Nelle comunità piccole, come spesso sono le nostre comunità italiane all’estero, l’amicizia ha un sapore intenso. Ci si incontra alla Messa, alle feste patronali, alle cene sociali. In questi contesti si condividono ricordi, accenti, nostalgie. Si parla la stessa lingua, si ride delle stesse battute, si evocano gli stessi paesi lontani. E per un momento sembra davvero di essere una grande famiglia.
Eppure, a volte, col passare del tempo, si scopre che quella che chiamavamo amicizia era qualcosa di più fragile. Non amici veri, ma “compagni di merenda”: persone con cui si condivideva un tavolo, un interesse, una convenienza. Finché c’era sintonia, finché si restava dentro certe aspettative non scritte, tutto funzionava. Ma appena uno dei due cresce, cambia prospettiva, prende una strada autonoma, l’equilibrio si incrina.
Nelle comunità ristrette, infatti, le relazioni possono diventare facilmente relazioni di controllo. C'è ancora chi nella nostra comunità crede che debba esserci un solo giornale, una sola radio, una sola scuola d'italiano, un solo ente gestore. L’amicizia si mescola con il bisogno di appartenenza, con il timore del giudizio, con il peso delle chiacchiere. Se non rientri più nel ruolo che ti è stato assegnato – il “simpatico”, il “fedele”, il “riconoscente”, il “silenzioso” – allora diventi scomodo. E quando non è possibile controllare l’“amico”, quando non si riesce più a prevederlo o a contenerlo, lo si mette da parte. Lo si esclude dalle conversazioni, dagli inviti, dai sorrisi. Lo si “fa fuori” socialmente, prima ancora che ci sia stato un vero confronto. Forse la fine di certe amicizie è una delusione necessaria. Si comprende che non tutto ciò che sembra legame lo è davvero. Meglio pochi amici veri che molti compagni di merenda. Perché l’amicizia non è stare insieme finché conviene, ma restare in piedi anche quando l’altro non è più “gestibile”, non è più controllabile, ma semplicemente libero.
Jovanotti a Sydney
Sydney ha vissuto un pomeriggio di musica, emozione e racconti unici grazie a Lorenzo Jovanotti Cherubini, protagonista di un incontro esclusivo con i suoi fan presso l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney. L’appuntamento, tenutosi domenica 1 marzo, ha segnato l’inizio del tour australiano dell’artista, portando un pezzo d’Italia in una delle città più cosmopolite del mondo.
L’incontro si è trasformato in un vero e proprio viaggio attraverso la carriera musicale di Jovanotti, tra ricordi, esperien-
Paesi neutrali nel Golfo contro l'Iran
Il presidente americano Donald Trump accusa l’Iran di aver colpito paesi neutrali, innescando un conflitto che si estende nel Golfo Persico.
Dopo l’offensiva del 28 febbraio condotta da Stati Uniti e Israele, Teheran ha reagito con missili e droni contro basi americane nella regione. Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita valutano azioni difensive, mentre da Israele emergono indiscrezioni su possibili raid.
L’Oman chiede un cessate il fuoco immediato e il ritorno alla diplomazia per evitare un’ulteriore escalation.
ze personali e la presentazione del suo nuovo progetto, L’Arca di Loré. Il pubblico ha avuto l’opportunità di ascoltare storie inedite legate ai brani che hanno segnato la carriera dell’artista, scoprendo anche le ispirazioni e le visioni che hanno dato vita al nuovo lavoro discografico.
I fan presenti hanno condiviso sorrisi, emozioni e applausi, creando un’atmosfera intima e familiare, tipica degli eventi che uniscono cultura e musica. “È stato meraviglioso sentire Lorenzo raccontare la propria musica,
Family in the Bush Seeks Repatriation
An Australian-British family living in the bush has appealed to Prime Minister Anthony Albanese’s government to return home with their three children. Catherine Birmingham and Nathan Trevallion had their parental rights suspended by Italy’s Juvenile Court in L’Aquila. Their eight-year-old daughter and six-year-old twins have spent nearly four months in a care facility in Abruzzo. Speaking to Australian TV, Trevallion said, “I feel empty inside… they don’t deserve what’s happening to them.” The court is conducting a parental capacity assessment.
non solo come artista, ma anche come persona che porta con sé la storia e la passione dell’Italia,” ha commentato una partecipante all’evento.
L’Istituto Italiano di Cultura di Sydney conferma così il suo ruolo fondamentale nella promozione della cultura italiana, creando occasioni di incontro tra artisti e pubblico e rafforzando i legami culturali tra Italia e Australia, attraverso una diplomazia culturale capace di dare vita ad esperienze dirette e coinvolgenti.
Un nuovo carcere per le "spose ISIS"
I governi del NSW e Federale hanno pianificato di ospitare le “spose ISIS” nel Windsor Women’s Correctional Facility, in un’ala ancora in ristrutturazione.
La leader di One Nation, Pauline Hanson, denuncia che agenti carcerari hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza pubblica e personale.
La nuova ala da 50 posti per detenute estremiste potrebbe costare fino a 650.000 dollari all’anno per prigioniera. Hanson avverte: “Governo non può garantire sicurezza. Queste donne devono rimanere in Siria, non tornare nel nostro Paese”.
Anno X - Numero 15 - Venerdì 6 Marzo 2026
di Marco Testa
Sartre
Ferrari prensenta la nuova SF26
Mamma, gli it-Alieni! e gli italiani nel QLD
Arnò: La terra trema, noi strepitiamo
Servizio Speciale a pagina 8
Cantautore simbolo della musica italiana ospite d’onore presso l'Istituto di Cultura
02 Proroga cittadinanza per nati all'estero
10 Assistenti linguistici a tempo determinato
istituzionali
Guerra nel Golfo: Turismo italiano rischia 6,4 milioni di euro al mese
Il conflitto innescato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran ha causato nel weekend appena trascorso la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, mettendo sotto attacco an-
Allora!
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Disclaimer:
che il turismo organizzato. Che, oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere altre circa 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti.
È la stima per Assoviaggi Confesercenti del Centro Studi Turistici di Firenze, che considera le reazioni immediate del mercato e ipotizza una soluzione rapida del conflitto in corso nell’area del Medio Oriente. La perdita deriverebbe sia da rinunce al viaggio su prodotti già acquistati, sia da proposte all inclusive già programmate verso le destinazioni a maggior rischio sicurezza che potrebbero restare invendute.
Ogni anno verso i Paesi indirettamente coinvolti nelle azioni militari – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman – viaggiano oltre 610mila italiani e circa 60mila di loro si avvalgo-
no dei servizi di Tour Operator e Agenzie di Viaggio. Con l’intensificarsi delle azioni militari, l’intera area ha subito un’improvvisa escalation con un impatto immediato sulla sicurezza e sulla logistica dei viaggi, a partire dalla chiusura degli spazi aerei e dalle conseguenti cancellazioni di numerosi voli. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se si andrà verso una mediazione o un’ulteriore intensificazione del conflitto, ma in ogni caso le scelte di viaggio degli italiani verso l’area sono destinate a rallentare. Assoviaggi, nella sua nota, consiglia di diffidare dalle tante ‘notizie’ più o meno veritiere che circolano in rete: il Ministero degli Esteri, con il portale Viaggiare Sicuri, è l’unica fonte di informazioni certificate.
Per le prenotazioni già pianificate, le imprese del turismo organizzato si trovano a gestire criticità legate ad annullamenti dei voli, rinunce al viaggio e possibili scoperture assicurative connesse a instabilità politica o atti di guerra. In queste ore, inoltre, dalle imprese associate stanno arrivando richieste di intervento e sostegno al settore, alla luce delle cancellazioni che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni e che potrebbero riguardare anche destinazioni non direttamente interessate dall’area di crisi. Sul versante dell’incoming, dai cinque Paesi coinvolti dagli effetti iniziali del conflitto si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti: un elemento che segnala un possibile impatto an
che sui flussi verso l’Italia, oltre che sulle partenze.
In questo contesto, Assoviaggi Confesercenti ha chiesto che si valuti rapidamente l’attivazione di misure di sostegno per le imprese del turismo organizzato, a partire da strumenti di liquidità per gestire l’ondata di annullamenti e riprotezioni, da inter-
venti che evitino di scaricare integralmente su Tour Operator e Agenzie i costi straordinari legati a cancellazioni e riprogrammazioni, così da ridurre l’incertezza operativa nelle fasi di crisi. La situazione è in costante monitoraggio e sarà aggiornata in base all’evoluzione del quadro internazionale. (aise)
Proroga termini di acquisto cittadinanza per nati all’estero
Il Governo italiano ha introdotto importanti novità in materia di cittadinanza per i figli minori nati all’estero.
Con la recente pubblicazione della Legge 28 febbraio 2026, n. 26, è stato convertito il Decreto-Legge 31 dicembre 2025, n. 200, noto come “milleproroghe”, che prevede disposizioni urgenti in materia di termini normativi.
Tra le modifiche di rilievo, un emendamento approvato in sede di conversione ha disposto la proroga dei termini previsti per l’acquisto della cittadinanza italiana da parte dei minori nati all’estero.
Questa proroga rappresenta un’opportunità significativa per
le famiglie italiane residenti all’estero, consentendo più tempo per completare le procedure necessarie per il riconoscimento della cittadinanza dei figli minori. Le informazioni aggiornate sono già disponibili sul sito ufficiale, e la notizia verrà diffusa anche attraverso i canali social della rete diplomatica, al fine di garantire la massima informazione tra le comunità di connazionali. Si invita pertanto chiunque abbia contatti con collettività italiane all’estero a contribuire alla divulgazione di questa scadenza prorogata, assicurando che le famiglie interessate possano beneficiare pienamente delle nuove disposizioni.
Per quanto riguarda i voli verso l’Italia, la rete diplomatica italiana raccomanda di rimanere in contatto con compagnie aeree o agenzie di viaggio e, se necessario, riprogrammare i biglietti scegliendo rotte che non prevedano scali nei Paesi del Golfo soggetti a restrizioni. Si invita inoltre a monitorare costantemente eventuali cancellazioni, modifiche di itinerario e comunicazioni ufficiali della compagnia aerea, per evitare inconvenienti.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti, consultare il sito del Dipartimento degli Affari Interni: www.homeaffairs.gov.au.
La rete diplomatica italiana in Australia ha diramato un avviso ai connazionali riguardo al prolungamento della permanenza nel Paese, a seguito della chiusura dello spazio aereo in diversi Paesi del Golfo che ha causato disagi nei piani di rientro. Ai cittadini italiani bloccati in Australia si consiglia di verificare con il Dipartimento degli Affari Interni (“Home Affairs”) le opzioni disponibili per il visto, tra cui lavoro qualificato, ricongiungimento familiare, studio o turismo. È fondamentale controllare attentamente la scadenza e le condizioni del proprio visto attraverso i canali ufficiali, come VEVO, l’app gratuita myVEVO e la lettera di concessione del visto. In caso di visto con la condizione “no further stay” (codici 8503, 8534, 8535 o 8540), è possibile richiedere una deroga (“No Further Stay waiver”), che sarà valutata esclusivamente dalle autorità australiane.
La politica può tremare?
di Pino Forconi
La politica non ha mai tremato: sono i politici che tremano.
Quando viene a mancare il caviale e i toast Melba imburrati, allora cominciano a guardarsi intorno. “E mo’ che famo?”, direbbero a Roma. Tra una settimana, se ci fregano con il “SÌ”, ‘ndo s’attaccamo… il 27 barrato è già passato, e questo circola ogni morte di Papa. Sorge sempre un dubbio: ma sti quattro scavezzacolli, ti pare che non abbiano qualche asso nella manica da mettere sul piatto quando la tensione sale?
Il brutto di queste incertezze è che abbiamo davanti solo i burattini del sistema, ma chi regge veramente i fili è ben nascosto dietro i teloni di raso rosso. Da che mondo è mondo, in politica sono sempre esistiti i tre grossi gruppi del sistema: chi è di sinistra non lo smoverete mai dalle proprie idee, lo stesso dicasi per la destra; ma il terzo incomodo è quello che sta sempre al balcone o al mare e
si sollazza nel guardare come gli altri due gruppi si scannano a vicenda. Sicuramente prenderanno una decisione, ma sempre all’ultimo momento e dopo essersi assicurati se potranno contare su una fetta della torta.
Analizzandoli, si può dedurre che molti di loro hanno in un certo modo seguito quello stornello romano che dice: “Bevevano i nostri padri? …E noi che figli siam, beviam, beviam, beviamo.”
In altre parole, hanno seguito il pensiero dei loro padri, dei nonni e di ciò in cui credevano, ma non si sono minimamente interessati a osservare la realtà di molte situazioni odierne.
Basta dare uno sguardo alle boiate che si leggono sui social per capire quanta nullità e menefreghismo ci siano oggi tra la gente. Così facendo, abbiamo diviso l’Italia in due, se non in tre parti: il ricco, il povero e il “menefrego”.
Ora capite perché alle Botteghe Oscure si lotta per il “NO”?
Odoguardi: MAIE supporta il Sì
In pieno svolgimento la campagna elettorale in vista del referendum sulla giustizia, in Italia come all’estero.
Tra le forze politiche che oltre confine si stanno muovendo, il Movimento Associativo Italiani all’Estero di Ricardo Merlo: dai vertici Maie ai delegati di zona, tutto il network è operativo e sta lavorando alacremente, soprattutto a livello di comunicazione, per spiegare le ragioni del Sì ai connazionali. “Vogliamo una giustizia più equilibrata, più traspa-
rente e più moderna. Informarsi è il primo passo”, dice il Vicepresidente Vincenzo Odoguardi in un video pubblicato sui social. Odoguardi ricorda inoltre che la separazione delle carriere è presente in vari Pasi europei in Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Canada…” “Noi del Maie – conclude Odoguardi – non vogliamo essere giuristi: si tratta di capire se effettivamente vogliamo una giustizia più equilibrata, più efficiente, più garantista. Noi votiamo Sì”. (Inform)
250.000 batterie domestiche più economiche
Oltre un quarto di milione di famiglie, piccole imprese e organizzazioni comunitarie in tutta l’Australia hanno già installato una batteria domestica a basso costo grazie al programma del Governo Albanese “Cheaper Home Batteries”, con circa la metà dei partecipanti che ha approfittato anche per installare un nuovo impianto solare o aggiornare quello esistente.
Le batterie domestiche consentono di immagazzinare l’energia pulita e più economica prodotta durante il giorno per poterla utilizzare di notte. Ciò comporta una minore dipendenza dai picchi di prezzo, una rete più affidabile e un effetto di contenimento dei costi dell’energia per tutti. I dati più recenti, analizzati a livello di codice postale, mostrano che il programma è trainato principalmente dalle periferie e dalle comunità rurali e regionali, e non dalle aree centrali delle città: circa il 77% delle installazioni si concentra in queste zone.
Secondo il Ministro per il Cambiamento Climatico e l’Energia, Chris Bowen, e la deputata Anne Stanley, rappresentante di Werriwa, questi numeri riflettono le priorità delle famiglie australiane, che vogliono ridurre le bollette elettriche, ottenere maggiore rendimento dai propri impianti solari e assumere il controllo del proprio consumo energetico. Bowen ha sottolineato che “questa è la trasformazione dell’energia pulita quando funziona per gli australiani. È pratica, mirata alle famiglie, e guidata dalle periferie e dalle regioni. Le batterie a basso costo aiutano le famiglie a ridurre le bollette e a ottenere più valore dal loro impianto solare. I dati per codice postale dimostrano chiaramente che non si tratta di una storia delle città centrali, ma di una storia nazionale.” Ha inoltre aggiunto che mentre il Partito Liberale vorrebbe rallentare le rinnovabili più economiche e mantenere le persone con bollette più alte, il Governo Labor sta lavorando per garantire energia più pulita, economica e affidabile per ogni comunità.
Anne Stanley ha evidenziato come, a Werriwa, 1.724 famiglie e attività locali stiano adottando soluzioni energetiche capaci di risparmiare e rendere case e imprese più efficienti, affermando che “questi risultati dimostrano
che la nostra comunità sta agendo concretamente, scegliendo batterie e sostenendo un futuro energetico pulito, basato sulle abbondanti risorse rinnovabili
australiane. Le persone qui non vogliono slogan: vogliono bollette più sostenibili e un piano che funzioni, e questo è esattamente ciò che il programma offre.”
La Marca: PD e come votare No
La senatrice del Pd Francesca
La Marca (circoscrizione Estero-ripartizione America Settentrionale e Centrale) ricorda che il 22 e il 23 marzo prossimi si terrà il Referendum costituzionale riguardante la legge di riforma della magistratura.
“Anche noi cittadini italiani all’estero siamo chiamati ad esprimere il nostro voto. Gli italiani all’estero voteranno prima rispetto agli italiani in loco e voteranno per corrispondenza. Tutti gli iscritti AIRE riceveranno direttamente il plico elettorale presso il proprio indirizzo.
I plichi verranno spediti all’indirizzo di residenza non oltre il 4 marzo 2026.
Le schede votate dovranno essere ricevute dal proprio Consolato di riferimento entro e non oltre le ore 16 locali di giovedì 19 marzo 2026”.
