04
Betlemme a Roma Bethlehem in Rome
05
Le origini The Origins
06
La Basilica paleocristiana The Early Christian Basilica
10
Papa Niccolò IV (1288-1292) a Santa Maria Maggiore Pope Nicholas IV (1288–1292) at Santa Maria Maggiore
15
La Basilica nel Quattrocento The Basilica in the Fifteenth Century
20
Le Cappelle Sforza e Cesi The Sforza and Cesi Chapels
22
La Cappella Sistina The Sistine Chapel
26
La Cappella Paolina The Pauline Chapel
41
Restauri e rinnovamenti Restoration and Renovation
46
Polo Museale Liberiano Polo Museale Liberiano 2
3
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Betlemme a Roma Bethlehem in Rome
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Le origini The Origins
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La Basilica paleocristiana The Early Christian Basilica
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Papa Niccolò IV (1288-1292) a Santa Maria Maggiore Pope Nicholas IV (1288–1292) at Santa Maria Maggiore
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La Basilica nel Quattrocento The Basilica in the Fifteenth Century
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Le Cappelle Sforza e Cesi The Sforza and Cesi Chapels
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La Cappella Sistina The Sistine Chapel
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La Cappella Paolina The Pauline Chapel
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Restauri e rinnovamenti Restoration and Renovation
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Polo Museale Liberiano Polo Museale Liberiano 2
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Offerta di Melchisedech ad Abramo, 430 circa, mosaico della navata centrale, lato sinistro. Il sommo sacerdote Melchisedech offre a Dio pane e vino in onore di Abramo che torna vittorioso dalle battaglie (Genesi 14:18-20). Melchizedek’s offering to Abraham, ca.430, mosaic of the central nave, left side. The high priest Melchizedek offers bread and wine to God in honour of Abraham returning victorious from battle (genesis 14:18-20).
Separazionefra Abramo e Lot, 430 circa, mosaico della navata centrale, lato sinistro. Abramo e Lot si separano per evitare le frequenti risse tra pastori. Lot scelse la regione situata presso il Giordano, la valle di Siddim, mentre Abramo si stabilì nel paese di Canaan (Genesi 13:1-13). Separation of Abraham and Lot, ca. 430, mosaic of the central nave, left side. Abraham and Lot separate to avoid the frequent fights between the shepherds. Lot chooses the region near the Jordan, the valley of Siddim, while Abraham settled in the land of Canaan (Genesis 13:1-13).
8
Arco trionfale (già arco absidale), 430 circa, mosaico, veduta d’insieme. Il tema è dedicato all’incarnazione e l’infanzia di Gesù. Le vignette delle città di Betlemme e Gerusalemme negli angoli inferiori, e il trono vuoto al centro, collocano le scene in una prospettiva escatologica. Triumphal arch (formerly apsidal arch), ca. 430, mosaic. Overall View. The theme is dedicated to the incarnation and childhood of Jesus. The vignettes of the cities of Bethlehem and Jerusalem in the lower corners and the empty throne in the center, place the scenes in an eschatological perspective.
luzione del popolo di Dio. Sotto la guida di Mosè e Giosuè, sul lato opposto, quest’ultimo riesce ad avere la meglio sui nemici del popolo eletto. Alcuni episodi sono connessi direttamente alle funzioni liturgiche; tra questi il Sacrificio di Melchisedek e Abramo e i tre angeli, collocati vicino all’Altare maggiore. I mosaici dell’arco di trionfo – originariamente arco absidale, in quanto l’abside e transetto attuali sono opere medievali – si sono conservati in modo quasi completo. Essi illustrano l’infanzia di Gesù, ovvero la rivelazione di Dio al suo popolo in Cristo, figlio della Vergine Maria, solennemente proclamata a Efeso Theotókos. Il ciclo inizia nel registro superiore sul lato sinistro con l’Annunciazione a Maria, contrapposto all’annuncio a Giuseppe, al quale un angelo svela il progetto salvifico di Dio. Seguono la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, e l’ordine a Giuseppe di lasciare Betlemme. Nel secondo registro la narrazione continua con l’Adorazione del Bambino Gesù da parte dei Magi, rappresentanti della Chiesa Universale. Sul campo destro dell’arco è raffigurata una scena di difficile interpretazione. L’autorità romana che incontra la Sacra Famiglia è probabilmente l’Imperatore Augusto, affian-
site side, the latter managed to overcome the enemies of the chosen people. Some of the episodes are directly connected to liturgical functions, such as the Sacrifice of Melchizedek and Abraham and the three angels, depicted near the high altar. The mosaics on the triumphal arch (originally an apsidal arch, since the current apse and transept date to the Middle Ages) are almost entirely preserved. They illustrate the childhood of Jesus, or rather the revelation of God to his people in Christ, son of the Virgin Mary, who was solemnly proclaimed Theotókos at the Council of Ephesus. The cycle begins on the left side of the upper register with the Annunciation, contrasted with the annunciation to Joseph, to whom an angel revealed God’s plan of salvation. This is followed by the Presentation of Christ in the Temple, forty days after his birth, and the episode in which Joseph was told to leave Bethlehem. The narrative continues in the second register with the Adoration of the Magi, representatives of the Universal Church. On the right side of the arch, there is a scene that is difficult to interpret. The Roman authority who is meeting the Holy Family is probably Emperor Augustus, flanked by the Roman 9
Offerta di Melchisedech ad Abramo, 430 circa, mosaico della navata centrale, lato sinistro. Il sommo sacerdote Melchisedech offre a Dio pane e vino in onore di Abramo che torna vittorioso dalle battaglie (Genesi 14:18-20). Melchizedek’s offering to Abraham, ca.430, mosaic of the central nave, left side. The high priest Melchizedek offers bread and wine to God in honour of Abraham returning victorious from battle (genesis 14:18-20).
