

Maria SS delle Grazie San Vittorio Martire Roccella Jonica

Messa ha avanzato l'ipotesi che, quando c'è la fede, i miracoli accadono.
Roccella Jonica.
Nonostante le previsioni meteorologiche avverse che annunciavano acqua a catinelle nella zona West di Sydney, è bastata la presenza delle due statue nell'area del Club Marconi a Bossley Park, per tenere lontane le grosse nuvole grigie. A tratti si è visto il sole e Padre Antonio Fregolent, durante la celebrazione della
Dopo le cancellazioni degli anni precedenti a causa della pandemia, la Festa tradizionale calabrese per eccellenza di Sydney, è stata organizzata nell'area adiacente il Club Marconi, uno spazio provvisto di tutti i requisiti, dal parcheggio alla sicurezza dei partecipanti.
La folla, un misto di fedeli, curiosi e paesani, ha assistito alla
santa Messa, perché ogni celebrazione tradizionale italiana inizia sempre con la benedizione dei partecipanti.
Sul grande palco sistemato sotto il grande tendone, Padre Antonio, assistito da numerosi accoliti, ha celebrato il rito e il Coro del Marconi ha allietato i presenti con l'accompagnamento musicale.
Presenti i rappresentanti di molte Associazioni italiane, tra le quali quelle di Sant'Antonio da Padova, la Confraternita di Santa Caterina, la Confraternita di San Bartolomeo, l'Associazione del SS. Crocefisso e Filippo Navarra che, con Tony Noiosi, rappresentano l'Associazione San Rocco protettore di Gibellina.













Da vasca romana emergono 24 bronzi
Speciale Maria SS e San Vittorio
Dall'Emilia al gol in Inter-Juve
E ballati e ballati fimmini schetti e maritati
Rina Zaia festeggia i 100 anni
Tramp e Putin accordo invasone...
Celebrata la 62ma Festa della Madonna SS delle Grazie e San Vittorio Martire protettori di
notizie istituzionali
e delle Forze Armate

Durante tutta la domenica del 6 novembre, la comunità italiana di Lione si è stretta intorno al Console Generale Pierangelo Cammarota per le commemorazioni dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.
Anche quest’anno è stato compiuto il dovere di ricordare e onorare il supremo sacrificio dei soldati italiani caduti in Francia durante la guerra 15/18.
A Lione abbiamo un riquadro Italiano, terra italiana, donata da un presidente della Repubblica Francese per seppellire i nostri morti, le tombe sono sovrastate
Allora!
Settimanale degli Italo-Australiani
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zionalmente un trombettiere discendente di italiani ha suonato gli inni nazionali ed il Silenzio d’Ordinanza, rispettando, in terra di Francia, il cerimoniale italiano.
I presenti sono stati invitati al signorile rinfresco alla Casa degli Italiani per poi recarsi nel pomeriggio alla Necropoli Nazionale della Doua per la cerimonia Interalleati.
Le numerose bandiere italiane si sono ritrovate, assieme agli alfieri francesi, polacchi, inglesi, scozzesi per ricordare tutti i caduti alleati, il trombettiere ‘’italiano’’ ha intonato più volte ‘’Honneur aux Morts’’(il Silenzio francese).
dalla Grande Madre capolavoro dello scultore Vincenzo Pasquali, questo monumento conferisce al riquadro una solennità particolare.
Numerose bandiere italiane e francesi si sono inclinate sulle tombe, le autorità ed il folto pubblico ha cantato la mano sul cuore l’Inno del Mameli, ecce-
Queste cerimonie sono state particolarmente commoventi per la presenza di giovani alfieri che hanno portato con grande rispetto le bandiere dei loro nonni e bisnonni, le note cristalline della tromba ‘’italiana’’ ha strappato qualche lacrima fra i presenti.
Siamo rassicurati, seguendo l’esempio degli antenati, le tombe dei nostri soldati saranno ancora ricordate, onorate a Lione.
Danilo Vezzio
Presidente associazione DACI
Discendenti Ex-Combattenti Italiani in Lione
Dopo rifiuto riscatto postati dati di 9,7 milioni di clienti
Cyberattacco a Medibank

Pirati informatici che in un massiccio attacco cibernetico hanno 'rubato' all'ente privato di assicurazione sanitaria Medibank milioni di dati personali, hanno cominciato a rilasciarli ieri in un forum del dark web a 24 ore dalla scadenza di un ultimatum, dopo che l'ente aveva rifiutato di pagare un riscatto.
Lo ha riferito il direttore generale di Medibank, David Koczkar, in una dichiarazione all'Australian Security Exchange che gestisce la Borsa valori, confermando che sono stati postati anonimamente i dati personali di circa 9,7 milioni di clienti tra cui numeri di passaporto, date di nascita, indirizzi e dati medici. Tra le 500 mila anamnesi rubate si trovavano le diagnosi, le profilassi e le procedure mediche di altrettanti clienti: tutti dati altamente confidenziali.
Emerge intanto che lo stesso Koczkar è stato contattato direttamente con minacce di estorsione e che le due parti abbiano

CANBERRA - Dal 14 al 20 novembre è in programma la settima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, l’annuale rassegna del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dedicata alla tradizione culinaria italiana e alla promozione del Made in Italy.
Anche l’Ambasciata d’Italia a Canberra vi partecipa organizzando un programma di eventi finalizzato a promuovere l’autenticità dei prodotti e delle ricette italiane e il nostro Paese quale privilegiata destinazione enogastronomica, anche attraverso temi di attualità, quali sostenibilità alimentare, innovazione in cucina e legame fra prodotti e territorio.
Fra le iniziative in programma si segnala l’evento “Design
Diplomacy”: in collaborazione con Craft ACT, l’organizzazione no-profit responsabile del Design Canberra Festival, che è la più grande rassegna annuale sul tema del Design della capitale australiana, si terrà presso la Residenza dell’ambasciatore un dialogo informale fra ospiti appartenenti al mondo della ristorazione, del design e dell’imprenditoria italiana. Attraverso la condivisione di aneddoti ed esperienze di vita, gli oratori mostreranno come, al giorno d’oggi, il design abbia profonde influenze sull’ambiente culinario, come ad esempio, nella progettazione degli elettrodomestici da cucina, nella lavorazione delle stoviglie e nell’arte dell’impiattamento. Proprio su quest’ultimo punto lo chef italo-australiano Danny Russo darà dimostrazione pratica, preparando il rinfresco al termine della conversazione. In collaborazione con l’Italian Trade Agency di Sydney, l’Ambasciata organizzerà poi una “Cena italiana” presso una delle sedi più suggestive di Canberra, il Pialligo Estate. (AISE)
trascorso settimane in trattative. Koczkar ha anche confermato che Medibank non è assicurata contro attacchi cibernetici, stimando che l'accaduto potrà costare alla compagnia fino a 35 milioni di dollari australiani (22,6 milioni di euro). Gli esperti di cybercrimine stimano che il pagamento di un riscatto ha scarse possibilità di assicurare la cessione ed eliminazione dei dati rubati, anche perché - ha spiegato il direttore di Medibank - questo può incoraggiare estorsioni dirette verso i suoi clienti. Il mese scorso un simile cyberattacco alla rete di telefonia Optus ha colpito i dati personali di circa 10 milioni di australiani, tra cui 2,8 milioni di cui è stato 'rubato' anche il numero del passaporto o della patente. Il ministro della Giustizia australiano Mark Dreyfus aveva di recente accusato le compagnie nazionali di accumulare dati sensibili dei clienti di cui non hanno bisogno. (ANSA)

Al lora! pagina tre
Non c'è solo la guerra in Ucraina: sono 59 i conflitti in corso nel mondo

Anche se le nostre autorità locali parlano solo di una guerra, quella della “barbarica invasione” russa, sono 200 milioni quelli che vivono nelle zone dove si svolgono le guerre del mondo, molti dei quali affrontano già livelli di fame senza precedenti. Un numero che è aumentato di quasi il 20 per cento nel 2020. La guerra in Ucraina è solo l’ultima in ordine di tempo e probabilmente quella che ci tocca di più, perché coinvolge profondamente l’Occidente. Ma il nostro pianeta è ancora “infettato” da
decine di conflitti aperti che continuano a uccidere e affamare milioni di persone di cui nessuno parla.
Una delle prime che vengono in mente è la sanguinosa contesa dello stesso pezzo di terra tra Israele e Palestina, che va avanti ormai da decenni con milioni di morti e senza che mai si sia riusciti ad arrivare ad una negoziazione risolutiva.
Poi c’è sicuramente la guerra in Afghanistan dove i talebani hanno riconquistato il potere dopo il ritiro improvviso degli Stati Uniti dal Paese, scatenando la resistenza del gruppo armato clandestino Panjshi, che continua ad opporsi al nuovo Gover-
no. Si tratta di una guerra civile iniziata nel lontano 1978, con milioni di vittime in questi decenni, a causa forze politiche e gruppi armati, supportati in passato da influenze straniere - prima russe, poi americane - a contendersi il controllo del Paese.
In Nigeria, l’insieme di circa 250 gruppi etnici ha dato inizio, nel periodo post-coloniale, a decine di conflitti e guerriglie per il controllo di territori contesi.
Ma, sicuramente, il più tragico fronte dell’ultimo decennio è quello che vede in azione i sanguinosi soldati del gruppo terroristico di Boko Haram nel NordEst del Paese. Qui ogni anno si
continua nell'ultima pagina

"Tra
Trump e Putin un accordo per l’invasione dell’Ucraina"
Una democrazia dove il più sano è marcio!

Il presidente russo avrebbe offerto a Trump, in cambio del suo avallo all’"operazione militare speciale", il supporto degli hacker di Mosca nella sua campagna elettorale del 2016, che in effetti vinse
Un "accordo", o almeno un intreccio di interessi d’affari tra Donald Trump e Vladimir Putin: sul piatto, da un lato, il provvidenziale intervento degli hacker russi a favore del primo nella campagna presidenziale 2016; dall’altro, nientemeno, l’invasione dell’Ucraina. Un’inchiesta del New York Times sembra unire i puntini, tra Manhattan e Mosca. È il 28 luglio 2016. Hillary Clin-
ton accetta la nomination dei democratici: correrà per la Casa Bianca. Paul Manafort, lobbista e consulente di Donald Trump per la campagna elettorale, sta per incontrare il russo che dirige la sua sede di Kiev della sua società di consulenza.
Konstantin Kilimnik, così si chiama il russo, gli parlerà di un piano: il "Piano Mariupol". Che contiene già tutto: l’invasione dell’Ucraina; la creazione di una repubblica autonoma nell’Est del Paese; la presidenza di quella repubblica assegnata all’ex presidente ucraino Vyktor Yanukovych, deposto dalle rivolte. Per il New York Times il ruo-

Speculazione mediatica
Per chi ha voglia di leggermi, vi dico che sto spingendo molto forte, quasi da apparire come un delirio tra il mistico e il paranoico. Sono cosciente, ma è veramente fondamentale che, se possibile, le persone, gli umani che ci circondano possano avere informazioni, possano sapere che la realtà mediatica è solo una speculazione per rendere semplice il concetto di perseguire la nostra schiavitù percettiva ed energetica da secoli.
Quindi, dolore, guerre, paura... non sono altro che un mezzo per sottomettervi.
La crisi energetica e la guerra doveva servire per la loro agenda, invece è servita a svegliare "alcuni" Paesi. Insomma non gliene va bene una... Anche la pandemia doveva servire all'agenda capitalista, ma è servita a svegliare una buona parte di mondo...
Possiamo affermare che loro agende stanno portando al grande risveglio? Creano reazioni da psicologia inversa, ogni volta che vengono proposte. Possiamo affermare che non gliene va bene una!
Per uscire da una manipolazione secolare, ci vuole uno shock enorme. Ne stiamo vivendo di ogni tipo, da tre anni.
Ad un dato momento, esci dalla caverna e urli:
"Che è successo!?"
Ecco:
lo di Trump in questo patto era quello di "garante": se il Cremlino gli avesse garantito la vittoria, il "piano Mariupol" sarebbe filato liscio.
Poi non tutto è filato liscio: la vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020, per esempio, secondo le ricostruzioni del New York Times avrebbe complicato i piani; e così la condanna di Paul Manafort per bancarotta fraudolenta. Ma l’invasione prevista Putin l’ha compiuta lo stesso, anche senza più amici alla Casa Bianca. Jim Rutenberg, per il New York Times, ricostruisce a ritroso la genesi del piano, citando documenti che vanno fino al 2005. Il più vecchio, di quell’anno, è una nota inviata a un oligarca russo, Oleg Deripaska, citata in un report della commissione Intelligence del Senato.
Le elezioni ucraine Yanykovych poi le vinse, prima di venire deposto dalla piazza nel 2014. Poi si va avanti e Trump è presidente: appoggia la Nato solo tiepidamente, considera la possibilità di riconoscere la Crimea russa. Blocca, infine, aiuti militari a Kiev. Mosse che lette ex post sembrano, nell’inchiesta del New York Times, il saldo di un debito.
che ha svolto un importantissimo lavoro di documentazione all'interno della struttura:
"Il regime ucraino ha vinto il premio Sacharov per la libertà di pensiero, dunque sarà il caso di mostrare il mondo in cui la libertà di pensiero viene coltivata in questo Paese modello della democrazia liberale, per capire come la difesa della libertà di pensiero si articolerà in occidente nell'immediato futuro.
Iniziamo dai libri e dalla biblioteca. No, non sto parlando di cultura, ma della prigione segreta dell'aeroporto di Mariupol chiamata in maniera ironica biblioteca dall'SBU e dai battaglioni nazisti (Aidar, Azoc) che la gestivano.
I libri erano i prigionieri. Per diventare un libro era sufficiente essere sospettato di simpatie verso i separatisti. Le celle in cui finivano i prigionieri venivano chiamati "frigoriferi" non perché là dentro facesse particolarmente freddo, ma perché si trattava dei frigoriferi dell'aeroporto.
Molti prigionieri non sono riusciti a testimoniare la loro cattività perché non sono usciti vivi dal campo di tortura. I sopravvissuti parlando di condizioni carcerarie durissime, paragonabili all'inferno delle prigioni cilene di Pinochet, con torture continue, percosse sistematiche e maltrattamenti abietti.
I prigionieri che hanno rilasciato interviste parlano di essere stati gettati di notte in una fossa piena di cadaveri sulla pista dell'aeroporto.
Questa prigione segreta esisteva dal 2016 e solo dopo la liberazione di Mariupol sono arrivati i primi filmati e le prime testimonianze di ex prigionieri".
Sei guarito!
Stampa mainstream
La storia degli speculatori è sempre dalla parte del giusto perché i media sono i loro i giornalisti mainstream sono di loro proprietà. Quindi la libertà che proclamano è incriticabilmente l'unica, quale?
Ve lo spiego con un reportage do Federica Cresci e Andrea Lucidi sulla loro pagina di Facebodove sono stati pubblicati alcuni filmati del giornalista russo Igor Kimakovsky, anch'egli ex priglioniero. Il contributo migliore e più approfondito è quella della giornalista ispano-russa Liu Sivaya
Ecco a chi hanno dato il premio per la "libertà di pensiero" e quali sono le modalità con cui il regime di Kiev ha difeso la libertà di parola. Ma i giornalisti sono loro proprietà e la menzogna è sempre "la parte giusta".
A cosa credere?
Se ancora non avete il cervello colonizzato leggete. Se avete già scelto di stare con non umani che si servono di voi per seminar morte e terrore e la vostra scelta sia di svendere l'Europa a poteri esterni predatori e demoniaci, andate oltre!
Se volete capire che si cerca di far capire cosa succede, che non ci son esperti dogmi e veicoli assassini che vi obbligano a ripetere stronzate per far parte delle brigate dei suicidi o dei martiri.

"Libertà di pensiero" nella "biblioteca" di Mariupol
La rivelazione del New York Times:
Vogliamo essere seri? Smettiamola!

Io non mi sento italiano
Ma per fortuna o purtroppo lo sono
Mi scusi Presidente
Non è per colpa mia
Ma questa nostra Patria
Non so che cosa sia
Può darsi che mi sbagli
Che sia una bella idea
Ma temo che diventi
Una brutta poesia
Questo è l’inizio di una bellissima canzone di Giorgio Gaber, che racchiude un poi il senso del mio pensiero di questa settimana.
Nel febbraio del 1992 viene approvata una legge che marca un punto di svolta per le sorti degli italiani all’estero.
“Prima di questa data, i cittadini italiani che si trasferivano all’estero erano costretti a rinunciare alla cittadinanza italiana per ottenere quella del Paese in cui risiedevano. Perdendo la cittadinanza italiana perdevano tutti i diritti ad essa connessi. La legge numero 91 del 5 febbraio 1992 segna una svolta epocale per i cittadini italiani all’estero perché permette loro di acquisire la doppia cittadinanza. Si tratta del primo grande passo per il riconoscimento della comunità di italiani che vivono fuori dai confini nazionali, all’articolo 11 stabilisce che “Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana.
La maggior parte degli italiani che si videro privati della cittadinanza originaria non avevano idea di quello a cui stavano rinunciando. Prendevano la nazionalità del Paese in cui avevano aperto la loro azienda
o negozio perché era un requisito fondamentale per poter gestire gli affari, ma spesso non venivano informati delle conseguenze. E anche se lo erano, siccome era per lavoro, non avevano possibilità di scelta, non poteva essere altrimenti. D’altronde erano tutti migranti economici, persone che lasciavano l’Italia per avere un futuro lavorativo ed economico migliore
La scorsa settimana, come del resto capitato anche all’Inizio delle scorse legislature, il senatore Giacobbe, ha presentato in parlamento il suo disegno di legge per la cittadinanza degli italiani all’estero, ormai è come Natale, sai che viene il 25 dicembre, e dura giusto una giornata, lo aveva promesso in campagna elettorale che si sarebbe adoperato, del resto anche nelle precedenti elezioni, 2013, 2018 e ovviamente nel 2022, però c’è un fatto, che nelle precedenti legislature non c’è stata mai discussione, anche durante il governo Conte II e Draghi dove il PD era in maggioranza, paladini dei diritti civili a senso unico, vogliono la cittadinanza per gli stranieri in Italia ma mai hanno affrontato la questione degli stranieri italiani all’estero.
Voglio ricordare che il senatore Giacobbe il 26 giugno 2018 presentò lo stesso disegno di oggi e l’iter non è mai partito, per essere chiari assegnato ma non e mai iniziati l’esame, ovviamente finita la legislatura finisce tutto e si ricomincia da capo.
Del resto anche il COMITES locale si sta interessando della questione che ormai va avanti da decenni, dimenticando che ci sono problemi più urgenti, rinnovare un passaporto al Consolato di Sydney e come andare a Lourdes, eppure i COMITES
dovrebbero cercare di portare all’attenzione e assistere gli italiani sul territorio, evidentemente le priorità di questo COMITES sono altre.
Vogliamo essere seri?
Vogliamo dirci la verità, o continuiamo a perdere in giro gli italiani?
Nel febbraio del 1992 viene approvata una legge che marca un punto di svolta per le sorti degli italiani all’estero.
Vogliamo dire che questa problematica non verrà risolta, almeno non in questa legislatura?
Anche perché questo governo sembra che degli italiani all’estero non gli ne frega nulla, avevano promesso un ministero ad hoc e invece non hanno nemmeno nominato un sottosegretario, come pensa Giacobbe di poter aprire la discussione se non sono stati capaci quando erano al governo ?
Vogliamo dire agli italiani che purtroppo questa problematica c’è la porteremo come il segreto di Fatima per altri decenni?
Il motivo non è politico ma semplicemente economico finanziario, non ci sono le coperture, e infatti il ministro delle finanze non riesce a calcolare il costo di questa riapertura dei termini, una questione che non riguarda tanto i cittadini italiani in Australia ma bensì i nostri connazionali in Sud America, altro che barconi, noi sappiamo che la vita sociale ed economica di quei paesi è completamente diversa dalla nostra che viviamo in Australia.
La scorsa legislatura avevamo un sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani all’estero, il senatore Merlo, tra l’altro eletto proprio in Sud America, non ce riuscito lui con il duo peso politico come pensa Giacobbe di poter risolvere la questione?
Voglio solo dire ai vari giornalisti radio che intervistano i vari rappresentanti all’estero, perché non fate queste domande?
Diciamoci tutta la verità, i nostri due rappresentanti eletti nella nostra circoscrizione si faranno altri 5 anni di vacanza romana, perché con un Pd allo sfascio e all’opposizione come pensano di poter portare al termine tutte le istanze che ripeti non sono riusciti quando erano in maggioranza?
Chiudo con la canzone di Gaber, che da il senso di tutto il discorso, li avere votati, ora teneteveli, voi poveretti continuerete ad ascoltare la solita musica, e a far prendere in giro.
Sarà che gli italiani
Per lunga tradizione
Son troppo appassionati
Di ogni discussione
Persino in parlamento
C'è un'aria incandescente
Si scannano su tutto
E poi non cambia niente…


