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PDF STAMPA Tir 293D

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#Trasporti #Innovazione #Rete

di Massimo De Donato

Direttore Responsabile

Il 22 maggio è una data importante per il mondo dell’autotrasporto italiano.

L’incontro con il Governo, che ha scongiurato un pericoloso fermo, ha messo al centro le questioni più urgenti per il settore ma ha soprattutto riconosciuto il ruolo chiave di questo comparto per il Paese.

Al di là dei risultati ottenuti, pure importanti, il ritorno a Palazzo Chigi - perché di ritorno si tratta come ricorderà chi questo mondo lo vive da qualche anno - rappresenta probabilmente il risultato politico più importante ottenuto dalla coalizione di associazioni presenti nel Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori. La presenza della premier Giorgia Meloni e di tutti i Ministri competenti, a partire da quello delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, che nelle settimane precedenti aveva spinto in tutti i modi verso questa soluzione, premia la compattezza delle associazioni nelle richieste al Governo e nel lavoro, spesso non facile, di chiarimento sulle problematiche del settore. Un incontro dal quale sono scaturite misure condivise, a ribadire un concetto fondamentale: il futuro dell’autotrasporto richiede un confronto costante, strutturato e costruttivo tra le istituzioni e chi questo settore lo vive ogni giorno. Ovviamente questo vale più che mai di fronte a una crisi come quella attuale legata al caro carburante, ma è vero anche come principio primario. Nessuna transizione, sia essa ecologica, digitale o normativa, può avere successo se imposta attraverso decisioni unilaterali, senza tenere conto della realtà operativa delle nostre imprese. Lo abbiamo constatato anche in merito ad alcune scelte fatte a Bruxelles, sulle quali si stanno ora operando necessari cambi di marcia.

Solo attraverso un tavolo di dialogo permanente e un ascolto reale delle associazioni di categoria è possibile varare misure che non penalizzino la competitività delle aziende, ma che le accompagnino concretamente verso la sostenibilità, tutelando il lavoro sano e la sicurezza della filiera.

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Politica L’autotrasporto torna al tavolo del Governo

La compattezza delle associazioni porta all'accordo con l'Esecutivo: 300 milioni per il caro carburante, riduzione da 60 a 30 giorni del periodo per il rimborso delle accise, tavolo permanente al MIT

Transpotec

L’Albo degli Autotrasportatori guida il confronto

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Durante il convegno di apertura, il presidente del Comitato Centrale Enrico Finocchi ha fatto il punto sulle nuove attività dell’Albo e sulle verifiche di regolarità delle imprese

Mare I porti italiani crescono anche nel 2025

Secondo i dati di SRM e Assoporti sono state movimentate oltre 510 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,5% sull’anno precedente, nonostante le tensioni geopolitiche

Salone di Pechino

Senza pilota, senza soste: il futuro in mostra

Dai camion a batteria estraibile ai robot che sorridono ai pedoni: l'evoluzione della logistica autonoma in vetrina alla fiera Auto China 2026, uno dei saloni più grandi al mondo

TIR - La Rivista dell’Autotrasporto - Periodico del Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi

ANNO XXV N° 293 - Giugno 2026 - Comitato Scientifico: Presidente Enrico Finocchi

Direzione-Redazione: Via C.B. Piazza, 8 - 00161 Roma Tel. 06 69411063/06 69308055

Direttore Responsabile: Massimo De Donato dedonato@rivistatir.it

Capo Redattore: Lucia Angeloni angeloni@rivistatir.it Redattori: Antonella Vicini vicini@rivistatir.it, Carolina D’Elia delia@rivistatir.it

Grafica: Marco Banci Segreteria: Gaia Giorgioni segreteria@rivistatir.it

ETS2: in arrivo nuovi costi per i mezzi pesanti

Secondo uno studio di Cer-Confcommercio, i mezzi con peso superiore a 26 Ton subiranno extracosti fino a 11.300 euro 10

Emergenza autisti, il settore corre ai ripari

Anita, Anav, Unasca e Confarca hanno lanciato una Piattaforma interassociativa per contrastare il fenomeno

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Cambio al vertice di Confcooperative Lavoro e Servizi

Dopo ventisei anni alla presidenza, Massimo Stronati passa il testimone a Mirella Paglierani

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Le associazioni animano il dibattito sull’autotrasporto Grande presenza al Transpotec delle associazioni di categoria che hanno organizzato workshop e incontri sui temi più importanti

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L’autotrasporto contro l’illegalità

Sono sempre più le iniziative delle associazioni di categoria per combattere le situazioni di dumping

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Il cargo ferroviario non esce dalla crisi

Presentato il rapporto Fermerci relativo al 2025: i treni-chilometro calano mentre le tonnellate chilometro si mantengono abbastanza stabili

Collaboratori: Angelo Ciaravolo, Gino D'Amico, Andrea Giuli

CHIUSO IN REDAZIONE 5.6.2026

CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PUBBLICITÀ HP 10 SrlTel 02.48.003.799 mirta.barbeschi@hp10.it

Editore e Proprietario: Comitato Centrale per l’Albo Nazionale delle Persone Fisiche e Giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terziVia Giuseppe Caraci 36 - 00157 Roma (RM) CF 97113700583REALIZZAZIONE e STAMPA AGE Srl Stabilimento Via Vaccareccia, 57 00071 Pomezia (Roma) Registrazione Tribunale di Roma n° 547 del 18/11/98

L’Albo al centro del dialogo sul futuro dell’autotrasporto

Occasioni di confronto come il Transpotec diventano fondamentali per orientare il dibattito e individuare soluzioni concrete

Il Transpotec si è confermato il luogo in cui il settore dell’autotrasporto e della logistica si confronta sul proprio futuro. Per questo, la partecipazione del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori assume un valore strategico che va oltre la presenza istituzionale. Anche quest’anno l’Albo ha aperto ufficialmente il salone, riaffermando il proprio ruolo di punto di raccordo tra imprese, istituzioni e rappresentanze di categoria. Un ruolo particolarmente importante in una fase storica segnata da trasformazioni profonde: la transizione energetica, la digitalizzazione delle filiere, la carenza di conducenti, l’aumento dei costi operativi e la necessità di garantire maggiore competitività alle imprese. In questo scenario, le occasioni di confronto diventano fondamentali per orientare il dibattito e individuare soluzioni concrete.

E il contributo dell’Albo risulta ancora più significativo perché nasce da una

posizione unica: quella di un organismo che, pur essendo incardinato all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vive quotidianamente il rapporto con il mondo dell’autotrasporto e ne conosce esigenze, criticità e prospettive.

L’Albo degli Autotrasportatori rappresenta infatti un punto di equilibrio tra funzione istituzionale e ascolto delle imprese. È in questa capacità di sintesi che trova forza la sua azione su temi centrali per il settore. La presenza dell’Albo al Transpotec ha confermato, ancora una volta, quanto sia fondamentale mantenere aperto un dialogo costante tra istituzioni e imprese. È anche attraverso momenti come questo, e come gli Stati Generali che si terranno ad ottobre, che l’autotrasporto italiano rafforza la propria identità e la capacità di fare sistema, valorizzando il lavoro delle imprese e costruendo una visione comune per il futuro del comparto.

Il Comitato Centrale dell’Albo prosegue con decisione nel percorso di valorizzazione dell’autotrasporto, anche attraverso i canali digitali. E i dati relativi al primo quadrimestre 2025 confermano l’efficacia delle strategie messe in campo: su Instagram e LinkedIn si registra una crescita costante della fanbase e un livello di partecipazione tra i più significativi finora raggiunti.

Per l’Albo la comunicazione è uno strumento essenziale: da inizio anno è stata infatti attivata una nuova strategia editoriale, con rubriche pensate per informare, incuriosire e rafforzare il legame con il settore. Un approccio mirato che sta dando i suoi frutti, contribuendo a migliorare visibilità, interazione e continuità di dialogo con la community.

Esodo per le imprese monoveicolari, la misura dell’Albo supera le aspettative

Roberta De Santis

Il profilo Instagram ha superato i 3.900 follower, con oltre 30mila visualizzazioni dei post e un tasso di interazione del 12%, segnale di una community attenta e coinvolta. Anche LinkedIn mostra risultati incoraggianti, con un tasso di interazione superiore al 100% e più di 1.400 interazioni: la partecipazione si traduce non solo in visibilità, ma anche in azioni concrete, come clic, salvataggi e condivisioni. A emergere con forza è il ruolo dei contenuti video, capaci di stimolare attenzione e interesse costante: il miglior contenuto reel ha superato di oltre il 1.500% la media delle visualizzazioni su LinkedIn e di oltre il 300% su Instagram.

Sono state oltre 500 le domande presentate per accedere all’incentivo; circa 63 anni l’età media dei richiedenti

Questi numeri, tutt’altro che scontati, raccontano di una community digitale che riconosce il valore dell’autotrasporto, che ne segue l’evoluzione normativa, tecnica e culturale, e partecipa attivamente ai contenuti proposti.

Un segnale positivo che incoraggia a proseguire lungo il percorso tracciato.

La misura era sperimentale ma la risposta del mercato è stata chiarissima.

Per questo, invitiamo tutte le realtà e i professionisti del settore a seguire i canali ufficiali dell’Albo

Sono state oltre 500 (per l’esattezza 538), infatti, le domande presentate per ottenere gli incentivi stanziati dall’Albo per l’esodo delle imprese monoveicolari. Un segnale che il settore sta cambiando e che sono quantomai necessari strumenti nuovi per accompagnare questa trasformazione.

Il numero di domande supera di gran lunga il massimo consentito dai fondi a disposizione pari a due milioni di euro, che consentono l’adesione a poco più di 130 imprese. Tuttavia, visto il successo, il Comitato Centrale sta pensando di destinare nuovi fondi all’iniziativa, se saranno disponibili. Iniziativa che, ricordiamo, punta a razionalizzazione l’offerta di trasporto, seguendo quello che è il trend del mercato, che sta evolvendo verso aziende più strutturate.

Nelle prossime settimane, dopo una serie di controlli, sarà pubblicata la graduatoria sul sito dell’Albo (www.alboautotrasporto.it) dando priorità ai titolari più giovani (tra quelli che hanno superato i 45 anni) e, a parità di

età, a chi vanta una maggiore anzianità di iscrizione all’Albo. Una scelta che punta alla razionalizzazione dell’offerta di autotrasporto e alla riorganizzazione della capacità di trasporto complessiva, e che comporta l’uscita dal mercato di operatori ancora in età lavorativa, che potrebbero trovare impiego come autisti dipendenti, contribuendo ad attenuare la carenza di conducenti nel settore. Da un’analisi dei primi dati, escludendo alcuni richiedenti che non hanno ancora raggiunto i 45 anni, i più giovani sono due imprenditori del 1980, uno di Bari e uno di Padova; altri 20 richiedenti hanno invece meno di 50 anni ma il numero maggiore di richieste sono arrivate da padroncini nati negli anni ’60, quindi con una lunga vita lavorativa alle spalle, per un’età media di 63 anni. La maggior parte di domande è arrivata invece dalla Lombardia (81), seguita dall’Emilia-Romagna, con 75 domande e dal Veneto, con 59. Infine, per quanto riguarda invece le singole province, ai primi posti troviamo Bari, con 24 domande, Bologna, con 20 e Cuneo con 18.

Autotrasporto: Instagram @alboautotrasporto e LinkedIn @Albo Autotrasporto, in qualità di strumenti utili per informarsi, aggiornarsi e contribuire alla valorizzazione di un settore strategico per l’intero sistema Paese

Pesi e dimensioni, negoziati in stallo

Alcune delle criticità legate al dibattito in corso

preoccupano i costruttori di veicoli industriali e le associazioni di categoria dell’autotrasporto che hanno scritto due distinte lettere alle istituzioni europee

Il tema del peso e delle dimensioni dei veicoli industriali è tornato al centro del dibattito in Europa. Non perché le istituzioni comunitarie abbiano trovato la quadra sulla riforma della normativa su cui

stanno lavorando da tempo, ma proprio perché ancora ci sono una serie di questioni da sciogliere. Per questo motivo, associazioni come IRU e Acea sono scese in campo con due distinte lettere inviate agli organismi Ue, per mettere in evidenza alcune delle criticità che preoccupano costruttori di veicoli industriali e associazioni di categoria dell’autotrasporto.

Facciamo un passo indietro. Lo scorso dicembre, il Consiglio Ue ha adottato la sua posizione

sulla modifica della direttiva vigente, approvando modifiche che prevedono che i veicoli a zero emissioni possano beneficiare di un incentivo sul peso che vada oltre a quello della tecnologia stessa, differenziando le deroghe in base agli assi. Questo per non incidere troppo sulle infrastrutture stradali.

Ai veicoli ZEV sarà consentita anche una lunghezza extra di 0,9 metri, in modo da disporre di maggiore spazio per l’installazione delle tecnologie a zero emissioni.

Inoltre, sono previste deroghe ai pesi e alle dimensioni anche per i veicoli muniti di autorizzazioni speciali destinati al trasporto di carichi indivisibili. La posizione adottata consente anche ai veicoli a motore a zero emissioni o ai complessi di veicoli impegnati in operazioni di trasporto intermodale di varcare le frontiere qualora superino i pesi massimi definiti nella direttiva, a

condizione non eccedano quello consentito da ciascun lato del confine. Questi sono i punti principali del testo, su cui si stanno svolgendo le negoziazioni. Negoziazioni che vedono posizioni diverse da parte degli Stati membri.

