
4 minute read
MUSEI DELLE DOLOMITI
dei Prade e Bai de Dones, che unirà i comprensori sciistici delle Tofane e delle Cinque Torri.La nuova cabinovia, lunga 4,5 chilometri, sarà realizzata da Leitner Ropeways, l'azienda altoatesina che lo scorso dicembre aveva firmato una delle grandi novità della stagione invernale 2019/20: la nuova "Tofana - Freccia nel cielo", che dal centro di Cortina raggiunge Col Druscié. "The future is now", recitava lo slogan dell'inaugurazione. E lo è davvero.Perché, in un momento di emergenza come quello attuale, pensare e poter investire sul futuro è un grande segno di fiducia nei confronti della conca, della montagna e dell'Italia intera.«Gli impiantisti», ammette Zardini, «aspettavano questa opera da tempo. Il progetto, nato da un'idea di Luigi Pompanin, presidente di Ista spa al momento della presentazione del progetto finanziato dai fondi Odi, diventerà presto realtà, ed è per noi una grandissima soddisfazione. Specialmente in un momento delicato come questo, il nuovo collegamento aumenta la portata e l'efficienza degli impianti di Cortina. Si tratta di un impianto strategico che ci avvicina al comprensorio del Dolomiti Superski, ma anche ai Mondiali di sci del 2021: un altro passo significativo e che rispetta i tempi, grazie all'impegno del commissario Luigi Valerio Sant'andrea, che ha avuto un ruolo fondamentale in questa fase».La cabinovia Son dei Prade-Bai de Dones, con le sue 54 cabine da 10 posti, collegherà Pocol (nel comprensorio delle Tofane) alla ski area del Lagazuoi-Cinque Torri-Col Gallina, con una stazione intermedia in località Cianzopé. Sarà quindi possibile raggiungere da Cortina, sci ai piedi, l'Alta Badia e le altre aree del Dolomiti Superski. A beneficiare del collegamento saranno certamente gli sciatori, ma anche la viabilità e la mobilità ai piedi delle Tofane e lo sviluppo turistico tutto di Cortina. I lavori, che inizieranno a fine giugno (emergenza permettendo), saranno terminati ai primi di gennaio, in tempo per i Mondiali che si svolgeranno dall'8 al 21 febbraio 2021.L'aggiudicazione dei lavori si inserisce infatti nel cammino di avvicinamento ai Mondiali, in un piano di interventi voluto dal Governo in vista del grande evento sportivo; l'impianto sarà una vera e propria eredità che l'appuntamento iridato lascerà sul territorio. Il piano delle grandi opere dei Mondiali, gestito da Sant'Andrea, che coinvolge tutta la comunità ampezzana ed il sistema montano, comprende il rinnovo delle infrastrutture, nuove piste e impianti di gara con standard internazionali, capaci di assicurare la migliore fruibilità e accessibilità al pubblico, ai turisti e alla popolazione. Piano che comprende il recentissimo restyling, a gennaio 2020, della celebre Olympia delle Tofane, la pista che ha ospitato più di cento gare di Coppa del mondo, e la sistemazione della finish area di Rumerlo; oltre all'inaugurazione della nuova "Freccia nel cielo", della pista Lino Lacedelli in Cinque Torri e del nuovo sistema antivalanghivo. A Cortina si resta a casa ma non si smette di lavorare per il futuro. -- alessandra segafreddo© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere del Trentino | 23 Aprile 2020
p. 13
Musei delle Dolomiti Storia, territorio, tradizioni e paesaggio raccontati sui social. E intanto tre regioni preparano la prima mostra virtuale
Le Dolomiti, dal 2009 sono patrimonio Unesco per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico. Cinque province, Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento, Udine, che con i rispettivi musei, enti culturali e parchi naturali raccontano la bellezza e l’unicità di questo sito naturale. Dal febbraio dello scorso anno, la narrazione di tale ricchezza può avvalersi di uno strumento in più: si chiama «Musei delle Dolomiti», un progetto che si propone di creare un sistema museale dolomitico. Lo scopo è quello di indagare azioni pratiche e sinergie da attivare per valorizzare in rete il patrimonio Dolomiti Unesco e confrontarsi sul contributo che a tutto ciò può dare il digitale. «A livello pratico –spiega Stefania Zardini Lacedelli, che con Giacomo Pompanin coordina il progetto –abbiamo iniziato con attività che coinvolgessero le diverse province e i territori. Si è così formata, una comunità museale di oltre cinquanta operatori che si sono incontrati, ragionando su come il digitale rappresenti uno stimolo per valorizzare il patrimonio delle istituzioni e aumentarne la visibilità». Una delle tappe più importanti di questa piattaforma si è concretizzata nella prima edizione della campagna tematica #DolomitesMuseum, che da qualche giorno si è conclusa con successo. Per sette settimane, da Carnevale a Pasqua, una quarantina di istituzioni, ma anche molti singoli residenti nelle cinque province Unesco, sono stati protagonisti di un racconto diffuso sui social network: 250 le storie e 500 le risorse digitali raccolte, che hanno consentito di esplorare il patrimonio da casa. Tra i tanti enti partecipanti ci sono: il Museum Ladin Ciastel de Tor, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, l’Ufficio Parchi Naturali di Bolzano, il Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo la rete Carnia Musei con il Museo Bruseschi e il Museo dell’Orologeria di Pesariis, l’Ecomuseo Lis Aganis delle Dolomiti Friulane, il Museo Marmolada Grande Guerra, il Museo dell’Occhiale e la Magnifica Comunità di Cadore, il Museo Longarone Attimi di Storia, il Museo Archeologico di Mel, la Fondazione Angelini e Dolomiti Project. Per conoscere gli altri soggetti, basta consultare le sette mappe tematiche costruite con il materiale raccolto, che spaziano dalla vita in pendenza alla mobilità, dalla storia dei passi alle origini degli sport, fino al diverso modo di vivere e percepire il tempo in montagna, anche in una prospettiva futura. «Stiamo già delineando la struttura della prima mostra virtuale dei Musei delle Dolomiti, che raccoglierà gli interessanti contenuti