Ci sono i politici e i politicanti allo sbaraglio, una sorta di commediando in cerca di un posto sul cartellone dei manifesti teatrali.
Una riflessione, un pensiero che dovrebbe essere la base di una buona attività politica per coloro che la fanno e per chi come certi personaggi intendono farla.
Abbiate il coraggio di essere al servizio e non di usare le istituzioni al vostro uso e consumo, ci avete rotto i cosiddetti, non vi crede più nessuno, la vostra arroganza, il vostro essere quello che non siete, avete rovinato una Storia, a quelli di sinistra, povero Berlinguer, a quelli di destra, se tornasse Almirante.
Oggi i politici, o presunti take sono dei lacchè, ma quello che è più pericoloso sono quelli che sono un passo indietro, perché di preparano a prendere il posto e credetemi sono peggio dei primi, vedi i vari Casini, qui in Australia ci sono personaget-
ti, che non gli affiderei nemmeno un carretto della frutta, sono degli inetti, lecchini che credono di essere a loro non sanno che li stanno solo sfruttando, come hanno fatto i loro capi, sfruttando posizioni a scapito della povera gente.
In attesa che qualcuno provi a risolvere le problematiche, quelle vere degli italiani all’estero, vedi per caso il rinnovo del passaporto, voglio proporvi un pensiero politico di Giuseppe Romeo, molto interessante, da leggere ma soprattutto da tenere in mente per chi vuole diventare politico.
"…La democrazia non è solamente la possibilità ed il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni…” Alexander Dubcek

Dalle pagine del giornale Italiachiamaitalia di cui e fondatore Ricky Filosa, già portavoce del ex senatore Merlo, che nella scorsa legislatura di sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, oggi si lamenta della lentezza del rilascio dei passaporti.
Caro Filosa, siete stati 3 anni al governo, sottolineo che come oggi i problemi c’erano anche ieri è voi cosa avete fatto?
Va bene lamentarsi, ma non prendeteci in giro i problemi dei servizi consolari non sono nati il 25 settembre!
Abbiate la decenza di stare zitti! Riporto il commento di Filosa, oggi si risveglia difensore… per tre anni dove eravate ?
L'unica certezza lo stipendio!
“Per un italiano all'estero rinnovare un #passaporto sembra essere ancora una missione impossibile.
Continuano ad arrivarci segnalazioni in questo senso da ogni parte
del mondo: Europa, Australia, Americhe... Sono connazionali che ci raccontano che, nonostante gli sforzi, nonostante il tempo speso a cercare di ottenere un appuntamento in Consolato, non riescono a rinnovare il proprio documento di viaggio. Ma com'è possibile? Come può essere che un figlio dell'Italia, uno dei più grandi Paesi del mondo, non abbia diritto ad avere servizi consolari efficienti in tempi dignitosi?
Questa storia deve finire. Ci auguriamo che il #governoMeloni porti avanti una vera politica per gli #italianiallestero e che chi avrà la delega agli #italianinelmondo dia priorità proprio ai servizi consolari, che ancora oggi non funzionano come dovrebbero. Da parte nostra, restiamo alla finestra a guardare. Per ora. Pronti a farci sentire ogni volta che ce ne sarà bisogno, perché il governo non si dimentichi che oltre confine vivono quasi 6 milioni di italiani a cui è giusto dare ascolto“
All’Assemblea Generale Annuale del Club Marconi Riconoscimento ai soci Piva e Brisot

Il presidente Morris Licata, al centro, mentre presiede la riunione di Maurizio Pagnin
Si è svolta Domenica 13 Novembre presso la sala Boheme (il vecchio Auditorium n.d.r.) della Doltone House, l’Assemblea Generale Annuale dei soci per il 2022.
Alle 10.08 il presidente del Club Marconi Morris Licata, dopo aver dichiarato ufficialmente aperta la riunione, ha rivolto un caloroso benvenuto ai presenti ringraziandoli per la loro presenza e soprattutto per averlo scelto l’anno scorso come presidente del club.
Licata ha poi ha sottolineato l’importante supporto ricevuto dai colleghi del Consiglio d’Amministrazione e da tutto il personale dirigenziale con in primis il CEO Matthew Biviano.
Un elogio particolare il numero uno del sodalizio di Bossley Park lo ha avuto nei confronti del Cultural Relations Manager del Club Maurizio Pagnin per l’ottimo lavoro svolto negli ultimi sei mesi nel settore delle relazioni pubbliche con i media italiani e le Associazioni Italiane di Sydny. Morris Licata ha poi elencato una dopo l’altra le iniziative importanti che sono state portate a termine durante il suo primo anno da presidente: la visita dei giocatori Matterazzi, Schillaci e Giannini, del famoso Trio Il Volo, del nuovo Ambasciatore italiano a Canberra Paolo Crudele, del Console Generale di Sydney Andrea De Felip, del comitato del Com.It.Es e degli incontri delle Associazioni Italiane (circa 60) con la dirigenza del Club.

ne sono stati consegnati, come vuole ogni anno la tradizione del Club, due riconoscimenti speciali ai soci Giovanna Piva e Peter Brisot che per moltissimi anni hanno dato instancabilmente il loro generoso e importante contributo al club.
Entrambi sono stati eletti soci onorari a vita: Giovanna Piva è stata premiata per la sua attività nel settore dello sport delle bocce e soprattutto del Carpet Bowl, e Peter Brisot sia per le bocce e poi per l’Associazione del gioco delle carte, oltre ad essere stato molto attivo, e anche il presidente, nell’Associazione Trevisani nel Mondo di Sydney.

Licata
Per quanto riguarda i progetti futuri Licata ha sottolineato che il 2023 si presenta molto roseo con in lavori, già iniziati, di ampliamento e rimodernamento del club di circa 20 milioni di dollari, con il progetto della costruzione di 93 appartamenti nella zona del parcheggio del club adiacente al Marconi Stadium, la trasformazione di due campi sportivi in erba sintetica e la realizzazione per il mese di gennaio della Radio Marconi e dei vini con l’etichetta del Marconi.
2022 CHRISTMAS LUNCHEON
L’Associazione Trevisani Nel Mondo di Sydney invita i soci e loro amici e simpatizzanti a celebrare con loro, il Pranzo di Natale Domenica 4 Dicembre 2022 a mezzogiorno Doltone House Elettra Room al Club Marconi, Bossley Park.
Sarà servita un ricco pranzo allietato dalla musica da ballo di Gino e Jeff Il costo del biglietto è $95.00 per persona (Birra, Vino e Bibite incluse). Liquori alcoolici a proprie spese.
Prenotare AL PIÙ PRESTO POSSIBILE entro Domenica 20 Novembre 2022 telefonando a:
Presidente Luigi VOLPATO 9753 4646 / 0419 611 770
Vice Presidenti Bruno MAZZER 9674 1221 / 0409 622 220
e Bruno BAGATELLA 9620 1612 / 0412 910 544
Segretaria Eileen SANTOLIN 0408 240 055
Asst. Segretaria Laura CHIES 9610 0680 / 0421 279 610
Asst. Tesoriera Rita PERENCIN 9604 7472/0410 447 472
Consigliere Gabriele ZAMPROGNO 0411 701 061
Prima che venisse approvato il bilancio e le varie risoluzioni incluse nell’agenda della riunio-
Dopo alcuni scottanti dibattiti in “General Business” di cui non è rilevante parlarne in questo comunicato stampa, il presidente del Club Marconi Morris Licata

alle ore 12.45 ha ufficialmente considerata chiusa la riunione. L’appuntamento adesso è tra un anno quando i soci, tra le altre cose, saranno chiamati a votare il Consiglio d’Amministrazione che resterà in carica per il periodo 2023-2025.
New facilities for staff and students at Clancy Catholic College
Member for Werriwa Anne Stanley opened the new general and specialised learning spaces and refurbished facilities at Clancy Catholic College which will improve student educational outcomes.
Work on the development project was delivered with support of Australian Government funding of $2,565,243 through the Capital Grants Program.
“These new facilities will provide school staff, teachers and students at Clancy Catholic College with better, more modern spaces in which to work, teach and learn.”
“The Australian Government is committed to providing all schools with appropriate funding so that all students, including the approximately 1221 students at Clancy Catholic College, West Hoxton, get the best possible education.”
The new facilities will benefit current students as well as the many who will follow in future years.

“The teachers, staff and students at Clancy Catholic College have built a strong and positive school community and these new facilities will further enhance our local educational opportunities.”
“A lot of work has gone into this project which has delivered new general and specialised learning spaces as well as the refurbishment of existing spaces to expand staff facilities and improve the art learning areas” Ms Stanley said.

Giovanna Piva con il presidente Morris Licata
Peter Brisot con il presidente Morris
notizie comunitarie
Rina Zaia festeggia i 100 anni
Famiglia e amici si sono recentemente ritrovati al Cucina Galileo, Club Marconi, per festeggiare il centenario della nascita di Rina Zaia, circondata da sua figlia, nipoti e pronipoti.
Lunedì 6 novembre 1922 nella casa di famiglia a Codogne in provincia di Treviso nasce Rina Irene Cattai. Era la secondogenita di Antonio Cattai e Rosa Dario e figlia primogenita. Aveva un fratello maggiore, Giovanni, un fratello minore Olivo e una sorella minore Ida che adorava.
Rina andò a scuola e all'età di 13 anni conobbe Nicolò Beniamino Zaia, un locale di 24 anni conosciuto con il soprannome di 'Mino'. All'epoca non lo sapeva, ma sei anni dopo sarebbe diventato suo marito.
Poco prima del suo diciannovesimo compleanno, nell'ottobre del 1941, Rina e Mino si sposarono con una semplice cerimonia alla quale parteciparono solo i parenti stretti. Poco dopo la cerimonia, Rina salutò il suo nuovo marito Mino mentre partiva per combattere nella seconda guerra mondiale.
Rina visse con sua madre e suo suocero e la famiglia allargata Zaia mentre Mino era in guerra. Ha aiutato con l'azienda agricola della famiglia Zaia a coltivare grano, fieno e mais, e curare l'orto, la vigna e gli animali. La fattoria comprendeva vasti allevamenti di bachi da seta, che fornivano seta per il commercio in Italia. Hanno anche allevato conigli d'angora per la loro pelliccia.
Racconta la storia della produzione di pasta fresca su base giornaliera per i lavoratori agricoli, ma quando si è trasferita in Australia ha deciso che non l'avrebbe mai più rifatto perché era un lavoro così laborioso e dispendioso in termini di tempo.
Mino tornò dalla guerra nel 1945. Era stato prigioniero di guerra in Germania in un campo di lavoro forzato che lavorava nelle miniere di sale.
L'8 maggio 1946 Rina e Mino accolsero la piccola Rita. Poi, a metà del 1949, Mino partì per l'Australia alla ricerca di una vita migliore per

lui e la sua famiglia. Ha deciso di esplorare il nuovo paese lasciando Rina, in attesa di un altro figlio e Rita in Italia, fino a quando non fosse riuscito a stabilirsi.
Mino arrivò a Sydney via nave nel giugno 1949 e si recò a Griffith dove lavorò in una fattoria. Tornata in Italia, il 26 settembre 1949, Rina diede alla luce una seconda figlia Silvana. Mentre la sua famiglia era in Italia, Mino ha continuato a lavorare e risparmiare prima di dirigersi a nord, a Sydney, e infine stabilirsi a St Johns Park nel 1950 e lavorare come intonacatore.
Il 31 agosto 1950 Rina e le sue fi-
glie (rispettivamente di quattro e 11 mesi), arrivarono con la nave Ugo Vivaldi nel porto di Sydney, incontrate da un emozionato Mino. Rita ricorda di aver guardato attraverso un piccolo oblò nella speranza di individuare suo padre, ma con così tante persone ha dovuto aspettare ancora un po'. Mino portò la sua famiglia nella sua piccola "baracca" in affitto (un ex pollaio) in una fattoria di 2,5 acri a St Johns Park, vicino alla St Johns Park Public School. Era poco più di un capannone di fibro e latta adibita a umile casa. A quel punto Mino aveva un lavoro fisso nelle ferrovie.
I fratelli di Rina nel frattempo si

sono diffusi in lungo e in largo. Suo fratello Giovanni emigrò in Canada, Olivo rimase in Italia e sua sorella Ida emigrò in Argentina.
Nel giro di due anni Mino e Rina avevano acquistato il podere dal loro padrone di casa, e si erano messi ad apportare alcune modifiche. Hanno ristrutturato il capannone in una casa con due camere da letto con cucina e lavanderia all'aperto. Per i primi cinque anni vissero senza elettricità né acqua calda, ma ebbero la fortuna di avere l'acqua della città. Rina ricorda di aver passato le giornate a badare alle ragazze, lavando i panno a mano e curando il loro orto.
Nei primi anni Rina coltivava pomodori, fagioli, patate e zucche che portava a Sydney Produce Markets. Era sempre una donna laboriosa, che prendeva il treno delle 5:30 per Haymarket per vendere i suoi prodotti. Nella fattoria si allevano anche fagiani, pollame, anatre e una mucca da latte.
Durante i periodi di siccità in cui c'erano restrizioni idriche, Rina ricorda di aver vissuto nel timore che l'ispettore la beccasse mentre stava innaffiando le verdure di notte, per garantirne la sopravvivenza.
Nel 1952 Rina trovò lavoro presso la St Johns Park Public School come addetta alle pulizie della scuola. Ha lavorato dalle 5:45 alle 9:00 e poi di nuovo dalle 14:30 alle 17:30. Ha mantenuto quel lavoro per 30 anni ed è stata molto amata dal personale e dagli studenti allo stesso modo.
Intorno al 1957 Rina e Mino avviarono un'attività di bonifica della loro azienda agricola, vendendo legname di recupero. Rina gestiva l'attività tra un turno e l'altro pulendo la scuola. Fu un'impresa di successo per la giovane famiglia. Nel fine settimana hanno utilizzato la legnaia per distillare la grappa che avrebbero condiviso con la famiglia e gli amici.
Rina era un'ottima cuoca, imbottigliava e conservava i prodotti della
sua fattoria e aiutava Mino a produrre vino e birra. Era anche una sarta di talento e produceva intricati lavori a maglia e oggetti all'uncinetto.
Nel 1960, il Dipartimento dell'Istruzione ha ripreso parte della loro terra e della loro casa per ampliare il cortile della scuola. Sono stati lasciati con 1,5 acri e hanno costruito una casa di mattoni nella parte anteriore della loro proprietà rimanente.
Rina e Mino sono stati i primi membri del Club Marconi, fondato nel 1958 - Rina era il membro numero 630 ed è una sostenitrice del club fino ad oggi.
Nel 1967 la loro figlia Rita sposa Umberto Feletti e si trasferiscono a Kingsgrove. Nel 1976 la loro figlia minore Silvana partì per un viaggio in Italia e decise di restare, sposando Roberto Maguolo.
Rina amava essere una nonna e si divertiva ad ospitare le sue tre nipoti Nadia, Sandra e Marisa nei fine settimana e durante le vacanze scolastiche. Ha fatto visita alla figlia e ai nipoti Flavia e Paolo in Italia abbastanza spesso prima che l'età rendesse difficile il viaggio.
Poco prima del pensionamento, Mino ha accettato un lavoro come tuttofare alla St Johns Park School: all'ora di pranzo accompagnava spesso un piccolo gruppo di studenti alla fattoria per visitare i loro conigli, polli e cani.
Nel 1978 il Dipartimento dell'Educazione ha nuovamente bonificato la casa e il terreno di Rina e Mino per ampliare ulteriormente il cortile della scuola.
Acquistarono un blocco di terreno dall'altra parte della strada rispetto alla scuola e costruirono una casa a due piani dove mantenevano un piccolo orto e continuavano a produrre vino.
Mino è morto il 23 maggio 1991 all'età di 79 anni. Rina è diventata l'amorevole bisnonna di sette pronipoti, Zack, Zara, Madeleine, Curtis, Camilla, Elisa e Marco.
Rimase nella sua casa fino a quando non poté più vivere in modo indipendente, trasferendosi allo SWIAA Retirement Village all'età di 98 anni.


E ballati e ballati fimmini schetti e maritati


Tony Mittiga nato a Platì in provincia di Reggio Calabria, è il nuovo consultore della Regione Calabria e l'organizzatore della serata "Progetto Tarantella" al quale abbiamo assistito venerdì sera all'RSL Club di Smitfield. "Abbiamo in programma altri progetti - mi fa sapere Tony - culturali, musicali, e soprattutto di importanza legati alla Calabria e ai calabresi in Australia. Dalle ultime statistiche, siamo in duecentocinquantamila, tra calabresi di prima, seconda e terza generazione, quindi dobbiamo mantenere viva la Calabria. Molto importante quindi organizzare spettacoli come questo di questa sera. Questo gruppo di giovani del "Progetto Tarantella", ovviamente suona e canta la nostra tradizione che è importante mantenere viva nelle nuove generazioni e non far

dimenticare le origini ai più anziani.
Sono stato contattato da Francesco Garibaldi della Regione Calabria, a riguardo di questo gruppo e mi ha chiesto se gli potevo dare una mano ad organizzare questo evento nel NSW. Mentre per gli altri Stati, sono stati interpellati i consultori, del Sud Australia, e del Victoria, dove ognuno ha dato il proprio contributo per aiutare questo gruppo che è venuto dalla Calabria" conclude Tony Mittiga. Il Club RSL a Smitfield, si trova nella zona West di Sydney, dove molti calabresi risiedendo, ma alla serata di venerdì hanno partecipato molti anche provenienti dalla parte Nord, da Brookvale e Dee Way, dove molti anni addietro si celebrava il famoso Festival di Brookvale che attirava migliaia di spettatori.
La sala dell'austero Club, per l'occasione era stata trasformata in una festa italiana, decorata con palloncini tricolori, i tavoli apparecchiati e decorati in grande stile che, sotto la volta azzurra del soffitto trapunto di piccole stelline irradiava una luce calda e accogliente.
I tavoli erano occupati in ogni ordine di posti fino ad arrivare alla capienza massima

di trecento persone... pardon, 299 calabresi, ed io.
La prima persona che incontro è Valentina, subito raggiunta dal marito Fortunato.
Scambio quattro parole a riguardo del loro "Progetto Tarantella" e di come è nato questo viaggio in Australia.
"Questa è stata una tournée spinta, intanto da me e da Valentina, primariamente, poi dalla voglia di tanti calabresi - racconta Fortunato - tanti fan che ci seguono sui social, su Youtube, su Facebook, su Instagram che sono ormai diventati internazionali.
Questi social, espongono la nostra musica e richiamano la voglia di molti italiani emigrati in questa bellissima terra e volendoci fortemente qui, abbiamo appunto organizzato, con l'aiuto di tanti amici in Australia e in Italia questa tournée.
Con l'aiuto di vari consultori, della Regione Calabria, che sono anche gli amici Sam, Martino... siamo partiti facendo un po' di città, da Adelaide, siamo andati a Canberra, siamo stati a Melbourne, Griffith e ora a Sydney e poi torneremo a Melbourne.
Il gruppo che vedrete questa sera è un connubio di musicisti che vengono da diverse parti della Calabria, perché il nostro "Progetto Tarantella" è chiamato così perché è molto tradizionale ed è formato da ragazzi di varie etnie calabresi.
La cultura al sud, unisce tutti in un'unica famiglia, però poi ci sono i reggini che hanno una cultura, i catanzaresi, i vibonesi... che hanno altri tipi di cultura. Io sono originario della provincia di Reggio Calabria, Valentina della provincia di Cosenza e poi Alessandro, anche lui di Cosenza, Simonetta proviene da Catanzaro, così come l'altro ragazzo Gabriele.

