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68 - 340 - 08 Settembre 2026

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Allora!

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Dove la libertà è una pagina alla volta

PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE

Bisettimanale degli italo-australiani

Anno X - Numero 68 - Martedì 8 Settembre 2026

Price in AU $2.00

Riflessioni a margine

Diretto da

Marco Testa

editor@alloranews.com

di Marco Testa

ISSN 2208-051

Cum grano salis

Con un po' di intelligenza si è alla fine capito che, allo stato attuale, non vi sono le condizioni per mettere insieme una lista unitaria per rinnovare il Com. It.Es di Sydney in vista del prossimo appuntamento elettorale. Non è una constatazione da utilizzare per alimentare polemiche, ma la presa d’atto di una realtà che, nella comunità italiana, è sotto gli occhi di tutti. Una lista unitaria avrebbe certamente rappresentato un valore aggiunto, mettendo insieme anime che per anni hanno vissuto di divisioni, personalismi e contrapposizioni, offrendo agli elettori una proposta magari più rappresentativa delle diverse componenti della nostra comunità senza bisogno di uno scontro. Ma per costruire una lista veramente unitaria non basta mettere insieme dei nomi. Servono disponibilità al dialogo, capacità di ascolto, rispetto reciproco e, soprattutto, la volontà di mettere l'interesse della comunità davanti alle ambizioni personali o di gruppo. Quando queste condizioni non si realizzano, forzare un accordo rischia di produrre l'effetto contrario. Una lista formalmente unita, ma politicamente fragile e destinata a vivere di compromessi e tensioni interne che non aiutano la nostra comunità italiana a recuperare quell'autorevolezza che merita in un contesto multiculturale. È dunque inutile cercare colpevoli o attribuire responsabilità a questa o quella persona. La vera domanda dovrebbe essere: perché non siamo riusciti a trovare una quadra elettorale? Il Com.It.Es. non dovrebbe essere considerato un campo di battaglia tra correnti, associazioni o gruppi di interesse. Il suo compito è rappresentare tutti gli italiani residenti all'estero, ascoltarne le esigenze e portarle all'attenzione delle istituzioni italiane. Per farlo servono serietà, trasparenza e indipendenza... Buona fortuna, dunque, a chi vorrà ancora provarci, con almeno 12 candidati, 200 firme di sottoscrittori e quant'altro serve per avere un Com.It.Es. elettivo. Noi, invece, preferiamo fare un passo indietro, con la serenità di chi ha cercato una soluzione nell'interesse generale dell'intera comunità italiana del NSW e ha preso atto che non era possibile trovarla. Arrivederci al 2031!

Tanti auguri papà La Festa del Papà è una di quelle ricorrenze che, ogni anno, ci invita a fermarci per un momento e a guardare indietro. Non tanto ai regali, alle fotografie o alle celebrazioni, quanto alle persone che hanno lasciato un segno nella nostra vita. A tutti i papà, a quelli che oggi possono stringere i propri figli e a quelli che vivono nei ricordi delle loro famiglie, va il nostro pensiero più affettuoso. Per molti italiani che hanno attraversato il mare e costruito la propria vita

Opposition steps up election preps

Italy’s opposition leaders have signalled they are ready for an election, as political debate intensified at the Ambrosetti Forum in Cernobbio. Democratic Party leader Elly Schlein said the opposition would be prepared to go to the polls at any time, while Five Star Movement leader Giuseppe Conte highlighted areas of agreement on jobs, the environment and social policy. Matteo Renzi called for a united centre-left coalition, arguing that an agreed programme could challenge Giorgia Meloni’s government at the next election.

in Australia, essere padre ha significato anche essere un punto di riferimento in una terra nuova. Lavorare, sacrificarsi, affrontare difficoltà e, nello stesso tempo, cercare di trasmettere ai figli la lingua, le tradizioni, i valori e quell'amore per l'Italia che spesso è rimasto forte anche a migliaia di chilometri di distanza. Sono storie semplici, ma preziose. Storie di uomini che forse non hanno sempre trovato le parole per dire "ti voglio bene", ma che lo hanno dimostrato con

Alluvioni in Nepal, ancora dispersi

Sono ancora 36 gli australiani tra le 601 persone disperse dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal. Le famiglie chiedono risposte e maggiore trasparenza alla società turistica Kailash Journeys, oltre alla piena collaborazione delle autorità nelle ricerche. Critiche sono state rivolte anche al governo australiano per la gestione dell’emergenza. Intanto, una squadra australiana di 15 esperti, tra cui operatori di droni e specialisti dei vigili del fuoco del New South Wales, è arrivata a Kathmandu per sostenere le operazioni di ricerca.

il lavoro, con i sacrifici, con la presenza e con l'esempio. Oggi, attraverso le pagine di Allora!, vogliamo ricordare proprio questo: il valore della famiglia e dei legami che resistono al tempo e alla distanza. A tutti i papà, ai nonni che sono stati anche papà e a tutti coloro che portano nel cuore il ricordo del proprio padre, auguriamo una serena e felice Festa del Papà. Con affetto, buona Festa del papà a tutti i nostri lettori.

Vatican calls for palliative care

The Vatican has called on the Italian Government to strengthen access to palliative care, arguing that protecting life must include proper support for seriously ill patients. Archbishop Renzo Pegoraro, president of the Pontifical Academy for Life, said the country should require palliative-care options to be offered to all citizens and ensure adequate funding. Pegoraro rejected the idea of a right to assisted suicide, stressing instead the State’s duty to provide care and respect patients who choose to refuse medical treatment.

Comites, attenzione: l’AIRE non basta

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Alessandro Lamura nuova guida dell’ICE

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Primi cardinali di Leone XIV

Dove stanno gli ignoranti

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GP Monza: Antonelli è leggenda

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Annibale, l'italiano in un palcoscenico

Save the Date

Madonne di Tutte Le Grazie Sinopoli Ass. Italian Festa! Domenica 20 Sett. 2026 Santa Messa ore 11.00am Luddenham NSW

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Published by Italian Australian News

Bisettimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017

"Non v'è alcun obbligo nei confronti delle cose impossibili." - Celso il giovane


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Martedì 8 Settembre

notizie istituzionali

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Mattarella, il futuro passa dalla cooperazione

“Come in ogni edizione, il Forum consentirà di mettere a confronto autorevoli pareri e di dibattere su temi salienti dell’attualità internazionale, con l’attenzione rivolta alle sfide recate alle prospettive di crescita dell’Europa e dell’Italia. Il frangente storico

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Published by Italian Australian News National (Canberra) 1/33 Allara Street Canberra ACT 2601 New South Wales (Sydney) 1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176 Victoria (Melbourne) 425 Smith Street Fitzroy VIC 3065 Phone: +61 (02) 8786 0888 E-Mail: editor@alloranews.com Web: www.alloranews.com Social: www.facebook.com/alloranews/ Redattore: Marco Testa Assistenti editoriali: Anna Maria Lo Castro Maria Grazia Storniolo Filippo Stivala Servizi speciali e di opinione Emanuele Esposito Eventi comunitari e istituzionali Asja Borin Lorenzo Canu Corrispondente da Melbourne Tom Padula Redattore sportivo: Guglielmo Credentino Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo Amministrazione: Giovanni Testa Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene Pino Forconi Anna De Peron Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina Aldo Nicosia, Università di Bari Goffredo Palmerini, L’Aquila Angelo Paratico, Editore in Verona Marco Zacchera, Verbania Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI INDEPENDENT MULTICULTURAL MEDIA ASSOCIATION

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che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne uno nuovo, limitandosi – spesso con uno sguardo rivolto a stagioni passate che non ci sono più – a mettere in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il loro presente”. Inizia così il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha inviato al Forum di Cernobbio organizzato da The European House – Ambrosetti. “Per un verso, – prosegue il capo dello Stato – si amplia repentina-

mente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati – dal cambiamento climatico, alle crisi sanitarie pandemiche, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche, all’impatto dell’Intelligenza Artificiale. Per l’altro, si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti – materiali e immateriali – con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali. Il concetto di sicurezza di alcuni avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana. Crescenti pressioni sull’ordine multilaterale – realizzato nel secolo scorso sulla spinta degli orrori della Seconda guerra mondiale – a vantaggio di logiche di corto respiro, archiviano i grandi benefici che questo ha recato in termini di pacificazione, indipendenza, emancipazione economica e sociale di vaste porzioni del mondo. (Inform)

Tajani rilancia il ruolo degli italiani negli Usa e in Europa Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato a Cernobbio per partecipare alla 52ª edizione del Forum Ambrosetti, uno dei principali appuntamenti internazionali di confronto sui grandi temi economici, geopolitici e strategici. Il Ministro è intervenuto nel segmento dedicato alle “Sfide europee nel contesto globale”, in un dialogo con il Presidente della Fondazione Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli. Al centro del confronto il ruolo dell’Italia di fronte alle principali sfide dello scenario internazionale e l’azione del Governo per tutelare gli interessi nazionali e rafforzare la presenza italiana nel mondo. Tajani ha parlato delle priorità della politica estera italiana, dalla sicurezza e dal contrasto alle minacce ibride alla crescita e alla competitività del sistema produttivo, con particolare attenzione al sostegno all’internazionalizzazione delle imprese. Il Ministro, rispondendo alle domande di De Bortoli, si è soffermato sull’ipotesi di possibili ingerenze da parte della Russia, anche tramite fake news, in vista del prossimo appuntamento elettorale. “Per questo – ha spiegato Tajani – abbiamo voluto riformare

il Ministero degli Esteri, per renderlo più moderno. Abbiamo dato vita ad una Direzione Generale per la Sicurezza con una sala operativa attiva nel Ministero contro gli attacchi cibernetici”. “L’obiettivo di questi attacchi cibernetici – ha spiegato il Ministro – è quello di disgregare l’Europa, favorendo politiche antieuropee. Mettere un Paese contro l’altro e di indebolire una realtà che è vissuta in pace per decenni e che rappresenta il più ricco mercato mondiale, una realtà che sta sostenendo l’indipendenza e la libertà dell’Ucraina”. Il Ministro ha poi sottolineato che, quando si arriverà ad una pace giusta tra Ucraina e Russia attraverso un’intesa che coinvolgerà anche Unione Europea e Stati Uniti, dovranno essere tolte le sanzioni dell’Ue contro la Russia. Tajani ha poi rilevato l’importanza del rapporto transatlantico tra l’Europa e gli Stati Uniti, “perché se le due forze economiche e politiche vogliono rimanere al centro del mondo, hanno bisogno di aiutarsi a vicenda”. “Vengo – ha poi rilevato il Ministro – da un incontro con due rappresentanti della NIAF. (L.M.Inform)

Six New 'Excellence' Stamps Six new postage stamps celebrating some of Italy’s bestknown companies and products have been unveiled in Rome as part of a national series honouring the country’s manufacturing heritage and the global reputation of Made in Italy. The new stamps form part of the series "Excellence of the Italian Production System and Made in Italy" and pay tribute to six historic names: Birra Forst, Eureka coffee grinders, Ferrero, Oro Saiwa, San Carlo crisps and Saquella Coffee. The presentation was attended by Italy’s Minister for Enterprises and Made in Italy, Adolfo Urso; Undersecretary of State responsible for philately, Fausta Bergamotto; Luca Sciascia, head of Value Products at the Italian State Mint and Polygraphic Institute; and Giovanni Machetti, head of Philately at Poste Italiane. Closing the ceremony, Minister Urso said the companies being honoured had "built the history of Made in Italy" over generations. He stressed that the expression is now recognised around the world not simply as a reference to a place of production, but as "a style, a culture of production" reflected in products that continue to win the confi-

dence of consumers in international markets. Urso also paid tribute to the generations of entrepreneurs and workers who had helped establish Italy's industrial and commercial reputation, thanking the companies for their continuing contribution to what he described as the "Italy system". Undersecretary Bergamotto said the stamps celebrate "some of the great Italian excellences", highlighting businesses, products and brands that have taken Italian quality and know-how far beyond the country's borders. "These are realities that tell the story of an Italy capable of creating value and standing out in the world, becoming ambassadors of our identity," she said. Representatives of all six companies attended the event. Cellina von Mannstein represented Birra Forst, Vittorio Conti represented Eureka, Marco Brambilla represented Ferrero, Lorenza Cipollina represented Oro Saiwa, Valentina Maglio represented San Carlo crisps and Ilaria Saquella represented Saquella Coffee. The stamp designs were produced and printed by the Italian State Mint and Polygraphic Institute using rotogravure printing.


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pagina tre a cura di Emanuele Esposito

Martedì 8 Settembre

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Una generazione intera alla ricerca di certezze

Meloni supera il record: adesso parlano i risultati di Emanuele Esposito Nel giorno in cui il suo esecutivo raggiunge i 1.413 giorni e diventa il più longevo della storia repubblicana, Giorgia Meloni sceglie Bari per trasformare il record di durata in un bilancio politico. La presidente del Consiglio evita di presentare la longevità come un merito automatico: «Il governo più stabile non è per forza anche il governo più capace», dice, sottolineando che la durata offre soprattutto più tempo per essere giudicati. Il primo messaggio riguarda la tenuta del centrodestra. Meloni ringrazia Forza Italia, Lega e Noi Moderati e attribuisce alla coalizione la capacità di aver garantito continuità a Palazzo Chigi. Da qui il richiamo alla stabilità come “prima grande riforma” e alla necessità di assicurare anche in futuro governi in grado di durare cinque anni, senza ribaltoni o maggioranze costruite dopo il voto. Sul piano economico, la premier rivendica la riduzione dello spread dai 233 punti dell’inizio del mandato a meno di 80, il calo del deficit e il miglioramento del mercato del lavoro. Insiste soprattutto sull’aumento dei contratti a tempo indeterminato, cresciuti secondo i dati citati di oltre 1,3 milioni dall’avvio della legislatura. Il lavoro stabile, sostiene, consente di progettare una casa, un mutuo e una famiglia. Accanto ai risultati, Meloni riconosce però alcuni problemi ancora aperti. «Gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi», afferma, ricordando il taglio del cuneo fiscale, la riforma dell’Irpef, la detassazione dei premi di produttività e le risorse destinate ai contratti pubblici. Anche su energia, industria, sicurezza urbana e liste d’attesa ammette che il lavoro non è concluso. Una parte rilevante del discorso è dedicata al Mezzogiorno. A Bari, Meloni rivendica la Zona economica speciale unica, la crescita dell’export e dell’occupazione nel Sud e rilancia l’obiettivo di trattenere i giovani. Il prossimo traguardo, dice, è fare del Mezzogiorno “il posto dove si arriva o dove si torna e non quello da cui si parte”. Sull’immigrazione, la premier sostiene che gli arrivi irregolari nel 2026 siano dimi-

nuiti dell’83 per cento rispetto al 2023 e di quasi il 70 per cento rispetto al 2022. Rivendica inoltre il cambio di linea europeo su rimpatri, Paesi sicuri e accordi con gli Stati di origine e transito. Nel passaggio sulla sicurezza, Meloni ricorda le assunzioni nelle forze dell’ordine, l’inasprimento delle pene e le misure contro mafia, criminalità giovanile e violenza sulle donne. Cita anche il femminicidio di Lorena Isceri, avvenuto il giorno precedente, per ribadire che il fenomeno deve essere riconosciuto nella sua specificità. Nel passaggio sulla politica estera, la presidente del Consiglio collega inoltre la stabilità alla maggiore capacità dell’Italia di incidere nei tavoli europei e internazionali. Rivendica il ruolo assunto nel Mediterraneo, il Piano Mattei e una linea energetica orientata a ridurre la dipendenza dall’estero, compreso il ritorno al nucleare. Sulla sanità ricorda il monitoraggio delle liste d’attesa, la telemedicina e l’aumento delle risorse, pur riconoscendo che tempi e accesso alle cure restano ancora oggi tra le questioni più sensibili per i cittadini. Il finale è già rivolto alla fase successiva. Meloni attacca l’opposizione, accusandola di non avere ancora una proposta politica e una leadership definite, ma chiude soprattutto sui nodi che restano da affrontare: salari, energia, industria, sanità e sicurezza. Il record dei 1.413 giorni entra così negli archivi. Per Meloni, però, il punto politico è un altro: dimostrare che la stabilità non è stata soltanto durata, ma uno strumento per governare. E soprattutto convincere gli elettori che quel tempo meriti di essere prolungato oltre la fine della legislatura. La sfida sarà ora trasformare questa narrazione in risultati percepibili nella vita quotidiana, soprattutto da famiglie, lavoratori e giovani. È su questo terreno concreto che il record potrà diventare consenso, oppure trasformarsi in una responsabilità politica ancora più impegnativa domani. Il prossimo giudizio arriverà infatti dalle urne, quando gli italiani saranno chiamati a valutare promesse, risultati e scelte compiute dal governo.

di Emanuele Esposito Come vedono il futuro dei giovani italiani e australiani? L’Education Monitor 2026 di Ipsos mette a confronto 31 Paesi e restituisce l’immagine di due società sviluppate nelle quali cresce l’incertezza sulle prospettive delle nuove generazioni. In Australia, una delle emergenze più evidenti è la casa: il 43% indica l’accessibilità economica e la disponibilità degli alloggi tra le principali sfide per i giovani. In Italia, invece, emerge soprattutto la situazione economica del Paese, indicata dal 36% degli intervistati come una delle maggiori difficoltà per le nuove generazioni. Il problema attraversa però confini e continenti. A livello globale la salute mentale rimane la questione maggiormente citata: il 33% indica problemi come depressione e ansia, mentre il 48% ritiene che i giovani del proprio Paese abbiano una cattiva salute mentale. Italia e Australia condividono anche una crescente preoccupazione per l’impatto della tecnologia. In 30 dei 31 Paesi esaminati la maggioranza sostiene il

divieto dei social media ai minori di 14 anni. Dal 2024 il sostegno alla misura è cresciuto di 8 punti percentuali in Italia e di 4 in Australia. Interessante anche il confronto sull’università. In Australia il 72% delle persone con un livello d’istruzione elevato ritiene che una laurea aiuti ad avanzare professionalmente, contro il 51% tra chi possiede livelli d’istruzione inferiori. Sul percorso da consigliare alle nuove generazioni, l’Italia appare inoltre più orientata verso l’uni-

versità: il vantaggio di chi raccomanda gli studi universitari prima dell’ingresso nel lavoro è di 41 punti percentuali, contro appena 7 punti in Australia. Il rapporto fotografa quindi due Paesi diversi ma accomunati dalla stessa domanda: quanto possono ancora credere i giovani che il futuro offrirà loro opportunità migliori di quelle delle generazioni precedenti? L’indagine Ipsos ha coinvolto 23.537 adulti in 31 Paesi, con circa mille intervistati sia in Australia sia in Italia.

