Skip to main content

19 - 291 - 20 Marzo 2026

Page 1


Saper dire "no"...

Crescere significa imparare a dire sì a molte cose: alle esperienze, ai progetti, agli inviti. Partecipare alla vita comunitaria, sostenere amici e associazioni, sentirsi parte di un tessuto sociale attivo… tutto questo è un gran bene per il nostro giornale, ormai in continua evoluzione. Come cantava il Barbiere di Siviglia, “tutti mi cercano, tutti mi vogliono”: è una sensazione gratificante, sentirsi richiesti, apprezzati, al centro di eventi ed iniziative.

Eppure, dietro la gioia di essere al centro di tutto, c’è un lato più sottile e spesso trascurato: ogni “sì” ha un costo. Tempo, energie, attenzione e, soprattutto, risorse interiori. Partecipare a troppi eventi, accettare ogni invito o coinvolgimento comunitario può portare a una fatica invisibile, a un senso di dispersione, a una saturazione che rischia di svuotare ciò che ci rende davvero partecipi.

Saper dire “no” diventa quindi non un atto di rifiuto, ma di consapevolezza e responsabilità. Dire no significa conoscere i propri limiti, rispettare le proprie energie e concentrare il proprio impegno su ciò che ha reale valore per sé e per gli altri. Ogni “no” non diminuisce l’affetto o l’interesse verso la comunità: al contrario, permette di rispondere con maggiore presenza e qualità quando si sceglie di dire sì.

La capacità di dire no richiede coraggio. Per molti, rifiutare un invito può sembrare un gesto egoista o una perdita di opportunità, ma è proprio l’opposto: è un atto di cura verso se stessi e verso chi ci circonda. Permette di evitare la dispersione e di trasformare la partecipazione in un gesto autentico, consapevole e significativo.

In fondo, la vita comunitaria non si misura dal numero di volte che ci si presenta, ma dalla profondità con cui si partecipa. Essere presenti non significa essere disponibili a tutto, ma scegliere con cura. Così come il Barbiere di Siviglia, anche chi è sogno dei propri momenti dietro le quinte.

Imparare a dire "no" è un passo fondamentale della crescita di una testata, che cerca comunque di dare il massimo della copertura a tutti gli eventi e le iniziative della nostra comunità. Solo così si può partecipare davvero, con entusiasmo e autenticità, senza perdere di vista ciò che conta davvero.

A l lor a!

Giovani e gusto

Una serata all’insegna della cultura italiana, della convivialità e della partecipazione giovanile ha animato mercoledì 18 marzo il ristorante La Botte d'Oro, nel cuore del quartiere italiano di Leichhardt. L’evento, intitolato AperiGIA – Edizione

Autunnale Sicilia, organizzato da GIA Network Giovani Italiani in Australia, ha richiamato numerosi giovani italiani e italo-australiani, desiderosi di ritrovarsi, condividere le proprie radici e

Australia, tassi in salita senza sosta

Le principali banche australiane hanno annunciato un aumento dei tassi d’interesse dopo che la Reserve Bank of Australia ha portato il tasso ufficiale allo 4,1%, con un incremento di 0,25 punti percentuali. National Australia Bank, ANZ, Commonwealth Bank e Westpac applicheranno variazioni simili ai mutui a tasso variabile a partire dal 27 e 31 marzo.

I dirigenti bancari riconoscono le difficoltà per le famiglie e invitano i clienti a contattare gli istituti per supporto finanziario. L’aumento riflette le pressioni inflazionistiche in corso.

costruire nuove relazioni nella comunità.

Fin dalle prime ore della serata, il locale si è riempito di voci, sorrisi e accenti provenienti da diverse regioni d’Italia. L’atmosfera era quella tipica degli incontri tra connazionali all’estero: un mix di nostalgia per la propria terra e entusiasmo per le opportunità offerte dall’Australia. Tra i presenti spiccavano molti giovani professionisti, studenti e imprenditori italiani che negli

Italians Split Over Justice Vote

With the vote just days away, the debate between Justice Minister Carlo Nordio and Enrico Grosso is heating up across Italy. Nordio hopes for 50–60% turnout, promising greater judicial independence through career separation and stronger safeguards for citizens. Grosso warns: “A yes vote undermines the CSM’s autonomy, authority, and legitimacy.” Amid lotteries, controversies, political pressure, and accusations of politicization, Italy braces for a decisive vote that could fundamentally reshape the balance between politics and the judiciary.

ultimi anni hanno scelto Sydney come nuova casa.

La serata è stata aperta da un momento istituzionale con brevi interventi e presentazioni. Gli organizzatori hanno ricordato come il progetto GIA abbia radici lontane: nato nei primi anni 2000 grazie all’impegno di Isabella Borghese, è stato rilanciato nel 2020 durante il periodo della pandemia, quando si è compresa ancora di più l’importanza di creare una rete di sostegno e collaborazione tra giovani italiani e istituzioni.

Tra gli ospiti d’onore era presente il senatore Francesco Giacobbe, figura molto conosciuta nella comunità italiana in Australia. Nel suo intervento ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando tre motivi che rendevano la serata speciale: la presenza dei giovani, il legame con la Sicilia e il ritorno in un luogo per lui ricco di ricordi.

Il senatore ha raccontato infatti di aver frequentato spesso il ristorante La Botte d’Oro negli anni in cui il suo ufficio si trovava proprio di fronte, prima del suo trasferimento a Roma nel 2013. “Questa è la zona dove sono arrivato quando ero davvero giovane,” ha ricordato, ripercorrendo il suo percorso iniziato in Australia negli anni Ottanta. Il suo discorso si è trasformato in un messaggio di incoraggiamento per le nuove generazioni. Giacobbe ha raccontato di essere arrivato in Australia senza la

Continua a pagina 8

Assoc. Trevisani nel

Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 19 - Venerdì 20 Marzo 2026
Camus
Silenzio divino quello di San Giuseppe
L'Atalanta travolta: inutile gol Samardzic
Fede e comunità unite al tesseramento FCI
Referendum: cresce il Sì tra gli italiani
Joe Avati, successo al Club Marconi Illusione progresso e mani in pasta
Diretto da Marco

165° Unità d’Italia, Mattarella: impegno civile

Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta

Allora!

Published by Italian Australian News

National (Canberra)

1/33 Allara Street Canberra ACT 2601

New South Wales (Sydney)

1 Coolatai Crescent Bossley Park NSW 2176

Victoria (Melbourne)

425 Smith Street Fitzroy VIC 3065

Phone: +61 (02) 8786 0888

E-Mail: editor@alloranews.com

Web: www.alloranews.com

Social: www.facebook.com/alloranews/

Redattore: Marco Testa

Assistenti editoriali:

Anna Maria Lo Castro

Maria Grazia Storniolo

Servizi speciali e di opinione

Emanuele Esposito

Eventi comunitari e istituzionali

Asja Borin

Lorenzo Canu

Corrispondente da Melbourne

Tom Padula

Redattore sportivo: Guglielmo Credentino

Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo

Amministrazione: Giovanni Testa

Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene

Pino Forconi

Anna De Peron

Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina

Antonio Musmeci Catania, Roma

Aldo Nicosia, Università di Bari

Goffredo Palmerini, L’Aquila

Angelo Paratico, Editore in Verona

Marco Zacchera, Verbania

Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com

Euronews, RaiNews, AISE, The New Daily, Sky TG24, CNN News

Disclaimer:

di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. La Giornata “richiama elementi fondanti dell‘identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace” sottolinea Mattarella .

“Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”.

“L’unità – prosegue il Capo dello Stato – non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese. Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona. È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiama-

te ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese.

In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento. Il 17 marzo – conclude il Presidente – è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale”. Oggi il Presidente della Repubblica ha reso omaggio al Milite ignoto, all’Altare della Patria a Roma. Accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo aver ricevuto gli onori militari, ha deposto una corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.

Erano presenti inoltre autorità civili e militari, rappresentanti Interforze e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. Istituita con la legge 23 novembre 2012 n. 222, la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, ricorda la data, il 17 marzo del 1861, in cui a Torino è stata proclamata l’Unità d’Italia. (Inform)

La Governatore Generale dell’Australia ha partecipato come ospite del Tenente Generale Simon Stuart AO DSC alla celebrazione per il 125° anniversario della fondazione dell’Esercito Australiano, svoltasi nella storica Duntroon House presso il Royal Military College, Duntroon.

All’evento erano presenti l’ex Governatore Generale, Generale David Hurley, alti vertici della Difesa, tra cui il Ammiraglio David Johnston, l’ex Capo della Di-

UE coordina il rimpatrio dei cittadini europei

Due voli di rimpatrio noleggiati direttamente dalla Commissione europea sono atterrati nei giorni scorso a Varsavia, in Polonia, riportando 303 cittadini europei bloccati in Medio Oriente. Ciò si aggiunge agli oltre 70 voli coordinati dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell’UE. Oltre 8 000 cittadini europei – riferisce la Commissione europea –sono rientrati a casa grazie alla mobilitazione dell’UE, che ne ha consentito il ritorno in sicurezza in Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia. In partenza dall’Arabia Saudita e dall’Oman, altri due voli per Varsavia hanno trasportato 227 cittadini polacchi e 76 cittadini di altri paesi europei rimasti bloccati in Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati arabi uniti. Per la seconda volta la Commissione ha mobilitato le proprie capacità di trasporto nell’ambito di rescEU, a seguito di una richiesta delle autorità polacche. “La solidarietà dell’UE in piena azione. Grazie ai voli di rimpatrio dell’UE, oltre

8.000 persone sono già rientrate in sicurezza dal Medio Oriente. Abbiamo inoltre noleggiato due voli aggiuntivi diretti in Polonia, che riportano a casa famiglie, bambini e persone che semplicemente desideravano tornare”, ha dichiarato la Commissaria per la Parità, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib. “Continueremo a proteggere i nostri cittadini ovunque si trovino, intervenendo per aiutarli quando le sfide sono troppo grandi perché un paese possa affrontarle da solo”. L’UE svolge un ruolo fondamentale nel sostenere i voli di rimpatrio. A seguito di una richiesta di assistenza, l’ERCC coordina tempestivamente la domanda e l’offerta di capacità di trasporto tra i paesi. Tali operazioni di trasporto possono essere cofinanziate dall’UE. Il Centro può anche noleggiare esso stesso aerei se nessun paese è in grado di offrire assistenza in un determinato momento. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori voli di rimpatrio, anche con aerei rescEU, dato che 23 paesi hanno chiesto l’assistenza dell’UE per rimpatriare i loro cittadini dal Medio Oriente. (Inform)

fesa Sir Angus Houston, militari in servizio, veterani, famiglie e membri del Corpo Diplomatico. Il Governatore Generale, figlia di un veterano, ha sottolineato il filo di servizio che unisce passato e presente dell’Esercito, evidenziando l’importanza del sostegno familiare. La serata ha incluso l’intervento del Chief of Army, cadetti in uniformi storiche, il taglio della torta cerimoniale e momenti di incontro per celebrare 125 anni di contributo alla nazione.

Decreto cittadinanza, Porta: la battaglia

non è finita

In una nota il deputato del Pd Fabio Porta , eletto nella ripartizione America Meridionale sottolinea come il comunicato con il quale la Corte Costituzionale anticipa la decisione, a seguito dell’udienza dell’11 marzo scorso, di dichiarare parzialmente infondate e inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Torino contro il decreto legge 36 del 2025 “non debba costituire una pietra tombale sulle legittime aspirazioni di milioni di italiani all’estero al loro diritto di cittadinanza. Ciò in primo luogo – prosegue il deputato – perché occorre conoscere le motivazioni integrali di tale decisione, che saranno pubblicate nelle prossime settimane; sarà importante capire se tale rigetto è relativo al caso specifico sollevato dal Tribunale o all’impianto complessivo della

legge. In secondo luogo vale ricordare che nei prossimi mesi sono attese altre decisioni della Corte di Cassazione e della stessa Corte

Costituzionale sullo stesso tema, che ovviamente potrebbero confermare ma anche modificare il parere anticipato dal comunicato della Corte diramato all’indomani dell’udienza”.

Da Porta viene inoltre ricordata la battaglia condotta, in commissione e nelle aule parlamentari di Camera e Senato, dagli eletti all’estero del Pd contro la “narrazione del Governo” alla base della nuova legge sulla cittadinanza  che per Porta è “inopportuna per il metodo e sbagliata nel contenuto”. Il deputato conclude la sua riflessione evidenziando che , insieme ai colleghi eletti all’estero nelle file del Pd, continuerà questa battaglia contro il provvedimento. (Inform)

Referendum giustizia: cresce il Sì tra gli italiani all’estero

Prosegue in tutta Europa il tour tra le comunità italiane all’estero di Massimo Romagnoli, responsabile del dipartimento Italiani nel Mondo di Alternativa Popolare, impegnato in questi giorni in una serie di incontri con i connazionali residenti nei principali Paesi europei per illustrare le ragioni del Sì al referendum sulla giustizia.“Dopo aver incontrato centinaia di italiani in diversi Paesi europei –dichiara Romagnoli – posso dire con fiducia che cresce la consapevolezza sull’importanza di questo appuntamento democratico. Molti connazionali hanno compreso che non esiste alcun motivo per votare No a un referendum che riguarda il futuro della giustizia italiana e che punta a renderla più giusta ed equilibrata”.

Romagnoli sottolinea come il tema sia particolarmente sentito anche dalle comunità italiane

Ci sono momenti nella vita in cui non si chiude una porta, ma si sente il bisogno di fermarsi sulla soglia, guardarsi indietro e riflettere sul cammino percorso. Non è una resa, non è una fuga, non è un addio: è semplicemente quel tempo necessario che ciascuno di noi, prima o poi, deve concedersi per capire dove sta andando e con quale spirito desidera continuare il proprio viaggio. Oggi, per me, è uno di quei momenti. Scrivere queste righe non è semplice. Concludere – anche solo temporaneamente – un percorso fatto di anni di parole, battaglie civili, discussioni accese e riflessioni condivise, lascia sempre la sensazione che qualcosa di importante stia cambiando.

Ma più che un punto finale, questo vuole essere un momento di pausa: una sospensione necessaria per rimettere ordine nei pensieri, nelle emozioni e nelle priorità della vita. La prima parola che sento di dover pronunciare è semplice, ma profondamente sentita: grazie. Grazie ai direttori di questo giornale, a Franco prima e a Marco oggi, che hanno creduto nel valore di un confronto libero, anche quando scomodo. Grazie alla redazione, che ogni giorno lavora con dedizione per mantenere viva una voce diventata, nel corso degli anni, punto di riferimento per tanti italiani della nostra comunità. Ma soprattutto grazie a voi, lettori: coloro che hanno accompagnato ogni articolo con attenzione, passione, consenso o critica, rendendo il dialogo pubblico qualcosa di vivo e autentico. In tutto questo tempo non ho mai avuto la sensazione di scrivere nel vuoto. Ogni riga, ogni riflessione, ogni presa di posizione nasceva dalla certezza che dall’altra parte ci fosse qualcuno disposto ad ascoltare, confrontarsi, dissentire o condividere.

Questo è il cuore della libertà: esprimere idee senza paura, sapendo che il confronto – anche quando è duro – resta la forma più alta di rispetto reciproco.

all’estero. “Si tratta di un referendum che nasce da un lungo percorso istituzionale e che è stato già votato dal Parlamento. È un passaggio importante per il nostro sistema giudiziario e interessa tutti noi, indipendentemente da dove viviamo”.

Il responsabile Italiani nel Mondo di Alternativa Popolare ricorda inoltre che gli italiani residenti all’estero hanno tempo fino al 19 marzo per esprimere il proprio voto. “Come Alternativa Popolare – prosegue Romagnoli – stiamo accompagnando i nostri connazionali anche in questi ultimi giorni, offrendo supporto e assistenza a chi dovesse avere bisogno di informazioni o di aiuto per esercitare il proprio diritto di voto. Vogliamo essere vicini agli italiani nel mondo e garantire che tutti possano partecipare a questa importante consultazione”.

Ho scritto molto in questi anni: di politica, comunità, identità, diritti, contraddizioni e speranze. Ho scritto con la convinzione che chi prende la parola nello spazio pubblico non debba compiacere nessuno né costruire consensi artificiali, ma dire ciò che pensa con onestà, assumendosi la responsabilità delle proprie idee. Non ho

mai scritto per piacere o ottenere qualcosa in cambio; la mia regola è stata semplice: non tradire mai la fiducia di chi legge. Opinioni personali, sì, ma dichiarate e limpide, mai manipolate. Noi italiani abbiamo una straordinaria capacità di discutere: di calcio, politica, storia, futuro. Ci confrontiamo con passione, talvolta accesi, e perfino litighiamo quando, in fondo, siamo d’accordo. È parte della nostra identità, una miscela di orgoglio, passione e partecipazione. E questo accade ancora di più nelle comunità italiane all’estero, dove l’identità è preziosa, le parole pesano di più e il bisogno di unità dovrebbe essere ancora più forte. Negli ultimi mesi ho portato avanti, nel mio piccolo, una battaglia politica chiara: sostenere il Sì al referendum costituzionale sulla giustizia. L’ho fatto con convinzione, ma sempre nel rispetto di chi la pensa diversamente. Il confronto democratico perde valore quando diventa scontro sterile o delegittimazione dell’altro. Perciò ho sempre ricordato a me stesso che anche il più duro avversario merita rispetto: la libertà di pensiero è un diritto universale. Chi vive le battaglie con passione sa anche che questa intensità ha un prezzo. Le persone passionali sentono tutto più forte: soddisfazioni, ingiustizie, polemiche, delusioni. Quando si crede profondamente nei valori che si difendono, diventa difficile restare indifferenti davanti all’ipocrisia, all’opportunismo o a chi utilizza la comunità come strumento per interessi personali. Ho sempre detto con chiarezza ciò che non sopporto: ipocrisia, servilismo, arroganza. Non ho simpatia per chi cambia idea con il vento o confonde politica e tornaconto personale. Forse è per questo che oggi sento il bisogno di fermarmi. Non perché sia venuta meno la voglia di impegnarmi, ma perché ogni persona deve saper riconoscere il

momento in cui fare un passo indietro, preservando ciò che conta davvero: serenità, salute, vita privata. La passione è straordinaria, ma può diventare fatica quando si trasforma in tensione continua. Allora diventa necessario concedersi il tempo di respirare, stare con la famiglia, ascoltare il silenzio e rimettere ordine nelle cose importanti.

