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Allora! 9 Novembre 2022

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Giornata dell'Unità Nazionale

e delle Forze Armate

L’Annuale celebrazione del 4 novembre, quest’anno si è tenuta all’interno della chiesa di San Fiacre a Leichhardt, invece che sul piazzale antistante dove anni addietro venne eretto un ceppo granitico a ricordo delle Associazioni d'Arma.

Il tempo inclemente con fo-

late di vento gelido, scrosci di pioggia e il giorno feriale, non hanno impedito ad una discreta rappresentanza di ex militari e simpatizzanti di partecipare alla cerimonia commemorativa.

La celebrazione, come sempre, è iniziata con una breve cerimonia che prevedeva la deposizio-

ne di una corona portata da tre rappresentanti d’Arma: il Carabiniere Chris Ziino, il Marinaio Riccardo Montrone e l’Alpino Gianfranco De Zotti.

Padre Severino ha benedetto la corona e pronunciato alcune parole per ricordare l’importanza e il significato della giornata per

Venerdì 4novembre, l'Ambasciata d'Italia a Canberra, ha ospitato un ricevimento per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, che commemora il sacrificio dei soldati italiani durante la prima guerra mondiale. Nella foto, gli invitati a rappresentare le loro Associazioni di Sydney a Canberra, il Presidente degli Alpini Giuseppe Querin e il Presidente dei Carabinieri Sebastiano Villanova, fotografati con gli addetti militari dell'Ambasciata. "Riconosciamo il rapporto duraturo dell'Italia con le forze armate australiane e la cooperazione internazionale in materia di pace e democrazia" ha dichiarato l'ambasciatore Paolo Crudele.

gli italiani e soprattutto per le persone che hanno servito nelle Forze Armate.

Purtroppo assente il rappresentante dei bersaglieri per motivi di salute. Ma, filosoficamente, il Commendatore Antonio Bamonte, cerimoniere per l’occasione, ha commentato con un "pochi ma buoni".

A seguire, il Coordinatore dei Carabinieri d'Australia ha continuato:

“Buongiorno anche a nome dei miei colleghi - ha pronunciato dal pulpito il Comm. Antonio Bamonte - Grazie a tutti per la vostra partecipazione a questa giornata del 4 novembre nella quale festeggiamo non solo tutte le forze armate, ma anche la fine della Prima Guerra Mondiale 1914-18. Il nostro ringraziamento va a tutti voi, distinti ospiti, per aver accettato il nostro invito a partecipare a questa importante giornata per la storia Europea ed italiana che fa rivivere in noi l'orgoglio di essere italiani.

Un saluto anche a Jack Patanè, che ogni anno partecipava con il suo sassofono e ci allietava con l’Inno Nazionale e “il Silenzio”. Purtroppo, ieri sera è stato ricoverato in ospedale. Speriamo sia solo un breve acciacco passeggero e ci auguriamo di rivederlo, arzillo come sempre, l’anno prossimo assieme a tutti voi. Ottimo e accorato l’intervento di John Sidoti, membro par-

Cerco di spiegarvi la crisi del grano...

I maggiori intermediari di cereali dell’agricoltura globale sono le aziende statunitensi

Archer Daniels Midland, Bunge, Cargill e la francese Louis Dreyfus. Per “maggiori commercianti di cereali” si intende che ne controllano tra il 70 e il 90% del commercio mondiale, ma nonostante la loro centralità nel sistema alimentare, il loro ruolo è poco conosciuto perché le informazioni pubbliche su di loro e sulle loro attività sono limitate”.

Queste aziende “non sono obbligate a rivelare le informazioni che hanno sui mercati globali, comprese le loro scorte di cereali. E con l’aumento della speculazione finanziaria sulle materie prime hanno un chiaro incentivo a trattenere le scorte fino a quando i prezzi non raggiungono il picco”. Per avere più notizie da poter confrontare basta poco, i poveri

ucraini che han svenduto terre e tutto il resto agli angloamericani sono utili a costruire un nemico. Mentre gli altri nemici sono Turchia e Russia che hanno concordato di fornire grano gratuito ai paesi bisognosi.

“Siamo d'accordo con Putinha affermato Erdogan - sul fatto che l'Africa dovrebbe beneficiare del corridoio del grano del Mar Nero. Garantiremo che i carichi sfusi di grano raggiungano i paesi che attualmente stanno soffrendo una grave crisi alimentare e carestia”.

Il leader turco ha aggiunto di averne discusso con il segretario generale dell'Onu e di aver promesso di sollevare la questione dell'approvvigionamento alimentare dei paesi africani al prossimo vertice del G20.

Ha anche denunciato il tentativo dell'Occidente di insegnare all'umanità ignorando la sofferenza della gente in Africa.

Cercasi targa Little Italy
pagina della donna
70 anni di Roberto Benigni La “Presentation Night” al Club Marconi
anche oggi, niente passaporto

notizie istituzionali

Disegno di legge per riacquisto cittadinanza

A trent'anni dall'approvazione della legge numero 5 del 1992, il Senatore Francesco Giacobbe, assieme alla Senatrice Francesca La Marca e al Senatore Andrea Crisanti, chiede la riapertura dei termini per consentire di riottenere la cittadinanza italiana agli italiani all’estero che sono stati costretti a rinunciarvi.

I Senatori del Partito Democratico hanno presentato un disegno legge nel quale viene fissato in due anni dalla sua approvazione il tempo che consentirà, a chi lo vorrà, di presentare domanda per riottenere la cittadinanza italiana.

Per il Senatore Francesco Giacobbe il disegno legge può e deve essere approvato in tempi brevi anche perché la sua entrata in vigore non implica alcun costo aggiuntivo visto che le procedure di riacquisto della cittadinanza

Allora!

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le hanno contributo a diffondere nel mondo la cultura, la lingua e le tradizioni italiane, oltre che il Made in Italy. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questo. Come non lo possiamo essere davanti ai nostri connazionali che hanno dovuto rinunciare al loro essere italiani solo per vedere rispettati, in altre nazioni, i propri diritti civili, come ottenere un impiego, acquistare una casa o assumere un incarico politico o pubblico".

sono nelle competenze amministrative dei Comuni e dei Consolati.

"Emigrate all'inizio dello scorso secolo in altri Paesi - ha spiegato il Senatore Giacobbe - le nostre comunità all'estero si sono trovate, spesso, di fronte a una scelta molto difficile: rinunciare alla cittadinanza italiana per motivi di lavoro e per completare il processo di integrazione e partecipazione sociale nel Paese di adozione. Processo che li ha visti, in seguito, assumere posizioni di rilievo a livello politico, economico e professionale, attraverso il qua-

Per il rappresentante del PD, i tempi per approvare questa legge sono maturi perché "Molte nazioni hanno, finalmente, introdotto la possibilità di avere una doppia cittadinanza che non lede alcun diritto dei cittadini ma che anzi ne rispetta l'appartenenza a Paesi differenti, in linea con il multiculturalismo sociale della nostra società".

"La tematica dell'emigrazione è complessa - ha concluso il Senatore Francesco Giacobbe -, ma l'approvazione di questo disegno legge dovrebbe rappresentare per tutti un obbligo morale per dare risposte concrete soprattutto alle esigenze di una platea di anziani che vorrebbe vedersi riconosciuto, almeno negli ultimi anni di vita, il proprio diritto a essere Italiani".

Usa dispiegheranno in Australia sei B-42 con capacità nucleare

Gli Stati Uniti si preparano a dispiegare fino a sei caccia bombardieri B-52 con capacità nucleare nel nord dell'Australia e a costruire strutture dedicate per i grandi aerei nella base aerea di Tindal, a sud della città portuale di Darwin.

I bombardieri sono parte di un importante potenziamento dei mezzi di difesa Usa nel nord dell'Australia, fra cui un'importante espansione della base congiunta Usa-Australia di tracking satellitare di Pine Gap, operativa dal 1970. Lo rivela un'indagine del programma Four Corners trasmesso lunedì dall'emittente nazionale Abc.

I B-52 sono l'asse portante della US Air Force da più di 60 anni, con la capacità di eseguire attacchi a lungo

Londra, rilascio passaporti: il Consolato Generale collabora con i patronati per incrementare il servizio

LONDRA - Il Consolato Generale d’Italia a Londra collabora con i patronati italiani in UK per incrementare il servizio del rilascio dei passaporti

Il primo patronato ad aderire all’iniziativa è l’INAS-CISL UK con la propria sede a Londra.

Il servizio consiste nella raccolta della documentazione e delle impronte digitali da parte di due funzionari consolari presso la sede del Patronato. Il passaporto sarà poi inviato per posta al connazionale.

Il servizio è aperto a tutte le fasce di età ed è riservato solo ed esclusivamente ai Cittadini Italiani iscritti all’AIRE

nella circoscrizione di Londra, e con passaporto scaduto o in scadenza. I documenti necessari per il rilascio del nuovo passaporto sono i seguenti:

• MOD.1, modulo richiesto per il rilascio del passaporto, e’ scaricabile dal sito del Consolato e deve essere compilato dal richiedente;

• Vecchio passaporto (scaduto o in scadenza);

• 2 fototessere formato passaporto (senza occhiali);

• Postal Order intestato a Italian Consulate General del costo di 98.80£ (alla data odierna)

• Busta raccomandata preaffrancata Special Delivery

raggio di armi sia convenzionali che nucleari. E la base di Pine Gap svolgerebbe un ruolo vitale in un possibile conflitto con Pechino, specie nella ricerca dei siti missilistici e dei centri di comando cinesi.

Secondo Becca Wasser, del Centre for New American Security, stazionare i B-52 nel nord dell'Australia è un avvertimento alla Cina, mentre crescono i timori che Pechino stia preparando un assalto a Taiwan. "Avere bombardieri che potrebbero raggiungere e potenzialmente attaccare la Cina continentale manda un segnale alla Cina che una qualsiasi azione su Taiwan potrebbe allargarsi. E l'arco di tempo sarebbe tra il 2025 e il 2027", ha detto al programma. (ANSA)

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Senatore Francesco Giacobbe
Northern Territory’s RAAF Base, Tindal

Se il Pd vuole rifondarsi...

C’è aria di rifondazione nel

Pd. Questa volta pare più seria, anche se non è la prima volta. Quindi bisogna ripensare a cosa è successo per essere arrivati qui. Se non si capisce l’origine dell’errore non si sa cosa curare.

Nel complesso la “sinistra”, quello che sia o che vuole riconoscersi come tale, ha preso più voti della coalizione di centrodestra. Se fosse andata unita avrebbe probabilmente vinto le elezioni. Questo dato è importante per cominciare a capire di cosa stiamo parlando. Una buona metà dei votanti del Paese si pongono a sinistra.

L’unità a sinistra è stata spezzata per prima cosa dalla difficoltà del leader del Pd Enrico Letta e quello di Italia Viva Matteo Renzi di accordarsi.

Letta pensava che Renzi da solo non avrebbe preso il quorum e sarebbe sparito dalla scena politica. Non ha pensato che Renzi a quel punto era diventato come il famoso Davide contro Golia, vincente in ogni caso, anche da sconfitto.

Questa posizione politica ha poi spostato Carlo Calenda e ciò ha evidentemente fatto franare tutto. Letta non si fidava di un accordo con Renzi. Probabilmente pensava: se porto Renzi dentro il Pd poi Renzi si riprende tutto il partito e mi caccia.

Quindi, in sostanza, pur di tenere Renzi fuori e non mettere a rischio la sua posizione Letta ha ucciso tutta la sinistra e dato il potere a Giorgia Meloni.

Se ci fosse stato l’accordo Letta-Renzi, la posizione del M5S sarebbe stata molto diversa.

Messa così è forse iniquo per Letta. Renzi e Calenda hanno una tradizione di grandi “mancatori di parola”, come li chiamava il poeta Roberto Roversi.

In politica c’è solo la parola che vale, naturalmente il tradimento è parte del gioco, ma se come succede in Italia diventa troppo frequente.

Forse il Pd deve ripartire da questo errore tattico. Che fare?

Se si vuole che la trama tenga almeno un po’, occorre pensare alla strategia e non alla tattica.

Infatti è il puro pensiero tattico che fa emergere e rende insostenibile il mercato delle vacche quotidiano. Lo scambio di favori è giustificabile se c’è un pensiero alto che lo sostiene. Senza di esso è un’asta continua sul nulla.

E anche oggi, niente passaporto

Un mio caro amico mi ha telefonato per comunicarmi la sua ultima avventura al Consolato di Sydney.

Dopo aver fatto le normali richieste online, che tra l'altro non è poi così semplice come cercano di farci credere, nel bene o nel male Michele (nome inventato, non si sa mai) era riuscito ad ottenere l'appuntamento per il rinnovo del passaporto.

L’elemento strategico deve rispondere alla domanda: che partito vuole essere il Pd?

Vuole rinverdire i fasti di una sinistra massimalista oppure vuole pensare di essere uno spazio moderato? O essere a cavallo a tutti e due, e come?

Giorgia Meloni si è posta una questione radicale, su suggerimento di Marcello Pera, il problema dei valori della nuova destra. La risposta, da quello che si evince dal discorso programmatico alle Camere, è stata: vogliamo una destra che sia liberale e democratica con Dio, patria e famiglia coniugati in termini moderni.

Quali sono i valori della sinistra? Non possono essere una rinfrescata del vecchio comunismo, devono essere qualcosa che risponde al terremoto di punti di riferimento in corso.

Cioè, in termini strategici, se il Pd non risponde chiaramente a questa domanda è difficile che esca dal suo labirinto di ricatti tattici mossi da ambizione ed ego. Ambizione ed ego sono elementi essenziali della politica, certo, ma senza strategia sono vuoti a perdere.

Sembra la teorizzazione di: visto che voglio il potere per farmi i fatti miei e avere il vitalizio, a voi che mi date il voto do una paghetta, un redditino, minore ma parallelo al mio vitalizio.

Pare la teorizzazione del saccheggio dello Stato, la modernizzazione delle mille rivolte popolari che assaltavano le case dei ricchi, le depredavano e poi erano soffocate dalla reazione perché arenate dalla fame, perché dopo avere distribuito il pane esistente nessuno riusciva più a produrne di nuovo. Il passato successo di Marx nelle sue derive totalitarie o socialdemocratiche arrivava non solo dalla promessa di distribuire ricchezza ma soprattutto di essere anche capace di generarla in modo equo. Marx irrideva il socialismo straccione anti-capitalista. Oggi si vede riaffiorare proprio quel socialismo straccione. Da qui vuole ripartire il Pd tanto orgoglioso delle sue radici marxiste?

Il tramonto del fascino marxista è derivato dalla progressiva difficoltà a spiegare come oggi si possa generare ricchezza in modo equo.

Forse da qui una sinistra nuova dovrebbe ricominciare. È uno sforzo di ideazione serio e profondo, ma non ci sono sconti.

Quattro mesi... un tempo d’attesa un po’ lungo, ma era prevedibile, la scusa del Covid, poco personale e altro, tutto normale e se i tempi di produzione sono questi, poco serve lamentarsi. Passato l’interminabile periodo di produzione, Michele ritorna in Consolato alla data stabilita per il ritiro del suo tanto agognato documento. Recarsi nell’ufficio situato in Market street, come tutti ben sappiamo, è un’avventura, perché, nonostante costi al Governo italiano una “sbadilata” di soldi d’affitto, non è munito di parcheggio per i visitatori.

Quindi, anche qui, volente o dolente bisogna usare i mezzi pubblici, come nel caso del nostro caro Michele che, nonostante non abiti all’estrema periferia, con il treno impiega un’ora abbondate ad andare e altrettanto a ritornare.

Quindi, il giorno prestabilito Michele si presenta puntuale e viene accolto da un cartello con su scritto: “Non riceviamo ordini per nuovi passaporti”. Va be’, pensa Michele sorridendo, sono fortunato, perché io non devo fare un nuovo passaporto, devo solo ritirare il mio rinnovato. Ma il sorriso presto svanisce dal suo volto, quando l’addetto alla porta gli comunica che neanche il suo passaporto è pronto per essere ritirato, causa un guasto alla laminatrice.

Superato i trenta secondi di sgomento, Michele chiede chiarimenti. “Non è pronto, ma almeno potevate avvisarmi, mi avreste risparmiato il viaggio”.

Per tutta risposta la persona “all’accoglienza” torna ad indicare il cartello e alzando gli occhi al cielo specifica “che ci vuole fare, non è pronto”.

A questo punto Michele comincia a spazientirsi e pretende di poter parlare con qualcuno che sappia fornirgli una risposta, non solo additare un cartello.

“Aspetti un momento che vedo se c’è qualcuno in ufficio”.

Michele si siede assieme alle sole due persone in attesa, cerca Allora! ma sullo scaffale non c’è… solo la Fiamma della settimana scorsa. Intanto il tempo passa e nessuno si presenta. Finalmente un’ora dopo una signora gentilissima e con buone maniere spiega a Michele che “purtroppo la laminatrice non funziona e, come lei sa, il passaporto viene laminato per motivi di sicurezza quindi, non si può rilasciare un passaporto senza laminatura. Il suo passaporto è pronto, ma non

possiamo laminarlo, quindi, non possiamo consegnarlo.”

Il problema della laminatura, al Consolato di Sydney, va avanti da almeno due anni. È una notizia che abbiamo appreso e che, forse, non dovremmo esserne a conoscenza. Ma “verba volant” come pure abbiamo appreso che ci ha messo mano un tecnico inviato da Roma che, cambiando qualche pezzo l’ha fatta ripartire. Ma ben presto, partito il tecnico, partita la macchina e il dramma della laminatura è stato risolto con un cartello in cui si legge “Non riceviamo ordini per nuovi passaporti”.

A questo punto, bisogna precisare che problemi causati nella stampa di un passaporto, non è cosa semplice come buttare nel cestino il foglio sbagliato e ristamparlo, bisogna protocollare il numero che deve essere comunicato e chissà quante altre scartoffie da compilare.

Una mia ricerca su Amazon ha rivelato che una buona laminatrice potrebbe costare da $450 per arrivare anche sui $2000… non economica, ma molto meno di un volo aereo da Roma e ritorno con relativo vitto e alloggio per il tecnico. Non so se valeva la pena far venire un tecnico dall'Italia, come se in Australia non ci fossero tecnici cinesi per aggiustare una laminatrice probabilmente “Made in China”… Ma posso anche capire che si

Corridoio del grano

Sui media occidentali si legge che la Russia, bloccando il "corridoio del grano ucraino", condannerebbe alla fame i paesi più poveri.

La verità è ben diversa. La Russia si è impegnata ad inviare gratuitamente fino a 500mila tonnellate di grano ai paesi più poveri, in particolare quelli africani. Il presidente Putin ha ribadito che solo una piccola parte, circa il 3-5%, del grano arrivava ai paesi bisognosi attraverso quel corridoio.

La Russia ha sospeso l'accordo sul grano dopo un attacco alla sua base navale di Sebastopoli in Crimea. I droni avevano attraversato la zona di sicurezza del "corridoio del grano" e presumibilmente l'attacco era stato coadiuvato da agenti britannici.

A causa degli attacchi, la Russia non può fidarsi di un corridoio aperto, ma invierà grano a coloro che ne hanno più bisogno. Tra l'altro questi paesi

tratta di un ufficio governativo e bisogna seguire una certa prassi, compilare la richiesta probabilmente con moduli scritti 50 anni fa, l’avvallo del capo-ufficio, attendere l’approvazione da Roma e pregare…

“Ma potevate almeno avvisarmi con una email di cortesia - mugugna Michele - mi avreste risparmiato il viaggio.

La gentilissima signora alza gli occhi al cielo come per dire… non dipende da me, abbi pazienza. Chissà perché tutti guardano il soffitto in quell’ufficio, chi abita al piano di sopra, l’Onnipotente?

A questo punto Michele ha un’idea folgorante “Se scendo all’Ufficio Postale per comprare una busta pre-affrancata raccomandata, potreste inviarmi il passaporto, come già fanno da sempre con quello Australiano”

La signora gentile distoglie finalmente lo sguardo dal soffitto, sorride e ammette: “Un’idea geniale”. In conclusione, a cosa serve un capo ufficio, basterebbe impiegare Michele e tutti i problemi sarebbero presto risolti.

