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LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

Mensile

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· n.170 aprile 2014

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L’AUTOTRASPORTO TORNA AL CENTRO DEL DIBATTITO DCOOS6423 S/CONV/144/2012

RIPRESO IL DIALOGO CON IL GOVERNO CHE SBLOCCA I FONDI PER L’ECOBONUS. INTANTO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DANNO VITA AD UN ACCORDO DI CONSULTAZIONE PER AFFRONTARE IN MODO PIÙ INCISIVO I TEMI DEL SETTORE. E IN EUROPA PARTE IL CONFRONTO SUI COSTI MINIMI


Editoriale La rivista dell’autotrasporto Periodico del Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi

LA RIVISTA DELL’AUTOTRASPORTO

È

PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELL’ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI

Mensile

LOSE MERCI PERICO

i, Crescono i volum enti calano gli incid

DCOOS6423 S/CONV/144/2012

ANNO XIII N° 170 - Aprile 2014

DIREZIONE-REDAZIONE Via Tevere 44 - 00198 ROMA Tel. 06 85356494 - 06 68892416 (fax)

DIRETTORE RESPONSABILE Massimo De Donato dedonato@rivistatir.it

CAPO REDATTORE Lucia Angeloni angeloni@rivistatir.it

REDATTORE Andrea Pegoraro pegoraro@rivistatir.it

GRAFICA Giuliana Caniglia SEGRETERIA Adele Maddonni redazione@rivistatir.it

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Deborah Appolloni, Federico Cabassi, Nicola Capuzzo, Angelo Ciaravolo, Alfredo Cocco, Andrea Giuli, Angela Iantosca, Mariangela Pagano, Fabrizio Serafini, Ferdinando Tagliabue CHIUSO IN REDAZIONE IL 01.04.2014 Tiratura: 109.300 copie interamente distribuite in abbonamento postale

PUBBLICITÀ Concessionaria per il settore Automotive Editoriale C&C Locate di Triluzi (Milano) Tel 0290481137 elenazoncada@editorialecec.com

· n.169 marzo 2014

questo il celebre motto dell’Unione europea: tradotto in tutte le lingue del Continente, vuole indicare come, in un contesto di singole tradizioni culturali e individualità politiche, sia comunque possibile perseguire l’obiettivo comune della pace, della prosperità e della tutela degli L’AUTOTRASPORTO TORNA AL CENTRO DEL DIBATTITO interessi europei. Un principio applicabile universalmente e che potrebbe trovare pratiche coniugazioni nell’attuale contesto sociale ed economico. Ad esempio nella rappresentanza dell’autotrasporto. ZIA FONDO DI GARAN

ersi Ecco a chi rivolg to credi per ottenere

A TECONOLOGI

Adottato Its il pianosugli

RIPRESO IL DIALOGO CON IL GOVERNO CHE SBLOCCA I FONDI PER L’ECOBONUS. INTANTO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DANNO VITA AD UN ACCORDO DI CONSULTAZIONE PER AFFRONTARE IN MODO PIÙ INCISIVO I TEMI DEL SETTORE. E IN EUROPA PARTE IL CONFRONTO SUI COSTI MINIMI

Uniti nella diversità L’iniziativa partita dal presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani di riunire tutte le associazioni di categoria dell’autotrasporto in un patto di consultazione va in questa direzione: trovare obiettivi e regole comuni mantenendo inalterate le individualità e le prerogative di tutela degli interessi che, nel caso dell’autotrasporto, possono essere i più disparati, tanto da risultare a volte incomprensibili ad un osservatore esterno. Chi non si occupa di autotrasporto e di trasporto, chi non conosce i complessi passaggi di filiera, le differenze sensibili nelle dimensioni aziendali – che rispecchiano fedelmente quelle del tessuto produttivo italiano grazie alle quali siamo stati in grado di reggere e adattarci alle crisi di questi anni – spesso non riesce a comprendere come possa esistere una così ampia rappresentanza. I tentativi di confederare le associazioni sono stati diversi nel corso degli anni, con alterne fortune. Tutti si sono prima o poi dovuti confrontare con l’emergere di individualismi e distinguo che ne hanno minato la solidità, ma il particolare momento politico ed economico richiede un tentativo. L’idea di un patto di consultazione tra le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa con il Governo di novembre – ma che potrebbe essere anche allargato ad altre associazioni – testimonia la caparbia volontà dell’autotrasporto italiano e della sua rappresentanza di cercare, nonostante tutto, punti in comune per provare a percorrere un pezzo di strada insieme. Massimo De Donato

Concessionaria per l’extra settore Automotive HP 10 Srl Milano Tel 0248003799 mirta.barbeschi@hp10.it

REALIZZAZIONE e STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa Via Tiberio Claudio Felice 7 - 84131 Salerno EDITORE Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi Registrazione del Tribunale di Roma n° 547 del 18/11/98

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Sommario n. 170 - aprile 2014

Autotrasporto al centro del dibattito politico

12

Sbloccati i fondi per l’Ecobonus e decisa una nuova ripartizione delle risorse. E intanto le associazioni di categoria hanno deciso di dare vita ad un accordo di consultazione per affrontare in modo più incisivo i temi del settore di Lucia Angeloni

Fondo di Garanzia: operazioni raddoppiate rispetto al 2013

18

Approvate nei primi due mesi 446 operazioni di finanziamento per oltre 40 milioni di euro. Intanto, sono entrate in vigore le nuove disposizioni e un sito internet spiega a chi rivolgersi per ottenere il credito di Gian Luigi Bassi

Adottato il piano d’azione sugli ITS: ecco le priorità

20

L’utilizzo dei sistemi di trasporto intelligenti permetterà di ottenere risparmi e benefici, quali la riduzione dei tempi di spostamento, delle emissioni inquinanti e degli incidenti di Andrea Pegoraro

Merci pericolose: volumi in crescita, incidenti in calo

22

Presentato il settimo rapporto SET (Servizio Emergenza Trasporti) di Federchimica sull’andamento del settore. Volumi in aumento per l’incremento delle tipologie considerate pericolose, maggior sicurezza nei trasporti di Deborah Appolloni

Percorso accelerato per le merci con il pre-clearing

26

Lo sdoganamento dei container in mare, prima che la nave arrivi in porto, consente di risparmiare fino a 36 ore rispetto alle procedure ordinarie. I porti di Genova e La Spezia scelti come scali pilota di Nicola Capuzzo

A Francoforte gli specialisti della distribuzione urbana

29

Prova su strada per Atego, Antos ed Econic coprono il segmento della distribuzione leggera, pesante e il servizio di raccolta

Rubriche Editoriale

3

Albo

6

Scadenze e divieti

7

Europa

9

Notizie Fisco Lavoro Normative Costi di sicurezza Manifestazioni

31 32 34 36 40 42

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Albo

Comitato Albo: alla firma il decreto di nomina dei componenti Presidente e vice presidenti saranno nominati con successivi provvedimenti. I membri del nuovo comitato, indicati in rappresentanza delle istituzioni e delle associazioni di categoria, dureranno in carica tre anni

Le istituzioni e le associazioni presenti nel Comitato Centrale Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ministero degli Affari Esteri Ministero dell’Ambiente Ministero dell’Interno Ministero dell’Economia e delle Finanze PCM - Dipartimento per le Politiche Comunitarie Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Ministero per lo Sviluppo Economico Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali PCM - Dipartimento degli Affari regionali Ministero della Giustizia Regioni Italia Nord Regioni Italia Sud Regioni Italia Centro Regioni a statuto speciale e Province autonome Trento e Bolzano Anita Confartigianato Trasporti Fai Fedit Fiap Fita Sna Casa Unitai Confcooperative Legacoop

6

TIR170-2014

S

arà firmato in questi giorni dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, il decreto di nomina dei componenti del nuovo Comitato Centrale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di cose per conto terzi, secondo i nuovi criteri stabiliti dalla legge di Stabilità 2014. Com’è noto, infatti, la legge di Stabilità ha previsto una riforma dell’Albo, aumentando le competenze per il Comitato Centrale, e stabilendo allo stesso tempo nuovi requisiti per entrare a far parte del Comitato stesso. I componenti, nominati in rappresentanza di vari ministeri e associazioni di categoria, dureranno in carica tre anni a partire dalla data del decreto stesso. Alla scadenza del mandato dei componenti, l'Amministrazione, al fine del

rinnovo della composizione dell'organo, procederà poi a verificare la sussistenza, in capo alle associazioni, dei requisiti di rappresentatività richiesti per ottenere l'accreditamento presso il Comitato Centrale per l'Albo degli Autotrasportatori. Presidente e vice presidenti nominati con successivi decreti Il decreto sottolinea l’urgenza di procedere alla nomina dei componenti del Comitato, anche per andare incontro alle richieste delle associazioni di categoria, come stabilito nel Protocollo d’intesa del 28 novembre con il Governo, rinviando ad un momento successivo la nomina del presidente, del vice presidente in rappresentanza dell’Ammini-

strazione nonché dei componenti effettivi e supplenti in rappresentanza delle amministrazioni che non hanno ancora fatto pervenire le proprie designazioni. Ad ogni modo il Comitato Centrale entra ugualmente nel pieno esercizio delle sue funzioni alla data di entrata in vigore del decreto. Nel frattempo le funzioni di presidente saranno svolte dal Capo Dipartimento Trasporti, Navigazione, Affari generali e Personale. Il decreto stabilisce anche che il Direttore Generale del Personale e degli Affari Generali metterà a disposizione del Comitato, con proprio provvedimento, il personale necessario al suo funzionamento, nel limite delle risorse professionali effettivamente disponibili.


aprile 2014 MAR 1 MER 2 GIO 3 VEN 4 SAB 5 DOM 6 LUN 7 MAR 8 MER 9 GIO 10 VEN 11 SAB 12 DOM 13 LUN 14 MAR 15 MER 16

Scadenze e divieti

8-22 SPESOMETRO: invio comunicazioni operazioni Iva da parte dei contribuenti Iva mensili.

8-22

IVA invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 aprile. IRPEF pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente (contribuenti mensili). RAVVEDIMENTO ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 17 marzo, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

GIO 17 VEN 18 SAB 19 DOM 20 LUN 21 MAR 22 MER 23 GIO 24 VEN 25 SAB 26 DOM 27 LUN 28 MAR 29 MER 30

14-22 8-16 8-22 8-22 8-14

SPESOMETRO: invio comunicazioni operazioni Iva da parte dei contribuenti Iva mensili.

8-22 8-22

MODELLI INTRA presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di marzo. Gli operatori con obbligo trimestrale presentano gli elenchi riepilogativi del primo trimestre. BLACK LIST: invio della comunicazione mensile o trimestrale relativa alle operazioni effettuate con paesi black list nel mese di marzo o nel primo trimestre, relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro.

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

15.00-24.00

Domenica e festivi

Notte

00.00-22.00

22.00-05.00

Tirolo** Divieto notturno permanente per veicoli fino a EURO5 ed EEV

Festività nazionali e altri giorni di divieto 21(Easter Monday) 18 (16.00 -22.00)**** 19 (10.00-15.00)**** 25 (10.00-22.00)**** Autostrade A/12 ed A/13, per i veicoli diretti in Italia

18 (00.00-22.00)**** Autostrade A/13 ed A/12 per i veicoli diretti in Germania CROAZIA

FRANCIA

Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

14.00-23.00

-

22.00-24.00

00.00-22.00

-

20-21

-

00.00-22.00

-

18 (Good Friday) 21(Easter Monday)

Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi.

-

21 (Easter Monday)

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

23.30-24.00 POLONIA

-

-

-

-

18.00-21.00

-

13.00-22.00 15.00-21.00

-

20-21

08.00-22.00

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km. Speciali deroghe a breve e lungo termine possono essere rilasciate dalla prefettura di confine in particolari condizioni.

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose.

20-21 (Easter) 18-20

PORTOGALLO*

REP. CECA***

Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo. Veicoli diretti o provenienti dai terminals ferroviari di Worgl e Brennersee. Tirolo: divieto notturno deroga solo per veicolo classe EURO6 e “prodotti deperibili” (per questi ultimi è ammessa qualunque classe EURO). NB: sono considerati p.deperibili non soltanto quelli rientranti nell’ATP ma anche alcuni prodotti ortofrutticoli.

-

GERMANIA

LUSSEMBURGO

18 (Good Friday: dalle 15.00 alle 23.00)

Deroghe generali

07.00-11.00 (dal 15/04 al 30/09)

25 (Liberation Day) 21 (Easter Monday) 15.00-21.00

Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi.

(dal 15/04 al 30/09: venerdì)

(dal 15/04 al 30/09)

ROMANIA

06.00-22.00

-

20-21

-

00.00-22.00

-

18 (Good Friday) 21(Easter Monday)

Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi; veicoli utilizzati per il trasporto combinato o per il carico o lo scarico di navi o treni sul territorio della Repubblica slovacca; Deroghe particolari della durata di 30 giorni possono essere richieste sia all’autorità regionale che al dipartimento dei trasporti, se il trasporto include più regioni.

-

08.00-21.00

-

18 (Good Friday: dalle 18.00 alle 21.00) 21 (Easter Monday) 27 (Giorno della Rivolta)

Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

00.00-24.00

22.00-05.00

(dalle 22.00 del 17 alle 5.00 del 19; dalle 22.00 del 19 alle 5.00 del 22)

00.00-22.00 (dal 1/9 al 30/6)

-

20-21

SLOVACCHIA

SLOVENIA

SVIZZERA

UNGHERIA

Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

06.00-22.00

22.00-24.00 (dal 1/09 al 30/6)

18–21

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali. ** Orario in vigore fino al 30/4: da lun. a sab., dalle 20.00 alle 05.00; domeniche e festivi, dalle 23.00 alle 05.00 *** Solo sulle strade di 1° classe fuori dai centri abitati. **** Esclusi i trasporti che rientrano nelle deroghe generali previste dal calendario dei divieti austriaci ed i veicoli diretti in Italia o Germania, i quali possono circolare in tali Paesi in virtù di deroghe stabilite nei rispettivi calendari.

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maggio 2014 GIO 1 VEN 2 SAB 3 DOM 4 LUN 5 MAR 6 MER 7 GIO 8 VEN 9 SAB 10 DOM 11 LUN 12 MAR 13 MER 14 GIO 15 VEN 16

Scadenze e divieti

8-22

8-22

8-22

INAIL: invio telematico dell’autoliquidazione 20132014 e pagamento della prima o dell’unica rata dei premi Inail. IVA: invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 maggio. IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente o al 1° trimestre. Gli autotrasportatori trimestrali versano l’Iva senza la maggiorazione dell’interesse dell’1 per cento. INPS: pagamento della prima rata 2014 dei contributi dovuti sul reddito da parte degli artigiani (contributo minimo obbligatorio). RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 aprile, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%.

SAB 17 DOM 18 LUN 19 MAR 20 MER 21 GIO 22 VEN 23 SAB 14 DOM 25 LUN 26 MAR 27 MER 28 GIO 29 VEN 30 SAB 31

8-22

8-22 MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di aprile. BLACK LIST: invio della comunicazione mensile relativa alle operazioni effettuate con Paesi black list nel mese di aprile relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di importo superiore a 500 euro. MODELLO 730: Ultimo giorno utile per presentare il modello 730/2013 ad un Caf (centro di assistenza fiscale) o ad un professionista abilitato.

DIVIETI DI CIRCOLAZIONE PAESI EUROPEI Sabato AUSTRIA

15.00-24.00

Domenica e festivi 00.00-22.00

Notte 22.00-05.00 Tirolo** Divieto notturno perm. per veicoli fino a EURO5 ed EEV Dal 1/05 al 31/10 Lun./Sab. 22.00 - 5.00 Domeniche e festivi 23.00 - 05.00

CROAZIA

FRANCIA

1 (Festa dei Lavoratori) 29 (Ascensione) Tirolo (A12-A13) veicoli la cui destinazione è Italia Provvedimento in fase di emanazione

Deroghe generali Veicoli, anche vuoti: latte fresco, animali vivi, prodotti alimentari freschi (non surgelati), frutta ed ortaggi freschi, carne fresca e derivati, pesce fresco e derivati, pesce vivo. Veicoli diretti o provenienti dai terminals ferroviari di Worgl e Brennersee. Tirolo: divieto notturno deroga solo per veicolo classe EURO6 e “prodotti deperibili” (per questi ultimi è ammessa qualunque classe EURO). NB: sono considerati prodotti deperibili non soltanto quelli rientranti nell’ATP ma anche alcuni prodotti ortofrutticoli. Veicoli che trasportano prodotti deperibili (carne fresca, latte fresco, pesce fresco, frutta ed ortaggi freschi); animali vivi.

-

14.00-23.00

-

1 (Festa dei Lavoratori)

22.00-24.00

00.00-22.00

-

1 (Festa dei Lavoratori) 8 (Armistizio) 29 (Ascensione)

Animali vivi; merci deperibili (pesci vivi, crostacei e molluschi; alimenti che richiedono refrigerazione: carne, pesce, latte e latticini, uova, verdure; succhi di frutta refrigerati; frutta; fiori recisi; piante e fiori in vaso, carcasse di animali); prodotti agricoli stagionali entro 150km. Speciali deroghe a breve e lungo termine possono essere rilasciate dalla prefettura di confine in particolari condizioni.

-

00.00-22.00

Su alcune strade segnalate con cartellonistica, vigono alcuni divieti notturni

1 (Festa dei Lavoratori) 29 (Ascensione)

Veicoli, anche vuoti: trasporti combinati strada-ferrovia fino a 200km stazione ferroviaria; mare-strada fino a 150km dal porto; latte fresco, carne fresca, pesce fresco, pesce vivo, frutta ed ortaggi freschi.

-

1 (Festa dei Lavoratori) 8 (per i soli veicoli diretti in Francia) 29 (Ascensione)

Veicoli pieni/vuoti: animali vivi, prodotti animali in qualunque stato (freschi, surgelati, ecc.); fiori recisi, piante e fiori vivi; trasporti combinati ferroviari diretti in Germania entro 200km.

-

08.00–22.00 1 (Festa dei Lavoratori)

Veicoli che trasportano: animali vivi; merci pericolose. Veicoli usati nel trasporto combinato; veicoli usati per il trasporto di carichi scaricati da vagoni ferroviari fino ad una distanza di 50 km dalla stazione ferroviaria.

GERMANIA

LUSSEMBURGO

Festività nazionali e altri giorni di divieto

21.30-24.00

00.00-21.45

veicoli da Belgio e Germania diretti in Francia 23.30-24.00 veicoli da Belgio e Francia diretti in Germania

POLONIA

-

-

3 (Festa della Costituzione) 18-20

PORTOGALLO*

-

18.00-21.00

-

25 (Liberation Day)

REP. CECA**

07.00-11.00 (dal 15/04 al 30/09)

13.00-22.00 15.00-21.00

-

1 (Festa dei Lavoratori) Veicoli pieni/vuoti: trasporti combinati; prodotti agricoli stagionali; prodotti 8 (Festa della Liberazione) in regime ATP (carico almeno pari al 50% del vano di carico); animali vivi. Dal 15/04 al 30/09: venerdì 15.00 - 21.00

(dal 15/04 al 30/09)

ROMANIA

06.00-22.00

06.00-22.00

-

-

SLOVACCHIA

SLOVENIA

SVIZZERA

UNGHERIA

22.00-24.00 (dal 1/09 al 30/6)

-

1 (Festa dei Lavoratori)

00.00-22.00

-

1 (Festa dei Lavoratori) 8 (Armistizio)

08.00-21.00

-

1-2 (Festa dei Lavoratori)

00.00-24.00

22.00-05.00

(dalle 22.00 del 28 alle 5.00 del 30;

00.00-22.00 (dal 1/9 al 30/6)

-

1 (Festa dei Lavoratori)

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Merci pericolose; prodotti alimentari; animali vivi; veicoli utilizzati per il trasporto combinato o per il carico o lo scarico di navi o treni sul territorio della Repubblica slovacca; Deroghe particolari della durata di 30 giorni possono essere richieste sia all’autorità regionale che al dipartimento dei trasporti, se il trasporto include più regioni. Trasporti combinati, anche se tratta stradale comprende altri Paesi; prodotti alimentari refrigerati; fiori freschi; latte; prodotti agricoli stagionali.

29 (Ascensione)

* I divieti indicati sono in vigore solo su alcune autostrade e strade principali. ** Solo sulle strade di 1° classe fuori dai centri abitati

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Animali vivi; prodotti deperibili freschi e refrigerati (carico almeno pari al 50% del vano di carico); veicoli pieni/vuoti in traffico internazionale.

Veicoli EURO3 e superiori se impegnati in trasporti internazionali, trasporti combinati; fiori freschi e piante; veicoli pieni/vuoti: animali vivi, latte fresco, carne fresca e surgelata; ortaggi, uova e prodotti deperibili; trattori isolati fino a 7,5 Ton.


