

Penne nere a Brisbane

Finalmente, dopo il rinvio obbligato per la pandemia, il 32.mo Raduno Intersezionale Alpini in Australia ha potuto essere celebrato. Per l’incontro è stata prescelta la città di Brisbane, in cui l'ultimo raduno si era tenuto nel lontano 2001.

Condanna per il disastro MH17
I giudici olandesi hanno condannato tre uomini per omicidio per il loro ruolo nell'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines sopra l'Ucraina nel 2014 e li hanno condannati all'ergastolo. Un quarto uomo è stato assolto.
L'MH17 era un volo passeggeri che è stato abbattuto sull'Ucraina orientale il 17 luglio 2014, uccidendo tutti i 298 passeggeri e l'equipaggio, inclusi 38 australiani. "Solo la punizione più severa è adatta per vendicarsi di ciò che i sospettati hanno fatto, che ha causato così tante sofferenze a così tante vittime e così tanti parenti sopravvissuti", ha detto giovedì il presidente della Corte Hendrik Steenhuis, leggendo un riassunto della sentenza.
L'evento, che corrisponde con il 150mo anniversario della costituzione del più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo, si è tenuto nella capitale del Queensland con la partecipazione di tutte le Sezioni australiane e di un Contingente pro-

Donald Trump per la presidenza
“Per rendere di nuovo grande e gloriosa l'America. Stasera annuncio la mia candidatura a presidente degli Stati Uniti”.
Con queste parole l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che ha intenzione di ricandidarsi nel 2024.
Secondo diversi rapporti dagli Stati Uniti, mercoledì pomeriggio Trump ha depositato i documenti per stabilire la sua candidatura alla presidenza. Poche ore dopo è apparso sul palco in Florida per confermare l'annuncio a una folla adorante a Mar-a-Lago, la sua tenuta sul lungomare.
"Signore e signori, il ritorno dell'America inizia proprio ora", ha detto tra gli applausi e gli applausi di "USA, USA".
veniente dall'Italia e capitanato del Presidente Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Le rappresentanze locali e gli ospiti italiani sono stati presentati da Carmela Gozzi presso l'Abruzzo Club, elegantemente decorato a festa e addobbato, per
l'occasione, con centinaia di bandierine italiane, mentre all'ingresso sono stati posti due manichini con autentiche uniformi alpine del passato.
La serata di gala è iniziata con l'ingresso in sala dei rappresen-












Anthony Albanese incontra Xi Jinping ponendo fine al congelamento diplomatico
Bali - Il primo ministro Anthony Albanese ha rivendicato una vittoria diplomatica da un incontro con Xi Jinping in cui ha esortato il presidente cinese a porre fine alla minaccia di conflitto su Taiwan, garantire stabilità nella regione e far cadere le sanzioni sulle esportazioni australiane per un valore di $20 miliardi all'anno.
In un incontro decisivo dopo anni di tensioni, i due leader hanno parlato di ripristinare la stabilità del rapporto ma non hanno fatto concessioni immediate da nessuna delle due parti sul commercio o sulla sicurezza.
Albanese è emerso dall'incontro a margine del vertice del G20 a Bali per dire di aver utilizzato l'incontro per esprimere le preoccupazioni dell'Australia sul commercio, Taiwan, i diritti umani nello Xinjiang, il cambiamento climatico e la detenzione di cittadini australiani in Cina.
Albanese ha esortato Xi a usa-

re la sua influenza sul presidente russo Vladimir Putin per porre fine al conflitto e rimuovere la minaccia delle armi nucleari tattiche. “L'Australia cerca un rapporto stabile con la Cina. Abbiamo grandi differenze da gestire, ma staremo sempre meglio quando dialogheremo e saremo in grado di parlare in modo costruttivo e rispettoso, ma anche
onesto, di quali siano queste differenze - ha affermato Albanese - E siamo riusciti a farlo questo pomeriggio. Penso che entrambi i paesi abbiano fatto un passo importante per andare avanti. Ci sono molti passi, ovviamente, che dobbiamo ancora fare” ha dichiarato alla stampa il primo ministro Anthony Albanese dopo il suo incontro con Xi Jinping.
continua
Equivoca posizione di Zelensky
La pagina di Angelo Paratico
La pagina della donna
La fabbrica dei Santi
32esimo Raduno Intersezionale Alpini
Vogliamo la pace non la guerra
Di Robodebt si conoscevano i problemi

Si presumeva che le persone che non hanno risposto agli avvisi di debito emessi nell'ambito del fallito schema robodebt fossero in debito.
La commissione reale che sta indagando su come sia stato implementato lo schema problematico nonostante i consigli del dipartimento abbiano sollevato questioni significative sulla sua legalità.
Per la prima volta, gli alti funzionari pubblici che lavoravano presso il Dipartimento dei servizi umani al momento dell'avvio del programma si sono presentati davanti alla commissione. Il programma è stato avviato sotto l'ex coalizione liberale-nazionale e ha accusato falsamente i beneficiari del welfare di dover denaro al governo.
Gli avvisi di debito venivano emessi mediante un processo di media del reddito, che confrontava il reddito dichiarato delle persone con i dati dell'ufficio delle imposte.
Un brief dipartimentale sul programma pilota del 2015 di 1000 persone ha mostrato che il 58% di coloro che hanno ricevuto una lettera di debito non ha risposto.
Il programma completo è stato lanciato a luglio 2016. Ryman è apparso davanti alla commissione
Allora!
Settimanale degli Italo-Australiani
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Sydney, Australia
ammettendo che potrebbero esserci state una serie di ragioni per cui qualcuno non ha risposto all'avviso, incluso il fatto che non lo avevano ricevuto.
Il commissario Catherine Holmes ha espresso "un’opinione cinica" secondo cui il dipartimento è andato avanti con il programma perché il progetto pilota ha mostrato che più della metà delle persone a cui sono stati emessi avvisi
non avrebbe risposto e il debito potrebbe sarebbe probabilmente aumentato.
"Non credo che fosse il risultato che stavamo cercando. Volevamo certamente che i nostri clienti si impegnassero con noi", ha affermato Ryman.
Le lettere inizialmente non includevano un numero di telefono che le persone avrebbero potuto chiamare, ma piuttosto chiedevano loro di sollevare problemi tramite il sito web.
Centinaia di migliaia di australiani hanno ricevuto avvisi di debito nell'ambito del programma che ha recuperato più di 750 milioni di dollari. La commissione accetterà le richieste delle persone colpite fino a febbraio 2023, con una relazione finale entro metà aprile. (aap)

Italian Chamber of Commerce turns 100
by Guy Zangari
For 100 years Italian companies have been providing goods and services to the Australian community. From the mid to late 1800s Campari, Spitz and Mutti red tomato sauce have given Australians a taste of Italy.
Today Italian companies service the needs of Australians from fashion, food, electronics, motoring, sport, architecture, medical supplies, transport infrastructure and the list goes on.
Some famous brands include Pirelli, Diadora, Barilla, De Longhi, Iveco, Fiat, Ferrero and Gucci just to name a few.
On Saturday 5th November,
2022 the Italian Chamber of Commerce and Industry in Sydney celebrated its 100th Anniversary at the White Bay Cruise Terminal in front of 600 guests.
The evening was an opportunity to celebrate all things Italian but to also foster a greater bilateral trade relationship between Italy and Australia. Every year the Chamber Awards a prominent Italo-Australian with the prestigious Hall of Fame Award.
Congratulations to ICCIAUS Chamber President, Chairman of the Board and the organising committee for hosting the memorable event.
Via Australia e Viva Italia!
Il deputato Nicola Carè ricorda la strage di Nassiriya

ROMA - Il deputato eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide Nicola Carè rende omaggio ai militari vittime dell’attentato di Nassiriya nel 19° anniversario dell’attacco ai danni dei soldati impegnati nella missione “Antica Babilonia” in Iraq. Carè rivolge in questa occasione un pensiero a loro e alle

“Fu rigoroso promotore della tutela delle libertà”
ROMA - “A settant’anni dalla nomina di Luigi Sturzo a Senatore a vita, desidero unirmi alle celebrazioni di questa significativa ricorrenza incentrata sulla figura di uno dei protagonisti della storia politica del nostro Paese, personalità che ha illustrato la Patria, lasciando un’eredità di valori civici che hanno arricchito la vita democratica dell’Italia”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato al presidente dell’Istituto Luigi Sturzo Nicola Antonetti.
“Don Sturzo - prosegue Mattarella - fu portavoce delle esigenze di crescita e progresso dei ceti popolari e delle periferie dell’Italia, promuovendo la partecipazione e l’inserimento del mondo cattolico nello Stato post-risorgimentale.
Rigoroso promotore della tutela delle libertà durante l’ascesa dei totalitarismi, pagò con l’esilio la sua battaglia contro il fascismo.
La sua dottrina politica, che pone la persona al centro di ogni formazione sociale e dell’iniziativa dello Stato, ha sempre ravvisato nella cooperazione fra popoli e nazioni l’unico metodo efficace di prevenzione e risoluzione dei conflitti bellici e il solo percorso da intraprendere per l’affermazione della pace. La Repubblica rende omaggio alla sua memoria”, conclude il capo dello Stato. (Inform) Luigi STURZO
Uomo politico italiano (Caltagirone 1871 - Roma 1959). Sacerdote (dal 1894), convinto assertore della necessità di coerenza per i credenti tra vita religiosa e impegno politico, attento analista dei rapporti tra Chiesa e Stato, fondò il Partito popolare italiano (1919). Antifascista, fu sempre fedele all'idea che le libertà sociali e la democrazia costituiscano un binomio inscindibile a patto che non vengano schiacciate dagli eccessi dello statalismo.
loro famiglie: “non li abbiamo dimenticati - sottolinea il deputato; - la loro memoria, così come quella di tutti i feriti e di chi si è sacrificato per l’Italia, appartiene all’intero Paese. L’anniversario della strage di Nassiriya, come accade ogni anno, rinnova il dolore di una ferita mai rimarginata”. (Inform)

Mattarella ricorda Luigi Sturzo a 70 anni dalla nomina di senatore a vita:
Hanno deciso di separare le tombe dei soldati sovietici tra russi e ucraini

In Germania hanno deciso di allestire un vero e proprio teatro dell’assurdo, profanando la memoria dei soldati sovietici caduti.
La Commissione Tedesca per le sepolture dei militari (VDK) sta per separare i resti mortali dei soldati e ufficiali sovietici sepolti nel cimitero commemorativo di Amburgo tra russi e ucraini.
Si prevede di effettuare, come notano gli autori stessi di questo piano, la separazione dei resti
mortali di circa un migliaio e mezzo di soldati sovietici. Allo stesso tempo, la stessa Commissione afferma che la procedura sarà difficile, poiché, sulla base dei documenti dei nazisti, è impossibile ottenere dati precisi sul fatto che il defunto fosse ucraino o russo. I documenti, di solito, indicavano l’etnia “russa”, o “sovietica” per tutti i soldati sovietici, tra i quali vi erano anche rappresentanti di decine di altre nazionalità: bielorussi, kazaki,
armeni, georgiani, turkmeni, ceceni, mari, lettoni, ecc.
A questo proposito, ci sono proposte di basarsi sul luogo di nascita del defunto, se noto. Si propone inoltre di studiare il cognome e trarre conclusioni anche su questa base.
Il responsabile incaricato, della suddetta struttura, cinicamente ha definito tale processo “processo di differenziazione”.
Nella stessa Germania, questa iniziativa ha provocato, per usare un eufemismo, una reazione non del tutto univoca.
Si noti che questo è populismo e clamore a basso costo su un particolare momento politico. Singoli tedeschi hanno affermato che la discussione alla fine si trasformerà in una richiesta da parte del VDK di finanziamenti aggiuntivi per le loro attività.
E se in Russia cominciassero anche a scavare nelle tombe dei soldati tedeschi e a dividerli in sassoni e, ad esempio, bavaresi? Come lo percepiremo?
Diventiamo peggiori dei selvaggi delle caverne
Quindi il VDK deve andare fino in fondo e ancora una volta “differenziare” gli ebrei. Olocausto 2.0
È stato bello non vedervi...
Gentilissimi signore e signori, autorità, quaquaraquà, baciapile e affini. Vi siete persa, per l’ennesima volta, l'occasione di incontrare la comunità italiana. La “Festa italiana” non era quella stradale di Leichhardt, qualche settimana addietro, era quella di oggi, a Bossley Park, al Club Marconi.
E mentre da quelle parti stanno ancora cercando la tabella di “Little Italy” vi siete persa l’occasione di partecipare ad una vera festa. Forse l’avete snobbata, forse, ancora una volta, vi siete fatti consigliare male, oppure, ad essere buoni, eravate in tutt'altre faccende affaccendati.
Piaccia o no, gli italiani, gli emigrati e i figli degli emigrati sono questi, non quelli che partecipano alle feste culinarie dove è obbligatorio l'abito da sera.
Avete voluto portare il vostro classismo, la vostra superiorità in questo Paese. Bene, bravi, liberissimi di farlo, ma non venitemi a raccontare che volete incontrare la comunità, a questo non ci credo. Bastava semplicemente mettersi una maglietta e mischiarsi con le migliaia di "paesani" che, anche se trattati a calci in bocca, ancora amano la Madre Patria Italia.
Certo, mangiare una "zeppola" non è la vostra idea di "cibo gourmet" all'italiana, con i prodotti griffati Made in Italy importati e preparati da chef internazionali.
Ma gli italiani in Australia sono questi, gente semplice e
genuina, che non rinnega la loro origine e, nel caso di domenica scorsa, la loro Calabria, quella che voi considerate all'ultimo posto nella graduatoria italiana. Eppure, rappresentanti istituzionali eletti non c'erano, erano a Roma. A fare che? A celebrare la loro rielezione? A cercare di salvare la barca PD che affonda? Oppure a raccogliere armi da mandare in Ucraina? Ma ve lo ha detto nessuno che voi siete stati eletti nella giurisdizione estera? Anche se per l'Italia il vostro seggio è considerato di serie C, siete stati eletti qui, quindi da noi e noi abbiamo il diritto di essere rappresentati da voi... concetto troppo difficile?
Questa Associazione ha celebrato la stessa Festa, con le stesse statue e le stesse zeppole per 62 anni. Non meritavano almeno un "bravo", la vostra presenza?
Poi ve ne sareste andati quatti quatti dopo aver letto l’ennesimo proclama ciclostilato… ma nessuno ci avrebbe fatto caso, tanta sarebbe stata la gioia di vedervi. Certo, nel programma musicale non c'era l'orchestra sinfonica di Sydney, c'era la Banda Giuseppe Verdi che ha suonato gli Inni Nazionali magistralmente bene, non una versione approssimativa e stonata. Non c’era il coro del Nabucco, ma il Coro del Marconi con Caterina in prima fila, non c'era nemmeno un aborigeno a suonare il didgeridoo... e si poteva partecipare tutti, indistintamente anche senza invito.

Sanitari riammessi confinati nei ripostigli mentre i colleghi vaccinati si infettano e i reparti sono sotto organico
I dirigenti sanitari stanno utilizzando il "metodo Cartabellotta", il presidente della fondazione Gimbe contrario alla riammissione, scrive il quotidiano la Verità. Quindi adesso piuttosto che la legge italiana seguiamo il "codice Cartabellotta"?
Di cosa sarebbero colpevoli i reintegrati? Di aver capito prima quello che altri non hanno capito e non capiranno mai?
Questi dirigenti non sono medici ma invasati, per loro ci vorrebbe un esorcista.
Piani cognitivi
Ci sarebbe voluto un presentatore meno interessato a promuovere le sale di Leichhardt e una TV di Melbourne… Per l’anno prossimo sono convinto che Joe Frasca possa essere la persona adatta, piena d’entusiasmo e di genuino amore verso l’Associazione.
Poi, sponsorizzati da Frank Placanica c’era un gruppo dall'Italia che suonava e cantava la tarantella.
Ai paesani piace la tarantella; per una volta, avreste potuto far finta che piaceva anche a voi... come quando si va in chiesa pur dichiarando ufficialmente di non essere credenti. Lo si fa per rispetto, lo si fa perché, anche se, forse, non ne siete al corrente, voi avete la vostra poltrona dorata grazie a noi, emigrati, costretti a lasciare la Patria per trovare lavoro, per cercare di costruire una vita dignitosa.
Nonostante tutto, penso che siate stati male informati, altrimenti avreste partecipato, ne sono sicuro... magari inviando il vice o un messaggio di congratulazioni.
Ma mi piace finire positivamente e sono sicuro che la prossima volta sarete tutti qui a celebrare con noi.
E se qualcuno si sente offeso dal mio pensiero, vi ricordo che "Il pensiero non guarda ai privilegi, alle istituzioni stabilite e alle abitudini confortevoli. Il pensiero è senza legge, indipendente dall'autorità".
Gli Stati Uniti sempre più preoccupati dell'abbandono delle sanzioni
Negli Stati Uniti temono che alcuni paesi europei abbandonino le sanzioni anti-russe sullo sfondo di un peggioramento della situazione economica. Funzionari statunitensi con sede nei paesi europei avvertono i colleghi a Washington che "alcuni paesi la cui popolazione sostiene la Russia si stanno arrabbiando sempre più per le sanzioni e accusano gli Stati Uniti di aumentare i prezzi".
"Queste preoccupazioni hanno scatenato una raffica di telefonate tra i principali funzionari statunitensi nell'amministrazione", scrive Politico. Secondo uno degli interlocutori del giornale, "finora non ci sono cambiamenti [significativi]", ma "la situazione è traballante".
La Francia, la speculazione transnazionale e i nostri media
Sarebbe importante che le persone sapessero che i piani cognitivi ora sono due: il primo è quello ufficiale occultato dietro ad una presunta scientificità o realtà, propugnati appositamente dalla parte che tramite questa narrazione ricava potere, denaro e servi; il secondo è la narrazione che cerca di sviare da impositivi aleatori in funzione predatoria, con l'illusione di riportare la razza umana nel binario che le competerebbe.
La spiegazione è elementare, anche se per afferrarla è necessario accettare che il nostro percepito, cioè la traslazione dei fenomeni vibratori che costituisce la "sostanza" dell'universo tramite i sensi, si trasforma in realtà secondo un convenuto, e che agendo su questo modello interpretativo si collocano le persone tramite un vincolo percettivo in un dato spazio-tempo ed in una data realtà.
Formica transgender arrosto
A parte i predatori della UE ed il PD pare che la situazione sia fluida, suicidare i propri popoli e farsene merito, sostenere con green Revolution, cibo di insetti e transgendere o russi cattivi, funziona con una percentuale non indifferente si imbecilli, ma non con tutti... questi aspiranti suicidi, mi sovviene the Wall dei Pink Floyd, per comando dei padroni si raduneranno al grande festival della "formica trangender arrosto" cotta con forni ad idrogeno, al modico prezzo di 78 euro a porzione... Tutti devoluti dalla servitù alla padronza…
Noto con grande piacere che pur di fare il gioco della speculazione transnazionale i nostri media, qualsiasi giornale apri o qualsiasi radio o TV accendi, hanno la Francia come referente etico sui popoli africani!
Tutti i soldi delle ex colonie convogliano in una banca del governo francese e ancor oggi la predazione francese in Africa è prioritaria.
Noi quindi attraverso i servi mediatici, stupidi come pochi e chiaramente a libro paga, dovremmo credere che i satrapi predatori ex o neocolonialisti francesi, siano la voce da ascoltare riguardi alle loro politiche africane che ricadono furbamente sul nostro paese.
Ovviamente lo stesso flusso di migranti costante, deriva in gran parte dalla scelta stessa di Francia e UK creare una Libia instabile, di privare l'Italia del partner storico economico e petrolifero.
Quindi lo Stato che sottrae risorse ai corsi che producono migranti, che ha distrutti il paese che è diventato un lager ove trattenere migranti economici per usarli come arma politica ha la credibilità di darci lezioni?
Ed il nostro apparato mediatici per quale motivo fa da cassa di risonanza ad interessi speculativi, predatori e anti italiani?
Arriveranno soldi anche ai media, perché non credo che siano talmente imbecilli da non sapere che stanno lavorando alla distruzione della civiltà per i falsi interessi dei pochi, propagandando tali tesi.
Ma sembra che la gente son sappia collegare nulla, non in grado di informarsi ma solo di ripetere come stupidi quello che la padronanza gli imbocca.
di Eliseo Bertolasi