Nella sua lettera, indirizzata direttamente al Commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, IRU, assieme all’associazione Transport and Enviroment, ha espresso preoccupazione per i lenti progressi nei negoziati del trilogo sulla revisione e ha chiesto il suo sostegno per sbloccare l’accordo alla luce delle diverse posizioni dei colegislatori. Nella lettera si evidenzia che “gli incentivi sul peso, come quelli relativi alla massa massima autorizzata per i veicoli a zero emissioni, sono essenziali” in quanto riflettono la realtà che la tecnologia a zero emissioni può comportare un peso aggiuntivo significativo col rischio di penalizzare gli operatori che effettuano la scelta green. Si chiede, dunque, di affrontare i problemi legati al carico utile. In merito ai timori per le infrastrutture, che vedono gli Stati membri con differenti posizioni, si sottolinea che l’approccio del Consiglio riflette già un’attenzione alle infrastrutture, differenziando a seconda della configurazione degli assi.

“Sebbene meno ambizioso rispetto alla posizione del Parlamento europeo, rappresenterebbe comunque un progresso tangibile per molti operatori che investono in veicoli a zero emissioni, dimostrando che un equilibrio pragmatico tra il sostegno alle zero emissioni e le considerazioni infrastrutturali è sia possibile, sia già in via di definizione all’interno dei negoziati”, si legge.

Nella lettera si evidenzia, inoltre, che è importante riconoscere la diversità delle operazioni di trasporto merci in tutta l’Unione europea: “A seconda del tipo di carico e della sua distribuzione, nonché della configurazione degli assi, la natura degli incentivi sul peso per i veicoli a zero emissioni non ha la stessa rilevanza in tutti i segmenti di trasporto”.

Di diverso tenore, invece, la posizione di Acea che ha puntato l’attenzione su questioni più tecniche. In una lettera indirizzata al Trilogo, l’associazione che riunisce i costruttori europei ha evidenziato quelli che ritiene essere i limiti della direttiva così come è stata pensata. Ridurre le concessioni di peso aggiuntive alle configurazioni di veicoli a motore a 3 assi rischia di svantaggiare il segmento del trasporto a lungo raggio, sottolinea l’associazione. Per questo si chiedono deroghe per i veicoli a motore a 2 assi (ZEV 4x2), che rappresentano circa il 75% del mercato odierno.

Si punta l’attenzione, inoltre, sul limite di tonnellate per l’asse motore; mantenerlo ridurrebbe significativamente il valore di qualsiasi concessione di peso aggiuntiva per i veicoli a zero emissioni. “Senza adeguamenti sensati ai limiti dell’asse motore non è possibile raggiungere la capacità di carico utile e la flessibilità operativa richieste per il trasporto a lungo raggio e per molte applicazioni regionali”, si legge nella lettera. Perplessità sono espresse anche sulla richiesta di trasmettere informazioni sul peso totale attuale del veicolo combinato sfruttando la tecnologia di bordo, come il sistema di monitoraggio a bordo della wmassa (on-board mass monitoring – OBMM) che secondo l’associazione aggiungerebbe costi e complessità all’adozione dei veicoli elettrici. In sostanza, Acea pone in dubbio l’efficacia dei negoziati che rischiano di indebolire elementi chiave della proposta della Commissione, definita “equilibrata e lungimirante”.

UE, IN VIGORE LE NUOVE REGOLE DI CALCOLO DELLE EMISSIONI

Dal 1° giugno in Unione europea sono in vigore nuove regole per calcolare le emissioni di gas serra dei trasporti; una metodologia standardizzata basata sul Regolamento CountEmissionsEU del 29 aprile 2026 su cui si è cominciato a lavorare negli anni scorsi. Ma non è l’unica ed è su base volontaria. La nuova norma si applica alle imprese europee che comunicano le emissioni prodotte dai trasporti, ma non agisce sul sistema di calcolo delle emissioni da cui sono scaturite le norme sulla decarbonizzazione del trasporto pesante, ad esempio.

La noma prevede che il calcolo sia effettuato in base all’approccio “dal pozzo alla ruota”, cioè well-to-wheel, che comprende le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’approvvigionamento energetico e dall’uso dei veicoli durante le operazioni di trasporto e di hub.

Per perfezionare i dettagli tecnici saranno necessari atti di attuazione e delegati; la piena applicazione è prevista entro la fine del 2030.

L’AUTOTRASPORTO TORNA AL TAVOLO DEL GOVERNO

La compattezza delle associazioni porta all’accordo con l’Esecutivo: 300 milioni per il caro carburante, riduzione da 60 a 30 giorni del periodo per il rimborso delle accise, tavolo permanente al MIT

Ldi Lucia Angeloni

’unione fa la forza. Un principio che l’autotrasporto ha trasformato in realtà presentandosi compatto all’incontro con il Governo e dimostrando come una posizione condivisa possa tradursi in risultati concreti per l’intera categoria. Dopo un lungo periodo di tensione, il 22 maggio scorso le associazioni di categoria dell’autotrasporto sono state infatti ricevute a Palazzo Chigi da una delegazione guidata dalla premier Giorgia Meloni e composta dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dal Ministro dell’Ecoonomia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti (in videocollegamento), dal Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano. Un incontro sulla grave crisi del settore determinata dagli aumenti eccezionali dei carburanti, che le associazioni di categoria avevano chiesto in una lettera unitaria indirizzata all’Esecutivo, che ha portato al raggiungimento di un’intesa e alla sospensione del fermo proclamato da Unatras a fine maggio (cfr. Tir 292, pag. 16-17).

Nel corso dell’incontro è stata raggiunta innanzitutto un’intesa sulle questioni economiche: il settore ha ottenuto uno stanziamento complessivo di 200 milioni di euro, che si aggiungono a 100 milioni già previsti, da utilizzare come credito d’imposta sulle

maggiori spese di gasolio pagate dalle imprese. Inoltre, il Governo ha acconsentito a ridurre da 60 a 30 giorni il periodo per ottenere la compensazione del rimborso accise dopo la presentazione delle domande e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte (vedi anche approfondimento a pag. 42-43).

È stato anche deciso di dare vita ad un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrà proseguire l’analisi delle altre questioni di carattere tecniconormativo che interessano il comparto; tra le ipotesi da prendere in considerazione anche la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica quale organismo deputato alla definizione delle politiche di settore.

Un incontro definito costruttivo da quasi tutte le associazioni di categoria, che ha portato ad un risultato importante grazie, soprattutto, alla compattezza dimostrata nei confronti del Governo.

“Ancora una volta emerge

come l’unità della categoria, anche se faticosamente raggiunta, paghi - ha sottolineato il presidente di Unatras Paolo Uggè -. È stata infatti la condivisione della quasi totalità delle federazioni rappresentative del settore a portare l’Esecutivo a dare risposte concrete alle richieste della categoria, fortemente penalizzata da una decisione errata che scaricava sulle imprese di autotrasporto la riduzione di 20 centesimi al litro decisa dal Governo per fronteggiare l’impennata dei costi del gasolio”.

Paolo Uggè ha evidenziato inoltre come, dopo trent’anni, un’intesa con il mondo dell’autotrasporto sia stata sottoscritta direttamente dal Presidente del Consiglio e come, dal 2004, il settore torni ad avere un confronto strutturato con l’Esecutivo.

Anche il presidente di Anita, Riccardo Morelli, ha evidenziato come con questo provvedimento il Consiglio dei Ministri “riconosce in primo luogo il ruolo centrale del settore per il funzionamento del sistema produttivo e per la continuità delle filiere industriali e distributive e pone rimedio al danno causato dal taglio accise subito dalle imprese virtuose, con il parco veicolare più moderno e sostenibile. Come avevamo già dichiarato nel nostro appello al Governo di aprile, restituire alle imprese quanto hanno perso dal taglio è un atto dovuto, un atto di giustizia. Siamo particolarmente soddisfatti che

la linea del dialogo assunta fin dall’inizio da Anita abbia prodotto risultati importanti per la categoria, in una fase economica così delicata e che il Governo – ha conclusoabbia risposto ascoltando il segnale delle imprese con interventi concreti e immediati”.

Per Claudio Donati, segretario generale di Assotir, la decisione della presidente Meloni di incontrare l’autotrasporto “ha riconosciuto al settore il valore strategico che merita, è un atto politico di grande valore, che ha conferito una nuova centralità a questo settore essenziale per il Paese. Un grande evento che ci auguriamo non resti un episodio isolato”. Assotir sottolinea comunque che gli interventi adottati servono solo a tamponare gli effetti della crisi e che è necessario intervenire anche sulle vere criticità del settore: tariffe inadeguate, condizioni di lavoro estreme, inefficienze logistiche scaricate per intero sui vettori. L’intesa è invece poco soddisfacente per Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, secondo cui “il rinvio di un mese nei versamenti contributivi non produce effetti concreti e la riduzione di 30 giorni nei tempi di recupero delle accise, per i veicoli industriali, Euro 5 ed Euro 6, poteva concretizzarsi con una semplice circolare”. Per Longo i 200 milioni in più per il credito d’imposta si tradurranno in una cifra piuttosto bassa una volta divisi tra tutta la platea di veicoli mentre restano irrisolti i temi dei “costi minimi di sicurezza” e dei “contratti in forma scritta.

Giorgia Meloni

ETS2: IN ARRIVO NUOVI COSTI PER I MEZZI PESANTI

Secondo uno studio di Cer-Confcommercio, dal 2028 i camion con peso superiore a 26 tonnellate subiranno extracosti compresi tra 4.700 e 11.300 euro

Gli extracosti che oggi le imprese stanno sostenendo a causa dell’aumento dei carburanti per le tensioni in Medio Oriente non sono che l’anticipazione di ciò che avverrà in modo strutturale con l’entrata in vigore dell’ETS2, il sistema di scambio di quote di emissione applicato al trasporto su strada. Secondo uno studio di Cer-Confcommercio, presentato il 20 maggio a Roma, con l’entrata in vigore dell’ETS2 nel 2028 il trasporto su strada subirà un costo aggiuntivo compreso tra i 4,7 e gli 11,3 miliardi di euro l’anno. Particolarmente incisivo l’aumento di costi per i mezzi medi e pesanti che subiranno un aggravio compreso tra 942 milioni nell’ipotesi più ottimista e oltre 2,2 miliardi di euro in quella peggiore. Ciò

significa che per gli autocarri medi (tra 12 e 26 tonnellate) il maggiore costo sarà compreso tra 3.700 e 8.870 euro per veicolo mentre per i mezzi con peso superiore a 26 tonnellate gli extracosti potrebbero oscillare tra 4.700 e 11.300 euro. Per i mezzi leggeri (con massa inferiore a 3,5 Ton), invece, gli extracosti andranno da 0,5 miliardi a 1,2 miliardi nello scenario peggiore, con un costo per veicolo che potrebbe raggiungere, sempre nello scenario peggiore, 960 euro. Secondo il rapporto, i maggiori costi saranno trasferiti in misura pressoché integrale sui consumatori finali, a causa della rigidità della domanda di carburanti. La nuova componente legata alla CO₂

arriverebbe a incidere per oltre il 10% sul prezzo finale alla pompa. Anche il trasporto marittimo sarà interessato da un ulteriore consistente aumento dei costi operativi. L’impatto dell’ETS, già in vigore nel settore, potrebbe raggiungere circa 713 milioni di euro entro il 2028, aggravato ulteriormente dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime. L’effetto combinato delle due normative porterà a un forte aumento del costo dei combustibili navali, incidendo sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.

“Siamo molto preoccupati per questa situazione. La politica ambientale europea produce solo maggiori costi senza raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione graduale delle fonti energetiche –ha sottolineato Pasquale Russo, vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto -. L’impatto dell’ETS e dell’ETS2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre. Non c’è tempo da perdere. Servono correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano”.

EMERGENZA AUTISTI, IL SETTORE CORRE AI RIPARI

Anita, Anav, Unasca e Confarca hanno lanciato una Piattaforma interassociativa per contrastare il fenomeno. Tra le soluzioni, favorire il recruiting, facilitare l’accesso alla professione, intervenire sulla formazione

La carenza di autisti professionisti sta diventando il principale problema per le imprese di autotrasporto.

In Italia mancano circa 20mila conducenti nel trasporto merci e 10mila nel trasporto passeggeri; una situazione destinata a peggiorare, considerando che l’età media degli autisti è di 47 anni e solo il 5% ha meno di 25 anni. Se il trend non verrà invertito, il rischio è quello di mezzi fermi, minori servizi e costi crescenti lungo tutta la filiera.

Per questo le iniziative delle associazioni di categoria si stanno moltiplicando.

L’ultima è stata presentata il 26 maggio alla Camera dei Deputati, dove Anita, Anav (trasporto passeggeri), Unasca e Confarca (autoscuole) hanno lanciato una Piattaforma interassociativa per affrontare in modo strutturale la carenza di conducenti nel trasporto merci e persone.

Tra gli obiettivi: promuovere la professione, favorire l’incontro

tra domande e offerta di lavoro e proporre interventi condivisi sul piano normativo e formativo, dalla formazione a distanza per ottenere le patenti professionali alle prove teoriche in lingua inglese, fino all’autorizzazione temporanea alla guida per i conducenti in formazione e ancora l’integrazione tra merci e passeggeri dei percorsi per la patente e la CQC.

Tra le azioni previste anche lo sviluppo della piattaforma Anita/ Anav&Jobs, dedicata al recruiting e alla qualificazione dei conducenti, e la

valorizzazione delle autoscuole come presidio territoriale per l’accesso alla professione.

“La disponibilità di conducenti qualificati è un fattore abilitante per la competitività delle imprese di autotrasporto merci e logistica, da cui dipende la continuità delle filiere produttive e la capacità di crescita del Sistema Paese - ha sottolineato il presidente di Anita, Riccardo Morelli -. Per questo le proposte normative e il portale Anita/Anav&Jobs rappresentano interventi decisivi, capaci di agevolare l’accesso alla professione e rendere il settore più attrattivo”.

La nuova Piattaforma si aggiunge ad altre iniziative già avviate, come il progetto di Fai-Conftrasporto per reperire autisti qualificati in Marocco e l’indagine del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, che punta a individuare le cause della carenza di conducenti e le possibili soluzioni (Cfr. Tir 292, pag. 13).

