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81 - 353 - 23 Ottobre 2026

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Allora!

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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 81 - Venerdì 23 Ottobre 2026

Price in AU $2.00

MIA CARA NORTON STREET 40°° ANNIVERSARIO 40

DELLA FESTA ITALIANA A LEICHHARDT 1986-2026

"For one day, Norton Street becomes Italy. For generations, it has been home." - Allora!


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Venerdì 23 Ottobre 2026

speciale Norton Street Festa

Allora!

Norton Street Festa a Leichhardt un appuntamento tricolore La storia della Norton Street Italian Festa comincia nel 1986, quando un gruppo di frati cappuccini della parrocchia di St Fiacre, a Leichhardt, decise di riportare tra le strade di Sydney l’atmosfera delle feste patronali italiane. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quell’iniziativa, nata per riunire una comunità di emigrati attorno alle proprie tradizioni religiose e culturali, sarebbe diventata uno dei maggiori festival di strada dell’Australia. Quarant’anni dopo, la Festa rappresenta un appuntamento fondamentale nel calendario multiculturale del New South Wales, capace di attirare generazioni di italiani, discendenti degli emigrati e australiani di ogni provenienza. Per comprenderne le origini bisogna tornare alla Leichhardt del secondo dopoguerra. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, migliaia di italiani arrivarono in Australia alla ricerca di lavoro e di una vita migliore. Molti si stabilirono nei quartieri occidentali di Sydney, trovando a Leichhardt una comunità nella quale ricostruire legami familiari e sociali. Norton Street divenne progressivamente il centro di questa presenza: negozi di alimentari, macellerie, pasticcerie, bar, ristoranti e associazioni trasformarono il quartiere in un punto di riferimento per gli immigrati. La lingua italiana risuonava nei negozi e sui marciapiedi, mentre le famiglie conservavano usanze, ricette e devozioni dei paesi d'origine. Leichhardt non era soltanto un luogo dove abitare, ma uno spazio nel quale mantenere viva un'identità spesso messa alla prova dalla distanza geografica e culturale. Fu proprio in questo contesto che i cappuccini di St Fiacre iniziarono a promuovere celebrazioni ispirate alle feste religiose italiane. La parrocchia organizzava ricorrenze dedicate a Santa Caterina, San Sebastiano e San Bartolomeo, occasioni nelle quali la dimensione spirituale si accompagnava alla convivialità. Con l'aumentare dei partecipanti, alcune manifestazioni si spostarono verso il parco situato nei pressi dell'allora Apia Club, nell'area successivamente occupata da Le Montage. Il passaggio decisivo avvenne nel 1987, quando la manifesta-

zione approdò direttamente su Norton Street. Un ruolo importante fu svolto da Brian Gold, presidente della West Gate Chamber of Commerce e titolare di un'agenzia immobiliare ad Annandale, che favorì il coinvolgimento dei commercianti locali. La celebrazione cominciò così ad assumere una dimensione commerciale e culturale, affiancando alle tradizioni religiose bancarelle, prodotti e attività rivolte all'intera popolazione. Secondo una ricostruzione storica, alcuni partecipanti, abituati alle feste patronali, si domandarono persino perché quella nuova manifestazione non fosse dedicata a un santo. Era il segnale di una trasformazione significativa: la comunità italiana stava creando una festa non più legata a una singola devozione, ma alla propria identità collettiva. Negli anni Novanta la Norton Street Festa consolidò la propria popolarità. La manifestazione divenne un'occasione per valorizzare le attività commerciali del quartiere, richiamando visitatori anche da altre zone di Sydney. La gastronomia assunse un ruolo centrale: pizza, pasta, gelato, caffè espresso e specialità regionali raccontavano un'Italia molto più ricca e diversificata degli stereotipi conosciuti dal

pubblico australiano. Accanto al cibo trovarono spazio la musica tradizionale, le esibizioni folkloristiche, le automobili italiane e le attività per bambini. Le famiglie potevano trascorrere un'intera giornata passeggiando lungo Norton Street, trasformata per l'occasione in una grande area pedonale. La Festa contribuì così a consolidare l'immagine di Leichhardt come Little Italy di Sydney, anche mentre la composizione demografica del quartiere cominciava a cambiare. Con l'arrivo del nuovo millennio, l'evento assunse dimensioni sempre maggiori. La partecipazione delle istituzioni locali e delle organizzazioni comunitarie ne rafforzò la struttura organizzativa. Nel 2016, in occasione del trentesimo anniversario, il Comune indicava una presenza annuale di circa 100.000 persone. La manifestazione occupava Norton Street tra Marion Street e William Street, con centinaia di espositori e un programma continuativo di intrattenimento. Quell'edizione valorizzò particolarmente la cucina regionale italiana. Tra i protagonisti figuravano Silvia Colloca, impegnata nella preparazione di una ricetta abruzzese, e gli chef Paolo Gatto e Christian Colognesi. Particolare successo riscuotevano le


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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 81 - Venerdì 23 Ottobre 2026

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Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Ci siamo anche noi

Dal 2018 avevamo un piccolo grande desiderio: essere presenti alla Norton Street Festa. Non soltanto per distribuire qualche copia del nostro giornale, ma per esserci davvero. Per incontrare i lettori, stringere mani, ascoltare storie e far conoscere Allora! a quella comunità italiana che, da sempre, rappresenta la ragione stessa della nostra esistenza. Eppure, per un motivo o per un altro, non ci eravamo mai riusciti. Qualche volta le date non coincidevano con impegni già presi. Altre volte le risorse economiche erano talmente limitate che anche il costo di uno stand diventava una spesa difficile da sostenere. E poi, diciamolo pure, senza nasconderci dietro un dito, c'era anche chi sembrava fare di tutto per metterci i bastoni tra le ruote. Forse la nostra presenza non era gradita a tutti. Forse qualcuno avrebbe preferito che Allora! continuasse a rimanere fuori da una delle più importanti manifestazioni della comunità italiana di Sydney, fuori da Leichhardt! Ogni anno ci ritrovavamo a ripetere la stessa frase: «Sarà per la prossima volta». Chi vede soltanto il prodotto finito, le pagine stampate, le fotografie e gli articoli, difficilmente immagina quante ore di lavoro, quanti sacrifici e quante rinunce ci siano dietro ogni edizione. Non abbiamo mai avuto grandi capitali alle spalle, né qualcuno disposto a farci credito e pagare i conti senza fare domande. Abbiamo costruito tutto un passo alla volta, cercando di fare il meglio con quello che avevamo. Quest'anno, finalmente, possiamo dirlo: ci siamo anche noi! Non andiamo alla Norton Street Festa per dimostrare qualcosa a qualcuno. Non abbiamo rivincite da consumare, né conti da regolare. Ci andiamo perché riteniamo che Allora! abbia tutto il diritto di essere presente dove si incontra la comunità italiana. E soprattutto perché quella comunità è anche la nostra. La Norton Street Festa non appartiene a un'associazione, a un gruppo di amici, a un comitato o a chi, per qualche ragione, ritiene di avere l'esclusiva sull'italianità. Appartiene alle migliaia di persone per le strade di Leichhardt, alle famiglie che tramandano le tradizioni, ai commercianti che tengono vive le attività, agli anziani che pensano della loro giovinezza e ai giovani che scoprono le proprie radici.

The Art of Pinocchio A wooden puppet, a timeless story and a celebration of Italian creativity brought more than 70 guests to Bossley Park, for the opening of the international exhibition “Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio”, hosted by Marco Polo – The Italian School of Sydney. Marking the 200th anniversary of Carlo Collodi’s birth, the exhibition showcases 29 illustrated panels celebrating one of Italy’s most beloved literary characters. Organised by Marco Testa, the fully-booked opening welcomed

Teheran dialoga ma con cautela

L’Iran si dichiara disponibile a una soluzione diplomatica del conflitto con Stati Uniti e Israele, ma ribadisce di essere pronto a difendersi. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato Washington di non mostrare alcuna volontà di raggiungere un’intesa. Il presidente Masoud Pezeshkian ha denunciato l’incompatibilità tra negoziati, blocco economico e minacce militari. Intanto, la tensione regionale resta elevata, con nuovi attacchi nella Striscia di Gaza e un incidente che ha coinvolto una petroliera al largo dell’Iraq.

Federal MP Anne Stanley, Senator Francesco Giacobbe, Italian Consul General Gianluca Rubagotti and Italian Cultural Institute Director Marco Gioacchini, alongside community leaders and distinguished guests. Speakers highlighted Pinocchio’s universal message of transformation, imagination and cultural identity, drawing parallels with the experiences of Italian migrants who helped shape modern Australia. The Italian Cultural Institute also donated five copies of Laura Imai Messina’s

“L’ospedale dei giocattoli” to the school. Through the exceptional support of the Italian Embassy in Canberra, the exhibition celebrates Italian language, literature and artistic excellence while strengthening connections between generations. Following its successful Sydney opening, Pinocchio’s Australian journey continues to Canberra, Wollongong and Club Marconi, carrying a remarkable Italian story across communities and cultures. Special coverage pp 14-15

500 Soldiers After Radicalizzazione Violent Milan Riots tra i giovanissimi Following a weekend of violence and looting, Milan will deploy 500 soldiers to strengthen security across the city. Interior Minister Matteo Piantedosi announced the measures following a security meeting. Mayor Giuseppe Sala supported tougher policing while stressing the need to address growing youth crime. Deputy PM Matteo Salvini warned that those responsible for the destruction would be held accountable and required to pay for damages. Authorities remain on high alert ahead of further demonstrations scheduled for Saturday.

L’Australia affronta una crescente minaccia di radicalizzazione online tra adolescenti. Durante un’inchiesta parlamentare, la Polizia Federale ha denunciato uno “tsunami” di estremismo giovanile, con minori reclutati in pochi giorni attraverso piattaforme digitali. Dal 2020, ben 65 ragazzi tra 12 e 17 anni sono finiti sotto indagine antiterrorismo. Le autorità denunciano il ruolo dell’intelligenza artificiale e di reti estremiste, chiedendo maggiori poteri per contrastare i gruppi online e interventi preventivi in scuole e famiglie.

La democrazia spacca vetrine dei negozi?

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Domenica speciale dedicata ai Nonni

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Alpini pronti per una nuova pagina di storia

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MACs Heads South for “Dash to the Gong”

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MotoGP, Australia sfida mondiale

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Toby Goldschmidt ai Muri Antichi

Save the Date

Norton Street Italian Festa 40th Anniversary Norton Street - Leichhardt Dom. 25 ottobre 2026 10:00am - 5:00pm

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Published by Italian Australian News

Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"A forza di metterci i bastoni tra le ruote, qualcuno finirà per prenderli sui denti." - F. Baldi


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notizie istituzionali

Allora!

Province dimenticate, il monito di Mattarella

Le Province hanno vissuto nel decennio passato un travaglio. Era stato avviato un percorso che doveva portare a un nuovo modello, in cui Regioni e Comuni fossero le istituzioni maggiori del governo locale e della rappresentanza territoriale, facen-

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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Domenico Letizia, Caserta Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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The opinions, beliefs and viewpoints expressed by the various authors do not necessarily reflect the opinions, beliefs, viewpoints and official policies of Allora! Allora! encourages its readers to be responsible and informed citizens in their communities. It does not endorse, promote or oppose political parties, candidates or platforms, nor directs its readers as to which candidate or party they should give their preference to. Distributed by Wrap Away Printed by News Corp, Australia

do declinare le Province verso ruoli e responsabilità residuali. Il processo è stato interrotto da un giudizio sfavorevole del corpo elettorale, ma non si è data poi attuazione coerente a quella decisione. L’inerzia del legislatore ha lasciato la Provincia nel guado”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , intervenuto ieri pomeriggio – al Teatro Cavour di Imperia – alla 39ª Assemblea annuale delle Province italiane (19 e 20 ottobre), promossa dall’Unione delle Province d’Italia. “La criticità – ha

affermato il Presidente – non sta soltanto nell’incertezza del ruolo dell’istituzione Provincia, perché questa condizione si riverbera sul servizio che essa può rendere ai cittadini, ai territori che circondano i centri urbani capoluogo, alle aree interne e montane che sono più lontane dalle grandi infrastrutture dei trasporti, ai Comuni medi e piccoli che hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere appieno ai loro compiti”. “Né – ha aggiunto – va sottovalutato il tema della identità territoriale: a lungo la provincia è stata – e per molti aspetti lo è pienamente tuttora – una dimensione di riferimento. Lo è per la stessa collocazione organizzativa dell’articolazione sul territorio dei servizi dello Stato, oltre che per la pianificazione territoriale. Il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente, intaccando potenzialità presenti in tanti territori e incidendo sugli stessi diritti dei cittadini che li abitano. Occorre metter fine alla transizione incompiuta, occorre fare uscire questa istituzione dal “limbo”, ha ammonito Mattarella. (Inform)

Sport italiano all’estero, la Commissione Esteri dice sì Commissione Esteri alla Camera, per le parti di sua competenza, ha approvato il nulla osta del relatore sulla proposta di legge Amato, recante “Disposizioni per il riconoscimento delle associazioni sportive costituite all'estero da italiani o da soggetti aventi origine italiana da parte del Comitato olimpico nazionale italiano e del Comitato italiano paralimpico”. Il parere è stato dato alla VII Commissione. Il relatore Giangiacomo Calovini (FDI) ha illustrato il provvedimento. L’articolo 1 stabilisce che le società o associazioni sportive aventi sede all’estero costituite da italiani o da soggetti aventi origine italiana possono chiedere al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e al Comitato italiano paralimpico (CIP), per le discipline di competenza, il riconoscimento come enti sportivi di interesse nazionale; il CONI e il CIP, con proprio regolamento, stabiliscono i criteri e le modalità per il riconoscimento. Il riconoscimento è concesso a titolo gratuito e non comporta l’erogazione di alcuna provvidenza economica da parte del CONI e del CIP in favore delle società o

associazioni sportive riconosciute. Il relatore ha inoltre spiegato come l’articolo 2 disponga che il CONI, attraverso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, pubblichi ogni anno un bando informativo contenente le istruzioni per la compilazione della domanda di riconoscimento; le domande di riconoscimento, corredate dallo statuto e dall’atto costitutivo, dovranno pervenire al CONI e al CIP attraverso la rappresentanza diplomatica o l’ufficio consolare operante nello Stato estero in cui le società o associazioni sportive svolgono la propria attività; il CONI e il CIP concederanno alle società o associazioni sportive riconosciute l’autorizzazione all’utilizzo del simbolo CONI Italia e CIP Italia sulle divise sportive in uso; le società o associazioni sportive riconosciute verranno iscritte in una sezione speciale dei registri del CONI e del CIP; in caso di scioglimento della società o associazione sportiva riconosciuta, la stessa provvederà, attraverso la rappresentanza diplomatica o l’ufficio consolare competente, ad effettuare una comunicazione al CONI e al CIP ai fini della cancellazione dai registri. (Inform)

Cara Australia, il sogno che si scontra con la realtà Il sogno australiano, le speranze di una nuova vita e la nostalgia per la terra d’origine sono stati al centro della presentazione del romanzo “Cara Australia” di Tiziana Merzagora, pubblicato da Neos Edizioni, che si è tenuta il 21 ottobre presso il Museo dell’Emigrazione di Frossasco, in provincia di Torino. L’opera, ispirata anche all’esperienza personale dell’autrice, racconta l’Australia degli anni Ottanta attraverso storie e personaggi incontrati durante il suo soggiorno a Sydney, dove Merzagora ha insegnato italiano ai figli degli emigranti e agli appassionati della lingua. Nata e residente a Torino, laureata in Filosofia, pedagogista e appassionata di arte e letteratura, Merzagora restituisce nel romanzo il ritratto di un Paese affascinante e ricco di opportunità, ma anche difficile da conquistare. Attraverso le vicende dei protagonisti emergono le contraddizioni dell’esperienza migratoria: l’entusiasmo della partenza, le difficoltà dell’inserimento, il desiderio di libertà e il legame mai interrotto con le proprie radici. La narrazione offre anche uno

spunto di riflessione sull’immigrazione contemporanea, mettendo a confronto le speranze degli italiani partiti per l’Australia con quelle di chi oggi raggiunge l’Italia alla ricerca di un futuro migliore. All’incontro erano previsti gli interventi di Davide Rosso, curatore del progetto museale e membro del comitato scientifico, e Irene Rubiano, curatrice museale e del centro di documentazione del Museo regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel mondo. La conduzione era affidata all’editrice Silvia Maria Ramasso. “Cara Australia” ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari: nel 2022 è stato selezionato al Premio Letterario Nazionale Alberoandronico e nel 2025 è risultato finalista al Premio Letterario Internazionale Autori Italiani. Merzagora è inoltre autrice di poesie premiate e pubblicate in diverse antologie, tra cui “Voci dai Murazzi” del 2025 e 2026. La presentazione ha riportato l’attenzione su una pagina significativa dell’emigrazione italiana, ricordando come dietro ogni partenza si nascondano storie di coraggio, sacrificio e speranza, capaci di attraversare generazioni e continenti.


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

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La democrazia non si difende spaccando le vetrine dei negozi di Emanuele Esposito Il diritto di manifestare va tutelato. Ma chi saccheggia un negozio, incendia un’auto o devasta un edificio pubblico danneggia i cittadini e indebolisce le ragioni della protesta. Io sto dalla parte di chi protegge le persone, non di chi distrugge ciò che appartiene agli altri. Una vetrina spaccata non rende più giusta una protesta. Un’automobile incendiata non dà maggiore forza a una rivendicazione. E portare via la merce da un negozio approfittando del caos non ha nulla a che vedere con la difesa della democrazia. Bisogna dirlo con chiarezza, senza cercare ogni volta una formula che attenui le responsabilità. Vale in Italia, in Francia e in qualunque altro Paese europeo: nessuna causa concede il diritto di scaricare la propria rabbia sulla vita degli altri. Manifestare è un diritto fondamentale. Scendere in piazza, contestare una decisione, criticare un governo, chiedere condizioni di lavoro migliori o denunciare un’ingiustizia appartiene alla vita democratica. Una società libera deve garantire spazio al dissenso, anche quando è scomodo, rumoroso e tenace. Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato al silenzio per essere considerato un buon cittadino. Proprio per questo, però, occorre distinguere con fermezza la forza delle idee dalla violenza contro persone e cose. Questa distinzione deve valere anche per chi partecipa alle manifestazioni. Non accetto che chi scende in piazza pacificamente venga confuso con chi sceglie di distruggere. Le responsabilità sono individuali e non si possono distribuire indistintamente a un corteo intero. Chi manifesta rispettando gli altri ha diritto di non essere rappresentato dalle azioni dei violenti. Ma riconoscere che non si tratta di tutti i manifestanti non può diventare un modo per minimizzare quello che accade. Anche poche persone possono provocare danni enormi, materiali e umani. Dietro una saracinesca abbassata c’è qualcuno che lavora. Dietro la vetrina di un negozio ci sono investimenti, sacrifici, dipendenti, fornitori e famiglie. Per il commerciante che trova il locale devastato, la discussione sulle ragioni politiche di chi ha colpito non paga le riparazioni e non restituisce le giornate perdute. Chi subisce un furto non diventa meno vittima perché quel furto è avvenuto durante una protesta. Il danno rimane concreto, qualunque sia la bandiera sotto la quale si pretende di nasconderlo. Lo stesso vale per un’automobile data alle fiamme. Può essere il mezzo con cui una persona raggiunge il lavoro, accompagna un familiare o affronta le necessità quotidiane. Chi appicca il fuoco non conosce la storia del proprietario e, soprattutto, non ha alcun diritto di decidere che debba pagare lui. È troppo facile invocare la giustizia sociale senza preoccuparsi dell’ingiustizia inflitta a chi si trova semplicemente sulla strada della propria rabbia. Le immagini dell’incendio

che ha colpito il municipio di Limoges, in Francia, richiamano anche il valore degli spazi pubblici. Su quell’episodio le responsabilità devono essere accertate dall’indagine, senza anticipare conclusioni. Il principio generale, però, è chiaro: un municipio, un ufficio, un luogo della comunità fanno parte della vita collettiva. Devastarli significa sottrarre risorse, compromettere servizi e creare difficoltà a persone che possono persino condividere le ragioni di una protesta. La ricostruzione e le riparazioni hanno un costo che ricade sulla collettività. Non possiamo dimenticare che gli edifici pubblici appartengono idealmente a tutti. Sono stati costruiti e mantenuti attraverso risorse comuni, spesso accumulate nel corso di generazioni. Quando vengono danneggiati, non si colpisce soltanto un’amministrazione o un simbolo istituzionale, ma un patrimonio condiviso. Ogni euro destinato a riparare una devastazione è una risorsa che non potrà essere impiegata immediatamente per migliorare una scuola, sostenere un servizio sociale o rispondere alle necessità dei cittadini. So bene che la rabbia può nascere da problemi reali. Le difficoltà economiche, il senso di abbandono e la sensazione di non essere ascoltati meritano attenzione. Comprendere da dove nasce una tensione è necessario per affrontarla. Ma una spiegazione non cancella una responsabilità. Tra riconoscere un disagio e giustificare un saccheggio passa un confine che non può essere spostato a seconda della simpatia che proviamo per una causa. Il rispetto dovuto alle persone danneggiate deve restare lo stesso. Per questo, davanti a chi rompe, ruba e incendia, io sto dalla parte della polizia. Dalla parte di chi protegge le persone, i negozi, le abitazioni e gli spazi pubblici. Dalla parte di chi interviene per impedire che una manifestazione venga trasformata in un’occasione per aggredire o distruggere. In quelle circostanze la divisa svolge una funzione che serve a tutti, compresi i manifestanti

pacifici. Sostenere questa funzione significa sostenerne l’esercizio nel rispetto della legge: una responsabilità, non un privilegio. Naturalmente, sostenere le forze dell’ordine non significa attribuire loro un’immunità dalle critiche. Ogni intervento deve rispettare criteri di legalità, necessità e proporzionalità. Gli eventuali abusi devono essere verificati e sanzionati. Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerare automaticamente sospetto chi indossa una divisa e interviene per impedire un reato. La sicurezza pubblica è un servizio essenziale della democrazia, non un ostacolo alla libertà. Senza sicurezza, infatti, anche l’esercizio dei diritti fondamentali diventa più difficile. Mi colpisce la facilità con cui i danni possono essere liquidati come un dettaglio inevitabile, quasi un prezzo da mettere in conto. Inevitabile per chi? Per chi osserva da lontano è semplice passare oltre. Per chi deve riaprire un’attività, sostituire un mezzo o rinunciare a una giornata di lavoro, quel dettaglio cambia la vita quotidiana. Una protesta che chiede considerazione non può negarla alle persone che incontra. La credibilità comincia anche da questa coerenza. C’è poi una questione di responsabilità morale che non dovrebbe essere sottovalutata. Quando una persona decide de-

liberatamente di distruggere ciò che appartiene ad altri, compie una scelta precisa. Non è una conseguenza obbligata della protesta, né una reazione inevitabile alle difficoltà sociali. Migliaia di cittadini affrontano quotidianamente problemi economici, ingiustizie e delusioni senza trasformare il proprio malcontento in violenza. Anche per rispetto verso di loro, non possiamo presentare la devastazione come una risposta comprensibile e quasi naturale. La violenza indebolisce le ragioni che pretende di rendere più forti. Sposta l’attenzione dalle richieste ai danni, dai contenuti agli scontri. Offre a chi non vuole ascoltare un comodo argomento per liquidare tutto insieme, compresa la voce di chi ha manifestato civilmente. È un danno ulteriore, fatto proprio alla causa che si sostiene. Chi vuole essere ascoltato dovrebbe impedire che le proprie parole vengano coperte dal rumore dei vetri infranti. Anche per questo chi organizza e sostiene una mobilitazione dovrebbe condannare le devastazioni senza esitazioni. Farlo significa difendere l’impegno di chi cerca un cambiamento attraverso la partecipazione. Nessuna solidarietà automatica è dovuta a chi usa una piazza come copertura per commettere violenze. La solidarietà va a chi esprime le proprie idee, a chi subisce i dan-