PS – A tutt’oggi l’avviso per ritirare il passaporto di Michele non è ancora arrivato… vi terremo informati. Se invece volete prendere un appuntamento per il passaporto, la prima data disponibile è a metà marzo 2023. Auguri. Laminatrice permettendo.

hanno riservato un'accoglienza molto più calorosa al Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov durante il suo viaggio in Africa che non al suo omologo statunitense, Antony Blinken. Non è un caso. Sanno perfettamente chi è responsabile della crisi. @LauraRuHK

Enrico Mattei

Mattei disobbedì agli Usa per darci gas e petrolio.

Nel sessantesimo della sua morte "misteriosa", Mattarella ad altri ricordano Enrico Mattei, comandante partigiano che nel 1945 viene nominato commissario straordinario dell'Agip con il mandato voluto dagli Usa di smantellarla.

Mattei scopre che in Val Padana c'è un consistente giacimento di gas e ritiene una follia lasciare l’Italia della ricostruzione senza una grande impresa nazionale dell’energia.

Disobbedisce al mandato ricevuto e mette a punto un’idea ardita: portare energia a basso costo agli italiani.

Lo strumento per riuscirvi è l’Eni che poi competerà con le major del petrolio monopoliste del mercato mondiale.

Fu l’atto fondante per far uscire il Paese dalla sconfitta. L’attacco alla Libia di Gheddafi nel 2011 è stata invece la maggiore sconfitta subita dall’Italia dalla seconda guerra mondiale. Ma di questo ora non si parla.

Pasta al pomodoro cinese?

di Esposito Emanuele

È una vita che mi occupo di alimentazione, ristorazione e di tutto il comparto agri-alimentare. Ho sempre - e continuerò a farlo - difeso i nostri prodotti alimentari, ho combattuto con i miei mezzi piccoli, i vari ministri dell’agricoltura, più nel passato che oggi, anche perché in quel ministero ci arrivano sempre quelli che non sanno neppure fare un uovo sodo.

Uno dei privilegi più dolci al palato e che io sono un indipendente, è la possibilità di criticarli sempre e comunque e per questo ho pagato il mio prezzo, per una mancata candidatura sia a destra che al centro, ma va bene così, sono e rimarrò un umo libero, indipendente e soprattutto non mi vendo per qualche scatoletta di tonno che viene dalla Thailandia.

La Meloni e tutta la corte al seguito, poco ma sicuro, non sono fascisti e, se lo fossero, lo sarebbero come il vino in bustina da sciogliere nell’acqua, come il Tavernello, al cospetto del Nepente di Oliena tanto amato da D’Annunzio. Basti considerare la pietra dello scandalo di questi ultimi giorni, il sovranismo alimentare.

Nessuno ha capito di cosa si tratti realmente. Le definizioni sono vaghe e fumose e la Nazione che ascolta fa finta di aver afferrato il concetto come la classe lascia credere al professore che, quanto da lui spiegato fino a quel momento, sia oramai chiaro a tutti.

A occhio e croce, questo sovranismo declinato secondo la tipica ricetta di mammà dovrebbe contemplare la difesa del prodotto locale, un po’ di ecologismo spicciolo, lotta agli allevamenti intensivi e alle multinazionali

dell’alimentazione e blah, blah, blah. Sì, sì, tutto molto bello. Il problema è un altro: chi paga?

Perché, alla fine, la complicazione sta tutta qui: il prodotto di qualità costa e in Italia, il grosso delle pensioni - meglio neppure parlare degli stipendi - non arriva a 1000 euro. Con che soldi verrà comprato il formaggio tipico sardo, quello del caseificio con venti operai?

A proposito, ma quegli operai devono essere sardi o immigrati sfruttati? No, perché, a questo punto, la questione assume dimensioni quasi ontologiche: è locale anche il prodotto tipico, fatto con materie del luogo, ma da gente che proviene dall’Africa, dalla Romania e dall’Albania? Che tradizione tramanderebbero questi? Misteri della Fede e del sovranismo 2.0.

A ogni buon conto, meglio sottolineare che di produzioni nostrane ce ne sono già in grandissima abbondanza. Ogni paese dello Stivale ha il suo vino, il suo formaggio, il suo prosciutto, la sua pasta fresca e i suoi dolci. Nessuna multinazionale cattiva e predatrice vi vieta di comprarli. Però, signori, attenti che non esiste olio di produzione propria che si smerci a tre euro a bottiglia. Ci vogliono tra gli 8 e i 10 al litro - ipotizzando ovviamente di comprarlo al nero, perché altrimenti il prezzo raddoppia. Volete quell’olio? Benissimo, basta andare in una di quelle campagne fuori città, suonare da Zio Gino, quello con il cartello, scritto a vernice, che recita: “Arance, uva, lattuga e vino di produzione propria”. Attenti, però, perché Zio Gino non fa offerte nel week-end.

E, sempre se ne avete voglia, potete mettervi in contatto con la Signora Genoveffa - ce n’è più di una in ogni realtà regionale

- che fa i ravioli in casa, su ordinazione. Anche in questo caso, è d’obbligo segnalarvi che la sua pasta non costa 30 centesimi al pacco.

Come avrete capito, insomma, ci sono già tutte le possibilità di questo mondo per un buon sovranismo alimentare. Basta avere i soldi.

Ma voi li avete? Perché la Meloni, che nome perfetto, sulla carta per parlare di autarchia, o vi aumenta lo stipendio e la pensione, o vi affama.

La PresidentA ci comunichi con quali soldi pensa di sostenere la sua maschia e virilissima idea di autonomia alimentare, perché fra poco è ora di pranzo e o sgancia gli sghei o qui siamo costretti a ripiegare sul solito all you can eat cinese a 12,90 euro - ah, tra parentesi, a cena è più caro.

Aspettiamo di capire quali saranno le mosse del ministro coniato per la difesa dell’alimentazione italiana, forse basterebbero poche mosse, aumentare, tanto per iniziare i dazi doganali di merci provenienti fuori dai confini EU. Per difendere e valorizzare l’alimentazione bisognerebbe partire dalle scuole, incentivare le attività agricole, magari facendo andare in estate i ragazzi a lavorare, cosi capiscono il valore di un pomodoro raccolto.

Aumentano le richieste di aiuto

di Esposito Emanuele

La politica non guarda più alle fasce popolari. Dalle famiglie emerge un grave disagio, crescono povertà ed emarginazione che lambiscono ceti medi. È urgente che la politica torni a comprendere queste aspre difficoltà.

La DC costruì un modello di Welfare unico in Europa. Il passato può darci indicazioni per il futuro, non sprechiamo la storia dell’Italia migliore.

L’Italia delle due realtà, delle stringenti disuguaglianze, che non interessa alla politica che non riesce a comprendere il grave disagio popolare.

Mentre in questi giorni c’è attesa sul comportamento del Governo, su un altro fronte quello delle famiglie più povere, mentre loro nei palazzi fanno i loro calcoli politici, le famiglie devono fare i conti e calcoli con le bollet-

Italiani all’estero, chi?

di Esposito Emanuele

I segnali c’erano già in campagna elettorale, a parte qualche eccezione, la pecora nera ci deve sempre essere e infatti non sono stati eletti, il resto è tutta fuffa.

Il centro destra o meglio la destra-centro non ha calcolato gli italiani all’estero come a dire: chi sono questi?

Eppure quella destra è figlia del voto estero, con uno dei suoi illustri membri, il compianto Tremaglia, chissà cosa direbbe oggi vedendo ignorati noi poveri illusi italiani nel mondo.

Diciamocelo francamente, Roma di noi se ne frega, del resto in sedici anni e passa dall’introduzione del voto estero cosa è cambiato ?

Non sono stati capaci nemmeno di quella proposta che gira solo nella campagne elettorali

politiche, CGIE e Comites, la famosa Cittadinanza.

Come inizio il governo Meloni ha dato una bella risposta a noi oltre confine, forse anche per questo la destra-centro non ha vinto.

Se tanto mi da tanto allora è il caso di iniziare una bella campagna per l’eliminazione dei seggi esteri, risparmiano soldoni, invece di far arricchire i 12 parlamentari, magari li possiamo usare per ridurre eliminare l’IMU sulla prima casa degli italiani all’estero, magari aiutiamo qualche famiglia disagiata in Italia, potete aggiungere tutte le misure che vi garbano 18 milioni a legislatura risparmiati , fate voi.

La Meloni non si è nemmeno degnata di nominare un sottosegretario per gli italiani all’estero, magari un eletto all’estero, avrebbe dato un segnale, e inutile che poi in parlamento in pompa magna ci venite a dire la solita pappardella della cultura, Made in Italy e ambasciatori, di prese per il culo ormai ne abbiamo abbastanza, eliminate questa buffonata.

te e aumenti dei prezzi in tutti i settori. Alla faccia della pace in Ucraina, una guerra assurda che l'Italia appoggia e, a quanto pare, anche il nuovo governo sembra intenzionato a continuare ad appoggiare questa follia.

Secondo i calcoli INPS c'è un salto di richieste di sostegni che sono una serie di fattori negativi correlati alla pandemia, alle chiusure di attività, alla perdita di occasioni di lavoro e la guerra che ha sicuramente aumentato le richieste di assistenza.

Ma c’è anche una drammatica novità, nello studio delle famiglie che chiedono aiuto: la fascia si è sposata in alto, ossia ora ci sono più persone che prima avevano una disponibilità economica maggiore che, invece, oggi si ritrovano in condizioni di povertà. Le richieste di aiuti crescono nelle “fasce centrali” con 435 mila famiglie che hanno un reddito che varia da 10 mila a 25 mila euro l’anno. Mentre la crescita di quelle più basse è calcolata in 235 mila famiglie in più che hanno fatto domanda.

In altri versi la povertà cresce e coinvolge famiglie che prima avevano una condizione di vita migliore. Un aumento di richieste che ha come primo impatto i Centri di assistenza fiscale dei CAF, che già nel 2020 erano andati in affanno per la mole di domande inviate all’INPS per circa 8 milione 300 mila richieste di ISEE. Inoltre per il 2022 c’è allarme per la situazione dei CAF per le continue richieste di assegno unico per i figli.

Se la politica, se i parlamentari volgessero lo sguardo alla vita reale dei cittadini potrebbero capire il perché c’è diffidenza verso i rituali incomprensibili di un ceto politico che pensa più a sé stesso e meno al Paese. Non è pensabile che questa situazione di distacco possa durare ancora a lungo, che le famiglie in difficoltà siano così segnate dai problemi senza che abbiano nei partiti e nella politica un punto di riferimento. Possiamo dire che la DC nella sua lunga storia è stato un partito che non ha mai tralasciato le fasce popolari, che ha costruito politiche di aiuto e assistenza che sono state modello in Europa. Guardare al passato non deve essere solo consolante, potrebbe invece aiutarci a ridare forza a quanti oggi sperano in una svolta popolare, moderata in una politica attenta ai valori e non alle poltrone.

Cambiare in meglio si può ed è stato fatto nel passato. Non aspettiamo che la situazione precipiti a danno di tutti.

L’inversione dei poli

di Mira Carpineta

Nel 2012, ma per diversi anni prima e dopo, in un periodo di tranquilla decadenza culturale, si diffusero una serie di teorie: complottiste, apocalittiche, di sconvolgimenti globali, di nuove filosofie e nuovi concetti sociali, che profetizzavano ogni genere di iattura per il pianeta. Dalla profezia dei maya alla new age, dal piano Kalergy all’asteroide in rotta di collisione, tutto indicava una fine imminente. Una di queste teorie riguardava l’inversione dei poli magnetici terrestri con relative disastrose conseguenze.

Nel frattempo, il villaggio diventava sempre più globale anche e soprattutto grazie all’esplosione della tecnologia legata alla rete internet. L’economia si omologava in tutti gli stati e si amalgamava in un composto che travalicava i confini. L’Unione Europea disquisiva sulla curvatura delle banane e le sue direttive annullavano le diversità materiali dei prodotti, le peculiarità dei territori, dall’alimentazione, all’agricoltura, dal manifatturiero all’energia, dagli appalti pubblici alle regole produttive. Nasceva il Mercato Unico Globale con annessi e connessi onori e oneri. Generalmente gli onori riguardavano le grandi multinazionali e gli oneri i piccoli imprenditori locali, sempre più sopraffatti dalle forze impari in campo.

E la politica? In questo melting pot economico finanziario la politica ha avuto un ruolo determinante, accogliendo o favorendo azioni, che spesso sono andate a discapito del Paese che le recepiva, in nome di un globalismo che avrebbe, in teoria, arricchito le società ampliando la platea di mercato.

In Italia la fine del berlusconismo coincide con una profonda crisi economica, deflagrata nel 2009 in America con il fallimento della Banca Lehman Brothers e della cosiddetta “finanza creativa” che coinvolse l’intero sistema economico-finanziario mondiale. L’Europa intera si trovò a fare i conti con un mostro chiamato “spread” e che altro non era che un mostruoso debito degli Stati, contagiati dalle innumerevoli reti che collegavano, come

in un gigantesco gioco di scatole cinesi, tutti gli istituti finanziari in sofferenza, del pianeta. Un autorevole e autoritario Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, decise di staccare la spina prima della “morte del paziente” e nominò al Governo il tecnico per antonomasia: Mario Monti, il bocconiano, economista. Il 13 novembre 2011 il professor Monti (nominato senatore a vita solo il giorno precedente) riceveva l’incarico di formare un Governo con il compito di domare lo spread e di arginare il fallimento della Repubblica. Ciò avviene con una serie di impopolarissime azioni di cui il premier è consapevole, ma che ritiene necessarie. Rimarranno nella Storia le lacrime del Ministro Elsa Fornero, autrice di una drammatica e vituperata riforma pensionistica, ancora in essere, anche se calmierata da annuali interventi in deroga.

I politici italiani subiscono lo shock dell’esautorazione e iniziano un percorso di “rinnovamento” dei rispettivi principi ispiratori con un restyling delle diverse compagini e con lo scopo di recuperare le posizioni perse, ma soprattutto la fiducia degli elettori, abbandonati alla “cura del bisturi” degli accademici.

Intanto arriva sulla scena politica italiana il Movimento 5 Stelle, che grazie alle geniali intuizioni comunicative di Gianroberto Casaleggio, raccoglie tutta la rabbia e il malcontento di un Paese deluso e disgustato dal malcostume della politica e desideroso di una rivincita della società civile. Al grido di “Onestà, onestà” e senza lesinare inviti ad andare… in luoghi più consoni ai responsabili dello stato di precarietà, guidati da un comico genovese abituato ad arringare dai palcoscenici dei teatri, arrivano in Parlamento i cosiddetti “cittadini”.

Il populismo assurge agli scranni più alti dello Stato, anche grazie ad una legge elettorale, tuttora vigente, che non consente di esprimere una maggioranza netta. È indelebile il ricordo di un desolato Pierluigi Bersani che tenta un disperato approccio con i nuovi arrivati per creare un Governo, ma lo streaming dell’in-

contro segna il punto più basso e triste della storia del PD. Per rincorrere la riconquista dei ruoli i Partiti iniziano a “cambiare pelle”. La Sinistra vira verso il mondo industriale e bancario abbandonando a poco a poco i temi da sempre nella sua storia: lavoratori, diritti sociali, tutele delle fasce più deboli, a favore di politiche di privatizzazioni spinte e abbattimento di storiche conquiste sindacali. Il Jobs Act di Matteo Renzi segna lo spartiacque della “virata”.

Con il sovrapporsi, in corsa, dei governi Letta e Renzi poi, l’attenzione della politica di sinistra si sposta sempre più verso argomenti lontani dal vivere comune: finanza, banche, tassi, spread e un tentativo di riforma della Costituzione che, rimandata agli elettori in un fatale referendum, segnano l’uscita di scena (apparente), vincolata al risultato, di Matteo Renzi, il giovane rampante del PD ammiratore senza riserve di Barak Obama. La forbice sociale si allarga sempre più a sfavore delle fasce più deboli. Molte conquiste civili, date per scontate cominciano a vacillare mentre il mondo bancario e finanziario riceve più attenzioni delle necessità della società civile.

Un ruolo molto importante nella debacle della sinistra riguarda i diritti civili e la questione femminile. La questione immigrazione, che la sinistra favorisce senza regole e chiedendo riconoscimenti come ius soli, politiche economiche assistenzialiste con vistose falle nell’applicazione, come il Reddito di Cittadinanza, fortemente voluto dai 5S, insieme alle controverse questioni legate alle rivendicazioni delle comunità LGBT, che confliggono con i diritti delle donne, dei loro corpi e della mercantilizzazione di tecniche come la GPA( la surrogazione di maternità legalizzata), aumentano ancora di più la distanza tra la domanda sociale e la risposta politica.

Alla Destra non sfugge il vuoto rappresentativo che si viene a creare con queste scelte della sinistra e, cavalcando il populi-

smo malpancista, sulla scia del successo dei 5Stelle, inizia ad occuparsi del grido di dolore della società vittima della crisi: disoccupati, imprenditori falliti, giovani e meno giovani, minoranze, disperati. Inizia così l’inversione dei poli della politica italiana. La sinistra si allontana sempre più dalla base della società, che ha costituito da sempre il suo ambito di competenza, mentre la destra occupa sempre più quei territori abbandonati raccogliendo le richieste di aiuto delle vittime della crisi.

Così la Lega raccoglie il grido di dolore dei giovani disoccupati iniziando la crociata contro la Legge Fornero, che impedisce il turn over nell’occupazione. Il senso di insicurezza evocato da una immigrazione incontrollata, che agita le fasce più deboli e disagiate. Il richiamo a valori come la famiglia, la religione, il lavoro, i fallimenti di piccoli imprenditori che lasciano una lunga e drammatica scia di suicidi anche per il senso di abbandono da parte delle istituzioni. Il successo di Matteo Salvini traina il polo di destra conquistando il primato delle preferenze nella consultazione elettorale del 2018.

Tuttavia la famigerata legge

elettorale non permette di esprimere una maggioranza netta e dopo 100 giorni dalle votazioni nasce il primo Governo Conte, composto da una maggioranza di Destra e dal Movimento 5Stelle finalmente al Governo. La difficile convivenza di due anime politiche distanti, ma che aggregano diverse richieste di aiuto provoca la crisi solo un anno dopo, nel 2019, quando Salvini esce dall’esecutivo in piena estate. Nel vuoto appena creatosi si inserisce il piccolo partito di Matteo Renzi che, lungi dall’aver mantenuto il proposito di abbandonare la politica dopo il disastroso referendum del 2016, si presta a sostenere un secondo governo a guida di Giuseppe Conte, avvocato pugliese, accademico, al servizio del Movimento 5Stelle.

Ma la tempesta perfetta è in arrivo dalla Cina, dove nel gennaio 2020 esplode la pandemia di Covid19. La gestione della pandemia, che in Italia porterà al tragico bilancio di circa 180000 vittime, segna il definitivo fallimento del governo di coalizione e un disperato Presidente Sergio Mattarella prende l’estrema decisione di chiamare Mario Draghi, ex presidente della BCE,

Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni
Matteo Renzi e Giorgio Bersani
Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo
nell'ultima pagina

La “Presentation Night” al Club Marconi

Lo scorso 28 Ottobre si è svolta al Club Marconi l’Annuale Presentazione dei vincitori delle numerose competizioni che vengono organizzate durante l’anno dalle varie Associazioni Sportive del club.

Tutto ebbe inizio parecchi anni fa con il gioco delle bocce e adesso circa 2000 soci partecipano ogni anno alle competizioni nelle varie discipline sportive che formano la Sezione dello sport al Club Marconi, discipline che comprendono il ciclismo, la scherma, il cricket, il rugby il golf, il netball, l’Associazione SBB (snooker, biliardo e boccette) il gioco delle carte (scopa, tresette e ramino per le signore), il carpet bowls, la borella, la “Physical Cultural” e anche se non hanno niente a che vedere con lo sport fanno parte di questo gruppo anche il Coro Marconi che è richiestissimo da molte associazioni italiane di Sydney e la Art Association.

A dare inizio alla presenta-

zione dei trofei è stato l’amministratore delegato della Associazione Sportiva, Spyros Kehris che ha svolto il compito di coordinatore della serata e di maestro di cerimonia.

Al microfono si sono alternati, porgendo un caloroso benvenuto ai numerosi presenti nella sala della Doltone House, il presidente del Club Marconi Morris Licata e il vice presidente Mario Soligo che è anche il presidente delle Associazioni Sportive del Club.

Prima della consegna dei premi due fiorettisti hanno intrattenuto I presenti con una amichevole esibizione mostrando tutta la loro bravura.

