DAI.


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Finanziare progetti di ricerca svolti presso laboratori universitari, ospedali e istituti scientifici
Sostenere IFOM, l’istituto di oncologia molecolare di AIRC, fornendogli le risorse necessarie per il suo piano di sviluppo
Perfezionare la preparazione di giovani ricercatori attraverso borse di studio e progetti speciali
Sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui progressi compiuti dalla ricerca oncologica e sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce
Fondazione AIRC | Affrontiamo il cancro. Insieme. AIRC è la principale organizzazione non-profit per il finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia, grazie alle donazioni di cittadini e aziende che ne condividono la missione: una comunità di persone impegnate a rendere il cancro sempre più curabile. Dal 1965 ha investito oltre 2,5 miliardi di euro in migliaia di progetti di ricerca che hanno prodotto risultati concreti per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro, e hanno contribuito alla crescita della comunità scientifica italiana e alla formazione dei suoi giovani talenti. AIRC raccoglie fondi e li assegna in modo trasparente ai progetti di ricerca sul cancro più meritevoli. Diffonde la cultura della salute e della prevenzione nelle scuole, nelle piazze, nelle aziende e attraverso i mezzi di comunicazione.
4,5 milioni
5.000 2,5 miliardi
anno di fondazione ricercatori di euro destinati in 60 anni a progetti di ricerca di sostenitori




Sessant’anni fa, il cancro faceva paura e parlarne era un tabù. Oggi lo chiamiamo con il suo nome e in tanti casi sappiamo come guarirlo o tenerlo a bada anche per molto tempo. Così, la mortalità per i tumori è drasticamente diminuita, soprattutto per alcuni tipi di cancro, come quello del seno, del testicolo e i principali tumori pediatrici.
Le vittorie che costellano questo lungo percorso sono in parte merito di AIRC, organizzazione nata nel 1965 grazie all’intuizione di un gruppo di oncologi dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano guidati da Umberto Veronesi e Giuseppe della Porta. Oggi AIRC è una fondazione che ogni anno, grazie alla generosità dei suoi sostenitori, raccoglie milioni di euro per rendere il cancro sempre più curabile. Fondi con cui realizza iniziative di informazione e sensibilizzazione sui tumori e, soprattutto, sostiene migliaia di ricercatori per conoscere sempre meglio i diversi tipi di cancro e capire come prevenirli, diagnosti-

carli precocemente e affrontarli al meglio.
Obiettivi che possiamo raggiungere solo insieme. Se stringi questa edizione speciale di Fondamentale tra le tue mani è perché sei tra i sostenitori di AIRC. Grazie: la ricerca ha bisogno del tuo sostegno per proseguire nella propria missione di rendere il cancro sempre più curabile. E non dimenticare che c’è un’altra azione essenziale che puoi mettere in pratica per affrontare il cancro: adottare uno stile di vita salutare, in modo da limitare le probabilità di ammalarti. Proprio per questo abbiamo raccolto i principali consigli per la prevenzione dei tumori in questa pubblicazione. Buona lettura e… buona giornata salutare!

Le abitudini più sane sono il modo migliore per dare il benvenuto alla salute.
Infatti, anche se il rischio di tumori è dovuto alla combinazione di diversi elementi, inclusi fattori genetici, ambientali e casuali, si stima che, lavorando sui fattori modificabili e prevenibili, si potrebbero evitare fino al 40 per cento circa delle diagnosi di cancro e fino al 50 per cento delle morti per tumore.
Ma è possibile fare prevenzione ogni giorno? Scopriamolo vivendo una giornata insieme a Rossella, una ragazza un po’ pasticciona ma che ha molto a cuore sia la prevenzione primaria, ovvero l’insieme di azioni che aiutano a ridurre il rischio di insorgenza dei tumori, sia la prevenzione secondaria, quella che può consentire, grazie agli screening, di scoprire un tumore nei suoi stadi iniziali, quando curarlo è più facile.
Il primo momento importante dopo la sveglia è la colazione. Oggi Rossella, che ama mangiare, si prepara uno yogurt con cereali integrali, frutti di bosco e un po’ di mandorle: un modo per iniziare la giornata con energia, proteine e vitamine!
Ogni pasto, infatti, è un’occasione per prendersi cura della propria salute, e per cogliere appieno l’opportunità è possibile seguire le indicazioni del piatto del mangiar sano. L’illustrazione qui accanto rappresenta la composizione ideale dei pasti principali, ed è stata realizzata adattando alla realtà italiana quella messa a punto nell’ambito della scuola di salute pubblica dell’Università di Harvard a Cambridge, Massachusetts, basata sulle più affidabili evidenze della ricerca sull’alimentazione.
Secondo il piatto sano, sono questi i suggerimenti da ricordare e seguire per una dieta equilibrata e salutare:
1. Consuma frutta e verdura, preferibilmente di stagione e variando i colori, per almeno 5 porzioni (ovvero circa 400 grammi) al giorno, prediligendo la verdura. Puoi usare questi vegetali come ingredienti

