

DA OLTRE 60 ANNI
LA FONDAZIONE SI IMPEGNA A:
Finanziare progetti di ricerca e borse di studio per giovani ricercatori presso laboratori universitari, ospedali e istituti scientifici
Sostenere IFOM, l’istituto di oncologia molecolare di AIRC, fornendogli le risorse necessarie per il suo piano di sviluppo
Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui progressi compiuti dalla ricerca oncologica e sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce
Fondazione AIRC | Affrontiamo il cancro. Insieme. AIRC è la principale organizzazione non profit per il finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia, grazie alle donazioni di cittadini e aziende che ne condividono la missione: una comunità di persone impegnate a rendere il cancro sempre più curabile. Dal 1965 ha investito oltre 2,7 miliardi di euro in migliaia di progetti di ricerca che hanno prodotto risultati concreti per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro, e hanno contribuito alla crescita della comunità scientifica italiana e alla formazione dei suoi giovani talenti. AIRC raccoglie fondi e li assegna in modo trasparente ai progetti di ricerca sul cancro più meritevoli. Diffonde la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione.
I NUMERI DI AIRC
5.000
4,5 milioni
anno di fondazione ricercatori di euro destinati in 61 anni a progetti di ricerca di sostenitori
Oltre
2,7 miliardi





IL CANCRO AL FEMMINILE: LE DIFFERENZE CHE INFLUENZANO LA SALUTE
Le donne sviluppano mediamente meno tumori e superano la malattia più spesso rispetto agli uomini. È un vantaggio dovuto in parte alla biologia e in parte ad altri fattori, per esempio sociali e culturali
Il sesso biologico influenza i livelli ormonali, la risposta immunitaria, il metabolismo dei farmaci e perfino la capacità di riparare il DNA. Nella specie umana il cromosoma X contiene dei geni utili per il controllo della crescita cellulare e la riparazione delle mutazioni. Le femmine possiedono due copie del cromosoma X e i maschi una sola. Quindi, in caso di alterazioni dei geni nel cromosoma X, le donne hanno di fatto una “copia di sicurezza”, gli uomini no. Poi, il sistema immunitario nelle
/ Il cancro al femminile
femmine è generalmente più attivo di quello dei maschi. Anche per questo le pazienti oncologiche in genere rispondono meglio ai trattamenti che stimolano il sistema immunitario.
Le donne sperimentano più di frequente effetti avversi ai farmaci. Uno dei motivi è che per decenni molti medicinali sono stati sperimentati prevalentemente negli uomini, per diverse ragioni, tra cui evitare di coinvolgere le donne in età fertile, che avrebbero potuto avere effetti su gravidanze in corso o future. Anche per questo i dosaggi non sono calibrati per i due sessi, nonostante le loro differenze biologiche, che incidono anche sulla distribuzione dei farmaci. Oggi le sperimentazioni includono di più le donne, ma capita ancora che alcune differenze tra i sessi non siano prese in considerazione in maniera adeguata. Inoltre, talvolta il personale sanitario dà un peso diverso a uno stesso sintomo se è manifestato da una donna o da un uomo, influendo sulle scelte terapeutiche.
A questi fattori se ne aggiungono alcuni ambientali e comportamentali. Storicamente, gli uomini sono stati più esposti ad alcuni fattori di rischio oncologico come i raggi solari e diverse sostanze, soprattutto per motivi professionali. Inoltre, gli uomini hanno spesso abitudini meno salutari delle donne: mediamente mangiano meno frutta e verdura, bevono più alcolici, partecipano più
raramente ai programmi di screening oncologici e tendono a rivolgersi meno di frequente ai medici in caso di sintomi sospetti. Questi fattori possono far aumentare il rischio di cancro e portare a ritardi nelle diagnosi, contribuendo a peggiorare la prognosi per gli uomini. Le donne, invece, pur essendo in genere più attente alla salute, possono avere maggiori difficoltà economiche e sociali. Nel mondo le donne che affrontano un tumore sono più a rischio di andare incontro a difficoltà finanziarie, bancarotta e disoccupazione rispetto agli uomini. Inoltre, in molti Paesi sono spesso meno informate o non dispongono del potere sufficiente per prendere decisioni sulla propria salute.
Abbiamo parlato di questi aspetti nel nostro podcast Fondamentale con la ricercatrice AIRC Carlotta Sacerdote. Inquadra il QR code per ascoltare la puntata