Abbiamo cercato di unire i nostri i nostri valori, le nostre passioni in un unico progetto, portandolo qui in Australia. E posso aggiungere che, da calabrese fermo in Calabria, mi sono sentito più a mio agio qua che lì, perché in Calabria la musica popolare, anche se adesso sta avendo un risvolto, si sta sentendo di più, è molto più scontata, quindi suonare qui vedi più gente contenta, perché non sentendola mai hai quelle emozioni che ti ritornano a cinquant'anni fa quando è partita l'emigrazione, invece in Calabria c'è tanta gente che suona, quindi è più scontato, invece il calabrese in Australia ci mostra che ha tenuto quei valori che avevano sono quando sono partiti i loro nonni, i loro genitori".
Valentina è sposata con Fortunato.... quindi fortunato due volte, si sono conosciuti tramite la musica:
"Lui mi ha visto in un concerto - spiega Valentina - e da lì è nato tutto. Certamente questo viaggio non è stato facile, anche perché ora abbiamo una bambina piccola e conciliare tutte le cose, orari, mangiare, preparazioni della bimba, spostamenti... insomma, non è facile, però la buona volontà ti fa fare tutto.
Questo "Progetto Tarantella" va avanti da anni ed è nostra intenzione di continuarlo per portare la musica calabrese nel mondo".
Ora si spengono le luci in sala e s'illumina il palcoscenico. Tony Mittiga augura a tutti i presenti una buona serata: "Siamo pronti, finalmente. Porgo a tutti voi un caloroso, sentito benvenuto a questo evento speciale. Auguro a tutti voi una felice, divertente serata. Grazie per essere venuti e buon proseguimento".

Ha poi preso la parola Emanuele Esposito: "Il "Progetto Tarantella" è finanziato anche dalla Regione Calabria, dal movimento Uniti, dove faccio parte come vice presidente e Francesco Garibaldi che è l'ideatore, ma purtroppo non è presente per motivi familiari. Vogliamo ringraziare voi tutti che siete qui dal primo all'ultimo. Questo è un progetto che sicuramente andrà avanti anche in futuro. Soprattutto speriamo che questi eventi vengono fatti più spesso in futuro. Vedere ragazzi giovani, come questi ragazzi qui suonare la tarantella, la musica tradizionale calabrese, non è non è facile. Voglio ringraziare Valentina e Fortunato e la loro la piccola Domenica Maria, gli altri del gruppo, Gabriele, Alessandro e Simonetta. Ovviamente voglio ringraziare, soprattutto per l'organizzazione, Tony Mi-
tica che merita un applauso perché ha fatto tutto da solo.
Se questa serata è stata fatta è solo esclusivamente grazie a Tony Mittiga" ha concluso Emanuele.
E dopo tante parole, la buona cena servita dal Club... e le birre offerte da Emanuele, la parola alla musica.
Lo spettacolo inizia subito "alla grande" con una indiavolata Tarantella ballata da una incontenibile Valentina che ha fatto svolazzare drappi rosso e nero tra gli applausi e la gioia dei presenti.
Per un attimo ho pensato che, veramente fosse stata punta dalla tarantola... tanto era la foga e l'energia profusa.
La parlata calabrese... non fa parte della mio bagaglio linguistico. Un po' di siciliano riesco a capirlo, ma il calabrese, proprio no. La musica non ha linguaggio, ma quella calabrese in particolare ha un timbro inconfondibile. Ascoltarla da questi bravi musicisti ti trascina lungo le verdi col-
line calabresi, respirando la tradizionale e millenaria cultura di questo popolo situato sulla punta dello Stivale. Ma, tra la mia sorpresa, Fortunato intona una canzone che avevo ascoltato tanti anni fa, forse cinquanta... forse più, quando Otello Profazio la cantò per noi dal palco dell'Apia Club a Leichhardt: "E ballati e ballati fimmini schetti e maritati, e si non ballati bonu non vi cantu e non vi sonu, si non ballati pulitu ci lu dicu a lu vostru zitu. Sciù sciù sciù quanti fimmini chi ci sù". E il pubblico non aspettava altro, l'invito a "ballari". Tutti si sono riversati al centro della sala dando un'esibizione "tarantellesca" che non vedevo da anni. La gioia era alle stelle, ben oltre le stelle dipinte sul soffitto blu.
Bellissima serata, bellissima musica, ottima compagnia. Alla prossima!





echi del 4 novembre

Quando si celebrano ricorrenze, come quella recente del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in tutti noi si risvegliano ricordi del passato, memorie di famiglia, sentimenti sopiti e, specialmente, racconti dei nostri genitori e dei nostri nonni che, la guerra l’hanno veramente vissuta, combattuta, affrontata, sofferta sulla propria pelle.
L’amica Cristina De Berardinis ha voluto raccontarmi alcuni segmenti di vita riguardanti il
La storia delle medaglie di mio papà Eliseo Quirico Astolfo De Berardinis
suo papà, Eliseo Quirico Astolfo De Berardinis, soldato italiano che, nella Seconda Guerra Mondiale fu decorato con medaglia d’oro e di bronzo.
Orgogliosamente, Cristina mi ha mostrato la medaglia di bronzo ed io, con il suo permesso, l’ho fotografata per renderla pubblica ai lettori.
Purtroppo, la medaglia d’oro non esiste più perché Eliseo l’ha veduta e Cristina mi confida: “Siccome a quei tempi era poveretto, la medaglia d’oro gli permise di realizzare quel poco che gli serviva nell’immediato.
Successivamente, ha data la medaglia di bronzo a mio fratello per il motivo che egli è il primo maschio della famiglia De Berardinis, nonché il suo erede diretto, come vuole la tradizione della nostra cultura.
Essendo che mio padre è morto, la medaglia è passata da mio fratello Graziano a me perché possa avere un ricordo di nostro padre.
Stamani, giornata del 4 Novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, durante la Commemorazione dei Caduti, con i rappresentanti d’Arma, sentivo di onorare mio padre perché il suo ricordo è sempre vivo in me,
nel mio essere donna, nel mio cuore.
Papà parlava sempre della guerra che, evidentemente ed indissolubilmente, aveva lasciato in lui ricordi indelebili.
Papà Eliseo era partito volontariamente ed ha fatto la guerra in Africa, ad Addis Abeba e, una volta tornato in Patria, non si era adattato più alla vita in Italia di quei tempi, con tanta miseria e niente lavoro per vivere bene.
Fu cotesto il motivo dichiarato per cui egli decise, per sé e tutta la famiglia, di emigrare: così ci ha fatto arrivare tutti in Australia il cui suolo, oggi, custodisce le sue spoglie.
Nato e cresciuto in Italia, combattuto in Africa, vissuto e defunto in Australia.
Mica male, ha respirato l’aria di ben tre continenti del nostro pianeta Terra!
Ma, per quello che so io dai racconti della mia mamma, egli era il tipo che dava tutto per servire la sua Patria, lasciava moglie e figli e scappava dove c’era da combattere. Era sempre volontario e, quando partiva, ci lasciava a casa da soli. Ricordo che mia mamma mi raccontava che quando papà tornava dall'Africa portava sempre dei tappeti che
erano di grande pregio e valore economico, come per dire “scusami che sono stato via”.
Di lui, della sua carriera militare, a me è rimasta solo una foto di quando aveva 22 anni. Aveva cominciato come volontario soldato semplice fino a diventare maresciallo.
Più tardi, anche mio fratello Uccio ha voluto fare il militare e, combinazione, ha voluto che servisse sotto il comando di nostro padre. Lui era maresciallo, un sottufficiale delle forze armate, una persona importante e, durante la guerra a Fiume, ha fatto un incontro che non si aspettava... Sì, perché ad incontrarsi sono stati proprio loro: padre e figlio, mio padre Eliseo De Berardinis e mio fratello Uccio De Berardinis.
Quando mio fratello rientrò in caserma dopo una marcia, gli disse: “Ciao papà” davanti a tutti i commilitoni.
Mio papà strillò: “Attenti!” Quindi, lo fece mettere in prigione perché la disciplina per l’amor di Patria, per lui, veniva prima della parentela.
Pur essendo rigido, Eliseo sapeva anche essere molto buono con noi familiari. Prima di terminare la guerra, papà venne ferito ad una gamba e, per tutta la vita, portò dentro di sé quella pallottola che non poteva essere estratta e per tutta la vita zoppicò diventando, col trascorrere del tempo, mezzo paralizzato”. Finisce qui il racconto.
Dalla Redazione di Allora! un grazie sentito a Cristina per aver voluto condividere questo breve ricordo del suo papà e un grazie storico ad Eliseo De Berardinis, combattente per la Patria che oggi onoriamo assieme con i caduti e valorosi combattenti dell’amata Italia.

Giornata delle Forze Armate e dei Caduti in Guerra
Dopo due anni di pandemia, finalmente possiamo nuovamente riunirci per celebrare la commemorazione dei Caduti in Guerra e della festa delle Forze Armate che concorrono nello stesso giorno: il 4 Novembre.
Noi italiani all'estero, celebriamo questo avvenimento la domenica più' vicina a questa data perché durante la settimana la gente lavora. Anche quando il Covid imperversava, limitando nei numeri gli assembramenti, noi Alpini insieme al Fogolar Furlan, siamo riusciti a mantenere la promessa di celebrare questo solenne avvenimento tanto importante per noi italiani.
La presenza delle varie Associazioni Italiane di Brisbane è stata vitale, sebbene limitata ai loro Presidenti e rappresentanti.
La giornata di oggi si è presentata fin dagli inizi piena di anticipazioni, finalmente amici e parenti si sono potuti rincontrare senza le limitazioni che abbiamo avuto negli ultimi due anni.
La cerimonia si è celebrata nel modo sempre impeccabile degli alpini e degli altre associazioni militari.

La messa, non prevista, è stata celebrata da padre Alex Vickers, grazie a Vito De Stasi che si è prodigato a trovare il celebrante.
La messa celebrata oggi in ricordo di padre Angelo Battista Scalabrini santificato recente-
mente, aveva esaurito la disponibilità dei sacerdoti italiani.
Alla fine, il pranzo è stato” ottimo e abbondante”.
Quest'anno purtroppo sarà l'ultima cerimonia nel sito del Fogolar Furlan perché la pro-
prietà sarà rilevata dal Brisbane Council per essere convertita in pianura alluvionale “flood plain”.
Per tanti anni il Fogolar Furlan
è stato il fulcro di molte attività comunitarie anche quelle degli Alpini.
Per questo vogliamo ringraziare il Fogolar Furlan che tanto ha dato tanto nel sostenere di continuo gli incontri della comunità Italiana.
Non voglio dimenticare il supporto del Comitato, in special modo ricordando il nostro amato Pio Martin.
Quest'anno era presente il nuovo Console Italiano del Queensland e i Territori del Nord, la Dottoressa Luna Angelini a cui facciamo i migliori auguri di buon lavoro.
Non meno importante è stata la presenza dei commendatori Stagnitti, D'Arrò, Caruso, dei cavalieri Valeri, Giavon, il presidente del Comites Rosie Vecchio e i presidenti delle varie associazioni italiane di Brisbane.
Ricordiamo anche che il 19, 20 e 21 Novembre gli Alpini di Brisbane ospiteranno il 32 Raduno Intersezionale Alpini d'Australia con la presenza del nostro Presidente Nazionale Sebastiano Favero, il delegato per l'Estero Gian Marco Gervasoni e rappresentanze dall'Italia e dalle varie sezioni e gruppi d'Australia. Walter Antonucci
Al lora! notizie comunitarie

Provolone Valpadana PDO Restaurant Weeks 2022
Starting November 8, for the entire month, the famous cheese will be featured in 175 restaurants across Australia, with original recipes created by top chefs. Find out here where you can taste it: www. borntobeauthentic.eu/restaurants-weeks/
Nov. 7, 2022 - 175 restaurants across the country have joined Provolone Valpadana PDO month: from Nov. 8 for 4 weeks, this cheese will be the king of the menu, in original recipes developed by the respective chefs.
The complete list of participating restaurants and details of the initiative can be found on the project website "Born to Be Authentic - Provolone Valpadana, a PDO cheese from Europe," at this link: www.borntobeauthentic.eu/restaurants-weeks/
The activity targets consumers and cheese lovers throughout Australia, with proposals ranging from trendy restaurants such as Chiosco by Ormeggio in Sydney, fine dinings such as Bottega in Melbourne to restaurant chains such as Gnocchi Gnocchi Brothers or Gradi Pronto.
In total, there are 119 participating restaurants in the state of Victoria, 16 of them in Melbourne, 24 in the state of New South Wales, mostly concentrated in Sydney, 14 in Queensland, 15 in the state of Western Australia, 2 in Tasmania, and one in South Australia.
This is a unique opportunity, for those who had never tasted the cheese before, to discover
Parlando di Cristian Volpato con zio Ferruccio
Alla festa delle Forze Armate della scorsa settimana, ho incontrato al Club Marconi lo zio di Cristian Volpato, che tutti conosciamo in questi giorni perché recentemente, giocando nella Roma, ha segnato "il gol partita" contro il Verona.
"Mio nipote - ci confida Ferruccio Volpato - è un ragazzo molto educato, è bravo e rispetta le persone.
Al momento sta andando molto bene. Sembra che, finalmente si sia "graduato".
Insomma, giocare in Italia, in una della squadre che vanno per la maggiore, come la Roma allenata da José Mourinho, non è facile.
In Australia ha giocato a pallone con differenti squadre, ed è cresciuto nell'Australasian Soccer Academy di cui Tony Basha è direttore e coach, ma è stato il padre, mio fratello, che ha sempre creduto in lui e ha deciso di andare a fare una prova in Italia.
Come l'ha visto giocare Totti, lo storico capitano della Roma, subito l'ha voluto ingaggiare e fare da manager.
Christian ha fatto un provino

Cristian Volpato e Tony Basha all'Australian Soccer Academy
davanti ai dirigenti della Roma che si sono dichiarati entusiasti di lui. È stato fantastico.
All'allenatore della Roma, Mourinho è piaciuto molto e si è affrettato ad offrirgli un contratto. Christian è subito stato corteggiato da altre squadre, ma ha deciso di rimanere con la Roma" Cristian dovrebbe rientrare in Australia alla fine del mese e, con l'aiuto dello zio, spero di poter
fare una bella intervista a questo ragazzo che, in un non distante futuro, potrebbe giocare in nazionale, non per l'Australia dove è nato, ma per l'Italia.
Chissà, forse il suo manager Totti ha trovato finalmente qualcuno che continuerà la sua carriera alla Roma, che viene dall'Australia e si chiama Cristian Volpato... com'è piccolo il mondo.
this delicious product. On the other hand, those who already know and appreciate it, will be amazed by its extraordinary gastronomic versatility, which the chefs will enhance and interpret with their own unmistakable signature, giving life to 175 different dishes and recipes.
Provolone Valpadana PDO is in fact easily combined with other ingredients, becoming a bond for first courses, main courses, side dishes, and even desserts.
Pairings with Australian wines are also interesting, thanks to the consultancy of chefs and sommeliers: mild Provolone Valpadana PDO, which retains a mouthwatering milky flavor, possesses a delicacy that combines with white, medium-structured still or sparkling wines or with a young red wine, and is also perfect with rosé ones. On the other hand, to better balance the more intense flavor of spicy Provolone Valpadana PDO, wines with more character should be selected. For bubbles lovers, vintage sparkling wines are suggested, as well as whites and reds, as long as they have a good structure.
More information about the project can be found on the official website www.borntobeauthentic.eu, and on social media channels: Facebook https:// www.facebook.com/Borntobeauthenticeu-109090364901590 and Instagram https://www.instagram.com/borntobeauthenticeu

Convocato dall'Australia, Volpato ha detto no e preferisce aspettare la chiamata dell'Italia
"Graham Arnold ha provocato alcune grosse sorprese a proposito della sua lista dei convocati per i Mondiali, lasciando fuori alcuni 'Socceroos' abitualmente titolari, fra i quali suo genero (Trent Sainsbury ndr), in favore di talenti più giovani, sebbene uno dei più promettenti, Cristian Volpato, abbia declinato l'offerta del ct mantenendo la sua scelta a favore dell'Italia".
Lo scrive il 'Sydney Morning Herald', che svela quindi come
il tecnico degli australiani, una delle due ultime nazionali a qualificarsi (ha vinto ai rigori lo spareggio con il Perù), avrebbe voluto portare in Qatar il giovane talento della Roma che però ha preferito mantenere la scelta che lo ha già visto fare parte delle nazionali giovanili azzurre.
Così, sperando in una futura chiamata di Mancini, Volpato ha rinunciato alla possibilità di giocare un Mondiale, seppure con la maglia 'aussie'.
Scelta questa che non ha fatto un altro romanista in possesso di doppia cittadinanza, quel Nicola Zalewski che gioca nella Polonia. Arnold ha spiegato così la vicenda: "Volpato ha rifiutato la convocazione per i Mondiali - le parole del ct dell'Australia - Fino alle 23 di ieri ho cercato di convincerlo, gli ho parlato più volte, ma non c'è stato nulla da fare e lui ha voluto scegliere diversamente". (ANSA)

la pagina di Ketty
Emilio Buttaro, il bravo giornalista del Sud-Italia
Un “Museo” a Fiumara Calabra, organizzato dagli “Amici di Mino REITANO onlus”, solennizza il cantante “eterno”
di Ketty Millecro
Un appuntamento speciale è quello che, America oggi 7 di New York, Allora! Australia e Messinaweb.tv Sicilia, hanno pianificato. È una gradevolissima intervista-video con il giornalista e presentatore calabrese, Emilio Buttaro.
Preparato e professionale, persona di cultura del Sud-Italia, appassionato a tanti italoamericani e italoaustraliani, che nel corso della sua carriera ha incontrato. È reduce di recente da un’iniziativa, insieme agli “Amici di Mino REITANO Onlus”, della quale ideatori, che lo vede coprotagonista come giornalista.
Al momento del nostro colloquio si trova a Bologna, sua residenza. Si mostra subito entusiasta di poter essere letto negli States, Australia, Italia e nel resto del mondo.
Dopo permesso di registrazione accordato, Emilio comincia a raccontarsi. Da uomo colto e perbene prende la parola con i consueti saluti.
Laureatosi in Scienze politiche a Messina negli anni ‘90, da sempre si occupa di comunicazione. Un timbro di voce molto particolare, riconoscibilissimo televisivamente e radiofonicamente.
È stato collaboratore storico dello sport, in particolare del calcio, sul giornale “Il Messaggero”. Risulta collaboratore di “La voce d’Italia”, quotidiano sudamericano (Venezuela) in lingua italiana, del quale sottolinea, ora anche in Spagna. Il quotidiano è punto di riferimento di grandi tradizioni per gli italiani all’estero, fondato nel 1950. Per questo giornale Buttaro segue molte iniziative nazionali, come le anteprime sportive della nazionale di calcio.
Segue anche anteprime di spettacolo e quelle televisive nazionali. “Ut idem declarat”, come egli stesso dichiara, presenzia le conferenze stampa della RAI, Mediaset, Sky e La7.
Per le sue eccelse qualità retoriche e oratorie viene invitato a presentare manifestazioni di grosso spessore culturale ed artistico internazionali.
Lo si vede nelle foto pubblicate sui social, mentre intervista critici, intellettuali, cantanti, giocatori e artisti di altissimo livello.
Per non parlare poi della sua

partecipazione dietro le quinte del Festivalbar, Cantagiro, Ballando con le stelle, tanto per citarne. Tra le prestigiose testate recenti e passate, “Il sole 24 ore”, con cui ha collaborato per 12 anni, “Radio 24”; tra le Agenzie di stampa, “Italbreaks”, il quotidiano “La Stampa” per la squadra del Cesena, nelle sue 2 ultime stagioni in serie A.
Per l’impegno profuso con gli italiani all’estero è stato collaboratore di Radio Capodistria. In prima fila con con SBS, testa-
ta australiana, che trasmette in quasi 68 lingue, tra cui quella italiana, a cui il giornale dedica uno spazio di rilievo. In 38 anni di carriera ha avuto il piacere di fare circa 12.000 interviste con circa 35.000 foto di presentatore di eventi.
Per il 40’ anno di attività ha in progetto una pubblicazione dei suoi più peculiari incontri con personaggi famosi, come il grande Pelè, l’indimenticabile Maradona, Totti, Valentino Rossi; per lo spettacolo Celentano, Luciano


