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Riflessioni

Le verità selettive

Chi oggi rivendica diritti, libertà e legittimità politica in paesi lontani, a volte lo fa dimenticando la propria storia e i complessi equilibri del passato. Pensiamo, ad esempio, a chi afferma che gli odierni palestinesi arabi siano i “primi abitanti” della Palestina. I libri di storia raccontano di diverse ondate di popolazioni e di imperi: dai cananei, agli israeliti, ai romani, fino alle conquiste islamiche del VII secolo che trasformarono profondamente la regione.

Ma questa riflessione, che può sembrare lontana, ha avuto un’eco concreta proprio qui a Sydney, nei giorni scorsi. Alla moschea di Lakemba, durante le celebrazioni di Eid al-Fitr, la visita del primo ministro Anthony Albanese e del ministro Tony Burke è stata accolta anche da contestazioni e proteste. Alcuni fedeli hanno espresso dissenso con toni accesi, accusando il governo australiano di complicità e ingiustizia rispetto ai conflitti in Medio Oriente, in particolare in merito alla situazione a Gaza.

La contraddizione emerge quando questa memoria selettiva viene portata come argomento morale: si invocano diritti negati qui, ma spesso nella propria terra o nel proprio orizzonte culturale non si pratica la stessa attenzione verso giustizia, pluralismo e responsabilità condivisa.

Ritorno Labor in SA, seggi a One Nation

Vittoria netta per Peter Malinauskas, che ottiene un secondo mandato alla guida dell’Australia Meridionale.

Il Partito Laburista consolida il dominio politico con almeno 34 seggi nel parlamento statale, mentre si attesta uno storico ingresso di One Nation. Il candidato Robert Roylance conquista il seggio di Hammond e Cory Berbardi viene eletto alla camera alta. Crollano i Liberali, guidati da Ashton Hurn, che si feramno a 3 seggi.

Malinauskas invita alla collaborazione, in un parlamento ora più frammentato e competitivo.

A l lor a!

To be Deported

While Immigration Minister, Tony Burke MP is heckled by a group of Australians at a Mosque in Lakemba, who accuse him - and Prime Minister Anthony Albanese - of "killing 1 million of our people in Palestine", an Italian family and business owner from Adelaide is humbly seeking his discretion for the granting of visa that would allow them to remain in this country and continue to make a meaningful contribution to their community.

At the centre of the case is

Schlein e il lapsus del "Sì" virale

A pochi giorni dal referendum sulla giustizia, Elly Schlein finisce al centro dell’attenzione per una gaffe diventata virale. Durante un intervento a Padova, la segretaria del Partito Democratico ha pronunciato la frase: “vi chiedo di appoggiare tutti i comitati civici per il Sì”, confondendo il sostegno ufficiale al No. Il video è stato rilanciato sui social da Alessandro Morelli, che ha ironizzato sulla confusione della sinistra.

L’episodio ha scatenato subito commenti e un forte dibattito politico tra i partiti, diventando tema di discussione nazionale.

Luca Bonavoglia, a 45-year-old pastry chef who has spent nearly 16 years building a life in Australia. Alongside his wife, Simona Caselle, he runs Dolceria by Luca, a café that has become a fixture in the Croydon community. Together they are raising three daughters - Sofia, 16, Gaia, 12, and baby Emmanuela - all of whom consider Australia home.

Yet, after years of work, tax contributions and more than $200,000 spent on visa applications, legal fees and English training, the Bonavoglias have been told they must leave the country by 21 April.

“I love this country so much,” says Luca in an interview reported by The Advertiser. “So much of my life has been here. My children are Australian… I just want to open my café each day, pay my tax, and grow my business.”

For his eldest daughter Sofia, the prospect of deportation is deeply personal. Having arrived in Australia as an infant, she describes the country as “all I’ve ever really known,” adding that being forced to leave feels “like getting kicked out of my own house.”

The case has sparked a growing wave of community support. A petition launched on Change. org has already attracted more than 1,600 verified signatures, urging the Minister to exercise discretion and allow the family to remain. The petition frames the issue in stark terms: “This is not just policy - this is a real family facing separation.”

Supporters describe the Bonavoglia family as hardworking, generous and deeply embedded

in local life. Friends recount years of quiet contribution.

From running a small business that employs locals to participating in church and community networks, the Bonavoglia exemplify a kind of migration which does not seek to impose a different way of life on Australia, but rather work hard and give back, recalling the hundreds of thousands of Italian migrants who helped build modern Australia after World War 2.

Legal representatives argue that Bonavoglia’s situation hinges on a technicality. After initially working under sponsorship, he later opened his own business, effectively leaving him without a sponsoring employer, a shift that now jeopardises his residency. His barrister has called on the Minister to intervene, noting that similar discretion has been exercised in comparable cases, including a recent reprieve granted to a Ukrainian café-owning family in South Australia. For now, the Bonavoglia family awaits whether Minister Burke will take the matter into his hands.

In a country that prides itself on offering a “fair go,” and is currently debating on the kind of migration which best serves our shared identity, the Bonavoglia case puts to the test whether that principle will extend to a family that many argue has already proven its worth in years of lived contribution.

Allora! joins the community's efforts, calling for Minister Burke to seek options that will allow the Bonavoglias to lawfully remain together in Australia.

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Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 20 - Martedì 24 Marzo 2026
di Marco Testa
Diretto da Marco Testa
An Italian family, a looming deadline and a migration system under scrutiny
Canzonissima e la gioia della terza età
Italian Celebration Ryde's Harmony Day
Cripta incantata dallo "Stabat Mater"
Bossi, l’uomo che ha rotto la politica
Trump e l’Iran: guerra improvvisata
Asian Cup: Australia battuta dal Giappone

istituzionali

Presidenza CGIE in riunione alla Farnesina

Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli italiani all’estero si riunirà alla Farnesina dal 24 al 26 marzo. Fitta l’agenda dei lavori, a cominciare dall’incontro con il Direttore Generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie del MAECI, min. plen. Silvia Limoncini, durante il quale sarà illustrata la Relazione di Governo, che fornirà l’occasione per un ag-

Allora!

Published by Italian Australian News

National (Canberra)

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Disclaimer:

giornamento sulla situazione dei connazionali nelle aree coinvolte dal conflitto in Medioriente, per fare il punto a caldo sui dati della consultazione referendaria all’estero e per analizzare gli esiti della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla riforma della cittadinanza.

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es., il confronto servirà inoltre a verificare che il processo organizzativo della rete diplomatico-consolare garantisca la massima partecipazione al voto, anche dal punto di vista del corretto funzionamento delle piattaforme informatiche e di un’efficace campagna informativa.

Si lavorerà inoltre con l’Ufficio V della DGIT per definire la costituzione del tavolo di lavoro informale e operativo richiesto dal CGIE in tema di enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana, rispetto al quale la Direzione generale ha dimostrato disponibilità, e per approfondire il progetto di creazione di un portale per la semplificazione delle procedure burocratiche a carico di tali enti, da tempo invocata dal Consiglio

Generale. Il programma prevede poi una sezione di lavoro con il vicepresidente del CNEL Claudio Risso per proseguire la collaborazione tra le due istituzioni e sviluppare i punti di interesse comune individuati nell’Accordo interistituzionale firmato lo scorso anno.

Prevista inoltre la cerimonia della firma del protocollo d’intesa con il Museo dell’Emigrazione Italiana, con il quale sarà esaminato un elenco di progetti.

Al centro dei lavori anche l’organizzazione dell’Assemblea plenaria, convocata per la settimana dall’11 al 15 maggio, in cui sarà portato a sintesi il lavoro delle Commissioni sui temi prioritari impostati nel secondo trimestre dell’anno scorso: promozione della lingua e cultura, insegnamento della storia dell’emigrazione nelle scuole italiane e riforma del Consiglio Generale.

Punto, quest’ultimo, che formerà oggetto di un incontro con gli esperti del CGIE, con i quali si intende rilanciare la collaborazione.

Saranno inoltre esaminate le candidature pervenute per la partecipazione al bando del Premio Michele Schiavone, il cui vincitore sarà designato dalla Giuria in chiusura dei lavori, per poi essere premiato ufficialmente in occasione dell’Assemblea plenaria. Le risultanze dei lavori del Comitato di Presidenza saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa giovedì 26 marzo alle ore 14 presso la sala Gaja (II piano) del MAECI. (Inform)

“Il nuovo Piano triennale e il Programma annuale superano il tradizionale modello di assistenza passiva e promuovono una strategia di partenariato attivo con le comunità sarde nel mondo.

Si tratta di un cambio di paradigma da una gestione isolata a una collaborazione strutturale e continuativa con i Circoli dei Sardi, riconoscendo formalmente le richieste di maggiore coinvolgimento avanzate dalle comunità all’estero”.

Così l’assessora del Lavoro della Regione Sardegna Desiré Manca dopo l’approvazione da parte della Giunta del Piano triennale per l’emigrazione 2026-2028 e del Programma annuale per l’emigrazione 2026 da lei proposti. Dopo il 2025 Anno dell’emigrazione sarda in Argentina, il 2026 viene riconosciuto Anno dell’emigrazione sarda in Germania, storica meta dei flussi migratori dalla Sardegna, mentre la Regio-

Ancona Capitale italiana della Cultura nel 2028

Sarà Ancona la Capitale italiana della Cultura 2028. L’annuncio è arrivato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia ufficiale presso la Sala Spadolini del ministero, alla presenza della giuria presieduta da Davide Maria Desario e dei rappresentanti delle città candidate.

Ancona succede a Pordenone 2027 e L’Aquila 2026. Il dossier della città marchigiana è stato giudicato “eccellente” ed è stato scelto all’unanimità tra i dieci finalisti, al termine di una selezione che aveva visto inizialmente 23 candidature. Il progetto vincitore, intitolato “Ancona. Questo adesso”, prende spunto da un verso del poeta Francesco Scarabicchi. Presentato alla giuria anche attraverso una performance di un’ora e accompagnato da una versione in Braille, il dossier ha convinto per originalità e visione contemporanea. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito, tra gli altri, lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti e il musicista Dardust. Ancona riceverà un finanziamento di un milione di euro per attuare il programma culturale previsto, con eventi, mostre e iniziative diffuse sul territorio,

pensati per coinvolgere cittadini e turisti. Per le Marche si tratta del secondo riconoscimento, a quattro anni da Pesaro 2024. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha sottolineato come il titolo “testimoni l’enorme potenziale della regione” e premi “un percorso condiviso tra istituzioni e comunità”. Ha inoltre evidenziato la capacità di Ancona di valorizzare la propria identità storica proiettandola nel futuro, puntando su innovazione, creatività e coesione sociale.

Soddisfazione anche nelle parole del sindaco Daniele Silvetti, che ha definito il risultato “un traguardo importante per la città e per l’intero territorio”. Il primo cittadino ha evidenziato il lavoro svolto per costruire un dossier “competitivo e originale”, capace di mettere in dialogo archeologia, architettura e ambiente, oltre a promuovere la cultura come leva di sviluppo economico e sociale. Un riconoscimento che rafforza il ruolo culturale di Ancona e rilancia l’immagine delle Marche a livello nazionale e internazionale, confermando la regione come un punto di riferimento per arte, storia e innovazione culturale. (AGI)

ne istituisce una Cabina di regia inter-assessoriale per coordinare tutte le politiche a favore degli emigrati. Contestualmente, sarà avviata una riforma della rendicontazione e un censimento completo di Circoli e Federazioni sarde nel mondo, strumenti fondamentali per garantire trasparenza, efficacia e programmazione mirata delle iniziative. Con uno stanziamento complessivo di 2.139.000 euro e il parere favorevole della

Consulta regionale per l’emigrazione, il Piano e il Programma pongono le basi per una politica di emigrazione partecipativa, innovativa e inclusiva, dove Circoli e giovani diventano protagonisti attivi delle iniziative culturali, sociali ed economiche.

“Questa iniziativa rappresenta un passo decisivo per rafforzare i legami con le comunità sarde all’estero e promuovere sviluppo sociale, culturale ed economico per tutta la Sardegna. (Inform)

Sempre più democrazia a corrente alternata

di Emanuele Esposito

C’è una nuova ginnastica politica che si sta diffondendo con discreto successo e che potremmo chiamare “accetto le sentenze… però no”, una disciplina elegante e raffinata, molto praticata da chi scopre la Costituzione solo quando serve, un po’ come l’ombrello quando piove, ma rigorosamente sopra la propria testa, senza condividerne l’ombrello con nessuno, perché, si sa, le regole sono sempre più importanti quando si tratta di proteggere se stessi e i propri interessi immediati.

La Corte costituzionale parla, decide e si esprime senza smontare la legge, dichiarando le questioni in parte non fondate e in parte inammissibili, il che significa, senza possibilità di equivoci, che la norma resta pienamente in piedi. Eppure, per alcuni, questa certezza non basta mai, non è abbastanza chiara, non convince, non soddisfa, non appare degna di rispetto, così nasce un nuovo rituale politico, fatto di attese, di sospensioni, di posticipi continui: la sentenza non è definitiva, aspettiamo le motivazioni, forse cambierà tutto, anzi, sicuramente qualcosa succederà… prima o poi… forse, forse, magari. Nel frattempo, però, una certezza rimane assoluta e innegabile: la legge non si accetta. Il principio è semplice, lineare, limpido: le leggi si rispettano. Poi certo, si possono criticare, si devono criticare, ed è sacrosanto farlo, ma vanno rispettate, perché se ognuno decidesse di applicarle solo quando gli conviene, se ognuno le selezionasse secondo il proprio gradimento, allora non saremmo più in una democrazia, ma in un talk show permanente, dove ogni verità ha validità esclusivamente per chi la proclama.

E qui arriva il capolavoro. Gli stessi che oggi parlano di “legge della vergogna”, di “attacco alla dignità”, di “diritti negati”, di improvvise offese alla memoria storica e alla civiltà giuridica, sono esattamente gli stessi che per anni hanno governato, non settimane, non mesi, ma anni interi, con maggioranze parlamentari solide, con una presenza forte e costante negli organismi di rappresentanza all’estero, perfino all’interno del CGIE, e in tutto quel tempo, a parte annunci, promesse, tavoli, commissioni e riunioni infinite, il silenzio era assordante, il vuo-

to era totale, e il grande classico della politica si manifestava nel suo splendore più autentico: “ci penseremo”.

Oggi invece la situazione cambia radicalmente, come per magia: improvvisamente si riscopre la “gloriosa emigrazione”, si sale sul palco della dignità nazionale, si assume la postura dell’eroe pronto a difendere i diritti negati e si combatte la battaglia epica, peccato che, guardando attentamente, sembri più una battaglia contro la realtà, perché la realtà, piaccia o meno, è questa: una decisione della Corte non si interpreta a sentimento, non è un menù da cui scegliere cosa piace e cosa no, non è un referendum personale, non è un’opinione soggettiva da esporre a piacimento, eppure in questi giorni, tra interviste, dichiarazioni e comunicati, si riempiono la bocca con la parola Costituzione, si invoca a gran voce il rispetto delle regole, si proclama la sacralità della legge, e tutto questo è sacrosanto e condivisibile, ma forse, prima di difenderla, bisognerebbe iniziare ad accettarla, anche quando non soddisfa le aspettative personali.

La democrazia non è un concetto elastico, non è “vale solo quando vinco io”, non funziona secondo le regole dell’opinione momentanea, non ammette deroghe per comodità, non si piega alle emozioni del momento. E allora, grazie, onorevole Porta, davvero grazie, per averci ricordato che esiste una politica che riesce a stare contemporaneamente dentro e fuori le istituzioni, che chiede rispetto per le regole ma con clausola di gradimento, che perde ma non accetta di aver perso, che governa per anni ma poi scopre improvvisamente le emergenze, che invoca la Costituzione ma solo a giorni alterni, e che più che fare opposizione fa storytelling, costruendo narrazioni efficaci ma poco sostanziali, abbastanza prevedibili e purtroppo tristemente ripetitive.