di tantissimi piatti, oppure puoi sgranocchiarne qualcuno prima o dopo il pasto. Riempi così la metà del piatto sano!
2. Ricorda sempre di mangiare a ogni pasto una porzione di cereali integrali e derivati. La cena non fa eccezione! Pasta, pane, ma anche cereali in chicco (come avena, farro e miglio) aiutano l’or-

ganismo ad avere l’energia necessaria per funzionare bene.
Una porzione di questi alimenti corrisponde a circa 50 grammi per il pane, 30 per i suoi sostituti (come cracker e grissini), 80 grammi per pasta e cereali in chicco, 100 per la pasta fresca, 125 per quella ripiena, 250 per la lasagna e 30 per i biscotti, le fette biscottate o i cereali della colazione.


3. Dedica quasi un quarto del piatto ai cibi che contengono soprattutto proteine. Legumi, pesce, uova, carne e latticini: uno di questi alimenti dovrebbe far parte di ogni pasto. È importante mangiarli a rotazione, così da consumare ciascuno circa 3 volte a settimana, preferendo legumi e pesce. Latte, yogurt e analoghi (come il kefir) possono invece essere consumati fino a 3 volte
Scoprilo con Riccardo Di Deo, nutrizionista e comunicatore scientifico AIRC, inquadrando il QR code!

al giorno. Una porzione di questi cibi corrisponde a circa 150 grammi per i legumi freschi o in scatola, 50 per i legumi secchi, 150 grammi per il pesce fresco o surgelato (50 se in scatola), un uovo, 100 per la carne (50 se conservata, come gli insaccati, che comunque andrebbero evitati il più possibile), 125 millilitri di latte e 125 grammi di yogurt, 100 grammi di formaggio fresco e 50 di formaggio stagionato.
4. Per insaporire e condire il tutto, meglio usare l’olio extravergine d’oliva (massimo 2 cucchiai al giorno), spezie e poco sale iodato (non dovremmo assumerne più di 5 grammi al giorno, compreso quello presente naturalmente nei cibi).
I semi oleosi (come quelli di sesamo e di zucca) e la frutta secca sono ottime fonti di grassi salutari, per cui possono accompagnare il piatto sano in dosi moderate (30 grammi al giorno). Vanno invece limitate le quantità di burro e di altri grassi di origine animale, margarina e olio di cocco, che sono ricchi di grassi saturi, la categoria di lipidi da consumare in minor quantità.
F umare è una delle abitudini più dannose: tra le malattie che provoca ci sono disturbi cardiovascolari e almeno 12 tipi di cancro.
Le sigarette provocano circa l’85-90% dei casi di cancro del polmone, tumore che altrimenti sarebbe raro. 85-90%