Comites, attenzione al voto: l’AIRE non basta

di Emanuele Esposito Entra nel vivo anche in Australia la corsa per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero, i Comites, organismi di rappresentanza delle comunità italiane nei rapporti con Ambasciate e Consolati. Le elezioni sono fissate per il 4 dicembre 2026, ma per partecipare al voto c’è un passaggio fondamentale: il plico elettorale non verrà inviato automaticamente a tutti gli iscritti AIRE. Chi vuole votare dovrà chiedere espressamente l’iscrizione nell’elenco elettorale presso il Consolato competente entro il 4 novembre 2026. Solo chi avrà completato questa procedura riceverà a casa la documentazione necessaria per esprimere il proprio voto per corrispondenza. È questo uno degli aspetti più importanti della consultazione. Per i Comites non basta essere iscritti all’AIRE: serve una manifestazione preventiva di volontà da parte dell’elettore. Possono votare i cittadini italiani maggiorenni, e iscritti all’AIRE nella propria circoscrizione consolare da almeno sei mesi rispetto alla data delle elezioni. Le modalità di iscrizione

possono variare leggermente da una sede all’altra, ma generalmente è possibile presentare il modulo, tramite posta oppure per via telematica, allegando un documento di identità valido. I diversi uffici consolari hanno ormai avviato le procedure per il rinnovo dei Comites nelle rispettive circoscrizioni, da Sydney a Melbourne, da Brisbane ad Adelaide, fino a Perth e Canberra. Associazioni, gruppi civici e realtà della comunità italiana dovranno definire le liste, individuare i candidati e raccogliere le firme necessarie per la presen-

Your Local Voice How can I help you? • My Aged • Centrelink Care • NDIS • Veteran’s • Immigration Affairs • NBN Please get in touch if I can be of help (02) 8783 0977 Anne Stanley, PO Box 306, Casula Mall 2170 Anne.Stanley.Werriwa@gmail.com facebook.com/Anne.Stanley.Werriwa www.annestanley.com.au Authorised by N.Coluccio, ALP, Lurnea NSW 2170

tazione delle candidature. La fase preparatoria sarà quindi decisiva anche per garantire una partecipazione ampia e rappresentativa, coinvolgendo cittadini, associazioni e realtà locali interessate al futuro della comunità italiana. Due date, dunque, da ricordare: il 4 novembre, termine per chiedere di essere inseriti nell’elenco degli elettori, e il 4 dicembre, giorno del voto. Chi intende partecipare dovrà quindi muoversi per tempo, verificando con il proprio Consolato le modalità previste e completando correttamente la richiesta.


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in primo piano

Martedì 8 Settembre

Allora!

Meloni Government Italy’s Longest-Serving but Poll Finds Voters Unconvinced Giorgia Meloni’s government has become the longest-serving administration in the history of the Italian Republic, reaching its 1,413th day in office on 4 September 2026. But the milestone appears to have done little to convince a majority of Italians that the government has delivered the results they expected. The government, sworn in at the Quirinal Palace on 22 October 2022, has now overtaken the previous record held by Silvio Berlusconi’s second government, which lasted 1,412 days. Yet according to the latest YouTrend poll for Sky TG24, longevity itself is not viewed as a major achievement by most voters. Fifty-nine per cent said that the length of time a government remains in office matters less than the results it delivers. Only 30% regarded political stability as a positive aspect in a country accustomed to frequent changes of government, while 11% expressed no opinion on this question. The broader assessment is similarly critical. Fifty-three per

cent of respondents believe Italy has moved in the wrong direction during Meloni’s time in office, compared with 31% who believe the country has taken the right path. Sixteen per cent were undecided. The government also performs poorly when vot-

ers compare its record with their expectations at the beginning of the term. Thirty-nine per cent said its performance had been worse than expected, while just 11% considered it better. Twenty-six per cent said it had broadly

Stretto di Hormuz e la guerra delle petroliere

La guerra tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase e il fronte più delicato si sposta in mare. Nelle ultime 24 ore Washington e Teheran hanno intensificato gli attacchi contro le navi commerciali, trasformando lo Stretto di Hormuz in uno dei principali teatri del conflitto. Le forze statunitensi hanno colpito tre petroliere iraniane, tra cui una al largo dell'isola di Kharg, principale centro delle esportazioni petrolifere iraniane. Un'altra nave è stata attaccata nei pressi di Jask, mentre una terza, vuota, è stata colpita nel Golfo di Oman dopo che l'equipaggio era stato invitato ad ab-

bandonarla. Secondo il Comando centrale statunitense, gli attacchi sono arrivati dopo il lancio di missili balistici iraniani contro una portaerei americana e un cacciatorpediniere impegnati nelle operazioni di pattugliamento. Le navi statunitensi avrebbero evitato i missili e non si registrano feriti tra il personale americano. L'Iran ha rivendicato a sua volta attacchi contro tre petroliere che stavano attraversando quello che Teheran definisce un "percorso non autorizzato" nello Stretto di Hormuz, oltre a tre navi legate agli Stati Uniti. La Guardia rivoluzionaria iraniana ha lanciato

un avvertimento agli altri mercantili, invitandoli a evitare "movimenti sospetti" e minacciando ulteriori attacchi. Al centro dello scontro c'è il controllo dello Stretto, una delle arterie energetiche più importanti del mondo. Prima della guerra, attraverso Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 20% delle forniture mondiali. Washington sostiene che il traffico stia riprendendo, ma i dati disponibili indicano una situazione ancora fortemente ridotta. Le conseguenze si fanno sentire sui mercati. Il Brent ha chiuso venerdì a 96,28 dollari al barile, contro i circa 70 dollari precedenti all'inizio della guerra, mentre negli Stati Uniti il prezzo del diesel ha raggiunto un nuovo record. Gli analisti avvertono che senza un accordo politico il conflitto rischia di proseguire attraverso una spirale di rappresaglie. Né Washington né Teheran sembrano intenzionati a fare un passo indietro, mentre ogni nuovo attacco aumenta il rischio di errori di calcolo, vittime civili e ulteriori ripercussioni sull'economia mondiale.

matched their expectations, while 17% said they had no particular expectations when the government took office. The poll found negative assessments across every policy area examined. The strongest criticism concerns energy costs and household bills, with 76% expressing a negative view. Taxes and healthcare followed, each recording 72% negative assessments. Security and the fight against crime stood at 68%, justice at 67%, while employment

and wages reached 65%. Economic growth and the wider economy received 63% negative assessments, the same figure recorded for immigration. Even foreign policy and Italy’s international role, areas often presented as strengths of the government, received a negative assessment from 52% of respondents. The findings underline a significant distinction between political stability and public satisfaction. Meloni’s government may have achieved an historic record for longevity, but the poll suggests that voters are judging its success less by how long it has survived than by what they believe it has achieved. For the Prime Minister and her centre-right government, the figures represent a reminder that political endurance does not automatically translate into popular approval. The YouTrend survey was conducted online using the CAWI method between 31 August and 3 September 2026 among 800 adults resident in Italy. The sample was representative of the adult population by gender and age, stratified by education and ISTAT geographical area. The margin of error is approximately ±3.5 percentage points at a 95% confidence level.

Giacobbe e la Legge Elettorale "Fermatevi e riflettete". È l'appello rivolto alla maggioranza dal senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe nel corso dell'esame, in Commissione Affari costituzionali del Senato, dell'articolo 6 della riforma della legge elettorale che modifica le ripartizioni della Circoscrizione Estero. Al centro della contestazione c'è il rischio, secondo Giacobbe, di compromettere la rappresentanza territoriale degli italiani residenti fuori dai confini nazionali. Il senatore ha difeso l'impianto della legge Tremaglia, che prevede quattro grandi ripartizioni elettorali, sottolineando come il sistema, pur non essendo perfetto, sia stato costruito tenendo conto delle profonde differenze geografiche e delle caratteristiche delle comunità italiane nel mondo. "La legge Tremaglia aveva trovato un equilibrio tra due principi fondamentali della democrazia: rappresentanza proporzionale e rappresentanza territoriale", ha ricordato Giacobbe. "Le quattro ripartizioni forse non rappresentano un sistema perfetto, ma rispondono a una logica che tiene conto delle distanze, della storia e delle caratteristi-

che delle nostre comunità". La proposta in discussione, invece, potrebbe produrre un effetto di forte concentrazione della rappresentanza. Con appena cinque seggi complessivi, sostiene Giacobbe, alcune aree del mondo rischierebbero di rimanere senza un proprio rappresentante in Parlamento. "Rischiamo di eliminare parlamentari espressione dell'America del Nord e Centrale e di Africa, Asia, Oceania e Antartide", ha sottolineato. A beneficiare maggiormente del nuovo meccanismo sarebbero le aree con una maggiore concentrazione di elettori, in particolare Europa e America Meridionale. Per il senatore si tratta di una questione che va oltre il semplice meccanismo elettorale. "È come se l'Italia diventasse un'unica circoscrizione nazionale: territori meno popolosi come Molise e Basilicata rischierebbero di non eleggere propri rappresentanti. È questo il modello di rappresentanza che vogliamo?". "Fermatevi sull'articolo 6. Miglioriamo il sistema dove necessario, ma non cancelliamo la rappresentanza territoriale degli italiani nel mondo".


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notizie comunitarie

Martedì 8 Settembre

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a cura di Tom Padula

L’Italia apre la porta ai capitali australiani

Fabiola & Max 99 Keep the Italian Dance Floor Moving By Tom Padula Fabiola, together with Max & 99, has become a familiar and increasingly popular musical presence at Melbourne’s Italian social clubs, particularly at dinner dances, community celebrations, themed nights and other social functions. Over approximately the last few years, the Duo has been appearing before audiences who enjoy a combination of Italian favourites, international popular music and dance music. Their appeal is particularly suited to the traditional format of the Italian club dinner dance. Music is not simply background entertainment at these events: it is an important part of the evening, encouraging people to dance in between dinner courses, sing along and socialise with friends and family. Fabiola of Max & 99 provide a repertoire designed for this atmosphere, moving between well-known Italian songs and popular English-language material. Solarino Social Club often calls Fabiola of Max& 99. When I am present, this Musical Duo lives up to its good reputation with their highly spirited performance on stage. Fabiola becomes 99 when adding her alter ego and Max also sings and participates with musical skills. Other examples of their popularity is as follows: the Melbourne Cup Eve 2025 celebration organised by the Associazione Donna Siciliana nel Mondo at the Casa d’Abruzzo Club. The duo performed a substantial repertoire of popular songs associated with Italian and American

Save the Date in Melbourne By Tom Padula

Veneto Club Cena danzante Sabato, 19 settembre - 6.30pm Musica: No Limits Club Reception: (03) 9850 7111 Vizzini Social Club Cena danzante del Presidente Sabato, 19 settembre - 6.30pm Musica: Max & 99 Musical Duo Joe Pepe: 0431 965 704

singer-songwriters of the 1960s, 1970s and 1980s. The performance formed an important part of an evening combining dinner, dancing, entertainment, prizes, fundraising and community fellowship. Another recent example is the Vizzini Social Club in Coburg, where Fabiola, Max & 99 were advertised for an 80s Retro Night. The event combined a five-course dinner with beer, wine and soft drinks and invited guests to dress in 1980s fashion, with the duo providing the dance music. This demonstrates how their music fits particularly well with themed social evenings organised by Melbourne's Italian clubs. The Duo activities also extend beyond conventional dinner dances. Social-media publicity indicates appearances or planned appearances connected with clubs such as the Sicilia Social Club, while other material mentions performances at venues and Italian community events. The popularity of Fabiola and Max & 99 can be understood through their ability to bridge generations. Older members recognise songs from their youth, particularly the great Italian and American hits of the 1960s–80s, while younger members can participate through more contemporary dance-oriented performances. The result is music that encourages interaction rather than passive listening. Fabiola's presence therefore represents more than entertainment. In Melbourne's Italian clubs, live music helps maintain traditions of dancing, singing, friendship, food and community celebration. The enthusiastic reception at dinner dances and themed nights suggests that Fabiola and Max & 99 have established themselves as a valuable part of the contemporary Italian social-club entertainment scene. Their continued appearances at clubs and community functions demonstrate how live music remains central to Melbourne's Italian cultural life. For many members, these performances also create opportunities to reconnect with familiar traditions while introducing younger audiences to cultural experiences.

Rafforzare i rapporti economici e finanziari tra Italia e Australia e presentare il nostro Paese come una destinazione sempre più interessante per gli investimenti australiani. È questo l’obiettivo degli incontri dell’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, con i vertici di AustralianSuper e Aware Super, due tra i principali fondi pensione e di investimento australiani. Agli incontri ha partecipato anche la Console Generale a Melbourne, Chiara Mauri. Nel corso dei colloqui sono state illustrate le caratteristiche dell’economia italiana e le opportunità offerte agli investitori internazionali, con particolare attenzione ai settori strategici per la crescita, l’innovazione e la competitività del Paese. L’Ambasciatore ha inoltre evidenziato la stabilità del quadro macroeconomico italiano, la solidità del sistema produttivo e le opportunità legate ai processi di trasformazione e modernizzazione attualmente in corso.

Da parte loro, i rappresentanti dei due fondi australiani hanno confermato il proprio interesse verso l’Italia. Entrambi dispongono già di investimenti nel nostro Paese e hanno manifestato la volontà di approfondire ulteriori possibilità, nell’ambito di strategie orientate verso mercati considerati stabili e caratterizzati da un profilo di rischio contenuto. L’iniziativa assume particolare rilevanza considerando il peso del sistema australiano dei fondi pensione, che complessivamen-

te gestisce oggi circa 3 trilioni di dollari australiani. Secondo le proiezioni, nel prossimo decennio l’Australia potrebbe diventare il secondo sistema globale per entità delle risorse gestite, alle spalle degli Stati Uniti, confermando così il proprio crescente peso finanziario internazionale. Per l’Italia si tratta quindi di un’opportunità significativa per attrarre nuovi capitali, creare nuove collaborazioni e consolidare la presenza economica nel mercato australiano.

Innovazione e design al centro del dialogo Melbourne e Milano rafforzano il loro legame attraverso il design, l’innovazione e una visione sempre più orientata alla sostenibilità. È questo il filo conduttore di “Melbourne & Milan in Conversation”, l’incontro che venerdì scorso ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti e protagonisti dei settori dell’architettura, del design e dell’ambiente costruito. La serata si è aperta alla Melbourne School of Design con la visita alla mostra dedicata a Enrico Taglietti, architetto di origine italiana e figura di grande rilievo nel panorama architettonico australiano. L’esposizione ha offerto l’occasione per valorizzare la sua importante eredità professionale e il contributo dato all’architettura contemporanea in Australia. Il programma è poi proseguito a Melbourne Connect, dove esperti e operatori del settore hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sulle sfide e sulle prospettive future delle città internazionali. Al centro del di-

battito, il ruolo dell’innovazione e del design nella costruzione di ambienti urbani più sostenibili, funzionali e vivibili. L’incontro ha inoltre evidenziato le numerose affinità tra Melbourne e Milano, entrambe riconosciute come importanti capitali internazionali della creatività e del design. In quanto città gemelle, le due metropoli condividono da tempo un rapporto che continua a favorire occasioni di collaborazione, scambio professionale e confron-

to culturale. L’evento ha rappresentato quindi una preziosa piattaforma per mettere in comune idee, competenze ed esperienze tra Victoria e Italia, contribuendo a consolidare ulteriormente una relazione fondata sull’innovazione e sulla cooperazione. Un ringraziamento è stato rivolto alla Italian Chamber of Commerce and Industry in Melbourne per l’organizzazione dell’iniziativa e ai partner e sponsor che hanno contribuito alla sua realizzazione.

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Martedì 8 Settembre

notizie comunitarie

Allora!

Orcolat, il Friuli che rinacque dalle macerie

Un pomeriggio di emozione, memoria e amicizia quello vissuto dal Fogolâr Furlan Brisbane, che ha riunito soci e amici per una speciale proiezione di Orcolat, il documentario dedicato al devastante terremoto che colpì il Friuli nel 1976. La proiezione ha riportato alla memoria le drammatiche giornate di quell’anno, quando una violenta sequenza di scosse sconvolse interi paesi, provocando vittime, distruzione e lasciando migliaia di persone senza casa. Il documentario ha raccontato non soltanto la tragedia del sisma iniziale, ma anche le successive scosse che continuarono a met-

tere a dura prova la popolazione nei mesi seguenti. Al centro della narrazione, però, non c’è stata soltanto la devastazione. A emergere con forza è stato soprattutto lo straordinario spirito dei friulani: la capacità di reagire, di rimboccarsi le maniche e di guardare avanti. Di fronte a una tragedia immensa, le comunità del Friuli seppero trasformare il dolore in determinazione, ricostruendo case, paesi e soprattutto una speranza concreta per il futuro. La proiezione è stata accolta con grande partecipazione e ha rappresentato un importante momento di memoria collettiva

per la comunità friulana di Brisbane. Al termine, i partecipanti hanno condiviso un pranzo leggero, accompagnato da conversazioni, sorrisi e quella convivialità che da sempre contraddistingue gli incontri del Fogolâr Furlan. Nel corso del pomeriggio, un momento particolarmente significativo è stato dedicato a Ugo e Mauro Masotti, padre e figlio, ai quali è stata consegnata una targa commemorativa per il loro prezioso e generoso impegno nel trasferimento del monumento degli Alpini dall’Italo Australian Centre a Pallara e, successivamente, all’Abruzzo Club. Il presidente Salve Agnola e la Cav. Giuliana Giavon hanno inoltre consegnato un omaggio floreale a Federica Marinatto, ringraziandola per il prezioso lavoro svolto come presentatrice in occasione del 70° anniversario del Fogolâr Furlan, celebrato lo scorso maggio. Un pomeriggio che ha unito memoria e futuro, ricordando ancora una volta come, anche dalle tragedie più dolorose, possano nascere forza, solidarietà, speranza, amicizia sincera, coraggio, unità e comunità.

Insieme per rafforzare il tessuto associativo

Un confronto dedicato al presente e al futuro dell’associazionismo italiano in Western Australia ha riunito a Perth rappresentanti di numerose realtà della comunità, in occasione dell’incontro “L’Universo Associativo della Comunità Italiana nel WA”, promosso dal Com.It.Es. del Western Australia e dal Con-

solato d’Italia a Perth. L’appuntamento, ospitato dal Salute Function Centre di Fitzgerald Street, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo sulla storia, sull’evoluzione e sul ruolo delle associazioni italiane nel tessuto sociale e culturale dello Stato. Tra i protagonisti anche Fernando Porta, che ha illustrato le

attività della Dante Alighieri Society of Western Australia, della Community School e del Cineforum, attivo da oltre quattro anni e protagonista di risultati particolarmente positivi. L’incontro, organizzato da Salvatore Riggio del Com.It.Es. e condotto da Alessandro Vero, ha visto la partecipazione di autorità, rappresentanti associativi e stakeholder della comunità, con un confronto aperto sulle prospettive future dell’associazionismo locale. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra le organizzazioni, favorendo nuove sinergie e collaborazioni. Un patrimonio associativo che continua così a svolgere un ruolo fondamentale nella vita sociale e culturale degli italiani in Western Australia.

Com.It.Es vote is approaching Com.It.Es. of South Australia is informing Italian nationals across the state about the procedures for participating in the 2026 elections of the Committees of Italians Abroad (Com.It.Es.). In a message published through its communication channels, the South Australian committee is reminding Italian citizens that they must register on the electoral list in order to vote in the upcoming Com.It.Es. elections. The committee has specifically addressed those who have been unable to locate the form required to opt in to the electoral roll. Italian nationals can download the form and submit it to the Italian Consulate at the designated Consulate email address. The deadline is 4 November 2026. The completed form must be received by the Consulate no

later than that date. The Com.It.Es. South Australia has also published the information in English, making the instructions accessible to the wider Italian-Australian community and encouraging eligible citizens to complete the procedure well before the deadline. The Com.It.Es. elections are an important opportunity for Italians living abroad to choose representatives who will act as a link between the Italian community and diplomatic and consular authorities. Com.It.Es. committees also play a role in promoting the interests of Italian citizens abroad and supporting community, cultural and social initiatives. With the 2026 elections approaching, the South Australian committee is encouraging eligible Italian nationals to check the requirements and register on time.