I componenti il comitato direttivo erano presente al completo e a turno hanno consegnato oltre 100 premi ai vincitori e secondi classificati delle varie competizioni organizzate durante l’anno.

Tutti I vincitori vanno elogiati per i risultati ottenuti ma

in modo particolare è doveroso menzionare il successo ottenuto dalla Associazione Bocce che dopo una lunga astinenza ha riconquistato la Marconi Cup e dalle bocciofile Antonietta Ruscio, Nella Chiandotto e Nicole Samsa che hanno vinto il titolo australiano di Triple Bocce Champions disputatosi nel Victoria.

A livello internazionale vanno segnalate le buone prestazioni ottenute in Inghilterra dal fiorettista Robert Ciccarelli, e in Italia dalla giovane ciclista Roberta Salvatori.

Sono inoltre stati assegnati dei riconoscimenti speciali a Nella Chiandotto, che ha ricevuto il premio ”Australian Bocce Federation Team of the past 50 years”, e a Luigi Volpato che, per il servizio reso allo sport della Borella, ha ricevuto Il “Marconi Sports President Award”.

C'è stato anche poi il taglio di una gigantesca torta preparate per festeggiare il 30esimo Anniversario della Fondazione dell’Associazione del Golf al Club Marconi.

Adesso che il Covid 19 è solo un brutto ricordo il futuro dello sport al Club Marconi sembra essere molto più roseo e nel 2023 dovrebbero sicuramente arrivare altri successi degli appartenenti ai vari sport, soprattutto considerando che il Consiglio d’Amministrazione continuerà a supportare uomini, donne e soprattutto i giovani nelle loro competizioni per cercare di continuare a mietere quei successi ottenuti in 64 di sport al Club Marconi.

M.P.

La Marconi Cupé tornata a casa. torna a casa.Da sinistra a destra Sam Noiosi, Roberto Carniato, Rozzo Giuseppe, Mario Soligo, Silvio Bruzzese, Sam Vacccaro, Fernando Pellegrino, Cosimo Florio e Tony Paragalli.
I vincitori delle Bocce Gents e Bocce Ladies con alcuni direttori del comitato.
L’Associazione del Golf ha festeggiato il 30simo anniversario di attività
I premiati della Associazione Cycling con il comitato Direttivo
Il tavolo del Coro del Marconi con in primo piano la presidentessa Maddalena Lietri
Il vice presidente Mario Soligo
Il presidente del Club Marconi, Morris Licata
Angelo Ruisi
Il tavolo della Art Association

Dutton visita Fairfield per discutere del reinsediamento dell'ISIS

Il sindaco Frank Carbone ha affermato di aver accolto con favore la visita e l'opportunità di esprimere le preoccupazioni della comunità direttamente al leader dell'opposizione l’On. Peter Dutton e al senatore Payne; e ha esteso un invito e un'opportunità al Premier Anthony Albanese MP o ai suoi rappresentanti, di fare lo stesso.

“L'on. Peter Dutton mi ha contattato e mi ha chiesto di aiutarlo ad ascoltare e comprendere le preoccupazioni della comunità.

Sono grato che lui e Marise Payne abbiano fatto lo sforzo di farci visita a Fairfield e di ascoltarci", ha detto il sindaco Frank Carbone.

“Parte del mio ruolo di sindaco è riunire la comunità e garantire che la loro voce sia ascoltata. Siamo molto preoccupati dal fatto che questo piano per reinsediare le mogli ei figli dei combattenti dello Stato islamico sia stato re-

alizzato senza alcuna consultazione con le persone che colpirà di più.

L'annuncio ha suscitato emozioni soprattutto all'interno della nostra comunità.

“La parte occidentale e sud-occidentale di Sydney è una regione accogliente. Abbiamo accolto e reinsediato centinaia e migliaia di migranti e rifugiati nella nostra storia e continueremo a farlo.

“Ma questo è diverso. Molti dei più recenti rifugiati arrivati a Fairfield stavano fuggendo dall'ISIS e dalle atrocità inflitte alle loro famiglie e ai loro cari.

Accogliere queste persone in Australia, e in particolare in questa regione, è traumatizzante e offensivo per il nostro personale di difesa e le loro famiglie che hanno perso la vita mentre combattevano contro l'Isis", ha affermato il sindaco Carbone.

SUNDAY 13 NOVEMBER

Darcy Byrne ha descritto la "rivendicazione della terra nativa" di Le Montage

Una sfida "piuttosto bizzarra"

I proprietari di un noto centro eventi di Sydney stanno portando il loro Consiglio Comunale in tribunale in un ultimo disperato tentativo di fermare la costruzione di uno skate park per bambini lungo la Bay Run.

Le Montage a Lilyfield sta cercando un'ingiunzione del tribunale per impedire all'Inner West Council di costruire lo skate park proprio accanto a Callan Park, sostenendo che il consiglio non ha adeguatamente considerato l'impatto della struttura sul loro edificio.

In un comunicato stampa, Giovannino "John" Navarra di Le Montage ha affermato di essere particolarmente preoccupato per il flusso del traffico e alla sicurezza dei "bambini adrenalinici" che corrono vicino a luoghi autorizzati e alla banchina di carico di Le Montage.

Navarra ha anche affermato clamorosamente di detenere una "rivendicazione della terra nativa" sulla terra che, secondo lui, gli è stata data da un "trattato personale" con Lady Crown Turikatuku III, che è una cantante locale di origine Maori.

A tale scopo, Le Montage sta chiedendo un provvedimento ingiuntivo sulla base delle accuse che il Consiglio Comunale non ha tenuto conto "dell'impatto visivo dell'illuminazione proposta" sul centro di eventi, nonché

"dell'impatto visivo di costruzione”. In una dichiarazione giurata, l'urbanista Glenn Raymond - ingaggiato da Le Montage - ha affermato che 10 alberi da piantare al confine dello skate park "non sono sufficienti per formare uno schermo per ammorbidire la vista dello skate plaza o impedire la fuoriuscita di luce nelle sale riunioni sull’estremità settentrionale di Le Montage”. Raymond ha anche affermato che lo skate park può interferire con il modo in cui la luce si riflette sull'acqua durante i tramonti, rovinando "l'atmosfera fornita dalla situazione del lungomare". Il sindaco dell'Inner West, Darcy Byrne ha descritto la combinazione della "rivendicazione della terra nativa" di Le Monta-

ge e la sfida del tribunale come "piuttosto bizzarra".

"Cercare di ritardare o fermare lo skate park sarà un gioco di potere profondamente impopolare, ma sembra che non ci sia molto da fare per gli avversari per affermare il loro senso di proprietà su questo terreno pubblico".

Nathan Moran, amministratore delegato del Metropolitan Local Aboriginal Land Council, ha affermato di non essere a conoscenza della buona fede della "rivendicazione della terra nativa" di Navarra, né gli anziani locali avevano avuto rapporti con Lady Crown. "Non ho mai sentito parlare di alcun presunto trattato o dei diritti del gruppo di persone che stava descrivendo", ha detto Moran.

Club Marconi Proudly Sponsors the

Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

continuazione dalla prima pagina seconda generazione come lui, queste celebrazioni suscitano.

lamentare per Drummyne, che ha ricordato l’importanza per la pace, particolarmente in questo periodo di grande tensione nel mondo. “Sono momenti come questi - ha continuato Sidotiche bisogna lavorare per la pace, non permettere il proliferarsi di conflitti che potrebbero avere conseguenze catastrofiche”.

Sidoti ha pure ricordato l’importanza che, per un italiano di

A seguire, il Comm. Bamonte ha letto un messaggio del Senatore Francesco Giacobbe, impossibilitato a partecipare:

“Carissimi rappresentanti d’Arma, grazie per il gentile invito, purtroppo in quei giorni sarò ancora in Italia e quindi non potrò partecipare alla funzione del 4 novembre. Questo mi rammarica molto perché la giornata

dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate è una giornata che ha un sapore particolare per tutti noi immigrati che vivono all'estero. Non solo commemoriamo gli uomini e le donne che hanno contribuito con il loro sacrificio a rendere L'Italia è una repubblica libera, unita e solidale, ma celebriamo quel legame d'amore indissolubile che ci unisce alla nostra Patria, alle nostre origini. Attraverso le ricorrenze repubblicane, che voi associazioni d’Arma celebrate con puntualità e dedizione anche all'estero, riviviamo l'orgoglio di essere italiani” ha letto Antonio Bamonte.

Dopo la cerimonia, parte degli intervenuti si sono dati convegno nella nota pizzeria di Norton street, “Il Cugino” dove le celebrazioni sono continuate in a tavola.

Buona la compagnia con la partecipazione di Maurizio Aloisi, Concetta Perna, Giancarla Montagna… e altri. Ma in particolare di Antonio che, una volta ogni tanto, sono riuscito a scroccargli un pasto.

Ottima la pizza e “favoloso” il risotto alla marinara preparato dalla cucina sotto la direzione dell’immortale Amabile Pignattaro, in arte Bill. È mancato un bicchiere di buon bianco… ma, ancora una volta, non si può avere tutto dalla vita.

Cinque leoni tentano la fuga dallo Zoo

Cinque leoni sono tornati in cattività dopo essere fuggiti dal loro recinto allo zoo Taronga di Sydney mercoledì mattina, costringendo il personale a rifu-

giarsi e mettendo lo zoo in isolamento. Il direttore esecutivo del Taronga Zoo Simon Duffy ha confermato in una conferenza stampa che un leone e quattro

cuccioli si trovavano fuori dal loro recinto principale alle 6 del mattino di mercoledì.

"Questo è un incidente significativo - ha dichiarato Duffyed è ora in corso una revisione completa per confermare esattamente come i leoni siano riusciti ad evadere", ha affermato.

Duffy ha inoltre informato i giornalisti che i leoni sono separati dal resto dello zoo di Taronga da una recinzione di due metri e che "in nessun momento" i leoni sono usciti dal recinto dello zoo.

"Lo zoo ha in atto protocolli di sicurezza molto severi per un tale incidente ed è stata intrapresa un'azione immediata", ha concluso Duffy.

Lo zoo, a Mosman, sulla costa nord della città, è stato riaperto normalmente mercoledì. (AAP)

Sydney: Ulteriori interruzioni del trasporto pubblico

La Rail, Tram and Bus Union ha affermato che altre iniziative sindacali sono in arrivo a novembre, poiché i pendolari di Sydney si preparano a potenziali ritardi nei trasporti pubblici e orari dei treni limitati. Un'altra azione sindacale come quella che Sydney ha dovuto affrontare in passato sta arrivando nel mese, con uno sciopero completo previsto per il 2 dicembre.

La notizia arriva dopo che il sindacato e il governo del NSW devono ancora fare progressi nelle udienze di conciliazione, scontrandosi su negoziati salariali e problemi di sicurezza sulla nuova flotta intercity.

Un piano per aprire i cancelli Opal per i pendolari è stato respinto dalla Fair Work Commission a settembre e ritenuto "non protetto".

Il segretario del sindacato Claassens ha affermato che l'azione

sindacale inizierà con cose come il divieto di lavoro straordinario e il rifiuto di lavorare con gli appaltatori. Il sindacato lancerà quindi azioni come il rifiuto di utilizzare treni costruiti a livello internazionale, che in azioni passate ha ridotto significativamente la quantità di servizi. Si prevede che il rifiuto di far funzionare i treni costruiti all'estero avverrà lunedì 21 e venerdì 25 novembre. Questi treni costituiscono il 70% della flotta disponibile, il che significa che solo il 30% dei treni sarà in uso in questi giorni.

Il sindacato e il governo sono bloccati sui negoziati negli ultimi mesi, senza che nessuna delle parti fosse disposta a fare marcia indietro. Il governo ha affermato che avrebbe soddisfatto la richiesta del sindacato di un aumento della retribuzione iniziale del 2,53%.

Marco Simoni, Pasquale Ius, Gianfranco De Zotti e Nello Casetta. Questi sono gli Alpini che hanno partecipato, assieme a Carabinieri e Marinai, a San Fiacre, alla Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Una foto ricordo con "Il Cugino" Amabile Pignattaro in arte Bill
L'onorevole John Sidoti e il Commendatore Antonio Bamonte

Per Celebrare

il

4 Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Unite le Associazioni d'Arma al Club Marconi

Finalmente, dopo tanti anni di incontri dove ognuno sembrava rappresentare solo sé stesso, le Associazioni d'Arma si sono radunate nella bella sala della Doltone House al Club Marconi e hanno dato prova di unità festeggiando la ricorrenza del 4 Novembre come un Corpo solo, una sola Armata.

Naturalmente ognuno nella sua uniforme, dal blu dei Carabinieri e Marinai, al verde degli Alpini. Attaccato al labaro rosso un cappello da Bersagliere con tutte le sue piume svolazzanti. Sui trespoli vicino alla parete i gagliardetti delle altre Associazioni, Alpini, Carabinieri e Marinai.

Non deve essere stato facile organizzare una così bella festa, ma questo prova che, quando si vuole e soprattutto con l'aiuto di professionisti dell'ospitalità al Club Marconi, tutto è possibile.

La giornata è iniziata con l'esecuzione degli Inni Nazionali d'Australia e d'Italia e della Canzone del Piave.

Dopo un minuto di silenzio per ricordare i Caduti, Maurizio Pagnin, maestro di cerimonia per l'occasione, ha letto una breve storia della festa odierna e il suo significato: "La giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate - ha letto Pagnin - è una giornata celebrativa nazionale

italiana. Fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale, evento bellico considerato come completamento del processo di unificazione risorgimentale, visto che permise all'Italia l'annessione di Trento e Trieste. Per tale motivo, l'intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale è considerato la quarta guerra d'indipendenza italiana. La festa è il 4 novembre, data dell'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti firmato il 3 novembre 1918 che sancì la resa dell'impero austro-ungarico all'Italia. Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l'unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall'età di liberale, al fascismo, all'Italia repubblicana. Nel 1921, in occasione della celebrazione della giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all'altare della Patria in Roma" ha concluso Pagnin.

A fare gli onori di casa, il Presidente Morris Licata, che ha voluto complimentarsi con i partecipanti, dichiarandosi molto onorato di condividere con loro l'odierna Festa.

Presenti anche i Membri del Comitato del Club Marconi, il vice presidente Mario Soligo e il consigliere Angelo Ruisi.

A seguire, un bellissimo intervento a quattro voci, quelle dei Presidenti: Giuseppe Querin per gli Alpini, Mario Sanna per i Bersaglieri, Sebastiano Villanova per i Carabinieri e Riccardo Montrone per i Marinai d'Italia.

Inizia la lettura Riccardo Montrone: "Cari soci familiari ed onorati ospiti, a nome dell'Associazione Nazionale Alpini, dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, dell'Associazione Marinai d'Italia e dell'Associazione Nazionale Carabinieri, vi diamo il benvenuto al Club Marconi e vi ringraziamo per la vostra partecipazione per la celebrazione del 4 Novembre".

Il Presidente dei Carabinieri, Sebastiano Villanova, ha poi tradotto le stesse parole in inglese nel caso fossero presenti in sala

italiani di seconda o terza generazione che non comprendono appieno la lingua italiana. Anche questo è sembrato un tocco con una visione verso il futuro. Solo incentivando con la comprensione le nuove generazioni, le nostre Associazioni d'Arma avranno un futuro.

Ha poi continuato la lettura il Bersagliere Mario Sanna: "Per quanto siamo tutti australiani, grati e fieri di esserlo, siamo anche italiani, di prima, seconda o terza generazione e giustamente siamo altrettanto fieri di esserlo".

Prende la parola Giuseppe Querin, Presidente degli Alpini: "Il 4 Novembre festeggiamo l'Unità d'Italia e delle Forze Armate. La celebrazione nasce dalla data dell'armistizio svoltosi a Villa Giusti 4 novembre 1918 per mettere fine alla Prima Guerra Mondiale tra l'Italia e l'impero Austro-Ungarico. Con la fine della Grande Guerra l'Italia assume, più o meno, i confini attuali a raggiungimento di un percorso durato più di 100 anni".

Dopo la traduzione di Sebastiano Villanova ha preso la parola Riccardo Montrone, Presidente dei Marinai d'Italia, continuando: "La storia si ricorda di Cavour, Garibaldi, di Vittorio

Emanuele e dei Generali, ma chi ha combattuto erano giovani in divisa. La stessa divisa che noi Alpini, Marinai, Bersaglieri e Carabinieri, abbiamo indossato. La divisa che hanno indossato i nostri familiari, i nostri padri ed i nostri nonni".

L'ultima parola spetta a Mario Sanna, Presidente dei Bersaglieri, che conclude dicendo: "Siamo tutti qui per celebrare le Forze Armate ed i suoi membri, passati, presenti e futuri".

Come accennato all'inizio, la Doltone House ha dato prova della sua professionalità con un pranzo di tutto rispetto ed un servizio degno di una festa così importante.

Tanto che, un raggiante Maurizio Pagnin ha fatto sapere a tutti i presenti che la festa verrà ripetuta annualmente al Club Marconi, visto il parere entusiastico degli organizzatori, Sebastiano, Giuseppe, Mario e Riccardo.

Vorrei concludere la celebrazione d'Arma con un mio pensiero e con l'augurio, forse utopistico, che gli eserciti militari non vengano mai più richiesti per risolvere le controversie tra Nazioni e che, finalmente, trionfi la Pace tra i popoli del Mondo. Viva l'Italia e la Pace!

Mario Soligo, Angelo Ruisi e Morris Licata durante gli Inni Nazionali
Soddisfatti i Presidenti: ci rivedremo tutti l'anno prossimo!
I Presidenti delle quattro Associazioni d'Arma presenti: Carabiniere Sebastiano Villanova, il Bersagliere Mario Sanna, l'Alpino Giuseppe Querin e il Marinaio Riccardo Montrone.
Un bel gruppo di partecipanti alla Festa
Non poteva mancare "Caterina la ballerina" con le amiche d'Arma

Come prendersi beffa del regime...

Nel 1936 il compositore mantovano Gorni Kramer incise “Crapa pelata”. Era un brano costruito su un pezzo di Duke Ellington e una filastrocca milanese che riuscì a farsi beffe del regime.

Infatti portò sia al successo un brano jazz - genere che era stato bandito dal regime - che canzonare la testa pelata più famosa d’Italia, quella mussoliniana.

Non contento, Kramer scrisse tempo dopo la musica di “Pippo

Pippo non lo sa”, pezzo swing ac-

compagnato da un testo che poneva in ridicolo il gerarca fascista Achille Starace, solito girare impettito in camicia nera:

Crapa pelada la fà i turtei

Ghe ne dà minga ai soi fradei

I so fradei fan la frittada

Ghe ne dan minga a Crapa pelada

Nonostante la popolarità di queste canzoni, Gorni Kramer e la sua orchestra continuarono ad essere ignorati dall'EIAR, che li boicottava perché suonavano jazz.

La battaglia degli smartphone

La storia della liceale di Latina che si rifiuta di consegnare il telefono quando entra in classe - e di suo padre che dà in escandescenze davanti al preside per difenderla - ha il merito di ricordarci il famoso elefante in mezzo alla stanza, l’unico sconvolgimento epocale di cui non sembriamo avere cognizione: la «terza mano» dello smartphone si è impossessata delle nostre vite e non intende restituircele.

Perché in quella scuola si invitano i ragazzi a depositare i telefoni all’ingresso? Per evitare che copino su internet? Certo, ma soprattutto per fermare l’emorragia di attenzione che la consultazione compulsiva dello smartphone determina.

Come sperimentano ogni giorno anche gli adulti - che però al confronto sono dei dilettanti

- l’apparecchietto inventato da Steve Jobs ha un effetto-contrappasso: mentre ti spinge a comunicare ininterrottamente con le persone assenti, ti isola da quelle che hai accanto. E restringe i tempi di concentrazione, spezzandola di continuo con qualche notifica.

Una spirale che genera dipendenza, e questo spiega la reazione rabbiosa della studentessa di Latina: toglierle la “terza mano”, anche solo per poche ore, sarebbe stato come privarla dell’aria che respira.

La scuola cerca di educare i ragazzi all’“uso consapevole” dell’ordigno, cioè a guardare ogni tanto in faccia i compagni di classe, ma il suo grido di dolore resta inascoltato: i genitori a cui si rivolge sono troppi occupati a chattare sul telefonino.