CAMBIO AL VERTICE DI CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI

Dopo ventisei anni alla presidenza, Massimo

Stronati passa il testimone a Mirella Paglierani.

Durante l’assemblea affrontate anche le problematiche legate alla logistica, dalla carenza di manodopera all’automazione

Il mondo delle cooperative a confronto con le principali sfide di questi tempi, dalla sicurezza alla legalità, dagli impegni per la sostenibilità ambientale alla carenza di personale in molti settori lavorativi, dalla competitività dei servizi all’innovazione.

Questi i temi che sono stati al centro di due giorni di lavoro a Roma, il 3 e il 4 giugno, nel corso dell’Assemblea nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi.

Un’occasione anche per rinnovare i vertici della federazione; l’assise è giunta infatti al termine di una stagione che ha coinvolto 17 assemblee regionali, in 8 delle quali è stata rinnovata la presidenza territoriale.

Dopo ventisei anni alla presidenza, anche Massimo Stronati ha lasciato il testimone a Mirella Paglierani. La neoletta arriva

dal mondo cooperativo romagnolo; è infatti presidente di Gemos, realtà specializzata nella ristorazione e aderente a Confcooperative EmiliaRomagna dal 1977.

Nella sua relazione di apertura il presidente uscente ha ricordato, soprattutto, le trasformazioni che hanno attraversato questo settore nel corso del suo lungo mandato; mutamenti lavorativi, normativi, tecnologici, delle imprese, ma anche

il lavoro, perfino il modo di stare insieme. Abbiamo attraversato una pandemia”, ha spiegato.

Ad oggi, con tassi di crescita economica e livelli di produttività inferiori a quelli delle altre grandi nazioni europee e un rapporto tra debito pubblico e PIL ancora tra più elevati, il Paese si trova a gestire l’invecchiamento della popolazione, anche lavorativa, la crescita di occupati soprattutto in lavori a basso lavoro aggiunto, una contrazione dei salari.

Tutto questo si affianca alla necessità di nuove competenze e nuovi modelli di organizzazione del lavoro anche per accompagnare la transizione digitale e ambientale. Il presidente uscente ha posto l’attenzione, però, anche sul contrasto al dumping, sulla revisione dei prezzi e sulla necessità di mantenere il giusto equilibrio economico negli appalti, proponendo la possibile costituzione di un Fondo mutualistico nazionale per la revisione dei prezzi negli affidamenti pubblici di servizi, in particolare quelli ad alta intensità di manodopera, di lunga durata, maggiormente esposti alle variazioni

Temi che possono trasferirsi in

Massimo Stronati

toto al mondo dei trasporti e della logistica, cooperativo - e non solo –e che sono infatti stati affrontati in uno dei tre tavoli settoriali dal titolo “Mobilità e logistica: infrastrutture per la competitività del Paese”. Carenza di autisti e manodopera, opportunità e rischi legati all’automazione delle varie fasi

del lavoro, sicurezza sul lavoro, allungamento dell’età pensionabile e impatto delle attività usuranti su personale caratterizzato da un’età media sempre più elevata, sono stati al centro del confronto fra i delegati presenti e i rappresentanti di parti sociali e imprese.

Tra gli altri punti chiave emersi

anche la necessità di garantire il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizione da parte della committenza e la volontà di cambiare la narrazione del settore, facendo emerge la parte sana di questo mondo – la maggiore – che opera nella piena legalità.

PAGLIERANI: FORMAZIONE, DIGITALIZZAZIONE E LEGALITÀ AL

CENTRO DEL MANDATO

Qualificazione della domanda pubblica con il definitivo superamento della logica del massimo ribasso negli appalti di servizi; salari giusti negli affidamenti pubblici; contrasto al dumping contrattuale; riconoscimento del modello cooperativo: sono questi alcuni dei temi al centro della presidenza di Mirella Paglierani; temi che toccano tutti gli ambiti cooperativi.

Quali saranno invece le azioni strettamente indirizzate al settore della logistica e del trasporto merci che guideranno il suo mandato?

“Uno dei temi più urgenti – spiega a Tir - è la difficoltà nel reperire manodopera qualificata. La Federazione ha più volte richiamato la necessità di rafforzare le politiche attive del lavoro, la formazione professionale e il rinnovamento generazionale nelle cooperative. La digitalizzazione è considerata un fattore decisivo per aumentare efficienza, tracciabilità e competitività delle imprese”.

Confcooperative, prosegue ancora Mirella Paglierani, “ha più volte evidenziato la necessità di un piano organico per logistica e trasporti, basato su investimenti qualificati, innovazione e valorizzazione del capitale umano. È un lavoro che richiede sempre formazione e oggi la formazione va di pari passo con la sfida della transizione digitale. Il tema è formare le persone a gestire questi nuovi processi senza subire passivamente l’avvento delle nuove tecnologie. L’obiettivo è creare condizioni

favorevoli alla crescita delle imprese cooperative, sostenendo progetti capaci di generare produttività, occupazione e sviluppo territoriale”.

Altro tema centrale per trasporti e logistica è quello della legalità della filiera. “Rappresenta una condizione indispensabile per garantire concorrenza leale, tutela dei lavoratori e qualità dei servizi. Per una realtà come Confcooperative Lavoro e Servizi, il tema assume un valore ancora più rilevante in un settore come quello della logistica e del trasporto merci, dove persistono fenomeni di dumping contrattuale, intermediazione illecita di manodopera e irregolarità negli appalti. Le priorità d’azione possono essere sintetizzate in alcuni punti chiave: sicurezza come prerequisito di legalità; contrasto alle forme di concorrenza sleale, promuovendo il rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative; trasparenza negli

TRANSPOTEC: L’ALBO DEGLI AUTOTRASPORTATORI GUIDA IL CONFRONTO

Durante il convegno di apertura, a Milano, il presidente del Comitato Centrale, Enrico Finocchi, ha fatto il punto sulle nuove attività dell’Albo e sulle verifiche di regolarità delle imprese. Caro gasolio e carenza di autisti tra le principali sfide affrontate dal comparto

Quasi 100mila imprese, circa 900mila veicoli, oltre un miliardo di tonnellate di merci: sono i numeri dell’autotrasporto italiano che, letti insieme, danno immediatamente la misura e l’importanza che il settore ricopre per il nostro Paese. Un settore, quello dei trasporti e della logistica, che impiega 1,4 milioni di addetti e vale circa il 9% del PIL

Questi numeri hanno fatto da sfondo all’apertura del Transpotec Logitec 2026, la fiera dedicata al trasporto e alla logistica che si è tenuta dal 13 al 16 maggio a Milano, dove protagonista del convegno inaugurale è stato, ancora una volta, l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.

L’evento “Trasporti passeggeri

Paolo Uggè, Enrico Finocchi, Amedeo Genedani

e merci, politiche pubbliche e transizione: il sistema si confronta”, è stato l’occasione per fare il punto sulle ultime iniziative avviate dal Comitato Centrale dell’Albo, per fornire i dati aggiornati sulla regolarità delle imprese ma anche per parlare delle criticità che le

imprese stanno affrontando in questo periodo particolare, acuite dalla situazione mediorientale. Il Comitato Centrale sostiene da anni le imprese con interventi di formazione, investimenti per la sicurezza, attività di informazione e comunicazione istituzionale.

Uno dei compiti fondamentali è poi quello di garantire la regolarità delle imprese di trasporto di merci per conto di terzi.

“Negli ultimi anni abbiamo internalizzato, anche grazie a un servizio di supporto dedicato, le attività di verifica della regolarità delle imprese – ha spiegato Enrico Finocchi, presidente del Comitato Centrale dell’Albo –. È fondamentale, infatti, che le imprese abbiano una garanzia di qualità per chi chiede di trasportare le merci. Il lavoro che abbiamo condotto è stato molto ampio; abbiamo verificato che le imprese rispettassero non solo i requisiti di iscrizione all’Albo ma anche le corrette modalità di svolgimento dell’attività economica, la coerenza tra numero di autisti e veicoli in disponibilità, l’adeguatezza delle coperture assicurative e la

regolarità contributiva. Da febbraio 2025 a oggi sono state verificate oltre 18mila imprese, un numero addirittura superiore all’obiettivo che ci eravamo dati. Molte imprese che non erano in regola – ha continuato Finocchi – hanno sanato le irregolarità riscontrate, mentre per altre sono stati avviati i provvedimenti di cancellazione dall’Albo e dal REN”.

Nel frattempo, sono anche partiti i controlli su un secondo campione di circa 23mila aziende, con l’obiettivo di arrivare a verificarne 50 mila in tre anni. “Il nuovo campione comprende anche le imprese senza veicoli, che sono tantissime.

Un numero che desta preoccupazione visto che senza la disponibilità di un veicolo non si può essere iscritti all’Albo, quindi vogliamo indagare bene”.

Accanto all’attività di controllo, l’Albo sta portando avanti altre iniziative innovative, tra cui un bando sperimentale da due milioni di euro per incentivare

l’uscita volontaria dal mercato delle imprese monoveicolari. Il massimo consentito a ciascun titolare aderente è di 15mila euro, per un totale stimato di circa 130 imprese coinvolte.

Il termine per presentare le domande è scaduto il 15 maggio e il riscontro è stato molto positivo, con un numero di domande decisamente superiore a quelle finanziabili (vedi art. a pag. 5) . “È stata una misura pilota, un tentativo per capire come si muove il mercato, che comunque è stata molto apprezzata”, ha sottolineato Finocchi, anticipando che se dovessero essere disponibili altri fondi sarà replicata.

L’iniziativa punta a favorire una maggiore strutturazione del mercato, assecondando una tendenza già in atto che vede la progressiva scomparsa delle realtà più piccole a favore di aziende più organizzate e solide.

Un altro obiettivo del bando è di favorire l’uscita dal mercato

Enrico Finocchi, Paolo Uggè, Guido Piero Bertolone e in collegamento Edoardo Rixi

Salone

di operatori

ancora in piena età lavorativa, che potrebbero trovare impiego come autisti dipendenti, contribuendo così ad attenuare la cronica carenza di conducenti che affligge il settore. Finocchi ha poi parlato del prossimo appuntamento che sarà organizzato dall’Albo, ovvero gli Stati Generali dell’Autotrasporto, che si terranno a Roma l’8 e il 9 ottobre prossimi.

Una due giorni di lavoro che coinvolgerà le undici associazioni di categoria dell’autotrasporto che fanno parte dell’Albo (Anita, Assotir, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop, Sna-Casartigianti e Trasportounito) e diversi Ministeri per trattare temi centrali per il settore e individuare idee comuni alle problematiche del comparto. All’evento inaugurale hanno preso parte anche Guido Pietro Bertolone, presidente di Fedit, e Paolo Uggè, presidente di Unatras, che hanno affrontato una tematica fondamentale per le imprese in questo periodo: l’emergenza del caro gasolio e la necessità che il Governo convochi il settore e metta in atto al più presto misure per superare la crisi (convocazione arrivata qualche giorno dopo, vedi anche art. a pag. 8-9).

“La situazione oggi è molto

critica - ha affermato Bertolone -. Tutte le undici associazioni dell’autotrasporto aderenti all’Albo hanno inviato una lettera al Governo per chiedere misure immediate. È stato un passaggio fondamentale soprattutto per la dignità politica che il settore vuole rivendicare. È importante che il Governo ci ascolti per evitare di attuare nuovamente scelte scellerate quale è stata, ad esempio, quella di imporre una tassa di due euro sui piccoli pacchi, togliendo traffico agli aeroporti italiani”.

Sulla stessa linea anche Paolo Uggè. “Il Governo, tagliando le accise per tutti gli utenti, ha penalizzato l’autotrasporto che, per effetto di una direttiva europea che tende ad allineare la fiscalità che grava sulle benzine a livello Ue, compensava gli extra costi delle accise sul gasolio – ha sottolineato Uggé –. Questo Governo ha portato via

i 20 centesimi all’autotrasporto per finanziare l’operazione accise. Questa cosa è passata inosservata, ma penalizzare l’autotrasporto non significa penalizzare le imprese ma tutta l’economia”.

A chiudere il convegno è stato il Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi. In un videomessaggio Rixi ha ricordato l’importanza del settore, posto in questo periodo davanti a sfide epocali.

“Sono rimasto a Roma - ha affermato Rixi - proprio per preparare l’incontro a Palazzo Chigi al fine di individuare delle misure che consentano di traguardare il 2026 mettendo in sicurezza i bilanci delle aziende, ma soprattutto la capacità logistica del Paese”.

Ed infatti, qualche giorno dopo, sempre al Transpotec, Rixi ha annunciato l’incontro a Palazzo Chigi del 22 maggio. L. A.

LE ASSOCIAZIONI ANIMANO IL DIBATTITO SULL’AUTOTRASPORTO

Grande presenza al Transpotec 2026 delle associazioni di categoria che hanno organizzato workshop e incontri sui temi più importanti per il settore e hanno fornito supporto e assistenza alle imprese presenti

Esposizione, ma soprattutto confronto: a Transpotec 2026 le associazioni di categoria dell’autotrasporto hanno animato il dibattito sul futuro della logistica italiana, trasformando la manifestazione in un vero laboratorio di confronto tra imprese, istituzioni e filiera logistica. Tra stand, workshop e momenti di approfondimento, il settore ha discusso delle grandi trasformazioni in atto: transizione energetica, digitalizzazione delle catene logistiche, formazione, normativa europea, necessità di rafforzare la competitività del sistema Paese.

