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Riflessioni a margine

Giovani usa e getta

La retorica “aiutiamo i giovani” sembra essersi placata. Probabilmente, adesso che i giovani si sono “inseriti”, il tema non fa più notizia. O forse, più semplicemente, non conviene più parlarne. Per anni li abbiamo evocati come emergenza nazionale, come promessa da non tradire, come investimento sul futuro. Poi, una volta assorbiti nei meccanismi della precarietà anche nel nostro contesto comunitario, il dibattito si è dissolto nel silenzio.

Inseriti dove? In una comunità che li accoglie a tempo determinato, per fare figura e dire "guarda quanti giovani ci sono nella mia associazione", che gli offre chissà magari quale contratto di lavoro e poi li sostituisce con facilità. Inseriti in un sistema che chiede sempre più flessibilità ma offre incertezza, che pretende competenze sempre nuove ma fatica a garantire stabilità. È un’integrazione apparente, che somiglia più a un adattamento forzato che a una reale valorizzazione.

Ma dietro l’elogio della resilienza dei nostri giovani si nasconde spesso l’assenza di prospettive. Il giovane ideale diventa così quello che non reclama, che non protesta, che si accontenta di “fare esperienza”. Esperienza che, però, non sempre si traduce in diritti.

E mentre si celebra l’innovazione, si dimentica la continuità. Si investe in progetti a breve termine, in bandi, in incentivi temporanei, ma raramente si costruiscono percorsi solidi. Il risultato è una generazione sospesa: qualificata, connessa, ma fragile. Una generazione che contribuisce al sistema senza sentirsi davvero parte di esso.

Forse il problema non è l’assenza di talento nella nostra comunità, ma l’assenza di visione. Non basta inserire i giovani: occorre credere in loro come soggetti stabili della comunità, non come risorse intercambiabili, da gettare quando non sono più utili. Altrimenti uno dopo l’altro, quelli che dovrebbero abitare il nostro futuro, ci lasceranno.

Le parole infuocate

Piovono palle di fuoco. In un’escalation di dichiarazioni che hanno incendiato il dibattito pubblico, la leader di One Nation, Pauline Hanson, ha confermato i commenti che hanno definito “non ci sono buoni musulmani in Australia”, scatenando una reazione immediata e bipartisan. Nonostante le scuse parziali, Hanson ha ribadito le sue posizioni in una serie di interviste infuocate, sostenendo di parlare a nome di “preoccupazioni per il futuro del Paese” e respingendo le critiche come tentativi di

Panel to Decide Fate of Ailing Child

In Naples, a two-year-old boy remains on life support after a failed heart transplant, as doctors confront a wrenching decision.

The child has been on ECMO for over 50 days, with specialists weighing the use of the Berlin Heart, a pediatric artificial device. Yet infection risks and multi-organ deterioration cloud his prognosis.

An ethics panel will assess whether continued invasive treatment serves his best interests, or merely prolongs suffering without realistic hope of recovery or a viable transplant.

metterle il bavaglio. Le sue parole hanno provocato dure condanne da tutti i fronti politici. Il ministro per il Multiculturalismo Steve Kamper ha definito le dichiarazioni “riprovevoli, bigotte e sbagliate”, sottolineando come l’attacco della senatrice miri a minare le fondamenta multietniche e multireligiose della società australiana. “L’Australia è una società multiculturale. Non c’è modo di cambiarla”, ha dichiarato, invitando la popolazione a rafforzare i valori di mateship, rispetto e “fair go” per tut-

Guerra in Ucraina, colloqui a Ginevra

Ucraina e Russia si preparano a negoziati a Ginevra mentre proseguono attacchi missilistici e droni russi sul territorio ucraino.

Il presidente Zelenskyy invita a combinare diplomazia, giustizia e forza, sostenendo pressioni costanti sulla Russia e supporto rapido all’esercito ucraino.

La linea di confine del Donbas e le garanzie di sicurezza restano punti critici. Nonostante le trattative guidate dagli USA, le posizioni restano rigide.

Mosca insiste sul controllo territoriale, Kiev richiede sicurezza, mentre i civili continuano a soffrire nel gelo dell’inverno.

ti. Le critiche sono arrivate, senza sosta, anche dal mondo politico e religioso.

Il senatore Liberale Andrew Bragg ha condannato le parole di Hanson come “disgustose e oltraggiose”, mentre il senatore Nationals Matt Canavan ha sottolineato che le affermazioni erano “un-Australian”.

Gruppi islamici e leader religiosi, come l’Australian National Imams Council, hanno ammonito che tali dichiarazioni alimentano divisione e incomprensione, minando l’unità necessaria per affrontare le sfide della società contemporanea.

Hanson, nel frattempo, ha continuato a difendere le sue posizioni, citando presunti problemi legati all’immigrazione e alla sicurezza, e criticando gli imams per ciò che definisce “discorsi d’odio”. Le tensioni sono aumentate, con media e social media in fiamme, mentre cittadini e politici dibattono sull’equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità pubblica.

In questo contesto, l’Australia si trova di fronte a un bivio: cedere alle parole infuocate che cercano di dividere, o riaffermare i principi di unità, inclusione e rispetto reciproco che hanno definito la nazione. Come ha dichiarato Kamper, “Non dobbiamo mai cedere all’odio o a chi cerca di dividerci”.

L’ondata di polemiche non mostra segni di rallentamento: le parole di Hanson continuano a riverberare nei corridoi del Parlamento e nelle strade delle città australiane, alimentando un acceso dibattito su identità, appartenenza e futuro del Paese.

Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 11 - Venerdì 20 Febbraio 2026
Allora!
Published by Italian Australian News
Bisettimanale degli italo-australiani
La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
di Marco Testa
Ricordo, dissipare il "velo dell'ignoranza"
Mitico Enzo Ferrari, il drago dei motori
Comites, uno studio su diaspora e politica
La Costituzione non si tocca? Si migliora.

notizie istituzionali

Mattarella: giornali pilastri della democrazia

Una visita simbolica quella che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha compiuto oggi alla sede torinese del quotidiano La Stampa. Il gesto ha seguito l’assalto del 28 novembre 2025, quando circa cento manifestanti avevano preso di mira la redazione, lasciando scritte sui muri e giornali sparsi a terra.

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Disclaimer:

Mattarella, accolto dal direttore Andrea Malaguti e dai vertici di Gedi, ha espresso parole di solidarietà e ha sottolineato il ruolo fondamentale dei media: “I giornali sono i pilastri della democrazia”, ha dichiarato, ricordando l’importanza della libertà di stampa per la società civile. Durante la visita, il capo dello Stato ha ricevuto in dono due lastre commemorative: una con la prima pagina della sua elezione e l’altra con una sua immagine all’ospedale Niguarda, evidenziando l’eccellenza del personale medico impegnato in situazioni complesse.

La visita ha seguito la partecipazione del presidente al Teatro

Carignano, per le celebrazioni del centenario della morte di Piero Gobetti, giovane intellettuale antifascista morto in esilio a soli 24 anni. La lectio magistralis del giurista Gustavo Zagrebelsky ha ricordato Gobetti come promotore di una “rivoluzione liberatrice”, capace di stimolare energie storiche latenti e di opporsi alle derive nazionaliste del suo tempo.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che hanno evidenziato la consonanza tra l’impegno di Mattarella per la Costituzione e l’eredità civile di Gobetti. Il presidente ha inoltre incontrato Tommaso Brizio, quindicenne affetto da una malattia rara, trascorrendo qualche minuto con il ragazzo e i suoi familiari.

La giornata ha rappresentato un momento di riflessione sul valore della libertà di stampa, della memoria storica e della responsabilità civile. Le parole del presidente hanno ribadito l’importanza del giornalismo come strumento di democrazia e il ruolo dei cittadini e delle istituzioni nel tutelarlo.

Senato esamina ddl

assistenza

sanitaria italiani all’estero

La Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge n. 1730, a firma Di Giuseppe e altri, dal titolo “Modifica all’articolo 19 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e altre disposizioni in materia di assistenza sanitaria in favore dei cittadini iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, residenti in Paesi che non appartengono all’Unione europea e non aderiscono all’Associazione europea di libero scambio”, approvando un parere favorevole da trasmettere alla 10ª Commissione. Diversamente, l’esame del disegno di legge n. 1187 Borghese, volto a garantire l’assistenza sanitaria ai pensionati iscritti all’AIRE, è stato rinviato.

Nel corso della seduta, il relatore Luigi Spagnolli ha illustrato lo schema di parere favorevole sul provvedimento Di Giuseppe, sottolineandone gli aspetti innovativi. Il senatore Roberto Menia (FdI), preannunciando il voto favorevole del proprio gruppo, ha evidenziato possibili criticità di carattere finanziario per lo Stato, soprattutto per alcune aree del Sud America, dove l’assistenza sanitaria locale è limitata e i cittadini italiani potrebbero richiedere un maggiore intervento del sistema sanitario nazionale.

La senatrice Francesca La Marca (Pd), pur riconoscendo l’intento

50° della Consulta emilianoromagnoli nel mondo

Si è svolto a Bologna il cinquantesimo anniversario della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, con un convegno dedicato a storia, identità e rapporti con le comunità all’estero. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per fare il punto sul percorso della Consulta e sulle prospettive future dei legami tra la Regione Emilia-Romagna e i suoi cittadini all’estero.

I saluti istituzionali sono stati portati da Giancarlo Tagliaferri, Vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, dall’Assessora al Turismo Roberta Frisoni e da Stefano Bonaccini, già Presidente della Regione. Tutti hanno sottolineato l’importanza della Consulta come punto di riferimento per le comunità emiliano-romagnole nel mondo e come strumento per promuovere cultura, storia e relazioni sociali.

magnoli all’estero. Lorenzo Bertucelli, Direttore del Laboratorio di Storia delle Migrazioni dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha ripercorso la storia delle migrazioni con un approccio documentato e rigoroso, mettendo in relazione memoria e presente.

La tavola rotonda “La Consulta e i suoi Presidenti” ha visto la partecipazione di Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari, Marco Fabbri e dell’attuale Presidente Matteo Daffada, insieme ai vicepresidenti di oggi e di ieri. I partecipanti hanno raccontato la storia della Consulta attraverso esperienze personali, sfide e obiettivi istituzionali, offrendo un quadro completo dell’evoluzione dell’organismo negli ultimi cinquant’anni.

positivo del disegno di legge, ha annunciato l’astensione del proprio gruppo, richiamando l’attenzione sulla potenziale difficoltà economica per i pensionati italiani residenti nei Paesi con costi elevati, stimati intorno ai 2.000 euro annui per l’assicurazione. Secondo la senatrice, ciò potrebbe generare disuguaglianze tra cittadini italiani residenti all’estero, configurando una differenza tra “compatrioti di serie A e di serie B”. Dopo l’annuncio dell’astensione del gruppo del senatore Bruno Marton (M5S), la Commissione ha approvato lo schema di parere favorevole sul disegno di legge n. 1730.

Nel parere si sottolinea che la residenza nello stesso territorio dell’azienda sanitaria è attualmente requisito essenziale per usufruire dei servizi del Servizio Sanitario Nazionale, generando disparità tra gli italiani residenti all’estero. Il provvedimento mira a estendere l’assistenza sanitaria anche a questi cittadini, previo pagamento di un contributo annuo, con particolare attenzione ai residenti in Paesi non UE e non EFTA. La Commissione auspica che le modalità attuative possano prevedere criteri per garantire supporto economico a chi non dispone di adeguate risorse finanziarie proprie, esprimendo così parere favorevole.

Il convegno ha ospitato interventi di alto livello. Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, ha presentato un’analisi sulle mobilità italiane, illustrando le dinamiche migratorie e le esperienze dei cittadini emiliano-ro-

L’incontro, moderato da Fabrizio Binacchi, si è svolto negli spazi della Biblioteca dell’Assemblea legislativa. Le fotografie realizzate da Massimiliano Benini hanno documentato l’evento.

L’anniversario non ha rappresentato solo una celebrazione, ma anche un’occasione di riflessione sulle sfide future e sulle responsabilità verso le comunità emiliano-romagnole nel mondo.

Costi della sanitá, i numeri e la responsabilitá della politica

di Emanuele Esposito

C’è un argomento che il governo guidato da Giorgia Meloni ripete con costanza: i dati della pandemia non possono essere assunti come parametro ordinario per valutare la spesa sanitaria. Una posizione che, sul piano tecnico, trova riscontro nei numeri.

Il picco di investimenti registrato durante l’esecutivo di Giuseppe Conte fu infatti legato a una circostanza eccezionale: un’emergenza sanitaria globale che impose misure straordinarie e stanziamenti senza precedenti. In quel periodo, le risorse furono destinate non solo a ospedali e terapie intensive, ma anche alla protezione del personale sanitario, all’acquisto di dispositivi e all’implementazione rapida di sistemi di tracciamento e vaccinazione. Misure che, nella normalità, sarebbero risultate impensabili e insostenibili nei vincoli ordinari di bilancio.

Archiviata la fase emergenziale, il confronto torna sulla gestione ordinaria. Ed è qui che i dati mostrano come il Fondo Sanitario Nazionale abbia raggiunto, sotto l’attuale governo, i livelli nominali più elevati della storia repubblicana. Un fatto contabile, prima ancora che politico. Tuttavia, il mero incremento finanziario non garantisce automaticamente la risoluzione dei problemi strutturali. Liste d’attesa ancora lunghe, carichi di lavoro eccessivi per medici e infermieri, carenze in alcune specializzazioni e disparità territoriali sono nodi irrisolti che richiedono scelte strategiche precise.

Per oltre un decennio, prima del Covid, la sanità italiana è stata compressa dentro politiche di contenimento della spesa e vincoli di bilancio europei. Gli ospedali hanno ridotto letti e personale, i servizi territoriali sono stati depotenziati, e molte regioni hanno accumulato ritardi in termini di prevenzione e assistenza primaria. Oggi il dibattito si sposta: non è più soltanto “quanto si spende”, ma “come si governa”. La gestione dei fondi, l’allocazione delle risorse e l’efficienza organizzativa diventano elementi centrali. Ed è qui che emerge il tema più delicato: la riforma del Titolo V e la regionalizzazione della sanità. Vent’anni di gestione affidata alle Regioni hanno prodotto risultati disomogenei, con eccellenze in alcune aree e criticità profonde in altre. Una

condizione che alimenta una domanda politica cruciale: può un cittadino avere diritti sanitari diversi in base al territorio di nascita? La risposta non può limitarsi alla contabilità: implica riflessione sulla responsabilità istituzionale, sulla pianificazione e sul rispetto dei principi costituzionali.

La pandemia ha mostrato la necessità di una regia unitaria nelle emergenze, ma la questione riguarda anche la normalità. Standard uniformi, controlli rigorosi, formazione continua del personale e digitalizzazione dei servizi sono obiettivi ancora da consolidare.

La gestione dei dati, la disponibilità delle cure, la tempestività degli interventi e l’equità di accesso sono fattori determinanti non solo per la salute dei cittadini, ma anche per la fiducia nella capacità dello Stato di proteggere i più vulnerabili. Ogni disomogeneità territoriale aumenta l’insoddisfazione e rischia di minare la credibilità delle istituzioni.

Il governo Meloni non ha risolto la crisi del sistema sanitario. Nessun esecutivo, negli ultimi dieci anni, può rivendicare un risultato definitivo. Tuttavia, la tendenza al finanziamento crescente, al netto dell’anomalia pandemica, rappresenta un elemento oggettivo del quadro attuale. Serve ora una riflessione politica profonda: come trasformare le risorse disponibili in una sanità realmente efficiente, equa e moderna? È necessario affrontare la governance, ripensare la collaborazione tra Stato e Regioni e promuovere una cultura della trasparenza e della programmazione a lungo termine. Resta la domanda di fondo: l’esecutivo avrà la volontà di affrontare il nodo strutturale della governance sanitaria?

La sanità non è terreno di tifoserie. È il fondamento di uno Stato credibile. Per milioni di italiani all’estero, il tema non è astratto: riguarda i familiari che vivono nel Paese, la prospettiva di un eventuale rientro e la fiducia in un sistema capace di garantire protezione. Il voto dall’estero, in questo contesto, diventa uno strumento concreto di partecipazione, un modo per influenzare decisioni che incidono direttamente sulla vita di cittadini e famiglie.

La sanità non è solo una questione tecnica. È una scelta politica che parla di responsabilità collettiva.

La Costituzione non si tocca? No. Si migliora.

di Emanuele Esposito

Nel dibattito sulla riforma della giustizia torna ciclicamente uno slogan: “La Costituzione non si tocca”. Una formula efficace, ma fuorviante. La Carta non è un totem immutabile: è il fondamento della Repubblica e, come ogni architettura istituzionale, può essere aggiornata per rafforzare diritti e funzionamento dello Stato. La storia lo dimostra. Nel 1999 la riforma dell’articolo 111 ha costituzionalizzato il principio del giusto processo: giudice terzo e imparziale, parità tra accusa e difesa, ragionevole durata. Nel 2003 l’articolo 51 è stato modificato per impegnare la Repubblica a promuovere le pari opportunità nell’accesso alle cariche pubbliche. Nel 2007 è stato eliminato ogni residuo riferimento alla pena di morte. Interventi diversi, ma con un tratto comune: hanno migliorato le garanzie dei cittadini. E sono stati possibili proprio perché la Costituzione può essere cambiata attraverso procedure rigorose.

Il punto, dunque, non è se riformare la Carta, ma come e perché. In questo quadro si inserisce il

tema della separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice. Ridurlo a bandiera ideologica è una semplificazione. L’idea di distinguere nettamente funzioni dell’accusa e funzione giudicante attraversa culture giuridiche differenti ed è stata discussa anche in ambiti non riconducibili al centrodestra. Nel 2019 una mozione congressuale di Maurizio Martina nel Partito Democratico definiva la questione “vigente e ineludibile”.

Oggi in Italia pm e giudici appartengono allo stesso ordine, condividono percorso e organo di

autogoverno. Un assetto con una sua storia, ma non per questo sottratto al confronto. Se l’obiettivo dichiarato è rafforzare la terzietà del giudice e la percezione di imparzialità, il dibattito è legittimo. Le riforme si valutano nel merito, non con anatemi. Una democrazia matura discute le proprie regole e le modifica quando necessario. La domanda decisiva resta una sola: questa riforma renderà la giustizia più equa ed efficace? Se la risposta sarà positiva, cambiarla non sarà un sacrilegio, ma un esercizio di responsabilità democratica.

Stop agli emendamenti per il rinvio dei Comites

Le elezioni dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) si terranno regolarmente nel dicembre 2026.

È quanto emerge da fonti parlamentari interpellate da ItaliaChiamaItalia, secondo cui gli emendamenti che proponevano un rinvio del voto sarebbero stati accantonati nel percorso di approvazione del decreto Milleproroghe.

Si chiude così, almeno per ora, una fase di forte incertezza che negli ultimi mesi ha animato il dibattito politico tra Roma e le comunità italiane nel mondo. L’ipotesi di uno slittamento aveva acceso il confronto tra forze politiche e rappresentanze degli italiani all’estero, dividendo Parlamento e associazionismo.

