Una Festa della Repubblica all'insegna dell'unità

di Franco Baldi
Già dal mattino si capiva che sarebbe stata una bellissima giornata di sole, senza alcuna nuvola in cielo, ideale per lo svolgimento dell’evento più importante dell’anno: La Festa della Repubblica Italiana.
Nella vasta area antistante il Club Marconi a Bossley Park, decorati con bandiere e pallon-

Oltre la metà di chi
è partito è del Nord
Dal 2007 al 2019, in Italia emergono nuove tipologie di emigrazione. A metterlo in luce è il Rapporto Italia dell’Eurispes: “In una indagine del 2012 si configura una popolazione in movimento per lo più giovane, di sesso maschile, che ha deciso di partire per lavoro o per scelta. In contraddizione con lo stereotipo dei ”cervelli in fuga” però, nel 2017, tra gli italiani partiti per l’estero, di 25 anni e più, solo il 31,1% è laureato”, si legge ancora. “Sul poco più di 1 milione di espatriati” di questo periodo “ben 520.067 (il 51%) vengono dal nord, 178.782 (il 18%) dal centro e 318.784 (il 31%) dal Mezzogiorno”.
cini, sono state allestite oltre 70 bancarelle-mercato con i prodotti più disparati, compresi cibi: dolci, castagne, zeppole, pan di zenzero italiano e altre specialità gastronomiche.
Ufficialmente, come da tradizione dell’Italia cattolica, la festa è iniziata con la Santa Messa celebrata dal padre scalabriniano Delmar Silva.

Incredible work to save our fauna
Australia’s native animals are among our greatest national treasures.
From the koala and kangaroo to the platypus and echidna, we’re lucky enough to have some of the rarest and cutest creatures in the world calling Down Under home.
But hundreds of our most iconic critters are now at risk.
The red list spans all creatures great and small and includes familiar animals like possums, wombats, cockatoos, sharks, turtles, sea lions, whales and quolls, and creepy crawlies like the Lord Howe Stick Insect and the Black Dart Grass Butterfly.
“Il Signore si fa migrante con noi - ha esordito padre Silva in ottimo italiano - il Signore continua ad essere presente nel nostro camminare nella vita, nei sacramenti, nella sua parola e, anzi, il Signore ci fa missionari nel mondo. Sempre va ripetuto così: “Come il Padre ha inviato me, così adesso io parlo anche a voi per annunciare la buona no-

Premier Mario Draghi ha chiamato Putin
Il leader russo ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia. Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. Durante il colloquio, Putin ha confermato che la Russia ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas a prezzi fissati nei contratti all’Italia. Nella telefonata Putin ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolare” l’apertura di corridoi umanitari.
vella al mondo, per diventare discepoli missionari; una bellissima definizione che il nostro caro papa Francesco adopera tantissimo. Noi siamo molto di più dei numeri da contare, noi siamo discepoli missionari. Dovunque noi andiamo portiamo orgogliosamente la nostra fede, portiamo il sorriso della nostra Patria, por-

Ray Liotta Dies.
The
actor was 67
Raymond Allen "Ray" Liotta (Newark, 18 December 1954 - Santo Domingo, 26 May 2022) the terrific actor whose career breakout came in the 1990 Martin Scorsese crime classic Goodfellas after co-starring in Field of Dreams, has died. He was 67. Liotta died in his sleep in the Dominican Republic, where he was shooting the film Dangerous Waters. Leaves behind a daughter, Karsen. He was engaged to be married to Jacy Nittolo. More recent career highlights for Liotta were playing the second lawyer of Adam Driver’s character in Netflix’s Marriage Story, which scored six Oscar nominations.







Morto il cardinale Angelo Sodano
È morto a Roma, all’età di 94 anni, il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato emerito e decano emerito del Collegio cardinalizio. Negli ultimi giorni le condizioni di salute dell’anziano cardinale, nato a Isola d’Asti il 23 novembre 1927, si erano aggravate. Segretario di stato con due Papi, nominato nel 1991 da Giovanni Paolo II, il 15 settembre 2006 Benedetto XVI aveva accettato le sue dimissioni dalla carica. Prete dal 1950, ordinato arcivescovo nel 1978, è stato nunzio in Cile fino al 1988.
Cardinale dal 1991, è stato segretario di Stato di Giovanni Paolo II e quindi di Benedetto XVI.
Ignoranza o fanatismo?
Giangi Cretti, presidente FUSIE - Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero parlando con Ricky Filosa di Italia Chiama Italia, ha riassunto egregiamente la situazione della stampa italiana all’estero
“La situazione della stampa italiana oltre confine - ha esordito Cretti - Sta come d’autunno sugli alberi le foglie... citando i versi di una poesia di Ungaretti.
Con tutte le differenze del caso, questi versi rendono bene la situazione di precarietà in cui si trovano le testate italiane edite e diffuse all’estero. Passando dalla poesia alla prosa: se le prime stanno male, le seconde non stanno molto bene”.
Scompare, la pubblicità, si riducono a testimonianza gli abbonamenti. Queste altro non sono che conseguenze della perdita di autorevolezza delle testate, che paradossalmente deriva da un dato positivo: è indirettamente proporzionale al superamento delle difficoltà essenziali che le nostre comunità hanno incontrato nella fase di emigrazione.
Resta immutato invece e ancora più pressante, il bisogno di veicolare informazione: affidabile, credibile e naturalmente ripensare, ridisegnare, adeguare la strategia editoriale. Impresa tutt’altro che facile, se pensiamo che molte testate condizionano la loro esistenza ai contributi del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria del Ministero degli Esteri.
Contributi che vengono concessi o negati dietro parere espresso da Comites e Consoli operanti nell’aria di diffusione del periodico.
Talvolta i Comites e i Consoli - non tutti, per fortuna - non riescono a comprendere fino in fondo che il loro voto, previsto

Ignorante è colui che ha trascurato la conoscenza di determinate cose che si potrebbero o dovrebbero sapere dei contenuti è per sua natura soggettiva, pertanto, fisiologicamente opinabile. È una valutazione, questa, che spetta ai lettori: sono loro che giustificano l’esistenza di una testata. Senza lettori non c’è testata.
per legge quando una testata richiede contributi pubblici, deve basarsi su criteri quali, per esempio, la reale diffusione del periodico. Devono anche tenere in considerazione un altro aspetto: i contenuti pubblicati sono di interesse per la comunità italiana residente?
Non deve e non può, tuttavia, interferire con la linea editoriale. Come glielo spieghiamo questo concetto ai Comites e ai Consoli, in maniera semplice? È solo questione di ignoranza istituzionali, oppure “la legge si interpreta per gli amici e si ap-
plica nei confronti dei nemici”. La cronaca ci racconta di difficili convivenze fra presidenti di Comites ed editori, sfociate in denunce e alimento per tensioni strumentali che si sono trascinate nel tempo.
Non mi pare difficile comprendere che il parere, non vincolante, ma pur sempre obbligatorio, debba essere espresso in base a criteri oggettivi, che possano sintetizzarsi nell’effettiva presenza e diffusione della testata nella circoscrizione di competenza del Comites. Qualsiasi altra considerazione relativa al gradimento
C'era una volta il sindacato
di Mira Carpineta
La crisi dei sindacati è manifesta. Il declino delle organizzazioni nate per tutelare i diritti dei lavoratori, è drammaticamente evidente. Le due principali organizzazioni sindacali ( ma nell’insieme, tutta la triplice ) hanno fatto registrare, solo dal 2000 al 2017, una perdita che supera i 300.000 iscritti.* La CGIL è il sindacato che ha avuto il calo maggiore, ma “la fuga” delle deleghe è importante anche per la CISL. Una curva la cui discesa non si arresta e che coinvolge tutte le sigle in un vero e proprio crollo, che nel suo ammontare complessivo riguardante il dato unitario CGIL CISL E UIL, ha portato alla perdita di oltre mezzo milione di tesserati.
Vale la pena interrogarsi sulle cause di tanta disaffezione. Certo la crisi ha radici profonde, arriva dagli anni 80 e da una concertazione politica basata soprattutto sulla contrattazione reddituale e relazioni industriali volte a disarmare il dissenso, lo scontro, la critica, la “lotta”. La concertazio-
ne sembrava la soluzione ideale per evitare il rapporto conflittuale tra sindacati e governo, attraverso consultazioni preventive con le parti sociali, prima di operare scelte economiche.
Lavoro, salari, previdenza sociale, politiche fiscali, finanza pubblica e politiche economiche, tutto avveniva attraverso la pratica della concertazione.
Per i sindacati inizia così un periodo di corresponsabilità in tutte queste scelte, dove il ruolo della critica o dell’opposizione deve per forza essere calmierato per poter partecipare ai tavoli di contrattazione. Diminuiscono gli ambiti e le modalità di intervento. Si ritrovano così a presidiare un territorio sempre più limitato, grazie anche a scelte opinabili come le limitazioni agli scioperi. Il sindacato si trova, a mano a mano, confinato alla “fabbrica”, alla conservazione dei posti già tutelati e dei diritti già acquisiti, come le pensioni.
L’azione sindacale si ingabbia sempre più in una “coltivazione di orticello” dai confini sempre
più ristretti. Si gioca in difesa, nella convinzione che “difendere il fortino” sia l’unica imprescindibile priorità.
Nel frattempo però, è esplosa la globalizzazione, la rete, il mondo si è ritrovato tutto insieme e contemporaneamente nello stesso luogo, anche se virtuale. E in questo nuovo luogo sono nati, grazie alla tecnologia, nuovi modelli di lavoro, di impresa, di attività, di necessità, di opportunità.
I sindacati invece sono rimasti fermi, a guardare un mondo cambiare vorticosamente, a presidiare i cancelli delle ultime fabbriche sopravvissute alla crisi economica del 2009. A mantenere posizioni che in fondo hanno esaurito il loro ruolo in questo nuovo contesto sociale. I paradigmi su cui poggiava tutta la concertazione del ‘900 sono velocemente stati superati da una realtà che non avendo precedenti ha disorientato non solo i sindacati ma l’intero apparato sociale.
Ad aggravare la situazione, i due anni di pandemia che per
A questo punto verrebbe da chiedersi “Come mai nessuno degli eletti all’estero pensa a difendere la stampa italiana nel mondo, mentre osserviamo che quando si tratta di patronati o enti gestori dei corsi di lingua italiana, la difesa da parte dei parlamentari è netta: si fanno sentire, intervengono
pubblicamente, prendono le loro difese?
Gli editori italiani all’estero, in particolari quelli più piccoli, invece sembrano essere totalmente abbandonati a se stessi. A loro sembra non pensare nessuno. Eppure i nostri politici eletti oltre confine ci tengono sempre molto ad essere presenti all’interno della nostra testata e si lamentano quando non pubblichiamo i loro interventi.
Del sostegno alla stampa nessuno si fa carico, perché superficialmente ritenuta una battaglia di retroguardia, per merito (per colpa?) delle nuove tecnologie, per cui non ha più senso occuparsi di qualcosa che si ritiene sorpassato, dall’altro si coltiva la comoda convinzione, magari temporanea, miope, interessata, che oggi vale la legge del mercato, gridando urbi et orbi (agli orbi e ai sordi?) che il sostegno pubblico vada annullato, stabilendo di fatto il principio che solo chi ha i soldi possa creare o gestire i canali per la (dis)informazione.
Nel frattempo le piccole, perché nei fatti sono piccole, testate degli italiani all’estero dovranno continuare a confrontarsi con il significato di un termine che negli ultimi tempi è entrato nel nostro vocabolario quotidiano: resilienza. Ciò non può prescindere dal sostegno pubblico, ma presuppone una rinnovata capacità di produrre e veicolare informazione, in qualche modo proponendosi come animatori di una nuova consapevolezza di cui devono riappropriarsi i lettori.

necessità si è trovato a spingere fortemente l'acceleratore sulla transizione al digitale di tutto ciò che può essere digitabile. Dalla scuola alla PA alle imprese pubbliche e private, tutti hanno dovuto attrezzare in pochissimo tempo una tecnologia che consentisse il proseguimento delle
attività e delle produzioni anche in lockdown.
Questo, se da un lato ha consentito il salto quantico necessario all’avvento della nuova era e l’evoluzione della società da un punto di vista tecnologico, dall’altra ha lasciato una classe continua in ultima pagina
Il principe Carlo contatta il consiglio comunale di Lismore

Il principe Carlo si è interessato attivamente alla ricostruzione delle parti devastate dalle inondazioni dei fiumi settentrionali del NSW.
È stato reso noto in una riunione pubblica che il reale amante dell'architettura è interessato ad aiutare Lismore a ricostruire dopo gli impatti devastanti delle due grandi inondazioni.
Il direttore generale del consi-
glio comunale di Lismore, John Walker, ha rivelato il legame tra la città e il principe durante la riunione per rivedere la strategia di gestione dell'uso del suolo di Lismore sulla scia delle inondazioni.
Walker ha anche detto che il principe si era interessato molto ai piani per ricostruire la città più soggetta a inondazioni d'Australia e che uno dei suoi principali architetti proveniva
da Lismore. "Ci hanno contattato perché interessato", ha detto Walker. "Sappiamo che il principe William aveva fatto delle domande e il principe Carlo era interessato. A loro piace l'Australia.
Abbiamo avuto un approccio per incontrarli e semplicemente non sapevamo il perché. Abbiamo pensato che sarebbe stato solo per dire 'buona fortuna'.
"Ma poi quando approfondisci quello che fanno, in realtà ricreano villaggi e città.
Quelli attuali, penso, ospitano 4000 persone. Quindi discuteremo su come farlo, come mantenere l'eredità con il design, come assicurarsi che protegga i koala e la fauna selvatica".
L'amore per l'architettura del principe Carlo è ben noto. Ha contribuito a costruire Poundbury, un'estensione urbana della città di Dorchester, nella contea del Dorset.
È costruito sui principi dell'architettura e dell'urbanistica e si trova sulla terra del principe nel Ducato di Cornovaglia.
Il sindaco perduto di Fairfield si riunisce ai colleghi

Benjamin Cooke, sindaco di Fairfield nel 1900-1904 e nel 1905, è tornato a prendere il posto che le spettava con i suoi colleghi assessori. Il Consiglio ha una galleria di ex sindaci che adornano il passaggio pubblico che conduce alle Camere del Consiglio e mentre la maggioranza è al suo posto, alcune foto di alcuni sindaci devono ancora essere trovate.
La galleria è ora più vicina al quorum completo con il team Heritage Services del Comune che si è procurato una foto di Cooke dall'edizione del 17 marzo 1900 del Cumberland Argus e Fruit Growers Advocate Newspaper.
Il sindaco di Fairfield City Frank Carbone ha affermato che la galleria è stata una parte importante della storia amministrativa della città. “Molte decisioni importanti sono state prese dagli uomini e dalle donne dei consigli passati che hanno contribuito a portare questa città dove è oggi”, ha detto il sindaco Carbone.
“Il Consiglio di oggi è in debito con loro e onorato di poter fare il nostro turno per guidare la nostra fantastica comunità diversificata oggi. La galleria è anche un'affascinante rappresentazione delle mode negli abiti, nei capelli e per gli uomini, i peli sul viso nel corso degli anni. È un piacere per me come l'attuale sindaco dare il benvenuto a Cooke di nuovo a casa".


