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Allora! 30 Novembre 2022

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Direttore Franco Baldi editor@alloranews.com

Gli Alpini salutano il presidente Favero

Con la visita alla Baita degli Alpini ad Austral e il susseguente pranzo conviviale nel ristorante Cucina Galileo al Club Marconi, si conclude la vista in Australia del presidente nazionale degli Alpini, Sebastiano Favero.

La visita del presidente, accompagnato dal delegato per le sezioni estere Gianmario Gervasoni e dal delegato Maurizio Pinamonti, si è tenuta in concomitanza con il 36mo Raduno Intersezionale degli Alpini d'Au-

stralia a Brisbane, dove tutte le sezioni attive degli Alpini si sono date appuntamento per celebrare la loro alpinità e riconfermare l'attaccamento ai loro simboli e alla loro bandiera. A fare gli onori di casa, il coor-

dinatore degli Alpini d'Australia e presidente della sezione di Sydney, Giuseppe Querin con il presidente di Wollongong Primo Galanti che hanno mostrato Continua in ultima pagina Servizio speciale pagine 14 e 15

At least seven killed by landslide on Italy’s Ischia island

At least seven people, including a newborn and two children, have been killed on the southern Italian island of Ischia after a landslide caused by torrential rain devastated a small town, according to a local official. Five people were still missing, Naples Prefect Claudio Palomba told a news conference.

The huge landslide was triggered before dawn by exception-

al rainfall and sent a mass of mud and debris hurtling through the port town of Casamicciola Terme. Photographs and aerial video footage showed buildings smashed by the landslide and several cars pushed into the sea by what one resident described as “a waterfall of water and mud”. The island received 126mm (nearly five inches) of rain in six hours, the heaviest rainfall in

20 years, according to officials. Experts said the disaster was exacerbated by building in areas of high risk on the mountainous

island, which is also in a seismically active zone. Statistics show Ischia has many houses built illegally, put-

ting inhabitants at permanent risk from flooding and earthquakes, which have often hit the hilly island over the past years.

Deammi e corruzzione dietro i Mondiali
Don Milani "provocatore"
Adesso ho paura
C'era una volta... Sergio Leone Danny Lim in ospedale...
Aprire un'adeguata riflessione...

notizie istituzionali

L’USEF riunisce la direzione generale

Ieri sera, si è riunita la direzione generale dell’USEF per esaminare alcuni aspetti delle future attività, per procedere all’attribuzione degli incarichi ai vari componenti.

La riunione è stata aperta da una in formativa del segretario generale Salvatore Augello. Nella sua informativa, il segretario generale ha fornito una immagine dell’associazione in tutte le sue articolazioni, sottolineando luci ed ombre, punti di forza ed alcuni aspetti che meritano un’attenzione particolare.

Il tutto, in linea con quanto decisioni nel corso della celebrazione del 14° congresso generale tenuto a Palermo nel luglio scorso. Nella relazione si sottolinea la positività di avere intrapreso la strada di un profondo rinnovamento dell’associazione, che oggi può contare sull’apporto di

giovani e donne sia nei vari circoli sparsi per il mondo, che nella direzione. Una linfa giovanile salutata con soddisfazione di tutti. Tra le decisioni prese, anche quella di portare avanti l’individuazione di coordinatori d’area che dove sono già stati individuati continuano a dare ottimo risultati. Infatti oggi l’USEF può contare sul lavoro dei primi tre coordinatori già operativi: Salvatore Finocchiaro (Argentina); Salvo Buttitta (Svizzera); Davide Placenti (Cile). Altri sono stati individuati nell’ambito dei nuovi incarichi in direzione.

Nella riunione si è anche parlato di tesseramento, di iscrizione all’albo della Associazioni di Promozione Sociale affidando ad un esperto l’incarico di apportare le necessarie modifiche allo statuto.

Infine il relatore ha avanzato

le proposte di incarichi, che approvati dai presenti, risultano essere i seguenti per la presidenza: Angelo Lauricella PRESIDENTE, Salvatore Arnone Coordinatore per il Belgio, Daniela Di Benedetto coordinatrice degli eletti USEF nei COMITES, Di Maio Enrico rapporti con i sindacati, Francesca Messana si occuperà di parità di genere.

Questi gli incarichi per la segreteria: Salvatore Augello Segretario Generale, Pino Apprendi rapporti con gli Enti Locali e le Istituzioni, Graziella Bivona coordinatrice area di New York e New Jersey, Salvatore Bonura economia e made in Sicily, Valentina Bongiovanni addetta stampa e social media manager, Salvo Licastri responsabile comunicazione e pubbliche relazioni.

Salvatore Augello 22 novembre 2022

Italiani all’estero: “Urgente convocare l’assemblea di insediamento del nuovo CGIE”

di Ricky Filosa

Dal 10 marzo scorso il Consiglio generale degli italiani all’estero vive una situazione anomala, “bloccato in un regime di prorogatio a causa di una discutibile quanto zelante decisione dell’Avvocatura di Stato”: lo afferma il Segretario generale del CGIE, Michele Schiavone, in conferenza stampa, che continua: “In questi mesi le funzioni che il

Allora!

Settimanale degli Italo-Australiani

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Giuseppe Querin, Daniel Vidoni, Pino Forconi, Alberto Macchione, Maria Grazia Storniolo,Ketty Millecro

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Angelo Paratico Editore in Verona

Marco Zacchera Verbania

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Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform, Notiziario 9 Colonne ATG, Euronews, The New Daily, Sky TG24, CNN News

Disclaimer:

The opinions,

CGIE è chiamato a svolgere sono espressamente limitate all’ordinaria amministrazione. In sostanza - spiega ancora Schiavone - il CGIE è condizionato ad esprimere solo pareri obbligatori su specifiche proposte del governo riguardanti le comunità italiane nel mondo, questioni che rientrano nella categoria degli atti urgenti e indifferibili”. Così non si può andare avanti, naturalmente.

Per questo Schiavone, a nome di tutto il CGIE, chiede al ministro degli Esteri Antonio Tajani “di accelerare i tempi per fare ripartire le nostre attività e convocare con urgenza l’assemblea di insediamento del nuovo CGIE”. Schiavone ha ricordato che Tajani, nella sua funzione di ministro degli Esteri, è anche presidente del CGIE.

“Sono ormai trascorsi tre anni circa dall’ultima plenaria”, ha affermato il Segretario generale, evidenziando come su alcuni temi - ha citato per esempio il turismo delle radici - non siano ancora chiari i meccanismi e le dinamiche; non è ancora chiaro, insomma, come poter coinvolgere davvero gli italiani nel mondo e quali siano gli enti che dovrebbero svolgere tale ruolo di raccordo.

Tutto questo mentre “si assottiglia il numero dei corsi di lingua, causando così la chiusura di tanti enti gestori”. Esistono poi

“enormi disagi presenti nella rete consolare”, i Consolati italiani all’estero sono “in forte affanno nell’erogazione dei servizi per insufficienza di organico” e questo ha “effetti devastanti sulla nuova mobilità”, ma non solo.

Schiavone - ma anche i vari consiglieri che sono intervenuti da ogni parte del mondo - descrive una rete consolare ridotta a un colabrodo; cosa che noi sappiamo molto bene, visto che di certe tematiche ci occupiamo tutti i giorni come quotidiano online vicino agli italiani nel mondo. Il Segretario del CGIE ha spiegato che, nel frattempo, associazioni, Comites e patronati stanno cercando di supplire a questa mancanza di servizi presso i Consolati.

Schiavone ha poi sottolineato quanto sia urgente procedere con la delega agli italiani nel mondo, da assegnare presumibilmente a uno dei due sottosegretari alla Farnesina. Questo anche perché si avvicina la manovra economica ed è già cominciata la discussione del documento di programmazione economica e finanziaria, con cui si dovrà decidere quali saranno gli interventi a sostegno delle politiche per gli italiani all’estero.

Insomma, ha concluso Michele Schiavone, “oggi il CGIE chiede al governo uno scatto d’iniziativa per poter tornare ad operare nel pieno delle proprie prerogative”.

PAZZESCO!

Londra, impronte digitali per il passaporto presso i patronati

di Ricky Filosa

La notizia ve l’abbiamo anticipata nel titolo. Domenico Bellantone, Console Generale a Londra, ha annunciato nei giorni scorsi la nuova collaborazione tra il Consolato generale e i patronati sul fronte-passaporti.

La nuova partnership, ha spiegato il diplomatico, coinvolgerà tutti - dicasi tutti - i Patronati italiani presenti nel Regno Unito: ACLI, INAS-CISL, INCA-CGIL e ITAL-UIL.

Ora, capite bene quanto stiano godendo in questo momento quelle sigle sindacali. Perché?

Ma è presto detto: con l’occasione della raccolta delle impronte digitali presso le loro sedi, avranno modo di raccogliere anche i dati dei connazionali che si recheranno a rinnovare il documento di viaggio. E tutti gli italiani hanno un passaporto.

Oltre 450mila gli iscritti AIRE nella sola circoscrizione consolare di Londra. Un bel bottino, non c’è che dire, che i patronati potrebbero portarsi a casa: email, numero di telefono/WhatsApp, indirizzo fisico di ogni italiani

residente in UK. Dati che valgono oro.

Un bottino da utilizzare nel momento più utile. Per esempio, in campagna elettorale, diffondendo propaganda politica attraverso quei canali e andando così a sostenere questo o quel partito, questo o quel candidato. E si sa da che parte stanno, storicamente, i patronati… Nel dettaglio, i Patronati hanno fornito la disponibilità ad ospitare presso le loro sedi delle “missioni” di funzionari dell’Ufficio Passaporti ai fini della raccolta delle impronte biometriche per la successiva lavorazione della pratica in Consolato. Il passaporto sarà poi spedito direttamente al domicilio del connazionale.

“Per prenotare un appuntamento - ha aggiunto il Console - basterà contattare il Patronato prescelto sulla base delle vostre esigenze e delle date presenti in calendario”. “Il servizio è totalmente gratuito e rappresenta un ulteriore sforzo di questa Sede e dei Patronati coinvolti per avvicinare le Istituzioni al cittadino”, ha concluso.

Italiani all’estero, Schiavone (CGIE) al ministro Tajani: “Urgente convocare l’assemblea di insediamento del nuovo CGIE”

Aprire una adeguata riflessione… dopo diciassette anni? A Mattarè …

di Esposito Emanuele

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato il Rapporto in un messaggio inviato al presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego.

Il fenomeno di questa nuova fase dell’emigrazione italiana non può essere compreso interamente all’interno della dinamica virtuosa dei processi di interconnessione mondiale, che richiedono una sempre maggiore circolazione di persone, idee e competenze. Anzitutto perché il saldo tra chi entra e chi esce ri-

Criptovalute FTX

Il governo dell'Ucraina sta cercando di rimuovere da Internet qualsiasi informazione sui collegamenti con l'exchange di criptovalute FTX crollato.

Solo un paio di settimane fa, il fondatore di FTX Sam Bankman-Fried è stato definito il primo futuro trilionario del pianeta, e ora i pubblici ministeri sono interessati a lui.

La partnership tra FTX e il governo ucraino è diventata pubblica per la prima volta il 14 marzo, quando il principale sito web di criptovalute CoinDesk ha annunciato che Kiev aveva lanciato una pagina web dedicata alla donazione di criptovalute chiamata Aid for Ukraine.

Lo scambio di criptovalute ha promesso di "trasformare i bitcoin in cartucce, medicazioni e altre attrezzature militari" per l'Ucraina

Fino a poco tempo fa, il sito invitava i visitatori ad "aiutare l'Ucraina con la criptovaluta" e implorava "di non lasciarci soli con il nemico".

Ma pochi giorni prima che lo scandalo FTX diventasse pubblico, Kiev ha tolto la pagina.

Inoltre, si è scoperto che dall'inizio di aprile il programma non ha ricevuto fondi aggiuntivi e l'importo totale della raccolta è rimasto invariato, nonostante la risorsa fosse aperta alle donazioni. Il contatore si è letteralmente bloccato alla cifra di 60 milioni di dollari

"Dov'è il denaro di Lebowski Zelensky?!" - chiede il pubblico americano, indifferente a tutto tranne che alla propria tasca, in cui il regime di Kiev è riuscito a creare un vero buco nero.

aprire una adeguata riflessione sulle cause di questo fenomeno e sulle possibili opportunità che la Repubblica ha il compito di offrire ai cittadini che intendono rimanere a vivere o desiderano tornare in Italia.

Evidentemente a Mattarella è sfuggito un piccolo particolare la Fuga di cervelli: dal 2006 al 2022 la mobilità dei cittadini italiani è cresciuta dell’87 per cento.

mane negativo, con conseguenze evidenti sul calo demografico e con ricadute sulla nostra vita sociale. Ma anche perché in molti casi chi lascia il nostro Paese lo fa per necessità e non per libera scelta, non trovando in Italia una occupazione adeguata al proprio percorso di formazione e di studio.

Il capo dello Stato commenta con amarezza un fenomeno sul quale non devono mancare degli spunti di riflessione, invitando il Paese a fare la propria parte.

Il nostro Paese, che ha una lunga storia di emigrazione, deve

Obbedire senza scelta e spiegazione

Potete vendere o bere l'acqua avvelenata dalla Repubblica, Corriere, Stampa, Tg1, Sky e di tutta la voce del padrone. Le scie chimiche della speculazione stampate e diffuse capillarmente. Riporto notizie che farebbero riflettere il più utile idiota del paese:

1) “La prossima guerra in Europa ci sarà tra la Russia e il fascismo, solo quest’ultimo di chiamerà democrazia”. Fidel Castro

2) Tre tifosi ucraini sono stati arrestati in Qatar per aver diffuso e sostenuto apertamente il nazismo nel Mondiale di calcio in corso. Al Jazeera

3) Dopo la risoluzione adottata ieri della NATO, che definisce, all'interno dell'Assemblea Parlamentare di Madrid, la Russia come uno stato terrorista, non posso non ripensare ad A.T.O. Qualcuno ricorda cosa fosse?

Era l'acronimo di Anti Terrosist Operation, l'operazione militare iniziata nel 2014 dal governo di Kiev e attuata contro i territori del Donbass, ritenuti occupati da terroristi filorussi.

Pochi sono a conoscenza di ciò, poiché la storia dell'operazione militare contro il presunto terrorismo del Donbass, fa parte

Questo il bilancio del “Rapporto Italiani nel Mondo”, redatto dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, giunta alla sua diciassettesima edizione, sono diciassette anni che si parla di questo fenomeno, diciassette volte che ho sentito queste frasi, diciassette volte che i nostri rappresentati eletti all’estero hanno detto “Serve intervento bipartisan per colmare subito vuoti che penalizzano gli italiani all’estero”, bene, e citando una vecchia canzone, Parole… Parole soltanto parole, ma dato che io sono stanco pure di commentare ormai queste buffonate, queste prese per i fondelli, vi dico continua nell'ultima pagina

della gran mole di materiale che viene regolarmente occultato: materiale che, se diffuso, costringerebbe tutti ad ammettere che Kiev aveva già intrapreso, nel 2014, una guerra contro una parte del suo stesso popolo, la parte che si era ribellata al golpe di Euromaidan.

4) Catlin Johnstone, una giornalista australiana eterodossa, in una sua angosciata analisi afferma che la terza guerra mondiale è oggi una prospettiva che i media mainstream - e dunque i loro padroni su per i rami della piramideritengono possibile, come fosse un’opzione come un’altra.

L’oligarchia occidentale e il suo megafono mediatico sono così usciti dal solco della logica e del buon senso, dando un lugubre contributo alla locomotiva che vorrebbe condurre il mondo. Alberto Bradanini (ex Ambasciatore italiano a Pechino)

Indi per cui, se pensate quello che vi spacciano i truffatori al soldo della speculazione state lastricando la strada al nazismo in Occidente.

Lo state facendo non per voi, se non siete utili idioti, ma per procurare morte, dolore e sofferenze ai vostri eredi e figli. Siete padroni, amici collusi con ogni marcio che vi raccontano a scopo predatorio?

Altrimenti scegliete, ogni voce idiosincratica ha il fine di lavarvi il cervello, mettendovi nel pensiero le peggio porcherie legittimate senza alcuna razionalità.

Senza spiegazione scelta o verifica, dovete obbedire ai vostri carnefici, pronti ad arrostirvi sull'altare del loro ego e del loro cibarsi delle vostre vite. Capitelo!

Un "Award" per Allora!

Avremmo preferito un misero stipendio... ma grazie al parere contrario dell'illustrissimo signor console e del segretario del Pd di Sydney nonché presidente del Comites, siamo stati costretti a diventare volontari, cioè senza paga... da quasi tre anni. Fortunatamente non tutti i mali vengono per nuocere ed è giunto in redazione un certificato che annuncia la nostra candidatura a "volontario dell'anno". Credo sia un'onorificenza per ciò che facciamo, un riconoscimento al nostro lavoro per la comunità.

Questo fa piacere, oltre ai lettori in continuo aumento, ora anche le autorità locali si rendono conto dell'importanza di un organo di stampa indipendente, senza falsi scopi e senza peli sulla lingua. Grazie ai miei collaboratori per la loro generosità. Senza soldi non si canta messa, ma noi riusciamo a stampare un settimanale... e scusate se è poco! Questo Award è il vostro e ve lo siete meritato. Grazie ai nostri inserzionisti e i nostri sostenitori. Ora non resta che aspettare... prima o poi qualcosa dovrà cambiare ai vertici.

La Germania criminalizza il criticismo verso il regime di Kiev

"L'approvazione, la negazione e la "grossolana banalizzazione" dei crimini di guerra e dei casi di genocidio rientreranno ora nel reato penale di "istigazione del popolo", in un nuovo paragrafo 5 della Sezione 130. ... "Se si tiene una incontro, ad esempio, in cui si parla contro gli ucraini, o si parla del 'regime fascista' di Kiev e cose del genere... o si banalizza ciò che è accaduto a Bucha, allora potremmo trovarci in situazioni

in cui il nuovo paragrafo potrebbe essere applicato", aggiunge Aziz Epik, professore assistente di diritto penale all'Università di Amburgo.".

Quando si parla di distopia a molti non viene semplice comprendere.

Ora si tratta di inondare la massa di informazioni in una direzione mentre i governi e le regole imposte vanno in quella opposta.

"Caro connazionale ti scrivo..." ancora?

di Esposito Emanuele

Miei poveri italiani all’estero, vi informo che in Italia nessuno ha tempo di occuparsi di voi.

Non ne hanno gli esponenti del governo troppo impegnati, metà del tempo a trovarsi qualche nuova poltrona, l’altra metà a litigare fra loro. E poi la loro opinione su di voi e di chi vi rappresenta l’hanno già espressa: non è stato nominato nemmeno un sottosegretario agli esteri, con delega agli italiani all’estero.

Non ha tempo per voi il Parlamento, troppo occupato a discu-

tere frivole cose giornaliere, selfie, colazioni, pranzi e cene.

Non hanno tempo per voi i parlamentari che voi avete eletto.

In verità quelli di centrosinistra possono fare ben poco oltre a lamentarsi. Quelli di destra-centro sono fermi sull’attenti in attesa di ordini dai loro partiti. Che rabbia, non finiremo mai di gridare che, specialmente al Senato, i loro voti sono indispensabili alla sopravvivenza stessa del governo e quindi potrebbero pretendere ed ottenere molto per voi.

Non hanno tempo per voi alcu-

ni personaggi tutti presi da elucubrazioni pseudo-istituzionali, invece di dedicarsi seriamente alle vostre reali esigenze nelle diverse circoscrizioni consolari, la circoscrizione estera ormai è diventata “turismo istituzionale”, o se preferite “turismo di ritorno” il loro ritorno economico.

E voi poveri connazionali miei, credete che questi illustri signori pensino a voi? Ma quando mai, noi ambasciatori senza portafoglio, loro turisti bene pagati e noi gli facciamo anche l’applauso e li invitiamo gratis alle nostre feste.

In Campagna elettorale, come in un coro, tutti a gridare che i servizi consolari sono diventati un problema; dopo il sonno perenne dei cinque anni precedenti si svegliavano dal lungo letargo in cui erano assopiti e tutti di un colpo gridano ai quattro venti che c'è’ una situazione insostenibile nella maggior parte dei consolati. Passato il vento della propaganda, ecco che ritornano nel loro ovile, nel loro dolce far niente.

Voi poveri connazionali vi siete fatti abbindolare ancora una volta, e dentro tutto questo gioco magico ci sono i Comites, il CGIE e tutte quelle istituzioni che dovrebbero, ma non fanno nulla per voi. In alcuni casi, a questi individui gli diamo pure le medaglie

Continuate pure a farvi prendere per il *%#@ però non lamentatevi, perché questa situazione è figlia di una comunità manipolata da quattro lecchini, alla faccia della nostra bandiera che per loro è solo una decorazione da appendere.

Roberto Ernesto Maroni (Varese, 15 marzo 1955

è

politiche sociali e presidente della Regione Lombardia dal 2013 al 2018.

Roberto Maroni reggitore dello Stato

di Roberto Arditti

Voglio ricordare Roberto Maroni attraverso due diverse situazioni che ci hanno visti coinvolti direttamente, situazioni credo assai indicative di un protagonista generoso ed appassionato della nostra vita politica.

Scena prima, 1994. Maroni è Ministro dell’Interno del Governo Berlusconi nato dal voto di marzo. È un governo tutto nuovo sotto ogni profilo, nel mezzo di una stagione politica turbolenta a dir poco.