Sfogliando Allora! come una margherita...

di Pino Forconi

Puntuale come un orologio svizzero, ecco che Allora! arriva alla mia buca per le lettere. Tra i tanti articoli ne prendo su alcuni, cominciamo con:

Cercasi “ Little Italy “

Sono passato da quelle parti, per caso, sembra tutto abbandonato. Ricordavo il posto di anni fa, quando era pieno di vita, di musica, di ristoranti e negozi. Mi chiedo, ma il senatore da quando si trasferì a Roma per difendere la nostra comunità, non gli è venuto in mente di creare una qualche iniziativa per rilanciare “Little Italy"? Quindi cosa si cerca per Leichhardt? Il rilancio di un angolo d’Italia? Con che cosa, con che propositi? Ormai tutto è stato venduto ad estranei della nostra cultura.

Voce di popolo rumoreggia che il tutto appartenga a diversi investitori, non di certo italiani, dato che circolano degli idiomi non proprio di stampo italiano. Cosa si può dire ?

C'è rimasto un Moretti con la sua ottima cucina e chi altro? Un cinema che se proietta gli stessi film che ha suggerito per il “Power House di Liverpool" siamo fritti.

Si cercano nuovi finanziamenti per dare la possibilità ai famelici lupi di rosicchiare qualche altro osso non ancora spolpato? Se così fosse meglio lasciare le cose come stanno e buona notte.

Triste, molto triste, sono passati quegli anni quando si parlava di calcio al bar dello sport sorseggiando un buon espresso.

Caro senatore, Leichhardt era un vero angolo d’Italia. Ora con il suo collega alla Camera dei deputati, troverete la possibilità di dire qualche cosa in merito ? Speriamo. Dopo tutto queste sono anche le cose che dovreste tenere a mente.

Speriamo non vi facciate sopraffare da eventuali negatività, specialmente dai vostri compari dell’opposizione.

Come diceva sempre… [er sicurezza è meglio opporsi.

Parliamo di astensionismo

Astensionismo, primo partito d’Italia. Certo, ma non chiamiamolo astensionismo, bensì menefreghismo e sfiducia. Oltre dieci anni d’imbrogli hanno stancato ed allontanato un valido

elettorato che oggi si rifiuta di essere preso in giro.

Meglio fare buchette e castelli con secchiello e paletta e la sabbia, che fare la fila ai seggi, quindi non incolpateli se le votazioni sono andate storte.

Andrà meglio la prossima volta.

L’associazione Alpini querela … Chi ?

Tanto per cominciare, direi le sardine, i bravi e audaci giornalisti di quella sinistra che li fomenta, che li spinge a scrivere senza controllare cosa scrivono. Fanno fare il lavoro sporco a loro per non metterci la faccia, come dire “lanciare il sasso e nascondere la mano “. Tipico. La destra stravince

In Italia, ma all’estero? Come per incanto il Duo, “adesso non posso “ è già in volo per Roma per riassumere le posizioni lasciate in caldo, erano così sicuri, che il 26 Ottobre non sarebbe successo nulla, che avevano già le valigie pronte.

Ed eccoli pronti per altri cinque anni di facili incassi e il prossimo 2 Giugno li troveremo per incanto assisi in prima fila al “Marconi Club" giustificandosi che l’opposizione delle destre non li ha lasciati agire come loro avevano promesso al proficuo elettorato australiano.

Vi anticipo la presentazione: “Eravamo in minoranza parlamentare e per di più all’opposizione, quindi non ci hanno lasciato presentare tutte le proposte e disegni di legge che avevamo in mente... appunto solo in mente"

Ribadisco che la legge del fu Mirko Tremaglia si è rivelata un buco nell’acqua, nata bene ma poi…

Cossari

Pensavo al povero Joe Cossari che sperava di ritrovarsi a Roma, invece, forse anche per la poca attenzione dell’incaricato esteri a Roma, tale Menia, che credo non abbia preso seriamente in considerazione chi si era candidato.

Mentre che il solito “PD” sempre attivo in queste circostanze è quello che incassa il premio.

che, spero e mi auguro, abbiano seria intenzione di lavorare.

Tra questi c'è’ anche Tajani nominato agli Esteri. Mi appello, quindi a costui, che faccia veramente un rimpasto delle nomine estere. Mandando in giro per il Mondo dei veri diplomatici di carriera, richiamando tutti quei soggetti che per servilismo e clientelismo hanno fatto più danni che lavori. Richiamandoli saranno più utili a Roma nel rimettere a posto archivi e scartoffie che fingersi diplomatici. Rappresentare l’Italia all’estero non è cosa facile.

Woodoo

Pensando e ripensando alle elezioni e leggendo quanto hanno scritto su i vari social, tutti quelli che hanno invocato una veloce disfatta della Leader della destra, ora Presidente, mi chiedo, avranno usato anche metodi o riti del "Woodoo" forse preparando pupazzetti infilzati da aghi e chiodi, preparando beveroni fatti da code di rospo, ragni affumicati, denti di serpenti cariati.

Genitori che vorranno cambiare il nome delle loro figlie da Giorgia o Giorgina, in Glendalina o Stalinetta o altri nomignoli meno appariscenti degli attuali. Cosa volete farci, questa è la nostra Italia, prendere o lasciare.

I cari social

Sui social, Face Book, Twitter, Istagram e tanti altri, dove la gente si diverte ad inveire, e offendere, cosa succederebbe se di colpo ogni uno di loro, rispondesse con garbo, opinando, suggerendo e tante altre cose,? Forse chiuderebbero per mancanza di volgarità.

In conclusione

Tutto filava liscio, d’amore e d’accordo con il PD al comando... ma è bastato un leggero cambio di direzione, che ha creato lo sconforto e le preoccupazioni più profonde.

Vi ricordate di Linus, che non poteva dormire senza la sua copertina?

Un po’ come Linus è successo in Parlamento: persa la poltrona, panico totale.

Zona Cesarini

Ero stato invitato al Club Marconi per salutare il nuovo Ambasciatore, Paolo Crudele.

A me puzza che ormai a Roma questo comparto che chiamano Oceania può fregare di meno al governo. Insomma ormai siamo cittadini italiani di serie C1, come le squadre di calcio delle parrocchie.

Un plauso alla furbizia e presenza attiva del “PD”, settore estero.

Ad onor del vero il Carè ha fatto una campagna elettorale percorrendosi svariati chilometri visitando anche chi è diventato “Fu”, mentre che il Cossari, né visto, né sentito. Io direi che la manna dal cielo cadde solo qualche secolo fa, oggi, o ti muovi o sei fuori.

Quindi i loro ringraziamenti del Duo alla stampa sono veramente sentiti, lo credo bene.

Cosa ci si aspetta?

La destra vincendo ha assegnato i ministeri a personaggi

Per quante annotazioni scritte su calendario e computer... Mi è passato di mente e così niente strette di mani, né auguri di buon lavoro. Beh! Ci saranno altre occasioni... spero.

In ogni caso, mi auguro che qualche anima gentile sia riuscita ad infiltrarsi attraverso l’apparente cordone di sicurezza creato a difesa dell’augusto personaggio per evitare una qual si voglia non voluta battuta giungesse a destinazione.

Personalmente, potendo, avrei chiesto lumi sulla stampa e cambi di gestione.

Peccato, sarà per un’altra volta, ho tutto il tempo di questo mondo e molte mostre ed affini sono in procinto di aprire a Canberra. Buon divertimento!

Al lora! la pagina di Ketty

L’artista Teo Ricciardella fa conoscere la sua voce nel mondo

L’italoamericano Teo Ricciardella, personaggio poliedrico e interessante della musica lirica internazionale, proviene da Ruvo, un paesino caratteristico della Puglia, famoso per la sua cattedrale Romanica.

All'età di tredici anni, Teo nel 1974 emigra negli Stati Uniti d'America, in una terra sconosciuta e senza conoscere neanche la lingua. Inizia la scuola; fa la terza media e il liceo.

Decide poi di iscriversi all’Università, laureandosi in Economia. Dopo 2 anni di specialistica, si laurea in Contabilità e Finanze. Inizia a lavorare per l’azienda Carlo Erba, che in quel periodo era insieme alla Montedison ed in seguito in altre aziende.

Riferisce del suo amore innato per la musica e “cita testuale” di essere stato il primo DJ italoamericano a presenziare le “Feste private non alla Radio”. Mentre il suo socio cambia carriera, il business dell’artista, come lo definisce”, si alza sempre più.

Nel frattempo, lavora moltissimo, come se una settimana fosse doppia. Confessa di non aver studiato musica, ma si sente attratto da quel mondo artistico. Teo, ha l’arte nel sangue.

Si impegna a fare il presentatore e il DJ, per più di trent’anni. È in quegli anni che si diletta a imitare Frank Sinatra, Elvis Presley, Celentano ed altri personaggi famosi.

Un giorno del 2009 inizia il suo cammino lirico. Un giorno ascoltando il suo pianista che suona “Nessun dorma”, dalla Turandot di Giacomo Puccini, gli dichiara di poterlo cantare in originale. Quasi scettico, il musicista lo fa provare; ascoltandolo comprende di avere davanti a sé

una voce potentissima. Ricciardella, da quel momento, decide di studiare ed il suo incontro fortuito avviene al cospetto del Professor Febbraio.

Il grande maestro, come Ricciardella, è della Contea del Westchester County, nello Stato di New York, lo guarda incuriosito; lo osserva e gli conferma che è un tenore. Ciò lo rileva dalla sua forma della testa e del collo.

Dopo averlo ascoltato, il Prof. Febbraio rimane sbalordito. Ha l’impressione di avere davanti un cantante lirico navigato.

Dopo l’esordio nella carriera operistica emerge con il grande pubblico, tanto da essere sottolineato “artista di eccellenza”. La sua versatilità si manifesta nei concerti, dove sì esibisce sia in

Pop music in Italy is very much the same nowadays.

There is often talks of sculptural art and paintings that patrons commissioned artist to create. For the Church, or by such a leader or monarch. Well, this also applies to music, which was composed on the basis of such commissions: background court music, music for coronations, for the birth of a royal heir, royal marches and other occasions. The composers who moved away from the institutional bed took risks. Famous is the case of the

Neapolitan composer Domenico Cimarosa, who in 1799 composed a republican anthem. Unfortunately for him, immediately after, the republic did fall. Then, he was tried for treason with other revolutionaries. Giuseppe Verdi’s interventions to achieve a united and free Italy are also famous. In 1968 singer-songwriters also appeared in Italy with a committed message. While today the tendency is to move towards escapism, with ecological themes and peace. Yet, Italian pop music is enjoying excel-

delle Nazioni Unite, S.E. Ban Ki-moon, nel Luglio del 2012, in occasione di un evento in suo onore presso l'Ambasciata del Pakistan in New York; il Governatore dello Stato di New York, S.E. George Pataki, nel Luglio del 2003, per le celebrazioni del giorno dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America; il Sindaco della Città di New York, Michael Bloomberg.

Manifestazione degna di menzione quella del 2009, quale tributo del Dipartimento della Polizia di New York e per il magnate Donald Trump, alla cerimonia di apertura del Trump International.

anni che lo hanno visto protagonista come solista e in uno di questi ha conosciuto, a Long Island, il Cav. Josephine Buscaglia Maietta, preziosa conduttrice della trasmissione radiofonica “Sabato italiano” di Radio Hofstra University.

La giornalista lo ha voluto ospite d’onore all’Università Hofstra di New York, in un concerto, dove ha dato prova delle sue qualità straordinarie di grande tenore.

stile operistico, che in pop operistico.

Ci racconta che una sua esperienza significativa è stata essere invitato in un concerto di Natale in Italia. L’esibizione al suo paese si manifesta con due altri bravissimi tenori, Nicola Cuocci, che cantava al teatro Petruzzelli e Giovanni Mazzone, che insegna canto e si esibiva in tutti i teatri d’Italia.

Il tenore Ricciardella, sempre più famoso, ha eseguito numerosi concerti sia negli Stati Uniti d'America (in città quali New York, Las Vegas, Miami, Philadelphia ed Columbus, sia in Italia (Bologna).

L’artista ha avuto il privilegio di esibirsi dinnanzi ad alte personalità: il Segretario Generale

Il suo ultimo CD porta il titolo “Reflections,” che include ‘All I Ask of You’, ‘Be My Love’, ‘Spanish Eyes’. Ancora CD “From Italy with Love,” che include ‘Na Sera e Maggio, ‘Il Mare Calmo della Sera’, e ‘Un amore così grande’, “Musica”, "Solo Musica”. I due CD, "Musica" e “Solo Musica” sono un tributo ai più grandi tenori italiani del XX secolo, Franco Corelli, Luciano Pavarotti, Mario Lanza, Placido Domingo.

Tra i brani troviamo ‘Nessun Dorma’ (dall'opera Turandot), ‘Torna a Surriento’, ‘Because’, ‘Granada’, ‘Con Te Partirò’, ‘l'Ave Maria’ di Franz Schubert, ‘O Sole Mio’ e altri. Prima del covid è stato ingaggiato da una società americana, “Alinda Capital “, per esibirsi al loro incontro annuale a Cannes, in Francia.

A Cannes ha fatto una performance, cantando per 1/2 ora al Ristorante “L'Amandier de Mougins/teatro”, ottenendo grandi applausi e consensi.

Questa è stata la seconda volta che cantava per loro. L'anno prima era avvenuto in un castello in Scozia. Molti gli eventi di questi

La sua bellissima e potente voce viene diffusa da Josephine e troupe, attraverso “Sabato Italiano” in Radio. Agli amici italiani Teo comunica che vuol fare conoscere il suo talento a tutto il mondo.

L’intervista con il grande tenore termina con l’augurio che anche i suoi pezzi inediti possano essere conosciuti e apprezzati. Agli italoamericani promette che darà il massimo, per farsi ammirare e stimare sempre di più e per essere giudicato “orgoglio italiano”.

lent health and its most famous stage, the San Remo Festival, has brought new trends to the fore. The winner was Mahmood, an Italian rapper. He presented his song entitled ‘Soldi’ (money) and with the same song he scored a second place at the Eurovision Song Contest.

The numbers confirm that

things are going well for Pop music in Italy.

Indeed, the streaming segment alone now accounts for 63% of all revenues in the record industry. And in recent months it grew with high percentages. Facts are that it generated over 54 million euros. And this only in the first six months of 2019.

As far as the Italian market is concerned, a good performance also came from subscriptions, which produced a revenue growth of 32% compared to 2018. The first half also confirmed the dynamism of Italian music at the top, both in albums (eight titles in the first ten) and in singles (seven out of ten).

a scuola

I

70 anni di Roberto Benigni, tra cinema e Divina Commedia

Roberto Benigni, l’eterno fanciullo del cinema italiano compie 70 anni. Difficile riassumere Benigni in poche parole. Uno degli attori e dei registi più apprezzati in Italia e all’estero; un personaggio iconico del mondo dello spettacolo che, con la sua maschera ironica e a tratti romantica ha conquistato il mondo.

Non c’è dubbio che il Benigni che negli anni ’70 muoveva i primi passi nel mondo dello spettacolo fosse un artista per certi versi diametralmente opposto al Benigni più recente, tanto iconoclasta allora, quanto ecumenico oggi. Sempre di Benigni, però, si tratta: un artista capace di divertire, commuovere e fare riflettere, ieri come oggi.

Nato in provincia di Arezzo, il 27 ottobre del 1952, da bambino si trasferisce con la famiglia a Prato e, a meno di 20 anni, debutta a teatro.

Nel 1983 inizia la carriera da regista con il film “Tu mi turbi”. Nel 1984, insieme a Massimo Troisi l’attore toscano dirige ed interpreta Non ci resta che piangere, uno dei film più divertenti della storia del nostro cinema. Il successo è enorme e da lì in avanti, per parecchi anni, Benigni diventa il re del botteghino.

Successo di pubblico anche con la serie di film: “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino” e “Il mostro”, di cui Benigni è interprete e regista. Poi l’attore toscano recita con Paolo Villaggio in “La voce della Luna”, diretto da Fede-

rico Fellini. Il 1997 è l’anno de “La vita è bella”, il capolavoro che racconta il dramma dell’Olocausto con un approccio “Benignano”, narrando la storia di un uomo di origini ebraiche che, deportato in un lager, prova a proteggere il figlio dagli orrori della Shoah. Il film ricevette 3 Oscar, uno per la miglior colonna sonora, uno come miglior film straniero e uno per il miglior attore protagonista, proprio a Benigni.

In seguito Benigni dirige e interpreta “Pinocchio”, film uscito nel 2002 e che ha vinto due David di Donatello e un Nastro d’argento. Oltre al cinema, Benigni si è mostrato anche uno straordinario show-man da teatro. Indimenticabili le sue letture della Divina Commedia di Dante, e per celebrare i 150 anni dall’Unità d’Italia.

Quasi abbandonato il cinema, nel terzo millennio Benigni si reinventa nuovamente, dedicandosi prevalentemente a progetti teatrali e televisivi. Arrivano così Tutto Dante, La più bella del mondo (spettacolo dedicato alla Costituzione italiana), I dieci comandamenti e ancora qualche passaggio al Festival di Sanremo come ospite: passano gli anni, ma ogni volta che Benigni approda in tv fa il boom di ascolti.

Perché Roberto, come lo chiamò Sophia Loren la sera dell’acclamazione agli Oscar nel 1999, è l’icona di se stesso, l’ultima maschera della commedia dell’arte Goldoniana.

“La Presidente” and “La Capatrena”

Italy’s first female leader, Giorgia Meloni, proudly calls herself “a woman, a mother, a Christian.” But she does not want to be “la” presidente.

In the first official communications from her new government, Meloni is repeatedly referred to as “il” presidente del consiglio, the official title of Italy’s prime minister and head of state. Though she is the first woman to hold the title in 76 years of the Italian Republic, Meloni has chosen to use the same male article, “il”, as all of her predecessors. Her grammatical choice is in line with her political positions. On the campaign trail, she infamously held up two large melons in a social-media video on election day. She pointed out to rape cases to support an anti-immigrant agenda and set up a natality ministry, led by a pro-life advocate, to promote population growth.

Still, her choice of “il”over “la” says a lot.

In Italian, the noun presidente (which means - would you believe it - president) does not change between the feminine and masculine. The word presidentessa, which adds the suffix -essa, used for the feminine of other types of nouns, appears occasionally, but is used for comedic effect - for instance, to speak about the wife of a president. This does not mean presidente is a masculine noun: It is both, and the way to identify the gender is by the article that precedes it. The feminine article

- ”la” (the) or “una” (a) - makes a presidente female. Similarly, the masculine one - ”il” (the) or “un” (a) - makes him male.

Both nouns and adjectives that change according to gender are more common in the Italian language, and are at the centre of a cultural movement that is trying to coin gender-neutral forms of masculine nouns. When it comes to traditionally male-dominated professionssuch as avvocato (lawyer) or dottore (doctor) - women sometimes still use the male noun (so a woman might be referred to as “il dottore,” even though she could be styles as “la dottoressa”). This is the exact opposite of using, say, actor instead of actress: In English, actor is neutral, and actress singles out women in the profession, diminishing their role; in Italian, the masculine has a long standing use for both genders.

In a way, Italian grammar is a lot more open to gender self-determination than its culture. When it comes to Meloni’s decision to be “il presidente,” vocab-

ulary and grammar experts have noted that since it is an established use, she can pick what she prefers, although it is still correct to refer to Meloni as “la presidente” - as she is, in fact, female. Yet precisely because of this linguistic flexibility, choosing one or the other article makes a specific political statement. The issue of gender in professions and roles is limited to high-profile ones. No one questions that a female factory worker is an operaia, a female teacher a maestra, or a female secretary a segretaria. But when it comes to their leaders, Italians are far more used to the masculine. Female presidents of any sort are a rarity in Italy. In recent years, feminist representatives have made it a point to use the female versions of their titles. Meloni’s choice sends a clear message that ought to be heard clearly by Italian women: “I never considered that the greatness of women's freedom was being able to be called capatrena” a comedy feminine version for “train guard.”

Racconto settimanale: “Troppo

Il muro dietro di lui portava i fori di centinaia di pallottole ancora conficcate o rimbalzate a terra, in esecuzioni precedenti. Il tenente si stava avvicinando con in mano un panno nero, per fasciargli il capo all’altezza degli occhi. Dieci metri più in là, i soldati col fucile al piede erano pronti a sparare.

