si è ricevuto il vaccino. Una volta ricevute tutte le dosi necessarie sarà possibile accedere al certificato digitale COVID-19.

Come esportare il certificato di vaccinazione anti COVID-19 nell’app di Service NSW

Esportare il certificato digitale COVID-19 nell’app di Service NSW è semplice e offre un modo rapido di registrare gli ingressi e dimostrare di essere vaccinati ovunque sia necessario.

Per esportare il certificato di vaccinazione anti COVID-19 nell’app di Service NSW è necessario disporre di un account MyServiceNSW. Creare l’account è semplice e consente il collegamento rapido e sicuro ai servizi on-line del governo del NSW. Se non sono già stati collegati all’account MyServiceNSW sarà inoltre necessario fornire due documenti di identificazione.

Quando è esportato nell’app di Service NSW, il certificato digitale COVID-19 è salvato solamente sul telefono o dispositivo mobile, con sistemi di controllo per la protezione della privacy.

Verificare di avere l’ultima versione dell’app di Service NSW sul proprio dispositivo. È possibile scaricare o aggiornare l’app nell’App Store o Play Store.

Esportare il certificato digitale COVID-19 nell’app di Service NSW utilizzando uno dei metodi seguenti:

Account Medicare on-line tramite myGov

1. Andare su my.gov.au ed effettuare l’accesso.

2. Selezionare Medicare

3. Selezionare View proof in Proof of vaccinations

4. Selezionare View history e quindi il proprio nome

5. Selezionare Share with check in app

6. Selezionare Service NSW e seguire le istruzioni.

App Express Plus Medicare per dispositivi mobili

1. Effettuare l’accesso all’app Express Plus Medicare

2. Selezionare Proof of vaccinations in Services

3. Selezionare View history

4. Selezionare il proprio nome

5. Selezionare Share with check in app

6. Selezionare Service NSW e seguire le istruzioni

Individual Healthcare Identifiers service (servizio di identificazione personale per l’assistenza sanitaria) (se non si è iscritti a Medicare)

1. Effettuare l’accesso all’account myGov usando un browser sul proprio dispositivo.

2. Selezionare Individual Healthcare Identifiers service.

3. Selezionare Immunisation history.

4. Selezionare Share with check in app

5. Selezionare Service NSW e seguire le istruzioni.

NB: chi non è iscritto a Medicare dovrà richiedere un Individual Healthcare Identifier (IHI - codice identificativo personale per l’assistenza sanitaria) per ottenere la certificazione della vaccinazione anti COVID 19. Si può richiedere l’IHI tramite myGov. Per maggiori informazioni consultare servicesaustralia.gov.au/covidvaccineproof

Il tradimento di Stresa da parte della Gran Bretagna

di Angelo Paratico

La mattina del 11 aprile 1935, Benito Mussolini sbarcava a Palazzo Borromeo, sull’Isola Bella, saltando giù da un motoscafo che lui stesso aveva pilotato. Lo attendevano i massimi rappresentanti politici di Gran Bretagna e Francia, mentre la Germania di Adolf Hitler non era stata invitata. Le discussioni terminarono tre giorni dopo con la firma di un accordo ritenuto molto importante, che creò quello che fu definito il 'Fronte di Stresa'. In realtà i fatti successivi annullarono quelle speranze, che pure ebbero una risonanza mondiale e il cui fallimento, provocato dal-

la codardia della Gran Bretagna, portò diritto alla seconda guerra mondiale.

In Italia non sono mai stati pubblicati libri su questo tema, o dei saggi contenenti un’analisi storica spassionata di quegli effimeri accordi e dei loro tragici sviluppi. Eppure possiamo dire che quei giorni segnarono l’apogeo del prestigio e dell’Italia e di Benito Mussolini, più ancora che a Monaco nel 1938.

Le migliori analisi dedicate a questo intricato argomento sono dovute in Italia a Rosaria Quartararo, una brillante allieva di Renzo De Felice e in Francia a Léon Noél, con il suo libro “Les

Addio a Paola Cioni, la direttrice dell’Istituto

italiano di San Pietroburgo che amava la storia

di Dino Messina

La sua carica umana non era inferiore alla passione per la storia e a una rara competenza specialistica. Paola Cioni, direttrice dell’Istituto italiano di cultura a San Pietroburgo è morta ieri a 58 anni. Il corpo senza vita della studiosa è stato trovato nella sua casa della città russa da una collaboratrice.