La Senatrice spiega che la legge modifica sette articoli della Costituzione e prevede, in sinte-
si: “A) l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati; B) l’estrazione a sorte (anziché l’elezione) dei loro componenti, con modalità diverse per i componenti togati (magistrati), e per i cd. componenti laici (componente “politica”); C) la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM)”. Per La Marca, che invita i connazionali a votare No al Referendum per il quale “non vi è quorum, quindi anche un voto in più può fare la differenza”, si tratta di una riforma che indebolirebbe l’autonomia della magistratura subordinandola alla politica: pertanto, “facciamo sentire la nostra voce, forte e chiara, anche dall’estero”. (Inform)
Aperto lo scontro sul diritto al lavoro da casa
Il Victoria si prepara a un confronto istituzionale che potrebbe arrivare fino all’Alta Corte. Il governo Labor, guidato dalla premier Jacinta Allan, ha annunciato che intende inserire nel Equal Opportunity Act il diritto per tutti i lavoratori, pubblici e privati, di “lavorare da casa due giorni alla settimana, se le condizioni lo permettono”. La legge dovrebbe essere introdotta in parlamento a luglio ed entrare in vigore il 1° settembre.
L’obiettivo dichiarato del governo è aggirare le leggi di relazioni industriali, di competenza federale e gestite dalla Fair Work Commission. “Attraverso gli Equal Opportunity Act statali è possibile aggiungere attributi protetti che
non contrastano e anzi rafforzano le norme federali”, ha spiegato Jacinta Allan. Tuttavia, il ministro per le Relazioni Industriali Jaclyn Symes ha riconosciuto che la proposta potrebbe sollevare questioni legali, poiché “la Costituzione australiana sancisce la supremazia delle leggi federali in caso di conflitto”.
L’ipotesi di ricorso all’Alta Corte non è teorica. L’ex vicepresidente della Fair Work Commission, Graeme Watson, ha commentato che la legge rischia di apparire come “un artificio, travestito da tutela contro discriminazioni inesistenti, ma in realtà destinato a creare diritti che si sovrappongono alle normative federali”. “Questo aumenterà il lavoro dei tribunali e,
alla fine, sarà l’Alta Corte a dover decidere”, ha avvertito.
Dal fronte politico, l’opposizione guidata da Jess Wilson dichiara di sostenere il lavoro da casa, ma “chiede maggiori dettagli”. L’Attorney-General Sonya Kilkenny, invece, ha chiarito senza mezzi termini: “Ne varrà la pena lottare fino in fondo. Ci vediamo in tribunale”.
I dati dell’Australian Bureau of Statistics mostrano che dopo il boom del lavoro da remoto durante la pandemia, la percentuale di lavoratori che lavorano abitualmente da casa è diminuita, “dal 40,5% del 2021 al 36,2% del 2025”. Un sondaggio governativo rivela però che “il 74% dei dipendenti considera il lavoro da remoto ‘estremamente importante’”.
Le imprese, in particolare le piccole, temono effetti negativi. Menka Michaelides, titolare di un centro di riparazioni a Melbourne, avverte del rischio di creare “una forza lavoro a due livelli: amministrativi da un lato, operai dall’altro”. “Questo creerà un divario e complicherà il lavoro quotidiano”, sottolinea. Tra ambizioni sociali, dati statistici e timori economici, il Victoria si trova così a un bivio: “innovare il mondo del lavoro o scontrarsi con la Costituzione e la realtà delle imprese”.
Italians Abroad Respond to Offensive Remarks
Italians living overseas have responded strongly to offensive comments made during a recent YouTube broadcast. Massimo Romagnoli, head of Italians Abroad for Alternativa Popolare, defended the diaspora in a statement sent to journalist Fabio Dragoni.
Romagnoli stressed that Italians abroad are not a burden, but a vital resource for Italy. “Every
year, Italians living overseas send and invest billions of euros in Italy. They buy Made-in-Italy products, promote Italian excellence internationally, and support domestic tourism,” he said. Many also build homes in Italy using earnings from abroad.
He highlighted the high educational levels of Italians abroad: over 90% speak at least two languages, and more than half speak
three or more. “Living internationally gives them a unique understanding of foreign political, economic, and cultural systems,” Romagnoli added.
The statement also defended their constitutional right to vote. “Questioning this right undermines a fundamental principle of the Republic. Italians abroad do not ‘cause problems.’ They bring prestige, skills, and resources to Italy,” he said.
Romagnoli concluded with a call for a civil, fact-based debate about Italians overseas, emphasising the importance of respectful media coverage and political engagement.
The remarks come at a time when discussions over the role of the Italian diaspora in elections are intensifying, including in countries like Australia, where thousands of Italians contribute to both local and Italian cultural and economic life.
Mojtaba Khamenei nominato nuovo Leader Supremo
L’Iran si trova ad un punto di svolta storico: secondo fonti interne a Iran International, l’Assemblea degli Esperti ha eletto Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, come nuovo Leader Supremo della Repubblica Islamica. La nomina sarebbe avvenuta sotto la forte pressione dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC), segnando un passaggio di potere rapido e controverso.
Fonti anonime rivelano che la struttura di comando rimanente dell’IRGC mirava a completare la scelta entro poche ore dalla morte di Khamenei, vista l’impossibilità di convocare una sessione ufficiale dell’Assemblea degli Esperti a causa dei bombardamenti in corso. L’accelerazione della nomina al di fuori delle procedure costituzionali ha alimentato preoccupazioni sulla legittimità del passaggio di potere.
Intanto, l’attività militare ha provocato disorganizzazione all’interno delle strutture di sicurezza e militari dell’Iran. Alcuni comandi hanno incontrato difficoltà nella trasmissione degli ordini, mentre parte del personale ha evitato di presentarsi nelle basi, temendo ulteriori attacchi
statunitensi e israeliani. L’IRGC teme inoltre possibili manifestazioni di protesta non appena la situazione tornerà visibile nelle strade.
Nel frattempo, la repressione interna continua. Arash Tolou Sheikhzadeh, un manifestante di 35 anni arrestato dopo le proteste di gennaio a Mashhad, è morto in ospedale dopo settimane di coma causate da gravi torture subite durante la detenzione da parte dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione. La famiglia ha denunciato come i miglioramenti clinici del giovane siano stati ignorati e come il ventilatore sia stato spento, provocandone la morte. Le autorità hanno imposto una sepoltura sotto stretta sorveglianza e con partecipazione limitata ai familiari più prossimi.
Questi eventi segnano un periodo di grande instabilità per l’Iran, tra un cambio di leadership rapido, crisi militari e crescenti tensioni interne. La comunità internazionale osserva con attenzione, mentre il paese affronta uno scenario politico e sociale delicatissimo, tra successione controversa e repressione di dissenso interno.
Iranian strike hits Kuwait base hosting Italian troops
An Iranian missile attack has caused significant damage to the runway of Kuwait’s Ali Al Salem Air Base, which hosts Italian air force personnel, according to Italian Foreign Minister Antonio Tajani. Despite the strike, all Italian personnel at the base were unharmed, with Tajani confirming that they were safely sheltering in bunkers at the time.
The base has been a hub for Italian air force operations since 2019, supporting surveillance missions against ISIS in Iraq as part of Task Force Air Kuwait.
Italian Prime Minister Giorgia Meloni held a conference call with Tajani and national security officials in response to the attack. In a statement, Meloni
expressed Italy’s continued support for Iranian civilians advocating for their civil and political rights, while emphasising that the government will back any initiatives aimed at reducing regional tensions. Tajani added that Italy is prepared to evacuate its nationals from Iran if it can be done safely, noting that hundreds of Italians still reside in the country, often with Iranian family members.
The strike marks a further escalation in regional tensions following recent attacks by Iran on neighbouring countries. Italian authorities continue to monitor the situation closely, prioritising the safety of their personnel and citizens abroad.
Lo Bianco Champions Culture, Languages and Cohesion
By Tom Padula
Professor Joseph Lo Bianco is widely regarded as one of Australia’s foremost authorities on language policy, multicultural education, and social cohesion. Based in Melbourne, his work has helped define the nation’s understanding of linguistic diversity and its role in shaping Australian identity.
I had the pleasure of inviting Professor Lo Bianco to speak at the University of the Third Age in Deepdene last year. He accepted, and the event is now set for the second half of March 2026. Reflecting on his career, it is clear that the accolades and respect he commands are entirely deserved: Lo Bianco is a true ambassador for languages and cultures. But how did his lifelong focus on multilingualism and multiculturalism emerge? The answer lies in the experiences of his early life.
Born in Australia to Italian migrant parents, Lo Bianco grew up in a multilingual household. His upbringing in a migrant community exposed him to both the richness of cultural diversity and the challenges faced by non-English-speaking families navigating education and public life. These formative experiences would shape his academic and policy pursuits, particularly his advocacy for equitable access to language learning.
At the University of Melbourne, Lo Bianco served for many years as Professor of Language and Literacy Education in the Graduate School of Education. He also founded the Language and Literacy Education Research Network (LLERN),
By Tom Padula
Italian Seniors Club Vizzini
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creating a hub for research into bilingualism, multilingual education, and literacy development. His work seamlessly bridges theory and policy, combining sociolinguistics, education, and public administration.
Nationally, Lo Bianco is perhaps best known as the author of Australia’s landmark National Policy on Languages (1987)—the first comprehensive language policy adopted by an English-speaking nation. Commissioned under Prime Minister Bob Hawke, the policy positioned English literacy as a national priority while promoting community, Indigenous, and foreign languages. It was groundbreaking in framing linguistic diversity as an asset rather than a challenge, influencing education systems across Australia and serving as an international model for multilingual planning.
His influence extends well beyond Australia. Lo Bianco has advised governments and organisations worldwide on language planning, peacebuilding, and post-conflict reconciliation. Collaborating with bodies such as UNESCO, he has demonstrated how inclusive language policies can promote social cohesion, minority rights, and intercultural dialogue across Southeast Asia, the Middle East, and Europe.
A prolific author, Lo Bianco has examined how language shapes societal power structures and how multilingual competence is both a cultural and economic asset. Within Australia’s Italian community, he has elevated the status of migrant languages in schools and universities, ensuring they are celebrated rather than marginalised.
Professor Lo Bianco’s legacy lies not only in formal awards but in the generations of educators, policymakers, and researchers inspired by his thinking. His work illustrates that language policy is not a technical exercise alone—it is a moral and civic responsibility, tied to fairness, opportunity, and national identity.
Australia is fortunate to count Joseph Lo Bianco among its distinguished scholars. His lifelong commitment to multilingualism and cultural pluralism reminds us that diversity is not just a slogan—it is the foundation for peace, harmony, and shared understanding in an interconnected world.
Eccellenza italiana su strada a Targa Classica
Il 2 marzo 2026 ha ufficialmente preso il via l’attesissima edizione di Targa Classica, manifestazione che celebra la tradizione e l’eccellenza dell’automobilismo italiano. L’evento è stato inaugurato dalla Console Generale Chiara Mauri, che ha dato il via alla competizione sventolando la tradizionale bandierina di partenza, tra gli applausi degli appassionati e dei partecipanti.
Targa Classica non è solo una vetrina di modelli iconici e prestazioni sportive, ma rappresenta anche un ponte culturale e commerciale tra Italia e Australia. La manifestazione richiama ogni anno collezionisti, appassionati e imprenditori, consolidando un legame che va oltre il semplice sport, promuovendo il design, la tecnologia e la qualità del Made in Italy.
L’importanza dell’evento emerge anche dai numeri del settore automotive: l’Italia si conferma competitiva sul mercato australiano, con il comparto che rappresenta il terzo settore per export verso l’Australia, per un valore di 165 milioni di dollari australiani. Questi dati confermano quanto il
design e l’ingegneria italiani siano apprezzati a livello internazionale, non solo per le prestazioni e l’estetica, ma anche per l’innovazione e la sostenibilità.
Durante la giornata inaugurale, le strade australiane hanno visto sfilare modelli storici e moderni, dai bolidi d’epoca alle più recenti auto sportive italiane, creando un’atmosfera di entusiasmo e ammirazione. Gli organizzatori hanno sottolineato come Targa Classica non sia solo una gara, ma un’esperienza culturale e sociale, capace di unire comunità diverse attorno alla passione per le automobili e la tradizione italiana.
L’evento 2026 conferma la ca-
pacità del Targa Classica di attrarre non solo piloti professionisti e collezionisti, ma anche un pubblico più ampio, desideroso di scoprire la storia e l’eleganza delle auto italiane. In questo contesto, la figura della Console Generale Mauri ha assunto un ruolo simbolico, rappresentando la collaborazione tra istituzioni italiane e partner locali, rafforzando il dialogo economico e culturale tra i due Paesi. Targa Classica 2026 si conferma così un appuntamento imperdibile per chi ama l’automobile, la storia e il Made in Italy, unendo passione, tradizione e innovazione su ogni curva del percorso australiano.
Un venerdì sera triestino con il miglior pesce
Venerdì 27 febbraio, il Trieste Social Club ha dato il via al suo primo TGIF Fish Night del 2026, regalando alla comunità di Essendon una serata all’insegna di buon cibo, musica e divertimento. L’evento ha richiamato numerosi soci, famiglie e residenti locali, trasformando la sala del club in un vivace punto di incontro per grandi e piccoli.
I partecipanti hanno potuto gustare deliziosi piatti di pesce, preparati con ingredienti freschi e serviti in abbondanza. I sapori dei piatti, arricchiti da un tocco di limone, hanno conquistato tutti, creando un’atmosfera conviviale e festosa. La musica dal vivo del Gianfranco Duo ha accompagnato la serata, stimolando la pista da ballo e regalando momenti di divertimento per tutti i presenti.
“La sala era piena e l’energia positiva si sentiva in ogni angolo,” ha raccontato un portavoce del club. “È stato meraviglioso ve-
dere persone di tutte le età godersi la serata insieme, tra risate, balli e buon cibo.” L’evento ha confermato il ruolo del Trieste Social Club come fulcro della vita comunitaria, capace di unire residenti e famiglie in momenti di socialità autentica. Con tariffe accessibili, l’iniziativa ha reso la partecipazione semplice e inclusiva.
La serata del 27 febbraio segna l’inizio di un calendario di venerdì
by ROLAND MELOSI MONTECATINI SPECIALITY
sera ricco di eventi: il club invita già la comunità a partecipare ai prossimi appuntamenti, dove buon cibo, musica dal vivo e allegria saranno protagonisti. Situato in 4 Willow Street, Essendon, il Trieste Social Club continua a rappresentare un luogo di incontro prezioso per la comunità locale, capace di trasformare un venerdì sera in un’esperienza memorabile.
a cura di Tom Padula
Mamma, gli it-Alieni! e la storia degli italiani nel Queensland raccontata con le vignette
L'emigrazione italiana nel Queensland trova una nuova forma narrativa in un progetto di ricerca tradotto in immagini e dialoghi. Sabato 14 marzo 2026, dalle 15 alle 17, a Brisbane sarà presentato ufficialmente “Mamma, gli it-Alieni!”, il primo fumetto interamente dedicato al racconto dell’arrivo e dell’insediamento degli italiani a Brisbane nel secondo dopoguerra. Il volume riporta l’attenzione sugli anni Cinquanta, quando il più alto flusso di italiani lasciò l’Italia per costruire una nuova vita tra Brisbane e le aree regionali circostanti. Attraverso scene di quotidianità e ambientazioni ispirate a testimonianze reali, il fumetto restituisce l’impatto con una società diversa, i primi lavori spesso faticosi, la nostalgia per la terra d’origine e la nascita di associazioni e circoli che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento per la comunità, raccontando anche momenti di festa, celebrazioni religiose e incontri sociali che hanno consolidato l’identità italo-australiana.
Il progetto è promosso dal Co-
mitato per gli Italiani all’Estero (Com.It.Es.) della circoscrizione consolare del Queensland e Territorio del Nord, con il patrocinio della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il supporto del Consolato d’Italia a Brisbane e dell’Ambasciata d’Italia a Canberra.
Alla base della pubblicazione vi è un lavoro di ricerca che ha raccolto interviste, documenti e fotografie d’epoca, successivamente rielaborati in forma narrativa. Pur adottando una struttura romanzata, la storia mantiene riferimenti concreti e situazioni autentiche, con l’obiettivo di rendere accessibile un patrimonio di memoria che rischierebbe altrimenti di restare confinato alla dimensione familiare, favorendo così una più ampia conoscenza storica anche tra le nuove generazioni.
Ma allora, chi sono gli it-Alieni? “Il gioco di parole richiama un preciso contesto storico e sociale.”
A risponderci, Rosie Vecchio, pre-
sidente del Com.It.Es. Qld & NT:
“Negli anni del dopoguerra, gli italiani arrivati in Australia venivano percepiti come stranieri in senso amministrativo e culturale.” Il termine, riletto oggi con uno sguardo ironico e consapevole, diventa nel fumetto un modo per riflettere su quella condizione iniziale e sul percorso che ha trasformato gli “estranei” di ieri in parte integrante della società del Queensland.
L’evento di presentazione, gratuito e aperto alla comunità fino a esaurimento posti, oltre alla presentazione ufficiale del libro, sarà un momento di riflessione sulla memoria collettiva e di incontro tra generazioni, studiosi e appassionati di storia migratoria.