Molto ampia la presenza di Fai che ha partecipato con uno stand condiviso con l’Istituto Mario Remondini, ente di formazione specializzato per il settore. Una presenza che ha coinvolto numerose imprese associate e che ha visto il lavoro congiunto delle quattro sezioni nazionali della Federazione –ADR, Trasporti Eccezionali, Traslochi e Rifiuti – solitamente impegnate inattività a distanza, ma riunite a Transpotec come occasione di confronto diretto. Lo spazio Fai si

delegazione di Fai

all’aggiornamento delle competenze. Al centro del dibattito, la necessità di rafforzare la preparazione degli operatori anche attraverso strumenti innovativi come la formazione a distanza, con l’obiettivo di rendere più accessibile e specifica l’attività formativa dedicata all’autotrasporto. Spazio anche ai trasporti eccezionali, con una guida pratica all’applicazione delle linee guida nel periodo transitorio, al Rentri, con un seminario su come gestire il doppio binario cartaceo-digitale, al tachigrafo

La

tonnellate.

“È stata una settimana importante – ha commentato il presidente di Fai Paolo Uggè -; abbiamo affrontato attraverso seminari con gli imprenditori del trasporto i temi che interessano direttamente gli autotrasportatori, abbiamo ricevuto moltissime visite e abbiamo messo in moto meccanismi importanti”.

Anche Fiap ha animato il proprio Logistic Village con un fitto calendario di incontri.

Imprenditori e manager del settore si sono confrontati con istituzioni, committenza e operatori sui problemi principali del comparto: la libertà di circolazione lungo i corridoi europei e le restrizioni alpine che penalizzano le imprese italiane; le

di digitalizzazione della filiera. Ampio spazio è stato dedicato anche ai dossier europei, dall’ETS all’ETS2 fino alle normative sociali e alla digitalizzazione delle catene documentali con l’eFTI.

Il programma Fiap ha visto anche la presenza del presidente del Comitato Centrale dell’Albo, Enrico Finocchi, che ha ricordato il ruolo dell’Albo, che raccoglie in sé le diverse anime dell’autotrasporto, dalle imprese ai vari Ministeri. “Da questi confronti è nato il Manifesto per la competitività del sistema logistico Italiano, un documento di lavoro che raccoglie le riflessioni emerse nei quattro giorni e diventerà la bussola delle strategie e dei confronti futuri della Fiap”, ha sottolineato Alessandro Peron, segretario generale di Fiap. Anita ha preso parte attivamente alla manifestazione con un doppio appuntamento dedicato alla transizione sostenibile del trasporto merci su strada; un incontro è stato organizzato da Daimler Truck Italia, l’altro da Anfia, con la collaborazione dell’associazione. Il presidente Riccardo Morelli ha ribadito come la trasformazione del settore sia già in corso, ma necessiti di un quadro normativo più chiaro e stabile, fondato sul principio di neutralità tecnologica e sulla pluralità delle soluzioni disponibili. In questa prospettiva, il confronto sulla revisione anticipata del regolamento europeo sulle emissioni dei veicoli pesanti è stato indicato come un passaggio cruciale per allineare le regole ai tempi reali di rinnovo delle flotte e alla disponibilità delle infrastrutture.

Fondamentale, inoltre, che siano messi a disposizione delle imprese

La conferenza stampa di Anita
Il Logistic Village di Fiap

gli strumenti utili affinché possano approcciare questo tema anche attraverso un discorso di sostenibilità finanziaria.

Questa edizione del Transpotec ha visto la partecipazione attiva anche di Fedit, protagonista di una serie di incontri e dibattiti su temi come la compliance aziendale, la certificazione delle imprese e l’innovazione tecnologica. Molto sentito il dibattito sulle aree di sosta, fondamentali per il riposo e le soste degli autisti; il panel ha ricordato come grazie ad un bando dell’Albo siano state finanziate nuove aree ed è stata annunciato l’inaugurazione della prima nuova area, prevista per settembre di quest’anno.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai servizi alle

imprese e alla formazione, con approfondimenti sulle certificazioni di regolarità, oltre ai temi legati all’intelligenza artificiale e al ricambio generazionale nel settore. “L’automazione e l’intelligenza artificiale stanno diventando strumenti centrali nello sviluppo della logistica moderna – ha sottolineato il presidente di Fedit, Guido Pietro Bertolone -; nei magazzini cinesi o americani stanno iniziando a diffondersi robot antropomorfi, capaci di supportare le attività operative”. Secondo Bertolone, queste tecnologie rappresentano una risposta concreta alla crescente carenza di manodopera qualificata. L’obiettivo non è sostituire le persone, ma trasformare gli operatori in supervisori dei sistemi automatizzati, attraverso percorsi di formazione e upskilling.

Presente in fiera anche CNA-Fita, insieme ai consorzi di riferimento dell’associazione, Colsea, Craav e Fitacom, che offrono servizi alle imprese di autotrasporto, tra cui il pagamento dei pedaggi, in Italia e in Europa; il servizio carburante, con carta abbinata alla targa del mezzo o ancora l’assicurazione e gestione del mezzo. Uno dei temi maggiormente sentiti dalle imprese in questo periodo, come ha spiegato Gianluca Bassiato responsabile

regionale di CNA-Fita Veneto, è quello dei ritardi nei pagamenti delle fatture da parte dei committenti. “Nonostante la normativa imponga il saldo entro 60 giorni, molte aziende vengono pagate dopo 90 o addirittura 120 giorni, con forti ripercussioni sulla sostenibilità finanziaria del settore”.

A disposizione degli autotrasportatori in visita anche la squadra del Sistema Assotir che ha approfittato della fiera per illustrare i servizi del consorzio Consat, dai servizi di trasporto ai pedaggi, dalla consulenza assicurativa alla formazione.

Ma il salone è stato anche un’importante occasione di incontro, dialogo e confronto per condividere idee, servizi e visioni sul futuro dell’autotrasporto e della logistica, ma anche per rispondere alle esigenze delle imprese. “Il caro gasolio è stato l’argomento principale – ha sottolineato Serena Londero, segretario regionale per la Lombardia – ma le difficoltà delle aziende sono anche molto altre, dalla concorrenza sleale all’applicazione corretta dei contratti. Per fare tutto questo, e tante altre cose, bisogna che le aziende abbiano un supporto

La presenza di Fedit
Lo stand di CNA-Fita
La delegazione di Assotir

L’AUTOTRASPORTO CONTRO L’ILLEGALITÀ

Sono sempre di più le iniziative delle associazioni di categoria per combattere le situazioni di dumping: l’ultima è la nascita dell’Osservatorio territoriale della logistica, trasporto merci e spedizioni in Lombardia

Legalità e trasparenza sono le basi su cui l’autotrasporto vuole costruire il proprio futuro. Lo dimostrano le tante iniziative che stanno nascendo per combattere l’abusivismo e tutelare le imprese che rispettano le regole.

L’ultima in ordine di tempo è l’Osservatorio territoriale della logistica, trasporto merci e spedizioni, costituito a San Giuliano Milanese e promosso dalle associazioni di categoria AnitFedertraslochi e Assotir insieme alle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, FitCisl e Uiltrasporti Lombardia.

L’obiettivo è ambizioso: svolgere funzioni di monitoraggio su sicurezza, legalità, contrasto alle infiltrazioni criminose e promozione della formazione professionale a e riportare ordine in un settore oggi segnato da frammentazione e dalla proliferazione di sigle para-sindacali, riaffermando il ruolo

delle parti storicamente firmatarie del CCNL.

L’iniziativa punta così a contrastare dumping e abusivismo, ricomporre eventuali vertenze e restituire dignità a un comparto troppo spesso associato a irregolarità, promuovendo al contrario qualità, sicurezza e stabilità occupazionale.

L’Osservatorio si affianca ad un’altra iniziativa nata nel 2024: il protocollo d’intesa per la legalità nei contratti di appalto nel settore della logistica nella Regione Lombardia, voluta dalla Prefettura e dalla Regione, al quale ha aderito oltre

ad Assotir anche Fiap, Legacoop e Confcooperative.

Cuore del progetto è una piattaforma digitale, che sarà pronta a breve, che incrocia le banche dati per verificare in tempo reale gli assetti societari e il regolare impiego della manodopera, colpendo caporalato ed evasione fiscale. Un altro progetto è il servizio di certificazione di regolarità volto a contrastare i fenomeni di illegalità lanciato da Fedit. L’associazione ha preparato un codice deontologico a cui le imprese possono aderire volontariamente, impegnandosi a operare con integrità e legalità. Una volta aderito al codice e fatti propri gli impegni in esso indicati, le aziende interessate possono sottoporsi ad uno screening che, in caso esito positivo, porta al rilascio di una certificazione di qualità che attesta l’integrità e la legalità dell’impresa.

I PORTI ITALIANI CRESCONO ANCHE NEL 2025

Secondo i dati di SRM e Assoporti sono state movimentate oltre 510 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 3,5% sull’anno precedente, nonostante le tensioni geopolitiche e le interruzioni delle principali rotte commerciali globali

Con più di 510 milioni di tonnellate di merci movimentate, in aumento del 3,5 % rispetto all’anno precedente, il 2025 si è configurato come un anno di crescita per la logistica dei nostri porti. Ciò vuol dire che crisi geopolitiche, perturbazioni dei mercati, operazioni militari in alcune zone strategiche per il commercio mondiale non hanno arrestato la corsa dello shipping. Questo

è quanto emerge dai dati del report Port Infographics di SRM e Assoporti sulla movimentazione delle merci e dei container nel complesso portuale nazionale. Un trend che conferma una crescita in atto e una certa resistenza e capacità di adattamento di un sistema che è stato capace di assorbire shock internazionali –come il prolungamento delle rotte marittime dovuto alla crisi nel Mar Rosso e agli attacchi nello Stretto di Bab el Mandeb. L’analisi dei volumi per singola tipologia merceologica

evidenzia come l’incremento sia stato trainato principalmente dal comparto dei container e dalle rinfuse solide.

Nel primo caso si parla di 131,9 milioni di tonnellate, con un balzo del +8,1%.

Nel secondo di 53 milioni di tonnellate, in aumento del 7,1%. Crescono, seppure più moderatamente, anche le rinfuse liquide, con 186,3 milioni di tonnellate (+1,8%).

Sostanzialmente stabili le merci RoRo con 122,2 milioni di tonnellate (+0,4%).

Trainato dalle attività di transhipment il segmento dei container ha vissuto una performance d’eccellenza. In totale, l’Italia ha movimentato 12,8 milioni di TEU, con una crescita complessiva del +7,1% su base annua.

Guardando poi alle singole Autorità

di Sistema Portuale troviamo sul podio il Mare Adriatico Orientale con 64 milioni di tonnellate di merci in totale; quasi 60 milioni sono transitate solo attraverso lo scalo di Trieste.

Il Mar Ligure Occidentale è il secondo sistema portuale in Italia, con 62 milioni di tonnellate di merci, di cui più di 46 sbarcate o imbarcate a Genova (anche se la crescita di questa AdSP è assicurata da Savona-Vado con un +1,9%). Terza per volumi è l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, con 55 milioni di tonnellate che ha registrato anche la maggior crescita su base annua con un +20,2%. In questo caso, è Gioia Tauro a farla da padrona con 54 milioni di merci trasportate via container.

Come ben sappiamo, Gioia Tauro è leader nel Mediterraneo nel segmento transhipment e nel 2025 ha movimentato 5 milioni di TEU, segnando una crescita

del 14%. Al quarto e quinto posto della classifica, troviamo poi l’AdSP del Mare di Sicilia Orientale con quasi 44 milioni di tonnellate di merci, ma in calo rispetto al 2024 (-4,9%), e il Mare di Sardegna con quasi 43 milioni di tonnellate, in crescita del 3,1%.

Tutti i dettagli, per ogni Autorità di sistema sono riportati, comunque, nell’infografica.

Questo per quel che riguarda il quadro del nostro Paese.

Ampliando lo sguardo a livello globale, emerge che nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto la quota di 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell’economia internazionale.

Il rapporto evidenzia che il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide: le prime rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti Ue, mentre le solide

incidono per il 20%. Si tratta di un dato rilevante alla luce di quello che sta accadendo nello Stretto di Hormuz dove passa il 37% del petrolio mondiale via mare, il 28% del GPL globale, il 19% del GNL,

il 13% dei prodotti chimici e il 4% delle rinfuse solide. Questo dà la misura dell’impatto di eventi che mettono in pericolo la libera navigazione di queste zone. Dall’inizio della crisi fra Stati Uniti

e Iran, con la sostanziale chiusura dello Stretto, quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di

MERCI MOVIMENTATE NEL 2025

E VARIAZIONE PERCENTALE SUL 2024

Tonnellate

approvvigionamento.

Da febbraio ad aprile la media dei transiti giornalieri è calata dell’89% passando da 128 a 14.

Anche il Canale di Suez lo scorso anno ha registrato traffici inferiori agli anni precedenti, come conseguenza degli attacchi

condotti dagli Houthi, alleati yemeniti della Repubblica islamica dell’Iran nello Stretto di Bab el Mandeb che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano indiano. Rispetto al 2022 – anno precedente agli attacchi avviati in concomitanza con l’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza - il decremento è del 48%.

In questi anni, la crisi è stata affrontata ridisegnando e allungando le rotte. L’alternativa a questo snodo logistico fra Occidente e Oriente passa infatti per il Capo di Buona Speranza; una circumnavigazione dell’Africa che allunga le distanze fino al

120%. In sostanza, il viaggio di una nave cisterna dal Medio Oriente all’Europa dura in questo modo 36 giorni invece che 16, percorrendo 11.140 miglia nautiche invece di 5000. Il viaggio di una portacontainer dall’Estremo Oriente all’Europa allunga così del 29% le distanze, passando da 28 a 36 giorni. Le conseguenze si ritrovano nei rincari significativi dei costi logistici e del bunkeraggio. A.V.