Preparativi per Vivid Sydney 2022
Sydney si illumina da venerdì e si ricorda ai visitatori di pianificare la loro visita per godersi il più grande festival di luci, musica e idee nell'emisfero australe.
Il ministro per le Imprese, gli investimenti e il commercio, il turismo e lo sport e la parte occidentale della Sydney Stuart Ayres ha dichiarato che è tutto procede a pieno regime con i per il Vivid Sydney 2022 Lights On.
"Con più di 200 eventi in programma, ce n'è per tutti i gusti", ha affermato Ayres.
"Il programma Vivid Sydney 2022 è ricco di eventi entusiasmanti, incredibili esibizioni musicali e fantastiche installazioni luminose e proiezioni 3D. Vivid Sydney attira milioni di persone nel CBD di Harbour City, che fornirà un colpo al braccio per le imprese e un sorriso sui volti dei partecipanti al festival.
"I visitatori dovrebbero essere consapevoli della popolarità del festival nei fine settimana, con le notti dal lunedì al mercoledì la scelta migliore per un'atmosfera più rilassata.
"Questo è un momento per riunirsi, per scrollarsi di dosso gli ultimi due anni e per ritrovare la bellezza di Sydney e lasciarsi ispirare e stupire da Vivid Sydney 2022".
Il ministro dei Trasporti e dei veterani David Elliott ha affermato che i trasporti pubblici non sono solo il modo migliore per viaggiare da e per questo spettacolare evento, ma faranno anche parte dell'azione di quest'anno.
"Per la prima volta in assoluto, la stazione centrale e il tunnel della linea merci, un punto di riferimento storico dimenticato, faranno parte di Vivid 2022, offrendo uno sguardo illuminante sulla ricca storia dei trasporti di Sydney", ha affermato Elliott.
"Il tunnel della linea merci sotto la stazione centrale, inaugurato per la prima volta nel 1855, sarà trasformato in una moderna convergenza di luci, laser ed effetti di fumo con oltre 100 luci laser: la più grande installazione laser nella storia di Vivid Sydney.
"Anche l'iconico soffitto e la torre dell'orologio della stazione centrale saranno illuminati mentre il Grand Concourse sarà il palcoscenico di una serie di
spettacoli di musica dal vivo gratuiti ogni sabato sera durante il festival.
"Durante il festival opereranno servizi di trasporto pubblico extra come un gran numero di i visitatori dovrebbero recarsi nel CBD per godersi lo spettacolo di luci più grande d'Australia", ha affermato Elliott.
Il signor Elliott ha affermato che ci saranno alcune modifiche ai servizi di trasporto pubblico durante il festival come precauzione di sicurezza per gestire la folla prevista intorno alla battigia del porto.
Gli autobus che di solito circolano da e per Circular Quay verranno trasferiti alle fermate di Martin Place il venerdì dalle 18:00 e nei fine settimana dalle 17:00.
I servizi di metropolitana leggera funzioneranno fino a tarda notte ogni notte del festival, ma non funzioneranno tra il municipio e Circular Quay dalle 18:00 il venerdì e dalle 17:00 nei fine settimana.
Il sabato sera e domenica 12 giugno durante il lungo weekend, i passeggeri del treno non potranno scendere alla Circular Quay Station tra le 18:00 e le 23:00, i partecipanti al festival dovrebbero invece scendere alle stazioni di Wynyard, St James o Martin Place e raggiungere il porto a piedi.
Vivid Sydney dura 23 giorni, da venerdì 27 maggio a sabato 18 giugno e gli ospiti possono godersi la Light Walk ogni sera dalle 18:00 alle 23:00.

Dai Le e la questione della doppia cittadinanza

La neoeletta deputata del seggio federale di Fowler, Dai Le, ha accusato il Partito Laburista di averla messa al centro di un dibattito sulla doppia cittadinanza, condizione che potrebbe renderla non eleggibile come parlamentare.
Le, una rifugiata nata in Vietnam, ha strappato il seggio a sud-ovest di Sydney dai laburisti e dalla candidata di alto profilo Kristina Keneally.
Sono stati quindi sollevati dubbi sul fatto che Dai Le abbia dichiarato erroneamente alla Commissione elettorale australiana (AEC) di non essere mai stata cittadina di un altro stato oltre l’Australia.
"Negli ultimi giorni, il partito laburista ha cercato di diffamare la mia persona e di danneggiare la mia reputazione, trascinando
la mia famiglia, compreso mio figlio, in questa vicenda", ha affermato Dai Le sui social media.
“Ci sono state ampie richieste da parte dei media in relazione alla mia idoneità a soddisfare l’articolo 44 della Costituzione australiana per candidarmi alle
Siate
elezioni. Posso confermare che l'AEC ha accettato la mia candidatura alle elezioni federali e che non sono cittadina di un altro paese, e non lo ero quando ho presentato il mio modulo di candidatura all'AEC prima della chiusura dei termini."
Le, un'ex giornalista della ABC, è nata nel Vietnam del Sud, uno stato che non esiste più dal 1975 e si è trasferita in Australia all'età di 11 anni. Il parlamento federale, dopotutto, non è estraneo alle questioni di cittadinanza.
A seguito delle elezioni del 2016, un numero impressionante di senatori e parlamentari si sono rivelati inconsapevoli di possedere una doppia cittadinanza e hanno dovuto difendersi davanti all’Alta Corte.
Alcuni parlamentari hanno anche dovuto dimettersi e ripresentarsi nelle elezioni suppletive nel proprio seggio.
coraggiosi e fate cambiamenti

Vorrei congratularmi con i membri locali che sono stati eletti al Parlamento federale la
Thank you Werriwa

Ms Anne Stanley has been re-elected for a third term in the seat of Werriwa.
“It is a great privilege to be returned as the Member for Werriwa,” said Ms Stanley.
“I am excited that the election of the Anthony Albanese government will see A Better Future for all Australians.”
Labor in government will mean Australians will have A Better Future. It means real action on Climate Change, a National Anti-Corruption Commission, fixing our broken Aged Care system, strengthening Medicare, and bringing back manufacturing to Australia.
“My electorate office is open and continuing to support the constituents of Werriwa,” said Ms Stanley.
Ms Stanley’s electorate office can be reach by phone on (02) 8783 0977, email at Anne.Stanley.MP@aph.gov.au or in person at 7/441 Hoxton Park Road, Hinchinbrook, NSW, 2168.
“Thank you to all our community groups for their support over the last three years. I look forward to working with you again,” said Ms Stanley.
“I want to also thank the amazing volunteers and supporters who helped me throughout the campaign, it is your help that means I am able to continue fighting for the things that are important to our community.”
“Last but not least, I want to give a big thank you to my family and friends who have provided incalculable support to me during this campaign, I could not have done it without them.”

Giornata Nazionale dell'Arma dei Carabinieri
Il Presidente Sebastiano Villanova e il Comitato dell’Associazione Nazionale di Sydney Sezione “Salvo D’Aquisto” in occasione della Giornata Nazionale dell’Arma dei Carabinieri e della commemorazione della data in cui la Bandiera dell”Ar-
ma fu insignita della prima medaglia d’oro al valore militare, invitano i Colleghi, i simpatizzanti e gli amici, domenica 5 giugno 2022 alla celebrazione della S.Messa presso la chiesa di St. Fiacre a Leichhardt con inizio alle ore 11.00
scorsa settimana: Anne Stanley MP per Werriwa, Chris Bowen MP per McMahon e Dai Le MP per Fowler.
Non vedo l'ora di lavorare con tutti voi a nome dei residenti di Fairfield City.
La prossima settimana è la National Reconciliation Week, e il suo tema è 'Sii coraggioso. Fate un cambiamento.'
Il Comune ospiterà una cerimonia dell'alzabandiera per celebrare e costruire sulle relazioni rispettose condivise dagli aborigeni e dalle isole dello Stretto di Torres e da altri australiani.
Il tema di quest'anno è una sfida per tutti gli australiani - individui, famiglie, comunità, organizzazioni e governo - ad essere coraggiosi e ad affrontare l'affare in sospeso della riconciliazione in modo da poter apportare il cambiamento a beneficio di tutti gli australiani.
Sindaco Frank Carbone



Dal 1° luglio drastici aumenti dell'elettricità

Le famiglie australiane saranno colpite da un aumento del costo delle bollette elettriche a partire da luglio dopo che l'autorità nazionale di regolamentazione dell'energia ha aumentato i prezzi di riferimento per i rivenditori.
L'Australian Energy Regulator (AER) oggi ha affermato che stava aumentando i limiti di prezzo dell'offerta di mercato predefinita (DMO), che è essenzialmente il massimo che i rivenditori possono addebitare a famiglie e aziende sulle offerte predefinite.
Di conseguenza, le offerte predefinite aumenteranno di oltre $220 all'anno nel New South Wales, di oltre $ 160 nel Queensland e di oltre $ 120 nell'Australia meridionale.
L'AER ha affermato che l'au-
mento del DMO era necessario dato che i costi all'ingrosso per i rivenditori sono aumentati notevolmente a causa di interruzioni non pianificate, costi del carburante e "picco della domanda".
Il presidente dell'AER Clare Savage ha affermato che la decisione di aumentare i prezzi è stata "difficile" considerando che milioni di australiani stavano già lottando con un costo della vita in aumento.
"Nel fissare questi nuovi prezzi DMO, comprendiamo l'impatto significativo che avranno su alcuni consumatori che potrebbero già essere alle prese con le pressioni sul costo della vita", ha affermato Savage.
"Abbiamo esaminato tutti i fattori che influenzano il calcolo
del DMO e abbiamo fissato prezzi di sicurezza che riflettono le condizioni attuali e i costi sottostanti per i rivenditori".
Il ministro del lavoro Chris Bowen ha affermato che l'aumento dei prezzi è stato il risultato di una "cattiva politica" degli ex governi.
"Questa è una cattiva notizia per gli australiani che acquistano elettricità nei mercati interessati dalla decisione odierna. I prezzi più alti sono il risultato di nove anni di fallimento delle politiche", ha affermato.
"Ora, ovviamente, ci sono fattori internazionali in gioco qui e, naturalmente, le circostanze geopolitiche stanno influenzando i mercati australiani in molti modi. Ma il nocciolo della questione è la mancanza di politica energetica, la mancanza di investimenti in nuove energie, la mancanza di investimenti nelle energie rinnovabili e la mancanza di trasmissione negli ultimi nove anni significa che gli australiani stanno pagando più per l'elettricità di quanto non facciano. dovrebbe essere."
Le famiglie in DMO rappresentano solo il 10% circa del mercato totale (circa 550.000 clienti), ma si prevede che l'aumento di oggi sarà trasmesso dai rivenditori nel tempo.
Umberto Clerici named Chief Conductor of Queensland Symphony Orchestra from 2023

Queensland Symphony Orchestra (QSO) has announced its new Chief Conductor: Umberto Clerici. Maestro Clerici is appointed as Chief Conductor Designate and will become Chief Conductor on 1 January 2023 for a three year term.
After a career spanning more than 20 years as a gifted cello soloist, chamber and orchestral musician, Maestro Clerici moved on from his role of Principal Cello of the Sydney Symphony Orchestra in 2021 to focus on his rapidly acclaimed conducting career. Maestro Clerici will take over the baton from Johannes Fritzsch, one of Australia’s top international conductors and a musical leader credited with building QSO into the worldclass orchestra it is today.
In making the announcement, QSO Acting Chair Rod Pilbeam said Maestro Clerici had already led QSO in four major concerts in 2021 including the Season Closing Gala, each to wonderful reviews. His first performances as
Chief Conductor Designate will be next month’s Maestro Series featuring Mahler’s 1st Symphony and with soloist Daniel MüllerSchott performing Elgar’s cello concerto, before returning in July for the Fantasy and Folklore program.
“Maestro Umberto Clerici will become Chief Conductor in 2023, bringing a deep and rich understanding of music as both a musician and a conductor to the QSO podium,” he said.
“As one of Queensland’s largest performing arts organisations, QSO demands an inclusive and visionary musical leader. We could not be more thrilled with this appointment, especially given Maestro Clerici has already led the Orchestra to standing ovations in the Concert Hall and has an intimate understanding of our commitment to share the power of music across all corners of the state.”
Of his appointment, Clerici says, “I’m not just honoured to share the QSO Chief Conduc-

The Italian Cultural Institute is excited to collaborate with Biennale of Sydney and organise a private guided tour of the artworks at the Cutaway at Barangaroo on Tue 7 June from 10.00am - 12.00pm.
The tour will be hosted by none other than José Roca, the Artistic Director of this year’s 23rd Biennale of Sydney.
Don’t miss the opportunity to walk with us around this stunning venue, which is home to artworks by 25 artists including the only Italian artist featured this year, Francesco Martone, in partnership with Ecuadorian artist Rosa Jijon, for their project #ArtsFortheCommons.
The event includes Italian-style morning tea followed by the guided tour.
tems are featured as dynamic living systems with varying degrees of political agency.
José Roca is the Artistic Director of the 23rd Biennale of Sydney along with a team of curators - the Curatorium - who represent the Biennale of Sydney’s core exhibition partners including: Paschal Daantos Berry, Head of Learning and Participation, Art Gallery of New South Wales; Anna Davis, Curator, Museum of Contemporary Art Australia; Hannah Donnelly, Producer, First Nations Programs, Information + Cultural Exchange (I.C.E.) and Talia Linz, Curator, Artspace.
tor’s title with great musicians but I’m also grateful to them for helping create, in the past 75 years, the QSO of today.”
“My path to the podium came after 20 years as a cellist, both as soloist and orchestral, which means that I have shared the stage with a wide variety of conductors for many years, and in many parts of the world. This creates not only a different perspective on what the role of the conductor is for the musicians, but have also given me the opportunity to explore repertoire from inside the orchestra.”
The Biennale of Sydney is one of the leading international contemporary art events. Established in 1973, it is the third oldest biennial in the world after Venice and São Paulo and the largest exhibition of its kind in Australia. The Biennale of Sydney has commissioned and presented exceptional works of art by more than 1,900 national and international artists from more than 100 countries.
This year marks the 23rd Biennale of Sydney, titled rīvus (meaning ‘stream’ in Latin), and features over 330 artworks by 89 participants and 400 events that respond to water ecology and relationships with the natural world. Rivers, wetlands and other salt and freshwater ecosys-
José Roca is the Artistic Director of the non-for-profit contemporary art space FLORA ars+natura in his home city of Bogotá. He was the Estrellita B. Brodsky Adjunct Curator of Latin American Art for the Tate, London (2012-2015). He was the chief curator of the 8th Bienal do Mercosul (2011) in Porto Alegre, Brazil and co-curator of the I Poly/ graphic Triennial in San Juan, Puerto Rico (2004), the 27th Bienal de São Paulo, Brazil (2006). He was the Artistic Director of Philagrafika 2010, Philadelphia’s international Triennial celebrating print in contemporary art, and served on the awards jury for the 52nd Venice Biennial (2007).
Roca’s work is heavily influenced by the relationship between art and nature and the 23rd Biennale of Sydney has indeed a strong focus on sustainability and collaboration.