Per questo, onorevole Porta, grazie, perché ci avete mostrato con estrema chiarezza e innegabile stile che la politica può perdere il contatto con la realtà, può trasformare le regole in narrazione, può fare spettacolo e spettacolo teatrale, ma non può cambiare la realtà dei fatti, non può sostituire il diritto con il desiderio, non può ignorare ciò che è stabilito dalla legge.

Bossi, l’uomo che ha rotto la politica italiana

La morte di Umberto Bossi chiude una stagione politica che ha inciso profondamente nella storia della Repubblica. Non si tratta soltanto dell’addio al fondatore della Lega Nord, ma della fine di una figura che ha interpretato – e in larga parte costruito – una nuova grammatica del potere in Italia.

Bossi non è stato un politico tradizionale, e proprio in questo risiede la sua forza. Emerso dalla provincia lombarda, lontano dai codici della politica romana, ha intercettato un malessere diffuso: quello di un Nord produttivo che si percepiva trascurato e penalizzato.

La sua intuizione non fu solo elettorale, ma culturale. Trasformò un sentimento territoriale in identità politica, anticipando temi – autonomia, federalismo, sfiducia verso il centro – oggi pienamente sdoganati.

Il linguaggio diretto, spesso sopra le righe, fu una cifra distintiva e controversa. Se da un lato gli permise di parlare a un elettorato escluso dai circuiti tradizionali, dall’altro contribuì a sdoganare un registro politico

più aggressivo e divisivo. In questo senso, Bossi è stato al tempo stesso innovatore e detonatore.

La sua parabola si intreccia inevitabilmente con quella di Silvio Berlusconi. Alleato e avversario, ago della bilancia e fattore di instabilità, Bossi ha incarnato l’ambiguità strutturale del centrodestra italiano: un equilibrio costantemente negoziato tra leadership carismatiche e interessi divergenti.

Eppure, al di là delle alleanze e delle cadute – inclusa la crisi del 2012 che ne segnò il declino politico – resta un dato difficilmente contestabile: molte delle

battaglie che un tempo apparivano radicali sono oggi al centro del dibattito istituzionale. L’autonomia differenziata, in particolare, rappresenta una diretta eredità della sua visione. Bossi lascia un’eredità divisiva. Per alcuni, è stato il padre del populismo italiano; per altri, un interprete autentico delle istanze territoriali. Più probabilmente, è stato entrambe le cose.

Di certo, con lui scompare uno degli ultimi leader capaci di trasformare la protesta in progetto politico, ridisegnando – nel bene e nel male – i confini del discorso pubblico italiano.

Grazie Albo, non sapevamo risparmiare?

di Emanuele Esposito

C’è qualcosa di profondamente rassicurante nel vedere che, anche dall’altra parte del mondo, certe dinamiche non solo esistono, ma funzionano alla perfezione. La sinistra australiana, con disciplina e senso del dovere, sta dimostrando di aver imparato molto bene dai suoi amici italiani: dire una cosa, farne un’altra e, soprattutto, riuscire a spiegarti che è tutto per il tuo bene.

Perché bisogna riconoscerlo: non era semplice. Non era affatto facile prendere una situazione economica già complicata e renderla ancora più interessante, più “stimolante”, più educativa. E invece ci sono riusciti. Un altro aumento dei tassi, un altro piccolo ritocco dello 0,25%. Piccolo sulla carta, molto meno quando arriva puntuale a fine mese, senza chiedere permesso.

Ma tranquilli, è per combattere l’inflazione. Il principio è semplice, quasi geniale: se le famiglie hanno meno soldi, spenderanno meno. E, se spenderanno meno, i prezzi smetteranno di salire. Un piano perfetto, se non fosse che, nel frattempo, la benzina costa di

più, il carrello della spesa pesa il doppio e il mutuo è diventato una sorta di rito mensile da affrontare con il fiato sospeso.

E qui entra in gioco la grande narrazione. Non è un problema: è una transizione. Paghi di più, ma lo fai con coscienza. È una forma moderna di solidarietà, solo che, invece di aiutare chi ha meno, aiuti un equilibrio che sembra non arrivare mai.

Il copione, in fondo, è sempre lo stesso: si costruisce una comunicazione rassicurante, si sposta il peso reale sulle persone e poi si chiede anche comprensione. Con toni pacati, parole giuste, concetti nobili: responsabilità, sostenibili-

tà, equità. Intanto, però, le famiglie tagliano, i piccoli business arrancano e chi ha un mutuo variabile guarda il calendario come se fosse una scadenza inevitabile. Il cittadino, a quel punto, diventa resiliente. Non per scelta, ma per necessità. Impara a fare i conti, a rinunciare, a stringere. E, mentre lo fa, qualcuno continua a spiegargli che è tutto sotto controllo, che è la direzione giusta, che bisogna avere fiducia.

La sensazione, però, è sempre la stessa: quella di essere dentro un sistema che parla molto e ascolta poco. Che giustifica più di quanto protegga. Che racconta più di quanto risolva.

Arriva Ursula... che fusse la vorta bbona

È arrivata a Canberra una stretta di mano storica tra l’Unione Europea e l’Australia: la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro australiano, Anthony Albanese, potrebbero ufficializzare già oggi, 24 marzo 2026, un accordo commerciale che da tempo era al centro delle trattative bilaterali.

La visita di von der Leyen, iniziata lunedì 23 marzo per tre giorni, ha l’obiettivo di concludere un’intesa che regoli quote di esportazione di carne bovina e ovina verso il mercato europeo

e definisca il trattamento fiscale delle auto di lusso europee, tra cui Mercedes, Porsche e BMW. Secondo le bozze più recenti, l’UE consentirebbe l’ingresso di circa 30.000 tonnellate di carne australiana all’anno, un passaggio ritenuto meno controverso rispetto al precedente accordo con il blocco sudamericano Mercosur. L’Irlanda si è già dichiarata favorevole, mentre la Francia appare più cauta, pur apprezzando gli standard fitosanitari australiani.

Dal canto suo, l’UE chiede ad Australia di eliminare gradual-

mente la Luxury Car Tax del 33% sulle auto oltre i 70.000 euro.

I dati commerciali mostrano un intenso scambio: nel 2025, il totale delle merci tra UE e Australia ha raggiunto i 47,2 miliardi di euro, con un surplus europeo di 26,5 miliardi. Tuttavia, Canberra potrebbe essere il principale beneficiario dell’accordo, mentre l’Europa punta a garantire l’accesso a minerali critici e terre rare, fondamentali per ridurre la dipendenza dalla Cina.

Oltre al commercio di beni, le trattative includono un capitolo dedicato alla mobilità e alla circolazione di professionisti tra Europa e Australia.

L’accordo potrebbe aprire nuove opportunità di lavoro e formazione, facilitando il riconoscimento delle qualifiche professionali e permettendo a studenti, ricercatori e lavoratori altamente specializzati di spostarsi più facilmente tra i due territori, rafforzando il flusso di competenze strategiche in settori come tecnologia, ricerca scientifica e ingegneria.

Italy's Court Scraps 'Mother-First' Default

In a landmark ruling issued on the eve of Father’s Day (celebrated in Italy on 19 March), the Italian Supreme Court has overturned a long-standing assumption in family law: that young children should automatically live with their mother after a separation or divorce.

In decision No. 6078/2026, the court made clear that custody arrangements must be determined on a case-by-case basis, grounded solely in the best interests of the child. Judges emphasised that no “automatic” preference can be given to either parent—even when children are very young.

The ruling came from the court’s First Civil Section, which

notably included a majority of female judges. It upheld an appeal brought by a father challenging a 2024 decision by the Bologna Court of Appeal, which had placed his two children—eightyear-old twins—primarily with their mother and granted her the family home, despite the father owning the property.

The Supreme Court struck down both decisions, criticising the lower court for relying on what it described as an “abstract prejudice”: the assumption that a mother is inherently better suited to care for young children. Instead, the justices reiterated that courts must assess each parent’s actual ability to

raise and support their children, based on concrete evidence. This includes their past involvement, emotional relationship with the children, and overall parenting capacity.

The judges also rejected the automatic assignment of the family home to the mother, stating that such decisions must consider the children’s best interests, property ownership, and the financial positions of both parents.

Crucially, the court highlighted that in this case the father had been the more present caregiver, benefiting from flexible working hours and family support.

Legal experts say the decision reinforces the principle of “bigenitoriality”—the child’s right to maintain a balanced and meaningful relationship with both parents. The case has now been sent back to the Bologna Court of Appeal for reconsideration under these principles.

The ruling is likely to have significant implications for custody disputes across Italy, signalling a shift away from traditional assumptions and towards a more evidence-based, child-centred approach.

One Nation, il caso Baxter e la crisi della trasparenza

di Marco Testa

La politica australiana, spesso celebrata per la sua stabilità e trasparenza, si trova oggi di fronte a uno dei suoi paradossi più lampanti. La recente vicenda che ha travolto il partito di destra One Nation in Sud Australia, con la rimozione improvvisa del candidato Aoi Baxter dal proprio ticket elettorale, racconta una storia più complessa di quanto i comunicati ufficiali lascino intendere e mette in luce un meccanismo ormai troppo familiare: quello delle verità nascoste che non servono a cambiare nulla.

Baxter, noto in passato come Trent Baxter, era candidato per il seggio statale di Adelaide nella tornata elettorale di sabato scorso. L’annuncio della sua esclusione dal partito è arrivato in seguito a un’inchiesta giornalistica dell’ABC che ha rivelato l’esistenza di un mandato di arresto a suo carico emesso da un tribunale britannico. Secondo i rapporti, Baxter non si sarebbe presentato a un’udienza del settembre 2023 in cui era imputato per aver toccato una donna senza il suo consenso, un’accusa grave che avrebbe dovuto pesare sulla valutazione del partito.

One Nation ha dichiarato che Baxter non aveva reso noto il mandato di arresto e che la rimozione dal ticket è stata una conseguenza inevitabile di questa scoperta. Tuttavia, un dettaglio che emerge con chiarezza è l’incongruenza tra le procedure interne del partito e le reali garanzie offerte all’elettore. Secondo quanto comunicato ufficialmente, il partito aveva condotto controlli di polizia su scala nazionale e non aveva trovato alcun problema. Se questo controllo non ha rilevato un mandato di arresto internazionale, la domanda da porsi non è soltanto tecnica, ma politica e morale: quanto sono affidabili i meccanismi di verifica e trasparenza dei partiti che aspirano a governare?

Il modo in cui la vicenda è stata gestita è emblematico. La pagina del candidato Baxter sul sito di One Nation è stata cancellata con un messaggio ironico che recitava: “Forse Albo ha rotto di nuovo internet, o forse la pagina che cercavi non è stata trovata sul nostro straordinario nuovo sito”. Una scelta comunicativa che, se da un lato

mira a stemperare la gravità della situazione, dall’altro sottolinea quanto il senso di responsabilità e chiarezza verso gli elettori possa essere sacrificato sull’altare della comunicazione leggera e della gestione dell’immagine.

Dietro l’ironia, emerge però un dato inquietante: la politica locale sembra sempre più soggetta a dinamiche di “ginnastica mediatica”, dove la verità è filtrata, manipolata o semplicemente omessa, e dove l’elettore riceve solo una versione edulcorata degli eventi, incapace di fornire un reale strumento di giudizio. Baxter era descritto come un individuo con esperienza nel mondo reale, con trascorsi nell’Australian Defence Force, nelle piccole imprese e nel volontariato, con una carriera da “creative director” e una recente partecipazione alla vita civica tramite Rotary e campagne benefiche come Movember. Tutto questo, però, non può né deve cancellare l’importanza della trasparenza riguardo alle accuse penali in sospeso. La vicenda si inserisce in un contesto elettorale delicato. One Nation stava registrando una crescita significativa di popolarità proprio alla vigilia delle elezioni, e il partito liberale aveva annunciato di voler indirizzare le proprie preferenze verso di esso. La scoperta del mandato di arresto ha inevitabilmente sollevato domande sul processo di selezione dei candidati, sul rigore delle verifiche pre-elettorali e, più in generale, sulla capacità dei partiti di garantire integrità e affidabilità. In altre parole, la trasparenza rimane un fattore cruciale per la legittimità stessa del sistema democratico.

Il caso Baxter, come molti altri, evidenzia quanto sia facile per l’opinione pubblica trovarsi di fronte a mezze verità o notizie filtrate. Il problema non è soltanto la condotta del singolo candidato, ma un’intera architettura di comunicazione e gestione politica che tende a minimizzare scandali o a risolverli in modo rapido e cosmetico, senza affrontare i nodi strutturali che permettono tali situazioni. Questa modalità, pur non violando necessariamente le leggi, alimenta la sfiducia dei cittadini e riduce la politica a un teatro di slogan, privando la società di un vero cambiamento.

Vice Sindaco di Merri-Bek sospeso per "corruzione"

Il vice sindaco di Merri-Bek, Jay Iwasaki, sarà sospeso per un mese a partire da giovedì prossimo, dopo che un arbitro indipendente ha accertato una condotta inappropriata legata alle accuse di “corruzione” rivolte a un collega. La sospensione segue una denuncia del consigliere Oscar Yildiz riguardo a email inviate da Iwasaki durante le deliberazioni sul bilancio comunale dell’anno scorso. L’arbitro Simon Heath ha concluso che non vi erano prove sufficienti per le accuse di corruzione, ma ha definito l’uso del termine “corruzione” nelle email “inutile, inappropriato e dannoso”. Iwasaki ha violato tre standard del Codice di Condotta dei Consiglieri, venendo obbligato a scusarsi formalmente con Yildiz oltre alla sospensione.

Il caso riguarda email inviate il 4 giugno scorso, in cui Iwasaki

sollevava dubbi sull’assegnazione di 1.000.050 dollari per l’ammodernamento del parcheggio al De Chene Reserve di Coburg, sede della squadra Brunswick Juventus, nota anche come Moreland Zebras. Iwasaki ipotizzava un possibile conflitto d’interessi per Yildiz e suggeriva la parola “corruzione”.

Heath ha osservato che Iwasaki ha ignorato i consigli dell’allora sindaco Helen Davidson di seguire i processi interni e ha insistito sulle accuse, aggravando la situazione. Durante riunioni precedenti, Yildiz aveva dichiarato il suo conflitto d’interessi e l’allocazione finanziaria è stata poi ridotta a 250.000 dollari.

In una dichiarazione, Iwasaki ha confermato di aver chiesto scusa e di voler seguire le azioni indicate nel rapporto. Yildiz non ha commentato.

Nuova biblioteca a Coburg

Merri-bek Council ha presentato le prime immagini della nuova biblioteca e piazza di Coburg, un ambizioso progetto da 60 milioni di dollari che trasformerà un ampio parcheggio pub-

Venerdí,

Sabato,

blico situato tra Waterfield e Victoria Street in un nuovo centro culturale e sociale per la comunità locale. Il progetto prevede un elegante edificio di quattro piani con facciata in vetro, che offrirà 3000 metri quadrati di spazi multifunzionali.

Il sindaco Nat Abboud ha definito il progetto “cuore civico per le generazioni future, un luogo dove cultura e comunità si incontrano e si sviluppano insieme”.

La giuria, guidata dall’architetto Jill Garner, ha lodato la funzionalità e l’eleganza del design, sottolineando come l’edificio unisca estetica e praticità.

Controversia nasce per un edificio di otto piani previsto dietro la biblioteca: oltre 4.150 firme chiedono di rivedere il piano, temendo un impatto negativo su chiesa e parcheggi. La proposta è stata respinta, ma il progetto passerà a un nuovo ciclo di consultazioni.

Italian Stories of Grandparenting in Australia

A new research initiative is inviting members of Australia’s Italian community to share their family stories, placing grandparenting at the centre of a broader historical narrative spanning eight decades. Supported by CO.AS.IT., the project Grandparenting in Australia: A History (1945–2025) brings together scholars from Australian National University, Macquarie University and Monash University.

The research team is seeking participants for two focus groups to be held at CO.AS.IT.’s Carlton premises on Thursday 26 March 2026. Sessions will run from 10:00am to 12:30pm and again from 6:00pm to 8:30pm, with registration required. Open to anyone aged 18 and over, the project welcomes grandparents, parents, adult grandchildren, and individuals who play a grandparenting role within their families or communities.