IL CARGO FERROVIARIO NON ESCE DALLA CRISI

Presentato a Roma il rapporto Fermerci relativo al 2025: i treni-chilometro calano del 3,5% rispetto all’anno precedente mentre le tonnellate chilometro si mantengono abbastanza stabili

Il cargo ferroviario in Italia fatica ancora a risolvere i propri problemi strutturali e a trovare la strada per una crescita stabile. I dati dell’ultimo rapporto di Fermerci, presentato a Roma lo scorso 20 maggio, confermano quanto già rilevato negli anni passati, cioè un calo dei trenikilometro, la forte marginalità rispetto alla modalità stradale,

il gap infrastrutturale e le criticità legate ai lavori di ammodernamento.

Nel 2025 i volumi si attestano a 49,4 milioni di treni-km, registrando una diminuzione del 3,5% rispetto al 2024 e una riduzione complessiva del 7,8% nel periodo 2022-2025. Tengono però le tonnellate-km, che lo scorso anno si sono attestate a

circa 22,6 miliardi (erano 22,9 miliardi nel 2024 e 22,7 nel 2023). Cosa significa questa apparente discrepanza?

La divergenza tra il calo dei trenikm e la stabilità delle tonnellatekm indica un aumento del carico medio per treno; questo vuol dire che sulla rete viaggiano treni più grandi e pieni grazie a una linea ferrovia via via più aggiornata, per effetto anche dei lavori finanziati dal PNNR che, se da un lato hanno provocato, e stanno ancora provocando (vedi box), gravose interruzioni sulla rete, dall’altro adeguano l’infrastruttura agli standard europei e permettono il transito di treni più capienti. Un risultato favorito anche dall’utilizzo di strumenti digitali per la pianificazione delle tracce. Si conferma anche una differente distribuzione territoriale del traffico in Italia, con le regioni del Nord, a vocazione industriale, che gestiscono il 70% del traffico totale (47% nel Nord-Est e 23% nel Nord-Ovest). Centro e Sud coprono rispettivamente il 18% e l’11%. Le isole rappresentano una presenza marginale (1%), anche

se la Sicilia mostra una crescita notevole (+56% di treni-km dal 2018). Uno schema a cui corrisponde anche la mappa della rete ferroviaria nazionale, 17.077 km di proprietà statale a cui si aggiungono circa 3mila km di linee secondarie, di proprietà regionale.

Nelle regioni dell’Italia settentrionale si registra una maggiore densità (7.619 km pari a 46% del totale nazionale).

La rete italiana è la quarta più estesa in Europa, dopo Germania (38.691 km), Francia (27.617 km) e Polonia (19.539 km).

Anche i volumi mantengono, più o meno, lo stesso rapporto di grandezza. I dati riportati nel documento di Fermerci fanno riferimento a Eurostat e quindi si basano sui volumi trasportati nel 2024. La Germania con 126,3 miliardi di tonnellate-km mantiene la sua superiorità, seguita da Polonia con 56,7 miliardi di tonnellate-km e Francia (32,2 miliardi di tonnellate-km).

L’Italia è anche in questo caso al quarto posto con 22,9 miliardi di tonnellate-km, seguita da Svezia (21,8 miliardi di tonnellate-km) e Austria (21,0 miliardi di tonnellatekm).

Altro elemento interessante che emerge dal report è l’analisi dell’andamento del traffico nelle

infrastrutture di ultimo miglio, come porti, interporti, hub logistici, terminal, dove hanno accesso i binari ferroviari.

Anche nell’analisi di questo particolare segmento, si rileva una flessione del traffico rispetto all’anno precedente, soprattutto nei fasci di binari privati, spesso al servizio di impianti industriali. Il flusso nella rete degli interporti mantiene livelli sostanzialmente stabili anche se in lieve contrazione rispetto al 2024. Lo stesso dicasi per i porti.

Se entriamo più nel dettaglio della situazione degli scali marittimi (vedi anche articolo a pag. 2225), oggi sono 20 quelli connessi all’infrastruttura ferroviaria nazionale: Savona-Vado, Genova Pra, Genova Sampierdarena, La Spezia, Marina di Carrara, Livorno, Piombino, Civitavecchia, Golfo Aranci, Gioia Tauro, Villa

San Giovanni, Messina, Taranto, Brindisi, Ancona, Ravenna, Venezia, Trieste, Montefalcone e Nogaro. A questa lista si aggiungerà a breve anche il porto di Ortona ed entro il 2026 ci sarà anche quello di Augusta. L’analisi dei traffici ferroviari conferma una forte concentrazione dei volumi sui principali nodi strategici della rete e la centralità di alcuni scali. Il porto di Trieste, infatti, non è solo il primo scalo nazionale per movimentazione delle merci, è anche il primo per traffico ferroviario, con 7.673 treni nel 2025, in lieve ripresa (+0,3%) rispetto al 2024, pur restando su livelli inferiori rispetto al 2023. Il nodo di La Spezia mantiene la seconda posizione con 7.416 treni, anche se in flessione rispetto al 2024 (-2,5%). Segue, al terzo posto, Ravenna con 6.750 treni e in calo del 6,9%.

LAVORI SULLA RETE: ANCORA DUE ANNI DI INTERRUZIONI

Non è ancora il momento per godere degli effetti positivi delle opere di aggiornamento della rete strutturale italiana; questo anno e il prossimo, infatti, saranno caratterizzati da numerosi lavori in corso e giornate di interruzioni programmate.

Nel 2026 il numero totale di interruzioni sulla rete merci con un impatto superiore al 50% registra un incremento significativo, passando da 187 a 264.

Le proiezioni per il 2027 restano negative anche se con una lieve riduzione (si scende a 251). Il vero e proprio miglioramento arriverà nel 2028, anno in cui dovrebbero essere completati diversi interventi.

La distribuzione territoriale evidenzia una concentrazione significativa nelle direttrici del Centro e Adriatica, con 265 interventi, seguite dal Nord Ovest con 239 e dal Nord Est con 176. Minore, invece, il numero di cantieri previsti nell’area Tirrenica Sud e Isole, in cui sono in programma 108 interventi.

AL TRANSPOTEC LA MATURITÀ GREEN DEL TRASPORTO PESANTE

Dall’elettrico all’idrogeno, passando per i carburanti alternativi: le case costruttrici hanno mostrato la via della transizione alla Fiera di Milano. Una rotta che abbraccia anche i commerciali leggeri e l’intera filiera di pneumatici, allestimenti e servizi

Un’industria del trasporto pesante che ha ormai imboccato con consapevolezza e maturità la strada della trasformazione green e tecnologica è quella che si è mostrata a Transpotec Logitec 2026. A due anni di distanza dall’ultima edizione, le case costruttrici di veicoli industriali si sono esibite con tutte le novità e i prodotti di punta, confermando di aver virato ormai verso l’elettrico e in qualche caso l’idrogeno, senza tralasciare le altre soluzioni già efficienti e funzionali, dal diesel di ultima generazione, all’HVO, al bioGNL. Ma non solo. Dal 13 al 16 maggio, il settore è stato esplorato a 360°: commerciali leggeri, allestimenti, pneumatici, componentistica, carburanti sostenibili, batterie o sistemi per gestione delle flotte pagamento dei pedaggi. Iniziamo questa ricognizione con le otto case costruttrici, protagoniste degli spazi più estesi dei padiglioni fieristici. Sostenibilità ambientale ed economica è il mantra risuonato. Alla prova dei fatti c’è la possibilità per le aziende di affrontare la transizione green con trazioni alternative e di ammortizzare le spese di mezzi elettrici, più costosi, confrontandosi col tema della rete di ricarica.

Partiamo da DAF. La casa olandese ha messo in mostra i veicoli della New Generation DAF in differenti configurazioni; al centro della scena l’XG+ Emerald, 530 cavalli full optional. Una serie limitata in 100

2026. La scelta è caduta sull’XF Electric in configurazione trattore a due assi, equipaggiato con cinque pacchi batteria, con 350 kW e fino a 500 chilometri di autonomia. Tra i protagonisti anche l’XF 530 l’8×4 destinato al mondo cava-cantiere e la bisarca, prima soluzione di questo tipo per DAF.

Restando in tema di transizione green, ci spostiamo allo stand di Daimler Truck Italia, 1.600 metri quadrati di esposizione all’interno del padiglione 18. Occhi puntati su un piccolo mezzo dal sapore retrò che conduce alla Germania di fine ‘800, quando Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach costruirono il primo camion.

Il Transpotec arriva, infatti, in occasione di due anniversari: i 30 anni del Mercedes-Benz Actros e i 130 dal primo camion della casa di Stoccarda. Il brand ha voluto rappresentare così l’origine e l’evoluzione dei mezzi affiancando il “carro a motore” ai vari modelli di Mercedes-Benz Actros, fra cui l’Actros L ProCabin.

Per quanto riguarda il mondo dell’e-mobility a portare il testimone è il Mercedes-Benz eActros 600, il veicolo 100% elettrico per il trasporto regionale e lungo raggio già International Truck of the Year 2025 e Sustainable Truck of the Year 2026.

Tutta la gamma con qualche novità è quello che ha esposto Ford Trucks Italia. La casa ha messo in mostra il nuovo F-MAX, un mezzo più aerodinamico e con una cabina rinnovata, spinto da motore Ecotorq Gen2 da 510 CV, abbinato a una trasmissione a 16 marce.

La vera anteprima è stata però l’F-LINE E, il truck 100% elettrico che segna l’ingresso del brand nel segmento delle motrici a zero emissioni dedicate alla distribuzione urbana e regionale. Disponibile nelle versioni 4x2 e 6x2, vanta fino a 300 km di

Il DAF XF 350 FT elettrico
Lo stand di Daimler Truck Italia

stata invece presentata in configurazione 8x4 con allestimento ribaltabile, specifica per le missioni cavacantiere.

Il salone è stato anche l’occasione per svelare il progetto Dual-Fuel (H-Dual), nato dalla collaborazione con diversi partner, tra cui il Politecnico di Milano. Un Ford F-Max L - esposto allo stand – permetterà così di testare il sistema che si basa sull’integrazione di diesel (HVO) e idrogeno/idrobiometano.

Al padiglione 14 di Transpotec anche l’intera gamma pesante Iveco Way. Tra i protagonisti, l’Iveco S-Way CNG, utilizzabile anche in versione LNG, e l’Iveco S-eWay con livree dedicata al Giro d’Italia.

Nello stand anche l’Iveco S-Way TurboStar Special Edition, stile anni ‘80. Modelli che rappresentano la scelta multi tecnologica della casa per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. In particolare, in tema di sostenibilità ambientale l’Iveco S-eWay rappresenta l’opzione per missioni regionali e di

lungo raggio, con un’autonomia fino a 600 km.

Per la gamma leggera, invece, protagonisti il Daily diesel, alimentato ad HVO, e il debutto dell’eJolly, completamente elettrico – come si evince dal nome – e l’eSuperJolly.

L’eJolly con massa totale tra 2,8 e 3,2 Ton e con una portata fino a 1.175 kg è pensato per le missioni urbane. L’altezza inferiore a 1,9 metri facilita l’accesso alle ZTL. Disponibile con batterie da 49 kWh (fino a 224 km) o 75 kWh (fino a 352 km), con ricarica rapida fino a 100 kW, consente di recuperare 100 km in 15 minuti.

L’eSuperJolly, con una massa totale a terra da 3,5 a 4,25 Ton, ha un’autonomia fino a 420 km. Il vano di carico ottimizzato offre fino a 17 metri cubi di volume e una capacità di carico fino a 1,4 Ton.

Elettrico protagonista anche dello stand di Man Truck & Bus che a Milano ha ospitato l’anteprima del nuovo eTGM elettrico. Il truck completa l’offerta a

Lo stand di Ford Trucks
Gli Iveco protagonisti del Giro d’Italia

inclusi la logistica alimentare, le consegne alla GDO, le applicazioni municipali, i trasporti legati all’edilizia e la distribuzione regionale. La catena cinematica elettrica garantisce bassi consumi energetici e un’elevata capacità di recupero in decelerazione, per un’autonomia che arriva fino a 480 km, in base alla configurazione.

Decarbonizzare è anche il motto di Renault Trucks che al Transpotec 2026 si è presentata pronunciando l’imperativo “Io guido la decarbonizzazione”. Un obiettivo che per la francese si raggiunge attraverso una strategia che guarda a molteplici soluzioni dall’elettrico al diesel di ultima generazione all’usato certificato.

Gli occhi sono stati puntati sulla novità T E-Tech 780, in anteprima italiana. L’elettrico,

con un’autonomia di 660 km, è pensato per il lungo raggio. Il trattore elettrico monta otto batterie con forma ad L che vanno a occupare l’intero asse del telaio per una capacità totale di 780 kWh, da cui prende il nome il truck; questo permette di equipaggiare l’assale posteriore con un e-axle, che integra motori, cambio e differenziale. Il camion così configurato arriva a 46 tonnellate di massa totale. Tra le novità esposte anche il D14 E-Tech, per le medie distanze e l’ultimo miglio e con un’autonomia di 200 km. Dotato inoltre di telecamere a 360 gradi per garantire sicurezza e manovrabilità.

Passiamo, poi, alla svedese Scania

Fra i protagonisti dello stand il nuovo BEV 40 S A4x2NB: 100% elettrico, configurato con 7 pacchi batteria e

Il nuovo eTGM di MAN
Renault Trucks Smart e altri veicoli in mostra

Fra i protagonisti anche The Wolf, l’edizione speciale in soli 50 mezzi in Italia – modelli Super da 560 cavalli o V8 590, 660, 770 cavalli, per le cabine S20H e S23H, è pensato per i cinquant’anni della finanziaria Scania.