La città di Messina lo ricorda a Piazza Duomo, come riferisce Silvio Cardile, incontrandolo con la Ford dei “Fratelli REITANO”, in un noto negozio di elettronica. Chi l’avrebbe mai immaginato un divo-eroe, che ci avrebbe lasciati così presto, a soli 64 anni… Eppure la sua memoria vive! Vive in ogni angolo di Fiumara. Vive a Reggio Calabria, in quella piazza a lui dedicata, dove qualche anno fa, Emilio Buttaro, è stato conduttore nella manifestazione di inaugurazione.
Pavarotti, Pippo Baudo, Sabrina Ferilli e moltissimi altri. L’entusiasmo nel condurre è come agli inizi della sua carriera, tanto che, ogni volta che precede un’intervista, è emozionatissimo. Si può constatare la “res recens” di Fiumara prov. Reggio Calabria, il 24 settembre 2022, spettacolare iniziativa degli “Amici di Mino Reitano Onlus”. Sono stati loro ad organizzare, progettare e allestire un museo, che ha ricordato e celebrato la straordinaria carriera del cantante. Ritenuto Ambasciatore canoro della Calabria in Italia e all’estero, Mino REITANO ha tramandato un’essenza incancellabile, sia per la splendida voce che per la sua profonda umanità. Era un big, che amava la sua terra. Era l’uomo della povera gente, che si era costruito la carriera da solo. Aveva iniziato con i suoi fratelli, si ricorda Antonio Reitano, Vincenzo (detto Gegè) Reitano e Franco Reitano (il nome del complesso varia tra Fratelli Reitano, Franco Reitano & His Brothers, Beniamino e i Fratelli Reitano). Proprio lui, Mino, con quegli occhioni scuri del Sud, sapeva rapire, con la sua calda e meravigliosa voce, lo sguardo e l’animo del pubblico. Il cantante di Fiumara con immani sacrifici aveva sfondato nel mondo canoro.
Chi può dimenticare la sua presenza e i suoi successi a Sanremo e Canzonissima? Quel giovane all’apparenza timido e ritroso, che in tanti credevano introverso, in realtà “Aveva un cuore che ti amava tanto”.
Mai si era mai scordato di quegli odori, di quei profumi, del cibo calabrese che tutta l’Italia invidia, di quelle belle pietanze che rendono la punta dello “Stivale” unica. Sposatosi con Patrizia Vernola, pur vivendo ad Agrate Brianza, mai aveva dimenticato quel tanto venerato dialetto tipico calabrese e di esso ne andava fiero. Ogni volta che tornava giù in Calabria era come rivivere la sua fanciullezza, riordinare la sua giovinezza nello scrigno dei ricordi.
Si ricorda REITANO, come unico italiano, ad avere frequentato, emigrante in Germania, e condiviso il palco con i quattro ragazzi d’oro di Liverpool, i mitici Beatles. Mino Reitano, autore e interprete di canzoni, tra le più belle: Meglio una sera (Piangere da solo) (Nisa, Alberto Salerno, Franco Reitano, Mino Reitano). Ancora il bellissimo brano “Italia” canzone scritta da Umberto Balsamo, inizialmente per Luciano Pavarotti, poi interpretata da Mino nel 1988. Stupende canzoni, tra cui “Avevo un cuore che ti amava tanto”, “Una chitarra, cento illusioni”, “L’uomo e la valigia”, “Una ragione di più”, interpretata anche da Ornella Vanoni. Oltre 30 milioni di dischi venduti, per catalogarlo tra i maggiori big della canzone italiana. Non tutti lo conoscono come scrittore del romanzo “Oh, Salvatore” del 1977, finalista al Premio Bancarella, ma in tv ha dimostrato doti di intrattenitore e conduttore televisivo. Grazie agli organizzatori “Amici di Mino Reitano”, artefici della galleria d’arte, lascia un’effigie permanente.
La sua famiglia, così tutelata dai gossip, ha aderito con fervore. Tantissimi lì i ricordi, foto, immagini, oggetti rappresentativi di una straordinaria carriera, mai obliata. Persino la benedizione dei locali da parte del Vicario del Vescovo di Reggio Calabria, don Francesco Megale, parroco di Campo Calabro, che non è stato solo un atto di circostanza, ma davvero coinvolgente.
Una famiglia di grandi valori la sua, dove il buon “Pater familias” aveva sempre riservato uno spazio indissolubile all’amore immenso per i suoi compaesani. Il “Museo tutto per Mino” realizzato con l’ausilio dell’associazione è stato inaugurato con la presenza delle straordinarie figlie del cantautore, Giuseppina Elena e Grazia Benedetta, che hanno tagliato il nastro augurale. Al di sopra delle circostanze emozionali la vedova del cantante, Patrizia Vernola, grande donna, moglie e madre, che nonostante non abbia potuto presenziare, ha inviato un suggestivo messaggio-video. Con esso illustra un percorso con spartiti, strumenti musicali, gigantografie, dischi originali, premi, onorificenze e abiti da scena.
Fa da cornice l’emblema più veritiero, il caro violino, cui l’artista era legatissimo e da cui non se ne staccava. Commuovente il taglio del nastro, con un forte eco
Il giornalista Emilio Buttaro, tra le figlie di Mino REITANO, Giuseppina Elena e Grazia Benedetta
Il cantante Mino Reitano
Al lora! daje de punta
Sempre con la lente d’ingrandimento in mano, mi diletto a leggere i tanti articoli che questo giornale pubblica.
R.I.P.
Vedo con tristezza che la pagina dedicata alla… “Memoria di chi fu “ cresce bene... Diamoci una calmata perché di questo passo non mi leggera più nessuno.
Tu quoque...
Non solo a Roma, anche Sydney ha le sue buche stradali.Interessante! Vedo che le varie circoscrizioni hanno le stesse nostre care buche romane, speriamo di non vedere anche le libere passeggiate dei cinghiali.
L’enciclopedico
Cambia la lingua italiana tra i giovani. Veramente è già cambiata da un pezzo. Ho cercato di leggere uno dei tanti commenti su i social, cioè la pubblica lavanderia.
Francamente non ho capito a cosa si riferiscono, usano una dialettica che sta tra l'ostrogoto moderno e il cantalupese antico (dialetto di Cantalupo).
Più avanti vi citerò qualche frase, pagherò $1 per ogni risposta corretta.
Dagli USA
Biden dice che le minacce russe sono più gravi della storia dei missili a Cuba ai tempi di Kennedy… Che bello, se ne è accorto. Meglio tardi che mai.

Speriamo mai
La nave da crociera più grande del mondo può caricare oltre 7000 passeggeri che verranno serviti da oltre 2300 membri dell’equipaggio (2301 con il capitano). Totale 9301 anime. Ve lo immaginate simile nave che attracca a Lampedusa carica di migranti?
Mi girano…. Le bocce Come può un passatempo così semplice avere svariati modi di giocarlo è da non credere. Regione che vai, metodo che trovi.
Anche qui a Sydney i vari club italofili, usano separare i campi con delle corde, un metodo tutto locale.
Ricordo che in Umbria (anni 1955) si giocava con sponde in legno e i “cavicchi" agli angoli per
Roma e il Circo Massimo

Il Circo Massimo, lungo circa 600 metri e largo 150, poteva ospitare forse - secondo le stime di Plinio il Vecchio - 250.000 spettatori (circa un quarto o un quinto della popolazione cittadina in età imperiale) ed è tutt'ora il più grande edificio per spettacoli mai costruito dall'uomo.
Dove sarebbe sorto il circo sarebbe avvenuta la famosa corsa che avrebbe distratto i sabini mentre avveniva il ratto delle loro donne.
Secondo Livio le prime strutture in legno risalirebbero all'epoca di Tarquinio Prisco e in età repubblicana vennero costruiti alcuni edifici che componevano il circo, prima in legno poi in pietra, finchè non venne completato da Augusto, che per ornare la spina fece portare dall'Egitto un enorme obelisco di Ramses II, oggi in Piazza del Popolo.
Un secondo obelisco, di Tutmosis III e IV, venne fatto portare sotto Costanzo II alla metà
del IV secolo d.C., e oggi si trova nei pressi di San Giovanni in Laterano. L'edificio, che ospitava corse di quadrighe, ma occasionalmente anche spettacoli di gladiatori e venationes (almeno fino alla costruzione del #Colosseo), fu probabilmente l'origine dell'incendio neroniano del 64 d.C., come raccontava già Tacito: nelle botteghe che occupavano il perimetro doveva essere rimasta accesa una lanterna che, cadendo, avrebbe appiccato l'incendio, attizzato dalla notte particolarmente calda.
Nel circo fu posto per volere del senato anche, ad un'estremità, un arco di trionfo per Tito. La struttura ricevette la sua forma finale sotto Traiano e subì poi vari restauri, specialmente sotto Caracalla.
Nel VI secolo venne usato ancora da Teoderico per tenere degli spettacoli, cui presenziò durante i festeggiamenti per i suoi tricennalia.
far girare le bocce. Non parliamo poi del Veneto o del Piemonte, ogni regione le sue regole.
A molti ha dato fastidio È nato il governo Meloni! Siamo pazzi? una donna su quella poltrona? Quando mai! Animi implacabili che non hanno retto la botta. I grandi padroni della politica ora all’opposizione…. che disastro. Ma hanno già messo le mani avanti dicendo: "faremo opposizione senza sosta".
Mi ricorda, sempre gli anni verdi, quando tra compagni ci si beccava a vicenda… O ci fate giocare con voi, oppure intralceremo i giochi.
Oggi si chiamano “Democratici giochi di potere". Si può essere bambinoni anche a sessanta anni? Perché’ no!
Che dire?
Sono vecchio? Un piccolo trafiletto a pagina 3, che ti fa sentire ancora più vecchio, quando ci sarebbe da scrivere un romanzo in merito. Solo poche parole ma giuste che danno nel segno. Io non perdo tempo a rispondere alla gioventù, tanto non capirebbero. Forse solo degli SMS scritti attraverso telefonini.
Mi rallegra pensare che anche loro diventeranno anziani, pardon, vecchi.
Quel lontano 28 Ottobre
Interessante l’articolo sul golpe del 28/10/1922 e un grazie al titolare dell’articolo.
Finalmente un po’ di chiarezza per quelle ottuse orecchie agnostiche alle verità.
A molti farebbe bene leggere un po’ di storia, perché la storia è bella, la storia insegna, la storia apre i cervelli… E mi fermo qui.
di Pino Forconi
Alla salute
Alla salute dei figli del Grappa e della loro associazione.
Io mi associo come figlio… della grappa.
Gli italiani nel Mondo
Da che pulpito parte la battuta, finalmente dopo il lungo sonno, la sveglia ha suonato.
Un patrimonio che non va abbandonato…. dopo cinque anni ce ne accorgiamo ora?
Cosa è stato un disegnino di legge oppure una leccatina per adesione?
Il padrone ha detto... "Faremo opposizione”… e i sudditi, sì Signore. In altre parole, per campare bisogna fare questo ed altro.
Mai usare il proprio cervello, potrebbe consumarsi, ci sono ancora cinque anni di pappatoia gratuita da sfruttare e la pensione dove la mettiamo?
Non voterò il governo Meloni, dice, ma ne copia le molte idee. Facendole sue.
Ma in Parlamento non sono tutti stupidi, potrà pure non votare l’attuale governo, ma un solo fiore non fa primavera.
Di colpo dopo cinque lunghissimi ed interminabili anni… parla e ci dice che bisogna valorizzare gli italiani all’estero, la lingua italiana, il made Italy, la loro professionalità, l’apporto che potrebbero dare ritornando in Italia. Tutte cose già’ ampliamene richieste dalla Meloni… ahoooo! ma stai copiando?
Una nota che gli costerà cara da parte dei 5 stelle, quella di rafforzare i consolati, forse voleva dire "Il Consolato" per far snellire le pratiche a loro incaricate.
Però nessuno accenno alla riunione del neo Comites, quando se ne lavò le mani andando in

bagno per non votare l’appoggio al giornale, “Allora”. Quindi quali italiani vogliamo valorizzare?
Meglio fermarsi ai limiti della libertà di stampa e non passare i limiti della decenza.
Più diplomatico è stato il Piddino eletto alla camera dei deputati, che reclama un ministero per gli italiani all’estero, quando in effetti c'è da chiedersi: i Comites a cosa servono allora? Non dovrebbero dare una mano ai consolati per poi riferire al già esistente ufficio per l’estero?
Ci riempiamo la bocca di idee, quando per correttezza le dovremmo tenere chiuse facendo più bella figura. Cosa non si farebbe per rimanere a galla. Passaporti italiani in UK
Mi chiedo: Londra è in UK oppure su Marte?
Al consolato di Sydney sono in attesa del service per la riparazione della macchina laminatrice per i passaporti. Forse non sanno che da “Officework” si vendono da circa $300.00 in su. Il mio scade nel 12/2023, forse è meglio che mi metta in lista già dalla prossima settimana. Basteranno 12 mesi?
Niente passaporto?
“Allora” che non si può leggere in consolato perché scritto in tedesco e il consolato è italiano, quindi niente giornale “Allora".
C'è solo la Fiamma... ma scusate l’ignoranza, con questa continua problematica sul fascismo, tutti che attaccano l’On Meloni che usa ancora la fiamma sul simbolo, come mai un consolato tutto all’insegna del “PD” e delle cinque luccicanti stelle, si legge solo la Fiamma?
Ma passiamo alla laminatrice. Si dice che al consolato abbiano fatto venire un tecnico da Roma per riparare la laminatrice? Stiamo proprio dando fuori di testa. Ma non costava meno un tecnico cinese da Pechino?
Ribadisco che una laminatrice da “Officework" costa da $ 350.00 in su. Quindi, tra biglietto aereo, soggiorno, pasti e una ballerina per il fine settimana, si possono comprare un trentina di laminatrici e tenerle di scorta. Quando si rompe, la butti ma almeno puoi fare da due a tre passaporti al giorno (quattro sarebbero troppi) e diminuire la lista d’attesa di qualche mese. Povera Italia in che mani siamo finiti. E vogliono pure fare opposizione sfrenata?
Ma andate a buttarvi a mare, meglio di no, l’inquinerebbero.


a scuola
"Heart" a classic to rediscover the need to be good

For too long " Cuore " by Edmondo De Amicis, published in 1888, was considered above all a novel of good feelings, conformist and respectable. It is, in fact, much more. The writer Marcello Fois confirms this by introducing the new edition published by Emons (2022, pp. 288, also an e-book and audiobook), in which the traditional version also features a QR Code to listen to the actor Alessandro Benvenuti reading the text aloud. To use the words of Fois: "Heart [...] is [...] a lay breviary to rely on when we are tempted by selfishness, to rediscover the need to be good, fundamental in an age where wickedness is rampant and generates disasters”.
Not surprisingly, De Amicis' novel was born at a very particular moment in Italian history. Our country had recently been unified from a political point of view, but it had been "separated" for centuries in which its people had shared little or nothing. It was the Italy of a thousand dialects, heir to foreign domination and fragmentation in many states and small states. Of course, the Italian nation had been made, but the Italians yet had to be made. The need was there to give them a common identity, a sense of feeling italians, a shared culture.
De Amicis therefore imagined a book that did not have one or a few protagonists, but focused

on an entire elementary school class. A class that in its components represented a miniature cross-section of the entire nation.
In the classroom of Mr Perboni we find the poor and the rich, the son of the worker, the son of the professional and the craftsman. There are the boys from the north and the children from the south who moved to Turin for work, the city where the novel is set.
This humanity was called to share not only the time of the school year and the space in the classroom, but also a common feeling. The pupils were constantly urged to show solidarity even if they were different from each other, in the name of the common condition of pupils, but above all Italians. Above all in the name of precise secular and bourgeois ideals deeply felt by De Amicis.
First of all, the sense of duty and work ethic. These are values that for the Piedmontese writer had to be respected and kept alive a priori, not because they ensured the possibility of social or economic ascent, but because they represented a beacon capable of giving meaning to existence. Each pupil was told that "your books are your weapons, your class is your team, the battlefield is the whole earth, and victory is human civilization", to use the words of De Amicis's masterpiece.
To these ethical principles were also added moral values: goodness, dedication, the spirit of sacrifice, patience, solidarity. The result was a non-negotiable value system, absolute, which had to be practised because it represented good for the individual who exercised it and for the community of which the individual was a part.
It was a model, the one proposed by Cuore, which for De Amicis was necessary for a young and still fragile country, which had to fight to survive and, above all, progress.
A model with still something to say to us Italians, who are divided even today and fragile we always are.
As Marcello Fois rightly says again in his introduction to the book: “A book becomes a classic if it never stops speaking to us, if it continues to reveal something about us over time. And Cuore, even if we often forget it, is a great classic: a vademecum to understand the present, to understand in what dark depths its roots sink".

"Giulia
"Ti
mi raccomando studia!"
ritroverai tutti i sacrifici che hai fatto"
E Giulia studia, studia, passa notti insonni a studiare, si laurea in Economia e dopo 2 anni te la ritrovi lì, dietro al bancone di un Fast food a lavorare (con tutto il rispetto per chi lavora nei Fast food).
Poi c'è lei, Elisa. Si inventa un vocabolario fatto di parole storpiate. Elisa si dichiara una Prof ma se le chiedi chi ha scritto "nel mezzo del cammin di nostra vita", non sa chi sia. Viene osannata, seguita da milioni di ragazzini ed invitata a serate strapagate.
Provo rabbia e sconforto......ma non mollo.
Nonostante l'Italia e forse il Mondo stia diventando un luogo per idioti, il mio è un ultimo ed accorato appello alle nuove generazioni.
Vi prego studiate, non siate i protagonisti di questa deriva mentale e culturale che si sta impossessando del nostro Pianeta.
Ve lo assicuro, occorrerà pazienza, forse occorrerà andar via dall'Italia, ma vi ritroverete poi il giusto premio ai vostri sacrifici. Siate Giulia.
Traduzione specialistica inglese-italiano: al via il Master di ICoN UniGenova e UniPisa

Un Master di traduzione specialistica italiano-inglese. Questo è quanto erogato congiuntamente dall’Università di Genova, Dipartimento di Lingue e culture moderne, dall’Università di Pisa,

Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, e dal Consorzio interuniversitario ICoN - Italian Culture on the Net.
Il Master mira a fornire una preparazione professionale qualificata e aggiornata nella traduzione dall'inglese all'italiano in 6 domini specialistici molto richiesti dal mercato: Diritto, Economia, Informatica e localizzazione, Tecnologia, Ambiente ed energia, Biomedicine e discipline del farmaco.
Il Master ha un valore di 60 crediti universitari (1.500 ore) e dura 1 anno (23 gennaio 2023-18 gennaio 2024).
Le preiscrizioni sono aperte fino al 22 novembre. Possono partecipare cittadini italiani e stranieri in possesso di una laurea italiana di I livello o di una laurea straniera equivalente. Sono richieste una conoscenza molto buona dell'inglese, una padronanza dell'italiano a livello
madrelingua, una buona capacità di scrittura e redazione di testi in italiano.
Presentata la candidatura, è necessario sostenere un test d’ingresso per la valutazione delle competenze linguistiche e traduttive.
Il test si svolgerà online, all’inizio del mese di dicembre, dalle 9 alle 12 ora italiana.
Può essere effettuato da qualsiasi postazione e consiste in due prove: un riassunto in lingua italiana di un testo in lingua inglese, contenente complessità linguistiche e logiche, ma di argomento non specialistico, in modo da poter valutare sia il livello di conoscenza dell’inglese, sia la capacità di strutturare un documento e di scrivere in italiano; la traduzione in italiano di un breve testo inglese di argomento non specialistico.
Il calendario didattico è pubblicato sul sito del consorzio ICoN: http://www.traduzione. icon-master.it/.
I materiali didattici, che vengono studiati nell'ambito di classi virtuali con tutorato, si raggruppano nei seguenti settori didattici: Fondamenti della traduzione; Linguistica contrastiva per la traduzione; Risorse linguistiche e informatiche per la traduzione; Introduzione alla traduzione nei domini specialistici I; Introduzione alla traduzione nei domini specialistici II.
Il Master è erogato in modalità e-learning e consente la partecipazione di persone già impegnate in attività lavorative. (aise)
Ambasciatori di lingua
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 45
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-
plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-
no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.