Quasi 100 anni dopo un epico remake di Metropolis

Sam Esmail, il pluripremiato creatore di Mr Robot, scriverà e dirigerà la serie in otto parti.
La troupe di Apple TV+ ha annunciato forse il suo progetto più ambizioso fino ad oggi: un remake del leggendario film muto di Fritz Lang Metropolis .
E la serie in otto parti sarà realizzata a Victoria.
Pubblicato nel 1927, Lang's Metropolis è noto a molti come l'originale blockbuster di fantascienza, con uno dei robot più famosi della storia dello schermo.
Il film racconta la storia di una distopia futuristica, in cui un'enorme divisione di classe vede i ricchi vivere in grattacieli torreggianti, mentre la sottoclasse schiava in condizioni brutali per mantenere la città sopra di loro in funzione.
Nei 95 anni dalla sua uscita, il film espressionista tedesco è stato oggetto di intenso studio
e culto. Quindi un remake attirerà inevitabilmente il controllo, in particolare tra gli spettatori scettici che detestano revival e riavvii.
Metropolis è la più grande produzione cinematografica di Victoria fino ad oggi.
La serie Apple TV+ sarà filmata dall'Universal Studio Group di NBCUniversal, insieme alla sua filiale locale Matchbox Pictures.
Sam Esmail, il pluripremiato creatore di Mr Robot , scriverà e dirigerà la serie in otto parti nella sua interezza.
La pre-produzione è prevista per ottobre, con le riprese che inizieranno all'inizio del 2023.
VicScreen ha affermato che la serie è "la prima in una pipeline di progetti" di NBCUniversal come parte dell'impegno a iniettare 416 milioni di dollari nell'economia vittoriana nel prossimo decennio.
E poi c'è la tecnologia dietro la serie.
Il governo del Victoria finanzierà la costruzione di “LED Volumes”, contribuendo con 12,5 milioni di dollari al progetto nei Docklands di Melbourne, più altri 5 milioni di dollari in più per competenze e formazione.
VicScreen ha descritto i LED Volumes come "schermi digitali high-tech che mostrano ambienti di sfondo ed effetti visivi sul set".
Questo tipo di tecnologia è stata utilizzata in precedenza in serie come lo spin-off di Star Wars The Mandalorian.
Una volta che Metropolis sarà terminato , i volumi rimarranno al loro posto e saranno disponibili per le produzioni locali e internazionali o per i registi in erba.
L'amministratore delegato di VicScreen, Caroline Pitcher , ha affermato che Metropolis sarà "una delle produzioni cinematografiche tecnicamente più ambiziose al mondo".
La serie dovrebbe creare 3980 posti di lavoro locali, inclusi 500 membri del cast e della troupe e più di 2400 comparse.
Alla produzione faranno parte anche seicento aziende e fornitori di servizi.
Dopo anni di dominio di Netflix, Apple TV+ sta rapidamente diventando una forza importante nelle guerre di streaming.
EVENTO

Torna il film italiano gratuito al Casula Powerhuse Art Centre
Giulio è un impiegato comunale che si separa dalla moglie dopo un tradimento. Campare con 1200 euro al mese continuando a versare gli alimenti diventa sempre più difficile per l'uomo, che cerca di sbarcare il lunario vivendo in una situazione problematica e cercando di non perdere la sua dignità.

Il film è uscito nelle sale italiane il 14 settembre 2012, diretto da Ivano De Matteo ed ha ricevuto il
David di Donatello per il migliore attore protagonista.
Il film viene presentato in Australia alla Causula Powerhouse Art Cente (vedi pubblicità qui sotto) e l'ingresso è libero. Un'occasione per una serata all'insegna dell'italianità da non perdere. Il Bellbird Restaurant è a vostra disposizione prima della proiezione come pure uno spettacolo musicale gratuito del soprano Clarissa Spata.

CULTURA ITALIANA UP LATE


Unisciti a noi per una serata all’insegna della cultura italiana al Casula Powerhouse di Liverpool.
Un evento con musica, film, laboratori artistici gratuiti e altro ancora.
Lasciatevi trasportare in Italia con la nostra proiezione gratuita di ‘Balancing Act’ alle 20:00, musica e video con i dj Jay Katz & Miss Death a partire dalle 5.30pm.
Inoltre, potete cenare nel nostro ristorante Bellbird Dining and Bar per uno spettacolo musicale gratuito del soprano Clarissa Spata di Opera Australia dalle 6pm.
VENERDÌ 3 GIUGNO
DALLE 5.30PM GRATIS!


notizie comunitarie

Alla scoperta di libri, arte, buon cibo e molto altro da “Roma Capoccia”
di Franco Baldi
Menzionando il sobborgo di Riverwood, subito agli italiani di Sydney viene in mente la Conca d’Oro, la famosa sala di ricevimenti fondata da Filippo Navarra tanti anni fa.
Ma non molti sanno che in questo sobborgo del West Sydney, vicinissimo alla stazione della metropolitana, c'è un ristorante degno di rappresentare Roma, la capitale della nostra cara Italia... infatti il ristorante si chiama "Roma Capoccia". Naturalmente non si può visitare Roma senza il permesso del nostro collaboratore "Romano-de-Roma" Pino Forconi, che, in questa occasione, mi ha accompagnato per scoprire un incantevole pezzo di Roma trapiantato in Australia.
Non ci vuole moto a capire, una volta entrato nel locale che Roma è il tema principale dell’ambiente. La passione della Roma calcistica è rappresentata dalle due magnifiche maglie giallorosse della squadra di calcio che ha visto giocare Totti e De Rossi, due colonne del calcio italiano di qualche anno addietro, quando le sorti dell’Italia calcistica erano definitivamente
migliori di quelle odierne.
Entri in questo locale molto carino dove, Federico Lembo, il proprietario del ristorante, ti accoglie con un magnifico piatto di antipasti alla romana seguito da gnocchi con il con un ragù da far dimenticare la fame nel mondo... e un bicchiere di vino bianco dei Colli... gentilmente offerto da Pino, che ti fa subito catapultare nella Roma dei nostri ricordi e dove si respira aria d’Italia, quella vera....
Ma non siamo qui a parlare della Roma calcio e nemmeno del vino di Pino e, stranamente, non siamo a Riverwood per parlare di cucina romana, ma del figlio di Federico, Alessandro, che ha pubblicato un libro che, fra l’altro, è stato premiato recentemente durante una serata alla Conca d’Oro come uno dei migliori libri per bambini.
“L’idea, sinceramente non è di Alessandro - ci spiega Federico, il papà di Alessandro - perché Alessandro non è molto funzionale, essendo, purtroppo, autistico. Ma da quando a 2 - 3 anni questo bambino non fa altro che disegnare e disegna animali in continuazione. Quindi abbiamo
pensato, con mia moglie, come potere rendere la vita di Alessandro più facile e piacevole mettendo a servizio di tutti le sue capacità, la sua bravura nel disegnare per fare qualcosa del suo futuro. A mia moglie è venuta quest'idea di pubblicare un libro. Abbiamo prima fatto primo una versione in inglese, che già appunto è stata pubblicata e adesso abbiamo fatto varie versioni in italiano. Una di queste ha vinto il premio Club Italia nella giornata della memoria di Enrica Inglese e ci ha reso enormemente orgogliosi. Penso che Alessandro abbia capito che c'è stata una premiazione e che lui era il protagonista. Naturalmente non essendo molto funzionale abbiamo trascorso la giornata a rincorrerlo all'interno della sala per cercare di farlo venire al microfono per cercare di fargli dire due parole di ringraziamento. Non è stato facile però sono sicuro che Alessandro si è reso conto che lui era uno dei protagonisti della giornata. Questo libro per bambini, con disegni di tanti animali unici, come li vede e disegna Alessandro, vuole spiegare come, con l’aiuto delle mani, si può impa-
60° anniversario di matrimonio




rare l'alfabeto italiano. Nessuno pensa che il leone possa essere fatto in quel modo o la giraffa in quell'altro modo. È un libro di un’unicità estroversa con disegni fatti da lui”.
Il libro si rivolge ai bambini più piccoli, da 0 a 5 anni, è scritto in italiano ed è già in opera una seconda terza e versione, inclusa una che riguarda i numeri e una che riguarda il movimento delle mani nei bambini.
La preparazione di questi libri, oltre ad essere di beneficio ad altri bambini, sono di benefico anche per Alessandro che si sente utile e si sente coinvolto riuscendo così a sviluppare la sua passione, che è quella di disegnare.
“Ogni giorno - continua Federico - noi abbiamo una catasta di fogli per casa che accumuliamo perché lui ama disegnare. Ci ho messo tantissimo ad accettare che avevo un bambino autistico. I primi anni ho sofferto tanto e mi dava anche fastidio parlarne. Mia moglie, invece, l’ha accettato da subito e dal momento che ha realizzato che Alessandro aveva questi problemi ha subito accettato la realtà.
Adesso ne parlo liberamente e sono orgoglioso e ne voglio parlare ad ogni occasione perché più ne parlo e più riesco a trovare soluzioni che lo possono aiutare.
Adesso mi fa piacere parlarne, sono combattivo e voglio che le sue immagini, i sui disegni possono avere sviluppo futuro però all’inizio è stato molto difficile.
Alessandro frequenta una scuola speciale per bambini autistici, ma purtroppo non ha amici perché lui vive nel suo mondo. Noi siamo fortunati perché abbiamo altri 3 figli e quindi famiglia c'è una buona armonia. Alessandro ha una sorella gemella, un fratello più grande e uno più piccolo. Quindi c’è una bellissima armonia in casa. Alessandro ha altri progetti in corso e le sue immagini, i sui vividi colori, saranno certamente d’aiuto a tanti bambini per l’apprendimento dell’italiano e molto altro".
Per chi volesse saperne di più, consiglio di controllare il sito web di Alessandro, https://alessandrolembo.art/ oppure telefonare direttamente a Federico 0450558415.

Al lora! notizie comunitarie
La famiglia Murugappan torna a Biloela

Il ministro ad interim degli affari interni Jim Chalmers ha dichiarato che la famiglia - i genitori Nades e Priya e le figlie Kopika, 6 e Tharnicaa, 4 - sarà autorizzata a tornare nella città del Queensland dove vivevano prima di essere arrestati nel marzo 2018. "Oggi, nella mia qualità di ministro ad interim per gli affari interni, ho esercitato il mio potere ai sensi della sezione 195A del Migration Act 1958 per intervenire nel caso della famiglia Murugappan - ha detto Chalmers - L'effetto del mio intervento consente alla famiglia di tornare a Biloela, dove possono risiedere legalmente nella comunità con visti transitori mentre lavorano per la risoluzione del loro status di immigrazione, in conformità con la legge australiana". Nadesalingam e Priya Murugappan sono fuggite dallo Sri Lanka dopo la guerra civile del paese, arrivando separatamente su navi per il traffico di esseri umani nel 2012 e nel 2013. Le loro due figlie sono nate in Australia.
Il dottor Chalmers ha detto di aver parlato con la famiglia e di aver augurato loro ogni bene per il loro ritorno nel Queensland dopo più di quattro anni di detenzione.
“Questa decisione consentirà loro di tornare a casa a Biloela, una cittadina del Queensland dal cuore grande e accogliente che ha abbracciato questa bellissima famiglia” ha detto Chalmers.
La decisione del nuovo governo è arrivata poche settimane prima che Tharnicaa Murugappan compia cinque anni e significa che potrà celebrare il suo primo compleanno in libertà dalla detenzione per immigrati.
L'amica di famiglia Angela Fredericks, che ha aiutato a condurre la lotta per il ritorno a casa della famiglia, lo ha descritto come "un momento incredibile".
“Abbiamo aspettato quattro anni per sentire quelle parole ed è un tale sollievo qui a Biloela oggi e non vediamo l'ora che tornino a casa - ha continuato

Annullato Eat Street Festival 2022
L'iconico Eat the Street Festival di Lismore, in programma per la fine del mese, è stato cancellato a causa degli ingenti danni causati dalle inondazioni a gran parte delle infrastrutture e di molte attività commerciali.
Il sindaco della città di Lismore Steve Krieg ha affermato che è fondamentale che le aziende siano in grado di concentrarsi sulla riparazione dei propri locali in modo da poter riaprire il più rapidamente possibile.
"Eat the Street è un evento estremamente popolare per la nostra comunità, ma sono sicuro che tutti capiranno che, dato il disastro naturale del 28 febbraio seguito dall'alluvione di marzo, non abbiamo altra scelta che annullare l'evento quest'anno - ha affermato - Ciò consentirà alle
Fredericks - La città qui ancora una volta si è appena ripresa. Ci sono state tante offerte di alloggio, di opportunità di lavoro, di mobili, tutte queste cose necessarie. Questa famiglia sarà accudita fino a quando non saranno di nuovo in piedi e, conoscendoli, non ci vorrà molto".
La signora Fredericks ha detto che gli attivisti avevano "sempre saputo" che lo Sri Lanka non era sicuro per la famiglia Murugappan o per altri Tamil.
"Non vediamo l'ora di avere l'opportunità di presentare tutte queste informazioni al ministro e di fargli capire ciò che abbiamo sempre saputo, ciò che la comunità internazionale sa: che i Tamil sono persone bisognose di protezione", ha affermato.
In precedenza, il primo ministro Anthony Albanese ha affermato che consentire alla famiglia di tornare a Biloela sarebbe coerente con l'idea che l'Australia potrebbe avere confini forti senza essere debole per l'umanità.
"Questa è una famiglia che è stata accolta e faceva parte della comunità di Biloela e al costo di molti milioni di dollari è stata trattata in un modo che non è proprio appropriato con i valori australiani", ha detto venerdì Albanese a Radio ABC.
I Murugappan ottennero visti di protezione temporanea in Australia ed erano stimati membri della comunità Biloela. Nades lavorava presso la macelleria locale e Priya era una volontaria della comunità.
Nel marzo 2018, gli agenti dell'immigrazione hanno portato via la famiglia dalla loro casa di Biloela dopo la scadenza del visto transitorio di Priya e la richiesta di status di rifugiato di Nades è stata respinta.
Sono stati messi in detenzione a Melbourne, prima di essere trattenuti a Christmans Island dall'agosto 2019.

L'insegnate Maria Tripodi alla Festa della Repubblica
Maria Tripodi, insegnate della scuola d'Italiano Marco Polo, non è nuova all'iniziativa di portare gli studenti direttamente nei posti dove apprendere e perfezionare la lingua italiana è più logico. E quale posto migliore se non la Festa della Repubblica al Club Marconi, dove circa 40.000 persone, per la maggior parte italiane, si sono riversate domenica 29 maggio.
Recentemente Maria aveva portato i suoi studenti alla proiezione di un film in italiano a Norton street, Leichhard e ad un ristorante italiano sempre nella stessa zona.
La Festa della Repubblica in Australia, viene considerata la festa italiana più importante, sia per la nostra cultura che per le nostre tradizioni.
Anche il Club Marconi, che ha organizzato l'annuale evento, va complimentato per la sua visione di unità, una dote che non sempre è presente nella nostra comunità.
Nella foto in alto: Maria Tripodi (la bella signora con la maglia della nazionale italiana) insieme ad un piccolo gruppo di suoi studenti d'italiano alla Marco Polo.
nostre aziende di concentrarsi sulla riparazione dei propri locali in modo che possano ancora una volta aprire le porte e fornire lavoro alla nostra comunità. Comprendiamo il forte desiderio della comunità di riunirsi dopo quello che abbiamo passato. Al momento stiamo organizzando una serie di eventi più piccoli e rilasceremo i dettagli una volta che saranno bloccati. Anche se è un peccato che abbiamo dovuto cancellare il festival di quest'anno, nel 2023 tornerà più grande e migliore di prima".
Sin dal suo inizio nel 2016, Eat the Street è diventato un iconico festival di Northern Rivers, che mette in mostra i migliori venditori di cibo della regione e intrattiene decine di migliaia di persone.
Di fronte alle pressioni di gruppi della comunità, avvocati, medici e politici e con Tharnicaa che necessitava di cure mediche, l'allora ministro dell'immigrazione Alex Hawke ha annunciato nel giugno 2021 che la famiglia sarebbe vissuta nella periferia di Perth sotto un regime di detenzione comunitaria mentre l'azione legale continuava.