Prigionieri del silenzio
di Esposito Emanuele
C’è un'Italia all’estero che si chiama “Prigionieri del Silenzio“. Sono oltre 2.500 italiani in attesa di giudizio in nei carceri esteri, nel silenzio di tutti, in attesa di giudizio, la cui colpevolezza per i reati contestati non è quindi stata ancora confermata, non di rado detenuti in situazioni ambientali davvero discutibili e precarie, senza un'adeguata assistenza legale e, a volte, sotto degli standard minimi di rispetto dei più elementari diritti umani. Per fortuna esiste un organizzazione Onlus "Prigionieri del Silenzio" che da anni è impegnata senza sosta nella difesa dei no-
stri connazionali in stato detenzione all'estero, nel silenzio della politica e soprattutto dei nostri rappresentanti eletti all’estero. Vi confesso che sono davvero “stanco” di percepire disinteresse o peggio, più o meno velata discriminazione verso questi nostri connazionali, da parte di politici e rappresentanti delle Istituzioni.
Provo a sintetizzare in 3 punti cosa c'è che non va: - la legge elettorale permette anche ai residenti in Italia di candidarsi all’estero, contraddicendo le ragioni etiche, politiche e di diritto alla base della esi-
continua in ultima pagina
Il teatrino dei guerrafondai
di Vincenzo Brandi
La caduta di un missile in territorio polacco ha causato in Italia e in Occidente un coro di grida indignate, che potevano portarci verso un clima di guerra generalizzata. Per fortuna, oltre alle pronte smentite russe che il missile fosse stato lanciato dalla Russia (smentite cui di solito non si dà alcun peso sui media occidentali), è arrivata anche una ben più pesante smentita da parte degli stessi servizi di informazione statunitensi. Persino il presidente Biden ha chiarito che si trattava con ogni evidenza di un missile terra-aria lanciato dagli Ucraini e caduto su territorio polacco (per sbaglio, o per un’azione intenzionale per provocare un intervento della NATO?).
Ma prima che arrivasse la smentita abbiamo assistito ad un impressionante e pericoloso teatrino da parte del presidente ucraino Zelensky e di tutti i nostri mass media e politici vari, che si sono tutti affrettati ad indossare l’elmetto prima che fossero effettuati controlli sull’accaduto.
Così Zelensky - che doveva sapere che il missile proveniva dal suo arsenale - ha fatto dichiarazioni di fuoco affermando che la
Incontro Meloni-Albanese al G20

Anthony Albanese ha concluso il suo primo vertice del G20 da quando è diventato primo ministro, definendo l'evento di successo e cooperativo.
I leader delle principali economie mondiali hanno tenuto il loro incontro a Bali dopo due giorni di discussioni. L'Australia
si è unita alle nazioni del G20 nel condannare l'invasione russa dell'Ucraina e Albanese ha parlato dei legami europei della nazione, dell'impegno per l'energia pulita e della preparazione alla pandemia.
Albanese ha affermato che si tratta della prima volta che una

by ROLAND MELOSI
dichiarazione sull'Ucraina viene rilasciata dai membri del G20. Nel suo ultimo giorno di colloqui al vertice, il primo ministro ha spinto per far progredire gli accordi commerciali con l'Europa.
Ha messo la sua eredità italiana in primo piano e al centro durante i colloqui con i suoi colleghi europei mentre portava avanti le discussioni sull'accordo di libero scambio dell'Australia con l'Unione Europea.
Incontrando per la prima volta la sua nuova controparte italiana Giorgia Meloni in un incontro informale, Albanese ha discusso del suo legame con l'Italia e della forza delle relazioni commerciali che potrebbero essere sviluppate. Nell'ambito dei negoziati commerciali, l'Italia ha cercato di impedire ai produttori australiani di utilizzare nomi alimentari geografici come parmigiano e prosecco.


Russia stava minacciando la sicurezza collettiva della NATO, in un chiaro tentativo di coinvolgere più direttamente la NATO nella guerra. I nostri giornaloni e canali TV non sono stati da meno.
Così Repubblica ha fatto apparire un video on-line in cui si vede Zelensky nella sua solita ridicola maglietta militare che incita ad interventi sempre più duri, chiudendo la porta ad ogni possibilità di trattativa. Il titoli e gli articoli della Repubblica cartacea “Missili russi sulla Polonia - Russia sotto accusa - Mosca trascina il mondo alla guerra, ecc.”, non lasciano spazio a dubbi e necessità di controlli ed approfondimenti. Stesso atteggiamento è quello del Corrierone della Sera. Ma il massimo è raggiunto dal segretario del PD Enrico Letta che twitta sena alcun dubbio o ripensamento: “siamo tutti Polacchi” soffiando sul fuoco. Purtroppo il quoziente di intelligenza di certi dirigenti politici - specie del PD - appare già molto basso ed in ulteriore caduta libera.
Letta, come molti dirigenti ita-
liani e la maggioranza dei giornalisti pennivendoli, si dimostrano più realisti del re stesso.
Infatti maggiore consapevolezza e moderazione è stata mostrata nell’occasione dal grande capo, il presidente degli USA, ed anche da qualche suo importantissimo collaboratore, come il generale Milley, capo degli stati maggiori riuniti degli USA. Quest’ultimo ha fatto sapere che le posizioni rigide ed estreme del presidente ucraino Zelensky (e delle fazioni di ultra-destra e ultra-nazionaliste ucraine che lo controllano) sono irrealistiche e che è arrivato il momento di trattare seriamente.
Evidentemente anche gli Statunitensi (che sanno bene cosa sia una guerra nucleare) a questo punto sono preoccupati e si preparano a frenare i bollenti spiriti di Zelensky. Persino l’estremista segretario della NATO Stoltenberg ha assunto toni più moderati. Con buona pace dei nostri politici e giornalisti che strillano per principio senza aver capito niente.

Il sorpasso dei pentastellati
Mentre Fratelli d’Italia continua una strepitosa scalata verso il 30%, il Pd perde la seconda posizione a vantaggio del Movimento Cinque Stelle.
In allarme tutti i sondaggi e le testate giornalistiche che prendono atto dell’ormai inesorabile sorpasso, tranne un'eccezione che registra la parità tra le due opposizioni, entrambi al 18,5%.I pentastellati raggiungono la media del 17,5%, con un +0,7, mentre il Partito Democratico perde ancora uno 0,3% attestandosi al 17%.
Rimane tutto da giocare il
dualismo, che potrà concretizzarsi nelle prossime settimane, soprattutto considerata la fragilità di un Pd in crisi e senza vertici, benché si intravedono già gli molti avvoltoi pronti a spartirsi la preda del potere. Forse si tratta solo di semplici previsioni, ma nel gioco del rapporto di forza tra i due partiti, in vista del Congresso del Pd ma anche delle prossime elezioni Regionali in Lombardia e nel Lazio, i dati dei sondaggi avranno, di sicuro, un peso. E non solo per eventuali accordi ma anche per la scelta dei candidati.

Vogliamo la pace non la guerra!
di Mauro Alboresi
La guerra tra Russia ed Ucraina, che dal 24 Febbraio scorso si è imposta all’attenzione generale, è da tempo entrata in una nuova fase.
La scelta occidentale di inviare all’Ucraina grandi quantità di armi, sempre più sofisticate, addestrandone contemporaneamente i suoi militari all’uso, inizialmente motivata con la necessità di sostenere la resistenza a fronte dell’invasione russa, è oggi dichiaratamente volta a sconfiggere la Russia.
Siamo di fronte alla temuta escalation del conflitto, ad una guerra per procura, condotta dagli ucraini per conto degli USA, della NATO: una guerra destinata a durare nel tempo, che porta con sé il rischio della terza guerra mondiale, nucleare, con i prevedibili devastanti esiti.
La scelta della pace è stata abbandonata, non è all’ordine del giorno.
La posta in gioco del conflitto è sempre più evidente: l’ordine internazionale unipolare a trazione USA, l’assetto geopolitico affermatosi dopo la “guerra fredda”, progressivamente messo in discussione oltre che dalla Russia, dalla Cina e da altri paesi, che insieme rappresentano la stragrande maggioranza dell’umanità e che, pur assai diversi tra loro, propugnano un assetto multipolare, necessario per consentire all’umanità di vincere le grandi sfide che ha davanti.
Un insieme di paesi che non assecondano la politica occidentale che tale ordine, invece, intende imporre ad ogni costo, anche con la guerra.
Siamo di fronte ad una situazione sempre più preoccupante. La propaganda bellicista impera.
Chi propone una lettura diversa da quella a senso unico offerta dal nostro sistema massmediatico, largamente sempre più asservito ai poteri forti, è additato come “amico di Putin”.
Assistiamo ad una campagna che ha assunto caratteri parossistici, che alimenta un sentimento di ostilità ed antipatia per il popolo e la cultura russa, ad una chiamata a “schierarsi con l’Occidente, senza se e senza ma”, in nome di una presunta superiorità morale che non ha retto, non regge alla prova dei fatti.
Le drammatiche immagini di città distrutte, di morti e feriti, di gente disperata, in fuga, che scuotono le coscienze, non riguardano soltanto l’Ucraina, ma tutte le guerre, anche le tante promosse, sostenute, combattute da quello stesso occidente che
Non solo Ucraina. Così la polveriera balcanica impatta sull’Ue
di Francesco De Palo
oggi si indigna ed attiva la giusta e necessaria accoglienza, la stessa che ha negato e continua a negare ad altri che fuggono da altri teatri di guerra.
Guerre piegate ad un’altra narrazione, negate nella loro essenza, e guerre dimenticate, tante. Noi ci battiamo contro le posizioni che alimentano il conflitto, contro la decisione di inviare sempre più armi all’Ucraina, contro le sanzioni in atto, per l’uscita dell’Italia dalla NATO.
Noi, che distinguiamo tra popoli e governi, e siamo consapevoli che la guerra non è mai nell’interesse di coloro che sono chiamati a combatterla, ma delle sole classi dominanti, abbiamo detto sin dal primo momento: fermatevi! Insistiamo per la de-escalation, per il cessate il fuoco, perché prevalga la ricerca del dialogo, la negoziazione, affinché si affermi una soluzione politica del conflitto.
“Il Kosovo non ha i 2/3 dell’Assemblea generale dell’Onu che lo riconoscano e chiaramente serbi, russi e cinesi premono in modo contrario, esattamente come Cipro Nord, come l’Ossezia, come le quattro province in Ucraina, come Gaza. Per dire che se il confine non è stato cambiato in modo consensuale non verrà poi riconosciuto: questa è la cifra del blocco del dialogo e della normalizzazione tra Pristina e Belgrado”. Conversazione con il direttore della Nato Defense College Foundation
Oltre all’Ucraina c’è un problema nei Balcani. In Kosovo ci sono state le dimissioni di tutto il personale serbo, come deputati, giudici, poliziotti che hanno abbandonato il loro incarico. In diecimila hanno protestato per le strade kosovare di Mitrovica, urlando “siamo serbi”.
Il nodo, apparente, è quello legato al caso delle targhe automobilistiche, che ha stimolato non poco gli antagonismi serbo-kosovari, ma andando più a fondo c’è da un lato il rifiuto della Serbia di riconoscere l’indipendenza del Kosovo e dall’altro la pressione esterna di Russia e Cina per creare tensioni anche con Ue e Nato. Va osservato che l’unico ente che continua costantemente ad occuparsi di Balcani è la Nato Defense College Foundation.

In realtà i kosovari hanno un’economia discretamente disastrata, un po’ più della Serbia e sono entrambi paesi insostenibili. E la presenza delle mafie è ben documentata del governo serbo. Il vero problema è che per arrivare ad accordi di normalizzazione le istituzioni di Pristina devono riconoscere la formazione di una comunità o di un’associazione di comuni serbi.
La rivolta del 2004 riuscì anche a mandare via moltissimi serbi che stavano al sud e anche in quella circostanza ci fu un trasferimento di terre forzoso. Pezzi delle istituzioni kosovare ritengono che la Serbia sia un Paese invadente, un Paese tentacolare e una sorta di piovra.
Oltre Serbia e Kosovo, c’è un altro fronte critico, magari più silente ma non meno grave: la Bosnia-Erzegovina.
I russi hanno sempre giocato a tutto campo per creare problemi nei Balcani. E poiché non costa molto creare problemi nei Balcani, appena conviene lo fanno. Le reti di convenienza, connivenza e cointeressenza con i russi sono molto estese, il che non significa fare dei russi uno spauracchio. I russi alla fine creano certi problemi, ma se non c’è terreno fertile, non vanno da nessuna parte. Russi e serbi sanno benissimo che di fronte alla Nato loro sono inferiori. Ricordo che dopo la Seconda guerra mondiale il rapporto Tito-Stalin era un rapporto molto sorvegliato fino a quando non ci fu lo strappo.
La leggenda dice che Stalin avesse sul suo tavolo un messaggio di Tito che diceva: ‘Se non la smetti di mandarmi dei killer, te ne mando uno e non ci sarà più bisogno di un secondo’.
La giornalista francese perde il lavoro dopo aver segnalato la situazione nel Donbass

L’Occidente continua a perseguitare i giornalisti il cui lavoro rivela la realtà della situazione ucraina. Di recente, la regista francese Anne-Laure Bonnel ha riferito di aver ricevuto minacce e di aver perso il lavoro a causa del suo reportage dal Donbass. Bonnel ha registrato due film documentari che mostrano la situazione del popolo etnicamente russo nelle regioni attaccate da Kiev. In risposta, è stata “cancellata” in Europa. Il caso mostra come l’Occidente non abbia più alcun impegno per la libertà dei media ed è disposto ad adottare misure dittatoriali per mettere a tacere i giornalisti che denunciano i crimini commessi dagli alleati della NATO.
Anne-Laure Bonnel è arrivata per la prima volta in Donbass nel 2015, poco dopo l’inizio del conflitto a est. A quel tempo, ha assistito all’orrore del genocidio
commesso dalle autorità ucraine e ha filmato scene di grande impatto della vita dei residenti del Donbass. Nel 2016, Bonnel
ha presentato il film “Donbass” durante un festival del cinema all’Università della Sorbona. All’epoca, il suo lavoro era stato applaudito dalla critica, una situazione molto diversa da quella che sarebbe accaduta alcuni anni dopo.
Nel febbraio 2022, pochi giorni prima dell’inizio dell’operazione militare speciale russa, è tornata in Donbass per continuare il suo progetto di documentare la crisi umanitaria nella regione. In questo recente viaggio, ha filmato le scene che hanno composto un nuovo film, intitolato “Donbass: otto anni dopo”. Come nel primo
film, l’opera non è stata permeata da alcun contenuto politico o ideologico, essendo solo un documentario incentrato sull’esposizione della situazione locale in modo neutrale e imparziale. Il film di Bonnel è stato semplicemente bandito da tutti i principali eventi europei. Le è stato impedito di partecipare ai festival in cui lavorava. Inoltre, in una intervista a RIA Novosti, Bonnel ha affermato di essere stata licenziata dal suo lavoro all’Università di Parigi, dove ha insegnato per più di 15 anni, e di aver persino ricevuto minacce da attivisti pro-Kiev .