Wellington celebra Rossellini Il cinema di Roberto Rossellini è stato al centro dell’ultimo appuntamento organizzato dal Circolo Italiano di Wellington, che il 27 agosto ha ospitato una speciale serata cinematografica nell’ambito di “Meet Italy!”. L’Embassy Film Night ha portato sullo schermo Roberto Rossellini: Più di una vita, film dedicato alla figura e all’opera di uno dei maggiori protagonisti della storia del cinema italiano. A presentare la pellicola è stato S.E. Cristiano Maggipinto, Ambasciatore d’Italia in Nuova Zelanda, intervenuto per introdurre il pubblico alla proiezione fornita dall’Ambasciata italiana. L’appuntamento ha richiamato soci e partecipanti della comunità italiana di Wellington, confermando l’interesse per iniziative capaci di avvicinare il pubblico alla cultura italiana at-

traverso il grande schermo e alla conoscenza dei suoi grandi maestri. La serata ha avuto anche un simpatico fuori programma. Nel corso dell’incontro, infatti, qualcuno ha finalmente scoperto il tavolo da calcio balilla del Garibaldi Club, diventato così protagonista di una sfida improvvisata e di qualche momento di divertimento. Tra cinema d’autore, cultura italiana e socialità, l’iniziativa del Circolo Italiano ha offerto al pubblico una serata diversa, con lo sguardo rivolto a una delle figure più influenti del cinema italiano e, allo stesso tempo, alla vita della comunità italiana in Nuova Zelanda. Un appuntamento che ha saputo coniugare memoria cinematografica e partecipazione, valorizzando la presenza italiana sul territorio.


notizie comunitarie

Allora!

e-mail in redazione Carissimi, Leggo sempre con piacere ed interesse il ''nostro'' giornale Allora, in particolare l'editoriale di Marco Testa e gli articoli di Emanuele Esposito. Siete per me, un giornale ''autorevole'', cosa rara per un giornale italiano stampato all'estero. Intervengo brevemente al soggetto del Comites e del CGIE, mi sembra di aver capito i dubbi, le esitazioni di Marco Testa al soggetto di questi organismi inutili, inefficaci; sono decenni che allerto i politici e diplomatici, sull'assoluta inutilità dei Comites e dei CGIE, La Legge va abrogata o perlomeno profondamente riformata, da 40 anni sono stati spesi miliardi per zero risultati, non dirlo é disonesto, direi criminale. Da 50 anni sono presidente di associazioni italiane a Lione, e quindi posso affermare che la stragrande maggioranza di italiani, non conosce questi organismi e non ne ha bisogno, quindi un utensile, un attrezzo quando non funziona va eliminato o nei migliori dei casi riciclato. Era una bella legge, ma se non funziona si deve eliminare, non mantenerla in nome della democrazia! Questa é un'ulteriore scandalosa ipocrisia! Sono a chiedere a Marco Testa, una volta eletto, di procedere per una riforma o abrogazione di questa legge, perlomeno per quello che concerne le elezioni costosissime e fasulle. Dall'interno di un Comites e forse del CGIE potrà agire con più efficacia, anche con l'aiuto di Allora. Non ho nessun motivazione politica, solo onesta' civica, ora basta con gli sperperi di denaro pubblico, se potete far qualcosa fatelo! Ogni bene a voi tutti! The best for you brothers of ''downunder''! Danilo Vezzio, Presidente del Fogolâr Furlan di Lione (Francia) **** Caro Danilo, ti ringrazio sinceramente per le tue parole, che ho letto con particolare attenzione e che apprezzo ancora di più conoscendo il tuo lungo impegno al servizio della comunità italiana a Lione. Sapere che Allora! viene considerato un giornale autorevole è per noi motivo di grande soddisfazione, ma anche una responsabilità. Cerchiamo di fare informazione con indipendenza, dando spazio alle diverse opinioni e mettendo al centro gli interessi reali degli italiani, in Australia e nel mondo. Sul tema dei Comites e del CGIE, le tue osservazioni toccano una questione che non può più essere elusa. Personalmente non parlo di questi organismi per sentito dire. Ho fatto parte del Comites di Sydney per dieci anni e conosco quindi direttamente pregi, limiti, difficoltà e contraddizioni di questo sistema di rappresentanza. Proprio per questo ritengo che la discussione debba essere affron-

tata con grande onestà, senza pregiudizi e senza la paura di mettere in discussione anche convinzioni consolidate nel tempo. La rappresentanza degli italiani all'estero è un principio importante e non va cancellata semplicemente perché gli organismi che dovrebbero garantirla hanno mostrato, in molti casi, evidenti limiti. Ma allo stesso tempo non possiamo difendere un sistema soltanto perché esiste da decenni o appellandoci genericamente alla parola "democrazia". Una legge deve essere valutata soprattutto per la sua capacità di produrre risultati. Se non li produce, deve essere riformata, anche radicalmente. E se alcuni strumenti si sono dimostrati inutili o sproporzionati rispetto ai risultati ottenuti, bisogna avere il coraggio di dirlo. Prendiamo ad esempio la questione dei pareri che i Comites esprimono nei confronti della pubblica amministrazione. Un grande polverone si è creato negli anni, anche al fine di intimidire e portare alla chiusura le poche testate giornalistiche italiane che ancora operano all'estero senza fini di lucro da parte di soggetti a cui la comunità italiana interessava ben poco. La questione dei costi delle elezioni, della partecipazione effettiva degli italiani e della reale capacità dei Comites e del CGIE di rappresentare le nostre comunità merita una riflessione seria e non ideologica. Non servono slogan, ma trasparenza, responsabilità e soprattutto la volontà di guardare in faccia la realtà. So bene che dall'interno di questi organismi si possono incontrare sia una maggioranza di persone serie, volontari che dedicano tempo e energie alla comunità, ma anche meccanismi che troppo spesso finiscono per prevalere sulla loro stessa funzione. È proprio questa esperienza che mi porta oggi a ritenere necessaria una riflessione profonda sul futuro della rappresentanza degli italiani all'estero. Infine, entrare in un organismo di rappresentanza avrebbe senso soltanto se si potesse lavorare per renderlo più efficace, più trasparente e più vicino agli italiani. Non avrebbe invece senso accettare un incarico semplicemente per occupare una posizione o per entrare a far parte di un sistema senza poter contribuire realmente a migliorarlo. La testata Allora! continuerà a fare la propria parte come giornale: informare, porre domande, dare voce agli italiani e, quando necessario, criticare ciò che riteniamo non funzioni. Non per spirito di contrapposizione, ma perché riteniamo che una stampa comunitaria seria debba anche avere il coraggio di dire ciò che altri preferiscono non dire. Grazie ancora per il tuo messaggio, per la tua franchezza e per l'incoraggiamento. Un caro saluto a te e a tutti gli amici del Fogolâr Furlan di Lione. Marco Testa, Direttore

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Alessandro Lamura nuova guida dell’ICE di Emanuele Esposito Si è svolta presso il Consolato Generale d’Italia a Sydney una nuova riunione del Sistema Italia, alla presenza dei rappresentanti delle principali istituzioni e organizzazioni italiane attive nel territorio. L’incontro è stato convocato per favorire il coordinamento tra le diverse realtà e condividere le attività previste nei prossimi mesi nei settori economico, commerciale, culturale e della promozione del Made in Italy. Nel corso della riunione è stato presentato ufficialmente Alessandro Lamura, nuovo direttore dell’Italian Trade Agency per Australia e Nuova Zelanda, con sede a Sydney. La nomina è confermata anche dai riferimenti istituzionali dell’Agenzia ICE. Lamura, arrivato in Australia da pochi giorni, ha illustrato brevemente il proprio percorso professionale. Da circa quindici anni nell’Agenzia ICE, ha maturato esperienze a Roma e presso importanti sedi internazionali, tra cui Shanghai e Dubai, dove ha ricoperto anche l’incarico di vice-

A. Lamura ICE, il Console Generale Dr. G. Rubagotti e S. Bernardini

direttore, prima di rientrare alla direzione centrale. Il nuovo direttore ha manifestato la volontà di lavorare in stretta collaborazione con il Consolato, la Camera di Commercio e gli altri organismi del Sistema Italia, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza alle imprese italiane e la promozione delle eccellenze nazionali nei mercati australiano e neozelandese. Particolare attenzione sarà riservata al comparto agroalimentare, alla presenza italiana nelle

principali fiere e allo sviluppo di nuove opportunità commerciali, anche nel quadro delle prospettive legate all’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’Australia. La riunione ha rappresentato così anche il primo momento ufficiale di confronto tra Lamura e la rete istituzionale e associativa italiana di Sydney, confermando l’importanza di un’azione coordinata per valorizzare il Made in Italy e rafforzare i rapporti economici tra Italia e Australia.

Italo Australian Seniors celebrano i papà La Festa del Papà è stata celebrata dagli Italo Australian Seniors con un pranzo speciale dedicato a tutti i papà, nonni e figure paterne della comunità. L’incontro ha offerto ai partecipanti l’occasione di trascorrere alcune ore in compagnia, condividendo buon cibo, amicizia e ricordi in un’atmosfera festosa e familiare. La giornata ha rappresentato non solo un momento per celebrare la ricorrenza, ma anche un’importante occasione di socializzazione per i senior della comunità italo-australiana. Particolare attenzione è stata dedicata ai padri e ai nonni, figure fondamentali all’interno delle famiglie e importanti custodi di valori, tradizioni e memorie che continuano a essere trasmessi alle nuove generazioni. Gli organizzatori hanno rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del pranzo e, in particolare, al comitato degli Italo Australian Seniors per l’impegno e la collaborazione. Tra gli organizzatori e collaboratori sono stati ricordati Tina Concetta Mesiti, Marie Carpina-

to, Tilly Matilde Dicerto e Anna Maria Cirene. La celebrazione si è conclusa con brindisi, sorrisi e gli augu-

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Martedì 8 Settembre

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Allora!

Sweetheart Offers a Taste of Italy’s Cinematic Brilliance and Charm

Ana Simon and Nico Salerno at the Italian Film Festival

Lilliana Pezzutti and Nico Salerno among the guests

Ana Simon with friends celebrating Italian culture

Alberto Macchione and Ana Simon celebrating Italian cinema

By Alberto Macchione The Italian and Arts communities gathered at Sydney’s Moore Park recently to celebrate Italian cinema as invited guests of The Palace Cinema’s Italian Film Festival 2026. Palace Cinemas Italian Film Festival Director, Elysia Zeccola arrived from Melbourne to attend the event. She addressed a select audience prior to a preview screening of Sweetheart (Gioia Mia), starring Aurora Quattrocchi in what Festival Ambassador, Silvia Colloca described as ‘the performance of a lifetime’ as the grumpy and staunchly religious aunt Zela, who agrees to take in her nephew’s son Nico for the summer. Zeccola highlighted the cultural significance of the event and expressed gratitude for the community's ongoing support, specifically thanking ‘Allora’ Italian Australian Newspaper for their warm words. She emphasized that the festival offers audiences an immersive escape into the heart of Italy through a carefully curated selection of contemporary cinema, bringing together acclaimed directors, emerging talent, compelling stories and the distinctive cultural richness that continues to define Italian filmmaking. The glamour of Italy met the heart of Sydney as Palace Cinemas kicked off a star-studded preview screening of Sweetheart (Gioia Mia). Welcomed by a flowing barrage of Prosecco, premium wine, and Rosé, a select crowd gathered to celebrate the upcoming Palace Cinemas Italian Film Festival. Among the honoured guests were Celebrity Chef Anna Simon, singing superstars The Italian Divas, and key representatives from The COMITES and The Italian Language and Culture Group. Festival Director Elysia Zeccola took a moment to warmly thank Allora for their "beautiful words" of support before treating the audience to an exclusive look at this year's sweeping lineup. The evening provided an opportunity for members of Sydney’s Italian community to reconnect through a shared appreciation of culture and storytelling. The relaxed atmosphere, lively conversations and anticipation surrounding the festival reflected the strong affection Australian audiences continue

Lilliana Pezzutti and Alberto Macchione add to the evening’s Italian flair

Alberto Macchione, Ana Simon, Elysia Zeccola and Viva La Diva together with friends.

to have for Italian cinema. For many guests, the event was more than simply a preview; it was a celebration of Italian identity, creativity and the enduring cultural connection between Italy and Australia. Zeccola captivated the crowd by diving into the festival’s highly anticipated highlights. She spotlighted Three Goodbyes by Isabel Coixet, describing it as "a really beautiful relationship drama starring Elio Germano and Alba Rohrwacher." Zeccola noted, "It's a relationship drama about a couple who break up over a very trivial thing, and it's extremely moving and beautiful and poetic." The excitement escalated as Zeccola revealed a major coup for Australian audiences. "We're also excited to announce that we have another star coming to the festival, Edoardo Leo," she shared to ecstatic whooping from the audience. "He's actually in two films this year: For You, which is a father-son drama, and we also have Separate Beds, which is a romantic comedy, which is really good fun." Leo will be on the ground in Sydney to introduce selected sessions, prompting Zeccola to add, "Thank you to everyone here, the media, for getting that message out to everyone that we've got such a great Italian star in town." Turning to the finale, Zeccola unveiled the festival's closing night choice, The Echo Chamber. "This is a coup for the festival because it’s screening in Venice just a few days later, but it will be here in the festival," she explained. "You're really seeing the latest and the best films from Italy. It stars Susan Sarandon, Alicia Vikander, and Luca Marinelli, so that's really something special to see in Sydney and around the country... probably ahead of most people in the world." The program also boasts a

vibrant mix of documentaries, including a focus on fashion with Armani: The Birth of Italian Fashion and Brunello, a look at the "king of cashmere." These titles add another dimension to the program, showcasing the creativity, craftsmanship and cultural influence that Italian fashion has projected around the world. Local audiences have an exclusive event to look forward to as well. "Exclusive to Sydney, we have the world premiere of Sand Roads, an Italian-Australian co-production," Zeccola announced, describing it as "a very moving documentary about an Italian-Australian Sydney boy and a trip that he makes with his friends to travel from Europe to Africa on quad bikes." With special events like "Napoli Night" and a tribute to Mariangela Melato, the festival promises a packed schedule. The diverse program is designed to appeal not only to dedicated film enthusiasts, but also to families, younger audiences and members of the broader Australian community interested in discovering contemporary Italian culture. "There's really so many events going on in the festival, it will be hard to list them all," Zeccola concluded, adding that the feature presentation, Sweetheart, was “a little taste for what's to come.” For Sydney’s Italian community and film lovers across Australia, the festival promises memorable experiences, cultural connections and a vibrant celebration of Italy on the big screen. The festival once again demonstrates the power of cinema to connect communities, celebrate heritage and introduce Australian audiences to the extraordinary stories, talent and creativity emerging from Italy today and strengthening the enduring cultural ties between Italy and Australia.


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Legge elettorale, il futuro del voto estero è ancora in bilico

Simulazione Menia 2022 - Camera

di Emanuele Espostito Seicentoquarantuno emendamenti. Centinaia di pagine tra richiami normativi, soppressioni, sostituzioni e correzioni. Dietro questa mole di proposte si nasconde una questione concreta: come cambierà la rappresentanza politica dei milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali? Il cuore del confronto è l’articolo 6 del disegno di legge numero 1971, dedicato alla riforma della Circoscrizione Estero e alla modifica della legge Tremaglia. A questo articolo sono stati presentati 45 emendamenti, dal 6.1 al 6.45. Altri sei riguardano l’articolo 7, relativo alla sicurezza dei plichi, alla stampa delle schede, ai controlli e alle operazioni di scrutinio. Non si tratta di semplici ritocchi tecnici. In gioco ci sono la geografia elettorale, l’assegnazione dei dodici parlamentari eletti all’estero, i requisiti per candidarsi e il rapporto tra elettori e partiti nella scelta dei candidati. Nel confronto emergono due impostazioni. Da una parte Roberto Menia, senatore di Fratelli d’Italia, propone un modello alternativo. Dall’altra il Partito Democratico, con Francesco Giacobbe tra i senatori più presenti nel dibattito sulla rappresentanza estera, punta a modificare o cancellare diversi elementi dell’impianto arrivato dalla Camera. Il progetto arrivato dalla Camera Il testo approvato dalla Camera prevede di ridurre da quattro a due le ripartizioni per l’elezione degli otto deputati all’estero. Da una parte resterebbe l’Europa; dall’altra nascerebbe una grande ripartizione comprendente Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Per il Senato il cambiamento sarebbe ancora più radicale: le quattro ripartizioni verrebbero eliminate e l’intera Circoscrizione Estero diventerebbe un unico collegio mondiale per l’elezione dei quattro senatori. Oggi, invece, Camera e Senato sono organizzati nelle quattro ripartizioni previste dalla legge numero 459 del 2001: Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. L’obiettivo è ottenere una distribuzione proporzionale più efficace dei pochi seggi rimasti. Ma territori molto diversi rischierebbero di essere accorpati in contenitori elettorali enormi, nei quali le comunità più grandi potrebbero pesare maggiormente. Menia mantiene le quattro ripartizioni L’emendamento 6.2 di Roberto Menia propone una strada diversa

e sostituisce integralmente l’articolo 6. Per il Senato resterebbero le quattro ripartizioni attuali, trasformate ciascuna in un collegio elettorale. Per la Camera, invece, le quattro grandi ripartizioni verrebbero articolate in otto aree: tre in Europa, due nell’America settentrionale, due nell’America meridionale e una per Africa, Asia, Oceania e Antartide. L’intenzione è ridurre le dimensioni di alcuni collegi e avvicinare la rappresentanza alle comunità. I confini delle nuove aree, tuttavia, dovrebbero essere stabiliti successivamente con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro degli Affari esteri. Per Africa, Asia, Oceania e Antartide resterebbe un’unica area. L’Australia continuerebbe così a condividere il proprio collegio con territori lontanissimi e comunità differenti per dimensioni e caratteristiche. I seggi prima ai partiti La novità più importante riguarda il metodo di assegnazione. Con la proposta Menia, i voti ottenuti da ciascuna lista verrebbero sommati nell’intera Circoscrizione Estero. I seggi sarebbero assegnati prima ai partiti sulla base del risultato complessivo mondiale. Solo dopo si stabilirebbero gli eletti, confrontando le percentuali ottenute nei rispettivi collegi. Una lista arrivata prima in un’area non avrebbe quindi automaticamente la certezza di conquistare il seggio. Nomi prestampati e fine delle preferenze Menia interviene anche sulla scheda elettorale. Il nome del candidato sarebbe prestampato accanto al simbolo della lista e verrebbero eliminate le disposizioni che consentono oggi di esprimere una o due preferenze scrivendo i cognomi. Non sarebbe tecnicamente una normale lista bloccata con più candidati ordinati dal partito, ma l’effetto politico sarebbe significativo: l’elettore non potrebbe più scegliere tra diverse persone della stessa lista. Sarebbe il partito a decidere quale candidato associare al proprio simbolo in ciascuna area. Il cittadino continuerebbe a scegliere la lista e, insieme ad essa, il candidato indicato sulla scheda. Verrebbe però meno la possibilità di modificare attraverso la preferenza la scelta compiuta dalla formazione politica. Il requisito della residenza all’estero Con gli emendamenti 6.16 e 6.17 Menia interviene sui requisiti di candidatura. Le due proposte, formulate come alternative, puntano

a impedire agli elettori residenti in Italia di candidarsi nella Circoscrizione Estero. Una introduce anche il requisito della residenza da almeno due anni nella ripartizione interessata. Il principio è quello del radicamento: chi rappresenta gli italiani all’estero dovrebbe vivere realmente all’estero e conoscere direttamente la comunità nella quale si candida. La proposta mira così a superare una contraddizione della normativa vigente. La simulazione della Camera Per verificare gli effetti del metodo Menia, la simulazione applica le sue regole ai risultati delle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Alla Camera furono espressi 1.085.127 voti validi nella Circoscrizione Estero. Dividendo il totale per gli otto seggi disponibili si ottiene un quoziente di 135.640 voti, considerando la parte intera. La prima distribuzione assegna i seggi dei quozienti interi; quelli disponibili vengono attribuiti attraverso i resti più alti. Il risultato ipotetico sarebbe: Partito Democratico due deputati; centrodestra due; MAIE uno; Movimento 5 Stelle uno; USEI uno; Azione-Italia Viva uno. Rispetto al risultato reale del 2022, il PD scenderebbe da quattro a due deputati. Il centrodestra conserverebbe due seggi, mentre MAIE e Movimento 5 Stelle manterrebbero un eletto. Entrerebbero inoltre USEI e Azione-Italia Viva. La differenza nasce dal calcolo mondiale: oggi i seggi vengono attribuiti nelle singole ripartizioni; con Menia, i voti dei diversi continenti contribuiscono allo stesso risultato della lista. Il Senato Per il Senato la simulazione è più completa, perché Menia conserva le quattro ripartizioni esistenti trasformandole in collegi. Nel 2022 i voti validi furono 1.089.340. Dividendo il totale per i quattro seggi disponibili si ottiene un quoziente di 272.335 voti. La prima fase assegnerebbe un seggio al Partito Democratico, uno al centrodestra, uno al MAIE e uno al Movimento 5 Stelle. Nella seconda fase, il seggio di ciascuna lista verrebbe collegato al candidato con il miglior risultato percentuale locale. Applicando il criterio ai risultati del 2022, la simulazione porterebbe a un senatore del PD in Europa, uno del MAIE in America meridionale, uno del centrodestra in America

