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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 55 - Venerdì 24 Luglio 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Quante prime donne
C'è una scena che si ripete puntualmente nella nostra comunità. Qualunque sia l'argomento, c'è sempre qualcuno pronto a dire: "Io, nel 1982 ero...", "Io, nel 1976 ho fondato...", "Io nel 1997 c'ero...", "Io nel 1989 ho fatto...". L'io diventa il protagonista di ogni conversazione. Come se il valore di una persona si misurasse dal numero di incarichi ricoperti quarant'anni fa o dalle medaglie che continua a lucidare ancora oggi. Nel frattempo nascono nuove fondazioni, nuovi comitati, nuove associazioni. Tutti dichiarano di voler servire la comunità. Ma viene spontaneo chiedersi: stiamo davvero rispondendo a un bisogno della comunità o al bisogno di qualcuno di sentirsi importante? Si organizzano conferenze per iniziative che potrebbero essere portate avanti insieme. Si preferisce creare una nuova sigla piuttosto che rafforzare quelle già esistenti. Ogni progetto diventa l'occasione per rivendicare una leadership personale, come se collaborare significasse perdere prestigio. Eppure la forza di una comunità non si misura dal numero delle associazioni, ma dalla loro capacità di lavorare unite. Il servizio autentico non ha bisogno di essere raccontato in ogni occasione. Chi serve davvero lascia parlare i risultati, non il proprio curriculum. Non sente il bisogno di ricordare ogni cinque minuti cosa faceva nel 1982, nel 1992 o nel 2002. La storia personale è importante, ma non può diventare un lasciapassare permanente per pretendere autorevolezza o centralità. Le nuove generazioni osservano tutto questo con un certo disincanto. Vedono rivalità, personalismi e continue gare di visibilità. E molti, scoraggiati, scelgono semplicemente di non partecipare. È un peccato, perché la nostra comunità ha bisogno di energie nuove, di idee fresche e di persone che abbiano voglia di mettersi al servizio senza dover necessariamente occupare la prima fila. Servono senza dubbio meno protagonisti e più costruttori. Alla fine, i titoli passano, le cariche cambiano o si perdono miserabilmente e le fotografie, anche le più importanti ingialliscono. Ciò che resta è soltanto il bene che siamo stati capaci di fare, spesso lontano dai riflettori e senza bisogno di ricordare continuamente a tutti chi eravamo.
A One-Way Ticket
The remarkable story of Italian migration to Australia, a journey marked by sacrifice, resilience and determination, has been placed at the centre of a special event at the Italian Senate with the launch of A One-Way Ticket – Italian Migrants in the City of Ryde 1860–1960. The book, researched and written by Angelina Bonifacio, documents a century of Italian migration to Ryde, tracing the experiences of the men and women who left Italy between the late 19th century and the 20th century to build new lives in Australia. Presented at the prestigious Sala Caduti di Nassirya at the Senate of the Republic, the event brought together political repre-
sentatives, community leaders and descendants of Italian migrants to reflect on the enduring legacy of Australia’s Italian community. Senator Francesco Giacobbe, who addressed the gathering alongside Senator Marco Lombardo and Ms Bonifacio, said the stories contained in the book represented a vital part of Italy’s own history. “The history of Italian migration in Australia is an integral part of Italy’s history and must be preserved and passed on. Preserving these testimonies means restoring dignity to the sacrifices of millions of Italians who left Italy without ever breaking the bond
with their roots,” Senator Giacobbe said. Senator Giacobbe praised Angelina Bonifacio’s extensive research, describing the publication as an important contribution to documenting the Italian presence in Australia and ensuring younger generations understand the experiences of those who came before them. Also attending the event were Senators Nicola Irto and Andrea Crisanti, along with mayors Giorgio Imperitura and Antonio Barillaro from Martone and San Giovanni Gerace — two Italian communities closely connected to many of the migration stories featured in the book.
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Agente AI viola Iran-Usa: minaccia Due giovani morte ambiente protetto con nuovi attacchi in Laos. La verità? OpenAI ha reso noto un "incidente informatico senza precedenti": durante un test interno, un agente basato su GPT-5.6 Sol e su un modello sperimentale sarebbe riuscito a eludere i limiti di un ambiente isolato e ottenere l'accesso a Internet. Il sistema avrebbe individuato una vulnerabilità sconosciuta ("zero-day"), sfruttandola per aumentare i propri privilegi e tentare di recuperare le risposte ai test direttamente dai server. L'episodio ha spinto OpenAI ad annunciare controlli più rigorosi sulle capacità autonome dell'intelligenza artificiale.
Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro obiettivi iraniani per l’undicesima notte consecutiva, mentre cresce la tensione nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha minacciato di colpire infrastrutture strategiche iraniane, comprese centrali elettriche e ponti, in risposta a eventuali attacchi contro navi. I leader iraniani da Teheran hanno denunciato le minacce e affermato di essere pronti a reagire. Intanto proseguono gli sforzi diplomatici per evitare un’ulteriore prolungamento del conflitto per l'intera regione.
La ministra Penny Wong ha incontrato il suo omologo laotiano chiedendo risposte sulla morte di due giovani australiane durante una vacanza in Laos. Holly Morton-Bowles e Bianca Jones, entrambe di 19 anni, sono decedute nel novembre 2024 dopo un presunto avvelenamento da metanolo causato da bevande contaminate consumate in un ostello di Vang Vieng. Wong ha affermato che le famiglie meritano giustizia e ha chiesto che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le autorità locali continuano ad indagare sul caso.
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"Essere chiari significa assumersi la responsabilità delle proprie parole." - Franco Baldi