RAPPORTO ANNUALE 2016
CONCEPT CREATIVO Il Gruppo Sabaf si è presentato anche nel 2016 come leader mondiale nel settore
grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e macchinari sempre più d’avanguardia ed interconnessi tra loro.
È in questo scenario che è nato il concept che accompagna il Rapporto Annuale di quest’anno: la celebrazione dell’importanza della figura umana nell’era della quarta generazione industriale.
Nel pieno dell’industria 4.0 c’è un solo elemento che permette al processo
produttivo di non diventare una mera sequenza di passaggi freddi e standardizzati. Questo elemento è l’Uomo che, attraverso le qualità intrinseche nella sua natura
e quindi non replicabili dalla macchina, fonda le basi per il raggiungimento degli obiettivi e il miglioramento continuo degli stessi.
Queste qualità, concepite come parole chiave, accompagnano il lettore, copertina dopo copertina, fino al manifesto finale in cui si rivelano fondamentali per la
comprensione e per il completamento del testo, esattamente come è necessaria la presenza dell’Uomo nei processi aziendali.
“Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più.” Jean-Michel Basquiat Un messaggio di integrazione e complementarietà tra l’uomo e la macchina
espresso dal particolare delle mani dei lavoratori Sabaf che operano insieme al
macchinario. I due elementi si fondono in un soggetto unico in bianco e nero dai toni particolarmente contrastati, che danno la sensazione che i soggetti siano disegnati
direttamente dalla luce che fa affiorare i dettagli per mezzo delle ombre che genera. Nella copertina l’intervento umano diventa necessario, grazie alla speciale tecnica
di stampa “termosensibile” utilizzata, per svelare un dettaglio fondamentale, il claim
dell’azienda, in cui passione umana e ricerca tecnologica convivono e progrediscono.
All Creative Agency
INDICE
20 CAP. 1
BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
32 CAP. 2
DIMENSIONE INTERNAZIONALE E MERCATI DI RIFERIMENTO
40 CAP. 3
CORPORATE GOVERNANCE, RISK MANAGEMENT, COMPLIANCE E REMUNERAZIONE
64 CAP. 4
SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
108 CAP. 5
RELAZIONE SULLA GESTIONE
120 CAP. 6
BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
158
CAP. 7
BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
198
CAP. 8
RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
4
LETTERA AGLI AZIONISTI DELL’AMMINISTRATORE DELEGATO ALBERTO BARTOLI Egregi Azionisti, Gentili Interlocutori, firmo la mia quinta e ultima lettera da Amministratore delegato del gruppo Sabaf. A metà gennaio, infatti, non senza travaglio, dopo 23 anni di lavoro in questa Società, ho deciso di lasciare il mio incarico, con un anno di anticipo rispetto alla
raggiungere una sempre maggiore flessibilità, per rispondere in tempi sempre più rapidi e con elevati standard di qualità ai cicli di un mercato sempre più ondivago.
sua scadenza naturale.
Di recente abbiamo introdotto in azienda anche i principi della Lean Manufacturing
Sono entrato come direttore amministrativo e finanziario nel 1994, in quella che
principio ispiratore è la partecipazione diretta e la responsabilità di ogni singola
all’epoca era una piccola società a impronta famigliare, ma già con la vocazione di diventare più grande e più managerializzata.
Ripercorrendo tutto ciò che è stato fatto da allora ( la crescita costante del fatturato
mantenendo una marginalità considerevole, la quotazione in Borsa del 1998, la
redazione del Bilancio Sociale prima e poi del Rapporto integrato, l’ottenimento
il cui obiettivo è il miglioramento continuo, collettivo e individuale. Il nuovo persona, rendendo tutti protagonisti attivi dei processi aziendali, rispetto ai quali ci
si deve porre in modo propositivo, individuando eventuali sprechi, nuove soluzioni
più economiche e funzionali, e possibili occasioni di miglioramento. Le persone di Sabaf stanno rispondendo con grande entusiasmo a questa nuova sfida, perché il miglioramento continuo è insito nella cultura di questa azienda.
delle certificazioni, i premi per i migliori bilanci, le sedi estere), posso dire con
Infine, sono convinto che il percorso di crescita del gruppo debba passare
e non solo in termini di numeri, ma anche e soprattutto in termini di valori, di
nostro, sul modello di ciò che è stato fatto con A.R.C., la società di Padova di cui
orgoglio che poche società possono vantare risultati così brillanti, non tanto concentrazione di conoscenze, di voglia di rispondere alle continue sfide che il
contesto competitivo obbliga ad affrontare. Ora che sto per lasciare, posso dire con forza che lavorare in Sabaf è un privilegio, che talvolta non viene compreso appieno dalle stesse persone all’interno della società.
Questi risultati sono stati possibili grazie alla governance introdotta, che ha fatto sì
che l’azienda venisse gestita con criteri manageriali, superando la visione angusta
del capitalismo familiare che vuole a tutti i costi gli azionisti coinvolti nei ruoli chiave, anche contro i principi meritocratici.
Negli ultimi cinque anni, gli anni della mia direzione, le sfide del mercato sono
state sempre più impegnative, ad esse abbiamo reagito percorrendo con decisione
inevitabilmente anche attraverso nuove acquisizioni, magari in settori contigui al abbiamo acquisito il 70% nel 2016.
Conservo invece un rammarico ed è legato alla Cina. Gli sforzi sono stati notevoli, ma siamo rimasti ancora ai margini di quello che è il mercato potenziale più grande del mondo e la cui penetrazione resta una delle priorità assolute per un’azienda come la Sabaf che vuole essere protagonista a livello internazionale.
Ritengo che i risultati del 2016 siano di grande soddisfazione. In un anno in cui il mercato degli elettrodomestici è arretrato molto, il gruppo Sabaf è addirittura
riuscito ad aumentare la marginalità netta. Il 2017 è iniziato positivamente e ci sono tutti i presupposti perché sia un anno di risultati molto soddisfacenti.
la strada dell’internazionalizzazione. Oltre alla sede principale di Ospitaletto,
Obbedendo ai principi di Adriano Olivetti, ho cercato nel mio piccolo di dare
sempre più importanti negli anni a venire, e nei quali il continuo miglioramento
almeno un po’, e auguro a tutti di continuare a lavorare con passione, mettendo
abbiamo ora due eccellenti poli produttivi in Brasile e in Turchia, che saranno
della qualità dei prodotti e del contenimento dei costi ha già dato nel 2016 eccellenti risultati. Mi auguro che in entrambi i Paesi si possa proseguire su questa strada.
Da tempo è iniziato in Sabaf il percorso verso la fabbrica digitale, frutto di investimenti costanti in Ricerca e Sviluppo. Qui il nuovo paradigma, basato su una
produzione che utilizzerà macchine interconnesse e collegate ad internet, servirà a
consapevolezza di fini al lavoro delle persone di Sabaf. Spero di esserci riuscito
sempre al primo posto l’azienda. Solo così si potranno raggiungere ambiziosi traguardi professionali e personali.
Grazie a tutti. Alberto Bartoli
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE Il percorso di Sabaf verso il Reporting Integrato La pubblicazione del Rapporto Annuale di Sabaf, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, conferma l’impegno del gruppo, intrapreso sin dal 2005, nella rendicontazione integrata delle proprie performance economiche, sociali ed ambientali.
una migliore comprensione dell’articolazione della strategia e una maggiore coesione interna, sia la comunità degli investitori, che può così comprendere in modo più chiaro il collegamento tra la strategia, la governance e le performance aziendali.
A conferma della rilevanza della rendicontazione integrata come nuovo modello di corporate reporting emergente, sono proseguiti i lavori a livello internazionale sul tema. Nel dicembre 2013 e stato presentato, infatti, da parte dell’lnternational Integrated Reporting Council (llRC), il Framework internazionale sul reporting di sostenibilità “The International <lR> Framework”, che definisce i principi guida da seguire per la predisposizione di un Bilancio lntegrato ed i contenuti chiave dello stesso. L’Integrated Reporting rappresenta un’importante evoluzione della rendicontazione aziendale, sempre più focalizzata sulla creazione di maggiore coesione ed efficienza nel processo di rendicontazione e sull’adozione di un “integrated thinking”.
Sabaf adotta un approccio virtuoso anche in relazione al rispetto dei nuovi obblighi normativi in tema di rendicontazione non finanziaria. Il 30 dicembre 2016 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 254 che, in attuazione della Direttiva 2014/95/UE in materia di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità, prevede che gli Enti di interesse pubblico rendicontino tutte le informazioni rilevanti per l’attività svolta dall’azienda e gli impatti prodotti a partire dai bilanci aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2017. In particolare, le Aziende dovranno fornire un’informativa inerente il modello di gestione, le politiche e i rischi relativi ad aspetti quali la diversità, l’ambiente, la società, i diritti umani, il personale e la corruzione rendicontando altresì gli indicatori di performance rappresentativi degli stessi. Sabaf, in linea con lo spirito pioneristico che la contraddistingue, sta valutando la necessità di definire o aggiornare le politiche e le procedure esistenti per garantire l’adempimento alle richieste del Decreto. Peraltro, il Gruppo già fornisce nel Rapporto Annuale la quasi totalità delle informazioni richieste dalla nuova normativa.
Sabaf, tra le prime società a livello internazionale a cogliere il trend della rendicontazione integrata, intende proseguire nel cammino intrapreso, ispirandosi a quanto indicato dal Framework internazionale, consapevole che un’informativa integrata, completa e trasparente e in grado di favorire sia le imprese stesse, attraverso
Nota metodologica Le Sezioni 1 – Business Model ed approccio strategico, 2 – Dimensione internazionale e mercati di riferimento e 4 – Sostenibilità sociale e ambientale costituiscono il bilancio sociale al 31 dicembre 2016, predisposto secondo le Sustainability Reporting Guidelines G4 definite dal Global Reporting Initiative (GRI) nel 2013, e comprendono gli indicatori previsti per l’opzione di rendicontazione “core”. Il bilancio sociale fa inoltre riferimento ai principi AA 1000 emanati da AccountAbility, per quanto attiene il processo di rendicontazione sociale e il dialogo con gli stakeholder. In continuità rispetto agli anni precedenti, il processo di definizione dei contenuti e di determinazione della materialità si è basato sui principi previsti dal GRI (materialità, inclusività degli stakeholder, contesto di sostenibilità, completezza, comparabilità, accuratezza, tempestività, chiarezza, affidabilità e equilibrio). Il perimetro di rendicontazione del bilancio sociale è lo stesso del bilancio consolidato, con la sola eccezione di A.R.C. s.r.l., società della quale il Gruppo ha acquisito il controllo nel corso del 2016. Tale società rientra nel perimetro del bilancio consolidato a partire dal 1° luglio 2016, ma non è stata inclusa nel perimetro di rendicontazione del bilancio sociale in quanto alla data di predisposizione non sono ancora disponibili tutte le informazioni richieste. Si evidenzia altresì che l’estensione ad A.R.C. del perimetro di rendicontazione non avrebbe avuto un impatto significativo, in considerazione delle ridotte dimensioni di A.R.C. (vendite 2016 pari a 5,1 milioni di euro, 18 dipendenti a fine 2016) in rapporto al Gruppo Sabaf. Eventuali ulteriori eccezioni sono opportunamente indicate nel corso del documento.
La Sezione 3 – Governance, Risk Management, Compliance e Remunerazione riporta le informazioni rilevanti in merito alla struttura di governo societario e al sistema di gestione dei rischi aziendali. Le Sezioni 5 – Relazione sulla Gestione, 6 – Bilancio Consolidato e 7 – Bilancio d’esercizio di Sabaf S.p.A. costituiscono la Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2016. Da ultimo è riportata la Relazione sulla Remunerazione, predisposta ai sensi dell’articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza. Anche quest’anno tra gli “indicatori non finanziari” sono esposti i risultati conseguiti nella gestione e valorizzazione del capitale intangibile, il principale driver che consente di monitorare la capacità della strategia aziendale di creare valore in una prospettiva di medio-lungo termine. Al fine di garantire l’attendibilità delle informazioni riportate nel Bilancio Sociale, sono state incluse grandezze direttamente misurabili, limitando il più possibile il ricorso a stime. I calcoli si basano sulle migliori informazioni disponibili o su indagini a campione. Le grandezze stimate sono chiaramente indicate come tali. Il Rapporto Annuale è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione il 20 marzo 2017 e presentato all’assemblea degli azionisti del 27 aprile 2017.
5
6
Analisi di materialità Le Linee Guida GRI-G4 prevedono che i contenuti del Bilancio Sociale siano definiti sulla base di un’analisi di materialità. Sabaf, in compliance con le richieste del GRI-G4, ha avviato già dal 2014, con il coinvolgimento del management aziendale, un processo di identificazione dei temi materiali (rilevanti) da rendicontare nel Rapporto Annuale, cioè di quei temi: - di significativo impatto economico, ambientale o sociale per il business di Sabaf - che potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder.
Le tematiche si sono confermate come le maggiormente rilevanti anche per il 2016. Si rileva che nella definizione dei temi materiali i seguenti aspetti sono considerati precondizioni per operare e sono pertanto considerati molto rilevanti sia per Sabaf che per gli stakeholder: a) creazione e distribuzione di valore sostenibile nel tempo b) un sistema di governance trasparente ed efficace a supporto del business c) attenzione costante al rispetto della legge nello svolgimento delle proprie attività
Secondo questa prospettiva, la materialità tiene in considerazione non solo il punto di vista dell’organizzazione ma anche quello degli stakeholder.
molto rilevante
Matrice di materialità
Occupazione
Politiche di remunerazione e incentivi
3
Salute e sicurezza del personale e degli appaltatori
18
Customer satisfaction e supporto ai clienti
9
Emissioni in atmosfera, gestione dei rifiuti e degli impatti ambientali
Eco-efficienza e gestione della qualità dei prodotti e dei processi Gestione dei rapporti con i fornitori, supplier assessment e condizioni negoziali Tutela dei Diritti Umani e dei diritti dei lavoratori Diversità e pari opportunità
16
Comunicazione interna
10 11
Affermazione sui mercati internazionali e personalizzazione dei prodotti per i mercati emergenti
12
Immagine distintiva del Gruppo e reputazione del brand
rilevante
RILEVANZA PER GLI STAKEHOLDER
Valutazione delle performance e sviluppo delle carriere
14
Ricerca e innovazione di prodotto e di processo anche con riferimento alla sicurezza e alle performance ambientali
5 7
6
4
Partership con gruppi multinazionali
8
Formazione del personale
Relazioni industriali
1
2
17
15 Politiche di assunzione del personale anche con riferimento alle competenze tecniche
rilevante
RILEVANZA PER SABAF
13
molto rilevante
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
7
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
Tematiche materiali ID
TEMATICA MATERIALE
IMPORTANZA DELLA TEMATICA PER SABAF
LINK AGLI ASPECTS DEL GRI-G4
IMPATTI INTERNI
IMPATTI ESTERNI
1
Formazione del personale
Attività di formazione con lo scopo di garantire la continua crescita professionale dei dipendenti
Training and education (G4-LA9)
Sabaf
2
Relazioni industriali
Rapporto tra SABAF e le rappresentanze sindacali interne, basato sui principi di trasparenza e correttezza reciproca
Freedom of Association and Collective Bargaining (G4-HR4)
Sabaf
Organizzazioni sindacali
3
Politiche di remunerazione e incentivi
- Definizione delle componenti fisse e variabili di retribuzione per i dipendenti - Sistema incentivante basato sul raggiungimento di obiettivi prefissati al fine di perseguire gli obiettivi aziendali
- Market Presence (G4-EC5) - Training and education (G4-LA11) - Equal Remuneration for Woman and Man (G4-LA13)
Sabaf
Organizzazioni sindacali
4
Emissioni in atmosfera, rifiuti e gestione degli impatti ambientali
Definizione delle attività di monitoraggio e riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera e dei rifiuti generati dai processi produttivi di SABAF
- Materials (G4-EN1, G4-EN2) - Energy (G4-EN3,G4-EN5) - Water (G4-EN8,G4-EN9, G4-EN10) - Emissions (G4-EN15, G4-EN16, G4-EN20, G4-EN21) - Effluents and Waste (G4-EN22, G4-23, G4-EN24) - Overall (G4-EN31)
Sabaf
Ambiente, Collettività
5
Ricerca e innovazione di prodotto e di processo anche con riferimento alla sicurezza e alle performance ambientali
Individuazione di nuove soluzioni tecnologiche e produttive (anche con particolare attenzione alla sicurezza e alle performance ambientali) che permettano alla società di rafforzare la leadership nel settore industriale di appartenenza
Product and Services (G4-EN27) Customer Health and Safety (G4-PR1)
Sabaf
Clienti, Collettività, Ambiente
6
Partnership con gruppi multinazionali
Apertura di SABAF a collaborazioni strategiche con i principali player del settore
(*)
Sabaf
Clienti
7
Affermazione sui mercati internazionali e personalizzazione dei prodotti per i mercati emergenti
Replicare il modello di business di SABAF nei Paesi Emergenti, adattandolo alle culture locali
(*)
Sabaf
Clienti, Collettività
8
Immagine distintiva del Gruppo e reputazione del brand
Operare mantenendo l’immagine distintiva che il brand SABAF ha acquisito sul mercato, sinonimo di affidabilità, qualità ed innovazione
(*)
Sabaf
Clienti, Finanziatori
9
Customer satisfaction e supporto ai clienti
Capacità di rispondere efficacemente alle aspettative dei clienti, in tutte le fasi della relazione (dalla progettazione all’assistenza post-vendita)
Product and Service Labeling (G4-PR5)
Sabaf
Clienti
10
Eco-efficienza e gestione della qualità dei prodotti e dei processi
Ricerca di prestazioni e soluzioni di prodotto o processo migliori sotto il profilo dell’impatto ambientale. Progettazione di nuovi prodotti eco-efficienti
Si rimanda alle tematiche 4 e 5
Sabaf
Clienti, Ambiente, Collettività
11
Gestione dei rapporti con i fornitori, supplier assessment e condizioni negoziali
Impegno di SABAF nella definizione di un rapporto con la catena di fornitura basato sui principi di correttezza negoziale, integrità ed equità contrattuale. Condivisione dei valori aziendali con i fornitori. Definizione da parte di SABAF di criteri minimi per la creazione di un rapporto duraturo coi fornitori, basato sui principi della responsabilità sociale
- Supplier Assessment for Labor Practices (G4-LA14) - Assessment (G4-HR9) - Supplier Human Rights Assessment (G4-HR10)
Sabaf
Fornitori, Ambiente, Collettività
12
Salute e sicurezza del personale e degli appaltatori
Gestione, in compliance con la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, degli aspetti legati alla salute e sicurezza dei lavoratori: formazione, prevenzione, monitoraggio, obiettivi di miglioramento.
Occupational Health and Safety (G4-LA6, G4-LA7, G4-LA8)
Sabaf
Fornitori
13
Politiche di assunzione del personale anche con riferimento alle competenze tecniche
Politica di assunzione del personale che intende garantire uguali opportunità per tutti i candidati evitando qualsiasi tipo di discriminazione. Valutazione dei candidati basata sulle competenze, la formazione, le precedenti esperienze lavorative e il potenziale.
Employment (G4-LA1)
Sabaf
Collettività
14
Occupazione
Attenzione a mantenere rapporti stabili, per la consapevolezza della rilevanza del capitale umano per l’attuazione delle strategie aziendali.
Employment (G4-LA2, G4-LA3)
Sabaf
15
Comunicazione interna
Attività e progetti volti a sviluppare un dialogo continuo tra l'azienda e i propri collaboratori.
(*)
Sabaf
16
Diversità e pari opportunità
Impegno volto a garantire pari opportunità al personale femminile o svantaggiato.
Diversity and equal opportunity (G4-LA12)
Sabaf
17
Tutela dei Diritti Umani e dei diritti dei lavoratori
Tutela dei diritti umani previsti dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e dei principi dettati dalle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. La gestione socialmente responsabile dei processi lavorativi e delle condizioni di lavoro nella catena di fornitura secondo i requisiti della norma SA8000.
- Non- discrimination (G4-HR3) - Child Labor (G4-HR5) - Forced or Compulsory Labor (G4-HR6) - Assessment (G4-HR9) - Supplier Human Rights Assessment (G4-HR10)
Sabaf
18
Valutazione delle performance e sviluppo delle carriere
- Sviluppo interno delle competenze previlegiato rispetto all’acquisizione all’esterno delle professionalità - Crescita basata sulla meritocrazia.
- Training and education (G4-LA11)
Sabaf
Fornitori
(*) Riguardo alla tematica in oggetto (non direttamente collegata ad un Aspect previsto dalle Linee guida GRI-G4), Sabaf riporta nel documento l’approccio di gestione adottato e i relativi indicatori.
8
Sabaf aderisce al Codice di Comportamento del CECED Sabaf ha aderito al codice di condotta di CECED Italia, associazione che rappresenta oltre 100 imprese del settore dell’industria degli apparecchi elettrodomestici. Il Codice di Condotta CECED, afferma l’impegno dell’industria europea dell’elettrodomestico nel sostenere comportamenti etici ed equi. Il Codice intende promuovere standard corretti e sostenibili nelle condizioni di lavoro e nella tutela ambientale per sostenere una competizione leale sui mercati globali. I produttori aderenti si impegnano volontariamente ad implementare condizioni di lavoro dignitose, che prevedano il rispetto di standard comuni relativi all’età minima, agli orari di lavoro, alle condizioni igieniche e di sicurezza, al rispetto della libertà di associazione e contrattazione collettiva, così come il rispetto delle norme ambientali. Le aziende firmatarie si impegnano inoltre a sensibilizzare i propri fornitori rispetto ai principi del Codice di Condotta e li incoraggiano a perseguirli. Richiedono inoltre che, attraverso questi ultimi, gli stessi principi vengano proposti all’intera catena di fornitura. Il Rapporto Annuale di Sabaf rappresenta in tal senso anche lo strumento attraverso il quale il Gruppo relaziona anno per anno sull’attuazione pratica dei principi del Codice e sui progressi ottenuti, come specificamente richiesto alle aziende aderenti.
Sabaf aderisce al Global Compact Sabaf nell’aprile del 2004 ha formalmente aderito al Global Compact, l’iniziativa delle Nazioni Unite per le aziende che si impegnano a sostenere e promuovere i dieci principi universalmente accettati relativi ai diritti umani, ai diritti del lavoro, alla tutela dell’ambiente e alla lotta alla corruzione. Con la pubblicazione del Rapporto Annuale 2015, rinnoviamo il nostro impegno per fare del Global Compact e dei suoi principi parte integrante della nostra strategia, della nostra cultura e delle nostre operazioni quotidiane e ci impegniamo inoltre a dichiarare esplicitamente questo nostro impegno a tutti i dipendenti, ai partner, ai clienti e più in generale all’opinione pubblica. Nel Rapporto Annuale sono illustrate dettagliatamente le azioni intraprese dal Gruppo Sabaf a supporto dei dieci principi; i riferimenti sono contenuti nell’indice degli indicatori GRI, secondo la linea-guida “Making the connection. The GRI Guidelines and the UNGC Communication on Progress”. Alberto Bartoli
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
I 10 principi del Global Compact Diritti umani PRINC IPIO I ALLE IMPRESE È RICHIESTO DI PROMUOVERE E RISPETTARE I DIRITTI UMANI UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTI NELL’AMBITO DELLE RISPETTIVE SFERE DI INFLUENZA E
PRIN CIPIO II DI ASSICURARSI DI NON ESSERE, SEPPURE INDIRETTAMENTE, COMPLICI NEGLI ABUSI DEI DIRITTI UMANI.
Lavoro PRINC IPIO III ALLE IMPRESE È RICHIESTO DI SOSTENERE LA LIBERTÀ DI ASSOCIAZIONE DEI LAVORATORI E RICONOSCERE IL DIRITTO ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA.
PRINC IPIO IV L’ELIMINAZIONE DI TUTTE LE FORME DI LAVORO FORZATO E OBBLIGATORIO.
PRINC IPIO V L’EFFETTIVA ELIMINAZIONE DEL LAVORO MINORILE.
PRIN CIPIO V I L’ELIMINAZIONE DI OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE IN MATERIA DI IMPIEGO E PROFESSIONE.
Ambiente PRIN CIPIO V II ALLE IMPRESE È RICHIESTO DI SOSTENERE UN APPROCCIO PREVENTIVO NEI CONFRONTI DELLE SFIDE AMBIENTALI E
PRIN CIPIO V III DI INTRAPRENDERE INIZIATIVE CHE PROMUOVANO UNA MAGGIORE RESPONSABILITÀ AMBIENTALE; E
PRIN CIPIO IX DI INCORAGGIARE LO SVILUPPO E LA DIFFUSIONE DI TECNOLOGIE CHE RISPETTINO L’AMBIENTE.
Lotta alla corruzione PRINC IPIO X LE IMPRESE SI IMPEGNANO A CONTRASTARE LA CORRUZIONE IN OGNI SUA FORMA, INCLUSE L’ESTORSIONE E LE TANGENTI.
9
10
Indicatori di performance in sintesi (KPI) CAPITALE ECONOMICO 2016
2015
2014
RICAVI DELLE VENDITE
€/000
130.978
138.003
136.337
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)
€/000
25.365
26.172
25.952
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)
€/000
12.530
14.091
13.175
UTILE ANTE IMPOSTE
€/000
12.446
13.474
12.157
UTILE NETTO
€/000
9.009
8.998
8.338
CAPITALE CIRCOLANTE
€/000
46.084
48.163
45.844
CAPITALE INVESTITO
€/000
135.767
136.948
137.671
PATRIMONIO NETTO
€/000
112.309
111.040
110.738
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
€/000
23.458
25.908
26.933
9,2
10,3
9,6
5.467
4.613
16.146
REDDITIVITÀ DEL CAPITALE INVESTITO (EBIT/CAPITALE INVESTITO)
%
€/000
DIVIDENDI PAGATI
1
1 Il 12 novembre 2014 è stato pagato agli azionisti un dividendo straordinario pari a € 1,00 per azione (dividendi totali pari a 11.533.000 euro)
€/000
UTILE NETTO
2016
2015
2014
9.009
8.998
8.338
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
11
CAPITALE UMANO
ETÀ MEDIA DEL PERSONALE
LIVELLO DI SCOLARITÀ
TURNOVER IN USCITA
ORE DI FORMAZIONE PER ADDETTO
(somma dell’età dei dipendenti/ totale dipendenti al 31/12)
(numero laureati e diplomati/ totale dipendenti al 31/12)
(dipendenti dimessi e licenziati/ totale dipendenti al 31/12)
(ore di formazione/ dipendenti medi)
ANNI
%
38,6 37,7 37,2
57,2 55,7 54,4
INVESTIMENTI IN FORMAZIONE / FATTURATO
ORE DI SCIOPERO PER CAUSE INTERNE
%
N°
0,23 0,33 0,31
0 0 0
INDICE DI FREQUENZA DEGLI INFORTUNI
INDICE DI GRAVITÀ DEGLI INFORTUNI
POSTI DI LAVORO CREATI
(numero infortuni - esclusi infortuni in itinere - x 1.000.000/tot. ore lavorate)
(giorni di assenza - esclusi infortuni in itinere - x 1.000/tot. ore lavorate)
(persi)
%
ORE
%
15,4
8,7
25,1
18,9
11,9
20
TOTALE DIPENDENTI
N°
%
15,7 17,5 14,4
2016 2015 2014
TASSO DI MALATTIA (ore di malattia/totale ore lavorabili)
%
736
65,5
34,5
759
65,1
34,9
726
64,9
35,1
%
3,28 2,93 2,88
2016 2015 2014
N°
9,21 13,73 11,08
0,04 0,40 0,39
(23) 33 (4)
2016 2015 2014
12
CAPITALE RELAZIONALE
€/000
VALORE DI BENI E SERVIZI ESTERNALIZZATI
VALORE DI BENI E SERVIZI ESTERNALIZZATI
stampaggio ottone e pressofusione alluminio
altre lavorazioni
2.635
€/000
4.010
3.226 3.502
4.284
3.672 10.000
%
10.000
SCARTI PRESSO I CLIENTI
FATTURATO MEDIO PER CLIENTE
(addebiti da clienti e note di credito a clienti per resi/fatturato)
(fatturato totale/numero di clienti)
0,09
€/000
382 416
0,57
464
0,07 1
500
PERCENTUALE DI FATTURATO DERIVANTE DAI NUOVI CLIENTI
INCIDENZA PERCENTUALE DEI PRIMI 10 CLIENTI
(fatturato derivante dai nuovi clienti/fatturato) %
%
1,01
47
1,24
48
1,02
47 2
100
RECLAMI DA CLIENTI
INCIDENZA PERCENTUALE DEI PRIMI 20 CLIENTI %
67
N°
395 320
68
291
70 100
500
NUMERO DI ANALISTI CHE SEGUONO CON CONTINUITÀ IL TITOLO
FATTURATO FORNITORI CERTIFICATI (fatturato fornitori certificati/acquisti) %
68,1
N°
1 2
50,1
2
54,7 100
10
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
PERCENTUALE DI FATTURATO DEI FORNITORI IN PROVINCIA DI BRESCIA
CAUSE AVVIATE CONTRO LE SOCIETÀ DEL GRUPPO
4
N°
13
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
36,2
%
28,8
0
32,9
2 10
100
LIBERALITÀ/UTILE
0,40
%
0,49 0,48 1
CAPITALE PRODUTTIVO CAPITALE IMMOBILIZZATO
INVESTIMENTI TOTALI NETTI
93.967 92.797
%
11.762 12.065
96.152
INVESTIMENTI MATERIALI / FATTURATO
QUANTITÀ VENDUTE RUBINETTI IN LEGA LEGGERA SU TOTALE RUBINETTI E TERMOSTATI
7,2
0,8
0,7
QUANTITÀ VENDUTE BRUCIATORI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA SU TOTALE BRUCIATORI
80,8
100
%
100
%
%
8,4
1
10.141
100
8,8
1,0
20.000
€/000
€/000
200.000
BUDGET IT (investimenti + spese correnti) / FATTURATO
73,6
68,1
14,5
13,4
9,6
Legenda 2016
2015
2014
14
CAPITALE AMBIENTALE
OTTONE
LEGHE DI ALLUMINIO
10.000
ACCIAIO
10.000
MATERIALI UTILIZZATI (t)
10.000
697
1.025
6.703
1.030
7.405
RIFIUTI PERICOLOSI
500
10.000
7.250
6.790
6.287
RIFIUTI NON PERICOLOSI
10.000
RIFIUTI (t)
ASSIMILABILE URBANO
7.431
152
166
2.210
200
m3x000
CONSUMO DI METANO
2.396
2.374
5.573
5.378
MWh
CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA
3.432
27.189
3.376
29.384
3.120
5.453
29.773 10.000
50.000
t
EMISSIONI CO2
%
SPESE CORRENTI AMBIENTALI/ FATTURATO AL 31/12
16.541
0,43
17.384
0,4 0,4
18.071Â 50.000
1
%
INVESTIMENTI AMBIENTALI/ FATTURATO AL 31/12
%
INCIDENZA RIFIUTI PERICOLOSI (kg rifiuti pericolosi / tot.produzione pressofusione)
0,53
3,4
0,47
4,1
0,34
4,4 1
10
Legenda 2016
2015
2014
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
INTRODUZIONE AL RAPPORTO ANNUALE
CAPITALE INTELLETTUALE
2016
2015
2014
€/000
231
297
341
%
1,5
1,4
1,8
%
2,3
3,0
2,0
INVESTIMENTI IMMATERIALI/FATTURATO
%
0,4
0,6
0,5
SPESE CORRENTI PER LA QUALITÀ/FATTURATO
%
0,24
0,19
0,11
INVESTIMENTI PER LA QUALITÀ/FATTURATO
%
0,10
0,05
0,08
VALORI DEGLI SCARTI/FATTURATO
%
0,87
1,22
1,25
INCIDENZA COSTI QUALITÀ/FATTURATO
%
0,96
1,80
1,31
NUMERO CAMPIONATURE PER I CLIENTI
N°
1.154 1.069 1.143
NUMERO DI CODICI FORNITI AI PRIMI 10 CLIENTI
N°
2.303 2.278 2.158
INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO CAPITALIZZATI
ORE DEDICATE ALLO SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI/ORE LAVORATE
ORE DEDICATE ALL’INGEGNERIA DI PROCESSO/ORE LAVORATE
(ore dedicate a commesse per la costruzione di nuove macchine per nuovi prodotti o per aumentare la capacità produttiva/totale ore lavorate)
(scarti in produzione/fatturato)
(scarti in produzione + addebiti e resi da clienti/fatturato)
15
16
Valore Economico Generato e Distribuito Si riporta di seguito l’analisi della determinazione e della ripartizione del valore economico tra gli stakeholder, elaborata in conformità alle indicazioni del GRI. Il prospetto è stato predisposto distinguendo tre livelli di valore economico. Quello generato, quello distribuito e quello trattenuto dal Gruppo. Il valore economico rappresenta la ricchezza complessiva creata da Sabaf, che viene successivamente ripartita tra i diversi stakeholder: fornitori (costi operativi), collaboratori, finanziatori, azionisti, pubblica amministrazione e collettività (liberalità esterne).
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
VALORE ECONOMICO GENERATO DAL GRUPPO
134.937
142.648
(7.711)
Ricavi
130.978
138.003
(7.025)
2.752
3.689
(937)
Proventi finanziari
101
67
34
Rettifiche di valore
842
1.230
(388)
Svalutazione crediti
(189)
(356)
167
Differenze di cambio
435
(89)
524
Proventi/oneri dalla vendita di attività materiali ed immateriali
18
104
(86)
VALORE ECONOMICO DISTRIBUITO DAL GRUPPO
118.396
126.098
(7.702)
76.809
83.844
(7.035)
559
559
0
32.112
32.526
(414)
Remunerazione dei finanziatori
621
596
25
Remunerazione degli azionisti 2
5.467
4.613
854
Remunerazione della pubblica amministrazione 3
3.351
4.475
(1.124)
36
44
(8)
VALORE ECONOMICO TRATTENUTO DAL GRUPPO
16.541
16.550
(9)
Ammortamenti
12.853
12.185
668
Accantonamenti
127
49
78
Utilizzo fondi
(67)
(69)
2
3.628
4.385
(757)
Altri proventi
Remunerazione dei fornitori di cui per spese ambientali Remunerazione dei collaboratori
Liberalità esterne
Riserve
2 L’importo è stimato sulla base del dividendo proposto 3 Include le imposte differite
VARIAZIONE
IN TUI ZIO NE 1
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CAPITOLO 1 BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 1 - BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
LA SABAF 4.0 Con “Industria 4.0” si vuole indicare la quarta rivoluzione industriale, ovvero quella che porterà a una produzione quasi integralmente basata su un utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. Macchine tuttavia non ancora in grado di lavorare da sole: perché a una più potente capacità di calcolo e archiviazione dei dati andrà affiancata una migliore efficienza nel ricavarne valore. Oggi solo l’1% dei dati raccolti vien utilizzato dalle imprese per perfezionare i loro processi sulla base delle informazioni a disposizione. Per noi, che abbiamo intrapreso già da una decina di anni il cammino verso l’industria 4.0, attraverso l’impiego di robot e la capacità delle diverse fasi del lavoro di comunicare fra loro, la nuova frontiera consiste nel raggiungere una maggiore flessibilità, per rispondere in tempi
sempre più rapidi e con elevati standard di qualità ai cicli di un mercato sempre più ondivago. Il nostro obbiettivo è quello di rendere disponibili e utilizzabili in tempo reale i dati derivanti da queste integrazioni alle persone direttamente coinvolte sui processi, perché è solo il sapere dell’uomo che può garantire la vera rivoluzione 4.0, soprattutto in una realtà verticalizzata e integrata come Sabaf. Dobbiamo imparare a usare tutto ciò al meglio per ricavarne prestazioni più alte, risparmio di tempo, di sprechi, di costi, di energia. Dobbiamo tutti quanti diventare le menti di processi nuovi e potenti. Il sapere di Sabaf, la sua storia, la sua tradizione, le sue competenze e le nuove frontiere del lavoro. Ecco cosa significa per noi “Industria 4.0”
Sabaf e la filosofia lean Modello giapponese, lean production, qualità totale. Sono le formule con cui l’industria manifatturiera cerca di stare al passo dei tempi, delle sfide globali che rendono il mercato incerto e i vantaggi competitivi non acquisiti per sempre. Sabaf già da tempo è orientata alla filosofia del miglioramento continuo e applica, in fabbrica come nelle attività d’ufficio, numerose tecniche tipiche del lean manufacturing e del lean office. È una strada necessaria per non perdere quote di mercato in una realtà resa complicata dal momento economico difficile, non solo per il settore degli elettrodomestici. Sappiamo anche che il miglioramento continuo è un obiettivo che deve riguardare tutti, a qualunque livello. Se desideriamo rimanere al passo con i tempi ognuno deve impegnarsi per fare in modo eccellente ciò che già sa fare bene. Ognuno è invitato a fare emergere le capacità che possiede e a condividere con gli altri l’esperienza e il sapere acquisiti sul campo. Siamo consapevoli che ogni risorsa mal impiegata o non impiegata è una risorsa sprecata, si parli di energia, di tempo, di persone, di intelligenze, di materia prima. Sappiamo infine che il miglioramento continuo implica la propensione delle persone al cambiamento, come ci ha insegnato
Charles Darwin non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. Per rendere più strutturato e continuare a supportare questo percorso, nel 2016 è stato avviato un ambizioso programma di formazione sui temi della lean philosophy e della lean production, che abbiamo chiamato “Il percorso dell’eccellenza”. Sono stati coinvolti prima di tutto i manager, che hanno seguito un percorso formativo di 32 ore, focalizzato principalmente sullo sviluppo delle competenze umane (la ricerca dell’eccellenza come opportunità di crescita umana e professionale). Una seconda fase del percorso formativo, avviata a inizio 2017, sta interessando quasi 200 persone, impiegate sia in attività di ufficio che di produzione. I primi feedback sono estremamente positivi, le persone hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa e manifestato la disponibilità e la volontà di mettersi continuamente in gioco. Un osservatore esterno ne rimarrebbe sorpreso: è noto quanto forte sia in molte organizzazioni la resistenza al cambiamento e quanto scetticismo si possa riscontrare di fronte alle novità. Ma per chi, come noi, è cresciuto con la tradizionale passione per il “fare bene” tipicamente bresciano, caratteristica fondamentale del nostro DNA, è un’ulteriore conferma della validità del fattore umano in Sabaf, il vero punto di forza su cui costruire il nostro futuro.
21
INPUT
MODELLO DI BUSINESS Coerentemente con i valori condivisi e la propria missione, la Società ritiene che esista un modello industriale e culturale di successo da consolidare prioritariamente attraverso la crescita organica. L’innovazione, la sicurezza, la valorizzazione delle persone e la sostenibilità socio–ambientale rappresentano le caratteristiche distintive del modello Sabaf.
CAPITALE ECONOMICO
CAPITALE UMANO • Collaboratori 736 • Elevata scolarità: dipendenti laureati o diplomati 57,2% • Ore di formazione per addetto 15,7 • Investimenti in formazione su fatturato 0,23%
• Indebitamento finanziario netto 23.458.000 € • Patrimonio Netto 112.309.000 € • Capitale investito 135.767.000 € • Capitalizzazione di mercato al 31 dicembre/patrimonio netto 1,07
APPROCCIO AL BUSINESS
OUTPUT
Innovazione, valorizzazione delle risorse interne e apprendimento continuo
+
Qualità, sicurezza interna ed esterna, eco-compatibilità
Internazionalizzazione
Sostenibilità
CAPITALE ECONOMICO
CAPITALE UMANO
• Ricavi di vendita -5,0% • EBITDA in percentuale delle vendite 19,4%
• N. neo-assunti 80 • Turnover in uscita 13,04% • Ore di sciopero su ore lavorabili 0,36% • Indice di frequenza degli infortuni 9,21 • Indice di gravità degli infortuni 0,04
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
23
CAPITOLO 1 - BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
• Fatturato derivante dai primi 10 clienti 47% • N. clienti 293 • Acquisti da fornitori nella provincia di Brescia 36,2%
CAPITALE PRODUTTIVO
CAPITALE AMBIENTALE
• Siti di produzione 5 • Investimenti materiali su fatturato 8,8% • Valore immobilizzazioni materiali 79.334.000 €
Ottone 697t Leghe di Alluminio 6.703t Acciaio 7.250t Energia elettrica consumata 27.189MWh • Metano consumato 3.432.000m3 • Acqua utilizzata 93.519m3 • • • •
FAT T O R I D I S T I N T I V I Produzione interna e verticalizzata di: componenti e prodotti
• Fatturato medio per cliente 382.000 € • N. campionature per i clienti 1.154 • Reclami da clienti 395 • Cause avviate contro le società del Gruppo 4 • Liberalità/utile 0,40%
macchinari, utensili e stampi basata su know-how specifico
CAPITALE PRODUTTIVO • Bruciatori venduti N. pezzi 35.100.000 • Bruciatori ad alta efficienza 14,5% • Rubinetti e termostati venduti N. pezzi 18.800.000 • Rubinetti e termostati venduti in lega leggera 80,8%
• Ore dedicate allo sviluppo di nuovi prodotti 1,5% • Ore dedicate all’ingegneria di processo 2,3%
PRODOTTI Rubinetti e termostati
Cerniere
CAPITALE AMBIENTALE
• Ton. Rifiuti pericolosi su totale pezzi pressofusi 3,4% • Emissioni CO2 16.541t
+
Bruciatori
Accessori
CAPITALE INTELLETTUALE • N. brevetti 31 • N. codici forniti ai primi 10 clienti 2.303 • Incidenza spese correnti qualità su fatturato 0,24%
OUTPUT
CAPITALE RELAZIONALE
+
CAPITALE INTELLETTUALE
INPUT
CAPITALE RELAZIONALE
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Approccio strategico e creazione di valore
VISION
MISSION
FOCUS STRATEGICO Innovazione
1
Integrazione della ricerca e sviluppo sui prodotti e sui processi produttivi
Eco-efficienza
Sicurezza
Affermazione sui mercati internazionali
Allargamento della gamma di componenti e partnership internazionali
AMBITI D’AZIONE
2
Forte verticalizzazione della produzione, in cui le fasi ad alto valore sono realizzate con tecnologie esclusive
3
Capacità di coniugare elevata automazione e flessibilità, produzioni di grandi serie e customizzazione
CREAZIONE DI VALORE SOSTENIBILE
Valorizzazione delle attività immateriali e del capitale intellettuale
4
Flusso continuo di investimenti teso a rafforzare i vantaggi competitivi
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 1 - BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
Valori, visione e missione Sabaf assume come valore originario e quindi come criterio fondamentale di ogni scelta la Persona, da cui deriva una visione imprenditoriale incentrata che assicuri dignità e libertà alla Persona all’interno di regole di comportamento condivise.
scelte che non rispettano l’integrità fisica, culturale e morale della Persona, anche se tali decisioni possono risultare efficienti, economicamente convenienti e legalmente accettabili.
La centralità della Persona rappresenta un valore universale, ossia una iper-norma applicabile senza differenze di tempo e di spazio. Nel rispetto di tale valore universale il Gruppo Sabaf opera promuovendo le diversità culturali attraverso il criterio dell’equità spaziale e temporale. Un tale impegno morale implica una rinuncia a priori a tutte le
Rispettare il valore della Persona significa, innanzi tutto, ricondurre a priorità gerarchica la dimensione della categoria dell’Essere in rapporto con il Fare e l’Avere, e quindi tutelare e valorizzare le manifestazioni “essenziali” che permettono di esprimere la pienezza della Persona.
VALORI Innovazione
COMUNICARE
PERSONA
CREDERE
Cambiamento
AGIRE
Sicurezza
Trasparenza
PENSARE
25
26
La Carta dei Valori Sabaf La Carta Valori di Sabaf è lo strumento attraverso il quale il Consiglio di Amministrazione di Sabaf esplicita i valori, i principi di comportamento e le modalità di gestione dei rapporti tra Sabaf e i suoi stakeholder. Tutte le società del Gruppo sono tenute formalmente a recepirla. La Carta Valori rappresenta anche un documento di riferimento nell’ambito del Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e, come tale, espone una serie di regole generali di condotta alle quali i collaboratori del Gruppo sono tenuti ad attenersi.
VISIONE
Coniugare le scelte ed i risultati economici con i valori etici mediante il superamento del capitalismo familiare a favore di una logica manageriale orientata non solo alla creazione di valore, ma anche al rispetto dei valori.
Consolidare il primato tecnologico e di mercato nella progettazione, produzione e distribuzione dell’intera gamma di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas tramite la costante attenzione all’innovazione, alla sicurezza ed alla valorizzazione delle competenze interne.
MISSIONE
Associare la crescita delle prestazioni aziendali alla sostenibilità socio-ambientale, promuovendo un dialogo aperto alle aspettative legittime degli interlocutori.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 1 - BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
Innovazione
Affermazione sui mercati internazionali
L’innovazione rappresenta per Sabaf uno degli elementi essenziali del modello industriale di Sabaf ed una tra le principali “leve strategiche”. Grazie all’innovazione continua il Gruppo è riuscito a raggiungere risultati d’eccellenza, individuando soluzioni tecnologiche e produttive tra le più avanzate ed efficaci attualmente disponibili e instaurando un circolo virtuoso di miglioramento continuo dei processi e dei prodotti, fino ad acquisire una competenza tecnologica con caratteristiche difficilmente replicabili dai concorrenti. Il know-how acquisito negli anni nello sviluppo e realizzazione interna di macchinari, utensili e stampi, che si integra sinergicamente con il know-how nello sviluppo e nella produzione dei nostri prodotti, rappresenta il fattore critico di successo del Gruppo. Gli investimenti in innovazione hanno permesso alla società di divenire leader a livello mondiale in un settore di nicchia ad altissima specializzazione e di raggiungere nel tempo elevati livelli di sviluppo tecnologico, specializzazione e flessibilità produttiva. I siti produttivi in Italia e all’estero sono progettati per garantire prodotti secondo i più elevati livelli di tecnologia oggi disponibili e rappresentano un modello all’avanguardia sia per il rispetto dell’ambiente sia per la sicurezza dei lavoratori.
Sabaf persegue la propria crescita attraverso l’affermazione sui mercati internazionali, cercando di replicare il proprio modello industriale nei Paesi emergenti e adattandolo alla cultura locale. Coerentemente con i valori di riferimento e la propria missione, il Gruppo sta cercando di portare know-how e tecnologie all’avanguardia in tali Paesi, operando nel pieno rispetto dei diritti della persona, dell’ambiente e osservando il codice di condotta delle Nazioni Unite per le imprese transnazionali. Tale scelta è guidata dalla consapevolezza che solo operando in modo socialmente responsabile è possibile assicurare alle esperienze industriali nei mercati emergenti uno sviluppo di lungo periodo.
Eco-efficienza La strategia di innovazione di prodotto di Sabaf si basa in modo prioritario sulla ricerca di prestazioni superiori sotto il profilo dell’impatto ambientale. L’attenzione ai temi ambientali si concretizza sia in processi produttivi innovativi che determinano un minore impatto energetico nella fabbricazione dei prodotti, sia, soprattutto, nella progettazione di prodotti eco-efficienti durante il loro uso quotidiano. Gli sforzi di innovazione sono orientati verso lo sviluppo di bruciatori che riducano i consumi di combustibile (metano o altri gas) e le emissioni (in particolare anidride carbonica e monossido di carbonio) in utenza.
Sicurezza La sicurezza è stata da sempre uno degli elementi imprescindibili del progetto imprenditoriale di Sabaf. Sicurezza per Sabaf non è una mera adesione agli standard esistenti, ma è una filosofia gestionale orientata al miglioramento continuo delle proprie prestazioni, al fine di garantire all’utente finale un prodotto sempre più sicuro. Il Gruppo, oltre ad investire nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, ha scelto di rendersi parte attiva nel diffondere la cultura della sicurezza, sia favorendo la vendita dei prodotti con dispositivi di sicurezza termoelettrica, sia attraverso una politica di comunicazione finalizzata alla promozione dell’uso di prodotti con dispositivi di sicurezza termoelettrica. Da tempo Sabaf si è fatta promotrice in tutto il mondo - nelle diverse sedi istituzionali - dell’introduzione di norme che rendano obbligatoria l’adozione di prodotti con dispositivi di sicurezza termoelettrica. La sicurezza si è rilevata fattore critico di successo, anche perché la Società è riuscita ad anticipare la domanda di prodotti con dispositivi di sicurezza nel mercato europeo e a stimolare la diffusione di tali prodotti anche nei Paesi in via di sviluppo. Sabaf si è inoltre fatta promotrice del divieto di utilizzazione della zamak (lega di zinco e alluminio) per la produzione di rubinetti gas per la cottura, in considerazione dell’intrinseca pericolosità. Ad oggi, peraltro, in Brasile, in Messico e in altri Paesi sudamericani l’uso della zamak rimane consentito, limitando di fatto le opportunità di business nel segmento dei rubinetti per Sabaf, che non intende prendere in considerazione la produzione di rubinetti in zamak.
Allargamento della gamma di componenti e partnership con i gruppi multinazionali L’ampliamento continuo della gamma ha lo scopo di fidelizzare sempre più la clientela attraverso il più ampio soddisfacimento dei bisogni. La possibilità di offrire una gamma completa di componenti rappresenta inoltre per Sabaf un ulteriore elemento distintivo rispetto ai concorrenti. Tale ampliamento è perseguito sia tramite la ricerca interna, sia tramite la crescita per linee esterne, anche in settori contigui. Ne è un esempio l’’acquisizione nel 2016 della quota di maggioranza di A.R.C. s.r.l., società leader in Italia nella produzione di bruciatori per la cottura professionale. Il Gruppo intende inoltre consolidare ulteriormente i rapporti di collaborazione con i clienti e rafforzare il proprio posizionamento come unico fornitore di una gamma completa di prodotti nel mercato dei componenti di cottura, anche grazie alla capacità di adattare i processi produttivi alle specifiche esigenze dei clienti.
Valorizzazione delle attività immateriali e del proprio capitale intellettuale La valorizzazione delle attività immateriali è essenziale per competere in modo efficace sul mercato internazionale. Sabaf è attenta a monitorare e incrementare il valore delle proprie attività immateriali: l’alta competenza tecnica e professionale delle persone che vi lavorano, l’immagine sinonimo di qualità e affidabilità, la reputazione d’impresa attenta alle problematiche sociali e ambientali e alle esigenze dei propri interlocutori. La promozione dell’idea del lavoro e dei rapporti con gli stakeholder come “passione di un progetto fondato su valori comuni in cui tutti possono riconoscersi simmetricamente” rappresenta non solo un impegno morale, ma la vera garanzia di valorizzazione degli asset immateriali. In questa prospettiva la condivisone dei valori rappresenta l’anello di congiunzione tra la promozione di una cultura d’impresa orientata alla responsabilità sociale e la valorizzazione del proprio capitale intellettuale.
27
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La responsabilità sociale nei processi di business Per tramutare in scelte di intervento ed attività gestionali i valori ed i principi dello sviluppo sostenibile, Sabaf applica una metodologia strutturata, i cui fattori qualificanti sono i seguenti:
1
2
3
la condivisione dei valori, della missione e della strategia di sostenibilità;
la formazione e la comunicazione;
un sistema di controllo interno capace di monitorare i rischi (inclusi quelli etici e quelli reputazionali) e di verificare l’attuazione degli impegni verso gli stakeholder;
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indicatori chiave di performance (KPI), capaci di monitorare le prestazioni economiche, sociali e ambientali;
un sistema di rendicontazione chiaro e completo, in grado di informare efficacemente le diverse categorie di stakeholder;
un sistema di rilevazione (stakeholder engagement), per confrontarsi con le aspettative di tutti gli stakeholder e per ricevere feedback utili nell’ottica di un miglioramento continuo.
Approccio precauzionale La consapevolezza dei risvolti sociali e ambientali che accompagnano le attività svolte dal Gruppo, unitamente alla considerazione dell’importanza rivestita tanto da un approccio cooperativo con gli stakeholder quanto dalla buona reputazione del Gruppo stesso, ha spinto Sabaf ad adottare un approccio precauzionale nella gestione delle variabili economiche, sociali ed ambientali e che deve quotidianamente gestire. A questo scopo il Gruppo ha sviluppato specifiche analisi sui principali rischi delle differenti dimensioni di operatività. Informazioni di dettaglio sul sistema di controllo interno e sul sistema di risk management sono illustrate nella Sezione 3 “Governance, Risk Management, Compliance e Remunerazione”.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 1 - BUSINESS MODEL E APPROCCIO STRATEGICO
STAKEHOLDER ENGAGEMENT Sabaf è impegnata nel rafforzare costantemente il valore sociale delle proprie attività di business attraverso un’attenta gestione delle relazioni con gli stakeholder. La società intende instaurare un dialogo aperto e trasparente, favorendo momenti di confronto al fine di rilevarne le legittime aspettative, accrescere la fiducia nei confronti dell’Azienda, gestire i rischi e identificare nuove opportunità. L’identificazione degli stakeholder è un punto di partenza essenziale per la definizione dei processi di reporting socio-ambientale. La “mappa degli stakeholder” fornisce una rappresentazione sintetica dei principali interlocutori di Sabaf, individuati in funzione delle peculiarità di business, degli aspetti caratteristici di mercato e dell’intensità delle relazioni con questi ultimi.
Il Rapporto Annuale rappresenta lo strumento privilegiato di comunicazione per la presentazione delle performance di rilievo conseguite nell’anno in ambito economico, sociale ed ambientale. Si riportano, di seguito, le iniziative di coinvolgimento rispetto a ciascuno stakeholder che vengono svolte periodicamente (generalmente con frequenza biennale o triennale). I temi rilevanti emersi da tali attività sono riportati nella sezione Sostenibilità Sociale ed Ambientale.
Clienti Collettività
Collaboratori
Pubblica Amministrazione
Soci
Concorrenti
Ambiente Finanziatori
Dipendenti
Clienti
Fornitori
Soci
Collettività e Istituzioni
QUESTIONARIO
QUESTIONARIO DEDICATO AGLI ANALISTI FINANZIARI E AI GESTORI DI FONDI DI INVESTIMENTO
PANEL MULTISTAKEHOLDER
SURVEY DI EMPLOYEE SATISFACTION E ANALISI DI CLIMA INCONTRI CON I DIPENDENTI PANEL CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION
Fornitori
INCONTRI PERIODICI
INCONTRI CON I GESTORI DI FONDI ETICI
DIALOGO CON LE UNIVERSITÀ
Stakeholder
Iniziative di stakeholder engagement intraprese
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CO NO SCE NZA 2
32
CAPITOLO 2 DIMENSIONE INTERNAZIONALE E MERCATI DI RIFERIMENTO
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 2 - DIMENSIONE INTERNAZIONALE E MERCATI DI RIFERIMENTO
PRESENZA INTERNAZIONALE Il Gruppo Sabaf è uno dei principali produttori mondiali di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas, con una quota di mercato di circa il 50% in Europa e superiore al 10% a livello mondiale. Il mercato di riferimento è rappresentato dai produttori di elettrodomestici, ed in particolare di cucine, piani di cottura e forni. La maggior parte delle vendite è costituita dalla fornitura di primo equipaggiamento, mentre sono trascurabili le vendite di componenti destinati alla ricambistica.
DIREZIONE E PRODUZIONE
Quota di mercato di circa il 50% in Europa e superiore al 10% a livello mondiale
RETE COMMERCIALE
RETE COMMERCIALE
SEDE PRODUTTIVA
SEDE PRODUTTIVA
SEDE PRODUTTIVA
Principali linee di produzione Rubinetti e termostati
Bruciatori
Cerniere
Accessori
Sono i componenti che regolano il flusso di gas verso i bruciatori coperti (del forno o del grill) o scoperti; i termostati si caratterizzano per la presenza di un dispositivo termoregolatore per il mantenimento costante della temperatura prescelta.
Sono i componenti che, mediante la miscelazione del gas con l’aria e la combustione dei gas impiegati, producono una o più corone di fiamma.
Sono i componenti che permettono il movimento ed il bilanciamento in fase di apertura e chiusura della porta del forno, della lavatrice o della lavastoviglie.
Il Gruppo inoltre produce e commercializza un’ampia gamma di accessori, che integrano l’offerta delle principali linee di prodotto.
33
34
Fatturato per linea di prodotto
0
anno
Mgl ₏
5.000
10.000
15.000
20.000
25.000
30.000
40.000
9.007
Rubinetti in ottone
32.393
Rubinetti in lega leggera 7.669
Termostati
2016
35.000
37.338
Bruciatori standard 21.215
Bruciatori speciali 12.613
Accessori e altri ricavi 2.289
Bruciatori professionali
8.424
Cerniere
12.689
Rubinetti in ottone
33.784
Rubinetti in lega leggera 10.596
Termostati
2015
37.789
Bruciatori standard 21.622
Bruciatori speciali 13.577
Accessori e altri ricavi Bruciatori professionali
7.946
Cerniere
13.741
Rubinetti in ottone
34.006
Rubinetti in lega leggera 12.288
Termostati
2014
36.160
Bruciatori standard 20.251
Bruciatori speciali 12.928
Accessori e altri ricavi Bruciatori professionali
6.963
Cerniere
14.613
Rubinetti in ottone
27.618
Rubinetti in lega leggera 13.350
Termostati
2013
38.222
Bruciatori standard 18.943
Bruciatori speciali 11.571
Accessori e altri ricavi Bruciatori professionali
6.650
Cerniere
18.601
Rubinetti in ottone
23.524
Rubinetti in lega leggera 13.074
Termostati
2012
39.337
Bruciatori standard 18.850
Bruciatori speciali 11.226
Accessori e altri ricavi Bruciatori professionali
-
Cerniere
6.121
T O TA L I
130.978
138.003
136.337
130.967
130.733
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
35
CAPITOLO 2 - DIMENSIONE INTERNAZIONALE E MERCATI DI RIFERIMENTO
LO SVILUPPO INTERNAZIONALE DI SABAF: SFIDE ED OPPORTUNITÀ Mgl €
Fatturato per area geografica
ANALISI DELLO SCENARIO
DATI DI PERFORMANCE
Italia La crisi degli ultimi anni ha trasformato significativamente il settore degli elettrodomestici in Italia. Oggi i migliori produttori italiani di apparecchi di cottura sono focalizzati sull’alto di gamma o su prodotti speciali, fortemente vocati all’esportazione e continuano a registrare ottimi risultati. Sabaf offre ai clienti italiani un’altissima qualità e una gamma differenziata di componenti che li aiutano a pro36.365 | 27,8%
41.244 | 29,9%
muovere il “made in Italy” sui mercati internazionali. La quota preponderante (si stima circa l’80%) delle vendite Sabaf in Italia è infatti destinata a elettrodomestici esportati dai nostri clienti. Solo una quota marginale è destinata al mercato dei consumatori italiani, che continua a essere condizionato della crisi del settore immobiliare e da dinamiche demografiche negative.
42.277 | 31,0%
42.662 | 32,6%
45.597 | 34,9%
Europa Occidentale Anche in Europa Occidentale la produzione di elettrodomestici si è fortemente ridimensionata negli ultimi anni: alcuni produttori hanno cessato la loro attività, altri hanno delocalizzato (principalmente in Polonia e Tur8.553 | 6,5%
7.438 | 5,4%
chia). Rimangono in Europa Occidentale le produzioni di gamma alta, dove Sabaf ha l’obiettivo di incrementare sensibilmente la propria quota.