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

ni e a chi protegge la sicurezza di tutti. Le istituzioni, dal canto loro, hanno il dovere di ascoltare le rivendicazioni legittime e di garantire condizioni nelle quali il dissenso possa esprimersi liberamente. Ignorare sistematicamente le difficoltà dei cittadini alimenta sfiducia e distanza dalla politica. Tuttavia, il dialogo non può essere subordinato alla minaccia della violenza. Una democrazia matura deve saper ascoltare chi protesta pacificamente, senza concedere maggiore attenzione a chi sceglie la distruzione come strumento di pressione. Il criterio deve essere uguale in Italia, in Francia e nel resto d’Europa. Non possiamo considerare intollerabile una devastazione quando non condividiamo le ragioni di chi protesta e cercare attenuanti quando quelle ragioni ci sono vicine. La proprietà di un cittadino, il lavoro di un commerciante e l’incolumità di un agente non cambiano valore secondo il colore politico della piazza. Esiste inoltre un dovere educativo che riguarda famiglie, scuole, associazioni e rappresentanti politici. Le nuove generazioni devono comprendere che il confronto democratico richiede coraggio, pazienza e rispetto delle regole comuni. Contestare il potere è legittimo, ma esercitare la libertà significa anche riconoscere quella degli altri. Senza questo principio, la protesta rischia di trasformarsi nella semplice imposizione della volontà di chi grida più forte. Difendere la democrazia richiede partecipazione, libertà di critica e responsabilità. Il diritto di protestare deve restare pieno; altrettanto pieno deve essere il diritto dei cittadini a non essere derubati, intimiditi o danneggiati. Le ragioni di una protesta meritano ascolto per il loro contenuto, non per la quantità di distruzione che riescono a produrre. Io continuerò a difendere il diritto di manifestare e a stare dalla parte di chi impedisce che quel diritto diventi il pretesto per fare del male agli altri. Perché nessuna vetrina infranta, nessun negozio saccheggiato e nessuna automobile bruciata renderanno più libera o più giusta la nostra società. La vera forza di una protesta si misura nella capacità di cambiare le cose senza distruggere la vita degli altri.


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fatti e misfatti di Marco Testa

Allora!

Intervista al Console Generale Rubagotti sulla rappresentanza del Com.It.Es.

di Marco Testa In vista delle elezioni per il rinnovo del Com.It.Es. di Sydney, previste per il 4 dicembre 2026, abbiamo intervistato il Console Generale d’Italia, Gianluca Rubagotti, per approfondire alcuni aspetti fondamentali della partecipazione democratica e della rappresentanza degli italiani all’estero. Al centro del colloquio, le iniziative informative promosse dal Consolato Generale, le modalità di iscrizione negli elenchi elettorali, il ruolo istituzionale del Comitato e i rapporti con le associazioni italiane presenti sul territorio. Uno sguardo anche all’esperienza del Com.It.Es. uscente e alle prospettive di collaborazione con i futuri eletti, con particolare attenzione alla necessità di rafforzare la fiducia della collettività nei confronti dei propri rappresentanti. 1. Le elezioni per il rinnovo del Comites si terranno il 4 dicembre 2026. Quali iniziative ha previsto il Consolato Generale per informare i cittadini italiani e favorire una partecipazione più ampia rispetto alle precedenti consultazioni? C’è stata una forte campagna informativa da parte del Ministero, ripresa da tutte le Ambasciate e dai Consolati. Sono state ideate delle infografiche, anche, se vuole, molto accattivanti dal punto di vista grafico. Abbiamo realizzato video e siamo presenti sui social media. Capisco che questi strumenti forse non riescano a raggiungere una certa parte della collettività. Per questo ci sono state anche interviste alla radio, articoli sui giornali, come questa intervista, e durante i tanti incontri che ho con la collettività italiana cerchiamo sempre di sensibilizzare i connazionali su questo tema. 2. Il termine per richiedere l’iscrizione nell’elenco degli elettori è fissato al 4 novembre. Considerando che l’iscrizione all’AIRE non comporta automaticamente quella nelle liste elettorali del Comites, ritiene che le procedure attuali possano rappresentare un ostacolo alla partecipazione democratica? Parlare di un ostacolo alla partecipazione democratica mi sembra francamente esagerato. Richiede un piccolo sforzo in più? Sì, ma ci sono diverse modalità per compiere questo pic-

colo sforzo. Si possono inviare la richiesta, la cosiddetta opzione inversa, e il documento di identità in vari modi: di persona, via e-mail oppure tramite il portale FastIt, che con un paio di clic è facilmente utilizzabile da chiunque. Quindi, chi ha maggiore dimestichezza con la tecnologia può utilizzare questi strumenti, mentre chi ne ha meno può presentare direttamente la documentazione. Anche in questo caso, durante tutti gli incontri che abbiamo avuto con la collettività, c’è sempre stata la possibilità di compilare i documenti a mano. Rivolgo quindi un caloroso invito a partecipare. Anche se capisco che c’è una sola lista e quindi un numero più limitato di candidati tra cui scegliere, è comunque importante votare. E per le persone anziane che dovessero presentarsi al Consolato e avessero difficoltà nella compilazione della domanda, è prevista un’assistenza? Certo, assolutamente. Se siete anziani e venite al Consolato, vi aiutiamo noi a compilare la richiesta. 3. Molti italiani conoscono poco il ruolo del Comites. Quali iniziative potrebbero avvicinare i connazionali a questo organismo e incoraggiarli a partecipare attivamente alla vita democratica della collettività italiana? Io do fin da ora la mia piena disponibilità a organizzare eventi e incontri che possano favorire la conoscenza del Com.It.Es., del suo ruolo e, ovviamente, anche

dei suoi membri. 4. Il Comites è un organismo elettivo di rappresentanza degli italiani all’estero, con funzioni ben diverse da quelle delle associazioni comunitarie. Come si può evitare che venga percepito come una delle tante associazioni italiane e rafforzarne invece il ruolo istituzionale, la rappresentatività e la capacità di interlocuzione con le autorità consolari? Il Com.It.Es. deve innalzarsi, se così vogliamo dire, e fungere da raccordo e coordinamento fra le varie associazioni, senza confondersi con questa o quella associazione in particolare. È proprio questo ruolo di coordinamento che ritengo importante, anche rispetto ad associazioni che, per vari motivi, non hanno un contatto diretto con le istituzioni. Noi avevamo un database di associazioni che, però, alla prova dei fatti risultavano in alcuni casi non più attive oppure prive di un numero minimo di partecipanti. Quindi è importante che ci sia anche una mappatura della presenza delle associazioni italiane, un lavoro che potremmo cominciare a fare insieme a partire dal prossimo anno. Un’altra questione riguarda i consiglieri al primo mandato, che potrebbero non avere precedenti esperienze istituzionali. Come evitare che un nuovo eletto finisca per confondere il Com.It.Es. con una normale associazione, considerando anche che in Australia non esiste un organismo direttamente equivalente? Diciamo che ci sono tutti gli

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strumenti per capire quali siano le funzioni del Com.It.Es. e sono sicuro che chi si è impegnato davanti alla collettività a dedicare parte del proprio tempo al Comitato saprà ben comprendere quale sia la sua funzione. 5. Quale ruolo ritiene debba svolgere il futuro Comites di Sydney nel dialogo con il Consolato Generale e con le associazioni italiane presenti sul territorio? Quali forme di collaborazione potrebbero contribuire a rafforzare la rappresentanza e la partecipazione della collettività italiana, nel rispetto delle rispettive competenze, autonomie e responsabilità? In questi anni il Consolato Generale ha collaborato con il Com. It.Es. in una serie di iniziative. Ab-

biamo organizzato incontri con le associazioni italiane e anche questo aspetto chiaramente si può migliorare, cercando di rendere la collaborazione il più estesa possibile. Penso, per esempio, ai seminari informativi sulle novità legislative, come la grande riforma in tema di cittadinanza e l’introduzione della possibilità di riacquisto della cittadinanza, ma anche agli eventi culturali. Sono già tre anni che organizziamo la giornata dedicata ai dialetti e alle lingue locali e, tra gennaio e febbraio, dovrebbe svolgersi la quarta edizione. 6. Alla luce dell’esperienza del Comites uscente, quali ritiene siano state le principali criticità nel rapporto tra rappresentanza eletta, istituzioni e cittadini? Quali cambiamenti auspica per rendere il prossimo Comitato più autorevole, rappresentativo e concretamente utile ai connazionali? Come Consolato Generale abbiamo sempre improntato le nostre interazioni con il Com.It.Es. al massimo rispetto istituzionale. Auspico, ovviamente, che questa collaborazione, nel rispetto reciproco, possa continuare anche con il nuovo Com.It.Es. e con i nuovi eletti. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, sono convinto che le istituzioni funzionino in un modo o nell’altro anche in conseguenza di chi le guida e di chi le rappresenta. Toccherà pertanto ai nuovi membri del Com.It.Es. guadagnarsi la fiducia della collettività.

Confronto Consolato-Com.It.Es. In vista delle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., previste per il 4 dicembre 2026, il Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, e il presidente del Com.It.Es. del Victoria e della Tasmania, Ubaldo Llanò, hanno partecipato a un confronto informativo dedicato al ruolo dei due organismi e alle modalità di partecipazione al voto. Nel corso dell’incontro, il Console Generale ha illustrato le principali attività del Consolato, competente per il Victoria e la Tasmania. «Il Consolato Generale fornisce innanzitutto servizi ai cittadini», ha spiegato, ricordando il rilascio di passaporti e carte d’identità, la gestione dello stato civile, dell’AIRE e l’assistenza ai connazionali in difficoltà, oltre ai rapporti diplomatici con le istituzioni locali. Il presidente Ubaldo Llanò ha invece richiamato l’attenzione sulla funzione rappresentativa del Com.It.Es., sottolineandone il ruolo nella tutela degli italiani

all’estero, nella conservazione della memoria storica e nella promozione della lingua e della cultura italiana. «È una risorsa preziosissima, perché attraverso di esso la comunità può rappresentare le proprie esigenze nei confronti delle istituzioni, incluso il Consolato», è stato evidenziato durante il confronto. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 4 novembre 2026. Le schede elettorali dovranno pervenire al Consolato entro il 4 dicembre. L’incontro si è concluso con un richiamo all’importanza della partecipazione democratica e alla necessità di conoscere le procedure per scegliere consapevolmente i propri rappresentanti nella comunità italiana all’estero. L’incontro si è concluso con un richiamo all’importanza della partecipazione democratica e alla necessità di conoscere le procedure per scegliere consapevolmente i propri rappresentanti nella comunità italiana all’estero.


Allora!

notizie comunitarie

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a cura di Tom Padula

Italian Racing Passion Unites Two Nations

Cavatieddi Night, un viaggio nei sapori della Basilicata di Tom Padula Sabato 17 Ottobre 2026 – Dinner Dance – e’ stata la prima celebrazione dopo la riapertura di questo Club a causa dei lavori in Corso per il Deposito dei Tram per gli ultimi due mesi. Tutta l’area vicino al Club e’ stata migliorata ed adesso c’e’ una nuova uscita in piu’ per i Tram che usano la Sydney Road. Sono andato li’ per il gioco delle carte ed il rinfresco pomeridiano Mercoledi’ e poi il Sabato avevo un tavolo prenotato per mia sorella e cognata ed amici. La serata e’ stata curata come d’abitudine con molta professionalita’ ed impegno. Chi ha partecipato si e’ divertito ed ha avuto l’occasione di incontrarsi con persone che non vedevano da un po’ di trempo. Il Club Federazione Lucana ha un piccolo comitato di persone che sono impegnate per il successo di ogni attivita’. Il Pranzo con i famosi Cavatieddi Lucani preparati sul posto, con sugo di pomodori per questo piatto tradizionale, e’ stato molto accettato. Difatti chi partecipa ai vari Dinner Dance annuali apprezza moltissimo il menu di una varieta’ di prodotti usati tradizionalmente nei molteplici Paesi Lucani della Regione Basilicata. La Federazione Lucana e’ amministrata dal Presidente Leonardo Santomartino ed i suoi affiatati soci di lavoro per il mantenimento di questa organizzazione sociale che promuove la Regione Basilicata qui a Melbourne. Sarebbe utile se molti Lucani di origine che risiedono qui a Melbourne diventassero soci e dare un appoggio piu’ visibile per

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Casa Nostra Italian Club Fleming Hall Park Tutti i martedì - 10.00am Tombola, carte, giochi di carte Pranzo di 2 portate a pagamento Nella Bellofiore: 0413 915 540 Italian Pensioner Club Allegra Carte, tombola, caffè e biscotti Tutti i mercoledì - 10.00am Tino Modica: 0475 433 868

la crescita di questa associazione. Il nome Federazione Lucana rappresenta le famiglie di origine dei 130 e piu’ paesi della Regione. I Lucani hanno vissuto un grande esodo di emigrazione dai vari Paesi per l’Australia, gli Stati uniti d’America, il Canada’, L’Argentina, il Brasile ed altri Stati del Continente America. I contatti globali vengono mantenuti tuttora con visite di vari gruppi di persone che vanno in Basilicata e vengono dalla Basilicata. Il Presidente Leonardo Santomartino ha organizzato negli anni dalla nascita del Club molteplici visite di questo genere. Gli Australiani di origine Lucana della seconda, terza ed oltre generazioni potrebbero usufruire del contatto a livello locale con altre persone per rafforzare la propria identita’. La storia delle famiglie che hanno avuto nonni e bisnonni emigrati ovunque nel mondo possono essere orgogliosi di questa realta’. Mantenere viva la cultura e la lingua dei Paesi e dell’Italia arricchisce chi si interessa alla propria storia familiare. La Federazione Lucana puo’ essere utile per questo rinnovo in un mondo sempre piu’ vicino, anche se lontano di distanza. Sabato sera io ero ad un tavolo con Angela, mia sorella Antonietta, mio cognato Tony e gli amici Tony e Diana, Aldo e Loretta. E’ stato bello condividere la serata con parenti, amici e conoscenti di lungo tempo, paesani e corregionali, specialmente perche’ tutti abitiamo in questa vasta citta’ di Melbourne. Il Club diventa la Piazza di ritrovo per chi lo vuole. La Musica dal vivo dei cinque del gruppo OUT OF THE BLUE con musicisti Tony Vernali, Laurie Costabile, John Fagnani, Rocco Dibenedetto and singer Pauline Apostolides ci hanno intrattenuti con tanta armonia e balli con musica italiana e di altre provenienze.Anche I musicisti cantano per cambiare l’atmosfera durante i balli che seguono ogni portata sui tavoli. Questo Cavatieddi Night io lo ricordero’ perche’ non avevo visto Tony e Diana da vari decenni. Rinnovare le amicizie conta molto per chi arriva alla terza eta’. Il Club o Associazione italiana di Melbourne ci da’ l’opportunita’ di mantenere viva la nostra identita’. Auguri e Grazie a chi lo fa.

Italian engineering, innovation and sporting excellence took centre stage in Melbourne as the Consulate General of Italy hosted “Moto d’Italia – Culture Beyond the Track”, an event celebrating Italian motorcycling ahead of the Australian MotoGP at Phillip Island. Organised in collaboration with the Italian Chamber of Commerce and Industry in Melbourne, the initiative highlighted the contribution of Italian creativity, technology and industrial expertise to the international motorcycle industry. Among the distinguished participants were Italian MotoGP star Marco Bezzecchi, the CEO of Aprilia Racing and representatives of the Piaggio Group, whose presence underscored the connection between sporting achievement and Italian manufacturing excellence. The event offered an opportunity to explore the work taking place behind the scenes of professional motorcycle racing, where advanced engineering, continuous research and technological development combine with determination and exceptional talent. Beyond the excitement of competition, discussions focused on the industrial knowledge, techni-

cal skills and creative vision that have established Italian motorcycle manufacturers among the most respected names worldwide. The participation of Bezzecchi, one of Italy’s leading motorcycle racers, provided a connection between the achievements of Italian athletes and the technological sophistication supporting their performances on international circuits. The gathering also highlighted the importance of strengthening economic, cultural and technological relationships between Italy and Australia, two countries united by a shared appreciation for innovation, sporting excellence and industrial development.

Through initiatives such as Moto d’Italia, Italian diplomatic institutions continue to promote the broader significance of Made in Italy, showcasing an industrial tradition built upon generations of craftsmanship, ingenuity and international competitiveness. As Phillip Island prepares to welcome the world’s leading riders, Melbourne’s celebration demonstrated that Italian motorcycling represents far more than speed and competition. It embodies a heritage of passion, creativity and technological achievement, connecting Italian excellence with Australian audiences through sport, innovation and shared cultural appreciation.

Stefano Scaramuzzino alla guida dell’IIC

L’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne apre una nuova fase con l’arrivo di Stefano Scaramuzzino, nominato nuovo direttore dell’istituzione impegnata nella promozione della lingua e della cultura italiana in Australia. A dare il benvenuto è stato il Consolato Generale d’Italia a Melbourne, che, insieme all’Istituto Italiano di Cultura, ha rivolto a Scaramuzzino un caloroso saluto e i migliori auguri di buon lavoro. La nomina rappresenta un nuovo capitolo per una realtà che svolge un ruolo importante nel rafforzamento dei rapporti culturali tra Italia e Australia. Attraverso iniziative artistiche, letterarie, cinematografiche e linguistiche, l’Istituto costituisce un punto di riferimento per gli italiani residenti nel Victoria e per il pubblico australiano interessato al patrimonio culturale italiano.

Il nuovo direttore sarà chiamato a proseguire questa missione, valorizzando il dialogo con le istituzioni locali, le università, le associazioni e gli operatori culturali del territorio, attraverso nuove opportunità di collaborazione. In una città caratterizzata da una significativa presenza italiana, l’attività dell’Istituto contri-

buisce a mantenere vivo il legame con le radici e a presentare un’immagine contemporanea dell’Italia. L’accoglienza riservata a Stefano Scaramuzzino sottolinea l’importanza della diplomazia culturale nel consolidare l’amicizia tra i due Paesi e promuovere nuove occasioni di incontro.

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Venerdì 23 Ottobre 2026

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Allora!