Occorre poi considerare le complessità biologiche. Gli organi sessuali hanno origine da tessuti inizialmente indistinti, che si differenziano tendendo più al genere maschile o a quello femminile in base a vari stimoli, tra cui quelli prodotti dai geni presenti nei cromosomi, dai livelli ormonali e dalle influenze dell’ambiente. Biologicamente, dunque, il sesso può essere considerato come un
insieme di tratti distribuiti in maniera diversa e continua nella popolazione, anziché come una dicotomia tra maschi e femmine. Ma non si tiene sempre conto di questi aspetti, sia nella ricerca sia nella cura.
Un caso particolarmente delicato è quello delle persone transgender. Innanzitutto, sono pochissime le sperimentazioni che le includono tra i pazienti. I motivi sono in parte sociali, dovuti a pregiudizi, in parte scientifici, perché si tratta di una popolazione piccola ed eterogenea, quindi può essere difficile ottenere risultati attendibili. Rispetto agli screening per la diagnosi precoce dei tumori, le persone transgender dovrebbero sottoporsi sia a quelli rivolti a individui del proprio sesso di origine sia a quelli indirizzati a soggetti del genere in cui si riconoscono.
Tuttavia, non sempre sono informate e sensibilizzate, e possono incorrere in discriminazioni. Infatti, tanti operatori sanitari non sono formati e preparati per confrontarsi con pazienti transgender. È fondamentale poter comunicare con i medici in contesti informati e rispettosi, senza timore di parlare apertamente della propria identità e dei propri dubbi.
Oltre che pazienti, le donne sono anche caregiver, dottoresse, infermiere, ricercatrici in ambito oncologico. Per quanto riguarda l’accudimento dei pazienti sono molte più le donne degli uomini che si dedicano alla cura dei familiari con un tumore:

un lavoro importantissimo e non retribuito, con forti ripercussioni psicologiche, sociali ed economiche. Anche nel mondo della ricerca, della medicina e delle professioni sanitarie persistono disparità significative: sono poche le donne ai vertici della ricerca oncologica mondiale e poche quelle che si trovano in posizioni di rilievo tra chi prende le decisioni politiche in ambito sanitario. In generale, tante donne in questi ambiti subiscono discriminazioni, bullismo e molestie sessuali. Inoltre, come in altri settori professionali, i livelli di retribuzione non sono sempre equilibrati tra i sessi: spesso le ricercatrici e le specialiste in medicina ricevono stipendi più bassi rispetto ai colleghi maschi. Per cambiare questi scenari servono politiche di equità di genere per l’intero sistema dell’oncologia: dalla formazione alla pratica clinica, dai finanziamenti per la ricerca all’organizzazione dell’oncologia clinica.
LE DONNE NELLA RICERCA CONTRO IL CANCRO: UN CONTRIBUTO CHE CONTA