8.716 | 6,4%
7.465 | 5,7%
7.337 | 5,6%
Europa Orientale e Turchia La Turchia è oggi lo stato europeo dove viene prodotto il maggior numero di elettrodomestici. In tale ambito l’apertura di un insediamento produttivo in Turchia e lo sviluppo di nuove relazioni commerciali rappresentano elementi chiave a supporto della strategia di crescita. Il mercato domestico turco è prospetticamente di sempre maggiore rilevanza: l’età media della popolazione, il numero di nuove 34.123 | 26,1%
35.125 | 25,5%
famiglie, l’aumento dei redditi sono indicatori convergenti nell’indicare una domanda di beni durevoli in crescita. La strategia del Gruppo prevede un ulteriore sviluppo delle attività in Turchia nei prossimi anni. Il Gruppo è attivo anche sugli altri mercati dell’Europa Orientale, dove intende concludere nuovi accordi di partnership con i clienti e rafforzare quelli già in essere.
36.198 | 26,6%
Legenda
29.300 | 22,4%
2016
2015
33.236 | 25,4%
2014
2013
2012
36
ANALISI DELLO SCENARIO
DATI DI PERFORMANCE
Asia e Oceania tà sempre più competitivi rispetto a quelli forniti dai concorrenti locali, punta a stringere collaborazioni di lungo periodo con i principali produttori di piani cottura cinesi. Un altro mercato dalle grandi potenzialità è quello indiano, per il quale Sabaf ha sviluppato una gamma di bruciatori dedicata e dove le vendite sono in costante incremento, seppure ancora su valori assoluti modesti.
La Cina, con la sua produzione di circa 26 milioni di piani cottura per anno, rappresenta il più importante mercato al mondo. Dopo molti anni di sola presenza commerciale, nel 2015 Sabaf ha avviato la produzione in Cina di un bruciatore speciale, che garantisce ai piani d’incasso un’efficienza superiore al 63%. Il Gruppo, consapevole di proporre prodotti di alta quali8.088 | 6,2%
7.019 | 5,0%
6.907 | 5,0%
4.727 | 3,6%
5.106 | 3,9%
Centro e Sud America Per lo sviluppo futuro Sabaf può contare su una presenza, anche produttiva, ormai consolidata (uno stabilimento in Brasile è operativo fin dal 2001). Nonostante le difficoltà del mercato brasiliano negli ultimi anni, il Gruppo Sabaf ritiene che le potenzialità di sviluppo di quest’area 20.847 | 15,9%
20.815 | 15,1%
siano ancora estremamente interessanti, in considerazione delle significative dimensioni del mercato e dei trend di crescita demografica. La gamma di prodotto destinata al mercato locale è stata significativamente ampliata, anche per soddisfare le specificità della domanda.
18.324 | 13,4%
24.375 | 18,6%
21.895 | 16,7%
Medio Oriente e Africa Peraltro, il Gruppo continua a considerare il Medio Oriente e l’Africa tra i mercati più promettenti nel medio termine, anche in considerazione delle dinamiche demografiche e del crescente tasso di urbanizzazione.
Sabaf vanta una presenza di lungo corso e una grande reputazione in Medio Oriente e Africa. Le difficoltà sociopolitiche ed economiche dell’area hanno pesantemente condizionato le performance di quest’area nel 2016. 11.698 | 8,9%
16.759 | 12,1%
16.871 | 12,4%
17.547 | 13,4%
14.150 | 10,8%
Nord America e Messico La presenza di Sabaf in Nord America è relativamente recente, ma vendite e quota di mercato sono in costante crescita negli ultimi anni. I piani futuri prevedono anche
11.304 | 8,6%
9.603 | 7,0%
lo sviluppo di prodotti in codesign con i principali clienti e un presidio più diretto del mercato, eventualmente anche tramite un sito produttivo.
7.044 | 5,2%
Legenda
4.891 | 3,7%
2016
2015
3.412 | 2,6%
2014
2013
2012
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 2 - DIMENSIONE INTERNAZIONALE E MERCATI DI RIFERIMENTO
LE TENDENZE NEL SETTORE DEI PRODUTTORI DI APPARECCHI DI COTTURA Da anni nel settore è evidente una tendenza all’esternalizzazione della progettazione e della produzione di componenti verso fornitori altamente specializzati che, come Sabaf, sono attivi nei principali mercati mondiali ed in grado di fornire una gamma di prodotti che risponde alle esigenze specifiche dei diversi mercati. Inoltre, si accentua la tendenza all’internazionalizzazione della produzione, sempre più delocalizzata verso paesi a basso costo della manodopera e in cui i livelli di saturazione sono inferiori.
L’ingresso di nuovi player sullo scenario internazionale ha inoltre determinato una situazione di eccesso di offerta, che genera forti tensioni competitive e sta evolvendo in una maggiore concentrazione del settore. Peraltro, tale tendenza è meno evidente per gli apparecchi di cottura rispetto agli altri elettrodomestici: nel comparto cottura, infatti, design ed estetica da un lato e la minore intensità di investimenti dall’altro consentono il successo anche di piccoli produttori fortemente innovativi.
I MERCATI DI RIFERIMENTO In Europa Occidentale, che rappresenta circa la metà del mercato di destinazione finale dei prodotti Sabaf, il livello di saturazione raggiunto dagli apparecchi di cottura (la quota di famiglie che possiedono l’elettrodomestico) è prossimo al 100%. Gli acquisti di nuovi apparecchi sono quindi rappresentati principalmente da acquisti di sostituzione. Il trasloco, l’acquisto o la ristrutturazione di una casa rappresentano spesso occasioni di acquisto di un nuovo apparecchio di cottura. L’andamento del mercato è pertanto direttamente influenzato dall’andamento dell’economia in generale ed in particolare dai livelli di reddito disponibile per le famiglie, dalla
fiducia dei consumatori e dall’andamento dell’attività immobiliare. In questo contesto, il settore degli elettrodomestici sta vivendo ormai da anni una situazione di stagnazione della domanda. Negli altri mercati, invece, il livello di saturazione è spesso inferiore. I maggiori tassi di sviluppo dell’economia e l’andamento demografico più favorevole rispetto all’Europa Occidentale determinano grandi opportunità per gruppi che, come Sabaf, possono sia collaborare con le multinazionali produttrici di elettrodomestici sia affiancare produttori locali.
Una realtà eterogenea Il settore dei produttori di apparecchi di cottura a gas - mercato di riferimento di Sabaf - si caratterizza per la presenza di: • grandi gruppi multinazionali di consolidata presenza internazionale nelle vendite e nella produzione, in possesso di marchi forti • produttori situati in Paesi a basso costo della manodopera che ambiscono sia a cogliere le opportunità offerte dai mercati domestici sia a svilupparsi rapidamente su scala mondiale • produttori focalizzati su specifici mercati, in cui vantano posizioni di leadership • produttori (principalmente italiani con forte vocazione all’esportazione), che occupano segmenti in cui maggiore è il livello di differenziazione dei prodotti (ad esempio piani di cottura e forni da incasso, cucine free standing di grandi dimensioni)
37
RI CE R CA 3
40
CAPITOLO 3 CORPORATE GOVERNANCE, RISK MANAGEMENT, COMPLIANCE E REMUNERAZIONE
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - CORPORATE GOVERNANCE
Corporate Governance Overview Il modello di corporate governance adottato da Sabaf si basa sulla scelta di separare rigorosamente gli interessi e le scelte dell’azionista di riferimento - la famiglia Saleri dagli interessi e dalle scelte della Società e del Gruppo, assegnando pertanto la gestione societaria a manager distinti dall’azionista di riferimento. L’allargamento dell’azionariato, avvenuto con la quotazione in Borsa, l’ingresso nel segmento STAR con la volontaria adesione a regole di trasparenza e di informativa più stringenti, nonché la volontà di essere costantemente allineati alle raccomandazioni e best practice di riferimento in tema di corporate governance rappresentano i successivi passi compiuti da Sabaf nella direzione di adeguare il proprio sistema di governo societario ad un modello che vede nell’interesse sociale e nella creazione di valore per la generalità degli azionisti e degli altri portatori di interessi il parametro di riferimento dell’operato degli amministratori. A integrazione di questo percorso, il management di Sabaf ritiene che l’etica fondata sulla centralità dell’uomo e il rispetto di valori condivisi, posti a presidio della creazione di valore, possano indirizzare le decisioni in maniera coerente con la cultura aziendale e contribuire significativamente a garantire la crescita sostenibile dell’impresa nel lungo periodo. A tal fine, Sabaf ha redatto e pubblicato la Carta Valori, predisposta secondo le principali normative, linee guida e documenti esistenti a livello nazionale e internazionale, in tema di diritti umani, di responsabilità sociale d’impresa e di corporate governance. Il documento è inteso come lo strumento di governance con il quale il Consiglio di Amministrazione esplicita i valori, i principi di comportamento e gli impegni della Società nei confronti di tutti gli stakeholder - soci, collaboratori, clienti, fornitori, finanziatori, Pubblica Amministrazione, collettività e ambiente. La Carta Valori è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 11 febbraio 2014 ed è disponibile sul sito internet www.sabaf.it alla sezione “Sostenibilità”.
La presente sezione del fascicolo ha l’obiettivo di evidenziare le scelte eseguite da Sabaf e le peculiarità del suo sistema di governance, rivisto alla luce delle novità introdotte dal Codice di Autodisciplina. Ove possibile, è inoltre fornito un confronto con le altre società quotate, utilizzando le informazioni raccolte da Assonime nel suo documento Note e Studi “La Corporate Governance in Italia: autodisciplina, remunerazioni e comply-or-explain”, pubblicato a novembre 2016 ed avente ad oggetto le relazioni di Corporate Governance relative all’esercizio sociale 2015 di 227 società italiane quotate, disponibili alla data del 15 luglio 2016, di cui il 92% (i.e. 208 società) ha scelto formalmente di aderire al Codice di Autodisciplina. Il benchmark utilizzato di seguito tiene conto, laddove disponibile, di un panel di sole società “non finanziarie”. Infine viene fornito un ulteriore confronto circa la composizione e il funzionamento del Consiglio di Amministrazione, utilizzando i dati forniti dall’Osservatorio 2016 Italia Board Index, pubblicato da Spencer Stuart, che analizza le caratteristiche e il funzionamento dei Consigli di Amministrazione delle prime 100 società quotate italiane (industriali e finanziarie) in ordine di capitalizzazione al 11 Marzo 2016, oltre a fornire un confronto con i principali paesi europei ed extra europei. Le informazioni che seguono rappresentano una sintesi ma non sostituiscono la “Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari”, predisposta dall’Emittente ex art. 123-bis del TUF sull’esercizio 2016 e disponibile sul sito internet www.sabaf.it alla sezione Investitori/Corporate Governance.
SABAF S.p.A. 100%
ARC s.r.l. Sabaf Immobiliare s.r.l.
100%
100%
70%
100%
Sabaf do Brasil Ltda
Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki (Turchia)
100% 100%
100%
100%
Sabaf US Corp. Sabaf Appliance Components Trading Ltd (Cina) Sabaf Appliance Components Ltd (Cina) UFFICIO DI RAPPRESENTANZA COMMERCIALE (Polonia)
Società Produttiva
Società in liquidazione
Società commerciale
CONTROLLATE ESTERE
CONTROLLATE ITALIANE
100%
Faringosi Hinges s.r.l.
Identificate dal Consiglio di Amministrazione di Sabaf come aventi “rilievo strategico” per il Gruppo
Il Gruppo opera attraverso società produttive e commerciali in Italia e all’estero. In particolare: a) L’attività produttiva è svolta da: • la Capogruppo Sabaf S.p.A., rubinetti e bruciatori, • la società italiana Faringosi Hinges, cerniere, • la controllata in Brasile, bruciatori, • la controllata in Turchia, bruciatori, • la controllata Sabaf Appliance Components in Cina, bruciatori (produzione avviata nel 2015). • la controllata ARC s.r.l., bruciatori professionali (acquisita nel 2016). b) La controllata Sabaf US svolge attività di supporto commerciale. c) La controllata Sabaf Appliance Components Trading (Cina) è stata posta in liquidazione nel corso dell’esercizio 2015. d) La società Sabaf Immobiliare si occupa della gestione del patrimonio immobiliare.
41
42
Modello di amministrazione e controllo Sabaf ha adottato un modello di amministrazione e controllo tradizionale, caratterizzato dalla presenza di:
Tale modello è integrato, conformemente alle previsioni del Codice di Autodisciplina a cui la Società aderisce, da:
-- Assemblea dei Soci, costituita in sede ordinaria e straordinaria, e chiamata a deliberare in conformità alla legge ed allo Statuto;
a) i Comitati istituiti in occasione del rinnovo degli organi da parte del Consiglio di Amministrazione al proprio interno, ciascuno con funzioni propositive e consultive su specifiche materie e senza poteri decisionali, quali: -- Comitato Controllo e Rischi che assume inoltre le funzioni in capo al Comitato Parti Correlate; -- Comitato per la Remunerazione e le Nomine che assume le funzioni previste da precedente mandato in capo al Comitato per la Remunerazione e le integra con quelle relative alla nomina e composizione degli organi di controllo indicate dal Codice; b) la Funzione di Internal Audit incaricata di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato.
-- Collegio Sindacale, chiamato a vigilare: (i) sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo, nonché sul rispetto dei principi di corretta amministrazione nello svolgimento delle attività sociali; (ii) sull’adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e del sistema amministrativocontabile della Società; (iii) sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Autodisciplina; (iv) sulla gestione del rischio; (v) sulla revisione legale dei conti e sull’indipendenza del revisore; -- Consiglio di Amministrazione, incaricato di provvedere all’amministrazione e alla gestione aziendale.
Infine, il modello di amministrazione e controllo del Gruppo si completa con la presenza dell’Organismo di Vigilanza, istituito a seguito dell’adozione del Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.lgs. n. 231/2001, adottato da Sabaf dal 2006.
La struttura di Governance
Assemblea dei Soci
Organismo di Vigilanza
Collegio Sindacale
Consiglio di Amministrazione
Comitato per la Remunerazione e le Nomine Comitato Controllo e Rischi (anche Comitato Parti Correlate)
Funzione Internal Audit OUTSOURCING
Amministratore Delegato LEGENDA
Riporti Organizzativi
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
43
CAPITOLO 3 - CORPORATE GOVERNANCE
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Il Consiglio di Amministrazione attualmente in carica è composto da 12 membri, di cui: (i) 6 esecutivi, (ii) 1 non esecutivo e (iii) 5 non esecutivi e indipendenti (tra i quali uno espressione della lista di minoranza, coerentemente con il 43% del campione analizzato da Assonime nel 2016).
COMPONENTI*
Presidente
Giuseppe Saleri
Vice Presidente
Ettore Saleri
Composizione del Consiglio di Amministrazione 42%
42%
Vice Presidente
Cinzia Saleri
8%
Roberta Forzanini
Amministratore Delegato
Alberto Bartoli
Amministratore Esecutivo
Gianluca Beschi
Amministratore
Giuseppe Cavalli
Amministratore
Lead Independent Director
Amministratore
Fausto Gardoni
Amministratore
Nicla Picchi
SABAF
Anna Pendoli
Amministratore
Alessandro Potestà
AMMINISTRATORI INDIPENDENTI EX TUF E/O CODICE
Renato Camodeca
Amministratore
30%
50%
Vice Presidente
AMMINISTRATORI NON ESECUTIVI
AMMINISTRATORI ESECUTIVI
CARICA
28% MEDIA ASSONIME 2016
Amm.ri Esecutivi
Amm.ri Indipendenti
Amm.ri Non Esecutivi
ex TUF e/o Codice
Età media dei consiglieri
Età media complessiva: Sabaf 56,4 anni vs 57,2 Assonime
50% 33,3% 17%
OLTRE 60 ANNI
50 - 60 ANNI
40 - 50 ANNI
Osservazioni Il 50% dei membri del Consiglio in carica ha un’età compresa tra i 50 e 60 anni; l’età media è in linea con la media del campione Assonime (56,4 vs 57,2 anni). Negli ultimi tre anni, il Consiglio si è riunito un numero di volte inferiore alla media degli incontri del campione Assonime (9 riunioni del CdA di Sabaf nel 2016) e con una
Numero Riunioni del CdA (2014-2016)
partecipazione sempre superiore al 90% da parte dei membri, in linea con le altre società della ricerca (95% nel 2016). Alle riunioni hanno partecipato il Collegio Sindacale e - a turno - i dirigenti di Sabaf, invitati a partecipare e a relazionare su specifiche tematiche all’ordine del giorno.
Partecipazione media alle Riunioni (2014-2016)1
2014
7 9,9
2014
93,0% 90,6%
2015
8 9,4
2015
93,0% 91,2%
2016
9 9,8
2016
95,0% 92,0%
Sabaf
*Sul sito internet della Società sono disponibili i Curriculum Vitae dei singoli membri.
Media Assonime
1 Panel Assonime inclusivo di società finanziarie.
44
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Giuseppe Saleri
Ettore Saleri
Cinzia Saleri
Presidente
Vice Presidente
Vice Presidente
Fondatore di Sabaf di cui ne acquista la piena proprietà nel 1993. Promotore della quotazione in borsa nel 1998.
Esponente della famiglia Saleri, inizia la carriera in Sabaf nel 1994. In seguito abbandona il ruolo operativo e segue gli interessi del Gruppo attraverso la Holding. Vice Presidente dal 2009.
Esponente della famiglia Saleri, segue gli interessi del Gruppo attraverso la Holding. Nominata Vice Presidente di Sabaf S.p.A. nel 2012.
Giuseppe Cavalli
Renato Camodeca
Fausto Gardoni
Amministratore
Amministratore
Amministratore
Ingegnere meccanico, ha ricoperto incarichi direttivi in ambito produttivo in diverse realtà manifatturiere italiane del settore degli elettrodomestici. Oggi è Direttore Generale del Gruppo Alfa Acciai.
Docente universitario in materie economiche, già membro di Collegi Sindacali e di Consigli di Sorveglianza di società quotate e non quotate, in Sabaf ricopre il ruolo di Lead Independent Director.
Ai vertici di primarie realtà industriali con incarichi di responsabilità direttiva. In Sabaf dal 2009 ricopre la carica di Presidente del Comitato per la Remunerazione e le Nomine.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - CORPORATE GOVERNANCE
Roberta Forzanini
Alberto Bartoli
Gianluca Beschi
Vice Presidente
Amministratore Delegato
Amministratore Esecutivo
Esponente della famiglia Saleri, Avvocato civilista del Foro di Brescia, iscritta all’Ordine dal 2000. Nominata Vice Presidente di Sabaf nel maggio 2015.
Dottore Commercialista, ricopre incarichi di responsabilità crescente in numerose realtà industriali. In Sabaf dal 1994 dove ricopre il ruolo di Dir. Amministrazione, Finanza e Controllo. Nominato AD nel 2012.
Dottore Commercialista, in Sabaf dal 1997 con incarichi di Investor Relations manager, Resp. Controllo di Gestione e Preposto al Controllo Interno.Nel 2012 è nominato Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo.
Anna Pendoli
Nicla Picchi
Alessandro Potestà
Amministratore
Amministratore
Amministratore
Svolge la professione di agente di mediazione immobiliare, Nominata dalle liste di minoranza Amministratore indipendente di Sabaf nel maggio 2015.
Laurea in Giurisprudenza, Socio dello Studio Picchi & Associati dove svolge la professione di avvocato. In Sabaf dal 2006 è anche Presidente dell’ODV 231 di Sabaf S.p.A. e della controllata Faringosi-Hinges. Dal 2015 è presidente del Comitato Controllo e Rischi.
Dottore in Economia e Commercio, ha ricoperto incarichi direttivi nell’area investimenti e Corporate Development. Oggi è Senior Portfolio Manager presso Quaestio Capital Management SGR S.p.A.
45
46
Nel corso dell’esercizio il Consiglio di Amministrazione ha effettuato la valutazione sulla dimensione, composizione (ivi inclusa le professionalità caratteristiche professionali, esperienze manageriali e anzianità rappresentate) e funzionamento del Consiglio di Amministrazione stesso e dei suoi Comitati, optando per l’autovalutazione dei singoli consiglieri, coordinata dal Lead Independent Director. I risultati della valutazione sono stati generalmente positivi, e sono stati discussi nella riunione del Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2016.
Dimensione media del CdA
Numero medio di incontri del CdA
15 12
14 12 10
10
9,3 Media
10,9 Media
Il confronto è stato effettuato utilizzando i dati forniti dall’Osservatorio 2016 Italia Board Index, pubblicato da Spencer Stuart, che analizza le caratteristiche e il funzionamento dei Consigli di Amministrazione delle prime 100 società quotate italiane (industriali e finanziarie) in ordine di capitalizzazione al 11 Marzo 2016, oltre a fornire un confronto con i principali paesi europei ed extra europei.
9
FINLANDIA
NORVEGIA
SVEZIA
UK
USA
FINLANDIA
NORVEGIA
SVEZIA
UK
USA
70,0
50,0
33,3%
0,0
FRANCIA
BELGIO
ITALIA
SABAF
USA
UK
SVEZIA
10,0
OLANDA
30,0 20,0
NORVEGIA
FINLANDIA
OLANDA
SPAGNA
GERMANIA
FRANCIA
ITALIA
SABAF
20,0
BELGIO
30,0
DANIMARCA
40,0
40,0
SPAGNA
57,9 Media
56,4
GERMANIA
60,0
26% Media
% di Donne nel CdA
10,0
DANIMARCA
OLANDA
SPAGNA
GERMANIA
FRANCIA
0
Età media degli Amministratori
50,0
DANIMARCA
0
BELGIO
2
ITALIA
USA
UK
4
SABAF
6 SVEZIA
NORVEGIA
FINLANDIA
DANIMARCA
OLANDA
SPAGNA
GERMANIA
FRANCIA
ITALIA
SABAF
5
BELGIO
8
0,0
Numero medio di Amministratori Indipendenti 6,0 Media
10 8
USA
UK
SVEZIA
NORVEGIA
FINLANDIA
DANIMARCA
OLANDA
FRANCIA
BELGIO
ITALIA
SABAF
2
SPAGNA
5
4
GERMANIA
6
0
Sabaf
Sud Europa
Nord Europa
Paesi Anglosassoni
Fonte: Spencer Stuart - Italia Board Index 2016
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
47
CAPITOLO 3 - CORPORATE GOVERNANCE
COLLEGIO SINDACALE Il Collegio Sindacale, nominato dall’Assemblea in data 5 maggio 2015 per il periodo 2015 - 2017 è composto da 3 membri con un’età media pari a 65 anni (superiore alla media Assonime, 55,9 anni) e 2 sindaci supplenti. Il Presidente del Collegio Sindacale è espressione della lista di minoranza.
CARICA
COMPONENTI*
Presidente
Antonio Passantino
Sindaco Effettivo
Enrico Broli
Sindaco Effettivo
Luisa Anselmi
Sindaco Supplente
Paolo Guidetti
Sindaco Supplente
Riccardo Rizza
Età media dei sindaci
Età media complessiva: 65 anni
67%
33%
0%
OLTRE 60 ANNI
50 - 60 ANNI
40 - 50 ANNI
Osservazioni Il Collegio Sindacale di Sabaf negli ultimi tre anni si è riunito un numero di volte inferiore alla media degli incontri del campione Assonime (9,9 riunioni in media nel 2016). La partecipazione agli incontri da parte dei membri è stata, in media, circa del 96% nel periodo 2014-2016 (94% nel 2016), in linea con le altre società quotate della ricerca.
Numero Riunioni (2014-2016)
In generale, l’impegno del Collegio Sindacale di Sabaf si realizza, oltre che nell’esecuzione delle verifiche e nella partecipazione alle riunioni periodiche previste ex lege, anche nel coinvolgimento di tutti i membri alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Controllo e Rischi, agli incontri collettivi semestrali con gli Organi di Controllo ed individuali con la società di revisione legale dei conti.
Partecipazione media alle Riunioni (2014-2016) 2
2014
5 9,5
2014
93,0% 96,0%
2015
5 10
2015
100,0% 95,6%
2016
6 9,9
2016
94,0% 96,0%
Sabaf
* Sul sito internet della Società sono disponibili i Curricula Vitae di ciascun sindaco.
Media Assonime
2 Panel Assonime inclusivo di società finanziarie.
48
COMITATO CONTROLLO E RISCHI Il Comitato Controllo e Rischi attualmente in carica, costituito in seno al Consiglio, è composto da 3 amministratori indipendenti, in linea con la grande maggioranza dei casi del campione Assonime (3 componenti, nel 76% dei casi). Al Comitato sono state altresì attribuite le funzioni di pertinenza del Comitato Parti Correlate.
CARICA
Presidente Membro Membro
COMPONENTI
Numero Riunioni (2014-2016)
Nicla Picchi Giuseppe Cavalli Renato Camodeca
2014
5 6
2015
5 6,4
2016
5 6,5
Partecipazione media alle Riunioni (2014-2016) 3
Osservazioni Il Comitato, nel corso del 2016, si è riunito in 5 occasioni (media Assonime: 6,5 riunioni). Negli ultimi tre anni, il numero di incontri e la partecipazione dei consiglieri ai comitati risultano mediamente in linea con il campione Assonime.
2014
100% 94%
2015
87% 94,1%
2016
93% 94,4%
Sabaf
Media Assonime
COMITATO PER LA REMUNERAZIONE E LE NOMINE Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine, istituito in seno al Consiglio, è composto da 4 membri non esecutivi, a maggioranza indipendenti (media Assonime: 3 componenti), in possesso di conoscenza ed esperienza in materia contabile, finanziaria e di politiche retributive ritenute adeguate dal Consiglio, di cui 1 (Alessandro Potestà), nominato durante l’anno 2016.
CARICA
COMPONENTI
Presidente
Fausto Gardoni
Membro
Giuseppe Cavalli
Membro
Renato Camodeca
Membro
Alessandro Potestà
3 Panel Assonime inclusivo di società finanziarie.
Osservazioni Il Comitato negli ultimi tre anni si è riunito un numero di volte superiore alla media Assonime (ad eccezione del 2014). In particolare, nell’ultimo esercizio il Comitato si è riunito 5 volte con lo scopo, tra gli altri, di predisporre il piano di incentivazione 2016, valutare la nomina degli amministratori della Società neo-acquisita ARC s.r.l e determinarne gli emolumenti.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
49
CAPITOLO 3 - CORPORATE GOVERNANCE
Numero Riunioni (2014-2016)
Partecipazione media alle Riunioni (2014-2016) 4-5
2014
1 3,3
2014
67% 94,1%
2015
7 3,3
2015
84% 95,5%
2016
5 3,8
2016
92% 95,8%
Sabaf
Media Assonime
INTERNAL AUDIT E ORGANISMO DI VIGILANZA Internal Audit
Organismo di Vigilanza
Il Consiglio di Amministrazione, in data 5 maggio 2015, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi e sentito il Collegio Sindacale, ha rinnovato l’incarico per il periodo 2015-2017 della Funzione di Internal Audit ad una società esterna, Protiviti s.r.l., individuando in Emma Marcandalli, Managing Director della società, il Responsabile della funzione. Tale scelta risulta legata alle maggiori competenze ed efficienza che un soggetto esterno specializzato in tematiche di controllo interno può garantire, anche tenuto conto delle dimensioni del Gruppo Sabaf. Il Responsabile della Funzione Internal Audit è incaricato di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato. Riporta gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione, non è responsabile di alcuna area operativa e resta in carica per tutta la durata del Consiglio che lo ha nominato.
La nomina dell’Organismo di Vigilanza è stata rinnovata in data 5 maggio 2015 dal Consiglio di Amministrazione di Sabaf per il periodo 2015-2017; è composto da un membro non esecutivo e indipendente, e da un membro esterno.
CARICA
COMPONENTI
Presidente
Nicla Picchi
Membro
Emma Marcandalli
Anche membro del Consiglio di Amministrazione, quale consigliere indipendente
Anche Responsabile della Funzione di Internal Audit. Rappresentante della Società che gestisce in outsourcing le attività di Internal Audit.
Nel corso del 2016, l’Organismo di Vigilanza di Sabaf si è riunito 7 volte, richiedendo al management della Società di partecipare agli incontri al fine di effettuare approfondimenti su specifiche tematiche.
4 Panel Assonime riferito al solo Comitato Remunerazione 5 Panel Assonime inclusivo di società finanziarie
50
I FLUSSI INFORMATIVI Il modello di amministrazione e controllo di Sabaf opera attraverso una rete di flussi informativi, periodici e sistematici, tra i diversi organi aziendali. Ciascun organo, secondo tempistiche e modalità definite dallo Statuto, dal Modello
di Governance e dagli altri documenti interni, riferisce all’organo funzionalmente superiore circa le attività effettuate nel periodo di riferimento e quelle pianificate per il periodo successivo, le eventuali osservazioni rilevate nonché le azioni suggerite.
I Flussi Informativi all’interno della struttura di Governance In occasione di ogni riunione del CCR e degli organi di controllo
Informativa sulle riunioni del Comitato (Alla prima riunione utile del CdA) Informativa su attività svolte (Almeno una volta l’anno)
In occasione di ogni riunione dell’OdV
Informativa sulle riunioni del Comitato (Alla prima riunione utile del CdA) Relazione su attività svolte (Almeno ogni 6 mesi)
Amministratore Delegato
Funzione Internal Audit OUTSOURCING
Con continuità
Amministratore Incaricato del Sistema di Controllo Interno
Comitato Controllo e Rischi
In occasione di ogni riunione del CCR
LEGENDA
Flussi Informativi
Riporti Organizzativi
In occasione di ogni riunione del CCR
Comitato per la Remunerazione e le Nomine
Consiglio di Amministrazione
Organismo di Vigilanza
In occasione di ogni riunione del CCR
Ogni 6 mesi, attraverso Relazione
Collegio Sindacale
Ogni 3 mesi, in occasione del Cda
Assemblea dei Soci
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - RISK MANAGEMENT
Risk Management Framework Nello svolgimento del proprio business, Sabaf definisce gli obiettivi strategici e operativi ed identifica, valuta e gestisce i rischi che potrebbero impedirne il raggiungimento Negli ultimi anni Sabaf si è progressivamente avvicinata ai concetti di risk assessment e risk management fino a sviluppare un processo strutturato di periodica identificazione, valutazione e gestione dei rischi, definito e formalizzato in una Linea Guida del Manuale di Corporate Governance societario.
Analisi del Business Analisi Struttura Organizzativa Catalogo dei Rischi
Linea Guida Operativa: “Processo di periodica identificazione e valutazione dei rischi del Gruppo Sabaf”
MAPPA DEI RISCHI
RISK MANAGEMENT FRAMEWORK
Scale di Valutazione dei Rischi
La Linea Guida definisce i ruoli e le responsabilità dei processi di risk assessment e risk management, indicando i soggetti da coinvolgere, la frequenza del processo oltre alle scale di valutazione. Ciascun rischio è soggetto ad una valutazione che si articola nelle seguenti variabili:
SCALE DI VALUTAZIONE
-- probabilità di accadimento prevedibile su un arco temporale futuro triennale; -- stima del maggiore tra gli impatti economico-finanziario, di danni alle persone e di danni all’immagine, nell’arco temporale oggetto di valutazione; -- livello di gestione e controllo del rischio.
1
2
3
4
1% Ebit
1% - 2,5% Ebit
2,5% - 10% Ebit
10% Ebit
Danni alle persone
Limitati effetti sulla salute
Medie conseguenze per la salute
Gravi rischi per la salute
Effetti non rimediabili
Danni di immagine
Effetti a livello locale
Effetti a livello regionale
Effetti a livello nazionale
Effetti a livello internazionale
Una volta ogni 3 anni o più
Una volta ogni 2 anni
Una volta ogni 1 anno
Più volte ogni anno
Indicazioni qualitative
Improbabile / Remoto
Poco probabile
Probabile
Molto probabile
LIVELLO DI RISK MANAGEMENT
Inadeguato
Da Rafforzare
Adeguato (con limitati margini di miglioramento)
Ottimale
PROBABILITÀ
IMPATTO
Perdite economico-finanziarie
Frequenza di accadimento
51
52
Esercizio 2016 RISULTATI Nel corso dell’ultimo trimestre del 2016, la Funzione di Internal Audit ha condotto il periodico processo di risk assessment per l’identificazione e la valutazione dei rischi di Gruppo, prevedendo il coinvolgimento allargato di tutti i responsabili di Funzione di Capogruppo, in qualità anche di referenti per le Controllate, ciascuno per le aree di propria competenza:
Amministratore Delegato Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo Direttore di Produzione
in qualità anche di Dirigente Preposto in qualità anche di Datore di Lavoro per la Sicurezza e Responsabile della Direzione per l’Ambiente
Direttore Tecnico e Qualità Direttore Sistemi Informativi Responsabile Acquisti e Programmazione Area Manager Commerciali Direttore Risorse Umane Responsabile dell’Ufficio Qualità General Manager di Sabaf Turchia
Lungo il processo di valutazione, che coinvolge anche la generalità degli organi di controllo, i rischi prendono forma e vengono allocati sulla mappa.
Organismo di Vigilanza
Processo di Risk Assessment
INTERNAL AUDIT
1
Referenti di Business
2
Organismo di Vigilanza
3
Comitato Controllo e Rischi
MAPPA DEI RISCHI
4
Consiglio di Amministrazione
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - RISK MANAGEMENT
STRATEGIC RISKS
I risultati del risk assessment 2016 di Sabaf evidenziano, tra gli altri, i seguenti 7 principali rischi selezionati per rilevanza e coerenza di contenuti rispetto ai temi oggetto del presente documento:
Rischi connessi all’andamento del settore di business in cui Sabaf opera
Rischi connessi all’instabilità dei Paesi emergenti in cui il Gruppo opera
Rischi di perdita e/o difficile reperibilità di risorse e competenze chiave
Rischi connessi alla strategia di crescita per linee esterne
2
3
4 5
6
7
1
Rischi connessi a difficoltà di governo del Gruppo per effetto dell’internazionalizzazione
Gestione del credito commerciale
Tutela dell’esclusività del prodotto
RISKS IN EXECUTION
Per maggiori informazioni sui rischi finanziari del Gruppo, ivi inclusi quelli qui non menzionati per considerazioni di rilevanza, si rimanda al Capitolo 5 - Relazione sulla Gestione.
53
54
PRINCIPALI RISCHI DI GRUPPO
1
Rischi connessi all’andamento del settore
Il Gruppo Sabaf opera nel settore dell’industria del bianco, la quale è caratterizzata dai seguenti trend: a) Continua concentrazione del mercato di sbocco, a seguito di operazioni straordinarie (fusioni e acquisizioni) tra i player. b) Contrazione della domanda nei mercati maturi a favore della crescita dei volumi nei Paesi emergenti, caratterizzati tuttavia da condizioni di vendita differenti, e da un contesto macro-economico instabile. c) Inasprimento della concorrenza che impone politiche di prezzo aggressive. AZIONI DI RISK MANAGEMENT Per fronteggiare tale situazione, il Gruppo punta a mantenere invariata e, ove possibile, rafforzare la propria posizione di leadership attraverso: • il lancio di nuovi prodotti, caratterizzati da prestazioni superiori rispetto agli attuali standard di mercato e personalizzati per le esigenze del cliente; • l’espansione nei mercati caratterizzati da elevati tassi di crescita; • il mantenimento di elevati standard di qualità e sicurezza, che consentono di differenziare il prodotto mediante l’impiego di risorse e l’implementazione di processi produttivi difficilmente sostenibili dai competitor; • il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi.
3
L’attuale struttura organizzativa prevede un ampio coinvolgimento nel processo decisionale del management di prima linea, considerato pertanto “chiave”. L’uscita dalla Società di una di tali risorse potrebbe rendere temporaneamente difficoltosa per Sabaf la gestione di alcune attività critiche. In alcune aree aziendali, ove l’accentramento di competenze è più marcato, tale rischio potrebbe esistere anche ai livelli inferiori della struttura (riporti del management di prima linea). Anche l’impatto derivante dalla perdita di risorse chiave in una delle Società controllate estere risulterebbe significativo, dal momento che le strutture manageriali locali sono più ridotte, con maggiore accentramento delle competenze. AZIONI DI RISK MANAGEMENT Il Gruppo ha avviato da alcuni anni iniziative di fidelizzazione del personale, tra cui la concessione di benefici ai dipendenti e la sottoscrizione di patti di non concorrenza e di fidelizzazione con le figure chiave.
4 2
Rischi connessi all’instabilità dei Paesi emergenti in cui il Gruppo produce o commercializza
Rischi connessi alla perdita e difficile reperibilità di risorse e competenze chiave
Rischi connessi alla strategia di crescita per linee esterne
La strategia del Gruppo prevede per il futuro la possibilità di crescita di Sabaf per linee esterne, al fine di proseguire nella continua espansione sui mercati internazionali e/o diversificare le linee di produzione. Esistono pertanto i seguenti rischi:
Il Gruppo Sabaf ha intrapreso un processo di internazionalizzazione (commerciale e produttiva), con particolare riferimento ai Paesi emergenti. Esiste a tal proposito il rischio che eventuali situazioni di instabilità politica, economica, fiscale, ovvero normativa possano impattare su una quota del fatturato di Gruppo e sulla relativa marginalità. AZIONI DI RISK MANAGEMENT Per fronteggiare tale rischio, il Gruppo ha adottato una politica di monitoraggio dell’andamento economico e sociale dei Paesi target per il Gruppo, al fine di adottare scelte strategiche e di investimento consapevoli in termini di esposizione ai rischi connessi. Il Gruppo ha inoltre reso realizzabili anche presso la sede di Ospitaletto tutti i componenti fabbricati presso gli stabilimenti esteri del Gruppo in modo tale che, in caso di interruzione della produzione in un Paese emergente, esista la possibilità di attivare soluzioni di back-up in Italia.
• di non valutare correttamente i rischi e le opportunità di una eventuale operazione strategica di acquisizione per linee esterne; • di non definire e strutturare correttamente l’eventuale piano di integrazione.
AZIONI DI RISK MANAGEMENT Il Gruppo sta valutando l’opportunità di sviluppare nuovi strumenti per la valutazione di eventuali operazioni di acquisizione e per l’analisi ed il supporto ai processi di integrazione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
5
Rischi connessi a difficoltà di governo del Gruppo per effetto dell’internazionalizzazione
La politica di espansione all’estero, intrapresa da Sabaf tramite costituzione di filiali produttive e commerciali, aumenta la complessità del contesto in cui il Gruppo opera. Tale crescente complessità potrebbe rendere difficoltosa ed inefficiente la gestione dei processi aziendali a causa della mancata chiarezza circa i ruoli e le responsabilità del management di Capogruppo vs il management locale (es. mancato coordinamento tra le Società del Gruppo per il raggiungimento degli obiettivi di crescita; concentrazione delle responsabilità e delle conoscenze critiche aziendali in capo a pochi soggetti, etc.). AZIONI DI RISK MANAGEMENT Al fine di supportare tale processo di espansione, il Gruppo Sabaf è impegnato nella definizione degli opportuni presidi che includono, tra l’altro, la centralizzazione in capo alle Direzioni aziendali di Capogruppo delle principali funzioni di business, l’instaurazione di rapporti continuativi e formalizzati con le controllate operative su tematiche finanziarie, l’implementazione di SAP presso la totalità delle Società operative, nonché un’accurata analisi del sistema di deleghe e procure in essere nel Gruppo.
CAPITOLO 3 - RISK MANAGEMENT
7
Rischi connessi alla mancata tutela dell’esclusività del prodotto nei mercati in cui opera il Gruppo
Alcuni prodotti Sabaf sono protetti da brevetti. Esiste il rischio che soggetti terzi (competitor) possano violare tali tutele brevettuali e/o che i mercati in cui tali brevetti sono violati non tutelino adeguatamente il detentore del diritto. L’apertura commerciale in Paesi in cui è difficile far valere i diritti sui brevetti industriali, espone il Gruppo ad un maggior rischio di tutela dei propri prodotti. AZIONI DI RISK MANAGEMENT Sabaf ha in essere processi strutturati per la gestione delle innovazioni e la protezione della proprietà intellettuale. Inoltre, il Gruppo monitora periodicamente le strategie brevettuali adottate/da adottare sulla base di valutazioni di costo/opportunità.
In particolare, il Gruppo sta proseguendo nell’implementazione di un sistema di governance unica per la gestione degli acquisti e sta valutando la creazione di team operativi presso la Capogruppo con ruolo di coordinamento verso le Società estere, per garantire l’allineamento delle procedure e prassi operative delle filiali estere rispetto a Sabaf.
6
Rischio correlato alla gestione del credito commerciale
In considerazione dell’elevata concentrazione del fatturato di Sabaf su un numero limitato di clienti, in caso di loro insolvenza, esiste il rischio che essi non siano in grado di adempiere agli obblighi di pagamento nei confronti di Sabaf. Tale rischio risulta particolarmente sentito in periodi di crisi economica (quali quelli attuali) ed in Paesi caratterizzati da instabilità o incertezza. AZIONI DI RISK MANAGEMENT Il rischio è costantemente monitorato tramite la valutazione preliminare dei clienti e la verifica del rispetto dei termini di pagamento concordati. È in essere una polizza di assicurazione crediti che copre circa il 60% del rischio di credito. Un’ulteriore quota è parzialmente garantita attraverso lettere di credito rilasciate da primari istituti bancari a favore dei clienti.
Legenda – Evoluzione vs RA 2015:
Crescente
Decrescente
Stabile
55
56
Compliance La Compliance Integrata IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO
FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT e AMMINISTRATORE INCARICATO
Qualità
Inte
llet tua
le
a
In particolare, Sabaf predispone un Piano di Audit integrato e risk based, articolato in base agli specifici obiettivi di controllo (rischi operativi, rischi di compliance alla L. 262/2005 ed al D.lgs. 231/2001, sicurezza dei sistemi informativi aziendali, ecc.). L’esecuzione degli interventi è assegnata, in outsourcing, ad una struttura unica, l’Internal Audit, a sua volta responsabile di riportare gli esiti delle attività svolte agli organi di controllo competenti.
Pro pr
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• Modello di Controllo Contabile • Corpo Procedurale • Sistema di Gestione Qualità e Ambiente • Formazione ed informazione aziendale
lute , Sa
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Am
• Carta dei Valori • Manuale di Corporate Governance • Linee Guida Operative • Modello 231
L’attività di risk management eseguita da Sabaf tiene conto, ai fini del raggiungimento degli obiettivi aziendali, anche delle necessità di compliance. Il sistema di controllo interno posto a presidio trova fondamento nei seguenti elementi costitutivi: -- organizzazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi; -- modalità e meccanismi di attuazione concreta dei principi di controllo; -- processi di verifica e monitoraggio continuo svolti ai vari livelli dell’organizzazione sia nell’ambito dei processi aziendali, sia attraverso strutture indipendenti.
Information Security
Tutto questo si traduce in una cultura e in strumenti di compliance integrata
ATTIVITÀ DI AUDIT INTEGRATE
LA COMPLIANCE INTEGRATA ED IL MANUALE DI CORPORATE GOVERNANCE LINEE GUIDA OPERATIVE
A seguito dell’adesione al Codice di Autodisciplina di Borsa e al fine di internalizzare nei propri processi le pratiche di buon governo in tale documento sponsorizzate, Sabaf ha adottato un Manuale di Corporate Governance* che disciplina principi, regole e modalità operative. Tale Manuale, adottato con delibera consiliare del 19 dicembre 2006, è stato aggiornato più volte nel corso degli anni, al fine di recepire le novità normative e regolamentari in materia di Corporate Governance, nonché di riflettere le ulteriori best practice nel tempo adottate dalla Società. Il Manuale è corredato da alcune Linee Guida operative, anch’esse approvate dal Consiglio di Amministrazione e aggiornate da ultimo a settembre 2016, predisposte ai fini del corretto svolgimento delle attività di pertinenza degli organi amministrativi e di controllo di Sabaf.
TEMI DISCIPLINATI
Autovalutazione del CdA Attività di direzione, coordinamento e controllo delle società controllate del Gruppo Modalità di adempimento degli obblighi informativi verso i sindaci ex art. 150 T.U.F Valutazione del sistema di controllo interno di Gruppo Processo di periodica identificazione e valutazione dei rischi di Gruppo Gestione delle operazioni di rilievo e in cui gli amministratori siano portatori di interessi Assegnazione degli incarichi professionali alla società di revisione legale dei conti
* Il testo, nella sua ultima versione aggiornata alle previsioni del Codice di Autodisciplina, approvata nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 29 settembre 2016, è disponibile sul sito internet www.sabaf.it alla sezione Corporate Governance.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - COMPLIANCE
LA COMPLIANCE INTEGRATA ED IL D.LGS. 231/2001 Nel 2006 Sabaf S.p.A. ha adottato il Modello di organizzazione, gestione e controllo, come suggerito dal D.Lgs. 231/2001, finalizzato a prevenire la commissione di specifiche fattispecie di reato da parte di dipendenti e/o collaboratori nell’interesse o a vantaggio della Società. Negli anni successivi la Società, con la supervisione dell’Organismo di Vigilanza,
ha tempestivamente risposto alle necessità di adeguare il Modello e la struttura di controllo alle evoluzioni normative di volta in volta intervenute. La Società affida all’Organismo di Vigilanza il compito di valutare l’adeguatezza del Modello stesso, ossia della sua reale capacità di prevenire i reati, nonché di vigilare sul funzionamento e la corretta osservanza dei protocolli adottati.
ATTIVITÀ SVOLTE NEL 2016 -- Verifiche sistematiche sull’efficacia e operatività del Modello, sia tramite i controlli effettuati dall’Internal Audit, sia tramite i colloqui con il personale impiegato in attività sensibili. -- Attività istruttorie inerenti i processi di gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro. -- Informazione e formazione ai dipendenti in merito a specifici protocolli disciplinati dal Modello. -- Attività di revisione del risk assessment 231 e aggiornamento del Modello, con l’obiettivo di confermare/rivalutare l’applicabilità dei reati 231 rispetto all’attuale contesto in cui opera la società e valutare l’applicabilità dei nuovi reati («Ecoreati» ex art. 25 undecies e «Autoriciclaggio» ex art. 25 octies del D.Lgs. n. 231/2001).
ORGANISMO DI VIGILANZA
LA COMPLIANCE INTEGRATA E LA L. 262/2005 Sabaf considera il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sull’informativa finanziaria come parte integrante del proprio sistema di gestione dei rischi. A tal proposito, dal 2008, Sabaf ha integrato le attività inerenti alla gestione del sistema di controllo interno sul financial reporting nel proprio processo di Audit e Compliance.
Il Gruppo ha definito un proprio Modello di Controllo Contabile, approvato per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione in data 12 febbraio 2008, successivamente rivisto ed aggiornato.
ELEMENTI CARATTERIZZANTI IL MODELLO DI CONTROLLO CONTABILE
Valutazione Periodica di adeguatezza ed effettiva applicazione dei controlli Risk Assessment connesso all’informativa economica, patrimoniale e finanziaria.
Ambiente di Controllo Procedure Amministrativo-Contabili Attestazioni interne di completezza e correttezza informazioni
Nel corso del 2016 non si sono resi necessari aggiornamenti al Modello di controllo contabile.
ATTIVITÀ DI AUDIT
57
58
Politica Generale sulla Remunerazione In coerenza con la normativa in tema di remunerazioni, il Consiglio di Amministrazione ha approvato in data 22 dicembre 2011 ed aggiornato successivamente in data 20 marzo 2013 e 4 agosto 2015, la “Politica Generale della Remunerazione”.
Finalità
La Politica definisce i criteri e le linee guida per la definizione della remunerazione di: (i) membri del Consiglio di Amministrazione, (ii) membri del Collegio Sindacale, (iii) dirigenti con responsabilità strategiche. Per maggiori dettagli sulla Politica di cui sopra, si rinvia al testo completo della medesima disponibile sul sito internet della Società.
attrarre, motivare, fidelizzare,
allineare interessi del management e degli
PERSONE
AZIONISTI
con idonee competenze professionali
Si rimanda inoltre alla “Relazione sulla Remunerazione” per il dettaglio delle specifiche informazioni inerenti le remunerazioni maturate e liquidate nell’esercizio 2016.
favorire, nel medio/lungo termine, la creazione di un
VALORE SOSTENIBILE per gli azionisti
ORGANI COINVOLTI NEL PROCESSO DI APPROVAZIONE Componente fissa L’Assemblea degli Azionisti, su proposta del Consiglio di Amministrazione e sentito il Comitato per la Remunerazione e le Nomine determina un importo complessivo massimo, comprensivo di un ammontare fisso e di gettoni di presenza, a beneficio di:
Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine e previo parere del Collegio Sindacale determina, entro l’importo suindicato, il compenso aggiuntivo a beneficio di:
• Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione
• Amministratori investiti di particolari cariche
Consiglio di Amministrazione
Comitato per la Remunerazione e le Nomine
Comitato per la Remunerazione e le Nomine
Collegio Sindacale
CdA
Assemblea degli Azionisti
Legenda
Organo deliberante
proponente
consultivo
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 3 - REMUNERAZIONE
Componente Variabile Di breve periodo:
Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, in coerenza con il budget, definisce un piano di MBO, a beneficio di: • Amministratori esecutivi (esclusi il Presidente e i Vicepresidenti) • Altri dirigenti con responsabilità strategiche • Altre persone, individuate dall’Amministratore Delegato, tra i manager che a lui riportano direttamente o che riportano ai manager suddetti
Comitato per la Remunerazione e le Nomine
Di lungo periodo:
Su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, il Consiglio di Amministrazione approva l’incentivo monetario di lungo termine, a beneficio di: • Amministratori esecutivi (esclusi il Presidente e i Vicepresidenti) • Altri dirigenti con responsabilità strategiche
Comitato per la Remunerazione e le Nomine
CdA
CdA
COMPONENTI DELLA REMUNERAZIONE PARTE FISSA
Componente fissa Amministratori: l’importo complessivo per la remunerazione dei membri del Consiglio si compone di un ammontare in misura fissa e di gettoni presenza.
Componente fissa (CF)
Sindaci: gli emolumenti dei Sindaci sono determinati dall’Assemblea in un ammontare fisso. Altri dirigenti con responsabilità strategiche: i compensi sono relativi ai rapporti di lavoro regolati dal Contratto Nazionale dei Dirigenti Industriali.
PARTE VARIABILE Incentivo a breve termine
Incentivo a lungo termine
Basati sulla performance (Piano di MBO)
La componente variabile di breve termine, non può eccedere il 25% della retribuzione annua fissa lorda (RAL) e può essere riconosciuta in modo parziale in caso di raggiungimento incompleto degli obiettivi. È liquidata per il 75% nel mese di aprile successivo all’anno di riferimento e per il 25% nel mese di gennaio del secondo anno successivo. La componente variabile annua è legata a un piano di MBO. Tale piano prevede la definizione di un obiettivo comune (l’EBIT di Gruppo, considerato il principale indicatore della performance economica del Gruppo) e di obiettivi individuali, quantificabili e misurabili, sia di natura economico-finanziaria, sia tecnico-produttivi. La componente variabile di lungo termine totale per i tre anni non può eccedere il 50% della retribuzione annua fissa lorda (RAL) e può essere riconosciuta in modo parziale in caso di raggiungimento incompleto degli obiettivi. È liquidata integralmente successivamente all’approvazione del bilancio del terzo anno di riferimento. La componente variabile è legata a un piano di MBO triennale. Tale piano prevede la definizione di tre obiettivi (EBIT di Gruppo, Valore Medio Azione e Free Cash Flow consolidato di Gruppo). In caso di superamento consuntivo del 10% degli obiettivi assegnati può essere riconosciuta una maggiorazione sul 5% della retribuzione annua fissa lorda e degli emolumenti, ponderata per il peso dell’obiettivo.
ANNO
Componente Variabile
CF
TRIENNIO
Amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche in società controllate: gli emolumenti sono definiti in un ammontare fisso.
CF
CF + 25% Max
CF + 5% Max
Benefici non monetari: Polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi: sono previste in favore di amministratori, sindaci e dirigenti a copertura di atti illeciti o violazioni di obblighi commessi nell’esercizio delle rispettive mansioni. Polizza vita e copertura spese mediche: sono previste per i dirigenti che, oltre a quanto previsto dal Contratto Nazionale dei Dirigenti Industriali, beneficiano di una polizza integrativa alle spese mediche non coperte dai rimborsi FASI. Autovetture aziendali: è prevista l’assegnazione delle autovetture aziendali per i dirigenti.
59
60
COMPONENTI FISSE
COMPONENTI DELLA REMUNERAZIONE
COMPENSO FISSO ANNUALE
CARICHE IN SOCIETÀ CONTROLLATE
CARICHE SOCIETARIE AMMINISTRATORI ESECUTIVI
AMMINISTRATORI NON ESECUTIVI
> Compenso Fisso per carica di Amministratore
> Compenso Fisso per carica di Amministratore
> Compenso Fisso per Amministratori con deleghe
> Compenso Fisso per Amministratori membri dei Comitati
> Compensi fissi per carica ricoperta in società controllate
COMPONENTI VARIABILI
GETTONE PRESENZA
N/A
N/A
DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE
> CCNL dei Dirigenti Industriali
> Compensi fissi per carica ricoperta in società controllate
> Gettone presenza Consiglio di Amministrazione
N/A
MEMBRI DI COMITATI INTERNI AL CDA
> Compenso Fisso per Amministratori con incarichi in Comitati interni al CdA
N/A
> Gettone presenza Comitati interni al Consiglio
SINDACI
> Emolumento Fisso
N/A
N/A
COMPENSO VARIABILE ANNUALE
> Compenso Variabile annuo legato al MBO *
N/A
> Compenso Variabile annuo legato al MBO
N/A
N/A
INCENTIVI A LUNGO TERMINE
> MBO triennale*
N/A
> MBO triennale
N/A
N/A
ALTRI BENEFIT
> Polizza di Responsabilità Civile verso terzi > Polizza vita BENEFICI NON MONETARI
> Polizza di Responsabilità Civile verso terzi
> Polizza di Responsabilità Civile verso terzi
> Polizza a copertura delle spese mediche (FASI) > Polizza spese mediche integrativa > Assegnazione di autovetture aziendali
* Esclusi il Presidente e Vice-presidenti.
N/A
> Polizza di Responsabilità Civile verso terzi
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
61
CAPITOLO 3 - REMUNERAZIONE
PIANI DI INCENTIVAZIONE VARIABILE
PIANO DI INCENTIVAZIONE VARIABIALE
MBO ANNUALE
Long Term Incentives TRIENNALE (2015 – 2017)
collegato a piano industriale
collegato a budget dell’esercizio
TARGET
TARGET AMMINISTRATORI ESECUTIVI *
AMMINISTRATORE DELEGATO
DIRIGENTI con responsabilità strategiche
CFO
ALTRI MANAGER proposti da amministratore delegato
DIRETTORE TECNICO
40%
EBIT DI GRUPPO
VALORE MEDIO AZIONE
> soglia di EBIT a budget per l’anno
25%
> valore dell’azione alla fine del piano industriale di riferimento
50%
EBITDA DI GRUPPO
> EBITDA consolidato di gruppo inteso come la somma dei 3 esercizi di riferimento
60%
OBIETTIVI INDIVIDUALI
25%
FREE CASH FLOW
> economico / finanziari > tecnico produttivi
PIANO DI EROGAZIONE ANNUALE ESERCIZIO 1
ESERCIZIO 2
31/12
I TRANCHE 75%
ESERCIZIO 3
II TRANCHE 25%
LIMITI: 25% DELLA RETRIBUZIONE ANNUA LORDA
* Esclusi il Presidente e i Vice Presidenti.
> FCF consolidato di gruppo inteso come somma dei FCF dei 3 esercizi di riferimento
PIANO DI EROGAZIONE TRIENNALE ESERCIZIO 1
ESERCIZIO 2
1 SAL
ESERCIZIO 3
2 SAL
ESERCIZIO 4
3 SAL EROGAZIONE
LIMITI: 50% DELLA RETRIBUZIONE ANNUA LORDA
CU RI OSI TA’ 4
64
CAPITOLO 4 SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e collaboratori SABAF e azionisti SABAF e clienti SABAF e fornitori SABAF e finanziatori SABAF e concorrenti SABAF, Pubblica Amministrazione e Collettività Sabaf e ambiente Relazione sulla revisione limitata del Bilancio Sociale Indice GRI
65 83 85 87 89 89 91 92 98 101
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
65
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e collaboratori LA NORMA SA8000 Il sistema di responsabilità sociale di Sabaf S.p.A. è conforme ai requisiti della Norma SA8000, per il quale la società ha ottenuto la certificazione nel 2005, rinnovata da ultimo a marzo 2015 per ulteriori tre anni. La decisione di certificare il sistema è conseguente al convinto riconoscimento dell’importanza del proprio patrimonio umano e mira particolarmente a sensibilizzare il management, i fornitori, il personale dipendente e i collaboratori esterni al pieno rispetto dei principi di Responsabilità Sociale stabiliti nella Norma. Attraverso l’attuazione della SA8000, Sabaf S.p.A. ha analizzato e monitorato i principali fattori di rischio etico-sociale legati ai temi del lavoro minorile, lavoro obbligato, salute e
sicurezza, libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, discriminazione, procedure disciplinari, orario di lavoro e retribuzioni. Durante l’anno è stato mantenuto il dialogo tra Rappresentanti della Direzione e Rappresentanti dei Lavoratori relativamente alla concreta applicazione della Norma SA8000. Il sistema di gestione della responsabilità sociale è stato verificato da IMQ / IQ NET nel mese di marzo del 2016. Durante l’audit sono state raccolte significative evidenze dell’impegno dell’azienda a sostenere il Sistema di Responsabilità Sociale, e non sono emerse non conformità.
POLITICA DELLE ASSUNZIONI, COMPOSIZIONE E VARIAZIONE DEL PERSONALE Al 31 dicembre 2016 i dipendenti del Gruppo Sabaf sono 736, rispetto ai 759 di fine 2015 (-3,0%). 31/12/2016
31/12/2015
31/12/2014
Sabaf S.p.A. (Ospitaletto, Brescia - Italia)
353
180
533
367
185
552
370
186
556
Faringosi Hinges (Bareggio, Milano - Italia)
21
21
42
20
23
43
22
24
46
Sabaf do Brasil (Jundiaì, San Paolo - Brasile)
49
17
66
45
14
59
47
17
64
Sabaf Turchia (Manisa - Turchia)
52
34
86
57
38
95
32
28
60
Sabaf Appliance Components (kunshan) Co., Ltd.
7
2
9
6
4
10
-
-
-
482
254
736
495
264
759
471
255
726
TOTALE
Per quanto riguarda le tipologie contrattuali adottate, sono presenti 715 dipendenti a tempo indeterminato (97,1%) e 21 a tempo determinato e in inserimento o apprendistato (2,9%).
31.12.2016
31.12.2015 N°
1.000
A tempo indeterminato Inserimento o apprendistato A tempo determinato TOTALE
464
251
715
460
235
695
3
0
3
4
0
4
15
3
18
31
29
60
482
254
736
495
264
759
TOTALE
736
759
726
66
Personale temporaneo (con contratto di somministrazione lavoro o assimilabile)
N°
100
N°
100
71
28 MEDIA ANNUA
47
38
24 10
Nel corso del 2016 sono stati assunti nelle società del Gruppo Sabaf 4 ex lavoratori temporanei (12 nel 2015). Nel 2016 Sabaf ha ospitato 6 giovani in stage, 2 studenti di corsi universitari e 4 studenti frequentanti scuola media secondaria (11 nel 2015).
Sabaf offre in questo modo ad alcuni studenti delle scuole della provincia di Brescia ad indirizzo industriale un primo contatto diretto con il mondo del lavoro, vedendo applicate “sul campo” le conoscenze tecniche apprese in aula.