Berkeley, un anno di solidarietà e successi

Il Berkeley Neighbourhood Centre ha celebrato l’Annual General Meeting 2026, un appuntamento importante per fare il punto sulle attività svolte, riconoscere il contributo di quanti hanno sostenuto le iniziative e delineare le prospettive per il futuro. L’assemblea annuale ha rappresentato un’occasione per valorizzare il ruolo di questa realtà nel territorio, attraverso servizi e progetti che promuovono l’inclusione, la partecipazione e il sostegno alle persone. Nel corso dell’anno, il Centro ha continuato a rappresentare

un luogo di incontro per cittadini di diverse età e provenienze, offrendo opportunità di socializzazione e occasioni per costruire rapporti di amicizia e collaborazione. Un ruolo centrale è svolto da Maria Di Carlo, manager della struttura, che coordina le attività e contribuisce allo sviluppo dei servizi offerti. Il suo lavoro si affianca a quello di volontari, collaboratori e partecipanti, impegnati a mantenere uno spazio accogliente, dedicato all’incontro e alla condivisione. La sua capacità organizzativa rappresenta un elemento fonda-

mentale per garantire continuità ai programmi e mantenere vivo il dialogo con la comunità locale. Il messaggio che ha accompagnato il bilancio dell’anno è stato semplice e significativo: «Thank you everyone for making 2026 the best year». Un ringraziamento rivolto a tutti coloro che, con il proprio impegno, la disponibilità e la presenza, hanno contribuito a rendere il 2026 un anno particolarmente positivo. L’Annual General Meeting non è stato soltanto un momento formale di rendicontazione, ma anche un’opportunità per riconoscere il valore del lavoro di squadra e delle relazioni umane. La continuità delle iniziative dipende infatti dalla dedizione di chi mette tempo ed energie al servizio degli altri, rafforzando i legami e il senso di appartenenza. Particolare importanza assume anche la capacità del Centro di ascoltare le necessità della comunità, adattando le proprie iniziative ai cambiamenti sociali e alle esigenze quotidiane dei residenti. Un impegno che contribuisce a contrastare l’isolamento e a favorire una maggiore partecipazione collettiva. Il Berkeley Neighbourhood Centre si conferma così un importante punto di riferimento per il territorio, grazie a servizi e attività capaci di rispondere alle esigenze delle persone e favorire la partecipazione alla vita sociale. Con lo sguardo rivolto al futuro, la struttura rinnova il proprio impegno nel segno della solidarietà e dell’inclusione, con l’obiettivo di proseguire il percorso intrapreso e affrontare con fiducia le nuove sfide.

Giovani italiani in Ambasciata Tre giovani universitari italiani hanno recentemente iniziato un’esperienza di tirocinio presso l’Ambasciata d’Italia a Canberra, entrando in contatto diretto con il mondo della diplomazia e delle relazioni internazionali. Si tratta di Pietro, Carlo e Gabriele, accolti ufficialmente dalla rappresentanza diplomatica italiana in Australia. Pietro, 26 anni, originario di Ancona, studia Relazioni Internazionali all’Università La Sapienza di Roma. Appassionato di diritto internazionale, cooperazione multilaterale e governance, considera questa esperienza un’importante opportunità per conoscere il funzionamento delle istituzioni diplomatiche. Il suo obiettivo è intraprendere una carriera nelle organizzazioni internazionali e nelle istituzioni europee. Carlo, 25 anni, proviene da Udine e frequenta il corso di Diplomazia e Cooperazione Internazionale dell’Università di Trieste, nella sede di Gorizia. Particolarmente interessato alle dinamiche geopolitiche e agli affari internazionali, intende approfondire le

proprie conoscenze attraverso il confronto quotidiano con le attività dell’Ambasciata. Gabriele, anch’egli venticinquenne, vive a Torino, dove studia Scienze Internazionali presso l’università cittadina. La passione per le relazioni internazionali lo ha spinto a cercare un’esperienza concreta nel settore diplomatico. Il tirocinio rappresenta per i tre studenti un’occasione di crescita professionale e personale, permettendo loro di osservare da vicino il lavoro della diplomazia italiana all’estero. Un’esperienza che consentirà anche di comprendere meglio le relazioni bilaterali, il ruolo delle rappresentanze diplomatiche e l’importanza della collaborazione tra Paesi geograficamente lontani, ma legati da profondi rapporti storici e culturali. Attraverso queste esperienze formative, le nuove generazioni possono sviluppare competenze preziose, contribuendo in futuro al dialogo internazionale e al rafforzamento dei rapporti tra Italia e Australia. Un percorso significativo per avvicinare i giovani alle istituzioni internazionali.

Business Connect accende nuove opportunità

La comunità imprenditoriale italiana dell’Australia Occidentale rafforza i propri legami attraverso il Business Connect Evening, l’incontro promosso dalla Camera di Commercio Italiana di Perth per favorire collaborazioni, opportunità commerciali e rapporti economici tra Italia e Australia. All’evento ha partecipato anche un rappresentante del Consolato d’Italia a Perth, che ha sottolineato l’importanza della Camera come punto di riferimento per aziende e professionisti italiani presenti nel territorio. Una Camera di Commercio, è stato evidenziato, non rappresenta soltanto un’organizzazione economica, ma uno spazio condiviso nel quale imprenditori e professionisti possono incontrarsi, scambiare idee, costruire rapporti di fiducia e sviluppare progetti comuni. Particolare apprezzamento è stato espresso nei confronti del presidente Rob Monzu e della sua squadra, protagonisti di una nuova fase di rilancio dell’organizzazione, caratterizzata da en-

tusiasmo, impegno e rinnovata capacità di coinvolgimento della comunità imprenditoriale. Il Consolato ha rivolto un invito alle imprese dell’Australia Occidentale affinché partecipino attivamente alle iniziative della Camera, contribuendo con esperienze, competenze e nuove idee alla crescita dell’organizzazione. L’obiettivo è rafforzare la rappresentanza collettiva del mondo imprenditoriale italiano, creando una rete capace di sostenere investimenti, collaborazioni e scambi commerciali tra i due Paesi. Il Business Connect Evening

ha rappresentato anche un’occasione per ribadire il valore delle relazioni personali nel mondo degli affari, dove fiducia e collaborazione costituiscono elementi fondamentali per costruire opportunità durature. In un contesto economico competitivo, la Camera di Commercio Italiana di Perth punta a consolidare il proprio ruolo di collegamento tra imprese, istituzioni e comunità, valorizzando il contributo italiano allo sviluppo economico dell’Australia Occidentale e promuovendo prospettive di crescita condivisa.


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Una domenica speciale dedicata a chi ha tanto da raccontare

Antonio Bamonte

Dai Le MP

Paolo Rajo e Morris Licata

Il tavolo di Tina Mesiti e Charlie Telese con amici

Presentazione del volume "Viaggio di ritorno alle origini"

di Maria Grazia Storniolo La famiglia, la memoria e le tradizioni italiane sono state protagoniste della Festa dei Nonni, organizzata domenica 18 ottobre 2026 dall’Associazione I Nonni di Sydney nella sala La Bohème della Doltone House, all’interno del Club Marconi di Bossley Park. L’evento ha riunito 260 persone in una giornata dedicata al valore dei nonni e al loro ruolo fondamentale nella trasmissione della lingua italiana, dei ricordi familiari e del patrimonio culturale alle nuove generazioni. A guidare la serata come maestro di cerimonia è stato Paolo Rajo. Tra gli ospiti presenti, il Console generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, insieme a numerosi rappresentanti della comunità italiana. Il presidente dell’associazione, Joe Commisso, ha dato il benvenuto ai partecipanti, ringraziando i componenti del comitato per il lavoro svolto nell’organizzazione. Nel suo intervento ha ricordato le origini dell’associazione, lo spirito che ne anima le attività e i valori che ne hanno accompagnato il percorso: mantenere vivi i legami familiari, promuovere l’identità italiana e valorizzare il contributo dei nonni nella società. Il Console generale Gianluca Rubagotti ha ringraziato l’associazione per l’invito, sottolineando l’importanza di occasioni che rafforzano i legami tra le persone e preservano la cultura d’origine. È intervenuto anche il commendatore Antonio Bamonte, che ha rivolto un particolare ringraziamento al presidente Commisso per l’impegno, la visione e la passione con cui continua a promuovere iniziative dedicate ai nonni, alla famiglia e alla comunità. Un breve saluto è stato rivolto ai presenti anche dal presidente del Club Marconi, Morris Licata, dalla senatrice Dai Le e dalla professoressa Concetta Cirigliano Perna, protagonista di un momento significativo della giornata. La docente ha donato al Console generale il volume Viaggio di ritorno alle origini, un’antologia bilingue in italiano e inglese che raccoglie storie di vita degli emigranti italiani raccontate attraverso lo sguardo dei loro nipoti. L’opera nasce da un concorso letterario promosso nel 2016 proprio dall’Associazione I Nonni di

Console Generale G. Rubagotti

Pres. Joe Commisso

Joe Commisso con i Coniugi Testa e una giovane famiglia

C. Piromalli, T e M Sapiro, J. Piromalli, C e C Bonaldi

Sydney, testimoniando il valore della memoria come ponte tra generazioni. La musica ha accompagnato la serata grazie alle voci e alle esibizioni del trio formato da Michael Riviera, Dom Vasta e Iliana Pipitone, contribuendo a creare un’atmosfera festosa e coinvolgente. Le melodie hanno richiamato ricordi, emozioni e tradizioni condivise, trasformando la celebrazione in un'occasione di incontro tra generazioni unite dall'amore per le proprie radici. Tra i momenti più attesi, la premiazione di Giovanna Bucca e Michael Mascolo, riconosciuti come i nonni più anziani presenti. Particolarmente emozionante è stata inoltre la partecipazione di numerosi giovani nipoti, che

hanno dedicato messaggi affettuosi ai propri nonni, ricordando quanto la loro presenza rappresenti un punto di riferimento nella vita familiare. Un legame prezioso che continua a rafforzarsi attraverso piccoli gesti quotidiani. La festa si è conclusa con una ricca lotteria, il cui primo premio consisteva in un viaggio per due persone in classe economica verso l’Italia, seguita da musica per tutti i gusti e momenti di convivialità. Una giornata che ha rinnovato il significato più autentico della Festa dei Nonni: celebrare chi custodisce le radici, tramanda la storia familiare e contribuisce a mantenere viva l’identità italiana anche lontano dalla terra d’origine.

Premiati i Nonni dell'anno Michael Mascolo e Giovanna Bucca

Suite 208, 29-31 Lexington Drive, Bella Vista, Sydney, NSW 2153, Australia Freephone: 1800 BELOKA or Telephone: (02) 8882 8088 E-mail: info@belokawater.com.au Il tavolo di Antonio Bamonte e famiglia, con Stefano Alaface


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Norton Street Festa, Leichhardt celebra i 40 anni con chi l’ha costruita

F. Montrone OAM ricorda la prima edizione della Festa

Darcy Byrne. Sindaco dell'Inner West

Sen. F. Giacobbe durante il suo discorso

D. Zonta, A. Simon, T. Rizzotto e M. Biviano

G. Bortolin Papa assieme a I. Ventolini e P. Ponzio O’Reilly

DOLCETTINI

Sydney’s Finest! The result of passion, creativity & quality!

di Lorenzo Canu Mercoledì 21 ottobre l’Inner West Council ha riunito al Leichhardt Town Hall le persone e le associazioni che in quarant’anni hanno costruito la Norton Street Italian Festa, prima dell’edizione dell’anniversario, domenica 25 ottobre dalle 10 alle 17 tra Marion Street e William Street. La Festa nacque nel 1986 nella parrocchia di St Fiacre, dove i frati cappuccini volevano ricreare le feste religiose e patronali dei paesi italiani, e nel 1987 arrivò su Norton Street. La prima edizione occupava un lato della via, finché l’RTA chiese di spostarla sull’altro per non fermare gli autobus diretti in città. Rachele e Patrick O’Reilly, ringraziati in serata, con Impact Events hanno organizzato la Festa per oltre dieci anni prima di passare il testimone al Leichhardt Collective nel 2024. Nel suo discorso, il sindaco Darcy Byrne ha ricordato che a Giovinazzo, gemellata con Leichhardt dal 1988, una piazza porta il nome del sobborgo. “Leichhardt oggi è molto meno italiana di quando ero bambino, ma conserva lo status storico di luogo di nascita della diaspora italo-australiana. Ogni italiano in Australia sa che Leichhardt è il posto dove tutto è cominciato”, ha detto Byrne. “A nome del Consiglio e della comunità dell’Inner West, a tutti voi che avete dato tempo ed energie per rendere la Festa un successo, grazie per quello che avete fatto.” Dopo di lui ha parlato il Cav. Felice Montrone OAM, presidente dell’APIA e membro del comitato che organizzò la prima festa a St Fiacre, di cui si è definito probabilmente l’ultimo membro ancora in vita. Montrone ha ricordato che la Festa si regge su commercianti e contributi pubblici, e ha chiesto al Governo statale e al Comune di aumentare il sostegno a un evento che richiama oltre centomila persone, citando il milione di dollari promesso in Victoria per la festa italiana di Melbourne. “La storia non si compra. Non c’è denaro che possa comprarla. Abbiamo fatto la storia, facciamo la storia. Quindi conserviamola, uniamoci, e facciamo in modo che non solo quest’anno, ma per i prossimi cento anni, la Norton Street Festa sia mantenuta e rafforzata.” Tornato al microfono, Byrne,

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I coniugi Alafaci assieme a Frank Sartor

Il sindaco di Canada Bay Michael Megna assieme all'ex calciatore

Sen. F. Giacobbe assieme a A. Bonanno, CEO CoAsIt

Foto di gruppo al grido di Festa!

rivolto a Montrone, ha scherzato: “Non mi sorprende affatto che mi abbia chiesto altri soldi per la Festa.” Ha ricordato che l’APIA ha cresciuto più Socceroos e più Matildas di qualsiasi altro club australiano, impegnando il Consiglio a sostenere il suo programma di calcio femminile. Ultimo a parlare, il senatore Francesco Giacobbe, che ha rilanciato la richiesta al Governo del NSW e ha parlato del suo legame con il quartiere: “È il posto dove sono arrivato nel 1982, dove ho preso prima la residenza, poi aperto la mia attività, e il mio cuore è in questo posto speciale.” Il senatore ha anche proposto che i risultati sportivi dell’APIA, comprese le Matildas cresciute nel club, entrino nel Museo dell’Emigrazione Italiana, che sta raccogliendo proprio queste storie, perché restino nella memoria collettiva degli italiani in

Australia e a Sydney. Sul sindaco ha aggiunto: “Lo considero un italiano onorario, perché il suo impegno per il bene pubblico non è secondo a nessuno.” In sala anche Brian Gold, primo presidente della West Gate Chamber of Commerce, Frank Sartor, già Lord Mayor di Sydney e ministro della Pianificazione del NSW, Anita Bonanno, nuova CEO del Co.As.It., la deputata statale Kobi Shetty, padre Robert Stewart, provinciale dei frati cappuccini, e il sindaco di Canada Bay Michael Megna. Alle pareti fotografie storiche della comunità, sul palco la musica di Paolo e Rosella del duo According to Us. Marco Orazio Abbondanza, coordinatore nazionale del GIA Network, ha tenuto a ricordare che venerdì 13 novembre si terrà, presso l’Istituto Italiano di Cultura in York Street, l’AperiGIA Lombardia.


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I Trevisani del Mondo si preparano al congresso australiano

I Trevisani di Sydney danno il benvenuto al delegato Livio Rossi

Scambio di doni con il Board del Club Marconi ( T.Paragalli e J.Pellegrino)

di Maria Grazia Storniolo Lo scorso martedì, al Club Marconi di Bossley Park, punto di riferimento dell’italianità nel West Sydney, si è svolto un incontro tra i membri del comitato dei Trevisani del Mondo di Sydney e una delegazione proveniente dall’Italia, in vista del congresso nazionale australiano, in programma nell’arco di tre giorni al Fraternity Club di Wollongong.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra i rappresentanti dell’associazionismo veneto in Australia e i delegati arrivati dall’Italia, chiamati a condividere esperienze, riflessioni e prospettive sul futuro dell’organizzazione. In rappresentanza della delegazione, Livio Rossi ha sottolineato il significato del congres-

so, che riunisce ogni tre anni le sezioni australiane dei Trevisani del Mondo. Un appuntamento che va oltre il semplice ritrovo, offrendo la possibilità di affrontare insieme le difficoltà comuni e individuare nuove strategie per mantenere vive le associazioni. Tra le questioni più importanti emerge il coinvolgimento delle giovani generazioni, una sfida che interessa le sezioni dei Trevisani in tutto il mondo. «È una sfida che riguarda le sezioni di tutto il mondo», ha spiegato Rossi, evidenziando la necessità di avvicinare i giovani alle proprie origini e di trasmettere loro il valore della memoria familiare e dell’identità culturale. Rossi ha inoltre ricordato il patrimonio di valori e tradizioni che gli emigrati veneti hanno lasciato in eredità ai discendenti. La famiglia, la cucina, la religione e la cultura del lavoro costituiscono elementi fondamentali di un’identità costruita nel tempo, anche attraverso l’esperienza migratoria. «I veneti sono sempre stati grandi lavoratori e hanno contribuito allo sviluppo dell’Australia, insieme agli emigrati provenienti dalle altre regioni italiane», ha affermato, richiamando il ruolo svolto dagli italiani nella crescita del Paese che li ha accolti. Secondo Rossi, conservare questo patrimonio significa continuare a trasmettere le tradizioni attraverso la vita quotidiana, le abitudini familiari e la parte-

Luigi Volpato, Renzo Valleri e Eileen Santolin

Giuseppe Querin, Renzo Valleri e Livio Rossi

cipazione alle iniziative associative. Un impegno che richiede il dialogo tra generazioni e la capacità di rendere le associazioni luoghi di incontro anche per i più giovani. Il congresso di Wollongong sarà inoltre un’opportunità per rafforzare i rapporti con il direttivo in Italia, raccogliere suggerimenti e individuare proposte concrete per migliorare l’attività

dell’organizzazione e della sua rivista. La giornata al Club Marconi si è conclusa in un clima di convivialità, confermando l’importanza di questi momenti di incontro per consolidare i legami tra i Trevisani, mantenere vivo il senso di appartenenza e guardare con fiducia alle sfide future con entusiasmo, determinazione e spirito di autentica collaborazione.

Gli Alpini si preparano a scrivere un’altra pagina di storia

Il Pres. D. Mazzoldi, S. Volpe, G. Querin, M. Airoldi e S. Isabella

di Filippo Stivala Mezzo secolo di presenza a Sydney, tra impegno sociale, incontri e iniziative che hanno accompagnato la storia dell’emigrazione

Annuncio Comunitario

L’Associazione Abruzzesi del NSW invita soci e amici al tradizionale Pranzo di Natale, sabato 28 novembre 2026, alle ore 12.00, presso Boffa’s Restaurant, 114 Church Street, Croydon. Costo: $65 a persona (bevande escluse). Autobus gratuito dal Club Marconi, andata e ritorno. Prenotazioni e pagamenti entro il 14 novembre. Bonifico CommBank: BSB 062-265 – Conto 116 33 493. Informazioni e prenotazioni: Maria 0414 245 044; Lucy 0421 323 530; Angelica 0480 353 652; Gay 0414 780 454; Mara 0408 202 202.

italiana in Australia. Gli Alpini si preparano a festeggiare il cinquantesimo anniversario della Sezione, fondata nel 1976, con una manifestazione in programma domenica 8 novembre. In preparazione alle celebrazioni, il presidente Davide Mazzoldi e alcuni Alpini si sono ritrovati a casa di Giuseppe Querin, coordinatore della Sezione di Sydney e presidente onorario, per definire gli ultimi dettagli dell’evento. Da decenni punto di riferimento delle Penne Nere, Querin ha riservato ai presenti la calorosa accoglienza che lo contraddistingue, trasformando la riunione organizzativa in un momento di convivialità, durante il quale non sono mancati ricordi e racconti legati alla lunga storia degli Alpini in Australia. L’incontro ha permesso di fare il punto sul programma della manifestazione, che riunirà soci, familiari e rappresentanti delle associazioni italiane. Un’occasione per ricordare quanti hanno contribuito alla nascita e alla cre-

scita della Sezione, mantenendo viva una presenza associativa che attraversa ormai diverse generazioni. Mazzoldi ha evidenziato il significato di questo anniversario, ricordando il contributo degli Alpini alla vita della collettività italiana attraverso iniziative di volontariato, solidarietà e partecipazione comunitaria. Cinquant’anni di attività che raccontano anche la capacità degli emigrati italiani di conservare le proprie tradizioni e trasmetterle ai figli e ai nipoti. Tra i protagonisti di questa lunga storia figura proprio Giuseppe Querin, che ha dedicato gran parte della propria vita all’associazione, seguendone le attività e favorendo i rapporti tra i soci.

Le Penne Nere di Sydney riunite con amici e familiari

Il suo impegno rappresenta una testimonianza della continuità che ha permesso alla Sezione di attraversare mezzo secolo di cambiamenti. Le celebrazioni si svolgeranno presso la Baita degli Alpini dello Scalabrini Village

di Austral, in concomitanza con la Giornata delle Forze Armate. Sarà una giornata per ritrovarsi, ricordare i caduti e celebrare cinquant’anni di storia degli Alpini a Sydney, guardando al futuro senza dimenticare le proprie origini.


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Marconi Automobile Club Heads South for “Dash to the Gong”

MAC members ready for the Ride to Wollongong

Time to enjoy a well deserve morning tea

By Guy Zangari&Sam Noiosi The Marconi Automobile Club (MAC) continued its successful calendar of motoring events with its October drive, aptly titled the “Dash to the Gong”, on Sunday, 18 October. Members and their guests departed Club Marconi at 10:00am, embarking on a scenic journey to Wollongong that showcased some of New South Wales’ most picturesque coastal and escarpment landscapes.