A livello mondiale, le donne rappresentano solo un terzo della comunità scientifica, e in alcuni Paesi meno di una ricercatrice su 10 trova spazio nei laboratori. Anche dove sono più presenti, c’è un forte squilibrio ai vertici. Ne troviamo un esempio nella ricerca sul cancro. Come emerge da uno studio pubblicato
sullo European Journal of Cancer nel 2023, tra il 2009 e il 2019 in Europa la presenza femminile tra gli autori di pubblicazioni scientifiche in oncologia è salita dal 42% al 49%, ma le donne a capo dei progetti rimangono appena il 34%. Tale disparità ha conseguenze importanti anche per il progresso scientifico, perché
una minore diversità di genere comporta il rischio di trascurare prospettive differenti, che potrebbero essere la chiave per innovare e trovare risposte.
Le ragioni di questo squilibrio sono complesse e intrecciano fattori culturali, educativi e organizzativi. Sin dall’infanzia, molte bambine sono esposte a stereotipi che associano la scienza prevalentemente ai maschi, per cui non arrivano nemmeno a considerare una carriera scientifica. Il pregiudizio, spesso diffuso in modo inconsapevole, è comune nelle famiglie, nelle scuole e in molti contesti lavorativi. Tra le altre cose, è alimentato anche dalla scarsa rappresentazione di modelli femmi-
nili di successo in questi ambiti. Anche quando una donna percorre la strada della ricerca scientifica incontra più spesso degli uomini ostacoli come contratti precari, percorsi maggiormente competitivi, molestie e discriminazioni. A ciò si aggiunge il peso della cura della famiglia: in Italia le donne dedicano ancora più del doppio del tempo all’accudimento dei familiari rispetto ai maschi. Per questi motivi molte scienziate abbandonano il mondo accademico prima dei colleghi uomini o scelgono più facilmente percorsi part-time, che sono meno retribuiti e offrono minori opportunità di carriera.
Tali limiti e barriere non sono certo
ALCUNE SCIENZIATE CHE HANNO CONTRIBUITO
ANNA MORANDI
MANZOLINI
Con le sue dissezioni e i modelli anatomici in cera ha migliorato la conoscenza dell’anatomia umana e di molte malattie.
MARIA SKŁODOWSKACURIE
Con il marito ha scoperto la radioattività naturale, rendendo possibile il successivo sviluppo della radiologia e della radioterapia.
ALICE STEWART
Ha dimostrato che una esposizione precoce alle radiazioni può favorire lo sviluppo di leucemie infantili.
RITA LEVIMONTALCINI
Ha scoperto il fattore di crescita nervoso, proteina che stimola lo sviluppo e la riparazione dei neuroni. Ha così aperto la strada all’individuazione di altri fattori di crescita, alcuni dei quali molto importanti anche in oncologia.
una novità, da quando le donne hanno iniziato a studiare e lavorare in ambiti prima esclusivamente maschili. La disparità si riflette nella rarità delle scienziate che si incontrano nella storia moderna e contemporanea. Tra le poche davvero conosciute e riconosciute spicca Maria Skłodowska-Curie, la prima donna a cui sia mai stato assegnato un premio Nobel, per la fisica, nel 1903, insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel, per la scoperta della radioattività naturale. Nel 1911 ha ricevuto anche quello per la chimica, per la scoperta degli elementi radio e polonio. Gli studi suoi, del marito Pierre, della loro figlia Irène Joliot-Curie e del genero Frédéric Joliot, hanno, tra le altre
cose, gettato le basi per l’impiego delle radiazioni nella diagnosi e nel trattamento dei tumori. In effetti, Irène Joliot-Curie e Frédéric Joliot hanno ottenuto a loro volta il premio Nobel per la chimica, nel 1935, per la sintesi di nuovi elementi radioattivi artificiali. Ma non tutte le scienziate del passato hanno ricevuto un riconoscimento per il loro lavoro. Per esempio Rosalind Franklin, brillante chimica e cristallografa britannica, con le sue immagini di cristallografie a raggi X ha reso possibile l’identificazione della struttura a doppia elica del DNA da parte di Francis Crick, Albert Watson e Maurice Wilkins nel 1953. È opinione comune che il fondamentale contributo della scienziata
Ha identificato la traslocazione del cromosoma Philadelphia, alla base della leucemia e altri tumori. 1918-1999 1919-2013
GERTRUDE
BELLE ELION
Con George Hitchings ha individuato molecole che hanno aperto la strada allo sviluppo delle prime chemioterapie.
JANE COOKE WRIGHT
Ha sviluppato metodi di colture cellulari per studiare in laboratorio possibili agenti antitumorali e ha migliorato il trattamento di alcuni tipi di tumori solidi.
ROSALIND
FRANKLIN
I suoi studi hanno permesso di comprendere la struttura della molecola di DNA.
JANET ROWLEY

