Edizione 04/2022 Rivista dell’Automobile Club Svizzero | Edizione della Svizzera italiana AUTO Alle urne il prossimo 30 ottobre NUOVA IMPOSTA DI CIRCOLAZIONE: ECCO LE FORMULE CHE ANDRANNO AL VOTO Pagine 4-6 Patenti L’ACS È ORA SINONIMO DI NAUTICA Pagine 20-21 Formazione BAMBINI, SI TORNA A SCUOLA IN SICUREZZA Pagine 8-9 L’AUTOMOBILE PER PASSIONE.
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VOTAZIONE POPOLARE
4 Imposta di circolazione: ecco le formule che andranno al voto
PROMOREDAZIONALE
7 Il futuro a portata di mano SICUREZZA STRADALE
8 Bambini, si torna a scuola
IL CLUB
10 L’editoriale di Tom
11 C’è ancora l’esigenza d’appartenere a un club?
11 La Intragna-Camedo compie 130 anni
18 Agevolazioni per i Soci
27 Telepass europeo ATTUALITÀ
12 Gottardo Classic 2022
TEST AUTO
15 Fiat Scudo 1.5 M-jet tuttofare di gran sostanza
17 BMW iX xDrive50 grinta e souplesse senza limiti
TRIBUNA GIURIDICA
19 Infrazioni e obblighi di denuncia
L’ESPERTO RISPONDE
20 L’ACS è ora anche sinonimo di nautica
SPORT
22 Fontana e Jacoma di nuovo a podio in terra belga
22 Nürburgring: pole, vittoria e leadership del campionato per Marciello
23 Marciello vince la 24h di Spa-Francorchamps
AUTO D’EPOCA
24 Daimler SP 250 Dart, l’eleganza intramontabile ENERGIA
28 Mobilità del futuro: tutti i tipi di carburante devono contribuirvi!
THE SHOP
30 Per i tuoi viaggi e la tua sicurezza
Numero 4 agosto/settembre 2022 Prossimo numero ottobre/novembre 2022
In copertina BMW iX xDrive50
Necessità di informazioni chiare e complete
Il Consiglio di Stato ha fissato per il prossimo 30 ottobre la data del voto sull’iniziativa popolare “Per un’imposta di circolazione più giusta”. Al momento di andare in stampa non è ancora dato di conoscere la conseguenza che i reclami presentati dagli iniziativisti e dai promotori del controprogetto contro il materiale di voto avranno sull’effettiva tenuta e validità della votazione in quella data. Questo è solo l’ultimo elemento d’incertezza in una vicenda legislativa che ha disorientato i cittadini, in particolare se proprietari di un’automobile. ® Al voto, rispetto al calcolo attuale, che rimarrebbe in vigore se nessuna delle nuove proposte fosse accolta dal popolo, sono stati sottoposti l’elaborazione dell’iniziativa (basata unicamente sulle emissioni di CO2) e il controprogetto che propone di ponderare peso, potenza ed emissioni di CO2 ® Lo scopo dichiarato dell’iniziativa era di ottenere una riduzione generalizzata delle imposte di circolazione. Le formule infine sottoposte al voto non sono sinora state oggetto di una simulazione completa per l’intero parco veicoli e ci sono ancora punti controversi sulla loro applicazione. In base a una proiezione effettuata da UPSA, di cui si riferisce in questo numero, risulta che entrambe le nuove formule porterebbero non solo a una (per le auto più potenti anche massiccia) riduzione dell’imposta rispetto all’attuale, ma anche, per un numero importante di casi (in particolare per auto di bassa cilindrata e per quelle di vecchia immatricolazione) a un aumento. ® Pur salutando positivamente l’intenzione di ridurre il prelievo fiscale a carico degli automobilisti ticinesi, tra i più alti in Svizzera, e di correlarlo al costo delle strade – che devono però disporre anche in futuro dei mezzi sufficienti per garantirne la qualità necessaria –, è impellente che la popolazione chiamata al voto tra poco più di un mese possa infine disporre di informazioni chiare e complete per determinarsi con cognizione di causa, in particolare con riguardo all’evoluzione del gettito per un parco veicoli che diventerà sempre più a propulsione elettrica e su come cambierebbe l’imposta per il proprio veicolo. In questo senso, l’ACS (già con l’articolo a pagina 4), così come UPSA e il TCS, faranno la loro parte. Il Consiglio di Stato (con i dati di cui solo la Sezione della circolazione può disporre), così come i promotori dell’iniziativa e quelli del controprogetto, dovranno fare con trasparenza la loro.
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3 L’INTERVISTA
Rivista ufficiale dell’Automobile Club Svizzero, sezione Ticino in collaborazione con
AUTO NUOVA IMPOSTA DI CIRCOLAZIONE: ECCO LE FORMULE CHE ANDRANNO AL VOTO Pagine 4-6 L’ACS È ORA DI NAUTICA Pagine 20-21 IN SICUREZZA Pagine 8-9 L’AUTOMOBILE PER PASSIONE. SOMMARIO
EDITORIALE
Simone Gianini, Presidente sezione Ticino
Imposta di circolazione: ecco le formule che andranno al voto
Il prossimo 30 ottobre le cittadine e i cittadini ticinesi saranno chiamati alle urne per decidere quale sarà la formula in base a cui verrà calcolata la propria imposta di circolazione a partire dal 1. gennaio 2023.
I nuovi scenari sottoposti al voto su decisione del Gran Consiglio, rispetto al mantenimento dello status quo se entrambi dovessero essere bocciati in votazione popolare, sono due: il cosiddetto testo conforme, che è un adattamento dell’iniziativa generica per la quale erano state raccolte le firme necessarie, in particolare dal PPD, nel 2017, e il controprogetto, promosso in Parlamento da PS e Verdi. Entrambi, anche se in misura diversa, mirano alla riduzione del gettito complessivo derivante dall’imposta di circolazione (che attualmente si attesta a circa 110 milioni di franchi annui e risulta tra i maggiori in Svizzera per numero di veicoli immatricolati). Il testo conforme vincola inoltre il gettito ai costi della costruzione e della manutenzione delle strade, prevedendo – cosciente dell’evoluzione del parco veicoli sempre di più verso la propulsione elettrica – che il Consiglio di Stato proponga al Gran Consiglio un adeguamento della legge, se l’equilibrio fra gettito e costi non dovesse in futuro poter essere ristabilito nel breve periodo. Il controprogetto, al fine di mantenere il gettito d’imposta, prevede un coefficiente d’adeguamento che può essere modificato dal Gran Consiglio. Introduce inoltre un rimborso per l’acquisto di un abbonamento arcobaleno mensile o annuale pari al 15% per i beneficiari di sussidi sui premi dell’assicurazione malattia.
Formula attuale (status quo) [ ] * k 158 + MT * P 560
158: tassa base
MT: peso totale (a pieno carico)
P: potenza
K: coefficiente relativo alle emissioni di CO2
Formula del testo conforme
Vetture con emissioni di CO2 fino a 95 g/km: pagano solo la tassa base di CHF 120.–
Vetture con emissioni di CO2 da 96 g/km: 120.– + (CO2 – 95)1.4
Formula del controprogetto
Vetture con emissioni di CO2 fino a 95 g/km:
0.1 * MV +16 * P 2
Vetture con emissioni di CO2 da 96 g/km:
0.1 * MV +16 * P 2 + (CO2 – 95)1.385
MV: peso a vuoto P: potenza
CO2, la grande “incomoda” L’anidride carbonica (CO2), corresponsabile dell’aumento del cosiddetto “effetto serra” (e quindi dell’incremento delle temperature medie terrestri), costituisce da anni un argomento d’acceso dibattito anche nel settore della mobilità individuale privata. L’avvento di motori tecnologicamente sempre più parsimoniosi sotto questo profilo e lo sviluppo di forme di propulsione alternative, hanno dapprima indotto il legislatore a inserire la variabile legata alle emissioni di CO2 nelle formule di calcolo dell’imposizione fiscale (per favorire il principio “chi più inquina, più paga”, rispettivamente “chi meno inquina, meno paga”) e poi ad adattarle per far fronte a una progressiva decrescita degli introiti, proporzionale a un mercato dell’automobile sempre più ecosostenibile. ® Vi sono quindi coloro i quali ritengono che l’emissione di CO2 debba essere reputata l’unica variabile da considerare in ottica fiscale, mentre sul fronte opposto vi è chi pensa si debba mantenere anche la massa come fattore determinante in relazione all’usura delle infrastrutture, rispettiva-
mente la potenza come discriminante sociale. Nel contesto delle formule in votazione, come s’inseriscono e a quali conseguenze portano l’applicazione di questi principi?
NEDC e WLTP
Prima di approfondire ulteriormente la materia in votazione vi è un distinguo molto importante da fare. Nel settembre 2017 è entrato in vigore anche in Svizzera un nuovo standard di misurazione del consumo di carburante ed emissioni di CO2. Esso simula in maniera più realistica lo stile e i contesti di guida quotidiani. Il suo acronimo è WLTP (Worldwide Harmonized Light-Duty Vehicles Test Procedure). Ha sostituito il precedente, e meno rappresentativo, NEDC (New European Driving Cycle). Un fattore di conversione non esiste, perché i due sistemi non sono paragonabili e danno risultati assai diversi anche in base al tipo di veicolo. Malgrado ciò, il Cantone se ne è finora servito all’interno del coefficiente K (CO2 NEDC = CO2 WLTP / 1.25) al fine di smussare in parte le differenze tra automobili ancora con certificazione NECD e quelle invece con già o solo il nuovo valore WLTP. ® Per una nuova eventuale formula che scaturirà dalle urne, l’applicazione conforme alla legge, così modificata, non dovrebbe più lasciare spazio ad alcuna scala di parificazione, ma prevedere l’utilizzo del WLTP per quei veicoli (di recente immatricolazione) certificati con quel sistema e il NECD solo per quelli (più datati) che non dispongono del valore WLTP. ® Da questa suddivisione, corretta da un punto di vista giuridico, nascono però delle disparità di trattamento tra medesimi modelli omologati in anni diversi. Rispettivamente, vengono penalizzati i veicoli più recenti e meno potenti. Va inoltre considerato che eventuali stime o proiezioni riferite alla nuova legge calcolate utilizzando il valore di emissione del CO2 NEDC quando un veicolo dispone anche della certificazione WLTP, non sarebbero conformi e che nel medio termine la graduale scomparsa del valore NEDC a favore del (di solito più alto) valore WLTP sarà tale da costituire un aumento del prelievo fiscale.
