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10 - 282 - 17 Febbraio 2026

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Pupari e traditori?

Alcuni signori non si smentiscono mai. Vivono nella perenne convinzione di essere sotto attacco e trasformano ogni parola letta sul giornale in un’ossessione personale. Quasi sempre, quelle frasi, non sono nemmeno rivolte a loro, eppure si sentono chiamati in causa come quando si legge l'oroscopo della settimana. Quando la coscienza pesa, basta poco per riconoscersi nelle critiche.

Chi tradisce e persevera a fare alleanze per distruggere chi, in primo luogo egli stesso ha tradito, senza mai mostrare pentimento, resta ciò che è: un traditore. Il tradimento non è un errore, né una distrazione. È una scelta consapevole, un atto deliberato che rivela mancanza di lealtà e di coraggio.

Nella cosa pubblica, poi, il tradimento e l'astio continuo contro chi una volta era dalla tua parte, assume un peso ancora maggiore. Ad esempio, chi viene eletto con una lista e riceve un mandato preciso dagli elettori e un secondo dopo cambia casacca per convenienza personale, non può essere giustificato. Ancora più vergognoso se il traditore di prima istanza, nella seconda tornata elettorale si adopera per manipolare altri a tradire.

Ma dietro ogni traditore, probabilmente, non c’è solo una scelta individuale. Ci sono i “nuovi amici”. Ci sono coloro che improvvisamente aprono porte, offrono protezione, promettono visibilità o vantaggi. Ci sono quelli che in Sicilia vengono chiamati "i pupari": figure che restano nell’ombra, che muovono fili invisibili, che traggono beneficio dal cambio di posizione altrui e consegnano i traditori al proprio destino. I pupari non si espongono, non si assumono responsabilità, ma sfruttano il tradimento per i propri scopi personali, talvolta opachi, talvolta apertamente loschi.

Il traditore esegue; il puparo suggerisce, orienta, approfitta. E mentre uno perde credibilità davanti alla comunità, l’altro consolida il proprio potere dietro le quinte. Good luck to them!

Inizia l'Era Taylor

In un colpo di scena che riflette la profonda crisi della politica australiana, il Partito Liberale ha deposto Sussan Ley, leader uscente della fazione centrista, sostituendola con Angus Taylor, esponente dell’ala destra del partito, con 34 voti a favore e 17 contrari. Al suo fianco, come vice leader, è stata eletta Jane Hume, già nota per posizioni di stampo conservatore e politiche in stile “Trump”.

Taylor ha definito la situazione come un momento di “cambia o muori”, ammettendo che il

Fratelli d’Italia chiede all’Onu la revoca dell’incarico a Francesca Albanese, relatrice speciale sui territori palestinesi occupati, accusandola di aver «superato ogni limite» e compromesso la neutralità del mandato.

Il partito della premier Giorgia Meloni ha lanciato una petizione online, parlando di parole divisive e dannose per la credibilità delle Nazioni Unite.

Dopo le critiche di Francia, Germania, Austria e Repubblica Ceca, Albanese replica sui social: «Una menzogna smascherata. L’Inquisizione è tornata», respingendo ogni accusa.

partito si trova al suo livello più basso dalla fondazione nel 1944. La sfida immediata sarà quella di ricostruire una coalizione interna lacerata e riacquistare la fiducia degli elettori, dopo la disfatta elettorale di maggio 2025 che ha visto il partito perdere oltre metà dei consensi, mentre il voto verso il partito anti-immigrazione One Nation è quadruplicato.

Durante la conferenza stampa, Taylor ha sottolineato la necessità di difendere “i valori fondamentali australiani”, annunciando un inasprimento del-

Family in the Woods locked-door policy

The parents of the three children in the “family in the woods” have filed a complaint against the social worker, accusing her of locking the children’s room at night.

According to their lawyers, this decision prevents the children from reaching their mother, who stays in the same facility, worsening anxiety and panic attacks, especially for the six-yearold. The legal team is requesting the measure be revoked.

The facility responds that the children’s safety, well-being, and healthy development remain the top priority.

le politiche sull’immigrazione e la promessa di “chiudere la porta” a chi non si conforma ai principi democratici del paese. Una posizione che rischia di alienare ampie fasce urbane, dove più della metà della popolazione ha genitori nati all’estero.

L’uscita di Ley dalla politica e la conseguente elezione suppletiva nel collegio di Farrer creeranno un banco di prova per la nuova leadership. I Liberali dovranno difendersi sia dagli attacchi degli indipendenti Teal che dall’avanzata di One Nation nelle aree rurali, mentre la fazione moderata interna chiede ancora attenzione per evitare ulteriori perdite elettorali.

Gli analisti politici evidenziano che Taylor e Hume dovranno bilanciare la pressione dei conservatori con la necessità di attrarre voti urbani e femminili, settori che hanno già penalizzato il partito. L’ex premier Tony Abbott ha sostenuto Taylor, auspicando un ritorno a politiche di difesa dei “valori anglo-celtici e cristiano-giudaici”, mentre l’ex leader Malcolm Turnbull ha espresso dubbi sulla reale capacità del nuovo leader di invertire il declino.

Intanto, la scena politica per le elezioni suppletive nel seggio di Farrer si infiamma. Si tratta di un primo e inaspettato banco di prova per Taylor e la nuova leadership dei Liberali. La Coalizione e possibili candidati indipendenti, tra cui One Nation, si preparano a una campagna breve ma intensa, destinata a catturare l’attenzione di tutta l’Australia, distogliendo l’attenzione dell’operato del governo laburista.

Anno X - Numero 10 - Martedì 17 Febbraio 2026
Abruzzesi di Sydney primo incontro 2026
Olimpiadi: Australia, tre medaglie d’oro
Will Lead Italians Abroad After Silli?
Superare Comites con responsabilità
Picnic per Famiglie, la GIA al Pioneers Park
Trascorsi 40 anni da 'U Maxi' Processo
Diretto da Marco Testa
di Marco Testa

La consulta Emiliano-Romagnoli a Bologna

Si sono aperti il 12 febbraio, presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa i lavori del primo incontro in presenza dell’attuale Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, con la partecipazione dei Consultori e delle Consultrici, del Presidente Matteo Daffadà e dei vicepresidenti Elena Ugolini ed Eduardo Zampar Morelli. Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo: al via a Bologna il primo incontro in presenza del mandato.

Allora!

Published by Italian Australian News

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Un’apertura nel segno di giovani, relazioni e ascolto La Consulta è uno spazio stabile di confronto e progettazione che mette in relazione la Regione Emilia-Romagna con le proprie comunità nel mondo, favorendo la circolazione di idee, esperienze e opportunità e rafforzando legami che attraversano confini geografici e generazioni. Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato il Presidente Matteo Daffadà, sottolineando il valore del ritrovarsi in presenza come momento “necessario e concreto”, perché la Consulta vive prima di tutto nelle relazioni e negli scambi che nascono guardandosi negli occhi.

Nel suo saluto, Daffadà ha richiamato il significato profondo di questo appuntamento nel cinquantesimo anniversario della Consulta, ricordandone la vocazione storica di ponte tra la Regione e le associazioni dei cinque continenti, e rilanciando una sfida centrale: parlare davvero ai giovani e intercettare le nuove migrazioni, sempre più mobili e discontinui. I lavori sono proseguiti con la relazione del Presidente e l’illustrazione delle attività in corso e delle linee di programmazione per il prossimo

biennio, seguite dagli interventi dei Consultori e delle Consultrici.

Nel suo intervento, la vicepresidente Elena Ugolini ha indicato alcune priorità di lavoro: giovani e diaspora, il rafforzamento dei rapporti con le aziende e le eccellenze dell’Emilia-Romagna, e la necessità di moltiplicare le relazioni con attori strategici come ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e ICE, integrando queste connessioni con le mission regionali. Ha definito la Consulta un vero “moltiplicatore di possibilità”, con un focus chiaro sulle nuove generazioni e su un impegno costante di ascolto. Il vicepresidente Eduardo Zampar Morelli ha invece messo al centro il valore umano delle comunità all’estero: l’energia e l’amore con cui, spesso da volontari, tengono vivi legami e iniziative “di cuore”. Ha evidenziato la sete di cultura e la voglia di fare, citando il contesto brasiliano come particolarmente dinamico, e ha rilanciato l’uso dell’online come leva per ampliare impatto e partecipazione. Le relazioni costruite, ha ricordato, sono un patrimonio che cresce “da uno scambio, da un pranzo”, generando nuove idee e possibilità. Uno dei passaggi più sentiti è stato quello in cui tutti i Consultori e le Consultrici si sono presentati, condividendo provenienze, percorsi e motivazioni. Un giro di voci diverso per accenti e storie, ma unito dalla stessa radice: un momento molto emozionante, che ha reso palpabile il senso di comunità che la Consulta custodisce e rinnova. Il 13 febbraio è conclusa la manifestazione con la visita Fabbri 1905 e presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna l’evento pubblico per il cinquantesimo anniversario, aperto alla cittadinanza, con convegno, tavola rotonda, mostra e proiezione.(Inform)

L’Ambasciatore d’Italia in Grecia Paolo Cuculi ha partecipato alla commemorazione delle vittime del naufragio del piroscafo Oria, avvenuto il 12 febbraio 1944 nei pressi dell’isola di Patroklos, sulla costa dell’Attica, in cui persero la vita più di quattromila prigionieri di guerra italiani destinati ai campi di concentramento in Germania.

“Oltre a commemorare le più di quattromila vittime italiane del naufragio, questa cerimonia

Premio Michele Schiavone: prorogate le candidature

Il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha prorogato al 16 marzo 2026 il termine per presentare le candidature al Premio Michele Schiavone “eroe del quotidiano e protettore della diaspora”; un riconoscimento internazionale destinato a valorizzare persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale e culturale della nostra emigrazione.

Il premio è dedicato alla memoria di Michele Schiavone, già Consigliere e poi Segretario Generale del CGIE dal 2016 al 2024, figura simbolo dell’impegno civile a favore delle comunità italiane oltreconfine, scomparso prematuramente dopo una vita dedicata agli italiani nel mondo con altruismo, generosità e spirito di servizio.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la storia della nostra diaspora – lunga quasi due secoli e segnata da sacrifici, ostacoli, battaglie civili e conquiste sociali – è costellata di “eroi silenziosi” che hanno trasformato il destino di intere comunità, influenzando politiche pubbliche,

prassi istituzionali e atteggiamenti sociali nei Paesi di arrivo e in Italia.

Il Premio, a cadenza annuale, è rivolto a una persona, un’associazione e un ente che abbiano operato in favore degli emigrati italiani o di origine italiana in qualsiasi Paese del mondo, contribuendo all’avanzamento dei loro diritti e alla valorizzazione del ruolo della nostra diaspora nelle società contemporanee. Le candidature devono essere inviate alla segreteria del CGIE e saranno valutate da una giuria presieduta dal Segretario Generale del CGIE e formata dal Comitato di Presidenza e da alte personalità, tra cui il Segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano Fedriga e il Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi. Presidente onorario del Premio è il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Le premiazioni avverranno nell’ambito dell’Assemblea plenaria del CGIE, alla quale i tre vincitori saranno invitati come ospiti. (Inform)

è anche un momento per ricordare il ruolo degli abitanti di queste coste che, nonostante la guerra e l’occupazione, scelsero la via dell’umanità: raccolsero i corpi, offrirono sepoltura, conservarono la memoria.

Un gesto semplice e profondo, che ancora oggi ci commuove e testimonia il profondo legame tra Italia e Grecia” ha sottolineato l’Ambasciatore Cuculi di fronte ad una folta platea di autorità civili, militari e religiose italiane e greche. (Inform)

Quando voto diventa morale

Le parole attribuite a Nicola Gratteri: «Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente», meritano più di una semplice reazione emotiva. Non è questione di chi abbia ragione sulla riforma né della legittimità di un magistrato a esprimere opinioni: il problema è il passo che compie il dibattito quando trasforma un voto politico in una categoria morale.

In una democrazia costituzionale, il voto non misura l’etica dei cittadini, ma decide su norme, istituzioni, leggi. Associarlo a presunte qualità morali significa delegittimare l’elettore invece di confrontarsi sulle ragioni del suo “Sì” o del suo “No”. Ridurre la pluralità di motivazioni possibili a una matrice unica — interesse personale o difesa di privilegi — nega che un cittadino possa ragionare in buona fede.

Quando la magistratura, per ruolo e percezione pubblica, ap-

pare collocarsi retoricamente su un lato del campo referendario, il rischio è doppio: non si critica più la norma, ma chi la sostiene. La legittimità delle istituzioni deriva dalla neutralità, quella del voto dall’eguaglianza. Mettere in discussione la moralità di chi sceglie un’opzione frattura questo equilibrio. Il confronto democratico si fonda sulla possibilità di discutere argomenti, non sull’attribuzione di intenzioni o sull’appartenenza morale. Ogni cittadino deve poter votare secondo convinzioni ragionate, non per “autocertificare” la propria bontà o sospetto. Il dissenso, in questo quadro, non è un’anomalia da spiegare con categorie penali: è il cuore del processo decisionale. Attribuire etichette morali collettive a un’opzione referendaria non rafforza il dibattito: lo impoverisce. La politica resta legittima solo se il voto rimane strumento di scelta, non prova morale. Se vogliamo difendere la cultura costituzionale, dobbiamo discutere norme, non presunte identità morali.

Al Werriwa Forum incontro con i servizi federali

Mancano due settimane al Werriwa Community Forum 2026, l’iniziativa pubblica promossa dalla deputata federale Anne Stanley per rafforzare il dialogo tra cittadini e Governo, e offrire un’occasione concreta di confronto diretto con le istituzioni.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 25 febbraio 2026 presso il Carnes Hill Community and Recreation Precinct, al 600 di Kurrajong Road, dalle 10.00 alle 14.00, con ingresso libero fino alle 13.30.

L’obiettivo dell’incontro è fornire ai residenti di Werriwa uno spazio pratico e accessibile per ottenere informazioni aggiornate sui servizi federali, chiarimenti su pratiche amministrative e orientamento su programmi e agevolazioni disponibili.

Tra gli enti presenti figurano il Department of Climate Change, Energy, the Environment and Water, che fornirà informazioni dettagliate sul programma per batterie domestiche a costi ridotti e sulle iniziative legate alla condivisione dell’energia solare. Saranno inoltre disponibili rappresentanti del National Disability Insurance Scheme, pronti a rispondere alle domande delle famiglie interessate ai servizi di supporto per persone con disabilità.

Parteciperanno anche funzionari di Services Australia, con indicazioni su Centrelink, JobSeeker e Age Pension, insieme al Western Sydney Migrant Resource Centre e ai servizi dedicati all’assistenza agli anziani.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la comunità.

NATO PA, Carè: futuro relazioni transatlantiche

Alla Camera dei Deputati si è svolta un’audizione di alto profilo dedicata allo stato delle relazioni transatlantiche negli attuali scenari di crisi. L’incontro, promosso dalla Delegazione italiana dell’Assemblea parlamentare della NATO, ha visto l’intervento di Mariangela Zappia, presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, chiamata a offrire un’analisi approfondita sulle trasformazioni in corso nell’equilibrio geopolitico globale.

Il confronto si è concentrato sulle tensioni che attraversano lo scenario internazionale: conflitti regionali, competizione tra grandi potenze, instabilità nel vicinato europeo, minacce ibride e nuove vulnerabilità economiche ed energetiche.

In questo contesto complesso e in continua evoluzione, è emerso con forza come il legame tra Europa e Stati Uniti resti un pilastro imprescindibile dell’architettura di sicurezza internazionale e della difesa dell’ordine multilaterale.

Zappia, forte di una lunga esperienza diplomatica maturata presso le Nazioni Unite, a Washington e nei principali

consessi internazionali, ha sottolineato la necessità di consolidare il coordinamento politico e strategico tra alleati. Non solo sul piano della difesa, ma anche su quello economico, tecnologico ed energetico, ambiti nei quali le interdipendenze sono sempre più profonde e determinanti per la stabilità globale. Rafforzare il dialogo transatlantico significa oggi costruire risposte condivise, tempestive e lungimiranti di fronte a crisi che non conoscono confini.

A ribadire il valore dell’iniziativa è stato Nicola Carè, capogruppo dei Socialisti e Democratici presso l’Assemblea parlamentare della NATO. “In uno scenario internazionale in rapida evoluzio-

ne – ha dichiarato – servono responsabilità, capacità di analisi e visione strategica. Il rapporto transatlantico continua a essere un pilastro per la sicurezza collettiva, per la stabilità delle istituzioni democratiche e per la tutela dei valori che accomunano le nostre società”.