Over the course of the two-hour drive, the convoy travelled along winding roads, stretches of motorway and tree-lined routes before reaching the iconic Sea Cliff Bridge. With clear blue skies and dry road conditions, participants enjoyed ideal weather for the excursion. One of the highlights of the drive was crossing the Sea Cliff Bridge, where members were treated to spectacular views of the

Tasman Sea, dramatic sandstone cliffs and the lush rainforest-covered slopes of the Illawarra Escarpment. New MAC member Luigi Torrisi described the experience as unforgettable, “Driving along the Sea Cliff Bridge and taking in the views of the ocean and escarpment was breathtaking. Experiencing it all from a convertible on such a beautiful day made it even more special,” he said. The convoy's destination was the Fraternity Club in Wollongong, where members gathered with family and friends to enjoy a traditional Italian lunch. MAC member James Iodice said the event provided a wonderful opportunity to spend quality time with loved ones while sharing a passion for motoring, “Bringing my family and parents along for the drive is a fantastic way to spend a Sunday afternoon together while enjoying the company of fellow MAC members,” he said. The Marconi Automobile Club continues to grow steadily, offering members a diverse range of experiences throughout the year. MAC Captain Guy Zangari highlighted the variety of activities that have contributed to the club's continued success. “This year alone we have hosted our second annual Show and Shine, breakfast runs, fruit-picking excursions, overnight drives and a number of special social events. Our goal is to provide members with a wide range of experiences that celebrate both motoring and commu-

MAC members at the fraternity club for a traditional Italian lunch

The arrival of the MAC team in Wollongong

nity,” he said. Looking ahead, the club's next event will be a scenic drive to the Boathouse Patonga on the Central Coast. MAC Vice-Captain Sam Noiosi said the club's seasonal program ensures there is something for everyone, “Our event calendar is designed around the seasons, giving members the opportunity to enjoy a variety of unique motoring experiences throughout the year,” he said. With strong mem-

ber participation and an expanding calendar of events, the Marconi Automobile Club continues to offer enthusiasts, families and friends the opportunity to explore some of Australia's most scenic destinations while sharing their passion for motoring. For further information, contact Marconi Automobile Club Captain, Guy Zangari guy.zangari@icloud.com or Vice-Captain Sam Noiosi samnoiosi@gmail.com

La Dante di Sydney celebra 130 anni di storia

La Società Dante Alighieri di Sydney celebra 130 anni di attività nella promozione della lingua e della cultura italiana in Australia. Un traguardo importante che sarà festeggiato giovedì 26 no-

vembre 2026, presso Le Montage di Lilyfield, con una serata dedicata alla storia dell’associazione. Da oltre un secolo, la Dante rappresenta un punto d’incontro tra generazioni, contribuendo alla diffusione del patrimonio

linguistico e culturale italiano attraverso corsi, eventi e iniziative. La celebrazione prevede una cena di tre portate ispirata alla tradizione gastronomica italiana, accompagnata da vini e Prosecco, nel contesto della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Ad arricchire la serata sarà l’esibizione del Salon du Cinema Duo, formato da Paolo Campanari-Brancondi alla fisarmonica e Courtney Severini al pianoforte e alla voce, con un repertorio dedicato alle colonne sonore del cinema europeo. L’appuntamento, previsto alle 18.30, rappresenterà un’occasione per ricordare il passato e celebrare il contributo della Dante alla vita culturale di Sydney.

JDN TRANSPORT Catherine Field

0408 596 157 JDN transport is a small family owned business that specialises in transporting fresh produce to fruit shops in and around Sydney and some country areas

FECCA, riflettori sulla diversità Il multiculturalismo come fondamento dell’identità australiana e della coesione sociale. È il messaggio emerso dalla prima giornata della Conferenza nazionale FECCA 2026, svoltasi a Canberra, con la partecipazione del primo ministro Anthony Albanese. Per la prima volta dopo 26 anni, un premier in carica ha parlato alla conferenza della Federation of Ethnic Communities’ Councils of Australia, sottolineando il contributo delle diverse culture alla crescita del Paese. Albanese ha descritto l’Australia come un esempio di convivenza tra persone di religioni, origini e tradizioni differenti, invitando a custodire questa ricchezza senza considerarla acquisita una volta per tutte. La ministra per gli Affari multiculturali, Anne Aly, ha ricordato che la storia australiana nasce dall’incontro di esperienze individuali, successi e difficoltà, e continua a trasformarsi grazie al

contributo di tutti. Un dibattito moderato dal giornalista John-Paul Janke ha affrontato le sfide del multiculturalismo contemporaneo. Tra i partecipanti, il senatore David Pocock e il sindaco Mohammad Semra hanno ribadito l’importanza di riconoscere la diversità come elemento essenziale dell’identità nazionale. Paula Kruger ha richiamato l’attenzione sui rischi della disinformazione e sulla necessità di rafforzare la fiducia nei mezzi di comunicazione. La giornata si è conclusa con la Walk for Multiculturalism, che ha riunito centinaia di delegati e cittadini in una marcia da Parliament House a Old Parliament House. Preceduta da una cerimonia tradizionale aborigena, l’iniziativa ha rappresentato un segnale di unità, rispetto reciproco e impegno comune per un’Australia inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare le molteplici identità culturali presenti nel Paese.


Allora!

notizie comunitarie

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Italian Nostalgia at Granny Smith Festival

Ryde celebra i suoi pionieri La storia dell’emigrazione italiana in Australia torna protagonista con la presentazione del libro A One Way Ticket – Italian Migrants of Ryde, dedicato alle vicende delle famiglie italiane che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo della città di Ryde. L’appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 10.00, presso la Hunters Hill Town Hall. A presentare la pubblicazione sarà Angelina Bonifacio, curatrice dell’opera e presidente dell’Italian Migrants of Ryde Committee. Figlia di immigrati italiani di prima generazione, Bonifacio ha vissuto tutta la vita a Ryde e vanta oltre 47 anni di esperienza nei settori del marketing e della comunicazione. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconosci-

menti, tra cui una menzione speciale nell’ambito del premio Ryde Citizen of the Year. Attivamente impegnata nella vita comunitaria, ha inoltre collaborato all’organizzazione del Granny Smith Festival e del concorso Miss Eastwood Quest. Frutto di un’approfondita ricerca storica, il volume racconta esperienze, sacrifici e conquiste degli italiani che hanno scelto l’Australia come nuova patria, contribuendo a preservare la memoria delle prime generazioni di emigrati. La presentazione sarà accompagnata da immagini e fotografie storiche. Al termine dell’incontro sarà possibile acquistare il libro, il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza. L’ingresso è gratuito e non è richiesta alcuna prenotazione.

By Alberto Macchione The Granny Smith Festival is an annual event held in Eastwood in Sydney’s north west and features a grand parade, food stalls, rides, live entertainment, and fireworks. The festival’s name is derived from Maria Ann "Granny" Smith, who is credited with producing the world’s first Granny Smith apple in the area. City of Ryde Mayor Trenton Brown said of the festival “We are one of Sydney’s most diverse multicultural areas and on this day we all come together as one to celebrate the creation of an iconic apple that has gone on to become popular all over the world.” He went on to say “What truly sets the Granny Smith Festival apart is that strong community spirit, bringing together over 2,000 talented performers and more than 700 participants in the iconic street parade that begins the day.” The publication of Angelina Bonifacio’s book, ‘A One Way Ticket, Italian Migrants of Ryde Anthology’, has established a clear history of Italian pioneers settling in and developing the local government area now known as The City of Ryde. Because of the important contribution of Italian market gardeners and Italian businesses to the region, Italian descendants of Ryde Migrants are now included in the annual grand street parade as a part of the Granny Smith Festival. This year the group “Italian Migrants of Ryde” was led by a vintage 1962 EK Holden Ute. The owner of the ute, Mr Giovanni Cavaleri lived

1st Runer Up ‘Miss Eastwood’ Festival queen Audrey Fallone with A. Bonifacio

Giovanni Cavaleri, Ryde’s Oldest Living Market Gardener, Aged 105

and worked a market garden on his oversized home block in Ryde. The family lived humbly and Giovanni would work 2 jobs to provide for his family. This nostalgic parade entry is the very ute that would transport his produce from Ryde to Haymarket and then Paddys Market. His story is published under the “Cavaleri family” in the book. At the time of writing Giovanni was aged 102 and still living in his original home and with full memory. He is now in aged care and recently celebrated his 105th Birth-

day making him the eldest living Italian market gardener from the City of Ryde. His origins lay in San Giovanni di Gerace in the province of Reggio Calabria. His son John, drove the vehicle in the parade and mentioned it was a proud and sentimental moment for the family. The author of One Way Ticket, participated in the Italian Float for the parade saying “Acknowledged by the cheers along the way from onlookers, we were proud to represent our Italian history in the City of Ryde and our humble pioneers.”


a scuola

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Mercoledì 7 Febbraio 2024

speciale centrale

Allora!

La settimana della Lingua Italiana a Sydney dalle aule all'opera di Lorenzo Canu La ventiseiesima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, a Sydney dal 15 al 29 ottobre, si avvia alla conclusione, e l'Istituto Italiano di Cultura chiude il suo programma con due appuntamenti ancora in calendario. Il tema di quest'anno è "Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l'italiano", con il claim della campagna del Ministero degli Esteri, "Anche quando non la conosci, la riconosci". La settimana ha avuto una forte impronta scolastica e universitaria. L'Istituto ha aperto le sue aule con "Speed Date con l'italiano", un'ora di lezione e conversazione gratuita con gli insegnanti madrelingua, pensata per far provare i diversi modi in cui la lingua si impara. La scrittrice Laura Imai Messina, in Australia per una serie di incontri, ha visto gli studenti di International Studies alla UTS e i bambini della Italian Bilingual School di Meadowbank, con Co.As.It., attorno al libro per bambini "L'ospedale dei giocattoli". La sera di giovedì 22 Imai Messina è stata ospite dell'Istituto per "Raccontare l'espatrio: storie nel paese di arrivo", con il club di lettura LibrInsieme e la Società Dante Alighieri di Sydney. La scrittrice, che vive in Giappone

La scrittrice Laura Imai Messina e il Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Dott. Marco Gioacchini da oltre vent'anni e lì ambienta molti dei suoi romanzi, da "Tokyo orizzontale" a "Quel che affidiamo al vento" fino a "Tutti gli indirizzi perduti", ha parlato anche a chi vive lontano da casa e vorrebbe mettere su carta la propria esperienza. Nella seconda parte della serata i lettori di LibrInsieme, moderati da Bob Farotto,

hanno letto brani e dialogato con l'autrice. L'Università di Sydney, intanto, ha ospitato un laboratorio di creatività linguistica e pubblicitaria con gli studenti dei corsi di italiano e un seminario accademico sulla lingua e la creatività nella cultura italiana. Oggi, venerdì 23, il programma si sposta a Canberra, alla Austra-

lian National University, per la conferenza nazionale degli insegnanti di italiano in Australia, che riunisce docenti da tutto il paese, organizzata dall'Ambasciata d'Italia con l'Istituto. Restano in calendario due serate. Martedì 27, dalle 12.30, gli Eatalian Talks, uno dei formati di maggiore successo dell'Istituto,

propongono "Il valore della lingua italiana da Mozart a Puccini nell'opera", con il maestro Michelangelo Galeati, il professor Roberto Giuliani e il soprano Alice Gavagnin, del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il percorso parte dai libretti di Lorenzo Da Ponte e arriva a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, per raccontare il peso dell'italiano nel teatro musicale tra Settecento e Novecento. Galeati, violoncellista e direttore d'orchestra, nel 2026 ha diretto all'ONU di New York per gli ottant'anni della Repubblica italiana. A chiudere la settimana, giovedì 29, dalle 18, un recital di arie d'opera in italiano con la stessa Gavagnin e il giovane tenore australiano Jordan Sarkis, del Sydney Conservatorium of Music, su pagine di Mozart, Rossini, Puccini, Verdi e Donizetti. Sarkis, al terzo anno di canto classico al Sydney Conservatorium sotto la guida del tenore Andrew Goodwin, ha di recente affiancato una produzione dell'Opera Australia. A introdurre i brani sono Galeati e il professor Giuliani, già direttore del Conservatorio di Santa Cecilia. Al pianoforte Simon Kenway. Tutti gli eventi dell'Istituto sono gratuiti, con prenotazione su Eventbrite.


a scuola

Allora!

Venerdì 23 Ottobre 2026

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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 188 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

UN GIORNO SARAI ABBANDONATO di Angelo Maria Ripellino Un giorno sarai abbandonato, come un riccio sull’orlo di una strada campestre. Andrai qualche volta in cucina, a chieder molliche alla loro arroganza, umiliato. Sei zavorra, sei molesto, con quelle inutili spine spuntate, sei cosa da regalare alle ortiche, da mettere in un vecchio cesto, da ricoprire di sputi.

ONE DAY YOU WILL BE ABANDONED

by Angelo Maria Ripellino One day you will be abandoned, like a hedgehog on the edge of a country road. Sometimes you will wander into the kitchen, begging for crumbs from their arrogance, humiliated. You are a burden, you are a nuisance, with those useless, blunted spines. You are something to be cast among the nettles, to be placed in an old basket, to be covered in spit. Angelo Maria Ripellino propone una dolorosa riflessione sulla solitudine, sull’emarginazione e sulla perdita della dignità umana. Attraverso immagini crude e profondamente evocative, il poeta descrive la condizione di chi, diventato fragile e indifeso, viene progressivamente escluso dalla società e privato dell’affetto e della considerazione degli altri. La figura del riccio abbandonato sul ciglio di una strada campestre rappresenta simbolicamente l’essere umano dimenticato, incapace ormai di difendersi dalle ingiustizie. Le spine, un tempo strumenti di protezione, sono diventate inutili, suggerendo la perdita della forza e dell’autonomia personale. L’immagine richiama anche la vecchiaia, quando l’indebolimento fisico e la crescente dipendenza dagli altri possono trasformarsi in occasioni di sofferenza e isolamento. Particolarmente significativa è l’immagine dell’uomo costretto a chiedere molliche in cucina, umiliato dall’arroganza altrui. Il bisogno di sostentamento diventa così espressione di una dipendenza che mortifica la dignità individuale. Le molliche rappresentano non

soltanto la povertà materiale, ma anche quella affettiva, fatta di attenzioni negate, gesti mancati e sentimenti ormai scomparsi. Le parole “zavorra” e “molesto” accentuano la brutalità del giudizio sociale, trasformando una persona in un peso indesiderato. Il vecchio cesto, le ortiche e gli sputi evocano un destino di abbandono e disprezzo. La successione di queste immagini rende progressivamente più drammatica la condizione descritta, fino a suggerire una vera e propria cancellazione dell’identità umana. Ripellino denuncia così l’indifferenza verso i più vulnerabili, ricordando quanto facilmente la debolezza possa diventare motivo di esclusione. L’utilizzo della seconda persona rende il messaggio ancora più inquietante, perché coinvolge direttamente il lettore e lo costringe a confrontarsi con la possibilità di vivere personalmente quella stessa esperienza.La poesia invita a riconoscere nell’altro una dignità che nessuna fragilità dovrebbe cancellare, trasformando il dolore individuale in un universale richiamo alla compassione e alla solidarietà umana.


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i vestiti nuovi di Pinocchio

Venerdì 23 Ottobre 2026

Allora!

Inaugurata alla Marco Polo la mostra "I vestiti nuovi di Pinocchio"

Anne Stanley MP

Sen. Francesco Giacobbe

Marco Testa, coordinatore dell'iniziativa da il via alla serata

L. Genovese, L. De Luca, M. Testa, F. Giacobbe

Emanuele Esposito, Franco Barilaro e Filippo Stivala

di Filippo Stivala Un burattino di legno, una storia capace di attraversare oceani e generazioni, e un Giardino Comunitario gremito per celebrarne la magia. Oltre 70 persone hanno partecipato lunedì 19 ottobre, a Bossley Park, all’inaugurazione della mostra internazionale "Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio", ospitata dalla Marco Polo – The Italian School of Sydney. Un tutto esaurito che ha trasformato la serata in una festa della cultura italiana, tra emozione, memoria e incontri istituzionali. Ad aprire la cerimonia è stato Marco Testa, direttore di Allora! e organizzatore dell’iniziativa, che ha accolto la parlamentare federale Anne Stanley, il senatore Francesco Giacobbe, il Console Generale d’Italia Gianluca Rubagotti e il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Marco Gioacchini. Presenti anche Franco Barilaro, presidente del Com. It.Es. ACT, Lisa Genovese, vicepresidente del Com.It.Es. NSW, e Lucia Johns, presidente della NSW Federation of Community Language Schools. Ospiti d’onore la scrittrice Laura Imai Messina e Lucio Fioretti, insieme a rappresentanti di associazioni, club e istituzioni educative. Nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, l’esposizione è arrivata nel cuore della Western Sydney dopo essere stata presentata alla Bologna Children’s Book Fair e aver toccato città come Buenos Aires, Torino, Milano, Singapore, Shanghai e Kuala Lumpur. Testa ha ricordato che Pinocchio, apparso nel 1881, nacque senza illustrazioni: furono le parole a dargli vita, prima che generazioni di artisti gli regalassero volti, colori e interpretazioni differenti. Proprio questa inesauribile capacità di reinventarsi costituisce il cuore della mostra. Anne Stanley ha collegato il valore dell’iniziativa alla storia multiculturale dell’Australia. In un periodo segnato da discussioni sull’immigrazione, ha osservato, scuole come la Marco Polo dimostrano quanto le diverse culture arricchiscano la società. Ha ricordato l’importanza di offrire a giovani e anziani occasioni per conoscere l’italiano e dialogare con le proprie radici familiari. Con spontaneità ha raccontato che il suo primo pensiero, sentendo nominare Pinocchio, era

Console Generale G. Rubagotti

Direttore Marco Gioacchini

Il video-messaggio dell'Attache Culturale all'Amb. di Canberra V. Biguzzi

Stella Vescio, Maria Di Carlo e Morris Licata

G. Albanese, T. Naso, L, Johns, M. Testa. MG Storniolo, T. Canduci e F. Stivala

andato al film Disney; davanti ai pannelli ha invece scoperto un universo artistico molto più vasto, comprendente anche un’interpretazione australiana. Il senatore Francesco Giacobbe ha regalato alla serata una riflessione sul cambiamento. "Un burattino che spera di diventare persona, un burattino che cambia": così ha evocato il viaggio di Pinocchio, riconoscendovi la possibilità di imparare dagli errori e scegliere il bene. Un insegnamento attuale anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale, che, ha ricordato, deve restare uno strumento e non sostituire il pensiero umano. Da quel viaggio immaginario Giacobbe è passato a quello reale degli emigrati italiani, partiti dopo lunghi giorni di navigazione verso un Paese sconosciuto. Hanno costruito un futuro per i figli, diffuso le eccellenze italiane

e contribuito alla società multiculturale australiana. "L’Australian lifestyle includes so many elements of the Italian way of living", ha osservato, indicando in questa eredità una misura concreta del loro successo. Per il senatore si trattava anche della prima visita alla Marco Polo. Rivolgendosi a Testa e alla scuola, ha riconosciuto: "Non ho avuto l’occasione di farlo mai prima di persona, oggi lo faccio forse cercando anche di recuperare il passato". Le sue congratulazioni sono diventate un appello a superare rivalità e protagonismi: l’italiano, ha sostenuto, deve essere promosso in ogni casa e quartiere, con tutte le risorse disponibili. "La fiducia si costruisce giorno dopo giorno", ha ricordato, indicando nella conoscenza reciproca il fondamento della collaborazione. Il Console Generale Gianluca


Allora!

i vestiti nuovi di Pinocchio

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con grandi ospiti per il burattino che ancora incanta la comunità

Venera Maimone, insieme a Tina Mesiti e le giovani nipoti

Maria Consiglia Lazzato con il marito Vittoriano Morgante e le figlie

Membri del Board di CNA, con Maria Grazia Storniolo e Giovanni Testa

Joan Pellegrino OAM e il Cav. Uff. Tony Noiosi

Geraldina e Antonio Vallario tra i quadri della mostra

Rosa Paragalli, Maria Scalia, Stella Maimone, Venera Maimone, Tina Licuria

Rubagotti ha presentato Pinocchio come un autentico ponte fra culture. Ricordando l’eccezionale diffusione internazionale del romanzo, ha richiamato un’illustrazione legata alla tradizione indiana dei Patua, narratori che srotolavano dipinti mentre raccontavano le loro storie. Un’immagine eloquente della capacità del personaggio di entrare in mondi lontani senza perdere la propria forza narrativa. Rubagotti ha invitato i visitatori a riconoscere nei pannelli proprio questo dialogo tra sensibilità e tradizioni differenti. Marco Gioacchini ha riportato l’attenzione sui bambini e sulla trasmissione della lingua. "Portare l’italiano, portare la cultura italiana nelle scuole e portarlo soprattutto tra i bambini è la cosa più importante che bisogna fare", ha affermato. Nel quadro della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, ha sottolineato che l’italofonia non è soltanto un concetto istituzionale: "L’italofonia è vissuta ogni giorno, è vissuta qui alla scuola Marco Polo". Ha espresso inoltre il desiderio di tornare per incontrare gli studenti. In questa occasione l’Istituto Italiano di Cultura ha donato alla Marco Polo cinque copie di "L’ospedale dei giocattoli", libro di Laura Imai Messina, presente tra gli ospiti d’onore. Un gesto concreto a favore della lettura, che ha creato un suggestivo collegamento tra l’immaginazione di Collodi e la letteratura contemporanea. La cerimonia ha incluso anche un videomessaggio di Valentina Biguzzi, addetta culturale e scolastica dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, partner dell’iniziativa. I visitatori hanno scoperto 29 pannelli, accompagnati da una guida, una copia omaggio de "Le avventure di Pinocchio" e una scheda per votare le illustrazioni preferite. Il taglio del nastro ha riunito gli ospiti istituzionali accanto a Testa e al presidente di CNA Multicultural Services, Bruno Lopreiato, prima della visita e del momento conviviale. Testa ha ringraziato CNA Multicultural Services, finanziatrice della mostra, il Consiglio direttivo, Giovanni Testa, Maria Grazia Storniolo e Armido Di Natale per l’organizzazione, oltre a Joe Commisso di Beloka Water, Luigi Volpato e JDN Transport per il contributo al rinfresco.