In particolare, erano state avanzate proposte di rinvio al 2027, sostenute dall’onorevole Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), e addirittura al 2028, su iniziativa del Partito Democratico. Emendamenti che, secondo quanto trapelato da fonti vicine ai parlamentari, non avrebbero trovato spazio nel testo finale del

provvedimento. A opporsi con decisione all’ipotesi di proroga sono stati il Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE) e il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM), che hanno rivendicato il rispetto della scadenza naturale degli organismi elettivi. Una posizione fondata, spiegano diversi osservatori, sulla necessità di garantire continuità democratica e legittimazione aggiornata ai Comites, strumenti centrali di rappresentanza per milioni di connazionali residenti oltre confine.

Il rinnovo nei tempi previsti viene interpretato da molti come una questione di principio prima ancora che politica. Un ulteriore rinvio avrebbe infatti prolungato il mandato di organismi eletti anni fa, senza un nuovo passaggio alle urne, alimentando malumori e critiche nelle comunità italiane all’estero.

Secondo fonti parlamentari, sarebbe stato determinante il ruolo dei senatori Roberto Menia e Mario Borghese nel consolidare una maggioranza favorevole al rispetto della scadenza del 2026.

Come i Liberali 'temperati' scoraggiano Taylor

Mentre il neoeletto leader dell’opposizione australiana, Angus Taylor, prepara la sua strategia politica, alcuni membri moderati del Partito Liberale mettono in guardia contro l’adozione di politiche migratorie estreme ispirate all’ex presidente statunitense Donald Trump. La proposta trapelata prevedeva divieti generalizzati per immigrati provenienti da regioni controllate da organizzazioni terroristiche, tra cui Gaza, Libano e altre zone di 13 Paesi. Il piano, sviluppato sotto la precedente leader Sussan Ley, puntava a limitare l’ingresso di

migranti da Afghanistan, Algeria, Camerun, Egitto, Libano, Libia, Mali, Niger, Nigeria, Palestina, Filippine, Somalia e Yemen. Il senatore conservatore Leah Blyth ha sottolineato la necessità di evitare generalizzazioni: “Non tutti i cittadini di quelle regioni sono terroristi. Le restrizioni indiscriminate rischiano di colpire persone innocenti e oppresse.”

Paul Scarr, ex ministro ombra dell’Immigrazione, ha preso le distanze dalla parte del piano che prevedeva divieti per Paese, dichiarando di non aver mai approvato questa misura. Allo stesso

modo, il senatore Andrew McLachlan ha richiamato l’attenzione sull’importanza di un dibattito migratorio basato su merito e integrazione, evitando il populismo di One Nation.

Il piano prevedeva anche accelerazioni nell’espulsione di richiedenti asilo e studenti internazionali e restrizioni sul diritto di ricorso. Taylor ha anticipato una riduzione generale dei livelli di immigrazione e un approccio più selettivo, orientato verso chi rispetta i valori fondamentali australiani.

Alcuni membri del partito temono che una linea dura possa alienare l’elettorato urbano e danneggiare i moderati interni, mentre altri evidenziano pressioni da parte di esponenti conservatori, incluso Tony Abbott, per un ritorno a politiche più restrittive sul modello storico “White Australia”.

La sfida principale per Taylor sarà bilanciare le richieste dei conservatori con la necessità di mantenere coesione sociale e attrattività internazionale, evitando che il dibattito migratorio si trasformi in uno scontro culturale interno.

Mr Sgarbi Acquitted in Stolen Painting Case

Former Italian Deputy Minister of Culture, Vittorio Sgarbi, has been acquitted of money laundering charges in connection with a 17th-century painting, following a preliminary hearing in Reggio Emilia. The painting, attributed to the Sienese Baroque artist Rutilio Manetti, had been stolen in 2013 from the Castello di Buriasco in the province of Turin. In 2021, an identical work titled “The Capture of Saint Peter” was exhibited in Lucca as an unpublished piece owned by Sgarbi. The prosecution had requested

a three-year prison sentence, arguing that the painting was the same stolen artwork. However, the judge ruled that there was insufficient evidence to convict Sgarbi.

Initially, Sgarbi also faced charges of forgery and self-laundering of cultural assets, but these accusations had already been dismissed earlier in the proceedings. According to investigative reports from Il Fatto Quotidiano and the television program Report, the painting displayed in Lucca was allegedly the same piece stolen

from the Castello di Buriasco. Sgarbi, however, maintained that the stolen work was a copy of the original painting he owned, claiming that he had discovered it during the restoration of Villa Maidalchina in Viterbo—a property purchased by his mother in 2000.

The case had drawn significant media attention in Italy, reflecting broader concerns about the protection of cultural heritage and the black-market trade in artworks. Sgarbi, a well-known art critic, television personality, and politician, has long been a controversial figure in Italian culture, often sparking debate with his outspoken views on art and history.

This acquittal marks the end of a high-profile legal battle that had persisted for over a decade. Sgarbi expressed relief at the ruling and reaffirmed his commitment to promoting art and cultural preservation. The case has reignited public discussion about Italy’s responsibility in safeguarding its rich artistic legacy and preserving cultural properties are returned to their rightful places.

Tensions Rise Between Italy’s Justice Chief and Magistrates

Tensions between the Italian government and the judiciary remain high as the country approaches the upcoming justice referendum. The controversy escalated after Justice Minister Carlo Nordio referred to a “para-mafia system” within the Superior Council of the Judiciary (CSM).

The dispute intensified with a sharp exchange of letters between the Ministry of Justice and the National Magistrates Association (ANM). Giulia Bartolozzi, Chief of Staff at the Ministry, highlighted a potential conflict of interest involving magistrates affiliated with the ANM and private supporters of the ‘Committee for a Right to Say No.’ She requested transparency regarding any contributions the committee may have received.

ANM President Cesare Parodi responded, emphasizing that the committee is legally and operationally independent from the ANM. Parodi also stressed that

revealing donor information could violate citizens’ privacy. Despite this clarification, opposition parties, including Forza Italia, accused the Ministry of intimidation, while the center-left labeled it an attack on constitutional balance.

The debate has sparked broader discussions about judicial independence and political influence in Italy. Supporters of Nordio argue that the minister’s comments reflect real concerns, citing statements from magistrate Nino Di Matteo. Meanwhile, the ANM and center-left parties condemn what they call a systematic delegitimisation of the judiciary.

As March approaches, attention turns to a legal conference in Milan and the government’s strategy for public engagement. Both sides prepare for heightened political scrutiny, highlighting the delicate intersection of law, politics, and public opinion in Italy’s legal landscape.

Un uomo è morto e due persone lottano per la vita dopo un presunto attacco a coltellate avvenuto questa mattina a Merrylands, nella zona ovest di Sydney. La polizia ritiene che l’aggressione sia stata “casuale” e senza legami tra le vittime. Secondo le autorità, l’incidente è iniziato all’interno di un mini market nepalese su Merrylands Road intorno alle 10:00. Due persone sono state colpite all’interno del negozio, mentre una terza è stata accoltellata sul marciapiede, dove è poi deceduta. Il Superintendente Simon Glasser ha dichiarato: “È un crimine orribile avvenuto a Merrylands poco prima di pranzo, in un momento di forte affluenza di persone. È stato sicuramente sconvolgente per chiunque si trovasse in zona”.

La polizia e i paramedici sono intervenuti immediatamente, bloccando la strada e creando

una scena del crimine lunga circa 50 metri. L’aggressore, un uomo di 25 anni noto alle autorità per piccoli reati e problemi di salute mentale, è stato arrestato nel cortile di una proprietà vicina su Smythe Street. Al momento, non sono stati formalizzati capi di accusa.

Le due vittime sopravvissute, un uomo di 22 anni e una donna di 47, sono state ricoverate in condizioni critiche presso l’ospedale di Westmead, con ferite rispettivamente al collo e al torace/addome.

La polizia ha recuperato un coltello simile a quello da cucina, lungo circa 20-30 cm, ma non è ancora confermato che sia l’arma utilizzata nell’attacco. Le autorità invitano chiunque abbia bisogno di supporto a contattare Lifeline o Beyond Blue, e ricordano che in caso di emergenza è sempre necessario chiamare il 000.

a cura di Tom Padula

Comites presenta studio su diaspora e politica

di Emanuele Esposito

Una sala attenta, un tema che tocca nervi scoperti della comunità italo-australiana, e una domanda che pesa più di molte polemiche sul voto estero, oggi più che mai attuale e divisiva: avere il diritto di votare significa automaticamente poter votare in modo consapevole?

È con questo interrogativo che si è aperta la serata di presentazione al COASIT di Melbourne del volume Diasporas, Voting and Linguistic Justice – A Study of Second- and Third-Generation Italo-Australians, firmato da

Solarino Social Club

Sicilian Night Dinner Dance

Sabato, 28 febbraio - 6.30pm

Maria Formica: 0402 087 583

Santo Gervasi: 0435 875 794

Ibleo Social Club

San Giovanni Celebration

Sabato, 28 febbraio - 6.30pm

Sam Lo Grasso: 039402 2236

Lina Palermo: 0481 963 295

ro e il voto per corrispondenza.

Ma questa apertura pone un problema pratico: molti cittadini di seconda e terza generazione, nati e cresciuti fuori dall’Italia, non padroneggiano l’italiano a sufficienza per orientarsi tra complessità politica, media e strumenti elettorali. Quando la comprensione è fragile, la partecipazione può diventare casuale, mediata o dipendente da altri. Il concetto chiave emerso è quello di giustizia linguistica: uno Stato che concede diritti politici a cittadini non residenti deve anche garantire le condizioni per esercitarli pienamente.

Tradotto in termini concreti: non basta spedire la scheda, serve mettere le persone nelle condizioni di capire linguaggio, temi, strumenti e procedure. Votare significa leggere, interpretare, distinguere, scegliere: tutto passa dalla lingua. La ricerca si è basata su un approccio “misto”, combinando dati empirici e teoria. Tra il 2021 e il 2022, un questionario online ha raccolto 204 risposte valide tra seconde e terze generazioni; a queste si sono aggiunte 47 interviste in profondità e colloqui con stakeholder e figure istituzionali e mediatiche.

Un dettaglio emerso con forza: nonostante fosse possibile usare l’italiano, molte conversazioni si sono svolte in inglese, segno di un rapporto spesso “culturale” con la lingua, ma non sempre solido sul piano politico.

In Bulleen the Beating Heart of Veneto Culture

One of the main Italian clubhouses in Melbourne is the well-established and professionally run Veneto Club. The number of activities offered, along with its many facilities—including a restaurant and bar, a dancing hall, and outdoor areas for entertainment and relaxation— makes this club the outstanding Italian regional club in Melbourne for more than half a century.

Ambassador.

Matteo Bonotti, Chiara De Lazzari e Narelle Miragliotta.

Lo studio, commissionato e finanziato dal Comites di Melbourne, cerca di fare chiarezza su un “elefante nella stanza” poco discusso: la distanza tra i cittadini italiani all’estero e il Paese di origine non è solo geografica, ma anche linguistica.

Senza una reale padronanza della lingua, la cittadinanza rischia di restare un semplice timbro, e il diritto di voto può trasformarsi in un atto formale senza consapevolezza.

Durante la serata non sono mancati ringraziamenti a chi ha sostenuto il progetto negli anni. Un pensiero particolare è stato rivolto al Comites e a chi ha accompagnato il lavoro con “supporto e pazienza” tra alti e bassi, fino al risultato finale.

È stato citato anche il contributo organizzativo che ha reso possibile il lancio del libro, percepito come un traguardo condiviso: “finalmente siamo arrivati qui e abbiamo il libro”.

Il volume nasce da dati globali e da un caso italiano significativo: decine di Paesi riconoscono diritti politici a emigrati e discendenti; l’Italia, dal 2001, consente il voto dall’estero per elezioni nazionali e referendum, attraverso la Circoscrizione Este-

Tra i risultati più significativi, l’identità culturale prevale su quella politica: l’italianità è spesso vissuta come appartenenza culturale, non come partecipazione attiva alla comunità politica. La partecipazione elettorale informata rimane limitata e, in assenza di accesso diretto alle informazioni, entrano in gioco scorciatoie: famiglia, amici, reti sociali, opinioni filtrate. Tra le proposte emerse: materiali bilingui, linguaggio chiaro e accessibile, promozione di opportunità di apprendimento anche in inglese e percorsi di rafforzamento linguistico.

Un investimento che non riguarda solo la diaspora, ma la qualità stessa della democrazia italiana nel mondo.

The Veneto Club, located at 191 Bulleen Road, Bulleen (Victoria), was founded in the late 1960s by a group of Italian migrants from the Veneto region who wanted a place to gather, maintain their traditions, and build community. Many of these pioneers had arrived in Australia seeking better economic opportunities, yet they remained deeply connected to their homeland and determined to pass on their language, customs, and strong sense of identity to future generations.

In 1969, approximately 16 acres of land were purchased. On that site, the community built a simple shed, known as “la Baracca,” which served as an informal clubhouse for meeting, playing bocce, eating, drinking, and conversing in Italian.

By December 8, 1973, the vision had grown: a purpose-built clubhouse, designed by Italian-born architect Ermin Smrekar, was officially opened in front of some 3,000 people. The opening was attended by prominent figures, including the Hon. Billy Snedden and the Italian

The Veneto Club was not only a social hub but also became a sporting and cultural centre. Over time, extensive facilities were added: bocce courts, tennis courts, squash courts, a synthetic and grass soccer pitch, a gym, function rooms, and a modern bistro. On the grounds is the David Barro Stadium, home to many sporting clubs that compete with other clubs in a variety of on-field sports. Architecturally, the club’s main building is a noteworthy example of Brutalist design and remains a prominent landmark in the region.

Culturally, the Veneto Club preserves and promotes Veneto identity. It hosts associations representing people from different provinces in Veneto, such as the Vicentini di Melbourne and the Veronesi di Melbourne, which run their own events and gatherings tied to heritage and tradition. Today, the Veneto Club remains a very active and multi-faceted community hub. It offers a broad mix of social, recreational, sporting, and wellbeing activities, welcoming not only members of Veneto origin but also the wider Australian community interested in Italian culture.

I have always enjoyed my time at the Veneto Club whenever I have attended one of their activities. I especially like their comprehensive book publication, which covers in much greater detail the history of this significant Italian club in Melbourne.

La platea all'evento di presentazione della ricerca
Matteo Bonotti, Ubaldo Aglianò e Chiara De Lazzari
Matteo Bonotti Chiara De Lazzari

La cerimonia del Giorno del

Ricordo serve a dissipare il "velo dell'ignoranza"

di Marco Testa

L'Associazione Giuliani Canberra ha commemorato il Giorno del Ricordo con una giornata intensa e profondamente partecipata, culminata domenica 15 febbraio 2026 in una cerimonia presso il Centro Culturale Italiano di Canberra.

Le celebrazioni si sono aperte al mattino con la partecipazione alla Santa Messa nella cattedrale di Canberra, in suffragio di quanti persero la vita durante i tragici fatti del confine orientale. In un clima di raccoglimento e silenzio, la comunità ha voluto rendere onore alle vittime delle foibe e all’esodo forzato degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia dopo la Seconda guerra mondiale, riaffermando il valore della memoria come atto di giustizia storica e morale.

Nel pomeriggio, la commemorazione è proseguita al Centro Culturale Italiano alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, accompagnato da personale dell’Ambasciata. Presenti anche il Presidente del Com.It.Es. Canberra, Franco Barilaro, e il rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, Franco Papandrea, insieme a numerosi esponenti della collettività e a famiglie di origine giuliano-dalmata.

Cuore della cerimonia è stato l’intervento della presidente dell’associazione, Ondina Matera, che ha offerto una riflessione articolata sul lungo silenzio calato per decenni in Italia attorno alle stragi delle foibe e all’esodo. «Per oltre cinquant’anni – ha ricordato – quanto accaduto è stato in gran parte ignorato o negato, come se

non fosse mai successo». Nessun riconoscimento pubblico, nessuna piena assunzione di responsabilità storica: una rimozione che ha aggravato la sofferenza di chi aveva già perso tutto.

Matera ha parlato di uomini, donne e bambini «profondamente traumatizzati», privati non solo della propria terra ma anche della propria identità. Ha sottolineato come il silenzio istituzionale abbia rappresentato un’ulteriore ingiustizia, impedendo a molti italiani di conoscere la portata di quella tragedia e, di conseguenza, di offrire solidarietà e comprensione agli esuli. «Erano inascoltati e senza sostegno emotivo in un momento di reale bisogno», ha affermato, riconoscendo tuttavia la dignità con cui molti di loro hanno ricostruito la propria vita, senza cedere all’odio o alla vendetta.

Le cerimonie del Giorno del Ricordo, ha aggiunto, contribuiscono oggi a sollevare «il velo d’ignoranza» che troppo a lungo ha coperto quei fatti, permettendo finalmente un riconoscimento

pubblico delle vittime. Non si tratta soltanto di guardare al passato, ma di riaffermare valori universali: il rifiuto di ogni guerra di aggressione, l’opposizione alla sopraffazione di un popolo su un altro, la difesa della dignità umana. Particolarmente toccanti le testimonianze di Franco Perussich e Livio Chicco, che hanno condiviso ricordi personali e familiari, offrendo ai presenti uno sguardo diretto su una pagina dolorosa della storia europea. Le loro parole hanno trasformato la memoria storica in esperienza viva, rendendo tangibile il peso della perdita e della separazione forzata. La significativa partecipazione del pubblico ha confermato quanto il Giorno del Ricordo sia oggi sentito anche dalle nuove generazioni. La giornata si è conclusa con un rinnovato impegno dell’Associazione Giuliani di Canberra a continuare, anno dopo anno, a onorare la memoria delle vittime e a trasmettere alle future generazioni affinché simili tragedie non si ripetano mai più.

De Cesare nominato nuovo Console Onorario

Un nuovo punto di riferimento per la comunità italiana in Tasmania: Antonio Gerardo De Cesare è stato ufficialmente nominato Console Onorario d’Italia a Hobart. La nomina è stata celebrata con una stretta di mano con la Console Generale d’Italia a Melbourne, sancendo l’inizio di una collaborazione volta a rafforzare la presenza consolare e i servizi a supporto degli italiani residenti nella regione.

Il ruolo di Console Onorario prevede, tra le altre responsabilità, l’assistenza ai cittadini italiani e la gestione di alcune pratiche consolari. In particolare, a partire dal prossimo 4 marzo, sarà possibile presentare le richieste di rilascio del passaporto presso l’ufficio di Hobart ogni primo mercoledì del mese. Le prenotazioni sono obbligatorie e vanno effettuate tramite email all’indirizzo ufficiale hobart. onorario@esteri.it

. Gli interessati sono invitati a verificare con attenzione la documentazione necessaria prima di fissare l’appuntamento.

La nomina di De Cesare rappresenta un importante rafforzamento della rete consolare italiana in

Australia, offrendo un punto di riferimento concreto e vicino per la comunità locale. La Console Generale a Melbourne ha espresso grande fiducia nelle capacità del nuovo Console Onorario, sottolineando come la sua dedizione e competenza saranno determinanti per garantire servizi efficienti e tempestivi agli italiani in Tasmania.