L’audizione ha rappresentato un momento di riflessione strategica su un’alleanza che, pur attraversata da nuove sfide, rimane centrale per affrontare crisi globali sempre più complesse e interconnesse, rafforzando coesione e credibilità dell’Occidente. Un passaggio cruciale per delineare priorità comuni e strategie operative condivise nel prossimo futuro.

Superare Comites e CGIE con responsabilità

Per anni abbiamo raccontato agli italiani all’estero che erano “centrali”: per l’economia, per la cultura, per la diplomazia. Eppure, entrando nel merito della rappresentanza reale, emerge un sistema che appartiene a un’altra epoca.

Oggi la rappresentanza degli italiani nel mondo si regge su due pilastri principali: i Comites e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). Strutture nate con spirito partecipativo, ma rimaste intrappolate in un modello consultivo che non decide, non incide e non risponde direttamente ai cittadini. La domanda non è ideologica: funziona davvero?

I Comites sono 108 nel mondo. Il CGIE coordina a livello centrale. Il loro ruolo è consultivo, senza potere vincolante, gestione di fondi decisionali o capacità di imporre soluzioni. Nel frattempo, esistono parlamentari eletti all’estero, consolati, ambasciate e uffici MAECI. La sovrapposi-

zione è evidente, così come la frammentazione. E i costi? Una stima prudenziale supera gli 11 milioni di euro all’anno tra contributi, rimborsi, funzionamento e logistica. Undici milioni per un sistema che non decide.

Il confronto con l’Australia è chiaro: ogni parlamentare ha un ufficio territoriale con staff, budget, rendicontazione pubblica e responsabilità diretta verso gli elettori. Nessun organismo consultivo permanente.

La proposta è semplice: superare gradualmente Comites e CGIE e istituire quattro Uffici di Rappresentanza Politica ma-

cro-continentali, con staff professionale, budget trasparente e rendicontazione annuale. Costo stimato: circa 2 milioni di euro annui, con un potenziale risparmio di 9 milioni da destinare a servizi concreti: rafforzamento del personale consolare, digitalizzazione pratiche AIRE, riduzione tempi cittadinanza, tutela legale per italiani detenuti all’estero.

Non si tratta di punire nessuno, né di cancellare la partecipazione. Si tratta di dare forma più efficace a una rappresentanza globale, digitale, ed economicamente strategica.

Who Will Lead Italians Abroad After Silli?

The resignation of Undersecretary Giorgio Silli has reignited a long-standing concern among Italian communities worldwide: who will now assume responsibility for Italians living abroad?

The role is far from symbolic. Millions of Italian citizens residing outside national borders represent a vital cultural, economic and social asset for the country. At the same time, they form a community that requires attentive representation, efficient services and stable institutional leadership.

In recent years, the portfolio has remained within the Ministry of Foreign Affairs and Inter-

national Cooperation.

Results have been mixed, often shaped by diplomatic priorities that do not always align with the daily realities faced by Italians abroad. Overstretched consulates, delays in civil registry services, citizenship applications, pension matters, social assistance and schooling remain persistent concerns.

Silli’s departure therefore raises a clear political question: will the government swiftly appoint a new undersecretary with a specific mandate, or will the issue once again slip down the agenda?

For Italian communities in North America, Latin Ameri-

ca, the Caribbean and beyond, the answer carries significant weight.

Without a clear political point of reference, there is a risk of fragmented management and a growing disconnect between the State and its citizens overseas.

The situation has revived a longstanding proposal: the restoration of a dedicated Ministry for Italians Abroad.

Supporters argue that an autonomous ministry would provide a long-term strategic vision on emigration and new mobility, ensure effective coordination between the Foreign Ministry, INPS, municipalities and consulates, and send a strong political signal of commitment to millions of Italians who continue to see themselves as an integral part of the Republic. Italians abroad are not a marginal chapter, nor an issue to be addressed only during election campaigns.

Silli’s resignation could – and should – become an opportunity to rethink the institutional representation of the Italian diaspora, restoring to it dignity, centrality and a genuine voice in national policy.

Romagnoli sul voto estero: "riforma urgente"

Massimo Romagnoli, responsabile per gli italiani nel mondo di Alternativa Popolare e membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, interviene con chiarezza nel dibattito sulla riforma del voto all’estero, tema sempre più centrale nel confronto politico.

“Lo dico da tempi non sospetti: il meccanismo con cui oggi votano gli italiani nel mondo è tutto da rifare”, afferma Romagnoli in una nota. Ma mette subito un punto fermo: “Attenzione a non buttare via il bambino con l’acqua sporca. Il voto all’estero è un

diritto sacrosanto, sancito dalla Costituzione: nessuno può anche solo pensare di cancellarlo. Il problema non è il diritto, ma il sistema con cui viene esercitato, che fa acqua da tutte le parti e va profondamente rivisto”. Romagnoli boccia senza esitazioni l’ipotesi di far votare i connazionali presso i Consolati, definendola “del tutto impraticabile” e già respinta in più sedi. E guarda invece al futuro: “In un mondo in cui la tecnologia è ormai protagonista e semplifica la vita quotidiana, continuo a credere che il voto elettronico sia

la soluzione migliore”. Ma anche qui, avverte, servono garanzie assolute: “Finché non avremo un sistema davvero a prova di bomba, capace di scongiurare ogni rischio di hackeraggio e di garantire la sicurezza del voto, è necessario puntare su un’alternativa concreta”. L’alternativa, per Romagnoli, è l’inversione dell’opzione: “Un registro degli elettori che raccolga solo i connazionali che dichiarano esplicitamente la volontà di votare. Così si eviterebbe l’invio indiscriminato di migliaia di plichi elettorali, spesso recapitati a indirizzi sbagliati, a persone decedute o a chi ha cambiato residenza”.

Con la legislatura ormai agli sgoccioli, i tempi non sono semplici. Lo sguardo è già rivolto al futuro: “Nel 2027 vogliamo giocare la nostra partita anche all’estero. E vogliamo farlo in una competizione onesta e trasparente, con un sistema di voto sicuro, credibile e rispettoso dei diritti dei nostri connazionali”. Una sfida politica, ma prima ancora una questione di democrazia.

Italy Blocks Airport Strikes

Italy has moved swiftly to prevent nationwide air transport strikes that threatened to disrupt travel during the Winter Olympics and Paralympics.

Industrial action initially planned for 16 February and 7 March, affecting tens of thousands of passengers, has been suspended following government intervention.

Deputy Prime Minister Matteo Salvini emphasized the global significance of the events, stating that “mobility must be guaranteed” for athletes, tourists, and Olympic staff. The postponed strikes are expected to be rescheduled, likely between 24 February and 4 March, to avoid interfering with the Games.

The planned 24-hour walkout

by ITA Airways staff—including pilots, flight attendants, and ground personnel—would have affected major airports such as Milan Malpensa, Milan Linate, Rome Fiumicino, Venice Marco Polo, and Verona Valerio Catullo.

According to Cirium data, ITA Airways had 314 flights scheduled for 16 February, nearly 70% outside legally mandated operational hours, potentially impacting 25,000 to 27,000 passengers. While the immediate threat to air travel has been averted, Italy’s rail network faces potential disruption later this month.

Staff of Ferrovie dello Stato Italiane (FS), the state railway, will stage a 24-hour strike from 9pm on Friday 27 February to 8.59pm on Saturday 28 February.

Diciotto anni dal "Sorry" alle popolazioni indigene. E ora?

«Siamo sopravvissuti al passato. Non tradite il nostro futuro».

A diciotto anni dalle Scuse Nazionali rivolte alle Stolen Generations, i sopravvissuti attendono ancora i cambiamenti concreti che erano stati promessi. Quel 13 febbraio 2008 fu un momento storico di verità e riconoscimento, ma non doveva restare un gesto simbolico: rappresentava un impegno ad agire.

Oggi, a quasi trent’anni dal rapporto Bringing Them Home, i progressi restano lenti e disomogenei. Solo il 6 per cento delle raccomandazioni è stato pienamente attuato. Intanto i sopravvissuti invecchiano: molti hanno tra i 70 e i 90 anni. Senza interventi immediati, assistenza agli anziani accessibile e informata sul trauma, risarcimenti equi, pieno accesso ai documenti personali, finanziamenti stabili alle organizzazioni guidate dai sopravvissuti e un sistema nazionale di responsabilità — il rischio è quello di un nuovo fallimento.

Uncle David Wragge, Wakka Wakka, membro dello Stolen Generations Reference Group della Healing Foundation, conosce

bene il peso delle promesse mancate. A nove anni fu strappato alla famiglia e portato nel dormitorio maschile di Cherbourg, nel Queensland. Sei anni di rigido controllo e punizioni severe, tra abusi e traumi destinati a segnare un’intera vita. «Aged care, documenti, risarcimenti: sono le battaglie che combattiamo ancora. Il tempo sta finendo», afferma. E sottolinea l’importanza del “truth telling”: «Queste politiche erano sotto il controllo dei governi. Devono assumersi la responsabilità e riparare ai danni fatti alle persone e alle famiglie». Il trauma, ricorda, non si ferma a una generazione: «Viene trasmesso ai nostri figli».

Anche il professor Steve Larkin, presidente della Healing Foundation, avverte: «Le Scuse erano un impegno, non un capitolo chiuso. Troppi sopravvissuti sono morti senza vedere giustizia». Con il trentesimo anniversario di Bringing Them Home nel 2027 alle porte, il Paese è chiamato a trasformare le parole in azioni concrete. I sopravvissuti chiedono dignità, giustizia e la certezza che l’Australia mantenga finalmente le promesse fatte.

La Console Mauri incontra il regista di 'Signorinella'

La Console Generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, ha incontrato nei giorni scorsi il regista Angelo Pricolo, autore di “Signorinella”, documentario di successo dedicato alle donne italiane emigrate in Australia tra gli anni Quaranta e Sessanta. Un’opera che riporta al centro della narrazione una generazione spesso rimasta ai margini della memoria collettiva, ma determinante nella costruzione della comunità italo-australiana.

Il film racconta le storie di tante “piccole signorine” partite dall’Italia nel secondo dopoguerra, affrontando viaggi lunghi e incerti per raggiungere un Paese lontano, con poche certezze ma grande coraggio.

Attraverso testimonianze dirette e materiali d’archivio, Si-

gnorinella mette in luce i valori di resilienza, determinazione e spirito imprenditoriale che hanno contraddistinto queste donne. Molte di loro, inizialmente impiegate in lavori umili o nel settore manifatturiero e domestico, sono riuscite nel tempo ad affermarsi professionalmente, avviando attività commerciali, contribuendo all’economia locale e partecipando attivamente alla vita sociale e culturale delle città australiane in cui si sono stabilite. Nel corso dell’incontro, la Console Mauri ha sottolineato l’importanza di preservare e valorizzare la memoria dell’emigrazione italiana, riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella crescita della comunità e nel rafforzamento dei legami tra Italia e Australia.

Una Biblioteca a Santomartino

di Tom Padula

La Federazione Lucana ha ufficialmente inaugurato la sua nuova biblioteca intitolata a Leonardo Grazio Santomartino, attuale presidente e membro storico dell’associazione. La biblioteca custodisce memorie, documenti e pubblicazioni relativi alle attività del Club e della Regione

Solarino Social Club

Serata d'Autunno

Musica AX 99 Duo

Sabato, 28 Febbraio - 6.00pm

Maria Formica: 0402 087 583

Ibleo Social Club

Serata Hawaiana

Sabato, 28 Febbraio - 6.30pm

Sam Lo Grasso: 039402 2236

Lina Palermo: 0481 963 295

Basilicata negli ultimi 45 anni, offrendo anche uno sguardo sulle storie storiche della regione e della sua popolazione emigrata nel mondo.

L’iniziativa nasce dall’impegno personale di Santomartino, che già negli anni ’70, presso il Montemurro Social Club, aveva iniziato a raccogliere documenti e racconti della comunità lucana. Trasferitosi in Australia, ha continuato a conservare libri, foto e archivi sulla cultura lucana, ora messi a disposizione di tutti i soci e visitatori nella sede del Club di Brunswick.

L’inaugurazione ha sottolineato l’importanza di preservare la lingua e la cultura italiana per le nuove generazioni di italiani in Australia. Attraverso questa biblioteca, è possibile conoscere la storia della migrazione dei Lucani in oltre 130 Paesi e approfondire le proprie radici italiane.

L’opera di Leonardo Santomartino rappresenta un esempio concreto di dedizione a mantenere vivo il legame con la Lucania.

John St Peters music, song and entertainment

John St Peters (born 1956) is an Australian musician, singer and television presenter, born in Melbourne to Italian parents, Pasqualino Lo Piccolo and Giovanna (née Basile). Raised in Richmond with his younger sister Josephine, he began his career as a child prodigy on the piano accordion at age 11, impressing audiences with his remarkable talent and precocious stage presence.

Born John Lo Piccolo, he grew up in the suburb of Richmond with his parents—his father was a greengrocer and a talented musician himself. Johnny Lo Piccolo started performing on television talent quests such as Brian and the Juniors and New Faces at age 11, initially billed as “Johnny Lo Piccolo,” quickly gaining recognition for his charm and virtuosity, which set him apart from his peers.

He was a popular entertainer in Melbourne, appearing on shows such as In Melbourne Tonight and releasing early singles in the early 1970s, including “Johnny Lo Piccolo’s Dance Party.” He is an Italian-Australian musician who later transitioned from the accordion to become a pop singer and recording artist. The name “St Peters” is a stage name adopted later in his career, diverging from his birth name, Lo Piccolo.

John St Peters has been a distinctive and influential figure in Australia’s music and entertainment landscape for more than five decades. His career began in the formative years of Australian television, when Melbourne’s TV studios were becoming a gateway between local audiences and global popular culture.

Thanks to his father, Pasqualino Lo Piccolo’s influence and contacts, the young performer and presenter made early appearances on Melbourne television screens in the 1960s and early 1970s—a period when live music, variety shows and personality-driven programming dominated the airwaves. These early experiences placed him at the centre of a vibrant creative community and shaped his lifelong commitment to music as both performance and cultural exchange. The Ital-

ian community of Melbourne took pride in this young artist with an Italian name.

A defining aspect of John St Peters’ career was his close friendship with some of Australia’s most recognisable media and music figures, notably Bert Newton and Molly Meldrum. Bert Newton, already a towering presence in Australian television, became both a mentor and a friend. Their shared love of performance, humour and showmanship reflected an era when entertainers moved easily between television, live performance and public events.

With Molly Meldrum, St Peters shared an even deeper connection to the music industry itself. Meldrum’s encyclopaedic knowledge of popular music and his passion for promoting artists aligned naturally with St Peters’ own interests.

Their friendship placed him within the inner circle of Australia’s evolving pop and rock scene, giving him direct insight into emerging trends and international acts. While St Peters was visible as a performer and media personality, his most enduring contribution has been as a music organiser and cultural promoter. From the 1970s onward, he increasingly focused on organising major musical events, tours and cultural showcases that brought international artists to Australian audiences and took Australian talent to the world, leaving a lasting impact on the nation’s music scene.

His work went beyond commercial promotion; it reflected a belief that music is a bridge be-

tween cultures and generations. Over time, he became known for his ability to connect artists, audiences and communities, often working across national and cultural boundaries. This global outlook has culminated in a series of world musical events that celebrate heritage, memory and identity.

In recent years, St Peters has turned particular attention to music as a carrier of cultural history. His current major project focuses on Italian musical heritage, highlighting the profound influence of Italian music on global popular culture and on Australia’s multicultural identity. The event brings together classical traditions, popular song, operatic influences and contemporary interpretations, honouring both Italy’s musical legacy and the contributions of the Italian diaspora in Australia. From Johnny Lo Piccolo to John St Peters, his career is best understood as a continuum rather than a single chapter from early television appearances to friendships with iconic figures such as Bert Newton and Molly Meldrum, and to his role as an international music organiser.

Through all these phases, John’s guiding principle has remained constant: using music to connect people, preserve heritage and celebrate the shared human experience. His Italian heritage, life in Richmond and well-known presence in Melbourne’s entertainment world have cemented John St Peters as a legend of his time, a cherished mentor for younger artists, and an enduring icon in the music.

a cura di Tom Padula
by ROLAND MELOSI

Taloi Havini Brings Pacific Perspectives

The Società Dante Alighieri Brisbane is set to host an insightful evening with internationally acclaimed artist and curator Taloi Havini on Friday, 27 February. The event, titled “Pacific Sounds Echo Through San Lorenzo (Venice): A Journey Across Ocean, Space and Time”, promises a rich exploration of cultural exchange between Australia, the Pacific, and Italy.