32esimo Raduno Intersezionale Alpini d'Australia






tanti delle varie sezioni d’Australia e degli ospiti dall’Italia.
Alle note della tradizionale marcia alpina "33", ogni sezione, rappresentata dal suo presidente o rappresentante e dall’alfiere che ne ha portato il vessillo, ha fatto l'entrata in sala tra i sentiti applausi di tutti i presenti.
In ordine, sono entrati i rappresentanti della Sezione di Melbourne con il presidente Eliseo, a seguire la Sezione del Nord Queensland con il delegato Emanuele Respetto, successiva la Sezione di Perth con il suo presidente Roberto Puntel, la Sezione di Sydney con il vice presidente Marco Simoni, il gruppo di Epping con il capogruppo Giovanni Traglia, il gruppo di Melbourne con il capogruppo Riccardo Meneguzzi e la sezione di Brisbane con in testa il suo presidente Walter Antonucci.
A seguire, accompagnati dal Coordinatore delle Sezioni d’Australia nonchè Presidente della Sezione di Sydney, Giuseppe Querin, hanno fatto ingresso in sala gli ospiti italiani preceduti dal Presidente Associazione Nazionale, Sebastiano Favero, il Delegato per le Sezioni Estere Gianmario Gervasoni e il Delegato dell'Associazione Nazionale Alpini d’Italia Maurizio Pinamonti.
La cerimonia ufficiale è stata arricchita dal violinista Frank Fodor e dalla soprano Giuditta Molnar con l'esecuzione degli Inni nazionali delle nostre due nazioni: l'Inno di Mameli e Advance Australia Fair.
L’assemblea si è posta sull’attenti, dopo il perentorio "attenti" di Giuseppe Querin, per ascoltare una delle più belle e accorate interpretazioni dell’Inno Nazionale Italiano, da fare venire le lacrime agli occhi anche ai più incalliti cuori alpini presenti in sala; a seguire l’inno australiano.
Nel ricordo e in onore di tutti i caduti in guerra è stato osservato un minuto di silenzio.
Il sacerdote scalabriniano, padre Savino, ha benedetto il cibo seguito da Walter Antonucci che ha letto la Preghiera dell’Alpino. Presenti alla serata personalità locali e ospiti importanti per la comunità italiana di Brisbane. Graditissima la presenza di
Luna Angelini Marinucci, la nuova console italiana per il Queensland che, in così breve tempo, è riuscita a farsi amare e rispettare dalla comunità locale.
Lasciatemi esprimere lo stupore e l'orgoglio personale per quando la Console ha dato prova di leggere Allora! e di apprezzarne il contenuto, complimentandosi per il nostro modo schietto e sincero di riportate notizie ed eventi. E non era "messinscena" per il fatto che mi ha ripetuto passaggi di articoli che, solo leggendoli, si sarebbero potuto menzionare. È arrivato l'ambasciatore, pare sia piaciuto "anche" all'ambasciatore...
Nella nostra lunga "chiacchiearata" abbiamo raggiunto l'intesa che la città di Brisbane dovrebbe avere una pagina sul nostro settimanale Allora! Come fosse facile trovare corrispondenti... ma provarci è nostro dovere.
È stato bello anche incontrare la Commendatrice Mariangela Stagnitti e i presidenti del Comites del Queensland e di Melbourne che non vedevo dalle elezioni del CGIE.
L'atmosfera festosa della serata è continuata con la distribuzione del "rancio" ... pardon, della cena, un banchetto di prelibatezze e preparato con attenzione dagli "chef' dell'Abruzzo Club. L'annaffiamento con abbondanti bottiglie di vino ha fatto il resto, arrivando perfino a farci cantare la canzone del cin-cin di Cristina e ad unirci ad un coro improvvisato di friulani capeggiati da Roberto, sotto l'attento sguardo di un'aquila piuttosto minacciosa.
Ripristinata la calma, sono seguiti i discorsi ufficiali che, per mancanza di spazio, ma soprattutto di tempo, riporteremo la settimana prossima sul nostro settimanale.
La serata è continuata con uno spettacolo di musica operistica eseguita dal duo "Frank e Giuditta"; spettacolo veramente apprezzato per l'accuratezza delle parole e della musica d'accompagnamento.
Un sentito grazie a Walter Antonucci e ad i suoi collaboratori per l'organizzazione della bella serata. Ed ora… tutti a nanna, perché domani l'Incontro Intersezionale continuerà nei locali all'aperto del Fogolar Furlan.






continua dalla prima pagina











Dopo la piova vien el sol
Dopo la pioggia, viene il sole. Mai proverbio fu più azzeccato di cotesto.
La giornata di domenica 20 novembre, presso il Fogolar Furlan, era iniziata all'insegna del bagnato con un pesante scroscio di pioggia, tanto da far preoccupare i solitamente ottimisti Alpini.
Fortunatamente, pochi minuti prima dell'orario previsto per la parata delle Sezioni, la pioggia ci ha salutato e al suo posto ecco accomodarsi il sole, la luce, la gioia.
Come da programma, i rappresentanti delle varie sezioni hanno sfilato con il Labaro per avvicinarsi al Monumento ai Caduti di tutte le guerre.
La corona di fiori tricolore, portata da Daniele Riondato e Giovanni Coltrane, è stata posta davanti al Monumento ai Caduti di tutte le guerre dal presidente Nazionale A.N.A coadiuvato da Giuseppe Querin.
Dopo l'alza bandiera è stato suonato Il silenzio con un minuto di raccoglimento per “quelli andati avanti”.
A seguire, alcune parole appropriate e memorabili da parte del presidente Favero: "Onore ai nostri caduti. La memoria è importantissima perché senza la memoria non c'è futuro. Chi non ha memoria non ha possibilità di guardare con speranza e con fiducia al proprio futuro. Queste sono cose importanti".
Nell'edizione della prossima settimana pubblicheremo l'intero discorso del presidente Favero che conclude con: "Grazie di cuore a tutti voi, a cominciare, ovviamente, dalla sezione che ci ospita e dal suo presidente Walter Antonucci e grazie al nostro coordinatore Bepi Querin
delle sezioni in Australia. Quindi grazie, grazie a tutti. Un grande abbraccio da parte mia, da parte di tutti gli Alpini in Italia. Viva l'Italia, viva l'Australia! Viva gli Alpini!
È seguita la celebrazione della santa messa da parte di Padre Alex. Dopo la cerimonia i membri del Fogolar Furlan hanno allestito un eccellente pranzo sotto l'enorme capannone. Un piacevole pomeriggio all'insegna della convivialità e rallegrato dalla bella musica di Livio e dalle note della sua fisarmonica.
È seguito un incontro per discutere su alcune decisioni prese dal comitato nazionale, come quella che riguarda le presidenze che devono essere svolte esclusivamente da un Alpino. Nelle sezioni è importante mantenere l'alpinità e non perderla con l'infiltrazione di persone che potrebbero avere scopi diversi.
Si è poi parlato di turnazioni per la locazione dei prossimi incontri Intersezionali. Erano in ballo Melbourne e Perth. L'ha spuntata quest'ultima, anche perché Melbourne l'ha già fatta quattro anni fa. Quindi, nel 2024, ci rivedremo tutti a Perth, nel 2026 a Melbourne, nel 2028 a Sydney, per concludere il circolo con Brisbane nel 2030. Raggiante per l'assegnazione, il presidente di Perth Roberto Puntel ha promesso, insieme con il presidente del Toscana Club Sandro Baldi, un evento che non sarà facile dimenticare.
"È un appuntamento tra due anni - ha commentato Roberto - faremo la più bella festa che abbiate mai visto. Si mangerà, si berrà, si celebrerà in allegria: non potrete mancare. Viva gli Alpini, vive l'Australia... e viva pure i toscani".






Dr Victor Chang nel cuore di un’intera comunità

di Marco Testa
Strepitoso evento organizzato da Morris Licata e dal Club Marconi in onore al Victor Chang Cardiac Institute di ricerca sulle malattie cardiache. Alla presenza di oltre 400 graditi ospiti, a maggioranza di connazionali italiani, si è svolta una giornata piena di esilaranti emozioni, divertimento, musica e tanto buon cibo appositamente preparato dalla Doltone House.
Morris Licata, presidente del Club Marconi, ha fatto gli onori di casa, ricordando come il Club abbia già da molti anni dato il proprio supporto alla fondazione del Dott. Chang e che vorrà nel futuro mantenere saldi i rapporti con la comunità per non venire meno al proprio ruolo di promotore delle cause di beneficenza a servizio e per il bene della comunità.
Il Professor Jason Kovacic, Presidente del Victor Chang Institute, appositamente intervistato in


occasione dell’evento ha ricordato come il lavoro del Dott. Chang continui nella ricerca e non è stato invano.
Victor Peter Chang è stato un cardiochirurgo australiano nato in Cina e un pioniere del moderno trapianto di cuore. Considerato uno dei chirurghi più influenti nella storia della medicina, il suo improvviso omicidio nel 1991 ha scosso l'Australia.
Ad oggi rimane uno dei più noti personaggi nella storia del paese. L’istituto continua la ricerca e l’educazione comunitaria per prevenire le malattie cardiovascolari.
Il Prof. Kovacic ha esortato l’intera comunità a fare una vita sana, mantenere l'attività fisica, perdere peso, curare le proprie ore di sonno, evitare sostanze e tenere a bada sia i livelli di glucosio e che quelli di colesterolo. Il professore ha inoltre ricordato il lavoro svolto dagli oltre 250 ri-


cercatori che compongono l’Istituto e che rimangono impegnati soprattutto nello studio dei fenomeni cardiaci che interessano i bambini, il sistema complesso di cromosomi e i tipi di intervento sui neonati.
Maestro di Cerimonia per l’occasione è stato Melo Ridolfo, il quale ha introdotto artisti di eccellenza tra cui Steve King, uno dei migliori Elvis Tribute Artist australiani con l'aspetto e la voce più vicini al vero Elvis, famoso per le proprie esibizioni allo Star City Casino. Soprannominato "l'artista di tributo a Elvis più famoso d'Australia" dalla rivista Harpers Bazaar dopo aver aperto la L'Oreal Melbourne Fashion Week alla Government House nel 2010, Steve si è esibito con tre classici dal repertorio del "King of Rock and Roll".
La cantante Katelyn Vella, conosciuta per essersi esibita nel programma “The Voice Australia” con i successi di Ariana Grande e Lady Gaga ha animato alcuni classici della musica leggera contemporanea, tra gli applausi del pubblico.
A far sorridere i presenti l’artista comico e ventriloquo australiano Darren Carr con uno spettacolo di eccezionale spessore, doppiaggio e divertenti battute. Il grande artista Mark Vincent, già ambasciatore del Victor Chang Institute ha presentato ‘Nessun Dorma’ in una standing ovation degna di un grande spettacolo. I pezzi scelti da Vincent hanno richiamato alla propria infanzia e alla carriera iniziata ben oltre 15 anni fa. Mark Vincent ha vinto la terza stagione di “Australia's Got Talent” nel 2009 e subito dopo ha firmato un contratto con Sony Music Australia, pubblicando il suo ultimo album nel 2022 dal titolo “Negli occhi di un bambino”.
Ricco di premi anche l’asta di beneficenza e la lotteria che ha avuto come primi premi un pacchetto per un ricevimento aziendale offerto dalla Doltone House e una Vespa Primavera in edizione limitata. Al Club Marconi, alla Doltone House ed al Victor Chang Institute le migliori congratulazioni per una raccolta fondi ben riuscita e di ottima qualità.
Arrivederci al 2023 per un’altra edizione, ancora più travolgente!








Alla festa delle Forze Armate, Stefano Brombal veneto DOC ha voluto raccontare due belle storie venete, la nascita della parola “infinocchiare” e come nacque il “tiramisù”

La storia della finocchiona

Una volta in Toscana facevano il vino e facevamo il vino più bello che c’era in Italia. Quando restavano gli avanzi, li davano ai forestieri da altre regioni, da altri paesi arrivava per comprare il vino che era risaputo di essere il vino più buono d'italia.
Cosa facevano i toscani fiorentini per confonderli ci davano questo salame fatto con i semi di finocchio. Cosa fa il finocchio? C’ha l’anice all'interno che ti fa addormentare il palato.
E quindi quando davano il vino erano talmente confusi col palato che lo bevevano e veniva venduto. Quindi quel momento loro fregavano il forestiero. Il salame era fatto col finocchio e si chiamava finocchiona perché da quelle parole ha iniziato anche la parola “infinocchiare” quando si vuole fregare qualcuno. Quando qualcuno viene infinocchiato deriva da questa storia.
La storia del tiramisù Il tiramisù nasce all'inizio del dopoguerra nella città di Treviso.
Tiramisù all'origine era “tirame su” che in dialetto veneto vuol dire “alzami” dammi la forza di tirarmi su.
C’era questo locale che era al piano superiore di un'osteria che si chiamava “Le Beccherie” Che tutt’ora è ancora aperta
e attiva nella città di Treviso, la quale ha dato origine appunto a questo famosissimo desert che si chiama tiramisù. Al di sopra di questa osteria c' era questo locale che negli anni che furono era una casa di piacere. Dove sono le donne che davano piacere ai cosiddetti clienti. E questi clienti andavano a soggiornare li' e andare a cenare o a pranzare al di sotto dove c’era questa osteria che si chiamava “Le Beccherie”.
La signora che era la padrona di questo locale, conoscendo i clienti, conoscendo le sue lavoratrici, cosa faceva, dava il caffè alle sue lavoratrici per tenerle sveglie e forti mentre i clienti faceva questa spezie mix che si chiamava in Veneto, Sbatutum, da sbattere, praticamente frustare il rosso dell'uovo con lo zucchero, come lo Zabaglione che veniva riscaldato con po' di Marsala di qua e di là.
Quindi lo zabaglione dava forza al cliente e il caffè teneva sveglia la lavoratrice.
Una volta è arrivato all’osteria un conto toscano. Questo conto lavorava per il pellame andava verso Verona e poi da Verona, dove vengono trattate la pelle, il pellame di vitello andava a vendere verso est, verso Treviso, queste zone qua dove facevano le scarpe di cuoio, le cinture degli orologi di cuoio, le cinture per i pantaloni e era uso a soggiornare a Treviso in città e andava a mangiare alle Beccherie e andava a divertirsi e passare il tempo avanzate in questo locale notturno case di piacere e dopo diverse volte che è stato a soggiornare in questo posto, ha iniziato a portare dei biscotti che venivano inzuppati nel caffè delle signore e poi passati in questo zabaglione per il cliente e veniva mangiato.
Nel dopoguerra questo locale è stato chiuso con la caduta di Mussolini, con la caduta delle case chiuse e tutti quanti clienti tornavano in questo lo-

“È possibile una vita politica senza partiti? Come si trasformerà in tal caso la politica? Il compito dei partiti politici sarà esaurito e la politica avrà un fine quando sarà annullata la distanza fra i mezzi e i fini, quando cioè la struttura dello Stato e della società giungeranno a un'integrazione, a un equilibrio per cui sarà la società e non i partiti a creare lo Stato.
Questo è il compito che si è assunto il Movimento Comunità: tracciare una via atta a dimostrare che è possibile uno Stato senza partiti, ed è possibile che nell'ambito dello Stato vivano ugualmente dei dualismi creativi, quella contrapposizione di forze, quel contrasto fra tradizione e progresso senza i quali la società e la vita sarebbero esaurite nell'immobilità.”
Adriano Olivetti (1901-1960), Democrazia senza partiti
cale, non lo trovavano aperto, andavano al di sotto all'osteria e chiedevano cos'è successo al “tirame su”?
E il cuoco che è tuttora è vivo o il figlio è vivo l'hanno messo all'inizio un bicchiere e poi messo nel vassoio disteso poi per renderlo leggermente più morbido del sapore hanno aggiunto uno scarpone e l'hanno messo nel vassoio e da li' si è inventato il tiramisù.
Dopo dieci anni, quindici anni dalla sua nascita è diventato molto popolare nella regione del Veneto, dopo vent'anni negli anni Ottanta, Ottantacinque Novanta è diventato popolare in tutta Italia.
Siamo nel 2022, adesso è un dolce mondiale. Quindi il tiramisù, un dolce mondiale è nato dentro un bordello!