Negli spazi esterni anche il trattore Fuel Cell 40 R A6x2*4NB a celle a combustibile da 300 kW. Si rifornisce in 20 minuti e offre una potenza di 400 kW, con recupero dell’energia cinetica in frenata e un’autonomia fino a 1.000 km anche quando viaggia con un peso totale di 30 tonnellate. Il truck è parte del progetto europeo ZEFES per accelerare la decarbonizzazione del trasporto merci tramite camion elettrici e a idrogeno. La carrellata sulle case costruttrici europee di veicoli industriali presenti al Transpotec si chiude allo stand di Volvo Trucks Italia

La casa svedese ha portato a Fiera Milano il Volvo FH WonderFuel, alimentato a diesel o a biocarburanti. Si tratta di un’evoluzione dell’FH Aero, anch’esso presente allo stand, con sistema di risparmio di carburante nel lungo raggio: gli pneumatici classe A o B con una minor resistenza al rotolamento e il motore I-Save ottimizzano i consumi nelle lunghe percorrenze. La Camera Monitoring System, inoltre, migliora la visibilità. Accanto al modello WonderFuel, riflettori puntati anche sul Volvo FH Aero, una versione che

sceglie la via del gas naturale o del biogas. Sotto la cabina aerodinamica il motore G13-LNG Euro 6 abbinato al cambio I-Shift a 12 marce. Anche in questo caso il Camera Monitoring System per l’angolo cieco permette di migliorare la visibilità. Come abbiamo già visto Transpotec non significa però solo mezzi pesanti. Come non parlare quindi della business unit di Stellantis dedicata ai veicoli commerciali, Stellantis Pro One che da sola riunisce Citroën, Fiat Professional, Opel e Peugeot. Nei primi quattro mesi l’azienda ha conquistato una quota di mercato del 39%. Risultati che “derivano da una rete eccellente capillare sia come capacità di

Lo stand di Scania
Un Volvo FH BIOGAS

capillarissima sul territorio nazionale, parliamo di 500 punti vendita e oltre 2000 punti di assistenza”. Ovviamente in Italia la fa da padrona Fiat Professional. Fra le novità spicca, infatti, l’anteprima nazionale del nuovo Fiat Professional TRIS, disponibile nelle

versioni Pick Up e Cargobox, con un’autonomia fino a 90 chilometri, una portata superiore ai 350 chilogrammi e uno spazio di carico compatibile con un europallet standard.

Accanto ai brand già noti ha fatto il suo debutto nel mercato italiano dei commerciali anche il cinese Dongfeng. La gamma di veicoli commerciali proposta al Transpotec comprende Captain, un furgone spazioso dal duplice utilizzo, traporto merci e persone, disponibile in più configurazioni. La versione autotelaio è lunga 5,65 metri, larga 2,04 e alta 2,37, con un passo di 3,61 metri. La cabina ha 3 posti e la capacità di carico arriva a 1,5 tonnellate.

Captain è disponibile anche nella versione a cabina doppia, con lunghezza di 4,99 metri e passo di 3,05, in grado di trasportare due passeggeri e fino a 2 tonnellate di carico. Nella classica soluzione furgone troviamo, invece, un mezzo da 5 metri esatti di lunghezza che racchiude un volume di carico pari a quasi 14 metri cubi. In questo contesto di profonda trasformazione, un ruolo da protagonista lo gioca però anche il mondo degli pneumatici. A Milano, Michelin ha rimesso al centro la sostenibilità legata all’efficienza economica focalizando l’attenzione sul suo modello Multivita, una strategia basata su riscolpitura e ricostruzione delle carcasse che permette di allungare la vita dello pneumatico riducendo i costi chilometrici per le flotte fino al 33%.

La casa ha esposto anche la soluzione “Quickscan”, un tappeto digitale che scansiona gli pneumatici al passaggio del mezzo.

Lo stand di Stellantis Pro One
Il Captain di Dongfeng

SENZA PILOTA, SENZA SOSTE: IL FUTURO IN MOSTRA A PECHINO

Dai camion a batteria estraibile ai robot che sorridono ai pedoni: l’evoluzione della logistica autonoma in vetrina alla fiera Auto China 2026, uno dei saloni più grandi al mondo

Varcare la soglia del Salone di Pechino 2026 ha significato immergersi in una dimensione dove la realtà fisica sembrava quasi arrendersi di fronte alla vasta ambizione tecnologica del colosso asiatico. 380mila metri quadrati - un’estensione tale da poter contenere circa cinquantatré campi da calcio - hanno riunito oltre 1.500 espositori, allestendo la kermesse con 1.450 veicoli e più di 150 anteprime mondiali. Al di là dei numeri impressionanti, l’atmosfera che si respirava tra i padiglioni del Salone, che si è svolto dal 24 aprile al 3 maggio, era quella di un cambio di paradigma. Il tema dell’edizione, incentrato sull’innovazione digitale, echeggiava in ogni spazio espositivo.

Il baricentro della fiera si è infatti spostato nettamente dall’hardware al software, identificando nell’intelligenza artificiale (IA) il vero motore del cambiamento globale, anche nel settore della

logistica. Questa evoluzione consente di trasformare il veicolo, leggero o pesante, in una piattaforma digitale in continuo aggiornamento, capace di apprendere e di modificare le proprie prestazioni attraverso l’integrazione continua di un costante flusso di dati.

In questa transizione, un ruolo di primo piano è svolto dall’IA fisica (Physical AI), tecnologia che permette ai mezzi di percepire e interagire con il mondo reale in modo dinamico e immediato.

Grazie a reti neurali avanzate e algoritmi di apprendimento per rinforzo, infatti, i sistemi di guida sono oggi in grado di prevedere le traiettorie degli altri utenti della strada e di gestire situazioni impreviste con una precisione che simula la logica umana. Una condizione sempre più concreta anche nel settore di nostro interesse (Cfr. Tir n. 286, pag.3437).

In questa cornice tecnologica, il trasporto pesante ha infatti

valicato nuovi confini operativi, scommettendo sulla transizione elettrica unita all’automazione e all’IA fisica per ottimizzare i flussi di carico e i consumi. Un esempio esposto alla fiera riguarda la proposta del costruttore di mezzi pesanti Sany, che in stretta collaborazione con

l’azienda Pony.ai ha presentato un camion pesante elettrico a guida autonoma (L4) di quarta generazione, ideato per missioni logistiche a lungo raggio: PonyTron.

Un elemento distintivo di questo mezzo risiede nella sua architettura energetica, caratterizzata da un pacchetto batterie da 400 kilowattora progettato per essere completamente rimovibile e sostituibile in tempi rapidissimi. Tale soluzione permette di superare l’ostacolo dei lunghi tempi di ricarica, garantendo la continuità operativa delle attività logistiche. Oltre alla versatilità della batteria estraibile, il veicolo sfrutta anche il

sistema di ricarica rigenerativa che permette di recuperare energia durante le fasi di frenata, ottimizzando ulteriormente i consumi complessivi. Il telaio è interamente gestito per via elettronica, dove le funzioni di sterzo, frenata ed elaborazione dei dati sono coordinate da una piattaforma digitale che assicura una risposta immediata a ogni comando del software di guida. Una tecnologia che trova espressione operativa anche nel sistema del truck platooning, una configurazione dove un singolo camion guidato da un conducente fa da apripista ad altri mezzi pesanti a guida autonoma. Accanto a queste soluzioni, la fiera ha ospitato anche il debutto del GAC Lingcheng T9, un trattore stradale 100% elettrico progettato per il trasporto ad alta frequenza e a breve distanza in contesti come porti, aree minerarie e impianti siderurgici. Il mezzo fonde un’estetica futuristica con una ricerca maniacale dell’efficienza aerodinamica. Il design, caratterizzato da superfici lisce e spigolose, permette di fendere l’aria con un coefficiente di resistenza estremamente basso, riducendo sensibilmente l’attrito durante la marcia. Nonostante l’aspetto

imponente, il mezzo presenta una struttura ultra-leggera, meno di 9 tonnellate di peso grazie all’uso di materiali compositi in acciaioalluminio, il che si traduce in una maggiore capacità di carico utile. La tecnologia include specchietti digitali, radar a onde millimetriche e sistemi di assistenza avanzati mentre l’abitacolo è stato concepito come un vero e proprio spazio di vita intelligente, includendo comfort come un frigorifero integrato e sedili con funzione massaggio.

Il futuro delle consegne dell’ultimo miglio conferma invece la sua forma più innovativa nei robovans, piccoli robot su ruote che trascendono la funzione di semplice mezzo di trasporto. Si tratta di veicoli che uniscono l’efficienza operativa con un’estetica sempre più futuristica, spesso anche umanizzata, con l’integrazione di occhi a LED ed espressioni empatiche per facilitare l’interazione sociale e trasmettere quella fiducia necessaria a superare la naturale diffidenza verso l’automazione.

Tra i modelli esposti menzioniamo il Bamboo T5 Pro di Minieye, un robovan L4 capace di muoversi agilmente nei centri urbani affidandosi ai propri sensori e alla visione artificiale per orientarsi tra i pedoni e il traffico.

Sulla stessa linea, il Changan Kaicene Robovan, un robot su ruote che integra tecnologie avanzate come la frenata a doppia ridondanza e un’architettura intelligente per garantire sicurezza e operatività costante anche in condizioni climatiche estreme.

ASTRA AL SAMOTER: 80 ANNI DI POTENZA NELL’HEAVY-DUTY

A inizio maggio si è svolta a Verona la fiera dedicata al settore delle macchine per costruzioni. Una vetrina in cui Astra ha celebrato i suoi ottant’anni di attività ed esposto in anteprima il modello HDX 88.57 in versione trattore eccezionale

La città di Verona ha ospitato la 32esima edizione del SaMoTer, un appuntamento dove il trasporto pesante per costruzioni ha preso forma in una dimostrazione di forza e tecnologia che ha travalicato i confini nazionali. Dal 6 al 9 maggio, 42mila professionisti hanno affollato i padiglioni di Veronafiere, testimoniando la

che resiste alle incertezze globali, mantenendo un ruolo centrale per l’economia nazionale.

Su una superficie di 52mila metri quadrati, oltre cinquecento espositori hanno delineato un comparto riqualificato grazie ai progressi della digitalizzazione e dell’automazione. Strumenti che guidano oggi un’industria nazionale

tecnologia e mezzi possa ottimizzare ogni fase costruttiva, rendendola più sostenibile e controllabile. L’evento ha messo in risalto un’industria che, nel nostro Paese, vale 3,2 miliardi di export, coprendo l’intera gamma della filiera: dal movimento terra, sollevamento e demolizione fino alla componentistica.

In questa vetrina, Astra ha colto l’occasione per celebrare i suoi ottant’anni di attività, consolidando la sua posizione nel gruppo Leonardo attraverso l’esposizione di mezzi che ridefiniscono gli standard delle costruzioni e della logistica pesante.

Presso lo stand, è stato esposto in anteprima l’HDX 88.57,

Claudio Catalano

tonnellate. Equipaggiato con un propulsore da tredici litri da 570 cavalli, il mezzo sfrutta un cambio automatico a sette rapporti con convertitore di coppia idraulico, una dotazione tecnica che assicura

precisione e fluidità di marcia anche nei contesti di traino più gravosi. Per garantire prestazioni costanti sotto sforzo e in ogni condizione climatica, il mezzo è stato inoltre equipaggiato

con moduli di raffreddamento ausiliari dietro la cabina e una catena cinematica irrobustita da motoassali ad alta portata.

DALLE MINIERE SARDE ALL’INGRESSO NEL GRUPPO LEONARDO:

RIPERCORRIAMO

LA STORIA DI ASTRA CON L’AD CLAUDIO CATALANO

Accanto all’anteprima del nuovo modello, Astra ha esposto il suo modello di punta, l’HDX 84.57 con una livrea speciale dedicata all’80° anniversario ricordando ai visitatori come la solidità costruttiva sia essenziale per affrontare le sfide del domani. Un’evoluzione lunga otto decenni per l’azienda italiana che vogliamo ripercorrere insieme a Claudio Catalano, amministratore delegato di Astra e IDV.

Quest’anno Astra compie 80 anni. Quali sono le sue origini?

Astra è nata nel 1946 in Sardegna. La sua attività iniziale consisteva nel recupero di veicoli bellici rimasti sul territorio italiano dopo la Seconda guerra mondiale. Inoltre, è stato il primo concessionario di alcuni importanti marchi americani e ha sviluppato fin da subito un forte legame con il settore dei veicoli per la difesa: la sua prima attività è stata infatti quella di dare una seconda missione a questi veicoli nel dopoguerra.

Come si è evoluta la sua storia?

Astra è passata dal recupero di veicoli alla progettazione di mezzi propri, focalizzandosi sui settori delle costruzioni e dell’attività estrattiva, inizialmente per il mercato minerario sardo. Negli anni si è poi specializzata nella costruzione, distribuzione e assistenza tecnica di macchine pesanti prevalentemente impiegate nei settori petrolifero e minerario, contribuendo alla realizzazione di grandi opere internazionali in Africa, Etiopia, Algeria e in Sud America.

Producete anche veicoli con capacità di traino incredibili, fino a 300 tonnellate. Per quali missioni?

Le missioni dei nostri veicoli sono le più estreme: dal traino di enormi semirimorchi negli impegnativi

percorsi a forti pendenze delle miniere d’oro in Indonesia, allo spostamento di torri di perforazione nel deserto, fino alla movimentazione in combinato di giganteschi macchinari per le miniere del Sud America o per grandi impianti di energia in tutto il mondo. Per questo motivo questi mezzi sono estremamente robusti ed equipaggiati con sistemi di raffreddamento supplementari per garantire la perfetta efficienza in ogni condizione. Il DNA di Astra risiede proprio nella fornitura di veicoli “ad hoc” per garantire missioni specifiche in totale sicurezza.

Astra e IDV di recente sono entrate nel gruppo Leonardo: sarà un ulteriore traino verso l’espansione?