Separazionefra Abramo e Lot, 430 circa, mosaico della navata centrale, lato sinistro. Abramo e Lot si separano per evitare le frequenti risse tra pastori. Lot scelse la regione situata presso il Giordano, la valle di Siddim, mentre Abramo si stabilì nel paese di Canaan (Genesi 13:1-13). Separation of Abraham and Lot, ca. 430, mosaic of the central nave, left side. Abraham and Lot separate to avoid the frequent fights between the shepherds. Lot chooses the region near the Jordan, the valley of Siddim, while Abraham settled in the land of Canaan (Genesis 13:1-13).
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Arco trionfale (già arco absidale), 430 circa, mosaico, veduta d’insieme. Il tema è dedicato all’incarnazione e l’infanzia di Gesù. Le vignette delle città di Betlemme e Gerusalemme negli angoli inferiori, e il trono vuoto al centro, collocano le scene in una prospettiva escatologica. Triumphal arch (formerly apsidal arch), ca. 430, mosaic. Overall View. The theme is dedicated to the incarnation and childhood of Jesus. The vignettes of the cities of Bethlehem and Jerusalem in the lower corners and the empty throne in the center, place the scenes in an eschatological perspective.
luzione del popolo di Dio. Sotto la guida di Mosè e Giosuè, sul lato opposto, quest’ultimo riesce ad avere la meglio sui nemici del popolo eletto. Alcuni episodi sono connessi direttamente alle funzioni liturgiche; tra questi il Sacrificio di Melchisedek e Abramo e i tre angeli, collocati vicino all’Altare maggiore. I mosaici dell’arco di trionfo – originariamente arco absidale, in quanto l’abside e transetto attuali sono opere medievali – si sono conservati in modo quasi completo. Essi illustrano l’infanzia di Gesù, ovvero la rivelazione di Dio al suo popolo in Cristo, figlio della Vergine Maria, solennemente proclamata a Efeso Theotókos. Il ciclo inizia nel registro superiore sul lato sinistro con l’Annunciazione a Maria, contrapposto all’annuncio a Giuseppe, al quale un angelo svela il progetto salvifico di Dio. Seguono la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, e l’ordine a Giuseppe di lasciare Betlemme. Nel secondo registro la narrazione continua con l’Adorazione del Bambino Gesù da parte dei Magi, rappresentanti della Chiesa Universale. Sul campo destro dell’arco è raffigurata una scena di difficile interpretazione. L’autorità romana che incontra la Sacra Famiglia è probabilmente l’Imperatore Augusto, affian-
site side, the latter managed to overcome the enemies of the chosen people. Some of the episodes are directly connected to liturgical functions, such as the Sacrifice of Melchizedek and Abraham and the three angels, depicted near the high altar. The mosaics on the triumphal arch (originally an apsidal arch, since the current apse and transept date to the Middle Ages) are almost entirely preserved. They illustrate the childhood of Jesus, or rather the revelation of God to his people in Christ, son of the Virgin Mary, who was solemnly proclaimed Theotókos at the Council of Ephesus. The cycle begins on the left side of the upper register with the Annunciation, contrasted with the annunciation to Joseph, to whom an angel revealed God’s plan of salvation. This is followed by the Presentation of Christ in the Temple, forty days after his birth, and the episode in which Joseph was told to leave Bethlehem. The narrative continues in the second register with the Adoration of the Magi, representatives of the Universal Church. On the right side of the arch, there is a scene that is difficult to interpret. The Roman authority who is meeting the Holy Family is probably Emperor Augustus, flanked by the Roman 9
Jacopo Torriti, Dormizione di Maria, 1295 circa, mosaico, Catino absidale. Jacopo Torriti, Dormition of Mary, ca. 1295, mosaic. Apse.
Veduta d’insieme dell’abside. Overall view of the apse.
