Gli attacchi rivolti a Sua Santina Leone XIV da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump rappresentano un "salto di qualità" inquietante nel linguaggio pubblico. Definire il Pontefice “debole” e "pessimo in politica estera", invitando il Santo Padre a restare fuori dalla politica non è una semplice divergenza di opinione ma un tentativo di ridurre una voce morale globale a un fastidio da zittire. Qui non si discute di schieramenti, ma di rispetto istituzionale e umano. Colpire il Papa significa colpire l’idea stessa che esista ancora l'occidente e quindi uno spazio per la coscienza nel dibattito mondiale democratico. È un segnale grave, che rivela una deriva in cui il potere di un uomo solo pretende di essere l’unico linguaggio legittimo. Chi guida una nazione dovrebbe misurare le parole, non usarle come strumenti di delegittimazione morale.
Da Buon Pastore e dal più autorevole dei leader religiosi del mondo - Leone XIV non è sceso nel confronto politico ma ha affermato senza mezzi termini "non ho paura". Esprimere solidarietà al Santo Padre è una prova di civiltà che chiama in causa la responsabilità di tutti i cittadini e persino noi della stampa, senza eccezioni. Il silenzio complice non è un’opzione.
Dal Brunei altre scorte di petrolio
Il sultano del Brunei ha assicurato al premier australiano Anthony Albanese che non verranno imposte restrizioni alle esportazioni di petrolio verso l’Australia, durante una visita ufficiale a Bandar Seri Begawan. I due leader hanno discusso le tensioni in Medio Oriente e la sicurezza delle rotte energetiche, in particolare lo Stretto di Hormuz. Canberra punta a garantire continuità nelle forniture di carburanti e fertilizzanti. Presente anche la ministra degli Esteri Penny Wong. Rafforzata la cooperazione energetica bilaterale si legge in nota.
Cane Cutter Nonno
The Italian heritage of Australian Senator Matthew Canavan has prominently featured in a political debate on migration and citizenship rules, after the Nationals MP referenced the stringent naturalisation process faced by his Italian grandparents in the 1950s.
Canavan said his nonno, Gaetano Zanella, and other postwar Italian migrants underwent extensive background checks before becoming Australian citizens, including employer references, police assessments and proof of financial stability and accommodation.
Among historical documents
Zelensky's Latest Visit to Rome
Ukrainian President Volodymyr Zelensky has visited Rome, meeting Prime Minister Giorgia Meloni at Palazzo Chigi before holding talks with President Sergio Mattarella at the Quirinale. Discussions focused on continued Western support for Ukraine, security guarantees, and prospects for a sustainable peace settlement amid the ongoing war.
Italian leaders reaffirmed their backing for Kyiv and commitment to diplomatic coordination with European partners. Zelensky expressed gratitude for Italy’s solidarity.
cited by the senator was a letter from a Townsville police inspector noting Zanella’s command of English and ability to integrate into an English-speaking community, concluding he would have “no difficulty” adapting to life in Australia.
Italian migration to Australia surged in the post-war period, with thousands arriving under assisted migration schemes and contributing significantly to regional labour markets, agriculture and urban development. Many, however, faced strict assimilation requirements and lengthy residency pathways before gaining citizenship.
Canavan drew a comparison between those historical procedures and contemporary debates on border control and migration policy, arguing that citizenship standards should remain “robust” while maintaining a welcoming approach to those who meet requirements.
The remarks have highlighted the enduring political and cultural relevance of the Italian-Australian community, one of the largest migrant groups in Australia, whose post-war experience continues to shape discussions on national identity, integration and immigration policy today.
La stampa un valore aggiunto
Durante la recente visita a Sydney dell’Ambasciatore d’Italia Nicola Lener si è svolto un breve ma significativo incontro con il direttore Marco Testa finalizzato a consolidare i rapporti con la nostra testata giornalistica. Nel corso del colloquio l’Ambasciatore ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto dalla redazione, riconoscendone il ruolo fondamentale nel mantenere informate le comunità italiane e nel favorire il legame con
il Sistema Italia, incoraggiando a proseguire con impegno e professionalità.
L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto sul valore dell’informazione per la diaspora italiana sempre più numerosa e radicata nel Paese.
L’incontro si è concluso con la promessa di un successivo appuntamento a Canberra entro la fine dell’anno a conferma della volontà di mantenere un dialogo costante e costruttivo.
Grandiosa festa di Santa Caterina
Show azzurro direzione Mondiale
Illawarra volto autentico dell’Italia
la pista dei visti illeciti
di Marco Testa
Mela alleata della tua salute
Tajani chiude missione strategica a Beirut
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha concluso la missione a Beirut, dove ha preso parte ad una serie di incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, e con il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, Youssef Rajji. Nel corso della visita, il Mini-
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stro ha inoltre incontrato il contingente italiano impegnato nella Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) ed il Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L), oltre a collegarsi in videoconferenza con i militari italiani schierati presso la base UNIFIL di Shamaa.
La missione – sottolinea la Farnesina – è stata decisa per confermare la vicinanza del Governo italiano al Libano, rafforzare il sostegno internazionale al Paese e favorire il raggiungimento di un cessate il fuoco. In questo contesto, il Ministro Tajani ha ribadito al Presidente Aoun quanto già espresso nel colloquio telefonico dell’8 aprile, sottolineando la solidarietà italiana di fronte agli attacchi subiti e la necessità di evitare un’ulteriore escalation nella regione.
Nel corso degli incontri, è stato inoltre confermato il sostegno italiano al percorso di riforme strutturali avviato dal Governo libanese, con particolare atten-
zione al rafforzamento della governance e dello stato di diritto e il disarmo di tutte le fazioni libanesi, a partire da Hezbollah.
L’Italia è pronta ad accompagnare questo processo anche attraverso programmi di formazione rivolti alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, in prospettiva anche oltre l’attuale mandato della missione UNIFIL. L’Italia svolge un ruolo di primo piano nel supporto alle Forze Armate libanesi (LAF) e alle Forze di Sicurezza Interne (ISF), attraverso la missione MIBIL, la guida del Comitato tecnico-militare (MTC4L) e la più numerosa presenza di personale nel contingente UNIFIL.
Sul piano umanitario, Tajani ha discusso dell’utilizzazione del pacchetto di emergenza da 10 milioni di euro già stanziato e della distribuzione delle oltre 40 tonnellate di beni di prima necessità dalla base di Brindisi consegnati a Beirut. L’Italia resta impegnata a promuovere ulteriori iniziative, anche nel settore agricolo, in coordinamento con il Polo ONU di Roma, ed è pronta a contribuire agli sforzi di ricostruzione.
A livello regionale, Tajani ha sottolineato l’importanza di promuovere il dialogo diretto tra Libano e Israele come elemento chiave per una pace duratura.
In questo quadro, è stato inoltre affrontato il tema delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e la necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. (Inform)
Premio Sgattoni, ANFE apre la voce degli italiani nel mondo
Il Premio Letterario Giammario Sgattoni riparte nel 2026 con un nuovo volto e un’ambizione rinnovata. Organizzato dalla Pro Loco di Garrufo e curato dal gruppo operativo L’Officina delle Storie, il concorso torna con un’impostazione completamente rinnovata — e quest’anno vede l’ANFE protagonista in qualità di partner ufficiale.
La sezione “Italiani Oltreconfini” - Tra le novità più significative del Premio 2026 c’è la nascita della sezione Italiani Oltreconfini, realizzata proprio in collaborazione con l’ANFE – Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati.
Questa nuova sezione è dedicata alle narrazioni legate all’esperienza migratoria e alle comunità italiane all’estero: storie di partenze, radici, identità sospese tra due mondi, appartenenze col-
Amb. Lener incontra il Comites
Si è svolto presso la Haberfield Library un significativo incontro tra l’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, e il Comites di Sydney. L’evento ha costituito un importante momento di confronto e ascolto, volto a rafforzare il dialogo tra le istituzioni italiane e una delle realtà più attive della rappresentanza della comunità italiana all’estero.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha espresso profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per l’impegno costante dei volontari e delle associazioni che operano quotidianamente a sostegno della collettività italiana all’estero. Ha sottolineato come il lavoro svolto sul territorio sia fondamentale non solo per garantire servizi e supporto, ma anche per mantenere vivo il legame con l’Italia e rafforzare il senso di appartenenza tra le diverse generazioni di italiani in Australia.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della lingua italiana, definita dall’Ambasciatore un pilastro essenziale dell’identità culturale.
Lener ha evidenziato le sfide legate alla sua diffusione e al suo insegnamento in un contesto sempre più competitivo e profondamente multiculturale come quello australiano, ribadendo al contempo l’importanza di promuovere l’italiano non solo come
lingua delle origini, ma anche come strumento di integrazione, crescita personale e valorizzazione culturale.
Nel suo discorso, l’Ambasciatore ha inoltre posto l’accento sull’evoluzione della comunità italiana in Australia, oggi sempre più eterogenea e intergenerazionale. Una realtà dinamica e in continua trasformazione, che richiede risposte nuove e flessibili, capaci di coniugare tradizione e innovazione, senza però perdere di vista il contributo fondamentale delle generazioni passate che hanno costruito le basi della presenza italiana nel Paese. Tra i temi affrontati anche il ruolo della cultura e della gastronomia italiana, elementi identitari forti e riconosciuti, ma che devono oggi essere affiancati ad altri ambiti emergenti, come l’innovazione, la formazione e la ricerca, per riuscire a coinvolgere in modo più efficace le nuove generazioni e rafforzare il senso di comunità. L’incontro si è concluso con un invito al dialogo continuo e alla collaborazione tra istituzioni e rappresentanze, nella consapevolezza che il futuro della comunità italiana in Australia passa attraverso la capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e culturali, mantenendo al tempo stesso salde le proprie radici e la propria identità.
tivate a distanza. Un’opportunità concreta per dare voce a chi ha vissuto — o vive ancora — la migrazione come esperienza personale o familiare, trasformando la memoria in letteratura.
Un premio che forma, non solo premia - Il Premio Sgattoni 2026 punta sulla qualità e sulla partecipazione: una giuria popolare di oltre 170 lettori-giurati sarà chiamata a selezionare le opere vincitrici. Per garantire serietà e profondità nella valutazione, è stato avviato un percorso formativo intitolato “Nella sacca del lettore”, quattro incontri — in presenza o online — condotti dai docenti Tito Vezio Viola e Paola Donatelli.
Il corso fornisce strumenti per leggere con maggiore consapevolezza, riconoscere la qualità narrativa e valutare i testi in modo responsabile.
Attanasio, la pista dei visti illeciti
A cinque anni dall’uccisione di Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, il quadro che sembrava ormai cristallizzato torna a muoversi. Non si tratta solo di nuovi elementi investigativi, ma di una possibile rilettura complessiva della vicenda. Al centro, una testimonianza ritenuta rilevante e una serie di documenti che aprono interrogativi su ciò che si sapeva – e su ciò che non è stato fatto.
L’agguato del 22 febbraio 2021, costato la vita ad Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo, era stato inquadrato in un contesto di insicurezza diffusa nell’area del Nord Kivu. Una dinamica attribuita a gruppi armati locali, in una regione segnata da instabilità cronica. Tuttavia, le nuove informazioni suggeriscono che dietro quell’attacco possa esserci stato un movente più strutturato e meno occasionale.
Secondo quanto emerge da un esposto trasmesso alle autorità italiane, l’ambasciatore avrebbe scoperto un sistema articolato di traffico illecito di visti verso l’Italia. Un circuito che, stando alle ricostruzioni, coinvolgerebbe intermediari locali e reti internazionali, con cifre elevate richieste per ottenere documenti e servizi connessi. Un fenomeno non episodico, ma radicato nel tempo.
Il punto più delicato riguarda però il livello di consapevolezza
interna. Un diplomatico ancora in servizio avrebbe fornito documentazione che attesterebbe l’esistenza di segnalazioni già tra il 2016 e il 2017. Relazioni ufficiali, anomalie evidenziate, alert trasmessi ai vertici. Elementi che, se confermati, indicherebbero che il problema era noto da anni, senza che venissero adottate misure incisive.
È su questo aspetto che si concentra anche la denuncia politica. Secondo quanto riferito, alla Farnesina si sarebbe stati a conoscenza di criticità rilevanti, ma la tutela nei confronti di Attanasio non sarebbe stata adeguata. Una valutazione che apre un fronte
Schlein indica la strada giusta
Il Senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, eletto nella Circoscrizione Estero Africa-Asia-Oceania-Antartide, accoglie con favore le parole della segretaria Elly Schlein intervenuta al Vinitaly, sottolineandone la chiarezza strategica e la visione politica. “Le dichiarazioni della segretaria Schlein dimostrano ancora una volta la sua visione lucida e concreta su come rilanciare il sistema Paese, a partire da una politica commerciale capace di aprire nuove opportunità e rafforzare le relazioni internazionali”, afferma il senatore Giacobbe.
“Di fronte a un contesto globale segnato da tensioni e incertezze, l’indicazione di costruire nuovi rapporti con partner strategici come Canada, Giappone e Australia rappresenta una direzione chiara e necessaria per sostenere le nostre imprese e il nostro export, in particolare settori di eccellenza come quello vitivinicolo”.
Il senatore PD evidenzia inoltre come le proposte avanzate dalla
leader democratica offrano una risposta concreta alla fase di stallo che attraversa il Paese. Giacobbe sottolinea infine il ruolo strategico dei rapporti con l’Australia, anche alla luce del proprio impegno istituzionale: “Le parole della segretaria Schlein rafforzano ulteriormente la prospettiva di un suo futuro governo capace di rilanciare in modo deciso le relazioni internazionali dell’Italia.
Con Elly Schlein presidente del consiglio, sono certo che Italia e Australia vedranno un rafforzamento consistente dei loro rapporti e un’accelerazione della collaborazione bilaterale, con benefici concreti per entrambi i Paesi”.
“Come rappresentante degli italiani all’estero e in particolare della circoscrizione che include anche l’Australia e il Giappone, sono pronto a contribuire attivamente a questo percorso, che potrà aprire nuove opportunità economiche, culturali e istituzionali”, conclude Giacobbe. (Inform)
delicato: quello delle responsabilità istituzionali nella prevenzione del rischio e nella protezione del personale diplomatico. Le condizioni di sicurezza in cui operava l’ambasciatore sono oggi oggetto di nuove riflessioni. Il dispositivo di protezione appare, alla luce delle ricostruzioni, limitato: un numero ridotto di uomini, l’assenza di personale specializzato alla guida, l’utilizzo di un autista locale. In un con-
testo ad alta pericolosità, questi elementi sollevano interrogativi sulla valutazione del rischio e sull’adeguatezza delle misure adottate. Non meno rilevante è il tema delle eventuali connessioni tra il traffico di visti e dinamiche criminali più ampie. Il rilascio illecito di documenti rappresenta un settore esposto a infiltrazioni, dove interessi economici e reti organizzate possono intrecciarsi
con vulnerabilità amministrative. Se Attanasio avesse realmente intercettato un sistema di questo tipo, il suo ruolo potrebbe essere stato percepito come una minaccia.
Le nuove informazioni sono state trasmesse alla magistratura e agli organi investigativi competenti. L’ipotesi di una riapertura delle indagini è ora sul tavolo. Non si tratterebbe solo di approfondire un possibile movente alternativo, ma di verificare l’intera catena degli eventi, dalle segnalazioni iniziali fino alle condizioni operative dell’ambasciatore nei mesi precedenti all’attacco. Il caso Attanasio si colloca così in una zona di confine tra politica estera, sicurezza e legalità amministrativa. Una vicenda che chiama in causa non solo la dinamica di un attentato, ma anche il funzionamento delle istituzioni e la loro capacità di prevenire rischi noti.
A cinque anni di distanza, la domanda di fondo resta invariata: si poteva evitare? Le nuove rivelazioni non offrono ancora una risposta definitiva, ma rendono più difficile ignorare i dubbi. E soprattutto riaprono uno spazio di indagine che, per molto tempo, è sembrato chiuso troppo in fretta.
Dà fastidio quando l’Italia non dice
La reazione scomposta di una parte dell’opposizione alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dice molto più della vicenda stessa. Ancora una volta, un atto di semplice chiarezza istituzionale viene trasformato in terreno di scontro politico, come se ogni posizione autonoma dell’Italia dovesse necessariamente essere filtrata attraverso la lente della polemica interna.
Meloni ha definito “inaccettabili” le accuse rivolte al Pontefice da parte del presidente americano Donald Trump. Un’espressione netta, ma perfettamente coerente con il ruolo di un capo di governo che tutela non solo le relazioni internazionali, ma anche il rispetto verso figure di rilevanza globale e religiosa. Eppure, invece di leggere questo gesto come un normale esercizio di autonomia politica, una parte della sinistra ha preferito gridare allo scandalo.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di “attacco al Paese” e di necessità di una condanna unanime. Ma pro-
‘sì’
a tutti
prio questa lettura rivela un’impostazione politica ormai automatica: ogni mossa del governo viene interpretata non per ciò che è, ma per ciò che può diventare sul piano della polemica.