MOVIMENTAZIONE DEL PERSONALE NELL’ANNO 2016 SABAF S.p.A.
FARINGOSI HINGES s.r.l.
31/12/15
ASSUNTI
USCITI
PASSAGGI CAT.
31/12/16
31/12/15
ASSUNTI
USCITI
PASSAGGI CAT.
31/12/16
Dirigenti
9
0
0
0
0
0
9
Dirigenti
1
0
0
0
0
0
1
Impiegati e quadri
112
3
0
6
1
0
108
Impiegati e quadri
14
0
0
0
1
0
13
Operai ed equiparati
431
3
0
14
4
0
416
Operai ed equiparati
28
1
0
0
1
0
28
TOTALE
552
6
0
20
5
0
533
TOTALE
43
1
0
0
2
0
42
PASSAGGI CAT.
31/12/16
SABAF DO BRASIL Ltda 31/12/15
SABAF TURCHIA
ASSUNTI
USCITI
PASSAGGI CAT.
31/12/16
31/12/15
ASSUNTI
USCITI
Dirigenti
0
0
0
0
0
0
0
Dirigenti
3
0
0
0
0
0
3
Impiegati e quadri
9
0
1
0
0
0
10
Impiegati e quadri
13
0
1
0
2
0
12
Operai ed equiparati
50
20
6
16
4
0
56
Operai ed equiparati
79
33
9
39
11
0
71
TOTALE
59
20
7
16
4
0
66
TOTALE
95
33
10
39
13
0
86
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
67
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF APPLIANCE COMPONENTS (KUNSHAN) CO., LTD. 31/12/15
ASSUNTI
USCITI
Nuovi assunti, suddivisi per fascia d’età e per sesso
PASSAGGI CAT.
31/12/16
Dirigenti
1
0
0
0
0
0
1
Impiegati e quadri
6
1
0
1
0
0
6
Operai ed equiparati
3
2
0
1
2
0
2
TOTALE
10
3
0
2
2
0
9
TOTALE GRUPPO 31/12/15
ASSUNTI
USCITI
PASSAGGI CAT.
31/12/16
Dirigenti
14
0
0
0
0
0
14
Impiegati e quadri
154
4
2
7
4
0
149
Operai ed equiparati
591
59
15
70
24
0
573
TOTALE
759
63
17
77
26
0
736
DESCRIZIONE
2016
fino a 20 anni
0
1
1
2
2
4
da 21 a 30 anni
32
10
42
88
32
120
da 31 a 40 anni
19
4
23
50
24
74
da 41 a 50 anni
12
2
14
6
1
7
oltre 50 anni
0
0
0
3
1
4
63
17
80
149
60
209
TOTALE
Dimessi nell’anno, per fascia di età e per sesso DESCRIZIONE
2016
N°
736
TOTALE GRUPPO
2015
fino a 20 anni
1
0
1
1
1
2
da 21 a 30 anni
35
11
46
69
25
94
da 31 a 40 anni
21
7
28
49
22
71
da 41 a 50 anni
15
5
20
4
2
6
oltre 50 anni
5
3
8
6
2
8
77
26
103
129
52
181
1.000
759
2015
TOTALE
Motivazioni della risoluzione dei rapporti di lavoro nell’anno 2016 IMPIEGATI E QUADRI
OPERAI
TOTALE
Dimissioni
5
42
47
Pensionamento
0
5
5
Termine contratto
1
2
3
Licenziamento
5
42
47
Mancato superamento periodo di prova TOTALE
47
47
50
TOTALE
N°
DESCRIZIONE
103 Dimissioni Pensionamento
0
1
1
11
92
103
Termine contratto
5
3
1
Licenziamento Mancato superamento periodo di prova
68
Tasso di Turnover per Area Geografica, fascia di età e sesso Italia (Sabaf e Faringosi)
Brasile 2016
DESCRIZIONE
2015
2016
DESCRIZIONE
2015
fino a 30 anni
0,53%
0,00%
0,35%
0,78%
0,00%
0,50%
fino a 30 anni
22,45%
11,76%
19,70%
28,89%
21,43%
27,12%
da 31 a 40 anni
0,80%
0,50%
0,70%
1,81%
0,00%
1,18%
da 31 a 40 anni
6,12%
5,88%
6,06%
11,11%
14,29%
11,86%
da 41 a 50 anni
2,41%
1,00%
1,91%
0,52%
0,96%
0,67%
da 41 a 50 anni
4,08%
5,88%
4,55%
2,22%
0,00%
1,69%
oltre 50 anni
1,07%
0,00%
0,70%
0,26%
0,00%
0,17%
oltre 50 anni
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
TOTALE
4,81%
1,49%
3,65%
3,36%
0,96%
2,52%
TOTALE
Turchia
32,65% 23,53% 30,30% 42,22% 35,71% 40,68%
Cina 2016
DESCRIZIONE
2015
2016
DESCRIZIONE
2015
fino a 30 anni
42,31%
20,59%
33,72%
87,72%
60,53%
76,84%
fino a 30 anni
0,00%
100%
22,22%
80,00%
0,00%
40,00%
da 31 a 40 anni
25,00%
14,71%
20,93%
64,91%
52,63%
60,00%
da 31 a 40 anni
28,57%
0,00%
22,22%
0,00%
0,00%
0,00%
da 41 a 50 anni
5,77%
2,94%
4,65%
1,75%
0,00%
1,05%
da 41 a 50 anni
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
oltre 50 anni
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
oltre 50 anni
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
28,57%
100%
44,44% 80,00%
0,00%
40,00%
TOTALE
73,08% 38,24% 59,30% 154,39% 113,16% 137,89%
TOTALE
Gruppo 2016
DESCRIZIONE
2015
fino a 30 anni
7,26%
4,33%
6,25%
14,14%
9,90%
12,65%
da 31 a 40 anni
4,36%
2,76%
3,80%
9,85%
8,33%
9,35%
da 41 a 50 anni
2,90%
1,57%
2,45%
0,81%
0,75%
0,79%
oltre 50 anni
0,83%
0,00%
0,54%
0,20%
0,00%
0,13%
15,35%
8,66%
13,04% 25,05% 18,94% 22,92%
TOTALE
Nel 2016 il turnover si è notevolmente ridotto rispetto al 2015. In Sabaf Turchia, il Gruppo sperimenta le maggiori difficoltà nella retention del personale, anche perché operiamo in un’area, quella di Manisa, che sta conoscendo un forte sviluppo industriale e dove sono offerte costantemente nuove opportunità di occupazione. Le politiche implementate, che includono sia incentivi monetari sia maggiori benefits, hanno comunque portato a un maggior livello di fidelizzazione anche in Turchia.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
69
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
Suddivisione del personale per età
Suddivisione del personale per anzianità di servizio
31.12.2016
31.12.2015
31.12.2016
31.12.2015
fino a 30 anni
16,8%
21,9%
fino a 5 anni
22,0%
24,6%
da 31 a 40 anni
42,4%
42,9%
da 6 a 10 anni
26,6%
29,1%
da 41 a 50 anni
29,8%
29,0%
da 11 a 20 anni
41,3%
37,2%
oltre 50 anni
11,0%
6,2%
oltre 20 anni
10,1%
9,1%
TOTALE
100%
100%
TOTALE
100,0%
100,0%
La bassa età media dei dipendenti del Gruppo (38,6 anni) conferma la strategia di inserire giovani lavoratori, privilegiando la formazione e la crescita interna rispetto all’acquisizione dall’esterno di competenze, anche in considerazione della specificità del modello industriale di Sabaf. L’età minima del personale in forza al Gruppo è di 24 anni per l’Italia, 20 anni per la Turchia, 16 anni per il Brasile e 28 anni per la Cina.
Sabaf è consapevole della fondamentale importanza di disporre di una forza lavoro stabile e qualificata che rappresenta un fattore chiave per conservare il proprio vantaggio competitivo.
Suddivisione per funzione 2016
AREA
2015
Produzione
289
170
459
305
175
480
Qualità
43
31
74
42
33
75
Ricerca e sviluppo
66
2
68
67
2
69
Logistica
25
1
26
20
1
21
Amministrazione
9
23
32
9
23
32
Vendite
10
13
23
10
14
24
Servizi
17
8
25
18
10
28
Acquisti
6
4
10
6
4
10
Altro
17
2
19
18
2
20
482
254
736
495
264
759
TOTALE
736
759 495
482 254 TOTALE
1.000
N°
N°
1.000
264
70
POLITICA DELLE ASSUNZIONI
Suddivisione per titolo di studio
Al fine di attrarre le risorse migliori, la politica delle assunzioni intende garantire uguali opportunità a tutti i candidati, evitando qualsiasi tipo di discriminazione. La procedura di selezione, prevede, tra l’altro: -- che il processo di selezione si svolga in almeno due fasi con due referenti differenti; -- che per ogni posizione siano valutati almeno due candidati. La valutazione dei candidati è basata sulle competenze, la formazione, le precedenti esperienze maturate, le aspettative e il potenziale, declinandoli sulle specifiche esigenze aziendali. A tutti i neoassunti del Gruppo è consegnata la Carta Valori. In Sabaf S.p.A. è inoltre consegnata copia della Norma SA8000, per la quale la Società è certificata.
TITOLO DI STUDIO
Laurea Diploma superiore Licenza media Licenza elementare TOTALE
2016
2015
67
24
91
12,4%
65
26
91
12,0%
232
98
330
44,8%
232
100
332
43,7%
181
130
311
42,3%
196
136
332
43,8%
2
2
4
0,5%
2
2
4
0,5%
482
254
736
100%
495
264
759
100%
FORMAZIONE Nel Gruppo Sabaf la crescita professionale dei dipendenti è sostenuta da un percorso di formazione continua. La Direzione del Personale, sentiti i responsabili di riferimento, elabora con periodicità annuale un piano formativo, in base al quale sono programmati i corsi specifici da svolgere.
2016
Formazione a neoassunti, apprendisti, contratti di inserimento
2015
3.187
1.222
4.409
5.728
727
6.455
Sistemi informatici
83
123
206
130
11
141
Formazione tecnica
321
29
350
636
13
649
3.112
983
4.094
2.661
830
3.491
Amministrazione e organizzazione
510
379
888
387
466
853
Lingue straniere
966
283
1.249
1.172
300
1.472
Lean Philosophy/Production/ Office
81
29
110
-
-
-
-
-
-
60
-
60
TOTALE ORE DI FORMAZIONE RICEVUTE
8.260
3.046
11.306
10.774
2.347
13.121
Ore di formazione erogate dai formatori interni
4.709
1.317
6.026
3.511
465
3.976
12.969
4.363
17.332
14.285
2.812
17.097
Sicurezza, ambiente e responsabilità sociale
Altro
TOTALE
Le ore erogate dai formatori interni includono anche la formazione impartita ai collaboratori con contratto di somministrazione (pari a 3.942 ore nel 2016).
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
71
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
Ore di formazione pro-capite ricevute per categoria
2016
2015
Operai
15,1
9,0
12,9
21,6
5,7
15,9
Impiegati e quadri
26,1
23,4
25,2
21,1
21,4
21,2
Dirigenti
34,7
70,5
37,3
37,9
82,8
41,1
TOTALE
17,8
12,1
15,9
21,9
9,2
17,5
Nel 2016 il costo totale sostenuto per le attività di formazione del personale del Gruppo è stato di circa 296.000 euro (circa 429.000 euro nel 2015). A questo si aggiungono i costi di formazione del personale temporaneo, che nel 2016 è stato di circa 62.000 euro (circa 23.000 euro nel 2015).
COMUNICAZIONE INTERNA Con l’obiettivo di sviluppare un dialogo continuo tra azienda e collaboratori, Sabaf pubblica semestralmente un Magazine in cui sono riportate le informazioni principali riguardanti la vita della Società e sono trattati argomenti di interesse comune. La Direzione del Personale ha istituzionalizzato due fasce orarie settimanali in cui garantisce la disponibilità ad incontrare i collaboratori per assistenza e consulenza anche indipendente dai temi strettamente inerenti il rapporto tra dipendente e datore di lavoro, come ad esempio informazioni in merito alla normativa fiscale e previdenziale.
Durante il 2016 l’Ufficio Personale di Sabaf S.p.A. ha dedicato 1.078 appuntamenti con i collaboratori per le problematiche relative al rapporto di lavoro o a questioni personali. In Sabaf S.p.A. è attivo il software HR PORTAL, attraverso il quale ogni lavoratore, con accesso personalizzato, può consultare i documenti e le informazioni pubblicate dall’azienda (cedolini paga, dati fiscali e contributivi, ecc.). Sono inoltre disponibili le comunicazioni collettive e le convenzioni aziendali.
LE DIVERSITÀ E LE PARI OPPORTUNITÀ Sabaf è costantemente impegnata per garantire pari opportunità al personale femminile, che attualmente rappresenta il 34,5% dell’organico (34,8% nel 2015).
Nel 2016 le società del Gruppo hanno concesso complessivamente 34 contratti part-time (a 2 impiegate, 31 operaie e 1 operaio), pari al 4,6% del totale (33 contratti nel 2015).
Il Gruppo, compatibilmente con le esigenze organizzative e di produzione, è attento alle necessità di carattere familiare dei suoi collaboratori. Ad oggi, la maggior parte delle richieste di riduzione dell’orario di lavoro avanzate dai lavoratori è stata soddisfatta.
Nelle società italiane del Gruppo lavorano 25 persone diversamente abili, di cui 15 a tempo parziale. Il Gruppo mira a favorire l’inserimento e l’integrazione nei normali processi produttivi delle persone disabili. È attiva una convenzione con una cooperativa di solidarietà sociale per l’inserimento di personale appartenente a categorie protette.
Distribuzione percentuale dell’occupazione per sesso 2016
TOTALE
2015
NUMERO
%
NUMERO
%
482
65,5
495
65,2
254
34,5
264
34,8
736
100
759
100
72
SISTEMI DI REMUNERAZIONE, INCENTIVAZIONE E VALORIZZAZIONE
Suddivisione per categoria OPERAI e EQUIPARATI
N°
1.000
371
381
202
I dipendenti di Sabaf S.p.A. sono inquadrati secondo le norme del Contratto Collettivo Nazionale dell’industria metalmeccanica, integrato dalla contrattazione di secondo livello, che comprende:
un superminimo per livello,
210
un premio di produzione per livello, un premio di risultato fisso per tutti i livelli,
IMPIEGATI e QUADRI 101
100
un premio consolidato uguale per tutti i livelli;
N°
98 51
53
un premio di risultato variabile uguale per tutti i livelli. Le componenti del costo del personale sono dettagliate nella nota integrativa del bilancio consolidato.
DIRIGENTI
N°
20
13
13
TOTALE
736
2015
1
2016
1
759
I dirigenti di tutte le sedi del Gruppo provengono da un’area geografica prossima alle sedi in cui operano, ad eccezione del direttore di produzione presso Sabaf Cina, che peraltro risiede in Cina da molti anni.
Lavoratori extracomunitari 1
Lavoratori extracomunitari Percentuale sul totale dei lavoratori
2016
2015
32
48
5,6%
8,1%
BENCHMARK 2
3,10%
Al 31 dicembre 2016 sono presenti nelle società italiane del Gruppo collaboratori di 14 differenti nazionalità.
Il sistema incentivante include incentivi economici e numerosi altri benefit (garanzie prestate dalla Società a favore di dipendenti a fronte di mutui, vendita o affitto di appartamenti a valori convenzionati, convenzioni aziendali per l’accesso a beni o servizi a condizioni di favore). Il Gruppo ritiene che un elemento fondamentale del sistema incentivante sia rappresentato dalle opportunità di formazione fornite ai collaboratori, tra cui la possibilità di partecipare gratuitamente a numerose attività organizzate in sede o fuori sede. È in essere un sistema di incentivazione legato a obiettivi collettivi e individuali (MBO), che nel 2016 ha riguardato 36 dipendenti del Gruppo. L’incidenza massima della componente variabile è pari al 25% della retribuzione fissa. I meccanismi del MBO sono descritti nella Relazione sulla Remunerazione.
Il premio produciamo qualità (PPQ) Sabaf S.p.A. ha introdotto nel 2016, a livello sperimentale, un sistema di incentivazione legato ad obiettivi di qualità ed efficienza produttiva. Sono stati assegnati obiettivi di miglioramento della qualità (riduzione degli scarti e delle rilavorazioni) e di produttività a 68 persone coinvolte in processi aziendali rilevanti e non incluse nel sistema di MBO. L’iniziativa è stata accolta in modo molto positivo: oltre a rappresentare uno strumento di indirizzo verso obiettivi sfidanti (sono stati assegnati 216 obiettivi, raggiunti e superati nel 72% dei casi), il PPQ ha stimolato il lavoro di squadra e favorito la condivisione a tutti i livelli aziendali dei piani di sviluppo di breve e medio-lungo termine. I buoni risultati in termini di qualità e produttività si sono riflessi sulla redditività aziendale, che si è mantenuta su livelli soddisfacenti anche in un anno di riduzione dei volumi di vendita. Inoltre il premio di risultato variabile (PRV), previsto dal contratto integrativo aziendale per tutti i dipendenti e anch’esso parametrato a indici di qualità e produttività, ne ha beneficiato: per il 2016 è stato riconosciuto un premio di risultato variabile di 1.184 euro, superiore del 28% rispetto al 2015. Il successo del progetto ne ha suggerito la riproposizione anche per il 2017, coinvolgendo un numero maggiore di collaboratori (80).
Le forme di previdenza in essere per tutti i lavoratori del Gruppo sono quelle previste dalle normative vigenti nei diversi Paesi in cui il Gruppo opera.
1 Il dato si riferisce alle sole società italiane del Gruppo. 2 FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Lavoratori extracomunitari (2014) http://www.federmeccanica.it.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
73
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
Rapporto tra lo stipendio minimo mensile previsto dai contratti collettivi e lo stipendio minimo riconosciuto dalle società del Gruppo 3 2015
STIPENDIO MINIMO DA CONTRATTO COLLETTIVO
STIPENDIO MINIMO RICONOSCIUTO
MAGGIORAZIONE MINIMA %
VALORI IN EURO Sabaf Spa
1.588,63
1.588,63
1.811,84
2.116,79
14%
33%
Faringosi Hinges
1.588,63
1.588,63
1.760,69
1.760,69
11%
11%
Turchia
286,61
286,61
314,81
314,81
10%
10%
Brasile
256,99
256,99
295,56
295,56
13%
13%
Cina
257,76
257,76
375,31
375,31
46%
46%
2016
STIPENDIO MINIMO DA CONTRATTO COLLETTIVO
STIPENDIO MINIMO RICONOSCIUTO
MAGGIORAZIONE MINIMA %
VALORI IN EURO Sabaf Spa
1.588,63
1.588,63
1.811,84
2.167,41
14%
36%
Faringosi Hinges
1.588,63
1.588,63
1.769,34
1.769,34
11%
11%
Turchia
317,37
317,37
355,80
355,80
12%
12%
Brasile
355,36
355,36
400,23
400,23
13%
13%
Cina
248,63
248,63
362,02
362,02
46%
46%
Rapporto tra lo stipendio massimo e la mediana degli stipendi delle società del Gruppo 2016
2015
Italia
4,7
4,7
Turchia
11,5
11,9
Brasile
8,9
9,3
Cina
8,0
10,5
Rapporto tra lo stipendio medio del personale di sesso femminile e lo stipendio medio del personale di sesso maschile 2016
2015
Impiegati, quadri e dirigenti
64%
64%
Operai
86%
83%
Gli indici sono stati determinati come rapporto tra lo stipendio medio annuo lordo delle dipendenti di sesso femminile e quello dei dipendenti di sesso maschile per le singole società del Gruppo. L’indicatore di Gruppo è stato determinato ponderando gli indicatori delle singole società per il numero di dipendenti di ognuna.
3 Valori convertiti in euro ai tassi di cambio di fine anno.
74
ORARIO DI LAVORO E ORE DI ASSENZA La durata settimanale del lavoro ordinario è fissata in 40 ore per le società italiane e per Sabaf Cina e 44 ore per Sabaf do Brasil, ripartite su 5 giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì. Per Sabaf Turchia la durata è di 45 ore settimanali ripartite su 6 giorni lavorativi.
Lavoro straordinario Numero medio mensile addetti che hanno svolto lavoro straordinario Numero ore di straordinario Numero ore annuali pro - capite 5
2016 Impiegati
Operai
Impiegati
Operai
Impiegati
Operai
107
358
76
264
-
-
9.714
21.554
12.520
35.343
-
-
65
38
81
60
50
61
Ore di assenza totali Totale ore di assenza annue
BENCHMARK 4
2015
2016
BENCHMARK 6
2015
39.650
46.661
86.311
31.550
36.412
67.962
-
Percentuale ore di assenza su ore lavorabili
3,9%
9,2%
5,7%
3,1%
6,9%
4,4%
-
Ore di assenza medie pro - capite
81,0
181,5
115,6
63,7
136,8
89,2
104,8
Ore di assenza per malattia Totale ore di malattia annue
2016
BENCHMARK7
2015
31.603
18.099
49.702
27.833
17.823
45.656
-
Percentuale ore di malattia su ore lavorabili
3,1%
3,6%
3,3%
2,7%
3,4%
2,9%
-
Ore pro – capite di assenza per malattia
64,6
70,4
66,6
56,2
67,0
59,9
48,6
Ore di assenza per maternità/paternità Totale ore di maternità/paternità annue
2016
BENCHMARK 8
2015
4.224,5
26.566,5
30.791
481
17.403
17.884
-
Percentuale ore di maternità su ore lavorabili
0,4%
5,2%
2,0%
0,0%
3,3%
1,1%
-
Ore pro – capite di assenza per maternità
8,6
103,3
41,3
1,0
65,4
23,5
16,8
L’alto numero di ore di assenza per maternità rispetto alla media del settore riflette una più alta percentuale di personale femminile.
4 FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Ore pro-capite di lavoro straordinario (2014), http://www.federmeccanica.it. 5 In rapporto al numero medio dei dipendenti. 6 Elaborazione da FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Ore pro-capite di assenza dal lavoro (2016), http://www.federmeccanica.it. 7-8 FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Ore pro-capite di assenza dal lavoro (2014), http://www.federmeccanica.it
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
75
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
Congedi parentali 9 TIPOLOGIA DI CONGEDO
2016
2015 % di lavoratori in forza lavoro dopo 12 mesi
Maternità obbligatoria
0
14
14
0
10
10
100%
Maternità anticipata
0
14
14
0
8
8
100%
Maternità/Paternità facoltativa
6
20
26
1
17
18
100%
Allattamento
0
4
4
0
6
6
100%
Assistenza a familiari disabili (Legge 104)
20
12
32
27
10
37
100%
Donazione sangue
7
0
7
6
0
6
-
Aspettativa
4
2
6
3
1
4
100%
Congedo straordinario
1
0
1
2
1
3
100%
ALTRI CONGEDI
Ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria 10
Numero ore di CIG Numero medio ore annuali pro - capite
Nel corso dell’esercizio le società italiane del Gruppo hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, nei periodi caratterizzati da bassi fabbisogni produttivi. Considerata la situazione del mercato di riferimento, che rimane tale da non consentire
9 Dati relativi a Sabaf S.p.A. 10 Istituto previsto dalla legislazione nazionale italiana, il dato è relativo alle sole società italiane del Gruppo.
2016
2015
35.583
16.612
60,8
30,0
il pieno sfruttamento degli impianti dello stabilimento di Ospitaletto, tenuto anche conto della razionalizzazione di alcuni processi e della maggiore automazione, a fine 2016 Sabaf S.p.A. ha concordato con le RSU l’attivazione per il 2017 del contratto di solidarietà, che prevede una riduzione massima dell’orario di lavoro del 9,79%.
76
SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI E AMBIENTE DI LAVORO L’impegno del Gruppo verso la salvaguardia della salute e sicurezza dei suoi dipendenti è totale: il sistema di gestione delle problematiche relative a salute e sicurezza sul posto di lavoro è in linea con lo standard OHSAS 18001 e, oltre a garantire il rispetto delle leggi e normative vigenti, è finalizzato al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
Il sistema è stato sottoposto a audit di ricertificazione dall’ente TUV NORD in febbraio 2015. L’ultimo audit di sorveglianza, effettuato dall’ Ente di Certificazione TUV NORD in marzo 2016, ha attestato la conformità del sistema alle norme di riferimento; non sono infatti emerse non conformità, ma solo spunti di miglioramento.
A partire da febbraio 2012 il sistema di gestione in materia di salute e sicurezza dei lavoratori in Faringosi Hinges è certificato secondo lo standard OHSAS 18001.
Numero e durata degli infortuni 2016
BENCHMARK 11
2015
Infortuni sul luogo di lavoro
8
3
11
12
5
17
-
Infortuni in itinere
1
0
1
2
0
2
-
Durata media assenze per infortunio sul lavoro (giorni)
5,25
1,33
4,18
33,17
23
30,18
-
Durata media assenze per infortunio in itinere (giorni)
2,00
0
2,00
33,5
0
33,5
-
Totale ore di assenza per infortuni
329,5
39,5
369
2.840
844
3.684
-
Ore pro – capite di assenza dal lavoro per infortunio 12
0,67
0,15
0,49
5,73
3,17
4,84
4,9
10
H
H
10
5,73
TOTALE
0,49 4,84
3,17 0,67
11 FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Ore pro-capite di assenza dal lavoro (2014), http://www.federmeccanica.it. 12 Il calcolo è basato sull’organico medio annuale.
0,15
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Indice di frequenza di infortunio
Indice di gravità di infortunio
Numero di infortuni (esclusi infortuni in itinere) x 1.000.000 / ore lavorate
Giorni di assenza (esclusi infortuni in itinere) x 1.000 / ore lavorate
2016
Indice
10,01
7,58
2016
2015
9,21
14,31
12,52
Indice
13,73
Nel corso del 2016 non si sono verificati infortuni di particolare gravità. Sono proseguite in tutti gli stabilimenti del Gruppo le attività di formazione e di sensibilizzazione all’uso dei dispositivi di protezione e sicurezza.
0,05
0,01
2015
0,04
0,47
0,29
2016
2015
Impianti, attrezzature, materiali
74
42
Dispositivi di protezione individuale
89
77
Formazione esterna
25
27
Consulenze
85
134
Analisi ambiente di lavoro
9
24
Controlli sanitari (incluse visite preassuntive)
40
44
Software e database
5
0
327
348
2016
2015
Impianti, attrezzature, materiali
81
62
TOTALE
81
62
IN MIGLIAIA DI EURO
TOTALE
0,40
In conformità alle leggi vigenti le società del Gruppo hanno predisposto ed attuano piani di sorveglianza sanitaria destinati ai dipendenti, con controlli sanitari mirati ai rischi specifici delle attività lavorative svolte. In particolare nel 2016 sono stati effettuati 2.664 controlli sanitari (2.707 nel 2015).
Spese correnti per la sicurezza dei lavoratori
Investimenti per la sicurezza dei lavoratori IN MIGLIAIA DI EURO
77
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
78
Sabaf luogo di lavoro che promuove la salute A inizio 2016 Sabaf S.p.A. ha aderito al programma WHP (Workplace Health Promotion), impegnandosi a realizzare buone pratiche nel campo della promozione della salute negli ambienti di lavoro. Sabaf si impegna così non solo ad attuare tutte le misure per prevenire infortuni e malattie professionali ma anche ad offrire ai propri lavoratori opportunità per migliorare la propria salute, riducendo i fattori di rischio generali e in particolare quelli maggiormente implicati nella genesi delle malattie croniche. La promozione della salute nell’ambiente di lavoro è il risultato degli sforzi congiunti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della società. Vi contribuiscono i seguenti fattori: • Il miglioramento dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro • L’incoraggiamento del personale a partecipare ad attività salutari • La promozione di scelte sane • L’incoraggiamento alla crescita personale L’idea centrale è semplice: Sabaf mira a costruire, attraverso un processo partecipato, un contesto che favorisce l’adozione di comportamenti e scelte positive per la salute. Il Programma WHP prevede lo sviluppo di attività (buone pratiche) in 6 aree tematiche e richiede la progressiva realizzazione, anno dopo anno, di un numero minimo di buone pratiche nelle diverse aree tematiche.
contrasto al fumo alimentazione
attività fisica
benessere e conciliazione vita-lavoro
mobilità sicura e sostenibile contrasto alle dipendenze
Per pianificare le azioni più coerenti al contesto aziendale, nonché per valutare i miglioramenti raggiunti, Sabaf ha ritenuto importante rilevare “alla partenza” la situazione esistente rispetto ai comportamenti (determinanti di salute e fattori di rischio) dei lavoratori. A tal fine, è stato somministrato a tutti i lavoratori un questionario anonimo. Sulla base di quanto emerso, sono state pianificate le attività per il 2016.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
ALCUNI SUGGERIMENTI DEI LAVORATORI
INTERVENTI EFFETTUATI NEL 2016
Ambulatorio con nutrizionista
È stata attivata una convenzione con una nutrizionista a prezzi di miglior favore per i collaboratori Sabaf. È stata acquistata una bilancia impedenziometrica che misura peso, massa grassa, massa magra e tasso di metabolismo basale. Ad ogni visita medica periodica è possibile monitorare i propri valori personali.
Indicazione dell’apporto calorico e dei grassi per porzione in mensa
Sul bancone della mensa ad ogni pietanza, oltre al colore corrispondente all'abbinamento ideale, sono state abbinate le calorie.
Menù più vario e salubre, maggiore disponibilità di frutta e verdura e disponibilità di alimenti integrali
Durante il 2016 il menù proposto in mensa è stato progressivamente ampliato. L’offerta, molto varia, prevede attualmente tutti i giorni anche pasta e pane integrali. Oltre al menù stagionale è stata introdotta la variante dei prodotti integrali e, con frequenza settimanale, un piatto particolare ispirato ad altre culture culinarie. Il menù è stato studiato e suggerito da un nutrizionista. Ad ogni pasto è possibile scegliere tra almeno 3 primi, 3 secondi, 3 contorni con verdura fresca e cotta. Sono sempre disponibili, come alternativa, yogurt e frutta.
Cambiare il menù dei distributori. Vietare prodotti non salutari
I distributori automatici di alimenti sono stati arricchiti con più tipologie di prodotti, lasciando all'utente la possibilità di scegliere.
Distribuzione gratuita dell'acqua in mensa
Nel locale mensa, oltre alla bottiglia da 0,5l disponibile ad ogni pasto, è stato installato un distributore di acqua. In tutto lo stabilimento sono già presenti, oltre ai distributori automatici di bevande calde e fredde, 50 distributori di acqua al bicchiere.
Informazione
piramide alimentare, menù e tabelle con i colori del cibo. È in distribuzione
Gli interventi informativi sono stati molteplici: tovagliette e tabelloni con la gratuitamente il periodico ''Profilo Salute''.
79
80
Utilizzo di sostanze pericolose Per la produzione sono utilizzati soltanto materiali che soddisfano pienamente i requisiti della Direttiva 2002/95/EC (Direttiva RoHS) che tende a limitare l’impiego di sostanze pericolose come piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente.
RELAZIONI INDUSTRIALI Le rappresentanze sindacali interne in Sabaf S.p.A. sono tre: FIOM, FIM e UILM. Nelle società del Gruppo, a dicembre 2016 risultano iscritti 145 dipendenti, pari al 19,7% del totale (nel 2015 erano iscritti 142 dipendenti, pari al 18,7%). I rapporti tra la Direzione e le RSU sono basati sulla trasparenza e sulla correttezza reciproca. Durante l’anno in Sabaf S.p.A. si sono svolti 11 incontri tra Direzione e RSU. I principali argomenti affrontati sono stati:
• comunicazioni inerenti le variazioni dell’organico e dei contratti di somministrazione, il monitoraggio dei contratti a tempo determinato e di inserimento, la pianificazione delle assunzioni, la pianificazione della formazione; • presentazione del piano commerciale e dei risultati economico-finanziari • presentazione e discussione degli indici determinanti il premio di risultato aziendale • ricorso alla cassa integrazione guadagni Le ore di partecipazione alle attività sindacali nel corso del 2016 sono state pari allo 0,69% delle ore lavorabili.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
81
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
PARTECIPAZIONE AD ATTIVITÀ SINDACALE 2016
2015
BENCHMARK 13
N° ore
2.891
2.708
-
Percentuale su ore lavorabili
0,19
0,17
-
N° ore pro – capite
3,9
3,6
-
N° ore
2.046
1.499
-
Percentuale su ore lavorabili
0,14
0,09
-
N° ore pro – capite
2,7
2,0
-
N° ore
5.452
798
-
Percentuale su ore lavorabili
0,36
0,05
-
N° ore pro – capite
7,3
1,0
-
10.389
5.005
-
Percentuale su ore lavorabili
0,69
0,31
-
N° ore pro – capite
13,92
6,57
8,3
ASSEMBLEA
PERMESSO SINDACALE
SCIOPERO
TOTALE N° ore
%
20
H
10.000
H
10.389
13,92 5.005 6,57 0,69%
TOTALE
TOTALE PRO-CAPITE
10%
0,31%
10%
TOTALE PERCENTUALE
Nel corso del 2016 in Sabaf S.p.A. sono state proclamate complessivamente 26 ore di sciopero, a fronte di problematiche di carattere nazionale. In Faringosi Hinges, Sabaf do Brasil, Sabaf Turchia e Sabaf Kunshan non sono invece stati proclamati scioperi.
13 FEDERMECCANICA, L’industria metalmeccanica in cifre (giugno 2016) – Ore pro-capite di assenza dal lavoro (2014), http://www.federmeccanica.it.
82
ATTIVITÀ SOCIALI E AGEVOLAZIONI Sabaf S.p.A. ha stipulato una convenzione con un istituto di credito per la concessione di mutui ipotecari a condizioni particolarmente vantaggiose, prestando garanzia fideiussoria a favore dei dipendenti: al 31/12/2016 beneficiano della convenzione 59 dipendenti. La Società ha affittato ai dipendenti alcuni appartamenti in prossimità della sede di Ospitaletto. È stato inoltre realizzato un complesso residenziale di 54 abitazioni,
destinato prioritariamente e a condizioni privilegiate ai dipendenti, che ne hanno acquistate 29. Sono inoltre state stipulate varie convenzioni con esercizi commerciali per l’acquisto di prodotti e servizi a prezzi agevolati.
CONTENZIOSO E PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Nel corso del 2016 sono stati presi 136 provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti del Gruppo, così suddivisi:
15 richiami verbali 13 richiami all’uso dispositivi di protezione individuale 68 ammonizioni scritte 22 multe 7 sospensioni 2 sospensioni cautelative 9 licenziamenti
Le principali motivazioni dei provvedimenti disciplinari sono l’assenza ingiustificata, il mancato rispetto dell’orario di lavoro, il mancato rispetto delle norme riguardanti l’assenza per malattia e giustificati motivi oggettivi. Al 31 dicembre 2016 non sono in essere contenziosi con i collaboratori. Sono in essere alcuni contenziosi con ex dipendenti riferiti prevalentemente all’impugnazione di provvedimenti di licenziamento.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e azionisti LA COMPOSIZIONE DEL CAPITALE Gli azionisti iscritti a libro soci al 10 marzo 2017 sono 2.210, di cui: -----
1.809 possiedono fino a 1.000 azioni 313 possiedono da 1.001 a 5.000 azioni 40 possiedono da 5.001 a 10.000 azioni 48 possiedono oltre 10.000 azioni
Il 45% del capitale è detenuto da azionisti residenti all’estero. La presenza di investitori istituzionali nel capitale è molto rilevante (si stima circa il 90% del flottante).
(30,72%) GIUSEPPE SALERI SAPA
(34,30%) ALTRO
(20,00%) QUAESTIO CAPITAL MANAGEMENT SER
(14,98%) DELTA LLOYD AM
RELAZIONI CON GLI INVESTITORI E GLI ANALISTI FINANZIARI Fin dalla quotazione in Borsa (1998) la Società ha attribuito un’importanza strategica alla comunicazione finanziaria. La politica di comunicazione finanziaria di Sabaf è basata sui principi di correttezza, trasparenza e continuità, nella convinzione che tale approccio permetta agli investitori di poter valutare correttamente l’Azienda. In tale ottica, Sabaf garantisce la massima disponibilità al dialogo con analisti finanziari e investitori istituzionali.
Nel corso del 2016 la Società ha incontrato gli investitori istituzionali nell’ambito di roadshow organizzati a Milano, Firenze e Londra. Alcuni investitori, inoltre, hanno effettuato incontri con il management presso la sede sociale a Ospitaletto, cogliendo l’opportunità di visitare gli impianti produttivi.
83
84
REMUNERAZIONE DEGLI AZIONISTI E ANDAMENTO DEL TITOLO Nel corso del 2016, il titolo Sabaf ha registrato il prezzo ufficiale massimo il giorno 5 gennaio (11,483 euro) e minimo il giorno 28 novembre (8,700 euro). I volumi medi scambiati sono stati pari a n. 5.254 azioni al giorno, pari ad un controvalore medio di 50.750 euro (133.000 euro nel 2015).
11,39 10,75 10,12 9,478 8,841 8,204
Marzo 2016
Maggio 2016
Luglio 2016
Settembre 2016
Novembre 2016 50 k
25 k
0k
VOLUME
Marzo 2016
Maggio 2016
Luglio 2016
Settembre 2016
Novembre 2016
La politica dei dividendi adottata da Sabaf tende a garantire una valida remunerazione degli azionisti anche tramite il dividendo annuale, mantenendo un rapporto tra dividendo e utile superiore al 50%.
INVESTIMENTI SOCIALMENTE RESPONSABILI Frequentemente il titolo Sabaf è stato oggetto di analisi anche da parte di analisti e gestori di fondi SRI, che in più occasioni hanno anche investito in Sabaf.
CONTENZIOSO Non è in essere alcun contenzioso con i soci.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
85
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e clienti ANALISI DELLE VENDITE
IL SISTEMA QUALITÀ
Paesi e clienti
Paesi Clienti
14
2016
2015
54
52
293
288
Si rimanda alla Relazione sulla gestione per l’analisi della ripartizione dei ricavi per famiglia di prodotto e per area geografica.
Il sistema di gestione della qualità si integra con i sistemi di gestione ambientale e della sicurezza sul luogo di lavoro, ed ha lo scopo di consentire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: a. accrescere la soddisfazione dei clienti, attraverso la comprensione e il soddisfacimento delle loro esigenze presenti e future; b. migliorare continuamente i processi e i prodotti; c. coinvolgere i partner ed i fornitori nel processo di miglioramento continuo, favorendo la logica della “comakership”; d. valorizzare le risorse umane; e. migliorare la business performance.
In coerenza con le politiche commerciali seguite, gran parte dei rapporti commerciali attivi si caratterizza per relazioni consolidate nel lungo periodo. I clienti con un fatturato annuale superiore al milione di euro sono 31 (34 nel 2015). La distribuzione per classi di fatturato è la seguente:
Spese correnti per la qualità IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
Certificazione prodotto
129
91
2016
2015
fino a 1.000 euro
50
43
Certificazione e gestione sistema qualità
26
27
da 1.001 a 50.000 euro
176
174
Apparecchiature e strumenti di misura (acquisto)
103
84
da 50.001 a 100.000 euro
23
26
Apparecchiature e strumenti di misura (taratura)
30
47
da 100.001 a 500.000 euro
50
43
Norme tecniche, software e riviste
5
2
da 500.001 a 1.000.000 euro
13
11
Formazione
0
0
da 1.000.001 a 5.000.000 euro
26
26
Prove e test presso laboratori esterni
16
6
309
257
oltre 5.000.000 euro
5
8
TOTALE
Oltre alla struttura direzionale presso la sede di Ospitaletto, la rete commerciale si basa sulle società controllate in Brasile, Turchia, USA e Cina e sull’ufficio di rappresentanza in Polonia. Sono attivi 11 rapporti di agenzia, principalmente relativi a mercati extraeuropei.
14 Con vendite superiori a 1.000 euro.
Investimenti per la qualità IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
Apparecchiature e strumenti di misura (acquisto)
131
74
TOTALE
131
74
86
Sedi che hanno ottenuto la certificazione di qualità secondo la Norma ISO 9001:2008:
1993
2008
Sabaf S.p.A
Sabaf do Brasil
2001
2015
Faringosi Hinges
Sabaf Turchia
Nel corso dell’anno 2016, il Sistema Qualità di Sabaf è stato costantemente monitorato e mantenuto per garantire la corretta implementazione e il rispetto dei requisiti della norma.
è stata condotta a campione presso la sede italiana e ha avuto carattere di conferma del sistema qualità anche per la sede dello stabilimento turco. Nel corso del 2017 tutti gli stabilimenti verranno visitati dall’ente di certificazione per il rinnovo del certificato.
Il piano di verifiche ispettive interne, definito sia per la sede di Ospitaletto sia per lo stabilimento produttivo in Brasile, è stato eseguito e dai risultati non emergono criticità del sistema che, pertanto, soddisfa pienamente la norma.
Nel mese di ottobre 2016 l’Ente di Certificazione TUV NORD ha svolto la periodica verifica di sorveglianza sul sistema di gestione della qualità di Faringosi Hinges s.r.l. La verifica ha confermato l’adeguata impostazione del sistema. Non sono state rilevate non conformità.
Relativamente alle verifiche di terza parte sul sistema di gestione della qualità, il CSQ (Sistema di certificazione di IMQ) ha svolto la verifica ispettiva di sorveglianza annuale presso la sede di Ospitaletto nel mese di giugno 2016, e presso lo stabilimento in Turchia nel mese di maggio 2016, confermando l’adeguatezza del sistema. La verifica
Nel corso del 2017 è previsto lo svolgimento di corsi di aggiornamento e formazione per approfondire la nuova norma UNI EN ISO 9001:2015 in modo da preparare il percorso per l’adeguamento del sistema alla revisione della norma.
CUSTOMER SATISFACTION L’indagine di customer satisfaction, condotta con frequenza biennale, rientra nelle attività di stakeholder engagement che Sabaf intraprende al fine di migliorare costantemente il livello qualitativo dei servizi offerti e di rispondere alle aspettative dei clienti.
L’ultima indagine, effettuata a febbraio 2015, ha confermato l’opinione positiva dei clienti, sottolineando tra i punti di forza la tempestività, professionalità e competenza nell’assistenza commerciale. Una nuova analisi è stata pianificata per il mese di marzo 2017.
CONTENZIOSO Sabaf ha in essere alcune iniziative per diffidare alcuni produttori sia di componenti contraffatti, che di cucine e piani cottura, che promuovono o vendono apparecchi con componenti in contraffazione di nostri brevetti e marchi.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e fornitori LA NORMA SA8000 E I FORNITORI Nel 2005 Sabaf S.p.A. ha ottenuto la certificazione di conformità ai requisiti della norma SA8000 (Social Accountability 8000) e, pertanto, l’Azienda richiede ai propri fornitori di rispettare, in tutte le loro attività, i principi della norma, quale criterio minimo per stabilire un rapporto duraturo basato sui principi della responsabilità sociale. I contratti di fornitura includono una clausola di carattere etico ispirata alla Norma SA8000, che impegna i fornitori a garantire il rispetto dei diritti umani e sociali e in particolare: ad evitare l’impiego di persone in età inferiore a quella stabilita dalla norma, a garantire ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro, a tutelare la libertà sindacale, a rispettare la
legislazione in materia di orario di lavoro, ad assicurare ai lavoratori il rispetto del minimo retributivo legale. L’eventuale mancato rispetto o mancata accettazione dei principi della Norma SA8000 può determinare l’interruzione dei rapporti di fornitura. Nel corso del 2016 sono state condotte 13 verifiche presso fornitori (19 nel 2015), relative alla gestione di qualità, ambiente e responsabilità sociale, dalle quali non sono emerse non conformità critiche. A fronte delle non conformità non critiche, sono stati richiesti ai fornitori gli opportuni interventi.
ANALISI DEGLI ACQUISTI Il Gruppo Sabaf mira a favorire lo sviluppo del territorio in cui opera e, pertanto, nella selezione dei fornitori, favorisce le aziende locali:
Il fatturato realizzato al di fuori dell’Unione Europea proviene per la maggior parte da fornitori situati in Cina. I fornitori cinesi hanno sottoscritto la clausola di rispetto dei principi della norma SA8000.
escludendo i rapporti infragruppo, gli acquisti effettuati in Lombardia dalle società italiane del Gruppo rappresentano il 48% del totale, gli acquisti di Sabaf do Brasil da fornitori brasiliani sono l’83% del totale, gli acquisti di Sabaf Turchia da fornitori turchi il 77,3% del totale e gli acquisti di Sabaf Kunshan da fornitori cinesi il 95,5% del totale.
Distribuzione territoriale dei fornitori 2016 IN MIGLIAIA DI EURO
FATTURATO
2015 %
FATTURATO
%
Provincia di Brescia
30.814
36,2
27.995
28,8
Italia
28.061
32,9
38.104
39,3
UE
10.246
12,0
11.000
11,3
Brasile
5.208
6,1
4.269
4,4
Turchia
5.578
6,5
5.339
5,5
Cina
4.282
5,0
6.908
7,1
978
1,1
3.437
3,5
85.167
100
97.011
100
Extra UE - Altri TOTALE
Sabaf do Brasil e Sabaf Turchia acquistano i materiali necessari alla produzione prevalentemente presso fornitori locali. I principali macchinari utilizzati (isole di pressofusione, transfer di lavorazione e di montaggio) sono invece stati importati
dall’Italia per garantire processi produttivi omogenei a livello di Gruppo, in particolare in termini di qualità e sicurezza.
87
88
RAPPORTI CON I FORNITORI E CONDIZIONI NEGOZIALI Le relazioni con i fornitori sono improntate alla collaborazione di lungo periodo e fondate sulla correttezza negoziale, l’integrità e l’equità contrattuale e la condivisione delle strategie di crescita. Per favorire la condivisione con i fornitori dei valori alla base del proprio modello di business, Sabaf ha distribuito in modo capillare la Carta Valori. Sabaf garantisce l’assoluta imparzialità nella scelta dei fornitori e si impegna a rispettare rigorosamente i termini di pagamento pattuiti.
Sabaf richiede ai suoi fornitori la capacità di sapersi rinnovare tecnologicamente, in modo tale da poter sempre proporre i migliori rapporti qualità/prezzo, e privilegia nella scelta i fornitori che hanno ottenuto o stanno ottenendo le certificazioni dei sistemi di qualità e ambientale. Nel 2016 il fatturato dei fornitori del Gruppo Sabaf con sistema di qualità certificato è stato pari al 68,1% del totale (61,9% nel 2015).
Ripartizione degli acquisti per natura 2016 IN MIGLIAIA DI EURO
FATTURATO
2015 %
FATTURATO
%
Materie prime
18.952
22,3
26.056
26,9
Componenti
28.394
33,3
28.027
28,9
Beni strumentali
11.465
13,5
11.581
11,9
Servizi e altri acquisti
26.356
30,9
31.347
32,3
TOTALE
85.167
100
97.011
100
Per i fornitori artigiani e meno strutturati sono concordati termini di pagamento molto brevi (prevalentemente a 30 giorni).
CONTENZIOSO Non sono in essere contenziosi con i fornitori.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF e finanziatori RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO Il Gruppo opera con un rapporto di indebitamento contenuto (indebitamento finanziario netto / patrimonio netto al 31 dicembre 2016 pari a 0,21; indebitamento finanziario netto / EBITDA pari a 0,92) e dispone di ampie linee di credito a breve termine non utilizzate.
I rapporti con le banche sono da sempre improntati alla massima trasparenza. Sono privilegiate le relazioni con quegli istituti in grado di supportare il Gruppo in tutte le sue necessità finanziarie e di proporre tempestivamente soluzioni a fronte di specifiche esigenze.
Al 31 dicembre 2016 l’indebitamento finanziario netto è pari a 23,5 milioni di euro rispetto ai 25,9 milioni di euro del 31 dicembre 2015.
CONTENZIOSO Non è in essere alcun contenzioso con i finanziatori.
SABAF e concorrenti PRINCIPALI CONCORRENTI ITALIANI ED INTERNAZIONALI In Italia ed in Europa Sabaf stima di detenere una quota di mercato superiore al 50% in ogni segmento di prodotto ed è l’unica società a fornire la gamma completa di componenti per la cottura a gas, mentre i suoi concorrenti producono soltanto parte della gamma di prodotti.
Burner Systems International (BSI) è un gruppo americano, che ha acquisito il controllo del produttore francese Sourdillon, storico concorrente di Sabaf, e di Harper Wyman, il più importante produttore di componenti per la cottura a gas per il mercato nordamericano.
I principali concorrenti di Sabaf sul mercato internazionale sono Copreci, Burner System International e Defendi.
Defendi è una società italiana, acquisita nel 2013 dal gruppo tedesco EGO, ed è attivo principalmente nella produzione di bruciatori in Italia, Brasile e Messico.
Copreci è una cooperativa situata in Spagna nei Paesi Baschi, parte di Mondragon Cooperative Corporation e con Sabaf è il principale produttore di rubinetti e termostati in Europa.
89
90
Principali concorrenti italiani ed internazionali RUBINETTI
TERMOSTATI
BRUCIATORI
CERNIERE
SABAF
X
X
X
X
Burner Systems International (U.S.A)
X
X
X
CMI (Italia)
X
Copreci (Spagna)
X
Defendi Italy (Italia)
X
X X
Nuova Star (Italia)
X
Somipress (Italia)
X
Dati economici 2014 e 2015 dei principali concorrenti italiani 15 2015
2014
VENDITE
RISULTATO OPERATIVO
RISULTATO NETTO
VENDITE
RISULTATO OPERATIVO
RISULTATO NETTO
CMI
20.922
1.163
646
19.828
1.146
612
DEFENDI ITALY
53.608
1.006
1.087
54.694
2.930
2.257
NUOVA STAR
27.966
252
79
27.793
449
95
GRUPPO SOMIPRESS
40.946
3.417
2.046
40.072
3.160
1.720
GRUPPO SABAF
138.003
14.091
8.998
136.337
13.175
8.338
IN MIGLIAIA DI EURO
Non sono disponibili ulteriori informazioni relative ai concorrenti, a causa della difficoltà di reperire i dati.
CONTENZIOSO È in essere un contenzioso promosso contro un concorrente a seguito di una presunta violazione di un nostro brevetto.
15 Elaborazione Sabaf dai bilanci delle varie società. Ultimi dati disponibili.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
SABAF, Pubblica Amministrazione e Collettività RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
RAPPORTI CON LE UNIVERSITÀ E IL MONDO STUDENTESCO
Coerentemente con le linee politiche di riferimento, i rapporti di Sabaf nei confronti della Pubblica Amministrazione e dell’Erario sono improntati alla massima trasparenza e correttezza. A livello locale, Sabaf ha cercato di impostare un dialogo aperto con le diverse autorità per addivenire ad uno sviluppo industriale condiviso. In tale ottica, la Società fornisce sistematicamente al Comune di Ospitaletto copia delle analisi relative alle emissioni in atmosfera determinate dalla produzione nei propri stabilimenti.
Sabaf organizza sistematicamente visite aziendali con gruppi di studenti e porta la propria testimonianza di best practice in tema di responsabilità sociale all’interno di importanti convegni in diverse città d’Italia.
INIZIATIVE BENEFICHE E LIBERALITÀ L’ammontare delle liberalità nel 2016 è stato di circa 36.000 euro (44.000 euro nel 2015), prevalentemente indirizzate a sostenere iniziative di carattere sociale ed umanitario in ambito locale.
ADOZIONI A DISTANZA Sabaf sostiene l’Associazione Volontari per il Servizio Internazionale (AVSI), un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro, impegnata in progetti internazionali di aiuto allo sviluppo. Le donazioni sono destinate al sostegno a distanza di venti bambini che vivono in diversi Paesi del mondo.
RAPPORTI CON LE ASSOCIAZIONI INDUSTRIALI Sabaf è tra i fondatori di CECED Italia, l’associazione che sviluppa e coordina in Italia le attività di studio promosse a livello europeo dal Ceced (European Committee of Domestic Equipment Manufacturers) con le annesse implicazioni scientifiche, giuridiche ed istituzionali nel settore degli elettrodomestici. Dal 2014 Sabaf S.p.A. è associata all’Associazione Industriale Bresciana (AIB), che aderisce al sistema Confindustria.
CONTENZIOSO Non sono in essere contenziosi di rilievo con Enti Pubblici o con altri esponenti della collettività.
91
92
SABAF e ambiente POLITICA DELLA SALUTE E SICUREZZA, AMBIENTALE ED ENERGETICA Programma e obiettivi La tutela della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori, dell’Ambiente e l’utilizzo efficiente e razionale delle risorse Naturali ed Energetiche sono per SABAF parte dei propri impegni strategici. Nell’ambito dei processi per la produzione di componenti per cucine a gas, costituisce oggi, per la nostra Organizzazione, una sfida continua, il raggiungimento di standard di lavoro che garantiscano la salute e la massima sicurezza per il nostro personale e per chi lavora per nostro conto. Sono parte integrante di questa sfida la riduzione degli impatti ambientali ed il contenimento nell’impiego di risorse naturali ed Energetiche a partire dal processo di progettazione del Prodotto, attraverso le diverse fasi della sua realizzazione, in una prospettiva che guardi fino a tutta la vita operativa del prodotto stesso. Per questo motivo SABAF ha adottato e mantiene attivo un Sistema Integrato per la Gestione della Salute, della Sicurezza, dell’Ambiente, e dell’Energia (EHS&En) che, integrandosi agli altri Sistemi di Gestione operanti in azienda, costituisca un mezzo efficace per perseguire una costante riduzione dei Rischi, degli impatti ambientali e dei consumi energetici attraverso i seguenti strumenti: • Il mantenimento della piena conformità alle norme e leggi vigenti e agli altri requisiti sottoscritti utilizzando gli stessi in modo proattivo quali elementi di continua sorveglianza EHS&En dei processi. • La valutazione preventiva, a partire dalle fasi di progettazione, modifica dei processi e di acquisto di prodotti e servizi, degli aspetti EHS&En. • La redazione, la diffusione e la costante attuazione della Politica al fine di condividere e coinvolgere tutti i dipendenti ed i collaboratori nel raggiungimento dei nostri obiettivi di prestazione EHS&En. SABAF si impegna a perseguire i seguenti obiettivi: • La prevenzione dell’inquinamento e la razionalizzazione nell’utilizzo di energia attraverso il miglioramento continuo dei propri processi e dei prodotti finalizzandoli alla massimizzazione dell’utile da conseguirsi attraverso la minimizzazione degli impatti sull’ambiente e del consumo energetico. • L’efficientamento nell’impiego di risorse Naturali ed Energetiche in fase di produzione, con particolare riferimento al consumo di acqua ed energia • La riduzione della quantità di rifiuti prodotta ed il miglioramento della loro qualità in termini di pericolosità e recuperabilità. Dal 2003 il sistema di gestione ambientale del sito produttivo di Ospitaletto (che copre circa l‘80% della produzione totale del Gruppo) è certificato conforme alla norma ISO14001. Nel corso dell’anno 2016, il Sistema di Gestione Ambientale di Sabaf è stato costantemente monitorato e mantenuto per garantire la corretta implementazione ed il rispetto dei requisiti della norma. Relativamente alle verifiche di terza parte sul sistema, il CSQ ha svolto la verifica ispettiva di sorveglianza, presso la sede di Ospitaletto nel luglio 2016, confermando l’adeguatezza del sistema. Sabaf S.p.A. ha ottenuto nel 2008 il rilascio da parte della Regione Lombardia dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC) ai sensi del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59.
Nel 2015 il sito di Ospitaletto è stato certificato conforme alla norma ISO 50001, nell’ottica della riduzione degli impatti ambientali e del contenimento nell’impiego di risorse naturali ed energetiche. La visita di sorveglianza, tenutasi nel dicembre 2016, ha confermato l’adeguatezza del sistema.
DIALOGO CON LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E LE ISTITUZIONI Il Gruppo da tempo promuove la diffusione di informazioni circa i minori impatti ambientali derivanti dall’impiego del gas nella cottura invece dell’energia elettrica: l’utilizzo di gas combustibile per la produzione di calore consente, infatti, rendimenti molto superiori a quelli ottenibili con gli apparecchi di cottura elettrici. Inoltre, il mercato della cottura richiede sempre di più in tutto il mondo potenze alte e numerosi punti di cottura per cucinare rapidamente i pasti. I piani di cottura alimentati elettricamente provocherebbero un aumento dei consumi energetici di picco, tipicamente intorno alle ore dei pasti, alimentando ulteriormente la domanda di energia elettrica già ora difficilmente soddisfabile.
INNOVAZIONE DI PROCESSO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE Il lavaggio dei metalli Nel processo produttivo dei rubinetti risulta indispensabile in più fasi procedere al lavaggio dei metalli. Tradizionalmente il lavaggio dei metalli è stato realizzato attraverso sistemi che prevedono l’utilizzo di solventi a base di cloro. A partire dal 2013 Sabaf ha iniziato a valutare alternative che possano garantire una qualità del lavaggio uguale o superiore, minimizzando al contempo l’impatto ambientale e i costi di gestione. La soluzione individuata prevede l’inserimento nel processo produttivo di macchine che utilizzano un sistema di lavaggio basato su un alcool modificato, solvente che per le sue proprietà è ridistillabile (e quindi riciclabile). Con un investimento di oltre un milione di euro, il processo di sostituzione ha contemplato la completa sostituzione di tutti gli impianti di lavaggio presenti sia in Italia, sia in Brasile. L’impatto ambientale e i costi di gestione sono stati sostanzialmente azzerati.
La marcatura dei prodotti Le norme vigenti prescrivono di indicare sui prodotti una serie di caratteristiche distintive. Tradizionalmente la stampa è sempre stata fatta con un sistema a getto di inchiostro: il sistema permette la stampa di sole tre righe, per un numero predefinito di caratteri per ogni riga, con un costo di gestione annuo di circa 60.000 euro per inchiostri, solventi e manutenzione. Sabaf ha deciso di optare per un sistema di scrittura laser a fibra ottica che permette di stampare sui prodotti tutti i caratteri necessari senza alcuna limitazione. Negli ultimi anni, con un investimento di circa 250.000 euro, sono stati sostituiti tutti i sistemi a getto d’inchiostro con sistemi di scrittura laser a fibra ottica, azzerando così i costi di gestione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
INNOVAZIONE DI PRODOTTO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE I rubinetti in lega leggera
I bruciatori ad alta efficienza
La produzione di rubinetti in lega di alluminio comporta diversi vantaggi rispetto alla produzione di rubinetti in ottone: eliminazione della fase di stampaggio a caldo dell’ottone, minore contenuto di piombo nel prodotto, minore peso e conseguente riduzione nei consumi per imballo e trasporto. Anche nel 2016 è continuato il processo di sostituzione dei rubinetti in ottone con i rubinetti in lega leggera, che rappresentano ormai oltre l’80% dei rubinetti prodotti.
Da molti anni Sabaf è all’avanguardia nel presentare sul mercato bruciatori che si caratterizzano per rendimenti notevolmente superiori a quelli standard. Dopo il lancio delle Serie III, AE e AEO, dal 2012 Sabaf ha introdotto una nuova famiglia di bruciatori ad alta efficienza, i bruciatori HE, in grado di raggiungere un rendimento fino al 68%. I bruciatori HE si caratterizzano inoltre per un’intercambiabilità pressoché totale con i bruciatori Serie II. Recentemente è stata completata la gamma di bruciatori speciali DCC, che si caratterizzano per un’efficienza energetica superiore al 60%, la più alta oggi disponibile sul mercato per bruciatori a più corone di fiamma. Specificamente per il mercato cinese, poi, sono stati realizzati bruciatori DCC con corona spartifiamma in ottone ed efficienza superiore al 65%, ai vertici di quanto disponibile attualmente su quel mercato. I bruciatori ad alta efficienza rappresentano già il 14,5% del totale dei bruciatori prodotti.