Havini, originally from the Autonomous Region of Bougainville and now based in Brisbane, is celebrated for her research-led artistic practice, which is deeply informed by her matrilineal con-

nections to land and community. Working across photography, sound, video, sculpture, immersive installations, and print, she has exhibited widely, including at Artspace Sydney, Palais de Tokyo Paris, Sharjah Biennial UAE, the Aichi Triennial in Nagoya, and Queensland Art Gallery | GoMA’s Asia Pacific Triennial of Contemporary Art. Her work maintains a significant dialogue with Italy. In 2021, Havini was commissioned by TBA21–Academy for her solo project Answer to the Call at Ocean Space in Venice, housed in the historic San Lorenzo church. She

returned in 2024 to curate Restor(y)ing Oceania, a collaborative project with Artspace Sydney and OGR Torino, further cementing her relationship with Italian art institutions.

Ocean Space, the venue in Venice, operates as a unique centre for art and research. Founded by philanthropist Francesca Thyssen-Bornemisza, it serves as an “embassy for the ocean,” using creative programming to advance environmental awareness, ocean literacy, and cross-cultural dialogue. Havini’s engagement with Ocean Space reflects her commitment to these themes, bridging artistic practice with social and ecological advocacy.

The Dante Alighieri Cultural Centre will welcome attendees from 6.00 pm for a 6.30 pm start. Entry costs $20, which includes refreshments. For bookings, interested guests can contact info@dante-alighieri.com.au or call 0401 927 967.

This event offers Brisbane audiences a rare opportunity to engage with a Pacific artist whose work resonates globally while rooted in local, ancestral, and environmental narratives.

Perth Azzurri Appoints Football Manager

Perth Azzurri is taking a significant step to strengthen its off-field operations as the club prepares for a historic merger with the WA Italian Club.

In a move aimed at aligning administrative and operational structures with its on-field ambitions, the club has announced the appointment of Tass Kalo-

girou as its first full-time Football Operations Manager. This newly created role will oversee both junior and senior programs, ensuring the club’s day-to-day operations are as professional and efficient as its teams on the pitch. Kalogirou brings over 16 years of professional experience across three continents, having

worked in a variety of club and academy environments. His career includes roles as Technical Director, Head Coach, and most recently as Administration Officer at Subiaco AFC. This blend of coaching and management experience provides him with a 360-degree understanding of what a championship-winning club requires to thrive, both on and off the field.

“My goal is to support Perth Azzurri in continuing its success while helping position the club as the best in Perth through clear structures and measurable outcomes,” Kalogirou said. In addition to his administrative responsibilities, he will coach the club’s U16 JDL Boys team, maintaining a visible presence on the field while overseeing the broader operational strategy.

Eufemia D’Aspromonte Festa

The St Eufemia D’Aspromonte Festival 2026 in Adelaide once again transformed Flinders Park into a vibrant corner of Calabria, uniting generations of the Italian community and their friends. Held at the state-of-theart Flinders Park Football Club on Hartley Road, the feast day celebration drew families from across metropolitan Adelaide to honour their beloved patron saint and the traditions of their ancestral town in southern Italy.

Organised by the St Eufemia D’Aspromonte Adelaide cultural club, the festival combined religious devotion with a relaxed summer festa atmosphere.

The day featured a convivial program of Italian food, music and socialising, with the committee emphasising hospitality and community spirit. Attend-

ees were greeted with the warm welcome typical of Calabrian gatherings, encouraged to stay, eat and reconnect with paesani they may only see once a year at this event.

Music played a central role, with the St Eufemia d’Aspromonte Festa listed as a public event and supported by live Italian entertainment, including popular local acts. Children played freely around the clubrooms while older members of the community reminisced about village life and the early years of migration to South Australia.

As the organisers noted in their post-event thanks, the 2026 edition was marked by “great fun” and a strong sense of participation, confirming the feast as a cherished date on Adelaide’s Italian cultural calendar.

A Wellington dieci anni dopo la sua scomparsa, Umberto Eco torna al centro del dibattito culturale con “Echoing Umberto Eco”, un incontro dedicato all’eredità intellettuale di uno dei più grandi pensatori italiani del Novecento. L’evento, in programma giovedì 19 febbraio 2026 alle 12.30 presso Unity Books, al 57 di Willis Street, è promosso dall’Ambasciata d’Italia a Wellington in collaborazione con la Victoria University of Wellington e la storica libreria indipendente della capitale neozelandese.

A guidare la conversazione sarà il professor Marco Sonzogni della Victoria University of Wellington, studioso di letteratura e traduzione, che accompagnerà il pubblico in una riflessione sull’opera e sull’influenza di Eco nel panorama culturale contemporaneo. Interverrà anche l’Ambasciatore d’Italia in Nuova Zelanda,

Cristiano Maggipinto, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni italiane per la promozione della cultura e del pensiero critico all’estero. Semiologo, romanziere, filosofo e intellettuale pubblico, Eco ha lasciato un segno profondo non solo con opere celebri come “Il nome della rosa”, ma anche con i suoi saggi sulla comunicazione, i media e il linguaggio. A dieci anni dalla sua morte, il suo lavoro continua a offrire strumenti preziosi per interpretare la complessità del presente.

L’incontro si rivolge a studiosi, lettori e appassionati di letteratura, ma anche a chiunque voglia riscoprire la forza delle idee e il valore del confronto culturale. L’ingresso è libero e aperto a tutti, in un clima di dialogo che promette di far risuonare ancora una volta la voce di Eco nel cuore di Wellington.

Umberto Eco dieci anni dopo

di Maria Grazia Storniolo

Domenica 15 febbraio l’Associazione Abruzzesi di Sydney inaugura il nuovo anno con la prima festa sociale del 2026, accogliendo circa cento partecipanti tra soci e simpatizzanti nella raffinata Michelini Room del Club Marconi. Un appuntamento sentito e partecipato, che conferma ancora una volta il forte legame della comunità abruzzese con le proprie radici e con il tessuto associativo ita-

Annuncio Comunitario

L’Associazione Figli del Grappa invita soci, loro famiglie, amici e paesani a una festa d’autunno, domenica 22 febbraio, ore 11.30, presso la Sala Michelini, Club Marconi, con un abbondante e lussuoso pranzo, lotteria e la musica di Tony Gagliano. Costo biglietto: $85 (pranzo e bevande: vino, birra e soft drink; liquori alcolici a proprie spese). È necessario prenotare entro il 12 febbraio, telefonando a uno dei seguenti numeri:

L. & C. Cafarella 4647 4377

A. Cremasco 9606 6283

G. Favero 9826 1531

G. Morosin 9604 2458

J. Morosin 9620 2168

M. Pellizzari 9606 5820

F. Simonetto 9610 6945

ziandoli per la numerosa partecipazione. Esprime gratitudine al Club Marconi per l’ospitalità e rivolge un sentito ringraziamento agli sponsor Canada Bay Club, Paolo Giammarco, Coluccio Funeral e Sam Guarna Funeral per il costante sostegno alle attività associative.

Un ringraziamento speciale è dedicato alle instancabili lady del comitato – Lucy, Maria, Angelica, Mara e Gay – per l’impegno organizzativo e la dedizione dimostrata. Cipriani saluta inoltre i coniugi Sonego del Club Italia, Gianni Carelli e la moglie dell’Associazione Puglia di Sydney e Pina Kavo, attuale presidente del Coro Abruzzi e già presidente dell’associazione per sette anni, riconoscendone il prezioso contributo alla vita comunitaria.

Il pranzo, preparato e servito con professionalità dallo staff del Club, conquista i presenti per qualità e cura dei dettagli. A rendere ancora più festosa l’atmosfera contribuisce la musica di Michael Riviera che, con il suo vasto repertorio, anima la sala invitando tutti a scendere in pista e a condividere momenti di allegria e convivialità. A sorpresa, si aggiunge l’esibizione canora di Angelo Ruisi, direttore del Club Marconi, che con la sua intensa interpretazione musicale riscuote applausi e apprezzamenti per la magnifica voce, regalando ai presenti un momento emozionante e inaspettato.

lo-australiano. A scandire i momenti ufficiali della giornata è il maestro di cerimonia Maurizio Pagnin, che guida con eleganza e precisione l’apertura dell’evento.

La celebrazione si apre con l’esecuzione degli inni nazionale australiano e italiano, un momento solenne che unisce idealmente le due patrie nel segno dell’identità e dell’integrazione. Subito dopo, i presenti osservano un minuto di silenzio in memoria dei soci scomparsi nel 2025: un gesto carico di rispetto e commozione, che testimonia il valore umano e familiare dell’associazione.

Tra le autorità presenti per il Club Marconi figurano il Presidente Morris Licata, Tony Paragalli e Angelo Ruisi, a conferma della vicinanza e del sostegno del sodalizio alla comunità abruzzese.

Prende quindi la parola il presidente del Club Marconi, Morris Licata, che porge un caloroso saluto ai presenti, ringraziando l’Associazione Abruzzesi per aver scelto ancora una volta il Club Marconi come sede di questo importante appuntamento. Licata sottolinea il ruolo centrale che le associazioni regionali italiane svolgono nel mantenere vive le tradizioni e nel rafforzare lo spirito comunitario.

A seguire interviene il presidente dell’Associazione Abruzzesi, Divo Cipriani, che accoglie con affetto soci e amici ringra-

La giornata si conclude con una ricca lotteria che suscita entusiasmo e partecipazione. Per l’occasione, il presidente Licata dona quattro biglietti per lo spettacolo del 12 luglio al Marconi di Ted Torres, celebre interprete di Elvis Presley, gesto accolto da un caloroso applauso. L’incontro rappresenta non solo un momento conviviale, ma anche un’importante occasione per rafforzare i legami tra generazioni, rinnovare amicizie di lunga data e accogliere nuovi membri nella grande famiglia abruzzese di Sydney. Tra racconti, ricordi del paese d’origine e progetti futuri, si respira un clima di entusiasmo e collaborazione che lascia presagire un anno ricco di iniziative culturali, sociali e solidali. Tra sorrisi, musica e amicizia, la prima festa dell’anno dell’Associazione Abruzzesi di Sydney si chiude nel segno dell’unità e della continuità.

Una famiglia di partecipanti alla festa degli Abruzzesi
Angela Cavasinni al tavolo con le amiche
Il tavolo dei coniugi Paragalli e Imola con gli amici
Coniugi Cipriani con M. Licata, A. Ruisi, T. Paragalli, coniugi Sonego e Speranza
Angelo Ruisi
Michael Riviera

L'Ambasciatore Nicola Lener incontra i volti del Sistema Italia a Sydney

di Giovanni Testa

Il 13 febbraio 2026, a Sydney, l’Ambasciatore d’Italia incaricato, S.E. Nicola Lener ha incontrato i rappresentanti del Sistema Paese italiano in Australia, illustrando l’impostazione del suo mandato e ribadendo con forza il valore della continuità istituzionale.

Nell'incontro svoltosi presso il Consolato Generale d'Italia, l’Ambasciatore ha sottolineato come il suo incarico si ponga in naturale prosecuzione del lavoro svolto in precedenza, evidenziando che la stabilità e la coerenza dell’azione diplomatica costituiscono un elemento essenziale della credibilità dell’Italia, anche a livello internazionale.

Nel suo intervento, Lener ha richiamato l’attenzione sull’elevato grado di integrazione della comunità italiana in Australia, ormai pienamente inserita nel contesto economico, sociale e culturale del Paese. Si tratta di una realtà che

supera l’immagine tradizionale delle comunità di antico insediamento, distinguendosi oggi per dinamismo, professionalità e capacità di contribuire attivamente

allo sviluppo delle relazioni bilaterali. Questa integrazione avanzata rappresenta una risorsa strategica per rafforzare la presenza

dei flussi commerciali, culturali e istituzionali. L’Ambasciatore ha riconosciuto il ruolo fondamentale svolto da tutte le organizzazioni italiane operanti sul territorio au-

straliano, che con il loro impegno quotidiano contribuiscono a consolidare l’immagine e l’influenza dell’Italia. L’aumento delle relazioni e delle opportunità di scambio comporta infatti una crescita delle responsabilità e delle potenzialità di tutti gli attori coinvolti, chiamati a operare in modo coordinato e complementare.

Nel corso delle riflessioni conclusive, Lener ha assicurato il pieno sostegno dell’Ambasciata alle iniziative e alle attività promosse dal Sistema Paese, ribadendo la volontà di rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali e di proiettare un’immagine moderna, credibile e attuale dell’Italia.

Ha infine evidenziato come la forza della presenza italiana in Australia derivi dalla collaborazione tra istituzioni, organizzazioni e comunità, sottolineando l’importanza di fare sistema per perseguire obiettivi comuni a beneficio di tutti i connazionali

The Heart of Five Dock Celebrates Passata Day to Honour Sicilian Heritage

Five Dock came alive this weekend with the sights, sounds, and aromas of Italy, as the community gathered to celebrate the beloved Italian tradition of

passata making. The event, held in the heart of Five Dock Square, was a collaboration between Sicilian Food Tours and the City of Canada Bay Council, bringing to-

gether locals for a day steeped in culture, nostalgia, and culinary delight.

From early morning, the square in front of Coles was transformed into a bustling hub of activity. The air was filled with the rich, comforting scent of tomatoes simmering, while a DJ spun classic Italian tunes that kept the crowd energized and smiling. Children ran between the stalls, faces dotted with red stains from freshly crushed tomatoes, echoing memories of traditional family gatherings that have been passed down through generations.

At the centre of the festivities was Carmel Ruggeri, whose passion and dedication made the event possible. Ruggeri, who grew up helping her family make passata, brought the age-old practice to life on the streets, teaching locals how to prepare the tomato puree from scratch. “Who would have thought that after years of trying to escape making passata with my parents, I’d end up teaching it to the community?” she said with a laugh.

Guests had the chance to learn the full process, from crushing heirloom tomatoes provided generously by JD Providore, to bottling and seasoning the fresh passata.

Many bottles were also given away, allowing participants to take home a taste of authentic Italian tradition. In addition to passata, the event featured a variety of Italian treats available for purchase, including the festa favourite Mustazzoli, delighting both the young and the young at heart.

The event was more than just a cooking demonstration—it was a celebration of memory and heritage. Attendees reminisced about the sights and sounds of traditional passata-making days: the high stacks of tomatoes, the rhythmic turning of the machine, and the playful chaos of children and grandparents alike. For many, it was a rare opportunity to reconnect with a practice that has become less common but is deeply cherished.

City of Canada Bay Councillor

representatives and Sydney Metro were also on hand, highlighting the importance of community-driven cultural events that strengthen local ties. “It takes one person with heart, with nostalgia in their veins and tradition in their hands, to bring a day like this back to life,” Ruggeri said, reflecting on the spirit of the day. By the afternoon, the square buzzed with joy, laughter, and the unmistakable taste of freshly made Italian passata. Sicilian Food Tours’ initiative reminded everyone why traditions endure—not just through recipes, but through the stories and memories shared across generations.

Passata Day in Five Dock was a celebration of food, family, and heritage—a testament to the enduring power of Italian culture in Sydney’s community.

dell’Italia e sostenere la crescita

Le Penne Nere di Sydney preparano il Tesseramento

Domenica 8 marzo 2026, la comunità italiana di Sydney si prepara a un evento che va ben oltre il semplice raduno: l’Associazione Nazionale Alpini – Sezione Sydney invita tutti i suoi soci, simpatizzanti e amici a partecipare alla tradizionale Giornata del Tesseramento, un’occasione preziosa per consolidare legami, condividere esperienze e rinnovare l’impegno verso i valori che da sempre caratterizzano il mondo alpino. L’appuntamento è fissato al Wests Ashfield Leagues Club, in 115 Liverpool Road, Ashfield, a partire dalle ore 11.30.

“Invito tutti i soci, i simpatizzanti e quanti si riconoscono nei valori alpini a partecipare al tesseramento. Sarà un’occasione preziosa per rafforzare i legami tra noi, condividere esperienze e sostenere la comunità”, dichiara il Presidente Giuseppe Querin, sottolineando come ogni adesione rappresenti non solo un contributo economico, ma un segnale concreto di partecipazione e appartenenza. La sottoscrizione della quota associativa di $40 è fondamentale per mantenere attiva la propria posizione all’interno dell’Associazione e testimonia il legame di ciascun Alpino con la storia e lo spirito del sodalizio.

La Giornata del Tesseramento non è solo un momento burocratico: è un rito di comunità, un’occasione per ritrovarsi, confrontarsi e pianificare insieme il futuro. Alle 12.00 seguirà l’Assemblea generale, durante la quale saranno confermate le nuove cariche, discusse le iniziative già intraprese e delineati i progetti futuri. Questo momento di confronto democratico permette di celebrare i successi passati, analizzare le sfide affrontate e rafforzare la coesione interna della sezione, mantenendo sempre lo sguardo rivolto alla crescita della comunità italiana e al consolidamento dei valori alpini a Sydney.