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Cina-Australia: disgelo verso Albanese da Li Keqiang

Il premier cinese Li Keqiang ha fatto le congratulazioni al nuovo primo ministro laburista australiano Anthony Albanese per la sua vittoria elettorale, mettendo fine al gelo diplomatico di due anni tra Canberra e Pechino a livello politico. Il messaggio, dove si dichiara che è nell'interesse di entrambi i paesi avere "relazioni sane e stabili", è stato inviato all'ufficio di Albanese, mentre il primo ministro si trovava a Tokyo nella riunione dell'alleanza Quad con i leader di Usa, Giappone e India.
"La parte cinese è pronta a lavorare con la parte australiana per
riesaminare il passato, guardare al futuro e sostenere il principio di mutuo rispetto e beneficio per promuovere la crescita della loro comprensiva partnership strategica, scrive Li, secondo funzionario più potente dopo il presidente Xi Jin Ping. Con un passo che mette fine al gelo di oltre due anni, durante i quali Pechino ha rifiutato di entrare in contatto con Canberra a livello ministeriale o di primo ministro.
La Cina ha imposto sanzioni commerciali pari a oltre 13 miliardi di euro in risposta a decisioni chiave di Canberra, fra cui la messa al bando della Telco Huawei
La base della caldera è scesa da 150 a 850 metri L'eruzione a Tonga ha provocato un

I ricercatori hanno appena finito di mappare il cratere del vulcano sottomarino di Tonga che, il 15 gennaio, ha prodotto la più grande esplosione atmosferica della Terra in oltre un secolo.
La caldera di Hunga-Tonga Hunga-Ha'apai è ora larga 4 km e scende a una base di 850 metri sotto il livello del mare.
Prima della catastrofica eruzione, la base si trovava a una profondità di circa 150 metri.

dalla rete 5G e l'appello internazionale per l'istituzione di un'inchiesta indipendente sulle origini del Covid 19.
Il messaggio sottolinea che è stato un governo laburista negli anni 1970 a stabilire legami diplomatici con Pechino.
Pronta la risposta di Albanese, dalla riunione dove i quattro leader hanno una linea ferma contro la coercizione economica della Cina nell'area dell'Asia-Pacifico. La Cina deve rimuovere le sanzioni su prodotti australiani prima di avere la possibilità di migliorare le relazioni, ha dichiarato. L'apertura di Pechino precede di pochi giorni la visita del ministro degli Esteri cinese Wang Yi in cinque paesi insulari del Pacifico, una missione che a sua volta fa seguito alla firma di un controverso patto di sicurezza fra la Cina e le Isole Salomone, che l'Australia teme possa portare a una base militare permanente della Cina a 1600 km dalla sua costa nordest.
Anche Albanese e la nuova ministra degli Esteri Penny Wong programmano di visitare nazioni-isola del Pacifico nei prossimi mesi, dopo che il trattato tra la Cina e le Salomone ha scosso gli equilibri nella regione, proprio durante la campagna per le elezioni federali in Australia. (ANSA)

Massacro
nella scuola elementare
Dalla piccola città di Uvalde localizzata a 85 miglia ovest da una delle città più turistiche degli States, San Antonio in Texas, e dal confine Messicano, si e' consumata l'ennesima tragedia che ha investito 19 giovani studenti di scuola media, e 2 adulti vittime dell'ennesima sparatoria folle da parte di un giovane diciottenne.
"La popolazione di Uvalde, e dello Stato del Texas è sconvolta per la strage. Le nostre preghiere vanno alle Famiglie delle vittime, e all'intera comunità di Uvelda.
La comunità italiana in Texas è cresciuta negli ultimi anni, ed in molti mi hanno espresso il loro dolore e tristezza per l'orribile accaduto. Vincenzo Arcobelli in qualità di Rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, che risiede in Texas, e di Presidente del Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo, ha trasmesso al Governatore e alle Autorità Texane con le quali da svariati anni ha stretto rapporti di cooperazione e di amicizia un messaggio di cordoglio e di solidarietà".
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"Se tutta Tongatapu, l'isola principale di Tonga, fosse stata raschiata al livello del mare, riempirebbe solo due terzi della caldera", ha affermato il professor Shane Cronin dell'Università di Auckland, in Nuova Zelanda, scrive la Bbc online che ha pubblicato foto spettacolari della ricerca.
Facendo un confronto con le mappe pre-eruzione della caldera, realizzate nel 2016 e nel 2015, i cambiamenti sono molto visibili. Oltre a un generale approfondimento, grandi pezzi sono andati perduti dalle pareti rocciose interne, in particolare all'estremità meridionale del cratere. "Il lato nord-orientale sembra un po' sottile e, in caso contrario, uno tsunami metterebbe in pericolo le isole Ha'apai. Ma la struttura del vulcano sembra piuttosto robusta", afferma il prof. Cronin.
(ANSA)
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È morto Ciriaco De Mita
Ex premier e segretario della Dc, aveva 94 anni. E' deceduto nella clinica Villa dei Pini di Avellino, dove era ricoverato dal 5 aprile a seguito di un attacco ischemico che l'aveva costretto in un primo momento al ricovero nell'ospedale Moscati.
Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato la triste notizia.
"La notizia della scomparsa di Ciriaco De Mita è motivo di grande tristezza.
De Mita ha vissuto da protagonista una lunga stagione politica. Lo ha fatto con coerenza, passione e intelligenza, camminando nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici più originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro.
Il suo impegno politico ha sempre avuto al centro l’idea della democrazia possibile.
Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi".
Così il ricordo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"Nasceva da questa visione della democrazia come processo inesauribile - sottolinea Mattarella - l’attenzione per il rinnovamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell’insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita.
Dobbiamo ricordarne l’impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore.
Così come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica".
Una Festa della Repubblica all'insegna dell'unità
tiamo il desiderio di stabilire la chiesa come migranti che siamo e cerchiamo di costruire il regno di Dio: un regno d’amore, di pace, di giustizia, di valori che il Signore vuole che diventino il suo regno su questa terra.
E allora oggi celebriamo con tutti voi non soltanto la Patria, ma celebriamo ciò che la Patria ci dà, come i valori e il dono di praticare la nostra fede, il cristianesimo. Essere cattolici significa essere universali. Accogliendo sempre l'invito del Signore, ovunque noi abitiamo pur ai confini della terra, come abbiamo sentito nel vangelo, noi possiamo portare la buona novella, possiamo portare la presenza del Signore dentro di noi e costruire un mondo migliore.
Come migranti quali noi siamo, sì che sappiamo in partenza ciò che questa festa significa: essa ci dà la possibilità di riflettere ancora meglio perché noi sappiamo cosa vuol dire lasciare la patria e lasciare la famiglia d’origine.
Oggi celebriamo la festa dell’Assunzione, Gesù ascende al cielo ma ci dice: “Io tornerò, non vi lascio orfani, vi mando lo Spirito Santo che vi aiuterà a capire meglio quello io ho detto, quello che io ho lasciato: dovete diventare strumenti anche voi.
Ora chiediamo al Signore, carissimi fratelli e sorelle, che questa solennità dell'Ascensione vi aiuti anche a capire che noi siamo missionari in questa terra, che noi siamo orgogliosi di portare i valori della nostra Patria e, altresì, siamo orgogliosi di essere anche cristiani migranti chiamati pure a costruire il regno di Dio con questi valori in mezzo a noi.
Per tale motivo vi ringrazio avendo la possibilità di celebrare la santa messa e di celebrare insieme la nostra fede accettando che il Signore continui a camminare in mezzo a noi”.
La celebrazione eucaristica è stata accompagnata, come negli anni precedenti, dal Coro misto del Club Marconi, leggermente rimaneggiato nel numero dei coristi che, sono sicuro, il Club



di Bossley Park provvederà a ripristinare. Subito dopo la santa Messa, il Coro si è esibito con l’inno nazionale dell’Italia. “Il canto degli Italiani” o Fratelli d’Italia è di Goffredo Mameli e fu adottato il 12 ottobre 1946 come inno nazionale. L’autore genovese lo aveva scritto nel 1847 e fatto musicare da Michele Novaro nello stesso anno. Ascoltare il Coro con l’Inno Nazionale è stata una bella emozione che ha commosso tutti i presenti.
A seguire, ha preso la parola il senatore Francesco Giacobbe il quale si è congratulato per l’elezione del nuovo presidente Morris Licata e per l’insediamento del nuovo comitato. Giacobbe ha delineato l'importanza che assume un club italiano in questa parte di Sydney e, per tale motivo, ha voluto congratularsi con Maurizio Pagnin che, recentemente, è stato nominato promotore culturale, ribadendo quanto sia importante mantenere viva la nostra lingua e la nostra cultura.
“Buongiorno, buongiorno a tutti - ha esordito il deputato Nicola Carè - oggi ringrazio tutti quanti per essere venuti qua, un grande ringraziamento al presiedente Licata e al suo comitato.
Un abbraccio forte a tutti gli amici con i quali abbiamo lavorato; io sono qua da quarant'anni insieme con tutti i politici siano essi Liberali che Laburisti; quindi un abbraccio forte e, soprattutto, cerchiamo di portare avanti l'Italia e le nostre tradizioni.
Parliamoci chiaro: l’Italia vede pochissimo gli italiani all'estero; quindi, come italiani dobbiamo lavorare per far capire ai nostri connazionali quanto forti siamo e quanto è necessaria la risorsa dell'Italia all'estero; ciò per far sì che l'Italia cresca e si rinforzi attraverso il commercio tra le nostre due nazioni.
Io credo soprattutto nella seconda e terza generazione che, attraverso forze e progetti come il turismo di ritorno, possano insieme con le seconde generazioni rappresentate dai loro padri
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Festa della Repubblica


e dai loro nonni, far ricrescere e coltivare di nuovo quella cultura della tradizione che contraddistingue la nostra italianità di cui noi siamo e continuiamo ad essere molto fieri” ha concluso il deputato Nicola Carè.
“Benvenuti a tutti - ha detto Morris Licata - voglio ringraziare tutti gli ospiti speciali e i passati presidenti, il mio comitato ed anche le associazioni e il nostro comitato delle donne. Sono così contento che il tempo sia fantastico e contento di vedere tutti

qui, in una giornata magnifica. Oggi è La Festa della Repubblica, una festa all'insegna dell'unità. Sono stato educato al rispetto delle persone, ad avere cura per le persone e ad avere una forte relazione con le persone. Questa è la mia intenzione. Credo che il Club Marconi, con il comitato e i manager, con questi principi, avrà sempre giorni migliori”.
"Questo è il 64º anniversario della fondazione del club - ha esordito Maurizio Pagnin, il nuovo coordinatore culturale - sembrerebbe che il Club stia diventando vecchio, ma non è vero. Il club Marconi ha scoperto la sorgente dell'acqua che fa ringiovanire, penso che con il club Marconi noi stiamo andando verso una nuova giovinezza. Come ha detto il vice presidente Soligo, verranno iniziati dei lavori di ampliamento del club; in alcune fasi i
progetti sono giù al primo piano e, chi vuol vedere, sappia che 19 milioni di dollari verranno spesi per ampliare il club e migliorarlo: lo scopo è quello di dare ai soci il merito di fare progredire il Club che, finanziariamente, sta andando molto bene. Il nuovo presidente Morris Licata, il comitato direttivo, il giovane CEO Matthew Biviano e anch'io adesso, tutti metteremo il nostro contributo. Dobbiamo portare di nuovo l'italianità dentro il Club Marconi. Il comitato vuole che le tradizioni culturali dell'Italia vengano trasmesse ai tutti i soci e vengano comunicate attraverso i media italiani radio e i giornali agli italiani di Sydney affinché non dimentichiamo ed io non voglio essere “diciamo accusato” di troppa partigianeria. Il Club
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Al lora! Festa della Repubblica



Referendum Abrogativi sulla Giustizia
Gli italiani saranno chiamati a dire la loro con lo strumento dei referendum il prossimo 12 giugno 2022 sul tema della giustizia. Al voto andranno oltre 51,5 milioni di elettori. Sono cinque i quesiti referendari abrogativi ai sensi dell’art. 75 della Costituzione. Nel dettaglio, le schede avranno diversi colori e proporranno i seguenti punti.
l scheda di colore rosso per il Referendum n. 1: abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi; l scheda di colore arancione per il referendum n. 2: limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell'ultimo inciso
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Marconi è il club italiano più grande al mondo, non il più grande d’Australia, bensì, scusate se mi ripeto, il più grande al mondo. Non ci sono Club in Venezuela, in Argentina, negli Stati Uniti che possono competere per numero di soci e per le facilitazioni che ci sono dentro il club. Sto parlando del Club Marconi. Mi aspetto di vedervi sempre sani e salvi per il futuro e di frequentare sempre con maggiore interesse il Club Marconi che è il club degli italiani in Australia".
In passato, Tony Campolongo è stato sindaco di Fairfiled e presidente del Club Marconi. A Tony Campolongo va accreditata la forza di credere nell’italianità del club: è stato proprio egli a portate la Festa della Repubblica in questa zona quando il Consolato smise di organizzarla citando la mancanza di fondi dall’Italia. Tony Campolongo non ha speculato sulla spesa, rendendosi conto che la Festa della Repubblica è la nostra Festa e che gli Italiani non potevano dimenticare di ce-
lebrare una giornata così speciale per l’Italia e l'italianità.
Nel 1955, Tony Campolongo con Silvio Marrapodi ha fatto un gemellaggio tra Roccella Jonica e Fairfiled. Una delegazione da Roccella è venuta a Fairfield quando Campolongo era Sindaco e una delegazione dall’Australia ha ricambiato la visita.
E mentre Luigi Volpato e il suo team arrostivano 650 chili di castagne, è iniziato l’immancabile spettacolo musicale e folcloristico nel palcoscenico allestito per l’occasione.
Nel piazzale il numerosissimo pubblico ha visitato il “Salone della Moto Ducati” e “The Italian Made Social Motoring Club” di Gianni Di Rocco che ha esibito automobili d’epoca di fabbricazione italiana.
L’intrattenimento è proseguito con esibizioni dal vivo di famosi artisti italiani locali con l’accompagnamento della De Bellis Showband. Inoltre, esibizioni di danza sono state presentate dallo Studio di Barbara Easton e artisti itineranti, incluso il famo-
so fisarmonicista Ross Majo che si è unito alla folla tra la gioia di grandi e piccini.
La Festa è terminata con lo spettacolo pirotecnico. È stata una magnifica giornata, una fantastica folla, un club magnifico nel nome dell’Italia, dell’italianità e dell’unità.
Assente il console di Sydney per motivi non meglio specificati. Nei miei 54 anni d’Australia, questa è la prima volta in cui un console non ha partecipato alle celebrazioni nazionali. Ma questo ha poca importanza, c’eravamo noi assieme ad altri 40.000 italiani!
Nella prossima edizione cercheremo di pubblicare altri interventi e altre fotografie del magnifico evento tenutosi al Club Marconi. Da parte mia e della redazione desidero ringraziare per la cortese e gentile ospitalità. Qualcosa si sta muovendo nella giusta direzione al West e noi, vogliamo essere parte di questa rivoluzione.

dell'art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale; l scheda di colore giallo per il referendum n. 3: separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati; l scheda di colore grigio per il Referendum n. 4: partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle com-

petenze dei membri laici che ne fanno parte; l scheda di colore verde per il Referendum n. 5: abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Quello che ci viene chiesto è di decidere se abrogare (quindi cancellare) o mantenere alcune normative che attualmente sono in
vigore nel nostro ordinamento. Bisogna apporre un segno sul SI se si desidera che la norma sottoposta a Referendum sia abrogata oppure apporre un segno sul NO se si desidera che la norma sottoposta a Referendum resti in vigore. Il voto avviene per corrispondenza. Occorre rispedire al consolato, prima possibile, le 5 sche-
de votate dentro un’unica busta preaffrancata, nelle modalità indicate nel foglio illustrativo.
Le schede votate dovranno pervenire al consolato di riferimento entro e non oltre le ore 16 del giovedì 9 giugno.
Dopo le ore 16.00 i consolati si occuperanno di far recapitare in Italia tutto il materiale votato per lo scrutinio.