Mentre il soldato si avvicinava, gli passarono veloci per la

mente antichi ricordi, che credeva dimenticati. Tutto era come doveva essere. Finalmente, dopo così lungo tempo, si sentiva sereno, quasi felice.

Un leggero sorriso gli increspava appena gli angoli della bocca e il comandante del plotone si convinse ancor di più che la mente si sconvolgesse negli ultimi istanti di vita; quando la vita stessa era strappata in modo così violento.

“Padre, ora devo bendarla, d’accordo?” la voce era giovane e un po’ tremante.

“Certo tenente, certo”.

Il passato si dipanava rapido dietro la sua fronte…

“Padre, mi perdoni, perché ho peccato”

Al di là della grata il volto era indistinto, ma lui sapeva di chi si trattasse: il capitano Sisto, comandante della guarnigione, un mostro.

“Dimmi figliuolo, Dio è misericordia infinita”

“Ebbene, padre, mi affido alla vostra e Sua misericordia. Ha presente il villaggio di Solame?”

“Certo, come no”. Non c’erano stati sopravvissuti, li avevano ammazzati tutti,

facile”

uomini, vecchi, bambini, donne. Le donne, poi. Già, le donne… “Potevo salvarli, padre; non avevano armi, erano quasi nudi, non c’era alcun pericolo. Invece no, li feci ammazzare. Credo ci sia una sorta di compiacenza nel delitto, padre, una specie di pazzia: sangue chiama altro sangue, sempre di più. Non saprei come dirlo altrimenti: una follia della mente, forse.

Vedere quegli occhi, neri, spalancati per il terrore, occhi che sembrano invocare pietà; e infierire con gusto, padroni di quelle vite; ebbene si prova una sensazione forse prossima al potere divino; affondare, per così dire, il coltello giù, fino al manico. La cattiveria e il male si alimentano da sé, ci sommergono”. Ci fu un momento di silenzio. Al padre pareva quasi di sentire l’ansimare del fiato di là dalla grata. Una mosca indifferente si era posata sul suo naso.

“Quella donna, padre…era una bella donna, forse ancora una bambina.

Questa non ammazzateladissi - rinchiudetela in quella capanna.

continua a pagina

Ambasciatori di lingua

NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 45

Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.

L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

Racconto settimanale: “Troppo facile”

continuazione da pagina 12

Ha mai picchiato un cane, padre? Lo prendi a calci dal mattino alla sera, sempre. Perché? Non lo so; lo picchi, lo maltratti, poco fa lo hai colpito con un calcio in piena bocca. Sanguina, si ritira in un angolo. Aspetta. Qualche ora dopo, rientri, lo chiami…e lui viene verso di te, fiducioso, umile. Non puoi sopportare una tale miseria. Quando lo colpisci per l’ultima volta, ti senti quasi sollevato perché è morto: finalmente, ti dici. E poi esci, vai al bar e non ci pensi più, non ci penserai più per sempre!

Ecco, così è stato per me con quella donna. A un mio gesto correva, si umiliava, faceva qualsiasi cosa. Ne ho tratto piacere, certo. Ma poi mi sono stufato, mi dava disgusto. Così ho chiamato il sergente e l’ho fatta uccidere. Un corpo in più, che sarà mai?

Chiedo perdono, padre; sono pentito, la prego mi salvi l’anima”.

Cento pensieri mulinavano nell’animo del prete. Lacrime uscivano dai sui occhi stanchi. Quanta sofferenza!

Ma chi era lui, infine? Se Dio, nella sua estrema misericordia, poteva perdonare questi mostri; aveva forse lui, un misero pastore, il diritto di essere così orgoglioso e non concedere l’assoluzione a nome di quel Dio che si immolò sulla croce?

Il capitano uscì sorridente e in pace. Mentre tornava verso la canonica, un turbinio di pensieri correvano nella sua testa.

E quella donna? Che ne è stato di quella donna? E quei bam-

bini, quei vecchi, quegli uomini; dov’erano adesso? L’uomo s’era confessato, i suoi peccati gli erano stati rimessi. Il suo animo era leggero, la sua coscienza tranquilla. Troppo facile. Il prete sentiva che qualcosa stonava, qualcosa era profondamente ingiusto.

Anni dopo, lui stava seduto nel confessionale. Dall’altra parte ancora un penitente; sempre il capitano, ora colonnello. E gli stessi peccati, le stesse colpe.

“No, signor mio, questa volta no! Io, come uomo, non la posso perdonare. A che le serve il perdono? A sgravarsi la coscienza? Serve forse a quelle anime che ha ucciso, quasi sorridendo? No, la loro vita è persa, per sempre. Non la perdono, colonnello; forse Dio lo può fare, ma io no. Ma un Dio che perdona certe atrocità non può essere il mio Dio”. Tremava mentre diceva queste parole. Sapeva di andare verso la dannazione eterna.

“Vada da qualcun altro, colonnello. Troverà certo qualcuno che la assolverà”.

Il militare quasi digrignava i denti dalla rabbia. Come si permetteva, questo…!

“Non finisce qui, padre; sentirà presto parlare di me”. Non c’era stato da attendere. La notte stessa vennero in quattro. Gli legarono le mani dietro la schiena. Ora era davanti al plotone. Non aveva più paura, sapeva di essere nel giusto, pronto per l’inferno però. Non si accorse dei colpi che smembravano la sua carne. Cadde a terra, come un piccolo cane. (Typee/Frato)

Le parole per il titolo le ho prese a prestito da una vecchia canzone della prima emigrazione italiana, quando partivano stipati su navi bestiame per cercare fortuna. Terra straniera, una canzone resa famosa da Cludio Villa, cantata negli anni da Narciso Parigi, Luciano Virgili, Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, Connie Francis... Terra straniera... Quanta malinconia!

Oltre alla mamma lontana, c'era ancora quell'amore per una terra che non poteva darti il pane, ma non ti lasciava dormire in pace per la nostalgia.

Mamma … io morirò di nostalgia se non rivedo te … e l’Italia mia!

Ne sono passarti di anni, ne è passata acqua sotto il ponte di Brookling prima e l'Harbour Bridge dopo, ma questa nostalgia mi è tornata vedendo una signora appendere una bandiera italiana alla statua di Dante al Forum.

Dante pare guardare lontano, all'altra parte della Norton Street piena zeppa di gente per celebrare la "Festa italiana" voluta dal comune di Leichhardt.

Eppure qui siamo al Forum dove c'è anche un Centro Culturale Italiano... sembra il deserto dei tartari.

Avevo promesso ad Ernesto Meduri, proprietario di un negozio di abbigliamento sportivo, una vista per fotografare lui con la folla di acquirenti. Ernesto l'ho trovato... dei clienti nemmeno l'ombra.

Ma, dico io, che senso ha divedire in due la Norton Street e fare la festa solo nella metà più lontana dalla Parramatta Road, dove

c'era la vera Little Italy del Passato? Lasciare fuori la mezza strada dove c'era il Bar Sport, il Pan Roma di Tony Villanti e il Rugantino di Nando, la pasticceria con i più buoni Babà d'Australia, le Assicurazioni Generali dove lavorava Ariella, Foto Pucci, il barbiere italiano, il ristorante La Fontana, il magazzino delle bomboniere, il negozio dei fiori di Titti, negozi di generi alimentari e agenzie viaggio, come quella dell'amico Vince Cammareri, la Casa d'Italia, l'Academy Montessori, il Palace cinema di Zeccola, la pizzeria Moretti, il sarto Adamo, Toni & Guy, la Biblioteca Comunale, la gelateria di De Luca, il mio ex dottore Trincali, la Speedimpex dove potevi comprare tutte le riviste e giornali italiani, del dentista Amato poco distante, dove Caterina faceva le tasse prima, John Stillone poi e Giocobbe le fa adesso, O'Hare dove speriamo di andarci più tardi possibile... e dove ho abitato io quando con Fabreschi stampavamo la Gazzetta e con Bruno la pubblicazione mensile Esaurito... due stanze con servizi e balcone al primo piano per l'esorbitante affitto di undici dollari alla settimana... Quanta tristezza e quanta malinconia vedere questa Leichhardt tagliata fuori, dimentica o volutamente abbandonata. Difficile capire il perché.

Eppure, oggi risulta difficile credere che questa zona sia stata la culla dell'italianità a Sydney, dove potevi sorbirti un caffè, un gelato, una granita, fare la spesa e trovare i salami, e tra i salami anche gli amici... dove potevi trovare "anche" l'olio d'oliva, liquido sconosciuto dagli australiani del tempo.

Cercasi targa di Litte Italy...

E dell'insegna "Little Italy" nemmeno l'ombra, nonostante qualche imbonitore della comunità me l'aveva promesso. Niente, dileguata l'insegna e spariti i riferimenti a "Little Italy" anche dai discorsi di prammatica...

Ora la Norton street Sud si è finalmente ricongiunta con la Norton street Nord, tolte le transenne è ritornato il traffico caotico con i controllori per i parcheggi caparbiamente all'opera.

I ristoranti Sushi, greci, indonesiani e cinesi riaprono i battenti e dai pennoni del Municipio sventolano le solite bandiere, tranne la bandiera italiana che a dir il vero, non ha sventolato nemmeno domenica scorsa per l'arrivo dell'ambasciatore.

Ma, forse, non tutti i mali vengono per nuocere e il mancato ritrovamento dell'oggetto misterioso potrebbe essere l'occasione per fare un'altra targa, magari cambiando nome... da Little Italy, proporrei Via Roma, oppure se vogliamo mantenere lo stile stradario locale The Roma Avenue... Forse no. I calabresi si ribellerebbero, a buona ragione, perché furono i pescatori di Bagnara Calabra a trasferirsi da queste parti e "parcheggiare" la barca fuori

fuori dall'ex APIA Club prima che diventasse una sala da matrimoni.

Ma chi era Norton, da meritarsi una strada? James Norton è stato un avvocato e figura pubblica nel primo New South Wales coloniale. Arrivò a Sydney nel settembre 1818 dove fondò il primo studio legale della Colonia Britannica. Mise le mani su una tenuta di 30 ettari nell'attuale Leichhardt dove coltivava fiori e piante pregiate...

Strano, conosco molti abitatori di Griffith che coltivano piante pregiate, ma a nessuno di loro hanno mai dedicato una strada. Ma seriamente, possibile che questa targa sia svanita?

Procediamo con ordine: consegnata durante un rinfresco a base di arancini alla Town Hall di Leichhard dal sindaco Byrne al console di Sydney che, al momento della consegna, si era già dileguato. Un sindaco imbarazzato l'ha poi riconsegnata al senatore Giacobbe che a sua volta l'ha passata all'allora leader dell'opposizione ed ora primo ministro Anthony Albanese. Alla festa di Norton street Anthony mi ha assicurato che non se l'è portata a casa lui... e allora dov'è?

Giovani idioti in cerca di notorietà

di F. Anderson

E cosi oggi è toccato a Roma: tre gretine hanno imbrattato "Il Seminatore" di van Gogh.

Un tempo i giovani erano motore di cambiamento e le idee giuste o sbagliate che fossero erano generalmente spontanee. Ora in epoca di incapsulamento totalitario anche le idee alternative sono fornite dalle élite dominanti innescando rivoluzioni di cartapesta.

Guardateli i Gretini, protestano per avere quella che le elites globaliste chiamano "decrescita felice": distruggendo il comparto industriale europeo, non certo quello cinese o americano, vorrebbero renderci tutti una massa di sottoproletari ricattabile per un tozzo di pane.

E allora ci dicono che meno pane, meno acqua, meno energia, meno mobilità, meno sanità sono la soluzione al problema inquinamento, non invece una piu equa e giusta ripartizione e redistribuzione della ricchezza. Questa "decrescita felice" riguarderà le masse di comuni cittadini, non certo le aristocrazie finanziarie, bancarie e politiche.

Ma queste gretine non capiscono e sfogano il proprio disagio mentale in manifestazioni patetiche e controproducenti come queste.

Questi utili idioti si battono per il loro impoverimento cronico e per il big business del green new deal ovvero l'arricchimento delle élites con un nuovo ciclo di speculazione capitalistica. La von der Leyen ride spostandosi in aereo da Vienna a Bratislava (50 km di distanza) consumando come 100mila congolesi in una vita. Così come Bazos e Gates alla fine del Cop27 sul clima si recano in aereo privato nell'Egeo dove era pronto uno yacht per una mega festa (lontano da incursioni di qualche gendarmeria) e consumando come tutto il popolo somalo in una vita.

Benché il problema sia serio e di rilevanza mondiale, la forma di questa protesta non può che lasciare sconcertati; questi novelli "gretini" vorrebbero ergersi a contestatori e difensori dell'ambiente senza rendersi conto che l' Ambientalismo è un affare serio, troppo serio per essere lasciato alle bizze di giovani idioti in cerca di notorietà.

Questi nipotini dei sessantottini, che negli anni 60 lottavano veramente per l'ambiente, non hanno nessun background ideologico politico tale da permettere loro di operare una critica costruttiva al sistema e infatti approdano a mezzi di contestazione assurdi

e legati all'aspetto puramente spettacolare della faccenda, senza alcun piano politico di lungo termine e senza obiettivi veramente chiari, senza gli strumenti culturali, senza le adeguate capacità critiche per proporre alcunché di sostanzialmente alternativo al Liberismo Capitalista.

Ma poi la modalità della protesta - imbrattare e danneggiare opere d'arte di eccelso livello - è veramente aberrante.

Almeno una volta i verdi lanciavano vernice sulle pellicce, adesso rovinano (spero non irreparabilmente) opere d' arte di valore incalcolabile. In questo non sono diversi dai Talebani che prendevano a cannonate i Buddha colossali in Afganistan; stesso livello di ottusa furia iconoclasta... poveri idioti, se sono questi il futuro dell'Umanità, ben venga una nuova pandemia o un feroce depopolamento globale... a partire dalle "gretine"

Sia chiaro: è bello che i giovani prendano a cuore i problemi di questo mondo e cerchino di farsi portavoce delle istanze di progresso, giustizia, ecologia e tante altre questioni di rilevanza mondiale; ma la protesta senza un adeguato background culturale diventa una carnevalesca farsa fine a sé stessa che non può proporre niente di alternativo al vandalismo e alla stupidità.

Al lora! mezz'ora di religione

Ordo Viduarum: Un ordine di vedove?

San Giovanni Paolo II, nell’importante documento ‘Vita consecrata’ del 25 marzo 1996, prendeva atto della fioritura nella Chiesa del post-Vaticano II, di una antica forma di vita consacrata, la consacrazione delle vedove, da accostare ad altre due forme analoghe di consacrazione, ugualmente antiche, e oggi in crescente sviluppo, l’Ordine delle Vergini e la vita eremitica.

Scriveva il papa: «Torna ad essere oggi praticata anche la consacrazione delle vedove, nota fin dai tempi apostolici (cf. 1Tim 5,5.9-10; 1Cor 7,8), nonché quella dei vedovi.

Queste persone, mediante il voto di castità perpetua quale segno del Regno di Dio, consacrano la loro condizione per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa».

L’Ordine delle vedove non è una novità dei nostri tempi. La presenza di vedove nelle comunità cristiane delle origini e da esse assistite, è attestata in numerosi scritti del Nuovo Testamento.

C’è di più. Secondo l’autore della prima lettera a Timoteo (5,9-10), alcune vedove anziane formano nelle comunità un gruppo speciale, che ha diritto alla stima e alla considerazione di tutti i membri della comunità, in considerazione della loro età (60 anni) e della loro condotta passata e presente. Esse svolgono ruoli nella comunità con la loro testimonianza di vita (essenzial-

mente con la loro vita di preghiera) e l’esercizio della carità. Il passaggio a un vero e proprio Ordo viduarum si ha a partire dal terzo secolo quando la vedovanza, se soddisfa certe condizioni, viene a costituire uno stato ufficiale di vita, riconosciuto dalla Chiesa. Si tratta di persone che vogliono approfittare della loro condizione di vita, la vedovanza, per aspirare a una vita cristiana più perfetta, vivendo nel mondo, con una professione che la Chiesa benedice e consacra con un apposito rito.

Tenuto nella massima stima per diversi secoli, l’Ordo Viduarum, a partire dal secolo IX, a seguito di cause molteplici, non ultima l’obbligo imposto dai concili di professare in un monastero e non restando nel mondo, cominciò un percorso di declino fino a scomparire anche dai libri liturgici ufficiali.

Certamente nelle comunità cristiane non è mai venuta meno la sollecitudine materiale e morale verso le vedove, ma una ripresa e un legame con l’antico Ordo Viduarum si è avuta soprattutto nel ventesimo secolo, col sorgere di movimenti di spiritualità formati da vedove e col costituirsi di veri e propri Ordo Viduarum approvati dai vescovi nelle proprie Chiese. Li troviamo in Italia, ma anche in Francia, in Polonia, in Germania, in diverse Chiese dell’America Latina e del Nord.

La visione sobria e gentile del matrimonio

Al cuore della fede cattolica c'è la curiosa unione del dolce e del severo, della tranquillità domestica e del combattimento spirituale.

Pensa alle apparizioni della Beata Vergine Maria. Appare sempre come una bella signora o addirittura, nel caso di Guadalupe, come una ragazza. Parla educatamente, anche teneramente ai veggenti. Usa i diminutivi per Juan Diego, chiamandolo "Juanito, Juan Dieguito". Chiede a Bernadette di “graziarla” venendo a trovarla. Allo stesso tempo, appare a Guadalupe per rovesciare la religione demoniaca degli Aztechi.

Alcune delle sue prime parole a Bernadette sono rinvigorenti: "Penitenza, penitenza, penitenza". Avverte i bambini di Fatima di una guerra imminente e mostra loro persino l'inferno. La Madonna è sempre la donna bella, gentile... che calpesta la testa di un serpente.

Maria è semplicemente un'immagine di suo Figlio, la cui vita è caratterizzata da quel paradosso di pace e di conflitto. La sua nascita porta l'annuncio della “pace sulla terra”, così come il massacro degli innocenti da parte di Erode. Trascorre 30 anni nella tranquillità di Nazaret e i restanti tre in polemiche, persecuzioni e infine esecuzioni. La sua proclamazione del Regno comporta parole di grande misericordia e compassione, nonché severi rimproveri e condanne.

Questo paradosso della nostra fede caratterizza le coppie secondo il cardinale Sarah in Awaken Your Love! (Ignatius Press, 2021), una raccolta di brevi riflessioni tratte dal suo ritiro per coppie sposate del 2019 a Lourdes. Il prefetto emerito della Sacra Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti comprende bene sia la bellezza del matrimonio e della vita familiare, sia il suo ruolo centrale nel combattimento spirituale per il Regno di Dio.

Chi ha familiarità con gli scritti del cardinale lo conosce come uno studente astuto e critico del declino dell'Occidente. Sa che il decadimento del matrimonio e della famiglia sono al centro del nostro disfacimento. Ora, i sociologi onesti possono indicare ogni tipo di beneficio da quello che erroneamente chiamiamo “matrimonio tradizionale (c'è qualche altro tipo?), sia per i coniugi che per i figli. E man mano che i tassi di matrimonio e natalità diminuiscono, la loro importanza diventa più evidente.

Ma come uomo di profonda fede e preghiera, il cardinale Sarah comprende che la battaglia non riguarda principalmente o in definitiva la politica e nemmeno la cultura. La battaglia riguarda la dignità e lo scopo trascendenti del matrimonio, un'i-

stituzione di Dio e destinata a portare le persone a Dio; un'istituzione che Dio ci ha affidato come modello della salvezza, del matrimonio tra Cristo e la Chiesa. Dopo tutto, la salvezza stessa consiste nell'essere resi partecipi del matrimonio tra Cristo e la Chiesa e nell'essere introdotti nella parentela con Dio.

La famiglia, inoltre, ha ricevuto la dignità della stessa presenza di Nostro Signore: «Scese con loro, venne a Nazaret, e fu loro obbediente» (Lc 2,51). Quella linea ha conferito al matrimonio e alla famiglia una dignità insuperabile. Certamente, ci sono molti benefici terreni derivanti da matrimoni forti e famiglie sane. Ma il fatto che l'eterno Figlio di Dio sia venuto nel mondo e abbia trascorso la maggior parte della sua vita terrena “sottomesso” a Giuseppe ea Maria esprime l'importanza del matrimonio e della famiglia più di qualsiasi altra cosa.