Non bisognerebbe iniziare, ma si può sempre smettere. Per riuscirci ci sono diversi metodi, come psicoterapia, farmaci e trattamenti sostitutivi quali cerotti e gomme da masticare. Per aiuti e suggerimenti professionali su come smettere di fumare ci si può rivolgere al proprio medico, ai centri antifumo e al numero verde contro il fumo 800 55 40 88.
In effetti, non esiste una soglia di sicurezza sotto la quale il fumo è sicuro, e gli effetti negativi del tabagismo si accumulano nel tempo. È stato calcolato che, mediamente, ogni 15 sigarette fumate si verifica almeno una mutazione genetica: consumando un pacchetto al giorno per un anno, quindi, possono verificarsi circa 150 mutazioni. Infatti, ogni sigaretta fumata introduce nell’organismo oltre 4.000 sostanze,
I benefici si sentiranno dopo poco tempo: entro qualche mese dall’ultima sigaretta, la circolazione e la funzione polmonare migliorano, mentre sul lungo termine diminuisce il rischio di malattie come cancro e ictus. Diversi studi hanno mostrato che anche per chi ha o ha avuto un tumore vale la pena smettere di fumare, perché il fumo riduce l’efficacia di alcune terapie oncologiche e ne favorisce gli effetti collaterali, oltre ad aumentare il rischio di ricadute o di sviluppare altri tipi di cancro.
e almeno un’ottantina di queste è anche cancerogena. Inoltre, gli effetti negativi che derivano da ciascuna sostanza sono potenziati quando vengono assunte tutte insieme. Rossella ha smesso di fumare da un paio d’anni, ed evita anche le alternative. Infatti, secondo le autorità sanitarie, sia le sigarette elettroniche (anche dette e-cig) sia i prodotti a tabacco riscaldato possono comportare rischi per la salute, in quanto contengono composti certamente o potenzialmente dannosi. Peraltro, non è chiaro se queste alternative alle sigarette possano essere considerate valide per la disassuefazione dal tabacco; da alcuni studi sembra che possano persino indurre alcuni non fumatori al tabagismo
Fumare, peraltro, non fa male solo a noi, ma anche a chi ci è vicino Infatti, il fumo passivo aumenta di almeno il 20 per cento il rischio di sviluppare un tumore al polmone nei non fumatori, oltre a predisporre a malattie cardiache, asma e altri disturbi. Per questo Rossella ha bandito il fumo dalla sua auto e dalla sua casa: chi vuole fumare può farlo fuori, anche per evitare che mobili, pareti, vestiti e altri oggetti s’impregnino delle sostanze rilasciate dalle sigarette. Questo fenomeno, chiamato fumo “di terza mano”, secondo numerose evidenze può portare allo sviluppo di diverse malattie in chi vi è esposto di frequente.
Con ogni boccata di fumo si inalano molte sostanze dannose, come: arsenico acido cianidrico
cadmio e altri metalli pesanti
Per ridurre il rischio di esposizione al fumo di seconda mano e terza mano, le soluzioni più efficaci sono impedire che si fumi in casa propria e nella propria auto e frequentare solo posti dove è vietato fumare. Infatti, il fumo passivo può restare nell’aria per ore, anche se risulta invisibile e inodore, e diffondersi tra le stanze e impregnare gli oggetti, il cui lavaggio è solo parzialmente efficace. Anche aprire finestre e finestrini mentre la persona fuma, arieggiare o usare filtri dell’aria sono metodi utili ma non del tutto efficaci.
La bevanda più salutare è sempre l’acqua. Le bibite e i succhi di frutta sono ricchi di zuccheri semplici e quindi andrebbero consumati più raramente, mentre sarebbe meglio non bere mai alcol.
Talvolta si sente dire che un bicchiere di vino al giorno fa bene, ma i potenziali benefici non superano i rischi. Infatti, assumere alcol anche in quantità moderate può provocare oltre 200 malattie, tra cui alcuni tipi di tumore e disturbi cardiovascolari, e non c’è una dose minima considerata sicura. I danni provocati dagli alcolici, anche se passano inosservati, arrivano già con le prime gocce di alcol. Ma naturalmente, più si beve e peggio è. Se proprio si vuole bere, come Rossella, il consiglio è di non superare 1 unità alcolica al giorno per le donne e 2 al giorno per gli uomini – dosi considerate a rischio moderato per i maggiori di 16 anni che non hanno malattie croniche o acute e non devono prendere farmaci (casi in cui invece non bisognerebbe mai bere alcolici).

corrisponde a 12 grammi di etanolo, ed è contenuta grossomodo in:
• Acquista meno alcolici e prediligi altre bevande quando mangi;
• Evita le situazioni in cui bevi abitualmente, magari trovando attività gratificanti o rilassanti da svolgere in alternativa.
Per chi ha una dipendenza possono aiutare i servizi di alcologia come gli Alcolisti anonimi, AICAT e il Telefono verde alcol (800 632 000, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00).