Il fumetto è disponibile sia in italiano che in inglese con il titolo “Mamma mia, ItAliens!” e si rivolge sia a generazioni di italo-australiani sia a un pubblico più ampio interessato alla storia della migrazione e alla costruzione dell’identità multiculturale australiana.
Il 14 marzo rappresenterà dunque un’occasione per rileggere il passato con uno sguardo contemporaneo e riconoscere il contributo delle generazioni che hanno partecipato alla crescita di Brisbane e del Queensland.
L'Amb. Nicola Lener presenta credenziali alla Governatrice
Il 25 febbraio scorso, presso la Government House di Canberra, l’Ambasciatore d’Italia in Australia Nicola Lener ha ufficialmente presentato le Lettere di Credenziali alla Governatrice Generale Sam Mostyn, dando il via al suo mandato diplomatico nel Paese.
Si è trattato di un momento solenne che ha sancito l’inizio di un percorso volto a rafforzare lo storico legame tra Italia e Australia, con particolare attenzione a settori chiave come innovazione, commercio e cultura. L’Ambasciatore Lener ha sottolineato l’importanza di promuovere scambi economici e collaborazioni scientifiche, puntando a creare nuove opportunità per imprese e istituzioni di entrambe le nazioni.
Un ruolo centrale del mandato sarà anche il sostegno alla comu-
nità italiana residente in Australia, che conta oltre un milione di persone tra cittadini italiani e discendenti. Questa comunità rappresenta un patrimonio culturale e sociale, con contributi significativi in arte, gastronomia, imprenditoria e ricerca scientifica. Durante l’incontro, Lener ha evidenziato come il suo obiettivo sia consolidare un dialogo costante e proficuo, capace di rafforzare non solo le relazioni economiche, ma anche i legami culturali e sociali tra i due Paesi. Il gesto ufficiale del 25 febbraio segna dunque l’inizio di una fase di cooperazione intensificata, pronta a tradursi in iniziative concrete per promuovere innovazione, scambi culturali e rafforzare la storica amicizia tra Roma e Canberra.
Tania Nichamin Live in Wollongong CBD
by Maria Stella Vescio
On the evening of 28 February 2026, the CBD Centro in Wollongong welcomed a full house for the highly anticipated concert of Tania Nichamin. The event was completely sold out, with a large and enthusiastic audience gathering to support the country artist as she returned to perform in her hometown for the second consecutive year.
Tania Nichamin, a singer with exceptional vocal strength and stamina, once again demonstrated why she is so highly regarded in the country music scene. Her expressive delivery and confident stage presence created an engaging and dynamic atmosphere throughout the evening. She was perfectly supported by her band and her two backing vocalists, whose harmonies and musicianship added depth, balance, and richness to the overall sound.
During the concert, Tania introduced several new songs, including Uncharted Roads and Rodeo Man, which received an especially positive response from the crowd. The audience’s enthusiastic applause highlighted their appreciation for her new material. At the same time, she delighted long-time fans by performing some of her signature songs, such as Bigger the Hoops and This Is Our Love Song. These well-loved tracks had the entire venue singing along and further
strengthened the strong connection between the artist and her supporters.
Born and raised in Wollongong, Tania Nichamin discovered her love for country music at an early age, inspired by both local performers and international country legends. She began performing in local clubs and festivals as a teenager, quickly gaining recognition for her powerful voice and emotive storytelling. Over the years, she has released several critically acclaimed albums, received multiple nominations for national country music awards, and toured extensively across Australia.
Tania is known not only for her vocal talent but also for her
dedication to songwriting, often drawing from personal experiences to craft lyrics that resonate deeply with her audience. Her commitment to her craft and her ability to connect with fans have solidified her status as one of Australia’s rising stars in the country music scene.
The CBD Centro in Wollongong continues to reinforce its reputation as a leading venue for quality live entertainment, successfully hosting talented performers and attracting an ever-growing audience. We extend our sincere congratulations to Tania Nichamin and wish her continued artistic growth and every success as she continues her journey in country music.
CNA Care Services in festa per onorare il prezioso contributo delle donne
R.Iogha, C.Riservato, M. Di Natale, C.Tassone, G.Perre, R.Marando, C.Costantino, E.Gimondi
di Maria Grazia Storniolo
Un mercoledì all’insegna della condivisione, dell’amicizia e del riconoscimento del ruolo fondamentale delle donne nella società. La CNA Care Services ha celebrato la Giornata Internazionale della Donna presso il Community Centre di Carnes Hill con un evento che ha visto la partecipazione di numerose donne della nostra comunità, accorse per onorare una ricorrenza dedicata alle donne, alle madri e alle figlie.
La grande sala è stata allestita con cura nei colori giallo, verde e bianco, creando un’atmosfera luminosa ed elegante, simbolo di speranza, rinascita e armonia. Anche il pranzo ha rispecchiato il tema della giornata: i volontari della CNA hanno preparato un menù dai sapori delicati e avvolgenti, impreziosito dal gusto vellutato della salsa allo zafferano e dalla pasta con zucca e salsiccia, piatti che hanno conquistato tutti i presenti.
Ad aprire ufficialmente la giornata è stata Maria Grazia, che ha rivolto un caloroso benvenuto a Caterina Mauro, Eileen Santolin, Francesca Brescia, Julia Accordion e Tony Paragalli, estendendo il suo saluto a tutti i partecipanti, con un’attenzione speciale alle donne in sala, vere protagoniste dell’evento. Le musiche sono state affidate al maestro Tony Gagliano, che ha saputo accompagnare con professionalità e sensibilità ogni momento della celebrazione.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza di Francesca Brescia con la sua coinvolgente performance, affiancata da Julia Accordion e dalla sua inseparabile fisarmonica. Tra musiche, balli e tanta solidarietà, si sono susseguite toccanti testimonianze di vita.
Francesca Brescia ha ricordato con emozione il suo esordio nel mondo musicale, reso possibile grazie all’incoraggiamento del maestro Tony Gagliano e al sostegno incondizionato dei suoi genitori, ai quali deve gran parte del suo successo. Un racconto che ha messo in luce quanto il supporto familiare sia fondamentale nel percorso di crescita personale e professionale.
Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Caterina Mauro che, con i suoi cento anni, ha offerto una vera lezione di vita, svelando il suo segreto per restare giovani: circondarsi di
positività, di cose belle e coltivare l’amore in tutte le sue forme. Julia Accordion ha condiviso invece la sua grande passione per la musica e per la fisarmonica, strumento che rappresenta per lei gioia, espressione e identità culturale. Non sono mancati interventi intensi e carichi di umanità, come quello di Rosaria Caltabiano, che insieme alla sorella Alfina dedica il proprio tempo al volontariato a favore dei più deboli e vulnerabili, con una presenza costante presso il villaggio Scalabrini di Chipping Norton. Mariangela Amorosi ha raccontato la sua esperienza nel mondo del lavoro e della famiglia, mentre Carmela Costantino ha condiviso la sua vita fondata sulla preghiera e sull’amore per i suoi sei figli.
La giornata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta, accompagnato da un ottimo prosecco italiano, una ricca lotteria e un omaggio riservato a tutte le donne presenti. Un bouquet floreale è stato donato a Francesca Brescia e Julia Accordion in segno di gratitudine.
Nel suo intervento finale, Maria Grazia ha ringraziato tutti i presenti e coloro che hanno reso possibile questa splendida iniziativa.
Una celebrazione che ha saputo unire musica, memoria, solidarietà e affetto, lasciando nel cuore di ciascuno il valore autentico della forza femminile: una forza fatta di coraggio, dedizione e amore che continua a costruire comunità più unite e solidali.
Sabrina, Nello, Julia e lo staff di CNA Care Services
R.Volona,
Coniugi Amorosi, Angelo Angiolelli, G. Marasco con alcuni partecipanti
Giuseppina, Concetta, Antonio, Filippo, Sabrina, Armido, Julie, Pippo, Stella, Maria e Nello
C.Corte, G. Auteri, M.G Storniolo, S.Maimone, F.Brescia, V.Maimone, J.Accordion
Julie Accordion, Tony Gagliano e Francesca Brescia
Jovanotti a Sydney: la libertà come una vera rivoluzione musicale
di Lorenzo Canu
Domenica 1 marzo, l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney ha ospitato uno degli incontri più
attesi della stagione (e per alcuni, della vita): un pomeriggio con Jovanotti, in città nell'ambito del suo tour australiano che l’ha
portato il 5 marzo al QPAC di Brisbane e il 6 al WOMADelaide Festival. Per un'ora e mezza, nella sala al quarto piano di York Street, l'artista romano ha dialogato con il direttore Marco Gioacchini di musica, di biciclette, di lingua italiana e di tutto ciò che, nel corso di quarant'anni di carriera, ha trasformato un ragazzo di periferia in una delle voci più riconoscibili della canzone italiana nel mondo. Sydney, ha confessato Jovanotti, gli piace davvero. Era già venuto qualche anno fa, di ritorno da un viaggio in Nuova Zelanda: pensava di fermarsi un giorno, e invece ne sono passati cinque. Ha incontrato molti connazionali camminando per la città, ha chiesto del working holiday, di come ci si sente a vivere così lontani. La distanza, ha riflettuto, non è solo un ostacolo. Per i giovani in particolare - tema ricorrente nella conversazionepuò essere un dono: “Trovandoti da solo in un luogo così distante sei costretto a trattare con te stesso seriamente. E questa è una buona occasione che ti offre la vita.”
A proposito di giovani e di carriera, Jovanotti ha condiviso una filosofia semplice che lo guida da sempre: “L'importante è che il grafico vada su - anche se non va tanto su, però l'importante è che non vada giù.” Una bussola di crescita continua, più che di successo immediato, che ha attraversato decenni di musica senza mai spegnersi. Anche nei momenti in cui, come dopo Fantastico con Pippo Baudo, sembrava che la carriera musicale fosse finita e la televisione fosse l'unica strada rimasta. Lui disse no, e tornò alla musica. Il passaggio dall'inglese all'italiano - coraggioso, all'epoca come adesso - è stato uno di quei momenti di svolta. “In Svezia nasci sapendo che se vuoi fare un lavoro artistico non ti paghi le bollette con un successo svedese. In Italia non è così.” E lui, alla fine, si è innamorato della sua lingua. Non senza motivo: “In italiano abbiamo la rima cuore, fiore, amore, dolore. Gli inglesi non ce l'hanno. I tedeschi nemmeno.” Una benedizione, ha detto sorridendo, per chi vuole fare canzoni d'amore. E a lui piace molto farle. Sugar è nata così: da un film mai realizzato, con una melodia troppo bella per lasciarla andare. “Era la prima canzone che scrivevo con Francesca come modella.” Francesca che poi è diventata sua moglie.
La bicicletta è tornata più vol-
Proud
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te nel racconto, come metafora di fuga e libertà sin da quando, a dieci anni, salire in sella significava sentirsi “padrone del mondo”. E così il nuovo progetto, L'Arca di Lorè: “il disco imprevisto”, come lo ha definito lui stesso. Nato in sei giorni a New York, non previsto, non contrattualizzato, registrato per scappare dall'atmosfera pesante di quel periodo: la guerra, il Medio Oriente, la sensazione di impotenza. “Ho messo la testa sotto la sabbia - sotto una sabbia che per me è la vita ed è la musica.”
Quando è tornato in Italia e ha detto che voleva pubblicarlo, la risposta è stata no. La sua controproposta: “Allora lo pubblico da solo, indipendente.” Alla fine, lo hanno pubblicato insieme. Ed è andata benissimo.
Il momento più intenso della serata è arrivato dal pubblico. Un uomo della comunità italo-austra-
liana, seconda generazione, ha preso il microfono con voce commossa: la musica di Jovanotti era stata la colonna sonora della sua famiglia, dalle cassette in macchina da ragazzo fino alla ninna nanna per i figli, e ora il figlio sedicenne sorpreso a canticchiare in camera. “Sei stato al fianco a noi per tutta la nostra vita” - e gli ha regalato un boomerang, con la promessa che, portandolo a Brisbane, lo avrebbe riportato indietro. Jovanotti lo ha preso tra le mani con cura, come si fa con qualcosa che si capisce subito essere raro.
A chiudere, una domanda dal pubblico: in questo mondo iper-connesso e saturo di immagini, cosa è ancora rivoluzionario? Jovanotti ci ha pensato un istante, poi ha risposto con la semplicità di chi sa di aver già trovato la risposta da tempo: “La libertà. La ricerca della libertà è una rivoluzione.”
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Jovanotti intona qualche nota per la sala
Un momento del dialogo tra Jovanotti e Gioacchini
Il pubblico ascolta rapito
Jovanotti tra la folla
Il team dell'Istituto Italiano di Cultura con Jovanotti a fine serata
Francesca Ranazzi assieme ad alcuni dei partecipanti
Jovanotti risponde alle domande
Alcuni dei partecipanti più giovani
Festa degli anziani a Fairfield
Con l’avvicinarsi della Settimana dei Senior, il Fairfield City Council offre un’opportunità speciale per riconoscere e celebrare il contributo fondamentale che gli anziani apportano alla comunità di Fairfield.
I nostri cittadini più anziani sono il cuore pulsante della città: sono caregiver, volontari, mentori, leader e narratori. La Settimana del Festival dei Senior è il modo con cui il Comune dice loro “grazie”. Per l’occasione, è stato organizzato un programma ricco di eventi coinvolgenti e significativi, pensati per supportare, connettere e celebrare i nostri anziani.
Il tanto amato Seniors Festival torna al Fairfield Showground, ospitato con orgoglio dal Council. Questo evento popolare celebra le numerose contribuzioni degli anziani alla vita cittadina e offre uno spazio inclusivo per tutti coloro che chiamano Fairfield “casa”. Con oltre 65 stand, il festival offrirà sessioni informative, controlli sanitari, consigli
sui servizi disponibili e il popolarissimo spettacolo Seniors Got Talent.
Oltre a questo, sono previste attività pratiche e di benessere, come i laboratori di sacchetti di lavanda cuciti a mano presso le biblioteche cittadine e l’iniziativa Seniors on the Green al Fairfield Golf Course. Questa mattina di golf in relax è aperta a tutti i residenti, senza necessità di esperienza, ed è un’ottima occasione per fare nuove amicizie, partecipare secondo i propri ritmi e godersi un tè al termine dell’attività.
Il Comune organizza anche una sessione informativa sui servizi di assistenza agli anziani, rivolta sia ai senior che ai caregiver, facilitata dal Department of Health, Disability and Ageing. La sessione aiuterà i partecipanti a comprendere meglio le ultime riforme del settore e a orientarsi tra i servizi disponibili.
Il sindaco Frank Carbone invita tutta la comunità a partecipare agli eventi a Fairfield.
Bays West nuovo sobborgo urbano di Sydney
Il progetto di rinnovo urbano di Bays West, nel cuore di Sydney, rappresenta uno dei più ambiziosi interventi pianificati dal Governo del Nuovo Galles del Sud per sostenere la crescita della città e migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini. L’obiettivo principale è creare un nuovo quartiere in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e connessione culturale, trasformando l’area in un luogo ideale per vivere, lavorare e ricrearsi.
Il precinto di Bays West è destinato a diventare un punto focale per l’urbanismo contemporaneo, valorizzando la sua storia naturale, culturale e industriale. Secondo la visione del Governo, il quartiere sarà caratterizzato da nuove attività, spazi pubblici innovativi e collegamenti migliorati per pedoni, ciclisti e trasporti pubblici. Un ruolo chiave sarà svolto dalla futura stazione Bays Metro, prevista per il 2032, che fungerà da cuore del Transport Oriented Development (TOD), rendendo l’area facilmente accessibile e incentivando uno sviluppo residenziale sostenibile vicino a infrastrutture di trasporto strategiche.
La strategia per Bays West non riguarda solo l’urbanistica ma anche il rispetto per la cultura e la storia locale. Il Bays West Connecting with Country Framework riconosce il legame continuo delle popolazioni aborigene e dei Torres Strait Islander con il territorio, integrando questa prospettiva nella pianifi-
cazione urbana. L’approccio mira a creare uno spazio inclusivo e rispettoso delle tradizioni, pur introducendo nuove forme di vita urbana.
Dal punto di vista residenziale, Bays West risponde alla crescente esigenza di abitazioni ben posizionate e diversificate nel Nuovo Galles del Sud. La mancanza di alloggi accessibili e ben collegati rende fondamentale questo progetto, che punta a fornire nuove opportunità abitative in un contesto urbano vivace e collegato. Contestualmente, il progetto prevede nuovi spazi per l’occupazione, contribuendo a creare un corridoio dell’innovazione e rafforzando l’economia locale.
Dopo l’approvazione del Stage
1 Master Plan e del pacchetto di riperimetrazione nel dicembre 2022, il Governo continua a lavorare attraverso un processo di revisione indipendente per valutare ulteriori opportunità di sviluppo, in collaborazione con agenzie governative e stakeholder. I cittadini e gli interessati possono seguire gli aggiornamenti sul NSW Planning Portal, dove sono disponibili documenti e strategie dettagliate per il futuro del quartiere. Bays West si prepara così a diventare un esempio di urbanismo moderno, dove innovazione, sostenibilità e memoria culturale si incontrano, offrendo a Sydney un nuovo spazio dinamico per abitare, lavorare e vivere.