Questo giornale ha avuto e continua ad avere un ruolo significativo nella nostra comunità: ha raccontato vicende, aperto dibattiti, dato voce a chi non ne aveva. Per me è stato un onore contribuire, anche solo con le mie parole, a questo racconto collettivo. Resta il rammarico per una comunità che troppo spesso fatica a restare unita. Ci uniamo nei momenti solenni o quando qualcuno promette qualcosa, ma torniamo rapidamente a dividerci, lasciando spazio ai soliti personaggi che credono di poter decidere tutto per tutti.

A quel mondo non ho mai appartenuto e non apparterrò mai. Non perché mi senta migliore, ma perché dignità personale e rispetto reciproco non sono valori negoziabili. In questi anni ho sempre ripetuto: io non sono in vendita. Non cedo sui miei principi, non baratto fiducia o coerenza per vantaggi personali.

La vita non è fatta solo di battaglie pubbliche, ma anche di riflessione, pause e silenzi che aiutano a capire se stessi. Per questo oggi scelgo di prendermi tempo, di rallentare e osservare le cose con uno sguardo più distaccato. Non so cosa accadrà domani: il futuro appartiene a Dio e al mistero delle nostre scelte. So solo che la gratitudine verso chi mi ha accompagnato in questo cammino resterà intatta. Vorrei poter stringere la mano a ciascuno di voi e dirvi semplicemente grazie: grazie per aver letto, condiviso, criticato, reso possibile questo lungo dialogo..

Elezioni SA, una vittoria laburista annunciata

Mentre Adelaide si prepara a vivere l’ultima settimana di campagna elettorale per le elezioni del 21 marzo, la vittoria del premier Peter Malinauskas appare praticamente certa. La popolarità del leader del Partito Laburista dello South Australia resta altissima, e l’opposizione liberale sembra ormai incapace di competere, divisa da conflitti interni e priva di un programma credibile. La stampa locale, come The Advertiser, cerca di attirare l’attenzione dei cittadini trasformando il voto in una sorta di “Kitchener bunfight”, giocando sulla popolarità dei dolci tipici locali più che sulle questioni politiche. Eppure, sotto la superficie, emergono criticità che meritano attenzione. Tra queste, la gestio-

ne del fior di alghe tossiche lungo un terzo della costa dello stato ha sollevato dubbi significativi sulla sicurezza ambientale e sanitaria. Nonostante le evidenze della presenza di brevetossine — pericolose per la salute umana — il premier ha minimizzato l’evento, definendolo “non tossico” e sottovalutando i rischi per bagnanti e lavoratori del settore ittico. La conseguenza è stata la devastazione della pesca commerciale, dell’allevamento di ostriche e dei tradizionali luoghi di svago lungo la costa.

Un altro episodio controverso ha riguardato la gestione delle ambulanze e il fenomeno del “ramping” negli ospedali. Malinauskas aveva promesso di risolvere il problema delle ambulanze

costrette a sostare ore fuori dagli ospedali, ma le promesse non sono state mantenute. L’episodio che ha visto il ministro della Sanità Chris Picton rilasciare informazioni private di un paziente per screditarne il racconto ha ulteriormente incrinato la fiducia nell’amministrazione.

Nel contempo, il panorama politico si arricchisce di nuove dinamiche. One Nation, guidato da Cory Bernardi, conferma la propria presenza e raccoglie consensi tra elettori liberali delusi, grazie alla sua retorica anti-establishment e critiche generali a immigrazione, Islam e diritti LGBTQ+. Anche se il partito rimane controverso per le posizioni estremiste di alcuni candidati, il suo ruolo nel prossimo parlamento dello South Australia sarà da monitorare.

Nonostante l’esito delle elezioni appaia scontato, le tensioni interne, gli scandali sanitari e la crescente influenza dei partiti minori mostrano un quadro politico più complesso di quanto il consenso del premier lasci intendere. Adelaide, città nota per la sua vivibilità e la vivace scena culturale, si trova così a vivere una campagna elettorale che, pur nascosta sotto il velo della certezza, nasconde molte storie da raccontare.

Schools Fail to Commemorate Foibe Tragedy

A political storm has erupted in Italy after the right-wing party Fratelli d’Italia (Brothers of Italy) submitted a list of 41 schools to the Ministry of Education, claiming they failed to adequately commemorate the victims of the Foibe massacres and the Istrian-Dalmatian exodus. The parliamentary inquiry, led by Chamber of Deputies Vice President Fabio Rampelli, has sparked intense debate about the limits of school autonomy and the role of

politics in education. The Foibe remembrance day, established by law in 2004 and later strengthened, aims to preserve the memory of one of the most complex and painful episodes of the twentieth century.

Schools are encouraged to organise educational activities and reflective moments on the subject, but there is no strict legal obligation, leaving room for interpretation under the principle of school autonomy. Fratelli d’Ita-

lia argues that this autonomy should not excuse inaction.

The list delivered to Minister Giuseppe Valditara specifically names institutions across Italy, from Chieti and Latina to Bologna and Catania. According to the party, these schools “completely ignored the directives of two state laws,” citing collected testimonies.

Rampelli has urged that “laws exist to be respected by all, without exception. Principals must ensure that the tragedy of the Foibe and the exodus from the eastern border is known and commemorated by all students.”

The move has provoked sharp criticism from opposition figures. Irene Manzi and Cecilia d’Elia, Democratic Party leaders in parliamentary culture committees, described it as “serious and disturbing,” warning that it risks becoming “a tool of intimidation and political pressure on institutions that should operate freely.”

Il quotidiano La Verità è tornato a colpire con uno dei suoi pezzi a effetto, prendendo di mira stavolta Maria Chiara Prodi, nipote del professore ed ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Secondo l’articolo, la nipote dell’ex premier sarebbe diventata una vera e propria “collezionista di poltrone”, capace di intrecciare incarichi pubblici e ruoli di rappresentanza nel mondo della cultura e della rete degli italiani all’estero.

Tutto nasce dal doppio incarico che la Prodi detiene da qualche anno. Da un lato, infatti, è direttrice della Maison de l’Italie di Parigi, elegante residenza universitaria e istituto culturale situato nel cuore della capitale francese, dove si promuovono attività legate all’italianità e si ospitano studenti e ricercatori. Dall’altro, mantiene la carica di segretaria generale del CGIE, organismo che rappresenta le comunità italiane residenti all’estero presso il Ministero degli Esteri.

Un doppio ruolo apparentemente compatibile, ma che secondo La Verità ha generato negli ultimi mesi diversi malumori, anche all’interno del CGIE stesso. Il quotidiano sottolinea che la Maison de l’Italie, pur qualificandosi come istituzione culturale, si trova oggi coinvolta in dinamiche più politiche che artistiche, e questo – a dire del giornale –metterebbe in discussione la natura stessa della sua missione statutaria. Le critiche si concentrano anche su un episodio recente: l’organizzazione della Conferenza internazionale dell’italofonia, tenutasi a Roma tra l’8 e il 9 novembre. Stando a quanto riportato, la Prodi avrebbe spinto il comitato di presidenza del CGIE a convocare la riunione senza un adeguato confronto collegiale, limitandosi a una richiesta verbale anziché a una deliberazione formale. Passaggio, questo, che La Verità presenta come esempio di una gestione “personalistica” e poco trasparente. Dal canto suo, Maria Chiara Prodi ha sempre difeso l’impegno svolto nella promozione dell’Italia in Francia e nella

costruzione di reti culturali e sociali a favore dei giovani connazionali. Già dirigente dell’associazione ACLI di Parigi e figura attiva nel Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), ha spesso affermato di voler unire cultura e cittadinanza europea in un progetto di cooperazione internazionale. Tuttavia, la sovrapposizione tra incarichi pubblici e funzioni di rappresentanza politica resta un terreno scivoloso.

L’articolo cita anche il nome di Isabelle Bocoubza, esperta di diritto pubblico all’Università di Nantes, come parte di un comitato di riforma che dovrebbe affiancare la Maison de l’Italie. Il giornale insinua che questa ristrutturazione possa preludere a una gestione più centralizzata, meno trasparente e più vicina a una visione politica che culturale.

Al di là del tono pungente scelto da La Verità, il caso solleva interrogativi più ampi: fino a che punto un funzionario o un dirigente del mondo dell’emigrazione può ricoprire più incarichi nello stesso ambito? E quali garanzie di imparzialità devono essere assicurate quando si tratta di fondi e istituzioni italiane all’estero?

La Maison de l’Italie di Parigi, come altre “case” analoghe (Maison du Japon, Maison de l’Espagne, ecc.) all’interno della Cité Universitaire, è un’istituzione simbolica che rappresenta il Paese più che una persona.

Ed è forse per questo che ogni decisione presa al suo interno viene letta in chiave politica. La Verità ha scelto di interpretarla così, tracciando ancora una volta il profilo di una “nomenklatura” familiare che unisce cultura e potere.

Maria Chiara Prodi, da parte sua, non ha replicato pubblicamente all’articolo. Il suo profilo, riservato ma attivo nel campo delle relazioni culturali franco-italiane, continua a essere segnalato in conferenze e incontri accademici.

Ma la vicenda conferma che, per chi porta un cognome come quello di Prodi, ogni nomina – anche all’interno di un’istituzione culturale – finisce inevitabilmente sotto la lente della politica.

Maria Chiara Prodi: nipote dell’ex premier nella bufera

notizie comunitarie

Gente e musica al Puglia Club

La giornata di festa organizzata dal Puglia Social Club ha riscosso un grande successo, riunendo oltre 250 soci e simpatizzanti per un pomeriggio all’insegna della musica, dell’amicizia e della buona tavola. L’evento si è svolto domenica 15 marzo presso la sala del Ferraro Reception di Campbellfield, confermando ancora una volta la forza e la vitalità della comunità pugliese e italiana di Melbourne.

Dopo l’accoglienza dei partecipanti, il pranzo con le cinque portate preparate per l’occasione ha dato il via a un’atmosfera conviviale e allegra.

Tavolate imbandite, bicchieri alzati e brindisi fra amici hanno preannunciato un pomeriggio pieno di emozioni, accompagnato dalla musica irresistibile del maestro Ross Talarico e della sua band “No Limits”.

L’ospite d’onore della giornata è stata la bravissima cantante Annie Rossini, che con la sua voce calda e potente ha conquistato il pubblico, interpretando celebri brani italiani e internazionali.

A impreziosire lo spettacolo, la

presenza del rinomato sassofonista Greg Clarkson, che con il suo talento e il suo stile ha donato un tocco di classe jazz all’intera esibizione. Il duo Rossini-Clarkson ha creato momenti musicali di grande intensità e raffinatezza, alternando ritmo e melodia in perfetta armonia.

Durante il pomeriggio non sono mancati i balli, con pista sempre gremita di coppie e gruppi che hanno dimostrato il proprio entusiasmo al ritmo delle canzoni più amate. Il clima è stato quello delle grandi occasioni: sorrisi, abbracci, fotografie e tanta voglia di ritrovarsi dopo mesi di attesa.

Alla fine della giornata, il presidente e gli organizzatori hanno voluto ringraziare tutti i soci e amici che hanno partecipato e contribuito alla riuscita dell’evento, sottolineando il valore di questi incontri per mantenere vivi i legami della nostra comunità.

Ancora una volta, il Puglia Social Club si conferma un punto di riferimento per chi desidera condividere musica, tradizione e amicizia autentica.

Milioni negati ai cittadini

Un recente rapporto dell’Ombudsman del Victoria ha svelato un sistema preoccupante: numerosi comuni stanno affidando a

Italian Senior Club of Essendon

Tombola, carte, tea e biscotti

Tutti i Martedí

ore 12:00am - 4.00pm

Informazioni tutti benvenuti

Italian Seniors Families Club

Tombola e carte

Tutti i Martedí

ore 10:00pm - 3.00pm

S. La Rosa: 0407556626

società private la gestione delle richieste di risarcimento, con l’obiettivo principale di risparmiare denaro più che garantire equità ai cittadini. Secondo il report, oltre la metà dei 79 comuni del Victoria si avvale di operatori esterni per valutare richieste di danni e infortuni.

L’Ombudsman ha evidenziato come alcuni gestori di richieste vengano presentati come “indipendenti”, quando in realtà non lo sono. Numerose richieste legittime vengono respinte o liquidate in modo ridotto, anche nei casi in cui la responsabilità dei comuni sarebbe evidente. I cittadini spesso non vengono informati del loro diritto di contestare le decisioni. I comuni potrebbero aver evitato tra i 40 e i 70 milioni di dollari di responsabilità, negando o riducendo pesantemente i risarcimenti ai cittadini.

Le ACLI in un incontro con il Consolato Generale

Il Consolato Generale d’Italia a Melbourne ha ospitato un incontro significativo tra la Console

Generale Chiara Mauri e i rappresentanti del Patronato ACLI in Australia, segnando un momento di confronto e collaborazione sul tema dell’assistenza alla comunità italiana all’estero.

Durante l’incontro è stata presentata la pubblicazione “Australia. Terra di immigrazione. Gli italiani, Livio Benedetti e le ACLI”, un volume che ripercorre la storia dell’immigrazione italiana in Australia, mettendo in luce il contributo fondamentale delle ACLI nell’accompagnamento dei connazionali, in particolare in ambito lavorativo e previdenziale. La pubblicazione, oltre a rappresentare un’importante testimonianza storica, sottolinea l’impegno delle associazioni italiane nel preservare la memoria e la cultura della nostra comunità all’estero.

La Console Generale Mauri ha colto l’occasione per aggiornare i presenti sui principali servizi consolari disponibili per gli ita-

liani in Australia, evidenziando le iniziative più recenti in materia di documentazione, supporto consolare e tutela dei diritti dei cittadini. L’incontro ha rappresentato anche un momento di verifica dello stato della collaborazione esistente tra il Consolato e il Patronato, con un focus sulla qualità e l’efficacia dei servizi offerti alla comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata alle proposte avanzate dai rappresentanti ACLI per rafforzare ulteriormente il dialogo e

la cooperazione con il Consolato, evidenziando l’importanza di un rapporto costante e partecipativo, in grado di rispondere in modo più mirato alle esigenze dei connazionali.

L’incontro si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione della rete italiana in Australia, confermando l’impegno delle istituzioni italiane nel sostenere le associazioni e nel promuovere iniziative che favoriscano coesione, tutela dei diritti e diffusione della cultura italiana all’estero.

Giornate dei reali di Danimarca a Melbourne

La visita di Stato del re di Danimarca, Frederik X, e della regina Mary ha toccato ieri il cuore di Melbourne, con una serie di appuntamenti che hanno messo in evidenza la cooperazione tra Danimarca e Australia nei settori dell’energia rinnovabile, della ricerca scientifica e del benessere dei giovani.

Durante la giornata, la coppia reale ha inaugurato una conferenza dedicata alle energie pulite, tenutasi al Sofitel, dove si sono riuniti rappresentanti del mondo economico australiano e danese per discutere partnership e investimenti nel campo della sostenibilità. L’obiettivo — come sottolineato dal re Frederik — è rafforzare i legami bilaterali in aree chiave come lo sviluppo verde e l’innovazione tecnologica. Il sovrano e la regina, nativa della Tasmania, hanno poi visitato il Murdoch Children’s Research Institute, dove hanno incontrato ricercatori impegnati in studi avanzati sulle cellule staminali e sulle collaborazioni

scientifiche tra i due Paesi. Il pomeriggio è stato invece dedicato alla salute mentale dei giovani. I reali hanno visitato il centro Headspace di South Melbourne, organizzazione pioniera nell’offerta di spazi sicuri per adolescenti e giovani adulti. Il direttore esecutivo, Jason Trethowan, ha illustrato ai sovrani le iniziative volte a normalizzare la richiesta di aiuto psicologico. Quasi la metà dei ragazzi australiani tra i 12 e i 25 anni sperimenta livelli elevati di disagio emotivo. «È fondamen-

tale che i giovani sappiano di non essere soli e che il supporto è sempre disponibile». Chiusa la giornata istituzionale, re Frederik e la regina Mary hanno preso parte a un evento culturale nel quartiere di Collingwood, dove hanno visitato una mostra del duo artistico danese-australiano Rhoda Ting e Mikkel Bojesen. In serata, hanno poi accolto ospiti e membri della comunità danese locale ai Giardini Botanici Reali di Melbourne, per un ricevimento d'onore.

Suite 208, 29-31 Lexington Drive, Bella Vista, Sydney, NSW 2153, Australia Freephone: 1800 BELOKA or Telephone: (02) 8882 8088

E-mail: info@belokawater.com.au

a cura di Tom Padula

Fede e comunità unite al tesseramento FCI

di Maria Di Carlo

Domenica 14 marzo la comunità italiana di Wollongong si è ritrovata per un momento particolarmente significativo: il tradizionale tesseramento annuale della Federazione Cattolica Italiana di Wollongong. La giornata ha visto la partecipazione di circa 50 tesserati appartenenti alla Federazione, che ogni anno rinnovano questo incontro con grande convivialità e sincero spirito di appartenenza, confermando l’importanza di mantenere vivi i legami culturali, religiosi e sociali tra gli italiani residenti nella regione.

La mattinata è iniziata con la

celebrazione della Santa Messa nella cappella del Sacro Cuore, officiata da Padre Syrilus Madin, alla presenza di numerosi membri e simpatizzanti dell’associazione. Durante la funzione religiosa è stata recitata anche la preghiera ufficiale della Federazione, un impegno spirituale e morale che accompagna ogni socio nel proprio cammino di fede e di servizio alla comunità: “Prometto di vivere gli ideali di apostolato della Federazione Cattolica Italiana e mi impegno a collaborare con la Chiesa a beneficio della mia comunità e in modo particolare del mondo dei miei fratelli e sorelle immigrati.

Promuovere, nei limiti delle mie possibilità, il benessere religioso, morale e sociale.” Queste parole hanno sottolineato il legame profondo tra fede e impegno sociale, ricordando a tutti l’importanza di sostenersi a vicenda e di contribuire attivamente alla vita della comunità italiana, rafforzando un sentimento di solidarietà sincera e costante.