sia stato sottovalutato, dal momento che venne soltanto menzionata nell’articolo scientifico cruciale di Watson e Crick. Il premio Nobel per la fisiologia o la medicina per la scoperta della struttura del DNA è stato poi conferito solo ai 3 colleghi, nel 1962. In effetti, sfortunatamente
1946-
MARY-CLAIRE KING
Ha identificato il gene BRCA1, rivoluzionando prevenzione, diagnosi precoce e studio dei tumori del seno e dell’ovaio.
1948-
ELIZABETH BLACKBURN E CAROL GREIDER
Hanno scoperto i telomeri e la telomerasi, centrali per la comprensione dei processi di invecchiamento cellulare e della proliferazione del cancro.
Rosalind Franklin era già morta di cancro e, per le regole della Fondazione Nobel, il riconoscimento non può essere attribuito postumo.
Si tratta di alcuni tra i tanti esempi di menti femminili che hanno dato contributi cruciali alla scienza, e anche alla comprensione dei meccanismi alla base della proliferazione tumorale, all’individuazione di metodi per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro, e allo sviluppo di molte terapie antitumorali. Ma non sempre i loro meriti sono sufficientemente conosciuti. Ricordare le scienziate di ieri e valorizzare quelle di oggi significa anche favorire il progresso scientifico, rendendo il cancro sempre più curabile.
KATALIN KARIKÓ
Con le sue ricerche sull’mRNA ha aperto la strada a nuove terapie e vaccini, anche in ambito oncologico.
JENNIFER DOUDNA ED EMMANUELLE CHARPENTIER
Hanno messo a punto la tecnologia di editing genetico CRISPR-Cas9, oggi utilizzata anche per studiare e curare i tumori.
3 ILLUSTRATRICI PER 3 GRANDI SCIENZIATE
Per raccontare l’eredità di 3 grandi studiose che con le loro importanti scoperte hanno contribuito alla scienza, e indirettamente allo sviluppo della ricerca oncologica e alla diagnosi e alla cura del cancro, abbiamo chiesto a 3 illustratrici di riassumere, con il proprio stile e la propria sensibilità, i loro percorsi e vicende di vita. Storie che possono ispirare le ricercatrici di oggi e di domani. / 3 grandi scienziate

MARIA SKŁODOWSKA-CURIE (1867-1934)

Fisica e chimica polacca naturalizzata francese, è l’unica persona ad aver mai ricevuto 2 premi Nobel in 2 ambiti scientifici diversi: per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911. I suoi contributi scientifici sono stati enormi: insieme al marito, Pierre Curie, ha scoperto la radioattività naturale e ben 2 elementi chimici, il polonio e il radio. Inoltre, ha iniziato i primi tentativi di utilizzare la radioattività per la diagnostica per immagini. Durante la Prima guerra mondiale ha creato unità mobili radiologiche, che vennero chiamate “piccole Curie”. La radiografia e la radioterapia, una delle tecniche più utilizzate ancora oggi nella cura dei tumori, si basano sui risultati dei suoi studi. I suoi quaderni di laboratorio sono conservati all’interno di scatole di piombo perché ancora oggi sono altamente radioattivi. L’anemia aplastica che la portò alla morte nel 1934, a 66 anni, è stata quasi certamente dovuta proprio all’esposizione alle radiazioni.
Isabella Agosti è un’illustratrice freelance e character designer. Ispirata da persone, natura e musica, crea illustrazioni dal tono narrativo, tra vita quotidiana e atmosfere evocative.
RITA LEVI-MONTALCINI (1909-2012)



collaborato con grandi brand, come Venchi e Mondadori, e dal 2023 fa parte dell’agenzia

Nata a Torino nel 1909, si laureò in medicina nel 1936, appena 2 anni prima dell’emanazione delle leggi razziali in Italia, che vietarono a tutte le persone di origine ebraica come lei di lavorare in ambito accademico. Per evitare le persecuzioni in atto, fu costretta alla clandestinità: effettuò le prime ricerche nella propria camera da letto, utilizzando uova e aghi da cucito per studiare i processi di crescita degli embrioni di pollo. Si trasferì poi negli Stati Uniti, dove proseguì le sue ricerche, scoprendo fattore di crescita nervoso (NGF, dall’inglese Nerve Growth Factor). La scoperta della molecola, cruciale nei processi di crescita, differenziamento e sopravvivenza dei neuroni, le valse premio Nobel per la fisiologia o la medicina nel 1986, insieme a Stanley Cohen. Grazie ai suoi studi ha aperto la strada all’identificazione di molti altri fattori di crescita e allo studio di segnali cellulari coinvolti anche nella proliferazione tumorale. Rita Levi-Montalcini ha continuato a lavorare, sia negli Stati Uniti sia in Italia, fino alla sua morte, avvenuta all’età di 103 anni.
ROSALIND FRANKLIN (1920-1958)