Researchers are particularly interested in the diversity of experiences that have shaped intergenerational relationships in migrant contexts. This includes both bio

logical and non-biological bonds, as well as stories of long-distance grandparenting—whether across continents or within Australia itself. Participants will take part in guided discussions in an informal, conversational setting, reflecting on personal experiences of being raised, raising others, and sustaining family ties over time.

Although participation is voluntary and unpaid, organisers stress the long-term value of these contributions in documenting an often-overlooked aspect of social history.

The project has received for-

mal ethics approval and is funded through the Australian Research Council’s Discovery Projects scheme.Those interested in contributing to the study can register by contacting Professor Tanya Evans at Macquarie University. Further details about the project are also available online.

Accompanying the initiative is a historical image of “Nonna Fausta” with project lead Associate Professor Francesco Ricatti, captured in the early 1980s—a reminder that behind every dataset lies a deeply personal story, waiting to be told.

DJ Pellegrini celebrates 40 years on the decks

After four decades spent shaping dancefloors and soundtracking nights across Melbourne, DJ and producer Mark Pellegrini is set to celebrate a significant career milestone with a one-off event later this year.

Titled Decades of Dance, the event will take place on May 30 at Trak Lounge Bar, bringing together collaborators and performers who have featured throughout Pellegrini’s long-standing career in the city’s music scene. Born and raised in Melbourne, Pellegrini’s story is closely tied to his Italian heritage.

His family emigrated from Abruzzo in the early 1950s, establishing a new life grounded in community and hard work. That cultural foundation would later influence his musical identity, blending rhythm, tradition, and social connection.

Pellegrini began DJing in 1986 as a teenager, experimenting with vinyl using basic equipment

and refining his technique at house parties and suburban venues. Over time, he built a reputation that led to performances at some of Melbourne’s best-known nightlife destinations, including Alumbra and Royal Melbourne Hotel, as well as festival stages and large-scale events. Beyond live performances, Pellegrini has maintained a presence on radio through KISS FM Melbourne, where he has hosted more than 450 episodes of his Rocksteady

Radio Show, including the underground-focused Rocksteady Revolution. His work has contributed to sustaining Melbourne’s dance music culture across both club and broadcast platforms. A consistent thread throughout his career has been his engagement with the city’s Italian-Australian community. For more than a decade, Pellegrini has performed at the Melbourne Italian Festa, using music to bridge generations and celebrate shared identity.

a cura di Tom Padula

ANFE Italian Club marks 64 years of good life

The ANFE Italian Club Brisbane celebrated its 64th anniversary with a lively community gathering, marking over six decades of cultural preservation, social support, and shared identity among Italian Australians. Members, families, and long-time supporters came together for an afternoon of traditional food, music, and warm connections. Guests enjoyed generous servings of pasta, live entertainment, and an atmosphere reflecting the club’s enduring spirit. Original volunteers and past committee members were honoured for their tireless dedication.

Founded in 1962 by Commendatore Carmelo Caruso at the request of the Italian Government, ANFE—Associazione Nazionale Famiglie Emigrati—was created to support migrants and their families, especially those facing the challenges of relocation. The organisation traces its roots to Italy in 1947, when Maria Federici Agamben developed a network for emigrant families, later recognised by the Italian Republic in 1968.

In Brisbane, ANFE became a cornerstone for the Italian community. From its early Newstead base, the club offered social ser-

vices, organised cultural events, and fostered a sense of belonging for migrants adjusting to a new life. Weekly gatherings, fundraising initiatives, and large events strengthened community ties while sustaining the organisation.

Over the decades, ANFE also reconnected migrants with Italy, arranging group travel and hosting visiting artists. Its activities included scholarships, charity work, and community advocacy.

In 2020, the long-standing Newstead premises were sold due to urban pressures. After a careful search and redevelopment, the club relocated to Stafford, officially opening in 2025.

Today, ANFE Italian Club Brisbane continues to evolve, blending tradition with modern community needs.

With renewed energy and growing membership, it remains committed to preserving Italian heritage while fostering inclusion and connection.

As the celebrations concluded with a collective toast, the 64th anniversary stood as a testament to ANFE’s enduring legacy and promising future.

Premiata Louise Chapman docente dell’anno

Un prestigioso riconoscimento celebra l’eccellenza nell’insegnamento della lingua italiana in Australia Occidentale. La Western Australian Association of Teachers of Italian (WAATI) ha conferito a Louise Chapman il WAATI Exemplary Teacher

Award 2025, onorando il suo ruolo di riferimento nel panorama educativo linguistico. Con quasi vent’anni di esperienza, Chapman si distingue per dedizione e passione nella promozione della lingua e della cultura italiana. Il suo contributo

non si limita all’aula: è un membro rispettato e attivo della WAATI, coinvolta anche in iniziative della AFMLTA e del Consolato d’Italia a Perth per rafforzare lo studio delle lingue e il dialogo interculturale.

Il premio riconosce l’impatto duraturo sugli studenti e sui colleghi, evidenziato dalla capacità di coinvolgere generazioni di studenti con metodologie innovative e entusiasmo contagioso.

La cerimonia ha celebrato non solo i successi professionali, ma anche il valore umano del suo lavoro, dimostrando come l’insegnamento delle lingue possa costruire ponti culturali tra generazioni. Chapman incarna l’importanza di investire nella qualità dell’insegnamento e nella promozione delle lingue straniere.

Introspections of Italianness

The Italian Consulate in Adelaide, in partnership with Radio Italia Uno and The Marche Club, presents a truly unique event:

“INTROSPECTIONS – From Sibelius to Respighi”, an evening where music, wine, and gastronomy converge in a sophisticated sensory experience.

Set within the enchanting Sala Rossini at the Marche Club, the event offers guests an elegant and immersive atmosphere.

Pianist Ida Pelliccioli will lead the audience through a carefully curated programme, spanning works from Sibelius to Respighi, guiding attendees on a musical journey designed to delight and inspire.

What makes this concert exceptional is its innovative approach: each musical piece is paired with a carefully selected wine that complements and en-

hances its mood, revealing fascinating parallels between the artistry of great composers and the craft of winemaking.

The experience is further elevated with refined canapés crafted by Chef Luca Guiotto of Aromi Dining, adding a harmonious culinary dimension to every moment.

Organisers emphasise that seating is limited, highlighting the exclusive nature of the evening. Guests are encouraged to reserve their spot to ensure they don’t miss this intimate and memorable experience. For more information and bookings: https://www.trybooking.com/ DKRCN. This is an evening for lovers of music, fine wine, and Italian gastronomy—a chance to indulge in a rare sensory dialogue where every note and every sip tells a story.

Si è svolta in un clima di partecipazione e collaborazione l’Assemblea Generale Annuale della Italian Chamber of Commerce in New Zealand (ICCNZ), appuntamento centrale per la comunità imprenditoriale italo-neozelandese. L’incontro ha offerto l’occasione di fare il punto sulle attività svolte, condividere idee e delineare le prospettive future dell’organizzazione. Ad ospitare l’evento è stata la società Baker Tilly Staples Rodway, che ha accolto membri e sostenitori in un contesto elegante e informale, favorendo dialogo e networking tra professionisti, imprenditori e rappresentanti del mondo economico.

Tra i presenti anche la Console Onoraria d’Italia ad Auckland, Cav. Lindsey Jones, la cui partecipazione ha sottolineato il valore istituzionale dell’iniziativa e il forte legame tra le istituzioni italiane

e la comunità locale. Numerosi i partecipanti, a conferma dell’interesse crescente verso le attività della ICCNZ e del suo ruolo nel rafforzare i legami commerciali e culturali tra Italia e Nuova Zelanda. Durante la serata è emersa la volontà di consolidare la rete di contatti e promuovere nuove opportunità di collaborazione bilaterale.

A rendere l’atmosfera ancora più piacevole ha contribuito un raffinato aperitivo in stile italiano, con vini selezionati come il Grillo Arianova delle Tenute dello Jato, il Prosecco Bacio della Luna di Sapori e il Carménère di JK14Wines, accompagnati dalle specialità di Settebello. L’evento si è concluso con entusiasmo e spirito di appartenenza, confermando l’importanza della ICCNZ come punto di riferimento per la comunità d’affari italiana in Nuova Zelanda.

Assemblea annuale

notizie comunitarie

La Cripta della Cattedrale incantata dallo"Stabat Mater" di Pergolesi

Padre Sollazzo al Seminario

Un nuovo capitolo si apre nella formazione sacerdotale nell’Arcidiocesi di Sydney: don Daniele Sollazzo, FMDV, è stato nominato direttore della formazione spirituale del seminario diocesano.

L’annuncio, condiviso dallo stesso sacerdote sui social con parole semplici ma significative – «L’inizio della mia missione… ho bisogno di tante preghiere!» – riflette lo spirito con cui ha intrapreso questo incarico, fatto di servizio, umiltà e responsabilità.

Nel suo ruolo, don Sollazzo curerà l’intera dimensione spirituale del programma formativo, coordinando altri direttori spirituali e accompagnando i seminaristi nel loro cammino di fede e nel discernimento vocazionale. L’obiettivo è aiutarli a maturare una solida identità sacerdotale e una profonda relazione con Dio.

di Marco Testa

Una serata di intensa spiritualità e raffinata bellezza musicale ha avvolto, lo scorso 18 marzo, la suggestiva cripta della St Mary’s Cathedral, cuore religioso e culturale della città. In questo spazio carico di storia e raccoglimento, nella sua seconda edizione, il Consolato Generale d’Italia a Sydney, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura Sydney, ha presentato una toccante esecuzione dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi.

L’evento, inserito nel periodo quaresimale che precede la Pasqua cristiana, ha rappresentato un momento di profonda riflessione spirituale e di incontro tra la comunità italiana e quella australiana attraverso la musica liturgica. La scelta dell’opera non è stata casuale: lo Stabat Mater, tra le più celebri composizioni sacre del Settecento, racconta il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce, con una forza emotiva che attraversa i secoli e continua a parlare al cuore degli ascoltatori.

Protagonista della serata è stato il coro della cattedrale, il St Mary’s Cathedral Choir, che ha offerto un’interpretazione intensa e coinvolgente, capace di restituire tutta la delicatezza e la drammaticità della partitura pergolesiana attraverso coristi esperti e la presenza delle voci bianche maschili e femminili. Sotto la direzione attenta e sensibile di Daniel Justin, direttore musicale della cattedrale, i giovani coristi hanno dimostrato grande maturità artistica, sostenuti dall’assistente e maestro d'organo, Simon Niemiński. Ad accompagnare le voci, un ensemble strumentale di grande qualità: Rafael Font al violino I, James Tarbotton al violino II e Annika Stagg al violoncello. La componente vocale è stata arricchita anche dalla partecipazione del Cathedral Scholar, Skyler Gacho, contribuendo a creare un equilibrio sonoro di grande suggestione.

Membro della Fraternità Missionaria Verbum Dei, don Sollazzo porta con sé un ricco carisma missionario e una significativa esperienza pastorale. La spiritualità del Verbum Dei, centrata sulla Parola di Dio e sulla vita comunitaria, costituisce un prezioso contributo alla formazione dei futuri sacerdoti, chiamati a confrontarsi con una società sempre più complessa e multiculturale.

Prima di questo incarico, don Sollazzo è stato cappellano cattolico presso la Macquarie University, dove ha accompagnato studenti nel cammino di fede e nella vita comunitaria.

La comunità cattolica italiana di Sydney accoglie con favore la nomina, riconoscendo in don Sollazzo una guida solida e missionaria. La sua missione, fatta di ascolto, discernimento e formazione, sarà sostenuta dalle preghiere dell'intera Chiesa.

L’atmosfera della cripta, illuminata in modo soffuso e raccolto, ha amplificato l’intensità dell’esecuzione, trasformando il concerto in un’esperienza meditativa e di raccoglimento. Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito in silenzio ogni passaggio, lasciandosi trasportare dalla purezza delle linee melodiche e dalla profondità del testo sacro.

L’iniziativa ha avuto anche un

importante valore simbolico e culturale. Attraverso la musica, si è rinnovato il legame tra l’Italia e l’Australia, celebrando un patrimonio artistico condiviso e rafforzando il dialogo tra le due comunità. Eventi come questo dimostrano come la cultura possa essere un ponte capace di unire persone di diverse origini in un’esperienza comune di bellezza e significato.

L’ingresso gratuito ha favorito un’ampia partecipazione, mentre una raccolta fondi “retiring collection” è stata organizzata al termine della serata per sostenere il prossimo tour europeo del coro della cattedrale, offrendo così al pubblico l’opportunità di contribuire concretamente alla diffusione della musica sacra oltre i

confini australiani.

Particolarmente gradita la presenza del Console Generale d'Italia Gianluca Rubagotti, del Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura Dott. Marco Gioacchini e del Decano della Cattedrale, Padre Don Richardson.

Al termine del concerto, un lungo e caloroso applauso ha sancito il successo dell’iniziativa, suggellando una serata che molti dei presenti hanno definito memorabile. In un tempo spesso segnato da frenesia e divisioni, la musica di Pergolesi ha offerto uno spazio di raccoglimento e armonia, ricordando il valore universale dell’arte e della fede.

Una notte in cui Sydney ha parlato, ancora una volta, la lingua senza tempo della bellezza.

Il maestro Daniel Justin conduce il concerto
Un momento durante il programma di musica sacra Esecuzione accompagnata dal violino I di Rafael Font
P. Don Richardson, Daniel Justin, Console Rubagotti, Dott. Gioacchini
Partecipanti al concerto "Stabat Mater" presso la cripta della Cattedrale
Voci bianche dei ragazzi del Coro della Cattedrale

L'Accademia di Canberra celebra la cucina italiana patrimonio UNESCO

Una serata all’insegna della cultura, della tradizione e dell’identità italiana ha animato giovedì 19 marzo la Crema Room dell’East Hotel, dove si è svolta la cena straordinaria “ecumenica” promossa dall’Accademia Italiana della Cucina per celebrare un traguardo storico: il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.

L’evento, inserito nel programma del Canberra Italian Festival organizzato da Viva Italia in Canberra, ha visto la partecipazione di numerosi membri della comunità italiana locale, insieme a rappresentanti istituzionali

e ospiti d’onore. Tra i presenti, l’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, accompagnato dalla consorte Giovanna Lener, e il capo delegazione Luciano Lombardo con la moglie Clara Lombardo.

Tra gli ospiti, anche la relatrice Gabriella Quadraccia, Franco Barillaro del Com.It.Es. Canberra e Dominic De Marco, rappresentante del CIAO (Council of Italo-Australian Organisations).

A rendere ancora più significativo l’evento, il messaggio video inviato dall’Italia dal presidente nazionale dell’Accademia, Paolo Petroni, condiviso con tutte le delegazioni nel mondo, ha

sottolineato il valore del riconoscimento UNESCO come tutela delle tradizioni autentiche della cucina italiana.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Lener ha ribadito come la cucina italiana rappresenti molto più di un’eccellenza gastronomica: un patrimonio culturale fatto di relazioni, memoria e convivialità. La serata ha voluto mettere in evidenza come il riconoscimento UNESCO riguardi in particolare la cucina domestica, fatta di ricette tramandate di generazione in generazione.

A incarnare questo spirito è stato il menu preparato dal ristorante Agostinis sotto la guida dello chef Francesco Balastrieri. Protagonista indiscusso, il piatto di rigatoni all’amatriciana, realizzato secondo la tradizione, seguito da una scelta di secondi tra involtini di pollo e saltimbocca, accompagnati da contorni e conclusi con un dessert condiviso all’italiana tra tiramisù, cannoli e sorbetto al limone.

A rendere ancora più speciale la serata, il contributo dell’Ambasciata d’Italia, che ha offerto il prosecco servito durante la cena, rafforzando il carattere

celebrativo dell’iniziativa. Con una partecipazione calorosa e un’atmosfera autenticamente italiana, l’evento ha rappresen-

tato non solo una celebrazione gastronomica, ma un momento di orgoglio culturale e coesione comunitaria.