IMPATTO AMBIENTALE Materiali utilizzati e riciclabilità dei prodotti Le principali linee di prodotto di Sabaf – rubinetti, termostati e bruciatori per apparecchiature di cottura a gas per uso domestico – sono caratterizzate da un alto rendimento energetico e da un utilizzo ottimale delle risorse naturali. L’utilizzo di gas combustibile per la produzione di calore consente, infatti, rendimenti molto superiori a quelli ottenibili con gli apparecchi di cottura elettrici. I prodotti di Sabaf possono inoltre essere facilmente riciclati, perché costituiti quasi integralmente da ottone, leghe di alluminio, rame ed acciaio. In Sabaf è inoltre attiva la raccolta differenziata di carta/cartone, vetro, lattine e plastica. Nel 2016 la raccolta differenziata ha permesso il recupero di carta/cartone e di imballaggi di plastica per 96.450 Kg.
MATERIALI UTILIZZATI
CONSUMO 2016 (t)
CONSUMO 2015 (t)
697
1.025
6.703
7.431
Zamak
82
77
Acciaio
7.250
6.790
Ottone Leghe di alluminio
Il 100% dell’ottone e circa il 65% delle leghe di alluminio utilizzate sono prodotte tramite il recupero di rottame; il 35% delle leghe di alluminio e il 100% dell’acciaio è invece prodotto da minerale.
Il sempre minore consumo di ottone è legato alla graduale sostituzione dei rubinetti in ottone con i rubinetti in lega di alluminio. I prodotti Sabaf soddisfano pienamente i requisiti della direttiva 2002/95/EC (Direttiva RoHS) che tende a limitare l’impiego di sostanze pericolose come il piombo nella produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, categoria che include tutti gli elettrodomestici inclusi gli apparecchi di cottura a gas (che sono equipaggiati con accensioni elettroniche). Inoltre, i prodotti Sabaf soddisfano pienamente i requisiti della Direttiva 2000/53/EC (End of Life Vehicles), ovvero il contenuto di metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente) è inferiore ai limiti imposti dalla Direttiva. In merito al Regolamento REACH (Regolamento n. 1907/2006 del 18.12.2006), Sabaf S.p.A. si configura come utilizzatore finale (downstream user) di sostanze e preparati. I prodotti forniti da Sabaf sono classificati come articoli che non danno luogo a rilascio intenzionale di sostanze durante il normale utilizzo, pertanto non è prevista la registrazione delle sostanze in essi contenute. Sabaf ha contattato i propri fornitori, al fine di assicurarsi della loro piena conformità al Regolamento REACH e di ottenere la conferma dell’adempimento degli obblighi di pre-registrazione e registrazione delle sostanze o preparati da loro utilizzati. Sabaf, inoltre, svolge un monitoraggio costante delle novità legislative relative al Regolamento REACH, al fine di identificare e gestire eventuali nuovi adempimenti in materia.
93
94
Fonti energetiche ENERGIA ELETTRICA
Indicatore: Energy intensity CONSUMO 2016 (Mwh)
CONSUMO 2015 (Mwh)
27.189
29.384
CONSUMO 2016 (m3 X 1000)
CONSUMO 2015 (m3 X 1000)
3.432
3.376
TOTALE
METANO TOTALE
ENERGY INTENSITY
CONSUMO 2016
CONSUMO 2015
0,483
0,470
Kwh su fatturato
Sabaf S.p.A. e Sabaf do Brasil utilizzano metano come fonte energetica per la fusione dell’alluminio e per la cottura dei coperchi smaltati. La produzione di Faringosi Hinges non utilizza metano come fonte energetica.
La diagnosi energetica del sistema di gestione dell’energia Nel corso del 2015 Sabaf S.p.A. e Faringosi Hinges s.r.l. hanno effettuato una diagnosi energetica, finalizzata a ottenere un’approfondita conoscenza del profilo di consumo energetico delle proprie attività e a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico. Si riportano di seguito alcuni tratti salienti della diagnosi energetica di Sabaf S.p.A.
PRINCIPALI FONTI ENERGETICHE UTILIZZATE
ANALISI DEL FABBISOGNO ENERGETICO PER FINE
Le principali fonti utilizzate sono:
I processi produttivi che assorbono il maggiore fabbisogno energetico sono la fonderia (54% del totale di processo) e la smalteria (15% del totale di processo).
-- l’energia elettrica, per tutte le apparecchiature ad alimentazione elettrica presenti, siano esse funzionali o meno al processo produttivo, che copre il 73% del fabbisogno energetico totale -- il gas naturale, legato al funzionamento sia di impianti produttivi (forni fonderia, bruciatori per lavaggio, forni smaltatura) sia ad impianti di servizio (riscaldamento), che copre il 27% del fabbisogno energetico totale
Il fabbisogno energetico dei servizi ausiliari è attribuibile principalmente alla produzione di aria compressa (70% del totale servizi ausiliari) e agli impianti di trattamento dei reflui della fonderia e della smalteria (20% del totale servizi ausiliari). Il fabbisogno energetico dei servizi generali è riferibile in larga misura al riscaldamento e all’illuminazione. 100% 53%
PROCESSO (tep) 32%
SERVIZIO AUX (tep) SERVIZIO GEN (tep)
15%
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
OBIETTIVI
2016 e risultati ottenuti
Nell’ambito della diagnosi energetica Sabaf si era posta i seguenti obiettivi di miglioramento:
1
Ricerca e riparazione delle perdite di aria compressa. RISULTATI OTTENUTI: Questa attività ha portato ad un miglioramento prestazionale del comparto produzione aria del 10%.
Regolazione dei parametri di combustione per i generatori di aria calda.
2
RISULTATI OTTENUTI: La corretta manutenzione, una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza degli utilizzatori e un razionale utilizzo, hanno portato ad un miglioramento, e quindi risparmio energetico, del 12% rispetto l’anno 2015.
Riqualificazione degli impianti di illuminazione.
3
RISULTATI OTTENUTI: La nuova tecnologia led, implementata nella quasi totalità aziendale e contestualmente dell’ottimizzazione del posizionamento degli azionamenti, ha portato ad un indice prestazionale migliore del 41% rispetto a quello dell’anno precedente.
OBIETTIVI
2017 1
Proseguimento di ricerca e riparazione delle perdite e ottimizzazione della gestione del processo della produzione di aria compressa
2
Conclusione dell’attività di riqualificazione degli impianti di illuminazione.
95
96
Acqua CONSUMI 2016 (m3)
CONSUMI 2015 (m3)
Da acquedotto
46.879
50.187
Da pozzo
46.640
38.894
TOTALE
93.519
89.081
ACQUA
Tutta l’acqua utilizzata nei processi produttivi dalle società del Gruppo è destinata allo smaltimento: non sono di conseguenza presenti scarichi idrici di natura industriale. L’acqua utilizzata nei processi di pressofusione e di smaltatura in Italia, recuperata tramite un impianto di raccolta dell’acqua piovana o prelevata da pozzo, a valle dei processi produttivi è trattata in impianti di concentrazione che hanno sensibilmente ridotto le quantità di acqua necessarie e di rifiuti prodotti.
Tra gli obiettivi di miglioramento ambientale fissati per il 2017 rientra l’ottimizzazione dei processi che comportano uso di acqua.
Rifiuti Sfridi e rifiuti derivanti dal processo produttivo sono identificati e raccolti separatamente, per essere poi destinati al recupero o allo smaltimento. Le materozze derivanti dalla pressofusione dell’alluminio sono destinate direttamente al riutilizzo. I rifiuti destinati allo smaltimento ed al recupero sono di seguito riassunti:
RIFIUTI (t)
2016
2015
ASSIMILABILE URBANO
152
166
Non pericoloso (smaltimento)
1.474
1.286
Non pericoloso (recupero)
3.980
4.287
TOT. NON PERICOLOSO
5.453
5.573
Pericoloso (smaltimento)
1.188
1.531
Pericoloso (recupero)
1.021
865
TOT. PERICOLOSO
2.209
2.396
Si segnala che nel corso del 2016 non si sono verificati sversamenti significativi.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Emissioni in atmosfera
INVESTIMENTI AMBIENTALI
Buona parte delle emissioni in atmosfera del Gruppo Sabaf deriva da attività definite “ad inquinamento poco significativo”.
Spese correnti ambientali
-- In Sabaf S.p.A. si svolgono tre processi di produzione: 1. la produzione dei componenti che costituiscono i bruciatori (coppe portainiettore e spartifiamma) prevede la fusione e la successiva pressofusione della lega di alluminio, la sabbiatura dei pezzi, una serie di lavorazioni meccaniche con asportazione di materiale, il lavaggio di alcuni componenti, l’assemblaggio ed il collaudo. Tale processo produttivo comporta l’emissione di nebbie oleose in misura poco significativa, oltre a polveri e anidride carbonica; 2. la produzione dei coperchi di bruciatori, in cui viene utilizzato l’acciaio come materia prima, che viene sottoposto a tranciatura e coniatura. I coperchi semilavorati sono poi destinati al lavaggio, alla sabbiatura, all’applicazione e alla cottura dello smalto, processo che genera l’emissione di polveri; 3. la produzione di rubinetti e termostati, nella quale sono utilizzate come materie prime principalmente barre e corpi stampati in ottone (in lega di alluminio per i rubinetti di nuova generazione) e, in misura molto più ridotta, barre in acciaio. Il ciclo produttivo è suddiviso nelle seguenti fasi: lavorazione meccanica con asportazione di materiale di barre e corpi stampati, lavaggio dei semilavorati e dei componenti così ottenuti, finitura della superficie di accoppiamento corpi-maschi mediante utensile a diamante, assemblaggio e collaudo finale del prodotto finito. Da questo processo si generano nebbie oleose in misura poco significativa. -- In Faringosi Hinges per la produzione delle cerniere viene utilizzato come materia prima principale l’acciaio, sottoposto ad una serie di lavorazioni meccaniche e assemblaggi che non comportano alcuna emissione significativa. -- In Sabaf do Brasil viene svolto l’intero processo produttivo dei bruciatori. Dall’analisi del processo interno non si evidenziano emissioni significative. -- In Sabaf Turchia viene svolto l’intero processo produttivo degli spartifiamma e la smaltatura dei coperchi dei bruciatori. Dall’analisi del processo interno non si evidenziano emissioni significative. -- In Sabaf Cina vengono effettuate operazioni di lavorazione meccanica e di assemblaggio dei bruciatori. Le emissioni sono del tutto trascurabili. Il livello di efficienza dei sistemi di depurazione è assicurato attraverso la loro regolare manutenzione ed il periodico monitoraggio di tutte le emissioni. I monitoraggi effettuati nel corso del 2015 e del 2016 hanno evidenziato la conformità ai limiti di legge di tutte le emissioni. EMISSIONI DI CO2 (t) 16
2016
2015
Da consumi di metano
6.563
6.600
Da consumi di energia elettrica
9.978
10.784
16.541
17.384
TOTALE EMISSIONI DI CO2
97
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
Smaltimento rifiuti
453
449
Consulenze
78
75
Analisi emissioni
14
17
Formazione
2
6
Impianti, attrezzature, materiali
12
12
559
559
2016
2015
Impianti, attrezzature, materiali
690
650
TOTALE
690
650
TOTALE
Investimenti ambientali IN MIGLIAIA DI EURO
Gli investimenti ambientali del 2016 hanno riguardato gli impianti di lavaggio a cassoni introdotti in sostituzione dei vecchi impianti di lavaggio.
CONTENZIOSO Non è in essere alcun contenzioso di rilievo in materia ambientale.
L’uso di gas metano per l’alimentazione dei forni fusori comporta l’emissione in atmosfera di NOX e SOX, comunque tali emissioni risultano poco significative. L’utilizzo di un combustibile relativamente pulito quale il metano permette a Sabaf di contribuire in misura trascurabile alle emissioni di gas serra. Non vi è alcuna emissione di CH4, N2O, HFCS, SF6, gas ad effetto serra. In Sabaf non sono attualmente presenti sostanze lesive dello strato atmosferico d’ozono, ad eccezione del fluido frigorigeno utilizzato in alcuni condizionatori (R22) e gestito in conformità alla normativa di riferimento.
16 Calcoli effettuati sulla base dei seguenti fattori di emissione: 367 g/KWh per l’energia elettrica 2015, 367 g/KWh per l’energia elettrica 2016 (fonte: TERNA); 1,955 x 1000 m3 per il metano 2015, 1,955 x 1000 m3 per il metano 2016 (fonte: MINISTERO DELL’AMBIENTE).
98
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
99
100
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
101
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
GRI Content Index KPMG S.p.A. ha svolto un esame limitato (“limited assurance engagement”) sul Bilancio Sociale 2016 del Gruppo SABAF esprimendo le sue conclusioni sul Bilancio Sociale nel suo complesso. Per quanto riguarda lo scope delle attività e le procedure svolte si rimanda alla Relazione della società di revisione indipendente sul Bilancio Sociale riportata alle pagine 98-100.
GENERAL STANDARD DISCLOSURE
Descrizione indicatore
NUMERO DI PAGINA
(o riferimento diretto)
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
STRATEGIA E ANALISI G4-1
Dichiarazione del Presidente e dell’Amministratore Delegato
G4-2
Principali impatti, rischi ed opportunità
4
✓
6, 27, 35-37, 53-55
✓
Prima di copertina
✓
33-34
✓
33, 190
✓
33, 35-36
✓
41, 83
✓
32, 34-35
✓
10-15, 34-36
✓
PROFILO DELL’ORGANIZZAZIONE G4-3
Nome dell’organizzazione
G4-4
Principali marchi, prodotti e/o servizi
G4-5
Sede principale
G4-6
Paesi di operatività
G4-7
Assetto proprietario e forma legale
G4-8
Mercati serviti
G4-9
Dimensione dell’organizzazione
G4-10
Numero di dipendenti per tipo di contratto, regione e genere
G4-11
Dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro
G4-12
Descrizione della catena di fornitura
G4-13
Cambiamenti significativi
G4-14
Modalità di applicazione del principio o approccio prudenziale
G4-15 G4-16
65-66
6
✓
72
3
✓
87-88
✓
4-5
✓
28, 51-55
✓
Adozione di codici e principi esterni in ambito economico, sociale e ambientale
8, 41
✓
Appartenenza ad associazioni e organizzazioni di sostegno nazionale o internazionale
91
✓
TEMI MATERIALI IDENTIFICATI E PERIMETRO DEL REPORT G4-17
Elenco delle entità incluse nel bilancio consolidato e di quelle non comprese nel bilancio di sostenibilità
5, 65
✓
G4-18
Processo per la definizione dei contenuti
5, 29
✓
G4-19
Aspetti materiali identificati
6-7
✓
G4-20
Per ogni aspetto materiale riportare il relativo perimetro interno all’organizzazione
7
✓
G4-21
Per ogni aspetto materiale riportare il relativo perimetro al di fuori dell’organizzazione
7
✓
G4-22
Spiegazione degli effetti di cambiamenti di informazioni inserite nei precedenti bilanci e relative motivazioni
5
✓
G4-23
Cambiamenti significativi rispetto al precedente bilancio
5
✓
102
GENERAL STANDARD DISCLOSURE
Descrizione indicatore
NUMERO DI PAGINA
(o riferimento diretto)
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER G4-24
Elenco degli stakeholder coinvolti
29
✓
G4-25
Processo di identificazione e selezione degli stakeholder da coinvolgere
29
✓
G4-26
Approccio al coinvolgimento degli stakeholder
29, 86
✓
G4-27
Aspetti chiave e criticità emerse dal coinvolgimento degli stakeholder e relative azioni
5, 86
✓
PARAMETRI DEL REPORT G4-28
Periodo di rendicontazione
5
✓
G4-29
Data di pubblicazione del precedente bilancio
5
✓
G4-30
Periodicità di rendicontazione
5
✓
G4-31
Contatti e indirizzi per informazioni sul bilancio
152
✓
G4-32
GRI content index e scelta dell’opzione “in accordance”
5, 101
✓
G4-33
Attestazione esterna
98-100
✓
42-50, 109-116, 121
✓
42-50
✓
59
✓
GOVERNANCE G4-34
Struttura di governo dell’organizzazione, inclusi i comitati del più alto organo di governo
G4-38
Composizione del più alto organo di governo
G4-39
Indicare se il Presidente ricopre anche un ruolo esecutivo
ETICA E INTEGRITÀ G4-56
Valori, principi, standard, codici di condotta e codici etici
SPECIFIC STANDARD DISCLOSURES
Descrizione indicatore
Material Aspects, DMA e Indicatori
8-9, 58
10
✓
NUMERO DI PAGINA
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
(o riferimento diretto)
CATEGORY: PERFORMANCE ECONOMICA Material aspect: Impatto economico
G4-DMA G4-EC1
Valore economico diretto generato e distribuito
16
✓
16
✓
6-7, 33-37
✓
Material aspect: Presenza sul mercato
G4-DMA G4-EC5
Rapporto tra lo stipendio standard dei neoassunti per sesso e lo stipendio minimo locale nelle sedi operative più significative
73
6
✓
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
SPECIFIC STANDARD DISCLOSURES
Material Aspects, DMA e Indicatori
103
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
Descrizione indicatore
NUMERO DI PAGINA
(o riferimento diretto)
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
CATEGORY: PERFORMANCE AMBIENTALE Material aspect: Materiali
G4-DMA
5-6, 92-93
✓
G4-EN1
Materie prime utilizzate
93
7, 8
✓
G4-EN2
Materiali riutilizzati o riciclati
93
8
✓
Material aspect: Energia
G4-DMA
5-6, 92, 94
✓
G4-EN3
Consumo di energia all’interno dell’organizzazione
94
7, 8
✓
G4-EN5
Intensità energetica
94
8
✓
Material aspect: Acqua
G4-DMA
5-6, 96
G4-EN8
Consumo di acqua per fonte
G4-EN9
Fonti idriche significativamente interessate dal prelievo di acqua
G4-EN10
Percentuale volume totale dell’acqua riciclata e riutilizzata
✓
96
7, 8
✓
Le attività del Gruppo non prevedono prelievi idrici che possano interessare significativamente l’equilibrio delle fonti idriche
8
✓
96
8
✓
Material aspect: Emissioni
G4-DMA
5-6, 97
✓
G4-EN15
Emissioni di gas serra dirette (Scope 1)
97
7, 8
✓
G4-EN16
Emissioni di gas serra generate da consumi energetici (Scope 2)
97
7, 8
✓
G4-EN20
Emissioni di sostanze nocive per l’ozono
97
7, 8
✓
G4-EN21
NOx, SOx e altre emissioni in atmosfera
97
7, 8
✓
Material aspect: Scarichi e rifiuti
G4-DMA
5-6, 96
✓
G4-EN22
Scarichi idrici
96
8
✓
G4-EN23
Produzione rifiuti e metodi di smaltimento
96
8
✓
G4-EN24
Numero totale e volume di sversamenti inquinanti
96
8
✓
Material aspect: Prodotti e Servizi
G4-DMA G4-EN27
5-6, 93 Iniziative per mitigare gli impatti di prodotti e servizi sull’ambiente
93, 95
✓ 7, 8, 9
✓
Material aspect: Overall
G4-DMA G4-EN31
5-6 Spese e investimenti ambientali totali per tipologia
97
✓ 7, 8, 9
✓
104
SPECIFIC STANDARD DISCLOSURES
Descrizione indicatore
Material Aspects, DMA e Indicatori
NUMERO DI PAGINA
(o riferimento diretto)
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
CATEGORY: PRATICHE DI LAVORO ADEGUATE Material aspect: Occupazione
G4-DMA
5-6, 65
G4-LA1
Numero totale e percentuale di nuovi assunti e turnover, per età, sesso e regione
64-66
G4-LA2
Benefit previsti per i lavoratori a tempo pieno, ma non per i lavoratori part-time e a termine
72, 199-200
G4-LA3
Rientro al lavoro e tassi di rientro dopo il congedo parentale per genere
75
✓ 6
✓ ✓
6
✓
Material aspect: Sicurezza e salute sul lavoro
G4-DMA
5-6, 76-77
✓
12, 76-77
✓
G4-LA6
Tipologia di infortuni, tasso di infortunio, malattie professionali, giorni di lavoro persi e assenteismo e numero di incidenti mortali collegati al lavoro suddivisi per regione e per genere
G4-LA7
Lavoratori ad alta incidenza o ad alto rischio di malattia professionale
77
✓
G4-LA8
Tematiche relative alla gestione della salute e sicurezza in azienda incluse in accordi formali con i sindacati
80
✓
5-6, 70
✓
Material aspect: Formazione e istruzione
G4-DMA G4-LA9
Ore di formazione medie per dipendente per genere e per categoria di dipendente
70
6
✓
G4-LA11
Percentuale di dipendenti che ricevono rapporti regolari sui risultati e sullo sviluppo della carriera, per genere e per categoria di dipendente
72
6
✓
Material aspect: Diversità e pari opportunità
G4-DMA G4-LA12
5-6, 71 Composizione degli organi di governo e suddivisione dei dipendenti per categoria rispetto al genere, età, appartenenza a categorie protette e altri indicatori di diversità
44-45, 71
✓ 6
✓
Material aspect: Equa remunerazione per donne e uomini
G4-DMA G4-LA13
5-6, 73 Rapporto dello stipendio base e della remunerazione delle donne rispetto a quello degli uomini per categoria di dipendenti
73
✓ 6
✓
Material aspect: Valutazione dei fornitori in merito alle pratiche di lavoro
G4-DMA G4-LA14
Percentuale dei nuovi fornitori selezionati sulla base di criteri inerenti le condizioni lavorative del personale
5-6, 87
✓
87
✓
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
SPECIFIC STANDARD DISCLOSURES
Descrizione indicatore
Material Aspects, DMA e Indicatori
105
CAPITOLO 4 - SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE
NUMERO DI PAGINA
(o riferimento diretto)
Principio Global Compact
ASSURANCE ESTERNA
CATEGORY: DIRITTI UMANI Material aspect: Non discriminazione
G4-DMA G4-HR3
5-6, 65, 70 Episodi di discriminazione e azioni intraprese
Non sono stati rilevati episodi di discriminazione
✓ 6
✓
Material aspect: Libertà di associazione e contrattazione collettiva
G4-DMA G4-HR4
5-6 Identificazione delle attività in cui la libertà di associazione e contrattazione collettiva può essere esposta a rischi significativi e azioni intraprese in difesa di tali diritti
65, 87
✓ 3
✓
Material aspect: Lavoro minorile
G4-DMA G4-HR5
5-6 Identificazione delle operazioni e dei principali fornitori con elevato rischio di ricorso al lavoro minorile e delle misure adottate per contribuire alla sua eliminazione
65, 87
✓ 5
✓
Material aspect: Lavoro forzato
G4-DMA G4-HR6
5-6 Attività con alto rischio di ricorso al lavoro forzato o obbligatorio e misure intraprese per contribuire alla loro abolizione
65, 87
✓ 4
✓
Material aspect: Valutazione dei diritti umani
G4-DMA G4-HR9
5-6 Numero e percentuale delle aree di operatività soggette ad analisi sui diritti umani (impact assessment)
65, 87
✓ 1
✓
Material aspect: Valutazione dei fornitori sui diritti umani
G4-DMA G4-HR10
5-6 Percentuale dei nuovi fornitori valutati sulla base di criteri riguardanti i diritti umani
8, 87
✓ 2
✓
CATEGORY: RESPONSABILITÀ DI PRODOTTO Material aspect: Salute e sicurezza dei consumatori
G4-DMA G4-PR1
Percentuale di categorie di prodotti e servizi per i quali sono valutati gli impatti sulla salute e sicurezza dei clienti.
5-6, 85
✓
85-86
✓
5-6, 86
✓
86
✓
Material aspect: Etichettatura dei prodotti e servizi
G4-DMA G4-PR5
Risultati delle indagini di soddisfazione dei clienti
MIGL IOR AME NTO 5
108
CAPITOLO 5 RELAZIONE SULLA GESTIONE
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
109
CAPITOLO 5 - RELAZIONE SULLA GESTIONE
SITUAZIONE ECONOMICO–FINANZIARIA DEL GRUPPO 2016
%
2015
%
VARIAZIONE 2016-2015
VARIAZIONE %
Ricavi di vendita
130.978
100%
138.003
100%
(7.025)
-5,1%
Margine operativo lordo (EBITDA)
25.365
19,4%
26.172
19,0%
(807)
-3,1%
Risultato operativo (EBIT)
12.530
9,6%
14.091
10,2%
(1.561)
-11,1%
Utile ante imposte
12.446
9,5%
13.473
9,8%
(1.027)
-7,6%
Utile netto
9.009
6,9%
8.998
6,5%
11
+0,1%
Utile base per azione (euro)
0,792
-
0,781
-
0,011
+1,4%
Utile diluito per azione (euro)
0,792
-
0,781
-
0,011
+1,4%
IN MIGLIAIA DI EURO
Nel 2016 il Gruppo Sabaf ha conseguito una flessione delle vendite del 5,1%; a parità di area di consolidamento la flessione è stata del 6,7%. Nonostante il calo dei volumi di vendita, il Gruppo è riuscito a mantenere performance reddituali soddisfacenti e a conseguire un margine operativo lordo percentuale migliore rispetto al 2015: l’EBITDA 2016 è stato pari al 19,4% del fatturato, rispetto al 19% del 2015, mentre, a causa della maggiore incidenza degli ammortamenti, l’EBIT si è attestato al 9,6% del fatturato, contro il 10,2% dell’anno precedente. Il risultato netto del 2016, pari a 9 milioni di euro, è rimasto sostanzialmente invariato in valore assoluto, mentre in termini percentuali ha raggiunto il 6,9% delle vendite (6,5% nel 2015).
Le famiglie dei prodotti più maturi (rubinetti in ottone e termostati) sono quelle che maggiormente hanno risentito della flessione, perché destinate prevalentemente a mercati (Nord Africa e Medio Oriente) che hanno vissuto un anno di crisi. I bruciatori hanno subito un modesto arretramento mentre anche nel 2016 si è confermata una buona crescita delle vendite di cerniere, grazie al consolidamento di importanti rapporti di fornitura e al maggiore peso dei nuovi modelli speciali. Per quanto riguarda la ripartizione geografica dei ricavi, essa è stata la seguente:
La suddivisione per linea di prodotto dei ricavi di vendita è dettagliata dalla tabella seguente:
Fatturato per linea di prodotto
Fatturato per area geografica
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
%
2015
%
VAR. %
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
%
2015
%
VAR. %
Rubinetti in ottone
9.007
6,9%
12.689
9,2%
-29,0%
Italia
36.365
27,8%
41.244
29,9%
-11,8%
Rubinetti in lega leggera
32.393
24,7%
33.784
24,5%
-4,1%
Europa Occidentale
8.553
6,5%
7.438
5,4%
+15,0%
Termostati
7.699
5,9%
10.596
7,7%
-27,3%
Europa Orientale
34.123
26,1%
35.125
25,5%
-2,9%
Bruciatori standard
37.338
28,5%
37.789
27,4%
-1,2%
Medio Oriente e Africa
11.698
8,9%
16.759
12,1%
-30,2%
Bruciatori speciali
21.215
16,2%
21.622
15,7%
-1,9%
Asia e Oceania
8.088
6,2%
7.019
5,0%
+15,2%
Accessori e altri ricavi
12.613
9,6%
13.577
9,8%
-7,1%
Sud America
20.847
15,9%
20.815
15,1%
+0,2%
TOTALE COMPONENTI GAS
120.265
91,8%
130.057
94,3%
-7,5%
Nord America e Messico
11.304
8,6%
9.603
7,0%
+17,7%
Bruciatori professionali
2.289
1,8%
0
0,0%
n.a.
130.978
100%
138.003
100%
-5,1%
Cerniere
8.424
6,4%
7.946
5,7%
+6,0%
TOTALE
130.978 100,0% 138.003 100,0%
-5,1%
TOTALE
110
La crisi dei mercati mediorientali e dell’Africa (prevalentemente Egitto), legata a fattori esclusivamente esogeni (quali il basso prezzo del petrolio e la scarsa disponibilità di valuta forte), ha determinato una flessione del fatturato diretto di oltre 5 milioni di euro e ha anche impattato le vendite del Gruppo in Italia, dato che i nostri clienti italiani sono forti esportatori verso l’area mediorientale. Il buon andamento degli altri mercati internazionali, tra cui spicca la costante crescita del Nord America, ha solo parzialmente compensato il calo delle vendite in Medio Oriente, Africa e Italia. I prezzi medi di vendita del 2016 sono stati inferiori di circa l’1,5% rispetto al 2015. I prezzi medi effettivi di acquisto delle principali materie prime (ottone, leghe di alluminio e acciaio) sono stati in flessione, consentendo risparmi pari allo 0,9% delle vendite. L’incidenza dei consumi (acquisti più variazione delle rimanenze) sulle vendite è stata pari al 36,7% nel 2016, rispetto al 38,7% del 2015; lo scostamento risente anche del diverso mix di prodotti venduti.
La situazione patrimoniale del Gruppo, riclassificata in base a criteri finanziari, si presenta come segue: IN MIGLIAIA DI EURO
31/12/2016
31/12/2015
Attività non correnti
93.967
Attività a breve 1
L’incidenza del costo del lavoro è passata dal 23,6% delle vendite al 24,5%, a causa della maggiore incidenza dei costi di struttura. Il cash flow reddituale (utile netto più ammortamenti) è stato di 21,9 milioni di euro, con una incidenza sul fatturato pari al 16,7% (21,2 milioni di euro e 15,3% rispettivamente nel 2015). L’incidenza degli oneri finanziari netti sul fatturato rimane trascurabile (0,5%, contro lo 0,4% del 2015), per via del modesto indebitamento e del basso livello dei tassi di interesse. Il tax-rate del 2016 è pari al 26,9% (33,2% nel 2015) e beneficia di incentivi fiscali sugli investimenti per 0,4 milioni di euro.
I flussi finanziari dell’esercizio sono sinteticamente esposti nella seguente tabella:
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
92.797
Liquidità iniziale
3.991
3.675
72.908
75.370
Cash flow operativo
25.931
19.131
Passività a breve 2
(26.824)
(27.207)
Flusso monetario dagli investimenti
(11.762)
(12.079)
Capitale circolante 3
46.084
48.163
Free cash flow
14.169
7.052
0
69
Flusso monetario dall’attività finanziaria
(2.894)
(5.392)
(4.284)
(4.081)
Acquisizione A.R.C.
(2.614)
0
135.767
136.948
Differenze cambio di traduzione
(509)
(1.344)
Posizione finanziaria netta a breve termine
(2.804)
(19.520)
FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO
8.152
316
Posizione finanziaria netta a medio-lungo termine
(20.654)
(6.388)
Liquidità finale
12.143
3.991
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
(23.458)
(25.908)
PATRIMONIO NETTO
112.309
111.040
Attività finanziarie a breve termine Fondi per rischi e oneri, TFR, imposte differite CAPITALE INVESTITO NETTO
L’indebitamento finanziario netto e la liquidità nelle tabelle di cui sopra sono definiti in conformità alla posizione finanziaria netta dettagliata nella Nota 22 del bilancio consolidato, come richiesto dalla comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006. Al 31 dicembre 2016 il capitale circolante ammonta a 46,1 milioni di euro, rispetto ai 48,2 milioni di euro di fine 2015: la sua incidenza sul fatturato è pari al 35,2% (34,9% nel 2015). Anche per trarre vantaggio di tassi di interesse ai minimi storici, nel corso dell’esercizio il Gruppo ha rimodulato la durata media dei propri finanziamenti, stipulando contratti di mutuo chirografario per complessivi 19,8 milioni di euro rimborsabili in 5 anni e riducendo l’esposizione bancaria a breve termine. Al 31 dicembre 2016 la posizione finanziaria a breve è negativa per soli 2,8 milioni di euro, per cui il Gruppo considera del tutto trascurabile il rischio di liquidità. Nel 2016 il Gruppo Sabaf ha effettuato investimenti netti per 11,8 milioni di euro. I principali investimenti dell’esercizio sono stati finalizzati all’incremento della capacità produttiva in Turchia e in Brasile e alla ulteriore automazione della produzione dei
1 Somma di Rimanenze, Crediti commerciali, Crediti per imposte e Altri Crediti correnti. 2 Somma di Debiti commerciali, Debiti per imposte e Altri debiti. 3 Differenza tra Attività a breve e Passività a breve.
rubinetti in lega leggera. Sono stati altresì effettuati investimenti per il miglioramento dei processi produttivi e investimenti di mantenimento e sostituzione, volti a mantenere costantemente aggiornati i beni strumentali. È stata inoltre acquisita la quota di controllo di A.R.C. s.r.l., per la quale sono stati investiti 4,8 milioni di euro (2,6 milioni di euro al netto della posizione finanziaria della società acquisita). Le finalità di tale operazione sono approfondite nel prossimo paragrafo della presente relazione. Il free cash flow (cash flow operativo meno investimenti) è stato di 14,2 milioni di euro e beneficia di una migliore dinamica del capitale circolante rispetto ai 7,1 milioni di euro del 2015. Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha pagato dividendi per 5,5 milioni di euro e acquistato azioni proprie per 1,7 milioni di euro; l’indebitamento finanziario netto è pari a 23,5 milioni di euro, contro i 25,9 milioni di euro del 31 dicembre 2015. Al 31 dicembre 2016 il patrimonio netto ammonta a 112,3 milioni di euro; il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto e il patrimonio netto è pari a 0,21 contro lo 0,23 del 2015.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 5 - RELAZIONE SULLA GESTIONE
Indicatori economico finanziari
Rischio di volatilità dei prezzi delle materie prime
2016
2015
Redditività del capitale investito (EBIT/capitale investito)
9,2%
10,3%
Dividendi per azione (euro)
0,48 4
0,48
21%
23%
1,07
1,19
-5,1%
+1,2%
Indebitamento netto/Mezzi propri Capitalizzazione di mercato al 31 dicembre /patrimonio netto Variazione del fatturato
Rimandiamo alla parte introduttiva del Rapporto Annuale per un esame dettagliato degli altri indicatori di performance (KPI).
L’ACQUISIZIONE DI A.R.C. Nel mese di giugno 2016 il Gruppo ha acquisito la quota di controllo (70%) di A.R.C. s.r.l., società leader in Italia nella produzione di bruciatori per la cottura professionale. L’operazione permette al Gruppo Sabaf di entrare in un nuovo settore, contiguo a quello tradizionale dei componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas, e di valorizzare la consolidata presenza internazionale del Gruppo. Il Signor Loris Gasparini, che mantiene una quota del 30% in A.R.C., rimarrà alla guida della società in qualità di amministratore delegato per un periodo di 5 anni, al termine del quale saranno esercitabili un’opzione di acquisto in favore di Sabaf per il residuo 30% del capitale sociale e una contestuale opzione di vendita in favore di Loris Gasparini. A.R.C., che è stata consolidata a partire dal 1° luglio 2016, ha chiuso l’intero esercizio 2016 con vendite pari a 5,1 milioni di euro (4,4 milioni di euro nel 2015), un margine operativo lordo (EBITDA) di 1,1 milioni di euro (0,9 milioni di euro nel 2015) e un utile netto di 0,7 milioni di euro (0,6 milioni di euro nel 2015).
FATTORI DI RISCHIO LEGATI AL SETTORE NEL QUALE IL GRUPPO OPERA Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia e all’andamento della domanda La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata da vari fattori, quali l’andamento del Prodotto Interno Lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, l’andamento dei tassi d’interesse, il costo delle materie prime, il tasso di disoccupazione, la facilità di ricorso al credito. Il protrarsi della crisi europea, divenuta negli anni sistemica, ha inciso sulla trasformazione dell’industria del bianco, settore in cui opera il Gruppo Sabaf. Infatti, alla continua contrazione della domanda nei mercati maturi si sta accompagnando una ulteriore concentrazione del mercato di sbocco, un progressivo aumento dei volumi di vendita in Paesi emergenti e, infine, un inasprimento della concorrenza, fenomeni che impongono politiche aggressive nella definizione dei prezzi di vendita. Per fronteggiare tale situazione, il Gruppo punta a mantenere invariata e, ove possibile, rafforzare la propria posizione di leadership attraverso: -- il lancio di nuovi prodotti, caratterizzati da prestazioni superiori rispetto agli attuali standard di mercato e personalizzati alle esigenze del cliente; -- l’espansione nei mercati caratterizzati da elevati tassi di crescita; -- il mantenimento di elevati standard di qualità e sicurezza, che consentono di differenziare il prodotto mediante l’impiego di risorse e l’implementazione di processi produttivi difficilmente sostenibili dai competitor; -- il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi.
4 Dividendo proposto.
Il Gruppo impiega nel processo produttivo metalli e leghe, principalmente ottone, leghe di alluminio e acciaio. I prezzi di vendita dei prodotti sono generalmente negoziati con frequenza semestrale o annuale; di conseguenza le Società del Gruppo potrebbero non riuscire a trasferire ai clienti immediatamente in corso d’anno eventuali variazioni dei prezzi delle materie prime, con conseguenti effetti sulla marginalità. Il Gruppo si protegge dal rischio di variazione dei prezzi di ottone e alluminio con contratti d’acquisto verso i fornitori per consegna fino a dodici mesi o, alternativamente, mediante strumenti finanziari derivati. Alla data della presente relazione il Gruppo Sabaf ha già fissato i prezzi di acquisto per circa il 50% del fabbisogno atteso per il 2017 di alluminio, acciaio e ottone. L’eventuale aumento dei prezzi delle materie prime non coperte potrebbe produrre effetti negativi sulla marginalità attesa. Per approfondimenti si rinvia alla Nota 35 del bilancio consolidato in tema di informativa rilevate ai fini dell’IFRS 7.
Rischio di oscillazione dei tassi di cambio Il Gruppo Sabaf opera prevalentemente in euro. Esistono tuttavia transazioni in altre valute, quali il dollaro USA, il real brasiliano, la lira turca e il renminbi cinese. Con riferimento al dollaro, poiché il 16% circa del fatturato consolidato è realizzato in tale valuta, l’eventuale suo deprezzamento rispetto all’euro e al real potrebbe comportare una perdita di competitività nei mercati in cui tali vendite sono realizzate (soprattutto America Settentrionale e Meridionale). Al 31 dicembre 2016 il Gruppo aveva in essere contratti per la vendita a termine di 7,5 milioni di dollari, con scadenza fino al 31 dicembre 2017. La Direzione Amministrativa e Finanziaria monitora costantemente l’esposizione in valuta, l’andamento dei tassi di cambio e la gestione operativa delle attività connesse. Per approfondimenti si rinvia alla Nota 35 del bilancio consolidato in tema di informativa rilevate ai fini dell’IFRS 7.
Rischi connessi alla responsabilità di prodotto I prodotti di Sabaf sono ad alta rischiosità intrinseca sotto il profilo della sicurezza. L’elevata attenzione del Gruppo alla qualità e alla sicurezza del prodotto ha consentito di evitare, in passato, qualsiasi tipo di incidente causato da difettosità di prodotto. Ciononostante non è possibile escludere a priori incidenti di questa natura. Al fine di trasferire il rischio di danni da responsabilità civile derivanti da malfunzionamento dei propri prodotti, Sabaf ha sottoscritto polizze assicurative con massimali fino a 10 milioni di euro per singolo sinistro.
Tutela dell’esclusività del prodotto Esiste il rischio che alcuni prodotti del Gruppo, ancorché protetti da tutela brevettuale, siano copiati dai concorrenti; l’apertura commerciale in Paesi in cui è difficile far valere i diritti sui brevetti industriali espone il Gruppo a un maggior rischio di tutela dei propri prodotti. Peraltro, il modello di business di Sabaf basa la tutela dell’esclusività del prodotto principalmente sulla capacità di progettazione e realizzazione interna dei macchinari speciali utilizzati nei processi produttivi, che derivano da un know how unico e difficilmente replicabile dai concorrenti. Sabaf ha comunque in essere processi strutturati per la gestione delle innovazioni e la protezione della proprietà intellettuale. Inoltre, il Gruppo monitora periodicamente le strategie brevettuali adottate/da adottare sulla base di valutazioni di costo/opportunità.
111
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Rischi di concentrazione del fatturato Il Gruppo è caratterizzato da una forte concentrazione del proprio fatturato, con quasi il 50% dei ricavi realizzati con i primi 10 clienti. Le relazioni con i clienti sono normalmente stabili e di lungo periodo, ancorché abitualmente regolate con contratti di durata non superiore all’anno, rinnovabili e senza previsione di livelli minimi garantiti. Alla data attuale, non ci sono indicazioni tali da far ritenere probabile la perdita, entro i prossimi mesi, di clienti rilevanti per il Gruppo.
Rischio di credito commerciale L’elevata concentrazione del fatturato su un numero limitato di clienti, di cui al precedente punto, genera una concentrazione dei relativi crediti commerciali, con conseguente aumento dell’impatto negativo sui risultati economico-finanziari in caso di insolvenza di uno di essi. In particolare, in considerazione delle difficoltà strutturali del settore degli elettrodomestici nei mercati maturi, è possibile che si manifestino situazioni di difficoltà finanziaria o di insolvenza da parte dei clienti. Il rischio è costantemente monitorato tramite la valutazione preliminare dei clienti e la verifica del rispetto dei termini di pagamento concordati. E’ in essere una polizza di assicurazione crediti che copre circa il 70% del rischio di credito. Un’ulteriore quota è parzialmente garantita attraverso lettere di credito rilasciate da primari istituti bancari a favore dei clienti. La parte residua del rischio di credito è coperta mediante un fondo svalutazione crediti ritenuto congruo. Per approfondimenti, si rinvia alla Nota 35 del bilancio consolidato in tema di informativa rilevate ai fini dell’IFRS 7.
Rischi connessi alla presenza in Turchia e di instabilità nei Paesi emergenti La Turchia rappresenta oggi il principale polo di produzione degli apparecchi elettrodomestici a livello europeo. La forte competitività dell’industria locale ha attratto ingenti investimenti esteri e favorito la crescita di importanti realtà locali che stanno conquistando una posizione di sempre maggiore rilievo sullo scenario internazionale. In tale contesto, il Gruppo Sabaf ha avviato uno stabilimento in Turchia alla fine del 2012 e realizza oggi in Turchia oltre il 10% della produzione totale. Il mercato turco ha rappresentato nel 2016 il 22% delle vendite totali del Gruppo (una quota significativa dei componenti Sabaf è assemblata dai clienti su prodotti finiti poi esportati dalla Turchia). Le recenti tensioni socio-politiche in Turchia non hanno avuto alcun effetto sulle attività del Gruppo Sabaf, che sono proseguite nella totale ordinarietà. Peraltro, in considerazione della rilevanza strategica di tale Paese per il settore e per il Gruppo, il management ha valutato i rischi che potrebbero derivare dall’impossibilità di operare in Turchia a seguito di eventi drammatici, ancorché oggi ritenuti improbabili. Si evidenzia in particolare come tutti i prodotti oggi realizzati in Turchia possono essere realizzati anche in Italia, sebbene a costi superiori, potendo garantire così la continuità delle forniture ai clienti.
Il 40% delle vendite del Gruppo Sabaf è realizzato nei mercati extraeuropei. Inoltre, i prodotti venduti in Europa possono essere esportati dai clienti in mercati internazionali, rendendo pertanto più significativa la percentuale di fatturato dipendente, anche se in via indiretta, dalle economie emergenti. Tra i principali mercati extraeuropei del Gruppo sono da annoverare il Nord Africa, il Medio Oriente e il Sud America. Eventuali situazioni di embargo o di maggiore instabilità politico/economica, ovvero mutamenti nei sistemi normativi e/o giudiziari locali, ovvero l’imposizione di nuove tariffe o imposte, che dovessero verificarsi in futuro, potrebbero compromettere una quota del fatturato di Gruppo e la relativa marginalità. Per fronteggiare tale rischio, il Gruppo ha adottato una politica di diversificazione degli investimenti a livello internazionale, definendo diverse priorità strategiche che considerano, oltre alle opportunità di business, anche i diversi profili di rischio associati. Inoltre il Gruppo monitora l’andamento economico e sociale dei Paesi target, anche attraverso una rete locale, al fine di adottare scelte strategiche e di investimento avendo consapevolezza dell’esposizione ai rischi connessi.
Rischi connessi alla crescita per linee esterne La strategia del Gruppo prevede anche la possibilità di crescita per linee esterne, anche in settori contigui; l’acquisizione del controllo di A.R.C. nel corso del 2016 ha rappresentato un passo in tale direzione. Gli amministratori sono consapevoli che la crescita tramite acquisizioni comporta profili di rischio specifici, sia in fase di valutazione, sia nel percorso di integrazione. A tal fine, il Gruppo intende sviluppare strumenti per la costruzione di business case e strumenti di analisi e supporto ai processi di integrazione.
Rischi connessi alla perdita e difficile reperibilità di risorse e competenze chiave I risultati del Gruppo dipendono in gran parte dall’operato degli amministratori esecutivi e del management. La perdita di una risorsa chiave per il Gruppo senza un’adeguata sostituzione e la mancata capacità di attrarre nuove risorse potrebbero avere effetti negativi sul futuro del Gruppo medesimo e sulla qualità dei risultati economici e finanziari. Per mitigare tale rischio, il Gruppo ha avviato da anni politiche di rafforzamento delle strutture organizzative interne maggiormente critiche ed iniziative di fidelizzazione del personale, tra cui la sottoscrizione di patti di non concorrenza con le figure chiave. Il 23 gennaio 2017 l’Amministratore Delegato Alberto Bartoli ha rassegnato le dimissioni, con efficacia dalla data dell’assemblea degli azionisti prevista per il 27 aprile 2017, per motivi strettamente personali. Il Consiglio di Amministrazione ha incaricato il Comitato per la Remunerazione e le Nomine di delineare il profilo professionale idoneo a rivestire la carica di Amministratore Delegato per dare continuità alla strategia, mirata al perseguimento di una crescita sostenibile nel lungo periodo nel settore dei componenti per la cottura a gas e in settori contigui. Il Consiglio inserirà all’ordine del giorno della convocanda assemblea degli azionisti la nomina di un amministratore in sostituzione del dott. Bartoli.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO I progetti di ricerca e sviluppo più significativi condotti nel corso del 2016 sono stati i seguenti:
Bruciatori
• sono state sviluppate tre serie di bruciatori in ottone destinati al mercato nordamericano; • è stata realizzata, in codesign con un primario cliente nordamericano, una serie speciale di bruciatori personalizzati; • è stato sviluppato un bruciatore economico con coperchio piatto per soddisfare le esigenze di marketing di un importante cliente brasiliano; • è stata industrializzata una nuova coppa bruciatore dedicata al mercato brasiliano ed è stato sviluppato il relativo spartifiamma; • è stata sviluppata una nuova versione del bruciatore doppia corona ad alta efficienza realizzato per il mercato cinese (Tower Plus); • è stata sviluppata una nuova linea di bruciatori, sulla base della Serie II, con testa bruciatore in alluminio e ottone destinata all’alto di gamma e al settore semiprofessionale; • è stata progettata una versione di bruciatore forno con portainiettore economico.
Rubinetti
• è stata ampliata la gamma dei rubinetti con sicurezza in lega leggera per cucine, introducendo anche una versione con comando grill elettrico; • è stata studiata la fattibilità tecnico-economica per una nuova serie di rubinetti semplici rampa quadra per il mercato statunitense; • nell’ambito dell’organizzazione di produzione, è stata implementata, su una prima linea di prodotto (rubinetti con sicurezza per piani), la tracciabilità totale sul prodotto finito (ID pezzo attraverso data matrix), che garantisce la possibilità di tracciare per ogni pezzo prodotto, tutti i dati relativi ai test effettuati durante il processo. Nel medio termine il Gruppo intende estendere tale sistema ad altre linee di prodotto. • sono continuati gli interventi sul processo volti all’incremento della produttività e dell’automazione, sia per le fasi di lavorazioni che per quelle di montaggio.
Cerniere
• sono state sviluppate soluzioni diverse per l’applicazione della cerniera camma interna con gruppo ammortizzatore entro forno, personalizzandole in funzione delle richieste dei clienti; • sono state sviluppate due diverse tipologie di motorizzazione per porte forno, una con sistema elettromeccanico e l’altra con motore lineare magnetico. Per tutto il Gruppo, è proseguito il miglioramento dei processi produttivi, che si è accompagnato allo sviluppo e realizzazione interna di macchinari, utensili e stampi. I costi di sviluppo sono stati capitalizzati per 314.000 euro, in quanto sono risultate soddisfatte tutte le condizioni previste dai principi contabili internazionali, negli altri casi sono stati imputati a conto economico.
SOSTENIBILITÀ E REPORTING INTEGRATO Dal 2005, Sabaf pubblica congiuntamente nel Rapporto Annuale le proprie performance di sostenibilità economiche, sociali ed ambientali. Se nel 2005 una tale scelta era da considerarsi pionieristica e quasi sperimentale, oggi l’orientamento a livello internazionale indica che la rendicontazione integrata rappresenta indiscutibilmente la best practice a cui tendere. Con riferimento al decreto legislativo 30 dicembre 2016, n. 254, che ha attuato la direttiva 2014/95/UE sugli obblighi di comunicazione in materia di informazioni
CAPITOLO 5 - RELAZIONE SULLA GESTIONE
non finanziarie a partire dall’esercizio 2017, il Gruppo sta valutando la necessità di predisporre o aggiornare le policy e le procedure esistenti per la predisposizione dell’informativa richiesta. Peraltro, il Gruppo già fornisce nel Rapporto Annuale la quasi totalità delle informazioni richiesta dalla nuova normativa.
PERSONALE Al 31 dicembre 2016 i dipendenti del Gruppo Sabaf erano 754 (759 al 31 dicembre 2015). Nel Gruppo Sabaf nel corso del 2016 non vi sono stati morti sul lavoro o infortuni gravi sul lavoro che hanno comportato lesioni gravi o gravissime per i quali è stata definitivamente accertata una responsabilità aziendale o addebiti in ordine a malattie professionali su dipendenti o ex dipendenti e cause di mobbing, per cui le società del Gruppo sono state dichiarate definitivamente responsabili. Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Sabaf e collaboratori” del Rapporto Annuale.
AMBIENTE Segnaliamo che nel corso del 2016 non vi sono stati: • danni causati all’ambiente per cui il Gruppo è stato dichiarato colpevole in via definitiva; • sanzioni o pene definitive inflitte al Gruppo per reati o danni ambientali. Per maggiori dettagli si rimanda alla sezione “Sostenibilità ambientale” del Rapporto Annuale.
CORPORATE GOVERNANCE Per una trattazione completa del sistema di corporate governance del Gruppo Sabaf si rimanda alla relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari, disponibile sul sito della Società alla sezione Investor Relations.
SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO SUL FINANCIAL REPORTING Il sistema di controllo interno sul financial reporting è analiticamente descritto nella relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari, alla quale si rinvia. Con riferimento alle “condizioni per la quotazione di azioni di società controllanti società costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all’Unione Europea” di cui agli articoli 36 e 39 del Regolamento Mercati, la Società e le sue controllate dispongono di sistemi amministrativo-contabili che consentono la messa a disposizione del pubblico delle situazioni contabili predisposte ai fini della redazione del bilancio consolidato dalle società che ricadono nell’ambito di tale normativa e sono idonei a far pervenire regolarmente alla direzione e al revisore della Capogruppo i dati necessari per la redazione del bilancio consolidato. Il Gruppo Sabaf dispone, inoltre, di un efficace flusso informativo verso il revisore centrale, nonché di informazioni in via continuativa in merito alla composizione degli organi sociali delle società controllate con evidenza delle cariche ricoperte e provvede alla raccolta sistematica e centralizzata, nonché al regolare aggiornamento, dei documenti formali relativi allo statuto ed al conferimento dei poteri agli organi sociali. Sussistono quindi le condizioni di cui al citato articolo 36, lettere a), b) e c) del Regolamento Mercati emanato da CONSOB. Nel corso dell’esercizio non sono state effettuate acquisizioni di società con sede in Paesi non appartenenti all’Unione Europea che, autonomamente considerate, rivestano significativa rilevanza ai fini della normativa in esame.
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MODELLO 231 Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 è descritto nella relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari, alla quale si rinvia.
PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Con riferimento al D.Lgs. 196 del 30 giugno 2003, nel corso del 2015 il Gruppo ha proseguito la sua attività per garantire il rispetto delle norme in vigore.
STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI Per il commento di tale voce rimandiamo alla Nota 35 del bilancio consolidato.
OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI Le società del Gruppo Sabaf non hanno compiuto nessuna operazione atipica o inusuale nel corso del 2016.
SEDI SECONDARIE Né Sabaf S.p.A. né le sue controllate hanno sedi secondarie operative.
DIREZIONE E COORDINAMENTO Nonostante Sabaf S.p.A. sia controllata di fatto dalla società Giuseppe Saleri S.a.p.A., non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento, in quanto l’organo amministrativo di Sabaf S.p.A. ha la massima autonomia operativa e non deve rispondere del suo operato alla società controllante se non in occasione dell’Assemblea annuale chiamata ad approvare il bilancio separato, salvo ovviamente il caso di violazioni di legge e/o dello Statuto. Si segnala, inoltre, che lo Statuto della controllante esplicita che la stessa non esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di Sabaf S.p.A. Sabaf S.p.A. esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti delle sue controllate italiane Faringosi Hinges s.r.l., Sabaf Immobiliare s.r.l. e A.R.C. s.r.l.
OPERAZIONI INFRAGRUPPO E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE I rapporti fra le società del Gruppo, inclusi quelli con la controllante, sono regolati a condizioni di mercato, così come i rapporti con parti correlate, definite ai sensi del principio contabile Ias 24. Il dettaglio delle operazioni infragruppo e delle altre operazioni con parti correlate è esposto alla Nota 36 del bilancio consolidato e alla Nota 36 del bilancio separato di Sabaf S.p.A.
CONSOLIDATO FISCALE Fino all’esercizio 2015 le società italiane del Gruppo hanno aderito al consolidato fiscale nazionale (tassazione di Gruppo) ai sensi degli artt. 117/129 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito. In tale ambito, la società Giuseppe Saleri S.a.p.A., controllante di Sabaf S.p.A., fungeva da società consolidante. Nel 2016 sono venute meno le condizioni per la predisposizione del consolidato fiscale, che di conseguenza è stato interrotto.
FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DOPO LA CHIUSURA ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE L’avvio del 2017 è stato positivo e per le vendite del primo trimestre è attesa una crescita a doppia cifra rispetto al 2016, caratterizzato da un inizio d’anno particolarmente debole. Nonostante permangano fattori di incertezza su alcuni dei principali mercati in cui Sabaf opera, per l’intero 2017 il Gruppo stima di potere raggiungere vendite per circa 140 milioni di euro e margini operativi in miglioramento rispetto al 2016. Qualora la situazione economica subisse invece significative variazioni, i valori consuntivi potrebbero discostarsi dai dati previsionali.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 5 - RELAZIONE SULLA GESTIONE
SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DI SABAF S.P.A. IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
VAR.
VAR. %
Ricavi di vendita
101.523
113.962
(12.439)
-10,9%
Margine operativo lordo (EBITDA)
13.525
16.123
(2.598)
-16,1%
Risultato operativo (EBIT)
4.070
8.847
(4.777)
-54,0%
Utile ante imposte (EBT)
3.593
8.159
(4.566)
-56,0%
UTILE NETTO
2.460
5.642
(3.182)
-56,4%
La riclassificazione della situazione patrimoniale in base a criteri finanziari si presenta come segue:
IN MIGLIAIA DI EURO
31/12/2016
31/12/2015
Attività non correnti 5
89.258
86.088
Attività a breve 6
54.475
60.493
Passività a breve 7
(22.441)
(24.932)
Capitale circolante 8
32.034
35.561
Attività finanziarie
3.197
2.906
(2.888)
(3.003)
121.601
121.552
(12.556)
(20.686)
(17.521)
(4.632)
(30.077)
(25.318)
91.524
96.234
Fondi per rischi e oneri, TFR, imposte differite CAPITALE INVESTITO NETTO Posizione finanziaria netta a breve termine Posizione finanziaria netta a medio-lungo termine POSIZIONE FINANZIARIA NETTA PATRIMONIO NETTO
I flussi finanziari dell’esercizio sono sinteticamente esposti nella seguente tabella:
IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
Liquidità iniziale
1.090
1.366
Cash flow operativo
15.205
14.531
Flusso monetario da investimenti
(12.591)
(9.035)
2.614
5.496
(1.907)
(5.772)
707
(276)
1.797
1.090
Free cash flow Flusso monetario da attività finanziarie FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO Liquidità finale
5 Escluse le Attività finanziarie 6 Somma di Rimanenze, Crediti commerciali, Crediti per imposte e Altri crediti correnti.
L’indebitamento finanziario netto e la posizione finanziaria netta a breve termine nelle tabelle di cui sopra sono definiti in conformità alla posizione finanziaria netta dettagliata nella Nota 22 del bilancio separato, come richiesto dalla comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006. L’esercizio 2016 si è chiuso con un fatturato in flessione del 10,9% rispetto al 2015. La famiglia di prodotto dei rubinetti e termostati è stata la più debole, mentre le vendite di bruciatori hanno registrato un modesto calo. La riduzione delle vendite ha impattato negativamente sulla redditività operativa lorda: l’EBITDA è stato di 13,5 milioni di euro, pari al 13,3% del fatturato (16,1 milioni di euro nel 2015, pari al 14,1%). L’EBIT del 2016 è stato di 4,1 milioni di euro, pari al 4% del fatturato (8,8 milioni di euro nel 2015, pari al 7,8%), e l’utile netto è stato di 2,5 milioni di euro, pari al 2,4% del fatturato (5,6 milioni di euro nel 2015, pari al 5%). L’incidenza del costo del lavoro sulle vendite è cresciuta dal 24,5% al 26%. L’incidenza degli oneri finanziari netti sul fatturato è minima e pari allo 0,4% (sostanzialmente invariata), in virtù del livello di indebitamento finanziario contenuto e dei bassi tassi d’interesse. Il cash flow reddituale (utile netto più ammortamenti) passa da 16,9 a 11,5 milioni di euro, con una incidenza sul fatturato pari all’11,3% (era pari al 12,6% nel 2015). Nel 2016 Sabaf S.p.A. ha investito oltre 7 milioni di euro in impianti e macchinari. I principali investimenti dell’esercizio sono stati finalizzati alla ulteriore automazione della produzione dei rubinetti in lega leggera e al mantenimento di un parco macchinari costantemente aggiornato e pienamente efficiente. Sono stati inoltre investiti 4,8 milioni di euro per l’acquisizione della quota del 70% di A.R.C. s.r.l. Al 31 dicembre 2016 il capitale circolante ammonta a 32 milioni di euro contro i 35,6 milioni di euro dell’esercizio precedente: la sua incidenza percentuale sul fatturato si attesta al 31,6%, rispetto al 31,2% di fine 2015. L’autofinanziamento generato dalla gestione corrente (cash-flow operativo) è risultato pari a 15,2 milioni di euro contro i 14,5 milioni di euro dell’esercizio precedente, grazie al miglioramento del capitale circolante. L’indebitamento finanziario netto è pari a 30,1 milioni di euro, rispetto ai 25,3 milioni di euro del 31 dicembre 2015. A fine esercizio il patrimonio netto ammonta a 91,5 milioni di euro, contro i 96,2 milioni di euro del 2015. Il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto e il patrimonio netto è pari al 33%, a fine 2015 era del 26%.