Sam Noiosi, Luigi e Luciana Volpato

Laura Imai Messina e Marco Gioacchini consegnano i libri alla Marco Polo

Gli insegnanti della Marco Polo, Emilia Adorna e Marcus Igual

Il viaggio australiano proseguirà a Canberra, con il Com. It.Es. ACT e la Dante Alighieri, poi a Wollongong il 7 novembre, grazie alla Federazione Marchigiani e al Fraternity Club. Il 26 novembre la mostra arriverà al Club Marconi per "Collodi il genio, Pinocchio geniale", con Andrea Pagani e Lucio Fioretti. Tra gli ospiti, la curiosità per le opere si è intrecciata con il piacere di ritrovarsi. Ogni illustrazione offriva un Pinocchio diverso, eppure immediatamente riconoscibile: un invito a guardare oltre il disegno e a interrogarsi su ciò che rende universale una storia. L’iniziativa ha così dato forma al lavoro quotidiano della scuola, dove la lingua italiana non è soltanto materia di studio, ma occasione per creare rapporti tra genera-

zioni. Nel Giardino Comunitario, quella sera, la letteratura è uscita dalle pagine ed è diventata esperienza davvero condivisa. Il successo dell’inaugurazione ha rappresentato anche un riconoscimento per l’impegno della Marco Polo nel rendere accessibile la cultura italiana attraverso esperienze concrete. Non soltanto lezioni e programmi educativi, ma occasioni capaci di coinvolgere famiglie, istituzioni e associazioni, costruendo una rete di relazioni che supera i confini della scuola e rafforza il senso di appartenenza alla comunità. A Bossley Park, Pinocchio ha ricordato che una storia può diventare casa per persone di lingue e origini diverse. Nato di legno, continua a dare vita a legami autentici.


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Venerdì 23 Ottobre 2026

passatempo e umorismo

Allora!


mercati & finanza

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EU Financial Markets Reform Sparks Clash

Caro gasolio, scatta l’allarme Prosegue in tutta Italia la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti, con blocchi e presidi che stanno mettendo sotto pressione la distribuzione delle merci. Cresce la preoccupazione per possibili carenze nei supermercati e nuovi aumenti dei prezzi al consumo, mentre le associazioni di categoria chiedono interventi immediati per scongiurare un aggravamento della situazione. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gasolio ha raggiunto 2,257 euro al litro sulla rete urbana e 2,297 euro in autostrada, livelli che pesano sui costi delle imprese di trasporto e rendono sempre più difficile garantire la sostenibilità economica delle attività. Le manifestazioni interessano soprattutto il Mezzogiorno. A Napoli alcuni Tir hanno bloccato l’accesso al porto commerciale, provocando disagi alla circolazione. Presidi sono stati segnalati anche a Bari, Potenza e nei principali porti siciliani. In Campania, la mobilitazione ha provocato temporanee interruzioni anche lungo importanti collegamenti autostradali. Conftrasporto lancia l’allarme sulle conseguenze economiche della mobilitazione. Il vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo, avverte che

il protrarsi dei blocchi potrebbe compromettere i rifornimenti di prodotti alimentari freschi, elettrodomestici e altre merci, causando perdite alle imprese e difficoltà ai consumatori. Difficoltà emergono anche nel settore industriale, con il pastificio La Molisana di Campobasso penalizzato dai rallentamenti negli approvvigionamenti. La situazione preoccupa inoltre commercianti e piccoli produttori, che dipendono dalla puntualità delle consegne per mantenere regolari i cicli produttivi e soddisfare la domanda quotidiana della clientela. Il Codacons denuncia un duplice pericolo: scaffali progressivamente vuoti e possibili speculazioni commerciali, con rincari ingiustificati ai danni delle famiglie. Particolarmente vulnerabile appare il comparto agroalimentare, dove i ritardi nelle consegne possono compromettere la conservazione dei prodotti deperibili. Intanto gli agricoltori siciliani chiedono un confronto urgente con il Governo sui costi di produzione, aggravati dall'aumento del carburante. Senza interventi tempestivi, la protesta rischia di trasformarsi in una crisi nazionale della distribuzione, con pesanti conseguenze sull'economia e sui consumatori.

European Union finance ministers have reached a political agreement on reforms to financial market supervision, but the compromise has drawn sharp criticism from the European Commission and European Central Bank (ECB), which warn that the measures fall short of achieving genuine market integration. Meeting in Luxembourg on 9 October, ministers endorsed key elements of the Markets Integration and Supervision Package, designed to strengthen Europe’s Savings and Investments Union. The agreement secured support from 25 member states, with Belgium abstaining. The reforms aim to expand the powers of the European Securities and Markets Authority (ESMA), allowing it to supervise major cross-border trading platforms and financial infrastructure directly. However, governments significantly reduced the scope of the original proposal. Only eight trading platforms would fall under direct European supervision, compared with the twelve initially envisaged. Among those excluded are Deutsche Börse, Tradition, Tradegate and Spain’s BME exchange, while Euronext, which operates several major European exchanges, including Borsa Italiana, remains within the proposed supervisory framework. The compromise also limits centralised oversight of cryptocurrency service providers to the largest operators, potentially leaving numerous smaller companies under national supervision. European Commissioner for Financial Services Maria Luís Albuquerque criticised the agreement, arguing that weaker supervision could undermine competition, increase

administrative costs and discourage financial institutions from expanding across national borders. ECB President Christine Lagarde echoed those concerns, questioning both the proposed governance arrangements and the limited supervisory powers. Italy’s Economy Minister Giancarlo Giorgetti defended the compromise, describing it as meaningful progress towards deeper European financial integration while preserving appropriate responsibilities for national regulators. Irish Finance Minister Simon Harris, who chaired the negotiations, emphasised that Europe already possesses substantial savings but needs more effective mechanisms to transform them into productive investments. The agreement also establishes a permanent ESMA executive committee comprising a chairperson and five independent members. National supervisory authorities will retain significant influence over regulatory strategy, budgets and broader supervisory coordination. Under the revised funding arrangements, the European Union budget will cover 60 per cent of supervisory expenses not financed

by industry contributions, while national authorities will provide the remaining 40 per cent. The package also introduces a voluntary pan-European market operator status, allowing eligible trading venues to operate across several member states under a single licence. Supporters believe this could reduce regulatory fragmentation and simplify cross-border operations, while critics argue that maintaining substantial national oversight risks perpetuating the very barriers the reforms were designed to eliminate, particularly for smaller investors and emerging financial businesses. Another significant provision concerns investment funds, which could gain greater flexibility in appointing depositaries established in different EU countries. However, individual member states would retain discretion over whether to permit these arrangements. The reforms also seek to encourage financial innovation by expanding opportunities for distributed ledger technology, potentially modernising securities trading and settlement systems while maintaining safeguards for investors and financial stability.

dal 23 Ottobre al 29 Ottobre 2026

CAPRICORNO

ARIETE

CANCRO

BILANCIA

Qualche tensione può emergere nei rapporti, ma le coppie solide riusciranno a superare il momento. Nel fine settimana meglio evitare discussioni inutili. Nel lavoro aumentano le responsabilità, ma giovedì e venerdì porteranno risposte concrete e occasioni utili per riorganizzare l’attività.

Nel fine settimana sarà importante evitare di riversare sulla coppia il nervosismo accumulato al lavoro o in famiglia. I single e le coppie dovranno scegliere con attenzione parole e momenti per i confronti. Nel lavoro alcuni progetti procedono con difficoltà: meglio evitare decisioni impulsive.

Da venerdì torna energia nei sentimenti, con maggiore passione e desiderio di vivere i rapporti con intensità. Qualche attrito potrebbe nascere con persone dal carattere diverso. Nel lavoro è il momento di voltare pagina, chiudere con le situazioni logore e avanzare con determinazione.

Le relazioni nate da poco hanno bisogno di attenzione per consolidarsi, mentre il fine settimana riaccenderà complicità e desiderio di condivisione. Nel lavoro è il momento di recuperare progetti lasciati in sospeso e valutare nuove iniziative o cambiamenti in un nuovo ambiente.

ACQUARIO

TORO

LEONE

SCORPIONE

Il bisogno di libertà resta forte e porterà a ridefinire i confini delle relazioni, soprattutto quando vengono percepiti condizionamenti. Nel lavoro Giove invita a fare selezione e a prendere le distanze dalle situazioni poco utili. Le idee non mancano.

Venere invita a prestare maggiore attenzione alla quotidianità di coppia, mentre i single dovranno evitare diffidenze e interpretazioni affrettate. Nel lavoro la settimana offre buone occasioni per costruire nuovi successi: dialogo, iniziativa e capacità di valorizzare il proprio operato.

Ritrovate grinta e voglia di mettervi in gioco in amore, con possibilità di ricucire vecchie incomprensioni. Attenzione però all’orgoglio e alla difficoltà di fare il primo passo. Nel lavoro martedì e mercoledì saranno favorevoli per presentare proposte, e avanzare richieste.

Da giovedì Venere riporta l’amore al centro, aumentando il desiderio di vivere rapporti profondi e autentici. Per guardare avanti sarà necessario lasciare definitivamente alle spalle il passato. Nel lavoro la situazione migliora dopo mercoledì: cresce la determinazione.

PESCI

GEMELLI

VERGINE

SAGGITTARIO

Qualche dubbio può creare tensioni nella coppia, soprattutto in presenza di poca chiarezza. La Luna piena di venerdì aumenta la sensibilità, mentre i single dovranno lasciare che le nuove storie maturino senza forzature. Nel lavoro ripartono le attività, ma sarà necessario stabilire le priorità.

Giovedì potrebbe portare qualche polemica nei rapporti, soprattutto per questioni economiche, ma il fine settimana favorirà una maggiore serenità. Nel lavoro conviene affrontare controversie e problemi nella prima parte della settimana, evitando di disperdere energie.

Giovedì favorisce la comunicazione e apre la strada a nuove conoscenze, anche per chi ha vissuto una fase di distacco. Lasciate però da parte l’eccessiva analisi dei sentimenti. Nel lavoro chi ha cambiato ruolo o squadra potrà ricevere conferme e nuove proposte, grazie alla costanza .

Mercurio favorisce nuove conoscenze e stimola la curiosità dei single, mentre le coppie potranno ritrovare una maggiore complicità senza rinunciare alla propria autonomia. Nel lavoro Giove e Saturno sostengono scelte e cambiamenti, favorendo miglioramenti e nuove direzioni professionali.

22 Dicembre - 20 Gennaio

21 Gennaio - 19 Febbraio

20 Febbraio - 20 Marzo

21 Marzo - 19 Aprile

20 Aprile - 20 Maggio

21 Maggio - 21 Giugno

22 Giugno - 23 Luglio

24 Luglio - 23 Agosto

24 Agosto - 22 Settembre

23 Settembre - 22 Ottobre

23 Ottobre - 22 Novembre

23 Novembre - 20 Dicembre


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Venerdì 23 Ottobre 2026

mezz'ora di religione

Allora!

Papa Leone: "È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi, e grazie!" Al convegno “La santità nella storia”, Papa Leone XIV richiama la Chiesa al rigore delle indagini sulle canonizzazioni e al valore universale della testimonianza cristiana. Tre giornate di confronto tra storici, teologi e studiosi per riscoprire uomini e donne che hanno trasformato il proprio tempo attraverso la forza del Vangelo. La santità non appartiene soltanto al passato, non è una pagina ingiallita della storia della Chiesa né un ideale irraggiungibile riservato a pochi uomini e donne straordinari. È una presenza viva, capace di attraversare i secoli, interrogare le coscienze e trasformare la società. È questo il messaggio che Papa Leone XIV ha consegnato ai partecipanti al convegno internazionale “La santità nella storia”, ricevuti mercoledì 21 ottobre nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. “È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi, e grazie!”. Con queste parole il Pontefice ha accolto i circa duecento partecipanti all'incontro, organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi e dedicato al rapporto tra la ricerca storica, il riconoscimento della santità e l'influenza esercitata dai santi sulle vicende dell'umanità. L'udienza ha rappresentato anche un momento significativo per la ripresa delle attività pubbliche del Papa, trattandosi del primo incontro nel Palazzo Apostolico dopo il recente ricovero al Policlinico Gemelli. Un ritorno agli impegni istituzionali accompagnato da un messaggio che ha posto al centro la credibilità della testimonianza cristiana e la responsabilità della Chiesa nel proporre autentici modelli di vita. Il convegno, svoltosi dal 19 al 21 ottobre presso l'Istituto Patristico Augustinianum di Roma, ha riunito studiosi, teologi, storici, esperti di documentazione ecclesiastica e rappresentanti delle istituzioni vaticane. Tre giornate di approfondimento scientifico e spirituale, durante le quali è emersa una convinzione condivisa: la santità non può essere compresa separandola dalle circostanze storiche nelle quali è maturata. Al centro del discorso pontificio, innanzitutto, il rigore necessario nei processi di beatificazio-

ne e canonizzazione. Leone XIV ha ricordato che il riconoscimento ufficiale della santità non può fondarsi esclusivamente sulla devozione popolare, sull'entusiasmo dei fedeli o sulla diffusione di racconti edificanti. Occorrono documenti, testimonianze attendibili, verifiche approfondite e un esame scrupoloso delle fonti. Il Papa ha richiamato l'importanza del lavoro svolto dalle Commissioni storiche diocesane e dagli esperti del Dicastero, soprattutto per le cosiddette cause antiche, nelle quali la distanza temporale rende particolarmente complessa la ricostruzione delle vicende personali e spirituali dei candidati agli altari. Ma il medesimo criterio, ha sottolineato, deve essere applicato anche alle cause più recenti. La vicinanza cronologica degli avvenimenti non elimina infatti la necessità di distinguere i fatti documentati dalle interpretazioni, le testimonianze autentiche dalle ricostruzioni successive e la reale fama di santità dalla semplice notorietà. Si tratta di un principio fondamentale per la credibilità dell'intero sistema ecclesiastico delle canonizzazioni. La fede, nella prospettiva indicata dal Pontefice, non teme la ricerca storica. Al contrario, proprio attraverso un'indagine seria e indipendente può emergere con maggiore chia-

rezza la profondità della vita spirituale di una persona. La riflessione affonda le proprie radici in una lunga evoluzione istituzionale. Il 6 febbraio 1930 Papa Pio XI istituì, presso l'allora Sacra Congregazione dei Riti, una specifica Sezione storica destinata all'esame delle cause fondate prevalentemente su documentazione antica. Una decisione che contribuì a rafforzare progressivamente l'utilizzo del metodo storico-critico nei procedimenti ecclesiastici. Successivamente, la costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1983, e l'istruzione Sanctorum Mater del 2007 hanno consolidato il ruolo della ricerca documentale nelle inchieste riguardanti i candidati alla beatificazione e alla canonizzazione. Il messaggio è chiaro: riconoscere la santità significa anche assumersi la responsabilità di verificare, con metodo e prudenza, ciò che viene proposto alla venerazione dei fedeli. Un altro tema centrale del convegno ha riguardato l'evoluzione della concezione della santità nelle diverse epoche. I modelli spirituali, pur conservando il riferimento permanente al Vangelo, assumono caratteristiche differenti secondo le condizioni culturali, sociali e politiche

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nelle quali si sviluppano. Il santo medievale, il missionario dell'età moderna, il sacerdote impegnato nell'assistenza ai poveri e il laico che testimonia la propria fede nella società contemporanea appartengono a contesti profondamente diversi. Eppure, ciascuno può rappresentare una risposta concreta alle esigenze spirituali e umane del proprio tempo. Per Leone XIV, comprendere questa diversità non significa adattare la santità alle mode culturali, ma riconoscere come il messaggio evangelico possa incarnarsi in situazioni storiche differenti. La canonizzazione assume così un significato che supera l'epoca nella quale una persona è vissuta, proponendo alla Chiesa universale un esempio capace di parlare anche alle generazioni successive. Particolarmente significativo è stato il contributo del cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, che ha inaugurato i lavori il 19 ottobre. Nel suo intervento, il porporato ha evidenziato come la ricerca storica non diminuisca il valore spirituale della santità, ma permetta di comprenderne più profondamente la dimensione umana. Secondo Semeraro, lo storico non deve limitarsi a riproporre immagini idealizzate dalla devozione popolare. Deve invece ricostruire gli avvenimenti, esaminare criticamente le fonti e distinguere le circostanze reali dalle interpretazioni maturate successivamente. Una prospettiva che restituisce ai santi la loro concreta umanità, mostrando come la testimonianza cristiana possa svilupparsi anche attraverso difficoltà, contraddizioni, incomprensioni e conflitti con le convenzioni dominanti. Il programma ha approfondito numerosi aspetti del rapporto tra storia e santità. Lo storico Roberto Rusconi ha affrontato il contributo della storiografia alla comprensione delle figure spirituali, mentre monsignor Claudio Palumbo, vescovo di Termoli-La-

rino, ha riflettuto sul rapporto tra teologia, storia e fede. Palumbo ha proposto una lettura particolarmente significativa dei santi, considerati testimoni capaci di tradurre il Vangelo in azioni concrete. La storia, secondo questa prospettiva, non costituisce un ostacolo alla comprensione della fede, ma rappresenta lo spazio nel quale il messaggio cristiano incontra le vicende dell'umanità. Ampio spazio è stato riservato anche alla ricerca archivistica, con l'intervento di padre Robert Godding, direttore della Société des Bollandistes, istituzione specializzata nello studio critico delle fonti agiografiche. Una tavola rotonda dedicata ai santi che hanno cambiato la storia ha inoltre offerto una prospettiva internazionale, attraverso contributi riguardanti America, Africa, Asia, Oceania ed Europa. Un confronto che ha evidenziato la dimensione universale della santità e la varietà delle sue espressioni culturali. Nella giornata conclusiva sono stati affrontati anche il rapporto tra devozione popolare e documentazione storica, il valore dell'iconografia come fonte di ricerca, la santità nell'epoca della dottrina sociale della Chiesa e le modalità contemporanee di raccontare le vite dei santi. Proprio quest'ultimo aspetto assume particolare rilevanza in una società dominata dalla comunicazione digitale, nella quale la notorietà rischia talvolta di essere confusa con l'autenticità. Raccontare un santo significa evitare tanto l'agiografia superficiale quanto una lettura esclusivamente sociologica, restituendo la complessità di una vita nella quale fede e responsabilità personale si incontrano. Nel suo intervento, Leone XIV ha infine invitato a considerare non soltanto il modo in cui la storia influenza la santità, ma anche il processo inverso: la capacità dei santi di modificare il corso degli avvenimenti. È forse questo il passaggio più profondo del messaggio pontificio. I santi non sono semplicemente spettatori della propria epoca. Attraverso le loro scelte, spesso coraggiose e controcorrente, diventano protagonisti di cambiamenti che superano la dimensione individuale. La loro eredità si manifesta nelle opere educative, nell'assistenza ai più vulnerabili, nell'impegno missionario, nella difesa della dignità umana e nella capacità di costruire comunità fondate sulla solidarietà. La santità, dunque, non rappresenta una fuga dal mondo, ma una particolare forma di responsabilità nei confronti della storia. Nel concludere l'udienza, il Pontefice ha ringraziato quanti dedicano il proprio lavoro allo studio delle cause di canonizzazione, riconoscendo il valore di un'attività che unisce competenza scientifica, discernimento ecclesiale e sensibilità spirituale. Ha quindi affidato i presenti alla protezione della Vergine Maria Regina dei Santi, impartendo la Benedizione Apostolica.


