

Inhaltsverzeichnis Sommario
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Massimo Martignoni Design from the Alps
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Industrial Design
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Bibliografie
Bibliografia
Autorenbiografien
Biografie degli autori
Impressum
Abbildungsnachweis
fotografici
Ettore Sottsass sr., Stuhl für das Büro des Bürgermeisters / Sedia per l’ufficio del sindaco, 1929. Rathaus / Municipio, Canazei. CMC.




Werbeplakat



Mod. Gil, 1938-1946. Prod. Durst. FADB.

Tragbares Rückenspritzgerät / Irroratrice per uso agricolo.
Mod. Rotaliana, [1950-1955].
Prod. Carli. CIG.


Mazzoni, dem es gelang, Elemente reiner, raffinierter Moderne in die Alpenwelt zu verpflanzen. Daneben entsteht in den Dreißigern eine auch in technologischer Hinsicht neue und bewusste Interpretation des Industriedesigns: Die in den 1920er-Jahren gegründeten Firmen Scac und Unda, Durst und Gianni Caproni, ein Pionier der italienischen Luftfahrt, der mit seinen Betrieben wieder in sein Heimatland zurückkehrte, sind Zeugen dafür.
Von 1945 bis zur Jahrtausendwende
Aus dem Zwang, den Anschluss an den technologischen Fortschritt nicht zu verlieren, erwachsen nach dem Zweiten Weltkrieg unterschiedliche lokale Strategien. Nach den Entbehrungen des Krieges nimmt die Produktion wieder Fahrt auf. Neue Möglichkeiten eröffnen sich vor allem im Bereich der Lebensmittelindustrie, des Tourismus und des Maschinenbaus. Die stark wachsenden Südtiroler Unternehmen drängen unerschrocken auf den italienischen Markt. Beispielhaft dafür ist die aus einer Bauerndynastie hervorgegangene Firma Zuegg, die im Zuge des Erfindungsreichtums der Nachkriegszeit Obstsäfte in großem Stil vertreibt, die damals als gesundheitsförderndes Allheilmittel galten. Der Dialog mit dem Design findet seinen Ausdruck im genussfertigen Marmeladenriegel mit dem Namen Fruttino, der wie ein Riesenbonbon verkauft wird. Damit wird aus einem Lebensmittel, das man sonst nur im Glas oder in der Dose kannte, ein greifbares Produkt.
Die tiefgreifende Umstellung vom Militär- auf den Zivilflugzeugbau in den Betrieben Gianni Capronis (siehe Katalogteil) ist ein Prozess, der in punkto Umsetzungszeit und Vorgangsweise an den der Firma Piaggio erinnert und im Capriolo, einem eleganten Motorrad, gipfelt. Wenngleich dieses bei weitem nicht die Popularität der Vespa erreicht, so ist der Capriolo doch eines der Glanzlichter der Ausstellung. Die Entwicklungen bei Aero Caproni münden in einen ebenso außergewöhnlichen wie wirtschaftlich schwierigen Prozess, der schließlich mit der Ansiedelung von Aeromere und Laverda – sie folgen im selben Werk nördlich von Trient aufeinander – zur Produktion von Motorrädern, Flugzeugen, landwirtschaftlichen Maschinen und Wohnwägen führt.
Im Laufe der 1950er-Jahre macht sich mit der institutionellen Ausgestaltung des Industriedesigns die neue Einstellung der Unternehmer und Designer, die auf konkrete Planung gerichtet ist, zunehmend
Walter Pichler, Riccardo Schweizer, e Robert Stieg sono gli autori di questa stagione. Gli ultimi due decenni del secolo sono segnati dall’esplosione del fenomeno Memphis, il gruppo d’avanguardia fondato nel 1980 a Milano che sovverte le regole costitutive del design: dalla Gute Form, dall’oggetto funzionale, equilibrato nei suoi ritmi compostivi, ma proprio perciò a quelle date ormai scontato e prevedibile, si passa a una linea »emozionale«, ricca di decori, colore, ostentata artificialità. Una famosa foto del 1981 mostra l’intera compagine di Memphis sorridente e raccolta, sul ring Tawaraya di Masanori Umeda, attorno a Ettore Sottsass jr., la guida spirituale di quel movimento. Tra loro ci sono Matteo Thun e Marco Zanini, conterranei, e certo non a caso, di Sottsass jr.: una comune riflessione di entrambi sul loro maestro è presente nel volume. Negli anni Novanta, infine, l’orizzonte muta di nuovo, con un rinnovato interesse per la pulizia e l’essenzialità formale. Benno Simma, Kuno Prey, Dante Donegani, impegnati anche in ambito didattico, e Maurizio Martinelli, di origine trentina ma attivo a Trieste, sono da segnalare in questo momento.
Prospettive del nuovo millennio
Rinviando al testo di Claudio Larcher per gli autori più giovani e operativi dal 2010 in avanti, il tracciato che si profila a partire dal XXI secolo mostra un profondo ribaltamento rispetto alla percezione geografica del passato. L’avvento del web alleggerisce il contrasto tra centri maggiori e minori, e la stessa idea di marginalità provinciale sfuma per trasformarsi, da gap culturale e strutturale quale poteva essere – e per molti versi era – in potenzialità. Per i nuovi progettisti non è infatti più un viaggio senza ritorno quello nelle grandi città, ma è un naturale movimento, che genera scambio emotivo e stimolo professionale, da alternare con il ritorno a casa. La poliedricità intellettuale di Martino Gamper, meranese e londinese nel tempo medesimo, si origina in queste oscillazioni. Tra la fine del XX secolo e il principio del successivo una nuova avventura didattica e formativa pone la città di Bolzano al centro della scena transfrontaliera. La fondazione della Facoltà di Design e Arti di unibz, anticipata nel 1998 da ADB - Akademie für Design Bozen / Accademia di Design Bolzano, diretta da Benno Simma – dimostra che il territorio ha ormai le carte in regola per »fare« cultura del
Industrial Design