Il premier inaugura una rubrica settimanale per Radio Rai, riprendendo la tradizione americana del dialogo “al caminetto” del Presidente. Io incontro Maroni ad un evento a Milano e gli propongo di fare lo stesso per Rtl 102.5, proposta che lui

Di Maio una vergogna europea

Tante volte m chiedo se ci sia un limite al peggio o - almeno - al ridicolo.

Nominare “Giggino” Di Maio “Inviato speciale europeo per il medio Oriente” oltre a fare sghignazzare l’intero continente (i francesi hanno già cominciato) pone un problema di fondo: ma come può essere credibile un’Europa conciata e diretta così?

Eppure il rischio c’è, visto che il nome di Di Maio è stato “selezionato” addirittura dallo European External Action Service, un panel esterno alle istituzioni Ue (LAUTAMENTE PAGATO) che valuta i profili (!!!) e poi li presenta alla Commissione europea che ha l’ultima parola.

Penso ai blog esilaranti con un Di Maio incapace di dire quattro parole in inglese, che ha confuso nazioni una con l’altra, che in Libia ha “ravanato” con tutti e concluso niente, che ha dimostrato di non contare nulla politicamente, personalmente e culturalmente non è neppure laureato). “Inviato speciale” proprio lui?

Ma allora mi candido io, per la metà dei 12.000 euro mensili netti di tasse oltre a benefit vari, rimborsi spese e staff a carico di Bruxelles e sfido Di Maio sulla base di un test con 100 doman-

de (in English, of course!) sulla situazione nell’area e vediamo chi risponde meglio, così come molto meglio di me potrebbero rispondere migliaia di persone solo in Italia: diplomatici, studiosi, ricercatori, esperti “veri” del mondo medio orientale. Ma com’è possibile a livello europeo selezionare proprio un “quaquaraqua” come Di Maio? Sembrerebbe matematicamente impossibile!!... Eppure a tanto arriva la spudoratezza politica.

Un ultimo regalo targato Draghi? Può darsi, ma la scelta è obiettivamente indifendibile.

Il rappresentante in Italia della Commissione Europea ,Antonio Parenti, ha testualmente dichiarato che Di Maio "E molto stimato sia in Europa che fuori" (ma da chi?!) e che se sarà chiamato a diventare inviato speciale "Avrà sicuramente molto lavoro da svolgere con i Paesi dell’area del Golfo per discutere e determinare la questione dell’approvvigionamento energetico nei prossimi anni.

Nel brevissimo termine l’area è importante come fonte di gas naturale liquefatto, ma in futuro giocherà un ruolo molto rilevan-

te con riguardo all’idrogeno verde, vista l’esposizione al sole".

Ma vi immaginate il futuro energetico italiano ed europeo affidato a Di Maio?!

E adesso ci vengono anche a dire che l’Italia non può rinunciare ad un posto importante in Europa.

Scusate, ma se il posto era importante perché non è stato pubblicizzato adeguatamente il concorso, magari selezionando un altro italiano effettivamente capace e con un minimo di preparazione specifica?

Se poi tutto serve solo per indennizzare Di Maio con un lauto stipendio dopo la trombatura elettorale mi girano ancora di più le p… Semplicemente perché Di Maio non ha fatto NULLA per meritarselo, un presuntuoso fallito politicamente e più o meno nullafacente in tutta la vita.

Sottolineato che l’attuale governo italiano - pur non avendo responsabilità dirette - ha però il dovere di opporsi dandone mandato formale anche al nostro esimio Commissario europeo Gentiloni, Di Maio torni a vendere bibite allo Stadio San Paolo, oppure si trovi finalmente un lavoro adeguato e magari - lui che ha “abolito la povertà” e “aperto il parlamento come una scatola di tonno” - si vergogni un po'.

accoglie con entusiasmo e che portiamo avanti per diverse settimane. Ora, col senno di poi, che il Ministro dell’Interno si metta a fare una rubrica settimana di dialogo radiofonico è oggettivamente originale. Come in fondo fuori dagli schemi era quel governo, che non a caso è durato sette mesi. Però l’entusiasmo di Maroni fu autentico ed indicativo di una “passionaccia” per la politica che non si è mai spenta. Scena seconda, 2013. Maroni diventa Presidente della Lombardia e si trova Expo 2015 sulla “scrivania”. L’evento è in fase di costruzione e riceve più critiche che elogi. Peraltro con una Lega non troppo favorevole, anche perché al governo (prima Letta e poi Renzi) si decide di cavalcare l’appuntamento come fiore all’occhiello nazionale. Ebbene sono testimone oculare del fatto che Maroni decise sin dal primo momento che avrebbe schierato la regione (che veniva da quattro mandati Formigoni) in pieno sostegno, come poi accadde fino al trionfale giorno dell’inaugurazione. Maroni era oggettivamente bravo, certamente il più in gamba della sua generazione di leghisti. L’unico capace di mettersi il fazzoletto verde al collo e girare per le valli la sera e la mattina dopo presentarsi al ministero con l’abito giusto.

Era anche un uomo di rara simpatia e dalla battuta pronta. Ma questi sono aspetti da lasciare al ricordo personale.

Mi interessa qui dire che Roberto Maroni è una delle migliori figure di “classe dirigente” della Seconda Repubblica. Quelli che Platone chiamava “reggitori” dello Stato.

- Lozza, 22 novembre 2022)
stato un politico italiano, segretario federale della Lega Nord dal 2012 al 2013. È stato ministro dell'interno, ministro del lavoro e delle

Violenza sulle donne, ora di passare ai fatti

Anche quest’anno il Ministero degli Esteri si tinge di arancione, a difesa dei diritti e contro la violenza su donne e ragazze. Non una sola giornata, ma fino a 16 lunghi giorni di dibattito e iniziative per riaffermare quanto sia importante il rispetto della dignità umana, magari per riuscire una volta tanto a passare dalle parole e dai post colorati e con gli #hashtag ai fatti concreti. Il comunicato stampa della Farnesina afferma che l’intera rete diplomatica aderisce “alla campagna di sensibilizzazione ‘UNITE!’ promossa da UN Women, che nel 2022 è focalizzata sul contributo fondamentale di movimenti, organizzazioni e attori della società civile, incluse donne e ragazze attiviste, per aumentare il livello di consapevolezza nell’opinione pubblica su questi temi.”

Prima di guardare a come le donne vengono trattate in paesi travagliati, dall’Afghanistan all’Etiopia, dall’Ucraina all’Iran, forse

sarebbe più opportuno rivolgere lo sguardo alle nostre concittadine all’estero, alle nostre ragazze con visto temporaneo abusate nei luoghi di lavoro, a quanti subiscono abusi nel volontariato, nell'impegno comunitario gratuito e disinteressato; alle nostre nonne, che non riescono a prenotare un appuntamento con il

Domanda: Se chiedi un finanziamento pubblico, perché la richiesta deve essere segreta? Di cosa hai paura? Se è legittima e non c'è nessun problema, hai diritto a intascare €750.00 per i tuoi progetti.

Ma, come spesso succede nella nostra comunità, le cose non sono sempre così semplici come dovrebbero.

Si doveva votate per esprimere il parere del Comites sul finanziamento di tre progetti da parte del Coasit. Il parere del Comites non è vincolante, ma la legge impone questa procedura. Far votare persone che, oltre non aver letto in precedenza le modalità della richiesta, potrebbero anche non essere in grado di esprimere un parere non avendone le competenza.

Ma la legge richiede questo e il solerte fautore locale indice l'incontro nella sede consolare, essendo il Comites sprovvisto di sede propria per motivi che è meglio, al momento, sorvolare.

Al primo incontro, va "buca" perché non si raggiunge il quorum... nonostante la stragrande maggioranza degli eletti faccia parte dello stesso gruppo che, per motivi tutti loro, vota compatto alle direttive del loro leader, segretario PD di Sydney.

Si indice una seconda riunione, ma ancora, nonostante specifica richiesta, i consiglieri dell'opposizione non vengono messi al corrente delle modalità sulla richiesta da votare.

Qualcuno prova a lamentarsi, ma le richieste non vengono

prese in considerazione. Si dovrà esaminare la richiesta in consolato, per poi riconsegnarla. Metti caso che tale richiesta finisca nelle mani sbagliate e qualcuno voglia fare qualche domanda a riguardo. Qualche anno fa c'erano solo i media allineati... quelli che non facevano rumore e soprattutto, quando le richieste venivano fatte da certe persone, non facevano nessuna domanda. Poi, qualcuno veniva pure premiato per la propria fedeltà alla causa, mentre altri ricevevano una letterina imponendo loro di farsi i *&%%$ propri e di far silenzio.

Nessuno mette in dubbio che quella richiesta di contributi sia legittima, nessuno mette in dubbio che il Coasit meriti quel contributo per poter continuare l'insegnamento della lingua italiana, nessuno mette in dubbio l'integrità dei richiedenti... ma... perché ci viene negato il diritto alla trasparenza? Cosa abbiamo da nascondere?

Ovvio che è solo questione di tempo; quella richiesta dovrà essere inviata a Roma e non dovrebbe essere difficile ottenerla tramite la legge sulla trasparenza degli uffici governativi, come fummo in grado di ottenere i documenti sull'accusa di bullismo e la relativa richiesta di immunità diplomatica dopo pagamento di $13.000 di consulenza legale. Noi siamo ancora qui, non ci facciamo intimidire, ci piace andare contro corrente, anche se è molto più faticoso che non galleggiare come &%$#*@ e farsi portare dalla corrente.

portale Fast.it; alle nostre madri impossibilitate a dare ai loro figli un’istruzione in lingua italiana all’estero gratuita e di qualità; e a quelle donne, infine, su cui viene fatta cadere la tagliola della burocrazia per annientare il diritto di voto e di rappresentanza. Ovviamente, in queste circostanze si menzionano le circo-

lari, che dovrebbero garantire “elevati standard di promozione della parità tra i sessi” e “valorizzare sempre, nel lavoro quotidiano, la concreta attuazione del principio costituzionale di uguaglianza, inteso sia come divieto di discriminazione, sia come promozione attiva di una parità effettiva.”

Ma è sufficiente una circolare, che poi viene prontamente disattesa o applicata al limite della legalità per ledere i diritti di chi non sta simpatico, senza possibilità di appello per la donna vittima di discriminazione o abuso?

Passare ai fatti richiede invece responsabilità, conseguenze e pene certe per chi anche dai più alti ranghi commette abusi, senza che sia possibile appellarsi ad arcaiche immunità.

Allora! non dimentica le donne della nostra comunità che lottano ogni giorno per vedere riconosciuti i loro diritti, oltre gli slogan e i comunicati stampa, i post sui social o alcune iniziative di presunti leader comunitari e personaggi istituzionali che pensano di cancellare il passato con una nota vaga su un verbale, lasciando traccia che qualcosa sia cambiato.

No, cari signori, nulla è cambiato e la falsità è lì dov'era e rimasta, anzi ce la dovremo tenere per qualche mese in più.

“Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono.” Parole forti, ma azzeccate quelle del saggista austriaco del secolo scorso Karl Kraus, d’altronde, si sa, gli austriaci di diplomazia sono stati per lungo tempo gli indiscussi maestri d’Europa.

Così che, leggendo i comunicati stampa di agenzie alle quali vanno considerevoli fette di finanziamenti pubblici spesso si legge una ricca varietà di comunicati autoreferenziali di alti funzionari dello stato, di presunti rappresentanti delle collettività italiane, i quali prontamente si dicono assolutamente compiaciuti del grande lavoro svolto da loro stessi e di quanto bene il loro operato abbia giovando all'umanità intera.

Eppure, qualche sentore che tutto proprio non vada nel migliore dei modi lo si apprende dai social. Finti sorrisi per altrettanti finti commenti, su altrettante fotografie sceneggiate per far sapere alla comunità che tizio ha partecipato alla messa

in onore a Sant’Eusebio, oppure all’apertura di un esercizio privato che alla comunità in realtà non interessa, o ad una rimpatriata tra amici trasformata in un avvenimento di spessore. Il tutto, nel nome della propaganda e di un impegno inesistente verso i problemi dei connazionali.

Per non parlare poi dei commenti di altrettanti amici, pronti a scrivere ‘bravissimo’ e a cliccare sulle icone di cuoricini per chissà quale complimento. Tutti sanno che il tizio in realtà vale poco, ma come dicevano i latini, in queste situazioni meglio sorvolare, fare

sorriso a cattivo gioco e riuscire in tempi non sospetti a strappare qualche parere favorevole per un finanziamento pubblico, magari in completo anonimato, dopotutto “canis canem non est”. Infine, per stendere un velo pietoso su quanto accade nei palazzi del potere, Collodi, a noi italiani, ha lasciato in eredità il suo Pinocchio, e con questo capolavoro letterario anche una celebre frase, “le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo.”

L'attivista e icona di Sydney Danny Lim in ospedale dopo che la polizia ha tentato l'arresto

L'attivista per la libertà di parola di Sydney Danny Lim, ha riportato ferite al volto e possibile emorragia celebrale a seguito di un tentativo di arresto nel QVB. Foto: Chris Murphy/Twitter

È stata avviata una revisione indipendente in seguito al tentato arresto dell'icona della protesta di Sydney Danny Lim, che spesso può essere visto passeggiare per le strade di Sydney con i suoi cartelli colorati.

Mercoledì, intorno alle 11, il 78enne Lim era nel QVB in George Street quando la polizia ha tentato di farlo allontanare dall'edificio. Durante l'arresto Lim è stato gettato a terra e ha riportato una ferita alla guancia.

L'arresto è stato "interrotto", dice

la polizia, e Lim è stato portato al St Vincents Hospital con una ferita al volto e un occhio nero.

L'avvocato Chris Murphy ha documentato le ferite di Lim in ospedale, affermando che le condizioni del 78enne erano "gravi".

Le riprese video dell'incidente mostrano la polizia che tenta di rimuovere Lim dall'edificio, dicendo "sei in arresto", mentre Lim chiede aiuto. Lim poi cade in avanti a terra mentre la polizia continua a cercare di arrestarlo.

L'evento ha suscitato indi-

gnazione in tutta Sydney poiché Lim è un noto attivista, che viene spesso visto chiacchierare con gli altri e brandire pacificamente i suoi cartelli sandwich.

Lim è stato precedentemente multato di $500 per un cartello che diceva "Smile cvn't!, Why Cvn't?" Tuttavia un tribunale ha ritenuto che il comportamento degli agenti durante l'arresto fosse ingiustificato e il cartello non potesse essere considerato offensivo. L'arresto di Lim nel 2019 ha provocato proteste al di fuori del comando dell'area di polizia della città di Sydney, a cui hanno partecipato migliaia di persone. Fuori dalla stazione di polizia, si potevano vedere manifestanti con cartelli come "More Danny Less Nanny" e "FVCK THE COPS. DANNY È IL TOP”.

La protesta ha ascoltato oratori che hanno criticato l'eccessivo uso della forza da parte della polizia.

Lim è attualmente in ospedale, con l'avvocato Chris Murphy che ha affermato tramite Twitter che Lim sarà valutato da un neurochirurgo per possibile emorragia cerebrale.

È già aria di Natale al Liverpool Mall

Babbo Natale arriverà al Macquarie Mall in modo spettacolare il 1 dicembre, evidenziato dalla cerimonia annuale di accensione dell'albero di Natale a Liverpool, oltre a giri gratuiti in slitta e pony. Il centro commerciale si animerà con canti natalizi, laboratori artistici e artigianali, mercati, bancarelle di cibo e luci e colori per tutta la famiglia.

I festeggiamenti iniziano alle 17:00 con Babbo Natale e il sindaco di Liverpool Ned Mannoun a disposizione per l'illuminazione dell'albero di Natale nel centro commerciale alle 19:30. I festeggiamenti dureranno fino alle 22:00.

Il sindaco Mannoun ha affermato che l'illuminazione dell'albero coinciderà con installazioni luminose lungo Macquarie

Street che prenderanno vita per rivelare tutto il divertimento nel cuore di Liverpool. Le foto con Babbo Natale saranno popolari insieme alle corse in slitta e sui pony men-tre Liverpool celebra il Natale.

Le bancarelle del mercato avranno riempitivi per calze o altri regali per sotto l'albero. Ci saranno gioielli fatti a mano, candele e sapone, oltre a ogni sorta di gadget festivi. Stand gastronomici offriranno sfiziose idee per la cena e il dessert dal dolce al salato. Certi di entusiasmare tutte le papille gustative.

Le tradizionali luci natalizie illumineranno Macquarie Mall e Macquarie Street in modo brillante per creare un'atmosfera veramente speciale per tutta la comunità.

More Affordable Early Learning and Care Delivered

The Albanese Government has locked in more affordable early education for about 7,400 local families in Werriwa after laws to deliver the reforms passed the Parliament today.

The passing of the legislation means that from July next year around 96 per cent of families with a child in early childhood education and care will benefit.

The legislation means that from July next year the childcare subsidy for families earning $80,000 or less will increase to 90 percent.

A family on a combined in-

come of $120,000 with one child in care will be $1780 better off in the first year under the reforms. This is delivering real cost of living relief while boosting productivity.

It means parents, especially mums, can work more paid hours if they want to. That means more money in the pockets of families.

Treasury modelling shows that this will deliver the equivalent of up to 37,000 workers to the economy in the first year. This is a big reform that is good for children, good for families and good for the economy.

notizie comunitarie

Assemblea Generale della CNA

Sabato 12 novembre si è tenuta l'assemblea generale annuale della CNA presso i locali dell'associazione a Bossley Park. Ha dato inizio ai lavori il presidente Bruno Lopreiato ringraziando i convenuti e lo strepitoso lavoro dei volontari e del personale durante tutto l'anno 2021-2022.

Malgrado la crisi pandemica e le conseguenti e sostanziali riduzioni di stanziamento per il servizio di patronato, Epasa-Itaco continua ad operare offrendo servizi di assistenza pensionistica e previdenziale, soprattutto rimanendo leader nell'area di Fairfield-Liverpool, ma anche ampliando il numero di assistiti nelle zone rurali e remote dello stato.

I servizi Care Services hanno visto una contrazione a causa della pandemia, ma si è comunque continuato ad assistere i connazionali più anziani con il centro di Carnes Hill, opportunità di svago all'aperto, visite diurne a particolari punti di riferimento italiani e a connettere quanti sono rimasti in isolamento dopo la pandemia con assistenza a distanza via telefono e con visite di volontari.

La Marco Polo - The Italian School of Sydney nel 2021-2022 ha continuato ad operare con 5 classi pomeridiane di livelli scolastico primario e di corsi per adulti. La scuola continua a svolgere le funzioni di Centro di Esame per la Certificazione della

Lingua Italiana in partenariato con l'Università di Siena e come piattaforma esami per i corsi di laurea del Consorzio ICoN.

Si è anche ricordato l'aumento di pratiche di tipo amministrativo svolte da Sportello Italia, soprattutto nell'ambito di assistenza con la cittadinanza australiana, servizi informativi sulla tassazione, disoccupazione per lavoratori rimpatriati in Italia e pratiche con la pubblica amministrazione italiana.

Un elogio particolare è andato a Franco Baldi, già Life Member della CNA, per la costante ed operosa attenzione verso la comunità residente nel sud ovest di Sydney ampiamente visibile attraverso la continua ed ampliata pubblicazione del settimanale Allora!

Infine, il Presidente Lopreiato ha ringraziato i volontari, gli sponsor, i benefattori, il Club Marconi, i Comuni di Fairfield e Liverpool, membri statali e federali che continuano a dare supporto al lavoro della CNA.

Al termine dell'assemblea, i soci hanno provveduto all'elezione dei 7 membri del Board per il biennio 2022-2023, composto da: Bruno Lopreiato (Presidente), Maria Stella Trombetta (Vice Presidente), Stella Maimone (Segretario) e i membri ordinari: Giuseppina Auteri, Maria Lopreiato, Nick Speciale and Maria Tripodi. Giovanni Testa è stato confermato Executive Officer.

Procedono i lavori per lo Skate Park di Leichhardt

La Land & Environment Court del NSW ha appena respinto l'ingiunzione chiesta da Le Montage contro la costruzione del Leichhardt Skate Park, scrive Darcy Byrne sulla sua pagina di Facebook.

A giudicare dai commenti, si ha l'impressione che la maggioranza dei residenti sia favorevole alla costruzione della pista di pattinaggio. I responsabili di Le Montage si erano opposti al progetto presentando mozione che la costruzione dello skate park avrebbe creato traffico nella zona e messo a rischio i giovani che vi partecipano. Inoltre era stato portato all'attenzione che l'illuminazione necessaria per la zona, avrebbe interferito con l'andamento delle funzioni.

Molti commenti negativi anche verso Le Montage, che tra l'altro, vengono anche accusati

Il leader dell'opposizione del NSW si impegna a migliorare il Fairfield Hospital

Il Sindaco di Fairfield, Frank Carbone, ha comunicato l’intenzione di un prossimo governo laburista di finanziare la riqualificazione dell’ospedale di Fairfield.

“Dopo il nostro duro lavoro continuo attraverso la campagna in corso, che ha raccolto 11.000 firme, possiamo felicemente annunciare che siamo riusciti a ottenere un impegno dal leader dell'opposizione del NSW Chris Minns per un aggiornamento del Fairfield Hospital,” ha annunciato il primo cittadino.