Chimica e cristallografa inglese, era un’esperta dell’uso dei raggi X per studiare la struttura tridimensionale delle molecole biologiche. In particolare, riuscì a catturare per la prima volta la struttura cristallografica di una molecola di DNA. Le sue immagini, in particolare la celebre “fotografia 51”, furono decisive per permettere a Francis Crick, James Watson e Maurice Wilkins di capire che il DNA ha una struttura tridimensionale a doppia elica, una scoperta dalle vaste conseguenze per la biologia e la medicina moderne. Tuttavia, Rosalind Franklin in vita non ottenne il riconoscimento che meritava, sia perché i colleghi non avevano valorizzato a sufficienza il suo contributo, sia perché, nel 1962, quando la scoperta fu premiata con il Nobel, lei era purtroppo già morta a causa di un tumore all’ovaio. Il suo contributo è oggi considerato fondamentale.
Elisa Talentino
è un’illustratrice e artista multidisciplinare italiana. Il suo stile unisce tecniche tradizionali e digitali. Collabora con testate internazionali come The New Yorker, The New York Times e brand come Pirelli, Nike e Novamont.
SINTOMI A CUI FARE ATTENZIONE
Il nostro corpo ci parla continuamente. Molti segnali non indicano nulla di grave, ma alcuni meritano un po’ di attenzione in più. Nella maggior parte dei casi hanno spiegazioni semplici, perché si tratta di segni comuni a moltissimi disturbi, ma quando persistono è sempre bene parlarne con il medico, perché potrebbero essere un segnale di un tumore in stadio precoce. E tu, quanti ne conosci?
Sudorazione notturna eccessiva ingiustificata, soprattutto in presenza di altri sintomi come prurito su tutto il corpo, febbre e spossatezza
Stanchezza che dura più di 2 settimane Febbre persistente
Cambiamenti a carico del seno
Gonfiore addominale soprattutto se accompagnato da dolore, difficoltà urinarie o mancanza di appetito
Perdite di sangue tra due cicli
Alterazioni dei nei e della pelle
Cambiamenti nella bocca che non scompaiono dopo qualche giorno o con le cure
Tosse secca che dura da più settimane o se si hanno piccoli accessi circoscritti per pochi minuti al giorno
Linfonodi ingrossati che non diminuiscono di volume dopo qualche giorno
Dolore addominale, alla testa, alle ossa o ad altre parti che non scompare con i farmaci o dopo 2 settimane
Sangue nelle feci o nelle urine
Importante perdita di peso immotivata (5 kg o più in un mese o il 5% del proprio peso in meno di 6 mesi), soprattutto se accompagnato da perdita di appetito
IMPORTANTE PERDITA DI PESO
INSPIEGABILE
Piccole oscillazioni di peso sono normalissime, ma se senza dieta né aumento dell’attività fisica perdi almeno 5 kg in un mese o il 5% del peso in 6 mesi, è bene fare un controllo. Le cause più comuni sono problemi della tiroide o disturbi intestinali che impediscono l’assorbimento dei nutrienti. Più raramente le oscillazioni del peso possono essere legate a tumori, per esempio dell’apparato digerente o del sangue.
CAMBIAMENTI AL SENO
Un nodulo, un arrossamento o un ispessimento persistente della pelle, cambiamenti del capezzolo o della forma del seno, fuoriuscite di liquidi come sangue e siero (o latte se non si sta allattando) sono tutti segnali da far controllare. Non significano necessariamente qualcosa di grave, ma non vanno ignorati.
GONFIORE ADDOMINALE PERSISTENTE
Molte donne lo conoscono bene. Ma se dura da settimane, soprattutto se accompagnato da dolori al bacino o alla schiena, sensazione di pienezza, problemi urinari, costipazione o stanchezza, è bene consultare un medico. Nella maggior parte dei casi la causa è passeggera o benigna, ma in alcuni casi questi sintomi possono indicare la presenza di un tumore ovarico.