Il Consolato Generale d’Italia a Melbourne ha voluto augurare a De Cesare un proficuo lavoro, auspicando che il suo impegno contribuisca a consolidare i lega-

mi culturali e sociali tra Italia e Tasmania. La comunità italiana locale potrà contare su un interlocutore affidabile e sempre disponibile per ogni necessità consolare, rafforzando il senso di appartenenza e il supporto reciproco tra connazionali.

Con questa nomina, l’Italia ribadisce la propria attenzione verso le comunità all’estero, garantendo assistenza e servizi di qualità anche nelle regioni più distanti, come la Tasmania, e consolidando la presenza istituzionale italiana in Australia.

Partecipanti all'evento insieme alle famiglie degli esuli
L'Amb. Nicola Lener
Rappresentanti del Sistema Italia, dell'Associazione Giuliani e comunitari
La Pres. Ondina Matera
Franco Perussich Livio Chicco

Serata dedicata agli innamorati dell’Associazione Isole Eolie

di Federica Ascolani

Sabato 14 febbraio, la comunità italo-australiana ha vissuto una serata speciale all’insegna della musica, del ballo e della convivialità grazie all’Associazione Isole Eolie-Confraternita San Bartolomeo Apostolo, che ha organizzato il tradizionale Valentines Dinner Dance presso il Canada Bay Club di Five Dock. L’evento, atteso ogni anno dagli appassionati della cultura e delle tradizioni eoliane, ha trasformato la serata di San Valentino in un momento di festa e di incontro per famiglie, amici e simpatizzanti della comunità.

La serata è iniziata alle 18:30, con l’accoglienza degli ospiti e un’atmosfera già vivace grazie all’elegante allestimento della sala, impreziosita da decorazioni a tema e luci soffuse che hanno reso l’ambiente caldo e invitante. Ogni dettaglio è stato curato per offrire agli ospiti un’esperienza memorabile, e sin dai primi momenti si è respirata la gioia tipica delle occasioni condivise in comunità.

Il cuore dell’evento è stato il cena di tre portate, accompagnata da una selezione di vini, birre e bevande analcoliche, pensata per soddisfare tutti i palati. Dalla scelta dei piatti alla qualità delle portate, ogni elemento della cena è stato studiato con attenzione, combinando sapori italiani e influenze locali. Gli ospiti hanno avuto l’opportunità di gustare piatti preparati con ingredienti freschi e di alta qualità, immersi in una serata elegante ma al tempo stesso rilassata e familiare. Non è mancata la musica dal vivo e il ballo, elementi fondamentali per animare la serata. La pista da ballo è stata immediatamente popolata da coppie e gruppi di amici desiderosi di scatenarsi, accompagnati da melodie che hanno spaziato dai classici italiani a brani più moderni, capaci di coinvolgere tutte le generazioni presenti. La combinazione di buona musica e un ambiente accogliente ha reso la serata un momento di autentico divertimento, creando ricordi indelebili per tutti i partecipanti.

L’evento ha rappresentato anche un’importante occasione di socializzazione e rafforzamento dei legami comunitari. La presenza di numerose famiglie, giovani e anziani, ha sottolineato il valore delle tradizioni eoliane in Australia e l’importanza di mantenere

vive le radici culturali, condividendo momenti di gioia e convivialità. La partecipazione calorosa degli ospiti è stata un segnale chiaro del successo dell’iniziativa e della capacità dell’Associazione di coinvolgere la comunità in attività significative. Il ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento, dagli organizzatori ai volontari, passando per il personale del Canada Bay Club. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Fausto Biviano, Rita Tornari e Kathy Giuffre, che hanno gestito le prenotazioni e coordinato ogni dettaglio per garantire che la serata si svolgesse senza intoppi. La professionalità e la dedizione di ciascuno hanno contribuito a creare un’atmosfera accogliente

e festosa, capace di unire persone di tutte le età.

In conclusione, il Valentines Dinner Dance dell’Associazione Isole Eolie non è stato solo un evento di intrattenimento, ma un vero e proprio momento di comunità e di celebrazione delle tradizioni italiane in Australia. Tra buon cibo, musica e ballo, gli ospiti hanno potuto vivere un’esperienza autentica, lasciandosi coinvolgere dall’entusiasmo e dall’energia della serata. L’appuntamento ha confermato ancora una volta l’importanza di iniziative culturali che promuovono il legame tra la comunità italo-australiana e le proprie radici, trasformando un’occasione speciale come San Valentino in un evento memorabile per gli innamorati.

Carnevale italiano alle Northern Beaches festa e tradizioni con i giovani di Italokids

Domenica 15 febbraio le Northern Beaches si sono trasformate in un tripudio di colori, musica e sorrisi grazie alla Festa di Carnevale organizzata da Ita-

lokids, la comunità fondata da Flavia Gennaro e Rosa Mazzapica con l’obiettivo di promuovere la lingua e la cultura italiana tra le famiglie del territorio.

Nata dal desiderio di creare uno spazio di incontro per bambini bilingui e genitori, Italokids rappresenta oggi un punto di riferimento per molte famiglie italiane e italo-australiane della zona. L’associazione si propone di valorizzare le tradizioni del Bel Paese, offrendo occasioni di socializzazione che rafforzano il senso di appartenenza culturale delle nuove generazioni e mantengono viva la lingua italiana anche lontano dall’Italia.

La Festa di Carnevale 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria, con oltre 60 famiglie presenti all’evento. Il programma della giornata ha coinvolto grandi e piccoli in una vivace sfilata in maschera che ha visto bambini e genitori sfilare fianco a fianco, tra principesse, supereroi, maschere tradizionali e costumi fantasiosi. Non sono mancati coriandoli, giochi di gruppo, musica italiana e balli che hanno animato l’intera giornata, creando un’atmosfera di autentica allegria e condivisione. Particolarmente atteso il momento della premiazione dei costumi più originali, che ha suscitato entusiasmo e applausi tra i partecipanti.

I sorrisi dei bambini, orgogliosi di mostrare i loro travestimenti, hanno rappresentato il cuore pulsante della manifestazione. Emozionante anche la partecipazione attiva dei genitori, coinvolti con entusiasmo nelle attività.

Di fondamentale importanza er la riuscita dell’iniziativa è stato il contributo dei volontari Maria Galati, Andrea Frino e Davide Guzzo, membri attivi del comitato organizzativo, che con impegno e dedizione hanno collaborato alla preparazione dell’evento.

«È stato emozionante vedere così tante famiglie riunite, con i bambini che parlavano italiano e vivevano una tradizione così sentita nel nostro Paese d’origine», ha dichiarato Flavia Gennaro, co-fondatrice di Italokids e mamma di due bambini.

Una giornata che ha confermato quanto la cultura italiana continui a essere un ponte vivo tra generazioni, capace di unire comunità e creare ricordi preziosi anche dall’altra parte del mondo.

Buon compleanno al Beppe

Una giornata speciale ha animato la comunità degli Alpini di Sydney, celebrando il compleanno di Giuseppe Querin, presidente stimato e punto di riferimento per tanti membri della locale sezione e della nostra amata comunità italiana d’Australia. L’evento, organizzato con grande cura da Paolo Zanchetta e dal figlio Steven, ha avuto luogo presso il rinomato ristorante Pizzeria da Michele, situato in Bridge Street, cuore della città.

La sorpresa ha colto Giuseppe di buon grado: all’arrivo, tra sorrisi e abbracci, è stato accolto da una tavolata ricca di amici e familiari pronti a festeggiare insieme. Tra i presenti, la famiglia di Giuseppe, con i nipoti, ha reso il momento ancora più intimo e caloroso, aggiungendo quel tocco di familiarità che ha reso l’atmosfera davvero speciale. Non sono mancati gli amici

di lunga data, che hanno voluto rendere omaggio a Giuseppe non solo come presidente, ma come amico sincero e punto di riferimento della comunità italiana in città. Il pranzo, ricco di piatti tradizionali italiani, è stato accompagnato da aneddoti, risate e momenti di condivisione che hanno rafforzato ulteriormente i legami tra i presenti.

“Buon compleanno Giuseppe da tutti noi!”, hanno esclamato all’unisono gli invitati, tra brindisi e applausi, celebrando non solo il suo giorno speciale ma anche il suo costante impegno nel promuovere lo spirito e i valori degli Alpini in Australia.

Un compleanno che resterà nella memoria di tutti, testimone dell’affetto e della stima che Giuseppe Querin ha saputo guadagnarsi nella comunità di Sydney. Auguri speciali anche dalla redazione di Allora!

Soirée musicale con la Dante

Sydney ha celebrato un’apertura di stagione davvero speciale grazie alla Dante Alighieri Society Sydney, che lunedì 16 febbraio 2026 ha invitato gli amanti della cultura e della buona cucina a una serata indimenticabile presso Alfredo’s at Bulletin Place, uno dei ristoranti più iconici della città. L’evento, intitolato “Echoes of Italy”, ha unito due grandi passioni italiane: l’opera e la gastronomia.

Sul palco si è esibita la talentuosa soprano Noemi Gagliano, accompagnata al pianoforte dal Maestro Mauro Colombis, offrendo al pubblico una selezione di celebri arie d’opera che hanno saputo incantare e emozionare.

La serata è stata un vero e proprio viaggio nel cuore della tradizione musicale italiana, grazie all’interpretazione raffinata della Gagliano e all’eleganza dell’accompagnamento pianistico, capace di valorizzare ogni nota con precisione e sensibilità.

A completare l’esperienza, un menu curato con grande attenzione, iniziando da due entrées stagionali, proseguendo con un piatto principale a scelta dall’à la

carte e terminando con il classico tiramisù, il tutto accompagnato da vini selezionati per esaltare i sapori autentici della cucina italiana. La combinazione di gusto e melodia ha reso la serata un momento unico, capace di celebrare la cultura italiana in tutte le sue sfaccettature.

La serata ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, tra cui il Dr. Gianluca Rubagotti, Console Generale d’Italia, il Dott. Marco Gioacchini, Direttore dell’Istituto di Cultura Italiano, e Simona Bernardini, Direttrice ICE Sydney, a sottolineare l’importanza dell’iniziativa per la comunità italo-australiana.

L’evento ha attirato appassionati di opera e buongustai, creando un’atmosfera elegante e conviviale, tipica delle occasioni firmate Dante Alighieri Society Sydney. Con “Echoes of Italy”, l’associazione ha inaugurato la stagione 2026 regalando ai partecipanti una serata che rimarrà nella memoria, confermando il suo ruolo come punto di riferimento culturale per la comunità italiana a Sydney.

Mattinata per i tifosi dell’Inter

Domenica mattina è stata speciale per gli appassionati dell’Inter in Australia. Dopo mesi senza potersi incontrare per guardare una partita insieme, i soci dell’Inter Club Sydney, guidati dal Presidente Alessandro Maremonti, si sono finalmente riuniti, creando un’atmosfera festosa e calorosa. “Praticamente abbiamo visto questa partita insieme ad alcuni studenti della scuola, perché la sede dell’Inter Academy verrà inaugurata tra marzo e aprile”, ha spiegato Maremonti. La gioia dei tifosi è stata doppia: la squadra nerazzurra ha battuto la Juventus, che ora contesta una decisione controversa, in quello che molti hanno scherzosamente definito un “risarcimento” dopo anni di risultati sfavorevoli e decisioni arbitrali contro l’Inter. All’evento hanno partecipato circa 30-35 persone, tra soci storici del club e studenti del Christian Brothers’ High School di Lewisham, Sydney, che ospiterà prossimamente la nuova Inter Academy. L’iniziativa è stata pre-

sentata da Vince Colagiuri, Director of Football Development della CBHS, e segna un importante passo nella diffusione del progetto nerazzurro in Australia. “Speriamo che ci saranno altre occasioni per collaborare e far crescere il legame tra l’Inter Club e la scuola”, ha aggiunto Maremonti.

La collaborazione con CBHS Lewisham e con l’Adelaide Blue Eagles promette di rafforzare il legame tra il calcio australiano e quello europeo, offrendo percorsi formativi di alto livello e opportunità per allenatori locali. Durante la stagione, saranno organizzati open day e camp estivi per permettere ai giovani di sperimentare direttamente il programma Inter Academy.

L’entusiasmo per la nuova avventura è palpabile: uno dei tre grandi ex nerazzurri, Christian Vieri, Javier Zanetti o Marco Materazzi, sarà presente a Sydney ad aprile per il lancio ufficiale dell’Academy, rendendo l’evento ancora più memorabile.

Capodanno Lunare illumina il Nan Tien Temple

Grande partecipazione e un’atmosfera carica di colori, suoni e spiritualità hanno caratterizzato le celebrazioni del Capodanno Lunare al Nan Tien Temple, che quest’anno accoglie l’Anno del Cavallo con un ricco programma di eventi e iniziative culturali.

Il festival, tra i più attesi dalla comunità asiatica e non solo, ha trasformato il tempio in un vivace punto d’incontro multiculturale, capace di unire tradizione e convivialità.

Fin dalle prime ore del mattino, famiglie, visitatori e curiosi hanno affollato gli spazi del complesso buddhista per prendere parte alle celebrazioni, immergendosi in un’atmosfera di festa e condivisione. Numerose le attività proposte: laboratori culturali, dimostrazioni artistiche e momenti dedicati alla spiritualità hanno scandito la giornata. Particolarmente apprezzate le bancarelle di cibo tradizionale, dove i visitatori hanno potuto degustare specialità tipiche della cucina asiatica, tra profumi intensi e sapori autentici che raccontano secoli di storia gastronomica.

Non sono mancati gli spettacoli musicali e le esibizioni di ballerini in costume tradizionale, che hanno animato il palco principale con coreografie suggestive e coinvolgenti.

Le danze simboliche, accompagnate dal ritmo dei tamburi e dalla musica tradizionale, hanno suscitato entusiasmo e applausi, regalando momenti di grande emozione.

Il Capodanno Lunare rappresenta un’occasione speciale per rinnovare speranze e progetti, e l’Anno del Cavallo, simbolo di energia, determinazione e libertà, invita a guardare al futuro con coraggio e spirito positivo. Il

festival del Tempio Nan Tien si conferma così un appuntamento imprescindibile nel panorama culturale del New South Wales, capace di valorizzare le tradizioni orientali e promuovere il dialogo tra culture diverse

Maria Di Carlo insieme a un gruppo di giovani in costume tradizionale
Maria Di Carlo con il Rev. Miao You

a scuola

A Bimbi Time nuovo anno di gioia e passione per la lingua italiana insieme ai piu piccoli

di Emilia Adorna

In ogni tempo e in ogni angolo del mondo, non c’è musica più dolce delle voci allegre dei bambini.

Venerdì 13 febbraio ha segnato l’inizio del programma Bimbi Time! per il 2026, e il Centro CNA traboccava di voci squillanti e risate gioiose dei bambini, felici di ritrovarsi al loro amatissimo playgroup italiano.

Con un incontro speciale per celebrare il giorno di San Valentino, i bambini hanno ballato

sulle canzoni italiane più amate, come “Mamma Maria”, e raccolto fiori, chiedendo e nominando i colori.

Tra risate e allegria, hanno creato cartoline dolcissime, decorate con cuori timbrati di tutti i colori, da regalare ai loro genitori e nonni. Svolto ogni venerdì presso la Marco Polo –The Italian School of Sydney a Bossley Park, il playgroup è un programma nato con l’obiettivo di offrire alle famiglie italiane del Western Sydney l’opportuni-

tà di far conoscere ai loro piccoli la lingua e la cultura italiana fin dall’infanzia.

Attraverso giochi, canzoni, letture animate e attività creative, i bambini imparano in modo naturale, immersi in un ambiente accogliente e autentico. Questo tipo di esperienza immersiva funziona particolarmente bene per bambini di quest’età, perché sono naturalmente predisposti ad assorbire le lingue in modo rapido ed efficace.

Si vede, già nell’arco dello stesso incontro, come i bambini abbiano già compreso concetti nel contesto, assimilato o rafforzato nuove parole e migliorato la pronuncia. Anche dopo un anno intero del programma, è ancora davvero impressionante da vedere.

Eppure era evidente dalle voci gioiose di venerdì che, oltre a imparare la lingua, Bimbi Time! offre qualcosa in più. In un mondo che sembra sempre più dominato dallo stress, dalle cattive notizie, e dalla mancanza di connessione, Bimbi Time! è un mondo a sé – dedicato ai membri più piccoli della nostra comunità, è un posto strapieno di gioia, legami sinceri e una passione immensa per la lingua e la cultura italiana.

Questi momenti gioiosi, sospesi nel tempo, sono un regalo inestimabile che possiamo offrire ai nostri figli. Da sempre, questo senso di trovare felicità nelle piccole cose fa proprio parte dell’anima italiana.

Lo si vede quando ci si riunisce la domenica per pranzo, quando si gode una passeggiata senza fretta, oppure nelle parole di canzoni amate come “Io canto” di Laura Pausini o “Felicità” di Al Bano e Romina Power.

Che sia in Italia o qui in Australia, noi Italiani siamo un popolo che apprezza le cose semplici, e condividere questo modo di vedere la vita è uno dei modi in cui valori e tradizioni culturali vengono trasmessi attraverso l’iniziativa così speciale di Bimbi Time!.

La Marco Polo lancia il Bicentenario di Collodi

Sydney si prepara a rendere omaggio a uno dei più grandi protagonisti della letteratura italiana per l’infanzia. In occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, autore de Le avventure di Pinocchio, la Marco Polo - The Italian School of Sydney ha annunciato il lancio di un articolato programma culturale dal titolo “Sulle Orme di Pinocchio” | “Along Pinocchio’s Path”, che sarà ufficializzato nelle prossime settimane.

Come accade ormai ogni anno, la scuola italiana di Sydney sceglie di celebrare un anniversario significativo della cultura italiana, trasformandolo in un’occasione di incontro, formazione e condivisione per studenti, famiglie e comunità. Dopo aver dedicato iniziative a figure e momenti chiave della storia e della letteratura del nostro Paese tra cui Leonardo Da Vinci, Dante Alighieri, Marco Polo e Andrea Camilleri, nel 2026 l’attenzione si concentra sull’eredità universale di Collodi, la cui opera continua a parlare a generazioni di lettori in tutto il mondo.

Il programma prenderà il via nel mese di luglio presso Riverside Live at PHIVE, Parramatta, con uno spettacolo d’eccezione: Pinocchio – Una produzione ACO Families, realizzato dall’Australian Chamber Orchestra. Uno spettacolo pensato per le famiglie, in cui il celebre burattino prenderà vita attraverso la musica dal vivo, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente per grandi e piccoli.

Il secondo appuntamento è fissato per il mese di settembre con Pinocchio in the Park, un evento all’aria aperta che intende portare la magia del racconto fuori dagli spazi tradizionali, creando un momento di festa comunitaria ispirato ai valori dell’opera collodiana: crescita, responsabilità, amicizia e scoperta.

Il cuore delle celebrazioni sarà però nel mese di novembre 2026, con una giornata interamente dedicata all’approfondimento culturale e didattico.