L'impegno per l'aggiornamento del Fairfield Hospital da parte del leader dell'opposizione del NSW comprende uno stanziamento iniziale di 115 milioni di dollari in tre anni per espandere la capacità dei letti ospedalieri di quasi il 60%, con un impegno a consegnare altri 130 letti per prestazioni chirurgiche e riabilitative. La proposta di Chris Minns intende inoltre ripristinare la capacità del pronto soccorso e dell'unità di terapia intensiva, il che significa più personale specializzato e maggiore cura per le presentazioni di emergenza e finanziamenti extra per espandere gli spazi per la dialisi e migliorare i servizi di radiologia, comprese le capacità di TC e RM.

Il piano laburista per il Fairfield Hospital comprenderebbe inoltre un incremento dei servizi di assistenza agli anziani, ortopedici, respiratori e di cardiologia interventistica e maggiori servizi di salute mentale e introdurre un Centro di assistenza psichiatrica di emergenza.

Il costo finale della riqualificazione sarà stabilito dopo un'ulteriore pianificazione e progettazione dettagliata, ma si prevede che sarà di circa $ 550 milioni e richiederà fino a sei anni dall'inizio dei lavori.

“Aggiornamenti urgenti all'ospedale sono stati raccomandati dall'inchiesta parlamentare sui servizi sanitari del sud-ovest di Sydney, che ha sentito parlare di alcuni servizi razionati e altri servizi semplicemente inesistenti. Vorrei esprimere la mia gratitudine a Chris Minns per aver ascoltato i bisogni della nostra comunità,” ha aggiunto Carbone.

Dai Le e continueremo a lavorare insieme per assicurarci che gli aggiornamenti al Fairfield Hospital avvengano. E ora vorrei invitare l'attuale governo dello stato del NSW e il premier Domenic Perrottet a rispettare almeno questo impegno del leader dell'opposizione perché come comunità è importante mettere i bisogni della comunità al di sopra della politica. Ho già incontrato il pre-

mier Domenic Perrottet, insieme al membro di Fowler Dai Le, e continueremo a esprimere le preoccupazioni della nostra gente sull'urgente necessità di migliorare il Fairfield Hospital. Vorrei ringraziarvi per il vostro sostegno. Hai fatto parte di un movimento che sicuramente porterà molti benefici per la salute a te, alle tue famiglie e ai tuoi concittadini per molti anni a venire.”

Italian Forum, events cancelled

“With a Heavy Heart, All Further Events inside the Piazza are Cancelled until Further Notice,” says Mr Nick Viner, principal buyer’s agent located in the Italian Forum and one of the administrators of the Italian Forum Leichhardt Facebook page.

“This is just for external events inside the Piazza and does not affect the businesses, shops and restaurants in the building. It remains to be seen whether the Co.As.It. Christmas event on 9 December will also be cancelled but we think it is likely. Stay tuned for updates,” said Mr Viner.

a timber shutter blew off and struck a child whom I believe still is (or certainly was until late last week) recovering from his injuries. Now Council has served a building notice regarding the shutters,” said Mr Viner.

di non saper leggere l'atmosfera locale!

"Al momento i lavori riprenderanno - commenta il sindaco dell'Inner West - ma possono ancora contestare l'approvazione del progetto a febbraio, ma per allora sarà in gran parte costruito".

Non mancano i commenti negativi per l'abbattimento di alberi: "È deludente quanti bellissimi alberi siano stati rimossi per lo skate park, sicuramente alcuni alberi avrebbero potuto essere incorporati nel disegno" commenta un residente.

Risponde Darcy Byrne: "Capisco il tuo punto. Il parere che abbiamo ricevuto dagli ufficiali del consiglio è stato che l'intero spazio era necessario per la struttura. Abbiamo piantato più di 2000 alberi da strada negli ultimi due anni e la nostra prima micro foresta sarà nello skatepark".

“Questa campagna è stata condotta dal comune, dalla comunità e dal membro di Fowler

It is alleged that the decision to place a stop on future events came as a result of a recent incident involving injuries to a child.

“Last Sunday during the markets,

Leichhardt-based Italian organisation Co.As.It. purchased the Forum Cultural Centre and Piazza in 2014. It has recently announced that it will host a free Christmas Concert in the piazza this year. “This is not a blame game. But Co.As.It. has 2 votes out of 5 at the Building Management Committee so it massively influences the BMC. And they own the Piazza so must be concerned about what happens in the Piazza I imagine,” noted Mr Viner.

"Mandato in pensione" il gonfalone dei "Padovani

Durante la visita alla Baita degli Alpini da parte del presidente A.N.A. Sebastiano Favero, Maurizio Pagnini in qualità di co-fondatore dell'Associazione Padovani nel Mondo di Sydney, della quale è stato anche presidente e segretario, ha deciso di “mettere a riposo” il gonfalone dell’Associazione donandolo alla Baita che sta ormai diventando un piccolo museo.

“Avevamo raggiunto nel 1990 - ci racconta Maurizio - 280 soci e alcuni anni fa, purtroppo, dopo che sono scomparsi uno dopo l'altro i due presidenti Cesare Andreatta e Ivano Ceccato, considerato che eravamo rimasti una quarantina, all'unanimità con i rimanenti soci, abbiamo deciso di risolvere la situazione sciogliendo l’associazione. Avevamo in banca circa 6000 dollari che sono stati consegnati, con un assegno, nella casa di Ivano Ceccato, al dottore Dalla Pozza

nel Mondo"

dell'ospedale di Westmead. Poi ci siamo trovati con il Gonfalone di Padova e abbiamo deciso, tramite l'amico Giuseppe Querin, di consegnarlo alla Baita degli Alpini al villaggio Scalabrini. Con questa consegna, sappiamo che il nostro gonfalone si trova in un piccolo museo, dove il ricordo dell’associazione rimarrà vivo per sempre” conclude Maurizio Pagnin.

La Baita degli Alpini, oltre a contenere gagliardetti e ricordi di associazioni alpine, è diventata la dimora di molti oggetti donati dai familiari di Alpini andati avanti. Nelle ordinate bacheche si possono ammirare cappelli con la lunga penna nera, medaglie e trofei di ogni genere, C'è anche una sezione dedicata alla letteratura alpina con parecchi libri, molti fotografici, che raccontano le gesta delle divisioni alpine durante le guerre e durante i periodi di pace.

L'ex Primo Ministro John Howard in visita a Re Carlo d’Inghilterra

Nelle scorse settimane, Carlo III ha svolto uno degli ultimi e più importanti incarichi della defunta regina Elisabetta II, le nuove nomine dell'Ordine al Merito. A seguito delle nuove nomine, il Re ha riunito i detentori dell'onorificenza. Al ricevimento ha preso parte anche l’ex primo ministro australiano, John Howard.

"Sua Maestà il Re è stato lieto di confermare sei nuove nomine all'Ordine al Merito", si legge in un comunicato di Buckingham Palace. Le nomine all'Ordine sono fatte in riconoscimento del distinto servizio alle Forze Armate, alla scienza, all'arte, alla letteratura o per la promozione della

cultura. Le persone sono state scelte da Sua Maestà la Regina Elisabetta all'inizio di settembre".

Fondato dal re Edoardo VII il 23 giugno 1902, l'Ordine al Merito è una distinzione molto speciale, "concessa a quelle persone, suddite della nostra corona, che possono aver reso un servizio eccezionalmente meritorio nei nostri servizi della corona o per il progresso delle arti, Apprendimento, Letteratura e Scienza o qualsiasi altro servizio eccezionale che siamo in grado di riconoscere.'

Tra i primi a ricevere questo premio fu il feldmaresciallo Lord Roberts (1902). Da allora, i

detentori di questa onorificenza hanno incluso Florence Nightingale, Augustus John, Bertrand Russell, Graham Greene, il dottor Albert Schweitzer (onorario), Sir Edward Elgar, EM Forster, Sir Win-ston Churchill, il generale Eisenhower (onorario), il professor Dororthy Hodgkin, Dame Veronica Wedgewood, Madre Teresa (Onoraria) e Dame Cecily Saunders.

L’ex primo ministro John Howard è stato quindi invitato a pranzo a Buckingham Palace da Sua Maestà per unirsi ai membri dell'esclusivo gruppo di decorati a cui Howard si è unito dieci anni fa, con la sua nomina all’Ordine avvenuta nel 2012.

Donne impegnate nei governi locali premiate al Parlamento del NSW

Alcune delle donne con maggiore talento e che lavorano appassionatamente nei consigli comunali del NSW sono state riconosciute in una cerimonia al Parlamento dove sono stati conferiti i Ministers' Awards 2022 for Women in Local Government.

Il ministro per il governo locale del NSW, Wendy Tuckerman, ha affermato che i premi sono stati una celebrazione del contributo significativo che le donne danno al settore, come personale o rappresentanti eletti.

"Il governo locale offre un

mondo di opportunità per le donne e sono così orgogliosa di puntare i riflettori su alcuni dei fantastici risultati e programmi raggiunti dai candidati al premio", ha affermato la signora Tuckerman.

"Ciascuna delle donne ispiratrici che ricevono un premio oggi sta facendo la differenza nella propria comunità e meritano pienamente questo riconoscimento".

Il ministro per le donne del NSW, Bronnie Taylor, ha affermato che i premi annuali cele-

brano le donne che costituiscono un esempio di eccellenza nel servizio pubblico.

“I vincitori del premio di oggi dimostrano il ruolo essenziale che le donne svolgono nel rendere le nostre comunità luoghi migliori in cui vivere e lavorare”, ha affermato Taylor.

"Queste donne non sono solo di successo, sono modelli di riferimento per chiunque sia interessato a una carriera nel governo locale e mi congratulo con tutte loro per i fantastici risultati raggiunti".

C’era una volta... Sergio Leone

Nel 1964, Sergio Leone gira il film che lo imporrà all’attenzione mondiale: “Per un pugno di dollari”, firmato con lo pseudonimo di Bob Robertson in omaggio al padre. Il film pare ricalcare la trama de “La sfida del Samurai” di Akira Kurosawa, film del 1961. Kurosawa accusa Leone di plagio, vincendo la causa e ottenendo come risarcimento i diritti esclusivi di distribuzione del film italiano in Giappone, Corea del Sud e Formosa, nonché il 15 % dello sfruttamento commerciale dello stesso, in tutto il resto del mondo. Con questo primo successo il regista lancia Clint Eastwood, fino ad allora modesto attore tv con pochi ruoli all’attivo e convince Eli Wallach e Lee Van Cleef, due attori senza lavoro, a venire in Italia per le riprese.

“Per un pugno di dollari” presenta una violenta e moralmente complessa visione del Far West americano; se da un lato sembra rendere tributo ai classici western, dall’altro se ne distacca nei toni.

Leone di fatto introduce grandi novità, che saranno capaci di influenzare i registi successivi per molti anni a venire. I personaggi di Leone presentano elementi di marcato realismo e verità, spesso hanno una barba incolta, appaiono sporchi e dalla scena è facile essere suggestionati sul possibile cattivo odore dei corpi. Al contrario, gli eroi - quanto i cattivi - dei western tradizionali tendevano ad essere sempre perfetti, belli e nobilmente presentabili.

Il crudo realismo di Leone resterà immortale nel genere western, suscitando forti influenze anche al di fuori del genere stesso. A Leone si attribuisce inoltre il merito di aver colto - tra i primi - la forza del silenzio; molte sono le scene giocate su situazioni di attesa, che creano una palpabile suspense, anche mediante con l’utilizzo di primissimi piani e musiche incalzanti. I successivi lavori “Per qualche dollaro in più” (1965) ed “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966) completano quella che verrà poi chiamata la “Trilogia del dollaro”: i film incassano cifre enormi, riproponendo sempre la stessa formula vincente. Tra gli ingredienti principali vi sono l’aggressiva ed incalzante colonna sonora di Ennio Morricone e le interpretazioni grintose dei tre protagonisti.

Clint Eastwood

“Arrivai a Roma con pochi vestiti e senza conoscere nessuno. Tutti avevano cercato di mettermi in guardia, consigliandomi di essere prudente, perché quella sceneggiatura era già in giro da tempo alla ricerca di un interprete. Ma a me non interessava.

A me piaceva.

Incontrai Sergio... io non parlavo per niente l’Italiano e Sergio non parlava per niente l’Inglese. Lui sapeva dire “Good morning” e io “Buongiorno”.

Quindi nel nostro primo incontro ci fu molta gestualità e ci facemmo tante risate.

Comunque prendemmo un interprete femminile e andammo subito d’accordo. Grazie a lei, Leone e io potemmo comunicare per quel primo film.

In seguito, poco alla volta, egli imparò meglio l’inglese e io feci altrettanto con l’italiano.

Alla fine arrivammo a poter bere insieme un buon bicchiere di vino scambiando quattro chiacchiere.

Con Sergio avevo un ottimo rapporto. Certo, a volte sia arrabbiava con me, e io con lui ma alla fine eravamo buoni amici. Ho lavorato con molti grandi registi e Sergio resta uno dei più grandi, il mio maestro.

Qui è dove ho cominciato, e se non fossi venuto qui in quell’occasione, con Sergio Leone, Morricone, Dallamano, Tonino Delli Colli e tutta la troupe, chi saprebbe dove sarei ora nella vita...”

Lee Van Cleef

“Sergio è venuto a cercarmi in America nel 1965, in quel periodo avevo abbandonato il mondo del cinema e facevo il pittore; nel momento stesso in cui ci siamo incontrati, lui ha deciso:

“Eccolo, è questo il tipo che interpreterà il colonnello Mortimer in Per qualche dollaro in più”.

Beh, non mi mettevo certo a discutere con lui. Diamine, all’epoca non riuscivo neanche a pagare la bolletta telefonica...sono andato lì e l’ho girato.

Ho pagato la bolletta, ed esattamente un anno dopo, il 12 Aprile 1966, sono stato richiamato per fare Il Buono Il Brutto, Il Cattivo. Così all’epoca invece di 17.000 dollari ne facevo oltre 100.000, grazie a Sergio, non a me.

Eli Wallach

“Quando Leone mi aveva chiamato per dirmi che avrei fatto il film, gli avevo chiesto di vedere la sceneggiatura. Mi ha inviato due pagine, e io gli ho detto: “con due pagine non posso...” È lui: “Senti, ci metteremo almeno due settimane e mezza per girare quelle due pagine, e tu le farai”!

Incontri con Alberto, studi e ricerche araldiche, perché la ricchezza la fa cultura

Maurizio Ulino: Cavaliere del Principato di Monaco

di Ketty Millecro

Una scalata in una montagna di intellettualità è l’intervista concordata con il Prof. Maurizio Ulino, araldista e genealogista. È nato ad Eboli, in Campania, ricordata nel mondo grazie al libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”.

Tanti i titoli acquisiti dal Prof. Ulino attraverso i suoi studi e ricerche: Chevalier de l’Ordre du Mérite Culturel de la Principauté de Monaco; Presidente Associazione Culturale "Marchesato dei Grimaldi di Monaco"; Fondatore Onorario Fondazione Francesco II delle Due Sicilie - Napoli; Fondatore Accademia Studi Storici delle Due Sicilie - Napoli, e tanti altri.

Da sempre vissuto a Campagna, prov. Salerno, dove il legame fra la cittadina e lo storico è divenuto sempre più profondo. Campagna è un paesino dell’entroterra salernitana, che si affaccia tra la piana del Sele, la Costiera Amalfitana e la Costiera Cilentana.

È orgoglioso delle umili origini della sua famiglia. Settimo di otto figli, riflette che i fratelli più grandi sono stati meno fortunati di lui. Famiglia semplice di grandi lavoratori e operai i suoi genitori.

Ci ricorda che la mamma per mandare avanti la famiglia si impegnava in lavori, come artigiana sarta. La vita, dunque, è stata dura per il piccolo Maurizio, che poi mai in itinere si è fatto sopraffare dalle insidie.

Le difficoltà di mantenersi agli studi negli anni non lo hanno in nessun modo profligato, anzi lo hanno incoraggiato a trovare un posto di eccellenza nella società. Uomo di immenso spessore culturale, si laurea in Pedagogia. Attualmente insegna Lettere alle scuole medie dell’Istituto comprensivo “Jacopo Sannazzaro”, Oliveto-Citro, a pochi km da lui. Gli studi storico-antropologici iniziano da ricercatore all’Università

di Salerno, come Docente a contratto. Essi hanno contribuito molto sul suo futuro. Maurizio rammenta che in principio, per mantenersi all’Università svolgeva piccole miniature, ricerche di carattere araldiche, che gli hanno consentito di proseguire indagini professionali più approfondite ed apprezzate.

La Laurea in Paleografia Diplomatica gli ha permesso di studiare documenti, che vanno dai primi secoli a. C., fino all’Umanistica, circa 1000 anni. Da qui la possibilità di ricerche di prima mano negli archivi non solo italiani, ma anche Europei, Francia e Spagna.

È autore di miniature abbastanza importanti per la costiera amalfitana; per citarne qualcuna quella di Positano.

Facendo un flash- back nel passato, ci confessa il suo desiderio innato del sapere storico.

Era curioso già da bambino di osservare i palazzi antichi della sua cittadina; le chiese che, prima del

terremoto del 1980, presentavano l’aspetto originario, che, addirittura, possedevano affreschi all’interno. Veniva attratto dall’odore del lezzo causato dalla cera che si scioglieva, oppure dall’aspetto antropologico delle processioni.

Dopo vari studi scopre che Il suo paese, Campagna, era stata la capitale della Famiglia Grimaldi.

In realtà non sembrava così, perché lo storico di riferimento non aveva avuto languide parole nei loro confronti. Scettico sulla veridicità delle informazioni, attraverso alcuni studiosi del Principato di Monaco, perlustra in maniera analitica e scientifica i Grimaldi e scopre la vera storia.

Sono molti i legami di Campagna con i futuri Principi, non solo dal punto amministrativo, ma anche personale, nonché l’arte, la cultura. I Grimaldi si ricollegano al 1532, all’imperatore Carlo V d’Asbugo.

A lui viene concessa, come re di Spagna e re di Napoli, una donazione per aver appoggiato la politica spagnola, durante le lotte per il predominio del regno di Napoli. Ciò quando la Spagna lottava contro la Francia. I Grimaldi, togliendo l’alleanza ai francesi, appoggiarono quella spagnola, prendendo questo presidio molto importante, la “signoria” di Monaco, che era allora solamente una “signoria”. Grazie a questo titolo di Marchesi di Campagna, poi hanno aggiunto anche il titolo di Principi di Monaco.

Il Prof. Ulino ha fatto delle scoperte, attraverso alleanze, anche dal punto di vista artistico, all’interno di un castello di Bardi, provincia di Parma. Il primo ad avere il titolo di Marchese di Campagna fu Onorato I, il quale era di minorità. Questi venne

ché tutto ciò che fa, senza scopo di lucro, è soprattutto per la memoria storica e gloria del paese. Ha anche conosciuto, nel salone blu di Monaco, la Principessa Carolina, donna gentile e molto semplice.

Ci riferisce di aver raggiunto la meta che si era prefisso, ma desidera continuare la sua ricerca, così ogni giorno studia documentazioni del ‘500 e ‘600.

Spende delle parole di grande valore per Il Prof. Azzara, Prof. Ordinario dell’Università di Salerno, che lo ha fortemente voluto come collaboratore. Deve molto anche ad un altro docente, che purtroppo non c’è più, Prof. Mazzetti.

Di recente all’importante Convegno di Menton in Francia, ha conosciuto Josephine Buscaglia Maietta, giornalista italoamericana, conduttrice della trasmissione Radiofonica Sabato italiano di Radio Hofstra University di New York.

aiutato da parenti molto importanti, Stefano Grimaldi, detto anche il Governatore, perché era sostanzialmente lui che governava Monaco e Campagna.

Crescendo Onorato I fu “Signore” di Monaco e non “Principe”. Si dovette aspettare Onorato II per il titolo di “Principe”.

Nel 1612 il titolo venne aggiunto nella cancelleria di Monaco e nel 1633 in quella spagnola. Era divenuto più grande ed influente il Principato di Monaco in un periodo molto particolare.

In quel periodo cominciarono nuove trattative con la Francia, ma non potendo più accettare le richieste della Spagna, sul governo di Monaco, furono costretti a lasciare il marchesato di Campagna e l’alleanza Spagnola.

Nel 1641 accettarono quella francese del Re Sole, Luigi XIV, il quale offrì loro tanti onori e titoli in più, che ancora oggi detengono i principi di Monaco. Visitando il palazzo di Monaco, si può assistere a tutte queste testimonianze.

Dopo un excursus sulle origini dei Grimaldi e la cittadina di Campagna, Maurizio ci propone la conoscenza dei suoi contatti più forti con la famiglia. I primi iniziano nel 1997 con la visita del Principe Alberto a Campagna; in seguito, viene ospitato con il sindaco di allora, Gerardo Rago, e una piccola rappresentanza a Monaco.

I contatti sono continuati nel 1992 con il sindaco Gelsomino Guarnieri. Il primo incontro è avvenuto in occasione dell’insediamento dei Grimaldi sulla Rocca di Monaco. Da allora i collegamenti si sono susseguiti e divenuti fortemente validi sia per la cultura, per il turismo ed anche per l’economia.

Sempre più solidi gli incontri dello studioso con il Principe Alberto di Monaco. Per lo studio dei Grimaldi altri incontri in Francia, nel Principato, ed anche a Rimini, in occasione dei 100 anni, dalla nascita del grande cineasta, in ricordo del regista Federico Fellini.

L’ultimo incontro è avvenuto con Alberto, insieme all’architetto e primo cittadino di Ripacandida, Giuseppe Sarcuro. Ritornando a Campagna, visitando un palazzo, si traccia una famiglia di rilievo, presente negli avvenimenti dei Principi di Monaco.