Un momento carico di significato che richiama i valori fondanti dell’associazione: solidarietà, fede e sostegno alla comunità italiana emigrata, principi che guidano ogni iniziativa della Federazione e che vengono rinnovati in ogni incontro annuale. Ogni partecipante, recitando la preghiera, ha avuto modo di riflettere sul proprio ruolo all’interno della comunità, rafforzando il senso di responsabilità e l’impegno verso i valori condivisi, alimentando con gioia la passione e la dedizione che contraddistinguono la Federazione.

Al termine della celebrazione religiosa, i partecipanti si sono spostati presso il Fraternity Club per condividere un pranzo conviviale, animato da chiacchiere, sorrisi e aneddoti di vita comune. L’incontro ha offerto l’occasione di rafforzare i legami comunitari, salutare vecchi amici e accogliere calorosamente i nuovi arrivati, mantenendo viva la tradizione di solidarietà, amicizia e partecipazione che caratterizza da sempre la Federazione Cattolica Italiana di Wollongong.

Questa giornata ha così confermato ancora una volta quanto sia prezioso il senso di appartenenza, che va oltre la semplice formalità del tesseramento

Gesualdo, diplomazia musicale

Un’affascinante serata dedicata alla musica rinascimentale italiana ha animato la capitale australiana grazie all’iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Canberra. L’evento, ospitato nei saloni dell’Ambasciata, ha visto protagonisti i Luminescence Chamber Singers, rinomato ensemble vocale locale, che ha proposto un programma interamente dedicato a Carlo Gesualdo, principe di Venosa (1566–1613), uno dei compositori più originali e controversi della storia della musica europea.

Con il ciclo Tenebrae II, il gruppo ha restituito al pubblico australiano la complessità emotiva e l’audacia armonica dell’opera gesualdiana, in cui la devozione sacra si intreccia a un linguaggio musicale sorprendentemente moderno. I raffinati intrecci vocali, le dissonanze ardite e le atmosfere drammatiche hanno trasportato gli ascoltatori in un viaggio sensoriale e spirituale attraverso il tardo Rinascimento italiano, dove sperimentazione e fede convivevano in un equilibrio fragile e sublime.

All’evento erano presenti rappresentanti del corpo diplomati-

co, amanti della musica e membri della comunità italo-australiana, che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa come esempio di diplomazia culturale viva e dinamica. In un clima di intensa partecipazione, la serata ha offerto un’occasione di dialogo tra culture, mettendo in evidenza l’impegno dell’Ambasciata nel promuovere la conoscenza del patrimonio artistico italiano oltre i confini nazionali.

“La musica continua a unire Italia e Australia” — ha ricordato l’Ambasciata in un messaggio sui propri canali social — sottolineando come eventi di questo tipo contribuiscano ad approfondire il dialogo interculturale e a diffondere, anche a migliaia di chilometri di distanza, l’eredità straordinaria del Rinascimento italiano. Il concerto ha rappresentato un tributo non solo all’ingegno musicale di Gesualdo, ma anche al potere universale dell’arte di ispirare, emozionare e creare ponti tra comunità diverse. Un legame, quello tra le due nazioni, che continua a rafforzarsi nel segno della bellezza e della creatività che fa memoria.

LisAmore e una raccolta fondi di successo

Grande partecipazione e atmosfera tutta italiana per la serata di raccolta fondi organizzata sabato scorso, in vista del tanto atteso evento LisAmore, in programma il prossimo 5 luglio. Un appuntamento ormai consolidato nel calendario della comunità, che anche quest’anno promette di richiamare un pubblico numeroso e appassionato.

A differenza delle precedenti edizioni, in cui la raccolta fondi si svolgeva attraverso una cena con degustazione di birre artigianali, gli organizzatori hanno scelto di rinnovare completamente la formula, puntando sull’eccellenza della cucina italiana. Protagonista della serata è stata infatti la chef di fama internazionale Daniela Maiorano, che ha saputo conquistare tutti i presenti con la sua creatività e il suo talento.

L’evento ha registrato il tutto esaurito, con circa 150 partecipanti che hanno potuto degustare un raffinato menu composto da antipasti, primi piatti e un delizioso tiramisù finale, il tutto accompagnato da fragrante focaccia fatta in casa. Un viaggio nei sapori

autentici della tradizione italiana, capace di evocare ricordi e suscitare emozioni, valorizzando ingredienti freschi e di alta qualità. Non è mancato l’intrattenimento musicale, che ha contribuito a rendere la serata ancora più coinvolgente. Le note della musica italiana hanno fatto da colonna sonora all’evento, mentre il suono della fisarmonica ha aggiunto un tocco di allegria e convivialità, invitando molti dei presenti a cantare e a lasciarsi trasportare dall’atmosfera festosa. Momenti di scambio e amicizia hanno reso

la serata un’occasione unica anche per conoscere nuovi membri della comunità.

La serata si è rivelata un grande successo non solo per la partecipazione, ma anche per lo spirito di condivisione e solidarietà che ha animato ogni momento. Un risultato che fa ben sperare per LisAmore, evento che si preannuncia già come uno dei più attesi dell’anno, pronto a celebrare ancora una volta la ricchezza della cultura e delle tradizioni italiane.

Complimenti a tutto il comitato per l'impegno e la dedizione.

Un silenzio divino quello di San Giuseppe, Patrono di Moorebank

di Marco Testa

Lo scorso 15 marzo, la comunità di Moorebank ha vissuto una giornata di straordinaria partecipazione e spiritualità in occasione della celebrazione di San Giuseppe, patrono della famiglia e simbolo di dedizione e umiltà. Oltre 400 fedeli, italiani e australiani, hanno affollato la parrocchia, dimostrando come la tradizione religiosa possa diventare un punto di incontro tra culture diverse, unendo radici italiane e australiane nel segno della fede.

La Santa Messa è stata officiata da Padre David Romero, accompagnato dai padri somaschi concelebranti, che hanno contribuito a rendere solenne e partecipata la celebrazione. L’incontro liturgico si è aperto con un caloroso benvenuto ai fedeli e un sentito ringraziamento rivolto alla comunità italiana, che da anni mantiene viva la tradizione della festa annuale di San Giuseppe a Moorebank. Particolare riconoscimento è stato rivolto alla famiglia Canceri, responsabile della donazione della statua di San Giuseppe proveniente direttamente dall’Italia, simbolo tangibile del legame tra la comunità locale e le origini italiane. Nel corso dell’omelia, Padre David Romero ha invitato i presenti a riflettere sul silenzio e sull’umiltà di San Giuseppe. “Giuseppe non ha nulla da dire perché già tutto ciò che riguarda la legge mosaica è stato detto; come discendente di Davide, egli vive nel compimento silenzioso della volontà di Dio”, ha sottolineato, richiamando l’esempio del santo come modello di fede e dedizione discreta ma profonda. Le parole del sacerdote hanno richiamato i fedeli a riscoprire la forza della presenza silenziosa, quella che sostiene le famiglie e la comunità senza clamore, ma con impegno costante e discreto. Al termine della celebrazione eucaristica, i partecipanti hanno preso parte alla solenne processione per le vie circostanti la parrocchia, portando in trionfo la statua di San Giuseppe tra canti e preghiere, accompagnata dalla recita del Santo Rosario. La processione, seguita da grandi e piccoli, è stata un momento di raccoglimento e di devozione condivisa, con la comunità che ha rinnovato così la propria fede in un rito che ha attraversato ge-

nerazioni. La festa è proseguita con un festival multiculturale del cibo, che ha trasformato la celebrazione religiosa in un’occasione di convivialità e scambio culturale.

Il piazzale della scuola si è animato di colori e profumi provenienti da diverse tradizioni gastronomiche, con lunghe tavolate che hanno offerto specialità italiane, australiane e di altre comunità presenti sul territorio.

L’evento ha sottolineato come il cibo, al pari della fede, possa diventare un potente veicolo di unità e condivisione, capace di abbattere barriere e valorizzare la diversità. Numerosi i momenti di socializzazione e di scambio tra le famiglie, con bambini che giocavano insieme e adulti che con-

versavano tra uno stand e l’altro, creando legami duraturi e rafforzando il senso di comunità. Molti hanno espresso gratitudine per la capacità della festa di coniugare religione e cultura, fede e convivialità, offrendo un’occasione di gioia condivisa e di rinnovamento spirituale.

La celebrazione di San Giuseppe a Moorebank si conferma così come uno degli eventi più sentiti della comunità locale, capace di rinnovare legami con le tradizioni italiane e di integrarle nella vita della comunità australiana. La dedizione dei volontari, il coinvolgimento dei padri somaschi e l’entusiasmo dei partecipanti hanno dimostrato come la fede, la cultura e la solidarietà possano camminare insieme.

P. David Romero incensa l'altare all'inizio della Santa Messa
Le violiniste che hanno accompagnato la musica liturgica
Fr David Romero durante l'omelia dedicata al "silenzio" di S. Giuseppe
Il Parroco P. Mathew benedice i catecumeni al secondo scrutinio
Taglio della torta commemorativa in onore a San Giuseppe
I sacerdoti e i fedeli al seguito della statua di San Giuseppe
Uno scorcio del festival culinaio multiculturale, momento conviviale
I sacerdoti somaschi durante la Preghiera Eucaristica
La processione del santo patrono portato a spalla dai giovani

Sapori di Sicilia per i giovani della GIA

lingua inglese e di aver costruito la propria carriera grazie a studio, sacrificio e determinazione, fino a conseguire laurea, master e dottorato e a lavorare per molti anni nel mondo accademico.

“L’Australia è una terra dove è possibile realizzare i propri sogni,” ha sottolineato. “Con impegno e costanza si possono raggiungere risultati straordinari.” Il senatore ha inoltre evidenziato come i figli degli emigrati italiani spesso si sentano profondamente legati alle proprie radici. “Le seconde e terze genera-

zioni nate qui a volte si sentono persino più italiane di chi è nato in Italia,” ha detto, invitando i giovani presenti a valorizzare questo patrimonio culturale. Successivamente ha preso la parola Emanuele Attanasio, rappresentante ENIT Australia e Nuova Zelanda dell’Agenzia Nazionale del Turismo Italiano, che ha parlato del cosiddetto “turismo delle radici”, un progetto pensato per incoraggiare i discendenti degli emigrati italiani a tornare nei luoghi di origine delle proprie famiglie. L’obiettivo è quello di promuovere non solo le grandi

città d’arte come Roma, Firenze o Venezia, ma anche piccoli borghi e territori meno conosciuti.

A chiudere gli interventi è stato Gabriele, giovane titolare de La Botte d’Oro, arrivato in Australia nove anni fa. Con orgoglio ha raccontato la sua esperienza imprenditoriale e il desiderio di portare in Australia i sapori autentici della Sicilia. Il suo messaggio ai giovani è stato semplice ma diretto: “In Australia si può fare. Basta lavorare duro.”

Dopo le presentazioni ufficiali, la serata è entrata nel vivo con un ricco buffet di specialità siciliane preparate dallo staff del ristorante. Tra arancini, focacce, salumi, formaggi e altre prelibatezze regionali, gli ospiti hanno potuto gustare i sapori tipici dell’isola accompagnati da un drink di benvenuto e da un buon bicchiere di vino.

Il momento più atteso è arrivato alla fine della cena, quando sono stati serviti i dessert: cannoli siciliani per tutti, simbolo per eccellenza della pasticceria dell’isola. I dolci hanno conquistato i presenti, molti dei quali si sono messi in fila per una seconda porzione.

La serata è poi proseguita con un’attività organizzata dal team GIA per coinvolgere tutti i partecipanti: un grande quiz di gruppo a risposta multipla dedicato alla cultura siciliana. Le domande spaziavano dalla storia dell’isola alla cucina tradizionale, dalle città più famose ai prodotti tipici. Tra risate, tentativi di risposta e piccoli dibattiti tra amici, il gioco ha creato un clima di grande complicità. Non sono mancati neppure i premi per i più fortunati grazie alla “Lucky Door Prize”, che ha premiato tre partecipanti estratti tra il pubblico.

La serata si è conclusa con una grande foto di gruppo e con l’invito, da parte degli organizzatori, a continuare a far crescere la rete dei giovani italiani in Australia. Molti dei presenti hanno già scannerizzato il QR code per unirsi alla comunità e restare aggiornati sui prossimi eventi.

Tra sapori di Sicilia, nuove amicizie e tanta voglia di sentirsi parte di una stessa storia, AperiGIA ha dimostrato ancora una volta quanto sia viva e dinamica la comunità dei giovani italiani a Sydney. E, a giudicare dall’entusiasmo dei partecipanti, questo è solo l’inizio.

Compleanno speciale al Community Garden

Lo scorso mercoledì, presso il Community Garden della CNA a Bossley Park, addobbato con eleganti palloncini blu e bianchi, si è respirata un’atmosfera di festa per celebrare un compleanno davvero speciale: il 45° di Armido. Per il giovane volontario della CNA, punto di riferimento per molti frequentatori del centro, è stato organizzato un pranzo semplice ma ricco di sapore e convivialità.

Il momento più atteso è stato senza dubbio il taglio della torta, accompagnato dalla consegna di una simpatica cartolina colma di messaggi affettuosi. A rendere ancora più emozionante la celebrazione, un caloroso “Happy Birthday” intonato all’unisono da tutti i presenti, segno tangibile dell’affetto e della stima nei suoi confronti. Armido, visibilmente emozionato, ha condiviso con gioia questo importante traguardo della sua vita insieme agli amici del mercoledì. Numerose fotografie hanno immortalato i momenti più belli della giornata.

A rendere ancora più speciale l’evento è stata la partecipazione attiva dei volontari, che con dedizione e spirito di collaborazione hanno curato ogni dettaglio dell’organizzazione. Dalla preparazione del pranzo alla dispo-

sizione degli spazi, tutto è stato pensato per far sentire Armido accolto e celebrato. Non sono mancati momenti di allegria, racconti e ricordi condivisi, che hanno contribuito a creare un clima familiare e sereno.

Eventi come questo dimostrano ancora una volta il valore della comunità e dell’amicizia, elementi fondamentali che rendono il Community Garden un luogo speciale, dove ogni occasione diventa un’opportunità per rafforzare legami e creare ricordi preziosi.

Oltre a celebrare Armido, la giornata ha rafforzato il senso di appartenenza tra tutti i partecipanti: bambini, adulti e anziani hanno condiviso risate, chiacchiere e giochi all’aperto, dimostrando come la semplicità e l’attenzione reciproca possano trasformare ogni incontro in un’esperienza indimenticabile. L’armonia e la spontaneità dei presenti hanno reso la festa un’occasione per creare nuove amicizie e per rinsaldare vecchi legami, ricordando a tutti quanto sia importante prendersi cura gli uni degli altri. L’evento si è concluso con un caloroso applauso finale e la promessa di ritrovarsi presto per nuove celebrazioni e momenti di gioia condivisa.

Master Cheese Makers Since
Continua dalla prima pagina
Il benvenuto del presidente GIA, Domenico Stefanelli
Il saluto di Gabriele Franco, proprietario de La Botte d'Oro
I giovani della GIA presenti all'evento
Armido con i genitori
CNA in festa nel consueto appuntamento del mercoledì
Volontari e direzione CNA ringraziano e festeggiano Armido

Serve chiarezza per gli elettori

Si è svolto lunedì 16 marzo, presso il Liverpool Catholic Club, nel south-west di Sydney, un partecipato forum pubblico con l’ex primo ministro australiano Tony Abbott. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto con sostenitori e membri della coalizione sui temi centrali della politica nazionale in vista delle prossime elezioni federali.

Nel corso del suo intervento, Abbott ha sottolineato come la politica debba tornare a concentrarsi sul bene del Paese piuttosto che sugli interessi individuali dei singoli esponenti politici. Secondo l’ex leader liberale, la presenza numerosa di partecipanti al forum dimostra che esiste ancora un forte interesse per il futuro dell’Australia e per il rilancio della coalizione. Abbott ha dichiarato di sentirsi pronto a contribuire a una nuova battaglia politica con l’obiettivo di riportare la coalizione al governo e sconfiggere l’attuale esecutivo guidato da Anthony Albanese.

Durante l’incontro è stato ricordato il successo elettorale del 2013, quando la coalizione ottenne una significativa vittoria conquistando diversi seggi tradizionalmente laburisti.

Abbott ha spiegato che quel risultato fu possibile grazie a messaggi chiari e concreti su temi fondamentali come il controllo delle frontiere, la riduzione delle tasse, il risanamento del bilancio pubblico e lo sviluppo delle infrastrutture.

Secondo l’ex primo ministro, le campagne elettorali successive hanno mostrato invece una certa debolezza comunicativa. Slogan generici e la mancanza di obiettivi chiari, ha affermato, hanno finito per indebolire il rapporto tra la coalizione e gli elettori. Abbott ha inoltre ricordato alcuni grandi progetti infrastrutturali realizzati durante il suo governo, tra cui la WestConnex e il nuovo Western Sydney Airport. Decisioni importanti, ha

Grande successo per Joe Avati al Club Marconi

di Maria Grazia Storniolo

Una serata all’insegna della comicità e del divertimento ha animato il Club Marconi, punto di riferimento dell’italianità nel West Sydney. L’evento, organizzato dal presidente Morris Licata, ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico: circa 1600 persone hanno assistito ai due spettacoli andati in scena la scorsa domenica, entrambi accolti con entusiasmo e calorosi applausi. Fin dalle prime battute si è respirata un’atmosfera festosa, con il pubblico pronto a lasciarsi coinvolgere da una serata dedicata alla leggerezza e alla condivisione.

sottolineato, che erano state rinviate per decenni e che furono finalmente portate avanti grazie a scelte politiche coraggiose.

Uno dei passaggi più rilevanti del forum ha riguardato il costo della vita, indicato come una delle principali preoccupazioni per le famiglie australiane.

Abbott ha denunciato il peso di tasse elevate, il costo dell’energia e i prezzi delle abitazioni sempre più difficili da sostenere.

A suo giudizio, la soluzione non consiste nell’aumentare l’intervento dello Stato, ma nel ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema normativo.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’immigrazione, che, secondo l’ex premier, avrebbe raggiunto livelli troppo elevati rispetto alla capacità del Paese di assorbire nuovi arrivi. Abbott ha sostenuto che in passato il sistema era più controllato e legato alle competenze richieste dal mercato del lavoro o a reali necessità umanitarie.