Dopo l’accoglienza e l’apertura dei lavori, il pubblico sarà introdotto al significato del Bicente-

nario e al ruolo di Le avventure di Pinocchio nel panorama internazionale. Seguiranno i saluti istituzionali e due interventi accademici – una lectio magistralis e una conferenza –che esploreranno la portata letteraria, linguistica e simbolica dell’opera.

Momento particolarmente atteso sarà il lancio del Concorso Letterario Internazionale, iniziativa che punta a coinvolgere studenti e appassionati in un dialogo creativo con il testo di Collodi.

Nel pomeriggio, spazio ad attività parallele: un laboratorio creativo per bambini e ragazzi, “Il mio Pinocchio”, dedicato alla realizzazione di sculture in plastilina; un seminario per docenti ed educatori, “Insegnare Pinocchio”, focalizzato su strumenti metodologici per l’insegnamento dell’italiano; e una lettura bilingue commentata, “Pinocchio tra lingua e identità”, con brani proposti in italiano e inglese per valorizzare la ricchezza espressiva e le sfide della traduzione.

Marco Testa, ideatore dell’iniziativa, ha commentato: “Abbiamo pensato ad una serie di iniziative che ci permettano di ‘crescere con Collodi’ e vogliamo offrire ai bambini l’opportunità di riscoprire la figura di Pinocchio, simbolo di curiosità, crescita e valori universali. È emozionante vedere come i più piccoli possano rivedersi nelle avventure del burattino, imparando lezioni importanti sulla responsabilità e sull’amicizia. Allo stesso tempo, è un modo per consolidare la loro identità italiana, attraverso la letteratura e la cultura che ci accomuna. Speriamo che questa esperienza stimoli la fantasia, rafforzi il senso di comunità e permetta a tutti di sentirsi parte di qualcosa di prezioso e duraturo.”

Con questa iniziativa, la Marco Polo - The Italian School of Sydney conferma il proprio impegno nel promuovere la lingua e la cultura italiana in Australia, trasformando il bicentenario di Collodi in un ponte ideale tra Italia e comunità italo-australiana, nel segno di un classico che continua a insegnare, emozionare e far riflettere.

Al lora! a scuola

Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 154

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.

L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

Due Case Due Giardini

di Antonio Seccareccia

Nel mio giardino è già fiorito il mandorlo, ed ora pure il pesco; anche il ciliegio ha gemme visibili a distanza, e il pergolato, sopra i fili tesi, promette i suoi grappoli a settembre. Nel tuo giardino son fioriti, invece, gli alberi di camelia, le mimose, e, dietro il muro, al riparo dei venti, le prime rose rosse e i gigli azzurri. Son forse, queste, due primavere nate un mattino dallo stesso sole?

Two Houses, Two Gardens

In my garden the almond tree has already bloomed, and now the peach as well; even the cherry shows buds visible from afar, and the pergola, strung above the wires, promises its clusters come September. In your garden, instead, have blossomed the camellia trees, the mimosas, and, behind the wall, sheltered from the winds, the first red roses and blue lilies. Could these be, perhaps, two springs born one morning from the same sun?

La poesia di Antonio Seccareccia esplora la bellezza della natura e la diversità delle esperienze attraverso la metafora dei giardini in primavera.

L’autore descrive con cura il proprio spazio verde, dove il mandorlo è già fiorito e il pesco segue il suo ciclo di gemme e fiori.

Anche il ciliegio, con le sue gemme visibili da lontano, contribuisce a creare un quadro di rinascita e di abbondanza. Sopra i fili tesi del pergolato, i grappoli d’uva si preparano a maturare a settembre, un richiamo al tempo che scorre e alla promessa di frutti futuri. Ogni dettaglio del giardino — dai fiori agli alberi, fino alla disposizione delle piante — diventa simbolo di armonia, cura e osservazione attenta dei ritmi naturali, elementi che riflettono la sensibilità e l’attenzione dell’autore alla vita che si rinnova.

Allo stesso tempo, l’autore osserva il giardino di un “tu”, che contrasta con il proprio. Qui fioriscono le camelie e le mimose, mentre dietro il muro, protette dai venti, emergono le prime rose rosse e i gigli azzurri.

Questa differenza nella fioritura non rappresenta una contrapposizione sterile, ma

la varietà delle stagioni e delle sensibilità, come se ogni giardino seguisse un proprio ritmo, pur sotto la stessa luce. Il muro e i venti, metafore della vita, offrono protezione e spazio per crescere, suggerendo che la bellezza richiede attenzione e protezione per manifestarsi pienamente.

La poesia si conclude con una riflessione profonda e sottile: “Son forse, queste, due primavere nate un mattino dallo stesso sole?”. La domanda retorica sottolinea l’unità nascosta nelle differenze: due primavere distinte, con colori, fiori e tempi diversi, condividono lo stesso sole, simbolo della luce comune della vita.

In sintesi, Seccareccia celebra la ricchezza della natura e la varietà delle esperienze umane, suggerendo che la diversità non esclude l’armonia. La poesia invita a contemplare i dettagli, ad apprezzare la delicatezza e la bellezza di ciò che ci circonda, e a riconoscere l’universalità nascosta dietro le differenze apparenti.

Ogni giardino, ogni fiore, diventa così metafora della vita, della crescita, della cura e dello stupore di fronte alla natura che si rinnova, rivelando un legame profondo tra ciò che sembra separato.

Fast.it per accedere ai servizi

Fast.It (Farnesina servizi telematici per gli Italiani all’estero) è il portale ufficiale dedicato ai cittadini italiani residenti all’estero, che consente di comunicare con i servizi consolari direttamente da casa, in modo semplice e sicuro. Per utilizzare Fast.It è necessario registrarsi e ottenere la verifica del Consolato. Gli utenti verificati possono accedere a numerosi servizi online, tra cui l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero).

Nota importante: non utilizzare indirizzi PEC (posta elettronica certificata) per la registrazione, perché i sistemi PEC non accettano messaggi dai sistemi di posta ordinaria. Questo impedirebbe la verifica dell’email e il reset della password.

Fast.It consente anche di iscriversi all’elenco elettorale per partecipare alle elezioni dei Comites. Per farlo, basta accedere al portale, cliccare su “Anagrafe Consola-

re e AIRE” e seguire le istruzioni nella sezione “Domanda di iscrizione nell’elenco elettorale per le elezioni dei COMITES”.

Dal 1 gennaio 2023, in ottemperanza al Decreto Semplificazioni, è possibile accedere al portale solo con le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Gli utenti registrati prima di questa data potranno continuare a usare le vecchie credenziali fino al 31 marzo 2023. Si consiglia quindi di dotarsi di SPID per garantire un accesso continuativo ai servizi. Per informazioni su come ottenere le credenziali SPID, visitare il sito ufficiale: www.spid.gov.it.

Fast.It rappresenta un passo importante verso una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini italiani nel mondo, rendendo più semplice ogni operazione consolare senza bisogno di recarsi fisicamente in Consolato.

Carta d’Identità Elettronica (C.I.E.)

La Carta d’Identità Elettronica (CIE) è un documento personale di riconoscimento valido per identificarsi e circolare nell’Unione Europea, in alcuni Stati aderenti all’accordo di Schengen (come Islanda, Norvegia e Svizzera) e in altri Paesi con accordi internazionali bilaterali.

La CIE può essere richiesta previo appuntamento tramite la piattaforma PRENOT@MI ed è rilasciata esclusivamente ai cittadini italiani regolarmente residenti nel Nuovo Galles del Sud (NSW) e già iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. La validità della carta d’identità varia in base all’età del titolare: tre anni per i minori di età inferiore a tre anni, cinque anni per i minori tra i tre e i diciotto anni e dieci anni per i maggiorenni. La richiesta deve essere effettuata esclusivamente tramite la piattaforma Prenot@MI; prima di prenotare l’appuntamento, chi ha cambiato indirizzo di residenza deve aggiornare i propri dati sul portale FAST IT. In caso emergano ostacoli al rilascio della CIE, il Consolato informerà

Comitati degli Italiani all'Estero (Com.It.Es.)

Istituiti nel 1985, i Comites sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’art. 5, comma 1, della Legge 459/2001.

In circoscrizioni ove risiedono meno di tremila cittadini italiani i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare.

I Comites sono composti da 12 membri o da 18 membri, a seconda che vengano eletti in Circoscrizioni consolari con un numero inferiore o superiore a 100 mila connazionali residenti, quali essi risultano dall’elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero.

Oltre ai membri eletti di cittadinanza italiana, possono far parte del Comitato, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana in misura non eccedente un terzo dei componenti il Comitato eletto (4 o 6 componenti).

Ai sensi dell’art. 1, co. 2 della legge 286/2003, i Comites sono

organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari.

Anche attraverso studi e ricerche, essi contribuiscono ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; promuovono, in collaborazione con l’autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con enti, associazioni e comitati operanti nell’ambito della circoscrizione consolare, opportune iniziative nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari op-

portunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero.

I Comitati sono altresì chiamati a cooperare con l’Autorità consolare nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare.

A seguito delle elezioni di dicembre 2021, operano oggi nel mondo 115 Comites elettivi, di cui 9 di nuova istituzione, e 3 Comites di nomina consolare. I 118 Comitati sono così distribuiti: 55 si trovano in Europa, 44 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania , 4 in Medioriente e 5 in Africa.

L'Anagrafe degli Italiani all'Estero (A.I.R.E.)

L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) è stata istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 (LEGGE 27 ottobre 1988, n. 470 – Normattiva). Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.

L’esercizio concreto di molti diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione dipende dall’iscrizione anagrafica, che se non effettuata correttamente può comportare conseguenze negative in relazione, ad esempio, ai diritti elettorali, sanitari, sociali e fiscali, civili e personali.

l’interessato per procedere alla cancellazione dell’appuntamento. La presenza del richiedente è obbligatoria, poiché durante l’appuntamento saranno acquisiti i dati biometrici.

Per i maggiorenni è necessario presentare la carta d’identità italiana, anche se scaduta, o il passaporto italiano. Chi non possiede un documento valido dovrà presentarsi accompagnato da due testimoni.

Non è necessario procurare fotografie, che saranno scattate direttamente durante l’appuntamento. Per i minorenni è richiesto il documento d’identità italiano o il passaporto; se è presente solo uno dei due genitori, è necessario presentare l’atto di assenso firmato dal genitore assente, valido anche in caso di stato civile celibe/nubile, di fatto, coniugato, separato o divorziato. Le fotografie sono necessarie solo per i bambini di età inferiore ai cinque anni. Se un genitore è deceduto, è richiesto il certificato di morte. I minorenni devono essere presenti durante l’appuntamento per il rilascio della CIE.

L’iscrizione all’A.I.R.E. è un obbligo del cittadino e costituisce il presupposto per usufruire dei servizi consolari forniti dalle Rappresentanze all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio la possibilità di votare per corrispondenza in occasione di elezioni politiche e di referendum, di cui agli articoli 75 e 138 della Costituzione, come previsto dalla legge 459/2001; la possibilità di votare in occasione delle elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo presso seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.; la possibilità di ottenere il rilascio di documenti di identità e di viaggio; la possibilità di richiedere il rilascio di certificazioni di competenza delle Rappresentanze all’estero; la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E.; per i dettagli consultate la sezione Autoveicoli – Patente di guida).

Devono iscriversi all’A.I.R.E. i cittadini che fissano all’estero la dimora abituale; quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Non devono iscriversi all’A.I.R.E.: i cittadini che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore ad un anno; i lavoratori stagionali; i dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo della scuola collocati fuori ruolo ed inviati all’estero nell’ambito di attività scolastiche fuori dal territorio nazionale; i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963; i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero.

Come si effettua la domanda di iscrizione all’A.I.R.E.? La richiesta va effettuata attraverso il portale Fast-It compilando l’apposito modulo di richiesta (reperibile nei siti web degli Uffici consolari), a cui allegare la documentazione richiesta dall’Ufficio consolare.

Per le modalità di invio dei moduli si suggerisce la consultazione del sito web dell’Ufficio consolare competente per territorio di residenza. L’iscrizione del cittadino residente all’estero può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui l’Ufficio consolare abbia conoscenza, in base ai dati in suo possesso (art. 6, comma 6, L. 470/1988). L’iscrizione all’A.I.R.E. è GRATUITA. Cosa accade se non ci si iscrive all’A.I.R.E.: (Sanzioni)? L’iscrizione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione che l’interessato deve rendere all’Ufficio consolare competente per territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza. Chiunque, avendo obblighi anagrafici, contravviene alle disposizioni della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228, della Legge 27 ottobre 1988, n. 470, e dei regolamenti di esecuzione delle predette leggi è soggetto a sanzioni pecuniarie amministrative, così come previsto dalla Legge 30 dicembre 2023, n. 213. L’Autorità competente all’accertamento e all’irrogazione della sanzione è il Comune nella cui anagrafe è iscritto il trasgressore. Il procedimento accertativo e sanzionatorio in capo ai Comuni è disciplinato dalla legge e prevede che “Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione”.

Dal 16 ottobre 2023 l'Ambasciata rilascia la Carta d’Identità Elettronica (CIE). La Carta di identità elettronica si può richiedere esclusivamente previo appuntamento, tramite la piattaforma PRENOT@MI. La CIE potrà essere rilasciata solo ai cittadini italiani regolarmente residenti nell’ACT e nelle città di Queanbeyan e Cooma nel NSW, che siano già registrati nello schedario consolare e i cui dati anagrafici siano già presenti nella banca dati A.I.R.E.

From 16 October 2023, the Embassy issues the Electronic Identity Card (CIE). The electronic identity card can be requested exclusively by appointment, through the PRENOT@MI platform. The CIE can only be issued to Italian citizens legally resident in the ACT and in the cities of Queanbeyan and Cooma in NSW, who are already registered in the consular register and whose personal data are already present in the A.I.R.E. database.

Rising Aussie Dollar Boosts Everyday Spending Power

The Australian dollar (AUD) has hit a three-year high against the US dollar, currently trading at around 71 cents, sparking renewed interest in what a stronger currency means for everyday Australians. While it’s still short of the AUD’s peak in 2011, the current surge has implications far beyond travel and has caught the attention of economists and investors alike.

Overseas travel is the obvious beneficiary. A stronger AUD stretches your money further abroad: one Australian dollar now buys nearly 110 Japanese yen and 60 euro cents. This means Aussies can enjoy cheaper flights, hotels, and shopping overseas, with the added bonus that travel cards allow you to lock in favorable exchange rates.

Cheaper imports are another upside. Products purchased from overseas—including cars, fridges, TVs, and even luxury goods—become more affordable when the AUD strengthens. Stuart Symons from People First Bank points out that this also applies to fuel, po-

tentially easing household expenses and marginally reducing inflation.

Investors may find opportunities too. Chris Hill from AUSIEX notes that a rising AUD can make US shares cheaper for Australians, though returns on existing international holdings may be affected. Hedged investments can help manage currency risk, while local retailers importing goods from overseas, like JB Hi-Fi or Harvey Norman, could benefit. Even debt repayments in US dollars become more manageable. Adam Ahmed, founder of Entity Accountants, explains that loans taken in USD are cheaper to repay if the AUD continues to rise.

With the Reserve Bank expected to maintain or lift interest rates, the Australian dollar could stay strong in the near term.

Whether you’re planning a holiday, shopping for major purchases, or exploring investment options, the rising AUD offers tangible financial advantages—but careful planning is key for everyone.

CAPRICORNO

22 Dicembre - 20 Gennaio

Relazioni selettive, con solo i legami più forti che resistonoa prove e tensioni accumulate. In amore esprimete ciò che avete tenuto dentro. Nel lavoro autonomia e competenze vengono riconosciute: chi ha operato con costanza può ricevere proposte o chiamate interessanti.

ACQUARIO

21 Gennaio - 19 Febbraio

Emozioni marcanti, con la voglia di esporsi e di fare scelte che possono cambiare il vostro percorso sentimentale. In amore fatevi avanti con chiarezza.Nel lavoro nuovi ambienti e sfide richiedono lucidità per non disperdere energie preziose e cogliere opportunità future.

PESCI

20 Febbraio - 20 Marzo

Passionalità in crescita, con il cuore protagonista e nuove emozioniche richiedono coraggio e autenticità. In amore rompete la routine se siete soli. Nel lavoro numerosi impegni portano conferme: restate concentrati, perché soddisfazioni importanti sono ormai a portata di mano.

Big Tech registra investimenti record in AI

Il 2026 si apre con un vero e proprio boom di investimenti da parte delle principali big tech americane nel settore dell’intelligenza artificiale (AI). Negli ultimi giorni molte società hanno pubblicato i conti trimestrali, ma a catturare l’attenzione di Wall Street sono soprattutto i piani di spesa in conto capitale (CapEx), che complessivamente superano i 700 miliardi di dollari (590 miliardi di euro). La maggior parte di questi fondi sarà destinata allo sviluppo di infrastrutture, prodotti e servizi legati all’AI.

Amazon guida la classifica con investimenti record da 200 miliardi di dollari, quasi equivalenti all’intero Pil della Grecia, seguita da Alphabet con 185 miliardi, Meta con 135 miliardi e Microsoft con 105 miliardi di dollari. Oracle ha rivisto al rialzo i propri piani, portandoli a 50 miliardi, mentre Tesla punta a raddoppiare la spesa fino a 20 miliardi di dollari. Apple, pur investendo meno (13 miliardi), ha annunciato una partnership pluriennale con Google per integrare i modelli Gemini di AI, puntando a potenziare Siri e altre funzioni sui dispositivi. Il mercato reagisce con entusiasmo ma anche con cautela. L’entità dei piani spaventa alcuni investitori, soprattutto perché finanziata in parte con nuovo debito e con sospensioni dei programmi di riacquisto di azioni. I buyback del settore tecnologico sono crollati di oltre 12 miliardi rispetto all’anno precedente, mentre gli hyperscaler statunitensi si apprestano a prendere a prestito circa 400 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2025.

In questo contesto, l’Europa fatica a tenere il passo. Gli investimenti complessivi europei in infrastrutture cloud sovrane sono

stimati in appena 11,5 miliardi di euro, marginali se confrontati con gli importi statunitensi. Solo alcune realtà come la francese Mistral AI mostrano segnali di resistenza, con piani di CapEx da 1 miliardo di euro e l’avvio di un grande data center in Svezia per garantire “calcolo sovrano” e alimentazione da fonti rinnovabili.

Il divario tra Stati Uniti ed Europa evidenzia come la corsa

all’AI stia diventando sempre più una sfida tra bilanci e capacità finanziaria.

Mentre le big tech americane puntano a consolidare il primato globale nell’AI, l’Europa scommette su regolamentazione, investimenti mirati e partnership strategiche per ritagliarsi uno spazio in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia a stelle e strisce.