L’eredità di Enrico Taglietti dalla Milano cosmopolita a Canberra

Sydney ha celebrato ieri sera la straordinaria eredità dell’architetto italo-australiano Enrico Taglietti con un evento speciale che ha richiamato un pubblico numeroso all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, nell’ambito della serie Traces of Italy – Legacies of Italians Shaping Australia’s Cultural Landscape e della giornata dedicata all’Italian Design Day.

La serata ha offerto una conversazione approfondita e appassionata con Virginia Rigney e Prof. Silvia Micheli, curatrici

della mostra Taglietti: Life in Design, accompagnate da Tanja Taglietti, figlia dell’architetto, che ha condiviso ricordi personali e dettagli intimi della vita e del lavoro di suo padre. L’incontro è stato moderato con grande competenza dal Prof. Luciano Cardellicchio, creando un dialogo vivido tra pubblico e relatori.

Enrico Taglietti, nato a Milano nel 1926 e scomparso nel 2019, è stato una figura chiave nella storia dell’architettura australiana.

Formatosi al Politecnico di Milano sotto maestri come Gio Pon-

ti, Bruno Zevi e Pier Luigi Nervi, Taglietti portò in Australia una sensibilità europea raffinata e una visione architettonica innovativa e audace.

Dopo aver partecipato alla curatela di mostre internazionali, tra cui la Milan Triennale, arrivò a Sydney negli anni ’50, dove fu introdotto agli ambienti culturali e sociali della città e ricevette incarichi prestigiosi, tra cui la ricerca di un sito per l’Ambasciata Italiana a Canberra.

Stabilitosi a Canberra nel 1956, Taglietti si distinse per edifici dalle forme scultoree e dalle soluzioni strutturali innovative, che ancora oggi segnano il paesaggio urbano. Tra le sue opere più note si annoverano la St Antony's Parish Church di Marsfield, la Giralang Primary School, il Centro Cinema, il Town House Motel, l’Australian War Memorial Annex, e la realizzazione dell’Ambasciata Italiana a Canberra. Caratterizzate da pareti inclinate, volumi generosi, soffitti a volta e materiali contrastanti, le sue architetture combinano audacia

formale e sensibilità spaziale, distinguendosi dalla tradizione anglo-australiana del tempo.

La serata ha messo in luce non solo le realizzazioni architettoniche di Taglietti, ma anche la sua personalità affascinante e la passione per la vita che lo resero una figura amata e rispettata nel-

la comunità di Canberra. Come ricordato dai curatori e dalla figlia, il contributo di Taglietti va oltre l’architettura: rappresenta un ponte culturale tra Italia e Australia, testimoniando la capacità degli italiani di lasciare un’impronta duratura sul patrimonio culturale del paese.

Con la tradizionale campana, Amb. Nicola Lener e consorte Giovanna insieme al capo delegazione Luciano Lombardo con la moglie Clara
Partecipanti al pranzo ecumenico dell'Accademia Italiana della Cucina
V. Rigney, Prof. S. Michel e T. Taglietti con il Console Rubagotti e il Dott. Gioacchini
Prof. Luciano Cardellicchio, moderatore dell'evento culturale
Intervento del Console Generale, Dr. Gianluca Rubagotti
Il saluto del Direttore dell'Istituto, Dott. Marco Gioacchini
Amb. Nicola Lener Gabriella Quadraccia, relatrice

In grande festa l'annuale tesseramento dei Trevisani

di Maria Grazia Storniolo

Domenica 22 marzo, la sala Michelini del Club Marconi ha ospitato il tradizionale luncheon con Mini Assemblea Generale Annuale (AGM) dell’Associazione Trevisani nel Mondo, richiamando circa 160 ospiti per una giornata all’insegna della convivialità, dell’identità culturale e della memoria condivisa.

La giornata si è aperta con il Mini AGM, momento importante per la vita associativa, seguito da un pranzo conviviale durante il quale i partecipanti hanno potuto gustare un ricco menù preparato con cura dagli chef del Club Marconi. Un’occasione non solo per ritrovarsi, ma anche per rafforzare quei legami che da sempre caratterizzano la comunità trevisana nel territorio del New South Wales. Ad accogliere gli ospiti è stato il presidente dell’associazione, Renzo Valleri, che ha rivolto un caloroso benvenuto ai presenti, ai rappresentanti dei media italiani La Fiamma e Allora!, e al management del Club Marconi per la continua ospitalità e attenzione dimostrata verso l’associazione. Un sentito ringraziamento è stato inoltre espresso al comitato organizzatore e all’instancabile Eileen Santolin per il prezioso lavoro svolto.

A rappresentare il Club Marconi erano presenti Morris Licata, Dean Zonta e Joan Pellegrino, testimoniando ancora una volta il forte legame tra il club e la comunità italiana locale. Un momento particolarmente significativo è stato il riconoscimento rivolto a Tony Fornasier, primo presidente dell’associazione, ringraziato per il suo impegno e per aver rappresentato negli anni un vero punto di riferimento per tanti connazionali. Nel corso della mattinata è stato osservato un breve minuto di silenzio in memoria dei membri scomparsi, un gesto semplice ma carico di rispetto e riconoscenza. Non è mancato il messaggio di saluto di Fr. Antonio Fregolent, impossibilitato a partecipare ma vicino spiritualmente all’associazione. A seguire, l’Inno dei Trevisani e il tradizionale brindisi hanno dato ufficialmente il via ai festeggiamenti. Dopo una breve pausa, è intervenuto il presidente del Club Marconi, Morris Licata, che nel suo discorso ha espresso parole di grande apprezzamento per l’associazione, definendola “la sua preferita” e sottolineando

l’importanza delle radici culturali come fondamento della crescita collettiva.

Licata ha voluto congratularsi con il presidente Valleri e con il nuovo comitato eletto, evidenziando come l’impegno nel preservare tradizioni, valori e spirito comunitario rappresenti una ricchezza per l’intera società. Ha inoltre rivolto un pensiero speciale ai membri più anziani, custodi di memoria e saggezza, e ai giovani, portatori di nuove energie e idee, incoraggiando tutti a continuare a partecipare attivamente alla vita associativa.

Il pomeriggio è proseguito in un clima festoso grazie all’intrattenimento musicale di Alfredo Calcagno, che con il suo repertorio coinvolgente ha invitato molti

presenti a scendere in pista per ballare, creando un’atmosfera vivace e coinvolgente. A immortalare i momenti più belli della giornata è stato, come sempre, Carlo's Photography, sinonimo di professionalità e presenza costante agli eventi della comunità.

Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stata la celebrazione del 95° compleanno di Domenico Pizzaia, trevisano da oltre sessant’anni. Per lui una splendida torta e il caloroso coro di “Happy Birthday” intonato da tutti i presenti, in un abbraccio collettivo che ha testimoniato affetto e gratitudine. Non è mancata una ricca lotteria con fantastici premi accolta con entusiasmo e partecipazioneche ha aggiunto allegria alla giornata.

Renzo Valleri
V.Del Giacco, Coniugi Zamprogno, A.Peci, C.Di Giovanni, M.Giogi
A.Fioravanti, A.Ruscio, J.Shamoun, V e A Chiandotto, L.Bergamo, P. Scapinello, E.Basso
E e N Volpato, F e G Volpato. T e C Furia, G e C Gleria
R.Valleri, E.Santolin e i vincitori della lotteria
L.Volpato, D.Pizzaia, R.Valleri, A. Fonasier
Il Comitato dei Trevisani nel Mondo e D. Pizzaia
A e E Santucci, I e S Cavallo, L e T Pagliarini, L. Scarcella, C e G Alvarez
R.Valleri, M.Licata, J e D Zonta, G.Querin, F e J Pellegrino, E. Santolin, L. Latimore, C. Mauro, A.M Lorinzetti
Morris Licata

Canzonissima al CNA Senior Festival porta in scena la gioia della terza età

di Redazione

Lo scorso giovedì, la sala Michelini del Club Marconi si è trasformata in un vivace palcoscenico di allegria e condivisione in occasione dell’annuale Senior Festival organizzato dalla CNA Care Services. Un appuntamento ormai atteso e molto partecipato, che anche quest’anno ha accolto circa 140 persone, desiderose di vivere una giornata all’insegna della socialità. L’evento ha rappresentato non solo un momento di svago, ma anche un’importante occasione di incontro e inclusione per tanti membri della comunità. Il numero significativo di partecipanti non solo conferma la crescente popolarità dell’iniziativa, ma testimonia anche il forte senso di coesione e appartenenza che anima la comunità italiana locale. Tra gli ospiti presenti figuravano il presidente del Club Marconi, Morris Licata, e il direttore Tony Paragalli, a sottolineare il sostegno e la vicinanza dell’istituzione a eventi dedicati alla terza età. La conduzione della giornata è stata affidata a Melo Ridolfo, che ha accolto calorosamente i presenti, tra cui anche i membri del comitato dei Trevisani nel Mondo. Fin dall’ingresso, ogni partecipante ha ricevuto un biglietto per l’estrazione del tradizionale “Lucky Door Prize”, un momento sempre atteso con entusiasmo e curiosità, capace di coinvolgere tutti in un clima festoso e partecipativo.

Il cuore pulsante della giornata è stato rappresentato da “Canzonissima”, un concorso musicale a squadre ispirato ai grandi classici della televisione italiana, come Il Musichiere. Maria Grazia Storniolo ha illustrato con chiarezza le regole del gioco, invitando i presenti a formare quattro squadre. Ne è nata una sfida entusiasmante, durante la quale i partecipanti si sono cimentati nell’indovinare i brani eseguiti dal talentuoso Tony Gagliano, che ha animato la sala con grande professionalità, ritmo e coinvolgimento.

La competizione si è conclusa con la vittoria della squadra composta da Stella Maimone, Teresa Lombardo e Maria Scalia, consolidando così il loro primato nella gara. A tutti i partecipanti è stata consegnata una medaglia ricordo, simbolo tangibile di una giornata speciale vissuta all’insegna della condivisione, dell’amicizia e della valorizzazione dello stare insieme. Il Senior Festival della CNA si in-

serisce all’interno della settimana dedicata agli anziani, promossa dal Governo del Nuovo Galles del Sud, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo fondamentale della terza età nella società. Dal 2019, questa manifestazione rappresenta un appuntamento imprescindibile per la comunità, offrendo un’occasione preziosa per rinsaldare legami e celebrare il ricco patrimonio culturale italiano, tramandato con orgoglio di generazione in generazione.

Nel corso dell’evento ha preso la parola anche Giovanni Testa, che ha ringraziato i presenti per la partecipazione e ribadito la missione della CNA: mantenere vive le tradizioni italiane e offrire un sostegno concreto alla comunità anziana. Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Club Marconi per la costante attenzione verso gli anziani, ai volontari per il loro impegno imprescindibile e agli sponsor per il continuo supporto.

La musica di Tony Gagliano ha

accompagnato l’intera giornata, invitando molti presenti a lasciarsi andare al piacere del ballo. Momento particolarmente emozionante è stato l’intervento della cantante Francesca Brescia, che con una performance di alto livello professionale ha saputo conquistare il pubblico, regalando attimi di autentica magia. Tra i protagonisti della giornata anche la centenaria Caterina Mauro, esempio vivente di come l’età sia solo un numero quando si conserva uno spirito giovane e il desiderio di stare insieme agli altri. Il Senior Festival della CNA al Club Marconi si è confermato non solo come evento ricreativo, ma come un vero tributo alla vitalità e all’importanza della comunità anziana.

In chiusura, Maria Grazia Storniolo ha espresso parole di sincera gratitudine nei confronti di Francesca Brescia, Melo Ridolfo e Tony Gagliano per il loro prezioso contributo, oltre a un ringraziamento speciale rivolto agli sponsor.

Coniugi Volpato, Coniugi Imola, M.Licata, Coniugi Perencin, E.Santolin, A.M.Lorenzetto
R e T. Paragalli, C.Mauro, e amici
L.Legato, R.Alessio, T.Mesiti, Sandra Lee Coniugi Amodeo, A e V Rossi
Foto di gruppo dei partecipanti
Tony Paragalli, Rosanna Alessio e Sandra Lee
Maria Scalia, Stella Maimone, Teresa Lombardo
Melo Ridolfo Maria Grazia Storniolo
Francesca Brescia Tony Gagliano

Planned Tours and Day Trips

Sunday 19 April 2026 DELUX MYSTERY TOUR

Deluxe Mystery Day Tour include morning tea, entry into a Sydney attraction and a tasty lunch. Price $120 pp. Pickup locations: Haberfield 8:00am and Concord 8:15am. Limited seats available. Bookings close 15 March.

**NEW ** 15 – 18 May 2026

MYRTLEFORD – LA FIERA

Come along and enjoy the Italian Festa in Myrtleford, a beautiful and scenic alpine country town in northern Victoria. This festa is held every year and is a huge event. Cost: $950 per person twin share ($250 single room supplement). See brochure for details. Bookings close 16 March.

Sunday 19 July 2026

CHRISTMAS IN JULY SPECIAL LUNCH

Enjoy a special buffet lunch to celebrate Christmas in July at the iconic and beautiful Panorama House. Price: $130 per person. Booking close 1 July. **LIMITED SEATS** so book early!.

14 – 30 April 2027

TRANSPACIFIC CRUISE – SYDNEY TO HAWAII

Enjoy a 16 night cruise on-board the Royal Caribbean Anthem of the Seas. One night hotel accommodation in Honolulu post cruise (incl breakfast and resort tax). Transfers in Honolulu, return economy flight from Honolulu to Sydney post tour. Cost: $6,450 per person twin share. Deposit required by 14 April 2026. Only a few cabins left at this price, so don’t miss out! See brochure for more details.

7 - 25 September 2027

PILGRIMAGE TO THE MARIAN AND FRANCISCAN PLACES OF EUROPE

A unique pilgrimage visiting the holy sites in France (Paris, Lisieux, Nevers, Avignon) and Italy (Genoa, Padua, Florence, Assisi, Matera and Rome). 20 days, all inclusive. Airfares, accommodation, breakfast, dinner coach transport, entry fees, guided tours. Brochure for this tour will issue in August/September 2026.

FOR BOOKINGS CONTACT:

LAURA at PARAMOUNT TRAVEL

Office: 1300 969 704 or Mobile: 0414 295 367

Email: info@paramounttravel.com.au

Enjoying Nelson Bay's Authentic Splendour

On a Sunday 22 February 2026 with the sun shining and enthusiasm in the air, a large group of Italo-Australians enjoyed a day out in the Port Stephens/Nelson Bay area. Leaving Sydney in the early morning we stopped for our usual morning tea at Mooney Mooney where we shared home-made cakes and savouries prepared by so many lovely ladies.

Our journey took us to the crystal clear waters of Nelson Bay to enjoy a dolphin watching cruise on the bay, sighting many dolphins to the delight of all onboard.

We also enjoyed a deliciously prepared lunch of snapper onboard the Moonshadow V catamaran.

The day was filled with laughter, sunshine, friendship and good humour.

MYRTLEFORD (Vic) ITALIAN FESTA – LA FIERA

15 – 18 MAY 2026

The Italian Festa, La Fiera, is a huge event held every May in the country town of Myrtleford (Victoria). It’s a celebration of all things Italian – art, culture, heritage, food and of course wine!

Included in the tour:

• 3 nights’ accommodation in a 3 ½ star motel in Bright.

• Cooked breakfast daily

• 2 x dinners at local venues serving the best Alpine produce

• Mass to celebrate St Anthony of Padua & procession of the Italian Army’s Alpini Brigade

• Food & Wine Festa on Saturday and Sunday sampling Alpine Valley wines and tasting local produce (additional costs may apply).

DON’T MISS THIS GREAT TOUR – GET IN EARLY AND BOOK YOUR TICKETS. Seats are limited.

Deposit of $300 pp to confirm booking.

MUST BOOK ASAP

T/A Lic: A15810

TRANSPACIFIC CRUISE SYDNEY TO HAWAII

14 – 30 APRIL 2027

Come along on a cruise of a lifetime. Visit the pristine, clear waters of French Polynesia. Enjoy a 16 night cruise onboard the Anthem of the Seas (Royal Caribbean) - a premium cruise line with excellent facilities for you to enjoy.