Laureata in lingua e letteratura russa alla Sapienza di Roma con Michele Colucci e Clara Castelli, aveva alternato nella sua intensa vita professionale il lavoro di ricerca con l’insegnamento e le missioni all’estero.

Dal 2007 al 2012 aveva diretto l’Istituto di Francoforte e dopo quattro anni a Vilnius, dal 2017 si era trasferita a San Pietroburgo. Specialista di Maksim Gorkij, cui aveva dedicato diverse monografie in cui sottolineava il genio e le contraddizioni del grande scrittore russo, Paola Cioni aveva esteso i suoi interessi a vari aspetti della storia contemporanea, in particolare al ruolo delle donne nel Novecento ita-

Illusions de Stresa. L’Italie abandonée a Hitler” uscito nel 1975. La storiografia inglese è pressoché assente, forse perché non si sanno liberare dei loro complessi di superiorità, rafforzati da una vittoria nella II Guerra Mondiale che si attribuiscono ma che in realtà andrebbe ascritta all'URSS in primis e agli Stati Uniti in secundis. Forse per questo motivo continuano a vedere nel Benito Mussolini diplomatico solo una sorta di clown.

Eppure quel accordo fu definito dall’americano Pat Buchanan, nel suo “Churchill, Hitler and the Unnecessary War” come ‘il più importante tentativo fatto in Europa per fermare Adolf Hitler, prima dell’inizio della II Guerra mondiale’ e, addirittura, rincarando la dose, egli sottolinea che fu una follia, pochi mesi dopo, per la Gran Bretagna di aver votato contro l’Italia e applicato sanzioni punitive per l’invasione dell’Etiopia, spingendoci nelle braccia di Hitler. La Francia invece accettò obtorto collo la sovranità italiana sull’Etiopia come uno scotto da pagare per mantenere unito il ‘Fronte di Stresa’: una ulteriore dimostrazione della sua importanza.

L’Italia e la Francia desideravano fortemente far fronte comune contro Hitler, dopo che il 16 marzo 1935 aveva ripristinato la leva obbligatoria e dichiarato di voler creare una flotta aerea e di aumentare il numero di divisioni, stracciando gli accordi sottoscritti a Versailles. Le nazioni uscite vincitrici dalla I Guerra

sione dell’Etiopia, ma Mussolini fece delle chiare allusioni, facendo capire che in cambio di quelle terre egli avrebbe sostenuto le altre potenze europee contro la Germania nazista.

Nessuno eccepì o lo avvertì di non azzardarsi a farlo. Se lo avessero fatto, dubitiamo che Mussolini avrebbe mosso l'esercito e, come ebbe poi a dire lo stesso primo ministro francese, Pierre-Etienne Flandin, se la Gran Bretagna fosse stata chiara non avrebbero inflitto poi una cocente umiliazione a Mussolini, ‘perché i dittatori non accettano umiliazioni.’

all'Italia che attaccava l'Etiopia. Come poi ebbe a dire il sottosegretario permanente al Foreign Office, Vansittart: ‘Con questo fiasco perdemmo l’Abissinia, perdemmo l’Austria, creammo l’Asse, e rendemmo inevitabile la guerra con la Germania.’

liano: aveva scritto un profilo di Angelica Balabanov nel volume collettaneo del Mulino “Donne della Grande Guerra”, indimenticabile il suo profilo di Teresa Noce, “Vivere in Piedi”, in “Donne della Repubblica”, e quelli di Patty Pravo e Krizia in “Donne del Sessantotto”.

Collaboratrice del blog “La nostra storia” sul Corriere.it, inviava articoli di grande interesse che andavano dai legami di Antonio Gramsci con la Russia al profilo del premio Nobel Svetlana Aleksevic.

Paola Cioni era nata ad Amatrice il 25 giugno 1963. Raccontava che nel terremoto del 2016 la casa di famiglia era andata distrutta e per un puro caso nessuno dei famigliari era stato coinvolto. Legatissima ai figli Giosuè e Ludovico, lascia un grande vuoto anche nella comunità degli studiosi e scrittori che hanno avuto la ventura di collaborare con lei, da Dacia Maraini a Mirella Serri, dallo slavista Cesare De Michelis allo storico del Risorgimento Giuseppe Monsagrati.