Tutto a posto, paga il Medicare
Grazie all’aumento delle sovvenzioni governative, un numero crescente di medici di base, di GP per intenderci, sta offrendo a tutti gli australiani prestazioni in regime di “bulk billing”, cioè senza contributo a carico del paziente.
Per trovare un medico di base, un GP per intenderci, nella tua zona che pratica il “bulk billing”, visita health.gov.au/bulkbilling
speciale centrale
a scuola
Assistenti linguistici e un'altra generazione a tempo determinato
Arrivano con una laurea in tasca, spesso in Lingue o Scienze della formazione, e con l’idea romantica di “portare l’Italia nel mondo”. Atterrano a Melbourne, Sydney, Perth. Una settimana di induction, le prime foto sui social, il tricolore alle spalle. Poi l’ingresso in classe, accanto a un docente australiano di italiano. Sono il popolo degli assistenti linguistici: giovani italiani selezionati ogni anno da enti gestori a seguito di un progetto finanziato dal MAECI per sostenere l’insegnamento della lingua e della cultura italiana nelle scuole australiane.
Il modello è consolidato. Nel Victoria, ad esempio, vengono inseriti circa 25 assistenti l’anno. Il ruolo è chiaro: supportare l’insegnante titolare, preparare materiali, lavorare con piccoli gruppi, organizzare laboratori di conversazione e giornate culturali. Non possono gestire autonomamente una classe, non sono responsabili della programmazione ufficiale, non firmano pagelle. Sono una presenza dinamica, madrelingua, che rende la lingua viva.
Sulla carta, è un’esperienza formativa straordinaria. Nella pratica, è una parentesi a scadenza. Chi li incontra nelle scuole parla di entusiasmo contagioso. “Quando arriva l’assistente, i ragazzi capiscono che l’italiano non è solo un libro”, racconta Maria, docente in una scuola secondaria di Melbourne. “Sentono l’accento autentico, ascoltano storie contemporanee, fanno domande sulla vita in Italia. È una boccata d’aria fresca.”
Eppure, proprio quando l’assistente comincia a conoscere il sistema scolastico australiano, ad adattarsi alla cultura didattica locale, a costruire relazioni solide, il tempo finisce. Otto, nove, dodici mesi. Dipende dallo Stato e dal calendario. Poi il contratto si chiude. Niente rinnovo strutturale, nessun percorso automatico verso una posizione stabile. Il visto più comune è il Temporary Activity visa (subclass 408), legato al programma specifico. Finisce il progetto, termina anche il diritto di restare.
Giulia, 27 anni, laurea magistrale in Lingue, è stata assistente nel 2024. “È stato l’anno più intenso della mia vita”, racconta. “Lavoravo in due scuole. Preparavo attività sulla musica italiana contemporanea, organizzavo una settimana dedicata al cinema, facevo conversazione con i ragazzi dell’ultimo anno. Mi sentivo utile.”
Le chiedo cosa sia successo alla fine del contratto. “Ho provato a capire se potevo restare. Mi sarebbe piaciuto fare il percorso per diventare insegnante qui. Ma tra riconoscimento del titolo, costi universitari, requisiti linguistici e visti, era quasi impossibile. Non esiste un canale preferenziale per chi ha già lavorato nel sistema. Così dopo aver inviato curriculum ad altre scuole senza risposta, sono tornata in Italia.” Oggi Giulia lavora saltuariamente come supplente. L’esperienza australiana è un punto forte nel curriculum, ma non le ha garantito una continuità professionale.
Il paradosso è evidente: l’Australia beneficia ogni anno di giovani madrelingua altamente motivati, selezionati e formati, capaci di rafforzare i programmi di italiano. Ma non costruisce, salvo rare eccezioni, un ponte verso la stabilizzazione.
Il turnover continuo comporta
una perdita di capitale umano. Ogni assistente impiega mesi per comprendere le dinamiche scolastiche locali: gestione della classe, burocrazia, comunicazione con le famiglie, integrazione nel curriculum australiano. Quando finalmente diventa davvero efficace, deve andarsene.
“Ogni anno ricominciamo da capo”, ammette un dirigente scolastico del Victoria che preferisce restare anonimo. “L’assistente è prezioso, ma è una figura temporanea. Non possiamo pianificare a lungo termine con qualcuno che sappiamo già che se ne andrà.”
Anche sul piano economico, l’esperienza non è sempre semplice. Gli stipendi, variabili a seconda del programma, devono fare i conti con il costo della vita in città come Melbourne o Sydney. Molti assistenti condividono casa, cercano lavori extra compatibili con il visto, vivono con attenzione ogni spesa.
Eppure, nessuno mette in discussione il valore umano dell’esperienza. Marco, 25 anni, parla di “crescita personale enorme”. “Ho imparato a parlare in pubblico in inglese, a lavorare in un sistema diverso, a confrontarmi con studenti di background culturali diversissimi. Ma sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato temporaneo.” La consapevolezza del-
mesi”, aggiunge Marco. “L’ultimo giorno di scuola è stato devastante.” Il programma degli assistenti linguistici è spesso presentato come uno strumento di diplomazia culturale. E in parte lo è: promuove la lingua italiana, rafforza i legami tra comunità, crea ponti tra università italiane e scuole australiane.
Ma resta una domanda scomoda: può un sistema fondato sulla temporaneità diventare una politica linguistica strutturale?
la scadenza incide anche psicologicamente. “È difficile investire emotivamente quando sai che dovrai salutare tutti dopo pochi
Se l’obiettivo è consolidare l’italiano nel curriculum australiano, servirebbe una visione di lungo periodo. Percorsi di riconoscimento accelerato dei titoli per chi ha già svolto un anno di assistenza. Borse di studio per completare la formazione locale. Visti ponte che consentano di cercare lavoro nel settore educativo. In assenza di questi strumenti, l’esperienza resta una parentesi, non un trampolino.
All'IIC Dante tra corti e cortesia
Un viaggio nel cuore del Medioevo italiano per riscoprire il significato di corte, cortesia e cultura politica ai tempi di Dante Alighieri. È questo il tema della conferenza “Courtesy and Courtliness in the Time of Dante”, in programma giovedì 5 marzo 2026, dalle 18.00 alle 19.00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, al Level 4, 125 York Street.
L’incontro, a ingresso gratuito su prenotazione tramite Eventbrite, sarà tenuto dal professor Daragh O’Connell, Associate Professor di Italianistica alla University College Cork e direttore del Centre for Dante Studies in Ireland. Studioso di fama internazionale, O’Connell guiderà il pubblico in una rilettura del concetto di “corte” nell’opera dantesca, mettendo in relazione le esperienze personali del poeta — soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’esilio —
con la rappresentazione del mondo cortese nell’Divina Commedia. Attraverso un’analisi che toccherà Inferno, Purgatorio e Paradiso, la conferenza esplorerà la corte non solo come spazio fisico, ma come luogo simbolico in cui si intrecciano amore, potere e posizionamento politico. Un tema che O’Connell sta approfondendo anche nel suo nuovo progetto editoriale, “Courting Dante: Love and Politics in the ‘Divine Comedy’”. L’appuntamento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, si terrà in lingua inglese e rappresenta un’importante occasione di approfondimento per studiosi, studenti e appassionati di letteratura medievale. Un momento di dialogo culturale che conferma il ruolo dell’Istituto come ponte tra Italia e Australia, nel segno della grande tradizione letteraria italiana.
Al lora! a scuola
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 155
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
Una Palude Bianca
di Fabio Scotto
Una palude bianca in una calma senza vento o forse gialla, grigia mutevole a guardarla come il tempo Nessun marziano vi era o mostro o tigre del Bengala né l’uomo nero viveva in fondo al sottoscala
A White Marsh
by Fabio Scotto
A white marsh in a calm without wind or maybe yellow, grey, shifting as you watch it, like time. No Martian was there, nor monster, nor Bengal tiger, nor the bogeyman lived at the bottom of the stairs.
La poesia “Una palude bianca” di Fabio Scotto descrive un paesaggio sospeso, una palude immersa in una calma assoluta, senza vento. Il colore bianco richiama sensazioni di purezza, silenzio e immobilità, mentre la possibile variazione cromatica tra giallo e grigio indica che l’osservazione del luogo è soggettiva e mutevole. Questo aspetto sottolinea il tema centrale della poesia: la percezione del tempo e della realtà non è fissa, ma cambia a seconda di chi osserva, così come cambia la palude davanti agli occhi del lettore. La natura mutevole del paesaggio diventa metafora della fugacità e della fluidità del tempo, invitando a una contemplazione attenta e meditativa.
Nei versi successivi, l’autore elimina ogni elemento fantastico o minaccioso: nella palude non ci sono marziani, mostri, tigri del Bengala, né l’uomo nero nascosto in fondo al sottoscala. Questi riferimenti, tipici dell’immaginario infantile o di racconti fantastici, vengono negati, creando un contrasto tra ciò che ci si aspetterebbe da un paesaggio misterioso e la realtà tranquilla e priva di pericoli. La poesia suggerisce così che spesso la mente riempie gli spazi vuoti con fantasie o
paure che non esistono realmente, mentre osservare con attenzione rivela la calma e la semplicità del mondo.
Il testo, seppur breve, invita a riflettere su come la percezione soggettiva influenzi la nostra esperienza della realtà e su quanto sia importante fermarsi e guardare con attenzione. La palude diventa simbolo di uno spazio mentale interiore, uno spazio di quiete e contemplazione dove il tempo sembra rallentare e la mente può liberarsi da ansie e timori. La poesia parla della possibilità di trovare pace interiore anche in un luogo apparentemente semplice, trasformando la palude in un simbolo universale di calma e introspezione.
In sintesi, “Una palude bianca” è una meditazione sulla percezione, sul tempo e sulla calma interiore. Attraverso immagini semplici ma evocative, Scotto ci invita a osservare il mondo con occhi attenti, senza cercare creature fantastiche o minacce inesistenti, e a scoprire la profondità e la poesia nella quiete e nell’immobilità della natura.
La forza del testo risiede nella sua sospensione poetica, che rende significativo ogni dettaglio e trasforma un paesaggio comune in un luogo di riflessione e contemplazione universale.
mercati & finanza
Superannuation Crisis Australians Must Act
Thousands of Australians face a critical deadline to review their superannuation accounts as compensation claims for lost retirement savings loom. The warning comes after billions of dollars were affected by collapsed investment funds, including Shield and First Guardian, into which workers were moved—often without their knowledge.
Melinda Kee, one of roughly 12,000 people impacted, has been assisting fellow victims to reclaim a share of more than $1 billion in losses. “With all of these dates looming, the reality is harsh,” Kee told Yahoo Finance. “It will be a bloodbath for anyone who misses the deadlines.”
The first key deadline is March 31, 2026, for those affected by 11 financial advisory firms that placed clients in the failed funds. Other deadlines for remaining victims fall in April, June, and August. Trustees of these firms have been deregistered and placed into liquidation, starting the clock for claims. Despite millions already paid out, regulators
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio Riflessione necessaria, invita a rallentare e chiarire priorità nelle relazioni recenti. In amore maturità e dialogo evitano silenzi dannosi. Nel lavoro fermezza e sangue freddo aiutano a gestire rivalità e difendere posizioni con determinazione.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio
warn that many Australians remain unaware of their exposure. Kee estimates 9,000 to 10,000 victims have yet to lodge a formal complaint with the Australian Financial Complaints Authority (AFCA). Contributing factors include outdated contact details, overseas relocation, or overlooked communication.
ASIC and AFCA emphasize that timely action is critical. Missing the deadlines could leave workers with no recourse, potentially devastating their retirement plans. Kee stressed the urgency: “At the moment, people have hope. But when that hope disappears and the government says, ‘You’ve had a year,’ many will be up a creek without a paddle.”
Authorities are urging all Australians to check their superannuation accounts immediately, verify which fund holds their savings, and submit claims before deadlines pass. Failure to act could leave tens of thousands of retirees unable to recover their lost funds.
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
Oro Crolla, Crypto accelerano
al rialzo
Clima in miglioramento, porta nuove prospettive sentimentali e desiderio di credere nel futuro. In amore equilibrio tra libertà e condivisione diventa fondamentale. Nel lavoro collaborazioni e stimoli innovativi favoriscono sperimentazioni e possibili notizie positive.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo Emozioni spontanee, rafforzano legami e progetti legati a casa e famiglia. In amore si pensa a passi decisivi e ufficializzazioni importanti. Nel lavoro arrivano riconoscimenti concreti: impegno e sacrifici iniziano finalmente a dare risultati soddisfacenti.
Le tensioni geopolitiche tornano a scuotere i mercati globali, ma con effetti inattesi. Dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha parlato di una “grande ondata” imminente nell’escalation del conflitto con l’Iran, gli investitori hanno reagito abbandonando i tradizionali beni rifugio per puntare sulle criptovalute.
Nel giro di un’ora, oro e argento hanno bruciato complessivamente circa 1.100 miliardi di dollari di valore di mercato. L’oro spot ha perso il 2,05%, scendendo di quasi 100 dollari l’oncia e cancellando circa 750 miliardi di capitalizzazione. Ancora più marcata la flessione dell’argento, crollato del 7% in meno di due ore, con una perdita stimata di 370 miliardi di dollari. Contemporaneamente, il mercato delle criptovalute ha registrato un forte rally. Bitcoin
ha superato i 68.000 dollari, guadagnando circa il 5% in meno di un’ora e aggiungendo 60 miliardi alla propria capitalizzazione. Anche Ethereum ha riconquistato quota 2.000 dollari, con un balzo del 5,8%.
Secondo diversi analisti, il movimento segnala una crescente fiducia degli investitori nella resilienza del comparto digitale anche in contesti di forte incertezza.
Le liquidazioni sulle posizioni short hanno accelerato il rialzo, mentre i dati sui derivati indicano una leva finanziaria più contenuta rispetto alle precedenti fasi di volatilità estrema. Una dinamica che potrebbe indicare un cambio di paradigma nella gestione dei portafogli e nelle strategie di protezione del capitale, segnando un momento storico per l’adozione delle criptovalute.
Conflitto Iran spinge petrolio e inflazione
La guerra in Iran sta già colpendo le tasche degli australiani. In NSW il prezzo della benzina senza piombo 91 è passato da 178,7 a 185,5 centesimi al litro in pochi giorni, con punte di 256,9 centesimi in alcune stazioni. L’aumento è legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per un quinto del petrolio mondiale, minacciato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il prezzo del petrolio è salito a 77,60 dollari USA al barile e potrebbe arrivare a 100 dollari, con un impatto diretto sui consumatori. “Ogni dollaro al barile aggiunge circa un centesimo al litro alla benzina”, spiega l’economista capo di AMP, Shane Elliott. La governatrice della Reserve Bank of Australia, Michele Bul-
dal
lock, ha affermato che è troppo presto per valutare l’impatto economico complessivo, ma un aumento temporaneo dell’inflazione potrebbe influenzare le decisioni sui tassi d’interesse, attesi in rialzo a maggio.
Il rincaro dei carburanti agisce
Ritorno di passione, con emozioni che si risvegliano dopo periodi complessi e tensioni superate. In amore incontri inattesi o ritorni rafforzano legami stabili. Sul lavoro nuove collaborazioni richiedono organizzazione e lucidità per superare ostacoli e conflitti.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
Riflessione e chiarezza aiutano a distinguere desideri reali da ciò che appesantiva le relazioni. In amore dialogo maturo e passi importanti consolidano i legami. Sul lavoro emergono opportunità e collaborazioni che premiano competenze e impegno costante.
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno
Confronti recenti hanno affaticato mente e cuore, ma chiariscono bene la solidità dei legami. In amore dinamismo e ritorni di fiamma invitano al coraggio. Nel lavoro prudenza e pazienza premiano contratti e trattative importanti.
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio
Entusiasmi recenti vi spingono a capire se siano profondi o soltanto passeggeri. In amore piccoli aggiustamenti aiutano a ritrovare equilibrio nelle coppie. Nel lavoro arrivano conferme importanti: strategia e determinazione saranno decisive per chiudere accordi significativi.
LEONE
24 Luglio - 23 Agosto
Ripresa decisa, dopo incertezze e orgoglio altalenante,riaccende passione e coraggio. In amore vi rimettete in gioco senza paura. Nel lavoro progetti e alleanze promettenti richiedono fiducia per raccogliere risultati importanti nei prossimi mesi.
VERGINE
come una “tassa sulle famiglie”, aumentando la spesa settimanale e riducendo il consumo altrove. L’escalation in Medio Oriente potrebbe quindi trasformarsi in un peso concreto sul portafoglio degli australiani, con effetti duraturi sull’inflazione e sui tassi.
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre
Scelte inevitabili, mettono alla prova la solidità delle relazioni e delle emozioni. In amore prudenza e lucidità evitano tensioni e ripensamenti. Nel lavoro desiderio di espansione richiede cautela: valutate spese e progetti con attenzione.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre
Desiderio intenso,vi rende magnetici e più autentici, se scegliete di esprimere ciò che provate. In amore nuove storie possono diventare riferimenti importanti. Nel lavoro concentratevi sui progetti prioritari: incontri favorevoli aprono porte interessanti e opportunità.
24 Agosto - 22 Settembre Chiarezza necessaria, dopo incomprensioni e tensioni pratiche, per ritrovare equilibrio nei rapporti. In amore sincerità e concretezza sciolgono ogni disagio. Nel lavoro prudenza assoluta: valutate bene le proposte evitando decisioni drastiche e mosse impulsive.