4 VOTAZIONE POPOLARE
CO2 nella formula attuale È rappresentato dal coefficiente K e nella parte variabile della formula è abbinato alla massa (peso totale) e alla potenza del veicolo. K è determinato secondo i seguenti parametri che ancora utilizzano una sorta di scala di parificazione (appunto tramite il valore K a dipendenza del valore di emissione calcolato) tra fasce di valori NECD e WLTP:
K CO2 NEDC CO2 WLTP Da A Da A
0.238 0 30 0 38
0.285 31 50 39 63
0.333 51 70 64 88
0.475 71 95 89 119
0.570 96 110 120 138 0.665 111 120 139 150 0.903 121 130 151 163
0.950 131 140 164 175 0.979 141 150 176 188
1.026 151 170 189 213
1.074 171 190 214 238
1.169 191 200 239 250
1.311 201 230 251 288
1.406 231 270 289 338
1.501 271 400 339 500
1.644 401 999 501 999
CO2 nel testo conforme
Rappresenta l’unico fattore di variabilità per i mezzi che ne emettono più di 95 g/km ed avrà quindi un impatto importante, tanto nell’effetto sulla riduzione (o aumento, a seconda dei casi) dell’imposizione del singolo veicolo, quanto in considerazione del fatto che il parco veicoli è destinato ad essere sempre più composto di veicoli senza emissione di CO2 (in particolare a propulsione elettrica) e quindi nel medio termine probabilmente con la necessità di rivedere la formula per garantire il gettito fiscale necessario come indicato nel medesimo testo conforme. Si ricorda che per sopperire all’importante riduzione del provento delle imposte sulla vendita di oli minerali (diesel e benzina), e quindi delle risorse necessarie alla manutenzione delle strade, il Consiglio federale sta studiando l’introduzione (a livello federale) di una tassa a carico dei veicoli elettrici, pure corresponsabili dell’usura dell’infrastruttura stradale.
CO2 nel controprogetto Viene aggiunta nella formula al “peso a vuoto” e alla “potenza” per i mezzi che ne emettono più di 95 g/km, influendo nella misura di circa il 60%.
Le proiezioni di UPSA L’UPSA (Unione professionale svizzera dell’automobile) ha eseguito una simulazione sulle 23’966 automobili immatricolate tra il 1. gennaio 2021 e il mese di luglio 2022, non disponendo dei dati di tutto il parco veicoli in circolazione (che
contava al 31.12.2021 ca. 225’000 automobili), richiesti alla Sezione della circolazione del Cantone Ticino, ma finora non forniti, almeno nella simulazione degli effetti delle due alternative sottoposte al voto popolare. Oltre alla tabella riassuntiva con i modelli più rappresentativi qui di seguito riportata, le simulazioni di UPSA hanno portato a concludere che con entrambe le nuove formule in termini generali l’imposta diminuisce rispetto all’attuale. Se però si considera la potenza del motore, in entrambi i casi (testo conforme e controprogetto), l’imposta diminuisce in maniera importante per le motorizzazioni oltre i 150 kW di potenza (automobili di categoria superiore), mentre tendenzialmente aumenta rispetto alla formula attuale per le automobili con una potenza inferiore ai 150 kW. Per le auto a propulsione elettrica e potenza inferiore a 150 kW (automobili elettriche di media e bassa gamma), in particolare con la formula del controprogetto, l’aumento medio dell’imposta rispetto all’attuale sarebbe del 30%.
Che succede per i veicoli immatricolati prima del 2009?
Solo il testo conforme, se dovesse essere accettato in votazione popolare in luogo del controprogetto, prevede una moratoria, anche se soltanto di un anno, per questa categoria, la cui imposta dovrebbe quindi in tal caso rimanere quella attuale sino al 31 dicembre 2023. La nuova tassazione (dall’1.1.2023 con il controprogetto e dall’1.1.2024 in base al testo conforme) comporterebbe nel-
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la maggior parte dei casi un aumento dell’imposta per una categoria che al 31.12.2021 contava circa 47’000 veicoli.
Conclusione
Nate da un’iniziativa popolare che mirava generalmente a ridurre le imposte di circolazione nel Cantone Ticino, al voto popolare vengono sottoposte due soluzioni, i cui effetti per talune categorie di automobili (in particolare per quelle di
media e bassa potenza e per quelle immatricolate prima del 2009) rispetto allo status quo non comporterebbero una riduzione, ma tendenzialmente un aumento dell’imposizione. Se vi è da salutare positivamente la riduzione del gettito complessivo (maggiore con il testo conforme rispetto al controprogetto) e la sua correlazione con i costi di costruzione e manutenzione dell’infrastruttura stradale – purché sia ancora sufficiente
per garantirne la qualità necessaria –, è altrettanto importante che i votanti siano compiutamente informati (e si informino) sull’effetto che l’una o l’altra formula avrebbe sull’imposizione del proprio veicolo attuale e su quelli che avessero in animo di comperare in futuro. Per questo l’ACS, assieme alle altre associazioni di categoria, in particolare UPSA e TCS, resta a disposizione, segnatamente dei propri soci.
Veicolo Tipologia Prezzo (CHF)
Potenza (kw) Emissioni CO2 (g/km)1
Massa a vuoto (kg)
Massa totale (kg)
Ammontare imposta circolazione (CHF)
Status quo Testo conforme Controprogetto
Dacia Spring Confort Elettrica 18’990 33 0 1031 1286 56.00 120.00 78.00
Renault Zoe R110 Elettrica 34’500 80 0 1638 1988 105.00 120.00 146.00
Tesla Model 3 Performance Elettrica 61’990 377 0 1918 2232 395.00 120.00 398.00
Porsche Taycan 4S Plus Elettrica 135’810 360 0 2295 2880 478.00 120.00 403.00
MITSUBISHI Outlander PHEV Hybrid Plug-In 39’950 99 40 1965 2390 165.00 120.00 177.00
VW Golf 8 eHybrid Hybrid Plug-In 51’200 110 25 1590 2020 132.00 120.00 168.00
VW Touareg R Hybrid Plug-In 88’400 250 74 2465 3010 500.00 120.00 323.00
Toyota Yaris 1.5 Benzina 21’900 92 118 1175 1555 196.00 201.00 209.00
Vw Polo 1.0 TSI 95 Benzina 26’200 70 147 1328 1680 245.00 373.00 360.00
Skoda Kodiaq 2.0 TSI 140 Benzina 47’610 140 185 1957 2510 769.00 664.00 719.00
Audi RS3 Benzina 76’700 294 223 1750 2075 1’340.00 1’011.00 1’152.00
Peugeot 208 BlueHDi Diesel 25’450 75 117 1299 1650 180.00 196.00 197.00
Skoda Octavia Combi 2.0 TDI Diesel 39’070 110 137 1675 1990 313.00 307.00 349.00
Alfa Romeo Stelvio Diesel 55’990 140 171 2062 2410 722.00 550.00 618.00
VW Touareg 3.0 V6 TDI Diesel 81’900 170 220 2482 2850 1’099.00 982.00 1’062.00
Fiat Panda 1.2 4x4 pre 2009 44 156 1142 1410 269.00 436.00 2 389.00
Suzuki Swift 1.3 pre 2009 68 148 1075 1485 338.00 379.002 353.00
Subaru Impreza 2.0 Turbo 4WD WRX STI pre 2009 195 265 1550 1880 813.00 1’446.002 1’461.00
BMW M3 pre 2009 248 309 1675 2080 1’079.00 1’951.002 1’971.00
Fonte ed elaborazione: UPSA 1) Valore WLTP se presente, altrimenti NEDC. 2) Dal 1.1.2024.
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Centro di coordinamento di SvizzeraEnergia per la Svizzera di lingua italiana (CCSI) svizzeraenergia@enermi.ch +41 91 224 64 71 | svizzeraenergia.ch
IL FUTURO A PORTATA DI MANO
Un veicolo sofisticato, con un decimo delle componenti del motore, meno esigenze di manutenzione, un rendimento altamente efficiente e un’accelerazione con la coppia massima già dal primo giro? Esiste, è l’auto elettrica.
L’intero sistema di ricarica del veicolo è l’elemento più futuristico ma spesso percepito come problematico. In realtà la Svizzera ha una rete di ricarica pubblica tra le più dense al mondo (oltre 8’000 stazioni) e aumentano le possibilità presso datori di lavoro, servizi commerciali e strutture ricreative. Con un’organizzazione minima e la possibilità di trovare, anche online, le stazioni libere, gli spostamenti quotidiani sono garantiti, ricaricando, se necessario, mentre si svolgono le incombenze o durante una breve sosta caffè per un rabbocco. Già ora alcuni modelli con 5 minuti di ricarica ultrarapida percorrono 100 km. In futuro probabilmente diventerà la regola. ® Ma la maggioranza ricarica a casa di notte. A causa della lentezza e del sovraccarico dei cavi, è sconsigliato usare una presa normale da 220V, salvo per brevi rabbocchi d’emergenza. È molto meglio installare un apposito Wallbox (esistono molti modelli e alcuni comuni li incentivano). Grazie a sistemi di ricarica intelligenti, è possibile impostare le priorità di ricarica considerando anche
la produzione dell’eventuale impianto fotovoltaico abbinato sul tetto o utilizzare il veicolo come una batteria, che all’occorrenza può fornire elettricità alla casa. Questo approccio può sembrare futuristico, ma già oggi è a portata di mano.
Ricarica in affitto ® Chi non ha un posto auto di proprietà, può ricaricare di giorno al lavoro o alle stazioni di ricarica pubbliche. Chi abita in affitto dovrebbe chiedere ai proprietari dell’immobile di valutare l’installazione di un sistema di ricarica nel parcheggio condominiale, indicando i vantaggi economici per loro e, in caso di rifiuto, chiedere nuovamente dopo qualche tempo. Le stime indicano infatti che in media le nuove immatricolazioni saranno di auto elettriche per il 50% nel 2025 e del 100% nel 2035. La domanda di ricariche aumenterà quindi e per gli inquilini in futuro tale possibilità sarà importante quanto un collegamento veloce a Internet. Investire in un sistema di ricarica aumenta il valore dell’immobile ed è un investimento che conviene anche ai proprietari.