PERDITE DI SANGUE TRA UN CICLO E L’ALTRO
Qualsiasi perdita di sangue al di fuori delle mestruazioni merita un controllo ginecologico. Nelle donne fertili in genere questo evento è dovuto a variazioni ormonali fisiologiche, ma a volte può essere legato a disturbi come infiammazioni, polipi cervicali ed endometriali o infezioni sessualmente trasmissibili. In rari casi è un campanello d’allarme di cancro dell’endometrio.
CAMBIAMENTI DELLA PELLE
Per riconoscere eventuali melanomi, i tumori della pelle più pericolosi, si può tenere a mente la cosiddetta regola “ABCDE”:
• Asimmetria;
• Bordo irregolare;
• Colore non uniforme o molto scuro;
• Diametro oltre i 6 millimetri;
• Evoluzione nel tempo.
Ci sono inoltre altri tipi di tumore della pelle, come il carcinoma basocellulare (o basalioma) e il carcinoma spinocellulare, sebbene spesso siano poco aggressivi. Quindi, è consigliabile tenere sotto controllo anche altre anomalie cutanee, come arrossamenti, desquamazioni, sanguinamenti, pruriti e piaghe. Se dopo 6-8 settimane non guariscono o peggiorano, è bene consultare un dermatologo.
SANGUE NELLE FECI O NELLE URINE
Il sangue nelle feci è spesso dovuto a emorroidi, ma non va mai dato per scontato. Potrebbe indicare anche un problema più importante, per esempio un tumore del colon.
Il sangue nelle urine richiede un esame mirato e un’ecografia per capirne l’origine, che può essere benigna o legata ad altri problemi, come un tumore della vescica.
PICCOLE LESIONI NELLA BOCCA
Quando in bocca sono presenti piccole piaghe o ferite che non scompaiono nel giro di qualche giorno, spontaneamente o con trattamenti disinfettanti o spennellature apposite, allora è il caso di farsi controllare da un medico, per escludere la presenza di un tumore del cavo orale.
DOLORE CHE NON PASSA
Il dolore non va mai ignorato, anche solo per non trascorrere troppo tempo in sofferenza. Se poi il dolore (per esempio addominale, alla testa, alle ossa) dura più di 2 settimane e non risponde ai farmaci potrebbe essere un sintomo oncologico.
FEBBRE PERSISTENTE
La febbre non è un sintomo tipico delle malattie oncologiche in fase iniziale, ma può comparire in caso di tumori del fegato, del pancreas o del sangue. Se dura più di qualche giorno, o non ha avuto origine con un’infezione, è bene sottoporsi a un controllo.
LINFONODI INGROSSATI
I linfonodi, piccoli organi posti in alcune parti del corpo umano (per esempio alla base del collo, sotto le ascelle, nell’inguine e nel torace), aiutano il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare gli agenti infettivi, per esempio favorendo la produzione di anticorpi. È frequente che si ingrossino, a causa di infiammazioni o infezioni, ma se non si riducono di volume dopo qualche settimana è importante consultare un medico.
STANCHEZZA CHE NON PASSA
La stanchezza cronica può essere provocata da problemi come carenze nutrizionali o da anemia, ma anche essere un campanello d’allarme di una malattia oncologica. Ecco perché una spossatezza anomala che dura oltre 2 settimane deve spingere a una visita medica.
SUDORAZIONE NOTTURNA ECCESSIVA
Se alle cosiddette “vampate”, che associamo comunemente alla menopausa, si affiancano altri sintomi, come un gonfiore di un linfonodo, un prurito persistente e diffuso su tutto il corpo, febbre, spossatezza o perdita di peso, è consigliato rivolgersi al medico. Infatti, in alcuni casi questi segni sono dovuti a un tumore del sangue, come il linfoma di Hodgkin.