Ecco 3 piatti equilibrati che puoi realizzare con le
Arance della Salute

Ingredienti
• 120 g di salmone selvaggio affumicato
• 1 finocchio
• 2 arance
• Pistacchi dolci interi
• Semi misti
Per il condimento:
• Il succo di 1 arancia
• Qualche goccia di limone
• 1 cucchiaino raso di senape
• Olio extravergine di oliva
• Un pizzico di sale
Preparazione
Pulisci e lava il finocchio. Taglialo a fettine sottili con una mandolina.
Sbuccia e pela le arance a vivo e metti gli spicchi in una boule, unendo anche i finocchi e i semi che preferisci.
Prepara il condimento mescolando in una ciotola l’olio con un pizzico di sale. Aggiungi qualche goccia di limone, il succo d’arancia e la senape. Emulsiona fino a ottenere un composto omogeneo.
Condisci quindi l’insalatina di finocchi e arance. Disponila come base nel piatto e adagia le fettine di salmone affumicato. Finisci con i pistacchi dolci interi e servi.

Primo piatto

Ingredienti
• 160 g di pasta integrale (fusilli)
• 200 g di ricotta di pecora
• Succo di 1 o 2 arance
• Pepe q.b.
• Sale q.b.
• Olio extravergine di oliva
• 20 g di pistacchi non salati
Preparazione
Fa’ bollire abbondante acqua leggermente salata in una pentola dove verrà cotta la pasta.
Nel frattempo, versa in una ciotola la ricotta di pecora, il succo delle arance, il pepe e mescola fino a ottenere un composto omogeneo.
Tosta i pistacchi non salati e tritali grossolanamente.
Ultimata la cottura della pasta, scolala, unisci la crema di ricotta all’arancia e manteca aggiungendo, se necessario, un po’ di acqua di cottura.
Impiatta e completa il piatto con i pistacchi tritati e, se edibile, la scorza di un’arancia grattugiata.


Ingredienti (per 6 cioccolatini)
• Succo di 1 arancia
• 2 cucchiai di semi di chia
• 40 g di cioccolato fondente 80%
Preparazione
Spremi un’arancia in una ciotola, aggiungi i semi di chia e lascia riposare per circa 10 minuti. Passato questo tempo noterai che il composto si sarà addensato.
Versa il composto in 6 stampini di silicone e lascia in freezer per circa 50-60 minuti. Dopodiché, rimuovi i blocchetti dallo stampo in silicone e immergili nel cioccolato fondente sciolto.
Trasferisci sopra un piatto ricoperto di carta forno e metti in frigorifero per farli indurire.

L’esposizione alla luce solare offre alcuni benefici: per esempio, stimola la produzione di vitamina D, importante per la nostra salute, e di serotonina, migliorando l’umore.
Esporsi a lungo al sole senza protezioni aumenta però le probabilità di ammalarsi di cancro, in particolare di tumori cutanei.
Per chi ha la pelle delicata, come Rossella, è consigliato proteggersi dal sole anche in inverno. Così, prima di uscire di casa si è messa la crema solare sul viso – anche se si è dimenticata le orecchie! Ma pure chi ha la pelle più scura, o si abbronza presto, dovrebbe fare attenzione, soprattutto se passa molte ore al sole, per esempio per lavoro o per sport. Inoltre, particolare cautela va prestata in montagna, dove gli effetti dei raggi UV sono maggiori perché lo strato dell’atmosfera che può assorbire le radiazioni nocive provenienti dal sole è più sottile. Ecco alcuni consigli, fondamentali soprattutto per l’estate.