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre
Rinnovamento in corso, attenua tensioni e indecisioni recenti,riportando slancio nei sentimenti. In amore coppie e single vivono incontri significativi. Nel lavoro iniziative attuali aprono a cambiamenti concreti e novità decisive per il futuro prossimo.
6 Marzo al 12 Marzo 2026
Serve un sindacato dell’educazione cattolica?
di Marco Testa
Nel corso del XIX e dei primi decenni del XX secolo, il sindacalismo in Australia trovava un forte sostegno nelle comunità cattoliche. James Scullin, il primo Primo Ministro cattolico (19291932), rappresentava una cultura politica in cui fede e diritti dei lavoratori erano visti come impegni reciprocamente rafforzativi, radicati nella dignità intrinseca della persona e nella ricerca della giustizia sociale.
Questa tradizione laburista era profondamente influenzata dall’insegnamento sociale di Papa Leone XIII, in particolare dall’enciclica Rerum Novarum, che affermava la legittimità delle associazioni dei lavoratori e l’obbligo morale di garantire salari giusti e condizioni di lavoro eque. La Chiesa cattolica aveva così qualcosa da dire sulla dignità del lavoro in Australia, contribuendo a modellare un movimento laburista attento alle esigenze delle famiglie lavoratrici e guidato da un quadro morale coerente, senza ricorrere a ideologie.
Oggi, tuttavia, il dibattito politico sembra essersi allontanato considerevolmente da quell’epoca. La scorsa settimana, l’Independent Education Union (IEU) ha annunciato il suo sostegno alla proposta dell’MP indipendente Alex Greenwich di rimuovere le esenzioni religiose dalla legislazione anti-discriminazione del Nuovo Galles del Sud.
L’IEU, che ha membri in tutte le scuole cattoliche del Paese, sostiene che le attuali disposizioni permettano alla Chiesa cattolica di prendere decisioni occupazionali discriminatorie basate su stato civile o orientamento sessuale.
Carol Matthews, segretaria della filiale NSW/ACT dell’IEU,
ha affermato che “insegnanti nelle scuole cattoliche vengono esclusi da posizioni di leadership se divorziati e il personale nelle scuole cristiane può essere licenziato per presunte relazioni di fatto o omosessuali”. Matthews ha concluso che “i datori di lavoro scolastici non hanno nulla da temere dagli standard della società moderna: possono prosperare senza discriminare. Le modifiche alla legge anti-discriminazione potrebbero comunque consentire alle scuole religiose di costruire comunità di fede centrali per il loro ethos.”
Va però sottolineato che le scuole cattoliche hanno il dovere sacro di formare gli studenti nella pienezza della fede, il che richiede che gli insegnanti – soprattutto in ruoli di leadership – incarnino la fedeltà agli insegnamenti della Chiesa su matrimonio, castità e sessualità umana. Riservare posizioni di leadership a individui le cui vite riflettano la visione morale della Chiesa non solo è coerente con questa missione, ma è anche tutelato dal diritto alla libertà religiosa, come affermato dal Concilio Vaticano II.
Nelle scuole cattoliche, i ruoli di leadership estendono la missione che ogni insegnante riceve: “ministare in nome della Chiesa” e salvaguardare l’identità distintiva della scuola. Gli insegnanti cattolici non sono solo esperti nella trasmissione di conoscenze specifiche; plasmano le giovani menti all’interno di comunità di fede vive, dove la coerenza del credo è importante per i genitori che scelgono un’educazione cattolica per i propri figli.
Allo stesso tempo, le scuole cattoliche australiane rimangono luoghi di empatia e comprensione per chi si trova in situazioni difficili, come divorzi o unioni
irregolari, dove il benessere delle comunità educative è coltivato accanto alla formazione dei ragazzi nella fede e nel carattere. Queste istituzioni cercano di creare una comunità educativa animata dallo spirito del Vangelo, capace di aiutare tutti – personale, studenti e famiglie – a sviluppare personalità illuminate dalla fede, ordinando la cultura umana alla novità della salvezza. Come ha ricordato Papa Francesco, il vero dialogo richiede “il dovere di rispettare la propria identità e quella degli altri, il coraggio di accettare le differenze” e “la sincerità delle intenzioni”, accogliendo gli altri come “compagni di viaggio” senza ambiguità o compromessi sulla verità.
Attualmente, le scuole cattoliche in Australia sono 1.751, con circa 768.000 studenti e oltre 98.000 membri del personale. Quasi il 40% di queste scuole si trova fuori dai centri metropolitani, servendo comunità regionali, rurali e remote. Questa presenza nazionale comporta significative responsabilità pastorali, educative e industriali, che meritano una rappresentanza conforme all’ethos distintivo dell’educazione cattolica.
Alla luce di questi sviluppi, si dovrebbe considerare la creazione di un sindacato dell’educazione cattolica in Australia. Forse è giunto il momento per un organismo rappresentativo fondato esplicitamente sui principi della dottrina sociale della Chiesa e sensibile alla missione particolare delle scuole cattoliche. Un tale sindacato potrebbe tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori, rimanendo fedele al quadro teologico e morale che definisce l’educazione cattolica. Invece di contrapporre identità religiosa e giustizia sul lavoro, un sindacato cattolico potrebbe proporre un approccio integrato che salvaguardi entrambi.
La creazione di un sindacato dell’educazione cattolica fornirebbe una voce strutturata e coerente all’interno del panorama industriale, garantendo che la tutela del personale sia guidata dall’impegno della Chiesa per sussidiarietà, solidarietà e bene comune. Sarebbe un riconoscimento che l’educazione cattolica non è solo un settore occupazionale, ma una comunità missionale fondata su credenze e scopi condivisi.
Iniziative per i 400 anni della Basilica di San Pietro
di Daniele Piccini
Rappresentazioni teatrali e approfondimenti sulla figura di San Pietro, momenti di spiritualità, nuovi servizi tecnologici dedicati ai pellegrini, per permettere un’esperienza più piena delle liturgie e perfino una mostra sulle fasi di progettazione e costruzione della Basilica vaticana, dai primi schizzi dell’architetto Bramante fino al completamento per mano di Maderno.
Sono solo alcune delle tante iniziative previste per i festeggiamenti in occasione dei quattrocento anni della dedicazione della Basilica di San Pietro (1626-2026). Il programma è stato presentato questa mattina, 16 febbraio, nella Sala Stampa della Santa Sede.
“Un anniversario è sempre l’occasione per attualizzare un evento storico, in questo caso custodire la memoria del primo Papa, Pietro, e della basilica che ripropone la memoria viva di Gesù Cristo ed è poggiata sulla professione di fede dello stesso apostolo Pietro”, ha spiegato il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro, presentando il programma delle celebrazioni, che si chiuderanno il 18 novembre 2026 con una Messa presieduta da Papa Leone XIV.
“Tra i momenti di spiritualità previsti – ha proseguito il porporato – il 20 febbraio inaugureremo una nuova Via Crucis, all’interno della Basilica, opera del giovane artista svizzero, Manuel Dürr.
Ogni sabato alle ore 16 ci saranno trenta minuti di elevazioni spirituali, accompagnate dal canto polifonico, all’altare della Cattedra. Il 24 marzo, il 26 maggio e il 13 ottobre alle ore 19, sempre all’altare della Cattedra, si terranno delle lectio pastorali. I tre martedì precedenti al 18 novembre, il 3, il 10 e l’17 novembre, frate Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia, terrà delle ‘narrationes Petri’ alla luce del Vangelo e degli Atti degli Apostoli”. Spazio anche a momenti testimoniali sulla presenza di Pietro e Paolo a Roma e, nella prossimità della loro solennità, il 29 giugno, l’attore Michele La Ginestra proporrà, al Teatro Sette, una rappresentazione sui due patroni di Roma, inti-
tolata “Pietro e Paolo a Roma”. il cardinale Gambetti ha annunciato anche la creazione di un nuovo font, "Michelangelus", ispirato alla grafia del Buonarroti, che verrà presto incluso nel pacchetto di Microsoft Office.
Inoltre, grazie ad una app per cellulare, sviluppata in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione e l’azienda Translated, ha proseguito il porporato, "saremo in grado di offrire ai pellegrini liturgie, canti e letture tradotte simultaneamente in 60 lingue. Saranno meglio distribuiti i flussi di persone che hanno prevalentemente un interesse storico e artistico dai flussi di fedeli che sono in visita per motivi devozionali. Entrerà in vigore un sistema digitale di prenotazione, lo Smart Pass, che sarà integrato nel sito www.basilicasanpietro.va, dal quale sarà possibile verificare i tempi di accesso consentendo una più ordinata gestione dei flussi di visita. Infine, per favorire la sicurezza dei pellegrini, una rete di sensori monitorerà le presenze in Basilica”.
Saranno aperte altre aree del complesso monumentale, anche “per alleggerire il carico di presenze, favorire il raccoglimento e la preghiera, e dare l’opportunità di conoscere meglio la Basilica”, ha aggiunto il cardinale Gambetti. Le cupole Gregoriana e Clementina diventeranno visitabili.
I servizi igienici e il punto di ristoro, gestito dalla Fabbrica di San Pietro, sul lato sud della terrazza, saranno estesi al lato nord, con un’area fruibile dai pellegrini che raddoppierà, raggiungendo i cento metri quadrati. “Sarà accessibile l’intera terrazza della Basilica, in corrispondenza dei tre ventagli absidali, con esposizioni multimediali permanenti legate alla costruzione e alla manutenzione di San Pietro”. Preghiera, approfondimenti culturali, ma anche tanta tecnologia. In occasione del quadricentenario della dedicazione della Basilica vaticana, l’Eni, una delle principali aziende energetiche d’Italia, ha voluto donare infatti un modello digitale integrale del complesso della Basilica di San Pietro, chiamato “Oltre il visibile”, per garantirne la conservazione negli anni.
Rita Levi-Montalcini grande eccellenza italiana nel mondo
Scienziata di fama internazionale, Rita Levi-Montalcini ha rappresentato uno dei più alti esempi del contributo femminile alla ricerca scientifica. Nata a Torino nel 1909, in un’epoca in cui le donne erano raramente incoraggiate a intraprendere studi scientifici, scelse di laurearsi in Medicina contro le convenzioni sociali del tempo. Durante le leggi razziali del 1938, essendo di origine ebraica, fu esclusa dall’università. Nonostante le difficoltà, continuò le sue ricerche allestendo un laboratorio domestico.
Dopo la guerra si trasferì negli Stati Uniti, dove portò avanti studi pionieristici sul sistema nervoso. Nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la Medicina per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF), una svolta fondamentale nella comprensione dei
meccanismi di sviluppo delle cellule nervose.
Il suo percorso è stato segnato da determinazione, rigore scientifico e straordinaria curiosità intellettuale. Rientrata stabilmente in Italia, fu nominata senatrice a vita nel 2001, continuando a impegnarsi nella promozione della ricerca e nell’educazione delle giovani generazioni.
Rita Levi-Montalcini ha sempre sostenuto l’importanza dell’istruzione e dell’indipendenza femminile, affermando che il cervello non ha genere. La sua vita dimostra come talento e perseveranza possano superare discriminazioni e ostacoli storici, lasciando un’eredità duratura non solo nel campo scientifico, ma anche nella lotta per la parità e il riconoscimento del valore delle donne nella società.
Zapatos Rojos: le scarpe rosse e il silenzio delle vittime
Un fiume di scarpe rosse allineate nelle piazze, sui marciapiedi, davanti ai palazzi del potere. È l’immagine potente e struggente di “Zapatos Rojos”, l’installazione ideata dall’artista messicana Elina Chauvet, divenuta nel tempo un simbolo internazionale contro il femminicidio e la violenza sulle donne. L’opera nasce nel 2009 a Ciudad Juárez, città al confine tra Messico e Stati Uniti tristemente nota per l’alto numero di donne scomparse e assassinate. Chauvet, profondamente colpita anche da una tragedia personale l’omicidio della sorella per mano del marito decide di trasformare il dolore in denuncia pubblica. Raccoglie scarpe femminili, le dipinge di rosso e le dispone in spazi aperti, lasciando che siano proprio quelle assenze a parlare. Il rosso richiama il sangue versato, ma anche l’amore tradito, la violenza che nasce in contesti spesso familiari. Ogni
paio di scarpe rappresenta una donna che non può più camminare, una vita interrotta, un futuro negato. L’assenza fisica diventa presenza simbolica, memoria collettiva.
Negli anni, “Zapatos Rojos” è stata replicata in numerosi Paesi del mondo, trasformandosi in un’azione partecipata. Cittadini, associazioni e istituzioni hanno contribuito portando scarpe, condividendo storie, occupando gli spazi pubblici con un messaggio chiaro: la violenza di genere non può essere ignorata.
L’installazione non è soltanto un’opera d’arte, ma un atto civile. Con semplicità e forza visiva, Elina Chauvet ha creato un linguaggio universale capace di superare confini culturali e linguistici. “Zapatos Rojos” continua oggi a camminare nel mondo, ricordando che dietro ogni numero c’è un nome, un volto, una storia che merita giustizia.
Giornata della donna storia, conquiste e cammino
La Celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, che ricorre ogni anno l’8 marzo, rappresenta un momento di riflessione collettiva sulle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche sulle sfide ancora aperte in tema di parità di genere. Ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1977, questa ricorrenza affonda le sue radici nei movimenti operai e femminili di inizio Novecento, quando migliaia di donne scesero in piazza per rivendicare diritti fondamentali come il voto, condizioni di lavoro dignitose e uguaglianza salariale.
In Italia, la Giornata della Donna è diventata simbolicamente legata alla mimosa, fiore scelto nel 1946 dall’Unione Donne Italiane come emblema di forza e solidarietà femminile. Da allora, l’8 marzo non è soltanto una festa, ma un’occasione per ricordare il lungo percorso verso l’emancipazione.
Tuttavia, la piena parità di ge-
Nilde
nere resta un obiettivo ancora da raggiungere. Il divario salariale, la sottorappresentanza nei ruoli decisionali, la violenza di genere e la difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare sono temi che continuano a richiedere impegno e politiche mirate. La Giornata dell’8 marzo invita governi, istituzioni e cittadini a promuovere una cultura del rispetto e
dell’inclusione, riconoscendo che l’uguaglianza non è solo una questione femminile, ma un valore universale. Celebrare questa giornata significa, dunque, onorare il passato, sostenere il presente e costruire un futuro in cui donne e uomini possano godere delle stesse opportunità, senza discriminazioni, in ogni ambito della vita sociale.
Iotti pioniera della Repubblica italiana
Figura centrale della storia repubblicana, Nilde Iotti è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, un traguardo che ha segnato una svolta simbolica e concreta nella politica italiana. Nata nel 1920 a Reggio Emilia, Iotti partecipò attivamente alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, dimostrando fin da giovane un forte impegno civile e politico. Nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, contribuendo in modo significativo alla stesura della Costituzione italiana, il documento fondativo della democrazia del Paese, che ancora oggi rappresenta il quadro normativo e valoriale della Repubblica.
La sua elezione alla Presidenza della Camera nel 1979 rappresentò un momento storico: per la prima volta una donna assumeva la guida di uno dei principali rami del Parlamento. Rimase in carica per tre legislature consecutive, fino al 1992, distinguendosi per equilibrio, autorevolezza e profondo rispetto delle istituzioni.
In un’epoca in cui la presenza femminile ai vertici della politica era ancora limitata, Iotti seppe affermarsi con competenza, determinazione e visione politica, diventando un punto di riferimento trasversale, capace di dialogare con le diverse forze parlamentari
e di mediare con saggezza in contesti complessi.Il suo impegno si concentrò in particolare sui diritti civili, sulla tutela della famiglia e sull’emancipazione femminile. Fu sostenitrice di importanti riforme sociali che hanno contribuito a modernizzare il Paese, promuovendo una visione della politica attenta alla dignità della persona, alla giustizia sociale e all’uguaglianza di genere. Iotti fu anche una figura sensibile alle esigenze delle fasce più deboli, lavorando per garantire maggiore inclusione e rappresentanza nella vita pubblica.
La sua azione politica si caratterizzò inoltre per la costante attenzione alla cultura e all’educazione, settori che riteneva fondamentali per costruire una società più
equa e consapevole. Nilde Iotti ha incarnato l’idea di una leadership sobria ma incisiva, capace di coniugare fermezza e dialogo, e il suo stile politico resta un modello di integrità e competenza.
La sua figura è ancora oggi un simbolo di progresso, un esempio concreto per le nuove generazioni di donne che scelgono di impegnarsi nella vita pubblica, dimostrando come passione, coraggio e determinazione possano abbattere barriere storiche e culturali, aprendo la strada a una politica più inclusiva e partecipativa. La memoria di Nilde Iotti continua a ispirare il dibattito pubblico, ricordando a tutti che la partecipazione attiva e consapevole è la base di una democrazia viva e duratura.
la pagina di Palmerini
Il Principe è in Casa nuova memoria siciliana
È stato pubblicato il volume “Il Principe è in Casa” dello scrittore Alessio Arena (Palermo, 1996), edito da Bulzoni nella collana “Biblioteca di Cultura”. Si tratta del dodicesimo libro di Arena: un atto unico accompagnato dalla prefazione del regista e storico dello spettacolo Stefano Piacenti e dalla copertina e i bozzetti di Mattia Pirandello.