Certo, esiste una piena complementarità tra le realtà e questo connubio rappresenta un’opportunità per continuare questo percorso di crescita. Già da qualche anno, di fatto, Astra e IDV formano una cosa sola. Le tecnologie su trasporto pesante off-road di Astra si sono unite con le competenze di protezione militare di IDV, un connubio che ha consentito al gruppo di acquisire una grande rilevanza nel trasporto tatticologistico degli eserciti. Oggi spostiamo tutto l’esercito italiano, in tutte le sue declinazioni e per diverse attività: per il trasporto di carri armati, carburante o per operazioni di recupero veicoli in teatri operativi. Sono tanti, poi, i mercati europei che hanno i nostri mezzi: Spagna, Francia, Germania, Olanda, Romania. D’altronde, oggi le nostre piattaforme sono quelle che, nel settore militare, danno anche un’elevatissima interoperabilità logistica agli eserciti Nato.

Debiti col Fisco: più facile conoscere la situazione online

Il nuovo servizio dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di consultare in modo semplice e immediato la propria situazione debitoria nei confronti del Fisco e di altri enti pubblici. Il servizio permette inoltre di gestire direttamente i pagamenti online

disponibile per tutti i contribuenti la nuova versione online dei servizi forniti da Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia), che consente di consultare i debiti accumulati nei confronti del Fisco - come cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo - o di altri enti pubblici, relativi, ad esempio, a imposte statali, tributi locali, contributi previdenziali e sanzioni amministrative, a partire dall’anno 2000.

Il nuovo servizio, denominato “Situazione debitoria, consulta e paga”, consente di conoscere immediatamente gli importi ancora

da regolarizzare - verificando, in particolare, l’eventuale presenza di sospensioni, sgravi, rateizzazioni o definizioni agevolate - e rende più semplice la consultazione dei pagamenti già effettuati. Non solo. Permette anche di verificare l’eventuale presenza di procedure di riscossione in corso, lo stato dei piani di rateizzazione attivi e le misure agevolative (Rottamazioni) alle quali il contribuente ha aderito. Si può inoltre consultare il dettaglio completo dei singoli atti e, se si decide di pagare (dopo aver verificato la regolarità dell’atto) si potrà procedere direttamente

online. Dall’area riservata tutti i cittadini e le imprese, utilizzando le proprie credenziali digitali (SPID,CIE CNS), potranno ottenere anche un prospetto completo e sintetico di tutti i documenti a loro intestati (il prospetto aggiornato è disponibile entro 24 ore dalla richiesta).

Le imprese e i professionisti incaricati, quali avvocati, commercialisti, CAF e altri intermediari abilitati, potranno invece accedere utilizzando le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate.

Il servizio risulta particolarmente utile anche per valutare le

soluzioni disponibili e, soprattutto, per difendersi tempestivamente dalle pretese avanzate dai vari enti creditori, grazie alla possibilità di conoscere rapidamente eventuali atti notificati tramite posta o Pec, dei quali talvolta si ignora persino l’esistenza. Ciò consente di non perdere l’opportunità di proporre opposizione, presentare un’istanza in autotutela oppure proporre ricorso entro i termini previsti, che generalmente sono pari a 60 giorni. Allo stesso tempo consente anche di sfruttare la possibilità di rateizzare, sospendere o contestare i debiti prima che diventino definitivamente esecutivi. In presenza di debiti inattesi, si potrà sempre richiedere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione una copia integrale degli atti, così da verificarne la legittimità ed accertare se siano ancora impugnabili. In tal modo, il contribuente potrà valutare l’opportunità di proporre tempestivamente ricorso oppure di richiedere la rateizzazione degli importi

dovuti, anche nell’ipotesi in cui siano già in corso procedure esecutive o pignoramenti.

Va inoltre valutata la possibilità di aderire alla rottamazione, saldo e stralcio o sovraindebitamento e verificare gli effetti che potrebbero insorgere in casi particolari, come ad esempio, il decesso del contribuente, la prescrizione del debito o, nei casi più gravi, il fallimento del debitore e la decadenza dai piani di rateazione. Con riferimento alla prescrizione, è opportuno ricordare che, in assenza di termini specifici più brevi, la Corte di Cassazione ha recentemente confermato che il termine di prescrizione per la riscossione dei crediti tributari erariali è pari a dieci anni.

Altro servizio utile è quello che prevede la possibilità di selezionare l’ambito provinciale di riferimento, così da conoscere in modo dettagliato la propria situazione debitoria. Attraverso la sezione “Da saldare” è possibile visualizzare gli importi dei carichi affidati all’Agenzia delle EntrateRiscossione - al netto di eventuali sgravi, sospensioni o riscossioni intervenute

successivamente - nonché il nominativo dell’ente creditore. Qualora la posizione risulti regolare, il pagamento potrà essere effettuato comodamente online, selezionando il relativo documento e cliccando sul pulsante “Aggiungi al pagamento”. Successivamente, occorrerà scegliere “Procedi al pagamento” per confermare i documenti di interesse e completare l’operazione tramite la funzione “Paga online”. Il servizio consente inoltre di verificare l’eventuale presenza di procedure cautelari o esecutive attive, quali fermi amministrativi e pignoramenti, associate ai documenti consultati. Nella sezione “Saldati” risultano invece i documenti interamente pagati o sgravati,a partire dall’anno 2000.

Tuttavia va ricordato che quelli pagati entro i cinque anni (se non sono mai stati interessati da eventuali procedure) non possono essere visualizzati così come quelli sgravati da più di tre anni. Un’ulteriore funzionalità particolarmente utile riguarda la possibilità di consultare i piani di rateizzazione attivi attraverso il servizio “Rateizza il debito/Piani di rateizzazione”, sezione dalla quale è possibile scaricare anche i moduli necessari per il pagamento delle rate dovute.

Infine, tramite il link “Definizione agevolata/Comunicazione delle somme dovute” sarà possibile verificare gli importi ancora da corrispondere, a seguito dell’adesione (da parte del contribuente) ad un istituto di definizione agevolata (come, ad esempio, l’adesione alle ultime Rottamazioni).

OMICIDIO STRADALE: ECCO COSA SAPERE

Un autista potrebbe essere chiamato in giudizio per omicidio perchè, ad esempio, ha parcheggiato il mezzo in un’area di incrocio, concorrendo a causare un incidente. In altri casi, i dati del cronotachigrafo possono essere fondamentali per accertare le responsabilità

di Gino D’Amico

La materia della sicurezza stradale, sotto il profilo della responsabilità di chi cagiona la morte o una lesione personale stradale grave o gravissima, violando le norme sulla disciplina della circolazione stradale, è stata profondamente innovata per effetto della Legge n. 41 del 23 marzo 2016. L’espressione “violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale” ricorre infatti sia nell’art. 589 bis del Codice penale (che si riferisce alla fattispecie di reato dell’omicidio stradale) sia nell’art. 590 bis dello stesso Codice (relativo a quella delle lesioni personali stradali gravi o gravissime) che si uniscono all’aspetto civilistico per il risarcimento del danno previsto dall’art. 2043 del Codice Civile.

L’art. 589 bis prevede che “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione

stradale è punito con la reclusione da due a sette anni” mentre l’art. 590 stabilisce che “Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi a un

anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime”. Entrambe le norme devono essere lette nel senso di non negare che il reato possa essere compiuto anche da chi non sia necessariamente un conducente di veicolo, come emerge dall’uso del pronome “chiunque”, sempreché la morte (o le lesioni personali gravi o gravissime) sia stata cagionata “con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale”. Tale assunto giuridico, proprio per il carattere generale espresso, consente l’applicazione delle ipotesi del reato in esame a qualsiasi comportamento contrario alle norme di circolazione stradale che possa comportare danni gravi o morte.

Ad esempio, un autista potrebbe essere chiamato in giudizio per omicidio stradale o per lesioni gravissime anche quando, imprudentemente, abbia parcheggiato il proprio veicolo nelle immediate vicinanze di un’area di incrocio, impedendo di fatto la visibilità nella medesima area agli altri utenti della strada, causando con tale comportamento, anche in ipotesi di concorso, direttamente o indirettamente, un evento incidentale. In tal caso, l’autista sarebbe ritenuto comunque corresponsabile dell’evento, anche non partecipando attivamente alla dinamica del sinistro.

Con particolare riferimento alla prova dell’inosservanza delle regole cautelari, e sempre a titolo di esempio, può assumere rilievo anche un messaggio whatsapp inviato pochi minuti prima dell’incidente, quale indice della distrazione dell’autista che ha causato un sinistro stradale. Inoltre, non si può non ricordare il caso di alterazione fraudolenta del funzionamento del cronotachigrafo. Difatti, in ogni caso in cui l’alterazione del cronotachigrafo sia stata

direttamente eseguita dal conducente del mezzo per ragioni riconducibili all’esercizio dell’attività d’impresa, in caso di incidente stradale con il cronotachigrafo alterato dovrà ritenersi integrata all’omicidio stradale anche l’ipotesi delittuosa prevista all’art. 437 del Codice penale, che condanna colui che altera un dispositivo “a sicurezza del lavoratore”.

Entrambi i comportamenti illeciti rappresentati possono essere ricondotti ad un’ipotesi di omicidio stradale, qualora sia accertato un “nesso causale” diretto o indiretto con il sinistro stradale che ha causato la morte di una persona. Da ciò appare essenziale per l’autista avere in regola i 56 giorni lavorativi sia per quanto concerne il rispetto dei tempi di guida e di riposo, sia per quanto concerne la velocità tenuta in caso di incidente stradale.

Difatti, un’eccessiva velocità al momento del sinistro potrebbe concorre come circostanza aggravante in occasione di un omicidio stradale poiché la ricerca della prova non ha i vincoli delle sanzioni amministrative.

Stesso valore probatorio potrebbero avere le risultanze dei dati contenuti nelle centraline elettroniche che governano l’attivazione del sistema di airbag e nei dispositivi installati a bordo dei veicoli dalle imprese

di assicurazione che, in molti casi, hanno in memoria la velocità tenuta dal veicolo nell’istante della collisione.

Va ricordato come la norma in esame preveda una diminuzione di pena qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del principale colpevole; quindi, se più soggetti concorrono all’evento, la pena sarà minore per ciascuno di loro.

Sono poi previste delle circostanze aggravanti per le ipotesi in cui l’omicidio sia stato realizzato da un soggetto che si sia posto alla conduzione del veicolo in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Inoltre, si ricorda l’aumento di pena per talune gravi violazioni delle norme sulla circolazione stradale, consistenti in:

a) superamento di limiti di velocità; b) attraversamento con il semaforo rosso o circolazione contromano;

c) inversioni di marcia in prossimità o corrispondenza di intersezioni, curve, dossi; d) sorpassi azzardati.

Un ulteriore aggravamento di pena nel caso in cui l’agente: a) non ha la patente; b) ha la patente sospesa o revocata; c) non ha assicurato l’autoveicolo.

Accise: gli importi dei rimborsi per l’autotrasporto

Il Governo ha prorogato la riduzione delle accise sul gasolio ma solo di 10 centesimi: un riepilogo per i rimborsi da chiedere a luglio all’Agenzia delle Dogane

Con il Decreto Legge 22 maggio 2026, n. 89, il Governo ha adottato delle nuove agevolazioni per l’autotrasporto, riconoscendo la situazione di estrema difficoltà economica vissuta dal settore a causa del forte aumento dei prodotti petroliferi generato da conflitto bellico in Medio Oriente.

Le nuove misure sono state varate al termine dell’incontro tenutosi lo stesso giorno alla Presidenza del Consiglio con tutte le associazioni dell’autotrasporto presenti nel Comitato Centrale dell'Albo, dopo che queste - con lettera congiunta - ne avevano richiesto un confronto diretto, anche al fine di sospendere il fermo dei servizi proclamato, dal 25 al 29 maggio 2026, dalle maggiori federazioni riunite in Unatras. Benefici che si aggiungono a quelli

presi dallo stesso Governo, con diversi provvedimenti d’urgenza emanati nei mesi precedenti. Il DL del 22 maggio ha prorogato la riduzione delle accise sull’acquisto del gasolio (nonché dell’HVO), sebbene di soli 10 centesimi a litro, per il periodo 23 maggio - 6 giugno 2026. In tal modo la riduzione del prezzo del carburante è stata mantenuta per un periodo di circa due mesi e mezzo (salvo proroghe), dal 19 marzo scorso secondo la tabella nella pagina a fianco.

Va inoltre ricordato che per le imprese che svolgono i servizi di trasporto con autoveicoli di massa pari o superiore a 7,5 tonnellate, di classe ecologica non inferiore a Euro 5, è previsto il recupero delle maggiori accise pagate rispetto al livello base comunitario (di 403 euro per mille litri di gasolio) e ciò

determina nel trimestre aprilegiugno 2026 un incremento del rimborso da richiedere nel mese di luglio all’Agenzia delle Dogane, secondo i seguenti termini: per il periodo 1° aprile – 22 maggio un rimborso di 6,96 centesimi al litro; per il periodo 23 maggio – 6 giugno un rimborso di 16,96 centesimi al litro.

Nel caso il rimborso accise non dovesse essere prorogato, dal 7 giugno 2026 la richieste di rimborso tornerebbe ad essere di 26,96 centesimi al litro.

Sempre in tema di rimborso delle accise, il nuovo provvedimento introduce una nuova agevolazione strutturale a favore delle imprese di autotrasporto, che riduce da 60 a 30 giorni il periodo per la formazione del silenzio assenso per l’accoglimento della relativa domanda e il conseguente utilizzo del credito, in compensazione da imposte e contributi da pagare. Per espressa disposizione di legge, tale agevolazione avrà effetto a decorrere dal 1° ottobre prossimo a condizione che la domanda per il recupero delle maggiori accise venga presentata esclusivamente in forma telematica, alla competente Agenzia delle Dogane.