Allora!

la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo

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Gabriella Cilmi, la voce italo-australiana che conquistò il mondo

Nata il 10 ottobre 1991 a Dandenong, nell’area metropolitana di Melbourne, Gabriella Lucia Cilmi è una cantautrice australiana di origini italiane che ha raggiunto la notorietà internazionale quando era ancora adolescente. La sua voce roca, potente e immediatamente riconoscibile, insieme a una sensibilità musicale capace di attraversare pop, rock e soul, l’ha resa uno dei volti più interessanti della musica australiana alla fine degli anni Duemila. Figlia di genitori italo-australiani con radici in Calabria, Gabriella è cresciuta in una famiglia nella quale le tradizioni italiane convivevano naturalmente con la quotidianità australiana. La musica ha occupato presto uno spazio centrale nella sua vita. Da bambina ascoltava interpreti e gruppi appartenenti a generazioni differenti: Janis Joplin, Nina Simone, Led Zeppelin, T. Rex e

Cat Stevens. Un universo sonoro variegato, dal quale ha tratto ispirazione senza rinunciare a costruire una propria identità artistica. La svolta arrivò nel 2004, quando, appena tredicenne, attirò l’attenzione di un rappresentante dell’industria discografica durante una manifestazione della comunità italiana a Melbourne. Sul palco interpretò “Jumpin’ Jack Flash” dei Rolling Stones, mostrando una maturità vocale sorprendente per la sua età. Quell’esibizione, nata in un contesto comunitario, si trasformò in un’occasione decisiva. Seguirono contatti professionali, nuove prospettive e infine un contratto con la Island Records nel Regno Unito. Per una ragazza cresciuta nei sobborghi di Melbourne, il passaggio verso l’industria musicale britannica rappresentava una sfida importante. Significava

Gruppo Pensionati di Fairfield

RACCOLTA DELLE CILIEGIE

Con l’arrivo della stagione estiva, il Gruppo Pensionati di Fairfield invita soci, amici e simpatizzanti a partecipare alla tradizionale gita di un giorno a Orange, dedicata alla raccolta delle ciliegie, in programma

Sabato 5 dicembre 2026 Sarà una giornata all’insegna dell’amicizia, della spensieratezza e dei sapori genuini della campagna australiana. La partenza è prevista dal Club Marconi alle ore 6:00 del mattino, con rientro alle 19:30. Il costo è di 60 dollari a persona, comprensivo di trasporto e morning tea, con una piacevole sosta a Katoomba lungo il percorso. La raccolta delle ciliegie durerà circa tre ore, offrendo ai partecipanti l’opportunità di trascorrere una giornata immersi nella natura. Ciascuno provvederà al proprio pranzo, che sarà consumato nel parco di Orange in un’atmosfera conviviale. Tutti sono benvenuti a partecipare a questa esperienza che unisce il piacere della scoperta, la compagnia e la bellezza della natura. Per ulteriori informazioni e prenotazioni è possibile contattare: ROSA: 0401 270 703 / 9727 7627 TINA: 0405 002 714 ADELAIDE: 9728 6269

confrontarsi con produttori, autori e professionisti esperti, ma anche imparare a difendere il proprio carattere artistico in un ambiente competitivo. La particolarità della sua voce divenne il suo principale punto di forza: un timbro profondo e graffiante, spesso associato a cantanti molto più mature. Il successo arrivò nel 2008 con “Sweet About Me”, il singolo destinato a diventare il suo brano più celebre. La canzone univa una melodia accattivante, un ritmo trascinante e un’interpretazione ricca di personalità. Il pubblico ne rimase conquistato. Il brano raggiunse il primo posto nelle classifiche australiane e ottenne risultati significativi in diversi Paesi europei, portando Gabriella sulle radio, in televisione e sui palcoscenici internazionali. Nello stesso anno pubblicò l’album d’esordio, “Lessons to Be Learned”, che confermò come il successo del singolo non fosse un episodio isolato. Il disco metteva in evidenza una cantante capace di alternare energia e vulnerabilità, sonorità contemporanee e richiami alla grande tradizione del soul. La consacrazione arrivò agli ARIA Awards del 2008, quando conquistò sei riconoscimenti, tra cui quelli per il singolo dell’anno e la migliore artista femminile. Un risultato straordinario per un’artista così giovane, che contribuì a rafforzare la sua immagine anche fuori dall’Australia. Tuttavia, Gabriella non volle rimanere prigioniera della formula che l’aveva resa famosa. Negli anni successivi cercò nuove strade espressive, sperimentando linguaggi musicali differenti e mostrando una crescente autonomia nelle proprie scelte. Nel 2010 pubblicò “Ten”, un album orientato verso sonorità pop ed elettroniche, mentre nel 2013 arrivò “The Sting”, lavoro che segnò un ulteriore cambiamento di atmosfera e stile. Nel 2019 presentò l’EP “The Water”, continuando a coltivare una carriera caratterizzata dalla ricerca personale piuttosto che dalla semplice ripetizione dei successi precedenti. La vicenda di Gabriella Cilmi racconta anche qualcosa della comunità italiana in Australia. Le sue origini calabresi, l’infanzia australiana e l’affermazione sulla scena britannica testimoniano un’identità costruita attraverso esperienze e appartenenze diver-

se. Proprio una manifestazione italiana, luogo di incontro e trasmissione culturale, contribuì ad aprirle le porte di una carriera internazionale. La sua esperienza ricorda inoltre quanto le associazioni e le manifestazioni culturali delle comunità italiane possano rappresentare occasioni preziose per valorizzare i talenti emergenti. Dietro una festa popolare, una serata musicale o un incontro tra famiglie possono nascondersi opportunità inattese. Nel caso di Gabriella, un palcoscenico comunitario divenne il primo passo verso un pubblico internazionale. Per molti giovani italo-australiani, la sua storia dimostra che le radici familiari non rappresentano un limite, ma possono

diventare parte di un percorso creativo aperto al mondo. L’eredità culturale ricevuta in famiglia e le opportunità offerte dalla società australiana si intrecciano così in una biografia segnata dal talento, dalla determinazione e dalla volontà di sperimentare. A distanza di anni, “Sweet About Me” rimane il simbolo della sua affermazione, una canzone capace di evocare immediatamente una stagione della musica pop internazionale. Ma dietro quel ritornello indimenticabile c’è molto di più: la storia di una giovane donna che, partita da Melbourne, ha saputo trasformare una voce fuori dal comune in un linguaggio musicale personale, portando anche un frammento di italianità australiana sui palcoscenici del mondo.


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la pagina di Palmerini

Allora!

Dall’Aquila un messaggio di pace e perdono al mondo

XI Giornata internazionale del Perdono

di Goffredo Palmerini Ci sono giornate che si spengono nel tempo di un convegno e altre che continuano a vivere molto oltre, sedimentando pensieri, domande, emozioni. La XI Giornata Internazionale del Perdono, svoltasi il 10 ottobre 2026 all'Aquila, appartiene certamente alla seconda specie. Per un'intera giornata l'Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza "Vincenzo Giudice", a L’Aquila, è stato luogo d'incontro di esperienze umane profondamente diverse tra loro, ma unite da un comune denominatore: la ricerca di un orizzonte possibile di pace attraverso la pratica del perdono. Oltre quattrocento persone presenti in sala, migliaia collegate da remoto, relatori provenienti da differenti realtà culturali e sociali, giovani, operatori del mondo educativo, rappresentanti delle istituzioni, uomini e donne impegnati quotidianamente nella costruzione di relazioni fondate sul rispetto e sul dialogo. L'Aquila, città della Perdonanza Celestiniana da oltre sette secoli è apparsa ancora una volta il luogo naturale per ospitare una riflessione sul Perdono come valore universale. Non una scelta casuale, ma il riconoscimento d’una vocazione della città, d’una missione spirituale e civile che

continua a parlare al presente. Quella stessa identità che spinse papa Francesco, il 28 agosto 2022, a definire il capoluogo abruzzese "capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace". La Giornata, ideata da Daniel Lumera e organizzata dalla Lumera ODV insieme ai partner One Group, L'Aquila Made In, ha avuto come tema "Il Perdono nutre il mondo". Un'affermazione che potrebbe apparire idealistica in un tempo attraversato da guerre, conflitti e lacerazioni sociali, ma che durante l'intera giornata è stata tradotta in esperienze concrete, volti, storie, testimonianze. Sin dalle prime ore del mattino è apparso chiaro come l'obiettivo dell'incontro non fosse semplicemente discutere il perdono, bensì interrogarne il significato più profondo. Daniel Lumera e don Francesco Fiorillo, del Monastero San Magno a Fondi, hanno guidato la riflessione mostrando come il perdono non rappresenti un atto di debolezza né una fuga dalla realtà, ma una scelta di consapevolezza capace di interrompere le catene dell'odio e della vendetta. E tuttavia, tra i molti momenti significativi vissuti nel corso della giornata, uno ha lasciato un'impronta particolare nel cuore dei presenti. L'intervento del professor Izzel-

Izzeldin Abuelaish, Ambasciatore del Perdono

din Abuelaish ha portato all'Aquila una storia che supera ogni confine geografico e politico. Medico palestinese, conosciuto nel mondo come "il medico di Gaza", autore del libro "Non odierò", Abuelaish ha vissuto una delle tragedie più devastanti che un padre possa immaginare: la perdita di tre figlie in un bombardamento nel gennaio 2009. Di fronte a una simile ferita sarebbe stato comprensibile cedere al rancore. Sarebbe stato umano lasciarsi possedere dall'odio. E invece la sua risposta è stata diversa. Izzeldin Abuelaish ha scelto di non odiare. Non per dimenticare, non per assolvere, non per cancellare il dolore. Ma perché aveva compreso che trasformare la sofferenza in rancore avrebbe significato consegnare il futuro alla stessa logica che aveva generato la tragedia. Nelle sue parole non c'è mai retorica. Vi è piuttosto una straordinaria coerenza tra ciò che ha vissuto e ciò che continua a testimoniare nel mondo: l'idea che l'umanità possa elevarsi al di sopra della vendetta e riconoscersi come una comunità di destino. Per questo il conferimento ad Izzeldin Abuelaish del riconoscimento di Ambasciatore del Perdono ha assunto un significato che va ben oltre l'aspetto simbolico. È apparso come il riconoscimento di una testimonianza vissuta. Di una scelta dolorosa e coraggiosa che si rinnova ogni giorno. Ma l'eco più intensa di quella presenza è forse arrivata il giorno successivo, attraverso il messaggio indirizzato al presidente della Lumera ODV, il generale Nico Caiazza. Parole che meritano di essere rilette e meditate. Caro Nico, desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a te e a tutto il tuo team per avermi invitato a L'Aquila e per l'onore di tenere il discorso di apertura alla Giornata Internazionale del Perdono. Grazie per la vostra gentilezza, la vostra generosità e la straordinaria cura con cui avete reso questo incontro così significativo. Ti sono profondamente grato per avermi onorato con il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono. Lo ricevo con umiltà e con un profondo senso di responsabilità. Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in

Raffaele Daniele e Nico Caiazza

Francesca Pompa, presidente One Group, partner Giornata

Izzeldin Abuelaish e Raffaele Daniele

cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare, negare l'ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri. Sono venuto a L'Aquila con speranza, portando con me le mie esperienze e la mia convinzione che l'umanità possa elevarsi al di sopra dell'odio. Me ne sono andato ancora più ispirato, incoraggiato e pieno di speranza, non solo per il calore e la generosità che mi avete dimostrato, ma anche per le meravigliose persone che ho incontrato. La loro motivazione, la loro apertura, il loro impegno e la loro volontà di fare una differenza positiva nel nostro mondo mi hanno toccato profondamente. Incontrare persone che non si limitano a parlare di un mondo migliore, ma sono davvero disposte a lavorare per costruirlo, mi ricorda che non siamo soli in questo cammino. Ci sono persone ovunque che credono che la compassione sia più forte dell'indifferenza, che la comprensione possa superare la divisione e che ogni essere umano abbia la responsabilità di contribuire a un mondo più pacifico e umano. La speranza diventa potente quando ispira l'azione, e il perdono acquista significato quando ci aiuta a costruire un futuro diverso. L'incontro di L'Aquila è stato un bellissimo promemoria del fatto che, nonostante la sofferenza e le divisioni che ci circondano, possiamo scegliere di

unirci, riconoscere la nostra comune umanità e compiere passi concreti verso il cambiamento. Credo sinceramente che questo sia l'inizio di qualcosa di importante. Spero che possiamo continuare la nostra collaborazione, rafforzare i legami nati a L'Aquila e lavorare insieme per diffondere speranza, perdono e umanità, in particolare tra i giovani. Meritano un futuro in cui ereditino saggezza anziché odio, comprensione anziché pregiudizio, e il coraggio di costruire ponti anziché muri. Ti sarei molto grato se potessi condividere questo messaggio con tutti coloro che hanno partecipato al convegno e di trasmettere i miei sinceri ringraziamenti a tutto il tuo team e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa giornata speciale. Grazie ancora per la tua amicizia, la tua generosità, la tua visione e l'onore che mi hai conferito. Porterò con me il calore di questa esperienza, insieme a una rinnovata determinazione a continuare a lavorare per un mondo in cui nessun essere umano sia definito dall'odio e in cui ogni bambino abbia l'opportunità di crescere in pace. Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditarne l'odio. È una responsabilità che condividiamo, e mi incoraggia sapere di aver incontrato persone come te che sono disposte ad abbracciarla. Con la mia più profonda gratitudine, amicizia e speranza.


Allora!

daje de punta di Pino Forconi

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TUTTI PAZZI PER LA SOLITA POLTRONA

ITALIA TERRA DI TUTTI Diciamo una terra che piace a molti, forse per la sua strategica posizione mediterranea oppure forse per convenienza oppure anche temporaneamente, vado ci sto’ per un sei mesi poi me ne torno a casa, oppure ci vado mi accomodo e poi cambio tutte le abitudini e la faccio diventare come casa mia. Purtroppo, l’ultima ipotesi è quella che in effetti sta occorrendo. Ma torniamo alla storia, l’Italia attraverso i tempi, si possono annoverare circa sette grandi occupazioni straniere, invasioni storiche come i vandali del nord Europa; Visigoti, Ostrogoti, Longobardi a seguire la dominazione araba con l’emirato di Sicilia, la dominazione spagnola del 1500 che dominò su Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna. Quella austriaca del 1713 verso il Veneto. Nel 1790 con Napoleone Bonaparte per poi arrivare ai nostri giorni con quella Nazista dal 1943 al 45 che comportò naturalmente anche quella alleata di liberazione, credo la più cruenta; una massa di eserciti tra americani, turchi, inglesi, neozelandesi, canadesi e quant’altri che per

liberare l’Italia l’anno ridotta una groviera lasciandoci in braghe di tela e in mano ad un nuovo invasore, diciamo una sorta di esercito che agisce nell’ombra, naturalmente voluto dallo stesso popolo che convinto di aver fatto una buona scelta ci ha totalmente divisi. Ma questa povera Italia non può dormire sogni tranquilli, perché una nuova invasione è già alle porte, dato che gli avamposti si sono già parzialmente impossessati di alcuni centri, come dire: -Prego accomodatevi, fate come a casa vostra. Purtroppo, questa sarà l’ultima invasione, quella che cambierà il volto di questa Terra Mediterranea. Come un melanoma che avanzando in silenzio uccide le cellule buone e lasciando degli zombi al loro posto. Grossi cervelli studiano soluzioni senza però metterle in pratica. Immaginate per un momento ad un possibile golfo di Napoli sotto altro nome : - Khalij al-Burkan oppure Khalij an-Nabuli…….!!!! C’era una volta una terra che si allungava sorniona nelle calde acque mediterranee……..!!.... C’era.

LA LEGGENDARIA 2CV Si, proprio la 2CV, non vi suona? Forse perché non si produce in Australia e nemmeno la si importa. Qualcuno ha capito di cosa stiamo parlando? Ok, ok stiamo parlando di un’automobile francese, ma guarda caso anche in parte italiana. Ve lo spiego in altre parole: - Un certo Walter Becchia di Casale Monferrato, piemontese, uno di quelli con la testa sempre dentro il cofano delle auto, contribuì allo sviluppo della 2 Cavalli della Citroen, quindi della 2CV. O meglio “La Deux Chevaux” . Nel 1937 tale Pierre Boulanger capo della Citroen volle creare un’auto adatta a tutti i portafogli cioè a buon mercato e che la potessero comprare anche i semplici contadini, quindi una macchina che potesse portare derrate agricole fino a qua-

si un cento chili e che consumasse poco ed ecco che prese forma una strana macchina da 375 cc che si muoveva con appena tre litri di carburante per un centinaio di kilometri. Qui entra in ballo il Becchia piemontese, che assunto in forma stabile dalla Citroen crea e sviluppa un motore a due cilindri raffreddato ad aria e di bassi consumi che lo chiama TPV- Toute Petite Voiture- cioè “Tutto in una piccola macchina “. Diciamo anche che Flaminio Bertoni, stilista italiano, ci mise le mani per la carrozzeria. Da qui in avanti è storia per la Citroen, basti ricordare le due Pallas, le famose DS1900 normale e la 2100 versione lusso. Ho capito che è francese, ma volevo solo dirvi che dove c’è inventiva c’è Italia.

Ho buttato lì a caso tre titoli per l’articolo, dato che al momento trovarne uno giusto è abbastanza arduo, diciamo che uno lo avrei, ma è meglio di no. Non credo nell’aldilà, ma penso che il povero Mirko Tremaglia non stia riposando sonni tranquilli. Chi me lo ha fatto fare, direbbe se potesse, di aver fatto una legge per far sentire più vicini alla Patria milioni di italiani, che pur stando lontano, potrebbero far sentire la loro voce? Si, tutto era giusto, poi nel tempo qualche ben pensante piano piano ha stravolto tutta la legge. Anzi qualcuno ha addirittura colto la palla al balzo, quindi si è fatto qualche kilometro per raggruppare un po’ di gente (votanti) con false promesse, il classico: “Ti farò avere” poi una volta lì ….. chi si è visto si è visto. Ma tutto questo ormai è acqua passata, l’obbiettivo è stato raggiunto (salvo imprevisti) la pensione con il conto in banca è assicurata. Meglio però non farsi vedere molto spesso, con la scusa degli impegni istituzionali, capirete, direbbe uno, sono presissimo al Pentagono, la Nato mi tiene fermo in ufficio a studiare come salvare la Terra dall’invasione dei Marziani. Mentre c’è chi si preoccupa delle acciaierie di Taranto ma non degli italiani che vivono qui dietro l’angolo. Tanto quel che è stato è stato, scurdammece du pas-

sato, si direbbe ad occhio e croce a Napoli. Ma torniamo alla nostra cara Italia, la Camera ha votato (e meno male) quindi la legge elettorale è stata approvata con grande gioia delle opposizioni che si stanno strappando le camicie e le gonne e sicuramente ricorreranno alle affezionate toghe per il solito colpo di spugna. Mentre che l’altro problema come il Rosatellum, il Melonellum, il Contellum, il Vannaciellum e lo Schleinellum, sono tutti dei sistemi elettorali attuali in fase di discussione per eventuali matrimoni, mentre che gli altri come il Bonellum, il Frantoianellum, il Renzianellum non verranno presi in considerazione, anche perché le percentuali non sono buone. Per maggiori chiarimenti in merito, chiamare

direttamente Roma. Per le prossime votazioni è già in stampa il manuale (un tascabile da 500 pagine) per spiegare come votare. Mentre è già in distribuzione un manualetto che aiuterà a capire quello di 500 pagine. Per i residenti all’estero, i manuali saranno in sette lingue: Romano/ laziale, Tosco/ Emiliano, Ladino, Lombardo, Campano, Siciliano e Sardo, oltre alle lingue del posto di residenza. Per i più profani, cioè quelli che si stanno già chiedendo: - Ma di che si tratta questo voto? Semplice, servirà per vedere chi prenderà la pensione e chi no, quando ci andranno, oppure se la poltrona è ancora assicurata. Ora non ditemi che non avete capito che l’Italia sta andando o forse è già andata sottosopra. Auguri a tutti.

LA FERMATA DEL BUS 40 CHE RACCONTA ROMA A Roma ci sono tante fermate per autobus, ma una in particolare ha un senso storico. La piazza è chiamata Largo di Torre Argentina, poi perché’ si chiama così? Forse perché lì c’è il Teatro Argentina. In un lontano 15 Marzo del 44 a.C. (durante gli idi di Marzo) un gruppo di Senatori Romani ribelli al sistema, assassinarono Giulio Cesare, proprio nel punto dove si possono apprezzare i resti archeologici della Curia di Pompeo chiamata Area Sacra. Oggi casualità c’è la fermata del mezzo pubblico 40, ma una volta era la classica ed importante linea del tram numero 8, (se non erro, serviva San Pietro partendo dalla stazione dei treni Termini, oggi il 64). Un gruppo di circa 60 senatori (meno di quelli che abbiamo oggi al Senato) con alla testa Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, cospiraro-

no e uccisero Giulio Cesare per paura che stesse trasformando Roma in una monarchia. 23 pugnalate trafissero il dittatore che cadde ai piedi della statua di Pompeo. La morte di Cesare portò alla fine della Repubblica, quando

con l’avvento di Augusto si passò a governo imperiale nel 27 a.C. Di qui la famosa frase di Giulio Cesare a Bruto:- Tu quoque Brute fili mi. (anche tu Bruto figlio mio), oppure voleva dire ben altro? Mah, non lo sapremo mai, dopo tutto la storia è storia.

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storia e storie

Allora!