Ulino rileva la semplicità straordinaria e disarmante del Principe Alberto. In seguito, ha conseguito una grande onorificenza dallo stesso. È stato, infatti, denominato, Cavaliere della cultura del Principato di Monaco.

Ulino si sente onorato, anche per-

La giornalista si è interessata subito alle scoperte del bravo studioso campano, al connubio del ricercatore con i Grimaldi. L’italoamericana originaria di Castelvetrano ha intuito le grosse qualità dello storico Ulino, tanto da prenderne spunto e sponsorizzare in trasmissione il “Cavalier del Principato di Monaco”, insieme al Principe Alberto. Maurizio la definisce intelligente e “donna di grande cuore”.

Agli italoamericani e a tutti gli italiani all’estero vuol dire di essere orgogliosi della cultura italiana, linfa capace di aver tramandato la civiltà in tutto il mondo. Lo studioso per eccellenza, abitando nella zona di Paestum è orgoglioso di quella terra, culla della Magna Grecia. Il Prof. sottolinea che siamo stati noi italiani a infondere agli altri popoli il pensiero di Libertà e Democrazia.

Gli italiani in ogni parte della terra si sentono insieme una famiglia. È la famiglia che Maurizio Ulino adora più di tutte, la sua. È fiero di sua mogle e dei suoi due figli: Anastasia, attrice, iscritta all’Università “La Sapienza” di Roma, nella Facoltà di Scienze del Teatro e dello spettacolo. Dal 2 al 4 Dicembre Anastasia, bravissima attrice emergente, sarà protagonista al TEATRO MARCONI di Roma nello spettacolo, “DONNE AL PARLAMENTO”, tratto da Aristofane, diretto da Claudio Boccaccini. Il figlio maschio si chiama Leonardo, studente al 5’ anno delle superiori. Ha la passione per l’informatica, tanto che lo scorso anno ha vinto un premio in Europa. Il giovane si prefigge di raggiungere i suoi obiettivi futuri, studiando all’Università di Trento. La nostra peculiare e interessante intervista con Maurizio Ulino termina con le sue belle parole di pregio:

Quando i sogni diventano realtà, non bisogna per forza essere ricchi economicamente, ma la ricchezza la fa la cultura.

Sfogliando

... quello del morto che parla ? # 47.

Condanna per quelli dell’MH17? niente male e abbastanza veloce considerando che lo hanno abbattuto nel 2014.

Ma quelli dell’Ucraina Orientale, sono gli stessi ai quali oggi si mandano armi? Oppure quelli dell’Est non hanno colpe?

La camera di commercio italiana compie 100 anni: festeggiando l’evento al White Bay Cruise Terminal per 600 persone. Auguri postumi.

Se lo aveste pubblicato prima ci saremmo andati in molti.

Conoscere le date per questi eventi sarebbe piacevole.

Forse il Comites non ne era al corrente e non ha potuto avvisare.

O forse era meglio non avvisare tutti. Ma il console c’era?

Nassiriya quasi 20 anni dopo: all’Antica Babilonia, grazie a Carè che ce lo ha ricordato.

Ma non era quello che avrebbe fatto ostruzione su tutto secondo il mandato del capo Letta?

Bello non vedervi… Italico raduno al classico club Marconi… Vero quanto commentato nell’articolo ma nuovamente, c’è qualche cosa che non funziona nelle comunicazioni di massa. Comunicare un qualche cosa a questa, abbastanza distratta comunità, non è facile. Se fossimo stati in Africa con un vecchio tronco cavo di albero, avremmo potuto tam, tammare il messaggio.

Vorrei correggere la graduatoria delle nostre venti regioni, contrariamente a quanto scritto, considero che la Calabria dovrebbe essere tra le prime regioni della lista per popolazione residente in Australia, per la loro storia, per il loro mangiare e

principalmente per il loro “Charm“ e vitalità che li distinguono.

Se poi vogliamo aggiungere, non dimentichiamoci della sicula valle degli aranci, del pregiato olio pugliese, della patria della “PIZZA” ecc, ecc. Giustamente anche ben detto per quanto riguarda quelli da me battezzati come il “Duo, vorrei ma non posso”, attualmente impegnati nel puntellare la barca che affonda colpa le enormi falle che si sono create tra le arrugginite strutture dello scafo.

Dicono che stanno cercando di rifondare il tutto, sperando che tolgano il “Democratico” che francamente non si addice alla loro arraffazzonata politica.

Voler separare le tombe? quale più assurda, inconcepibile e indiscriminata decisione.

Detto da un Ateo, non dovremmo essere tutti figli di un Dio, che nel bene o nel male ma contro la loro volontà sono stati mandati a spaccarsi le ossa uno contro l’altro per il volere di due o tre testa di Minchia che volevano governare il Mondo. Lasciateli dove sono, ne hanno tutti i diritti dopo aver dato le loro vite per nulla. Verba volant….. parlare al vento sarei più ascoltato.

La fabbrica dei Santi…bun tema molto scabroso, tanto che si creò un detto, vecchio di molti anni: “Scherza con i fanti e lascia stare i Santi”.

Eppure, se andiamo a scavare quanto c’è di vero e quanto c’è di falso, la cosa diventa abbastanza spinosa.

A partire dagli stessi papi ci sarebbe da chiedersi quanti di loro sarebbero convinti di questa credenza. Si può diventare Santi? Mah!!

Sempre da buon ignorante in materia, cerco di darmi una spiegazione su di un Comandamento, uno dei dieci: Non avrai altro Dio all’infuori

Intermezzo... dal carcere

Un padre manda un messaggio al figlio in carcere.

- Figliolo sto smuovendo un po’ di terra per piantare le patate ma non ho più le forze di una volta, peccato che non sei qui ad aiutarmi.

Il figlio dal carcere risponde al padre:

- Ti prego non scavare perché li è dove ho interrato tutte il denaro rapinato.

di me. Significato? Semplice, se vuoi parlare con Lui lo devi fare attraverso il figlio, Gesù.

Giustissimo, allora perché tutti questi Santi?

Lascio a voi risolvere il quesito, io ho l’ho già risolto, ma quello sono io e non voi. Libertà di scelta, libertà d’opinione, libertà, libertà.

La Chiesa, il Papa e la sua infallibilità, eppure è un normale essere umano eletto ad una carica, come può diventare infallibile dall’oggi al domani? Pensateci, io ci ho già pensato, ma quello sono io non voi.

Forza lettori, dedicatevi anche voi a pensare, perché solo io?

Questa rubrica…. Sfogliando Allora! ha anche un fine: invogliarvi a leggere, invogliarvi a commentare, quindi anche a scrivere.

Come sarebbe bello che molti di voi tutti i mercoledì corriate dal vostro più vicino giornalaio e dopo aver messo i soliti $ 10.00 alla lotteria, acquistate il giornale, lo leggete attentamente e una volta a casa scrivete il vostro commento, che vi assicuro, ci aiuterà a capire e darvi delle risposte in merito ai vostri quesiti.

Potrete scoprire dove ci sono feste e pranzi e chi lascia questa Terra per altri lidi. Potreste insegnare ai vostri nipoti insieme al giornale ad insegnare qualche frase in italiano e tante altre belle cose.

Allora, il prossimo mercoledì tutti pronti con il vostro $1.50 in tasca per prendere il giornale. Auguri e a risentirci.

Little Italy… Che tristezza in quella zona di Leichheart. Ho dato uno sguardo alla statua del sommo Poeta Dante Alighieri al centro di quella fontana senza acqua già piena delle classiche porcherie di chi la usa come pattumiera di comodo.

Senza fare nomi per non offendere caste orecchie, risulta che i responsabili per tale fontana non desiderano farla riempire per evitare i costi di manutenzione e i consumi dell’acqua, forse non sono al corrente che una semplice pompa casalinga potrebbe mantenere quel classico getto di acqua riciclabile, attivo almeno durante il giorno e che la manutenzione può essere limitata al solo rimbocco dell’acqua evaporata a costi irrisori e ad un eventuale retino per raccogliere delle scorie.

Sicuramente la cifra richiesta di $750.000 non serve per riempire la fontana... Mi auguro che abbiano uno scopo un po' più nobile.

Ad ogni modo mi sembra che uno degli eletti, pur a conoscenza di tale scempio, nulla abbia fatto per ripristinare un decoroso ordine in quella zona dove la prima collettività di migranti italiani si istallò molti anni fa. Girare per Leichheart oggi, è vivere la più profonda desolazione. Buon 2023.

La bella città di Trani

Trani è una bellissima città della Puglia con una lunghissima storia dalle sue origini ad oggi. La storia scrive che Trani fu fondata da Tirreno figlio di Telefo (mitologia greca) nel terzo secolo D.C.

Nei vari periodi longobardi, bizantini e normanni, la città fu sempre un importante porto mercantile ma fu durante il dominio aragonese che si sviluppò maggiormente.

Fu sede del Consolato Veneziano dal 1496, passò per una dominazione spagnola, fu sede della Sacra udienza e capoluogo della provincia fino al 1808.

Questo per quanto riguarda la città ma a noi interessa la meravigliosa cattedrale romanica sul porto medesimo.

Architettura puramente romanica costruita durante il dominio normanno per volere del vescovo Bisanzio.

Descriverla è quasi impossibile, io direi e' semplicemente BELLA. Luogo sacro ma di sacro ha ben poco, di storia e arte, molto.

Il meraviglioso rosone che sormonta l'altrettanta meravigliosa porta in bronzo con i suoi meravigliosi bassorilievi (conservata nell'interno per evitare erosioni esterne) due file di colonne perfettamente in linea strutturate

sopra la cripta altrettanto bella dove si dice sono conservate le reliquie di tale Nicola Pellegrino.

Affreschi che ricordano Adamo ed Eva e di Alessandro Magno. Una moneta d'argento è stata coniata raffigurante la cattedrale del valore di 10 euro, gustoso e famelico boccone per collezionisti.

Trani offre altri reperti storici, non solo la cattedrale, ma bisogna dare anche uno sguardo al quartiere ebraico e i suoi vicoli del centro storico la Giudecca a ridosso della vecchia città longobarda, i due vicoli che finiscono alle sinagoghe ancora ben tenute una delle quali è un museo. Non dimentichiamoci della chiesa Longobarda e del castello Svevo costantemente bagnato dalle onde del mare, castello di sua maestà Federico II di Svezia, sua moglie Costanza D'Aragona ed il figlio Manfredi che era destinato al trono di Trani.

Quanta storia è racchiusa in ogni piccola o grande città italiane, tanta ma cosa fare per scoprirle tutte?

C'è chi direbbe, semplice... basta un posto su di un comodo volo diretto in Italia, un portafoglio ben gonfio di denaro, tempo a disposizione e... VIA!!!

Buon viaggio e alla prossima.

La polizia, come loro abitudine, intercettano il messaggio e due minuti dopo una squadra di poliziotti è li sul posto che scava il terreno per centinaia di metri senza nessun risultato.

Il padre riceve un messaggio dal figlio: - Padre non ho potuto essere li ad aiutarti ma ho fatto fare il lavoro ad altri, ora puoi piantare tranquillamente le patate.

a scuola

Cara Scuola

ti scrivo… L’attualità di Lettera a una professoressa, il volume di Marco Pappalardo

Don Milani il “provocatore”

di Antonella La Mantia - Trieste

“Parlare o scrivere di don Milani è estremamente difficile. C’è il pericolo di appiattirne l’immagine, di semplificarne i contorni, assimilandolo frettolosamente all’una o all’altra delle grandi contrapposizioni che segnavano allora, e in parte segnano ancora oggi, la società italiana” sosteneva lo storico italiano Giovanni Miccoli (Trieste 1933 - ivi 2017) il cui nome è inscindibilmente legato alla fondazione del corso di laurea in Storia, dell’Università di Trieste.

Ancora oggi non è semplice parlare o scrivere di Don Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti (Firenze il 27 maggio 1923 - Firenze il 26 giugno 1967), presbitero, scrittore ed educatore, provocatore, contestatore schietto e cristallino nella sua scomoda complessità intellettuale e pedagogica, al centro di mire vessatorie nel corso della sua intensa ma breve vita e pure dopo.

Appartenente ad una famiglia fiorentina, colta e facoltosa da generazioni, figlio di Albano Milani Comparetti e della israelita triestina Alice Weiss, passando dall’amore per l’arte, Don Lorenzo Milani si incamminò in un percorso interiore del quale mantenne riservatezza, per giungere al sacerdozio il 13 luglio 1947, esprimendo la sua forte personalità.

Con esaltante coraggio e lealtà, nel tempo in cui i parroci si limitavano a leggere i commenti biblici, si scontrò con il pensiero della Chiesa di cui non ne comprendeva regole e ragioni, distanti dal proprio modo di recepire la sincerità del Vangelo. Da giovane parroco di Barbiana, minuscolo centro di montagna con un centinaio di anime, dove dalla Curia di Firenze quattro anni prima, era stato assegnato in ‘confino’, Don Milani allora trentacinquenne, proseguì nei suoi ideali caparbiamente, pubblicando “Esperienze pastorali”, scegliendo la parola, insegnando a criticare a confrontarsi. Era il 1958, nel dicembre dello stesso anno il Sant’Uffizio, dispose il ritiro del libro dalla vendita, perchè ritenuto “inopportuno” il contenuto. L’altare dello scandalo assale il priore impenitente.

Dall’esilio della canonica del Mugello, un angolo sperduto dell’appennino fiorentino, privo di strada, luce ed acqua, circa 120 abitanti, una chiesa con canonica, un cimitero e sui monti case sparse qua e là, l’azione di Don Lorenzo Milani diviene indelebile.

L’arretratezza economica e culturale del piccolo centro non arresta il suo scopo, anzi né motiva lo spirito. Sostenere il disagio di chi non ha possibilità di studiare, attraverso l’istruzione rendendo loro dignità e la forza della parola.

Nel 1967, arriva un’altra scossa diretta alle istituzioni italiane, alla società alla chiesa. “Lettera a una professoressa”, un libro denuncia, edito dalla casa editrice fiorentina LEF, elaborato poco prima della sua scomparsa a 44 anni, per un linfoma di Hodgkin, da Don Milani, insieme ai ragazzi della scuola di Barbiana.

Un atto di accusa verso l’intero sistema della scuola italiana fondato su principi classisti in favore delle fasce sociali più forti, marginalizzando quelle maggiormente fragili.

Alla lettera che non ricevette mai risposta, seguirono invece polemiche sprezzanti dirette a svuotarne l’aspetto più radicale del messaggio del prete provocatore che, alzava la propria voce imponendo alla sua classe di studenti di fargli da eco.

Ma non furono solo attacchi, il pamphlet divenne un manuale degli insegnanti, animò i temi del sessantotto italiano, confluendo nelle grandi battaglie degli anni ’70 sulla scuola, ed ancora oggi, rappresenta un anello centrale di riflessione, che diviene una esigenza. “Cara Scuola ti scrivo…L’attualità di Lettera a una professoressa” per le Edizioni San Paolo, il nuovo libro di Marco Pappalardo, ruota intorno a questa esigenza. Pappalardo docente di Lettere presso il Liceo Majorana-Arcoleo di Caltagirone, giornalista, scrittore e Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica della diocesi di Catania, interviene nel dibattito mai sopito sul senso della testimonianza degli alunni di Don Milani della scuola di Barbiana, che partendo dalla loro esperienza personale si sono battuti per una Scuola equa e non privilegio solo per i giovani provenienti da famiglie agiate, tralasciando l’istruzione di chi possedeva origini meno fortunate. Un libro che si traduce in un atto di cuore nei loro confronti che alla lettera mai hanno avuto riscontro. Pappalardo da insegnante ed educatore intende fornire una spiegazione alla classe di Barbiana. “Ho cercato nelle biblioteche e sul web e, a parte importanti e significativi articoli e saggi, non vi è una lettera di risposta ufficiale e completa. Io ci ho provato – afferma l’autore - ed in queste pagine, quasi fosse un testo a fronte, dopo ogni paragrafo si trovano le mie riflessioni in grassetto. Non sono "una professoressa", ma spero da professore di essere stato comunque all'altezza di così tante ed intense provocazioni. Nel capitolo 28, l'ultimo paragrafo scritto a Barbiana è proprio un invito - con tanto di indirizzo - affinché qualche docente si faccia vivo; certo io arrivo un po' tardi, sono di un'altra generazione, di un altro tipo di scuola, ma credo che gli studenti di Barbiana e le loro parole, con gli insegnamenti di Don Milani, abbiano moltissimo da dire oggi”. L’esperienza e gli anni di condivisione con i ragazzi come in-

segnante rendono l’autore più che credibile nella sua risposta. Non sarà un professore privo di difetti, lui stesso afferma “Non sempre ho le risposte, sicuramente non ho quelle pronte o per l'occasione, però cerco di ascoltare, di dedicare tutto il tempo necessario, di dare a ciascuno lo spazio richiesto.

A volte le questioni vengono poste davanti a tutta la classe, altre volte privatamente, in ogni caso non restano in sospeso e, quando utile, ci dedichiamo ore intere”.

Ed è certo il suo rispetto nei confronti dei giovani scrittori del passato: si preoccupa di non scavalcare mai le opinioni o i commenti degli studenti.

Lo scopo del libro non è solo far conoscere la storia di Don Milani e dei suoi allievi, ma anche dare una prospettiva sull’istituzione scolastica attuale e passata. Le parole dell’autore non lasciano spazio a fraintendimenti: “Se io ho molto imparato dalla lettura di "Lettera a una professoressa" - sostiene Marco Pappalardo - lo è grazie alla profondità, alla schiettezza, allo stile, all'arte che esprime; da parte mia ho scritto e risposto come se li stessi ascoltando di persona e colloquiando con loro o con i miei studenti, senza l'intenzione di insegnare qualcosa”.

Dunque, questo libro può essere l'occasione per leggere (o rileggere) e approfondire i principi espressi nella lettera degli studenti di Don Milani e al tempo stesso riflettere su una nuova prospettiva della scuola e della società.

Il volume è particolarmente consigliato agli studenti della Secondaria di II grado, a quelli dell’ultimo anno della Secondaria di I grado, ai docenti, agli educatori, ai genitori.

All’interno del libro di Pappalardo troviamo la versione integrale di “Lettera a una professoressa”, raccolta di questioni e problemi rilevati dai ragazzi di Barbiana. Alla quale si aggiungono le equilibrate riflessioni dell’autore, eccellente formatore per cammino esperenziale e propensione d’animo. Citando Don Lorenzo Milani: “spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola. Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare scuola, ma di come bisogna essere per poter fare scuola”.

La visione di Marco Pappalardo è molto chiara, contattato da noi, per Paeseitaliapress.it e, i media partner Lafrecciaweb.it, Verbumpress.it, ha dichiarato: “Per il docente la scuola è e deve essere un ponte levatoio gettato sulla vita e sulla società, costantemente abbassato per permettere a tutti di essere il re del castello e il cittadino senza alcuna distinzione o sudditanza. La pandemia ha alzato per un attimo il ponte, ma studenti, docenti, personale, famiglie sono stati pronti a portarlo giù saldamente dove più dove meno.

La disparità ha avuto il tempo di emergere e un faro ha illuminato, per esempio, il divario tecnologico che è paradossalmente una nuova povertà oggi”. Secondo il parere di marco Pappalardo, nonostante lamentarsi e recriminare serva a poco, le istituzioni avrebbero dovuto accorgersene ben prima di questa mancanza.

L’importante adesso è far sentire la propria voce e lottare affinché le disparità e la discriminazione non appannino la scuola. Marco Pappalardo ha anche rimarcato: “va affermato con forza che è gravissimo che ci siano stati studenti che non abbiano potuto seguire le lezioni a distanza, perché non possedevano un device o una connessione adeguata oppure poiché non erano stati formati adeguatamente, così come è stato fatto in “Lettera a una professoressa”.

È importante sottolineare che molti ragazzi sono stati privati nel passato della possibilità di studiare, ma la miseria non può più essere una scusa. “Un tempo la scuola non aboliva la miseria, oggi è necessario che accada a partire dall’ascolto degli studenti, dalle loro giovani idee, dal confronto con i docenti, da una formazione adeguata, dal dialogo con le famiglie”.

Sarà proprio questo il segreto per migliorare l’istituzione scolastica italiana?

Perché non iniziare a scoprirlo, leggendo “Cara Scuola ti scrivo… L’attualità di Lettera a una professoressa”.

Marco Pappalardo, vive a Catania ed è docente di Lettere a Caltagirone presso il Liceo Majorana-Arcoleo, Giornalista pubblicista, collabora con L’Osservatore Romano, Avvenire, Credere, La Sicilia e con diversi blog di informazione. Ha scritto oltre trenta libri su temi educativi, sociali, religiosi, formativi per le editrici San Paolo, Libreria Editrice Vaticana, Elledici, Effatà, Il Pozzo di Giacobbe, Paoline, alcuni dei quali tradotti in più lingue.

La chiesa di Barbiana
Don Milani insegna ai ragazzi
Don Lorenzo Milani

Ambasciatori di lingua

NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 45

Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.

L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

Penne Nere a Brisbane

Saluto di Walter Antinucci Presidente della Sezione Alpini di Brisbane

È con profonda soddisfazione che do il benvenuto a tutti voi presenti a questo incontro. Incontro che siamo stati costretti a posticipare ben due volte a causa della pandemia. In una nota positiva, questo raduno cade nel centocinquantesimo anniversario della Costituzione del Corpo Alpino. Dopo oltre vent'anni dall'ultimo raduno, organizzato dalla sezione di Brisbane, finalmente siamo riusciti a concretizzare un impegno preso anche a nome degli Alpini, nella nostra sezione quattro anni fa, ad Epping. Siamo qui presenti in numeri molto sorvegliati rispetto a quelli che si contavano nel passato. I nostri veci vanno avanti. Oggi I nostri giovani non riescono a colmare quei vuoti che ormai diventano sempre più frequenti. L'Alpinità è un valore che rimane nel tempo: con lo spirito di sacrificio, la volontà di aiutare il prossimo, forza che deriva dal

lavoro e dalla determinazione.