Avete domande sulle auto elettriche?
La campagna «Segui la corrente» di SvizzeraEnergia vi offre informazioni e risposte a 360° www.segui-la-corrente.ch
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PROMOREDAZIONALE
Il nuovo concetto formativo dell’ACS dedicato ai più piccoli
Bambini, si torna a scuola ma in tutta sicurezza!
Per oltre 300mila alunni svizzeri dai 4 agli 8 anni (scuola dell’infanzia ed elementari ciclo 1), settembre significa rientro o, per i neofiti, l’inizio d’una bellissima avventura didattica. Il tragitto che li separa da casa, oltre ad essere fonte di svago e d’amicizie, è purtroppo anche sinonimo di potenziali rischi legati al traffico.
L’ACS, da decenni, è attiva sul fronte della prevenzione e della sicurezza, con un occhio particolarmente attento ai bambini, molto vulnerabili sotto questo profilo. È fondamentale, infatti, che essi assumano fin da subito un comportamento corretto nel contesto della mobilità urbana. Con l’introduzione, nel 2020, del cosiddetto Curriculum 21, l’ACS ha rivisitato il suo concetto relativo all’educazione stradale, lavorando esclusivamente secondo i principi del “cerchio della formazione”. ® Che cosa significa? L’allievo è posto al centro di tutte le misure didattiche applicate a quest’ambito specifico: vengono presi in considerazione i differenti contesti che ne riguardano la realtà, ma anche le capacità, le possibilità di crescita e le sfide da affrontare. Naturalmente, i bambini sono accompagnati in questo loro percorso educativo dagli istruttori della polizia, dagli insegnanti e, primariamente, dai genitori o dalle persone incaricate della loro tutela. Soltanto se tutti questi soggetti lavorano insieme è possibile raggiungere la condizione ideale affinché l’alunno possa accedere alla circolazione stradale in tutta sicurezza e sviluppare una propria autonomia.
Misure di formazione per l’educazione stradale dell’ACS
Istruttori per l’educazione stradale della polizia
Genitori, nonni, persone incaricate della tutela
Insegnanti
Le nuove misure d’educazione stradale adottate dall’ACS secondo il concetto Curriculum 21 si basano sul “cerchio di formazione”. Noi, sosteniamo i genitori, le scuole e la polizia nell’applicarne le nozioni.
8 SICUREZZA STRADALE
Bambini
Alcune regole fondamentali
Una mobilità in evoluzione richiede un diverso approccio didattico ® La regola fondamentale resta invariata da anni: “fermati, guarda, ascolta, vai”. In questo modo, generazioni di bambini hanno acquisito le competenze fondamentali per in serirsi con la necessaria sicurezza nella mobilità. Una maggior densità del traffico, infrastrutture talvolta complesse e una va rietà di veicoli in aumento, hanno tuttavia richiesto un grado di formazione ancor più elevato e un radicale cambiamento del metodo d’insegnamento: se, in passato, l’educazione stradale verteva esclusivamente sulla trasmissione delle conoscenze, oggi i bambini vi si avvicinano in maniera ludica attraverso gio chi di ruolo, didattici e che simulano circostanze reali. ® L’ambito viario occupa gli alunni in classe per diverse settimane e si articola su più unità didattiche minori. Alle lezioni, seguono momenti di riflessione che aiutano i piccoli ad assimilare quanto hanno appreso. Ad esempio, viene loro distribuito un disegno da colorare (il cui tema è stato creato dagli specialisti dell’ACS), che poi porteranno a casa e che useranno per raccontare ai genitori ciò che hanno imparato (disponibile su www.acs.ch/it/sicurezza-stradale/sicurezza-per-i-bambini/ genitori.php). ® famigliari e le altre persone coinvolte nella tutela dei bambini giocano, infatti, un ruolo fondamentale nella trasmissione e nell’assimilazione delle conoscenze. È quindi importante che gli ausili pedagogici contengano suggerimenti ad essi dedicati. ® Le regole di condotta sono pure state riassunte in un opuscolo che può essere ordinato gratuitamente su www.acs.ch/it/sicurezza-stradale/shop/.
In breve
Gilet catarifrangente ® In Svizzera, il gilet catarifrangente di sicurezza non è obbligatorio ma, nel caso in cui il vostro veicolo dovesse rimanere in panne o foste chiamati ad affrontare situazioni d’emergenza, esso aumenta notevolmente la vostra visibilità. L’ACS vi consiglia dunque di tenerne sempre almeno un esemplare a bordo. Per averlo, visitate il nostro shop all’indirizzo www.acs.ch/it/shop/ Attenzione! In alcuni paesi vicini, come Germania, Francia e Italia, indossarlo è invece prescritto dalla legge: www.acs. ch/it/viaggi/
I bambini s’ispirano al comportamento degli adulti e tendono a imitarlo… anche quando non è il caso! ® Basandosi sulla cosiddetta “spirale dell’apprendimento”, gli istruttori, gli insegnanti e i genitori (o i tutori) sono tutti coinvolti nell’educazione stradale del bambino. Essa ha origine ancor prima della scuola materna e prosegue oltre quella dell’obbligo. Inizia con l’imitazione dei comportamenti degli adulti, passa per la conoscenza, la capacità di nominare e descrivere cose e processi nonché per la costante ripetizione degli stessi fino allo sviluppo delle proprie capacità. ® La struttura didattica che abbiamo ideato tiene conto di tutti questi principi.
Avete domande sulla sicurezza dei bambini nella circolazione stradale? Contattateci all’indirizzo info@acs.ch
Licenza di condurre blu ® A partire dal 31.1.2024, la vecchia licenza di condurre cartacea blu non sarà più valida. Tutti coloro che ne sono in possesso dovranno rivolgersi con sufficiente anticipo alla propria Sezione delle circolazione di riferimento per ottenerne una nuova in formato carta di credito.
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SICUREZZA STRADALE
Agosto è un mese solitamente abbinato alle vacanze, ma per coloro i quali sono impegnati negli sport motoristici è sinonimo di trattative contrattuali e programmazione in vista dell’anno successivo. Si tratta, dunque, di un periodo molto intenso. Squadre in cerca di piloti e piloti in cerca di squadre; ed entrambi alla rincorsa degli sponsor. Quanto al pubblico, esso freme per conoscere i movimenti di mercato e sotto quali colori correranno i propri idoli.
È una situazione che prima conoscevo solo come pilota. Ogni estate i pensieri si facevano sempre più intensi, soprattutto perché avevo un contratto che si rinnovava di anno in anno. Mi chiedevo: la mia prestazione è stata all’altezza? Continuerò a lavorare sulle basi esistenti e, se sì, sarò in grado di farlo? Quali sponsor si fideranno ancora di me e quali si ritireranno? ® Da quest’anno, tuttavia, mi trovo dall’altra parte: mi occupo di questioni simili, ma da un punto di vista completamente diverso. Quali sono i piloti che vogliamo o di cui abbiamo bisogno nel nostro team? Quale configurazione ci porterà al successo e con quali talenti potremo soddisfare le aspettative dei nostri sponsor o addirit-
tura acquisirne di nuovi? ® È sempre una sfida pianificare questi elementi in anticipo, discuterne con gli atleti e i finanziatori, perché non si vogliono causare disequilibri o alimentare voci errate. Eppure, per quanto mi concerne, quello appena trascorso è uno dei momenti più entusiasmanti dell’anno. Nella mia nuova posizione di team manager, mi rendo conto di quanto il precampionato rappresenti un’avvincente partita a scacchi a determinare le forze in campo durante la stagione che verrà. Sono curioso di scoprire quanto la nostra strategia risulterà vincente.
Tom Lüthi Ambasciatore ACS
10 IL CLUB
L’EDITORIALE DI TOM Uno sguardo da manager sempre in anticipo sul futuro SUZUKI FAHREN, TREIBSTOFF SPAREN: New Suzuki Vitara Compact+ Hybrid 4x4, 6-Gang manuell, Fr. 29 490.–, Treibstoff-Normverbrauch: 6.1 l / 100 km, Energieeffizienz-Kategorie: B, CO₂-Emissionen: 136 g / km; Hauptbild: New Suzuki Vitara Compact Top Vollhybrid 4x4, 6-Gang Automat, Fr. 36 990.–, TreibstoffNormverbrauch: 6.1 l / 100 km, Energieeffizienz-Kategorie: B, CO₂-Emissionen: 137 g / km. New Suzuki S-CROSS Compact+ Hybrid 4x4, 6-Gang manuell, Fr. 30 990.–, Treibstoff-Normverbrauch: 6.1 l / 100 km, Energieeffizienz-Kategorie: B, CO₂-Emissionen: 137 g / km; Hauptbild: New Suzuki S-CROSS Top Vollhybrid 4x4, 6-Gang Automat, Fr. 38 490.–, Treibstoff-Normverbrauch: 5.8 l / 100 km, Energieeffizienz-Kategorie: B, CO₂-Emissionen: 131 g / km. Leasing-Konditionen: 24 Monate Laufzeit, 10 000 km pro Jahr, effektiver Jahreszins 0.9 %. Vollkaskoversicherung obligatorisch, Sonderzahlung: 30 % vom Nettoverkaufspreis. Der Leasing zinssatz ist an die Laufzeit gebunden. Ihr offizieller Suzuki Fachhändler unterbreitet Ihnen gerne ein individuell auf Sie zugeschnittenes Leasing-Angebot für den Suzuki Ihrer Wahl. Sämtliche Preisangaben verstehen sich als unverbindliche Preisempfehlung inkl. MwSt. Diese Konditionen sind gültig für alle Leasingverträge und die Fahrzeug-Immatrikulation ab 1.5.2022 bis auf Widerruf. Eine Leasingvergabe ist verboten, falls sie zur Überschuldung der Konsumentin oder des Konsumenten führt. ODER AB Fr. 189.–/MONAT BEREITS FÜR Fr. 29 490.–VITARA HYBRID 4x4 ODER AB Fr. 159.–/MONAT BEREITS FÜR Fr. 30 990.–S-CROSS HYBRID 4x4 ALLGRIP 4x4-Technologie Modernste Sicherheitsund Fahrassistenzsysteme 0.9 % HIT-Leasing HIGHLIGHTS 100.038.22.007_SUZ_Anz_NewSuzukiHybrid_210x148_KD_dfi.indd 1 15.08.22 17:01
C’è ancora l’esigenza d’appartenere a un club?
