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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 71 - Venerdì 18 Settembre 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Nomi offensivi?
Ci sarebbe da essere contenti. Un ente finanziato dal Governo italiano starebbe lavorando a un libro dedicato alle storie degli italiani che hanno contribuito alla crescita della nostra comunità nel NSW. Una bella idea. Anzi, un’iniziativa che, sulla carta, meriterebbe sostegno, perché una comunità che non conserva la propria memoria è destinata a perdere la propria identità. Il problema nasce quando, accanto alle storie da raccontare, comincia a comparire anche una sorta di “lista nera” di persone che, secondo quanto ci è stato riferito, non dovrebbero essere incluse perché la loro presenza potrebbe risultare “offensiva”. Tra i nomi che sarebbero stati esclusi, a quanto sembra, figurerebbero anche persone legate a questa redazione. Se la notizia fosse confermata, sarebbe un fatto grave. Non perché tutti debbano necessariamente essere celebrati, né perché un libro debba trasformarsi in un catalogo indistinto di meriti. Ma perché la memoria collettiva non può essere amministrata sulla base di simpatie personali, appartenenze, rapporti di potere o risentimenti. E c’è un particolare che rende tutto ancora più surreale. Gli stessi signori che oggi, secondo queste informazioni, sembrerebbero voler stabilire chi è degno di entrare nella storia della comunità, fino a ieri chiedevano se fossimo stati disponibili a unirci a loro per una lista elettorale. Stare insieme a questa gente? Difficile immaginare una risposta diversa da quella che già conoscono. La politica comunitaria, per quanto ci riguarda, dovrebbe servire a costruire, non a selezionare gli amici e cancellare gli scomodi. E un ente sostenuto con risorse pubbliche italiane dovrebbe avere, più di altri, il dovere di garantire criteri trasparenti, inclusivi e verificabili. Se davvero esiste una lista di persone considerate “offensive”, sarebbe interessante conoscerne i criteri e soprattutto sapere chi li ha stabiliti. Perché la storia della nostra comunità appartiene alla comunità. Non a chi, di volta in volta, si attribuisce il diritto di decidere chi può essere ricordato e chi deve essere dimenticato. È probabilmente questa, purtroppo, una delle immagini più amare della bassezza alla quale sono arrivati costoro signori, non potendo cancellare i nomi che non riescono a controllare.
Voto estero resta, ma la territorialità...
Proattivi e vicini di Emanuele Esposito «Digitale, ma anche proattivo». È questa la visione di Giuseppe Di Murro, da pochi mesi Console d’Italia a Brisbane, per il futuro della rete consolare italiana in Queensland e Northern Territory. Una circoscrizione enorme, circa dieci volte l’Italia, nella quale vivono oltre 25 mila connazionali, distribuiti tra grandi centri come Brisbane e Gold Coast e comunità più lontane, fino al Northern Territory. Per Di Murro, la distanza impone un cambiamento di approccio: «Dobbiamo essere noi ad avvicinarci alle comunità». Da qui l’importanza delle missioni
Meloni scraps tax on smaller cars
Italy will abolish its annual car tax for smaller and mid-powered vehicles from 2027, Prime Minister Giorgia Meloni has announced. The measure will apply to cars with engines rated up to 80kW, as well as motorcycles, with the exemption limited to one vehicle per person. The government estimates the move will cost about €2.3 billion, with part of the bill covered by unused PNRR recovery funds. The government says the measure could benefit around 70 per cent of Italy’s vehicle fleet, including popular small cars and city vehicles.
consolari, della comunicazione digitale e di servizi sempre più semplici e accessibili. «Non dobbiamo aspettare che il problema si presenti e poi cercare di risolverlo», sottolinea. La digitalizzazione rappresenta una delle priorità. Il Consolato ha recentemente aggiornato il proprio sito e punta a promuovere strumenti come Fast It per le pratiche AIRE, riducendo la necessità di recarsi fisicamente allo sportello. Ma il rapporto con gli italiani non può limitarsi alla tecnologia. Di Murro sottolinea il ruolo delle associazioni e del Comites, definito uno strumento importante per comprendere le esigenze del-
Stretta per frenare i visti temporanei
Il governo australiano prepara nuove misure per contenere la migrazione netta, concentrandosi sui titolari di visti temporanei, inclusi studenti internazionali e loro familiari, e sulle persone che restano nel Paese oltre la scadenza del visto. Il ministro degli Affari interni Tony Burke ha presentato gli interventi da adottare attraverso poteri ministeriali o regolamenti. L’esecutivo sostiene che le possibilità di intervento siano limitate dal mancato accordo con l’opposizione su precedenti proposte. Intenato, cresce il dibattito sull'emigrazione in Australia.
le diverse comunità e programmare interventi sul territorio. Particolare attenzione è rivolta anche alla nuova emigrazione. I giovani italiani arrivano oggi in Australia con esperienze, competenze e conoscenza dell’inglese molto diverse rispetto alla generazione storica. Due mondi che, secondo il Console, condividono però la stessa capacità di adattarsi, lavorare e costruire. E poi c’è Brisbane 2032. Le Olimpiadi rappresentano, nelle parole di Di Murro, un’opportunità per il Sistema Italia: infrastrutture, turismo, design, imprese, investimenti ed esportazioni. Consolato, Ambasciata, ICE e Camera di Commercio Italo-Australiana stanno lavorando per preparare il terreno. Un’immagine raccontata dal Console riassume forse meglio di ogni altra cosa l’evoluzione della presenza italiana: il panino con la mortadella. Un tempo simbolo di diversità e motivo di derisione, oggi diventato uno street food ricercato e venduto nei locali di Brisbane. «Qualcosa che un tempo era visto come diverso è diventato parte della cultura australiana», osserva Di Murro. È il risultato di generazioni di italiani che hanno trasformato l’emigrazione in una storia di integrazione, lavoro e orgoglio. Il messaggio finale è rivolto direttamente alla comunità: il Consolato vuole essere «aperto e disponibile» e fare un passo in più per risolvere i problemi. E aggiunge: «Una comunità è viva quando i suoi cittadini partecipano». L’intervista integrale a Giuseppe Di Murro, con tutte le domande e le risposte del Console, sarà pubblicata nella prossima edizione di Allora!.
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Giovani alla prova della diplomazia
Roma a Melbourne rilancia il turismo
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Assistenti di italiano, la smentita di Report
Oriana Fallaci, colei che intervistò la storia
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Marquez vince a Misano
Save the Date
Gruppo Pensionati di Fairfield Gita a Canberra per un giorno Sabato 26 settembre 2026
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Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
"E vi garantisco che uno stolto istruito è più stolto di uno ignorante." - Molière
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notizie istituzionali
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Dialogo e pace nel messaggio di Mattarella
“Santità, nella lieta ricorrenza del Suo compleanno e all’approssimarsi del Suo onomastico, Le porgo i miei più fervidi auguri, certo di farmi interprete degli affettuosi sentimenti che accomunano l’Italia intera”. Inizia così il messaggio di auguri che Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato
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a Sua Santità Papa Leone XIV in occasione del suo genetliaco. “Attraversiamo – continua Mattarella – un frangente storico complesso e inquieto. La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti.
Al contempo, le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere. Dinanzi a tali dilemmi e incertezze, donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo guardano con speranza all’alto Magistero della Santità Vostra, che continua a sollecitare popoli e nazioni alla responsabilità, all’accettazione del limite e della fragilità umani, ‘senza considerarli un errore da correggere’, come ammonisce l’enciclica Magnifica Humanitas. È proprio nella costruzione della coscienza morale e civica di ciascuno di noi, nella sua realizzazione quotidiana, – prosegue il Capo dello Stato – che rinveniamo le premesse necessarie perché sia rispettata la dignità di ogni persona e attribuito valore precipuo al dialogo e all’inclusione. (Inform)
Dalla Farnesina parte la nuova missione dello sport italiano Si apre oggi alla Farnesina la terza edizione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo. L’edizione di quest’anno, intitolata “Italia: Terra d’imprese, Mare d’eccellenze”, pone al centro il tema del mare, degli sport acquatici e delle filiere produttive collegate, in accompagnamento all’America’s Cup che si terrà a Napoli nel 2027. L’evento riunirà rappresentanti delle istituzioni, federazioni sportive, atleti, imprese e territori
per valorizzare lo sport come strumento di diplomazia, promozione internazionale e internazionalizzazione del Sistema Paese. All’inizio della cerimonia, il Ministro Tajani procederà alla nomina dei nuovi Ambasciatori della Diplomazia dello Sport, tra cui atleti italiani di diverse discipline, Luna Rossa (rappresentata dall’AD Max Sirena) e la Nazionale femminile paralimpica di sitting volley. (Inform)
Tajani guarda ai diplomatici chiamati a guidare il futuro Oggi il Ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipa alla cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2026-2027 e del Corso in preparazione al concorso diplomatico della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), a Roma. La SIOI costituisce per la Farnesina – riferisce il Maeci – un interlocutore di rilievo per la formazione dei futuri diploma-
tici e per l’approfondimento delle principali dinamiche internazionali. L’intervento il Ministro Tajani è volto ad illustrare il percorso di riforma e modernizzazione intrapreso dal Ministero per rafforzare la capacità dell’Italia di operare nello scenario internazionale odierno valorizzando competenze e professionalità della diplomazia italiana. (Inform)
Aree interne, la Sicilia cerca l'uscita dallo spopolamento Lo spopolamento delle aree interne siciliane non è soltanto una questione di numeri. Dietro paesi che perdono abitanti, scuole che chiudono e servizi che scompaiono c’è una trasformazione profonda del territorio, alimentata da emigrazione, denatalità, mancanza di lavoro e opportunità. Ma proprio quei territori oggi svuotati possono diventare una parte della risposta. È questa la sfida al centro del convegno “Zone interne: problemi e soluzioni”, promosso da USEF – Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, in programma venerdì 18 settembre alle 10 nella Sala delle Conferenze della Regione Siciliana, in via Magliocco 46, a Palermo. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con CARSE, Patto per Restare e Questa è la mia Terra, con il contributo dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, parte da una considerazione precisa: non è possibile parlare di spopolamento senza parlare di emigrazione. Per decenni i due fenomeni sono stati affrontati come questioni separate. In realtà sono strettamente legati. Quando un
giovane lascia un piccolo comune perché non trova un lavoro, servizi adeguati o prospettive per costruire il proprio futuro, il territorio non perde soltanto un residente. Perde una possibile famiglia, una nascita, un'impresa, competenze e nuove energie. Da qui l’idea di un vero “Patto per Restare”, che non sia soltanto uno slogan ma una strategia capace di restituire alle persone la possibilità concreta di scegliere se rimanere. E, allo stesso tempo, di creare le condizioni per chi vuole tornare. Il tema riguarda direttamente anche i milioni di siciliani e loro discendenti che vivono all’estero. L’emigrazione ha contribuito allo svuotamento dei piccoli centri, ma la diaspora può oggi rappresentare una risorsa: competenze, relazioni, capitali ed esperienze maturate fuori dalla Sicilia possono essere messe al servizio dei territori d’origine. Il convegno affronterà quindi temi come lavoro, servizi, infrastrutture, welfare, nuove economie, valorizzazione del patrimonio locale, denatalità e rapporto con le comunità siciliane nel mondo.
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pagina tre a cura di Emanuele Esposito
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Italiani all’estero, il voto resta ma la territorialità viene colpita di Emanuele Esposito Con l’amaro in bocca devo constatare che la mia parte politica, quella che per anni ho difeso e sostenuto, questa volta mi ha ignorato. Ho dedicato tempo, energie e notti a proporre idee, cercare interlocutori, spiegare problemi che conosco perché vivo dentro questa comunità. Anche durante il confronto sulla riforma elettorale ho telefonato, sollecitato attenzione, provato a sensibilizzare chi poteva intervenire. Ho fatto quello che qui, in Australia, chiamiamo lobby: portare una questione all’attenzione di chi decide. Non è servito. Non cercavo un favore personale. Chiedevo che fosse ascoltata una preoccupazione concreta degli italiani che vivono lontano dall’Italia: conservare una possibilità effettiva di essere rappresentati da qualcuno che conosca i nostri territori, le nostre esigenze e le nostre distanze. Mi aspettavo attenzione soprattutto da chi rivendica l’eredità politica di Mirko Tremaglia. Oggi devo riconoscere che quella fiducia non ha trovato la risposta che speravo. Per me l’appartenenza politica ha sempre comportato una responsabilità: contribuire, discutere, provare a migliorare le scelte della propria parte. Ho creduto che il dissenso espresso con lealtà potesse essere ascoltato. Oggi mi domando quale spazio rimanga per chi sostiene una comunità prima ancora di sostenere una linea di partito. Se il nostro contributo viene accolto soltanto quando coincide con decisioni già prese, allora quel rapporto deve essere ripensato. Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a difendere una scelta che ritiene sbagliata soltanto per dimostrare fedeltà. Il 15 settembre il Senato ha approvato la riforma elettorale. Il testo deve ancora tornare alla Camera: il percorso legislativo non è concluso. Ma sul voto estero la scelta compiuta a Palazzo Madama è chiara. Per la Camera vengono confermate due ripartizioni, Europa e resto del mondo; per il Senato un unico collegio mondiale. La nostra ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide perde, nel sistema proposto, la propria autonomia. Il diritto di voto rimane. Gli italiani all’estero continueranno a eleggere deputati e senatori. A essere colpito, a mio giudizio, è il principio che aveva dato sostanza a quella conquista: riconoscere comunità diverse attraverso territori diversi. Per questo considero lo spirito della legge Tremaglia profondamente ferito. Ridurre tutto alla permanenza della scheda elettorale significa non comprendere che cosa stiamo cercando di difendere. Tremaglia aveva combattuto per decenni perché gli italiani nel mondo avessero una voce. L’Australia, l’Argentina, il Canada, il Brasile, il Sudafrica non sono realtà intercambiabili. Cambiano i servizi consolari, le questioni previdenziali, i bisogni sociali, le storie migratorie. Cambiano le distanze e perfino le ore nelle quali possiamo parlarci. Una rappresentanza territoriale serviva a dare una dimensione politica
a queste differenze, evitando che diventassero dettagli trascurabili dentro un grande conteggio elettorale. Non contesto il peso delle comunità sudamericane, né penso che un voto espresso a Sydney debba valere più di uno espresso a Buenos Aires. Mi preoccupa che l’accorpamento favorisca la concentrazione della rappresentanza nelle aree elettoralmente più forti. L’esito dipenderà anche da affluenza, candidature e consenso: nessuno può stabilire oggi chi vincerà ogni seggio. Ma il rischio di lasciare intere comunità senza un proprio riferimento territoriale esiste e meritava risposte. Un eletto dovrebbe poter tornare nelle comunità, incontrare le persone, conoscere le associazioni e rendere conto del proprio lavoro. Allargando enormemente il territorio da rappresentare, anche questa possibilità diventa più difficile. Le distanze hanno conseguenze concrete: richiedono tempo, risorse e una presenza che nessuna dichiarazione di vicinanza può sostituire. Per questo avrei voluto un confronto sulle esigenze dei cittadini, prima di ridisegnare le aree nelle quali voteranno. La qualità della rappresentanza merita almeno la stessa attenzione riservata ai calcoli sulle convenienze elettorali. Roberto Menia quel problema lo ha sollevato. Gli riconosco il merito di aver parlato dentro la propria maggioranza, richiamando una storia alla quale è personalmente legato. Ha presentato emendamenti, difeso il rapporto tra candidati e comunità e ricordato il significato di rappresentare le diverse italianità. La sua denuncia mi è arrivata come quella di un uomo consapevole di ciò che si stava perdendo. Poi il governo ha chiesto il ritiro. Menia ha ritirato le proprie proposte. «Non comprendo ma ritiro»: in quelle parole c’è una contraddizione politica che non riesco ad accettare. Apprezzo l’uomo che ha dato voce al problema; resto deluso dalla scelta del parlamentare di subordinare la correzione alla tenuta della coalizione. La lealtà politica dovrebbe consentire di difendere un principio anche quando farlo crea disagio ai propri alleati. Va ricordato anche il seguito: l’e-
mendamento all’articolo 6 ritirato da Menia è stato ripreso da Ivan Scalfarotto e sottoposto al voto. È stato respinto con otto favorevoli, ottantasette contrari e cinquantacinque astenuti. Dunque una pronuncia dell’Aula c’è stata. Questo passaggio rende ancora più evidente la distanza tra l’allarme espresso sulla rappresentanza territoriale e la disponibilità a sostenerne concretamente la difesa. Agli eletti all’estero del Partito democratico va riconosciuto di aver portato avanti le proprie proposte fino alla votazione. Francesco Giacobbe ha denunciato il rischio di trattare gli italiani nel mondo come «cittadini di Serie B». Le proposte sono state respinte, ma quella battaglia è stata combattuta. La mia appartenenza politica non mi impedisce di riconoscerlo. Mi impedirebbe di essere onesto, invece, fingere che tutte le condotte siano state uguali. Al MAIE e al senatore Mario Borghese rivolgo una domanda politica precisa: quale battaglia avete condotto per impedire che venisse sacrificata la nostra autonomia territoriale? Un movimento nato all’estero, che porta gli italiani all’estero nel proprio nome, deve poter spiegare alle comunità come le ha difese nel momento decisivo. È una richiesta di responsabilità verso gli elettori, non una questione di simpatie personali. La mia amarezza, però, riguarda anche ciò che è accaduto fuori dalle aule parlamentari. Come ho già scritto, nella nostra comunità ho sentito poche voci e visto qualche
timida protesta. Da molte persone che si presentano come difensori degli italiani nel mondo mi aspettavo una mobilitazione più forte, riconoscibile, capace di superare appartenenze e convenienze. Non ho percepito quella determinazione collettiva. Ed è questo, forse, che mi fa più male. Non chiedevo che tutti condividessero le mie idee politiche. Chiedevo di riconoscere un interesse comune. Avremmo potuto discutere insieme, chiedere spiegazioni pubbliche, sollecitare impegni chiari, far arrivare ai partiti una posizione della comunità. Anche una battaglia destinata alla sconfitta avrebbe lasciato una testimonianza diversa: quella di persone presenti, consapevoli e disposte a difendere la propria voce. So bene che molte associazioni vivono dell’impegno gratuito di persone generose. Non intendo cancellare quel lavoro. Proprio per questo vorrei che l’autorevolezza costruita nella vita della comunità trovasse espressione anche quando bisogna porre domande scomode alla politica. Essere ricevuti, partecipare a una cerimonia, comparire accanto a un rappresentante delle istituzioni può avere un valore. Quel rapporto dovrebbe servire anche a ottenere ascolto quando viene messa in discussione la nostra rappresentanza. Continueremo certamente a sentire il nome di Tremaglia nei discorsi ufficiali. Ma ricordarlo comporta una responsabilità. Non basta celebrarne la tenacia se poi
Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170
si accetta di indebolire il legame tra territori ed eletti che quella tenacia aveva contribuito a costruire. La memoria di una battaglia merita coerenza nelle decisioni, soprattutto quando difenderla costa qualcosa. Resto legato all’Italia della mia famiglia, alla sua lingua, alla sua cultura e alle persone che ogni giorno la fanno vivere anche qui. La delusione verso la politica nasce proprio dalla forza di quel legame. Mi ferisce sentire che il nostro contributo viene riconosciuto nei discorsi e considerato marginale quando si decidono le regole della partecipazione. Quando tornerete a incontrarci, portate risposte. Vorrei ascoltare una spiegazione precisa di come questo cambiamento dovrebbe migliorare la nostra partecipazione. Vorrei sapere quali garanzie immaginate per le comunità più lontane e meno numerose. Sono domande che continuerò a porre, anche alla mia parte politica. Il rispetto verso chi ci rappresenta comprende il diritto di chiedergli conto delle sue decisioni. E il rispetto verso gli elettori dovrebbe cominciare dalla disponibilità a rispondere, soprattutto quando la risposta è scomoda e il consenso non è più assicurato. Le prossime elezioni saranno anche il momento di questo bilancio. Fino ad allora, continuerò a distinguere l’appartenenza dalla rinuncia alle proprie convinzioni. Una comunità matura non ha bisogno di applausi automatici, ma di confronto, trasparenza e responsabilità. Se la rappresentanza deve cambiare, che almeno se ne discutano apertamente le conseguenze, ascoltando chi vive ogni giorno quelle distanze. È questo il confronto che considero ancora necessario per il nostro futuro comune. Perché tacere oggi significherebbe accettare domani che altri decidano ancora una volta senza di noi, mentre a noi resterebbe soltanto il compito di prendere atto. Perché tacere oggi significherebbe accettare domani che altri decidano ancora una volta senza di noi, mentre a noi resterebbe soltanto il compito di prendere atto. La nostra voce merita ascolto prima delle decisioni, non soltanto dopo, quando ormai ogni scelta è stata compiuta. Perché rappresentare significa anche ascoltare, rispondere e assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte.