Nel corso del dibattito si è parlato anche della diminuzione della natalità. Abbott ha affermato che il costo della vita e il sistema fiscale penalizzano molte famiglie e ha proposto incentivi e politiche di sostegno per chi decide di avere figli.

In conclusione, l’ex primo ministro ha ribadito che la coalizione potrà tornare al governo solo attraverso unità interna, programmi chiari e un rapporto diretto con le comunità locali.

«Gli elettori vogliono risposte concrete su tasse, costo della vita e infrastrutture», ha affermato. «Solo così potremo riconquistare la loro fiducia e vincere di nuovo».

Ha infine invitato i presenti a partecipare attivamente alla vita politica locale, sostenendo candidati della coalizione nelle prossime sfide elettorali. Durante la serata non sono mancate domande dal pubblico, con interventi di cittadini e rappresentanti della comunità locale.

Protagonista assoluto della serata è stato Joe Avati, celebre comico italo-australiano nato a Sydney nel 1974 da genitori calabresi. Considerato uno dei più importanti comici di origine italiana a livello internazionale, Avati è noto per il suo stile di comicità osservativa, capace di raccontare con ironia e autenticità la vita quotidiana delle famiglie italiane all’estero. Nei suoi spettacoli mescola abilmente inglese e dialetto, dando vita a situazioni in cui il pubblico si riconosce con immediatezza. Le sue battute, spesso ispirate ai ricordi dell’infanzia e alla cultura familiare italiana, riescono a creare un legame immediato con gli spettatori. Con una carriera iniziata negli anni ’90, Avati ha conquistato le platee di Australia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito, affermandosi come il comico bilingue più venduto al mondo e uno dei principali ambasciatori della comicità “etnica”. Nonostante il successo internazionale, mantiene uno stile accessibile e mai volgare, capace di coinvolgere spettatori di tutte le età. Il suo talento nel raccontare con semplicità le differenze culturali tra generazioni e paesi continua a renderlo uno degli artisti più amati dal pubblico italo-australiano.

A guidare la serata è stato il maestro di cerimonia Melo Ridolfo, che ha invitato sul palco il presidente Licata per il saluto ufficiale. Nel suo intervento, Licata ha ringraziato la Doltone House per la disponibilità della grande sala, il management, i media, le radio e tutta la comunità presente per il costante supporto. Ha inoltre sottolineato l’importanza di iniziative culturali come questa, capaci di rafforzare il senso

di appartenenza e di mantenere vive le tradizioni italiane tra le nuove generazioni. Ad arricchire ulteriormente lo spettacolo sono stati gli interventi di James Liotta, della talentuosa cantante Grace Rizzo e del ventriloquo Darren Carr, che ha conquistato il pubblico con numeri brillanti e originali.

Momenti di grande coinvolgimento si sono alternati a risate spontanee, creando un’atmosfera calorosa e familiare che ha reso l’evento ancora più memorabile.

La varietà delle esibizioni ha con-

tribuito a mantenere alto il ritmo della serata, offrendo al pubblico uno spettacolo ricco e dinamico. La serata si è rivelata un grande successo, dove comicità e musica si sono fuse in un mix coinvolgente.

Un evento che ha saputo unire generazioni diverse nel segno dell’allegria e dell’identità culturale, confermando ancora una volta il Club Marconi come cuore pulsante della comunità italiana a Sydney e come luogo d’incontro privilegiato per celebrare cultura, spettacolo e tradizione.

Morris Licata, Joe Avati e Grace Rizzo
Il Ventriloquo Denny Carr
Sala gremita di partecipanti

speciale centrale

a scuola

Parent’s Journey Through Bilingual Parenting

Raising a child in a bilingual household can be a rewarding yet challenging journey, as Dr Francesca La Morgia, founder of Mother Tongues, recently shared in her personal account. As her first child was born, Dr La Morgia actively sought opportunities to expose her son to Italian, attending family gatherings, travelling to Italy, reading Italian books, and watching cartoons in the language.

By 20 months, her son was understanding both Italian and

English, though he mostly spoke English words initially. During a visit to a local parent-and-toddler group, a newly qualified speech and language therapist raised concerns about his vocabulary, suggesting he be placed on a waiting list for therapy. The therapist claimed that bilingual children should know at least 50 words in each language by 18 months, warning that her son might have a language delay.

Dr La Morgia questioned this

advice. She knew children develop at different rates—some of her friends’ toddlers spoke few words at that age, while others spoke many. She also recognised that observing a child’s development over time is essential. Speaking with colleagues in the field confirmed her intuition: the therapist should not have issued a “diagnosis” without a thorough assessment, nor suggested abandoning the mother tongue.

The toddler group manager revealed that many bilingual families had been advised by the same therapist to stop speaking their native languages, causing unnecessary worry and guilt. Dr La Morgia, however, persisted with Italian at home.

Today, her son is nine, fluent in both languages, and she reflects on the experience with clarity: parents should never abandon their mother tongue out of fear of developmental delays.

Cosa sono le "frasi fatte"?

di Patrizio Lo Votrico

La lingua italiana come ogni lingua è un organismo vivo, e come ogni organismo accumula nel tempo le sue abitudini, le sue cicatrici, i suoi automatismi. Uno degli aspetti più affascinanti — e più discussi — di questa vitalità linguistica è rappresentato dalle cosiddette frasi fatte: espressioni consolidate, combinazioni di parole che la tradizione ha cristallizzato in formule fisse, tramandate di generazione in generazione quasi come fossero oggetti preziosi da conservare intatti. Ma cosa sono esattamente le frasi fatte? E perché continuano a popolare il parlato e lo scritto degli italiani, nonostante i puristi della lingua le guardino spesso con sospetto?

Con il termine “frase fatta” si intende generalmente un’espressione idiomatica, un modo di dire o una locuzione il cui significato non è ricavabile dalla semplice somma dei suoi elementi. Dire che qualcuno ha le mani bucate non significa letteralmente che le sue mani abbiano dei fori: vuol dire che spende troppo, che i soldi gli scivolano via senza che riesca a trattenerli. È qui che risiede il fascino peculiare di queste costruzioni: nel salto semantico, nel momento in cui la lingua abbandona la logica letterale per abbracciare quella figurata.

Le frasi fatte si articolano in diverse categorie. Ci sono i proverbi, brevi sentenze sapienziali che condensano una verità di vita pratica: “chi dorme non piglia pesci”, “non è tutto oro quel che luccica”, “l’abito non fa il monaco”. Ci sono le locuzioni idiomatiche, ovvero combinazioni di parole con un significato fisso e non compositivo: “prendere in giro”, “avere il coraggio di”, “fare il punto della situazione”. E poi ci sono le collocazioni, cioè abbinamenti di parole talmente abituali da sembrare obbligatori: si prende una decisione, si fa una domanda, si porta rispetto — non si “effettua” una decisione né si “esegue” una domanda. La maggior parte delle frasi fatte italiane affonda le radici in un passato lontano, spesso rurale o artigianale. Molte espressioni rimandano a mestieri ormai scomparsi o a pratiche quotidiane che oggi suonano arcaiche. “Tagliare la corda”, per esempio, evoca l’immagine di qualcuno che taglia la corda a cui è legato il proprio asino

per fuggire in fretta — un’immagine perfettamente comprensibile per un contadino del Settecento, ma che per un abitante della città moderna è semplicemente un modo opaco di dire “scappare via”. Altre espressioni traggono origine dalla marineria — “essere in alto mare”, “perdere la bussola” — o dalla caccia e dalla pesca — “fare cilecca”, “abboccare all’amo”. La lingua latina, poi, ha lasciato tracce profonde: espressioni come “mettere i bastoni tra le ruote” o “scoprire gli altarini” rimandano a rituali e consuetudini dell’antichità classica o medievale.

Un’altra fonte ricchissima è la Bibbia e la tradizione religiosa cattolica. “Passare per il cruna di un ago”, “lavarsene le mani”, “essere al settimo cielo”: queste formule sono entrate nel parlato popolare attraverso i secoli di cultura cristiana che hanno plasmato l’identità italiana.

Oggi le frasi fatte vivono anche una nuova vita nell’ecosistema digitale. I social media, con la loro logica della condivisione rapida e dell’impatto immediato, hanno dato nuova linfa a certe espressioni, mentre ne hanno generate di nuove a velocità vertiginosa. Alcune di queste nuove formule entrano rapidamente nel parlato comune e poi svaniscono; altre si sedimentano e diventano parte del repertorio condiviso.

Interessante è anche il fenomeno dell’ironia sulle frasi fatte: sempre più spesso si usano espressioni consolidate in modo consapevolmente ironico, citandole tra virgolette mentali per segnalare una presa di distanza. Questo è un segno di maturità linguistica: la capacità di usare le formule del passato con leggerezza, senza lasciarsi dominare da esse. Le frasi fatte italiane sono, in ultima analisi, un patrimonio da custodire con intelligenza: né ignorato né sacralizzato. Esse portano con sé secoli di storia, di lavoro, di saggezza popolare, di ironia e di poesia. Usarle con consapevolezza significa onorare la profondità della lingua senza rinunciare alla libertà di pensiero. Il vero rischio non è usare frasi fatte: è usarle senza accorgersene, senza sentirle più, come se le parole fossero diventate solo rumore. Perché, come diceva già qualcuno molto tempo fa — forse con una frase fatta, forse no — le parole sono pietre, e meritano di essere scelte con cura.

Al lora! a scuola

Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 157

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.

L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’anno la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

La

casa dei

silenzi

di Giovanni Zamponi

Tutto sembra lasciato a mezza via, e quasi abbandonato alla rinfusa, come accade sovente quando si usa partire per un breve stare via. Stoviglie, sedie, carte, e biancheria in parte nei cassetti ancora chiusa; rappresa la memoria sta e confusa tra quello che ricorda e ciò che oblia. Pare ogni suppellettile in attesa di far qualcosa che non sarà mai. Quanti caffè da quella caffettiera oh bolle il borbottio così com’era! «Zucchero?» «Sì, ma un po’ di più ne fai, perché l’amaro più oggi mi pesa.»

The House of Silences by Giovanni Zamponi

Everything seems left halfway, almost abandoned in disorder, as often happens when one leaves for a brief time away. Dishes, chairs, papers, and linens still partly closed in drawers; memory congealed, standing confused between what it recalls and what it forgets. It seems every object waits to do something that will never be done. How many coffees from that little pot, oh, the murmur bubbles just as before! “Sugar?” «Yes, but make a bit more, for today the bitterness weighs heavier on me.»

“La casa dei silenzi” di Giovanni Zamponi è una poesia che riflette sul tema della memoria, dell’assenza e del tempo sospeso, utilizzando la casa come metafora centrale. Fin dall’inizio, l’autore descrive gli spazi domestici come “lasciati a mezza via” e “quasi abbandonati alla rinfusa”, evocando una sensazione di incompiutezza. Gli oggetti – stoviglie, sedie, carte, biancheria – sono descritti in uno stato di attesa o inattività, alcuni ancora chiusi nei cassetti. Questo linguaggio crea un’atmosfera di sospensione, suggerendo che la vita quotidiana è temporaneamente interrotta, come quando qualcuno parte per un breve soggiorno lontano. La memoria occupa un ruolo centrale nella poesia: è “rappresa” e confusa, oscillando tra ciò che ricorda e ciò che dimentica. Gli oggetti non sono semplici elementi materiali, ma testimoni silenziosi del passato, custodi di gesti e abi-

tudini che continuano a vivere nella mente dell’osservatore. Ogni suppellettile sembra attendere un’azione che non avverrà mai, amplificando il senso di immobilità e malinconia. Il momento del caffè, con il borbottio della caffettiera e il dialogo sullo zucchero, introduce un elemento di quotidianità familiare e intima. Questo piccolo gesto quotidiano diventa simbolo della nostalgia e del peso emotivo del presente: l’amarezza non è solo nel gusto, ma anche nel sentimento che accompagna il ricordo dei gesti passati.

Attraverso un equilibrio tra descrizione concreta e riflessione interiore, Zamponi trasforma la casa in uno spazio poetico dove si incontrano memoria, tempo e emozioni sospese. Ogni oggetto, ogni gesto quotidiano, assume il ruolo di testimone silenzioso della vita vissuta, rendendo la poesia una meditazione sulla fragilità della memoria e sull’intimità del quotidiano.

mercati & finanza

Trattative Usa-Cina a Parigi, accordi strategici su commercio e investimenti

Una delegazione commerciale statunitense guidata dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal rappresentante per il Commercio Jamieson Greer ha concluso a Parigi due giorni di colloqui con i pari cinesi, in vista del vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto a Pechino tra due settimane.

Nel primo resoconto ufficiale diffuso da Washington, Bessent ha definito gli incontri «molto buoni», evidenziando un clima di dialogo costruttivo che potrebbe gettare le basi per accordi concreti in settori strategici e facilitare una nuova fase di cooperazione economica tra le due superpotenze. I colloqui parigini hanno visto la delegazione americana confrontarsi con il vicepremier cinese He Lifeng e il capo negoziatore commerciale Li Chenggang. Tra le questioni principali, gli Stati Uniti hanno ribadito l’importanza di un aumento delle importazioni di aerei di linea Boeing da parte di Pechino, così come di carbone, petrolio e gas naturale statunitensi. Queste richieste riflettono la strategia di Washington volta a riequilibrare il deficit commerciale con la Cina e a sostenere settori industriali chiave dell’economia americana, rafforzando al contempo la posizione strategica degli USA sui mercati globali.

Il ciclo di incontri di Parigi segue discussioni precedenti a Ginevra, Londra, Stoccolma, Madrid e Kuala Lumpur, finalizzate a stabilizzare i rapporti bilaterali dopo l’inasprimento dei dazi introdotti lo scorso anno. L’obiettivo principale è creare un quadro di negoziazione costruttivo, capace di ridurre le tensioni commerciali accumulate negli

CAPRICORNO

22 Dicembre - 20 Gennaio

Dialogo costruttivo, favorisce stabilità nei rapporti familiari. In amore chiarimenti utili aiutano a ritrovare serenità e comprensione reciproca. Nel lavoro, con la Luna nel segno, concediti tempo per te stesso senza sensi di colpa.

ACQUARIO

21 Gennaio - 19 Febbraio

ultimi anni e prevenire possibili escalation. Secondo fonti interne, gli interlocutori cinesi si sarebbero mostrati disponibili ad aumentare gli acquisti agricoli dagli Stati Uniti, comprese carni avicole, manzo e colture diverse dalla soia.

Confermata l’intenzione di acquistare 25 milioni di tonnellate l’anno di semi di soia americani per tre anni, misura destinata a influenzare il mercato agricolo globale e le catene di approvvigionamento agroalimentari internazionali.

Oltre agli accordi tradizionali, le delegazioni hanno discusso la creazione di meccanismi formali per gestire commercio e investimenti nei settori non sensibili. Tra le proposte emerse, un US-China “Board of Trade” e un “Board of Investment”, strutture pensate per monitorare e facilitare le relazioni economiche bilaterali. Questi strumenti potrebbero ridurre le tensioni future, migliorare la trasparenza delle transa-

ARIETE

21 Marzo - 19 Aprile

zioni e creare piattaforme stabili per risolvere eventuali controversie commerciali prima che degenerino in conflitti più ampi, offrendo maggiore prevedibilità agli operatori internazionali e favorendo un ambiente più sicuro per investimenti e partnership. Significativo progresso è stato segnalato sul fronte dei minerali critici. Washington ha richiesto maggiore accesso all’ittrio, terra rara essenziale per turbine dei motori a reazione. Secondo quanto riferito, le parti hanno individuato modalità per allentare le restrizioni esistenti, un passo rilevante per la sicurezza della catena di approvvigionamento americana, riducendo la dipendenza estera in settori strategici come aerospazio, difesa e tecnologia avanzata, garantendo stabilità produttiva e rafforzando la leadership tecnologica degli Stati Uniti.

Bessent ha precisato che eventuali risultati concreti saranno confermati e approvati dai due

Venere favorisce i sentimenti, rendendo l’amore protagonista nelle prossime 48 ore. In coppia passione e complicità si intensificano; evitate polemiche con Leone e Bilancia. Nel lavoro questo weekend non ci sono novità rilevanti da segnalare.

Stelle favorevoli, portano entusiasmo nei rapporti sentimentali. In amore single curiosi di nuove esperienze, coppie ritrovano complicità. Nel lavoro prudenza domenica: potrebbero emergere tensioni improvvise che richiedono calma e attenzione.

PESCI

20 Febbraio - 20 Marzo Sicurezza interiore, porta emozioni dolci e ispirate. In amore vivi momenti di tenerezza e sensibilità profonda. Nel lavoro sogni e intuizioni aiutano a programmare il futuro con maggiore chiarezza e fiducia.

TORO

20 Aprile - 20 Maggio

Marte aumenta audacia e intraprendenza nei sentimenti, favorendo incontri stimolanti. In coppia entusiasmo e passione rendono le giornate piacevoli. Domenica serata tranquilla, ideale con amici e senza tensioni. Nel lavoro questo weekend non ci sono novità particolari da segnalare.

GEMELLI

21 Maggio - 21 Giugno

Weekend favorevole, porta emozioni e occasioni sentimentali.

Se devi dichiararti, approfitta di queste 48 ore. Nel lavoro pausa meritata dopo giorni frenetici: evita di sovraccaricare mente e corpo, concediti relax necessario.

CANCRO

presidenti durante il vertice di Pechino, in programma dal 31 marzo al 2 aprile. La visita di Trump segnerà la prima di un presidente statunitense in carica in Cina da quasi un decennio, dopo il viaggio di novembre 2017. La portata simbolica è significativa, non solo per i negoziati commerciali, ma anche per la percezione globale delle relazioni tra le due superpotenze, in un momento in cui tensioni commerciali, geopolitica e sicurezza internazionale si intrecciano. Il contesto resta complesso. I negoziati si svolgono sullo sfondo della guerra in corso in Iran, che ha compromesso il transito attraverso lo stretto di Hormuz, nodo strategico da cui passa gran parte del petrolio importato dalla Cina e circa il 20% del commercio mondiale di greggio. Trump ha lasciato intendere che la visita a Pechino potrebbe essere rinviata se la Cina non sostenesse la missione navale statunitense volta a scortare le petroliere lun-

dal 20 Marzo al

22 Giugno - 23 Luglio

Chiarimenti utili, rafforzano i legami a partire da sabato pomeriggio. In amore queste 48 ore favoriscono momenti intensi e ricordi condivisi. Nel lavoro concediti relax: dopo gli impegni recenti hai davvero bisogno di recuperare energie.