12
earlier work in Assisi and the Lateran, to conceive an impressive decorative programme divided into two registers. The lower one depicts episodes from the life of Mary (the Annunciation, the Dormition, the Adoration of the Magi and the Presentation of Christ in the Temple) as if they were the panels in a large predella. The Dormition interrupts the chronology of the series and creates a link to the upper register. There, we find the Coronation of the Virgin, inspired by iconography common in French cathedrals. The depiction also evokes the ‘visit’ of the Lateran’s icon of Christ to the Salus Populi Romani, a popular celebration in the Middle Ages during which Mary was praised as Regina Coeli. The heavenly pair, shown in a starry firmament, is flanked on both sides by angels and seraphim and SS Francis, Peter and Paul (on the left), John the Baptist, John the Evangelist and Anthony of Padua (on the right). After the death of Pope Nicholas in 1292, the project was continued by
Basilica lateranense, che concepì un imponente schermo suddiviso in due zone. Quella inferiore raffigura scene dalla vita di Maria: l’Annunciazione, la Dormitio, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione di Gesù al Tempio, quasi fosse una grande predella. La Dormitio interrompe la cronologia della serie e costituisce la cerniera con il registro superiore. Qui Maria viene raffigurata nel momento dell’Incoronazione, secondo un’iconografia ispirata alle cattedrali francesi. Inoltre, la rappresentazione rievoca la visita in effigie dell’icona di Cristo del Laterano alla Salus Populi Romani, celebrazione molto popolare nel Medioevo in cui Maria veniva cantata come Regina Coeli. La coppia celeste, posta in un firmamento stellato, è affiancata su entrambi i lati da angeli e serafini e dai Santi Francesco, Pietro e Paolo (a sinistra), Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Antonio da Padova (a destra). Dopo la morte di Papa Niccolò nel 1292, il progetto venne portato avanti dal cardinale Giacomo Colonna, che si fece eternare sul 13
Jacopo Torriti, Dormizione di Maria, 1295 circa, mosaico, Catino absidale. Jacopo Torriti, Dormition of Mary, ca. 1295, mosaic. Apse.
Veduta d’insieme dell’abside. Overall view of the apse.
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earlier work in Assisi and the Lateran, to conceive an impressive decorative programme divided into two registers. The lower one depicts episodes from the life of Mary (the Annunciation, the Dormition, the Adoration of the Magi and the Presentation of Christ in the Temple) as if they were the panels in a large predella. The Dormition interrupts the chronology of the series and creates a link to the upper register. There, we find the Coronation of the Virgin, inspired by iconography common in French cathedrals. The depiction also evokes the ‘visit’ of the Lateran’s icon of Christ to the Salus Populi Romani, a popular celebration in the Middle Ages during which Mary was praised as Regina Coeli. The heavenly pair, shown in a starry firmament, is flanked on both sides by angels and seraphim and SS Francis, Peter and Paul (on the left), John the Baptist, John the Evangelist and Anthony of Padua (on the right). After the death of Pope Nicholas in 1292, the project was continued by
Basilica lateranense, che concepì un imponente schermo suddiviso in due zone. Quella inferiore raffigura scene dalla vita di Maria: l’Annunciazione, la Dormitio, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione di Gesù al Tempio, quasi fosse una grande predella. La Dormitio interrompe la cronologia della serie e costituisce la cerniera con il registro superiore. Qui Maria viene raffigurata nel momento dell’Incoronazione, secondo un’iconografia ispirata alle cattedrali francesi. Inoltre, la rappresentazione rievoca la visita in effigie dell’icona di Cristo del Laterano alla Salus Populi Romani, celebrazione molto popolare nel Medioevo in cui Maria veniva cantata come Regina Coeli. La coppia celeste, posta in un firmamento stellato, è affiancata su entrambi i lati da angeli e serafini e dai Santi Francesco, Pietro e Paolo (a sinistra), Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Antonio da Padova (a destra). Dopo la morte di Papa Niccolò nel 1292, il progetto venne portato avanti dal cardinale Giacomo Colonna, che si fece eternare sul 13
Le Cappelle Sforza e Cesi
The Sforza and Cesi Chapels
Nel Cinquecento, nella Basilica mariana confluirono, sul versante artistico, le idee della Riforma cattolica. Le Cappelle Sforza e Cesi, collegate per vicinanza e per cronologia della loro costruzione, sono i primi edifici monumentali aggiunti alla navata sinistra. I committenti erano importanti rappresentanti di due famiglie nobili del tempo. Federico Cesi pianificò, nel 1560, uno spazio sepolcrale dedicato a Santa Caterina, mentre nel 1562 il cardinale arciprete Guido Ascanio Sforza indicò nel pro-
In the sixteenth century, Counter-Reformation ideas conditioned the decoration of the Marian basilica. The Sforza and Cesi chapels, which are physically close in proximity and were built around the same time, were the first monumental structures added to the left aisle. The patrons were important members of two of the period’s noble families. In 1560, Federico Cesi decided to create a sepulchral space dedicated to St Catherine while, in 1562, Cardinal Archpriest Guido 20
Cappella Sforza, veduta d’insieme.
Cappella Cesi, veduta d’insieme.
Sforza Chapel, Overall view.
Cesi Chapel, overall view.