2022 CHRISTMAS LUNCHEON
L’Associazione Trevisani Nel Mondo di Sydney invita i soci e loro amici e simpatizzanti a celebrare con loro, il Pranzo di Natale Domenica 4 Dicembre 2022 a mezzogiorno Doltone House Elettra Room al Club Marconi, Bossley Park. Sarà servita un ricco pranzo allietato dalla musica da ballo di Gino e Jeff Il costo del biglietto è $95.00 per persona (Birra, Vino e Bibite incluse). Liquori alcoolici a proprie spese.
Prenotare AL PIÙ PRESTO POSSIBILE telefonando a:
Presidente Luigi VOLPATO 9753 4646 / 0419 611 770
Vice Presidenti Bruno MAZZER 9674 1221 / 0409 622 220 e Bruno BAGATELLA 9620 1612 / 0412 910 544
Segretaria Eileen SANTOLIN 0408 240 055
Asst. Segretaria Laura CHIES 9610 0680 / 0421 279 610
Asst. Tesoriera Rita PERENCIN 9604 7472/0410 447 472
Consigliere Gabriele ZAMPROGNO 0411 701 061


Uno zoster rende infelici: la medicina in evoluzione guarisce
“Sant’Antoniu àutu e putenti, ‘Mmanu aviti lu focu ardenti; Comu jistivu pi livanti e punenti, Comu ammanzistivu li porci di Tubia* Ccussì ammanziti li cristiani a vogghia mia.”
Traduzione:
Sant'Antonio grande e potente, in mano avete il fuoco ardente; Come siete andati per levante e ponente, Come avete ammansito i porci di Tobia Così ammansite (fate scomparire) dai cristiani la voglia (il rossore dell’herpes zoster) mia. Tratti da Medicina Popolare Siciliana”, di Giuseppe Pitrè
di Ketty Millecro
In Sicilia sono molte le malattie che rimandano alle possibili guarigioni delle tradizioni popolari. Gli scongiuri o magie e le preghiere legate alla religiosità aiuterebbero in qualche modo all’estinzione della malattia.
In alcuni paesi dell’entroterra siciliana e del meridione d’Italia esistono quelle donne, che vengono in gergo chiamate “magare” o”mavare”, che secondo la tradizione sarebbero capaci di togliere il malocchio, la iettatura, anche professate guaritrici.
Una delle malattie che desta curiosità, tra il sacro e profano, è l’Herpes Zoster, conosciuta dal popolo come “fuoco di Sant’Antonio”.
Narra la leggenda che Sant’Antonio Abate, benestante, nato in Egitto nel 251 d.C., che all’età di vent’anni, vendette le sue ricchezze per donarle ai bisognosi. Cominciò a condurre una vita da eremita nel deserto, dove resistette agli attacchi del diavolo. Tra le storie c’è quella, in cui i
suoi discepoli lo ritrovarono nel deserto morente, sommerso da ustioni e ferite sul corpo.
Sembrerebbero sintomi molto come quelli causati da molte malattie della pelle, che nel Medioevo erano comuni, a causa delle scarse condizioni igieniche. Cos’è esattamente il fuoco di Sant’Antonio? Si può curare?
E come?
È una malattia infettiva provocata dalla riattivazione dal virus della “varicella”. Più precisamente è un’eruzione cutanea dolorosissima, che provoca vescicole in diverse parti del corpo, poi divenute croste, che infine cadono.
Il “fuoco” viene favorito dall’abbassamento delle difese immunitarie, stress, oppure uso di alcuni farmaci.
In passato era difficilissimo combatterlo, perciò molti si affidavano alle pratiche popolari. Le magare o guaritrici imponevano le segnature, ovvero i riti, che erano formule magiche per poter alleviare le sofferenze del

malato. La scienza si è evoluta molto in tal senso, così le cure per combattere questa malattia, se presa per tempo, permettono una veloce guarigione.
Un passo avanti si è ottenuto tramite il vaccino contro lo Zoster. La malattia è ricollegata a Sant’Antonio Abate, in quanto secondo la leggenda il Santo taumaturgo aveva uno stretto legame con il fuoco.
Era anche ritenuto protettore degli animali. Il Santo, invocato per porne rimedio, vuole la tradizione, che allevasse i maiali. Il loro grasso lo avrebbe utilizzato per curare l’atroce dolore e bruciore.
Così come il fuoco brucia senza spegnersi, così nello Zoster i nervi sono infiammati, pari ad un incendio. Da qui diverse rappresentazioni del Santo con un maialino.
Molto tempo fa in alcuni paeselli della Sicilia Occidentale ed Orientale, ma in particolare dell’entroterra, i guaritori cerchiavano il fuoco di Sant’Antonio. Poi attorno alla zona delle pustole appoggiavano il carbone tolto dal fuoco, fatto divenire tiepido.
Con un movimento rotatorio, si segnava la pelle sana vicino. Si terminava, infine, con il segno della croce e preghiere di invocazione. Erano formule e riti segreti, sussurrati a bassa voce. Oggi i progressi della scienza e della medicina hanno permesso di curarsi con speciali trattamenti antivirali.
La frase “Non scherzare col fuoco” fa comprendere la dolorosa metafora della sofferenza per venirne liberati. I riti popolari di guarigione sul fuoco di Sant'Antonio sono estesi, comunque, in tutta l’Italia.
Si riterrebbero di necessaria efficacia la loro presenza nei casi più difficili. Sarebbero gli stessi medici a consigliare il loro ausilio. L’herpes zoster produce un dolore, che può essere ricorrente per mesi o anni, anche dopo la guarigione dell'eruzione. La medicina attesterebbe che se l'eruzione cutanea è molto estesa, per alleviare il dolore si potrebbe utilizzare la stimolazione della pelle o il passaggio di corrente elettrica alternata e resezione chirurgica dei nervi.
In Toscana il rito popolare si


affida alla potenza dell'ultimo di sette figli, tutte donne o tutti uomini.
Ovviamente dalla vox populi, non ci sarebbe possibilità di tramandare questa capacità a nessun altro. Il malato viene trattato attraverso la ripetizione dei segni della croce per più volte, fino che è ritenuto di dover smettere. Trascorsa qualche ora, si inizia allo stesso modo per estenuare la malattia.
Nell’Appennino Tosco-Emiliano il fuoco si segna esternamente con un cerchio. Su quel segno si scriverebbero delle croci, dispari, almeno tredici; poi formule e preghiere da non confidare a nessuno.
Le formule sarebbero da rivelare soltanto alle persone prescelte per impararle. Secondo la consuetudine popolare il male e il dolore sparirebbero.
Unica regola, ripetere il tutto per tre giorni di seguito. In alcuni paesi della Basilicata, per curarlo, verrebbe utilizzato il sambuco: d’estate le foglie, d’inverno gli steli.
Poi il succo verrebbe bevuto dall’ammalato, avendo bollito l'acqua, con il resto gli impacchi.
Un’altra cura sarebbe quella che per tre martedì di seguito, martedì giorno di S. Antonio, si accende un fuoco, poggiato un dito nella cenere si ripeterebbero tali parole: "S. Antonio da Padova venisti, tredici grazie facesti, dispensane una a quest'anima di Dio, spegni questo fuoco a quest'anima di Dio".
Di seguito le braci si verserebbero nella strada, continuando con le frasi: "Come si spegne questo fuoco in mezzo alla strada, spegni questo fuoco a quest'anima di Dio. Tu sei il patrono del fuoco. La virtù è tua e non mia…". Finito il tutto, i malati diventerebbero "miracolati".
Dopo ciò i guaritori darebbero certezza della fine del male. Riti, tradizioni, consuetudini che lasciano il dubbio ad una società che si è evoluta nella medicina in maniera straordinaria.
Eppure sono tante le persone di grande cultura che di fronte all’impotenza, in alcuni casi, di guarigione si affidano alla tradizione popolare.
L’importante è “Combattere il fuoco di Sant’Antonio”, perché oggi sono ancora troppi i casi di Herpes Zoster.

Solita minestra riscaldata
Tutto sommato l’articolo non fa una piega ed è giusto ma… c’è sempre il solito MA!
Chiaramente oggi molti parlamentari altro non sono che i soprammobili delle strutture della Camera, avvolti dal loro classico odore di naftalina.
Nella casa di mia nonna c’è la classica gondola veneta, ricordo del suo viaggio di nozze, mentre alla Camera dei deputati abbiamo il solito parlamentare di 15 legislature, che imperterrito lo cambiano di poltrona ma è sempre lì.
Quindi mi chiedo: e al Senato?
Stessa musica, con la sola differenza che la sistemazione è a vita. Entri camminando e ne esci sdraiato.
Senatori per meriti della Repubblica o per aver fatto cose straordinarie… Come che? Allora anche io, nella mia carriera aerea ho portato milioni di passeggeri sani e salvi alle loro destinazioni, quindi mi dovrebbero fare senatore a vita o sbaglio?
Con quale criterio il cittadino lo vota, dice l’articolo ma a me sembra se non sbaglio che nessun cittadino abbia votato Mario Monti e per quali meriti?
Forse fu più un accordo stipulato con la Presidenza, tipo, io vengo, ti distruggo il Paese e in cambio mi fai senatore a vita.

Matteo Renzi... “esco dalla politica” ma allora cosa ci sta a fare al senato?
Minestra riscaldata? Volutamente riscaldata.
Qui forse si dovrebbero rifare un po’ tutte le regole, perché’ quelle scritte oltre cento anni fa, oggi non funzionano e sarebbe ora di aggiornarle, non vi pare?
Un determinato partito o singola persona viene eletta DAL POPOLO per la durata di XY anni, ma finito il mandato... vanno tutti a casa.
Se un singolo soggetto venisse rieletto, sempre DAL POPOLO, dovrà dare prima spazio ai giovani poi eventualmente collaborerà, perché la sua esperienza ha un valore per il Paese.
Quindi Casini cosa ci fa? Se nulla faceva prima, cosa potrebbe fare oggi con la stessa mentalità di prima?

Il passetto di Borgo
Il passetto potrebbe essere un mezzo passo, oppure, come direbbero altri, passetto passetto mi sono fatto due chilometri di camminata.
Ma c'è un altro passetto, vogliamo vedere quanti sono che lo sanno? Oppure ne conoscono la localita?
Fate una prova, ma non andate a vedere la fine della storia, la verità; dite onestamente che lo conoscete, io vi crederò'
Tanto per cominciare il passetto fu costruito un po' di tempo fa, diciamo, giorno più giorno meno, nel 1277.... ( ammazza proprio l'altro ieri ).
Lo fece costruire Niccolò III, ma potrebbe averlo fatto fare Bonifacio IX, ma non ha importanza, essenziale è sapere cos'è il Passetto di Borgo.
Il passetto di Borgo, così si chiama, è un passaggio sopraelevato lungo poco più'\ di 800 metri che va dalla città del Vaticano fino a Castel Sant'Angelo che permetteva al papa di potersi rifugiare in caso di assalti o rivoluzioni.
Questo passaggio fu utilizzato da Alessandro VI (detto Rodrigo
Sfogliando
Borgia) durante l'invasione di Carlo VIII di Francia e da papa Clemente VII ( Giulio de' Medici) durante il sacco di Roma dei lanzichenecchi guidati da Carlo V. Quindi mai più utilizzato, ma restaurato durante il Giubileo dell'anno 2000.
Per vederlo potete andare da Piazza Risorgimento lungo Viale Angelico e sulla sinistra, prima di attraversare il colonnato della Piazza, dove fa capolinea l'autobus 64, vedrete due arcate sulla cui sommità c'è una prima parte del passetto di Borgo che Leone IV fece costruire tra l'848 e il 852 D.C. sempre per difendere il Vaticano dai saraceni, a quell'epoca non si chiamava Vaticano ma la Città Leonina.
Si dice che il passetto fu anche utilizzato per far sparire nelle carceri di Castel Sant'Angelo personaggi un po' scomodi ai papi o a qualche autorevole prelato.
Ma noi non siamo curiosi di sapere chi erano, vero?
Bene, quanti sono quelli che ne conoscono l'esistenza?
Ummmmmm! Un po' pochi. Arrivederci alla prossima.
di Pino Forconi
Il caso Meloni o meglio FDI, è tutto da vedere. Certamente dopo tutti questi anni abbastanza bui, c’era bisogno di un cambiamento, con chi? Forse al momento c’è solo questa minestra, poi dopo, se non darà fastidio al fegato si potrà pure mangiare, cosa ne dite?
Io mammeta e tu:
Francamente, prima di dire... Arrivederci e grazie, aspetterei di vedere un qualche risultato delle promesse fatte.
O facciamo come si fa in Australia, acquisto una cosa, a posteriori scopro che non mi piace e la riporto indietro?
Hanno votato solo gli addetti ai lavori? Beh, mi sembra un po’ azzardato.
I costi poi, 30 euro a votante? Forse sì, forse no.
Anche qui, fino a quando anche in Italia non verrà messa una regola che se non vai a votare TI MULTO, l’assenteismo sarà sempre la parte più grande. Dopo tutto in Italia vige la regola - Ma chi me lo fa fare - Tanto sono tutti uguali, non cambia nulla!
Segue poi l’articolo, le regole come furono concepite 16 anni fa, oggi non funzionano più. Mah d’avvero?
Beh! Allora cosa si aspetta a cambiarle? Vedremo poi quanti assenteisti ci saranno…. forse schede bianche, imbrattate e altro ma tutti presenti.
Voto elettronico? Si certo, quando non ci saranno più novantenni, oggi chi va a spiegarlo come funziona? Forse quelli dei Comites? Ah Ah Ah!!! Stravincerebbe nuovamente il PD. Andare al Consolato? Forse si, quando cambieranno chi comanda. Ad ogni modo ci sarà sempre un San Gennaro che troverà la formula per scavalcare le leggi. Ma ci vorranno ancora moltissimi anni, prima toccherà ai sessantottini, poi ai loro figli quelli indottrinati, poi quelli che leggeranno un po’ di libri di storia e poi finalmente si vedrà un cambiamento.
Allora si potrà dire... la pacchia è finita. E a me? beh, cercate di farmelo sapere in qualche modo. Morto che parla È uscito il nuovo numero di Allora #46 il prossimo sarà 47 Morto che parla, ce lo giochiamo? Mi ha chiamato un conoscente chiedendomi del perché niente parole crociate questa settimana. Educatamente gli ho risposto che non sono io che stampo. Sempre lui di rimando, ma tu hai molti amici al giornale. Carissimo, “come ti chiami,” io non ho amici, cioè ne ho solo due, ma molti conoscenti. Per me l’amicizia è una cosa molto profonda, ci vogliono anni per fare un vero amico, ma la storia è lunga da non potersi mettere su due righe, quindi vedi dove sono i contatti dell’editore e presenta le tue richieste e domande. Pensandolo e risfogliando il giornale, tutto sommato potrebbe anche avere ragione, basterebbe togliere qualche Santo e fare spazio ad un cruciverba, forse due o tre farebbero piacere a quel signore che mi ha chiamato, sicuramente un ottantenne avanzato cui il solo passatempo potrebbero essere le parole crociate.
Cyberattacco?
Medibank, Optus e forse anche altri in futuro, peggio per voi, vi siete fatti fregare? Potevate assicurarvi prima. In una Nazione piena di tanti tecnici nessuno ha pensato in creare uno schermo protettivo contro attacchi esterni?
La Mafia
Chi ha detto che la mafia è una sola? Macché, ci sono varie mafie; la russa, la cinese, la siciliana, la coreana, la nigeriana e forse qualche altra, ma sembra che tutte hanno una loro isola.
Una di quelle isole paradisiache, circondata da un mare meraviglioso, pescoso ecc. ecc., insomma un paradiso terrestre.
Un’isola senza la necessità di nasconderla con altro nome, semplicemente L’isola Mafia, a soli 25 chilometri nautici dalle coste della Tanzania c’è questo gioiello di isola.
La Mafia, in quel luogo, la si conosce anche con il nome di ‘Chloe Samba’ che insieme a Pemba e Zanzibar formano il trio delle isole delle spezie.
Un parco di fauna marina da sogno.
Andare prima a Dar Es Salaam
Chiovitti
Phone: 02 4601 7011
Fax: 02 4601 7012 Suite 314, Level 3, Building A, 4 Hyde Parade
Campbelltown NSW 2560
(che non vuol dire dare il salame) quindi una barca, possibilmente a vela per goderne il viaggio e poi dimenticatevi i problemi. Cosa state aspettando, non avete ancora prenotato?
La battuta
10 parole che dicono tutto della politica o meglio dei politicanti: I politici sono tutti uguali. Promettono di costruire ponti anche quando non ci sono fiumi.
A firma di Nikita Krusciov
Chi vi fa ricordare questa frase? Indovinato? No? Eppure, sono già a Roma. Cosa volete farci, anche Cesare fu ucciso su i gradini del Senato... quanta acqua è passata sotto i ponti... promessi, da quel lontano giorno.
Tutto giusto caro Emanuele ma la strada è tutta in salita e la vetta è ancora lontana e le gambe cominciano anche a far male.
Cento anni
La signora Zaia festeggia i suoi “100”. Anni, auguri vivissimi per non aver mai creduto ai politici. Di grazia, quale medicina usa?
Disegno di legge per riavere la cittadinanza
Ben armato di matite ben appuntite della classe HB, di compassi, di righelli, di squadre millimetriche, di penne e pennini per l’inchiostro di china, di un goniometro ad angolo giro da 360 gradi il tutto su di un tavolo da disegno per ingegneri, il rieletto si appresta a ridisegnare un “Disegno di legge” un po’ vecchio, quasi ammuffito ma mai preso in considerazione nel tempo, ma pur sempre un’arma per tenere al guinzaglio tutti quelli che ancora sperano di ritornare ad essere italiani.
La speranza è sempre dura a morire.
E per finire
La moglie dice al marito: Caro, bisogna dire a nostro figlio che non sposi quella strega con cui esce.
Il marito risponde: Non gli dirò niente perché’ quando fu il mio turno, nessuno mi disse niente.
Nella coppia bisogna raggiungere un compromesso per andare d’accordo
Una volta ha ragione lei, una volta ha torto lui.
Settimana dell’arte culinaria italiana? Dove? in cucina i cuochi sono tutti cinesi! Buon appetito.


a scuola
Gala Annuale delle Community Language Schools

di Marco Testa
La NSW Federation of Community Language Schools ha tenuto la sua cena di gala annuale presso la Grand Ballroom del Bankstown Sports Club nel sud-ovest di Sydney sabato 19 novembre.
L'evento è stato un'occasione per celebrare le scuole di lingua comunitaria nel NSW, così come i volontari che rendono queste scuole un successo. Centinaia di insegnanti erano tra le 550 persone che hanno partecipato alla cena durante la notte, insieme a un'ampia gamma di parlamentari e leader della comunità.
Ciò includeva il leader laburista del NSW, Chris Minns MP; il ministro per il multicultura-
lismo del NSW, Mark Coure MP, in rappresentanza del premier del NSW Dominic Perrottet; il ministro ombra per il multiculturalismo del NSW, Steve Kamper MP; Segretario parlamentare per Wollongong e Illawarra, Peter Poulos MLC; l'Alto Commissario della Repubblica di Cipro in Australia, Antonis Sammoutis; il CEO della Federazione, Michael Christodoulou AM; e il Presidente della Federazione, Lucia Johns; tra molti altri.
Per l’occasione, il ministro Coure ha annunciato una sovvenzione di $ 400.000 per sostenere il lavoro dell'organizzazione nel 2023. Il ministro ha affermato che il finanziamento è stato una partnership tra la
Federazione e Multicultural NSW e si aggiunge ai 9,9 milioni di dollari già impegnati a sostenere i 3000 insegnanti volontari che gestiscono classi in 400 località in tutto lo stato per 33.000 bambini che studiano oltre 60 lingue diverse.
“Imparare una seconda lingua è una priorità se vogliamo diventare una destinazione veramente globale. Non vedo l'ora che gli studenti abbraccino maggiori opportunità nell'insegnamento delle lingue perché è il veicolo che guida la cultura, la tradizione e il patrimonio per generazioni", ha affermato Coure.
Il presidente della Federazione, Lucia Johns, ha accolto con favore questo annuncio per un

ulteriore sostegno da parte del governo del NSW per il lavoro dell'organizzazione.
Durante la serata è intervenuto anche il leader laburista del NSW, il signor Minns, che ha annunciato una revisione e un approccio globale alle lingue comunitarie per garantire la permanenza in carica.
Minns ha affermato che i laburisti affronteranno la discrepanza dei finanziamenti pro capite nel NSW rispetto al Victoria.
Sia il ministro ombra per il multiculturalismo, Kamper, sia il deputato per Lakemba, Jihad Dib, hanno espresso il loro pieno sostegno all'annuncio di Minns durante la notte.
“È nel nostro DNA educare e
lavorare con le comunità etniche. Il multiculturalismo è iniziato con il partito laburista", ha affermato Kamper. “Quindi siamo davvero orgogliosi... abbiamo una grande visione per sostenere un solido supporto a lungo termine e un solido finanziamento [per le lingue della comunità]".
Dopo gli annunci, la serata si è conclusa con una serie di diversi spettacoli culturali di danza e mescolanza tra gli ospiti.
L’unica rappresentanza Italiana è stata la Scuola Marco Polo rappresentata dai docenti Maria Tripodi, Gianna Di Genua e Marco Testa e da alcuni membri del Board della CNA Multicultural Service