In Italia il problema dei vuoti nei ranghi avverrà molto più lentamente, ma qui, lontano dalla Terra Madre, non abbiamo più ricambio di giovani leve.

L'unico modo di tamponare questo problema è di permettere ai congiunti degli Alpini di poter far parte dell'Associazione Nazionale Alpini a pieno titolo e diritto, come avviene per alcune associazioni d'arma. Negli ultimi anni la nostra sezione ha portato avanti alcuni progetti culminati nell'acquisto di un edificio portatile adibito a nostra sede.

In esso sono custodite tutte le memorie accumulate negli ultimi quarantaquattro anni, da quando gli Alpini di Brisbane entrarono a far parte dell'Associazione Nazionale Alpini.

Siamo stati anche i costruttori e i custodi del Monumento degli Alpini che, iniziato nel centro italo-australiano di New Market,

susseguentemente ha trovato casa per tanti anni nella sede del Fogolar Furlan. Per tale motivo, ringraziamo queste associazioni di Friulani. I tempi cambiano e in breve saremmo costretti a trasferire il monumento e la Baia degli Alpini presso un nuovo sito, quello in cui ci troviamo stasera, il terreno del focolare friulano, nel processo di essere acquistato dal Comune per essere trasformato in pianura fluviale.

Questo cambiamento non ci troverà meno impegnati, anzi sarà lo sprone per raggiungere più alte vette d’impegno verso la Comunità. Ringrazio tutti i presenti per l'appoggio dimostratoci e, in particolare, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il delegato per le nazioni per le sezioni Gian Mario Gervasoni, il delegato Maurizio Pinamonti e le loro famiglie per aver intrapreso un lungo viaggio al fine di essere con noi stasera. Altresì ringrazio il Console d'Italia a Brisbane, dottoressa Luna Angelini e uno speciale ringraziamento al nostro Giuseppe Querin, coordinatore delle sezioni australiane, che tanto si è prodigato per aiutarci a rendere questo raduno un degno successo.

Un ringraziamento caloroso ai commendatori e cavalieri presenti, nonché ai presidenti rappresentanti delle associazioni italiane. Non ultimo, ringrazio il presidente Emilio La Monica dell'Abruzzo Club che ci ospita stasera. Il ringraziamento va anche a Tina La Monica che si è prodigata per la preparazione del rancio ottimo e abbondante.

Saluto di Gian Mario Gervasoni Delegato delle Sezioni

Estere degli Alpini

Buonasera a tutti: agli amici Alpini, ai loro amici e a tutti gli associati delle varie sezioni che ci sono qui e agli accompagnatori che sono molto importanti per noi. In particolare, mi riferisco alla presenza della console nostra che ha voluto essere qui con noi, cosa che ci fa molto piacere perché ci rende sempre orgogliosi avere qualcuno che rappresenta l’Italia qui, in terra australiana. Grazie. Avevo preparato dentro di me un discorso di una mezzoretta, però non mi sembra il caso di tediarvi proprio tanto. Dicia-

mo che sono molto onorato di essere qui con voi. Purtroppo in questi ultimi quattro anni non sono riuscito a venire una volta e quando è stato fatto il raduno a Melbourne avevo problemi in casa con gli operai e dopo è arrivata la pandemia che ci ha lasciato spiazzati un po' tutti. Sono venuto volentieri, ho portato anche la mia signora perché avevo piacere che vedesse come sono le riunioni degli Alpini all'estero. Sono eventi che in Italia sono bellissimi, ma all'estero riempiono d’orgoglio perché raggrup-

Luna Angelini Marinucci

Console del Queensland e NT

pano persone che sono partite per tanti problemi, ma specialmente in cerca di lavoro. Persone che hanno portato l'onore della Patria Italia all'estero, specialmente in un posto come questo, così vasto e così lontano.

Quindi, vi ringrazio tantissimo per quello che fate. Per quello che rappresentate per l'Italia che portate qui. Devo dire che prima, sentendo il nostro inno nazionale, mi sono un po' emozionato perché sentirlo all'estero è qualcosa di impressionante, di magico che rapisce il cuore, specialmente quando segue un altro inno, quello del paese che ci ospita.

Vi ringrazio tutti e ringrazio anche per il grosso lavoro che fate e che continuerete a fare perché sono sicuro che le sezioni all'estero, in Australia, andranno avanti come tutte le nostre sezioni. Il nostro presidente ci tiene molto, io ci tengo ancora di più, il nostro delegato qui e mio collega, penso che sia della stessa idea. Quindi forza, andiamo avanti che ci andremo sempre numerosi e porteremo sempre avanti l'Inno d'Italia. Grazie. Grazie a tutti. Buona serata.

Buonasera a tutti. Prima di tutto, vi porto un regalo. E il regalo è il messaggio del nostro ambasciatore a Canberra il quale, purtroppo, oggi non può essere qui, ma ha scritto di suo pugno delle parole che io adesso provvederò a leggervi. Dopodiché, aggiungo qualcosa come farina del mio sacco per ringraziare tutta la delegazione che è arrivata dall'Italia per questo trentaduesimo Raduno Intersezionare. Gentile Presidente dell'Associazione Nazionale degli Alpini Sebastiano Favero, gentile delegato per le sezioni estere Gian Mario Gervasoni, coordinatore delle sezioni australiane Giuseppe Querin da Sydney, cari presidenti e associati di Melbourne, Perth, Epping, Sydney e del Nord Queensland. Carissima sezione dell’ANA Brisbane. Carissimo presidente Antonucci, sono onorata di dare lettura del messaggio dell'ambasciatore d'Italia in Australia Sua eccellenza Paolo Crudele inviato in occasione del trentaduesimo raduno Intersezionale degli Alpini d’Australia: Ho appreso con orgoglio la notizia che il diciannove novembre, a Brisbane, si sarebbe tenuto il trentaduesimo raduno internazionale degli Alpini d’Australia.

Si tratta di un'occasione importante resa ancora più speciale dalla presenza del presidente dell'associazione nazionale degli Alpini Sebastiano Favero, che ci ha raggiunto dall'Italia proprio quest'anno, in occasione del centocinquantesimo anniversario della fondazione del corpo. Costituito il 15 ottobre 1872, gli Alpini sono il più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo; il centocinquantesimo anniversario della formazione delle truppe alpine è una ricorrenza di cui l’Italia va orgogliosa. Le penne nere identificano una lunga e nobile tradizione di coraggio, sacrificio e dedizione incondizionata a servizio della nostra Patria, nel segno di una profonda e convinta affermazione della indivisibile identità nazionale e della solidarietà che ovunque rende sorelle reggenti di montagna. Dal 1919 è attiva l'Associazione Nazionale Alpini che si è sempre impegnata senza riserve in campo sociale e nell'ambito della Protezione civile. La testimonianza offerta quotidianamente

dall'attività associativa degli Alpini in congedo è per tutta la società unito un esempio luminoso di volontariato, anche all'estero, ed è motivo di legittimo orgoglio. In questo giorno di festa desidero rivolgere un commosso pensiero a tutti gli Alpini, a quelli che sono andati avanti, ai caduti della specialità e inviare a tutti i partecipanti al raduno intersezionale un caloroso augurio di importanti realizzazioni future nel segno di quelle passate a beneficio di tutta la comunità italiana d’Australia. Questo era il messaggio dell'ambasciatore.

Direi che c' è poco da aggiungere se non che io sono contentissima di dare il mio benvenuto a tutti voi qui, a Brisbane. È un onore avere questo raduno proprio qui perché voi siete, senz'altro, un corpo storico. Avete fatto tantissimo. Avete rappresentato la nostra resistenza sulle montagne durante tutte le guerre in cui l'Italia è stata coinvolta. Quindi non solo e non solo questo, non solo sul campo di battaglia, ma anche fuori, anche quando poi diventate Alpini in congedo, come quelli che sono qui e che danno luogo a tutte le sezioni, non solo in Italia, ma all'estero, voi siete un punto di riferimento e un aiuto proprio a livello d’impegno nella società civile.

Quindi, io credo che chi è un Alpino rimane Alpino per sempre. Mio nonno e mio bisnonno, anche se erano marchigiani, avevano fatto parte del corpo degli Alpini. Il mio bisnonno, essendo medico, ne faceva parte come tenente medico durante la prima guerra mondiale, per cui è a casa mia ancora ho i cappelli e tutti i gagliardetti; insomma, possiamo dire che tutte le famiglie italiane hanno dentro casa un qualcosa degli Alpini e sanno cosa vuol dire: la fede, la fedeltà al corpo e l'importanza che riveste essere parte di un corpo così prestigioso.

Quindi io sono molto contenta di essere qua, mi scuso e mi dispiace per un lieve ritardo che mi ha fatto perdere l'inno nazionale italiano e quello australiano. Però so per certo che è stato un momento commovente. Come è importante, bello e commovente condividere con voi il resto di questa serata. Quindi grazie a tutti e buon proseguimento.

Saluto di Sebastiano Favero Presidente Associazione Nazionale Alpini

Beh, io comincio con un grazie. Un grazie sincero e di cuore a tutti voi cari Alpini, cari amici, tutti i componenti di questa comunità, grazie perché, ancora una volta, siamo qui a fare testimonianza, a far capire quanto profondo, quanto forte, quanto duraturo è il nostro legame fondato nella terra d’origine che ognuno di noi porta nel cuore dall’alto in questa nuova terra qui in Australia.

Alpini della seconda Naia, Alpini che anche qui hanno saputo rendere forte testimonianza dei nostri valori.

Devo ringraziare di cuore, per aver tenuto duro, chi mi ha pre-

ceduto, cioè il presidente di questa sezione, Walter Antonucci. So cosa vuol dire programmare qualcosa, dover aspettare due anni perché questo qualcosa si realizzi.

Ma, caro Walter, il sogno si è realizzato e questa sera è pienamente realizzato. Grazie, grazie a te e ai tuoi Alpini di questa sezione.

Grazie alla Console per le sue belle parole, grazie all'ambasciatrice che credo abbia conoscenza degli Alpini per come e cosa ha detto e, per me, è una profonda, profondissima emozione ogni volta che torno.

Perché io torno in Australia. Ma perché?

Per chi non lo sapesse, qui io ho vissuto la mia infanzia dai tre agli otto anni. Millenovecentocinquantuno, millenovecento cinquantasei, e quindi c'è un legame, un legame profondo. Anche perché io ho tanti amici e soprattutto tanti parenti, tanti cugini, ho ancora una zia, sorella del mio papà, ha novantasette anni e mi aspetta a Canberra, la prossima settimana.

Allora vedete, cari amici, per me è più facile forse di qualche altro capire questo significato profondo che ci lega. Non siamo vanitosi, ma abbiamo qualcosa di più perché abbiamo quella tenacia che c è dentro, la determinazione, la cocciutaggine che ci fa essere quelli che siamo.

Uomini, come ha detto papa Francesco nell'incontro che abbiamo fatto a febbraio di quest'anno, e che ha voluto accoglierci come un capo di stato in sala Clementina; siamo uomini. Ciò è una grande forza, la grande nostra forza in Italia e all'estero.

Noi siamo Alpini d'Italia, noi siamo Alpini del mondo.

E allora viva l'Italia!

Viva l'Australia!

Viva gli Alpini!

Il Presidente Favero al Fogolar Furlan depone la corona al Monumento ai Caduti

Dopo l’alzabandiera italiana e australiana, è stato suonato il Silenzio con un minuto di raccoglimento per quelli andati avanti. Una cerimonia commovente, seguita da parole accorate del Presidente Nazionale Alpini, Sebastiano Favero.

“Già ieri abbiamo fatto l'incontro con i saluti al momento giusto degli scambi che sono importanti, soprattutto per voi che siete qui in Australia, un po’ lontani, a dir la verità, dall'amata Italia. Ma i cuori sono vicini. Siamo vicini, oggi.

Questa mattina abbiamo fatto quello che noi, di solito, come Alpini vogliamo e sappiamo fare: fare memoria per non dimenticare; allora l'alza bandiera, quindi l'onore alla patria, sia alla nostra

Italia sia alla nuova patria che vi ospita, l'Australia e grande onore ai nostri caduti. La memoria è importantissima perché senza la memoria non c'è futuro. Chi non ha memoria non ha possibilità di guardare con speranza e con fiducia al proprio futuro. Queste sono cose importanti. E chiuderemo poi con il momento religioso. Anche quello è importante ed io voglio ricordarlo, la nostra preghiera lo dice in maniera espressa: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” che vuol dire valori, valori importanti e di condivisione, di amicizia, di fratellanza. Nella buona sostanza, valori di pace. Oggi più che mai ne ab-

32mo Raduno Intersezionale Alpini d'Australia

Il Raduno Intersezionale degli Alpini australiani, che si è tenuto a Brisbane dal 19 al 20 Novembre, ha visto la partecipazione della maggior parte delle sezioni e gruppi con rappresentanti di varie città australiane.

Siamo stati onorati dalla presenza del Presidente Nazionale dell'ANA, di Sebastiano Favero, del Vice Presidente e delegato per le sezioni estere Gianmario Gervasoni e del delegato ANA Italia, Maurizio Pinamonti nonché altri ospiti italiani.

Il raduno che è il 32mo, è tornato a Brisbane dopo 21 anni .

Le funzioni, sia la cena di gala a cui hanno partecipato il Console, Dott.ssa Luna Angelini Marinucci e altri notabili commendatori, cavalieri della repubblica e Presidenti di associazioni, sia la cerimonia ufficiale di Domenica 20, sono riuscite molto bene tanto da attirare il plauso di tutti i partecipanti.

La musica di Frank Fodor e Judith Molnar nonché la maestria della presentatrice Carmela Bozzi hanno creato un momento magico in cui il piacere di essere insieme e le emozioni dei canti alpini si sono amalgamati in un crescendo di gioia e allegria.

Domenica 20, con la musica del 33 (marcia alpina) l'inno di Mameli e la Leggenda del Piave hanno fatto da sottofondo, rispettivamente, alla marcia, all'alza bandiera e alla deposizione della

biamo bisogno; però io credo che noi con orgoglio e soddisfazione e voi, soprattutto, in particolare, possiate guardare al futuro con fiducia, anche se qualcuno ha qualche anno in più.

Ho constatato che c’è qualche giovane, quindi la speranza di poter continuare, di poter essere anche qui in Australia, presenti c’è tutta. Quindi grazie, Grazie di cuore a tutti voi, ovviamente a cominciare dalla sezione che ci ospita e dal suo presidente Walters Antonucci, al nostro coordinatore Bepi Querin delle sezioni qui in Australia. Nuovamente grazie, grazie a tutti. Un grande abbraccio da parte mia, da parte di tutti gli Alpini in Italia.

Viva l'Italia, viva l'Australia! Viva gli alpini".

corona con noi Alpini schierati di fronte al monumento.

È stata una giornata memorabile. La cerimonia ha suscitato in noi un momento d'orgoglio per aver fatto parte del corpo di fanteria di montagna più antico nel mondo e di cui ricorre, questo mese, il 150mo anniversario dalla costituzione.

La cerimonia ha raggiunto il suo culmine con l'onore ai caduti: nella circostanza, è stato suonato il Silenzio sia Italiano che Australiano.

Infine il Presidente Favero ha concluso la cerimonia con un saluto a tutti gli Alpini presenti. È seguita la messa officiata da Padre Alex con l'ausilio dei Di Stasi, di Carmela, di Leo Bozzi nell'attenzione di noi Alpini. Il pranzo ottimo e abbondante ha coronato il prosieguo della giornata. Il sito del Fogolar Furlan, addobbato da centinaia di bandierine italiane che hanno dato vita ad un effetto patriottico, ha creato il sottofondo per una giornata di gioia e amicizia. Un sentito ringraziamento a tutti coloro coinvolti nella preparazione e realizzazione di questo evento iniziando dagli Alpini di Brisbane e dalle loro mogli, all'Abruzzo Club, al Fogolar Furlan, a tutti gli ospiti intervenuti e alle persone che si sono intrattenute con tutti noi.

Walter Antonucci Presidente ANA Sez. Brisbane

Papa Francesco: “Sono tornato ad Asti per ritrovare le mie origini, la mia terra”

Indimenticabile nella cittadina di Asti la visita di Papa Francesco, giunto per festeggiare il compleanno della cugina.

Tanti sorrisi e lacrime per accogliere il Santo Padre, che durante la messa, ha ricordato l’amore per le sue origini e per la terra da dove suo padre partì per raggiungere l’Argentina.

Tanti i messaggi scritti sugli striscioni che mescolano le lingue italiana, spagnola e piemontese. "Ben tornà an tla toa tera (bentornato nella tua terra, ndr)…ci porti la gioia del Signore", è scritto su quello appeso alla scuola di Portacomaro Stazione. "Francisco querido Portacomaro esta contigo” (Francesco caro, Portacomaro è con te, ndr), si legge invece su quello esposto

dagli abitanti di Portacomaro. Il menù del pranzo preparato dalla cugina prevede arrosto, verdure, agnolotti e bunet, uno dei

dolci tipici del Piemonte. Papa Francesco ha salutato alcuni parenti, che si sono avvicinati alla Fiat 500 bianca su cui stava viaggiando. "Gli ho detto - ha spiegato la cugina Nella Bergoglio - che gli voglio tanto bene. E l'ho invitato a mangiare da me. Lui mi ha chiesto se cucino ancora".

La donna aveva un ristorante a Peveragno (Cuneo) che ora è gestito dal figlio. Il Papa le ha donato un rosario. Con un altro parente, Armando Bergoglio, 79 anni c'è stata una stretta di mano. Il bisnonno dell'uomo, nato nel 1850, era fratello del bisnonno del pontefice. "Non l'avevo mai visto di persona - ha raccontato -

però una volta ci eravamo sentiti per telefono. Io sono l'ultimo della famiglia Bergoglio perché non ci sono altri parenti maschi con questo cognome. Ma sono ancora scapolo".

Anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il suo vice Fabio Carosso e l’assessore alla Protezione Civile Marco Gabusi hanno voluto esprimere la propria gioia per l’arrivo nell’Astigiano di Papa Francesco.

“È un momento importante ed emozionante per tutta la nostra comunità, perché questo è un viaggio nel segno della famiglia e delle radici. Un viaggio che riporta il Santo Padre nella sua terra d’origine. E il Piemonte è felice,

onorato e orgoglioso di poter dire a Papa Francesco bentornato a casa”.

“La venuta del Santo Padre è un evento straordinario che ha messo in campo tantissime energie e ha coinvolto moltissimi volontari – sottolinea Marco Gabusi assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte -. Solo ad Asti domenica mattina saranno in servizio oltre 300 volontari della Protezione Civile e un grazie particolare va anche a loro, che insieme a tutte le associazioni e alla pubblica sicurezza hanno dato un supporto fondamentale per rendere possibile questo momento e donarci una grande emozione”.

Andrea lasciò ogni cosa per seguire Gesù

Il 30 novembre si celebra Sant’Andrea. “Abbiamo trovato il Messia”.

Gioia incontenibile e appagante come quella di chi scopre di aver raggiunto la meta a lungo desiderata.

Suonano così nel Vangelo di Giovanni le parole di Andrea che di corsa raggiunge il fratello Simone per metterlo a parte dell’emozione di essere stato chiamato, “per primo”, da Gesù. Pescatore di Betsaida di Galilea, discepolo di Giovanni Battista, Andrea riconosce nel figlio di Giuseppe il falegname, “l’agnello di Dio”.

Il racconto dell’evangelista registra l’ora di quell’incontro che, presso il fiume Giordano, segnò

per sempre la sua esistenza: “erano circa le quattro del pomeriggio”.

“Maestro, dove abiti?”. La risposta di Cristo alla domanda di Andrea e di un suo compagno non tarda ad arrivare: “Venite e vedrete”. Un invito a cui non è possibile tirarsi indietro e che prefigura la successiva chiamata, più esplicita, rivolta da Gesù sulle rive del mare di Galilea anche a Simone: “Seguitemi vi farò pescatori di uomini”. I due restano scossi, ma non hanno esitazioni e, come racconta l’evangelista Matteo, “subito, lasciate le reti, lo seguirono”.

Da quel primo incrocio di sguardi, spiritualmente dirompente, scaturisce un cammino di

fede, una sequela di Cristo nella quotidianità. Andrea è infatti uno dei dodici, che il Figlio di Dio sceglie come amici più intimi. Sconvolgente dovette essere assistere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci: incredulo prima del miracolo volgendo lo sguardo alla folla affamata e ai soli cinque pani d’orzo e due pesci a disposizione si era chiesto: “Cos’è questo per tanta gente?”.

Gesù accresce ogni giorno di più la fede dell’apostolo quando, insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, lo conduce in disparte sul Monte degli Ulivi rispondendo loro alle domande sui segni degli ultimi tempi. E’ noto che Andrea

condusse al Messia alcuni greci desiderosi di conoscerlo, ma i Vangeli non rivelano altre notizie certe sul suo conto. Gli Atti degli Apostoli riferiscono che insieme agli altri compagni si diresse verso Gerusalemme dopo l’Ascensione.