Ascanio Sforza specified in his will that he wished to fund the construction of a space based on a model made by Michelangelo Buonarroti (1475–1564). With an oblique, rectangular plan, the resulting chapel is rich with movement, featuring elliptical side apses and a square area for the altar. The side pillars of the ribbed vault are decorated with columns set on tall bases that create a highly sculptural and dynamic space. When Michelangelo died, the work continued under Tiberio Calcagni and Giacomo della Porta, who carved the side tombs of the Sforza cardinals.
prio testamento la volontà di finanziarne una costruzione sulla base di un modello realizzato da Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Egli ideò una pianta rettangolare obliqua, densa di movimento, con absidi laterali ellittiche e un vano squadrato destinato all’altare. Coperta da una volta a vela, i suoi pilastri laterali sono decorati con colonne su alti basamenti che creano uno spazio altamente plastico e dinamico. Alla morte di Michelangelo, i lavori proseguirono sotto la direzione di Tiberio Calcagni e Giacomo della Porta al quale spettano i sepolcri laterali dei cardinali Sforza. 21
Le Cappelle Sforza e Cesi
The Sforza and Cesi Chapels
Nel Cinquecento, nella Basilica mariana confluirono, sul versante artistico, le idee della Riforma cattolica. Le Cappelle Sforza e Cesi, collegate per vicinanza e per cronologia della loro costruzione, sono i primi edifici monumentali aggiunti alla navata sinistra. I committenti erano importanti rappresentanti di due famiglie nobili del tempo. Federico Cesi pianificò, nel 1560, uno spazio sepolcrale dedicato a Santa Caterina, mentre nel 1562 il cardinale arciprete Guido Ascanio Sforza indicò nel pro-
In the sixteenth century, Counter-Reformation ideas conditioned the decoration of the Marian basilica. The Sforza and Cesi chapels, which are physically close in proximity and were built around the same time, were the first monumental structures added to the left aisle. The patrons were important members of two of the period’s noble families. In 1560, Federico Cesi decided to create a sepulchral space dedicated to St Catherine while, in 1562, Cardinal Archpriest Guido 20
Cappella Sforza, veduta d’insieme.
Cappella Cesi, veduta d’insieme.
Sforza Chapel, Overall view.
Cesi Chapel, overall view.
Ascanio Sforza specified in his will that he wished to fund the construction of a space based on a model made by Michelangelo Buonarroti (1475–1564). With an oblique, rectangular plan, the resulting chapel is rich with movement, featuring elliptical side apses and a square area for the altar. The side pillars of the ribbed vault are decorated with columns set on tall bases that create a highly sculptural and dynamic space. When Michelangelo died, the work continued under Tiberio Calcagni and Giacomo della Porta, who carved the side tombs of the Sforza cardinals.
prio testamento la volontà di finanziarne una costruzione sulla base di un modello realizzato da Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Egli ideò una pianta rettangolare obliqua, densa di movimento, con absidi laterali ellittiche e un vano squadrato destinato all’altare. Coperta da una volta a vela, i suoi pilastri laterali sono decorati con colonne su alti basamenti che creano uno spazio altamente plastico e dinamico. Alla morte di Michelangelo, i lavori proseguirono sotto la direzione di Tiberio Calcagni e Giacomo della Porta al quale spettano i sepolcri laterali dei cardinali Sforza. 21
La Cappella Paolina
The Pauline Chapel
La Cappella Paolina è il cuore del programma edilizio di Santa Maria Maggiore attuato da Paolo V. Immediatamente dopo la sua elezione nel 1605, l’esponente della famiglia Borghese, riprese il progetto già ideato da Sisto V di custodire regalmente la più importante icona mariana di Roma, la Salus Populi Romani. La tavola in legno di cedro (117 × 79 cm) mostra la Madonna con il bambino in braccio e viene tradizionalmente attribuita a San Luca, Evangelista e patrono dei pittori. Numerosi sono gli interventi salvifici ricondotti all’Icona. Il più noto riguarda Papa Gregorio che, nel 590, l’avrebbe portata in processione per le strade di Roma per ottenere la fine della pestilenza: presso il Mausoleo di Adriano, al popolo romano sarebbe apparso l’Arcangelo Michele che, per intercessione della Madonna, dichiarò conclusa l’epidemia. Nel medioevo, l’immagine era custodita in un’edicola marmorea, commissionata dal Comune di Romae posta nella navata centrale. Originariamente denominata “Regina Coeli”, nell’Ottocento fu intitolata “Salus Populi Romani” per sottolinearne il significato di palladio della città di Roma e dell’intero popolo cristiano. Papa Francesco pone i suoi viaggi apostolici sotto la protezione della Salus, a cui è solito fare visita prima della partenza e dopo il ritorno. Così facendo, riprende una tradizione dei gesuiti, che sin dall’origine della Compagnia di Gesù ne promossero il culto e distribuirono copie dell’icona in tutto il mondo. Un restauro, concluso nel 2018, non soltanto ha liberato l’immagine da vernici e ridipinture, ma, sulla base di dati scientifici, ne ha anche proposto una datazione approssimativa tra il IX e l’XI secolo. Il progetto architettonico della Cappella Paolina segue quello della Sistina, ma il suo costo complessivo – di quasi 300.000 scudi – risultò quattro volte maggiore.