TOSSE PERSISTENTE
La tosse cronica è comune nei fumatori, motivo per cui non è un affidabile campanello d’allarme del tumore del polmone. Ma occorre sempre consultare un medico se la tosse è secca, dura da settimane e si presenta insieme ad altri sintomi descritti nella lista o ad alterazioni della voce, della deglutizione e della respirazione.
Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico: contribuisce a quasi 1 caso di cancro su 3. Per questo, AIRC, insieme ad AIOM, Fondazione Veronesi e Fondazione AIOM, ha avviato una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, con l’obiettivo di ridurre il numero di fumatori. Le risorse aggiuntive sarebbero destinate al Servizio sanitario nazionale. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo.
Per maggiori informazioni su come aderire inquadra il QR code.

ELEONORA, FEDERICA E ALICE: 3 VITE LEGATE DALLA CURA

zione eccessiva. Decide così di farsi controllare, e scopre di avere una leucemia linfoblastica acuta. La famiglia si trasferisce da Catania a Roma per incontrare Franco Locatelli, oncoematologo pediatra presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma e ricercatore AIRC. “All’inizio ero un po’ intimorita” ricorda Eleonora, riferendosi allo sguardo serio del medico. “Poi mi si è seduto accanto e ho capito che potevo affidarmi a lui completamente.” Così Eleonora si sottopone a mesi di chemioterapia e radioterapia, per prepararsi al trapianto di midollo.
A donarglielo è sua sorella Federica. Un gesto che rende il loro legame ancora più saldo: “Siamo sempre state molto unite, quasi in simbiosi, ma adesso lo siamo ancora di più” commenta Eleonora. E aggiunge: “Per me San Valentino è un giorno da festeggiare con mia sorella”, perché l’operazione avviene il 14 febbraio 2019.
Eleonora, classe 1994, è una di quelle persone che irradiano luce, e ha una vita sempre frenetica e ricca di attività. Per questo non si stupisce quando, a 23 anni, comincia a sentirsi sempre stanca. Presto però nota anche altre stranezze nel suo corpo: lividi, strani puntini rossi alle gambe e sudora-
“Il post intervento è stato duro, ma ero preparata, e con il passare del tempo è diventato tutto più facile” racconta Eleonora. Dopo la chirurgia, torna in Sicilia e riprende a costruire il suo futuro: l’amore, il matrimonio nel 2022 e, nel febbraio 2024, la piccola Alice, nata prematura ma forte e tenace. “Quando sono rimasta incinta l’ho detto subito al professor Locatelli. È stato il mio primo pensiero. Devo a lui, alla medicina, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che di bello sto vivendo adesso, e che riempie di un profondo significato la mia quotidianità.”
Eleonora con la figlia Alice.
5 PER MILLE: IL VALORE DI UN PICCOLO GESTO
Dal 2019 Claudio non manca a nessuna delle iniziative AIRC per raccogliere fondi per i ricercatori: distribuisce Arance della Salute, Azalea della Ricerca e Cioccolatini della Ricerca. “Mi sto solo sdebitando” dice, perché il suo impegno nasce dalla sua esperienza personale di paziente. Classe 1989, a 27 anni ha affrontato un seminoma, un cancro del testicolo, e ha visto da vicino quanto la scienza, i ricercatori e i medici possano fare la differenza.
“La ricerca mi ha salvato e allungato la vita. Poter finanziare un progetto AIRC significa investire nella propria salute” commenta. Infatti, per Claudio sostenere AIRC è un gesto necessario. Durante le giornate di volontariato ascolta spesso storie che gli fanno capire che sono moltissime le famiglie toccate dal cancro e che gli studi scientifici contribuiscono al benessere collettivo, migliorando i metodi di prevenzione, diagnosi precoce e cura del cancro.
Un modo semplice e gratuito per supportare la ricerca è destinare il

Claudio in piazza in veste di volontario.
5 per mille ad AIRC. Infatti, il 5 per mille è una quota d’imposta a cui lo Stato rinuncia per sostenere enti che si occupano di attività come la ricerca scientifica o attività socialmente utili. Insomma, è un gesto che non costa nulla e ha un impatto enorme: sostiene la scienza e così il futuro di migliaia di persone. “A volte avere un impatto è veramente facile: basta la scelta giusta, e per me è quella di destinare il 5 per mille ad AIRC” conclude Claudio.
Per devolvere il 5 per mille ad AIRC è sufficiente inserire il codice fiscale 80051890152 nello spazio dedicato all’interno della propria dichiarazione dei redditi.
PRENDERSI CURA DELL’AZALEA
Prodotte
da Piante Rattiflora Como
Si chiama Azalea indica (il suo nome scientifico è Rhododendron simsii) e appartiene alla famiglia delle ericacee, come l’uva ursina e i mirtilli giganti americani. Ecco alcuni consigli perché cresca bene e in salute:
• dev’essere collocata alla luce, ma non al sole diretto;
• ha bisogno di essere annaffiata 2 volte al giorno d’estate, una volta sola d’inverno, sempre di prima mattina o al calar della sera;
• ama ambienti luminosi e freschi;
• non sopporta temperature inferiori ai -5 °C;
• va potata solo quando non è in fiore.

COME RINVASARE L’AZALEA
È bene rinvasarla solo dopo la fioritura, seguendo queste istruzioni:
• premere il vasetto di plastica originario nella parte inferiore per sfilare più facilmente la pianta;
• sbrogliare con delicatezza le radici della pianta;
• prima di metterla a dimora, inserire sul fondo del vaso della corteccia o dell’argilla espansa per fare spessore e della terra fresca concimata o, in mancanza di concime, una bustina piena di scarti alimentari triturati;
• dopo aver sistemato la pianta nel vaso, aggiungere altra terra fino a riempimento.
Azalea di Gand: la prima IGP per un prodotto orticolo. Le competenze e la professionalità dei produttori nell’arco dei secoli hanno permesso all’azalea di Gand di diventare il primo prodotto orticolo a ottenere, il 17 marzo 2010, l’etichetta europea di origine e di qualità IGP (Indicazione geografica protetta). Solo le azalee che rispettano specifici standard
di qualità e sono coltivate in questa regione potranno essere messe in vendita con il nome di azalee di Gand. Maggiori informazioni su www.azaleadigand.it.
I COMITATI REGIONALI AIRC
Abruzzo – Molise
Viale Regina Elena, 126 65123 Pescara Tel. 085 352 15 com.abruzzo.molise@airc.it
Basilicata
c/o Azienda Calia Italia
Contrada Serritello la Valle 75100 Matera Tel. 0835 30 37 51 com.basilicata@airc.it
Calabria
Viale degli Alimena, 3 87100 Cosenza Tel. 0984 41 36 97 com.calabria@airc.it
Campania
Via dei Mille, 40 80121 Napoli
Tel. 081 40 32 31 com.campania@airc.it
Emilia Romagna
Via Castiglione, 4 40124 Bologna
Tel. 051 24 45 15 com.emilia.romagna@airc.it
Friuli-Venezia Giulia
Via del Coroneo, 5 34133 Trieste
Tel. 040 36 56 63 com.friuli.vg@airc.it
Lazio
Viale Leonida Bissolati, 3 00187 Roma
Tel. 06 446 33 65 com.lazio@airc.it
Liguria
c/o Fondazione Carige
Via David Chiossone, 10 16123 Genova
Tel. 010 277 05 88 com.liguria@airc.it
Lombardia
Viale Isonzo, 25 20135 Milano
Tel. 02 779 71 com.lombardia@airc.it
Marche
Via Giannelli, 2A 60131 Ancona
Tel. 071 280 41 30 com.marche@airc.it
Piemonte – Valle d’Aosta
Via Isonzo, 8/2 10141 Torino
Tel. 011 024 20 84 com.piemonte.va@airc.it
Puglia
C/O Mullum business center Corso Vittorio Emanuele II, 30 70121 Bari
Tel. 080 521 87 02 com.puglia@airc.it
Editore: Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS
Sardegna
Via De Magistris, 8 09123 Cagliari
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Sicilia
Via Libertà, 171 90143 Palermo
Tel. 091 611 03 40 com.sicilia@airc.it
Delegazione Catania
Via San Marco, 6 95030 Tremestieri Etneo (CT)
Tel. 095 50 68 48 del.catania@airc.it
Toscana
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Testi: Jolanda Serena Pisano Progetto grafico e impaginazione: www.kilowatt.bo.it Illustrazioni: Isabella Agosti, 2026, Carlotta Sangaletti, 2026, Elisa Talentino, 2026. Fotografie: Stefano De Grandis 2024, Getty Images 2026 Stampa: Boccia Industria Grafica S.p.A., aprile 2026
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