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9 - 281 - 13 Febbraio 2026

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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 9 - Venerdì 13 Febbraio 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Va tutto bene, no?

Quando si chiedono soldi pubblici, c’è sempre una tendenza a dipingere tutto come straordinario. “Faremo grandi cose”, “Siamo i leader”, “Porteremo innovazione”: parole che convincono e attraggono fondi. È il primo passo necessario per ottenere fiducia e attenzione da parte delle autorità che erogano ingenti somme, ma spesso la realtà che segue è molto diversa. Appena i finanziamenti arrivano, l’ottimismo lascia spazio alla difesa. La priorità diventa proteggere la propria reputazione, giustificare ritardi o risultati parziali, e ridurre il rischio di critiche. La stessa energia spesa a promettere grandi cambiamenti finisce per concentrarsi sulla gestione dell’immagine, più che sui risultati concreti. Questo crea un paradosso: chi diceva “faremo cose straordinarie” si ritrova a reagire a ogni piccolo inconveniente, più preoccupato di non perdere consenso che di realizzare il progetto. Il digitale peggiora la situazione. C’è chi crea profili social usando nomi di professori in pensione per dare autorevolezza alle proprie opinioni, e chi costruisce pagine alternative per diffondere pettegolezzi e mezze verità sui grandi fornitori di servizi alla comunità italiana. La rete amplifica ogni dubbio, ogni critica, spesso senza verifiche. Una singola insinuazione può oscurare mesi di lavoro serio. La questione centrale è semplice: promettere grandi risultati è facile, mantenerli e comunicarli con trasparenza è difficile. La credibilità si costruisce con fatti concreti, capacità di ammettere errori e coerenza. Solo chi accompagna le promesse con azioni concrete e chiarezza può trasformare entusiasmo iniziale in fiducia duratura. Mentre parole "va tutto bene madama la marchesa" viaggiano più velocemente dei fatti, forse il vero leader non è chi proclama grandi risultati, ma chi sa accompagnare visione e azione con sincerità, resilienza e capacità di confronto anche con chi, talvolta non ama la verità. Ascolta il podcast

www.alloranews.com

Giusta distinzione tra magistrati

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C'è aria di ribaltone Sussan Ley sta stretta a molti, quasi tutti, nel partito liberale. I nazionali, proprio, non la possono sorbire. E ora, dopo meno di un anno dalla sua elezione a leader del partito, l’ombra di una sfida interna si materializza con forza. Mercoledì sera, Angus Taylor ha annunciato le dimissioni dal gabinetto ombra, primo passo verso un tentativo di spodestare la prima donna a guidare i Liberali. “Non credo che Sussan Ley sia in

10 morti a scuola: strage in Canada

Dieci persone, compresa la presunta assalitrice, sono morte in una sparatoria avvenuta in una scuola superiore di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica. Sei vittime sono state trovate nell’istituto, altre in un’abitazione collegata all’attacco. Diversi i feriti, alcuni gravi. La sospetta, descritta come una donna con capelli castani, è stata rinvenuta senza vita per una ferita autoinflitta. Le autorità escludono ulteriori minacce. Il premier della provincia ha espresso cordoglio alla comunità, profondamente scossa.

grado di guidare il partito come serve,” ha dichiarato Taylor in conferenza stampa, aggiungendo che ciò di cui il partito ha bisogno ora è leadership forte, direzione chiara e attenzione coraggiosa ai valori fondamentali. La mossa segue giorni di speculazioni e malumori interni, alimentati da un recente sondaggio Newspoll e da tensioni accumulate nella coalizione. Ley, moderata e già vittoriosa contro Taylor con 29 voti

Abusi di Epstein: tutti lo sapevano

Donald Trump, in una conversazione del 2006, affermò che “tutti” erano a conoscenza degli abusi sessuali di Jeffrey Epstein su minorenni e definì “malvagia” Ghislaine Maxwell, amica stretta di Epstein. Le rivelazioni emergono dai cosiddetti Epstein files, che documentano un’intervista FBI del 2019 con l’ex capo della polizia Michael Reiter, che ricordava la discussione con Trump quando le accuse contro Epstein divennero pubbliche. I documenti riaccendono il dibattito sulla responsabilità e la consapevolezza intorno al caso.

a 25 dopo le elezioni del 2025, ha scelto per il momento di non rispondere pubblicamente alle dimissioni del suo ex alleato. Tuttavia, fonti interne indicano che altri membri del gabinetto ombra potrebbero seguirne l’esempio, costringendo Ley a convocare una riunione di partito entro giovedì o venerdì per affrontare la questione della leadership. Tra gli esponenti del partito, il dissenso è evidente. Il procuratore generale ombra Andrew Wallace ha criticato la possibilità di rimuovere Ley così rapidamente, definendo “inaccettabile” colpire la prima leader donna in meno di un anno. Dall’altro lato, senatori come Jacinta Nampijinpa Price sostengono Taylor, sostenendo che senza un cambiamento immediato il partito rischia un’altra sconfitta elettorale clamorosa. Secondo le regole interne, una mozione di sfiducia può essere presentata da due o più deputati; se approvata dalla maggioranza, segue una votazione segreta per eleggere il nuovo leader. Ley, moderata e con alleanze fragili, ha cercato di riumanire la coalizione domenica scorsa, ma concessioni ai nazionali hanno eroso la sua credibilità, favorendo Taylor. Mentre la tensione cresce e la stampa segue ogni passo, il destino della prima donna a guidare i Liberali appare segnato. La leadership di Ley, già considerata fragile, potrebbe arrivare a una svolta decisiva nei prossimi giorni, con il partito a un bivio tra unità e frattura.

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Chiara visione per il nuovo Ambasciatore

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Save the Date

Ass. Figli del Grappa Festa d'Autunno Dom. 22 febbraio, ore 11.30 Club Marconi, Bossley Pk L. & C. Cafarella: 4647 4377

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"Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare." - Seneca


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