MAJOR HIGHLIGHTS AND INCLUSIONS:

• Balcony stateroom.

• All on-board meals (breakfast, lunch and dinner).

• Entertainment – movies, shows and much more.

• Major ports of call – Papeete, Moorea and Raiatea.

• One night accommodation in Honolulu on 29 April 2027 including breakfast and resort tax.

• Transfers – cruise terminal to hotel and hotel to airport.

• Return economy airfare from Honolulu to Sydney on 30 Apr 2027.

• Drinks and shore excursions are not included

• Tips are not included in the package price for services of the cruise ship stateroom attendants and crew.

Minimum 20 people for this tour to proceed. A non-refundable deposit of $1,000 per person is required at time of booking.

(Surcharges may apply if paying by Credit Card).

T/A Lic: A15810

4 days – 3 nights

Travel in a luxury airconditioned coach.

Departs from Haberfield & Concord (times to be advised)

Breakfast & dinner daily

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Apple Meets Truffle: A Risotto Celebration

Italian cuisine has long been defined by its deep connection to territory, seasonality and the storytelling power of its ingredients. While some flavour pairings are rooted in tradition, others emerge from a spirit of experimentation—bringing together seemingly distant elements to create something entirely new. One such innovative encounter is the pairing of apple and truffle, a combination that unites two iconic Italian products into a refined and contemporary dish. This idea lies at the heart of the “Journey Through the Flavours

of Italy” project, promoted by Mela Val Venosta. The initiative explores how different apple varieties can be matched with regional Italian excellences, creating a culinary dialogue that stretches from north to south. Central to each stage of the project is the balance between taste and wellbeing, guided by recipes developed by nutritionist and food expert Chiara Manzi, alongside contributions from local guests.

For the Piedmont stage, the spotlight falls on the Pinova apple, cultivated in the alpine

L'Italia sempre più attrattiva

L’Italia rafforza la propria attrattività internazionale sul fronte degli investimenti diretti esteri, con un portafoglio di 64 progetti in fase di monitoraggio per un valore complessivo di 71

miliardi di euro. È quanto emerge dai dati aggiornati a marzo 2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso l’attività del Comitato Attrazione Investimenti Esteri (CAIE).

Particolarmente significativo il ruolo del Mezzogiorno, che assorbe circa il 60% degli investimenti, confermandosi area strategica per sviluppo e innovazione. I progetti coinvolgono 21 Paesi, con gli Stati Uniti in testa, e spaziano in 16 settori chiave, tra cui energia, tecnologie avanzate e life sciences. Un trend che consolida la fiducia nel sistema Italia.

valley of Val Venosta. Known for its harmonious balance between sweetness and acidity, as well as its crisp texture, the Pinova variety lends itself surprisingly well to savoury dishes. Its freshness becomes the perfect counterpart to one of Italy’s most prized delicacies: the black truffle of Alba, sourced from the renowned territories of Langhe, Roero and Monferrato.

The result is a gourmet risotto that plays on contrast and harmony. The creamy richness of the rice is elevated by the crunch and brightness of the apple, while the truffle adds depth with its distinctive, lingering aroma. Together, these elements create a dish that is both elegant and expressive of its origins.

Beyond its gastronomic appeal, the pairing also offers notable nutritional benefits. According to Manzi, the soluble fibres and polyphenols found in apples, combined with the fibre content of truffles, help regulate the body’s glycaemic response while preserving the dish’s complex flavour profile. The result is a well-balanced meal where carbohydrates, minerals and antioxidants work in synergy.

The success of this risotto lies not only in its taste but in its ability to tell a story. The apples of Val Venosta, grown in a uniquely favourable climate, are celebrated for their quality and versatility. When paired with the black truffle of Piedmont, they demonstrate how traditional ingredients can be reimagined through a modern culinary lens.

In this meeting of north Italian excellences, simplicity meets sophistication—proving that innovation in Italian cuisine often begins with a deep respect for its roots.

Yuka, App contro

Il Prosciutto di Parma ha ottenuto 31 su 100, il Parmigiano fermo a 32, la Bresaola della Valtellina IGP a 7 e la Mortadella Bologna IGP addirittura a 0. Sono alcuni dei voti assegnati da Yuka, l’app francese che promette di dire ai consumatori quanto è “sano” ciò che mettono nel carrello. E proprio quei numeri hanno nuovamente riacceso una polemica che ora è arrivata fino al Parlamento. Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, ha infatti presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sugli effetti dell’app sul comparto agroalimentare italiano.

Il Prosciutto di Parma ha ottenuto 31 su 100, il Parmigiano fermo a 32, la Bresaola della Valtellina IGP a 7 e la Mortadella Bologna IGP addirittura a 0. Sono alcuni dei voti assegnati da Yuka, l’app francese che promette di dire ai consumatori quanto è “sano” ciò che mettono nel carrello. E proprio quei numeri hanno nuovamente riacceso una polemica che ora è arrivata fino al Parlamento. Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, ha infatti presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sugli effetti dell’app sul comparto agroalimentare italiano. Le critiche non riguardano soltanto la comunicazione ma

anche le possibili conseguenze economiche. Nell’interrogazione parlamentare si sottolinea il rischio che valutazioni ritenute approssimative possano influenzare le scelte dei consumatori e incidere sulle filiere produttive. “È chiaro che il ricorso a valutazioni così approssimative e soprattutto non suffragate da evidenze scientifiche rischiano di produrre un duro colpo al nostro made in Italy e all’agroalimentare italiano con pesanti ricadute sulle filiere produttive”, ha aggiunto Carloni. Questa non è la prima volta che Yuka finisce sotto osservazione. In passato, Confagricoltura aveva presentato un esposto all’Autorità Antitrust, che aveva rilevato criticità legate al carattere ritenuto troppo semplicistico delle valutazioni e alla scarsa trasparenza. Il procedimento si era concluso con l’impegno della società a modificare alcuni aspetti dell’applicazione, chiarendo tra l’altro che il suo utilizzo “non garantisce una salute migliore a chi la utilizza”. Secondo quanto affermato dal presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, resta ora da capire se quegli impegni siano stati pienamente rispettati: “A noi sembra che i toni siano ancora allarmistici e soprattutto i giudizi continuino ad essere fuorvianti perché raggiunti in assenza di riferimenti scientifici chiari e verificabili”.

Leone XIV convoca le conferenze episcopali a Roma per discutere di matrimonio e famiglia

Nel segno della continuità e dell’approfondimento pastorale, Papa Leone XIV ha annunciato la convocazione a Roma, per il prossimo ottobre, dei presidenti di tutte le Conferenze episcopali del mondo. Al centro dell’incontro, la rinnovata riflessione ecclesiale su matrimonio e famiglia, alla luce dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, a dieci anni dalla sua promulgazione.

L’annuncio, carico di significato ecclesiale, è stato reso noto nella solennità di San Giuseppe, figura cara alla tradizione della Chiesa come custode della Santa Famiglia di Nazareth. Una scelta non casuale, che richiama simbo-

licamente il cuore del messaggio che il Pontefice intende rilanciare: la famiglia come luogo privilegiato dell’annuncio evangelico e cellula viva della comunità cristiana.

Nel suo messaggio, il Papa ha sottolineato come “i cambiamenti che continuano a incidere sulle famiglie” rendano necessario un rinnovato discernimento ecclesiale, da attuarsi “nell’ascolto reciproco”, secondo il metodo proprio della sinodalità.

Non si tratta, dunque, di un semplice convegno tematico, ma di una vera tappa del cammino sinodale, volto a individuare nuovi percorsi pastorali capaci

Parolin to Trump: End this War

In a press conference, Cardinal Pietro Parolin has urged an immediate end to the war in the Middle East, warning that further escalation is imminent. Speaking to journalists on the sidelines of a book presentation at the Chamber of Deputies in Rome, the Vatican Secretary of State said that, if he were to meet U.S. President Donald Trump,

his message would be clear: “Put an end to it as soon as possible,” stressing the risks of a widening conflict.

Parolin added that the same appeal should be directed to Israel, encouraging all parties to resolve tensions through dialogue and diplomacy rather than violence. He also called for Lebanon to be left out of the conflict.

di rispondere alle sfide del tempo presente. Il riferimento esplicito a Papa Francesco evidenzia la volontà di collocarsi nel solco tracciato dal magistero recente. Pubblicata nel 2016, al termine dei due Sinodi sulla famiglia del 2014 e 2015, Amoris Laetitia ha rappresentato uno dei testi più significativi del pontificato di Francesco, affrontando con ampiezza e profondità le dinamiche della vita familiare contemporanea: dall’amore coniugale all’educazione dei figli, fino alle situazioni di fragilità e marginalità.

A distanza di un decennio, Papa Leone XIV invita ora la Chiesa universale a un ulteriore passo in avanti. “Il nostro tempo – osserva – è segnato da mutamenti rapidi”, che esigono una cura pastorale ancora più attenta e incisiva. In questo contesto, le famiglie non sono soltanto destinatarie dell’azione ecclesiale, ma protagoniste della missione, chiamate a testimoniare il Vangelo nella quotidianità della vita domestica e sociale.

Particolarmente significativa è l’insistenza sul ruolo dei laici e, in modo speciale, delle famiglie stesse, in quei contesti in cui la presenza ecclesiale si esprime soprattutto attraverso la loro testimonianza. È qui che la Chiesa, afferma il Papa, può diventare autenticamente “sale della terra”, rendendo visibile il Vangelo nelle pieghe della storia.

L’incontro di ottobre si preannuncia dunque come un momento di ascolto e confronto tra le diverse realtà ecclesiali, chiamate a condividere esperienze, difficoltà e buone pratiche già in atto nelle Chiese locali.

L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere coloro che vivono la vocazione al matrimonio, affinché possano realizzare pienamente il loro amore in Cristo; dall’altro rendere nuovamente attraente, soprattutto per i giovani, la bellezza della vita familiare cristiana.

Affidando questo cammino all’intercessione di San Giuseppe, il Pontefice sembra indicare anche uno stile discreto e fedele.

Un sacerdozio sacrificato sull'altare del digitale

di Serafino Maria Lanzetta Nella dinamica del mondo digitale, vediamo che nel contesto sacerdotale il rischio è evidente. Se l’obiettivo diventa accumulare followers, occorre adattarsi alle regole del sistema: produrre contenuti frequenti, offrire messaggi incisivi, costruire un’immagine riconoscibile e attraente.

Ci sono messaggi apodittici, quasi dogmatici, ad effetto, da ripetere per essere notati e così entrare nel mondo virtuale di chi conta perché ha i numeri. Il rischio è che si debbano recitare dei mantra che colpiscono per la loro incisività, ma più spesso per il fatto che sono fuori dalle righe, controcorrente. Un prete influencer che critica il cristianesimo e la Chiesa e assume una posizione di rottura rispetto all’insegnamento tradizionale avrà sicuramente più numeri di chi dice le cose di sempre senza cambiare per un prurito di novità. Anche chi accusa la Chiesa reale di una crisi quasi irreversibile e ad essa contrappone la sua chiesa immacolata ma virtuale, avrà più successo mediatico.

Invece il sacerdote è chiamato a essere nel mondo senza conformarsi alla sua mentalità. Se accetta la logica dell’apparire come criterio dominante, non rischia forse di assimilare proprio ciò che dovrebbe trasformare con l’evangelizzazione? Il messaggio allora subisce una trasformazione. Non è più il Vangelo a

determinare la comunicazione; è la community. Sembra che il digitale sia allergico al sacrificio, dottrina chiave della vita cristiana.

Perciò se la dimensione sacrificale — centrale nella vita di Cristo e nel ministero sacerdotale — viene attenuata o reinterpretata per risultare più accettabile, si produce uno slittamento teologico. Se Cristo non ha offerto liberamente la propria vita, che significato conserva la Messa? Che senso ha il sacerdozio?

Non si tratta solo di una questione comunicativa, ma di un problema che tocca il fondamento stesso della teologia. Alla base vi è una questione più profonda: la perdita del fondamento metafisico. La metafisica studia l’essere in quanto essere, non l’essere in quanto appare. Le cose sono prima di manifestarsi; non possono apparire se non esistono.

Quando la prima comunità di riferimento diventa quella virtuale, la parrocchia reale perde centralità, la si può anche sacrificare in nome di una community che non lascia soli, più larga e più obbediente al proclama di turno. Si privilegia l’ampiezza numerica alla concretezza delle relazioni, alla verità della Chiesa, sacramento di Cristo, estensione nel tempo del mistero teandrico del Verbo. Ancora una volta si ripropone la stessa dinamica: il virtuale tende a sostituire il reale.

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la pagina di Ketty

Francesco D'Anna l'italoamericano di Manhattan

Professore di matematica e fisica giunto a Manhattan per insegnare alla “Scuola d’Italia”. Poliedrico, coraggioso e versatile, amico e tempra solida per i giovani studenti. Ha saputo coniare il doceo con il piacere di insegnare all’estero. Raccomanda agli italiani nel mondo di essere sempre uniti

di Ketty Millecro

Con la gioia nel cuore manifesta, di chi deve incontrare parenti o grandi amici, così ci accoglie con entusiasmo il Professor Francesco D’Anna. Nato a Palermo, ma vissuto a Bagheria, già dai primi istanti rivela per noi, suoi connazionali, la sua forte empatia. Gli chiediamo da dove sia germogliato il desiderio di insegnare in America. Comincia a raccontarsi che già nel 2001, quando non era ancora insegnante di ruolo in Italia, nel periodo della disgrazia ( così la definisce) delle Torri gemelle, ha avuto la possibilità di insegnare per 1 anno a Bratislava, nella Repubblica Slovacca. È stato attraverso questo primo approccio che ha vagliato il duro lavoro impiegato dai docenti per far conoscere la cultura italiana all’estero.

Dopo essere entrato di ruolo, nel 2017 dopo aver vinto un concorso, gli viene proposto l’insegnamento a New York, che ha accettato ben volentieri. Prima di fare il concorso aveva fatto 2 anni di studio per la lingua inglese, anche a Londra, ottenendo una buona certificazione, visto che per il concorso era prevista una prova in lingua. Con nomina a gennaio 2022, il visto gli arriva in settembre e lo vede alla scelta per la Scuola d’Italia in America. Certo, gli affetti più grandi sono rimasti giù in Sicilia. Ha dovuto

lasciare in Italia la moglie Tamara, che gestisce due ristoranti che entrambi portano il nome di “Canopia”. Il primo a Mongerbino era precedentemente gestito dai suoi genitori, l’altro, comprato dalla moglie, in seguito, trovasi a Palermo in via Vittorio Emonuele.