Simulazione Menia 2022 - Senato

settentrionale e centrale e uno del Movimento 5 Stelle in Africa, Asia, Oceania e Antartide. Il caso dell’Australia È proprio quest’ultima assegnazione a mostrare la logica del nuovo sistema. Nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, nel 2022 il PD ottenne circa il 40,82 per cento, il centrodestra il 33,01 e il Movimento 5 Stelle il 15,76. Il seggio potrebbe tuttavia andare al Movimento 5 Stelle perché non si tratta di una gara diretta tra partiti all’interno della singola ripartizione. Il seggio viene prima conquistato a livello mondiale; successivamente viene assegnato al candidato che, all’interno della lista, ha ottenuto la percentuale territoriale migliore. Il PD e Francesco Giacobbe Il Partito Democratico ha seguito una strategia prevalentemente soppressiva. Dal 6.3 in avanti, gli emendamenti dei senatori democratici mirano a eliminare o modificare le diverse parti dell’articolo 6: riduzione delle ripartizioni, collegio unico del Senato, nuove regole sulle candidature, preferenze e disposizioni di coordinamento. Il nome di Francesco Giacobbe ricorre in numerose proposte insieme ad altri senatori del PD. Particolarmente significativo è l’emendamento 6.45, che propone di rinviare l’entrata in vigore del nuovo articolo 6 alla seconda legislatura successiva alla sua approvazione. Il significato politico è chiaro: evitare che la nuova disciplina venga applicata immediatamente nelle elezioni più vicine e consentire un periodo più lungo per valutarne effetti e compatibilità. Il silenzio del MAIE-Noi Moderati Nel fascicolo esaminato non compare il nome di Mario Bor-

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ghese. Il senatore eletto in America meridionale, esponente del MAIE nell’area di Noi Moderati, non risulta firmatario di proposte sull’articolo 6 o sul nuovo sistema di attribuzione dei seggi. È un’assenza significativa. Il MAIE è nato intorno alla rappresentanza degli italiani all’estero e ci si sarebbe potuti attendere una proposta autonoma su una riforma che modifica geografia elettorale, candidature e rapporto tra elettori e rappresentanti. Sicurezza del voto e voto fuori sede Il voto estero non si esaurisce nell’articolo 6. L’articolo 7 riguarda la sicurezza del voto per corrispondenza, con misure sulla stampa e imbustamento del materiale, identificazione dell’elettore, controlli sui plichi e sanzioni per chi vota più volte. La domanda politica Il progetto Menia prova a rispondere al problema della rappresentanza di territori enormi con appena otto deputati e quattro senatori. La creazione di otto aree per la Camera potrebbe accorciare alcune distanze, ma il sistema di attribuzione mondiale rafforzerebbe contemporaneamente il peso dei partiti. Il territorio resterebbe importante per gli eletti, ma non sarebbe più necessariamente il luogo nel quale si decide quale partito conquista il seggio. Anche la cancellazione delle preferenze sposterebbe ulteriore potere verso le segreterie politiche. È questo il vero nodo della riforma. Non soltanto quanti collegi creare, ma quale rappresentanza costruire: una rappresentanza fondata sulle comunità e sulla scelta personale degli elettori, oppure un sistema nel quale prevalgono il risultato mondiale dei partiti e la selezione preventiva dei candidati.

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HOLY LAND & JORDAN Nazareth,Bethlehem and Jordan 10 – 23 OCTOBER 2027 A journey to the birthplace of Christianity is a pilgrimage that many Catholics aim to undertake at least once in their lifetime. It’s a special journey of awakening and reaffirmation of the faith and a unique experience not to be missed. Come and join us on this special spiritual journey and walk in the footsteps of Jesus in the Holy Land. We will visit the most holy sites of Bethlehem, Nazareth, Cana, Sea of Galilee, Jerusalem, Jericho and Jordan. This tour is fully escorted. A special Biblical Guide will accompany the group in the Holy Land. For further information and a full brochure, please contact Laura @ Paramount Travel. BOOKINGS AND DEPOSIT REQUIRED BY 15 DECEMBER 2026. FINAL PAYMENT 30 MAY 2027. T/A Lic: A15810

PILGRIMAGE TO ITALY & MEDJUGORJE 26 APRIL – 10 MAY 2027 TOUR HIGHLIGHTS: • Visit Rome – St Peter’s Basilica, St Mary Major, St John in Lateran & St Paul Outside the Walls. • Visit Orvieto Cathedral dedicated to the Assumption of the Virgin Mary and Assisi - the basilica of St Francis, the church of St Clare and the tomb of St Carlo Acutis • Visit Padua and the Basilica of St Anthony • Visit the Holy House of Loreto. • Visit the sacred sites related to Padre Pio in San Giovanni Rotondo including visiting Monte Sant’Angelo dedicated to St Michael the Archangel. • 2 full days in Medjugorje for personal and religious activities: • Climb Apparition Hill (Mt Podbrdo) where on 24 June 1981 Our Lady appeared to 6 young parishioners and keeps appearing and delivering her messages. • Meet the Cenacolo Community - a Catholic community that offers free, residential rehabilitation for people suffering from addiction, depression or simply looking for an experience of faith, prayer and friendship. Founded by Sr Elvira Petrozzi of the Sisters of Divine Charity. • Mass and candlelit processions throughout the tour.

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14 day tour of the Holy Land (Israel) and Jordan. Includes airfares, taxes, surcharges, tips, accommodation and meals as per itinerary. Travel in a deluxe coach, local tour guides and all sightseeing as per itinerary. Fully escorted. Price: $8,400** per person twin share ($1,990 single room supplement). Deposit of $2,500 at time of booking. Booking and deposit required by 15 DECEMBER 2026

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Pellegrini attraverso i secoli Ci sono viaggi che si fanno per scoprire nuovi luoghi, altri per incontrare persone, altri ancora per ritrovare se stessi. Il pellegrinaggio appartiene a quest'ultima categoria, ma con una caratteristica che lo rende unico: è un viaggio nel quale la strada stessa assume un significato. Da secoli uomini e donne camminano verso luoghi considerati sacri, spinti dalla fede, dalla speranza, dalla gratitudine o semplicemente dal desiderio di dare un senso più profondo alla propria esistenza. Il pellegrinaggio è antico quanto la storia delle grandi religioni. Nel mondo cristiano, Roma, Gerusalemme, Santiago de Compostela, Loreto e tanti altri luoghi sono diventati nei secoli mete di milioni di pellegrini. Non si partiva per turismo, né per comodità. Il viaggio poteva durare settimane o mesi, spesso affrontando strade difficili, condizioni climatiche avverse e pericoli di ogni genere. Eppure, proprio la fatica del cammino faceva parte dell'esperienza spirituale. Per il pellegrino di un tempo, partire significava anche lasciare temporaneamente la propria vita quotidiana. La casa, il lavoro, gli affetti e le preoccupazioni venivano lasciati alle spalle per intraprendere un percorso di preghiera e riflessione. Il cammino diventava una sorta di esercizio interiore: ogni passo avvicinava alla meta, ma contemporaneamente permetteva di guardarsi dentro. Anche oggi, nonostante siano cambiate radicalmente le condizioni di viaggio, il pellegrinaggio conserva una sorprendente attualità. In un'epoca dominata dalla velocità, dalla tecnologia e dalla continua connessione, fermarsi e camminare rappresenta

quasi un atto controcorrente. Il pellegrino moderno può raggiungere una destinazione in poche ore, ma sceglie spesso di percorrere a piedi almeno una parte del tragitto proprio perché vuole riscoprire il valore del tempo. Il successo di itinerari come il Cammino di Santiago dimostra quanto questa esperienza continui ad attirare persone di ogni età e provenienza. Non tutti partono mossi da una fede religiosa profonda. C'è chi cerca una risposta, chi attraversa un momento difficile, chi vuole ringraziare per qualcosa ricevuto, chi desidera ricordare una persona cara e chi, più semplicemente, sente il bisogno di rallentare. Il pellegrinaggio, dunque, non è soltanto uno spostamento geografico. È soprattutto un percorso umano. L'incontro con altri pellegrini insegna solidarietà e condivisione; la fatica insegna pazienza; il silenzio permette di ascoltare pensieri che nella vita quotidiana spesso rimangono soffocati dal rumore. Forse è proprio questa la ragione per cui il pellegrinaggio non è mai passato di moda. Sono cambiati i mezzi, le strade e le destinazioni, ma non è cambiato l'uomo e il suo bisogno di cercare. Cercare Dio, una risposta, una speranza o semplicemente un po' di pace. I nostri antenati partivano con poche certezze e tanta fede. Oggi partiamo con zaini più leggeri, scarpe migliori e telefoni capaci di indicarci la strada. Ma la domanda fondamentale rimane la stessa: dove ci sta portando questo cammino? E forse, alla fine, la vera meta di ogni pellegrinaggio non è soltanto il luogo verso cui si cammina, ma la persona che diventiamo lungo la strada.


a tu per tu

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Voto degli italiani all’estero è stata la grande battaglia della mia vita di Emanuele Esposito Già dirigente delle Nazioni Unite, per 22 anni nel CGIE e storico collaboratore di Mirko Tremaglia: «Gli italiani nel mondo devono difendere identità, cultura e dignità. Ma la politica continua a considerarli marginali» Una vita professionale nelle Nazioni Unite e oltre quarant’anni di impegno civile per gli italiani nel mondo. Gian Luigi Ferretti è uno di quei protagonisti che possono raccontare la storia della rappresentanza degli italiani all’estero non attraverso i libri, ma attraverso ciò che hanno vissuto in prima persona. È stato il più stretto collaboratore di Mirko Tremaglia, ha partecipato alla lunga battaglia che condusse all’effettivo esercizio del voto degli italiani residenti oltre confine, ha fondato e diretto L’Italiano e da ventidue anni siede ininterrottamente nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Ospite di A Tu per Tu, Ferretti ripercorre quella stagione politica e guarda senza nostalgia al presente. Le sue parole sono dirette, spesso severe, e non risparmiano né destra né sinistra. Gian Luigi, partiamo dall’uomo. Chi è Ferretti oggi? «Un anziano signore», risponde sorridendo. «Ho fatto il dirigente delle Nazioni Unite fino alla pensione. Oggi non ho più un lavoro professionale, ma non ho minimamente diminuito il mio impegno civile, soprattutto sulle questioni degli italiani all’estero. Me ne occupo ormai da oltre quarant’anni.» Lei è stato uno dei più stretti collaboratori di Mirko Tremaglia. Che cosa le ha lasciato? «Ho avuto un grande maestro. Tremaglia diceva sempre: “Io dico quello che penso”. Ho cercato di fare la stessa cosa. Ho le mie idee politiche, naturalmente, ma ho sempre cercato di rimanere un uomo libero. Se ritengo che una cosa sia giusta lo dico; se è sbagliata lo dico altrettanto chiaramente. E se sbaglio sono disposto ad ammetterlo.» Lei ha partecipato anche alla costruzione della legge sul voto degli italiani all’estero. Qual era l’idea originaria? «Tremaglia voleva rendere effettivo un diritto che formalmente gli italiani all’estero avevano già. All’epoca il cittadino residente all’estero riceveva una cartolina con cui gli veniva comunicato che avrebbe potuto votare tornando nel proprio Comune italiano. Quello, evidentemente, non era un esercizio reale del diritto di voto. Con Tremaglia, Bruno Zoratto e altri lavorammo quindi a un progetto di legge.» Ma il progetto originario era molto diverso dalla legge che poi venne approvata. «Completamente diverso. La nostra idea prevedeva dieci senatori e venti deputati eletti all’estero. Il ragionamento era semplice: con quei numeri si sarebbe potuto costituire un vero gruppo parlamentare degli italiani all’estero. Avrebbe significato avere parlamentari capaci di agire insieme sulle questioni delle nostre comunità e quindi

di incidere realmente. Il progetto entrò in Parlamento in un modo e ne uscì completamente trasformato.» Perché accettaste il compromesso? «Perché in quel momento la priorità era ottenere finalmente il voto. Non era affatto scontato che ci saremmo riusciti. Quindi scegliemmo di portare a casa il principio fondamentale, pensando che successivamente avremmo potuto migliorare la legge. Purtroppo questo miglioramento non è mai arrivato. Anzi, nel tempo la rappresentanza è stata ulteriormente ridotta.» Cosa pensa dell’attuale riforma della Circoscrizione Estero? «Il problema principale è che i parlamentari sono già pochissimi. Inoltre si rischia di perdere ulteriormente il principio della territorialità, che per Tremaglia era fondamentale. Un italiano che vive in Australia ha esigenze completamente diverse da uno che vive in Nord America, Sud America o Europa. Eliminare questo rapporto tra eletto e territorio significa indebolire ulteriormente la rappresentanza.» Tremaglia temeva anche che i partiti utilizzassero la Circoscrizione Estero per candidare politici provenienti dall’Italia. «Era una delle sue grandi preoccupazioni. L’articolo 8 per lui era importantissimo. Temeva che la Circoscrizione Estero potesse diventare un luogo nel quale sistemare personaggi politici che in Italia non trovavano più spazio. L’idea era esattamente opposta: dovevano essere le comunità all’estero a esprimere i propri rappresentanti.» E oggi, secondo lei, quanto interessano realmente gli italiani all’estero ai partiti? «Io sono nel CGIE da ventidue anni e continuo a sostenere una cosa: ai partiti italiani, degli italiani all’estero, interessa molto poco. Poi, naturalmente, quando arrivano le elezioni tutti parlano degli “ambasciatori dell’italianità nel mondo”. È una frase che sentiamo continuamente. Ma tra una campagna elettorale e l’altra, quando bisogna intervenire concretamente su Consolati, rap-

presentanza, servizi o altre questioni, l’attenzione diminuisce moltissimo.» Lei considera il voto all’estero ancora difendibile dopo tutte le polemiche sul sistema per corrispondenza? «Il diritto di voto deve essere difeso, ma bisogna rendere il sistema più sicuro. Ci sono stati problemi e irregolarità e questo ha inevitabilmente danneggiato l’immagine del voto all’estero anche agli occhi dell’opinione pubblica italiana. Il punto, però, non è togliere il diritto di voto. Il punto è trovare strumenti migliori per esercitarlo.» Quindi secondo lei la cittadinanza non può essere soltanto genealogica. «Esattamente. Io sono favorevole alla trasmissione diretta, padre-figlio e alle generazioni realmente legate all’Italia. Ma negli anni si era creata anche una vera industria della cittadinanza. Persone che cercavano il passaporto italiano esclusivamente perché consentiva l’accesso all’Unione Europea o facilitava gli spostamenti internazionali. Questa non è necessariamente italianità.» Lei ha vissuto molti anni all’estero. Quanto conta l’identità? «Moltissimo. L’identità non è avere un documento in tasca. È sentirsi parte di una cultura. Si può vivere tutta la vita fuori dall’Italia e continuare a essere profondamente italiani. Allo

stesso modo, si può possedere un passaporto italiano senza avere alcuna conoscenza dell’Italia.» Ha anche fondato e diretto L’Italiano. Quanto è cambiata l’informazione per le nostre comunità? «È cambiata moltissimo. Fino agli anni Ottanta esistevano tantissimi giornali italiani nel mondo. Poi le generazioni sono cambiate, soprattutto in Sud America. Con le seconde e terze generazioni si è progressivamente perso l’uso della lingua italiana e questo ha inevitabilmente ridotto il pubblico della stampa in italiano. Oggi il digitale, i social e i podcast sono il futuro. Non è necessariamente un male. L’importante è continuare a raccontare le comunità e mantenere vivo il legame con la lingua.» Quindi la lingua rimane fondamentale? «Assolutamente. Se perdiamo completamente la lingua e la cultura, con il passare delle generazioni non parleremo più di italiani nel mondo ma semplicemente di persone di origine italiana. È una differenza importante.» Lei oggi si occupa anche di relazioni internazionali per l’UGL. Come vede la nuova emigrazione italiana? «Per certi aspetti la situazione dei giovani è persino peggiorata. Si parla continuamente di “fuga di cervelli”, ma non sempre chi parte trova un lavoro qualificato. Conosco laureati italiani che

all’estero hanno dovuto iniziare facendo lavori molto umili perché in Italia non riuscivano a trovare opportunità. Questo dovrebbe preoccupare profondamente il nostro Paese.» Partire, però, può anche essere un’esperienza positiva. «Certamente. Un giovane dovrebbe conoscere altre società, imparare una lingua e confrontarsi con sistemi diversi. Il problema nasce quando non parte per scelta, ma perché in Italia non vede alcuna possibilità. All’estero puoi anche cominciare dal basso, ma spesso trovi sistemi nei quali capacità e merito vengono riconosciuti più facilmente.» Dopo tanti anni, trova ancora la forza di continuare? «Certo. Finché posso continuerò a occuparmi degli italiani all’estero. Magari qualche volta mi sono sentito come Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma se credi in qualcosa continui a batterti.» Qual è il messaggio che vuole lasciare alle nuove generazioni degli italiani nel mondo? «Continuate ad essere orgogliosi di essere italiani. Portate avanti le tradizioni, la cultura e la vostra identità, passaporto o non passaporto. Quello è il vero sangue italiano: cultura, tradizioni, capacità di adattamento e quel genio che ha permesso agli italiani di avere successo ovunque nel mondo. E soprattutto non perdete mai la vostra dignità.» Quella con Gian Luigi Ferretti non è soltanto un’intervista sulla politica degli italiani all’estero. È il racconto di una stagione nella quale uomini come Mirko Tremaglia trasformarono una battaglia considerata impossibile in un diritto costituzionale concretamente esercitabile. Ventidue anni di CGIE dopo, Ferretti continua a guardare quella conquista con orgoglio, ma anche con preoccupazione per una rappresentanza progressivamente ridotta e sempre più distante dai territori. Una cosa, tuttavia, nelle sue parole non cambia: l’Italia non termina ai propri confini geografici. E finché esisteranno comunità capaci di conservare lingua, memoria, cultura e dignità, continuerà ad esistere anche un’Italia fuori dall’Italia. Le domande che contano. Le risposte che contano. Le storie che contano.