“Ogni Alpino, ogni simpatizzante e ogni amico è chiamato a partecipare, contribuire e costruire insieme una comunità viva e solida, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici e tradizioni”, aggiunge Querin. L’evento rap-

Primo incontro Italian Made Social Motor Club

di Alessandro di Rocco

Una domenica mattina segnata dalla pioggia non ha scoraggiato l’entusiasmo dei soci dell’Italian Made Social Motor Club, che l’8 febbraio si sono ritrovati in 137 tra membri e famiglie per la tradizionale colazione annuale dedicata alla raccolta delle tessere associative. La location scelta per l’edizione 2026 è stata Industrial Harvest, punto di riferimento per eventi conviviali nella zona di Eastern Creek.

presenta dunque un vero e proprio incontro generazionale, in cui la passione e la dedizione dei membri si trasformano in azioni concrete a beneficio di tutti.

La giornata si concluderà con un pranzo conviviale, al costo di $80 a persona (bevande alcoliche escluse), occasione per rafforzare l’amicizia e celebrare lo spirito di solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. La prenotazione entro il 1° marzo è fondamentale per garantire una gestione ordinata e sicura della giornata, assicurando a tutti i partecipanti un’esperienza piacevole e ben organizzata. Per prenotazioni e informazioni, i punti di riferimento sono Giuseppe Querin, Carlo Lavicoli e Paolo Zanchetta. Chi non potrà essere presente di persona ha comunque la possibilità di rinnovare la propria adesione tramite bonifico bancario, inviando la ricevuta via email a sydney@ana.it

. In cambio, riceverà il bollino associativo, simbolo tangibile di appartenenza e continuità, che rappresenta l’impegno personale verso l’Associazione e la comunità.

La Giornata del Tesseramento non è dunque un semplice appuntamento amministrativo: è la testimonianza di una comunità viva, orgogliosa e solidale, che si ritrova, condivide valori e sogna insieme. In un mondo che corre veloce, questi momenti ricordano quanto siano importanti identità, memoria, solidarietà e partecipazione. Gli Alpini di Sydney lo fanno con orgoglio, fedeltà e il calore di chi sa che ogni incontro è un tassello della grande storia dell’Associazione.

Come conclude il Presidente Querin: “Partecipare significa essere parte di qualcosa di più grande di noi stessi, significa contribuire, condividere e costruire insieme una comunità che guarda al futuro, pur rimanendo profondamente radicata nelle proprie origini”.

La Giornata del Tesseramento sarà quindi non solo un momento di iscrizione, ma un vero e proprio evento di festa, unità e celebrazione dei valori alpini nella comunità italiana di Sydney.

Fin dalle prime ore del mattino, il parcheggio del ristorante si è trasformato in una vera e propria esposizione a cielo aperto di eccellenze automobilistiche italiane. Una dopo l’altra, vetture sportive e modelli iconici hanno fatto il loro ingresso, regalando ai presenti uno spettacolo di design e ingegneria che solo il Made in Italy sa offrire. Cromature lucenti, linee eleganti e motori rombanti hanno catturato l’attenzione di grandi e piccoli, confermando ancora una volta la passione che unisce i membri del Club.

Nonostante il tempo incerto, i soci sono arrivati con il sorriso, un sano appetito e la voglia di gustare un ottimo caffè, gentilmente offerto dal Club. La giornata è iniziata con un brindisi speciale: un Prosecco omaggio ha dato il via ufficiale all’incontro, accompagnato dagli auguri di un felice e prospero anno nuovo rivolti a tutti i presenti.

A seguire, il Presidente John Di Rocco ha preso la parola per un breve ma sentito discorso di benvenuto. Ha ringraziato i soci per la partecipazione numerosa e per il costante sostegno alle attività associative, sottolineando con entusiasmo il calendario già ricco di appuntamenti in programma per il 2026. Raduni, eventi sociali e iniziative benefiche animeranno i prossimi mesi, in un anno che si preannuncia davvero grandioso per il Club.

Il personale dell’Industrial Harvest ha contribuito in modo determinante al successo della mattinata, offrendo un servizio impeccabile e un’accoglienza calorosa che hanno reso l’atmosfera ancora più piacevole.

Colazioni abbondanti e curate nei dettagli hanno soddisfatto tutti i palati, favorendo momenti di convivialità e dialogo tra i partecipanti.

Grande entusiasmo ha susci-

tato anche la tradizionale lotteria del Club, che ha creato un’atmosfera carica di aspettativa e divertimento. Numerosi i premi in palio e altrettanti i vincitori sorridenti.

I fondi raccolti durante l’iniziativa saranno destinati a sostenere le attività future dell’associazione e a supportare enti di beneficenza nel corso dell’anno,

confermando l’impegno solidale che contraddistingue il sodalizio.

La colazione annuale si è così conclusa con la promessa di un anno ricco di attività e nuove opportunità per rafforzare i legami tra soci e famiglie, nel segno della passione per le auto italiane e dello spirito di comunità che anima l’Italian Made Social Motor Club.

Teacher Makes History at T20

A local teacher is making headlines on the international stage. Mr Justin Mosca, of Sacred Heart Catholic Primary School in Cabramatta, is representing Italy at the T20 Cricket World Cup in India and Sri Lanka.

Last night, Italy celebrated its first-ever tournament win, with Mr Mosca and his brother delivering a stellar performance—together hitting eight fours and nine sixes to secure a thrilling

victory over Nepal.

The Mosca brothers, both alumni of All Saints Catholic College, Liverpool, have brought pride to their schools and the wider community. Their historic achievement highlights not only their sporting talent but also the inspiring example they set for students. Italy will continue its campaign in the tournament, with fans and supporters cheering on every boundary.

Fairfield Backing Businesses to Build Future

Fairfield City is doubling down on support for small businesses, recognising their vital role in driving jobs, innovation, and community growth. With 90% of the City’s 18,000 businesses classified as small enterprises, these firms collectively provide more than 69,000 local jobs, highlighting the area’s entrepreneurial spirit.

Mayor Frank Carbone said small businesses were “the heartbeat of our community.” He added:

“They create jobs, bring people together, and help drive innovation. We are committed to giving them the tools and resources they need to succeed and grow.”

One of the Council’s flagship initiatives is Fairfield City HQ, a

Dalla Pozza nel programma emergenti Football del QLD

Al Meakin Park Sports Club di Slacks Creek, nel Queensland, c’è anche un pezzo d’Italia che continua a crescere e a lasciare il segno. È quello rappresentato da Davide Dalla Pozza, oggi impegnato in un ruolo di prestigio all’interno del Football Queensland Emerging Program, un traguardo che racconta una storia di impegno, pazienza e passione.

Arrivato in Australia dieci anni fa, Dalla Pozza guarda oggi al proprio percorso con un misto di gratitudine e orgoglio. All’epoca, indossare la maglia di Football Queensland sembrava un sogno lontano; oggi è una realtà concreta, vissuta quotidianamente sul campo e nello sviluppo dei giovani talenti.

Un cammino costruito pas-

so dopo passo, fatto di sacrifici, studio e dedizione totale al calcio. Accanto a Sam Kim, Davide contribuisce alla crescita della nuova generazione di calciatori, portando competenze tecniche ma anche valori fondamentali come disciplina, rispetto e spirito di squadra. Il suo lavoro si inserisce in un contesto sportivo in continua evoluzione, dove il calcio nel Queensland sta trovando sempre più spazio e riconoscimento.La sua storia è l’esempio di come il calcio possa diventare un ponte tra culture diverse, trasformando un sogno personale in un’opportunità concreta per tanti giovani. Un percorso che parte da lontano, ma che oggi guarda con fiducia al futuro.

dedicated business hub offering co-working spaces, tech-enabled meeting rooms, creative recording studios, and tailored mentoring programmes. The hub is designed for start-ups, emerging entrepreneurs, and established operators, providing a space to collaborate, network, and develop new ideas. Local business owners are encouraged to explore the full range of support at Fairfield City Business.

The Council also continues to celebrate local business excellence through the Fairfield City Local Business Awards. Finalists and winners gain public recognition, helping attract customers and grow their profiles. Nominations are now open, and residents are urged to vote for their favourite enterprises via the awards website.

This year, Council is also shining a spotlight on The Canleys Special Entertainment Precincts, cultural and entertainment hubs in Canley Heights and Canley Vale. These precincts support extended trading hours, live music, and a bustling night-time economy, energising local streets, creating jobs, and providing new opportunities for businesses. “These precincts are transforming our City after dark,” Mayor Carbone said. “They draw visitors, support local jobs, and give our community more reasons to enjoy Fairfield’s vibrant precincts.”

By combining business support with cultural and entertainment initiatives, Fairfield City is cultivating a thriving local economy while enhancing the quality of life for residents. Council’s approach blends practical assistance with high-profile recognition, ensuring businesses have access to training, mentoring, and collaborative spaces while celebrating achievements through awards and community engagement.

“Supporting small businesses is about more than economics,” Mayor Carbone said. “It’s about building a community where businesses flourish, families enjoy lively precincts, and Fairfield remains a great place to live, work, and invest.”

With ongoing Council support, Fairfield City aims to continue its growth as a hub for entrepreneurship, culture, and innovation, creating opportunities for businesses, energising local streets, and strengthening the community for years to come.

Murale che unisce

comunità

e speranze a Summer Hill

Non è solo un’opera d’arte, ma un abbraccio dipinto sui muri di casa. Al 48 di Moonie Street, a Summer Hill, il murale “Where Cultures Bloom” racconta una storia di vicinanza e solidarietà tra australiani e ucraini. A realizzarlo è stato l’artista di fama internazionale Tom Gerrard, nell’ambito del progetto Perfect Match, trasformando l’abitazione dell’australiano di origini ucraine Daniel Harasymiw in un simbolo visibile di unità. Il titolo – “Dove le culture fioriscono” – è già un messaggio chiaro: l’Inner West è una comunità fatta di intrecci, radici diverse che convivono e crescono insieme. In un quartiere noto per la sua identità multiculturale, l’opera diventa un punto di incontro, un invito a non restare indifferenti. Daniel Harasymiw, infatti, è attivamente impegnato nel mantenere viva

l’attenzione sulla drammatica situazione in Ucraina, ricordando a tutti la lotta per la libertà e la sopravvivenza di un popolo.

Il programma Perfect Match, sostenuto dall’Inner West Council e dal sindaco Darcy Byrne, ha già portato oltre 170 opere d’arte tra le strade del territorio, consolidando la reputazione dell’area come vera capitale australiana della street art. Ma più dei numeri conta l’impatto umano: ogni murale nasce dalla collaborazione tra artisti e residenti, rafforzando il senso di appartenenza.

A Summer Hill, questo nuovo lavoro non decora soltanto una parete. Ricorda che una comunità è forte quando sa farsi solidale, quando trasforma il dolore lontano in consapevolezza condivisa e quando sceglie, insieme, di far fiorire la speranza.

We're cheering Italia! Italia! at

the Europa Film Festival

Europa! Europa! Is an annual Film Festival running from the 19th February to 19th March. Organisers are screening 43 films from 22 countries representing the finest filmmaking talent of a diverse continent to screens in Melbourne, Sydney, Brisbane, Hobart and Auckland. There are 8 Italian films on offer including ‘Below The Clouds’ (Sotto le nuvole) is a Documentary that offers a portrait of the city of Naples. The film presents fragments of the daily lives of the people who live and work in the city. Also included is a Michelangelo Antonioni retrospective including a 1960 film touted as one the greatest films ever produced. ‘L’Avventura’ is a winner of the Cannes Jury prize and the work that launched film maker Antonioni and muse, Monica Vitti into

international stardom.

Also in this retrospective, punters are treated to one of Stanley Kubrik’s favourite films, ‘La Notte’ which again pairs Antonioni and Vitti in a visual and composition masterpiece that also boasts Marcello Mastroinanni as the lead.

Lastly in the trilogy is L’eclisse starring Alain Delon starring opposite Vitti, while Antonioni’s first colour film, ‘Red Desert’ takes, Vitti’s character through a psychological deterioration in a comment on industrial malaise. Melbourne viewers can enjoy Pierfrancesco Favino in the comedic, ’My Tennis Maestro’, while agricultural drama, ‘Trifole’ rounds out the festival's Italian selections.

Europa session times are available online with screenings in your capital city.

Picnic GIA a Pioneers Park

Circa cinquanta famiglie

hanno partecipato domenica 15 febbraio al Picnic per Famiglie Italiane e Italo-Australiane, organizzato al Pioneers Memorial Park a partire dalle ore 11.00. Un appuntamento pensato per favorire l’incontro tra famiglie, in particolare con bambini, in un clima informale e all’aria aperta.

Malgrado il tempo non fosse dei migliori, il parco si è animato fin dalla mattinata con coperte stese sul prato, gruppi di genitori intenti a conversare e bambini coinvolti nelle attività ricreative. Molto apprezzato il truccabimbi, che ha regalato sorrisi e volti colorati ai più piccoli, insieme ai giochi di gruppo e ai momenti di animazione che hanno scandito la giornata.

Non è mancato il momento conviviale: per i partecipanti sono state offerte pizza, frutta fresca e dolci, contribuendo a creare un’atmosfera accogliente e familiare, nel segno della tradi-

zione italiana.

L’evento, gratuito con registrazione obbligatoria, si è svolto in modo ordinato e partecipato. Determinante il lavoro organizzativo dell’Giovani Italiani Australia (GIA), che ha curato ogni dettaglio logistico, garantendo la buona riuscita dell’iniziativa.

Soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Musmeci Catania, tesoriere di GIA, che ha dichiarato: «Un grazie a quanti sono giunti numerosi all’evento». Il rappresentante dell’associazione ha sottolineato come la partecipazione attiva delle famiglie rappresenti un segnale incoraggiante per il futuro, evidenziando l’importanza di creare occasioni di incontro semplici ma significative.

L’obiettivo, ha spiegato, è continuare a promuovere iniziative che coinvolgano le nuove generazioni e rafforzino il senso di appartenenza alla comunità italiana e italo-australiana di Sydney.

Amici dell’Illawarra festeggiano San Valentino

di Maria di Carlo

Sabato 14 febbraio, l’associazione “Gli Amici dell’Illawarra” ha celebrato il giorno di San Valentino in un clima di amicizia e serenità presso il Fraternity Club di Fairy Meadow. Un appuntamento semplice ma sentito, che ha riunito 27 membri per condividere insieme il pranzo dedicato alla festa degli innamorati, arricchito da decorazioni curate e un’atmosfera speciale.

L’incontro si è svolto in un’atmosfera accogliente e conviviale. I partecipanti hanno iniziato il pranzo con gustose pizze, apprezzate per la loro varietà e qualità, per poi proseguire con un piatto a scelta dal menù à la carte del rinomato club. Un momento gastronomico che ha saputo soddisfare tutti i palati, offrendo l’occasione per conversazioni spensierate, sorrisi e ricordi condivisi, accompagnati da buona musica, piacevoli chiacchiere e un clima di allegria contagiosa.

A rendere ancora più speciale la giornata è stato un gesto simbolico ma significativo: ogni convenuto ha ricevuto un piccolo cuore di cioccolato, segno di amore e felicità.

Per le coppie presenti si è trattato di un dolce omaggio carico di significato, un gesto semplice ma capace di esprimere affetto e complicità.

Anche per chi ha partecipato come single, il cuore di cioccolato ha rappresentato un simbolo di amicizia e di legame sincero all’interno del gruppo, creando

un senso di inclusione, calore umano e partecipazione per tutti.

Il pranzo si è concluso con un ottimo caffè, sorseggiato tra chiacchiere e risate, suggellando un pomeriggio trascorso all’insegna della buona compagnia.

In un mondo che spesso corre veloce, momenti come questi ricordano l’importanza di fermarsi e dedicare tempo alle relazioni umane, coltivando legami autentici, duraturi e profondamente significativi.

San Valentino, al di là del suo significato romantico, è diventato negli anni anche un’occasione

per celebrare l’amicizia e la solidarietà. Gli Amici dell’Illawarra hanno saputo interpretare questa ricorrenza in modo genuino, trasformandola in un’opportunità per rafforzare lo spirito associativo e la coesione del gruppo. In fondo, l’amore non è soltanto quello tra due persone, ma è anche quello che unisce una comunità, fatto di rispetto, condivisione, presenza reciproca e piccoli gesti quotidiani. E proprio questo spirito ha reso indimenticabile la giornata del 14 febbraio, lasciando ricordi calorosi, e sorrisi duraturi.