Noto per le specialità arabo-normanna, nei pressi del mercato della Vucciria e per la reinterpretazione odierna dei piatti della tradizione palermitana. Tamara, donna e ristoratrice molto

di Domenico Letizia

Un simbolo dell’illegalità che si trasforma in un avamposto di speranza e autonomia. Il Comune di Montecorvino Pugliano ha ufficialmente assegnato a La Crisalide in Rete APS un immobile confiscato alla criminalità organizzata, destinandolo a un progetto ambizioso di supporto per le donne impegnate nel percorso di fuoriuscita dalla violenza. L’iniziativa vede protagonista La Crisalide in Rete, realtà già punto di riferimento sul territorio, che gestirà la struttura trasformandola in un luogo di rinascita collettiva. Non si tratta solo di una rifunzionalizzazione logistica, ma di un atto di giustizia riparativa che sottrae patrimonio alle mafie per metterlo al servizio dei diritti fondamentali e della protezione sociale. Il Sindaco Alessandro Chiola ha espresso forte soddisfazione per il traguardo raggiunto, defi-

nendo l’operazione un segnale concreto per la comunità: “Restituire un bene sottratto alla criminalità e destinarlo a un progetto di così alto valore rappresenta un atto di civiltà. Questo luogo, un tempo simbolo dell’ombra, diventa oggi un presidio di legalità e solidarietà”. Il cuore del progetto risiede nella visione di Roberta Bolettieri, Presidente de La Crisalide in Rete, che ha sottolineato la potenza trasformativa di questa nuova sede: “Trasformare un bene confiscato in un luogo sicuro significa restituire possibilità concrete. Le donne che escono dalla violenza hanno bisogno di un approdo protetto, di uno spazio che le aiuti a ricostruire fiducia, autonomia e futuro. Questo immobile diventerà un presidio di dignità, un luogo in cui nessuna donna dovrà sentirsi sola. È un atto di giustizia verso il territorio e di cura verso chi lo abita”.

coraggiosa, che ha saputo anche con intelligenza dare largo spazio alla carriera professionale del marito. In simbiosi con la Scuola d’Italia, Francesco sta svolgendo un ruolo preminente in seno al corpo docente e collaborazione sinergica con ì discenti e le famiglie collaborative. Ha anche un incarico di spessore nello staff della Presidenza. Il Prof. D’Anna, per questo si sente di dover lodare e ringraziare il Preside Antony Martire per la fiducia e le funzioni a lui assegnate. Tra i progetti quello che più eccelle è il Project Abroad, che aveva iniziato qualche anno fa, poi interrotto e ora ripreso. Il Project Abroad consiste nel dare la possibilità ad allievi di scuole superiori dell’Italia, di frequentare per un semestre la Scuola D’Italia di Manhattan. I costi della Scuola, ci tiene a dire che sono abbastanza basse. Ovviamente sono da considerare le alte spese di sistemazione nelle famiglie americane, vitto ed alloggio che in America, come risaputo sono abbastanza esose. Alla fine del corso lo studente riceve una certificazione di internazionalizzazione.

Potrà decidere, quindi, se continuare il percorso di studi e conseguire un diploma, che gli darà accesso alle facoltà universitarie oppure tornare in Italia. Tramite la “Scuola d’Italia” ha conosciu-

to la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall'UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Nel mese di Maggio Francesco D’Anna riceverà da AIAE, il premio come insegnante dell’anno.

Riguardo alla “Scuola d’Italia” la definisce una scuola italiana all’estero con tutte le prerogative simili alle scuole italiane, voti, valutazioni, pagella, motivazioni. Asserisce che non bisogna demonizzare gli errori, o gli insuccessi, ma anzi partire dagli errori per migliorare le proprie competenze. Gli chiediamo cosa abbia voluto dire per lui lasciare l’Italia. Risponde che entrare tra i docenti di Manhattan è stato amore a prima vista, che lo fa sentire a casa, anche tra colleghi che vengono da tutte le parti del mondo. Prima della partenza dalla sua terra c’è stato un momento toccante, visto che chi va in vacanza sa che tornerà presto, mentre lui ritorna in Sicilia una volta l’anno. Gli manca la terra, la patria, gli odori e i sapori. Anche il solo fatto di sentire parlare in italiano per strada gli riempie il cuore

e gli da grande calore. Quando è partito dall’Italia in aereo, con scalo Roma-New York ha compreso che il suo animo lo avrebbe lasciato nella patria tanto amata. Arrivato a New York ha percepito una forte curiosità, in quanto mai stato in America.

Ha due zii e 4 cugini a San Diego, che lo hanno invitato per tutta la vita in America e di questo gliene è grato. Contrariamente a quanto pensasse prima di partire, si è subito adattato. Nel suo building, tanti lavorano all’ONU, c’è una miscellanea di razze, Africani, Asiatici, Vietnamiti. Ha preferito vivere a Roosevelt Island, per la vicinanza del fiume. Senza il mare per lui la vita non avrebbe senso ed il fiume gli ricorda il profumo del mare italiano o lo sogna internamente. Gli mancano gli spaghetti, i nostri spaghetti, che sicuramente anche cucinati da lui, non hanno lo stesso sapore di quelli mangiati in Sicilia. Sarà l’acqua asserisce. Non vede l’ora delle belle tavolate siciliane. Al caffè ristretto, però, non ha rinunciato. Gli chiediamo cosa pensi che direbbero da lassù i suoi genitori, Santina D’Anna e Nino D’Anna.

Afferma di essere sicuro che vegliano su di lui, che lo proteggono e lo aiutano a prendere le decisioni. Ha anche un fratello di nome Bartolo, che lavora in Francia nel campo della ristorazione. Il suo consiglio ai giovani italiani è di non mettersi mai paletti e di vedere sempre in positivo. Agli italiani all’estero vuol dire che per chi si trovi vicino agli italiani è un valore aggiunto, risorsa vincente per gli altri paesi, perché chi è italiano rappresenta l’Italia con tutte le sue virtù. Proprio per questo ama l’America che lo ha accolto, ma non vede l’ora di mangiare a Bagheria con i suoi amici in estate le sfingi di San Giuseppe.

Il suo merito è di coniare il doceo con il piacere di insegnare all’estero. Dall’Europa fino all’Australia raccomanda agli italiani nel mondo di essere sempre uniti e fieri dell’Italia. L’ultimo saluto con infinito amore alla moglie Tamara, che dalla Sicilia cura con impegno i due ristoranti, punto di riferimento professionale in due angoli paradisiaci della bella e straordinaria Trinacria.

la pagina di Angelo Paratico

La vicenda di Mario Zodiaco, geniale inventore e sfortunato innovatore

di Angelo Paratico Mario Zodiaco è nato nel 1943 a Lizzano, in provincia di Bologna. Dimostrò fin da ragazzo un grande amore per i motori e per la meccanica. Si cimentò nella vendita di automobili e nelle corse con i Go-kart. La sua vita cambiò quando vide il film con Steve MacQueen Il Caso Thomas Crown nel quale il protagonista si muoveva su una Pulce delle Dune, dalle gomme extra grandi. Non ebbe pace fin quando non riuscì a entrare in contatto con la California Dynamic negli Stati Uniti che le produceva. Si fece inviare un kit e poi con amici esperti di meccanica ci installò un motore preso da una Volkswagen. All’inizio pensava di far da agente alla casa americana ma resosi conto che questo era impossibile, prese a costruirsele da solo, fondando la Autozodiaco, muovendosi anche nel ramo delle moto con la Moto Zodiaco. L’entusiasmo per questo genere di vetture crebbe a dismisura in Italia gli ordini fioccavano, cercò di esporre al salone dell’Auto di Torino ma venne rifiutato e poi tentò un accordo con la Skoda, ma non funzionò. Il suo nome cominciò a girare negli ambien-

ti giusti e con Sandro Munari e Giacomo Agostini, Nikki Lauda e Regazzoni fondò una società per la produzione di olio lubrificante, la SMMO. Visto che a Torino non lo volevano lanciò il salone dell’Auto di Bologna nel 1976, organizzato all’americana non alla piemontese.

C’erano ballerine, Carmen Russo, stuntmen, auto da corsa in esposizione e via dicendo, Nessuno prevedeva il successo di quell’edizione ma a un certo punto temettero che la folla di sfondasse i cancelli

Il successo fu ripetuto nel 1977, 1978 e 1979 gli utili erano in crescita e anche la popolarità, ma questo genere di storie in Italia generano invidia e sospetti. Misero in giro voci che Mario Zodiaco portasse jella e la cosa divenne molto pesante da reggere: non poteva più entrare in un bar o comminare in centro senza vedere gente toccarsi gli zebedei e fare gli scongiuri. Aveva incontrato la ragazza della sua vita ma i fratelli di lei la costrinsero a chiudere la relazione perché “lui portava jella”, un po’ come accadde a Mia Martini, a Mario Praz e a tanti altri.

Un segno di quanto siamo igno-

ranti e incivili nel nostro Paese. Mario Zodiaco non ne poteva più, vendette tutto, si comprò una barca a vela di 23 metri e partì per il Brasile. Aveva venduto a un buon prezzo le sue attività e i soldi non gli mancavano. Voleva divertirsi e in Brasile visse alla grande, offrendo grandi feste e ricevimenti. Un giornaletto locale pubblicò una storia su di lui, descrivendolo come un giovane nababbo italiano. Questo articolo, non si sa bene come, finì nelle mani di un sedicente collaboratore di giustizia che aveva in passato avuto contatti con la mafia. Questo raccontò a un magistrato che Mario Zodiaco era l’uomo che portava la cocaina per la Mafia dagli USA al Brasile con la sua nave di 53 metri (non 23). Infarcì il suo racconto di inesattezze e menzogne e il magistrato Aurelio Galasso, un esponente di magistratura democratica e poi nel Consiglio superiore della Magistratura (trattò casi famosi, come quello di Abu Omar, Vasco Errani, Dell’Utri e Berlusconi) senza far le dovute verifiche, spiccò un mandato d’arresto internazionale.

Questo costò l’arresto di Zodiaco prima in Brasile e poi in Argentina, una carcerazione che si estese per quasi due anni in condizioni animalesche, con percosse, ruberie di avvocati e poliziotti, insulti e un’igiene inesistente. Finalmente rientrato in Italia e chiuso in carcere a Roma, chiarì ogni cosa durante il suo primo colloquio di dieci minuti con il magistrato che lo aveva fatto arrestare, smontando tutte le assurde accuse di cui era stato fatto oggetto. Quello capì e gli disse: “Ci siamo sbagliati”.

Di nuovo libero, rientrò in Sud America, dove le sue avventure continuarono: una gambizzazione per aver aiutato una ragazzina trovata per strada; poi gli Stati Uniti invasero Panama per rimuovere Noriega e un drappello di soldati americani gli entrò in casa. Si salvò solo per una foto che teneva su una mensola, di lui e di Nikki Lauda abbracciati; per sua fortuna, il tenente americano era un grande appassionato di Formula Uno e lo liberò. La sua bella barca a vela gli venne portata via in un arrembaggio di pirati e poi gli entrarono dei ladri nella sua villa: legarono tutti come salami, portandosi via orologi e gioielli.

Eppure, come fa Lorenzo Da Ponte (il grande librettista di Mozart, nato nell’odierna Vittorio Veneto) e che terminò la sua lunga esistenza a New York, aprendo un negozio di ferramenta, per non “starsene con la mani alla cintola”. Ebbene, come lui, anche

il nostro Mario Zodiaco risulta oggi ben inserito nella società panamense, scrive articoli per i giornali locali in lingua spagnola e vi pubblica libri, mostrando ancora, e nonostante tutto, una voglia di vivere e di conoscere che è davvero commovente.

Fiumi, laghi e natura nel WA

di Tom Padula

L'Australia occidentale è lo stato più grande dell'Australia, che copre più di un terzo del continente, e i suoi fiumi e laghi riflettono l'estrema diversità dei suoi climi e paesaggi. A differenza degli stati orientali, l'Australia occidentale ha relativamente pochi fiumi permanenti e molti dei suoi laghi sono laghi stagionali o salati, modellati dalle condizioni secche dello stato e dalle precipitazioni imprevedibili. Il comportamento di questi corsi d'acqua varia durante tutto l'anno, fortemente influenzato dai modelli di precipitazioni stagionali, dai cicloni nel nord e dai lunghi periodi di siccità dell'interno.

Il fiume più significativo dell'Australia occidentale è il fiume Swan, che scorre attraverso Perth e nell'Oceano Indiano a Fremantle. È uno dei pochi fiumi con un flusso costante tutto l'anno, sostenuto dalle piogge invernali nel sud-ovest. Il fiume svolge un ruolo importante nella ricreazione urbana, nel turismo e nell'irrigazione limitata. Più a nord, il fiume Ord nella regione di Kimberley è uno dei corsi d'acqua più importanti dello stato per l'agricoltura. È stato arginato per creare il lago Argyle, uno dei più grandi laghi artificiali dell'emisfero australe. Questa massiccia risorsa idrica sostiene l'Ord Irrigation Scheme, che consente la coltivazione di colture come manghi, meloni, legno di sandalo e altri prodotti, rendendolo un raro esempio di agricoltura intensiva nel nord tropicale. Altri fiumi, come il fiume Fitzroy e il fiume Gascoyne, mostrano forti variazioni stagio-

nali. Il Fitzroy, uno dei più grandi sistemi fluviali in Australia, può inondarsi drasticamente durante la stagione delle piogge (da novembre ad aprile), gonfiarsi con le piogge monsoniche e talvolta causando inondazioni diffuse. Tuttavia, nella stagione secca, si contrae, con l'acqua che persiste per lo più in piscine profonde che servono come habitat cruciali per la fauna selvatica e importanti fonti d'acqua per le attività pastorali. Il Gascoyne, noto come il "fiume rovesciato", è solitamente asciutto in superficie, ma detiene riserve di acqua sotterranea che vengono sfruttate per l'irrigazione, in particolare nella regione di Carnarvon dove si coltivano banane, uva e pomodori.

L'Australia occidentale è anche nota per i suoi laghi distintivi, molti dei quali sono laghi salati effimeri. I sistemi simili al lago Eyre, come il lago Disappointment e il lago Mackay, si riempiono solo dopo forti piogge e poi evaporano, lasciando dietro di sé vaste saline. Lake Monger e Lake Joondalup vicino a Perth sono più permanenti e forniscono zone umide che supportano la fauna aviaria tutto l'anno. Il lago Argyle, al contrario, è permanente a causa dell'ingegneria umana, mentre il lago rosa vicino a Esperance e la laguna di Hutt sono famosi per la loro sorprendente colorazione rosa causata dalle alghe e dagli alti livelli di salinità.

Questi laghi non sono generalmente utilizzati per l'agricoltura, ma sono importanti per il turismo, il significato culturale per le comunità aborigene e, in alcuni casi, l'estrazione mineraria.

Marco Zodiaco autografa una Moto Zodiaco
Niki Lauda, Mario Zodiaco, Clay Regazzoni
Zodiaco autografa le Buggies

la pagina di Marco Zacchera

REFERENDUM: LA RISSA NON AIUTA

La campagna referendaria finisce con insulti e accuse reciproche come era cominciata, trasformandosi di fatto in un voto pro o contro Giorgia Meloni e senza andare spesso nel merito della questione.

Onore al merito, quindi, non certo al ministro Nordio e alla sua collaboratrice Bartolozzi che hanno sicuramente fatto fare brutta figura al SI, ma a quelle persone – soprattutto di sinistra – che voteranno secondo coscienza e non hanno cambiato idea per fini meramente politico-elettorali come hanno fatto invecealmeno ufficialmente - il Partito Democratico e il M5S, anche se parte dei loro elettori secondo i sondaggi voteranno comunque SI.Persone serie che hanno spiegato perché rimangano fedeli alla scelta di fondo per una

separazione delle carriere e ad una necessaria riforma del CSM. Alludo a Giuseppe Pisapia, Augusto Barbera (4 volte parlamentare del PD, ministro, ma soprattutto ex presidente della Corte Costituzionale) oppure a Cesare Salvi, Marco Minniti, Stefano Ceccanti, Paola Concia, Claudio Petruccioli, Nicola La Torre, Arturo Parisi e tanti altri.

Cui sono poi stati casi eclatanti come quello di Paolo Mieli che - poiché vota SI - è stato addirittura zittito in studio dall’ineffabile Lilli Gruber, preconcetta conduttrice che è diventata l’emblema della esasperata faziosità de LA 7, una TV schierata per il NO in tutte le sue trasmissioni, senza alcun rispetto per la “par condicio” elettorale. Sono tornato fiducioso sul risultato finale perché incontro molta gente che

non ha bisogno di essere convinta anche se per certi media conta di più la notizia di un cantante o un attore schierato per il NO che non – per esempio - l’appello motivato per il SI di 160 professori universitari romani che - con molta pacatezza - spiegano il perché del loro voto favorevole. Comunque vada il referendum, alla fine la Giustizia italiana sarà più spaccata di prima con l’aggravante che troppi magistrati sono scesi in campo (di solito per il NO, difendendo così la propria “casta”) senza considerare che - quando saranno d’ora in poi chiamati a giudicare o a inquisire - per molti cittadini apertamente schieratisi per il SI rimarrà il sospetto di un loro preconcetto, un po' come avviene per molte sentenze in cui appare chiaro l’orientamento politico del giudice: la realtà è difficile da negare.

