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PERIODICO COMUNITARIO ITALO-AUSTRALIANO | INFORMATIVO E CULTURALE Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 11 - Venerdì 20 Febbraio 2026
Price in AU $2.00
Riflessioni a margine
Diretto da
Marco Testa
editor@alloranews.com
di Marco Testa
ISSN 2208-051
Giovani usa e getta
La retorica “aiutiamo i giovani” sembra essersi placata. Probabilmente, adesso che i giovani si sono “inseriti”, il tema non fa più notizia. O forse, più semplicemente, non conviene più parlarne. Per anni li abbiamo evocati come emergenza nazionale, come promessa da non tradire, come investimento sul futuro. Poi, una volta assorbiti nei meccanismi della precarietà anche nel nostro contesto comunitario, il dibattito si è dissolto nel silenzio. Inseriti dove? In una comunità che li accoglie a tempo determinato, per fare figura e dire "guarda quanti giovani ci sono nella mia associazione", che gli offre chissà magari quale contratto di lavoro e poi li sostituisce con facilità. Inseriti in un sistema che chiede sempre più flessibilità ma offre incertezza, che pretende competenze sempre nuove ma fatica a garantire stabilità. È un’integrazione apparente, che somiglia più a un adattamento forzato che a una reale valorizzazione. Ma dietro l’elogio della resilienza dei nostri giovani si nasconde spesso l’assenza di prospettive. Il giovane ideale diventa così quello che non reclama, che non protesta, che si accontenta di “fare esperienza”. Esperienza che, però, non sempre si traduce in diritti. E mentre si celebra l’innovazione, si dimentica la continuità. Si investe in progetti a breve termine, in bandi, in incentivi temporanei, ma raramente si costruiscono percorsi solidi. Il risultato è una generazione sospesa: qualificata, connessa, ma fragile. Una generazione che contribuisce al sistema senza sentirsi davvero parte di esso. Forse il problema non è l’assenza di talento nella nostra comunità, ma l’assenza di visione. Non basta inserire i giovani: occorre credere in loro come soggetti stabili della comunità, non come risorse intercambiabili, da gettare quando non sono più utili. Altrimenti uno dopo l’altro, quelli che dovrebbero abitare il nostro futuro, ci lasceranno. Ascolta il podcast
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La Costituzione non si tocca? Si migliora.
Le parole infuocate Piovono palle di fuoco. In un’escalation di dichiarazioni che hanno incendiato il dibattito pubblico, la leader di One Nation, Pauline Hanson, ha confermato i commenti che hanno definito “non ci sono buoni musulmani in Australia”, scatenando una reazione immediata e bipartisan. Nonostante le scuse parziali, Hanson ha ribadito le sue posizioni in una serie di interviste infuocate, sostenendo di parlare a nome di “preoccupazioni per il futuro del Paese” e respingendo le critiche come tentativi di
metterle il bavaglio. Le sue parole hanno provocato dure condanne da tutti i fronti politici. Il ministro per il Multiculturalismo Steve Kamper ha definito le dichiarazioni “riprovevoli, bigotte e sbagliate”, sottolineando come l’attacco della senatrice miri a minare le fondamenta multietniche e multireligiose della società australiana. “L’Australia è una società multiculturale. Non c’è modo di cambiarla”, ha dichiarato, invitando la popolazione a rafforzare i valori di mateship, rispetto e “fair go” per tut-
Panel to Decide Guerra in Ucraina, Fate of Ailing Child colloqui a Ginevra In Naples, a two-year-old boy remains on life support after a failed heart transplant, as doctors confront a wrenching decision. The child has been on ECMO for over 50 days, with specialists weighing the use of the Berlin Heart, a pediatric artificial device. Yet infection risks and multi-organ deterioration cloud his prognosis. An ethics panel will assess whether continued invasive treatment serves his best interests, or merely prolongs suffering without realistic hope of recovery or a viable transplant.
Ucraina e Russia si preparano a negoziati a Ginevra mentre proseguono attacchi missilistici e droni russi sul territorio ucraino. Il presidente Zelenskyy invita a combinare diplomazia, giustizia e forza, sostenendo pressioni costanti sulla Russia e supporto rapido all’esercito ucraino. La linea di confine del Donbas e le garanzie di sicurezza restano punti critici. Nonostante le trattative guidate dagli USA, le posizioni restano rigide. Mosca insiste sul controllo territoriale, Kiev richiede sicurezza, mentre i civili continuano a soffrire nel gelo dell’inverno.
ti. Le critiche sono arrivate, senza sosta, anche dal mondo politico e religioso. Il senatore Liberale Andrew Bragg ha condannato le parole di Hanson come “disgustose e oltraggiose”, mentre il senatore Nationals Matt Canavan ha sottolineato che le affermazioni erano “un-Australian”. Gruppi islamici e leader religiosi, come l’Australian National Imams Council, hanno ammonito che tali dichiarazioni alimentano divisione e incomprensione, minando l’unità necessaria per affrontare le sfide della società contemporanea. Hanson, nel frattempo, ha continuato a difendere le sue posizioni, citando presunti problemi legati all’immigrazione e alla sicurezza, e criticando gli imams per ciò che definisce “discorsi d’odio”. Le tensioni sono aumentate, con media e social media in fiamme, mentre cittadini e politici dibattono sull’equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità pubblica. In questo contesto, l’Australia si trova di fronte a un bivio: cedere alle parole infuocate che cercano di dividere, o riaffermare i principi di unità, inclusione e rispetto reciproco che hanno definito la nazione. Come ha dichiarato Kamper, “Non dobbiamo mai cedere all’odio o a chi cerca di dividerci”. L’ondata di polemiche non mostra segni di rallentamento: le parole di Hanson continuano a riverberare nei corridoi del Parlamento e nelle strade delle città australiane, alimentando un acceso dibattito su identità, appartenenza e futuro del Paese.
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The Fraternity Club Fairy Meadow (Wollongong) Carnevale Italiano Dom. 22 Febbraio, 2pm-4pm Maria: 0411 372 411
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