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fatti e misfatti di Marco Testa
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Italian Senate reform sparks row over representation of citizens abroad
A controversial electoral reform approved by the Italian Senate has drawn criticism from Democratic Party senator Francesco Giacobbe, who warned that the changes could significantly weaken the parliamentary representation of Italians living overseas. Giacobbe, who represents the Africa, Asia, Oceania and Antarctica division of the Overseas Constituency, said the Senate had rejected all opposition amendments and ignored concerns raised by Italian communities, Comites and the General Council of Italians Abroad (CGIE). At the centre of the dispute
is Article 6 of the reform, which changes the way overseas constituencies are organised. Under the new provisions, the Chamber of Deputies would have two overseas divisions, while the Senate would have a single worldwide constituency. According to Giacobbe, the change would abolish the separate representation currently provided for North and Central America and for Africa, Asia, Oceania and Antarctica. “The practical result is the cancellation of parliamentary representation for these immense areas of the world,” Giacobbe
said, arguing that representation would instead become concentrated in regions with larger Italian communities, particularly Europe and South America. He also questioned the practicality of creating what he described as a “senator of the world”, responsible for representing Italian communities spread across every continent. “No parliamentarian will be able to know, reach and maintain a direct relationship with all the Italian communities across the globe,” he said. The senator argued that geographical distance is not simply an administrative issue. Italian communities overseas have developed through different waves of migration and often face distinct social, economic and cultural circumstances in their countries of residence. A system based on broad territorial divisions, he maintains, allows elected representatives to remain more closely connected to those communities. Giacobbe argued that the existing system established under the Tremaglia electoral law had sought to balance proportional representation with territori-
al representation through four separate overseas divisions. The system, he said, recognised the geographical distances involved, the history of Italian migration and the differing circumstances of Italian communities in their countries of residence. The senator said the Democratic Party had proposed either removing Article 6 from the legislation or delaying its implementation until the second subsequent parliamentary term. Both proposals were rejected. The legislation will now return to the Chamber of Deputies for further consideration, where Giacobbe said the opposition would
continue its campaign against Article 6. He also indicated that further legal avenues could be pursued if the provision becomes law, including seeking constitutional scrutiny. “Italian citizens abroad are not second-class citizens and cannot be deprived of authentic, territorial representation that remains close to their communities,” Giacobbe said. The dispute places the future structure of overseas parliamentary representation at the centre of the next stage of the electoral reform debate, with particular significance for Italian communities spread across countries and continents far from Italy.
L’ira del costruttore Nassif davanti all’ICAC
Il costruttore immobiliare Jean Nassif, ex direttore della società edilizia Toplace e al centro di un’inchiesta per presunta corruzione politica, ha reagito con veemenza alle domande della NSW Independent Commission Against Corruption (ICAC), arrivando a minacciare di interrompere la propria testimonianza. Nassif, collegato in videoconferenza da Beirut, ha trascorso per il secondo giorno consecutivo diverse ore nel banco dei testimoni, respingendo le accuse secondo cui avrebbe finanziato esponenti della fazione Reformers del Par-
tito Liberale del NSW in cambio di interventi politici favorevoli ai propri interessi immobiliari. Durante l’udienza, il legale della Commissione, Peggy Dwyer SC, lo ha interrogato su una serie di messaggi scambiati con i lobbisti Jeremy Greenwood e Christian Ellis, che Nassif avrebbe pagato per favorire l’approvazione di due suoi progetti edilizi. I tre erano indicati dal costruttore come «the boys». Nei messaggi acquisiti dall’inchiesta, Greenwood ed Ellis discutevano con rabbia dell’interruzione dei pagamenti e della possibilità di trovare
altri finanziatori per la fazione politica. Nassif ha ammesso di aver effettuato pagamenti ai due lobbisti, ma ha contestato con forza l’interpretazione delle sue azioni. Il confronto con Dwyer è rapidamente degenerato. «Smettila di mettermi in bocca parole che non ho detto», ha urlato Nassif, prima di aggiungere: «Questa è un’udienza pubblica e so cosa state facendo. Volete dimostrare al pubblico che sono corrotto. Non sono corrotto». Il costruttore ha inoltre rivolto pesanti accuse all’ex NSW building commissioner David Chandler, definendolo un «dittatore razzista». Nassif ha infine negato le accuse secondo cui un suo dipendente avrebbe incaricato un investigatore privato di seguire l’ex NSW Police Commissioner e di raccogliere materiale compromettente da consegnare ai media. Nassif, che ha lasciato Sydney per il Libano nel 2022 ed è ricercato dalla polizia del NSW per accuse di frode, sta fornendo volontariamente la propria testimonianza all’inchiesta.
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Alternative fur Deutschland, conseguenze di tabù superato di Angela Casilli Appare difficile commentare, a distanza di pochi giorni, il risultato delle votazioni dell’8 settembre in Sassonia-Anhalt, perché nessuno avrebbe mai immaginato che, da un piccolo Land luterano, caro alla storia della Germania, ma ai margini della politica tedesca, l’AfD si sarebbe spostata dalla periferia al centro, puntando ad un progetto politico, se non egemonico, almeno maggioritario nel Paese. Inutile negarlo, l’AfD ha trionfato, molto per merito di Ulrich Siegmund, un giovane politico, metà influencer e metà tribuno, con il talento empatico di chi sa rapportarsi con le masse e che ben pochi leader hanno. Siegmund ha vinto anche perché ha saputo creare una mobilitazione permanente, battendo il terreno palmo a palmo, terreno lasciato libero dagli altri politici a cui, da tempo, non interessava più l’agone politico. L’ AfD ha un progetto ben preciso e idee radicali, difficili da realizzare se non addirittura illegali, che vedono al centro del programma la “remigrazione”, dopo le migliaia di turchi e siriani accolti dalla Merkel ma, soprattutto, il ritorno ad un mondo, ad un “pensiero” tedesco da imporre con una contro-rivoluzione dal basso, dalle scuole. Un’educazione dove gli alunni tedeschi sono separati da quelli dei rifugiati, dei disabili, con grave disappunto dei docenti che temono, giustamente, questo ritorno al passato: pensare tedesco e solo tedesco. La domanda che un po’ tutti si fanno è: come mai l’AfD ha
ottenuto questa valanga di voti? La risposta è scontata e sempre la stessa: dalla riunificazione dell’ottobre del 1990, la politica non ha dato le risposte che in Sassonia-Anhalt i cittadini si aspettavano. Il divario tra le due Germanie dell’immediato dopoguerra non è stato colmato, non ha funzionato nulla, forse l’AfD riuscirà a fare quello che gli altri non sono stati capaci di fare. Per tutto questo, oggi la Germania si trova a dover gestire il suo futuro, guarda caso, proprio risolvendo il dilemma di bandire o no l’AfD, tenuto conto che la costituzione tedesca ha un meccanismo di auto-preservazione che permette di considerare fuorilegge chi minaccia la democrazia, in teoria per abolirla servirebbe una rivoluzione. Troppo tardi per il bando, il “tabù morale” si è infranto, la società è spaccata e in qualunque modo si decida, la scelta non si può rinviare, anche perché l‘altra grande lezione del voto in Sassonia-Anhalt è stata quella di porre al centro dell’attenzione di tutti, la gravissima crisi dei partiti di centro. Non è solo in gioco il futuro del cancelliere Merz: la CDU teme per la prima volta il proprio sgretolamento, come è accaduto ai partiti che le sono più vicini in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, perché sono partiti che non hanno un’idea di mondo da offrire, se non la conservazione, la difesa del presente che, però, oggi non entusiasma nessuno, mentre l’AfD, al contrario, offre al “ popolo “ il suo mondo alternativo, la sua visione del futuro.
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notizie comunitarie
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a cura di Tom Padula
Sistema Italia, riflettori su lingua e cucina
Young Italians share stories Young Italians living in Australia are being encouraged to share their experiences as part of an international research project examining the history and influence of Italian sport and community organisations around the world. The Veneto Club in Melbourne is partnering with the Museum of Genoa on “La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti”, a research initiative exploring how Italian sporting clubs and communities have contributed to maintaining cultural identity and connections
across generations and continents. The project is seeking the views of young people, as well as those who remain “young at heart”, within the Italian-Australian community. Participants are being asked to complete an online survey about their experiences, perspectives and relationship with Italian sport and community life. The organisers say these contributions will help build a broader picture of the Italian diaspora and document the role sport has played in bringing communities together.
Premiata Pasticceria Padova Cinquant’anni di storia, passione e lavoro di famiglia. È questo il percorso che ha portato Pasticceria Padova Gladstone Park a conquistare il titolo di Outstanding Bakery/Café Business in North West Melbourne nell’edizione 2026 dei Local Business Awards. Un riconoscimento che premia non soltanto la qualità dell’attività, ma anche una storia imprenditoriale iniziata mezzo secolo fa, quando i genitori degli attuali
Save the Date in Melbourne By Tom Padula
Club Italiano di Noble Park Tutti i mercoledì e venerdì Ore 11.30am - 3.00pm Tombola, carte, caffè e biscotti Rita: 0422 932 722 Sunshine Club Italia Tutti i mercoledì 10.00am - 2.00pm Tombola e carte Margaret: 0418 141 226
proprietari aprirono la prima Pasticceria Padova a Fawkner. Da allora, quella che era nata come una piccola attività familiare è cresciuta fino a diventare una realtà conosciuta e apprezzata dalla comunità locale. Nel febbraio 2020 è arrivata l’apertura del punto vendita di Gladstone Park, proprio alla vigilia di un periodo particolarmente difficile per il mondo della ristorazione e del commercio. Nonostante le difficoltà, la famiglia ha continuato a investire nel proprio lavoro, costruendo nel tempo un rapporto sempre più stretto con i clienti della zona. «Il vostro sostegno e la vostra fedeltà ci hanno aiutato a costruire non soltanto un’attività, ma una comunità e una famiglia di clienti meravigliosi», hanno scritto i titolari annunciando il premio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al personale, definito fondamentale per il successo raggiunto: «Non potremmo davvero farcela senza di voi». Il premio rappresenta così un nuovo capitolo di una storia iniziata 50 anni fa e portata avanti oggi dalla seconda generazione con la stessa attenzione alle persone, al prodotto e alla comunità.
Il Sistema Italia in Australia si prepara ai prossimi appuntamenti dedicati alla promozione della lingua, della cultura e della tradizione gastronomica italiana. A darne notizia è il Consolato Generale d’Italia a Melbourne, che ha annunciato l’avvio dei lavori in vista delle imminenti edizioni della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Le due iniziative rappresentano appuntamenti consolidati nel calendario della promozione culturale italiana all’estero e coinvolgono istituzioni, enti, associazioni, scuole, università e realtà del settore culturale e gastronomico. Anche in Australia, il network del Sistema Italia è al lavoro per definire il programma delle attività che accompagneranno le prossime settimane. La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo sarà dedica-
ta alla diffusione dell’italiano e alla valorizzazione del suo ruolo come strumento di conoscenza e di scambio culturale. La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo offrirà invece l’occasione per mettere in evidenza prodotti, ricette, tradizioni e professionalità legate alla gastronomia italiana. Il Consolato di Melbourne non ha ancora reso noti tutti i detta-
gli delle iniziative, invitando il pubblico a seguire i propri canali ufficiali per conoscere prossimamente date, appuntamenti e modalità di partecipazione. L’attività rientra nell’impegno del Sistema Italia per rafforzare la presenza culturale e promuovere le eccellenze italiane attraverso iniziative rivolte al pubblico australiano.
Daniela Biviano makes history at Eolian Club A new chapter has opened for Melbourne’s Eolian community with the election of Daniela Biviano as President of the Società Isole Eolie Melbourne for the 2026–2028 term. The new committee was elected at the society’s Annual General Meeting on 1 September 2026, with Biviano’s appointment marking a historic milestone. She becomes the first woman to serve as President in the 101-year history of the Società Isole Eolie Melbourne. Her election represents an important moment for an organisation that has played a significant role in preserving the traditions, culture and identity of Melbourne’s Eolian community across generations. Biviano will be supported by Vice-Presidents Bernard Mandile and Giulia Biviano, with Sam Portelli appointed Secretary and John Barnao taking on the role of Treasurer. The committee also includes Rosa Orsini as Events Director and Catherine Patella as Bingo Director. Jane Di Nardo will serve as Assistant Secretary, while Tony Barbuto takes on the
role of Assistant Treasurer. Renee Finocchiaro has been elected Assistant Event Director and Fleur Sablinskis Assistant Bingo Director. Rod Hardinge will continue as Bar Manager, assisted by Paul Casamento, who will also serve as Maresciallo. Gaetano Manfre has been appointed Honorary Maresciallo. The General Committee comprises Grace Peluso, Catherine Hardinge, Margaret Boccabella, John Murphy, Anthony Natoli, Luigi Mandarano and Joe Patella. The society also acknowledged the contribution of the outgoing committee, thanking its mem-
bers for their dedication, time and commitment to the organisation and the wider community. For more than a century, the Società Isole Eolie Melbourne has provided a meeting point for people with connections to the Aeolian Islands, helping maintain a strong sense of community while passing cultural traditions from one generation to the next. The new committee now begins a two-year term with a clear focus on strengthening the society and ensuring that Eolian heritage, culture and traditions remain a living part of Melbourne’s multicultural community.
Suite 208, 29-31 Lexington Drive, Bella Vista, Sydney, NSW 2153, Australia Freephone: 1800 BELOKA or Telephone: (02) 8882 8088 E-mail: info@belokawater.com.au
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notizie comunitarie
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Due generazioni alla scoperta del Consolato
Il Consolato d'Italia a Brisbane annuncia l'avvio di una nuova campagna di comunicazione sul canale Instagram istituzionale (@italyinbrisbane), pensata per avvicinare il pubblico al sito ufficiale del Consolato, recentemente aggiornato, e per far conoscere meglio i servizi consolari a disposizione della comunità italiana. La nuova serie di vignette, che accompagnerà i follower della pagina per dieci settimane, nasce sull'onda del successo del fumetto “Mamma, gli ItALIENi!”, realizzato dal Comites del Queensland e del Territorio del Nord e ispirato alle storie vere degli italiani giunti a Brisbane negli anni Cinquanta. Il fumetto, disponibile anche in versione inglese con il titolo “Mamma Mia, ItALIENs!”, ha riscosso grande apprezzamento
da parte del pubblico per la capacità di raccontare con leggerezza e autenticità l'esperienza migratoria italiana in Australia. “Ormai gli italiani qui non sono più alien,” dichiara il Console Giuseppe Di Murro, “ma ogni tanto è utile ricordare ai connazionali alcuni adempimenti fondamentali per continuare la propria vita all'estero mantenendo un legame con l'Italia. Attraverso questo fumetto che unisce generazioni diverse, vogliamo informare il pubblico sulle ultime novità, sulla digitalizzazione di alcuni servizi e sull'introduzione di altri, come ad esempio la carta d'identità elettronica.” Il successo del fumetto continua così a vivere sulla pagina Instagram del Consolato, dove le vicende di Laura e Gina aiutano il
pubblico a ricordare come utilizzare al meglio i servizi consolari. Il Console ha voluto sottolineare il valore del lavoro creativo che ha reso possibile il progetto, frutto del talento di due italiane residenti in Queensland: Alessia Castiglioni, autrice dei disegni, ed Elisa Mele Seul, autrice dei testi. La loro collaborazione ha dato vita a un racconto capace di unire memoria storica e comunicazione istituzionale, trasformando un progetto culturale in uno strumento di informazione utile e accessibile per la comunità. “Il personaggio di Laura, appena arrivata a Brisbane, pone l'accento sul primo contatto con il Consolato. Gina, invece, conosce già i servizi del Consolato, ma non sempre è aggiornata sulle ultime novità. È bello vedere due generazioni interagire per raccontare, con un linguaggio semplice e diretto, la quotidianità di chi vive lontano dall'Italia ma resta in contatto con le proprie istituzioni. Con questa campagna vogliamo rendere i servizi consolari più vicini e comprensibili a tutti, accompagnando il nostro pubblico settimana dopo settimana alla scoperta del sito del Consolato,” ha concluso il Console. Come seguire la campagna Per le prossime dieci settimane, la pagina Instagram del Consolato d'Italia a Brisbane pubblicherà nuovi contenuti dedicati a Laura e Gina, con l'obiettivo di guidare il pubblico, passo dopo passo, alla scoperta del sito ufficiale del Consolato e dei servizi online disponibili. Si invita la comunità a seguire la pagina e a condividere i contenuti della campagna.