L’ACS è stato istituito a Ginevra nel 1898 grazie all’impegno d’un manipolo d’appassionati di motori. A quel tempo, la meccanizzazione dei trasporti era agli esordi e il dinamismo di quegli uomini fu quasi pionieristico dato che l’oggetto del loro interesse era considerato rumoroso e molto pericoloso: furono premesse complicate, per l’automobile, ma essa riuscì a imporsi proprio perché ci furono coloro che ne difesero le virtù e ne promossero la diffusione.
All’inizio del XX secolo, l’ACS svolse un ruolo importante nello sviluppo della mobilità, sia sul piano nazionale sia su quello regionale, nel miglioramento e nell’espansione della rete stradale così come nel redigere la legislazione sui trasporti. Attorno ai suoi ranghi, si sono stretti schiere di sostenitori che, sentendosene rappresentati per motivazioni differenti, vi hanno riposto la loro fiducia e il loro senso d’appartenenza. ® Pensiamo, ad esempio, all’ambito sportivo che è sempre stato un elemento centrale nelle nostre attività, inesauribile fonte
di ricerca tecnologica a beneficio della sicurezza di tutti: le gesta dei piloti, un tempo veri e propri eroi, hanno contribuito in maniera sostanziale ad accendere la passione pubblica per l’automobile. ® E oggi, ha ancora senso appartenere a un club? Seppur il mondo abbia abbracciato una profonda rivoluzione digitale e tutti i servizi abbiano subito una svolta virtuale (compreso quelli da noi offerti), crediamo sia nostro dovere puntare ancora sui rapporti interpersonali, sulle emozioni tangibili, sulle relazioni autentiche. Nulla potrà mai surrogare la sensazione di vivere una corsa da bordo pista, e non al computer, nulla potrà mai sostituire una consulenza fatta di persona, secondo le occorrenze specifiche d’un socio, nulla potrà mai cancellare una stretta di mano. ® Le persone, gli automobilisti, hanno bisogno, proprio come agli albori, d’istituzioni che li rappresentino e che ne difendano gli interessi. Oggi, come allora, hanno necessità di concretezza. E allora, ecco che i nostri corsi di guida riscuotono un successo senza precedenti e i vari eventi
«…nulla può sostituire i contatti interpersonali. Cosa c’è di più bello che provare qualcosa di persona e dal vivo, e non solo attraverso immagini virtuali, per quanto belle possano essere?»
organizzati dalle nostre sezioni registrano sempre il tutto esaurito molto velocemente. Abbiamo pure dovuto aumentare l’offerta d’escursioni con le auto d’epoca per soddisfare l’elevata domanda. I nostri soci sentono il bisogno d’incontrarsi, di condividere un’esperienza. C’è quindi ancora l’esigenza d’appartenere a un club! È però importante che anche voi, che già siete nella nostra grande famiglia, coinvolgiate le persone intorno a voi affinché possano rendersi conto di quanto sia grande il nostro impegno. Grazie!
Fabien Produit Segretario generale
Scoprite la ricca vita del club nel secondo semestre 2022 con il nostro calendario degli eventi ACS. acs.ch/it/eventi
Strada delle Centovalli: la Intragna-Camedo compie 130 anni
Non c’è soltanto l’anniversario dell’ACS (che l’anno prossimo festeggerà il 125esimo) a scandire l’ineluttabile espansione della mobilità individuale motorizzata. Vi sono anche molteplici micro-realtà che, grazie alla fatica immane d’eroi operai d’altri tempi, si sono affacciati al mondo e alla modernità lungo incerti serpentelli di terra battuta strappati a fatica dalle pendici montagnose fin ai villaggi più discosti.
Lo ha ricordato il Museo delle Centovalli in un post: esattamente 130 anni fa (era il 10 agosto 1892), si tennero i festeggiamenti per l’arrivo a Camedo della strada carrozzabile, quella tratta arcinota di curve e controcurve che ha rimodellato
la morfologia del fondovalle da Intragna in poi. Proprio dal capoluogo, essa si snoda per 9’659 metri; i lavori durarono tre anni e il costo fu di poco meno d’un milione di franchi. Per l’attraversamento della Ribellasca e l’allacciamento con la strada della Valle Vigezzo bisognò però attendere ancora quasi un quindicennio (1906). ® Mattia Dellagana, curatore dello splendido Museo delle Centovalli e del Pedemonte: «Il tema è parzialmente trattato all’interno del nostro percorso espositivo, attraverso alcuni scatti presentati nella sala Angelo e Valentino Monotti, due tra i pionieri della fotografia in Ticino, che ebbero il merito di ritrarre molti eventi della seconda metà dell’Ottocento tra cui, beninteso, la costruzione della strada
delle Centovalli». Ve ne è però anche traccia nella seconda edizione (2020) del libro di Dante Fiscalini ”Costa –alte Centovalli: otto secoli di storia” (in vendita al museo a CHF 30.–). ® La narrazione relativa al nostro Cantone si è sviluppata attraverso queste vie e pure nella vicina Onsernone, è nostro piacere aggiungere, si festeggia quest’anno un anniversario tondo: era infatti il 1852 quando fu aperta al pubblico la carrozzabile Cavigliano-Russo.
A spasso nella tradizione culturale con l’ACS: vi ricordiamo che, se siete nostri soci, la visita al Museo delle Centovalli e del Pedemonte è gratuita. Basterà che mostriate la nostra tessera all’entrata!
11 IL CLUB
I soci ACS possono visitare gratuitamente lo splendido museo locale
Gottardo Classic 2022: oltre la passione, la magia della convivialità
Dopo il successo delle scorse edizioni, si è tenuto domenica 17 luglio (presso la Gottardo Arena) il raduno svizzero delle auto d’epoca “Gottardo Classic”, che ha permesso non solo di sfoggiare le bellezze meccaniche del passato, ma anche di guidarle su strade pittoresche e testarle nel contesto di prove cronometriche.
L’evento ha riunito molti appassionati di variegata estrazione e differenti interessi, giunti a bordo d’Oldtimer di tutti i tipi, ma anche Youngtimer e “Instant classic”, ovvero le classiche di domani. La nuova casa dell’Hockey Club Ambrì Piotta si è rivelata lo scenario ideale per ospitare comodamente oltre 120 equipaggi. Gli ospiti ne hanno potuto ammirare l’architettura, esplorandone gli ampi spazi nei quali erano disposte le attrazioni: simulatori di guida, prelibatezze culina-
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rie, degustazioni di vini e stand di specialisti legati al settore dell’automobile. ® I più intraprendenti si sono poi avviati lungo un itinerario che li ha condotti su ben tre passi: Novena, Furka e, infine, sua maestà il San Gottardo, con Pit Stop ad Andermatt; 123 chilometri di divertimento puro che, nonostante il traffico di un weekend estivo – tutto sommato ancora moderato – hanno concesso ai convenuti di godersi appieno le proprie vetture e approfondirne ancor di più le sensazioni di guida. Per coloro che, invece, desideravano una gita tranquilla, era previsto un percorso di circa 40 chilometri nell’alta Leventina, sfoltito di curve mozzafiato, ma altrettanto piacevole. Per terminare, una piccola prova di regolarità dedicata gli amanti del cronometro. ® Complice un sole onnipresente – non si poteva desiderare di più a livello di meteo – e nonostante le temperature elevate, anche le più “vecchiette” si sono messe alle spalle tutte le asperità cavandosela più che egregiamente. ® Il Gottardo Classic 2022 si è rivelato un momento propizio per chiedere a quattro differenti ospiti che cosa si celi dietro la loro passione e quali siano gli elementi comuni tra i proprietari. Condurre in tutta tranquillità negli scenari più incantevoli, l’ambiente ai raduni e le bellissime auto da poter ammirare sono le cose più importanti per Antonio, fiero possessore di una Lancia Delta HF Integrale Evoluzione del 1992, modello che – con 6 campionati Rally alle spalle – più di chiunque altro si è trovato a proprio agio tra i tornanti. ® Dal canto suo Samuele, giovane detentore di un’Opel Manta GT/E del 1982, ha apprezzato in
particolar modo la prova di regolarità. Nonostante anche questa tipologia di vettura sia piuttosto “golosa” di tornanti e le sue prestazioni rappresentino un elemento portante, per lui non c’è dubbio: sopra ogni cosa c’è la linea. Tra i veterani in questi ambienti abbiamo invece trovato Loris, la cui magnifica Porsche 356 1500 del 1954 ha già ben cinque Mille Miglia alle spalle. Anch’egli, optando per questo genere di macchina, predilige la regolarità. Sulla caratteristica più importante non esita: è senz’altro l’equilibrio perfetto delle linee che ne compongono la carrozzeria. ® Per chiudere in bellezza, ci siamo soffermati per qualche minuto sull’esotica TVR Tuscan guidata da Sara, giovane appassionata di sportive inglesi e non solo, la quale ha ereditato questa predilezione dal padre, possessore di ben quattro TVR. La sua è un’automobile appariscente, con tratti esotici che divergono da qualsiasi altra e un rapporto peso potenza che la ren-
dono piuttosto indomabile. Oltre la guida e l’estetica, per Sara anche la storia ha un certo peso nella scelta d’acquisto. ® «Dalla Mini alla Rolls-Royce, passando per Alfa Romeo, MG, Ferrari e tante altre: in questo tipo di raduno non conta né la potenza né il valore monetario dei mezzi», ci dicono gli organizzatori. «Le parole d’ordine sono divertimento, passare una bella giornata insieme, guidare le proprie vetture e scambiarsi le impressioni riguardo alle esperienze vissute. Con grande piacere, abbiamo constatato la presenza di molti giovani che sono coloro i quali avranno il compito di tramandare una passione tra le più belle». ® Non resta che invitare tutti gli equipaggi alla prossima Lugano Classic del 22-23 ottobre, la quale prevede un’esposizione statica per le piazze e le vie di Lugano, spazi esclusivi riservati nella corte del Municipio al sabato e un giro panoramico a sorpresa nel Sottoceneri, con pranzo, la domenica.