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Dario Montagni
(mit / con Sergio Berizzi, Cesare Butté).
Mod. 17/18, 1956.
Prod. Phonola.
Tischgerät / Versione da appoggio. ADM.


Antoniol, Caprile, Cimatti 1995, 296-311.
Caprile, Lazzari 1994, 153-157.
Stringa 1992, 86-97.
Maia (Modello Avanzato di Intelligenza Artificiale) ist ein Roboter und wurde am Wissenschaftlichen und Technologischen Forschungsinstitut (ITC-irst) entwickelt, das 1976 in Povo bei Trient gegründet wurde und heute den Namen Fondazione Bruno Kessler (FBK) trägt. Unter der Leitung von Luigi Stringa, den Bruno Kessler 1985 berief, entwickelte sich das Institut zu einem der wichtigsten Forschungszentren für künstliche Intelligenz in Italien. Die erste Version des Roboters wurde zwischen 1988 und 1990 entwickelt und 1992 der Öffentlichkeit vorgestellt: Es war als System konzipiert, das verschiedene mit KI arbeitende Bereiche integrieren sollte, darunter Stimmerkennung, digitale Visualisierung und natürliche Sprachanalyse, und Rückschlüsse für weitere Anwendungen ermöglichte. Maia präsentierte »Denkbereiche«, die durch eine Reihe von Programmen, die auf ein Netz von Rechnern verteilt waren, generiert wurden. Diese Rechner ermöglichten und koordinierten die Umsetzung verschiedener Aufgaben, die mehrere mechanische »Arme« erfüllten; insbesondere der sogenannte »Concierge« am Institutseingang nahm die Besucher in Empfang und sammelte bestimmte Informationen; die »elektronische Bibliothekarin« konnte die Ausleihe und Rückgabe der Bücher erfassen, bibliografische Ratschläge erteilen und die Nutzer identifizieren; einige mobile Roboter schließlich übernahmen bestimmte Aufgaben innerhalb des Instituts. Anders als die humanoiden Roboter, die für die damalige Robotik eher typisch waren und eine Fantasiewelt bedienten, die den Menschen seit jeder fasziniert hat, folgte das ursprüngliche Design von Maia im Wesentlichen funktionalen Erfordernissen und erinnerte ein bisschen an den berühmten Droiden R2D2 aus Star Wars. Das Forschungsprojekt selbst wurde 1994 eingestellt, doch die damit verbundenen Forschungssektoren wurden innerhalb der FBK weiter ausgebaut.
Maia (Modello Avanzato di Intelligenza Artificiale) è un robot realizzato all’interno dell’Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica (ITC-irst), un centro di ricerca con sede a Povo, una frazione di Trento, fondato nel 1976, oggi rinominato Fondazione Bruno Kessler (FBK). Sotto la direzione di Luigi Stringa, chiamato da Bruno Kessler nel 1985, l’istituto è diventato uno dei principali centri di ricerca sull’intelligenza artificiale in Italia
La prima versione di Maia, realizzata tra il 1988 e il 1990 e presentata nel 1992, era concepita come un sistema capace di integrare differenti settori legati all’intelligenza artificiale, tra cui il riconoscimento vocale, la visualizzazione digitale e l’analisi del linguaggio naturale, con ricadute applicative su vari ambiti. Maia presentava »menti« realizzate con una serie di programmi distribuiti su una rete di calcolatori che permettevano e coordinavano lo svolgimento di diverse funzioni da parte di alcuni »bracci« meccanici; in particolare il concierge, collocato all’ingresso dell’istituto, accoglieva i visitatori e forniva diverse informazioni; la bibliotecaria elettronica poteva registrare prestiti e restituzioni, offrire consigli bibliografici e identificare gli utenti; infine, alcuni robot mobili erano in grado di svolgere differenti funzioni all’interno dell’istituto. Anziché una forma umanoide, più tipica nella robotica del tempo e legata a un immaginario che ha sempre esercitato un certo fascino sul grande pubblico, il design iniziale di Maia rispondeva a esigenze maggiormente funzionali e richiamava in parte il celebre droide R2D2 di Star Wars. Anche se il progetto si è chiuso nel 1994, i suoi diversi settori di ricerca hanno continuato a essere sviluppati all’interno della FBK.
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Beschichtet