Ambasciatori di lingua
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 45
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

Italian Teaching Jobs
Primary Italian Teacher
St Kieran's Catholic School
MANLY VALE, NSW
Teaching Subject: Italian
Contract Type: Contract Position Part Time (0.20 FTE)
Applications Close: 23 November 2022
St Kieran's Catholic Primary School, Manly Vale is currently seeking an energetic, passionate and skilled Italian Teacher. The successful candidate will be suitably qualified and enjoy working in a dynamic and cohesive team with confidence delivering Italian lessons to students.
This is a temporary, part-time opportunity working 0.2 FTE to commence in Term 1 of 2023 until the end of the 2023 school year. See official advertisement on: https://www.teachers.on.net/.
Italian Teacher
St Patrick's College, Strathfield STRATHFIELD, NSW
Primary Teacher
Teaching Subject: Italian
Contract Type: Contract Position Part Time (0.60 FTE) (Commence Term 1, 2023)
Applications Close: 25 November 2022, 4pm.
Temporary part-time (0.6 FTE) position commencing 27 January 2023 and concluding 8 December 2023. Seeking a suitably qualified Secondary Languages (Italian and French) Teacher for a temporary part-time (0.6 FTE) position across Stage 3 and Stage 4. General inquiries may be directed to the Director of Human Resources, Risk & Governance by phoning 02 8705 9295. See official advertisement on: https://www.teachers.on.net/.
Italian and Religious Education Teacher 7-10
All Saints Catholic College LIVERPOOL, NSW
Secondary Teacher
Teaching Subject: Italian
Contract Type: Permanent/Ongoing Position Full Time
Applications Close: 25 November 2022
Contact email: rebecca.britten@syd.catholic.edu.au
As an Italian and RE Teacher, you will be an energetic and innovative educator with a distinct focus on quality education and a commitment to enhancing 21st-century pedagogy.
To be successful in this role, you must demonstrate, among other criteria, an ability to teach Italian to Stages 4 and 5. See official advertisement on: https://www.teachers.on.net/.
Italian Teacher
Patrician Brothers' College, Fairfield FAIRFIELD, NSW
Secondary Teacher
Teaching Subject: Italian
Contract Type: Contract Position Full Time, Commencing Term 1, 2023
Applications Close: 30 November 2022, 3.00pm.
The College invites innovative teachers who demonstrate a sincere commitment to 21st-century learning and our Catholic ethos to join our LOTE team.
This is a 1 year temporary position commencing Term 1, 2023 (with the possibility for permanency in 2024). Recent graduates are welcome to apply.
Enquiries and applications are to be directed to: Rachel Quirk, Principal's P.A. Phone: 02 9728 4488 Email: rachel.quirk@syd.catholic.edu. au. See official advertisement on: https://www.teachers.on.net/.

Maria SS delle Grazie e San Vittorio Martire















photo by Joe Nesci
Maria SS delle Grazie con la "scorta d'onore"
Filippo Navarra
Frank Placanica e signora
Giovanissime della scuola di ballo
Joe Frasca porge il saluto ai partecipanti
Alfio
Joe Nesci in versione ballerino...
Salvatore Di Prima e signora con Silvio Marrapodi
Al lora! Maria SS delle Grazie e San Vittorio Martire









photo by Joe Nesci
Valentina
San Vittorio in processione
Foto ricordo con Maria SS delle Grazie
Progetto Tarantella di Fortunato e Valentina







Al lora! mezz'ora di religione
La fabbrica dei Santi
Per essere elevati all’onore degli altari occorrono tre cose: essere morti, aver fatto un miracolo e subire un processo (ma non quello della procura della Repubblica). Ecco come la Chiesa Cattolica sceglie i suoi santi.
Il 27 aprile 2014 Karol Wojtyla e Angelo Giuseppe Roncalli, i due papi più amati degli ultimi decenni, sono diventati santi. In modo velocissimo: in fondo, dalla morte di Giovanni Paolo II erano passati solo nove anni. Chiamata per tutti
Pochi sanno che per la Chiesa cattolica tutti i battezzati sono santi. Lo sono in senso letterale, cioè santificati, e lo sono proprio per il fatto di aver ricevuto il battesimo, sacramento che li fa diventare figli di Dio e membri della Chiesa.
Non per niente san Paolo, quando scrive agli efesini, si rivolge loro come “ai santi che sono in Efeso”, e la Chiesa ancora oggi è definita anche la “Comunione dei santi”, ovvero la comunità che riunisce tutti i battezzati, vivi e defunti. È la cosiddetta “chiamata universale alla Santità”.
Santi di serie A
Tuttavia esistono santi, per così dire, più santi degli altri. Sono quei battezzati che hanno dimostrato di essere fedeli al Signore in modo speciale, e sono di due tipi: i martiri, ovvero coloro che sono stati uccisi a causa della loro fede, e i cosiddetti confessori (sono tali per esempio i due papi che sono stati canonizzati).
Anche i confessori, sono stati testimoni della fede, ma senza il sacrificio supremo della vita.
Questione di diritto
Per stabilire chi è santo, la Chiesa utilizza il diritto canonico, ovvero il sistema giuridico della Chiesa cattolica.
Un codice che si è evoluto molto nei secoli: se una volta si poteva diventare santi semplicemente per acclamazione popolare, è almeno dal Concilio di Trento (1545) che la Chiesa ha incominciato a dotarsi di norme specifiche, per evitare confusioni e abusi (si pensi al commercio delle reliquie dei santi, fiorente nel Medioevo).
Tribunale (al contrario)
La congregazione (cioè il ministero) che per il Vaticano si occupa della questione è quella detta “per le cause dei santi”, la cui sede è in un palazzo a pochi metri da piazza San Pietro: si chiama così perché, proprio come un tribunale, ha il compito di istruire le cause che possono portare a proclamare la santità di una persona. Per procedere nella causa occorre prima di tutto che il candidato sia morto, poi che qualcuno proponga di aprire il processo e che il vescovo della Chiesa locale, là dove il candidato ha trascorso la vita e ha operato, accolga questa Santi: come avviene il processo di canonizzazione richiesta. La primissima parte del processo si svolge in effetti in ambito locale: si raccolgono documenti e testimonianze, si ricostruiscono i fatti. Se l’insieme di questi dati è ritenuto idoneo, il tutto viene trasmesso al Vaticano.
Avvocato del diavolo
Come in tutti i processi, anche in questo caso ci sono un’accusa e una difesa.
L’avvocato difensore, se vogliamo usare questo termine, è il cosiddetto postulatore (colui che chiede qualcosa con insistenza), incaricato di dimostrare la santità del candidato.
La “pubblica accusa”, incaricata di fare le pulci a testimonianze e documenti, è invece rappresentata dal promotore di giustizia (un tempo conosciuto come “l’avvocato del diavolo”).
In genere sono entrambi sacerdoti, il primo nominato da chi ha fatto la proposta di istruire la causa, il secondo in servizio presso la congregazione.
Servo, Venerabile, Beato
Ma la santità è solo l’ultimo gradino di una scala che ne prevede altri tre. Il candidato, per diventare ufficialmente santo, deve essere prima riconosciuto servo di Dio, poi venerabile e poi beato. È definito servo di Dio dal momento in cui viene aperto il processo e in attesa che si verifichi un miracolo attribuibile al suo intervento.
Se, dopo questa prima fase, il processo continua, il Papa può attribuire al servo di Dio la qualifica di venerabile: succede quando al candidato viene riconosciuto di aver vissuto le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) e le quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) in modo eroico (si usa proprio questa espressione), o quando si riconosce che il candidato ha perso la vita da martire a difesa della fede.
Giovanni Paolo II fece 1.338 beati e 482 santi, molti dei quali laici. Il suo scopo? Renderli più vicini ai “comuni” fedeli.
Il grado eroico delle virtù è dato essenzialmente dalla continuità e dall’intensità con cui le virtù stesse sono state vissute. Occorre cioè dimostrare che il candidato le ha praticate a un livello molto elevato, fuori dal comune.
Il che, si badi bene, non vuol dire che la persona in questione non abbia mai avuto dubbi o momenti difficili per quanto riguarda la vita di fede.
Spesso, al contrario, i santi proclamati tali dalla Chiesa hanno attraversato fasi di buio interiore (è il caso, per esempio, della Beata Madre Teresa di Calcutta).
Il beato e il santo, insomma, non sono supereroi, ma cristiani che, pur in presenza di eventuali crisi e difficoltà, hanno perseverato nella ricerca di un rapporto stretto con Dio.
Medici non credenti
Perché un venerabile sia proclamato beato occorre (salvo dispensa papale) che siano passati almeno cinque anni dalla sua morte e che si sia verificato un miracolo (dal latino miraculum, cosa meravigliosa) ascrivibile all’intercessione del candidato
stesso. Si parla di intercessione perché, per la Chiesa, il miracolo è sempre opera di Dio, mentre il beato o il santo hanno il compito di intercedere presso Dio perché il miracolo si compia.
Questo evento miracoloso in genere è una guarigione ritenuta scientificamente inspiegabile, giudicata tale da una commissione medica convocata dalla Congregazione per le cause dei santi e composta da specialisti sia credenti sia non credenti.
Importante, ai fini del riconoscimento, è che la guarigione sia completa, definitiva e permanente. Se poi, attraverso lo stesso tipo di procedimento c’è il riconoscimento di un secondo miracolo (ma, anche in questo caso, il papa può fare un’eccezione), si arriva alla proclamazione della santità, tecnicamente detta canonizzazione perché in questo modo la persona entra a far parte del canone, cioè dell’elenco ufficiale dei santi riconosciuti dalla Chiesa e dei quali è possibile il culto.
Lavoro d’équipe
La Congregazione per le cause dei santi, per svolgere il suo compito si avvale dell’opera di una trentina di funzionari, coadiuvati da esperti in materia di teologia, storia e medicina. Il lavoro di certo non manca, perché richieste arrivano in continuazione, da ogni parte del mondo. Per lo più i candidati sono preti (come il fondatore dell’Opus Dei San Josemaría Escrivá), frati (ad esempio padre Pio), religiosi e suore (come madre Teresa di Calcutta).
Ma ci sono anche i laici, come

dimostrano, per esempio, i casi del medico Giuseppe Moscati (1880-1927), proclamato santo nel 1987, e di Gianna Beretta Molla (1922 -1962), mamma e medico, proclamata santa nel 2004. La tendenza a riconoscere ufficialmente la santità anche nei laici è aumentata dopo il Concilio Vaticano II (1962 - 1965), ma soprattutto ha ricevuto un grande impulso nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, il papa che nella storia della Chiesa ha battuto ogni record, proclamando 1.338 beati e 482 santi, alla media


di quasi cinquanta beati e diciotto santi all’anno Perché l’ha fatto?
Wojtyla era convinto che occorreva riportare la santità vicino ai credenti e ribadire il concetto che tutti sono santi e che proprio per questo, con le opere, possono diventare santi canonizzati. Del resto, la proliferazione è stata possibile grazie all’estrema semplificazione, voluta proprio da Giovanni Paolo II nel 1983, del processo di beatificazione e canonizzazione.
L’ultima parola al Papa Rispetto a quanto previsto dal diritto canonico, comunque, il papa può decidere che siano prese alcune “scorciatoie”. Papa Francesco lo ha fatto nei confronti di Giovanni XXIII, che diventa santo per la sua fama di santità, diffusa da decenni in tutto il mondo, senza che gli sia stato riconosciuto un secondo miracolo. E una procedura straordinaria è stata seguita anche da Benedetto XVI nei confronti di Giovanni Paolo II, la cui causa di beatificazione si aprì poche settimane dopo la morte, senza aspettare i cinque anni previsti dal codice.

Per risolvere il problema degli immigrati illegali l’Europa dovrebbe copiare l’Australia
di Angelo Paratico
Il problema dei migranti illegali, che non vanno confusi con coloro che cercano asilo politico, si sta facendo sempre più grave e senza una buona dose di realismo non potrà mai essere risolto positivamente.
Senza un argine a questo fenomeno, l’Italia, la Grecia e la Spagna, per prime, verranno spinte verso una forte instabilità sociale, che si trasferirà poi alle altre nazioni più protette, come la Francia, la Germania, il Belgio e la Gran Bretagna.
Ricordiamo che Hong Kong, prima del 1997, si trovò nei guai con l’arrivo dei “boat people” provenienti per la gran parte dal Vietnam, impoverito dall’ascesa al potere dei comunisti vietnamiti. Il governo coloniale britannico, respingendo molte feroci critiche, rispose con la creazione di campi chiusi, nei quali venivano “temporaneamente” rinchiusi i migranti e poi esaminava le loro credenziali. Non permisero mai a nessuno di uscire dai campi e mischiarsi con la popolazione hongkonghese.
Questo tamponò gli sbarchi

e successivamente, grazie a garanzie date dal Vietnam che non avrebbe perseguitato quei suoi cittadini, cominciarono a rimpatriarli, finché i campi non furono chiusi.
segnalazioni di autolesionismo e tentativi di suicidio da parte dei residenti dei centri.
La politica del governo australiano “ha privato migliaia di bambini, donne e uomini di otto anni della loro vita”, ha dichiarato in un comunicato David Burke, direttore legale dello Human Rights Law Center. Dal 2014, 13 persone sono morte dopo essere state trattenute nei centri di detenzione australiani in Papua Nuova Guinea e Nauru, alcune per suicidio.
Dopo che medici e sostenitori dei migranti hanno espresso preoccupazione per una crisi di salute mentale, tra le segnalazioni di bambini autolesionisti a Nauru, nel 2019 il governo ha dichiarato di aver interrotto la detenzione dei minori.
L’isola di Nauru, con una popolazione di 10.000 abitanti e una superficie di 21 chilometri quadrati, detiene il primato di repubblica più piccola al mondo e si caratterizza, sul piano istituzionale e territoriale, per l’assenza di una capitale.
Un esempio simile lo sta seguendo l’Australia, che impedisce l’arrivo di migranti economici provenienti dall’Indonesia e dalla Malesia, chiudendoli in centri di detenzioni al di fuori del proprio territorio nazionale.
di detenzione offshore in Papua Nuova Guinea, criticati dai gruppi per i diritti umani, ma continuerà a trattenerli sulla minuscola ‘isola di Nauru.
La notizia della fine del 2021 è che l’Australia smetterà di trattare i richiedenti asilo nei centri


Il piano è stato subito criticato dai gruppi per i diritti umani, che hanno detto che ha semplicemente spostato quello che alcuni hanno definito un sistema “crudele” da una nazione insulare a un’altra.
“Chiunque tenti di entrare illegalmente in Australia con un’imbarcazione sarà rimpatriato o mandato a Nauru”, ha ribadito il portavoce del governo australiano, in un comunicato congiunto con la Papua Nuova Guinea.
Chi già si trova in Papua Nuova Guinea, in attesa di essere esaminato, potrebbe “trasferirsi volontariamente a Nauru” entro la fine dell’anno. Se sceglieranno di rimanere in Papua Nuova Guinea, avranno “accesso alla cittadinanza, al sostegno a lungo termine, a pacchetti di insediamento e al ricongiungimento familiare”.
Più di 3.000 richiedenti asilo sono stati detenuti in Papua Nuova Guinea, dopo che il governo australiano ha istituito questa politica nel 2013, che ha impedito il reinsediamento di coloro che cercano di entrare nel Paese via mare.
Di coloro che sono stati trattati nei centri, circa 1.200 sono stati trasferiti temporaneamente in Australia, alcuni per ragioni mediche; oltre 900 sono stati rimandati nei loro Paesi d’origine e circa 1.000 sono stati inviati in altri Paesi.
I gruppi per i diritti umani hanno definito la vecchia politica australiana di trattenere i migranti in mare aperto una violazione delle leggi sui diritti internazionali. Le Nazioni Unite hanno esortato l’Australia a reinsediare i migranti ospitati su entrambe le isole, a seguito di
Yaren, la città che ospita la sede del governo e il centro amministrativo del paese, è tuttavia indicata come capitale politica della Repubblica di Nauru. Ottenuta l’indipendenza nel 1968 dall’Australia - amministratrice fiduciaria delle Nazioni Unite - Nauru ha assunto una forma di governo presidenziale e una struttura parlamentare unicamerale, costituita da 18 membri eletti ogni tre anni. Come si potrà notare i numeri dei migranti che vorrebbero sbarcare in Australia è assai contenuto, ma il governo australiano sa bene che, cedendo anche una volta e anche di poco, attirerebbero un grande influsso che potrebbero non riuscire più a gestire.
Per questo motivo non si fanno intimidire dalle parole dei vari rappresentanti di sedicenti associazioni umanitarie (come se i residenti non siano degni di rappresentanza umanitaria) invariabilmente legate a centri di propaganda globalista, che vorrebbero vederli alzare bandiera bianca e poi lasciarsi invadere. Dunque, la comunità europea dovrebbe apprezzare il tentativo fatto da Giorgia Meloni di arginare questo vasto fenomeno e rendersi conto che i propri confini vanno difesi ad ogni costo, senza accettare provocazioni da parte dei propagandisti dello sfascio sociale.