LEONE

24 Luglio - 23 Agosto

Passione ritrovata, riporta entusiasmo dopo settimane sottotono. In amore cresce il desiderio di vivere emozioni intense e spontanee. Nel lavoro, se alcune risposte tardano, da domenica guardati attorno alla ricerca di novità interessanti.

VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre

Clima più sereno, alleggerisce le tensioni nei rapporti affettivi.

go lo stretto. Bessent ha chiarito che un eventuale rinvio sarebbe legato solo a motivazioni logistiche e non a pressioni sulla Cina, sottolineando che la decisione finale spetta al presidente, in qualità di comandante in capo, considerando la crisi iraniana, la sicurezza delle rotte commerciali e la stabilità dei mercati energetici globali.

La delegazione americana sarà accompagnata dal segretario di Stato Marco Rubio, nonostante le sanzioni imposte dalla Cina nel 2020 per le sue posizioni su Hong Kong e Xinjiang. La presenza di Rubio, noto come ex falco verso Pechino, riflette la linea dell’amministrazione Trump tra apertura economica e priorità di sicurezza nazionale. La partecipazione di figure politiche con esperienza diretta nei confronti della Cina indica l’intento di Washington di affrontare le trattative con pragmatismo economico e attenzione strategica, bilanciando interessi commerciali, sicurezza e relazioni diplomatiche.

Con i colloqui di Parigi conclusi e il vertice di Pechino alle porte, l’attenzione si concentrerà su come il clima positivo descritto da Bessent si tradurrà in impegni concreti.

Aeronautica, energia, agricoltura e minerali critici saranno al centro della discussione, con l’obiettivo di consolidare relazioni più stabili e prevedibili. Se il vertice confermasse i progressi emersi a Parigi, potrebbe segnare una svolta significativa nei rapporti economici USA-Cina, riducendo le tensioni accumulate negli ultimi anni e creando opportunità di cooperazione in settori strategici a livello globale, rafforzando fiducia degli investitori e stabilità dei mercati.

BILANCIA

23 Settembre - 22 Ottobre

Clima agitato, porta qualche tensione nei rapporti personali. In amore serve più onestà e meno diplomazia del solito. Nel lavoro domenica piena di dubbi: meglio rimandare decisioni e riflettere con calma prima di agire.

SCORPIONE

23 Ottobre - 22 Novembre

Occasioni speciali, possono rendere queste 48 ore davvero memorabili. In amore organizzate un incontro importante per ravvivare le emozioni. Nel lavoro weekend significativo, ma evitate di stancarvi troppo e gestite le energie con equilibrio.

In amore chi ha chiuso una storia è pronto a voltare pagina. Nel lavoro concediti una pausa: dopo una settimana frenetica serve staccare e recuperare energie.

SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre

Sentimenti in rinascita, riportano serenità e migliorano l’umore.

In amore ritrovi leggerezza e voglia di condividere emozioni sincere. Nel lavoro, dopo giornate impegnative, recuperi entusiasmo e uno spirito più sereno.

26 Marzo 2026

Papa Leone XIV, la chiesa rifugio sicuro

“So che realizzerete l’elezione della presidenza per il periodo 2026-2030, il cui compito, tra gli altri, sarà quello di continuare ad animare l’attuazione del Sinodo per l’Amazzonia e preparare allo stesso tempo i contributi della vostra esperienza per l’Assemblea Ecclesiale a Roma, prevista per l’anno 2028. Siate certi che vi accompagno con la mia preghiera in questo importante passo”. Così Papa Leone XIV nel videomessaggio inviato ai partecipanti alla VI Assemblea della Conferenza Ecclesiale dell'Amazzonia in corso a Bogotà, in Colombia.

“Qualcosa di nuovo sta nascendo: è ancora fragile, ma è già in cammino, forse impercettibile, ma come il germoglio dell’albero

shihuahuaco, il “gigante della foresta”, che cresce molto lentamente ma può vivere più di mille anni, un colosso alto decine di metri e con una chioma ampia, che diventa rifugio sicuro per aquile, tucani, ara, titì, sakì e scoiattoli, trasformandosi in un ecosistema in sé stesso. Questo può aiutare a comprendere ciò che la Chiesa desidera essere: un segno di unità nella diversità e un rifugio sicuro che genera e protegge la vita”.

“Vi invito – ha spronato il Papa - a lavorare con la fiducia di una fede radicata in Cristo che ci ripete: «Io ti ho amato» perché è proprio questo amore divino-umano di Gesù che ci trasforma in uomini e donne nuovi. Questo amore, contemplato nella preghiera, ci

invia a rispondere con generosità e coraggio nella missione”.

“Il contesto attuale – ha osservato ancora Leone XIV - esige una risposta adeguata di fronte ai numerosi sfide sociali, ambientali, culturali ed ecclesiali che persistono in Amazzonia, minacciata da situazioni di abuso e di sfruttamento. Il fiore della passione, la cui particolare forma richiama in modo impressionante la Passione di Cristo e che avete scelto come simbolo dell’Assemblea, rappresenta il ruolo profetico della Chiesa e di tutti i suoi membri, ciascuno secondo la propria missione: proclamare il kerygma e la vita nuova in Cristo, accompagnare chi soffre, custodire il creato e il rispetto della vita in tutte le sue forme, specialmente la vita umana”.

“L’inculturazione – ha concluso il Papa è un cammino difficile ma necessario. Vi incoraggio a proseguire insieme, pastori e fedeli, nel rafforzamento dell’identità dei discepoli missionari nell’Amazzonia. Continuate a seminare nel solco che è stato irrigato anche con il sangue di tanti uomini e donne che vi hanno preceduto e che, uniti alla passione di Cristo, sono diventati la radice di un “albero gigante” che cresce in Amazzonia”.

Church Actively Tackles Abuse and

Preventing abuse is not an optional task, but an integral part of the Church’s mission.” With these words, Pope Leo XIV welcomed members of the Pontifical Commission for the Protection of Minors this morning, emphasizing the importance of fostering a culture of care within the Church.

The Pope highlighted that listening to victims and survivors is essential: “Although painful, their experiences bring the

truth to light and teach us humility, opening a credible path of hope and renewal.” He urged all Church leaders and faithful to engage actively in training, accountability measures, and transparent procedures, ensuring that every community is vigilant and responsive.

He also called for deeper collaboration with civil authorities, mental health professionals, and educational institutions, noting that a coordinated approach

Protection

strengthens prevention and fosters trust. “Every action taken, however small, contributes to a safer environment for our children and the vulnerable,” he said.

The Commission’s annual report, he added, is a tool of responsibility and prudence: “Hope prevents us from falling into discouragement; prudence protects us from improvisation.”

Pope Leo XIV concluded by stressing that safeguarding minors and vulnerable people is a dimension that permeates all aspects of Church life: pastoral care, formation, governance, and discipline.

Every step forward in this journey, he affirmed, is a step toward Christ and toward a more authentic, evangelical Church— one that combines responsibility, communion, and courage in protecting the most vulnerable.

He reminded all members of the Church that vigilance, compassion, and unwavering commitment are indispensable for lasting reform and renewal.

Lion Pilgrimage forma giovani cattolici per guidare il futuro

Un’opportunità unica attende i giovani cattolici australiani questo luglio con la prima Lion Pilgrimage, un percorso di due settimane che unisce formazione spirituale, leadership e impegno pubblico. Ideata dal vescovo di Sydney Anthony Percy, la peregrinazione punta a offrire strumenti concreti per comprendere come i valori cattolici possano guidare una vita professionale e pubblica orientata al servizio degli altri. L’idea è nata durante un viaggio a Torino, in Italia, dove il vescovo Percy ha visitato centri giovanili salesiani. “Mi sono reso conto che i giovani trarrebbero grande beneficio da un’opportunità per riflettere sulla loro fede e sul servizio pubblico come vocazione,” ha dichiarato. La Lion Pilgrimage si propone di aiutare i partecipanti a integrare fede e impegno civico in maniera concreta e consapevole. Organizzata con l’operatore Harvest Journeys, la peregrinazione porterà i partecipanti in diverse località italiane, con approfondimenti sui lasciti di figure cattoliche di rilievo come San Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, San Giovanni Paolo II e il recentemente canonizzato Carlo Acutis. Il nome della peregrinazione richiama i papi Leone XIII e Leone XIV, le cui encicliche e insegnamenti sociali hanno posto le basi della dottrina sociale della Chiesa, valorizzando dignità della persona, bene comune, sussidiarietà e solidarietà. “Questi principi sono ancora oggi fondamentali,” ha spiegato il vescovo Percy. “La sussidiarietà, in particolare, incoraggia la partecipazione a livello locale, permettendo agli individui di influire sulla società e bilanciare grandi burocrazie. I nostri pellegrini impareranno a contribuire al miglioramento del Paese attraverso questa prospettiva.”

Accanto al vescovo Percy ci saranno Francine e Byron Pirola, fondatori di SmartLoving e Cath Family. I Pirola sottolineano come il percorso aiuti i giovani a discernere modi concreti per vivere la fede nella vita quotidiana e nel lavoro. “Non è solo un’esperienza matrimoniale, anche se il matri-

monio resta un aspetto importante,” ha spiegato Byron. “La domanda più ampia è: come vivere una vita di missione come professionista o figura pubblica?”

Francine Pirola aggiunge che l’esperienza permette ai partecipanti di acquisire consapevolezza su relazioni, vocazione e servizio in un contesto condiviso e formativo. “Molta formazione dovrebbe avvenire idealmente prima del matrimonio o del fidanzamento. Questa peregrinazione offre ai giovani la possibilità di esplorare questi temi in maniera esperienziale,” ha detto.

Un obiettivo centrale è sviluppare voci cattoliche autentiche ed efficaci. “Non si può essere autentici senza formazione, né efficaci senza capire come influire positivamente,” ha spiegato Byron. I partecipanti rifletteranno su come la fede possa guidare il loro contributo alla società, sia attraverso matrimonio, vocazione sacerdotale o impegno pubblico.

Per chi considera il matrimonio, la peregrinazione offre strumenti per comprendere il ruolo della famiglia nella società. Il vescovo Percy ha sottolineato: “Il matrimonio sostiene la famiglia, e la famiglia sostiene la società. L’esperienza può anche ispirare a valutare la vocazione sacerdotale e il contributo spirituale agli altri.” Oltre alla formazione, la peregrinazione favorisce networking e confronto tra coetanei. “Incontrare giovani con la stessa motivazione di servire e integrare la virtù cattolica nella vita quotidiana è prezioso,” ha detto Francine. “A volte una semplice conversazione durante i trasferimenti può essere formativa quanto le sessioni strutturate.”

Le candidature stanno già arrivando e i programmi pre-pellegrinaggio aiutano i partecipanti a conoscersi e prepararsi. Il vescovo Percy si è detto ottimista: “La Chiesa ha una lunga storia di impegno nella vita pubblica e politica in Australia. Questa esperienza permetterà ai giovani leader di approfondire la vita spirituale e affrontare le sfide future con chiarezza e determinazione.”

Nefertiti, donna dell'antico Egitto

Nefertiti è una delle regine più misteriose e affascinanti dell’antico Egitto. Moglie del faraone Akhenaten, visse nel XIV secolo a.C. durante un periodo di profonde trasformazioni religiose e culturali.

Insieme al marito promosse il culto del dio sole Aten, una riforma religiosa che cercò di sostituire il tradizionale politeismo egizio. Nefertiti non fu soltanto la consorte del sovrano, ma probabilmente ebbe anche un ruolo

politico importante nella corte reale. Il suo nome significa “la bella è arrivata”, e la sua immagine è diventata celebre soprattutto grazie al famoso busto conservato presso il Neues Museum. Questa scultura, scoperta nel 1912, è considerata uno dei capolavori dell’arte antica e rappresenta un ideale di bellezza elegante e armoniosa. Ancora oggi Nefertiti resta una figura avvolta nel mistero, simbolo di regalità, grazia e raffinatezza.

Elizabeth I la vergine Regina

Elizabeth I fu una delle sovrane più importanti della storia inglese. Figlia del re Henry VIII e di Anne Boleyn, salì al trono nel 1558 e governò per oltre quarant’anni. Il suo regno, noto come Età Elisabettiana, fu un periodo di straordinario sviluppo culturale, politico ed economico per l’Inghilterra. Durante il suo governo fiorirono le arti e la letteratura, con figure come William Shakespeare che contribuirono a rendere celebre la cultura ingle-

se nel mondo. Elizabeth dimostrò grande abilità diplomatica e riuscì a consolidare la stabilità religiosa del Paese dopo anni di conflitti. Il suo prestigio internazionale crebbe ulteriormente con la vittoria contro la Spanish Armada inviata dalla Spagna. Conosciuta come la “Regina Vergine”, Elizabeth I scelse di non sposarsi mai, dedicando la propria vita al regno e diventando una delle figure più forti e iconiche della monarchia europea.

Marie Antoniette Ancien Regime

Marie Antoinette è una delle regine più famose e controverse della storia europea. Nata arciduchessa d’Austria, era figlia dell’imperatrice Maria Theresa e sposò il futuro re di Francia Louis XVI quando era ancora molto giovane. Divenne regina nel 1774 e visse alla corte del magnifico Palace of Versailles. La sua vita fu segnata dal lusso e dalle critiche dell’opinione pub-

Cleopatra VII e i rapporti con la Roma di Marco Antonio

Cleopatra VII fu una delle sovrane più affascinanti e celebri dell’antichità, ultima regina della dinastia tolemaica. Salita al trono in un periodo di grande instabilità politica, dovette affrontare sfide interne ed esterne per mantenere l’autorità e l’indipendenza dell’Egitto.

La sua intelligenza e la sua cultura erano straordinarie: parlava diverse lingue, conosceva a fondo la politica internazionale del Mediterraneo e sapeva muoversi abilmente tra le complesse dinamiche dei poteri regionali. Nonostante la fama legata alla sua bellezza, spesso celebrata dagli storici antichi, Cleopatra si distinse per capacità diplomatiche e strategiche fuori dal comune. Le sue alleanze personali e politiche con Julius Caesar e successivamente con Mark Antony segnarono profondamente la storia romana e quella egiziana, influenzando eventi decisivi come la guerra civile romana. Cleopatra cercò con determinazione di proteggere l’Egitto dall’espansione romana, consolidando legami politici e militari

che avrebbero potuto garantire la sopravvivenza del suo regno. Tuttavia, dopo la sconfitta nella battaglia di Azio (Battle of Actium) contro le forze di Ottaviano, il suo destino fu irrevocabilmente segnato. La regina, insieme a Mark Antony, scelse il suicidio, ponendo fine a secoli di dominio tolemaico in Egitto e aprendo la strada alla completa integrazione della regione nell’Impero Romano. Nonostante la tragica conclusione della sua vita, Cleopatra rimane oggi un’icona di potere femminile,

seduzione e abilità politica. La sua figura continua a ispirare generazioni attraverso arte, letteratura, teatro e cinema, simbolo di una donna capace di dominare non solo per fascino esteriore, ma per intelligenza, carisma e forza di volontà.

La sua storia offre uno spaccato unico sulla complessità del potere, delle relazioni internazionali e della determinazione personale, rendendo Cleopatra un modello duraturo di leadership e influenza nel mondo antico e oltre.

Regina Rania di Giordania simbolo di progresso

Queen Rania of Jordan è una delle figure regali contemporanee più ammirate al mondo. Nata nel 1970 a Kuwait in una famiglia di origine palestinese, Rania ha costruito una vita all’insegna dell’impegno sociale e dell’innovazione. Nel 1993 sposò King Abdullah II, diventando regina nel 1999, ruolo che ha interpretato con grande attenzione alla responsabilità e alla vicinanza alla popolazione.

Oltre alla sua eleganza e al suo stile raffinato, Queen Rania è riconosciuta per la dedizione alle cause sociali, educative e umanitarie. Ha promosso in particolare l’educazione come leva fondamentale per il progresso dei giovani nel Medio Oriente, concentrandosi sul miglioramento delle opportunità scolastiche, la formazione professionale e l’inclusione tecnologica.

Molti dei suoi progetti sono stati realizzati attraverso fondazioni e partnership internazionali, sostenendo iniziative volte a ridurre il divario educativo e a favorire l’empowerment femminile.

Rania ha anche lavorato attivamente per promuovere i diritti delle donne, incoraggiando la partecipazione femminile nella vita pubblica, nel mondo del lavoro e

nell’imprenditoria. Ha spesso sottolineato come la valorizzazione del ruolo femminile sia essenziale per lo sviluppo sostenibile della società. Il suo approccio combina sensibilità culturale e apertura verso le innovazioni globali, rendendola un punto di riferimento non solo in Giordania ma a livello internazionale, ispirando leader e giovani in tutto il mondo.

Grazie alla sua presenza attiva sui social media, Queen Rania riesce a comunicare direttamente con milioni di persone in tutto il mondo, condividendo messaggi di solidarietà, istruzione e sviluppo sociale. La sua immagine moderna della monarchia ha contribuito a rendere la casa reale giordana

più vicina alla popolazione, creando un dialogo più diretto e partecipativo con cittadini e giovani. Oltre al suo impegno pubblico, Queen Rania è madre di quattro figli, cercando di bilanciare i doveri reali con la vita familiare. La sua capacità di unire eleganza, pragmatismo e impegno sociale l’ha resa un modello di leadership contemporanea. Attraverso iniziative educative, programmi di empowerment, progetti tecnologici e attività filantropiche, continua a promuovere valori di equità, inclusione e sviluppo sostenibile, consolidando il suo ruolo come una delle regine più influenti e rispettate a livello globale.

blica, che la accusava di eccessiva spesa e distanza dai problemi del popolo. Quando scoppiò la French Revolution, la monarchia francese fu travolta dagli eventi. Marie Antoinette e il re furono arrestati e successivamente giustiziati nel 1793.