Europa

il 19 dicembre 2012, la Corte di Giustizia europea ha infatti dichiarato che i gestori, anche pubblici, di infrastrutture svolgono un’attività economica e che, quando ricevono fondi pubblici per costruire nuove infrastrutture o ampliare quelle esistenti, sono beneficiari di aiuti di Stato. L’intervento dell’Italia Diverse delegazioni hanno quindi chiesto di definire meglio il perimetro tra attività economica ed esercizio di

può essere posta in essere solo dallo Stato, non si riscontra esercizio di attività economica, ribadendo che gli elementi da considerare per il finanziamento delle infrastrutture restano quelli relativi all’esercizio o meno dell’attività economica, all’affidamento dei servizi con gara aperta a tutti e non discriminatoria e alla scelta dell’offerta economica più vantaggiosa. Nel dettaglio, per quanto riguarda la valutazione del finanziamento pubblico ai por-

caso mentre non ha fornito una risposta certa sulla emanazione delle linee guida. L’esempio delle reti TEN-T Tra gli esempi affrontati durante la riunione, uno molto attuale riguarda gli aiuti per la realizzazione della rete trans europea dei trasporti (TEN-T), caratterizzata da rischi elevati soprattutto perchè dipende dall’intervento pubblico. In questo caso, la valutazione degli aiuti di Stato da

Aiuti di Stato: le linee guida dell’Europa In una riunione del 12 marzo a Bruxelles, a cui ha partecipato anche l’Italia, sono stati forniti chiarimenti sull’applicazione della normativa per aeroporti, porti, autostrade, ferrovie e terminali intermodali

C

ome applicare le regole sugli aiuti di Stato al settore delle Infrastrutture e dei Trasporti: questo l’argomento della riunione che si è svolta lo scorso 12 marzo a Bruxelles e a cui hanno partecipato tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito del processo di modernizzazione degli aiuti di Stato e che ha avuto lo scopo di controllare le modalità di finanziamento pubblico nei trasporti, degli aspetti procedurali e delle condizioni di compatibilità. Durante l’incontro, la Commissione ha analizzato alcuni casi pratici alla luce della sentenza Leipzig/Halle, l’aeroporto tedesco di Lipsia, che ha reso la normativa più stringente. Con questa sentenza,

pubblici poteri e l’Italia, in particolare, ha evidenziato, per quanto riguarda i porti, la necessità che vengano emanate delle linee guida in base alle quali si potrà verificare se adeguare o meno la norma italiana che regola le attività portuali. Inoltre, la delegazione italiana ha chiesto chiarimenti in merito all’applicazione delle nuove linee guida della disciplina aeroporti alle misure di aiuto notificante in vigenza della precedente disciplina, considerato che questo comporterebbe un’applicazione retroattiva delle nuove regole. Le precisazioni della Commissione La Commissione ha quindi precisato che se un’attività

TEN-T: nominati i coordinatori dei 9 corridoi Undici coordinatori, 9 per i corridoi della Rete TEN-T, uno per le Autostrade del Mare e un altro per il Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (Ertms). Li ha nominati lo scorso 12 marzo la Commissione Ue, con il compito di predisporre i progetti prioritari sui trasporti. Sono Pavel Telička (Mare del Nord-Mar Baltico), Pat Cox (Scandinavo-Mediterraneo), Carlo Secchi (Atlantico), Péter Balázs (Mare del Nord-Mediterraneo), Laurens Jan Brinkhorst (Mediterraneo), Karel Vinck (Ertms) e Karla Peijs (corridoio Reno-Danubio), che avevano già esperienza nei progetti TENT e che sono stati riconfermati per quattro anni, e l’ex ministro degli Esteri spagnolo Ana de Palacio (Reno-Alpino), l’ex ministro dei Trasporti tedesco Kurt Bodewig (Baltico-Adriatico) e gli europarlamentari Brian Simpson (Autostrade del Mare) e Mathieu Grosch (corridoio Mediterraneo orientale) che assumeranno l’incarico a luglio.

ti, la Commissione europea ha precisato che esistono diversi modelli di gestione tra i vari Stati Ue e che l’analisi deve essere effettuata a diversi livelli (Capitanerie di porto, operatori terminali e compagnie marittime). La Commissione ha quindi chiarito che valuterà caso per

parte della Commissione terrà conto che i progetti TEN-T cofinanziati dall’Unione europea contribuiscano a obiettivi di comune interesse, assicurando i collegamenti di trasporto di alta qualità nell’Ue, e abbiano effetti transfrontalieri. TIR170-2014 9


Europa

Nome Cognome

Multe transfrontaliere: recepite le norme Ue Grazie allo scambio di informazioni tra Paesi sarà possibile applicare sanzioni pecuniarie per le infrazioni commesse in uno Stato diverso da quello di immatricolazione. Recepite anche le modifiche alla direttiva Eurovignette

A

gevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale commesse da un veicolo immatricolato in uno Stato membro dell’Unione europea diverso da quello in cui è stata commessa l’infrazione. Questo l’obiettivo delle norme contenute nel decreto legislativo 4 marzo 2014 n. 37, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 21 marzo 2014, n. 67, con cui viene data attuazione alla direttiva europea 2011/82. Grazie alle scambio di informazioni sarà quindi possibile ovviare al fenomeno della mancata applicazione di sanzioni pecuniarie previste per il tipo di infrazione commessa e accrescere l’effetto deterrente, inducendo alla prudenza il conducente. 10 TIR170-2014

Quando si applica la normativa Il decreto stabilisce che gli uffici della Direzione generale per la Motorizzazione forniscano, tramite l’archivio nazionale veicoli, i dati relativi ai veicoli e ai proprietari, o intestatari, alle autorità degli altri Stati membri nei quali sono state commesse le infrazioni in materia di sicurezza stradale. In particolare quando le infrazioni riguardano: eccesso di velocità; - mancato uso delle cinture di sicurezza; - mancato arresto davanti a un semaforo rosso; - guida in stato di ebbrezza; - guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti; - circolazione su corsia vietata; - uso indebito di cellulare durante la guida.

Le informazioni devono essere richieste nella lingua dei documenti d'immatricolazione o comunque in una lingua comprensibile per il destinatario per permettergli di avere contezza della richiesta, di poter richiedere ulteriori informazioni, di pagare la multa oppure di esercitare i propri diritti di difesa. Non partecipano Regno Unito, Irlanda e Danimarca Tra gli Stati europei, Regno Unito, Irlanda e Danimarca non partecipano all’adozione della direttiva e di conseguenza non sono soggetti alla sua applicazione né sono ad essa vincolati. I Paesi terzi, invece, possono partecipare allo scambio di dati di immatricolazione dei veicoli, a condizione che abbiano con-

cluso un accordo specifico con l’Unione europea. Entro il 6 maggio 2016, e in seguito ogni due anni, gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione una relazione esaustiva con il numero di consultazioni automatizzate effettuate a seguito delle infrazioni commesse in ogni territorio, unitamente al tipo di infrazioni per cui sono state inviate le richieste e al numero di richieste fallite. Recepite anche le modifiche alla direttiva Eurovignette Inoltre, sulla Gazzetta Ufficiale n. 69, del 24 marzo 2014, è stato pubblicato il decreto legislativo n. 43 del 4 marzo 2014, che recepisce nel nostro Paese la direttiva Ue 2011/76 sul-


le modifiche alla normativa europea in materia di pedaggi e diritti di utenza per i veicoli commerciali adibiti al trasporto di merci di massa superiore alle 3,5 Ton (direttiva 1999/62/CE, conosciuta come “Eurovignette”), sulle reti stradali transeuropee (TEN-T) e sulle autostrade non comprese in queste reti. In base a queste modifiche, gli

Stati membri hanno la possibilità di inserire un nuovo onere all’interno del pedaggio, vale a dire i costi esterni da inquinamento atmosferico e acustico. Fino alla fine del 2017, tuttavia, i veicoli Euro 6 saranno esentati dall’applicazione di questi costi, per cui il pedaggio loro applicato potrà comprendere soltanto gli oneri per l’infrastruttura.

La Corte Ue boccia l’imposta spagnola sui carburanti É contraria al diritto dell’Unione europea l’imposta spagnola sui carburanti, introdotta dal Governo per finanziare spese in ambito sanitario e ambientale e in vigore dal 2002 al 2012. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia europea del 27 febbraio, secondo la quale la tassa è in contrasto con la direttiva sulle accise (2008/118/CE) poiché non è finalizzata a raggiun-

gere un obiettivo specifico, ma uno scopo di bilancio generale che potrebbe essere raggiunto anche tramite le entrate di qualsiasi altra imposta. Il gettito di questa imposta avrebbe raggiunto un importo pari a circa 13 miliardi di euro fra il 2002 e il 2011. Le autorità spagnole non hanno ancora stabilito le procedure per l’eventuale recupero delle somme legate alla tassa sul gasolio.

Controlli sui mezzi: sì del Parlamento a norme comuni Norme comuni in tutta l’Unione europea per le ispezioni periodiche dei veicoli, i documenti di immatricolazione e i controlli su strada dei veicoli commerciali. É quanto prevede l’accordo informale con gli Stati membri approvato l’11 marzo dal Parlamento europeo. Le regole, aggiornate per migliorare la sicurezza stradale, fissano nuovi standard minimi sui test dei veicoli e sulla formazione degli ispettori. Secondo la nuova legislazione, almeno il 5% dei veicoli commerciali presenti sulle strade nell'Ue dovrà essere oggetto di controlli. Gli Stati membri restano liberi di imporre norme più severe di quelle previste a li-

vello europeo. Inoltre, sarà più facile reimmatricolare un veicolo in un altro Paese dell’Unione, poiché le autorità nazionali saranno obbligate a riconoscere un certificato di revisione valido rilasciato da un altro Stato membro. L’accordo punta anche a migliorare i sistemi per rilevare le frodi nei contachilometri, includendo un test durante il controllo tecnico. Il testo dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio.

Megacamion: se ne parla nel 2016 La questione dei “megacamion” dovrà essere discussa entro il 2016. E’ quanto emerge dalla bozza di legge approvata il 18 marzo dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo. Il documento permetterebbe ai veicoli di superare gli attuali limiti di lunghezza e di peso massimi, a condizione che abbiano un minor impatto ambientale. L’eurodeputato Jörg Leichtfried ha precisato che “sulla questione dei megacamion il Parlamento ha sempre chiesto alla Commissione europea una valutazione d'impatto. Alla Commissione sarà chiesto di rivedere la situazione e riferire al Parlamento e al Consiglio entro il 2016”. Secondo il progetto di legge, ai mezzi pesanti

sarebbe consentito avere cabine più lunghe se però il progetto complessivo fosse capace di ridurre le emissioni, ad esempio migliorando l'aerodinamica, o prevenire gli incidenti, ad esempio riducendo punti ciechi nella visibilità o rendendo la cabina più arrotondata. Nella parte posteriore del veicolo sarebbero consentite alette aerodinamiche fino a 50 cm di larghezza per ridurre la resistenza e quindi le emissioni. Inoltre, per incentivare l'uso di motori a basse emissioni di carbonio, molti dei quali sono più pesanti e quindi meno attraenti dal punto di vista commerciale per le aziende, verranno concesse delle deroghe sul peso massimo, fino a una tonnellata, agli autocarri e agli autobus che li installeranno.

Oneri per l’infrastruttura Proprio in merito agli oneri per l’infrastruttura, il decreto obbliga alla diversificazione a seconda della categoria Euro del veicolo, fermo restando che l’importo massimo non potrà mai superare il 100% di quello stabilito per i veicoli meno inquinanti. Da questo obbligo sono stati esclusi i contratti di concessione vigenti, fino al rinnovo. Inoltre l’obbligo può essere derogato quando la variazione del pedaggio in relazione alla categoria ecologica del mezzo: - pregiudichi la coerenza dei sistemi di pedaggio nel territorio; - non sia tecnicamente praticabile; - induca la deviazione su strade limitrofe dei veicoli più inquinanti, con ripercussioni negative sulla sicurezza stradale e sulla salute pubblica; - oppure quando il pedaggio comprenda un onere per i costi esterni. L’onere per l’infrastruttura può essere differenziato tenendo conto dell’orario e del periodo di percorrenza del tratto stradale, a condizione che: non sia superiore al 175% del livello massimo dell’onere medio ponderato per l’infrastruttura; i periodi di punta in cui viene riscosso l’onere più elevato non superino le 5 ore giornaliere. Zone montane Per le zone montane, l’onere per l’infrastruttura può subire maggiorazioni su specifici tratti stradali particolarmente congestionati o nei quali il transito dei veicoli può avere un impatto negativo sull’ambiente. La maggiorazione non deve però superare il 15% dell’onere medio ponderato per l’infrastruttura, oppure il 25% quando gli introiti generati vengano investiti in sezioni transfrontaliere di progetti prioritari di interesse comunitario, riguardanti infrastrutture in regioni montane. Gli introiti originati dalla maggiorazione per le zone montane devono essere investiti in progetti di interesse europeo in materia di riduzione della congestione e dei danni all’ambiente, collocati lungo lo stesso corridoio stradale interessato dalla misura. TIR170-2014 11


Politica

Sbloccati i fondi per l’Ecobonus e decisa una nuova ripartizione delle risorse. E intanto le associazioni hanno deciso di dare vita ad un accordo di consultazione per affrontare in modo più incisivo i temi del settore di Lucia Angeloni

Autotrasporto al centro del dibattito politico È

stato sicuramente un mese intenso quello trascorso per l’autotrasporto, protagonista della scena politica e sindacale. Molti infatti, i temi al centro del dibattito: dalla revisione della spesa pubblica alla questione dell’Ecobonus, con la revoca del fermo dei servizi in Sicilia e il riavvio del tavolo di discussione, al rinnovato interesse sui costi minimi di sicurezza, su cui a breve

è atteso il pronunciamento da parte della Corte di Giustizia europea. Intanto è arrivata anche la notizia della delega all’autotrasporto al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, con un immediato e forte impegno di quest’ultimo ad affrontare le tante problematiche del settore con un tavolo permanente con le associazioni di categoria. Queste

ultime, nel corso della stessa giornata, hanno deciso di dare vita ad un accordo di consultazione tra tutte le sigle che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa di fine novembre per affrontare in modo più incisivo i temi del settore. Sbloccato l’Ecobonus Il 25 marzo si è svolta la riunione tra il Governo e i rappre-

sentanti delle associazioni di categoria durante la quale il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha annunciato la firma del decreto che eroga il contributo al trasporto combinato strada-rotaia per il 2010. La firma del decreto, alla Corte dei Conti per la convalida, ha spinto le sigle nazionali e siciliane a revocare definitivamente il fermo che era

A Del Basso De Caro la delega per l’autotrasporto É Umberto Del Basso De Caro il sottosegretario delegato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, a seguire l’autotrasporto. Il sottosegretario del precedente Governo, Rocco Girlanda, è stato invece nominato consigliere: una scelta del ministro per non pregiudicare la continuità del lavoro svolto e per rafforzare la collaborazione con le associazioni dell’autotrasporto. Nato a Benevento nel 1953, Del Basso De Caro, avvocato penalista, è deputato del Partito Democratico. Al suo primo mandato come deputato nel 1992, eletto nel Partito Socialista, fu vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa. Ecco nel dettaglio le deleghe che gli sono state conferite: con riferimento alle attività di competenza della Direzione generale per il Trasporto Stradale e per l'Intermodalità, la delega alle attività per attuare la riforma del settore dell'autotrasporto di persone di competenza statale e del settore dell'autotrasporto di merci; la delega ai rapporti sindacali afferenti le materie di interesse dei Dipartimenti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti e ai rapporti con le organizzazioni sindacali maggiormente rappre-

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sentative nell'ambito del Dicastero; la delega ai rapporti con il Parlamento in relazione agli atti aventi carattere normativo, ovvero alle risposte ad atti di sindacato politico ispettivo, ai rapporti con gli organi consultivi e con gli organi rappresentativi di associazioni, comunità, enti e parti sociali, nonché alle relazioni internazionali; per quanto concerne le attività di competenza della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la delega alla programmazione e ai progetti internazionali (le attività per la realizzazione del Piano Sud, i contratti U. Del Basso de Caro istituzionali di sviluppo per le aree del Mezzogiorno, ecc.); nell'ambito delle attività di competenza della Direzione generale dell'edilizia statale e degli interventi speciali, la delega alle attività per realizzare i programmi relativi all'edilizia scolastica.


Ecco l’attuale ripartizione delle risorse Pedaggi: 135 milioni di euro Investimenti: 15 milioni di euro Fondo di Garanzia: 20 milioni di euro Servizio Sanitario Nazionale: 22 milioni di euro Spese non documentabili: 113 milioni di euro Formazione: 10 milioni di euro

stato proclamato dal 24 al 28 marzo. Tra qualche settimana dovrebbero quindi essere disponibili le risorse per il pagamento dell’Ecobonus 2010 che le imprese attendono ormai da anni, mentre a breve dovrebbe riprendere il confronto sulle problematiche dell’autotrasporto in Sicilia, che vanno dalla questione del carotraghetti alle piattaforme logistiche e aree di servizio per autotrasportatori. Nella stessa seduta è stata annunciata la delega al sottosegretario De Caro (vedi box) e la nomina dell’ex sottosegretario Rocco Girlanda a consulente del ministro Lupi, così da dare continuità all’azione del Governo per il settore. Taglio dei fondi Durante l'incontro è stata affrontata anche la questione del taglio dei fondi destinati all’autotrasporto: una riduzione di 18 milioni di euro rispetto ai 330 milioni di euro stanziati a favore del settore dalla legge di Stabilità 2014. L’accordo sottoscritto durante la riunione prevede quindi il taglio di 3,1 milioni di euro per i pedaggi autostradali, a cui vengono assegnati 135 milioni; 5 milioni di euro sugli investi-

menti, che ottengono quindi 15 milioni; 5 milioni di euro per il Fondo di Garanzia, che ottiene 20 milioni; e 5 milioni di euro sulla Piattaforma Uirnet. Restano invece confermate le altre ripartizioni previste nella riunione del 13 febbraio, vale a dire: 22 milioni di euro al Servizio sanitario nazionale, 113 milioni per le spese non documentabili e 10 milioni per la formazione (vedi box). Il Governo continuerà comunque la verifica in corso con il ministero dell’Economia per verificare l’effettivo tiraggio delle risorse destinate alla deduzione forfettaria delle spese non documentabili, al fine di rendere nullo l’effetto dei tagli e quindi ripristinare la dotazione iniziale pari a 330 milioni di euro. Accordo di consultazione Nello stesso giorno dell’incontro con il ministro, organizzata dal presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani, si è svolta una riunione tra tutte le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa di novembre: un confronto necessario per individuare punti d’azione comuni e proposte condivise anche alla luce dell’imminente ripresa di un con-

fronto periodico regolare con il Governo. É stato così deciso di dar vita ad un accordo di consultazione tra tutte le associazioni per affrontare i temi del settore, dando mandato al segretario generale di Anita Giuseppina Della Pepa, al segretario di Fai/Conftrasporto Pasquale Russo ed al vicesegretario di Fedit Alfredo D’Ascoli di elaborare una bozza di documento che costituirà la base per i prossimi incontri. TIR170-2014 13


Politica

sui quali fare dei puntuali riscontri incrociati e la estenderei anche ai dati dell'Agenzia delle Entrate per conoscere chi viola i costi minimi ma anche ai dati della Motorizzazione civile per conoscere la salute degli automezzi. Ben venga l'Albo degli autotrasportatori all'interno del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, se e solo se è un sog-

cardo Nencini. “La politica – ha detto Giachino – deve ricominciare a prestare la dovuta attenzione ad un settore fondamentale per la ripresa economica del nostro Paese. Il tra-

Anita: Baumgartner designato alla presidenza

correnti stranieri”. I massimi dirigenti del Pd hanno invece sottolineato come l’autotrasporto sia una settore strategico per il Paese che deve però essere riformato affinché possa integrarsi meglio con il ferro e il mare. Per questo è necessario realizzare nuove infrastrutture, per far crescere la competitività del sistema, lavorare sulla dimensione delle imprese, rendere strutturali e razionalizzare i fon-

Thomas Baumgartner

Il Consiglio nazionale di Anita ha designato Thomas Baumgartner alla presidenza dell’associazione per i prossimi tre anni. Il presidente designato dovrà presentare gli indirizzi generali per il proprio mandato, il programma di attivita` per il triennio e la squadra dei vicepresidenti nella prossima riunione del consiglio, mentre l’elezione vera e propria avverra` durante l’assemblea generale, in programma per il 19 giugno 2014. Thomas Baumgartner e` l’amministratore delegato della Fercam, con sede a Bolzano, nata nel 1949 e rilevata dalla famiglia Baumgartner nel 1963. Oggi conta 63 filiali, di cui 43 in Italia, un fatturato di circa 500 milioni di euro ed un parco veicolare tra i piu` grandi d’Europa.