Al lora! la pagina di Marco

EQUIVOCA POSIZIONE DI ZELENSKY

Alcuni lettori mi accusano di essere diventato troppo “filo-russo” ma credo sia una sciocchezza: cerco di vedere i fatti con obiettività, percepisco una informazione troppo sbilanciata e a volte preconcetta e piuttosto mi sento da sempre “filo-europeo” denunciando come ci stiamo facendo economicamente danneggiare dagli USA, anche se va dato atto a Biden di aver subito detto che i razzi ucraini caduti “per errore” in Polonia non fossero russi.
Sulla sempre più equivoca posizione di Zelensky ne riparleremo, rimaniamo un attivo sulla questione “sanzioni”. Per esempio proprio il Wall Street Journal dava notizia di un “buco” nelle sanzioni americane che permette al petrolio russo di arrivare tranquillamente negli Stati Uniti dopo essere stato raffinato fuori dalla Russia. Nel caso specifico la raffineria era quella di Priolo e il petrolio russo arriva sotto forma di benzina sul-
la costa est americana. Questo perché le raffinerie di quell’area degli States producono la metà della benzina rispetto al 2018 e vi è crisi di approvvigionamento dell’area. La benzina insomma serve, va quindi importata e allora - con una “furbata” - gli USA fanno finta che non sia proveniente da petrolio russo.
L’Europa è in una posizione molto peggiore di quella americana perché non ha molte risorse petrolifere e non ce le avrà mai per una questione fisica e geologica.
Noi europei che siamo così fieramente contro la Russia e applichiamo (o dovremmo applicare) alla lettera le “sanzioni” rischiamo però di saltare sotto il peso della crisi (e dei prezzi) visto che sostituire la Russia come fonte energetica si dimostra costoso e complicato. In questo gli Stati Uniti - che dipendono da Mosca infinitamente meno di noi - sono un esempio di realismo, ma soprattutto di assoluto menefreghismo sui “principi” quando fa loro comodo. Perché da noi queste cose non si dicono e non si discutono apertamente?
MONTESANO: L’IPOCRISIA SUBLIME

Stop alla partecipazione di Enrico Montesano a “Ballando con le stelle”: è la decisione della Rai, che definisce "inaccettabile" che l'attore abbia indossato durante una prova della trasmissione una maglietta con i simboli della Decima Mas e “Chiede scusa a tutti i telespettatori" (che peraltro non hanno visto nulla perché appunto era una sessione di prove).
“E’ inammissibile - tuona la Rai - che un concorrente di un programma televisivo del servizio pubblico indossi una maglietta con un motto e un simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia. Chiediamo scusa a tutti i telespettatori e, in particolare, a coloro che hanno pagato e sofferto in prima persona a causa del nazifascismo a cui proprio quella simbologia fa riferimento.”
Ricordato che il motto “Memento Audere Sempre” era semmai quello dei Mas che parteciparono con D’Annunzio alla
“Beffa di Buccari” nella prima guerra Mondiale e che la X Mas - prima di diventare una forza armata della RSI - compì imprese eroiche contro gli inglesi durante la seconda, è evidente che in Rai non conoscono la Storia. Trovo però inaudito che un cittadino italiano venga sanzionato per una maglietta, peraltro neppure mostrata in trasmissione. Se Montesano fosse venuto con la maglietta dell’URSS, di Mao o di Stalin o Che Guevara allora andava bene? E chi indossa una felpa con il nome di una università mai frequentata in vita sua è forse accusato di falso o di plagio? Fino a prova contraria esisterebbe una Costituzione sulla libertà di pensiero e poi comunque Montesano ha chiarito bene che ha in casa centinaia di magliette e non era certo lì per fare propaganda “fascista”, ammesso che qualcuno ancora sappia cosa sia stata la Xa Mas. Oltretutto proprio Montesano è stato con-
BENVENUTA MISS
8.000.000.000 !
Nei giorni scorsi siamo arrivati ad otto miliardi di esseri umani su questa terra. Quando frequentavo le elementari il maestro ci raccontava che eravamo due miliardi.
L’ottomiliardesima inquilina del mondo (voglio pensare sia una bimba) è probabilmente africana o indiana, aree con il più alto indice demografico e dovrebbe morire - se fortunata - all’inizio del prossimo secolo, quando secondo le proiezioni saranno (non “saremo”!) di meno perché sarà iniziata una fase di discesa demografica. Intanto oggi la terra è comunque in grado di sfamare tutti, anzi, quasi un terzo del cibo viene buttato mentre
due miliardi di terrestri soffrono di gravi problemi alimentari e alcune centinaia di milioni sono letteralmente alla fame. Quello che è insostenibile è il cattivo uso delle risorse, a cominciare da quelle naturali. Questo anche perché l’1% della popolazione del globo ha la maggioranza delle ricchezze del pianeta e il 20% (noi) consuma l’80% delle risorse.
Una terra sconquassata per colpa dell’animale-uomo, ovvero per colpa nostra. Ci pensassimo un attimo forse avremmo un po' più di cervello nell’organizzarci la vita e capiremmo che solo un po' di pace reciproca ci permetterebbe (tutti) di vivere meglio.
IL REGALO DI TRUMP

sigliere comunale di Roma per il PDS (ora PD) e addirittura per tre anni eurodeputato proprio per gli ex comunisti! Questa è quindi pura discriminazione politica, con la demagogia interpretata nel senso più idiota e semmai conferma la solita partigianeria del pseudo servizio pubblico RAI (che ad esempio non è stata indipendente nei giudizi sulle recenti elezioni USA ma spudoratamente schierata con i democratici in tutti i commenti). Mi auguro che Montesano tenga duro e con i suoi avvocati faccia causa alla Rai per indebita revoca del contratto: ha tutta la mia solidarietà, solo che poi a pagare dovrebbero essere “in proprio” i discriminatori, non la collettività che è obbligata a pagare il canone.
MIGRANTI
Il “trattato del Quirinale”, misterioso e molto demagogico patto di Draghi sui rapporti Italia-Francia recita all’articolo 4: “le Parti s’impegnano a sostenere una politica migratoria e d’asilo europea e politiche d’integrazione basate sui principi di responsabilità e di solidarietà condivise tra gli Stati membri”. Come pubblicato sul “Punto” della scorsa settimana, l’Italia –dati aggiornati al 16 novembre, ore 8 - ha accolto nel 2022 ben 93.502 persone dal “fronte sud” (dei quali solo il 16% sbarcati da navi ONG) ma l’Europa - che a giugno si era impegnata di “ridistribuirne” 8000 - dall’Italia
Donald Trump torna in campo e annuncia la sua candidatura presidenziale per il 2024. Il miglior regalo possibile per i democratici che con Trump candidato rischiano di vincere un’altra volta le elezioni, magari anche riproponendo il sempre più spento Joe Biden.
Mi auguro - sono un convinto “repubblicano” - che in qualche modo si riuscirà ad arginare la candidatura dell’impresentabile Trump e che gli iscritti al GOP riescano a trovare nomi più credibili (e vincenti), magari cominciando dal governatore della Florida Ron DeSantis.
ne ha ricollocati solo 112, 38 in Francia e 74 in Germania. Un po' pochini…
Va bene che Macron è in minoranza in parlamento e deve far viso feroce o la Le Pen gli soffia i voti, ma anche la demagogia ha un limite e la silente Europa dovrebbe decidere con un po' di grinta che cosa fare: è scandaloso che la Germania plauda alle navi ONG che battono la sua stessa bandiera ma poi non accolga nessuno degli sbarcati a Lampedusa e dintorni e si arroghi anche il diritto di criticarci.
Che il governo italiano alzi un po' la voce: per una volta siamo dalla parte della ragione.


Gli Scalabriniani festeggiano 70 anni di ‘Humilitas’

di Marco Testa
Solenni festeggiati nella Chiesa dell’Immacolata a Unanderra i 70 anni dei Padri Scalabriniani in Australia, a ricordo dei primi padri Nino Setti, Dante Orsi, Ignazio Militello e Tarcisio Prevedello giunti dal Nord America il 2 novembre 1952 per mettere le basi della nuova missione. Cinque anni più tardi, la fondazione della Provincia ‘Santa Francesca Cabrini, dopo che i missionari Scalabriniani da cinque anni sostenevano il clero locale nella cura pastorale degli immigrati italiani. Fu grazie all’arrivo di più missionari scalabriniani, negli anni 60, che la Congregazione stabilì la sua presenza in diver-
se parti dell'Australia e presto divenne un punto di riferimento per le comunità migranti locali e per la Chiesa locale.
In apertura della celebrazione, prima della Santa Messa, sono stati portati in processione alcuni oggetti rappresentativi della missione scalabriniana in Australia e nell’intera provincia che comprende Le Filippine, Taiwan, Indonesia, Giappone e Vietnam.
Tra questi, il crocifisso consegnato ai missionari scalabriniani, una foto ricordo del 1960 raffigurante la fondazione della Federazione Cattolica Italiana in Australia e un quadro con le immagini dei Villaggi Scalabrini.
Nell’officiare la celebrazione
liturgica accuratamente preparata, il Vescovo di Wollongong Mons. Brian Mascord DD ha ricordato con pienezza d’animo i giorni della sua infanzia a Newcastle, dove per la prima volta venne a contatto con i Missionari di San Carlo. Al termine della Santa Messa, particolari ringraziamenti sono andati alla Federazione Cattolica Italiana e alla Segreteria della Casa Provinciale per l’organizzazione dell’evento.
I festeggiamenti sociali sono continuati al Fraternity Club di Fairy Meadow, alla presenza di oltre 150 ospiti, federati ed amici della Famiglia Scalabriniana. Con il discorso di apertura del

Superiore Provinciale, Padre Ignacio Gutiérrez, cs, si è tracciata la storia dei Padri Scalabriniani sin dall’arrivo in Australia. Ha inoltre preso la parola il Sindaco di Wollongong, Gordon Bradbery, che ha voluto riaffermare come l’Australia abbia avuto modo di apprezzare la testimonianza cristiana dei Padri Scalabriniani e come ancora molto bisogna fare affinché i valori cristiani siano preservati.
Il CEO dei Villaggi Scalabrini, Richard de Haast, ha ricordato che la missione di Scalabrini non va oltre all’assistenza agli anziani. Scalabrini fu “Il Padre dei Migranti” ma anche “l’Apostolo del Catechismo” e nel futuro bisogna trovare nuovi modi per rafforzare la missione dei Padri Scalabriniani.
A fungere da Maestra di Cerimonia, Franca Facci, Presidente dell’Illawarra Migration Herita-
ge Project Committee e nota personalità della comunità italiana di Wollongong, che ha ricordato come nell’Illawarra i Padri Scalabriniani continuino ad essere una presenza importante di riferimento, non soltanto per gli Italiani ma per ogni cattolico. Una testimonianza particolare è stata data da Suor Kerry Gardiner rsj a nome della consorella Suor Anne O’Connell rsj che ha ricordato il grande contributo dato dagli scalabriniani alla parrocchia di Unanderra, le tradizioni italiane e la cura liturgica e formativa dei fedeli.
A conclusione dei festeggiamenti, un video commemorativo dei 70 anni di presenza dei Padri Scalabriniani in Australia ha fatto rievocare il profondo valore della congregazione nel tessuto religioso, sociale e culturale della Congregazione in questa lontana terra.




Al lora! la pagina della Donna a cura
La storia di Annette Kellerman
la donna che ha rivoluzionato il mondo del nuoto indossando un costume intero

Ci sono storie in cui il cambiamento può partire anche da un semplice capo di abbigliamento.
Nata nel 1886 a Potts Point, quartiere di Sydney, Kellerman soffrì sin da bambina di rachitismo, una malattia che la costringeva all’utilizzo di tutori per le gambe.
Con l’aggravarsi della patologia, il suo medico le consigliò di nuotare per rafforzare la muscolatura, ma la piccola Kellerman era terrorizzata dall'acqua. Il padre e la madre, tuttavia, perseverarono con la terapia prescritta, finché Annette non solo riuscì a superare la sua disabilità, ma divenne anche un’eccellente nuotatrice. Nel 1902, all'età di quindici anni, stabilì il record mondiale per i 100 metri con il tempo di 1 minuto e 22 secondi e divenne campionessa del Nuovo Galles del Sud. Le sue gambe non solo si erano rafforzate come avevano previsto i medici, ma diventarono una delle sue più grandi risorse.
Nel 1903 Kellerman si trasferì con la famiglia a Melbourne, dove gareggiò in diverse competizioni di nuoto e di immersioni; inoltre per i due anni successivi recitò in uno spettacolo di intrattenimento e per due volte al giorno si esibiva nuotando con i pesci in una vasca all'Exhibition Aquarium.
Kellerman riuscì così a esordire con successo anche nel mondo dell’intrattenimento grazie alle sue straordinarie doti di nuotatrice, divenendo presto una celebrità in tutta l’Australia.
Nel 1905 Annette e suo padre decisero di raggiungere la Gran Bretagna, dove Annette era già famosa come detentrice di tutti i record mondiali di nuoto femminile. Per non smentire le aspettative, sorprese i cittadini di Londra nuotando per 42 chilometri lungo il Tamigi in cinque ore; dopodiché andò in Francia dove gareggiò contro diciassette uomini nuotando nella Senna, arrivando terza.
Kellerman fu anche la prima donna a tentare di nuotare nel Canale della Manica: ci provò tre volte ma senza successo e il suo commento fu che "aveva la resistenza, ma non la forza bruta".
Annette Kellerman è passata alla storia non solo per le sue straordinarie doti di nuotatrice, ma anche per essere stata la prima donna a indossare un particolare capo di abbigliamento: un costume intero che lasciava scoperte le gambe e le braccia. Kellerman si era dichiarata più volte contraria all’abbigliamento che all’epoca veniva imposto alle donne per il nuoto: i costumi delle signore erano infatti dei veri e propri abiti, pesanti e ingombranti, abbinati con pantaloni che coprivano tutto il corpo e impedivano di fatto di nuotare. Kellerman sfidò questa disparità di trattamento tra uomini e donne nel 1907, presentandosi su una spiaggia di Boston con un costume intero da lei confezionato.
L’episodio fece un tale scalpore che le costò l’arresto con l’accusa di “atti osceni.
Durante i primi anni del Novecento, Kellerman decise di ritirarsi dal nuoto agonistico e si concentrò sulla sua carriera artistica, visitando i teatri di tutta Europa e degli Stati Uniti con uno show acquatico in cui interpretava le esotiche Australian Mermaid e Diving Venus. La giovane artista australiana fu la prima a inventare il balletto acquatico, ora chiamato nuoto sincronizzato. La popolarità di Kellerman era tale che un accademico di Harvard - pubblicò uno studio che esaminava mille diversi tipi di fisico femminile, dichiarando Annette Kellerman la donna vivente più vicina alla perfezione fisica. Da quel momento in poi la nuotatrice apparve sui giornali e negli show come The Perfect Woman.
La carriera di Kellerman, però, non fu solo caratterizzata dalla mondanità, dagli spettacoli e dai rotocalchi. L’artista australiana era una forte sostenitrice dell’effetto benefico del nuoto per la salute e la bellezza, a cui dedicò anche il best seller del 1918 intitolato Physical Beauty and How to Keep It. A questo scopo viaggiò molto, soprattutto in America e in Germania, tenendo conferenze su salute e fitness.
Annette Kellerman fa parte di quella schiera di atlete che, a partire dai primi anni del Ventesimo secolo, pretesero di poter praticare sport a livello agonistico.
Purtroppo la loro rivendicazione si tramutò nell’occasione per creare due categorie distinte anche per lo sport, quella maschile e quella femminile, separate per la diversità di prestazioni tra i due sessi e spesso anche per certi canoni estetici che implicitamente si chiedono ancora alle sportive.
Annette Kellerman fu inserita nell’International swimming hall of fame nel 1974, un anno prima della sua morte. La sua vita è stata un esempio di coraggio e di dedizione allo sport.
di Maria Grazia Storniolo