62ma Festa Maria SS delle Grazie e San Vittorio Martire

Dignitari politici locali hanno partecipato ed elogiato il significato di portare tradizioni italiane nell'ambito della vita australiana. "Un arricchimento della nostra comunità multiculturale" come ha fatto notare l'immancabile Paul Lynch, MP per Liverpool.
Molti membri del Comitato del Club Marconi hanno partecipato alle celebrazioni fin dall'inizio della giornata con a testa il presidente Morris Licata. Presente anche il CEO Matthew Biviano, visibilmente soddisfatto per il buon andamento della giornata.
Significativo il messaggio di Padre Antonio Fregolent, scalabriniano e parroco di Mt. Pritchard: Stamattina parlavo ai miei fedeli non della buona notizia del Vangelo, ma della descrizione della realtà del mondo in cui viviamo.
Ma allora possiamo chiederci: è così male?
Immaginate solo nazione contro nazione e basti pensare all'Ucraina in
questo momento. Pensate solo ad alcune delle regioni dell'Arabia. Pensate all’Africa: Etiopia e Eritrea, combattimenti in tutto il mondo.
Popoli che litigano e allo stesso tempo muoiono perché non c'è abbastanza cibo, il vangelo ci dice che oltre a quella, noi siamo quella pestilenza e abbiamo appena finito con il Covid. Non è una parola diversa? Non è quella la pestilenza? Ed è ancora presente anche ai nostri giorni. È di ieri la notizia che una nave è giunta a Sydney con 800 persone ammalate.
Ciò significa che la pe-
stilenza è sempre con noi. E noi che facciamo? Come reagiamo a questo messaggio del Vangelo? Ci sono persone che diranno: Andremo avanti come sempre tiriamo a campare. Perché? Perché prima o poi tutto finirà e anche questo passerà. Ed infatti siamo qua tutti belli e splendenti. Non abbiamo neanche la maschera davanti a noi. Però abbiamo sempre l'impressione che qualcosa non funzioni.
Quello è un modo di reagire. Dire tutto passerà e mettiamo la testa sotto la sabbia e dimentichiamo tutto, c'è un altro modo. Il modo che ci viene suggerito da Cristo di fronte a questi avvenimenti è che noi possiamo alzare la testa e dire veramente “sono un cristiano, voglio affrontare queste cose in maniera diversa”.
Manca il pane? Cercherò di fare del mio meglio nell'ambiente in cui vivo, risparmiando facendo del bene, dando qualcosa agli altri, provenendo dalle persone che non ne hanno o vogliono testimoniare che ci sono guerre, perché non ricordiamo il comandamento che il Signore è venuto a portare. Amatevi l'un l'altro.
E quando saremo in grado di amarci, di sicuro non ci sarà guerra.
Ma sapete, la guerra non è solo quella in Ucraina. E la guerra tra famiglie? Che dire della guerra all'interno delle famiglie e madre e padre che a volte non si parlano…
Siamo onesti… Questo è il messaggio: alzati e mostra la tua fede e sii pronto



a testimoniare la tua fede, non con le parole perché le parole offendono le persone, ma con la vita. Ma cosa farò oggi, domani e dopodomani. Molto probabilmente voi mi chiederete: Padre, festeggiamo Maria Santissima delle Grazie e San Vittorio.
E allora come è venuta l'occasione di celebrare questa festa? La storia è sempre la stessa. Possiamo vedere una realtà e dire “Ma va! Che miracolo! È stata una fortuna”. Quella barca non si è rovesciata. Quei pescatori sono andati o quello che erano e sono ritornati in salvo.
Ma questo lo dicono le persone che non credono. A riguardo, possono quelle persone che invece dicono sì, il capitano Guscetti veramente era un cristiano e ha visto in quel momento che era il tempo di aggrapparsi a Maria e le ha chiesto “proteggi noi, guidaci e se raggiungiamo la terra costruiremo una chiesa in quel luogo”.
E mantennero la promessa. Questa è la storia di come Maria Santissima è diventata la protettrice di Roccella Jonica.
Avete visto in questi giorni alla televisione italiana? Non è perché voglio fare politica, oh, niente!
Il Mediterraneo oggi è come una volta, perché anche oggi ci sono i morti in mare, quelli che non arrivano in un luogo sicuro.
Anche oggi abbiamo bisogno della Madonna che ci salvi, anche oggi abbiamo bisogno di San Vittorio, che sia lì a difenderci, ma non a rimandare indietro le persone, non a rifiutarle, ma ad accettarle sempre.
Guardate che la misura più grande di queste due celebrazioni che facciamo è perché i protagonisti hanno amato.
La Vergine ha detto “sì” al Signore e ricevuto la grazia. Ha dato la vita a Gesù. E San Vittorio ha saputo dare la sua vita per difen-

dere la sua fede e testimoniare in quel modo.
Roccellesi, oggi siete orgogliosi? Siete orgogliosi perché siete qua insieme? Questa è la differenza tra quelli che credono e quelli che non credono, tra quelli che celebrano veramente e quelli che semplicemente vanno avanti giorno dopo giorno.
Oggi il bollettino meteorologico era contro la nostra festa. Hanno detto che pioverà, pioverà e pioverà per i prossimi tre giorni. Ieri siamo stati fortunati. Alle nove di stamattina due gocce di pioggia e nient'altro fino a stasera.
Ma ancora una volta è un miracolo o solo un caso?
Chi crede, dica grazie. Quelli che non credono, dicono, non m’interessa.
In ogni caso, oggi è una bella festa. Faremo la processione a Nostra Signora e a San Vittorio. Una cosa è essere cristiani che si battono per la propria fede. Non hanno paura di farlo.
Sono un cristiano e difenderò la mia fede dall'inizio alla fine dei miei giorni. Le grazie saranno sempre per ognuno di noi perché il Signore si serve sempre dei santi e di tutti per proteggerci, per guidarci e continuare nella nostra vita.
Dopo la Santa Messa, la Banda Giuseppe Verdi, condotta dal Maestro Salvatore Di Prima, ha intonato gli inni nazionali cantati a viva voce dai presenti.
A seguire, Joe Frasca ha fatto gli onori di casa: Paesani a tutti! A nome del nostro presidente, Frank Furfaro, vi diamo il benvenuto qui, alla nostra festa del 2022.
Signore e signori, sarebbe sbagliato da parte mia non ricordare il lavoro dei precedenti comitati che, per 62 anni, hanno lavorato per questa Associazione. Presidenti, vicepresidenti, membri del comitato, volontari, tutti meritano un enorme applauso per aver

@ CLUB MARCONI
continua dalla prima pagina
Padre Antonio Fregolent
Il Coro del Club Marconi ha accompagnato la celebrazione della Santa Messa





tenuto in vita le nostre tradizioni.
Faccio parte del comitato ormai da nove mesi e perché sono entrato nel comitato? Sono entrato perché ci sono alcune persone nel nostro comitato che sono persone fantastiche, brillanti e hanno una passione. Una passione per continuare l'eredità di ciò che abbiamo iniziato 62 anni fa ma, senza mancare di rispetto a nessuno di loro, alcuni stanno già invecchiando un po'.
E se non ci fosse solo sangue nuovo o solo sangue più giovane per entrare nel comitato, il comitato morirebbe rapidamente. Quindi un paio di noi si sono riuniti e hanno pensato: dobbiamo intensificare, integrare, arricchire... Non possiamo perdere ciò che, precedentemente, dette persone ci hanno costruito. Ci hanno portato la tradizione, ci hanno portato i valori, ci hanno portato la fede, ed è nostro compito continuare così.
Io do il benvenuto a tutti i giovani che sono qui oggi, che desiderano unirsi a noi per venire a trovarmi, perché ora abbiamo molti giovani coinvolti.
In realtà abbiamo un sottocomitato, composto da molti giovani che sono saliti a bordo per organizzare cose diverse, per mantenere vive le tradizioni della comunità italiana al difuori dei confini dello Stivale.
Non è facile organizzare una festa come questa. Il Club Marconi è stato incredibile e ha approvato la nostra idea di avere una festa qui con tutto il cuore, fin dal primo giorno. Non c'è stato mai un problema su cosa volessimo fare e loro volevano aiutare a riportare indietro la comunità italiana.
E io ho applaudito il Club Marconi per l'iniziativa e gli sono debitore. E così siamo tutti qui oggi. Quindi: grazie!
Come già detto, questa è la nostra 62ma Festa annuale. Al momento abbiamo un membro nel nostro comitato che viene dal nord Italia. Vogliamo spingerci oltre il nostro essere un comitato italiano che porta i valori del popolo italiano in Australia.
Dovremo essere orgogliosi delle nostre origini. Dovremo essere orgogliosi dei nostri valori.
Dovremo essere orgogliosi, orgogliosi della nostra fede. Dovremo essere orgogliosi italiani e australiani.
Non dimenticare mai da dove veniamo e sii orgoglioso da dove veniamo. E questa è la nostra opportunità per mostrare al mondo, per mostrare a tutti con il supporto del Club Marconi, chi siamo e cosa
rappresentiamo. Signore e signori, oggi vi auguro il mondo del meglio per trascorrere il tempo più piacevole. Spero che tutti abbiano una buona giornata. Grazie a tutti.
Ha poi presi la parola Paul Lynch, membro del Parlamento per Liverpool. Lynch è un grande amico e sostenitore della comunità italiana e raramente non lo si vede alle nostre feste. Purtroppo gli anni passano anche per Mr Lynch e questo sarà il suo ultimo da parlamentare. Il suo seggio comunque è in buone mani essendo la consigliera comunale di Liverpool, Charishma Kaliyanda, presente alla Festa, la candidata alle prossime elezioni. Dopo aver salutato i partecipanti, Mr. Lynch ha continuato:
La grande storia australiana, la storia australiana più tradizionale è quella di qualcuno che è nato da qualche altra parte, arriva in questa terra, fa di questo luogo la sua casa, ma ricorda da dove viene, celebra la sua tradizione e celebra la sua cultura.
Questa è la definizione dell'Australia contemporanea. Siamo una nazione con persone provenienti da tutto il mondo. Persone da tutto il mondo sono venute qui e hanno costituito questa nazione. È di fondamentale importanza che ricordino la loro tradizione. Gli italiani tanto quanto chiunque altro, perché questo ci rende un posto molto più interessante nel mondo globale.







I coniugi Locantro e Tony Noiosi
Maestro Salvatore Di Prima con la moglie Maria
Joe Frasca saluta i partecipanti
Inizia la processione: Maria SS portata a braccia...
... San Vittorio con l'aiuto di un furgoncino
Processione attorno al Club Marconi
Paul Lynch MP per Liverpool
Da sinistra: Silvio Marrapodi, Paul Lynch, Morris Licata, Charishma Kaliyanda, Joe Frasca, Angelo Maggiotto, Tony Paragalli, Pino Scambellone, e Frank Placanica
Le associazioni alla processione



Questo ci rende molto più piacevoli.
Uno dei motivi per cui l'Australia è un posto così bello in cui vivere è per il suo carattere di multiculturalismo australiano, di persone provenienti da tutto il mondo che celebrano le loro culture e tradizioni d’appartenenza, e ciascuna di dette comunità ha la propria giusta quota. Nessuno è migliore di chiunque altro. Nessuno ha un diritto più grande a mantenere le tradizioni di qualsiasi altra comunità. Questa è l'essenza di chi siamo oggi. Ci sono alcuni politici conservatori che non capiscono. Non vogliono che tutti suoniamo e assomiglino a me. Non capiscono la nostra storia. Non cedono, non ottengono la forza dell'Australia contemporanea.
No, è un posto meraviglioso in cui vivere. Uno dei motivi è che la comunità come quella di oggi ha una grande festa.
Anche il presidente del Club Marconi, Morris Licata, ha voluto porgere ai festeggianti il suo saluto: Buon pomeriggio a tutti e benvenuti al Club Marconi. A nome del Board, porgo a tutti voi il benvenuto a questa Super Festa (Maria
siamo davvero apprezzare quanto sia meraviglioso riunirsi e festeggiare le cose che sono molto significative per noi.
Quindi, con questo, spero che vi godiate il resto del pomeriggio e non vedo l'ora di celebrare la Festa con tutti voi. Grazie mille.
Per trovare Frank Furfaro, il Presidente, basta semplicemente cercarlo dove si lavora.
Frank non va in giro a farsi ossequiare dai partecipanti alla festa, si è rimboccato le maniche e lo abbiamo trovato, grazie all'aiuto investigativo di Frank Macrì, intento ad impastare la farina per fare le zeppole calabresi con le acciughe.
“Abbiamo cominciato a lavorare tre giorni fa - ci confida Frank - venerdì c’era da sistemare il tendone e tutto il resto; ieri sabato e, fino adesso, avanti tutta senza mai fermarsi.
Il tempo sta facendo il bravo. Bravo e bello, menomale!
Noi speriamo che si mantenga buono.
Ai vecchi tempi c'era tanta gente come adesso e le persone continuano a venire, vuol dire che la tradizione continua e noi ci stiamo impegnando per questo, per scrivere la storia dei nostri giorni.
L'associazione va avanti da sessantadue anni. Prima era solo “San Vittorio”,
Santissima delle Grazie e San Vittorio Martire protettori di Roccella Jonica) che celebriamo oggi. Congratulazioni a tutti, il supporto che date a questa Festa è fantastico e riunire tutti è fantastico. Uno speciale ringraziamento a Frank Furfaro, a Joe e a tutto il Comitato. Continuate il buon lavoro e Viva l’Italia!
Ha poi preso la parola la consigliera comunale per Liverpool, Charishma Kaliyanda: Buon pomeriggio a tutti. Seguendo le parole di Joe e di Paul Lynch, sono una di seconda Generazione e molto orgogliosa. Australiana e riconosco davvero di stare sulle spalle dei giganti. Persone come tutti voi che hanno deciso di celebrare, mantenere la cultura, mantenere vive le proprie tradizioni e garantire che le cose che ritenete preziose vengano trasmesse alla generazione successiva.
E questa è solo un'altra forma di ciò. Quindi è un grande onore per me celebrare questa Festa, la seconda. L'ultima volta che sono venuta è stato nel 2018 e, grazie agli ultimi anni che abbiamo avuto, questo è molto più significativo e penso che pos-
poi nel 2000 ci siamo uniti con l’Associazione di “Maria Santissima delle Grazie” per formare una sola Associazione. Entrambe le associazioni siamo persone con i natali di Roccella Jonica, non aveva senso avere due Associazioni.
I protettori sono entrambi di Roccella.
Quindi continuiamo la tradizione: abbiamo i giovani che imparano da noi vecchi… anziani.
Sono tutti volontari e che si prestano con passione e capiscono l’importanza della nostra cultura.
La nostra Festa è ancora molto popolare e alla gente piace. Sono convinto che abbiamo dei bravi giovani nell’associazione e che continueremo ancora per molti anni a venire.
Evviva Maria Santissima delle Grazie e Viva San Vittorio! Grazie. Grazie".
Hanno mandato scuse per non poter partecipare il senatore Francesco Giacobbe, il deputato Nicola Carè, il membro del Parlamento Guy Zangari e il sindaco di Fairfiled Frank Carbone.
La festa è continuata fino a notte con uno spettacolo di tutto riguardo per concludersi con i fuochi artificiali.
Nella prossima edizione pubblicheremo, nelle due pagine centrali, un ampio resoconto fotografico dell'amico Joe Nesci.



Gli allievi di Maria Tripodi partecipano alla Festa

Maria Tripodi, insegnante d'italiano della scuola Marco Polo, non si è fatta perdere l'occasione di partecipare con i suoi studenti alla Festa di Maria SS delle Grazie e San Vittorio Martire. Maria sostiene che la lingua italiana si apprende più facilmente frequentando luoghi dove hai la possibilità di incontrare gli italiani, specie quelli di prima generazione.
L'atmosfera della Festa, le tradizioni, le bancarelle con il cibo, la musica e i musicisti, tutto contribuiscono all'apprendimento di un lingua che va a braccetto con arte e cultura.
Durante la serata gli studenti hanno potuto scambiare quattro parole con gli italiani "veri' i calabresi trapiantati da Roccella Jonica. Questo penso sia servito ad imbrogliare ulteriormente la matassa, perché il dialetto calabrese non è molto facile da comprendere. Ma niente paura, c'è sempre Maria che, da brava insegnate è diventata traduttrice.