Ferrari Luce un'elettrica ai pulsanti con il tocco d'Australia

Ferrari sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia con la Luce, la sua prima vettura completamente elettrica. L’abitacolo della Luce segna un deciso ritorno ai pulsanti fisici e agli interruttori tradizionali, abbandonando in parte i touchscreen che in passato avevano sollevato critiche per la loro complessità d’uso.

La nuova cabina è il risultato di una collaborazione internazionale: da una parte Sir Jony Ive, ex capo del design Apple e fondatore dello studio indipendente LoveFrom, dall’altra l’australiano Marc Newson, celebre designer industriale di fama mondiale.

Il nome della vettura, “Luce”, richiama il concetto di luce e trasparenza, anticipando un design interno luminoso, minimalista e orientato all’esperienza tattile. Il progetto, spiegano da Ferrari, ha avuto completa libertà creativa sin dall’inizio, con l’obiettivo di coniugare eleganza, funzionalità e tecnologia avanzata, offrendo ai conducenti un abitacolo intuitivo e piacevole da vivere.

La Luce rappresenta così un equilibrio tra tradizione e innovazione: pulsanti fisici, metallo e vetro si affiancano a schermi

OLED e superfici digitali, ma senza sacrificare il piacere di guida tipico del Cavallino Rampante. Il volante della Luce è un omaggio ai modelli classici degli anni ’50 e ’60: una corona sottile in pelle con tre razze in alluminio riciclato, leggera di 400 grammi rispetto a un volante standard, con solo due pulsanti integrati per gli indicatori di direzione. Tutte le altre funzioni, come Manettino, luci e tergicristalli, sono state spostate su moduli “satellite”, montati in modo da risultare immediatamente accessibili senza distogliere lo sguardo dalla strada. Ferrari ha curato ogni dettaglio: il suono e la sensazione tattile di ciascun pulsante sono stati calibrati tramite oltre 20 test con piloti ufficiali, per garantire un feedback armonioso e intuitivo.

Il cruscotto OLED, montato sulla colonna dello sterzo, si ispira agli strumenti analogici tradizionali. Tre cerchi in alluminio richiamano gli indicatori classici e ospitano un display digitale che integra un “multigraph” analogico, capace di mostrare ora, cronometro, bussola e indicatore di launch control, il tutto attraverso

lancette in alluminio anodizzato e un vetro Corning resistente e trasparente. L’obiettivo è fornire informazioni essenziali senza rinunciare all’eleganza e al fascino dei quadranti tradizionali.

Tra i sedili anteriori, il pannello centrale ospita il sistema di infotainment e i controlli principali: climatizzazione, velocità delle ventole, sedili riscaldati o ventilati, volume e pulsanti per funzioni chiave. Il pannello è montato su un giunto sferico che permette di inclinarlo verso il conducente o il passeggero, mentre un poggia-palmo migliora il comfort e l’ergonomia durante l’uso. La scelta di pulsanti fisici risponde a una critica ricorrente: i comandi touchscreen dei modelli precedenti risultavano poco intuitivi e distraenti. Con la Luce, Ferrari promette un’interazione naturale, “senza guardare” i comandi.

Il cambio della Luce è un altro esempio di innovazione: realizzato in vetro Corning Fusion5, presenta fori tagliati al laser e riempiti d’inchiostro con precisione micrometrica. Secondo Ferrari, si tratta di un processo unico nel settore automobilistico, che garantisce uniformità e una qualità percepita superiore. Anche qui, la combinazione di materiali moderni e lavorazioni artigianali riflette la filosofia della vettura: tecnologia all’avanguardia senza rinunciare alla bellezza e alla tattilità.

Sul piano tecnico, la Luce non delude le aspettative. È equipaggiata con quattro motori elettrici, uno per ciascuna ruota, che erogano oltre 1000 cavalli in modalità boost. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede appena 2,5 secondi, mentre la velocità massima supera i 310 km/h. La bat-

teria da 122 kWh, operante a 880 volt, garantisce un’autonomia di circa 530 km, con ricarica rapida DC fino a 350 kW, compatibile con le più recenti infrastrutture di ricarica.

La collaborazione con LoveFrom e Marc Newson non ha riguardato solo l’interno: si ritiene che anche l’esterno della Luce, una quattro porte hatchback a quattro posti, sia stato influenzato dallo studio internazionale, sebbene il design definitivo sarà svelato solo a maggio. L’approccio conferma la volontà di Ferrari di innovare senza tradire l’eredità estetica e tecnica del marchio,

unendo ergonomia, materiali pregiati e tecnologia di avanguardia.

Con la Luce, Ferrari non si limita a entrare nel mercato delle auto elettriche: ridefinisce l’esperienza di guida, riportando pulsanti, sensazioni meccaniche e interazione diretta al centro dell’attenzione. Il risultato è una vettura che combina prestazioni estreme, eleganza senza tempo e un approccio futuristico alla mobilità elettrica, con un tocco di design australiano e britannico destinato a segnare un nuovo standard nel settore delle supercar.

Cos’è e quando ha inizio la Santa Quaresima?

A partire da domani, la Chiesa Cattolica inizierà a vivere la Quaresima, che nel 2026 avrà inizio, infatti, il 18 febbraio con il Mercoledì delle Ceneri e si concluderà il Giovedì Santo, il 2 aprile, prima della Messa in Coena Domini.

Secondo la Conferenza Episcopale Italiana, la Quaresima “è il tempo liturgico stabilito dalla Chiesa per prepararci alla festa della Pasqua”. In questo periodo si intensificano la preghiera, l’elemosina e il digiuno, accompagnati dall’ascolto della Parola di Dio, la conversione e la riconciliazione.

L’Enciclopedia Cattolica spiega che il termine Quaresima deriva dal latino quadragesima, che significa “quaranta giorni” o, più letteralmente, il “quarantesimo giorno”.

L’Opus Dei ricorda che, nel momento dell’imposizione della cenere sulla fronte dei fedeli in segno di croce, il sacerdote pronuncia due frasi che richiamano il senso profondo della Quaresima e la consapevolezza che la nostra vera patria è il Cielo: «Convertiti e credi al Vangelo» e «Ricordati che sei polvere e in

polvere ritornerai». Sono parole che invitano alla conversione, alla fede e alla memoria della propria fragilità.

La Costituzione Sacrosanctum

Concilium sulla sacra liturgia afferma che la catechesi quaresimale deve approfondire il tema del peccato e della penitenza. Nei fedeli va inculcata, insieme alle conseguenze sociali del peccato, la natura stessa della penitenza, intesa come rifiuto del peccato in quanto offesa a Dio. Inoltre, non va trascurata la partecipazione della Chiesa all’azione penitenziale e si deve insistere sulla preghiera per i peccatori.

La Istruzione Generale del Messale Romano stabilisce alcune norme precise per il tempo di Quaresima: il Gloria non si canta né si recita ad alta voce; al posto dell’Alleluia si proclama il versetto che precede il Vangelo indicato nel Lezionario.

È anche proibito adornare l’altare con fiori, eccetto la Domenica Laetare, le solennità e le feste; il colore liturgico è il viola, mentre il rosa è ammesso solo nella Domenica Laetare.

Il Codice di Diritto Canonico prescrive per il Mercoledì delle

Ceneri il digiuno e l’astinenza. Il digiuno è obbligatorio dai 18 ai 59 anni, mentre l’astinenza dall’uso della carne è obbligatoria a partire dai 14 anni e va osservata ogni venerdì dell’anno, salvo le solennità. Durante la Quaresima è tradizione promuovere la Via Crucis, composta da 14 stazioni che ripercorrono la Passione e la Morte di Cristo; talvolta si aggiunge una quindicesima stazione dedicata alla Risurrezione.

Nel corso degli ultimi decenni, i Pontefici hanno vissuto la Quaresima come un tempo privilegiato di penitenza, ascolto della Parola e testimonianza pubblica, offrendo indicazioni concrete attraverso gesti, celebrazioni e messaggi.

Con Papa Leone XIV la Quaresima si caratterizza per un forte impegno pastorale e di vicinanza alle comunità. Ogni domenica visita una diversa parrocchia di Roma, celebrando l’Eucaristia come segno di cammino condiviso verso la Pasqua. Incontra inoltre il clero diocesano in momenti di ascolto e dialogo, rafforzando la corresponsabilità, e propone messaggi di preghiera, riflessione e impegno sociale in continuità con i suoi predecessori.

Papa Francesco presiedeva il Mercoledì delle Ceneri, spesso con una processione penitenziale, e teneva catechesi incentrate su misericordia, conversione e carità concreta. Guida gli Esercizi spirituali della Curia romana, compie gesti simbolici verso i poveri e presiede la Via Crucis al Colosseo il Venerdì Santo.

Papa Benedetto XVI ha vissuto la Quaresima come tempo di approfondimento teologico e spirituale, con omelie radicate nella Scrittura, attenzione al digiuno come educazione alla libertà interiore e forte richiamo alla conversione del cuore.

San Giovanni Paolo II ha dato alla Quaresima una dimensione pastorale e missionaria, collegando penitenza e dignità umana e partecipando, anche negli anni della malattia, alla Via Crucis.

Giovanni Paolo I, pur nel suo breve pontificato, valorizzò la Quaresima come ritorno all’essenziale, con uno stile semplice e catechetico. Paolo VI, infine, applicò le indicazioni del Concilio Vaticano II, promuovendo una Quaresima interiore e comunitaria, legata alla responsabilità sociale.

di Rino Cammilleri

@La NuovaBQ

Tanto di cappello a Zichichi, mio conterraneo e uomo tutto d'un pezzo. Credente, antidarwinista e, soprattutto, senza remore a farlo sapere a tutti, cosa che – lo sapeva benissimo – gli vietava il Premio Nobel. Tuttavia, alle sue finali dichiarazioni circa la Scienza, un mezzo sorrisetto mi ha increspato le labbra.

Sì, perché, da un punto di vista psicologico, non si può pretendere che uno che ha dedicato tutta la – lunga – vita alla Scienza non ne sia innamorato. Né si può pretendere che un grande della Fisica sia altrettanto ferrato in Storia. Normale: non sono più i tempi in cui un Giotto poteva passare dal dipingere pecore a costruire campanili.

Ormai, la superspecializzazione produce luminari in un campo, che il più delle volte, negli altri, non sanno più di un normale cittadino. Certo, in un tempo, il nostro, in cui basta essere famosi per venire intervistati anche sui massimi sistemi filosofici (pensiamo alla Hack o alla Mannoia), l'ipse dixit talvolta viene attribuito a un rapper. Perciò, l'insistita affermazione del compianto Zichichi sulla Scienza che, se trionfasse una buona volta, non ci sarebbero più guerre, fa appunto sorridere. La Scienza ha combattuto fin dai tempi in cui ci si è accorti che le spade di ferro spezzavano quelle di bronzo. Poi l'acciaio, poi le sempre più sofisticate macchine d'assedio, poi il “fuoco greco”, poi la polvere da sparo. Lo stesso Leonardo impiegava più tempo a progettare marchingegni bellici che ad altro. Il secolo “scientifico” fu l'Ottocento. E infatti, nella Guerra di Secessione americana la Scienza scese in campo alla grande: sommergibili, palloni aerostatici, fucili a ripetizione, mitragliatrici eccetera.

La Grande Guerra esordì coi gas asfissianti, roba “scientifica”: poi si misero d'accordo per bandirli solo perché si accorsero che quando il vento cambiava li riportava addosso a chi li aveva sparati. Tutto il mondo “scientifico” moderno si basa sull'ultima guerra mondia-

le. Gli inglesi, isolani sempre terrorizzati da un'invasione, cominciarono a bombardare a tappeto le città tedesche per demoralizzare le popolazioni e sfiduciarle del regime. La Germania, che non aveva bombardieri pesanti in grado di ricambiare, escogitò le V1 e V2. Ponendo così le basi dell'attuale astronautica. La bomba atomica, sui civili, completò l'opera.

L'allunaggio americano del 1969? Fu per impedire che i sovietici ci arrivassero per primi e ne facessero una base. Militare. Mentre scrivo siamo completamente circondati da satelliti, dei quali le esigenze meteo e di comunicazione sono solo una parte, l'altra è top secret ma non si fatica a immaginare quale sia. Ovviamente non è la Scienza ad essere guerrafondaia, ma il Peccato Originale. Il genocidio in Rwanda nel 1994 venne perpetrato con coltelli e machete, senza scomodare la Scienza. Nel Giappone c.d. feudale (un feudalesimo che durò tutta la sua storia, fino alla modernizzazione provocata dalle cannoniere americane a metà Ottocento) erano frequenti le rivolte di contadini, i soli a lavorare (tutti gli altri erano signori e samurai, “servitori”). Privi di diritti e carichi di doveri, ogni tanto esplodevano. A un certo punto il governo trovò la soluzione: in ogni villaggio doveva esserci un solo coltello, uno solo, legato a un palo al centro del villaggio. Chi aveva bisogno di tagliare qualcosa doveva andare lì. Fu così che i contadini svilupparono le tecniche di combattimento che oggi mandano in visibilio i fans di arti marziali: il famoso lun-chako (due brevi bastoni uniti da una catena, di cui il mitico Bruce Lee era maestro) non era altro che l'attrezzo per battere il riso.

Insomma, la Scienza è solo uno strumento, non la panacea: puoi farci l'aspirina o il napalm, sei tu a scegliere, tu o quelli che hanno una dose di Peccato Originale maggiore della tua.

P.s. Non era stata la Scienza (dell'epoca) a suggerire ai nazisti che il mondo sarebbe stato un posto migliore senza le “razze inferiori”?

Pace figlia della scienza?

Martina Attili, la romana a “La Scuola d’italia” in America

La cantautrice romana, con ruoli sia per la RAI che per MEDIASET ha partecipato alla trasmissione X Factor con la canzone “Cherofobia”. Ha recitato nella serie televisiva per ragazzi Jams, stagioni 2-4 e Special, Rai Gulp. Ora negli States per la Scuola d’Italia di New York e Radio Hofstra University.

di Ketty Millecro

Come una ventata di primavera, l’aria gioviale da ragazzina del 2001 e due bellissimi occhi blu come il mare, si presenta su Zoom-web la cantautriceattrice romana, Martina Attìli.

Dopo la consueta richiesta di registrazione autorizzata e intervista per pubblicazione articolo per varie testate internazionali, le chiediamo uno short-video accordato su YouTube.

Una ragazza dal viso pulito, educata e a modo, Martina comincia a raccontarsi, con la dolcezza di una semplice giovane ancora in tenera età.

L’imput alla carriera artistica le viene dato dai suoi genitori, che sono stati animatori di karaoke, così anche lei sulle loro orme. All’età di tre anni comincia a studiare danza e a sei chiede di essere iscritta ad un centro estivo, che si occupava di formare giovani per un musical, sia come cantante che come attrice. Alle scuole medie i genitori le pagavano lezioni di pattinaggio per ruoli sia per la RAI che per MEDIASET.

Da ragazza modesta afferma di non sentirsi talmente brava da considerarsi arrivata, tuttavia si ritiene più portata per il cantautorato che lo sente più vicino a sè, dove riconosce la sua spontaneità. Ci rivela che solo raramente le avvengono dei blocchi emotivi, ma che in genere riesce ad immortalare momenti e sensazioni della sua vita.

A quattordici anni comincia a comporre canzoni e a sedici partecipa alla trasmissione X Factor 2018 con la canzone “Cherofobia”, la paura di essere felici.

È qui che fa breccia nel cuore di qualche valido critico e da lì inizia la sua carriera professionale. La sua prima ammiratrice è stata la mamma, che ha creduto fortemente in lei e di questo gliene è grata. L’incrocio tra Mar-

Comites di Madrid a Zinecittà

Il Comites di Madrid rafforza la sua missione culturale partecipando ufficialmente all’ottava edizione di Zinecittà, il festival dedicato al cinema italiano nel Nord della Spagna, in programma a Bilbao dal 23 al 28 febbraio.

L’evento, che ospita artisti del calibro di Diodato e l’anteprima del nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia, rappresenta un’occasione unica per promuovere la cultura italiana e avvicinare attivamente la comunità italiana residente, valorizzandone pienamente il contributo.

Il momento clou della partecipazione del Comites sarà martedì 24 febbraio con la

proiezione del documentario Sotto nuovi cieli. Storie di donne italiane in Spagna.

L’opera, prodotta dall’istituzione, racconta le sfide, i successi e le aspirazioni delle donne italiane che hanno scelto la Spagna come nuova casa. Alla proiezione saranno presenti il Presidente Andrea Lazzari e la consigliera Gabriella Lanzilli, insieme ad altri ospiti istituzionali e rappresentanti della cultura.