Per il cardinale Sarah la posta in gioco è alta. L'amore stesso ha bisogno di essere salvato. «Gesù è venuto per salvare l'amore umano», e gli sposi sono chiamati a partecipare con lui a quella missione. Così, sono al centro del grande conflitto tra il bene e il male. "Sì, stiamo davvero parlando di una battaglia ... di vita e di morte ... [Il] terreno è ora preparato per la rivoluzione finale, che corrisponde anche al 'combattimento finale' menzionato dall'Apocalisse".

Parole forti. Ma fanno semplicemente eco agli avvertimenti della Lettera alle famiglie di San Giovanni Paolo II del 1994:

“[La] famiglia è posta al centro della grande lotta tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra l'amore e tutto ciò che si oppone all'amore. Alla famiglia è affidato il compito di adoperarsi, anzitutto, per sprigionare le forze del bene …” Questa è roba ad alto numero di ottani. Allora, come devono rispondere le coppie? La soluzione del cardinale non è proporre cambiamenti politici o incoraggiare più attivismo nella pubblica piazza.

Quelle cose hanno il loro posto, certo. Ma la piazza e la cultura non sono il cuore della battaglia. Né papa San Giovanni Paolo II né il cardinale Sarah hanno fatto sì che le coppie e le famiglie debbano presidiare le barricate nelle guerre culturali. Significano qualcosa di più oscuro e insieme più potente. Il cardinale Sarah ci indica (come ha sempre fatto la Chiesa) la santità, il silenzio e la preghiera. È da lì che le coppie traggono la loro forza, sia per vincere le forze del male sia per far crescere il Regno di Dio. La grande e spaventosa battaglia si vince attraverso il matrimonio e la vita familiare.

La casa è il luogo in cui Nostro Signore stesso ha avuto inizio e dove cresce il suo Regno.

Come tale, il cardinale aggiunge alle sue riflessioni una sezione sulla preghiera di coppia. Ora, al lettore secolare, potrebbe sembrare un pensiero pio fuori luogo rispetto alla gravità delle cose che hanno preceduto. Ma il cuore cattolico sa che la battaglia è sempre in queste piccole cose.

Così, il cardinale Sarah stabilisce un programma e le preghiere che devono essere recitate quotidianamente dalle coppie. Sa quanto sia grave la situazione. Sa anche che il regno della potenza di Dio risiede nella chiesa domestica. Le grandi battaglie spirituali si vincono nelle piccole battaglie che le coppie e le famiglie combattono perché possano essere luoghi di preghiera, di perdono, di comunione e di amore. Siamo tutti consapevoli che la famiglia è nel mirino del diavolo e al centro di tanto degrado culturale. Siamo meno consapevoli che la famiglia non è indifesa, che il vivere stesso della verità del matrimonio e della famiglia è esso stesso una cosa potente per la Chiesa e per il mondo. Il cardinale Sarah lo mette in evidenza con una sobria valutazione dei nostri tempi e una bella esortazione alla semplice verità dell'amore coniugale che trionfa.

“Mussolini in Giappone” un altro libro che alimenta il falso mito del duce. E

“Mussolini in Giappone”, il libro del turbighese Angelo Paratico immagina che il duce non sia stato giustiziato ma sia scappato con un sottomarino. Tra storia e fantasia, nuovo materiale per far sognare i nostalgici. Ignazio La Russa in primis

TURBIGO (MILANO) - “Siamo tutti eredi di Mussolini”. A pensarlo e a dichiarare una stupidaggine del genere è il presidente del Senato, nonché seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa. E’ cosa nota del resto: La Russa, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, ha la casa piena zeppa di cimeli di Benito Mussolini. E se ne vanta pure. Tra statuette, medaglie, manifesti e libri c’è pure l’ultimo lavoro che Angelo Paratico – storico e scrittore, nato a Turbigo nel 1955 – ha dato alle stampe nel 2021: “Mussolini in Giappone”.

Nostalgia di Mussolini

Sono state le telecamere Diego Bianchi – autore e presentatore del programma Propaganda Live, in onda su La7 ogni venerdì sera – a immortalare La Russa a passeggio per le vie di Roma con il volume “Mussolini in Giappone” sotto braccio. Era il 16 settembre. Nulla di cui stupirsi, perché il presidente del Senato non ha mai fatto mistero di essere un estimatore di Mussolini e del fascismo, infaticabile collezionista di qualunque oggetto gli ricordo il suo amato duce.

La Russa lo compra subito

La trama

Il romanzo del turbighese Paratico (presentato lo scorso 14 ottobre nella sala delle vetrate di palazzo De Cristoforis-Gray a Turbigo, nel Milanese) immagi-

na che l’uomo ucciso a Giulino di Mezzegra il 28 aprile del 1945 non fu Benito Mussolini, bensì un sosia.

Più che una fantasia, una vera e propria tesi che spiegherebbe l’incoerenza di certi comportamenti del duce nei suoi ultimi giorni di vita, costellati dai misteri.

Cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata diversamente? Il libro - che il 9 ottobre 2022 ha avuto un importante riconoscimento alla prima edizione del

Premio Mameli a Montecatini

Terme - fa un’ipotesi: il 25 aprile del 1945 Mussolini sarebbe partito da Trieste su un sommergibile oceanico, diretto in Giappone. Qui sarebbe arrivato dopo un mese e avrebbe cominciato la sua nuova vita.

Il fascino del duce

Sono in tanti, mentre in Italia si insedia il Governo più destra dalla nascita della Repubblica, a scherzare sul fascismo e su Mussolini. Al netto dei nostalgici, esiste una nutrita pattuglia di squinternati che sembra ignorare ciò che il fascismo è stato davvero, tra cui le leggi razziali che Mussolini fece approvare in Ita-

lia per compiacere Adolf Hitler e suggellare il patto con la Germania nazista. Perdita della memoria o ignoranza allo stato brado?

Il falso mito

In ogni caso, libri come quello di Paratico non fanno altro che alimentare il falso mito di un uomo che ha devastato l’Italia, che ha fatto uccidere gli oppositori politici, che ha trascinato ragazzi giovanissimi a morire sul fronte di guerra e che, non contento, ha pure cercato di scappare in Svizzera quando le cose si mettevano male. Insomma, un cialtrone spacciato a lungo per statista. E qualcuno ancora ci crede.

Angelo Paratico è nato a Turbigo (Milano) nel 1955. È uno scrittore, uno storico, un romanziere, un editore e un giornalista.

Ha trascorso 40 anni della sua vita a Hong Kong.

Phone: 02 4601 7011

Fax: 02 4601 7012

Suite 314, Level 3, Building A, 4 Hyde Parade Campbelltown NSW 2560 Daniel.c@sportsfocusphysio.com.au

di Angelo Paratico

Dino Messina ci ha abituati a libri che brillano per originalità e incisività. L’anno scorso avevamo letto con grande piacere il suo bellissimo “Italiani per forza. Leggende contro l’unità d’Italia che è ora di sfatare”. Da pochi giorni è uscita una sua nuova ri-

Conosce tutto l’estremo Oriente, la sua storia e il suo misticismo.

Nel 2019 con il romanzo “La settima fata” vinse il premio letterario Milano International. “Mussolini in Giappone” è il suo ultimo libro pubblicato nel 2021.

“La Storia Cancellata degli Italiani” di Dino Messina

cerca, intitolata “La Storia Cancellata degli Italiani”, scorrevole e piacevole, nel quale si tratta della “Cancel Culture” che, partita dagli Stati Uniti, si sta ormai diffondendo in tutto il mondo.

Stati Uniti a parte, la furia messa nell’azzerare o normalizzare il passato è vecchia come l’uomo e la storia ne è piena. L’imperatore cinese Qin Shi Hung, noto come il Primo Imperatore, unificò la Cina e morì nel 210 prima di Cristo. Fu sontuosamente seppellito a Xian.

Negli ultimi anni del suo regno, ordinò che tutti i libri che trattavano di storia e di filosofia venissero bruciati, così che il suo nome segnasse l’anno zero. Catone il Vecchio s’alzava spesso dal suo scranno in Senato per raccomandare che Cartagine venisse distrutta, che i suoi monumenti venissero abbattuti e che venisse sparso sale sui suoi campi, per renderli sterili.

Alla fine lo accontentarono, ed ha funzionato. Gli imperatori della dinastia Flavia ordinarono

a Tacito e Svetonio di scrivere bestialità nelle biografie dei loro predecessori, discendenti di Cesare e Augusto, così che i giorni presenti apparissero migliori di quelli passati. Ci riuscirono, perché sino a oggi abbiamo solo delle vignette caricaturali per descrivere i regni di grandi sovrani come Tiberio e Nerone. continua in ultima pagina

la pagina di Marco

IL RITORNO DI FINI

Prima l’intervista alla stampa estera, poi il ritorno in TV dall’Annunziata, in molti si chiedono se Gianfranco Fini non stia meditando un suo rientro in politica dopo un decennio di totale oscuramento.

Personalmente non credo ad un suo rientro e tantomeno che si schiererà esplicitamente con un singolo partito, ma non c’è dubbio che il nuovo scenario a guida Meloni abbia riportato interesse su un personaggio che - comunque giudicato - aveva dimostrato per vent’anni la volontà e la possibilità concreta di rin-

novare profondamente la destra italiana.

Mai come in questo governo (e lo conferma anche la lista dei sottosegretari) quella che fu Alleanza Nazionale è tornata ad occupare con proprio uomini (e donne) molte caselle nei dintorni di Palazzo Chigi, ma non è questo il punto.

Il percorso politico di Fini è stato infatti una progressione politica che è partita fondando Alleanza Nazionale dalle ceneri del fu Movimento Sociale (1995) ma poi, negli anni, ha assunto posizioni a volte contrastanti

LULA VINCE IN BRASILE

Con meno di due milioni di voti di vantaggio e quasi 5 milioni di schede bianche o nulle (particolare poco ricordato dai media italiani, tutti schierati con Lula a cominciare dalle corrispondenze RAI) Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il ballottaggio ed è stato eletto presidente del Brasile per la terza volta. Lula ha battuto l'attuale presidente Jair Bolsonaro, che ha vinto però in 14 dei 27 stati brasiliani e ad oggi non ha ancora riconosciuto la sconfitta. Non credo sia stato facile scegliere per i brasiliani: Bolsonaro non ha convinto durante il suo mandato e - complice anche il Covid - solo in parte ha migliorato la situazione economica dimostrando molta poca attenzione all’ambiente e ai più deboli, mentre Lula ha cementato il suo successo nelle classi popolari che con lui hanno goduto in passato di “bonus” di ogni tipo ed ovviamente lo hanno votato in massa,

con il cliché di una destra tradizionalista, conservatrice e in qualche modo “convenzionale”. Chi ricorda il percorso politico di Fini - prima ancora di lasciare Berlusconi per fondare “Futuro e Libertà”, spinto anche da alcuni amici che aveva intorno che si sono poi mostrati delle autentiche serpi - ricorderà che su diversi temi “civici” od etici la linea di Fini era diversa perfino da quella del proprio partito, si pensi a quella sui referendum sulla procreazione assistita, e non è un caso che ad un certo punto con lui si schierarono persone che oggi - come Della Vedova - sono riapprodate su posizioni radicali o di +Europa, nei diretti paraggi del PD.

L’ex presidente della Camera ha più volte ribadito di non voler dare consigli a nessuno, di non voler porsi come un grillo parlante alle spalle della premier (con cui però non ha smentito di aver ripreso i rapporti) ma piuttosto di continuare a pensare che la destra italiana debba andare non solo oltre alla polemica fascismo-antifascismo, ma soprattutto muoversi più spedita sul campo dei diritti civili, dell’integrazione, forse anche di una maggiore visibilità ed indipendenza dell’Italia nella politica internazionale.

La storia non si costruisce con i “se”, piuttosto (anche perchè chi ha rappresentato per cinque anni la terza carica dello Stato non può certo accontentarsi di fare un sottosegretario qualunque) Fini ci tiene correttamente a dimostrarsi e confermarsi come il “padre nobile” (o almeno lo zio) di una destra che alla fine ha ora concluso la sua traversata oceanica dopo che lui stesso – e questa è una verità – per primo si mise a scioglierne le vele.

IL PREZZO DEL GRANO

Afferma Joe Biden: “La sospensione dell'accordo sul grano da parte della Russia (dopo che nel porto di Sebastopoli erano state danneggiate da droni 4 navi russe - ndr) è scandalosa, la Russia sta nuovamente cercando di usare la guerra da lei iniziata come pretesto per usare il cibo come arma, colpendo direttamente le nazioni bisognose e i prezzi alimentari globali, e aggravando le già' gravi crisi umanitaria e l'insicurezza alimentare".

Forse non tutti sanno che l’Ucraina produce 26 milioni di tonnellate di grano (circa il 3% della produzione mondiale) contro i 93 milioni di USA e Canada. Il gior-

no dopo il blocco russo, il prezzo del grano sul mercato mondiale è di colpo aumentato del 7,7%. Chi ci guadagna di più per questi aumenti? E – soprattutto – chi ha fornito e mandato i droni a Sebastopoli, così come chi ha sabotato i gasdotti russi nel Baltico? I russi sostengono le responsabilità della Gran Bretagna, ma se non mostrano prove è mera propaganda, mentre invece – se effettivamente le prove ci fossero – andrebbero ben valutate perché allora UE e NATO dovrebbero ripensare l’opportunità di continuamente inviare armi a Kiev. Mai come ora servirebbe trasparenza, purtroppo non c’è.

RAVE PARTY: FINALMENTE!

soprattutto nel nord del paese più povero e dove decine di milioni di persone in pratica vivono di sussidi pubblici.

La spaccatura del paese è stata evidente: con Bolsonaro i ceti produttivi, gli stati più sviluppati e le classi più ricche, quelle povere con Lula. Chi è stato recentemente in Brasile avrà notato come milioni di persone non lavorano, letteralmente accampate ovunque e con esasperate differenze economiche e sociali che nessuno dei due presidenti ha voluto od è riuscito a colmare.

Intanto la corruzione è pazzesca e Lula ne è stato a lungo espressione di vertice, anche se una scelta politica della corte suprema gli ha permesso di concorrere alle elezioni.

Il rischio è ora di un pronunciamento delle forze armate e di un ulteriore crollo dell’economia. Certamente la situazione brasiliana resta esplosiva.

Non credo quindi che Fini voglia tornare “in politica” ma penso che lo ascolteremo più spesso, anche perché intervenendo dall’Annunziata si è confermato sobrio, concreto, propositivo almeno per i molti italiani che in lui avevano visto un suo futuro da premier e ne erano rimasti profondamente delusi e tristemente disillusi dieci anni fa.

“Buona la prima” per il nuovo ministro dell’interno Matteo Piantedosi che - senza violenza, ma con fermezza - ha fatto liberare l’area del non autorizzato “Rave Party” di Modena dove si stavano radunando almeno 3.500 partecipanti da mezza Europa. Chissà perché quello che non riusciva mai ai governi precedenti e soprattutto all’ex ministra Lamorgese si è dimostrato

subito praticabile e - per il futuro - non mancheranno finalmente delle regole per organizzare questi pseudo convegni “musicali” abusivi con relativo sballo e spaccio di droga.

Se è comunque “libertà” lo spaccio di droga libera e di sostanze di ogni tipo insista pure il PD a difendere queste posizioni, ma governo e maggioranza vadano avanti!

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La Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo è uno dei simboli più rappresentativi della città e dello stile arabo-normanno.

Talmente bella che risulta persino difficile da fotografare, perché la bellezza segue dei canoni che il sensore della fotocamera non può comprendere!

La storia della Cattedrale di Palermo racconta la storia della Sicilia e del suo capoluogo.

La prima costruzione risale al IV secolo, dopo l’editto di Costantino, esattamente nello stesso luogo dove molti cristiani avevano subito il martirio.

Ma la basilica ebbe breve vita e a metà del V secolo fu distrutta dai vandali, per poi essere ricostruita nel 590 dal vescovo Vittore e per volontà di San Gregorio Magno.

Con l’avvento dei saraceni nell’831, la chiesa venne modificata e trasformata in una moschea, per poi essere restituita al culto cristiano con l’avvento dei normanni nell’anno 1072.

Da questo momento in poi la chiesa subisce diverse variazioni, alcune anche abbastanza consistenti, ed è difficile capire quanto delle vecchie costruzioni sia rimasto e quanto invece sia andato completamente perduto.

I lavori più consistenti vengono effettuati nell’anno 1185, grazie all’arcivescovo Gualtiero Offamilio che consacra la cattedrale alla Vergine Assunta.

E qui la storia si mescola con la leggenda e con la storia di un’altra importante e bellissima chiesa, ovvero il Duomo di Monreale.

Nel 1171 il re normanno Guglielmo II decide di fare costruire a Monreale una chiesa in onore della Madonna che, stando al progetto, dovrebbe essere un’opera di incomparabile bellezza.

L’arcivescovo Gualtiero, temendo che la nuova basilica sarebbe diventata la prima chiesa del regno, si oppose al volere del re, ma senza ottenere alcun risultato.

Ed allora, probabilmente spinto da un sano spirito di competizione, decise di investire tempo e capitali nella ricostruzione della cattedrale palermitana, con un progetto dalle proporzioni faraoniche.

Il risultato finale fu che sia a Palermo che a Monreale si trovano due splendide chiese, per molti versi simili e per molti altri diverse.

Il Duomo di Monreale presenta una facciata piuttosto semplice alla quale si contrappone l’interno ricchissimo di mosaici tra i più belli al mondo; la Cattedrale di Palermo, al contrario, presenta una facciata che è un vero e proprio capolavoro di architettura, mentre l’interno è piuttosto semplice.

Secondo la leggenda i due antagonisti persero la vita proprio a causa dell’opera dell’altro. Si narra infatti che il re Guglielmo II, recatosi a Palermo per vedere la cattedrale, rimase talmente colpito dall’incredibile bellezza degli esterni che fu colto da infarto.

Destino simile toccò a Gualtiero Offamilio, abbagliato dallo splendore degli interni del duomo di Monreale.

dalle regioni

La storia del “Liotru” l’elefante simbolo di Catania

Il Liotru è l’elemento principale della Fontana dell’Elefante, che oggi potete ammirare al centro di Piazza Duomo. La scultura che rappresenta l’elefante, ricavata da un unico blocco di roccia lavica, poggia su un possente piedistallo ed è sormontata da un obelisco alto oltre 3 metri e mezzo.

Non si sa con esattezza né quando il Liotru sia stato scolpito né da chi: le ipotesi più accreditate suggeriscono che risalga al periodo della dominazione cartaginese della Sicilia, alcuni secoli prima della nascita di Cristo, quando,si racconta che la Sicilia fosse abitata da elefanti nani. Secondo la tradizione (testimoniata già in tempi molto antichi), un elefante scacciò dall’area sulla quale sorge oggi Catania tutti gli animali pericolosi, facendo sì che potesse essere abitata. In segno di riconoscenza, i catanesi scolpirono una statua che raffigurava proprio un elefante. Sembra inoltre che in passato il Liotru fosse considerato una statua magica, in grado di proteggere (con alterna fortuna) la città dalle eruzioni dell’Etna.

La Fontana dell’Elefante, all’interno della quale è inserita la statua, ha invece origini più recenti. L’opera fu infatti realizzata da Giovanni Battista Vaccarini nella prima metà del XVIII secolo, durante la ricostruzione di Catania a seguito del catastrofico sisma del 1693. Prima di rientrare in Sicilia, Vaccarini si era formato a Roma, città nella quale studiò le opere del maestro Gian Lorenzo Bernini. Nella composizione della Fontana dell’Elefante, Vaccarini trasse infatti ispirazione dal berniniano Obelisco della Minerva (o Pulcin della Minerva), che si trovava (ancora oggi) nei pressi del Pantheon di Roma.

Prima della ricostruzione settecentesca di Catania, la scultura si trovava sotto l’Arco di Liodoro, ed in precedenza era stata custodita dai monaci benedettini. Il sisma del 1693

arrecò seri danni al Liotru: la proboscide si spezzò e le zampe posteriori si frantumarono. Il restauro fu opera dello stesso Vaccarini, che aggiunse anche le zanne e gli occhi in pietra bianca.

A seguito dell’Unità d’Italia, fu proposto di spostare l’intera Fontana dell’Elefante da Piazza Duomo a Piazza Palestro, lontana dalla Cattedrale di sant’Agata, ma il progetto vide l’opposizione del popolo.