Trinkender Elefant / Elefantino bevitore, 1922-1923. SCK.

Stuhl für das Büro des Bürgermeisters / Sedia per l’ufficio del sindaco, 1929. Rathaus / Municipio, Canazei. CMC.


Stuhl für das Büro des Sekretärs / Sedia per l’ufficio del segretario, 1929.
Rathaus / Municipio, Canazei. CMC.
Ettore Sottsass jr.
Innsbruck 1917
Milano 2007
Belpoliti 2014. Bosoni 1982, 362-363, 390-393.
Ettore Sottsass 2002.
Ettore Sottsass 2014.
Ettore Sottsass 2017.
Facendo mobili con Poltronova 1977 (1996), 86-107, 146, 174-177.
Radice 1984.
Sottsass 2010.
Sottsass’s Scrap Book 1976.
Ettore Sottsass jr. war eine charismatische Persönlichkeit, ein Intellektueller und Designer, für den das Design ein Mittel war, um die eigene vielschichtige Vision von Kultur, die er zugleich stets auf den Prüfstand stellte, zum Ausdruck zu bringen: Wiewohl er ihn scheinbar stets negierte, kommt ihm das historische Verdienst zu, das Erbe des Rationalismus der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts entlang der bewährten Genealogie des Bauhauses und im Klima der Neuinterpretation der 1960er und 1970er-Jahre weitergetragen zu haben. Als Impulsgeber des Radical Design, dessen reformerische Vorstöße er vorwegnahm, wurde Sottsass jr. zu einer tragenden Säule der Postmoderne, als er im Dezember 1980 zusammen mit einigen wesentlich jüngeren Architekten (darunter die Landsleute Matteo Tun und Marco Zanini) die Gruppe Memphis gründete, die dem Stil der damaligen Zeit ihren Stempel aufdrückte und Wegmarken setzte. Aus diesen und anderen Gründen ist Sottsass jr. in der Region Tirol-Südtirol die eminente Figur im Bereich Design der zweiten Hälfte des 20. Jahrhunderts. Sein Verhältnis zur Heimat war allerdings ein laterales, voller Anspielungen, entfernten Echos, unausgesprochenen persönlichen Erinnerungen – freilich immer mit Tiefgang, stets präsent –, denn seine Karriere, die in Turin begann, spielte sich hauptsächlich in Mailand ab, mitten in einem Netz internationaler Kontakte und Beziehungen. Es fällt schwer, in Anbetracht eines so breit gefächerten Schaffens nur die Höhepunkte seiner Laufbahn zusammenzufassen, die anfänglich eng mit dem Vater verbunden war (der 1953 starb). Sottsass jr. machte 1939 seinen Abschluss am Polytechnikum in Turin und diente im Krieg als Soldat in Montenegro. In dieser Zeit lernte er Fernanda Pivano kennen, die er 1949 heiratete und die als Übersetzerin und Literatin eine fundamentale Präsenz darstellte. Zu Beginn seiner Karriere bewegte er sich zwischen Malerei, Architektur und Design, wobei sich damit auch sofort eine essayistische Tätigkeit verband, die von großer Geistesschärfe und kritischer Hellsichtigkeit zeugt. In der zweiten Hälfte der 1950er-Jahre wandte er sich verstärkt dem Design zu. Er wurde Berater für die toskanische Firma Poltronova und begann mit Keramik zu arbeiten. Im Zuge der jahrzehntelangen Zusammenarbeit mit Olivetti eröffnete sich ihm die Möglichkeit, unvergessene Objekte wie die berühmte Schreibmaschine Valentine (1969) zu entwerfen. Ungezählt sind die Arbeitserfahrungen und Teorievorträge ab den 1960er-Jahren – unter dem Eindruck einer erkenntnisreichen Indienreise (1961) und der direkten Berührung mit der amerikanischen Gegenkultur der Beatniks –, durch die Sottsass jr. mehr und mehr zur führenden Figur und zum Vordenker des neuen italienischen Designs aufstieg.