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M-jet
Tuttofare di gran sostanza
SCHEDA TECNICA
Fiat Scudo 1.5 M-jet Diesel Motore: 4 cilindri, 1.5 litri, turbodiesel
Potenza e coppia: 120 CV (88 kW), 392 Nm
Veicolo commerciale compatto, il nuovo Fiat Scudo gioca la carta della versatilità per varianti di carrozzeria e allestimenti, lasciando che se ne apprezzi la guida docile e confortevole d’impostazione automobilistica.
La consolidata gamma Scudo torna in listino approdando alla terza generazione, ora basata sulla moderna piattaforma EMP2 del gruppo Stellantis che, tra l’altro, permette di mettere subito a disposizione anche la versione elettrificata, con autonomia fino a 330 km (ciclo WLTP). Tre le misure di lunghezza a disposizione, con la soluzione intermedia che, come nel caso del veicolo test, riesce ad assicurare volumi e fruibilità di ampio respiro conservando ingombri e guidabilità pressoché automobilistici. Lo Scudo “di mezzo” vanta infatti una lunghezza contenuta in 4,96 metri, a
fronte di un interasse pari a 3,28 m che ottimizza sia l’accessibilità sia il volume stesso di carico. Il vano offre un’altezza utile di 1,40 m con una profondità di 2,19, che corrispondono ad una cubatura di 5,3 m3. Inoltre, un ulteriore spazio è ricavabile sfruttando la botola abbattibile presente sotto il sedile del passeggero, potendo allungare considerevolmente la profondità di carico. ® Grazie anche alla plancia dal disegno moderno, nonché ben attrezzata, l’accoglienza del compatto abitacolo lascia subito buone impressioni, confermandosi altrettanto godibile durante l’utilizzo del mezzo. La posizione di guida è ben personalizzabile nonostante la paratia posteriore, il sedile offre un sostegno di tutto rispetto e la visibilità risulta ottimale. Buona, in relazione alle dimensioni, l’agilità nello stretto, mentre in marcia il compatto ma capace 1.5 turbodiesel da 120 CV consente elasticità e capacità di ripresa con
Cambio: manuale a sei rapporti Trazione: anteriore 0-100 km/h: n.d. Velocità massima: n.d. Consumo medio: 6,5 l/100 km (omologato)
Prezzo: da 38’600 CHF
poco sforzo. Altrettanto apprezzabile la silenziosità di marcia ad andatura autostradale. Navigazione e multimedialità sfruttano l’ampio schermo centrale a sfioramento, mentre l’assistenza attiva alla guida può contare su diversi sistemi di base che aggiungono sicurezza, a partire dalla frenata automatica d’emergenza con rilevamento radar degli ostacoli. Utile, inoltre, il Grip Control corredato da svariati programmi di marcia, incluse le modalità specifiche per neve, fango e sabbia.
ALBEN
15 TEST AUTO
Fiat Scudo 1.5
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Il loro aspetto è mite e generoso, sono le formiche, questi formidabili insetti che da milioni di anni vincono la dura lotta alla sopravvivenza grazie a uno stratagemma geniale, che noi abbiamo copiato: la cooperazione.
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Automobile Club Svi zze ro Se zi one Tici no Automobile Club Svi zze ro Se zi one Tici no Automobile Club Svi zze ro Se zi one Tici no
di stampare
SA
di stampare
Finito
presso la Tipografia Stazione
Locarno il 1° febbraio 2022 giorno di S. Severo Finito
presso la Tipografia Stazione SA Locarno il 1° febbraio 2022 giorno di S. Severo
Grinta e souplesse senza limiti
SCHEDA TECNICA
BMW iX xDrive50
Ben reattivo, capace tra le curve ma in particolar modo confortevole e isolato dal mondo esterno: il SUV elettrico di punta in casa BMW spicca per comfort e per un’autonomia di gran rilievo.
SUV di grandi ambizioni, dal tono sportivo, ma che non rinuncia alla tradizione, l’inedito modello iX al vertice della gamma elettrica “i” sfoggia un design molto espressivo. Una caratteristica, questa, evidente nel frontale, così come attraverso volumi, superfici e proporzioni dell’intera carrozzeria, concepiti per suggestionare e catturare l’attenzione. Lo stesso stile viene applicato al sontuoso abitacolo, dove l’approccio contemporaneo BMW trova nuove espressioni
attraverso un arredo dai toni raffinati e minimalisti in stile “lounge”: la plancia sfoggia grandi schermi sospesi, la consolle centrale è indipendente e dotata di un secondo ripiano inferiore a giorno, i comandi secondari a sfioramento sono ridotti al minimo. Tanto lo spazio a disposizione, ben distribuito su entrambe le file; accoglienza, comfort di viaggio ed ergonomia delle sistemazioni sono eccellenti, con l’unico piccolo “neo” costituito da un vano bagagli di cubatura adeguata (500 litri) seppur non esuberante in relazione agli ingombri generosi del veicolo (quasi cinque metri per due di larghezza). ® La meccanica, con due motori a corrente e trazione sulle quattro ruote, si rivela assai raffinata nel funzionamento, in special modo sulla xDrive50. Spicca la batteria al litio dalla notevole capacità, 105,2 kWh, che garantisce un’autonomia di vertice: tra 550 e 631 km secondo la normativa WLTP (500 km, realisticamente sempre alla portata). Con ricarica rapida fino a 200 kW, il ripristino 10-80% si effettua in circa 35
Motore: 2 unità elettriche asincrone Potenza e coppia: 523 CV (385 kW), 765 Nm
Cambio: automatico a un rapporto Trazione: integrale 0-100 km/h: 4,6 secondi Velocità massima: 200 km/h Consumo medio: 23,0-19,8 kWh/100 km (omologato)
Prezzo: da 136’270 CHF
minuti. Questo consente, all’occorrenza, di poter apprezzare le rilevanti capacità di scatto e ripresa senza doversi troppo preoccupare del “pieno” di elettroni, mentre l’eccellente aerodinamica (Cx pari ad appena 0,25) contribuisce sul piano acustico al pregevole isolamento di cui si gode a bordo. La guida dinamica permette poi di apprezzare la buona reattività nei cambi di direzione, nonostante la massa importante, insieme ad una tenuta laterale notevole e all’agilità di manovra negli spazi ristretti, grazie alla sterzata integrale.
17 TEST AUTO BMW iX xDrive50
ALBEN
PROGRAMMA
ANNO SCOLASTICO 2022/2023
Infrazioni e obblighi di denuncia
Com’è ovvio, il detentore d’un veicolo non è necessariamente la persona che lo guida quando avviene un’infrazione. Tuttavia, tranne che nei casi in cui la polizia opera un’intercettazione immediata, l’avviso di contravvenzione (che servirà come base per la denuncia) verrà inviato all’intestatario in quanto formalmente responsabile del proprio mezzo.
05.09.2022/16.09.2022
Polizia intercomunale del Piano
Responsabile, Sgt. Alice Nappa Comuni di Minusio, Tenero, Gordola, Brione, Lavertezzo e Gambarogno 26.09.2022/30.09.2022
Polizia comunale di Ascona Responsabile, Cpl. Sara Giannini-Boldrini Comune di Ascona 03.10.2022/21.10.2022
Polizia Città di Lugano
Responsabile, Cpl. Patrick Bruehwiler Comune di Lugano 24.10.2022/30.11.2022
Polizia Città di Bellinzona Responsabile, Sgtmc. Massimo Decarli Comune di Bellinzona 20.03.2023/24.03.2023
Polizia comunale di Stabio Responsabile, App. Cristina Pirovano Comune di Stabio 27.03.2023/31.03.2023
Polizia Regione VIII
Responsabile, Agt. Gianluca Beretta Comune di Biasca 01.04.2023/30.04.2023
Polizia Ceresio Sud
Responsabile, App. Andrea D'Amario Comuni di Paradiso, Melide, Morcote, Vico-Morcote e Collina d'Oro 01.05.2023/19.05.2023
Polizia Malcantone Est Responsabile, Sgtc. Fabio Gianoli Comuni di Agno, Bioggio, Manno, Gravesano e Malcantone 22.05.2023/29.05.2023
Polizia regione Mendrisiotto Sud Responsabile, Sgtc. Davide Camponovo Comune di Chiasso
Egli, sarà in seguito chiamato a confermarsi come conducente o a denunciare l’identità di chi era effettivamente al volante. In entrambi i casi, la situazione può rivelarsi problematica. Un espediente è però quello d’affermare che il detentore non poteva guidare perché fisicamente altrove (dovrà fornire i relativi mezzi di prova) e asserire che a farlo era un parente o un famigliare. In quest’ultimo caso, infatti, non vige l’obbligo di denuncia. Conseguentemente, se la polizia non è in grado di stabilire l’identità del contravventore, la procedura disciplinare dev’essere interrotta. ® Il Codice di procedura penale prevede espressamente il diritto al rifiuto di testimoniare se le dichiarazioni possono coinvolgere un famigliare (e con esso s’intende, in particolare, il coniuge, la persona che di fatto è convivente, la persona che ha figli con l’imputato, i genitori, i consanguinei in linea diretta o, ancora, i fratelli
e le sorelle). Pertanto, quando l’autore di un’infrazione constatata non viene identificato immediatamente, il giudice può certamente, in un primo tempo, presumere che il proprietario sia anche l’autore dell’illecito. Tuttavia, non appena questa versione viene contestata dall’interessato, spetta al giudice stabilire la sua colpevolezza sulla base di tutte le circostanze, senza oltrepassare i limiti dell’arbitrarietà. Se giunge alla conclusione che il detentore, nonostante i suoi dinieghi, sia effettivamente colpevole, la condanna è fondata. Non è sufficiente per il proprietario invocare il diritto al silenzio o il diritto di non autoincriminarsi per sfuggire a una pena quando la sua colpevolezza non è in dubbio. Ma se, come detto, egli può offrire i diversi mezzi di prova abituali (in particolare testimonianze e documenti) a sostegno del fatto che non poteva essere lui al volante e, inoltre, afferma che la responsabilità sia di un parente o di un famigliare, la procedura viene interrotta.