In fuga per la vetta, tre italiani alla conquista del Monte Kenya

Felice Benuzzi l'alpinista e diplomatico italiano

di Generoso D'Agnese Entrato in carriera diplomatica nel 1948. Vice Console a Parigi nel 1949 e a Brisbane (Australia) nel 1951. Primo Segretario a Karachi in Pakistan nel 1955. Dal 1956 al 1959 Consigliere a Canberra (Australia) dal 1956 al 1959. Dal 1963 al 1969, Console Generale a Berlino Dal 1969 al 1973 è Ministro consigliere alla Rappresentanza permanente presso l'O.C.S.E. a Parigi. Dal 1969 al 1973. Ambasciatore d’Italia in Uruguay dal 1973 al 1975. Al solo scorrere di date e incarichi, quella di Felice Benuzzi si presenta come una vita carica di successo. Nato a Vienna il 16 novembre del 1910, da madre austriaca e padre italiano, cresciuto a Trieste (dove rimase affascinato dalle imprese alpinistiche di Emilio Comici e Julius Kugy), Felice si laureò in giurisprudenza all'Università di Roma nel 1934 svolgendo nello stesso tempo un'intensa e vittoriosa attività sportiva, partecipando a numerosi campionati di nuoto internazionali fra il 1933 e il 1935. La sua storia però non sarebbe stata diversa da quella di tanti altri talentuosi giovani italiani, se non fosse stata vissuta con la grandissima passione per l’alpinismo. Sarà infatti proprio l’amore smisurato per le scalate a conse-

gnarlo alla storia, una storia che però negli anni è andata sbiadendo perdendosi nelle nebbie dell’oblio. Dopo le tante soddisfazioni sportive e i primi passi professionali, Felice Benuzzi nel 1938 venne nominato volontario coloniale nel ruolo di Governo del Ministero dell'Africa Italiana. L’anno seguente venne inviato al Governo Generale dell'Africa Orientale Italiana ad Addis Abeba. e con questo incarico visse i primi anni della tragica seconda guerra mondiale, circondato dall’affetto della moglie Stefania e della figlia Daniela. Nel 1941 l’Etiopia venne occupata dagli inglesi e nel 1942 nel Benuzzi fu fatto prigioniero. Insieme a tanti altri connazionali fu internato nei campi di prigionia del Kenya, allora protettorato inglese. Benuzzi arrivò prima a Naivasha e poi a Nanyuki, alla periferia della città, nel “pow camp 354” realizzato su altopiano, lontano da tutto. Le monotone giornate all’interno del campo venivano allietate solo dalla vista del Monte Kenya che colpì profondamente dell’italiano, incapace di rimanere inattivo. Seppur trattato dignitosamente dai britannici, la prigionia divenne in poco tempo intollerabile tanto da far maturare nel futuro diplomatico un folle piano di eva-

Felice Benuzzi e sua moglie Stefania a Canberra 1958

sione. Guardando ogni giorno i ghiacciai del Monte Kenya (5.199 m), ideò un progetto folle insieme ad altri due prigionieri, Giovanni Balletto e Vincenzo Barsotti. Conquistare la vetta e piantare la bandiera italiana sulla cima. Si trattava di un piano al limite dell’impossibile, sia per le condizioni di detenzione e sia per l’inadeguatezza del materiale. Felice, Giovanni e Vincenzo però non si scoraggiarono. Pur ignorando le condizioni invernali in vetta al monte che le rotte alternative, proseguirono con il loro piano sapendo di non poter contare su un periodo di acclimatamento per raggiungere e superare i 5000 metri di altitudine. I tre italiani non avevano attrezzatura alpinistica per muoversi sul ghiaccio e si fabbricarono una corda intrecciando i cordini che tengono insieme le brande su cui dormivano. I ramponi vennero realizzati con dei residui metallici recuperati al deposito. La folle avventura iniziò la sera del 24 gennaio 1943. I tre fuggirono dal campo e risalirono il fiume Nanyuki fino alla sorgente, basandosi esclusivamente su una mappa presa da un libro di missionari che avevano trovato nel campo. Le altre informazioni le trassero dalle scatolette di marca Kenylon che raffiguravano nella confezione anche il versante sud della montagna. La sera del 24 gennaio 1943 i tre prigionieri italiani misero in atto il loro piano evadendo dal Camp 354. I fuggitivi sparirono nel folto della foresta cercando di evitare pericolosi incontri con rinoceronti ed elefanti. Arrivati ai piedi della montagna, il 4 febbraio Benuzzi e Balletto lasciarono Barsotti in una piccola tenda, e iniziarono la scalata del lato Ovest del Batian, un’arcigna struttura rocciosa con difficoltà fino al quarto grado. Legati da una sottile e malsicura corda di agave, e senza nessuna protezione per il freddo, andarono avanti animati solo dall’entusiasmo e dalla tenacia. Superata in diagonale la parete della Punta Dutton, iniziarono una parete verticale e incontrando la neve fresca. Il ruolo di capocordata toccò a Giovanni Balletto che ben conscio dei loro mezzi improvvisati decise di rinunciare a proseguire quando una bufera di neve si abbatté sui due alpinisti. Dopo una sosta per recuperare le forze mangiando alcune provviste (pezzetti di cioc-

BREAKFAST - BRUNCH - LUNCH - COFFEES - CAKES

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Benuzzi dalla prigionia alle nevi africane

Copertina Volume " Fuga sul Kenya"

Copertina " Il cuore e l'abisso"

La straordinaria fuga sul Monte Kenya nel 1943

colato, di noccioline e di zucchero rimanenze del pacco natalizio della madre di Benuzzi) Giovanni Balletto calò il compagno di peso e scese in corda doppia, per tornare dopo dodici ore in parete sul punto di partenza e alla tenda allestita da Barsotti. Dopo due giorni Felice e Giovanni ripartino all’una del mattino per salire fino ai 4985 metri della Punta Lenana. Arrivati in cima scoprirono un piccolo rifugio ancora integro e fissarono la bandiera tricolore prima di iniziare la discesa. Dopo un altro viaggio di tre giorni all’insegna della paura per gli incontri con leoni, bufali ed elefanti, i tre tornarono al Campo 354 per riconsegnarsi alle guardie inglesi e accettare la punizione imposta dal regolamento, consistente in 28 giorni di cella d’isolamento. Alcuni giorni dopo il loro rientro un gruppo di britannici confermò l’effettiva presenza della bandiera italiana sulla Punta Lenana, trasformando l’iniziale scetticismo del comandante in una sincera ammirazione. La straordinaria fuga di 17 giorni ridusse anche i giorni di prigionia da 28 a 7. La loro impresa divenne leggendaria ma rimase di difficile comprensione ai più. A dare il senso della stessa ci provò lo stesso Benuzzi che ne parlò nella sua autobiografia pubblicata nel dopoguerra. Lo scrittore australiano Rory Steele riprese il tema nel suo libro “ Il cuore e l'abisso – la vita di Felice Benuzzi”, nel quale provò

a catturare la figura di un uomo profondamente legato alla montagna, difficile da inquadrare nei ruoli che ha interpretato. «Fin da giovane subì l’effetto quasi erotico della bellezza, della mutevolezza e perfino della fredda crudeltà delle montagne, che valevano tutte le pene e gli sforzi fatti per raggiungere l’euforia della conquista». Terminata la guerra, Felice Benuzzi intraprese la sua carriera in ambito diplomatico, svolgendolo con grande competenza. Collocato a riposo, venne incaricato dal Ministero degli Affari Esteri di condurre i negoziati relativi all’Antartide, per il quale si adopera fino alla firma del trattato nel 1981, affinché l'Italia possa essere inclusa nell'ambito della ricerca nel continente ghiacciato. Nominato, dal Ministero degli Affari Esteri, membro della Commissione Istitutiva della SISSA di Trieste, è stato tra i soci fondatori della Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT). Benuzzi è stato anche presidente del Centro Culturale Italia-Pakistan e membro dell'Istituto per il Medio e l'Estremo Oriente oltre ad essere uno dei padri fondatori di Mountain Wilderness, associazione ambientalista internazionale per la protezione della montagna nel mondo. Benuzzi è morto a Roma il 4 luglio 1988 ma la sua bandiera italiana sventola ancora idealmente sul Monte Kenya, a dimostrazione di una volontà ferrea e di una passione smisurata per la Natura.


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salute e benessere

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Tumore al pancreas, passi avanti nella cura

La sordità sfida la tecnologia Per la prima volta in Italia è stato impiantato un orecchio bionico completamente invisibile, capace di funzionare giorno e notte senza componenti esterne. Gli interventi, eseguiti il 12 ottobre negli ospedali di Piacenza e Siena, rappresentano un importante passo avanti nel trattamento della sordità grave e profonda. La nuova tecnologia supera alcuni limiti degli impianti cocleari tradizionali. Tutti i componenti vengono collocati sotto la pelle, compresi speciali microfoni che captano i suoni attraverso i tessuti. I segnali acustici sono trasformati in impulsi elettrici che stimolano la coclea, permettendo alle informazioni sonore di raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo. Il dispositivo può rimanere acceso ventiquattr’ore su ventiquattro, anche durante il sonno, l’attività sportiva e il contatto con l’acqua. Non occorre rimuoverlo per fare la doccia o indossare un casco, eliminando inoltre il

rischio di smarrire o danneggiare un processore esterno. La batteria viene ricaricata mediante un caricatore appoggiato sulla zona dell’impianto, senza interromperne il funzionamento. A Piacenza l’operazione è stata condotta dall’équipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Cuda, nell’ambito di un progetto pilota condiviso da Emilia-Romagna e Toscana. Esperienze analoghe sono ancora rare a livello internazionale. L’innovazione potrebbe migliorare sensibilmente l’autonomia e la qualità della vita delle persone con ipoacusia severa o profonda. Saranno tuttavia necessari ulteriori controlli clinici per valutare nel tempo risultati, sicurezza e benefici effettivi di questa nuova generazione di impianti. La sperimentazione italiana apre così prospettive promettenti per una medicina sempre più avanzata, accessibile e attenta alle esigenze quotidiane dei pazienti.

Emicrania, svolta nei bambini

Una nuova prospettiva terapeutica si apre per bambini e adolescenti colpiti da emicrania. Un anticorpo monoclonale, il fremanezumab, ha dimostrato di ridurre sensibilmente la frequenza degli attacchi, offrendo una possibile risposta a una malattia spesso sottovalutata e fortemente invalidante. La scoperta emerge dallo studio internazionale SPACE, pubblicato sul New England Journal of Medicine, al quale ha partecipato anche l’Irccs San Raffaele di Roma. La sperimentazione ha coinvolto 237 pazienti tra i 6 e i 17 anni affetti da emicrania episodica. Dopo tre mesi di trattamento, oltre metà dei partecipanti trattati ha registrato una diminuzione degli attacchi di almeno il 50%, senza eventi avversi rilevanti segnalati. Il farmaco agisce contro il CGRP, una molecola coinvolta nei meccanismi dell’emicrania. Già autorizzato negli Stati Uniti per la

prevenzione pediatrica, è attualmente sottoposto alla valutazione delle autorità regolatorie europee. L’emicrania interessa circa l’11% dei bambini e degli adolescenti. La sua diffusione aumenta con l’età, raggiungendo percentuali particolarmente elevate tra le ragazze. Non si tratta semplicemente di mal di testa: gli episodi possono compromettere la frequenza scolastica, le relazioni personali e il benessere psicologico. Piero Barbanti, neurologo del San Raffaele e coautore della ricerca, sottolinea l’importanza di intervenire precocemente, anche per limitare il rischio di cronicizzazione nell’età adulta. Il centro romano è stato il primo al mondo per reclutamento dei pazienti nello studio, confermando il contributo della ricerca italiana. I risultati alimentano nuove speranze, pur richiedendo valutazioni cliniche individuali e un attento monitoraggio della sicurezza nel lungo periodo.

Una nuova speranza contro il tumore al pancreas arriva dalla ricerca europea. Il Comitato dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha espresso parere favorevole all’autorizzazione del daraxonrasib, una terapia orale destinata agli adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico già trattati. Il medicinale, commercializzato con il nome Rasonque e già approvato negli Stati Uniti, offre un’alternativa a pazienti con poche opzioni terapeutiche. A differenza della chemioterapia tradizionale, agisce su specifici meccanismi molecolari responsabili della proliferazione tumorale. Il daraxonrasib interviene sulle proteine RAS, che regolano la crescita cellulare. Alcune mutazioni le mantengono continuamente attive, favorendo lo sviluppo del cancro. Il farmaco si lega alla ciclofilina A, formando un complesso che ostacola l’attività delle RAS e rallenta la progressione della malattia. I risultati clinici riportati dall’Ema sono incoraggianti. Uno studio internazionale di fase tre, condotto su 500 pazienti, ha registrato una sopravvivenza media di 12,4 mesi tra coloro che hanno ricevuto il medicinale, rispetto ai 6,7 mesi del gruppo sottoposto a chemioterapia. Anche il periodo senza peggioramento della malattia è risultato maggiore: 7,2 mesi contro 3,6. Dati che evidenziano un beneficio significativo in una patologia caratterizzata da diagnosi spesso tardive e prognosi particolarmente difficili. Vista l’urgenza di nuove cure, l’Ema ha classificato il trattamento come prioritario, adottando una procedura di valutazione progressiva avviata nel luglio 2026. Questo sistema ha consentito di esaminare anticipatamente le informazioni scientifiche, riducendo i tempi a meno di 150 giorni mantenendo i controlli di sicurezza. Il parere positivo, tuttavia, non costituisce ancora un’autorizzazione definitiva. Spetterà alla Commissione europea decidere sull’immissione in commercio nell’Unione. Successivamente, i singoli Paesi dovranno stabilire prezzi, rimborsi e modalità di accesso. Per l’Italia, dunque, non esiste ancora una data certa di disponibilità. Gli specialisti ricordano inoltre che il daraxonrasib non rappresenta una guarigione definitiva né sostituisce tutte le

terapie esistenti. Resta però una prospettiva importante: offrire più tempo e nuove possibilità terapeutiche a persone colpite da una delle forme tumorali più

aggressive, per le quali ogni progresso scientifico può tradursi in un concreto miglioramento delle aspettative di vita, soprattutto nei casi più complessi.

Celiachia, ossa in pericolo La celiachia può nascondersi dietro un problema apparentemente lontano dall’intestino: la fragilità delle ossa. Osteoporosi, perdita di massa ossea e fratture premature possono rappresentare segnali di una malattia non diagnosticata, anche senza disturbi gastrointestinali evidenti. Secondo gli esperti, il 14% delle persone celiache presenta osteoporosi, mentre il 40% soffre di osteopenia, una condizione caratterizzata dalla riduzione della densità minerale ossea. Il fenomeno interessa soprattutto le donne, particolarmente dopo la menopausa. Il calo degli estrogeni favorisce infatti la perdita di tessuto osseo. Nelle pazienti celiache, il malassorbimento dei nutrienti e l’infiammazione possono aggravare ulteriormente questa condizione, aumentando il rischio di fratture anche in età relativamente giovane. Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione italiana Ricerca sulle malattie dell’osso, sottolinea

che la celiachia non trattata ostacola l’assorbimento di sostanze essenziali, tra cui calcio e vitamina D. Rossella Valmarana, presidente dell’Associazione italiana celiachia, richiama invece l’importanza della diagnosi precoce per prevenire complicazioni. Una dieta rigorosamente priva di glutine, accompagnata quando necessario da cure appropriate, contribuisce a proteggere intestino e scheletro. Gli specialisti invitano quindi a non sottovalutare fratture insolite o perdita ossea precoce. Riconoscere tempestivamente la celiachia permette di intervenire prima che la fragilità ossea provochi conseguenze importanti, migliorando la prevenzione e tutelando la salute nel lungo periodo, soprattutto nelle donne maggiormente esposte al rischio. Controlli medici periodici e una maggiore attenzione ai segnali dell’organismo possono contribuire a individuare precocemente eventuali alterazioni della salute ossea.


Beppe Signori, la rinascita del campione

Beppe Signori torna a vestire idealmente l’azzurro, questa volta lontano dal campo. L’ex attaccante di Foggia, Lazio e Bologna è stato nominato capo delegazione della Nazionale Under 20, allenata da Carmine Nunziata. Una scelta che segna il ritorno nel calcio federale di uno dei bomber più amati degli anni Novanta. La decisione è stata assunta dal commissario della Figc Giovanni Malagò, d’intesa con il direttore tecnico federale Claudio Ranieri, nell’ambito del rinnovamento delle rappresentative giovanili. Signori, 58 anni, accompagnerà

i giovani calciatori nel percorso di crescita sportiva e personale, mettendo a disposizione esperienza, competenza e conoscenza del calcio professionistico. Il nuovo incarico assume anche un significato umano particolare. Nel 2011 l’ex centravanti venne coinvolto nell’inchiesta sul calcioscommesse, affrontando un lungo percorso giudiziario. Signori ha sempre respinto le accuse ed è stato assolto in tutti i procedimenti a suo carico. Dieci anni difficili, che hanno segnato profondamente la sua vita. Malagò ha sottolineato il valore

sportivo e umano dell’ex campione, spiegando che la Federazione guarda con particolare sensibilità alla sua vicenda. Signori ha accolto la nomina con emozione e orgoglio, ringraziando per la fiducia ricevuta e promettendo di aiutare i ragazzi a inseguire il sogno della Nazionale maggiore. La sua carriera resta legata soprattutto alla Lazio, dove conquistò tre titoli di capocannoniere della Serie A. Prima, la consacrazione nel Foggia spettacolare di Zdenek Zeman; successivamente, le stagioni da protagonista a Bologna. Con 188 reti nella massima serie e la partecipazione al Mondiale statunitense del 1994, Signori appartiene alla storia del calcio italiano. Adesso comincia una nuova sfida: trasmettere ai talenti azzurri non soltanto i segreti del gol, ma anche la forza necessaria per affrontare le difficoltà. Un ritorno che rappresenta una pagina importante di riscatto personale, dopo anni di sofferenza, e restituisce al calcio italiano un protagonista indimenticato della sua storia.

Serie A – Posticipi della 7ª Varela e Simeone firmano due successi travolgenti

MotoGP, l’Australia accende la sfida mondiale

La MotoGP torna protagonista in Australia per un Gran Premio che promette spettacolo, emozioni e una battaglia mondiale sempre più incandescente. Dal 23 al 25 ottobre, il circuito di Phillip Island ospiterà per l’ultima volta la classe regina, prima del trasferimento ad Adelaide previsto dal 2027. Un appuntamento destinato a entrare nella storia del motociclismo, tra nostalgia, adrenalina e aspettative altissime per una sfida davvero imperdibile.

A guidare la classifica è Jorge Martin, pilota Aprilia, con appena due punti di vantaggio su Marc Marquez. Più distante, ma ancora pienamente in corsa, Marco Bezzecchi, terzo a 46 lunghezze dalla vetta dopo il trionfo in Indonesia. «Per il titolo siamo in tre», ha dichiarato Martin, riconoscendo apertamente le ambizioni dell’italiano. Lo spagnolo punta a consolidare il primato su un tracciato storico, mentre Marquez,

vincitore dell’edizione 2025, cerca il sorpasso decisivo. Grande entusiasmo anche per Bezzecchi, determinato a confermare il momento positivo dell’Aprilia. «È un peccato che questa sia l’ultima volta a Phillip Island», ha commentato il romagnolo, pronto a dare battaglia. Tra i protagonisti attesi figura Fabio Di Giannantonio, fiducioso dopo le recenti prestazioni e particolarmente legato al circuito australiano. Non mancano però le assenze importanti. Toprak Razgatlioglu, costretto a operarsi alla spalla, sarà sostituito da Augusto Fernandez. Fuori anche Fermin Aldeguer, ancora alle prese con una frattura alla mano destra: al suo posto correrà Iker Lecuona. Sabato spazio alle qualifiche e alla Sprint, domenica alla gara principale. Phillip Island si prepara così a un addio storico, con tre contendenti pronti a giocarsi punti pesantissimi nella corsa al titolo iridato.

Monza scatenato e Cagliari al tappeto! Eddy Kouadio apre le danze, poi Gustavo Varela si prende la ribalta: doppietta da urlo e assist per Jay Robinson. Caprile capitola quattro volte: a Monza è festa biancorossa, con Varela autentico mattatore. I rossoblù partono bene, ma sprecano le occasioni iniziali e vengono puniti al 39’. Nella ripresa è un autentico dominio biancorosso: Varela raddoppia, Robinson cala il tris e ancora Varela firma il poker. Difesa sarda allo sbando, squadra di Pisacane irriconoscibile e Juric che si gode una vittoria travolgente davanti al pubblico di casa in festa. Una disfatta pesantissima che lascia tanti interrogativi aperti.

Parma-Torino, show del Cholito! Giovanni Simeone fulmina Corvi al 4’, sfruttando un cross perfetto di Belghali. Al 24’ Ché Adams firma il raddoppio di testa, convalidato dal VAR. Nella ripresa il Parma prova a reagire, ma al 69’ l’argentino si inventa un missile imprendibile dalla distanza e completa una doppietta spettacolare. All’82’ Frigan accorcia, ma il VAR annulla per fuorigioco. Finisce 3-0 per i granata di Ignazio Abate, che conquistano la seconda vittoria consecutiva e punti preziosi per la salvezza. Parma sempre penultimo, fermo a quattro punti. Simeone assoluto protagonista della serata, trascinatore di un Torino finalmente brillante e concreto!


sport

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Milesi detta legge alla Chrono des Nations

Curling, derby tutto italiano Il curling italiano attraversa una fase di profonda trasformazione. La separazione dei protagonisti della storica formazione azzurra, per anni punto di riferimento della disciplina, ha dato vita a nuove squadre, alimentando una rivalità che promette di rendere ancora più competitivo il movimento nazionale. Una scissione sportiva che sta già producendo risultati importanti sui ghiacci internazionali. A guidare questa nuova stagione è il Team Spiller, composto da Stefano Spiller, Amos Mosaner, Sebastian Arman e Cesare Spiller. Dopo aver conquistato il Challenge di Cembra, assicurandosi il diritto di rappresentare l’Italia ai prossimi Campionati Europei, la formazione ha confermato il proprio valore anche oltreconfine. Prima è arrivato il secondo posto alla prestigiosa Swiss Cup di Basilea, poi il successo al Grand Prix di Berna, torneo che ha assunto i contorni di un vero confronto tra le nuove realtà del curling italiano. Nella finale svizzera, il Team Spiller ha superato il Team Zisa, formato da Andrea Zisa, Mattia Giovanella, Francesco De Zanna e Francesco Vigliani. Una sfida particolarmente significativa, considerando che la squadra di Zisa aveva precedentemente eliminato nei quarti di finale il Team Retornaz, altra formazione nata dalla riorganizzazione degli equilibri azzurri. Il dato più interessante riguarda proprio i protagonisti di questa rivalità. Joël Retornaz, Amos Mosaner, Sebastian Arman e Mattia Giovanella avevano condiviso la

stessa squadra, contribuendo ai successi internazionali dell’Italia. Oggi si ritrovano avversari, protagonisti di una competizione che potrebbe favorire la crescita tecnica dell’intero movimento. La moltiplicazione delle formazioni competitive rappresenta infatti un’opportunità importante. Maggiore concorrenza significa confronti più intensi, nuovi stimoli e possibilità di valorizzare talenti che, in passato, avrebbero trovato meno spazio. Resta tuttavia aperta una questione fondamentale: quale criterio adottare nella composizione della Nazionale? Attualmente prevale il sistema che affida la rappresentanza internazionale a una formazione già consolidata, privilegiando affiatamento e continuità. Una soluzione alternativa sarebbe selezionare individualmente i migliori giocatori delle diverse squadre, costruendo una rappresentativa capace di riunire le eccellenze tecniche del Paese. Una scelta certamente complessa, soprattutto per una disciplina nella quale coordinamento, intesa e conoscenza reciproca risultano determinanti. Le eventuali rivalità personali, tuttavia, non dovrebbero ostacolare un progetto condiviso. La maturità degli atleti e la capacità di lavorare insieme potrebbero trasformare questa frammentazione in una straordinaria risorsa. Il curling italiano ha davanti una sfida decisiva: trasformare la competizione interna in una forza collettiva, mantenendo l'Italia ai vertici internazionali.