Il festival, frutto della collaborazione tra il Consolato Generale d’Italia a Madrid, il Comites, la regione Liguria e le istituzioni basche, conferma il cinema come ponte tra culture diverse e diverse tradizioni.

tina cantante e Martina attrice l’ha percepita, quando ha recitato nella serie TV per ragazzi Jams, stagioni 2-4 e Special, Rai Gulp, affrontando temi sociali come il bullismo. Interessante la sua partecipazione alla miniserie “Overacting” nel 2025. Lì racconta con umorismo il mondo del cinema dietro le quinte, descrivendo la vita di un'aspirante attrice. Martina ha, inoltre, partecipato a programmi musicali e televisivi come “Ossigeno” su Rai 3, “Italia Sì” Rai 1 e “Battiti Live” a Italia 1. Grande umiltà mentre dichiara senza vergogna di essere stata solo comparsa in fiction televisivi come “Un medico in famiglia” con Lino Banfi, “L’onore e il rispetto” con Gabriel Garko e “Che Dio ci aiuti!” con Francesca Chillemi. È stato un lavoro che le è servito a farle comprendere la ripetizione delle scene, a rimanere concentrata, a come stare davan-

ti a più telecamere, ad abituarsi alle luci in scena. Nel 2017 ha partecipato alle selezioni di “Area Sanremo” e viene inclusa tra gli otto vincitori. Il singolo “Cherofobia”, che conquista il disco di platino, con milioni di visualizzazioni su YouTube e streaming su Spotify, dà il nome all’ep e al tour di concerti 2019. Martina viene considerata “Testimonial” del Centro Nazionale Contro il Bullismo / Bulli Stop e lavora su nuovi progetti musicali per Sony Music. È tra l’altro ritenuta una brava scrittrice con il suo primo romanzo è stato “Baci amari e musica d’autore”. Collaborazione canora con il noto cantautore PierDavide Carone nell’album “Signorina rivoluzione” e con ”L’uscita degli artisti” un brano nostalgico e “ Samuele” di ritmo vivace e festoso. Martina menziona anche il brano “Occhi blu”, dedicato ad una ragazza che

vuole salutare per l’ultima volta il papà. Se dovesse scegliere le piacerebbe “essere sul palco” con il cantautore italiano Brunori SAS, del quale ammira lo stile. Imminente il viaggio in America su invito di “La Scuola D’Italia”, la più importante ed unica Scuola d’America degli italiani all’estero. Ospite il 27 Febbraio alla Scuola d’Italia al gran Gala 2026 e poi a Radio Hofstra University di New York. Dall’America ci contatta per lei, la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators” AIAE. Josephine è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall'UNESCO, Prima “Radio University in the world”. La giornalista, che è stata organizzatrice in parecchi eventi come ponte culturale con l’Italia, presenterà gli artisti italiani ospiti in USA al suo pubblico radiofonico mondial da New York. Martina Attìli per il futuro si augura di poter scrivere il suo secondo romanzo, di poter pubblicare due singoli prima dell’estate, ma anche di continuare i progetti, che la vedono sullo schermo come attrice. Meditando sugli italiani all'estero, riflette, in particolare, sui sacrifici e sulla grande nostalgia che gli italiani avvertono per la madrepatria. È, per questo che saluta con grande slancio gli italiani dall’Europa, all’America fino all’Australia. L’artista conclude la nostra intervista rivolgendosi a tutti i giovani che lavorano nello spettacolo con un motto incoraggiante, che vuole essere un monito universale: Chi esiste, resiste.

Tricoteuse, quando la storia di una rivoluzione si intreccia con i ferri

di Angelo Paratico Sempre più persone ritornano al lavoro a maglia, anche manager di grosse imprese che stanno riscoprendo i benefici di questa antica arte. E non sempre si tratta di donne, perché lavorare a maglia può aiutare a ridurre l'ansia, può aumentare l'autostima e migliora la concentrazione, stimola la consapevolezza visiva e permette di gestire la rabbia e alleviare la depressione.

L’unica memoria negativa di donne che lavorano a maglia riguarda le famose tricoteuse della Rivoluzione francese. Questo termine è spesso usato per

indicare le donne che sedevano a sostenere i politici più estremi nella Convenzione Nazionale, e partecipavano alle riunioni dei club giacobini e alle udienze del Tribunale Rivoluzionario. Una delle prime insurrezioni dell'era rivoluzionaria fu la Marcia delle donne su Versailles del 5 ottobre 1789. Infuriate per i prezzi elevati dei generi alimentari e sobillate dai giacobini per la carenza di cibo, le donne dei mercati di Parigi marciarono verso la residenza reale del Palazzo di Versailles per protestare. Erano migliaia e le loro richieste di pane furono soddisfatte.

Il re Luigi XVI fu costretto a muoversi e il successo inaspettato della marcia conferì uno status quasi mitico alle donne del mercato, fino ad allora in ombra. Quel movimento spontaneo non ebbe figure centrali a cui attribuire il comando ma l'identità di gruppo delle donne rivoluzionarie divenne molto forte. Furono dette le “Madri della Nazione” e vennero lodate e sollecitate dai governi che si succedettero per anni dopo la marcia.

Ma alla fine, il comportamento turbolento e testardo delle donne del mercato divenne un peso per il governo rivoluzionario, che si andava facendo sempre più autoritario.

Uno degli aspetti più noti riguarda il fatto che presidiavano le strade e se vedevano un uomo o una donna che non portava la coccarda tricolore o il berretto frigio in testa li insultavano. Questo portò una delibera nell’Assemblea Rivoluzionaria che stabilì che uno poteva vestirsi come gli pareva, indipendente dal suo status sociale. Prima di allora in tutta Europa uno era obbligato a vestirsi seguendo il suo status, i mugnai da mugnai, i vetrai da vetrai, e nessun contadino si poteva vestire da nobile.

Quando nel 1793 iniziò il Regno del Terrore, le donne del mercato, pericolosamente imprevedibili, furono messe al bando: a maggio furono escluse dai loro tradizionali posti nelle tribune degli spettatori della Convenzione Nazionale e pochi giorni dopo fu loro ufficialmente escluse da qualsiasi tipo di assemblea politica. Si disse che le donne del mercato hanno svolto un ruolo importante nella storia delle strade di Parigi, fin quando il loro potere fu loro improvvisamente limitato. Il 21 maggio 1793 vennero escluse per decreto dalle tribune della Convenzione e il 26 maggio fu loro vietato di partecipare a qualsiasi assemblea politica.

Le veterane della marcia e le loro numerose seguaci e sostenitrici continuarono a riunirsi davanti alla ghigliottina in Place de la Révolution (oggi Place de la Concorde) come spettatrici, mantenendo i loro comportamenti da furie, urlavano ai condannati: a morte, traditore del popolo!

Oppure: alla ghigliottina tutti i nobili! Urlavano poi insulti a quei poveri disgraziati prossimi alla morte. Caduta la lama, il boia alzava le teste recise, tenendole

per i capelli e loro rinnovavano gli urli urla e le grida. Così fu che private della loro partecipazione attiva alla politi-

ca, le donne del mercato di Parigi divennero le orrende tricoteuses, e fra una esecuzione e l’altra

di Antonio Massariolo

Sedicimila pagine, 475 imputati in primo grado, 460 in secondo grado, più di 200 avvocati presenti. E poi ancora: 19 ergastoli, 2665 anni di reclusione inflitti, sette anni di processo, 85 udienze, più di 400 i provvedimenti assunti dalla Corte. Sono numeri che già da soli fanno capire l’imponenza di quello che è stato definito il Maxiprocesso.

Sono passati 40 anni dall’inizio, il 10 febbraio 1986, del processo più grande della storia d’Italia. Un processo che ha portato alla fine della mafia stragista, ma ad un prezzo altissimo.

Per capire come si sia arrivati al Maxiprocesso bisogna partire da un testo fondamentale in tema di mafie intitolato: Mafia. Le origini e la struttura. È un saggio degli anni ‘70, scritto da Henner Hess e con la prefazione italiana di Leonardo Sciascia.

La tesi, cercando di riassumere in poche parole un testo cardine, è che i mafiosi siano semplicemente uomini che si comportano e agiscono in un determinato modo, “che ne costituisce la caratteristica esclusiva ed essenziale”. La mafia quindi vista come metodo, una visione che spesso ancora oggi in zone che non hanno dato i natali alle mafie storiche fa fatica ad emergere. Dalla mafia degli anni Sessanta riprodotta in Salvatore Giuliano di Francesco Rosi in poi la filmografica su Cosa No-

stra è stata ingente e, a tratti, più goliardica che reale. Il Padrino di Francis Ford Coppola non si può non citare ma il percorso che vogliamo proporre è un altro. È quello che non mitizza il lato delinquenziale bensì fa capire come cercare di combattere la mafia in quegli anni fosse un mestiere arduo e pericoloso. Uomini guidati dal senso del dovere e della legalità che andavano incontro a delle condanne a morte. Il film La mafia uccide solo d’estate di Pif racconta con leggerezza ma serietà proprio il contesto sociale in cui dovevano lavorare queste persone. Non è un racconto giudiziario, ma un controcampo indispensabile: mostra la Palermo degli anni Settanta e Ottanta così come la vivevano i cittadini comuni, mentre la mafia era parte del paesaggio. È in questo contesto che nasce il pool antimafia e prende forma il Maxiprocesso. Per chi volesse invece leggere con i propri occhi le carte processuali, il museo MuST23 (Museo Stazione 23 maggio, giorno della strage di Capaci dove morirono Giovanni Falcone, la magistrata e moglie del giudice Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro) ha lanciato un progetto che unisce memoria civile e tecnologie digitali. Con un grande lavoro di archivio, tutte le 16 mila carte processuali sono ora a disposizione di chiunque.

tornavano a lavorare a maglia.
40 anni da 'U Maxi' Processo

la pagina di Marco Zacchera

REFERENDUM: PER FAVORE, RIFLETTETE

Sono molto preoccupato per il referendum sulla Giustizia del 23/24 marzo perché vedo che molti non hanno ancora chiaramente capito la gravità della situazione e il NO raccoglie gran parte delle simpatie sulla stampa, così come “Report” può imbastire un’intera trasmissione in argomento palesemente pro NO (e poi la chiamano “TeleMeloni”!) senza il minimo intervento dei garanti e pur in pieno periodo di “par condicio” elettorale.

Premetto che rifiuto una lettura “politica” del voto (ovvero che votano SI quelli di centro–destra e NO quelli di sinistra) anche perchè noto con piacere che numero-

si personaggi a sinistra sono per il SI così come diversi magistrati, anche se di loro si parla poco perché le loro riflessioni disturbano. Eppure il SI darebbe finalmente avvio (non certo concludere!) a una necessaria e profonda riforma della Magistratura italiana che è diventata una casta intoccabile.

Per esempio CHI CONTROLLA

I MAGISTRATI?

Si auto-controllano e si auto-giudicano da soli (e di solito si auto-assolvono), anche quando sono responsabili di gravi ingiustizie tanto che alla fine praticamente mai nessuno paga per le proprie responsabilità.

L'AUTOLESIONISMO

Nei giorni scorsi ero in Bahrain dove la TV locale ha trasmesso parte della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici a Milano e il mattino dopo, scoperto che ero italiano, il taxista si è complimentato con me per lo spettacolo.

Messaggi mi sono giunti anche da diversi amici in altre parti del mondo congratulandosi per l’inaugurazione dei Giochi e mi ha fatto piacere vedere l’Italia dare di sé all’estero un’immagine positiva.

Il giorno dopo apro il “Corriere” on line e scopro che in Italia per l’inaugurazione era tutta una polemica, che il dramma è tutto incentrato sul perché Ghali non abbia potuto recitare in arabo o

cantare l’Inno di Mameli mentre la polemica infuria da una settimana e si chiede il licenziamento del direttore di Rai Sport ecc.ecc. E poi sabotaggi alle linee ferroviarie e dimostrazioni: sabato la più importante TV araba Al Jazeera (diffusa in tutto il mondo) ha dedicato l’apertura dei servizi dall’Europa proprio con gli scontri in piazza a Milano e ai rischi per i treni, così come Italia abbiamo fatto tutti una figura di m…. annullando l’immagine positiva del giorno prima. Noi italiani siamo proprio degli inguaribili autolesionisti con una parte del paese che antepone soltanto le polemiche politiche a tutto quanto di positivo si possa mai fare.

Un po' di numeri (fonte “Il Sole 24 Ore” – “Il Dubbio”). Nel 2024 ci sono state 1.587 segnalazioni per casi in cui i magistrati non avrebbero fatto il loro dovere (8.710 nell’ultimo quinquennio). Ebbene, il 96% dei casi è stato ritenuto inammissibile o infondato e quindi le pratiche archiviate.

Da chi? Dagli stessi Magistrati, quelli della Procura generale della Cassazione.

Perché? Non si sa: sembra incredibile, ma neppure chi ha presentato un esposto ha la possibilità di sapere le motivazioni delle archiviazioni o della inammissibilità né può quindi controbattere o ricorrere, alla faccia della trasparenza e della democrazia.

Andiamo avanti: quel misero 4% dei casi “superstiti” (e teoricamente tutti di "supercolpevoli") arriva al CSM, quel Consiglio Superiore della Magistratura che la riforma vuole appunto cambiare e i sostenitori del NO vogliono mantenere tale e quale.

Su oltre 5.000 esposti dell’ultimo triennio il CSM ha emesso solo 199 sentenze e di queste 82 sono state di condanna, 94 di assoluzione (quasi mai appellate, anche se ad accusare era proprio la stessa Procura della Cassazione!) oltre a 23 sentenze di non doversi procedere.

Ma delle 82 condanne nel triennio quasi nessuna ha avuto un effetto concreto: per esempio dal 2018 al 2024 solo 9 (NOVE !!!) magistrati sono stati sanzionati a pagare indennizzi per errori giudiziari OVVERO IN MEDIA UN SOLO CASO ALL’ANNO !!

Eppure contemporaneamente lo Stato italiano è stato condannato dalle Corti europee a pagare circa 220.000.000 (duecentoventi milioni di euro) per errori giudiziali e gli italiani a grande maggioranza avevano votato un referendum che confermava la responsabilità civile dei magistrati. Non vi sembra che serve una riforma seria della giustizia italiana e del CSM di cui il SI al referendum sarebbe il primo passo? Perchè il SI (pochi lo hanno capito) si limita a CONFERMARE la legge già votata dal Parlamento.

VERI “FASCISTI” DELLA SINISTRA

Quindi signore, signori, signorine, “queer” ecc.ecc. della sinistra, le cronache più recenti ci hanno confermato che dovete decidere voi chi debba o meno andare come comico a Sanremo, quali case editrici possano o meno partecipare a un salone letterario, chi possa o meno parlare nelle università o tenere una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Ma soprattutto spetta a voi decidere – direttamente o tramite la vostra “buona stampa” - chi possa partecipare ai più diversi eventi culturali e chi invece no perché voi siete culturalmente raffinati e gli altri dei poveri coglioni (o cogliona, nel caso della premier).

Quindi siete solo voi in grado di stabilire quando si tratti di satira oppure invece di bieco sessismo, se un affresco vada accettato o cancellato (come prevedibile l’angelo con le fattezze della Meloni, già oggetto di “scandalo” è stato prontamente distrutto), anche perché solo voi avete il monopolio di stabilire cosa sia un’opera d’arte – maga-

ri “d’avanguardia” - oppure una crosta, ma soprattutto chi abbia ragione nella storia antica e contemporanea e quindi come si debba insegnarla, raccontarla e ricordarla.

Avete anche il diritto di cronaca, ma contemporaneamente anche di cancellarla se non è gradita, oppure adattarla alla “realpolitik” se più a voi conveniente. Così nasce ovviamente anche il vostro diritto di dimostrare nelle piazze ed eventualmente “confrontarsi” con le sempre repressive forze dell’ordine.

Tutto ciò lo volete fare quando governate avendone il diritto, ma anche quando siete all’opposizione perché comunque ne avete il “diritto morale”, una moralità che decidete voi (con TV, stampa e magistrati a voi vicini) e che quindi – per combinazione – sta quasi sempre dalla vostra parte. Ma non è che alla fine siate proprio voi ad essere i veri “fascisti” di oggi non in senso storico ma comportamentale? (ovviamente attribuendone subito il titolo a chi si permette di scrivere queste righe).

GRAZIE AL PROF. ZICHICHI

Un doveroso ricordo e un profondo grazie al prof. Antonino Zichichi che, con la sua inconfondibile ed arruffata zazzera bianca, ci ha lasciato a 96 anni.

Non gli hanno dedicato molto spazio nelle cronache anche se era uno dei fisici più famosi del mondo forse perché era un personaggio difficile, anticonformista, coraggioso.