7 Somma di Debiti commerciali, Debiti per imposte e Altri debiti. 8 Differenza tra Attività a breve e Passività a breve.
115
116
PROSPETTO DI RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO E IL RISULTATO DEL PERIODO DELLA CAPOGRUPPO E IL PATRIMONIO NETTO E IL RISULTATO DEL PERIODO CONSOLIDATO Ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006 si riporta il prospetto di raccordo fra il risultato dell’esercizio 2016 e il patrimonio netto al 31 dicembre 2016 di Gruppo con gli analoghi valori della Capogruppo Sabaf S.p.A.:
31.12.2016 DESCRIZIONE
31.12.2015
Utile d’esercizio
Patrimonio netto
Utile d’esercizio
Patrimonio netto
Utile e patrimonio netto della capogruppo Sabaf S.p.A.
2.460
91.524
5.642
96.234
Patrimonio e risultati società consolidate
6.175
66.276
4.775
56.427
521
(49.900)
(1.303)
(45.616)
Avviamento
0
6.422
0
4.445
Opzione put su minorities A.R.C.
0
(1.522)
0
0
Elisioni Intercompany
(60)
(491)
(116)
(450)
Quota di pertinenza di terzi
(87)
(1.296)
0
0
9.009
111.013
8.998
111.040
Eliminazione del valore di carico partecipazioni consolidate
UTILE E PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO
Proposta di approvazione del bilancio separato e proposta di dividendo Ringraziando il personale dipendente, il Collegio Sindacale, la società di revisione e le Autorità di controllo per la fattiva collaborazione, invitiamo gli azionisti ad approvare il bilancio chiuso al 31 dicembre 2016, che chiude con un utile d’esercizio di euro 2.459.688. Il Consiglio di Amministrazione propone di distribuire agli azionisti un dividendo ordinario di euro 0,48 per ogni azione, con l’esclusione delle azioni proprie in portafoglio alla data di stacco cedola, mediante la distribuzione dell’intero utile d’esercizio 2016 e, per la parte residua, mediante la distribuzione di una quota della riserva straordinaria. Il dividendo sarà messo in pagamento il 31 maggio 2017 (stacco cedola il 29 maggio, record date il 30 maggio 2017). Ospitaletto, 20 marzo 2017 Il Consiglio di Amministrazione
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 5 - RELAZIONE SULLA GESTIONE
117
CON DIVI SIO NE 6
120
CAPITOLO 6 BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Struttura del gruppo e organi sociali Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata Conto economico consolidato Conto economico complessivo consolidato Prospetto dei movimenti del patrimonio netto consolidato Rendiconto finanziario consolidato Nota Integrativa Attestazione del Bilancio consolidato Relazione della SocietĂ di revisione sul Bilancio consolidato
121 122 123 124 124 125 126 153 154
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
121
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Struttura del gruppo e organi sociali Struttura del Gruppo Capogruppo SABAF S.p.A.
Società controllate e quota di pertinenza del gruppo Faringosi Hinges s.r.l.
100%
Sabaf Appliance Components (Kunshan) Co. Ltd.
100%
Sabaf Immobiliare s.r.l.
100%
Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki (Sabaf Turchia)
100%
Sabaf do Brasil Ltda.
100%
Sabaf Appliance Components Trading (Kunshan) Co. Ltd. in liquidazione
100%
Sabaf US Corp.
100%
A.R.C. s.r.l.
70%
Consiglio di Amministrazione Presidente
Giuseppe Saleri
Consigliere *
Renato Camodeca
Vicepresidente
Cinzia Saleri
Consigliere *
Giuseppe Cavalli
Vicepresidente
Ettore Saleri
Consigliere *
Fausto Gardoni
Vicepresidente
Roberta Forzanini
Consigliere *
Anna Pendoli
Amministratore Delegato
Alberto Bartoli
Consigliere *
Nicla Picchi
Consigliere
Gianluca Beschi
Consigliere
Alessandro Potestà
Collegio Sindacale
Società di revisione
Presidente
Antonio Passantino
Sindaco Effettivo
Luisa Anselmi
Sindaco Effettivo
Enrico Broli
* Amministratori indipendenti.
Deloitte & Touche S.p.A.
122
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata IN MIGLIAIA DI EURO
NOTE
31.12.2016
31.12.2015
Attività materiali
1
73.064
73.037
Investimenti immobiliari
2
6.270
6.712
Attività immateriali
3
9.284
7.525
Partecipazioni
4
306
204
ATTIVO Attività non correnti
Crediti non correnti
5
262
432
Imposte anticipate
21
4.781
4.887
93.967
92.797
TOTALE ATTIVITÀ NON CORRENTI Attività correnti Rimanenze
6
31.484
31.009
Crediti commerciali
7
36.842
40.425
Crediti per imposte
8
3.163
2.489
Altri crediti correnti
9
1.419
1.447
Attività finanziarie correnti
10
0
69
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
11
12.143
3.991
TOTALE ATTIVITÀ CORRENTI
85.051
79.430
Attività destinate alla vendita
0
0
179.018
172.227
TOTALE ATTIVO PATRIMONIO NETTO E PASSIVO Patrimonio netto Capitale sociale
12
11.533
11.533
Utili accumulati, Altre riserve
90.471
90.509
Utile dell'esercizio
9.009
8.998
111.013
111.040
Totale quota di pertinenza della Capogruppo Interessi di Minoranza TOTALE PATRIMONIO NETTO
1.296
0
112.309
111.040
6.388
Passività non correnti Finanziamenti
14
18.892
Altre passività finanziarie
15
1.762
0
TFR e fondi di quiescenza
16
3.086
2.914
Fondi per rischi e oneri
17
434
395
Imposte differite
21
764
772
24.938
10.469
TOTALE PASSIVITÀ NON CORRENTI Passività correnti Finanziamenti
14
14.612
23.480
Altre passività finanziarie
15
335
31
Debiti commerciali
18
18.977
19.450
Debiti per imposte
19
1.190
1.219
Altri debiti
20
6.657
6.538
41.771
50.718
TOTALE PASSIVITÀ CORRENTI Passività destinate alla vendita TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
0
0
179.018
172.227
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Conto economico consolidato IN MIGLIAIA DI EURO
NOTE
2016
2015
Ricavi
23
130.978
138.003
Altri proventi
24
2.819
3.758
133.797
141.761
(47.346)
(54.366)
(754)
1.025
COMPONENTI ECONOMICHE Ricavi e proventi operativi
TOTALE RICAVI E PROVENTI OPERATIVI Costi operativi Acquisti di materiali
25
Variazione delle rimanenze Servizi
26
(27.983)
(29.759)
Costi del personale
27
(32.112)
(32.526)
Altri costi operativi
28
(1.078)
(1.193)
841
1.230
(108.432)
(115.589)
25.365
26.172
(12.853)
(12.185)
18
104
12.530
14.091
101
67
Costi per lavori interni capitalizzati TOTALE COSTI OPERATIVI
RISULTATO OPERATIVO ANTE AMMORTAMENTI, PLUS/MINUSVALENZE, SVALUTAZIONI/RIPRISTINI DI VALORE DI ATTIVITÀ NON CORRENTI Ammortamenti
1, 2, 3
Plusvalenze da realizzo di attività non correnti
RISULTATO OPERATIVO Proventi finanziari Oneri finanziari
29
(620)
(596)
Utili e perdite su cambi
30
435
(89)
12.446
13.473
(3.350)
(4.475)
(87)
0
9.009
8.998
Base
0,792 euro
0,781 euro
Diluito
0,792 euro
0,781 euro
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE Imposte sul reddito
31
Quota di pertinenza di terzi
UTILE DELL’ESERCIZIO
UTILI PER AZIONE
32
123
124
Conto economico complessivo consolidato IN MIGLIAIA DI EURO
2016
2015
UTILE DELL’ESERCIZIO
9.009
8.998
(41)
49
Utili/perdite complessivi che non saranno successivamente riclassificati nell’utile (perdita) dell’esercizio: Valutazione attuariale TFR Effetto fiscale
10
(14)
(31)
35
Differenza cambi da traduzione bilanci in valuta
(340)
(3.400)
TOTALE ALTRI UTILI/(PERDITE) DELL’ESERCIZIO AL NETTO IMPOSTE
(371)
(3.365)
UTILE COMPLESSIVO
8.638
5.633
Utili/perdite complessivi che saranno successivamente riclassificati nell’utile (perdita) dell’esercizio:
Prospetto dei movimenti del patrimonio netto consolidato IN MIGLIAIA DI EURO SALDO AL 31 DICEMBRE 2014
Totale Totale patrimonio Interessi di patrimonio netto del minoranza netto Gruppo
Capitale sociale
Riserva sovrapprezzo azioni
Riserva Legale
Azioni proprie
Riserva di traduzione
Riserva da attualizzazione TFR
Altre riserve
Utile dell’esercizio
11.533
10.002
2.307
(5)
(3.648)
(616)
82.827
8.338
110.738
(4.613)
(4.613)
(4.613)
(3.725)
0
0
(718)
(718)
8.998
5.633
5.633
8.998
111.040
(5.467)
(5.467)
(5.467)
(3.531)
0
0
0
110.738
Destinazione utile d'esercizio 2014 • dividendi pagati • a nuovo
3.725
Acquisto azioni proprie Utile complessivo al 31 dicembre 2015
SALDO AL 31 DICEMBRE 2015
(718)
11.533
10.002
2.307
(723)
(3.400)
35
(7.048)
(581)
86.552
0
111.040
Destinazione utile d’esercizio 2015 • dividendi pagati • a nuovo
3.531
Acquisizione e consolidamento ARC
1.210
Opzione ARC
(1.522)
Acquisto azioni proprie Utile complessivo al 31 dicembre 2016
SALDO AL 31 DICEMBRE 2016
(1.676)
11.533
10.002
2.307
(2.399)
(340)
(31)
(7.388)
(612)
88.561
1.210
(1.522)
(1.522)
(1.676)
(1.676)
9.009
8.638
86
8.724
9.009
111.013
1.296
112.309
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Rendiconto finanziario consolidato 12 MESI 2016
12 MESI 2015
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di inizio esercizio
3.991
3.675
Utile dell’esercizio
9.009
8.998
12.853
12.185
• Plusvalenze realizzate
(18)
(104)
• Proventi e oneri finanziari netti
519
529
• Imposte sul reddito
3.350
4.475
Variazione TFR
(184)
(129)
39
(210)
5.107
107
416
(170)
Variazione dei debiti commerciali
(1.286)
(58)
Variazione del capitale circolante netto
4.237
(121)
Variazione altri crediti e debiti, imposte differite
1.363
(72)
Pagamento imposte
(4.762)
(5.931)
Pagamento oneri finanziari
(576)
(556)
Incasso proventi finanziari
101
67
25.931
19.131
(477)
(781)
(11.465)
(11.581)
5
(26)
Rettifiche per: • Ammortamenti
Variazione fondi rischi Variazione crediti commerciali Variazione delle rimanenze
FLUSSI FINANZIARI GENERATI DALL’ATTIVITÀ OPERATIVA
Investimenti in attività non correnti • immateriali • materiali • finanziarie
175
309
FLUSSI FINANZIARI ASSORBITI DALL’ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
Disinvestimento di attività non correnti
(11.762)
(12.079)
Rimborso finanziamenti
(33.141)
(19.480)
Accensione di finanziamenti
37.321
19.488
69
(69)
Acquisto azioni proprie
(1.676)
(718)
Pagamento di dividendi
(5.467)
(4.613)
FLUSSI FINANZIARI ASSORBITI DALL'ATTIVITÀ FINANZIARIA
(2.894)
(5.392)
Acquisizione A.R.C.
Attività finanziarie a breve
(2.614)
0
Differenze cambio di traduzione
(509)
(1.344)
FLUSSI FINANZIARI NETTI DELL’ESERCIZIO
8.152
316
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine esercizio (Nota 10)
12.143
3.991
Indebitamento finanziario corrente
14.947
23.511
Indebitamento finanziario non corrente
20.654
6.388
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (NOTA 22)
23.458
25.908
125
126
Nota integrativa Principi contabili DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ E CRITERI DI REDAZIONE Il bilancio consolidato dell’esercizio 2016 del Gruppo Sabaf è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dall’Unione Europea. Il riferimento agli IFRS include anche tutti gli International Accounting Standards (IAS) vigenti. Esso è stato redatto in euro, che è la moneta corrente nelle economie in cui il Gruppo opera principalmente, arrotondando gli importi alle migliaia, e viene comparato con il bilancio consolidato dell’esercizio precedente redatto in omogeneità di criteri. E’ costituito dai prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria, conto economico, conto economico complessivo, movimenti del patrimonio netto, rendiconto finanziario e dalle presenti note esplicative. Il bilancio è stato redatto sulla base del principio del costo storico, eccetto che per alcune rivalutazioni delle attività materiali operate in esercizi precedenti, e sul presupposto della continuità aziendale; in riferimento a tale ultimo presupposto il Gruppo ha valutato, anche in virtù del forte posizionamento competitivo, della elevata redditività e della solidità della struttura patrimoniale e finanziaria, di essere in continuità aziendale ai sensi dei paragrafi 25 e 26 del Principio IAS 1.
SCHEMI DI BILANCIO Il Gruppo ha adottato i seguenti schemi di bilancio: • un prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria che espone separatamente le attività correnti e non correnti e le passività correnti e non correnti; • un prospetto di conto economico che espone i costi usando una classificazione basata sulla natura degli stessi; • un prospetto di conto economico complessivo, che espone le voci di ricavo e di costo che non sono rilevate nell’utile (perdita) d’esercizio come richiesto o consentito dagli IFRS; • un rendiconto finanziario che presenta i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa utilizzando il metodo indiretto. L’adozione di tali schemi permette la rappresentazione più significativa della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo.
AREA DI CONSOLIDAMENTO L’area di consolidamento al 31 dicembre 2016 comprende la Capogruppo Sabaf S.p.A. e le seguenti società di cui Sabaf S.p.A. possiede il controllo: • Faringosi Hinges s.r.l. • Sabaf Immobiliare s.r.l. • Sabaf do Brasil Ltda. • Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki (Sabaf Turchia) • Sabaf Appliance Components Trading (Kunshan) Co., Ltd. • Sabaf Appliance Components (Kunshan) Co., Ltd. • A.R.C. s.r.l. La partecipazione nella società controllata A.R.C. s.r.l., acquisita nel corso dell’esercizio, è stata consolidata a partire dalla data di acquisizione e pertanto per il periodo 1° luglio 2016 – 31 dicembre 2016.
Sabaf U.S. non è consolidata in quanto irrilevante ai fini del consolidamento. Handan A.R.C. Ltdd, società cinese nella quale il Gruppo detiene un’interessenza del 35%, è stata valutata al costo in quanto al 31 dicembre 2016 non ha ancora avviato la propria attività e pertanto considerata irrilevante. Sono considerate controllate le società sulle quali Sabaf S.p.A. possiede in contemporanea i seguenti tre elementi: (a) potere sull’impresa; (b) esposizione, o diritti, a rendimenti variabili derivanti dal coinvolgimento con la stessa; (c) capacità di utilizzare il potere per influenzare l’ammontare di tali rendimenti variabili. Le controllate, qualora esercitino una attività significativa per una corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo, sono consolidate a partire dalla data in cui inizia il controllo fino alla data in cui il controllo cessa.
CRITERI DI CONSOLIDAMENTO I dati utilizzati per il consolidamento sono desunti dalle situazioni economiche e patrimoniali predisposte da parte degli Amministratori delle singole società controllate. Tali dati sono stati opportunamente modificati e riclassificati, ove necessario, per uniformarli ai principi contabili internazionali e ai criteri di classificazione omogenei nell’ambito del Gruppo. I criteri adottati per il consolidamento sono i seguenti: a) Le attività e le passività, i proventi e gli oneri dei bilanci oggetto di consolidamento con il metodo dell’integrazione globale sono inseriti nel bilancio di Gruppo, prescindendo dall’entità della partecipazione. E’ stato inoltre eliminato il valore di carico delle partecipazioni contro il patrimonio netto di competenza delle società partecipate. b) Le differenze positive risultanti dall’elisione delle partecipazioni contro il valore del patrimonio netto contabile alla data del primo consolidamento vengono imputate ai maggiori valori attribuibili alle attività e alle passività e, per la parte residua, ad avviamento. In accordo con le disposizioni dell’IFRS 3, il Gruppo ha modificato il criterio contabile per l’avviamento in modo prospettico a partire dalla data di transizione. Perciò, a partire dal 1° gennaio 2004, il Gruppo non ammortizza l’avviamento assoggettandolo, invece, a test di impairment. c) Le partite di debito/credito, costi/ricavi tra le società consolidate e gli utili/perdite risultanti da operazioni infragruppo sono eliminate. d) Qualora fossero presenti soci di minoranza, la quota del patrimonio netto e del risultato netto dell’esercizio di loro spettanza sarebbe loro attribuita in apposite voci dello stato patrimoniale e del conto economico consolidati.
INFORMAZIONI RELATIVE ALL’IFRS 3 A partire dal presente bilancio consolidato è consolidata A.R.C. s.r.l., società attiva nella produzione di bruciatori per la cottura professionale di cui il Gruppo ha acquisito il controllo a fine giugno 2016. La valutazione di A.R.C. ai sensi dell’IFRS 3 revised, vale a dire rilevando il fair value di attività, passività e passività potenziali alla data di acquisizione è al momento da ritenersi provvisoria, in quanto, ai sensi dell’IFRS 3 revised, la valutazione diventa definitiva entro 12 mesi dalla data dell’acquisizione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Gli effetti di questa operazione sono riportati nella tabella che segue:
VALORI ORIGINARI ATTIVITÀ NON CORRENTI Immobilizzazioni materiali e immateriali
303
Immobilizzazioni finanziarie
107
Crediti non correnti e crediti per imposte anticipate
145
ATTIVITÀ CORRENTI Rimanenze
891
Crediti Commerciali
1.525
Altri crediti
234
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
2.186
TOTALE ATTIVO
5.391
PASSIVITÀ NON CORRENTI Fondo TFR
(238)
PASSIVITÀ CORRENTI Debiti verso fornitori
(813)
Debiti diversi
(308)
TOTALE PASSIVO
(1.359)
FAIR VALUE ATTIVITÀ NETTE ACQUISITE
4.032
- % di competenza Sabaf (70%) (a)
2.823
Costo totale dell'acquisizione (b)
4.800
Avviamento derivante dall'acquisizione (b-a) (Nota 3)
1.977
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti acquisiti (c)
2.186
Esborso di cassa complessivo (b-c)
2.614
CONVERSIONE IN EURO DELLE SITUAZIONI ECONOMICO-PATRIMIONIALI REDATTE IN VALUTA ESTERA I bilanci separati di ciascuna società appartenente al Gruppo vengono preparati nella valuta dell’ambiente economico primario in cui essa opera (valuta funzionale). Ai fini del bilancio consolidato, il bilancio di ciascuna entità estera è espresso in euro, che è la valuta funzionale del Gruppo e la valuta di presentazione del bilancio consolidato. La conversione delle poste di stato patrimoniale dei bilanci espressi in moneta diversa dall’euro è effettuata applicando i cambi correnti a fine esercizio. Le poste di conto economico sono invece convertite ai cambi medi dell’esercizio. DESCRIZIONE DELLA VALUTA
Le differenze cambio di conversione risultanti dal raffronto tra il patrimonio netto iniziale convertito ai cambi correnti e il medesimo convertito ai cambi storici, nonché la differenza tra il risultato economico espresso ai cambi medi e quello espresso ai cambi correnti, sono imputate alla voce di patrimonio netto “Altre riserve”. I tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei bilanci delle società controllate estere, predisposti in valuta locale, sono riportati nella seguente tabella:
CAMBIO PUNTUALE 31.12.16
CAMBIO MEDIO 2016
CAMBIO PUNTUALE 31.12.15
CAMBIO MEDIO 2015
Real brasiliano
3,4305
3,8576
4,3117
3,7004
Lira turca
3,7072
3,3435
3,1765
3,0255
Renminbi cinese
7,3202
7,3512
7,0608
6,9714
127
128
PROSPETTO DI RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO E IL RISULTATO DELL’ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO E IL PATRIMONIO NETTO E IL RISULTATO DELL’ESERCIZIO CONSOLIDATO 31.12.2016 DESCRIZIONE
31.12.2015
Utile d’esercizio
Patrimonio netto
Utile d’esercizio
Patrimonio netto
Utile e patrimonio netto della capogruppo Sabaf S.p.A.
2.460
91.524
5.642
96.234
Patrimonio e risultati società consolidate
6.175
66.276
4.775
56.427
521
(49.900)
(1.303)
(45.616)
Avviamento
0
6.422
0
4.445
Opzione put su minorities A.R.C.
0
(1.522)
0
0
Elisioni intercompany
(60)
(491)
(116)
(450)
Quota di pertinenza di terzi
(87)
(1.296)
0
0
9.009
111.013
8.998
111.040
Eliminazione del valore di carico partecipazioni consolidate
UTILE E PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO
INFORMATIVA DI SETTORE I settori operativi del Gruppo ai sensi dell’IFRS 8 – Operating Segment sono identificati nei settori di attività che generano ricavi e costi, i cui risultati sono periodicamente rivisti dal più alto livello decisionale ai fini della valutazione delle performance e delle decisioni in merito all’allocazione delle risorse. I settori operativi del Gruppo sono i seguenti: • componenti gas (domestici e professionali) • cerniere.
CRITERI DI VALUTAZIONE I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2016, invariati rispetto all’esercizio precedente, sono di seguito riportati:
Attività materiali Sono iscritte al costo di acquisto o di costruzione. Nel costo sono compresi gli oneri accessori di diretta imputazione. Tali costi comprendono anche rivalutazioni eseguite in passato in base ad apposite norme di rivalutazione monetaria ovvero in seguito ad operazioni di fusione societaria. Gli ammortamenti sono calcolati sulla base di aliquote ritenute idonee a ripartire il valore di carico delle attività materiali sul periodo di vita utile delle stesse. La vita utile stimata, in anni, è la seguente: Fabbricati
33
Costruzioni leggere
10
Impianti generici
10
Macchinari e impianti specifici
6 – 10
Attrezzature
4 – 10
Mobili
8
Macchine elettroniche
5
Automezzi e altri mezzi di trasporto
4–5
I costi di manutenzione ordinaria sono addebitati al conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, i costi incrementativi del valore o della vita utile dell’immobilizzazione sono capitalizzati ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo delle immobilizzazioni alle quali si riferiscono. I terreni non sono ammortizzati.
Beni in leasing Le attività acquisite tramite contratti di locazione finanziaria sono contabilizzate secondo la metodologia finanziaria e sono esposte tra le attività al valore di acquisto diminuito delle quote di ammortamento. L’ammortamento di tali beni viene riflesso nei prospetti annuali consolidati applicando lo stesso criterio seguito per le attività materiali di proprietà. In contropartita dell’iscrizione del bene vengono contabilizzati i debiti, a breve e a medio-lungo termine, verso l’ente finanziario locatore; si procede inoltre all’imputazione a conto economico degli oneri finanziari di competenza del periodo.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Avviamento L’avviamento rappresenta la differenza tra il prezzo di acquisto e il valore corrente delle attività e passività identificabili delle partecipate alla data di acquisizione. Relativamente alle acquisizioni anteriori alla data di adozione degli IFRS, il Gruppo Sabaf si è avvalso della facoltà prevista dall’IFRS 1 di non applicare l’IFRS 3 relativo alle aggregazioni di imprese alle acquisizioni intervenute prima della data di transizione. Di conseguenza, gli avviamenti emersi in relazione ad acquisizioni intervenute in passato non sono stati rideterminati e sono stati rilevati al valore determinato sulla base dei precedenti principi contabili, al netto degli ammortamenti contabilizzati fino al 31 dicembre 2003 e delle eventuali perdite per riduzione durevole di valore. A partire dalla data di transizione l’avviamento, rappresentando un’attività immateriale con vita utile indefinita, non è ammortizzato ma è sottoposto annualmente, o più frequentemente ogni qualvolta vi sia un’indicazione che l’attività possa aver subito una perdita di valore, a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore (impairment test).
Altre attività immateriali Le altre attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell’attivo, secondo quanto disposto dallo IAS 38, quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell’attività può essere determinato in modo attendibile. Il venir meno della sussistenza di tali benefici economici futuri, con riferimento ai costi di sviluppo, determina la loro svalutazione nell’esercizio in cui si accerta tale fattispecie. Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. La vita utile dei progetti relativamente ai quali sono stati capitalizzati costi di sviluppo è stimata pari a 10 anni. Il sistema gestionale SAP è ammortizzato in 5 anni.
Perdite durevoli di valore Ad ogni data di bilancio, il Gruppo rivede il valore contabile delle proprie attività materiali e immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l’ammontare recuperabile di tali attività per determinare l’importo della svalutazione. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l’attività appartiene. In particolare, il valore recuperabile delle unità generatrici di flussi (che generalmente coincidono con la entità giuridica a cui le attività immobilizzate si riferiscono) è verificato attraverso la determinazione del valore d’uso. L’ammontare recuperabile è il maggiore fra il prezzo netto di vendita e il valore d’uso. Nella determinazione del valore d’uso, i flussi di cassa futuri al netto delle imposte, stimati sulla base delle esperienze passate, sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al netto delle imposte che riflette le valutazioni correnti del mercato del valore attuale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Le principali assunzioni utilizzate per il calcolo del valore d’uso riguardano il tasso di sconto, il tasso di crescita, le attese di variazione dei prezzi di vendita e dell’andamento dei costi diretti durante il periodo assunto per il calcolo. I tassi di crescita adottati si basano su previsioni di crescita del settore industriale di appartenenza. Le variazioni dei prezzi di vendita sono basate sulle passate esperienze e sulle aspettative future di mercato. Il Gruppo prepara previsioni dei flussi di cassa operativi derivanti dai più recenti budget approvati dal Consiglio di Amministrazione delle società consolidate, elabora delle previsioni per gli anni successivi e determina il valore terminale (valore attuale della rendita perpetua) sulla base di un tasso di crescita di medio e lungo termine in linea con quello dello specifico settore di appartenenza. Se l’ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell’attività è ridotto al minor valore recuperabile, rilevando la perdita di valore nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell’attività (o della unità generatrice di flussi finanziari) - ad eccezione dell’avviamento - è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l’attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
Investimenti immobiliari Secondo quanto consentito dallo IAS 40, gli immobili ed i fabbricati non strumentali sono valutati al costo al netto di ammortamenti e perdite per riduzione di valore accumulati. Il criterio di ammortamento utilizzato è la vita utile stimata del bene, che è stabilita in 33 anni. Se l’ammontare recuperabile dell’investimento immobiliare – determinato sulla base del valore di mercato delle unità immobiliari - è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell’attività è ridotto al minor valore recuperabile, rilevando la perdita di valore nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell’attività (o della unità generatrice di flussi finanziari) è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l’attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
Partecipazioni e crediti non correnti Le partecipazioni non classificate come possedute per la vendita sono valutate con il metodo del costo, che viene ridotto per perdite durevoli di valore. Il valore originario viene ripristinato negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della svalutazione effettuata. I crediti non correnti sono iscritti al loro presumibile valore di realizzo.
Rimanenze Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto o di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per i materiali di acquisto e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati, calcolato tendendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere. Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. La svalutazione delle rimanenze viene eliminata negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della stessa.
Crediti I crediti sono iscritti al presumibile valore di realizzo. L’adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo viene effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base di una approfondita analisi che riguarda le singole posizioni. I crediti commerciali ceduti pro-soluto, sebbene siano stati legalmente ceduti, rimangono iscritti alla voce “Crediti commerciali” fino al momento del relativo incasso, mai anticipato rispetto alla scadenza. I crediti commerciali scaduti e non recuperabili ceduti pro-soluto sono iscritti tra gli “Altri crediti correnti”.
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Attività finanziarie correnti Le attività finanziarie destinate alla negoziazione sono valutate al fair value con imputazione degli effetti economici tra i proventi o gli oneri finanziari.
Fondi per rischi ed oneri I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e debiti, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio non erano determinabili l’ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nella situazione patrimoniale-finanziaria solo quando esiste una obbligazione legale o implicita che determini l’impiego di risorse atte a produrre effetti economici per l’adempimento della stessa e se ne possa determinare una stima attendibile dell’ammontare. Nel caso in cui l’effetto sia rilevante, gli accantonamenti sono calcolati attualizzando i flussi finanziari futuri stimati ad un tasso di attualizzazione stimato al lordo delle imposte tale da riflettere le valutazioni correnti di mercato del valore attuale del denaro e dei rischi specifici connessi alla passività.
Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) viene stanziato per coprire l’intera passività maturata nei confronti dei dipendenti in conformità alla legislazione vigente ed al contratto collettivo di lavoro e integrativo aziendale. Tale passività è soggetta a rivalutazione in base all’applicazione di indici fissati dalla normativa vigente. Sino al 31 dicembre 2006 il TFR era considerato un piano a benefici definiti, e contabilizzato in conformità allo IAS 19 utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, ed in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre per le quote maturate successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita. Gli utili o perdite attuariali sono iscritti immediatamente nel Prospetto degli “Altri utili/(perdite) complessivi”.
Debiti I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.
Finanziamenti I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tenere conto dell’eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il Gruppo abbia il diritto incondizionato di differire l’estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.
Criteri di conversione delle poste in valuta I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze
cambio realizzate in occasione dell’incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico. I proventi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. A fine esercizio le attività e le passività espresse in valuta estera, ad eccezione delle attività non correnti, sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico. Se dalla conversione si origina un utile netto, per un corrispondente ammontare è vincolata una riserva non distribuibile fino al suo effettivo realizzo.
Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura Le attività del Gruppo sono esposte a rischi finanziari da variazioni nei tassi di cambio, nei prezzi delle materie prime e nei tassi di interesse. Il Gruppo utilizza strumenti derivati (principalmente contratti a termine su valute e opzioni su materie prime) per coprire i rischi derivanti da variazioni delle valute estere con riferimento a impegni irrevocabili o a operazioni future previste. Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati e si rivelano efficaci per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali del Gruppo e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell’attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l’impegno contrattuale o l’operazione prevista oggetto di copertura incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente. Per le coperture efficaci di un’esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch’essi a conto economico. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano. Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura. In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l’operazione prevista si verifica effettivamente. Se si prevede che l’operazione oggetto di copertura non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico dell’esercizio. I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.
Riconoscimento dei ricavi I ricavi sono iscritti al netto dei resi, degli sconti, degli abbuoni e dei premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci e la prestazione dei servizi. I ricavi per la vendita sono riconosciuti quando l’impresa ha trasferito i rischi ed i benefici significativi connessi alla proprietà del bene e l’ammontare del ricavo può essere determinato attendibilmente. I ricavi di natura finanziaria vengono iscritti in base alla competenza temporale.
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CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Proventi finanziari
Uso di stime
I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell’ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.
La redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione l’effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di bilancio. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per valutare le attività materiali ed immateriali sottoposte ad impairment test, come sopra descritto, oltre che per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, per obsolescenza di magazzino, ammortamenti, svalutazioni di attivo, benefici ai dipendenti, imposte e altri accantonamenti. In particolare:
Oneri finanziari Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell’interesse effettivo e le spese bancarie.
Imposte sul reddito dell’esercizio Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile del Gruppo. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l’effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili, sono incluse tra gli oneri operativi. Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile nel bilancio consolidato, ad eccezione dell’avviamento non deducibile fiscalmente e di quelle differenze da investimenti in società controllate per le quali non si prevede l’annullamento nel prevedibile futuro. Le imposte differite attive sulle perdite fiscali e crediti d’imposta non utilizzati riportabili a nuovo sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere recuperate. Le attività e le passività fiscali correnti e differite sono compensate quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale e quando vi è un diritto legale di compensazione. Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili, nei rispettivi ordinamenti dei paesi in cui il Gruppo opera, negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
Recuperabilità del valore delle attività materiali ed immateriali
La procedura di determinazione delle perdite di valore delle attività materiali ed immateriali descritta al principio contabile “Perdite durevoli di valore” implica – nella stima del valore d’uso – l’utilizzo di Business Plan delle partecipate che sono basati su un insieme di assunzioni ed ipotesi relative ad eventi futuri ed azioni degli organi amministrativi delle partecipate, che non necessariamente si verificheranno. Nella stima del valore di mercato, invece, sono effettuate assunzioni sull’andamento prevedibile delle negoziazioni tra parti terze sulla base di andamenti storici che potrebbero non ripetersi effettivamente.
Accantonamenti per rischi su crediti
I crediti sono rettificati dal relativo fondo svalutazione per tener conto del loro valore recuperabile. La determinazione dell’ammontare delle svalutazioni richiede da parte degli Amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulla documentazione e sulle informazioni disponibili in merito anche alla solvibilità del cliente, nonché sull’esperienza e sui trend storici di incasso.
Accantonamenti per obsolescenza di magazzino
Le rimanenze di magazzino che presentano caratteristiche di obsolescenza e lento rigiro sono sistematicamente valutate e, nel caso in cui il valore recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile, sono svalutate. Le svalutazioni sono calcolate sulla base di assunzioni e stime della direzione, derivanti dall’esperienza e dai risultati storici conseguiti.
Benefici ai dipendenti
Dividendi I dividendi sono contabilizzati per competenza al momento in cui vi è il diritto alla percezione, che corrisponde con la delibera di distribuzione.
Il valore attuale della passività per benefici a dipendenti dipende da una serie di fattori che sono determinati con tecniche attuariali utilizzando alcune assunzioni. Le assunzioni riguardano il tasso di sconto, le stime dei futuri incrementi retributivi, i tassi relativi alla mortalità e alle dimissioni. Ogni variazione nelle suindicate assunzioni potrebbe comportare effetti significativi sulla passività per benefici pensionistici.
Imposte sul reddito
Azioni Proprie Le azioni proprie sono a riduzione del patrimonio netto. Il valore di carico delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.
Utile per azione L’utile base per azione è calcolato dividendo l’utile o la perdita attribuibile agli azionisti della Capogruppo per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l’esercizio. L’utile diluito per azione è calcolato dividendo l’utile o la perdita attribuibile agli azionisti della Capogruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.
Il Gruppo è soggetto a diverse legislazioni fiscali sui redditi. La determinazione della passività per imposte del Gruppo richiede l’utilizzo di valutazioni da parte della Direzione con riferimento a transazioni le cui implicazioni fiscali non sono certe alla data di chiusura del bilancio. Inoltre, la valutazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di reddito attese negli esercizi futuri; la valutazione di tali redditi attesi dipende da fattori che potrebbero variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla valutazione delle imposte differite attive.
Altri accantonamenti e fondi
Con riferimento ai processi estimativi del rischio di passività potenziali da contenziosi, gli Amministratori fanno affidamento sulle comunicazioni ricevute in merito allo stato di avanzamento delle procedure di recupero e contenziosi comunicato dai consulenti legali che rappresentano il Gruppo nelle controversie. Tali stime sono determinate tenendo conto del progressivo evolversi delle controversie, considerando le franchigie esistenti. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.
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Nuovi principi contabili Principi contabili ed emendamenti applicabili dal 1° gennaio 2016
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2016: • Emendamenti allo IAS 19 “Defined Benefit Plans: Employee Contributions” (pubblicato in data 21 novembre 2013): relativo alla iscrizione in bilancio delle contribuzioni effettuate dai dipendenti o da terze parti ai piani a benefici definiti. L’adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo. • Emendamenti all’IFRS 11 Joint Arrangements – “Accounting for acquisitions of interests in joint operations” (pubblicato in data 6 maggio 2014): relativo alla contabilizzazione dell’acquisizione di interessenze in una joint operation la cui attività costituisca un business. L’adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo. • Emendamenti allo IAS 16 – Property, plant and Equipment e allo IAS 38 – Intangibles Assets – “Clarification of acceptable methods of depreciation and amortisation” (pubblicati in data 12 maggio 2014): secondo cui un criterio di ammortamento basato sui ricavi è considerato di norma inappropriato, in quanto, i ricavi generati da un’attività che include l’utilizzo dell’attività oggetto di ammortamento generalmente riflettono fattori diversi dal solo consumo dei benefici economici dell’attività stessa, requisito che viene, invece, richiesto per l’ammortamento. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo. • Emendamento allo IAS 1 – “Disclosure Initiative” (pubblicato in data 18 dicembre 2014): l’obiettivo delle modifiche è di fornire chiarimenti in merito ad elementi di informativa che possono essere percepiti come impedimenti ad una chiara ed intellegibile redazione dei bilanci. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo. • In data 18 dicembre 2014 lo IASB ha pubblicato il documento “Investment Entities: Applying the Consolidation Exception (Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 28)” (pubblicato in data 18 dicembre 2014), contenente modifiche relative a tematiche emerse a seguito dell’applicazione della consolidation exception concesse alle entità d’investimento. Infine, nell’ambito del processo annuale di miglioramento dei principi, in data 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRSs: 2010-2012 Cycle” (tra cui IFRS 2 Share Based Payments – Definition of vesting condition, IFRS 3 Business Combination – Accounting for contingent consideration, IFRS 8 Operating segments – Aggregation of operating segments e Reconciliation of total of the reportable segments’ assets to the entity’s assets, IFRS 13 Fair Value Measurement – Short-term receivables and payables) e in data 25 settembre 2014 il documento “Annual Improvements to IFRSs: 2012-2014 Cycle” (tra cui: IFRS 5 – Non-current Assets Held for Sale and Discontinued Operations, IFRS 7 – Financial Instruments: Disclosure e IAS 19 – Employee Benefits) che integrano parzialmente i principi preesistenti.
Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS e IFRIC omologati dall’Unione Europea, non ancora obbligatoriamente applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2016
• Principio IFRS 15 – Revenue from Contracts with Customers (pubblicato in data 28 maggio 2014 e integrato con ulteriori chiarimenti pubblicati in data 12 aprile 2016) che è destinato a sostituire i principi IAS 18 – Revenue e IAS 11 – Construction Contracts, nonché le interpretazioni IFRIC 13 – Customer Loyalty Programmes, IFRIC 15 – Agreements for the Construction of Real Estate, IFRIC 18 – Transfers of Assets from Customers e SIC 31 – Revenues-Barter Transactions Involving Advertising Services.
Il principio stabilisce un nuovo modello di riconoscimento dei ricavi, che si applicherà a tutti i contratti stipulati con i clienti ad eccezione di quelli che rientrano nell’ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS come i leasing, i contratti d’assicurazione e gli strumenti finanziari. I passaggi fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi secondo il nuovo modello sono: - l’identificazione del contratto con il cliente; - l’identificazione delle performance obligations del contratto; - la determinazione del prezzo; - l’allocazione del prezzo alle performance obligations del contratto; - i criteri di iscrizione del ricavo quando l’entità soddisfa ciascuna performance obligation. Il principio si applica a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un’applicazione anticipata. Pur non avendo ancora completato l’analisi sistematica della fattispecie ed in particolare un’analisi dettagliata dei contratti con i clienti, gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 15 possa avere un impatto significativo sugli importi iscritti a titolo di ricavi e sulla relativa informativa riportata nel bilancio consolidato del Gruppo. • Versione finale dell’IFRS 9 – Financial Instruments (pubblicato il 24 luglio 2014). Il documento accoglie i risultati delle fasi relative a Classificazione e valutazione, Impairment, e Hedge accounting, del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39. Il nuovo principio, che sostituisce le precedenti versioni dell’IFRS 9, deve essere applicato dai bilanci che iniziano il 1° gennaio 2018 o successivamente. Gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 9 possa avere un impatto significativo sugli importi e l’informativa riportata nel bilancio consolidato del Gruppo. Tuttavia, non è possibile fornire una stima ragionevole degli effetti finché il Gruppo non abbia completato un’analisi dettagliata.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati dall’Unione Europea Alla data di riferimento del presente bilancio consolidato gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
• In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 16 – Leases che è destinato a sostituire il principio IAS 17 – Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC-15 Operating Leases—Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l’identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall’uso del bene e il diritto di dirigere l’uso del bene sottostante il contratto. Il principio stabilisce un modello unico di riconoscimento e valutazione dei contratti di leasing per il locatario (lessee) che prevede l’iscrizione del bene oggetto di lease anche operativo nell’attivo con contropartita un debito finanziario, fornendo inoltre la possibilità di non riconoscere come leasing i contratti che hanno ad oggetto i “lowvalue assets” e i leasing con una durata del contratto pari o inferiore ai 12 mesi. Al contrario, lo Standard non comprende modifiche significative per i locatori. Il principio si applica a partire dal 1° gennaio 2019 ma è consentita un’applicazione anticipata, solo per le Società/Gruppi che hanno applicato in via anticipata l’IFRS 15 - Revenue from Contracts with Customers. Gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 16 possa avere un impatto significativo sulla contabilizzazione dei contratti di leasing e sulla relativa informativa riportata nel bilancio consolidato del Gruppo.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
• In data 19 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il documento “Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses (Amendments to IAS 12)” che contiene delle modifiche al principio contabile internazionale IAS 12. Il documento ha l’obiettivo di fornire alcuni chiarimenti sull’iscrizione delle imposte differite attive sulle perdite non realizzate al verificarsi di determinate circostanze e sulla stima dei redditi imponibili per gli esercizi futuri. Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2017 ma ne è consentita l’adozione anticipata. • In data 29 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il documento “Disclosure Initiative (Amendments to IAS 7)” che contiene delle modifiche al principio contabile internazionale IAS 7. Il documento ha l’obiettivo di fornire alcuni chiarimenti per migliorare l’informativa sulle passività finanziarie. In particolare, le modifiche richiedono di fornire un’informativa che permetta agli utilizzatori del bilancio di comprendere le variazioni delle passività derivanti da operazioni di finanziamento. • Interpretazione IFRIC 22 “Foreign Currency Transactions and Advance Consideration” (pubblicata in data 8 dicembre 2016). L’interpretazione ha l’obiettivo di fornire delle linee guida per transazioni effettuate in valuta estera ove siano rilevati in bilancio degli anticipi o acconti non monetari, prima della rilevazione della relativa attività, costo o ricavo. Tale documento fornisce le indicazioni su come un’entità deve determinare la data di una transazione, e di conseguenza, il tasso di cambio a pronti da utilizzare quando si verificano operazioni in valuta estera nelle quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo. L’IFRIC 22 è applicabile a partire dal 1° gennaio 2018, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di queste modifiche. • Emendamento allo IAS 40 “Transfers of Investment Property” (pubblicato in data 8 dicembre 2016). Tali modifiche chiariscono i trasferimenti di un immobile a, o da, investimento immobiliare. In particolare, un’entità deve riclassificare un immobile tra, o da, gli investimenti immobiliari solamente quando c’è l’evidenza che si sia verificato un cambiamento d’uso dell’immobile. Tale cambiamento deve essere ricondotto ad un evento specifico che è accaduto e non deve dunque limitarsi ad un cambiamento delle intenzioni da parte della Direzione di un’entità. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di queste modifiche.
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
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Commento alle principali voci di stato patrimoniale 1. ATTIVITÀ MATERIALI IMMOBILI
IMPIANTI E MACCHINARI
ALTRI BENI
IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO
TOTALE
52.177
168.178
35.891
3.850
260.096
119
8.574
1.753
1.135
11.581
Cessioni
-
(1.173)
(93)
(14)
(1.280)
Var. area consolidamento
-
112
160
-
272
Riclassifiche
-
2.750
105
(2.899)
(44)
Differenze cambio
(1.071)
(1.912)
(667)
(13)
(3.663)
AL 31 DICEMBRE 2015
51.225
176.529
37.149
2.059
266.962
Incrementi
95
8.417
2.275
1.101
11.888
Cessioni
(1)
(3.075)
(312)
-
(3.388)
Var. area consolidamento
-
1.335
584
-
1.919
Riclassifiche
1
875
177
(1.476)
(423)
(52)
657
430
86
1.121
51.268
184.738
40.303
1.770
278.079
AL 31 DICEMBRE 2014
14.178
140.932
30.503
-
185.613
Ammortamenti dell’anno
1.450
7.277
2.421
-
11.148
Eliminazioni per cessioni
-
(1.101)
(108)
-
(1.209)
Var. area consolidamento
-
1
20
-
21
Riclassifiche
5
35
20
-
60
(163)
(1.085)
(460)
-
(1.708)
AL 31 DICEMBRE 2015
15.470
146.059
32.396
-
193.925
Ammortamenti dell’anno
1.442
7.961
2.328
-
11.731
Eliminazioni per cessioni
-
(3.066)
(231)
-
(3.297)
Var. area consolidamento
-
1.145
492
-
1.637
Riclassifiche
5
40
21
-
66
Differenze cambio
59
588
306
-
953
16.976
152.727
35.312
-
205.015
AL 31 DICEMBRE 2016
34.292
32.011
4.991
1.770
73.064
AL 31 DICEMBRE 2015
35.755
30.470
4.753
2.059
73.037
COSTO AL 31 DICEMBRE 2014 Incrementi
Differenze cambio
AL 31 DICEMBRE 2016 AMMORTAMENTI ACCUMULATI
Differenze cambio
AL 31 DICEMBRE 2016 VALORE CONTABILE NETTO
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Il valore contabile netto della voce Immobili è così composto:
31.12.2016
31.12.2015
VAR.
Terreni
6.688
6.624
64
Immobili industriali
27.604
29.131
(1.527)
TOTALE
34.292
35.755
(1.463)
I principali investimenti dell’esercizio sono stati finalizzati all’incremento della capacità produttiva in Turchia e in Brasile e alla ulteriore automazione della produzione dei rubinetti in lega leggera. Sono stati inoltre effettuati investimenti per il miglioramento dei processi produttivi e investimenti di mantenimento e sostituzione, volti a mantenere costantemente aggiornati i beni strumentali. I decrementi sono relativi principalmente alla dismissione di macchinari non più in uso. Le immobilizzazioni in corso includono macchinari in costruzione e anticipi a fornitori di beni strumentali. Al 31 dicembre 2016 il Gruppo ha verificato l’insussistenza di indicatori endogeni o esogeni di possibile riduzione del valore delle proprie attività materiali. Di conseguenza, il valore delle attività materiali non è stato sottoposto a test di impairment.
Il valore contabile netto degli immobili industriali include un ammontare pari a euro 2.211.000 (euro 2.297.000 al 31 dicembre 2015) relativo ad immobili industriali detenuti in locazione finanziaria.
2. INVESTIMENTI IMMOBILIARI COSTO AL 31 DICEMBRE 2014 Incrementi Cessioni
AL 31 DICEMBRE 2015
13.257 (121) 13.136
Incrementi
-
Cessioni
-
AL 31 DICEMBRE 2016
13.136
AMMORTAMENTI ACCUMULATI AL 31 DICEMBRE 2014
6.029
Ammortamenti dell’anno
442
Eliminazioni per cessioni
(47)
AL 31 DICEMBRE 2015
6.424
Ammortamenti dell’anno
442
Eliminazioni per cessioni
-
AL 31 DICEMBRE 2016
6.866
VALORE CONTABILE NETTO AL 31 DICEMBRE 2016
6.270
AL 31 DICEMBRE 2015
6.712
In tale voce sono iscritti gli immobili non strumentali di proprietà del Gruppo: si tratta principalmente di immobili ad uso residenziale da destinare alla locazione o alla vendita. Al 31 dicembre 2016 il Gruppo ha verificato l’insussistenza di indicatori endogeni o
esogeni di possibile riduzione del valore dei propri investimenti immobiliari. Di conseguenza, il valore degli investimenti immobiliari non è stato sottoposto a test di impairment.
135
136
3. ATTIVITÀ IMMATERIALI AVVIAMENTO
BREVETTI, SOFTWARE E KNOW-HOW
COSTI DI SVILUPPO
ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI
TOTALE
9.008
5.980
4.318
644
19.950
Incrementi
-
193
414
155
762
Riclassificazioni
-
66
(47)
-
19
Decrementi
-
-
-
-
-
Differenze cambio
-
(8)
-
-
(8)
9.008
6.231
4.685
799
20.723
-
155
314
18
487
1.977
13
-
19
2.009
Riclassificazioni
-
62
(44)
(30)
(12)
Decrementi
-
-
-
(15)
(15)
Differenze cambio
-
6
-
-
6
10.985
6.467
4.955
791
23.198
4.563
5.528
2.011
489
12.591
Ammortamento 2015
-
209
336
67
612
Decrementi
-
-
-
-
-
Differenze cambio
-
(5)
-
-
(5)
4.563
5.732
2.347
556
13.198
Ammortamento 2016
-
266
352
98
716
Var. area di consolidamento
-
3
-
8
11
Decrementi
-
-
-
(15)
(15)
Differenze cambio
-
4
-
-
4
4.563
6.005
2.699
647
13.914
AL 31 DICEMBRE 2016
6.422
462
2.256
144
9.284
AL 31 DICEMBRE 2015
4.445
499
2.338
243
7.525
COSTO AL 31 DICEMBRE 2014
AL 31 DICEMBRE 2015 Incrementi Var. area di consolidamento
AL 31 DICEMBRE 2016
AMMORTAMENTI/SVALUTAZIONI AL 31 DICEMBRE 2014
AL 31 DICEMBRE 2015
AL 31 DICEMBRE 2016
VALORE CONTABILE NETTO
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
137
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Avviamento L’avviamento iscritto in bilancio al 31 dicembre 2016 è allocato: • all’unità generatrice di cassa (CGU) “Cerniere” per 4,445 milioni di euro; • alla CGU “Bruciatori Professionali” per 1,977 milioni di euro. Tale allocazione, che deriva dall’acquisizione della partecipazione in A.R.C. s.r.l. effettuata nel corso dell’esercizio, è al momento da ritenersi provvisoria in quanto, ai sensi dell’IFRS 3 revised, la valutazione delle attività, passività e passività potenziali al fair value alla data di acquisizione sarà resa definitiva entro 12 mesi dalla data dell’acquisizione.
Il Gruppo verifica la recuperabilità dell’avviamento almeno una volta l’anno o più frequentemente se vi sono indicatori di perdita di valore.
Avviamento allocato alla CGU Cerniere
Analisi di sensitività
Nel corso del 2016 la CGU Cerniere ha conseguito risultati in ulteriore miglioramento, sia sotto il profilo dell’andamento delle vendite che per quanto riguarda la redditività, che si è attestata a livelli superiori rispetto al budget. Il piano previsionale 2017-2021, elaborato a fine 2016, prospetta un ulteriore graduale miglioramento delle vendite e il mantenimento della redditività, da ritenersi durevolmente acquisito anche in ottica prospettica futura. Al 31 dicembre 2016 il Gruppo ha sottoposto a test di impairment il valore contabile della CGU Cerniere, determinandone il valore recuperabile, considerato pari al valore d’uso, mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi stimati nel piano previsionale elaborato dal management. Ai flussi di cassa del periodo 2017-2021 è stato sommato il cosiddetto valore terminale, espressivo dei flussi operativi che la CGU sarà in grado di generare a partire dal sesto anno all’infinito e determinato sulla base della rendita perpetua. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un tasso di sconto (wacc) del 7,76% (8,45% nel test di impairment condotto in occasione della redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015) e di un tasso di crescita (g) dell’1,50%, che risulta in linea con i dati storici. Il valore recuperabile determinato sulla base delle assunzioni e delle tecniche valutative sopra citate è pari a 12,851 milioni di euro, a fronte di un valore contabile delle attività allocate all’unità Cerniere pari a 7,279 milioni di euro, di conseguenza si è ritenuto recuperabile il valore di iscrizione dell’avviamento al 31 dicembre 2016.
Avviamento allocato alla CGU Bruciatori Professionali
Al 31 dicembre 2016 il Gruppo ha sottoposto a test di impairment il valore contabile della CGU Bruciatori Professionali, determinandone il valore recuperabile, considerato pari al valore d’uso, mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi stimati nel piano previsionale elaborato in fase di acquisizione della partecipazione in A.R.C. e adeguato a fine 2016 sulla base degli ulteriori elementi noti. Ai flussi di cassa del periodo 2017-2019 è stato sommato il cosiddetto valore terminale, espressivo dei flussi operativi che la CGU sarà in grado di generare a partire dal quarto anno all’infinito e determinato sulla base della rendita perpetua. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un tasso di sconto (wacc) del 5,79% e di un tasso di crescita (g) dell’1,50%. Il valore recuperabile determinato sulla base delle assunzioni e delle tecniche valutative sopra citate è pari a 7,396 milioni di euro, a fronte di un valore contabile delle attività allocate all’unità Bruciatori Professionali pari a 3,246 milioni di euro (inclusa la quota di pertinenza di terzi), di conseguenza si è ritenuto recuperabile il valore di iscrizione dell’avviamento al 31 dicembre 2016.
Il valore recuperabile è verificato attraverso la determinazione del valore d’uso, mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa attesi.
Si riportano nella tabella seguente le variazioni del valore recuperabile al variare del tasso di attualizzazione wacc e del fattore di crescita g. MIGLIAIA DI EURO TASSO DI SCONTO
TASSO DI CRESCITA 1,00%
1,25%
1,50%
1,75%
2,00%
6,76%
14.247
14.779
15.363
16.004
16.713
7,26%
13.077
13.518
13.998
14.520
15.093
7,76%
12.081
12.451
12.851
13.284
13.754
8,26%
11.222
11.536
11.874
12.237
12.629
8,76%
10.474
10.743
11.031
11.340
11.671
Analisi di sensitività Si riportano nella tabella seguente le variazioni del valore recuperabile al variare del tasso di attualizzazione wacc e del fattore di crescita g. MIGLIAIA DI EURO TASSO DI SCONTO
TASSO DI CRESCITA 1,00%
1,25%
1,50%
1,75%
2,00%
4,79%
8.517
9.103
9.778
10.565
11.492
5,29%
7.472
7.922
8.431
9.011
9.680
5,79%
6.645
7.000
7.396
7.842
8.346
6,29%
5.974
6.261
6.578
6.929
7.322
6,79%
5.419
5.655
5.913
6.197
6.511
Brevetti, software e know-how Gli investimenti in software includono lo sviluppo applicativo del sistema gestionale del Gruppo (SAP) e l’evoluzione del CAD.
Costi di sviluppo I principali investimenti dell’esercizio sono relativi allo sviluppo di nuovi prodotti, tra cui bruciatori speciali in ottone e bruciatori personalizzati per alcuni clienti (le attività di ricerca e sviluppo condotte nel corso dell’esercizio sono illustrate nella Relazione sulla gestione).
138
4. PARTECIPAZIONI
Sabaf US ARC Handan Burners Co. Altre partecipazioni TOTALE
31.12.2015
VARIAZIONE AREA DI CONSOLIDAMENTO
ALTRE VARIAZIONI
31.12.2016
139
-
-
139
-
101
-
101
65
6
(5)
66
204
107
(5)
306
La società controllata Sabaf U.S. opera come base commerciale per il mercato nordamericano. Il valore contabile della partecipazione è ritenuto recuperabile in considerazione degli sviluppi attesi sul mercato nordamericano.
Handan ARC Burners Co. è una joint venture cinese costituita a fine 2015, in cui A.R.C. s.r.l. detiene il 50% (la quota di interessenza del Gruppo è pertanto pari al 35%). Handan ARC Burners ha l’obiettivo di produrre e commercializzare in Cina bruciatori per la cottura professionale; nel corso del 2016 sono stati installati i primi macchinari e l’avvio della produzione è previsto per l’inizio del 2017.
5. CREDITI NON CORRENTI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Crediti verso l’Erario
225
395
(170)
Depositi cauzionali
37
35
2
-
2
(2)
262
432
(170)
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Materie prime
9.740
10.407
(667)
Semilavorati
10.893
10.564
329
Prodotti finiti
13.308
12.155
1.153
Fondo obsolescenza
(2.457)
(2.117)
(340)
TOTALE
31.484
31.009
475
Altri TOTALE
I crediti verso l’Erario sono relativi a imposte indirette il cui recupero è atteso oltre l’esercizio 2017.
6. RIMANENZE
Il valore delle rimanenze finali al 31 dicembre 2016 è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla fine dell’esercizio precedente. Il fondo obsolescenza riflette la migliore stima del rischio di obsolescenza, sulla base delle analisi specifiche effettuate a fine esercizio sugli articoli non mossi o a basso indice di rotazione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
7. CREDITI COMMERCIALI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Totale crediti verso clienti
37.576
41.439
(3.863)
Fondo svalutazione crediti
(734)
(1.014)
280
36.842
40.425
(3.583)
TOTALE NETTO
Al 31 dicembre 2016 i crediti verso clienti includono saldi per 5.658.000 dollari USA, contabilizzati al cambio euro/dollaro del 31 dicembre 2016, pari a 1,0541. L’importo dei crediti commerciali iscritto in bilancio include 1,1 milioni di euro di crediti ceduti pro-soluto a società di factoring (2,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e circa 22,4 milioni di euro di crediti assicurati (23,5 milioni di euro al 31 dicembre 2015).
Il fondo svalutazione crediti è stato adeguato alla migliore stima del rischio di credito alla data di chiusura dell’esercizio. La riduzione dei crediti verso clienti è attribuibile, oltre che alla flessione delle vendite, a minori crediti scaduti rispetto alla fine dell’esercizio precedente, come evidenziato nella seguente tabella:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Crediti correnti (non scaduti)
32.616
35.497
(2.881)
Scaduto fino a 30 gg
3.296
2.498
798
Scaduto da 30 a 60 gg
218
570
(352)
Scaduto da 60 a 90 gg
136
812
(676)
1.310
2.062
(752)
37.576
41.439
(3.863)
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Verso Giuseppe Saleri SapA per IRES
1.158
1.204
(46)
Verso erario per imposte sul reddito
1.028
614
414
Verso erario per IVA
533
70
463
Altri crediti verso l’erario
444
601
(157)
3.163
2.489
674
Scaduto da più di 90 gg TOTALE
8. CREDITI PER IMPOSTE
TOTALE
Fino all’esercizio 2015 le società italiane del Gruppo hanno aderito al consolidato fiscale nazionale (tassazione di Gruppo) ai sensi degli artt. 117/129 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito. In tale ambito, la società Giuseppe Saleri S.a.p.A., controllante di Sabaf S.p.A., fungeva da società consolidante. Nel 2016 sono venute meno le condizioni per la predisposizione del consolidato fiscale, che di conseguenza è stato interrotto. Il credito verso la Giuseppe Saleri S.a.p.A. iscritto al 31 dicembre 2016 è originato dalla deducibilità integrale dall’IRES dell’IRAP relativa alle spese sostenute per il personale
dipendente e assimilato per il periodo 2006-2011 (D.L. 201/2011), per il quale la società consolidante ha presentato istanza di rimborso e che retrocederà alle società del Gruppo Sabaf per la quota di loro pertinenza non appena avrà ottenuto il rimborso. Gli altri crediti verso l’erario si riferiscono principalmente a crediti di imposte indirette brasiliane e turche.
139
140
9. ALTRI CREDITI CORRENTI
14. FINANZIAMENTI
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Accrediti da ricevere da fornitori
706
865
(159)
Anticipi a fornitori
168
170
(2)
Altri
545
412
133
1.419
1.447
(28)
TOTALE
Al 31 dicembre 2016 gli accrediti da ricevere da fornitori includono 411.000 euro relativi allo sgravio spettante alla Capogruppo in qualità di impresa a forte consumo di energia (cosiddetto “bonus energivori”) per gli anni 2014 e 2015, di cui 194.000 euro incassati a inizio 2017.
10. ATTIVITÀ FINANZIARIE CORRENTI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Strumenti derivati su cambi
-
69
(69)
TOTALE
0
69
(69)
11. DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI La voce Disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari a euro 12.143.000 al 31 dicembre 2016 (euro 3.991.000 al 31 dicembre 2015) è rappresentata da saldi attivi di c/c bancari per circa 8,4 milioni di euro e da investimenti di liquidità per circa 3,7 milioni di euro.