L’Illawarra guarda al futuro
Si è svolta al Fraternity Club l’Assemblea Generale Annuale 2026 degli Amici dell’Illawarra, importante appuntamento che ha riunito soci, amici e rappresentanti dell’associazione per fare il punto sulle attività dell’ultimo anno e presentare i programmi per il futuro. L’incontro ha offerto un momento di confronto e partecipazione, durante il quale è stato illustrato il resoconto delle iniziative realizzate e degli appuntamenti che hanno caratterizzato la stagione appena trascorsa. Un’occasione per ripercorrere i momenti più significativi e sottolineare il prezioso contributo dei soci e dei volontari che hanno sostenuto la vita dell’associazione. Nel corso dell’assemblea
è stata inoltre presentata la programmazione per il nuovo anno, con idee e progetti pensati per consolidare lo spirito di amicizia, aggregazione e partecipazione che contraddistingue gli Amici dell’Illawarra. Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove opportunità di incontro e socialità, con l’obiettivo di mantenere vivo il legame tra i soci e rafforzare ulteriormente la partecipazione alle attività future. Al termine, gli organizzatori hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’anno trascorso, guardando con entusiasmo ai prossimi appuntamenti e alle nuove iniziative da vivere insieme, all’insegna dell’amicizia e della condivisione.
Due giovani alla prova della diplomazia
Il Consolato d’Italia a Perth dà il benvenuto a Giada Gaiba e Giulia Molinari, nuove tirocinanti inserite nel programma MAECI–CRUI, che nei prossimi mesi affiancheranno il personale della sede diplomatica italiana nelle attività istituzionali in Western Australia. Giada Gaiba è iscritta alla laurea magistrale in Law, Economics and Governance dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, mentre Giulia Molinari frequenta la laurea magistrale in Relazioni Internazionali e Diplomazia all’Università di Padova. Due percorsi accademici differenti ma strettamente collegati agli ambiti nei quali si sviluppa l’attività diplomatica e consolare. L’esperienza a Perth rappresenterà per entrambe un’opportunità per confrontarsi direttamente con il lavoro svolto da una rappresentanza italiana all’estero, acquisendo competenze sul campo e conoscendo più da vicino le attività rivolte ai cittadini e alle relazioni tra Italia e Australia. Il programma MAECI–CRUI consente agli studenti universitari di svolgere tirocini presso sedi
del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, offrendo un’esperienza formativa a contatto con la realtà della diplomazia italiana. Il percorso permette inoltre di comprendere le dinamiche quotidiane delle strutture diplomatiche, contribuendo alle attività della sede e sviluppando una maggiore consapevolezza delle responsabilità legate alla rappresentanza italiana all’estero. Il Consolato ha sottolineato l’importanza dell’arrivo delle due giovani studentesse, definendole
una fonte di “nuove energie e nuove idee” a sostegno delle attività della sede in Western Australia. Con il loro ingresso, Giada e Giulia iniziano così un periodo di formazione internazionale che permetterà loro di trasformare gli studi universitari in un’esperienza professionale concreta, immersa nella realtà australiana e nel lavoro della diplomazia italiana. Per le due tirocinanti sarà anche un’occasione per conoscere da vicino il contesto locale e consolidare competenze utili al futuro percorso professionale.
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Roma entra al Melbourne Museum e rilancia il turismo italiano
Emanuele Attanasio
Cons. Chiara Mauri
Gli ospiti si preparano alla visita della mostra
Emanuele Attanasia illustra il progetto al pubblico
Gli ospiti durante la visita alla mostra
Roma e l’Italia sono state al centro di un’importante iniziativa di promozione turistica realizzata a Melbourne l’11 settembre 2026, negli spazi del Melbourne Museum, in occasione della mostra internazionale “Rome: Empire, Power, People”. L’appuntamento è stato organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Melbourne in collaborazione con ENIT Sydney e ha riunito operatori del settore turistico, rappresentanti dei media e protagonisti del Sistema Italia presenti in Australia. La scelta del Melbourne Museum ha conferito all’iniziativa una particolare valenza culturale. La mostra dedicata a Roma, alla sua storia e alla sua eredità ha infatti offerto il contesto ideale per presentare al pubblico professionale australiano una destinazione che continua a esercitare una forte attrazione internazionale. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di valorizzare Roma e, più in generale, l’offerta turistica italiana, attraverso il legame tra patrimonio storico, cultura e nuove esperienze di viaggio. Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di partecipare a una visita guidata esclusiva della mostra, accompagnati in un percorso dedicato alla storia e alla civiltà romana. L’esposizione ha permesso di ripercorrere alcuni degli elementi che hanno contribuito a rendere Roma una delle città più conosciute e riconoscibili al mondo, mettendo in evidenza il rapporto tra il passato della Capitale e la sua presenza nell’immaginario contemporaneo. La visita è diventata così anche un’occasione per raccontare Roma oltre i suoi monumenti più celebri. La proposta turistica della Capitale comprende infatti itinerari culturali, arte, archeologia, gastronomia, tradizioni, eventi e quartieri capaci di offrire esperienze differenti a seconda degli interessi dei visitatori. In questo quadro, la cultura rappresenta uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la conoscenza della destinazione e stimolare nuove forme di viaggio. L’iniziativa ha coinvolto circa 50 ospiti appartenenti al comparto turistico e al mondo dei media, creando un momento di confronto diretto con tour operator, agenti di viaggio e stampa specializzata. La presenza di professionisti australiani ha con-
I presenti seguono la presentazione del progetto
Un momento di convivialità tra i partecipanti
La Console Chiara Mauri ed Emanuele Attanasio in posa per una foto
sentito di approfondire le caratteristiche della domanda locale e di sviluppare nuove occasioni di collaborazione e networking tra la filiera italiana e quella australiana. Particolare attenzione è stata riservata anche alla possibilità di presentare l’Italia come una destinazione articolata, capace di offrire un patrimonio culturale diffuso e un’ampia varietà di esperienze. Roma, in questo contesto, può rappresentare una porta d’ingresso verso altre città e territori italiani, inserendosi in itinerari più ampi alla scoperta del Paese. La giornata si è conclusa con un momento di networking e convivialità, durante il quale operatori turistici, media, istituzio-
I visitatori ammirano i reperti della mostra
Master Cheese Makers Since 1959
753 The Horsley Drive, Smithfield 2164 Statue e reperti dell’esposizione romana
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ni e rappresentanti del Sistema Italia hanno potuto proseguire il dialogo avviato durante la visita. L’incontro ha contribuito a consolidare relazioni professionali e a favorire una maggiore conoscenza reciproca tra gli operatori dei due mercati. L’appuntamento dell’11 settembre conferma quindi il valore delle iniziative che uniscono promozione turistica e cultura. Attraverso la collaborazione tra istituzioni, ENIT e settore turistico, Roma e l’Italia hanno avuto a Melbourne uno spazio dedicato per presentare il proprio patrimonio e la propria offerta, rafforzando il dialogo con un mercato australiano particolarmente interessato alle esperienze culturali e ai viaggi nel nostro Paese.
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Tradizione e la passione siciliana conquistano il mondo
Fausto e Martino Fiasconaro
Prelibatezze Siciliane della pasticceria Fiasconaro
La preparazione del tradizionale Panettone
La famiglia Testa insieme ai coniugi Gullotta e Bonizzi
di Maria Grazia Storniolo Durante il mio breve soggiorno in Sicilia, trascorso insieme ad amici e familiari, ho avuto l’opportunità di riscoprire, dopo tanti anni, le bellezze delle Madonie, un territorio capace di regalare paesaggi, profumi e sapori che rimangono impressi nella memoria. Tra le tappe del mio viaggio non poteva mancare Castelbuono, affascinante borgo medievale nel cuore delle Madonie, dove la tradizione gastronomica si è trasformata nel tempo in una vera espressione dell’identità siciliana. È proprio qui che ho riscoperto le prelibatezze della famiglia Fiasconaro: dalle granite e dai gelati dai gusti unici ai celebri panettoni e alle colombe, prodotti durante tutto l’anno con grande maestria. Ogni assaggio sembrava racchiudere i sapori e i profumi della Sicilia, una terra che la famiglia ha saputo portare ben oltre i confini dell’isola. Tra le specialità che maggiormente rappresentano il legame con il territorio si distingue il Panettone alla Manna, una delle creazioni più caratteristiche della produzione Fiasconaro. La manna è una sostanza naturale ricavata dalla linfa che fuoriesce dalla corteccia del frassino da manna, in particolare dal frassino amolleo, albero coltivato tradizionalmente in alcune aree delle Madonie, soprattutto nei territori di Castelbuono e Pollina. La raccolta della manna rappresenta un’antica pratica agricola tramandata di generazione in generazione e costituisce una delle peculiarità gastronomiche e culturali di questo territorio. Il suo gusto delicatamente dolce e aromatico ha trovato nel panettone un originale equilibrio con gli ingredienti della tradizione, trasformando un prodotto tipico delle Madonie in una specialità apprezzata anche fuori dalla Sicilia. La storia di Fiasconaro affonda le proprie radici nel 1953, quando il nonno Mario iniziò la sua attività nel centro storico di Castelbuono, dedicandosi alla pasticceria tipica e al catering. Quella che era nata come una realtà familiare è cresciuta progressivamente, senza mai perdere il legame con il territorio e con quei valori artigianali che ne hanno costituito le fondamenta. La vera trasformazione arrivò
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I fratelli Fiasconaro insieme ai coniugi Gullotta e Maria Grazia Storniolo
La storica fontana di Piazza Margherita a Castelbuono
I fratelli Fiosconaro insieme ai coniugi Gullotta, Testa e la piccola Giorgia
alla fine degli anni Novanta, con il pieno coinvolgimento dei figli Nicola, Martino e Fausto. Fu soprattutto Nicola, anima creativa e visionaria della famiglia, a intuire le straordinarie possibilità offerte dall’incontro tra la tradizione dei grandi lievitati del Nord Italia e le materie prime della Sicilia. Durante un corso a Sottomarina di Chioggia, Nicola ebbe modo di approfondire il mondo del lievito madre grazie a Teresio Busnelli. Un’esperienza che rappresentò una svolta. Da quella scoperta nacque l’idea di realizzare a Castelbuono un prodotto capace di unire tecniche allora innovative per la Sicilia e ingredienti profondamente legati al territorio. Fu così che nacque il Mannetto, il primo panettone della famiglia dall’autenticità mediterranea. Da quel momento Fiasconaro si trasformò in un’azienda specializzata nei lievitati da ricorrenza, raggiungendo una produzione che oggi supera ampiamente i mille panettoni al giorno nei laboratori di famiglia. Ma dietro questi numeri rimane una storia fatta di persone, passione e continuità generazionale. Oggi i tre fratelli continuano a ricoprire ruoli complementari: Nicola segue la parte creativa e la pasticceria, Martino l’amministrazione e Fausto il punto vendita di Castelbuono. A loro si è affiancata la terza generazione, pronta a raccogliere l’eredità familiare e a interpretarla con uno
sguardo contemporaneo. Il panettone, un tempo legato quasi esclusivamente al periodo natalizio, è diventato così uno degli ambasciatori di Castelbuono e della Sicilia nel mondo. Fiasconaro ha saputo destagionalizzarlo, proponendolo insieme alle colombe e ad altre specialità durante tutto l’anno. Anche le collaborazioni con importanti marchi internazionali hanno contribuito a far conoscere questi prodotti a un pubblico sempre più giovane e internazionale, mantenendo però al centro l’identità artigianale. Oggi l’azienda esporta in circa 65 Paesi e guarda al futuro con l’obiettivo di trasformare il marchio in una presenza quotidiana sui mercati internazionali, non soltanto in occasione delle festività. Nel mio viaggio ho compreso ancora una volta quanto la Sicilia sappia trasformare le proprie radici in qualcosa di universale. La storia dei Fiasconaro ne è una testimonianza concreta: tre generazioni, settant’anni di esperienza e una capacità straordinaria di innovare senza dimenticare da dove tutto è cominciato. A Castelbuono, tra le montagne delle Madonie, il profumo dei lievitati continua così a raccontare una storia di famiglia e di Sicilia. Una storia che, partendo da un piccolo laboratorio, è riuscita a conquistare il mondo, portando con sé il calore, la creatività e l’autenticità di una terra che non smette mai di sorprendere.
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Pollina intensifica i rapporti con l’Australia
Alafaci eletta Vice Sindaco Importante riconoscimento per la Consigliera Sylvia Alafaci, eletta Vice Sindaco della Città di Canada Bay, nel Nuovo Galles del Sud, il 15 settembre 2026. La nomina rappresenta un significativo momento nel suo percorso di servizio pubblico e testimonia la fiducia accordatale dai colleghi Consiglieri. Da sempre impegnata nella vita della comunità, Sylvia Alafaci ha svolto il proprio ruolo di Consigliera con dedizione, integrità e attenzione alle esigenze dei cittadini. Il nuovo incarico le affida ora ulteriori responsabilità istituzionali, che affronterà mettendo a disposizione della Città l’esperienza maturata nel corso del suo impegno amministrativo. A esprimere pubblicamente il proprio orgoglio è stato il marito, che ha sottolineato il grande impegno personale profuso da Sylvia nel servizio alla comunità. «Sono molto orgoglioso di mia moglie»,
ha dichiarato, evidenziando il tempo, l’energia e la cura che la Consigliera ha sempre dedicato al proprio ruolo. La sua elezione a Vice Sindaco è stata descritta dalla famiglia come un importante riconoscimento del contributo offerto alla Città di Canada Bay e della considerazione conquistata all’interno del Consiglio. «So che svolgerà le responsabilità di Vice Sindaco con la stessa determinazione, professionalità e impegno che hanno caratterizzato il suo servizio come Consigliera», ha aggiunto il marito, rivolgendole le più sincere congratulazioni. Per Sylvia Alafaci e la sua famiglia, l’elezione del 15 settembre rappresenta dunque un momento di particolare soddisfazione, segnando l’inizio di una nuova responsabilità al servizio della comunità di Canada Bay. La Redazione di Allora! esprime le più sentite congratulazioni e auguri di buon Lavoro.
Un nuovo importante passo verso il rafforzamento dei rapporti tra Pollina e la comunità italiana in Australia è stato compiuto grazie a un incontro in videoconferenza con l’Ambasciatore d’Italia in Australia, S.E. Nicola Lener. Protagonisti dell’iniziativa sono stati il Sindaco di Pollina, Pietro Musotto, e i concittadini Giovanni Testa e Maria Grazia Storniolo, residenti a Sydney da oltre venti anni. L’incontro, reso possibile grazie alla D.ssa Regina Corradini, ha rappresentato una prima significativa occasione di confronto sulle possibili iniziative da sviluppare per far conoscere e valorizzare Pollina anche oltre i confini nazionali. Al centro della discussione sono stati il turismo delle radici, la promozione del territorio, la riscoperta delle origini e la valorizzazione delle eccellenze locali e dei prodotti tipici. L’Ambasciatore Lener ha accolto con grande attenzione e disponibilità le proposte illustrate, manifestando interesse per l’avvio di un percorso volto a consolidare i rapporti tra Pollina e la numerosa comunità italiana e siciliana presente in Australia. L’obiettivo condiviso è quello di creare nuove opportunità di conoscenza e collaborazione, coinvolgendo soprattutto coloro che, pur vivendo lontano dalla Sicilia, conservano un forte legame con la terra d’origine. Il turismo delle radici potrebbe così diventare uno strumento concreto per riscoprire luoghi, tradizioni, storie
familiari e identità culturali. In questa prospettiva, il coinvolgimento delle nuove generazioni potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di sviluppo, favorendo la trasmissione delle testimonianze familiari e delle tradizioni locali. Un ponte tra Australia e Sicilia capace di trasformare il legame affettivo con Pollina in nuove occasioni di incontro, conoscenza e scambio. In questo progetto avranno un ruolo significativo anche Giovanni Testa e Maria Grazia Storniolo, che contribuiranno a promuovere, attraverso le pagine del periodico italo-australiano Allora!, il territorio di Pollina e la frazione Finale che, con il suo litorale e il mare azzurro, offre un volto marino altrettanto suggestivo, fatto di sole, scogli, spiagge e acque cristalline. Nelle prossime settimane è inoltre previsto un incontro per-
sonale con l’Ambasciatore Lener, che offrirà l’opportunità di approfondire ulteriormente le prospettive di collaborazione e di individuare possibili iniziative concrete da sviluppare nei prossimi mesi, coinvolgendo associazioni, istituzioni e rappresentanti della comunità locale australiana e siciliana. Il primo confronto ha dunque aperto la strada alla costruzione di nuovi rapporti istituzionali, culturali e territoriali tra Pollina e l’Australia. L’Amministrazione Comunale ha confermato la volontà di continuare a lavorare per valorizzare il patrimonio di Pollina e mantenere vivo, anche a migliaia di chilometri di distanza, il legame con le proprie radici. L’iniziativa potrà inoltre favorire nuovi contatti tra famiglie, associazioni e realtà territoriali, creando occasioni concrete per future attività condivise.
a scuola
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Mercoledì 7 Febbraio 2024
speciale centrale
Allora!