Il paradosso è evidente. Da un lato si invoca continuamente la sovranità nazionale, dall’altro si critica chi quella sovranità la esercita, soprattutto quando non coincide con la narrazione dell’opposizione. Difendere il Papa dalle accuse di un leader straniero non significa isolare l’Italia, ma riaffermare un principio minimo di au-
tonomia e rispetto istituzionale.
In questo clima, la politica estera viene ridotta a un teatro permanente, dove ogni gesto viene misurato in termini di consenso interno. Ma la realtà internazionale è più complessa: richiede equilibrio, capacità di dialogo e anche la forza di prendere posizioni non scontate.
Il punto è la difficoltà di una parte del dibattito politico italiano ad accettare che l’Italia possa parlare con una voce propria senza chiedere autorizzazioni preventive.
A Liverpool aspri scontri per le suppletive
Le elezioni suppletive del South Ward del Liverpool City Council, nell’area metropolitana di Sydney, stanno entrando nella fase decisiva in un clima politico sempre più teso e polarizzato. La campagna elettorale è caratterizzata da forti contrapposizioni tra sostenitori del Liberal Party e del Labor Party, con accuse reciproche su gestione amministrativa e strategie comunicative.
Nel dibattito pubblico locale si inserisce anche la figura dell’attivista e commentatore politico Michael Andjelkovic, che interviene nella discussione politica ma non è candidato alla consultazione. Il suo ruolo è legato principalmente
alla critica e all’analisi della situazione amministrativa del consiglio comunale, contribuendo a un confronto già fortemente acceso sui social media.
La campagna è stata segnata da accuse incrociate tra le principali fazioni politiche. Alcuni contenuti diffusi online sostengono che il fronte liberale abbia utilizzato toni aggressivi nei confronti di esponenti locali del Labor, tra cui Peter Ristevski. I sostenitori liberali respingono queste affermazioni e affermano di voler mettere in evidenza problemi di governance e di trasparenza all’interno del consiglio comunale.
Parallelamente, sui social
network sono circolate anche discussioni riguardanti il candidato liberale Azam Dabbagh, in relazione a un precedente episodio disciplinare sportivo risalente al 2017. Secondo documenti di un organismo sportivo giovanile, il caso riguarderebbe una controversia durante una partita Under 14, nella quale furono esaminate accuse di comportamento intimidatorio e linguaggio minaccioso nei confronti di un ufficiale di gara. Il procedimento si concluse con sanzioni sportive e sospensioni di diversa durata.
Queste informazioni fanno parte di atti disciplinari sportivi e sono diventate oggetto di dibattito politico durante la campagna elettorale, contribuendo ad alimentare un clima di forte contrapposizione tra le diverse aree politiche.
Il Liverpool City Council resta comunque sotto osservazione pubblica anche per precedenti tensioni amministrative e vicende istituzionali che hanno inciso sulla fiducia degli elettori. In questo contesto, le elezioni suppletive del South Ward rappresentano un appuntamento cruciale per la definizione dei futuri equilibri politici locali.
Salvini critises the EU and Trump's comments
League Leader and Transport Minister, Matteo Salvini has escalated his confrontation with the European Union, demanding a suspension of the Stability Pact or warning that Italy will act unilaterally to cap energy prices. Speaking in Milan ahead of a rally in Piazza Duomo on Saturday, the League leader framed Brussels as the main obstacle to helping families facing soaring costs.
He insisted that fiscal rules must be loosened to address what he described as an unsustainable economic emergency linked
to energy markets and ongoing conflicts. Salvini rejected limited EU exemptions on state aid, arguing they would be insufficient to stabilise fuel and electricity prices. He proposed instead freezing costs for gas, diesel and petrol at February levels through increased public borrowing by the Italian state. He warned that failure to act could lead to business closures, though he ruled out school shutdowns, remote learning or rationing measures.
He also addressed recent international tensions, commenting
on US political figures and European allies while trying to keep focus on domestic priorities.
Responding indirectly to Donald Trump’s remarks about Italian Prime Minister Giorgia Meloni and earlier criticism of the Pope, Salvini urged leaders to work for peace instead of using provocative rhetoric. He reiterated support for Italy’s government and NATO alignment, while downplaying any split within the broader con
servative alliance.
The rally planned in Milan is also being framed by Salvini as a political test for the city, where he challenges Mayor Beppe Sala over cost of living and urban priorities.
He expects attendance from party officials, regional governors, farmers and European allies from the Patriots group, including guests from France, Hungary and the Netherlands.
Organisers say the demonstration will emphasise peace, jobs and security, while authorities prepare for possible counter-protests in the city centre.
Genoa mayor Salis considers national run against Meloni
I Genoa mayor Silvia Salis has said she would consider a national leadership bid if asked by the centre-left, including a possible challenge to Prime Minister Giorgia Meloni, while stressing that her mandate in the northern port city remains her priority.
The former Olympic hammer throw champion told Bloomberg she would not dismiss the idea of running in a general election, sparking speculation that she could emerge as a unity candidate for Italy’s fragmented opposition.
Her comments come as the centre-left debates how to respond to recent political shifts, with Democratic Party leader Elly Schlein and Five Star Movement head Giuseppe Conte seen as the leading contenders for a joint primary contest.
Salis later clarified that she re-
mains committed to serving her full term as mayor, insisting she has 'no intention of abandoning' her responsibilities in Genoa, and emphasising that any national candidacy would depend on a unified request from party forces.
Analysts say her rising profile reflects both the opposition’s search for a broadly appealing figure and the political uncertainty following recent electoral dynamics involving Meloni’s government.
The Bloomberg profile that brought renewed attention to Salis described her as a rising figure in Italian politics, highlighting her transition from elite sport to public office and her growing visibility beyond Genoa, where she was elected mayor on a centre-left platform focused on infrastructure, mobility and urban renewal.
Famiglia Hancock in tribunale
Il gruppo Hancock Prospecting, controllato dalla miliardaria Gina Rinehart, ha perso parzialmente una lunga battaglia legale contro Wright Prospecting sui diritti di royalty relativi a importanti concessioni di minerale di ferro in Australia occidentale. La Corte Suprema dell’Australia Occidentale ha stabilito che Wright Prospecting ha diritto ad alcune royalties collegate ai progetti che includono il grande Hope Downs mine, uno dei principali poli estrattivi del paese, condiviso con Rio Tinto Group.
Secondo la sentenza, Hancock non è riuscita a dimostrare che Wright non avesse diritti sulle royalty, pur vedendo confermata la propria proprietà sui tenimenti contestati. La corte ha riconosciuto una responsabilità condivisa per i pagamenti, che coinvolge anche il partner operativo Rio Tinto Group. La società di Rinehart ha dichiarato che eventuali importi dovuti saranno gestiti congiuntamente con il partner industriale.
La decisione non mette in discussione la titolarità delle con-
cessioni minerarie, ma apre alla revisione dei flussi economici derivanti dallo sfruttamento del giacimento. Hope Downs, nel Pilbara, resta una delle principali fonti di reddito del minerale di ferro australiano. L’esito potrebbe avere ripercussioni su eventuali ricorsi e sulla struttura degli accordi di partnership nel settore estrattivo. La disputa trae origine da accordi storici tra le famiglie Hancock e Wright, risalenti alle prime fasi di esplorazione del ricco bacino del Pilbara. Wright Prospecting è controllata dagli eredi del cercatore Peter Wright, socio del padre di Gina Rinehart. Anche altre entità legate ai discendenti di vecchi partner minerari hanno avanzato richieste simili, rendendo il contenzioso complesso con migliaia di documenti esaminati in tribunale.
Le parti hanno accolto la decisione in modo diverso: Wright Prospecting ha espresso soddisfazione, mentre Hancock ha indicato che sta valutando il testo della sentenza per determinare i prossimi passi legali.
Citizenship for Former Italians
Former Italian citizens living abroad now have a renewed opportunity to reclaim their nationality under Law No. 74 of 2025, which introduces a simplified process available until 31 December 2027.
The initiative targets individuals who lost their citizenship before 15 August 1992, including those born in Italy or abroad who lived in the country for at least two consecutive years. Eligibility also depends on how citizenship was lost, such as through voluntary naturalisation in another country or as minors following a parent’s status change.
According to Consul General Chiara Mauri in Melbourne, appointments are widely available
and applicants are encouraged to act promptly. “It is an important chance to restore a bond that has never truly been broken,” she said. The process requires booking through the Prenot@mi portal, attending the consulate, and signing a declaration. Applicants must provide documentation proving both prior citizenship and its loss.
Citizenship is restored from the day after the application is submitted, but it is not retroactive and does not extend automatically to descendants. Interested applicants should carefully review requirements and gather documentation early to avoid delays in processing their requests.
50 milioni per autobus migliori
Il consiglio locale della City of Casey, nell’area sud-orientale di Melbourne, ha avanzato una richiesta di finanziamento pari a 50 milioni di dollari per avviare uno studio approfondito volto a migliorare la rete degli autobus nella regione.
L’iniziativa rientra nelle priorità per le elezioni statali del 2026 e punta a garantire un accesso più equo ai trasporti pubblici, collegando meglio i residenti a lavoro,
By Tom Padula
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istruzione e servizi essenziali. Il progetto prevede un’analisi completa dell’attuale rete, con possibili interventi come l’aumento della frequenza delle corse, in particolare sulle linee 828 e 893, una migliore integrazione con il sistema ferroviario e la semplificazione dei percorsi per renderli più diretti ed efficienti. Inoltre, si propone di ottimizzare i servizi esistenti attraverso riallineamenti delle tratte e l’introduzione di infrastrutture di supporto più moderne.
Particolare attenzione è rivolta alle aree in espansione, dove si chiede l’introduzione anticipata di servizi autobus per sostenere la crescita demografica. Tra le proposte figurano la deviazione della linea 897 verso nuovi quartieri residenziali e l’estensione di altre linee verso zone in sviluppo.
Gli operatori del settore hanno accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando la necessità di ridurre i lunghi intervalli tra le corse, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana.
Il piano rappresenta un passo significativo verso un sistema di trasporto pubblico più efficiente e inclusivo.
Entertainer Pat Perri with Italian music rocks
by Tom Padula
Pat Perri is known in Melbourne as a seasoned performer, bandleader, and entertainer, particularly associated with the group Memory Lane, a live band specialising in classic hits, dance music, and Italian repertoire. His career reflects the story of many migrant community musicians whose influence is deeply felt at a grassroots cultural level rather than in mainstream commercial media.
Perri’s musical journey began in Melbourne’s vibrant post-war multicultural environment, where Italian migrants established strong social clubs, community halls, and cultural associations. These venues became important spaces for music, dance, and the preservation of heritage. Within this context, Perri developed his craft as a singer and performer, building a reputation for versatility and audience engagement.
His band Memory Lane operates as a professional live entertainment group based in Melbourne, performing across a wide range of events—from weddings and private celebrations to largescale community dances and club functions. The band’s name reflects its musical identity: reviving nostalgic songs from past decades, particularly those that resonate with migrant communities, including Italian classics, ballroom dance music, and popular international hits. Perri loves Rock & Roll popular hits that played on Radio over the decades and resonated with young and up coming performers.
Pat Perri and Memory Lane are regular performers at major Italian-Australian social gatherings. For example, they have appeared at events hosted by organisations such as the Solarino Social Club and the Federazione Lucana in Melbourne, providing live music for traditional Ballo Liscio (Italian social dancing). These performances highlight Perri’s important cultural role— not just as an entertainer, but as a custodian of musical traditions that bring generations together.
Over time, Perri has built a
reputation for professionalism, consistency, and the ability to connect with audiences of all ages.
His performances often blend nostalgia with energy, encouraging participation and creating a strong sense of community. This has made Memory Lane a trusted name in Melbourne’s live music and function scene.
He encourages his audience to singalong with some of the popular and well known songs. He creates an enjoyable atmosphere
that patrons take home in their mind. Pat Perri’s life journey is best understood through his contribution to community life. While not a mainstream celebrity, he represents a vital tradition of local musicians who sustain cultural identity through music. With Memory Lane, he continues to keep alive the sounds, rhythms, and shared memories of Melbourne’s multicultural society—ensuring that music remains a living bridge between past and present.
Religioni e miti di Roma antica
L’Associazione Umbria & Amici del Victoria organizza il primo incontro gratuito di un ciclo di conferenze dedicato alla storia e alla religione del mondo romano, offrendo un’occasione culturale aperta alla comunità.
L’evento, dal titolo “For the Soul of the Empire: Monotheistic Religions in the Roman Empire”, sarà tenuto dal Dr Christopher Dart, docente presso l’University of Melbourne. La conferenza partirà dalle città umbre di Spoleto, Otricoli e Città di Castello per esplorare le antiche tradizioni re-
ligiose dell’Italia centrale, analizzando il pantheon di divinità che costituiva il cuore spirituale della Roma repubblicana e la successiva evoluzione verso le religioni monoteistiche nell’Impero.
L’incontro si terrà sabato 18 aprile alle ore 15:00 presso la Library at the Dock, 107 Victoria Harbour Promenade, Docklands. L’ingresso è gratuito ma la prenotazione è obbligatoria tramite il sito dell’Associazione Umbria & Amici del Victoria. È previsto un momento di ristoro leggero al termine della conferenza.
a cura di Tom Padula
Illawarra volto autentico dell’Italia lontana
Come da tradizione consolidata nel tempo, i Friends of Illawarra si sono ritrovati il secondo sabato del mese, appuntamento fisso che si ripete ogni due mesi, presso il Fraternity Club, luogo ormai simbolo di condivisione e convivialità per questo affiatato gruppo. Circa 30 soci hanno partecipato al pranzo, rinnovando un legame che dura da oltre 16 anni, fatto di emozioni autentiche, incontri regolari e momenti di sincera amicizia.
A rendere ancora più speciale l’incontro è stata la presenza di quattro nuovi soci, accolti con grande calore e spirito di inclusione da parte di tutti i presenti. L’atmosfera è stata, come sempre,
calorosa e familiare. Tra tavole imbandite e sorrisi, i partecipanti hanno avuto modo di trascorrere alcune ore all’insegna della buona compagnia, rafforzando quello spirito comunitario che rappresenta il vero pilastro dell’associazione. Non si tratta soltanto di un pranzo, ma di un’occasione preziosa per mantenere vive le relazioni sociali e il senso di appartenenza. Durante l’incontro, la presidente Maria Di Carlo ha preso la parola per salutare i presenti e condividere alcune importanti comunicazioni. Affiancata dal comitato composto da Giulia Iacoveli, Orazio Cavaliere, Anna Farinella, Elvira Cavaliere e Gerardina Ge-
raldi, ha ricordato con entusiasmo un evento di grande rilievo per la comunità italiana locale: le celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica Italiana, che si terranno proprio al Fraternity Club. Un appuntamento molto atteso, che ogni anno richiama numerosi membri della comunità, unendo generazioni diverse nel segno delle radici e della cultura italiana.
Al termine del pranzo, i presenti hanno proseguito il pomeriggio in un clima rilassato e conviviale, gustando un buon caffè e dedicandosi alla conversazione. Tra racconti, ricordi e risate, il tempo è trascorso piacevolmente, confermando ancora una volta il valore di questi incontri periodici.
Questi momenti rappresentano molto più di semplici appuntamenti sociali: sono occasioni per coltivare amicizie durature, combattere la solitudine e mantenere viva la cultura italiana nel territorio. In un mondo sempre più frenetico, iniziative come quelle dei Friends of Illawarra ricordano l’importanza dello stare insieme e del costruire, nel tempo, una comunità unita e solidale, capace di accogliere nuovi membri e guardare con fiducia al futuro.
l prossimo incontro sarà inoltre arricchito da attività culturali e momenti musicali, pensati per valorizzare le tradizioni italiane e favorire una maggiore partecipazione delle famiglie.
L’associazione conferma così il proprio impegno nel promuovere iniziative sociali inclusive, rafforzando il senso di comunità tra i membri storici e le nuove generazioni presenti del territorio e della diaspora locale.
Auto Italia al Queanbeyan
Il 12 aprile 2026, il Auto Italia 2026 ha animato il Queanbeyan Park con una giornata indimenticabile dedicata alla passione per i motori italiani. Sotto un caldo sole domenicale, appassionati e curiosi si sono riuniti per celebrare il meglio del design, delle prestazioni e della tradizione automobilistica e motociclistica italiana. Tra le attrazioni principali, le eleganti Ferrari e Maserati hanno incantato il pubblico con modelli moderni e classici senza tempo. Momento clou della giornata è stato il passaggio della leggendaria Ferrari P3, che ha attraversato il prato regalando agli spettatori
Pk
un’emozione unica: il rombo del motore e la sua presenza scenica hanno riportato in vita un pezzo autentico di storia delle corse.