L’interesse della politica E intanto anche la politica si interessa all’autotrasporto. L’on. Ivan Catalano, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, in una nota sottolinea come per combattere la concorrenza sleale occorre collaborazione e una corretta gestione dei dati. "Nell'ottica della semplificazione è chiaro che bisogna puntare sul REN (Registro elettronico nazionale), ma ancora di più verso una “Banca dati dei vettori europei” – scrive Catalano –. Personalmente avevo proposto qualche tempo fa, attraverso l'open data, l'integrazione di diversi archivi

getto che tuteli i professionisti ma anche la committenza e gli utenti della strada”. Ma nel mese appena concluso si sono avuti anche gli incontri con i partiti a mostrare il rinnovato interessa della politica per il comparto. Il 5 marzo si è svolto l’incontro presso la sede di Forza Italia tra le rappresentanze dell’autotrasporto e il responsabile Trasporti e Logistica del partito, Bartolomeo Giachino, mentre il 25 marzo si è tenuto il convegno sull’autotrasporto organizzato dal Pd al Senato a cui hanno partecipato, tra gli altri, il capo gruppo Commissione Trasporti al Senato Marco Filippi e il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Ric-

sporto merci, di cui l’autotrasporto è uno dei maggiori attori, deve poter ricevere adeguate risposte alle questioni che oggi lo rendono meno efficiente e competitivo rispetto ai con-

di, individuare regole precise sui costi minimi di sicurezza. Costi minimi di sicurezza Proprio su quest’ultimo fronte si attendono novità importanti

Divieti di circolazione Mentre andiamo in stampa con questo numero di Tir è forte il dibattito sui divieti di circolazione. I rappresentanti delle associazioni di categoria chiedono di rivedere il calendario, apportando una significativa riduzione delle giornate di fermo, soprattutto nel periodo pasquale. L’attuale calendario prevede infatti cinque giorni consecutivi di fermo a Pasqua, da venerdì 18 a martedì 22 aprile, oltre a venerdì 25 aprile, a domenica 27 aprile e a giovedì 1° maggio. Con la conseguenza che le imprese rischiano di stare più ferme che operative. Il 18 marzo si è quindi tenuto un incontro tra i rappresentanti del ministero e quelli del mondo associativo per discutere delle modifiche da apportare. Al momento tuttavia non è stato presentato alcun documento ufficiale con la riduzione delle giornate di stop forzato. Nel corso dell’incontro, la Fiap ha poi sollevato un’altra questione, sollecitata da imprese associate della Sardegna che la-

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mentano la poca chiarezza della norma vigente nel caso in cui l’impresa decida di far viaggiare sulla nave traghetto il solo semirimorchio. Al momento in cui la nave arriva al porto di destinazione, infatti, il semirimorchio deve essere sbarcato e poter proseguire il viaggio usufruendo della deroga di quattro ore qualora l’operazione avvenga in un giorno in cui è vigente il divieto di circolazione. La formulazione attuale del decreto non chiarisce però se anche il trattore che si è recato al porto per agganciare e trainare il semirimorchio usufruisca della stessa deroga. Poiché le forze dell’ordine potrebbero interpretare la norma in entrambi i modi, molte aziende evitano di far circolare i veicoli nei periodi di blocco. Per questo è stato chiesto anche di riformulare la norma in maniera chiara, tenendo conto del sistema di lavoro adottato da tante aziende che, localizzate o meno in Sardegna, non affidano alle navi anche i trattori stradali limitandosi ad imbarcare il solo semirimorchio.


dall’Europa. Per il 7 aprile è infatti attesa la prima udienza della Corte di Giustizia europea sulla legittimità o meno dei costi minimi e sulla loro compatibilità con la normativa comunitaria. Nel frattempo, la Commissione europea ha formulato, su richiesta della Corte, due ipotesi alternative sulla vicenda: una sostiene che le norme non sono incompatibili se i criteri della legge sono sufficientemente precisi per

garantire che i rappresentanti presenti nell’Osservatorio perseguano in modo effettivo gli interessi pubblici prefissati e che sussista in capo al ministero il controllo e il potere di ultima istanza; l’altra ritiene che le norme potrebbero essere considerate incompatibili se non è accertato il fine di perseguire obiettivi di interesse generale come la sicurezza stradale e la qualità (vedi approfondimento a pag. 38). I commenti delle associazioni Soddisfazione per lo sblocco dell’Ecobonus e per la ripresa del dialogo con il Governo è stata espressa da Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita. “È ripreso il dialogo e questa è già una notizia positiva – ha dichiarato a Tir –. A questo motivo di soddisfazione dobbiamo aggiungere la cadenza prevista per i prossimi incontri dal sottose-

gretario Del Basso De Caro: uno ogni quindici giorni a partire dall’8 aprile. Una costanza che lascia ben sperare sulla volontà di affrontare e risolvere le problematiche che saranno sottoposte alla sua attenzione”. Su un fronte completamente diverso, Anita contesta invece il contributo richiesto dall’Authority dei Trasporti al settore della logistica privata delle merci e che riguarda le imprese di spedizione internazionale con fatturato pari o superiore a 80 milioni di euro. “Tale richiesta è ingiustificata – ha sottolineato Eleuterio Arcese, presidente di Anita – anche considerato che il settore è già regolato da organismi quali l’Albo degli Autotrasportatori e l’Antistrust, ai quali peraltro è dovuta una contribuzione annua. Abbiamo sottoposto la questione all’attenzione del presidente del Consiglio Renzi, del ministro Lupi e del sottosegretario ai Trasporti, Del Basso De Caro e ci aspettiamo risposte concrete, rispetto ad un contributo irragionevole, iniquo ed insostenibile”. “Dobbiamo dare atto al ministro Lupi di aver mantenuto gli impegni annunciati in proposito”, ha commentato invece il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè in una nota a seguito dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Apprezzata e condivisa da FaiConftrasporto anche la decisione di realizzare un accordo di consultazione tra le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa con il Governo. “Siamo in un momento particolare e di grandi cambiamenti, anche istituzionali – spiega a Tir Pasquale Russo, segretario generale di Fai-Conftrasporto –. Credo quindi che sia particolarmente importante trovare delle soluzioni condivise tra tutte le associazioni di categoria soprattutto sui temi principali che riguardano il settore, in modo che possa recuperare forza e determinazione. Con questo accordo di consultazione le associazioni si impegnano a trovare soluzioni comuni ad esempio sul fronte del cabotaggio e dei costi minimi, ma anche sui nuovi compiti e le funzioni da attribuire al Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori”. Una sfida per il cambiamento è quella sottolineata dal presidente di Cna-Fita Cinzia Franchini nel corso del suo intervento all’incontro organizzato dal Pd.

“I nodi da sciogliere non sono certo tutti contenuti nei capitoli di spesa dei fondi dell’autotrasporto. Molti sono di sicuro più a monte, dove il Paese e con lui anche l’autotrasporto debbono poter recuperare efficienza, competitività ed equità. Il nodo delle concessioni autostradali, quello della liberalizzazione della distribuzione carburanti, quello del

gasolio professionale europeo, la questione del mercato assicurativo, oltre al tema dei temi, come la tracciabilità dei comportamenti e relativa assunzione di responsabilità. Per intenderci chi sfora i tempi di guida sul camion paga salato, mentre chi sfora l’appuntamento per il carico della merce in ribalta oggi non solo non paga ma reitera indisturba-

Sistri: condannato il ministero dell’Ambiente Con sentenza depositata nel mese di ottobre del 2013 (di cui per il momento è noto soltanto il dispositivo), il Giudice di Pace di Roma ha condannato il ministero dell'Ambiente a risarcire un autotrasportatore della provincia di Bergamo dei costi sostenuti nel biennio 2010 - 2011 per adeguarsi al sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti. Com'è noto, il Sistri, istituito nel 2009 allo scopo dichiarato di combattere lo smaltimento illecito di rifiuti speciali e il giro d'affari connesso delle ecomafie, ha scontato un periodo di sostanziale inattività lungo quasi quattro anni motivato dai risultati poco incoraggianti della sperimentazione che ne hanno suggerito continue proroghe fino a che, con il D.l. 101 del 31 agosto 2013, ne è stata disposta l'entrata in funzione, tuttavia circoscritta esclusivamente ai rifiuti pericolosi. La censura rivolta nell'occasione al ministero dell'Ambiente (ed accolta con la sentenza) è stata quella di aver violato, durante il periodo di mancato funzionamento del Sistri, il legittimo affidamento riposto dall'autotrasportatore nell'imminente entrata del nuovo regime alle scadenze via via prorogate, costringendolo, con la minaccia di sanzioni, a pagare per un sistema non funzionante il canone annuale d'iscrizione e ad adeguare la propria tecnologia aziendale alle nuove procedure operative richieste. Tanto più che, a causa della sopravvenuta restrizione dell'obbligo ai soli rifiuti pericolosi, oggi è venuta meno per lui ogni utilità residua dei costi allora sopportati. Da qui la richiesta di refusione degli esborsi per il montaggio delle cosiddette black box sui camion (prescritte per il tracciamento in tempo reale dei viaggi) e per l'uso delle chiavette usb (necessarie per la compilazione online dei formulari d'identificazione). Si tratta della prima pronuncia di questo segno in Italia e non è da escludere che essa possa fare da apripista ad analoghe decisioni in altri giudizi vertenti sulla medesima questione. Ivan Di Costa

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Politica to simili comportamenti facendoli assurgere al rango di prassi” ha affermato Cinzia Franchini, che pochi giorni prima sulla necessità di una riforma profonda del settore aveva scritto una lettera al presidente del Consiglio Renzi in cui, tra gli altri punti, aveva chiesto l’attivazione della clausola di salvaguardia “per contrastare il dumping sociale che la concorrenza dei vettori dell’est Europa sta portando al nostro sistema nazionale, sfruttando margini competitivi sul costo del lavoro, delle assicurazioni e del carburante assolutamente non replicabili dalle nostre imprese”. E sul tema del cabotaggio è intervenuto anche Silvio Faggi, segretario generale Fiap, secondo cui “l’attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal regolamento Ue sul cabotaggio rischia di trasformarsi in un boomerang proprio per quelle imprese che, anche grazie alla possibilità di effettuare del cabotaggio regolare, continuano a vivere”. La Fiap propone piuttosto che “qualora dalla attività di controllo delle forze dell’ordine preposte (controlli che sono sicuramente da potenziare) si dovesse accertare che il vettore estero sta effettuando un trasporto di cabotaggio irregolare, la pattuglia dovrà provvedere a confiscare sia il veicolo che la merce. L’effetto deterrenza sarebbe garantito soprattutto nei confronti dei tanti, troppi furbacchioni di italiani che hanno delocalizzato la propria attività solo a fini elusivi”. Una proposta, sottolinea la Fiap, che andrebbe a colpire sia il vettore che materialmente svolge attività abusiva, sia il committente italiano che gli ha incautamente affidato la merce. La lotta al cabotaggio è anche una delle priorità di Confartigianato Trasporti. “La piaga del cabotaggio abusivo deve essere 16 TIR170-2014

risolta quanto prima perché sta assumendo valori allarmanti in particolare nelle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia nonché nelle grandi realtà portuali – ha affermato il presidente di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani-. Ma non trascineranno mai le imprese in azioni non opportunamente meditate e bene preparate per raggiungere i fini prefissi. Volere che il Governo

ponga forzosamente rimedio a questioni di dimensioni continentali con la sola richiesta della moratoria sul cabotaggio senza il massimo coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali significa delegare in bianco ad altri con l’assenza di contenuti, procedure, tempi e metodi responsabilmente condivisi. Ciò è tanto vero, che questa politica è stata fatta propria dall’intero schieramento delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil. Confartigianato Trasporti ritiene corretto ampliare il consenso alla lotta contro il cabotaggio abusivo mettendo in essere contemporaneamente azioni già avanzate e in stato di definizione quali l’inversione dell’onere della prova, dotare le pattuglie della Polizia Stradale di POS (giacenti ancora oggi presso il ministero degli Interni) per

incassare dal vettore estero non provvisto di contante, evitando – in tal modo – pratiche complesse quali il fermo amministrativo del veicolo con la relativa custodia delle merci trasportate. Inoltre, esistono altri interessanti sistemi come, ad esempio, l’obbligo di utilizzare il nuovo telepass europeo di imminente introduzione per

La lotta al cabotaggio è una delle priorità delle Associazioni di categoria insieme al tema dei costi minimi di sicurezza e delle risorse per il settore

un costante monitoraggio, nonché l’utilizzo del codice a barre stampigliato sui documenti di viaggio internazionali”. Lavoratori della logistica sotto ricatto Una denuncia infine sul “costante ricatto” che molti lavoratori della logistica sono costretti a subire arriva da Legacoop Servizi. “Mentre c’è un confronto aperto sul CCNL, i sindacati

confederali di categoria in Emilia-Romagna aprono vertenze aziendali nella logistica chiedendo che venga applicato il contratto nazionale siglato dalla non totalità delle parti datoriali – ha detto il vicepresidente nazionale di Legacoop Servizi, Alberto Armuzzi –. Una larga parte dei lavoratori della logistica opera sotto costante ricatto in imprese che agiscono al di fuori dalle regole: noi vogliamo chiudere un accordo che metta al primo posto il lavoro buono, stabilizzato, di qualità. Mi auguro – ha concluso – che anche i sindacati siano interessati alla sorte di chi non ha garanzie di alcun genere consentendo, anche attraverso lo strumento contrattuale, alle cooperative che operano correttamente di portare avanti la loro attività imprenditoriale e di assicurare ai soci lavoratori stabilità e sicurezza nel lavoro”.


Associazioni

Imprenditori e responsabili di reti di impresa hanno illustrato lo sviluppo delle nuove forme aggregative nel corso di un convegno organizzato a Roma da Anita Servizi di Andrea Pegoraro

Aggregazione tra imprese: esperienze a confronto Le aggregazioni tra aziende rappresentano uno degli strumenti più efficaci per essere più efficienti e per accedere a nuove risorse finanziarie

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ondivisione e progettualità hanno caratterizzato il convegno “Il rilancio del sistema economico e sociale del Made in Italy nell’economia reticolare”, organizzato da Anita Servizi lo scorso 12 marzo a Roma. Protagonisti del dibattito, che ha preso spunto da due volumi scritti da Nicolò Costa e Domenico Barricelli, sono stati imprenditori e responsabili di reti di impresa e poli d’innovazione che hanno raccontato le loro esperienze e si sono confrontati sullo sviluppo delle nuove forme aggregative in rete. Le aggregazioni tra aziende, infatti, rappresentano uno degli strumenti più efficaci messi a disposizione degli imprenditori per sviluppare i mercati, per essere più efficienti e per accedere a nuove risorse finanziarie. Al momento questi fenomeni devono ancora esplodere ma sono comunque in costante crescita. Tra i vari interventi, sono stati illu-

strati anche un paio di progetti che riguardano il mondo dei trasporti e della logistica. L’esempio della Puglia In Puglia, ad esempio, si sta lavorando alla realizzazione di una rete di impresa riguardante il groupage per container (vale a dire un carico di container con merci di mittenti e destinatari diversi). “Questo perchè in Puglia – ha spiegato a Tir Natale Mariella, presidente di Anita Servizi – ci sono difficoltà nell’esportazione di prodotti nel caso si tratti di un collo e non di un container. Non si riesce quindi a fare rete per l’invio di singoli colli provenienti da aziende diverse e così la merce è costretta a fare scalo a Rotterdam prima di raggiungere il Medio Oriente, perdendo tempo e denaro e penalizzando il nostro Paese. L’obiettivo di questa rete di impresa è quindi quello di mettere a sistema gli spedizionieri e le aziende che esportano le merci e di superare un altro tema molto importante, quello della burocrazia, che crea colli di bottiglia rallentando troppo spesso l’attività d’impresa”. Polo Inoltra Un altro esempio di aggregazione è il Polo di Innovazione Inoltra, nato su iniziativa di Confindustria Chieti e riconosciuto dalla Regione Abruzzo alla fine del 2013. Si tratta di una società consortile formata da oltre 60 aziende del mondo dell’autotrasporto e dei servizi logistici, di cui Anita Servizi è socia, oltre ad associazioni di categoria, dipartimenti universitari e centri di ricerca. L’obiettivo è promuovere una politica dei trasporti efficace sia nel comparto merci sia in quello passeggeri e per ogni ambito modale (ferro, gomma, mare, intermodalità). “Stiamo lavorando su alcuni progetti – ha evidenziato Donato Calabrese, coordinatore del Polo Inoltra – tra cui il collegamento alta capacità per portare le merci dall’hub di Gioia Tauro all’Adriatico, che permetterà alle nostre imprese di aprirsi ai mercati dell’Est e dell’Ovest europei”.

Un libro per rilanciare competitività e innovazione In quale modo le piccole e medie imprese possono fare sistema nel territorio? É una delle domande a cui cerca di rispondere il volume Competitività e innovazione nei sistemi territoriali di Pmi. Il manager di supporto alle reti d’impresa, scritto da Domenico Barricelli, professore di economia e gestione delle imprese all’Università dell’Aquila. Il volume mette in evidenza il valore della qualità dei legami sociali che possono favorire le reti d’impresa. E in questo senso, Barricelli ha sottolineato che “bisogna superare un tipo di imprenditorialità familistico-personale e quindi incentivare le aggregazioni. L’idea che mi ha spinto a scrivere questo volume – ha aggiunto – è che oggi esiste un sistema reticolare, che ha dato vita a reti d’impresa, poli d’innovazione per superare l’isolamento delle aziende. Ci sono molti fattori come l’illegalità e la lentezza burocratica che contrastano l’attività delle aziende: è per questo che risulta importante il concetto di marketing collaborativo per l’innovazione, che permette di far stare insieme più enti e aziende in una strategia condivisa”.

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Imprese

di Gian Luigi Bassi

Fondo di Garanzia: operazioni raddoppiate rispetto al 2013 Approvate nei primi 2 mesi 446 operazioni di finanziamento per oltre 40 milioni di euro. Intanto, sono entrate in vigore le nuove disposizioni e un sito internet spiega a chi rivolgersi per ottenere il credito

S

ono entrate in vigore lo scorso 10 marzo le disposizioni per il rafforzamento del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, che riguardano anche l’autotrasporto merci per conto terzi. Sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 marzo è stato infatti pubblicato il decreto dei ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico del 27 dicembre 2013, che integra le disposizioni operative del Fondo. Tra le disposizioni, quella più importante è l’incremento fino all’80% della percentuale massima di copertura per la garanzia diretta su tutto il territorio nazionale. Si è dunque chiuso l’iter burocratico di un provvedimento sostenuto per molto tempo dal ministero dei Trasporti e dalle associazioni di categoria, affinché questa 18 TIR170-2014

percentuale venisse estesa a tutto il mondo dell’autotrasporto. Il decreto prevede anche dei nuovi criteri di valutazione economico-finanziaria delle imprese per l’ammissione alle operazioni, con una parte specifica che interessa l’autotrasporto. Criteri che si trovano in allegato alle disposizioni per il rafforzamento del Fondo pubblicate in Gazzetta. Inoltre, è stata creata la nuova piattaforma telematica del Fondo per la presentazione e la gestione delle domande (di cui parliamo nel box a fianco). I dati aggiornati sull’autotrasporto Intanto il Comitato di Gestione del Fondo ha illustrato gli ultimi dati sulla Sezione specia-

le dell’autotrasporto, che mostrano risultati più che soddisfacenti. Nei mesi di gennaio e febbraio le operazioni accolte evidenziano un aumento del 128,7%: sono state infatti approvate 446 operazioni di finanziamento per un totale di 40,6 milioni di euro complessivi. Nello stesso periodo del 2013 erano state 195 le richieste di finanziamento approvate, per un totale di 21,5 milioni di euro. Dall’inizio dell’operatività del Fondo, le operazioni finanziate hanno superato quota 7.500, per un importo complessivo di 793 milioni di euro. Inoltre, la Sezione speciale autotrasporto è stata rifinanziata con 25 milioni di euro, come concordato lo scorso 13 febbraio tra il ministero dei Trasporti e le associazioni di categoria.

I criteri di valutazione delle imprese Tornando al decreto, come detto in precedenza, modifica i criteri di valutazione delle imprese che intendono accedere alle operazioni di finanziamento, tra cui anche i modelli di valutazione per le imprese di autotrasporto. La valutazione viene effettuata sugli ultimi due bilanci approvati dall’impresa e i modelli sono distinti per procedura (semplificata o importo ridotto), per settore economico e in base al regime di contabilità (ordinaria o semplificata) a cui è soggetta l’impresa. Occorre sottolineare che l’accesso al Fondo rimane facilitato per le imprese di autotrasporto rispetto alle altre aziende manifatturiere o di servizio, che non possono usufruire dell’esten-


Un portale indica a chi rivolgersi per ottenere il credito Diventa più facile per le imprese di autotrasporto sapere a chi rivolgersi per richiedere l’accesso al Fondo di Garanzia. Il 10 marzo è infatti entrato in funzione il nuovo portale telematico www.fondidigaranzia.it, dove è possibile consultare l’elenco, in ordine alfabetico, dei 254 soggetti, tra banche e confidi, abilitati ad operare con il Fondo di Garanzia. Le imprese possono così muoversi in modo mirato e individuare in poco tempo gli intermediari, banche o confidi, a cui possono rivolgersi. In particolare, tramite il portale, è possibile visionare il nominativo dell’istituto di credito, il nome e cognome dell’operatore, la mail del funzionario e il numero

La percentuale massima di copertura per la garanzia diretta è stata incrementata fino all’80% su tutto il territorio nazionale

di telefono. Per visualizzare l’elenco, bisogna accedere al sito del Fondo, entrare nella sezione “Informazioni e contatti per le imprese” e scorrere la pagina fino alla sezione “Download file”. Da qui si può scaricare il documento chiamato “Elenco dei soggetti richiedenti che operano con il Fondo – account abilitati all’utilizzo della procedura telematica al 1° dicembre 2013”. Si tratta quindi degli operatori di banche e confidi, presenti su tutto il territorio nazionale, che sono abilitati all’utilizzo della procedura telematica per controllare lo stato delle operazioni di finanziamento presentate dalle aziende. Con il nuovo portale, queste ultime hanno anche la possibilità di richiedere spiegazioni e chiarimenti su come accedere al Fondo, entrando nella sezione “Informazioni e contatti per le imprese” e cliccando su “Area richiesta informazioni”.

Domande e finanziamenti accolti dell’autotrasporto merci conto terzi, 1/1-28/2/2013 e stesso periodo 2014 6

600

verrà accettata. Qualsiasi sia il livello raggiunto, l’operazione avrà esito negativo anche se il rapporto tra mezzi propri e totale del passivo è inferiore al 4% negli ultimi due bilanci.