a scuola
Italian language is a real emergency for the Public Administration

Italians don't know Italian. It is a sad observation that is confirmed every day. One of the latest - and in some ways more dramatic - comes from a competition for 310 positions in the judiciary. Started before Covid, and continued with some torment during and after the pandemic, it has finally come to a conclusion: admission to the oral exam.
And here comes the surprise. Only 220 proceeded to the writing test. At least 90 magistrates will be missing. And this is the functional aspect.
The drama within the drama is that of the approximately 3800 candidates, only 5% passed the written test, not only for errors in the area of law, but for a serious and manifest inability to write in Italian.
The doubt that between the judiciary and the Italian language and its syntax was bad blood has often been experienced by those who have had to deal with the judicial system. Many specialists (linguists) have long pointed out the gaps: “The construction of judgments is often tortuous and tiring, already at first sight.
The disproportionate length, contrary to the requirement of synthesis, masks the lack of lucidity.
The logical path is complicated, sometimes difficult, due to the vastness and heterogeneity of the materials to be examined and evaluated: plurality of acts, diversity of technical operations, variety of themes and arguments. Especially in scientific subjects, which involve the use of other methodologies, and in which good governance of the basic criteria of probative reasoning should be made, obscurities and inconsistencies emerge ”.
It has often happened, alas, that even in the preparation of competitions there was a serious lack of preparation regarding the Italian language - and in this
case not always in the legal area. Competitions cancelled, exams suspended: sloppiness in organising the tests is often accompanied by a superficiality in the use of the language that denounces the lack of attendance.
The Invalsi 2021 tests have shown that, at maturity, half of the students know the Italian
language, as in middle school and are often unable to understand texts of medium difficulty or to summarise and explain them.
The problem is not new. The alarm launched in 2017 by 600 academics to denounce the lack of knowledge of the Italian language by the new generations went unheard. Writing, one of the fundamental skills in civilization - not just Western - is in a phase of serious decay. Especially in Italy. It would be wrong to blame all the new communication technologies that lead to compulsive expressions, to the preference of icons over words.
In the 2017 open letter, the 600 Italian teachers wrote that “at the end of their schooling, too many children write badly in Italian, read little and struggle to express themselves orally.
For some time university professors have been denouncing the linguistic deficiencies of their students (grammar, syntax, vocabulary), with barely tolerable errors in the third grade ”. Still, nothing has changed. Indeed, perhaps the situation has worsened.

Chi ha paura di Dante Alighieri?
Dante #Festivalinrete, il progetto che mette in rete 43 festival culturali italiani finanziato dal Comitato Nazionale, istituito dal Ministero della Cultura per la Celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante, presenta oggi al Salone Internazionale del Libro di Torino la serie podcast ‘Chi ha paura di Dante Alighieri?’. Il progetto, ideato dall’agenzia creativa Neon 2020 e prodotto da Neon Production, nasce per comunicare Dante a un pubblico
Translating Myself and Others,
rifugiarsi
nella
lingua italiana

Non sono molti gli scrittori che nel corso della loro vita rifanno radicalmente il loro stile. Ancora più rari sono quelli che cambiano la lingua in cui scrivono, ma a nomi come Beckett e Nabokov possiamo aggiungere Jhumpa Lahiri, nata a Londra da genitori indiani e ora stabilitasi negli Stati Uniti.
All'inizio del millennio, Lahiri era una giovane star della letteratura americana, vincendo un premio Pulitzer per il suo debutto, Interpreter of Maladies. Avrebbe potuto continuare così, ma poco più di un decennio dopo, dopo la pubblicazione del suo romanzo The Lowland nel 2013, ha smesso di scrivere in
inglese e ha iniziato a scrivere in italiano.
Jhumpa Lahiri ha da poco lanciato ‘Translating Myself and Others’, una raccolta di saggi sulla traduzione. Come ha ricordato Lahiri, “ero una traduttrice prima di essere una scrittrice”: la sua lingua madre è il bengalese, e in In Other Words scrive del “continuo senso di estraneità” che questo le dava in America. Il suo trasferimento in italiano è stato forse una forma per prendere il controllo, per scegliere il proprio allontanamento.
Scrive dell'appello e delle sfide della scrittura in italiano. Si sente un'impostrice, una sensazione che non viene alleviata
quando gli italiani le chiedono perché scrive “nella nostra lingua”, o quando un giornale definisce il suo lavoro “le mie 'poesie italiane'”. ("Perché 'italiano' tra virgolette spaventose? È perché scrivo in un italiano che è falso, spurio, obliquo, inesistente?")
Sfoga la propria frustrazione sul fatto che la traduzione venga vista come "imitativa anziché immaginativa", ed è persuasiva sul difficoltà a tradurre il proprio lavoro: “Non ci sono regole a cui obbedire quando l'unica autorità è se stessi”.
Lahiri scrive in italiano per “sentirsi libera” ma apprezza anche il modo in cui la lingua la fa ‘rallentare’ - “Ho bussato a questa porta abbastanza tardi e scricchiola un po'” - e la pensa diversamente, come una pittrice modernista che si limita a due colori. Una nuova lingua, scrive, è una forma di cecità, ma “Credo di essere cieca anche in inglese, solo al contrario. La familiarità, la destrezza e la facilità con una lingua possono conferire un'altra forma di cecità".
Con l’italiano, afferma la scrittrice, "la mia anima si muove a parlare di forme trasformate in nuovi corpi." All'improvviso, quando è quasi troppo tardi, questo libro fresco e distaccato trabocca di vita e amore.
più ampio e più giovane. L’idea di partenza è quella di mettere in scena un talk, in forma di video e audio podcast, tra due esponenti di generazioni diverse e mondi apparentemente lontani per affrontare diversi temi socio-culturali attuali all’epoca di Dante come oggi (tra cui vizio e desiderio, cambiamento dell’essere umano, giustizia umana).
Il podcast vede protagonisti Edoardo Albinati, scrittore di lungo corso, poeta e sceneggiatore, vincitore del Premio Strega e insegnante di lettere presso il carcere di Rebibbia, e Irene Graziosi, giovane scrittrice e responsabile editoriale di Venti, la community dedicata ai ventenni fondata insieme a Sofia Viscardi. I protagonisti dialogano sulla Divina Commedia affrontando aspetti molto attuali e anche inediti di Dante.
La produzione è suddivisa in 4 puntate da circa 20 minuti, durante ognuna delle quali si esplorano diversi argomenti e si discute dell’attualità del personaggio di Dante, con la sapiente guida dell’esperto e il confronto con l’esponente della generazione più giovane.
Il podcast è disponibile sul sito www.piazzadante.org e su Spotify.

Ambasciatori di lingua
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 22
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni semplici, ve-
loci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’anno la
comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

A letter from Boccaccio in Neapolitan

It is well known that Giovanni Boccaccio lived his youthful years in Naples. Son of a partner of the powerful Banca dei Bardi (financed by the Angevin kings), he travelled to the southern Italian city at fourteen and left at twenty-seven.
In Naples, Boccaccio was able to mingle with the aristocratic and cultured circles of the beautiful world that revolved around the Angevin court. And certainly the brigade of ten young friends who would have told the 100 short stories of the Decameron had to have its main model precisely in the noble and high-bourgeois Neapolitan youth. It was a rather elegant and cultured environment, and at the same time comradely and cheerful, which Giovanni regretted a lot when he had to return to Florence.
Boccaccio returned to Florence in 1340, and from there he wrote a letter to his friend Francesco de 'Bardi, who was in Gaeta at that time. In all truth, neither he nor the recipient were Neapolitans. Yet Giovanni wanted to write precisely in that "vulgar", unaware of anticipating the birth of a literature "reflected" in Neapolitan by almost two centuries. And he did it for fun.
He himself says it, in a preamble in Florentine, where he says: “for pleasure we write to you” (that is, “I am writing to you to have some fun''). The Neapolitan idioms used in the letter is certainly, in substance, the one used in the speech of the time: ‘mammana’ for "midwife", ‘zitella’ for "young unmarried woman", not to mention the double imperatives, typically local, ‘ba 'spìcciati and ba' iòcati.’ Without doubt, Boccaccio’s language has some "irregularities", such as the
‘fratiello’ form for friar, improper diphthongs, such as ‘biello’ for beautiful, ‘puorpo’ for purpo and similar things, which the Florentine writer evidently felt as typical characteristics of the Neapolitan speech, incurring several times in exaggeration and hypercorrection.
The message contained in the letter would seem of little interest, were it not for the ending. Giovanni announces to his friend Francesco that a woman they know, a certain Machinta, has recently given birth to a beautiful boy, and that both the midwife and the parish priest ("lo patino") say that he is very similar to his father, and the puerpera has received the visit of many beautiful women, of those that Giovanni and Francesco know well, who are of their "chiazza" (according to some it is alluding to the "piazza" or "seggio" of Nido, frequented by the author and his friends, and ‘Machinta’ would be a prostitute, but this is not clear from the text).
This and other malicious allusions can be read here and there in the text, even if they are not easily interpretable, since they refer to people and events known only in the environment of the two interlocutors.
Indeed, the letter does not add much to what we already know about Boccaccio, who in Naples also had to frequent the "low" circles, if we remember the setting in the slums of Naples in a short story like "Andreuccio da Perugia". From a linguistic-literary point of view , his presence and his artistic activity (he wrote at least three poems and a prose novel in Naples) undoubtedly contributed to the "Tuscanisation" of Neapolitan culture.









Al lora! mezz'ora di religione
Ascende il Signore tra canti di gioia!

Eccoci all'ascensione del Signore, in cui non festeggiamo l'arrivederci e grazie di Gesù, o peggio ancora il suo addio, ma il compimento della Sua missione con la Sua glorificazione in cielo; ora siede nella gloria alla destra del Padre, dove intercede per noi, inviandoci lo Spirito Santo, Signore e giudice della storia. Con l'ascensione termina la Sua presenza visibile in mezzo a noi e inizia un nuovo modo di essere presente attraverso la Sua Chiesa, soprattutto nei sacramenti. Il Signore ascendendo in cielo ha affidato ai suoi discepoli l'incarico di proseguire la Sua opera di salvezza evangelizzando,
diffondendo il Regno d'amore di Dio, proponendo a tutti l'incontro con Gesù; d'altronde, se ho incontrato il Risorto e ho fatto esperienza del suo amore, come posso tenere per me questa gioia? Devo comunicarla! E la comunicherò con la mia vita, con le mie opere, con le mie parole. Conoscere Gesù è il desiderio più profondo dell'uomo: la conoscenza di Gesù è la vera soluzione ad ogni problema, non solo fisico, materiale o spirituale, ma è salvezza di tutta la persona! Oggi purtroppo tante parrocchie sono spente; molti cristiani sono come delle "mummie" che nonostante messe, catechesi e ri-
tiri non danno "segni di vitalità", interessati solo a pascere se stessi, noncuranti di quelle persone che fuori rischiano di perdersi per sempre; magari ci sono anche cose buone come impegni sociali, devozioni, attività culturali, gemellaggi con delle missioni all'estero ma non si è missionari nel proprio ambiente! Dobbiamo riscoprire l'urgenza del mandato missionario e la grandezza del compito che ci è affidato, ossia la salvezza eterna delle anime, il loro bene, la loro felicità che solo Gesù dà! E' vero, evangelizzare è un compito più grande di noi: servire con amore, condividere, annunziare la nostra fede è meraviglioso, ma ci scontriamo con le nostre paure, i nostri limiti, le nostre ferite: ecco perché Gesù nel Vangelo ha raccomandato ai suoi di aspettare in città l'invio dello Spirito Santo, che dà forza nell'annunzio, sostiene nella prova, ricorda tutte le parole di Gesù, arricchisce dei doni spirituali perché ognuno possa compiere la sua missione, annunziando il regno di Dio con franchezza. Gesù mentre si stacca da loro li benedice; nell'Antico Testamento la benedizione era l'atto con cui il padre lasciava i suoi beni al figlio al momento della morte, come a dire: il padre se ne va, ora tutto passa in mano al figlio, per-
continua in ultima pagina
Chinese bishop’s whereabouts remain unknown a year after his arrest
A Vatican-approved Chinese bishop remains in detention more than one year after his arrest for allegedly violating the communist country’s repressive regulations on religious affairs.
Bishop Joseph Zhang Weizhu of Xinxiang was arrested May 21, 2021, reported ucanews.com. A day earlier, police arrested 10 priests and an unknown number of seminarians from a Catholic seminary in the diocese that was set up in an abandoned factory building.
About a year ago, authorities in Xinxiang shut down Catholic schools and kindergartens in line with a government ban on education by religious groups.
All those arrested were accused of violating China’s regulations on religious affairs and subjected to “political lessons” in detention, said media reports. The priests and seminarians were released after brief detention but remain under surveillance, while the seminary is still closed.
Bishop Zhang, 63, remains detained and his whereabouts are unknown, ucanews.com reported. It said Bitter Winter, a magazine covering religious liberty and human rights, reported that Bishop Zhang has been targeted and oppressed by officials of the Chinese Community Party for not bowing to pressure to join the government-controlled Bishops’ Conference of the Catholic Church in China and Chinese Catholic Patriotic Association.