A Stresa Benito Mussolini pose sul tavolo vari argomenti, anche se la necessità di evitare l'Anschluss dell’Austria, che prevedeva, fu quello centrale. Egli esordì mostrando di conoscere bene la situazione a Vienna, dicendo ai rappresentanti della Gran Bretagna, Ramsay MacDonald e John Simon, e a quelli francesi, Pierre Laval e Pierre-Etienne Flandin, che l’istituzione della leva obbligatoria in Austria avrebbe voluto dire la fine della sua neutralità, dato che i giovani austriaci erano tutti filo-nazisti.

Mussolini non voleva la Germania al Brennero e auspicava che l’Austria restasse una nazione cuscinetto, inoltre desiderava avere un avallo che gli consentisse l'occupazione dell'Etiopia, per vendicare l'onta di Adua. Non si parlò esplicitamente dell’inva-

Prova della propensione a un compromesso da parte di Mussolini fu il fatto che egli si mostrò disposto ad accettare il piano Hoare-Laval, che prevedeva solo una parziale occupazione italiana dell’Etiopia, prima che una soffiata lo rendesse pubblico, provocando indignazione in tutta Europa. Dunque la Gran Bretagna, il Paese con più colonie al mondo, votò per le sanzioni

La Gran Bretagna tenne un comportamento assai ambiguo in quegli anni, credendo di poter addomesticare Hitler, la cui natura sanguinaria e i cui fini Mussolini invece conosceva benissimo e, subito dopo Stresa, cedettero alle lusinghe naziste firmando, il 18 giugno 1935, un accordo navale, senza informare Francia e Italia, secondo il quale posero in proporzione diretta Germania e Gran Bretagna per numero e tonnellaggio in navi da guerra, di fatto rinnegando sia gli accordi di Stresa che quelli di Versailles.

Benito Mussolini s’infuriò ma, purtroppo per lui e per l’Italia, si convinse che Hitler non poteva più essere fermato e che, pertanto, la tigre andava cavalcata.

Paola Cioni (1963-2021)
11 aprile 1935, Mussolini sbarca a Palazzo Borromeo, sull’Isola Bella
Palazzo Borromeo

Out of Time

“I like this place and willingly could waste my time in it"

Trigonometry for Goats

Open a map on the top left corner of Friuli, hard up against its western border beyond which there is only chaos and madness.

Now draw an isosceles triangle between Monte Toc, the oddly named Col Nudo and the staggering (2,700m) Cima dei Preti; in the centre you will find the adorable and exceedingly laid back 8th century municipality of Erto e Casso.

My use of the word ‘municipality’ can, and probably should, be brought into question at this point as the total population of Erto is 340 (fewer

than my Facebook friends), and Casso is barely there at all with just 35 souls (not enough to fill a school bus).

Astonishingly, the word Casso in Latin means ‘void’. Erto is also rather well named as it means ‘steep’ (as those of you who have been there are not likely to forget).

Both villages are in strong possession of their own character and sit comfortably on the shoulders of dolomite giants, and their wizened and endangered inhabitants are in many ways, old goats

Mr Capra Goes to Washington

Like most Friulani, those I met and spoke with, were good natured and had interesting stories to tell, and despite their toothless age seemed strangely youthful. In this timeless snowglobe of a place they, along with everything else, appear to have been pickled where they stood.

They certainly had no trouble negotiating the treacherous terrain and slopes that had my sixty-years-younger legs burning after only a couple of short minutes and even defeated my car.

I cornered one of these personable pickled people and told

Penguins for Protection

I visited the region in 2001 and Erto was great, but it’s my memories of Casso that stayed with me and shone most brightly in the years since...

I remember staring up at it from below. Imposing and humble at the same time and in equal measure. As I approached, it seemed to me that the town was hewn from the surrounding mountains. It looked like it was part of the landscape and it belonged there. If it was only mountains and folded sedimentary rock it wouldn’t be entirely satisfying; and a town with no mountain range would be ridiculous. But both together make sense. It’s a bit like an old couple who, in their dotage, get along just fine and snuggle comfortably into each other.