Alessio Arena ha già all’attivo diverse pubblicazioni che comprendono poesia, saggi e un testo teatrale. Dopo il successo del suo “La vena verde” (IQdB Edizioni, 2020), da cui è stato tratto lo spettacolo “Una verde vena di follia” (2022), diretto da Emanuela Giordano e prodotto dal Teatro
Biondo di Palermo (con la grande Mascia Musy nei panni della protagonista), Alessio Arena propone dunque un nuovo testo destinato al teatro.
Il libro “Il Principe è in Casa” (Bulzoni) è disponibile in tutte le librerie italiane e negli store online.
Come si legge nella quarta di copertina del volume, firmata da Arena, “Il monologo racconta, in fondo, la storia di una coppia qualunque: il Principe, ultimo esponente di un’immaginaria antica famiglia aristocratica siciliana, e la sua dimora, sopravvissuta alla mafia e al sacco di Palermo. Condivide con il pubblico il suo grande amore per la casa
Anthropic il no al pentagono
di Sebastiano Catte
Anthropic, il no al Pentagono che divide la Silicon Valley: Dario Amodei rifiuta di rimuovere i limiti militari di Claude, tra etica, strategia e potere, davanti alla sua prima vera linea rossa. Nel comunicato ufficiale, il fondatore di Anthropic dichiara che la società non permetterà l’uso del modello per la sorveglianza di massa interna o per armi completamente autonome. Pur collaborando con il governo, Claude resta limitato: analisi di intelligence, pianificazione ope-
rativa e cyber-operazioni sì, armi autonome e sorveglianza interna no. Amodei traccia linee rosse precise, ponendo la tecnologia al servizio della sicurezza ma non della repressione. Nato a San Francisco, formato tra Caltech e Stanford, ex vicepresidente di ricerca in OpenAI, Amodei fonda Anthropic con una visione etica.
Il caso evidenzia il nodo democratico: chi decide i limiti dell’AI?
In un mondo dove Stati e imprese negoziano il potere cognitivo, la decisione di Amodei rappresenta un gesto simbolico e strategico.
che abita fin da bambino: a tratti madre, a tratti compagna, è tutto ciò che resta della sua vita e della sua famiglia. Il Principe racconta che il figlio, noncurante dei desideri del padre, intende cacciarlo di casa e venderla, mettendo fine di fatto alla vita di entrambi: della dimora e di chi la abita.
Il racconto viaggia nel tempo, apre parentesi su pagine oscure della storia della Sicilia, come le stragi mafiose, indugia su amori mancati, su rimorsi e rimpianti, illusioni vecchie e nuove, così come sulla difficoltà a sopravvivere in un mondo che cambia troppo velocemente. La casa è sempre presente. E ascolta, come creatura viva, l’ultima ode del suo innamorato.
È un testo pensato per il teatro, per essere portato in scena. Incoraggio ogni regista a cimentarsi in libertà sul testo, anche allontanandosi, se lo riterrà necessario, dalle mie ipotesi di messinscena. D’altro canto, auspico che il libro possa trovare spazio anche in contesti didattici, offrendosi a studenti di teatro che, forse più di altri, possono realizzarne le infinite possibilità di essere.” Alessio Arena. La copertina, come i bozzetti all’interno del volume, è opera di Mattia Pirandello. La prefazione è firmata dal regista Stefano Piacenti.
Il volume di Arena è stato inoltre curato, in qualità di editor e correttore di bozze, da Andrea Emanuele.
Breve biografia dell’autore: Alessio Arena (Palermo, 1996), scrittore e studioso di teatro e discipline dello spettacolo, ha insegnato presso università e istituti in Italia e all’estero. tra i quali l’Universidad Nacional de Rosario, l’Universidade de São Paulo, l’Universidad Nacional del Litoral, l’Universidad Autónoma de Entre Ríos, la Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” (Milano) e l’Università di Foggia.
Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Verona in cotutela con l’Université Sorbonne Nouvelle. I suoi interessi di ricerca comprendono il teatro italiano contemporaneo. Ha ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro letterario e accademico. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui sei raccolte di poesie, tre saggi sul teatro e un testo teatrale. Alcune sue opere sono state tradotte in spagnolo, arabo e inglese.
L’Aquila si prepara ad accogliere Daniel Lumera, l’8 marzo 2026, per un incontro pubblico, gratuito, dal titolo “Abbracciare il Perdono: i valori femminili del nuovo millennio”, in programma alle ore 17.00 presso l’Aula Magna della Scuola Ispettori e Sovrintendenti Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” di Coppito, dove è stato necessario trasferire l’incontro - grazie alla disponibilità offerta dal Comando della Scuola - onde poter contenere le tante prenotazioni pervenute per lo straordinario evento. Autore bestseller, docente e figura di riferimento a livello internazionale nell’ambito del benessere e della qualità della vita con oltre trent'anni di ricerca basata sull'incontro tra scienze moderne e antiche tradizioni sapienziali, Daniel Lumera proporrà una riflessione sul perdono come esperienza umana e culturale capace di incidere sul modo in cui viviamo noi stessi, gli altri e il nostro tempo. Al centro dell’incontro anche il significato dei valori femminili del nuovo millennio – ascolto, cura, empatia, responsabilità e visio-
ne – intesi non come categoria di genere, ma come patrimonio universale dell’umano, oggi indispensabile per generare coesione, equilibrio e futuro. «Portare Daniel Lumera all’Aquila – dichiara Francesca Pompa, Presidente di One Group – significa offrire alla città un’occasione di confronto su temi che toccano profondamente la vita delle persone e delle comunità. Accendere questo dialogo nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura significa contribuire a rafforzare l’identità della nostra città come luogo di pensiero, di spirito e di visione”. A dare il benvenuto all’illustre ospite saranno Ersilia Lancia, Assessore al Turismo e alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila, Angelo De Nicola, giornalista e scrittore, che aprirà il dialogo offrendo una chiave di lettura culturale e narrativa dei temi trattati, Goffredo Palmerini, Presidente dell’Associazione L’Aquila Made In e Francesca Pompa, che porteranno il contributo del territorio a un progetto che rafforza l’identità culturale della città.
La terra trema, noi strepitiamo
Quando il sisma è geologico, ma la caciara è tutta umana
di Giuseppe Arnò
Il Centro Italia trema ancora. E subito partono le interpretazioni: c’è chi vede la fine del mondo, chi la fine del Paese e chi, più modestamente, un ultimatum alle Istituzioni. Una sorta di comunicato tellurico: “Se non la finite con questa caciara politico-giudiziaria-opposizionista, provvedo io a un ripulisti selettivo”.
Un’esegesi ardita, certo. Ma di questi tempi l’ardire non manca. Siamo diventati esegeti del bradisismo e commentatori del magma, mentre fatichiamo a interpretare una norma scritta in italiano corrente.
Socrate, prima di bere la cicuta, ricordò a Critone: “Siamo debitori di un gallo ad Asclepio”. Ringraziava il dio della medicina per la guarigione dalla vita, considerata malattia dell’anima. Noi, più prosaicamente, sembriamo debitori di un gallo a qualche
divinità della moderazione. Ma il pollaio è rumoroso e nessuno sente più nessuno. Viene presentata una bozza di riforma elettorale e, apriti cielo, si evocano i numi tutelari della Prima Repubblica: Giulio Andreotti e Bettino Craxi avrebbero votato “Sì” al referendum sulla Giustizia, assicurano i figli. Basta questo per scatenare reazioni a catena, analisi medianiche, scomuniche preventive.
Nel frattempo il Cpr in Albania “funziona”, un sondaggio manda in tilt i Cinque Stelle, e ogni giorno offre il suo bravo incendio da spegnere con benzina fresca. Il diritto di critica è sacrosanto, anzi, è ossigeno costituzionale. Ma l’ossigeno, se saturo di veleni, diventa smog. Un’opposizione che si limiti al “no” perpetuo non è ortodossa: è monotona. E la monotonia, in politica, è più pericolosa dell’errore.
PITIGLIANO IN MAREMMA
Pitigliano, un comune toscano nella provincia di Grosseto, situato a una sessantina di chilometri dal mare. Meraviglioso borgo con i suoi circa 3.500 abitanti, conosciuto anche come la “Piccola Gerusalemme” perché fin dal lontano 1500 ospitò una grande comunità ebraica.
Partiamo dall’espulsione degli ebrei da parte dello Stato Pontificio nel XVI secolo, quando Pitigliano ne divenne il rifugio e, per circa cinque secoli, fu la loro casa, guadagnandosi, appunto, il nomignolo di “Piccola Gerusalemme”.
Pitigliano crebbe insieme al vivace quartiere ebraico, con la sua sinagoga, i forni per il classico pane azzimo, le cantine kasher e le macellerie, molto legate ai vari tipi di animali destinati all’alimentazione secondo le strette regole religiose. Anche se i Medici crearono per loro una sorta di ghetto nel XVII secolo, la comunità mantenne buone relazioni con i cittadini, come dimostrano gli episodi del 1799, quando una manciata di fanatici religiosi cattolici, al grido di “Viva Maria”, tentò di attaccare il ghetto ebraico, ma furono gli stessi abitanti a difenderlo, impedendo violenze.
Ricordiamo che Pitigliano van-
ta un’età storica che va oltre il 2300 a.C., periodo dell’età del Bronzo. Ma da dove viene il nome Pitigliano? Potrebbe risalire all’epoca romana, quando si raccontava che due esuli di nome Petilio e Ciliano, dopo aver rubato la corona d’oro di Giove Statore dal Campidoglio, si rifugiarono nelle grotte dello sperone di tufo che sovrasta la città per sfuggire ai loro inseguitori.
Molti nomi si sono avvicendati nella storia di Pitigliano, come i vari insediamenti delle famiglie Aldobrandeschi, Orsini e Medici. Tuttora sono visitabili il ghetto e la sinagoga, risalenti al 1598, così come le varie tracce nella cultura gastronomica locale, che ormai ne fanno parte integrante. L’Acquedotto Mediceo, costruito durante il periodo dei Medici, porta acqua al centro del borgo, nella famosa Fontana delle Sette Cannelle.
Triste il ricordo del bombardamento alleato del 7 giugno 1944. L’incorporamento delle preesistenti fortificazioni etrusche nella possente Fortezza Orsini, voluta dagli stessi Orsini e oggi sede del Municipio, resta una testimonianza importante del passato. Questo è Pitigliano… uno degli innumerevoli storici borghi della nostra Italia.
MAMMA MIA LE STREGHE
Quella è una strega! Quante volte abbiamo sentito questa battuta, magari rivolta alla classica suocera, o dal candido bambino che, tornando da scuola, si difende dalla mamma dicendo: “La maestra è una strega, mi ha messo 5 in storia!”. Tante simili battute danno della strega a qualche ignara persona che non pensa assolutamente di esserlo.
Eppure esiste un vero “Paese delle streghe” e forse non tutti lo sanno, se non i diretti abitanti di Triora. Triora è un ridente borgo medievale della Liguria, situato in provincia di Imperia, nell’alta Valle Argentina, a circa 60 km dal capoluogo e a circa 800 metri sul livello del mare. Un borgo dalla forza arcana, tra magia e romanticismo. Noto come Paese delle streghe, è meta inevitabile per gli amanti del mistero e dell’occultismo. Tutto nasce nel lontano 1587-1589, quando Triora fu segnata da una tragica vicenda. In quegli anni alcune donne del posto furono accusate di strego-
neria: esperte in pozioni ed erbe, usate come cure per i malati e antidolorifici per le partorienti. Furono condannate con l’accusa di essere creature sataniche, di essersi donate anima e corpo a Satana in cambio di poteri malefici e persino di praticare il cannibalismo. Molte furono condannate al rogo, e le scampate rimasero segnate per la vita.n Oggi il paese vive anche di turismo: mercatini di immagini sacre, oli benedetti, acque antijella, sali, incensi e candele, naturalmente benedette. Per allietare il visitatore c’è anche una statua in bronzo di una strega con paiolo e scopa, nell’atto di offrire una pozione. C’è inoltre il Museo della Stregoneria, situato nel Palazzo Stella, con i sotterranei un tempo adibiti a carceri. E poi la Cabotina, nota come il rifugio delle streghe, in un vecchio casolare. Un altro borgo da visitare: basterà il poco tempo di una vacanza per vedere tutto? Oppure sarebbe meglio trasferirsi in Italia, magari per tre mesi?
PUMA PUNKU E MISTERI DELLA BOLIVIA
I misteri di questo nostro pianeta sono tanti e non si esauriscono: sembra che ad ogni angolo si scopra sempre qualcosa di nuovo.
Stiamo parlando della Bolivia, una nazione che si affaccia sul lato occidentale del continente sudamericano. La Bolivia, credo, sia l’unica nazione al mondo con due capitali: La Paz (Nuestra Señora de La Paz) e Sucre, sorta nel 1548 da coloni spagnoli (da ricordare che praticamente tutto il Sud America è di origine spagnola, ad eccezione del Brasile, che è portoghese). La Paz è la capitale più alta al mondo: sorge a poco più di 3.600 metri dal livello del mare; quindi non è consigliabile, per chi non è del posto, correre allegramente, principalmente se in età avanzata.
Ricordo, anche se parlo di molti anni fa, quando andai a La Paz e scesi dall’aereo per arrivare al terminal: mi costò un po’ di fatica respiratoria. Nel 1848, per placare tensioni politiche, si crearono le due capitali: una amministrativa, sede del governo, con La Paz, e una costituzionale, con Sucre. Per la cronaca, Sucre è situata a quota 2.800 metri ed è conosciuta come la “città bianca” per i suoi edifici bianchi, classici
dell’epoca coloniale. Purtroppo la Bolivia non ha sbocchi sull’oceano Pacifico ed è incastonata tra le montagne andine. È un Paese vivo e pieno di vita, ma quello che ci interessa è Pumapunku, che vuol dire “la Porta del Puma”: è un luogo archeologico misterioso a Tiwanaku, la cui cultura risale tra il 500 e il 1000 d.C. Si distingue per le sue costruzioni megalitiche, fatte con estrema e misteriosa precisione, realizzate con una durissima roccia che sfida la comprensione di come potesse essere lavorata con tale accuratezza e con quali attrezzature. Si crede sia stato un sito ad uso cerimoniale e astronomico; quindi una storia avvol-
ta nel mistero più fitto, studiata nel ventesimo secolo da archeologi come Arthur Posnansky. C’è chi avanza l’ipotesi che il sito sia stato una sorta di base extraterrestre, ma qui entriamo in qualcosa che ancora si cerca di capire se vero o meno, o semplicemente fantasioso. Vi lascio pensare che sono stati rinvenuti blocchi di pietra perfettamente levigati, dal peso di oltre 130 tonnellate, trasportati da una cava distante oltre 10 km: con quali attrezzature, dato che parliamo dell’anno 1000 d.C.? Io torno a ripetere: sono scettico. Ma allora c’è stata un’altra popolazione, non certo di questo pianeta Terra, oppure sbaglio?
SAN GABRIELE TRA ITALIA E AUSTRALIA
Stando al calendario, ci sono vari San Gabriele da festeggiare, ma quello che ricorre il 27 febbraio di ogni anno è quello di Isola del Gran Sasso d’Italia, nel Teramano. Un giovane di ventiquattro anni che si chiamava Francesco Possenti, nato ad Assisi il 1° marzo 1838, ma morto di tubercolosi nel 1862, proprio in Abruzzo, dove visse i suoi ultimi anni dedicandosi al culto dell’Addolorata. Dichiarato beato da Pio X nel 1908, fu proclamato patrono della regione nel 1959 da Papa Giovanni XXIII. Chiamato “il Santo del Sorriso”, viene festeggiato ogni anno da milioni di giovani che celebrano l’evento ormai denominato “dei 100 giorni” prima degli esami di maturità. Fa piacere che una certa moltitudine d’italiani si riunisca sotto l’auspicio del Club Italia al Mounties per commemorare l’evento con una Santa Messa e un succoso e ben preparato pranzo, ma quello che più fa piacere è quell’aria di italianità che si respira in questi eventi. Si
potrebbe dire: “Il Sud che incontra il Nord”, feste dove c’è un misto di dialetti — friulani, abruzzesi, calabresi e altri — come chiudere gli occhi e ritornare a ricordare quanti italiani, in viaggio verso queste terre in cerca di una nuova vita, abbiano dato inizio, forse proprio su quelle navi, a nuovi amori e a nuove famiglie. Oggi, a distanza di anni, gra-
zie allo sforzo dei club italiani, ci si ritrova per festeggiare, ma principalmente per rincontrarsi e fare quattro salti in famiglia, come si usava dire una volta. Un grazie agli organizzatori del Mounties per questi eventi, con la speranza che anche molti giovani possano avvicinarsi per mantenere viva questa italianità e prolungarla nel tempo.
Tales from Innisfail and La dolce vita in Far North Queensland
By Anna De Peron
Far North Queensland – the tropics. Imagine turquoise seas, lazy beaches lapped by slow waves, palms softly whispering, luxuriant rain forests. This idyllic landscape is the backdrop to the fascinating story of how the Italian presence in Far North Queensland played a pivotal role in the development of the sugar cane industry - the life blood of the North.