Procedura semplificata Con la procedura semplificata (operazioni diverse dalle garanzie concesse da confidi e altri fondi), gli intermediari, quindi banche e confidi, possono inviare una dichiarazione che sostituisce i modelli di valutazione e che certifica una serie di requisiti. Tra questi, l’importo del fatturato dell’ultimo bilancio approvato non deve avere una diminuzione pari o superiore al 40% rispetto all’esercizio precedente e l’impresa non deve avere nell’ultimo bilancio una perdita superiore al 5% del fatturato.

Contabilità semplificata Per le aziende in contabilità semplificata, la valutazione viene fatta sui dati contabili riportati nelle ultime due dichiarazioni fiscali (modello Unico) presentate dall’impresa. Gli indici di valutazione sono la copertura degli oneri finanziari e il rapporto tra Mol e fatturato. In questo caso il punteggio massimo che si può ottenere è 6 e anche qui le aziende sono suddivise in tre livelli. Ad entrambe le dichiarazioni fiscali è assegnato un livello: l’operazione richiesta non viene accolta per gli

Procedura importo ridotto La procedura “importo ridotto” riguarda le operazioni con un importo base non superiore a 20 mila euro. Gli intermediari, quindi banche e confidi, possono certificare i requisiti richiesti, che in questo caso sono due: un utile di esercizio in almeno uno degli ultimi due bilanci approvati (o dichiarazioni fiscali) e l’eventuale perdita registrata nell’ultimo bilancio o dichiarazione fiscale non deve essere superiore al 10% del fatturato.

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195

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sione massima della garanzia all’80% in tutta Italia. Per le aziende di autotrasporto è stato infatti mantenuto al 5% il valore di riferimento del rapporto tra il Margine operativo lordo (Mol) e il fatturato, mentre per le altre aziende è all’8%. O, per fare un altro esempio, è rimasto al 4% il rapporto minimo tra mezzi propri (cioè il patrimonio netto) e totale del passivo, mentre per le altre imprese si è mantenuto al 5%. Contabilità ordinaria Per le imprese in contabilità ordinaria, la valutazione viene effettuata su 4 indici: liquidità (rapporto tra attivo circolante e passivo circolante), rotazione dell’attivo circolante (rapporto attivo circolante/fatturato, che ha sostituito, solo per le impre-

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se di autotrasporto, il rapporto mezzi propri/totale del passivo), copertura degli oneri finanziari (rapporto Mol/oneri finanziari lordi) e il rapporto tra il Mol e il fatturato. A ciascun indice viene assegnato un punteggio da 1 a 3, quindi il massimo che si può ottenere è 12. Sulla base del punteggio totale le imprese sono suddivise in tre livelli: livello A se il punteggio è stato pari o superiore a 9; livello B se è stato pari a 7 o 8; livello C se è stato minore di 7. Agli ultimi due bilanci approvati viene quindi assegnato un livello e, se dall’incrocio di questi livelli l’impresa rientra in fascia 1 e 2, la sua richiesta avrà esito positivo, mentre se rientra in fascia 3 (livello B in un bilancio e livello C nell’altro oppure due livelli C) l’operazione non

stessi criteri delineati per le imprese in contabilità ordinaria, ma anche nel caso non presenti un utile in almeno uno degli ultimi due esercizi.

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Sicurezza

L’utilizzo dei sistemi di trasporto intelligenti permetterà di ottenere risparmi e benefici, quali la riduzione dei tempi di spostamento, delle emissioni inquinanti e degli incidenti di Andrea Pegoraro

Adottato il Piano d’azione sugli ITS: ecco le priorità I

mportanti novità per quanto riguarda gli ITS (Intelligent Transport Systems), i sistemi di trasporto intelligenti che consentono di ottimizzare tutte le modalità di trasporto di persone e di merci, e di verificare i risultati raggiunti. Lo scorso 12 febbraio, infatti, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato, con un decreto del ministro Maurizio Lupi, il Piano di azione nazionale sui Sistemi Intelligenti di Trasporto (ITS), che contiene le priorità in materia e gli strumenti di attuazione, e ne ha predisposto l’invio agli uffici della Commissione europea. L’utilizzo degli ITS permetterà di ottenere risparmi sia diretti che indiretti, apportando anche grandi vantaggi sia al Paese sia agli utenti della strada. Ad esempio, i dati di alcuni studi condotti in Europa e negli Stati Uniti, dimostrano una riduzione del 20% dei tempi di spostamento e del 10% delle emissioni inquinanti, fino a una diminuzione del 10-15% del numero di incidenti e a un calo del 12% dei consumi energetici. La base metodologica e operativa di questo Piano è il decreto interministeriale del 1° febbraio 2013 per la “Diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS) in Italia”, adottato dal nostro Governo su delega del Parlamento, mentre nel 2012 l’Italia aveva recepito con un decreto legge la Direttiva ITS 2010/40 dell’Unione europea. Il Piano individua quattro settori prioritari: la gestione del traffico e del trasporto merci; la sicurezza stradale e del trasporto; le informazioni sulle infrastrutture disponibili e le informazioni relative alle strade, al traffico e alla mobilità. All’interno di questi settori vengono de20 TIR170-2014

lineate le azioni prioritarie che dovranno essere attuate nel quinquennio 2013-2017. Trasporto merci Il settore del trasporto merci ha l’obiettivo di promuovere servizi di mobilità multimodali per le merci, che consentano di pianificare e gestire gli spostamenti. Presso i nodi logistici, sarà favorita la creazione di piattaforme telematiche, armonizzate con la Piattaforma logistica nazionale Uirnet, per lo scambio di dati, informazioni e documenti tra operatori, al fine di semplificare e velocizzare i processi operativi e amministrativi del trasporto intermodale (stradale, ferroviario e marittimo). Sarà poi necessario promuovere una campagna di informazione e di formazione verso gli utilizzatori delle piattaforme telematiche per facilitarne l’utilizzo e favorire lo sviluppo di sistemi ITS aperti e interoperabili tra loro e con Uirnet. Inoltre, si dovranno garantire i servizi ITS nei nodi di interscambio (porti, interporti, stazioni e aeroporti) tra la rete stradale e le altre modalità in termini di snellimento delle procedure amministrative (in particolare nei controlli per lo sdoganamento delle merci), di riduzione dei tempi di attesa e di stoccaggio delle merci, di utilizzo di tecnologie per rilevare informazioni sullo stato del veicolo e del carico, di localizzazione dei mezzi per il trasporto di merci pericolose e tracciamento dei loro percorsi utilizzando sistemi di radiofrequenza (Rfid) e di localizzazione automatica (Gps/Egnos e Galileo). Particolare attenzione verrà data alla diffusione degli ITS per la logistica cittadina. Questi sistemi saranno in grado di indivi-

duare in tempo reale la classe di emissioni Euro dei veicoli per il trasporto di merci, di accreditare i mezzi e tracciarli all’interno delle aree ad accesso ristretto, ma anche di monitorare quanto sono riempiti i veicoli e di controllare l’occupazione delle aree di carico e scarico delle merci. Sicurezza stradale e del trasporto Gli ITS dovranno essere applicati anche per migliorare la sicurezza stradale e del trasporto, in particolare per il monitoraggio delle merci pericolose. In sostanza, tramite queste tecnologie sarà possibile pianificare itinerari di viaggio a rischio minimo dal punto di vista degli incidenti stradali e inviare opportuni processi di informazione codificati verso le centrali di controllo del traffico interessate alle varie fasi del trasporto (attraversamento, destinazione). Il nostro Paese dovrà sviluppare il sistema eCall, un servizio europeo che in caso di incidenti gravi chiama automaticamente il numero di emergenza 112. A questo proposito, l’Italia sta lavorando alla sua realizzazione coinvolgendo pubblica amministrazione, operatori della telefonia mobile e costruttori di autoveicoli. Inoltre, sta partecipando al progetto HeERO (Harmonised eCall European Pilot), che dovrà predisporre, coordinare e implementare i progetti pilota 112 eCall a livello europeo sulla base degli standard europei comuni. Un altro obiettivo è la realizzazione dell’archivio telematico dei veicoli a motore e rimorchi immatricolati in Italia, che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, istituito presso il ministero dei Trasporti


Uirnet: messa a punto la piattaforma di base

come previsto dall’articolo 31 del decreto legge 1/2012 convertito dalla legge 27/2012. Il Piano prevede poi che le nuove black box (i meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo), contengano un dispositivo di comunicazione wireless bi-direzionale dedicato alla comunicazione con altri dispositivi di bordo. Tutto questo per limitare gli effetti delle frodi assicurative sull’entità dei premi pagati dagli assicurati. Ricordiamo che l’assicurato può acconsentire all’installazione della black box come previsto dall’articolo 32 del decreto legge 1/2012. Infine, le tecnologie ITS dovranno essere utilizzate sia per rafforzare gli strumenti di prevenzione e di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada, sia per sviluppare la sicurezza preventiva applicata alle apparecchiature a bordo del mezzo. Collegamenti veicoli-infrastrutture Questo settore riguarda lo sviluppo delle comunicazioni del veicolo e la sua integrazione con le infrastrutture di trasporto. Si punterà, ad esempio, a migliorare le condizioni di accesso alle aree di parcheggio a pagamento per il trasporto merci, anche attraverso la realizzazione dei servizi di informazione e di prenotazione delle aree di parcheggio mediante soluzioni ITS, tra cui dispositivi mobili e veicolari con funzionalità di comunicazione e di localizzazione. Non meno importante, sarà l’utilizzo di strumenti ITS per migliorare il controllo sul rispetto dei requisiti minimi di sicurezza nell’autotrasporto e per il controllo della velocità media e istantanea dei veicoli su tutta la rete

Prosegue intanto l’implementazione della Piattaforma logistica nazionale creata da Uirnet. “La piattafoma base è stata messa a punto, mentre entro giugno 2014 sarà lanciata la gara per la progettazione della cosiddetta piattaforma allargata, voluta dalla legge di Stabilità 2014 – spiega a Tir Rodolfo De Dominicis, presidente e amministratore delegato di Uirnet –. Conseguentemente, all’inizio del 2015 potremo finalmente avere il gestore della piattaforma, che completerà gli investimenti necessari per renderla completamente operativa. Diciamo che per la fine del 2015 dovremmo avere una ventina di nodi collegati e almeno 250 mila mezzi di trasporto opportunamente preparati con le cosiddette “on board unit”, i dispositivi da installare a bordo per tenere il mezzo collegato con la piattaforma, e dotati anche del software che serve appunto a far ricevere ai camionisti i servizi che la piattaforma eroga”.

Tra i principali servizi ricordiamo: il preavviso di arrivo all’interno di una struttura nodale, che fa sapere al camion quando effettivamente il container o la cassa mobile o lo stesso camion può salire sulla nave o sul treno; la cosiddetta “identità digitale”, per cui il camionista e il camion vengono automaticamente rilevati all’ingresso dei nodi e il Corridoio doganale controllato, che permette di seguire il camion direttamente dal punto di entrata fino alla destinazione finale. De Dominicis ha poi illustrato altri due importanti progetti su cui si sta lavorando, vale a dire la lotta al cabotaggio illegale e la gestione dei flussi di merci pericolose. “Per quanto riguarda il cabotaggio, solo da Bari entrano nel nostro sistema nazionale più di 200 mila mezzi l’anno che non solo svolgono l’attività primaria per cui debbono entrare, ma restano sul territorio nazionale mesi e mesi, lavorando al di fuori

stradale urbana ed extraurbana. Si dovranno anche avviare alcune iniziative per la diffusione di sistemi di scambio dati e informazioni tra veicoli (V2V) e fra veicoli e infrastruttura (V2I). In particolare, si dovranno individuare tecnologie che abilitino alla comunicazione in tempo reale V2V e V2I, realizzare le specifiche relative ai formati standard dei messaggi e ai supporti necessari per operare il collegamento telematico tra veicoli e infrastruttura, stabilire le modalità di accesso per lo scambio dei dati e integrare i sistemi V2I con le apparecchiature di bordo, i sistemi preventivi e le black box. Traffico e mobilità I servizi ITS consentiranno agli utenti di accedere alle informazioni sul traffico e la mobilità, nonché il loro interscambio tra i centri di informazione e di controllo del traffico a livello centrale e locale. Il Decreto interministeriale del 1° febbra-

delle regole e determinando una concorrenza sleale. Con la nostra piattaforma – continua – riusciremo a combattere il cabotaggio illegale: in accordo con l’Agenzia delle Dogane, infatti, non appena il camion entrerà nel nostro Paese, sarà dotato di un “device” a bordo che seguirà le sue evoluzioni sul territorio nazionale”. L’altra applicazione riguarda la gestione delle merci pericolose. “In Italia le merci pericolose che viaggiano su strada vengono individuate solo dal cartello che portano i camion sulla parte posteriore e possiamo veder viaggiare in carovana più autobotti che portano idrocarburi. Il rischio connesso al trasporto può essere opportunamente mitigato con un sistema di distanziamento sulla rete nazionale dei vettori che trasportano merci pericolose. Attività che si può svolgere in maniera intelligente e a bassissimo costo con il sistema che abbiamo messo a punto”.

io 2013 stabilisce che gli enti proprietari e i gestori di infrastrutture, di aree di sosta e di nodi logistici devono avere una banca dati relativa all’infrastruttura e al servizio di propria competenza, da tenere costantemente aggiornata. Inoltre, al fine di garantire la disponibilità di informazioni sul traffico gratuite, il Decreto dispone che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti renda disponibili alcune informazioni sul web attraverso il Cciss: tra queste, i dati di traffico in tempo reale sull’intera rete stradale nazionale. Lo stesso Decreto istituisce l’Indice pubblico delle informazioni sulle infrastrutture e sul traffico (Ipit), tenuto dal ministero e pubblicato sul portale web del Cciss, che contiene gli indirizzi web di pubblicazione di tutte le informazioni sulla cartografia, sulle infrastrutture, sul traffico e sulla regolarità della circolazione stradale, comunicati al Cciss da enti proprietari di strade, concessionari, gestori di nodi logistici, di aree di sosta e di servizio. TIR170-2014 21


ADR

Presentato il settimo rapporto SET (Servizio Emergenza Trasporti) di Federchimica sull’andamento del settore. Volumi in aumento per l’incremento delle tipologie considerate pericolose, maggior sicurezza nei trasporti di Deborah Appolloni

Merci pericolose: volumi in crescita, incidenti in calo L

e sostanze pericolose aumentano, i margini diminuiscono, i costi lievitano, i fatturati crollano. Unica buona notizia: incidenti in calo, ma forse solo perché anche il traffico è in caduta libera. É questa in sintesi la fotografia del trasporto di merci pericolose su strada che emerge dal settimo rapporto SET (Servizio Emergenza Trasporti) di Federchimica, presentato in questi giorni a Milano. E le voci del settore, imprenditori e associazioni di categoria, puntano il dito contro gli oneri crescenti imposti dall’Adr, la normativa internazionale per il trasporto su strada delle merci pericolose, contro controlli scarsi che alimentano sacche di illegalità in un settore in cui la voce sicurezza è sicuramente più sensibile che in altri. Anche il rapporto vettore-committenza non appare diverso rispetto ad altri settori. I costi minimi spesso non vengono riconosciuti e molti contratti contengono una clausola per rivedere i patti in base alle indicazioni che arriveranno dalla Corte di Giustizia europea. Merci pericolose in crescita I volumi di merci pericolose trasportate sulle strade italiane sono in crescita. Il settimo rapporto SET infatti indica che nel 2012 sono state trasportate 8,3 milioni di tonnellate/km di 22 TIR170-2014

merci pericolose, pari al 6,7% del totale, che in termini assoluti si attesta a 124 milioni di tKm, in calo rispetto ai 142 milioni di tKm del 2011. Anno in cui le sostanze tossiche trasportate sono state di meno: solo il 4,7% che si traduce in 6,7 milioni di tKm. Come si spiega il fenomeno, pur in presenza di eventi macroeconomici che hanno visto grandi aziende chimiche chiudere i cancelli? “Sono aumentate le tipologie considerate pericolose”, spiegano i tecnici di Federchimica. Un fenomeno che sta preoccupando le piccole e medie aziende che, grazie alle nuove norme Adr, si sono ritrovate trasportatori di merci pericolose pur continuando a fare lo stesso mestiere di prima. “Ogni volta che si rinnova l’Adr – sottolinea Sergio Soffiatti di Confartigianato Trasporti – crescono i vincoli per le aziende di trasporto. Con l’ultima riforma per esempio sono stati inseriti i mescoli di gomma. La materia prima per la costruzione degli pneumatici è diventata merce pericolosa, così le aziende hanno dovuto adeguarsi sia a livello burocratico sia tecnico con una spesa che si aggira sui 5mila euro a camion”. Incidenti in calo Diminuiscono però gli incidenti che coinvolgono il trasporto su strada di merci peri-

colose: nel 2011 sono stati 241, in calo del 20% negli ultimi cinque anni. Molto consistente ancora la quota che coinvolge il trasporto di gas e liquidi infiammabili, vicina al 65% degli eventi, seguita dalle materie tossiche, che interessano il 19% dei sinistri. Il 13,6% è costituito dai solidi infiammabili e il resto da materie corrosive e oggetti pericolosi. Il Veneto, l’Emilia Romagna e la Lombardia sono le regioni con il maggior numero di incidenti che coinvolgono sostanze tossiche. All’altra estremità della classifica compaiono Abruzzo, Umbria e Molise. Nonostante gli incidenti in calo, il Servizio SET, costituito nel 1998 come programma volontario da Federchimica, ha registrato nel 2012 un numero maggiore di attivazioni rispetto agli anni precedenti. Il call center costituito da 12 esperti della materia che collaborano con i soccorritori sia inviando un tecnico qualificato o una squadra d’emergenza o semplicemente fornendo informazioni sul prodotto coinvolto, si è attivato in 15 situazioni (11 nel 2011, 7 nel 2010). “Il lavoro delle imprese che aderiscono al SET è stato comunque significativo anche nello scorso anno - spiega Gerardo Sillo, presidente della Commissione direttiva SET -. Il sistema complessivamente conta 46 imprese, oltre a 2 associazioni imprenditoriali di settore, 55 squadre di intervento, 12 professionisti impegnati a tempo pieno equivalente nel centro di risposta nazionale, oltre 90.000 prodotti chimici inseriti nella banca dati, 3 simulazioni internazionali effettuate con 17 Paesi dell’area europea”. Anche il confronto europeo non è male. Il SET fa parte di una rete europea più ampia e articolata, la Rete ICE. Gli


Nuove istruzioni sul controllo delle cisterne ADR

standard di risposta e qualità devono soddisfare le severe richieste ICE e il Servizio Emergenze Trasporti, anche nel biennio 2011-2012, ha “dimostrato una buona capacità nel gestire richieste di intervento” sicuramente non raggiungendo i livelli di Olanda (453 interventi) e Gran Bretagna (208 interventi), ma posizionandosi a metà della classifica. Fatturato e margini in diminuzione É il settore chimico quello che in questi anni ha perso di più. La chiusura o il ridimensionamento di importanti poli di produzione, come quello di Porto Marghera o di Brindisi, hanno portato trasformazioni anche nell’ambito dei vettori che servivano questo comparto. “Le aziende – spiega Pierpaolo Rossi, consigliere sezione merci pericolose di Anita – si sono dovute riconvertire in vettori internazionali perché la chimica a livello nazionale è scomparsa. Ma nella riconversione hanno dovuto scontare il gap competitivo del Pae-

se: l’alto costo del personale e altro che non ci rende paragonabili ai vettori dell’Est Europa”. La storia della sua azienda è da manuale. Acquistata dalla multinazionale francese Geodis, controllata al 100% dalla Sncf (ferrovie francesi), è diventata la Bourgey Montreuil Italia, ma dal 2000 ha perso oltre il 40% del fatturato, passando da 18 milioni agli attuali 10. Il calo di fatturato c’è stato anche in altri settori. “Non esiste un monitoraggio specifico che ci restituisca un dato statistico omogeneo e attendibile per le imprese che trasportano merci pericolose – ammette Cinzia Franchini, presidente di Cna-Fita –. Comunque da una conoscenza empirica e da relazioni costanti con i nostri associati si evidenzia pressoché ovunque un calo dei fatturati nell’ordine del 30%. L’equazione è semplice: calano i fatturati dei nostri committenti e di Negli ultimi conseguenza si com-

Istruzioni operative sui controlli periodici, intermedi ed eccezionali delle cisterne destinate al trasporto di merci pericolose su strada. A fornirle è il ministero dei Trasporti, Direzione Generale per la Motorizzazione, con una circolare del 25 marzo 2014. La circolare interviene sia sui controlli periodici o eccezionali – a cui le cisterne devono essere sottoposte in seguito a riparazione, modifiche o incidenti, per la verifica del mantenimento degli standard di sicurezza previsti dalla norma – sia sulla reimmissione in servizio per il trasporto di merci pericolose di cisterne ADR “declassate” al trasporto di materie non pericolose. In quest’ultimo caso, in fase di controllo periodico vengono disposti la distruzione della targhetta identificativa e l’annullamento della punzonatura di cui all’articolo 4 del decreto dirigenziale 24/11/2006, al fine di determinarne l’impossibilità di un futuro riutilizzo per il trasporto di merci pericolose.

primono anche i nostri margini. Un fenomeno più comune, in molti casi, non è la chiusura della commessa quanto il suo ridimensionamento, perché le imprese committenti cercano di risparmiare anche sulla sicurezza”. Ci sono anche situazioni leggermente più rosee. “La mia azienda non ha perso fatturato – ammette Angelo Sirtori, presidente della Fai di Milano, alla guida di una realtà che opera nel settore petrolifero – ma abbiamo dovuto diversificare e investire alcinque anni gli l’estero. In Romania, dove riforniaincidenti che hanno mo la rete dei distributori, la realvisto coinvolti mezzi con tà è molto diversa: prima della cricarico ADR su strada si la crescita era a due cifre, oggi è sono diminuiti del 20%. rallentata ma comunque ci sono Nel 2011 margini”. Da una parte, è vero, il sono stati 241 calo dei consumi ha influito sulla mortalità delle aziende: solo nel petrolifero (che comunque è un settore che tiene) si è registrato un -20% dei consumi, che oltrepassano il -25% se si parla di olii industriali, cementerie e bitumi. Ma il coro delle associazioni di categoria è eterogeneo: ad asfissiare il settore è anche la riduzione dei margini. “Sicuramente negli ultimi anni i prezzi TIR170-2014 23


Merci pericolose: volumi in crescita, incidenti in calo sono calati – conferma Rossi –. Tuttavia i costi minimi hanno contribuito a ridare il giusto valore al trasporto. Peccato esserci arrivati in un modo forzato. Sono sicuro che gli accordi di settore sarebbero stati la soluzione migliore”. Insomma, almeno per le imprese più strutturate farsi riconoscere i costi minimi non sembrerebbe un problema. “La nostra committenza li rispetta – continua Rossi – ma ci sono molte cause pendenti e nei contratti c’è l’indicazione che se la Corte di Giustizia Ue dovesse ritenerli illegittimi i vettori sarebbero tenuti a restituire parte delle tariffe concordate”. Ovvero una vera e proprio spada di Damocle. “I costi minimi non vengono rispettati – ammette Soffiatti – c’è una libera contrattazione che a volte decide per una tariffa più alta altre volte più bassa”. In alcuni ambienti però il ritocco si fa sempre verso il basso e a volte sfiora il 30% in meno rispetto ai costi indicati dal ministero dei Trasporti. “Quello delle merci pericolose – spiega Sirtori – ha le stesse caratteristiche di altri settori dell’autotrasporto”. Ma qui in gioco ci dovrebbe essere una maggiore attenzione per la sicurezza del trasporto, che spesso viene inghiottita dall’affinarsi dei margini e dall’aumentare dei costi per i vettori. Controlli rari “Il rischio latente di questa situazione – conclude Franchini – per molti aspetti imposto dall’attuale congiuntura economica, è che in assenza di reali controlli sulla corretta applicazione della normativa Adr il vettore si trovi doppiamente svantaggiato da oneri economici crescenti imposti dalla normativa vigente e tagli verticali sulla sostanziale sicurezza dei noli commissionati. Basti pensare ad esempio che dovrebbero essere le Motorizzazioni territoriali a verificare e applicare le sanzioni per la mancata nomina del consulente per la sicurezza Adr in azienda, ma a noi non risulta sia mai avvenuto”.