12. CAPITALE SOCIALE Il capitale sociale della Capogruppo è rappresentato da 11.533.450 azioni da nominali euro 1,00 cadauna. Il capitale sociale sottoscritto e versato non ha subito variazioni nel corso dell’esercizio.
13. AZIONI PROPRIE Nel corso dell’esercizio Sabaf S.p.A. ha acquistato n. 171.061 azioni proprie ad un prezzo medio unitario di 9,794 euro; non sono state effettuate vendite. Al 31 dicembre 2016 la Capogruppo detiene n. 233.139 azioni proprie, pari al 2,021% del capitale sociale (62.078 azioni proprie al 31 dicembre 2015), iscritte in bilancio a rettifica del patrimonio netto ad un valore unitario di euro 10,289 (il valore di mercato a fine esercizio era di 10,4 euro). Le azioni in circolazione al 31 dicembre 2016 sono pertanto 11.300.311 (11.471.372 al 31 dicembre 2015).
31.12.2016 CORRENTI Leasing immobiliari
31.12.2015
NON NON CORRENTI CORRENTI CORRENTI
145
1.611
142
1.756
Mutui immobiliari
-
-
934
-
Mutui chirografari
6.656
17.281
2.707
4.632
7.802
-
13.666
-
2
-
5.988
-
7
-
43
-
14.612
18.892
23.480
6.388
Finanziamenti bancari a breve termine Anticipi sbf su ricevute bancarie o fatture Interessi da liquidare TOTALE
Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha rimodulato la durata media dei propri finanziamenti, stipulando 4 contratti di mutuo chirografario per complessivi 19,8 milioni di euro, rimborsabili in 5 anni a rate costanti trimestrali, con tassi compresi tra lo 0,60% e l’1%. Solo uno dei mutui chirografari in essere, di importo pari a 5 milioni di euro al 31 dicembre 2016, presenta covenants, definiti con riferimento al bilancio consolidato alla data di chiusura di ogni esercizio, come di seguito specificato: • Impegno a mantenere un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto inferiore a 1 • Impegno a mantenere un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA inferiore a 2 ampiamente rispettati al 31 dicembre 2016. Tutti i finanziamenti bancari in essere sono denominati in euro, ad eccezione di un finanziamento a breve di 2 milioni di dollari USA e di un finanziamento a breve di 1,5 milioni di lire turche. Nella successiva Nota 35 sono fornite le informazioni sui rischi finanziari richieste dal principio contabile IFRS 7.
15. ALTRE PASSIVITÀ FINANZIARIE 31.12.2016 CORRENTI Opzione su minorities Debito verso soci A.R.C. Strumenti derivati su cambi Strumenti derivati su tassi TOTALE
31.12.2015
NON NON CORRENTI CORRENTI CORRENTI
-
1.522
-
-
60
240
-
-
238
-
17
-
37
-
14
-
335
1.762
31
0
Nel mese di giugno 2016, nell’ambito dell’operazione di acquisizione del 70% di A.R.C. S.r.l., Sabaf ha sottoscritto con il Sig. Loris Gasparini (attuale socio di minoranza al 30% della A.R.C.) un accordo che ha inteso regolamentare il diritto di uscita del Sig. Gasparini da A.R.C. e l’interesse di Sabaf ad acquisire il 100% delle quote una volta decorso il termine di cinque anni dalla stipula del contratto di compravendita del 24 giugno 2016, mediante la sottoscrizione di specifici patti di opzione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
141
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
L’accordo prevede quindi specifici diritti di opzione ad acquistare (da parte di Sabaf) e a vendere (da parte del Sig. Gasparini) esercitabili a decorrere dal 24 giugno 2021, le restanti quote pari al 30% della A.R.C., con prezzi di esercizio definiti contrattualmente sulla base di parametri reddituali consuntivati da A.R.C. al 31 dicembre 2020.
Il debito verso soci A.R.C., pari a 300.000 euro al 31 dicembre 2016, è relativo alla parte di prezzo non ancora liquidata ai venditori, che è stata depositata su un conto vincolato e sarà liberata a favore dei venditori in quote costanti in 5 anni, in coerenza con gli accordi contrattuali e alle garanzie rilasciate dai venditori.
Ai sensi di quanto previsto dallo IAS 32, l’assegnazione di un’opzione a vendere (opzione put) nei termini sopra descritti richiede l’iscrizione iniziale di una passività corrispondente al valore stimato di rimborso, atteso al momento dell’eventuale esercizio dell’opzione: a tal fine nel presente bilancio consolidato è stata rilevata una passività finanziaria non corrente pari a 1,522 milioni di euro. Si evidenzia che nel corso dei successivi periodi fino alla data dell’eventuale esercizio dell’opzione il Gruppo sarà tenuto a valutare di volta in volta la stima di esborso e a determinare l’adeguamento della passività iscritta, optando per l’applicazione del criterio di valutazione al fair value della passività in conformità a quanto previsto dallo IAS 39.
Tra le altre passività finanziarie sono inoltre iscritti: • il fair value negativo di contratti di vendita a termine per complessivi 7,5 milioni di dollari al cambio medio di 1,104, stipulati a fronte del rischio di cambio descritto alla Nota 35. Per un pari importo sono state rilevate a conto economico differenze passive su cambi; • il fair value negativo degli IRS a copertura del rischio di tasso sui finanziamenti chirografari in essere, per nozionali 13 milioni di euro circa e scadenza fino al 31 dicembre 2021. Per un pari importo sono stati rilevati a conto economico oneri finanziari.
16. TFR E FONDI DI QUIESCENZA La valutazione del TFR si basa sulle seguenti ipotesi:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
2.961
2.914
47
IPOTESI FINANZIARIE
125
-
125
3.086
2.914
172
Trattamento di fine rapporto Fondi di quiescenza TOTALE
A seguito della revisione dello IAS 19 – Benefici ai dipendenti, a partire dal 1° gennaio 2013 tutti gli utili o perdite attuariali sono iscritti immediatamente nel prospetto di conto economico complessivo (“Other comprehensive income”) nella voce del conto economico complessivo “Proventi e perdite attuariali”.
31.12. 2016
31.12.2015
Tasso di sconto
1,15%
1,60%
Inflazione
1,75%
2,00%
31.12. 2016
31.12.2015
Tasso di mortalità
ISTAT 2010 M/F
ISTAT 2010 M/F
Invalidità
INPS 1998 M/F
INPS 1998 M/F
3% - 6%
3% - 6%
5% - 7% per anno
5% - 7% per anno
in accordo con la legislazione vigente al 31 dicembre 2016
in accordo con la legislazione vigente al 31 dicembre 2015
IPOTESI DEMOGRAFICHE
Turnover del personale Anticipi Età di pensionamento
17. FONDI PER RISCHI E ONERI
Fondo indennità suppletiva di clientela Fondo garanzia prodotto Fondo rischi legali TOTALE
31.12.2015
ACCANTONAMENTI
UTILIZZI
RILASCIO QUOTA ECCEDENTE
DIFFERENZE DI CAMBIO
31.12.2016
297
-
-
(66)
-
231
60
35
(35)
-
-
60
38
100
(10)
-
15
143
395
135
(45)
(66)
15
434
Il fondo indennità suppletiva di clientela copre gli importi da corrispondere agli agenti in caso di risoluzione del rapporto di agenzia da parte del Gruppo. Il fondo garanzia prodotto copre il rischio di resi o addebiti da clienti per prodotti già venduti. Il fondo è stato adeguato a fine esercizio sulla base delle analisi effettuate e dell’esperienza passata.
Il fondo rischi legali, stanziato a fronte di contenziosi di modesta entità, è stato adeguato in funzione dell’evoluzione delle controversie in essere. Gli accantonamenti iscritti nei fondi rischi, che rappresentano la stima degli esborsi futuri elaborati anche sulla base dell’esperienza storica, non sono stati attualizzati perché l’effetto è ritenuto trascurabile.
142
18. DEBITI COMMERCIALI TOTALE
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
18.977
19.450
(473)
I termini medi di pagamento non hanno subito variazioni rispetto all’esercizio precedente. Al 31 dicembre 2016 non sono presenti debiti scaduti di importo significativo, né il Gruppo ha ricevuto decreti ingiuntivi per debiti scaduti.
19. DEBITI PER IMPOSTE 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
-
157
(157)
361
-
361
Ritenute fiscali
788
844
(56)
Altri debiti tributari
41
218
(177)
1.190
1.219
(29)
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Verso il personale
3.965
4.032
(67)
Verso istituti previdenziali
2.139
2.022
117
Verso agenti
268
317
(49)
Acconti da clienti
181
103
78
Altri debiti correnti
104
64
40
6.657
6.538
119
Verso Giuseppe Saleri SapA per imposte sul reddito Verso erario per imposte sul reddito
TOTALE
20. ALTRI DEBITI CORRENTI
TOTALE
A inizio 2017 i debiti verso il personale e verso istituti previdenziali sono stati liquidati secondo le scadenze di pagamento previste.
21. IMPOSTE ANTICIPATE E DIFFERITE 31.12.2016
31.12.2015
Imposte anticipate
4.781
4.887
Imposte differite passive
(764)
(772)
POSIZIONE NETTA
4.017
4.115
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
143
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Di seguito è analizzata la natura delle differenze temporanee che determinano l’iscrizione di imposte differite e anticipate e la loro movimentazione durante l’esercizio in corso e quello precedente. Ammortamenti e leasing AL 31 DICEMBRE 2015
Accantonamenti Fair value e rettifiche di di strumenti Avviamento valore derivati
Incentivi fiscali
Valutazione Altre attuariale differenze TFR temporanee
TOTALE
(26)
1.014
(14)
1.771
843
200
327
4.115
A conto economico
48
6
81
-
(141)
-
(31)
(37)
A patrimonio netto
-
-
-
-
-
10
-
10
Differenze cambio
1
20
-
-
(107)
-
(7)
(93)
Variazione area di consolidamento
-
22
-
-
-
-
-
22
23
1.062
67
1.771
595
210
289
4.017
AL 31 DICEMBRE 2016
Le imposte anticipate relative all’avviamento, pari a 1.771.000 euro, si riferiscono all’affrancamento del valore della partecipazione in Faringosi Hinges s.r.l. effettuato nel 2011 ai sensi del D.L. 98/2011. Il beneficio fiscale futuro potrà essere conseguito in dieci quote annuali a partire dall’esercizio 2018.
Le imposte anticipate relative agli incentivi fiscali sono commisurate agli investimenti effettuati in Turchia, a fronte dei quali il Gruppo gode di una tassazione ridotta sui redditi realizzati in Turchia.
22. POSIZIONE FINANZIARIA NETTA Secondo quanto richiesto dalla Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si segnala che la posizione finanziaria della Società è la seguente:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
12
11
1
A.
Cassa (Nota 11)
B.
Saldi attivi di c/c bancari non vincolati (Nota 11)
8.376
3.822
4.554
C.
Altre disponibilità liquide
3.755
158
3.597
D.
LIQUIDITÀ (A+B+C)
12.143
3.991
8.152
E.
Debiti bancari correnti (Nota 14)
7.811
19.697
(11.886)
F.
Parte corrente dell'indebitamento non corrente (Nota 14)
6.801
3.783
3.018
G.
Altri debiti finanziari correnti (Nota 15)
335
31
304
14.947
23.511
(8.564)
2.804
19.520
(16.716)
Debiti bancari non correnti (Nota 14)
17.281
4.632
12.649
K.
Altri debiti finanziari non correnti (Nota 14)
3.373
1.756
1.617
L.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NON CORRENTE (J+K)
20.654
6.388
14.266
M.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (I+L)
23.458
25.908
(2.450)
H. I. J.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO CORRENTE (E+F+G) INDEBITAMENTO FINANZIARIO CORRENTE NETTO (H-D)
Nel rendiconto finanziario consolidato è esposta la movimentazione della liquidità (lettera D. del presente prospetto).
144
Commento alle principali voci di stato patrimoniale 23. RICAVI Nel 2016, i ricavi di vendita sono stati pari a 130.978.000 euro, inferiori di 7.025.000 euro (-5,1%) rispetto al 2015. A parità di area di consolidamento (cioè escludendo il contributo di A.R.C.) la flessione dei ricavi è stata del 6,7%.
Ricavi per famiglia di prodotto 2016
%
2015
%
VARIAZIONE %
Rubinetti in ottone
9.007
6,9%
12.689
9,2%
-29,0%
Rubinetti in lega leggera
32.393
24,7%
33.784
24,5%
-4,1%
Termostati
7.699
5,9%
10.596
7,7%
-27,3%
Bruciatori standard
37.338
28,5%
37.789
27,4%
-1,2%
Bruciatori speciali
21.215
16,2%
21.622
15,7%
-1,9%
Accessori
12.613
9,6%
13.577
9,8%
-7,1%
120.265
91,8%
130.057
94,3%
-7,5%
2.289
1,8%
0
0,0%
n.a.
Cerniere
8.424
6,4%
7.946
5,7%
+6,0%
TOTALE
130.978
100%
138.003
100%
-5,1%
2016
%
2015
%
VARIAZIONE %
Italia
36.365
27,8%
41.244
29,9%
-11,8%
Europa Occidentale
8.553
6,5%
7.438
5,4%
+15,0%
Europa Orientale
34.123
26,1%
35.125
25,5%
-2,9%
Medio Oriente e Africa
11.698
8,9%
16.759
12,1%
-30,2%
Asia e Oceania
8.088
6,2%
7.019
5,0%
+15,2%
Sud America
20.847
15,9%
20.815
15,1%
+0,2%
Nord America e Messico
11.304
8,6%
9.603
7,0%
+17,7%
130.978
100%
138.003
100%
-5,1%
Componenti gas domestici Componenti gas professionali
Ricavi per area geografica
TOTALE
L’andamento delle vendite del 2016 è stato negativamente condizionato dalla crisi dei mercati mediorientali e dell’Africa (prevalentemente Egitto), che hanno registrato una flessione del fatturato diretto di oltre 5 milioni di euro. La crisi su tali mercati ha anche impattato le vendite del Gruppo in Italia, dato che i nostri clienti italiani sono forti esportatori verso l’area mediorientale. Il buon andamento degli altri mercati internazionali, tra cui spicca la costante crescita del Nord America, ha solo parzialmente compensato il calo delle vendite in Medio Oriente, Africa e Italia.
L’analisi per famiglia di prodotto evidenzia una flessione marcata dei prodotti più maturi (rubinetti in ottone e termostati), destinati prevalentemente proprio ai mercati in crisi. Anche nel 2016 si è confermato un buon incremento delle vendite di cerniere, grazie al positivo andamento del mercato nordamericano e all’avvio di nuove forniture. I prezzi medi di vendita del 2016 sono stati mediamente inferiori di circa l’1,5% rispetto al 2015.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
24. ALTRI PROVENTI
25. ACQUISTI DI MATERIALI
2016
2015
VARIAZIONE
1.684
2.822
(1.138)
Sopravvenienze attive
146
263
Affitti attivi
85
Utilizzazione fondi rischi e oneri Altri proventi
Vendita sfridi
TOTALE
145
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
2016
2015
VARIAZIONE
42.540
49.431
(6.891)
(117)
Materie prime e componenti di acquisto
117
(32)
Materiale di consumo
4.806
4.935
(129)
67
69
(2)
TOTALE
47.346
54.366
(7.020)
837
487
350
2.819
3.758
(939)
I minori ricavi dalla vendita di sfridi sono determinati da una revisione dei processi produttivi, che ha consentito un maggiore reimpiego degli stessi in alternativa alla vendita.
Nel 2016 i prezzi effettivi di acquisto delle principali materie prime (leghe di alluminio, acciaio e ottone) sono stati mediamente inferiori rispetto al 2015, consentendo un risparmio pari allo 0,9% delle vendite. L’incidenza dei consumi (acquisti più variazione delle rimanenze) sulle vendite è stata pari al 36,7% nel 2016, rispetto al 38,7% del 2015.
26. COSTI PER SERVIZI 2016
2015
VARIAZIONE
Lavorazioni esterne
8.435
9.823
(1.388)
Metano e forza motrice
4.622
4.902
(280)
Manutenzioni
4.071
3.556
515
Trasporti
1.848
2.059
(211)
Consulenze
1.639
1.670
(31)
Compensi agli Amministratori
1.181
1.101
80
Spese di viaggio e trasferta
693
884
(191)
Assicurazioni
675
506
169
Provvigioni
648
651
(3)
Servizio mensa
395
430
(35)
Somministrazione lavoro temporaneo
125
164
(39)
3.651
4.013
(362)
27.983
29.759
(1.776)
Altri costi TOTALE
I minori costi per lavorazioni esterne sono legati ai minori volumi di produzione in Italia. I maggiori costi per manutenzione sono conseguenti alle attività in corso per il continuo adeguamento di impianti, macchinari e attrezzature presso tutti gli stabilimenti del Gruppo. Gli altri costi includono costi per la registrazione di brevetti, per smaltimento rifiuti, per pulizie, per noleggio di beni di terzi e altri costi di minore rilievo.
I costi per consulenze sono riferiti a consulenze tecniche per 437.000 euro, a consulenze commerciali per 375.000 euro e a consulenze di natura legale, amministrativa e generale per 827.000 euro.
146
27. COSTI PER IL PERSONALE
30. UTILI E PERDITE SU CAMBI
2016
2015
VAR.
Salari e stipendi
22.284
21.974
310
Oneri sociali
7.088
7.110
(22)
Lavoro temporaneo
1.216
1.340
(124)
TFR e altri costi
1.524
2.102
(578)
32.112
32.526
(414)
TOTALE
Il numero medio dei dipendenti del Gruppo nel 2016 è stato pari a 755 (588 operai, 153 impiegati e quadri, 14 dirigenti), contro i 748 del 2015 (590 operai, 145 impiegati e quadri, 13 dirigenti). Il numero medio di lavoratori temporanei è stato pari a 40 nel 2016 (72 nel 2015). Nel corso dell’esercizio il Gruppo ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nei periodi caratterizzati da bassi fabbisogni produttivi: tale istituto ha permesso un risparmio di costi del personale per 689.000 euro (333.000 euro nel 2015).
28. ALTRI COSTI OPERATIVI 2015
VAR.
Imposte non sul reddito
488
498
(10)
Oneri diversi di gestione
205
127
78
Sopravvenienze passive
69
163
(94)
189
356
(167)
127
18
109
-
31
(31)
1.078
1.193
(115)
Altri accantonamenti TOTALE
31. IMPOSTE SUL REDDITO 2016
2015
VAR.
Imposte correnti
3.454
3.935
(481)
Imposte differite
73
611
(538)
Conguaglio esercizio precedente
(176)
(71)
(105)
TOTALE
3.351
4.475
(1.124)
Le imposte correnti sul reddito includono l’IRES per euro 2.078.000, l’IRAP per euro 452.000 e imposte sul reddito estere per euro 924.000 (rispettivamente euro 2.616.000, euro 1.177.000 ed euro 538.000 nel 2015). La riconciliazione tra l’onere fiscale iscritto in bilancio e l’onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali teoriche vigenti in Italia, è la seguente:
2016
Perdite e svalutazioni su crediti commerciali Accantonamenti per rischi
Nel corso del 2016 il Gruppo ha realizzato utili netti su cambi per 435.000 euro (perdite nette per 89.000 euro nel 2015).
Le imposte non sul reddito includono principalmente imposte sugli immobili di proprietà. Gli accantonamenti sono relativi agli stanziamenti ai fondi descritti alla Nota 17.
29. ONERI FINANZIARI
2016
2015
3.280
3.705
Effetto fiscale differenze permanenti
202
51
Imposte relative ad esercizi precedenti
(138)
(44)
Effetto fiscale da aliquote estere differenti
(109)
(114)
Effetto perdite fiscali non recuperabili
162
149
Contabilizzazione incentivi fiscali per investimenti in Turchia
(408)
(165)
-
425
(71)
(55)
2.918
3.952
433
523
3.351
4.475
Imposte sul reddito teoriche
Adeguamento fiscalità differita per variazione aliquota IRES Altre differenze Imposte sul reddito iscritte in bilancio, esclusa IRAP e imposte sostitutive (correnti e differite) IRAP (corrente e differita)
2016
2015
VAR.
Interessi passivi verso banche
243
260
(17)
Interessi passivi su leasing
22
29
(7)
Differenziali passivi IRS
37
14
23
Spese bancarie
264
237
27
Le imposte teoriche sono state determinate applicando l’aliquota fiscale vigente IRES, pari al 27,50%, al risultato ante imposte. Ai fini della riconciliazione non si tiene conto dell’IRAP in quanto, essendo questa un’imposta con una base imponibile diversa dall’utile ante imposte, genererebbe degli effetti distorsivi.
Altri oneri finanziari
55
55
0
Al 31 dicembre 2016 non sono in essere contenziosi fiscali di rilievo.
621
595
26
TOTALE
TOTALE
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
32. UTILE PER AZIONE Il calcolo degli utili per azione base e diluito è basato sui seguenti dati: UTILE
2016
2015
Euro ‘000
Euro ‘000
Utile netto dell’esercizio
9.009
8.998
NUMERO DI AZIONI
2016
2015
11.376.320
11.523.219
-
-
11.376.320
11.523.219
UTILE PER AZIONE (IN EURO)
2016
2015
Utile per azione base
0,792
0,781
Utile per azione diluito
0,792
0,781
Numero medio ponderato di azioni ordinarie per la determinazione degli utili per azione base Effetto di diluizione derivante da azioni ordinarie potenziali Numero medio ponderato di azioni ordinarie per la determinazione degli utili per azione diluiti
L’utile netto per azione base è calcolato sul numero medio di azioni in circolazione, deducendo la media delle azioni proprie in portafoglio, pari a 157.130 nel 2016 (10.231 nel 2015). L’utile netto per azione diluito è calcolato tenendo conto di eventuali azioni deliberate, ma non ancora sottoscritte, fattispecie non presente nel 2016 e nel 2015.
33. DIVIDENDI Il 25 maggio 2016 è stato pagato agli azionisti un dividendo ordinario pari a 0,48 euro per azione (dividendi totali pari a 5.467.000 euro). Relativamente all’esercizio in corso, gli Amministratori hanno proposto il pagamento di un dividendo invariato di 0,48 euro per azione. Tale dividendo è soggetto all’approvazione degli azionisti nell’assemblea annuale e non è stato pertanto incluso tra le passività in questo bilancio. Il dividendo proposto sarà messo in pagamento il 31 maggio 2017 (stacco cedola il 29 maggio, record date il 30 maggio).
34. INFORMATIVA PER SETTORE DI ATTIVITÀ Si forniscono di seguito le informazioni per settore operativo per il 2016 e per il 2015.
ESERCIZIO 2016
ESERCIZIO 2015
Componenti gas (domestici e professionali)
Cerniere
TOTALE
Componenti gas (domestici e professionali)
Cerniere
TOTALE
Vendite
122.636
8.342
130.978
130.048
7.955
138.003
Risultato operativo
11.643
887
12.530
13.493
598
14.091
147
148
35. INFORMAZIONI SUI RISCHI FINANZIARI
Gestione del rischio di cambio
Categorie di strumenti finanziari Ai sensi dell’IFRS 7, si riporta di seguito la suddivisione degli strumenti finanziari tra le categorie previste dallo IAS 39:
ATTIVITÀ FINANZIARIE
31.12.2016
31.12.2015
Costo ammortizzato • Disponibilità liquide e cassa
12.143
3.991
• Crediti commerciali e altri crediti
38.261
41.872
-
69
31.12.2016
31.12.2015
33.504
29.868
Le principali valute diverse dall’euro a cui il Gruppo è esposto sono il dollaro USA, il real brasiliano e la lira turca, in relazione alle vendite effettuate in dollari (principalmente su alcuni mercati asiatici ed americani) e alla presenza di unità produttive in Brasile e in Turchia. Le vendite effettuate in dollari hanno rappresentato il 16% del fatturato totale nel 2016, mentre gli acquisti in dollari hanno rappresentato il 2% del fatturato totale. Le operazioni in dollari sono state parzialmente coperte tramite strumenti finanziari derivati: al 31 dicembre 2016 sono in essere contratti di vendita a termine per complessivi 7.500.000 dollari, con scadenza fino al 31 dicembre 2017.
Sensitivity analysis Con riferimento alle attività e passività finanziarie in dollari USA al 31 dicembre 2016, un’ipotetica ed immediata rivalutazione del 10% dell’euro nei confronti del dollaro avrebbe comportato una perdita di 331.000 euro, senza considerare i contratti di vendita a termine in essere.
Fair Value a conto economico • Derivati a copertura di flussi di cassa
PASSIVITÀ FINANZIARIE Costo ammortizzato • Finanziamenti • Altre passività finanziarie
1.822
-
• Debiti commerciali
18.977
19.450
275
31
Fair Value a conto economico • Derivati a copertura di flussi di cassa
Il Gruppo è esposto a rischi finanziari connessi alla sua operatività, e principalmente: • al rischio di credito, con particolare riferimento ai normali rapporti commerciali con i clienti; • al rischio di mercato, relativamente alla volatilità dei prezzi delle materie prime, dei cambi e dei tassi di interesse; • al rischio di liquidità, che si può manifestare con l’incapacità di reperire le risorse finanziarie necessarie a garantire l’operatività del Gruppo. Fa parte delle politiche del Gruppo Sabaf proteggere l’esposizione alla variazione dei prezzi, dei cambi e dei tassi tramite strumenti finanziari derivati. La copertura può essere effettuata utilizzando contratti a termine, opzioni, o combinazioni di questi strumenti. Generalmente, la copertura massima di queste coperture non è superiore ai 18 mesi. Il Gruppo non pone in essere operazioni di natura speculativa. Quando gli strumenti finanziari derivati utilizzati per la copertura dell’esposizione soddisfano i requisiti richiesti, sono contabilizzati come coperture (hedge accounting).
Gestione del rischio di credito I crediti commerciali sono nei confronti di produttori di apparecchi domestici, gruppi multinazionali e produttori di minori dimensioni presenti su pochi o singoli mercati. La Società valuta l’affidabilità creditizia di tutti i clienti sia all’inizio della fornitura sia, sistematicamente, con frequenza almeno annuale. Una volta effettuata la valutazione ad ogni cliente è attribuito un limite di credito. È in essere una polizza di assicurazione del credito, che garantisce la copertura per il 60% circa dei crediti commerciali. Il rischio di credito verso clienti operanti nei Paesi Emergenti è generalmente mitigato mediante la previsione dell’incasso a mezzo di lettere di credito.
Gestione del rischio di tasso di interesse Al 31 dicembre 2016 l’indebitamento finanziario lordo del Gruppo è a tasso variabile per circa il 70% e a tasso fisso per circa il 30%; per raggiungere un mix ritenuto ottimale tra tassi variabili e tassi fissi nella struttura dei finanziamenti, il Gruppo utilizza anche strumenti finanziari derivati. Al 31 dicembre 2016 sono in essere tre contratti di interest rate swap (IRS) per complessivi 13 milioni di euro, specchiati a mutui di pari debito residuo, tramite i quali il Gruppo ha trasformato il tasso variabile dei mutui in tasso fisso. Considerati gli IRS in essere, a fine 2016 la quota a tasso fisso è pari a circa il 70% dell’indebitamento finanziario totale. I contratti derivati non sono stati designati come a copertura di flussi finanziari e sono pertanto contabilizzati secondo il metodo “fair value a conto economico”.
Sensitivity analysis Con riferimento alle attività e passività finanziarie a tasso variabile al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015, un ipotetico incremento (decremento) dei tassi di interesse di 100 punti base rispetto ai tassi di interesse puntuali in essere in pari data, in una situazione di costanza di altre variabili, comporterebbe gli effetti evidenziati di seguito:
Incremento di 100 punti base Decremento di 100 punti base
31.12.2016
31.12.2015
ONERI FINANZIARI
ONERI FINANZIARI
20
116
-
(116)
Gestione del rischio di prezzo delle materie prime Una componente significativa dei costi di acquisto del Gruppo è rappresentato da ottone e leghe di alluminio. I prezzi di vendita dei prodotti sono generalmente negoziati con frequenza annuale; di conseguenza il Gruppo non ha la possibilità di trasferire ai clienti immediatamente in corso d’anno eventuali variazioni dei prezzi delle materie prime. Il Gruppo si protegge dal rischio di variazione dei prezzi di ottone e alluminio con contratti d’acquisto verso i fornitori per consegna fino a dodici mesi o, alternativamente, mediante strumenti finanziari derivati. Nel corso del 2016 e del 2015 il Gruppo non ha operato tramite strumenti finanziari derivati sulle materie prime. Al fine di stabilizzare i costi di acquisto delle materie prime è stata infatti privilegiata l’operatività sul mercato fisico, fissando i prezzi di acquisto con i fornitori anche per consegne differite.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
149
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
Gestione del rischio di liquidità Il Gruppo opera con un rapporto di indebitamento contenuto (indebitamento finanziario netto / patrimonio netto al 31 dicembre 2016 pari al 21%, indebitamento finanziario netto / risultato operativo lordo pari a 0,92) e dispone di ampie linee di credito a breve termine non utilizzate. Al fine di minimizzare il rischio di liquidità, inoltre, la Direzione Amministrativa e Finanziaria:
•
•
•
mantiene una corretta composizione dell’indebitamento finanziario netto, finanziando gli investimenti con i mezzi propri ed eventualmente con debiti a medio-lungo termine; verifica sistematicamente che i flussi finanziari attivi a breve termine (incassi da clienti e altre entrate) siano in grado di fare fronte ai flussi finanziari passivi (indebitamento finanziario a breve termine, pagamenti a fornitori e altre uscite); verifica costantemente i fabbisogni finanziari previsionali al fine di porre in essere tempestivamente eventuali azioni correttive.
Si riporta di seguito un’analisi per scadenza delle passività finanziarie al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015: AL 31 DICEMBRE 2016 VALORE CONTABILE
FLUSSI FINANZIARI CONTRATTUALI
ENTRO 3 MESI
DA 3 MESI A 1 ANNO
DA 1 A 5 ANNI
OLTRE 5 ANNI
Finanziamenti bancari a breve termine
7.811
7.811
5.811
2.000
-
-
Mutui chirografari
23.937
24.388
1709
5.129
17.550
-
Leasing finanziari
1.756
2.007
47
141
754
1.065
300
300
-
60
240
-
1.522
1.522
-
-
1.522
-
TOTALE DEBITI FINANZIARI
35.326
36.028
7.567
7.330
20.066
1.065
Debiti commerciali
18.977
18.977
18.340
637
-
-
TOTALE
54.303
55.005
25.907
7.967
20.066
1.065
VALORE CONTABILE
FLUSSI FINANZIARI CONTRATTUALI
ENTRO 3 MESI
DA 3 MESI A 1 ANNO
DA 1 A 5 ANNI
OLTRE 5 ANNI
Finanziamenti bancari a breve termine
19.697
19.697
17.697
2.000
-
-
Mutui chirografari
7.339
7.506
700
2.099
4.707
-
Mutui immobiliari
934
942
-
942
-
-
Leasing finanziari
1.898
2.195
47
141
754
1.253
TOTALE DEBITI FINANZIARI
29.868
30.340
18.444
5.182
5.461
1.253
Debiti commerciali
19.450
19.450
18.350
1.100
-
-
TOTALE
49.318
49.790
36.794
6.282
5.461
1.253
Debito verso soci ARC Opzione ARC
AL 31 DICEMBRE 2015
Le varie fasce di scadenza sono determinate sulla base del periodo intercorrente tra la data di riferimento del bilancio e la scadenza contrattuale delle obbligazioni, i valori indicati nella tabella corrispondono ai flussi di cassa non attualizzati. I flussi finanziari
includono le quote capitale e le quote interessi; per le passività a tasso variabile le quote interessi sono determinate sulla base del valore del parametro di riferimento alla data di chiusura dell’esercizio aumentato dello spread previsto per ogni contratto.
150
Livelli gerarchici di valutazione del fair value La seguente tabella evidenzia le attività e passività che sono valutate al fair value al 31 dicembre 2016, per livello gerarchico di valutazione del fair value.
In relazione agli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale al fair value, l’IFRS 7 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Si distinguono i seguenti livelli: • • •
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 Altre passività finanziarie (derivati su cambi) Altre passività finanziarie (derivati su tassi) Altre passività finanziarie (opzione put ARC)
Livello 1 – quotazioni rilevate su un mercato attivo per attività o passività oggetto di valutazione; Livello 2 – input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato; Livello 3 – input che sono basati su dati di mercato osservabili.
TOTALE PASSIVITÀ
TOTALE
-
238
-
238
-
37
-
37
-
-
1.522
1.522
0
275
1.522
1.797
36. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE Le operazioni tra le società consolidate sono state eliminate nel bilancio consolidato e non sono evidenziate in queste note. Di seguito è riportata l’incidenza sulle voci di stato patrimoniale e di conto economico delle operazioni tra il Gruppo e altre parti correlate.
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulle voci di stato patrimoniale TOTALE 2016
CONTROLLANTE
CONTROLLATE E NON CONSOLIDATE
ALTRE PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
Crediti commerciali
36.842
-
221
-
221
0,60%
Crediti per imposte
3.163
1.158
-
-
1.158
36,61%
Debiti commerciali
18.977
-
-
2
2
0,01%
TOTALE 2015
CONTROLLANTE
CONTROLLATE E NON CONSOLIDATE
ALTRE PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
Crediti commerciali
40.425
-
39
-
39
0,10%
Crediti per imposte
2.489
1.204
-
-
1.204
48,37%
Debiti per imposte
1.219
157
-
-
157
12,88%
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulle voci di conto economico
Altri proventi Servizi
Altri proventi Servizi
TOTALE 2016
CONTROLLANTE
CONTROLLATE E NON CONSOLIDATE
ALTRE PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
2.819
10
-
-
10
0,35%
(27.983)
-
(181)
(22)
(203)
0,73%
TOTALE 2015
CONTROLLANTE
CONTROLLATE E NON CONSOLIDATE
ALTRE PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
3.758
10
-
-
10
0,27%
(29.759)
-
(180)
(34)
(214)
0,72%
I rapporti con la controllante Giuseppe Saleri S.a.p.A. consistono in: • prestazioni di servizi amministrativi forniti da Sabaf S.p.A. alla controllante; • rapporti intrattenuti nell’ambito del consolidato fiscale, che hanno generato i crediti e debiti evidenziati nelle tabelle (Nota 8).
I rapporti sono regolati da appositi contratti le cui condizioni sono in linea con quelle di mercato. I rapporti con le società controllate non consolidate hanno natura esclusivamente commerciale.
Compensi ad Amministratori, Sindaci e Dirigenti con responsabilità strategiche Tali informazioni sono presentate nella Relazione sulla Remunerazione 2016, alla quale si fa rinvio.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
151
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
37. PAGAMENTI BASATI SU AZIONI Al 31 dicembre 2016 non sono in essere piani di incentivazione azionaria a favore di Amministratori e dipendenti del Gruppo.
38. EVENTI ED OPERAZIONI SIGNIFICATIVE NON RICORRENTI Anche ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 non si sono verificati eventi né sono state poste in essere operazioni significative non ricorrenti.
39. TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI Ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 il Gruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
40. IMPEGNI Garanzie prestate Il Gruppo Sabaf ha prestato fideiussioni a garanzia di prestiti al consumo e mutui ipotecari concessi da istituti bancari a favore di dipendenti del Gruppo per complessivi 5.510.000 euro (6.010.000 euro al 31 dicembre 2015).
41. AREA DI CONSOLIDAMENTO E PARTECIPAZIONI RILEVANTI Società consolidate con il metodo dell’integrazione globale DENOMINAZIONE SOCIALE
SEDE
CAPITALE SOCIALE
SOCI
% DI PARTECIPAZIONE
Faringosi Hinges s.r.l.
Ospitaletto (BS)
EUR 90.000
Sabaf S.p.A.
100%
Sabaf Immobiliare s.r.l.
Ospitaletto (BS)
EUR 25.000
Sabaf S.p.A.
100%
Jundiaì (SP, Brasile)
BRL 24.000.000
Sabaf S.p.A.
100%
Manisa (Turchia)
TRK 28.000.000
Sabaf S.p.A.
100%
Kunshan (Cina)
EUR 200.000
Sabaf S.p.A.
100%
Kunshan (Cina)
EUR 4.400.000
Sabaf S.p.A.
100%
Campodarsego (PD) - Italia
EUR 45.000
Sabaf S.p.A.
70%
Sabaf do Brasil Ltda Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki Sabaf Appliance Components Trading Ltd. Sabaf Appliance Components Ltd. A.R.C. s.r.l.
Società non consolidate valutate al costo SEDE
CAPITALE SOCIALE
SOCI
% DI PARTECIPAZIONE
% DI INTERESSENZA
Sabaf US Corp.
Plainfield (USA)
USD 100.000
Sabaf S.p.A.
100%
100%
Handan ARC Burners Co., Ltd.
Handan (Cina)
RMB 7.000.000
A.R.C. s.r.l.
50%
35%
DENOMINAZIONE SOCIALE
152
42. DATI GENERALI DELLA CAPOGRUPPO Sede legale e amministrativa: Via dei Carpini, 1 25035 Ospitaletto (Brescia)
Dati fiscali: R.E.A. Brescia: 347512 Codice Fiscale: 03244470179 Partita IVA: 01786910982
Collegamenti: Tel.: +39 030 - 6843001 Fax: +39 030 - 6848249 E-mail: info@sabaf.it Sito web: www.sabaf.it
APPENDICE Informazioni ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, evidenzia i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2016 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione e dalla sua rete.
IN MIGLIAIA DI EURO Revisione contabile
Servizi di attestazione
Altri servizi
SOGGETTO CHE HA EROGATO IL SERVIZIO
DESTINATARIO
CORRISPETTIVI DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO 2016
Deloitte & Touche S.p.A.
Capogruppo
57
Deloitte & Touche S.p.A.
Società controllate italiane
28
Rete Deloitte
Sabaf do Brasil
24
Rete Deloitte
Sabaf Turchia
22
Deloitte & Touche S.p.A.
Capogruppo
21
Deloitte & Touche S.p.A.
Società controllate italiane
11
Deloitte & Touche S.p.A.
Capogruppo
14 2
Rete Deloitte
Sabaf do Brasil
23
TOTALE
1 Sottoscrizione dei modelli Unico, IRAP e 770. 2 Procedure concordate di revisione relativamente ai resoconti intermedi di gestione; revisione di rendiconti di attività di formazione. 3 Assistenza fiscale in materia di transfer pricing.
150
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO ai sensi dell’art. 154 bis del d.lgs. 58/98
I sottoscritti Alberto Bartoli, in qualità di Amministratore Delegato, e Gianluca Beschi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della SABAF S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: • •
l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e l’effettiva applicazione
delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell’esercizio 2016. Si attesta inoltre che: •
il bilancio consolidato: - è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento CE 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002 nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005; - corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; - è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
•
la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.
Ospitaletto, 20 marzo 2017
L’Amministratore Delegato
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Alberto Bartoli
Gianluca Beschi
153
154
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 6 - BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2016
155
PA SS IO NE 7
158
CAPITOLO 7 BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Organi sociali Situazione patrimoniale-finanziaria Conto economico Conto economico complessivo Prospetto dei movimenti del patrimonio netto Rendiconto finanziario Nota Integrativa Attestazione del Bilancio separato Relazione della Società di revisione sul Bilancio separato Relazione del Collegio sindacale all’Assemblea degli Azionisti
159 160 161 162 162 163 164 191 192 194
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Organi sociali Consiglio di Amministrazione Presidente
Giuseppe Saleri
Consigliere *
Renato Camodeca
Vice Presidente
Cinzia Saleri
Consigliere *
Giuseppe Cavalli
Vice Presidente
Ettore Saleri
Consigliere *
Fausto Gardoni
Vice Presidente
Roberta Forzanini
Consigliere *
Anna Pendoli
Amministratore Delegato
Alberto Bartoli
Consigliere *
Nicla Picchi
Consigliere
Gianluca Beschi
Consigliere
Alessandro PotestĂ
Collegio Sindacale
SocietĂ di revisione
Presidente
Antonio Passantino
Sindaco Effettivo
Luisa Anselmi
Sindaco Effettivo
Enrico Broli
* Amministratori indipendenti.
Deloitte & Touche S.p.A.
159
160
Situazione patrimoniale-finanziaria IN EURO
NOTE
31.12.2016
31.12.2015
Attività materiali
1
31.092.204
31.939.736
Investimenti immobiliari
2
1.645.412
1.837.259
Attività immateriali
3
3.095.000
3.197.864
Partecipazioni
4
50.098.459
45.819.480
Attività finanziarie non correnti
5
2.137.353
1.837.054
36
1.897.353
1.837.054
11.621
9.183
ATTIVO Attività non correnti
di cui verso parti correlate Crediti non correnti Imposte anticipate
21
3.315.263
3.284.696
91.395.312
87.925.272
6
23.492.840
24.674.840
7
27.465.436
32.870.713
36
1.191.581
2.008.185
TOTALE ATTIVITÀ NON CORRENTI Attività correnti Rimanenze Crediti commerciali di cui verso parti correlate
8
2.477.294
1.749.451
36
1.083.666
1.113.702
Altri crediti correnti
9
1.039.324
1.197.919
Attività finanziarie correnti
10
1.060.000
1.069.431
36
1.000.000
1.000.000
Crediti per imposte di cui verso parti correlate
di cui verso parti correlate Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
11
TOTALE ATTIVITÀ CORRENTI Attività destinate alla vendita TOTALE ATTIVO
1.796.980
1.089.671
57.331.874
62.652.025
0
0
148.727.186
150.577.297
11.533.450
11.533.450
77.530.764
79.058.252
PATRIMONIO NETTO E PASSIVO Patrimonio netto Capitale sociale
12
Utili accumulati, Altre riserve Utile dell'esercizio TOTALE PATRIMONIO NETTO
2.459.688
5.642.123
91.523.902
96.233.825
17.281.379
4.631.730
Passività non correnti Finanziamenti
14
Altre passività finanziarie
15
240.000
0
TFR e fondi di quiescenza
16
2.435.538
2.527.275
Fondi per rischi e oneri
17
322.979
326.140
Imposte differite
21
129.289
150.017
20.409.185
7.635.162
TOTALE PASSIVITÀ NON CORRENTI Passività correnti Finanziamenti
14
14.054.604
21.762.487
Altre passività finanziarie
15
298.161
13.610
Debiti commerciali
18
16.010.381
18.202.899
di cui verso parti correlate
36
104.142
852.935
Debiti per imposte
19
641.944
787.676
Altri debiti
20
TOTALE PASSIVITÀ CORRENTI Passività destinate alla vendita TOTALE PASSIVO E PATRIMONIO NETTO
5.789.009
5.941.638
36.794.099
46.708.310
0
0
148.727.186
150.577.297
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Conto economico IN EURO
NOTE
2016
2015
23
101.523.407
113.962.039
36
6.680.209
7.274.762
24
2.278.649
2.733.344
103.802.056
116.695.383
(36.875.454)
(43.860.895)
(1.182.000)
(402.180)
26
(26.031.824)
(28.750.556)
36
(4.151.074)
(4.162.137)
Costi del personale
27
(26.382.450)
(27.967.750)
Altri costi operativi
28
(647.178)
(821.303)
841.526
1.230.058
TOTALE COSTI OPERATIVI
(90.277.380)
(100.572.626)
RISULTATO OPERATIVO ANTE AMMORTAMENTI, PLUS/MINUSVALENZE, SVALUTAZIONI/RIPRISTINI DI ATTIVITÀ NON CORRENTI
13.524.676
16.122.757
(9.020.829)
(8.736.191)
87.113
157.965
29
(521.021)
1.302.841
36
(521.021)
1.302.841
4.069.939
8.847.372
84.559
73.091
COMPONENTI ECONOMICHE Ricavi e proventi operativi Ricavi di cui verso parti correlate Altri proventi TOTALE RICAVI E PROVENTI OPERATIVI Costi operativi 25
Acquisti di materiali Variazione delle rimanenze Servizi di cui da parti correlate
Costi per lavori interni capitalizzati
Ammortamenti
1,2,3
Plusvalenze/Minusvalenze da realizzo attività non correnti Svalutazioni/Ripristini di valore di attività non correnti di cui da parti correlate
RISULTATO OPERATIVO Proventi finanziari Oneri finanziari
30
(512.872)
(500.483)
Utili e perdite su cambi
31
(48.356)
(260.920)
3.593.270
8.159.060
(1.133.582)
(2.516.937)
2.459.688
5.642.123
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE Imposte sul reddito
UTILE DELL’ESERCIZIO
32
161
162
Conto economico complessivo IN EURO UTILE DELL’ESERCIZIO
2016
2015
2.459.688
5.642.123
(35.894)
37.619
8.615
(8.114)
(27.279)
29.505
2.432.409
5.671.628
Utili/perdite complessivi che non saranno successivamente riclassificati nell’utile (perdita) dell’esercizio: • Valutazione attuariale TFR • Effetto fiscale Totale altri utili/(perdite) dell’esercizio al netto imposte
UTILE COMPLESSIVO
Prospetto dei movimenti del patrimonio netto IN MIGLIAIA DI EURO SALDO AL 31 DICEMBRE 2014
CAPITALE SOCIALE
RISERVA SOVRAPPREZZO AZIONI
RISERVA LEGALE
AZIONI PROPRIE
11.533
10.002
2.307
(5)
RISERVA DI RISERVA DA COPERTURA VALUTAZIONE FLUSSI DI ATTUARIALE CASSA TFR 0
(535)
ALTRE RISERVE
64.714
UTILE TOTALE DELL’ESER- PATRIMONIO CIZIO NETTO 7.878
95.894
(4.613)
(4.613)
Destinazione utile d’esercizio 2014 • Dividendi pagati • a riserva
3.265
Acquisto azioni proprie
(718)
(718)
Utile complessivo al 31 dicembre 2015
SALDO AL 31 DICEMBRE 2015
(3.265)
11.533
10.002
2.307
(723)
0
29
0
5.642
5.671
(506)
67.979
5.642
96.234
(5.467)
(5.467)
Destinazione utile d’esercizio 2015 • Dividendi pagati • a riserva
175
Acquisto azioni proprie
(1.676)
(1.676)
Utile complessivo al 31 dicembre 2016
SALDO AL 31 DICEMBRE 2016
(175)
11.533
10.002
2.307
(2.399)
0
(27)
0
2.460
2.433
(533)
68.154
2.460
91.524
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Rendiconto finanziario IN MIGLIAIA DI EURO
ESERCIZIO 2016
ESERCIZIO 2015
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di inizio esercizio
1.090
1.366
Utile dell’esercizio
2.460
5.642
9.021
8.736
(87)
(158)
Rettifiche per: • Ammortamenti • Plusvalenze realizzate • Svalutazioni (ripristini di valore) di attività non correnti
521
(1.303)
• Proventi e oneri finanziari netti
428
427
• Differenze cambio non monetarie
(60)
281
• Imposte sul reddito
1.133
2.517
Variazione TFR
(131)
(149)
(3)
(189)
Variazione fondi rischi
Variazione crediti commerciali
5.405
1.825
Variazione delle rimanenze
1.182
402
Variazione dei debiti commerciali
(2.192)
630
Variazione del capitale circolante netto
4.395
2.857
367
75
Pagamento imposte
(2450)
(3.814)
Pagamento oneri finanziari
(474)
(465)
Variazione altri crediti e debiti, imposte differite
Incasso proventi finanziari
85
73
15.205
14.531
(735)
(646)
• materiali
(7.298)
(9.601)
• finanziarie
(4.800)
(1.394)
FLUSSI FINANZIARI GENERATI DALL'ATTIVITÀ OPERATIVA Investimenti in attività non correnti • immateriali
242
2.606
FLUSSI FINANZIARI ASSORBITI DALL’ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
Disinvestimento di attività non correnti
(12.591)
(9.035)
Rimborso finanziamenti
(19.077)
(7.834)
Accensione di finanziamenti
24.243
8.463
69
(1.069)
(1.675)
(719)
Variazione delle attività finanziarie Vendita di azioni proprie Pagamento di dividendi
(5.467)
(4.613)
FLUSSI FINANZIARI ASSORBITI DALL'ATTIVITÀ FINANZIARIA
(1.907)
(5.772)
707
(276)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti di fine esercizio (Nota 11)
1.797
1.090
Indebitamento finanziario corrente
14.353
21.776
Indebitamento finanziario non corrente
17.521
4.632
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (NOTA 22)
30.077
25.318
TOTALE FLUSSI FINANZIARI
163
164
Nota integrativa Principi Contabili DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ E CRITERI DI REDAZIONE Il bilancio separato dell’esercizio 2016 di Sabaf S.p.A. è stato redatto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dall’Unione Europea. Il riferimento agli IFRS include anche tutti gli International Accounting Standards (IAS) vigenti. Il bilancio separato è redatto in euro, che è la moneta corrente nell’economia in cui opera la Società. I prospetti di Conto economico, di Conto economico complessivo e della Situazione patrimoniale-finanziaria sono presentati in unità di euro, mentre il Rendiconto finanziario, il prospetto delle Variazioni del Patrimonio netto e i valori riportati nella Nota integrativa sono presentati in migliaia di euro. Il bilancio è stato redatto sulla base del principio del costo storico, eccetto che per alcune rivalutazioni delle attività materiali operate in esercizi precedenti, e sul presupposto della continuità aziendale; in riferimento al tale ultimo presupposto la Società ha valutato, anche in virtù del forte posizionamento competitivo, della elevata redditività e della solidità della struttura patrimoniale e finanziaria, di essere in continuità aziendale ai sensi dei paragrafi 25 e 26 del Principio IAS 1. Sabaf S.p.A., in qualità di Capogruppo, ha inoltre predisposto il bilancio consolidato del Gruppo Sabaf al 31 dicembre 2016.
SCHEMI DI BILANCIO La Società ha adottato i seguenti schemi di bilancio: • un prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria che espone separatamente le attività correnti e non correnti e le passività correnti e non correnti; • un prospetto di conto economico che espone i costi usando una classificazione basata sulla natura degli stessi; • un prospetto di conto economico complessivo, che espone le voci di ricavo e di costo che non sono rilevate nell’utile d’esercizio, come richiesto o consentito dagli IFRS; • un rendiconto finanziario che presenta i flussi finanziari derivanti dall’attività operativa utilizzando il metodo indiretto. L’adozione di tali schemi permette la rappresentazione più significativa della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società.
CRITERI DI VALUTAZIONE I principi contabili ed i criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio separato al 31 dicembre 2016, invariati rispetto all’esercizio precedente, sono di seguito riportati:
Attività materiali Sono iscritte al costo di acquisto o di costruzione. Nel costo sono compresi gli oneri accessori di diretta imputazione. Tali costi comprendono anche rivalutazioni eseguite in passato in base ad apposite norme di rivalutazione monetaria ovvero in seguito ad operazioni di fusione societaria. Gli ammortamenti sono calcolati sulla base di aliquote ritenute idonee a ripartire il valore di carico delle attività materiali sul periodo di vita utile delle stesse. La vita utile stimata, in anni, è la seguente: Fabbricati
33
Costruzioni leggere
10
Impianti generici
10
Macchinari e impianti specifici
6 - 10
Attrezzature
4
Mobili
8
Macchine elettroniche
5
Automezzi e altri mezzi di trasporto
5
I costi di manutenzione ordinaria sono addebitati al conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti, i costi incrementativi del valore o della vita utile dell’immobilizzazione sono capitalizzati ed ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo delle immobilizzazioni alle quali si riferiscono. I terreni non sono ammortizzati.
Investimenti immobiliari Gli investimenti immobiliari sono valutati al costo, rivalutato in passato in base ad apposite norme di rivalutazione monetaria ovvero in seguito ad operazioni di fusione societaria. Gli ammortamenti sono calcolati sulla base di una vita utile stimata di 33 anni. Se l’ammontare recuperabile dell’investimento immobiliare – determinato sulla base del valore di mercato delle unità immobiliari - è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell’attività è ridotto al minor valore recuperabile, rilevando la perdita di valore nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell’attività (o dell’unità generatrice di flussi finanziari) è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l’attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Attività immateriali
Rimanenze
Le attività immateriali acquistate o prodotte internamente sono iscritte nell’attivo, secondo quanto disposto dallo IAS 38, quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell’attività può essere determinato in modo attendibile. Il venir meno della sussistenza di tali benefici economici futuri, con riferimento ai costi di sviluppo, determina la loro svalutazione nell’esercizio in cui si accerta tale fattispecie.
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo di acquisto o di produzione, determinato in base al metodo del costo medio ponderato, ed il corrispondente valore di mercato rappresentato dal costo di sostituzione per i materiali di acquisto e dal presumibile valore di realizzo per i prodotti finiti e i semilavorati, calcolato tenendo conto sia degli eventuali costi di fabbricazione che dei costi diretti di vendita ancora da sostenere. Nel costo delle rimanenze sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti di produzione per la quota ragionevolmente imputabile alle stesse. Le scorte obsolete e di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro possibilità di utilizzo o di realizzo. La svalutazione delle rimanenze viene eliminata negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della stessa.
Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile stimata, se le stesse hanno una vita utile definita. La vita utile dei progetti relativamente ai quali sono stati capitalizzati costi di sviluppo è stimata pari a 10 anni. Il sistema gestionale SAP è ammortizzato in 5 anni.
Crediti Partecipazioni e crediti non correnti Le partecipazioni non classificate come possedute per la vendita sono iscritte al costo, rettificato in presenza di perdite di valore durevoli. I crediti non correnti sono iscritti al loro presumibile valore di realizzo.
Perdite durevoli di valore Ad ogni data di bilancio, Sabaf S.p.A. rivede il valore contabile delle proprie attività materiali, immateriali e delle partecipazioni per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l’ammontare recuperabile di tali attività per determinare l’importo della svalutazione. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di un’attività individualmente, la Società effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l’attività appartiene. In particolare, il valore recuperabile delle unità generatrici di flussi (che generalmente coincidono con l’entità giuridica a cui le attività immobilizzate si riferiscono) è verificato attraverso la determinazione del valore d’uso. L’ammontare recuperabile è il maggiore fra il prezzo netto di vendita e il valore d’uso. Nella determinazione del valore d’uso, i flussi di cassa futuri al netto delle imposte, stimati sulla base delle esperienze passate, sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al netto delle imposte che riflette le valutazioni correnti del mercato del valore attuale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Le principali assunzioni utilizzate per il calcolo del valore d’uso riguardano il tasso di sconto, il tasso di crescita, le attese di variazione dei prezzi di vendita e dell’andamento dei costi diretti durante il periodo assunto per il calcolo. I tassi di crescita adottati si basano su previsioni di crescita del settore industriale di appartenenza. Le variazioni dei prezzi di vendita sono basate sulle passate esperienze e sulle aspettative future di mercato. La Società prepara previsioni dei flussi di cassa operativi derivanti dai più recenti budget approvati dal Consiglio di Amministrazione delle società partecipate, elabora delle previsioni per i successivi quattro anni e determina il valore terminale (valore attuale della rendita perpetua) sulla base di un tasso di crescita di medio e lungo termine in linea con quello dello specifico settore di appartenenza. Inoltre, la Società verifica la recuperabilità del valore di carico delle società partecipate almeno una volta l’anno in occasione della predisposizione del bilancio separato. Se l’ammontare recuperabile di un’attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell’attività è ridotto al minor valore recuperabile, rilevando la perdita di valore nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell’attività (o dell’unità generatrice di flussi finanziari) è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l’attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
I crediti sono iscritti al presumibile valore di realizzo. L’adeguamento del loro valore nominale al minor valore di realizzo viene effettuato mediante lo stanziamento di un apposito fondo a rettifica diretta della voce sulla base di una approfondita analisi che riguarda le singole posizioni. I crediti commerciali ceduti pro-soluto, sebbene siano stati legalmente ceduti, rimangono iscritti alla voce “Crediti commerciali” fino al momento del relativo incasso. Gli anticipi ottenuti a fronte della cessione di crediti commerciali sono contabilizzati tra i finanziamenti correnti.
Attività finanziarie correnti e non correnti Le attività finanziarie destinate alla negoziazione sono valutate al fair value con imputazione degli effetti economici tra i proventi o gli oneri finanziari.
Fondi per rischi ed oneri I fondi per rischi ed oneri sono stanziati per coprire perdite e debiti, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio non erano determinabili l’ammontare o la data di sopravvenienza. Gli stanziamenti sono rilevati nella situazione patrimonialefinanziaria solo quando esiste una obbligazione legale o implicita che determini l’impiego di risorse atte a produrre effetti economici per l’adempimento della stessa e se ne possa determinare una stima attendibile dell’ammontare. Nel caso in cui l’effetto sia rilevante, gli accantonamenti sono calcolati attualizzando i flussi finanziari futuri stimati ad un tasso di attualizzazione stimato al lordo delle imposte tale da riflettere le valutazioni correnti di mercato del valore attuale del denaro e dei rischi specifici connessi alla passività.
Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR) viene stanziato per coprire l’intera passività maturata nei confronti dei dipendenti in conformità alla legislazione vigente ed al contratto collettivo di lavoro e integrativo aziendale. Tale passività è soggetta a rivalutazione in base all’applicazione di indici fissati dalla normativa vigente. Sino al 31 dicembre 2006 il TFR era considerato un piano a benefici definiti, e contabilizzato in conformità allo IAS 19 utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, ed in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre per le quote maturate successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita. Gli utili o perdite attuariali sono iscritti immediatamente nel Prospetto degli “Altri utili/(perdite) complessivi”.
165
166
Debiti I debiti sono iscritti al valore nominale; la quota interessi inclusa nel loro valore nominale non maturata a fine periodo viene differita a periodi futuri.
Finanziamenti I finanziamenti sono valutati inizialmente al costo, al netto degli oneri accessori di acquisizione. Tale valore viene rettificato successivamente per tenere conto dell’eventuale differenza tra il costo iniziale e il valore di rimborso lungo la durata del finanziamento utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che la Società abbia il diritto incondizionato di differire l’estinzione di tale passività di almeno dodici mesi dopo la data di riferimento.
Criteri di conversione delle poste in valuta I crediti ed i debiti espressi originariamente in valuta estera sono convertiti in euro ai cambi della data di effettuazione delle operazioni che li hanno originati. Le differenze cambio realizzate in occasione dell’incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte al conto economico. I proventi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta sono iscritti al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. A fine esercizio le attività e le passività espresse in valuta estera sono iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi sono imputati al conto economico. Se dalla conversione si origina un utile netto, per un corrispondente ammontare è vincolata una riserva non distribuibile fino al suo effettivo realizzo.
Strumenti derivati e contabilizzazione delle operazioni di copertura Le attività della Società sono esposte a rischi finanziari da variazioni nei tassi di cambio, nei prezzi delle materie prime e nei tassi di interesse, per coprire i quali la Società può utilizzare strumenti finanziari derivati. La Società non utilizza strumenti derivati con scopi di negoziazione. Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo, e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che sono designati, e si rivelano efficaci, per la copertura dei flussi di cassa futuri relativi ad impegni contrattuali della Società e ad operazioni previste sono rilevate direttamente nel patrimonio netto, mentre la porzione inefficace viene iscritta immediatamente a conto economico. Se gli impegni contrattuali o le operazioni previste oggetto di copertura si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, nel momento in cui le attività o le passività sono rilevate, gli utili o le perdite sul derivato che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto vengono ricompresi nella valutazione iniziale del costo di acquisizione o del valore di carico dell’attività o della passività. Per le coperture di flussi finanziari che non si concretizzano nella rilevazione di attività o passività, gli importi che sono stati rilevati direttamente nel patrimonio netto verranno inclusi nel conto economico nello stesso periodo in cui l’impegno contrattuale o l’operazione prevista oggetto di copertura incidono sul conto economico, ad esempio, quando una vendita prevista si verifica effettivamente. Per le coperture efficaci di un’esposizione a variazioni di fair value, la voce coperta è rettificata delle variazioni di fair value attribuibili al rischio coperto con contropartita di conto economico. Gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione del derivato sono iscritti anch’essi a conto economico. Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.Il metodo contabile della copertura è abbandonato quando lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto o è esercitato, oppure non è più qualificato come di copertura.
