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Periodico comunitario italo-australiano informativo e culturale Direttore
Franco Baldi
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Settimanale degli italo-australiani
Anno VII - Numero 36 - Mercoledì 6 Settembre 2023
Price in ACT/NSW $1.50
La Decadenza Culturale dell'Italia
L'Italia attraversa una fase di profondo cambiamento culturale e socio-economico che sta avendo un impatto significativo sul suo futuro. Sebbene il paese mantenga ancora il suo fascino storico, l'analisi dei fattori di declino rivelano che questa trasformazione è profondamente radicata e complessa. Una generazione di declino economico è evidente nei dati del PIL, che hanno dimostrato una costante diminuzione negli ultimi due decenni. Tuttavia, è importante sottolineare che il problema va oltre le cifre economiche. Molti giovani italiani si trovano a lottare per trovare lavori stabili e ben retribuiti, spesso rimanendo dipendenti dalla famiglia per un futuro sostenibile. Questa realtà, purtroppo, contribuisce alla decadenza culturale del paese. L'Italia è da sempre nota per la sua creatività, il design e l'ingegnosità. Tuttavia, le regole antiquate, la burocrazia e i vincoli normativi stanno soffocando questa creatività. Questo non è solo un problema legato al governo attuale, ma riflette una questione culturale più ampia che permea la società. Le restrizioni normative hanno ostacolato la nascita di un governo competente, facendo emergere la necessità di "governi tecnici" per affrontare le crisi. Questo ciclo perpetuo ha contribuito al divario tra le aspettative del popolo e le azioni del governo, minando ulteriormente la fiducia e l'efficienza del sistema. La mancanza di meritocrazia è un altro fattore che ha contribuito al declino culturale dell'Italia. Invece di premiare il talento e l'innovazione, spesso i lavori di valore vengono assegnati in base alle connessioni personali e non al merito. Questo ha portato all'immobilismo di molte persone talentuose che rimangono intrappolate in posizioni inferiori o scelgono di emigrare all'estero in cerca di opportunità migliori. L'integrazione europea, nonostante le controversie, ha rivelato le debolezze strutturali dell'Italia. Mentre alcuni addossano le colpe all'Unione Europea, è importante riconoscere che l'Italia ha affrontato sfide di competitività a lungo nascoste da pratiche di indecontinua a pagina 2
Nuova situazione strategica per l'Ucraina
L'importanza delle elezioni europee
Meeting of National Cabinet
Voice to Parliament Ora che finalmente abbiamo una data definita per il referendum, si prospetta un momento propizio per avviare i nostri sforzi volti a spiegare il concetto di "Voice to Parliament". Nel nostro tentativo di ottenere risposte esaustive, abbiamo collaborato con i più autorevoli esperti costituzionali del paese, ponendo una particolare enfasi sulle prospettive delle Prime Nazioni. La complessità della costituzione australiana e il dettagliato rapporto, che si estende per
oltre 220 pagine, delineando il modello della "Voice" attraverso la cooperazione di diverse parti interessate, rappresentano un ostacolo per chi non è profondamente versato nel linguaggio delle politiche pubbliche. Ecco perché il nostro impegno riveste un'importanza cruciale. Spesso ci troviamo nella posizione di tradurre non soltanto le scoperte accademiche per i nostri lettori, ma anche i contenuti dei documenti stessi e le politiche che plasmano le nostre vite.
Di conseguenza, in previsione del referendum che avrà luogo il 14 ottobre, desideriamo condividere alcuni degli articoli che abbiamo redatto per rispondere alle domande più frequenti. Questi articoli si dimostreranno preziosi nel garantire che siamo adeguatamente informati quando giungerà il momento di esercitare il nostro diritto di voto. All'interno delle pagine centrali, troverete uno "speciale" che confidiamo possa dissipare qualsiasi dubbio rimasto.
Passatempo e Umorismo
Olivetti di Angelo Paratico
I Borbone e la "spugna d'oro"
"Ecco perché la Sicilia non è terra per turisti" "In Sicilia ho toccato con mano l'incapacità di investire nel turismo" lo spiega in un suo intervento Alex Corlazzoli, giornalista che ha un suo blog all'interno del sito del Fatto Quotidiano: "Ho toccato con mano la disorganizzazione, l’incapacità di investire nel turismo. Può accadere, infatti, che il 22 luglio ben due uffici turistici siano chiusi. Perché? Risposta della gentile signorina della biglietteria del teatro: “E’ sabato”. Come se i turisti dovessero venire a Palermo solo nei giorni feriali. Nel weekend tutti a casa oppure che si arrangino. Così come può accadere che a Ustica tu possa pagare un conto salato al ristorante senza che ti diano uno scontrino. In questa terra meravigliosa, può accadere di andare alle Saline di Marsala e trovarti chi in nome del dio denaro ti chiede di
consumare l’aperitivo in un tempo che decide lui per poi provare a cacciarti, così come di pernottare in un hotel a Pantelleria che la domenica chiude la reception (e anche il bar annesso) perché i turisti possono anche fare festa
per un giorno. Può capitare di prendere il treno che conduce dall’aeroporto di Palermo al centro della città ma di trovare la biglietteria chiusa e le macchinette elettroniche che non prendono contanti ma solo monetine e car-
te, o di andare ai bagni dell’aeroporto e non poter lavar le mani perché manca il sapone (in Malesia ci sono uno o più addetti per ogni bagno in ogni aeroporto). E poi il top: può accadere di scrivere, il 12 agosto, alla mail ufficiale (info@visitselinunte.com) di uno dei più importanti siti archeologici al mondo, Selinunte, e avere questa risposta: “Buongiorno, grazie per averci contattato. I nostri uffici sono momentaneamente chiusi per ferie fino al giorno 28/08. Il vostro messaggio è molto importante per noi, vi risponderemo comunque al più presto possibile”. Ve la immaginate la faccia di un danese o di uno svedese? Manco fossero in ferie un paio di giorni il 14 e 15 agosto. Forse al sito archeologico si immaginano che i turisti vengano quando iniziano le scuole, quando sono finite le ferie"
"Poi una notte di settembre mi svegliai, il vento sulla pelle, sul mio corpo il chiarore delle stelle. Chissà dov'era casa mia" io vagabondo (che non sono altro) i Nomadi