Nonostante la tragica fine, la sua figura è rimasta nella memoria collettiva come simbolo di eleganza, moda e dramma storico.

di Cristian Arni

Ci sono attività commerciali di quartiere intramontabili, che r-esistono alla dura prova del tempo e che anzi proprio il tempo impreziosisce di quella specificità che le rende uniche, a dispetto di tutto; una di queste è Bartocci Sport, abbigliamento casual e sportivo, praticamente un’istituzione per i “veterani” dello shopping capitolino.

Il negozio si trova a pochi passi da Piazza Buenos Aires, soprannominata dai romani Piazza Quadrata appunto per la sua forma specifica, vicino al suggestivo Quartiere Coppedè, al civico 49-51 di Viale Regina Margherita, viale storico di Roma che, fiancheggiando la Città Universitaria, il Policlinico Umberto I, attraversando arterie stradali importanti come Via Nomentana e giù di lì passando per il Quartiere Trieste, raggiunge il quadrante Nord della Capitale, dove prende il nome di Viale Parioli.

Ed è proprio nell’allora Campo Parioli che prende avvio la storia della Famiglia Bartocci, una famiglia che del commercio al dettaglio ha fatto la propria vocazione professionale, prima che questa area fosse urbanizzata nel secondo dopoguerra, dove

la pagina di Palmerini

fu edificato, in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Villaggio Olimpico, Proprio in questa zona, con l’arrivo degli americani, Papà Bartocci, Enzo detto Righetto, acquistava i primi jeans proprio da loro, per poi rivenderli. Inizialmente “Righetto”, così soprannominato, era un venditore ambulante che trattava un po’ di tutto, specie prodotti di igiene made USA: dai saponi ai deodoranti,

dentifrici fino ai primi jeans e altri capi di abbigliamento, successivamente fecero la fortuna di papà Enzo che a quel punto aveva aperto il suo emporio nel seminterrato in Viale Parioli.

Da venditore ambulante su un muretto tra Via Giosuè Borsi e Via Ruggero Fauro ed Enzo/Righetto con il figlio Franco, di soli 9 anni, divennero commercianti a tutti gli effetti, con un proprio punto vendita.

L’aneddotica sul suo soprannome è quanto mai singolare: dove Enzo esponeva inizialmente i suoi prodotti c’era un falegname, Enrichetto, così quando Papà Enzo passava davanti alla sua bottega lo salutava confidenzialmente: “Ciao Erì” e l’altro gli rispondeva giocosamente completando il suo nome: “Ciao Righè”, così si diffuse la credenza che Enzo si chiamasse Righetto e ne adottò il “nome d’arte” per il suo banco.

Così tra un prodotto di igiene e un jeans, tra un capo di abbigliamento e l’altro Enzo, trovata una cantina in via Gualtiero Castellani 6 iniziò a “vestire” i giovani pariolini di allora fino a conquistare tutti i ragazzi della Capitale con i capi di abbigliamento firmati: Levi Strauss, Lee, Wrangler, le Dodgers, Westcott e Clarks ai piedi, poi le Timberland, le immancabili T-Shirt Fruit of the Loom e molte altre case di abbigliamento (oggi diremmo brand) che all’epoca erano ignote nel nostro Paese, appena uscito – e malamente – da un conflitto mondiale, che puntava alla

sua ricostruzione. Oggi termini come emporio, negozio, suscitano quasi stupore e meraviglia nelle nuove generazioni avvezze allo shopping online, ma attività commerciali come Bartocci Sport, dicevamo in apertura, hanno resistito alla dura prova del tempo e al cambiamento delle abitudini sociali.

Specialmente negli ultimi 25 anni il commercio al dettaglio ha subito vari affondi: prima dal fiorire dei centri commerciali, poi la diffusione dell’acquisto (più o meno compulsivo sul web) e successivamente con l’imporsi, specie dopo la pandemia da Covid, di piattaforme digitali in cui è possibile trovare di tutto, non di rado a prezzi concorrenziali, ma ciò che manca è il rapporto umano, il calore e colore che si instaura con chi la vendita ce l’ha nel sangue, e non imposta da meri fini e formule di marketing, da professionisti che ti sanno indicare, indirizzare verso il prodotto giusto, proprio come avveniva nei primi anni di Bartocci Sport, dove uno dei figli di Enzo, Maurizio, ricordato come un ragazzone alto e svelto, era un abile venditore capace di prendere le misure solo osservando il cliente, o tuttalpiù poggiando le sue mani sulle spalle. Nel mentre un altro figlio di “Righetto”, Franco, appassionato di motociclismo tanto da frequentarlo professionalmente, quando decise di smettere con le gare, aprì il suo punto vendita, inizialmente in Via Rubicone, angolo Via Tagliamento – con il nome “Bartocci Sport” – non lontano dal Piper, dove ancora oggi è presente lo Stock House, guarda caso anche qui si scendono delle scale per immergersi in un mondo di abbigliamento casual che ripercorre la storia di firme che hanno vestito le ultime quattro generazioni, e contemporaneamente ne apre un altro, quello in Viale Regina Margherita, ora il suo “Punto di Forza”.

caloroso, di atmosfera, pieno di colori, dove è possibile assaporare (per i palati più fini) il sapore del tempo, ma un tempo in divenire, che non si è solo fermato al passato, perché la storia della Famiglia Bartocci fonda le radici nel passato ma si è proiettata non solo nel presente, ma anche nel futuro, aggiornandosi a ciò che il mercato, in qualche modo offre oggi, un sito web dove effettuare ordini e acquistare capi di abbigliamento da ricevere a casa, oppure da ritirare in negozio; naturalmente non mancano i canali social, da Facebook a Instagram, dove è possibile seguire le ultime novità e iniziative, promozionali e restare aggiornati sui cataloghi e le novità disponibili.

Del resto anche chi ha redatto questo articolo è passato nei camerini di Bartocci, sia nel punto vendita di Via Rubicone, sia in quello di Viale Regina Margherita, quando tra scuola, occupazioni, scioperi e “4 salti” al noto e vicinissimo Piper il Sabato pomeriggio – prima di immergersi con gli amici e i compagni di classe nella movida capitolina di quella meravigliosa stagione che è la giovinezza – ci si recava a comprare ora le scarpe, solitamente i boot della Timberland, ora i jeans Levi Strauss, i famigerati 501 (a vita bassa) o i jeans Lee, o i cross country, ora un North Face, oppure un Ciesse Piumini, fermandoci alle immancabili T-Shirt della Fruit of the Loom, indossate anche dai genitori, il tutto tra risa, canzonature giocose e mai maliziose tra noi che partivamo per queste scorribande con gli amici di Piazza Verbano, Piazza Bologna e i Parioli, per competere con i Paninari milanesi, a Roma chiamati: “Tozzi”.Sebbene oggi, Paninari e Tozzi siano appannaggio delle generazioni anni ’80, e le mode cambino con l’evoluzione del costume e della società, Bartocci Sport resta un punto di riferimento per lo shopping, non solo degli aficionados e dei Boomer (per chiarezza, le generazioni prima dei Millennial e successive), da Bartocci Sport si rivolgono sia gli uni che gli altri, adulti e ragazzi, ce n’è per tutti: donne, uomini e giovanissimi.

Del resto il motto dello storico negozio lo esprime a chiare lettere la foto (qui esposta) nel corso del tempo: “Non si arriva in alto superando gli altri. Si arriva in alto superando se stessi”.

NOTE A MARGINE

E’ sufficiente entrare nel suo negozio attuale per trovare le griffe, le marche e i grandi nomi di capi di abbigliamento in voga già dagli anni in cui il negozio era frequentato da VIP, attori, esponenti del mondo sportivo, personalità del mondo imprenditoriale, registi, sia marche più “giovani”, in un ambiente unico,

Bartocci Sport, con la sua sede in viale Regina Margherita e Stock Hause in via Rubicone, è senz’altro un punto di riferimento per tutta Roma, per i Romani “Doc” e gli altri – residenti e non – a prescindere dalle fasce di età, dalle attività personali, dalle proprie simpatie sportive e/o politiche. Anche io – pur se non più Giovane, oramai nobilmente “Antico” per datazione Anagrafica (e per determinate radici identitarie ritenute politicamente scorrette) – alquanto sovente mi affaccio davanti ai due negozi, sia per ammirare i poster ed osservare le vetrine od effettuare saltuariamente qualche acquisto.

Inaugurazione negozio in via Rubicone
Bartocci Sport

CAPPELLA VATICANA SISTINA

La cappella viene così definita: un edificio religioso più o meno importante per forma e dimensioni, inserito in un ambiente religioso o in una chiesa.

Il nome deriva dal latino medievale, che voleva dire “cappa” o “mantello”. Forse “Cappella” deriva fin dai tempi dei re di Francia, quando custodiva la reliquia della cappa di San Martino di Tours, ma parliamo di un semplice “forse” o di storia.

La cappella che a noi interessa è quella “Sistina”, cioè quella tanto decantata del Vaticano. Fu costruita tra il 1473 e il 1481, in otto anni, cioè molto meno dell’autostrada di Reggio Calabria. Papa Sisto IV la volle come luogo per i conclavi. Progettata da Giovanni de’ Dolci e affrescata dai più grandi dell’epoca — Michelangelo Buonarroti, Botticelli, il Perugino e molti altri.

La storia racconta che Papa Sisto la volle nello stesso posto della Cappella Magna, ricalcando le stesse misure del Tempio di Salomone già descritto nella Bibbia, e la consacrò il 15 agosto del 1483. La bellezza della Cappella Sistina non finì lì, ma continuò con af-

freschi sotto la guida di altri noti artisti dell’epoca: Botticelli, Perugino, Ghirlandaio e Signorelli. Papa Giulio II affidò ancora a Michelangelo la decorazione della volta, dal 1508 al 1512, con la “Creazione di Adamo”, e poi nel 1536 con il “Giudizio Universale”. Non c’è che dire: è immensa la bellezza di quella cappella, ammirata dal mondo intero. Importanti restauri sono stati fatti negli anni; il più recente si concluse nel 1999. Ora, a pochi anni di distanza, si stanno preparando nuovi restauri. Va capito: il continuo passaggio di milioni di visitatori porta, anche senza volerlo, enormi quantità di umidità alle pitture.

Tanto per sorridere, speriamo che durante i prossimi restauri non venga fuori la faccia di Elena, detta Elly Schlein, magari nella pittura del “Giudizio Universale”, che raffigura anche la fine del mondo.

Descrivere passo per passo tutte le bellezze della Cappella Sistina richiederebbe molto spazio sul giornale; pertanto, mi limito (come sempre) a ricordare che, una volta a Roma, ricordatevi di visitarla.

JERASH ANTICA CITTÀ ROMANA

Jerash antica Gerasa si trova in Giordania, una millenaria citta’ del Neo era un’attiva citta’ ellenistica diventata poi una delle piu’ splendenti citta’dell’Impero Romano , ma in epoca bizantina era uno dei centri Cristiani piu’ in voga fino a quando nel 747 d.c. un tremendo terremoto quasi la distrusse facendola dimenticare, fu riscoperta nel XIX secolo come una delle citta’ romane meglio conservate del Medio Oriente. Il tempio principale del sito e’ quello dedicato ad Artemide la Dea protettrice della citta’, della foresta, della castita’, e delle iniziazioni femminili , figlia di Zeus e Latona, sorella gemela di Apollo,;cuore della vita religiosa dove si svolgevano feste e riti. Artemide nella mitologia greca era

anche la dea della caccia ,della natura e della luna, il tempio fu edificato durante il regno dell’imperatore Antonino Pio nel 150 d.c. ma completato sotto Marco Aurelio nel 170 d.c., piccolo dettaglio; il tempio non rispetto’ il progetto principale ma soffri delle modifiche come ; di 32 colonne ne furono erette solo 12 e mai completato nei dettagli secondo il progetto, ma rimane una maestosa meraviglia tutt’ora ammirata da milioni di turisti. Jerash raggiunse il suo massimo splendore durante il period romano, meravigliose strade lastricate, colonne quasi ovunque, ampie piazza, bagni termali e fontane, cinta muraria con torri e porte monumentale, semplicemente bellissima.

FFSS. L'INTRIGANTE STORIA DI CIUF CIUF

FS… che strano titolo per un articolo! Veramente non proprio strano, se pensiamo ai tanti italiani che lasciarono l’Italia negli anni del dopoguerra: forse non avranno dimenticato, ma ricorderanno ancora quei vagoni passeggeri di colore grigio scuro delle Ferrovie dello Stato, con i sedili in legno e carrozze di 1ª, 2ª e 3ª classe con la scritta “FS”. Vero?

Ma andiamo per passi, seguendo la nostra storia.

Tutto nacque in quel lontano 3 ottobre 1839, durante il Regno delle Due Sicilie di Ferdinando II di Borbone, che per sua volontà fece costruire e inaugurò la prima ferrovia italiana per passeggeri sulla tratta Napoli–Portici, di soli 7 chilometri e mezzo, usando una locomotiva a vapore della Bayard dell’ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard. Si trattava di un servizio esclusivo e privato per il re Ferdinando, che dal centro di Napoli lo avrebbe utilizzato per raggiungere la sua Reggia a Portici; ma era anche il preludio di un futuro di modernità.

Da lì, nella zona di Pietrarsa, fu costruita la prima locomotiva interamente nostrana, sotto la direzione di Giuseppe Bayard. Alla Napoli–Portici seguì poi l’estensione fino a Salerno; anche al Nord si cominciarono a creare linee ferroviarie, con la Milano–Monza del 1840. A seguire, nel 1841, la Firenze–Livorno, chiamata Leopolda per volere del granduca Leopoldo II di Lorena.

Nel 1842 arrivò la Mestre–Padova, usando la linea Milano–Venezia, che comportò la costruzione del ponte sulla laguna di Venezia con le sue 220 arcate. Via via molte altre linee ferroviarie vennero costruite, e questa è storia.

Alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 si contavano ben 2.560 km di strade ferrate. Oggi, nel 2025, la rete ferroviaria italiana attiva è di circa 16.900 chilometri, per complessivi 24.000 km considerando anche linee private e dismesse, comprese le oltre 1.000 dell’alta velocità.

Pietrarsa, nel tempo, non fu solo l’officina per la costruzione delle locomotive, ma oggi è il grande Museo Nazionale Ferroviario. Un museo di quasi 37.000 metri quadrati, dove decine e decine di treni a vapore, diesel ed elettrici fanno bella mostra della storia delle nostre ferrovie, iniziata nel lontano 1839.

Chi ricorda le vecchie “caffettiere” (così si chiamavano quelle a vapore) degli anni ’50? Ora sono tutte in pensione. Eppure ho sentito dire che alcune di queste vengono mantenute attive, dislocate in varie parti d’Italia perché, in caso di guerra – quindi senza elettricità – diventerebbero di grande utilità per il trasporto. Forse è vero, o forse sono solo storie.Comunque, dagli anni ’20 a oggi, sono arrivate le meravigliose locomotive elettriche come le E626, le E428 e la famosa E444, chiamata “La Tartaruga” per la sua potenza e velocità. Per l’alta velocità si parla delle più moderne E402 ed E412, adatte anche al traffico internazionale.

E poi ci sono le Frecce: Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento, come gli ETR 500, con la

loro “modesta” velocità di 250–300 km/h.

Non dimentichiamo anche le vecchie motrici – si fa per dire vecchie – ma sempre necessarie e adatte al traffico non elettrificato o alle manovre delle merci nei porti e nei depositi: parliamo dei diesel o delle motrici a bassa potenza.

Chi non ricorda le famose “Littorine”, che ricordano la città di Littoria (oggi Latina), nate nel periodo del Ventennio con motore diesel-elettrico?

Ma non finisce qui: ci sarebbe molto altro da raccontare. Il tempo… anzi no, il tempo c’è; è lo spazio sul giornale che manca. Bisogna dare spazio anche agli altri, e non solo alla rubrica “Daje de punta”.

Per il momento, un arrivederci.

NEQUINUM TRA STORIA E ORIGINE

Vi state domandando chi sia o cosa è Nequinum: è semplicemente il nome latino di un’antica città umbra, Narni, cittadina millenaria sorta in epoca preromana sulla via consolare Flaminia, che affianca il fiume Nera. Qui nacque anche l’imperatore Marco Cocceio Nerva nel 30 d.C.

Divenne poi colonia romana nel 299 a.C. Caduta dopo l’Impero romano, la città fu conquistata prima dai Goti e poi dai Longobardi, ma passò nelle mani dello Stato della Chiesa nel 741 d.C. Piena di botteghe d’arte nate

durante il Medioevo, tra il XII e il XIV secolo, Narni ospitò personaggi come Rossellino, il Ghirlandaio, il Gozzoli fino al Gattamelata. Non mancarono, tuttavia, batoste e distruzioni, come il sacco dei Lanzichenecchi nel 1527; la città fu però ricostruita piano piano con l’intervento di architetti come il Vignola e il Sangallo. Narni possiede anche un complesso di cunicoli sotterranei che fanno parte integrante della storia della città nel periodo dell’Inquisizione, oltre alle sorgenti naturali dalle acque color turchese.

Conte italiano tra gli indigeni del Vaupés amazzonico leggendario

di Generoso D'Agnese

9 decimi di sangue emiliano, una stilla di sangue delle Highland scozzesi e un titolo nobiliare dal sapore austriaco. Nella famiglia Stradelli gli incroci della storia hanno costruito un bel quadro che nel 1852, precisamente l’8 dicembre, si arricchì di un nuovo membro. Ermanno Stradelli, figlio del notaio Francesco (divenuto conte) e di Marianna Douglas Scotti di Vigoleno (contessa di remota ascendenza scozzese) fu infatti il primogenito di una nidiata che vedrà anche Angelo, AlfonsoMaria (diverrà gesuita), Bianca, Antonietta, Luisa e Gliceria.