In tale momento, gli utili o le perdite accumulati dello strumento di copertura rilevati direttamente nel patrimonio netto sono mantenuti nello stesso fino al momento in cui l’operazione prevista si verifica effettivamente. Se si prevede che l’operazione oggetto di copertura non si verificherà, gli utili o le perdite accumulati rilevati direttamente nel patrimonio netto sono trasferiti nel conto economico dell’esercizio. I derivati impliciti inclusi in altri strumenti finanziari o in altri contratti sono trattati come derivati separati, quando i loro rischi e caratteristiche non sono strettamente correlati a quelli dei contratti che li ospitano e questi ultimi non sono valutati a fair value con iscrizione dei relativi utili e perdite a conto economico.
Riconoscimento dei ricavi I ricavi sono iscritti al netto dei resi, degli sconti, degli abbuoni e dei premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita delle merci e la prestazione dei servizi. I ricavi per la vendita sono riconosciuti quando l’impresa ha trasferito i rischi ed i benefici significativi connessi alla proprietà del bene e l’ammontare del ricavo può essere determinato attendibilmente. I ricavi di natura finanziaria vengono iscritti in base alla competenza temporale.
Proventi finanziari I proventi finanziari includono gli interessi attivi sui fondi investiti e i proventi derivanti dagli strumenti finanziari, quando non compensati nell’ambito di operazioni di copertura. Gli interessi attivi sono imputati a conto economico al momento della loro maturazione, considerando il rendimento effettivo.
Oneri finanziari Gli oneri finanziari includono gli interessi passivi sui debiti finanziari calcolati usando il metodo dell’interesse effettivo e le spese bancarie.
Imposte sul reddito dell’esercizio Le imposte sul reddito includono tutte le imposte calcolate sul reddito imponibile della Società. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a patrimonio netto, nei cui casi l’effetto fiscale è riconosciuto direttamente a patrimonio netto. Le altre imposte non correlate al reddito, come le tasse sugli immobili, sono incluse tra gli oneri operativi. Le imposte differite sono stanziate secondo il metodo dello stanziamento globale della passività. Esse sono calcolate su tutte le differenze temporanee che emergono tra la base imponibile di una attività o passività ed il valore contabile. Le attività e le passività fiscali correnti e differite sono compensate quando le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale e quando vi è un diritto legale di compensazione. Le attività e le passività fiscali differite sono determinate con le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
Dividendi I dividendi sono contabilizzati per competenza al momento in cui vi è il diritto alla percezione, che corrisponde con la delibera di distribuzione.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Azioni proprie Le azioni proprie sono iscritte a riduzione del patrimonio netto. Il valore di carico delle azioni proprie ed i ricavi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.
Uso di stime La redazione del bilancio separato in applicazione degli IFRS richiede da parte degli Amministratori l’effettuazione di stime e di assunzioni che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di bilancio. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per valutare attività materiali, immateriali e partecipazioni sottoposte ad impairment test, come sopra descritto, oltre che per valutare la recuperabilità delle imposte anticipate, rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, per obsolescenza di magazzino, ammortamenti, svalutazioni di attivo, benefici ai dipendenti, imposte, altri accantonamenti e fondi. In particolare:
Recuperabilità del valore delle attività materiali, immateriali e delle partecipazioni La procedura di determinazione delle perdite di valore delle attività materiali ed immateriali descritta al principio contabile “Perdite durevoli di valore” implica – nella stima del valore d’uso – l’utilizzo di Business Plan delle partecipate che sono basati su un insieme di assunzioni ed ipotesi relative ad eventi futuri ed azioni degli organi amministrativi delle partecipate, che non necessariamente si verificheranno. Nella stima del valore di mercato, invece, sono effettuate assunzioni sull’andamento prevedibile delle negoziazioni tra parti terze sulla base di andamenti storici che potrebbero non ripetersi effettivamente.
Accantonamenti per rischi su crediti
I crediti sono rettificati dal relativo fondo svalutazione per tener conto del loro valore recuperabile. La determinazione dell’ammontare delle svalutazioni richiede da parte degli Amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulla documentazione e sulle informazioni disponibili in merito anche alla solvibilità del cliente, nonché sull’esperienza e sui trend storici di incasso.
Accantonamenti per obsolescenza di magazzino
Le rimanenze di magazzino che presentano caratteristiche di obsolescenza o lento rigiro sono sistematicamente valutate e, nel caso in cui il valore recuperabile delle stesse risultasse inferiore al valore contabile, sono svalutate. Le svalutazioni sono calcolate sulla base di assunzioni e stime della direzione, derivanti dall’esperienza e dai risultati storici conseguiti.
Benefici ai dipendenti
Il valore attuale della passività per benefici a dipendenti dipende da una serie di fattori che sono determinati con tecniche attuariali utilizzando alcune assunzioni. Le assunzioni riguardano il tasso di sconto, le stime dei futuri incrementi retributivi, i tassi relativi alla mortalità e alle dimissioni. Ogni variazione nelle sopra indicate assunzioni potrebbe comportare effetti sulla passività per benefici pensionistici.
Imposte sul reddito
La determinazione della passività per imposte della Società richiede l’utilizzo di valutazioni da parte del management con riferimento a transazioni le cui implicazioni fiscali non sono certe alla data di chiusura del bilancio. Inoltre, la valutazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di reddito attese negli esercizi futuri; la valutazione di tali redditi attesi dipende da fattori che potrebbero variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla valutazione delle imposte differite attive.
Altri accantonamenti e fondi
Con riferimento ai processi estimativi del rischio di passività potenziali da contenziosi,
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
gli Amministratori fanno affidamento sulle comunicazioni ricevute in merito allo stato di avanzamento delle procedure di recupero e contenziosi comunicato dai consulenti legali che rappresentano la Società nelle controversie. Tali stime sono determinate tenendo conto del progressivo evolversi delle controversie, considerando le franchigie esistenti. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.
Nuovi principi contabili Principi contabili ed emendamenti applicabili dal 1° gennaio 2016
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS sono stati applicati per la prima volta dalla Società a partire dal 1° gennaio 2016: • Emendamenti allo IAS 19 “Defined Benefit Plans: Employee Contributions” (pubblicato in data 21 novembre 2013): relativo alla iscrizione in bilancio delle contribuzioni effettuate dai dipendenti o da terze parti ai piani a benefici definiti. L’adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio separato della Società. • Emendamenti all’IFRS 11 Joint Arrangements – “Accounting for acquisitions of interests in joint operations” (pubblicato in data 6 maggio 2014): relativo alla contabilizzazione dell’acquisizione di interessenze in una joint operation la cui attività costituisca un business. L’adozione di tali emendamenti non ha comportato effetti sul bilancio separato della Società. • Emendamenti allo IAS 16 – Property, plant and Equipment e allo IAS 38 – Intangibles Assets – “Clarification of acceptable methods of depreciation and amortisation” (pubblicati in data 12 maggio 2014): secondo cui un criterio di ammortamento basato sui ricavi è considerato di norma inappropriato, in quanto, i ricavi generati da un’attività che include l’utilizzo dell’attività oggetto di ammortamento generalmente riflettono fattori diversi dal solo consumo dei benefici economici dell’attività stessa, requisito che viene, invece, richiesto per l’ammortamento. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio separato della Società. • Emendamento allo IAS 1 – “Disclosure Initiative” (pubblicato in data 18 dicembre 2014): l’obiettivo delle modifiche è di fornire chiarimenti in merito ad elementi di informativa che possono essere percepiti come impedimenti ad una chiara ed intellegibile redazione dei bilanci. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio separato della Società. • Emendamento allo IAS 27 Equity Method in Separate Financial Statements (pubblicato in data 12 agosto 2014): introduce l’opzione di utilizzare nel bilancio separato di un’entità il metodo del patrimonio netto per la valutazione delle partecipazioni in società controllate, in società a controllo congiunto e in società collegate. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio separato della Società. Infine, nell’ambito del processo annuale di miglioramento dei principi, in data 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato il documento “Annual Improvements to IFRSs: 2010-2012 Cycle” (tra cui IFRS 2 Share Based Payments – Definition of vesting condition, IFRS 3 Business Combination – Accounting for contingent consideration, IFRS 8 Operating segments – Aggregation of operating segments e Reconciliation of total of the reportable segments’ assets to the entity’s assets, IFRS 13 Fair Value Measurement – Short-term receivables and payables) e in data 25 settembre 2014 il documento “Annual Improvements to IFRSs: 2012-2014 Cycle” (tra cui: IFRS 5 – Non-current Assets Held for Sale and Discontinued Operations, IFRS 7 – Financial Instruments: Disclosure e IAS 19 – Employee Benefits) che integrano parzialmente i principi preesistenti.
167
168
Principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS e IFRIC omologati dall’Unione Europea, non ancora obbligatoriamente applicabili e non adottati in via anticipata dalla Società al 31 dicembre 2016
• Principio IFRS 15 – Revenue from Contracts with Customers (pubblicato in data 28 maggio 2014 e integrato con ulteriori chiarimenti pubblicati in data 12 aprile 2016) che è destinato a sostituire i principi IAS 18 – Revenue e IAS 11 – Construction Contracts, nonché le interpretazioni IFRIC 13 – Customer Loyalty Programmes, IFRIC 15 – Agreements for the Construction of Real Estate, IFRIC 18 – Transfers of Assets from Customers e SIC 31 – Revenues-Barter Transactions Involving Advertising Services. Il principio stabilisce un nuovo modello di riconoscimento dei ricavi, che si applicherà a tutti i contratti stipulati con i clienti ad eccezione di quelli che rientrano nell’ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS come i leasing, i contratti d’assicurazione e gli strumenti finanziari. I passaggi fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi secondo il nuovo modello sono: - l’identificazione del contratto con il cliente; - l’identificazione delle performance obligations del contratto; - la determinazione del prezzo; - l’allocazione del prezzo alle performance obligations del contratto; - i criteri di iscrizione del ricavo quando l’entità soddisfa ciascuna performance obligation. Il principio si applica a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un’applicazione anticipata. Pur non avendo ancora completato l’analisi sistematica della fattispecie ed in particolare un’analisi dettagliata dei contratti con i clienti, gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 15 possa avere un impatto significativo sugli importi iscritti a titolo di ricavi e sulla relativa informativa riportata nel bilancio separato della Società. • Versione finale dell’IFRS 9 – Financial Instruments (pubblicato il 24 luglio 2014). Il documento accoglie i risultati delle fasi relative a Classificazione e valutazione, Impairment, e Hedge accounting, del progetto dello IASB volto alla sostituzione dello IAS 39. Il nuovo principio, che sostituisce le precedenti versioni dell’IFRS 9, deve essere applicato dai bilanci che iniziano il 1° gennaio 2018 o successivamente. Gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 9 possa avere un impatto significativo sugli importi e l’informativa riportata nel bilancio separato della Società. Tuttavia, non è possibile fornire una stima ragionevole degli effetti finché la Società non abbia completato un’analisi dettagliata.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS non ancora omologati dall’Unione Europea
Alla data di riferimento del presente bilancio separato gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti. • In data 13 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 16 – Leases che è destinato a sostituire il principio IAS 17 – Leases, nonché le interpretazioni IFRIC 4 Determining whether an Arrangement contains a Lease, SIC-15 Operating Leases—Incentives e SIC-27 Evaluating the Substance of Transactions Involving the Legal Form of a Lease. Il nuovo principio fornisce una nuova definizione di lease ed introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi, individuando quali discriminanti: l’identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto ad ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall’uso del bene e il diritto di dirigere l’uso del bene sottostante il contratto. Il principio stabilisce un modello unico di riconoscimento e valutazione dei contratti di leasing per il locatario (lessee) che prevede l’iscrizione del bene oggetto di lease anche operativo nell’attivo con contropartita un debito finanziario, fornendo inoltre la possibilità di non riconoscere come leasing i contratti che hanno ad oggetto i “low-value assets” e i leasing con una durata del contratto pari o inferiore ai 12 mesi. Al contrario, lo Standard non comprende modifiche significative per i locatori. Il principio si applica a partire dal
1° gennaio 2019 ma è consentita un’applicazione anticipata, solo per le Società/ Gruppi che hanno applicato in via anticipata l’IFRS 15 - Revenue from Contracts with Customers. Gli amministratori non si attendono che l’applicazione dell’IFRS 16 possa avere un impatto significativo sulla contabilizzazione dei contratti di leasing e sulla relativa informativa riportata nel bilancio separato della Società. • In data 19 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il documento “Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses (Amendments to IAS 12)” che contiene delle modifiche al principio contabile internazionale IAS 12. Il documento ha l’obiettivo di fornire alcuni chiarimenti sull’iscrizione delle imposte differite attive sulle perdite non realizzate al verificarsi di determinate circostanze e sulla stima dei redditi imponibili per gli esercizi futuri. Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2017 ma ne è consentita l’adozione anticipata. • In data 29 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il documento “Disclosure Initiative (Amendments to IAS 7)” che contiene delle modifiche al principio contabile internazionale IAS 7. Il documento ha l’obiettivo di fornire alcuni chiarimenti per migliorare l’informativa sulle passività finanziarie. In particolare, le modifiche richiedono di fornire un’informativa che permetta agli utilizzatori del bilancio di comprendere le variazioni delle passività derivanti da operazioni di finanziamento. • Interpretazione IFRIC 22 “Foreign Currency Transactions and Advance Consideration” (pubblicata in data 8 dicembre 2016). L’interpretazione ha l’obiettivo di fornire delle linee guida per transazioni effettuate in valuta estera ove siano rilevati in bilancio degli anticipi o acconti non monetari, prima della rilevazione della relativa attività, costo o ricavo. Tale documento fornisce le indicazioni su come un’entità deve determinare la data di una transazione, e di conseguenza, il tasso di cambio a pronti da utilizzare quando si verificano operazioni in valuta estera nelle quali il pagamento viene effettuato o ricevuto in anticipo. L’IFRIC 22 è applicabile a partire dal 1° gennaio 2018, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio separato della Società dall’adozione di queste modifiche. • Emendamento allo IAS 40 “Transfers of Investment Property” (pubblicato in data 8 dicembre 2016). Tali modifiche chiariscono i trasferimenti di un immobile a, o da, investimento immobiliare. In particolare, un’entità deve riclassificare un immobile tra, o da, gli investimenti immobiliari solamente quando c’è l’evidenza che si sia verificato un cambiamento d’uso dell’immobile. Tale cambiamento deve essere ricondotto ad un evento specifico che è accaduto e non deve dunque limitarsi ad un cambiamento delle intenzioni da parte della Direzione di un’entità. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio separato della Società dall’adozione di queste modifiche.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
169
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Commento alle principali voci della situazione patrimoniale-finanziaria 1. ATTIVITÀ MATERIALI IMMOBILI
IMPIANTI E MACCHINARI
ALTRI BENI
IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO
TOTALE
6.208
147.785
29.579
3.709
187.281
67
7.802
1.038
749
9.656
Cessioni
-
(2.891)
(106)
-
(2.997)
Riclassifica
-
2.668
63
(2.786)
(55)
6.275
155.364
30.574
1.672
193.885
Incrementi
53
5.325
1.462
758
7.598
Cessioni
(1)
(2.982)
(236)
-
(3.219)
-
684
19
(1.003)
(300)
6.327
158.391
31.819
1.427
197.964
AL 31 DICEMBRE 2014
2.535
127.774
25.579
0
155.888
Ammortamenti dell’anno
176
5.847
1.841
-
7.864
Eliminazioni per cessioni
-
(1.701)
(106)
-
(1.807)
AL 31 DICEMBRE 2015
2.711
131.920
27.314
0
161.945
Ammortamenti dell’anno
176
6.200
1.702
-
8.078
Eliminazioni per cessioni
-
(2.973)
(178)
-
(3.151)
2.887
135.147
28.838
0
166.872
AL 31 DICEMBRE 2016
3.440
23.244
2.981
1.427
31.092
AL 31 DICEMBRE 2015
3.564
23.444
3.260
1.672
31.940
COSTO AL 31 DICEMBRE 2014 Incrementi
AL 31 DICEMBRE 2015
Riclassifica
AL 31 DICEMBRE 2016 AMMORTAMENTI ACCUMULATI
AL 31 DICEMBRE 2016 VALORE CONTABILE NETTO
Il valore contabile netto della voce Immobili è così composto:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Terreni
1.291
1.291
-
Immobili industriali
2.149
2.273
(124)
TOTALE
3.440
3.564
(124)
170
I principali investimenti dell’esercizio sono stati finalizzati alla ulteriore automazione della produzione dei rubinetti in lega leggera. Sono stati inoltre effettuati investimenti per il miglioramento dei processi produttivi e investimenti di mantenimento e sostituzione, volti a mantenere costantemente aggiornati i beni strumentali. I decrementi sono relativi principalmente alla dismissione di macchinari obsoleti.
Le immobilizzazioni in corso includono macchinari in costruzione e anticipi a fornitori di beni strumentali. Al 31 dicembre 2016 la Società ha verificato l’insussistenza di indicatori endogeni o esogeni di possibile riduzione del valore delle proprie attività materiali. Di conseguenza, il valore delle attività materiali non è stato sottoposto a test di impairment.
2. INVESTIMENTI IMMOBILIARI COSTO AL 31 DICEMBRE 2014
6.675
Incrementi
-
Cessioni
-
AL 31 DICEMBRE 2015
6.675
Incrementi
-
Cessioni
-
AL 31 DICEMBRE 2016
6.675
AMMORTAMENTI ACCUMULATI AL 31 DICEMBRE 2014
4.646
Ammortamenti dell’anno
192
AL 31 DICEMBRE 2015
4.838
Ammortamenti dell’anno
192
AL 31 DICEMBRE 2016
5.030
VALORE CONTABILE NETTO AL 31 DICEMBRE 2016
1.645
AL 31 DICEMBRE 2015
1.837
In tale voce sono iscritti gli immobili non strumentali di proprietà della Società. Nel corso dell’esercizio tale voce non ha subito variazioni ad eccezione degli ammortamenti di competenza dell’esercizio. Al 31 dicembre 2016 la Società ha verificato l’insussistenza
di indicatori endogeni o esogeni di possibile riduzione del valore dei propri investimenti immobiliari. Di conseguenza, il valore degli investimenti immobiliari non è stato sottoposto a test di impairment.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
171
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
3. ATTIVITÀ IMMATERIALI BREVETTI, KNOW-HOW E SOFTWARE
COSTI DI SVILUPPO
ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI
TOTALE
5.855
4.308
1.786
11.949
Incrementi
192
414
21
627
Riclassificazioni
66
(46)
-
20
-
-
-
-
6.113
4.676
1.807
12.596
Incrementi
108
313
53
474
Riclassificazioni
54
(87)
207
174
-
-
-
-
6.275
4.902
2.067
13.244
5.416
2.011
1.290
8.717
203
336
142
681
-
-
-
-
5.619
2.347
1.432
9.398
254
350
147
751
-
-
-
-
5.873
2.697
1.579
10.149
AL 31 DICEMBRE 2016
402
2.205
488
3.095
AL 31 DICEMBRE 2015
494
2.329
375
3.198
COSTO AL 31 DICEMBRE 2014
Decrementi
AL 31 DICEMBRE 2015
Decrementi
AL 31 DICEMBRE 2016
AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI AL 31 DICEMBRE 2014 Ammortamenti 2015 Decrementi
AL 31 DICEMBRE 2015 Ammortamenti 2016 Decrementi
AL 31 DICEMBRE 2016
VALORE CONTABILE NETTO
Le attività immateriali hanno vita utile definita e sono conseguentemente ammortizzate lungo la stessa. I maggiori investimenti dell’esercizio sono relativi allo sviluppo di nuovi prodotti, principalmente in relazione all’ampliamento della gamma di bruciatori (le attività di ricerca e sviluppo condotte nel corso dell’esercizio sono illustrate nella Relazione sulla gestione). Gli investimenti in software includono lo sviluppo applicativo del sistema gestionale (SAP) e l’evoluzione del CAD. Le altre attività immateriali si riferiscono principalmente a migliorie sugli immobili di terzi in locazione.
Al 31 dicembre 2016 la Società ha verificato l’insussistenza di indicatori endogeni o esogeni di possibile ulteriore riduzione del valore delle proprie attività immateriali. Di conseguenza, il valore delle attività immateriali non è stato sottoposto a test di impairment.
172
4. PARTECIPAZIONI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
In società controllate
50.039
45.760
4.279
Altre partecipazioni
59
59
-
50.098
45.819
4.279
TOTALE
La movimentazione delle partecipazioni in società controllate è esposta nella seguente tabella: SABAF SABAF APPLIANCE A.C. SABAF U.S. COMPOTRADING NENTS (CINA) (CINA)
SABAF IMMOBILIARE
FARINGOSI HINGES
SABAF DO BRASIL
SABAF MEXICO
13.475
10.329
8.469
548
139
3.400
Aumenti/riduzioni di capitale
-
-
-
-
-
Liquidazione partecipazione
-
-
-
(548)
13.475
10.329
8.469
-
-
13.475
SABAF TURCHIA
A.R.C. S.R.L.
TOTALE
200
13.351
0
49.911
1.000
-
(1.346)
-
(346)
-
-
-
-
-
(548)
0
139
4.400
200
12.005
0
49.017
-
-
-
-
-
-
4.800
4.800
10.329
8.469
0
139
4.400
200
12.005
4.800
53.817
COSTO STORICO AL 31 DICEMBRE 2014
AL 31 DICEMBRE 2015 Acquisto partecipazioni
AL 31 DICEMBRE 2016 FONDO SVALUTAZIONE AL 31 DICEMBRE 2014
0
1.882
0
548
0
2.683
0
0
0
5.113
Svalutazioni (Ripristini di valore) (Nota 28)
-
(1.882)
-
-
-
574
-
-
-
(1.308)
Liquidazione partecipazione
-
-
-
(548)
-
-
-
-
-
(548)
AL 31 DICEMBRE 2015
0
0
0
0
0
3.257
0
0
0
3.257
Svalutazioni (Ripristini di valore) (Nota 28)
-
-
-
-
-
521
-
-
-
521
AL 31 DICEMBRE 2016
0
0
0
0
0
3.778
0
0
0
3.778
VALORE CONTABILE NETTO AL 31 DICEMBRE 2016
13.475
10.329
8.469
0
139
622
200
12.005
4.800
50.039
AL 31 DICEMBRE 2015
13.475
10.329
8.469
0
139
1.143
200
12.005
0
45.760
QUOTA PATRIMONIO NETTO DI PERTINENZA (DETERMINATO IN CONFORMITÀ AGLI IAS/IFRS) AL 31 DICEMBRE 2016
30.027
5.546
10.628
0
(25)
683
266
14.805
3.025
64.955
AL 31 DICEMBRE 2015
28.679
4.922
7.145
0
(32)
1.302
293
14.085
0
56.394
DIFFERENZA TRA PATRIMONIO NETTO E VALORE CONTABILE AL 31 DICEMBRE 2016
16.552
(4.783)
2.159
0
(164)
61
66
2.800
(1.775)
14.916
AL 31 DICEMBRE 2015
15.204
(5.407)
(1.324)
0
(171)
159
93
2.080
-
10.634
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
173
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Faringosi Hinges s.r.l Nel corso del 2016 Faringosi Hinges ha conseguito risultati in ulteriore miglioramento, sia sotto il profilo dell’andamento delle vendite che per quanto riguarda la redditività, che si è attestata su livelli superiori al budget. Il piano previsionale 2017-2021, elaborato a fine 2016, prospetta un ulteriore graduale miglioramento delle vendite e il mantenimento della redditività, da ritenersi durevolmente acquisito anche in ottica prospettica futura. Al 31 dicembre 2016 Sabaf S.p.A. ha sottoposto a test di impairment il valore contabile della partecipazione, determinandone il valore recuperabile, considerato pari al valore d’uso più la liquidità disponibile, mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi stimati nel piano previsionale elaborato dal management. Ai flussi di cassa del periodo 2017-2021 è stato sommato il cosiddetto valore terminale,
espressivo dei flussi operativi che la partecipata sarà in grado di generare a partire dal sesto anno all’infinito e determinato sulla base della rendita perpetua. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un tasso di sconto (wacc) del 7,76% (8,45% nel test di impairment condotto in occasione della redazione del bilancio separato al 31 dicembre 2015) e di un tasso di crescita (g) dell’1,50%, che risulta in linea con i dati storici. Il valore recuperabile determinato sulla base delle assunzioni e delle tecniche valutative sopra citate è pari a 12,700 milioni di euro, a fronte di un valore contabile della partecipazione di 10,329 milioni di euro, di conseguenza si è ritenuto recuperabile il valore di iscrizione della partecipazione al 31 dicembre 2016.
Analisi di sensitività Si riportano nella tabella seguente le variazioni del valore recuperabile al variare del tasso di attualizzazione wacc e del fattore di crescita g:
IN MIGLIAIA DI EURO TASSO DI SCONTO
TASSO DI CRESCITA 1,00%
1,25%
1,50%
1,75%
2,00%
6,76%
14.086
14.619
15.202
15.844
16.553
7,26%
12.922
13.363
13.842
14.365
14.937
7,76%
11.930
12.300
12.700
13.133
13.603
8,26%
11.076
11.390
11.727
12.091
12.483
8,76%
10.332
10.601
10.889
11.198
11.529
Sabaf do Brasil
Sabaf Appliance Components Trading
Nel 2016 Sabaf do Brasil ha continuato a conseguire risultati positivi e in miglioramento rispetto al 2015. L’incremento del patrimonio netto (convertito in euro al cambio di fine esercizio) beneficia anche della rivalutazione del real brasiliano.
Sabaf Appliance Components Trading (Kunshan) Co., Ltd., è stata costituita nel corso del 2012 per svolgere la funzione di distributore. Nel corso del 2015 tale attività è stata accentrata presso Sabaf Appliance Components, la società pertanto è stata posta in liquidazione; il processo di liquidazione si concluderà nel corso del 2017.
Sabaf U.S. La società controllata Sabaf U.S. opera come supporto commerciale per il mercato nordamericano. La differenza tra il valore contabile e il patrimonio netto della partecipata è attribuibile a perdite ritenute non durevoli in considerazione degli sviluppi attesi sul mercato nordamericano.
Sabaf Appliance Components Sabaf Appliance Components (Kunshan) Co., Ltd. produce bruciatori speciali per il mercato cinese a partire dal 2015. Inoltre, la società svolge la funzione di distributore sul mercato cinese di prodotti Sabaf realizzati in Italia e in Turchia. I bassi volumi di produzione non hanno consentito alla società di raggiungere il punto di pareggio nel corso del 2016. Al 31 dicembre 2016 il valore della partecipazione è stato ridotto di 521.000 euro, adeguandolo al patrimonio netto di fine esercizio, in quanto la perdita realizzata è stata ritenuta durevole.
Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki (Sabaf Turchia) Anche nel 2016 Sabaf Turchia ha conseguito risultati estremamente soddisfacenti. La conversione in euro del patrimonio netto di fine esercizio risente della forte svalutazione della lira turca a fine 2016; peraltro il patrimonio netto si mantiene superiore al valore di carico della partecipazione.
174
A.R.C. s.r.l. Nel mese di giugno 2016 la Società ha acquisito la quota di controllo (70%) di A.R.C. s.r.l., società leader in Italia nella produzione di bruciatori per la cottura professionale. L’operazione permette a Sabaf di entrare in un nuovo settore, contiguo a quello tradizionale dei componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas, e di valorizzare la consolidata presenza internazionale del Gruppo Sabaf. Al 31 dicembre 2016 la Società ha sottoposto a test di impairment il valore contabile della partecipazione, determinandone il valore recuperabile, considerato pari al valore d’uso più la liquidità disponibile, mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi stimati nel piano previsionale elaborato in fase di acquisizione della partecipazione in A.R.C. e adeguato a fine 2016 sulla base degli ulteriori elementi noti.
Ai flussi di cassa del periodo 2017-2019 è stato sommato il cosiddetto valore terminale, espressivo dei flussi operativi che la partecipata sarà in grado di generare a partire dal quarto anno all’infinito e determinato sulla base della rendita perpetua. Il valore d’uso è stato calcolato sulla base di un tasso di sconto (wacc) del 5,79% e di un tasso di crescita (g) dell’1,50%. La quota di pertinenza di Sabaf S.p.A. del valore recuperabile determinato sulla base delle assunzioni e delle tecniche valutative sopra citate è pari a 6,938 milioni di euro, a fronte di un valore contabile della partecipazione di 4,8 milioni di euro, di conseguenza si è ritenuto recuperabile il valore di iscrizione della partecipazione al 31 dicembre 2016.
Analisi di sensitività Si riportano nella tabella seguente le variazioni del valore recuperabile al variare del tasso di attualizzazione wacc e del fattore di crescita g:
IN MIGLIAIA DI EURO TASSO DI SCONTO
TASSO DI CRESCITA 1,00%
1,25%
1,50%
1,75%
2,00%
4,79%
7.718
8.129
8.601
9.152
9.801
5,29%
6.989
7.304
7.660
8.067
8.535
5,79%
6.413
6.661
6.938
7.250
7.603
6,29%
5.945
6.146
6.368
6.614
6.889
6,79%
5.559
5.724
5.905
6.104
6.323
Nell’ambito dell’operazione di acquisizione del 70% di A.R.C. S.r.l., Sabaf S.p.A. ha sottoscritto con il Sig. Loris Gasparini (attuale socio di minoranza al 30% della A.R.C.) un accordo che ha inteso regolamentare il diritto di uscita del Sig. Gasparini da A.R.C. e l’interesse di Sabaf ad acquisire il 100% delle quote una volta decorso il termine di cinque anni dalla stipula del contratto di compravendita del 24 giugno 2016, mediante la sottoscrizione di specifici patti di opzione. L’accordo prevede quindi specifici diritti di opzione ad acquistare (da parte di Sabaf) e a vendere (da parte del Sig. Gasparini) esercitabili a decorrere dal 24 giugno 2021, le restanti quote pari al 30% della A.R.C.,
con prezzi di esercizio definiti contrattualmente sulla base di parametri reddituali consuntivati da A.R.C. al 31 dicembre 2020. L’opzione per l’acquisto del 30% residuo di A.R.C. rappresenta uno strumento derivato; dal momento che il prezzo di esercizio definito contrattualmente è stato ritenuto rappresentativo del fair value della quota potenzialmente acquisibile, non è stato iscritto nessun valore nel bilancio separato chiuso al 31 dicembre 2016.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
5. ATTIVITÀ FINANZIARIE NON CORRENTI Crediti finanziari verso controllate Conto bancario vincolato TOTALE
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
1.897
1.837
60
240
-
240
2.137
1.837
300
Al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015 i crediti finanziari verso controllate sono costituiti da un finanziamento fruttifero di 2 milioni di dollari USA con scadenza a marzo 2017, concesso alla società controllata Sabaf do Brasil con l’obiettivo di ottimizzare l’esposizione al rischio di cambio del Gruppo.
Nell’ambito dell’acquisizione del 70% di A.R.C., Sabaf S.p.A. ha versato su un conto bancario vincolato l’importo complessivo di 300.000 euro, di cui 240.000 euro esigibili oltre 12 mesi. Tale somma è stata trattenuta dal corrispettivo pattuito a garanzia degli impegni assunti dai venditori ed è pagabile in quote costanti in cinque anni. (Nota 15)
6. RIMANENZE 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Materie prime
7.455
8.758
(1.303)
Semilavorati
9.310
9.326
(16)
Prodotti finiti
8.773
8.461
312
Fondo svalutazione rimanenze
(2.045)
(1.870)
(175)
TOTALE
23.493
24.675
(1.182)
Il valore delle rimanenze finali al 31 dicembre 2016 è inferiore rispetto alla fine dell’esercizio precedente a seguito della flessione dei volumi di produzione e vendita. Il fondo obsolescenza, riferibile per 470.000 euro alle materie prime, per 645.000 euro ai
semilavorati e per 930.000 euro ai prodotti finiti, riflette la migliore stima del rischio di obsolescenza, sulla base delle analisi specifiche effettuate a fine esercizio sugli articoli non mossi o a basso indice di rotazione.
7. CREDITI COMMERCIALI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Totale crediti verso clienti
28.065
33.821
(5.756)
Fondo svalutazione crediti
(600)
(950)
350
27.465
32.871
(5.406)
TOTALE NETTO
Al 31 dicembre 2016 i crediti verso clienti includono saldi per 2.925.000 dollari USA, contabilizzati al cambio euro/dollaro del 31 dicembre 2016, pari a 1,0541. L’importo dei crediti commerciali iscritto in bilancio include 1,1 milioni di euro di crediti ceduti pro-soluto a società di factoring (2,3 milioni di euro al 31 dicembre 2015) e circa 14 milioni di euro di crediti assicurati (13,9 milioni di euro al 31 dicembre 2015).
Il fondo svalutazione crediti è stato adeguato alla migliore stima del rischio di credito alla data di chiusura dell’esercizio. La riduzione dei crediti verso clienti è attribuibile, oltre che alla flessione delle vendite, a minori crediti scaduti rispetto alla fine dell’esercizio precedente, come evidenziato nella seguente tabella:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Crediti correnti (non scaduti)
24.378
28.280
(3.902)
Scaduto fino a 30 gg
2.242
2.233
9
Scaduto da 31 a 60 gg
184
415
(231)
Scaduto da 61 a 90 gg
64
730
(666)
1.197
2.163
(966)
28.065
33.821
(5.756)
Scaduto da più di 90 gg TOTALE
175
176
8. CREDITI PER IMPOSTE Verso Giuseppe Saleri SapA per IRES Verso erario per imposte sul reddito Verso erario per IVA TOTALE
10. ATTIVITÀ FINANZIARIE CORRENTI
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
1.083
1.114
(31)
992
605
387
402
30
372
Derivati su cambi
2.477
1.749
728
TOTALE
Fino all’esercizio 2015 Sabaf S.p.A. ha aderito al consolidato fiscale nazionale (tassazione di gruppo) ai sensi degli artt. 117/129 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito. In tale ambito, la società Giuseppe Saleri S.a.p.A., controllante di Sabaf S.p.A., fungeva da società consolidante. Nel 2016 sono venute meno le condizioni per la predisposizione del consolidato fiscale, che di conseguenza è stato interrotto. Il credito verso la Giuseppe Saleri S.a.p.A. iscritto al 31 dicembre 2016 è originato dalla deducibilità integrale dall’IRES dell’IRAP relativa alle spese sostenute per il personale dipendente e assimilato per il periodo 2006-2011 (D.L. 201/2011), per il quale la società consolidante ha presentato istanza di rimborso e che retrocederà a Sabaf non appena avrà ottenuto il rimborso. Il credito verso l’erario per imposte sul reddito sono originati dai maggiori acconti d’imposta versati nel corso dell’anno rispetto all’imposta dovuta.
9. ALTRI CREDITI CORRENTI
31.12.2015
VARIAZIONE
1.000
1.000
-
60
-
60
-
69
(69)
1.060
1.069
(9)
Al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015 i crediti finanziari verso controllate sono costituiti da un finanziamento fruttifero di 1 milione di euro a Sabaf Appliance Components Co., Ltd. a sostegno del capitale circolante della controllata cinese. Il finanziamento ha una durata di 12 mesi ed è stato rinnovato a dicembre 2016 per un pari periodo.
11. DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI La voce Disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari a euro 1.797.000 al 31 dicembre 2016 (euro 1.797.000 al 31 dicembre 2015) è rappresentata quasi esclusivamente da saldi attivi di c/c bancari.
12. CAPITALE SOCIALE
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Accrediti da ricevere da fornitori
678
857
(179)
Anticipi a fornitori
54
33
21
Crediti verso INAIL
58
32
26
Altri
249
276
(27)
1.039
1.198
(159)
TOTALE
Crediti finanziari verso controllate Conto bancario vincolato (Nota 5)
31.12.2016
Al 31 dicembre 2016 gli accrediti da ricevere da fornitori includono 411.000 euro relativi allo sgravio spettante alla Società in qualità di impresa a forte consumo di energia (cosiddetto “bonus energivori”) per gli anni 2014 e 2015, di cui 194.000 euro incassati a inizio 2017.
Al 31 dicembre 2016 il capitale sociale della Società è rappresentato da 11.533.450 azioni da nominali euro 1,00 cadauna. Il capitale sociale sottoscritto e versato non ha subito variazioni nel corso dell’esercizio.
13. AZIONI PROPRIE Nel corso dell’esercizio sono state acquistate n. 171.061 azioni proprie ad un prezzo medio unitario di 9,794 euro; non sono state effettuate vendite. Al 31 dicembre 2016 la Società detiene n. 233.139 azioni proprie, pari al 2,021% del capitale sociale (62.078 azioni proprie al 31 dicembre 2015), iscritte in bilancio a rettifica del patrimonio netto ad un valore unitario di euro 10,289 (il valore di mercato a fine esercizio era di 10,4 euro). Le azioni in circolazione al 31 dicembre 2016 sono pertanto 11.300.311 (11.471.372 al 31 dicembre 2015).
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
16. TFR
14. FINANZIAMENTI 31.12.2016
Mutui chirografari Finanziamenti bancari a breve termine Anticipi sbf su ricevute bancarie o fatture Interessi da liquidare TOTALE
177
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Trattamento di fine rapporto
2.436
2.527
(91)
TOTALE
2.436
2.527
(91)
31.12.2015
CORRENTI
NON CORRENTI
CORRENTI
NON CORRENTI
6.656
17.281
2.707
4.632
7.397
-
13.194
-
2
-
5.825
-
-
-
36
-
14.055
17.281
21.762
4.632
Nel corso dell’esercizio la Società ha rimodulato la durata media dei propri finanziamenti, stipulando 4 contratti di mutuo chirografario per complessivi 19,8 milioni di euro, rimborsabili in 5 anni a rate costanti trimestrali, a tassi compresi tra lo 0,60% e l’1%. Solo uno dei mutui chirografari in essere, di importo pari a 5 milioni di euro al 31 dicembre 2016, presenta covenants, definiti con riferimento al bilancio consolidato alla data di chiusura di ogni esercizio, come di seguito specificato: • Impegno a mantenere un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto inferiore a 1 • Impegno a mantenere un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA inferiore a 2 ampiamente rispettati al 31 dicembre 2016. Tutti i finanziamenti bancari in essere sono denominati in euro, ad eccezione di un finanziamento a breve di 2 milioni di dollari USA. Nella successiva Nota 35 sono fornite le informazioni sui rischi finanziari richieste dal principio contabile IFRS 7.
15. ALTRE PASSIVITÀ FINANZIARIE 31.12.2016
A seguito della revisione dello IAS 19 – Benefici ai dipendenti, a partire dal 1° gennaio 2013 tutti gli utili o perdite attuariali sono iscritti immediatamente nel prospetto di conto economico complessivo (“Other comprehensive income”) nella voce del conto economico complessivo “Proventi e perdite attuariali”. La valutazione del TFR si basa sulle seguenti ipotesi:
Ipotesi finanziarie 31.12. 2016
31.12.2015
Tasso di sconto
1,15%
1,60%
Inflazione
1,75%
2,00%
Ipotesi demografiche 31.12. 2016
31.12.2015
Tasso di mortalità
ISTAT 2010 M/F
ISTAT 2010 M/F
Invalidità
INPS 1998 M/F
INPS 1998 M/F
6%
6%
5% per anno
5% per anno
in accordo con la legislazione vigente al 31 dicembre 2016
in accordo con la legislazione vigente al 31 dicembre 2015
Turnover del personale Anticipi
31.12.2015
CORRENTI
NON CORRENTI
CORRENTI
NON CORRENTI
Debito verso soci A.RC. Strumenti derivati su cambi Strumenti derivati su tassi
60
240
-
-
201
-
17
-
37
-
14
-
TOTALE
298
240
31
0
l debito verso soci A.R.C., pari a 300.000 euro al 31 dicembre 2016, è relativo alla parte di prezzo non ancora liquidata ai venditori, che è stata depositata su un conto vincolato (Nota 5) e sarà liberata a favore dei venditori in quote costanti in 5 anni, in coerenza con gli accordi contrattali e alle garanzie rilasciate dai venditori. Tra le altre passività finanziarie sono inoltre iscritti: • il fair value negativo di contratti di vendita a termine per complessivi 6 milioni di dollari al cambio medio di 1,1061, stipulati a fronte del rischio di cambio descritto alla Nota 35. Per un pari importo sono state rilevate a conto economico differenze passive su cambi; • il fair value negativo degli IRS a copertura del rischio di tasso sui finanziamenti chirografari in essere, per nozionali 13 milioni di euro circa e scadenza fino al 31 dicembre 2021. Per un pari importo sono stati rilevati a conto economico oneri finanziari.
Età di pensionamento
178
17. FONDI PER RISCHI E ONERI 31.12.2015
ACCANTONAMENTO
UTILIZZO
RILASCIO QUOTA ECCEDENTE
31.12.2016
Fondo indennità suppletiva di clientela
266
-
-
(53)
213
Fondo garanzia prodotto
60
35
(35)
-
60
-
50
-
-
50
326
85
(35)
(53)
323
Fondo rischi legali TOTALE
Il fondo indennità suppletiva di clientela copre gli importi da corrispondere agli agenti in caso di risoluzione del rapporto di agenzia da parte della Società. Il fondo garanzia prodotto copre il rischio di resi o addebiti da clienti per prodotti già venduti. Il fondo rischi legali è stanziato a fronte di contenziosi di modesta entità.
Gli accantonamenti iscritti nei fondi rischi, che rappresentano la stima degli esborsi futuri elaborati anche sulla base dell’esperienza storica, non sono stati attualizzati perché l’effetto è ritenuto trascurabile.
18. DEBITI COMMERCIALI TOTALE
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
16.010
18.203
(2.193)
La diminuzione dei debiti commerciali rispetto all’esercizio precedente è legata ai minori volumi di acquisto; i termini medi di pagamento non hanno subito variazioni rispetto all’esercizio precedente.
L’importo dei debiti commerciali in valute diverse dall’euro non è significativo. Al 31 dicembre 2016 non sono presenti debiti scaduti di importo significativo, né la Società ha ricevuto decreti ingiuntivi per debiti scaduti.
19. DEBITI PER IMPOSTE 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Verso erario per ritenute IRPEF
642
788
(146)
TOTALE
642
788
(146)
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
179
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
20. ALTRI DEBITI CORRENTI 31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
Verso il personale
3.472
3.658
(186)
Verso istituti previdenziali
1.937
1.861
76
Acconti da clienti
108
88
20
Verso agenti
241
281
(40)
Altri debiti correnti
31
54
(23)
5.789
5.942
(153)
TOTALE
A inizio 2017 i debiti verso il personale e verso istituti previdenziali sono stati liquidati secondo le scadenze di pagamento previste.
21. IMPOSTE ANTICIPATE E DIFFERITE 31.12.2016
31.12.2015
Imposte anticipate
3.315
3.285
Imposte differite passive
(129)
(150)
POSIZIONE NETTA
3.186
3.135
Di seguito è analizzata la natura delle differenze temporanee che determinano l’iscrizione di imposte differite e anticipate e la loro movimentazione durante l’esercizio in corso e quello precedente.
Ammortamenti e leasing
Accantonamenti e rettifiche di valore
Fair value di strumenti derivati
Avviamento
Valutazione attuariale TFR
Altre differenze temporanee
TOTALE
353
933
0
1.993
203
94
3.576
A conto economico
-
(140)
(19)
(222)
(25)
(27)
(433)
A patrimonio netto
-
-
-
-
(8)
-
(8)
353
793
(19)
1.771
170
67
3.135
A conto economico
40
(23)
76
-
-
(50)
43
A patrimonio netto
-
-
-
-
8
-
8
393
770
57
1.771
178
17
3.186
AL 31 DICEMBRE 2014
AL 31 DICEMBRE 2015
AL 31 DICEMBRE 2016
Le imposte anticipate relative all’avviamento si riferiscono all’affrancamento del valore della partecipazione in Faringosi Hinges s.r.l. effettuato nel 2011 ai sensi del D.L. 98/2011. Il beneficio fiscale futuro potrà essere conseguito in dieci quote annuali a partire dall’esercizio 2018.
180
22. POSIZIONE FINANZIARIA NETTA Secondo quanto richiesto dalla Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si segnala che la posizione finanziaria della Società è la seguente:
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
4
6
(2)
1.793
1.084
709
0
0
0
A.
Cassa (Nota 11)
B.
Saldi attivi di c/c bancari non vincolati (Nota 11)
C.
Altre disponibilità liquide
D.
LIQUIDITÀ (A+B+C)
1.797
1.090
707
E.
Debiti bancari correnti (Nota 14)
7.399
19.055
(11.656)
F.
Parte corrente dell'indebitamento non corrente (Nota 14)
6.656
2.707
3.949
G.
Altri debiti finanziari correnti (Nota 15)
298
14
284
H.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO CORRENTE (E+F+G)
14.353
21.776
(7.423)
I.
POSIZIONE FINANZIARIA CORRENTE NETTA (H-D)
12.556
20.686
(8.130)
J.
Debiti bancari non correnti (Nota 14)
17.281
4.632
12.649
K.
Altri debiti finanziari non correnti
240
0
240
L.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NON CORRENTE (J+K)
17.521
4.632
12.889
M.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (I+L)
30.077
25.318
4.759
Nel rendiconto finanziario è esposta la movimentazione della liquidità (lettera D. del presente prospetto).
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Commento alle principali voci di conto economico 23. RICAVI Nel 2016, i ricavi di vendita sono stati pari a 101.523.000 euro, inferiori di 12.439.000 euro (-10,9%) rispetto al 2015.
Ricavi per area geografica 2016
%
2015
%
VARIAZIONE %
Italia
31.431
30,9%
38.081
33,4%
-17,5%
Europa occidentale
6.868
6,8%
6.481
5,7%
+6,0%
Europa orientale e Turchia
27.365
26,9%
28.322
24,8%
-3,4%
Asia e Oceania (escluso M.O.)
7.064
7,0%
6.347
5,6%
+11,3%
Centro e Sud America
10.373
10,2%
11.991
10,5%
-13,5%
Medio Oriente e Africa
11.254
11,1%
16.479
14,5%
-31,7%
Nord America e Messico
7.168
7,1%
6.261
5,5%
+14,5%
101.523
100%
113.962
100%
-10,9%
TOTALE
Ricavi per famiglia di prodotto 2016
%
2015
%
VARIAZIONE %
Rubinetti in ottone
9.002
8,9%
12.673
11,1%
-29,0%
Rubinetti in lega leggera
32.406
31,9%
33.663
29,6%
-3,7%
Termostati
7.690
7,6%
10.513
9,2%
-26,9%
TOTALE RUBINETTI E TERMOSTATI
49.098
48,4%
56.849
49,9%
-13,6%
Bruciatori standard
21.483
21,2%
22.983
20,2%
-6,5%
Bruciatori speciali
19.438
19,1%
20.773
18,2%
-6,4%
TOTALE BRUCIATORI
40.921
40,3%
43.756
38,4%
-6,5%
Accessori e altri ricavi
11.504
11,3%
13.357
11,7%
-13,9%
TOTALE
101.523
100,0%
113.962
100%
-10,9%
L’andamento delle vendite del 2016 è stato negativamente condizionato dalla crisi dei mercati mediorientali e dell’Africa (prevalentemente Egitto), che hanno registrato una flessione del fatturato diretto di oltre 5 milioni di euro. La crisi su tali mercati ha anche impattato le vendite realizzate in Italia, dato che i nostri clienti italiani sono forti esportatori verso l’area mediorientale. Il buon andamento di altri mercati internazionali,
tra cui spicca la costante crescita del Nord America, ha solo parzialmente compensato il calo delle vendite in Medio Oriente, Africa e Italia. L’analisi per famiglia di prodotto evidenzia una flessione marcata dei prodotti più maturi (rubinetti in ottone e termostati), destinati prevalentemente proprio ai mercati in crisi. I prezzi medi di vendita del 2016 sono stati mediamente inferiori dell’1,3% rispetto al 2015.
181
182
24. ALTRI PROVENTI Vendita sfridi Servizi a società controllate Sopravvenienze attive Affitti attivi Utilizzazione fondi rischi e oneri Servizi a società controllante Altri proventi TOTALE
26. COSTI PER SERVIZI 2016
2015
VARIAZIONE
Lavorazioni esterne
7.587
9.202
(1.615)
(126)
Affitti di immobili
3.995
4.032
(37)
260
(124)
Energia elettrica e metano
3.526
3.874
(348)
85
116
(31)
Manutenzioni
2.813
2.661
152
88
158
(70)
Consulenze
1.377
1.488
(111)
10
10
-
Trasporti e spese di esportazione
1.134
1.392
(258)
848
506
342
1.061
1.049
12
2.279
2.733
(454)
Compensi agli Amministratori Assicurazioni
562
443
119
Provvigioni
545
574
(29)
Spese di viaggio e trasferta
478
674
(196)
Smaltimento rifiuti
352
364
(12)
Servizio mensa
282
315
(33)
Somministrazione lavoro temporaneo
99
145
(46)
Altri costi
2.221
2.538
(317)
TOTALE
26.032
28.751
(2.719)
2016
2015
VARIAZIONE
958
1.403
(445)
154
280
136
I minori proventi per la vendita di sfridi sono conseguenti al recupero nel processo produttivo di una maggiore quota degli sfridi generati. I servizi a società controllate e alla società controllante si riferiscono a prestazioni amministrative, commerciali e tecniche nell’ambito del Gruppo. Gli altri proventi includono l’addebito a clienti per la compartecipazione allo sviluppo e industrializzazione di nuovi prodotti.
25. ACQUISTI 2016
2015
VARIAZIONE
Materie prime e componenti di acquisto
33.692
40.279
(6.587)
Materiale di consumo
3.183
3.582
(399)
36.875
43.861
(6.986)
TOTALE
Nel 2016 i prezzi effettivi di acquisto delle principali materie prime (leghe di alluminio, acciaio e ottone) sono stati mediamente inferiori rispetto al 2015, consentendo un risparmio pari all’1,1% delle vendite. L’incidenza dei consumi (acquisti più variazione delle rimanenze) sulle vendite è stata pari al 37,5% nel 2016, rispetto al 38,8% del 2015.
La flessione nei costi per lavorazioni esterne è conseguente alla parziale internalizzazione di alcune fasi nella produzione dei bruciatori. I minori costi energetici sono conseguenti ai minori volumi di produzione e, in misura minore, alla diminuzione del prezzo di energia elettrica e gas (in media -3% rispetto al 2015). Inoltre, nel corso dell’esercizio sono stati eseguiti interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica (installazione di impianti di illuminazione a led, riparazione di perdite di aria compressa). La variazione dei costi per manutenzioni è legata alla normale ciclicità degli interventi di manutenzione; le politiche di manutenzione, volte a garantire la costante efficienza di tutti gli impianti produttivi, non hanno subito variazioni. I costi per consulenze sono riferiti a consulenze tecniche per 343.000 euro, a consulenze commerciali per 374.000 euro e a consulenze di natura legale, amministrativa e generale per 660.000 euro. Gli altri costi includono costi per la registrazione di brevetti, costi per noleggio di beni di terzi, costi per pulizie, costi legati all’attività di ricerca e sviluppo e altri costi di minore rilievo.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
27. COSTI DEL PERSONALE Salari e stipendi Oneri sociali Lavoro temporaneo TFR e altri costi TOTALE
2016
2015
VARIAZIONE
18.322
18.767
(445)
5.959
6.131
(172)
845
1.182
(337)
1.256
1.888
(632)
26.382
27.968
(1.586)
Il numero medio dei dipendenti della Società nel 2016 è stato pari a 543 (424 operai, 110 impiegati e quadri, 9 dirigenti), contro i 552 del 2015 (428 operai, 115 impiegati e quadri, 9 dirigenti). Il numero medio di lavoratori temporanei, con contratto di somministrazione, è stato pari a 26 nel 2016 (32 nel 2015). Nel corso dell’esercizio la Società ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nei periodi caratterizzati da bassi fabbisogni produttivi: tale istituto ha permesso un risparmio di costi del personale per 689.000 euro (333.000 euro nel 2015).
28. ALTRI COSTI OPERATIVI 2016
2015
VARIAZIONE
171
360
(189)
181
179
2
Sopravvenienze passive
56
159
(103)
Accantonamenti per rischi
85
8
77
-
31
(31)
Oneri diversi di gestione
154
84
70
TOTALE
647
821
(174)
Perdite e svalutazioni su crediti commerciali Imposte e tasse non sul reddito
Altri accantonamenti
183
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Le imposte non sul reddito includono principalmente l’IMU, la TASI e la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Gli accantonamenti per rischi e gli altri accantonamenti sono relativi agli stanziamenti ai fondi rischi descritti alla Nota 17.
29. SVALUTAZIONI / RIPRISTINI DI VALORE DI ATTIVITÀ NON CORRENTI Ripristino di valore Faringosi Hinges Sval. Sabaf Appliance Components Svalutazione di altre partecipazioni TOTALE
2016
2015
VARIAZIONE
-
1.882
(1.882)
(521)
(574)
53
-
(5)
5
(521)
1.303
(1.824)
La svalutazione della partecipazione in Sabaf Appliance Components è commentata alla Nota 4, alla quale si rinvia.
30. ONERI FINANZIARI 2016
2015
VARIAZIONE
Interessi passivi verso banche
241
248
(7)
Spese bancarie
229
210
19
Altri oneri finanziari
43
42
1
513
500
13
TOTALE
31. UTILI E PERDITE SU CAMBI Nel corso del 2016 la Società ha realizzato perdite nette su cambi per 48.000 euro (perdite nette per 261.000 euro nel 2015).
184
32. IMPOSTE SUL REDDITO Imposte correnti
2016
2015
VARIAZIONE
1.314
2.126
(812)
(43)
433
(476)
(137)
(42)
(95)
1.134
2.517
(1.383)
Imposte anticipate e differite Imposte relative ad esercizi precedenti TOTALE
34. INFORMATIVA DI SETTORE
Le imposte correnti includono l’IRES per euro 1.034.000 e l’IRAP per euro 280.000 (rispettivamente euro 1.734.000 e euro 392.000 nel 2015). La riconciliazione tra l’onere fiscale iscritto in bilancio e l’onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali teoriche vigenti in Italia, è la seguente:
All’interno del Gruppo Sabaf, la Società opera esclusivamente nel segmento dei componenti gas per la cottura domestica. Nel bilancio consolidato è riportata l’informativa suddivisa tra i diversi segmenti in cui opera il Gruppo.
35. INFORMAZIONI SUI RISCHI FINANZIARI Categorie di strumenti finanziari Ai sensi dell’IFRS 7, si riporta di seguito la suddivisione degli strumenti finanziari tra le categorie previste dallo IAS 39.
31.12.2016 2016
2015
ATTIVITÀ FINANZIARIE
988
2.244
Fair Value a conto economico complessivo
4
(496)
• Derivati a copertura di flussi di cassa (su cambi)
(131)
(37)
Adeguamento fiscalità differita cambio aliquota IRES (Nota 21)
-
390
Altre differenze
7
16
IRES (CORRENTE E DIFFERITA)
868
2.117
IRAP (corrente e differita)
266
400
1.134
2.517
Imposte sul reddito teoriche Effetto fiscale differenze permanenti Imposte relative ad esercizi precedenti
TOTALE
Le imposte teoriche sono state determinate applicando l’aliquota fiscale vigente IRES, pari al 27,50%, al risultato ante imposte. Ai fini della riconciliazione non si tiene conto dell’IRAP in quanto, essendo questa un’imposta con una base imponibile diversa dall’utile ante imposte, genererebbe degli effetti distorsivi.
Situazione fiscale Al 31 dicembre 2016 non sono in essere contenziosi fiscali di rilievo.
-
69
• Disponibilità liquide e cassa
1.797
1.090
• Crediti commerciali e altri crediti
28.505
34.069
• Finanziamenti non correnti
1.897
1.837
• Finanziamenti correnti
1.000
1.000
• Altre attività finanziarie
300
-
201
-
37
14
31.336
26.394
300
-
16.010
18.203
COSTO AMMORTIZZATO
PASSIVITÀ FINANZIARIE
Fair Value a conto economico complessivo • Derivati a copertura di flussi di cassa (su cambi) • Derivati a copertura di flussi di cassa (su tassi)
COSTO AMMORTIZZATO • Finanziamenti
33. DIVIDENDI Il 25 maggio 2016 è stato pagato agli azionisti un dividendo ordinario pari a 0,48 euro per azione (dividendi totali pari a 5.467.000 euro). Relativamente all’esercizio in corso, gli Amministratori hanno proposto il pagamento di un dividendo invariato di 0,48 euro per azione. Tale dividendo è soggetto all’approvazione degli azionisti nell’assemblea annuale e non è stato pertanto incluso tra le passività in questo bilancio. Il dividendo proposto sarà messo in pagamento il 31 maggio 2017 (stacco cedola il 29 maggio, record date il 30 maggio).
31.12.2015
• Altre passività finanziarie • Debiti commerciali
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
La Società è esposta a rischi finanziari connessi alla sua operatività, e principalmente: • al rischio di credito, con particolare riferimento ai normali rapporti commerciali con i clienti; • al rischio di mercato, relativamente alla volatilità dei prezzi delle materie prime, dei cambi e dei tassi di interesse; • al rischio di liquidità, che si può manifestare con l’incapacità di reperire le risorse finanziarie necessarie a garantire l’operatività della Società. Fa parte delle politiche di Sabaf proteggere l’esposizione alla variazione dei prezzi, dei cambi e dei tassi tramite strumenti finanziari derivati. La copertura può essere effettuata utilizzando contratti a termine, opzioni, o combinazioni di questi strumenti. Generalmente, la copertura massima di queste coperture non è superiore ai 18 mesi. La Società non pone in essere operazioni di natura speculativa. Quando gli strumenti finanziari derivati utilizzati per la copertura dell’esposizione soddisfano i requisiti richiesti, sono contabilizzati come coperture (hedge accounting).
Gestione del rischio di credito I crediti commerciali sono nei confronti di produttori di apparecchi domestici, gruppi multinazionali e produttori di minori dimensioni presenti su pochi o singoli mercati. La Società valuta l’affidabilità creditizia di tutti i clienti sia all’inizio della fornitura sia, sistematicamente, con frequenza almeno annuale. Una volta effettuata la valutazione ad ogni cliente è attribuito un limite di credito. È in essere una polizza di assicurazione del credito, che garantisce la copertura per il 50% circa dei crediti commerciali. Il rischio di credito verso clienti operanti nei Paesi Emergenti è generalmente mitigato mediante la previsione dell’incasso a mezzo di lettere di credito.
185
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Gestione del rischio di tasso di interesse Al 31 dicembre 2016 l’indebitamento finanziario lordo della Società è a tasso variabile per circa il 70% e a tasso fisso per circa il 30%; per raggiungere un mix ritenuto ottimale tra tassi variabili e tassi fissi nella struttura dei finanziamenti, la Società utilizza anche strumenti finanziari derivati. Al 31 dicembre 2016 sono in essere tre contratti di interest rate swap (IRS) per complessivi 13 milioni di euro, specchiati a mutui di pari debito residuo, tramite i quali la Società ha trasformato il tasso variabile dei mutui in tasso fisso. Considerati gli IRS in essere, a fine 2016 la quota a tasso fisso è pari a circa il 70% dell’indebitamento finanziario totale. I contratti derivati non sono stati designati come a copertura di flussi finanziari e sono pertanto contabilizzati secondo il metodo “fair value a conto economico”.