Quanta e dove? In genere, per un adulto medio occorre un palmo di mano pieno per zone come le gambe, le braccia, il viso e il collo. Attenzione a collo, dorso delle mani, piedi, orecchie e gambe, dove in genere ci si dimentica di coprirsi e per questo ci si scotta più di frequente.
Quando? È consigliato applicare la crema solare almeno mezz’ora prima dell’esposizione al sole e poi riapplicarla nel corso della giornata. Infatti, viene in parte assorbita dalla pelle, in parte portata via dai vestiti o dall’acqua e in parte degradata dal sole. Si consiglia quindi di rimetterla ogni 2 ore circa e dopo ogni attività sportiva o bagno.
/ Un giorno salutare
Soprattutto le persone con i fototipi più sensibili e i bambini dai 6 mesi in su (i neonati non dovrebbero mai essere esposti alla luce diretta del sole) possono ricorrere anche ad altri metodi per proteggersi dai raggi solari:
• fondamentali gli occhiali da sole con lenti in grado di proteggere almeno dal 99 per cento dei raggi
UV-A e UV-B;
• un cappello a larga tesa aiuta a proteggere testa, collo e orecchie;
Le creme solari che proteggono dai raggi UV-A e dai raggi UV-B prevengono le scottature e così diminuiscono il rischio di melanoma. Riducono inoltre la
Capelli biondo-rossi, carnagione bianco-latte o molto chiara con efelidi e occhi chiari
REAZIONE AL SOLE
Molto sensibile, può sviluppare eritemi
PROTEZIONE CONSIGLIATA
Capelli biondo dorato sino al castano chiaro. Carnagione chiara e occhi chiari
Capelli scuri e carnagione normale
• gli abiti offrono uno schermo parziale ai raggi solari;
• l’ombra è la migliore alleata quando il sole è forte.
Un trucco per comprendere se ci si trova in un orario particolarmente a rischio è quello che l’American Cancer Society chiama il “test dell’ombra”: se la tua ombra è più corta di te, il sole è al suo culmine, quindi è fondamentale proteggersi o ripararsi in ambienti non esposti alla luce solare.
REAZIONE AL SOLE
Molto sensibile, tende a scottarsi facilmente
REAZIONE AL SOLE
Sensibile, a volte si scotta
PROTEZIONE CONSIGLIATA
PROTEZIONE CONSIGLIATA
secchezza e l'invecchiamento della pelle. Ma ogni pelle è differente: è importante usare la crema più adatta al proprio fototipo.
Capelli scuri e carnagione tendente allo scuro REAZIONE AL SOLE
Moderatamente sensibile, si scotta raramente
PROTEZIONE CONSIGLIATA
Capelli scuri e carnagione bruna olivastra. Occhi scuri REAZIONE AL SOLE
Poco sensibile, si scotta molto raramente
PROTEZIONE CONSIGLIATA
Capelli scuri e carnagione scura. Occhi scuri REAZIONE AL SOLE
Insensibile, non si scotta mai
PROTEZIONE CONSIGLIATA
Quasi tutti i giorni chi fa un lavoro d’ufficio deve affrontare una sfida: come fare movimento, se bisogna lavorare stando seduti per ore? Una possibile soluzione è approfittare sia dei trasferimenti per andare e venire, sia dei momenti di pausa. Per esempio, Rossella è scesa a una fermata prima dell’autobus che prende abitualmente per percorrere qualche minuto in più a piedi e in ufficio cerca di fare le scale anziché prendere l’ascensore. Un consiglio utile per muoversi in ufficio è anche intervallare i momenti sedentari con esercizi di piegamenti sulle gambe. Secondo le stime, in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, il 2-4 per cento circa di tutti i casi di tumore sarebbe attribuibile allo scarso movimento. Praticare uno o più sport a giorni e orari fissi offre benefici, ma non è