Cresce lo studio dell’italiano con un record di iscrizioni nelle scuole ASILS
Lo studio della lingua italiana continua a conquistare studenti in tutto il mondo. Nel 2025 le scuole associate ad ASILS, l’Associazione delle Scuole di Italiano come Lingua Seconda, hanno registrato 30.489 iscrizioni, segnando un aumento del 5,3% rispetto alle 28.945 dell’anno precedente e raggiungendo un livello superiore del 15,6% rispetto al periodo precedente alla pandemia, nel 2019. I dati emergono dal rapporto annuale di ASILS sulle tendenze
del settore. Dei quasi 30.500 studenti complessivi, 27.287 hanno frequentato corsi in presenza in Italia, con una crescita del 3,5%, mentre altri 3.202 hanno scelto programmi online, aumentati del 23,5% rispetto al 2024. Il numero degli studenti, tuttavia, non racconta tutta la storia. Le settimane complessive di studio sono infatti diminuite del 5,6%, scendendo a 129.197. Il motivo principale è la riduzione della durata media dei soggiorni: per i cor-
si in presenza si è passati da una media di 4,5 settimane nel 2024 a 4,2 settimane nel 2025, mentre la permanenza media complessiva si è attestata a 3,5 settimane. La Germania si è confermata il principale mercato per numero di studenti, seguita da Stati Uniti e Svizzera. Regno Unito, Brasile e Francia hanno condiviso la quarta posizione. Considerando invece il numero di settimane di studio, sono stati gli Stati Uniti a occupare il primo posto, con 13.039 settimane, davanti alla Germania con 11.715 e alla Svizzera con 7.464. Particolarmente significativa è stata la contrazione del mercato cinese. La Cina si è classificata al quarto posto per settimane di studio, con 7.319, ma ha registrato una diminuzione del 37,8% rispetto al 2024. Secondo ASILS, negli ultimi anni il mercato cinese, insieme a quello turco, aveva contribuito alla crescita della domanda soprattutto attraverso programmi destinati alla preparazione universitaria. Il profilo degli studenti conferma inoltre quanto l’italiano sia una lingua studiata non soltanto
Scuole più pulite, studenti pronti a imparare
Una scuola pulita non significa soltanto aule ordinate e corridoi senza rifiuti. Un ambiente scolastico ben mantenuto può contribuire a limitare la diffusione dei germi, ridurre le assenze legate alle malattie e creare condizioni più favorevoli all'apprendimento e al benessere degli studenti. A sottolineare il legame tra igiene, ambiente scolastico e responsabilità degli studenti è Prabin Shrestha, amministratore
delegato di SKG Services, azienda australiana attiva nei servizi di pulizia e gestione delle strutture. Shrestha conosce il settore da una prospettiva particolare: ha iniziato oltre 30 anni fa come addetto alle pulizie, prima di arrivare ai vertici dell'azienda. Secondo Shrestha, la pulizia di una scuola non dovrebbe essere considerata una semplice questione estetica. Maniglie delle porte, rubinetti, dispositivi condivisi e
attrezzature utilizzate dagli studenti sono tra le superfici che richiedono particolare attenzione. Dopo la pandemia di COVID-19, la consapevolezza dell'importanza dell'igiene è aumentata sensibilmente tra insegnanti e personale scolastico. Ma la responsabilità non può ricadere esclusivamente sugli addetti alle pulizie, che non sono presenti nelle aule durante l'intera giornata. Anche insegnanti, personale non docente e studenti possono contribuire a mantenere un ambiente più sano, attraverso semplici comportamenti quotidiani. La scuola può inoltre trasformare la pulizia e la sostenibilità in strumenti educativi. Raccolta differenziata, contenitori chiaramente identificati, cartelli informativi e attenzione alla riduzione dei rifiuti possono aiutare gli studenti a comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
dai giovani. Gli over 50 hanno rappresentato il 31,6% degli iscritti, in aumento rispetto al 30,5% del 2024. Seguono la fascia 18-25 anni, con il 23,1%, quella 36-50 anni, con il 21%, e gli studenti tra 26 e 35 anni, pari al 18,2%. I minorenni hanno rappresentato il 6,1%. Un altro elemento evidenziato dal rapporto riguarda le certificazioni linguistiche. Nel 2025 soltanto il 10,8% degli studenti si è presentato a un esame ufficiale, rispetto al 12,5% dell’anno precedente. Tra le certificazioni richieste, la CILS ha mantenuto una posizione dominante, rappresentando l’84,1% delle registrazioni. Anche i canali di reclutamento offrono indicazioni interessanti. Quasi la metà delle iscrizioni, il 46,3%, è arrivata direttamente attraverso i siti web delle scuole, mentre gli agenti hanno rappre-
sentato il 28,8%. Seguono le prenotazioni locali, con il 9%, le scuole e università partner all’estero, con il 5,9%, e i social media, con il 4,1%. Il valore complessivo del settore, considerando rette e alloggio degli studenti frequentanti corsi in presenza, è stato stimato in 64,5 milioni di euro, con una crescita dell’1,6% sul 2024. Guardando al 2026, il quadro resta articolato: il 42,4% delle scuole ASILS prevede un aumento dei ricavi, mentre il 27,3% si aspetta una situazione stabile. Il 24,2%, invece, prevede una diminuzione del numero degli studenti. Fondata nel 1992, ASILS rappresenta circa 40 scuole italiane specializzate nell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda e fa parte della Global Alliance of Education & Language Associations.
Assistenti di italiano, tra la smentita di Report e verifiche La redazione chiarisce la propria posizione sulla comunicazione ricevuta e invita gli istituti scolastici a contribuire alla ricostruzione della vicenda. In relazione al nostro articolo sulle condizioni degli assistenti linguistici di italiano nelle scuole australiane, riteniamo necessario informare i lettori degli sviluppi e precisare la posizione del giornale. Nell’ambito delle verifiche sulla comunicazione pervenuta alla nostra redazione, abbiamo ricevuto un’email firmata dalla redazione di Report, nella quale si precisa: «Si tratta di una comunicazione illecita e abusiva mai inviata dal collega Bellano o dalla redazione di Report e quindi inviata da terzi non autorizzati». Prendiamo atto della smentita: la comunicazione non deve essere attribuita a Emanuele Bellano, a Report o alla Rai. Viene pertanto rettificato ogni riferimento contenuto nel precedente articolo che riconduca a loro la mail o l’attività giornalistica in essa descritta. L’articolo nasceva da una comunicazione ricevuta dalla redazione, riguardante un tema di interesse pubblico: le tutele degli assistenti linguistici nelle scuole. Allora! prende le distanze dall’utilizzo non autorizzato del nome di Report e del giornalista, così come da qualsiasi tentativo di servirsi di identità altrui per dare autorevolezza a un messaggio. Resta da ricostruire la provenienza della comunicazione: chi
l’abbia redatta, chi l’abbia inviata, con quali finalità e a quali destinatari. Al momento non disponiamo di elementi sufficienti per rispondere a queste domande e non intendiamo avanzare ipotesi su persone o organizzazioni. Anche CO.AS.IT. di Melbourne ha preso le distanze dalla vicenda, posizione della quale diamo conto. La sua menzione nella mail non costituisce una prova di responsabilità. Per quanto riguarda i contenuti, la posizione del giornale è chiara: le affermazioni contenute nella comunicazione restano prive di riscontri indipendenti sufficienti per essere presentate come fatti accertati. La loro eventuale fondatezza richiede verifiche autonome, documenti e testimonianze attendibili. Allora! sta svolgendo ulteriori accertamenti. A questo scopo, invitiamo le scuole e i dirigenti scolastici che avessero ricevuto la stessa email a contattare privatamente la redazione, conservando possibilmente il messaggio originale con le relative intestazioni. È un contributo che può aiutarci a ricostruirne l’effettiva circolazione. Nelle prossime settimane informeremo i lettori sugli esiti delle verifiche e sugli eventuali nuovi elementi documentati. Il nostro impegno è dare spazio alle questioni di interesse della comunità, raccogliere le risposte dei soggetti coinvolti e aggiornare il pubblico con trasparenza. È con questo spirito che proseguiamo il nostro lavoro.
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NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 183 Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana. L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
STEP BY STEP
By Domenico Di Marte Step by step, we learned to walk, and step-by-step how to talk. Soon learned from adults How to be a bed and a cheat. Step by step, we climb Mount Everest, which is the highest! Climb up and up, right to the summit, And then we want more! Once at the crest, still not happy, We keep looking up and up. Perhaps over the moon and beyond or the stars behind the sun. Step by step, we learn to cheat. Bit by bit, we turn nasty. Little by little, the sea is becoming polluted, and eventually we will ruin the world. Little by little, we’ll ruin ourselves, and disappear completely. Just step by step, little by little Drop by drop, the container is almost overflowing. What has become of our intelligence? Have we become completely out of balance? La poesia “Step by Step” di Domenico Di Marte propone una riflessione sul comportamento umano e sul modo in cui, attraverso piccoli passi quotidiani, l’uomo costruisce il proprio percorso di vita, ma può anche arrivare a compromettere se stesso e il mondo in cui vive. Il testo parte dall’infanzia. “Passo dopo passo” impariamo a camminare e a parlare, acquisendo progressivamente le capacità necessarie per crescere. Tuttavia, secondo il poeta, impariamo anche dagli adulti comportamenti negativi, come mentire e ingannare. La crescita, quindi, non viene presentata soltanto come un processo positivo: insieme alle conoscenze e alle abilità possiamo assorbire anche difetti e atteggiamenti dannosi. La metafora della scalata dell’Everest rappresenta l’ambizione umana. L’uomo sale sempre più in alto, raggiunge la vetta, ma invece di sentirsi soddisfatto continua a desiderare qualcosa di più. Anche dopo aver raggiunto un obiettivo, lo sguardo rimane rivolto verso l’alto, verso la Luna e le stelle. Questa continua ricerca può essere interpretata come simbolo della curiosità e del progresso, ma anche dell’insoddisfazione, dell’avidità e della sete di potere. L’uomo sembra non conoscere più il limite dei propri desideri e rischia di trasformare l’ambizione in una corsa senza fine. Nella seconda parte il tono
diventa più preoccupato. “Passo dopo passo”, l’uomo impara a imbrogliare; “poco a poco” diventa più cattivo. Parallelamente, anche la natura viene danneggiata: il mare si inquina e il mondo rischia di essere rovinato dalle azioni umane. Il poeta sottolinea così che i grandi problemi possono nascere da tanti piccoli comportamenti ripetuti nel tempo, spesso apparentemente innocui. L'inquinamento, la perdita dei valori e l'egoismo diventano così segnali di uno squilibrio sempre più profondo. L’immagine finale del contenitore che trabocca goccia dopo goccia rende molto evidente il concetto: ogni singola azione può sembrare insignificante, ma la loro somma può produrre conseguenze enormi e difficili da fermare. Le domande conclusive, “Che cosa è diventato della nostra intelligenza?” e “Siamo diventati completamente fuori equilibrio?”, rappresentano un forte interrogativo morale. Il poeta invita quindi a fermarsi e a riflettere sulle nostre scelte, prima che piccoli errori e comportamenti irresponsabili conducano a conseguenze irreversibili. Il messaggio finale è un invito alla responsabilità, alla consapevolezza e al rispetto del mondo che abbiamo ricevuto. La poesia diventa così un monito rivolto a tutti, affinché il progresso non perda di vista l'umanità, l'ambiente e il valore della vita.
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Venerdì 18 Settembre 2026
passatempo e umorismo
Allora!
mercati & finanza
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Venerdì 18 Settembre 2026
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Tassi USA e petrolio affondano ancora l’AUD
Oil and Gas Rally Fuels Market European markets came under pressure on Monday as oil and gas prices continued to climb amid growing geopolitical tensions in the Middle East. Investors remained cautious as renewed concerns over energy supplies raised fears of another inflationary shock. The pan-European Stoxx 600 index fell 0.3%, while futures pointed to a weaker opening on Wall Street. Milan recorded the sharpest decline among major European markets, dropping 1.5%. Madrid lost 1.1%, Paris fell 0.7% and Frankfurt declined 0.5%. London moved against the trend, gaining 0.6%. Energy prices remained the main focus. Brent crude rose 3.6% to $108.45 a barrel, moving closer to the $110 threshold. West Texas Intermediate crude also advanced 3.5%, reaching $103.53. In Amsterdam, natural gas futures climbed 5.1% to €83.58 per megawatt-hour. The surge in energy costs has increased concerns that inflation could accelerate again, potentially complicating monetary policy decisions and putting additional pressure on households and businesses. Higher fuel and
energy costs could also affect transportation, manufacturing and consumer spending if the upward trend continues. Government bond markets also reflected the nervous mood. Italy’s spread over Germany stood at 88 basis points, with the Italian 10-year yield at 4.41%, compared with 3.52% for the German equivalent. Gold remained broadly stable at around $4,296 an ounce, while the euro weakened to $1.1551 against the US dollar. Investors are also monitoring developments surrounding artificial intelligence spending, another source of uncertainty for equity markets. Concerns over technology valuations are adding another layer of caution to already nervous trading conditions. With tensions continuing across the Middle East, investors are closely watching energy markets for further signs of disruption and assessing whether higher commodity prices could translate into broader economic pressure in the coming weeks. Markets are particularly sensitive to any developments that could threaten global energy supplies.
Il dollaro australiano è tornato sotto pressione nella seduta di lunedì, perdendo oltre lo 0,7% nei confronti del dollaro statunitense, mentre i mercati finanziari hanno assunto un atteggiamento più prudente. A pesare sulla valuta australiana sono stati il calo dei titoli tecnologici, le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e la forte crescita dei rendimenti dei Treasury americani. Il cambio AUD/USD è sceso intorno a quota 0,7118, dopo aver raggiunto un massimo giornaliero di 0,7168. Parallelamente, il dollaro statunitense ha guadagnato terreno, sostenuto dalla ricerca di attività considerate più sicure e dalle nuove aspettative sui tassi della Federal Reserve. L’indice del dollaro è risalito sopra quota 99, mentre il rendimento del Treasury decennale ha superato il 5%. A influenzare il sentiment degli investitori sono state anche le preoccupazioni legate al rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale. Alcuni dirigenti del settore tecnologico statunitense hanno invitato alla prudenza e a un rallentamento del ritmo di sviluppo, alimentando le vendite sui titoli tecnologici e aumentando i dubbi sulle valutazioni raggiunte dal comparto. Un altro elemento di tensione arriva dal mercato energetico. L’attacco degli Houthi yemeniti a un oleodotto saudita ha alimentato i timori per possibili interruzioni prolungate delle forniture. Il rischio di una significativa riduzione dell’offerta petrolifera ha rafforzato le preoccupazioni sull’inflazione, penalizzando le valute considerate più esposte al rischio, tra cui il dollaro australiano. Gli operatori guardano ora alla
Federal Reserve, con i mercati che hanno quasi completamente incorporato nelle quotazioni un aumento dei tassi di 25 punti base nella riunione del 15-16 settembre. Rendimenti americani più elevati potrebbero continuare a sostenere il dollaro, aumentando contemporaneamente la pressione sulle valute legate alla crescita globale. Per l’Australia saranno importanti anche i prossimi dati sulla fiducia dei consumatori, mentre gli indicatori economici cinesi potrebbero avere un impatto significativo sull’AUD, vista l’importanza della Cina come partner commerciale. I dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale cinese saranno quindi osservati con particolare attenzione dagli operatori. La situazione internazionale resta inoltre caratterizzata da una forte sensibilità alle notizie provenienti dal Medio Oriente. Eventuali nuove interruzioni delle forniture energetiche potrebbero mantenere elevati i prezzi del petrolio e aumentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche. Questo scenario renderebbe più complesso il percorso delle banche centrali e potrebbe alimenta-
re nuove oscillazioni sui mercati valutari. Sul piano tecnico, AUD/ USD mantiene un sostegno intorno a 0,7070. Una rottura di questo livello potrebbe aprire la strada verso 0,7028 e successivamente 0,6902. Al rialzo, la prima resistenza è indicata a 0,7198, mentre un eventuale superamento potrebbe rafforzare il quadro di breve periodo. Il dollaro australiano si trova dunque davanti a una fase delicata, sospeso tra i segnali provenienti dall’economia domestica e i movimenti dei mercati globali. Petrolio, rendimenti americani, dati cinesi e decisioni della Federal Reserve saranno i principali fattori da seguire nei prossimi giorni. Anche l’andamento delle materie prime resterà determinante, considerando il peso delle esportazioni australiane sull’equilibrio della valuta nazionale. In questo contesto, gli investitori dovranno valutare con attenzione anche eventuali cambiamenti nelle aspettative sui tassi, poiché ogni sorpresa nei dati economici potrebbe provocare movimenti rapidi sul cambio. La volatilità potrebbe quindi rimanere elevata durante tutta la settimana.
dal 18 Settembre al 24 Settembre 2026
CAPRICORNO
ARIETE
CANCRO
BILANCIA
Qualche tensione può emergere nei rapporti, ma le coppie solide riusciranno a superare il momento. Nel fine settimana meglio evitare discussioni inutili. Nel lavoro aumentano le responsabilità, ma giovedì e venerdì porteranno risposte concrete e occasioni utili per riorganizzare l’attività.
Nel fine settimana sarà importante evitare di riversare sulla coppia il nervosismo accumulato al lavoro o in famiglia. I single e le coppie dovranno scegliere con attenzione parole e momenti per i confronti. Nel lavoro alcuni progetti procedono con difficoltà: meglio evitare decisioni impulsive.
Da venerdì torna energia nei sentimenti, con maggiore passione e desiderio di vivere i rapporti con intensità. Qualche attrito potrebbe nascere con persone dal carattere diverso. Nel lavoro è il momento di voltare pagina, chiudere con le situazioni logore e avanzare con determinazione.
Le relazioni nate da poco hanno bisogno di attenzione per consolidarsi, mentre il fine settimana riaccenderà complicità e desiderio di condivisione. Nel lavoro è il momento di recuperare progetti lasciati in sospeso e valutare nuove iniziative o cambiamenti in un nuovo ambiente.
ACQUARIO
TORO
LEONE
SCORPIONE
Il bisogno di libertà resta forte e porterà a ridefinire i confini delle relazioni, soprattutto quando vengono percepiti condizionamenti. Nel lavoro Giove invita a fare selezione e a prendere le distanze dalle situazioni poco utili. Le idee non mancano.
Venere invita a prestare maggiore attenzione alla quotidianità di coppia, mentre i single dovranno evitare diffidenze e interpretazioni affrettate. Nel lavoro la settimana offre buone occasioni per costruire nuovi successi: dialogo, iniziativa e capacità di valorizzare il proprio operato.
Ritrovate grinta e voglia di mettervi in gioco in amore, con possibilità di ricucire vecchie incomprensioni. Attenzione però all’orgoglio e alla difficoltà di fare il primo passo. Nel lavoro martedì e mercoledì saranno favorevoli per presentare proposte, e avanzare richieste.
Da giovedì Venere riporta l’amore al centro, aumentando il desiderio di vivere rapporti profondi e autentici. Per guardare avanti sarà necessario lasciare definitivamente alle spalle il passato. Nel lavoro la situazione migliora dopo mercoledì: cresce la determinazione.
PESCI
GEMELLI
VERGINE
SAGGITTARIO
Qualche dubbio può creare tensioni nella coppia, soprattutto in presenza di poca chiarezza. La Luna piena di venerdì aumenta la sensibilità, mentre i single dovranno lasciare che le nuove storie maturino senza forzature. Nel lavoro ripartono le attività, ma sarà necessario stabilire le priorità.
Giovedì potrebbe portare qualche polemica nei rapporti, soprattutto per questioni economiche, ma il fine settimana favorirà una maggiore serenità. Nel lavoro conviene affrontare controversie e problemi nella prima parte della settimana, evitando di disperdere energie.
Giovedì favorisce la comunicazione e apre la strada a nuove conoscenze, anche per chi ha vissuto una fase di distacco. Lasciate però da parte l’eccessiva analisi dei sentimenti. Nel lavoro chi ha cambiato ruolo o squadra potrà ricevere conferme e nuove proposte, grazie alla costanza .