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Il ciclismo italiano continua a raccogliere soddisfazioni anche tra le giovani promesse. Alla Chrono des Nations, prestigiosa competizione internazionale a cronometro disputata sulle strade francesi di Les Herbiers, Nicolas Milesi ha conquistato una splendida vittoria nella categoria Under 23, confermando il proprio talento e le grandi prospettive della sua carriera. Mentre nella gara dei professionisti Remco Evenepoel ha dato spettacolo, il giovane azzurro ha saputo imporsi con una prestazione di altissimo livello, affrontando i 27,2 chilometri del percorso con determinazione, potenza e precisione. Milesi ha fermato il cronometro sul tempo di 31 minuti e 49,50 secondi, conquistando il gradino più alto del podio in una delle prove contro il tempo più prestigiose del calendario internazionale. Un successo che assume particolare significato dopo la medaglia d'argento conquistata ai Campionati

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Milesi si tratta di un altro importante passo verso il ciclismo dei grandi, dove potrà mettere alla prova le proprie ambizioni. Il movimento azzurro trova così un altro protagonista sul xquale puntare, capace di trasformare le promesse in risultati concreti e di guardare con fiducia alle prossime sfide internazionali.

Casablanca si inchina alla spada di Marzani

La scherma italiana continua a regalare soddisfazioni e risultati prestigiosi sulla scena internazionale. Dopo i successi delle azzurre nel fioretto femminile, arriva un’altra straordinaria affermazione dalla spada, grazie a Roberta Marzani, protagonista assoluta della prima tappa di Coppa del Mondo disputata a Casablanca, in Marocco. A trent’anni, l’atleta italiana conquista la prima vittoria individuale della carriera nel massimo circuito internazionale, coronando un percorso costruito attraverso sacrifici, determinazione e continuità. Un successo particolarmente significativo per Marzani, che aveva già dimostrato il proprio talento conquistando l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Sulle pedane marocchine, la spadaccina azzurra ha confermato le proprie qualità tecniche e agonistiche, imponendosi sulle avversarie e raggiungendo un traguardo che rappresenta una svolta importante nella sua carriera sportiva. La giornata di Casablanca ha regalato all’Italia anche un’altra medaglia prestigiosa. Alberta Santuccio, campionessa in carica della Coppa del Mondo, ha infatti conquistato il bronzo, completando una splendida doppietta azzurra. A fermare la sua corsa verso la finale è stata proprio Marzani, vincitrice del confronto diretto in semifinale, in un derby tutto italiano che ha confermato l’eccellente livello raggiunto dalla squadra femminile. Due medaglie nella stessa com-

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mondiali, risultato che aveva già acceso i riflettori sulle qualità del giovane corridore italiano. La vittoria in Francia rappresenta un'ulteriore conferma della sua crescita tecnica e agonistica, soprattutto in una specialità che richiede preparazione fisica, concentrazione e capacità di gestire ogni fase della gara. Per

petizione costituiscono un risultato incoraggiante per il movimento schermistico nazionale, che continua a distinguersi per la capacità di esprimere atlete competitive ai massimi livelli. La presenza contemporanea di Marzani e Santuccio sul podio testimonia inoltre la profondità di un gruppo capace di affrontare appuntamenti internazionali con ambizioni importanti. Per Marzani, il trionfo marocchino assume un significato particolare. Vincere per la prima volta in Coppa del Mondo a trent’anni dimostra come esperienza, maturità agonistica e perseveranza possano trasformarsi in elementi decisivi per raggiungere risultati prestigiosi. La vittoria rappresenta anche un’iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni della stagione. Non meno importante il

bronzo di Santuccio, che conferma la propria competitività dopo una stagione culminata con la conquista della Coppa del Mondo. La sua presenza tra le migliori rafforza ulteriormente le prospettive della spada italiana, chiamata a confrontarsi con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita. L’avvio della nuova stagione offre dunque segnali decisamente positivi per l’Italscherma. Dopo le affermazioni nel fioretto, anche la spada femminile risponde presente, dimostrando che il movimento azzurro dispone di talento, esperienza e grandi potenzialità. Il cammino è ancora lungo, ma Casablanca consegna all’Italia due medaglie e soprattutto una nuova protagonista da seguire con attenzione nelle prossime competizioni.

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Onoranze Funebri DECESSO

CAVALLARO ALFREDO

nato il 27 novembre 1960 deceduto a Sydney (NSW) il 19 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. La sepoltura del caro Alfredo avrà luogo in forma privata, alla presenza dei soli familiari. La famiglia invita parenti, amici e quanti gli hanno voluto bene a partecipare a un momento di raccoglimento e ricordo, che si terrà venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 10.30 presso la Mary Mother of Mercy Condolence Lounge, Barnet Avenue, Rookwood. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e alla commemorazione del caro estinto. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

DECESSO

MUSUMECI GIUSEPPE VITO

nato il 30 marzo 1938 deceduto a Sydney (NSW) il 17 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato lunedì 26 ottobre 2026 alle ore 17.00 presso la Mary Immaculate Catholic Church, 45A Victoria Street, Waverley. Il funerale sarà celebrato martedì 27 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso la stessa chiesa. Dopo il rito religioso, il caro Giuseppe Vito sarà accompagnato all’Eastern Suburbs Memorial Park, 12 Military Road, Matraville, per la sepoltura.I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “Il suo amore rimarrà un dono eterno custodito nel cuore di chi l'ha amata." ETERNO RIPOSO

DECESSO

MIRABILIO FILOMENA

nata il 14 novembre 1927 deceduta a Sydney (NSW) il 19 ottobre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 11.00 presso la St Benedict's Catholic Church, 16 Neville Street, Smithfield. Dopo il rito religioso, la cara Filomena sarà accompagnata al Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury, per la sepoltura. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della cara estinta.

“La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO

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DECESSO

GRASSO GIUSEPPE

nato il 11 febbraio 1936 deceduto a Sydney (NSW) il 18 ottobre 2026 La moglie Nina e i figli ne danno il triste annuncio della scomparsa.Il rosario sara’ recitato lunedì 26 ottobre 2026 alle 10:30 seguirà la Messa funebre alle 10:45, nella chiesa Cattolica St. Geltrude’s,corner of Justine e Neville Street, Smithfield NSW 2164. Le spoglie del caro Giuseppe riposeranno nel cimitero Field of Mars, Quarry Road, Ryde NSW 2112.I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “Il Signore accolga la sua anima nella luce eterna e doni ai suoi cari conforto e pace." ETERNO RIPOSO

IN MEMORIA

ROMANO DOMENICO

nato il 27 aprile 1945 deceduto a Sydney (NSW) il 6 novembre 2025 Ad un anno dalla scomparsa, I familiari parenti ed amici vicini e lontani lo ricordano con dolore e immutato affetto. Una Messa in memoria sarà celebrata giovedì 5th novembre 2026 alle 6:00pm, nella Chiesa Cattolica Our Lady of Mt. Carmel, 230 Humphries Roa, Bonnyrigg NSW 2170. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno in preghiera a ricordo del caro estinto.

“Il suo amore continuerà a vivere per sempre nel cuore di chi lo ha amato." ETERNO RIPOSO

FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.


onoranze funebri

Allora!

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Addio a Cremonini, una vita per il minibasket Il mondo della pallacanestro italiana piange Maurizio Cremonini, uno dei principali artefici dello sviluppo del minibasket nel Paese. Il tecnico bresciano è morto nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, a 70 anni, colpito da un infarto. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nello sport giovanile e nella formazione degli istruttori. Per oltre trent’anni Cremonini ha rappresentato un punto di riferimento della Federazione italiana pallacanestro, contribuendo alla crescita di un settore fondamentale per avvicinare bambini e ragazzi alla disciplina. Il suo impegno, tuttavia, non si esauriva nell’insegnamento dei fondamentali tecnici: considerava il minibasket soprattutto uno strumento educativo, capace di sviluppare autonomia, rispetto delle regole, collaborazione e fiducia nelle proprie capacità. Nato a Brescia, aveva costruito la propria carriera intorno a una convinzione precisa: prima di formare giocatori occorre accompagnare la crescita delle persone. Un principio che aveva orientato il suo lavoro quotidiano, dalle attività con i più piccoli ai percorsi di aggiornamento rivolti agli allenatori e agli istruttori. La sua esperienza aveva superato anche i confini nazionali, attraverso iniziative e progetti

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condivisi con la Fiba, la federazione internazionale della pallacanestro. Un riconoscimento della competenza maturata sul campo e della capacità di proporre un modello formativo nel quale il gioco restava il centro dell’apprendimento. Profondo il cordoglio espresso dalla Federazione italiana pallacanestro. Il presidente Giovanni Petrucci, il Consiglio federale e il personale della Fip hanno ricordato Cremonini per le qualità professionali e umane, sottolineandone l’umiltà, l’ironia e la straordinaria capacità di rendere comprensibili anche le questioni più complesse. Il suo insegnamento ha raggiunto generazioni di educatori, molti dei quali hanno trasferito

nelle palestre italiane metodi e principi appresi durante i suoi incontri formativi. È proprio questa eredità, diffusa ogni giorno attraverso il lavoro degli istruttori, a raccontare la dimensione del suo contributo. Alla famiglia arrivano i messaggi di vicinanza dell’intero ambiente cestistico. Con Maurizio Cremonini scompare non soltanto un tecnico apprezzato, ma un maestro che ha saputo mettere i bambini al centro dello sport, ricordando che una vittoria importante può essere anche il sorriso di chi scopre per la prima volta il piacere di giocare insieme. Un esempio destinato a rimanere vivo nelle palestre e nella memoria della pallacanestro italiana.


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T. Goldschmidt ai Muri Antichi Giornata Mondiale della Pasta La pallanuoto unisce Australia e Italia attraverso una nuova avventura sportiva. Toby Goldschmidt, giovane atleta australiano di alto livello, si prepara a trasferirsi in Sicilia per vestire la calottina dei Muri Antichi, società catanese impegnata nel panorama della pallanuoto italiana. Prima della partenza, Goldschmidt è stato ricevuto al Consolato Generale d’Italia a Sydney dal Console Generale Gianluca Rubagotti, in un incontro dedicato allo sport come strumento di amicizia e collaborazione tra i due Paesi. Il Consolato ha condiviso sui propri canali social un messaggio di incoraggiamento, sottolineando come questa esperienza rappresenti un’ulteriore testimonianza degli stretti rapporti tra Italia e Australia, rafforzati dalla passione sportiva e dagli scambi tra giovani talenti. Goldschmidt vanta già un percorso significativo nella pallanuoto australiana. Cresciuto sporti-

vamente nel New South Wales, ha militato nelle file del Sydney University Water Polo Club, una delle realtà più competitive del Paese. Il suo nome compare negli elenchi ufficiali di Water Polo Australia fin dal 2020, quando venne inserito nei programmi nazionali di sviluppo giovanile. Nel 2022 figurava nella selezione australiana Under 20 e successivamente è stato convocato nella rosa nazionale giovanile maschile, confermando le qualità dimostrate nelle competizioni locali. Ha inoltre continuato a giocare con il Sydney Uni Lions, prendendo parte al campionato australiano. La pallanuoto italiana, conosciuta internazionalmente per la propria scuola tattica e l’intensità delle competizioni, offrirà all’australiano la possibilità di confrontarsi con un ambiente sportivo differente, arricchendo ulteriormente la propria esperienza agonistica.

“La pasta italiana racconta al mondo chi siamo: un Paese che sa unire tradizione e innovazione, qualità e capacità imprenditoriale. È tradizione, cultura, convivialità. È la grande ambasciatrice della cucina italiana sulle tavole di tutto il mondo. Per questo ho voluto lanciare la Giornata della Pasta Italiana nel Mondo per celebrare e promuovere questa nostra straordinaria eccellenza con tante iniziative che verranno organizzate ogni anno da tutte le nostre Ambasciate e dai nostri Consolati”. Lo ha detto il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani in occasione della presentazione a Roma del 28° World Pasta Day, promosso dall’Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organization (IPO), che si celebra il 25 ottobre e che quest’anno farà tappa in Emilia-Romagna. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare il patri-

monio gastronomico nazionale, rafforzare la presenza dei prodotti italiani sui mercati internazionali e promuovere la conoscenza della cultura alimentare del nostro Paese, attraverso eventi, incontri e manifestazioni che coinvolgeranno le comunità italiane all’estero. “La pasta è una straordinaria forza economica e industriale, un motore di crescita e innovazione. Dietro ogni piatto di pasta ci sono agricoltori, imprese, lavoratori”, ha sottolineato Tajani. “L’Italia è leader mondiale nella produzione di pasta. E vogliamo continuare ad esserlo. Il sostegno alle imprese del nostro settore agroalimentare è una delle priorità della diplomazia della crescita che ho messo al centro del mio mandato per favorire l’export e l’internazionalizzazione dei nostri territori”, ha detto ancora il Ministro, assicurando che “continueremo a sostenere chi ogni giorno porta questa eccellenza sulle tavole di tutto il mondo”. (Allora!/Inform)

L’Associazione Figli del Grappa invita tutti i soci, le loro famiglie e gli amici a celebrare il 50° Anniversario dell’Associazione, in programma domenica 8 novembre 2026, presso la Sala Michelini del Club Marconi, Bossley Park. L’accoglienza degli ospiti è prevista dalle 11.00 alle 11.30, con inizio del pranzo alle 11.30. La giornata sarà accompagnata dalla musica di Alfredo Calcagno. Il costo è di $70 per i soci, $90 per i non soci e $35 per i bambini sotto i 12 anni. Le bevande alcoliche non sono incluse nella quota; saranno disponibili vino, birra, bibite analcoliche e acqua minerale. Le prenotazioni per l’Assemblea Generale e il pranzo devono essere effettuate entro il 20 ottobre 2026. Non saranno accettate prenotazioni oltre tale data. Eventuali cancellazioni saranno rimborsabili soltanto se comunicate entro il 2 novembre dopo tale data non sarà possibile effettuare alcun rimborso Per prenotare: L.&C. Cafarella – 4647 4377; A. Cremasco – 9606 6283; G. Favero – 9826 1531; G. Morosin – 9604 2458; J. Morosin – 0424 563 495; M. Pellizzari – 9606 5820; F. Simonetto – 9610 6945; B. Parolin – 0423 948 745.


Allora!

speciale Norton Street Festa

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capace di trovare nell'italianità la propria ragione di esistere dimostrazioni delle nonne italiane, custodi di ricette familiari tramandate attraverso le generazioni. Anche l'esposizione di automobili e motociclette italiane, dalle vetture storiche ai modelli contemporanei, rappresentava un'attrazione importante. Un'altra tappa significativa arrivò nel 2019, quando la Festa divenne teatro dell'annuncio politico del riconoscimento ufficiale di Little Italy. Il sindaco Darcy Byrne comunicò che il Consiglio aveva approvato la proposta di attribuire questa denominazione alla zona centrale di Leichhardt. L'iniziativa intendeva riconoscere pubblicamente il contributo degli italiani alla storia economica, sociale e culturale del quartiere. Si trattava di un riconoscimento dal forte valore simbolico, destinato a rendere visibile l'eredità lasciata da generazioni di immigrati che, attraverso il lavoro, le attività commerciali e la vita associativa, avevano contribuito a costruire l'identità di Leichhardt. Nella stessa edizione, che secondo CO.AS.IT. attirò oltre 150.000 visitatori, furono organizzate consultazioni sulla delimitazione dell'area e sui simboli italiani da rappresentare nello spazio pubblico. La manifestazione accolse inoltre il nuovo Console Generale d'Italia. Sul palco si alternarono artisti, cori e ballerini, mentre gli studenti dell'Italian Bilingual School interpretarono gli inni nazionali australiano e italiano. La pandemia di COVID-19 interruppe temporaneamente questa tradizione. Dopo due anni di sospensione, la Festa tornò il 30 ottobre 2022, segnando un momento particolarmente sentito dalla comunità. Il programma comprendeva concerti di Cosima De Vito, della De Bellis Band e di Tony Sergi, oltre alla partecipazione del comico italo-australiano Joe Avati. Gli organizzatori prevedevano fino a 150.000 visitatori, confermando la capacità della manifestazione di richiamare un pubblico numeroso anche dopo l'emergenza sanitaria. Nel 2025, giunta al suo trentanovesimo anno, la Festa proponeva oltre 170 stand, spettacoli musicali, dimostrazioni culinarie, automobili d'epoca e intrattenimenti per famiglie. La manife-

stazione era ormai diventata non soltanto una celebrazione dell'italianità, ma anche una risorsa per l'economia locale e uno strumento di valorizzazione della storia multiculturale di Sydney. Il Parlamento del New South Wales ne riconobbe il significato attraverso una mozione di congratulazioni che richiamava espressamente le origini cappuccine del 1986. Il 25 ottobre 2026 la Norton Street Italian Festa si prepara dunque a celebrare il quarantesimo anniversario. Dalle 10 alle 17, la strada tornerà a trasformarsi in un grande spazio di incontro, con una partecipazione prevista fino a 180.000 persone. Un traguardo che racconta molto più della crescita di una manifesta-

zione: testimonia la capacità degli italiani d'Australia di trasformare la nostalgia della patria in un patrimonio culturale condiviso. Per molti discendenti degli emigrati, questa giornata rappresenta anche un'occasione per riscoprire le proprie origini e trasmettere ai figli il significato di un'appartenenza che attraversa continenti e generazioni. Dalle preghiere dei primi emigrati alle esibizioni delle nuove generazioni, dalle feste dei santi alle grandi celebrazioni multiculturali, Norton Street custodisce quarant'anni di trasformazioni. E continua a ricordare che una comunità può cambiare lingua, abitudini e volto senza necessariamente perdere le proprie radici.


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speciale Norton Street Festa

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Living Italian and Why Australians Love the Norton Street Festa By Marco Testa There is something wonderfully Australian about the way we celebrate being Italian. We close an entire street, fill it with food, music, laughter and thousands of people, and invite everyone to join us. No passport required. No Italian surname necessary. Just bring your appetite, your curiosity and, preferably, a little patience when queuing for a cannoli. That, perhaps, is the secret of the Norton Street Italian Festa. It is not simply an Italian celebration taking place in Australia. It is an Australian celebration of everything Italian, and that distinction matters. For forty years, Norton Street has offered Australians an opportunity to experience a culture that has profoundly influenced the way this country eats, socialises, celebrates and understands family. What began in 1986 as a modest community initiative has become something much larger: a declaration that Italian culture belongs not only to those who inherited it, but also to those who have embraced it. And Australians have embraced it enthusiastically. Consider the humble espresso. There was a time when Australian coffee culture was hardly something to celebrate internationally. Italian migrants changed that. They introduced espresso machines, café traditions and the revolutionary idea that drinking coffee could be a social experience rather than simply a means of staying awake. Today, Australians are extraordinarily particular about their coffee. We debate beans, temperatures, milk textures and extraction times with an intensity that would impress even the most demanding Italian barista. We have taken something Italian, adapted it and made it part of our national identity. The same happened with food. Pizza and pasta are no longer considered foreign dishes. They are staples of Australian family life. Olive oil, prosciutto, mozzarella, gelato and countless regional specialities have found permanent places in our kitchens. Yet the Norton Street Festa reminds us that Italian food is about much more than ingredients.

ITALIAN SUPER FESTA

DOMENICA, 15 NOVEMBRE 2026 AL FAIRFIELD CITY SHOWGROUND SANTA MESSA 11:30AM - INTRATTENIMENTO 3PM

It is about sitting together. In Italian culture, the table is rarely just a place to eat. It is where arguments begin, friendships deepen, stories are repeated and family history survives. Meals are occasions, not interruptions. Time spent together is never entirely wasted, even when the conversation goes nowhere. Perhaps Australians recognise something of themselves in this philosophy. After all, we are a nation that loves a barbecue, a gathering with friends and an excuse to celebrate outdoors. Italians simply bring a little more theatrical enthusiasm to the proceedings. But there is another reason Australians love the Festa, and it has little to do with pizza. It is the atmosphere. Walk along Norton Street during the celebrations and you encounter something increasingly rare in modern urban life: thousands of strangers enjoying the same public space without needing to belong to the same community. Children dance to unfamiliar music. Grandparents explain traditions to grandchildren. Young Australians discover foods they cannot pronounce. Italian Australians encounter memories of childhood, while recent migrants recognise fragments of the country they left behind. Nobody needs to understand every word of an Italian song to appreciate its emotion. Nobody needs to speak Italian to recognise the warmth of a grandmother offering food. This is multiculturalism at its most convincing. Not a government slogan, a policy document or an obligatory speech about diversity, but a lived experience. And that brings me to something I consider particularly important: the meaning of living Italian. Being Italian cannot be reduced to citizenship, ancestry or the ability to speak the language fluently. Those things

matter, certainly, but culture is also expressed through everyday choices: how we welcome guests, respect our elders, celebrate achievements, preserve memories and make room for others at our tables. Living Italian means understanding that beauty matters, that food deserves attention, that conversation is an art and that relationships should never become merely transactional. It also means recognising that Italian culture has survived in Australia precisely because it has been shared. The migrants who established businesses along Norton Street did not simply recreate Italy for themselves. They introduced their traditions to their neighbours. Over time, those neighbours became customers, friends and eventually participants in the same cultural story. That is why the Festa belongs to everyone. Of course, Leichhardt has changed. The Italian families who once dominated its streets have moved elsewhere, businesses have disappeared and property prices have transformed the neighbourhood. Little Italy is no longer quite the Italian village it once was. But perhaps that makes the Festa even more important. For one day each year, Norton Street becomes a reminder that communities leave legacies far beyond the buildings they occupy. Australians love the Norton Street Festa because it gives them permission to enjoy life a little more openly, loudly and generously. And if, somewhere between an espresso and a plate of pasta, they discover that they have become just a little Italian themselves, then the Festa has achieved something truly wonderful. Because living Italian is not about where you were born. It is about how you choose to live.


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