Xavier de Haller Presidente dell’ACS Vaud Avvocato iscritto all’Ordine, Dottore in Giurisprudenza
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TRIBUNA GIURIDICA
EDDIE
Corsi di educazione stradale nelle scuole
Sconti speciali per i nostri soci sul piano assicurativo e della formazione
L’ACS è ora anche sinonimo di nautica
Con il pacchetto “natanti” di Allianz, che prevede uno sconto del 10% per i soci ACS sull’assicurazione barca, anche il nostro Club entra a pieno titolo nell’esclusivo mondo della nautica.
A – È d’obbligo per condurre un natante motorizzato dotato di una propulsione superiore ai 6 kW. Si può ottenere da un’età di 18 anni. Fino a 6 kW non è richiesta alcune patente ma per mettersi al timone bisogna aver compiuto i 14 anni.
richiedere, compilare e inviare i moduli necessari alla Sezione della circolazione, servizio navigazione, Camorino. Essi, infatti, specificano la categoria d’esame e importanti informazioni sullo stato di salute personale.
Assieme al nostro esperto, cogliamo l’occasione per proporvi qualche nozione generale di natura tecnica e amministrativa utile a ottenere le necessarie licenze affinché anche voi possiate solcare le incantevoli acque dei nostri laghi e raggiungere le stupende destinazioni che vi si affacciano. Tenetevi forte, si salpa!
Le categorie ® Esattamente come in ambito stradale, esiste una categorizzazione pure per le licenze nautiche. Ossia: A, B, C, D ed E. Tuttavia, soltanto A e D sono dedicate alla navigazione privata. Le altre, di cui tratteremo in una successiva edizione, si rifanno al ramo professionale (B trasporto passeggeri, C merci e E natanti di costruzione particolare).
D – È dedicata ai natanti a vela con superficie velica complessiva superiore ai 15 m2. In qualsiasi caso, anche per aree inferiori, bisogna essere almeno quattordicenni.
Per la navigazione a remi non è prevista alcuna licenza, basta avere 10 anni!
I primi passi ® Curiosamente, è possibile avvicinarsi alla conduzione d’un natante senza disporre d’alcun tipo di patente o autorizzazione in materia. L’unica condizione è quella d’essere accompagnati da una persona che sia provvista della licenza nella categoria di riferimento. ® Tuttavia, prima d’iniziare la pratica, consigliamo comunque di
Gli esami ® L’invio dei summenzionati formulari permette di sostenere l’esame teorico, comune sia alla categoria A sia alla D, articolato su 60 domande e con un massimo di 15 punti negativi possibili. Le sessioni si tengono presso il palazzo comunale di Bellinzona in forma digitale, alla stessa stregua di quelle per l’automobile. ® Il superamento della parte teorica concede un lasso di 2 anni per affrontare l’esame pratico che, in Ticino, si svolge sui laghi Verbano o Ceresio. Affinché si abbiano le giuste opportunità che il suo esito sia positivo, è consigliabile completare la formazione con un maestro specializzato (per la categoria A si tratta, in media, di 15-25 ore).
20 L’ESPERTO RISPONDE
Esame pratico cat. A ® Di norma, la prova pratica inizia con un’interrogazione orale nella quale vengono verificate le conoscenze puntuali sullo specchio d’acqua che si andrà ad affrontare: idrografia lacustre, caratteristiche dei venti, zone pericolose, divieti relativi allo sci-nautico, zone protette (ad esempio le Bolle di Magadino), eccetera. Altre competenze riguardano la capacità di tracciare una rotta nonché calcolare le distanze e i tempi di percorrenza in base alle carte (vi sono poi capitoli dedicati all’esecuzione di nodi, eccetera).
® Levati gli ormeggi, s’inizia con la navigazione vera e propria; l’uscita è di circa un’ora. Gran parte del tempo la si passa affrontando manovre che riguardano le diverse tipologie d’approdo e di parcheggio, destreggiandosi tra porti e pontili. Lungo i trasferimenti si testano però anche le nozioni di base (precedenze, distanze, eccetera) e si esegue una simulazione di “uomo a mare”.
Licenze ® Una volta ottenute, non prevedono limitazioni di sorta in relazione a potenza, stazza e superfice velica. Sono valide per la cosiddetta “navigazione interna”, ossia quella lacustre. In mare (licenza d’altura) vigono regole formative differenti e differenziate. In Svizzera si tratta di una patente prettamente basata sulla teoria e sulle miglia accumulate.
Immatricolazione ® I natanti devono essere immatricolati e, quindi, assicurati quando superano i 2.5 metri di lunghezza. In Ticino ve ne sono circa 6-7mila.
Porti ® Porti privati, boe e darsene si riferiscono all’Ufficio del demanio. Le altre strutture sono, in genere, comunali o patriziali. Per ottenere un posto barca è necessario inoltrare una richiesta alle autorità competenti.
Da ritenere ® Avvicinarsi alla navigazione non sottintende forzatamente l’acquisto di un natante e, quindi, dover
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21 L’ESPERTO RISPONDE
Fontana e Jacoma di nuovo a podio in terra belga
Alex Fontana e Ivan Jacoma sono tornati ad assaporare il podio della GT4 European Series nell’appuntamento di Spa-Francorchamps, il più prestigioso del calendario 2022. Il pilota ticinese, sulla Porsche 718 Cayman GT4 RS Clubsport del team Centri Porsche Ticino, ha conquistato l’ottavo posto assoluto in gara 1 e il secondo di classe Pro-Am in equipaggio con Ivan Jacoma. Questo risultato, ottenuto nonostante i 15 chilogrammi aggiuntivi ricevuti per le modifiche al Balance of Performance della vettura, mantiene la coppia svizzera in piena contesa per la lotta verso il titolo 2022. ® Il weekend sul mitico tracciato delle Ardenne, di supporto alla 24 Ore del GT World Challenge, è cominciato in anticipo rispetto al solito, con le prove libere svolte già al giovedì. Venerdì mattina, sono invece andate in scena le qualifiche, con Fontana in azione nel Q1 e autore di un 2:30.374 che gli
ha permesso di scattare dalla 15esima posizione sulla griglia. Il primo round s’è disputato in serata, al calar del sole. Recuperando subito posizioni, e dopo una fase iniziale di full course yellow e safety-car, Fontana ha prolungato al massimo il suo turno di guida, a scalare fino alla terza posizione provvisoria
quand’è rientrato ai box consegnando il volante a Jacoma. ® Nei circa 25 minuti rimanenti, il general manager di Centri Porsche Ticino ha quindi completato l’opera assicurando alla squadra la piazza d’onore di categoria. ® Gara 2, svoltasi il sabato mattina, per Fontana non è però purtroppo nemmeno cominciata. Il pilota di Lugano sarebbe dovuto scendere in pista per il secondo stint, ma Jacoma è stato subito costretto al ritiro venendo incolpevolmente coinvolto in un contatto multiplo all’uscita del tornantino della Source. ® Al termine della trasferta in Belgio, il duo Fontana/Jacoma resta secondo in graduatoria Pro-Am, salendo a 97 punti. Dopo la pausa d’agosto, il prossimo round della GT4 European Series è in programma nel weekend del 2-4 settembre (al momento di andare in stampa) sul circuito tedesco di Hockenheim, con Fontana pronto a proseguire l’inseguimento al trono.
Nürburgring: pole, vittoria e leadership del campionato per Marciello
22 SPORT
Dopo il prestigiosissimo trionfo alla 24H di Spa-Francorchamps, Marciello ha inanellato un altro risultato d’assoluto prestigio, questa volta sul tracciato del Nürburgring in occasione del quarto appuntamento stagionale dell’ADAC GT Masters. Nel round del sabato è infatti andato a cogliere pole position e vit-
toria. La domenica, è invece toccato al compagno di squadra Maro Engel mettere la Mercedes AMG GT3 numero 48 davanti alla blasonata e agguerrita concorrenza. Non altrettanto fortunata la gara, che ha visto Marciello subire una penalità nelle ultime battute e agguantare un comunque ottimo secondo posto.
A Spa-Francorchamps, per il duo ticinese, un ottimo terzo posto in gara 1
Marciello fa la storia: vittoria assoluta e terza pole position consecutiva a Spa-Francorchamps
Che gara stupenda! Raffaele Marciello c’è riuscito, infine, ad agguantare quello scampolo di storia dell’automobilismo che ancora mancava al suo palmares: ha vinto la massacrante, estenuante, sfiancante, favolosa, leggendaria 24H di SpaFrancorchamps, l’appuntamento endurance per vetture GT3 con più partenti al mondo. Questo, dopo aver siglato la terza pole position consecutiva, un’impresa che mai nessuno prima di lui aveva nemmeno osato immaginare.
Assieme ai compagni Daniel Juncadella e Jules Gounon, ha messo in fila ben 66 equipaggi per quel che è stata l’edizione dei record in termini d’iscritti. Fido destriero del “dream” Team Akkodis ASP, quella Mercedes AMG numero 88 le cui linee hanno incantato i numerosi appassionati fin dalla classicissima parata inaugurale nel centro città. Eppoi, fuoco alle polveri, con le libere del giovedì. Per quanto concerne la qualificazione serale, i tre alfieri della squadra factory di Stoccarda si sono impegnati nelle rispettive sessioni, acquisendo la nona posizione e, dunque, l’accesso di diritto alla super pole del venerdì pomeriggio. Qui, come abbiamo anticipato, s’è scritto il primo capitolo dell’epopea, con Marciello a concludere davanti alla concorrenza per la terza volta consecutiva in terra belga. ® Il via il sabato dopopranzo; il ticinese ha purtroppo dovuto concedere una piazza subito in entrata. Le cose sono un pochino peggiorate con Juncadella – quinto al termine dello stint di
sua gestione – che ha accusato un lieve distacco sul passo gara. Ci ha messo una pezza Gounon: il francese è stato capace di ridare ritmo all’azione e si è riportato terzo. Marciello, dall’alto del suo immenso talento, ha infine riguadagnato il primato durante tre appassionanti ore. Complice un pit stop non sincronizzato con una full course yellow e una bandiera rossa, l’equipaggio della Mercedes AMG GT3 numero 88 è di nuovo scivolato sesto, ma già nelle prime ore del mattino Gounon ha riconsegnato la vettura a Marciello in piena ripresa. A due ore dal termine il pilota di casa nostra ha compiuto il sorpasso decisivo ai danni di una vettura gemella e, guidando in maniera impeccabile, è persino riuscito a scavare un piccolo divario che gli ha permesso di cogliere una vittoria strepitosa in tutta tranquillità. ® Marciello: «Quella di Spa-Francorchamps è stata un’affermazione che ho inseguito a lungo ma che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riuscito ad agguantare. Quest’anno la storia è stata diversa: ci siamo mantenuti sempre veloci e incisivi sia nei sorpassi sia sul passo gara riuscendo costantemente a stare lontano dai guai».