Mercurio favorisce nuove conoscenze e stimola la curiosità dei single, mentre le coppie potranno ritrovare una maggiore complicità senza rinunciare alla propria autonomia. Nel lavoro Giove e Saturno sostengono scelte e cambiamenti, favorendo miglioramenti e nuove direzioni professionali.
22 Dicembre - 20 Gennaio
21 Gennaio - 19 Febbraio
20 Febbraio - 20 Marzo
21 Marzo - 19 Aprile
20 Aprile - 20 Maggio
21 Maggio - 21 Giugno
22 Giugno - 23 Luglio
24 Luglio - 23 Agosto
24 Agosto - 22 Settembre
23 Settembre - 22 Ottobre
23 Ottobre - 22 Novembre
23 Novembre - 20 Dicembre
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Venerdì 18 Settembre 2026
mezz'ora di religione
Allora!
Bambole trans per bimbi di 4 anni. L'ultima...
di Giuliano Guzzo La buona notizia è che l'ideologia gender risulta effettivamente in frenata. Dopo aver sposato le battaglie arcobaleno molti marchi hanno incassato batoste economiche, diverse produzioni televisive estere pro Lgbt ultimamente non sono state rinnovate e l'identità transgender, negli Usa dove tante tendenze hanno inizio, risulta in calo. Tuttavia, chi sposa l'antropologia fluida - questa è la cattiva notizia - non si arrende. Anzi, rilancia con nuove trovate davanti alle quali è difficile non restare perplessi. Ne è un esempio un progetto dell'Università del Minnesota per la creazione di bambole transgender «terapeutiche» destinate a bambini a partire dai 4 anni. Si tratta di prodotti pensati «per bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni» dei quali abbiamo solo delle prime bozze grafiche, ma che comunque - pare - verranno lanciati ufficialmente quest'anno. In effetti, esiste un sito - eloquente fin dal nome, Mygenderdolls.com - che esplicitamente invita «ad iscriversi alla lista d'attesa» dato il «lancio previsto nel 2026». Da quanto è dato sapere, queste bambole - che dalle prime bozze mostrano davvero un aspetto inquietante, altro che «terapeutiche» - sono l'esito, come si diceva, di un progetto universitario; per l'esattezza di
un progetto pluriennale portato avanti dai docenti dell'Eli Coleman Institute for Sexual and Gender Health dell'università. Alcuni link sul sito non funzionano ancora e c'è chi ha provato a contattare il portale, come il sito Collegefix.com, per il momento senza ottenere ulteriori chiarimenti su questi giocattoli che è difficile non giudicare sconvolgenti; e non solo per l'estetica, come già detto, tutt'altro che gradevole. Quel che infatti più colpisce di questo progetto sono le finalità sottese, vale a dire, anzitutto, quella di attribuire un'identità fluida o incerta a bimbi di appena 4 anni; e in secondo luogo, quella più in generale di diffondere l'idea - perfino tra i piccoli che si sentono maschi o femmine - che non si è solo maschi o femmine, ma possano esistere «terze identità», per così dire. Quentin Van Meter, presidente uscente dell'American College of Pediatricians, avvicinato da Collegefix.com, ha affermato che minori di età compresa tra i 3 e i 7 anni che venissero persuasi a credere che il sesso possa essere cambiato diventeranno «confusi» e «vulnerabili all'ansia». Difficile dubitarne. A ciò si aggiunga che queste bambole (udite udite) «pensate per medici o per educatori» rappresentano uno strumento chiaramente favorevole all'«affermazione di genere», in un periodo
storico non solo di ripensamento internazionale sulla transizione dei minori ma anche di pubblicazioni scientifiche che ne evidenziano i rischi. Come quelli richiamati in uno studio scientifico pubblicato ad aprile sulla rivista Acta Paediatrica - esito di un'analisi di oltre 2.000 persone monitorate per un lasso di tempo di 23 anni, tra il 1996 e il 2019 - ha messo in luce come la transizione peggiori, anziché migliorarla, la salute dei giovani con disforia. Non è finita. A fine maggio anche un altro lavoro pubblicato sull'European Journal of Developmental Psychology aveva sollevato forti perplessità sul cosiddetto «protocollo olandese», che è il modello terapeutico secondo cui - quando il disallineamento fra genere percepito e biologico, che a volte insorge nella prima infanzia, persiste - si può interrompere lo sviluppo bloccando la pubertà sin dalla fase iniziale, per «guadagnare tempo», e poter quindi decidere con calma la propria identità di genere, senza «l'ostacolo» del corpo in crescita. Chiaro che in un contesto simile le bambole transgender siano qualcosa non solo di inopportuno, ma perfino potenzialmente pericoloso. Non pare infine inutile ribadire un ultimo aspetto. Veniamo da anni nei quali ai giocattoli sessualmente tipizzati - quelli cioè considerati «tipicamente maschili» o «tipicamente femminili» - è stata fatta quasi una guerra, esortando i genitori ad acquistare il più possibile giocattoli neutri se non addirittura a regalare giocattoli «maschili» alle bambine e «femminili» ai bambini; e tutto questo per scardinare i temibili stereotipi di genere dei quali anche una bambola rosa sarebbe effigie e megafono. Bene, ma allora come la mettiamo con le bambole transgender? Non è forse anche questo un modo ammesso e non concesso possa esserci qualche insidia, nel regalare ai piccoli la bambola rosa o la navicella spaziale blu - per veicolare stereotipi, oltre che per rendere dei bambini «confusi» e «vulnerabili all'ansia»? Sarebbe interessante capirlo. Perché secondo un certo modo di guardare il tema dell'identità sessuale e dei ruoli, esisterebbero solo gli stereotipi di genere; mentre quelli pro gender, chissà perché, andrebbero benissimo.
Perché, di colpo, tutti hanno paura dell'IA di Daniele Ciacci Jacob Coxon, ingegnere appena dimessosi da Anthropic, ha scritto a chiare lettere su X che chiunque sviluppi intelligenza artificiale abbia in cuore il dubbio che la stessa potrebbe sterminarci ”entro la fine del decennio". Evan Hubinger, anch’egli di Anthropic, ha confermato una probabilità superiore al 10%. Da lì è, giustamente, partito il tour mediatico, con titoli da fine del mondo ovunque, una nuova Guerra dei Mondi di Wells ma con un nemico nostrano, allarme estinzione imminente, e ancora l’umanità a essere carnefice di se stessa (gli algoritmi non si sono fatti da soli). Il libro di Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, If Anyone Builds It, Everyone Dies, uscito a settembre 2025, è entrato nella classifica dei libri più letti del New York Times con una tesi abbastanza lineare sulla corrispondenza tra la creazione di una superintelligenza e la morte dell'umanità. Le voci non sono però chiacchiere da bar, ma arrivano da esponenti del settore, e questo non può non pesare. Fa però storcere il naso un'ondata così compatta e tempestiva. L'IA pone sì rischi reali, ma forse diversi da come li intendiamo, e dietro questo catastrofismo si intravedono almeno tre interessi concreti e un'ideologia d’insieme a farne da cornice. Già nel maggio 2023, davanti al Senato americano, Sam Altman chiese esplicitamente una nuova agenzia federale con poteri di licenza sull'IA. Il senatore Peter Welch e il testimone Gary Marcus avvertirono subito del rischio di quello che venne chiamato regulatory capture, che consiste nello stabilire soglie di calcolo e requisiti di sicurezza tarate su aziende con miliardi di dollari, escludendo di fatto concorrenti più piccoli e produttori open source, consolidando così il duopolio Microsoft / OpenAI. David Sacks, ex responsabile IA della Casa Bianca, ha dichiarato senza timore di smentita che Anthropic starebbe conducendo una tecnica strategica di regulatory capture facendo leva sull’allarmismo apocalittico. Esiste poi il sempre classico mantra del “purché se ne parli” tanto caro al mondo della pubblicità. Meredith Whittaker, presidente di Signal, ha detto
che le «narrazioni sul rischio esistenziale sono di fatto pubblicità per una tecnologia che solo poche aziende oggi possiedono». Il giornalista Brian Merchant osserva che dichiarare un prodotto così potente da poter finire il mondo significa dichiararne una potenza spropositata: è un’altra forma di marketing. L’AIpocalypse sposta il fulcro dell’attenzione su un pericolo probabile e non imminente dal dibattito pubblico sui veri problemi che oggi l’IA dovrebbe mettere sotto la lente d’ingrandimento del dibattito pubblico. Mentre si discute di estinzione entro il 2030, restano ai margini temi di rilevanza sociale come i bias algoritmici, la sorveglianza pervasiva dei dati personali, lo sfruttamento del lavoro creativo dietro l'etichettatura dei modelli, il consumo idrico ed energetico dei data center. Sono danni misurabili, presenti, non futuribili ipotesi da romanzo fantascientifico. Concentrare l'attenzione collettiva su uno scenario apocalittico e indefinito ha il pregio, per chi lo alimenta, di rimandare a un futuro remoto i conti che dovremmo farci nelle tasche oggi. C’è anche una ragione geopolitica dietro alla corsa alla paura. Dario Amodei, alla Cbs, ha detto che alla base della corsa verso l’Intelligenza Artificiale Generativa sta la paura verso il parallelo sviluppo cinese nello stesso ambito. Trump è stato tranchant nell’affermare che chi vince la corsa all’IA vince tutto. Un rapporto dell’Fbi dell'8 settembre accusa i laboratori cinesi di aver "distillato" miliardi di token dai modelli americani per colmare il distacco, ridotto oggi al solo 2,7% secondo Stanford. Chi chiede di rallentare chiede, allo stesso momento, di fermare la Cina. La paura dell'estinzione dovrebbe viaggiare sui binari della corsa agli armamenti e dell’IA per uso militare. Più che parlare di un vero e proprio complotto, bisogna qui parlare di interessi convergenti. Non serve un disegno coordinato quando tutti mangiano allo stesso tavolo. C'è però un’ideologia collettiva a fare da collante, quella dell'Altruismo Efficace, che oggi permea i laboratori e le no-profit che dettano l'agenda della sicurezza IA.
Allora!
la pagina della donna a cura di Maria Grazia Storniolo
Venerdì 18 Settembre 2026
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Oriana Fallaci, la giornalista italiana che intervistò la storia
La giornalista italiana Orina Fallaci
Oriana Fallaci è stata una delle figure più note e discusse del giornalismo italiano del Novecento. Giornalista, scrittrice e inviata di guerra, ha attraversato alcuni dei principali avvenimenti politici e sociali del suo tempo, incontrando leader politici, rivoluzionari, intellettuali, artisti e personaggi dello spettacolo. La sua carriera si è sviluppata attraverso reportage, interviste e libri nei quali la cronaca si è spesso intrecciata con la riflessione personale. Ancora oggi il suo nome è legato a uno stile diretto, incalzante e fortemente personale. Nata a Firenze il 29 giugno 1929, Fallaci crebbe in una famiglia antifascista. Durante l'adolescenza partecipò alla Resistenza come staffetta, esperienza che contribuì a formare il suo carattere e il suo rapporto con la libertà e con il potere. Dopo il liceo classico si iscrisse inizialmente a Medicina e successivamente a Lettere, ma abbandonò gli studi universitari per dedicarsi al giornalismo, incoraggiata anche dallo zio Bruno Fallaci, giornalista. Ancora giovanissima iniziò a collaborare con il Mattino dell'Italia centrale, occupandosi di cronaca nera, giudiziaria e costume. Negli anni Cinquanta la sua carriera prese una dimensione sempre più internazionale. Fallaci si affermò attraverso servizi giornalistici e reportage che la portarono a seguire alcuni dei principali conflitti e avvenimenti politici del periodo. Fu tra le prime giornaliste italiane a raccontare direttamente la guerra del Vietnam e lavorò in diversi scenari del mondo, dal Medio Oriente all'America Latina. Il suo giornalismo non era però limitato alla semplice descrizione degli avvenimenti. Fallaci cercava il confronto diretto con i protagonisti, spesso ponendo domande scomode e insistendo sui punti che riteneva più importanti. La sua tecnica consisteva nel mettere l'interlocutore di fronte alle proprie responsabilità, cercando di andare oltre le dichiarazioni uf-
ficiali. Le sue interviste divennero così una delle caratteristiche più riconoscibili della sua produzione giornalistica. Tra i personaggi intervistati figurano Henry Kissinger, Indira Gandhi, Golda Meir, Mu'ammar Gheddafi, Yasser Arafat, Mohammad Reza Pahlavi, Deng Xiaoping, Willy Brandt, Giulio Andreotti, Pietro Nenni, Federico Fellini e molti altri. L'elenco testimonia l'ampiezza dei suoi interessi e la capacità di muoversi tra politica internazionale, cultura e spettacolo. Una delle interviste più celebri fu quella a Henry Kissinger. L'incontro contribuì a rendere ancora più conosciuto il metodo Fallaci: domande rapide, insistenti e spesso personali, rivolte a un interlocutore abituato ai grandi scenari della diplomazia internazionale. L'intervista è successivamente confluita nel volume Intervista con la storia, pubblicato nel 1974, uno dei libri che meglio rappresentano la sua esperienza di giornalista davanti ai protagonisti della politica mondiale. L'archivio conservato in Toscana comprende appunti, bozze, corrispondenza e materiali relativi alle interviste raccolte nel volume. Particolarmente significativa fu anche l'intervista all'ayatollah Ruhollah Khomeini, realizzata a Qom nel settembre 1979 e pubblicata dal Corriere della Sera. L'incontro divenne famoso anche per il confronto tra la giornalista e il leader della rivoluzione iraniana. Nell'archivio Fallaci sono conservati gli appunti preparatori dell'intervista, testimonianza concreta del lavoro che precedeva i suoi incontri con personalità politiche di primo piano. La Fallaci fu anche testimone diretta della violenza della storia. Nel 1968, durante la repressione delle proteste studentesche a Città del Messico, rimase ferita nella strage di Tlatelolco. L'esperienza della guerra e dei conflitti non rimase quindi per lei soltanto materia giornalistica, ma divenne esperienza personale. I suoi reportage
furono caratterizzati proprio dalla presenza sul campo e dal tentativo di raccontare gli eventi attraverso le persone che li vivevano. Parallelamente al giornalismo, Fallaci sviluppò una importante attività letteraria. Tra le sue opere figurano Niente e così sia, dedicato alla guerra del Vietnam, Lettera a un bambino mai nato, Un uomo, dedicato ad Alekos Panagulis, e Insciallah. Il rapporto con Panagulis, leader della resistenza greca contro la dittatura dei colonnelli e suo compagno, rappresentò una parte importante della sua vita personale e ispirò il romanzo Un uomo, pubblicato nel 1979. Lettera a un bambino mai nato, pubblicato nel 1975, rappresentò invece una svolta nella sua produzione letteraria. Attraverso la forma di una lunga lettera rivolta a un figlio che potrebbe non nascere, l'autrice affrontò temi universali come la maternità, la libertà, la paura, la solitudine e il significato della vita. L'opera ebbe ampia diffusione internazionale e fu tradotta in numerose lingue. L'archivio Fallaci conserva anche materiali relativi alle diverse traduzioni e alla successiva realizzazione dell'audiolibro. Un capitolo completamente diverso della sua produzione si aprì dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Il 29 settembre dello stesso anno il Corriere della Sera pubblicò La rabbia e l'orgoglio, una lunga lettera nella quale Fallaci reagiva agli attentati e rifletteva sul terrorismo, sull'Islam, sull'Occidente e sui cambiamenti della società. Per ragioni di spazio il testo apparso sul quotidiano fu ridotto; nel dicembre 2001 Rizzoli pubblicò il volume nella versione integrale. Le posizioni espresse dalla giornalista suscitarono critiche e contestazioni, ma anche numerose discussioni sul rapporto tra libertà di espressione, identità culturale, terrorismo, integrazione e rapporto tra Occidente e mondo islamico. La documentazione conservata negli archivi mostra l'ampiezza delle reazioni suscitate dall'opera, compresa una grande quantità di corrispondenza e rassegna stampa. La rabbia e l'orgoglio fu seguito nel 2004 da La forza della ragione, nel quale Fallaci proseguì la riflessione iniziata con il libro precedente. Nello stesso anno pubblicò anche Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci, successivamente rielaborato e inserito nella Trilogia di Oriana Fallaci con il titolo Oriana
Una selezione delle opere più celebri di Oriana Fallaci
Oriana Fallaci intervista Ayatollah Khomeini
La giornalista fiorentina durante un momento di scrittura
Fallaci intervista sé stessa – L'Apocalisse. Gli ultimi anni furono segnati dalla malattia, ma Fallaci continuò a scrivere e a intervenire nel dibattito pubblico. Il suo ultimo articolo sulla questione islamica fu pubblicato sul Corriere della Sera con il titolo Il nemico che trattiamo da amico. L'ultima intervista fu invece concessa al New Yorker. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre 2006, all'età di 77 anni. La sua eredità giornalistica rimane complessa e oggetto di interpretazioni diverse. Da una parte vi è la reporter che attraversò guerre, rivoluzioni e crisi internazionali per incontrare direttamente i protagonisti della storia; dall'altra la scrittrice che trasformò le proprie esperienze in opere letterarie e, negli ultimi anni, assunse po-
sizioni fortemente controverse. Il patrimonio conservato dal Fondo Oriana Fallaci comprende manoscritti, fotografie, corrispondenza, articoli, appunti e materiali preparatori, permettendo di ricostruire il percorso professionale e intellettuale della giornalista. Oriana Fallaci rimane così una presenza importante nella storia del giornalismo italiano: una donna che fece dell'intervista, del reportage e della scrittura strumenti per raccontare un mondo attraversato da guerre, rivoluzioni e profondi cambiamenti. La sua voce continua a essere studiata proprio perché intreccia giornalismo, letteratura e testimonianza personale, lasciando una documentazione significativa del Novecento e dell'inizio del nuovo millennio.
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Venerdì 18 Settembre 2026
la pagina di Palmerini
Allora!