Nato l’8 dicembre 1852 a Borgo Val di Taro (attualmente in provincia di Parma), Ermanno mostrò fin da piccolo una irrequietezza che mal si addiceva a una famiglia imperniata sui solidi principi della ricca borghesia italiana. Impetuoso e impulsivo, estroverso e romantico, il giovane frequentò il Ginnasio nel collegio Santa Caterina di Pisa e si iscrisse successivamente alla facoltà di giurisprudenza, ma nei suoi progetti non c’erano certamente procedure penali e proces-

si. Il ragazzo era attratto infatti dai libri che narravano di viaggi e di imprese eroiche, di geografia e di continenti da esplorare e decise di far parte di quel mondo. Senza condividere il proprio sogno segreto, Ermanno Stradelli studiò alacremente e in proprio etnologia, topografia, farmacologia, omeopatia, botanica, zoologia e fotografia, e imparò il portoghese e lo spagnolo: un insieme di nozioni per affinare il proprio progetto di diventare geografo ed esploratore e per indirizzare la sua personale prua verso il continente africano.

Nel 1878 il giovane conte decise di rivelare i propri progetti alla famiglia, gettandola nello scompiglio. Pretesa la propria parte di eredità, accettò dal padre un solo consiglio: quello di cambiare il proprio progetto geografico spostandolo dall’Africa al Sudamerica. Il 9 aprile 1879 salpò dal porto di Bordeaux alla volta del Brasile. A 27 anni lo attendevano l’Amazzonia e la Storia.

A Manaus, Ermanno Stradelli giunse con una notevole strumentazione fotografica. Sua intenzione prima era infatti quella di documentare fotograficamen-

te la civiltà amazzonica. Progetto che fallì quasi sul nascere. Presa residenza in Rua Marcilio Dias, a Manaus, l’italiano decise di progettare la sua prima spedizione all’interno della foresta pluviale ma nell’ottobre del 1879 naufragò nelle acque amazzoniche perdendo tutto il materiale geografico e fotografico.

Ritornato a Manaus, l’italiano riorganizzò i suoi progetti sullo studio della lingua delle popolazioni indigene e su suggerimento del conte Alessandro Sabatini (incontrato sul Rio Amazonas) imparò decorosamente lo “nheengatu”, che sarebbe diventato la sua vera arma di penetrazione nella vita dell’Amazzonia.

Nel 1881 e nel 1882 organizzò una proficua spedizione nella regione del Vaupés per arrivare infine a Pracuara. Rientrato temporaneamente in Italia per terminare gli studi di diritto e per iniziare il praticantato forense, Stradelli non riuscì a resistere alle sirene della vita selvaggia e nel 1885 pubblicò un piccolo poema (Eiara) ispirato a una leggenda indigena.

Due anni dopo sbarcò di nuovo in America ma questa volta in Venezuela con il proposito di individuare le sorgenti dell’Orinoco. Distolto dall’obiettivo dopo aver appreso del buon fine avuto da un’analoga spedizione francese, Stradelli tornò a Manaus e dopo qualche anno tornò nel Vaupés, arrivando fino alle cascate di Yurparì. Sarà il Bollettino della Società Geografica Italiana a ricevere regolarmente le sue relazioni di viaggio, minuziosamente descritte in stile sobrio ma incisivo. “ Un viaggio nell'Alto Orenoco nel 1888”, “Rio Branco” e “Dal Cucuhy a Manaos nel 1889”, “L'Uaupés e gli Uaupés”, “la Leggenda dell'Jurupary” vennero pubblicate tutte nel 1890 mentre “Iscrizioni indigene della regione dell'Uaupés” ebbero la la stampa nel 1900.

Naturalizzatosi brasiliano

Stradelli decise di non mettere in soffitta il suo titolo di avvocato e iniziò ad esercitare la professione forense. Dopo un breve viaggio in Italia, nel 1898 il parmense riprese ancora una volta la via dell’Amazzonia per dedicarsi con sempre più energia alle ricerche linguistiche ed etnologiche dell’Amazzonia.

Saranno questi gli anni in cui

egli decise di assemblare tutto il materiale raccolto in anni di viaggi e di vita con gli indigeni del Vaupés. Stradelli aveva infatti deciso di conoscere meglio questo popolo in seguito alla deleteria attività missionaria di due missionari francescani, decisi a distruggere le basi della civiltà indigena. Stradelli si era interessato in particolarmodo al culto di Yuruparì e aveva conosciuto un saggio capo discendente dei Manaos e Tariana. Mas Maximiano José Roberto era diventato suo amico e lo aveva aiutato a ordinare criticamente gli apporti di vari altri indigeni. Grazie al lavoro di Stradelli fu recuperata la figura di Yuruparí, antico eroe legislatore, protagonista di una saga amazzonica e maestro di costumi ritualizzati in feste collettive. Il testo italiano di del conte viene usato ancora oggi come base per la comprensione della cultura amazzonica. Pioniere dell'approccio rispettoso e paritario ai popoli indigeni, Stradelli divenne per molti un vero e proprio difensore della cultura amazzonica e l’amore per la foresta pluviale lo convinse a rimanere anche dopo aver appreso di essere malato di lebbra. L’i-

taliano rinunciò infatti al ritorno in Italia, e scelse di vivere la terribile malattia nonostante le insistenze della famiglia; editore di altri vocabolari delle lingue amazzoniche, Stradelli si trasferì in un lebbrosario di Manaus vivendo gli ultimi anni in compagnia di mappe, manoscritti e ricordi. Il 24 marzo 1926 la morte lo colse solo e dimenticato da tutti, a 73 anni.

Pochi capirono che in quell’angolo del Brasile si era spento uno dei più illuminati etnologi e geografi italiani, impegnato per 43 anni a difendere le culture indigene. Postume uscirono i suoi scritti sulla "Revista do Instituto Histórico Geográfico Brasileiro" di Rio de Janeiro, e nel 1929, “ i Vocabulários portoghese-nheêngatú”, una monumentale raccolta di osservazioni su ogni aspetto della cultura indigena amazzonica attraverso la língua geral del gruppo tupí. Un contributo straordinariamente scrupoloso e privo di pregiudizi sul mondo indiano dell’Amazzonia. Ma purtroppo insufficiente ad accendere la memoria distratta di un’Italia alle prese con le rovine della Prima Guerra mondiale e l’ascesa del fascismo.

llusione del progresso e le verità delle mani in pasta

Oggi, partecipando all’Harmony Day organizzato dal Comune di Blacktown, ho vissuto un’esperienza che mi ha riportato indietro di vent’anni. Osservavo i volti nuovi, intenti a prendere appunti sulle dinamiche dell’accoglienza esattamente come facevo io quando arrivai in questo Paese. In quel momento ho capito che l’essere "estraneo a casa propria" è il prezzo della consapevolezza. L’arroganza della società moderna sta nel credersi "evoluta" solo perché possiede tecnologie più veloci, quando poi, nelle dinamiche umane di base, accoglienza, rispetto, empatia, restiamo fermi, se non peggiorati. Vedere persone che prendo-

no appunti oggi su problemi di vent’anni fa conferma che giriamo in tondo: ci manca l'umiltà di imparare davvero dall’esperienza di chi ci ha preceduto. Esiste una sorta di analfabetismo emotivo che la politica e le istituzioni spesso mascherano con la burocrazia, nascondendo la propria mediocrità dietro lo status quo. Con il mio bagaglio, oggi mi trovo in una posizione rara: quella di chi può dire "io c’ero e nulla è cambiato", non per cinismo, ma per richiamare tutti alla realtà. Spesso sentiamo dire che "i tempi sono cambiati", ma non è vero: i tempi non cambiano, sono le persone a dover cambiare. Cav. Luigi De Luca, OMRI

Acqua calda ogni giorno

Negli ultimi tempi, sui social è emersa la tendenza di bere acqua tiepida prima di colazione, considerata utile per favorire la digestione, ridurre il gonfiore, migliorare la pelle e “disintossicare” l’organismo in maniera naturale. Ma quanto c’è di scientificamente fondato?

Secondo Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifica per la Fondazione Veronesi, l’effetto più concreto è l’idratazione. “Durante la notte si perdono liquidi, quindi bere acqua al mattino ripristina l’equilibrio idrico”, spiega. Una buona idratazione aiuta la pelle, la salute e il benessere generale, indipendentemente dalla tem-

peratura della bevanda.

Le proprietà lassative non sono immediate: l’acqua favorisce feci più morbide, ma l’effetto si nota nei giorni successivi. Anche l’azione disintossicante dipende dall’idratazione complessiva. Bere a digiuno può attenuare il senso di fame prima dei pasti, grazie alla dilatazione dello stomaco. Il giusto apporto di liquidi va monitorato dal colore delle urine, evitando eccessi che possono far perdere preziosi sali minerali. Bere acqua calda al mattino resta quindi utile, soprattutto come momento di idratazione quotidiana, più che come rimedio miracoloso.

Nuova terapia riduce le recidive

Ogni anno, a livello globale, milioni di donne ricevono una diagnosi di tumore al seno. Grazie ai progressi nella diagnosi precoce, la maggior parte delle pazienti guarisce, ma la neoplasia può ripresentarsi anche anni dopo. «La recidiva può comparire anche se il tumore era iniziale», spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare all’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli.

Circa una donna su cinque vede la malattia tornare entro cinque anni, e nella maggior parte dei casi la recidiva si manifesta come metastasi, principale causa di mortalità.

Recentemente, farmaci innovativi come il ribociclib hanno mostrato risultati promettenti nella prevenzione delle recidive. Studi internazionali, come il trial NATALEE con oltre 5mila pazienti, hanno dimostrato che l’associazione del farmaco alla terapia ormonale standard riduce significativamente il rischio di recidiva e di metastasi a distanza. Dopo cinque anni, le pazienti trattate presentavano

Sollevare pesi dopo i 50 mantiene muscoli e forza

Molti pensano che camminare o fare attività aerobica sia sufficiente per mantenersi in salute con l’avanzare dell’età. Tuttavia, esperti e studi scientifici sottolineano l’importanza di aggiungere il sollevamento pesi alla routine, soprattutto dopo i 50 anni. Non si tratta solo di migliorare la forma fisica, ma di proteggere il corpo dalla sarcopenia, la progressiva e naturale perdita di massa muscolare che accompagna l’invecchiamento.

La sarcopenia non è un fenomeno trascurabile: interessa circa il 10% delle persone a 60 anni e sale al 50% tra gli ottantenni. Una volta instaurata, diventa difficile da invertire. Per questo motivo la prevenzione è fondamentale, e iniziare anche in età adulta può fare una differenza significativa e duratura. L’allenamento con i pesi stimola la sintesi proteica e contribuisce a mantenere la massa muscolare, preservando forza, equilibrio e autonomia nella vita quotidiana.

Uno studio recente pubblicato su riviste come The Lancet e Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle conferma che l’attività aerobica da sola non basta. Dopo i 50 anni, la massa muscolare diminuisce mediamente dell’1-2% all’anno e la forza del 3%, se non si interviene con esercizi di resistenza. I sovraccarichi meccanici, come i manubri o gli esercizi con pesi alle caviglie, rappresentano lo stimolo necessario per contrastare il declino muscolare.

niche o non ha mai praticato sport, è consigliabile sottoporsi a un elettrocardiogramma prima di iniziare, come suggerisce la Farmacia Strazzeri di Carlentini, per valutare la salute cardiovascolare e ridurre eventuali rischi potenziali.

La prevenzione è quindi possibile e accessibile a tutti. Anche dopo i 50 anni, una routine di allenamento regolare con pesi può rallentare l’invecchiamento muscolare e preservare autonomia, forza e benessere complessivo. Abbinata a una dieta equilibrata, un sonno regolare e controlli

medici periodici, questa pratica diventa un vero elisir di benessere quotidiano. In conclusione, trascurare l’allenamento della forza significa lasciare che la sarcopenia avanzi indisturbata. Non è mai troppo tardi per iniziare: anche poche sessioni a settimana possono fare una differenza sostanziale sulla salute fisica e mentale. Il messaggio è chiaro: camminare fa bene, ma sollevare pesi è davvero essenziale. Non solo per il corpo, ma per mantenere uno stile di vita attivo, sicuro e pieno di energia nella terza età.

un’incidenza di ricadute inferiore rispetto a chi riceveva solo la terapia ormonale. Il ribociclib appartiene agli inibitori di cicline e si distingue per effetti collaterali limitati, principalmente neutropenia, senza compromissione significativa della qualità della vita. Farmaci di questo tipo sono particolarmente importanti perché i tumori ormonosensibili possono ripresentarsi anche a distanza di decenni. «Prevenire il ritorno del tumore è cruciale per aumentare le guarigioni e ridurre le conseguenze cliniche ed economiche delle metastasi», sottolinea Giuseppe Curigliano, presidente eletto di Esmo.

Il carcinoma mammario HR+/ HER2- rappresenta circa il 70% dei casi nel mondo. Tra i sintomi da non trascurare vi sono noduli indolori, alterazioni della pelle o del capezzolo e rigonfiamento dei linfonodi.

La diagnosi precoce rimane fondamentale: le possibilità di guarigione superano l’80-90% quando il tumore viene identificato tempestivamente, sottolineando l’importanza di screening regolari e programmi di prevenzione a livello globale.

Un’ulteriore conferma arriva da uno studio inglese che ha coinvolto un gruppo di anziani divisi in due sottogruppi: uno praticava esercizi per la forza, l’altro restava prevalentemente a riposo. I risultati hanno evidenziato un rallentamento significativo della sarcopenia tra chi si allenava, persino dopo una singola sessione. Gli esperti hanno spiegato che l’allenamento con i pesi non solo favorisce la crescita muscolare, ma migliora anche la densità ossea, rendendo le ossa più resistenti a traumi, cadute e infortuni frequenti. Oltre agli effetti fisici, il sollevamento pesi influisce positivamente sulla qualità della vita: maggiore forza significa più indipendenza negli spostamenti, migliori capacità di equilibrio e riduzione del rischio di infortuni domestici.

Per chi soffre di patologie cro-

Vegetarians: Benefits and Risks

A major study by the University of Oxford, analyzing 1.8 million people, reveals complex effects of vegetarian diets on cancer risk. Researchers found that avoiding meat significantly lowers the likelihood of developing pancreatic, prostate, breast, kidney cancers, and multiple myeloma— up to 31% compared to regular meat-eaters. However, the study also uncovered unexpected risks: vegetarians showed a 93% higher chance of esophageal cancer, while vegans had a 40% increased

risk of colorectal cancer. Experts suggest deficiencies in essential nutrients like iron, zinc, B vitamins, and calcium may play a role in these higher risks. Despite these findings, prioritizing fruits, vegetables, and fiber remains crucial. Nutritionists emphasize that vegetarian diets must be carefully planned, and moderate meat or fish consumption—similar to a balanced Mediterranean diet—can help maintain nutrient balance, prevent deficiencies, and support overall long-term health.

Italia sogna, ma il Venezuela ferma tutto

È finita in semifinale l’avventura indimenticabile della nazionale italiana di baseball al World Baseball Classic 2026. Dopo aver conquistato il mondo con vittorie storiche su Stati Uniti e Porto Rico, gli azzurri guidati da Francisco Cervelli si sono dovuti arrendere al Venezuela per 4-2 in una sfida vibrante, giocata sul prestigioso diamante del Loan Depot Park di Miami.

L’Italia era partita alla grande, sorprendendo con un vantaggio di 2-0 già nel secondo inning grazie a giocate precise e una difesa impeccabile. Nonostante le basi riempite alla sesta ripresa, gli azzurri non sono riusciti a concretizzare e il Venezuela ha colpito al settimo inning con un parzia-

le di 3-0, ribaltando l’incontro e strappando il pass per la finale. La partita è stata intensa e combattuta fino all’ultimo lancio, con il pubblico internazionale che ha applaudito ogni giocata spettacolare, rendendo omaggio alla determinazione degli azzurri.

Il cammino italiano in questa sesta edizione del WBC è stato straordinario. Cinque vittorie in sei incontri, tra cui due successi clamorosi con lo stesso punteggio di 8-6 contro Stati Uniti e Porto Rico. Vittorie convincenti anche contro Brasile (8-0), Gran Bretagna (7-4), Messico (9-1), senza dimenticare il quarto di finale contro Porto Rico, decisivo per accedere alle semifinali. “Questa squadra ha dimostrato carattere

e personalità – ha commentato Cervelli –. Nel baseball puoi vincere in modo netto o soffrire fino all’ultimo inning, l’importante è portare a casa il risultato”.

Un’impresa storica che conferma l’Italia come seconda squadra europea a raggiungere le prime quattro del WBC, dopo l’Olanda nel 2013 e 2017, ma questa volta in un torneo a venti squadre. La crescita del baseball italiano negli ultimi anni è evidente, con giocatori come Jacob, De Lucia, Weissert e il capitano Pasquantino che hanno dimostrato talento e freddezza nelle situazioni decisive, conquistando anche l’attenzione dei media internazionali.

Il Venezuela, favorito dopo aver eliminato il Giappone campione in carica nei quarti, affronterà nella finale gli Stati Uniti. A trascinare la squadra sudamericana sono stati i fuoricampo di Wilyer Abreu, Maikel Garcia e Ronald Acuna Jr., decisivi per il successo finale. Nonostante l’eliminazione, l’Italia lascia il torneo a testa alta, conquistando il rispetto internazionale e dimostrando che il baseball azzurro può competere con le migliori potenze mondiali. L’emozione per i tifosi e per i giocatori resta indelebile: un WBC che sarà ricordato come l’anno in cui l’Italia ha riscritto la sua storia nel grande baseball internazionale.

Addio scherma, nasce nuova avventura

Bebe Vio, la campionessa paralimpica azzurra, annuncia la fine della sua carriera nella scherma per dedicarsi all’atletica leggera. Oro a Rio 2016 e Tokyo 2020 nel fioretto, Bebe racconta al Corriere della Sera i motivi della scelta: problemi fisici crescenti al gomito, alla schiena, al collo e alla testa. “Facendo scherma mi stavo distruggendo. Non perché faccia male, anzi fa benissimo. Il mio tipo di scherma faceva male a me”, spiega l’atleta. Lasciare la scherma è un trauma, confessa, ma anche una necessità. Lo sport

rimane indispensabile: “Senza non saprei vivere”. Per questo si cimenta nell’atletica, disciplina nuova e complessa. “Non sono innamorata dell’atletica, ma mi piace e sento che le gambe mi seguono”, afferma, riferendosi alla lunga preparazione tra visite mediche, risonanze e allenamenti specifici.