Andamento del trasporto totale e delle merci pericolose su strada in Italia fonte Eurostat 106 tkm

108,5-5,0% 167,6-5,3

175,8-6,0%

142,8-4,7%

124,0-6,7%

6,7% = 8,3 milioni di tkm di cui 7,3 prodotti chimici Il dettaglio riporta come solo il 6,7 % (pari a 8,3 milioni di tkm) del totale siano merci pericolose. Della quota relativa ai soli prodotti chimici movimentati, pari a 7,3 milioni di tkm del totale solo il 57,9 % (pari a 4,2, milioni di tkm) è classificato come prodotto chimico pericoloso

2008 2009 2010 merci pericolose su strada

2011 2012 merci su strada

Andamento e analisi degli incidenti su strada, con merci pericolose in Italia fonte Istat, min. Infrastrutture e dei Trasporti. vv.f 2011

materie corrosive 1,7 solidi infiammabili 13,6

241

2010

classe 9 0,8

312

2009

gas 41,3

288

2008

materie tossiche 19,0

294

2007

liquidi infiammabili 23,6

289

Calo degli Incidenti Stradali coinvolgenti merci pericolose e classi coinvolte. Si evince come dei soli 241 sinistri occorsi nel 2011, in calo del 20% negli ultimi 5 anni, la quota riguardante i gas sia di circa il 40%.

Andamento e modalità del trasporto delle merci in Italia

pipeline 5,2 aereo 0,5

fonte Istat, min. Infrastrutture e dei Trasporti.

185

2012

199

2011

ferrovia 10,5 217

2010

vie dellʼacqua 28,2

strada 55,5

208

2009

219

2008

Nel dettaglio, le modalità di trasporto per le 185 miliardi di tkm (tonnellate per kilometro, n.d.r.) di merci trasportate in Italia nel 2012. Si consolida in particolare l’utilizzo del trasporto stradale per una quota inferiore al 60% del trasporto totale.

App e software, un aiuto per il trasportatore La tecnologia arriva in aiuto al trasporto di merci pericolose. Se non bastassero telecamere e sistemi satellitari, che da tempo e con diversi progetti (perlopiù ancora di tipo sperimentale) tentano la tracciabilità dei carichi tossici sulle strade, smartphone e tablet possono essere ottimi alleati per capire meglio questo mondo. Vale infatti la pena di segnalare due App messe a disposizione gratuitamente dal corpo dei Vigili del Fuoco allo scopo di decifrare i cartelli arancioni che indicano il tipo di sostanza trasportata e un software, anche questo completamente gratuito, elaborato da Federchimica, per il corretto caricamento delle merci a bordo secondo le nuove norme introdotte dall’Adr 2013.

24 TIR170-2014

Per decifrare i Kemler-Onu (cartelli arancioni) sono state create due App, una per i dispositivi mobili con sistema operativo iOS e una per il mondo Android. L'iniziativa ha lo scopo di rendere noto al pubblico il tipo di rischio connesso alle sostanze trasportate: le applicazioni infatti rilevano che il codice posto nella parte superiore della targa (il codice Kemler) indica il tipo di pericolo relativo alla sostanza trasportata (ad esempio, infiammabile, esplosiva ecc.) e il numero Onu posto nella parte inferiore identifica la sostanza (butano, benzene, gpl ecc.). Per scaricare l’App nello Store di Apple occorre scrivere nel box di ricerca “kemleronu vv.f”, quindi selezionarla e installarla. Nel sistema Android, accedere nel Play Store e cercare con

la parola chiave “KemlerOnu”, quindi installare. Il software per il corretto caricamento delle merci pericolose è scaricabile gratuitamente sul sito di Federchimica (www.federchimica.it/CARGO.aspx). Si tratta di un “Tool di calcolo”, realizzato da un comitato tecnico per aiutare le imprese a utilizzare le formule reintrodotte nell’Adr 2013 in riferimento alla norma EN 12195-1:2010. In altre parole, con questa norma si è cercato di uniformare a livello europeo l’approccio da seguire nelle operazioni di fissaggio del carico. Tuttavia la norma disciplina principalmente l’utilizzo delle cinghie e non approfondisce altri strumenti di fissag-


U

Per entrare a far parte dei nuclei speciali i Vigili del Fuoco devono partecipare ad un corso di tre settimane che solitamente si tiene a Roma o a Venezia

n piccolo esercito di circa 200 Vigili del Fuoco super-specializzati per il soccorso in caso di incidenti con merci pericolose. Si tratta dei componenti dei nove nuclei attrezzati per i travasi di Gpl e di altre sostanze nocive dislocati lungo tutta la penisola. Formazione, addestramento, aggiornamento e tecnica fanno di questi uomini i

Incidenti: ecco come intervengono i Vigili del Fuoco Emanuele Pianese, Dipartimento Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico Difesa Civile, spiega a Tir il tipico intervento in caso di emergenza

gio, quali materiale di riempimento, zeppe, separatori, traverse scorrevoli. Inoltre, si applica solamente ai veicoli con un carico superiore alle 3,5 Ton. Il rispetto della norma tecnica non è quindi vincolante ma, se non rispettata, rimane in capo al caricatore la dimostrazione di aver assicurato il carico in conformità alle disposizioni dell’Adr. Il Tool creato da Federchimica permette di avere tutte le informazioni rispetto all’applicazione della norma e alla conformità del carico rispetto alla norma internazionale.

mente infiammabili e nocive. Questi nuclei, composti da circa 20 vigili ognuno, sono dislocati lungo tutta la Penisola: Venezia, Milano, Roma, L’Aquila, Sassari, Palermo, Bari, Catanzaro e Napoli, seppure quest’ultimo ancora non interamente operativo e autonomo. Il primo intervento in caso di incidente viene fatto da una squadra locale, la più vicina territorialmente. Questi vigili hanno il compito di valutare la situazione, circoscrivere la zona interessata dell’incidente, insomma prendere tutte le precauzioni necessarie al fine di evitare altri incidenti e rischi per la popolazione. Per esempio, se il danno è avvenuto in autostrada, solitamente questa squadra dispone la chiusura del tratto. Ma la cosa più importante è attivare la squadra specialistica. In base alla gravità, questa può arrivare sul luogo dell’incidente con posto di comando avanzato, un UCL, un ufficio mobile in altre parole, in grado di coordinare tutte le altre autorità, enti e società coinvolte nell’evento. In caso di incidenti di merci pericolose, per legge, la regia del soccorso è in capo al più alto in grado dei Vigili del Fuoco. Per esempio, nel caso della tragedia di Viareggio, abbiamo attivato contemporaneamente tre squadre speciali (Roma, Milano e Venezia).

“coordinatori” in caso di emergenze che coinvolgono merci pericolose sia su strada che su rotaia. Un’organizzazione capillare che Emanuele Pianese, Dipartimento Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico Difesa Civile, Direzione Centrale Emergenza e Soccorso Tecnico e Dirigente Rischio NBCR, ha illustrato in questa intervista rilasciata a Tir.

Quali sono i tempi degli interventi? La squadra di primo soccorso arriva dopo pochi minuti. Quella specialistica anche dopo alcune ore. Dipende da dove è avvenuto l’incidente. Ci sono casi in cui l’arrivo è veloce: ad esempio un incidente sul grande raccordo di Roma. E situazioni poco usuali e meno agevoli in cui il nucleo specializzato può impiegare molto tempo per arrivare. Tengo a precisare che i nuclei sono attivi 24 ore su 24, quindi dalla chiamata all’uscita passano al massimo 2 minuti.

Dott. Pianese, ci può spiegare il tipico intervento dei Vigili del Fuoco in caso di incidente con merci pericolose? Facciamo l’esempio del Gpl. Abbiamo 9 nuclei a livello nazionale fortemente specializzati e attrezzati per il travaso di cisterne incidentate, un’operazione molto pericolosa perché in presenza di sostanze forte-

Come è stata scelta la dislocazione geografica dei nuclei operativi? I nuclei sono legati alla vocazione del territorio. Per esempio Venezia è stato il nucleo guida per la grande presenza dell’industria chimica. Anche Bari è stato attivato per esigenze del territorio. Ad Ancona, per esempio, pur non esistendo un nucleo ad

hoc, la squadra locale è molto specializzata per interventi con benzina e gasolio grazie alla presenza della raffineria. La specializzazione sul Gpl è relativamente recente, risale a 8-10 anni fa. Come vengono addestrati i vigili dei nuclei speciali? Il corso dura tre settimane ed è aperto a 12 vigili a livello nazionale. Solitamente si tiene a Roma o a Venezia. Qui abbiamo dei poli di sicurezza per la pratica che viene fatta con scenari reali: cisterne e Gpl. Avete organizzazioni analoghe per altre sostanze? No, ma generalmente le squadre locali hanno conoscenze riguardo le sostanze maggiormente presenti sul loro territorio. Federchimica ha attivato da anni il servizio SET. Viene usato dai Vigili del Fuoco? C’è una convenzione con il SET. Noi notifichiamo a loro i nostri interventi. C’è una persona di raccordo per la raccolta delle informazioni. Il call center in caso di emergenza viene però usato principalmente a livello periferico. Lo usano i comandi provinciali in caso di incidenti con sostanze chimiche per le quali ricevono le istruzioni necessarie. In questi anni, sul fronte del trasporto su strada, avete avuto modo di rilevare cause comuni per gli incidenti che hanno coinvolto le merci pericolose? Ci è capitato spesso di segnalare concause relative alla scarsa manutenzione dei mezzi, veicoli vecchi, non controllati, senza revisione, con valvole danneggiate. Infine, quanto costano i vostri interventi? É difficile determinare un costo specifico per gli interventi. Quello che posso dire è che anni fa abbiamo acquistato l’equipaggiamento base delle squadre speciali spendendo circa 5-6 milioni di euro. Con una cifra vicina a 30mila euro all’anno si rinnovano i materiali. Insomma, possiamo dire che, oltre all’investimento iniziale, con circa 3.000 euro al mese si mantiene il sistema in efficienza. Anche la formazione ha un costo, ma viene fatta all’interno ed è difficilmente quantificabile. TIR170-2014 25


Mare

Lo sdoganamento dei container in mare, prima che la nave arrivi in porto, consente di risparmiare fino a 36 ore rispetto alle procedure ordinarie. I porti di Genova e La Spezia scelti come scali pilota di Nicola Capuzzo

Percorso accelerato per le merci con il pre-clearing

ratori che, “alla luce delle semplificazioni introdotte con lo Sportello Unico Doganale, riguardanti la presentazione della dichiarazione prima del rilascio delle certificazioni/nullaosta di competenza di altre amministrazioni, e considerata la possibilità di avvalersi del sistema di monitoraggio del traffico navale attuato dalle Capitanerie di Porto, la procedura di pre-clearing è stata rivista ed estesa anche alle merci che richiedono certificazioni di competenza di amministrazioni per le quali è attiva l’interoperabilità nell’ambito dello Sportello Unico Doganale”. La prima procedura di Genova… I primi risultati tangibili si sono visti nel capoluogo ligure lo scorso 5 marzo con lo sbarco dalla nave Hong Kong Bridge del primo container beneficiario della procedura di preclearing che consente di velocizzare fino a 36 ore le necessarie operazioni di sdoganamento. Claudio Monteverdi, direttore dell’Ufficio delle Dogane di Genova, ha spiegato che la richiesta di pre-clearing viene avanzata dalla compagnia di navigazione. “Una volta attivata la procedura – ha aggiunto Monteverdi – la Capitaneria di Porto ci assicura il controllo della nave che dovrà procedere sulla rotta prestabilita per Genova senza soste o deviazioni. Nel momento in cui la Capitaneria “ag-

Il primo sdoganamento in mare nel porto ligure di Genova è avvenuto il cinque marzo scorso con lo sbarco dalla nave Hong Kong Bridge

D

a quest’anno le merci in arrivo in alcuni porti italiani potranno essere sdoganate ancora prima dell’effettivo sbarco a terra del container. E questo grazie all’avvio nei porti di Genova e La Spezia del “preclearing”, la procedura di sdoganamento anticipato delle merci presso gli Uffici doganali portuali. Fino a pochi mesi fa questa innovazione non poteva trovare piena attuazione perché la presentazione anticipata delle dichiarazioni doganali rispetto all’arrivo della nave non era applicabile alle merci per le quali è richiesta 26 TIR170-2014

la presentazione, ai fini dell’accettazione delle dichiarazioni, della documentazione attestante l’esecuzione dei controlli di competenza di altre amministrazioni che intervengono nel processo di sdoganamento (ad esempio le autorità sanitarie). Con una circolare dello scorso ottobre, però, l’Agenzia delle Dogane ha informato gli ope-

gancia” la nave, noi consentiamo agli operatori la presentazione della dichiarazione doganale”. Nel caso specifico della nave Hong Kong Bridge, l’aggancio era avvenuto all’altezza della Grecia e lungo la rotta per Genova sono stati sdoganati in pre-clearing 355 container su 1.300 sbarcati complessivamente. …e quella di La Spezia Anche nel porto di La Spezia, in concomitanza con l’arrivo della nave portacontainer MSC Clorinda, si sono svolte le prime operazioni di pre-clearing con conseguente sdoganamento anticipato dei carichi prima dell’attracco in banchina. Per lo


Porto di Napoli: riavviata procedura per la nomina del nuovo presidente

Il secondo porto scelto per la sperimentazione del sistema pre-clearing è quello di La Spezia. Ora si attende l’avvio dello sportello unico doganale

scalo del Levante ligure questa innovazione procedurale è tanto più preziosa perché non solo consente di ridurre i tempi di scarico delle navi, ma anche di razionalizzare gli spazi portuali e ottenere importanti economie di scala che renderanno il porto più appetibile ai traffici internazionali. Elvio La Tassa, direttore dell’Ufficio delle Dogane di La Spezia ha sottolineato come “finalmente vediamo concretizzarsi una felice intuizione che ci ha portato a essere uno dei primi scali in Italia a ricevere una nave con container già sdoganati prima del loro arrivo in porto. Dalla MSC Clorinda sono stati sbarcati 740 contenitori, di cui 23 sottoposti a controllo e il resto alla libera disponibilità degli operatori”. Bruno Pisano, presidente dell’Associazione Spedizionieri del Porto di La Spezia, ha inoltre ricordato come “l’avvio delle procedure di pre-clearing darà la possibilità al nostro scalo di raggiungere un livello di efficienza tale da attirare nuovi traffici, che consolideranno le attività delle società di spedizione con positive ricadute occupazionali sul nostro territorio”.

Buone notizie per il porto di Napoli. Dopo la proclamazione di uno sciopero di cinque giorni per la prima settimana di aprile da parte di Fai-Conftrasporto, e supportato anche da Accsea (Associazione campana corrieri spedizionieri e autotrasportatori), Assospena (Associazione spedizionieri doganali di Napoli), Assoagenti (Associazione agenti marittimi) e dal terminal container Conateco, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha convocato una riunione con all’ordine del giorno l’Autorità Portuale di Napoli, commissariata ormai da oltre un anno. “In seguito alla nostra proclamazione di fermo – ha spiegato a Tir Pasquale Russo, segretario nazionale di Fai-Conftrasporto – è stata avviata una nuova procedura per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità Portuale. Lupi ha chiesto una nuova terna di nomi e noi abbiamo sospeso lo sciopero”. Da tempo il porto di Napoli sta vivendo una situazione di estrema difficoltà visto che l’immobilismo in cui si trova ad operare da oltre un anno sta minando profondamente l’economia di molte imprese. “Lo scalo partenopeo ha sottolineato Russo – è in completo stato di abbandono, le compagnie di navigazione stanno letteralmente scappando e nessuno dei player logistici internazionali considera più la possibilità di investire nel nostro porto. Il po-

tenziamento infrastrutturale, necessario per accogliere le navi di ultima generazione, non è più differibile perché si sta rischiando di far collassare tutto il traffico merci che ancora è a Napoli. E le nostre imprese, già pesantemente segnate dalla crisi economica, non possono continuare a perdere volumi di traffico per effetto dell'immobilismo della politica”. Il segretario generale della Fai ricorda come solo nell’ultimo anno, “con la perdita di compagnie come Cosco e Messina, i danni provocati all’economia portuale superano abbondantemente i 35 milioni di euro, se aggiungiamo il danno provocato dalla restituzione delle somme economiche stanziate dalla legge 388 (più di 15 milioni di euro) e di altri due finanziamenti per un totale 21 milioni di euro, si supera la cifra di 70 milioni di euro. Praticamente un suicidio economico”. Russo ha ancora sottolineato l’urgenza di “recuperare le risorse economiche provenienti dai fondi comunitari che non sono state utilizzate e non perdere più tempo per evitare che anche i 300 milioni del “grande progetto” del porto vadano in fumo”. Il progetto della nuova Darsena di Levante, ad esempio, è un’opera infrastrutturale fondamentale, che garantirebbe l’accosto di navi container di oltre 6.000 Teu ma che al momento attuale fa ancora parte del libro dei sogni”. N.C.

Presto lo Sportello Unico Doganale Dopo il pre-clearing il prossimo passaggio importante per dare maggiore competitività alla filiera portuale sarà lo Sportello Unico Doganale. A lanciare la scommessa è stato il presidente di Autorità Portuale di Genova, Luigi Merlo: “Dopo il successo straordinario dello sdoganamento delle merci in mare, ci auguriamo ora che questo percorso sinergico con l’Agenzia delle Dogane si possa allargare a tutti gli altri enti pubblici interessati nelle operazioni portuali. Si tratta di un importante traguardo in vista di Expo 2015, una vetrina nella quale possiamo presentare a tutto il mondo un sistema competitivo in grado di assicurare qualità dei controlli, efficienza, tutela delle persone e dei prodotti nei tempi corretti. La scelta di far partire la sperimentazione a Genova e La Spezia nasce dalla volontà di voler partire dal sistema portuale più importante, oltre che complesso, con la consapevolezza che, per recuperare flussi di traffico sul Nord Europa si deve passare da questi scali”. TIR170-2014 27


Notizie di tecnica

Al Cursor 16 il premio Diesel of the Year 2014 É stato assegnato al nuovo Cursor 16 il riconoscimento Diesel of the year 2014, da parte della rivista internazionale specializzata Diesel. Il Cursor 16, propulsore con cilindrata di 16 litri e architettura a sei cilindri in linea, è nato dalla tecnologia di FPT Industrial, brand del gruppo CNH Industrial. Dimensioni ridotte, elevata potenza, il Cursor 16 si colloca ai vertici della propria categoria ed è uno dei motori più compatti del suo segmento. Adatto per applicazioni su macchine da co-

struzione e agricole e per i generatori di corrente, amplia la gamma della serie Cursor, da sempre riconosciuta per la sua estrema affidabilità e flessibilità. Un motore che adotta la tecnologia High Efficiency Selective Catalytic Reduction (HI-eSCR), sviluppata e brevettata da FPT Industrial nei propri centri di ricerca per rispettare la severa normativa Stage IV/Tier 4 Final ed Euro 6 in materia di emissioni. FPT Industrial è una tra le poche aziende ad essersi aggiudicata per ben due volte il Diesel of the year, avendolo già conquistato nel 2008 con l’F5, motore con cilindrata di 3,2 litri attualmente utilizzato sulle macchine agricole di aziende come Carraro e CNH Industrial.