D'altronde anche a VERBANIA il Procuratore della Repubblica è ufficialmente sceso in campo per il NO e in tribunale per settimane è stata (ed è) affissa propaganda sempre (e solo) per il NO. Ma almeno in un tribunale dove “la legge è (o dovrebbe essere) uguale per tutti” non si doveva evitare di trasformarlo in un luogo di propaganda elettorale?

Un motivo in più – almeno per me – per sostenere l’assoluta necessità di votare SI al referendum di domenica e lunedì.

PETROLIO E GAS: INCONGRUENZE EUROPEE

Putin è cattivo, cattivissimo e sicuramente è un aggressore e quindi - da quattro anni - la Russia è colpita da sempre più stringenti sanzioni economiche, soprattutto in campo energetico e con l’Europa che però paga di conseguenza un prezzo altissimo per questa sua nobile scelta. Poi arriva Trump che inizia in Iran una guerra senza neppure avvisare (salvo poi lamentarsi della freddezza degli alleati), scatena la crisi energetica ed è il primo a riaprire gli acquisti di gas dalla Russia.

In mezzo resta l’Europa che testardamente è invece inflessibile: “No al gas e al petrolio russo!”, così lo paghiamo il doppio comprandolo direttamente dagli americani che ce lo consegnano,

ma che a loro volta lo comprano dai russi a basso prezzo: fantastico!

A me sembra davvero una follia almeno non discuterne più a fondo e senza preconcetti, visto che solo i paracarri non riflettono e restano immobili e questo vale sia per la questione gas che per la guerra in Ucraina che dopo 4 anni resta senza sbocco. Intanto una petroliera russa, colpita da un drone probabilmente ucraino, va alla deriva nel Mediterraneo con gravissimi rischi ambientali. Nessuno che ci dica chiaramente chi ha sparato (perché se sono stati gli ucraini è sempre comodo tacere, vedi distruzione del gasdotto baltico), anche perché comunque facciamo finta di non vedere e di non

STOP ALLE SPECULAZIONI

Al distributore di benzina in cui di solito faccio il pieno il carico dell’autobotte arriva il martedì. Ma la scorsa settimana i prezzi del gasolio sono cambiati fino a 3 volte in un giorno (sempre al rialzo) pur vendendo sempre lo stesso gasolio della medesima cisterna, quello comprato ai prezzi del martedì precedente ovvero prima dell’inizio della guerra in IRAN. Speculazione pura, ignobile, indisturbata.

Capisco aumentare i prezzi quando aumenta il costo della fornitura, ma non è corretto farlo “in anticipo” e invece, ormai da tre settimane, vediamo casi assurdi e purtroppo nessun serio e concreto intervento governativo.

Anche perché i prezzi vengono sempre aumentati di colpo, ma poi scendono molto, molto lentamente anche quando calano le quotazioni internazionali. Di

più: avete notato come si muovono allo stesso modo “fluttuando” tutti insieme nella stessa zona? E’ evidente un accordo (vietato) tra distributori e questo non va bene, la Guardia di Finanza dovrebbe controllare meglio queste manovre, così come il balzo del prezzo del gasolio non ha alcuna ragione rispetto a quello alla benzina: è una speculazione nella speculazione, ma con conseguenze gravissime per il trasporto delle merci e che genererà inflazione ed aumento di tutti i prezzi, anche quelli che non c’entrano con la crisi petrolifera. .Per questo non capisco perchè il governo non sia intervenuto subito e duramente contro le compagnie petrolifere che hanno spudoratamente speculato sulla crisi.

Una occasione persa per dimostrare fermezza e soprattutto di non essere succubi di nessuno.

OLIMPIADI: BILANCIO E TRISTEZZE

sapere cosa trasportino queste navi russe in giro per il mondo. Morale: Grazie all’aumento dei prezzi petroliferi che esporta, Putin sta guadagnando dalla guerra nel Golfo oltre UN MILIARDO DI

DOLLARI LA SETTIMANA autofinanziando così agevolmente la sua guerra in Ucraina contro di noi e vendendo il petrolio a tutti salvo che – almeno ufficialmente – all’Europa, che però poi lo compra sottobanco. Se tutto ciò non sia una vera ipocrisia e totale autolesionismo, ditemi voi.

Con la chiusura dei giochi paraolimpici si è chiusa la doppia edizione italiana delle Olimpiadi invernali che hanno dato una bella immagine dell’Italia nel mondo sia per l’organizzazione che i risultati. Tendiamo a dimenticarci subito quando le cose vanno bene, eppure non è stato facile organizzare tutto e prevenire i problemi sia nel campo della sicurezza digitale che durante le manifestazioni. Sono restate le polemiche sulla partecipazione degli atleti russi e bielorussi

alle Para-olimpiadi, così come ogni volta che si disputano i giochi ci sono paesi in “lista nera” cui è vietato partecipare. Eppure lo sport dovrebbe unire e non dividere e chi si prende il diritto di decidere tra buoni e cattivi dimentica che le Olimpiadi sono sempre state un simbolo di pace, addirittura sospendendo le guerre - come avveniva nell’antichità - proprio per permetterne la disputa. Abbiamo tutti un assoluto bisogno di vero “spirito olimpico” e non ce rendiamo conto.

Trump e l’Iran: una guerra improvvisata tra dubbi e contraddizioni

“Il presidente dice che abbiamo dovuto attaccare prima perché un attacco iraniano era imminente…...alcuni hanno detto che la ragione fosse per le armi nucleari ma sei mesi fa ci avevano assicurato che il loro programma nucleare era stato decimato”. Con queste parole il parlamentare repubblicano del Kentucky Thomas Massie metteva dubbi sulla guerra in Iran cercando di convincere i suoi colleghi a votare per fermarla mediante il War Powers Resolution. La legge del 1973 limita i poteri presidenziali nell’uso unilaterale di scatenare conflitti armati. La mozione è stata però bocciata (219-212) come era avvenuto anche in precedenza al Senato. Ciononostante le domande di Massie sono rilevanti perché Donald Trump non ha chiarito il perché della guerra. Trump infatti ha dato tutte le indicazioni di improvvisare, cambiando le motivazioni quasi giornalmente.

Al di là delle argomentazioni di Massie il presidente ha parlato anche di cambio di regime, aggiungendo che in tal caso lui vuole essere determinante su chi guiderà l’Iran. Trump ovviamente pensava al caso del Venezuela, dove dopo il sequestro di Nicolás Maduro, la sua vice Delcy Rodríguez ha preso il potere. Nonostante alcune dichiarazioni belliche la Rodríguez ha cambiato tono e ha acconsentito ad essere guidata da Washington.

Questa sarebbe la strategia preferita di Trump con l’Iran, una guerra di “mordi e fuggi” ma i due casi sono ovviamente molto diversi. Se in Venezuela non ci sono state perdite di vite americane nel caso dell’Iran già 7 americani sono morti. Inoltre più di 1.000 iraniani hanno perso la vita, 175 dei quali alunni in una scuola elementare. Il New York Times informa che un missile Tomahawk americano sarebbe responsabile. Trump ha smentito ma Pete Hegseth, il ministro della Difesa ha indicato che si sta indagando. L’altra grande differenza riguarda la posizione dell’Iran e l’ampiezza del conflitto che è divenuta una guerra regionale, coinvolgendo in un modo o nell’altro una dozzina di Paesi. L’uccisione del Leader Supremo Ali Khamenei ha generato la scelta del figlio Mojtaba Khamenei alla guida del Paese, un in-

dividuo diametralmente opposto al caso di Rodríguez in Venezuela. Tutto fa prevedere che il cambio di regime auspicato da Trump non sia avvenuto. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha già minacciato che chiunque sia il nuovo leader dell’Iran sarà anche lui ucciso. La bellicosità di Israele tenderebbe a confermare che a scatenare la guerra sia stato proprio il primo ministro come aveva detto anche Marco Rubio. Secondo il segretario di Stato americano l’Israele era pronto ad attaccare e avrebbe forzato la mano degli Usa. Un giorno dopo però Rubio ha cambiato versione affermando che la decisione era stata del presidente Trump, aggiungendo ulteriore nebbia alle giustificazioni per la guerra.

La mancata chiarezza dell’amministrazione Trump spiegherebbe almeno in parte l’impopolarità della guerra con gli americani. Secondo un sondaggio della PBS/NPR/Marist il 66% degli americani è contrario alla guerra. Inoltre solo il 36% approva la condotta di Trump con l’Iran. In effetti gli americani non capiscono perché il presidente ha iniziato questa guerra non vedendo i loro interessi giustificati dalle perdite umane ma anche quelle economiche. Preoccupano ovviamente gli aumenti dei costi dell’energia con la benzina che è aumentata del 17% la settimana scorsa.

Il prezzo medio della benzina in Usa è di 3,45 dollari al gallone

ma si prevedono aumenti. In California la media è di 5 dollari ma in alcuni casi nella zona di Los Angeles è già arrivato a 8 dollari al gallone. Queste preoccupazioni sul costo della benzina si aggiungono a quelle già esistenti sull’economia in generale che la guerra ha aggravato. La disoccupazione è arrivata al 4,4% e nel mese di febbraio 92 mila posti di lavoro sono svaniti.

Trump però ha anche confuso la sua base MAGA poiché ha “tradito” le promesse fatte ai suoi più fedeli sostenitori. Nelle sue campagne elettorali l’attuale inquilino alla Casa Bianca si era presentato come il presidente isolazionista che si preoccupa degli Usa e non di scatenare guerre come i suoi predecessori. La sua condotta bellicosa ha ovviamente deluso i più ferventi del gruppo MAGA.

Tucker Carlson, ex conduttore alla Fox News, ha caratterizzato gli attacchi all’Iran come “assolutamente disgustosi e malefici”. Anche l’ex parlamentare della Georgia Marjorie Taylor Greene, che ha rotto con Trump negli ultimi mesi, ha mostrato la sue delusione asserendo che aveva votato “Per America first e zero guerre”, aggiungendo che la guerra non “ridurrà l’inflazione e non ridurrà il carovita”.

Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe durare parecchie settimane ma forse anche più a lungo e non accetterà alcun esito eccetto “una resa incondizionata”. Forse. Trump preferisce i

risultati rapidi e con ogni probabilità anelerebbe una rampa che gli permetterebbe di cantare vit-

toria e andare a casa. Gli iraniani però fino adesso hanno dichiarato che resisteranno. Alcuni giorni fa il ministro degli affari Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto alla Nbc News che la guerra l’hanno voluta gli Stati Uniti e che loro non “chiedono un cessate il fuoco e non vedono alcuna ragione per negoziare”. Araghchi ha aggiunto che hanno negoziato due volte con gli Usa e in entrambi i casi sono stati attaccati durante le negoziazioni. Nonostante tutto i negoziati dovranno iniziare anche se nessuno dei tre principali partecipanti—Israele, Usa e Iran— sembra essere interessato. Si spera che qualche Stato possa farsi avanti come mediatore per porre fine al conflitto che potrebbe allargarsi, causando più morti, e destabilizzando non solo il già fragile Medio Oriente ma anche altri Paesi.

Al momento di scrivere c’è poco da essere ottimisti.

EU Parliament Gives First Approval to US Tariff Deal

The European Parliament has taken a significant step toward ratifying a controversial tariff agreement between the European Union and the United States, originally signed last summer in Scotland by Donald Trump and Ursula von der Leyen. After months of political deadlock, the Parliament’s Committee on International Trade has voted in favor of the deal, paving the way for a final vote expected next week in Brussels.

The agreement has sparked heated debate across Europe since it was first announced. Many critics argue that Brussels has conceded too much to Washington’s trade demands, while supporters claim the deal could stabilize transatlantic economic relations. The issue also fueled tensions in Strasbourg, where members of the European Left even attempted to introduce a motion of no confidence against the European Commission. The proposal, however, did not gain enough support to pass.

The committee approved the ratification with 29 votes in favor, nine against and one abstention. The decision came after lawmakers postponed the vote last week, requesting additional time to carefully review the details of the agreement. The next and decisive step will take place during the plenary

session of the European Parliament, where members will determine whether the agreement can move forward.

The ratification had originally been scheduled earlier this year but was delayed following political tensions triggered by statements from Trump regarding Greenland. Those remarks prompted European lawmakers to suspend the process until the situation cooled and the political climate improved.

Support from the center-left proved crucial for the agreement’s approval at the committee level. However, the Socialists and Democrats made their support conditional on the inclusion of strict safeguard clauses in the final text. In particular, they insist that tariffs imposed by the United States on European exports must not exceed a maximum threshold of 15 percent.

Italian Member of the European Parliament Brando Benifei, who heads the Parliament’s delegation for relations with Washington, stressed that the EU will not make concessions if the United States decides to raise tariffs beyond the agreed limit, including on steel and aluminum products. “If these protections are not maintained in the final regulation, we will not be able to support the agreement,” Benifei warned.

Risultati delle partite della 30ª Giornata di Serie A

Il Napoli conquista tre punti e vince la sua quarta partita consecutiva. La squadra di Conte gioca una partita molto accorta e capitalizza al massimo il gol-lampo di McTominay mentre i sardi non trovano mai il guizzo giusto.

L’Inter conferma di essere in uno stato di forma poco convincente e riesce a conquistare un punto. La Fiorentina gioca una gara gagliarda e propositiva e avrebbe meritato qualcosa in più.

Risultato beffardo per il Genoa che ha comunque disputato un'ottima gara davanti ai propri tifosi, tenendo in mano il pallino del gioco per gran parte della partita. I liguri non sono riusciti a sbloccare l'incontro.

Il Como arriva alla sosta con il vento in poppa, centrando la sua quinta vittoria consecutiva. Gli uomini di Cesc Fabregas rafforzano la quarta piazza in graduatoria portandosi a + 3 dalla Juventus.

La Cremonese si impone sul campo del Parma grazie a una ripresa giocata bene e che regala i primi tre punti al nuovo tecnico in panchina, Marco Giampaolo. Secondo stop consecutivo per il Parma.

Continua la corsa dell'Atalanta di Palladino che batte il Verona e si porta a 50 punti in classifica. La Dea manovra molto e tiene il pallino del gioco nel primo tempo, poi nel finale rischia qualcosa ma difende il risultato conquistato.

Con questo successo casalingo, i rossoneri si riprendono il secondo posto rispondendo al Napoli e tornano sulla scia della capolista Inter. Il Toro si è battuto bene, colpo su colpo, ma senza fortuna.

I rossoblù sembrano pagare la partita di Europa League mentre la Lazio ha piu' energie. Doppietta di Taylor ma Orsolini sbaglia un rigore per il Bologna. Ancora una buona gara del 20enne portiere Motta.

I bianconeri lasciano sul campo di casa due punti pesantissimi in chiave qualificazione Champions. Il Sassuolo subisce per gran parte della gara ma riesce a colpire al momento giusto.

Riprende la marcia della Roma che allo stadio Olimpico torna a vincere superando di misura il Lecce al termine di una partita piuttosto fisica e intensa in grado di regalare occasioni soprattutto nella ripresa.

Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Coppe Europee: avanzano Bologna e Fiorentina fuori Atalanta e Roma, quarti sfide pericolosi

Il Bologna la spunta sulla Roma dopo i tempi supplementari, la Fiorentina supera i polacchi

Data per scontata l'eliminazione dell'Atalanta ad opera dei marziani del Bayern di Monaco, l'attenzione si è spostata tutta sulle due coppe cosiddette “minori”, nelle quali erano impegnate squadre italiane.

Nello scontro fratricida tra Roma e Bologna l'ha spuntata, alla fine, la squadra di Vincenzo Italiano, al termine di una partita spettacolare che ha regalato tante emozioni: sette gol, con l'ultimo arrivato a nove minuti dalla fine dei tempi supplementari. Meritato o no, Cambiaghi consegna al Bologna il gol della vittoria e della qualificazione. La Roma

non demerita, ma nei momenti decisivi ha avuto poca fortuna, mentre il Bologna è stato più cinico e ha colpito più volte proprio nel momento migliore dei giallorossi. Prossimo avversario per il Bologna, il fortissimo Aston Villa. Un pronostico che pende più dalla parte degli inglesi e la squadra di Vincenzo Italiano è attesa da un doppio confronto veramente difficile.