Oro stabile, mercati in attesa

L’oro resta stabile sopra i 5.000 dollari l’oncia, con scambi ridotti a causa delle festività negli Stati Uniti, in Cina e in altre aree dell’Asia. L’oro spot ha segnato un calo dello 0,3%, a 5.028,79 dollari, mentre i futures per aprile si attestano a 5.047,21 dollari. Anche argento e platino hanno registrato oscillazioni minime, confer-

dal 20 Febbraio al 26 Febbraio 2026

ARIETE

21 Marzo - 19 Aprile

Settimana intensa, con emozioni contrastanti in ambito affettivo che mettono alla prova la vostra pazienza. In amore evitate tensioni inutili e cercate dialogo sincero. Sul lavoro servono prudenza e attenzione ai dettagli, soprattutto nelle questioni aperte ancora delicate.

TORO

20 Aprile - 20 Maggio

CANCRO

22 Giugno - 23 Luglio

Cielo promettente, con nuove aperture nel campo sentimentale che riportano entusiasmo e leggerezza. In amore scegliete semplicità e complicità sincere. Nel lavoro arrivano segnali incoraggianti: fatevi avanti con coraggio e valorizzate le vostre capacità creative.

Settimana costruttiva, con ritrovata complicità nei rapporti affettivi che aiuta a superare tensioni recenti. In amore è tempo di accorciare le distanze. Sul lavoro emergono opportunità concrete: costanza e determinazione porteranno risultati soddisfacenti e riconoscimenti meritati.

GEMELLI

21 Maggio - 21 Giugno

Periodo riflessivo, con bisogno di recuperare fiducia interiore dopo recenti delusioni sentimentali. In amore evitate incomprensioni e proteggete la vostra sensibilità. Nel lavoro meglio rivedere scelte con calma, senza decisioni impulsive, e affrettate.

LEONE

24 Luglio - 23 Agosto

Fase di chiarimento, con confronti necessari nei rapporti affettivi che aiutano a sciogliere vecchie tensioni. In amore servono dialogo e sincerità profonda. Sul lavoro accordi e collaborazioni prendono forma, favorendo progetti ambiziosi e passi avanti concreti.

VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre Momento delicato, con emozioni contrastanti da comprendere prima di compiere scelte importanti. In amore evitate decisioni affrettate e cercate chiarezza. Nel lavoro piccoli ostacoli richiedono diplomazia e pazienza, ma con equilibrio troverete soluzioni soddisfacenti.

mando una sostanziale stabilità dei principali metalli preziosi sul mercato. L’attenzione degli investitori resta focalizzata sui verbali della Fed e sui dati PCE, indicatori fondamentali per i tassi d’interesse. La domanda di beni rifugio è sostenuta dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza globale, mantenendo alta la volatilità.

BILANCIA

23 Settembre - 22 Ottobre

Energia vibrante, con desiderio di autenticità nei sentimenti che vi spinge a fare chiarezza. In amore stabilite voi le regole con consapevolezza. Nel lavoro creatività e preparazione vi permettono di distinguervi, superando prove ed esami con successo.

SCORPIONE

23 Ottobre - 22 Novembre

Clima passionale, con scelte decisive nel campo affettivo che segnano un punto di svolta.In amore vivete tutto senza filtri né paure. Nel lavoro idee brillanti si trasformano in opportunità concrete, favorendo trattative e risultati duraturi nel tempo.

SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre Bisogno di chiarezza, con emozioni da riorganizzare con calmaper evitare tensioni indesiderate.In amore rispettate i tempi di ciascuno. Sul lavoro determinazione e voglia di cambiamento vi spingono a fissare obiettivi e puntare a traguardi ambiziosi.

Impariamo la coerenza tra la fede e la vita

Prima uscita parrocchiale nel cuore della sua diocesi per Papa Leone XIV, che domenica ha scelto il litorale romano per inaugu-

rare il suo percorso di visite nelle comunità della Capitale. Meta: la parrocchia di Santa Maria Regina Pacis, nel settore Sud della dioce-

L'ottimo è nemico del bene

di Tommaso Scandroglio

A volte vogliamo tutto e alla fine stringiamo in mano nulla. Si punta all'ottimo, ma non riusciamo a raggiungere nemmeno il "meglio" o il "buono". Addirittura in alcuni casi ci troviamo in una situazione peggiore della precedente. Pensiamo ad un padre di famiglia che riprende la figlia per ogni suo minimo errore perché desidera che sia perfetta, inappuntabile. Alla fine la figlia cede all'esasperazione, si ribella al padre, volutamente non gli obbedisce più in nulla e fa esattamente e sempre l'opposto di quanto lui le chiede di fare. Si cerca l'ottimo, si ottiene il pessimo. Virtù principe per evitare di fare il passo più lungo della gamba è la prudenza che individua lo strumento migliore per ottenere, nella situazione data, il maggior bene possibile, che non coincide con l'ottimo. Alcuni "ottimi", ossia alcuni fini eccelsi, sono possibili per tutti gli uomini e quindi impossibili per nessuno: la santità. Altri sono possibili solo per alcuni e quindi, a rovescio, impossibili per altri: vincere le Olimpiadi non è da tutti. Da ultimo, altre finalità non

sono possibili a nessuno e quindi impossibili a tutti, sono mete che rimarranno sempre irraggiungibili per chiunque: essere onnipotenti. Dunque a volte l'impossibilità è legata alla singola persona, alle sue capacità personali. Parliamo di impossibilità relativa: voler vincere la gara dei 100 metri alle Olimpiadi avendo 90 anni. A volte l'impossibilità è invece legata alla natura umana. Si può parlare di impossibilità assoluta. Ad esempio voler essere onnipotenti è un fine impossibile da ottenere in quanto uomini. È invece nella natura di Dio essere onnipotente. In entrambi i casi possiamo dire che il mezzo non è in alcuno modo adeguato al fine, sia che si parli di capacità naturali che personali. In merito all'impossibilità relativa, potremmo precisare che il fine è umanamente in sé possibile, ma diventa concretamente impossibile da soddisfare per le modalità adottate: un fisico di un novantenne non è "mezzo" adatto a vincere le Olimpiadi. Dunque esiste un fine per natura impossibile e un fine per natura possibile, ma a volte impossibile da soddisfare per i mezzi scelti.

si di Roma, a Ostia Lido, quartiere spesso raccontato per le sue fragilità sociali più che per le sue energie civili.

Ad accoglierlo, oltre ai fedeli, il cardinale vicario Baldassare Reina e il vescovo ausiliare per il settore Sud, Tarantelli Baccari. Prima della Messa, il Pontefice ha incontrato i bambini del catechismo e i giovani nel campo dietro la chiesa; poi, nella palestra parrocchiale, ha salutato anziani, malati, poveri e volontari della Caritas. Una visita costruita sul contatto diretto, lontana dai grandi eventi e più vicina alla quotidianità concreta di una comunità di periferia.

«È la prima visita a una parrocchia della mia nuova diocesi e sono contento di cominciare qui», ha detto. Ai ragazzi ha affidato un messaggio netto: «La speranza siete voi». Una speranza che, secondo il Papa, non è generica ma nasce dalla presenza viva di Cristo: «Quando due o tre sono riuniti nel suo nome, Lui è in mezzo a loro». L’Eucaristia, ha spiegato, è il luogo in cui la fede si rinnova e si traduce in pace, amicizia, gioia condivisa.

Nell’omelia Leone XIV ha offerto una riflessione più ampia sul rapporto tra legge e libertà. I comandamenti, ha osservato, non sono un’imposizione oppressiva ma una “pedagogia” che orienta alla pienezza della vita. Il cuore, prima ancora dei gesti, è il terreno decisivo: è lì che nascono sia i sentimenti più nobili sia le chiusure, le invidie, le gelosie che possono trasformarsi in violenza. Il riferimento al contesto locale è stato esplicito. A Ostia – ha riconosciuto – la violenza esiste, talvolta alimentata dall’uso di sostanze o da organizzazioni criminali che sfruttano i più fragili. Per questo l’invito alla comunità è a fare rete con le realtà sane del territorio e a investire nell’educazione, soprattutto dei giovani, imparando coerenza tra fede e vita.

Infine il richiamo storico: la chiesa fu intitolata Regina Pacis da Benedetto XV nel pieno della Prima guerra mondiale, come segno di luce in un tempo di conflitto. Oggi, ha concluso Leone XIV, nuove “logiche di supremazia” oscurano il mondo. La risposta cristiana resta controcorrente: «La forza disarmante della mitezza», chiedendo e coltivando la pace con tenacia e umiltà.

The Holy Face of Jesus and the call to holiness

When future generations write the history of St John Paul II's pontificate, his constant and insistent attention to the Face of Christ will undoubtedly emerge as a supreme spiritual theme and a recurring motif, as well as a gift of grace to the Church. Throughout his long Petrine ministry, St John Paul II's personal fascination with the Holy Face of Jesus became a pastoral imperative. As early as 2001, he directed the attention of the Church towards the Face of Christ. At the closing of the Holy Door on 6 January that year, he proclaimed that 'Christianity is born and continually draws new life from this contemplation of the glory of God shining on the face of Christ'.

Growth in saintliness is linked to the mystery of the Face of Christ, and for St John Paul II it was inseparable from it: 'May the Lord grant that in the new millennium the Church may grow ever more in saintliness, so that she may become in history a true epiphany of the merciful and glorious face of Christ the Lord.'

In Novo Millennio Ineunte, St John Paul II further developed his teaching on the Holy Face of Jesus. It is clear that for the Holy Pontiff this was not just another devotion proposed to the piety of the faithful, but a way of presenting and living the entirety of Christian life, and of responding to the 'universal call to saintliness' presented by the Second Vatican Council in Lumen Gentium. As a bishop of the Council, Karol Wojtyła sought to deepen and develop the central insights and key teachings of that assembly as Peter's successor. His call to contemplate the Holy Face of Jesus can only be fully understood in this context. Saintliness is simply adherence to the designs and desires of the Heart of Christ for us: saying 'yes' to what the Heart of Christ has reserved for us and to what He desires to give us at every moment.

The designs and desires of the Sacred Heart of Jesus are revealed on His face. Those who love Christ learn to read the secrets of his heart on his countenance. It was only in

the 17th century that the iconography of the Sacred Heart began to depict the physical organ of Jesus's heart exposed, surrounded by thorns and radiant with flames of love. Earlier depictions honoured the mystery of the Heart by concealing it: they showed only the wound caused by the soldier's spear, with the Heart itself enclosed within the crucified or glorious flesh of Christ. This open wound was an invitation to go further and cross the threshold, entering the inner sanctuary of the Heart. However, the Heart itself remained hidden. In ancient iconographic traditions, the secrets of the Heart of Christ were revealed on his face; the 'mystery' of the heart was discovered by contemplating his face. In 1930, Mother Marie des Douleurs Wrotnowska, a French founder, wrote: 'We must discover in this Face the revelation of the secrets of His Heart', and again, 'All the zeal of the Heart of Jesus, all His works and all His agony can be read on His Face'. St John Paul II's invitation to become contemplatives of the Holy Face of Jesus offers us the opportunity to rediscover this tradition: the Face as a revelation of the secrets of the hidden Heart. In light of St John Paul II's constant focus on the Face of Christ, it is clear that he was offering a way of responding to the call to saintliness, which is suited to all states of life and is particularly important for monastic life. At the heart of every vocation lies the mystery of a personal relationship with Jesus Christ. This is masterfully described as a 'face-to-face' encounter, and as persevering in seeking the Face that first sought us. "My heart has said of you, 'Seek his face.' Your face, Lord, I seek; do not hide your face from me' (Psalm 26:8–9). The Holy Face is the countenance of the Incarnate Word. Jesus calls on souls to live with their eyes fixed on him and to discover the secrets of his heart in his face. There is something distinctly Benedictine about the centrality of the Holy Face of Jesus. St Benedict wants to test the novice to see if he ‘truly seeks God’ (RB LVIII, 7). This search begins and is fulfilled in the mystery of the Holy Face of Jesus.

A Sanremo le donne brillano sul palcoscenico

Laura Pausini ha conquistato il pubblico italiano vestendo i panni di conduttrice della 76ª edizione del Festival di Sanremo, affiancando alla sua straordinaria carriera musicale una nuova e brillante esperienza televisiva. Una scelta che ha un forte valore simbolico: proprio dal palco dell’Ariston, nel 1993, iniziò la sua ascesa con “La solitudine”, brano che la consacrò tra le nuove voci della musica italiana.

Tornare a Sanremo da protagonista, questa volta alla guida dello spettacolo, rappresenta per Laura Pausini un cerchio che si chiude e allo stesso tempo si rinnova. Con la sua naturale empatia e la capacità di parlare al pubblico con autenticità, l’artista romagnola ha portato sul palco non solo professionalità, ma anche emozione e gratitudine verso il Festival che le ha cambiato la vita.

La sua conduzione si distingue per eleganza e calore umano. Accanto al direttore artistico e conduttore Carlo Conti, Laura crea

un equilibrio armonioso tra rigore televisivo e spontaneità. Non sono mancati momenti di ironia, ma anche passaggi intensi in cui ha condiviso ricordi personali e riflessioni sul valore della musica come linguaggio universale capace di unire culture e generazioni.

Artista di fama internazionale, vincitrice di premi prestigiosi come il Grammy Award e il Latin Grammy, Laura Pausini incarna una dimensione globale che ben si sposa con l’evoluzione contemporanea del Festival. La sua presenza rafforza il carattere internazionale dell’edizione 2026, attirando l’attenzione di media e fan da tutto il mondo.

Con Laura Pausini alla conduzione, il Sanremo 2026 celebra non solo la musica italiana, ma anche il talento di una donna che continua a rappresentare con orgoglio il nostro Paese nel mondo, dimostrando che passione e determinazione possono trasformare un sogno in una storia di successo senza confini.

Irina Shayk la supermodella russa al Festival di Sanremo

Tra i volti più attesi del Sanremo 2026, spicca quello di Irina Shayk, chiamata a impreziosire il palcoscenico del Festival di Sanremo con la sua presenza internazionale e il suo indiscusso carisma. La supermodella russa, icona delle passerelle mondiali e volto di prestigiose maison di moda, approda all’Ariston in veste di co-conduttrice per una delle serate della kermesse, affiancando il direttore artistico e conduttore Carlo Conti.

La sua partecipazione rappresenta un ponte ideale tra musica, spettacolo e moda, confermando ancora una volta la vocazione sempre più globale del Festival. Con la sua eleganza naturale e

uno stile sofisticato che l’ha resa protagonista sulle copertine delle più importanti riviste internazionali, Irina Shayk porta a Sanremo un tocco glamour capace di catturare l’attenzione del pubblico italiano e internazionale.

Non è la prima volta che il Festival punta su figure di respiro mondiale per ampliare i propri orizzonti mediatici, ma la presenza della top model segna un momento particolarmente significativo.

La sua carriera, costruita tra campagne pubblicitarie, passerelle e collaborazioni cinematografiche, testimonia una versatilità che ben si sposa con il clima eclettico del Teatro Ariston.

Festival di Sanremo apre all’Ariston

Il Festival di Sanremo rappresenta da oltre settant’anni uno degli appuntamenti più amati e seguiti della televisione italiana. Nato nel 1951 nella suggestiva cornice del Teatro Ariston dopo le primissime edizioni ospitate nel Salone delle Feste del Casinò il Festival della Canzone Italiana è diventato nel tempo un simbolo della cultura popolare del Paese.

L’idea di creare una competizione dedicata alla canzone italiana venne al direttore del Casinò di Sanremo, Pier Bussetti, insieme al conduttore radiofonico Nunzio Filogamo.

L’obiettivo era rilanciare il turismo nella città ligure nel dopoguerra e offrire al pubblico un evento capace di unire musica e intrattenimento. La prima edizione fu trasmessa alla radio e vide la vittoria di Nilla Pizzi con “Grazie dei fior”, inaugurando una tradizione destinata a crescere negli anni.

Con l’avvento della televisione

e la diffusione della Rai, il Festival assunse un ruolo centrale nel panorama mediatico italiano. Negli anni Sessanta e Settanta l’Ariston divenne il palcoscenico delle grandi voci della musica leggera, contribuendo alla nascita di carriere straordinarie e lanciando brani entrati nella memoria collettiva.

Nel corso dei decenni, Sanremo ha saputo rinnovarsi, attra-

versando epoche e trasformazioni culturali. Da semplice gara canora si è trasformato in un grande spettacolo televisivo, capace di mescolare musica, moda, ospiti internazionali e momenti di dibattito sociale.

Oggi il Festival non è solo una competizione musicale, ma un rito collettivo che ogni anno riunisce milioni di spettatori davanti allo schermo.

Il talento e la freschezza Pilar Fogliati

Pilar Fogliati è tra le co-conduttrici più apprezzate di questa edizione del Festival di Sanremo. Attrice amata dal pubblico per la sua versatilità e per l’energia che porta in ogni interpretazione, Pilar conquista il palco dell’Ariston con eleganza, spontaneità e una naturale capacità comunicativa, suscitando entusiasmo in tutti gli spettatori presenti.

Nota al grande pubblico per il successo cinematografico di Romantiche, film che la vede protagonista in più ruoli mettendo in luce la sua straordinaria duttilità, Pilar Fogliati dimostra di essere molto più di un volto del cinema italiano contemporaneo.

La sua professionalità, il carisma e la capacità di adattarsi a situazioni diverse emergono in ogni occasione, rendendola un punto di riferimento sia per colleghi che per spettatori appassionati, sempre pronta a sorprendere con grande naturalezza.

A Sanremo mostra sicurezza e ironia, alternando momenti di leggerezza a passaggi più intensi, in perfetta sintonia con il ritmo dello spettacolo. La sua presenza rappresenta un equilibrio ideale tra tradizione e modernità, capace di valorizzare la musica, le performance e il dialogo con il pubblico in maniera autentica e

coinvolgente. Giovane ma già forte di una carriera significativa tra cinema, televisione e teatro, Pilar porta sul palco una ventata di freschezza, dialogando con gli artisti in gara e con gli spettatori con un linguaggio diretto, coinvolgente e sincero, sempre attenta ai dettagli più piccoli.

Il suo stile, raffinato ma mai eccessivo, valorizza ogni apparizione, confermando il suo gusto sobrio e contemporaneo, che risulta sempre elegante e adatto a ogni occasione televisiva o pubblica.

Durante la serata a lei affidata, Pilar crea un clima di complicità con il conduttore e con gli ospiti, dimostrando padronanza dei tempi televisivi e una notevole pre-

senza scenica, piena di sicurezza e naturalezza.

Non mancano momenti di autoironia, piccoli siparietti e gag leggere che alleggeriscono la tensione della gara, contribuendo a rendere l’atmosfera più distesa, accogliente e familiare, facendo sentire ogni spettatore parte integrante dello spettacolo, e lasciando un ricordo positivo della serata. La partecipazione di Pilar Fogliati al Sanremo 2026 si inserisce in un percorso di crescita artistica che la vede sempre più protagonista nel panorama dello spettacolo italiano. Con la sua autenticità, il talento versatile e la capacità di sorprendere, conferma di essere una delle figure femminili.