Sensitivity analysis
Con riferimento alle attività e passività finanziarie a tasso variabile al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015, un ipotetico incremento (decremento) dei tassi di interesse di 100 punti base rispetto ai tassi di interesse puntuali in essere in pari data, in una situazione di costanza di altre variabili, comporterebbe gli effetti evidenziati di seguito: 31.12.2016
31.12.2015
ONERI FINANZIARI
ONERI FINANZIARI
Incremento di 100 punti base
20
80
Decremento di 100 punti base
-
(80)
Gestione del rischio di cambio
Gestione del rischio di prezzo delle materie prime
Il principale rapporto di cambio a cui la Società è esposta è l’euro/dollaro USA, in relazione alle vendite effettuate in dollari (principalmente sul mercato nordamericano) e, in misura inferiore, ad alcuni acquisti (principalmente da produttori asiatici). Le vendite effettuate in dollari hanno rappresentato il 10,6% del fatturato totale nel 2016, mentre gli acquisti in dollari hanno rappresentato il 2,7% del fatturato totale. Le operazioni in dollari sono state parzialmente coperte mediante contratti di vendita a termine. Al 31 dicembre 2016 sono in essere vendite a termine di dollari, con scadenza fino al 31 dicembre 2017, per complessivi 6 milioni di dollari.
Una componente significativa dei costi di acquisto della società è rappresentata da ottone e leghe di alluminio. I prezzi di vendita dei prodotti sono generalmente negoziati con frequenza annuale; di conseguenza la Società non ha la possibilità di trasferire ai clienti immediatamente in corso d’anno eventuali variazioni dei prezzi delle materie prime. La Società si protegge dal rischio di variazione dei prezzi di ottone e alluminio con contratti d’acquisto verso i fornitori per consegna fino a dodici mesi o, alternativamente, mediante strumenti finanziari derivati. Nel corso del 2016 e del 2015 la Società non ha operato tramite strumenti finanziari derivati sulle materie prime. Al fine di stabilizzare i costi di acquisto delle materie prime è stata infatti privilegiata l’operatività sul mercato fisico, fissando i prezzi di acquisto con i fornitori anche per consegne differite.
Sensitivity analysis Con riferimento alle attività e passività finanziarie in dollari USA al 31 dicembre 2016, un’ipotetica ed immediata rivalutazione del 10% dell’euro nei confronti del dollaro avrebbe comportato una perdita di 210.000 euro, senza considerare i contratti di vendita a termine in essere.
Gestione del rischio di liquidità La Società opera con un rapporto di indebitamento contenuto (indebitamento finanziario netto / patrimonio netto al 31 dicembre 2016 pari al 32,9%, indebitamento finanziario netto / risultato operativo lordo pari a 2,22) e dispone di ampie linee di credito a breve termine non utilizzate. Al fine di minimizzare il rischio di liquidità, inoltre, la Direzione Amministrativa e Finanziaria: • mantiene una corretta composizione dell’indebitamento finanziario netto, finanziando gli investimenti con i mezzi propri ed eventualmente con debiti a medio-lungo termine; • verifica sistematicamente che i flussi finanziari attivi a breve termine (incassi da clienti e altre entrate) siano in grado di fare fronte ai flussi finanziari passivi (indebitamento finanziario a breve termine, pagamenti a fornitori e altre uscite); • verifica costantemente i fabbisogni finanziari previsionali al fine di porre in essere tempestivamente eventuali azioni correttive.
186
Si riporta di seguito un’analisi per scadenza delle passività finanziarie al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2015:
AL 31 DICEMBRE 2016 VALORE CONTABILE
FLUSSI FINANZIARI CONTRATTUALI
ENTRO 3 MESI
DA 3 MESI A 1 ANNO
DA 1 A 5 ANNI
OLTRE 5 ANNI
Mutui chirografari
23.937
24.388
1.709
5.129
17.550
-
Finanziamenti bancari a breve termine
7.399
7.399
5.399
2.000
-
-
300
300
-
60
240
-
TOTALE DEBITI FINANZIARI
31.636
32.087
7.108
7.189
17.790
0
Debiti commerciali
16.010
16.010
15.373
637
-
-
TOTALE
47.646
48.097
22.481
7.826
17.790
0
VALORE CONTABILE
FLUSSI FINANZIARI CONTRATTUALI
ENTRO 3 MESI
DA 3 MESI A 1 ANNO
DA 1 A 5 ANNI
OLTRE 5 ANNI
Mutui chirografari
7.339
7.506
700
2.099
4.707
-
Finanziamenti bancari a breve termine
19.055
19.055
17.055
2.000
-
-
TOTALE DEBITI FINANZIARI
26.394
26.561
17.755
4.099
4.707
0
Debiti commerciali
18.203
18.203
17.232
971
-
-
TOTALE
44.597
44.764
34.987
5.070
4.707
0
Debito verso soci ARC
AL 31 DICEMBRE 2015
Le varie fasce di scadenza sono determinate sulla base del periodo intercorrente tra la data di riferimento del bilancio e la scadenza contrattuale delle obbligazioni, i valori indicati nella tabella corrispondono ai flussi di cassa non attualizzati. I flussi finanziari
includono le quote capitale e le quote interessi; per le passività a tasso variabile le quote interessi sono determinate sulla base del valore del parametro di riferimento alla data di chiusura dell’esercizio aumentato dello spread previsto per ogni contratto.
Livelli gerarchici di valutazione del fair value In relazione agli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale al fair value, l’IFRS 7 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. Si distinguono i seguenti livelli: • Livello 1 – quotazioni rilevate su un mercato attivo per attività o passività oggetto di valutazione;
• Livello 2 – input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato; • Livello 3 - input che sono basati su dati di mercato osservabili. La seguente tabella evidenzia le attività e passività che sono valutate al fair value al 31 dicembre 2016, per livello gerarchico di valutazione del fair value.
LIVELLO 1
LIVELLO 2
LIVELLO 3
TOTALE
Altre passività finanziarie (derivati su cambi)
-
201
-
201
Altre passività finanziarie (derivati su tassi)
-
37
-
37
Opzione su minorities A.R.C.
-
-
0
0
TOTALE PASSIVITÀ
0
238
0
238
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
187
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
36. RAPPORTI INFRAGRUPPO E CON PARTI CORRELATE Di seguito è riportata l’incidenza sulle voci di stato patrimoniale e di conto economico delle operazioni tra Sabaf S.p.A. e le parti correlate, ad eccezione dei compensi agli Amministratori, Sindaci e dirigenti con responsabilità strategiche che sono esposti nella Relazione sulla Remunerazione.
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulle voci della situazione patrimoniale-finanziaria TOTALE 2016
CONTROLLATE CONTROLLANTE
ALTRI PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
Attività finanziarie non correnti
2.137
1.897
-
-
1.897
88,77%
Crediti commerciali
27.465
1.192
-
-
1.192
4,34%
Crediti per imposte
2.477
-
1.084
-
1.084
43,76%
Attività finanziarie correnti
1.060
1.000
-
-
1.000
94,34%
Debiti commerciali
16.010
104
-
2
106
0,66%
ALTRI PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
TOTALE 2015
CONTROLLATE CONTROLLANTE
Attività finanziarie non correnti
1.837
1.837
-
-
1.837
100%
Crediti commerciali
32.871
2.008
-
-
2.008
6,11%
Crediti per imposte
1.749
-
1.114
-
1.114
63,69%
Attività finanziarie correnti
1.069
1.000
-
-
1.000
93,55%
Debiti commerciali
18.203
853
-
-
853
4,69%
Incidenza delle operazioni o posizioni con parti correlate sulle voci di conto economico TOTALE 2016 Ricavi
CONTROLLATE CONTROLLANTE
ALTRI PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
101.523
6.680
-
-
6.680
6,58%
Altri proventi
2.279
399
10
-
409
17,95%
Acquisti di materiali
36.895
916
-
-
916
2,48%
Servizi
26.032
4.129
-
22
4.151
15,95%
Plusvalenze da attività non correnti
87
66
-
-
66
75,86%
Svalutazioni di attività non correnti
521
521
-
-
521
100%
Proventi finanziari
85
82
-
-
82
96,47%
TOTALE 2015
CONTROLLATE
CONTROLLANTE
ALTRI PARTI CORRELATE
TOTALE PARTI CORRELATE
INCIDENZA SUL TOTALE
113.962
7.275
-
-
7.275
6,38%
Altri proventi
2.733
400
10
-
410
15,00%
Acquisti di materiali
43.861
727
-
-
727
1,66%
Servizi
Ricavi
28.751
4.162
-
34
4.196
14,59%
Plusvalenze da attività non correnti
158
100
-
-
100
63,29%
Svalutazioni di attività non correnti
1.303
1.303
-
-
1.303
100%
73
73
-
-
73
100%
Proventi finanziari
188
I rapporti con le società controllate consistono prevalentemente in: • rapporti commerciali, relativi ad acquisti e cessioni di semilavorati o prodotti finiti, con Sabaf do Brasil, Faringosi Hinges, Sabaf Turchia e Sabaf Kunshan; • cessioni di macchinari a Sabaf Brasile, Sabaf Turchia e Sabaf Kunshan, che hanno generato le plusvalenze evidenziate; • affitto di immobili da Sabaf Immobiliare; • finanziamenti infragruppo; • liquidazione IVA di gruppo. I rapporti con la controllante Giuseppe Saleri S.a.p.A., che non esercita attività di direzione e coordinamento di cui all’art. 2497 del codice civile, consistono in prestazioni di servizi amministrativi. I rapporti con parti correlate sono regolati da appositi contratti le cui condizioni sono in linea con quelle di mercato.
37. EVENTI ED OPERAZIONI SIGNIFICATIVE NON RICORRENTI Anche ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 non si sono verificati eventi né sono state poste in essere operazioni significative non ricorrenti.
38. TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI ATIPICHE E/O INUSUALI Ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 la Società non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.
39. IMPEGNI Garanzie prestate Sabaf S.p.A. ha prestato fideiussioni a garanzia di mutui ipotecari concessi da istituti bancari a favore di suoi dipendenti per complessivi 5.510.000 euro (6.010.000 euro al 31 dicembre 2015).
40. COMPENSI AD AMMINISTRATORI, SINDACI E DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE I compensi corrisposti ad Amministratori, Sindaci e dirigenti con responsabilità strategiche sono indicati nella Relazione sulla Remunerazione che sarà presentata all’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il presente bilancio separato.
41. PAGAMENTI BASATI SU AZIONI Al 31 dicembre 2016 non sono in essere piani di incentivazione azionaria a favore di Amministratori e dipendenti della Società.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Elenco delle partecipazioni con le informazioni integrative richieste dalla Consob (Comunicazione Dem76064293 del 28 luglio 2006) IN IMPRESE CONTROLLATE 1
SEDE
CAPITALE AL 31/12/2016
SOCI
% DI PARTECIPAZIONE
PATRIMONIO NETTO AL 31/12/2016
RISULTATO ESERCIZIO 2016
Faringosi Hinges s.r.l.
Ospitaletto (BS)
EUR 90.000
Sabaf S.p.A.
100%
EUR 5.546.105
EUR 629.046
Sabaf Immobiliare s.r.l.
Ospitaletto (BS)
EUR 25.000
Sabaf S.p.A.
100%
EUR 23.409.330
EUR 1.517.481
Sabaf do Brasil Ltda
Jundiaì (Brasile)
BRL 24.000.000
Sabaf S.p.A.
100%
BRL 36.458.354
BRL 5.649.678
Sabaf US Corp.
Plainfield (USA)
USD 100.000
Sabaf S.p.A.
100%
USD -26.387
USD 8.564
Sabaf Appliance Components (Kunshan) Co., Ltd.
Kunshan (Cina)
EUR 4.400.000
Sabaf S.p.A.
100%
CNY 5.335.695
CNY -4.015.644
Sabaf Beyaz Esya Parcalari Sanayi Ve Ticaret Limited Sirteki
Manisa (Turchia)
TRY 28.000.000
Sabaf S.p.A.
100%
TRY 52.641.491
TRY 10.977.294
Sabaf Appliance Components Trading (Kunshan) Co., Ltd. in liquidazione
Kunshan (Cina)
EUR 200.000
Sabaf S.p.A.
100%
CNY 1.950.327
CNY -136.963
A.R.C. s.r.l.
Campodarsego (PD)
EUR 45.000
Sabaf S.p.A.
70%
EUR 4.321.471
EUR 667.167
DENOMINAZIONE SOCIALE
Altre partecipazioni rilevanti: Nessuna
Origine, possibilità di utilizzazione e disponibilità delle riserve IMPORTO
POSSIBILITÀ DI UTILIZZAZIONE
QUOTA DISPONIBILE
IMPORTO SOGGETTO A TASSAZIONE IN CAPO ALLA SOCIETÀ IN CASO DI DISTRIBUZIONE
10.002
A, B, C
10.002
0
Riserva di rivalutazione Legge 413/91
42
A, B, C
42
42
Riserva di rivalutazione Legge 342/00
1.592
A, B, C
1.592
1.592
Riserva legale
2.307
B
0
0
Altre riserve di utili
65.769
A, B, C
65.425
0
(532)
0
0
79.180
77.061
1.634
DESCRIZIONE RISERVE DI CAPITALE: Riserva sovrapprezzo azioni
RISERVE DI UTILI:
RISERVE DI VALUTAZIONE: Riserva di valutazione attuariale TFR TOTALE
LEGENDA A: per aumento di capitale B: per copertura perdite C: per distribuzione agli azionisti
1 Valori desunti dai bilanci separati delle società controllate, predisposti secondo i principi contabili applicabili localmente.
189
190
Prospetto delle rivalutazioni sui beni ancora in patrimonio al 31 dicembre 2016
Investimenti immobiliari
Impianti e macchinario
VALORE LORDO
AMMORTAMENTI CUMULATI
VALORE NETTO
Legge 72/1983
137
(137)
0
Fusione 1989
516
(433)
83
Legge 413/1991
47
(41)
6
Fusione 1994
1.483
(1.001)
482
Legge 342/2000
2.870
(2.282)
588
5.053
(3.894)
1.159
Legge 576/75
205
(205)
0
Legge 72/1983
2.224
(2.224)
0
Fusione 1989
6.140
(6.140)
0
Fusione 1994
6.820
(6.820)
0
15.389
(15.389)
0
Attrezzature industriali e commerciali
Legge 72/1983
161
(161)
0
Altri beni
Legge 72/1983
50
(50)
0
20.653
(19.494)
1.159
TOTALE
DATI GENERALI Sabaf S.p.A. è una società con personalità giuridica organizzata secondo l’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana Sede legale e amministrativa: Via dei Carpini, 1 25035 Ospitaletto (Brescia)
Collegamenti: Tel: +39 030 - 6843001 Fax: +39 030 – 6848249 E-mail: info@sabaf.it Sito web: www.sabaf.it
Dati fiscali: R.E.A. Brescia: 347512 Codice Fiscale: 03244470179 Partita IVA: 01786911082
APPENDICE Informazioni ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell’art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, evidenzia i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2016 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di revisione. Non vi sono servizi resi da entità appartenenti alla sua rete.
SOGGETTO CHE HA EROGATO IL SERVIZIO
CORRISPETTIVI DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO 2016
Revisione contabile
Deloitte & Touche S.p.A.
57
Servizi di attestazione
Deloitte & Touche S.p.A.
22
Altri servizi
Deloitte & Touche S.p.A.
14 3
IN MIGLIAIA DI EURO
TOTALE
2 Sottoscrizione dei modelli Unico, IRAP e 770. 3 Procedure concordate di revisione relativamente ai resoconti intermedi di gestione; revisione di rendiconti di attività di formazione.
73
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO SEPARATO ai sensi dell’art. 154 bis del D.Lgs. 58/98
I sottoscritti Alberto Bartoli, in qualità di Amministratore Delegato, e Gianluca Beschi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della SABAF S.p.A., attestano, tenuto conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: • l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e • l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio separato nel corso dell’esercizio 2016. Si attesta inoltre che: • il bilancio separato: - è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento CE 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002 nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005; - corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; - è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente; • la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto. Ospitaletto, 20 marzo 2017
L’Amministratore Delegato
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Alberto Bartoli
Gianluca Beschi
191
192
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
193
194
SABAF S.P.A. RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE ALL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DI SABAF S.P.A. ai sensi dell’art. 2429, 2° comma C.C. e dell’art. 153 D. Lgs. 58/1998 Signori Azionisti, con la presente siamo a riferirVi in merito all’attività di vigilanza svolta nel corso dell’esercizio 2016. La presente relazione viene redatta ai sensi dell’art. 2429, 2° comma. C.C. e dell’art. 153 D. Lgs. 58/1998, alla luce delle raccomandazioni Consob, delle Norme di comportamento del Collegio Sindacale di Società quotate emanate dal CNDCEC e delle indicazioni contenute nel Codice di Autodisciplina della Borsa Italiana, cui la Vostra Società aderisce. Qui di seguito Vi diamo atto dell’attività svolta.
1. Attività di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione Nel corso dell’esercizio 2016, il Collegio si è riunito in sei occasioni ed ha partecipato a nove riunioni del Consiglio di Amministrazione, a cinque riunioni del Comitato Controllo e Rischi e a due riunioni collegiali degli Organi di Controllo della Società (Collegio Sindacale, Comitato Controllo e Rischi, Organismo di Vigilanza, Dirigente Preposto, Responsabile funzione di Internal Audit, Società di Revisione). Nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale ha ottenuto informazioni sul generale andamento della gestione, sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle controllate. Al riguardo si segnala che, nel corso del 2016: • non sono state riscontrate, né si è ricevuta notizia di operazioni atipiche e/o inusuali effettuate con terzi, con parti correlate o nell’ambito del gruppo. Tale circostanza è confermata anche dagli Amministratori nella propria relazione sulla gestione; • non sono state effettuate operazioni di rilievo tale da richiedere l’evidenziazione nella presente relazione; • le operazioni infragruppo e con altre parti correlate sono di natura ordinaria e presentano una ridotta significatività rispetto all’attività del gruppo nel suo complesso, come evidenziato nella nota n. 36 del Bilancio Separato e nella corrispondente nota del Bilancio Consolidato. Il Collegio ritiene che le condizioni alle quali tali operazioni sono state concluse siano congrue e rispondenti all’interesse della Società. Il Collegio Sindacale ha espresso il proprio parere favorevole con riferimento al piano di lavoro predisposto dal Responsabile della funzione di Internal Audit. In conclusione, sulla base dell’attività svolta, non sono state riscontrate violazioni della legge e/o dello statuto, né operazioni manifestatamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interessi o tali da compromettere l’integrità del patrimonio sociale.
2. Attività di vigilanza sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo e del sistema di controllo interno Il Collegio ha vigilato sull’esistenza di un assetto organizzativo adeguato in relazione alle dimensioni dell’impresa. Al riguardo si ricorda che la Società ha da tempo adottato un Modello Organizzativo conforme alle previsioni del D. Lgs. 231/2001, recentemente aggiornato in relazione alle modifiche organizzative e normative intervenute nell’ultimo periodo. Nel corso dell’esercizio il Collegio Sindacale ha mantenuto un costante flusso informativo con l’Organismo di Vigilanza. Dalle informazioni acquisite non sono emerse criticità rispetto alla corretta attuazione del modello organizzativo che debbano essere evidenziate nella presente relazione. Con riferimento all’adeguatezza del sistema di controllo interno, il Collegio esprime la propria positiva valutazione e dà atto del fatto che non vi sono rilievi da segnalare all’Assemblea.
Le fonti informative sulla base delle quali il Collegio ha potuto esprimere la propria valutazione sono le seguenti: • incontri periodici con la Società incaricata della funzione di Internal Audit e con il Rappresentante della funzione medesima. Durante tali incontri, il Collegio ha avuto modo di valutare l’attività svolta e le risultanze della stessa. Al riguardo si rileva che la medesima Società svolge la funzione di Internal Audit anche con riferimento alle controllate strategiche; • incontri periodici con la Società di Revisione; • la relazione del responsabile della funzione di Internal Audit sul sistema di controllo, esaminata nel corso della riunione del Comitato Controllo e Rischi tenutosi in data 1° febbraio 2017; • la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi; • la relazione del Comitato Controllo e Rischi al Consiglio di Amministrazione sull’adeguatezza ed effettivo funzionamento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi; • gli incontri con il Dirigente Preposto; • l’esame delle procedure aziendali, ivi incluse quelle previste nell’ambito del Modello Organizzativo adottato da Sabaf (e dalla controllata Faringosi Hinges S.r.l.) in applicazione al D. Lgs. 231/2001 e quelle istituite dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi della Legge 262/2005. Come già evidenziato dagli amministratori nella Relazione sulla Gestione, si ritiene opportuno segnalare che in data 23 gennaio 2017, l’Amministratore Delegato ha rassegnato le proprie dimissioni a far data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio (27 aprile 2017). Il Collegio è stato informato del fatto che sono in corso attività dirette ad individuare la figura del nuovo Amministratore Delegato.
3. Attività di vigilanza sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile e sull’attività di revisione l Collegio ha vigilato sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, tramite: • l’ottenimento di informazioni dal Dirigente Preposto; • l’esame delle procedure a supporto della funzione amministrativa; • gli incontri periodici con la Società incaricata della funzione di Internal Audit e con il Rappresentante della funzione medesima; • gli incontri e le relazioni periodiche della Società di Revisione. Sulla base delle informazioni raccolte, non sono emersi rilievi. L’Amministratore Delegato e il Dirigente Preposto hanno attestato con apposita relazione allegata al bilancio d’esercizio 2016: • l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio; • la conformità dello stesso ai principi contabili internazionali e la sua corrispondenza alle risultanze dei libri e delle scritture contabili nonché idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale economica e finanziaria della Società. Analoga dichiarazione è stata resa con riferimento al bilancio consolidato. Con riferimento all’attività di revisione legale, si ricorda che la stessa è stata affidata, con delibera dell’assemblea degli azionisti in data 28 Aprile 2009 alla Deloitte & Touche S.p.A., con riferimento al periodo 2009/2017. Nel corso dell’esercizio il Collegio ha tenuto periodiche riunioni con gli esponenti della Società di Revisione, durante le quali non sono emersi dati ed informazioni significativi da riportare nella presente relazione. Sono state esaminate le procedure adottate in relazione al piano di lavoro presentato dalla Società di Revisione. Abbiamo inoltre ricevuto le informazioni tecniche richieste in merito ai principi contabili applicati, nonché ai criteri di rappresentazione contabile dei fatti di maggior rilievo economico, patrimoniale e finanziario. Sì dà inoltre atto del fatto che la Società di Revisione ha presentato la relazione di cui al terzo comma dell’art. 19 D. Lgs. 39/2010, dalla quale non emergono questioni fondamentali rilevate in sede di revisione, né carenze significative rilevate nel sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
La Società di Revisione, ai sensi di quanto disposto dall’art. 17, comma 9, D. Lgs 39/2010, ha confermato al Collegio Sindacale, la propria indipendenza e comunicato i corrispettivi complessivi per i servizi di revisione e diversi dalla revisione, resi dalla stessa e da altri soggetti appartenenti alla medesima rete, alla Società e alle controllate, come riportati nelle appendici al Bilancio separato e consolidato. Il Collegio Sindacale conferma infine che nell’esercizio trascorso e sino alla data odierna non è emerso alcun profilo critico in ordine all’indipendenza della Società di Revisione. Si dà atto, infine, che l’attività di vigilanza descritta nel presente paragrafo e in quello precedente, ha consentito al Collegio Sindacale di espletare anche la propria funzione di Comitato per il controllo interno e la revisione legale, ex art. 19 del D. Lgs. 39/2010, rispetto alla quale non ha rilievi da segnalare.
4. Proposte in ordine al Bilancio di esercizio e al Bilancio consolidato, alla loro approvazione e alle materie di competenza del Collegio Sindacale La Società ha redatto il Bilancio di esercizio 2016 secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS). Il Bilancio separato evidenzia un utile di esercizio di Euro 2.459.688 e un Patrimonio netto di Euro 91.523.902. Tale bilancio è stato sottoposto a revisione da parte della Società Deloitte & Touche Spa che ha emesso la propria relazione in data 5 aprile 2017 senza rilievi né richiami di informativa. Il bilancio, unitamente alla relazione sulla gestione è stato messo a nostra disposizione nei termini di legge e non abbiamo particolari osservazioni da riferire. La Società ha altresì redatto il bilancio consolidato 2016 del Gruppo Sabaf Spa. Il Bilancio consolidato evidenzia un utile di esercizio di Euro/migliaia 9.009 e un Patrimonio netto di Euro/migliaia 112.309. Anche tale bilancio è stato sottoposto a revisione contabile da parte di Deloitte & Touche Spa che ha emesso la propria relazione in data 5 aprile 2017 senza rilievi né richiami di informativa. Si dà altresì atto che la Società di Revisione ha espresso, nelle relazioni di cui sopra, un giudizio positivo con riferimento alla coerenza della relazione sulla gestione e delle informazioni della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell’art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs 58/98, sia rispetto al bilancio separato che a quello consolidato. Per quanto di competenza del Collegio, abbiamo vigilato sulla generale impostazione data al Bilancio separato e a quello consolidato, verificandone la conformità alla legge e ai principi contabili di riferimento. In particolare, sono stati valutati gli esiti dell’impairment test condotto con riferimento al valore delle partecipazioni detenute nelle controllate Faringosi Hinges S.r.l. e nella neo-acquisita A.R.C. S.r.l., indicate nel bilancio separato, e al valore di avviamento iscritto con riferimento alle stesse, nel bilancio consolidato. Il test, condotto da professionisti esterni appositamente incaricati sulla base dei piani previsionali elaborati dal Consiglio di Amministrazione della controllata, ha condotto: • Per Faringosi Hinges S.r.l., alla determinazione di un valore recuperabile della partecipazione compreso tra Euro 11,7 e 13,8 milioni, valori superiori rispetto al valore contabile della stessa, pari a Euro 10,329 milioni. Sulla base di tali valutazioni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a mantenere invariato il valore contabile della partecipazione rispetto all’iniziale costo storico (pari a Euro 10,329 milioni), come ripristinato il precedente esercizio; • Per A.R.C. S.r.l., alla determinazione di un valore recuperabile della partecipazione compreso tra Euro 6,4 e 7,7 milioni, valori superiori rispetto al valore contabile della stessa, pari a Euro 4,8 milioni. Sulla base di tali valutazioni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a mantenere invariato il valore contabile della partecipazione rispetto al costo di acquisizione sostenuto nell’esercizio (pari a Euro 4,8 milioni). Al riguardo il Collegio non ha osservazioni da riportare. Diamo infine atto che non sono state effettuate deroghe ai principi contabili adottati.
5. Modalità di concreta attuazione delle regole di governo societari La Vostra Società ha aderito al Codice di Autodisciplina approvato dal Comitato per la Corporate Governance delle Società quotate. Nella Relazione annuale sul Governo Societario e gli assetti proprietari, redatta ai sensi dell’art. 123 bis del D. Lgs. 58/1998, il Consiglio di Amministrazione dà atto dell’adesione al Codice di Autodisciplina e delle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario adottate dalla Società, ai sensi dell’art. 123 bis, 2° comma, lettera a). Nel corso dell’esercizio il Collegio ha vigilato sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario adottate dalla Società e, al riguardo, ritiene che le stesse siano state effettivamente e correttamente applicate.
CAPITOLO 7 - BILANCIO SEPARATO AL 31 DICEMBRE 2016
Per quanto di nostra competenza, Vi informiamo di quanto segue: • il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a verificare il permanere dei requisiti di indipendenza in capo agli amministratori qualificatisi come tali all’atto della nomina. Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio; • abbiamo proceduto all’autovalutazione del requisito di indipendenza in capo ai componenti del Collegio Sindacale, come richiesto dal Codice di Autodisciplina, sia inizialmente, dopo la nomina, che successivamente, con cadenza annuale (l’ultima volta nel corso della riunione tenutasi in data 02 marzo 2017), con modalità conformi a quelle adottate dagli amministratori; • abbiamo rispettato le previsioni del regolamento per la gestione e il trattamento delle informazioni societarie riservate e privilegiate.
6. Attività di vigilanza sui rapporti con Società controllate e controllanti Il Collegio ha vigilato sull’adeguatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle controllate, ai sensi dell’art. 114, comma 2, del D. Lgs. 58/1998. Al riguardo si segnala che la Società, tramite l’Amministratore Delegato, il Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo e gli altri dirigenti con responsabilità strategiche, esercita un controllo costante sull’operatività delle controllate, anche grazie all’utilizzo, da parte delle stesse, di un sistema contabile e gestionale comune (SAP), costantemente accessibile al management della controllante. Dagli incontri periodici con il management e la Società incaricata dell’Internal Audit non sono emersi elementi di criticità da segnalare nella presente relazione. Infine si dà atto che non sono pervenute, alla data odierna, comunicazioni dagli Organi di Controllo delle Società controllate e/o controllanti contenenti rilievi da segnalare nella presente relazione.
7. Attività di vigilanza sulle operazioni con parti correlate In relazione a quanto disposto dall’art. 2391 bis del Codice Civile, diamo atto che il Consiglio ha adottato una procedura per la disciplina delle Operazioni con Parti Correlate il cui obiettivo principale è quello di definire le linee guida e i criteri per l’identificazione delle Operazioni con Parti Correlate e declinare ruoli, responsabilità e modalità operative atte a garantire, per tali operazioni, un’adeguata trasparenza informativa e la relativa correttezza procedurale e sostanziale. Tale procedura è stata redatta in conformità a quanto stabilito dal Regolamento Consob in materia di Parti Correlate (n. 17221 del 12 marzo 2010 e s.m.i.) ed è stata recentemente aggiornata. Il Collegio ha vigilato sull’effettiva applicazione della disciplina da parte della Società e non ha osservazioni al riguardo.
8. Conclusioni Durante l’attività di vigilanza condotta nell’esercizio non sono state rilevate omissioni, fatti censurabili, irregolarità o comunque circostanze tali da richiederne la segnalazione all’Autorità di Vigilanza ovvero la menzione nella presente relazione. Si dà altresì atto del fatto che il Collegio non ha ricevuto denunzie ai sensi dell’art. 2408 del Codice Civile, né ha avuto conoscenza di fatti e/o esposti da riportare nella presente relazione. Con riferimento al Bilancio di esercizio, il Collegio ha preso atto delle proposte di deliberazione presentate dal Consiglio di Amministrazione, sia con riferimento all’approvazione del progetto di bilancio che alla proposta di distribuzione del dividendo. Al riguardo si osserva che il dividendo che il Consiglio propone di distribuire, pur essendo di importo superiore al risultato di esercizio emergente dal bilancio separato, è pari a circa il 60% del risultato consolidato di gruppo, risultato cui hanno concorso in misura significativa le società controllate.
Ospitaletto, 5 aprile 2017 Presidente del Collegio Sindacale Dott. Antonio Passantino Sindaco Effettivo Dott. Enrico Broli Sindaco Effettivo Dott.ssa Luisa Anselmi
195
INT EGR AZI ONE 8
198
CAPITOLO 8 RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE ai sensi dell’articolo 123-ter TUF e
dell’articolo 84-quater Regolamento Emittenti
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 8 - RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
SEZIONE I - POLITICA DI REMUNERAZIONE La “Politica Generale per le Remunerazioni” (di seguito anche “politica di remunerazione”) di Sabaf S.p.A., approvata dal Consiglio di Amministrazione il 22 dicembre 2011, aggiornata successivamente in data 20 marzo 2013 e 4 agosto 2015, definisce i criteri e le linee guida per la remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, dei dirigenti con responsabilità strategiche e dei membri del Collegio Sindacale. La politica di remunerazione è stata predisposta: • ai sensi dell’articolo 6 del Codice di Autodisciplina delle società quotate, approvato nel marzo 2010 e successive modifiche e integrazioni; • in coerenza con le Raccomandazioni 2004/913/CE e 2009/385, alle quali è stata data attuazione legislativa con l’articolo 123-ter del Testo Unico della Finanza (T.U.F.). Tale Politica, applicata dalla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ha trovato piena attuazione a partire dal 2012 a seguito della nomina degli organi sociali. Con l’introduzione della Politica, il sistema di remunerazione è stato ampliato prevedendo una componente di incentivi a lungo termine, in precedenza non contemplata.
Organi e soggetti coinvolti nella predisposizione, approvazione e implementazione della politica di remunerazione La Politica Generale per le Remunerazioni è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 22 dicembre 2011, e aggiornata successivamente in data 20 marzo 2013 e 4 agosto 2015, su proposta del Comitato per la Remunerazione, come esplicitato ai paragrafi che seguono. Per la predisposizione della politica non sono intervenuti esperti indipendenti o consulenti, né sono state utilizzate come riferimento le politiche retributive di altre società. In particolare, è responsabilità: • del Comitato per la Remunerazione e le Nomine: - formulare proposte al Consiglio, in assenza dei diretti interessati, per la remunerazione dell’Amministratore Delegato e dei consiglieri che ricoprono particolari cariche, - formulare suggerimenti per la definizione degli obiettivi a cui legare la componente variabile annuale e gli incentivi di lungo termine, al fine di garantirne l’allineamento con gli interessi a lungo termine degli azionisti e con la strategia aziendale, - valutare i criteri per la remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche e formulare al Consiglio raccomandazioni in materia, - monitorare l’applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio; • del Consiglio di Amministrazione, dare corretta attuazione alla politica di remunerazione; • della Direzione Risorse Umane, attuare operativamente quanto deliberato dal Consiglio. Si segnala che il Comitato per la Remunerazione e le Nomine attualmente in carica è composto da quattro membri non esecutivi, a maggioranza indipendenti (Fausto Gardoni, Giuseppe Cavalli, Renato Camodeca e Alessandro Potestà), in possesso di conoscenza ed esperienza in materia contabile, finanziaria e di politiche retributive ritenute adeguate dal Consiglio.
Finalità perseguite con la politica di remunerazione La Società ritiene che la Politica Generale per le Remunerazioni rappresenti uno strumento rivolto a: • attrarre, motivare, fidelizzare persone con idonee competenze professionali; • allineare gli interessi del management con quelli degli Azionisti; • favorire nel medio-lungo termine la creazione di un sostenibile valore per gli azionisti e mantenere un’adeguata competitività dell’azienda nel settore in cui opera.
Componente fissa annuale Amministratori
L’Assemblea degli Azionisti, su proposta del Consiglio di Amministrazione, sentito il Comitato per la Remunerazione e le Nomine, determina un importo complessivo massimo per la remunerazione di tutti i membri del Consiglio, comprensivo di un ammontare in misura fissa e di gettoni di presenza. Nel rispetto del suddetto importo complessivo massimo, il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, e previo parere del Collegio Sindacale, determina il compenso aggiuntivo per gli amministratori investiti di particolari cariche. La componente fissa è tale da attrarre e motivare individui aventi adeguate competenze per le cariche loro affidate nell’ambito del Consiglio, avendo come riferimento i compensi riconosciuti per gli stessi incarichi da altre società industriali italiane quotate in Borsa di dimensioni paragonabili. È prassi di Sabaf S.p.A. nominare alla carica di Presidente e Vicepresidenti esponenti della famiglia Saleri, azionista di controllo della Società tramite la società Giuseppe Saleri S.a.p.A. A tali amministratori, ancorché esecutivi, non sono riconosciuti compensi variabili, ma solo compensi aggiuntivi a quelli di amministratori per le particolari cariche ricoperte. Agli amministratori che partecipano ai comitati interni al Consiglio (Comitato Controllo e Rischi, Comitato per la Remunerazione e le Nomine) sono riconosciuti compensi comprensivi di un ammontare in misura fissa e di gettoni di presenza volti a remunerare l’impegno loro richiesto.
Altri dirigenti con responsabilità strategiche
I rapporti di lavoro degli altri dirigenti con responsabilità strategiche sono regolati dal Contratto Nazionale dei Dirigenti Industriali. In tale ambito, il compenso fisso è determinato in misura di per sé sufficiente a garantire un adeguato livello di retribuzione di base, anche nel caso in cui le componenti variabili non fossero erogate a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi.
Collegio Sindacale
L’ammontare degli emolumenti dei Sindaci è determinato dall’Assemblea degli Azionisti che definisce un valore fisso per il Presidente e per gli altri sindaci effettivi.
199
200
Componente variabile annuale
Compensi per cariche in società controllate
All’Amministratore Delegato, agli altri dirigenti con responsabilità strategiche e ad altri manager, individuati dall’Amministratore Delegato tra i manager che a lui riportano direttamente o che riportano ai manager suddetti, è riconosciuta una componente variabile annua legata a un piano di MBO.
Agli Amministratori e agli altri dirigenti con responsabilità strategiche possono essere riconosciuti compensi - esclusivamente in misura fissa - per cariche ricoperte in società controllate. Tali compensi, oltre all’approvazione da parte degli organi competenti delle società controllate, sono soggetti al parere favorevole del Comitato per la Remunerazione e le Nomine.
Tale piano prevede la definizione di un obiettivo comune (l’EBIT di Gruppo, che è considerato il principale indicatore della performance economica del Gruppo) e di obiettivi individuali, quantificabili e misurabili, sia di natura economico-finanziaria, sia tecnico-produttivi. Tutti gli obiettivi sono fissati dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, in coerenza con il budget. La componente variabile non può eccedere il 25% della retribuzione annua fissa lorda (RAL) e può essere riconosciuta in modo parziale in caso di raggiungimento incompleto degli obiettivi. La componente variabile è liquidata per il 75% nel mese di aprile successivo all’anno di riferimento e per il 25% nel mese di gennaio del secondo anno successivo. Agli amministratori non esecutivi non sono riconosciuti compensi variabili.
Incentivi a lungo termine È istituito un incentivo monetario di lungo termine legato a obiettivi di performance predeterminati, misurabili e collegati alla creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di lungo periodo. L’incentivo ha un orizzonte triennale (2015-2017) ed è destinato esclusivamente all’Amministratore Delegato e ai dirigenti con responsabilità strategiche. Gli obiettivi di performance, fissati in coerenza con il piano industriale triennale, sono proposti dal Comitato per la Remunerazione e le Nomine al Consiglio di Amministrazione, in quanto organo deputato all’approvazione dell’incentivo monetario di lungo termine. Gli obiettivi ai quali è parametrato l’incentivo di lungo termine (EBITDA consolidato di Gruppo, valore dell’azione e Free Cash Flow consolidato di Gruppo) sono stati definiti dal Consiglio di Amministrazione in data 4 agosto 2015, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine. La componente variabile di lungo termine totale per i tre anni non può eccedere il 50% della retribuzione annua fissa lorda (RAL); può essere riconosciuta in modo parziale in caso di raggiungimento incompleto degli obiettivi. In caso di superamento consuntivo di oltre il 10% degli obiettivi assegnati è riconosciuta una maggiorazione pari al 5% della retribuzione annua fissa lorda e degli emolumenti, ponderata per il peso dell’obiettivo. La componente variabile è liquidata integralmente successivamente all’approvazione del bilancio del terzo anno di riferimento (2017). Alla data della presente relazione per i due dirigenti con responsabilità strategiche identificati come tali dal Consiglio di Amministrazione il 4 agosto 2016 non è stato istituito un incentivo a lungo termine.
Incentivi basati su strumenti finanziari Nell’ambito della politica di remunerazione in vigore, non è previsto il ricorso a incentivi basati su strumenti finanziari (stock option, stock grant, phantom stock o altri).
Benefici non monetari A favore di Amministratori, Sindaci e dirigenti della Società è stipulata una polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi derivante da atto illecito commesso nell’esercizio delle rispettive mansioni, in seguito a violazioni di obblighi derivanti dalla legge, dallo Statuto, con la sola esclusione del dolo. La stipula di tale polizza è deliberata dall’Assemblea degli Azionisti. Ai dirigenti sono altresì riconosciute una polizza vita e la copertura delle spese mediche (FASI), entrambe previste dal Contratto Nazionale dei Dirigenti Industriali; è inoltre stipulata una polizza integrativa per la copertura della quota di spese mediche non coperte dai rimborsi FASI. Infine, su proposta del Comitato Remunerazione e Nomine, e sentito l’Amministratore Delegato, il Consiglio di Amministrazione prevede l’assegnazione di autovetture aziendali per i dirigenti.
Indennità per la cessazione anticipata del rapporto Per gli Amministratori e per gli altri dirigenti con responsabilità strategiche non esistono accordi che regolino ex ante la parte economica riguardante una cessazione anticipata del rapporto in essere. In caso di interruzione del rapporto per motivi diversi dalla giusta causa o giustificati motivi da parte del datore di lavoro, è politica della Società perseguire accordi consensuali per la chiusura del rapporto, nel rispetto degli obblighi di legge e di contratto. Per gli Amministratori non è previsto un trattamento di fine mandato. La Società ha sottoscritto un patto di non concorrenza nei confronti dell’Amministratore Delegato e di alcuni dirigenti che a lui riportano, i cui termini sono stati deliberati dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Comitato per la Remunerazione e Nomine.
Clausole di Claw Back La Società ha scelto di non istituire meccanismi di correzione ex-post della componente variabile della remunerazione e clausole di claw-back volte chiedere la restituzione, in tutto o in parte, di componenti variabili della remunerazione versate (o di trattenere somme oggetto di differimento), determinate sulla base di dati che si siano rivelati in seguito manifestamente errati. Tale scelta è stata effettuata in quanto i piani di incentivazione variabile delle remunerazioni sono basati su dati di performance predeterminati, quantificabili e misurabili, sia di natura economico-finanziaria, sia tecnico-produttivi, il cui raggiungimento è preventivamente verificato. La società si riserva la facoltà unilaterale di inserire nei piani di incentivazione variabile annuali e/o di lungo termine futuri, clausole di claw-back.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
CAPITOLO 8 - RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
SEZIONE II - REMUNERAZIONE DEI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO E DEGLI ALTRI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE NELL’ESERCIZIO 2016 La presente sezione, nominativamente per i compensi attribuiti ad Amministratori e Sindaci: • fornisce un’adeguata rappresentazione di ciascuna delle voci che compongono la remunerazione, evidenziandone la coerenza con la politica della Società in materia di remunerazione approvata nell’esercizio precedente; • illustra analiticamente i compensi corrisposti nell’esercizio di riferimento (2016) a qualsiasi titolo e in qualsiasi forma dalla Società e da società controllate o collegate, segnalando le eventuali componenti dei suddetti compensi che sono riferibili ad attività svolte in esercizi precedenti a quello di riferimento.
Le componenti della remunerazione degli Amministratori per l’esercizio 2016 La remunerazione riconosciuta agli Amministratori in carica per l’esercizio 2016, in coerenza con la Politica descritta nella Sezione I è rappresentata dalle seguenti componenti: • un compenso fisso, deliberato dall’Assemblea del 5 maggio 2015, di complessivi euro 225.000, di cui euro 15.000 attribuiti indistintamente a ogni consigliere, ed euro 10.000 ad ogni Amministratore membro non esecutivo del Comitato Controllo e Rischi e/o del Comitato per la Remunerazione e le Nomine; • un compenso aggiuntivo, deliberato dall’Assemblea del 5 maggio 2015, di complessivi euro 755.000 suddiviso tra Amministratori investiti di particolari cariche (Presidente, Vicepresidenti e Amministratore Delegato) come dettagliato nella tabella successiva; • un compenso aggiuntivo, deliberato dall’Assemblea del 28 aprile 2016, di complessivi euro 15.000, attribuiti interamente al consigliere neo-eletto dalla medesima Assemblea; • un gettone di presenza di euro 1.000 spettante soltanto agli Amministratori non esecutivi, per ogni presenza fisica alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e alle riunioni dei Comitati costituiti in seno al Consiglio. In relazione al piano di incentivazione variabile fissato per l’anno 2015, sono state erogate nell’esercizio la quota maturata dall’Amministratore Delegato Alberto Bartoli e la quota maturata dall’Amministratore Gianluca Beschi per complessivi euro 79.993. Con riferimento al piano di MBO 2016 dato il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati, non sono maturati compensi. Non sono in essere piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, né sono previste ed erogate indennità per la risoluzione del rapporto di lavoro. La Società ha sottoscritto un patto di non concorrenza nei confronti dell’Amministratore Delegato e di alcuni dirigenti che a lui riportano, i cui termini sono stati deliberati dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Comitato per la Remunerazione e Nomine.
La remunerazione dei Sindaci per l’esercizio 2016 La remunerazione riconosciuta ai Sindaci per l’esercizio 2016 è rappresentata da un compenso fisso determinato dall’Assemblea del 5 maggio 2015.
La remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche per l’esercizio 2016 La remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche (tre persone, di cui due, già dirigenti presso Sabaf, individuate come dirigenti strategici dal Consiglio di Amministrazione il 4 agosto 2016) è rappresentata dalla retribuzione fissa da lavoro dipendente di complessiva euro 379.426, e da un compenso variabile di complessivi euro 67.150 erogato nel corso del 2016 in relazione al piano di incentivazione variabile (MBO) del 2015. Sono stati inoltre erogati altri compensi da società controllate per complessivi euro 91.500. Nel corso del 2016 sono maturati compensi variabili per un complessivo di euro 33.050 per il raggiungimento di alcuni degli obiettivi del piano MBO 2016, la cui erogazione è differita e condizionata al permanere del rapporto di lavoro. Non sono in essere piani di incentivazione basati su strumenti finanziari. Per il dettaglio dei compensi corrisposti nell’esercizio 2016, si rimanda alle tabelle sottostanti (Tab. 1 e Tab. 2), in cui sono indicati nominativamente i compensi ad Amministratori, Sindaci, e, a livello aggregato, altri dirigenti con responsabilità strategiche attualmente in carica, tenuto conto di eventuali cariche ricoperte per una frazione di anno. È fornita inoltre separata indicazione dei compensi percepiti da società controllate e/o collegate ad eccezione di quelli rinunciati o riversati alla Società. Con particolare riferimento alla Tabella 1, nella colonna: • “Compensi fissi” sono riportati, per la parte di competenza dell’esercizio 2016, gli emolumenti fissi deliberati dal Consiglio di Amministrazione del 5 maggio 2015; i gettoni di presenza assembleare valorizzati secondo quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 5 maggio 2015; le retribuzioni da lavoro dipendente spettanti nell’anno al lordo degli oneri previdenziali e fiscali a carico del dipendente. Sono esclusi eventuali rimborsi spese forfettari. • “Compensi per la partecipazione ai Comitati”, è riportato, per la parte di competenza dell’esercizio 2016, il compenso spettante agli Amministratori per la partecipazione ai Comitati istituiti dal Consiglio e i relativi gettoni di presenza secondo quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 5 maggio 2015. • “Bonus e altri incentivi” sono incluse le quote di retribuzioni corrisposte nell’esercizio 2016 ai dirigenti con responsabilità strategiche per obiettivi raggiunti nell’esercizio stesso, a fronte del piano di MBO 2015. Tale valore corrisponde alla somma degli importi indicati nella Tabella 2, colonne “Bonus dell’anno - erogabile/erogato”, “Bonus di anni precedenti - erogabili/erogati” e “Altri Bonus”. • “Benefici non monetari” è riportato, secondo criteri di competenza e di imponibilità fiscale, il valore delle polizze assicurative in essere e delle autovetture aziendali assegnate. • “Altri compensi” sono riportate, per la parte di competenza dell’esercizio 2016, tutte le eventuali ulteriori retribuzioni derivanti da altre prestazioni fornite. • “Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro”, sono riportate le quote di competenza dell’esercizio relative ai corrispettivi maturati nell’ambito del Patto di Non Concorrenza sottoscritto dall’Amministratore Delegato e dai Dirigenti con Responsabilità Strategiche. • “Totale” è indicata la somma degli importi delle precedenti voci.
201
202
Per il dettaglio delle altre voci si rimanda all’allegato 3A, schemi 7-bis e 7-ter del Regolamento Consob del 14 maggio 1999, n. 11971.
coniugi non legalmente separati e figli minori, direttamente o per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona, risultante dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da altre informazioni acquisite dagli stessi soggetti. Sono inclusi tutti i soggetti che, nel corso dell’esercizio, hanno ricoperto la carica anche solo per una frazione dell’anno. Il numero delle azioni è indicato nominativamente per gli amministratori e in forma aggregata per i dirigenti con responsabilità strategiche.
Infine, nella Tabella 3 sono indicate, ai sensi dell’art 84-quater, quarto comma, del Regolamento Emittenti Consob, le partecipazioni in Sabaf S.p.A. che risultano detenute da amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche, nonché dai rispettivi
TAB. 1 - Compensi corrisposti ai componenti degli organi di amministrazione e di controllo e agli altri dirigenti con responsabilità strategiche nell’esercizio 2016 DATI ESPRESSI IN EURO
Nome e Cognome
Carica
Periodo per cui è stata ricoperta la carica
Scadenza della carica
Compensi fissi
Compensi per la partecipazione ai Comitati
Compensi variabili non equity
Benefici non monetarI
Altri compensi
Totale
Fair Value dei compensi equity
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
Bonus e altri Partecipazione incentivi agli utili
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Giuseppe Saleri
Presidente
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
120.000 (a)
0
0
0
0
0
120.000
0
0
8.000
0
0
0
0
0
8.000
0
0
128.000
0
0
0
0
0
128.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 105.000 quale compenso per la carica di Presidente.
Ettore Saleri
Vice 1 gen Approvazione presidente 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
140.000 (a)
0
0
0
0
0
140.000
0
0
8.000
0
0
0
0
0
8.000
0
0
148.000
0
0
0
0
0
148.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 125.000 quale compenso per la carica di Vicepresidente.
Cinzia Saleri
Vice 1 gen Approvazione presidente 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
140.000 (a)
0
0
0
0
0
140.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
140.000
0
0
0
0
0
140.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 125.000 quale compenso per la carica di Vicepresidente.
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Nome e Cognome
Roberta Forzanini
Carica
Periodo per cui è stata ricoperta la carica
203
CAPITOLO 8 - RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
Scadenza della carica
Compensi fissi
Compensi per la partecipazione ai Comitati
Compensi variabili non equity
Bonus e altri incentivi
Partecipazione agli utili
Benefici non monetarI
Altri compensi
Totale
Fair Value dei compensi equity
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
Vice 1 gen Approvazione presidente 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
140.000 (a)
0
0
0
0
0
140.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
140.000
0
0
0
0
0
140.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 125.000 quale compenso per la carica di Vicepresidente.
Alberto Bartoli
Amministratore delegato
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
290.000 (a)
0
0 (b)
0
0
0
290.000
0
0
11.000
0
0
0
0
0
11.000
0
0
301.000
0
0
0
0
0
301.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore, euro 275.000 quale compenso per la carica di Amministratore Delegato. (b) Compensi maturati nell’esercizio con riferimento al piano MBO per l’anno 2016 – per i dettagli si rimanda a quanto riportato in Tab. 2.
Gianluca Beschi
Amministratore
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
0
0 (b)
0
14.371
0
173.870
0
0
40.000
0
0
0
0
0
40.000
0
0
199.499
0
0
0
14.371
0
213.870
0
0
159.499
(a)
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore, ed euro 144.499 quale compenso per la carica di Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo. (b) Compensi maturati nell’esercizio con riferimento al piano MBO per l’anno 2016 – per i dettagli si rimanda a quanto riportato in Tab. 2.
Renato 1 gen Approvazione Consigliere Camodeca 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
24.000 (a)
28.000 (b)
0
0
0
0
52.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
24.000
28.000
0
0
0
0
52.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore, ed euro 9.000 quali gettoni di presenza al CdA. (b) Di cui euro 20.000 quale membro del Comitato Controllo e Rischi e Comitato per le Remunerazione e Nomine (i.e. euro 10.000 cad), ed euro 8.000 quali gettoni di presenza per la partecipazione ai Comitati.
Giuseppe Cavalli
Consigliere
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
23.000 (a)
27.000 (b)
0
0
0
0
50.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
23.000
27.000
0
0
0
0
50.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore, euro 8.000 quali gettoni di presenza al CdA. (b) Di cui euro 20.000 quale membro del Comitato Controllo e Rischi e Comitato per le Remunerazione e Nomine (i.e. euro 10.000 cad) ed euro 7.000 quali gettoni di presenza per la partecipazione ai Comitati.
204
Nome e Cognome
Fausto Gardoni
Carica
Consigliere
Periodo per cui è stata ricoperta la carica
Scadenza della carica
Compensi fissi
Compensi per la partecipazione ai Comitati
Compensi variabili non equity
Bonus e altri incentivi
Partecipazione agli utili
Benefici non monetarI
Altri compensi
Totale
Fair Value dei compensi equity
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
24.000 (a)
15.000 (b)
0
0
0
0
39.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
24.000
15.000
0
0
0
0
39.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 9.000 quali gettoni di presenza al CdA. (b) Di cui euro 10.000 quale membro del Comitato per la Remunerazione e le Nomine ed euro 5.000 quali gettoni di presenza per la partecipazione al Comitato.
Nicla Picchi
Consigliere
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
23.000 (a)
13.000 (b)
0
0
0
15.000
51.000
0
0
0
0
0
0
0
5.000
5.000
0
0
23.000
13.000
0
0
0
20.000 (c)
56.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 8.000 quali gettoni di presenza al CdA. (b) Di cui euro 10.000 quale membro del Comitato Controllo e Rischi ed euro 3.000 quali gettoni di presenza per la partecipazione al Comitato. (c) Di cui euro 15.000 quale compenso di componente dell’Organismo di Vigilanza di Sabaf S.p.A. ed euro 5.000 quale compenso di componente dell’Organismo di Vigilanza della controllata Faringosi Hinges S.r.l.
Anna Pendoli
Consigliere
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
24.000 (a)
0
0
0
0
0
24.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
24.000
0
0
0
0
0
24.000
0
0
(a) Di cui euro 15.000 quale compenso di amministratore ed euro 9.000 quali gettoni di presenza al CdA.
Alessandro 28 apr - Approvazione Consigliere Potestà 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
15.000
0
0
0
0
0
15.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
15.000
0
0
0
0
0
15.000
0
0
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
Nome e Cognome
Carica
Periodo per cui è stata ricoperta la carica
205
CAPITOLO 8 - RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
Scadenza della carica
Compensi fissi
Compensi per la partecipazione ai Comitati
Compensi variabili non equity
Benefici non monetarI
Altri compensi
Totale
Fair Value dei compensi equity
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
Bonus e altri Partecipazione incentivi agli utili
COLLEGIO SINDACALE Antonio 1 gen Approvazione Presidente Passantino 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A. (II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
Luisa Anselmi
Presidente
(II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
Sindaco Effettivo
(II) Compensi da controllate e collegate (III) TOTALE
Carica
0
0
0
0
24.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
24.000
0
0
0
0
0
24.000
0
0
16.000
0
0
0
0
0
16.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
16.000
0
0
0
0
0
16.000
0
0
16.000
0
0
0
0
0
16.000
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
16.000
0
0
0
0
0
16.000
0
0
Compensi fissi
Compensi per la partecipazione ai Comitati
Benefici non monetarI
Altri compensi
Totale
Fair Value dei compensi equity
Indennità di fine carica o di cessazione del rapporto di lavoro
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A.
Nome e Cognome
0
1 gen Approvazione 31 dic 2016 bilancio 2017
(I) Compensi in Sabaf S.p.A.
Enrico Broli
24.000
Periodo per cui è stata ricoperta la carica
Scadenza della carica
Compensi variabili non equity
Bonus e altri Partecipazione incentivi agli utili
ALTRI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE Altri dirigenti con responsabilità strategiche (n. 3) (a)
1 gen 31 dic 2016
n/a
(I) Compensi in Sabaf S.p.A.
379.426
0
33.050 (b)
0
49.781
0
462.257
0
41.713
(II) Compensi da controllate e collegate
94.000
0
0
0
0
0
94.000
0
0
473.426
0
33.050
0
49.781
0
556.257
0
41.713
(III) TOTALE
(a) Di cui 2 individuati come dirigenti strategici dal CdA del 4 agosto 2016 (e già dirigenti presso Sabaf). (b) Compensi maturati nell’esercizio con riferimento al piano MBO per l’anno 2016 – per i dettagli si rimanda a quanto riportato in Tab. 2.
206
TAB. 2 - Piani di incentivazione monetari a favore dei componenti dell’organo di amministrazione e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche DATI ESPRESSI IN EURO Nome e Cognome
Carica
Piano
Erogabile / Erogato
Differito
Periodo di differimento
Non più erogabili
Bonus dell’anno Alberto Bartoli
Erogabile / Erogato
Ancora differiti
Altri bonus
Bonus di anni precedenti
Amministratore Delegato
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2015 (marzo 2015)
-
-
0
0
54.000
0
0
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2016 (marzo 2016)
0
0
75% mar 2017 25% dic 2017
-
-
-
0
0
0
-
0
54.000
0
0
TOTALE
Gianluca Beschi
Amministratore Esecutivo
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2015 (marzo 2015)
-
-
-
0
25.993
0
0
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2016 (marzo 2016)
0
0
75% mar 2017 25% dic 2017
-
-
-
0
0
0
-
0
25.993
0
0
TOTALE
Altri dirigenti con responsabilità strategiche (n. 3)
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2015 (marzo 2015)
-
-
-
0
67.150
0
0
Compensi in Sabaf S.p.A.
Piano MBO 2016 (marzo 2016)
0
33.050
75% mar 2017 25% dic 2017
-
-
-
0
0
33.050
-
0
67.150
0
0
TOTALE
SABAF - RAPPORTO ANNUALE 2016
207
CAPITOLO 8 - RELAZIONE SULLA REMUNERAZIONE
TAB. 3 - Partecipazioni dei componenti degli organi di amministrazione e controllo e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche DATI ESPRESSI IN EURO Cognome e nome
Carica
Tipo di Possesso
Società Partecipata
Num. azioni possedute al 31 dic 2015
Num. azioni acquistate
Num. azioni vendute
Num. azioni possedute al 31 dic 2016
Saleri Giuseppe
Presidente
Indiretto tramite la controllata Giuseppe Saleri S.a.p.A.
Sabaf S.p.A.
5.850.003
-
2.306.690
3.543.313
Roberta Forzanini
Vicepresidente
Diretto
Sabaf S.p.A.
4.051
-
2.080
1.971
Bartoli Alberto
Amministratore Delegato
-
-
Diretto Indiretto tramite il coniuge
7.500 Sabaf S.p.A.
7.500
1.000
1.000
Cavalli Giuseppe
Amministratore Indipendente
Indiretto tramite il coniuge
Sabaf S.p.A.
5.000
-
-
5.000
Anna Pendoli
Amministratore
Diretto
Sabaf S.p.A.
450.000
-
-
450.000
Dirigenti con responsabilità strategiche (num. 3)
-
Diretto
Sabaf S.p.A.
4.300
-
-
4.300
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Printed on paper Fedrigoni Sirio Color and Fedrigoni Splendorgel
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Senza l’intuizione geniale, frutto della conoscenza e della ricerca continua, non si possono raggiungere nuovi traguardi. Senza curiosità è impossibile il miglioramento. E sopratutto senza condivisione e passione non si può arrivare all’integrazione. Nel pieno della Quarta Rivoluzione industriale, tra tecnologie d’avanguardia e macchine sempre più evolute, c’è solo un elemento senza il quale tutto questo articolato meccanismo non può prendere vita: l’Uomo.
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