Resta ancora da capire perché l’elefante di Catania si chiama Liotru. Anche questo aspetto è legato ad una leggenda. Esso sarebbe infatti la storpiatura del nome Eliodoro, una figura realmente esistita a Catania nella seconda metà dell”VIII secolo.

Eliodoro era un uomo molto colto che ambiva a divenire Vescovo della diocesi di Catania. Nel 765 fu però scelto per ricoprire questa carica Leone II, detto Il Taumaturgo.

Per la delusione, Eliodoro abiurò la fede cristiana e si dedicò piuttosto alla stregoneria.

Da allora, la sua principale occupazione fu quella di distrarre il popolo dalle funzioni sacre, servendosi dei suoi poteri sovrannaturali.

Circolano diversi aneddoti sui numeri di magia di Eliodoro: pare ad esempio che egli avesse l’abitudine di fare acquisti pagando per mezzo di pietre preziose. Esse si trasformavano

però in semplici sassi non appena il malefico mago si allontanava, per la disperazione dei commercianti.

Un giorno Eliodoro convinse un giovane (il nipote del vescovo, sembra) a puntare tutto sulla vittoria di un cavallo, durante una corsa. Effettivamente, il cavallo tagliò per primo il traguardo ma, immediatamente dopo, si trasformò in un demone, cosicché il giovane non poté incassare la vincita.

Secondo la leggenda, fu proprio Eliodoro a forgiare la statua dell’elefante con le proprie mani. Egli aveva anche il potere di animarla e cavalcarla durante le sue scorribande in città. In groppa al suo elefante, Eliodoro compiva tragitti lunghissimi, spostandosi fra Catania e Costantinopoli. Per questo la statua dell’elefante fu chiamata “u cavaddu i Liotru” (“il cavallo di Eliodoro“).

A fermare Eliodoro fu proprio il suo antico rivale Leone II, che nel 778 lo condannò al rogo. Secondo una versione più fantasiosa, il vescovo sfidò Eliodoro a camminare sopra una distesa di carboni ardenti (o un falò improvvisato sul momento). Leone II riuscì a superare indenne la prova grazie alla sua fede in Dio, mentre il povero Eliodoro restò incenerito.

Il suo elefante però resta ancora in bella mostra nel centro di Catania, venerato dai locali ed ammirato dai turisti.

Al lora! la pagina della Donna a cura di Maria

Rosalind Franklin e la struttura del DNA

L'ispirazione della brillante

scienziata Rosalind Franklin si lega fin da subito, anche se indirettamente, ai grandi nomi della disciplina alla quale scelse di dedicarsi e che, secondo le sue stesse parole, spiega gran parte della sua vita. Scoprì la sua vocazione dopo aver assistito a una conferenza di Albert Einstein, studiò nella stessa università che tre secoli prima aveva frequentato Isaac Newton ed ebbe la possibilità di lavorare nel Laboratorio Cavendish, così chiamato in onore del fisico e chimico che scoprì l'idrogeno e la composizione dell'acqua.

Oltre a questi grandi punti di riferimento, molto probabilmente la giovane Rosalind Franklin, nata il 25 luglio 1920 a Notting Hill, Londra, ebbe come modello anche il padre, che aveva a sua volta studiato scienze. Paradossalmente, quando la ragazza decise di seguire le orme paterne dovette scontrarsi con un'opposizione, ma proseguì per la propria strada. Alla fine il padre accettò di sostenerla, dal momento che credeva fermamente nell'importanza di una solida formazione, anche se non per una donna.

Pur essendo ostacolata fin dall'inizio dei suoi studi, Franklin superò i test necessari con le sue sole forze e a diciotto anni fu ammessa all'Università di Cambridge, uno dei centri più prestigiosi del tempo per gli studi scientifici. Per fortuna era nata in una famiglia abbiente: le varie generazioni di antenati che avevano lavorato in banca le permisero di non dover mai affrontare problemi economici. Nel 1941 si laureò a Cambridge in Scienze naturali e grazie al suo entusiasmo e ai buoni riconoscimenti accademici ebbe accesso a una borsa di studio per iniziare il dottorato. Tuttavia, dal 1940 l'Inghilterra era impegnata nella Seconda guerra mondiale

e lo sforzo bellico del Paese ebbe un'influenza determinante per la carriera di Franklin. La British coal utilisation research association le offrì un posto di lavoro per fare ricerca sulla composizione chimica del carbone, un elemento essenziale durante il conflitto. I risultati ottenuti, oltre a contribuire allo sforzo bellico del suo Paese, le servirono al termine della guerra per discutere la tesi di dottorato.

La tappa successiva della sua carriera professionale avvenne in Francia. Nel Laboratoire central des services chimiques de l'état, a Parigi, trovò nel 1947 un gruppo di lavoro molto più aperto e meno misogino di quelli conosciuti fino a quel momento. Sotto la guida di Jacques Mering s'impratichì nella tecnica della diffrazione dei raggi X, della quale sarebbe divenuta una grande esperta.

Gli anni a Parigi furono un periodo felice per Franklin. A ventisette anni scoprì la passione per i viaggi e sviluppò un grande amore per la Francia, i suoi paesaggi e la sua gente, che l'avrebbe accompagnata fino alla prematura morte.

Le conoscenze e l'esperienza acquisite durante questo pro-

Il Pandoro come il Panettone dolce tradizionale del Natale

Tutti mangiano il pandoro a Natale, ma pochi conoscono la storia di questo dolce soffice e delizioso

Soffice, dolcissimo e goloso, questo dolce è il simbolo indiscusso del Natale insieme al panettone.Come per il suo “rivale” anche per questa delizia non ci sono prove certe riguardo le sue origini.

Secondo molti, le prime tracce del pandoro risalgono al 1500 nel periodo della Repubblica Veneziana. C’è però chi è convinto che sia l’evoluzione di altri dolci, come il Nadalin, un dessert a forma di stella, oppure il Pane di Vienna, simile ad una brioche.L’unica certezza è che il pandoro è nato a Verona, quando il pasticcere Domenico Melegatti ottenne da parte del Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia il brevetto per un dolce natalizio. Era il 14 ottobre 1884 e da allora il Natale non sarebbe stato più lo stesso! Per realizzare la sua ricetta, il pasticcere

lifico periodo di formazione fecero sì che Franklin tornasse in Inghilterra in veste di rinomata cristallografa.

Grazie a una nuova borsa di studio, nel 1951 entrò nell'unità di ricerca in biofisica del King's college di Londra, dove conseguì una delle grandi scoperte della sua vita.

Dal momento che il direttore del progetto aveva indirizzato i suoi studi verso il campo dell'allora ignota struttura del DNA, Franklin poté usare le proprie conoscenze di cristallografia per cercare di approfondire l'ambito della genetica.

Dopo un attento processo di selezione, aggiustamento e adattamento della precaria équipe a sua disposizione, nel 1952, lavorando con lo studente di dottorato Raymond Gosling, riuscì a ottenere alcune delle immagini più nitide della struttura completa del DNA eseguite fino ad allora.

Grazie a questo successo la scienziata poté descrivere più dettagliatamente la densità del DNA e stabilì che le sue molecole erano organizzate in forma elicoidale.

Purtroppo il grande apporto di Franklin non fu mai riconosciuto. James Watson e Francis Crick, due colleghi che lavoravano sullo stesso fronte nel Laboratorio Cavendish, usarono le immagini e parte delle sue deduzioni per pubblicare l'articolo del 1953 che rivelava la tanto dibattuta struttura del DNA, un polimero a doppia elica. Dieci anni dopo i due vinsero il Premio Nobel per la medicina.

Ingannata e delusa, dopo la pubblicazione dei risultati di Watson e Crick Rosalind Franklin abbandonò il King's college, ma non il lavoro di ricerca. Nel Brickbeck college concentrò i suoi sforzi nell'ambito della virologia, dove pure apportò dei contributi decisivi agli studi sulla struttura molecolare di virus come quello del mosaico del tabacco o della polio.

Michelle Payne:

la prima donna vincitrice della Melbourne Cup

Michelle J. Payne OAM nata il 29 settembre 1985 è un fantino australiano.

Ha vinto la Melbourne Cup 2015, in sella a Prince of Penzance, ed è la prima e unica fantino donna a vincere l'evento. Michelle, la più giovane di dieci figli di Paddy e Mary Payne, è cresciuta in una fattoria a Miners Rest, una località vicino a Ballarat nel centro di Victoria, in Australia.

Sua madre Mary morì in un incidente automobilistico quando Payne aveva sei mesi, lasciando suo padre Paddy a crescere i loro dieci figli come un padre single.

Payne sognava di essere un fantino vincente da bambina e, all'età di sette anni, disse agli amici che un giorno avrebbe vinto la Melbourne Cup.

Ha frequentato la scuola elementare Nostra Signora Ausiliatrice e il Loreto College, Ballarat, ed è entrata nelle corse all'età di 15 anni.

Ha vinto nella sua prima gara a Ballarat, a bordo di Reigning, un cavallo addestrato da suo padre.

Wonder il 10 ottobre 2009, e l'allenatore Bart Cummings le ha offerto il passaggio alla Caulfield Cup la settimana successiva. Payne è stata la terza fantino donna a correre nella Caulfield Cup. Come prima volta nella Melbourne Cup 2009, ha guidato l'Allez Wonder di Cummings con un peso di 50,5 kg. Il cavallo si è piazzato 16° nel campo di 23. Nel 2010 Payne ha guidato Yosei alla vittoria nelle Thousand Guineas a Caulfield.

Nel 2015, ha guadagnato l'attenzione nazionale quando ha guidato il cavallo vincitore in due gare al carnevale della Melbourne Cup all'ippodromo di Flemington. Uno di questi era l'Hilton Hotels Stakes. Payne ha detto che stava "fluttuando sulla nuvola ed è una bella sensazione".

Payne ha vinto la Melbourne Cup il 3 novembre 2015, in sella a Prince of Penzance, un castrone di sei anni con cui ha messo in atto la strategia di una relazione coerente cavallo-fantino di lunga data.

Melegatti prese ispirazione dalla tradizione veronese. Nei villaggi che si trovano in queste zone infatti sin dall’antichità le donne cucinavano il Levà, un dolce lievitato, ricoperto di mandorle e zucchero. Melegatti utilizzò la stessa ricetta, aggiungendo uova e burro, ma eliminò la copertura, per rendere l’impasto molto soffice e morbido.La forma a stella venne realizzata invece da Angelo Dall’Oca Bianca, un pittore che creò lo stampo a piramide con otto punte. Da subito il pandoro fu un grande successo ed entrò a far parte della tradizione natalizia italiana insieme al panettone. Resta solo un piccolo dettaglio da scoprire: perché il pandoro si chiama così?

Secondo una leggenda il nome gli fu dato da un pasticcere. L’uomo, dopo aver tirato fuori dal forno il dolce, rimase sorpreso dal suo colore dorato e lo chiamò “Pan d’oro”, da qui il termine “Pandoro” che oggi tutti conosciamo molto bene.

Forse a causa della sovraesposizione alle radiazioni con le quali aveva lavorato per tutta la vita, nel 1956 circa le fu diagnosticato un tumore alle ovaie. Franklin decise di continuare a lavorare per quanto possibile, finché, dopo vari interventi e un trattamento ancora sperimentale di chemioterapia, morì il 16 aprile 1958.

Nel marzo 2004, Payne cadde pesantemente a una gara all'ippodromo di Sandown a Melbourne, fratturandosi il cranio e ammaccandosi il cervello. Come risultato del suo lungo periodo di recupero, inclusa un'ulteriore caduta in cui si è fratturata il polso, Payne ha ottenuto un'estensione di tre mesi del suo apprendistato per darle il tempo di superare la sua richiesta.

Payne ha vinto la sua prima gara del Gruppo Uno, il Toorak Handicap all'ippodromo di Caulfield a bordo dell'Allez

Payne è stata la prima donna a vincere la Melbourne Cup nei suoi 155 anni di storia. Era anche la quarta donna a correre in gara e per coincidenza indossava i colori del movimento delle suffragette: viola, verde e bianco. In un'intervista poco dopo la vittoria della Melbourne Cup, Payne ha affermato che le corse di cavalli sono uno "sport sciovinista". Il suo breve discorso sulle capacità delle donne nello sport è stato descritto come "inequivocabile e galvanizzante". In seguito ha dichiarato che spera che la sua vittoria "aiuti le donne fantini".

Concorso d’Eleganza

The Alfa Romeo Owners Club Australia, New South Wales (AROCA) were the hosts of a spectacular showcase of Italian automotive history with the Concorso d’Eleganza at Brays Bay Reserve in Sydney’s Inner West.

The waterfront location was the perfect backdrop for a parade of beautiful ‘macchine italiane’ in 23-degree heat with gelati, caffè, panini con peperoni e melanzane and trade stalls all available on site to enthusiastic entrants and onlookers alike.

Member of the Alfa Romeo club and one of the judging team Diego Asaro reflected on the ‘good turn-

“Nonna

out’ of entrants ‘and the amount of people coming through’. The event was relocated from its original destination in Earlwood due to heavy rainfall over the past week. The venue change proved to be quite the upgrade as patrons could drive and walk on (mostly) paved surfaces and enjoy the beautiful waterside views and rustic installations featured throughout the park.

Diego explained that the host club AROCA “extended an invitation to club members and members of the Fiat, Lancia, Ferrari, Maserati and Italian Made Social Motoring clubs”.

The centerpiece of this year’s Concorso was the “50-year anniversary of the

Alfa Romeo Spider 105 series 2000” which was first vinned in 1972. The show had a “cluster of Spiders” and then a large selection throughout the layout, celebrating the anniversary of the marque. The

Although the 4-cylinder cabriolet convertibles featured heavily on the day there was no shortage of FIAT 500s, Alfa GTV’s, Ferrari Testarossa’s and Maserati Merak’s among dozens of other nameplates and hundreds of other scintillating examples.

The show was an absolute extravaganza of Italian motoring, and was a testament to the Alfa Romeo club, the organizers, vendors and all the participants and patrons!

and Nonno, I hope I made you guys proud” Daniel Atkinson reflects on his Italian Rugby League World Cup Campaign

The words of Rugby League World cup representative, Daniel Atkinson resonated throughout the Italian team who as a collective showed nothing but passion for their jersey in this year's inter-

national campaign. Italy maintained their pride by recording a victory at every world cup tournament that they have entered, on this occasion by defeating Scotland in a huge upset. Substantial losses against Fiji and Australia, who along

with New Zealand were heavily favoured to win the tournament put a full stop on Italy’s 2021 (sic) campaign but did nothing to squash the spirit of an always improving Azzurri.

Italy’s Number 3, Daniel Atkinson spoke to ‘Allora’.

“From a personal point of view, I thoroughly enjoyed not only the playing group but the experience and opportunity this World Cup gave us. To be able to represent my Italian Heritage means a lot to me. As a group we started off as strangers but gelled really quickly and became a close family.” Asked about how the group maintained their integrity against such insurmountable odds, Daniel was philosophical “No matter what the score was I felt like we kept turning up for one another. We were however disappointed with ourselves in the Fiji [game], we went in with a really good mindset, but just a few fundamental errors and our defence wasn’t our best, really let us down.”

The overall experience clearly left a mark on the Sunshine Coast Falcons mid fielder, writing on his social media, “World Cup was an absolute treat. Stoked I was able to represent my Italian heritage” Players throughout this campaign have shown that they acknowledge the privilege of playing for their

heritage country and are able to pay back some of the hard work that their forebearers have done for them, leaving homes and families and emigrating to Australia to make a better life for their families. Atkinson went on to write,“Nonna and Nonno, I hope I made you guys proud”.

It is not the last we will see of the Italian heritage players as whilst Paramat-

Forward,

the

for the

for this World Cup, James Tedesco, whose grandparents emigrated to Australia in the 1960s has been appointed the top job as captain of the Kangaroos. If Australia can get through a tough semi-final against number 1 ranked New Zealand we may very well have an Italian world cup winner yet!

Daniel Atkinson at full flight along the way to a crushing 66 - 6 defeat to the Australian Kangaroos
ta
Nathan Brown swapped
Kangaroo jersey
Azzurri jersey

Volpato il nuovo Re di Roma

VERONA - Il primo squillo sul telefono, a partita finita, non è stato esattamente come gli altri. “Complimenti, Cristian”. Dall’altra parte del “filo”, come si sarebbe detto prima dell’era wireless, c’era il suo agente. Che però non è un agente come tanti, ma si chiama, Francesco Totti.

La prima telefonata arrivata dopo il suo secondo gol in Serie A al 18enne - ancora per un paio di settimane - Cristian Volpato, è stata quella del giocatore più influente della storia della Roma: “Bravo Cri’, bravo”.

E chissà che effetto fa sentire un mito che ti chiama mentre sei ancora nello spogliatoio dopo il tuo secondo gol in Serie A. In più, non è che l’ex capitano sia uno da telefonate quotidiane: si fa sentire, sì, ma non con una frequenza assordante, anzi, anche perché Cristian sta imparando l’italiano ma ancora non

Festa Ducati a Valencia:

è molto fluido, e Totti non parla l’inglese. Ma quando serve sa essere velocissimo.

La sua chiamata infatti ha anticipato persino quella di mamma Claudia, che segue da vicinissimo la carriera del giovane trequartista nato a Camperdown, in Australia.

Volpato è fresco di rinnovo: a settembre la Roma ha sottoscritto con lui il primo, vero legame da giocatore della prima squadra: eredità del gol, il primo in Serie A, che aveva segnato a gennaio contro il Verona, prima di ripetersi al Bentegodi. Il paradosso è che, per arrivare a firmare, ha dovuto superare anche le resistenze di chi non ti aspetteresti. Sì, perché proprio Totti era il meno convinto. Aveva provato a convincerlo ad aspettare, a guardarsi intorno. A sbloccare tutto due “messaggi”: quello del general manager della Roma,

Tiago Pinto, che ha telefonato alla mamma Claudia, invitandola a presentarsi da sola per chiudere il rinnovo. E poi l’invito di José Mourinho al ragazzo. Una cosa del tipo: “Sei matto a non firmare?”. E se te lo dice un totem come il tecnico portoghese, è un po’ difficile fare finta di nulla.

Anche perché José ha un certo gusto nel lanciare i giovani. E non soltanto quando le risorse non permettono voli pindarici sul mercato.

Lo ha fatto più o meno ovunque, tirando fuori il meglio da molti. Anche da chi magari non aveva esattamente le stimmate del campione. Al Porto, per esempio, aveva fatto brillare la stella di tale Carlos Alberto, un brasiliano di 20 anni rivelatosi poi meno di una meteora, ma che con lui è diventato il secondo più giovane marcatore di una finale di Champions dopo Kluivert. All’Inter illuse il mondo di aver pescato dalla Primavera una specie di erede di Maldini: a quei livelli Davide Santon non ha giocato più.

È andata meglio con Alvaro Morata, che Mourinho fece esordire a Madrid col Real, e poi con Scott McTominay, scovato tra i giovani del Manchester United ed elevato a titolare fisso.

Alla Roma sta moltiplicando gli sforzi: un anno fa Zalewski, ora Volpato.

Bagnaia è campione del mondo 2022

Francesco Bagnaia campione del mondo di MotoGP 2022. Si realizza così il sogno agonistico del 25enne torinese della Ducati, già fortemente candidato alla conquista del titolo prima del Gran Premio di Valencia e salito oggi sul tetto del mondo dopo una lunga ed entusiasmante sfida con Fabio Quartararo, che perde così il titolo di campione in carica a favore del numero 63. Tra cadute, podi, vittorie e una rimonta eccezionale, Bagnaia diventa oltretutto il primo italiano a laurearsi campione in MotoGP dai tempi di Valentino Rossi, che ottenne il suo sesto e ultimo titolo in questa specifica categoria (ossia quella successiva alla 500) nel 2009.

Al tempo stesso, Pecco ha anche interrotto il digiuno delle affermazioni Ducati nel campionato piloti, che mancava addirittura da 15 anni; l’ultimo che riuscì in questa impresa fu l’australiano Casey Stoner, che festeggiò la sua impresa nel 2007. Una vera e propria doppietta per l’Italia nella classe regina del Motomondiale, resa possibile dall’efficienza della Desmosedici di Borgo Panigale e dal talento piemontese classe 1997, che tocca così il punto più alto della sua carriera dopo altre affermazioni di rilievo nella sua avventura sportiva, dalle categorie minori al top del Motomondiale.