The bishop is reportedly among “conscientious objectors” who oppose the 2018 secretive Vatican-China agreement on the appointment of Catholic bishops, which was renewed in 2020.
Since signing the deal, Chinese authorities have intensified their crackdown on churches whose leaders refuse to join state-run church bodies.
A source told Bitter Winter that the Vatican had asked the Chinese regime to release Bishop Zhang, but the authorities responded by saying the bishop’s crimes were serious, so he must remain in detention.
Since his secret ordination with a Vatican mandate in 1991, Bishop Zhang has been under constant pressure and barred from carrying out his duties as bishop. He was arrested on several occasions but later released.
Religious groups, including the Catholic Church, faced a new clampdown after the Communist Party approved and implemented new regulations on

Il silenzio dei vescovi
di Stefano Fontana @La Nuova BQ
Sono molto pochi i vescovi che oggi parlano, come dimostra il clamore attorno al caso Cordileone-Pelosi. Oggi il vescovo ha scarsissimo potere reale nella sua diocesi. Prima di tutto, a influenzarlo, c’è la curia, poi le cordate tra sacerdoti, le conferenze episcopali, i rapporti con Roma, ecc. Sullo sfondo il grande problema: l’ambiguità sulla dottrina. Di fronte a cui tutti, o quasi, tacciono.
Da tempo siamo davanti ad una situazione nuova: il silenzio dei vescovi cattolici. Non il silenzio delle commissioni episcopali o delle conferenze episcopali - quelle parlano anche troppo - ma il silenzio dei singoli vescovi, come singoli successori degli Apostoli.
L’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Joseph Cordileone, ha indicato a tutti i sacerdoti della sua arcidiocesi di non dare la Comunione a Nancy Pelosi, cattolica, speaker della Camera e spinta sostenitrice dell’aborto di Stato. Il fatto è stato visto come un evento eccezionale e alcuni suoi confratelli hanno parlato di comportamento “eroico”. Letto al contrario, ciò dimostra che per mille che tacciono, uno solo parla.
loro contatti con Roma. Nessun presbiterio diocesano è immune da queste dinamiche, varia solo il grado della loro pesantezza. Poi ci sono i confratelli riuniti nelle conferenze episcopali regionali e nazionali. Questo segna una ragnatela in cui ogni vescovo rimane impaniato, specialmente in un tempo come il nostro in cui un vescovo può essere destituito - è stato il caso di Porto Rico (riguardante mons. Daniel Fernández Torres) - per non aver saputo “collaborare” con i suoi confratelli e in cui l’unico valore che conta è la cosiddetta sinodalità. I legami nelle conferenze episcopali sono spesso molto negativi, impediscono ai vescovi di dire la propria, impongono scelte pastorali impegnative e basate su un consenso formale, per compiacenza, o per evitare i conflitti. Nel clima di sospetto e di incertezza di questo pontificato, i singoli vescovi si premurano di non dire mai nulla su niente. I documenti collettivi sono quindi smunti e generici, parlano molto ma non dicono niente nemmeno quelli.
religious affairs in May 2021. Among other things, the regulations state that Catholic bishops must be approved and ordained by the state-sanctioned bishops’ conference.
The regulations say Christian clergy must support the Communist Party leadership and must regularly apply for recertification to carry out their duties. Clergy are allowed to run religious activities, including seminaries, only in government-registered and controlled institutions.
The arrest of Bishop Zhang and others in Xinxiang triggered condemnation from across the world, with French Catholic bishops and Christian groups like International Christian Concern issuing statements to express their concerns.
Observers noted that the crackdown in Xinxiang signaled a new dimension in religious persecution in China, especially against formerly independent churches.
(Catholic News Service)
La percentuale è veramente molto bassa. Perfino i rabbini ebrei parlano di più dei vescovi cattolici: è dei giorni scorsi la notizia di aver diffidato lo Stato di Israele dall’aderire alla nuova gestione monocratica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ve lo immaginate qualche vescovo italiano che intervenga su un argomento simile? Quali i motivi di questo silenzio?
Una prima cosa, molto concreta, da osservare è che il vescovo oggi ha scarsissimo potere reale, ammesso che ancora ne abbia, nella sua diocesi. Si può dire che sia esautorato di fatto. Prima di tutto c’è la curia, ossia il vicario generale, il consiglio episcopale e gli officiali di curia. Il vescovo deve contrattare o comunque tenere conto delle loro posizioni e resistenze, che riflettono l’equilibrio dei poteri reali nella realtà diocesana. Nessun vescovo può sfuggire a queste logiche, che spesso sono di ricatto.
Poi ci sono le cordate tra i sacerdoti in base alle loro affinità elettive, alla loro visione teologica e della pastorale, alle loro amicizie maturate durante lo studio in seminario o in altri luoghi, ai loro legami personali con il vescovo precedente, alle loro aspettative di carriera ecclesiastica, ai
Poi c’è il magistero dell’attuale Papa che spesso saltella di qua e di là, dice e non dice, oppure dice e poi contraddice. Si slancia e poi si ritira, butta il sasso e nasconde la mano, dice e poi smentisce, parla di trasparenza ma poi colpisce di netto, tollera molte cose ma su altre è intransigente, parla di misericordia ma non perdona. Poi ci sono i rapporti con i dicasteri della Santa Sede. Un vescovo non ha potere sugli insegnanti del suo seminario, se questo ha dei legami con la Congregazione per l’educazione cattolica oppure con delle università pontificie. Ancora più non ne ha se si tratta di un seminario interdiocesano (cosa ormai assai frequente e in aumento, data la necessità per ovvi motivi di accorpare l’istruzione dei seminaristi di più diocesi limitrofe).
Infine c’è l’argomento forse più importante. La dottrina non più chiara, lo sperimentalismo pastorale azzardato e imposto, l’incertezza sulle cose da insegnare, l’ordine implicito di dire solo cose che non siano divisive, l’obbligo di dimostrarsi aperti e misericordiosi ad oltranza, l’indicazione perentoria di non opporsi mai frontalmente al mondo. Capita così che o il vescovo si adegua o preferisce tacere. Non è detto che tutti quanti tacciono è perché non si adeguano, né è detto che tacere sia la cosa migliore da fare in questo momento per il bene della Chiesa. Però, intanto, tacciono.
la pagina di Marco Zacchera

L’IPOCRISIA DELL’ENERGIA

Il dibattito sull’approvvigionamento del gas russo ha rilanciato il problema delle energie rinnovabili e Ursula Von der Leyen è stata chiara: l’Unione Europea vuole che tutti i tetti europei siano coperti da pannelli solari per la produzione di energia elettrica ed entro il 2029 (ovvero dopodomani) lo siano - per cominciare - tutti gli edifici pubblici. Fantastico affare per le imprese del settore ricordando che Ja Solar, Jinko, LONGi Solar, Trina ecc. sono alcuni dei marchi più presenti sul mercato mondiale ed hanno in Cina, Taiwan e Corea le loro principali aree produttive.
A parte i tetti e l’economicità dei pannelli per produrre acqua calda evitando il consumo di gas, il grosso dei consumi si rivolge al grande mercato delle auto elettriche che è in piena espansione e sostenuto da forti inventivi pubblici. Il mantra del dover fuggire alle energie fossili è quotidiano, ma forse qualche numero andrebbe spiegato all’opinione pubblica, come fanno Celso Osimani e Ivo Tripputi in un loro recente testo controcorrente ma zeppo di dati e riferimenti. Per esempio in Italia circolano circa 40 milioni di auto ad uso privato. Prendendo un’auto media elettrica come la Tesla che percorresse 12.000 km/anno avremmo bisogno di 2.800 kWh per quell’auto, ovvero di 112TWh/ anno (fonti ACI) per il parco-auto nazionale. Come produrre questa energia abbandonando i combustibili fossili e rifuggendo dall’ energia atomica, vista come
la peste del secolo? Nel 2020 in Italia con l’eolico si sono prodotti 18,5 TWh e quindi l’attuale parco eolico dovrebbe essere moltiplicato per sette solo per far funzionare le auto private in circolazione: colline punteggiate di pale oppure - più opportunamenteservirebbero grandi parchi eolici in Adriatico, l’unico mare italiano non troppo profondo. Se invece passassimo al solare consideriamo la più grande centrale d’Italia (a Troia, in provincia di Foggia) che ha una superficie di 1,5 Kmq (più o meno 18 campi di calcio uno vicino all’altro) e 275.000 (!) pannelli in funzione con una potenza installata di 103 MW. La centrale - a regime ottimale - produce 150 GWh ed avremmo quindi bisogno di 750 (settecentocinquanta!) impianti come quello di Troia per soddisfare SOLO la domanda privata automobilistica. Significherebbe occupare 1.125 km. (millecentoventicinque chilometri quadrati!) con pannelli solari in aree prevalentemente di pianura, senza boschi, senza coltivazioni, senza abitazioni.
Ricordando che l’Italia ha un territorio di circa 300.000 kmq significherebbe coprire di pannelli solari una intera provincia: è mai pensabile?
Attenzione, però, perché resterebbe comunque fuori dai conteggi tutto il traffico pesante (camion, bus ecc.) ovvero i mezzi più inquinanti e la ricarica dei mezzi avvererebbe prevalentemente di notte, quando la produzione solare è al minimo. Quante de-
cine di milioni di batterie sarebbero necessarie per le auto e per conservare l’energia nel tempo? Come produrre, usarle, smaltirle e con quale sforzo di materie prime (tutte da importare in Europa) è una sfida che non è stata ancora risolta.
E qui, sommessamente, riemerge un’altra possibilità energetica che le autorità europee fanno finta di dimenticare, che quelle italiane aborriscono e che l’opinione pubblica è stata indottrinata a considerare come un disastro: l’energia nucleare.
In Italia parlarne è tabù anche se quasi il 10% dell’energia elettrica consumata nel nostro paese già oggi è di produzione nucleare (importata a caro prezzo dalla Francia, dalla Svizzera e prossimamente anche dalla Slovenia) ma è un dato che non va pubblicato troppo o, giustamente, ci si comincerebbe a chiedere perché mai l’Italia abbia abbandonato un percorso tecnologico che cinquant’anni fa la vedeva all’avanguardia e che oggi rappresenta il 79% dell’energia prodotta in Francia e cosa significa avere un ”rischio” appena al di là del confine anziché in casa nostra.
In Cina, in Asia, nell’Europa dell’Est sono in costruzione nuove centrali. Solo in Cina ci sono 12 nuovi centrali in costruzione incomparabilmente più moderne, sicure, automatizzate di quella già allora obsoleta di Cernobyl, ma quel disastro nucleare di ormai 36 anni fa - dovuto ad una serie incredibile e colpevole di errori umani - resta ancora un blocco psicologico e politico enorme.
Un lungo discorso - soprattutto sulle nuove prospettive delle centrali nucleari di “quarta generazione” - che andrebbe affrontato in Italia con prudenza ma senza ritardi e preconcetti, eppure se appena un ministro ne accenna è immediatamente a rischio di impeachment. Andiamo avanti quindi con tante nuove auto elettriche che così ci sentiamo tutti “green”, anche se buona parte della loro energia è tuttora prodotta proprio con i fossili o con energia nucleare importata dall’estero: quanta italica ipocrisia!


FALCONE E BORSELLINO
È davvero incredibile che a 30 anni di distanza non solo non si sia riusciti ad attribuire le responsabilità precise sugli omicidi dei due Magistrati, ma si debba continuare ad ascoltare sempre più inverosimili ricostruzioni a metà tra lo scoop giornalistico e il depistaggio.
“Report” è una bella trasmissione che parla chiaro, ma se si cimenta su ricostruzioni di fatti sempre più lontani nel tempo rischia di perdersi nei veleni e nelle nebbie palermitane a tutto involontario (?) danno della verità.
Credo che la ricostruzione più seria sui “perché” delle stragi sia legata al coraggio di Falcone e Borsellino che indagavano seriamente sugli appalti delle cosche e sui loro contatti con la politica locale che in tutti i modi voleva fermarli.
Indagine difficile e resa ancor più impossibile dai veleni interni alla magistratura che non vedeva di buon occhio la visibilità e la crescita di due magistrati fuori dagli schemi e controcorrente che quindi andavano emarginati. Questo il concetto delle cose, poi nella salsa ci si può mettere di tutto, dalle “trame nere” (ci mancavano…) ai servizi segreti deviati, alla P2, la Gladio ecc.ecc. La verità dei rapporti stato-mafia non si è mai capita (o si è volutamente nascosta) così come i contatti che la mafia aveva non solo con la politica, ma anche con parti della stessa magistratura. Resta solo un aspetto da ricordare in questo grande letamaio: la levatura e il coraggio di due Magistrati che sono diventato un simbolo e un rimpianto per tutti gli italiani per bene.

Il 12 giugno si voterà per i REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, promossi da Lega e Radicali, ma ancora oggi - praticamente - nessuno lo sa.
Nessun dibattito, pochi spazi, niente comitati, pochi banchetti, niente manifesti: il fallimento è garantito, nel senso che vinceranno i SI alle abrogazioni (con dubbi sulla riforma della legge Severino), ma tanto non si raggiungerà il quorum e, sapendolo in anticipo, a maggior ragione molti non andranno a votare.
Sarà già un gran risultato se voterà il 30% degli elettori.
È veramente strano questo paese che si lamenta sempre, ma poi si dimentica di andare
a votare. Ancora più vergognoso è comunque il silenzio delle TV e dei giornali che dedicano all’evento il “minimo sindacale” dello spazio in orari più o meno assurdi e nel disinteresse generale. “Servizio pubblico” della RAI”? Ma per carità: su “Televideo” a 15 giorni dal voto non ci sono neppure i quesiti referendari proposti! Poi non lamentiamoci del perdurare di una Magistratura che non riesce ad auto-riformarsi, di una giustizia spesso “politica” (vedi da ultimo anche lo show del processo a Berlusconi "Ruby Ter") dove il vero potere è in mano ai Pubblici Ministeri: la colpa è del disinteresse generale e quindi “nostra”.
Ci risiamo con il multiculturalismo

Recentemente ho partecipato alla presentazione del programma per il futuro di Liverpool 2022-2032, da parte del Sindaco Ned Mannoun e della Vice Sindaco Karress Rhodes, sempre presente e attenta alla crescita dell’area.
Dalle spiegazioni fatte, il progetto porterà Liverpool all’avanguardia del futuro.
Veramente un progetto ambizioso.
Il programma comprende il sociale, lo sviluppo, l’economia, le responsabilità per settore, l’aeroporto di Badgery Greek, le infrastrutture e il trasporto.
Non è stato tralasciato l’ambito programma climatico, lo sviluppo delle aree per lo sport e lo svago, più scuole, più comunicazioni e parcheggi.
Tra questi uno molto importante come la sicurezza. L’enorme mostro dell’intermodale, (personalmente ancora non lo vedo ben sviluppato) principalmente per quanto riguarda l’impatto che questo mostro porterà al traffico locale, dato che si parla di centinaia se non migliaia nelle 24 ore, di camion con il loro automatico inquinamento da carburante diesel.
Lo sviluppo continua con l’apertura alle varie etnie. Molto interessante, ma a mio avviso non preparate o educate ad un sistema di vita australiano, mentre stiamo notando ad una certa forzatura ad adeguarci alle loro usanze. Sempre molto interessante per conoscerci e condividere usanze e costumi nonché i gusti culinari.
Il multiculturalismo non è una cosa facile da implementare nel giro di una settimana o di un mese, ma necessita di un certosino lavoro che deve essere fatto principalmente dalle autocita comunali con riunioni, spiegazione sulle differenti usanze che queste po-
polazioni incontrano venendo in Australia.
Non si può negare che chi è nato e cresciuto in un Paese differente da quello scelto, possa capire o integrarsi con facilità.
Normalmente ai nuovi arrivati viene dato di tutto, dal Medicare, agli alloggi, facilitazioni varie, scuole ed altro… ma non ho mai sentito parlare dei doveri che costoro dovrebbero avere verso il Paese ospitante.
Forse questo è un argomento che ho cercato di trovare nel depliant illustrativo ma che non ho trovato.
Peccato perché sarebbe stato un ottimo inizio per il futuro di Liverpool.
Ci sono vari fattori coinvolti, religione, lingua, educazione, tolleranza, libertà, usi, differenze alimentari, igiene, lavoro e tante altre piccole umane necessità che coinvolgono questo multi... mostro.
È bello vedere grosse organizzazioni con grossi nomi al seguito, con riunioni, feste, cene folkloristiche, profondi discorsi che toccano l’animo se poi a fine cena ce ne andiamo tutti a casa e il tutto cade nel dimenticatoio o come si dice….. chi se visto se visto, scordiamoci del passato (o meglio del detto) e principalmente non venite a bussare.
Triste? Credo proprio di si.
Ma guardatevi in giro e ditemi se avete notato un cambiamento in meglio… Dubito.
Quello che invece è vero, è che dobbiamo sorbirci, tra giornali e notizie TV varie, cronache di spari, ammazzamenti, traffici, spacci, percosse, ecc. ecc.
Ma non preoccupiamoci molto, tanto presto faremo un’altra grande cena per dimostrare quanto è importante il MULTICULTURALISMO.
Sicuramente qualche curioso chiederà cosa c'è scritto, e voi, Allora, traduceteglielo.