Il presidente del Club Marconi, Morris Licata
Consigliera comunale Charishma Kaliyanda
Paul, Silvio e Pino con tre partecipanti alla festa
Presidente onorario Silvio Marrapodi e Tony Mittega
Frank Macrì con il presidente Frank Furfaro
Ottima la Banda Giuseppe Verdi con il Maestro Di Prima
Al lora! mezz'ora di religione

Musica sacra e lirica per ricostruire il sacrario di Santa Teresa
Una star dell'Australia Opera presterà la sua voce a un concerto speciale in aiuto per rinnovare il sacrario della chiesa. Uno dei tenori più importanti del mondo si esibisce per uno dei suoi pubblici più intimi, tutto in nome della sua fede.
Abituato a cantare di fronte a migliaia di fan adoranti, Diego Torre dell'Opera Australia sta organizzando uno speciale concerto unico nella sua chiesa locale di Sydney per sole 400 persone per raccogliere fondi per rinnovare il sacrario della parrocchia di Santa Teresa a Mascot.
Eseguendo un ensemble di musica sacra e cantate d'opera, il concerto esclusivo è il suo modo di restituire alla sua parrocchia di Santa Teresa Mascot che lo accolse a braccia aperte 10 anni fa dopo essere arrivato da New York.
Tuttavia sono i suoi compagni parrocchiani che non riescono a smettere di cantare le sue lodi. L'acclamato interprete che ha cantato alcune delle opere più famose del mondo, tra cui Madame Butterfly, La Bohème, Carmen e Tosca, ha detto che sarà una delle poche volte in cui si è esibito in una chiesa.

del mondo. Il viceparroco, padre Maurizio Pettena, ha detto che la sua performance di parrocchiano è letteralmente un "dono di Dio".
Ha detto che quando la comunità ha deciso di restaurare il santuario e aggiornarlo in base alle esigenze liturgiche, Diego è stato il primo a offrirsi volontario per aiutare. “La musica è una parte molto importante dell'intero rituale della Messa e porta qualcosa di veramente bello alla liturgia”, ha detto.
The pontificate of Pope Leo I spanned the middle of the fifth century (440-461).
It was an era marked by great disturbances, in the world and in the Church.
One of the most famous events in his papacy occurred in the year 452, when the whole of the Italian peninsula was trembling in the face of invasion by Attila the Hun.
Three years later, it fell again to Pope Leo to stand without human aid before a conquering army.
Genseric, a Vandal king, appeared at the gates of Rome; and although the great Pope could not persuade him to spare the city, he nonetheless convinced him to spare the Archbasilica of St John Lateran, and the Basilicas of Sts Peter and Paul.
The city was captured, but thousands of innocent people were saved when they took refuge in the Christian edifices.
The life of Leo, however, was not concerned solely with secular affairs, and the pursuit of worldly peace.
Within the Church, Pope Leo was dedicated to the preservation of the teachings handed down once for all from the Apostles. His greatest triumph was the Ecumenical Council, promoted by him, which was held in Chalcedon (modern Kadiköy, Turkey). There, the Council Fathers recognised and re-affirmed the truth of the union of two natures - divine and human - in the one Person of Jesus Christ. Leo himself had proclaimed this truth in a letter, originally addressed to Flavian, the Patriarch of Constantinople.
When Leo’s “Tome” was read at Chalcedon, the Council Fathers cried out “Peter has spoken through Leo!”
Leo the Great was an ardent supporter and promoter of the Primacy of the See of Peter. In almost 100 sermons and letters that have come down to us, the “Great Pope” shows himself as both a theologian and a pastor: attentive to the importance of communion between the churches, but never forgetting the needs of the faithful.
It was his care and concern for ordinary women and men that animated the works of charity he accomplished in an era marked by famine, poverty, injustice, and pagan superstition.
In all his actions, he strove to “uphold justice with constancy,” and to “offer clemency with love” - all in the name of Jesus, since “without Christ we can do nothing, but with Him, we can do all.”
Leo’s pontificate was marked by a number of firsts: He was the first Pope named Leo, and the first Pope to be remembered as “the Great” (later, Gregory I and Nicholas I would also be accorded the honour).
Leo is also the first Pope whose sermons have come down to us. He is one of only two Popes (the other is Gregory) to be recognised as a Doctor of the Church.
When he died in 461, he became the first Pope buried in the St Peter’s Basilica. His relics are preserved in the new St Peter’s, near the Altar of the Chair, in a chapel dedicated to the “Madonna of the Column.”
"Per me cantare in un teatro dell'opera è quello che faccio come cantante d'opera, quindi per me questo è molto insolito ma anche molto speciale", ha detto. “Cerco di dare il 100 per cento a ogni prestazione, ma questa mi porterà ad un altro livello, ne sono sicuro.
“Credo che la musica in generale aiuti le persone a diventare esseri umani più sensibili, più compassionevoli e migliori e che la mia voce sia un dono di Dio. Credo anche che sia come diceva san Tommaso che 'chi prega con la musica prega due volte'.
“Siamo venuti in Australia in questa comunità più di dieci anni fa con don Valentin e don Maurizio che hanno abbracciato me e la mia famiglia, quindi questa è la mia opportunità per ricambiare la loro gentilezza”.
Il cantante messicano è arrivato in Australia nel 2011 su invito di Opera Australia e ha continuato a esibirsi sia qui che all'estero con alcune delle principali compagnie d'opera
“Abbiamo una comunità composta da background diversi, quindi il nostro parroco don Valentin ha deciso che saremmo diventati un solo corpo, il Corpo di Cristo, quindi abbiamo centrato tutte le nostre riflessioni attorno all'Eucaristia.
“Canta con la moglie la prima domenica del mese nella messa che è diventata molto popolare perché è splendidamente ani-
mata da inni di significato liturgico che la gente comincia ad abbracciare… quindi, per diventare una comunità eucaristica, visivamente avevamo bisogno di qualcosa in cui l'Eucaristia fosse celebrata e visivamente fosse bella, motivo per cui abbiamo bisogno di raccogliere fondi. Diego è una delle persone più umili che potresti incontrare, è così genuino e una persona di profonda fede. Canta con la moglie la prima domenica del mese alla messa che è diventata molto popolare perché è splendidamente animata da inni di significato liturgico che la gente comincia ad abbracciare e ad apprezzare”. Il concerto di raccolta fondi del 18 novembre si svolge in due parti, la prima composta da arie religiose classiche e la seconda più popolare arie d'opera. I biglietti costano $70.00 e sono disponibili sul sito web della parrocchia.


Lo strano caso delle carte da gioco che si trasformarono in soldi

di Angelo Paratico
Il denaro è solo un biglietto che dà diritto a beni e servizi, e poco importa se è d’oro, d’argento o di carta straccia.
L’essenziale è che sia sostenuto dal credito di uno Stato - basta che lo Stato l’accetti in pagamento delle tasse - e che la quantità emessa sia regolamentata, mantenendo il livello generale dei prezzi.
Un fatto realmente accaduto in Canada, molti anni fa, illustra bene questo principio. Mostrando come i concetti economici siano in fondo semplici e non legati alla matematica, come alcuni economisti vorrebbero farci credere.
Due secoli e mezzo fa il popolo del Canada francese si trovò ad affrontare una forte penuria di denaro.
Nel Canada francese essi dipendevano dal ricevere ogni anno una cospicua rimessa dal governo di Parigi. Nel 1685, essendo il re Luigi XIV occupatissimo con le sue inutili guerre, la sua mania di costruire palazzi, le sue amanti e il resto delle sue stravaganze, la rimessa di denaro ai canadesi non arrivò.
Il governatore del Canada francese si chiamava Jacques de Meulle e se fosse stato un esperto nei moderni principi economici avrebbe affrontato la situazione con quell’interessante processo noto come “pareggio di bilancio”. Vale a dire che, avendo il popolo del Canada molto meno denaro del solito, avrebbe sottratto loro molto più del solito in tasse.
Avrebbe sciolto le sue truppe, congedato il maggior numero possibile di dipendenti pubblici, e anche gli uomini d’affari sarebbero stati costretti a licenziare i propri operai, non avendo i mezzi per pagarli.
Questa orda di disoccupati, privata dei mezzi di sussistenza, avrebbe dovuto essere tenuta in vita in qualche modo, e senza dubbio avrebbero imposto nuovi balzelli per lenire la loro miseria, finanziando delle mense pubbliche. Questo è ciò che si chiama “pareggiare il bilancio, peggiorando le cose”.
Per fortuna dei cittadini canadesi, l’Intendente francese non capiva nulla di economia.
Ma essendo un uomo ragionevole, per prima cosa tentò di
attingere a tutti i soldi a sua disposizione. Questi questi si rivelarono del tutto insufficienti, usò la fantasia per risolvere quella penuria.
Fabbricò del denaro temporaneo, di fortuna, sostitutivo. Non aveva nemmeno una macchina da stampa con cui stamparlo, ma fece incetta di tutti i mazzi di carte da gioco che riuscì a procurarsi.
Ecco la storia dell’Intendente, M. Jacques de Meulle, nelle sue stesse parole, nella relazione da lui scritta il 24 settembre 1685 al Ministro delle Finanze di Parigi:
“Ho attinto dai miei fondi e da quelli dei miei amici tutto quello che ho potuto ottenere, ma alla fine li ho trovati senza mezzi per darmi ulteriore assistenza.
Non sapendo a quale santo votarmi, essendo il denaro estremamente scarso, e avendo distribuito somme considerevoli da ogni parte per la paga dei soldati, mi è venuto in mente di emettere, al posto del denaro, banconote di carta, che ho fatto tagliare in quarti.
Vi mando, mio Signore, i tre tipi che ho emesso, accompagnata da un’ordinanza con la quale ho obbligato tutti gli abitanti a ricevere questo denaro in pagamento, e a metterlo in circolazione, impegnandomi allo stesso tempo, a mio nome, a riscattare le suddette banconote. Nessuno le ha rifiutate, e così buono è stato l’effetto che con questo mezzo le truppe hanno vissuto come al solito”.
Vogliate notare quest’ultima affermazione: “Le truppe hanno vissuto come al solito”. Sei anni dopo, ci fu una nuova carenza di denaro in Canada, e per la seconda volta fecero ricorso ai soldi delle carte da gioco.
Il governo francese protestò ripetutamente per la questione di questo denaro, ma i canadesi ritennero che servisse al loro scopo, e preferirono usare denaro di fortuna, piuttosto che finire in bancarotta per mancanza di soldi. Questa non è una fa-


vola. È un vero e proprio fatto storico, i cui dettagli sono conservati negli archivi canadesi. I francesi canadesi non vivevano altrettanto bene con i soldi delle carte da gioco, i soldi coniati a Parigi erano meglio, perché pagavano di più per i beni portati dalla Francia.
Ma quello che fece M. de


Meulle fu una cosa molto semplice e allo stesso tempo fu una cosa molto profonda. M. de Meulle probabilmente non ha mai considerato che ci fosse qualcosa di molto profondo in quel che fece e che saremmo ancora qui a parlarne.
Per lui era solo un passo ovvio e semplice, ma fu il passo giusto.


Luigi XIV
la pagina di Marco

RON DESANTIS, RICORDATEVENE

Per le TV e i media nostrani le elezioni di martedì in USA hanno fatto scoprire Ron DeSantis, riconfermato governatore della Florida.
I lettori de IL PUNTO questo nome invece dovrebbero già ricordarselo bene perché è da molto tempo che scrivo che potrà essere un prossimo presidente americano.
Lo diventerebbe sicuramente già nel 2024 se Trump non si mettesse in mezzo a voler rovinare tutto con il suo egocentrismo e
MIGRANTI: SI RICOMINCIA
Tutto secondo copione: le ONG raccolgono migranti su prenotazione, cercano porti sicuri, Malta e l’Europa dicono di no, le navi battenti bandiera tedesca, norvegese, olandese ecc. stazionano per più giorni nel Canale di Sicilia (di imboccare Gibilterra e sbarcare a casa propria o nella progressista Spagna chi è a bordo non se ne parla neanche) e intanto cresce il dibattitto e la polemica tra i “buoni” e i “cattivi”.
La sinistra è “buona”, la destra è rude, insensibile e quindi “cattiva”, mentre l’Europa dà alte lezioni di moralità ma - salvo la Francia - non c’è stato uno straccio di governo che si sia offerto di prendersi in casa una quota di questi derelitti.
La Francia ha comunque tuonato “L’Italia è inumana!”. Dai dati ufficiali del Ministero dell’Interno si apprende che dall’inizio dell’anno al 9 novembre l’Italia ha accolto 89.826 persone sbarcate, 4.713 solo dall’1 al 9 novembre, ovviamente contando solo gli arrivi “ufficiali”. Giudicate voi chi dovrebbe vergognarsi.

rischiando così di far perdere ai repubblicani le prossime elezioni.
Se Trump annuncerà la sua candidatura già la prossima settimana, saranno per gli USA due anni di divisioni, polemiche, inchieste, mobilitazioni collettive, veleni incrociati e da noi vi saranno migliaia di articoli, programmi, inchieste su Donald, il “cattivo” che vuol portar via il potere ai santi democratici checome nelle fiabe a lieto fine – alla fine trionferanno sul male e che
comunque se mai perdessero sarebbero sconfitti solo da elezioni truccate, magari da Putin.
Se il candidato repubblicano sarà invece DeSantis o qualche altro moderato, il GOP vincerà le elezioni alla faccia di Biden, sempre più rintronato.
Tornando a DeSantis: è un repubblicano di lontane origini italiane, è giovane e di destra, sta governando bene la Florida, è stato rieletto alla grande con un mare di voti rilanciando il proprio Stato ed affrontando il COVID con determinazione ma anche senza ipocrisie. DeSantis non ha (ancora) in mano il partito, ma certo è più presentabile di Trump che - se si candiderà - sarà il più grande alleato dei democratici. Mancano due anni, ma visto l’inesorabile declino dello spento Biden che ha portato i democratici a perdere il Congresso la partita è già aperta, nonostante i contorcimenti e i mal di pancia dei progressisti commentatori nostrani che monopolizzano i dibattiti TV.

E volevate che Letizia Maria Brichetto Arnaboldi vedova Moratti salutata la giunta regionale lombarda e persa l’occasione di fare la ministro con la Meloni non stesse cercando un incarico, fosse anche dalle parti di Calenda & Renzi, almeno come futura candidata presidente del centro-sinistra-centro alle prossime elezioni in Lombardia?
Detto e fatto: lasciato un posto se ne prepara un altro e in quarantotto ore opplà la frittata è capovolta con Letizia Maria pronta a correre per il fronte progressista. Senza offesa ed anzi con simpatica cordialità, la Signora Letizia - figlia e nipote di casate illustri, costellate di lombi nobili rigorosamente dai doppi nomi e dotata per stirpe di un patrimonio impressionante - non ce la fa a stare ferma un minuto e tantomeno a restare in seconda fila, né si pone il problema di un minimo di coerenza politica.
D'altronde - nella disperata ricerca di posti e visibilità – negli anni ha messo insieme un curriculum impressionante. Già presidente della Rai, di UbiBanca e di una infinità di altre società, ministra della Pubblica Istruzione, sindaco di Milano (poi pesantemente bocciata al secondo

VOGLIA DI PACE
L’imponenza delle manifestazioni di sabato scorso per la pace in Ucraina sottolineano la credibilità dei sondaggi che hanno sempre sottolineato l’esistenza in Italia di una ampia minoranza politicamente trasversale del paese (che sta diventando aperta maggioranza) che chiede uno stop ai combattimenti e non vuole l’invio in Ucraina di altre armi italiane.
mandato, invano glielo avevano spiegato di non ricandidarsi), è una che “ci mette del suo” (in termini di milioni) quando gli servono per la campagna elettorale perché comunque ne ha quanti ne vuole.
Insomma, la Moratti era alla ricerca di una collocazione visibile: “AAAA candidata esperta, massimamente curriculata con patrimonio cospicuo, disponibilità immediata anche in anche casa altrui, offresi.” Assunta.
Diciamoci le cose senza ipocrisia: fino all’altro ieri il governo “di larghe intese” imponeva di fatto un divieto politico a manifestare, con il PD da sempre il più spinto a scegliere la linea dura e armaiola contro Putin, mentre il M5Spure al governo - si adeguava con pochi distinguo. Oggi, cambiato scenario, i Grillini scelgono la sponda del pacifismo e riprende subito forza quella sinistra anti-NATO che tenderà ad identificare sempre di più la guerra come una scelta del governo Meloni. Il PD intanto gira come una trottola sbandando qua e là cercando soprattutto di far dimenticare le posizioni tenute fino ad oggi. Stesso paradosso a destra, dove c’erano sempre state più o meno visibili riserve sull’intervento italiano e che oggi si trova spiazzata dalle manifestazioni di sabato della sinistra con il rischio di ritrovarsi a rappresentare da sola le posizioni NATO ed europee più estreme in una giravolta di posizioni per lo meno curiosa. Presa dalla necessità di non dare spazio a critiche atlantiche prima delle elezioni, la Meloni ha voluto e dovuto scegliere la strada della continuità, pur sapendo benissimo che una buona fetta dei suoi elettori sarebbero i primi ad applaudire ad un progressi-

by ROLAND MELOSI
vo sganciamento da posizioni di adesione acritica alla linea “dura e pura” fin qui seguita dall’Europa e dai suoi alleati. Vorrà marcare un prossimo distinguo? In molti lo sperano, anche perché di fatto le piazze sono state comunque un avviso italiano a Zelensky di cambiare i toni con invito a sedersi a un potenziale tavolo di pace perché l’appoggio alleato non è infinito e sempre di più le opinioni pubbliche chiederanno uno sganciamento controllato. In questo senso forse proprio la Meloni potrebbe essere – progressivamente e senza stappi – la portatrice di una posizione nuova dell’Europa che si avvii ad aiutare l’Ucraina con impegni futuri sulla ricostruzione piuttosto che continuando con una acritica fornitura di altre armi.
È un momento in cui anche Putin è debole ed ha interesse ad una tregua perché dopo nove mesi questa guerra sta diventando una sconfitta anche per lui, soprattutto perché i due blocchi hanno capito che l’avversario è teoricamente insuperabile salvo usare armi non convenzionali, con il fronte di fatto bloccato, ma bisogna uscirne innanzitutto con una volontà di arrivare ad una conclusione.
Le parole vigorose e per me assolutamente condivisibili espresse anche in Bahrein da Papa Francesco - che ha assunto in maniera forte questa posizione già dall’inizio del conflitto, purtroppo non ascoltato - partono dal presupposto che occorre innanzitutto una volontà di tregua per cominciare a valutare la situazione e, soprattutto in vista dell’inverno, concedersi una pausa umanitaria.

San Casciano dei Bagni, dall’efebo alle matrone:
archeologia
Da vasca romana emergono 24 bronzi

Si tratta della “scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai fatti nella storia del Mediterraneo antico”. Sono le parole del direttore musei del MiC Massimo Osanna a commento dell’incredibile ritrovamento a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena
Una scoperta a dir poco eccezionale: 24 statue di bronzo, di
raffinatissima fattura, conservate per 2.300 anni dal fango e dall’acqua bollente termale in vasche sacre
Le statue sono riemerse dagli scavi nel comune toscano, integre, in perfetto stato di conservazione.
Cinque sono quasi alte un metro. Tra le più sorprendenti quella di un giovane efebo, una statua di Igea, dea della salute, con un serpente arrotolato sul braccio. E


poi Apollo, altre divinità, matrone, fanciulli, imperatori
“Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo”, ha detto all’Ansa l’archeologo Jacopo Tabolli, giovane docente dell’Università per Stranieri di Siena, che dal 2019 guida il progetto
Secondo Tabolli si tratta indubbiamente di un tesoro “assolutamente unico”, accompagnato da una incredibile quantità di iscrizioni in etrusco e in latino. E ancora: migliaia di monete e una serie di altrettanto interessanti offerte vegetali
Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha già visitato il laboratorio di restauro è entusiasta. “Un ritrovamento eccezionale che ci conferma una volta di più che l’Italia è un paese fatto di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”
Le opere in bronzo sono state realizzate con tutta probabilità da artigiani locali, secondo gli studiosi si possono datare tra il II secolo avanti Cristo e il I dopo. Facevano parte di un santuario, con piscine ribollenti, terrazze digradanti, fontane, altari
“Un santuario che esisteva almeno dal III secolo a.C. e rimase attivo fino al V d.C., quando in epoca cristiana venne chiuso ma non distrutto, le vasche sigillate con pesanti colonne di pietra, le divinità affidate con rispetto all’acqua”, racconta ancora Tabolli.
È senza dubbio “il più grande deposito di statue dell’Italia antica e comunque l’unico di cui abbiamo la possibilità di ricostruire interamente il contesto” conclude Tabolli. (ANSA)



50 anni fa il ritrovamento dei Bronzi di Riace
Il ritrovamento e il recupero dei Bronzi di Riace ha segnato un punto di svolta nella storia e nel patrimonio dell'archeologia ellenistica in Calabria e non solo. Sono trascorsi cinquant'anni da quell'evento straordinario, avvenuto il 16 agosto del 1972 nella spiaggia di Riace Marina, sullo Ionio reggino.


Il ritrovamento è avvenuto a 200 metri dalla spiaggia, ad una profondità di 8 metri, dal sub romano Stefano Mariottini che, durante un'immersione, aveva scorto le due statue parzialmente coperte dalla sabbia. Le opere, risalenti con tutta probabilità alla metà del V sec. a.C. e alte rispettivamente 1,98 e 1,97 metri, certamente realizzate ad Argo nel Peloponneso come venne poi accertato dall'analisi delle terre di fusione, una volta recuperate, si presentarono in un eccellente stato di conservazione. "Rico-
nobbe le due statue come creazioni della bronzistica greca da ascriversi alla grande tradizione artistica del V sec. a.C. - aggiunge ancora Alessandro Foti - e dopo il primo intervento per la desalinizzazione nella Soprintendenza calabrese, per il restauro scelse il laboratorio della Soprintendenza archeologica della Toscana. Così nel 1975 i guerrieri furono trasportati a Firenze dove c'erano attrezzature e personale con esperienza nel campo della conservazione dei reperti metallici di provenienza archeologica".
Al lora! la pagina della Donna a cura di Maria
Adeline Virginia Woolf
Adeline Virginia Woolf, nata Stephen, è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica. Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi, fu, assieme al marito, militante del fabianesimo, movimento politico e sociale britannico di ispirazione socialdemocratica. É figlia di Sir Leslie Stephen e di Julia Prinsep-Stephen, entrambi vedovi e già con figli. La madre morì nel 1895 quando Virginia aveva solo 13 anni: un lutto che la segnò profondamente. Non ebbe accesso all’istruzione pubblica ma compì gli studi in casa. Molti suoi ricordi, di cui scrisse nei sui diari e di cui traspare nelle sue opere (Gita al faro, Le onde), sono legati alle estati trascorse nella casa al mare a Saint Ives, in Cornovaglia dove la famiglia trascorreva alcuni mesi fino alla morte della madre.