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passatempo e umorismo

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all'italiana

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L’arredo italiano guarda al mercato coreano

Taleggio conquista la Francia Il Taleggio D.O.P. sceglie di raccontarsi proprio dove è più apprezzato oltre i confini nazionali. La Francia, primo mercato estero del formaggio D.O.P. italiano, è infatti protagonista della nuova campagna di comunicazione internazionale promossa dal Consorzio Tutela Taleggio per valorizzare l'origine, la qualità e la versatilità del prodotto attraverso il linguaggio contemporaneo dei canali digitali. L'iniziativa è stata realizzata grazie al contributo del bando promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT – Direzione Generale per la Proprietà Industriale – UIBM) e gestito da Unioncamere, dedicato alla promozione all'estero dei marchi collettivi e di certificazione italiani. Il progetto punta a consolidare la notorietà del Taleggio D.O.P. sui mercati internazionali, valorizzandone il patrimonio produttivo culturale e rafforzando il dialogo con uno dei mercati europei più strategici per il marchio. Il progetto prende forma attraverso il concept creativo “Taleggio in Vacanza”, una narrazione che trasforma il quartino di Taleggio D.O.P. in un vero e proprio personaggio. Con sembianze umane e

l'immancabile berretto basco, il protagonista intraprende un viaggio alla scoperta della Francia, attraversandone i paesaggi iconici e incontrando alcuni dei prodotti più rappresentativi – eccezion fatta per i formaggi – della sua tradizione gastronomica, raffigurati anch’essi in chiave umanizzata. Durante il suo percorso, il Taleggio si imbatte in figure quali Mademoiselle Baguette, Moutarde e Citron, con i quali condivide curiosità e suggestioni culinarie. Attraverso questi incontri, raccontati con illustrazioni originali e un linguaggio contemporaneo, il viaggio diventa uno strumento per raccontare al pubblico francese la storia della D.O.P., il legame del Taleggio con il territorio d’origine, le caratteristiche distintive del prodotto e la sua grande versatilità in cucina. Nel corso della campagna, i canali digitali del Consorzio ospiteranno post, reel, ricette e contenuti dedicati, affiancati dalla collaborazione con cinque food creator francesi – Salut cest Claire, La Cuisine de Garance, Mayou Healthy Food, La Cuisine de Sacco e Rose en Cuisine – chiamati a reinterpretare il Taleggio D.O.P. (NoveColonneATG)

Nuove opportunità di collaborazione tra Italia e Corea del Sud nei settori del design e dell’arredamento grazie all'accordo siglato tra la Camera di commercio italiana in Corea e ArchiSketch, piattaforma coreana specializzata in simulazione 3D e soluzioni di interior design basate sull'intelligenza artificiale. Il memorandum d'intesa, firmato il 26 agosto presso la sede di ArchiSketch a Seoul dal presidente della ITCCK, Andrea Verazzi, punta a rafforzare i rapporti tra le imprese dei due Paesi attive nei comparti del design e dell'arredo, favorendo lo sviluppo di nuove opportunità commerciali e di collaborazione attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali. L'accordo prevede attività congiunte dedicate allo sviluppo delle competenze e dei talenti, alla creazione e commercializzazione di nuovi progetti e mercati, nonché alla promozione di scambi B2B tra aziende italiane e coreane.

Al centro della collaborazione vi sarà la piattaforma di ArchiSketch, che consente di ricreare spazi tridimensionali a partire da planimetrie reali e di inserire mobili, complementi e materiali per visualizzare in anteprima l'ambiente completato. Uno strumento che potrà contribuire ad ampliare i punti di contatto tra le aziende italiane del settore e il mercato coreano,

offrendo nuove modalità per presentare prodotti e brand in uno spazio digitale e individuare potenziali progetti comuni. ArchiSketch sarà inoltre coinvolta come partner ufficiale di “Italia Gia Furniture & Design in Korea 2027”, l'iniziativa B2B dedicata al sostegno dell'ingresso delle aziende italiane dell'arredo nel mercato coreano. (NoveColonneATG)

Parigi si prepara all’assalto del Made in Italy L'Agenzia Ice organizza, in collaborazione con Anfao - Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici, l'Italian Eyewear Exhibition Parigi, seconda edizione dell'evento di anteprima dedicato alle aziende italiane del settore occhialeria, che si terrà il 24 settembre al Pavillon Cambon-Capucines, alla vigilia dell'apertura della fiera Silmo. L'obiettivo è realizzare un'occasione di incontro esclusivo, in anteprima, con buyer e giornalisti presenti a Parigi in occasione della fiera Silmo. L’intento è di rafforzare l'immagine del Made in Italy, attivando potenziali contatti commerciali già durante l'e-

vento di anteprima e stimolando i professionisti del settore a visitare, durante i giorni di manife-

stazione, gli stand delle aziende italiane partecipanti al salone francese.(NoveColonneATG)

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mezz'ora di religione

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When the Parish Becomes a Bureaucracy

There is a quiet transformation taking place in many Catholic parishes. It is not announced by a decree, nor marked by a change in the liturgy. It happens gradually, through forms, policies, committees, procedures, safeguarding requirements, strategic plans, compliance documents and layers of administration. The modern parish increasingly resembles an organisation to be managed rather than a community to be shepherded. Of course, administration has its proper place. A parish has financial responsibilities, buildings to maintain, employees to manage, children to protect and

legal obligations to fulfil. Good governance is necessary, and accountability cannot simply be dismissed in the name of pastoral freedom. The problem begins when administration ceases to serve the mission and the mission begins to serve administration. A parish exists first of all because of Christ. It is a place where people encounter the Gospel, receive the sacraments, pray, mourn, celebrate, seek forgiveness and discover that they belong to something greater than themselves. Its fundamental language is therefore not that of management but of faith: vocation, con-

version, charity, mercy, worship and communion. Yet increasingly, parish life can be measured through numbers, programs, attendance figures, risk assessments and organisational targets. Meetings multiply. Committees expand. Decisions travel through several levels before reaching the people who actually live the parish's daily reality. The danger is subtle. Bureaucracy does not necessarily oppose faith. It can simply crowd it out. The priest, traditionally understood as pastor, can find himself spending increasing amounts of time dealing with administration, emails, policies, meetings and organisational demands. The lay faithful, meanwhile, may become treated less as members of a spiritual family and more as participants in programs. Something important is lost when this happens. A parish cannot be reduced to a service provider. The priest is not merely a religious administrator, and parishioners are not customers. The Church is not a corporation whose success can be determined by spreadsheets.

Saint Matthew Ayariga to Have First Parish

The memory of Matthew Ayariga, the Ghanaian Catholic migrant worker murdered by Islamic State jihadists in Libya in 2015, will soon have a permanent home in Texas, where the world’s first Catholic parish dedicated to him is being established. Ayariga was among 21 Christians killed on a Libyan beach on February 15, 2015. Twenty of the victims were Egyptian Coptic Orthodox Christians, while Ayariga was a Catholic from Ghana. The execution was filmed and the images were released by the terrorists in an attempt to intimidate Christians around the world.

The 21 martyrs were canonised by the Coptic Orthodox Church shortly after their deaths. In May 2023, Pope Francis formally entered all 21 into the Roman Martyrology, recognising their witness to the Christian faith. The new St Matthew Ayariga Catholic Parish will be established in Arlington, within the Diocese of Fort Worth. It will serve the Ghanaian Catholic community of North Texas, which has gathered regularly for Mass in the Twi language since 2007 at St Joseph Catholic Church in Arlington. The community has grown through cooperation between the

Diocese of Fort Worth and the Archdiocese of Kumasi in Ghana, which has provided priests to serve the faithful. Its continued expansion has now led to the creation of a dedicated parish. Bishop Michael Olson of Fort Worth said the parish would be more than a place of worship, describing it as a community gathered around the Eucharist, proclaiming the Gospel, offering the sacraments and serving the needy. Ayariga's personal story remains relatively unknown. He had travelled from Ghana to Libya for work and was captured alongside the Egyptian Christians. According to accounts of his final moments, the militants offered to spare him if he denied being a Christian. Instead, he remained faithful. He is traditionally remembered as saying: "Their God is my God." His decision cost him his life but transformed him into a symbol of Christian fidelity. Bishop Olson will preside at the dedication Mass on January 29, 2027. Archbishop Gabriele Anokye of Kumasi will attend as guest of honour and concelebrant.

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Primi cardinali di Leone XIV Il prossimo concistoro per la creazione di nuovi cardinali potrebbe rappresentare uno dei passaggi più significativi dei primi anni del pontificato di Leone XIV. Finora il nuovo Pontefice ha governato nel segno della prudenza, mantenendo una sostanziale continuità con l'impostazione del predecessore Francesco, pur introducendo gradualmente alcuni elementi di maggiore equilibrio nella gestione della Curia romana. La vera fisionomia del pontificato, tuttavia, potrebbe emergere dalle scelte relative ai nuovi cardinali. La composizione del Collegio cardinalizio non è infatti soltanto una questione di prestigio ecclesiastico: attraverso la scelta degli uomini ai quali affidare la porpora, un Papa indica implicitamente le priorità pastorali, geografiche e culturali che intende privilegiare. Quando Leone XIV fu eletto, 133 cardinali elettori entrarono nella Cappella Sistina, il numero più alto mai registrato. Il limite ordinario stabilito da Paolo VI è di 120 elettori, anche se alcuni Pontefici hanno superato temporaneamente tale soglia. Leone XIV, almeno finora, sembra invece orientato a rispettare maggiormente la tradizione e le regole consolidate. Attualmente gli elettori sono 116, ma il numero diminuirà sensibilmente nei prossimi anni per il raggiungimento degli 80 anni da parte di diversi cardinali. Proprio questa situazione potrebbe consentire a Leone XIV di creare un gruppo consistente di nuovi porporati senza modificare stabilmente l'equilibrio numerico del Collegio. Secondo le ipotesi circolate, il Papa potrebbe arrivare a nominare fino a 16 nuovi cardinali, compensando progressivamente il numero degli elettori che perderanno il diritto di partecipare a un futuro conclave. Si parla inoltre della possibilità di un concistoro nel febbraio 2027. Leone XIV ha manifestato l'intenzione di convocare almeno due volte l'anno riunioni del Collegio cardinalizio dedicate soprattutto alla discussione e al confronto. Nel 2026 ne sono già state organizzate due, a gennaio e luglio. Un nuovo appuntamento potrebbe quindi rappresentare l'occasione per affiancare al confronto collegiale anche la creazione dei nuovi cardinali. La questione centrale riguarda però i profili che il Pontefice sceglierà. Durante il pontificato di Francesco la porpora cardinalizia è

stata spesso assegnata anche al di fuori delle tradizionali sedi cardinalizie. Di conseguenza, diocesi storiche come Milano, Parigi e Venezia non hanno oggi necessariamente un cardinale alla guida. Leone XIV potrebbe invece imprimere una maggiore razionalità alla distribuzione della porpora, soprattutto all'interno della Curia. In questa prospettiva, particolare attenzione potrebbe essere riservata ad alcuni responsabili dei dicasteri vaticani. Tra i nomi considerati vi è quello dell'arcivescovo Filippo Iannone, prefetto del Dicastero per i Vescovi, mentre un'attenzione analoga potrebbe riguardare l'arcivescovo Anthony Randazzo, prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi. Anche le grandi diocesi internazionali saranno decisive. A Milano, l'arcivescovo Mario Delpini, avendo raggiunto i 75 anni, resta alla guida dell'arcidiocesi in attesa della successione. È quindi possibile che sia il suo successore a ricevere la porpora. Una situazione simile potrebbe verificarsi a Parigi, dove l'arcivescovo Laurent Ulrich si avvicina anch'egli al limite canonico dei 75 anni. Particolarmente significativa sarà la scelta negli Stati Uniti, il Paese d'origine di Leone XIV. Il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, si avvicina agli 80 anni e la sua successione potrebbe diventare uno dei primi importanti appuntamenti episcopali del pontificato. A New York, inoltre, l'arcivescovo Ronald Hicks è considerato tra i possibili candidati alla porpora. Ma dietro la distribuzione delle nuove berrette si nasconde una questione ancora più importante: quale Chiesa vuole costruire Leone XIV? Il rapporto con la sinodalità, il ruolo del Sinodo, la liturgia, il dialogo con il mondo tradizionalista, la dottrina sociale, la pace e le migrazioni sono temi che continuano a dividere e ad alimentare il dibattito ecclesiale. L'ingresso di nuovi cardinali potrebbe modificare gli equilibri e introdurre nuove sensibilità. Per questo il prossimo concistoro non sarà soltanto una cerimonia. Sarà, probabilmente, una sorta di fotografia del pontificato di Leone XIV: attraverso le persone che sceglierà, il Papa potrebbe finalmente mostrare con maggiore chiarezza se intende proseguire sulla linea della continuità, correggerne alcuni aspetti oppure imprimere alla Chiesa una direzione nuova.


la pagina di Ketty

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Charles Gambino, il medico americano che non ha mai dimenticato la Sicilia Il Dott. Charles Gambino, originario di una famiglia siciliana di Torretta (Palermo), vive a Long Island. Nato ad Astoria nel 1958 da genitori emigrati dall’Italia, dal 1991 risiede a Glen Cove, dove esercita la professione medica presso diversi ospedali della zona

di Ketty Millecro Sulle note della canzone “Settembre” di Peppino Gagliardi, cantante napoletano, il 2 settem-

bre 2026 incontriamo su Zoom per un’intervista dall’America, il Dott. Charles Gambino. Dopo l’autorizzato permesso di regi-

Dal dolore alla rinascita di Domenico Letizia L’emancipazione femminile, la dignità del lavoro e il valore dell’artigianato Made in Italy si sono intrecciati nel cuore della Costiera Amalfitana in occasione di “Trame di rinascita”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione La Crisalide in Rete guidata dalla Presidente Roberta Bolettieri, con il patrocinio del Comune di Amalfi, svoltasi giovedì 3 settembre 2026. L’evento è stato ideato per accendere i riflettori sui percorsi di riscatto, empowerment e autonomia delle donne prese in carico dai Centri Antiviolenza e ospitate nelle Case Rifugio e nelle strutture gestite dalla Fondazione. Dopo un mirato percorso formativo, le donne hanno preso parte a laboratori sartoriali, dando vita alla prima sartoria sociale del Made in Italy promossa da donne fuoriuscite da situazioni di violenza di genere. Un obiettivo strategico pienamente condiviso con le istituzioni per guardare al futuro con speranza e concretezza, in un modello virtuoso in cui professionalizzazione e competenze si fondono con la cultura e il rilancio dell’alto artigianato tricolore. “Trame di rinascita dimostra come il lavoro, la formazione e la valorizzazione dell’eccellenza artigianale Made in Italy possano trasformarsi in strumenti concreti di autonomia, dignità e riscatto per le donne che hanno superato situazio-

ni di violenza”, ha dichiarato la Presidente della Fondazione La Crisalide in Rete, Roberta Bolettieri. “Costruire reti solide tra istituzioni, aziende e mondo sociale significa offrire risposte reali e percorsi di futuro a chi sceglie di rinascere”, ha ribadito la Presidente. Fondamentale per la riuscita del progetto è stata la rete di collaborazione responsabile stretta con importanti realtà d’impresa, del mondo sociale e delle istituzioni: dal supporto tecnico di Singer al contributo di Confartigianato Imprese Italia, fino al patrocinio della Fondazione Falcone e di Confcommercio, oltre al sostegno operativo di Nora Against GBV e ActionAid. La manifestazione, presentata dalla direttrice dell’Agenzia AGI Rita Lofano e con l’attrice Sara Ricci nel ruolo di madrina, si è aperta presso la storica cornice degli Arsenali di Amalfi con i saluti istituzionali del Sindaco di Amalfi, dell’Assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio, dell’On. Carmela Auriemma e del Consigliere Regionale Andrea Volpe. Durante i saluti, il Consigliere Andrea Volpe ha rimarcato l’importanza del sostegno istituzionale e normativo a tali iniziative, richiamando l’impegno strategico della Regione Campania e la vertenza per giungere all’approvazione di una legge regionale unica contro la violenza sulle donne, strumento fondamentale per riordinare, rafforzare e dotare di risorse certe la rete dei Centri Antiviolenza.