Era un credente, credeva a un Dio creatore che sta alla base delle regole dell’universo a dispetto degli atei e che ha cercato di spiegare le sue teorie sempre con grande chiarezza, seguendo il suo pensie-

ro e le sue certezze. Leggendolo ed ascoltandolo ci si sentiva rinfrancati, sereni, seguendo la sua grande lezione che è Dio che governa la logica che regge il mondo e nulla di tutto quello che è stato scoperto sarebbe in contrasto con la sua esistenza.

Era anche uno che spiegava i suoi dubbi sulle cause del “riscaldamento globale” vedendo una concausa importante delle mutazioni climatiche nell’attività solare e spiegandola nei dettagli. Un personaggio controcorrente e quindi sostanzialmente da emarginare, anche nel ricordo.

Donald Trump rimuove il post razzista su Barack e Michelle Obama

di Domenico Maceri PhD

“Spero proprio che si tratti di un fake perché è la cosa più razzista che abbia visto uscire dalla Casa Bianca”. Con queste parole il senatore repubblicano Tim

Scott, della Carolina del Sud e grande sostenitore di Donald Trump, ha commentato il video apparso che raffigura Barack e Michelle Obama come scimmie. Scott, l’unico senatore afro-ame-

Amnistia divide il Venezuela

La “Legge di Amnistia e Convivenza Democratica” muove i primi passi in Parlamento e accende il dibattito politico venezuelano. Presentata dal presidente della commissione speciale, Jorge Arreaza, la proposta ha ottenuto una prima approvazione e tornerà in aula per il secondo passaggio nei prossimi giorni. Intanto, consultazioni pubbliche e assemblee territoriali accompagnano l’iter legislativo, con l’obiettivo dichiarato di favorire una riconciliazione nazionale.

In aula erano presenti maggioranza e opposizione. Tra gli interventi più attesi quello di Tomás Guanipa, esponente dell’alleanza di centrodestra, che ha definito l’amnistia una “necessità storica” per superare la stagione dello scontro politico e alleggerire il peso dei procedimenti giudiziari legati agli ultimi anni di crisi.

Parole che riflettono le trasformazioni interne a un’opposizione divisa tra linea istituzionale e pulsioni più radicali.

La legge copre un arco temporale ampio, dal 1999 al gennaio 2026, includendo i momenti più critici della recente storia venezuelana. Tuttavia, il testo esclude esplicitamente reati come violazioni gravi dei diritti umani, omicidio volontario, narcotraffico e corruzione. Nelle 48 ore successive all’annuncio, diverse persone detenute per reati politici sono state scarcerate in attesa della valutazione individuale dei loro casi.

Il governo bolivariano presenta l’iniziativa come un passo verso la pacificazione, distinguendo tra dissenso politico e crimini comuni. L’opposizione più dura, invece, denuncia ambiguità e teme un uso selettivo della misura.

ricano del Partito Repubblicano e dirigente della Commissione Nazionale Senatoriale, non ha spiegato quali altre cose razziste lo avranno colpito dall’amministrazione Trump, ma non si trattava affatto di una bufala.

Dopo 12 ore il video è stato rimosso. Rispondendo a una domanda di un giornalista il presidente Usa ha dichiarato di non avere “sbagliato” spiegando che il post era la responsabilità di un collaboratore. Pochissimi individui hanno accesso all’account Truth Social di Trump. Questi includono Dan Scavino, vice Capo del Gabinetto del presidente Usa, e Natalie Harp, ex giornalista dell’ultra conservatrice rete One American News, e attualmente assistente esecutiva di Trump. La Casa Bianca non ha confermato ma sembra che la Harp sia stata additata come la responsabile.

Trump è stato costretto a rimuovere il post in grande misura per le reazioni da ambedue i partiti. Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, ha reagito in maniera molto focosa. Il parlamentare di New York ha dichiarato che gli Obama sono “americani brillanti, compassionevoli e patrioti”. Rappresentano il meglio del Paese. “Donald Trump è un vile e squilibrato… il video è disgustoso pubblicato dal cosiddetto presidente”. Jeffries conclude mandando il presidente a quel paese accusando anche i leader repubblicani di supportare “questo individuo malato”. Anche il senatore Jon Ossoff, democratico della Georgia, ha reagito asserendo che Trump pubblica post “come un membro del Ku Klux Klan”, la storica organizzazione suprematista bianca nota per il suo razzismo.

Alcuni repubblicani però hanno alzato la voce ed è questa reazione che avrà convinto Trump a fare marcia indietro. Oltre al senatore Scott, anche i senatori repubblicani Pete Ricketts (Nebraska) e Susan Collins (Maine), e i parlamentari repubblicani Mike Lawler e Michael Turner hanno etichettato il video come inaccettabile.

Gli attacchi razzisti agli Obama non si limitano solo a loro poiché includono anche per estensione tutti gli americani che condividono quel gruppo razziale. Il giornalista Jamelle Bouie del New York Times ha scritto che è proprio il “razzismo” che

motiva Trump, come ci dimostra il suo linguaggio da quando è apparso nella scena politica americana. Bouie continua asserendo che il presidente Usa vede alcuni americani più americani di altri. Facile pensare ai somali-americani che Trump ha attaccato ferocemente, specialmente Ilhan Omar, parlamentare democratica del Minnesota nata in Somalia, asserendo che dovrebbe ritornare al suo Paese, e che non vuole i somali negli Usa. Al di là di non accettare responsabilità per la pubblicazione del video offensivo Trump ha dichiarato che ha un buon rapporto con gli afro-americani e che lo hanno votato nell’ultima elezione presidenziale. Ha una briciola di ragione poiché nel 2024

Trump è riuscito ad ampliare i consensi del voto afro-americano in comparazione alle elezioni del 2016 e 2020. Trump ha detto anche che lui è stato “grande” con gli afro-americani.

L’attuale inquilino alla Casa Bianca si è dichiarato anche il “meno razzista presidente in moltissimi anni” ammettendo almeno di essere un po’ razzista. Ciononostante, rispondendo alla domanda di un giornalista se condanna il video offensivo, Trump ha risposto all’affermativo. Da non dimenticare che il presidente Usa spesso dice una cosa e in realtà ne crede un’altra. La sua carriera politica ci fa pensare che la condanna del post razzista sugli Obama suoni completamente falsa.

Israel Moves to Annex West Bank, Undermines Oslo

Israel’s government has accelerated the legal and administrative transformation of the occupied West Bank, approving a series of measures that critics say amount to de facto annexation and the dismantling of the Oslo framework.

Decisions passed by the security cabinet directly affect land ownership, property registries and the application of Israeli law in Palestinian territories.

Among the most significant steps is the repeal of a Jordanian-era law that prohibited the sale of land to Jews in the occupied West Bank. The move opens the way for direct property purchases and is accompanied by the reactivation of a state land acquisition committee and the declassification of previously confidential land records.

Under the new rules, any Israeli citizen will be able to access land registries and obtain the names and details of Palestinian property owners. Critics warn this could pave the way for increased pressure on residents, adding to existing practices such as intimidation, threats and coercion.

Promoted by ministers in the current government, the package is presented as an effort to remove bureaucratic obstacles and support settlement expansion. The reforms also transfer planning and construction powers from Palestinian authorities to Israel’s Civil Administration in sensi-

tive areas such as Hebron, including sites around the Ibrahimi Mosque. Observers say this alters the administrative balance established under the Oslo Accords, effectively nullifying key provisions.

The measures extend beyond areas under full Israeli military control. The government plans to broaden the application of Israeli laws and enforcement activities into parts of the West Bank formally administered by the Palestinian Authority. New provisions allow greater Israeli intervention in matters including building deemed illegal, land management, environmental regulation and archaeological heritage.

For Palestinians, the changes represent a structural shift, expanding Israel’s authority in the occupied territories and reshaping the legal framework governing land and local institutions. Finance Minister Bezalel Smotrich, a key proponent of the reforms, has described the steps as part of a broader effort that critics interpret as blocking the creation of a future Palestinian state.

The Palestinian Authority has condemned the initiative and called on the United States to intervene, as Prime Minister Benjamin Netanyahu prepares to visit Washington later this week. The timing suggests Israel anticipates limited pushback from its ally, while tensions over Gaza and Hamas remain unresolved.

Risultati delle partite della 25ª Giornata di Serie A

Il Milan ringrazia San Modric e si porta a casa I tre punti che le consentono di rimanere in scia-Inter. Non e’ stato calcio-spettacolo e forse il Pisa meritava di piu’ ma Allegri colpisce ancora.

Colpaccio della Fiorentina a Como e Fabregas che esce dalla Top Six. I viola sfruttano le poche occasioni capitate e tornano a sperare nella salvezza. Il Como avrebbe meritato il pari contro i toscani.

Affonda la Lazio di Sarri che, dopo la bella impresa in Coppa Italia, si arrende alla squadra dei bergamaschi, l’Atalanta, con più’ qualità’. Ritorna cosi’ la contestazione allo stadio con Lotito sotto accusa.

Pari tutto sommato giusto al ‘D. A. Maradona’ tra due squadre in lotta per un posto nella Top Four. Alla doppietta di Malen, rispondono Spinazzola ed uno scatenato Santos entrato a 20’ dalla fine.

L’Inter fa di tutto per tenere in partita una Juve rimasta in 10 per quasi 60 minuti. I bianconeri in 11 se la giocano alla pari ed anzi dettano il gioco. Sembra fatta ma al 90’ Zielinski non perdona e manda la Juventus a casa.

Il Parma supera il Verona per 2-1 grazie ai gol di Bernabé, su assist di Keita al 4’, e di Pellegrino al 93’. Gli scaligeri, in dieci dall’11’ per l’espulsione di Orban, trovano il temporaneo pareggio grazie a Harroui, su rigore al 43’.

Il Sassuolo, in un minuto, ribalta l’Udinese e conquista i tre punti. Dopo il vantaggio di Solet, arrivano le reti di Laurienté e Pinamonti. Si arrende in casa la squadra friulana, incappata in una giornata poco ispirata.

Il Bologna ritrova la vittoria, il Torino cade ancora. Finisce 2-1: Baroni e i suoi chiudono tra i fischi, Italiano sorride dopo un mese. Una vittoria preziosa perché porta i rossoblù ad agganciare la Lazio a 33 punti, all’ottavo posto.

Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Fede e Trionfo per Federica Brignone

Non è solo una vittoria, tutto sommato l'ennesima di una carriera che l'ha vista vincere 37 gare di Coppa del Mondo, due coppe di specialità, sei di generale, cinque medaglie mondiali e altre quattro in tre diverse edizioni dei Giochi. È l'impresa che dà la cifra di una parabola irripetibile, che ha il suo spartiacque nel 3 aprile 2025. In un campionato italiano di fine stagione, dopo aver domi-

nato le piste di tutto il mondo, Brignone cadde e la diagnosi fu di quelle che chiudono una carriera: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.

Da lì l'operazione, la fisioterapia, il ritorno sugli sci, ancora la fisioterapia, i dolori al ginocchio, i dubbi. Perché sì, il ritorno

nel "suo" gigante al Kronplatz era andato bene. Meno bene era andata con gli sci lunghi, in Super-G, 18ª a Crans Montana. Poi l'arrivo a Cortina d'Ampezzo, con la bandiera consegnatale da Mattarella, secondo molti la molla decisiva per tentare un recupero che sembrava follia.

E quando scatta al cancelletto, la valdostana butta all'aria analisi, pronostici e buon senso. Dipinge linee che vede solo lei, prende i rischi giusti, traccia una riga tra le porte quando è il caso di farlo, piomba sul traguardo e urla verso il pubblico. È quella dei giorni migliori, tutt'uno con la tigre che porta stampata sul casco. Ha rifilato 76 centesimi a Laura Pirovano, alla fine quinta (settima Elena Curtoni). Va a soffrire sul trono della leader di classifica e non si alza più. Sofia Goggia rischia l'impossibile per andare più forte: piazza un parziale spaventoso ma, nel tratto tecnico, non riesce a rimanere nel tracciato.

Ultimi risultati per i bravissimi atleti italiani

Si susseguono a ritmo serrato gli eventi sulla neve di Cortina che vedono gli azzurri protagonisti

Non ci sono sorprese nelle semifinali della staffetta femminile, disputata sulla distanza dei 3.000 metri. La prima semifinale vive l'intenso e ripetuto duello tra l'Italia e l'Olanda, che premia Velzeboer e compagne dopo un testa a testa per tutto l'arco della gara.

Le Orange vincono la semifinale col tempo di 4'06"299, precedendo proprio le azzurre: Elisa Confortola, Arianna Sighel, Chiara Betti e Arianna Fontana volano in finalissima con il secondo posto e

il tempo di 4'06"550. Appuntamento con le medaglie fissato per mercoledì 18 febbraio. Flora Tabanelli si qualifica per la finale di Big Air nello sci freestyle al Mottolino di Livigno.

L'azzurra, campionessa del mondo in carica, al rientro da uno stop di tre mesi per una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, accede in finale con il sesto miglior punteggio (161,50).

In vetta c'è la canadese Megan

Oldham, che ha totalizzato 171,75 punti. Entra in finale anche l'altra azzurra impegnata nelle qualificazioni, Maria Gasslitter, decima con 156 punti.

La finale è in programma nella giornata di lunedì. La norvegese Maren Kirkeeide vince la medaglia d’oro nello sprint di 7,5 chilometri del biathlon femminile. Argento e bronzo vanno a due francesi, Oceane Michelon e Lou Jeanmonnot. Per l’Italia, Lisa Vittozzi è quinta.

Oro alla Norvegia nella staffetta 4x7,5 chilometri di sci di fondo femminile. Ottima la prestazione delle azzurre che, per le prime tre frazioni con Iris De Martin, Caterina Ganz e una fortissima Martina Di Centa, sono state in terza posizione, facendo sognare il pubblico, chiudendo poi al sesto posto. Federica Cassol ha cercato di resistere, subendo però la rimonta incredibile della Svezia e poi anche della Germania.

Australia, tre medaglie d’oro

Cooper Woods, Josie Buff e Jakara Anthony sul podio massimo

Nelle discipline acrobatiche, l’Australia primeggia e conquista ben tre medaglie d’oro: un bottino impensabile alla vigilia, che dimostra ancora una volta il valore degli atleti downunder in sport dove, oltre alla tecnica, è richiesta anche tanta fisicità.

Nella categoria moguls, Cooper Woods fa il vuoto dietro di sé e porta a casa il primo oro della

spedizione australiana. Poi tocca a Josie Buff, nella categoria Snowboard Cross, a dettare legge: oro number two. Infine, nella categoria Dual Moguls, Jakara Anthony fa il tris e conquista ancora un oro per l’Australia. Da segnalare anche l’ottimo argento conquistato da James Scotty nella categoria Snowboard Halfpipe.

Da tutto il mondo elogi per gli impianti e l’organizzazione

L’Italia non sfigura e si presenta al mondo in grande stile

Tanti i complimenti dalla stampa internazionale, compreso il New York Times, e dai tecnici delle altre Nazionali sull’organizzazione e sugli impianti di queste Olimpiadi italiane. L’ultimo applauso, in ordine di tempo, arriva dall’allenatore della Nazionale canadese di hockey.

Uno che allena una squadra da 185 milioni di dollari di ingaggi e che ha strabuzzato gli occhi per l’impianto milanese, “anche meglio di alcuni palazzetti di NHL”.

Se poi date un’occhiata a Twitter, vedrete i commenti di nordamericani colpiti dal fatto che si veda bene ovunque, anche con biglietti da 30 euro. Ma troverete anche tecnici e giornalisti tedeschi, svedesi e norvegesi che applaudono l’are-

na di Anterselva e il tifo correlato; quelli britannici per il palazzetto del curling a Cortina; e gli olandesi per lo short track ad Assago. Bello, davvero molto bello, e da esserne un pizzico orgogliosi. E vogliamo parlare anche dei commenti entusiastici sul cibo italiano? Forse un po’ scontati, ma sempre ben accetti! Quando il cibo ti appaga, vedi tutto in rosa e passi sopra anche a qualche difettuccio. Negli States, solo complimenti per l’organizzazione e, ovviamente, per le bellezze naturali e artistiche; insomma, su tutto. Solo alcuni italiani non se ne accorgono… ma è storia vecchia. E, come ciliegina sulla torta, le Frecce Tricolori, meravigliose, sopra le montagne più belle del mondo.