Nel 1905, dopo la morte del padre, fondò, con la sorella Vanessa, cui era molto legata, il fratello Thoby e altri amici scrittori, intellettuali, filosofi e artisti, il Gruppo di Bloomsbury, un circolo liberale e anticonformista tra i più influenti nell’Inghilter-
Magnate Thailandese transgender ha acquistato la compagnia che gestisce Miss Universo

Anna Jakkaphong Jakrajutatip ha acquistato la Miss Universe Organization dall'americana Endeavor per 20 milioni di dollari: lo ha annunciato la sua società, che ora ospiterà il concorso di bellezza internazionale a cui vuole dare un approccio "più progressista" Il concorso di Miss Universo diventa più inclusivo e passa in mani asiatiche: la magnate dei media thailandese e sostenitrice dei diritti dei transgender, Anna Jakkaphong Jakrajutatip, ha acquistato la Miss Univer-
se Organization dall'americana Endeavor per 20 milioni di dollari: lo ha annunciato la sua società, che ora ospiterà il concorso di bellezza internazionale.
L'imprenditrice transgender, che ha lavorato per la difesa dei diritti LGBT+ nel Paese, è l'ad della JKN Global Group, una società di distribuzione di media con sede a Bangkok, ma è più nota al grande pubblico per il suo ruolo nelle versioni thailandesi di reality show, tra cui 'Project Runway'.

ra di inizio Novecento. Nel 1912 sposò Leonard Woolf, un teorico della politica. Il suo primo libro The Voyage Out (La crociera), fu pubblicato nel 1915. Ebbe relazioni con alcune donne come Violet Dickinson, Vita Sackville-West, Ethel Smyth, che influenzarono profondamente la sua vita e le sue opere letterarie. Woolf pubblicò romanzi e saggi per un pubblico intellettuale, e sia da questi ultimi che dalla critica ottenne un immenso successo.
Insieme al marito Leonard, Virginia nel 1917 fondò la casa editrice Hogarth Press, che in quasi trent’anni di attività (19171946) stampò 525 libri: tra questi molta parte delle proprie opere ma anche di nuovi talenti letterari, autrici e autori prestigiosi. Virginia soffriva di una precaria salute mentale e solo la vicinanza di amiche e amici più cari, del marito Leonard e la sua attività di scrittrice riuscivano a sollevarla da profondi stati d’ansia. Nel racconto autobiografico Momenti di essere e altri racconti Woolf riportò che lei e la sorella Vanessa Bell subirono abusi sessuali da parte dei fratellastri George e Gerald Duckworth. Questo, con la morte prematura della madre, ha sicuramente influito sui frequenti esaurimenti nervosi.
Il il 28 marzo 1941 Virginia si allontanò da Monk’s House. Sulle rive del fiume Ouse mise dei sassi nelle tasche del cappotto e si immerse nel fiume. Il suo cadavere fu ritrovato il successivo 18 aprile. Le ceneri di Virginia Woolf riposano sotto a due olmi, accanto a quelle del marito, nel giardino della Monk’s House. . Il bastone da passeggio di Virginia che Leonard Woolf trovò sulla riva dell’Ouse oggi fa parte della collezione su Virginia Woolf della New York Public Library, una delle più complete al mondo: tra i materiali più rari lettere, libri, diari e il bastone con cui la celebre scrittrice ha raggiunto il fiume prima di togliersi la vita.

Grazia Storniolo
Per non dimenticare...

Livia era giovane quando si trovò di fronte a una scelta. Era giovane, aveva due bambini piccoli, ed era sola. Perché suo marito era andato a combattere in Russia e non era più tornato, nonostante per anni Livia l’avesse atteso. Invano.
Livia Laverani veniva da una semplice famiglia piemontese. Il suo papà faceva il ferroviere, era iscritto al partito socialista e rifiutò di aderire al fascismo.
Così nel 1923 perse il lavoro.
Ma non il sorriso: portava la piccola Livia in bicicletta alle riunioni di Partito, e sul manubrio legava sempre splendidi papaveri rossi.
Il fratello maggiore di Livia era un “pregiudicato politico”, rimase in carcere per tre lunghi anni, poi fu rilasciato, ma ciononostante per anni si susseguirono perquisizioni e incarceramenti preventivi.
Livia aveva una bella voce e cantava nel coro della scuola.
Un giorno doveva venire in visita Mussolini a Torino, e lei avrebbe dovuto cantare degli assolo. Ma si rifiutò di cantare.
Spiegò al preside che proprio a causa di quella visita importante suo fratello era stato messo in prigione “preventivamente”.
Questo le costò l’anno scolastico. Fu costretta a ritirarsi e per due anni, lei che aveva la media del 9, non fu nemmeno ammessa agli orali da privatista.
Alla fine dovette trasferirsi in una scuola di Vercelli, altrimenti non avrebbe mai preso il diploma.
Poi il matrimonio, il marito al fronte, prima in Francia, poi in Grecia e infine in Russia, da dove non ritornò mai più. La guerra, il dolore, la paura per i due bambini piccoli.
E poi l’otto settembre 1943. Livia poteva restare a vivere con i suoi genitori, in una relativa tranquillità. Ma scelse di non farlo. Perché non poteva non unirsi ai partigiani.
Davanti all’orrore, e alla paura, non arretrò. Anzi, si unì ai partigiani della Brigata Val Ellero, con i due bambini piccoli al seguito che sicuramente rappresentavano una difficoltà per gli spostamenti e una grande preoccupazione.
Ma Livia sapeva che stava combattendo anche per loro. Per la loro libertà e il loro futuro.
Perché Livia combatteva. Appena salì sulle montagne con i partigiani diede per scontato che avrebbe combattuto. “Cosa vuoi che facessi, la sarta o la cuoca?”racconterà anni dopo.
Ma a Livia non piaceva combattere. Fuori da ogni retorica bellica, a Livia la guerra non piaceva per nulla, odiava i tedeschi per quello che l’avevano costretta a fare. Ma purtroppo in quel momento storico era una scelta indispensabile. Non ci si poteva sottrarre.
E così, a costo di grandi sacrifici, Livia imbracciò il fucile e salì sulle montagne.
Ma come dirà lei in seguito: “Ho combattuto perché si affermassero i valori civili, non i valori militari. Questo mi toglie ancora i sonni adesso: la necessità di fare la guerra. Noi ci siamo state tirate per far guerra alla guerra”. Poi la guerra finalmente finì, e Livia tornò a casa, dopo aver contribuito alla liberazione del suo paese. Del nostro paese.
Perché la storia di Livia è la nostra storia, di quella generazione che si è battuta per noi e per il nostro futuro anche a costo della vita. Non è retorica, non è propaganda, non è una parte della storia. È la Storia.
Anche questo è un pezzo di memoria che non possiamo dimenticare. A nessuno piace la guerra.
Per questo siamo fortunati oggi a vivere in pace, ma ricordiamoci a quale costo l’abbiamo ottenuta.
(La storia di Livia è stata raccontata nel bel libro di Piera Egidi Bouchard, “Compagna Livia. L’impegno di Livia Laverani Donini nella Resistenza, nel Partito comunista e con il movimento delle donne”, Edizioni SEB27, 2015).

Il dio delle quattro ruote, il mito argentino dei motori e della Formula 1
Juan Manuel Fangio, ‘El Maestro’
“Non ho mai pensato all’auto come a un mezzo per conseguire un fine, invece ho sempre pensato di essere parte dell’auto, così come la biella e il pistone”

Sono tanti i motivi per cui Juan Manuel Fangio è considerato il dio delle quattro ruote. La ragione principale va ritrovata nel suo rapporto ancestrale con l’automobile.
L’auto, per il 5 volte campione del mondo, era molto più di un mezzo da sfruttare per raggiungere la gloria. Era un membro aggiuntivo del proprio corpo, era una poesia meccanica da decantare, studiare, ascoltare e spingere al limite.
“Quando va bene il motore è
una musica incomparabile”
Un ritmo originale e impareggiabile, quello di Juan Manuel Fangio. Un ritmo argentino, dai vaghi sentori italiani (la famiglia era originaria dell’Abruzzo), un ritmo che si radicò inizialmente nel cosiddetto Turismo de Carretera.
Appena maggiorenne, verso la fine degli anni ’30, Fangio iniziò a sfidare i primitivi scenari sudamericani, immergendosi in affollate, pericolose e lunghissime gare. Corse folli, impervie, alter-

nate tra sperdute vene d’asfalto e cittadine eccitate.
Sabbia, calore, problemi meccanici. L’America meridionale venne attraversata in lungo e in largo dallo spericolato nativo di Balcarce, dai suoi occhialoni e dalla sua, già allora, infinita conoscenza delle vetture.
Stava proprio qui il segreto del ‘Maestro’ delle corse, stava nell’indagare costantemente il proprio volante, il proprio motore, nell’entrare in simbiosi totale con la macchina, percependo nell’immediato problemi e potenziali intoppi.
Intoppi che, in quelle condizioni estreme, arrivavano inevitabili e drammatici, come nel 1948, quando durante il Gran Premio dell’America del Sud, massacrante maratona di 9500 chilometri, Fangio vide scivolare la sua Chevrolet fuori dal tracciato e, con essa, anche la vita del copilota e amico Daniel Urrutia.
Fu solo la prima delle tante morti a cui assistette in prima persona.
“Mi resi conto che non era così triste morire alla guida, perché in fondo non riesci nemmeno ad accorgerti di quello che sta

succedendo”, disse a distanza di tempo ‘El Maestro’ ripensando a quel buio momento.
Ci voleva coraggio, vi ripeteranno i piloti di quei tempi, coraggio e incoscienza. Fangio, forte di un pedigree ormai variegato, dopo molte vittorie nelle sue terre esotiche decise di compiere il grande salto, arrivando nella dorata Europa. Poche scelte si rivelarono migliori di questa.
Nel Vecchio Continente il pilota argentino fece conoscere da subito tutto il suo calcolato talento, riuscendo in quello che altri si sarebbero potuti solo sognare. Alfa Romeo, Mercedes, Ferrari e Maserati, 5 titoli mondiali vinti con 4 scuderie diverse: obiettivi utopici, al giorno d’oggi addirittura irreali.
Disputò 52 Gran Premi, vincendone 24 e salendo 35 volte sul podio. Fangio partì in prima posizione il 55,8% dei GP disputati, un robot.
Con ogni team strinse un rapporto di amicizia fraterna, erano epoche in cui 4-5 persone si prendevano cura delle singole vetture: piccole famiglie a contatto per ore e ore. Nuclei umani, profondamene distanti per usi e costumi dai tantissimi professionisti impegnati nelle scuderie moderne.
Fangio prendeva del tempo per stare con tutti, principalmente con le macchine: le sue
vittorie partivano dai box, partivano dalle chiacchiere e dalle idee, partivano dal lavoro settimanale di messa a punto. Un mago dell’assetto e delle modifiche, un innovatore, conosciuto anche per il meticoloso approccio alle singole piste. Capitava spesso di vederlo girare a bordo di una bici o di una moto sui più svariati circuiti, pronto a carpirne segreti prima di allora inascoltati, pronto a disegnare traiettorie nuove e inesplorate.
In ogni vettura fu eroe da celebrare, uomo su cui puntare gli occhi. Per tutti gli anni ’50 scavò un solco impossibile da colmare: il suo cognome, così tagliente ed evocativo, così argentino e ritmico, divenne sinonimo di pilota eccezionale.
In questi giorni Netflix ha rilasciato il documentario “Fangio - L’uomo che domava le macchine”: un raffinato e gustoso viaggio nella vita del più grande di sempre, raccontato in prima persona da altri giganti delle quattro ruote.
Alonso, Prost, Stewart, Häkkinen, Rosberg e Hermann: fuoriclasse vogliosi di omaggiare un padrino, un punto di riferimento, una leggenda della propria disciplina.
Juan Manuel Fangio è morto il 17 luglio 1995, a poco più di 84 anni. La sua figura mitologica è ancora oggi viva e palpitante nel mondo dei motori.


Al lora! sport
Dall’Emilia al gol in Juve-Inter, passando per una promozione in Serie A

di Simone Guandalini
Nicolò Fagioli. E’ indiscutibilmente il suo momento: ha firmato lui, infatti, due degli ultimi tre gol della Juventus in Serie A. Ma se il primo gol, quello realizzato la scorsa settimana a Lecce, è stato per lui indimenticabile per l’emozione della prima rete in A e per il gesto tecnico in sé, quello di ieri sera è stato sicuramente più “pesante”, perché, per la Juventus, la gara contro l’Inter non è uguale alle altre: è il derby d’Italia.
Stiamo parlando, naturalmente, di Nicolò Fagioli, 21enne centrocampista della Juventus, salito agli onori delle cronache nelle ultime due settimane per l’apporto che sta garantendo alla formazione bianconera in un momento di grande emergenza, soprattutto a centrocampo, date le assenze di giocatori importanti come Pogba, Paredes e McKennie.
Ma chi è Fagioli? Classe 2001, nato in Emilia (a Piacenza), come fanno tanti bimbi anche dalla nostre parti, inizia prestissimo a giocare a calcio sognando la serie
A. Lui approda giovanissimo nel vivaio della Juventus. Si mette in mostra già tra gli Allievi, tanto da giocare fuori quota in Primavera e, poi, passato in pianta stabile in Primavera, continua ad evidenziare qualità importanti, che gli valgono i pubblici apprezzamenti del mister della prima squadra Allegri.
Poi, dopo un periodo complicato per questioni extracalcistiche (Nicolò deve subire un intervento chirurgico al cuore per risolvere una aritmia cardiaca benigna), l’esordio in prima squadra avvenuto nella stagione 2020-2021 (il 22 febbraio, contro il Crotone), con Andrea Pirlo in panchina.
Di spazio, però, in prima squadra non ce n’è, e allora per Fagioli
è il momento di andare in prestito per trovare maggiore continuità. Per farlo, nella stagione 2021-2022, Fagioli sceglie la Cremonese, società che militava in Serie B e in cui aveva già giocato, a livello giovanile, prima di passare alla Juve.
Qui, Fagioli riesce a mettere in mostra tutte le sue qualità, e contribuisce alla storica promozione in Serie A della formazione lombarda che gli vale la possibilità di giocarsi le proprie carte nel ritiro estivo della Juventus 2022-2023. Sono tre, però, i giovani centrocampisti bianconeri che si allenano e giocano in prima squadra: Miretti, Rovella e, appunto Fagioli: non c’è spazio per tutti, sembra che anche Fagioli possa nuovamente partire per farsi le ossa in qualche altra squadra di Serie A. Alla fine, però, è Rovella ad andare al Monza e Fagioli rimane alla Juve anche a mercato chiuso.
Lo spazio sembra essere poco, sono appena 39 i minuti che Allegri gli concede in campionato nelle prime 11 giornate di campionato. Poi, alla 12esima, la svolta: il gol ricordato in precedenza contro il Lecce, quindi il bis per la rete del 2-0 nel derby d’Italia contro l’Inter di ieri sera. Ora che le luci dei riflettori si sono accese su di lui, spetterà a Nicolò Fagioli dimostrarsi all’altezza delle aspettative in una squadra dove, pian piano, dopo la pausa per i Mondiali, torneranno a disposizione tutti i titolari.
Mondiali: i 26 convocati per dell'Australia

L'attaccante 18enne Garang Kuol, dal prossimo gennaio al Newcastle, è la sorpresa tra i 26 giocatori selezionati dall'Australia per i Mondiali di calcio 2022, un elenco dal quale è assente il centrocampista del West Bromwich Tom Rogic. Kuol, attualmente al Central Coast Mariners, ha debuttato in nazionale contro la Nuova Zelanda a settembre.
È nato in Egitto da genitori rifugiati sud-sudanesi. Rogic paga le difficoltà incontrate dopo il trasferimento al West Bromwich Albion, la scorsa estate, e la sua assenza durante le partite di qualificazione contro Emirati Arabi Uniti e Perù.
"Abbiamo bisogno di giocatori che siano in forma e pronti", ha detto il ct Graham Arnold, che ha preferito Ajdin Hrustic (Verona) e Riley McGree (Middlesbrough).
Il portiere Mathew Ryan (FC Copenhagen) e l'attaccante Mathew Leckie (Melbourne City) prenderanno parte alla loro terza Coppa del Mondo. L'Australia (gruppo D) esordirà contro la Francia detentrice del titolo il 22 novembre prima di incontrare la Tunisia il 26 e la Danimarca il 30.
La lista dei 26 giocatori selezionati.
Portieri: Mathew Ryan (FC Copenhagen/DAN), Andrew Redmayne (Sydney FC), Danny Vukovic (Central Coast Mariners); Difensori: Aziz Behich (Dundee United/SCO), Milos Degenek (Columbus Crew/USA), Thomas Deng (Aibirex Niigata/GIA), Joel King (Odense Boldklub/DAN), Nathaniel Atkinson (Hearts/ SCO), Fran Karacic (Brescia/ITA), Harry Souttar (Stoke City/ENG ), Kye Rowles (Hearts/SCO), Craig Goodwin (Adelaide United);

Sempre avanti Savoia! … Un Savoia compra il Savoia

Accolto da tifosi e tanta gente, Emanuele Filiberto discendente della casata reale, è in campo per rilevare il Savoia Calcio 1908, la squadra di Torre Annunziata, in provincia di Napoli .
Centrocampisti: Aaron Mooy (Celtic Glasgow/SCO), Jackson Irvine (St Pauli/GER), Ajdin Hrustic (Hellas Verona/ITA), Bailey Wright (Sunderland/ENG), Cameron Devlin (Hearts/SCO), Riley McGree (Middlesbrough/ ENG), Keanu Baccus (St Mirren/ SCO);
Attaccanti: Awer Mabil (Cadice/SPA), Mathew Leckie (Melbourne City), Martin Boyle (Hibernian/SCO), James Maclaren (Melbourne City), Jason Cummings (Central Coast Mariners), Mitchell Duke (Fagiano Okayama/JPN), Garang Kuol (Central Coast Mariners). (ANSA)
Il calcio sarà pure del popolo, ma la passione per il gioco del pallone ha contagiato tra le più importanti teste coronate d’Europa e adesso tocca pure a noi Italiani.
"Principe, aiutate un poco Torre Annunziata" ha urlato una donna bionda “Aiutate la città, non solo la squadra", le ha fatto eco un altro, mentre tutto intorno era una gara di strette di mano, di selfie e richieste di autografi. Lui, sempre sorridente, non si è negato a nessuno.
Un progetto ambizioso, che ha come modello il Napoli di De Laurentiis risorto dalle ceneri come l’araba fenice o come quello del “Presidente Telematico” Iervolino l’innovatore presidente della Salernitana che non piace all’Espresso ma non solo, un pro-
getto che punta si alla rinascita della squadra, ma anche al recupero dei più giovani che vivono in aree sociali difficili.
“In 3-4 anni punteremo alla serie C e poi al ritorno in B. Voglio farlo per la città e per i tifosi. E soprattutto mi rivolgo ai giovani: grazie allo sport possiamo dare un calcio alla malavita", ha detto in conferenza stampa il principino , fiero di se stesso come quando cantava sul palco dell’Ariston insieme al caro amico Pupo . Filiberto sarà accompagnato da manager di comprovata capacità, tra i quali l’ex presidente del Savoia, Nazario Matachione, e dal nostro Signore Gesù Cristo visto le benedizione di Monsignor Raffaele Russo.
“Io credo nelle tradizioni di un popolo che non si arrende e soffro le preoccupazioni di chi possiede poco o niente” cantava così Filiberto, insomma se il popolo a fame e se non hanno pane, “che mangino Parastinchi e Palloni di cuoio ”