strettamente necessario: per ridurre il rischio oncologico basta limitare la sedentarietà e svolgere attività fisica pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno per 5 giorni a settimana, anche attraverso semplici azioni quotidiane, come:
• fare una passeggiata o usare la bici per gli spostamenti brevi;
• preferire le scale all’ascensore;
• cimentarsi nel giardinaggio o nei lavori domestici, come lavare il bagno e fare la spesa;
• fare giochi dinamici, per esempio insieme ai bambini;
• portare a spasso il cane.
Se non si è abituati all’attività fisica, la gradualità è importante. Ma man mano che le prestazioni migliorano e ci si sente più in forma, è bene prolungare l’esercizio fino a un’ora a sessione, oppure passare ad attività e sport più impegnativi.
/ Un giorno salutare
Nel pomeriggio, Rossella ha fissato un altro importante appuntamento per la sua salute: quello per il vaccino anti-Papillomavirus. Infatti, non è riuscita a farlo intorno agli 11-12 anni, il momento raccomandato per effettuare questa vaccinazione, ma il medico le ha consigliato di vaccinarsi in ogni caso, per ridurre comunque il rischio di infezione da HPV. Alcune vaccinazioni, come questa, permettono infatti di prevenire determinate infezioni che favoriscono l’insorgenza di specifici tipi di tumore.
VACCINO CONTRO L’EPATITE B
Protettivo contro il tumore del fegato, che tra le sue cause ha appunto lesioni provocate dal virus dell’epatite B, è proposto tra le vaccinazioni obbligatorie dell’infanzia a tutti i bambini. È infatti incluso all’interno della vaccinazione obbligatoria esavalente che viene somministrata in 3 dosi ai bimbi piccoli, in genere tra i 3 e gli 11 mesi (questa
vaccinazione combina i vaccini contro epatite B, poliomielite, difterite, tetano, pertosse e meningiti e altre infezioni da Haemophilus influenzae di tipo B).
È utile a prevenire l’infezione dai ceppi di questo virus associati a tumori come quelli del collo dell’utero, della vagina, del pene, dell’ano e del distretto testa-collo. Visto che l’HPV si trasmette soprattutto per via sessuale, il vaccino è raccomandato per ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 12 anni, prima che diventino sessualmente attivi. Se però non si è riusciti a vaccinarsi, può essere comunque utile farlo più avanti, poiché la vaccinazione riduce la possibilità di infezione da più di un ceppo di Papillomavirus, e non è detto che si sia venuti in contatto con tutti. Inoltre potrebbe avere anche effetti terapeutici, in caso di infezione da HPV in corso.
Se non sei ancora stato vaccinato o vaccinata, chiedi al tuo medico se nella tua Regione puoi accedere a questa vaccinazione gratuitamente e dove la puoi effettuare. Per maggiori informazioni inquadra il QR code. / Un giorno salutare

L a prevenzione primaria riduce il rischio di ammalarsi di alcuni tumori, ma non di tutti e non del tutto. Resta fondamentale la prevenzione secondaria, ovvero sottoporsi a esami e controlli raccomandati a seconda della situazione personale, in modo da individuare un eventuale tumore il prima possibile, quando è più facilmente curabile. Rossella se n’era quasi dimenticata, ma per fortuna alla fine ha prenotato una visita dal ginecologo per sottoporsi al Pap test. Attualmente sono 3 gli esami di screening di popolazione raccomandati e offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale:
1. la ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto, raccomandato in genere ogni 2 anni a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni. È possibile anche effettuare la rettosigmoidoscopia, una sola volta nella vita, tra i 58 e i 60 anni; 2. il Pap test (in genere ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 30 anni) o

l’HPV test (in genere ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 65 anni), per scoprire un possibile cancro della cervice uterina; 3. la mammografia, per i tumori del seno in fase iniziale, per le donne tra i 50 e i 69 anni (con un ampliamento per altre fasce d’età in alcune Regioni italiane). Nelle donne giovani, la mammografia o l’ecografia del seno si eseguono solo in casi specifici.
L’uso del dosaggio del PSA come screening del tumore della prostata è ancora dibattuto perché valori elevati di PSA sono associati, oltre che a tumori prostatici, anche ad alcune condizioni benigne, come infezioni e infiammazioni della prostata.

