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Allora! 27 Settembre 2023

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Allora!

ISSN 2208-052X Online ISSN 2208-051 Print

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Periodico comunitario italo-australiano informativo e culturale Direttore

Franco Baldi

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Settimanale degli italo-australiani

L'Epoca degli idioti

Viviamo in un'epoca straordinaria, ma non sempre per le ragioni giuste. Nell'attuale panorama sociale, ci troviamo di fronte a un paradossale scambio di valori: mentre l'intelligenza, l'onestà e la competenza sembrano spesso essere emarginate, individui privi di scrupoli e moralità sembrano prosperare e, talvolta, persino raggiungere le vette del potere. È un fenomeno che richiede una profonda riflessione e analisi. In un tempo in cui la meritocrazia dovrebbe essere la pietra angolare della società, assistiamo a un progressivo deterioramento di questo principio. Individui preparati, che portano con sé un bagaglio di conoscenze e competenze, vengono spesso trascurati in favore di coloro che sanno manipolare le situazioni a proprio vantaggio. Questo fenomeno mina la fiducia nell'equità e alimenta un senso di frustrazione tra coloro che si sforzano per ottenere risultati con il proprio impegno. La società sembra incline a guardare con sospetto a coloro che rifiutano di piegarsi ai compromessi etici e morali. Questo isolamento degli individui perbene può generare un senso di solitudine e frustrazione, minando la motivazione di coloro che cercano di fare la differenza. Quando persone incompetenti e disoneste salgono ai vertici del potere, si verifica una crisi dell'autorità che mina la fiducia della popolazione nelle istituzioni. L'assenza di leadership competente può avere gravi ripercussioni sulla stabilità e il benessere di una società. La perdita di fiducia nei leader può alimentare il disincanto e la disaffezione tra i cittadini. Spesso, i mezzi di comunicazione e i canali social giocano un ruolo significativo nel plasmare l'opinione pubblica. L'adorazione spesso indiscriminata di figure continua a pagina 2

Anno VII - Numero 39 - Mercoledì 27 Settembre 2023

Price in ACT/NSW $1.50

Forum Centro Culturale Italiano:

Un Addio Necessario o un Arrivederci Mancato?

È morto Giorgio Napolitano

Non c'è più tempo di Esposito Emanuele

Le Centenarie Caterina e Ida Solitamente, nelle cronache della vita di una comunità, si celebrano le aperture, i nuovi inizi, le promettenti avventure culturali che segnano il cammino di una città. Raramente, invece, ci soffermiamo sulle chiusure, specialmente quando si tratta di un luogo che avrebbe dovuto essere il faro culturale della nostra comunità. Questa è la storia amara del Forum Centro Culturale Italiano, un luogo che, tra mille peripezie, sembra ora destinato a chiudere i battenti per essere venduto a una compagnia di sviluppo edile. La notizia ha scosso profondamente coloro che hanno visto il Forum come un rifugio per l'arte, la cultura e la condivisione di tradizioni italiane nella nostra comunità. Ma in questo momento di incertezza, è importante ricordare che non ha molto senso puntare il dito o cercare colpevoli. Invece, dovremmo riflettere su quanto sia stata preziosa l'esperienza che il Forum ha offerto a chi ha attraversato le sue porte e sul valore intrinseco della cultura e dell'arte nella nostra società. Santo Crisafulli, noto promotore culturale e appassionato sostenitore del Forum, ha recentemente introdotto la commedia "La Giara" di Luigi Pirandello, che sarà presentata proprio al Forum all'inizio di ottobre. Le sue parole hanno colpito nel profondo: "La vostra presenza farà storia in quanto sarete gli ultimi spettatori della comunità a godersi questo gioiello di teatro, costruito per la comunità italiana e che presto non lo sarà più." Queste parole risuonano come un monito, un invito a considerare il valore di ciò che stiamo per perdere. Il Forum è stato costruito con amore e dedizione per la comunità italiana, ed è diventato un luogo in cui le persone potevano connettersi attraverso l'arte, il teatro, la musica e la cultura.

È stato un faro di identità italiana in un mare di cambiamenti e sfide. Oggi, mentre il futuro del Forum è avvolto nell'incertezza, ci chiediamo se abbiamo davvero meritato questo destino. Forse abbiamo dato per scontato ciò che avevamo, o forse non abbiamo fatto abbastanza per preservare questo patrimonio culturale. Ma una cosa è certa: il Forum non dovrebbe essere portato via senza un'adeguata riflessione sulla sua importanza per la nostra comunità. Questo non deve essere un addio definitivo al Forum Centro Culturale Italiano. Dovrebbe essere un arrivederci, un impegno a non dimenticare il suo valore e a lavorare insieme per preservare la sua eredità. Non è troppo tardi

per cercare soluzioni alternative, per coinvolgere la comunità nella sua salvaguardia e per garantire che continui a essere un faro culturale per le generazioni future. In un mondo in cui la cultura e l'arte sono spesso considerate alla stregua di beni materiali, è importante ricordare che sono il cuore pulsante di una comunità. Sono ciò che ci unisce, ci ispira e ci ricorda la bellezza e la ricchezza della nostra storia e delle nostre tradizioni. Il Forum Centro Culturale Italiano è stato e dovrebbe continuare ad essere un luogo in cui la cultura italiana può prosperare e brillare. Forse non ce lo siamo meritato, ma è nostro dovere fare tutto il possibile per non permettere che ciò ci venga portato via.

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La pagina della Donna

USA: Tempeste Giudiziarie

Dissenso al "Welcome to Country"

Sam Newman, l'ex leggenda del football australiano, ha innescato una polemica senza precedenti, sollecitando i cittadini australiani a esprimere il loro dissenso durante la cerimonia del "Welcome to Country" prima della finale dell’Australian Football League (AFL). "Se vogliamo essere seri riguardo a questa pratica del 'Welcome to Country' e a quanto sia diventata una consuetudine

negli ultimi vent'anni, partendo dall'innocente presentazione di Ernie Dingo alcuni anni fa a cui la gente si è aggrappata", ha dichiarato Newman. "La prossima volta che parteciperete a un evento pubblico, come la finale AFL o qualsiasi altro raduno in un auditorium, quando inizieranno con il 'Welcome to Country', cominciate a fischiare o applaudire lentamente." Le parole di Newman hanno

suscitato un acceso dibattito sulle questioni di rispetto, inclusione e riconoscimento delle Prime Nazioni indigene. Molti ritengono che l'invito a fischiare la cerimonia sia un gesto di mancanza di rispetto e insensibilità verso la cultura e la storia delle comunità indigene del paese. Newman ha sottolineato che molte persone delle Prime Nazioni condividono le sue opinioni sulla cerimonia. "Ci sono molte persone che la pensano come me, e dico che questo è solo un tentativo di ottenere riparazioni e vantaggi finanziari. La AFL dovrebbe essere seriamente critica per aver alimentato questa isteria, patronizzando la loro bianchezza e cercando di scaricare le proprie colpe su di noi", ha affermato. "Questo deve finire perché ha diviso il paese più di qualsiasi altra cosa. Vogliamo essere una nazione che vive unita e che si rispetta reciprocamente."

"I moralisti sono soltanto aspiranti peccatori a cui è mancata l'offerta" Charles Bukowski


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