MM
Personalità carismatica d’intellettuale e progettista, Ettore Sottsass jr. ha fatto del design il mezzo comunicativo per esprimere, testandola di continuo, la propria stratificata visione culturale: pure se in apparenza rinnegandola, egli ha avuto il merito storico di traghettare l’eredità razionalista della prima metà del XX secolo, lungo la genealogia avviata dal Bauhaus, nel clima di rilettura critica degli anni Sessanta e Settanta. Ispiratore del Radical Design – di cui precorre le spinte riformatrici – Sottsass jr. diviene poi un pilastro della stagione postmodernista, fondando nel dicembre 1980, con alcuni architetti molto più giovani di lui (tra loro i conterranei Matteo Tun e Marco Zanini), il gruppo Memphis, imprescindibile sigillo e marchio stilistico di quel periodo. Per questi e altri motivi, Sottsass jr. è, nell’ambito del design, la figura di maggiore rilievo espressa dall’area tirolese-trentina nel secondo XX secolo. Il suo rapporto con la terra d’origine è stato tuttavia laterale, fatto di allusioni, di echi lontani, di intime memorie personali – comunque profonde e sempre presenti – dato che la sua carriera, partita da Torino, si è svolta principalmente a Milano,

al centro di una rete internazionale di contatti e relazioni. Difficile, al cospetto di un’attività tanto vasta, sintetizzare anche solo i punti salienti di un percorso che lo vede in principio molto legato al padre (scomparso nel 1953). Si laurea al Politecnico di Torino nel 1939 e poi è militare in Montenegro durante la guerra . Conosce in questa fase Fernanda Pivano, sposata nel 1949, che sarà per lui, nella sua veste di traduttrice e letterata, una presenza fondamentale. Inizia il suo percorso muovendosi tra pittura, architettura e design: a ciò si unisce da subito una produzione saggistica di particolare acume e lucidità critica. Nella seconda metà degli anni Cinquanta si accentua l’impegno per il design. Diventa consulente per l’azienda toscana Poltronova e comincia a lavorare con la ceramica . L’avvio della collaborazione decennale con Olivetti gli consentirà di realizzare pezzi memorabili, tra cui la notissima Valentine (1969). Non si contano le esperienze lavorative e gli interventi teorici – che molto devono a un illuminante viaggio in India (1961) e alla conoscenza diretta della controcultura beat americana – dagli anni Sessanta in poi, con Sottsass jr. che si staglia sempre di più quale guida e maestro spirituale del nuovo design italiano.
Valentine, 1969.
Prod. Olivetti. PS / CP. MM [ > 116 ]