Formed from a tight bundle of stonework structures with only narrow snow-split stone pathways separating them, the town is a delight to behold. Thick walled houses, chunky lintels and strong inverted V shaped roofs easily weather the

Despite the remoteness in space and in time, there is technology to be found. An impressive Alpine road winds through the area. An endless black ribbon of asphalt that vanishes over the horizon (if you could see a horizon here, which oddly you can’t). Italian roads are just fantastic. The road brings visitors, goods and services and connects the region.

them I was a traveller. They seemed very interested and asked where I had come from and I told them Sydney. They asked if that was further away than Udine. I said ‘a little’ and they were impressed. Then they told me about a daring adventure they impulsively undertook when they were younger (apparently they were also great travellers) and boasted how they had gone 100kms from home. They didn’t enjoy it at all and never did it again but occasionally reminisce about it as we are all prone to do - as I am doing now.

In the town, telegraph and power lines spiral and bounce between the buildings. They are strung around ceramic isolators pegged to the stonework and somehow add to the charm

extreme climate at that elevation (800m) and have done so for a thousand years.

It’s easy to picture a rainbow falling in an easy arc from above, landing in the town piazza, and where, with a little industry, a pot of gold might be found.

Everywhere are classic examples of traditional mountain architecture that don’t disappoint. I can’t bear to imagine the herculean efforts required to raise a town here. The desire, the determination, the commitment - magnificent. Think about it for a second - and be in awe.

From a distance all the buildings appear to be huddled together as penguins do for protection and warmth, or perhaps more like a family enjoying each others company, or perhaps both. It is a mossy and unyielding spot and an unthinkable fifty generations of resourceful and independant Friulani have marched its streets over the many long, shivering centuries.

of the place in a kind of cute way. Looks are deceiving and just because some parts of the place resemble a neolithic ruin doesn’t mean you can’t get decent TV reception. Warm orange light spills out of open ‘scuri’ (shutters). Puffs of smoke rise from chimneys leading back to dozens of fogolars (fireplaces). People shuffle around with purpose but without haste. The streets are very clean. I smell no garbage and see no vermin. This is a civilised place run by civilised folk who need little and ask for nothing.

Dashing Squirrels

It struck me that there was a symbiosis between the antiquated hills, paths, buildings and the folk themselves. I could feel something in the crisp air or perhaps in the ground reaching up around my ankles whispering ‘relax’, ‘slow down’, ‘breathe’, ‘stay’.

I suspect that if I’d remained overnight in that time-lost place I may well still be there, writing this to you from a decrepit 400 year old barn with a satellite dish on its roof. I imagine I'd have slept like a newborn and dreamt of passing glaciers, living trees, stelle alpine and dashing squirrels.

Out of Time

Today I wonder what will become of such lovely hamlets when the old folk depart and the young ones leave. How can a town of 35 survive? Are they running out of time?

While discussing a beautiful old muraled floor gradually wearing away from millenia of passing feet, a good and sagacious friend from Nimis once told me ‘nothing is forever, one needs to enjoy, appreciate and then let it pass into memory’. Perhaps it will be so with Erto e Casso, but I hope not, for they are magical realms, homing special people, where I made lasting memories. I liked that place and willingly could waste my time in it.

Drop in on Friuli anytime you feel like it using the live web cameras here:

www.rifuginrete.com/ webcam#2

Neolithic Television and the Vermin

Buon Viaggio “Bisteccone”

Indimenticabile telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista e canottiere, Gian Piero Daniele Galeazzi da tutti chiamato Giampiero, ha dato la sua voce per la Rai a tante imprese italiane. Aveva 75 anni e si è spento venerdì 12 novembre scorso, dopo una lunga malattia che aveva combattuto a lungo per una forma grave di diabete.

Personaggio iconico della tv, nella sua lunga carriera aveva condotto, tra l’altro, la trasmissione 90esimo minuto negli anni d’oro del popolare programma calcistico. Le sue telecronache sono impresse nella storia: entusiasmanti, coinvolgenti, travolgenti. Spasimava per il canottaggio e gli italiani con lui.

