Cocuzza & Associati Retail Trends 2021 report

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Roberto Zoia Direttore Patrimonio Sviluppo e Gestione Rete IGD SIIQ SPA Presidente CNCC - Consiglio Nazionale Centri Commerciali

Flessibilità,

servizi e restyling

per affrontare le nuove sfide

N

el 2020, durante il lockdown di marzo e aprile, effettivamente temevamo che cambiasse il mondo. Per fortuna non è stato così. Nei centri commerciali, sia come IGD, sia come CNCC, abbiamo registrato dalla riapertura dello scorso 18 maggio fino al 30 ottobre un incremento di presenze costante di settimana in settimana, con un parallelo aumento dello scontrino medio rispetto al 2019. In altre parole, appena è stato possibile, la gente è tornata nei negozi. Temevamo inoltre che diversi store non riaprissero, invece il 95% ha alzato la saracinesca: nonostante il dilagare dell’e-commerce le persone e i retailer stessi hanno dimostrato di non volere perdere l’opportunità delle vendite fisiche. Magari la gente ha frequentato una volta in meno, ma ha comperato di più. Da questo punto di vista siamo rassicurati. Certo, al momento la maggiore incognita riguarda la ristorazione e il leisure, settori su cui le strutture avevano scommesso molto prima del Covid per offrire experience e che sono particolarmente colpite dall’emergenza. Ma mi tranquillizza che negli Usa, dove la campagna vaccinale è più avanti, i mall stiano lanciando nuove attività di food&beverage e la gente sia tornata al cinema. Probabilmente per la ristorazione il nuovo trend sarà preferire il servizio al tavolo rispetto al bancone. Nel 2021 le molte restrizioni, compresa la protratta chiusura dei centri commerciali nei weekend (che valgono il 30-40% del fatturato settimanale), hanno messo ancora a dura prova i retailer: in gennaio, febbraio e marzo il calo delle vendite è stato del 40% (simile alla media registrata nel 2020). Senz’al-

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Se è vero che la ristrutturazione

dei centri commerciali era un trend già in atto, la pandemia ne accelererà la metamorfosi

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tro i problemi di mobilità hanno indotto le persone a privilegiare i centri urbani, gli shopping center di prossimità sono risultati infatti più resilienti rispetto ai mall super regional. E per il futuro? Le attività più aggreganti, come ristorazione e leisure potrebbero faticare di più a ripartire, mentre l’impatto dello smart working determinerà una fruizione diversa dello shopping center, allungandone l’orario perché la gente uscirà di casa per fare un giretto e magari prendersi un aperitivo, oltre a ospitare spazi di coworking perché non è detto che tutti possano lavorare da casa. Lo shopping center dovrà pertanto diventare sempre più flessibile per adattarsi velocemente alle nuove esigenze. Come per esempio l’aumentata richiesta di servizi, a partire dalle strutture sanitarie, anche


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