Teofilo Patini, una lettura originale del grande pittore abruzzese
Copertina "Teofilo Patini"
di Giuseppe Lalli C’è un paradosso tutto italiano, e squisitamente abruzzese, che avvolge da sempre la figura di Teofilo Patini (1840-1906). Tutti conoscono i suoi capolavori, le tele monumentali che hanno dato un volto e una dignità epica al mondo subalterno; eppure, la sua autentica grandezza è rimasta a lungo imprigionata in una memoria frammentata, fatta di celebrazioni scolastiche o, peggio, di una conoscenza superficiale e per sentito dire. A rompere questo incantesimo dell’oblio e della retorica arriva l’ultimo saggio di Angelo De Nicola, intitolato Teofilo Patini cronista col pennello, pubblicato da One Group Edizioni. Si tratta di un piccolo libro che non si limita a ricordare il maestro di Castel di Sangro, ma ne ribalta completamente la prospettiva di lettura attraverso un’operazione critica tanto inedita quanto coraggiosa. Giornalista di lungo corso e attento osservatore delle dinamiche storiche e sociali del territorio, De Nicola ha ormai abituato il suo pubblico a veder fissate queste complesse realtà in saggi di grande successo edi-
toriale, capaci di unire rigore e intrattenimento, da quel grande comunicatore che ha dimostrato di essere. Anche in questo caso, egli compie un salto logico affascinante, riconoscendo nel pittore ottocentesco un vero e proprio “collega” d’altri tempi. Il fulcro e vero motore del libro risiede in un’intuizione metodologica di straordinaria freschezza: leggere Patini non con la lente ingessata e spesso autoreferenziale della critica d’arte tradizionale, ma attraverso gli occhi del giornalismo d’inchiesta. Patini non dipingeva per decorare i salotti della nascente borghesia post-unitaria, né per compiacere i committenti; dipingeva per denunciare. La sua tela era il suo articolo di fondo; il suo pennello, un taccuino di cronaca affilato, etico e spietato, capace di sbattere in faccia all’Italia sabauda il dramma della fame, della miseria delle campagne, della fatica delle donne e del destino degli ultimi. È proprio in questa chiave di lettura che emerge il valore più profondo di quest’ultima fatica editoriale di De Nicola: la capacità di dimostrare la sorprendente modernità di Patini.
L'erede
Strappato a una dimensione puramente locale o folkloristica, il pittore viene finalmente ricollocato dove merita di stare, ossia nel grande alveo del realismo sociale italiano. Si tratta di una declinazione pittorica speculare al verismo del suo coetaneo Giovanni Verga (1840-1922). Ma se con lo scrittore condivide la cruda rappresentazione della miseria dei vinti, il pittore abruzzese se ne distanzia sul piano ideologico. Laddove il pessimismo di Verga si limita a fotografare una realtà giudicata immodificabile, il pennello di Patini si fa strumento di battaglia civile, animato da una precisa volontà di riscatto politico e sociale. Un bel libro, questo di De Nicola, lodevole già per la scelta del tema. In un’epoca in cui le mostre d’arte e i libri di successo inseguono i grandi nomi del mercato globale (gli Impressionisti, Van Gogh, la Pop Art), l’autore compie una scelta controtendenza. Scommette su un pittore che non fa “arredamento”, ma disturba la coscienza moderna. Patini, in fondo, è l’antitesi del disimpegno contemporaneo: la sua pittura obbliga a guardare la miseria, la terra e il dolore, quella realtà dalla quale noi abruzzesi veniamo e che era ancora viva nella memoria dei nostri padri. Tuttavia, per sfuggire al rischio del panegirico acritico e restituire giustizia all’onestà intellettuale del testo, è necessario sollevare qualche elemento di riflessione su alcune scelte strutturali che potrebbero apparire discutibili, ma che si rivelano, a ben vedere, pienamente giustificate dall’economia dell’opera. La prima nota riguarda il taglio strettamente tematico: chi cerca in queste pagine una disamina accademica sulla tecnica del colore, sulle influenze stilistiche dei soggiorni napoletani o romani, o sulla filologia pura del tratto pittorico di Patini, rimarrà parzialmente deluso. L’analisi formale cede quasi totalmente il passo a quella del contenuto politico e sociale. Ma questa assenza di tecnicismo scientifico, oltre a rispecchiare un percorso estraneo allo specialismo della storia dell’arte, è una scelta divulgativa deliberata e legittima. De Nicola non scrive per una cerchia ristretta di accademici arroccati nel proprio sapere, ma si rivolge a un pubblico più vasto, a una platea non speciali-
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Vanga e Latte
Bestie da soma
stica, eppure intellettualmente curiosa. Allo stesso modo, la forte concentrazione del testo sulla celeberrima “trilogia sociale” (L'erede,1880; Vanga e latte, 1884; Bestie da soma, 1886) rischia di mettere in ombra la pur vasta produzione sacra o la ritrattistica minore dell’artista. Anche in questo caso, l’apparente parzialità dello sguardo è funzionale alla tesi di fondo: per confermare la visione del Patini “cronista”, cui si accennava, l’autore seleziona inevitabilmente i suoi reportage pittorici più dirompenti e rivoluzionari, quelli in cui il legame tra l’inchiesta e la tela si fa carne e sangue. Nella seconda parte del volume, la scena viene quasi interamente occupata dall’uomo: il Patini privato, il “pittore della verità” che, dopo il lungo peregrinare, compie il suo fatidico ritorno alla terra d’origine. È un legame viscerale e tormentato. La città dell’Aquila, che pure diventerà il teatro di una sua straordinaria operosità e il vivaio in cui educherà un’intera e feconda generazione di giovani artisti, si dimostra una madre ambigua: lo onora, lo accoglie, eppure mostra di non comprendere fino in fondo la coerenza di un programma che era rigorosamente morale prima ancora che estetico. Sentendosi forse straniero in quella pur generosa città, il maestro avverte il richiamo ancestrale delle origini e sceglie di riabbracciare la sua Castel di Sangro. È in quel paese natio, specchiandosi negli occhi di una miseria atavica e fiera, che Patini aveva attinto la materia prima per le sue tele; ed è lì che ritrova la linfa del suo indomito impegno civile. Il sipario della vita si chiuderà tuttavia a Napoli, il 16 novembre 1906, in un congedo dal mondo che ha il sapore di una parabola laica e dolente. Sul suo tavolo da lavoro rimarrà un piccolo disegno incompiu-
to, un’ultima traccia di grafite che sembra quasi riassumere e sigillare il senso profondo della sua intera esistenza di cristiano senza chiesa, di credente degli ultimi: il profilo appena accennato di una Madonna con Bambino. Una Madonna del popolo, estremo e commovente omaggio a quella sacralità della sofferenza umana che aveva inseguito per tutta la vita. In questo denso saggio, Angelo De Nicola dimostra ancora una volta di non voler essere un semplice contemplatore del passato. Come già accaduto nelle sue precedenti fatiche letterarie – si pensi all’impegno, fin troppo generoso, profuso in favore di un’anima complessa come quella di Celestino V – la sua scrittura punta a scuotere la storia, convertendo la memoria in un vivo motore di riscatto e di identità per la sua gente. Restituendo così a Teofilo Patini la veste più autentica di primo, vero narratore civile dell’Italia post-unitaria – un uomo capace di usare i colori al posto dell’inchiostro – questo prezioso volume spazza via la polvere della retorica che avvolgeva un gigante del pennello, generato da questa nostra magica terra d’Abruzzo, e ci invita a fare definitivamente i conti con la forza etica delle nostre radici.
Allora!
daje de punta di Pino Forconi
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AKRAR, UNA STORIA SCOLPITA NELLA ROCCIA
MAUSOLEO DI ALICARNASSO Il Mausoleum di Halicarnassus, altro non era che una enorme tomba monumentale costruita tra il 353 e il 350 a.C. a Bodrum nella odierna Turchia. Costruito per volere di Artemisia II in onore al marito e fratello Mausolo. Un monumento riconosciuto come uno delle sette bellezze del Mondo Antico. Un arduo progetto degli architetti greci Satiro e Pitide, decorato da altrettanti importanti artisti come Skopas, Briasside, Timoteo e Leochares. Purtroppo, danneggiato e parzialmente distrutto durante i terremoti che si svilupparono tra il XII e il XV secolo. C’è chi ne approfittò dei disastri per utilizzare parte dei marmi per costruire il Castello di San Pietro a Bodrum, ad opera dei Cavalieri di Rodi. Oggi un sito archeologico dove rimangono solo dei rottami a memoria. Alicarnasso era la capitale di un piccolo centro nel reame di Caria sulle coste dell’Asia Mino-
re con una forte influenza greca. Antica di quasi 5000 anni sorgeva sulla costa di Caria, provincia dell’Anatolia davanti al golfo di Kos, Furono i Dori a fondarla intorno al 900 a.C. Anche i Romani ci misero lo zampino per quanto era bella davanti a quel golfo dorato. La dominazione romana durò per oltre tre secoli durante i quali inizio la diffusione del cristianesimo ad opera di San Paolo che percorse (a piedi) tutta l’Anatolia diffondendo il messaggio del Cristo. Poi comincio’ il periodo dei bizantini con la capitale Costantinopoli fino all’odierna Istanbul. Comunque, la storia di Alicarnasso è molto più lunga spalmata attraverso i secoli. Oggi vanta il nomignolo di St. Tropez dell’Asia Minore, dove i fiumi del dio denaro scorrono indisturbati da occhi attenti. Oggi da quelle parti non è che tiri aria buona ma una scappatina varrebbe la pena farla.
L’ACQUEDOTTO DI SEGOVIA Questa volta usciamo un po’ dai confini d’Italia e andiamo a mettere il naso in casa dei cugini Spagnoli e vediamo cosa sono riusciti a fare i nostri lontani antenati romani in casa loro. Tra il I secolo e l’inizio del II secolo d.C. Durante il regno degli imperatori Domiziano e Nerva, forse Traiano (purtroppo non sono sicuro dato che mi trovavo fuori sede per delle ispezioni militari) fu costruito l’acquedotto di Segovia con i suoi 167 archi in granito perfettamente incastrati a secco, cioè niente cemento, che ha rifornito acqua per 2000 anni. L’acqua veniva presa dalla sorgente Fuenfria di Acebeda detta anche Frio e trasportata per oltre 17 Kilometri fino alla città di Segovia. Terreno impervio e incredibili dislivelli, occorsero oltre 20.500 blocchi di pietra perfettamente squadrati per coprire un dislivel-
lo di 28,10 metri proprio all’ingresso della città, l’acquedotto comporta due ordini di arcate sovrapposte, e un decantatore chiamato la grande cisterna per l’eliminazione della sabbia, quindi incanalata verso il centro per arrivare nella Plaza de Diaz Sanz non lontano dall’Alcazar. Pensare che doveva mantenere una pendenza minima costante per dare all’acqua un flusso continuo e senza intoppi. L’acquedotto ha anche una leggenda popolare che dice, non furono i romani a costruirlo, ma il diavolo in una sola notte, su richiesta di una donna che stanca di portare acqua, disse al diavolo, che se gli avrebbe portato l’acqua a casa prima dell’alba, lei gli avrebbe dato l’anima. Quando penso a questo acquedotto mi viene in mente la Salerno Reggio Calabria, chissà perché!
Letta così Akray non vuol dire nulla, ma messa come “Palazzolo Acreide” in provincia di Siracusa forse potrà dirvi qualche cosa in più. Ad ogni modo cercherò di darvi dei cenni storici. Akray era una colonia siracusana nata nel lontano 664 a.C. quasi 75 anni dopo la fondazione di Siracusa. Per fortuna ancora oggi si possono apprezzare vecchie testimonianze come un sito teatrale, l’agorà greco romana, complessi cimiteriali cristiani ed altro a conferma della presenza greca in Sicilia. La colonia siracusana già fondata qualche anno prima dai Corinzi, sorgeva sulla vetta di un colle, come volesse essere una specie di controllo delle sottostanti valli per le rotte commerciali che già all’epoca erano fiorenti. Fu anche importante durante il regno di Gerone II, periodo del III secolo a.C. Ci fu poi una pausa o passaggio di potere nel 211 a.C. a favore dei romani dopo la caduta della stessa Siracusa, pur rimanendo impressa la presenza bizantina. Naturalmente anche gli arabi ci dovettero mettere le mani, ma non costruendo, ma distruggendola durante la loro invasione nel 827 d.C. lasciandola in totale
abbandono, classico stile arabo. Passarono gli anni e da quelle ceneri di resti medievali, nacque Palazzolo Acreide. Oggi l’area è un meraviglioso parco archeologico dove si può ammirare il teatro greco, le latomie e le sculture rupestri dei Santoni. Chi era Gerone II? Visse tra il 306 e il 215 a.C. combattente e stratega, lotto contro i cartaginesi nel periodo di Pirro e fece molto per il popolo di Akray che lo proclamarono re dai siracusani. I Santoni sono 12 quadri scolpiti nella roccia che rappresentano il culto della “Magna Mater” dove viene anche rappresentata la dea Cibele. Anche la Sicilia, forse, princi-
palmente essa, racchiude una storia che meriterebbe molto più tempo per descriverla. Camminare oggi tra queste antiche pietre significa entrare in un passato fatto di popoli, guerre, commerci e culti religiosi. Ogni rovina racconta una parte di questa lunga vicenda e permette al visitatore di comprendere quanto fosse importante questo territorio. Palazzolo Acreide conserva ancora quel legame tra natura e storia, offrendo una testimonianza preziosa della Sicilia antica, capace di parlare ancora al presente. Un patrimonio che continua a custodire storie, tradizioni e memorie di un passato davvero straordinario.
Il PALAZZO DELLA CONSULTA E LA SUA STORIA Il Palazzo della Consulta situato di fronte al Palazzo del Quirinale fu edificato tra il 1732 e il 37, voluto da Papa Clemente XII Corsini, fu ideato e progettato da Ferdinando Fuga. Fu costruito come sede della Sacra Consulta ex organismo giuridico e amministrativo dello Stato Pontificio. Dall’inizio al 1870 fu tribunale e organo di governo dello Stato Papale, poi per un breve periodo (forse in affitto) tra il 1848 e il 1849 fu utilizzato come sede del governo della Seconda Repubblica Romana. Tra il 1870 e il 1946, subito dopo l’annessione di Roma (1870) divenne la residenza del principe ereditario Umberto I e sua moglie Margherita di Savoia, poi per un breve periodo, in attesa di essere costruito, ospitò il Ministero degli Affari Esteri, poi durante il ventennio e fino al 1955, fu anche Ministero delle Colonie (Africa Italiana) ma questa parte riguarda altro tipo di storia. Oggi e cioè fin dal 1955 è la sede della Corte costituzionale
della Repubblica Italiana, ad ogni modo esiste una legge del 1958 che lo attesta come tale. Un meraviglioso edificio di stile barocco romano, con un imponente scalone monumentale marmoreo, affreschi e saloni di rappresentanza che denotano lo stile papale oltre a modifiche operate dai Savoia. Il palazzo sorge sui resti delle Terme di Costantino, dove il cardinale Vercelli ci fece costruire
una sua residenza nei primi del 1500, che Papa Sisto V Peretti lo acquistò quando fu nominato Cardinale. Solo un secolo e mezzo dopo, Papa Clemente lo fece diventare quello che in effetti è oggi ai nostri occhi, chiaramente sempre con i dovuti ritocchi e rifacimenti necessari. Tutto quanto descritto è anche visitabile seguendo una tabella di orari e giorni, ma ne vale la pena.
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storia e storie
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Allora!
The History of the Italian Language, Literature and Its Great Writers
By Tom Padula The history of Italian literature is one of the richest and most influential in the world. It developed from the languages spoken in ancient Italy, particularly Latin, and gradually formed a distinct literary language that became modern Italian. Over many centuries, Italian writers produced poetry, novels, plays, essays and works of political and philosophical thought that have influenced European and world culture. After the fall of the Roman Empire, Latin remained the language of education, religion and official documents. However, ordinary people spoke various local forms of Latin that gradually developed into regional dialects. During the Middle Ages, writers began using the volgare, or everyday spoken language, rather than classical Latin. Sicily was one of the first important centres of Italian poetry. In the thirteenth century, the Sicilian School, encouraged by Emperor Frederick II, developed courtly poetry in a language that helped prepare the way for Italian literature. The greatest figure in the formation of Italian literature was Dante Alighieri (1265–1321). His masterpiece, La Divina Comme-
dia (The Divine Comedy), is one of the supreme works of world literature. Written largely in the Tuscan vernacular, it tells of Dante's imaginary journey through Hell, Purgatory and Paradise. Dante's use of the Tuscan language demonstrated that the vernacular could express profound philosophical, religious and poetic ideas. His work played a decisive role in establishing Tuscan as the foundation of literary Italian. Two other great writers of the fourteenth century were Francesco Petrarca and Giovanni Boccaccio. Petrarch became famous for his Canzoniere, a collection of poems, many inspired by his idealised love for Laura. His elegant poetry influenced generations of European writers and helped establish the sonnet as one of the great forms of lyric poetry. Boccaccio is best known for Il Decameron, a collection of one hundred stories told by young people who escape Florence during the Black Death. His lively prose, humour and realistic descriptions of human behaviour made him one of the founders of European narrative literature. During the Renaissance, Italy became the centre of an extraordinary revival of art, learning
Dante Alighieri, the father of the Italian language
and literature. Ludovico Ariosto wrote Orlando Furioso, an imaginative epic combining adventure, romance and fantasy. Niccolò Machiavelli, author of Il Principe (The Prince), became one of history's most important political thinkers. His realistic examination of power and government continues to be studied throughout the world. Other major writers included Torquato Tasso, whose epic Gerusalemme Liberata celebrated the First Crusade. In the following centuries, Italian literature continued to develop. The nineteenth century was deeply influenced by the Risorgimento, the movement for Italian independence and national unity. Alessandro Manzoni wrote I Promessi Sposi (The Betrothed), one of Italy's greatest novels. Set in seventeenth-century Lombardy, it combined history, religion, social criticism and human drama. Manzoni's clear Tuscan-based language became especially important in the development of a common national Italian language. The twentieth century produced another remarkable generation of writers. Gabriele D'Annunzio was famous for his rich and dramatic style. Luigi Pirandello, winner of the Nobel Prize for Literature, revolutionised modern theatre with plays such as Sei Personaggi in Cerca d'Autore (Six Characters in Search of an Author). His works explored identity, reality and the masks people wear in society. Other major twentieth-century writers include Italo Svevo, author of La Coscienza di Zeno; Giuseppe Ungaretti, one of Italy's greatest modern poets; Eugenio Montale, also a Nobel Prize winner; Cesare Pavese, known for his novels and poetry about loneliness and post-war Italy; and Leonardo Sciascia, whose works examined Sicily, justice, politics and organised crime. Italo Calvino became internationally celebrated for his imaginative novels, while Umberto Eco achieved worldwide success with Il Nome della Rosa (The Name of the Rose). Today, Italian literature continues to evolve through writers from different regions, backgrounds and generations. From Dante's medieval poetry to contemporary novels, the Italian
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language has remained a powerful instrument of artistic expression. The history of Italian literature is therefore also the history of Italy itself: its regions, struggles, beliefs, imagination and
constant search for beauty and meaning. Let’s add the Literature of the Diaspora of Italians in the world to fully appreciate the vast influence of Italy’s Italians in and out of Italy, past and present… and in the future!