Grazia Storniolo

Le rosse pergamene festeggiano il 25° compleanno

Superpremio all’artista Milena Petrarca per il dipinto Matilda - l'amore dell'imperatore, creato per l’omonima poesia di Anna Manna

Il Premio LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO nacque nel 2001 dopo la pubblicazione del volume “Le rosse pergamene – poesie d’amore” di Anna Manna. Il libro, prefato dal grande poeta scomparso Elio Fiore, fu presentato a Roma nel novembre 2001 al Caffè Greco, alla presenza di noti poeti e letterati. A febbraio del 2002 prese avvio il Premio vero e proprio in Via Veneto, al Caffè Strega, con un successo di pubblico incredibile, premiando liriche di giovanissimi poeti in erba.

Il Premio continuò negli anni seguenti in prestigiose sedi della Capitale: al Caffè Greco, al Grand Hotel Ritz, in Campidoglio, alla Biblioteca della Camera dei deputati, al Centro Altiero Spinelli presso l’Università La Sapienza, presso la Galleria Poli d’Arte a Spoleto, a Palazzo Sora in Roma presso il Sindacato Scrittori Italiani, avvicinando la Cultura dei sentimenti ai giovani, ai giova-

nissimi, agli adulti, agli anziani. Negli ultimi anni il premio è diventato un Progetto culturale ed ha organizzato convegni, seminari, mostre, estendendo l’idea iniziale di Poesia d’amore e solidarietà ad un percorso di scambio, confronto e incontro con altre discipline letterarie ed artistiche. Sono nati così, durante il periodo della pandemia, I GRANDI DIALOGHI NEL WEB.

Il progetto portato avanti da LE ROSSE PERGAMENE non ha mai evitato il confronto culturale con le nuove realtà della storia: alla Sapienza Università di Roma per molti anni si è svolta la sezione PREMIO EUROPA E CULTURA con la prestigiosa presidenza di Corrado Calabrò. Sempre vivo è stato l’interesse per il patrimonio culturale italiano attraverso la Sezione ITALIA MIA, con la presidenza di Neria De Giovanni. Accanto alle poesie ispirate da un Nuovo Romanticismo, movimento nato alla Sapienza dall’incon-

tro culturale tra l’ideatrice de Le Rosse Pergamene, Anna Manna, con la docente di scuola di poesia Daniela Fabrizi e con il prof. Gilberto Mazzoleni, famoso poeta e antropologo, docente alla Facoltà di Lettere, si è sviluppata negli anni un’attenzione costante ed approfondita verso la CULTURA DEI SENTIMENTI.

Dal 2001 LE ROSSE PERGAMENE sono davvero un’avanguardia culturale, che ha acceso l’interesse verso un nuovo approccio al mondo relazionale, un nuovo linguaggio sentimentale, un nuovo concetto della figura femminile nei rapporti umani, un senso ed un significato diverso dell’amore nelle espressioni artistiche. Un vero movimento letterario che ha portato questi suoi messaggi innovativi nelle università, nelle città della cultura, nei luoghi degli incontri e degli scambi culturali, negli ambienti che accoglievano le varie discipline artistiche, tra le varie età della vita, tra le donne e gli uomini di questa nostra società che sembra addirittura aver ormai bisogno d’una educazione al sentimento.

In occasione della FESTA DI SAN VALENTINO 2026, nel mese dedicato all'amore, il Premio LE ROSSE PERGAMENE ha comunicato ufficialmente la vincitrice del SUPERPREMIO dei 25 anni: la pittrice Milena Petrarca per il suo dipinto “Matilda”, ispirato dai versi della poesia di Anna Manna “L'AMORE DELL'IMPERATORE”, dedicata a Tocco da Casauria, al paese in Abruzzo ed una sua antica leggenda legata al famoso e suggestivo Castello Caracciolo, che sorge nella splendida piazza su via del Colle. Così Anna Manna ci racconta la leggenda, nella brochure che sta preparando per l'evento di novembre a Roma, concedendoci il testo in anteprima.

"Tocco da Casauria è il paese natio di mio padre, lo scrittore Gennaro Manna. Figlia d’arte, nella grande casa dei MANNA su piazza Sant’Eustacchio, ho conosciuto sentimenti dolci e forti, nell’incantesimo di un’educazione letteraria che ogni giorno mi proponeva favole, malie, incantesimi e racconti. A Tocco c’è un Castello.

Non ci credete? Proprio sulla piazza. E si narravano tante piacevoli storielle. Che per le spose

fortunate il Castello si illuminava tutto come augurio per esempio. Chissà, io non l’ho mai visto, ma pare che quando una mia lontana zia, la bellissima zia Livia andò sposa, veramente il Castello si illuminò. Così dicevano in paese le vecchiette. Da adulta, quando alle favole del Castello non ci pensavo più, facendo le mie adorate ricerche bibliografiche in una Biblioteca a Roma, famosa e bellissima, trovai in una pergamena, tutta rovinata ed ingiallita, la notizia gustosa e sorprendente che il Castello di Tocco aveva ospitato l’imperatore Federico II! E che - udite udite - l’imperatore si era innamorato di una donna del paese, una donna dei Manna. Una mia antenata aveva conquistato l’imperatore e l’imperatore aveva conquistato una mia parente lontana.

Incredibile, mi sembrò una scoperta favolosa come quelle lontane favole di mio nonno quando raccontava, sgranocchiando le noci, dei suoi amori con le contesse e le nobildonne, mentre le zie inorridivano e mi tappavano le orecchie. Io mi divertivo tantissimo e disegnavo signorine eleganti con boa di struzzo azzurro attorno al collo, dopo aver fatto i compiti sui quaderni che mi regalava zia Maria. Così cominciai ad indagare nelle biblioteche con lo spirito birichino di allora. Una zingarella romana all’uscita della biblioteca, in uno di questi avventurosi viaggi tra le pergamene, mi volle leggere la mano e mi disse: “Nella tua vita c’è un castello incantato”. Rimasi di stucco e le narrai come ad una sorellina piccola le favole del Castello di Tocco. Lei mi guardò e mi sussurrò: “Questi incontri fatati si ripetono ogni cento anni.” E se ne scappò. Non ho mai capito se si ripetevano a Tocco o nella storia del mondo. Sono rimasta con questo dubbio

intrigante. Ma sono sicura che a Tocco non arrivarono mai altri imperatori. E del resto finora non ho saputo niente da poter raccontare delle donne di casa Manna. Vedete, ho ripreso a disegnare fiabe, mi tocco i capelli striati di bianco, non ho più il fiocco da bambina, ma la testa, il cuore, le parole forse sono come allora. Ed allora scendiamo insieme nei versi come fossero pergamene, cerchiamo i segreti ed i messaggi nelle parole, nelle pause, tocchiamo ad una da una le antiche pergamene. Ascoltate il rumore della carta antica tra le dita, lo spessore della carta, da una parte ruvida e dall’altra morbidissima al tatto. Come la vita, come gli eventi, come gli incontri, come le stagioni della vita. Ma basta una poesia, a volte solo un verso e dentro lo scrigno nebuloso dei ricordi, in fondo, si accende un fiammifero nella notte e ti invita a rubare ancora una volta un pezzetto di Paradiso perduto."

E allora Buon 25° Anniversario alle ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO. A novembre prossimo sarà una festa davvero grande e indimenticabile, con tutti i numerosi insigniti in questo quarto di secolo del prestigioso Premio Le rosse Pergamene.

Roma, Caffè Greco, 2001
Tocco da Casauria, Castello Caracciolo
Roma Caffè Greco
Milena Petrarca Anna Manna
Matilda, il dipinto vincitore

LA CITTÁ DELL'EUTOPIA

Io aggiungerei anche che la nostra epoca è un’utopia: vorremmo cose che nella realtà non si possono né avere né fare, quindi un’utopia. Ma veniamo a noi e alle nostre storie e lasciamo le utopie del Paese a chi è demandato a risolverle, sperando che non sia un’utopia. Parliamo di una città che non c’è più.

La città in questione si chiama “Campomaggiore Vecchio”, nella bellissima regione della Basilicata. Fu progettata a tavolino dall’architetto Giovanni Patturelli nel 1741, per conto dei blasonati Conti Rendina. Era un progetto degno di una vera città: comprendeva tutto, la chiesa, la piazza principale, le strade ben disegnate e spaziose, il palazzo baronale, spazi e case per i lavoratori, ecc. Insomma, una città modello con

vista al futuro. Tutto andò bene per quasi un secolo; poi… ecco che nel 1885, era il 10 febbraio, una tremenda frana si abbatté sulla città, distruggendo quasi tutto. Ma c’è anche una storia, forse una leggenda, che racconta come la popolazione si salvò grazie al tempestivo avviso di due contadini, i quali sembra ricevessero l’annuncio della frana dalla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Campomaggiore fu poi ricostruita più a nord, su un terreno meno franoso. Oggi i ruderi di Campomaggiore Vecchio sono un museo a cielo aperto, incorniciato dalle Piccole Dolomiti Lucane, che valorizzano ciò che resta del vecchio borgo, offrendo così la possibilità di una gita turistica che guarda al passato e a un paese che sognava l’Utopia.

ERCOLE VINCITORE

A due passi dal Centro Anagrafe di Roma, guardando sulla sinistra e quasi di fronte alla Bocca della Verità (per chi non è di Roma), c’è il Tempio di Ercole Vincitore. Chi era? Un mitico eroe greco-romano, figlio di Giove e di Alcmena: il grande forzuto delle dodici fatiche sovrumane, tanto descritte.

Il tempio è del II secolo a.C., a forma circolare, con le sue venti colonne di marmo che lo circondano. Qui i gladiatori, dopo aver lottato nel Colosseo, quando naturalmente ne uscivano vivi, portavano le loro armi e le appendevano come devozione al dio Ercole; da qui nasce il detto (sempre a Roma) di “appendere al chiodo”. Anche io, quando finii il servizio militare, appesi al chiodo la divisa. Nel corso dei secoli il Tempio di Ercole, anche se spesso confuso con il Tempio di Vesta, ha rivestito varie funzioni, come chiesa di Santo Stefano delle Carrozze e Santa Maria del Sole. Fu costruito da un ricco mercante di olio, Marcus Octavius Herennius, in onore di Ercole, visto come protettore dei commercianti (forse una delle sue fatiche era proprio proteggere i commercianti!).

Tiberio lo fece restaurare nel 15 d.C., perché rovinato dalle piene del Tevere, e fu trasformato in chiesa nel XII secolo. All’interno c’era la statua di Ercole in bronzo, scolpita da Skopas Minore

(si crede); oggi la si può ammirare nei Musei Capitolini. Proprio davanti c’è la famosa Bocca della Verità. La sua storia nasce forse come chiusura (o tombino) per un corso d’acqua sottostante, oppure come apertura per una fontana: un grosso mascherone con la bocca spalancata, da cui è nata la leggenda. Nell’antica Roma, un marito geloso chiedeva alla moglie di introdurre la mano nella bocca: se diceva la verità, non sarebbe stata morsa; in caso contrario, addio mano!

Questa leggenda ispirò anche il film “Vacanze romane” del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck.

Si dice che potesse coprire l’ingresso della Cloaca Maxima della Roma imperiale oppure rappresentare una divinità fluviale del biondo Tevere, come il dio Portuno. È posizionata verticalmente dal 1632 alla base della Basilica di Santa Maria in Cosmedin. È un grande mascherone in marmo, risalente probabilmente al IV secolo a.C., ancora oggi oggetto di studio per comprenderne l’originaria funzione.

Per tirare le somme, grazie alla sua leggenda è una straordinaria attrazione turistica che porta molte giovani coppie a “dire la verità” sul loro amore (naturalmente scherzando).

Ma quante cose belle ci riserva ancora questa città, Roma!

UNO SGUARDO ALLA POLITICA

Ogni tanto buttare un’occhio anche sulla politica non fa certo male, anzi…..! Mi risulta che in Italia tra Parlamento e Senato ci sono a circa 600 impiegati eletti dal popolo, dico circa, perche’ se a questi 600 gli togliamo un discreto numero di “Senza bandiera”, cioe’ i non iscritti a nessuna componente politica, gruppo misto, indipendenti oltre a quelli che non sono interessati ai lavori ma si allo stipendio, si rimane in pochi addetti ai lavori.

Lo stesso digasi per il Senato, quindi in Italia, anche se in pochi, i politici non mancano, allora c’e’ da chiedersi, ma e’ proprio necessario un intervento dal di fuori? Anche all’estero ci sono scuole e licei dove sicuramente molti figli di italiani studiano ai quali piacerebbe essere visitati e informati sulla formazione delle classe dirigenti in Italia il che potrebbe aprire le porte ad un eventuale rimpatrio di cervelli che si sono formati all’estero, dopo tutto sono anche loro italiani.

Quindi dopo decenni passati a vuoto per ridare la cittadinanza, questa potrebbe essere una occasione per invertire la situazione e portare nuova linfa alla vecchia Patria. Cercare di cavalcare l’onda oggi, non conscendo bene il mare e il suo moto ondoso oltre alla crescente invasion di squali, e’ una vera perdita di tempo. Scalare oggi le montagne diventa difficile per colpa del disgelo e dei cambiamenti climatici, quindi si scivola facilmente dai pendii mentre i vecchi appigli sicuri stanno anche loro rotolando a

valle con le valanghe. Leggo anche del professor Barbero, che stimavo e seguivo per le sue ben studiate situazioni storiche, purtroppo ha voluto, per una dimostrazione di appartenenza ad un’ideale, dare una mano spiegando la scelta del “NO” per il prossimo referendum sulla giustizia, ma si e’ ingarbugliato in un tema non suo, perdendo credito.

Quel 22 Settembre, se fossi stato un membro dell’opposizione avrei cavallerescamente e democraticamente stretto la mano a chi aveva appena vinto le elezioni, offrendo tutto l’aiuto necessario per tirare fuori la Nazione dalla disastrosa situazione. Questo e’ quello che avrei fatto ! Ma non loro, anzi si sono organizzati in gruppi per distruggere il Paese. Eppure, sia per l’eta’ ,i vari titoli ad honorem e laure di vario titolo, la situazione parlamentare dell’opposizione e’ sempre piu’ sbandata e piena d’incapaci che vorrebbero a tutti costi governare.

Povera Italia, di certo non merita questo.

Vien da piangere guardando quello che sta succedendo a Niscemi, un intero paese che sta gradualmente scivolando a valle. Fare dei commenti? Forse, ma dove cominciare? Niscemi e’ solo l’immagine di una Italia che per decenni e’ stata lasciata allo sbando, lasciata nelle mani di chi ha occupato posti per il solo piacere di essere chiamato “Onorevole”, interessati solo a chi gli baciava la mano e li rifoccillava con nutrite buste.

Triste vedere quella povera gente che guarda la sua casa scivolare nel vuoto, eppure gia’ da decenni si sapeva che quel costone era pericoloso, cosa e’ stato fatto per evitarl ? Apparentemente NULLA.

Oggi, come di abitudine, si cerca di dare le colpe all’attuale governo, che tradotto vuol dire una strumentalizzata situazione di rivalsa per dare in testa a chi sta disperatamente trattando di risanare la tremenda Voragine. Ora cosa dovrebbero dire gli oltre 2000 sfollati? Ancora una volta, Povera Italia.

SAN VALENTINO E GLI INNAMORATI

Nell’antica Roma, a metà febbraio, si festeggiava il Lupercalio, o meglio, la festa della purificazione legata alla morte e alla rinascita della stessa natura, una specie di carnevalata dell’epoca. Poi, nel 496, sotto Papa Gelasio I, indispettito da questa festa pagana dei Lupercali e per cristianizzarla, prese a modello il santo martire cristiano Valentino di Terni, un sacerdote appunto di nome Valentino, che durante l’impero di Claudio contravvenne agli ordini di non far sposare i giovani in età di leva.

Quindi, il sacerdote celebrò egualmente le nozze dei due giovani, un 14 febbraio, e fu poi condannato a morte per aver

disobbedito alle leggi. Nel calendario ci sono tre San Valentino: uno è quello della storia sopra, l’altro era un giovane che s’innamorò della figlia del suo stesso carceriere, alla quale mandò un ultimo messaggio d’amore prima di morire, con scritto: “Dal tuo Valentino”.

L’ultimo fu il vescovo Valentino (anche lui di Terni), che avrebbe donato del denaro come dote a una povera fanciulla per permetterle di sposarsi.

Sydney’s Finest! The result of passion, creativity & quality!

La partita di calcio 1966 - 2026 e la storia del Port Kembla FC

di Anna De Peron

La partita di calcio – 1966 –2026: 60 anni di storia del Port Kembla Football Club

Ogni sabato pomeriggio, il campo del King George the Fifth Oval di Port Kembla si animava. Era la partita settimanale che si disputava tra i ragazzi che frequentavano il caffè di Italo di Port Kembla, contro quelli del caffè Marina della vicina Warrawong. La squadra che perdeva pagava la cena agli avversari più fortunati.

Questo torneo settimanale diventava anche un punto d’incontro per i membri della comunità italiana che si era stabilita nella zona di Port Kembla. Molti ragazzi italiani erano emigrati da soli o con le loro famiglie e non tardarono a stabilire le abitudini italiane di riunirsi al caffè per una partita di carte e fare una chiacchierata con gli amici dopo il lavoro.

La partita di calcio divenne non olo un divertimento sportivo, ma anche un punto di riferimento per trovarsi tra connazionali nel fine settimana. “Allora, ci vediamo alla partita?” era diventato un luogo comune tra i giovani emigranti durante gli anni Sessanta.

Il torneo durò per un po’ di tempo, fino a quando il proprietario del caffè Marina suggerì che, invece di avere due squadre rivali, perché non unire le forze per formare una squadra unica. Chissà mai che avrebbe potuto partecipare al tor-

neo calcistico del distretto. L’idea fu accolta con grande entusiasmo. I rivali si diedero la mano e si unirono per formare una squadra. A questo punto si doveva decidere che nome dare a questa nuova squadra di giovani italiani. La decisione fu unanime: scelsero i “Warrawong Azzurri”. E lì iniziò il sogno di poter partecipare al torneo dell’Illawarra Soccer Association con una squadra composta prevalentemente da ragazzi di origine italiana, che vantava i colori della nazionale della madrepatria. Squadra, nome, tutto in regola per fare domanda all’ISA per la registrazione e iniziare a giocare nella gara calcistica del distretto. La domanda fu rifiutata per due motivi, secondo l’ISA. Il primo era che non c’erano più posti, dato che molte squadre volevano registrarsi; l’altro era che il nome “Azzurri” non poteva essere accettato dall’associazione perché volevano eliminare i nomi etnici dalla competizione per non creare tensioni razziali.

Hanno cambiato il nome e divennero i “Lake Heights Blues”. Ancora niente, sia nel 1965 che nel 1966. Nel frattempo, continuavano a disputare le partite del sabato pomeriggio per tenersi in allenamento e per fare due risate.