The Pauline Chapel is the heart of the architectural programme of Santa Maria Maggiore launched by Paul V. Immediately after his election in 1605, the Borghese pope resumed Sixtus V’s plan to create a regal home for Rome’s most important Marian icon, the Salus Populi Romani. The painting on cedar panel (117 × 79 cm) depicts the Madonna and Child and is traditionally attributed to St Luke the Evangelist, patron saint of painters. Numerous salvific episodes have been traced to the icon. The most famous concerns Pope Gregory, who carried it in procession through the streets of Rome in 590 in hopes of bringing an end to the plague. Near the mausoleum of Hadrian, the Archangel Michael appeared to the people of Rome to declare the end of the epidemic, thanks to the intercession of the Madonna. In the Middle Ages, the icon was kept in a marble aedicule commissioned by the city of Rome and placed in the nave. Originally called ‘Regina Coeli’, it was renamed ‘Salus Populi Romani’ in the nineteenth century to emphasise its meaning as protector of the city of Rome and the whole Christian world. Pope Francis places his official travels under the protection of the Salus, which he usually visits before his departure and after his return. In doing so, he is reviving a tradition of the Jesuits, who have supported the cult and circulated images of the icon worldwide since the founding of the Society of Jesus. A restoration of the painting in 2018 did not just free it from varnish and overpainting but also led to the icon’s new dating between the ninth and eleventh centuries. The architectural plan for the Pauline Chapel followed the one for that of Sixtus, but its overall cost, almost 300,000 scudi, was four times higher. The whole 26
L’icona della Salus Populi Romani, Tempera su legno di cedro, 117 × 79 cm, Cappella Paolina. Icon of the Salus Populi Romani, tempera on cedar wood, 117 x 79 cm, Pauline Chapel.
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La Cappella Paolina
The Pauline Chapel
La Cappella Paolina è il cuore del programma edilizio di Santa Maria Maggiore attuato da Paolo V. Immediatamente dopo la sua elezione nel 1605, l’esponente della famiglia Borghese, riprese il progetto già ideato da Sisto V di custodire regalmente la più importante icona mariana di Roma, la Salus Populi Romani. La tavola in legno di cedro (117 × 79 cm) mostra la Madonna con il bambino in braccio e viene tradizionalmente attribuita a San Luca, Evangelista e patrono dei pittori. Numerosi sono gli interventi salvifici ricondotti all’Icona. Il più noto riguarda Papa Gregorio che, nel 590, l’avrebbe portata in processione per le strade di Roma per ottenere la fine della pestilenza: presso il Mausoleo di Adriano, al popolo romano sarebbe apparso l’Arcangelo Michele che, per intercessione della Madonna, dichiarò conclusa l’epidemia. Nel medioevo, l’immagine era custodita in un’edicola marmorea, commissionata dal Comune di Romae posta nella navata centrale. Originariamente denominata “Regina Coeli”, nell’Ottocento fu intitolata “Salus Populi Romani” per sottolinearne il significato di palladio della città di Roma e dell’intero popolo cristiano. Papa Francesco pone i suoi viaggi apostolici sotto la protezione della Salus, a cui è solito fare visita prima della partenza e dopo il ritorno. Così facendo, riprende una tradizione dei gesuiti, che sin dall’origine della Compagnia di Gesù ne promossero il culto e distribuirono copie dell’icona in tutto il mondo. Un restauro, concluso nel 2018, non soltanto ha liberato l’immagine da vernici e ridipinture, ma, sulla base di dati scientifici, ne ha anche proposto una datazione approssimativa tra il IX e l’XI secolo. Il progetto architettonico della Cappella Paolina segue quello della Sistina, ma il suo costo complessivo – di quasi 300.000 scudi – risultò quattro volte maggiore.
The Pauline Chapel is the heart of the architectural programme of Santa Maria Maggiore launched by Paul V. Immediately after his election in 1605, the Borghese pope resumed Sixtus V’s plan to create a regal home for Rome’s most important Marian icon, the Salus Populi Romani. The painting on cedar panel (117 × 79 cm) depicts the Madonna and Child and is traditionally attributed to St Luke the Evangelist, patron saint of painters. Numerous salvific episodes have been traced to the icon. The most famous concerns Pope Gregory, who carried it in procession through the streets of Rome in 590 in hopes of bringing an end to the plague. Near the mausoleum of Hadrian, the Archangel Michael appeared to the people of Rome to declare the end of the epidemic, thanks to the intercession of the Madonna. In the Middle Ages, the icon was kept in a marble aedicule commissioned by the city of Rome and placed in the nave. Originally called ‘Regina Coeli’, it was renamed ‘Salus Populi Romani’ in the nineteenth century to emphasise its meaning as protector of the city of Rome and the whole Christian world. Pope Francis places his official travels under the protection of the Salus, which he usually visits before his departure and after his return. In doing so, he is reviving a tradition of the Jesuits, who have supported the cult and circulated images of the icon worldwide since the founding of the Society of Jesus. A restoration of the painting in 2018 did not just free it from varnish and overpainting but also led to the icon’s new dating between the ninth and eleventh centuries. The architectural plan for the Pauline Chapel followed the one for that of Sixtus, but its overall cost, almost 300,000 scudi, was four times higher. The whole 26
L’icona della Salus Populi Romani, Tempera su legno di cedro, 117 × 79 cm, Cappella Paolina. Icon of the Salus Populi Romani, tempera on cedar wood, 117 x 79 cm, Pauline Chapel.