Memorabile quella con le medaglie dei fratelli Abbagnale e di Antonio Rossi e Bonomi. La sua voce segnò anche il tennis con le imprese di Coppa Davis nella seconda metà degli anni ’90 dell’Italia dei Nargiso, Gaudenzi e Furlan.

E poi ancora le interviste, come quella a Maradona, già passata alla storia, che con lui corre sul prato del San Paolo urlando “Diego Diego” e ruba al Pibe de Oro un paio di battute prima della partita Napoli-Milan. Un giornalismo che oggi non sarebbe neanche immaginabile.

Galeazzi è stato questo e molto altro, di certo un pezzo di storia dello sport italiano. “Quando Bisteccone discuteva con qualcuno che se la tirava troppo - ha ricordato il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana - poteva schiacciar-

lo con una frase definitiva: “Per te mica hanno suonato Fratelli d’Italia”.

Per lui, invece, l’avevano suonato eccome… l’inno di Mameli; era stato giovane campione azzurro di canottaggio nel singolo e quindi Romanticismo e tanta consapevolezza di essere il migliore, da non confondere con la presunzione: "Io nasco e muoio telecronista”. Non era estroso come il grande Beppe Viola, però conosceva lo sport e le sue dinamiche.

Con i calciatori c'era una libertà diversa rispetto ad ora. Ha inventato le interviste prepartita, alla discesa dai pullman e appena finita la gara prendeva i giocatori sotto braccio e li confessava a bordo campo, prima di tutti.

Dichiarerà: “Io penso che questa vita mi abbia dato tantissimo.

Mi sono reso conto che la gente non mi ha dimenticato; ho unito due tipologie diverse di pubblico: sono stato Pippo Baudo e Sandro Ciotti messi assieme, una bomba atomica, ma non mi sono mai montato la testa, sono stato sempre spontaneo”.

Ha ragione, Giampiero entrava in casa degli Italiani come un’amico in punta di piedi e sempre gentile. Il nostro cuore piange, il mio cuore piange; se n’è andato un pezzo della mia infanzia, le mie domeniche pomeriggio, quelle di quando si facevano i compiti e si andava a messa il sabato perché domenica giocava la Seria A, perché c’eri tu. Ciao Giampiero, e questa volta “non andiamo a vincere...”

Tu hai già vinto!

Alvise Zago e l’inattesa piega degli eventi

La favola triste di un calciatore vittima di un episodio negativo e della concorrenza implacabile in un mondo, come quello del football, nel quale i talenti fioriscono e sfioriscono rapidi come un sospiro.

Il campionato 1987-88, che il Milan di Sacchi si aggiudica in sorpasso sul Napoli, conosce anche l’appendice di uno spareggio tra Juventus e Torino per l’accesso alla Coppa Uefa, con i bianconeri alla fine vittoriosi (4-2) ai calci di rigore.

Da quell’obiettivo mancato riparte il Toro per la stagione seguente. Il santone della panchina granata Gigi Radice fa di necessità virtù e, abituato a contare sulla linfa verde di un floridissimo settore giovanile guidato da anni dal “mago” Sergio Vatta, promuove titolare inamovibile il settepolmoni Diego Fuser e pesca a piene mani nell’organico della formidabile compagine “primavera, aggregando alla prima squadra le matricole Andrea Menghini, Felice Parisi ed Alvise Zago.

Quest’ultimo, nativo di Rivoli, classe 1969, rappresenta la vera scommessa dell’allenatore, che lo fa debuttare in A fin dalla prima giornata, nella sconfitta casalinga (2-3) contro la Samp di Mancini e Vialli. Con quel nome di remota ascendenza veneziana e quel cognome un po’ fumettistico, s’impone per intraprendenza ed affidabilità.

Zago salta solo la sedicesima gara con l’Inter per squalifica, poi per 17 incontri è sempre presente fin dall’inizio, mettendo a segno anche due gol: il primo all’ottava giornata nel pari interno contro il Verona, incornando magistralmente al centro dell’area una punizione dalla sinistra di Skoro: l’altro nella prima di ritorno a Marassi contro la Sampdoria, gara davvero infausta. A partire dal risultato finale, un catastrofico 5-1, per quanto rincontro si fosse messo bene, col Toro in vantaggio al quarto d’ora proprio con un tocco sotto misura di Zago.