L’oleandro tra colore e oblio
Ritenuto nell’antichità simbolo dell’armonia dell’universo per la caratteristica delle sue foglie di essere raccolte a gruppi di tre, l’oleandro assume durante il Medioevo la connotazione di fiore del buon augurio. Una leggenda riportata nei libri apocrifi narra di come un sacerdote, al momento di decidere a chi concedere in sposa la Vergine Maria, chiede ai pretendenti di scagliare un ramo da donare alla donna; Giuseppe opta per un ramo di oleandro che, poggiato sull’altare, germoglia fiori bellissimi. Il sacerdote lo interpreta come segno divino e decide di dare Maria in sposa proprio a Giuseppe.
Con il passare degli anni, l’oleandro diviene simbolo funerario, probabilmente a causa della scoperta della sua tossicità.
Ancora oggi, nel linguaggio dei fiori, l’oleandro simboleggia l’oblio e regalarne i fiori equivale a dire “ti ho dimenticato”. Il suo nome scientifico, Nerium Oleander, deriva dal greco neos= acqua ed è riferito alla predilezione di questo arbusto per i terreni umidi, caratteristica che gli consente di crescere spontaneamente lungo i corsi dei fiumi (in Italia se ne possono ammirare in grande quantità anche lungo le autostrade). Appartenente alla famiglia delle Apocinacee e forse originario dell’Asia, questo sempreverde comprende due sole specie: il Nerium Oleander, che produce fiori con una colorazione che varia dal bianco al rosa, dal rosso al porpora, dal crema al giallo e il Nerium Odorum, che produce delle corolle di fiori profumati.
Adatto per dare vita a folte siepi di separazione e ad arricchire anche giardini rocciosi, le foglie dell’oleandro si presentano lanceolate e coriacee, con una robusta nervatura centrale, e di colore verde scuro. Ha rami lunghi, sottili ed eretti che producono dei frutti simili a baccelli della lunghezza di 10-15 cm che giunti a maturità, lasciano fuoriuscire dei semi, di circa 1mm di diametro, ricoperti da una peluria rossastra(pappo) che gli permette di essere trascinati dal vento per lunghe distanze. La storia narra che alcuni soldati delle truppe napoleoniche morirono dopo averne utilizzato i rami come spiedo per la cottura della carne. È quindi opportuno e consigliabile lavarsi accuratamente le mani dopo aver toccato qualunque parte della pianta
DEMI MOORE: festeggia i suoi 60 anni
Per Demi Moore, attrice icona del cinema anni '90, il tempo non passa mai. La diva di Hollywood, protagonista di film memorabili come "Ghost" e "Striptease", ex moglie, di Bruce Willis ora felice con Daniel Humm, di 13 anni più giovane di lei, compie 60 anni. "Non amo essere definita da un numero ma dalla mia esperienza», a 60 anni, in un certo senso mi sento più viva e presente che mai".
A chi la definisce icona del cinema, Demi Moore replica: «Per me 'icona' ha sempre significato qualcuno che ha spianato una strada e segnato qualcosa. Che ha commosso le persone o ha avuto un impatto positivo. Mi sento davvero orgogliosa di essere inserita in una categoria legata a tutto questo».
Ma Demi Moore la strada l'ha segnata davvero. È stata la prima a posare nuda con il pancione per "Vanity Fair" e non si è tirata indietro quando, nel film "Soldato Jane" si è rasata a zero, lancian-

do così in tempi non sospetti il look genderless. Inoltre è stata la prima a mostrare con orgoglio un fidanzato più giovane, Ashton Kutcher, 15 anni meno di lei, che l’attrice ha sposato.
Nata a Roswell, New Mexico, l'11 novembre del 1962, i suoi genitori divorziarono quando lei aveva pochi mesi, e fino a 13 anni non seppe mai chi fosse il suo padre biologico. Il successo arrivò
con "Ghost", pellicola del 1990 divenuta un classico del cinema, che la vede sullo schermo con la scena iconica del tornio abbracciata al fantasma di Patrick Swayze. Da lì in avanti, seguirono decine di altri film. All’epoca Demi Moore era una delle donne più desiderate e ammirate. Dopo aver posto nuda e con il pancione nel 1991,giunse all’apice della fama nel 1993. Nel 1997 si rasò completamente la testa per interpretare il "Soldato Jane"
Nel 2019, nella sua autobiografia "Inside Out" Demi Moore ha passato in rassegna la sua vita rivelando dettagli intimi e difficili. L'attrice, che ha raggiunto un successo planetario tra gli anni Ottanta e Novanta, come protagonista di film cult, come "Ghost", "Striptease", "Soldato Jane", "Charlie's Angels" e tanti altri, ha rivelato che dietro all'immagine patinata della star, si nascondeva una donna in lotta con i fantasmi del passato.

Italy Claim Historic Victory over the Wallabies

by Alberto Macchione
In a great moment for Italian Rugby, the Azzurri claimed a shock defeat by upsetting the Australian Wallabies 28 points to 7 in Florence for the first time in History!
A late try by the Wallabies gave Australia the opportunity to win the game through Randwick alumni and NSW Waratah, Ben Donaldson who came off the bench for the green and gold to attempt a conversion. The ball sailed past the face of the goal and an ecstatic Azzurri team fell into hugs of rejoice as they had
accomplished something that had never before been achieved in Italian Rugby.
The venue was Fiorentina’s home ground, Stadio Artermio Franchi. Italy started without star flyhalf Paolo Garbisi who withdrew from the match the morning of the game due to injury.
From kick off an exchange of penalties evened the score early and led to the Wallabies Jake Gordon receiving a yellow card early in the game for a hapless late challenge leaving the Australians a man short.
Italy took full advantage, first through Pierre Bruno in the corner and the second from the powerful acceleration of Ange Capuozzo who split the Wallabies backline. Italy led the visitors into the dressing rooms at half time with a 17 points to 8 lead.
Capuozzo scored again for Italy in the second half, but Australia continued to mount a solid comeback despite their 16 penalties.
The Green and Gold outfit were not wanting to be denied against their European rivals having already come off a loss to France in their previous match and Scotland prior to that.
Australia kept running down the score line until a final try proved not enough to upend the Italians who had played with so much fire and commitment against a stricken Wallabies.
Speaking after the game, Italy’s Prop Danilo Fischetti said that it was a week that the Italians “could do great things for the Italian jersey with this group of guys” It was the first time in 19 encounters that the Azzurri has claimed victory against the Rugby heavyweights.
AF Corse’ Win GT World Titles in Bahrain

by Alberto Macchione
Ferrari AF Corse’ have won the double, scooping the pool in Bahrain by winning the WEC Driver’s World Endurance Championship and Constructors Championships in a thriller!
Team Ferrari had been very consistent in this WEC (World Endurance Championship) Season however failed to register much in the way of victories. By the final round in Bahrain,
a nail biting 8 hour contest saw the Number 51 Ferrari driven by Alessandro Pier Guidi and James Calado develop a gearbox issue 7 hours into the 8 hour race. The duo were able to coax their 488 GTE Evo home to finish 21st which was enough to award them the 2022 Driver’s Championship.
Further ahead, Antonio Fuoco and Miguel Molina in the number 52 Ferrari crossed the line

First in GTE - Pro class, celebrating their first win for the Ferrari outfit in 2022. Corvette Racing came second and the Porsche outfit third in the final round.
If all the excitement wasn’t enough Ferrari also claimed the Manufacturers Title, which was a joyous finish to a challenging season.
The LMGTE Pro Am series that Ferrari won, race alongside Hypercars and LMP2 cars and are colloquially referred to as ‘Le Mans’ cars because they compete in the World Endurance Championship which has the Le Mans 24 Hour as its marquee event.
Each race is an endurance event with class points and victories given to each category. Ferrari enter the LMGTE Category which they have now won twice in a row
The highly successful team have 9 drivers championships and 10 Teams championships to their credit since engaging in the series in 2006.


Tony D’Alberto wins TCR Championship 2022
by Alberto Macchione
Italo-Australian, Tony D’Alberto claimed his first Australian TCR (Touring Car Racing) Championship in a dramatic final round of the Speedseries motor racing event which was raced as a part of the Bathurst International at the weekend.
We often associate D’Alberto with his Shell V Power Ford GT Mustang that he co drives at the Bathurst 1000 and various Supercars endurance events for Dick Johnson Racing, however in the TCR series D’Alberto’ has been representing Honda Wall Racing throughout the year in the dramatically different, Honda Civic Type R.
D’Alberto arrived at Bathurst leading the championship with several drivers able to challenge for the title. 3 races were planned over the weekend to determine the 2022 winner, one on Saturday with two further sprint races on the Sunday..
Things looked bleak for Wall Racing however when the Honda team could not generate sufficient speed to run any faster than 8th in practice 1.
The team only went backwards with each session eventually qualifying 12th for Race 1 and a full 1.9 seconds a lap slower than the Pole Sitter Jay Hansen in the Audi RS 3.
Bailey Sweeney would claim line honours for Race 1 in his Hyundai i30 ahead of Dylan O’Keefe’s Peugeot 308, while the Honda could not better it’s 12th place starting position despite all the carnage and DNF’s that unfolded around him in the action packed race.
D’Alberto stated the situation matter of factly after taking the flag “Good points but we don’t have enough speed in this car at the moment and we are a bit of a sitting duck there at the moment.”
He went on to describe the race as “Damage Limitation” and assured ‘We’re gonna fight to the
end” he said, despite an evident fear in his voice.
Ironically D’Alberto said that wet weather would help his cause saying “I’m certainly not worried about a little bit of wet weather.” The comment became a premonition of monstrous proportions as Sunday’s Race 2 was completely cancelled due to bad weather, sparing D’Alberto from potentially falling on his sword. Race 3 went ahead in the afternoon, however, and D’Alberto had everything on the line with the ironic task of having to finish 12th or better in the final race to win the championship.
With fellow championship hopefuls battling it out up front, D’Alberto’s prospects looked under threat throughout the race, especially when championship challenger Will Brown claimed a late lead in the closing laps of the race and won Race 3. D’Alberto barely scraped through with an 11th place finish. The result meant that D’Alberto was crowned champion by a mere two points, his first title since claiming the 2007 Super2 Series.
The final round of the series was especially important due to the inclusion of multi time French Touring Car Champion Teddy Clairet who guest drove for Garry Rogers Motorsport.
More significantly, the weekend was attended by Italian Promoter Marcello Lotti who is the founder and President of TCR who announced an international round of the series now raced in over 30 countries here in Bathurst, New South Wales, next year. The epic round has confirmed at least 16 of the world’s best front wheel drive tin top steerers for the mountain in what will be a historical event! “I am very happy to organise a TCR World Tour here and I think that is a dream of all touring car driver’s in the world and together with Australia, we will make it happen” He said from Bathurst’s famous Pitt Straight!
Mondiali in Qatar al via tra le polemiche:
Dai tifosi pagati ai diritti umani

I lavoratori morti mentre si costruivano gli stadi, l'ambiente calpestato e poi in questi ultimi giorni i rumors sui tifosi 'stipendiati': i mondiali Qatar 2022 stanno per partire tra le polemiche di Adriano Gasperetti
ROMA – L’ultima polemica, in ordine di tempo, riguarda i tifosi ‘stipendiati’ dagli organizzatori dei Mondiali che presto prenderanno il via in Qatar. Quest’ultimi, infatti, avrebbero garantito biglietti aerei, alberghi per almeno 2 settimane, oltre ad una indennità, a ‘tifosi’, o presunti tali, pronti a farsi sentire e vedere in video, social o tv, a portare avanti attività social che li trasformi in veri e propri tifosi influencer. I video con i tifosi ‘locali’ Sui social, soprattutto su TikTok, impazzano video di tifosi che indossano le maglie di diverse nazionali, dar vita a cortei festanti, con tanto di cori, bandiere e sciarpe. Il canale TikTok Qatari Living, oltre 415mila follower, sta postando da giorni dei video con tifosi che indossano, in ogni video, maglie di nazionali come Inghilterra, Camerun, Ghana, Portogallo, Argentina, Brasile.
Video, per gran parte, pubblicati lo stesso giorno, che riprendono però tifosi presumibilmente del posto. Come sottolineato anche da chi ha voluto commentarli: “Vengono da Lisbona, provincia di Dubai“, ironizza un follower sotto il video dei presunti portoghesi. Un altro commento apparso sotto il video degli argentini rende l’idea: “Sono gli stessi ragazzi dell’India che avevano la maglia del Brasile”. Mentre c’è chi ha voluto sottolineare le musiche suonate dai tifosi: “Classiche sonorità britanniche”, scrive divertita una follower, sulle note di musiche decisamente locali suonate dai tamburi dei tifosi. Soltanto in un video sembra trovare approvazione da parte di chi lo segue: “Finalmente dei veri tifosi”, a commento del video dei fan del Ghana.
I diritti umani
Ma, come detto, questa è soltanto l’ultima polemica in ordine di tempo venuta fuori a proposito del Mondiale che sta per partire in Qatar. Su tutti, ovviamente, spicca la questione diritti umani. Di tifoserie che stanno lanciando appelli a boicottare i Mondiali o che, comunque, stanno puntando il dito contro l’Emirato,
se ne sta perdendo il conto. Domenica è toccato ai tifosi della Roma esporre, in Curva Sud, uno striscione contro i Mondiali: “Migliaia di lavoratori morti, devastazione ambientale, Qatar 22 vergogna mondiale“. Decisamente attivi dal punto di vista delle proteste, le tifoserie nordeuropee, su tutte quelle norvegesi. Mentre a Roma i tifosi giallorossi mettevano in curva la loro protesta, i norvegesi del Rosenborg facevano lo stesso durante la partita di campionato contro il Sarpsborg con una scenografia impattante: su sfondo nero, a ricordare lavoratori morti durante i lavori della costruzione degli stadi e poi una serie di lapidi ‘dedicate’ a fair play, diritti umani, Fifa e via discorrendo. Sul tema dei diritti umani violati in Qatar è intervenuto anche il Tromsoe, club di A norvegese, il primo a sbilanciarsi. In una nota, infatti, si chiede “quante violazioni dei diritti umani ci vorranno prima che la comunità calcistica si unisca per chiedere una migliore protezione per i lavoratori migranti?”.
In campo anche voci di personaggi famosi Non solo tifosi, non solo curve. Perché a denunciare la situazione qatariota in vista dei Mondiali, ci hanno pensato anche personaggi di spicco, del calcio e non solo. Uno dei primi a dire ‘no’ a questi Mondiali è stato Eric Cantona, il leggendario calciatore francese, bandiera del Manchester United. Da mesi, ormai, l’eccentrico e mai banale Cantona ha messo le cose in chiaro con una lettera aperta pubblicata sui social, scrivendo di una Coppa del Mondo che “non ha senso” e che ha definito “un’aberrazione”, ma anche “un orrore umano, con migliaia di morti per costruire questi stadi. E per che cosa?”. Per questo non guarderà le partite del Mondiale: “Nella vita dobbiamo prendere delle decisioni, anche se ci costa”.
www.dire.it


L’Italia chiamò… il Mondiale da lei chiamato non è al momento raggiungibile
Ufficializzati i 26 convocati del CT Mancini per il Qatar, tra questi ci sono i tre difensori della Juventus.
Bonucci è al quarto Mondiale dopo Russia 2018, prima volta per Federico Gatti e Bremer, il difensore nato a Itapitanga comune Brasiliano nello Stato di Bahia ma con un trisavolo pronipote di zio cugino di secondo grado padrino di Battesimo originario di Milianni piccolo borgo di Tusa comune Siciliano, parentela che lo rende convocabile con la nostra Nazionale.
L’Italia debutterà il 24 novembre contro il Ghana poi gli impegni con Libia e il Von der Leyen.
I convocati di Mister Mancini:
Portieri: Gianluigi Donnarumma, Antonio Donnarumma, e il giovanissimo quarantaquattrenne Gianluigi Buffon che non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo in tenera età.
Difensori: Leonardo Bonucci, Bremer, Federico Gatti, Marco Materazzi, Felice Centofanti, Benito Maria La Russa, Giorgio Chiellini.
Centrocampisti: Antonio Razzi il centrocampista giocoliere fantasista, Enrico Letta giocatore del Paris Saint-Germain con una gran voglia di riscatto e rinascita arma in più per questa nazionale, Marco Verratti compagno di squadra del numero 10 Enrico , che condivide con lui l’orgoglio di essere Italiano dichiarando a Sport Mediaset (non è una fake news) "Mi sento francese oltre che italiano. Un giorno chiederò la nazionalità", a seguire Matteo Renzi il centrocampista della Fiorentina che dopo il mal di pancia per alcune scelte e la gestione del mister ha dichiarato alla stampa “Mister sai sereno" a seguire Pessina, Barella, Miretti, Antonio Ricci.
Attacco: Antonio Cassano il jolly della nostra nazionale il so fare tutto io: Portiere, Difensore, Centrocampista, Attaccante, Amministratore delegato, Responsabile amministrativo ufficio stampa, magazziniere. Mario Balotelli rigenerato un uomo nuovo dopo aver incontrato il giornalista di Allora! il giovinetto con l'abito talare che presta servizio nelle sacre funzioni Gianni Maria Marco Testa, Francesco Totti, Carlo Calenda “attacchiamo”, a seguire altri che non mi ricordo il nome
e credo che arriviamo 26. Da sottolineare la mancata convocazione dei Ferragnez e del Cavaliere Silvio Berlusconi, girano molte voci sul suo malessere in una confidenza ad un suo caro amico pare che abbia dichiarato “il Macio?" supponente, prepotente, arrogante e offensivo”, ma ovviamente il fatto non sussiste, per mancanza di prove. Ma comunque si scherza ovviamente si ride satira, quello che non fa ridere e non è una fake news, è questo Mondiale, i numeri di questo stranissimo mondiale: 6500 vittime identificate, operai morti negli ultimi undici anni, come riporta il Guardian.
Secondo le statistiche ufficiali del Qatar, riportate dal Guardian, fino a febbraio 2021 le morti direttamente collegabili alla costruzione degli stadi sarebbero state soltanto 37, di cui però 34 definite “non legate al lavoro”, una definizione criticata dalle organizzazioni umanitarie in quanto piuttosto ambigua. La gran parte però dei decessi sarebbe attribuibile a “cause naturali”, la ragione usata nel 69% delle morti: in questa casistica rientrano spesso gli infarti o l’insufficienza respiratoria. Cause che però non sembrano probabili per degli individui di giovane età e di buona salute, caratteristiche necessarie per un lavoro nel settore dell’edilizia.
A contribuire c’è sicuramente il clima torrido presente in Qatar in estate come accaduto ad esempio nel 2019, quando si sono toccati i 45°C. Una condizione molto difficile secondo l’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, che ha evidenziato come i lavoratori siano stati costretti per almeno quattro mesi all'anno ad affrontare un notevole stress da calore quando lavoravano all'aperto.
A ciò si aggiungono anche altre tipologie di decessi, come incidenti stradali, suicidi o infortuni sul lavoro.
Non sono rare storie come quella di Madhu Bollapally, un uomo indiano trovato morto per “cause naturali” mentre lavorava in Qatar: il suo corpo venne rinvenuto disteso sul pavimento della sua stanza del dormitorio. Come evidenzia il Guardian, le cause di tale decesso non sono mai state approfondite. E qui non c’è un Ca**o da ridere …
L’immagine postata su Facebook da Andrea Catarci, assessore alle Politiche del Personale del Comune di Roma
A simple eye test could predict a fatal heart attack
by Luke Hurst
Heart disease is the leading cause of death globally with an estimated 17.9 million people dying from it each year, according to the World Health Organization (WHO).
The WHO says that early detection of heart disease - which often leads to heart attackscould give patients precious time for treatment, which could save many lives.
Now researchers have found a simple eye test could be used to diagnose heart disease with the help of artificial intelligence (AI) and machine learning.
Previous research had investigated how the retina’s network of veins and arteries could provide early indications of heart disease.
That research looked at how the width of these blood vessels could be used to predict heart disease, but it wasn’t clear if the findings applied equally to men and women.
Researchers at St George’s, University of London, used an AI

model to study a database made up of patients from two studies in the UK and Europe, to predict the future risk of cardiovascular disease.
They developed a fully automated AI-enabled algorithm called QUARTZ (or QUantitative Analysis of Retinal vessels Topology and siZe) to predict cardiovascular health and death from retinal imaging.

CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio

Che bello che ritorna a circolare l’amore e, piano piano, anche l’intelligenza. Li avevamo in effetti entrambi un po’ mandati a fare una revisione. Quindi adesso goditi una settima di risveglio di tutti i sensi, anche della voglia di insegnarci sempre come si fa compresa.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio

Inizia un periodo nel quale sarai freddino e decisamente impulsivo. Che si sa che per te essere impulsivo significa proprio non considerare minimamente gli effetti di quello che fai e dici sui cuori di chi ti sta attorno. Potresti fare gaffes per colpa di quel senso di libertà, indipendenza e coraggio.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo

Venere torna a favore, almeno lei. Così sarai dolce come una crocerossina che si prende cura dei fiori finti. Il tuo sex appeal dovrà attendere ancora un bel po’ ma nel frattempo amarti come si fa con un cucciolo di Labrador sarà inevitabile. Questo ti farà perdonare da qualsiasi sbadataggine o follia.
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
Using retinal images from 88,052 UK Biobank participants aged 40-69, QUARTZ first looked specifically at the width, vessel area, and degree of tortuosity (or curviness) of the arterioles and venules in the retina to develop prediction models for stroke, heart attack, and death from circulatory disease.
They then applied this model to the retinal images of 7,411 participants aged 48-92 from a second study by the European Prospective Investigation into Cancer (EPIC)-Norfolk.
The health of all the participants was tracked for an average of 7 to 9 years, during which time there were 327 circulatory disease deaths among 64,144 UK Biobank participants and 201 circulatory deaths among 5,862 EPIC-Norfolk participants.
Overall, these predictive models - based on age, smoking, medical history and retinal vasculature - captured between half and two thirds of circulatory disease

Puoi tirare un bel sospirone di sollievo e rimetterti in pista rapidamente, come solo tu sai fare, come se niente fosse stato. Vai a riprenderti tutte le serate con gli amici rimandate con una scusa, e soprattutto tutte le notti di sesso schivate pensando di non essere abbastanza piacente.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio

Una di quelle settimane nelle quali piuttosto che alzarti dal letto speri di avere la sciatica. Ovviamente, senza che nessuno si spinga troppo in là dall’offrirsi volontario di aiutarti, perché proprio attorno a te non vuoi nessuno. Ti stanno tutti sulle scatole!
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno

L’amore era il tuo forte, ma anche adesso non c’è nulla di cui lamentarti. È il tuo cervello a decollare ancora di più, se possibile. Ti daresti malato al solo allo scopo di stare tutto il giorno in biblioteca a leggere di filosofia. E, diciamocelo, a tacchinare gli altri secchioni di ritorno come te.
deaths in those most at risk.
The QUARTZ results were compared to the Framingham Risk Scores framework, a tool currently widely used to predict risk of heart disease, based on health data.
QUARTZ predicted around 5 per cent more cases of stroke in UK Biobank men, and 8 per cent more cases in UK Biobank women than the Framingham framework.
Compared to Framingham, it also predicted about 3 per cent more cases among EPIC-Norfolk men who were most at risk, but nearly 2 per cent fewer cases among EPIC-Norfolk women.
Framingham, however, captured more cases of heart attacks among those most at risk.
In men, arteriolar and venular width, tortuosity, and width variation emerged as important predictors of death from circulatory disease.
In women, arteriolar and venular area and width and venular tortuosity and width variation contributed to risk prediction.
The researchers said that while adding eye scan modelling to the Framingham Risk Scores only had a marginal effect on the prediction of stroke or heart attack, it is a simpler, non-invasive procedure without the need for blood tests or blood pressure measurement.
The authors of the study wrote that, as retinal imaging is already common practice in the UK and the US, “AI-enabled vasculometry risk prediction is fully automated, low cost, non-invasive and has the potential for reaching a higher proportion of the
dal 23 novembre al 29 novembre 2022
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio

Adesso sì che si torna a ragionare, e nel fine settimana ancora di più. Coi pianeti veloci che passano in Scorpione, ti riprendi come dopo una sbronza quando decidi di bere un bicchiere di coca cola. Insomma via libera all’amore in tutte le sue forme, e soprattutto smodatamente.
LEONE

24 Luglio - 23 Agosto È stato bellissimo fino a che è durato, ma adesso tocca fare i conti con Venere che ti fa sentire sbagliato anzi sbagliatissimo. Un po’ come quando al liceo azzardavamo una risposta alla domanda di filosofia e il prof ci guardava scuotendo la testa. Con Saturno contro hai bisogno di resettare le decisioni.
VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre Di sesso ancora non se ne parla nemmeno sottovoce ma sull’amore possiamo anche riaprire il discorso. Certo, chi si ricorda di te come di una che si dà da fare per far stare bene chi ama ha capito male. Se ti si vuole bisogna amarti e riverirti come un’imperatrice assoluta. E anche di più.
population in the community because of ‘high street’ availability and because blood sampling or [blood pressure measurement] are not needed. In the general population it could be used as a non-contact form of systemic vascular health check, to triage those at medium-high risk of circulatory mortality for further clinical risk assessment and appropriate intervention”.
In the UK, for example, it could be included in the primary care NHS Health Check for those aged 41-74, they suggested.
The results are published in the British Journal of Ophthalmology.
In an accompanying editorial, Drs Ify Mordi and Emanuele Trucco of the University of Dundee, Scotland, explained that the use of retinal vasculature changes to inform overall cardiovascular risk is “certainly attractive and intuitive,” but is yet to become part of routine clinical practice.
“Using retinal screening in this way would presumably require a significant increase in the number of ophthalmologists or otherwise trained assessors,” they wrote.
“What is now needed is for ophthalmologists, cardiologists, primary care physicians and computer scientists to work together to design studies to determine whether using this information improves clinical outcome, and, if so, to work with regulatory bodies, scientific societies and healthcare systems to optimise clinical workflows and enable practical implementation in routine practice,” they concluded.
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre

Resti comunque un segno tra i preferiti dalle stelle del momento, anche se ti tocca salutare Venere. Ma tornerà, te lo prometto. Nel frattempo tu diventi gelosissima e golosissima. Le due cose si incoraggiano a vicenda. Hai davvero voglia di godere di tutti i vizi e i piaceri che riesci a raccogliere.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre

Eccola, è iniziata la tua stagione e anche Marte ti solletica l’intelletto ma il bassoventre di più. Insomma Scorpione, ti piaci così tanto che non ti limiterai nel mostrare ogni lato del tuo carattere. Difficile chiederti di stare tra le righe, perché sei sicuro di essere la soluzione migliore sulla piazza.
SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre Tocca vedersela con una stanchezza che ti vorrebbe addirittura disponibile a trovare dei compromessi pur di non dover discutere. Insomma, la dai vinta a tavolino a chi ha voglia di polemizzare perché tu sei in modalità “zero sbatty”. Anche dal punto di vista sessuale però, ahimè.
Festa di Ognissanti

La Commemorazione dei
Defunti nella religione cristiana nacque nel Medioevo e furono i monaci benedettini ad iniziare questa pratica nel 998, e nel 1475 la festività di Ognissanti venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa d’Occidente da Sisto IV.
Finito il raccolto, terminati gli impegnativi lavori ed affidata alla terra la semente del grano per la nuova stagione, giunge, assieme alle prime brinate che portano povertà
e silenzio nei campi, il giorno dei morti.
Dopo aver assistito alle cerimonie religiose si rientrava a casa. Si credeva che nella notte tra l’uno e il due novembre i morti (ij mort) potessero entrare in contatto coi vivi.
In questa notte non si usciva di casa per non intralciare la processione dei defunti.
I familiari ripetevano, come in un mantra, i nomi dei trapassati e prima di andare a dormire lasciavano la tavola
apparecchiata con vino, castagne e minestra affinché i morti potessero cibarsi prima di riprendere il lungo viaggio verso l’aldilà.
Anche l’usanza della “Caçuele” è scomparsa, consisteva nel raccogliere offerte e ogni tipo di cibarie a favore del “muini” (il sagrestano) durante le preghiere dei morti nel camposanto e, con divagazioni interpretative, nelle vie e negozi del paese.
Ecco alcuni detti: “El dì de tuti i Santi, in ciesa tuti quanti” e “Se i Santi el temp i desgiusta, i Morti lo giusta”.
Mentre in Cadore ci si esprimeva così: “Da i Sante la se fa avante, da i morte la è su le porte, da San Martin la è davesin, da Sant’Andrea no è da feisse maravea, da Nadal no la fa fal, da primo de an se la tole su co l van” (A Ognissanti la neve si fa avanti, per i morti è alle porte, a San Martino è vicina, a Sant’Andrea non c’è da meravigliarsi se nevica, a Natale è certa ed opportuna, a Capodanno nevica tanto che si può raccoglierla con il ventilabro “pala di legno usata dai contadini per liberare il grano dalla pula”).
La morte non è niente
di Henry Scott Holland
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami! Il
mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

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ANNUNCIO DECESSO

TOMASELLA ANTONIO
Nato a Basalghelle Mansuè (Treviso) - Italia il 19 giugno 1936
Deceduto a Sydney (NSW) Australia il 15 novembre 2022
Residente a Pedstow NSW - Australia
Caro marito di Joyce, ne danno il triste annuncio i figli, Linda con il marito Eric,Robert con la moglie Jayne, Sandra, Anthony con la moglie Angela, i nipoti Mathew e Rebecca, Stephanie e Ry, Kelly e Nathan, Kate, Lauren, Christopher, Caitlin e Jack, Anthony e Dominique, i pronipoti Penelope e Xavier, lascia nel profondo dolore anche i cognati, i nipoti, parenti ed amici vicini e lontani.
Il Rosario sarà recitato lunedì 21 novembre 2022 alle ore 11.00 nella chiesa di St. Luke, 1 Beaconsfield Street, Revesby, seguirà la messa alle 11.30 e la cremazione in forma privata.
I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al dolore e al funerale del caro Antonio.
RIPOSA IN PACE


ANNUNCIO DECESSO

BIANCO QUIRINO
Nato a Gesualdo (Avellino)Italia il 13 maggio 1926
Deceduto a Liverpool (NSW) Australia il 13 novembre 2022 Residente ad Austral NSW - Australia
Caro marito di Maria, ne danno il triste annuncio i figli, Angela con il compagno Eric, Walter con la compagna Susana, i nipoti Joseph e Leanne, Laura, il fratello e le sorelle, la cognata, i nipoti, parenti ed amici vicini e lontani.
Il Rosario sarà recitato martedì 22 novembre 2022 alle ore 17.00 nella chiesa di St. Anthony of Padua, 105 Eleventh Avenue Austral.
Il funerale avrà luogo oggi mercoledì 23 novembre 2022 alle ore 11.30 nella stessa chiesa. Dopo il rito religioso, Il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool.
I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al dolore e al funerale del caro Quirino.
RIPOSA IN PACE

Nata a Marano Vicentino (Vicenza) - Italia il 26 dicembre 1927
Deceduta a Liverpool (NSW) Australia il 10 novembre 2022
Residente ad Abbotsbury NSW - Australia
Cara amata moglie di Pietro (defunto), ne danno il triste annuncio i figli, Francesco (defunto), Gabriella, Alessandra, il nipote Daniele, parenti ed amici vicini e lontani.
Il funerale si è celebrato martedì 22 novembre 2022 alle ore 10.30 nella chiesa di Mary Immacolate, 110 Mimosa Road, Bossley Park. Dopo il rito religioso, Il corteo funebre si è diretto per il cimitero di Forest Lawn Memorial Park, Camden Valley Way, Leppington.
I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al dolore e al funerale della cara Maddalena.
UNA PREGHIERA ( Eterno Riposo)
Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
Contact us 24 hours a day, 7 days a week, our services are always ready and available to support you and your family through difficult times Mobile: 0416 266 530 - Phone: (02) 9716 4404 - Email: office@sgfunerals.com.au

ANNUNCIO DECESSO
MANEA MADDALENA (LENA)
Al lora! onoranze funebri

TURCO FELICE
Nato a Castelmauro (CB)
il 29 maggio 1929
Deceduto a Sydney (NSW) il 16 maggio 2022


MINNICI VICTORIA (DI BARTOLO)
Nata a Sydney (NSW ) Australia il 15 settembre 1939
Deceduta il 17 marzo 2022

MANITTA ALFIA
nata a Linguaglossa (CT) Italia il 18 Dicembre 1958
Deceduta a Linguaglossa il 5 giugno 2022


CAMPANELLI GIOVANNI
Nato a Grumo Appula (Bari) il 10 aprile 1940
Deceduto a Sydney (NSW) il 05 agosto 2022

FLORIO DOMENICA
Nata a Bagnara Calabra (RC) il 10 giugno 1937
Deceduta a Fairfield (NSW) il 16 giugno 2022
IN MEMORIA

GATTI AURELIO
Nato a Garbagnate (Milano) il 3 maggio 1937
Deceduto a Glenmore Park (Sydney - Australia) il 7 aprile 2021
IN MEMORIA

GIANNINI ANTONIO
Nato il 22/1/1946 a Sarsina (Forlì) Italia
Deceduto a Sydney il 19/03/2022

GIUSEPPE CALDERONE
nato a Catania (Sicilia - Italia) il 12 Luglio 1935
Deceduto a Fairfield (Sydney - Australia) Il 27 Aprile 2022

Un Impegno Per Un Servizio Personale

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.
Andrew e Laura Valerio
Cappella situata in Five Dock
Auto d’Elite
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA



Prigionieri del silenzio
continuazione da pagina 4
stenza stessa della "circoscrizione Estero"... quale rapporto con il territorio sarà possibile con chi può “contemporaneamente” candidarsi n più di un collegio elettorale in Italia e in una ripartizione estera, della quale non conosce le comunità né il territorio né le strutture politiche e sociali del paese...?
- dal Governo Letta in poi, sono stati chiusi più di venti uffici Consolari, oltre ad alcune Ambasciate. Sono state così indebolite gravemente le strutture basilari della rappresentanza del Sistema Paese all’estero.
Inoltre, le varie Leggi di Bilancio presentate in Parlamento negli anni ha dimostrato in modo inequivocabile la volontà di tutti i Governi in linea con quanto fatto da tutti i partiti, dove hanno ridotto i fondi per il capitolo Italiani nel mondo e politiche migratorie, nonché di tagliare il personale addetto ai servizi consolari e all'assistenza ( - 21% negli ultimi 10 anni);
- prosegue l'aggravio degli ostacoli burocratici frapposti al riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti di italiani all'estero. Sarebbe bello se lo stesso impegno profuso della “sinistra” per accelerare e facilitare la concessione della cittadinanza agli immigrati in Italia, fosse profuso a favore dei nostri connazionali all'estero..
Cosa dovrebbe fare il Governo Meloni!?
Ecco, secondo il mio parere, un breve "decalogo" pratico:
1) inserire nella Legge di Stabilità delle misure di equità fiscale nei confronti dei cittadini italiani residenti all'estero iscritti all'AIRE... perché ad esempio trovo "vergognoso" tassare con l’I-
MU la prima casa dei connazionali espatriati perché il Governo la considera automaticamente “una seconda casa”...;
2) prevedere agevolazioni fiscali per quanti desiderano ristabilire la residenza in Italia, contribuendo così a un maggior gettito di imposta sui redditi, e prevedere misure per il reinserimento dei connazionali particolarmente qualificati professionalmente;
3) creare misure per facilitare i nostri ricercatori nella loro formazione all’estero e in Italia, con misure normative che facilitino i Dottorandi di Ricerca temporaneamente all’estero ,che intendano rientrare per frequentare l’Università in Italia;
4) riconoscere pienamente la funzione pubblica internazionale per gli italiani che operano nelle Organizzazioni Internazionali;
5) adottare il sistema del voto telematico, per ridurre l'astensionismo nel voto dall'estero;
6) sostenere il processo di riforma e rilancio degli organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero - Comites e CGIE - e migliore coordinamento tra le Consulte Regionali per l'emigrazione;
7) promuovere uno “Statuto dei transfrontalieri”, fenomeno in costante aumento che riguarda per l'Italia quasi 100.000 italiani, tra Svizzera, Francia, Austria, Slovenia e Croazia;
8) rafforzare la rete e servizi diplomatico-consolari, dal momento che esiste modo di reperire risorse aggiuntive senza maggior onere per lo Stato (un progetto in tal senso giace inapplicato nei cassetti del Ministero Esteri fin dall'ormai lontano 2013...);
9) elaborare piani di emergenza per le comunità italiane in paesi a rischio con adozione di misure politiche, finanziarie e di assistenza;
10) rilancio a tutti il livelli istituzionali, specialmente i più alti, della “Giornata degli Italiani nel mondo", l’8 agosto, nata in ricordo dei nostri connazionali deceduti nella strage di Marcinelle.
Conclusione
La comunità italiana continua a sentirsi in uno stato di “abbandono” a causa della mancanza di servizi consolari e di interventi politici che hanno invece caratterizzato l’azione di altri Governi europei. La tutela e assistenza agli Italiani che si trovano all’estero è una delle "cartine di tornasole" che misura il rispetto da parte dello Stato dei diritti e delle libertà fondamentali dei nostri cittadini, ovunque essi si trovino, in quanto i connazionali all’estero sono parte integrante del popolo italiano, della sua sovranità e identità nazionale.
Il ministro Mirko Tremaglia, amava dire: “L’altra Italia si è presentata davanti a me con un’incredibile forza umana e morale, con straordinarie espressioni culturali, politiche ed economiche, e con la ricchezza inesauribile dell'italianità...”.
Questo è quello che penso anch'io, senza alcuna esitazione.

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