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pp. 28-29
Flaminio Ponzio (c. 1560-1613), Pompeo Targone (1575-1633) e Antonio Tempesta (1555-1630), Tabernacolo reliquiario della Salus Populi Romani, 1610-1616, lapislazzuli, marmi e pietre preziose, bronzo dorato, Cappella Paolina. Flaminio Ponzio (ca. 1560-1613), Pompeo Targone (1575-1633) e Antonio Tempesta (1555-1630), Tabernacle-reliquary of the Salus Populi Romani, 1610-1616, lapis lazuli, marble and precious stones, gilded bronze, Pauline Chapel. pp. 30-31
Cappella Paolina, Veduta d’insieme della cupola. Pauline Chapel, overall view of the dome. p. 32
Lodovico Cardi, detto il Cigoli (1559-1613), Madonna Immacolata, 1610 circa, affresco della cupola, Cappella Paolina. Lodovico Cardi, known as Cigoli (1559-1613), Immaculate Madonna, ca. 1610, fresco, Pauline Chapel, dome. p. 33
Guido Reni (1575-1642), San Domenico con due frati domenicani, 1610 circa, affresco, Cappella Paolina. Guido Reni (1575-1642), Saint Dominic with Two Dominican Friars, ca. 1610, fresco, Pauline Chapel.
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pp. 28-29
Flaminio Ponzio (c. 1560-1613), Pompeo Targone (1575-1633) e Antonio Tempesta (1555-1630), Tabernacolo reliquiario della Salus Populi Romani, 1610-1616, lapislazzuli, marmi e pietre preziose, bronzo dorato, Cappella Paolina. Flaminio Ponzio (ca. 1560-1613), Pompeo Targone (1575-1633) e Antonio Tempesta (1555-1630), Tabernacle-reliquary of the Salus Populi Romani, 1610-1616, lapis lazuli, marble and precious stones, gilded bronze, Pauline Chapel. pp. 30-31
Cappella Paolina, Veduta d’insieme della cupola. Pauline Chapel, overall view of the dome. p. 32
Lodovico Cardi, detto il Cigoli (1559-1613), Madonna Immacolata, 1610 circa, affresco della cupola, Cappella Paolina. Lodovico Cardi, known as Cigoli (1559-1613), Immaculate Madonna, ca. 1610, fresco, Pauline Chapel, dome. p. 33
Guido Reni (1575-1642), San Domenico con due frati domenicani, 1610 circa, affresco, Cappella Paolina. Guido Reni (1575-1642), Saint Dominic with Two Dominican Friars, ca. 1610, fresco, Pauline Chapel.
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Sala Santa Maria della Neve, Museo. Polo Museale Liberiano. Santa Maria della Neve Room, Museum. Polo Museale Liberiano.
Jacopo Zucchi (c. 1542-1592), Miracolo della Neve, 1580 circa, olio su tavola, 197 x 156,5 cm. Polo Museale Liberiano. Jacopo Zucchi (ca. 1542-1592), Miracle of the Snow, ca. 1580, oil on panel, 197 x 156,5 cm. Polo Museale Liberiano.
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Polo Museale Liberiano
Polo Museale Liberiano
In occasione del Giubileo 2025 è stato ampliato il Polo Museale Liberiano, l’intera realtà museale presso la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. È costituito dal Museo Storico Liberiano, inaugurato nel dicembre 2001 con lo scopo di esporre i più preziosi oggetti storico-artistici appartenenti al santuario. L’area archeologica, il risultato di una grande campagna di scavi eseguiti tra il 1966 e il 1971, conduce all’affascinante ambiente dei sotterranei. Tra le fondazioni della basilica paleocristiana si scoprono i resti di una sontuosa residenza di età romana, decorata con un grande calendario dipinto che costituisce un unicum nel suo genere. Il percorso museale si estende allo Scalone della Canonica Benedettina, alla Loggia delle Benedizioni e alla Sala Capitolare, detta “dei Papi”, annessa all’elegante Scala a chiocciola. La Loggia
In preparation for the 2025 Jubilee, the museum of Santa Maria Maggiore was revamped. It consists of the Museo Storico Liberiano, inaugurated in 2001, which displays important liturgical objects related to the history of the sanctuary. The archaeological area, which resulted from a major excavation campaign carried out between 1966 and 1971, leads to the fascinating underground spaces below Santa Maria Maggiore. Amidst the foundations of the early Christian basilica, the researchers discovered the remains of a lavish ancient–Roman residence, decorated with a large painted calendar that is unique of its kind. The museum also includes the Grand Staircase of the Canons’ Palace of Benedict XIV, the Loggia of the Blessings and the Chapter House, also known as the Hall of the Popes, next to an ele45
Sala Santa Maria della Neve, Museo. Polo Museale Liberiano. Santa Maria della Neve Room, Museum. Polo Museale Liberiano.