Appena un paio di giri di lancette ed Alvise deve uscire in barella per uno scontro con lo spagnolo Victor Munoz. Una versione postuma del fatto colpevolizza il mediano blu-cerchiato, reo di aver provocato con un contatto in volo la caduta scomposta del centrocampista granata, ma in realtà le immagini sembrano fugare i dubbi sulla natura del tutto fortuita dell’impatto: entrambi si elevano a caccia di una palla alta, senza avvedersi l’uno dell’arrivo dell’altro, con Victor che crolla al suolo privo di sensi e Zago che, cadendo, si impunta sulla gamba destra, procurandosi la rottura dei legamenti.

È il presagio di un’annata negativa, suggellata dalla retrocessione in B, con la lontananza forzata di Zago dai campi di gioco per lutto il resto della stagione in svolgimento e per quella successiva. Il computo personale dei danni si aggrava se si tiene conto che Alvise aveva già guadagnato 3 presenze nell’under 21 di Cesare Maldini - il quale gli aveva asse-

gnato stabilmente la casacca n. 10 – e che, a causa dell’infortunio, esce anche dal giro azzurro. Di conseguenza non partecipa fattivamente al meritato ritorno dei granata nella massima divisione nel torneo ’89-’90, primi a 53 punti sotto la guida di Eugenio Fascetti, che valorizza appieno il rientrante Gigi Lentini e lancia in prima squadra un nuovo virgulto della primavera, il vivace Gianluca Sordo. Così, chiuso da Lentini e Sordo, nel campionato ’90-’91 Zago colleziona appena una presenza in A col Toro per poi scendere in B, durante il mercato autunnale, al Pescara (21 presenze e 5 gol), restando tra i cadetti anche per la stagione che viene con il Pisa (28 volte in campo e 2 reti). Due annate di discreto rodaggio, dopo le quali il rientro alla base è d’obbligo, e in casa torinista il trainer Emiliano Mondonico scommette ancora su di lui. Ma Alvise racimola soltanto 8 presenze, di cui appena 3 partendo dall’inizio con il n, 7 (e venendo, poi, sempre rilevato a gara in corso), a causa di una concorrenza spietata, sia per la presenza di un

talento d’importazione. Vincenzino Scifo, nazionale belga d’origini italiane, sia perché si mettono in luce i prodotti locali, Sordo e Venturin una buona spanna su tutti, il tempo dell’addio è maturato, e pure molto in fretta, così il biondo Zago, con un gran futuro ormai alle spalle, intraprende un malinconico vagabondaggio sui terreni di serie inferiori con mete più (Bologna, Varese) o meno (Nola, Saronno, Seregno e Meda) gloriose, chiudendo nella squadra della sua città, tra i dilettanti.

Non è sempre facile scovare la ragione del fallimento di un sogno di gloria. In fondo, è questo ciò che è capitato a Zago, passato nella medesima partita dalla gioia per un gol al dolore di un incidente di gioco nel breve volgere di un attimo, nel quale tutta la sua avventura calcistica ha assunto una piega assolutamente inimmaginabile. È la favola triste di un calciatore vittima di un episodio negativo e della concorrenza implacabile in un mondo, come quello del football, nel quale i talenti fioriscono e sfioriscono rapidi come un sospiro.

Un vero eroe del calcio

In Argentina dopo il "colpo di stato" del 24 Marzo 1976, il regime dittatoriale guidato da Videla, si trovò in eredità un mondiale da organizzare nel 1978.

Ai capi del regime sembrava l'occasione perfetta per celebrare il loro potere in mondovisione.

La vittoria come arma di propaganda, la vittoria come unico risultato possibile. Una vittoria desiderata così tanto da essere costretti a lasciare in panchina il migliore allenatore argentino.

Un allenatore dichiaratamente di sinistra con simpatie per Che Guevara: Luis Menotti.

Un uomo colto e innamorato del bel calcio.

Per lui non bastava vincere, serviva farlo con il bel gioco. Con

lui in panchina c'erano maggiori possibilità di vincere.

E la vittoria arrivò, tra mille sospetti (e certezze) di aiutini, dopo il successo in finale contro l'Olanda.

Una finale giocata davanti ai maggiori esponenti del regime, pronti ad impadronirsi della vittoria.