Riflettendo sui momenti più difficili, Bebe sottolinea come la necessità di nuovi obiettivi sia nata dai problemi fisici post-Paralimpiadi di Parigi. La nuova sfida potrebbe essere correre i 100 metri, un traguardo simbolo di resilienza e passione. La sua storia rimane un esempio di determinazione e forza paralimpica, ispirando giovani e adulti a credere nello sport come motore di vita.

Miami Open e l'effetto azzurro

Gli italiani arrivano al Miami Open 2026 da protagonisti annunciati, con Jannik Sinner nel ruolo di faro tecnico e mediatico e una pattuglia numerosa pronta a lasciare il segno sui campi dell’Hard Rock Stadium.a Sinner si presenta in Florida con l’aura del campione affermato: numero 2 del seeding, reduce da un inizio di stagione brillante e indicato da molti come uno dei principali favoriti al titolo. Il sorteggio lo ha collocato nella parte opposta rispetto al numero 1 Carlos Alcaraz, alimentando fin da subito il sogno di una finale “next gen” che sarebbe anche la fotografia perfetta delle nuove gerarchie del circuito. L’azzurro entrerà in scena direttamente al secondo turno, con un debutto sulla carta gestibile, ma sa bene che, in un Masters 1000, ogni distrazione rischia di essere fatale. Il percorso potenziale prevede avversari via via più impegnativi, con nomi da top ten già all’orizzonte tra ottavi, quarti e semifinale.

Alle sue spalle c’è una pattuglia di connazionali che racconta il salto di qualità del tennis ita-

liano maschile. Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Luciano Darderi si presentano come teste di serie, segnale evidente di una credibilità ormai consolidata anche lontano dalla terra battuta. I loro debutti, previsti direttamente al secondo turno, metteranno subito alla prova la capacità di adattarsi alle condizioni particolari di Miami, con umidità alta, rimbalzi talvolta irregolari e giornate lunghe da gestire anche sul piano mentale.

Più in basso nel ranking ma non nelle ambizioni, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi partono dal primo turno con l’obiettivo di infilare quella serie di vittorie necessaria a ritrovare continuità e fiducia. Per Berrettini, ancora impegnato in un percorso di pieno rientro ad alto livello, Miami è un crocevia importante: un buon risultato potrebbe ridargli slancio e spingerlo di nuovo verso posizioni più consone alla sua storia recente. Arnaldi, dal canto suo, cerca la conferma definitiva del proprio status di emergente stabile nel circuito maggiore.

ItalBasket chiude col botto

L’ItalBasket femminile ha chiuso in grande stile il torneo di qualificazione al Mondiale battendo il Senegal 85-35, confermando la propria forza e il pass per Berlino a settembre. Dopo aver staccato il biglietto per il Mondiale con la vittoria sulla Spagna, le ragazze di coach Andrea Capobianco hanno dominato sin dalle prime battute, chiudendo il primo quarto avanti 26-7 e mettendo subito in chiaro le gerarchie in campo.

Il match non ha mai avuto storia: l’Italia ha imposto il proprio ritmo, eccellendo sia in attacco sia in difesa. La squadra ha controllato i rimbalzi (39 a 30) e ha rubato 10 palloni, sfruttando al massimo gli errori delle avversarie (23 perse dal Senegal). All’intervallo, il punteggio recitava 44-

20, ma è stato nel terzo periodo che le Azzurre hanno staccato definitivamente le africane, con un parziale di 25-4 che ha spinto il vantaggio fino a +45, per poi chiudere sul +50.

Tutte le giocatrici a referto hanno segnato almeno un punto, con sei atlete in doppia cifra. Spiccano Sara Madera, top scorer con 16 punti, e Cecilia Zandalasini, che ha aggiunto 13 punti confermandosi leader tecnica della squadra. Solo Pan e Verona sono rimaste a riposo, in vista dei prossimi impegni.

«È stata una prestazione corale, senza cali di concentrazione», ha commentato Capobianco a fine partita.

«Ora ci godiamo questa qualificazione, ma sappiamo che il Mondiale sarà un’altra sfida.»

Serie A – Posticipi della 29ª

Netta vittoria della Viola in trasferta, rischia la Cremonese

Tre punti preziosi per la squadra di Italiano, che riscatta il ko interno contro il Verona della settimana scorsa e si porta a quota 42 punti in classifica, a -9 dal sesto posto. Secondo ko di fila, invece, per Grosso.

Poker della Fiorentina in casa della Cremonese: tre punti fondamentali nella corsa verso la salvezza, mentre per i grigiorossi la situazione si fa molto complicata. Il risultato è meritato: viola più efficaci e concreti.

MotoGP Qatar slitta a novembre

Il rombo dei motori lascia spazio alla prudenza. Il Mondiale MotoGP ricalibra il proprio calendario e lo fa per ragioni che vanno ben oltre la pista: l’instabilità in Medio Oriente impone uno stop strategico. Il Gran Premio del Qatar, inizialmente previsto per il 12 aprile sul circuito di Lusail, è stato ufficialmente rinviato all’8 novembre, ridisegnando il finale di stagione.

Una decisione tutt’altro che simbolica, che testimonia quanto il contesto internazionale possa incidere anche sullo sport ad altissimo livello. La crisi legata al conflitto in Iran ha infatti reso impraticabile l’evento in primave-

L'Atalanta travolta: inutile il gol di Samardzic

Serata amara per l’Atalanta, travolta dal Bayern Monaco con un netto 4-1, al termine di una gara che ha visto i tedeschi dominare soprattutto nella ripresa.

Il primo tempo si era chiuso sull’1-0 per i padroni di casa, con Harry Kane a segno su calcio di rigore al 25’. Episodio decisivo: Sportiello aveva anche intuito e respinto il penalty, ma non aveva almeno un piede sulla linea di porta al momento del tiro, costringendo l’arbitro a far ripetere. Nella seconda occasione, l’attaccante inglese non ha sbagliato. L’Atalanta aveva provato a reagire con Pasalic nel finale, ma Urbig si era fatto trovare pronto.

Nella ripresa, però, il Bayern cambia marcia e chiude i conti. Al 54’ ancora Kane si inventa un gol

straordinario, saltando due difensori e trovando l’incrocio dei pali per il raddoppio. Passano appena due minuti e arriva il tris con Karl, ben servito dopo uno scambio rapido ai limiti dell’area. L’Atalanta prova a restare in partita, creando qualche occasione con Sulemana e Pasalic, ma senza concretezza.

Al 70’ arriva il colpo del definitivo ko: Luis Diaz sfrutta un lancio in profondità e batte Sportiello con un pallonetto preciso.

Nel finale, all’85’, i nerazzurri trovano il gol della bandiera con Samardzic, bravo a sfruttare un calcio d’angolo e a battere la difesa bavarese.

Italian Midfielder's Comeback After 471 Days

At Vicarage Road, the final whistle confirmed more than a 3-1 victory for Watford FC over Wrexham AFC — it marked the culmination of one of football’s most remarkable comeback stories.

Edoardo Bove, introduced in the 83rd minute, struck in stoppage time to seal the result, scoring his first goal in English foot

ball just 31 days after returning to action. The finish itself was instinctive: a surging run down the right by Mamadou Doumbia, followed by two efforts crashing against the crossbar, left the ball perfectly positioned for Bove to tap home from close range. The goal sparked an outpouring of joy, with teammates rushing to celebrate and the crowd erupting in applause.

For Bove, the moment was intensely personal. Sprinting toward the stands, arms outstretched, he embraced the fans who had supported him throughout his recovery. Among them, a group of AS Roma supporters held a banner reading: “Even though you left Roma, you’re not alone.” Family members, including his parents and aunt, watched from the stands, sharing the relief and elation of a long-awaited return.

The goal carried profound significance beyond the pitch. In December 2024, while playing for ACF Fiorentina against Inter Milan, Bove collapsed due to a malignant ventricular arrhythmia, necessitating the implantation of a subcutaneous defibrillator.

UEFA: Donnarumma Vows Return

It was a night of stark contrasts for Gianluigi Donnarumma, highlighting the razor-thin margins in the UEFA Champions League. Manchester City’s exit to Real Madrid hinged on a crucial early error: rushing off his line, Donnarumma inadvertently set up the opening goal. “It all happened so quickly that I thought I’d do as little damage as possible,” he reflected. Despite crucial saves later, the

damage was done. He contextualised the defeat, noting the tie was largely decided in the first leg and pointing to a pivotal red card that shifted the contest. Donnarumma also defended City’s high defensive line under Pep Guardiola, acknowledging the risks it posed to goalkeepers in one-on-one situations. Already looking ahead, he stressed resilience: “From tomorrow we have to get back up.”

ra, costringendo gli organizzatori a ripensare logistica e sicurezza. Il nuovo assetto del calendario comporta un effetto domino: il GP del Portogallo è ora fissato per il 22 novembre, mentre il tradizionale epilogo di Valencia slitta alla settimana successiva, trasformando le ultime tre gare in un trittico serrato e potenzialmente decisivo per il titolo.

Sul piano tecnico, il rinvio potrebbe incidere sugli equilibri in pista. Correre in novembre a Lusail significa affrontare condizioni climatiche diverse rispetto alla primavera, con variabili che potrebbero rimescolare le carte tra i contendenti al titolo.

The condition effectively ended his ability to compete in Italy,
prompting his move to England, a path similar to that of Eriksen.

Onoranze Funebri

IN MEMORIA

CARBONE FRANK

nato 14 marzo 1941

deceduto a Sydney (NSW) il 12 marzo 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato giovedì 20 marzo 2026 alle ore 10.30 presso la chiesa cattolica di St Joan of Arc, 97 Dalhousie Street, Haberfield NSW. Dopo il rito religioso, le spoglie del caro estinto saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW (Lawn 2 Crypt). I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno ai sacri riti del funerale.

“Signore, dona la luce eterna e accoglilo nella Tua pace.

ETERNO RIPOSO

RE MARIO

nato il 28 marzo 1940 deceduta a Sydney (NSW) il 15 marzo 2026

I familiari e i parenti tutti ne danno il triste annuncio della prematura scomparsa.

Il funerale sarà celebrato giovedì 20 marzo 2026 alle ore 12.30 presso la chiesa cattolica di Our Lady of Victories, 1788 The Horsley Drive, Horsley Park NSW. Dopo il rito religioso, le spoglie del caro estinto saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno ai sacri riti del funerale..

“Il tuo sorriso e il tuo amore resteranno nei nostri cuori."

ETERNO RIPOSO

BIORDI MARIO

27 aprile 1933

deceduto a Sydney (NSW) 17 febbraio 2026

Ad un mese dalla sua dipartita, i familiari parenti e amici vicini e lontani lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro Mario riposano al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto

“Che il tuo spirito trovi pace eterna e che il tuo ricordo continui a donarci conforto ogni giorno."

RIPOSA IN PACE

IN MEMORIA

INGRASSIA CARMELO

il 6 aprile 1941

deceduto a Sydney (NSW) il 17 febbraio 2026

Ad un mese dalla sua dipartita, i familiari, parenti e amici vicini e lontani lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto

“Il Signore lo accolga tra le Sue braccia e doni a lui la pace eterna."

ETERNO RIPOSO

PRESOT LUCIANO

nato il 13 dicembre 1938

deceduto a Sydney (NSW) il 18 febbraio 2026

Ad un mese dalla sua dipartita, i familiari, parenti ed amici vicini e lontani lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Che il tuo cuore riposi in eterno."

IN PACE

FUNERAL NOTICES 2026

TWO EDITIONS PER WEEK

DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA

TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888

IN MEMORIA
RIPOSA

Almudena custode della memoria madrilena

Il Cimitero di Nostra Signora dell'Almudena rappresenta uno dei luoghi più significativi e suggestivi di Madrid. Situato nel quartiere di Ciudad Lineal, è la principale necropoli della capitale spagnola e custodisce un patrimonio storico, artistico e culturale di straordinario valore. Non è soltanto un luogo di sepoltura, ma anche una sorta di museo a cielo aperto, dove storia e memoria collettiva si intrecciano tra viali alberati e monumenti imponenti.

Il nome del cimitero deriva dalla Madonna dell'Almudena, patrona della città. Con i suoi circa 120 ettari di estensione è il più grande cimitero di Madrid e uno dei più vasti dell’Europa occidentale. La sua origine risale al 1884, mentre l’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1925. L’area funeraria è suddivisa in tre spazi distinti: il Cimitero Civile, il Cimitero Ebraico e il Cimitero della Madonna dell’Almudena, che comprende anche il cosiddetto Giardino della Memoria.

All’interno di questo immenso complesso si trovano centinaia di pantheon, cappelle funerarie e monumenti che raccontano oltre un secolo di storia della città. Molte delle strutture più antiche risalgono alla fine del XIX secolo e mostrano una grande varietà di stili artistici e architettonici.

Passeggiando tra i viali si possono osservare opere neogotiche, neoromaniche, moderniste, neoclassiche ed eclettiche, testimonianza della ricchezza culturale e sociale della Madrid di fine Ottocento e inizio Novecento. Il cimitero è anche il luogo di riposo di numerose personalità che hanno segnato la storia politica, culturale e artistica della Spagna. Tra gli scrittori sepolti qui figurano Vicente Aleixandre, premio Nobel per la letteratura, Dámaso Alonso, Pío Baroja e Benito Pérez Galdós. Non mancano importanti figure politiche come Niceto Alcalá-Zamora, presidente della Seconda Repubblica spagnola, José María Gil-Robles e

Alejandro Lerroux, oltre allo storico sindaco di Madrid Enrique Tierno Galván. Negli anni più recenti il cimitero ha assunto anche un nuovo ruolo culturale. Per valorizzare questo straordinario patrimonio storico e artistico i Servizi Funebri di Madrid hanno creato un programma di visite guidate aperte ai cittadini e ai turisti. Gli itinerari tematici permettono di scoprire storie poco conosciute della capitale e di osservare da vicino sculture, mausolei e architetture che trasformano la necropoli in un vero archivio di memoria urbana e identità collettiva della città spagnola di Madrid oggi.

Madama Butterfly di Puccini incanta il Marrickville Town Hall

di Redazione

Il Marrickville Town Hall si è trasformato, per tre serate consecutive, in un raffinato palcoscenico dedicato alla grande opera lirica, accogliendo oltre 200 spettatori per sera in un’atmosfera carica di emozione e partecipazione. Protagonista dell’evento è stata la Troupe Viva, composta da undici artisti, ciascuno impegnato con professionalità e passione nel proprio ruolo, che ha portato in scena la celebre Madama Butterfly del grande Giacomo Puccini.

L’opera, tra le più amate del repertorio lirico internazionale, è un intenso dramma in tre atti ambientato in Giappone. Racconta una storia d’amore tragica e profondamente toccante, capace di attraversare epoche e culture grazie alla sua forza emotiva. Al centro della vicenda vi è Cio-Cio-San, conosciuta come Butterfly, una giovane geisha di Nagasaki che si innamora del tenente americano B. F. Pinkerton. I due si uniscono in matrimonio secondo un rito locale, ma mentre per lui si tratta di un legame temporaneo, Butterfly vive quell’unione come un amore autentico e definitivo, arrivando a rinnegare la propria famiglia e le proprie radici.

Dopo le nozze, Pinkerton fa ritorno negli Stati Uniti promettendo di tornare. Tuttavia, gli anni passano senza alcuna notizia. Butterfly, nonostante la povertà e le difficoltà, continua ad attendere con fede incrollabile, trovando la forza di andare avanti anche grazie al figlio nato dalla loro unione. La sua speranza è racchiusa nella celebre aria “Un bel dì vedremo”, uno dei momenti più intensi e riconoscibili dell’intera opera.

Il dramma raggiunge il suo culmine quando Pinkerton torna finalmente in Giappone, ma non da solo: al suo fianco vi è la nuova moglie americana, con l’intenzione di portare via il bambino. La scoperta è devastante per Butterfly, che comprende di essere stata abbandonata e tradita. In un gesto estremo e carico di dignità, dopo aver salutato il figlio, decide di togliersi la vita, incarnando il tragico destino di un amore non corrisposto.

Sul palco, l’interpretazione dei protagonisti ha saputo conquistare il pubblico. Catherne Crowley ha dato vita a una Butterfly intensa e struggente, mentre Michael Gioiello ha interpretato con efficacia il complesso ruolo di Pinkerton. Particolarmente toccante è stata la presenza della giovanissima e talentuosa Joanna Isabella Honkinsz, di soli quattro anni, nata a Sydney da madre italiana e padre polacco, che ha vestito i panni del figlio della coppia, regalando momenti di autentica dolcezza e commozione.

La serata è stata ulteriormente arricchita dalle coreografie dell’Orchids Dance Group, che hanno accompagnato la narrazione con eleganza e armonia, impreziosite da abiti dal colore rosso tradizionale, simbolo di passione, vita e cultura orientale. I costumi, curati nei minimi dettagli, hanno esaltato ogni movimento delle danzatrici, creando un suggestivo contrasto visivo con le scenografie e contribuendo a trasportare il pubblico in un Giappone evo-

cativo e poetico. Le coreografie, fluide e ben sincronizzate, hanno aggiunto profondità emotiva alla rappresentazione, sottolineando i momenti più intensi della storia e accompagnando con grazia le transizioni tra le scene, rendendo lo spettacolo ancora più coinvolgente.

Il design artistico, curato da Margaret Dunne, ha contribuito a creare un’ambientazione suggestiva e coerente con l’atmosfera dell’opera, mentre il coordinamento della produzione è stato affidato a Santo Grisafulli, affiancato da Esther Yang per la danza. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento culturale per la comunità locale, dimostrando come il teatro possa ancora oggi essere un potente strumento di aggregazione e condivisione. La Troupe Viva, con dedizione e talento, ha saputo rendere omaggio a un capolavoro senza tempo, regalando al pubblico tre serate indimenticabili all’insegna della grande musica e delle emozioni più profonde.

- Diventi amico del nostro periodico e riceverai: Un anno di tutte le edizioni cartacee direttamente a casa tua Accesso gratuito alle edizioni online

Numeri speciali e inserti straordinari durante tutto l’anno Calendario illustrato con eventi e feste della comunità e... altro ancora! con $250.00 - Diploma Bronzo di Socio Simpatizzante

$500.00 - Diploma Argento di Socio Fondatore

$1000.00 - Diploma Oro di Socio Sostenitore e... se vuoi donare di più, riceverai una targa speciale personalizzata

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook