

DAI.
DA OLTRE 60 ANNI
LA FONDAZIONE SI IMPEGNA A:
Finanziare progetti di ricerca svolti presso laboratori universitari, ospedali e istituti scientifici
Sostenere IFOM, l’istituto di oncologia molecolare di AIRC, fornendogli le risorse necessarie per il suo piano di sviluppo
Perfezionare la preparazione di giovani ricercatori attraverso borse di studio e progetti speciali
Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui progressi compiuti dalla ricerca oncologica e sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce
Fondazione AIRC | Affrontiamo il cancro. Insieme. AIRC è la principale organizzazione non profit per il finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia, grazie alle donazioni di cittadini e aziende che ne condividono la missione: una comunità di persone impegnate a rendere il cancro sempre più curabile. Dal 1965 ha investito oltre 2,7 miliardi di euro in migliaia di progetti di ricerca che hanno prodotto risultati concreti per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro, e hanno contribuito alla crescita della comunità scientifica italiana e alla formazione dei suoi giovani talenti. AIRC raccoglie fondi e li assegna in modo trasparente ai progetti di ricerca sul cancro più meritevoli. Diffonde la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione.
I NUMERI DI AIRC
5.000+
anno di fondazione di ricercatori
4,5 milioni
Oltre
2,7 miliardi
di euro destinati in 61 anni a progetti di ricerca di sostenitori




PREVENIRE... A PARTIRE DALLA FALSA INFORMAZIONE

Nel Medioevo, i personaggi che vendevano false promesse di guarigione si esibivano in vere e proprie performance teatrali per convincere le folle dell’efficacia dei loro “rimedi”. Insieme alle promesse, ciò che spacciavano alle persone erano in realtà intrugli dagli ingredienti improbabili, privi di utilità e a volte persino dannosi. Trovavano però facilmente mercato, anche perché all’epoca la medicina era poco sviluppata, i rimedi affidabili erano scarsi e in ogni caso consultare chi conosceva i trattamenti efficaci (per l’epoca) era un lusso che pochi potevano permettersi.
Nell’Ottocento i giornali erano pieni di annunci su questo tipo di “soluzioni”. Un esempio un po’ più recente di prodotti dai dubbi effetti medici sono stati diversi tipi di rimedi radioattivi, che ebbero notevole diffusione e successo nei primi anni del Novecento, anche in Italia. Sulla scia dell’entusiasmo per la scoperta dei raggi X e più in generale della radioattività (a opera del fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen e ai coniugi Maria Skłodowska Curie e Pierre Curie), decine di ciarlatani promossero come miracolosi prodotti radioattivi, tra cui pillole, saponette e occhiali. Inutile dire che l’efficacia era nulla, mentre era molto alto il rischio di sviluppare problemi di salute, inclusi i tumori. Oggi può sembrare più difficile che prodotti superflui o addirittura dannosi per la salute possano essere spacciati come miracolosi ed efficaci. In effetti, dato che le norme e i controlli sui farmaci che possono essere immessi in commercio e sulle
relative informazioni su sicurezza ed efficacia sono molto maggiori rispetto al passato. Tuttavia, anche in farmacia sono molti i prodotti che si presentano come farmaci, anche se farmaci non sono, sui quali le leggi in vigore sono meno stringenti e severe. Anche per questo è ancora possibile incappare in pubblicità poco trasparenti, personaggi che promuovono rimedi improbabili, e anche banali falsi miti che possono però essere dannosi per la salute. Spesso distinguere la falsa informazione può essere semplice, se si seguono alcuni accorgimenti. Per esempio, conoscere e seguire uno stile di vita salutare può evitare fino al 40% circa delle nuove diagnosi di tumore.
In questa edizione speciale della rivista di divulgazione scientifica più diffusa in Italia, Fondamentale, scopriamo le caratteristiche principali delle notizie false, come distinguere una cura vera da una poco attendibile e alcuni esempi di falsi miti sulla prevenzione oncologica!
Secondo una stima pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Oncology, negli Stati Uniti negli ultimi 45 anni sono stati evitati quasi 6 milioni di decessi per i tumori più diffusi (seno, polmone, colon-retto, cervice e prostata). Circa 8 di queste vite su 10 sono state salvate grazie a una maggiore attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce. L’informazione ha un ruolo cruciale nel sensibilizzare su questi temi. Gennaio 2026 / Speciale Arance della Salute / 5 / Prevenire… a partire dalla falsa informazione
COME RICONOSCERE LE FAKE NEWS
Distinguere le informazioni false da quelle fondate non è sempre semplice. A chi non è capitato di condividere con qualcuno una notizia che si è poi rivelata falsa? Per evitarlo, ci sono alcuni elementi a cui è molto utile fare caso prima di convincersi di qualcosa e magari di diffondere la notizia. Ecco 8 domande da porti quando incappi in una notizia legata alla salute.
1. COME TI FA SENTIRE?
Alcune emozioni, come rabbia o paura, spingono a fare scelte più impulsive. Chi crea falsa informazione fa spesso leva su queste sensazioni per convincerci: allarmismi, sensazionalismi, provocazioni e affermazioni molto perentorie sono da guardare con sospetto. Per esempio, “Bere latticini fa venire il tumore allo stomaco!” è un titolo che scatena ansia. In casi come questi occorre

approfondire. Attenzione anche a credere a qualcosa solo perché conferma quanto già pensavi.
2. L’INFORMAZIONE SI PRESENTA BENE?
La forma non è importante quanto la sostanza, ma contenuti disordinati o sgrammaticati sono spesso indice di scarsa credibilità. Attenzione anche alla presenza
di pubblicità o di immagini estrapolate dal loro contesto. In genere le fonti affidabili curano tanto la forma quanto il contenuto.
3. LA FONTE È AFFIDABILE?
Anche quando un sito o una fonte sono apparentemente attendibili, alcuni dettagli possono svelare il fatto che in realtà non lo sono. Per esempio, possono presentare nomi storpiati di fonti affidabili, come “Ministero della sanità” anziché “Ministero della salute”.
4. CHI HA SCRITTO E RIVISTO IL CONTENUTO?
Se non esplicitamente dichiarato, potrebbe essere utile controllare che gli autori o i revisori della notizia siano esperti del settore. Per quanto riguarda i medici, in Italia c’è la possibilità di verificare l’iscrizione all’albo consultando il sito della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (FNOMCeO).
5. CHI GESTISCE LA FONTE?
È meglio affidarsi a quanto dichiarato da enti autorevoli, come l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Istituto superiore di sanità, l’AIFA e l’EMA. Attenzione, invece, a siti o altre fonti che fanno capo a singoli o aziende, che per esempio nel consigliare alcuni rimedi al posto di altri potrebbero avere interessi economici non dichiarati. Se la diffusione di una notizia è
avvenuta dietro un compenso economico, l’eventuale fonte di finanziamento deve essere palese e i contenuti promozionali devono essere chiaramente distinti da quelli informativi.
6. CI SONO PROVE?
Se gli studi scientifici a supporto di un’informazione non sono indicati, e non sono nemmeno forniti su richiesta, si tratta di un contenuto inaffidabile.
7. IL CONTENUTO È AGGIORNATO?
È fondamentale controllare la data a cui risale l’informazione. In biologia e medicina le conoscenze possono evolvere nel giro di pochi anni, per cui è importante che una notizia si basi su fonti recenti.
8. COSA NE PENSANO ALTRE PERSONE COMPETENTI?
Chi è esperto di un tema può individuare facilmente eventuali punti deboli di un’argomentazione o un’informazione. Chiedere consiglio a chi ne sa o verificare i commenti di fonti autorevoli può essere utile per orientarsi.
INFORMARSI CON CURA
SULLE CURE
Quando si parla di una nuova potenziale terapia oncologica ci sono altri segnali specifici a cui è utile fare attenzione per capire se l’efficacia e la sicurezza sono state valutate e approvate seguendo tutte le fasi di
una sperimentazione clinica e se la terapia è stata approvata dagli enti preposti. Queste 5 domande possono aiutarti a capire quando un trattamento è valido.
1. LE PROMESSE DELLA TERAPIA
SONO CREDIBILI?
Diffida di ogni trattamento propagandato come cura miracolosa: se sembra troppo bello per essere vero, per esempio se il prodotto sembra poter curare qualunque problema, quasi sicuramente si tratta di un falso rimedio.
2. PER LA CURA CI SONO INDICAZIONI SPECIFICHE?
Un trattamento terapeutico valido deve contenere indicazioni sulla malattia che è in grado di curare, sulle dosi, sulla via di somministrazione e sui tempi di assunzione della terapia.
3. È STATA ESEGUITA UNA
SPERIMENTAZIONE CLINICA
CHE HA COINVOLTO UN NUMERO
ADEGUATO DI PAZIENTI?
Se una terapia è stata sperimentata coinvolgendo poche decine di persone, o addirittura non ne sono stati nemmeno valutati gli effetti in esseri umani, è consigliabile diffidare.
4. I DATI OTTENUTI SONO STATI CONDIVISI CON LA COMUNITÀ SCIENTIFICA?
I risultati degli studi clinici
devono essere stati pubblicati su riviste scientifiche e trovarsi nelle linee guida internazionali, in modo che altri medici e ricercatori possano verificarli, riproducendo a loro volta i risultati ottenuti nelle sperimentazioni.
5. COSA DICONO GLI ALTRI
ESPERTI DEL SETTORE?
I trattamenti definiti come “incompresi” o “osteggiati” nella maggior parte dei casi non sono sostenuti dai risultati di studi affidabili.
INFORMARSI
SULLA SALUTE AI TEMPI DELL’INTELLIGENZA
ARTIFICIALE
Sempre più persone cercano informazioni sanitarie sui chatbot basati sull’AI, come ChatGPT. Oggi anche le ricerche sui motori di ricerca tradizionali offrono come primo risultato una soluzione elaborata dall’AI. Rapidi e apparentemente perspicaci, questi strumenti hanno tuttavia molti limiti. Non comprendono davvero né le domande né le risposte che forniscono delle domande né delle risposte; non conoscono la storia clinica individuale; non provano empatia; a volte inventano del tutto le risposte, insieme alle fonti da cui avrebbero attinto per fornirle. Inoltre, spesso conservano le informazioni personali immesse al loro interno e possono sfruttarle in modi imprevedibili. Per tutti questi motivi è importante fare attenzione nell’utilizzare questi strumenti e sapere che il loro uso non può mai sostituire il parere di un medico.
E ORA… QUANTE NE SAI?
I falsi miti sui tumori sono tanti, a partire da come prevenirli fino a come curarli. E tu, sai rispondere a queste domande?
Scopri cosa sappiamo in merito nelle prossime pagine!
Alcuni alimenti da soli possono aiutare a prevenire il cancro?
Scaldare il cibo col forno a microonde aumenta il rischio di cancro?
Il vino rosso fa meno male degli altri alcolici?
Fare attività fisica in modo incostante è inutile per la salute?
Le creme solari sono dannose per la salute?
La sigaretta elettronica è meno pericolosa di quella tradizionale?

ESISTONO ALIMENTI CHE DA SOLI POSSONO AIUTARE A PREVENIRE
IL CANCRO?
Studiare gli effetti dei singoli alimenti sull’organismo è più complicato di quanto si possa pensare, perché sono tanti i fattori che possono influenzare i risultati. Prendiamo il caso della vitamina E: secondo alcune analisi, assumere integratori a base di vitamina E aumenterebbe il rischio di tumore della prostata, mentre altre indicano che questo micronutriente avrebbe effetti protettivi contro questo e altri tipi di cancro. Come orientarsi tra queste informazioni contradditorie? I risultati sono validi in entrambi i casi, ma sono discordanti perché gli studi effettuati differivano per numero di pazienti e loro caratteristiche (come età, sesso o presenza di altre malattie), dose di nutriente consumata, modo di quantificare le dosi stesse e altri fattori. Così, può capitare che lo stesso alimento o nutriente risulti in certe circostanze protettivo contro il cancro e in altre invece possa essere un fattore di rischio oncologico. Per questo occorre sempre considerare tutti gli studi affidabili condotti per valutare i rischi e i benefici di un determinato alimento. Inoltre, bisogna tenere presente che ogni

nutriente interagisce con quelli di altri cibi e con l’organismo, per cui gli effetti possono variare.
Solo in alcuni casi i risultati sono uniformi. Per esempio, sono numerose e coerenti le evidenze secondo cui la carne rossa o l’alcol tendono ad aumentare il rischio oncologico. Analogamente, sono forti le prove che assumere diversi alimenti di origine vegetale, come cipolle, carote e arance, protegga contro i tumori. In ogni caso, la maggior parte degli studi mostra che non è quasi mai un singolo alimento a poter causare o prevenire alcuni tipi di cancro, ma l’insieme di diverse componenti legate alla genetica, all’ambiente e alle abitudini di ciascuno, tra cui quelle alimentari. La raccomandazione condivisa dagli esperti internazionali è di seguire una dieta varia, sana ed equilibrata e limitare o evitare ai comportamenti a rischio. Tra questi vi sono il fumo, l’alcol, la scarsa attività fisica, il sovrappeso, l’esposizione a inquinanti, non vaccinarsi contro virus oncogeni (come il Papillomavirus e il virus dell’epatite B) e non aderire agli screening per la diagnosi precoce.
LE RICETTE DELLA SALUTE
Zuppa

ZUPPA DI ZUCCA E ARANCE
Ingredienti
• 2 o 3 scalogni (in base alla grandezza)
• 1 spicchio d’aglio
• 3-4 cm di zenzero
• 1 zucca
• 2 carote
• 2 mele
• il succo di un’arancia
• 2 cubetti di dado vegetale
• acqua calda q.b.
• prezzemolo q.b.
• 1 cucchiaio di yogurt vegetale non zuccherato
Preparazione
In una casseruola capiente scalda un filo d’olio e fa’ soffriggere dolcemente scalogno, aglio e zenzero tritati finemente.
Quando gli aromi iniziano a sprigionare il loro profumo, aggiungi la zucca e le carote tagliate a pezzetti e lasciale rosolare per alcuni minuti a fiamma vivace, così da insaporirle adeguatamente.
Versa quindi acqua calda insieme al dado vegetale, e unisci le mele tagliate grossolanamente.
Prosegui la cottura per circa 20 minuti, finché il composto non risulterà morbido.
Trasferisci il contenuto nel frullatore e aggiungi il succo d’arancia, che conferirà una nota fresca e più equilibrata al risultato finale. Frulla fino a ottenere una vellutata liscia e omogenea.
Servi completando con un filo d’olio a crudo, del prezzemolo fresco tritato e un cucchiaio di yogurt vegetale non zuccherato. Il risultato sarà una vellutata armoniosa e irresistibile.

Ingegnere con la passione per la cucina e il cibo. Nella mia pagina propongo ricette vegetali facili, e veloci, a prova di fuorisede.
CAMILLA BENETOLLO
INSALATA DI FARRO E CECI AL PROFUMO
DI ARANCE
Ingredienti
• 180 g di farro
• 250 g di ceci in scatola (sgocciolati)
• 2-3 arance
• 1 radicchio
• 5-6 noci
• 1 radice di zenzero
• olio extravergine d’oliva (EVO)
• semi di sesamo q.b.
• pepe q.b.
• sale q.b.
Preparazione

Fa’ bollire una pentola con abbondante acqua leggermente salata, in cui cuocerai il farro per il tempo riportato sulla confezione.
Nel frattempo, occupati degli altri ingredienti: scola i ceci e sciacquali bene sotto acqua corrente, sbuccia le arance al vivo e tagliale a fette, sciacqua il radicchio e tritalo della dimensione che preferisci. Infine, trita grossolanamente le noci.
Per il condimento, prepara una salsa all’arancia: spremi il succo di un’arancia, unisci zenzero grattugiato, sale, pepe e incorpora l’olio EVO a filo poco alla volta, emulsionando il composto con una frusta.
Unisci il farro, i ceci, le arance e il radicchio in un recipiente, aggiungi il condimento e mescola.
Impiatta, aggiungendo una spolverata di semi di sesamo e le noci.

RICCARDO DI DEO comunicatore

Ingredienti
• 160 g di farina di riso integrale
• 30 g di amido di mais
• 1 uovo
• 60 ml di olio di arachidi
• 40 g di zucchero integrale
• 1 cucchiaino di lievito per dolci
• 20 ml di succo d’arancia
• scorza di un’arancia
• zenzero in polvere q.b.
• mandorle a lamelle q.b.
BISCOTTI CON FARINA DI RISO
Preparazione
Sbatti l’uovo con lo zucchero, poi unisci olio e scorza e succo d’arancia.
Incorpora poco alla volta farina, amido, lievito e un pizzico di zenzero, fino a ottenere un impasto morbido e umido.
Porziona l’impasto con un cucchiaio abbondante (o un dosatore per gelato) e appiattisci leggermente i biscotti con le dita inumidite.
Distribuisci le mandorle sulla superficie e cuoci a 170 °C per 20-25 minuti, finché risultano dorati ai bordi.

MICHELA DESSÌ
@mangiapositivo – Instagram e TikTok
Condivido il mio percorso da consumatrice consapevole e rendo semplice e gustosa la dieta mediterranea con ricette che uniscono piacere e prevenzione.
SCALDARE IL CIBO COL
FORNO A MICROONDE AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO?
I forni a microonde scaldano e cuociono il cibo grazie all’azione di radiazioni. Si tratta di una forma di energia che si diffonde sotto forma di onde elettromagnetiche. La parola “radiazione” evoca radioattività e raggi X, gamma o UV, capaci di alterare il DNA, e per questo a volte si pensa che il microonde sia dannoso. Tuttavia, ci sono radiazioni e radiazioni:
• quelle ad alta energia, come i raggi X e gli ultravioletti, sono talmente ricche di energia da poter interagire con la struttura degli atomi ionizzandoli, ovvero rendendoli carichi elettricamente.
In questo modo possono alterare il DNA e così aumentare il rischio di cancro;
• quelle più a bassa energia, come le onde radio e le microonde, non sono ionizzanti perché non sono sufficientemente energetiche da interagire con il DNA. Le microonde hanno abbastanza energia per far vibrare le molecole e quindi scaldare, ma non abbastanza da alterare il DNA o rendere il cibo radioattivo. D’altronde, il brevetto del forno a microonde

risale al 1946 e i modelli domestici sono diffusi dagli anni Cinquanta, e dai risultati di decenni di osservazione non sono finora emersi pericoli oncologici.
Tra l’altro, dal punto di vista nutrizionale, in molti casi è meglio cuocere col microonde che con metodi classici. Il maggior rischio per la salute del microonde è legato a un’eventuale conservazione non ottimale degli alimenti. Dal momento che con questo tipo di cottura non si riscaldano i cibi in modo omogeneo, è meno efficace nell’eliminare batteri o tossine rispetto alla cottura tradizionale. Per questo si consiglia di usare il microonde per alimenti freschi o ben conservati e di pulirlo spesso.
METODI DI COTTURA E TUMORI
Scopri come i diversi metodi di cottura possono influire sulle caratteristiche del cibo e sulla nostra salute ascoltando il podcast Fondamentale.

IL VINO ROSSO FA MENO MALE DEGLI ALTRI ALCOLICI?

Intorno agli anni Sessanta, gli scienziati avevano osservato uno strano fenomeno, che avevano chiamato “il paradosso francese”: gli abitanti della Francia assumevano troppi grassi saturi, uno dei fattori di rischio delle malattie coronariche, eppure la loro mortalità sembrava essere inferiore a quella attesa per persone con queste abitudini. Lo specialista in cardiologia Serge Renaud ipotizzò che il merito fosse del consumo moderato di alcol, in particolare di vino rosso, come facevano i suoi nonni nella loro tenuta vinicola a Bordeaux. Il 17 novembre 1991 il paradosso francese e la tesi di Renaud finirono in televisione, in un segmento del programma statunitense 60 Minutes. Da quel giorno le vendite di vino rosso decollarono.
Gli studi sul vino rosso, però, raccontano tutt’altra storia. La principale componente del vino indiziata di effetti positivi è il resveratrolo, una
sostanza antiossidante presente nella buccia degli acini d’uva e in altri vegetali. Tuttavia, nel vino ce n’è troppo poco perché possa avere un effetto protettivo. Invece, l’alcol è dannoso e cancerogeno in qualunque quantità (anche se il rischio cresce quanto più si beve) e indipendentemente dal liquido con cui viene introdotto nell’organismo. Quindi, se anche si potesse provare che il vino ha un effetto protettivo contro un certo gruppo di malattie, non sarebbe comunque una buona idea consigliarne il consumo, anche se moderato.
Ormai è ampiamente provato che tutti i tipi di bevande alcoliche, vino incluso, aumentano il rischio di andare incontro a tumori, come quelli del fegato, del colon-retto, della bocca, dell’esofago e del seno. Per questo è bene evitare, o limitare al massimo, il consumo di alcolici.
FARE ATTIVITÀ FISICA IN MODO INCOSTANTE È INUTILE PER LA SALUTE?

Insieme all’astensione da fumo e alcol e a un’alimentazione varia ed equilibrata, fare movimento è considerato uno dei comportamenti più efficaci per ridurre il rischio di numerose malattie, tra cui disturbi cardiovascolari, diabete e diverse forme di cancro.
Finora gli studi hanno chiarito che per ogni persona di ogni età:
• praticare qualunque tipo di attività fisica è meglio che non farne affatto. Per avere benefici per la salute non è necessario impegnarsi in un vero e proprio sport: l’attività fisica include tutto il movimento che viene svolto nel corso di una giornata, dagli spostamenti alle faccende domestiche;
• i vantaggi del moto sono tanto maggiori quanto più si riesce a protrarre nel tempo l’abitudine a muoversi, ma poco è sempre meglio di nulla. Pure chi è stato pigro in passato può trarre benefici cominciando anche tardivamente a svolgere attività fisica.
Per avvicinarsi a questi obiettivi è possibile integrare l’attività fisica nelle azioni quotidiane, scegliendo per esempio di:
• andare a lavorare o a scuola a piedi o in bicicletta;
• scendere una fermata prima dai mezzi pubblici, se li si usa, e finire il tragitto a piedi;
• evitare di prendere l’auto per gli spostamenti brevi;
• salire le scale a piedi invece che usare l’ascensore;
• portare a spasso il cane;
• dedicarsi al giardinaggio o ai lavori domestici, come lavare il bagno e fare la spesa;
• giocare con i propri bambini.
ATTIVITÀ FISICA
CONTRO IL CANCRO
Cosa sappiamo sul rapporto tra movimento e tumori? Ascolta il podcast di Fondazione AIRC per approfondire.

LE CREME SOLARI SONO DANNOSE PER LA SALUTE?
Le creme solari sono prodotti che contengono filtri di protezione dai raggi ultravioletti (UV): si tratta di sostanze che assorbono tali raggi (in questo caso si parla di “filtri chimici” o filtri organici) o che li riflettono (si parla di “filtri fisici” o filtri inorganici). Entrambi i tipi di filtro solare riducono il rischio di scottature, di invecchiamento della pelle e di sviluppare tumori. Negli ultimi anni sui social sono circolate tesi allarmiste secondo cui le creme solari sono tossiche, cancerogene o hanno effetti di interferenti endocrini. Sono particolarmente demonizzati i filtri chimici, perché la parola “chimica” è spesso utilizzata come sinonimo di “artificiale” con un’accezione negativa. La loro reputazione è peggiorata anche a causa dei risultati di uno studio del 2020, condotto dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, da cui sarebbe emerso che 6 filtri solari chimici applicati ripetutamente sono entrati nel circolo sanguigno. Tuttavia, non ci sono prove sulla cancerogenicità di tali sostanze. Quanto all’accusa

che siano interferenti endocrini, in effetti alcuni filtri UV (octocrylene e omosalato) sono risultati associati a effetti ormonali in studi con cellule in coltura e animali di laboratorio.
Tuttavia, non esistono in proposito osservazioni negli esseri umani e gli esperti ritengono sicuri i filtri UV se utilizzati secondo le dosi e le modalità indicate.
Tutti i filtri solari sono considerati sicuri in base alle prove scientifiche disponibili, e sono tutti valutati clinicamente per la sicurezza e regolati da norme stringenti. È sicuramente rischiosa, invece, l’esposizione ai raggi UV senza protezione, perché i raggi UV sono cancerogeni certi. È quindi importante proteggersi con creme solari, anche in inverno. In caso di esposizioni prolungate, vanno riapplicate ogni 2 ore circa ed è bene evitare la luce solare diretta quando è molto forte, come nelle ore centrali della giornata.
LA SIGARETTA ELETTRONICA È MENO PERICOLOSA
DI QUELLA TRADIZIONALE?
Le sigarette elettroniche, anche note come e-cig dall’abbreviazione dell’inglese “electronic cigarette”, sono dispositivi che consentono di inalare vapore aromatizzato con un quantitativo variabile di nicotina (di solito tra i 6 e i 20 milligrammi). Le pubblicità e la modalità di aspirazione possono dare l’impressione che siano meno dannose delle sigarette tradizionali, ma gli studi in merito non sono rassicuranti.
Come le sigarette tradizionali, quelle elettroniche sono fonte di metalli tossici, tra cui selenio, nichel e alluminio, che vengono rilasciati quando la combustione raggiunge temperature molto alte, attorno ai 1.000 °C. Inoltre, nella letteratura scientifica mancano ancora dati sulla sicurezza di molte delle sostanze presenti nelle sigarette elettroniche, come gli oltre 7.000 aromatizzanti che possono includere. Altre sostanze in esse contenute sono generalmente sicure ma potrebbero essere dannose se inalate ad alte dosi, come nel caso del diacetile (che si trova anche nel burro) e del glicole propilenico (usato, per esempio, come

fumogeno ai concerti). Secondo alcuni studi, il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, entrambi cancerogeni certi, anche se le quantità associate al consumo di e-cig appaiono modeste.
Insomma, per quanto ne sappiamo finora la sigaretta elettronica non può essere considerata un’alternativa sicura al fumo di tabacco né per chi ha intenzione di smettere di fumare, né per chi non ha mai fumato.
I PRODOTTI
ALTERNATIVI ALLE SIGARETTE
L’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato è sempre più diffuso, ma le informazioni sui loro effetti sulla salute sono ancora poche. Ascolta sul podcast Fondamentale cosa dicono gli ultimi studi sul tema a livello internazionale.

COSA FARE DAVVERO PER PREVENIRE I TUMORI

Seguire uno stile di vita salutare potrebbe evitare fino al 40% circa delle nuove diagnosi di tumore.
A riassumere le indicazioni per prevenire il rischio oncologico è, per esempio, il Codice europeo contro il cancro, un’iniziativa dell’Unione europea con il contributo dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). L’ultima versione è aggiornata al 2025.
2. EVITARE IL FUMO PASSIVO
Anche l’inalazione passiva del fumo altrui fa aumentare il rischio di sviluppare il cancro, provocando circa 1,2 milioni di decessi ogni anno nel mondo. Il fumo passivo colpisce anche i feti delle donne in gravidanza che aspirano sigarette.
1. NON FUMARE E NON USARE
PRODOTTI DEL TABACCO
Il fumo è la principale causa di decessi e malattie prevenibili nel mondo. In particolare, è responsabile di almeno 12 tipi di cancro: il rischio di sviluppare un tumore è 20-25 volte superiore nei fumatori rispetto ai non fumatori. La buona notizia è che smettere di fumare fa diminuire il rischio a qualsiasi età.
3. MANTENERE UN PESO CORPOREO SANO
Sovrappeso e obesità aumentano il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro, come quelli al colon-retto, al seno e all’ovaio. Infatti, l’eccesso di grasso corporeo causa infiammazione cronica, altera il metabolismo e influenza alcuni fattori di crescita e ormoni: tutte condizioni che favoriscono la proliferazione delle cellule tumorali.
4. ESSERE FISICAMENTE ATTIVI
Secondo le stime, l’attività fisica regolare può ridurre il rischio di diversi tipi di neoplasie di una percentuale compresa tra l’8% e il 28%.
7. ALLATTARE AL SENO
Sebbene il meccanismo non sia ben chiaro, l’allattamento al seno per almeno 6 mesi sembra proteggere dal tumore alla mammella e all’ovaio, anche per le portatrici di mutazioni genetiche che predispongono alla malattia.
5. SEGUIRE UNA DIETA EQUILIBRATA
Per ridurre il rischio di sviluppare tumori è molto importante un’alimentazione sana, ricca di verdura, frutta e legumi e povera di zuccheri semplici e grassi di origine animale. Inoltre, per diminuire il rischio di alcuni tipi di cancro è raccomandato limitare il consumo di carni rosse e prodotti lavorati a base di carne e sale.
8. PROTEGGERSI DALLE RADIAZIONI
I raggi ultravioletti (UVA e UVB) contenuti nelle radiazioni solari ed emessi dai lettini abbronzanti causano danni alla pelle che nel lungo periodo possono portare allo sviluppo di diversi tipi di cancro, tra cui il melanoma.
6. LIMITARE O EVITARE IL CONSUMO DI ALCOL
Qualsiasi dose di alcol favorisce il rischio di sviluppare tumori, perché irrita le mucose, causa infiammazione e alterazioni alle cellule epatiche, si trasforma in acetaldeide (una sostanza cancerogena), riduce la capacità di assorbimento dei folati e stimola la produzione di alcuni ormoni che, se in eccesso, aumentano il rischio di cancro.
9. RIDURRE L’ESPOSIZIONE A SOSTANZE CANCEROGENE
SUL LAVORO
Alcune professioni espongono i lavoratori a sostanze che aumentano il rischio di sviluppare determinati tipi di cancro. In tutti i Paesi dell’Unione europea è in vigore una legislazione che impone obblighi ai datori di lavoro e ai dipendenti per ridurre l’esposizione alle sostanze cancerogene nei luoghi di lavoro.