La conoscenza è essenziale per battere il cancro, e in AIRC lo sappiamo bene: per questo negli anni abbiamo implementato diversi modi per comunicare sempre di più i risultati della ricerca e sensibilizzare alla prevenzione dei tumori.
Fondamentale è la rivista di informazione scientifica più diffusa in Italia, con circa 5 milioni di copie inviate ogni anno nelle case dei sostenitori, e oltre 1 milione di copie dello speciale di Fondamentale sono distribuiti nelle piazze ogni anno. Per ricevere Fondamentale puoi donare almeno 10 € ad AIRC attraverso il sito donazione.airc.it, chiamando il numero verde 800 350 350, tramite il conto corrente postale N° 307272 intestato a Fondazione AIRC – viale Isonzo, 25 – 20135 Milano, o con un bonifico bancario. Scopri come inquadrando il QR code:

Grazie a siti e social network, AIRC intercetta un pubblico più ampio attraverso news, video e podcast. Il sito di AIRC è visitato da oltre 8 milioni di utenti l’anno e centinaia di migliaia di persone sono iscritte alla newsletter e ai profili social di AIRC.
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SITI E SOCIAL
Da tempo il progetto AIRC per le Scuole ha stretto un’intensa collaborazione con oltre 17.000 scuole, da quelle dell’infanzia alle secondarie di secondo grado, per formare e sensibilizzare studenti e studentesse sull’importanza della prevenzione e incuriosirli sulle sfide della ricerca scientifica con kit didattici, videogiochi educational, concorsi e incontri dal vivo e online con ricercatori e ricercatrici. Contribuisci anche tu raccontando a genitori e insegnanti di tua conoscenza di Cancro io ti boccio, iniziativa di cittadinanza attiva e volontariato che vede protagoniste oltre 1.200 scuole impegnate nella distribuzione dei prodotti solidali AIRC con l'obiettivo di finanziare la ricerca e portarla in classe!

Grazie al progetto AIRCampus, la fondazione e gli esperti con cui collabora incontrano oltre 10.000 studenti universitari ogni anno. Tra lezioni, laboratori ed eventi, potenziano il loro piano di studi, contribuendo alla loro formazione sulla biologia del cancro e sulla sua prevenzione ma anche sui risvolti sociali e psicologici della malattia. Scopri di più sul progetto e su come puoi contribuire: campus.airc.it
Con AIRCFactory siamo presenti in festival di divulgazione scientifica, eventi e musei con laboratori interattivi, mostre e interventi di esperti e portavoce, come ricercatori, rappresentanti istituzionali e divulgatori scientifici. Grazie a queste attività raggiungiamo oltre 22.000 persone ogni anno.
Per saperne di più sul progetto AIRCFactory, visita il sito: factory.airc.it
Anche il supporto dei media esterni è essenziale per informare le persone sui progressi della ricerca e per sensibilizzarle sul valore della prevenzione. AIRC è una fonte autorevole e riconosciuta: solo lo scorso anno hanno parlato di noi oltre 250 testate cartacee, 100 canali televisivi, 1.500 siti web e 40 emittenti radio.

Non esistono alimenti che fanno bene o male in assoluto, anche perché ciascun alimento è più della somma dei propri ingredienti, dato che questi interagiscono con quelli di altri cibi e con l’organismo. Ma alcuni alimenti sono un simbolo della sana alimentazione, e tra questi rientrano di diritto le arance rosse, perché ricche di sostanze benefiche. Le arance sono tra gli agrumi che contengono più vitamina C, che protegge il sistema cardiovascolare, ha proprietà antinfiammatorie e favorisce la normale funzionalità del sistema immunitario se assunta con
costanza. Inoltre, le arance sembrano patire meno degli altri agrumi l’abbassamento dei livelli di vitamina C dovuto alle temperature. Le arance rosse sono anche particolarmente ricche di sostanze con proprietà antiossidanti. Tra di esse ci sono i principali responsabili della colorazione rossa del succo e della scorza di queste arance: i carotenoidi e gli antociani. Nell’arancia fresca sono inoltre presenti le vitamine A, B e PP Così, le Arance della Salute fanno bene due volte: quando le compri, perché sostieni la ricerca contro il cancro, e quando le mangi.
Abruzzo – Molise
Viale Regina Elena, 126 65123 Pescara
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Basilicata
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Contrada Serritello la Valle 75100 Matera Tel. 0835 30 37 51 com.basilicata@airc.it
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Idee Solidali AIRC
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