strazione e pubblicazione sul web e media in the world, quel Settembre della canzone di Gagliardi rammenta che “Tra qualche giorno finirà l’estate e sulla spiaggia niente resterà. Le ore passate saranno un ricordo che noi porteremo lontano”. Un attimo di malinconia e poi la gioia di incontrarci con Gambino per raccontarsi. Il vero nome di Charles è Calogero come il nonno. Nonno Lorenzo nel 1948 partì alla volta dell’America sull’Andrea Doria, per tornare in Italia dopo 4 anni e poi stabilire la famiglia in USA. Calogero, poi americanizzato Charles, è figlio di Francesca e Tommaso Gambino, originari di Torretta (Palermo, Sicilia), come i suoi 4 nonni. Papà e mamma emigrarono negli States nel 1958. Charles è nato ad Astoria, nel Queens, ma nel 1991 si è trasferito a Glen Cove, oggi vive a Long Island(N. Y.). Al principio fu in casa con i nonni, insieme ai genitori, allo zio e alla sorella Maria Di Maggio. Inizialmente parlava solo ed esclusivamente il dialetto siciliano, poi l’italiano, che non ha mai tralasciato, per proseguire con la scuola nello studio dell'inglese. La sua è stata un'educazione del tutto cattolica, frequentando la scuola elementare “St. Patrick e la Mater Christi High School”. I genitori gli cambiarono il nome Calogero in Charles, ma già il pregiudizio per gli emigrati italiani, in più per i siciliani e per lui, che per tutta la vita ha sostenuto il peso di un cognome legato a preconcetti non facilmente accettabili. Il papà era un fruttivendolo bravissimo e la mamma una brava sarta, che hanno insistito e fatto grandi sacrifici per farlo studiare. Ha, infatti, conseguito la laurea presso la Fordham University con il massimo dei voti. Ha realizzato il sogno della sua infanzia di diventare un eccellente medico. Ha frequentato il “New York College of Osteopathic Medicine” e la specializzazione in medicina interna presso il “Winthrop University Hospital” ( NYU Langone Winthrop). È nata così la "North Coast Internal Medicine". Poi la storia d’amore eterna con la raggiante e bella come il sole, moglie, Marisa, dalla quale nasceranno 2 figlie. Queste sono Francesca, di 28

anni che ha conseguito il Dottorato in Terapia occupazionale; l’altra figlia Antonia di 27 che sta per terminare un Master e lavora alla New York University. Le 2 bellissime ragazze, Francesca e Antonia Gambino sono entrambe funzionarie della Loggia Glen Cove n. 1016. Il medico svolge l’attività presso il Winthrop (NYU) Hospital, il St. Francis Hospital e il Northwell Hospital di Glen Cove. Visita inoltre i pazienti presso centri di riabilitazione sub-acuta, Glen Cove Center for Nursing & Rehab e l'Emerge Care Center ed al "Regency Assisted Living". Durante gli studi, ha ricevuto il "NYS Science Supervisory Award" e il "Governor's Outstanding Student Award" ed il riconoscimento di "Winthrop Intern of the Year", presso il Winthrop. Il suo studio adempie la funzione di centro di formazione. È anche supervisore clinico (*preceptor*) per il NYIT College of Osteopathic Medicine; docente per i corsi di *Physician Assistant* presso NYIT, Touro College, St. John's University, Downstate e Kings College. Docente per i programmi di *Nurse Practitioner* presso Molloy College, Adelphi University, LIU CW Post e Stony Brook University. Charles Gambino è molto orgoglioso delle proprie origini italiane, membro della Morgagni Medical Society, associazione di medici italo-americani. Ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la partecipazione dell'organizzazione alla parata del “Columbus Day” di New York e sostiene con orgoglio il loro programma di borse di studio per

studenti di medicina. È, inoltre, membro della Società di San Calogero di Torretta (Sicilia), di cui sostiene attivamente l'iniziativa per le borse di studio. Il Dott. Gambino fa parte della Loggia di Glen Cove da oltre vent'anni e sostiene la moglie Marisa, attuale presidente della Loggia, nonché le figlie Francesca e Antonia, che ricoprono le cariche di Oratore e Segretario verbalizzante. Tramite la moglie in uno dei convegni delle varie Associazioni italoamericane, anni fa ha conosciuto la Presidente dell’Associazione AIAE, “Association Italian American Educators”, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, conduttrice e Promoter, colonna portante Radio, che ha sempre aiutato i suoi connazionali, famigerata in tutto il mondo per la grande solidarietà con gli italiani all’estero. La giornalista è Host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano”a WRHU, Radio Hofstra University di New York, premiata dall'UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Il medico considera Josephine Maietta una meravigliosa amica di famiglia e bella persona, forte, energica e orgogliosa, che supporta gli italiani in America. Si sente italiano nel cuore ed insiste nel ricordare la madre patria, anche se è sempre grato all’America, che gli ha dato i Natali. Il messaggio finale va agli italiani all’estero fino all’America e Australia ed è quello di mantenere alto ciò che c’è di buono e prezioso nella madre terra, come la lingua, la cultura, gli usi e tradizioni italiane, perchè non vengano mai dimenticate.

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la pagina di Angelo Paratico

Martedì 8 Settembre

Allora!

Dalla guerra all’Oriente, l’incredibile viaggio di Lorenzo Franchi

Copertina Libro " Un uomo una vita"

Copertina Libro " Il senso della vita"

di Angelo Paratico Lorenzo Franchi, scrittore e giornalista veronese (1920-2004) fu molte cose durante la sua vita. Raccolse le sue memorie in un libro, ormai introvabile, intitolato: “Un Uomo. Una vita” edito dalle Edizioni del Leone. Fin dalla giovinezza si dedicò agli studi classici, e la sua conoscenza del latino lo salvò durante la fine della guerra, quando fu costretto a lavorare in Germania, perché venne preso da un farmacista tedesco che usava il latino per le sue medicine. La guerra in Africa All’inizio della Seconda guerra mondiale, non ancora diciottenne, si arruolò volontario nell’esercito, ricordando il bisnonno materno che si arruolò nei Mille di Garibaldi a 17 anni. Fu assegnato al 2º Reggimento Artiglieria Celere (Voloire) e dalla Jugoslavia nel 1941 vennero spediti in Libia per raccogliere i resti dell’armata del generale Rodolfo Graziani. Partecipò alla controffensiva di Rommel e della sua Afrika Corps, in Africa Settentrionale. Compì quasi involontariamente un gesto eroico che impressionò i combattenti tedeschi i quali gli concessero una croce di ferro di prima classe, un fatto

non comune. Infatti, negli anni 50 partecipò a un congresso di reduci della II guerra mondiale in Germania e il generale von Pohl, vedendogliela al collo, l’afferrò fra le dita e dopo averla esaminata esclamò: “Ah, questa sì che è buona!”. Da Tobruk finì a Sollum, dove nel giugno dello stesso anno con il suo automezzo saltò su una mina, riportando gravi ferite e la perdita di un occhio. Il rientro a Verona Tornato in Italia dopo molte peripezie si ritrovò a Verona, dove aderì alla Repubblica Sociale e fu assunto dalla Banca Popolare di Verona, dove incontrò la donna della sua vita. La loro felicità durò poco perché, nonostante la sua menomazione, venne inviato nel luglio del 1944 nei dintorni di Danzica (Prussia Orientale) come lavoratore a sostegno dei tedeschi. Alcuni mesi dopo riuscì a fuggire e ritornare a Verona, passando da Berlino. Scoprì che la sua fidanzata venne perseguitata dai colleghi e dai conoscenti e, disperando di poterlo rivedere, si era lasciata morire. A conclusione della guerra fu epurato da un apposito ufficio creato a Verona e licenziato dalla banca. Un giorno di maggio del

La “Voloire” in azione con il suo celebre cannone da campagna

1945 fu prelevato dai partigiani che gli chiesero se avesse aderito alla RSI e lui ripose di sì, fra lo stupore generale, ma fu salvato dal Prefetto che lo incaricò della distribuzione degli aiuti UNRRA, e per molti anni partecipò alla ricostruzione del Paese (Piano Marshall) come impiegato della Prefettura. Dopo un matrimonio e un figlio emersero forti incompatibilità di carattere e nel 1960 si lasciarono di buon accordo. Nel frattempo prese a scrivere per Paese Sera e altre testate, seguendo la cronaca nera e la giudiziaria. L’incontro con la Neva Prese a collaborare con giornali e riviste pubblicando articoli di storia, filosofia e letteratura. Poi conobbe una signorina “piuttosto anziana” come scrive lui; si chiamava Neva Pianese e viveva modestamente e sola. Lui le chiese se voleva occuparsi della pulizia del suo appartamento e lei accettò. Una sera, tornando a casa, venne aggredita, buttata a terra e derubata. Per questo le disse di fermarsi a dormire da lui e lei accettò. Sua madre era morta e suo padre, un maresciallo dei Carabinieri era stato portato via dai partigiani e di lui non seppero più nulla. Il loro appartamento era stato svaligiato e lei e sua sorella avevano fatto la fame. I due si affezionarono al punto da sposarsi, Neva era una donna molto colta, gran lettrice e amante della storia e dell’archeologia. Oggi è ancora conosciuta a Verona da tutta la destra storica perché si occupava della sede del MSI. I due viaggiarono per il mondo, prediligendo l’estremo Oriente, che interessava molto anche a Franchi, che scrisse dei libri e dei reportages su quei mondi poco conosciuti. Risultato di questi studi fu la prima traduzione italiana di due testi di base: Filosofia buddista essenziale e Studio comparativo tra buddismo e cristianesimo. Purtroppo Neva s’ammalò gravemente, d’un orrendo tumore che la fece soffrire moltissimo, ma lui si prese cura di lei sino agli ultimi secondi della sua vita, spirando fra le sue braccia. Dopo due anni di solitudine si ricordò che durante la guerra aveva corrisposto con una signorina, che non aveva mai visto, questo era un servizio offerto dall’esercito. La sua corrispondente si chiama-

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va Augusta Pavoncelli, le scrisse e lei rispose. Era vedova e sola e accettò di trasferirsi a Verona per farsi compagnia, sino alla sua

morte, che lo colse a 83 anni, il 20 luglio 2004, proprio qui a Verona, dopo una vita avventurosa ed eroica.

I legionari contemplano Rivoli

Da Verona ad Augsburg, la lunga marcia di Junkelmann di Angelo Paratico Marcus Junkelmann è uno storico e archeologo sperimentale tedesco, nato a Monaco di Baviera nel 1949, figlio dello storico dell’arte Erich Junkelmann e di sua moglie Charlotte. Nel 1985 condusse un esperimento pionieristico nel campo dell’archeologia sperimentale. Insieme a una squadra di rievocatori storici, equipaggiati come legionari romani, marciò per circa 500 chilometri da Verona ad Augusta Vindelicorum (Augsburg), in Baviera, Germania, attraversando le Alpi a piedi. Ricostruì e testò armi ed equipaggiamenti militari romani, in occasione dei festeggiamenti per i 2000 anni della città di Augsburg (Augusta). Organizzò una grande rievocazione delle condizioni di vita e di lavoro dei legionari romani. Per l’intero viaggio furono utilizzati l’equipaggiamento e l’attrezzatura originali, ricostruiti grazie a reperti scavati da tombe, e furono svolti tutti i compiti tipici dei legionari. Successivamente Junkelmann condusse esperimenti simili per la cavalleria romana. La partenza da Verona avvenne il 30 aprile 1985. La marcia mirava a dimostrare la fattibilità e la credibilità di un soldato equipaggiato come descritto nelle fonti classiche, mettendo alla prova i suoi limiti di carico. L’esperimento ha fornito diverse informazioni sulla logistica militare romana e sulla vita quotidiana: i partecipanti indossavano ricostruzioni fedeli delle armature romane e portavano con sé l’armamento standard del

tempo di Augusto. Trasportavano circa 43-45 kg di equipaggiamento militare e di rifornimenti. Il gruppo ha attraversato con successo le Alpi, dimostrando che le velocità di marcia degli antichi romani (che potevano superare i 30 km al giorno) erano del tutto plausibili, anche in presenza di terreni accidentati. La marcia ha confermato la validità storica delle affermazioni di Vegezio secondo cui i legionari trasportavano razioni in eccesso, dimostrando così come riuscissero a sostenere lunghe spedizioni attraverso ambienti ostili o selvaggi. Junkelmann ha documentato questo viaggio e i suoi successivi esperimenti sulla cavalleria romana nel suo libro fondamentale, pubblicato nel 1986: «Die Legionen des Augustus» (Le legioni di Augusto). La marcia non fu l’unico caso di approccio esperienziale alla ricerca storica e archeologica, ma fu certamente il primo a mostrare in modo aperto e trasparente ciò che un’archeologia sperimentale metodologica e comparativa potesse fare per una migliore comprensione dei materiali antichi in un determinato contesto culturale. Inoltre, la Marcia di Junkelmann rappresenta il primo caso noto di archeologia sperimentale che ha coinvolto i media e l’opinione pubblica a livello internazionale. Questa ha permesso una diffusione mondiale del concetto di “ricostruttore”, portando alla nascita del “ricostruzionismo storico”. E ispirando altre forme culturali di rievocazione storica.

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Martedì 8 Settembre

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ISLANDA IL GRANDE NO ALLA EUROPA

Altra notizia scivolata via come un missile e subito nascosta, ma sabato l’Islanda ha detto clamorosamente “no” ad entrare in Europa e, secondo i ragionamenti correnti degli “euro-progressisti doc”, c’è davvero qualcosa che non quadra. Infatti “dovevano” logicamente vincere i sì, innanzitutto perché gli islandesi sono un popolo civilissimo, emancipato, dove in buona parte comandano le donne (la premier Kristrun Frostadottir, classe 1988, è la più giovane d’Europa, alla guida un governo progressista a trazione femminile e che invitava a votare per il “si”) tanto che le lotte di genere lì sono roba archiviata. Un paese con il cuore in Scan-

dinavia, già territorio danese fino al 1944, che per le vacanze sogna il Mediterraneo e gli spaghetti: come potevano insomma dire no a Bruxelles? Eppure sabato hanno votato l’80% degli islandesi con un risultato netto e quindi non solo con il voto di quattro bifolchi di campagna e pescatori puzzolenti: non quadra. L’ineffabile “Repubblica” sostiene che alla base c’è stata una fake news reazionaria che ha diffuso il panico sull’isola ipotizzando un futuro arruolamento forzoso nell’esercito europeo, ma una tale cretinata è degna solo dei cervelli progressisti italiani non degli emancipati islandesi che invece hanno semplicemente detto con convinzione e chia-

DOVE STANNO GLI IGNORANTI Il presidente del PD Stefano Bonaccini intervenendo ad Albenga ha sostenuto, in parole povere, che “gli ignoranti votano a destra”. Poi, accortosi di aver pestato la merdaccia, ha cercato di tirarsi indietro parlando di statistiche su elettori laureati ecc. ecc. Bene, io ho due lauree e lui è solo diplomato quindi non so come mi classifichi, ma - se volessi rispondere in maniera triviale - gli farei una domanda diretta: “Da che parte votano i cretini”? Perché dichiarazioni di questo tipo me lo fanno pensare. Ma è stupido scendere appunto al Suo livello, risponda piuttosto il Bonaccini ad altre potenziali statistiche. Per esempio, qual è la percentuale che vota a sinistra tra i dipendenti della “sua” Emilia Romagna perché - se fossero molto più numerosi delle percentuali elettorali emiliane - allora mi chiederei come da

50 anni in Emilia si gestiscono i concorsi pubblici. Allo stesso modo vorrei sapere la percentuale dei Magistrati che in Italia votano a sinistra, perché anche qui - se fossero più di una certa quota - ci dovremmo chiedere come siano calcolate le graduatorie e avanti con queste domande. Caro Bonaccini, se fosse stato uno di destra ad uscire in pubblico con le Sue frasi sarebbe già venuto giù il teatro dell’ipocrisia in salsa di denunciato razzismo, ma – guarda un po' – non solo è sceso un immediato sipario a proteggerLa, ma ogni cosa è stata subito minimizzata. Allora arriva la domanda fatale: come mai la gran parte della stampa e dell’informazione in Italia è controllata proprio dalla sinistra e a sinistra votano le “famiglie” che la controllano? Ecco, ce lo spieghi un po' l’intelligente e colto presidente del PD.

ramente NO a “mamma” Europa. Lo hanno fatto a dispetto di Bruxelles e delle sue promesse di “flessibilità” anche a proposito delle quote di pesca che era il grande contenzioso sul tavolo. Niente da fare, gli islandesi hanno capito di stare bene così, non vogliono neppure aprire trattative. Eppure, secondo i canoni di Bruxelles, l’Islanda sarebbe stato un paese europeo illuminato, progressista e quindi “perfetto” con già a posto quasi tutti i parametri europei di adesione, che sarebbe stata quindi una sorta di mera ratifica…invece no. No, perché gli islandesi non si sono fidati e soprattutto perché “questo” modello di Europa costruito negli ultimi anni dai vertici UE evidentemente non “tira” più, quindi loro preferiscono continuare a decidere a casa loro e soprattutto vogliono stare tranquilli visto che si sono costruiti uno stato sociale tra i più avanzati nel mondo e Bruxelles è lontana, geograficamente ma soprattutto dal cuore. Alla fine, così, chi resta a premere per entrare nella UE? Solo i paesi balcanici in perpetua rissa tra loro e in deficit cronico, gente che in passato ha tirato fregature clamorose su debiti nascosti e con una lunga tradizione di corruzione, oltre naturalmente a Ucraina, Moldova, Georgia, ovvero a quelle nazioni sponsorizzate dalla Von Der Leyen e che sperano soprattutto nei contributi pubblici europei e da poi “mobilitare” in chiave anti-Russia. Un “babbo natale” che per i primi tempi arricchisce soprattutto chi governa (le adesioni di Romania e Bulgaria lo hanno dimostrato) e rendendo così più agevole il trasferirsi in massa verso ovest. Nazioni dove quando si vota i brogli sono la prassi, comprese le “manine” pilotate da Bruxelles che magari intervengono contro i rischi di possibili “deviazionisti” E voi non fatevi incantare dalla leggenda che la colpa è tutta della pesca ai merluzzi.

NEPAL UNA LEZIONE PER TUTTI Le catastrofiche notizie e le incredibili immagini che sono arrivate dal Nepal dovrebbero farci riflettere non solo per le dimensioni della catastrofe, ma anche sulle sue cause. Indubbiamente il cedimento del fronte di un ghiacciaio è un evento naturale e probabilmente collegato al progressivo ritiro anche dei ghiacciai himalaiani, ma va anche sottolineato che se lo stesso fenomeno fosse successo una ventina di anni fa le vittime sarebbero state infinitamente minori perché l’area era praticamente deserta. La valle del Bhote Koshi, nel distretto nepalese di Syapru Besu è infatti diventata una zona strategica al confine tra Nepal e Cina creando un’area fittamente popolata anche in zone che non lo erano mai state prima. L’autostrada che collega oggi il Nepal con la Cina proprio attraverso il passo di Gyirong non solo ha contribuito a segnare il territorio, ma è stata costruita senza probabilmente tener conto delle complessità geologiche di un’area fortemente sismica e comunque instabile. E’ una circostanza non nuova alla base dei ghiacciai: una situazione identica si era creata anche in Italia, a Macugnaga (in valle Anzasca, ai piedi del Monte Rosa) nel giugno del 2002 quando per un crollo del ghiaccio dalla parete est si creò una pericolosa ed improvvisa onda di piena che rovinò

a valle sfiorando l’abitato e formando un lago di vaste proporzioni e in precario equilibrio che fu poi lentamente svuotato nei mesi successivi con una imponente operazione della protezione civile. Non ci furono vittime solo perché alluvioni precedenti avevano da sempre consigliato di costruire ben lontano dalle rive del torrente Anza. Le autorità nepalesi e quelle cinesi hanno poi di fatto reagito chiudendo le frontiere e sostenendo di non aver bisogno di squadre di soccorso internazionali, bloccando di fatto tutta l’area a testimoni esterni. Pochi considerano che nelle nostre valli troppe volte si è costruito in zone troppo vicine a fiumi e torrenti e non è necessario un evento eccezionale ma solo un forte temporale per far esondare i fiumi, soprattutto quando hanno ancora una forte pendenza e quindi trascinano molto materiale. Chi ha buona memoria ricorderà, per esempio, le immagini dell’ultima alluvione a Bardonecchia, con il fiume che attraversa la località piemontese, tracima e distrugge tutto quello che incontra. Erano però case costruire sugli argini, posteggi lungo le rive, ponti con una “luce” minima tra il greto e la carreggiata anche perché è da tempo vietata – nel nome della tutela naturale green - la normale ripulitura degli alvei, con risultati a volte drammatici.

Il ministro Tajani sostiene la possibilità che la Russia intervenga per condizionare perfino le future elezioni in Italia. Ma come è possibile se tutte le TV sono filo-Ucraina, così come tutti i giornali? Il filtro quotidiane delle notizie è sempre contro Mosca: NATO, Europa e sponsor delle

spese militari sono univoche contro la Russia. Comunque gli italiani non sono cretini e non credo quindi che si faranno condizionare da nessuno, però vorrei capire “come” Putin potrebbe mai riuscirci, visto che praticamente tutti i media italiani sono contro di lui.