10. RIDURRE L’ESPOSIZIONE AL RADON
Il radon è un gas radioattivo naturale che può entrare nelle abitazioni attraverso il suolo, soprattutto in zone caratterizzate da terreni ricchi di uranio naturale. È bene informarsi se la zona in cui si vive è a rischio e, se lo è, fare un test per la rilevazione del gas.
12. PARTECIPARE AI PROGRAMMI DI VACCINAZIONE
Nel mondo, quasi un quinto dei casi di tumore è causato da microrganismi patogeni. Da alcuni di essi, in particolare dal virus dell’epatite B e dal Papillomavirus, è possibile difendersi partecipando ai programmi di vaccinazione offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale (SSN).
13. CAUTELA CON LA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (TOS) IN MENOPAUSA
11. RIDURRE L’ESPOSIZIONE
ALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Respirare spesso particolato fine (PM2.5) può aumentare il rischio di sviluppare tumori, come quello del polmone, soprattutto in aree molto inquinate. Per inquinare meno sono importanti le politiche che migliorano la qualità dell’aria e le azioni individuali, per esempio preferire i mezzi pubblici ed evitare di bruciare materiali come carbone o legna.
La TOS a base di ormoni femminili è un trattamento utilizzato soprattutto per alleviare i sintomi della menopausa, ma può aumentare il rischio di sviluppare il cancro del seno, dell’ovaio o dell’endometrio. È quindi importante effettuare il trattamento nei casi strettamente necessari e nelle modalità indicate dal medico.
14. ADERIRE AGLI SCREENING ONCOLOGICI
Gli screening per il cancro della cervice uterina, del seno e del colon-retto permettono di diagnosticare precocemente questi tumori quando non hanno ancora mostrato sintomi e sono più curabili.
GLI UFFICI REGIONALI AIRC
Abruzzo – Molise
Viale Regina Elena, 126 65123 Pescara
Tel. 085 352 15 com.abruzzo.molise@airc.it
Basilicata
c/o Azienda Calia Italia
Contrada Serritello la Valle
75100 Matera
Tel. 0835 30 37 51 com.basilicata@airc.it
Calabria
Viale degli Alimena, 3 87100 Cosenza Tel. 0984 41 36 97 com.calabria@airc.it
Campania
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Emilia-Romagna
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Friuli-Venezia Giulia
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Lazio via Leonida Bissolati, 3 00187 Roma Tel. 06 446 33 65 com.lazio@airc.it
Liguria
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Via David Chiossone, 10 16123 Genova
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Lombardia
Viale Isonzo, 25 20135 Milano
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Marche
c/o Edificio Scienze 3 dell’Università politecnica delle Marche
Via Brecce Bianche
60131 Ancona
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Piemonte – Valle d’Aosta Via Isonzo, 8/2 10141 Torino
Tel. 011 024 20 84 com.piemonte.va@airc.it
Puglia
Corso Vittorio Emanuele II, 30 70122 Bari
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Sardegna
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Sicilia
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Via San Marco, 6 95030 Tremestieri Etneo (CT)
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Toscana
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Editore: Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS Sede: Viale Isonzo 25, 20135 Milano, Tel. 02 779 71, www.airc.it – Numero verde 800 350 350 Coordinamento redazionale: Anna Franzetti, Jolanda Serena Pisano (redazione@airc.it) Testi: Jolanda Serena Pisano Progetto grafico e impaginazione: Kilowatt, www.kilowatt.bo.it Illustrazioni: Erika De Giglio Fotografie: Camilla Benetollo 2025, Michela Dessì 2025, Simone Durante 2025 Stampa: Boccia Industria Grafica Spa, dicembre 2025.
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Matteo e Serena per il loro matrimonio hanno scelto le bomboniere AIRC.