Innisfail is a sugar town 80 kilometres south of Cairns.
The emerald cane fields come right up to the first houses on the outskirts of town. Innisfail, reflected in the Johnstone River, appears like a mirage floating above the morning mist. The hazy blue of Mount Bartle Frere, Queensland’s highest mountain, and the Atherton Tablelands loom in the distance.
The town rests high on a hill overlooking the confluence of the North and the South Johnstone Rivers. Trawlers and pleasure craft bob along the banks bordered by lush dark green vegetation. Rising above the other buildings, a magnificent white church with elegant gothic
spires laced in pink, dwarfs the surrounding palms. It’s Our Lady of Good Counsel, the Catholic Church.
In the town I was amazed by the impressive buildings. A great number are in striking Art Deco style, others of unmistakable Mediterranean architecture
- pink, light blue and ochre facades, columns, arches, terra cotta roofs and tiled loggias. Many of the businesses have Italian names – Oliveri’s delicatessen takes pride of place in the main road. The people in the street have markedly Southern European features. This was unexpected. Coming from down South, I had no idea of the history or the demographics of Far North Queensland.
Late one afternoon, I was driving back from Mission Beach, about 45 minutes away. The cane cutting season had just started and the road into town was closed. The billowing black smoke of the burn offs eclipsed everything in sight. I pulled over to wait for the road to reopen. By chance, I had stopped right in front of the Innisfail cemetery. I decided to take a wander. More
surprises. I came across rows upon rows of elaborate tombs in white marble and polished granite, crosses, angels and ornamental graves, reminiscent of cemeteries in Italy. Italian inscriptions, Italian names and the dates on the tombs revealed that a large number of Italians had lived and were still living in the area. Some of the graves dated back to the early 20th Century. What was it all about?
Further investigation slowly unraveled the story.
The area was originally occupied by the various clans of the Mamu people. European exploration in the late 1800 was followed by white settlement. In 1879 Thomas Fitzgerald, an Irishman, accompanied by large numbers of Kanaka South Sea Islander labourers, established the first sugar plantations. From 1889 diverse settlers came to the area - Chinese miners who developed the banana industry and the retail business, French merchants and German timber getters. The first Italians came to the Johnstone River district as tenanted farmers during the 1890’s. In 1891, 335 Italians from Piedmont and Lombardy arrived in North Queensland on the “Jumna”, landing in Halifax near Ingham. Some returned to Italy but many stayed and bought their own sugar plantations. They settled around the Herbert River (Ingham) and further north to Tully, Innisfail, Cairns and Mossman. By 1911 Far North Queensland was home to over 600 Italians. Immigration from Italy inceased dramatically after World War I encouraged by the government’s policy of chain migration to sup-
ply cheap labour for the sugar industry. Other migrants, including Greeks, Maltese, Yugoslavs and Spanish settled in the area. Italians were the largest ethnic group. By 1925, 44% of sugar plantations were owned by Italians in the Herbert River district alone. Italians were not content to be just cane cutters they wanted to be land owners. And they bought up big. Innisfail began as a predominantly Irish town. These pioneers found the intolerable heat of the tropical jungle hard to bear, many of the Irish held farms were purchased by southern Europeans – industrious, ambitious and accustomed to warmer climates.
While Italians were accepted as cheap labour, ownership of the farms was a different story. Resentment of “the olive peril” created racial tensions which the resilient Italians overcame by forming enclaves within their close-knit family groups. Italian language, customs and culture were alive and well, albeit behind closed doors. By 1933 there were 8355 Ital-
ian born people in Queensland – more than a third of Australia’s total Italian population.
Post World War II saw a flood of migrants in the cane fields. The Italian communities expanded and the fifties were regarded as the golden days of the cane cutters. They were paid by the ton and could earn four times the average wage during the season which ran from June to December.
The high wages compensated the backbreaking and dangerous work in brutal tropical heat. Hand cut cane was phased out in the 1960’s after the introduction of the mechanized cane harvester. Sugar cane is still the key money spinner of Far North Queensland. Today more than half the population in the sugar towns of North Queensland claim Italian descent. They are proud of their Italian heritage and the outstanding contribution of their forefathers to the success of the sugar industry. Life in the tropics wasn’t always sweet – but it was certainly lucrative!
Festa del Pomodoro rafforza Roma-Canberra
di Domenico Letizia
Si è svolta a Canberra un’importante iniziativa per la promozione dell’italianità in Australia. La capitale australiana ha accolto la Festa del Pomodoro, un appuntamento che la Italian Community of Canberra trasforma ogni anno in una potente affermazione d’identità e resistenza culturale. La giornata ha visto decine di famiglie e visitatori immergersi nel rito della preparazione del sugo, un’operazione che si protrae per ore e che trasforma quintali di oro rosso nella scorta annuale
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per la comunità; tuttavia, limitare l’analisi alla sola dimensione culinaria significherebbe ignorare la fitta rete di significati geopolitici e sociali che questo evento sottende.
In un’epoca in cui la diplomazia si gioca non solo sui tavoli istituzionali ma anche attraverso la proiezione del proprio patrimonio immateriale, la Festa del Pomodoro rappresenta un esempio magistrale di soft power italiano nel cuore del Pacifico. L’Italia e l’Australia condividono oggi un legame strategico che ha superato i settantacinque anni di relazioni diplomatiche ufficiali, ma è la presenza di una diaspora di oltre un milione di persone a costituire il vero motore di questa alleanza. Vedere la comunità italiana a Canberra, depositaria di una sapienza millenaria, guidare i giova-
ni nati nella capitale australiana protagonisti nella trasformazione del prodotto agricolo non è solo un atto educativo, ma un’operazione di “diplomazia dal basso” che garantisce la continuità di un modello di vita che il mondo intero invidia e cerca di emulare. Mentre le mani si muovono tra le macchine spremitrici e le bottiglie di vetro, si discute di storie di migrazione e di successo, cucendo insieme il passato dei primi arrivati con il futuro di una nazione, quella australiana, che riconosce nell’apporto italiano uno dei pilastri della propria crescita multiculturale.
Sotto il profilo geopolitico, il rafforzamento di questi legami comunitari facilita indirettamente i grandi accordi economici e tecnologici che legano Roma e Canberra.
Acqua, le dosi giuste al giorno
L’acqua è alla base della vita e costituisce circa il 60% del peso corporeo di un adulto. Essenziale per termoregolazione, circolazione e funzioni metaboliche, occupa un posto centrale anche nella nuova piramide alimentare. Ma quanta berne ogni giorno? Non esiste una quantità valida per tutti.
Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), il fabbisogno varia per età, sesso e condizioni fisiologiche. Nei primi mesi di vita servono tra 100 e 190 millilitri per chilo di peso; tra 6 e 12 mesi circa 800-1000 ml al giorno. Dai 1 ai 3 anni si passa da 1,1 a 1,3 litri. Tra 4 e 8 anni l’assunzione raccomandata è tra 1,6 e 2,1 litri.
Nell’adolescenza il fabbisogno sale: 2,1 litri per i maschi e 1,9 per le femmine. Dai 14 anni in su, circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini. In gravidanza e allattamento è necessario aumentare l’apporto.
Bere poco può causare disidratazione, con stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Un segnale semplice? Il colore delle urine: chiaro indica buona idratazione. Anche clima caldo e attività fisica intensa richiedono un’integrazione maggiore di liquidi durante la giornata. Un’idratazione corretta sostiene anche la salute di pelle, reni e sistema cardiovascolare, migliorando benessere generale e rendimento quotidiano.
L’emicrania resta una delle patologie neurologiche più diffuse e invalidanti al mondo, ma oggi nuove terapie consentono di tenerla sotto controllo nella maggior parte dei casi. È quanto emerso dal simposio per i 50 anni della Società italiana studio delle cefalee (Sisc), svoltosi a Firenze, dove gli esperti hanno tracciato un bilancio dei progressi compiuti negli ultimi decenni. Secondo i dati illustrati, l’emicrania colpisce circa 1,2 miliardi di persone nel mondo e almeno nove milioni in Italia.
Si tratta di una malattia cronica, spesso invalidante, che può durare decenni e interessa soprattutto donne giovani, con esordio già nell’infanzia o nell’adolescenza. “È una patologia che incide profondamente sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane”, ha spiegato Pierangelo Geppetti, presidente emerito Sisc, sottolineando l’impatto sociale ed economico della malattia sulle persone e sulle loro famiglie.
Una svolta importante è arrivata negli anni Novanta con l’introduzione dei triptani, farmaci
La tradizionale dieta mediterranea fa un passo avanti verso la nutrizione di precisione grazie alla nuova “cronodieta” mediterranea, un modello alimentare che introduce la dimensione del tempo nella gestione dei pasti quotidiani. L’innovazione principale consiste nel distinguere tra momento diurno e notturno, sfruttando il corretto timing dei nutrienti come leva strategica per prevenire obesità, diabete di tipo 2 e altre patologie endocrino-metaboliche.
Il modello è stato sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (Sie) in collaborazione con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi) e presentato sulla rivista Current Nutrition Reports in occasione della Giornata Mondiale contro l’Obesità. La novità più significativa è l’adattamento dei principi della dieta mediterranea ai ritmi circadiani, introducendo una nutrizione calibrata sui cronotipi individuali, comunemente definiti “gufi” e “allodole”.
“Le evidenze scientifiche mostrano che il metabolismo è regolato da ritmi biologici e dall’oscillazione di ormoni chiave come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina”, spiega Diego Ferone, presidente della Sie. “Consumare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può produrre effetti metabolici differenti, incidendo sul rischio di sovrappeso e diabete di tipo 2”. Questo approccio porta a una vera e propria personalizzazione dei pasti, dove non solo la qualità e quantità del cibo, ma anche il momento del consumo, diventano determinanti per la salute.
La nuova piramide alimentare integra i simboli del Sole e della Luna per guidare il consumatore verso le scelte più appropriate in base all’orario.
33% la sintesi proteica muscolare, mentre spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati nella colazione riduce sensibilmente il rischio di sindrome metabolica. Questi dati sottolineano come la cronobiologia possa diventare uno strumento pratico e concreto per migliorare il metabolismo e la composizione corporea. La cronodieta mediterranea mantiene centrale l’olio extravergine d’oliva, fondamentale per le sue proprietà antinfiammatorie e cardioprotettive. Il modello non si limita all’alimentazione: integra attività fisica alla luce solare,
sonno di qualità, convivialità dei pasti e rispetto della stagionalità degli alimenti, rafforzando la dieta mediterranea non solo come regime alimentare, ma come autentico stile di vita globale, capace di combinare salute, benessere e sostenibilità.
Con l’introduzione della dimensione temporale, la cronodieta mediterranea rappresenta un passo importante verso una nutrizione più consapevole, personalizzata e scientificamente guidata, confermando ancora una volta la centralità del modello mediterraneo nel promuovere salute e longevità.
specifici per il trattamento acuto delle crisi. Tuttavia, come ha sottolineato Marina De Tommaso, presidente Sisc, questi medicinali non sono adatti a tutti e possono presentare limiti, soprattutto nei pazienti con problemi cardiovascolari o altre condizioni cliniche concomitanti.
Il cambiamento più significativo degli ultimi anni è rappresentato dagli anticorpi monoclonali diretti contro il Cgrp, proteina chiave nella trasmissione del dolore e nei processi infiammatori. Queste nuove molecole, oltre a bloccare l’attacco, agiscono anche in prevenzione e hanno effetti collaterali ridotti. Oggi circa il 75% dei pazienti riesce a controllare efficacemente la malattia, migliorando notevolmente la qualità della vita e la partecipazione sociale.
La ricerca, però, non si ferma. All’orizzonte si profilano ulteriori opzioni terapeutiche che potrebbero offrire risposte concrete anche al 20% di persone ancora resistenti alle cure attuali, aprendo la strada a un futuro sempre più libero dall’emicrania e più sereno per chi ne soffre finalmente.
Al mattino, quando la sensibilità all’insulina è massima, è consigliata l’assunzione di carboidrati complessi come cereali integrali, pane e pasta, accompagnati da legumi, frutta e verdura. La sera, invece, momento più delicato per i picchi glicemici, l’attenzione si sposta su proteine magre, ortaggi e alimenti “amici del sonno” come noci, semi e latticini ricchi di triptofano e melatonina.
Secondo Luigi Barrea, primo firmatario dello studio, assumere 40 grammi di proteine prima di dormire può incrementare del
Hiv, nuova pillola rivoluzionaria
Una singola compressa giornaliera potrebbe sostituire regimi complessi per le persone con Hiv, secondo uno studio clinico di fase 3 pubblicato su The Lancet. La terapia combina bictegravir e lenacapavir, dimostrando alta efficacia nel mantenere la soppressione virale in oltre 550 pazienti in quindici Paesi. Il 96% dei partecipanti ha mantenuto livelli di virus inferiori a 50 copie/ mL senza sviluppare resistenze.
L’età media dei pazienti era di 60 anni, molti con altre patologie o resistenze ai farmaci. La nuova pillola riduce effetti collaterali e semplifica l’assunzione quotidiana, favorendo un’aderenza più costante alla terapia. Gli autori sottolineano l’importanza del trattamento semplificato, soprattutto per anziani o chi assume più farmaci, migliorando qualità della vita e gestione clinica a lungo termine.
Formula Uno: la Ferrari presenta la nuova SF26
La nuova Ferrari di F1, la SF26, si ispira graficamente a un modello anni ’70, la 312 T. Non è un richiamo casuale, evidentemente: quella monoposto, guidata nel 1975 da Niki Lauda, è ricordata come la vettura della rinascita, quella che riportò i mondiali costruttori e piloti a Maranello a distanza di undici anni dall’ultima volta, ovvero da quando a vincere era stata la Rossa guidata dal pilota britannico John Surtees nella stagione 1964.
La stessa rinascita che cerca oggi il Cavallino Rampante, a 19 anni di distanza dall’ultimo mondiale conquistato da Kimi Räikkönen.
“La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per
Ferrari, che propone nello stesso anno nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti. Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vedono tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite”, ha detto il team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, nel giorno della presentazione della SF-26, la monoposto di Maranello che gareggerà nel mondiale di F1.
“Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende. Siamo di fronte a un cambiamento delle regole epocale; penso che sia il più grande che
il nostro sport abbia mai visto. Per me è stata una sfida particolarmente intrigante essere coinvolto nel processo di sviluppo della vettura dall’inizio”, ha dichiarato Lewis Hamilton, pilota Ferrari.
“Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto. Nei miei anni con la Scuderia Ferrari HP abbiamo già vissuto importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il più preparati possibile”, ha detto il pilota Ferrari Charles Leclerc.
“La gestione dell’energia e della power unit sarà uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi – aggiunge Leclerc –, il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente importante: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il massimo”.
Serie A – I migliori della 27ª giornata
Ben tre giocatori della Roma a rappresentare la Top Eleven e non poteva mancare Dimarco
MURIC (Sassuolo): Gran protagonista della vittoria del Sassuolo contro l'Atalanta.
WESLEY (Roma): Che gol quello del momentaneo 1-0 alla Juventus: un bellissimo destro a giro.
GATTI (Juventus): Entrato in campo negli ultimissimi minuti, ha segnato il gol del 3-3 finale.
PAVLOVIC (Milan): È lui, all’89’, ad aprire al Milan la strada verso
la soffertissima vittoria di Cremona.
DIMARCO (Inter): Contro il Genoa, ecco l'ennesima perla di una stagione magnifica.
PISILLI (Roma): Gasperini lo ha esaltato dopo la partita: "Tremendo, strepitoso, benissimo!"
KON? (Sassuolo): Gran prestazione in mezzo al campo, ed ecco pure la ciliegina del gol.
FOLORUNSHO (Cagliari): Entra in campo e, dopo un minuto, trova il super gol del vantaggio sardo.
MALEN (Roma): Segna il sesto gol in sette partite, confermandosi acquisto super della Roma.
DAVIS (Udinese): Semplicemente straripante nel posticipo contro la Fiorentina.
RODRIGUEZ (Como): Fa impazzire la difesa leccese: assist e gol della rimonta comasca.
Serie A – Posticipi della 27ª
Fiorentina flop e Pisa ko, tris spettacolare dell'Udinese
Posticipi amari per le toscane in caduta libera. Brucia specialmente la sconfitta interna del Pisa contro il Bologna, forse l'ultimo treno utile per la permanenza in A. Perdere poi al 90' brucia ancor di più.
In verità, il gol è da incorniciare e poi mostrare in tutte le Soccer Academy, con Odgaard che, da oltre 20 metri, spedisce il pallone proprio nel sette, cioè all'incrocio dei pali.
Imparabile, nonostante il bel tuffo del portiere. Per il Pisa, quindi, stessa sorte toccata al Verona pochi giorni prima.
Indecifrabile la Fiorentina, che perde partita e faccia a Udine. Un 3-0 forse un po' severo, ma i Viola si sciolgono come neve al sole alle prime difficoltà.
La posizione in classifica rimane complicata ed è appesa a un filo sottile, inconcepibile visto il valore sulla carta dei suoi giocatori. Una squadra che potrebbe tranquillamente stare tra il 5° e il 10° posto si trova invischiata nella lotta per non retrocedere. Onore all'Udinese, che trova finalmente una vittoria convincente che le permette di superare Parma e Lazio in classifica.