NON SIAMO SCEMI


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Martedì 8 Settembre

approfondimento

Allora!

Dalle trincee del Vietnam alle banane di Cairns: la storia di un eroe gentile

di Cav. Luigi De Luca OMRI Cairns è una terra dove la natura esplode in tutta la sua vibrante bellezza tropicale, ma la vera ricchezza di questo angolo di Queensland risiede nelle storie silenziose delle persone che lo abitano. Una di queste storie appartiene a un uomo di 75 anni di nome Kevin: un amico sincero, un veterano e un vero pilastro della comunità locale. Un passato di valore. La vita di Kevin è segnata dal dovere e dal sacrificio. Molti anni fa, ha indossato l'uniforme dell'esercito australiano e ha prestato servizio in Vietnam, affrontando una delle pagine più complesse della storia contemporanea. Al suo ritorno, la patria ha voluto onorare il suo coraggio e il suo sacrificio conferendogli una meritata Medaglia al Valore (Medal for Gallantry). Un riconoscimento che non è solo un pezzo di metallo, ma il simbolo di un'integrità e di un senso del dovere che lo accompagnano da allora. Dopo il congedo e un lungo e stimato periodo di lavoro presso "Bunnings", dove per anni è stato un punto di riferimento per chiunque cercasse un consiglio o una guida, è arrivato il momento del meritato ritiro. Ma per un uomo abituato all'azione e al servizio, la pensione non ha mai significato inattività. Il giardino come terapia e cura. Oggi, a 75 anni, Kevin ha trasformato la sua casa in un santuario di serenità. Si occupa personalmente di tutto: la manutenzione della casa, la cura della piscina e, soprattutto, il giardino. Negli ultimi tempi, la sua passione si è concentrata sulla protezione e sulla coltivazione di frutti meravigliosi: i mango succosi, lo zenzero pungente e le sue amate banane. La terra e le piante sono

diventate per lui uno spazio di pace, un modo per distrarsi, connettersi con i ritmi della natura e cogliere i momenti migliori della giornata. E da questa terra nasce anche la sua creatività culinaria. Con i frutti del suo giardino dà vita a ricette straordinarie e genuine. La più celebre? Il suo squisito Banana Bread, un dolce che racchiude il sapore del Queensland e il calore delle sue mani, e di cui oggi vogliamo condividere la ricetta con voi. La Ricetta del Banana Bread di Cairns Ingredienti: 3 banane mature Cavendish Km 0 (coltivate con cura nel suo giardino nel Nord del Queensland) 6 datteri frullati 50 g di uva sultanina 125 g di burro fuso 75 g di zucchero di canna + 75 g di sciroppo di zucchero di canna (brown sugar) 2 uova sbattute 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 200 g di farina 00 Procedimento: Preriscalda il forno a 180°C. In una ciotola grande, schiaccia le banane con una forchetta fino a ridurle in purea. Incorpora il burro fuso. Aggiungi il bicarbonato, lo zucchero, le uova sbattute, i datteri e l'uva sultanina. Unisci infine la farina e mescola fino a ottenere un composto omogeneo. Versa in uno stampo da plumcake imburrato e inforna per circa 50-60 minuti. Abbassare la temperature a 170 10 minuti prima di sfornare). Lascia raffreddare e assapora il gusto della pazienza. Il cuore della comunità: il supporto ai bambini e la fratellanza. Ma ciò che rende Kevin un vero eroe, anche nella vita civile, è il suo cuore d'oro. Negli anni non

ha mai smesso di contribuire al bene comune, offrendo supporto, braccia e tempo prezioso agli amici e alla gente bisognosa. Il suo impegno più grande è sempre stato rivolto ai bambini, ai quali ha dedicato servizi e protezione, dimostrando che la vera forza di un guerriero risiede nella sua capacità di essere gentile e protettivo verso i più deboli. Oggi lo si può incontrare nel suo giardino o nel garage di Joe. Joe è un suo caro e vero amico, le cui orgogliose origini italiane hanno portato una sfumatura culturale unica all'interno di questa fratellanza. Joe ha dato nuove ali ai piedi di Kevin. Insieme, nel campo della falegnameria, riescono a costruire l'impossibile, condividendo una profonda passione per il riciclo del legno di pallet o di altro legno di valore trovato abbandonato per strada. In quel garage sono riusciti a fondere la ricca eredità culturale, la forza e l’ingegno dell'artigianato italiano con la bontà, la cortesia e la natura accomodante (easy-going) di un vero Queenslander a Cairns. Oltre l'ego: la vera misura dell'artigianoIn un mondo professionale e gastronomico contemporaneo ossessionato dalla visibilità, assistiamo spesso a specialisti e professionisti completamente "fissati" dall'idea di mostrarsi super-talentuosi. Costruiscono monumenti al proprio ego, dimenticando che la tecnica senza l'umanità rimane un guscio vuoto. La vita di Kevin si pone come un potente antidoto a questa deriva moderna. Non ha bisogno di urlare il proprio talento; la sua maestria parla attraverso il silenzio, le sue porte aperte e le sue mani sporche di terra fresca e segatura. Kevin ci impartisce la più alta lezione professionale e morale: la valorizzazione dell'essere umano deve sempre venire prima del servizio all'ego. La vera grandezza non risiede in un titolo auto-proclamato, ma nella pratica quotidiana e silenziosa della cura del prossimo. Oggi lo si può incontrare così, perfettamente a suo agio nello stile di vita del profondo Queensland: a piedi scalzi sulla terra fresca, con addosso solo un paio di pantaloncini leggeri, una canottiera e, appesa con orgoglio sul petto, quella medaglia al valore che racconta chi è e cosa ha

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fatto per la libertà di tutti noi. Un uomo straordinario nella sua magnifica, autentica semplicità. Questi risultati profondi sono

possibili solo ed esclusivamente quando due culture diverse si incontrano senza cercare di scontrarsi.

Fiumi e laghi, una risorsa preziosa per il futuro del NSW di Tom Padula Il New South Wales è riccamente dotato di una rete diversificata di fiumi e laghi che plasmano i suoi paesaggi, ecosistemi e modelli di insediamento umano. Dai ruscelli alimentati dalla neve delle zone alture ai vasti sistemi fluviali dell'entroterra, l'acqua ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo ambientale ed economico dello stato. Il sistema fluviale più significativo del New South Wales è il fiume Murray, che costituisce gran parte del confine meridionale con il Victoria. Essendo il fiume più lungo d'Australia, il Murray è fondamentale per l'irrigazione, l'agricoltura e le comunità regionali. Sostiene un'agricoltura estesa, in particolare nella regione di Riverina, dove si coltivano colture come agrumi, uva e riso. Strettamente legato al Murray si trova il fiume Darling, che scorre dalle pianure nord-occidentali e si unisce al Murray a Wentworth. Il bacino Murray–Darling è una delle regioni agricole più importanti del paese, anche se affronta sfide continue legate all'allocazione dell'acqua e alla sostenibilità ambientale. Un altro fiume importante è il fiume Murrumbidgee, un affluente chiave del Murray. Nascendo nelle Snowy Mountains, scorre attraverso l'entroterra del New South Wales, sostenendo schemi di irrigazione e città come Wagga Wagga. Il fiume è centrale nello Snowy Mountains Hydro-electric Scheme, uno dei più importanti risultati ingegneristici australiani, che devia l'acqua per la produzione di elettricità e l'irrigazione interna. Anche i fiumi costieri svolgono un ruolo cruciale nel New South Wales. Il fiume Hawkesbury, a nord di Sydney, è stato storicamente importante per i trasporti, l'agricoltura e l'insediamento. Le sue fertili pianure alluvionali furono tra le prime aree agricole della colonia. Allo stesso modo, il fiume Hunter attraversa la Hunter Valley, una regione ben nota per la produzione di vino e l'estrazione del carbone. Questi fiumi costieri tendono a essere più corti ma sono soggetti a inondazioni periodiche a causa di for-

ti piogge. Oltre ai fiumi, il New South Wales presenta numerosi laghi, molti dei quali sono lagune costiere o bacini interni. Il Lago Macquarie è il più grande lago costiero d'acqua salata dell'Australia e una meta popolare per la navigazione, la pesca e il turismo. Situato vicino a Newcastle, è un importante bene ricreativo ed ecologico. Più a sud si trova il Lago Illawarra, una laguna costiera poco profonda che sostiene industrie della pesca e avifauna. Nelle regioni interne, i laghi sono spesso effimeri, riempiendo solo dopo piogge significative. Il Lago Menindee, parte del sistema dei laghi Menindee, svolge un ruolo cruciale nell'accumulo dell'acqua lungo il fiume Darling. Questi laghi sono essenziali per regolare l'approvvigionamento idrico durante i periodi di siccità, anche se sono vulnerabili all'evaporazione e alla variabilità climatica. I fiumi e i laghi del New South Wales non sono solo economicamente importanti, ma anche di rilevanza ambientale. Supportano ecosistemi diversi, inclusi zone umide, foreste e habitat per specie autoctone. Tuttavia, affrontano pressioni dovute all'eccessiva estrazione, all'inquinamento e al cambiamento climatico. La gestione sostenibile di queste risorse idriche rimane una sfida chiave per il futuro. In sintesi, i corsi d'acqua del New South Wales formano una rete complessa e vitale che sostiene agricoltura, industria e biodiversità. La loro salute continua è essenziale per la prosperità e l'equilibrio ambientale dello stato. In questo contesto, la tutela delle risorse idriche richiede una collaborazione costante tra istituzioni, comunità locali, agricoltori e realtà ambientali. Investimenti nella conservazione, nella gestione delle infrastrutture e nell'uso responsabile dell'acqua saranno sempre più importanti per garantire che questi preziosi ecosistemi possano continuare a sostenere il territorio e le generazioni future per garantire acqua, biodiversità e sviluppo sostenibile anche negli anni a venire.


Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Risultati delle partite della 3ª Giornata di Serie A

Genoa avanti con Osmajic, ma il vantaggio dura sei minuti: il Como ribalta tutto con Baturina, Diao e Nico Paz. Nella ripresa ancora Diao firma il poker. Insomma, il Grifone di De Rossi ruggisce soltanto all’inizio, poi a Marassi è festa comasca.

La Fiorentina illude il Franchi con Pellegrino, ma il Torino non si scompone: Mandragora pesca il jolly dalla distanza, Adams completa la rimonta all’82’. Viola beffati, granata in festa: dal possibile riscatto alla solita doccia fredda.

Partita da batticuore a San Siro: il Napoli vola sul 2-0 con Politano e Højlund, ma l’Inter non si arrende. Allegri sbaglia i cambi e Lautaro e Thuram firmano la rimonta, poi il capitano completa la follia al 91’: 3-2 e finale pazzesco.

La Roma domina ma sembra spacciata quando Éderson firma l’1-0, ma all’Olimpico il copione cambia nel finale: Hermoso pareggia all’89’, poi Soulé fa esplodere lo stadio al 93’. Carnesecchi paratutto, ma la Roma conquista tre punti.

Il Monza parte col piede sull’acceleratore e Robinson firma il meritato vantaggio. Il Parma reagisce nella ripresa: Lontani, appena entrato, trova l’1-1 e cambia l’inerzia. Nel finale nessuno affonda il colpo: primo punto per entrambi.

Juventus-Milan sembrava destinata al solito copione bloccato, invece lo Stadium si è acceso nel finale. Cissé ha gelato i bianconeri con un gioiello, ma Gatti, praticamente allo scadere, ha trovato il pari.

Derby emiliano per cuori forti: il Sassuolo colpisce per primo con Doig, ma il Bologna reagisce nella ripresa e trova il pari con Piccoli. Adzic riporta avanti i neroverdi, poi Dovbyk al 91’ salva i rossoblù: 2-2 e cuori a mille in Emilia-Romagna.

Il Frosinone parte forte e mette subito alle corde il Venezia, trovando il vantaggio. I lagunari reagiscono con orgoglio, ma nella ripresa i ciociari cambiano marcia: gol, spettacolo e sorpasso nel finale. Al triplice fischio, festa gialloblù

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sport

Martedì 8 Settembre

Allora!

Taranto 2026: cala il sipario, edizione record

Medagliere Italia a quota 224 podi: superato il primato di Bari 1997, nuovo record storico

Saranno ricordati come i Giochi dei record, a partire dalle 224 medaglie vinte dall'Italia, un primato assoluto destinato a durare nel tempo e che ha frantumato il precedente di 193 podi, che risaliva a Bari 1997. E poi per l'oro di Benedetta Pilato, profeta in patria,

e per quello di Gianmarco Tamberi, che a Taranto è venuto per colmare l'unica lacuna del suo ricco palmares, il solo successo che gli mancava. "L'edizione più bella di sempre" soddisfatti gli organizzatori. Ma i Giochi del Mediterraneo sui quali

GP Monza: Antonelli è leggenda

Parte 19° e arriva 1°, fuori Leclerc, Hamilton solo sesto Il Gran Premio d’Italia 2026, disputato sullo storico circuito di Monza, ha visto tanti colpi di scena e ha regalato una vittoria memorabile a Kimi Antonelli. Il pilota italiano della Mercedes, partito addirittura dalla 19a posizione a causa di una penalità per il cambio del motore, è riuscito a compiere una rimonta straordinaria fino alla vittoria finale. La gara è iniziata subito con la solita grande tensione. George Russell ha mantenuto una posizione di vertice, mentre Charles Leclerc, partito dalla terza casella, è stato protagonista di un grave incidente alla Parabolica al secondo giro. La Ferrari è stata costretta al ritiro e la gara è stata interrotta con una bandiera rossa per permettere di ripristinare le barriere di sicurezza. Fortunatamente, Leclerc è uscito illeso dall’incidente. Dopo la ripartenza, Russell ha condotto a lungo la gara, cercando di amministrare il vantaggio sugli inseguitori. Antonelli, però, ha recuperato rapidamente posizioni grazie

a un ritmo di gara aggressivo e veloce oltre a una strategia di squadra efficace. Nel finale, il pilota Mercedes ha raggiunto il compagno di squadra e lo ha superato, completando una rimonta spettacolare davanti al pubblico italiano. Antonelli ha così tagliato il traguardo al primo posto dopo 53 giri, precedendo Russell di 3,857 secondi e Max Verstappen di 14,718. Quarto Lando Norris, seguito da Oscar Piastri. Lewis Hamilton ha concluso appena sesto, salvando almeno in parte il weekend della Ferrari. Il successo di Antonelli ha inoltre un enorme valore storico: è il primo italiano a vincere a Monza dal 1966. Una gara quindi emozionante, caratterizzata da incidenti, strategie, sorpassi e una rimonta che resterà a lungo nella storia della Formula 1, regalando al pubblico italiano una giornata indimenticabile e ricca di emozioni, destinata a essere ricordata come uno dei momenti più significativi della stagione 2026.

è calato il sipario con uno show che ha spaziato tra taranta e Oasis, da Morricone a John Lennon, sono stati qualcosa di più di una manifestazione sportiva fatta di vincitori e sconfitti. Hanno rappresentato la possibilità per la città di Taranto di reindossare per quindici giorni i panni di capitale della Magna Grecia in sostituzione di quelli logori e più ingombranti di capitale dell'acciaieria, e di provare a cambiare il proprio futuro; anzi, di abbracciarlo, come suggerisce il motto scelto per la manifestazione 'Embrace the future'. Il tempo dirà se l'eredità lasciata in dote da questi Giochi sarà riuscita nell'intento di cambiare l'attuale narrazione. Importante il lascito: a partire dai 41 impianti nuovi o ristrutturati per l'occasione. Dal nuovo stadio intitolato a Erasmo Iacovone, un gioiellino abilitato ad ospitare i match di Champions, per proseguire con lo stadio del Nuoto Torre d'Ayala, con le sue piscine olimpioniche affacciate sul mare, passando per il Palaricciardi e il nuovo impianto per il padel. Il passaggio dalla gestione commissariale a quella dei Comuni non è priva di incognite, e sarà la sfida da vincere per non trovarsi a contemplare tra qualche tempo delle cattedrali nel deserto. Dal punto di vista della competizione sportiva è stato un monologo Italia: troppo evidente il divario tra la rappresentativa azzurra, forte di 500 atleti, e gli altri Paesi in gara, al punto che in alcune discipline, come il nuoto, è sembrato di assistere a qualcosa di più simile a una edizione degli Assoluti. Medaglie e vittorie sono arrivate in quasi tutte le 33 discipline in gara, con azzurri protagonisti anche in sport dove non sono soliti primeggiare, come la pallamano, il badminton e il tennistavolo. Nel pomeriggio chiusura in bellezza con la nazionale maschile di pallanuoto guidata da Sandro Campagna che ha vinto la medaglia d'oro battendo in finale il Montenegro. Nel medagliere l'Italia chiude al primo posto con 224medaglie (74 ori, 78 argenti e 72 bronzi). Doppiata la Turchia, seconda con 111 podi. Terza la Grecia ferma a quota 71. Taranto2026 saluta e passa il testimone a Pristina, la capitale del Kosovo che ospiterà i Giochi del Mediterraneo nel 2030.

Champions League 2026: si parte

Subito Real-Inter e Arsenal-Napoli, poi Roma e Como La Champions League 2026/27 è pronta a riaccendere i riflettori sul calcio europeo e, per l’Italia, l’esordio sarà subito da brividi. La nuova League Phase, con 36 squadre e otto partite per ciascun club, mette immediatamente alla prova le quattro rappresentanti italiane. Si parte mercoledi 9 settembre con il piatto forte: Real Madrid-Inter. I nerazzurri, campioni d’Italia, affrontano al Bernabéu una delle grandi favorite. Un risultato positivo avrebbe un peso enorme non solo in classifica, ma anche sul piano della fiducia. Giovedì toccherà al Napoli, atteso al Maradona dall’Arsenal. Una sfida affascinante e già indicativa delle ambizioni azzurre: il fattore campo potrebbe diventare l’arma decisiva contro una squadra costruita per arrivare almeno

ai quarti di finale. Venerdì sarà il turno della Roma, che torna in Champions dopo sette anni. A Istanbul, contro il Fenerbahçe, serviranno personalità e concretezza: conquistare punti all’esordio potrebbe essere fondamentale per affrontare con maggiore serenità un calendario tutt’altro che semplice. E poi c’è il Como, debuttante assoluto nella competizione. Al Sinigaglia arriva il Lipsia: sulla carta è la sfida più abbordabile, ma anche quella con meno certezze. L’entusiasmo può trasformarsi in energia, purché la squadra sappia gestire la pressione del grande palcoscenico. Quattro storie diverse, un unico obiettivo: portare l’Italia il più lontano possibile. La prima giornata dirà subito chi è pronto a sognare e chi, invece, dovrà rincorrere.

Coppa Italia: ok Udinese e Palermo

La manifestazione entra nel vivo, fuori Torino, Parma e Venezia La Coppa Italia non delude mai: basta un pallone, novanta minuti e la promessa solenne che «tanto questa la vinciamo facile». Poi, puntualmente, arriva il caos. Gli ultimi sedicesimi hanno già regalato qualche sorpresa e parecchio materiale per gli amanti del dramma sportivo. Il Palermo ha fatto la voce grossa contro il Mantova, imponendosi 5-2 e prenotando un posto agli ottavi. Il Cagliari, invece, ha salutato la competizione dopo il 2-1 casalingo contro il Verona: per i sardi, una serata da dimenticare; per gli scaligeri, una piccola festa. Non è mancato nemmeno il brivido.

Il Sassuolo ha avuto bisogno dei rigori per eliminare il Frosinone, dopo un 1-1 nei tempi regolamentari: dagli undici metri, insomma, la Coppa ha deciso di aggiungere un po' di pepe. L'Udinese, invece, ha superato 2-1 il Venezia, mentre il Monza ha confezionato il colpo esterno vincendo 1-0 sul campo del Torino. Insomma, la Coppa Italia continua a fare il suo mestiere: mischiare favorite, outsider, gol, rigori e qualche sorpresa indigesta. Perché in questa competizione c'è una regola non scritta: il pronostico è valido fino al primo fischio dell'arbitro.


Allora!

sport australiano

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NPL: Marconi-North West Syd 1-3, Marconi out

Finisce qui la corsa del Marconi, sconfitto in casa contro ogni pronostico

AFL: it's playoffs time Sydney Swans and Adelaide on the next round The AFL play-offs have wasted no time delivering the sort of drama that makes September special. Hawthorn produced the first major shock, stunning minor premiers Fremantle 72-40 in Perth with a disciplined, suffocating performance. The Dockers never found their rhythm, while the Hawks turned pressure into a famous victory and a place in the preliminary final. Geelong then ended Carlton’s remarkable fairytale run, recovering from an early deficit to win 107-74. Patrick Dangerfield was the difference-maker, booting five goals as the Cats took control af-

ter halftime. Sydney delivered the biggest statement of the round, crushing reigning premiers Brisbane 141-88 at the SCG. Despite missing several key players and losing captain Callum Mills to injury, the Swans played with extraordinary energy. Logan McDonald kicked six goals, while Charlie Curnow and Tom Papley added five each. Adelaide completed the weekend with a 90-68 victory over the Western Bulldogs, ending a nine-year wait for a finals win. Six games, six stories—and one clear message: in AFL finals, reputations count for very little.

Marconi Stadium, mercoledi 2 agosto - Doccia fredda a Bossley Park anche se, visto lo stato di forma, la sconfitta e la conseguente eliminazione era nell'aria. La sfida tra Marconi e North West Sydney aveva tutti gli ingredienti della partita da dentro o fuori: pubblico caldo, tensione da playoff e una qualificazione in palio. E alla fine, a sorridere è stato il North West Sydney, capace di imporsi con un netto 3-1 e di spegnere i sogni dei padroni di casa. Il match si è acceso subito. Dopo appena dieci minuti, Kosta Petratos porta avanti lo Spirit, mettendo il Marconi nella scomoda posizione di dover inseguire. I padroni di casa provano a reagire, ma all'intervallo il tabellone sorrideva ancora agli ospiti: 0-1. Nella ripresa arriva il colpo che sembrava poter chiudere definitivamente la contesa. Peacock, autentico protagonista della serata, segnato al 50' e poi completa la sua doppietta al 65'. Tre gol da recuperare? Praticamente una montagna. Il Marconi, però, non molla. Al 66' Elhelou accorcia le distanze, regalando qualche barlume di speranza ai tifosi. Ma lo Spirit resiste fino al tri-

plice fischio, portandosi a casa una vittoria pesantissima. Curiosamente, appena tre giorni prima le due squadre avevano pareggiato 1-1 nella giornata conclusiva della stagione regolare. Questa volta, però, niente spazio per i calcoli: il North West Sydney ha trasformato la rivincita in una festa, mentre per il Marconi è calato il sipario. Una partita che conferma la vecchia legge del calcio: quando arriva il momento decisivo, non conta quanto hai corso prima. Conta chi corre più forte quel giorno. E dopo 10 anni termina anche la corsa di Peter Tsekenis, l'allenatore del Marconi ha infatti deciso di lasciare l'incarico.

NPL: APIA-NWest Sydney 3-0, ora la finale

Parisi in finale, dominio e sold-out sul campo amico del Lambert Park

NRL: Penrith Wins Minor P'ship

Dominant Panthers take home the JJ Giltinan Shield The NRL regular season has ended with a dramatic final round reshaping the finals picture. The Warriors’ victory over Manly strengthened their push for the minor premiership, while Cronulla’s loss to Melbourne confirmed a fifth-place finish and an elimination-final clash with

North Queensland. The Dolphins secured third position after overcoming the Titans, while several established clubs missed September football altogether. With the top eight now decided, teams face a demanding finals campaign where every mistake could end their season.

Lambert Park, domenica 7 settembre - Partenza prudente e di studio a Lambert Park, perché in una semifinale nessuno vuole fare il fenomeno dopo cinque minuti e ritrovarsi a rincorrere per novanta! APIA e North West Sydney si studiano, si annusano e soprattutto si danno battaglia a centrocampo. Il primo tempo scivola via sullo 0-0, con i portieri che possono tranquillamente ordinare un caffè. Nella ripresa, però, cambia tutto. L’APIA torna in campo con un’altra marcia e al 53’ arriva il gol che rompe finalmente l’equilibrio, a firmarlo ci pensa Jack Stewart: 1-0 e Lambert Park comincia a diventare una bolgia. Il North West Sydney prova a reagire, ma i granatazzurri hanno ormai in mano il controllo della partita. Al 66’ arriva il colpo del ko: secondo gol dell’APIA ad opera del bomber Ortiz e vantaggio che diventa sempre più rassicurante. Gli ospiti cercano di riaprire la sfida, ma la difesa di casa tiene

rendersi alla forza dei padroni di casa. Insomma, 45 minuti di studio, 45 di spettacolo: APIA in finale e Lambert Park può festeggiare! Una vittoria netta, costruita con pazienza, carattere, qualità e grande determinazione nella ripresa davanti al proprio pubblico.

botta senza troppi complimenti. E quando ormai il pubblico pensa soltanto al triplice fischio, arriva anche la ciliegina sulla torta: all’87’ l’APIA cala il tris con Sciuriaga. Game over, sipario e biglietto per la finale già prenotato! Il 3-0 finale racconta perfettamente l’andamento della partita: primo tempo equilibrato e prudente, secondo tempo tutto targato APIA. Tre gol nella ripresa, porta inviolata e una prestazione da squadra che sa quando accelerare. Il North West Sydney resiste finché può, ma alla fine deve ar-

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Onoranze Funebri DECESSO

DECESSO

DECESSO

DECESSO

IN MEMORIA

MUSUMECI GIUSEPPE

BARSI LUIGI

LOMBARDO GIOVANNI 'JOHN'

AGOSTINO FRANCESCO

SERGI ANTONIO

nato il 18 agosto 1933 deceduto a Sydney (NSW) il 2 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.Il Santo Rosario sarà recitato mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 17.00 presso la St Joan of Arc Catholic Church, 97 Dalhousie Street, Haberfield. Il funerale sarà celebrato giovedì 10 settembre 2026 alle ore 10.30 presso la St Joan of Arc Catholic Church, 97 Dalhousie Street, Haberfield.Dopo il rito religioso, il caro Giuseppe sarà accompagnato al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “Il suo affetto continuerà a vivere nel cuore di chi gli ha voluto bene." ETERNO RIPOSO

nato il 26 settembre 1934 deceduto a Sydney (NSW) il 2 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa Il Santo Rosario sarà recitato oggi 8 settembre 2026 alle ore 18.00 presso la Chapel of the Resurrection, Andrew Valerio & Sons, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 12.00 presso la St Michael’s Catholic Church, 45 Maxim Street, Meadowbank.Dopo il rito religioso, il caro Luigi sarà accompagnato al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto. “La luce eterna del Signore risplenda su di lui e la Sua pace lo accompagni per sempre. ”ETERNO RIPOSO

nato il 15 aprile 1937 deceduto a Sydney (NSW) il 1 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 10 settembre 2026 alle ore 18.30 presso la Chapel of the Resurrection, Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock. Il funerale sarà celebrato venerdì 11 settembre 2026 alle ore 10.30 presso la St Joseph’s Catholic Church, 126 Liverpool Road, Enfield. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno al loro dolore e parteciperanno al funerale del caro estinto. “Il Signore lo accolga nella Sua misericordia e gli conceda il riposo eterno nella luce della pace.” ETERNO RIPOSO

Make your gift a bunch of flowers... Pino Oppedisano - 0419 822 226 p 02 9602 5931 p 02 9822 9550

nato il 21 ottobre 1948 deceduto a Sydney (NSW) il 3 settembre 2026 I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 10 settembre 2026 alle ore 10.30 presso la St Anthony’s Catholic Church, 54 Agincourt Road, Marsfield. Dopo il rito religioso, il caro Francesco sarà accompagnato al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde, per la sepoltura. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della caro estinto.

nato il 25 settembre 1944 deceduto a Sydney (NSW) l' 8 settembre 2025 Ad un anno dalla sua scomparsa, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani, lo ricordano con dolore e immutato affetto. Una Santa Messa di Suffragio sarà celebrata oggi 8 settembre 2026 alle ore 18.00 presso la Our Lady of Victories Catholic Church, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che si uniranno in preghiera nella Santa Messa in memoria del caro estinto.

“Il Signore lo accolga nel Suo regno e gli conceda il riposo eterno nella luce della Sua pace.” ETERNO RIPOSO

“La sua bontà continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha amato. “ ETERNO RIPOSO

FUNERAL NOTICES 2026 TWO EDITIONS PER WEEK DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ. In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888. -------------From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.


onoranze funebri

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Montjuïc, tra tombe illustri e storia catalana Affacciato sul Mediterraneo e adagiato sul versante meridionale della collina di Montjuïc, il cimitero di Montjuïc è uno dei luoghi più suggestivi e significativi di Barcellona. Inaugurato nel marzo del 1883, nacque in un periodo di forte crescita demografica della città, quando i piccoli cimiteri rionali non erano più sufficienti a rispondere alle esigenze di una Barcellona in piena trasformazione. La realizzazione del nuovo camposanto rappresentò inizialmente una soluzione al problema della carenza di spazi funerari. Nel corso dei decenni, tuttavia, anche Montjuïc arrivò a essere considerato insufficiente e fu necessario progettare un nuovo cimitero fuori dal territorio comunale: quello di Collserola, affidato all'architetto municipale Leandre Albareda. Oggi il cimitero di Montjuïc è molto più di un luogo destinato alla sepoltura. La sua architettura eclettica, caratterizzata da monumenti, cappelle, sculture e tombe elaborate, conserva infatti importanti testimonianze artistiche e storiche, con elementi che anticipano il modernismo catalano. Passeggiando tra i suoi viali, il visitatore può così ripercorrere una parte fondamentale della storia culturale, politica e sociale della Catalogna.

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Tra i personaggi illustri sepolti a Montjuïc figurano artisti come Santiago Rusiñol, Joan Miró e Ramon Casas, musicisti come Isaac Albéniz e Federico Mompou, scrittori e poeti quali Jacint Verdaguer, Josep Carner e Joan Salvat Papasseit. Non mancano protagonisti dello sport, come Joan Gamper, fondatore del FC Barcelona, il celebre portiere Ricardo Zamora e Juan Antonio Samaranch. Il cimitero custodisce inoltre le tombe di importanti figure politiche catalane, tra cui Francesc Macià e Lluís Companys, oltre a personalità legate alle vicende politiche e sociali della Spagna del Novecento. Tra queste spicca anche l'italiano Mario Angeloni, antifascista caduto nel 1936 du-

rante la Guerra civile spagnola. La presenza di queste personalità rende Montjuïc una straordinaria testimonianza della complessa identità culturale e politica della città. Dal 2004 Montjuïc fa parte della “Rotta dei cimiteri” di Barcellona, un itinerario nato per valorizzare il patrimonio monumentale e storico dei camposanti cittadini. Il luogo si presenta così come un autentico museo a cielo aperto, dove arte, memoria e storia si incontrano nel silenzio dei suoi viali, offrendo al visitatore un viaggio attraverso epoche, stili e vicende umane che hanno segnato profondamente la storia catalana, e restituendo voce alle generazioni che ne hanno costruito la storia.


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Allora!

Annibale, l’italiano che trasformò Sydney in un palcoscenico

1934 - Annibale con il babbo

di Alberto Migliucci Per cinquant’anni mio padre salì su un palcoscenico per diventare qualcun altro. Pirandello. Goldoni. De Filippo. Collodi. Machiavelli. Dante. Sotto le luci dei palcoscenici di Sydney, quelle parole tornavano a vivere in italiano. Le risate, i gesti, gli applausi. Per qualche ora, un altro mondo. Il paradosso del teatro è questo: dietro una maschera, a volte, si rivela il volto più vero. Poi calava il sipario. E tornava Annibale. O almeno, quello era l’Annibale che credevo di conoscere. Annibale. Un nome che apparteneva alla storia molto prima di appartenere a mio padre. Al grande generale cartaginese che attraversò le Alpi con il suo esercito. Anche mio padre ebbe il suo cammino da compiere: da Firenze a Sydney. Non aveva un esercito con sé, ma Santina, la sua bellissima moglie, presenza luminosa al suo fianco, due figli ancora piccoli e, davanti a loro, un mondo ancora

sconosciuto. L’Italia rimase dentro di lui, mentre l’Australia diventava, poco a poco, parte del suo cammino. Nella Sua Firenze non c’era bisogno di pensare a cosa volesse dire essere italiano. Era semplicemente il mondo intorno a lui: la lingua, i gesti, l’umorismo, le discussioni, il modo di parlarsi. Era una patria prima ancora che una parola, fatta di cose comprese senza bisogno di essere spiegate. In Australia, invece, nulla di tutto questo poteva più essere dato per scontato. Bisognava custodirlo, portarlo con sé lungo il cammino, quasi salvare dall’oblio ciò che la distanza avrebbe potuto lentamente cancellare. E mio padre lo fece attraverso il teatro. In quel cammino ebbe al suo fianco Bruno Buttini, amico di una vita e compagno di viaggio, fino alla fine. Nei primi anni Settanta, insieme fondarono La Compagnia Teatrale Italiana di Sydney. Per cinquant’anni recitarono e dires-

1934 - Lettera di Alfredo ad Annibale

Il Reduce -1972 Sydney

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sero spettacoli in italiano, facendo rivivere sui palcoscenici di Sydney il mondo di Goldoni, di Pirandello e di tanti altri grandi autori italiani: le loro parole, i loro personaggi, i loro gesti e, con essi, un intero modo italiano di sentire e di stare al mondo. Per anni ho pensato che il teatro fosse soltanto una grande passione di mio padre. Oggi credo che fosse qualcosa di più. Su quei palcoscenici prendeva vita un’Italia forse immaginata, forse ricordata, ma non per questo meno vera: una lingua che non aveva bisogno di spiegarsi, una battuta capita senza traduzione un gesto che diceva più delle parole. Le scene erano dipinte, i costumi un travestimento, i personaggi maschere prese in prestito per una sera. Eppure, proprio attraverso quell’illusione del teatro, affiorava qualcosa di profondamente vero. Un legame. Questo paradosso mi è rimasto dentro. Il teatro chiedeva a mio padre di diventare qualcun altro, eppure forse era proprio lì, dietro una maschera, che lasciava affiorare qualcosa di più vero di sé. Pirandello lo avrebbe capito. Chi siamo, sotto i ruoli che interpretiamo? Per anni ho creduto che la risposta fosse semplice. Finita la scena, cadeva il personaggio e tornava Annibale. Ma quale Annibale? L’italiano o l’australiano? L’attore o il regista? Il marito, il fratellone, l’amico? Mio padre? Ognuno di quelli che lo hanno conosciuto ha incontrato un Annibale diverso. Nessuno era falso. Nessuno era completo. Forse non esisteva un unico Annibale dietro tutte quelle parti, una figura definitiva in attesa dietro le quinte. Forse siamo tutti così: un poco ciò che siamo, un poco ciò che gli altri vedono, un poco ciò che diventiamo nel corso della vita. Prima di essere mio padre, Annibale era il piccolo Annibaluccio di Alfredo, suo padre. Un bambino nella Firenze della guerra. Aveva soltanto undici anni quando lo perse. Eppure, Alfredo gli aveva lasciato una voce. Annibale aveva appena dieci mesi quando Alfredo

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Annibale nella sua amata Sydney

gli scrisse quella lettera. In alto, il peso del tempo: Anno XII Fascista, luglio 1934. Era l’Italia di Mussolini, ma sulla pagina c’era qualcosa di più antico e più intimo della politica: un padre che affidava al futuro le parole per il figlio che ancora non poteva comprenderle. Al mio piccolo e caro Annibaluccio. Quella lettera ce l’ho ancora. Come un’antica iscrizione romana incisa nella pietra, le sue parole sono sopravvissute al padre che le scrisse e hanno attraversato le generazioni. Il piccolo Annibale non poteva capire quelle parole. Alfredo lo sapeva. Non scriveva al bambino che aveva davanti. Scriveva all’uomo che sperava sarebbe diventato. E sono parole bellissime. Lo voleva istruito, onesto, buono e generoso; capace di fare del bene senza cercare riconoscimenti, di affrontare la fortuna e le delusioni, il dolore e la gioia, la ricchezza e la povertà, la salute e la malattia. Tutto ciò che una vita può mettere sul nostro cammino. Poi, quasi alla fine della lettera, Alfredo scrisse: ...cercare di vivere con la tua forza. Vivere con la propria forza. Alfredo morì dieci anni dopo. Non poté vedere dove avrebbe portato il cammino di quel bambino che chiamava Annibaluccio. Io sì. Non so quanto spesso mio padre abbia pensato a quella lettera. Forse tante volte. Forse quasi mai. Ma oggi, rileggendo le parole di Alfredo e guardando la vita di Annibale, mi sembra che padre e figlio si ritrovino, in qualche modo, attraverso il tempo.

Alfredo non conobbe l’uomo che suo figlio sarebbe diventato. Ma lo aveva immaginato. E Annibale, forse senza nemmeno rendersene conto, gli somigliò molto. Quando ripenso alla vita di mio padre, una cosa emerge sopra tutte le altre: Ha vissuto con la propria forza. Il teatro ha un sipario. La vita no. Non c’è un momento preciso in cui finisce una parte e ne comincia un’altra. Siamo figli, poi mariti, padri, amici; cambiamo paesi, lingue, età. Entriamo e usciamo da mille ruoli, eppure qualcosa di noi continua ad attraversarli tutti. Forse è questo che Pirandello aveva compreso così bene. E forse è uno dei doni del tempo: crescendo, cominciamo a vedere i nostri genitori non più soltanto come Mamma o Papà, ma come persone che hanno avuto un cammino prima di noi, con amori, perdite, speranze e paure che da bambini non potevamo conoscere. Mio padre oggi ha 93 anni. Una vita lunga, attraversata da tante scene, dentro e fuori dal teatro. E oggi riesco a vedere qualcosa di più di Annibale. Il piccolo Annibaluccio a cui suo padre scrisse una lettera. Il bambino nella Firenze della guerra che perse quel padre troppo presto. Il giovane uomo accanto a Santina. Il padre che arrivò in Australia con due figli piccoli. L’attore sotto le luci. Il regista dietro le quinte. Mio padre. Tutti loro, Annibale. Una vita non può essere ridotta a un solo ruolo, nemmeno a uno importante quanto quello di padre.

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