L’evento ha offerto anche un’ampia varietà di marchi iconici, tra cui Lamborghini, Alfa Romeo e Fiat, insieme a una forte presenza di moto e scooter firmati Ducati e Vespa. A completare la giornata, il Fiat Nationals Australia e il Quattro Stelle Salumi Show & Shine hanno aggiunto ulteriore energia e coinvolgimento.
Auto Italia 2026 si è confermato un evento capace di unire comunità e passione, offrendo un’esperienza autentica.
Hands-On Love of Italian Culinary Heritage
Food lovers are being invited to immerse themselves in authentic Italian traditions as Visit Griffith launches a series of interactive culinary events showcasing the region’s rich cultural heritage.
Often referred to as the “Little Italy” of the Riverina, Griffith is renowned for its strong Italian roots, vibrant food scene, and community-driven celebrations. This April and May, visitors and locals alike will have the chance to experience that heritage firsthand through a trio of unique cooking events designed to bring people together over food, tradition, and shared culture.
The program begins on April 18 with Passata Day hosted by Zecca Handmade Italian Griffith. Running from 4pm to 8pm, the event offers participants the opportunity to learn the time-honoured process of preserving tomatoes and creating authentic homemade passata — a staple in Italian kitchens. The evening promises not only hands-on learning but also a celebration of community and tradition, with stories and techniques passed down through
generations.
On April 26, the focus shifts to fresh pasta making with a Pasta Cooking Class led by OM Taste. From 11am to 3pm, attendees will be guided through the techniques and secrets behind crafting perfect pasta from scratch, gaining insight into the flavours that define Italian cuisine and learning practical skills they can recreate at home.
The culinary journey continues on May 3 with the Gnocchi Journey, also hosted by OM Taste. This session will see participants mas-
tering the art of creating soft, pillowy gnocchi, further deepening their appreciation for traditional Italian cooking methods and seasonal ingredients.
Organisers say the initiative is part of a broader effort to highlight Griffith’s cultural identity and position the region as a leading food tourism destination within Riverina and across New South Wales. The campaign also supports local producers, chefs and small businesses, reinforcing the importance of food as a cultural connector.
Grandiosa festa di Santa Caterina accende tradizione e comunità
FESTA DELLA LIBERAZIONE
In occasione della Festa della Liberazione, le associazioni militari dei Carabinieri, Alpini, Guardia di Finanza, Marinai e Bersaglieri invitano tutta la comunità a partecipare all'annuale cerimonia commemorativa.
Domenica 26 aprile, con inizio alle ore 10:30am nella Chiesa di S. Fiacre, 98 Catherine St, Leichhardt L’evento vedrà radunati i partecipanti nel piazzale antistante la chiesa, alle ore 10:30, dove avrà luogo la tradizionale deposizione della corona in onore di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia.
A seguire, alle ore 11:00, verrà celebrata la Santa Messa, momento di raccoglimento e riflessione per ricordare i valori fondanti della Liberazione e rendere omaggio alla memoria dei caduti.
La partecipazione della comunità è particolarmente importante per mantenere viva la memoria storica e trasmettere alle nuove generazioni il significato di questa ricorrenza. Tutti sono calorosamente invitati a partecipare.
Giuseppe Querin (Presidente Nazionale Alpini) – 0414 285 682
di Maria Grazia Storniolo
Si è svolto domenica scorsa, nella suggestiva cornice della Tenuta Centro Santa Caterina a Paddys River, a circa 45km da Goulburn, il tradizionale incontro annuale organizzato dalla Confraternita Santa Caterina e dall’Associazione Catarisana. Un appuntamento atteso e sentito che ha visto la partecipazione di circa 150 persone tra soci e simpatizzanti, uniti dal desiderio di trascorrere una giornata all’insegna della convivialità, delle tradizioni e del divertimento.
Fin dalle prime ore del mattino, l’atmosfera si è rivelata calorosa e accogliente, con i partecipanti pronti a condividere momenti di gioia e spensieratezza immersi nella natura. Il profumo delle caldarroste e dei panini con salsiccia ha accompagnato la giornata, insieme a una ricca offerta di dolci, caffè e bevande disponibili per tutti, contribuendo a creare un clima familiare e genuino.
Il programma della giornata è stato vario e coinvolgente, capace di soddisfare grandi e piccoli. Tra le attività più apprezzate, le tradizionali gare di bocce hanno attirato numerosi partecipanti, dando vita a sfide avvincenti e momenti di sana competizione.
I vincitori sono stati premiati con confezioni di caffè Trombetta e bottiglie di vino, riconoscimenti simbolici ma molto graditi, che hanno reso ancora più speciale la vittoria.
Grande attenzione è stata riservata anche ai più piccoli, veri protagonisti della giornata, che hanno potuto divertirsi con un jumping castle, partecipare al tiro alla fune e prendere parte a una coinvolgente caccia all’uovo, tra risate e entusiasmo. A rendere ancora più magico il momento dedicato ai bambini è stata la presenza di Claudia Trombetta, apprezzata animatrice e autrice del libro La valigia del cuore, che ha saputo intrattenere i più giovani con racconti e attività coinvolgenti, regalando loro momenti indimenticabili.
L’evento ha inoltre visto la partecipazione di soci e simpatizzanti giunti da diverse località, inclusi alcuni arrivati dalla Calabria e da Melbourne, a testimonianza del forte legame che unisce la comunità e dell’importanza di mantenere vive le proprie radici culturali anche a distanza.
A scandire il ritmo della giorna-
ta è stata la musica tradizionale, grazie alla presenza di Giuseppe Reale, che con il suo inseparabile organetto ha regalato emozioni autentiche. Accompagnato dalla figlia ai tamburi, ha eseguito un repertorio di tarantelle che ha coinvolto i presenti in balli e canti spontanei, trasformando la tenuta in una vera e propria festa popolare, ricca di energia e tradizione. Non è mancata una ricca lotteria, organizzata con grande impegno da Caterina Severino, che ha saputo raccogliere numerosi premi grazie al contributo degli sponsor.
L’estrazione ha rappresentato uno dei momenti più attesi della giornata, tra entusiasmo e curiosità, contribuendo a rafforzare lo spirito di condivisione e partecipazione.
Al termine della manifestazione, il Presidente Joe Trombetta, affiancato da Joe Coloubriali e Dominic Giannini, ha preso la parola per ringraziare tutti i presenti.
Un sentito riconoscimento è stato rivolto ai soci e ai simpatizzanti per la loro partecipazione e il continuo supporto, ai membri del comitato per l’impegno e la dedizione dimostrati nell’organizzazione dell’evento, e agli sponsor per la generosità nelle donazioni dei premi.
Le parole del Presidente hanno sottolineato l’importanza di momenti come questi, capaci di rafforzare i legami comunitari e di mantenere vive le tradizioni, creando occasioni di incontro e condivisione tra generazioni diverse.
Raduno dei fedeli presso il santuario di S. Caterina d'Aspromonte
Giochi di gruppo e tra famiglie hanno animato la giornata
Non poteva mancare il mitico organetto calabrese
Il presidente Trombetta con familiari e amici
Acceso anche il falo' per tenersi al caldo all'aperto in una fredda giornata
Il Presidente Trombetta insieme ai devoti di Santa Caterina
Presenti anche molti giovani all'appuntamento annuale
Al parco con gli Italo-Australian Seniors
ANNUNCIO COMUNITARIO
Il Comitato Femminile del Club Marconi invita tutta la comunità a partecipare alla tradizionale Festa della Mamma, per celebrare il ruolo fondamentale delle mamme nella nostra comunità.
Sabato 2 maggio, con inizio alle ore 11:00am nella sala “Michelini” al Club Marconi, Bossley Park. Nel corso della giornata sarà svelato il nome della “Mamma dell’Anno” del Club Marconi, un momento sempre emozionante e ricco di significato.
Intrattenimento di alto livello con Francesca Brescia e Tina Petrone, musica e divertimento per tutti i presenti.
Il costo del biglietto è di $100 e comprende un raffinato pranzo di quattro portate, accompagnato da vino, birra, soft drinks e acqua minerale.
Si consiglia di prenotare AL PIÙ PRESTO per assicurarsi un posto, contattando Giovanna Pellegrino allo 0417 653 701 oppure Lina Bechini allo 0419 264 501.
Martedì 14 aprile, nel sobborgo di Hermington, si è svolta una giornata dedicata agli anziani all’insegna della convivialità e dell’allegria. Circa 42 anziani hanno partecipato all’iniziativa comunitaria organizzata nel parco locale, trascorrendo ore di socialità e condivisione. La giornata è iniziata con semplici esercizi di gruppo, pensati per favorire il movimento e il benessere fisico. I partecipanti hanno svolto movimenti leggeri delle braccia e del busto, creando un momento di partecipazione attiva.
Successivamente è stato servito un pranzo conviviale a base di salsicce in panino, con cipolla e acqua, preparato dal comitato organizzatore. John, Marcello e Louie hanno cucinato al barbecue, contribuendo alla riuscita dell’evento. Non sono mancati musica e balli, grazie alla presenza di George Chiricosta e Cosimo Martinez, che hanno suonato i tamburi. Il ritmo ha coinvolto tutti, anche gli anziani in sedia a rotelle, che hanno partecipato con entusiasmo. L’atmosfera è diventata festosa, trasformando il parco in un luogo di gioia condivisa.
La giornata si è conclusa con una torta di compleanno per uno dei partecipanti, tra applausi e sorrisi. L’iniziativa ha rafforzato i legami comunitari, promuovendo inclusione, benessere e partecipazione attiva sul territorio locale. Un momento semplice ma significativo, capace di unire generazioni diverse attraverso la convivialità e il rispetto. Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza di iniziative come questa per combattere la solitudine e favorire il benessere degli anziani. Eventi di questo tipo rappresentano un punto di riferimento per la comunità, rafforzando il senso di appartenenza e collaborazione.
Tra risate, musica e buon cibo, la giornata ha lasciato un ricordo positivo in tutti i presenti. Un appuntamento che si auspica possa ripetersi con regolarità, coinvolgendo sempre più partecipanti e volontari. La partecipazione attiva della comunità dimostra quanto sia importante investire nel sociale e nella cura delle relazioni umane.
Hermington conferma così la sua vocazione alla solidarietà e alla partecipazione comunitaria autentica oggi sempre.
IMSMC, orgoglio italiano sulle strade di Auto Italia
di Alessandro Di Rocco
Auto Italia, da sabato 11 fino a lunedì 13, ha visto la partecipazione di 67 soci e familiari che hanno preso parte, in un modo o nell’altro, alle attività del weekend! Il nostro fine settimana è iniziato al Pheasants Nest Foodary, da dove siamo partiti in carovana verso l’area di sosta Mackay VC per la nostra tradizionale colazione in stile italiano.
I condimenti aggiuntivi offerti da Joe Lecce e Anthony Vecchio sono stati apprezzati da tutti (incluse le alici bianche!). Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito, tra cui Nina Stillone, Rosanna Cipri e Anna D’Aprile per torte, biscotti e caffè fresco, Joe Serratore per aver condiviso il suo vino e i fratelli Di Rocco per aver fornito il caffè con la Bialetti per tutti.
Un ringraziamento, naturalmente, anche a chi ha aiutato a preparare la “tavola della colazione”: Cate e Michael Stivala, Freda e Tony Albanese, e un ringraziamento speciale va a Tony Campisi di Fine Foods & Deli che, di prima mattina, ha preparato ben 140 panini.
Gerardo Mediati e Pat Marando si sono occupati di ritirare tutta questa merce per il gruppo. Dopo una breve sosta a Goulburn, ci siamo diretti verso l’area di sosta Weereewa, dove abbiamo creato un’opportunità fotografica. Da lì abbiamo proseguito in caro-
vana verso le nostre sistemazioni a Forrest, dove più tardi ci siamo ritrovati all’Ostani Bar per un leggero rinfresco. In serata, 46 partecipanti hanno gustato una cena di quattro portate al ristorante Agostini’s. La domenica mattina è stata dedicata all’Auto Italia Day: tantissimi splendidi veicoli italiani! Siamo felici di annunciare che abbiamo ottenuto tre premi: Miglior Fiat 500 storica ad Amadeo DeCrea, Miglior Fiat 500 moderna a Christian Cipri e il premio del direttore generale di Auto Italia a Vince Fragomeli per la sua 1300 Lombardi del 1969. Al termine dell’evento, molti soci hanno scelto di rilassarsi o di gustare una bevanda tranquilla al bowling club locale (un’esperienza diversa!), mentre altri sono tornati all’Ostani Bar. In serata ci siamo riuniti nuovamente, questa volta al ristorante Bellucci, per “un’altra” eccellente cena! Sicuramente non è mancato il buon cibo e le delizie per l’IMSMC! Lunedì mattina è stato il momento del rientro per le 19 auto IMSMC.
Abbiamo deciso di ribattezzare la Hume Highway come “Strada del Sole”, il nome dato alla principale autostrada che collega tutte le regioni d’Italia. Le auto italiane hanno dominato un lungo tratto della Federal e della Hume Highway. Siamo felici di comunicare che siamo rientrati tutti a casa sani e salvi.
Show Glory for JDN Transport
On Saturday 21st March, local transport company JDN Transport proudly took part in the renowned Truck Festival, showcasing three of their standout vehicles. The event proved to be a remarkable success for the company, with two of their trucks earning top honours in separate categories: one awarded Best Rigid and the other Best Trailer.
This year also marked a special moment for the team, as one of their trucks was selected to be displayed in the prestigious
Freighter Pavilion, highlighting the quality and reputation of their fleet.
The Truck Festival, held every two years, saw JDN Transport return for only its second appearance. While the company states they do not attend with expectations of winning, they were delighted to bring home awards and recognition for their hard work. Much of the credit goes to owners Joe, Dom, and Norm, who continue to lead the company with pride and dedication.
Winners of the Truck Festival Anthony and Joseph Corte
Zebras Roar Back to Glory
After a challenging start to the 2026 season Port Kembla FC, the only Italian heritage club in the Illawarra Premier League, demonstrated remarkable resilience to turn their campaign around.
The season began under difficult circumstances, with the side recording back-to-back losses against Helensburgh Thistle (4-2) and the Cringila Lions (5-0). However, the team has since bounced back with immense character , stringing together three consecutive victories that have injected much-needed momentum into the club This dominant run of
form includes a commanding 4-0 victory over Coniston FC and a clinical 4-0 win against the Tarrawanna Blueys.
These back- to-back league successes have propelled the Zebras firmly into the top five. The side also displayed their cup pedigree by securing a 4-2 victory over Coniston FC, successfully advancing the team to the second round of the prestigious Bert Bampton Cup.
With the side now firing on all cylinders, the club is looking forward to maintaining this winning streak as the season progresses.
Prestigiose Cripte
Camden, lo “Sporties” rinasce e si rinnova
Il Sindaco di Camden, Terese Fedeli, ha avuto il piacere di partecipare alla riapertura ufficiale dell’iconico Camden Sports Club, affettuosamente conosciuto dalla comunità come “Sporties”, al termine di un importante intervento di ammodernamento che ha restituito nuova vita a uno dei luoghi più rappresentativi del territorio.
I lavori, celebrati con entusiasmo durante la cerimonia inaugurale, sono stati resi possibili grazie ai finanziamenti del Sport Infrastructure Recovery Fund 2022-23, affiancati dal costante impegno del Comune di Camden nel sostenere strutture fondamentali per la vita sociale e sportiva locale. Questo investimento ha rappresentato un passo significativo verso il miglioramento delle infrastrutture comunitarie, rafforzando il senso di appartenenza e partecipazione.
Gli interventi realizzati hanno incluso l’installazione di un moderno ascensore, il rinnovamento dell’ingresso principale e la riqualificazione dei servizi essenziali. Tali migliorie hanno garantito una maggiore accessibilità e funzionalità degli spazi, rendendo il club ancora più accogliente e inclusivo per tutti i cittadini, indipendentemente dall’età o dalle capacità fisiche.
Durante l’evento, il Sindaco ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando l’importanza di investire in strutture che rappresentano veri e propri punti di riferimento
per la comunità.
La presenza numerosa di residenti, soci e sostenitori ha testimoniato quanto il Camden Sports Club continui a occupare un posto speciale nel cuore della popolazione locale.
La giornata si è conclusa in un clima di festa e condivisione, con tanti volti familiari riuniti per celebrare un luogo che, nel corso degli anni, ha saputo creare legami, promuovere attività sociali e rafforzare il tessuto comunitario. Un simbolo che, oggi più che mai,
guarda al futuro con rinnovato entusiasmo.
Un progetto che conferma la centralità dello sport come strumento di inclusione sociale, crescita giovanile e valorizzazione del territorio, rafforzando il legame tra istituzioni e cittadini locali del Camden Club, guardando a nuove iniziative future per giovani, famiglie e associazioni sportive del territorio locale inclusivo e rafforzando ulteriormente identità, coesione e partecipazione comunitaria locale duratura
S
nel Giardino di San Padre Pio
ora disponibili
S i t u a t e i n u n s i t o c a t t o l i c o b e n e d e t t o , p e r o f f r i r e u n t r i b u t o d u r a t u r o a l l a f e d e
G i a r d i n i c u r a t i c o n e l e g a n z a e u n a c a p p e l l a l u m i n o s a c r e a n o s p a z i s e r e n i p e r l a r i f l e s s i o n e e l a c o m m e m o r a z i o n e .
L e c r i p t e s o n o d i s p o n i b i l i o r a p r e s s o i l C i m i t e r o d i L i v e r p o o l , c o n t r i b u e n d o a s u p e r a r e l a c a r e n z a d i p o s t i p r e s e n t e i n a l t r i c i m i t e r i d i S y d n e y
f u n e b r i d i g n i t o s i , v e r s a t i l i e p r o f e s s i o n a l i i n t u t t a S y d n e y
a scuola
Viaggi formativi e culturali per il Marcellin
Il Marcellin College di Randwick è una delle scuole partner più apprezzate sostenute da programmi educativi internazionali in Europa nell’ambito dei viaggi formativi. All’inizio dell’anno, eventi imprevisti in Medio Oriente hanno influenzato la partenza programmata degli studenti verso il loro tour di studi. Tuttavia, dando priorità assoluta al benessere degli studenti, il team organizzativo ha reagito rapidamente riprogettando l’intero itinerario di viaggio. Grazie a solide partnership con compagnie aeree premium, è stato possibile garantire un percorso al-
ternativo più sicuro, senza modificare le date di partenza.
La scuola ha espresso grande soddisfazione per la gestione dell’emergenza, sottolineando l’affidabilità del partner nel settore dei viaggi educativi. Le testimonianze degli studenti confermano l’alto valore delle esperienze vissute, tra visite culturali, immersione linguistica e attività formative in Italia.
I viaggi hanno incluso tappe iconiche come Roma, Pompei e numerosi siti storici, offrendo agli studenti un apprendimento diretto fuori dall’aula tradizionale.
Le esperienze di homestay hanno inoltre permesso una profonda immersione nella cultura locale, rafforzando competenze linguistiche e relazionali degli studenti.
L’iniziativa si conferma quindi come un modello di viaggio educativo sicuro e flessibile, capace di adattarsi anche a scenari internazionali complessi.
L’istituto continua a investire in programmi che uniscono apprendimento e scoperta, valorizzando il contatto diretto con la storia e le culture europee. Un approccio che arricchisce il percorso scolastico e offre opportunità uniche di crescita personale agli studenti partecipanti. Il programma si conclude con un rinnovato entusiasmo per le future edizioni dei viaggi formativi.
Le famiglie hanno inoltre espresso apprezzamento per la comunicazione tempestiva e la capacità di risolvere ogni criticità in modo efficace durante l’intero viaggio formativo internazionale degli studenti coinvolti progetto. Il successo del programma conferma la crescente domanda di esperienze educative internazionali sicure, flessibili e altamente formative, capaci di unire apprendimento, cultura e crescita personale in contesti autentici europei moderni.
Horizon Europe an opportunity
Australia has taken a significant step toward deeper global scientific collaboration, formally launching negotiations with the European Union to join its flagship research program, Horizon Europe.
The move follows an agreement between Prime Minister Anthony Albanese and European Commission President Ursula von der Leyen to begin treaty discussions on Australia’s association with Horizon Europe, the world’s largest international research funding scheme.
Running on a seven-year cycle, Horizon Europe’s current phase—Framework Programme 9—commands a funding pool of €95.5 billion (approximately AUD $155 billion). Access to this pool would allow Australian research-
ers, businesses and institutions to participate in large-scale international projects that would be difficult to deliver independently.
The EU already counts 20 non-member countries as associated partners, making the arrangement one of the closest forms of scientific cooperation available outside full EU membership.
For Italian universities and research institutions, Australia’s potential association signals expanded opportunities for collaboration, mobility and funding. Italian researchers—already active participants in Horizon Europe—could gain new partners across Australian universities, opening pathways for joint projects, shared infrastructure and talent exchange.
Al lora! a scuola
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 161
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’anno la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
Giuditta
di Mario Baudino
Se ti guardi né lontana né vicina se un poco ti discosti dallo specchio e ti sorridi, e credi in fondo non sia tutto questa contiguità che ci sfarina la soglia delle ore, l’attesa incantatoria l’incerto gracchiare della segreteria telefonica, l’informe parodia d’amori, strazi, orgasmi, la baldoria del caso, le impalpabili quotidiane elusioni, la dubitosa caccia che un po’ s’impenna e un poco si distende Per folate m’insegue la tua faccia se pure esisti, al fondo mi sorprende l’assai ironica centralità del naso
Judith by Mario Baudino
If you look at yourself neither far nor near, if you step a little away from the mirror and smile at yourself, and believe it is not all this contiguity that grinds us to dust— the threshold of hours, the incantatory waiting, the uncertain croaking of the answering machine, the shapeless parody of loves, torments, orgasms, the revelry of chance, the impalpable daily evasions, the hesitant hunt that rises a little and then relaxes in gusts your face pursues me; if you exist at all, deep down it surprises me the rather ironic centrality of the nose.
La poesia “Giuditta” di Mario Baudino si muove in uno spazio sospeso tra realtà e percezione, dove l’identità della figura evocata appare instabile e sfuggente.
Fin dai primi versi, l’invito a guardarsi “né lontana né vicina” suggerisce una posizione intermedia, quasi un equilibrio precario tra distanza e intimità. Lo specchio diventa simbolo di riflessione interiore, ma anche di ambiguità: ciò che vediamo non è mai del tutto definitivo. Il testo procede per accumulo di immagini e sensazioni che descrivono la quotidianità come qualcosa di frammentato e incerto. Elementi apparentemente banali, come la segreteria telefonica o l’attesa, assumono un tono straniante, trasformandosi in segnali di una realtà svuotata di autenticità. Baudino sembra mettere in discussione l’idea stessa di esperienza piena, ridotta a “parodia” di emozioni intense come l’amore o il desiderio.
Al centro della poesia c’è un senso di disorientamento: le relazioni, i ricordi e perfino la presenza dell’altro risultano evanescenti. La figura di Giuditta non è mai completamente afferrabile; esiste forse solo come proiezione mentale, come eco che ritorna “a folate”. Questo contribuisce a creare un’atmosfera di dubbio continuo, dove nulla è davvero stabile o certo. Il finale introduce una nota ironica e quasi destabilizzante: la “centralità del naso”. Dopo una serie di riflessioni profonde e astratte, l’attenzione si concentra su un dettaglio fisico, concreto e apparentemente insignificante. Questo contrasto rompe la tensione e suggerisce una lettura più disincantata: anche nelle riflessioni più complesse, la realtà conserva elementi banali e imprevedibili, talvolta perfino sorprendenti e paradossali, che ridimensionano ogni pretesa di assoluta profondità esistenziale e conoscitiva.
Europe Faces Aviation Fuel Shock Across Airports
European airports are sounding the alarm: without a swift reopening of the Strait of Hormuz, fuel reserves could run dry within weeks, with immediate consequences for flights, ticket prices, and the continent’s tourism sector.
The warning comes from ACI Europe, which in a letter to the European Commission highlights “systemic” shortages linked to disruptions along one of the world’s most critical energy routes, through which around 40% of global supplies transit. Jet fuel stocks are shrinking as military tensions in the Gulf drive up demand, worsening an already fragile balance. With the summer season approaching, the risk is a domino effect impacting connectivity, economic activity, and tourism-dependent industries.
In Brussels, Commission President Ursula von der Leyen is preparing internal discussions, while EU transport ministers are set to meet to coordinate an emergency response. The goal is to monitor fuel supplies and establish a
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio
unified strategy. Meanwhile, early signs of strain are emerging at Italian airports, where temporary refueling restrictions have already raised concerns. Airlines are considering flight cuts and fare increases, particularly on regional routes.
Fuel prices have surged sharply: in northwestern Europe, they have climbed above $1,500 per ton, more than double pre-crisis levels. Analysts warn the impact is unlikely to be short-lived.
If the Strait of Hormuz does not fully reopen, Europe’s aviation sector could face an unprecedented crisis, with ripple effects on jobs, trade, and mobility. A scenario that demands swift political action in an increasingly unstable geopolitical landscape.
In the coming days, political decisions and developments in the conflict will determine whether this warning remains precautionary or escalates into a full-scale operational emergency for the entire continent in coming weeks ahead, affecting millions of passengers across European aviation.
Energia e passione sono al massimo grazie a Venere favorevole, rendendo le relazioni più intense e coinvolgenti. Il fine settimana è centrale per chiarimenti o nuovi inizi sentimentali, con attenzione anche ai legami familiari da consolidare. Nel lavoro la settimana è intensa e richiede fermezza.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio
Chi è timido fatica a credere nelle possibilità sentimentali, mentre relazioni in sospeso possono rallentare progetti importanti. Il bisogno di certezze cresce, ma evita pressioni per non creare tensioni. Nel lavoro i primi giorni favoriscono questioni pratiche e pianificazioni, ma serve calma.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
La passionalità domina la settimana, portando desiderio di novità nelle coppie e possibili trasformazioni importanti per i single. Il periodo favorisce cambiamenti nella vita e decisioni significative nei rapporti. Nel lavoro, nonostante ostacoli epressioni, Giove protegge le scelte, con energie.
Australia–USA, accordo shock sui minerali
Australia e Stati Uniti rafforzano la loro alleanza strategica nel settore delle materie prime critiche, segnando un nuovo passo nella competizione globale per il controllo delle risorse essenziali alla transizione energetica e alla sicurezza industriale. L’intesa, formalizzata nell’ambito dello “United States–Australia Framework for Securing Supply in the Mining and Processing of Critical Minerals and Rare Earths”, si traduce ora in azioni concrete e investimenti miliardari.
L’accordo, firmato nell’ottobre 2025 dal primo ministro Anthony Albanese e dal presidente Donald J. Trump, ha già prodotto risultati tangibili. A soli sei mesi dalla sua definizione, i due Paesi hanno mobilitato almeno un miliardo di dollari ciascuno per finanziare progetti strategici lungo le filiere dei minerali critici e delle terre rare.
Il tema è cruciale: queste risorse sono indispensabili per settori chiave come difesa, manifattura avanzata ed energia pulita. Garantire catene di approvvigionamento sicure e diversificate è diventata una priorità geopolitica, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali e competizione tecnologica.
Il rafforzamento della cooperazione è stato al centro del primo Mining, Minerals and Metals Investment Ministerial, tenutosi a Tokyo il 14 marzo 2026. All’incontro hanno partecipato rappresentanti di alto livello dei due governi, tra cui la ministra australiana Madeleine King e il segretario degli Interni statunitense Doug Burgum.
Tra le principali novità annunciate figura la creazione del Critical Minerals Supply Security
Response Group, un organismo congiunto incaricato di monitorare vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento e coordinare interventi rapidi. Il gruppo lavorerà sotto la guida del United States Department of Energy e del Department of Industry, Science and Resources, rafforzando il dialogo tra istituzioni e industria.
Parallelamente, i due Paesi puntano a una maggiore integrazione delle politiche industriali e degli strumenti finanziari. In questo quadro rientra la collaborazione tra l’Export-Import Bank of the United States e le strutture australiane dedicate ai minerali critici, con l’obiettivo di accelerare investimenti e ridurre i tempi autorizzativi.
Il piano operativo congiunto prevede inoltre iniziative su più fronti: dalla mappatura delle risorse minerarie alla semplificazione delle procedure, fino al recupero di materiali da scarti industriali. Un approccio che mira non solo alla sicurezza, ma anche alla sostenibilità delle filiere.
Sul piano economico, l’impegno finanziario è significativo. Canberra ha destinato circa 1,4 miliardi di dollari a progetti strategici, mentre Washington ha su-
dal 17 Aprile al 23 Aprile 2026
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
Sentimenti intensi e contraddittori, tra desiderio di avanzare e blocchi interiori.
Aprile porta chiarezza e stabilità affettiva dopo le turbolenze. Nel lavoro arrivano opportunità importanti: determinazione e pazienza saranno fondamentali per coglierle con successo.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
Venere nel segno fino al 24 porta una rivoluzione sentimentale, favorendo scelte nette e relazioni autentiche. In amore si lascia andare ciò che non è più valido, aprendo spazio a gesti importanti e nuovi inizi. Nel lavoro il cielo sostiene creatività e accordi, con giornate favorevoli.
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio
Venere favorevole riaccende passioni sopite o nuove storie, ma invita a controllare orgoglio e toni nelle giornate più delicate. Il fine settimana porta recupero e maggiore armonia nei rapporti. Nel lavoro energia e determinazione guidano scelte importanti e compiti di rilievo.
LEONE
Distinguere tra difficoltà pratiche ed emotive è essenziale, perché le tensioni lavorative possono riflettersi nei rapporti familiari. Serve pazienza, soprattutto nelle giornate più nervose. In amore si recuperano complicità e passione, mentre i single devono procedere con calma.
24 Luglio - 23 Agosto È il momento di chiudere con il passato e superare vecchie delusioni, facendo chiarezza nei sentimenti. Le coppie guardano a un’estate ricca di eventi e progetti condivisi. Nel lavoro la situazione migliora: creatività e indipendenza favoriscono accordi, con conferme e piccoli successi nelle giornate.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre L’amore torna protagonista e supera le questioni lavorative, portando intensità e nuove opportunità. I single hanno buone occasioni di incontro, mentre le coppie possono rafforzare il legame. Nel lavoro restano questioni aperte da risolvere ma emergono nuove possibilità concrete.
perato i 2,2 miliardi. Tra le iniziative sostenute figurano impianti per il recupero di gallio, raffinerie di terre rare e miniere di grafite, nichel e tungsteno.
L’intesa tra Australia e Stati Uniti si inserisce così in una più ampia strategia occidentale per ridurre la dipendenza da fornitori dominanti e rafforzare la resilienza industriale.
Un percorso destinato a influenzare profondamente gli equilibri economici e geopolitici dei prossimi anni. Questa collaborazione rafforza innovazione, occupazione qualificata e leadership tecnologica, consolidando il ruolo dei due partner.
BILANCIA 23 Settembre - 22 Ottobre
Chi ha un amore lo mantiene con qualche riserva interiore, mentre i single devono valutare con attenzione le persone attorno. La ricerca di sicurezza può diventare un ostacolo se le pretese sono eccessive. Venere aiuta, ma serve moderazione per rafforzare i legami.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre
La gestione delle emozioni e delle relazioni richiede particolare attenzione, soprattutto dopo crisi o incomprensioni che necessitano chiarimenti per evitare tensioni irrisolte. Nuove storie possono nascere, ma servono pazienza ed equilibrio. Nel lavoro si aprono possibilità di avanzamento.
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre
La primavera favorisce incontri e nuovi inizi sentimentali, con giornate particolarmente propizie tra mercoledì e venerdì per farsi avanti. Chi esce da una separazione può rimettersi in gioco con maggiore leggerezza. Nel lavoro si sbloccano situazioni importanti e arrivano possibili buone notizie.
L'imam insegna il "catechismo" islamico in parrocchia. E il vescovo assiste
di Andrea Zambrano
Il “catechismo” islamico si fa in parrocchia per islamizzare quel che resta dei fedeli cattolici. Ha dello sconcertante la deriva “cattomana” che proviene dalla Diocesi di Brindisi dove già lo scorso anno c’erano state le prime avvisaglie di cedimento alla locale comunità musulmana da parte di una parrocchia. Allora erano stati i musulmani a invitare islamici e non alla cena di chiusura del Ramadan nella chiesa di San Carlo di Brindisi. Oggi il piano si è inclinato ancora di più: stasera, infatti, assisteremo al primo catechismo islamico fatto in una struttura ecclesiale. E il vescovo assisterà alla lezione dell’imam. Succede nella parrocchia di San Lorenzo da Brindisi (quartiere Sant’Elia), che stasera a partire dalle 19.15 aprirà le porte per un intervento dell’imam della locale comunità islamica Khaled Bouchelaghem, il quale, come scrivemmo già lo scorso anno, ha evidentemente “piantato le tende” in casa cattolica, confermando, tra l’altro quanto prescritto nelle sure coraniche secondo cui dove arriva l’Islam quello è territorio dell’Islam. Con lui ci sarà anche il vescovo della Diocesi di Brindisi-Ostuni monsignor Gio-
vanni Intini, al quale sono affidate le conclusioni della serata.
L’intento, ovviamente, è sempre quello di favorire il dialogo, così come spiegato sul sito della Diocesi che sostiene l’iniziativa della parrocchia, giustificata dall’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dallo slogan «se conosci bene l’altro lo ami davvero», frase che sembra scolpita su chissà quale tavola nella pietra, ma che in realtà è stata coniata da Marco Impagliazzo della Comunità di San’Egidio.
“Conosci l’Islam?”. Questo il titolo dell’incontro che è finalizzato unicamente a dare la parola all’Imam affinché, una volta salito in cattedra, catechizzi i malcapitati parrocchiani con la ormai consueta tecnica della dissimulazione. Curioso il punto di domanda messo alla fine, segno che la provocazione è quella di dire sottotraccia: dato che noi non conosciamo l’Islam, ce lo facciamo raccontare da loro.
A questo punto si potrebbe anche buttarla sull’ironia e rispondere che l’Islam, se lo conosci lo eviti, ma sarebbe una frase islamofobica che non si armonizzerebbe con l’intento cedevole di regalare ai seguaci di Maometto un formidabile e gratuito pulpito
di indottrinamento.
Una situazione, questa, che farebbe rivoltare dal sepolcro gli 800 martiri della vicina Otranto, i quali potrebbero rispondere alla domanda mostrando il sacrificio della loro vita, dato che l’Islam che loro hanno conosciuto non è certo quello edulcorato e dissimulato che verrà presentato stasera.
Così come è altrettanto evidente che se un vescovo propone ai fedeli di essere catechizzati sulla religione maomettana, caldeggiando tra l’altro la presenza «di comunità parrocchiali, comunità religiose, operatori ecclesiali, aggregazioni, insegnanti IRC, insegnanti e docenti, associazioni territoriali e social media», è perché, molto probabilmente, ritiene che non ci sia bisogno granché di conoscere la dottrina, la storia e il magistero cattolico, non perché tutti lo conoscano, ma perché superfluo ostacolo al pieno raggiungimento del dialogo.
Di questo passo, c’è da scommetterlo, il prossimo anno potremo assistere alla preghiera coranica direttamente in chiesa o in una sua struttura ad essa collegata. A nessuno dalle parti di Brindisi è venuto il dubbio sul perché nei paesi a maggioranza islamica, i cattolici non potrebbero mai andare in una moschea a presentare la loro religione? Magari come fece San Francesco davanti al sultano? Semplice: perché questa verrebbe vista come un’azione di proselitismo, che da quelle parti sono pronti a punire severamente.
Noi, invece, il proselitismo, l’evangelizzazione, l’apostolato “dei lontani” li abbiamo banditi schifati come una bestemmia, cosicché, invece di preoccuparsi semmai di catechizzare gli islamici che giungono sulle nostre coste, ci facciamo volentieri catechizzare da loro. Ma questo non è forse un proselitismo al contrario che ha come effetto la cancellazione della fede cattolica? E il vescovo, una volta perso questo “sale” con quale autorevolezza potrà proclamare le verità della fede cristiana a tutti, se lui, per primo quelle verità, come ad esempio che Gesù Cristo è l’unico Signore, è pronto a calpestarle? Interessante menù, eccellenza, ma ci dica: fate anche qualcosa di cattolico?
San Lorenzo da Brindisi
di Suor M. Simona Pia Müller
Una splendida figura dell'Ordine dei Cappuccini è San Lorenzo da Brindisi, missionario fra gli eretici. La Chiesa universale celebra la sua festa il 23 luglio. Più conosciuto nell'Ordine come Vicario generale, apostolo in Europa e Dottore della Chiesa, l'aspetto missionario di questo grande Santo è poco conosciuto dalla maggioranza delle persone. Esaminiamo più attentamente quest'aspetto nella speranza di essere contagiati anche noi dal suo zelo per la salvezza delle anime.
Il Santo nacque a Brindisi il 22 luglio 1559 da genitori di alta cultura: Guglielmo Rossi ed Elisabetta Masella. Prima della nascita del futuro missionario, i genitori si erano trasferiti da Venezia a Brindisi per motivi politici. Iddio aveva benedetto Giulio Cesare (nome di Battesimo del Santo) con tante doti naturali che sotto la guida della pia mamma furono indirizzate verso il Signore. La sua capacità di parlare in pubblico e di entusiasmare le folle fu scoperta quando il bambino aveva solo 6 anni, quando ebbe l'occasione di fare in pubblico un discorso religioso che accattivò l'attenzione di tutti, facendo intravedere in lui un futuro grande predicatore.
Fin dall'inizio, fra Lorenzo si dedicò all'osservanza perfetta delle più piccole prescrizioni della vita conventuale, rispettoso e sottomesso ai Superiori e caritatevole verso i confratelli, diventando un modello di perfezione religiosa. Il 24 marzo 1576 si consacrò solennemente a Dio. Dopo l'emissione dei voti, fra Lorenzo andò a Padova dove studiò Filosofia, Teologia e varie lingue, fra le quali il greco, l'ebraico, il caldeo, il siriaco, il tedesco, il francese e lo spagnolo.
Fra Lorenzo fu ordinato Sacerdote a Venezia il 18 dicembre 1582. Iniziò cosi l'apostolato della predicazione in varie città d'Italia, quali Padova, Vicenza, Verona, Pavia, Genova e Napoli. Già durante questo periodo, padre Lorenzo fece vari miracoli di guarigione.
Papa Clemente VIII, avendo sentito le meraviglie operate per mezzo del Santo, lo chiamò a Roma e gli affido l'incarico di predicare e di confutare gli ebrei. Fra il 1587 e il 1598, fu spostato in vari conventi dell'Ordine, coprendo diversi incarichi importanti.
In più, la Germania era minacciata dall'invasione dei turchi. Padre Lorenzo partì a capo
di un gruppo di undici confratelli Sacerdoti e due confratelli conversi. Innumerevoli furono le fatiche e gli stenti, i pericoli e le persecuzioni sostenuti dagli intrepidi missionari. I nemici della Chiesa Cattolica, allarmati per la loro comparsa in quelle regioni, tentarono in mille modi di frustrare la loro opera. Con il sostegno dell'Imperatore, però, San Lorenzo fondò tre conventi per i suoi religiosi, uno a Praga, uno a Vienna e il terzo a Gratz. Con la loro permanenza in quelle regioni, i santi missionari continuarono a purificare la zona dagli eretici e il bene che facevano era sempre più ostacolato dai nemici del Cattolicesimo.
Contemporaneamente Maometto III, figlio di Amurat, invase l'Ungheria, insieme alla sua armata formidabile. L'Imperatore chiese aiuto al Papa che inviò 10.000 uomini. Le truppe Alemanne si unirono a questi uomini, con il Duca di Mercoeur al capo. Al fianco del Duca ci fu padre Lorenzo da Brindisi, che incoraggiò i soldati, tramutandoli in altrettanti eroi. Il Santo precedeva il gruppo con il crocifisso in mano ed eccitava i soldati a non avere paura, a combattere da forti, sicuri della vittoria. La battaglia contro i turchi si svolse ad Alba Reale; il combattimento durò otto giorni durante i quali i turchi perdettero 30.000 soldati, ritirandosi umiliati e vinti.
All'età di 43 anni padre Lorenzo venne eletto Vicario generale dell'Ordine, per cui si mise a visitare a piedi le province di Milano, la Svizzera, la Germania, la Fiandra e pure la Spagna. Con la sua assenza dalla Germania i turchi molestarono di nuovo quelle regioni, compresa l'Ungheria. L'imperatore Rodolfo chiese di nuovo aiuto a padre Lorenzo per combatterli. L'uomo di Dio fece ritorno in Italia, si presentò al Pontefice Paolo V e gli propose la formazione di una Santa Lega tra il Pontefice, l'imperatore di Germania e il re di Spagna.
Sempre più intensa era la sua devozione alla Madonna. Un giorno, il Santo, assorto in preghiera, ebbe l'apparizione della Santa Vergine; egli allora non poté contenere la sua gioia ed esclamò: «O madre mia, o mia santa Madre, beato chi vi loda, beato chi vi porta nel proprio cuore». E il Santo cappuccino, portando la Madonna nel cuore, portò la salvezza a tante anime smarrite. Veramente era "beato" San Lorenzo da Brindisi.
Forrest, filantropia concreta
Nicola Forrest rappresenta una delle voci più autorevoli nel panorama filantropico australiano, distinguendosi per un impegno concreto verso il benessere delle comunità. Attraverso la Minderoo Foundation, da lei co-fondata, ha promosso iniziative che spaziano dalla tutela ambientale alla giustizia sociale.
Il suo lavoro ha avuto risonanza anche nelle comunità locali del New South Wales, dove l’attenzione verso l’educazione e il supporto alle famiglie più vulnerabili è diventata sempre più centrale. In aree come Western Sydney, caratterizzate da una forte presenza multiculturale, inclusa quella italiana, iniziative di questo tipo trovano un terreno fertile e necessario.
Uno degli aspetti più rilevanti del suo impegno riguarda l’istruzione. Nicola Forrest ha sostenuto programmi destinati ai giovani, riconoscendo nell’educazione
uno strumento fondamentale per rompere il ciclo delle disuguaglianze. Questo approccio risuona profondamente anche nelle associazioni italo-australiane, da sempre impegnate nella promozione culturale e formativa.
La sua attività si estende anche alla lotta contro la schiavitù moderna e alla promozione della parità di genere, temi che trovano sempre più spazio nel dibattito pubblico australiano. In questo contesto, il ruolo delle organizzazioni comunitarie diventa cruciale per sensibilizzare e coinvolgere i cittadini.
Nicola Forrest incarna una visione moderna della filantropia: non solo donazioni, ma interventi strutturati e sostenibili nel tempo. Il suo esempio dimostra come il successo economico possa tradursi in un impegno concreto per la collettività, rafforzando il tessuto sociale e promuovendo una cultura della solidarietà.
Melanie Perkins, creatività digitale senza barriere
Eleganza, carisma e spirito imprenditoriale: Elle Macpherson è una delle figure più iconiche della moda internazionale, capace di lasciare un segno profondo non solo sulle passerelle, ma anche nel mondo del business e del benessere. Conosciuta in tutto il mondo come “The Body”, ha incarnato per anni un ideale di bellezza naturale e sofisticata, distinguendosi per la sua presenza magnetica e la capacità di trasformare ogni progetto in un successo.
La sua carriera, costellata di importanti collaborazioni e campagne internazionali, l’ha consacrata come uno dei volti più riconoscibili della moda globale. Per la comunità italiana in Australia, la sua figura assume un significato particolare, inserendosi in un contesto multiculturale dove talento, determinazione e professionalità
vengono valorizzati indipendentemente dalle origini. Pur non essendo italiana, la sua storia si intreccia con quella di tante donne che, con impegno e passione, hanno costruito il proprio percorso lontano da casa, affrontando sfide e trasformandole in opportunità di crescita personale e professionale. Oggi, Elle Macpherson continua a essere un punto di riferimento nel mondo del lifestyle, promuovendo uno stile di vita sano ed equilibrato attraverso iniziative imprenditoriali, prodotti dedicati al benessere e consigli su salute e alimentazione. La sua esperienza dimostra come eleganza, intelligenza e imprenditorialità possano andare di pari passo, ispirando giovani donne e uomini a perseguire i propri obiettivi con determinazione, senza mai rinunciare al proprio stile e alla propria autenticità.
Gina Rinehart, cuore minerario dell’Australia
Figura centrale dell’economia australiana, Gina Rinehart continua a esercitare un’influenza significativa nel settore minerario, guidando la Hancock Prospecting verso risultati di rilievo internazionale. Erede dell’impero fondato dal padre Lang Hancock, ha saputo consolidare e ampliare le attività dell’azienda, contribuendo in modo determinante allo sviluppo dell’industria estrattiva, in particolare nel comparto del minerale di ferro.
Il suo ruolo è stato fondamentale per la crescita economica dell’Australia, con ricadute importanti anche sulle comunità locali, inclusa quella del New South Wales, dove molte famiglie, tra cui numerosi italo-australiani, hanno storicamente lavorato nei settori collegati all’industria e alla logistica.
Nel contesto di Sydney, il contributo indiretto di questo settore si riflette anche nello sviluppo infrastrutturale e nella crescita di opportunità lavorative per le nuove generazioni. La comunità italiana, nota per il forte spirito imprenditoriale, ha beneficiato negli anni delle opportunità offerte da settori collegati all’industria mineraria, come i trasporti, la ristorazione e i servizi.
Oltre all’ambito economico,
Rinehart ha sostenuto lo sport australiano, contribuendo al finanziamento di programmi olimpici che hanno permesso a giovani atleti di emergere a livello internazionale. Questo sostegno ha avuto un impatto anche nelle comunità locali, dove lo sport rappresenta un elemento fondamentale di aggregazione sociale. Nonostante le controversie legate a tematiche ambientali e politiche, Gina Rinehart rimane una figura chiave nel dibattito sul futuro economico del Paese. Il suo operato invita a riflettere sull’equilibrio tra sviluppo industriale e responsabilità sociale, un tema
sempre più centrale anche per le comunità multiculturali australiane. Negli ultimi anni, inoltre, il dibattito attorno al settore minerario si è intensificato, soprattutto in relazione alla sostenibilità ambientale e alla transizione energetica. Le grandi aziende del comparto sono chiamate a confrontarsi con nuove sfide, tra cui la riduzione delle emissioni e l’adozione di tecnologie più sostenibili. In questo scenario, il ruolo di figure come Rinehart continua a essere determinante, non solo sul piano economico ma anche nella definizione delle strategie future del settore.
Jane Lu, la rivoluzione nata dal fallimento
La storia di Jane Lu è quella di una giovane donna che ha saputo trasformare un momento di incertezza in una straordinaria opportunità. Fondatrice di Showpo, ha costruito un brand globale partendo da risorse limitate e una forte determinazione.
Il suo percorso imprenditoriale è particolarmente significativo per le comunità multiculturali di Sydney, dove molti giovani, inclusi quelli di origine italiana, si affacciano al mondo del lavoro con il desiderio di creare qualcosa di proprio.
La sua esperienza dimostra che, anche in un contesto competitivo, è possibile emergere grazie a creatività e resilienza.
Showpo si è distinto per un uso innovativo dei social media, creando un rapporto diretto con i clienti e anticipando le tendenze del mercato. Questo approccio ha reso l’azienda un punto di riferimento nel commercio digitale, aprendo nuove prospettive anche per piccoli imprenditori locali.
Jane Lu è oggi una figura molto richiesta come speaker e mentore, e il suo messaggio è chiaro: il fallimento non è la fine, ma parte integrante del percorso verso il successo.
Questo messaggio è particolarmente rilevante per le giovani generazioni, spesso alle prese con incertezze professionali. Il
suo contributo alla comunità non si limita al successo economico, ma si esprime nella capacità di ispirare e guidare altri. In una città dinamica come Sydney, storie come la sua rappresentano un esempio concreto di come l’imprenditoria possa diventare uno strumento di crescita personale e collettiva.
la pagina di Palmerini
Sergio Vento e la grande tradizione della memorialistica diplomatica italiana
Sergio Vento, romano, è stato uno degli uomini di punta della diplomazia italiana fra la fine del Ventesimo secolo e l'inizio del XXI. Ambasciatore d'Italia a Belgrado fra il 1989 e il 1991, dal 1992 al 1995 è stato consigliere diplomatico dei presidenti del Consiglio Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi e Lamberto Dini. Dal 1995 al 1999 è stato ambasciatore a Parigi, dal 1999 al 2003 rappresentante permanente italiano presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite e dal 2003 al 2005 ambasciatore d'Italia a Washington, lasciando la carriera diplomatica per raggiunti limiti di età proprio nel 2005.
Il diplomatico romano ha deciso recentemente di pubblicare un libro di memorie "Il XX secolo non è finito. Transizioni e ambiguità" (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2024) che è un volume che spicca per importanza nell'ambito della memorialistica politica e diplomatica italiana. Ripercorrendo la sua vita e carriera diplomatica, Vento compie contempo-
raneamente una ricostruzione rigorosa, interessante e stimolante della storia della politica estera italiana e dell'evoluzione della politica internazionale dagli anni Sessanta del Novecento al primo decennio del XXI secolo.
Ma il libro è anche una riflessione sull'evoluzione dello Stato italiano e della sua classe dirigente negli ultimi cinquant'anni, con ritratti di grande perspicacia e interesse di personalità come Giulio Andreotti, Aldo Moro, Bettino Craxi, Arnaldo Forlani, Lamberto Dini, Carlo Azeglio Ciampi e Giuliano Amato. Giustamente il diplomatico romano denuncia i pericoli per l'Italia derivanti dall'emergere di una classe politica "liquida", priva di veri punti di riferimento ideali e di continuità con le grandi tradizioni politiche italiane del passato.
Una classe politica debole, spesso vittima e strumento dei grandi interessi economici e di alcuni Stati stranieri, anche perché non può appoggiarsi su strutture partitiche solide e radicate in modo capillare nella
società italiana: una società sempre più frammentata, che rigetta la competizione meritocratica e che piuttosto apprezza e premia classi dirigenti prodotto di un presunto "nuovismo" politico a scapito di coloro che possiedono una solida cultura politica e una lunga esperienza di amministrazione della cosa pubblica. Il volume di Vento colpisce il lettore per la crudezza delle analisi, per l'assenza di retorica, per lo sforzo sincero di svelare le logiche di potere che dominano la realtà politica contemporanea.
Sono caratteristiche queste di Vento che ricordano non poco lo stile e il contenuto di certi rapporti diplomatici di un altro formidabile ambasciatore romano, Pietro Quaroni. Sul piano della memorialistica diplomatica, il libro di Vento spicca come uno dei libri di ricordi più importanti scritti da un diplomatico italiano negli ultimi decenni. Per trovare libri che raggiungano la forza interpretativa e il vigore intellettuale dell'opera dell'ex ambasciatore a Belgrado dobbiamo andare indietro di alcuni decenni, ai volumi memorialistici dei due grandi "Roberto" della "Carriera", Roberto Ducci e Roberto Gaja, con i quali peraltro Vento ha lavorato in gioventù: "I Capintesta" di Ducci, pubblicato nel 1982, e "L'Italia nel mondo bipolare. Per una storia della politica estera italiana (1943-1991)", edito postumo nel 1995. A nostro avviso, Sergio Vento presenta forti affinità sul piano della sensibilità politica e ideologica e delle concezioni di politica estera con Roberto Ducci, ma "Il XX secolo non è finito" non ha la raffinatezza letteraria e di scrittura de "I Capintesta"; piuttosto, per la sincerità delle analisi e la struttura del volume, ricorda le memorie postume di Roberto Gaja.
Un elemento comune dei libri di Vento e Gaja sta nella difesa e nell'elogio dei successi della politica estera della Prima Repubblica italiana, resi possibili dalla felice sintonia e collaborazione fra una leadership politica competente, ambiziosa e non provinciale, e un corpo diplomatico di alto livello che, capiti e assimilati i gravi errori della politica imperialista fascista, aveva conosciuto un rinnovamento ideologico e strategico, divenendo poi, grazie a funzionari come Pietro Quaroni, Luca Pietromarchi, Gastone
Guidotti, Cristoforo Fracassi Ratti Mentone, i sopracitati Ducci e Gaja e molti altri, uno dei principali centri di elaborazione politica e intellettuale dell'Italia della seconda metà del Novecento.
La lettura del libro di Vento aiuta anche il lettore a comprendere meglio le difficoltà della professione del diplomatico. Mestiere assai diverso da come viene descritto dalle periodiche campagne di stampa dei mass media populisti, che amano denigrare chi lavora per lo Stato.
L'opera di Vento mostra che la carriera diplomatica è una professione che domanda studio continuo, disciplina, fatica; sacrificio non solo personale ma anche per i membri della propria famiglia. La guida di un'Ambasciata richiede svariate e diverse qualità e caratteristiche: competenze amministrative e giuridiche, capacità d'interazione e integrazione con lo Stato e la società ospitanti; bisogna avere doti di analisi, ma anche, allo stesso tempo, la capacità di risolvere problemi concreti e pratici, emergenze improvvise. Una delle maggiori difficoltà della carriera diplomatica è costituita poi dall'intensità del rapporto d'identificazione del diplomatico con lo Stato.
Rappresentare lo Stato all'estero è cosa ardua, un grande onore ma anche un grave onere e un'enorme responsabilità. Parole e atti sbagliati possono provocare gravi danni allo Stato e ai suoi cittadini. Vi è poi l'ethos di stampo militare caratteristico della diplomazia italiana, ereditato dalla tradizione della diplomazia sabauda composta per secoli prevalentemente da ufficiali e generali delle forze armate dello Stato dinastico sabaudo: nei momenti dell'emergenza, del pericolo supremo per lo Stato, l'etica del servizio dello Stato impone al diplomatico la disponibilità a qualsiasi sacrificio, anche a quello supremo di mettere a rischio la propria vita.
Le memorie di Vento, per la ricchezza del loro contenuto e la profondità delle analisi, mostrano chiaramente quali sono i tradizionali punti di forza e le qualità della tradizione della diplomazia italiana: la capacità di leggere e interpretare il sistema internazionale in maniera realistica e complessa, collegando fra loro le dinamiche dei vari contesti della politica globale; uno stile di analisi schietto, senza
retorica, sincero nelle opinioni; un'abilità di leggere e interpretare rapidamente i mutamenti in corso negli equilibri di potere mondiale.
È quella italiana una diplomazia che ha una forte impronta westfaliana: ritiene che ideologie e religioni dovrebbero essere fenomeni riservati alla politica interna degli Stati, non condizionare le relazioni internazionali, e perciò sa leggere con freddezza e spirito critico le manipolazioni ideologiche e religiose che condizionano le relazioni interstatuali; la cultura diplomatica italiana accetta la pluralità di Stati e di valori, non mira al perseguimento di egemonie e supremazie, ma vede piuttosto nella ricerca e nel mantenimento degli equilibri di potere fra i soggetti internazionali una condizione fondamentale per la pace e la stabilità globali. In conclusione, per la forza delle sue analisi interpretative e la ricchezza dei temi che affronta, "Il XX secolo non è finito" è un libro che merita di essere letto non solo da studiosi della storia della diplomazia e della politica estera italiana, ma da tutti coloro che s'interessano di storia dello Stato italiano e delle vicende delle sue classi dirigenti. Esso mostra chiaramente perché la diplomazia italiana è considerata, insieme a quelle russa, iraniana, turca e francese, uno dei migliori corpi diplomatici a livello mondiale. È un libro che dovrebbero leggere in special modo i giovani interessati alla politica internazionale che desiderano intraprendere la carriera diplomatica, al fine di capire le difficoltà che si affrontano a servire lo Stato ma anche la nobiltà etica e spirituale di tale servizio.
Copertina " Il XX secolo non è finito. Transizioni e ambiguità"
LE FONTANE ETERNE DI ROMA
Descrivere le fontane di Roma, oppure citare quante fontane ci sono a Roma, non è facile. Roma è ricca di fontane perché è ricca d’acqua, che può alimentare centinaia di fontane.
Ma veniamo per ordine: ce ne sono quattro in particolare, messe tutte insieme in un incrocio di strade e, guarda caso, si trovano proprio in via delle Quattro Fontane, nel quartiere del colle Quirinale, sì, proprio quel colle che è anche sede della residenza del Presidente della Repubblica, con quattrocento comode stanze, tutte con bagno privato; ma di questo ne parleremo più avanti.
Queste quattro fontane furono realizzate per volere di Papa Sisto V a partire dal 1588, per evidenziare un importante incrocio di vie. All’epoca erano via Felice e la strada Pia; oggi via Sistina e via delle Quattro Fontane, con via del Quirinale e via XX Settembre. Due delle fontane rappresentano il fiume Tevere e l’Arno, mentre le altre due raffigurano due divinità femminili della mi-
tologia, Diana e Giunone. L’architetto che le disegnò, guarda caso, si chiamava Domenico Fontana.
Le fontane si trovano agli angoli di due importanti edifici storici: la chiesa di San Carlo (San Carlino) e il palazzo del Drago (Mattei-Albani). L’area del Quirinale è anche ricca di reperti storici della Roma imperiale, come il viale dei Sarcofagi, con la storia di ognuno di questi, come quello di Teodorico e altri.
Roma è… come aprire un antico baule ritrovato in una soffitta, un baule pieno di storia. Ancora oggi Roma sorprende chi la visita, con fontane nascoste tra vicoli, piazze e palazzi secolari, dove l’acqua racconta storie di papi, artisti e imperatori.
Ogni getto sembra una voce del passato che continua a vivere nel presente, rendendo la città un museo a cielo aperto, sempre pronto a stupire chiunque la attraversi. ancora oggi, tra mito e realtà eterna Roma continua a vivere come capitale di bellezza senza tempo infinita
PASSO DOLOMITICO DI ZOLDO
Questo posto si chiama Passo e Rifugio di Staulanza, a quota 1.770 m s.l.m., maestoso valico alpino delle Dolomiti di Zoldo, in provincia di Belluno, diciamo un po’ a cavallo tra il Crot e il Civetta, quasi alla base del massiccio del Pelmo. Per gli amanti della montagna, stiamo parlando di Selva di Cadore e Borca di Cadore.
Scrivo, ma la mia mente è già tra quei luoghi quando, in gioventù, ad ogni possibile festività lavorativa, mi portava ad andare sulle Dolomiti: molta distanza da Roma, ma ne valeva la pena.
Oggi, facendo passeggiate montane e seguendo le dovute indicazioni, si possono apprezzare importanti tracce fossili, come le impronte dei dinosauri; io aggiungerei anche, con un po’ di fantasia, trattandosi di tracce
che risalgono a milioni di anni fa.
Sulla fiancata del Civetta si apre il lago di Coldai, non tanto grande ma meraviglioso, visto nel contesto della sua naturale cornice dolomitica.
Posso stuzzicare i vostri gusti mangerecci? Ricordandovi che al rifugio si può gustare dell’ottimo Spätzle allo speck, canederli alla zucca, tagliata di manzo alla brace, oppure costata di agnello, polenta con funghi e formaggi e un assortimento di altri formaggi dal classico gusto tirolese; il tutto ben bagnato da una buona grappa (non chiedete dell’acqua: non ne hanno!).
Cosa altro posso dirvi…? Alla prossima vacanza, non dimenticate questo posto. Cari bellunesi, ho forse acceso in voi qualche ricordo?
STRADE AL COLLASSO SICUREZZA AL LIMITE
Strade italiane di oggi, verso le strade romane di ieri: cosa fa l’ANAS per le strade italiane? È una sfida che, se fossi l’ANAS, non mi azzarderei ad accettare. Per i profani, l’ANAS è la società responsabile del mantenimento delle strade italiane; il suo unico socio è il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.
Come tutti i giorni, dedico uno sguardo al nostro TG1 della RAI per avere un’idea sulla situazione del Paese e sul panorama internazionale.
Povera Italia: centinaia di frane e smottamenti, ponti che crollano e campagne inondate. Cosa dire? Forse dovrei strillare anch’io: “Che venga in Parlamento a riferire!” Ma, anche volendo riferire, cosa si potrebbe dire? Da queste parti sappiamo leggere e stiamo più attenti a quello che diciamo e poi, se proprio si volesse criticare, beh, non ci fermerebbe nessuno.
Una semplice domanda, piccola piccola: ma da quanti anni, anzi decenni, in Italia nessuno dà uno sguardo al territorio? Dai oggi, dai domani, se non si controlla cede e, quando cede, non
chiede il permesso a nessuno: tutto crolla e addio, adieu, bye bye. Purtroppo, in Italia non c’è sarto dell’alta moda che sappia o possa metterci una toppa. Ma torniamo al TG1 di qualche giorno fa: alluvioni a non finire e strade crollate.
È stato proprio un pezzo di strada quello che hanno mostrato, dove chiaramente si vede la solita leccatina di asfalto catramato disteso sulla nuda terra. Ma… (mi è partita una parolac-
cia) è questo il modo di fare una strada? Ci sarà pure qualche responsabile? La Via Appia Antica è lì da oltre 2000 anni, ma i mega ingegneri odierni hanno almeno un’idea di come fu fatta? Che andassero in una qualsiasi biblioteca a dare uno sguardo a quei libri. E ora che vadano pure a riferire in Parlamento: forse qualche pomodoro lo rimedierebbero. Ma se continuiamo così, presto, anche se la benzina sarà gratis, andremo tutti a piedi.
IL BUNKER SEGRETO DEL MONTE SORATTE
Il Monte Soratte si trova vicino a Roma: si erge con i suoi 700 metri di altezza ed è stato sempre considerato un luogo di culto fin dai tempi pre-romanici. Abitato da Sabini, Capenati, Falisci ed Etruschi, fu circondato da svariati eremi fin dagli anni del 1532. Il bunker, grazie al suo dedalo di gallerie, era adatto come rifugio: infatti Mussolini, nel 1937, lo volle come rifugio antiaereo e come copertura della fabbrica di munizioni della Breda di Brescia. Ma negli anni della Seconda guerra mondiale divenne effettivamente un bunker, ma del nemico.
Andiamo per passi: il bunker fu teatro della guerra fin dal settembre del 1943, quando il Comando Supremo del Sud, in mano ai tedeschi e guidato dal feldmaresciallo Albert Kesselring, fece del Monte Soratte il proprio rifugio per oltre dieci mesi, resistendo ai pesanti bombardamenti dei B-17 americani, partiti da Foggia nel maggio del 1944 con l’intento di distruggere quella base tedesca, dove si custodivano complessi documenti strategici e anche casse contenenti l’oro sottratto
alla Banca d’Italia, delle quali non si seppe mai più nulla. Strano, vero?
Finita la guerra, non si parlò più del bunker, almeno fino al 1967 quando, per paura della Guerra Fredda e su suggerimento della NATO, il rifugio subì modifiche strutturali per renderlo antiatomico, poiché avrebbe dovuto ospitare il Governo e il Presidente della Repubblica in caso di attacco atomico sulla capitale (rin-
graziando il cielo, mai avvenuto). I lavori di riassetto terminarono senza specifiche ragioni nel 1972. Oggi quel bunker, sotto l’egida del Comune di Sant’Oreste, è stato convertito in museo, denominato “Il Percorso della Memoria” del Monte Soratte.
C’è da chiedersi… come mai, quando al Governo sventolano bandiere di differente colore, tutto tace e cade nel dimenticatoio? Mah!
ORAN PARK
A piedi verso la conquista dell’America
di Generoso D'Agnese
Se li avesse percorsi oggi, sarebbe entrato nel Guinness dei Primati. 8mila chilometri a piedi, attraversando letteralmente tutto il Sudamerica e il Centroamerica per arrivare sul territorio statunitense, non è infatti cosa da poco e chiunque lo facesse meriterebbe l’attenzione di tanti mass media. Nessuno però si interessò a Louis Carrozzi che quel viaggio lo fece realmente e solo per la grande voglia di lavorare negli Stati Uniti. Partì con uno zaino e pochi spiccioli, un cane al guinzaglio e avendo come punto di riferimento un solo punto: il Nord. E vi arrivò dopo anni, e dopo aver patito mille disavventure. Impossibilitato a raccontare la sua storia perché nel Paese a stelle e strisce arrivò da clandestino e vi visse per alcuni anni. Ma tutto questo non importava a Louis Carrozzi. A lui bastava aver vinto la sfida con lo spazio.
Nato cento anni fa a Camarda, paese alle falde del Gran Sasso, diventato, nel 1927, frazione de L'Aquila, Luigi nel 1926, prese la via dell'Argentina e approdò a Puàn, per lavorare alla fattoria di alcuni parenti. Non era quello
il suo obiettivo. A tutti gli amici Luigi disse di voler andare a lavorare negli Stati Uniti e per tale sogno si mise in fila per ottenere il visto. Ma un imprevisto cambio nelle leggi tra i due stati chiuse temporaneamente la porta a chi era in attesa di imbarcarsi verso New York. E chiuse le porte alle speranze di Luigi.
Il giovane non si rassegnò mai alla chiusura della frontiera nordamericana. Per lui gli Stati Uniti dovevano essere raggiunti, a tutti i costi. Con pochi spiccioli in tasca Luigi si mise in marcia, lasciandosi alle spalle la fattoria dello zio Odorisio, a 500 chilometri a sud di Buenos Aires. Era il giugno del 1930.
Carrozzi ebbe come compagno solo un cane e a passo dopo passo attraversò l'Argentina, la Bolivia, il Perù, l'Ecuador, la Colombia, il Panama, l'Honduras, prima di raggiungere New York, clandestino su una nave bananiera, nel maggio del 1932.
Lungo il cammino il ragazzo italiano incontrò ogni sorta di disavventura. Incarcerato, rapinato più volte, sequestrato, torturato da una tribù indigena di antropofagi, Carrozzi si adattò a vivere e dormire nei luoghi più selvaggi, dividendo lo spazio con serpenti e altri animali pericolosi. Più volte si cibò soltanto di radici e erbe e combatté per due anni la sua personale battaglia per la sopravvivenza. Sopravvisse perfino a un terremoto e a una rivoluzione.
Quella di Luigi fu una vera e propria epopea. L’italiano incontrò la generosità degli umili e l'indifferenza dei benestanti. Ma nulla riuscì a fermarlo: né le febbri né il mal di montagna né le sabbie mobili né le pestilenze, niente riuscì a dissuaderlo". Una
storia dimenticata dagli studiosi dell’emigrazione, perché rappresenta un granello infinitamente piccolo nel Mare Magnum della migrazione italiana. Ma non dimenticata nel piccolo paese di Camarda, dove per anni circolava la storia di Carrozzi. Raccontata come una leggenda e recuperata alla cronaca grazie alle ricerche di un editore italiano, dopo il ritrovamento del testo scritto in inglese, pubblicato negli Stati Uniti e mai tradotto in italiano.
Quella di Carrozzi era infatti una storia pubblicata solo nel 1954: l’avventurosa marcia non aveva potuto divulgare subito le memorie della sua avventura, in quanto era entrato illegalmente negli Usa. Luigi (che negli USA adattò il suo nome in Louis), sulla scorta delle sue certosine annotazioni di viaggio, raccontò le sue avventure ma ebbe poche possibilità di far circolare la sua straordinaria marcia attraverso il Continente americano. Sposatosi con Margareth Brigante (di origini calabresi) Carrozzi morì a soli 50 anni, nel 1959, a Los Angeles e la sua storia si perse nella polvere del tempo. Venne riscoperta soltanto tanti anni dopo, grazie alle ricerche di Errico Centofanti, al recupero di ogni parte della memoria e delle testimonianze familiari.
Eccezionale contributo è stato dato da Madeline Carrozzi, la figlia di Louis, nata negli Stati Uniti ed attualmente residente in California, che poté salutare con commozione l’uscita della versione italiana del libro di viaggi di Carrozzi: "La mia grande avventura", edito da Portofranco con la collaborazione dell’associazione culturale San Pietro della Ienca. Il restauro testuale è stato mirato a riportare il testo il più possibile vicino alla stesura autografa, ed è un'opera che si lascia leggere con piacere e partecipe curiosità, che attraversa la mente non senza lasciare tracce significative.
Una storia che potrebbe tranquillamente affascinare qualche produttore cinematografico e che consegna alla storia un’avventura italiana che trova il suo “doppio” nella camminata di Salvatore Borsei, nato a Rocca di Mezzo (L’Aquila) e capace di attraversare l’intera Africa, da solo e a piedi e negli stessi anni, per raggiungere il Sudafrica e iniziare una nuova vita lavorativa.
Spartacus The Great Slave Revolt That Defied Rome
By Tom Padula
Spartacus is one of the most enduring figures of ancient history, remembered as a symbol of resistance against oppression. Although many details of his early life are uncertain, ancient sources such as Plutarch and Appian provide enough evidence to trace the arc of his extraordinary life—from his origins in Thrace to his dramatic death on the battlefield.
Spartacus was born around 111 BCE in Thrace, a rugged region north of Greece (modern-day Bulgaria and surrounding areas). He belonged to a warrior people known for their skill in combat. According to Roman writers, Spartacus may have served as a soldier in the Roman auxiliary forces before deserting or rebelling, an act that led to his capture. He was subsequently enslaved and sold, a fate common for defeated or rebellious foreigners in the Roman world.
Because of his physical strength and intelligence, Spartacus was sent to a gladiatorial training school (ludus) in Capua, run by Lentulus Batiatus. Gladiators were trained to fight to the death for public entertainment, living under harsh discipline. Despite this brutal existence, Spartacus emerged as a natural leader. Ancient accounts describe him as not only brave and strong, but also thoughtful and articulate—qualities that distinguished him from many other captives.
In 73 BCE, Spartacus and about 70 fellow gladiators escaped from the school using improvised weapons. They fled to Mount Vesuvius, where their numbers quickly grew as enslaved people, shepherds, and the rural poor joined their cause. What began as a desperate escape soon became a fullscale revolt: the Third Servile War. Spartacus proved to be a brilliant military commander, repeatedly defeating Roman forces sent to suppress the rebellion. His army, which at its height may have numbered over 60,000, humiliated several Roman legions, exposing Rome’s initial underestimation of the enslaved rebels.
Spartacus’ ultimate goal re-
mains debated. Some sources suggest he intended to lead his followers out of Italy, crossing the Alps to freedom. Others believe internal divisions and the desire for plunder kept the army in Italy.
Whatever his plans, Spartacus faced an increasingly determined Roman response. In 71 BCE, the Senate entrusted Marcus Licinius Crassus with crushing the revolt. Crassus imposed brutal discipline on his legions and slowly forced Spartacus south, trapping him in southern Italy.
In a final, desperate battle near the Silarus River, Spartacus led his men against Crassus’ forces. According to tradition, he fought fiercely, attempting to reach Crassus himself. He was eventually killed in combat, though his body was never identified. After the defeat, some 6,000 surviving rebels were crucified along the Appian Way as a grim warning to others.
Though Spartacus failed to overthrow Rome, his legacy endured. He became a timeless symbol of the struggle for freedom and human dignity, inspiring writers, revolutionaries, and artists for centuries to come. Modern historians continue to debate Spartacus’ true intentions and the scale of his political vision. While Roman sources portray him primarily as a dangerous rebel, later interpretations often elevate him into a proto-revolutionary figure. His story has been reimagined across centuries in literature, cinema, and political discourse, from nineteenth-century revolutionary symbolism to modern popular culture. Despite limited historical evidence, Spartacus remains a powerful narrative of resistance against systemic slavery and imperial authority. Archaeological and textual studies suggest that many details of the revolt were exaggerated by Roman authors seeking to justify harsh reprisals.
Nevertheless, the essential outline of his leadership and courage remains widely accepted among scholars today, confirming his enduring historical significance in the broader ancient historical record today.
La medicina cambia l’età
Entro la fine dell’anno potrebbe partire il primo studio clinico sull’uomo dedicato alla cosiddetta riprogrammazione parziale, una tecnica che mira a invertire l’invecchiamento cellulare attraverso l’attivazione controllata di specifiche proteine. Si tratta di un passaggio definito storico: per la prima volta, un approccio finora confinato ai laboratori potrebbe essere testato sull’uomo.
La tecnica nasce dagli studi del premio Nobel Shinya Yamanaka, che nel 2006 identificò quattro fattori proteici capaci di riportare una cellula adulta allo stato giovane, quasi embrionale.
La riprogrammazione totale però è troppo rischiosa: le cellule perdono identità e possono trasformarsi in tumori. La versione parziale, invece, utilizza gli stessi
fattori ma per tempi brevi e controllati, con l’obiettivo di ringiovanire senza compromettere la funzione cellulare.
Nei modelli animali i risultati sono stati sorprendenti: miglioramento degli organi e aumento della resilienza cellulare. Il primo studio sull’uomo avrà come obiettivo principale la sicurezza del trattamento: dosi, risposta dei tessuti e possibili effetti collaterali. Solo in una fase successiva si potrà valutare l’efficacia reale. Gli esperti sottolineano cautela e rigore scientifico di fronte a una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria ma ancora sperimentale. Il primo test clinico non mira a ringiovanire immediatamente i pazienti, ma a definire standard di sicurezza fondamentali per future applicazioni terapeutiche.
Una mela al giorno non è una formula magica, ma continua a essere un simbolo di alimentazione sana sostenuto da evidenze crescenti. Secondo gli specialisti della Dietetica e Nutrizione Clinica dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, il frutto rappresenta una fonte preziosa di fibre, polifenoli e micronutrienti utili alla prevenzione delle malattie metaboliche.
Tra le evidenze più recenti si conferma che il consumo della mela con la buccia permette un maggiore apporto di composti fenolici capaci di contrastare stress ossidativo e processi infiammatori. Questi meccanismi sono associati a una riduzione del rischio cardiovascolare e di alcune patologie croniche. Tuttavia il beneficio dipende anche dalle modalità di consumo.
La mela intera infatti garantisce un apporto di fibre che modulano l’assorbimento degli zuccheri e contribuiscono a evitare picchi glicemici. Diversamente succhi e centrifughe riducono la presenza di fibre diminuendo parte dell’effetto protettivo. Gli esperti consigliano inoltre di consumarla come spuntino quotidiano per
di
Parkinson, i segnali che anticipano tutto
Loridana Zangari
Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva che spesso richiede molti anni prima di essere riconosciuta con certezza clinica. I primi segnali possono essere lievi e facilmente confusi con altre condizioni neurologiche o legate all’invecchiamento. Includono disturbi del sonno, tremore a riposo, rigidità muscolare e rallentamento dei movimenti. Tra i sintomi meno noti vi sono la perdita dell’olfatto e la stitichezza, spesso presenti anni prima della diagnosi. Cambiamenti nella scrittura e nella voce, che tende a diventare più flebile, rappresentano ulteriori campanelli d’allarme.
Secondo i neurologi della Fondazione LIMPE una diagnosi precoce consente trattamenti più efficaci e personalizzati e una migliore gestione della malattia. In Italia si stimano oltre 300000 persone con Parkinson, mentre nel mondo i casi superano i 6,5 milioni. Ogni anno si registrano circa 10-12 nuove diagnosi ogni 100000 abitanti.
Gli specialisti raccomandano di non ignorare i segnali iniziali e di rivolgersi tempestivamente al medico per una valutazione. Per chi ha già una diagnosi, attività
Pepitem,
fisica regolare, dieta equilibrata e sonno stabile aiutano a migliorare la qualità della vita.
La Giornata Mondiale del Parkinson dell’11 aprile richiama l’attenzione su pazienti, caregiver e ricerca scientifica. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza e favorire diagnosi sempre più precoci. Potenziando l’informazione pubblica e il sostegno alle famiglie, si punta a migliorare la gestione complessiva della malattia e ridurre il ritardo diagnostico. Un approccio multidisciplinare tra neurologi, medici di base e servizi riabilitativi è fondamentale per garantire un percorso di cura efficace nel tempo.
La ricerca scientifica continua a
studiare le fasi iniziali della malattia per individuare biomarcatori utili a una diagnosi sempre più tempestiva.
Parallelamente, programmi di prevenzione e sensibilizzazione cercano di diffondere maggiore conoscenza sui sintomi non motori spesso ignorati. Un’informazione corretta e accessibile rappresenta quindi uno strumento essenziale per ridurre il ritardo diagnostico e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Le istituzioni sanitarie invitano infine a non sottovalutare i primi segnali e a consultare uno specialista senza ritardi per una diagnosi precoce e tempestiva oggi.
la molecola che spegne il dolore
migliorare la sazietà e sostituire snack ultra processati. Inserita in una dieta varia e ricca di vegetali la mela può contribuire al benessere generale ma non deve essere considerata un rimedio isolato.
Le malattie croniche infatti richiedono un approccio alimentare complessivo e uno stile di vita equilibrato basato su varietà e moderazione. In questo contesto la ricerca promossa da Niguarda sottolinea l’importanza della prevenzione attraverso scelte quotidiane consapevoli. Una dieta ricca di frutta e verdura rappresenta una strategia efficace per ridurre l’incidenza di diabete obesità e patologie cardiovascolari. Gli specialisti ricordano che anche la qualità complessiva dell’alimentazione incide in modo determinante sulla salute a lungo termine.
Per questo motivo la semplice abitudine di consumare una mela al giorno può diventare parte di un percorso di prevenzione più ampio e strutturato senza trascurare l’attività fisica regolare e il controllo dei fattori di rischio metabolico individuale. La prevenzione resta la strategia più efficace per la salute pubblica.
Una molecola prodotta naturalmente dall’organismo umano, chiamata Pepitem, mostra un potenziale terapeutico significativo nel trattamento dell’artrite infiammatoria. Lo indica uno studio congiunto dell’Università di Birmingham e dell’Università Federico II di Napoli, pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism. La ricerca evidenzia che la sostanza è in grado di ridurre il gonfiore articolare a livelli paragonabili alle terapie standard, limitando anche i processi infiammatori responsabili del danno ai tessuti. Pepitem agisce regolando la funzione immunitaria e il traffico delle cellule immunitarie, contribuendo a mantenere l’equilibrio tra attivazione e soppressione delle difese dell’organismo. Normalmente, l’adiponectina stimola i globuli bianchi a produrre Pepitem, che limita la migrazione delle cellule nei tessuti e previene risposte infiammatorie eccessive. Nell’artrite infiammatoria questo meccanismo risulta compromesso, con una ridotta produzione di Pepitem e un con-
seguente aumento dell’infiammazione articolare.
Gli autori sottolineano che, nei modelli sperimentali e nei tessuti umani, il composto ha mostrato una regressione delle manifestazioni cliniche della malattia.
Secondo i ricercatori, Pepitem potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica nelle fasi iniziali dell’artrite, con minori effetti collaterali rispetto agli immunosoppressori. La somministrazio-
ne di peptidi naturali come Pepitem potrebbe inoltre ridurre la necessità di steroidi e migliorare la gestione precoce della malattia. Lo studio apre così la strada a ulteriori ricerche cliniche per verificare sicurezza, efficacia e possibili applicazioni terapeutiche nell’uomo.
Se confermata, la scoperta potrebbe contribuire allo sviluppo di trattamenti più sicuri e mirati contro le forme croniche.
Sydney’s Finest! The result of passion, creativity & quality!
Corsa alla FIGC, calcio italiano in bilico
Si accende la corsa alla presidenza della FIGC in vista delle elezioni del prossimo giugno, con un confronto che si preannuncia serrato e ricco di implicazioni per il futuro del calcio italiano. A rompere gli indugi è stata la Lega Serie A, che ha indicato in Giovanni Malagò il proprio candidato, sostenuto da ben 18 club su 20, un consenso ampio che rappresenta un segnale politico forte all’interno del sistema calcistico nazionale.
L’ex presidente del CONI ha accolto con favore l’investitura, definendola un mandato “di grande responsabilità” e annunciando l’intenzione di avviare un percorso di consultazione con tutte le componenti federali pri-
ma di sciogliere definitivamente le riserve. Un approccio prudente, volto a costruire una candidatura il più possibile condivisa in un contesto tradizionalmente frammentato.
Sul fronte opposto, però, non si è fatta attendere la risposta della Lega Nazionale Dilettanti. Il suo presidente, Giancarlo Abete, ha infatti manifestato la disponibilità a candidarsi, chiedendo pari legittimazione da parte della propria base. Una mossa che apre ufficialmente al duello per la successione di Gabriele Gravina e che evidenzia, ancora una volta, le tensioni tra calcio professionistico e dilettantistico.
Abete non ha risparmiato critiche al metodo adottato dalla
Serie A, parlando di una “accelerazione” che privilegia i nomi rispetto ai contenuti. Secondo il numero uno della LND, il percorso ideale dovrebbe partire da un programma condiviso, capace di affrontare le criticità strutturali del sistema: dalla governance federale alla valorizzazione dei settori giovanili, fino alla sostenibilità economica dei club.
Il calendario elettorale aggiunge ulteriore pressione: entro metà maggio dovranno essere formalizzate le candidature, mentre il voto decisivo è previsto per il mese successivo. Nel frattempo, proseguono incontri, telefonate e trattative tra le varie componenti — Serie A, Serie B, Lega Pro, calciatori e allenatori in una complessa partita di equilibri e alleanze.
Più che una semplice sfida personale, quella tra Malagò e Abete appare come uno scontro di visioni sul futuro del calcio italiano. Da una parte, l’idea di rinnovamento sostenuta dai grandi club; dall’altra, la richiesta di maggiore rappresentanza e attenzione alla base del movimento.
Il risultato sarà determinante per delineare le prossime riforme del sistema calcistico nazionale, con effetti duraturi su governance e sviluppo complessivo.
Show azzurro in trasferta, direzione Mondiale
Prestazione travolgente della Nazionale femminile italiana che supera la Serbia 0-6 a Leskovac nelle qualificazioni ai Mondiali 2027.
Le azzurre di Andrea Soncin impongono ritmo alto e pressing fin dai primi minuti, dominando l’incontro con autorità tecnica e tattica. Le azioni offensive producono sei reti firmate da Girelli, Oliviero, Lenzini, Caruso, Cantore e Greggi. Il risultato rafforza il percorso dell’Italia nel girone e avvicina la qualificazione diretta. Il commissario tecnico sotto-
linea la necessità di continuità in vista della sfida contro la Danimarca.
Prestazione che conferma la crescita del gruppo e l’ambizione mondiale. Prossimo appuntamento decisivo sabato in trasferta. Le azzurre mostrano solidità, qualità e grande compattezza difensiva. L’obiettivo resta la qualificazione diretta al Mondiale senza passare dai playoff. Ora la squadra guarda con fiducia alla prossima sfida consapevole della propria crescita e della possibilità di chiudere il girone in testa con due gare ancora decisive da giocare nel percorso di qualificazione internazionale.
Un successo netto che rilancia entusiasmo e ambizioni del calcio femminile italiano verso il grande obiettivo mondiale.
Angiolini regina della rana
E’ Lisa Angiolini la nuova campionessa italiana dei 100 rana agli Assoluti di Riccione, al termine di una finale combattuta e spettacolare. La gara ha visto protagoniste fino all’ultimo metro Lisa Angiolini, Benedetta Pilato e Anita Bottazzo. In testa nei primi cinquanta metri era Benedetta Pilato, poi superata nel finale da Angiolini che chiude in 1’06’’33 conquistando il titolo italiano. Prestazione comunque di alto livello per la campionessa uscente Pilato, mentre Bottazzo conferma la sua crescita tra le migliori specialiste italiane.
Una finale equilibrata che conferma il grande livello del nuoto azzurro femminile e apre a nuove sfide internazionali per tutte le protagoniste Il risultato di Riccione rappresenta un segnale importante per il movimento italiano, che continua a esprimere talento e competitività nella rana femminile, con atlete capaci di competere ai massimi livelli europei e mondiali e con un ricambio generazionale che garantisce continuità e ambizioni future per le prossime stagioni agonistiche internazionali del nuoto italiano.