Populonia, la città etrusca che domina il Golfo di Baratti Sulla sommità di un promontorio che domina il Golfo di Baratti, nel territorio di Piombino, sorge Populonia, antico centro etrusco affacciato sul Tirreno. È l’unica città della Dodecapoli etrusca costruita sulla costa e ancora oggi conserva, tra mare e macchia mediterranea, le tracce di una storia millenaria. Nell’antichità era conosciuta come Fufluna o Pupluna, nome legato a Fufluns, il dio etrusco del vino e dell’ebbrezza. La sua posizione, al centro delle rotte commerciali del Mediterraneo occidentale e vicina alle risorse metallifere del territorio e ai giacimenti di ferro dell’Elba, contribuì alla prosperità della città. L’antica Populonia era articolata in due nuclei: la città alta, sviluppata sui colli della Guardiola, del Telegrafo e del Castello, dove si trovavano abitazioni, templi ed edifici pubblici, e la città bassa, nei pressi del golfo, sede del porto, delle attività mercantili e della lavorazione dei metalli. Oggi queste testimonianze sono raccolte nel Parco archeologico di Baratti e Populonia, un vero museo a cielo aperto affacciato sul mare. Nella parte alta, l’Acropoli conserva resti di templi, edifici, mosaici e strade di epoca romana; nella parte bassa si possono visitare le necropoli etrusche di San Cerbone e delle Grotte, oltre alle cave di calcarenite e agli antichi quartieri industriali dove veniva lavorata l’ematite. Il borgo attuale racconta invece la lunga storia medievale di Populonia. Racchiuso dalle mura, è dominato dal Castello e dalla sua torre, costruiti come sistema fortificato e legati agli Appiani, signori di Piombino. Attraversata l’unica porta di accesso, si incontrano vicoli lastricati, botteghe artigiane, attività di ristoro e architetture medievali. Sulla porta è ancora visibile lo stemma degli Appiani, mentre nella piazza princi-
pale si trova la piccola chiesa romanica di Santa Croce, costruita probabilmente tra il XII e il XIII secolo. Dalla torre del Castello il panorama abbraccia il promontorio, il Mediterraneo e le isole dell’Arcipelago Toscano, fino alla Corsica. A raccontare ulteriormente il passato del territorio contribuisce il Museo di Populonia Collezione Gasparri, ospitato negli spazi dell’ex frantoio, dove sono conservati reperti etruschi e romani e ritrovamenti provenienti anche da scavi subacquei. Nei boschi del promontorio, inoltre, le rovine del monastero benedettino di San Quirico, sorto intorno all’anno Mille, costituiscono un ideale collegamento tra l’epoca etrusca e romana e il Medioevo. La cucina della Costa degli Etruschi propone specialità di mare, con la palamita, presidio Slow Food della costa di Piombino, accanto a una cucina di terra fatta di zuppe, selvaggina e verdure locali, come il carciofo violetto. Non mancano l’olio extravergine di oliva e le produzioni tipiche valorizzate dalle attività del borgo. Tra gli appuntamenti più caratteristici figurano Populonia in Arte e la Luminaria di San Cerbone, con la processione in mare delle barche illuminate: delle occasioni ideali – in particolare per chi ha una storia di emigrazione alle spalle – per fare visita nel paese e riscoprire le particolarità della Toscana. COME ARRIVARE: L’aeroporto di riferimento è quello di Pisa (80 km), mentre la stazione di Populonia si trova nei pressi del Golfo di Baratti e della località Poggio all’Agnello. In auto è raggiungibile attraverso la via Aurelia (SS1), uscendo a San Vincenzo se si arriva da nord o a Venturina Terme se si viaggia da sud; poi seguire le indicazioni per Piombino e Baratti, per prendere infine la Strada Comunale Populonia. (NoveColonneATG)
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salute e benessere
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Tumore alla prostata, lo sport aiuta la terapia
Così il cibo difende il sorriso La salute dei denti non dipende soltanto dallo spazzolino. Anche ciò che portiamo in tavola può influenzare il microbioma orale, l’insieme di oltre 700 specie batteriche che vivono tra denti, gengive e lingua e contribuiscono all’equilibrio della bocca. Quando questo ecosistema è stabile, i batteri benefici aiutano a contrastare quelli responsabili di carie e problemi gengivali. Al contrario, un consumo frequente di zuccheri e carboidrati raffinati favorisce la produzione di acidi e crea condizioni favorevoli alla proliferazione dei microrganismi dannosi. Secondo le indicazioni riportate dagli esperti, alcune categorie di alimenti possono sostenere le difese naturali del cavo orale. Verdure a foglia verde, barbabietole e altri vegetali ricchi di nitrati favoriscono processi legati alla salute cardiovascolare. Tè verde e frutti di bosco, grazie ai polifenoli, possono contribuire a limitare la formazione della placca. Anche aglio e formaggi sta-
gionati possono avere un ruolo. L’allicina presente nell’aglio possiede proprietà antimicrobiche, mentre la masticazione del formaggio stimola la produzione di saliva, utile per neutralizzare l’acidità. Alimenti fermentati e kefir completano una dieta orientata alla varietà e all’equilibrio del microbioma orale. Il modello indicato come riferimento è quello mediterraneo, ricco di verdure, fibre, alimenti integrali e carboidrati complessi, limitando zuccheri e prodotti raffinati. Una corretta alimentazione, però, non sostituisce l’igiene quotidiana. Spazzolino e filo interdentale restano fondamentali, mentre l’uso prolungato di collutori aggressivi dovrebbe essere evitato senza indicazione professionale. Prendersi cura del sorriso, quindi, significa anche scegliere con attenzione cosa mangiare, mantenendo in equilibrio l’ecosistema invisibile che protegge la bocca ogni giorno.
3 ore che fanno la differenza
Sempre più persone scelgono di anticipare l’orario della cena, seguendo il fenomeno dell’“early bird dinner”, un’abitudine già diffusa in diversi Paesi anglosassoni e del Nord Europa. L’obiettivo è semplice: lasciare più tempo tra l’ultimo pasto della giornata e il momento di andare a dormire, favorendo così digestione e riposo. In genere, la cena viene consumata tra le 17 e le 19, anche se l’orario può variare in base alle abitudini personali, agli impegni e all’organizzazione della giornata. Questa scelta non rappresenta soltanto una moda legata allo stile di vita, ma può avere effetti positivi sull’organismo e contribuire a una routine serale più equilibrata. Cenare presto può infatti contribuire a ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo e di alcuni disturbi digestivi, soprattutto quando si evita di coricarsi subito dopo aver mangiato. Alcune ricer-
che hanno inoltre evidenziato un possibile legame tra orari anticipati dei pasti, migliore controllo della glicemia e alcuni aspetti del metabolismo energetico. Gli esperti suggeriscono generalmente di lasciare circa tre ore tra la cena e il momento di andare a letto. È inoltre consigliabile non consumare pasti troppo abbondanti la sera e, in caso di reflusso, limitare alcol e alimenti che possono aggravare i sintomi. Anche una cena più leggera può rendere più semplice affrontare le ore notturne senza appesantire la digestione e favorendo un riposo più tranquillo. Anche la regolarità degli orari può essere importante. Tuttavia, non esiste un orario ideale valido per tutti: chi presenta condizioni particolari, come il diabete, dovrebbe consultare il proprio medico prima di modificare significativamente la propria routine alimentare.
Una nuova ricerca condotta nel Regno Unito indica che attività fisica supervisionata e alimentazione mirata possono ridurre sensibilmente gli effetti collaterali della terapia ormonale nei pazienti con tumore alla prostata. Lo studio, durato cinque anni e finanziato dal National Institute for Health Research, ha valutato il programma STAMINA, sviluppato per migliorare qualità della vita e benessere durante la terapia di deprivazione androgenica. La ricerca ha coinvolto circa 700 uomini, con un’età media di 71 anni, seguiti in 15 strutture del servizio sanitario britannico. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha seguito STAMINA, basato su esercizi aerobici e di resistenza supervisionati, indicazioni nutrizionali e supporto comportamentale; l’altro ha ricevuto le cure di supporto standard. I risultati, pubblicati su The Lancet Oncology, mostrano che il programma ha ridotto del 33% il deterioramento della qualità della vita e della stanchezza associati al trattamento. Più dell’80% dei pazienti inseriti nel percorso STAMINA ha inoltre partecipato con continuità alle sessioni previste durante i dodici mesi di sperimentazione. La terapia di deprivazione androgenica, utilizzata per ridurre i livelli di testosterone e contrastare la crescita del tumore, può provocare diversi effetti indesiderati, tra cui stanchezza persistente, perdita di densità ossea, sbalzi d’umore, riduzione del desiderio sessuale e disfunzione erettile. Secondo i ricercatori, l’esercizio seguito da professionisti può aiutare i pazienti a gestire meglio queste conseguenze e a mantenere abitudini salutari nel tempo. Il modello prevede attività come camminata veloce, corsa, nuoto ed esercizi contro resistenza, accompagnate da una dieta equilibrata con maggiore presenza di verdure, legumi e grassi sani. L’obiettivo non è sostituire le cure oncologiche, ma affiancarle con interventi capaci di sostenere la salute fisica e psicologica. Il tumore alla prostata resta una delle neoplasie più frequenti tra gli uomini. In Italia si registrano oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno e più di 485.000 uomini vivono dopo una diagnosi. La sopravvivenza a cinque anni supera il 92% quando la malattia viene individuata in fase localizzata.
I risultati dello studio rafforzano quindi l’importanza di un approccio integrato, nel quale terapia medica, movimento, alimentazione e sostegno psicolo-
gico possano contribuire insieme alla qualità della vita dei pazienti. Il programma potrebbe essere esteso ad altri percorsi oncologici nei prossimi anni.
Menopause Pills Under Fire Dietary supplements marketed for menopause are increasingly popular in pharmacies and online stores, but behind promises of quick relief and improved wellbeing there may be significant variations in dosage, nutritional gaps and potential health risks. The warning comes from a study by University College London, published in the scientific journal Climacteric, which examined 201 supplements specifically marketed to women going through menopause. According to the research, 80 per cent of the products contained herbs or plant extracts, while 77 per cent included vitamins and 74 per cent contained phytoestrogens, plant compounds with a chemical structure similar to human oestrogen. However, the analysis revealed important gaps. Around half of the products tested did not contain vitamin D, which plays a key role in maintaining bone health, while only 23.9 per cent contained calcium.
Researchers also highlighted concerns about the wide variation in the quantities of vitamins and minerals provided by different products. Long-term intake of excessive amounts of vitamin D can lead to hypercalcaemia and potentially cause kidney problems, while some botanical extracts have been linked to adverse effects, including liver toxicity. Another concern is the influence of social media, where influencers and online creators frequently promote menopause supplements without strong scientific evidence. Prices can range from around £1.50 to as much as £95 per month, potentially encouraging women to spend heavily on products whose benefits remain uncertain. Experts therefore urge women not to rely solely on marketing. A balanced diet, regular physical activity and medical advice remain essential when managing menopause symptoms and considering appropriate, evidence-based treatments.
Zverev non si ferma, suo anche lo US Open
Alexander Zverev chiude il 2026 con una seconda vittoria Slam e conquista lo US Open, battendo in finale l’americano Ben Shelton davanti al pubblico di New York. Il tedesco si è imposto in quattro set con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, al termine di una sfida durata tre ore e 33 minuti. Per Zverev, 29 anni, è il secondo titolo Major della stagione dopo quello conquistato al Roland Garros nel giugno scorso. Il campione olimpico di Tokyo 2020 porta così a 26 i titoli vinti in carriera e completa una stagione di svolta, dopo anni nei quali era arrivato più volte vicino al successo nei grandi tornei senza riuscire a conquistare un trofeo del Grande Slam.
La vittoria di New York ha anche un significato particolare per il tedesco, che sei anni fa aveva visto sfumare il titolo proprio sul cemento di Flushing Meadows. Nel 2020 Zverev era avanti di due set nella finale contro Dominic Thiem, prima di subire la rimonta dell’austriaco e perdere al quinto. Questa volta, invece, il tedesco ha mantenuto il controllo anche dopo aver concesso a Shelton il terzo set. Zverev aveva iniziato la partita con un break immediato e ha chiuso il primo parziale 6-3. Nel secondo ha allungato fino al 5-0 nel tie-break, portandosi sul 2-0. Shelton ha reagito nel terzo set, riuscendo a strappare per la prima e unica volta il servizio
all’avversario e riaprendo la finale. La risposta di Zverev è arrivata immediatamente nel quarto parziale, con un break in apertura che gli ha permesso di riprendere il controllo dell’incontro. Per Shelton, 23 anni, resta comunque una settimana storica. L’americano aveva eliminato Carlos Alcaraz nei quarti di finale al termine di una maratona conclusa alle 3:33 del mattino, prima di superare Frances Tiafoe in semifinale. Era diventato così il primo uomo nero statunitense a raggiungere una finale dello US Open dai tempi di Arthur Ashe nel 1972. Shelton cercava inoltre di interrompere un digiuno di 23 anni per il tennis maschile statunitense: l’ultimo americano a vincere uno Slam era stato Andy Roddick, proprio a New York nel 2003. Zverev, che non aveva mai perso contro Shelton nei cinque precedenti, ha confermato la superiorità anche nell’ultimo atto. Al match point, il tedesco ha inizialmente faticato a rendersi conto di aver vinto. Poi ha alzato le braccia verso il cielo, celebrando il secondo trionfo Slam di un 2026 ormai destinato a segnare una svolta importante e definitiva nella sua carriera ai massimi livelli.
Marquez vince a Misano e raggiunge Martin
Marc Marquez completa il weekend perfetto a Misano e conquista anche il Gran Premio di San Marino, dopo aver vinto la Sprint del sabato. Il pilota Ducati ha approfittato della clamorosa caduta di Marco Bezzecchi, scattato dalla pole position e finito fuori già nel primo giro mentre era al comando. Bezzecchi ha
perso il controllo dell’anteriore nel tentativo di allungare. Nessuna conseguenza fisica per il pilota Aprilia, ma uno zero pesante nella classifica mondiale, dove resta terzo a 241 punti. La gara ha vissuto anche un duello tra Marquez e Jorge Martin. Al settimo giro il pilota Aprilia ha superato lo spagnolo della
Ducati, mantenendo la prima posizione per sei tornate. Al tredicesimo giro, però, Marquez ha ripreso il comando, mentre Martin ha perso terreno, chiudendo quinto. Alle spalle del vincitore è arrivato Alex Marquez, autore di un secondo posto sul podio. Terzo Pedro Acosta, mentre Fermin Aldeguer ha chiuso quarto. Sesto Raul Fernandez, settimo Fabio Di Giannantonio, primo degli italiani al traguardo. La vittoria porta Marc Marquez in vetta al Mondiale a quota 274 punti, alla pari con Martin con più successi. Dopo essere stato lontano 102 punti dalla leadership, lo spagnolo è ora pienamente in corsa per il titolo. Per Marquez è la 78ª vittoria nella classe regina, a undici dal record di Valentino Rossi.
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Coppa Italia, corsa agli ottavi La Coppa Italia entra nel vivo e regala nuove sorprese. Nei sedicesimi di finale, Fiorentina e Genoa conquistano l’accesso agli ottavi, dove troveranno rispettivamente Napoli e Inter. Gli altri incroci già definiti vedono protagoniste anche Monza, Cremonese, Palermo, Udinese, Sassuolo e Verona. Al Franchi, la Fiorentina supera 3-0 il Pisa nel derby toscano davanti a oltre 17mila spettatori. I viola sbloccano la gara al 40’ con Pellegrino, pronto a ribadire in rete una respinta di Scuffet. Nella ripresa arriva il raddoppio di Gnonto al 71’, servito da Njie dopo una bella azione sulla destra. Nel recupero Goncalves firma il definitivo 3-0. Per Paolo Vanoli, alla seconda partita sulla panchina viola, arriva così un altro risultato positivo. Più sofferta la qualificazione del Genoa, che al Ferraris piega 1-0 il Südtirol. La squadra di Daniele De Rossi mantiene a lungo il controllo del gioco, ma trova
sulla propria strada un Plizzari protagonista di diversi interventi. A decidere l’incontro è Vasquez al 43’ della ripresa, con un preciso colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il quadro degli ottavi comprende anche il Monza, che ha battuto 1-0 il Torino, la Cremonese, vittoriosa 2-0 sul Parma, il Palermo, autore del 5-2 contro il Mantova, l’Udinese, capace di rimontare il Venezia 2-1, il Sassuolo, passato ai rigori contro il Frosinone, e il Verona, che aveva eliminato il Cagliari. Gli ottavi si disputeranno a dicembre. La competizione tornerà protagonista a dicembre, quando entreranno in scena le prime otto teste di serie del torneo, con sfide di livello e incroci attesi dai tifosi. Le sfide degli ottavi promettono già confronti equilibrati e appuntamenti di grande interesse, con le big pronte a entrare nel momento decisivo della nuova stagione calcistica italiana.
Pianosi conquista il bronzo Riccardo Pianosi continua ad arricchire il proprio palmarès internazionale. Il giovane atleta italiano ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Kite Surf, disputati nelle acque del Golfo di Gökova, in Turchia. A soli 21 anni, Pianosi ha così aggiunto un altro importante risultato a una carriera già ricca di soddisfazioni. Per l’atleta classe 2005 si tratta infatti della quinta medaglia europea conquistata nel corso della sua carriera, un traguardo significativo che conferma il suo talento e la sua continuità ai massimi livelli della disciplina. La competizione turca ha messo alla prova gli atleti con condizioni di gara impegnative, richiedendo grande capacità tecnica,
concentrazione e adattamento alle caratteristiche del campo di regata. Pianosi ha saputo gestire al meglio le diverse fasi della competizione, riuscendo a rimanere stabilmente tra i protagonisti e a chiudere la manifestazione sul terzo gradino del podio. Il risultato rappresenta un’ulteriore conferma delle qualità del giovane azzurro, già protagonista sulla scena internazionale nonostante la giovane età. La sua crescita nel kite surf prosegue dunque con un nuovo piazzamento di prestigio, che arricchisce una collezione di medaglie europee sempre più importante. Per Pianosi il bronzo di Gökova è quindi un altro passo avanti in una carriera ancora tutta da scrivere, con nuovi obiettivi internazionali all’orizzonte.