Jacopo Zucchi (c. 1542-1592), Miracolo della Neve, 1580 circa, olio su tavola, 197 x 156,5 cm. Polo Museale Liberiano. Jacopo Zucchi (ca. 1542-1592), Miracle of the Snow, ca. 1580, oil on panel, 197 x 156,5 cm. Polo Museale Liberiano.
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Polo Museale Liberiano
Polo Museale Liberiano
In occasione del Giubileo 2025 è stato ampliato il Polo Museale Liberiano, l’intera realtà museale presso la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. È costituito dal Museo Storico Liberiano, inaugurato nel dicembre 2001 con lo scopo di esporre i più preziosi oggetti storico-artistici appartenenti al santuario. L’area archeologica, il risultato di una grande campagna di scavi eseguiti tra il 1966 e il 1971, conduce all’affascinante ambiente dei sotterranei. Tra le fondazioni della basilica paleocristiana si scoprono i resti di una sontuosa residenza di età romana, decorata con un grande calendario dipinto che costituisce un unicum nel suo genere. Il percorso museale si estende allo Scalone della Canonica Benedettina, alla Loggia delle Benedizioni e alla Sala Capitolare, detta “dei Papi”, annessa all’elegante Scala a chiocciola. La Loggia
In preparation for the 2025 Jubilee, the museum of Santa Maria Maggiore was revamped. It consists of the Museo Storico Liberiano, inaugurated in 2001, which displays important liturgical objects related to the history of the sanctuary. The archaeological area, which resulted from a major excavation campaign carried out between 1966 and 1971, leads to the fascinating underground spaces below Santa Maria Maggiore. Amidst the foundations of the early Christian basilica, the researchers discovered the remains of a lavish ancient–Roman residence, decorated with a large painted calendar that is unique of its kind. The museum also includes the Grand Staircase of the Canons’ Palace of Benedict XIV, the Loggia of the Blessings and the Chapter House, also known as the Hall of the Popes, next to an ele45
In alto a sinistra
Paolo Sanquirico (c. 1565-1630), Papa Paolo V benedicente, 1619-1620, bronzo. Canonica Benedettina (già Coro invernale). Above left
Paolo Sanquirico (ca. 1565-1630), Pope Paul V Blessing, 1619-1620, bronze. Benedictine Canonry (formerly Winter Choir). In alto a destra
Flaminio Ponzio (1560-1618), Scala Elicoidale, 1605-1608, marmo, travertino e ottone. Palazzo della Canonica Paolina. Above right
Flaminio Ponzio (1560-1618), Spiral Staircase, 1605-1608, marble, travertine and brass. Palace of the Pauline Canonry. In basso
Calendario dipinto (mese settembre), post 176 d.C., affresco. Area Archeologica. Below
Painted Calendar (September), after 176 A.C., fresco. Archaeological Area.
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Flaminio Ponzio Sala Capitolare, 1605-1610, Palazzo della Canonica Paolina. Flaminio Ponzio Chapter House, 1605-1610. Palace of the Pauline Canonry.
introduce all’antica decorazione musiva della facciata, l’unica conservata tra le basiliche papali. Il mosaico annuncia all’esterno gli elementi identitari interni del santuario: i santi ivi operanti e le sue origini dovute al Miracolo della Neve. Le opere più importanti del museo sono state allestite nella Canonica Paolina. Creando una narrazione in linea con il mosaico della Loggia, il Museo si trova in sale decorate con affreschi che rappresentano due momenti cruciali della storia di Santa Maria Maggiore: la Processione di San Gregorio Magno con la Salus Populi Romani e il Miracolo della Neve.
gant spiral stair. The Loggia leads to the ancient facade mosaic, the only one to survive among the papal basilicas. The mosaic summarises the key identity-forming elements of Santa Maria Maggiore: the saints operating there and its origin in the Miracle of the Snow. The museum’s most important works are displayed in the Canons’ Palace of Paul V. These rooms are decorated with frescoes illustrating two key moments in the history of Santa Maria Maggiore: the Procession of St Gregory the Great with the Salus Populi Romani and the Miracle of the Snow. 47
In alto a sinistra
Paolo Sanquirico (c. 1565-1630), Papa Paolo V benedicente, 1619-1620, bronzo. Canonica Benedettina (già Coro invernale). Above left
Paolo Sanquirico (ca. 1565-1630), Pope Paul V Blessing, 1619-1620, bronze. Benedictine Canonry (formerly Winter Choir). In alto a destra
Flaminio Ponzio (1560-1618), Scala Elicoidale, 1605-1608, marmo, travertino e ottone. Palazzo della Canonica Paolina. Above right
Flaminio Ponzio (1560-1618), Spiral Staircase, 1605-1608, marble, travertine and brass. Palace of the Pauline Canonry. In basso
Calendario dipinto (mese settembre), post 176 d.C., affresco. Area Archeologica. Below
Painted Calendar (September), after 176 A.C., fresco. Archaeological Area.