Ricordi Romani
Ah ! Roma, Roma bella, quanti ricordi. Anni di ricordi legati ai posti della mia passata gioventù.
Tra questi, ricordi c'è anche un piccolo paesotto - era un paesotto negli anni sessanta - ma ora è un’appendice di Roma.
Quest’appendice si chiama Frascati, solo scarsi 15 chilometri da Roma, ma solo a menzionarla già si sente il profumo di quel vino bianco, fresco che con gusto scende giù ... e chi lo ferma? Troppo buono.
Non che in Italia manchi il buon vino, ma quello di Frascati è legato a molti ricordi.
La storia di Frascati è molto antica, addirittura risale agli anni 380 A.C., il famoso Tusculum.
Tuscolo, come altri possedimenti Laziali fu conquistata dai Romani da Re Silvio di Alba, dopo dura lotta al comando di Tarquinio il Superbo che voleva i Tuscolani come suoi alleati, tanto è vero che diede sua figlia in sposa ad Ottavio Mamilio già signorotto della zona.
Su al Tuscolo ci sono tutt’ora resti archeologici visitabili, con l’acropoli dove sorgeva il tempio dei Dioscuri con Castore e Polluce, i ruderi della villa di Tiberio, quelli della villa di Cicerone, la villa dei Quintilli, la villa Piasseno e di Matilda Augusta.
Salendo a quota 900 metri c’è Monte Cavo, un vecchio vulcano spento da oltre 10.000 anni, eppure, molti anni fa si racconta che i frati che abitavano l’Eremo del Monte, un giorno attingendo al pozzo, tirarono su acqua calda e presi dallo spavento, fecero i bagagli e tagliarono la corda.

Monte Cavo fu anche teatro di guerra, nel 1942 era una base logistica per le comunicazioni da parte della Wehrmacht tedesca, poi spazzata via dall’intervento di un reggimento USA il 3 Giugno del 44. Come vedete ad ogni passo c'è storia, non solo della guerra, ma vera dimostrazione di cosa seppero fare i Romani.
Tanto per la cronaca, forse non sapevate che tutta l’area laziale e disseminata di vulcani, spenti e attivi.
Quelli spenti come i Volsini che sono tre, i Cimini due di loro, i Sabatini due di loro.
L’unico ancora attivo è il vulcano di Albano, poi più a sud c'è il Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia.
Beh! diciamo che l’Italia ancora trema, anche se sotto altra forma di terremoto, ma trema.
Se vi capita di passare da Roma, cercate uno spazio di tempo e andate da quelle parti, tanto a Frascati come a Tuscolo e non dimenticate Monte Cavo, dalle sue alture godrete un insolito panorama… gli Occhiali!
Tanto il lago di Castel Gandolfo sulla sinistra e il Lago di Nemi sulla destra formano un paio di meravigliosi occhiali.
Poi se stendete la vista, Roma vi apparirà. Augurativi una limpida giornata senza il maledetto smog. Ma torniamo un attimo a Frascati.
Nel 1559 un prelato, monsignor Alessandro Rufini, si costruì una modesta villetta panoramica sulle falde del Tuscolo a mezza altezza da dove poteva osservare il suo ufficio “Il Vaticano" che non si può mancare con quel cupolone che sovrasta tutta Roma.
Da questa villetta, che fu sempre sotto piccoli ritocchi, costruzioni, allargamenti fino all’attuale Villa Aldobrandini.
Ma prima di arrivare definitivamente a loro, si susseguirono vari proprietari.
Li passarono i Tornaisser, i Vacca, i Cantugi, altro cardinale tale Sisto, poi i Boncompagni, e per ultimi i Pamphili, insomma tutte famiglie blasonate.
Fu solo nel 1598 che la villa divenne di proprietà del cardinale Pietro Aldobrandini che la ricevette in dono dallo zio Papa Clemente VIII.
Passa qualche anno, anzi diversi, e nel 1832 Francesco Borghese ereditò tutti i possedimenti degli Aldobrandini e ne chiese anche l’uso del nome.
Presto iniziarono i lavori per la parte artistica della villa, per gli affreschi e gli stucchi furono incaricati nomi di prestigio nel campo dell’arte decorativa. Giacomo della Porta, Carlo Maderno, Giovanni Fontana, Giuseppe Cesari e d’Arpino.
Furono realizzate grandi opere tutt’ora in uso come il parco delle acque con le sue fontana o una sorta di palcoscenico naturale arricchito con statue, il gioco delle acque in cascata dalla villa e un anfiteatro per il pubblico. Certo che dove c'è il Vaticano con i vecchi nomi papali, c'è il lusso e il fasto.
In futuro dovremmo dedicare anche qualche notizia a le altre altrettanto prestigiose ville; Villa Torlonia, Villa Falconieri, Villa Mondragone, Villa Lancellotti. Buona lettura e alla prossima Romanata.









ben... ci venga lo sport
Carlo Ancelotti è uno degli allenatori più famosi del calcio, avendo preso la guida di vari grandi club in tutta Europa. L'italiano allena dal 1992, quando era assistente della nazionale. Da allora, Ancelotti ha diretto giocatori del calibro di Juventus, Milan, Chelsea, PSG, Real Madrid, Bayern Monaco ed Everton.
Ancelotti ha attualmente 62 anni e compirà 63 anni il 10 giugno 2022. Il veterano allenatore è sotto i riflettori da oltre quattro decenni, essendo esploso per la prima volta come centrocampista con il Parma nel 1976.
Dopo una carriera da giocatore di successo che lo ha visto schierare anche con la Roma e il Milan, Ancelotti è davvero salito alla ribalta come allenatore nel 2003 quando ha vinto la UEFA Champions League con i rossoneri. Ha lavorato ininterrottamente negli ultimi anni con la sua ultima pausa dal calcio arrivata nel 2017 dopo essere stato esonerato dal Bayern Monaco.
Ancelotti ha lasciato l'Everton per tornare al Real Madrid il 1 giugno 2021 e il suo contratto attuale è valido fino al 30 giugno 2024. Secondo quanto riferito, il 62enne guadagnava 11 milioni di sterline a stagione ai Toffees e si prevede che stia ottenendo un importo simile al Santiago Bernabeu. Se il Real Madrid dovesse licenziare Ancelotti, dovrebbe pagargli lo stipendio per almeno un anno. Allo stato attuale, un tale licenziamento è improbabile dopo una campagna 2021-22 di tale successo.
Ancelotti è attualmente l'allenatore di maggior successo nella storia della

I successi di Carlo Ancelotti

UEFA Champions League, avendo vinto la competizione tre volte. Ha vinto per la prima volta il titolo nel 2003 con il Milan e il suo successo più recente è arrivato con il Real Madrid nel 2014.
Nella sua lunga carriera da allenatore, Ancelotti è riuscito a vincere 22 titoli. L'incarico di maggior successo dell'italiano è stato con l'AC Milan dal 2001 al 2009, dove ha raccolto otto pezzi d'argento. Ha fatto la storia in questa stagione al Real Madrid con il trionfo nella Liga che lo ha reso il primo allenatore a vincere
tutti i primi cinque campionati europei. Il 62enne ha vinto sei trofei con i giganti spagnoli fino ad oggi e insegue il settimo nella finale di UEFA Champions League 2022 del 28 maggio.
Ma ecco uno sguardo a come Ancelotti ha accumulato i suoi successi da allenatore in tutta Europa negli ultimi 18 anni.
Milan 2003-04: Ancelotti ha vinto il titolo da giocatore con il Milan quindi forse si adatta al suo primo campionato da allenatore arrivato nello stesso club.
Chelsea 2009-10: Ancelotti è diventato il primo
allenatore italiano a vincere il massimo titolo dell'Inghilterra quando il Chelsea è diventato campione della Premier League nel 200910. La squadra londinese lo ha fatto in modo elettrizzante, testa a testa con il Manchester United prima che una vittoria per 8-0 sul Wigan Athletic nell'ultima giornata della stagione assicurasse di finire un punto davanti ai Red Devils.
Paris Saint Germain 2012-13: Ancelotti è stato alla guida del PSG solo per un'intera stagione, ma l'ha fatto valere vincendo il titolo della Ligue 1 per la prima volta in 19 anni con un margine di 12 punti. Zlatan Ibrahimovic ha aperto la strada, segnando 30 dei suoi 69 gol. Nessun altro giocatore della divisione ha raggiunto i 20 per la stagione.
Bayern Monaco 201617: Come in Francia, è stato un caso breve ma dolce per Ancelotti durante il suo mandato in Germania con il Bayern Monaco. Li ha guidati alla corona della Bundesliga nel maggio 2017 di 15 punti, con 89 gol accumulati in 34 partite, prima di essere licenziato a settembre dopo un inizio poco convincente della stagione successiva. Robert Lewandowski ha segnato 30 gol nel galoppo del Bayern al titolo.
Real Madrid 2021-22: Ancelotti è stato in precedenza alla guida del Real Madrid da giugno 2013 a maggio 2015 e, sebbene abbia consegnato La Decima, la decima Coppa dei Campioni/Champions League, il titolo nazionale gli è sfuggito. Il Real di Ancelotti ha vinto 25 e perso solo tre delle prime 34 partite della stagione assicurandosi il titolo con quattro partite di anticipo.

Al lora! la pagina della Donna a cura di

Ketanji Brown Jackson prima donna afroamericana giudice della Corte suprema
La giudice Ketanji Brown Jackson è stata confermata dal Senato americano alla Corte Suprema con 53 voti a favore. La giudice è la prima donna afroamericana a ricoprire l'incarico.Commozione è trapelata dalla vice presidente americana Kamala Harris nel momento in cui ha annunciato la conferma alla Corte Suprema della giudice. Kamala Harris, a sua volta, è stata la prima donna di colore ad arrivare alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Sorriso, occhi lucidi e voce tremante per lei nel momento della comunicazione dell'esito del voto fatta all'aula del Senato.
La neo giudice della Corte suprema ha 51 anni, due figlie Talia e Leila, laureata ad Harvard. Nella sua lunga carriera Brown Jackson ha partecipato anche alla difesa di un detenuto di Guantanamo. Incarico per il quale è stata attaccata dai senatori repubblicani durante le audizioni per la conferma. Biden, che l'ha scelta, ne ha spesso lodato le qualità "straordinarie" sottolineando il bisogno della Corte Suprema di "essere specchio del paese". Il suo ingresso fra i saggi comunque è un passo storico perché è la prima donna afroamericana, la
terza persona di colore nominata nei 233 anni di storia della Corte Suprema, e fa salire a quattro il numero delle donne che siedono fra i saggi che, per oltre due secoli, sono stati un club solo ed esclusivamente di uomini bianchi.
Secondo la CNN, la neogiudice della Corte ha un curriculum brillante: è la prima giudice negli ultimi trent’anni ad aver lavorato soprattutto come avvocata d’ufficio prima di intraprendere la carriera da giudice, e ha fatto parte dell’organo direttivo dell’università di Harvard, la prestigiosa università in cui si laureò nel 1996; prima dell'incarico sedeva nella Corte di appello federale di Washington D.C. Le audizioni per arrivare alla sua nomina al Senato Usa sono state questa volta particolarmente accese da parte dei Repubblicani, che fanno riferimento al passato della neoeletta “comminato pene leggere a terribili delinquenti”. La Jackson è stata difesa dai senatori Democratici e si è difesa da par suo mettendo al centro il concetto che “in una democrazia le corti esistono, o dovrebbero esistere, anche per contenere gli eccessi e gli abusi del governo”.
Chi erano le ribelli del Medioevo?
Le parole ribelli, ribellione inducono a pensare a gesti clamorosi, a consapevoli scelte e opposizioni, a dichiarazioni forti di rifiuto, che segnano ogni volta un traguardo e un limite e magari un’esperienza collettiva.
Nel Medioevo le donne hanno vissuto la propria ribellione, tranne rari casi, in modo individuale, ubbidendo a ragioni diverse: sottrarsi, in generale, a una condizione subordinata e di sottomissione, per vivere una vita autonoma; rifiutare un matrimonio imposto o abbandonare un marito violento; non essere rinchiuse in convento senza vocazione; non essere schiave; non dover subire violenza dai padroni e dai potenti; professare il proprio credo anche in dissenso dalla Chiesa di Roma.
Sono ribelli le donne che hanno un progetto di vita alternativo a quello scelto per loro e non accettano un destino segnato, preferendo sfidare regole sociali e punizioni,
e talvolta scegliendo di finire la propria vita tra le fiamme o chiudendosi volontariamente in una cella murata, pur di non cedere.
Sono scelte di ribellione estreme, queste ultime, da parte di donne che non intravedono altre possibilità per sottrarre se stesse alle imposizioni delle famiglie, del potere, dei tribunali dell’Inquisizione, dei padroni.
Alcune di loro sono famose, aristocratiche o borghesi o contadine: Giovanna d’Arco, eroina condannata al rogo, Eleonora d’Aquitania, regina di Francia e poi d’Inghilterra, Margery Kempe, inquieta viaggiatrice inglese, Angela Tolsà, giovane nobile valenciana che rifiutò il marito scelto per lei. Altre, la maggioranza, sono sconosciute, persone anonime, che con la loro ribellione hanno tentato di modificare l’esistente rifiutando realtà inaccettabili e lottando con tutte le loro forze per resistere a ingiustizie e imposizioni.
Maria Grazia Storniolo
La santa dei poveri e dei deboli nel mondo
Madre Teresa di Calcutta (nome di battesimo Agnese Gonxha), figlia di un droghiere albanese, è nata nel 1910 nella cittadina macedone di Skopje. Entrata nel 1928 nella congregazione delle Suore di Loreto (irlandesi), venne inviata a Dajeeling, in India.
Nel 1948, dopo alcuni anni di insegnamento alla Saint Mary High School di Calcutta, un collegio per ragazze cattoliche, le giunge l’autorizzazione da Roma, con la firma di papa Pio XII, a lasciare il convento.
A trentasette anni, Suor Teresa indossa per la prima volta un "sari" (veste tradizionale delle donne indiane) bianco di un cotonato grezzo, ornato con un bordino azzurro, i colori della Vergine Maria.
Va in giro chiedendo cibo e medicine, mendicando per curare e sfamare i suoi poveri.Dopo tre giorni apre una scuola, all’aria aperta, sotto un albero.La sua abitazione è una baracca sterrata e lì porta quelli che non sono accolti negli ospedali.
Nel febbraio 1949 Michele Gomez, funzionario dell’amministrazione statale, mette a disposizione di suor Teresa un locale all’ultimo piano di una casa di Creek Lane e lì giunge la prima consorella.
Nell’autunno del 1950, Papa Pio XII autorizza ufficialmente la nuova istituzione, denominata "Congregazione delle Missionarie della Carità".
Durante l’inverno del 1952, un giorno in cui va cercando poveri, trova una donna che agonizza per la strada, troppo debole per lottare contro i topi che le rodono le dita dei piedi.
La porta all’ospedale più vicino, dove, dopo molte difficoltà, la moribonda viene accettata.
A Suor Teresa viene allora l’idea di chiedere all’amministrazione comunale l’attribuzione di un locale per accogliervi gli agonizzanti abbandonati.
Oltre alla vita che si spegne la fondatrice guarda anche alla vita nascente con l’apertura della Casa dei bambini, Shishu bhavan, dove accoglie i bambini abbandonati, trovati spesso nei bidoni della spazzatura.
Molti progetti della Madre si vanno realizzando ma manca forse quello più ambizioso: togliere i lebbrosi, i suoi figli prediletti come li definisce, dalle abitazioni sordide e malsane, privi

dei servizi essenziali adeguati.
Va ogni giorno a trovarli e curarli nelle loro misere baracche ma spera di costruire per loro una città.
Sa già che la costruirà sul terreno di Asansol donatole dal governo, che dovranno abitarci 400 famiglie di lebbrosi e che la chiamerà "Città della Pace", ma le manca il danaro.
Grazie ad aiuti e premi, il villaggio della pace viene costruito. All’interno della città ci sono i negozi, i giardini, l’ufficio postale e le scuole.Ormai il nome di Madre Teresa varca i confini dell’India e cosi la congregazione viene aperta a Cocorote, in Venezuela, la prima casa delle Missionarie della Carità. È il luglio del 1965.
Nel 1979 riceve il Premio Nobel per la pace.
Seguiranno molti altri attestati di stima e riconoscenza. Nel 1989 viene proclamata donna dell’anno.
Il profumo della carità di Madre Teresa ha raggiunto ormai i cinque continenti dove sono presenti più di 4000 dei suoi religiosi e religiose: in India le case sono 150, in altri paesi dell’Asia 30, in Oceania 10, in Europa 45,
nelle Americhe 52 e in Africa 30. Dopo aver speso la sua vita per i "poveri più poveri", Madre Teresa muore a Calcutta il 5 settembre 1997.
L'attività svolta da Madre Teresa raccolse i primi riconoscimenti in Asia, dove nel 1962 ricevette sia il Premio Magsaysay sia il Padma Shri, la quarta onorificenza indiana. Il denaro ricevuto con il Magsaysay venne immediatamente utilizzato per l'apertura di una casa per bambini abbandonati ad Agra, nell'India settentrionale.
Nel decennio successivo Madre Teresa divenne nota anche nel resto del mondo e in particolare nei paesi occidentali, dove le vennero assegnati numerosi riconoscimenti (premi, lauree honoris causa, onorificenze), culminati con il Nobel per la Pace. Madre Teresa fu inoltre la seconda donna indiana, dopo Indira Gandhi, a ricevere la massima onorificenza del Paese, il Bharat Ratna. La sua celebrità si estese rapidamente: ad esempio, a partire dagli anni ottanta apparve per 18 volte nel sondaggio curato da Gallup sulle 10 persone più ammirate negli Stati Uniti.