Serie A: posticipo del martedí
Boccata d'ossigeno per la Fiorentina, De Gea il migliore
La Fiorentina conquista una vittoria importantissima in chiave salvezza, battendo 1-0 la Lazio e portando a 8 i punti di vantaggio su Cremonese e Lecce.
Decide Gosens al termine di una gara che ha visto gli ospiti sterili in zona offensiva e i padroni di casa gagliardi e vogliosi di regalarsi una soddisfazione.
Nel finale, i viola hanno saputo soffrire con ordine e compattezza, respingendo ogni tentativo dei biancocelesti, apparsi poco lucidi e privi di idee negli ultimi metri.
Fondamentale anche la prestazione della difesa, attenta su ogni pallone e protetta da un centrocampo dinamico e generoso. Il pubblico dell’Artemio Franchi ha spinto la squadra fino all’ultimo minuto, trasformando l’entusiasmo in energia pura.
Una vittoria che pesa non solo per la classifica, ma anche per il morale: la Fiorentina vede ormai il traguardo della salvezza sempre più vicino.
Conegliano avanti in finale
Al Palaverde di Treviso la finale scudetto di volley femminile si apre con una sfida di altissima intensità tra Prosecco Doc Conegliano e Numia Vero Volley Milano, chiusa 3-2 per le padrone di casa al termine di un tie break combattuto. La formazione veneta parte con grande aggressività, ma Milano reagisce subito con Egonu e Zhu, riportando il match in equilibrio dopo un avvio favorevole alle padrone di casa. Conegliano si aggiudica il primo set, ma le lombarde ribaltano l’inerzia della gara vincendo secondo e terzo parziale, trascinate da una buona fase offensiva e dalla continuità in attacco. La sfida si decide al tie break, dove la maggiore solidità difensiva di Conegliano e le parate di De Gennaro risultano determinanti, con Haak top scorer da 28 punti.
Milano resta in partita fino alla fine con Lanier, Piva ed Egonu, ma nel finale Conegliano gestisce meglio i momenti decisivi e chiude 15-12 il quinto set.
Il secondo appuntamento della serie è previsto il 15 aprile all’Allianz Cloud di Milano, già esaurito, in una sfida che si annuncia ancora equilibrata.
Una gara che conferma l’equilibrio tra due delle squadre più forti d’Europa e che apre una serie destinata a proseguire sul filo dei dettagli, con lo scudetto ancora tutto da decidere.
La serie tra Conegliano e Milano si conferma come una delle più attese della stagione, con due squadre costruite per contendersi il titolo fino all’ultima gara disponibile. Il pubblico del Palaverde ha assistito a una sfida di grande livello tecnico e agonistico, con continui ribaltamenti di fronte e momenti di alta intensità che hanno esaltato il volley italiano. Entrambe le formazioni hanno mostrato qualità e profondità di rosa, lasciando presagire un prosieguo della serie estremamente combattuto e aperto a ogni risultato possibile fino alla gara decisiva finale.
Azzurre volano verso le Finals
L’Italia del tennis femminile continua a scrivere pagine importanti della propria storia sportiva. Nella Billie Jean King Cup 2026, le azzurre conquistano con autorità la qualificazione alle Finals, superando il Giappone per 3-1 nel turno di qualificazione disputato sui campi in terra battuta del complesso sportivo di Velletri.
A trascinare la squadra è stato ancora una volta il gruppo, compatto e determinato, capace di reagire nei momenti decisivi. Il punto della vittoria porta la firma della coppia formata da Jasmine Paolini e Sara Errani, protagoniste di un doppio solido e convincente contro Eri Hozumi e Shuko Aoyama. Le italiane si impongono in due set, 6-2, 7-5, chiudendo definitivamente la sfida e facendo esplodere la gioia del pubblico presente.
La giornata finale era iniziata con una sconfitta ininfluente ai fini del risultato: Lucia Bronzetti ha ceduto in due set a Himeno Sakatsume. Un passo falso che
Sinner guida l'Italia verso il Roland Garros
L’Italia del tennis si presenta con numeri importanti al Roland Garros 2026, secondo Slam della stagione in programma dal 24 maggio al 7 giugno sulla terra rossa di Parigi. Saranno infatti nove gli italiani ammessi direttamente al tabellone principale tra singolare maschile e femminile, a conferma della crescita costante del movimento azzurro a livello internazionale.
A guidare la pattuglia italiana è Jannik Sinner, attuale numero uno del ranking ATP e principale punto di riferimento del tennis mondiale. L’altoatesino arriva a Parigi forte di risultati recenti di grande prestigio e con l’obiettivo dichiarato di conquistare il titolo, sfuggito lo scorso anno al termine di una finale memorabile. Accanto a lui, nel tabellone maschile, figurano Lorenzo Musetti, ormai stabilmente tra i primi dieci del mondo, e una nuova generazione di talenti in ascesa come Flavio Cobolli e Luciano Darderi, entrambi protagonisti di una stagione in crescita.
Completano il gruppo azzurro Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci e Matteo Berrettini, quest’ultimo determinato a ritrovare continuità e risultati dopo un periodo complicato. Una presenza numerosa e variegata che testimonia la profondità del tennis italiano anche al di fuori dei nomi di vertice.
Nel circuito femminile, l’Italia sarà rappresentata da Jasmine Paolini, attualmente tra le migliori del ranking WTA, e da Elisabetta Cocciaretto, pronta a giocarsi le sue carte su una superficie che richiede resistenza e solidità da fondo campo.
Il torneo vedrà comunque la partecipazione di tutti i grandi protagonisti del circuito. Tra gli uomini, riflettori puntati su Novak Djokovic, a caccia del 25° titolo Slam della carriera. In campo femminile, invece, la favorita è Coco Gauff, campionessa in carica, con la concorrenza di giocatrici del calibro di Iga Swiatek e della numero uno del mondo Aryna Sabalenka.
vere una nuova pagina di storia sulla terra rossa più prestigiosa del tennis mondiale.
Grande attesa anche per il pubblico italiano, che negli ultimi anni ha riempito gli spalti di Parigi sostenendo con passione gli azzurri. La crescita complessiva del movimento è confermata dai risultati nei tornei Masters
1000 e nei grandi eventi internazionali, dove la presenza italiana è diventata sempre più costante e competitiva, segno di una nuova era sportiva per il tennis. Un percorso che alimenta entusiasmo, ambizioni e fiducia per il futuro, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente questi risultati nel tempo.
McIlroy domina e fa la storia
Rory McIlroy entra nella storia del golf con il secondo successo consecutivo al Masters di Augusta, firmando un’impresa che lo consacra definitivamente tra i grandi di questo sport. Il campione nordirlandese ha dominato il prestigioso torneo disputato sul difficile percorso della Georgia, resistendo alla pressione degli avversari e confermando una straordinaria continuità di rendimento. Con questo risultato, McIlroy consolida la sua posizione nell’élite mondiale del golf e rafforza il suo palmarès nei Major.
si sono distinti avversari di alto livello come Scottie Scheffler, Cameron Young e Justin Rose, protagonisti di un torneo combattuto fino alle ultime buche.
non ha però scalfito il percorso azzurro, già indirizzato dalle vittorie ottenute nella prima giornata. Elisabetta Cocciaretto aveva infatti aperto le danze superando Moyuka Uchijima con un convincente 7-5, 6-3, mentre Paolini aveva dominato la stessa Sakatsume con un netto 6-3, 6-1. Il successo conferma la straordinaria continuità dell’Italia nella competizione. Campionesse in carica e vincitrici di due delle ultime edizioni, le azzurre rafforzano il proprio status tra le grandi del tennis mondiale. Con sei titoli complessivi, l’Italia si colloca tra le nazioni più vincenti nella storia del torneo, alle spalle di potenze come Stati Uniti, Repubblica Ceca e Australia. Ora lo sguardo è rivolto alle Finals, dove l’Italia proverà a difendere il titolo e a consolidare una vera e propria dinastia sportiva, confermando ambizioni e talento. Un gruppo unito, giovane e competitivo, pronto a sfidare ancora le migliori squadre del mondo.
In attesa delle wild card e dei risultati delle qualificazioni, il Roland Garros 2026 si preannuncia dunque come un appuntamento ricco di spettacolo e contenuti tecnici di altissimo livello. Per l’Italia, l’obiettivo è chiaro: confermare i progressi degli ultimi anni e provare a scri-
La vittoria arriva al termine di una settimana intensa e ricca di colpi di scena, durante la quale il leader ha alternato momenti di dominio a fasi più complicate. Decisiva la sua capacità di reagire nei momenti chiave dell’ultimo giro, quando ha superato la concorrenza e mantenuto il vantaggio fino alla fine.Alle sue spalle
Con questo trionfo, McIlroy entra in un gruppo ristretto di leggende del golf insieme a Tiger Woods, Jack Nicklaus e Nick Faldo, gli unici capaci di vincere più Masters consecutivi nell’era moderna. Il Masters si conferma così uno degli eventi più prestigiosi del calendario internazionale, con un finale che entra nella storia e che rafforza il dominio del campione nel circuito mondiale. Un successo che rilancia anche le ambizioni stagionali del nordirlandese, atteso ora nei prossimi tornei per confermare una forma straordinaria e una leadership tecnica e mentale senza precedenti assoluti oggi nel panorama mondiale del golf professionistico internazionale.
Onoranze Funebri
MURDOCCA ROCCO NICOLA
nato l’11 aprile 1938
deceduto a Sydney (NSW) il 12 aprile 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato giovedì 16 aprile 2026 alle ore 18.30 presso la chiesa cattolica di Our Lady of the Rosary, 8 Diana Avenue, Kellyville NSW. Il funerale sarà celebrato venerdì 17 aprile 2026 alle ore 11.00 nella stessa chiesa.
Dopo il rito religioso, le spoglie del caro estinto saranno tumulate nel Castle Hill Cemetery, Gilbert Road. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta."
UNA PREGHIERA
FARANDA ROSEMARY
nata il 27 agosto 1958
deceduta a Sydney (NSW) il 31 marzo 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale sarà celebrato martedì 21 aprile 2026 alle ore 10.30 presso la Andrew Valerio & Sons Chapel, 177 First Avenue, Five Dock NSW.
Dopo il rito religioso, le spoglie della cara estinta saranno tumulate nel Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Che il tuo cuore riposi in eterno."
ETERNO RIPOSO DECESSO
ANTONELLI ITALIA
nata 1940 deceduta a Sydney (NSW) nel 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 21 aprile 2026 alle ore 10.30 presso il Mausoleum of the Resurrection, Grounds of Rookwood Cemetery, Lidcombe NSW.
Dopo il rito religioso, le spoglie della cara estinta saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Centenary Drive, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara estinta. “Il suo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori."
ETERNO RIPOSO
IANNELLO VINCENZO
nato il 21 settembre 1938
deceduto a Sydney (NSW) il 12 aprile 2026
I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale sarà celebrato lunedì 20 aprile 2026 alle ore 10.30 presso la chiesa di Our Lady of Mount Carmel, 230 Humphries Road, Mount Pritchard NSW.
Dopo il rito religioso seguirà la tumulazione privata. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Che il tuo cuore riposi in eterno."
ETERNO RIPOSO
PADRE JULIAN MESSINA OFM CAP
nato a Giarre (CT- Italia) il 2 gennaio 1949 deceduto a Sydney NSW il 18 aprile 2025
Entrò nei Cappuccini a Wynnum North (QLD) nel 1970. Dopo anni di ministero in Australia, nel 1996 partì come missionario per il Camerun. Rientrò in Australia nel 2000 e fu nominato Guardiano di Sant’Antonio a Hawthorn (VIC) Fu eletto Provinciale dei frati Cappuccini, incarico che ricoprì per sei anni. Il 31 gennaio 2021, Padre Julian ha celebrato il 50º anniversario della sua professione religiosa.
Il Signore ti accolga nella luce eterna, servo buono e fedele. TU ES SACERDOS IN AETERNUM
FUNERAL NOTICES 2026
TWO EDITIONS PER WEEK
DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA
TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.
In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888
From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888
DECESSO
Skogskyrkogården, il bosco della memoria
Nel cuore verde di Stoccolma, lo Skogskyrkogården rappresenta uno dei più straordinari esempi di integrazione tra architettura e paesaggio del Novecento. Progettato tra il 1917 e il 1940 dagli architetti Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz, il cimitero nasce per rispondere alla crescente esigenza di spazi funerari nella capitale svedese. L’idea alla base del progetto era quella di creare un luogo in cui la natura non fosse sfondo, ma protagonista assoluta dell’esperienza del lutto.
Il terreno scelto, situato nel quartiere di Enskede, si estende per circa 85 ettari tra aree sabbiose e fitte pinete, offrendo un paesaggio variegato e suggestivo. Attraverso un concorso internazionale, vinto da una rosa di 53 progetti, Asplund e Lewerentz definirono un’architettura in dialogo costante con il bosco nordico. Le prime strutture realizzate furono la Skogskapellet e le aree di sepoltura, immerse tra i pini, con un’attenzione particolare alla semplicità e alla spiritualità del luogo.
Successivamente venne costruita la Uppståndelsekapellet, caratterizzata da un’impostazione neoclassica e da un forte senso di equilibrio formale e simbolico. Nel tempo, il complesso si è ampliato con il crematorio e
altre cappelle, pensate per garantire la gestione di più cerimonie contemporaneamente. Tuttavia, il vero protagonista dello Skogskyrkogården resta il paesaggio, progettato per guidare i visitatori attraverso percorsi lenti e meditativi tra luce e ombra. Nel 1994 il sito è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, a conferma del suo valore universale come luogo di memoria, natura e architettura.
Ancora oggi lo Skogskyrkogården continua a essere uno spazio di contemplazione, dove la presenza degli alberi e delle stagioni accompagna il ricordo dei defunti. Tra i pini secolari e i silenzi del bosco, il confine tra
vita e morte appare attenuato, restituendo al visitatore un senso profondo di pace. Il progetto di Asplund e Lewerentz ha influenzato profondamente l’architettura funeraria contemporanea, introducendo un modello in cui il paesaggio diventa elemento terapeutico e non solo decorativo. Questa visione innovativa ha ridefinito il rapporto tra spazio urbano e dimensione spirituale, aprendo la strada a nuove interpretazioni del cimitero come luogo di vita simbolica. Ancora oggi il cimitero svedese è studiato nelle scuole di architettura di tutto il mondo come esempio di equilibrio tra funzionalità, estetica e rispetto della natura.
Se il valore non si compra in Gioielleria
In questi anni ho visto uomini carichi d'oro ma poveri di spirito, e uomini con le mani sporche di farina o di cemento possedere tesori inestimabili. Mi è servita una vita intera per capire una verità semplice: i valori veri non sono quelli che si trovano in gioielleria.
In vetrina si compra il prezzo, ma non il prestigio. La gioielleria ti dà un oggetto da mostrare, ma la vita ti chiede un esempio da lasciare. Ho imparato il senso profondo di questa parola guardando le persone che hanno costruito il mio mondo.
Penso a mia moglie. Non è stata solo la sua meticolosità nel disporre le cozze tutte verso Nord, un gesto di rispetto assoluto verso la famiglia e verso la sacralità del cibo, a insegnarmi il rigore. È stato merito suo se, per la prima volta, ho varcato la soglia di un teatro d’Opera. Lì, tra quelle armonie perfette e quella bellezza solenne, ho capito che il mio gelato non era solo cibo. Grazie a lei ho imparato a dargli un “valore” superiore: ogni mia creazione doveva avere la dignità di una sinfonia e la pulizia di un acuto perfetto.
E poi c’è mio padre. In gioielleria non troverete mai il suono della sua trombetta. Lui non vendeva semplicemente "street food"; lui dava valore al suo lavoro attraverso quel richiamo fatto con i polmoni gonfi fino a scoppiare.
Ogni squillo era una promessa: serviva a portare a casa un pane che non sapeva solo di farina, ma di sacrificio e onore. Un "valore" da mangiare che nutriva l'anima prima ancora del corpo.
Cari amici lettori, non lasciatevi abbagliare. Un gioiello si può smarrire, ma l'onestà e la coerenza sono pietre preziose che nessuno può portarvi via. Sono quelle che mettiamo nella nostra "valigia di piombo" quando partiamo, le uniche che rendono il nostro nome un marchio di garanzia.
C’è un’immagine che porto nel cuore e che spiega tutto questo: il momento della donazione durante la messa. In quel gesto, il valore non risiede nella moneta che cade nel cestino, ma nel movimento della mano che si apre. Non è quanto metti, ma come lo metti: è la consapevolezza di partecipare a qualcosa di più grande, è il rispetto per la comunità. È un gesto che non cerca lo sfarzo, ma la sostanza del dono.
La prossima volta che passate davanti a una vetrina blindata, sorridete. Perché la vera cassaforte di un uomo è la sua dignità. Ai miei figli non lascerò in eredità dell'oro, ma un nome che brilla di luce propria: un nome forgiato tra il rigore dell'Opera, il canto di una trombetta di strada e la semplicità di una mano tesa in un gesto di carità.
Cav. Luigi De Luca OMRI
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