23 SPORT
GT World Challenge Endurance, in scena la 24 ore più dura al mondo
Daimler SP 250 Dart, l’eleganza intramontabile
Da parte nostra c’è un po’ d’impaccio nel chiudere saldamente quello sportello passeggeri tanto prezioso… collocato sulla sinistra, visto che si tratta d’una britannica. Ci viene offerto un cappellino, che gentilmente rifiutiamo, per proteggerci dal sole e dal vento; elementi che, come due passeggeri graditi ma a volte un tantino ostili, incombono immancabilmente quando si tratta d’una decappottabile.
Ci sentiamo in buone mani, con Mario Mirolo al volante: quell’auto la conosce come le sue tasche e si vede! Dopo qualche faticoso, sapiente gesto per metterci sulla via, filiamo lisci fendendo la straordinaria calura di luglio, in una lacustre Locarno che non rifiuta mai di mostrarsi in tutta la sua bellezza. Raggiungiamo una splendida villa d’epoca a Minusio, imbracciamo la fotocamera e partiamo alla scoperta della favolosa Daimler SP250 “Dart” di cui vi parleremo. ® Quando s’evoca il nome Daimler, il riferimento all’ambito Mercedes è praticamente
immediato. In realtà, qui tratteremo di un’epopea totalmente scissa da quella del colosso tedesco, seppur la paternità sia comune; quel Gottlieb Daimler che, assieme al prediletto Maybach e sotto la direzione di Nikolas August Otto, diede
l’impulso decisivo alla nascita dell’industria automobilistica con l’invenzione del primo motore a quattro tempi della storia. ® Parleremo cioè della British Daimler Motor Company, a tutti gli effetti la capostipite del settore in terra
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anglosassone. L’azienda fu fondata da Harry John Lawson e Frederick Simms i quali, nel 1893, acquisirono sia la teutonica licenza d’utilizzo del marchio sia quella dei propulsori e costituirono la società “Daimler Motor Syndicate”. La sede fu installata a Coventry. ® Nemmeno un anno dopo l’avvio dell’attività, un centinaio di bellissime, scintillanti e sfumacchianti vetturette popolavano già le altolocate campagne britanniche. Con una gamma in evoluzione, le cui potenze erano comprese fra 28 e 50 cavalli (nonché chassis con passi tra i 189 e i 228 millimetri), la notorietà non tardò a giungere. Le avanguardistiche carrozze che ai cavalli avevano preferito cilindri e pistoni, infatti, vennero notate dalla nobiltà; nientemeno che dal principe del Galles, salito poi al trono con il nome d’Edoardo VII, il quale ricevette un passaggio a bordo di una 22 HP posseduta da John Scott-Montagu, Lord Montagu di Beaulieu (GB). Da allora, il legame con la monarchia è stato indissolubile, con Daimler a contendere alla concorrente Rolls-Royce la fornitura ufficiale della casa reale. Tutti i monarchi d’Inghilterra hanno goduto dei suoi servigi anche se, nel 1950, a causa di un guasto alla trasmissione dell’auto del Re, ella fu declassata ad un ruolo da comprimaria.
Un po’ di storia ® Dai primi, pionieristici progetti fu distillata la 22 HP, ospite nell’aprile del 1902 del salone di Londra. Faceva bella mostra di sé assieme alle consorelle, di costruzione più leggera, 9 e 12 HP. Era equipaggiata con un quattro cilindri in linea da 4,5 litri. Propulsore che, a partire dal 1904, fu soppiantato da un nuovo 2’525 cm³ con valvole laterali e distribuzione ad albero a camme d’estrazione Panhard. Nel 1908, Daimler acquisì una licenza dell’americana Knight Engine per costruire alcune unità motrici secondo quella particolarissima ricetta che prevedeva valvole a fodero anziché le classiche “a fungo”. ® Dal 1910, la casa entrò a far parte del gruppo BSA (Birmingham Small Arms Company) e vi rimase fino al 1960, quando fu acquistata da Jaguar, producendo anche veicoli militari. Suoi, furono i propulsori per i primi carri armati mai costruiti (“Little Willie” e “Big Willie”), ma il loro impiego si estese persino al campo aeronautico. ® Nel 1925 fu introdotto un 6 cilindri in linea a corsa lunga, con circuito dell’olio a pressione. Elefantiaco era invece il V12 che, nel 1926, equipaggiò l’altrettanto mastodontica berlina Double Six.
Prima e dopo la guerra ® Nel 1929 Daimler smise temporaneamente di
costruire le carrozzerie per le proprie vetture e si concentrò unicamente su telai e motori. Provvedimento che rientrò nel 1933 quando la manifattura s’allargò anche ai mezzi pesanti. Nel settore automobilistico la novità più importante fu la Straight Eight del 1936, mossa da un nuovo 8 cilindri in linea da 4’624 cm³. ® Poi, la guerra venne a sconvolgere ogni piano di rotazione di quell’ingranaggio perfettamente rodato. Come molte altre, pure Daimler fu chiamata a supporto dello sforzo bellico, ma quella Coventry a vocazione industriale di cui era esponente di spicco subì un prezzo pesantissimo, sia in termini materiali sia di vite umane, in seguitò ai bombardamenti tedeschi del 1941. L’attività riprese nel 1946 sotto la direzione di Bernard Docker, con il lancio della Eighteen. Il 1958 fu l’anno della strepitosa Majestic, una berlina dalle dimensioni generose realizzata anche in versione a passo lungo che sostituì la precedente DK400 e la Regency. Insieme alla Majestic Major le nuove berline furono presto affiancate anche da una versione sportiva, la Conquest.
La SP 250 (Dart, A-Spec. e B-Spec.) ®
La vettura principe di questo nostro articolo salì alla ribalta nel 1959, lanciata al Motor Show di New York: era una spyder a 2 posti, con carrozzeria in vetroresina, spinta da un V8 da 2’547 cm3 e 140 CV sviluppato nel 1958 sotto la direzione di Edward Turner. Un oggetto decisamente atipico per la casa, anche noto con l’appellativo di Dart, dardo (il quale, seppur presente nei piani iniziali, dovette però essere ceduto alla Dodge che già l’aveva depositato). Nella sua formula originaria, A-Spec, era dotata di un paraurti con due “baffi” cromati sui lati della griglia
frontale, ma poteva anche esserne ordinata una declinazione che ne era priva. Le origini di questo gioiello sono da ricondurre alla forte crisi vissuta dal marchio sul finire degli anni Cinquanta, emanazione di modelli giudicati troppo austeri (cui di certo non contribuì l’essere spesso trasformati in vere e proprie auto funebri da parte di specialisti inglesi). Presentava soluzioni tecniche e meccaniche piuttosto tradizionali (trazione posteriore, retrotreno ad assale rigido, cambio manuale a 4 marce), ma spiccavano i 4 freni a disco e la costruzione della carrozzeria in materiale plastico composito. ® Il V8 che la spingeva era discretamente performante, 140 CV, ma tutt’altro che rivoluzionario perché progettato attorno ad una distribuzione ad albero a camme singolo nel basamento e ad un’alimentazione a 2 carburatori SU. Gli intenti della sua architettura erano inoltre
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SCHEDA TECNICA
Marca: Daimler
Modello: SP 250 “Dart”
Anno: 1960
Carrozzeria: decappottabile a due posti con guida a destra Colore: Midnight Blue
Cilindrata: 2’548 cm3
Nr. cilindri e disposizione: 8 a V Alesaggio: 76.2 mm / Corsa: 69.85 mm Rapporto di compressione: 8.2:1 Alimentazione: due carburatori SU HD 6 Potenza massima: 140 CV a 5’800 giri/min. Cambio: sincronizzato a 4 marce più retro Velocità massima: 198 km/h Da 0 a 100: 11.63 secondi Freni: 4 a disco
Dimensioni (in mm): lunghezza 4’077 / larghezza 1’537 altezza 1’276 / passo 2’337 Peso a vuoto: 948 kg Capacità serbatoio: 54.6 litri
piuttosto contraddittori, con le teste in alluminio ad alleggerirne il peso, e il resto in ghisa a riguadagnare i chili persi. La SP250, assecondando la migliore tradizione d’oltre Manica, era però particolarmente curata e lussuosa per quanto concerne gli interni (plancia, sedili e pannelli porta rivestiti in pelle e fondo in lana pregiata). Forse penalizzata dalla linea – originale (con muso allungato e parafanghi anteriori a “cresta”) ma un tantino difforme dai canoni estetici dell’epoca – o forse vittima della troppa concorrenza con la E-Type, fu realizzata in soli 2’645 esemplari e non contribuì alla “salvezza” del marchio Daimler che, nel 1960, venne assorbito dalla Jaguar. Il progetto SP 250 fu abbandonato nel 1964. Curiosamente, il modello fu utilizzato d’alcuni corpi di polizia britannici per inseguire fuggitivi particolarmente intraprendenti.