Il Transit e il Connect trionfano all’Artic Van Test Ford, con i nuovi Transit e Transit Connect, si è imposta nell’Artic Van Test, la sfida tra veicoli commerciali che ogni anno si svolge tra neve, ghiaccio e freddo in Finlandia, in una 5 giorni dove si raggiungono anche le temperature di 50 gradi sotto lo zero. I veicoli commerciali partecipanti si sono confrontati in prove davvero al limite, come le ripetute accensioni a temperature polari, lo slalom su una pista d’atterraggio ghiacciata

e 700 Km percorsi senza sosta su tortuose strade innevate. I Transit hanno vinto nelle rispettive categorie, distinguendosi per straordinaria efficienza, capacità di carico superiore ed eccel-

lente maneggevolezza. Il nuovo Transit da 2 tonnellate ha ottenuto il punteggio più elevato in 9 categorie su 13, superando i veicoli concorrenti di MercedesBenz, Opel e Volkswagen. Il nuovo Transit Connect, invece, ha conquistato il primo posto in 7 categorie, distinguendosi in modo particolare per la stabilità e la maneggevolezza su fondo ghiacciato e ha vinto sui concorrenti Citroën, Renault e Volkswagen.

Renault Trucks: il programma Premium Selection si arricchisce Il programma Premium Selection, che Renault Trucks propone ormai da un paio d’anni, si arricchisce di una nuova offerta. La Casa della Losanga ha infatti introdotto l’offerta “Prestazioni Euro 5 al prezzo di un Usato”, che offre a condizioni particolarmente agevolate (finanziamenti fino a 5 anni, a cura di Renault Trucks Financial Services) l’acquisto di veicoli Premium Strada Euro 5 con rate a partire da 842 euro al mese. Nell’offerta è prevista anche l’assicurazione comprensiva di furto, incendio, kasko, atti vandalici, eventi atmosferici e cristalli. Ricordiamo che il programma Premium Selection focalizza la sua atten28 TIR170-2014

zione sui veicoli selezionati e completamente revisionati da Renault Trucks, con un massimale di 480.000 km effettuati e supportati dalla garanzia del produttore (12 mesi) o 120.000 km. La caratteristica fondamentale del programma Selection riguarda gli 80 punti di controllo effettuati sul veicolo, dalla cabina (interno/esterno) alla componentistica, dal telaio al motore.

LO PNEUMATICO GRANDE COME UN ELEFANTE Pensare a uno pneumatico grande e alto quanto un elefante, di analoga larghezza e peso sembrerebbe pura immaginazione. Invece è semplice realtà. Goodyear ha prodotto lo pneumatico OTR, Movimento Terra RM-4A+ nella dimensione 59/80R63, sviluppato per trasportare centinaia di tonnellate di roccia e altri materiali, che fa parte della gamma di pneumatici RM (Rock Mining, ossia linea per miniera sotterranea) prodotti da Goodyear. 63 pollici di diametro, prodotto nello stabilimento Goodyear di Topeka, in Kansas (Usa) è venduto in tutto il mondo per equipaggiare i più grandi mezzi per movimento terra e macchinari minerari. Ha un diametro complessivo di 4,023 metri, più alto rispetto all’altezza regolamentare della maggior parte dei semirimorchi in Europa (4 metri) e i suoi 5.400 chili di peso sono un concentrato di tecnologie avanzate che sopportano un carico sino a 100.000 kg per una velocità massima di 50km/h. Tra le sue caratteristiche: mescola della gomma del battistrada Goodyear CycleMax per un’efficienza di funzionamento a freddo; scanalature centrali interconnesse ai fini di una maggiore stabilità e di un’ulteriore eliminazione del calore. Le scanalature ad alto angolo non direzionali contribuiscono ad aumentare la trazione mentre una dentellatura sulla spalla riduce l’accumulo di calore. É disponibile in due dimensioni: 53/80R63 e 59/80R63; con 3 differenziazioni di mescola e 2 diverse profondità del battistrada (E3 e E4), per un totale di 12 varianti disponibili.


Tecnica

Atego, Antos ed Econic coprono rispettivamente il segmento della distribuzione leggera, pesante e il servizio di raccolta. Vediamone le caratteristiche

Prova su strada: a Francoforte gli specialisti della distribuzione

carburante. Complessivamente, il nuovo Mercedes Atego consuma fino al 5% in meno dei suoi predecessori. Gli interni presentano nuovi elementi come il volante multifunzione, il computer di bordo e la plancia portastrumenti color antracite e i tasti ottimizzati sotto il profilo ergonomico. Un altro aspetto da considerare è la cabina, ulteriormente migliorata. Sono disponibili quattro versioni: quella S ClassicSpace in versione normale o lunga, la cabina L ClassicSpace e quella L BigSpace, tutte larghe 2,3 metri e ideali per il settore della distribuzione. Per applicazioni speciali, a richiesta l'Atego si presenta in servizio con una cabina doppia 5+1. Per offrire un comodo alloggio al conducente nei pernottamenti a bordo, è stato sviluppato un letto di nuova concezione simile a quello in dotazione ai modelli pesanti Actros e Antos.

Antos L’Antos è un mezzo utilizzato per il lungo raggio. Esiste sia in versione autocarro senza rimorchio da 18/19 Ton e 26 Ton di peso totale a terra, sia come autotreno e autoarticolato di peso medio e pesante fino a 44 Ton. Sono disponibili diversi tipi di cabina, 4 motori a sei cilindri in linea (OM 936, 470, 471 e 473) che coprono complessivamente 16 livelli di potenza. Occorre specificare che in abbinamento ai motori OM 470 e OM 471 è disponibile il Predictive Powertrain Control (PPC), un sistema che corregge la velocità di marcia in base alla planimetria del percorso. Per gli altri motori il PPC sarà pronto prima della fine dell’anno. Riduzione dei Per ottimizzare carichi e volumi, ci consumi e sono le versioni speciali Loader e Volumaneggevolezza sono mer. Il primo è stato progettato per le caratteristiche mettere a disposizione il massimo caprincipali di questi due rico utile, mentre il secondo è ideale per mezzi per la i trasporti voluminosi grazie al punto di distribuzione: Atego aggancio basso. (in alto) ed Econic

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istribute and collect”, ovvero distribuire e raccogliere, è stato lo slogan delle prove su strada dei veicoli Mercedes-Benz Atego, Antos ed Econic che si sono svolte lo scorso 27 marzo a Francoforte. I tre veicoli coprono tutti i segmenti della distribuzione delle merci: l’Atego si distingue per quella leggera, l’Antos per quella pesante e l’Econic per il servizio di raccolta e distribuzione. Gli elementi in comune sono la riduzione dei consumi di carburante, la maneggevolezza e la facilità a montare sovrastrutture.

“

Atego L’Atego è disponibile con un peso totale a terra che va da 6,5 a 16 Ton. In tutte le classi di potenza, dispone di motori Euro 6 e del cambio completamente automatizzato Po-

werShift Mercedes 3 (a richiesta per il mercato italiano) che agevola il lavoro dei conducenti e aumenta la redditività delle aziende. Inoltre, tutti i cambi automatizzati sono equipaggiati di serie con la funzione EcoRoll. In sostanza, mettendo in folle il cambio nelle fasi di rilascio, questo sistema aiuta a sfruttare lo slancio residuo del veicolo per risparmiare ancora più

Econic L’Econic viene utilizzato principalmente per il trasporto di rifiuti, ma anche per la distribuzione di prodotti alimentari o come mezzo di soccorso. Il motore a sei cilindri in linea OM 936 è omologato Euro 6 e riesce a risparmiare fino al 4% sui consumi di carburante. L’Econic è disponibile in versione autocarro senza rimorchio a due, tre o quattro assi con peso totale a terra di 18/19 Ton, di 26 o di 32 Ton. Tra i suoi punti di forza, ci sono l’accesso con un solo gradino in cabina, simile a quello degli autobus, che permette di ridurre non solo la stanchezza ma anche gli infortuni per gli operatori dello smaltimento rifiuti, costretti a entrare e uscire dal veicolo numerose volte durante la giornata. Inoltre, la larghezza della cabina consente di avere una visione totale su pedoni, ciclisti e sugli altri mezzi, aumentando la sensazione di sicurezza per il conducente. TIR170-2014 29


Sicurezza

Fondazione Ania e Gruppo Federtrasporti hanno avviato un progetto pilota volto a prevenire truffe e incidenti. Oltre 2000 mezzi pesanti saranno dotati di telecamera

L’occhio telematico sale a bordo dei camion

La telecamera viene applicata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore. Dal quel momento memorizza le immagini e i dati di guida

M

igliorare la sicurezza stradale, dimezzando le vittime della strada, è uno degli obiettivi dell’Unione europea per il 2020. Ma per ridurre gli incidenti è utile anche sapere da cosa e da chi vengono provocati e in questo la tecnologia può tornare molto utile. Un esempio arriva dalla Fondazione Ania e dal Gruppo Federtra30 TIR170-2014

sporti, che hanno avviato un progetto pilota che prevede l’installazione di una piccola telecamera su duemila veicoli, vale a dire circa il 40% del proprio parco veicolare di camion e furgoni. Con questo test, il primo del genere a essere condotto in Europa nel trasporto pesante, il Gruppo Federtrasporti punta

così a ridurre ancora la propria percentuale di sinistri, che pur nel corso degli anni è diminuita moltissimo, scendendo dal 72,8% del 2002 al 33,4% del 2013. Il sistema, dotato di accelerometro e localizzatore Gps, diventa così un osservatore costante, un testimone in grado di ricostruire un incidente in maniera oggettiva. Come funziona la telecamera La piccola telecamera viene infatti applicata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore. Da quel momento è in grado di memorizzare le immagini e i dati di guida, ricostruendo così l’intera dinamica in caso di incidenti. La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori di soglia impostati e tiene in memoria il periodo precedente e quello successivo a tale variazione, così che se effettivamente questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Il sistema conserva in una memoria interna oltre 60 eventi con sovrascrittura dei più remoti, ma protezione di quelli di più grave entità. Effetto deterrente Un esperimento simile è già stato già condotto dalla Fondazione Ania sugli autobus che svolgono servizio urbano in alcune città d’Italia, e i risultati sono stati positivi. “Nel periodo in cui abbiamo monitorato i bus – spiega Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania – abbiamo rilevato delle caratteristiche ricorrenti nei sinistri che riguardano i mezzi di trasporto pubblico urbano. In molti casi, ad esempio, abbiamo rilevato che gli incidenti sono dovuti a momenti di distrazione degli autisti. Con questo esperimento, vogliamo capire quali sono le cause più ricorrenti che provocano gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i mezzi di trasporto pesante. Il sistema, inoltre, consente di ricostruire le dinamiche dei sinistri, attribuendo le giuste responsabilità. I dati che si ricavano da queste osservazioni costituiscono un’ottima base per la formazione degli autisti”. Ma oltre a garantire la ricostruzione oggettiva di un sinistro e a porre un argine alle truffe assicurative, le telecamera hanno anche un'altra funzionalità. La loro collocazione in cabina incoraggia infatti la concentrazione dell’autista e produce un effetto deterrente rispetto a comportamenti di guida errati. Tanto che, come sottolinea Valerio Baldi (Federtrasporti), nessuno dei veicoli su cui sono state installate alcuni mesi fa le prime telecamere ha denunciato sinistri.


Notizie

Quaderno 24 FLC: si parlerà di Europa e dati statistici Rapporti con l'Unione europea e attendibilità dei dati statistici. Sono questi due dei principali temi che saranno affrontati nel Quaderno 24 del Freight Leaders Council, l’associazione che riunisce aziende operanti nei vari segmenti della filiera logistica. I due punti sono stati approfonditi lo scorso 14 marzo nella riunione del gruppo di lavoro presieduto dal vicepresidente dell’associazione, Clara Ricozzi. Alla riunione ha partecipato, fra gli altri, Enrico Finocchi, direttore generale per il Trasporto Stradale e per l’Intermoda-

lità del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Durante l’incontro è stato fatto il punto della raccolta del materiale ed è stato confermato il calendario di massima dei lavori, che prevede la conclusione della prima bozza entro il mese di luglio e la pubblicazione nel prossimo autunno. Ricordiamo che i Quaderni contengono delle ricerche su tutto il settore del trasporto merci e sulle problematiche ad esso collegate, con particolare attenzione alle ricadute sull’ambiente e sulla sicurezza.

Vado Ligure: operativa dal 2017 la piattaforma Maersk La piattaforma Maersk di Vado Ligure sarà operativa dal 2017. É quanto emerso durante il sopralluogo sui cantieri dell’opera infrastrutturale, effettuato a inizio marzo dal presidente dell’Autorità portuale Gian Luigi Miazza e da Carlo Merli, amministratore delegato di Apm Terminals. La piattaforma, che avrà una superficie di 210 mila metri quadrati, ospiterà un terminal contenitori dotato di una banchina lunga 700 metri e sarà in grado di accogliere navi di capacità superiore a 12 mila teu. La pre-

visione del traffico a regime potrà variare tra 720 mila e 860 mila teu annui. L’opera infrastrutturale prevede un investimento di 450 milioni di euro, di cui 300 a carico pubblico e 150 a carico del promotore dell’opera, l’associazione temporanea d’impresa che riunisce tre aziende tra cui Apm Maersk. "Non vi sono intoppi sulla tabella di marcia – hanno spiegato Miazza e Merli, i quali hanno illustrato gli interventi fin qui svolti a Vado Ligure –. In questo momento le operazioni di allesti-

mento della piattaforma interessano in particolare la preparazione dei fondali dove verranno sistemati i cassoni e quindi il terrapieno dove sorgerà il terminal". Per garantire un efficace smaltimento del traffico a terra, sarà realizzata una viabilità dedicata e un nuovo casello autostradale, mentre, per quanto riguarda il trasporto ferroviario, il 40% dei container movimentati dal terminal sarà trasferito dal porto via treno, tramite il servizio di spola ferroviaria messo a punto dall’Autorità Portuale.

Genova: la scuola di trasporti e logistica ha una nuova sede Genova si affianca a La Spezia per sviluppare e formare giovani destinati alle attività logistico-portuali. É stata infatti inaugurata lo scorso 3 marzo la nuova sede genovese per la Scuola nazionale trasporti e logistica, alla presenza degli assessori allo Sviluppo Economico e al Bilancio della Regione Liguria, Renzo Guccinelli e Sergio Rossetti. La struttura si trova nel quartiere di Cornigliano presso il Bic, incubatore d’impresa gestito dalla Filse, la società finanziaria regionale per lo sviluppo economico. La scuola, nata a La Spezia oltre 20 anni fa, ha sviluppato iniziative di formazione continua per le imprese del settore. Basti pensare che in questi anni sono state realizzate 44.440 ore di formazione aziendale, per un totale stimato di circa 17.000 dipendenti coinvolti. La formazione dei giovani rappresenta un altro settore, in particolare la specializzazione post-laurea e post-diploma. Dalla nascita della scuola sono state realizzate oltre 55.000 ore di formazione rivolte a giovani in cerca di lavoro, per un totale di quasi 1.500 destinatari. Da alcuni anni, l’istituto si è aperto a scenari internazionali. In collaborazione con l’Autorità portuale di La Spezia e l’Università degli studi di Roma Tre si è occupato della formazione dei futuri manager del porto di Al Faw, in Iraq.

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COSA R ICOR DAR E

di Angelo Ciaravolo

Fisco

P ER L’UNICO 2014 SO NO S TA TE CONF ER MA TE TUT TE LE VE CC HIE AG E VOLAZ IONI CONCESSE AGL L I AU TO TRASP OR TA TOR I

Unico 2014: tutti gli sconti per l’autotrasporto

P ER L’IR AP, OL TR E AL LA DE DUZIONE D EI CON TR IBU TI P RE VID ENZIALI E P ER LE ASSICUR AZ IONI OBB LIGATOR IE, SONO STA TE RICONF ER MA TE QUEL LE F OR F E T TAR IE DI 4.600 O 9.200 EURO, P ER CIA SCUN DIP EN DE N TE ASSUN TO A TE MP O INDE TE R M INA TO. P ER I LA VOR ATORI DI SE SSO F EMMINIL E E QUELL I DI E TÀ INF ER IOR E A 35 ANNI QUES TI IMP OR TI SON O STA TI INC RE ME N TA TI A 10.60 0 E 15.200 EURO.

Per la dichiarazione dei redditi sono state confermate tutte le vecchie agevolazioni concesse per il settore, e sul sito delle Entrate sono già disponibili modelli e istruzioni

È

disco verde per le dichiarazioni dei redditi: modelli, istruzioni e software sono disponibili gratuitamente su internet all’indirizzo www.agenziaentrate.it. Nelle istruzioni del nuovo Unico 2014 (persone fisiche, società di persone e di capitali) sono state riconfermate tutte le vecchie agevolazioni concesse agli autotrasportatori di cose per conto terzi come le spese per oneri non documentati, trasferte, ecc. Così anche sul fronte Irap (imposta regionale sulle attività produttive): per gli autotrasportatori, anche per il periodo d’imposta 2013, valgono le deduzioni relative alle indennità di trasferte (previste contrattualmente) erogate dalle imprese di autotrasporto iscrit32 TIR170-2014

te al relativo albo per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente ai sensi dell’articolo 51, comma 5, del TUIR, qualora contabilizzate nella voce B9 del conto economico. E sempre ai fini Irap, oltre alla deduzione dei contributi previdenziali e per le assicurazioni obbligatorie, sono state riconfermate quelle forfettarie di 4.600 o 9.200 euro, per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato. Questi importi sono stati incrementati a 10.600 e 15.200 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché quelli di età inferiore a 35 anni. Riconfermata inoltre la deduzione di 1.850 euro per ciascun dipendente fino a un massimo di cinque.

Trasferte Nessuna novità di rilievo, rispetto allo scorso anno, per le detrazioni relative alle trasferte effettuate dai propri dipendenti fuori del territorio comunale. In tal caso, anziché dedurre i costi effettivamente sostenuti per le trasferte nazionali, è possibile detrarre dal proprio reddito un importo forfettario giornaliero di 59,65 euro. L’importo deducibile per le trasferte effettuate all’estero, al netto di spese di viaggio e trasporto, è rimasto invariato nella misura di 95,80 euro. Deduzione che spetta a tutte le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime di contabilità adottato. In particolare, anche ai soci di cooperati-

ve di autotrasporto, qualora queste ultime non deducano, per le trasferte effettuate, le spese analiticamente sostenute o forfettariamente ai sensi dell’art. 62 della legge 342/2000. Va ricordato che queste deduzioni forfettarie non hanno alcuna rilevanza ai fini Irap e, pertanto, l’ammontare usufruito ai fini della determinazione del reddito d’impresa non è deducibile ai fini di tale imposta. Gli oneri non documentati Sono state riconfermate le deduzioni forfettarie di costi non documentati, previsti dall’art. 66, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi. Per l’anno d’imposta 2013 gli importi, tuttavia, non sono


Le vostre domande

stati ancora determinati (presto, verranno comunicati con un provvedimento del ministero delle Finanze). Come si ricorderà, per il 2012, un comunicato delle Finanze dell’8 maggio dello scorso anno stabilì la misura dell’agevolazione in 56,00 euro giornalieri per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore fuori del comune in cui l’impresa ha sede (ma nell’ambito della regione di residenza o delle regioni con questa confinanti) e in 92,00 euro giornalieri, per i trasporti eseguiti in regioni che non confinano con la propria. Inoltre, lo stesso comunicato, determinò in 19,60 euro l’agevolazione prevista per gli imprenditori che effettuano trasporti personalmente all’interno del comune in cui ha sede l’impresa (si rammenta che le deduzioni dal reddito d’impresa spettano una sola volta per ogni giorno di effettuazione del trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi eseguiti). É opportuno ricordare che chi intende avvalersi di questa agevolazione deve obbligatoriamente predisporre e conservare un prospetto sottoscritto dal dichiarante contenente, per ciascun trasporto, la data, la località di partenza e di destinazione nonché gli estremi del documento di trasporto. Il prospetto non va allegato alla dichiarazione ma va conservato (fino al 31 dicembre 2018) al fine di poterlo esibire o trasmettere agli uffici finanziari nel caso in cui ne venga fatta richiesta. I benefici sono riservati alle imprese autorizzate all’autotrasporto merci per conto terzi che si trovano in regime di contabilità semplificata (con ricavi non superiori a 400.000,00 euro) o in contabilità ordinaria per scelta, pur potendo avvalersi della semplificata. Queste detrazioni spettano altresì alle cooperative e alle società di persone (s.n.c. e s.a.s.) per i viaggi svolti dai loro soci. Ricordiamo inoltre che le imprese in contabilità semplificata dovranno indicare gli importi relativi nel rigo

TIR risponde ai vostri dubbi in materia di normativa fiscale ed amministrativa. Scrivete a redazione@rivistatir.it oppure TIR, Via Tevere 44 - 00198 Roma

Credito d’imposta Sono un autotrasportatore che, per la forte crisi del settore, sta valutando l’ipotesi di chiudere l’azienda. Poiché vanto un credito d’imposta per il caro petrolio relativo al quarto trimestre dello scorso anno, volevo sapere se chiudendo l’azienda lo perdo o se invece posso recuperarlo. Andrea Ceccone Milano Lei ha due possibilità. Potrà, entro la fine di quest’anno, utilizzare il credito in compensazione con eventuali debiti fiscali e/o contributivi. Oppure, richiedere il rimborso in denaro, dell’eventuale eccedenza, entro il prossimo 30 giugno del 2016. Durc irregolare Sono un autotrasportatore che lavora spesso per conto della pubblica amministrazione che, pagando con notevole ritardo, mi costringe a chiedere un’anticipazione del credito alle banche. Per questo

RG22, colonna 4 del modello Unico 2014 mentre quelle in contabilità ordinaria nel rigo RF 55, codice 99. Alle imprese di autotrasporto spetta anche un’ulteriore deduzione forfettaria annua di 154,94 euro per ciascun motoveicolo e autoveicolo utilizzato nell’attività, avente massa complessiva a pieno carico non superiore a 3.500 chilogrammi. Di questa agevolazione non possono però beneficiare le imprese in contabilità ordinaria per opzione o per obbligo. Inoltre, questa deduzione è cumulabile con quella forfettaria e spetta sui veicoli effettivamente posseduti, anche a titolo diverso dalla proprietà. E sempre per le imprese di trasporto, resta confermata la deducibilità integrale dal reddito della spesa relativa all’acquisto (ammortamenti, leasing, ecc.) e all’utilizzo dei telefonini installati a bordo dei veicoli adibiti al trasporto di cose. La deduzione integrale è concessa per un solo impianto telefonico.

motivo ho avuto delle difficoltà a pagare i contributi dovuti all’Inps. Il mio Durc è quindi irregolare. Cosa posso fare per regolarizzare la mia posizione? Michele Dall’Ara Genova Quando dal Durc (attestato di regolarità contributiva) emerge una situazione di irregolarità e l’impresa cede il proprio credito certificato a una banca o a una società finanziaria, l’imprenditore deve sottoscrivere, contestualmente alla cessione o all’anticipazione, un’apposita delega all’istituto bancario affinchè provveda a pagare il suo debito contributivo. La banca, a sua volta, accrediterà all’impresa l’eventuale residuo del credito ceduto. Pagamenti Inps Sono un autotrasportatore artigiano che lo scorso novembre ha regolarmente pagato la rata dei contributi previdenziali. Tuttavia, da un controllo effettuato sul sito dell’Inps, nel “cassetto previdenziale”, ho rinvenuto un avviso

bonario di pagamento per quella rata. Cosa devo fare? Franco Sette Torino In caso di regolare pagamento, potrà comunicare gli estremi del versamento indicati nel modello F24, chiamando il call center dell’Inps al numero 803164 (da telefono fisso) oppure al numero 06164164 (da telefono da mobile). Tardiva comunicazione Agenzia Entrate Ho effettuato dei lavori di riqualificazione energetica su un immobile in cui esercito l’attività di autotrasporto. Lo scorso 31 marzo ho dimenticato di inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate. É vero che perderò il diritto alla detrazione del 65%? Angelo Panebianco Palermo No, l’omessa o tardiva comunicazione non pregiudica la detrazione. Rischia però una sanzione di 258 euro.