Il resto della narrazione della vita del santo è affidato a testi non canonici e apocrifi. “Tu sarai una colonna di luce nel mio Regno”, avrebbe detto Gesù ad Andrea secondo un antico scritto copto. Scrittori cristiani dei primi secoli riferiscono che l’apostolo, avrebbe evangelizzato l’Asia Minore e le regioni lungo il Mar Nero giungendo fino al Vol-

ga; oggi è infatti onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia.

La predicazione della Buona Novella prosegue instancabilmente in Acaia e, intorno all’anno 60 a Patrasso, Andrea va incontro al martirio: appeso ad una croce che egli volle ad X, come ad evocare l’iniziale greca del nome di Cristo, prima di emettere l’ultimo respiro, secondo la Legenda Aurea, egli avrebbe pronunciato queste parole: “Croce, santificata dal corpo di Cristo. Croce buona, a lungo desiderata da sempre ti ho amata e desiderato abbracciarti. Accoglimi e portami dal mio maestro”. (Vatican News)

Perché Zelenski ci è così antipatico?

di Angelo Paratico

Il presidente ucraino Zelensky fu eletto con una piattaforma elettorale nella quale egli prometteva un accomodamento e la pace con la Russia. Non ha realizzato questo programma, a quanto pare, ma il suo contrario: l'Ucraina giace in rovina. Certo, l'invasore è Putin, non Zelensky, ma Putin aveva ammassato migliaia di carri armati alla frontiera con l'Ucraina e si era mosso in modo minaccioso. A un certo punto i servizi segreti statunitensi informarono Zelensky che i russi avrebbero lanciato un'invasione, ma egli disse che ciò era impossibile.

Se Zelensky fosse stato meno

stupido e avesse avvertito il pericolo reale che l'invasione ci sarebbe stata davvero, avrebbe potuto manovrare in maniera diversa a livello internazionale, invece di ignorare il pericolo.

Si dice che per litigare bisogna essere in due. Forse sarebbe bastato dichiarare pubblicamente che non sarebbero mai entrati nella NATO e che non avrebbero mai più compiuto manovre congiunte con la NATO (ne hanno tenute ben 3 nel 2021).

Come ulteriore rassicurazione avrebbe potuto accettare la cessione della Crimea, una regione che con l'Ucraina c'entra come i cavoli a merenda, ma per la quale i russi

hanno combattuto varie guerre nei secoli passati, una anche contro i piemontesi, mandati da Cavour. La decisione di collegare la Crimea all'Ucraina fu presa da Kruscev, per incomprensibili motivi, in un periodo in cui l'Ucraina era parte dell'Unione Sovietica e nel quale tutti pensavano che sarebbe durata per mille anni.

L'Ucraina non potrà mai battere la Russia e dato che, di solito, i russi vincono le loro guerre in inverno, è probabile che il martellamento delle posizioni ucraine durerà ancora a lungo e verrà seguito da un attacco russo a tenaglia, forse anche con il coinvolgimento della Bielorussia, che chiuderà in una sacca Kiev.

Così quando l'Ucraina sarà ridotta in un gigantesco cumulo di macerie, Zelensky o chi per lui, dovranno comunque sedersi a un tavolo e accettare la resa.

Questa guerra pare una ripetizione dell'inizio del II conflitto mondiale, quando Chamberlain diede un assegno in bianco alla Polonia, a quel tempo guidata da uomini che non fecero abbastanza per fermare Hitler, forti dell’assegno che portavano in tasca.

L'assegno lo mandarono all'incasso e la Gran Bretagna e la Francia furono costrette a onorarlo.

Perché mettere il tetto al contante?

di Angelo Paratico

Vorrei mettere in chiaro alcuni punti, che mi sembrano importanti, per quanto riguarda il tetto al contante. Ricordando, prima di ogni altra cosa, che la Comunità europea ha invitato i paesi membri a mantenere un tetto minimo al contante pari a 5.000 euro, per non svantaggiare troppo le persone che non hanno accesso ai circuiti bancari.

1. In una società senza contante l’evasione continuerà a fiorire, truccando bilanci, con società fittizie, corrompendo funzionari e uomini politici, con fatture false che finiranno all’incasso, con clonazioni di bancomat e carte di credito. E, purtroppo, anche il terrorismo. Ma non si ferma un terrorista o un grosso evasore mettendo un tetto di mille euro, perché il terrorista e il grosso evasore saprebbe procurarseli comunque.

2. Le lobby finanziarie mirano a incrementare i propri profitti, amministrando tutta la burocrazia che gira intorno al denaro elettronico. L’ammontare di contante de-

tenuto dagli italiani (sui conti correnti e nelle cassette di sicurezza) è enorme e dunque la tentazione da parte di questi poteri di appropriarsene è fortissima.

3. La disciplina del Bail-In, che è legge in Italia dal 2016, grazie alla coppia Renzi e Padoan, prevede che le banche debbano essere salvate dagli azionisti, obbligazionisti e correntisti. Senza contante non appena i correntisti sentiranno puzza di marcio non potranno correre a ritirare i propri risparmi, ma potranno solo pregare che vada tutto bene.

Se tutti i soldi sui conti correnti potranno essere congelati, questi potranno essere facilmente sequestrati dai governanti di turno. Ricordiamoci di ciò che fece Giuliano Amato, nel luglio 1992, con Soros.

4. La sfrontatezza di chi ci vuole togliere i risparmi, affidandoli a volti anonimi che potranno farne ciò che vogliono, ha dell’incredibile. Ricordiamo l’Art.47 della nostra Costituzione che sancisce: “La Repubblica incoraggia e tutela

il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.

5. Senza il contante saremo tutti ridotti a degli schiavi. Senza dignità né libertà. Un algoritmo conoscerà tutto di noi, cosa spendiamo, dove andiamo, i nostri gusti e le nostre fobie.

Con le carte di credito diventerà facile ottenere piccoli prestiti su acquisti per spese voluttuarie e, prima che il cittadino se ne renda conto, si troverà con un cappio stretto al collo. Negli USA questa è una mostruosa piaga sociale.

6. Coloro che sono andati sotto di 500 euro con il proprio conto bancario se lo sono visti chiudere, con segnalazione al sistema centrale di controllo. Per costoro l’unica speranza di poter sopravvivere con il proprio lavoro è la possibilità di usare contante.

“Ghost ships” emersero dall’ombra per sabotare il gasdotto

Nord Stream

di Angelo Paratico Alcuni monitoraggi eseguiti con satelliti hanno scoperto due navi con i GPS spenti nell’area del gasdotto, prima del sabotaggio avvenuto il 29 settembre 2022.Le prime perdite di gas del gasdotto Nord Stream 2 nel Mar Baltico erano state rilevate nelle prime ore del 26 settembre, riversando nell’atmosfera fino a 400.000 tonnellate di metano. I funzionari che avevano seguito la vicenda hanno immediatamente sospettato un sabotaggio. Una nuova analisi mostrerebbe che due grandi navi, con i loro geolocalizzatori spenti, erano apparse sopra ai siti dove si sono avute le perdite, nei giorni immediatamente precedenti al rilevamento.

Secondo l’analisi della società di monitoraggio dei dati satellitari SpaceKnow, le due “navi misteriose”, ognuna delle quali misurava tra i 95 e i 130 metri di lunghezza, sono passate a diverse miglia di distanza dai siti delle perdite di Nord Stream 2. “Abbiamo rilevato alcune black ships, cioè navi di dimensioni significative, che stavano attraversando l’area di interesse”, afferma Jerry Javornicky, CEO e cofondatore di SpaceKnow. “Avevano i loro radiofari spenti, il che significa che non c’erano informazioni sui loro movimenti e che stavano cercando di tenere nascosto al mondo le informazioni sulla loro posizione e le informazioni generali”, aggiunge Javornicky.

La scoperta, che è stata fatta analizzando le immagini di più satelliti, probabilmente aumenterà ulteriormente le speculazioni sulla causa delle esplosioni. Diversi paesi che stanno indagando sull’incidente ritengono che i gasdotti Nord Stream 1 e 2 siano stati scossi da una serie di esplosioni, e molti sospetti sono stati inizialmente rivolti alla Russia, e successivamente alla Gran Bretagna.

Una volta identificate le navi, SpaceKnow ha trasmesso le sue scoperte ai funzionari della NATO, che stanno indagando sugli incidenti del Nord Stream. Javornicky afferma che i funzionari della NATO hanno chiesto

all’azienda di fornire ulteriori informazioni.

La portavoce della NATO, Oana Lungescu, ha dichiarato di non commentare “i dettagli del nostro supporto o le fonti utilizzate”, ma ha confermato che la NATO ritiene che l’incidente sia stato un “atto di sabotaggio deliberato e irresponsabile” e ha aumentato la sua presenza nel Mar Baltico e nel Mare del Nord. Tuttavia, un funzionario della NATO, che non aveva il permesso di parlare pubblicamente, ha confermato che la NATO ha ricevuto i dati di SpaceKnow e ha detto che le immagini satellitari possono rivelarsi utili per le sue indagini.

Per individuare le navi, dice Javornicky, l’azienda ha esaminato 90 giorni di immagini satellitari archiviate per l’area. L’azienda analizza le immagini provenienti da diversi sistemi satellitari, compresi i servizi a pagamento e gratuiti, e utilizza l’apprendimento automatico per individuare gli oggetti al loro interno. Questo include la capacità di monitorare strade, edifici e cambiamenti nel paesaggio.

“Abbiamo 38 algoritmi specifici in grado di rilevare le attrezzature militari”, afferma Javornicky, aggiungendo che il sistema di SpaceKnow è in grado di individuare modelli specifici di aerei sulle piste di atterraggio.

Una volta raccolte le immagini d’archivio dell’area, SpaceKnow ha creato una serie di poligoni intorno ai siti delle fughe di gas. Il più piccolo di questi, circa 400 metri quadrati, copriva l’area dell’esplosione immediata, mentre le aree di interesse più grandi coprivano diversi chilometri. Nelle settimane precedenti alle esplosioni, SpaceKnow ha rilevato 25 navi che transitavano nella regione, da “navi da carico a grandi navi multiuso”, spiega Javornicky. In totale, 23 di queste navi avevano i transponder del sistema di identificazione automatica (AIS) accesi. Due non avevano i dati AIS accesi e queste navi sono passate nell’area nei giorni immediatamente precedenti al rilevamento delle perdite.

Le indagini continuano.

DRAMMI E CORRUZIONE DIETRO AI MONDIALI

È in corso il grande show dei mondiali di calcio in Qatar, ma pochi sanno quanti drammi umani siano avvenuti durante la loro preparazione, rimasti negati e coperti dagli scintillanti palazzi di Doha e dalle imponenti strutture che ospitano le gare, mentre solo in parte è emersa la scandalosa corruzione che è stata messa in atto per organizzare la manifestazione in questo assurdo paese.

Ricordiamoci che l’intero “board” della FIFA è finito in manette dopo che sono state documentate le dazioni per milioni di dollari ricevute dai singoli suoi componenti per votare questa sede, mazzette che hanno poi portato all’azzeramento dei vertici.

Il Qatar è un paese anomalo, dove i diritti dei lavoratori e la stessa democrazia sono un optional e ne ho parlato a lungo in un mio libro “INTEGRAZIONE

IMPOSSIBILE- Quello che non ci dicono su Africa, Islam ed immigrazione", ed. Il Borghese. (Chi fosse interessato a leggerlo può richiedermelo via mail a marco. zacchera@libero.it ) scoprendo le infinite sfaccettature di queste teocrazie emiratine che piacciono tanto soprattutto a chi ha nascosto i soldi da quelle parti. Ricordiamoci che secondo Amnesty International e Human Rights Watch (e come documentato da una serie di inchieste apparse l’anno scorso sul Guardian di Londra) sarebbero stati circa 6.500 i morti solo tra i lavoratori edili addetti alle costruzioni e di fatto deportati nel paese senza diritti ed oggetto di un inaudito sfruttamento.

Allettanti infatti da un guadagno molto al di sopra del povero livello di vita dei loro villaggi, centinaia di migliaia di persone provenienti da Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, India, Nepal e da molti paesi africani sono arrivati in Qatar scoprendo subito che la realtà era ben diversa da quella che era stata loro promessa. Per tutti la solita storia: un “reclutatore” che passava nei villaggi e prometteva soldi senza sottolineare troppo che a carico dei lavoratori restano le spese di

viaggio, il vitto e l’alloggio e che quindi - arrivando - si sarebbero trovati già indebitati fino al collo.

Anche perché, nonostante le promesse della teocrazia al potere in Qatar - paese di cui Gianni Infantino, presidente della Fifa, è talmente innamorato da esserne diventato cittadino - non è mai stato abolito il sistema della kafala (“garanzia”) che permette ai datori di lavoro di requisire all'arrivo i passaporti dei lavoratori migranti - dichiarati subito ufficialmente “debitori” - che restano così senza documenti e la possibilità di lasciare il paese, ma anche di cambiare padrone o mestiere.

La Kafala concretizza un concetto preso a prestito dall’Islam, una specie di tutela per gli esseri inferiori che dovrebbe valere per donne vedove o rimaste senza marito e bambini minori, ma che in questo caso è stata adottata per gli immigrati. Un sistema che ha funzionato in milioni di casi, con il “kafil” che comandava senza sconti e spesso con la violenza e con l’immigrato che senza documenti non solo non poteva più espatriare o cambiare lavoro ma che non poteva neppure affittare una casa, avere un conto in banca e visto che non parlava - ovviamente - la lingua locale, non poteva nemmeno protestare o rivolgersi alla polizia o a un sindacato (peraltro vietati nel paese), né aver accesso a servizi sanitari o diritto ad adeguate assicurazioni sul lavoro.

Su internet si possono leggere storie incredibili di persone segregate per mesi, fustigate per “disobbedienza” o morte di stenti in un clima da medioevo. Gente trattata come animali condividendo “a ore” un letto con turni di 60 ore di lavoro settimanali senza giorni di riposo e - ricordiamoci - lavorando in un clima bestiale, estremamente caldo.

Quello che poi tutti si chiedono è se la corruzione nella FIFA sia stata effettivamente cancellata o se tuttora imperversi.

Il dubbio c’è, viste anche le dichiarazioni demagogiche del nuovo presidente FIFA Gianni Infantino che - sommerso dalle critiche per il perdurante man-

ADDIO A ROBERTO MARONI LEGHISTA SIMPATICO

Se ne è andato a soli 67 anni

cato rispetto dei diritti umani in Quatar - ha avuto l’indecenza di affermare nella conferenza stampa di apertura che "Per quello che noi europei abbiamo commesso negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci almeno per i prossimi 3.000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri paesi. Queste lezioni morali sono solo pura ipocrisia". Ipocrisia? Preso atto che per la FIFA il Qatar è un paese felice, Infantino ha detto di sentirsi "arabo", "gay", "lavoratore migrante" e intanto ne ha preso pure la cittadinanza, chissà se facendo un pensierino alla mancanza di trattati di estradizione verso questo piccolo stato del Golfo, se mai saltassero fuori sue future indebite ingerenze.

Perché non si tratta solo di diritti negati ai lavoratori, in Qatar non si possono professare in pubblico altre religioni oltre l’Islam, non è ammessa l’omosessualità, le donne sono oggetto di “vestiti adeguati”, non si devono bere alcolici (pensate alla gioia delle ditte di birra sponsor del mondiale!) e perfino per le turiste c’è stato l’obbligo di non indossare pantaloncini corti o magliette senza maniche, ma solo vesti che coprano ginocchia e spalle.

Perché - alla fine - resta poi la questione di fondo: ma senza una adeguata corruzione, chi mai avrebbe pensato di organizzare dei “mondiali” in un paese dove praticamente non si era mai giocato a calcio?

Roberto Maroni, non solo “un leghista simpatico” ma soprattutto uomo corretto, ottimo ministro dell’interno e governatore della Lombardia, milanista. Lo ricordo con amicizia ed affetto perché scherzava e sorrideva sempre ed aveva un buon rapporto con tut-

ti, ma dimostrando con coerenza un profondo senso del dovere e dello Stato.

Un esempio di persona per bene nel mondo politico e che avrebbe potuto ancora dare molto, alla Lega e all’Italia. Peccato che se ne sia volato via, davvero ci mancherà.

IL CALVARIO DI MASSIMO GIORDANO

Assolto con formula piena. È finita con l’esclusione di qualsiasi addebito la vicenda giudiziaria dell’ex assessore regionale e già sindaco di Novara (per 10 anni) avv. Massimo Giordano, già esponente di punta della Lega in Piemonte. La sentenza della Corte d’Appello di Torino ha visto confermata l’assoluzione in primo grado e respinto l’appello inutilmente proposto dalla Procura, dopo che Giordano era già stato assolto in primo grado.

Una vicenda assurda e surreale durata dieci anni iniziata sulle “voci” che Giordano avrebbe favorito come amministratore il gestore di un bar (!) e poi allargate (ad arte?) ad altre vicende che nulla c’entravano e che mi sono

sembrate più che altro una scusa per tenere comunque aperto un procedimento che si è concluso con una doppia assoluzione, MA DOPO DIECI ANNI DI CALVARIO.

Un procedimento iniziato con perquisizioni in piena notte della Guardia di Finanza in casa e negli uffici dell’esponente leghista a sirene spiegate, titoli enormi sui giornali, servizi in Tv anche sulle reti nazionali, dimissioni inevitabili, rovina economica e politica E ALLA FINE… NULLA! Chi risarcirà mai Massimo Giordano per il danno subito, le spese giudiziarie e di difesa che ha dovuto sostenere, la vergogna di cui è stato ingiustamente oggetto?

Alliance Ground Surveillance

La Mega Sigonella: militarizzazione, mafie e conflitti

di Antonio Mazzeo

Non esiste in Italia struttura militare come quella di Sigonella che assuma in sé tutte le contraddizioni del modello neoliberista che Washington e i suoi più fedeli alleati tentano d’imporre nel mondo. Guerre sanguinarie, il ricatto degli strumenti di sterminio di massa, militarizzazione del territorio e delle coscienze, violazione dei principi costituzionali, disprezzo per le libertà individuali, sperimentazione di strategie funzionali al nuovo ordine mondiale, sfruttamento intensivo delle risorse, sperpero di ricchezze e capitali, lotta armata alle migrazioni, potenziamento del controllo mafioso e sociale, contribuzione ai processi di distruzione ambientale, cancellazione dei diritti sindacali e precarizzazione del lavoro.

Succede tutto questo nella più grande base aeronavale e nucleare USA del Mediterraneo, baricentro dell’ennesimo conflitto nord-sud, il più cruento, il più ideologico, il più imprevedibile per gli sviluppi futuri internazionali.

Ogni operazione bellica degli ultimi trent’anni è stata sostenuta dalla base che sorge nel cuore della Sicilia: creata per contenere la presenza sovietica nel Mediterraneo, l’infrastruttura si è progressivamente trasformata nel trampolino di lancio delle missioni USA e NATO nei Balcani, in Africa e in Medio Oriente. Guerre per il petrolio innanzitutto, mascherate prima dalla “difesa della democrazia contro il comunismo”, poi dalla “lotta al terrorismo fondamentalista”.

Una base che sta crescendo enormemente, che concentra decine di comandi e reparti tra i più importanti delle forze armate e dei servizi segreti statunitensi, che rappresenta il centro strategico di direzione e controllo delle operazioni nell’intero continente africano, nel Golfo Persico e nell’Oceano Indiano, che si erge a baluardo della “resistenza occidentale” contro i flussi di migranti provenienti proprio da quelle aree del globo lacerate dalle bombe ospitate nei suoi siti protetti.

Dall’autunno 2003 la base siciliana è al centro dell’ennesimo programma infrastrutturale e di potenziamento funzionale: lavori per centinaia di milioni di Euro

che prevedibilmente finiranno nelle mani di imprese in odor di mafia, una costante questa che ha caratterizzato parte degli appalti di costruzione e di fornitura di beni e servizi a Sigonella.

Un modello di accumulazione mafiosa che ha contribuito ad accelerare la crescita dei poteri eversivi criminali e la saldatura con i ceti politici ed economici dominanti, con conseguenze devastanti per il territorio e la società, prima fra tutte l’impossibilità a progettare e realizzare nell’isola un modello alternativo e reale di sviluppo.

I programmi di ampliamento della base, rigorosamente tenuti segreti al Parlamento e ai cittadini, generano contestualmente processi di condizionamento di amministratori, istituzioni, soggetti sociali e stravolgono le regole formali democratiche.

Una trama di silenzi ed omissioni, di piccole e grandi menzogne, è stata tessuta attorno ad una base che occulta i suoi strumenti di morte, droga le economie di interi comuni, espropria risorse e territorio.

Un cancro cresciuto col consenso dei governi nazionali e regionali, di destra e di centrosinistra, che deve essere estirpato se vogliamo che realmente la Sicilia assuma una vocazione di pace e cooperazione mediterranea. È in atto un processo

neoliberista che punta a trasformare il nord Africa in riserva di caccia per le transnazionali che hanno sede nell’Unione europea e negli Stati Uniti. Un processo che accentuerà divari, conflitti, espropriazioni. Sigonella, la baia di Augusta, le basi militari disseminate in Sicilia e nelle sue isole minori hanno il compito di imporre questo modello di penetrazione e di “prevenire” possibili forme di resistenza di governi e realtà politiche e sociali.

Su questi temi il movimento pacifista ed anti-globalizzazione ha il dovere di confrontarsi, ponendo nella sua agenda l’obiettivo della smilitarizzazione e riconversione delle basi USA e NATO a partire da Sigonella, la più esposta, la più aggressiva, la più “moderna”.