LA NOSTRA VETTURA
Assieme a Mario Mirolo, il gentiluomo che con modi squisiti già ci aveva raccontato della Porsche 356 di famiglia a gennaio, siamo partiti alla volta di quel suo favoloso itinerario che l’ha condotto a sognare, agognare e infine acquistare una favolosa Daimler SP 250 “Dart” del 1960. ® Siamo nella Basilea degli anni Cinquanta e anche sulla Küchengasse, vicino la stazione, la modernità avanza con passo irrefrenabile. Un nuovo palazzo sta per sorgere e un ragazzetto s’immerge nella vita di quartiere destreggiandosi tra i primi lavoretti: «Su quella via, dove abitavo, c’era l’albergo Euler - ci racconta Mario Mirolo – e io, regolarmente, amavo trascorrere qualche ora nelle sue cucine. Mi piaceva
pensare di poter essere d’aiuto e l’immancabile ricompensa era un ottimo gelato. Nel nuovo edificio, invece, s’insediò un cinema nel quale io fui ingaggiato casualmente come maschera per accompagnare gli spettatori ai loro posti (se la pellicola era idonea potevo pure rimanere a godermi lo spettacolo). Soprattutto, però, fu collocato uno showroom della Daimler e, siccome era il 1959, un recentissimo esemplare della Dart vi faceva bella mostra di sé. Me ne innamorai tanto che ogni giorno, su quella macchina, lasciavo i miei occhi e il mio cuore di bambino. Il titolare se ne accorse e mi permise di lucidarla, ogni sabato, per 50 centesimi». Come qualunque, piccola favola anche quella ebbe tuttavia una fine e Mario Mirolo, crescendo, relegò la Dart in un remoto angolo destinato ai ricordi, seppur cari. ® «Un po’ prima del pensionamento mi riscoprii a pensare a quell’auto e iniziai a cercarne un esemplare. Con qualche amico, andammo persino in Inghilterra, facendo una capatina a Beaulieu e a Goodwood per le gare e per un’asta nella quale, però, vendevano soltanto una Dart che era stata della polizia. Vi conoscemmo un tedesco che del marchio diceva d’essere un’autorità. Sulla via del ritorno gli facemmo visita in Germania. Nel suo cortile interno aveva quattro box, ognuno dei quali conteneva parti sfuse di diverse SP 250 completamente smontate. Si mise a fare la conta di tutto ciò che aveva e che gli mancava per poter assemblare una vettura… noi lo lasciammo al suo interminabile elenco, che c’inviò qualche giorno dopo: il prezzo era esorbitante e non se ne fece nulla». ® Visitando lo stupendo spazio espositivo dedicato
all’universo dell’auto d’epoca Pantheon a Muttenz, Mirolo scoprì però che l’ideatore e proprietario di quel luogo, l’imprenditore Stephan Musfeld, possedeva una Dart e la utilizzava privatamente. Gli chiese se gliel’avrebbe venduta ma egli rifiutò. «Cambiò idea soltanto una manciata d’anni più tardi quando la volle sostituire con una di quelle potentissime Jaguar. Mi telefonò, concordammo un buon prezzo e la portai a casa il 31 ottobre 2017, in compagnia dell’amico e preparatore Chico Molinari. Fu un grande regalo». ® Il pedigree dell’auto è interamente documentato, fin da quando il 14 giugno 1960 entrò per la prima volta in circolazione in Inghilterra. Ora possiede il certificato FIVA. «Era in perfette condizioni e, tranne qualche lavoretto di “gestione corrente”, non ho dovuto eseguire altri interventi. Era stata restaurata dallo specialista Bryan Purves tra il 75 e l’82, prima che passasse alla casa d’aste Bonhams dove Musfeld la comprò». ® Interamente fedele all’originale (c’è un po’ di dibattito soltanto sul colore, ma probabilmente è una questione di denominazioni), questa vettura sublima tutta la classe e l’eleganza che si potrebbero esigere da un gioiello della corona. Solida nella guida, ben salda sui suoi quattro freni a disco, pesantuccia ma filante, è uno splendido traghetto verso un tempo in cui le auto erano dense di contenuto e scevre di compromessi. E a noi, ci par di vedere ancora gli occhi di un bambino sulle Küchengasse farsi grandi grandi e incollarsi alla vetrina, ammaliati da quella meravigliosa Dart che, un giorno, avrebbe fatto sua.
di Elias Bertini
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Mobilità del futuro: tutti i tipi di carburante devono contribuirvi!
Una mobilità che funziona è un prerequisito per un’economia di successo. Gli sviluppi tecnologici e l’ambizione di ridurre le emissioni di CO2 stanno portando a una diversificazione della gamma di carburanti e a soluzioni sempre più efficienti dal punto di vista energetico.
Situazione attuale (dati dell’Ufficio federale di statistica) Nel 2021 sulle strade svizzere circolavano 4’402’546 autovetture con motore a combustione pura, benzina o diesel, (ossia il 94,19% dell’intero parco), 201’344 ibride (4,31%) e 70’223 elettriche (1,50%). I carburanti tradizionali dimostrano quindi d’essere delle fonti di comprovata efficacia che rimarranno in auge ancora per molto tempo.
La benzina è una miscela di molecole d’idrocarburi utilizzata come fonte d’energia per i motori ad accensione comandata più comunemente presenti nelle autovetture, nei piccoli veicoli commerciali, nelle motociclette e nel-
le imbarcazioni da diporto. Gli aerei di classe più contenuta ne adoperano una variante simile (cosiddetta avio, AVGAS). Viene venduta presso le stazioni di servizio, dov’è offerta principalmente in due gradazioni: senza piombo 95 e senza piombo 98. Ne esiste anche di qualità superiore con un più elevato numero d’ottano (che è l’indice di resistenza alla detonazione). La benzina può anche includere biocarburanti, come l’etanolo o l’ETBE (etil-terziario-butil-etere), per un massimo del 5% in termini volumetrici senza etichettatura alla pompa. Questo, perché una tale concentrazione non presenterebbe problemi di compatibilità con le componenti delle auto contemporanee.
Il diesel è anch’esso una miscela di molecole d’idrocarburi ed è impiegato per alimentare autovetture, autobus, autocarri e altri veicoli commerciali, ma anche motoscafi, navi, locomotive di manovra e macchine edili. Come la benzina, può contenere biocarburanti quali il FAME (estere metilico degli acidi grassi) o il (bio) diesel sintetico sotto forma di
HVO (olio vegetale idrogenato) o GtL (gas to liquids) per un volume massimo del 7% senza etichettatura. ® L’aggiunta di gasolio sintetico non presenta di per sé limiti sostanziali, anche perché la sua struttura chimica è quasi identica a quella della componente tradizionale.
Biocarburanti Nell’ambito dell’entrata in vigore della legge sulla CO2 nel 2013, è stata introdotta la compensazione obbligatoria per gli importatori di carburante. Da allora, la quantità di biocarburanti immessa sul mercato è passata da 11,3 a 195 milioni di tonnellate, ossia circa il 4% delle vendite totali (che si attestano a 4,9 miliardi di tonnellate). Secondo le statistiche globali dell’Ufficio Federale dell’Energia (2020), l’8,4% del biodiesel è stato prodotto in Svizzera. Il bioetanolo, invece, viene importato nella sua interezza. ® L’utilizzo di biocarburanti ha permesso, nel solo 2021, su territorio elvetico, di ridurre le emissioni di CO2 per circa 490mila tonnellate. D’altro canto, l’immatricolazione di 30mila mezzi puramente elettrici, considerando lo stesso ambito di riferimento, ha consentito
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un risparmio teorico di sole 60mila tonnellate. ® I biocarburanti sono derivati da rifiuti e residui. Durante il loro ciclo di vita, generano fino al 90% in meno di gas serra rispetto ai combustibili fossili.
I sintetici: la strada del futuro?
I combustibili sintetici prodotti da CO2, acqua ed elettricità migliorano significativamente il bilancio dei gas serra e non comportano l’obbligo di rinnovare il parco veicoli esistente. Gli aerei, le navi, i macchinari per l’edilizia pesante e tutte le vetture che funzionano con motori a combustione interna potrebbero diventare neutrali dal punto di vista climatico, poiché non producono emissioni aggiuntive di CO2. I processi di produzione sono già noti e validati. Il passo successivo è la realizzazione su scala industriale a prezzi competitivi.
E l’idrogeno?
Neutro dal punto di vista delle emissioni di CO2, è particolarmente adatto alla mobilità elettrica su lunghe distanze e al trasporto merci. Può inoltre risolvere il problema dello stoccaggio stagionale d’energia che si presenta a causa dell’espansione delle fonti rinnovabili: l’elettricità in eccesso dovrebbe essere convertita in idrogeno, immagazzinata e
destinata alla mobilità. ® Rispetto alle batterie, ha il pregio di poter raggiungere un’autonomia maggiore e d’effettuare il rifornimento quasi alla stessa velocità delle auto a benzina e diesel.
La famiglia dei “gassosi”
Il grande vantaggio dei carburanti liquidi a condizioni ambientali è l’alta densità energetica, con un conseguente aumento delle percorrenze, ingombri ridotti e semplicità di gestione. Tuttavia, sono disponibili sul mercato anche soluzioni gassose che devono però essere compresse affinché si possa raggiungere un’autonomia accettabile. Ad esempio, vi sono il gas liquido, il gas naturale, il biogas, l’etere dimetilico e l’idrogeno.
In Svizzera ci sono circa 150 stazioni di rifornimento per questa tipologia di veicoli. Ciò significa che anche i loro proprietari possono contare su un’infrastruttura di rifornimento articolata a livello nazionale. Anche nel caso del gas, vi è una costante del 10% di componente biologica alla pompa. ® Il GPL (gas di petrolio liquefatto), deriva dalla raffinazione del petrolio ed è anche un sottoprodotto della produzione di petrolio e gas naturale. Si tratta di una miscela praticamente priva di zolfo, di propano e butano. Viene immagazzinata e tra-
sportata a una pressione di circa 10 bar. Grazie al suo elevato numero d’ottano, superiore a 100, è adatta all’uso nei motori ad accensione comandata.
Qualche considerazione
Esistono molte soluzioni tecnologiche per ridurre drasticamente le emissioni nocive, tenendo conto del fatto che le esigenze di mobilità cresceranno. Sulle coste marine e intorno alla fascia equatoriale, il vento e il sole sono abbondanti: è proprio in questi luoghi che gli impianti per la produzione di combustibili sintetici dovrebbero essere installati e messi in funzione rapidamente. Prima di spingere sulla mobilità elettrica a batteria a tutti i costi, lo Stato dovrebbe innanzitutto garantire un approvvigionamento sufficiente per le economie domestiche durante i mesi invernali. ® È inaccettabile che sistemi di propulsione collaudati vengano vietati per motivi ideologici attraverso l’influenza dello Stato e che, allo stesso tempo, sistemi non collaudati arrivino al consumatore a un prezzo artificialmente ridotto grazie a sussidi. ® La transizione energetica sta richiedendo più tempo di quanto alcuni politici vorrebbero. Affrontiamo la questione. Per il momento, usiamo l’energia disponibile in modo saggio.
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