FocusRisparmio | Mag - Giu 2021 | Anno 9 - N.3

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L’esperienza Usa e il piano Biden

Economia reale

PARTE IL CANTIERE ITALIA Digitale e infrastrutture al centro del piano da 221 miliardi. Secondo Prioreschi (Bain) è necessario semplificare i processi, mentre EY dice sì alle connessioni tra gli snodi logistici

Le infrastrutture rappresentano da sempre uno dei pilastri di una politica fiscale espansiva (keynesiana), in grado di dare una scossa all’occupazione e far crescere il Pil (con la leva della spesa pubblica). Negli Stati Uniti, qualche anno fa Donald Trump ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, con la promessa di un forte piano di investimenti infrastrutturali: la promessa non era stata mantenuta durante la presidenza, ma era stata ribadita nella campagna elettorale successiva, che però non era riuscita a riconfermare Trump. Adesso, la palla è nel campo del neopresidente Joe Biden, che ha annunciato un piano da 2,3 trilioni di dollari, di cui tre quarti destinati all’aggiornamento di infrastrutture che si trovano in stato di abbandono dagli anni ‘80: strade, ponti, aeroporti, infrastrutture energetiche e idriche, ma anche scuole ed edifici pubblici e infrastrutture digitali. A detta degli esperti, un simile stimolo è destinato a

Sofia Fraschini

G

dare slancio a tutti i settori interessati, beneficiando soprattutto le aziende legate alle infrastrutture oldman Sachs aveva auspicato in autunno “un piano Marshall

green, alla transizione digitale e alle infrastrutture

per l’Italia su digitale e infrastrutture”. E passerà proprio da qui

digitali, oltre a spingere il rilancio dell’economia

il rilancio dell’Italia post-Covid, con un programma che per gli

Usa in generale, con ricadute positive sui mercati. Il

esperti vale 3 punti di Pil in più rispetto allo scenario base nel

piano deve ancora essere approvato dal Congresso,

2026. Grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da

ma la Casa Bianca ha detto di attendersi un

221,5 miliardi totali, di cui 191,5 riferibili al Recovery Fund e 30

appoggio bipartisan. “Le divisioni del momento

miliardi per finanziare le opere extra Recovery, “l’Italia si trova

non ci dovrebbero impedire di fare le cose giuste

di fronte a un’occasione senza precedenti. Le risorse del Re-

per il futuro,” ha dichiarato Biden.

G.G.F.

covery Plan e l’ampio consenso politico sulla necessità di trasformare il Paese fanno sì che oggi ci siano le condizioni ideali

> Roberto Prioreschi managing director di Bain & Company Italia e Turchia

> Stefania Radoccia responsabile mercati dell’area Mediterranea di EY

per rendere l’Italia ancora più attrattiva”, commenta Massimo

mento della maggior parte degli interventi stradali nel Fondo

Antonelli, regional partner dell’area Mediterranea e Ceo per

complementare, il bacino da 1,75 miliardi voluto da Draghi

l’Italia di EY. Citando l’indagine EY-SWG, “per il 71% degli in-

per spesare quei progetti rimasti fuori dal Pnrr ufficiale. I

tervistati, le infrastrutture possono agire da moltiplicatore di

settori più coinvolti sono l’Alta velocità di rete e la manuten-

investimento”, soprattutto se accompagnata da una riforma

zione stradale con 27,97 miliardi di euro e l’intermodalità e la

della PA. “Abbiamo cinque anni per impiegare le risorse stan-

logistica integrata che potrà contare su 3,49 miliardi di euro.

ziate dal piano. In Italia, cinque anni sono pochi – argomen-

Oltre alle ferrovie, il Pnrr si occupa anche della manutenzione

ta Roberto Prioreschi, managing director di Bain & Company

4.0 delle strade, agendo però sul fronte “riforme”. Per assicu-

Italia e Turchia - Dobbiamo urgentemente agire su processi e

rare infatti la sicurezza delle strade, il governo ha trasferito

sovrastrutture in ottica di estrema semplificazione e deburo-

all’Anas la titolarità di ponti, viadotti e cavalcavia relative alle

cratizzazione. Una rivoluzione silenziosa, ma importantissi-

strade di secondo livello. Oltre 3 miliardi sono poi destinati

ma, per non dire imprescindibile”.

alla digitalizzazione del sistema della logistica (inclusi i porti).

Ma su cosa punta esattamente il piano italiano? Dalle ferrovie,

Tutto questo, spiega Stefania Radoccia, responsabile mercati

alle strade, passando per i porti, nel Pnrr il governo ha inserito

dell’area Mediterranea di EY, sarà positivo perché “il siste-

anche una serie di riforme (inclusa la revisione del contratto

ma infrastrutturale italiano è storicamente caratterizzato da

con Rfi), sebbene il bacino di interventi infrastrutturali sia li-

un’insufficienza di connessioni tra gli snodi logistici più rile-

mitato alle opere sufficientemente mature da essere realizzate

vanti: porti, reti ferroviarie e aeroporti. Una carenza di colle-

entro il 2026.

gamenti che finisce per penalizzare pesantemente la nostra

Una differenza rilevante rispetto al Piano Conte è l’inseri-

economia”.

22 < FOCUS RISPARMIO Maggio - Giugno 2021


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