I giocatori però non volevano rendere omaggio ai dittatori e Menotti, compreso il momento, chiamò a sé i giocatori e disse loro:

“Guardate la gente e rivolgete il vostro saluto ai metalmeccanici, ai panettieri, ai macellai, ai tassisti. Non vinciamo per quei figli di puttana. Vinciamo per il nostro popolo”.

César Luis Menotti (1983-84)

Calcio, Cultura e Comites

continuazione dalla prima pagina

di articoli sportivi con il suo negozio sistemato presso il Forum, cuore del quartiere italiano di Leichhardt oggi ribattezzato Little Italy, è responsabile di avere creato, non solo un momento di aggregazione per ragazzi, ma anche un campetto di calcio dove tutti i giovani potevano allenarsi e praticare il loro sport preferito.

Ernesto Meduri si è iscritto nella lista “noi italiani” per portare avanti il suo progetto che è quello di dare la possibilità a tanti giovani di potere emergere praticando lo sport.

Come tutti sappiamo, il calcio non è solo un evento sportivo ma anche un motivo per incontrarsi e di aggregazione, l’occasione giusta per conoscere persone diverse con cui saper condividere e praticare un ideale, persone con cui s’interiorizza il rispetto delle regole comunitarie in una società civile.

Ernesto è molto appassionato e convinto degli effetti benefici dello sport sui giovani e la sua passione si spinge ben oltre al discorso imprenditoriale.

Una volta eletto nel Com.It.Es. potrebbe senz'altro presentare progetti con obiettivo significativo per l’età evolutiva di ciascun individuo, basato sulla piena consapevolezza di sé, delle pro-

prie capacità e dei propri limiti. Tutto ciò per rispondere al criterio pedagogico dello sport in generale e alla crescita sana ed equilibrata di ogni ragazzo in particolare.

“In Italia il calcio si gioca anche nelle piazze - ha dichiarato Ernesto Meduri recentemente - in Australia invece ci è stato perfino proibito di giocare in una piazza; in questo caso ci si riferisce alla piazza del Forum per motivi tutt’altro che culturali.

Ora servono campi alternativi dove intrattenere questi ragazzi che già sono di numero cospicuo. Il mio impegno è di continuare a lottare affinché il progetto possa andare avanti.

Il Forum sarebbe stato il posto ideale perché è situato si fronte al centro culturale italiano e il calcio, specie a livelli giovanili, è veicolo di cultura su cui i più piccoli potrebbero salire con coraggio e determinazione.

Il progetto di Meduri, Dragon

Goal al Forum, va ben oltre l’attività calcistica, esso era anche un motivo per rivalutare il Forum. Frequentando la piazza, i bambini con i loro accompagnatori, avevano ridato vita ad un ambiante italiano che era diventato un deserto.

“Era un progetto che funzionava - ha continuato Ernestoabbiamo avuto anche la scuola della Juventus calcio qui a Sydney e tutti i weekend, da ottobre a febbraio, abbiamo intrattenuto

centinaia di persone”.

L'idea di Ernesto Meduri è ovviamente di continuare il suo progetto, soprattutto nella stessa piazza al centro della collettività italiana di Sydney, al Forum, con il contorno di tutti questi palazzi e negozi e balconi che danno proprio l'impressione di una piazza italiana dove il calcio viene giocato nelle strade e nelle piazze dai ragazzini.

Noi desideriamo portare la stessa atmosfera qui a Sydney. Ernesto si è candidato per il Com.It.Es, con la stessa passione ed entusiasmo che ha messo nel suo progetto sportivo e che potrebbe espandersi in un futuro.

“Certe persone - ha concluso Ernesto - erroneamente pensano che io possa farlo per incrementare scopi personali, per incrementare il mio business. Ma posso assicurare che la mia passione mi impedisce di fare questo e vorrei proprio che questo progetto possa continuare soprattutto per il bene dei giovani della comunità.

Ovviamente, sarebbe anche un beneficio per la zona, infatti nel periodo in cui il calcetto del Dragon Ball funzionava, ha portato benessere e clienti alle attività di Norton Street. Ci sono state giornate in cui i ristoranti della zona si sono riempiti con persone che avevano partecipato alle nostre attività agonistiche”.

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Allora! 17 Novembre 2021 by Alloranews - Issuu