mettere un biglietto di ingresso, decisione contestatissima, ma su cui De Bernardin si è impuntato. Il risultato? Nell'estate del 2018, l'ultima prima di Vaia, ci sono stati 150mila visitatori paganti: «Avevamo un progetto in mente, che era quasi completato, collegare il parco di Masarè sopra il lago, con una pista ciclabile fino al parcheggio di Sottoguda, entrato di diritto tra i Borghi più belli d'Italia. Da qui il turista poteva percorrere i Serrai fino a Malga Ciapela e, lasciata la bicicletta, salire in cima alla Marmolada con la funivia. Il parco giochi a Masarè era fatto, la pista quasi finita, stavamo facendo un altro parco giochi a Boscoverde, tutto grazie ai Fondi di confine». Vaia ha fatto saltare il banco, la pista è stata cancellata per il 70 per cento. Ora si lavora per ripartire: il parco di Masarè è in funzione, ma la pista non può essere ricostruita con i fondi di Vaia, occorre trovare altri soldi. Ma prima di tutto bisogna metterla in sicurezza ed è quello che si sta facendo con il mega intervento da 8 milioni sulle sponde del lago di Alleghe. I serrai nel futuroCome saranno i futuri Serrai di Sottoguda? Diversi dal passato: dai 14 ponti (metà spazzati via dall'alluvione) si scende a 4 e saranno anche più alti rispetto al torrente, lo impongono recenti leggi. Sono previste delle passerelle, dove la strada correrà vicino all'acqua. Sotto la strada verranno messi i sottoservizi, le fognature, l'energia elettrica e un acquedotto collegato a una fontana che si trova nei Serrai. L'acquedotto principale di Sottoguda, spazzato via da Vaia, venne ricostruito in soli 23 giorni. Quelli erano lavori di somma urgenza, adesso si viaggia con la legge sugli appalti, piena di lacci e lacciuoli: «Un cantiere parte, quello vicino no. La gente non capisce perché e si lamenta». Ma la mole di lavori da fare qui è davvero enorme. La ripartenzaE poi c'è stato il Covid, un inverno senza impianti e turisti, che ha pesato moltissimo sui ricavi e sul morale delle persone. Ora si riparte, riaprono i negozi a Sottoguda, in attesa dei turisti, tra un cantiere che finisce e uno che comincia. Tra due anni ai Serrai arriverà il mondo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTIZIE DAI RIFUGI Corriere del Trentino | 2 Giugno 2021 p. 2 Rifugi, allarme dei gestori «Regole troppo rigide così molti non apriranno» TRENTO Il tono è quasi da ultimatum: «Se le regole rimarranno queste, tanti Rifugi non apriranno nemmeno». Ezio Alimonta non è persona da tanti giri di parole. E anche adesso, a poche settimane dall’avvio della stagione estiva delle strutture in quota (previsto per il weekend del 19 e 20 giugno), il presidente dell’Associazione Rifugi del Trentino chiarisce subito di non condividere affatto i contenuti delle linee guida nazionali per la ripartenza degli edifici di montagna. Puntando il dito contro le misure fissate per le camere da letto: «Si parla — dice Alimonta — di una distanza di due metri tra i letti. Troppo». «Stiamo già lavorando per intervenire» gli risponde però l’assessore provinciale Roberto Failoni. Che conta di risolvere la questione la prossima settimana. Mentre dalla Sat trapelano segnali di fiducia: «Le prime prenotazioni — sottolinea Sandro Magnoni, presidente della commissione Rifugi del sodalizio — stanno già arrivando». Le regole A far arrabbiare Alimonta sono, in sostanza, le indicazioni contenute nelle linee guida recepite nell’ultima ordinanza del ministro Roberto Speranza. Non tutte, in realtà. Il testo, in particolare, prevede ingressi contingentati nei Rifugi, con prenotazione consigliata per pernottamenti e pasti (conservando l’elenco delle persone per 14 giorni), disinfezione due volte al giorno e kit di pulizia a disposizione dei clienti. Nelle camere, set monouso, sacco a pelo personale e letti distanziati di due metri. L’associazione Ed è quest’ultimo punto a non andare bene al presidente dell’Associazione Rifugi. «Lo scorso anno — ricorda Alimonta — c’erano misure meno rigide per le famiglie e i gruppi. Erano restrittive già allora. Ma quest’anno è un disastro». Perché, prosegue, «se un Rifugio ha la disponibilità di 12 posti letto e ne può mettere a disposizione solo quattro non apre nemmeno. Non conviene». Alimonta ha già chiamato Failoni per sollecitare una modifica. E l’assessore provinciale si è detto pronto a intervenire: «Stiamo esaminando le linee guida nel dettaglio e abbiamo già trovato alcuni aspetti problematici: penso ai Rifugi ma anche ai buffet. Entro la prossima settimana valuteremo come muoverci sentendo anche la parte sanitaria». La Sat Meno preoccupati i responsabili della Società degli alpinisti tridentini. «Noi stiamo lavorando sulla base delle norme dello scorso anno, che vedevano una riduzione dei posti letto di un terzo» osserva Magnoni. Che assicura che nel weekend del 19 e 20 giugno apriranno tutti i Rifugi del sodalizio. Anche il Mantova al Vioz a oltre 3.000 metri. «È stato un lavoraccio liberare l’ingresso dalla neve — sorride il presidente della commissione Rifugi — ma siamo pronti». E anche il nuovo Rifugio Boè. Con il Mandron che sarà leggermente ridotto nella capienza per i cantieri al via a metà mese. «Tutti i gestori sono fiduciosi — dice Magnoni — perché le prenotazioni stanno arrivando. Quest’anno anche dai tedeschi». Prenotazioni che seguiranno i limiti della capienza massima. Con le eccezioni legate alla vocazione stessa del Rifugio: «Noi — conclude Magnoni — non possiamo lasciar fuori le persone di notte o in caso di maltempo. Se