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Serie A – Gol e spettacolo nei posticipi della 3ª
Roma e Inter non sbagliano un colpo, il Como continua a sorprendere nelle zone alte
Italvolley, la Cechia si arrende L’Italia supera anche la Cechia e centra un successo fondamentale nel cammino verso la fase decisiva del torneo. Al PalaPanini di Modena, davanti a un pubblico caloroso, gli Azzurri di Fefè De Giorgi si impongono per 3-1 al termine di una partita iniziata nel modo più complicato, ma conclusa con una convincente reazione. Il primo set regala subito emozioni e qualche brivido di troppo alla formazione italiana. La Cechia scende in campo senza timori, gioca con ordine e sfrutta alcune incertezze degli Azzurri, riuscendo a sorprendere l’Italia e a chiudere il parziale sul 25-23. Il risultato mette pressione alla squadra di De Giorgi, chiamata a cambiare ritmo per evitare di complicare ulteriormente la partita. La reazione, però, arriva immediata. Nel secondo set l’Italia ritrova sicurezza, alza l’intensità del gioco e comincia a imporre la propria qualità. Gli Azzurri prendono progressivamente il controllo degli scambi, mentre la Cechia fatica a mantenere il ritmo. Il 25-16 ristabilisce l’equilibrio e restituisce fiducia alla squadra italiana. La battuta diventa più efficace e permette alla formazio-
ne azzurra di mettere in difficoltà la ricezione avversaria, aprendo maggiori spazi per gli attaccanti. Nel terzo parziale l’Italia continua a spingere, trovando maggiore continuità sia in attacco sia a muro. La Cechia prova a rimanere agganciata al match, ma gli Azzurri gestiscono meglio i momenti decisivi e conquistano il set per 25-20, portandosi avanti 2-1. La squadra mantiene lucidità anche nei momenti più combattuti, mostrando esperienza e capacità di leggere l'andamento della sfida.Il quarto set diventa così quello della possibile chiusura. L’Italia non concede spazio alla formazione avversaria, mantiene alta la concentrazione e completa la rimonta, assicurandosi il successo per 3-1. La vittoria permette agli Azzurri di chiudere al primo posto nel girone e di guardare con fiducia all’ultimo appuntamento contro la Slovenia. Sarà una sfida importante per completare il percorso e conquistare l’accesso alla fase in cui saranno in palio le medaglie. L’obiettivo resta quello di proseguire con la stessa determinazione, trasformando la crescita mostrata durante la partita in ulteriore solidità nelle prossime sfide.
Tamberi è ancora il grande re Gianmarco Tamberi firma un’altra impresa e conquista gli Ultimate Championship al termine di una gara spettacolare. L’azzurro, nonostante una caviglia dolorante, ha imposto il proprio ritmo fin dalle prime battute, superando quota 2,30 metri senza particolari difficoltà. A contrastarlo è stato soprattutto lo statunitense Harrison, capace di restare in gara fino alla misura di 2,35. È proprio a quel punto che Tamberi ha alzato ulteriormente il livello della competizione. Il campione italiano ha infatti superato i 2,35 metri al primo tentativo, stabilendo il miglior
salto mondiale della stagione. Harrison ha quindi scelto di tentare direttamente i 2,37 metri, ma senza riuscire a superare l’asticella. Tamberi, invece, ha così potuto festeggiare una nuova vittoria, confermandosi ancora una volta protagonista assoluto del salto in alto internazionale. Una prestazione arrivata in condizioni fisiche non semplici, ma che ha esaltato il carattere e la determinazione dell’azzurro. Tamberi aggiunge così un altro successo alla sua straordinaria carriera, davanti a un pubblico conquistato dalla sua personalità e dalla sua capacità di trasformare ogni gara in uno spettacolo.
Il lunedì sera italiano regala emozioni e gol nella quarta giornata di Serie A. La Roma supera il Torino con un netto 2-0 e centra la quarta vittoria consecutiva. I giallorossi sbloccano la gara con Malen e la chiudono nel recupero con Pisilli, confermando solidità e ambizioni di vertice. Ancora deludente il Toro, apparso poco incisivo soprattutto nella fase offensiva e incapace di reagire con continuità dopo lo svantaggio. La Roma, invece, ha gestito il vantaggio con maturità, senza concedere troppo agli avversari e mostrando una crescente sicurezza nelle proprie possibilità. Il successo permette ai capitolini di mantenere il passo perfetto e di guardare con fiducia ai prossimi impegni. La squadra giallorossa ha inoltre dato segnali positivi sul piano dell’equilibrio, riuscendo a controllare i momenti più delicati della partita senza perdere compattezza. Sorride anche il Como, che davanti al proprio pubblico supera 2-1 il Parma al termine di una sfida combattuta e ricca di occasioni. La squadra di Fabregas continua a stupire e sale a quota dieci punti, portandosi nelle zone nobili della classifica. Quindi bene in Champions League e bene anche in campionato, con un avvio di stagione che sta andando oltre le aspettative. Il Como conferma inoltre una buona organizzazione di gioco, accompagnata dalla capacità di sfruttare le occasioni
nei momenti decisivi. Il Parma ha provato a rimanere in partita fino alla fine, ma non è riuscito a evitare la sconfitta. I lombardi stanno trovando continuità nei risultati e possono affrontare i prossimi turni con maggiore fiducia, mentre il Parma dovrà cercare risposte rapide per migliorare la propria posizione. Spettacolo e ribaltamenti a San Siro, dove l’Inter firma una rimonta pazzesca contro l’Udinese. I friulani partono alla grande e si portano sul 2-0, ma i nerazzurri reagiscono con determinazione e ribaltano completamente il match, imponendosi 5-3. Una partita ricca di gol e colpi di scena, che
ha messo in evidenza la capacità dell’Inter di non arrendersi anche nei momenti più difficili. Dopo un primo tempo complicato, la formazione nerazzurra cambia ritmo e trova con continuità la via della rete, trasformando una situazione che sembrava compromessa in una vittoria spettacolare. La rimonta di San Siro rappresenta anche uno dei momenti più intensi della giornata, con l’Inter capace di ritrovare gioco e convinzione nella ripresa. Roma e Inter sono così in testa a punteggio pieno, con quattro vittorie in altrettante giornate, mentre il campionato comincia a delineare le prime gerarchie.
Onoranze Funebri DECESSO
GENUA GERARDO
nato il 18 ottobre 1941 deceduto a Sydney (NSW) il 12 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato martedì 22 settembre 2026 alle ore 19.30 presso la St Bernadette’s Catholic Church, 10 Argyle Street, Carlton. Il funerale sarà celebrato mercoledì 23 settembre 2026 alle ore 11.00 presso la St Joseph’s Catholic Church, 11 Walz Street, Rockdale. Dopo il rito religioso, il caro Gerardo sarà accompagnato al Woronora Memorial Park, 121 Linden Street, Sutherland, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO
DECESSO
DECESSO
SORRENTI FRANCESCA
RAVESE DOMENIC
nata il 9 febbraio 1932 deceduta a Sydney (NSW) il 12 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 24 settembre 2026 alle ore 16.30 presso la St Joseph’s Catholic Church, Moorebank, 231 Newbridge Road, Chipping Norton. Il funerale sarà celebrato venerdì 25 settembre 2026 alle ore 10.30 presso la St Joseph’s Catholic Church, Moorebank, 231 Newbridge Road, Chipping Norton. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta. “Il Signore accolga la sua anima nella luce eterna e doni ai suoi cari conforto e pace." ETERNO RIPOSO
nato il 10 settembre 1960 deceduto a Sydney (NSW) il 13 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato lunedì 21 settembre 2026 alle ore 17.30 presso la Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, Mt Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg. Il funerale sarà celebrato martedì 22 settembre 2026 alle ore 10.30 presso la Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, Mt Pritchard, 230 Humphries Road, Bonnyrigg.I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale della caro estinto. “La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO
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IN MEMORIA
IN MEMORIA
PALMA ARENA
CAVALLARO VIRGINIA
nata il 2 aprile 1944 deceduta a Sydney (NSW) il 20 settembre 2025 Ad un anno dalla sua scomparsa, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani, la ricordano con dolore e immutato affetto. Una Santa Messa di Suffragio sarà celebrata lunedì 21 settembre 2026 alle ore 19.00 presso la Our Lady of Victories Catholic Church, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno in preghiera nella Santa Messa in memoria della cara estinta.
nata il 4 settembre 1935 deceduta a Sydney (NSW) il 24 settembre 2025 Ad un anno dalla sua scomparsa, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani, la ricordano con dolore e immutato affetto. Una Santa Messa di Suffragio sarà celebrata giovedì 24 settembre 2026 alle ore 19.00 presso la Our Lady of Mt Carmel Catholic Church, 230 Humphries Road, Bonnyrigg. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno in preghiera nella Santa Messa in memoria della cara estinta.
“La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO
“Che Dio ti doni la pace eterna e la gioia del Suo abbraccio." ETERNO RIPOSO
FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.
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Un cimitero che racconta due secoli di Milano Nel cuore di Milano esiste un luogo capace di raccontare la città attraverso il silenzio, la memoria e l’arte. È il Cimitero Monumentale, spesso definito un vero e proprio “museo a cielo aperto” per la ricchezza delle sue sculture, delle architetture e delle opere che custodisce. Nato nella seconda metà dell’Ottocento, il Monumentale si è trasformato nel corso del tempo in uno degli spazi più significativi della città. Passeggiando tra i suoi viali, si incontrano monumenti funerari appartenenti a epoche e correnti artistiche differenti: dal Liberty all’Art Déco, dal razionalismo alle sperimentazioni del Novecento e alle forme più contemporanee. Il suo valore, però, non è soltanto artistico. Il cimitero rappresenta anche una particolare chiave di lettura della storia milanese. I nomi presenti sulle tombe e sui monumenti rimandano a generazioni di imprenditori, artisti, architetti, professionisti e protagonisti della vita pubblica che hanno contribuito allo sviluppo della città. Tra le opere custodite emergono quelle di importanti scultori italiani, mentre alcune architetture portano la firma di protagonisti del Novecento come Piero Portaluppi, Gio Ponti e gli esponenti del gruppo BBPR. In
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questo spazio si incontrano così linguaggi diversi, testimonianza delle trasformazioni culturali e sociali attraversate da Milano. Il Monumentale offre inoltre un’esperienza particolare a chi lo percorre senza una meta precisa. Non è necessario conoscere ogni nome o riconoscere ogni autore: spesso basta camminare per lasciarsi sorprendere da una scultura, da un dettaglio architettonico o da una composizione floreale. Fuori dalle sue mura continua il ritmo incessante della metropoli, con il traffico, i rumori e la frenesia quotidiana. All’interno, invece, la percezione del tempo sembra cambiare. Il silenzio non cancella completamente i suoni della città, ma li rende lontani,
trasformandoli in un sottofondo continuo. È proprio questo contrasto a rendere il Cimitero Monumentale un luogo particolare. Qui Milano appare attraverso un’altra prospettiva: più lenta, raccolta e riflessiva. Un luogo dedicato alla memoria che, paradossalmente, invita anche a guardare con maggiore attenzione la vita e la città che lo circondano. Tra i viali, inoltre, l’arte non appare mai separata dall’ambiente: statue, cappelle, iscrizioni e giardini costruiscono un percorso nel quale storia privata e vicende collettive si intrecciano continuamente davanti agli occhi dei visitatori. Ogni angolo può offrire così una nuova scoperta, anche a chi torna dopo anni.
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Allora!
A volte le radici rifioriscono: a Chambéry rinasce il Fogolâr Furlan
A Chambéry, in Francia, Georges Calligaro e il suo team hanno riportato in vita il Fogolâr Furlan, che si era spento dopo la scomparsa del nostro vecchio amico Gino Mirolo. Il gruppo è in realtà composto da un piccolo numero di friulani di seconda generazione stabilitisi in Savoia, che hanno accettato di raccogliere la sfida e far rinascere un’associazione che può essere considerata come un consolato del Friuli a Chambéry, dove non esiste più il Consolato italiano, ma ecco c’è una sorta di Consolato del Friuli, diamone atto! L’attività principale di questo Fogolar Furlan è quella di organizzare “viaggi alle radici” per riscoprire la terra degli antenati, che i molti discendenti non necessariamente conoscono. Il Fogolar Furlan di Chambéry, nella primavera del 2026, ha organizzato il suo terzo viaggio-pellegrinaggio in Friuli, al quale hanno partecipato dodici membri provenienti da Chambéry, Lione o Grenoble. Come negli anni precedenti, una giornata è sempre dedicata a ciò che resta della “famiglia” rimasta in Friuli; in sostanza, si tratta di coltivare le “vecchie radici” che, fortunatamente, non sono ancora tutte scomparse! C’è stata la visita a Gemona, città risorta dopo il terremoto del 1976 cinquant’anni fa! Poi il gruppo, composto da 39 persone, un mix di «friulani-francesi e friulani-italiani», si è ritrovato in una prosciutteria di San Daniele per l’immancabile prosciuttata, rito d’obbligo nella terra del prosciutto, di cui siamo molto orgogliosi
anche in Francia. Il Friuli è la terra del prosciutto di San Daniele! Il prosciutto di San Daniele è conosciuto in tutto il mondo, non c’è bisogno di parlare sempre e solo di Venezia per situare il Friuli. Dopo la “prosciuttata”, il pellegrinaggio deve continuare, e bisogna salire a Sammardenchia di Tarcento per passeggiare lungo il “Troi delle Memorie” (sentiero della memoria): il percorso è costellato da oltre 100 bassorilievi in terracotta che raccontano la vita della popolazione, le feste, le leggende; è un richiamo alla memoria, su queste terre svuotate dall’emigrazione, quella dei nostri genitori! Il resto del viaggio nella “Terra Santa Furlana” ha permesso di visitare Pordenone, Valvasone, il Monte Lussari i laghi di Fusine, Tolmezzo, il Borgo di Illegio, Gorizia e il castello di Predjana in Slovenia; tutti questi luoghi hanno un potere magico: quello di far rinascere l’amore per la terra dei nostri padri Sicuramente il momento emotivamente più intenso, è stato quell’incontro che ha permesso a un membro del gruppo, Alvise Di Bin di Plasencis, di ritrovare un compagno di scuola che non vedeva dal 1949! Questa storia è talmente straordinaria da meritare un approfondimento nel nostro racconto su questo “viaggio alle radici”! Alvise Di Bin è un membro attivo del “Nouveau Fogolâr Furlan di Chambéry”; è arrivato in Francia quando non aveva ancora 7 anni, aveva appena iniziato il percorso scolastico in Italia nel suo paese di Plasencis, ma logicamente
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ha ricominciato tutto da capo in Francia. Per oltre 70 anni l’Italia e il Friuli erano praticamente scomparsi dalla sua vita; si era perfettamente integrato nel tessuto sociale francese, diventato commercialista, il Friuli era la terra d’origine dei suoi genitori; ci andava in vacanza con loro nel paese natale di Plasencis; aveva anche organizzato tornei di calcio tra savoiardi e friulani, ma non conosceva il Friuli al di là del paese natio di Plasencis. Alvise, ormai in pensione, incontra Georges Calligaro e altri amici «furlani», e insieme rilanciano il Fogolâr di Chambéry; naturalmente partecipa alle attività dell’associazione. Alcuni mesi fa i nostri fratelli friulani del Fogolar della Guascogna ci segnalano l’arrivo, nella città di Auch, di Sebastian Di Bin, pianista di fama mondiale, che viene per un concerto di beneficenza: si tratta di salvare la vista della signorina Lou. I fratelli friulani di Guascogna chiedono di partecipare e, naturalmente, dato che il pianista è friulano, si diffonde la notizia a Chambéry e si partecipa con ancora maggiore entusiasmo. Per vostra informazione, la signorina Lou è una ragazzina di 11 anni di Lectoure (Gers), affetta da una malattia rara che colpisce i suoi occhi. Rischia di perdere la vista. Alvise Di Bin è incuriosito da questo pianista omonimo ed anche commosso dalla situazione di Lou, insieme agli amici del Fogolar di Chambery fa del suo meglio per aiutare a salvare la vista di Lou e, allo stesso tempo, si informa sul paese d’origine di Sebastian, il virtuoso pianista, che alla fine, proprio come lui, era di Plasencis! Ancora più straordinario, scopre che il padre del pianista, Silvano Di Bin, era in classe con lui prima della partenza definitiva per la Francia nel 1949 fu uno shock! Naturalmente, viene fissato un appuntamento affinché, durante il viaggio, i due amici possano ritrovarsi; così è stato, e Sebastian, il pianista, regala addirittura ad Alvise un recital privato.
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Silvano e sua moglie Chantal invitano addirittura tutto il gruppo ad un mini concerto, oltre a una visita al suo atelier ed al suo tesoro, la sua collezione personale di quadri, dipinti su diversi supporti, tra cui anche zucche coloquinte infatti Silvano Di Bin, è un pittore di fama mondiale. Nell’insieme é stata una serata eccezionale fuori dal tempo, particolarmente apprezzata, ha unito arte, convivialità e amicizia ritrovata. Alvise, “l’emigrato”, ritrova un compagno di classe del 1949 che aveva dimenticato; durante questo periodo di oblio, Silvano è diventato un grande artista, così come suo figlio Sebastian, ma sono tutti figli del villaggio di Plasencis: verrebbe da pensare che se Alvise non fosse emigrato in Francia, sarebbe diventato anche lui un artista! Alvise e Silvano si sono, ovviamente, promessi di rivedersi... le radici
sono rifiorite! Questo viaggio ha permesso a ciascuno di incontrare la propria famiglia, di riallacciare un legame che il tempo e la distanza avevano allentato e, soprattutto, di conoscere meglio questa terra Friulana che li ha generati. È una storia di emigrati, di uomini sradicati, ma a volte c’è un pezzetto di radice che fa ricrescere l’albero della friulanità, come il Ginkgo Biloba, che dopo la bomba atomica ricresce; si può constatare che gli alberi del Friuli di-Chambéry rifioriscono dopo la bomba distruttiva dell’emigrazione.Questa “rinascita” del Fogolâr Furlan di Chambéry è incoraggiante; forse servirà da esempio ad altri discendenti dei friulani sparsi in tutto il mondo, per ritrovare la via verso la Terra Santa del Friuli. Danilo Vezzio, dal racconto di Georges e Alvise.
Un caro pensiero ad Allora! di Pino Forconi In qualche modo devo esprimere il mio pensiero per quanto da voi, della redazione del giornale, scritto sui miei articoli. Per pura casualità leggo sul mio telefonino (cosa che faccio molto raramente) dato che tra me e quella scatoletta nera non corre buon sangue. Pur riconoscendo che oggi giorno non se ne può fare a meno, io lo uso con molta parsimonia. Ad ogni modo ho letto la recensione che mi avete fatto su quanto scrivo, principalmente
con riferimento a quelli inerenti al venerdi 11 settembre, espressi in modo simpatico che ne hanno esaltato il valore. Pur non meritando tanto, ringrazio vivamente. Il mio “daje de punta”, mira a poter raggiungere quella fascia di attempati lettori, ricordando e rivivendo per loro qualche angolo nascosto o dimenticato della nostra Penisola; mentre che a quella fascia molto più giovane che forse non conosce, dove tutto ebbe inizio. Ancora un ringraziamento e avanti ai prossimi “Daje de punta”.
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