Nato a Torino il 14 gennaio, i suoi primi successi assoluti sono

Lupi si nasce …

Le fiabe sbagliano a dare al male la forma di una magnifica creatura selvaggia, i lupi sono animali nobili; mansueti, leali, socievoli, affettuosi, hanno per i loro simili un forte sentimento familiare, sono stati per molto tempo gli amici fedeli dell’uomo, quando questo viveva ancora di caccia. Animale che diventa ribelle quando non accetta il dominio richiedendo rispetto, insomma chi rispetta, è rispettato.

In Italia esiste una tifoseria che si identifica molto nel lupo, la tifoseria del Cosenza Calcio, una tifoseria molto particolare che ama i colori della propria squadra e la supporta in tutto e per tutto.

curiosamente legati a quelli di Rossi, ritenuto un vero e proprio idolo da tantissimi appassionati delle due ruote, dai giovanissimi agli adulti.

Mentre il Dottore vince per l’ultima volta il mondiale nel già citato 2009, Bagnaia coglie il suo primo trionfo di rilievo nelle MiniGP, laureandosi campione europeo proprio quell’anno.

Ed ora Campione del Mondo, un risultato storico maturato nell’ultima tappa di Valencia dove Francesco Bagnaia raggiunge la vetta più alta di una carriera affascinante e ricca di soddisfazioni.

Il Cosenza Calcio nella sua storia calcistica, è caduto tante volte, ma altrettante si è rialzato con dignità e rispetto, portando avanti i suoi meravigliosi colori rossoblu, simbolo della città l’Atene delle Calabria.

Una squadra mai stata in serie A, ma con un tifo tranquillamente paragonabile alle grandi tifoserie della massima serie.

I tifosi bruzi sono caratterizzati da un particolare attaccamento viscerale alla maglia e al territorio di appartenenza.

Un legame talmente forte da poter essere accostato a quello tra i parenti stretti, l’essere Consentito non è scritto nel Dna, ma poco ci manca.

Oggi nell’era dei Social, sono diventati virali alcuni video del-

la trasmissione televisiva Lupi Si Nasce, video che ritraggono i tifosi all’uscita dello stadio ad ogni partita casalinga al San Vito. I tifosi vengono intervistati puntualmente, dando sfogo alle loro considerazione sui i 90 minuti per la maggior parte delle volte in dialetto.

Storica l’intervista ad un signore di 40 anni, che alla domanda dell’intervistatrice che chiese il suo pensiero sull’eliminazione della Nazionale di Calcio Italiana, il signore rispose tutto orgoglioso anche se in modo un po’ colorito: “dell’Italia non me ne frega nu C…. Il Cosenza è la mia vita, l’Italia pi mmia po perdere sempre".

O quello dello “zio Angeluzzo “ tifoso storico che ogni domenica con la sua pernacchia di ingresso video, è pronto ad intonare nuovi cori inventati al momento come: “presidente simm mur e mur con l’ospedale annunziata una canzone per il Cosenza io canterò e quattro piroette dintra u cumo”.

In un calcio dove la realtà dice altro, un calcio succube delle sponsorizzazioni, dei profitti dei soldi, il Cosenza calcio è una piccola isola felice, un calcio dove tutto è Famiglia dove anche se si digiuna e si fanno sacrifici la Domenica si va allo stadio e non importa quale categoria l’importante è stare insieme, per noi nostalgici tutto questo è meraviglioso.

Forza Lupi!

La lingua di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca (Arezzo 1304 - Arquà 1374) è stato definito il primo intellettuale moderno e questo giudizio è vero per più ragioni.

In primo luogo il poeta coltiva passione esclusiva gli studia humanitatis, cioè per studi filosofici, morali e letterari, e a questi studi si è applicato con dedizione totale per tutta la vita, proponendosi maestro di poesia, di cultura e di morale.

In secondo luogo Petrarca non solo riconosce la superiorità della letteratura del periodo

CAPRICORNO

22 Dicembre - 20 Gennaio

La sensazione di abbiocco

classico, e quindi anche della lingua usata da detta letteratura latina, ma sì prodiga per raggiungere, nelle sue opere, la stessa bellezza e lo stesso valore.

Inoltre, per la prima volta nella storia letteraria italiana, l’aretino Petrarca offre al pubblico dei lettori delle sue opere una grande quantità di informazioni autobiografiche, disseminate soprattutto nel vasto epistolario.

Ma l’abbondanza dei dati non ci deve ingannare perché

dipende tutta dalla cucina, dovrete cambiare registro: meno grassi e calorie, più verdura e cereali integrali. Ancora presenti mal di gola e raucedine, del resto i vostri ragazzi vi obbligano a urlare per farvi ascoltare… Lo yoga e meditazione saranno il vostro medico.

ACQUARIO

21 Gennaio - 19 Febbraio

Malanni cronici e disturbi estemporanei di origine infiammatoria, arginabili però se deciderete di cambiare subito schema alimentare e stile di vita. Imparare ad ascoltare il corpo e a decodificarne il linguaggio, ecco cosa dovrete fare, anziché ingurgitare medicine e integratori.

PESCI

20 Febbraio - 20 Marzo

Salute tendenzialmente buona, a meno che non siate alle prese con i postumi di un malanno che vi ha lasciati spossati e un po’ debolucci. Utile sgranchirvi le gambe con una breve passeggiata attorno a casa vostra o facendo più volte le scale su e giù, un meraviglioso esercizio per fare fiato.

questi elementi non hanno mai un valore documentario.

In realtà lo scrittore, anche quando racconta le sue occupazioni quotidiane, o quando parla delle sue amicizie e dei suoi viaggi, o del piacere di aver piantato un albero in giardino, o della casa in cui vive, compone un ideale profilo letterario della sua vita ricalcando sugli illustri modelli della cultura classica.

A ciò si aggiunge il fatto che Petrarca ha piena consapevolezza del prestigio e del potere che potrebbe ottenere dalla sua professione di letterato.

In questa prospettiva si capisce la libertà e l’ampia autonomia del potere politico ed ecclesiastico che lo scrittore rivendica orgogliosamente per sé, rifiutando, nel corso della sua vita, incarichi anche prestigiosi, ma che avrebbero richiesto un eccessivo e gravoso impegno in termini di tempo e di energie.

Un impegno che l’avrebbe distolto dai suoi studi prediletti. Francesco Petrarca si conquista l’indipendenza anche economica grazie allo stato clericale, alla protezione e al servizio presso la famiglia cardinalizia dei Colonna.

La fama acquistata dopo l’incoronazione poetica, ricevuta a Roma in Campidoglio nel 1341, gli assicura sempre di più negli anni il rispetto e l’ammirazione dei potenti e gli offre la possibilità di godere di molta libertà,

anche, ad esempio, nel periodo in cui accetta l’ospitalità e la protezione di Giovanni Visconti, arcivescovo e signore di Milano, presso il quale risiede dal 1353 al 1362.

La specializzazione negli studi letterari, svincolata dal servizio dei potenti, fa di Petrarca il primo grande scrittore che sceglie la carriera di letterato professionista.

Autonomia e libertà sono, infatti, le condizioni essenziali per dedicarsi totalmente e professionalmente agli studi.

Anche per tale aspetto Petrarca rappresenta una novità assoluta rispetto al medioevo

in cui anche i sommi, si pensi allo stesso Dante, riservavano all’esercizio letterario spazi e tempi ritagliati al di fuori degli incarichi e delle funzioni ufficiali che svolgevano nelle istituzioni comunali o al servizio di ecclesiastici, di signori e che poco o nulla avevano in comune con l’attività letteraria.

A Petrarca si deve l’invenzione della filologia, disciplina scientifica che ha come obiettivo quello di ricostruire la versione originaria di un testo e interpretarlo nel giusto modo, tenendo conto del contesto storico culturale in cui esso è stato prodotto.

dal 9 novembre al 16 novembre 2022

ARIETE

21 Marzo - 19 Aprile

Notizie confortanti per chi studia, con un colpo di fortuna e qualche bel voto riporterete la media in attivo. Sempre interessante il corso di aggiornamento che state seguendo a tempo perso, anche se non vi servirà nell’immediato aggiungerà valore al vostro curriculum.

TORO

20 Aprile - 20 Maggio

CANCRO

22 Giugno - 23 Luglio

Nota dolente nel vostro cielo, ancora ingombro di nubi, alias indolenzimenti e malanni vari, siano essi intensi e veloci o lenti e un filo preoccupanti. Il fatto di dover rinunciare al solito viaggetto di Pasqua insieme ad amici o parenti aumenterà la vostra malinconia.

Forma fisica perfetta, la salute vien dal piatto e con le buone verdure autunnali, ricche di vitamine e sali, vi aggiudicherete una pelle luminosa. Alla base dei dolori cervicali forti contratture muscolari, ma l’emicrania è esclusivamente frutto dello stress.

GEMELLI

21 Maggio - 21 Giugno

Vitalità a mezzo servizio, a volte esuberante, a volte ancora troppo fiacca, come succede dopo un’influenza. In allerta il sistema immunitario, alle prese con stati allergici e forti raffreddori, insoliti in aprile, ma in natura ormai tutto è così stravolto che non si possono azzardare ipotesi…

LEONE

24 Luglio - 23 Agosto

A giudicare dalla vostra vitalità, si direbbe che state benissimo, ma a guardarvi più attentamente, colorito pallido e occhiaie profonde, sarà facile capire che qualcosa non gira per il verso giusto. Se complici uova e colombe vi sentirete dei barilotti, recuperare una forma smagliante.

VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre

Nulla da ridire sulla forma fisica, sarà l’immagine il vostro tormentone: non che vi siano problemi reali, semplicemente allo specchio sarete gli eterni insoddisfatti che paragonandosi ai fisici da passerella si sentono… “salamotti” sovrappeso. Un filo di verità magari c’è, con questa clausura forzata.

BILANCIA

23 Settembre - 22 Ottobre

Salute senza infamia e senza lode, con qualche sporadico fenomeno allergico, ridotti perché uscirete di meno, la campagna, a meno che non ci abitiate, questo mese la vedrete solo col binocolo.

La situazione migliora dopo Pasqua, resta invece attivo il bruciore agli occhi.

SCORPIONE

23 Ottobre - 22 Novembre

Insonnia, accompagnata durante il giorno da scatti nervosi: inutile ostinarsi a contare le pecorelle, tanto varrà approfittare delle ore vuote per portarsi avanti col lavoro. Delusi allo specchio ma solo per poco perché parenti e amici vi convinceranno che siete in formissima.

SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre

Alternanza di affaticamento e super lavoro, con un su e giù alternante che distruggerebbe un carrarmato, ma non voi, molto più resistenti di quanto non sembriate di primo acchito. Sì al the verde che muove la diuresi, meglio ancora il decotto di ulmaria o gambi di ciliegia.

DI DOMIZIO ERNESTO

Nato 3 febbraio 1929

a Alanno (Pescara - Italia)

Deceduto 6 giugno 2020

a Sydney ( NSW - Australia)

MEMORIA

CACCAVO GIUSEPPE

nato a Giovinazzo (Bari) - Italia il 13 giugno 1936

Deceduto a Sydney (NSW) il 24 agosto 2022

residente a Concord NSW

DI DOMIZIO MICHELINA

Nata 8 maggio 1930

Alanno ( Pescara- Italia)

Deceduta a 1 febbraio 2015 a Sydney NSW - Australia

LEONARDI

AGATA Ved. BARONE

Nata a Piedimonte Etneo (CT) il 31 gennaio 1933

Deceduta a Liverpool (NSW) Australia il 4 luglio 2022

DI DOMIZIO ESMERALDO LUIGI

Nato 20 dicembre 1950

a Alanno ( Pescara- Italia)

Deceduto 31 gennaio 2011 a Sydney (NSW - Australia)

MEMORIA

EUGENIO MOSCA

Nato a Miagliano (Biella-Italia) il 14 maggio 1923

Deceduto a Sydney il 9 febbraio 2022

NATOLI GIOVANNI

Nato 11 dicembre 2016

a Panarea ( Messina- Italia)

Deceduto 22 aprile 2008 a Sydney NSW - Australia

IPPOLITI ORLANDO

nata a Rosciano (PE) Italia il 23 Aprile 1937

Deceduto a Sydney il 13 maggio 2022

NATOLI ELENA

Nata a Lipari (ME) Italia il 18 agosto 1929

Deceduta il 22 luglio 2017 Sydney (NSW) Australia

nato a Oppido Mamertina (RC) il 4 gennaio 1957

Deceduto a Sydney il 17 maggio 2022

MORIZZI FRANCESCO

Da

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SOSTER GLORIA MARIA

Nata a Lismore (NSW)

Australia il 30 ottobre 1939

Deceduta a Sydney (NSW) Australia il 29 ottobre 2022 residente a Grasmere NSW- Australia

Il funerale verrà celebrato martedì 15 novembre 2022 alle ore 10.30 nella chiesa di St. Christofer’s, Tower Street, Panania. Dopo il rito religioso il corteo si dirigerà verso il cimitero di Forest Lawn Memorial Park, Camden Walley Way, Leppington NSW.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al funerale della cara Gloria Maria.

RIPOSA IN PACE (Eterno Riposo)

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

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GURRIERI TERESA in CASCONE

Nata a Porto Palo (Siracusa) il 4 aprile 1927

Deceduta a Sydney (NSW) il 15 ottobre 2022

Residente a Haberfield NSW

Ad un mese dalla scomparsa i familiari, parenti ed amici vicini e lontani la ricordano con profondo affetto e dolore.

Una preghiera per la sua anima.

RIPOSA IN PACE

CLYBURN FLAVIA

Nata il 9 novembre 1947

Deceduta a Liverpool NSW il 14 ottobre 2022

Ad un mese dalla scomparsa i familiari, parenti ed amici vicini e lontani la ricordano con profondo affetto e dolore.

Una preghiera per la sua anima.

RIPOSA IN PACE (Eterno Riposo)

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ANNUNCIO DECESSO

Al lora! onoranze funebri

MEMORIA

Nato il 18.9.1932

a Musano ( Treviso)

Deceduto a Sydney il 17/2/2022

ANASTASI PIETRO ANTONIO

Nato il 15/5/1963 ad Avezzano ( Aquila)

Deceduto a Sydney il 7/2/2022

TOLOMEO ANNA REGINA

nata a Colledimacine (Chieti) Italia il 1° gennaio 1934

Deceduta il 3 luglio 2022 a Bossley Park (NSW) Australia

MEMORIA

PERRE DOMENICO

nato a Platì (RC) Italia il 14 dicembre 1934

Deceduto a Sydney (NSW) il 12 agosto 2022

TIMPANO

FRANCESCO

nato a Piminoro (RC) - Italia il 17 maggio 1936

Deceduto a Sydney (NSW) l'11 agosto 2022

MEMORIA

GHIGNONE GIUSEPPE

nato a San Marzano (Asti) il 23 maggio 1923

Deceduto a Sydney (NSW) Australia il 19 agosto 2022

CARZO DOMENICO

Nato il 22 febbraio 1936

Deceduto il 26 agosto 2022 a Bossley Park NSW IN MEMORIA IN MEMORIA

BEVACQUA ELVIRA

nata a Giardini Naxos (Messina) Italia il 28 Luglio1935 Deceduta a Sydney - Australia il 7 giugno 2022

MEMORIA

FONTANA FRANCESCO

Nato l'8 luglio 1930 a Gibellina (Trapani - Italia)

Deceduto il 1° ottobre 2020 a Bossley Park (NSW - Australia) IN MEMORIA

ROSA FONTANA (Pace)

Nata a Gibellina (Trapani-ltalia) il 10 agosto 1937

Deceduta a Bossley Park il 18 gennaio 2022

Ad Andrew Valerio & Sons siamo orgogliosi di offrire un servizio completo alla nostra amata clientela e ai loro cari.

Tutti i nostri servizi sono offerti da un'unica sede, all'interno del nostro ufficio e della cappella a Five Dock. Offriamo un servizio unico di cui siamo orgogliosi, avendo assistito e preso cura dei nostri clienti da oltre 30 anni nel settore delle onoranze funebri e da oltre 10 anni a Five Dock. Puoi stare certo di essere in buone mani.

Andrew e Laura Valerio
Cappella situata in Five Dock
Auto d’Elite

“La Storia Cancellata degli Italiani” di Dino Messina

Come si dice nel libro di George Orwell 1984 “chi controlla il presente scrive il passato e prepara il futuro”. Questo è un concetto validissimo ancor oggi, con tanti personaggi che lo applicano più o meno consapevolmente.

Venendo ai giorni nostri, nel bel libro di Dino Messina vengono trattati vari episodi d’insofferenza per il passato che hanno riempito pagine dei nostri quotidiani: vi si parla di foibe, di fascismo, di colonialismo prefascista, di Lombroso e Pasolini, presentando con equità i vari punti di vista e lasciando libertà al lettore di decidere cosa ci sia di vero o di falso.

Nel leggere il libro di Messina mi son gettato d’impeto sul quarto capitolo, dedicato a Cilindro Raffaello Alessandro Schizogene (detto Indro) Montanelli. Il capi-

tolo s’intitola: “Montanelli lì non riposa” e tratta delle polemiche, da lui stesso generate, circa la sua sposa, Destà, quattordicenne, o dodicenne a seconda della versione, che comprò in Eritrea quando era un giovane tenente dell’esercito italiano.

A causa di queste sue ammissioni lo sfregio della sua memoria culminò con una serie di articoli al vetriolo e l’8 marzo 2019 con il versamento di una lattina di vernice rossa sul suo monumento. Dino Messina, con grande misura, riporta anche una pagina intitolata: “E se fosse una storia inventata?”. Ecco, appunto, ricordavo delle letture del tempo nella quali veniva dimostrato inconfutabilmente che quella era una storia inventata, forse frutto di certe sue letture delle opere di Rudyard Kipling.

La creazione di belle storie

frutto della sua fantasia e di begli incontri mai accaduti, fu un fatto abbastanza comune in Montanelli, il quale forse applicava il vecchio detto britannico, ben noto in Fleet Street, “Never let the truth stands on the way of a good story”, ovvero mai permettere alla verità di mettersi di traverso a una bella storia. Montanelli non fu mai un cronista, bensì uno straordinario romanziere e affabulatore.

Ecco, questo episodio di Montanelli mi pare ottimo per invitare i giornalisti alla prudenza. Questo invito vale anche per le donne del “Me Too”, perché prima di condannare o assolvere bisogna studiare per bene le carte e poi, nel dubbio, sospendere il proprio giudizio ed evitare di sputare controvento. Questo è l’insegnamento che traiamo dalla lettura del libro di Dino Messina.

L’inversione dei poli

da pagina 5

a tentare l’impossibile: tenere insieme il Paese e traghettarlo fuori dalla tragedia. Draghi riassume attorno a sé una coalizione enorme, investendo la politica delle responsabilità che il momento storico esige.

Una sola voce rimane fuori: il piccolo partito di Fratelli D’Italia, figlio della destra storica, guidato da Giorgia Meloni. Una donna di 45 anni di cui 30 passati in politica.

Il compimento dell’epocale capovolgimento si realizza così nel 2022, quando alle macerie della crisi economica e i due anni di pandemia si aggiunge lo spettro di una terza guerra mondiale alle porte dell’Europa. Il 25 settembre 2022 il polo formato da Fratelli D’Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia con il redivivo Silvio Berlusconi vince le elezioni in modo schiacciante sulla coalizione del Partito Democratico di Enrico Letta, di Italia Viva di Matteo Renzi, di Azione di Carlo Calenda e di ciò che

rimane del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte. Meloni, unica donna in Italia leader di partito, da sola ha gestito l’opposizione, garantendo così la democrazia. Nel giro di pochi anni, da un peso del 4%, forte di argomenti inconfutabili, di una passione, forza e coerenza viscerali, riesce a portare il suo partito al 20% e fino al 28% alle consultazioni del 25 settembre 2022, quando viene definitivamente consacrata prima forza politica del Paese e prima donna Presidente del Consiglio dei Ministri. A rimarcare il peso della sconfitta e del declino della sinistra italiana, la vittoria di Giorgia Meloni rappresenta l’ulteriore fallimento del partito che non è mai riuscito ad esprimere il primato di una figura femminile di pari prestigio, nonostante la presenza di numerose donne negli esecutivi e sugli scranni parlamentari. Figure politiche come Nilde Iotti, Tina Anselmi, Filomena Delli Castelli sono lontane anni luce dalle donne espresse dalla politica di sinistra degli ultimi 30 anni.

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