Un bel giorno, il segretario del Port Kembla Danubia Club chiese al comitato dei neo giocatori se fossero interessati a prendere il posto del Danubia, entrato in liquidazio-

ne, nel torneo della zona. E così fu che la squadra debuttò nel torneo regionale grazie alle dimissioni di un’altra squadra e assunse il nome di Port Kembla Soccer Club. Era il 1966. Il Club ebbe molto sostegno dalla comunità italiana. Giovani, famiglie, ragazzi e ragazze si radunavano puntualmente il sabato o la domenica per seguire la squadra del cuore. L’entusiasmo dei sostenitori era anche fondato nella speranza collettiva che un giorno la loro squadra avrebbe vinto il trofeo della competizione e che avrebbe giocato sul suo proprio campo. Nel frattempo, si organizzavano serate danzanti una volta al mese per raccogliere fondi a sostegno della squadra. Queste serate, che si tenevano alla Warrawong Community Hall, erano il fulcro della vita sociale della comunità italiana, specialmente per i giovani. Moltissime storie d’amore fiorirono tra i lenti, i ritmi latino-americani e i tanghi di quell’epoca. Infatti, gli incontri tra i giovani in queste serate di ballo spesso sfociavano in matrimoni. Ora i ragazzi, ormai settantenni e oltre, si scambiano le foto dei nipotini sui loro telefonini, ricordando con piacere e nostalgia i vecchi tempi. Comunque, ritorniamo alla squadra del Port Kembla Soccer Club. Il primo trionfo arrivò nel 1968, quando la squadra batté i rivali spagnoli – i Warilla Wanderers – uno a zero nella finale della coppa del distretto. Il trionfo fu accolto con grande celebrazione e orgoglio. “Ce l’abbiamo fatta!” Il lungo percorso verso il successo era agli inizi. Questo era il primo dei trofei che sarebbero stati vinti nel futuro della squadra, che diventava sempre più forte e seguita. La squadra continuò ad avere successo e ad attirare il supporto della comunità. Aveva una grande base da cui attirare i giovani giocatori che aspiravano a far parte del Club. Finì nelle finali del campionato locale tre volte e vinse il campionato del distretto e il trofeo nel 1980. Nel 1984, il consiglio comunale di Wollongong diede dei fondi al Club per sviluppare il proprio campo nella zona di Primbee, riconoscendo l’importanza del Club nell’Illawarra. E così nacque Wetherall Park, che tuttora è la sede del Club. Le strutture del campo furono costruite grazie alle donazioni delle imprese locali e al lavoro instancabile dei volontari e sostenitori del Club.

Da allora, la squadra del Port Kembla Football Club, il nome attuale del Club cambiato nel 2011, è diventata uno dei club calcistici più conosciuti e rispettati della

zona. Le maglie a strisce bianconere sono immediatamente riconoscibili.

Alcuni dei suoi giocatori sono arrivati a giocare nelle squadre prestigiose del campionato nazionale australiano di calcio.

Dalle umili origini dei quattro calci al pallone tirati da giovani

connazionali nel lontano 1960, il Club è diventato una forza maggiore nella competizione calcistica dell’Illawarra. Ci sono voluti 60 anni per arrivare a questo, e tutto grazie al settore giovanile, agli sponsor, ai sostenitori e al lavoro instancabile del comitato. Forza Port Kembla!

L'Italia oltre una semplice espressione geografica

di Tom Padula L’Italia non fu mai una Nazione unificata dai tempi dell’Impero Romano. Difatti non si puo’ dire che l’Italia come nazione era mai stata unita politicamente fino a dopo il Risorgimento.

Questo processo ebbe luogo al Congresso di Vienna (Settembre 1814 – Giugno 1815), durante il quale le principali potenze europee — Austria, Prussia, Russia, Gran Bretagna e una Francia restaurata — ridisegnarono la carta politica del continente. In questo contesto, il cancelliere austriaco Klemens von Metternich definì l’Italia come una semplice “espressione geografica”, una frase destinata a diventare celebre.

Con questa affermazione, Metternich descriveva la realtà politica della penisola italiana all’inizio del XIX secolo. L’Italia non era uno Stato unitario, ma un mosaico di regni, ducati e territori sottoposti a potenze straniere. Nonostante una lingua (anche con molte lingue locali chiamate dialetti), una cultura e una storia in gran parte condivise, mancava una struttura politica comune. Dal punto di vista conservatore di Metternich, il nazionalismo rappresentava una minaccia all’ordine europeo, poiché metteva in discussione l’autorità delle monarchie tradizionali. Il Congresso di Vienna si basò su tre principi fondamentali: legittimità, equilibrio di potenza e conservatorismo. La legittimità prevedeva il ritorno delle dinastie rovesciate da Napoleone; l’equilibrio di potenza mirava a impedire il predominio di una singola nazione; il conservatorismo si opponeva alle idee liberali e rivoluzionarie. Questi principi determinarono il destino politico dell’Italia. La penisola fu quindi divisa in diversi Stati. Il Regno Lombardo-Veneto fu posto sotto il diretto controllo dell’Impero austriaco, rendendo l’Austria

la potenza dominante nel Nord Italia. Il Regno di Sardegna-Piemonte fu restaurato sotto la Casa di Savoia, con la funzione di Stato cuscinetto contro la Francia. L’Italia centrale venne frammentata in piccoli ducati governati da dinastie legate all’Austria, mentre lo Stato Pontificio fu restituito al Papa. Nel Sud, il Regno delle Due Sicilie tornò ai Borbone. Questo assetto politico rispondeva pienamente agli interessi di Metternich, poiché impediva la formazione di uno Stato italiano forte e unitario. Il nuovo ordine europeo instaurato dopo Napoleone era apertamente ostile al liberalismo e al nazionalismo. Metternich divenne il principale artefice del Concerto d’Europa, un sistema di cooperazione tra le grandi potenze volto a mantenere la stabilità attraverso la repressione dei movimenti rivoluzionari. Censura, polizia segreta e interventi militari furono utilizzati per soffocare le rivolte, comprese quelle dei Carbonari dagli anni Venti dell’Ottocento. Tuttavia, definire l’Italia come una semplice “espressione geografica” significava sottovalutare la forza crescente del sentimento nazionale. Queste tensioni esplosero nella metà del XIX secolo con il Risorgimento, culminando nell’unificazione italiana del 1861 e dimostrando che l’Italia era molto più di una semplice espressione geografica. Gli anni che seguirono l’Unificazione furono molto travagliati per le regioni dell’Italia meridionale e centrale.

L’unita’ dell’Italia e’ stata mantenuta, anche con la perdita di alcuni territori dopo la seconda Guerra Mondiale. Gli Italiani sembrano essere sempre piu’ uniti dal Nord al Sud, anche se le lamentele politiche continuano ad esistere. La realta’ politica per l’Italia e’ la sua identita’ europea che ha reso possibile la pace e la stabilita’ dei confini liberi e della moneta unica.

Caffè e tè aiutano la memoria

Due o tre tazze di caffè al giorno, oppure una o due di tè, possono ridurre significativamente il rischio di sviluppare demenza e rallentare il declino cognitivo, secondo uno studio condotto dalla Harvard University e dal Mass General Brigham Hospital di Boston.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Jama, ha seguito 131.821 partecipanti per un massimo di 43 anni, valutando la dieta, le funzioni cognitive e l’insorgenza di demenza attraverso test soggettivi e oggettivi.

I risultati mostrano che i consumatori abituali di caffè con caffeina presentano un rischio inferiore del 18% rispetto ai non bevitori e registrano meno casi

di declino cognitivo percepito. Anche il tè ha effetti simili, mentre il caffè decaffeinato non apporta benefici significativi, suggerendo un ruolo chiave della caffeina come sostanza neuroprotettiva capace di ridurre infiammazione e danno cellulare.

Gli esperti evidenziano che i benefici sono presenti indipendentemente dalla predisposizione genetica alla demenza, rendendo caffè e tè strumenti efficaci per la prevenzione. Questi risultati possono guidare strategie dietetiche anti-demenza, in combinazione con uno stile di vita sano, aprendo prospettive concrete per proteggere la salute.

Il digiuno intermittente non sarebbe più efficace delle diete tradizionali per perdere peso. A sostenerlo è una nuova analisi condotta dalla Cochrane Collaboration, che ridimensiona l’entusiasmo esploso negli ultimi anni attorno a questo regime alimentare diventato virale anche sui social. Secondo i ricercatori, i risultati sulla bilancia sarebbero modesti e non superiori a quelli ottenuti con approcci dietetici convenzionali.

Il digiuno intermittente prevede l’alternanza tra periodi di astinenza dal cibo e momenti in cui si mangia normalmente.

Le varianti sono diverse: c’è chi concentra i pasti in una finestra oraria giornaliera, chi digiuna in determinati giorni della settimana e chi alterna giorni di alimentazione regolare a giorni con apporto calorico molto ridotto. Sebbene alcuni studi abbiano suggerito possibili benefici metabolici, non è chiaro che questo schema sia più efficace rispetto alle classiche diete ipocaloriche per le persone in sovrappeso o obese.

L’analisi ha preso in esame 22 studi per un totale di quasi due-

AI e cuore: come l’elettrocardiogramma rivoluziona la prevenzione sanitaria

L’elettrocardiogramma entra nell’era dell’intelligenza artificiale e cambia volto alla prevenzione cardiovascolare. Nato nel 1953 all’Università di Lund, in Svezia, l’Ecg vive oggi una seconda giovinezza grazie ai modelli di machine learning e deep learning, capaci di riconoscere pattern invisibili all’occhio umano. Secondo uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine AI, l’integrazione tra tracciato elettrico e storia clinica del paziente può ridurre drasticamente i falsi positivi, aprendo la strada a uno screening più mirato e sostenibile.

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno dimostrato che l’Ai applicata all’Ecg migliora sensibilità e specificità diagnostica rispetto ai sistemi tradizionali. In particolare, gli algoritmi hanno mostrato performance elevate nell’identificazione precoce dell’infarto miocardico acuto e nella classificazione delle aritmie. Revisioni sistematiche su centinaia di pubblicazioni confermano un’accuratezza spesso comparabile, se non superiore, a quella dell’interpretazione specialistica.

L’intelligenza artificiale, tuttavia, non si limita a riconoscere patologie manifeste: alcuni modelli sono in grado di stimare il rischio futuro di scompenso cardiaco o di eventi cardiovascolari maggiori, ampliando l’orizzonte della prevenzione.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’eccessiva sensibilità. Applicare algoritmi molto performanti su popolazioni ampie può generare un numero elevato di falsi allarmi, con conseguenti esami inutili, costi per il sistema sanitario e ansia per i pazienti.

ridotto i falsi positivi dell’87,8%, mantenendo un’elevata capacità di individuare patologie gravi come la disfunzione sistolica ventricolare sinistra.

Per gli esperti, il valore clinico è evidente. Molte malattie cardiache restano silenti per anni e vengono diagnosticate quando i sintomi sono già avanzati. Intercettarle prima significa intervenire in una fase in cui le terapie risultano più efficaci e il danno d’organo è limitato.

L’obiettivo non è aumentare il numero di esami, ma selezionare meglio i pazienti che ne hanno

realmente bisogno, migliorando gli esiti e rendendo più sostenibile la gestione della cronicità cardiovascolare.

La sfida ora è governare l’innovazione. Servono regole, validazione clinica e formazione. In Italia un segnale arriva dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, che ha istituito un’Area dedicata all’Intelligenza Artificiale in Cardiologia.

Perché la rivoluzione non sia una scatola nera, ma un alleato consapevole al fianco di medici e pazienti.

mila partecipanti. Il dato principale riguarda la perdita di peso nell’arco di un anno: inferiore al 5% del peso iniziale. Un risultato giudicato poco significativo e sostanzialmente sovrapponibile a quello delle diete tradizionali.

“Il digiuno intermittente non sembra funzionare meglio per gli adulti in sovrappeso o obesi che cercano di dimagrire”, ha spiegato il primo firmatario dello studio, Luis Garegnani. Pur riconoscendo che possa rappresentare un’opzione praticabile per alcune persone, gli esperti invitano alla prudenza. Più che il tipo di dieta, a fare la differenza nel lungo periodo sarebbero la sostenibilità, l’equilibrio nutrizionale e uno stile di vita complessivamente sano.

Il dibattito scientifico resta comunque aperto. Alcune ricerche continuano a indagare possibili effetti positivi su glicemia, pressione e infiammazione, ma le evidenze attuali non consentono conclusioni definitive.

In attesa di ulteriori dati, il consiglio degli specialisti è evitare mode alimentari e privilegiare percorsi personalizzati, seguiti da professionisti qualificati.

Un effetto “al lupo al lupo” digitale che rischia di minare la fiducia nella tecnologia. Proprio per superare questo limite nasce lo studio TARGET-Ai, coordinato dalla Yale School of Medicine.

Il modello propone un cambio di paradigma: prima di analizzare il tracciato, l’algoritmo valuta il profilo clinico attraverso le cartelle elettroniche — diagnosi pregresse, farmaci, ricoveri — e solo in presenza di un rischio significativo procede con l’analisi approfondita dell’Ecg. Testato su oltre 150 mila persone e validato nella UK Biobank, il sistema ha

Walking 10,000 steps a day

Walking 10,000 steps a day is widely recommended for staying fit, but a study from Brigham Young University questions whether this target alone helps with weight loss. Researchers followed three groups of female students for six months, walking 10,000, 12,500, and 15,000 steps daily while tracking caloric intake and body weight. Despite the activity, all participants gained one to two kilograms on average.

Experts note that walking is beneficial for reducing sedentary behavior, improving circulation, and enhancing endurance, but it does not guarantee weight loss by itself: a balanced diet remains essential. Additionally, the 10,000-step guideline may be counterproductive for people with chronic illnesses or low physical capacity. Still, reaching this daily goal is a useful incentive to stay active every day.

Digiuno, pochi effetti sul peso

Flora Tabanelli, bronzo a soli 18 anni

Nella specialita’ acrobatica, la 18enne si conferma come grande promessa azzurra

Più forte di tutto: degli infortuni, del dolore, del meteo avverso. Più forte anche dei pronostici e delle difficoltà che hanno segnato la vigilia. Flora Tabanelli è bronzo nel Big Air di sci freestyle, nonostante un legamento del ginocchio lesionato pochi mesi fa. La battono solo la canadese Megan Oldham e la superstar cinese Eileen Gu, che conquista il gradino più alto del podio con una prova di altissimo livello. È una medaglia storica, a due punti e mezzo dall’o-

ro: per l’Italia è la prima in assoluto nella specialità e la ventitreesima a Milano Cortina, con i record che continuano a essere sbriciolati giorno dopo giorno, in un’edizione destinata a lasciare il segno nella storia dello sport azzurro. Gli occhi di Flora brillano di emozione e orgoglio incontenibile. Tre mesi fa era in ospedale, ad aspettare la diagnosi dopo un infortunio, con il terrore di dover saltare le Olimpiadi di casa e vedere svanire il sogno coltivato per

anni. E invece arriva una prova che rasenta la perfezione: zero errori, poche sbavature, grande sicurezza in ogni movimento, energia e straordinaria lucidità.

Un risultato figlio di strategia – saggia la decisione di saltare lo slopestyle –, determinazione e grinta, che assomiglia molto ai trionfi di Federica Brignone. L’azzurra, campionessa del mondo in carica, apre la finale nel migliore dei modi: il suo primo salto vale 90 punti ed è già ai piedi del podio. Nella seconda manche totalizza 84 punti e sale di una posizione, prima di un balzo di Gu che la fa scendere.

Per Tabanelli serve un trick perfetto nell’ultima run. Che arriva, preciso e potente: 94,25, il punteggio più alto di tutta la serata, togliendo così il bronzo dal collo di Kirsty Muir.

E il Livigno Snow Park esplode in un boato, travolto dall’entusiasmo del pubblico in festa, in delirio totale.

Ghiaccio d'Oro: l'Italia schianta gli USA e sale sul gradino più alto del

L’Italia del pattinaggio veloce conquista la medaglia numero 24 grazie al trio formato da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. Nell’inseguimento a squadre, gli azzurri prima sconfiggono l’Olanda in se-

mifinale, poi in finale compiono un’eccezionale rimonta, rifilando quattro secondi agli Stati Uniti: oro (il nono complessivo in questi Giochi), come era riuscito a Torino 2006 al team di Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello, Mat-

podio

teo Anesi e Stefano Donagrandi. «Dopo i quarti di finale abbiamo fatto vedere che c’eravamo –le parole di Ghiotto.

Non era facile battere gli Usa, che durante l’anno ci avevano dato qualche secondo, ma ci abbiamo creduto: sapevamo che avremmo dovuto mantenere la concentrazione per battere l’Olanda e risparmiare qualche energia».

«Quattro anni fa non sapevo se continuare dopo la delusione di Pechino, ma abbiamo lavorato tanto per arrivare fin qui», gli fa eco Giovannini. Il “treno azzurro” entra nel mito ai Giochi di Milano-Cortina 2026! I nostri firmano un’impresa leggendaria.

Segreto e le medaglie Aussie

Il Brasile che vince una medaglia d’oro a sorpresa è frutto di improvvisazione e buona sorte (oltre che della bravura dell’atleta, of course). Chi, invece, ha una tradizione che si sta consolidando grazie alla programmazione è l'Australia. Un Paese che, tra le altre cose, si è organizzato da qualche anno per offrire ai suoi atleti di tutte le discipline la possibilità di vivere dall'altra parte del mondo.

Programmazione e logistica i pilastri del successo il pattinatore che vinse la sua finale dello short track grazie alle cadute di tutti gli avversari: una gara tragicomica, entrata nella leggenda, in Italia, anche grazie al commento della Gialappa's. Due giorni dopo, però, arrivò un altro oro con Alisa Camplin nel freestyle, sport in cui, da lì in poi, gli 'aussie' sono sempre andati a medaglia in tutte le Olimpiadi. Oggi, addirittura, Jakara Anthony ha bissato il successo di Pechino 2022, sia pur in un'altra categoria.

Infatti, a Gavirate, sul lago di Varese, vicino sia all'aeroporto di Malpensa sia all'arco alpino, sorge dal 2011 il distaccamento europeo dell'Australian Institute of Sport. Una collocazione strategica per tutti coloro che devono competere per gran parte dell'anno in gare che si tengono nel vecchio continente. E a Gavirate è stata accolta, a fine gennaio, la delegazione olimpica, qualche giorno prima rispetto all'apertura dei villaggi. In pratica, da 15 anni esiste un vero e proprio presidio incaricato di seguire e sostenere con ogni mezzo gli atleti australiani, ospiti di questa struttura per svariati mesi. Il primo oro australiano ai Giochi invernali arrivò grazie a Steven Bradbury, nel 2002, con

È una delle figlie delle montagne del sud, nello stato del Victoria, dove si trova gran parte degli impianti principali, tra Mount Buller e Mount Hotham.

Oltre al freestyle, da quelle parti va forte anche lo snowboard, seconda fucina di medaglie negli ultimi anni. Le stesse due discipline in cui raccolgono risultati, nelle ultime edizioni dei Giochi, anche i 'cugini' neozelandesi.

Gli 'All Blacks', però, hanno un altro primato: fu loro la prima medaglia assoluta dell'emisfero australe alle Olimpiadi invernali, un argento conquistato da Annelise Coberger nello slalom di Albertville, nel 1992.

Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Serie A – Posticipi della 25ª

Colpaccio del Lecce a Cagliari e parità a Cremona

Cremonese e Genoa fanno un passettino in classifica. Entrambe provano a vincere la gara (ben 38 i tiri a rete), ma senza successo. Un tempo per parte: nel primo più pericoloso il Genoa, con due grandi interventi di Audero su Vitinha e Norton-Cuffy. Nella ripresa Bijlow deve intervenire su Thorsby e su un bel destro di Grassi. Poi, al 94’, la clamorosa traversa di Bonazzoli.

Il Lecce conquista tre punti preziosi nella lotta per la salvezza. I giallorossi di Eusebio Di Francesco prevalgono nel posticipo della 25ª giornata di Serie

A grazie ai gol, entrambi nella ripresa, di Gandelman al 65’ e di Ramadani al 76’. In classifica, il Lecce, alla seconda vittoria di fila, sale a 24 punti e aggancia Genoa e Cremonese. Seconda sconfitta consecutiva per i sardi.

CL – Juve disfatta in Turchia

Bianconeri di Spalletti, in 10 vs 11 dal 61’, si scioglie e si fa rimontare al 2-5

Istanbul (Turchia) – La sconfitta ci sta. Il passivo così pesante, probabilmente, no. Ma la Juventus ha molto da recriminare con se stessa. Dopo aver rimesso sui

giusti binari la partita nel primo tempo, chiudendo la prima frazione in vantaggio 2-1, i bianconeri sono tornati in campo meno determinati dei padroni di casa del Galatasaray. E i turchi non perdonano.

A questo vanno aggiunti errori non all’altezza della Champions, e anche ingenuità, come il doppio giallo di Cabal, che è costato l’uomo in meno per lunga parte del secondo tempo. Ci si mette anche l’uscita dal campo del difensore Bremer, vero condottiero della difesa. Senza di lui, la barca bianconera ha fatto acqua da tutte le parti.

È questo il mix che ha portato a una sconfitta pesante per 5-2: al ritorno servirà una prova di grandissimo livello per recuperare e conquistare il passaggio agli ottavi. Da segnalare la doppietta dell’ex Napoli Lang, che ha messo a segno il gol del pareggio e poi quello del colpo decisivo del 4-2.

Un mitico

Enzo Ferrari, il drago dei motori

La Scuderia Ferrari è il team più titolato e longevo nella storia della Formula 1

Il 16 novembre 1929, a Modena, in una giornata d’autunno destinata a cambiare la storia dell’automobilismo, nasceva ufficialmente la Società Anonima Scuderia Ferrari.

Non fu un’officina o una fabbrica a vedere la luce quel giorno, ma un’organizzazione sportiva nata dall’audacia di Enzo Ferrari, all’epoca pilota e dirigente per l’Alfa Romeo. L’idea, formalizzata davanti a un notaio, era chiara e pragmatica: acquistare e gestire in modo professionale vetture da corsa Alfa Romeo per farle competere con piloti privati in gare nazionali e internazionali, trasformando un passatempo per gentleman driver in un’attività seria e strutturata, con un capitale sociale iniziale di 200 mila lire.

In quel momento il “Drake” non sognava ancora di costruire le sue automobili, ma di creare la squadra di supporto definitiva per l’Alfa: un reparto corse esterno che presto si sarebbe distinto per efficacia e ambizione.

Tra i primi soci figuravano i fratelli Caniato e Mario Tadini, ma l’anima pulsante, il direttore

delegato che avrebbe impresso il suo nome nella leggenda, era Enzo, che pochi anni prima aveva ricevuto l’emblema del Cavallino Rampante dalla contessa Paolina Baracca. Quel 16 novembre fu il primo vagito di una realtà che, crescendo al fianco dell’Alfa Romeo, avrebbe gettato le basi per l’indipendenza e per la nascita del mito del Rosso Corsa, l’eterno simbolo italiano della velocità e della passione.

Poi c’è l’evoluzione: negli anni ’30 la Scuderia diventa il reparto corse ufficiale dell’Alfa Romeo; nel 1939 Enzo Ferrari lascia l’Alfa

Romeo e fonda l’Auto Avio Costruzioni; nel 1947 nasce la prima vera Ferrari, la 125 S; nel 1950 la Ferrari partecipa al primo Campionato del Mondo di Formula 1. La prima vettura costruita e marchiata Ferrari fu la 125 S, presentata nel 1947: motore V12 progettato da Gioachino Colombo; debutto in gara a Piacenza l’11 maggio 1947; prima vittoria pochi giorni dopo, a Roma. Il resto è storia, leggenda, mito. Il brand Ferrari va a braccetto con il boom economico in Italia negli anni ’60. Inarrestabile, conquista i mercati di tutto il mondo.

CL – L’Atalanta prova ma Borussia non perdona

Partenza impaurita dei Bergamaschi che vanno sotto, buona la reazione ma non basta a raddrizzare la gara Dortmund (Germania) – L’Atalanta paga un primo tempo sottotono. Infatti, il passivo di 2-0 è maturato tutto nella prima frazione di gioco. E alla Dea non è bastato un secondo tempo più determinato, più energico, con maggiore controllo della partita, per rimettere sui giusti binari la sfida d’andata dei play-off contro il Borussia Dortmund. Anche se le conclusioni a rete sono state comunque poche rispetto al gioco prodotto.

Ad ogni modo, i secondi 45 minuti fanno ben sperare per il ritorno, fissato per mercoledì 25 febbraio alle ore 18:45 (giovedì 26 febbraio, ore 06:45 a Sydney). Se la squadra di Palladino entrerà in campo con lo spirito del secondo tempo di oggi, ci sono buone possibilità di riacciuffare il passaggio agli ottavi di finale.

Al fischio d’inizio, i padroni di casa gelano gli ospiti. Il Borussia

Dortmund si presenta con un cross dalla destra di Ryerson e uno stacco imperioso di testa di Guirassy che buca Carnesecchi: gialloneri subito in vantaggio. La partita è di grande intensità. Si costruisce tanto e bene da entrambe le parti.

Al 42’ arriva il raddoppio dei tedeschi: Guirassy si fa una bella galoppata sulla fascia sinistra e poi la mette al centro rasoterra; la palla attraversa tutta l’area e

arriva sui piedi di Beier, che non deve fare altro che metterci il piattone: Borussia Dortmund 2 –Atalanta 0.

SCIDA VINCENZO

nato il 12 ottobre 1948

deceduto a Sydney (NSW) il 10 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

Il funerale avrà luogo venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 11.30 presso la chiesa cattolica di St Anthony’s, 54 Agincourt Road, Marsfield NSW. Dopo il rito religioso, il caro Vincenzo sarà accompagnato al Macquarie Park Cemetery, angolo Delhi e Plassey Roads, North Ryde NSW.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Che la sua anima trovi serenità eterna."

ETERNO RIPOSO

Onoranze Funebri

DECESSO

BIORDI MARIO

27 aprile 1933

deceduto a Sydney (NSW) 17 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale avrà luogo martedì 24 febbraio 2026 alle ore 10.30 presso la chiesa cattolica di All Saints, 48 George Street, Liverpool NSW.

Dopo il rito religioso, il caro Mario sarà accompagnato al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Che il tuo spirito trovi pace eterna e che il tuo ricordo continui a donarci conforto ogni giorno."

RIPOSA IN PACE DECESSO

MARIA TAORMINA

INGRASSIA CARMELO

il 6 aprile 1941

deceduto a Sydney (NSW) il 17 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato lunedì 23 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la cappella della Resurrezione di Andrew Valerio & Sons, 177 First Avenue, Five Dock NSW. Il funerale avrà luogo martedì 24 febbraio 2026 alle ore 11.00 presso la Mary Mother of Mercy Chapel al Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.

Dopo il rito religioso, le spoglie del caro defunto saranno deposte nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.

“Il Signore lo accolga tra le Sue braccia e doni a lui la pace eterna."

ETERNO RIPOSO

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno.

Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia.

Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

(02)

nata a Giardini Naxos (ME-Italia) il 29 agosto 1925

deceduta a Sydney (NSW) il 14 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario è stato recitato domenica 22 febbraio 2026 alle ore 19.15 presso la chiesa di St Joan of Arc, 97 Dalhousie Street, Haberfield NSW.

Il funerale avrà luogo martedì 24 febbraio 2026 alle ore 11.00 presso la stessa chiesa, e dopo il rito religioso il corteo funebre proseguirà per il Rookwood Catholic Cemetery, Cripte della Madonna, Rookwood NSW.I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Che il Signore vegli su di te e ti conceda eterna serenità."

RIPOSA IN PACE

ROTONDO BENITO

nato il 1° aprile 1938

deceduto a Sydney (NSW) l'11 febbraio 2026

I familiari tutti, ad un mese dalla scomparsa, lo ricordano con dolore e immutato affetto. Il rosario è stato recitato martedì 24 febbraio 2026 alle ore 19.30 presso la cappella di A O'Hare, Pompe Funebri Italiane, 15-19 Norton Street, Leichhardt NSW. Il funerale avrà luogo mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 10.00 presso la chiesa di Our Lady Queen of Peace, 341-351 Victoria Road, Gladesville NSW, e dopo il rito religioso il corteo funebre proseguirà per il Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde NSW.

“Che il ricordo del tuo amore continui a guidarci ogni giorno."

ETERNO RIPOSO

TUESDAY AND FRIDAY

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888

DECESSO
DECESSO

Muore Robert Duvall, consigliere del Padrino

Il mondo del cinema piange la scomparsa di Robert Duvall, leggendario attore e regista statunitense, morto all’età di 95 anni nella sua casa nelle tranquille campagne della Virginia.

La notizia è stata confermata dalla moglie Luciana, che sui social ha ricordato: “Per il mondo era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me era tutto. La sua passione per il mestiere era eguagliata solo dal profondo amore per i personaggi, per un buon pasto, per lo stare al centro della scena e per la vita stessa, vissuta con intensità e curiosità”.

Nato a San Diego, Duvall ha iniziato a emergere nel cinema già oltre i quarant’anni, ottenendo la prima delle sue sette candidature agli Oscar nel 1973 per il ruolo di Tom Hagen nel celebre Il Padrino di Francis Ford Coppola. La sua capacità di incarnare personaggi con naturalezza e profondità lo ha distinto tra i grandi del suo tempo, accanto a colleghi come Robert De Niro, Dustin Hoffman e Gene Hackman. La svolta definitiva arrivò nel 1984 con Tender Mercies –Un tenero ringraziamento, film per cui vinse l’Oscar come miglior attore protagonista grazie a una performance sobria, intensa, incredibilmente convincente e memorabile.

Duvall non si limitò al grande

schermo: la sua carriera televisiva è altrettanto significativa, con ruoli memorabili in Lonesome Dove e Broken Trail, che gli valsero cinque candidature agli Emmy e due statuette. Tra i suoi primi successi cinematografici figurano Il buio oltre la siepe, M.A.S.H., e il film sperimentale THX 1138 di George Lucas. Nel 1976 conquistò il pubblico con Quinto potere, mentre nel 1979 il suo colonnello Kilgore in Apocalypse Now regalò una delle battute più iconiche della storia del cinema: “Adoro l’odore del napalm al mattino”. Lungo una carriera di oltre sei decenni, Duvall si è distinto per uno stile recitativo definito “ruvido naturalismo”, capace di entrare nei personaggi senza artifici, donando realismo, autenti-

cità e forza emotiva a ogni scena. Anche a teatro dimostrò la sua versatilità, mentre in film come Il Grande Santini e Confessioni vere consolidò il ruolo di protagonista, dimostrando la stessa intensità e attenzione ai dettagli che lo avevano reso celebre. La sua eredità cinematografica è quella di un attore capace di fondere talento, disciplina, sensibilità e profonda umanità, lasciando un segno indelebile nella storia del cinema mondiale. Robert Duvall non sarà mai dimenticato, e i suoi indimenticabili personaggi continueranno a vivere sul grande schermo e nella memoria degli spettatori di tutto il mondo, come simbolo di passione, dedizione e amore per l’arte.

La Cina comunista e la lotta antimperialista su scala planetaria

di Daniele Burgio, Massimo

Leoni e Roberto Sidoli

Il movimento comunista, fin dalle sue origini tra il 1846 e il 1848, ha avuto una natura essenzialmente internazionale. Questo si riflette sia nei suoi obiettivi generali – la diffusione del socialismo e del comunismo a livello mondiale – sia nei legami organizzativi, come la Prima e la Seconda Internazionale (1864-1914), pur caratterizzate da tensioni interne e dalla debolezza nella lotta contro guerre e colonialismo occidentale. Un salto decisivo avvenne con la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 e la nascita del primo Stato socialista, capace di sopravvivere oltre settant’anni. Da

Annuncio Comunitario

L’Associazione Figli del Grappa invita soci, loro famiglie, amici e paesani a una festa d’autunno, domenica 22 febbraio, ore 11.30, presso la Sala Michelini, Club Marconi, con un abbondante e lussuoso pranzo, lotteria e la musica di Tony Gagliano. Costo biglietto: $85 (pranzo e bevande: vino, birra e soft drink; liquori alcolici a proprie spese). È necessario prenotare entro il 12 febbraio, telefonando a uno dei seguenti numeri:

L. & C. Cafarella 4647 4377

A. Cremasco 9606 6283

G. Favero 9826 1531

G. Morosin 9604 2458

J. Morosin 9620 2168

M. Pellizzari 9606 5820

F. Simonetto 9610 6945

quel momento il comunismo e il marxismo agirono non solo come ideologia, ma come forza concreta a livello internazionale contro capitalismo e imperialismo, influenzando movimenti, governi e alleanze in tutto il mondo.

Fin dai tempi di Lenin, i nuovi poteri sovietici e, dopo il 1945, gli altri stati socialisti adottarono strumenti multipli: difesa contro attacchi militari, economici e propagandistici provenienti dall’Occidente; competizione pacifica in termini di soft power, come indicato nel Decreto sovietico sulla pace dell’ottobre 1917; coesistenza pacifica con i paesi capitalisti, in casi come il trattato di Brest-Litovsk del 1918 o l’accordo anglo-sovietico del marzo 1921. Lenin sottolineava già nel 1921 come la lotta aperta e sotterranea tra una Russia sovietica debole e i centri dell’imperialismo mondiale fosse il fulcro della politica internazionale, anticipando le dinamiche geopolitiche del secolo successivo.

All’inizio del terzo millennio, la sfida tra un ordine unipolare guidato dagli Stati Uniti e una tendenza multipolare con al centro Pechino richiama la necessità di valutare i fattori materiali di forza della Cina socialista. Nel 2025, il PIL cinese raggiunge i 41.020 miliardi di dollari, superando quello statunitense di 30.620 miliardi, circa un quarto in meno rispetto a Pechino, anche secondo il criterio della parità di potere d’acquisto. Accanto al peso economico, la Cina ha raggiunto una supremazia tecnologica impressionante: in circa vent’anni, Pechino guida la ricerca nel 90% delle tecnolo-

gie cruciali, secondo l’Australian Strategic Policy Institute, riducendo notevolmente il precedente vantaggio statunitense in settori d’avanguardia e consolidando una posizione di leadership in intelligence artificiale, semiconduttori avanzati, energia pulita e tecnologie quantistiche. Questa trasformazione epocale dei rapporti di forza mondiali consente alla Cina non solo di ridurre il monopolio scientifico e produttivo occidentale, ma anche di sostenere i Paesi del Sud globale tramite relazioni commerciali e strumenti finanziari innovativi.

Tra questi il CIPS e “The Unit”, un token commerciale basato su blockchain concepito come alternativa al dollaro nelle transazioni internazionali. Altre iniziative comprendono mBridge e BRICS Bridge, piattaforme di pagamento digitale che permettono agli Stati BRICS di scambiare valute senza passare per il dollaro, accelerando trasferimenti, gestione dei conti e regolamenti commerciali tra i partecipanti, favorendo una maggiore autonomia finanziaria e riducendo la dipendenza dalle infrastrutture occidentali come SWIFT.

Accanto al peso economico e finanziario, la Cina sviluppa anche capacità militari avanzate. I missili ipersonici DF-27, operativi nel 2025, possono colpire obiettivi tra 5.000 e 8.000 chilometri, comprese Hawaii, Alaska e basi strategiche in Australia, cambiando radicalmente l’equilibrio tattico e geostrategico nel Pacifico e costringendo Washington a rivedere le proprie strategie di difesa regionale.

L’articolo sottolinea inoltre come la sinistra occidentale, anche quella antagonista, abbia spesso ignorato questi sviluppi, incapace di distinguere tra il sostegno cinese a cause internazionali e il supporto statunitense a politiche imperialiste, come nel caso del genocidio a Gaza. La combinazione di crescita economica, supremazia tecnologica, strumenti finanziari innovativi e capacità militari ha reso la Cina un attore centrale in un mondo multipolare, capace di sfidare l’e-

gemonia statunitense e di porsi come riferimento alternativo per i Paesi del Sud globale, riprendendo, in chiave contemporanea, la tradizione internazionale del movimento comunista.

In conclusione, il percorso storico del comunismo internazionale e l’ascesa della Cina mostrano come la lotta contro

l’imperialismo e il dominio globale non sia solo ideologica, ma concretezza materiale: economica, tecnologica e militare. La Cina moderna, con le sue strategie di soft e hard power, rappresenta oggi la più chiara incarnazione di questa continuità storica, proiettando un’influenza globale che ridisegna gli equilibri mondiali.

Comites 2026,

Romagnoli (AP): Rimandare sarebbe un insulto

Massimo Romagnoli, responsabile del Dipartimento Italiani all’Estero di Alternativa Popolare, entra nel dibattito pubblico sulle elezioni dei Comites, riguardo all’ipotesi, sostenuta da una parte di Fratelli d’Italia e del Partito Democratico, di un eventuale rinvio.

Romagnoli ha le idee molto chiare e ribadisce con fermezza: “Bisogna rispettare la data delle elezioni, che dovranno quindi tenersi alla fine del 2026.

Rinviarle sarebbe uno schiaffo in faccia agli italiani nel mondo e un insulto alla democrazia.

Anche solo pensare ad un rinvio dimostra quanto alcuni tengano in poca considerazione gli italiani nel mondo.

Senza contare che rimandarle al 2027 sarebbe veramente una follia, visto che ci saranno le elezioni politiche, mentre pensare al 2028 vorrebbe dire attendere un’eternità. No, rispettiamo gli italiani all’estero, rispettiamo la democrazia: i fondi per le elezioni Comites sono già stati trovati

in Legge di Bilancio, dunque Alternativa Popolare non vede alcun motivo per rimandare”. Romagnoli, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), sottolinea che il rispetto delle scadenze elettorali non è solo un obbligo formale, ma una questione di dignità e rappresentanza per gli italiani residenti all’estero.

“I Comites – ricorda – sono un presidio fondamentale della democrazia e del dialogo tra le istituzioni italiane e le comunità nel mondo. Ogni rinvio sarebbe un danno alla partecipazione e alla voce degli italiani all’estero”. Alternativa Popolare ribadisce la propria posizione a sostegno di elezioni regolari e trasparenti, con il pieno coinvolgimento dei cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali.

Allo stesso tempo, invita le istituzioni a garantire che il rinnovo dei Comites avvenga secondo il calendario previsto, nel pieno rispetto della legge e della volontà degli elettori.

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