Redattore Sportivo Guglielmo Credentino
La Serie B non si ferma
Turno infrasettimanale per la serie cadetta tra sfide decisive
Si gioca a ritmo serrato in Serie B, a pochi giorni di distanza tra un turno e l’altro. Si staccano in classifica Venezia e Monza, decise a tornare in A. Inseguono, a qualche punto di distanza, Frosinone e Palermo. A corrente alternata, tra alti e bassi, le squadre che vanno dal 5º all’8º posto. Sfiora l’impresa il Pescara, raggiunto solo nel finale dal Frosinone. Tenta di risalire la classifica il Bari, che ora è quart’ultimo. Tra le nobili decadute, ancora in difficoltà la Sampdoria e l’Avellino.
Coppa Italia: Como – Inter 0-0
Partita noiosa il Como ci prova nell’andata sul lago
Nulla di fatto nella semifinale d’andata di Coppa Italia tra Como e Inter, che termina a reti inviolate. La partita lascia aperto ogni scenario in vista del match di ritorno, quando – fra oltre un mese e mezzo – Cesc Fabregas e Cristian Chivu si giocheranno tutto a San Siro.
Dieci minuti di Inter e poi è tutto Como nel primo tempo, con i padroni di casa che producono molto gioco costruendo azioni offensive dal basso. Al 17’ Carlos Augusto interviene in area bloccando la conclusione di Vojvoda.
La squadra di Fabregas pressa molto, mettendo in difficoltà l’Inter che, a fatica, esce dalla propria metà campo e si affaccia dalle parti di Butez solo dopo la prima mezz’ora di gioco.
Ancora Vojvoda pericoloso in azione personale da sinistra al 42’. In avvio di ripresa, fiammata della squadra di Chivu, subito pericolosa: Darmian avanza e calcia da posizione defilata, colpendo il palo esterno.
Risponde il Como al 49’: occasione sprecata da Alex Valle, che arriva sul cross basso di Vojvoda ma colpisce male, mandando fuori la palla. Superata l’ora di gioco, l’Inter prova a gestire il possesso palla, che però si rivela inconcludente. Negli ultimi 20’, i nerazzurri sono in costante su-
Rugby: sembrava una giornata
come tante altre ma..
A Firenze, pochi ci credevano, ma chi sfidò l’inevitabile e comprò il biglietto fu grato al destino
Dopo aver vinto la Coppa del Mondo nel 1934, l'Italia era considerata da molti la squadra più forte in circolazione. Non da tutti, però. Gli inglesi si ritenevano i maestri e gli inventori del calcio; pertanto, quelli da battere dal loro punto di vista non erano gli italiani, ma gli inglesi. Ne erano talmente convinti che rifiutarono l'invito ai Mondiali in Italia, poiché sarebbe stata una perdita di tempo, una passeggiata.
E allora quale modo migliore per dimostrarlo se non invitando i Campioni del Mondo a un'amichevole a Londra? Gli inglesi, che non erano degli sprovveduti, avevano scelto di disputare la partita a novembre, quando le condizioni del campo sarebbero state favorevoli al loro gioco duro e poco tecnico.
La partita fu giocata il 14 novembre 1934 ad Highbury. L'inizio fu clamoroso: dopo 12 minuti, gli inglesi erano già in vantaggio 3-0. E come se non bastasse, un'entrata assassina ruppe l'alluce del centrocampista azzurro Luisito Monti.
Non c'erano sostituti, quindi
l'Italia giocava in dieci contro undici, per giunta sotto di tre reti. Durante l'intervallo, in tribuna, il pubblico, tra una birra e un meat pie, se la rideva, convinto di vincere facilmente e ipotizzando una goleada. Invece, nella ripresa, l'Italia, colpita nell'orgoglio, reagì lanciandosi in attacco. Giuseppe Meazza segnò una doppietta, guidando gli azzurri alla ricerca del pareggio.
Gli inglesi non ridevano più; in
tribuna, i tifosi aspettavano con ansia il 90’. Meazza per poco non concretizzò il miracolo, colpendo all'ultimo minuto una clamorosa traversa. La partita giunse al termine: l'Inghilterra vinse, ma fu l'Italia ad uscire tra gli applausi. I dieci giocatori in campo passarono alla storia come "The Lions of Highbury".
Quando siamo con le spalle al muro e l’acqua alla gola, è allora che inizia la vera partita.
NPL: scivola il Marconi, risale l’APIA in classifica
Si accende la lotta in classifica per i posti nella Top Six: tutto può ancora accadere davvero
periorità nel palleggio, ma senza affondare, come se il pareggio fosse la soluzione più accettabile. Calo d’energia del Como ed ecco spiegato lo 0-0 finale.L’altra semifinale in programma domani è tra Atalanta e Lazio, con le gare di ritorno previste per la fine di aprile.
Dopo quattro giornate, la classifica inizia ad avere una sua fisionomia. È ancora presto per parlare di fughe in testa o di squadre in crisi in fondo alla graduatoria, ma si può abbozzare un’analisi non troppo lontana da quella che sarà la situazione con il prosieguo del campionato. Per il Marconi è arrivata la prima sconfitta stagionale, evitabile ma comunque poco compromettente in chiave Top Six. Il club di Bossley Park avrà modo di rifarsi già questo sabato, quando affronterà gli ultimi in classifica, il fanalino di coda University of NSW. Risale invece la graduatoria l’APIA, orfana del suo presidente storico Tony Raciti, dimessosi recentemente. L’undici guidato da Franco Parisi non ha risentito del contraccolpo e ha battuto abbastanza agevolmente il Wollongong sul campo amico del Lambert Park. Un po’ a sorpresa
troviamo in testa alla classifica il Sydney Utd, club di Bonnyrigg, con lo St George FC subito dietro. Stentano invece le neopromosse: l’SD Raiders e la Uni of NSW, ancora inchiodate all’ultima po-
sizione con un solo punto. Ricordiamo che queste due squadre hanno sostituito il Mt Druitt e il Central Coast Youth Academy, retrocesse al termine dello scorso campionato.
Onoranze Funebri
DIANELLI ARNALDO
nato il 20 aprile 1945
deceduto a Sydney (NSW) il 28 febbraio 2026
I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale sarà celebrato oggi 6 marzo 2026 alle ore 10.00 presso la South Chapel del Woronora Memorial Park, 121 Linden Street, Sutherland NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al funerale del caro estinto.
“Che la luce eterna risplenda su di te e il tuo ricordo viva per sempre nei nostri cuori."
ETERNO RIPOSO
SANFEDELE RAFFAELE
nato il 2 novembre 1936
deceduto a Sydney (NSW) il 26 febbraio 2026
I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato lunedì 9 marzo 2026 alle ore 19.00 presso la Cappella della Resurrezione di Andrew Valerio & Sons, 177 First Avenue, Five Dock NSW. Il funerale sarà celebrato martedì 10 marzo 2026 alle ore 11.00 presso la chiesa cattolica di St Brigid’s, 392 Marrickville Road, Marrickville NSW.Dopo il rito religioso, le spoglie del caro congiunto saranno tumulate nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al funerale del caro estinto.
“Che la Sua pace eterna accompagni il tuo riposo."
RIPOSA IN PACE
SYDNEY JOHN DARKE
nato il 30 aprile 1951
deceduto a Sydney (NSW) il 27 febbraio 2026
I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale sarà celebrato martedì 10 marzo 2026 alle ore 14.00 presso la North Chapel, Pinegrove Crematorium, Kington Street, Minchinbury NSW. Dopo il rito religioso, le spoglie del caro congiunto saranno accolte presso il Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury NSW.I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al funerale del caro estinto.
“Che la Sua pace eterna accompagni il tuo riposo."
RIPOSA IN PACE
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Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno.
Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia.
Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
LILIANA LUPPINO IN OLIVERI
nata il 22 luglio 1935 deceduta a Sydney (NSW) il 21 febbraio 2026
I familiari tutti, lo ricordano con dolore e immutato affetto.
La Santa Messa in memoria sarà celebrata lunedì 23 marzo 2026 alle ore 19.00 presso la chiesa cattolica di Our Lady of Mt Carmel, 230 Humphries Road, Mt Pritchard NSW.
I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno alla celebrazione e continueranno a custodire nel cuore il ricordo della cara Lilliana.
“Che la sua anima trovi serenità eterna."
ETERNO RIPOSO
MUNZONE GIUSEPPE
nato 2 maggio 1940 deceduto a Sydney (NSW) il 25 febbraio 2026
I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale sarà celebrato martedì 10 marzo 2026 alle ore 11.00 nella chiesa cattolica di St Joan of Arc, 97 Dalhousie Street, Haberfield NSW. Dopo il rito religioso, il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Rookwood Catholic, Tomba St Patrick.I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno alla messa in suffragi della caro estinto.
“Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori."
RIPOSA IN PACE
TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.
In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888
From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY
and
(02) 9716 4404 - Email: office@sgfunerals.com.au
This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888
DECESSO
DECESSO
IN MEMORIA
Tomba romantica al cimitero di Bruxelles
Nel silenzio del Cimitero di Laeken, a Bruxelles, si cela una delle storie d’amore più suggestive e commoventi d’Europa. È la vicenda di Louise Flignot e Léonce Evrard, due persone comuni la cui passione reciproca ha trovato una straordinaria immortalità in pietra e luce, testimoniata da generazioni di visitatori affascinati e ammirati dalla profondità del loro legame.
Louise Flignot scompare in una fredda mattina d’inverno del 1916. Léonce, sconvolto dal dolore, decide di rendere eterno il loro legame con un gesto unico: non una semplice sepoltura, ma un mausoleo che raccontasse la loro storia e celebrasse l’amore oltre la vita, diventando un simbolo immortale di devozione e memoria che sfida il tempo.
Affida il progetto all’architetto George Ernest de Larabie e insieme concepiscono una struttura ispirata ai misteri millenari dell’architettura egizia. Linee solenni, simboli accuratamente scelti e un’apertura esagonale sul tetto trasformano il mausoleo in un vero capolavoro simbolico. Ogni dettaglio è studiato per evocare un messaggio d’eternità e devozione, capace di parlare attraverso i secoli e di suscitare emozioni profonde nei cuori dei visitatori. Il fenomeno più straordinario avviene il 21 giugno,
giorno del solstizio d’estate. Tra le 11:45 e le 12:05, un raggio di sole attraversa l’apertura esagonale e illumina la parete interna, rivelando un enorme cuore dorato. Questo spettacolo non è frutto del caso: Léonce aveva calcolato con precisione millimetrica l’inclinazione del sole per creare quel “bacio di luce” che simboleggia l’amore immortale. Una statua piangente veglia il luogo in cui la luce si posa, come custode del sentimento eterno e della memoria condivisa. Da oltre un secolo, il cuore di luce incanta visitatori, fotografi e studiosi di arte funeraria. Ogni estate, il sole diventa messaggero di un amore
che non conosce tramonto, mentre il mausoleo di Louise e Léonce continua a raccontare la loro storia. Oggi, la tomba è riconosciuta come una delle più romantiche al mondo. Attraverso architettura, astronomia e sentimento, essa trasmette un messaggio universale: l’amore autentico resiste alla morte e si rinnova nella luce, continuando a ispirare chiunque vi si avvicini e a suscitare meraviglia e riflessione. Louise Flignot (1850-1916) e Léonce Evrard (18471919) continuano così a brillare, ogni 21 giugno, sotto il cielo di Bruxelles, ricordando a tutti che l’amore vero è eterno, infinito e senza confini.
Neoconservatorismo e crisi dell’universalismo occidentale
di Tiberio Graziani
Il neoconservatorismo viene comunemente interpretato come una corrente ideologica specifica, riconducibile a determinati ambienti politici statunitensi o a una fase storica circoscritta. Questa lettura, tuttavia, coglie soltanto la superficie del fenomeno. Il neoconservatorismo non è semplicemente un’ideologia tra le altre, ma una forma storica adattiva dell’egemonia occidentale, emersa nel momento in cui l’universalismo liberaldemocratico ha iniziato a perdere la propria capacità di generare consenso.
L’ipotesi che guida questo lavoro è che il neoconservatorismo non rappresenti una rottura con il liberalismo, bensì la sua trasformazione funzionale in condizioni di crisi sistemica. Quando l’egemonia non può più fondarsi prevalentemente sull’attrazione normativa, essa si riorganizza attraverso dispositivi morali, decisionali e securitari. Il neoconservatorismo è il nome di questa riorganizzazio-
ne. Si propone, quindi, una lettura critica del neoconservatorismo non come ideologia marginale, ma come dispositivo centrale attraverso cui l’Occidente sta riorganizzato la propria egemonia dopo la crisi dell’universalismo liberale. La posizione europea viene qui analizzata non come semplice subordinazione passiva, bensì come spazio di capacità di iniziativa politica progressivamente incanalata entro vincoli discorsivi e strategici sempre più stringenti. Per comprendere tale processo è necessario adottare una prospettiva filologico-genealogica, capace di seguire il mutamento dei lessici politici, delle categorie concettuali e delle strutture di legittimazione del potere, nonché una prospettiva sistemica, che tenga conto delle asimmetrie interne all’Occidente a guida statunitense. Universalismo liberaldemocratico ed eterogenesi dei fini L’universalismo liberaldemocratico che si afferma dopo la fine della Guerra Fredda si presenta come orizzonte
normativo globale. Democrazia, diritti umani, mercato e stato di diritto vengono assunti non come prodotti storicamente situati, ma come standard universali del progresso politico. In questa fase, il linguaggio liberale svolge una funzione eminentemente egemonica: rende l’ordine occidentale intelligibile come ordine razionale e desiderabile.
Seguendo una prospettiva che tiene conto anche della lezione gramsciana, tale universalismo opera come direzione morale e culturale, capace di tradurre l’interesse particolare dell’Occidente in interesse generale. Tuttavia, proprio questa universalizzazione produce una profonda eterogenesi dei fini. La democrazia cessa progressivamente di essere una pratica di autogoverno e si trasforma in criterio di legittimazione; i diritti diventano strumenti selettivi di inclusione ed esclusione; il pluralismo viene tollerato solo entro confini compatibili con l’ordine esistente.
L’universalismo non collassa, ma si irrigidisce. Quando perde la capacità di generare consenso, tende a trasformarsi in norma coercitiva. È in questo passaggio che matura la necessità storica del neoconservatorismo. Tale necessità non va tuttavia intesa in senso deterministico, ma come il risultato di una combinazione contingente di crisi semantica, trasformazioni geopolitiche e riorganizzazioni del potere all’interno dell’Occidente. Origine filologica del neoconservatorismo: il liberalismo disincantato Dal punto di vista genealogico, il neoconservatorismo nasce negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta come critica interna al liberalismo progressista, non come ritorno al conservatorismo tradizionale. Figure come Irving Kristol provengono da ambienti liberal anticomunisti e condividono i presupposti fondamentali della modernità politica: fiducia nel progresso, relativa centralità dello Stato, razionalizzazione dell’ordine sociale.
La rottura avviene sul piano antropologico e morale. Nei testi neoconservatori emergono concetti come virtue, order, responsibility,
moral clarity. Filologicamente, questi termini non rinviano a una restaurazione premoderna, bensì a un tentativo di correzione nor-
mativa della modernità. Il liberalismo viene accusato non di essere moderno, ma di essere moralmente neutro e politicamente debole.
Associazione Trevisani nel Mondo
Sezione di Sydney Inc
P O Box 35, EARLWOOD NSW 2206
Tel: 0408 240 055 - E-mail: eileen@santolin.org
MINI AGM & PRANZO
Inizio attività anno 2026 con invito ai Soci e Amici a partecipare alla Festa Annuale e Mini AGM
Domenica 22 Marzo 2026, dalle ore 10.45 per l'AGM alle 11am, seguito da pranzo fino alle 3.30pm nella sala “Michelini” al Club Marconi, Bossley Park. Si prega di arrivare prima delle 11.00am per il Mini AGM seguito da Pranzo
Verrà servito un abbondante pranzo di 4-portate con tanta allegria e musica di Alfredo Calcagno per cantare e ballare. Costo di partecipazione: Soci $85 e Non Soci $95 (Vino, Birra e Bibite incluse) Liquori e Grappa a proprie spese. Prenotare IL PIÙ PRESTO POSSIBILE NON PIÙ TARDI di Domenica 8 Marzo con uno del comitato
Presidente Renzo 0418 242 782; Vice Presidenti Luigi 9753 4646 / 0419 611 770 e Rita 9604 7472 / 0410 447 472; Tesoriera Rita F 0422 934 460; Segretaria Eileen 0408 240 055 (Email: eileen@santolin.org); Asst Segretaria Laura 9610 0680 / 0421 279 610 (Email: laurachies3@ bigpond.com); Asst Tesoriera Adriana 0411 701 062; Consiglieri Ernesto 9823 0232 / 0413 719 133 e Robert 0415 946 474.
Se avete particolari requisiti dietetici si prega di informare il membro del comitato quando effettua la prenotazione – NON IL GIORNO DELLA FUNZIONE
NOTA: Se avete prenotato e non potete partecipare, dovete informare uno dei membri del Comitato entro il 16° marzo, altrimenti dovrete pagare il costo del pranzo "prenotato". Saremo lieti di vedervi alla Festa
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