In arrivo semplificazioni per rateizzare il carico fiscale Buone notizie per chi ha debiti col Fisco. Con la nuova delega, il Governo avrà un anno di tempo per semplificare gli adempimenti amministrativi e patrimoniali a carico di chi vuole accedere alla rateizzazione dei debiti tributari. Tra l’altro, l’Esecutivo dovrà prevedere che ritardi di piccola durata nel versamento di una rata, o eventuali errori di entità limitata, non dovranno comportare l’automatica decadenza dal beneficio della rateazione. Intanto, coloro che, per la grave crisi economica e finanziaria, non sono in grado di far fronte al pagamento dei tributi in un’unica soluzione, possono beneficiare della rateazione, a determinate condizioni, fino a 120 rate. La domanda di rateazione, comprensiva della documentazione necessaria e della copia del documento di riconoscimento, si può presentare tramite raccomandata a/r oppure a mano presso uno degli sportelli dell’agente della riscossione competente per territorio o anche presso quelli specificati negli atti inviati da Equitalia. I modelli sono disponibili gratuitamente su Internet all’indirizzo www.equitalia.it.

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Lavoro

di Mariangela Pagano

crementato di 10 volte l’importo delle sanzioni, la legge di conversione ne ha ridotto l’entità limitandosi a raddoppiarle. Il nuovo apparato sanzionatorio si applica alle violazioni commesse a far data dal 24 dicembre 2013, così come espressamente chiarito dal ministero del Lavoro con la sua recente circolare del 4 marzo 2014, n. 5. Durata media dell’orario di lavoro settimanale Qualora, per ogni periodo di sette giorni, da calcolarsi su

che per quelle attinenti al riposo settimanale, qualora si riferiscano a più di cinque lavoratori ovvero si siano verificate in almeno tre periodi di riferimento, la sanzione applicabile è incrementata andando da 800 a 3.000 euro; qualora si riferisca a più di dieci lavoratori o sia compiuta in almeno cinque periodi di riferimento, la sanzione amministrativa è ulteriormente elevata sino ad arrivare da un minimo di 2.000 ad un massimo di 10.000 euro, ed in tale ipotesi non è consentito

Maxisanzione per il lavoro “nero” La legge n. 9/2014 si occupa anche delle sanzioni connesse all’utilizzo di lavoratori in “nero”, nonché delle ipotesi in cui è contemplata la possibilità di procedere alla sospensione dell’attività imprenditoriale. L’importo della “maxi sanzione”, connessa all’impiego di lavoratori “in nero”, è stato aumentato del 30%, oscillando ora tra 1.950 e 15.600 euro, maggiorato di 195 euro per ogni giornata di lavoro effettivo. Elevata

il pagamento della sanzione in misura ridotta.

anche la cosiddetta “mini maxi sanzione”, che va ora da 1.300 a 10.400 euro, maggiorata di 39 euro per ogni giornata di lavoro effettivo, applicabile nei confronti di un datore di lavoro che ha tenuto “in nero” in precedenza un lavoratore risultato “regolare” al momento dell’accesso ispettivo. Per quanto riguarda il momento temporale in cui sono entrate in vigore le novità, il ministero del Lavoro precisa che: a) per le violazioni commesse prima dell'entrata in vigore del D.L. n. 145/2013 (cioè prima del 24 dicembre 2013) si applicherà la pregressa disciplina, sia per quanto concerne gli importi sanzionatori sia per quanto concerne l'applicazione della procedura di diffida; b) in relazione alle violazioni

Lavoro in nero e rispetto degli orari: le nuove sanzioni Una legge del 21 febbraio ha rivisto l’importo delle multe che si applicano per le violazioni commesse dopo il 24 dicembre 2013. La materia interessa solo il personale non viaggiante

L

a legge 21 febbraio 2014, n. 9 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 43, ha messo una “toppa” all’incremento considerevole degli importi delle sanzioni per le violazioni connesse alla materia dell’orario di lavoro, effettuato ad opera del decreto legge n. 145/2013, meglio noto come decreto Destinazione Italia. Occorre evidenziare che la materia interessa esclusivamente il personale non viaggiante (quindi gli autisti sono esclusi), in quanto le sanzioni per le violazioni alla durata massima settimanale dell’orario di lavoro, alla normativa sui riposi giornalieri e settimanali ritrovano la loro fonte nel decreto legislativo n. 66/2003. Rispetto alle previsioni contenute nel decreto Destinazione Italia, che aveva in34 TIR170-2014

un arco temporale di 6 mesi, la media dell’orario di lavoro settimanale superi le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario, è prevista una sanzione che va da 200 a 1.500 euro. Riposo settimanale Nel caso in cui il datore di lavoro non faccia fruire al lavoratore, su un periodo di 7 giorni, un riposo di almeno 24 ore consecutive, da cumularsi con le ore di riposo giornaliero (pari a 11 ore), può incorrere in una sanzione che oscilla da 200 a 1.500 euro. Il periodo di riposo consecutivo, da fruire di regola in coincidenza della domenica, va considerato come media su un periodo non superiore a 14 giorni. Sia per le violazioni connesse alla durata dell’orario di lavoro

Riposo giornaliero Nell’ipotesi in cui il lavoratore non goda di almeno 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, è prevista una sanzione che va da 100 a 300 euro. Anche in tal caso, qualora la violazione riguardi più di cinque lavoratori o si sia verificata in almeno tre periodi di 24 ore, la sanzione è incrementata e oscilla da 600 a 2.000 euro e qualora il numero dei lavoratori coinvolti sia maggiore di dieci o si è verificata in almeno cinque periodi di 24 ore, la sanzione arriva sino ad un massimo di 3.000 euro non essendo consentito, in quest’ultimo caso, il pagamento in misura ridotta.


commesse a far data dall'entrata in vigore del D.L. n. 145/2013 e sino al giorno antecedente alla data di entrata in vigore della legge di conversione n. 9/2014 (cioè dal 24 dicembre 2013 e sino al 21 febbraio 2014 compreso), si applicheranno le sanzioni amministrative incrementate del 30%, nonché varrà ancora la procedura di diffida; c) in relazione alle violazioni commesse a far data dall'entrata in vigore della L. n. 9/2014 (ossia a far data dal 22 febbraio scorso), si applicheranno le sanzioni amministrative aumentate del 30% ed è stata esclusa la possibilità di avvalersi della procedura di diffida. Revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale L’importo delle somme aggiuntive, da versare per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, che può essere disposta quando il numero dei lavoratori “in nero” sia pari o superiore al 20% dei lavoratori occupati ovvero in caso di gravi e reiterate violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro, è stato incrementato del 30% (sanzioni da 1.950 a 3.250 euro). Tali nuovi importi trovano applicazione in relazione alle richieste di revoca del provvedimento effettuate dal 24 dicembre scorso, anche se riferite a condotte poste in essere prima di tale data.

Reimpiego di lavoratori licenziati: ecco gli incentivi I datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto lavoratori licenziati nei 12 mesi precedenti possono essere ammessi ad un beneficio mensile di 190 euro

L’

Inps, con la circolare n. 32 del 13 marzo 2014, ha sbloccato l’operatività degli sgravi in favore dei datori di lavoro che nel 2013 hanno assunto lavoratori (anche part time e a scopo di somministrazione), i quali, nei dodici mesi precedenti l’assunzione, siano stati licenziati da imprese che occupano anche meno di quindici dipendenti, per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. Questo beneficio economico sostituisce la misura non più prorogata dal 2013, che riconosceva la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende fino

a quindici dipendenti, e i conseguenti sgravi contributivi a favore delle aziende per tali assunzioni. Il nuovo beneficio economico vale per le assunzioni, le proroghe e le trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel 2013, così come previsto dal decreto direttoriale del ministero del Lavoro del 3 giugno 2013. Il beneficio L’incentivo consiste nel riconoscimento di una somma fissa mensile di 190 euro, da riproporzionarsi in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale e in ragione della data del mese in cui è avvenuta l’assunzione/trasformazione, per la durata di 6 mesi per

i contratti a termine e 12 mesi per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. In caso di rapporto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi, il bonus spetta per una misura e durata proporzionalmente ridotte. Per accedere al beneficio, l’azienda deve inoltrare all’Inps una specifica istanza, da presentarsi esclusivamente per via telematica, a pena di decadenza, entro l’11 aprile 2014. Successivamente i datori di lavoro riceveranno una specifica comunicazione, con l’indicazione dell’importo complessivo spettante e delle quote di ripartizione mensile; le aziende ammesse al beneficio potranno recuperare la somma spettante mediante conguaglio o compensazione con i contributi dovuti. La misura è finanziata entro il limite di 20 milioni di euro e, pertanto, in caso di insufficienza delle risorse, l’ordine di priorità è rappresentato dalla data di assunzione, proroga o trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il beneficio è inoltre subordinato al rispetto delle condizioni di regolarità contributiva (Durc), degli obblighi di sicurezza sul lavoro, al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. I benefici sono subordinati anche alla normativa sugli aiuti d’importanza minore, nonché alla circostanza che il datore di lavoro non sia un’impresa in difficoltà, secondo le definizioni dettate dal Regolamento Comunitario n. 800/2008.

Jobs act: modifiche per contratti a termine e apprendistato Il Governo Renzi, lo scorso 20 marzo, ha varato il suo primo provvedimento in materia di lavoro, noto come Jobs act, che si propone di prevedere delle disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Il decreto legge 20 marzo 2014, n. 34, entrato in vigore il 21 marzo 2014, tocca principalmente la normativa dei contratti a termine e quella dell’apprendistato. In tema di contratto a tempo determinato, la novità più importante riguarda l’allungamento dagli attuali 12 a 36 mesi del regime della “acausalità”, esteso anche ai contratti somministrazione lavoro (interinali). Infatti, il sistema delle causali giustificatrici, necessarie da indicare per ricorrere a tali tipologie contrattuali è

ora abrogato. Resta ferma la durata massima del contratto a termine fissata in 36 mesi e, nell’ambito di questo periodo, il contratto potrà essere prorogato non più solo una volta, bensì 8, solo in caso di mansioni analoghe. A fonte di questa elasticità, tuttavia, è stata inserita una rigidità dettata dall’individuazione di un tetto, non superiore al 20%, del rapporto tra contratti a termine e contratti a tempo indeterminato (per le imprese fino a cinque dipendenti è possibile sempre stipulare un contratto a tempo determinato). In tema di apprendistato, gli alleggerimenti più significativi riguardano la non più obbligatorietà di formulare per iscritto il piano formativo contenente le competenze che dovrà acquisire il lavoratore a seguito del percorso

di apprendistato professionalizzante. Inoltre, cade il vincolo di confermare in servizio una certa percentuale di apprendisti, al fine di procedere a nuove assunzioni in apprendistato. Da ultimo viene eliminato l’obbligo per le imprese di ricorrere alla cosiddetta offerta formativa pubblica regionale finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali. Riteniamo importante sottolineare che è già in fase di avvio l’iter di conversione in legge del decreto e che durante lo stesso potrebbero esservi degli aggiustamenti e pertanto in tale fase si consiglia cautela nell’applicazione delle nuove disposizioni, anche in virtù di comprendere meglio le interferenze tra tali norme con quelle contenute nel CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.


Normative

di Fabrizio Serafini

circolare del 17 dicembre 2013, ora abrogata dalla nota in commento), il ministero è tornato su questo tema dopo alcune problematiche riscontrate nella prima fase applicativa, fornendo nuove delucidazioni: Casi in cui non si applicano le nuove regole In aggiunta all’ipotesi prevista dal D.D. del 15 novembre 2013 (richiesta di rinnovo della patente fatta prima di 4 mesi dalla scadenza), la nuova circolare ministeriale ne

Rinnovo patente di guida: nuovi chiarimenti Il ministero dei Trasporti ha previsto altre ipotesi in cui non si possono applicare le nuove regole: ad esempio la procedura non è utilizzabile se patente e CQC scadono contestualmente

P

roseguono i chiarimenti del ministero dei Trasporti sulla nuova procedura di rinnovo delle patenti di guida, operativa ormai dallo scorso 9 gennaio. Ricordiamo che i passaggi fondamentali sono costituiti: - dal rilascio, all’esito positivo della visita medica di controllo, da parte del medico che l’ha eseguita (o del presidente della commissione medica, quando è competente quest’ultima) di una ricevuta che, in attesa di ricevere il duplicato della patente, consente all’interessato di guidare in Italia per un massimo di 60 giorni; - dall’emissione del duplicato della patente da parte degli Uffici della Motorizzazione, che provvedono alla spedizione al domicilio dell’interessato tramite posta assicurata. Dopo i primi chiarimenti rilasciati nel 2013 (su tutti, segnaliamo la 36 TIR170-2014

ha previste altre in cui il rinnovo segue le precedenti regole (con la necessità, quindi, da parte dell’interessato di recarsi direttamente in Motorizzazione), una delle quali interessa da vicino il settore dell’autotrasporto: si tratta del rinnovo contestuale di patente e di formazione CQC, per cui la nuova procedura non è utilizzabile quando, ad esempio, la patente e la CQC scadano nello stesso periodo. Tra le altre ipotesi previste, segnaliamo anche i rinnovi di validità di patenti smarrite, sottratte, distrutte per le quali è obbligatorio presentare denuncia presso gli organi competenti. Operazioni preliminari alla conferma di validità della patente in via telematica Il ministero ha chiarito che, prima di procedere al rinnovo della patente in via telematica, occorre verificare se la nuova procedura sia o meno

utilizzabile; questa verifica può essere eseguita anche dagli studi di consulenza automobilistica e dalle autoscuole, in qualità di soggetti autorizzati all’accesso nel sistema informatico della Motorizzazione. Conferma della validità della patente in via telematica Si tratta di un’operazione che, a differenza della precedente, compete esclusivamente al medico (o alla commissione medica locale), incluso l’inserimento dei dati dell’estratto della relazione medica e l’invio al CED del ministero dei Trasporti. Ad invio avvenuto, il sistema informatico genera la ricevuta dell’avvenuta conferma di validità della patente che è stampata e consegnata immediatamente all’interessato, il quale, prima di ritirarla, deve verificare se i dati riportati sono corretti, visto che gli stessi saranno indicati anche sulla nuova patente. Il rinnovo telematico si applica anche alle patenti ritirate dagli agenti di Polizia, in quanto scadute di validità, e a quelle rilasciate da altri Stati della Ue e riconosciute in Italia. Esito negativo della verifica preliminare Quando la verifica preliminare dia esito negativo, non è possibile procedere al rinnovo telematico. Tuttavia, se questo esito è stato causato da una discordanza tra i dati presenti nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e quelli riportati sulla patente da rinnovare, il medico può procedere alla visita di controllo; a quel punto, in caso di esito positivo, il medico redige un estratto (non in bollo) della relazione medica che l’interessato, a sua volta, consegnerà all’Ufficio provinciale della Motorizzazione per ottenere il duplicato della patente. Diritti e tariffe Al momento di procedere al rinnovo telematico della patente, i medici sono chiamati a verificare se il richiedente ha eseguito i versamenti richiesti. Pertanto, in quella sede occorre esibire: - l’attestazione di versamento della tariffa di cui al punto 4 del decreto del ministro delle Finanze del 20.8.1992, sul c.c.p. n. 4028, attualmente di 16 euro a titolo di imposta di bollo sul duplicato della patente;

- l’attestazione di versamento a titolo di diritti di Motorizzazione di cui al punto 2, tabella 3 della legge 870/1986 sul c.c.p. 9001, pari a 9,00 euro. Modalità di recapito/consegna all’indirizzo di residenza La nuova patente è emessa il giorno lavorativo successivo all’acquisizione sul sistema informatico della conferma di validità e viene inviata al domicilio dell’interessato, a sue spese, tramite posta assicurata. La circolare prevede che, in caso di assenza del destinatario al primo tentativo di consegna, l’addetto al recapito lo informi del tentativo andato a vuoto lasciando un avviso di mancata consegna nella sua cassetta postale, con il quale viene invitato a contattare il contact center di Poste italiane (numero 803160) per concordare un nuovo recapito. Se ciò non avviene, trascorsi 10 giorni naturali e consecutivi dal primo recapito andato a vuoto, si procederà ad un secondo tentativo e, in caso di nuovo insuccesso, la patente viene depositata presso l’ufficio postale di riferimento, dove resterà in giacenza per 60 giorni naturali e consecutivi dalla data del secondo recapito, dopodiché il documento sarà restituito all’U.C.O. per l’annullamento e la conseguente distruzione. Recapito al cittadino di patente non conforme Quando il medico accertatore trascriva erroneamente i codici unionali o nazionali o la data di scadenza, e questi dati errati fossero riportati sulla nuova patente, il titolare deve richiedere un nuovo duplicato all’Ufficio della Motorizzazione, allegando all’istanza l’attestazione di versamento su c.c.p. 4028 relativa all’imposta di bollo, l’attestazione di versamento su c.c.p. 9001 relativa al duplicato della patente ed un certificato, non in bollo, del medico accertatore con i dati corretti.


Normative

strazione (art.34). - le modifiche delle esenzioni al Regolamento 561/2006 sui tempi di guida e di riposo, rispetto alle quali: a) è stata introdotta una nuova lettera (a bis), dopo la lettera a) del regolamento 561/2006, che esenta dalle disposizioni del Regolamento, senza che occorrano atti di recepimento da parte dello Stato membro, i “veicoli o combinazioni di veicoli di massa massima autorizzata non superiore a 7,5 tonnellate, impiegati per

Frodi e manomissioni più difficili La novità più importante del Regolamento 165/2014 è l’introduzione di una nuova generazione di tachigrafi intelligenti, che dovrebbe rendere più difficili le frodi e le manomissioni dell’apparecchio e migliorare le operazioni di controllo. I nuovi apparecchi saranno infatti dotati di un sistema di navigazione sa-

il trasporto di materiali, attrezzature o macchinari necessari al conducente per l’esercizio della sua professione e che sono utilizzati esclusivamente entro un raggio di cento Km dal luogo dove si trovi l’impresa e a condizione che la guida del veicolo non costituisca l’attività principale dell’impresa”; b) è stato portato a 100 Km (dai 50 attuali) il raggio di operatività delle esenzioni previste dall’art. 13 del Regolamento 561/2006 (ovvero quelle che gli Stati hanno facoltà di recepire o meno). Tenuto conto che l’Italia, con il D.M. 20.6.2007, ha recepito soltanto alcune di queste esenzioni, questa novità interesserà soltanto la deroga per i veicoli di massa non superio-

tellitare, di una funzione di comunicazione in remoto per il controllo selettivo e di un’interfaccia con i sistemi di trasporti intelligenti, grazie ai quali: - registreranno in automatico l’ubicazione del veicolo all’inizio del periodo lavorativo, ogni 3 ore di guida e al termine della giornata lavorativa; - potranno comunicare in remoto, alle forze di Polizia, a loro volta dotate di specifiche apparecchiature, una serie di gravi anomalie di funzionamento per rendere più selettivo il controllo su strada. Tra queste anomalie sono comprese la guida in assenza di una carta valida, l’errore dei dati di movimento, l’inserimento della carta durante la guida, le informazioni relative

re alle 7,5 Ton, impiegati dai fornitori di servizi universali postali.