Nella Conference League, la Fiorentina si è finalmente scrollata di dosso quel torpore che l'ha attanagliata per tanti mesi e, con una prova matura e ricca di personalità, ha espugnato l'insidio-

so campo del Rakow in Polonia. Il doppio 2-1 tra andata e ritorno significa qualificazione al prossimo turno, dove i viola affronteranno anche loro una squadra della Premier League: il Crystal Palace, da sempre mina vagante del calcio inglese. Una squadra capace di battersi alla pari con le grandi della Premier League ma che, allo stesso tempo, sembra battibile se affrontata con le giuste motivazioni. Un ulteriore passaggio di turno per Bologna e Fiorentina servirebbe, almeno parzialmente, a salvare la faccia in campo europeo in un'annata finora fallimentare.

Serie A: 29a giornata, il team ideale

Lazio, Como e Fiorentina ben rappresentati, Piccoli guida l'attacco

SKORUPSKI (Bologna): Eroico. Con le sue parate consente al Bologna di uscire vincitore dal derby emiliano col Sassuolo.

CARACCIOLO (Pisa): Vive un pomeriggio da impensabile protagonista, firmando in pochi minuti la doppietta decisiva.

GILA (Lazio): Prestazione monumentale dello spagnolo contro l'attacco del Milan: velocità, grinta e tant'altro.

OSTIGARD (Genoa): Sempre attento in difesa, micidiale in attacco: è suo il goal che chiude i conti in casa del Verona.

DODÔ (Fiorentina): A Cremona torna protagonista e si prende la rivincita: che gol quello del momentaneo 0-3.

DA CUNHA (Como): Altra prestazione sopra le righe di un elemento che, ormai, non fa più notizia. Colpisce una traversa.

ILKHAN (Torino): Nel poker del Torino al Parma c'è spazio anche per lui, che ripaga in pieno la fiducia di D'Aversa.

VALLE (Como): A sinistra c'è. Ma soprattutto manda perfettamente in porta Douvikas, che ringrazia pareggiando i conti.

POLITANO (Napoli): Segna un bel goal e serve a Hojlund la palla dell'1-1 contro il Lecce. Determinante questa volta.

PICCOLI (Fiorentina): Senza Kean prende lui in mano le chiavi dell'attacco. E non tradisce: un goal e un assist di tacco.

ISAKSEN (Lazio): Resta in campo per poco più di un'ora, ma sono 66 minuti vivaci tra finte e accelerazioni. Sua la rete che rialza la Lazio.

Spareggi Qual. Mondiali: le convocazioni

È arrivato il momento della verità: dentro o fuori, una (o due) partite per USA 2026

C'era grande attesa per conoscere il gruppo dell'Italia chiamato a qualificarsi al Mondiale tramite gli spareggi playoff. Rino Gattuso ha diramato la lista dei giocatori convocati per affrontare l'Irlanda del Nord e sono 28 gli azzurri convocati per il match allo Stadio di Bergamo nella semifinale degli spareggi verso il Mondiale.

Il volto nuovo è quello di Marco Palestra, difensore/ala destra del Cagliari classe 2005 alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Torna a vestire la maglia azzurra Federico Chiesa, campione d'Europa nel 2021 e lontano dalla Nazionale da EURO 2024. Prima convocazione con Gattuso anche per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti rispettivamente dal marzo e dal novembre 2024.

Gran parte della formazione era già stata definita da tempo, ma restavano alcuni dubbi legati allo stato fisico di alcuni calciatori, come ad esempio Sandro

Tonali e Alessandro Bastoni, che alla fine saranno comunque disponibili per l’importante impegno. Altri interrogativi riguardavano soprattutto il settore degli esterni offensivi.

Torna in squadra Federico Chiesa, dopo un lungo periodo di assenza dalla Nazionale.

NPL: St George FC - Marconi 1-2

Preziosa vittoria esterna del Marconi che si insedia al secondo posto

MARCONI: Wade, Burnie, Windust (75' Bugarija), Daniel, Maya (69' Yona), D. Tsekenis, Jesic (69' Anderson), Busek, Armson, Pecora, Blair. All: P. Tsekenis

Reti: 42' Keys, 76' Bugarjia, 81' Tsekenis (rig)

Barton Park, sabato 21 marzo - Dopo ben 616 minuti di gioco (oltre 10 ore) crolla l'imbattibilita' della porta del St George FC

che incassa due gol dal Marconi nel quarto d'ora finale di una partita combattuta tra due protagoniste del campionato.

Il Marconi ribalta tutto con un secondo tempo giocato con piu' intensita'. Al 76' Bugarjia, appena entrato in campo, risolve una mischia sottoporta e riapre la gara, portandola sull'1-1. Insiste il Marconi e pochi minuti dopo l'arbitro assegna un calcio di rigore per atterramento in area. Damian Tsekenis si porta sul dischetto e dagli 11 metri non perdona.

Con questa vittoria il Marconi si porta al secondo posto in classifica generale e si conferma squadra di ottimo livello.

NPL: APIA-Sutherland 2-1

Continua la scalata dei granata, gol-vittoria al 90' di Denmead

APIA: Kalac, Kambayashi (81' Denmead), Konestabo (72' Gonzalez), Ortiz (59' Stewart), Marlow, Symons, Segreto (72' Court), Monge (81' Farinella), Caspers, Fong, Shaw. All: Parisi/D'Apuzzo

Reti: 30' Maia, 58' Segreto, 90' Denmead

Lambert Park, sabato 21 marzo - L'Apia c'e' e lo dimostra ancora una volta quando, in svantaggio di una rete, non si scompone e con il pallino del gio-

co sempre in mano rimonta fino al 2-1 finale siglato da Denmead al 90'. Con affanno ma certamente meritata la vittoria sul campo amico del Lambert Park. Gran merito va anche a Franco Parisi che, inserendo forze fresche nel finale della partita e' riuscito a piegare la resistenza del Sutherland.

Il pareggio era giunto al 58' con Segreto che si invola sulla destra ed in diagonale indovina il corridoio giusto, complice una leggera deviazione di un difensore. L'assedio finale porta al gol di Denmead che da fuori area fa partire un rasoterra preciso nell'angolino basso. Tre punti preziosi per consolidare un posto nella Top Six.

A.Cup: Australia battuta in finale dal Giappone

Finisce a Sydney il sogno di conquistare la coppa, un gol di Hamano al 17' decide la finale

Sydney, sabato 21 marzo –Davanti a un pubblico record di oltre 75.000 persone, l'Australia cede di misura al Giappone al termine di una partita tesa ed equilibrata, senza molti colpi di scena ma giocata come una partita a scacchi.

Molta tattica e squadre schierate quasi a specchio: moduli simili che hanno favorito le rispettive difese, concedendo molto poco allo spettacolo.

Rimane il rammarico per gli ultimi 10 minuti giocati praticamente a una porta, con le Matildas in perenne assetto offensivo, attacchi portati dalle fasce e palloni buttati al centro alla ricerca del gioco aereo, da sempre punto forte dell’Australia e punto debole delle squadre asiatiche. Montemurro si affida al bomber Sam Kerr, ma le palle giocabili alla fine saranno poche.

Il Giappone è molto attento e trova anche il gol che sblocca il risultato molto presto. La difesa aussie è ben schierata, ma Hamano, dai 25 metri, al 17', riesce a trovare la parabola giusta che supera Arnold, vanamente protesa in tuffo. Bello il tiro, ma la numero uno si è fatta trovare leggermente impreparata.

L’Australia non si butta all’arrembaggio: la partita è lunga e Montemurro preferisce non scoprirsi troppo. Poche le occasioni e si va al riposo con la sensazione che non tutto sia perso. Nel secondo tempo l’Australia, pur senza essere molto pericolosa, macina gioco e conquista campo. Il Giappone fa molta densità e gioca con un 4-5-1 che lascia poco spazio.

Si combatte su ogni palla ma la fluidità di gioco ne risente. La stanchezza, però, inizia a pesare tra le fila delle giapponesi e l’Australia, fisicamente, non è seconda a nessuna. All’88' arriva l’unica vera grande occasione che fa gridare al gol: un bel colpo di testa di Kennedy, che sembra destinato a finire in fondo al sacco, viene neutralizzato in presa acrobatica dal portiere. Per il resto qualche mischia in area e tanto rammarico per aver perso con il minimo scarto.

Un applauso meritato alla squadra delle Matildas, che nel corso del torneo, hanno fornito prestazioni sempre convincenti e all’altezza della situazione.

Onoranze Funebri

MERCURI SAVERIA

nata 16 febbraio 1934

deceduto a Sydney (NSW) il 15 marzo 2026

I familiari e i parenti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 10.30 nella chiesa cattolica Our Lady of Victories, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park NSW.

Le spoglie della cara congiunta saranno deposte nel Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury NSW. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno ai sacri riti del funerale.

“Ora riposi in pace, ma vivrai per sempre nei nostri ricordi."

RIPOSA IN PACE

PERRI FRANCESCA

nata il 25 luglio 1938

deceduta a Sydney (NSW) il 16 marzo 2026

I familiari e i parenti tutti ne danno il triste annuncio della prematura scomparsa. Il rosario sarà recitato mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 5:00pm nella chiesa cattolica St Joseph’s, 231 Newbridge Road, Chipping Norton NSW. Il funerale sarà celebrato giovedì 26 marzo 2026 alle ore 10.30 nella stessa chiesa.

Le spoglie della cara congiunta saranno deposte nel cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW 2170. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno ai sacri riti del funerale.

“Ti affidiamo alle braccia misericordiose del Padre Celeste."

ETERNO RIPOSO

GAGLIARDI FRANK

nato 6 novembre 1962

deceduto a Sydney (NSW) il 10 marzo 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

Il funerale del caro estinto sarà celebrato mercoledì 25 marzo 2026 alle ore 11:30am nella South Chapel, Forest Lawn Memorial Park, Camden Walley Way, Leppington.

Le sue spoglie saranno deposte nello stesso cimitero. I familiari ringraziano quanti parteciperanno al funerale del caro Frank.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno ai sacri riti del funerale.

“Non muore mai chi vive nel cuore di chi resta"

IN MEMORIA

CARLINO DOMENICO

nato il il 22 agosto 1943

deceduto a Sydney (NSW) il 23 febbraio 2026

Ad un mese dalla sua dipartita, i familiari parenti ed amici vicini e lontani lo ricordano con dolere e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano nel Liverpool Cemetery, 207 Moore Street, Liverpool NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Che la sua anima trovi serenità eterna."

ETERNO RIPOSO

COLANTONIO MARIA

nata il 13 luglio 1948

deceduta a Sydney (NSW) il 21 febbraio 2026

Ad un mese dalla sua dipartita, i familiari parenti ed amici vicini e lontani la ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie della cara congiunta riposano nel Rookwood General Cemetery, 1 Hawthorne Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Che la luce eterna risplenda su di te e il tuo ricordo viva per sempre nei nostri cuori."

ETERNO RIPOSO

FUNERAL NOTICES

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno.

Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia.

Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888.

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia.

For further information please contact (02) 8786 0888

UNA PREGHIERA
IN MEMORIA

Addio a Cirino Pomicino, superministro DC

È morto a 87 anni l’ex ministro e storico esponente della Democrazia Cristiana Paolo Cirino Pomicino, protagonista di una lunga stagione della politica italiana tra Prima e Seconda Repubblica. Si è spento a Roma alle 16 nella clinica Quisisana, dove era ricoverato da alcuni giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Soprannominato “’o Ministro”, Pomicino fu uno dei volti più riconoscibili della corrente andreottiana della Dc tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Ricoprì l’incarico di ministro della Funzione pubblica nel governo guidato da Ciriaco De Mita tra il 1988 e il 1989 e successivamente quello di ministro del Bilancio e della Programmazione economica nei governi guidati da Giulio Andreotti dal 1989 al 1992. Nel corso della sua lunga carriera parlamentare fu eletto deputato per sette volte.

Nato a Napoli il 3 settembre 1939 in una famiglia numerosa, quinto di sette figli, Pomicino raccontava spesso di essere cresciuto in una casa dove i fratelli tifavano per squadre diverse e si riconoscevano in partiti differenti. Un ambiente che, secondo lui, rappresentò una vera scuola di tolleranza e confronto politico.

Prima della carriera politica fu medico, specializzato in ma-

lattie nervose e mentali, e lavorò all’ospedale Cardarelli di Napoli. L’incontro con Andreotti nel 1974 cambiò il corso della sua vita pubblica: da quel momento divenne uno dei principali riferimenti della corrente andreottiana nel Mezzogiorno e una figura influente nella politica campana.

La sua carriera fu segnata anche dalle vicende giudiziarie legate a Tangentopoli e all’inchiesta Mani Pulite. Coinvolto in numerosi procedimenti, affrontò complessivamente 42 processi, conclusi con 40 assoluzioni e due condanne. Per una di queste trascorse 17 giorni nel carcere di Poggioreale prima di ottenere gli arresti domiciliari per motivi di salute.

Negli anni successivi tornò comunque sulla scena politica collaborando con Silvio Berlusconi e partecipando a diverse iniziative del centrodestra. Fu anche editorialista con lo pseudonimo “Geronimo” per quotidiani come Il Giornale e Libero. Nel 2006 tornò alla Camera con la nuova Democrazia Cristiana guidata da Gianfranco Rotondi. Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico. Il presidente del Senato Ignazio La Russa lo ha ricordato come protagonista di una lunga stagione della politica italiana, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha sottolineato il suo ruolo nel dibattito pubblico nazionale.

A Special Italian Celebration in Rydes Harmony Day

As a part of their Harmony Week celebrations, the City of Ryde hosted a ‘Cultural Connection, Harmony Week, Special Italian Celebration’ in addition to events featuring some of the other prominent cultures within the North West Sydney Local Government Area.

Harmony Week is a celebration, honoured this year from Monday 16 to Sunday 22 March 2026, that recognises cultural

diversity and brings together Australians from all different backgrounds. It endeavours to foster inclusiveness, respect and a sense of belonging for everyone and can be acknowledged by wearing or adorning yourself with something orange in colour.

The Ryde Italian celebration was held in Ryde Library and featured a packed program including mask making for children, briscola (Italian Card games), and a bilingual storytime for

children. The event was opened by the charming and fashionable Italian Australian songstress, and local institution, Roseanna Gallo OAM. Roseanna’s endearing personality and wit was woven between classic Italian favourites such as opening song, ‘Volare’.

The centre piece of Roseanna’s set was the poignant migrant song Lárce di Noe which has been described as “reflecting on humanity's struggle to find belonging in a chaotic and indifferent world” and can also eloquently describe the struggle of those who boarded ships to forge a new life in Australia during Australia’s great migrations.

The show finished with classic folk song, ‘Çé’La Luna Mezz’o Mare. Roseanna had the audience eating out of her hand. The crowd were clapping and waving their hands from side to side to the rhythm of the music in a joyous celebration of Italian culture.

Following on from the musical segment of the afternoon was Author and local Italian historian, Angelina Bonifacio who presented a brief history of Italian settlement and foundation as captured in her book, Óne Way Ticket’. Bonifacio followed the Italian migration “which predated the first fleet” stating that the first Italians to arrive in Australia were James Matra and Antonio Ponto on board ‘The Endeavour’.

Angelina said that the book (One Way Ticket) “is an intimate

anthology [that] reveals hardships, language barriers, discrimination, internments and much more, but none of these setbacks would deter the migrants to work hard and provide for their families at all costs to succeed and add value to the country of residence.” With intimate details of family history and their roles in helping grow Australia’s industry, the audience learnt much about the local and broader history of the Italian contribution to growth. She spoke of Farmers,

Tailors, Shoemakers, Hairdressers and gave detailed histories of how some of these businesses went from small beginnings such as one truck into a national trucking network that services Australia today.

The Special Italian Celebration also featured free Italian biscotti, food demonstrations and a special feature on Commedia Dell’Arte, giving grandparents, parents and children alike an exciting day of Italian themed multi media and culture sharing.

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20 - 292 - 24 Marzo 2026 by Alloranews - Issuu