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onoranze funebri
Seppellire i morti
Seppellire i morti è, nell’elenco, l’ultima delle Opere di Misericordia Corporale ma, forse, la più antica.
A differenza del comportamento degli animali l’uomo, fin dall’antichità, seppellisce i morti, li tutela e non lascia che vengano dilaniati dai predatori. Gli archeologi ci dicono che le prime tracce di sepoltura dei morti risalgono a circa 9.OOO anni a.C.
Il culto dei morti era presente in tutte le culture, la non sepoltura era considerata un male orribile ed era la sorte che toccava agli empi abbandonati al disprezzo.
La Bibbia ricorda che il pio e vecchio ebreo Tobi, di notte, dietro le mura di Ninive, raccoglie i cadaveri per dare loro degna sepoltura rischiando la morte. Il dovere di dare sepoltura per gli ebrei è espresso chiaramente nel libro del Siracide: “Figlio versa lacrime sul morto e, come uno che soffre, inizia il lamento; poi seppelliscine il corpo secondo le sue volontà e non trascurare la sua tomba.” (38, 16).
Il rispetto per i morti si fonda sulla credenza che il defunto continuerà eternamente la sua vita in un altro mondo. Per noi cristiani questa verità è fondamentale e la professiamo recitando il Credo. Lo chiarisce il dialogo, davanti alla tomba di Lazzaro, fra Gesù e Marta: “Gesù le disse: tuo fratello risorgerà. Gli rispose Marta: so che risorgerà nella resurrezione dell’ultimo giorno. Gesù le disse: io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà; chiunque crede in me, non morrà in eterno.” (Gv 11, 23-26). La sepoltura è l’atto estremo della dimostrazione del nostro amore verso l’estinto. Rispettare la salma vuol dire onorare la “persona” nella sua totalità: anima e corpo, perché è mediante il corpo, unico ed irripetibile, che ognuno di noi attraversa il tempo, fa parte dell’umanità ed attua il progetto di Dio.


La sepoltura di Gesù
Secondo i Vangeli Gesù “patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.” Gesù crocifisso è morto di venerdì, alle 3 del pomeriggio, esattamente all’ora in cui nel tempio venivano sgozzati gli Agnelli Pasquali. La terra trema, il velo del tempio si squarcia, il sole si oscura mentre il centurione commenta “davvero quest’uomo era il Figlio di Dio” (Mc 15,39).
La sepoltura di Gesù è avvenuta “in fretta” ma con grande affetto e cura; la sua sepoltura è quella che solo i re potevano avere: una tomba nuova scavata nella roccia e non nella terra, un lenzuolo nuovo e tanti profumi. Sepolture anonime
Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
Contact us 24 hours a day, 7 days a week, our services are always ready and available to support you and your family through difficult times. Mobile: 0416 266 530 - Phone: (02) 9716 4404 - Email: office@sgfunerals.com.au
A Gesù, dopo averne costatata la morte, un soldato trafigge il costato “e subito ne uscì sangue e acqua” (Gv 19, 34). Per seppellire Gesù c’è poco tempo sia perché i Giudei avevano l’usanza di seppellire i defunti il giorno stesso della loro morte sia perché “era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato.” (Lc 23,54). Giuseppe d’ Arimatea, membro autorevole del Sinedrio, con coraggio, chiede ed ottiene da Pilato il corpo di Gesù. “Vi andò anche Nicodemo… e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di aloe” (Gv 19,39-40). “Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Magdala e l’altra Maria”.
Viviamo in un’epoca in cui, pare, ci sia un impegno universale per esorcizzare la morte. Non se ne parla o solo vagamente, come un evento lontano che ancora non interessa, mentre c’è chi se la anticipa eleggendosi a padrone della propria vita.
Vige ormai, nelle grandi metropoli, l’usanza di affidare ad imprese specializzate il corpo del defunto, che viene “gestito” in privato alleggerendo la famiglia del “peso” del lutto e del partecipare al funerale. La famiglia, quando lo riterrà opportuno darà l’annuncio dell’avvenuto decesso.
È triste pensare a quanto non rispetto, a quanta disumanizzazione e solitudine vi sia in questa procedura dove il corpo viene trattato come un qualcosa che va eliminato. Del resto la nostra “civiltà” pullula di fosse comuni, di cadaveri abbandonati, di sepolture anonime, di tombe trascurate.
Un’altra abitudine, ormai consolidata, è quella della cremazione.
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Al lora! onoranze funebri
Come sta cambiando l’atteggiamento nei confronti della morte?
Sempre più spesso per il commiato ai propri cari si scelgono una breve benedizione o le esequie in forma laica: cerchiamo di capire il fenomeno.
Sembra però che l’atteggiamento nei confronti della morte stia cambiando e spesso le famiglie scelgono di non realizzare una cerimonia funebre, optando per una breve benedizione o solamente un saluto presso la camera ardente, in forma laica.
Abbiamo ascoltato diverse voci all’interno del territorio diocesano e insieme a loro abbiamo cercato di comprendere questo fenomeno.
Don Sinuhe Marotta - che ha sottolineato come i dati siano presenti ma non allarmanti - ha posto l’accento sul fattore comunitario e sociale, che si rischia venga messo in secondo piano, ma anche di come a volte, nel momento di dolore, i famigliari siano confusi e necessitino quindi di una guida, da trovare proprio nel sacerdote.
Don Sinuhe, com’è la situazione attuale legata alla celebrazione delle esequie?
Non stiamo dando dati allarmanti, ma il fatto che ci siano persone che dicano di non voler nessuna funzione per un defunto - magari un padre o una madre -, soltanto una benedizione e via, è significativo per me, anche se fosse uno solo caso.

I famigliari affermano che il parente non era credente ma il problema per la Chiesa non è se uno era credente o meno, ma se uno era battezzato o no. C’è poi a mio avviso un problema etico, ossia "di chi è la persona?" - per così dire -; è solo dei familiari, magari arrivati all’ultimo minuto perché era un parente alla lontana o poco conosciuto?
O è anche della comunità cristiana e del tessuto sociale?
Ognuno di noi nella sua vita intesse delle relazioni sociali, c’è una rete nella quale è inserito. A me non interessano tanto i numeri statistici quanto la situazione, perché è indice di come viene affrontata la vita, la morte, il percorso.
La morte è circondata da gesti simbolici e questo è distintivo dell’uomo: il cingere di cura, attenzione e venerazione i defunti

fa parte della struttura umana. Dimenticare questa cosa vuol dire dimenticarne una parte. Come definirebbe quindi il rapporto con la morte oggi?
È bello sapere che una persona è inserita all’interno di un tessuto sociale, ma molte persone non vogliono informare che un parente è morto: non escono locandine, non viene pubblicato un annuncio funebre sul giornale; invece si dovrebbe ricordare che una persona aveva dei vicini di casa, degli amici, dei conoscenti.
Per noi una persona appartiene anche alla comunità, non appartiene solo a sé stessa.
Paradossalmente vediamo che questo è tanto più vero per coloro che muoiono da soli: è capitato di avere la presenza anche soltanto di uno o due familiari ma la comunità si è sempre stretta intorno alla persona, celebrandone la
morte e affidandola al buon Dio. Tutto questo è significativo. Oggi osservo una tendenza alla privatizzazione della morte, sull’onda anche di tanti altri fattori, per la quale la morte viene di fatto medicalizzata, a volte per sopraggiunte problematiche non ci si può avvicinare al parente morente… La cultura dell’accompagnamento verso la morte è stata un po’ "sterilizzata", delegando al mondo medico e ai protocolli d’igiene quello che è un fatto umano.
Cosa accade quindi dopo il decesso in una struttura sanitaria?
Dopo l’ospedale, dove il malato viene accompagnato e c’è la benedizione del corpo al momento della morte, spetta alle parrocchie accompagnare famiglie e defunto al funerale; la collaborazione con le onoranze funebri e ottima e spesso ci aiutano a far
comprendere alle famiglie che non vogliono svolgere il rito funebre l’importanza di questo segno: spesso non sanno di cosa si tratta, ne hanno magari una conoscenza parziale, in più nel momento difficile della perdita di una persona cara, spesso si è confusi, insicuri, presi dall’onda delle emozioni e le persone a volte non sanno come muoversi. In questo contesto i sacerdoti possono essere una risorsa - con la loro esperienza e disponibilità - per far comprendere come anche il momento della morte vada circondato e fatto diventare significativo per tutti. Bisognerebbe recuperare una cultura del fine vita, dell’accompagnamento verso questo momento, che non sempre avviene per cause improvvise, è anche un passaggio naturale nella vita di un uomo o una donna. Si tratta di riappropriarsi di alcuni "saperi sociali".
Quanto incide il costo di un funerale sulla scelta di realizzarlo o meno? Onestamente non credo molto a questo fatto dei costi - discorso simile si sente quando ai ragazzi viene chiesto perché non si sposino in chiesa -. A mio avviso sono cose molto relative, resto convinto che non servano sfarzi né grosso dispendio di denaro; in più credo che per casi di povertà tali da non potersi permettere nemmeno una sepoltura esistano degli aiuti.

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.
C'era una volta il sindacato
dirigente, amministratori e decisori pubblici, non propriamente “nativi digitali”, spiazzata e inadeguata a gestire la mutazione.
Sono nate categorie di lavoratori e mestieri che non esistevano fino a 3 anni fa, oppure non rappresentavano una platea così vasta. Il cosiddetto smartworking o lavoro agile, gli orari flessibili, la rete internet che prepotentemente prende in mano la gestione del mondo del lavoro e delle prestazioni fuori dagli schemi e dagli strumenti abituali.
de, per non essere travolti dallo tsunami della pandemia hanno dovuto attingere a tutte le opportunità delle nuove tecnologie, ma il nuovo ambiente non ha regole ed è quindi impossibile (al momento) definirne limiti e abusi o sfruttamenti.
Questo è un modo di lavorare difficilmente comprensibile per una generazione che ha impostato la vita sociale di intere nazioni sulla mobilità per raggiungere fabbriche o uffici.
Talmente difficile da capire che non riesce a chiedere (ma neanche a riconoscere quali siano) nuovi diritti e nuove tutele per chi invece, obtorto collo, è stato costretto ad adeguarvisi. La scuola, la PA, i trasporti, le azien-
I sindacati, in cui la componente generazionale è determinante vista la scarsissima partecipazione dei giovani, si sono ritirati “sull’Aventino”, a presidiare gli ultimi territori: pensioni e fabbriche. Due luoghi destinati inevitabilmente a profonde trasformazioni e non troppo lontane. Faticano a riconoscere e capire le nuove competenze, le nuove esigenze, sia del mondo datoriale che di quello operativo. CGIL, CISL e UIL hanno così perso i loro riferimenti di sicurezza, il senso del loro ruolo.
L’emorragia di iscritti deriva da questo. Le nuove generazione che soffrono la mancanza di una seria politica attiva non hanno nessuna fiducia in un istituto

culturalmente lontano dalla loro realtà. In questi anni la generazione dei giovani è stata praticamente ignorata dalle scelte governative, dalle politiche attive. Nonostante le retoriche denunce sulle fughe dei cervelli, sui giovani globetrotter che seguono il lavoro in ogni posto del mondo, la questione giovani rimane il nodo irrisolto dell’azione sindacale.
Ascende il Signore tra canti di gioia!
continuazione da pagina 17 continuazione da pagina 3 ché ora tocca a lui. Ecco, potremmo dire che "con l'ascensione inizia il tempo della responsabilità: ora tocca a noi! Dio ci ama davvero, ci fa spazio, non ci opprime, non vuol fare tutto Lui. Nella vita ci sono presenze-tutele che non fanno crescere.
Arroccati su pensioni e lavoratori dipendenti - soprattutto di grandi aziende - dopo aver contribuito all’approvazione di leggi lavoricide come la famigerata “Fornero”, con un’idea dell’Europa cancellata dal recente colpo di spugna della guerra in Ucraina, i sindacati sono di fronte a un bivio.
L’estinzione è inevitabile per la specie che non trova adattamento al nuovo contesto - sosteneva Darwin - e per fermare la fuga degli iscritti e ritrovare il ruolo che gli compete, occorre adeguarsi, adattare il sindacato ai nuovi lavori, alle nuove realtà, alle nuove necessità, prima fra tutte i criteri di valutazione dei quesiti e delle competenze.
Quindi cambiare si può, anzi si dovrà, per forza di cose, ma occorre rivedere i ruoli di una istituzione che rappresenta il grado di civiltà di un Paese e il baluardo alle derive restauratrici o revisioniste della storia e del lavoro. Ogni sfida deve perseguire obiettivi e risultati, ma per ottenere il cambiamento occorre, semplicemente e banalmente, cambiare: addendi, paradigmi, modalità, principi, altrimenti, come diceva Einstein il risultato sarà sempre lo stesso.
Sì, Dio "scommette" su ognuno di noi, ci invia, ci lascia da compiere la nostra missione. La vita non è un passatempo: ognuno di noi ha il suo compito ed è un pezzo del meraviglioso puzzle dell'umanità; stando al suo posto e vivendo al meglio, non solo trova il senso della sua esistenza ma dà senso anche a quella degli altri. Non dobbiamo stare "a guardare nostalgici il cielo", in attesa che le cose cambino da sole, ma dobbiamo metterci in cammino, vivendo in pienezza il tempo che ci è donato: la vita viene una vol-
ta sola nell'eternità e saremo per sempre quanto avremo amato qui, né più e né meno! Dio ci dà fiducia, ci ha affidato una missione e ci dona il Suo Spirito per aver la forza di compierla laddove ci ha posti: sei sposato? Ama, donati fino in fondo, costruisci un focolare d'amore, generosamente aperto alla vita; sei presbitero o religioso? Spenditi senza riserve per la salvezza delle anime! Dio ti ha dato da insegnare, da curare, da amministrare, da coltivare? Fallo con impegno, per amore del Signore e degli altri, certo che Dio agisce con te e in te! Gesù ci ha "passato il testimone" perché le persone possano accogliere la salvezza per mezzo delle nostre parole e perché possano riscoprirsi amate per mezzo nostro, affinché, uniti a Gesù, chi incontra noi possa incontrare Lui! (Missionari della Via)



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