Il giovane cantautore Leone Romani:
L’importante è non fermarmi mai

di Giorgia Piccolella
Una timbrica calda, il pianoforte e la chitarra a cui sono affidate le storie e le emozioni racchiuse in attimi di vita vissuta, in un sound estremamente contemporaneo e fresco. Sono gli elementi fondanti della musica di Leone Romani, giovane cantautore romano dal talento poliedrico.
“Quando ho in mente una canzone, la immagino già pronta, completa di arrangiamento. Per non dimenticare il motivo registro la mia voce sulle memo vocali del telefono: simulando con la voce i suoni degli strumenti che faranno parte del brano, per non rischiare di dimenticarli”.
A parlare è Leone Romani, giovane cantautore romano che vanta già un curriculum che riflette passione per la musica e un talento a 360°. Nei suoi pezzi ama
raccontare al pianoforte, storie, sentimenti e attimi di vita vissuta fissati in immagini, come in un’istantanea, il tutto restituito da sonorità estremamente contemporanee.
Dotato di una voce calda e dalle mille sfumature ha già all’attivo esperienze formative di tutto rispetto: da adolescente ha calcato i palcoscenici del teatro esibendosi nei musical, ha partecipato ad Amici (2012) e X factor (2019) e oggi su tutte le piattaforme streaming sono scaricabili i suoi brani e tre album scritti, arrangiati e prodotti da lui stesso attraverso l’etichetta Savana Records. Leone, come nasce la tua passione per la musica?
Ho iniziato a suonare a soli 4 anni, e il “deus ex machina” è stato mio nonno, che si era accorto della mia attitudine per la musi-
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio

Cercate di essere positivi e sollevate il morale dei vostri amici quando si sentono a terra. Ne saranno davvero felici. Se da molto tempo state tenendo d’occhio una posizione migliore al lavoro, questo potrebbe essere il momento giusto. Ma dovrete impegnarvi duramente.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio

Non rimandate a domani ciò che potete fare oggi. In questo momento è doppiamente vero. Questo è il momento giusto per le conversazioni serie.
Siete bravissimi a discutere e le stelle vi favoriscono. Non abbiate paura di un esame preventivo.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
Le stelle sono favorevoli ai single, perciò dovreste uscire o incontrare qualcuno su internet. Questo non è il modo giusto. Non lasciate che gli obblighi prendano il sopravvento su di voi, vi perdereste molte cose importanti. Lo svago che procurano le esperienze culturali vi tornerà utile.
ca e chiese a mia madre di farmi prendere lezioni di pianoforte, che ho studiato per 10 anni.
Sono poi passato alla chitarra, e all’età di 14 anni ho cominciato a comporre i miei primi brani.
Hai dato vita anche a una casa di produzione tutta tua
Partendo da una tastiera, da una chitarra acustica, un software per il computer utilizzato da tutti gli artisti, Logic, ho costruito il mio studio a casa e ho cominciato ad arrangiare i miei pezzi.
Questo aspetto è sempre stato ciò che mi ha sempre appassionato di più: è nata così l’etichetta discografica Savana Records con la quale mi autoproduco.Tra le mie passioni c’è anche la scrittura, scrivo anche le sceneggiature dei miei video, tutti realizzati in house.
Come nasce una canzone?
L’ispirazione è un momento per me talmente intimo che si traduce in una sfera parallela a quella della realtà, che devo riportare sul piano del reale attraverso la registrazione. Questo mi aiuta anche per la fase successiva, arrangiamenti e produzione. Ho poi due modi di scrivere: con il pianoforte scrivo un tipo di musica cantautorale, vicina alla tradizione musicale di grandi nomi, Battisti, Baglioni, Renato Zero, Venditti, Cocciante, con la chitarra mi avvicino più ad uno stile funk e discomusic che rimanda alla tradizione pop degli anni 70 e 80, con la quale sono cresciuto: è il caso di “Sabato Sera”ad esempio, come altri motivi più ritmati . Nel 2020 hai pubblicato L’Ep “Magari poi”, e nel 2022 il nuovo
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile

Potete rallentare un po’ il ritmo. Non avete la pressione del tempo o una scadenza, perciò fatene buon uso. È arrivato il momento di abbandonare le cattive abitudini. Le stelle vi favoriscono in questi giorni. Sentitevi liberi di alzarvi più presto e di fare un po’ di jogging o qualche esercizio fisico.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
Uscite con la vostra famiglia. Recuperate ciò che avete perso, parlate con vostri cari e trascorrete una bella giornata in loro compagnia. Avete così tanti impegni che potreste facilmente dimenticarvi di qualcosa d’importante. Annotate tutto nero su bianco.


GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno

Con un po’ di pazienza tutto diventerà più facile. La persona di cui siete innamorati finora non vi ha prestato molta attenzione, ma non disperate. Le stelle si stanno mettendo nella giusta posizione e voi siete estremamente attraenti per il sesso opposto.

album “Dietro le quinte”. Perché questo titolo?
L’album segna un passaggio più riflessivo della mia scrittura. Ho voluto raccontare me stesso, attraverso delle canzoni più profonde, più mature. “Dietro le quinte”, che rimanda anche con il titolo alla passione per il teatro, sta a significare ciò che si cela nel back stage della vita: l’intimità, le speranze, le fragilità, le gioie segrete.
Ho cercato di rappresentare ciò che ho vissuto. Il brano “Trent’anni” è una lettera che scrivo ad un Leone più grande, come se mi immaginassi proiettato in un futuro prossimo: un me stesso su un aeroplanino di carta nel tempo, in cui mi vedo con una famiglia e la realizzazione di tanti sogni che ho coltivato da sempre. Tra questi pezzi c’è anche un brano in dialetto romano.
Ho vissuto la mia romanità e l’ho sentita particolarmente forte dentro di me soprattutto nel mo-
dal 16 novembre al 22 novembre 2022
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio

Dopo una rottura potreste aver pensato che non sareste mai più “tornati in gioco”. È solo un sentimento temporaneo. Presto incontrerete una persona che vi farà cambiare idea. Non rimandate a domani ciò che potete fare oggi. In questo momento è doppiamente vero.
LEONE
24 Luglio - 23 Agosto

I vostri parenti ultimamente non vi hanno dato molta attenzione, benché possano aver sentito alcune voci su di voi. Mettete tutte le cose a posto ed evitate le discussioni. Se un colloquio di lavoro o un’altra riunione importante vi aspettano, riservate un po’ di tempo per prepararvi.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre
Forse i membri della vostra famiglia non capiscono il vostro stile di vita e cercheranno di convincervi a cambiarlo. Non arrabbiatevi, sapete che stanno cercando solo di agire per il meglio. Sapete bene qual è la cosa giusta da fare per impressionare qualcuno. Fate affidamento sui metodi collaudati.

mento in cui mi sono allontanato e ho vissuto fuori, prima a Milano, a Lugano, poi a Singapore. Mi sembrava giusto trasmettere tutto questo in una canzone. Il pezzo poi è nato casualmente, ispirato da una storia di Instagram di un mio amico che aveva pubblicato una sua foto con uno sticker, appunto “M’anco M’annava”, che è stato il fil rouge per tirar fuori ciò che avevo dentro. L’ispirazione come vedi puo’ nascere anche dalle piccole cose.
Una vita impegnata nello studio e nel canto. Quali sono le tue aspettative per il futuro e soprattutto il tuo sogno nel cassetto?
Tra i progetti futuri c’è un nuovo album, al quale sto lavorando e che uscirà in estate, ma cio’ che sogno veramente è riuscire a realizzarmi ed essere sempre stimolato da questo mondo, spostandomi anche sulle altre passioni che ho: non solo la musica ma anche la recitazione, il doppiaggio, il teatro, senza fermarmi mai.
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre

Non siate d’accordo con il vostro capo solo perché volete mettervi in mostra, specialmente se sapete che si sbaglia. Quando se ne accorgerà, potrebbe arrabbiarsi. Incontrare gente che ha il vostro stesso carattere vi renderà felici e vi sentite alla grande con le vostre condizioni.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre

I vostri genitori vi amano, anche se non sono d’accordo con voi e stanno cercando di convincervi a rompere la vostra nuova relazione, perciò non dimenticatelo e non dite niente di cui in futuro vi potete pentire.
State cercando un po’ d’avventura?
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre

Ultimamente il vostro partner è stato molto paziente con i vostri cambiamenti d’umore, perciò tenetelo a mente.
Siete pieni di idee interessanti. Non abbiate paura di farne buon uso!
C’è il pericolo di piccoli incidenti causati dalla distrazione. Fate attenzione.
Al lora! onoranze funebri
Saremo sempre con Te, Signore
Oggi il cimitero sembra un giardino pieno di fiori: crisantemi, rose, garofani, calle, gigli, gerbere…
Gino e Piera si fermano davanti ad una vecchia tomba senza un nome, un fiore, un lume. - Non si ricorda più nessuno di questa persona! - dice Piera. - Diciamo una preghiera, - risponde Gino - è il più bel fiore che si possa mettere davanti ad una tomba.
Facciamo un po’ di chiarezza…
Ok, è divertente festeggiare Halloween… ma noi stiamo a casa da scuola perché sul calendario è segnata di rosso la festa di Halloween o quella chiamata “Tutti i Santi”?
Il 1° Novembre si festeggiano «tutti i Santi»: in questo giorno la Chiesa ricorda tutte le persone che sono in Paradiso con Gesù e tutti i cristiani che vivono nella grazia di Dio.
I Santi infatti non sono solo quelli che la Chiesa indica come esempio di vita cristiana, ma sono tutte le persone che ci hanno preceduto in Paradiso e che se viviamo nella grazia del Signore.
È per questo che il giorno successivo, il 2 novembre, si ricordano i «fedeli defunti» recandosi al cimitero, si depongono dei fiori, ma soprattutto ci si ricorda di loro unendoci nella preghiera.

Commemorare: significa ricordare insieme
Ricordare i nostri fratelli e sorelle defunti significa mantenerli ancora in vita, dentro di noi. E anche se non li vediamo più con gli occhi, li ricordiamo e li teniamo davanti agli occhi del cuore, come se fosse soltanto ieri.
In effetti, non è che ci ricordiamo delle persone care che sono morte, solo oggi! Figuriamoci! Le pensiamo spesso e preghiamo per loro. In questa giornata particolare, però, la Chiesa ci invita a rivolgere un pensiero e una preghiera a tutti coloro che sono morti e di cui nessuno si ricorda mai. Sono persone che non conosciamo, che non abbiamo mai incontrato, di cui non conosciamo il nome… ma oggi possiamo avere un pensiero speciale per loro! Questo è il giorno in cui la Chiesa dice: tutti insieme, facciamo loro
sentire che non sono dimenticati e soli!
Accendere un lumino o portare un fiore sono bei gesti ma, molto più importante, è la preghiera. Così come facevano Gino e Piera nel racconto. Qual è la preghiera per i nostri fratelli defunti? È l’eterno riposo.
L’eterno riposo dona a loro Signore e splenda ad essi la luce perpetua. Amen.
La morte è incomprensibile ma non è invincibile: Cristo l'ha vinta per noi una volta e per sempre. Oggi la morte è un tabù: nessuno ne parla, non portiamo più i bambini al Cimitero ma a fare “dolcetto o scherzetto”
Teresa di Lisieux diceva morendo: «Entro nella vita». Non perdiamo i nostri cari defunti, ci precedono soltanto!
Tutto nella vita è un ciclo: il giorno segue la notte, la primavera segue l’inverno. Se la barca sparisce dietro l’orizzonte non è andata via. Siamo noi che non la vediamo più come non vediamo il sole durante la notte.
Solo quando sarà stato portato a termine tutto il lavoro per il quale siamo venuti sulla terra potremo lasciare il corpo.
Esso racchiude l’anima, come il bozzolo racchiude la futura splendida farfalla. Allora saremo liberi.






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Il ruolo della preghiera nell'elaborazione del lutto
Quando si perde una persona cara, sembra che il dolore non possa lasciare spazio ad altri sentimenti.
Per chi crede, la preghiera, anche se vissuta come grido di dolore, aiuta a colmare il senso di vuoto e di smarrimento che si ritrova a vivere nel momento del lutto.
Pregare aiuta anche ad accettare la perdita, evitando di farci sentire soli nel processo di elaborazione del lutto.
In questi momenti così dolorosi, è facile restare intrappolati nella tristezza e isolarsi dal resto del mondo.
Una sensazione ben racchiusa nelle parole di Roland Barthes “non desidero nient’altro che abitare la mia tristezza”.
In questo, la fede può svolgere un importante ruolo di supporto

nell’affrontare la sofferenza, che non significa evitare il dolore, bensì trovare i modi più opportuni per superarlo.
La preghiera è uno di questi.
Attraverso le preghiere recitate nei riti funebri e nelle messe in suffragio si percepisce il senso di comunità e l’affetto di coloro che pregano con noi.
L'addio a persone care
Quando si fa l'esperienza della scomparsa di una persona cara è come se qualcosa si fosse rotto dentro di noi. Per risanare la ferita occorre molta pazienza e l'attivazione delle risorse umane e spirituali per elaborare positivamente il cordoglio. Un ruolo molto importante occupa in questo la comunità.
La perdita di una persona cara, presto o tardi, tocca la vita di ognuno, inclusi i religiosi. Essere sacerdoti, suore o fratelli, non toglie il dolore. Non si è spiritualmente vaccinati contro la sofferenza. Il dolore che si prova dinanzi alla morte di una persona cara è il prezzo che si paga per il proprio amore. Amare qualcuno significa accettare che, lentamente o improvvisamente, giungerà il momento del distacco.
Quando la perdita avviene a seguito di una malattia grave c'è spesso, l'opportunità di prepararsi, essere vicini e accompagnare un familiare. In altre circostanze, quali un infarto, un incidente, un suicidio, la morte accade improvvisamente e non c'è tempo per dirsi addio, rimane il vuoto di una presenza, talvolta il rimorso

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
Contact us 24 hours a day, 7 days a week, our services are always ready and available to support you and your family through difficult times Mobile: 0416 266 530 - Phone: (02) 9716 4404 - Email: office@sgfunerals.com.au
per cose dette o non dette, fatte o non fatte.
Guarire il cuore ferito richiede pazienza con se stessi, l'uso costruttivo del tempo, e l'attivazione delle risorse umane e spirituali per elaborare positivamente il cordoglio.
Una perdita particolarmente
Pregando per la persona che abbiano appena perso, la sentiamo in qualche modo ancora vicina a noi e riacquistiamo la forza per andare avanti.
Perché il compito della preghiera è anche quello di infondere speranza, anche quando vediamo solo buio intorno.
sentita dai religiosi riguarda la morte dei genitori. Essi rappresentano le proprie radici e tutto quell'insieme di valori, affetti e ricordi che hanno segnato profondamente la propria storia. Con la loro dipartita muore qualcosa di sé e la vita non è più la stessa.
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Al lora! onoranze funebri









- 8/8/2021

Un Impegno
- 10/6/2020

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.
Cappella situata in Five Dock
Emilio Buttaro, il bravo giornalista del Sud-Italia
di applausi, insomma ricordi ed emozioni appassionate e toccanti. Speciale l’attimo dedicato alla voce di Mino nelle note “Calabria mia”.
Tra i big che hanno voluto darne testimonianza, dà riscontro il video-ricordo di Orietta Berti. Si rammenta che entrambi sono stati ospiti in varie trasmissioni importantissime.
Buttaro afferma che la Berti lo rammenta persona buona e sensibile, andato via prematuramente. L’omaggio per Mino sarà un altro magico ricordo per Giuseppina Elena e Grazia Benedetta Reitano, che tramite il Museo per papà, conserveranno stretto a sè l'amore e il calore della gente di Fiumara.
Il giornalista Emilio Buttaro che tantissimi anni fa lo aveva incontrato ci ricorda della travolgente intervista a Mino, cui è ancora oggi fortemente legato, la grande notorietà all’estero, in America, in Canada.
Nonostante sia passato tanto tempo dal 2009, anno della sua scomparsa, il vivido ricordo del divo in America non si è per nulla affievolito.
Ne è dimostrazione la trasmissione radiofonica “Sabato italiano”, condotta magistralmente dal Cav. Josephine Buscaglia Maietta a Radio Hofstra University di New York. Al “Sabato italiano” la giornalista-presentatrice della Hofstra, premiata al 1’ posto, come Radio University nel mondo, manda in onda le canzoni di Reitano.
Si può testimoniare quanto vibrante sia il calore del pubblico durante la messa in onda delle sue canzoni. È lo stesso pubblico che ancora oggi porge i suoi consensi a quella voce indimenticabile, che Josephine, insieme alla sua Italia, non dimentica.
L’interessante intervista con lo speaker d’eccellenza e giornalista, Emilio Buttaro volge al termine, lasciando un’impronta di valore.
Il “Mr. del palco dei giornalisti” si rivolge al pubblico internazionale, attestando che il compianto Mino, oltre che ad essere stato un artista straordinario, è stato un fuoriclasse sul piano artistico ed umano. Termina con il messaggio che il cantante ha voluto trasmettere, cioè l’amore incessante per la vita.
Invita gli italiani all’estero di ascoltare le sue canzoni, che
tutte le volte imprimono una traccia, divenuta vestigia perpetua. Si sente onorato di averlo conosciuto, ricordando i pianti di quando il suo amato big arrivava secondo nei concorsi televisivi.
Il “Museo degli Amici Onlus”, tutto per Mino è una briciola dell’amore per la musica che il cantante ha donato all’Italia e al mondo.
Ciò è avvalorato dal fatto che la gente lo vuole ancora ascoltare entusiasta. Accorato rimpianto, ma grande certezza della sopravvivenza del calabrese tanto amato dalla platea interplanetaria. Sarà proprio la voce di “Italia, Italia” che lo custodirà per sempre, col sorriso, ma tanta nostalgia, negli italiani all’estero, insieme alla madre patria, affinché le sue memorie, lo rendano oggi e in futuro eterno. Grazie ad Emilio Buttaro e “Viva Mino REITANO ”.


Non c'è solo la guerra in Ucraina: sono 59 i conflitti in corso nel mondo
continuazione da pagina 3
consumano feroci attentati per sterminare gli uomini e rapire donne e bambini.
La guerra che coinvolge, invece, il Myanmar, la ex-Birmania, molti la definiscono “la guerra più sconosciuta del mondo”. Questo perché si tratta di un conflitto “a bassa intensità”, ovvero prolungato nel tempo con scontri non continui, ma ciò non significa affatto che sia meno tragico. Anzi, visto che dal 1948, anno in cui lo Stato asiatico ottenne l’indipendenza dall’Impero coloniale inglese, continua a causare morti e feriti ogni anno. Solo nel 2022 sono già più di 4.000 le vittime militari e civili perite negli scontri.
Iniziata con la protesta contro il regime del presidente Bashar al-Assad, dal 2011 la Siria convive con una terribile guerra civile di cui non si vede la fine. Gli scontri tra la formazione di milizie ribelli e l’esercito regolare del governo siriano, sono agguerriti. In oltre
dieci anni di guerra battaglie e bombardamenti hanno ucciso migliaia di civili causando una crisi umanitaria devastante. Anche l’Etiopia viene praticamente ignorata, un altro conflitto che dal novembre 2020 sta devastando una parte del Paese, con centinaia di migliaia di sfollati e frequenti massacri nei confronti della popolazione civile. Le due parti in campo sono, da una parte il governo federale etiope, dall’altra i ribelli della regione del Tigray che vogliono più autonomia. Nessuno dei due può dire di non aver commesso atrocità contro i civili.
Le ostilità in Yemen tra sciiti e sunniti, e quindi anche in questo caso per ragioni etniche, iniziate con la transizione politica da Ali Abdullah Saleh a Abdrabbuh Mansour Hadi, secondo l’Onu, hanno causato fino a 400mila morti. I combattimenti sono iniziati nel 2014 per poi intensificarsi nel 2015 e, ancora oggi il conflitto uccide e devasta.


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