L’effetto pratico di questa disposizione esplicherà i suoi effetti soltanto nel prossimo autunno, quando alla domanda per il secondo trimestre (aprile, maggio e giugno 2026), che maturerà il silenzio

Periodo

19 marzo – 8 aprile 2026 20 centesimi Art. 2, DL 33/2026 in Legge 13/5/2026, n. 79

9 aprile – 1° maggio 2026 20 centesimi Art. 1, DL 42/26 assorbito da 38/26 in Legge 22/5/2026, 88

2 – 10 maggio 2026 20 centesimi Art. 1, DL 30/4/2026, n. 63 in via di conversione in Legge

11-22 maggio 2026 20 centesimi D.M. MEF 8 maggio 2026, attuativo Legge 244/2008

23 maggio – 6 giugno 2026 10 centesimi D.L. 22/5/2026, n. 89

assenso a settembre, si aggiungerà dopo solo due mesi e non tre, quella del terzo trimestre (luglio, agosto e settembre) che le aziende di autotrasporto potranno compensare a novembre 2026. Il Governo ha inoltre aumentato da 100 a 300 milioni di euro lo stanziamento già previsto per il credito d’imposta sulle maggiori spese di gasolio pagate dalle imprese, rispetto al prezzo medio del carburante del mese di febbraio 2026 (cioè prima dell’inizio del conflitto bellico). Al periodo di agevolazione già stabilito dal precedente Decreto Legge

33/2026 (marzo, aprile e maggio) è stato ora aggiunto il mese di giugno. Anche questo beneficio avrà verosimilmente i suoi effetti pratici in autunno, atteso che con decreto interministeriale (MEF, MIT e MASE) verranno definiti i criteri e le modalità di attuazione di tale credito, dopo aver calcolato la percentuale di maggiori

spese sopportate dalle aziende fino al 30 giugno 2026, stabilito il periodo in cui le stesse dovranno presentare domanda all’Agenzia delle Dogane e la documentazione richiesta, al fine di creare un preciso credito d’imposta per ciascuna impresa richiedente, nel proprio cassetto fiscale (come fatto nel 2023, con il credito d’imposta per gli aumenti del carburante derivanti dalla guerra in Ucraina).

Ulteriori vantaggi normativi o amministrativi sono stati poi demandati dal Governo a un tavolo di confronto da aprire presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti, dove verrà ricostituita la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica.

Avvalimento e subappalto: ecco cosa dice il TAR

Il Tribunale ha escluso un’impresa da una gara di appalto perché aveva supplito a un requisito essenziale per la partecipazione al bando, l’iscrizione all’Albo degli

Autotrasportatori, subappaltando lo svolgimento del servizio di trasloco a un’altra impresa di autotrasporto regolarmente iscritta

Parliamo dei requisiti per la partecipazione a gare pubbliche, tema che inevitabilmente interessa anche le imprese di autotrasporto che lavorano con la Pubblica Amministrazione.

Lo spunto arriva da una recente sentenza del TAR Lombardia, Milano (Sez. I) del 2 aprile 2026 (n. 1538) dove viene affrontata la distinzione tra due strumenti giuridici largamente utilizzati negli appalti pubblici: l’avvalimento e il subappalto qualificante (o necessario).

Di cosa si tratta? Partiamo dalle definizioni contenute nel codice degli appalti (D. L gs 36/2023 – d’ora in avanti: codice) dell’avvalimento e del subappalto.

L’avvalimento viene definito all’art. 104 del codice come lo strumento tramite il quale un operatore economico, privo di un requisito

per partecipare alla gara, utilizza a tal fine i requisiti di un’altra impresa (definita ausiliaria) di carattere tecnico e professionale oppure di garanzia (se relativi alla capacità economica e finanziaria richiesta dal bando di gara) per tutta la durata dell’appalto; in ogni caso, la prestazione principale viene comunque svolta dall’impresa avvalente.

Viceversa, nel subappalto qualificante, l’appaltatore affida a terzi l’esecuzione di una prestazione secondaria non per scelta imprenditoriale, ma in quanto privo dei requisiti di abilitazione richiesti dal bando di gara. Il riferimento alla prestazione secondaria non è casuale, tenuto conto che l’art. 119 del codice considera illegittimo l’affidamento

a terzi dell’integrale esecuzione del contratto o della maggior parte della prestazione principale. Quando l’impresa ricorre all’avvalimento poiché priva di un requisito abilitante allo svolgimento del servizio (ad esempio, per un servizio di trasporto merci in conto terzi, l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori), l’art. 104, comma 3, del codice stabilisce che il servizio venga svolto direttamente dall’impresa ausiliaria, in deroga alla norma prima accennata (l’art. 119 del codice) che vieta il divieto di subappalto

integrale. Riepilogando: se un’impresa partecipa a un bando di gara pubblico per l’aggiudicazione di un servizio che richiede l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori di cose in conto terzi, può sopperire alla mancanza di questo requisito stipulando un contratto di avvalimento con altra impresa titolare di questa iscrizione che, a sua volta, agirà in qualità di subappaltatrice per la prestazione principale, in deroga al divieto dell’art. 119 del codice.

Chiarite queste nozioni, veniamo alla sentenza del TAR Lombardia.

Il giudice ha confermato l’esclusione di un’impresa da una gara pubblica

di appalto in quanto aveva deciso di supplire a un requisito essenziale per la partecipazione al bando (l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori), subappaltando lo svolgimento materiale del servizio di trasloco ad altra impresa di autotrasporto regolarmente iscritta al medesimo Albo. Così facendo, l’impresa ha violato il disciplinare di gara che, invece, per far fronte a carenze di questo tipo richiedeva la stipula di un contratto di avvalimento.

Peraltro, l’illegittimità dell’affidamento in subappalto della prestazione principale di trasporto e di altre prestazioni secondarie era stata acclarata anche nel provvedimento di esclusione dal bando di gara, tenuto conto che, diversamente, l’aggiudicatario si sarebbe trasformato in un mero

intermediario contrattuale in violazione del divieto stabilito dall’art. 119 del codice. Infine, il TAR ha escluso che l’impresa potesse sopperire alla mancanza del contratto di avvalimento mediante il soccorso istruttorio previsto dall’art. 101 del codice, tenuto conto che la norma ne esclude l’applicazione per supplire a carenze della documentazione che compone l’offerta tecnica e l’offerta economica; e, a giudizio del TAR, l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori per conto terzi era un requisito tecnicoprofessionale richiesto dal bando per la partecipazione alla gara, per cui andava indicato sin dal principio ricorrendo, eventualmente, al contratto di avvalimento con altra impresa ausiliaria che ne fosse stata in possesso.

AGENZIA DELLE ENTRATE: IL CODICE TRIBUTO PER LA ZES UNICA

L'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo che consentirà alle aziende beneficiarie di utilizzare in compensazione il credito d'imposta aggiuntivo per gli investimenti effettuati nella ZES Unica Mezzogiorno. Per poter fruire del bonus fiscale, i contribuenti devono inserire nei modelli di pagamento il codice tributo 7041 – denominato “Credito d’imposta aggiuntivo investimenti ZES Unica – articolo 1, comma 448, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199”. Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente tramite modello F24 telematico, nel periodo compreso tra il 26 maggio 2026 e il 31 dicembre 2026.

L’agevolazione riguarda le imprese che hanno effettuato investimenti agevolabili nella ZES Unica; hanno trasmesso la comunicazione integrativa nei termini previsti e non hanno beneficiato del credito “Transizione 5.0” per i medesimi investimenti.

L'utilizzo del credito d'imposta deve avvenire unicamente attraverso i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate, pena lo scarto del modello.

Punti patente: ecco quando è sospeso l’obbligo di comunicare i dati

ritiene che quest’obbligo venga “congelato”, in attesa di conoscere l’esito del ricorso.

Una sentenza della Cassazione ha specificato che in caso di impugnazione del verbale di accertamento, si interrompe il termine di 60 giorni previsto per la comunicazione dei dati del conducente

La Cassazione è tornata ad occuparsi della patente a punti e, in particolare, della comunicazione delle generalità del soggetto che si trovava alla guida al momento dell’infrazione, come prevede l’art. 126 bis del Codice della Strada. Questa disposizione stabilisce che in assenza della contestazione immediata della violazione accertata al CdS sanzionata con la perdita di punteggio dalla patente/CQC, “il proprietario del veicolo ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione… Il proprietario del veicolo ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo,

di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 291,00 a 1.166,00 euro” (sanzione ridotta a 203,70 euro quando il pagamento avvenga entro cinque giorni).

Questo lascerebbe intendere che il proprietario o altro obbligato in solido, una volta ricevuta la notifica del verbale di infrazione al CdS, abbia 60 giorni di tempo per comunicare chi si trovava alla guida del mezzo, in modo tale che i punti vengano sottratti dalla patente/ CQC dell’effettivo responsabile dell’infrazione contestata.

Ma non sempre è così. Infatti, se nello stesso periodo di 60 giorni il proprietario dovesse impugnare il verbale presentando ricorso al Prefetto (oppure al Giudice di Pace ma, in questo caso, il termine è quello più breve di 30 giorni dalla notifica), la Corte di Cassazione

Questo orientamento è stato ribadito di recente dalla II sezione civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13604 dell’11 maggio 2024, in cui si afferma che solo in caso di esito sfavorevole del ricorso proposto, “l’amministrazione è tenuta ad emettere un nuovo invito per l’obbligato, dalla cui notifica decorrono i 60 giorni (per eseguire la comunicazione dei dati personali e della patente del conducente); mentre in caso favorevole (con annullamento del verbale di accertamento), viene meno il presupposto per la configurazione della violazione”. D’altronde, questo orientamento poggia su una Sentenza della Corte Costituzionale n. 27/2005 secondo la quale “in nessun caso… il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione”.

RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 18 maggio, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 2%

IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente

MODELLO 770 SEMPLIFICATO – Ultimo giorno per l’invio del prospetto e dei versamenti delle ritenute

IMU – Versamento della prima rata 2026

IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese precedente

RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 giugno, con la maggiorazione degli interessi legali (pari all’1,6% e la sanzione ridotta ad 1/10 del minimo)

770/2026: invio telematico del modello semplificato (invio del prospetto e del versamento delle ritenute)

IRPEF/IRES – Versamento delle imposte scaturenti dalle dichiarazioni fiscali (acconto 2026 e saldo 2025)

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di maggio

IRPEF: pagamento delle ritenute d’acconto, dei contributi previdenziali e dell’Iva relativa al mese o al trimestre precedente

RAVVEDIMENTO: ultimo giorno utile per regolarizzare i versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 luglio, con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta

770 – in modalità semplificata. Ultimo giorno utile per l’invio del prospetto e per il pagamento delle ritenute

DICHIARAZIONE REDDITI: ultimo giorno utile per pagare i tributi e i contributi risultanti dal modello Redditi 2026,comprensivi dell’eventuale acconto, con la maggiorazione dello 0,40% e degli interessi legali dell’1,6% annuo

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di giugno 2026

MODELLI INTRA: presentazione per via telematica dei modelli Intra relativi alle operazioni del mese di luglio

Rassegna stampa internazionale

PAESI BASSI: DA LUGLIO 2026

UN NUOVO SISTEMA DI PEDAGGIO

PER I MEZZI PESANTI

A partire da luglio 2026, i Paesi Bassi implementeranno un sistema di pedaggio chilometrico per i mezzi pesanti con l’obiettivo di favorire una maggiore equità fiscale nel settore della logistica, contribuendo al contempo a ridurre l’impatto ambientale del trasporto su gomma. Secondo quanto specifica Trans Info, il monitoraggio costante dei veicoli sarà garantito dai dati registrati dai dispositivi elettronici di bordo (OBU), da una rete di telecamere intelligenti e dall’intervento di pattuglie mobili. Per garantire il rispetto della normativa, sono previste sanzioni rigorose che includono multe fino a 800 euro e, nei casi di insolvenza, il fermo immediato del veicolo pesante. Grazie alla cooperazione internazionale nella condivisione delle informazioni, le notifiche di pagamento raggiungeranno anche gli autotrasportatori fuori dai confini nazionali, assicurando una parità di trattamento tra operatori locali e stranieri.

E-COMMERCE IN SPAGNA: LA LOGISTICA SALE A 4,4 MILIARDI DI EURO NEL 2025

Nel 2025, la logistica legata all’e-commerce in Spagna ha raggiunto un fatturato di 4,4 miliardi di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Secondo quanto riporta Transporte Profesional, questo sviluppo è stato alimentato da una fiducia sempre più solida nei confronti dei canali digitali. Durante l’anno, infatti, oltre 26 milioni di utenti - quasi il 60% della popolazione -hanno effettuato acquisti online, prediligendo soprattutto i settori dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori. Per rispondere a volumi così elevati, il settore ha puntato su soluzioni di consegna specifiche e flessibili, come locker intelligenti e punti di ritiro, ottimizzando l’efficienza operativa dell’ultimo miglio.

SOLARMOVES: UN PROGETTO EUROPEO PER LA LOGISTICA A ENERGIA

Un nuovo progetto di ricerca europeo denominato “SolarMoves” ha analizzato i vantaggi derivanti dall’installazione di pannelli fotovoltaici direttamente sui veicoli commerciali e industriali. Sfruttando l’ampia superficie disponibile sui tetti di

camion, furgoni e rimorchi, questa tecnologia permette di catturare energia solare per alimentare i mezzi pesanti e i loro sistemi ausiliari, come il riscaldamento e la refrigerazione, garantendo così una maggiore autonomia e un minor consumo in termini di carburante e costi operativi. L’efficacia della soluzione è stata testata su un campione di 23 tipologie di veicoli lungo un percorso di 1,3 milioni di km. Stando a quanto specifica Verkehrs Rundschau, dai risultati è emerso che l’adozione del fotovoltaico integrato aumenta l’autonomia degli e-truck del 15%, contribuendo alla decarbonizzazione e riducendo il carico sulla rete elettrica europea. In aggiunta ai vantaggi ecologici e operativi, lo studio ha messo in luce anche la sostenibilità economica di questa soluzione, che vanta tempi di ammortamento inferiori ai due anni.

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