Tachigrafo digitale: le nuove regole europee L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è stata prevista tra due anni, dal 2 marzo 2016, tranne per alcuni articoli specifici che saranno efficaci dal 2 marzo 2015

N

uove regole sul cronotachigrafo, anche se non da subito. É questo l’effetto della pubblicazione del nuovo Regolamento europeo n. 165 del 4 febbraio 2014 (in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L60 del 28 febbraio scorso), destinato a sostituirsi al Regolamento CEE 3821/1985 e successive modifiche. In linea generale, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni è stata prevista tra due anni (dal 2 marzo 2016), tranne per alcuni articoli (24, 34 e 45) che saranno efficaci dal 2 marzo 2015. Questi articoli riguardano: - l’autorizzazione degli Stati membri agli installatori, alle officine e ai costruttori dei veicoli (art. 24); - l’utilizzo della carta del conducente e dei fogli di regi-

TIR170-2014 37


38 TIR170-2014

Normative

Normative

tachigrafi. Altro aspetto molto delicato previsto dal nuovo Regolamento è quello della responsabilità dell’impresa di autotrasporto per le violazioni in maI teria di cronotachinuovi tachigrafi grafo e di tempi intelligenti di guida e di rirenderanno più difficili poso. Da un frodi e manomissioni lato, infatti, dell’apparecchio l’art.33.1 del e miglioreranno Regolamento le operazioni obbliga le imdi controllo prese di autotrasporto a svolgere una formazione iniziale e periodica dei propri conducenti sul corretto utilizzo del cronotachigrafo (sia analogico sia digitale), con il divieto di riconoscere alla agli stessi qualsiasi incentivo regolaziovolto a incoraggiare un uso ne dell’ora e la velocità regiimproprio dell’apparecchiastrata dal tachigrafo. Va dettura; dall’altro, offre agli Stato che questa forma di conti membri di poter circoscritrollo ha il solo scopo di aiuvere la responsabilità delle tare le forze di Polizia nella seimprese di autotrasporto alla lezione dei veicoli da fermare, violazione degli obblighi fortenuto conto che per elevare mativi prima visti o di quelli l’infrazione sarà comunque in materia di tempi di guida necessario bloccare il mezzo e di riposo, stabiliti dall’art. per cercare gli opportuni ri10.1 e 10.2 del Regolamenscontri. to 561/2006. Di conseguenza, il Regolamento introduce Tempistica per la prima volta uno struPer l’entrata in vigore dei mento concreto affinché le nuovi sistemi intelligenti è stata imprese, diversamente da prevista una tempistica a parte, quanto accade oggi (vedi art. proprio per consentire a tutti i 174, comma 14 CdS) non soggetti coinvolti di predisporvengano più considerate rere con calma gli interventi nesponsabili in via oggettiva cessari. Più precisamente, il Re(quindi, senza possibilità di golamento ha previsto questi provare il contrario) per le inpassaggi: frazioni sul cronotachigrafo e - l’attuazione pratica delle disui tempi di guida e di riposposizioni sui tachigrafi inso commesse dai propri autelligenti e sul controllo da retisti. moto, è stata demandata dalInfine, tra gli altri aspetti lel’art. 11 alla Commissione gati al nuovo RegolamenUe che, a tal fine, dovrà adotto, segnaliamo: tare delle norme dettagliate - l’obbligo di montare i nuoattraverso atti di esecuzione; vi tachigrafi sui veicoli che - i nuovi tachigrafi intelligenti effettuino trasporti interdiventeranno obbligatori sui nazionali, trascorsi 15 anni veicoli immatricolati, per la prida quando sono diventati ma volta, trascorsi 36 mesi da obbligatori sui mezzi di quando saranno in vigore gli nuova immatricolazione; atti di esecuzione della Com- per i dipendenti di imprese missione Ue (art. 8.1 del Redi autotrasporto che non golamento 165/2014); risiedano normalmente in - gli Stati membri dovranno uno Stato della Ue o dello dotare le forze di Polizia See, la possibilità per gli delle apparecchiature per i Stati membri di rilasciare controlli da remoto, al più una carta del conducente tardi, trascorsi 15 anni dalnon rinnovabile, valida non l’obbligatorietà dei nuovi più di 185 giorni.

Commissione europea: due ipotesi sui costi minimi Adesso si attende il pronunciamento della Corte di Giustizia comunitaria che dovrebbe tenere la prima udienza il 7 aprile

N

ovità sul fronte dei costi minimi di sicurezza. La Commissione europea, come richiesto dalla Corte di Giustizia, ha espresso il proprio parere sulla questione, fornendo due ipotesi alternative. Negli ultimi giorni del 2011, le maggiori Confederazioni, quali Confindustria, Confitarma e Confetra, insieme a numerose associazioni delle imprese committenti dei servizi di trasporto (Aitec, Anfia, Assocarta, Assovetro, Eni, Federacciai, Federalimentari, Federchimica ed altre), presentarono un ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento del provvedimento dell’Osservatorio del 2 novembre 2011 che, ai sensi dell’articolo 83-bis del decreto legge 112/2008, come convertito con la legge 133/2008, fissava i co-

sti minimi di esercizio da applicare ai servizi di autotrasporto di merci su strada. Con quel ricorso chiesero anche al TAR di sospendere immediatamente il provvedimento e di rinviare la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, per verificare la compatibilità della normativa nazionale sui costi minimi rispetto alle disposizioni comunitarie sulla libertà di concorrenza e sulla libera prestazione dei servizi. Il TAR del Lazio, prima di entrare nel merito della questione sollevata (che al momento in cui scriviamo deve ancora affrontare), respinse la richiesta di sospensiva della delibera dell’Osservatorio sui costi minimi, con ordinanza del 25 ottobre 2012, motivando espressamente il pro-


prio diniego in quanto “il pregiudizio lamentato dai ricorrenti non è tale da giustificare l’adozione della richiesta misura cautelare, a fronte della dichiarata finalizzazione dei provvedimenti impugnati alla salvaguardia del prevalente interesse generale alla sicurezza nel settore dell’autotrasporto”. Le richieste del TAR alla Corte Ue Accogliendo in parte il ricorso presentato, il TAR del Lazio rinviava peraltro la questione

settore o, in subordine, ad organismi caratterizzati da una presenza di soggetti rappresentativi degli operatori economici privati di settore. Considerata la complessità delle richieste fatte dal TAR e la natura degli interessi coinvolti, la Corte di Giustizia comunitaria ha chiesto parere alla Commissione europea, prima di pronunciarsi con propria sentenza. Nel frattempo, va sottolineato che dal 2012 (momento in cui è stato fatto il rinvio alla corte di Giustizia) ad oggi la normativa

dopo aver delineato la normativa comunitaria e quella italiana sulla prestazione dei servizi di autotrasporto e sulle regole per la sicurezza stradale, ha suggerito alla Corte di Giustizia di rispondere ai quesiti del TAR del Lazio in uno dei due seguenti modi (in alternativa uno rispetto all’altro): 1) il combi-

A rinviare la questione sulla compatibilità della disciplina italiana sui costi minimi di esercizio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stato il TAR del Lazio

sulla compatibilità della disciplina italiana sui costi minimi di esercizio alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Nell’ordinanza di rinvio il TAR chiedeva sinteticamente se: a) la tutela della libertà di concorrenza, della libera circolazione delle imprese, della libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi di cui al Trattato Ue sia compatibile con la normativa sui costi minimi di esercizio; b) a quali condizioni siano giustificabili eventuali limitazioni dei principi citati con l’obiettivo di salvaguardare l’interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale; c) la determinazione dei costi minimi di esercizio può essere rimessa agli accordi volontari di

sui costi minimi, che si incentra nel ricordato articolo 83-bis, è stata più volte modificata (cfr. D.L. 95/2012 convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135; legge 27 dicembre 2013, n. 147) per cui la competenza a determinare i costi minimi non è più dell’Osservatorio (organismo abolito ad agosto 2012, insieme alla Consulta dell’autotrasporto dove era incardinato), ma dello stesso ministero Infrastrutture e Trasporti, per cui parte dei quesiti rivolti alla Corte comunitaria sembrano essere superati. Le osservazioni della Commissione europea La Commissione europea ha reso ora le proprie osservazioni alla Corte di Giustizia. In proposito la Commissione,

nato disposto degli articoli 101 TFUE e 4 paragrafo 3 TUE deve essere interpretato nel senso che può ricadere nel suo campo di applicazione la determinazione dei costi minimi da parte di un ente quale l’Osservatorio in virtù dell’articolo 83-bis del decreto 112 del 2008, a meno che i) l’enunciazione di criteri da parte della legge sia sufficientemente precisa per garantire che i rappresentanti dei vettori e dei committenti perseguano effettivamente gli interessi pubblici prefissati e ii) sussistano in capo ad un ente pubblico quale il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un controllo ed un potere di decisione in ultima istanza; 2) l’articolo 49 TFUE osta ad una normativa quale quella stabilita dall’articolo 83-bis del decreto 112/2008 nella misura in cui essa impone in sostanza una tariffa minima per il corrispettivo delle attività di autotrasporto di merci per conto di terzi, a meno che non ne sia accertata la proporzionalità al fine di perseguire motivi imperativi di interesse generale quali la sicurezza stradale e la qualità dei servizi. Sulla base del parere della Commissione, dovrà ora pronunciarsi la Corte di Giustizia comunitaria.

Il 7 aprile l’udienza della Corte Nel momento in cui andiamo in stampa con questo numero di Tir è uscita la notizia che il 7 aprile si svolgerà la prima udienza della Corte di Giustizia europea sulla legittimità dei costi minimi dell'autotrasporto e sulla loro compatibilità con la normativa comunitaria. La Corte dovrà stabilire se la tutela della libertà di concorrenza, della libera circolazione delle imprese, della libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi, fissata dai trattati europei, sia compatibili con le disposizioni nazionali degli Stati membri dell'Unione europea in materia di costi minimi di esercizio. La prima udienza vedrà la presentazione scritta dei documenti al giudice. Successivamente, ci sarà una seconda udienza, in cui si svolgeranno il dibattito fra i legali delle parti e le conclusioni dell'avvocato generale. Infine, ci sarà la sentenza della Corte, che sarà letta in un'udienza pubblica finale.

TIR170-2014 39


Costi minimi

Costi minimi di sicurezza

Trascorsi 60 giorni dall’emissione della fattura, il vettore ha diritto a chiedere il pagamento degli interessi moratori, con un tasso che per il primo semestre del 2014 è pari all’8,25% La regolamentazione sui tempi di pagamento delle fatture di trasporto è stata introdotta con l’art. 83-bis della legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha fissato i termini di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada, in 30 giorni dalla data di emissione della fattura da parte del creditore, salvo diversa pattuizione scritta fra le parti, in applicazione del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Con l’approvazione della legge 127/2010 il legislatore ha poi precisato quali sono i termini entro i quali il committente del trasporto, se non vuole incorrere nel pagamento degli interessi e delle sanzioni, è tenuto a pagare il corrispettivo. I commi 12 e 13 dell’art. 83-bis sono stati sostituiti dai seguenti: “12. Ferma restando l’applicazione delle disposizioni di cui al decreto

legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, il termine di pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada non può, comunque, essere superiore a sessanta giorni, decorrenti dalla data di emissione della fattura da parte del creditore, che deve avvenire entro e non oltre la fine del mese in cui si sono svolte le relative prestazioni di trasporto. É esclusa qualsiasi diversa pattuizione tra le parti, scritta o verbale, che non sia basata su accordi volontari di settore, conclusi tra organizzazioni associative di vettori rappresentati nella Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica, di cui al comma 16, e organizzazioni associative dei committenti”;

tori della filiera, diversi dai vettori, che partecipano al servizio di trasporto di merci su strada”.

Le nuove tabelle integrali

Le novità della legge 127/2010 Il legislatore ha quindi previsto che, trascorsi 60 giorni dall’emissione della fattura, il vettore ha diritto a chiedere il pagamento degli interessi moratori. E qui troviamo la prima novità: infatti viene abbandonata la previsione del pagamento degli interessi cosiddetti legali per assumere, in loro vece, il saggio di interesse fissato dall’art. 5 del decreto legislativo 231/2002 avente ad oggetto: “Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni “13. In caso di mancato rispet- commerciali”. to del termine di cui al comma 12, il creditore ha diritto alla corresponsione L’art. 5 recita infatti che: “Salvo didegli interessi moratori di cui all’artico- verso accordo tra le parti, il saggio lo 5 del decreto legislativo 9 ottobre degli interessi, ai fini del presente de2002, n. 231. creto, è determinato in misura pari al Ove il pagamento del corrispettivo saggio d’interesse del principale struavvenga oltre il novantesimo giorno mento di rifinanziamento della Banca dalla data di emissione della fattura, centrale europea applicato alla sua più oltre agli interessi moratori, al commit- recente operazione di rifinanziamento tente debitore si applicano le sanzioni principale effettuata il primo giorno di di cui al comma 14”; calendario del semestre in questione, maggiorato di otto punti percentuali. Il “13-bis. Le disposizioni di cui ai saggio di riferimento in vigore il primo commi 12 e 13 si applicano anche giorno lavorativo della Banca centrale alle prestazioni fatturate dagli opera- europea del semestre in questione si

fino a 3,5 t. km costo km incidenza carburante %

In base a quanto stabilito dal decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2013, la misura del saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile è fissata all’1,0% in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2014, mentre l’ammontare degli interessi dovuti al vettore nel caso di pagamenti effettuati oltre i 60 giorni dalla data della fattura per effetto della norma di cui sopra, per il primo semestre del 2014, è pari all’8,25%. A stabilirlo, questa volta, è un comunicato del ministro dell’Economia, pubblicato sulla Gazzetta n. 51 del 3 marzo 2014, nel quale si afferma: “Ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo n. 231/2012, come modificato dalla lettera e) comma 1 dell’art. 1 del decreto legislativo 192/2012, si comunica che per il periodo 1° gennaio-3° giugno 2014 il tasso di riferimento è pari allo 0,25% (equivalente a quello del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea – NdR)“. Quelle che seguono sono una sintesi delle tabelle approvate dalla Direzione Generale per il Trasporto Stradale del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

da 7,5 a 11,5 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,616 21,777

applica per i successivi sei mesi”.

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,668 20,102

0,751 17,859

0,842 15,940

1,027 13,072

costo km incidenza carburante %

0,907 22,623

1,048 19,579

1,154 17,775

1,383 14,833

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,556 0,638 incidenza carburante 24,126 21,048

0,701 19,131

0,762 17,614

0,937 14,328

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,744 0,807 incidenza carburante 27,560 25,428

0,928 22,112

1,024 20,032

1,233 16,638

da 3,5 a 7,5 t. km costo km incidenza carburante %

da 11,5 a 26 t.

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

0,826 23,217

0,958 20,020

1,039 18,455

1,252 15,311

costo km incidenza carburante %

1,069 23,442

1,216 20,622

1,325 18,912

1,593 15,740

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,668 0,736 incidenza carburante 28,717 26,057

0,858 22,355

0,929 20,641

1,112 17,238

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 0,872 0,939 incidenza carburante 28,751 26,686

1,076 23,306

1,175 21,326

1,423 17,621

40 TIR170-2014

0,748 25,644

0,834 24,586

0,992 25,273


Costi di sicurezzafebbraio2014

Il costo chilometrico è dato dalla somma di voci quali: costo di acquisto del veicolo, manutenzioni, costo km del lavoro, costo km delle assicurazioni, costo km di pneumatici, pedaggi, costo km del carburante, costi di organizzazione.

sup. a 26 Ton Trasporto collettame e messaggerie

superiore a 26 t. km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

1,318 28,522

1,634 23,013

1,797 20,929

1,927 19,508

costo km incidenza carburante %

1,232 30,514

1,383 27,193

1,496 25,133

1,776 21,176

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,088 1,168 incidenza carburante 34,559 32,185

1,444 26,041

1,597 23,551

1,717 21,893

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,018 1,092 incidenza carburante 36,935 34,425

1,233 30,502

1,326 28,356

1,576 23,865

costo km incidenza carburante %

1,228 30,619

superiore a 26 t. Trasporto cisternato alimentare km

1,148 32,752

sup. a 26 Ton, Trasporto in ATP km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,366 27,529

1,539 24,432

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,216 1,369 incidenza carburante 30,925 27,466

1,716 21,914

1,526 24,643

1,887 19,929

1,687 22,292

2,296 16,377

2,076 18,112

costo km incidenza carburante %

1,416 26,550

1,576 23,862

1,683 22,343

1,792 20,987

2,075 18,118

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,256 1,396 incidenza carburante 29,932 26,939

1,493 25,186

1,592 23,625

1,815 20,713

sup. a 26 Ton, cisterna per prodotti petroliferi sup. a 26 Ton Trasporto mangimi in cisterna km

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,309 28,719

1,475 25,488

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,159 1,305 incidenza carburante 32,435 28,808

1,627 23,110

1,437 26,165

1,765 21,301

1,565 24,023

2,216 16,964

1,966 19,121

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,492 0,252

1,679 0,224

1,792 0,210

2,199 0,171

2,536 0,148

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,322 1,489 incidenza carburante 0,284 0,252

1,592 0,236

1,979 0,190

2,266 0,166

sup. a 26 Ton con cassone ribaltabile sup. a 26 Ton Trasporto leganti idraulici sfusi in cisterna km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,319 28,501

1,485 25,317

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,169 1,315 incidenza carburante 32,157 28,589

1,637 22,968

1,447 25,984

1,775 21,181

1,575 23,870

2,226 16,888

km

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante %

1,281 29,354

1,477 25,457

1,541 24,397

1,789 21,015

2,419 15,543

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,131 1,317 incidenza carburante 33,247 28,549

1,371 27,421

1,599 23,512

2,149 17,496

1,976 19,024

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio Adr 1 km

sup. a 26 Ton Trasporto cisternato ADR km costo km incidenza carburante %

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 1,356 27,732

1,534 24,512

servizi di trasporto altra impresa iscritta all’Albo costo km 1,206 1,364 incidenza carburante 31,182 27,567

1,716 21,914

1,526 24,643

1,882 19,982

1,682 22,359

2,033 18,497

1,813 20,742

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150

costo km incidenza carburante

1,061 35,447

1,083 34,729

1,157 32,506

1,365 27,541

1,623 23,173

superiore a 26 t. Sola trazione semirimorchio1 km costo km incidenza carburante

oltre 500 351J500 251J350 151J250 101J150 0,913 41,202

0,976 38,518

1,079 34,842

1,265 29,731

1,493 25,189

1) che rientra nella disponibilità, ovvero nella proprietà del vettore-committente

TIR170-2014 41


Manifestazioni

Traspo Day di Caserta Dal 6 al 9 marzo, all’interno del Polo Fieristico A1 Expo di Pastorano, in provincia di Caserta, si è svolta la seconda edizione del Traspo Day, la Fiera dei Trasporti e della Logistica che si è sviluppata su un’area di 50.000 mq, di cui 15.000 coperti. Rispetto alla prima edizione, che si è svolta nel 2012, la manifestazione ha avuto un incremento del 25% degli espositori. A partecipare come visitatori, attratti dalle dimostrazioni, dai seminari, dai test drive, dagli spettacoli di intrattenimento e anche dall’immancabile proiezione del film “Tir”, vincitore del Marco Aurelio d’oro all’ultimo Festival internazionale del film di Roma, oltre 24mila persone. Tra le novità, la partecipazione di molti padroncini con i loro camion decorati.

42 TIR170-2014


È QUANDO TI SENTI PICCOLO CHE SAI DI ESSERE DIVENTATO GRANDE. A volte gli uomini riescono a creare qualcosa più grande di loro. Qualcosa che prima non c’era. È questo che noi intendiamo per innovazione ed è in questo che noi crediamo. Una visione che ci ha fatto investire nel cambiamento tecnologico sempre e solo con l’obiettivo di migliorare il valore di ogni nostra singola produzione. È questo pensiero che ci ha fatto acquistare per primi in Italia impianti come la rotativa Heidelberg M600 B24. O che oggi, per primi in Europa, ci ha fatto introdurre 2 rotative da 32 pagine Roto-Offset Komori, 64 pagine-versione duplex, così da poter soddisfare ancora più puntualmente ogni necessità di stampa di bassa, media e alta tiratura. Se crediamo nell’importanza dell’innovazione, infatti, è perché pensiamo che non ci siano piccole cose di poca importanza. L’etichetta di una lattina di pomodori pelati, quella di un cibo per gatti o quella di un’acqua minerale, un catalogo o un quotidiano, un magazine o un volantone con le offerte della settimana del supermercato, tutto va pensato in grande. È come conseguenza di questa visione che i nostri prodotti sono arrivati in 10 paesi nel mondo, che il livello di fidelizzazione dei nostri clienti è al 90% o che il nostro fatturato si è triplicato. Perché la grandezza è qualcosa che si crea guardando verso l’alto. Mai dall’alto in basso.


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