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Flaminio Ponzio Sala Capitolare, 1605-1610, Palazzo della Canonica Paolina. Flaminio Ponzio Chapter House, 1605-1610. Palace of the Pauline Canonry.
introduce all’antica decorazione musiva della facciata, l’unica conservata tra le basiliche papali. Il mosaico annuncia all’esterno gli elementi identitari interni del santuario: i santi ivi operanti e le sue origini dovute al Miracolo della Neve. Le opere più importanti del museo sono state allestite nella Canonica Paolina. Creando una narrazione in linea con il mosaico della Loggia, il Museo si trova in sale decorate con affreschi che rappresentano due momenti cruciali della storia di Santa Maria Maggiore: la Processione di San Gregorio Magno con la Salus Populi Romani e il Miracolo della Neve.
gant spiral stair. The Loggia leads to the ancient facade mosaic, the only one to survive among the papal basilicas. The mosaic summarises the key identity-forming elements of Santa Maria Maggiore: the saints operating there and its origin in the Miracle of the Snow. The museum’s most important works are displayed in the Canons’ Palace of Paul V. These rooms are decorated with frescoes illustrating two key moments in the history of Santa Maria Maggiore: the Procession of St Gregory the Great with the Salus Populi Romani and the Miracle of the Snow. 47
A cura e testo di / Edited and written by Andreas Raub Responsabile Artistico-Scientifico, Basilica Papale di Santa Maria Maggiore - Polo Museale Liberiano / Head of the Artistic-Scientific Department, Papal Basilica of Santa Maria Maggiore - Polo Museale Liberiano SCRIPTA MANEANT EDITORI Presidente / President Giorgio Armaroli Direttore editoriale / Editorial director Federico Ferrari Coordinamento campagna fotografica per Scripta Maneant e supporto di produzione / Photographic Shoot coordination for Scripta Maneant and production support Gianni Grandi Progetto grafico e impaginazione / Graphic design and layout Gianni Grandi Redazione / Editing Laura Lopardo, Asia Graziano Traduzione inglese dei testi di / English translation of the essays by Sara Elizabeth Cree (Il Nuovo Traduttore Letterario, Firenze / Florence) Coordinamento campagna fotografica per la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore / Coordination of photo campaign for the Papal Basilica of Santa Maria Maggiore Severija Laisvune Kubilius, Responsabile Archivio Storico, Biblioteca, Eventi Culturali, Immagini e Diritti / Responsible of the Historical Archive, Library, Cultural Events, Images and Copyright La Campagna fotografica per il volume è stata eseguita da Scripta Maneant BAMSphoto Matteo Rodella, Italy, Gianni Grandi responsabile di produzione / The photo campaign for the book was executed by Scripta Maneant BAMSphoto Matteo Rodella, Italy, Gianni Grandi as production manager. Altre immagini / Other images:
Carlo Vannini: 30-31, 32, 33, . Gianni Grandi: 20. © Capitolo di Santa Maria Maggiore: 27, 45. © Governatorato SCV, Direzione dei Musei e dei Beni Culturali: 44. Tutte le fotografie sono di proprietà del Capitolo di Santa Maria Maggiore / All photographs are the property of the Chapter of Santa Maria Maggiore. Foto © Capitolo di Santa Maria Maggiore, Città del Vaticano. Tutti i diritti riservati / Photo © Capitolo di Santa Maria Maggiore, Città del Vaticano. All rights reserved Scripta Maneant desidera ringraziare la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore ed in particolare / Scripta Maneant would like to thank the Papal Basilica of Santa Maria Maggiore and in particular: S. Em. Cardinale Rolandas Makrickas, Arciprete Coadiutore della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore / H.E. Cardinal Rolandas Makrickas, Coadjutor Archpriest of the Papal Basilica of Santa Maria Maggiore Roberto Romano, Delegato per l’Amministrazione / Delegate for Administration Mons. Ivan Ricupero, Delegato per la Pastorale / Delegate for Pastoral Care Sandro Necciari, Davide Zorzi, Segreteria – Amministrazione / Secretariat - Administration Jurgita Voldemaraite, Responsabile Bookshop / Bookshop Manager Giulia Di Marcantonio, Ufficio Accoglienza / Reception Office Pantaleo Francavilla, Portineria / Concierge Services
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