Nel territorio del comune di Belpasso, nelle vicinanze degli ingressi principali dello scalo aeroportuale di Sigonella, è stato completato da un paio di mesi quello che è certamente il complesso residenziale più imponente mai messo a disposizione del personale USA in Sicilia. In un’area di 42 ettari sono stati costruiti 526 alloggi indipendenti con annessi impianti sportivi ed aree verdi e ricreative. Gli alloggi sono di proprietà della società Belpasso Housing S.p.A. che li ha affittati al Governo degli Stati Uniti d'America.

comprenderanno “un apposito camminamento per il passaggio pedonale in totale sicurezza”. Anche per ciò che riguarda la strada provinciale 69 è previsto il suo ampliamento a quattro corsie nel tratto compreso tra l’innesto con la SS 417 e l’ingresso del deposito munizioni di Sigonella. Intanto l’uso di auto private da parte dei militari di Sigonella continua ad essere incentivato da una politica di forte riduzione dei prezzi dei carburanti.

Il progetto del centro residenziale di Belpasso è stato eseguito dalla Interplan Seconda S.r.l., una società di consulenza diretta dagli architetti Camillo Gubitosi ed Alessandro Gubitosi, entrambi docenti presso l’Università Federico II di Napoli. Questa società vanta nel suo curriculum anche la progettazione dell'impianto urbano del nuovo Quartier Generale delle Forze Alleate dell’Europa Meridionale realizzato in prossimità del Lago di Patria, 26 Km a nord di Napoli e di varie strutture aeroportuali realizzate tra il 1993 e il 1994 nella base di Aviano (Pordenone) in dotazione all’US Air Force.

Intanto si lavora a pieno ritmo per realizzare una via di collegamento tra la Strada Statale 417 Catania-Gela e il nuovo complesso abitativo di Mineo destinato al personale militare USA e famiglie; all’arteria sarà anche aggiunto un sottopassaggio con la strada provinciale 131. Il progetto prevede un costo di 2 milioni di Euro circa, ripartito in parti uguali tra l’ANAS e la Provincia di Catania.

Ci sono poi in cantiere altri interventi per potenziare la rete viaria intorno alla megainfrastruttura militare. Con la giustificazione di migliorare le “condizioni di sicurezza antiterrorismo”, il presidente della Provincia di Catania e gli ufficiali statunitensi hanno sottoscritto in aprile un accordo per potenziare le vie di ingresso e di uscita dell’area aeroportuale (NAS 2), lungo le strade provinciali 105 e 69/II. In particolare sulla prima arteria saranno realizzate quattro corsie - due per ogni senso di marcia con corsie per il cambio di direzione - e sarà avviata la completa ricostruzione dell’incrocio tra la strada statale 417 e la provinciale 105, onde assicurare l’accesso da e per queste due arterie.

Gli attuali ponti sul fiume Dittaino e sulla SS 417 saranno demoliti e ricostruiti “per rispondere alle nuove normative antisismiche” ed allargati per ospitare le quattro corsie ed il nuovo impianto di illuminazione. I ponti

La benzina può essere acquistata mediante un carnet di buoni da 5, 10 e 20 litri rilasciato dal “Navy Exchange Personalized Services” di NAS 2. Il valore del carnet per un totale di 100 litri di benzina è di 44,50 dollari: ciò significa che i militari di Sigonella pagano circa 44 centesimi di dollaro al litro, meno di 40 centesimi di Euro. Ad ogni militare viene assegnato un numero di coupon che varia a secondo della cilindrata dell’auto (tra i 300 e i 400 litri di benzina al mese). I coupon possono essere utilizzati in qualsiasi parte d’Italia nelle stazioni AGIP, IP ed Esso.

Analoghi sconti sono previsti per l’acquisto di carburante per auto diesel e a gas. L’enorme differenza di costo della benzina riservata al personale militare di Sigonella rispetto al prezzo di mercato italiano, fomenta uno dei business del mercato nero che prolifera attorno alla base. Sono state le stesse autorità militari ad esprimere forti preoccupazioni in proposito: “Il mercato nero di buoni NATO è un fatto particolarmente grave”, si legge in un editoriale del settimanale The Signature destinato alla popolazione USA di Sigonella. Nel riconoscere il peso economico che grava sui consumatori italiani che “pagano normalmente 4 dollari il gallone di benzina”, l’editoriale sottolinea come “la loro controparte americana paga prezzi americani...”

Disinteresse analogo sull’impatto delle triangolazioni di carburante superscontato è stato mostrato da amministratori e politici locali anche per ciò che riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti prodotti in enormi quantità dal complesso militare di Sigonella, spesso finiti in discariche illegali.

Di norma la base utilizza la discarica consortile di contrada Armicci di Lentini, un’area ormai trasformatasi in una vera e propria bomba ecologica e dove sono smaltiti anche i rifiuti prodotti nei municipi di Lentini, Augusta, Carlentini e Francofonte

Gli investigatori della D.I.A. hanno tuttavia rilevato che la base di Sigonella compare tra gli enti e le istituzioni pubbliche che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica gestita da tale Salvatore Proto, ritenuto un prestanome del clan Santapaola-Ercolano, il quale avrebbe preso parte a numerose gare d’appalto all’interno della base militare siciliana “solo al fine di presentare “offerte di comodo” in favore di società riconducibili a Cosa Nostra”

Perché

le

scarpe rosse sono il simbolo del 25 novembre

Le scarpe rosse, sono diventate simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza contro le donne, grazie ad un’artista.

Era il 27 luglio del 2012 quando Elina Chauvet le utilizzò per la prima volta in un’installazione artistica pubblica davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez.

L’artista ha vissuto a Ciudad Juárez in Messico, negli anni della formazione universitaria, in architettura, ed è stato allora che ha potuto constatare il fenomeno della sparizione delle giovani donne - diverse inchieste le indicano principalmente di età compresa tra i quindici e i venticinque anni e del ritrovamento dei loro corpi senza vita nel deserto. Tutte vittime di uno stesso trattamento, come se l’azione criminale sia commessa da un serial killer: rapite, stuprate, orrendamente mutilate e uccise per strangolamento. Allo stesso tempo Elina ha notato come la città e le autorità minimizzassero il problema. Dietro quei nomi si celano studentesse e molte lavoratrici delle Maquiladoras, fabbriche che im-

piegano manodopera a bassissimo costo (questa è la zona franca più grande del Messico, dunque vi sono molte fabbriche). Così l’artista ha deciso di rompere attraverso il suo lavoro l’omertà e il silenzio che av-

volge questa situazione. Nel 2009 Elina ha dunque raccolto tra conoscenti trentatré paia di scarpe e le ha installate nello spazio urbano di Juárez.

Dopo il primo Zapatos Rojos, ha atteso due anni per rifarlo, ma questa volta a Mazatlan, nello stato di Sinaloa, e di scarpe, grazie al passaparola generato dall’installazione a Juárez, ne sono state donate trecento.

E da quel giorno le scarpette rosse, dello stesso colore del sangue versato da tantissime donne in tutto il mondo, sono diventate il simbolo della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Da allora, nella giornata del 25 novembre, indossare un paio di scarpe rosse vuol simboleggiare la nostra adesione ad una lotta che ci deve vedere tutte unite, per dire basta ad ogni tipo di violenza.

Il colore rosso è stato scelto in quanto simbolo dell'amore, della passione che si trasforma in male ed in violenza, simbolo della possessione morbosa che diventa una trappola mortale e simbolo della femminilità che purtroppo, oggi, troppe volte viene violata.

Ogni anno il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Quella del 25 novembre non è una data scelta a caso dall'ONU: ricorre infatti l'anniversario dell'assassinio delle sorelle Mirabal, tre coraggiose donne rivoluzionarie, che furono massacrate nel 1960.

Le sorelle Mirabal, Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa sono le tre sorelle uccise brutalmente il 25 novembre del 1960 dal regime del dittatore Trujillo a cui loro avevano tentato di opporsi. Questo evento e questa data sono stati scelte dall'ONU come simbolo della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra in tutto il mondo nello stesso giorno.

25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne: la storia delle coraggiose sorelle Mirabal di Marta Ferrucci

La trentennale dittatura di Trujillo sulla Repubblica Dominicana viene considerata una delle più dure dell'America Latina: dal 1930 al 1960 si calcola che furono uccise più di 50.000 persone.

Le sorelle Mirabal provenivano da una famiglia benestante che, come molte altre famiglie, era stata espropriata dei suoi beni dal regime; erano donne colte e decisero di organizzarsi per combattere contro le atrocità commesse da Trujillo. Insieme ai loro mariti diedero vita al "Movimento 14 giugno", gruppo politico di opposizione clandestina che prese piede in tutto il paese. Ma i membri che ne facevano parte vennero perseguitati e molti incarcerati, comprese le sorelle Mirabal e i loro coniugi.

Abbiamo visto i marziani...

Nel 1950 l'Uruguay era campione del mondo, ma probabilmente non la nazionale più forte del pianeta.

Sì, perché la nazionale migliore del mondo era l'Ungheria.

E lo resterà per almeno metà decennio.

Giocava un calcio nuovo e rivoluzionario che ha tracciato la strada percorsa poi dall'Ajax di Michels e Cruijff ed in t empi recenti dal Barcellona di Guardiola.

Nel 1952 quell'Ungheria vinse anche la medaglia d'oro alle Olimpiadi.

Per questo motivo era stata invitata dai "maestri" del calcio inglesi per disputare un'amichevole.

Quella delle amichevoli illustri era un'abitudine dell'Inghilterra che, per due decenni, credendosi superiore a tutti, non aveva partecipato a competizioni internazionali e faceva delle partite-esibizione per i propri tifosi (nel 1950 aveva finalmente partecipato ai mondiali, tornando a casa umiliati).

Il 25 Novembre 1953 l'Ungheria mise piede a Wembley, nello stadio in cui l'Inghilterra non aveva mai perso.

L'accoglienza per i magiari fu un misto di sguardi curiosi e battute offensive.

I giocatori inglesi guardavano gli avversari con sdegno e addirittura ridevano delle loro scarpe come ricorda il capitano Wright: "Notai che le scarpe degli ungheresi avevano, sotto la caviglia, una specie di pantofola. 'Non sono neanche attrezzati', dissi al mio amico, ma purtroppo lo erano eccome".

Le battute non risparmiarono nemmeno il numero 10 ungherese "Vedi quel tipo basso e ciccione? Li faremo a pezzi".

Peccato che quel ciccione fosse Ferenc Puskas, uno dei migliori giocatori della storia.

Le risate finirono subito dopo il fischio d'inizio.

Nemmeno un minuto e la

punta Hidegkuti aveva già segnato il primo gol.

Da lì in avanti ci fu un monologo dell'Ungheria che si dimostrò troppo superiore, tenendo costantemente la palla e giocando a ritmi insostenibili per i sudditi di Sua Maestà.

La partita finì con un clamoroso 6-3 per gli ungheresi, che al ritorno in patria furono accolti da trionfatori.

I 100 mila di Wembley andarono a casa convinti di aver visto i marziani e i dirigenti inglesi capirono che quel loro presuntuoso isolamento li aveva indeboliti.

L'orgoglio però li portò a chiedere la rivincita che ci giocò al Nepstadion di Budapest il 23 Maggio 1954.

E agli inglesi, ansiosi di rifarsi andò anche peggio: 7-1 per l'Ungheria del "ciccione" Puskas.

Un'altra batosta leggendaria, come leggendaria era quella squadra:

Grosics, Buzansky, Lorant, Lantos, Bozsik, Zakarias, Budai, Kocsis, Hidegkuti, Puskas, Czibor.

Diego Armando Maradona non se n'è mai andato...

Nel marzo 1991, colpito dalle accuse per droga rivoltegli da un pentito, Diego Armando Maradona deve difendersi in Procura.

Con lui ci sono l’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi e un giovane penalista, Luigi Ferrante. Dopo l'interrogatorio, i tre stanno per uscire dal palazzo quando i poliziotti li bloccano chiedendo loro pazienza: "Ci sono centinaia di tifosi là fuori, non li conteniamo, per favore, aspettate in ascensore".

Ferrante, quasi pensando ad alta voce dice "Ma è sempre così?" e Diego con un sorriso malinconico risponde "Gigi, è tutta la mia vita che è così…".

Poi, come per non pensare alle cose brutte, Diego cambia espressione e dice al giovane penalista "Avvocato, giochi a calcio?".

Ferrante risponde che gioca così per divertirsi e Diego lo convoca per una partita a calcetto "Allora giovedì giochi con me. Ho una squadra di calcetto con Taglialatela e Careca ma Antonio si è stirato un muscolo e non ci sarà. Giochi tu. Andiamo ad Agnano".

Il giovedì Ferrante seguì Diego ad Agnano... "Raggiungemmo i campi di calcetto di Agnano e andammo negli spogliatoi per cambiarci.

Lui tirò fuori le seconde maglie ufficiali del calcio Napoli, rosse, belle e particolari. Mi diede la 5, quella di Ricardo Alemao, lui indossò la 9 di Antonio Careca.

Era da settimane che non metteva più la 10. Perché, ma non lo ha mai detto ufficialmente, essendo un po’ fuori forma e in quella situazione, non se ne sentiva più davvero degno.

La nostra squadra era composta da Pino Taglialatela in porta, Luca, un fortissimo ragazzo delle giovanili del Napoli, il suo elettricista di fiducia e io.

Dall’altra parte c’erano quattro talentuosi e giovani giocatori di

calcetto e il figlio del suo barbiere. Ne venne fuori una partita intensa e Diego non la voleva proprio perdere.

Giocava con gioia e quando andavamo sotto nel punteggio scartava l’intera squadra avversaria e ci riportava in vantaggio. Mi colpì questa sua felicità nel giocare a pallone, quella che provano i bambini che ancora non sono gravati dai pensieri della vita adulta. Fantastico.

Era un leader assoluto. Io iniziai molto contratto, capirete: giocavo con Maradona. Taglialatela in porta parava l’imparabile e a un certo punto presi palla e lanciai Diego. Lui, mentre agganciava il pallone per poi scaraventarlo in rete gridò: “Bella palla, bella!”.

Un elogio a un operaio del calcio quale ero io…

Nella partita incoraggiò tutti e non rimproverò mai i compagni per gli errori di gioco. Compresi perché gli altri calciatori professionisti lo adoravano.

Poi a fine partita raccolse le maglie da terra per portarle via, quasi fosse un magazziniere.

Oh, Maradona!

Mise tutto a posto, ci ringraziò e andò via...

Quell’episodio di Agnano svelò il vero animo di Diego: amava il calcio in ogni sua espressione e anzi era stanco delle pressioni esasperate del football professionale.

Era innamorato del pallone. Quando glielo hanno tolto ha cominciato a morire"

Qualche giorno dopo quel giovedì c'era Napoli-Bari, la partita in cui l’antidoping lo trovò positivo mettendo fine alla sua storia azzurra.

Non all'amore per il calcio e per Napoli. Due anni dopo, quel 25 novembre 2020, Diego se n'è andato... ma Diego non se n'è mai andato realmente...

Il Mondiale in Qatar non poteva cominciare peggio

Dopo settimane di polemiche, molte ipocrite, quasi tutte tardive, è iniziato ieri il Mondiale di calcio in Qatar. E non poteva cominciare peggio. E non per l’assenza della nostra Nazionale, quasi un’abitudine ormai, con gli Azzurri impegnati in un’inutile quanto triste amichevole contro l’Austria terminata con una sconfitta imbarazzante poche ore dopo l’inizio della Coppa del mondo.

Il divieto di birra in Qatar e il pilatesco Infantino

Se già le premesse erano pessime, tra accuse di corruzione per farsi assegnare il Mondiale dodici anni fa, migliaia di morti tra i lavoratori sfruttati e sottopagati in questi anni per costruire gli stadi in mezzo al deserto, diritti negati a donne e omosessuali così come la libertà religiosa, tifosi “finti” delle varie Nazionali in gara e troppi big assenti a causa della collocazione invernale del torneo, in pieno svolgimento dei campionati, l’inizio è stato peggiore.

A poche ore dalla partita inaugurale, è diventato ufficiale il divieto in extremis di vendere birra durante le partite, e tanti saluti allo sponsor Budweiser che ha pagato 75 milioni alla Fifa per esserci e potere vendere i propri prodotti.

Niente da fare, in Qatar non si può bere birra e anche i (pochi) tifosi arrivati dall’estero e non musulmani devono adeguarsi. «Si può sopravvivere senza bere alcol per tre ore al giorno», il commento pilatesco del presidente della Fifa, Gianni Infantino, che nella conferenza stampa di inaugurazione del Mondiale ha dato vita a uno show ridicolo e inquietante, e non solo per giustificare il no alla vendita di birra negli stadi (se il principio con cui si giustificano i divieti è “si può sopravvivere”, allora vale tutto).

«Mi sento arabo, migrante, gay». Il delirio di Infantino Infantino si è prodigato in un delirante manifesto di inclusione in cui si è presentato come il difensore del calcio e delle ingiustizie. E Infantino è l’eroe che ci

Almeno i testimonial occidentali del Mondiale sono stati pagati per dire (è il caso di David Beckham) che questo torneo sarebbe stato il torneo “dell’inclusione”, o che (è il caso di Xavi) la Nazionale del Qatar è forte e stupirà tutti: nella partita d’esordio contro il modesto Ecuador ha fatto rimpiangere certe sfide di Serie C.

Una squadra finta, costruita a tavolino con stranieri forzatamente naturalizzati e “campioni” sfornati dalla Aspire Academy, in ritiro da marzo per prepararsi al meglio per l’appuntamento della vita, che non è riuscita a fare un solo tiro in porta in 90 minuti e ha perso 2-0 una partita che poteva finire anche 3 o 4 a zero.

Adesso ho paura

meritiamo, probabilmente: «Oggi mi sento del Qatar. Oggi mi sento arabo. Oggi mi sento africano. Oggi mi sento lavoratore migrante. Oggi mi sento gay. Oggi mi sento disabile», ha detto, poco prima che il capo ufficio stampa della Fifa facesse coming out. Senza timore di rendersi ridicolo, Infantino ha spiegato di empatizzare con gli oppressi perché i suoi genitori hanno lavorato come migranti. In Svizzera.

E ha aggiunto di comprendere le sofferenze dei lavoratori migranti in Qatar perché anche lui, da piccolo, è stato discriminato: a scuola infatti lo prendevano in giro per i suoi capelli rossi e le lentiggini.

In un crescendo allucinante e allucinato il capo della Federazione che organizza i Mondiali si è poi messo a dare lezioni di storia con il più classico degli schemi: la morale all’Occidente brutto, bianco e cattivo.

Ha superato persino gli ambientalisti che accusano l’uomo di rovinare il pianeta dalla Rivoluzione industriale, dicendo che il Qatar avrà anche i suoi difetti, ma «per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3.000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri. Queste lezioni morali sono solo ipocrisia». Ipse dixit. Il benaltrismo al suo apice.

La lotta per i diritti in Qatar non vale un cartellino giallo

Poche ore dopo avere detto che «gli omosessuali saranno accolti senza discriminazioni» la Fifa ha minacciato diverse Nazionali che volevano fare indossare ai propri capitani la fascia arcobaleno: se lo fate, scatta l’ammonizione.

E così oggi Inghilterra, Galles, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svizzera hanno annunciato che i rispettivi capitani non indosseranno la fascia “One Love”, bensì quella approvata dalla Fifa “No discrimination”, vaste programme. Dovevano giocare in Qatar per cambiare la storia dei diritti di quel paese, accendere i riflettori sui diritti negati, fare un gesto in mondovisione per sensibilizzare le coscienze, ed è bastato un cartellino giallo per farli desistere.

Non solo: dopo tutto il gran parlare fatto dagli organizzatori sul pubblico partecipe e in fremente attesa di questa Coppa del mondo, le telecamere della Fifa hanno faticato a inquadrare le azioni di gioco senza che si notassero gli spalti semivuoti dall’inizio del secondo tempo: disgustati dal livello osceno della propria Nazionale, i tifosi del Qatar hanno lasciato l’impianto sul 2-0 per l’Ecuador.

I valori “buoni” e l’ipocrisia su Russia e Iran

Il Mondiale nell’Emirato ha così svelato il più clamoroso cortocircuito sportivo-culturale di sempre: l’idea che il calcio sia uno strumento per portare nel mondo certi valori “buoni” si scontra con i soldi degli emiri da un lato, e con la debolezza intrinseca di quegli stessi valori, che non valgono un cartellino giallo o un boicottaggio vero della manifestazione (alla fine sono tutti in Qatar, e i tifosi tutti davanti alla tv con record di ascolti).

Oggi è il giorno di Inghilterra-Iran, e qui si aprirebbe un altro tema su cui la Fifa e il mondo del calcio in generale fanno sfoggio di ipocrisia: data per giusta l’esclusione della Russia dai Mondiali perché Putin ha scatenato la guerra in Ucraina, che ci fa in campo la Nazionale di un regime che sta soffocando nel sangue le proteste dei propri cittadini?

Quando ero piccolo avevo paura del buio, una schifosissima paura.

Paura che un essere immaginario terrificante potesse uscire da sotto il mio letto e farmi del male.

Papà puntualmente mi rassicurava dicendomi “Antonio i mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri".

Ma papà si sbagliava, perché i mostri possono esseri viventi e reali, uomini e mostri spesso sono la stessa cosa.

La paura è una cosa difficile da combattere e si vede e si sente.

Si sente dalla voce che, a mezza bocca, cerca di intonare un inno dagli occhi impauriti di 11 giovani costretti dalla storia a recitare un ruolo non scelto da loro,

il terrore di vedere la propria vita appesa ad un esile filo.