NPL: Rockdale-Marconi 1-4

Poker di gol in trasferta per la squadra degli Stallions di Bossley Park

MARCONI: Wade, Mlinaric, Daniel, Kuol, Maya (89’ Anderson), Tsekenis, Jesic (81’ Bugarija), Busek (89’ Yona), Armson (81’ Monge), Pecora (Burnie 76’), Blair. All: P. Tsekenis

RETI: 22’ e 35’ Tsekenis, 28’ Armson, 51’ Najjar, 56’ Jesic

Ilinden Sports Centre, Rockdale – Domenica 15 febbraio 2026: Il Marconi approfitta e sfrutta i regali della difesa avversaria e poi ci mette del suo per legittimare la vittoria al termine di 90 minuti giocati con il piglio della squadra che sa il fatto suo. Il Rockdale non e’ avversario da prendere con le molle ed e’ reduce da un ottimo piazzamento nello scorso campionato. Mattatore della giornata Tsekenis che con una bella doppietta spiana la strada al successo del club di Bossley Park. Il Marconi gioca

tranquillo e cala il tris dopo appena 35 minuti. Si va negli spogliatoi sul 3 a 0 per il Marconi. Il Rockdale abbozza una reazione che porta al gol al 51’ che fa sperare i tifosi ma la gioia dura poco, errore difensivo al 56’, ne approfitta subito Luca Pecora che serve capitan Jesic per il comodo 4-1 finale. Marconi al comando della classifica dopo due giornate di campionato.

NPL: APIA – North West 3-2

La squadra di Parisi centra la prima vittoria di questo campionato

APIA: Kalac, Kambayashi (57’ Stewart), Konestabo (67’ Court), Kouta, Shaw, Ortiz (67’ Gonzalez), Symons, Segreto (57’ Jordan), Monge (82’ Farinella), Caspers, Fong. All: Parisi/D’Apuzzo

Reti: 22’ Ortiz, 45’ Segreto, 76’ Stewart (rig), 79’ Mostofi, 91’ Yoshida Lambert Park Sabato 14 febbraio – Arrivano I primi tre punti di questa stagione per l’Apia che domina a lungo e si porta sul 3-0 ma che poi si concede una pausa e rischia tantissimo nel finale. Il gol al 91’ degli ospiti spaventa non poco I tifosi presenti a Lambert Park.

L’incontro vedeva di fronte I campioni in carica (APIA) contro i vincitori del campionato (North West Syd) e la partita non ha deluso le aspettative della vigilia. Sblocca la partita Ortiz al 22’ ben apposta-

to in area e raddoppia allo scadere del primo tempo Segreto, abile a saltare anche il portiere e depositare in rete. Il 3-0 arriva su rigore procurator da Oscar Gonzalez e realizzato da Stewart, implacabile dal dischetto. Siamo al 76’ e sembra finite ma il North West rifiuta di arrendersi ed al 79’ va via in slalom e batte Kalac. Poco reattiva la difesa APIA al 91’ quando Yoshida insacca il gol del 2-3.

Sorteggio Nations League, l’Italia nel gruppo A1 con Francia, Belgio e Turchia

Il primo round della fase a gironi dell’edizione 2026/27 si terra’ dal 24 settembre al 6 ottobre 2026.

In attesa di tornare in campo il 26 marzo a Bergamo per l’importante semifinale dei play-off dei Mondiali con l’Irlanda del Nord, l’Italia ha conosciuto le avversarie del girone della Nations League 2026/27.

Gli Azzurri, che nella passata edizione hanno raggiunto i quarti di finale, saranno impegnati anche quest’anno nella Lega A, dopo essersi presentati al sorteggio in seconda fascia in compagnia di Olanda, Danimarca e Croazia.

Le quattro teste di serie sono i campioni in carica del Portogallo, oltre a Spagna, Francia e Germania, con le 16 Nazionali ai nastri di partenza che andranno a formare quattro gironi da quattro squadre: ogni Nazionale gioca sei gare, tre in casa e tre in trasferta, con le altre tre avversarie del girone. Le prime due classificate si qualificheranno ai quarti di finale, la quarta retrocede in Lega B, mentre la terza disputa uno spareggio per restare in Lega A con una delle seconde classificate della Lega B.

Ma cos’e’ davvero la Nations

League? La Nations League di calcio (nome completo: UEFA Nations League) e’ una competizione per nazionali europee organizzata dalla UEFA. E’ stata creata nel 2018 per sostituire molte delle inutili amichevoli internazionali con partite ufficiali e piu’ competitive. Sono in pratica le vecchie amichevoli ma con in palio i tre punti e non solo. Finire quarti nel proprio gruppo

significa retrocessione in Lega B. Per ragioni di spazio non pubblichiamo tutti gli altri gruppi ma la logica della promozione e retrocessioni viene applicata a tutti i vari livelli.

Un po’ come la Serie A, B, C, D, ecc…!!! Inoltre un buon piazzamento in Nations League contribuisce ad un miglior ranking e puo’ anche facilitare il processo di qualificazione ai mondiali.

Coppe Europee: scendono in campo

le italiane

Finita la fase campionato, si passa agli scontri diretti. Ora grande attesa per le nostre squadre.

Ritornano le prestigiose coppe europee – e con esse i grandi premi economici – e c’è grande attesa per le squadre italiane impegnate nelle tre competizioni.

La Roma è già qualificata al prossimo turno di Europa League (in ordine di importanza, la seconda coppa) grazie al buon piazzamento ottenuto nella fase a girone unico. Molti gli squadroni europei già approdati al turno successivo, ma qualcuno è rimasto impelagato nei play-off, come il Real Madrid e il PSG in Champions League.

Si parte con la Juve, impegnata nella difficile trasferta in Turchia. Il Galatasaray non risparmia sugli ingaggi e vanta diversi nomi di primo piano in rosa (Osimhen, Icardi, Gündoğan, Sané).

La squadra di Spalletti, però, ha tutte le carte in regola per superare il turno, anche se saranno due vere battaglie tra andata e ritorno. Scoglio duro anche per l’Atalanta contro il Borussia Dortmund, presenza stabile in

Champions e tradizionalmente un gradino sotto i grandi club storici che dominano la competizione. I tedeschi sono molto esperti, ma anche l’Atalanta negli ultimi cinque anni ha accumulato esperienza e valore con percorsi europei spettacolari. Qualcuno storcerà il naso per il sorteggio favorevole dell’Inter (anche se solo il verdetto del campo lo confermerà).

Si dimentica però che si è trattato di un sorteggio semi-pilotato: le migliori otto contro le peggiori otto in ordine di piazzamento (1 vs 18, 2 vs 17, 3 vs 16 e così via). La trasferta in Norvegia non è comunque una passeggiata: condizioni ambientali diffici-

li, con neve e freddo abbondante. Poi c’è il fattore “Davide contro Golia”, con la sorpresa sempre dietro l’angolo. L’Inter dovrà affrontare la gara con la giusta determinazione.

Trasferta in terra scandinava anche per il Bologna di Vincenzo Italiano, in cerca di riscatto dopo una serie negativa di risultati. Sulla carta appare più agevole il compito della Fiorentina in Conference League.

I viola, nonostante una pessima posizione in Serie A, hanno una rosa che può ambire al passaggio del turno. Un’eventuale eliminazione sarebbe l’ennesimo capitolo di una stagione da dimenticare per il club di Firenze.

Onoranze Funebri

SALVATORE CARNUCCIO

nato Santa Cateriana dello Ion co (Catanzaro) il 18 gennaio 1931 deceduto a Sydney (NSW) il 11 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

Il rosario sarà recitato mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 19.00 presso la cappella di A O'Hare, Pompe F nebri Italiane, 15-19 Norton Street, Leichhardt NSW. Il funerale avrà luogo giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 11.00 presso la Cappella della Resurrezione, Mausoleo Cattolico, Barnet Avenue, Rookwood NSW, al termine del rito religioso, il caro Salvatore sarà tumulato nello stesso cimitero. I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale.

“Che la sua anima trovi serenità eterna."

ETERNO RIPOSO

MUSTICA CARMELO

nato a Malochio (RC Italia) il 1° gennaio 1932 deceduto a Sydney (NSW) il 5 febbraio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale avrà luogo giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 10.30 presso la chiesa di St John Bosco, 46 Waratah Road, Engadine NSW. I familiari lasciano nel più vivo e profondo dolore i figli Giuseppina e il defunto Carmelo, nipoti, parenti ed amici tutti vicini e lontani, e ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Che la tua anima trovi pace eterna."

RIPOSA IN PACE

VITANZA

VINCENZO

nato il 13 febbraio 1935 decedutao a Sydney (NSW) il 12 gennaio 2026

La moglie Maria e i familiari tutti ad un mese della scomparsa lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che si sono uniti al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori.."

IN MEMORIA

GENTILE MIRELLA

nata il 13 novembre 1949 deceduto a Sydney (NSW) il 19 gennaio 2026

I familiari tutti, ad un mese dalla scomparsa, la ricordano con dolore e immutato affetto.

Le spoglie della cara Mirella riposano in pace, nel cimitero Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara estinta

“Che il Signore vegli su di te e ti conceda eterna serenità."

RIPOSA IN PACE

BRISOT PIETRO

nato il 17 novembre 1935 a Orsago (Veneto), Italia deceduto a Sydney (NSW) il 14 gennaio 2026

I familiari tutti, ad un mese dalla scomparsa, lo ricordano con dolore e immutato affetto. Ad un mese della scomparsa i figli Ivan e Robert, le nuore Kate e Amanda, i nipoti, parenti ed amici tutti vicini e lontani, lo ricordano con dolore e immutato affetto. Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero di Castle Hill, Gilbert Road, Castle Hill NSW.

“Che il ricordo del tuo amore continui a guidarci ogni giorno."

ETERNO RIPOSO

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno.

Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia.

Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

(02)

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888.

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.

IN MEMORIA
ETERNO RIPOSO
IN MEMORIA

Maria Ferrero, Widow of Nutella Creator, Dies

Maria Franca Ferrero, widow of Michele Ferrero, the visionary behind the iconic Nutella brand, has died at the age of 87 in her home in Alba, in Italy’s Cuneo province. Only months earlier, on 19 December 2025, Ferrero International had unanimously named her honorary president for life, a recognition of her enduring influence on the company and her longstanding commitment to its legacy.

Born Maria Franca Fissolo on 21 January 1939 in Savigliano, she pursued studies in languages and interpretation in Milan, joining the Ferrero company in 1961 as a translator and interpreter. At the time, the family business was on the verge of its transformation into a global confectionery giant.

It was here that she met Michele Ferrero, and the pair fell in love, marrying in 1962.

The couple had two sons: Pietro, born in 1963, and Giovanni in 1964. Giovanni Ferrero now serves as the company’s president, overseeing a business with 36 production facilities and a presence in over 170 countries. Maria Franca Ferrero remained a steady, though discreet, figure in the family’s private and philanthropic life, maintaining a low profile while supporting charitable causes. Her efforts earned her

recognition from the National Italian American Foundation in the United States, and in 2024, she was awarded the title of Knight Grand Cross of the Order of Merit of the Italian Republic. Her later years were marked by personal losses. Pietro’s untimely death in South Africa in 2011 was followed by the passing of her husband Michele in 2015, events that deeply affected the family and her public engagements. Despite these tragedies, she continued to embody the values of compassion and dedication that characterized the Ferrero family ethos. Maria Franca Ferrero is survived by her son Giovanni, her daughters-in-law Paola and

Luisa, and five grandchildren. Throughout her life, she played a critical role in preserving the company’s values, supporting the community, and championing the philanthropic initiatives that remain a hallmark of the Ferrero legacy. Her death marks the end of an era for one of the world’s most renowned confectionery families, leaving behind a legacy that goes far beyond the sweet creations that have delighted millions. Maria Franca Ferrero will be remembered for her discretion, her devotion to family, and her enduring commitment to the ideals that helped build one of Italy’s most iconic global brands.

Spiegare il NO al referendum sulla giustizia

In vista del referendum costituzionale confermativo del 22 e 23 marzo 2026, la Federazione PD Australia del Partito Demo-

cratico organizza un incontro online dedicato all’analisi della cosiddetta “Riforma Nordio” e alle ragioni del NO.

«Votare NO non è solo un atto di opposizione, ma un gesto di difesa della Costituzione», afferma la Federazione PD Australia. «La riforma è stata approvata con procedure che hanno limitato il dibattito parlamentare, rendendo essenziale che la comunità italiana in Australia sia informata e consapevole dell’importanza del proprio voto, conoscendo nel dettaglio tutti i rischi e le conseguenze che questa modifica potrebbe comportare».

L’appuntamento è fissato per giovedì 19 febbraio, dalle 20:30 alle 21:30 (AEST), in modalità online. Il link Zoom sarà diffuso tramite i canali social dei rappresentanti e dei circoli del PD. Per ricevere il link, scrivere a pdsydneyau@gmail.com

.Il dibattito sarà introdotto da Giuseppe Ardica, Segretario della Federazione PD Australia, e moderato dal Senatore Francesco Giacobbe e dal Deputato Nicola Carè. L’intervento principale sarà del Senatore Alessandro Alfieri, responsabile riforme della segreteria nazionale PD, affiancato da Luciano Vecchi, responsabile del dipartimento PD Italiani nel Mondo.

La riforma in discussione modifica sette articoli della Costituzione, intervenendo sull’assetto della magistratura con la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, nuovi organi di autogoverno e una diversa struttura disciplinare.

Durante l’evento saranno approfondite le ragioni del NO: il rischio per l’indipendenza della magistratura, l’irrealtà del sorteggio dei membri dei nuovi consigli, il potenziale controllo politico derivante dall’Alta Corte Disciplinare e l’inefficienza della riforma che non risolve i problemi strutturali della giustizia italiana, ma ne aumenta la complessità e i costi, generando ulteriori difficoltà e incertezze per cittadini e operatori del settore.

Il PD invita tutti gli elettori e cittadini interessati a partecipare, per ascoltare le analisi dei rappresentanti e dei responsabili nazionali e fare una scelta consapevole al referendum.

Padre Atanasio Gonelli Fund invita la comunità italiana

di Felice Montrone

Per commemorare il ricordo di Padre Atanasio Gonelli in occasione del quattordicesimo anniversario dalla sua morte, la Father Atanasio Gonelli Charitable Fund estende un invito a tutte le associazioni e membri della comunità Italo-Australiana che si riconoscono nell'operato di Padre Atanasio di partecipare alla commemorazione religiosa che si terra' Domenica, 8 febbraio 2026, presso la Chiesa di St Fiacre, 98 Catherine Street, Leichhardt. La Santa Messa avrà inizio alle ore 11.00. Per informazioni si prega di contattare Felice Montrone 0418 614 519 o Fausto Biviano 0414 966 704. Padre Atanasio Gonelli è nato a Cattognano (Massa Carrara) l’11 febbraio 1923 ed è entrato l’8 settembre 1940 nell’Ordine dei Cappuccini, entro il quale è stato ordinato sacerdote a Reggio Emilia il 1 marzo 1946. Dopo alcuni anni di apostolato, quale cappellano di ospedale, ha scelto la vita missionaria al seguito di San Francesco e, su richiesta dei vescovi australiani è giunto a Sydney nel 1949 per dedicarsi all’apostolato tra gli immigrati italiani.

Giovane e pieno di entusiasmo ha cominciato subito a visitare le famiglie, gli ammalati negli ospedali, a predicare missioni ed a recarsi regolarmente al porto per ricevere gli emigranti in arrivo sulle navi dall’Italia, aiutandoli poi a raggiungere i campi di accoglienza a Woolloomooloo e a Surry Hills e spesso a trovare un alloggio ed un lavoro.

La sua presenza con i nuovi

arrivati continuava poi attraverso varie forme di assistenza nei loro contatti con le autorità, facendo spesso le veci del consolato italiano che nei primi tempi della sua missione mancava a Sydney.

Per i connazionali più poveri e soli collaborato a creare la casa di accoglienza Villa Fatima, inoltre ha iniziato ad organizzare il ballo settimanale per le famiglie, una squadra di calcio per i giovani e dal 1963 al 1971 è stato direttore, giornalista e fattorino de La Fiamma, che ad ogni edizione portava persino al Post Office di Martin Place per la spedizione nelle città vicine.

Parte importante del suo lavoro ha riguardato le associazioni, religiose, culturali e d’Arma, soprattutto quelle che fanno rivivere in Australia le tradizioni dei vari paesi italiani di provenienza, delle quali è stato fondatore ed attualmente è ancora cappellano. Nel 1950 ha organizzato l’Azione Cattolica a cui partecipavano numerosi giovani. Anche il Co.As. It. è in parte una sua creazione, avendo inizialmente aiutato la creazione dei corsi di italiano e di varie forme di assistenza ed avendo poi contribuito finanziariamente, attraverso l’Associazione San Francesco, all’acquisto della Casa d’Italia con la sala San Francesco.

Padre Atanasio ha anche collaborato a vari programmi radio in lingua italiana, dalla 2SM, alla SBS Radio e alla stazione radio Rete Italia, con il pensiero religioso quotidiano delle 7,15 del mattino, con il quale augurava “Pace e Bene” a tutti i connazionali.

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