Dopo il clamoroso gesto del match d'esordio ai Mondiali contro l'Inghilterra, i giocatori dell’Iran hanno cantato l’inno nazionale.

Questi undici ragazzi hanno dovuto decidere se spingere la soglia del coraggio ai limiti del martirio, perché probabilmente è quello che li attende al ritorno in patria insieme ai propri familiari, oppure fare un passo indietro e mettere la testa sotto le coperte e sotto il cuscino, perché il MOSTRO che continua ad ammazzare dallo scorso settembre è troppo forte e fa troppo paura. Due reti al Galles una bellissima pagina di Sport, ma pur con tutta la passione calcistica, abbiamo visto anche altro: uomini provati e spaventati, tifosi in lacrime, tutto questo è difficile da mandare giù.

La Fifa ha fatto sapere che i capitani delle Nazionali che indosseranno la fascia arcobaleno in campo verranno ammoniti (foto Ansa)

salute e benessere

Mutazioni del gene FA2H, in corso tre progetti per conoscerle meglio

La neurodegenerazione associata alla idrossilasi degli acidi grassi (FAHN) è causata da una mutazione del gene FA2H, coinvolto, appunto, nel metabolismo degli acidi grassi. Al momento, pochissime famiglie sono state identificate come affette da questa malattia. L’esordio è di solito nell’infanzia, con distonia degli arti inferiori, ipostenia e cadute; i pazienti vanno incontro anche ad atrofia ottica, atrofia cerebellare profonda e alterazioni della sostanza bianca encefalica in associazione all’accumulo cerebrale di ferro, e con il progredire della malattia si possono manifestare disabilità intellettiva ed epilessia.

CAPRICORNO

22 Dicembre - 20 Gennaio

Le mutazioni del gene FA2H compromettono la funzione dell’omonimo enzima (FA2H), causando la formazione di mielina anomala, e sono ereditate in maniera autosomica recessiva: ciò vuol dire che se due genitori presentano ognuno una copia del gene FA2H mutato (portatori sani della malattia), hanno il 25% di probabilità di generare un figlio malato, ossia che erediti entrambe le copie anormali del gene dai suoi genitori.

La statistica, purtroppo, non ha premiato una giovane famiglia di Reggio Calabria: Antonio Alvaro e sua moglie Concetta hanno avuto tre figli, e due di loro sono nati con la paraparesi spastica ereditaria SPG35, causata da una mutazione nel gene

La tentazione di lasciare il lavoro presto sarà grande, ma dovete resistere. Non sapete mai cosa può andare storto. L’ambiente domestico sarebbe più piacevole se apparisse più vivo. Andate a fare compere. Rispettate il vostro corpo, non potete durare per sempre a un ritmo così alto.

ACQUARIO

21 Gennaio - 19 Febbraio

Espandete la cerchia dei vostri amici e conoscenti.

Accettate l’invito a una festa. Spesso torna utile avere dei contatti interessanti di riserva e, chi lo sa, forse potreste anche incontrare la vostra anima gemella. Andrete alla grande, perciò forse potreste incontrare delle persone invidiose.

PESCI

20 Febbraio - 20 Marzo

Se non siete dell’umore adatto per l’intimità, non dovete sentirvi in colpa e disperarvi. Potrete vivere una bella serata di coppia anche in altri modi. Pensate prima di dire qualcosa, se volete evitare i problemi. Rispolverate la conoscenza di una lingua straniera. Presto vi tornerà utile.

ARIETE

21 Marzo - 19 Aprile

FA2H. Natale ha 20 anni e Maria Chiara 8: un anno fa O.Ma.R. aveva raccontato la loro storia, quella di una diagnosi arrivata dopo 13 anni grazie al lavoro di revisione dei 'cold case' effettuato nel laboratorio di Genetica del “Besta” di Milano, diretto dal prof. Franco Taroni.

In particolare, dalla diagnosi di Natale, fu possibile avere la conferma che anche Maria Chiara, la quale all'epoca iniziava a manifestare i primi sintomi, era affetta dalla stessa malattia. Oggi, grazie a un accordo fra la dr.ssa Manuela Priolo, dell'Unità Operativa di Genetica Medica dell'A.O. “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria e la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta” di

Dovrete scegliere le vostre parole molto attentamente, camminerete sul ghiaccio sottile. Potreste indisporre le persone, se i vostri pensieri verranno interpretati nel modo sbagliato. Avete avuto dei problemi a lungo termine al lavoro? Ora potrebbero finalmente risolversi. Le stelle sono a vostro favore.

TORO

20 Aprile - 20 Maggio

Anche quando parlate con il vostro migliore amico, ricordatevi le buone maniere. Dopotutto, alcuni argomenti possono risultare inappropriati o imbarazzanti per qualcuno. Anche se lo sport è un’attività che vi piace riservare a voi stessi, fate un’eccezione e portate un amico con voi.

GEMELLI

21 Maggio - 21 Giugno

CANCRO

Milano, per i parenti di Natale e Maria Chiara sarà possibile sottoporsi a un test genetico con un semplice prelievo di sangue, senza doversi recare a Milano.

“Siamo una famiglia numerosa, nella quale c'è molta consanguineità”, ha spiegato il padre dei bambini, Antonio Alvaro. “Perciò tutti i nostri familiari che progettano una gravidanza potranno fare questo esame a Reggio Calabria: i campioni saranno inviati al Besta (che ha ricostruito tutto il nostro albero genealogico) e si avranno i risultati nel giro di qualche mese”.

Oggi, nel mondo, tre team scientifici stanno lavorando in modo complementare a importanti progetti sulla FAHN.

Il loro lavoro è essenziale per capire in che modo la malattia danneggia le cellule del cervello e del midollo spinale, e poter quindi tentare di sviluppare una terapia.

I ricercatori stanno mettendo alla prova le loro idee basandosi su modelli animali di malattia (in questo caso moscerini della frutta) e su cellule umane cresciute a partire da un minuscolo campione di pelle.

Questi modelli sono usati per indagare le fonti cellulari di danno e per testare dei composti in grado di mitigare, prevenire o semplicemente attenuare quel danno. Il dr. Ody Sibon, nei Paesi Bassi, sta creando un nuovo modello di FAHN con i moscerini della frutta, mentre la dr.ssa Susan Hayflick, nell'Oregon, utilizza cellule umane di persone affette.

Ma per essere pronti a testare qualsiasi molecola candidata, gli scienziati hanno bisogno di co-

dal 30 novembre al 6 dicembre 2022

22 Giugno - 23 Luglio È tempo di stare in piedi sulle vostre gambe. Avete dei buoni rapporti con la vostra famiglia, ma sembra che ultimamente vi abbiano un po’ soffocato. Ovviamente non vi piace il pensiero di un’intera giornata passata al lavoro, ma dovreste ingoiare il rospo se non volete avere problemi.

LEONE

24 Luglio - 23 Agosto

Non date retta ai pettegolezzi che potreste sentire sul vostro partner. Sarebbe meglio parlare del problema e non evitarlo. Se volete frequentare un corso di ballo, non aspettate un minuto di più. Iscrivetevi subito. Non importa se non avete un compagno, incontrerete qualcuno.

Anche se il vostro partner è lontano, non disperatevi in casa da soli. Uscite con gli amici e il tempo passerà più velocemente. La tentazione di lasciare il lavoro presto sarà grande, ma dovete resistere. Non sapete mai cosa può andare storto. Il lavoro scorrerà piacevolmente.

VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre

Potete fare dei veri passi in avanti. Vale sempre la pena aspettare, perciò non è consigliabile precipitarsi in una nuova relazione se non siete sicuri al cento percento. È da molto tempo che non leggete un libro. Dategli una possibilità. Vedrete che vi piacerà.

noscere la storia naturale della malattia, ovvero come essa progredisce senza alcun intervento. La dr.ssa Sunita Venkateswaran di Ottawa si occupa di ciò, preparando la comunità FAHN per i test clinici, una volta che ci sarà un farmaco candidato.

Questa triade di studi promette di far progredire significativamente la comprensione della patologia, ma è solo un inizio: si tratta di progetti pilota che richiederanno finanziamenti a lungo termine per portare avanti le fasi successive.

Per discutere della malattia e di questi studi è nato un gruppo Facebook.

Anche Natale e Maria Chiara prenderanno parte al progetto che riguarda la storia naturale della malattia, fornendo tutti i dati che gli verranno richiesti. I genitori, Antonio Alvaro e sua moglie, sono sempre stati molto generosi: collaborano con le associazioni AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e A.I.Vi.P.S. (Associazione Italiana Vivere la Paraparesi Spastica Onlus) e cercano di aiutare le altre famiglie che si trovano nella stessa situazione.

Anche la partecipazione allo studio è un atto di generosità: “Siamo a disposizione della ricerca, non possiamo sottrarci”, dice Antonio Alvaro.

Non lo fa perché spera che la scienza sviluppi un farmaco capace di curare i suoi figli: sa che i tempi saranno molto lunghi, ma sa anche che è la cosa giusta da fare, e che la sua fiducia nella ricerca potrà cambiare la vita, si spera il prima possibile, ad altri bambini.

BILANCIA

23 Settembre - 22 Ottobre

Al lavoro non dovreste farvi distrarre. Quando siete al lavoro, lasciate da parte i vostri problemi domestici, o le cose non funzioneranno. È tempo di scegliere tra i vestiti quelli che non usate più, se il vostro guardaroba è troppo pieno. Non abbiate pietà.

SCORPIONE

23 Ottobre - 22 Novembre

Non siate antipatici o arrabbiati se un vostro amico porta qualcun altro al vostro incontro. Consideratela come un’opportunità per espandere la cerchia delle vostre conoscenze. Se avete difficoltà nell’organizzare il vostro tempo, createvi un piano giornaliero o settimanale.

SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre

Potrebbero emergere dei problemi in famiglia. Non siate indifferenti e aiutate chi è in difficoltà. Quando vi sentirete a terra, vi ricambieranno sicuramente il favore. Non siate d’accordo con il vostro capo solo perché volete mettervi in mostra, specialmente se sapete che si sbaglia.

Renato Balestra: Ci lascia un icona della moda

Lo stilista aveva 98 anni.

Nato a Trieste nel 1924 in una famiglia di ingeneri e architetti, sin da subito ha manifestato l’amore per l’arte e nel tempo libero si dedica alla pittura, alla musica e alla scenografia.

La sua carriera nella moda inizia per caso, quando gli amici inviano uno dei suoi bozzetti al Centro Italiano della Moda (CMI): notato subito per il suo talento, partecipa a una sfilata di Alta Moda.

Nel 1953 ha già un tale suc-

cesso che abbandona gli studi di ingegneria e completa il suo apprendistato nell’atelier di Jole Veneziani.

Considerato il “pittore della moda”, grazie al suo spirito artistico riesce a creare una sinergia unica con l’Alta Moda italiana, che trasforma profondamente nel corso dei decenni.

Diventa famoso negli anni Settanta per la “Pittura Ricamo”, sperimentando con i materiali e dipingendo su ogni tipo di tessuto. I suoi giochi di

trasparenza attraverso l’innovazione e la libertà di espressione caratterizzano una donna moderna, forte e sensuale.

Nel 1954 si trasferisce a Roma per lavorare per le più prestigiose case di Alta Moda, come Emilio Schubert, Maria Antonelli e Sorelle Fontana. Poi arriva il cinema, con i disegni dei costumi di Ava Gardner, Gina Lollobrigida e Sophia Loren.

Nel 1958 ‘debutta’ a Hollywood vestendo, tra le tante, Zsa Zsa Gabor e Liz Taylor.

Nel 1970 Renato Balestra ha l’innovativa intuizione di includere l’abbigliamento maschile in una sfilata femminile, ottenendo grande successo. È uno dei primi stilisti a creare collezioni unisex.

Vasto anche il suo lavoro per il teatro. Oltre ai vestiti per ‘Cosi è (se vi pare)’ diretto da Franco Zeffirelli nel 1985, più tardi disegna i costumi del musical Cinderella, prodotto da Broadway-Asia Entertainment, che tocca le maggiori città asiatiche e arriva fino in America in un tour mondiale tra il 2009 e il 2011.

Nel 2009 il Presidente Giorgio Napolitano gli conferisce l’onorificenza di Grande Uffi-

ciale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre nel 2013 con Altaroma lancia ’Be Blu Be Balestra’, un concorso per giovani talenti che reinterpretano l’iconico Blu Balestra sotto la sua guida.

Nel 2018 AltaRoma gli rende omaggio con un evento unico: oltre 100 dei suoi abiti d’archivio sfilano a Cinecittà, davanti a un pubblico di 2.500 persone. L’anno dopo l’Archivio Renato Balestra - oltre 40.000 bozzetti e disegni, centinaia di abiti, video e articoli di giornale - viene dichiarato di interesse storico da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC).

www.raysflorist.com.au

email: info@raysflorist.com.au

IN MEMORIA

ROMEO DOMENICO

nato a Castiglione di Sicilia (CT) il 27 agosto 1930

Deceduto a Liverpool (NSW) il 16 maggio 2020

Commemorare:

Ricordare i nostri fratelli e sorelle defunti significa mantenerli ancora in vita, dentro di noi. E anche se non li vediamo più con gli occhi, li ricordiamo e li teniamo davanti agli occhi del cuore, come se fosse soltanto ieri.

In effetti, non è che ci ricordiamo delle persone care che sono morte, solo oggi! Figuriamoci! Le pensiamo spesso e preghiamo per loro.

In questa giornata particolare, però, la Chiesa ci invita a rivolgere un pensiero e una preghiera a tutti coloro che sono morti e di cui nessuno si ricorda mai.

Sono persone che non conosciamo, che non abbiamo mai incontrato, di cui non conosciamo il nome… ma oggi possiamo avere un pensiero speciale per loro! Questo è il giorno in cui la Chiesa dice: tutti insieme, facciamo loro sentire che non sono dimenticati e soli!

Accendere un lumino o portare un fiore sono bei gesti ma, molto più importante, è la preghiera. Così come facevano Gino e Piera nel racconto. Qual è la preghiera per i nostri fratelli defunti? È l’eterno riposo.

La morte è incomprensibile ma non è invincibile: Cristo

significa ricordare insieme

l'ha vinta per noi una volta e per sempre. Teresa di Lisieux diceva morendo: «Entro nella vita». Non perdiamo i nostri cari defunti, ci precedono soltanto!

Tutto nella vita è un ciclo: il giorno segue la notte, la primavera segue l’inverno. Se la barca sparisce dietro l’orizzonte non è andata via. Siamo noi che non la vediamo più come non vediamo il sole durante la notte.

Solo quando sarà stato portato a termine tutto il lavoro per il quale siamo venuti sulla terra potremo lasciare il corpo. Esso racchiude l’anima, come il bozzolo racchiude la futura splendida farfalla.

Il 1° Novembre si festeggiano «tutti i Santi»: in questo giorno la Chiesa ricorda tutte le persone che sono in Paradiso con Gesù e tutti i cristiani che vivono nella grazia di Dio.

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Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno.

Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

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Da oltre 50 anni al servizio della comunità Consegne in tutti i sobborghi di Sydney
a San Gregorio
(VV) Italia

Al lora! onoranze funebri

IN MEMORIA

LINA GULLOTTA

Nata il 5 Febbraio 1941 a Caulonia Reggio Calabria, Italia

Deceduta il 12 Gennaio 2022 a Sydney

BEVILACQUA

FRANCESCO

Nato a Tortoreto (Teramo) - Italia l'1 gennaio 1935

Deceduto a Sydney (NSW) il 31 gennaio 2022

VIOLI ANNUNZIATA

Nata a Oppido Mamertina (RC) il 20 aprile 1922

Deceduta a Austral (NSW) il 5 marzo 2021

RIPOLO DOMENICO

Nato ad Ardore (RC) Italia il 17 settembre 1928

Deceduto a Sydney il 9 settembre 2022

GAETANA NOIOSI

Nata nata a Cerami (Enna-Italia) il 10 agosto 1945

Deceduta il 4 aprile 2022 a Liverpool (Sydney-Australia)

SIMONATO ALFIA

Nata a Giardini Naxos (Messina) il 14 maggio 1945

Deceduta a West Hoxton (NSW) il 19 ottobre 2022

IN MEMORIA

ESPOSITO ANTONIO

Nato a Pomigliano D’Arco (NA)l'11 novembre 1934

Deceduto a Sydney (NSW) il 9 dicembre 2021

CLYBURN FLAVIA

Nata il 9 novembre 1947

Deceduta a Liverpool NSW il 14 ottobre 2022

MOLLUSO GIUSEPPE

Nato a Oppido Mamertina (RC) il 10 settembre 1934

Deceduto a Liverpool (NSW) il 22 novembre 2022

Residente a Rossmore (NSW)

Caro marito di Antonia, ne danno il triste annuncio i figli, Sam con la moglie Josie, Vince con la moglie Lisa, Mona e Frank, Rosa con il marito Tony Arena, Frank con la moglie Maria, i nipoti Joseph, Stephanie, Matthew, Annemarie, Antonia, Giuseppe, la cognata in Italia, cognati e cognate, nipoti, parenti ed amici vicini e lontani.

Il Rosario sarà recitato giovedì 1 dicembre 2022 alle ore 17.00 nella chiesa di Our Lady of Mount Carmel, 120 Humphries Road, Mount Pritchard.

Il funerale avrà luogo venerdì 2 dicembre 2022 alle ore 10.30 nella stessa chiesa, dopo il rito religioso, il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al dolore e al funerale del caro amato Giuseppe. RIPOSA IN PACE

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.

Andrew e Laura Valerio
Cappella situata in Five Dock
Auto d’Elite
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA

Gli Alpini salutano il presidente Favero

agli ospiti italiani importanti cimeli alpini e ricordi contenuti all'interno della Baita-museo. Di particolare interesse la campana donata da Luciano Liberale a ricordo del figlio morto prematuramente di leucemia. Luciano, commosso, ha spiegato il valore sentimentale della sua donazione e l'importanza di mantenere viva la memoria del figlio attraverso il suono limpido di una campana, commissionata in Italia, appositamente per gli Alpini di Sydney.

Dopo un veloce rinfresco a base di focaccia, prosecco e spritz, Alpini e simpatizzanti hanno raggiunto il Club Marconi, dove, accolti dall'addetto alle pubbliche relazioni Maurizio Pagnin e circa cinquanta persone, hanno festeggiato il loro presidente nazionale e gli ospiti dall'Italia. Presenti per il Club Marconi il presidente Morris Licata, Angelo Ruisi, Tony Paragalli e Fernando Pellegrino.

Maurizio Pagnin ha poi letto un curriculum molto interessante dei rappresentanti italiani seguito da scambi di doni tra i rappresentanti del Club Marconi e i rappresentanti dell'associazione Nazionale Alpini d'Italia.

Eccellente, come sempre, il servizio e il menù della Cucina Galileo.

L'ultima parola, spetta al presidente: “La visita è andata bene, molto bene - ci confida Sebastiano Favero - Ero preoccupato perché non mi aspettavo un calore, un'accoglienza così, perché

dopo quattro anni e dopo il covid ero preoccupato, perché ormai la gente si chiude non è disponibile. Invece, devo dire che sia Brisbane, sia un poco in giro dai miei parenti, sia oggi qui, il calore, c’è tutto. E quindi sono veramente contento.

L’importanza della nostra visita, credo sia quella della testimonianza, per far capire che per noi

i valori, anche se poi magari i numeri non sono quelli che erano qualche anno fa, ma i valori sono una cosa importante.

E chi ha il coraggio, la volontà e la forza di difenderli, sono coloro che preparano il futuro per le nuove generazioni. Chi non fa questo non guarda al futuro” conclude Sebastiano Favero presidente Nazionale Alpini.

solamente abbiate almeno il coraggio di stare zitti

Dobbiamo fare, ho presentato, ho fatto, ho detto... ma alla fine ogni anno il due novembre, c'è l’usanza per i defunti andare al cimitero, ecco il rapporto è un po’ come la livella di Totò.

Vogliamo proposte serie, attuabili, commentiamo di ciò che viene fatto non di proclami, la campagna elettorale è finita, grazia a Dio, ma gli imbecilli evidentemente credono ancora che lo siamo ancora.

Forse vi sarà sfuggito un particolare, che i giovani se ne vanno per non sentirvi più, e lo dimostra il fatto che all’estero non votano affatto, se ne fregano sia di Mattarella che del parlamento, quindi fateci un piacere lasciate-

ci stare nel nostro paradiso senza la chiacchiere e le vostre buffonate di circostanza.

Non siete capaci nemmeno di garantire un rinnovo di passaporto in tempi logici e volete risolvere il problema delle fughe di cervello… suvvia siamo seri.

Il problema non esiste, il vero problema siete voi, incapaci, inetti, dopo diciassette anni ancora che parlate di proposte? Del Resto guarda caso sono gli stessi anni che parliamo di cittadinanza, dal 2006 ad oggi abbiamo speso fior di milioni di EURO per mantenervi per portare a casa, cosa?

Diciassette anni di chiacchiere… l’unica certezza e che continuante a prendere in giro gli italiani… e non vi vergognate nemmeno… povera Italia.

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continuazione dalla prima pagina
Luciano Liberale e Morris Licata dirigono il Coro degli Alpini...
Foto ricordo del presidente Favero con "i suoi Alpini"
Da sinistra: Angelo Ruisi, Gianmario Gervasoni, Primo Galanti, Maurizio Pinamonti, Tony Paragalli, Sebastiano Favero, Morris Licata, Giuseppe Querin e Fernando Pellegrino.

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